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ESAME DI STATO 1998 Non è difficile che popoli governati dalla

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ESAME DI STATO 1998 Non è difficile che popoli governati dalla
ESAME DI STATO 1998
SECONDA PROVA - LICEO CLASSICO
Non è difficile che popoli governati dalla democrazia, anche in caso di guerra,
trovino un accordo tra loro; è invece impossibile che ciò accada anche tra regimi
oligarchici.
9Ora=te de\ ka0kei=n' w} a!ndrej 'Aqhnai=oi, o#ti pollou\j u9mei=j pole/mouj pepolemh/kate kai\ pro\j
dhmokrati/aj kai\ pro\j o0ligarxi/aj. Kai\ tou=to me\n i!ste kai\ au0toi/: a0ll u9pe\r w{n pro\j
e9kate/rouj e!sq u9mi=n o9 po/lemoj, tou=t i!swj u9mw=n ou0dei\j logi/zetai. 9Upe\r ti/nwn ou}n e0sti/n;
Pro\j me\n tou\j dh/mouj [email protected] peri\ tw=n i0di/wn e0gklhma/twn, ou0 dunhqe/ntwn dhmosi/a| dialu/sasqai
tau=ta, [email protected] peri\ gh=j me/rouj [email protected] o#rwn [email protected] filoniki/aj [email protected] th=j h9gemoni/aj, pro\j de\ ta\j o0ligarxi/aj
u9pe\r me\n tou/twn ou0deno/j, u9pe\r de\ th=j politei/aj kai\ th=j e0leuqeri/aj: w#st' e!gwg' ou0k [email protected]
o0knh/saim' ei0pei=n ma=llon h9gei=sqai sumfe/rein dhmokratoume/nouj tou\j #Ellhnaj a#pantaj
polemei=n u9mi=n [email protected] o0ligarxoume/nouj fi/louj ei}nai. Pro\j me\n ga\r e0leuqe/rouj o!ntaj ou0
xalepw= j [email protected] n ei0 r h/ n hn u9 m a= j poih/ s asqai nomi/ z w, o9 p o/ t e boulhqei/ h te, pro\ j d'
o0ligarxoume/nouj ou0de\ th\n fili/an a0sfalh= nomi/zw: ou0 ga\r e!sq' o#pwj o0li/goi polloi=j kai\
zhtou=ntej a!rxein toi=j met' i0shgori/aj zh=n h9|rhme/noij eu}noi ge/noint' a!n.
DEMOSTENE, Per la libertà dei Rodiesi 17-18
TRADUZIONE
Considerate anche quanto segue, cittadini ateniesi, che voi avete combattuto molte guerre sia contro
regimi democratici sia contro regimi oligarchici. E questo, peraltro, lo sapete anche voi: ma per
quali motivi voi fate la guerra contro gli uni e contro gli altri, questo forse nessuno di voi lo valuta.
Per quali motivi, dunque, la fate? Contro i regimi democratici, o per controversie private, non
avendo potuto (voi) risolverle per via statale, o per questioni territoriali o di confini o di rivalità o
di ambizioni egemoniche; contro i regimi oligarchici, invece, per nessuno di questi motivi, ma per
la forma di governo e per la libertà. Sicché io non esiterei ad affermare di ritenere preferibile che vi
muovano guerra tutti quanti i Greci retti a democrazia, piuttosto che vi siano amici tutti quanti i
Greci retti ad oligarchia. Credo infatti che con Stati liberi non sarebbe difficile per voi fare pace,
quando lo desideraste, mentre credo che con Stati oligarchici non sia sicura nemmeno l’amicizia:
non è infatti possibile che uno Stato oligarchico veda di buon grado uno Stato democratico e che chi
si propone di esercitare un dominio veda di buon grado chi ha scelto di vivere nell’eguaglianza (lett.
con pari diritto di parola [per tutti]).
- www.loescher.it/mediaclassica -
COMMENTO
La scelta ministeriale è stata quest’anno benevola con gli esaminandi: non solo, infatti, la prosa di
Demostene – autore “classico” per eccellenza – è familiare (o, almeno, non ignota) agli studenti, ma
il passo in esame (tratto dall’orazione politica Per la libertà dei Rodiesi) non risulta particolarmente
impegnativo. Il concetto di fondo – la democrazia è forma di governo superiore, sempre e
comunque, all’oligarchia – viene espresso e motivato con assoluta chiarezza, e la sintassi è lineare –
per quanto, naturalmente, può esserlo la sintassi di Demostene. A questo riguardo, un piccolo
ostacolo poteva essere rappresentato, ad esempio, dal maschile pro\j e9kate/rouj («contro gli uni e
contro gli altri») riferito ad sensum ai precedenti acc. femm. dhmokrati/aj... o0ligarxi/aj . Più
insidioso, forse, il segmento ou0 dunhqe/ntwn... tau=ta, dove il participio non va riferito al
precedente e0gklhma/twn (ripreso invece dal successivo tau= t a), ma ad un sottinteso u9mw~n, da
ricavarsi dal contesto (di qui la trad.: «non avendo potuto voi risolverle per via statale»). Infine,
l’ultima frase conteneva due difficoltà: il participio zhtou=ntej andava inteso – e reso – come oi9
zhtou=ntej («coloro che si propongono» o, più semplicemente, «chi si propone») e il segmento
eu}noi ge/noint' a!n («veda di buon grado») andava connesso sia a polloi/ sia a (oi9) zhtou=ntej.
Qualche piccola insidia, poi, poteva celarsi nella scelta del traducente più appropriato. Ad esempio,
per il sostantivo politei/a (u9pe\r th=j politei/aj) – ricco di sfumature, e dunque aperto a diverse
soluzioni traduttorie – si è preferita quale resa «forma di governo» (piuttosto, ad es, che
«costituzione»), giacché in esso – ci pare – è qui presente una valenza squisitamente ideologica: la
democrazia – vista tout court come “il bene” – in lotta contro l’oligarchia, vista come “il male”.
Tornando alla seconda frase, il nesso kai\ au0toi/ – reso «anche voi» – si poteva tradurre con pari
legittimità «anche da voi» (ossia, «senza bisogno che ve lo dica io»).
Prof. CLAUDIO BEVEGNI
Università degli Studi di Genova
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