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II MOMENTO prima parte - Federazione Italiana Rugby

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II MOMENTO prima parte - Federazione Italiana Rugby
Federazione Italiana Rugby Corso di II momento
Corso allenatori II momento L’obie8vo del formatore nel rugby Missione: Formare uomini‐atle> che sappiano competere ai massimi livelli spor>vi e siano capaci di reagire posi>vamente soBopressione in ogni situazione della vita (missione spor>vo‐educa>va) Corso allenatori II momento Il principiante bambino Corso allenatori II momento In sintesi REGOLE PRINCIPI La meta Avanzare Placcaggio/tenuto Pressare Fuorigioco Sostenere Passaggio non in avan6 Con6nuare Corso allenatori II momento Metodologia e metodo (modulo 3) Come insegnare il rugby Corso allenatori II momento Il Rugby DEFINIZIONE: il Rugby è un gioco di squadra, di situazione e di combaAmento, regolato da norme ben precise CaraCeris6che del rugby sono quindi: •  L’opposizione con l’avversario (dialogo con6nuo tra aCacco e difesa) •  La cooperazione tra i compagni 1 GORI U12
Corso allenatori II momento Quale metodo per l’insegnamento Sulla base delle caraCeris6che del gioco del rugby il modo migliore per insegnarlo è partendo dal gioco stesso. Così facendo infaA l’atleta prima di tuCo comprenderà il gioco: le regole, i principi che gli permeCono di essere efficace (segnare la meta o impedire a farlo) ed i mezzi (le abilità) per farlo. Comprenderà che nell’opposizione con l’avversario per baCerlo si dovrà cercare il suo debole. 2 Il gioco per
apprendere
Corso allenatori II momento Il metodo Realizzato aCraverso un processo di apprendimento con6nuo nel rispeCo del metodo da parte del formatore per la comprensione del gioco nel rispeCo dell’essenza Corso allenatori II momento Genesi del gioco E’ importante che il bambino prenda coscienza sin dai primi approcci al gioco del rugby in aCacco ed in difesa: ATTACCO DIFESA Di avanzare per segnare e di con>nuare ad avanzare aBraverso l’u>lizzo del sostegno Di avanzare per bloccare e placcare chi avanza con il pallone per entrarne in possesso e segnare Corso allenatori II momento Quale metodo per l’insegnamento Inizialmente ciò avverrà in maniera individuale (legata all’egocentrismo del bambino ed al suo scarso vissuto), e via via in forma più coopera6va con i compagni. Quindi il nostro metodo parte prima di tuCo dalla comprensione da parte del bambino del gioco per poi dare lui i mezzi (le abilità) per realizzarlo in maniera sempre migliore in base alla crescen6 richieste determinate dal gioco. Corso allenatori II momento Competenze Esigenze del gioco del giocatore Principi Corretta presa d’informazione Essenza EDUCATORE Situazione tattica Affe8ve/Relazionali Cogni>ve Mentali Fisiche Tecniche/Ta8che Efficacia Specifiche di ruolo Polivalen6 Osserva – Valuta ‐ Interviene per facilitare l’apprendimento Dal generale al par>colare Dal conosciuto all’ignoto Dal semplice al complesso Corso allenatori II momento Dal grezzo al fine I principi metodologici Dal generale al par>colare Intendiamo che l’educatore nella sua proposta deve sempre par6re dallo sviluppare una comprensione più ampia per poi arrivare ad una più specifica. Quindi l’educatore inizierà con il presentare il gioco nel suo complesso per arrivare poi ad esercizi più par6colari. Parimen6 la sua osservazione deve avviarsi da una osservazione primaria più generale per poi dirigersi ad una secondaria par6colare. Corso allenatori II momento I principi metodologici Dal conosciuto all’ignoto Non esiste bambino o ragazzo che non sappia nulla dal puto vista motorio o cogni6vo. Un “vissuto” anche se limitato e non specifico del gioco del rugby è un patrimonio che ognuno ha. Par6re per il principiante dal suo conosciuto (e non da quello dell’allenatore) e man mano nella proposta consolidare ed aggiungere verso il non conosciuto a piccoli passi, aiuta l’apprendimento. Corso allenatori II momento I principi metodologici Dal semplice al complesso Nella proposta l’educatore par6rà da una proposta semplice (semplice per i giocatori) andando con una progressione verso una più complessa. Solo così l’apprendimento dei giocatori potrà essere facilitato perché se la proposta è troppo complessa la quan6tà di insuccessi è frequente, se la proposta è invece troppo semplice i successi avverranno senza un coinvolgimento partecipa6vo dei giocatori adeguato. Corso allenatori II momento I principi metodologici Dal grezzo al fine Nella proposta l’educatore non dovrà aCendere per evolvere il gioco la realizzazione “fine”. L’efficacia del gioco si potrà oCenere ad un livello più “grezzo” (sempre se si rispeAno i principi) in relazione alla qualità della realizzazione che diventerà con l’allenamento sempre più fine. Corso allenatori II momento Corso allenatori II momento • 
Chi sono i miei giocatori? (mo6vazioni, capacità, vissuto, esigenze) • 
Quali sono gli obie8vi da perseguire? • 
Quali sono le a8vità da proporre? • 
Quali mezzi di allenamento (esercitazioni) u>lizzare? • 
Come verificare se gli obie8vi sono raggiun>? (ossia come valutare) Corso allenatori II momento Seguendo il principio dal generale al par6colare il ciclo dell’allenamento sarà il seguente: Colle8vo totale (es 15vs15) 3 Collettivo
totale
Colle8vo parziale (es 7vs7; 8vs8 …) Ranghi rido8 (es 1vs1; 2vs1, 2+1vs 2 …) 4 Collettivo
parziale
5 Ranghi
ridoti
L’allenatore in base al processo precedentemente indicato valuta quali mezzi u6lizzare nella singola seduta e nella programmazione di più sedute Corso allenatori II momento La scelta di quale mezzo di allenamento u6lizzare dipenderà dall’”obieAvo” stabilito in seguito all’osservazione, in quanto ogni mezzo sarà più indicato di altri al raggiungimento dell’obieAvo. ColleAvo totale • Comprensione legata all’u6lità del giocatore ed alla logica del gioco. (Dove sono? Cosa faccio?) ColleAvo parziale • Comprensione legata all’u6lità ed alla logica del gioco. (Dove sono? Cosa faccio?) Ranghi ridoA • Qualità di realizzazione delle varie situazioni di gioco. (Come lo faccio?) Corso allenatori II momento •  Introduzione: dare l’obieAvo della seduta ai giocatori (deve essere uno, massimo due e deve essere condiviso). •  Creazione di un clima posi>vo: condizione fondamentale per l’apprendimento. •  Riscaldamento: in relazione con l’obieAvo. •  Parte Principale: momento principale per l’apprendimento da parte dei giocatori. •  Gioco reale: valutazione dell’apprendimento. •  Bilancio della seduta: coinvolgimento dei giocatori aCraverso domande ed il far valutare loro la seduta. Corso allenatori II momento In base all’obie8vo la struBurazione di una seduta di allenamento deve tener conto di:   Numero dei giocatori a disposizione   Spazio: in relazione agli obieAvi   Tempo: durata totale e delle singole esercitazioni (comunque è un riferimento di massima in quanto il tempo è stabilito dalla valutazione dell’apprendimento)   Materiale a disposizione (palloni, coneA ed altro) Corso allenatori II momento  Consegne e regole: stabilite in relazione all’obieAvo specifico di ogni singola esercitazione.  Parametri di efficacia: ossia i faCori di riuscita che sono alla base dei comportamen6 dei giocatori in ogni situazione del gioco.  Criteri di valutazione: saper valutare se è avvenuto l’apprendimento in base ad un’evoluzione dell’allenamento in relazione al livello dei giocatori. Corso allenatori II momento •  Un elevata percentuale di tempo dedicata all’obieAvo (rapporto parlato‐pra>ca ) •  Un tasso elevato di comportamen6 degli allievi in rapporto direBo con il compito da apprendere •  Un adeguamento oAmale dei contenu6 della proposta alle competenze dei giocatori •  Una evoluzione (miglioramento) del comportamento dei singolo giocatori in relazione all’obieAvo proposto •  Clima posi>vo per tuCa la durata della seduta Corso allenatori II momento Cosa osservo? (i comportamen6 richies6) •  Rappresentazione mentale del modello oAmale del comportamento •  Rappresentazione mentale della classificazione (scala valuta6va) di un comportamento rispeCo ad un pronos6co L’osservazione è fortemente influenzata dalla conoscenza e dagli aBeggiamen> dell’allenatore Corso allenatori II momento Come osservo? •  Posizione oAmale •  ACenzione e concentrazione prima di tuCo sulla globalità dell’esecuzione •  ACenzione e concentrazione successivamente sugli aspeA più specifici dell’esecuzione Dal generale al par>colare Corso allenatori II momento •  Consegne poco chiare •  Livello aCen6vo inadeguato •  Insufficienza livello preparazione condizionale e coordina6va •  Livello tecnico non adeguato rispeCo alla proposta •  Vissuto inadeguato •  Condizione psicologica •  Combinazioni di più Corso allenatori II momento 6 Villepreux
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Corso allenatori II momento Il secondo ciclo (modulo 4) Corso allenatori II momento Parlando di secondo ciclo ci spos6amo dalla fase dell’avviamento al gioco del rugby del principiante all’inizio della formazione vera e propria, che con6nuerà nel terzo ciclo. Ricordiamo che ci riferiamo a cicli e non a categorie di età in quanto ci interessa verificare quale sia il livello di conoscenze e competenze del giocatore per adeguare una proposta idonea e ciò non sempre corrisponde all’età anagrafica. Nella prossima slide trovate i comportamen6 che iden6ficano l’appartenenza al II ciclo. Corso allenatori II momento •  Coinvolgimento maggiore dei giocatori •  Il portatore di palla u>lizza per la con>nuità •  Acquisizione del conceCo di corpo ostacolo e liberazione a contaCo o prima del contaCo •  Il bloccaggio si evolve in placcaggio •  Il sostegno interviene per con>nuare •  Il grappolo si trasforma in raggruppamento •  Prime forme di gioco sullo spazio •  Si formano delle linee difensive di occupazione 7 II ciclo
Corso allenatori II momento OBIETTIVI DEL II CICLO
Piano affettivo:
sentire il bisogno dell’altro e la ricerca della
competizione, sicurezza in sé stesso e nelle
proprie capacità
Regole fondamentali del rugby:
Segnare la meta e placcare; tenuto;
passaggio in avanti; fuori gioco
Piano cognitivo:
esigenza dell’organizzazione per un compito
comune; elaborazione di progetti comuni
che tengano conto dei compagni e degli
avversari: prevedere situazioni, elaborare
programmi, realizzare azioni adeguate al
compito; iniziativa individuale / compito di
gruppo;
Principi fondamentali del rugby
In attacco: Stimolazione della
determinazione finalizzata all’avanzamento
efficace individuale e collettivo.
Ricerca continua della velocità di utilizzo
(forma prioritaria, continuità diretta).
Comprensione del concetto d’utilità
d’intervento pallone/spazio;
In difesa: avanzamento collettivo per
mettere pressione (linea); placcaggio e
recupero del pallone
Abilità individuali: finalizzate alle esigenze
del gioco
Piano motorio:
capacità coordinative; velocità, mobilità
articolare
Corso allenatori II momento Un gioco semplice, dinamico e divertente in cui la proposta deve essere svolta sempre in regime di “opposizione” ed in cui si privilegia una educazione all’avanzamento ed alla con6nuità dell’avanzamento nel rapporto portatore sostegno. Privilegiare una proposta ed un metodo che por6 il bambino a “comprendere” il gioco nel rapporto di causalità tra aCacco difesa. Corso allenatori II momento S6molare la comprensione da parte del giocatore della propria u6lità sul pallone o sullo spazio. S6molare la comprensione della con6nuità di avanzamento nel ritmo (priorità alla con>nuità direBa), sia nei momen6 di gioco colleAvo che nelle esercitazioni a ranghi ridoA, giocando in piedi. S6molare la velocità di esecuzione in tuCo ciò che viene faCo (l’errore gestuale non deve impedirlo) 8 Continuità
diretta
Corso allenatori II momento In difesa arrivare al conceCo colleAvo di rete che avanza insieme per meCere pressione. S6molare il placcaggio recupero del placcatore. S6molare il recupero del pallone da parte dei difensori più vicini e l’aCenzione sullo spazio di quelli più lontani. S6molare l’uso del piede secondo una logica rela6va al rapporto aCacco/difesa quindi in base ad una presa d’informazione. 9 Salita
10 Piede
Corso allenatori II momento Poiché la “comprensione del gioco” è una priorità in questo ciclo, una grande quan6tà di proposta dovrà indirizzarsi a questo obieAvo u6lizzando come mezzo di allenamento principale il colle8vo totale o parziale. Comunque in relazione alla valutazione del gruppo possono sicuramente comparire esercitazioni a ranghi rido8 rela6ve ad obieAvi specifici. 11 Avvio facilitato
Corso allenatori II momento Sul pallone Sullo spazio •  Esercizi sulla “con6nuità di gioco” ad esempio: •  Esercizi sulla •  1+1 vs 1+1 •  1+2 vs 1+2 • 2 vs1 • 2 vs1+1 “superiorità numerica” ad esempio: 13 2vs1
12 1+1 vs 1+1
Corso allenatori II momento 14 2vs1+1
Sul pallone Sullo spazio •  Determinazione del portatore nel baCere l’avversario con cambio di direzione, accelerazione e aAtudine a rimanere in piedi proteggendo il pallone o meCendolo a disposizione se a terra. •  Immediatezza d’intervento dei sostegni (i più vicini) che convergono verso il portatore e con determinazione si preoccupano di portare avan6 il pallone se visibile o il compagno se il pallone non è visibile. •  Capacità dei giocatori di prendere lo spazio in larghezza profondità. •  Presa d’informazione del comportamento dei difensori (guardare avan6). •  Per il portatore di iniziare a comprendere il conceCo di “fissare” il direCo avversario aCraverso la direzione di corsa e la velocità adeguata. •  Per il giocatore sullo spazio giocare in accelerazione. Corso allenatori II momento Sul pallone Sullo spazio •  Esercizi sul “placcaggio recupero” ad esempio: •  Esercizi sulla “salita •  1+1 vs 1+1 •  1+2 vs 1+2 • 3 vs 3 • 4 vs 4 insieme” ad esempio: Corso allenatori II momento Sul pallone Sullo spazio •  Determinazione del placcatore nel momento del placcaggio a portare velocemente in terra l’avversario imponendosi sull’incontro (accelerare sul placcaggio). •  Immediatezza d’intervento dei sostegni (i più vicini) che convergono verso il placcato e con determinazione tentano di recuperare il pallone in base alla situazione con le mani o con la spinta. •  Capacità dei giocatori di prendere lo spazio u>le nella larghezza senza allargarsi troppo (conceCo di muro). •  Prendere informazioni sull’aCacco (numero, schieramento, spazio occupato). •  Avanzare insieme (conceCo di muro che sale) per meCere pressione agli avversari facendo aCenzione a non creare spazi nella linea. Corso allenatori II momento Ovviamente ques6 esercizi dovranno essere svol6 sempre in regime di opposizione reale e l’educatore non dovrà mai dimen6carsi di sollecitare la comprensione della situazione da parte del giocatore e via via le sua realizzazione sempre più qualita6va. L’aCenzione dell’educatore deve poi rivolgersi ai comportamen> dei giocatori prima descriA e non alla forma dell’esercitazione. La quan>tà di situazioni proposte dovrà essere elevata e gli interven6 dovranno essere sinte6ci, precisi e indirizza6 ai comportamen6 su cui porre l’aCenzione del giocatore per il migliorare. Corso allenatori II momento 
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