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L`ONAV cambia vestito Merano International Wine Festival

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L`ONAV cambia vestito Merano International Wine Festival
L’ONAV
cambia vestito
In India con l’ONAV
Merano
International
Wine Festival
& Culinaria
Di Vini Profumi
decima edizione
Foto B. Murialdo
L’AssAggiAtore • 04/2009
Consiglio ONAV 2010-2013
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Prof. GiorGio Calabrese
Presidente
Via Verdi, 2 - 14100 ASTI
Uff. 0141/34980 - Fax 0141/353790
Cell. 335/1317825
E-mail: [email protected]
Vito intini
Pro Presidente
Via dei Mille, 33 - 20129 MILANO
Cell. 333/9734980 - E-mail: [email protected]
Cav. di Gran Croce lorenzo Marinello
Vice Presidente
Via Marsala, 53 - 15100 ALESSANDRIA
Tel. 0131/52763 - Fax 0131/317470
Cell. 335/5245718 E-mail: [email protected]
enol. Gianni GiarDina
Vice Presidente
Via Pagano 6 92024 CANICATTI’ (AG)
Cell. 330/692321
E-mail: [email protected]
siMonetta CarMinati
Consigliere
Via Termopili 12 20127 MILANO
Cell. 334/6782033
E-mail: [email protected]
Prof. GiusePPe MeGlioli
Consigliere
Via Calatafimi 26 42124 REGGIO EMILIA
Tel. e Fax 0522/580767 - Cell. 335/343108
E-mail: [email protected]
ezio alini
Consigliere
Via Montenero 26 10052 BARDONECCHIA (TO)
Cell. 347/9191698
E-mail: [email protected]
ing. Walter Polese
Consigliere
Via San Lorenzo 37 24129 BERGAMO
Cell. 320/6331454 - E-mail: [email protected]
enol. Fabio Finazzi
Consigliere
Via Matteotti 12/E 25030 CASTEL MELLA (BS)
Cell. 334/6782034 - Cell. 335/7599009
E-mail:[email protected]
Dott. VinCenzo bionDo
Consigliere
Via Pontano 22 09128 CAGLIARI
Tel e Fax 070/492762 - Cell. 349/7646921
E-mail: [email protected]
Dott. roberto raMPone
Vice Presidente
Stradale per Asti, 40 - 14030 AZZANO (AT)
Cell. 334/1607302 - E-mail: [email protected]
enol. alessanDria MiChele
Direttore Generale
Borgata Roggeri, 50
12064 S. MARIA LA MORRA (CN)
Tel. 0141/535251 - Fax 0141/535245
Cell. 338/6087187
E-mail: [email protected]
Dott. Gian Carlo Mirone
Tesoriere
Via Amendola, 4 - 15100 ALESSANDRIA
Tel. 0131/251894 - Cell. 347/2248695
E-mail: [email protected]
Pierino GriGolato
Consigliere
Via Buozzi 1 37069 VILLAFRANCA (VR)
Cell. 347/9247403 - E-mail: [email protected]
Pasquale PorCelli
Consigliere
Via Gen. Amato 35 70056 MOLFETTA (BA)
Tel. 080/3352069 - Cell. 335/6544642
E-mail: [email protected]
Membri di diritto
Mario saCCo
Presidente C.C.I.A.A. di Asti
c/o C.C.I.A.A. di Asti
Piazza Medici 8 14100 ASTI
Tel. 0141/535241
E-mail: [email protected]
Prof. renato GenDre
Direttore L’Assaggiatore
Reg. Scarassera 5
14018 VILLAFRANCA D’ASTI (AT)
Tel. e Fax 0141/943171 – Cell. 338/7031257
E-mail: [email protected]
Membri cooptati
Dott. VinCenzo Pietro CalV
al o
alV
Via Ferreri 27 96019 ROSOLINI (SR)
Tel. 0931/502630
Cell. 339/4658611
E-mail: [email protected]
Dott. Mario ubiGli
c/o CRA - Centro di Ricerca per l’Enologia
Via P. Micca, 35 -14100 ASTI
Tel. 0141/433815 - Cell. 338/6794712
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on si può non parlare dell’ultima Assemblea dei Rappresentanti delle
Regioni, convocata per imposizione
statutaria, al fine di rinnovare il consiglio
Nazionale, che guiderà l’ONAV per il prossimo triennio e nel cui seno è stato eletto il
nuovo Presidente nella persona del prof.
Giorgio Calabrese e sono state ricoperte
tutte le altre cariche istituzionali.
Non se ne può tacere, perché c’è stata una
vera rivoluzione. Infatti i componenti il Consiglio scaduto si sono divisi. Una parte, insieme a un gruppo di Soci che si sono riconosciuti nelle proposte
di un denso programma, è confluita nella lista che si presentava
con lo scopo dichiarato di reggere l’Organizzazione in modo decisamente diverso rispetto al passato, sulla spinta di una forte carica
innovativa pur nel rispetto dei principi fondanti dell’Organizzazione.
Altri invece si sono raccolti in una compagine che intendeva operare in nome della continuità, convinti della validità di un’azione, che
aveva portato l’ONAV a tesserare parecchie migliaia di assaggiatori.Gli Elettori hanno premiato i primi, con un esito schiacciante e ora
tutti i Soci attendono che il nuovo Consiglio attui quelle riforme indicate nel programma elettorale.
A noi non resta e lo facciamo con sincerità che formulare al Presidente e a tutti i Membri del Consiglio gli auguri di buon lavoro, per
una ONAV sempre piú e meglio inserita nel panorama vinicolo non
soltanto italiano.
Renato Gendre
Editoriale
Sommario
Gli Auguri del Presidente
pag.
4
L’ONAV cambia vestito
»
5
Merano International Wine Festival
& Culinaria
»
6
‘Di Vini Profumi’ decima edizione
»
8
La vinificazione delle uve bianche
»
10
Quando la moderazione diventa stile di vita »
12
Un ruolo per l’ONAV nella nuova OCM Vino? »
14
dalle Delegazioni
»
16
Guida ONAV dei vini
»
19
News
»
22
Mario Castino
»
31
Libri
»
32
Che cosa c’è in agenda
»
34
Infernotto
»
34
L’AssAggiAtore • 05/2009
-3-
Periodico bimestrale dell’ONAV
Per la cultura e la didattica del vino
Una copia E 1,00
Direttore Responsabile
Renato Gendre
Registrazione
Autorizzazione del Tribunale di Asti
n. 5/79 del 16.05.1979
Impaginazione e stampa
L’Artistica Savigliano
Via Togliatti, 44 - 12038 Savigliano
Editore
L’Artistica Editrice
Divisione editoriale de L’Artistica Savigliano S.r.l.
Via Torino 197
12038 Savigliano (CN)
Tel. + 39 0172.726622
Fax + 39 0172.375904
[email protected] - www.edarpi.com
Iscr. al Registro R.O.C. n. 13187
Redazione
ONAV Organizzazione Nazionale
Assaggiatori Vino - Asti
Abbonamenti
L’Assaggiatore è inviato
esclusivamente ai Soci dell’ONAV
in regola con la quota sociale.
L’Organizzazione Nazionale degli
Assaggiatori di Vino ha sede ad Asti
presso la C.C.I.A.A.,
Piazza Medici, 8
Tel. 0141 535246
Fax 0141 535245
[email protected] • www.onav.it
Presidente: prof. Giorgio Calabrese
Direttore: enol. Michele Alessandria
Gli Auguri
del Presidente
Carissimi Colleghi e Amici dell’ONAV, desidero ringraziarVi tutti
per l’espressione di fiducia che avete voluto rivolgermi consentendo la mia elezione a Presidente Nazionale del nostro prestigioso Ente che dal 1951 porta avanti, idee, progetti e uomini di
grande valore per la socialità.
L’ONAV, come ogni istituzione che vive a lungo, ha necessità
periodicamente di innovarsi non perché il passato non sia stato
all’altezza, ma perché la globalizzazione nel mondo ci ha resi
sempre più veloci e ancor più attenti alle modernità sia di espressione dei contenuti che della comunicazione degli stessi.
L’ONAV ha sempre avuto grandi Presidenti che hanno dato fino
ad oggi un significato sociale ad un gesto comune come quello
di valutare un vino e, quindi poi, di berlo e gustarlo, senza esagerare.
Il passato, fino ad oggi, ha costruito le fondamenta del nostro
pensiero e del nostro sapere ma è preferibile non fermarsi a riflettere solamente sui fasti acquisiti anche a livello internazionale
e invece procedere nell’adeguare il nostro Ente alle esigenze di
un mondo che in questo momento ha una visione negativa del campo enologico.
In questi ultimi anni i media, a causa di tanti incidenti stradali capitati soprattutto ai nostri giovani
specie nel fine settimana, invece di esaminare fino in fondo le vere cause di questa tragedia, chiamando in causa droghe leggere e pesanti e poi superalcolici in grandi quantità, hanno attribuito al
vino la colpa assoluta. Si tratta di una grande bugia che bisogna subito smentire non solo con le parole ma con i fatti, basati sugli approfondimenti scientifici.
Per fare ciò non bastiamo noi scienziati medici ma ci vogliono coloro che come Voi insegnano
con competenza ai giovani cosa sia il vino e come bisogna berlo. Ci vogliono i Maestri che diano al vino l’immagine di cultura e tradizione. Ci vuole colui che io amo definire arbiter
vinorum, sì l’arbitro del vino, l’Onavista, che sottolinea che si “beve l’acqua e si gusta il vino” come io amo definire da trent’anni il bere equilibrato e di
gusto.
Vi chiedo di continuare ad aiutarmi a portare in alto il nome dell’ONAV,
come hanno fatto i miei predecessori grazie sempre al Vostro lavoro
di qualità e pieno di buoni sentimenti.
Spero in questi 4 anni che mi attendono di poterVi conoscere
tutti personalmente, girando la nostra bella Italia e rinforzando il
grande affetto che deve unirci nello stare insieme nella nostra importante e spero sempre più internazionale ONAV.
Colgo anche l’occasione per formulare a nome dell’Organizzazione che ho l’onore di presiedere, del Consiglio Nazionale e della
Direzione Generale che con me generosamente collaborano e
mio personale, gli auguri di trascorrere un buon Natale e un 2010 foriero per Voi e per tutte le persone
a Voi care, di gioie e soddisfazioni non effimere.
Fraternamente e Cordialmente
Giorgio CALABRESE
L’Assaggiatore • 05/2009
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L’ ONAV cambia vestito
Il taglio sartoriale oggi è quello di Giorgio Calabrese
Renato Gendre
E
qualità come alimento che fa parte della nostra tradizione culturale, non soltanto del rito della tavola e la
difesa di un consumo corretto e saggio non attraverso
inutili campagne proibizioniste, ma attraverso una
opera di educazione e di comunicazione, nella sua
azione esterna.
Ed ora lasciamo parlare i numeri. Erano 244 i Grandi
Elettori che hanno eletto per il quadriennio (2010-2013)
come Consiglieri Nazionali: Giorgio Calabrese, Simonetta Carminati, Roberto Rampone, Vito Intini, Fabio
Finazzi, Gian Carlo Mirone, Walter Polese, Giovanni
Giardina, Lorenzo Marinello, Ezio Alini, Giuseppe Meglioli, Vincenzo Biondo, Pasquale Porcelli, Pierino Grigolato; come Revisori dei Conti: Marino Cattaneo, Giuseppe Isacchi, Giuseppe Trovato; come Probiviri:
Gianluigi Corona, Vincenzo Vasta, Giuliano Vergani.
Il nuovo Consiglio, riunitosi il giorno 15 novembre, nella
sede nazionale dell’ONAV (Palazzo Goria, Asti), ha poi
adempiuto agli obblighi statutari eleggendo all’unanimità il suo organigramma, che risulta cosí composto:
Presidente: Giorgio Calabrese.
Pro presidente: Vito Intini.
VicePresidenti: Gianni Giardina, Lorenzo Marinello,
Roberto Rampone.
Tesoriere: Gian Carlo Mirone.
I quali, con l’aggiunta del Direttore Generale e l’esclusione ‘naturale’ di G. Giardina, per la lontananza della
sua residenza da Asti, formeranno il Comitato Esecutivo.
Ai membri del Consiglio Nazionale eletti, vanno aggiunti i due di diritto (Mario Sacco, Presidente della
C.C.I.A.A. di Asti e Renato Gendre, Direttore dell’Assaggiatore) e i cooptati di cui uno (Vincenzo Pietro
Calvo) su indicazione del Presidente e uno (Mario Ubigli) nominato dal Consiglio. A tutti componenti saranno distribuite delle deleghe al fine di rendere più chiaro
e sicuro l’impegno di ciascuno per un migliore funzionamento dell’ONAV secondo le linee programmatiche
indicate nel programma elettorale. Durante questa prima riunione sono già stati assegnati i primi incarichi
operativi: Organizzazione territoriale (Vito Intini); Didattica (Roberto Rampone); Ufficio stampa e immagine
(Simonetta Carminati).
Oggi, con il vestito rinnovato, l’ONAV di Giorgio Calabrese cammina elegante alla ricerca di luoghi su cui
fare sventolare la sua bandiera.
Che l’incedere sia fruttuoso!
rano circa le 17,30 di sabato 24 ottobre, quando in una sala dell’Hotel Salera di Asti, terminato
lo spoglio dei voti dei Rappresentanti delle Regioni, i cosí detti Grandi Elettori, si è avuto la certezza,
che quello che da tempo circolava in modo piú o meno palese, era ormai una realtà. L’ONAV aveva cambiato vestito. Il gruppo ‘storico’ arroccato intorno alla
figura di Bruno Rivella era stato sconfitto in modo netto, secondo noi anche con uno scarto di voti superiore alle attese. Bruno Rivella, presente nel Consiglio
Nazionale fin dal lontano 1973, ha occupato via via
tutto il cursus honorum da Consigliere a Cancelliere
(quando ancora l’ONAV era un Ordine) e dal 1998
Presidente, diventando così il più longevo Presidente,
perché in conseguenza del cambio di statuto che allungò la durata del Consiglio Nazionale da tre a quattro anni, ha tenuto la carica per 11 anni. E in questi
trentacinque anni circa di presenza nella gestione
dell’Organizzazione ha dato un impulso notevole per il
suo potenziamento e tale merito, in una forma o nell’altra, sicuramente gli verrà riconosciuto. Ma come c’è
un inizio cosí c’è una fine. È nella logica delle cose
umane. Tocca ora al nuovo gruppo dirigente, ricevuto
il testimone dagli Elettori, guidare l’ONAV su quelle posizioni di visibilità per il grande pubblico e d’incidenza
nella filiera produttiva che merita. E le premesse, almeno quelle esposte nel documento programmatico
che ha dato un senso preciso alla discesa in campo
del gruppo di Soci, che ha prevalso nella contesa elettorale, ci sono tutte perché si possano raggiungere gli
obiettivi previsti.
Un ONAV piú agile e più dinamico. Ricorrendo a un
maggiore e migliore utilizzo a tutti i livelli delle risorse
telematiche, nei rapporti tra la sede centrale e le delegazioni provinciali. Cercando un potenziamento delle
strutture intermedie, cioè di quelle delegazioni regionali, che prima non si era riusciti, se non raramente, a
rendere funzionanti e operative.
Un ONAV piú attento e piú vicino al mondo della scienza, per altro mai trascurato, sia per quanto riguarda le
indicazioni con le quali migliorare l’esercizio tecnico
dell’assaggio, sia per quanto concerne i rapporti via
via piú chiari tra vino, salute, nutrizione.
Un ONAV comunque, che si è posto come ‘linea del
Piave’ il buon funzionamento delle delegazioni e la
soddisfazione dei Delegati che gli dedicano tempo ed
energie, nella sua strategia interna; la tutela del vino di
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Merano International
Wine Festival & Culinaria
Salvatore Longo
C
ome per il vino anche per le manifestazioni
espositive la ‘buona struttura’ si vede con gli
anni: i 18 raggiunti con l’edizione 2009 dal
‘Merano International Wine Festival & Culinaria’ (7-9
novembre) non sono pochi, specie se - come suol
dirsi per le signore - non li dimostra. La serata inaugurale ha fatto rivivere i fasti del salone Kursaal con
oltre 500 invitati in abito da sera. La cena è stata allietata, oltre che da una grande cucina, dalla voce
del soprano Paola Sanguinetti accompagnata al piano dal maestro Davide Burani. La suggestione era
tale che quasi quasi si attendeva l’ingresso della
Principessa Sissi! Al termine della serata Helmuth
Köcher (presidente del Festival) ha consegnato
l’Award 2009 a Roberto Cipresso quale “miglior enologo italiano nel mondo” e a Enrico Derflingher quale
“ambasciatore della cucina italiana nel mondo”. Il
successo della manifestazione (circa 5.000 i visitatori con 4.500 biglietti staccati; 80 euro il costo del biglietto per una giornata) premia indubbiamente una
formula coraggiosa che pone la ‘selezione’ come
concetto guida a livello sia degli espositori sia dei visitatori, creando un circuito virtuoso che assicura la
qualità a tutti i protagonisti. Anche quest’anno il grado di soddisfazione delle aziende partecipanti è stato molto elevato per il numero e la tipologia dei contatti avuti e per l’interesse riscontrato nei visitatori. Il
Kurhaus - edificio destinato a feste e cene danzanti
inaugurato nel 1874 e simbolo con le sue splendide
sale (bellissimo il Pavillon des Fleurs) di un’epoca e di
una cultura che in pochi posti come a Merano si percepisce ancora nell’atmosfera - non poteva non
ospitare il meglio della produzione vinicola internazionale: percorrere le sue sale ha significato compiere un affascinante viaggio con il bicchiere in mano
nelle migliori cantine italiane, francesi (interessante la
selezione degli Champagne e affascinanti - come
sempre - le proposte dei 31 produttori dell’Union
des Grands Crus de Bordeaux: unica presenza in
Italia oltre a quella di Roma), tedesche (con i 25 migliori produttori di Riesling del Deutsche Prädikats und Qualitätsweingüter) e austriache scoprendo anche eccellenti prodotti di Paesi meno noti per il vino
quali Croazia, Serbia, Slovenia e Montenegro. I vini
presentati (1.314) sono stati il risultato di oltre 5 mesi
di assaggi da parte di più di 50 commissari che han-
no valutato 4724 campioni ammettendo all’esposizione solo quelli che hanno ottenuto il punteggio minimo di 86/100. I 322 produttori italiani selezionati
sono stati articolati nelle tradizionali sezioni ‘Centum,
Italia Excellentis, Extremis, Dulcis in fundo, Vini Futuri e Consortium’. Il Riesling è stato il protagonista di
sabato 7 novembre con l’eccezionale possibilità di
degustare vini leggendari come quelli di Egon Müller
e - nel contiguo Hotel delle Terme - con una verticale dal titolo “L’eccezionale longevità del Riesling, il
più grande vino bianco del mondo” con annate introvabili e inestimabili a partire dal 1959. Sempre il 7
novembre nel teatro Puccini di Merano un panel di
professionisti enologi, ristoratori e sommelier ha premiato tra le aziende VDP presenti al Wine Festival il
Riesling 2008 Birkweiler Kastanienbusch GG, Weingut Ökonomierat Rebholz quale miglior secco e il Riesling 2007 Kanzemer, Altenberg Trockenbeerenausleese, Weingut von Othergraven come miglior
dolce. Di grande interesse domenica 8 la proposta
Iuvenes, una selezione di 26 giovani aziende emergenti (presenti sul mercato da meno di dieci anni),
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che ha permesso di fare vere scoperte e rassicurarsi
sul futuro del vino italiano. Il ‘Meran Wine Festival &
Gourmet’ è divenuto anche polo di riferimento di una
serie di eventi interessanti e specifici che lo precedono o si svolgono in contemporanea. Ricordiamo in
particolare ‘VinoCulti’ (vedi Box) a Castel Tirolo (16
ottobre - 5 novembre) con le due iniziative ‘Altissimo’
e ‘Dolcissimo’ e ‘Le giornate del Riesling’ a Naturno
(27 ottobre - 7 novembre) nel cui ambito è avvenuta
la consegna del Riesling Gold (concorso nazionale)
alle cantine: Köfererhof, Meraner Kellerei, Eisacktaler
Kellerei e Podere Provinciale Cantina Laimburg. Infine domenica 8 all’Hotel Terme, Helmut Köcher (presidente di Gourmet International) ha assegnato il
Premio Terroir 2009 - Merano Wine & Culinaria Award
per le categorie ‘bianco’, ‘rosso’ e ‘dolce’ a 17 vini
italiani divisi per aree geografiche (Nord Est, Nord
Ovest, Centro, Sud e Isole) e a due spumanti (uno
Metodo Classico e uno Metodo Charmat).
Il 6 novembre il ‘Wine Festival’ ha avuto un prologo
con la 5ª edizione di bio&dinamica in cui 55 aziende
certificate italiane ed estere hanno presentato vini
prodotti in modo biologico e biodinamico. Notevole il
successo riscontato da questi vini, talvolta oggetto
di preconcette diffidenze, che hanno la comune caratteristica di esaltare il territorio di provenienza.
Ha completato questo trionfo dell’eccellenza ‘Culinaria’ il settore dedicato all’alta qualità gastronomica
italiana: i 327 prodotti di 110 aziende che hanno superato la selezione hanno affascinato con i loro profumi e sapori le migliaia di visitatori. Facevano parte
di ‘Culinaria’ la sezione Aquavitae & Liquores con 33
prodotti di 11 aziende e quella dedicata alle birre artigianali (Beer Passion). Nella vicina piazza Terme,
un’affascinante iniziativa ‘collaterale’: ‘GourmetArena’ con CookingXWine ha offerto tre giorni di emozioni e qualità con l’esibizione in diretta degli chef
selezionati da Luigi Cremona.
Da ricordare il bellissimo catalogo che per completezza dei dati presentati e la veste grafica è molto
diverso dai soliti cataloghi fieristici: un vero strumento di lavoro e di informazione per tutti.
VinoCulti
Nel suggestivo paese di Tirolo - sito nel Parco Nazionale di Tessa
a circa 600 metri di altitudine e immerso in 60 ettari di vigneti e
400 di frutteti - si è svolto ‘VinoCulti’ (16 ottobre - 5 novembre),
un complesso di appuntamenti con il buon bere che, insieme ad
altre iniziative programmate in zona, collegandosi con il Merano
International Wine Festival ne amplifica la presenza sul territorio.
‘VinoCulti’ è in realtà un contenitore di eventi con protagonista
l’enologia locale. Il 16 ottobre (giorno d’apertura) vi è stata una
degustazione di Pinot Bianco e il giorno 20 Mundus vini Tirolensis: entrambe le manifestazioni riservate ai vini altoatesini. In una terra dai prodotti genuini e dai grandi
sapori non poteva mancare la gastronomia ‘regina’; così il 25 ottobre alla Festa della Via del Castello e
del Vino, una manifestazione di strada con musica e specialità culinarie e il 28 ottobre e il 4 novembre a
quella Sulle tracce delle Locande & Cultura Vinicola, un giro sul territorio parlando con esperti di vini e
gastronomia. Gli eventi clou sono stati comunque Altissimo e Dolcissimo. Il primo, svoltosi il 30 ottobre,
deve il suo nome al suo svolgersi a 1.361 m. di altitudine su una splendida terrazza panoramica che domina Merano e l’intera vallata: il menù contadino della festa è stato accompagnato da splendidi vini locali. Con Dolcissimo il 5 novembre si è concluso VinoCulti. Si tratta di un concorso per il miglior vino dolce altoatesino. La Giuria (16 membri tra enologi, sommelier, albergatori esperti di vino e collaboratori del
Merano Wine Festival) ha seleziona tra i 25 migliori vini dolci locali i 10 finalisti che hanno costituito il banco di assaggio della cerimonia di premiazione svoltasi nel salone di Castel Tirolo, storico punto di riferimento del Sud Tirolo. La scultura in bronzo dell’artista Irma Hölzl prevista per il vincitore è stata assegnata al vino Amadeus 2007 della Meraner Weinkellerei, seguito nelle piazze d’onore dal Terminium 2007
della Kellerei Tramin e da Serenade 2006 della Kellerei Kaltern. Il Cashmere 2007 di Elena Walch è stato
premiato come rosato. La degustazione è stata arricchita e completata dagli splendidi formaggi locali
ottimamente abbinati con i protagonisti della serata. [S.L.]
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‘Di Vini Profumi’
decima edizione
S
Virgilio Pronzati
ono poche le regioni nel mondo che possono
vantare un bagaglio storico, ambientale, paesaggistico e vitivinicolo come la Toscana. Sulla vite e sul vino, questa regione esprime, non solo in
Italia, la maggiore cultura. Il vino, o meglio i vini, sono
in simbiosi col territorio e aziende produttrici di vini
hanno radici antiche, talvolta plurisecolari. Dunque,
vini che superando l’usura dei tempi e delle mode,
sono ancor oggi d’attualità. Vini blasonati con vertice
il Chianti Classico e non, il Vino Nobile di Montepulciano, il Brunello di Montalcino, il Vernaccia di San
Gimignano e, primo al mondo assieme ad altri tre,
per delimitazione della zona d’origine (una sorta di
disciplinare), il Carmignano. Infatti, nel famoso bando di Cosimo III de’ Medici emanato nel lontano
1716, erano già definiti i confini delle aree di produzione del Carmignano, del Chianti, del Pomino e del
Valdarno Superiore. Definito il vino delle due Doc
(1716 e 1975), nel 1990 ha ottenuto la Docg.
C’è di più. I vitigni cabernet sauvignon e franc, vanto
del Medoc, per la felice intuizione degli enologi inviati a Bordeaux dal Granduca, furono impiantati in loco
già nell’700. Il Carmignano Docg è ottenuto dai seguenti vitigni: sangiovese minimo 50%, cabernet
franc e sauvignon dal 10 al 20%, canaiolo nero massimo 20%, trebbiano toscano, canaiolo bianco e
malvasia del Chianti per un massimo del 10%, altri
vitigni a bacca nera massimo 10%. In questi ultimi
anni, i vitigni a bacca bianca son sostituiti con merlot
e syrah.
La gradazione alcolica minima è di 12,50%, mentre
l’invecchiamento prescritto è di 2 anni di cui 1 in botti di rovere, mentre per il tipo riserva è di 3 anni di cui
2 in botti di rovere. Oggi il Carmignano rappresenta
la più piccola Docg italiana, facendo salire a sette le
Docg della Toscana.
La sua zona di produzione comprende le aree vocate dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano in
provincia di Prato. La produzione di Carmignano Docg nel 2008 si aggira sui 2.400 ettolitri, mentre la superficie vitata è di oltre 150 ettari.
La pregiata produzione vinicola della provincia di
Prato, ha altre frecce al suo arco: i Doc Barco Reale
di Carmignano (fratello più giovane del Carmignano;
intelligente doc a ricaduta), che prende il nome dalla
vasta proprietà medicea circondata per oltre trenta
miglia dal Muro del Barco Reale. Rosato di Carmignano, l’antico Vin ruspo, l’aureo o ambrato Vin Santo di Carmignano (secco e amabile) e il Vin Santo di
Carmignano Occhio di Pernice. Mentre per gli IGT
Toscana: il pregiato Pinot Nero del Marchese Pancrazi, il sapido Bianco (da uve trebbiano toscano e
malvasia del Chianti e, in minor misura, chardonnay
e riesling renano) ed alcuni ottimi Super Tuscans, da
uve cabernet franc e sauvignon, merlot e syrah. Tra
le non poche manifestazioni di qualità legate al vino
che si svolgono in Toscana, trova il giusto consenso
“DI VINI PROFUMI”, che si tiene a Carmignano da
ben dieci anni. Iniziativa finalizzata alla valorizzazione
del Carmignano Docg e d’altri Doc ed IGT della provincia di Prato, nonché dell’intero territorio, riservata
ai giornalisti italiani e stranieri specializzati in enogastronomia.
Una interessante e piacevole due giorni dedicata a
vigneti, cantine e vini di Carmignano e della provincia
di Prato, che si è tenuta dal 31 maggio all’1 giugno
scorso.
Nella splendida Villa della Tenuta di Capezzana, il folto gruppo della stampa ha potuto valutare 49 vini di
varie tipologie e annate, serviti da impeccabili sommelier dell’AIS Toscana. Prima dell’inizio del tasting
wine in maniera anonima o palese per chi lo vuole, il
saluto del Sindaco Doriano Cirri e, quanto mai gradito, del conte Ugo Contini Bonacossi, perfetto padrone di casa e già Presidente della VIDE (Viticoltori Italiani Di Eccellenza).
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Entrando nel dettaglio, i quarantanove vini sono stati serviti nel seguente ordine. Un Toscana IGT Trebbiano 2006; sei Rosato di Carmignano Doc 2008;
dieci Barco Reale di Carmignano Doc di cui quattro
del 2008, cinque del 2007 e una del 2006; quindici
Carmignano Docg di cui otto del 2007, quattro del
2006 e tre del 2005; sette Carmignano Docg Riserva
di cui uno del 2007, cinque del 2006 e uno del 2005;
cinque Toscana IGT Rossi di cui tre del 2007, uno
del 2006 e un altro del 2004; cinque Vin Santo di
Carmignano Doc di cui due del 2005, due del 2003
(uno Riserva) e uno del 2002. Facendo una sintesi,
quanto espresso dalla degustazione dei vari vini, in
particolare i Carmignano, si può affermare che globalmente è salita la qualità, risultando più omogenea
rispetto al passato.
Cantine dei Colli Novaresi
Via Cesare Battisti, 68/70 - 28073 Fara Novarese (NO)
Tel. 0321/829234 - Fax 0321/829797 - E-mail: [email protected]
Fara DOC 2005
Buono per sapidità e corpo l’unico bianco IGT.
Dei sei Rosato di Carmignano 2008 cinque, essendo fruttati e freschi si attestavano sul buono,
uno discreto per limitata armonia. Meno omogeneità nei 10 Barco Reale di Carmignano. Buoni due dei quattro 2008: il primo in crescita, il
secondo già abbastanza pronto; disarmonici i
restanti due per sensibile astringenza e poca
morbidezza. Dei cinque 2007, buoni due per
corpo e schiettezza, sul medio-buono i restanti
per eccesso di tannicità e fondo amaro. Buono
l’unico 2006 già abbastanza equilibrato con note speziate. Passando ai 15 Carmignano, degli
otto 2007 quattro d’ottimo livello qualitativo per
bouquet, struttura e persistenza, tre sul buono
per minori pregi rispetto ai precedenti, uno appena discreto per eccessiva astringenza. Dei
quattro 2006 due decisamente buoni tendenti
all’ottimo per bouquet e struttura generale, uno
sul medio-buono e l’altro discreto. Diversi i tre
2005: uno tendente al buono, uno medio-buono e l’altro sufficiente. Ora è la volta dei sette
Carmignano Riserva. Dei cinque 2006 due sono
ottimi (fini, persistenti, speziati, pieni e continui),
due abbastanza buoni ed uno appena sufficiente per carenza di freschezza ed equilibrio. Buoni, rispettivamente il 2005 e il 2007. Tra i cinque
Toscana IGT Rosso, ottimo per armonia uno dei
tre 2007, discreti gli altri due. Buoni rispettivamente, il 2006 già di buona armonia e il 2004,
anche se già evoluto. Dulcis in fundo cinque Vin
Santo di Carmignano: sul buono i due 2005
(uno un po’ opulento e grasso, l’altro forse meno pieno ma sapido), mentre dei due 2003 ottimo il Riserva per il ricco bouquet fruttato, struttura e persistenza; leggermente spento l’altro.
Buono l’unico 2002 che, nonostante l’annata e
l’evoluzione, ha mantenuto sapidità e un certo
fruttato.
Az. Agr. Zonca Massimo
Piazza Matteotti, 8 - 28010 Boca (NO) - Tel. 0322/846788 - 868637
Fax 0322/836375 - E-mail: [email protected]
Boca DOC 2004
Cantinoteca dei Prolo
Via Tosalli, 51 - 28073 Fara Novarese (NO)
Tel. 0321/829733 - Fax 0321/819084- E-mail: [email protected]
Fara DOC 2004
L’AssAggiAtore • 05/2009
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La vinificazione
delle uve bianche
Lorenzo Tablino
L
a vendemmia appena terminata è stata eccezionale sul piano qualitativo, in particolare per le
uve a bacca bianca. Il collega P. Fenocchio, che
da molti anni cura la vinificazione alle cantine Pio Cesare, precisa: “Sono contentissimo degli chardonnay, raramente ho visto uve così belle!” Un buon auspicio per alcune osservazioni in tema di vinificazione
bianchi, basate per lo più sull’esperienza di cantina.
Oggi anche per un vino bianco il mercato globale,
richiede una precisa identità territoriale, correlata a
vitigno e territorio e una forte piacevolezza sensoriale, intesa come armonia e persistenza di aromi e gusto. Il processo di vinificazione delle uve a bacca
bianca inizia con le operazioni di pressatura. Da anni
sono diffuse presse orizzontali, ma in questi ultimi
anni hanno subito significative innovazioni. Appositi
display permettono controlli visivi centralizzati su tutto il processo di pressatura con possibilità di controllo e modifiche. Le presse possono funzionare con
acqua, o con aria. Inizialmente l’uva si scarica in una
coclea, da qui con impianti razionali (pompe Mono e
Rotho) è inviata alle presse per il carico. In caso di
spumanti di alta qualità, l’uva si raccoglie in cassette
e si pressa intera con scarico diretto nella pressa.
Terminato il riempimento, inizia il ciclo di pressatura,
oggi superautomatizzato. Vari cicli prevedono pressioni diverse secondo filosofia di pressatura scelta e
dei mosti che si vogliono ottenere: in genere il mosto
fiore è dato dallo sgrondo e sino a 0, 2 -0,5 atm., oltre e sino a 2 atm. ca. si avrà invece il torchiato. Il
numero dei vari cicli varia in funzione delle caratteristiche dell’uva, dei tempi e delle pressioni. Terminato
il ciclo di esaurimento, si procede allo scarico che
avviene automaticamente per rotazione della gabbia. Di fatto si provoca lo sgretolamento della vinaccia che, per gravità, scende in basso tramite un’apposita portella.
Il trattamento del mosto grezzo
Rapidità della floculazione e della sedimentazione,
neutralità dei chiarificanti, temperatura e limpidezza
del mosto sono i parametri principali in questa fase
del processo. In genere la solforazione avviene sul
mosto, in uscita dalla pressa, con dosaggi variabili
da 25 a 50 mgr. x lt., in relazione alla presenza di laccasi. I chiarificanti più utilizzati, oggi, sono sol di silice
e gelatina, in un rapporto 10 /1., cioè, mediamente
10 gr x hl. Oggi, invero, si tende a ridurre al minimo i
trattamenti al mosto. Grazie a tecnologie adeguate
(frigorie e spazi di acciaio inox adeguati), si cerca di
conseguire una sedimentazione spontanea, al fine di
ridurre molto e in qualche caso annullare l’uso dei
chiarificanti.
La fermentazione
Occorre iniziare subito il processo, avendo almeno
2-3 milioni di cellule di lievito per cc. di mosto. Il valore ottimale è ottenuto calcolando 300.000 cellule
di lievito selvaggio come dosaggio normale nei mosti. Come è noto il lievito selezionato prevale sul selvaggio quando è 10 volte superiore. In genere si
inietta un ‘piede de couve’ in volume pari al 5% della
massa totale. Ma l’osservazione dice poco, mentre è
indispensabile che il lievito abbia la parete cellulare
spessa e questo si raggiunge solo con dosaggi di
azoto, tiamina e ossigeno già in fase di preparazione
piede de couve. PH non oltre 3.20 e temperatura di
fermentazione sui 18-20 gradi sono necessari per
ottenere profumi di buon livello, garanti di una certa
tipicità. Importante è il nutrimento del lievito: 200
mg/l di APA è da considerare valore minimo ai fini
pratici. Oggi sì da più importanza al contenuto in
aminoacidi (almeno 1 grammo per litro). Dosaggi di
25- 30 gr. x qle di solfato - fosfato ammonico e 50
mgr x qle.le di tiamina danno un apporto di 60- 80
APA. Calcolando quello naturale dell’uva i conti tornano quasi sempre. Solo in annate piovose, con uve
botritizzate, i dosaggi si possono aumentare del 2030 per cento. In tal caso è anche utile aggiungere al
mosto, quando ha raggiunto i 3-5 gradi di alcol, bentonite e caseinato di potassio, rispettivamente in dosi di 50 e 30 gr. x hl. Eliminiamo ossidasi e polifenoli
in eccesso, le migliori condizioni del mezzo garantiranno anche profumi ottimali. A fine fermentazione
con un residuo zuccherino di circa 5-10 gr./lt. è opportuno travasare la massa in fermentazione. È una
buona tecnica, in quanto riduce il problema complesso e non ancora ben chiarito della “inibizione da
substrato”, allontanando i lieviti attivi da una parte
delle cellule morte e dei cataboliti che possono rallentarne l’attività fermentativa. In tal modo si sono
separate le cosiddette fecce grosse, ma da circa 10
L’Assaggiatore • 05/2009
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anni prevale la tendenza a gestire le fecce fini in modo adeguato. Si tratta della pratica del ‘batonage’,
giunta dalla Germania e senz’altro auspicabile, soprattutto in annate buone. Il vino si arricchirà soprattutto in polisaccaridi e colloidi, inoltre acquisirà maggiori profumi. Modalità: molto variabili, per­sonalmente
ho ottenuto buoni risultati con sollevamenti delle fecce per due- tre volte la settimana e per il primo mese
se il vino è conservato in barriques, in seguito una
volta alla settimana per 3-4 mesi.
Le innovazioni
Da circa mezzo secolo il settore dei vini bianchi ha
visto proporre ed applicare innovazioni e sperimentazioni. Chi scrive le ha vissute quasi tutte; molte
hanno creato illusioni, alcune rimangono, altre saranno proposte. Nessuno ha la ricetta ideale e l’enologo sceglierà caso per caso in funzione di cosa vuol
produrre e per quale consumatore finale. Uno studioso tedesco-Muller Spaat-negli anni 1964-66 preconizzò l’utilizzo di ossigeno o in alternativa l’assenza di anidride solforosa, al fine di ossidare
fortemente i composti del mosto - fenoli in particolare - garantendo così la stabilità finale al vino. Era la
cosiddetta iperossidazione, oggi in Italia è praticamente abbandonata, anche se molti enologi l’applicano parzialmente eliminando l‘aggiunta di solforosa
in fase di sedimentazione del mosto (metodo dell’ossidazione controllata). La flottazione è un processo
industriale alternativo alla sedimentazione. L’aria dissolta nel mosto, provoca la spinta delle particelle solide - leggi floculo di chiarifica - in cima al recipiente;
in seguito per sfioramento continuo avviene la separazione rendendo limpido il mosto. Utilizzata venti
anni fa, oggi è in disuso. Dall’Australia e Nuova Zelanda è arrivata, qualche anno fa, la vinificazione in
totale riduzione. Si basa sulla totale protezione
dell’uva e del mosto in fase di scarico e pressatura,
con l’ottenimento di vini bianchi più stabili e con profumi di maggior finezza. Allo scopo si utilizzano anidride carbonica sotto forma di ghiaccio secco e/o
azoto, i promotori ritenevano insufficienti l’azione antiossidante dell’anidride solforosa e dell’acido ascorbico. L’uva è pressata in atmosfera di azoto; detto
gas entra ed esce all’interno della gabbia di pressatura, seguendo le fasi di compressione vinaccia o
sgretolamento vinaccia (Brevetto Vaslin Bucher Inertys). Il processo, se ben applicato protegge dalle ossidazioni i composti ossidabili, riuscendo anche ad
estrarli e quindi ad eliminarli. Inoltre l’aggiunta di anidride solforosa e/o acido ascorbico nelle successive
operazioni di conservazione e imbottigliamento è veramente ridotto, in particolare se la cantina dispone
di tecnologie che permettano di proseguire nelle
successive fasi di processo in totale riduzione. Con
la macerazione pellicolare si provocava un contatto
tra mosto e parti solide dell’acino, a bassa temperatura (2-4 gradi) e per una durata di 18 - 24 ore. Si
estraggono in tal modo più aromi. Ma il sistema richiede complesse e costose attrezzature. Oggi è in
disuso. Con la pratica dell’enzimaggio si facilita la
decantazione e la pulizia dei mosti in quanto rompono le catene pectiche che rendono densi e viscosi i
mosti. Alcuni enzimi “liberano anche profumi” in
quanto “idrolizzano i glicosidi dei terpeni”. Questi ultimi sono importanti aromi primari presenti nell’uva.
Decisamente di moda e quasi d’obbligo in questi ultimi anni, oggi sugli enzimi si levano voci critiche ed
alcuni grossi produttori rinunciano ad usarli. Non
posso non sottolineare che la pressione commerciale su tali prodotti, veramente enorme, il buisness è
“di circa 1000 miliardi di vecchie lire in tutto il mondo”. Da anni il vino bianco è fatto fermentare, totalmente o parzialmente, in barriques. Preferisco la fermentazione parziale con eliminazione delle fecce
pesanti, ovvero riempimento delle barriques quando
il vino è a circa 5-6 gradi alcol. Ci sono meno rischi
di ridotto e profumi più eleganti. Si toglie il vino dalle
barriques a fermentazione ultimata, separando ancora le fecce grossolane, si lavano bene le barriques
che sono subito riempite dello stesso vino per poi
procedere alla pratica del batonage delle fecce fini.
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Quando la moderazione
diventa stile di vita
Redazione del ‘Corriere Vinicolo’
N
elle politiche per la salute pubblica, in questi
ultimi anni, la prevenzione sta acquistando
un’importanza crescente. La possibilità di intervenire o influire sull’adozione di abitudini potenzialmente dannose, attraverso la comunicazione e
promozione di stili di vita virtuosi rappresenta un efficace strumento nell’attuazione di questa strategia.
In primo piano, quindi, anche il ruolo svolto dall’alimentazione, intesa come consumo corretto di cibi e
bevande. All’interno di questo contesto è evidente
come il consumo di vino comporti delle necessarie
considerazioni. Soprattutto sulla scorta dell’identificazione del suo consumo scorretto o abuso quale
fattore di rischio – in quanto bevanda a contenuto
alcolico – in termini di danni sanitari ed economici,
sia al consumatore sia all’intera società.
È all’interno di questo nuovo scenario politico e sociale che si situano le premesse che hanno portato
alla nascita di un innovativo programma preventivoeducativo a favore del “bere sano”, che per la prima
volta ha visto protagonista il settore vitivinicolo europeo nella sua globalità.
Il 18 marzo 2008 a Bruxelles è stata infatti presentata ufficialmente la campagna Wine in moderation –
Art de vivre, promossa dal Comitato europeo delle
imprese vitivinicole (Ceev), dal Comitato degli agricoltori e delle cooperative europee (Copa e Cogeca)
e dalla Confederazione europea dei viticoltori indipendenti (Cevi).
Contrastare gli abusi
“Il vino se consumato in maniera corretta è un elemento positivo e i materiali informativi del progetto
Wine in moderation - Art de vivre mettono in evidenza pericoli e danni dell’abuso e, contemporaneamente, promuovono l’arte del bere con moderazione, sottolineando come il vino sia positivamente
legato alla salute, perché realmente uno-due bicchieri di vino al giorno bevuti regolarmente possono
svolgere un’azione preventiva nei confronti di alcune
patologie. Sono sicura che questa campagna contribuirà a contrastare la crescente tendenza al binge
drinking (il bere ripetutamente in modo compulsivo
con lo scopo di ubriacarsi, ndr)”. Così il commissario
europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel.
“Quest’iniziativa – ha specificato invece il presidente
del Ceev, Lamberto Vallarino Gancia - intende promuovere concretamente il consumo responsabile a
tutti i livelli (consumatori, operatori commerciali e
mondo produttivo), ridurre l’abuso e i danni collegati
a un utilizzo improprio, preservando al contempo la
posizione culturale, sociale, economica e ambientale
che il vino occupa nella società europea. Wine in
moderation – ha concluso – è il nostro contributo e
impegno alla strategia Ue per ridurre i danni collegati all’abuso dell’alcol”.
Quattro assi portanti
Il programma, in sintesi, si propone di promuovere il
senso di responsabilità nel consumo di vino, difendere l’immagine della bevanda di Bacco come prodotto di prima qualità da degustare lentamente e a
piccole dosi, per apprezzarne pienamente aromi e
profumi, informare sui rischi sociali e sanitari legati a
un consumo scorretto ed eccessivo, attuare una
svolta culturale facendo della moderazione qualcosa
“alla moda”
Per raggiungere questi obiettivi, Wine in moderation
- che verrà diffuso e comunicato in tutta l’Europa,
adattandosi alle differenti situazioni e culture di ogni
Stato membro - poggia su quattro assi portanti principali.
1) La diffusione di un comune messaggio di “moderazione”, attraverso comunicazioni destinate alle diverse fasce di età.
2) La realizzazione di programmi di educazione accomunati dallo slogan Art de vivre mirati all’industria,
agli operatori commerciali e ai consumatori per incoraggiare il cambio di cultura di cui si diceva sopra.
3) La promozione di specifiche “Norme di comunicazione sul vino” per le comunicazioni commerciali.
4) La costituzione di un Wine information council
(Consiglio per l’informazione sul vino), con lo scopo
di raccogliere in una sorta di banca dati centrale tutte le informazioni scientifiche su aspetti sanitari, sociali e culturali legati al vino, per condividere tra gli
Stati membri le “migliori pratiche” di consumo. Queste informazioni saranno messe a disposizione di
tutte le parti interessate e del grande pubblico attraverso una banca dati in linea (www.wineinformationcouncil.eu). Il Wim – questo il suo acronimo - fornirà
anche delle informazioni sulle migliori pratiche e le
L’Assaggiatore • 05/2009
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iniziative che incoraggiano modelli di consumo responsabile applicati in tutta l’Unione europea nel
quadro del programma “Wine in Moderation - Art de
Vivre”.
“Ciascuno - ha dichiarato Nicolai Worm, direttore e
portavoce del gruppo consultivo scientifico del progetto - può facilmente trovare delle informazioni di
natura scientifica valide e aggiornate che riguardano
gli aspetti sanitari e sociali del consumo di vino. Tale
strumento aiuterà ciascuno a trovare un equilibrio e a
effettuare scelte informate e responsabili”. Il Wine Information Council costituisce un partenariato unico
tra gli organi scientifici e accademici e gli esperti nella
ricerca sugli aspetti “vino e salute” e “vino e società”,
all’interno e all’esterno dei vari Stati membri. Questo
strumento faciliterà il coordinamento delle informazioni tra i membri della rete e aiuterà a individuare degli ambiti che dovranno formare oggetto di ricerche
supplementari da parte di esperti indipendenti.
Esempi made in Italy
Il nostro Paese sta muovendo i primi passi sul sentiero tracciato da Wine in moderation. Diversamente
da altri Paesi europei in cui l’ente attuatore del progetto è uno solo, l’Italia per ora sconta in termini di
operatività la pluralità dei soggetti coinvolti: Osservatorio giovani e alcol, Enoteca Italiana di Siena, Osservatorio vino e salute di Grinzane Cavour, Comune
di Montalcino, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc, Accademie (Vite e vino, dei Georgofili, Pontificia), Confagricoltura, Cia e Confcooperative. Un primo passo concreto, tuttavia, per muoversi in
maniera unitaria in uno sforzo congiunto, può però
ad esempio essere rintracciato nella recente realizzazione, ai primi di ottobre, del convegno “Il vino è
moderazione”. L’evento – che, basandosi anche su
interventi di carattere scientifico, ha avuto l’intenzione di dare un contributo ulteriore nella diffusione di
un chiaro messaggio di consumo responsabile e
moderato, compatibile con uno stile di vita sano – ha
infatti visto lavorare fianco a fianco Unione Italiana
Vini, Federvini, l’Osservatorio Giovani e Alcol e l’Accademia della Vite e del Vino.
In nome di una sana Art de vivre è stata poi riproposta, nei mesi scorsi, la nuova edizione di Vino e giovani, iniziativa per i giovani dai 18 ai 30 anni del ministero delle Politiche agricole in collaborazione con le
Università e le Regioni e di cui è esecutore l’Enoteca
Italiana di Siena.
Inoltre, la pubblicazione di Enotria 2009, annuario di
Unione Italiana Vini, dedicata alla presentazione dettagliata del progetto Wine in moderation, con indagini approfondite anche a quanto si sta facendo negli
altri Paesi Ue coinvolti, ha rappresentato sicuramente un momento significativo per la realizzazione del
progetto stesso.
Cosa si sta facendo in alcuni Paesi europei
Francia: Vin & Société ha realizzato il portale www.
vinetsociete.fr, il cui leit motive è “La moderazione è
il gusto migliore” e che si avvale di simpatici consigli
in pillole su come consumare il vino e come adottare
buone abitudini alla guida, in gravidanza e con i propri figli.
Spagna: l’industria vitivinicola che aderisce alla Fev
(Federación Española del Vino) ha varato un ‘Codice
di autoregolamentazione del vino in materia di pubblicità e comunicazione commerciale’, operativo dal
1° gennaio 2009.
Germania: la Deutsche Weinakademie sta implementando una campagna di formazione e aggiornamento permanente in quei settori dove il vino è materia di studio e di insegnamento.
Gran Bretagna: la Wsta (Wine and spirit trade association) sta promuovendo tra gli operatori commerciali un approccio di vendita che contrasti il consumo
eccessivo. Nel portale della Wsta sono poi riportate
una serie di azioni volontarie implementate dall’industria del vino per ridurre la dannosità dell’alcol.
L’Alcol e la UE
Il 24 ottobre 2006 la Commissione europea ha
adottato la ‘Strategia europea per la riduzione
dei danni correlati all’alcol’ con l’obiettivo di favorire stili di vita sani da parte di fasce sempre
più ampie di popolazione. Cinque le aree prioritarie: proteggere giovani e bambini; ridurre incidenti e decessi causati dalla guida in stato di ebbrezza; ridurre l’impatto negativo sull’economia;
incrementare la consapevolezza dell’impatto
sulla salute dell’abuso di alcol; contribuire alla
condivisione di statistiche attendibili.
Il 7 giugno 2007 è stato istituito ufficialmente il
Forum europeo su alcol e salute – cui partecipa
anche Wine in moderation - un organismo rappresentativo di tutti gli stakeholder, i quali si impegnano a portare il proprio contributo in termini
di azioni concrete per ridurre i danni alcol-correlati.
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Un ruolo per l’ONAV
nella nuova OCM Vino?
Ermenegildo Mario Appiano
C
ome noto, nella primavera dell’anno 2009 la
Comunità ha completato la riforma dell’Organizzazione comune di mercato per il settore vitivinicolo (OCM Vino). Molto si è discusso al riguardo.
Sino ad oggi, però, non è forse emerso che la nuova
normativa europea reca alcuni elementi verosimilmente in grado di attribuire alle organizzazioni degli assaggiatori – quali l’ONAV – una rilevante funzione con riferimento ad uno dei momenti più significativi e delicati
dell’intero meccanismo di tutela delle indicazioni di
qualità (denominazioni di origine ed indicazioni geografiche): la procedura per il loro riconoscimento ovvero per la loro cancellazione.
Per illustrare i concreti spazi di attività, che paiono
aprirsi anche per la nostra associazione, bisogna partire da un presupposto: la tutela del consumatore rappresenta un elemento giustificativo e – conseguentemente – un obiettivo dell’intera disciplina. Sebbene
tale presupposto sussistesse già in passato a sorreggere l’esistenza della normativa comunitaria per il settore vitivinicolo, i protagonisti della scena erano però i
soli produttori e le loro associazioni professionali. Il loro
ruolo appariva peraltro cosa perfettamente legittima,
siccome la stessa normativa era pacificamente dettata anche nel loro interesse e andava a disciplinare tutti gli aspetti sensibili della loro attività aziendale e delle
loro relazioni economiche. La tutela del consumatore,
invece, veniva assicurata essenzialmente mediante
l’attività delle autorità amministrative competenti in
materia, a livello sia nazionale sia comunitario, nonché
dei vari organismi privati di controllo. Ciò continua a
valere anche tutt’oggi, ma – ed è questa la novità –
non in modo così assoluto. Al fine di controbilanciare
un poco i poteri molto ampi giustamente riservati ai
produttori, la recente riforma consente ai consumatori
– ma forse non solo a loro – di intervenire nell’ambito
della procedura per la registrazione, la modificazione
ovvero la cancellazione delle indicazioni di qualità.
Le stesse facoltà spettano forse anche alle organizzazioni degli assaggiatori.
Sinteticamente, cerchiamo di capire come (per un approfondimento, mi permetto di rinviare al mio articolo
“La posizione del consumatore nella nuova OCM Vino”, in corso di pubblicazione su Contratto e Impresa
/ Europa, II, 2009).
Per ciascuna di dette operazioni – relative ad un’indicazione di qualità riconducibile ad uno Stato membro
– la procedura è oggi strutturata su due livelli: dapprima dinanzi alle competenti autorità nazionali e successivamente avanti la Commissione, che chiude l’intero procedimento con una propria decisione
sull’istanza pendente. Qualora si tratti invece di un’indicazione di qualità appartenente ad uno Stato terzo,
tutto avviene invece solo in sede comunitaria. Nella fase nazionale preliminare, relativa all’esame di
una di dette domande, “ogni persona fisica o giuridica
avente un legittimo interesse … può fare opposizione
alla proposta presentando allo Stato membro una dichiarazione debitamente motivata”, a condizione che
detto soggetto sia stabilito o residente sul territorio di
tale paese. Allo scopo, è altresì previsto che la domanda in questione venga adeguatamente pubblicizzata e
sussista un termine congruo (almeno 2 mesi) per la
presentazione delle opposizioni. Superato favorevolmente tale stadio, si apre la fase comunitaria centralizzata. In tale contesto, dopo una nuova pubblicizzazione della domanda pendente, è nuovamente previsto
che “ogni persona fisica o giuridica avente un legittimo
interesse” possa opporsi, in questo caso a condizione
che tale soggetto sia stabilito o residente in uno Stato
membro diverso da quello cui è riconducibile l’indicazione di qualità ovvero in un paese terzo (Art.40, comma 1, del regolamento CE del Consiglio n.479/2008).
Segue la decisone finale adottata dalla Commissione.
Per quanto poi concerne le domande di cancellazione, è altresì stabilito che “su richiesta debitamente
motivata … di persona fisica o giuridica avente un legittimo interesse”, può essere adottata tale decisione.
Così sancisce il regolamento “base” del Consiglio
(n.479/2008/CE), senza nulla specificare in merito alla
natura dell’interesse che conferisce la legittimazione a
presentare sia le opposizioni alle registrazioni concernenti nuove indicazioni di qualità, sia le domande per
la cancellazione di indicazioni già riconosciute. Pure
nulla viene detto in merito ai dettagli dell’analoga procedura per tutelare le menzioni tradizionali.
Tuttavia, tale provvedimento offre forse qualche ulteriore indizio al riguardo.
Iniziamo a rilevare che, sebbene legittimati a presentare le domande di protezione per le indicazioni di
L’Assaggiatore • 05/2009
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qualità siano le sole associazioni dei produttori, al loro fianco è prevista la compartecipazione di “altre
parti interessate”. Maggiori elementi si evincono dalle norme che stabiliscono il contenuto di tali domande di protezione. Queste ultime vanno infatti corredate con un fascicolo tecnico, contenente il
disciplinare di produzione, il quale rappresenta il fulcro per l’intero sistema delle indicazioni di qualità.
Orbene, il disciplinare in questione deve permettere
“agli interessati di verificare le condizioni di produzione relative alla denominazione di origine o all’indicazione geografica”, contenendo fra l’altro le seguenti
indicazioni. In ogni caso, la delimitazione della relativa zona geografica; le rese massime per ettaro; l’indicazione delle varietà di uva con cui il vino è ottenuto. Inoltre, se il vino è a denominazione di origine,
esso va descritto, indicando le sue principali caratteristiche analitiche ed organolettiche. Bisogna poi evidenziare gli elementi in virtù dei quali le sue qualità
sono essenzialmente o esclusivamente riconducibili all’ambiente geografico ove è prodotto. Se il vino è
invece ad indicazione geografica, la sua descrizione
prevede sempre di citarne le principali caratteristiche
analitiche, mentre per quelle organolettiche basta
una loro semplice valutazione o indicazione. Va poi
esplicitata la ragione per cui la qualità, la notorietà
ovvero altre caratteristiche del prodotto discendono
dalla sua origine geografica. Da suddetta previsione, sembra evincersi che i soggetti “interessati” non
sono unicamente i concorrenti dei produttori beneficiari dell’indicazione di qualità, e cioè coloro che sul
medesimo territorio vinificano senza rispettare il disciplinare ovvero che, a prescindere dal luogo di produzione, hanno diritto a fregiare i loro vini con indicazioni di qualità o marchi omonimi. A ben vedere, si
direbbe che i soggetti in questione nemmeno si limitano ai titolari di un mero interesse economico, ma si
identificano con i portatori dell’interesse stesso che
ha giustificato l’adozione delle norme sulle indicazioni di qualità: dunque non solo i produttori, ma anche i consumatori, entrambe posti sul medesimo
piano! Valga infatti ricordare che le regole sulle tecniche di cantina, sulle denominazioni di origine e indicazioni geografiche, sull’etichettatura “sono basate
sulla protezione dei legittimi interessi dei consumatori e dei produttori”.
Alla luce di quanto sopra, dunque, sembra
lecito sostenere che le associazioni dei consumatori
siano pienamente legittimate ad intervenire in opposizione nelle procedure per il riconoscimento di nuove indicazioni di qualità nonché a promuovere la
cancellazione di quelle già esistenti. In tale ottica, allora, detta legittimazione a maggior ragione andrebbe forse attribuita alle associazioni che hanno come
scopo sociale promuovere e tutelare le tradizioni
enogastronomiche ovvero si occupano della valutazione organolettica dei vini. Ciò a condizione che il
loro statuto consenta di esperire simile intervento: si
tratta però di un ostacolo meramente interno all’associazione e, dunque, superabile. Ammettere la legittimazione in questione gioverebbe anche al buon
esito della fase istruttoria davanti alla Commissione
concernente l’esame delle domande di protezione o
di cancellazione delle indicazioni di qualità. In tale sede, infatti, l’apporto delle associazioni dei consumatori e di quelle equiparabili contribuirebbe verosimilmente a raggiungere un risultato il più oggettivo
possibile, posto che le opposizioni alle richieste di
protezione ovvero le istanze di cancellazione vanno
debitamente motivate, fornendo informazioni dettagliate sui fatti e sulle prove rilevanti. Siffatto contributo alla fase istruttoria potrebbe verosimilmente incentrarsi sulla descrizione dell’interazione causale
fra il territorio e le caratteristiche del prodotto, per
quanto concerne le domande di protezione (così evitando il fenomeno delle indicazioni di qualità esistenti solo “sulla carta”, frutto di creazione sul piano amministrativo per mera volontà politica locale, ma
senza una reale corrispondenza nel mondo produttivo) ovvero sull’effettivo rispetto del disciplinare, per
quanto concerne quelle di cancellazione. Va infatti
ricordato che su siffatte materie la Commissione non
è dotata di poteri d’indagine autonomi, ma decide
sempre “in base alle prove di cui dispone”.
Una strada da seguire?
In India con l’ONAV
dal 15 al 21 aprile 2010
Un Paese affascinante, ricco di storia e di culture
diverse che si sono mescolate nel tempo.
Un Paese che sta diventando uno dei protagonisti della grande economia mondiale, dove la coltivazione della vite, iniziata secoli fa e sospesa durante il dominio islamico, oggi dà vini di pregio.
Durante il viaggio si visiteranno, oltre a luoghi di
grande richiamo turistico, alcune aziende vinicole che si trovano nell’area vitivinicola più interessante: quella di Nasik.
Le persone interessate potranno richiedere il programma che si sta definendo alla Segreteria Nazionale ([email protected]; tel. 0141 535246).
L’Assaggiatore • 05/2009
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Foto Archivio L’Artistica Savigliano
dalle Delegazioni
NOTIZIE, AVVISI E CURIOSITÀ DALL’ASSOCIAZIONE
Asti
La tradizionale “serata d’assaggio”
affidata alla sezione ONAV di Asti,
nell’ambito della 43.ma edizione
della Douja d’or ha avuto un titolo
provocante: “Colombo Cristoforo
di Cuccaro ovvero i regali gastronomici di un monferrino alla nostra
cucina.” Infatti il 13 Settembre
2009, con la scusa di celebrare,
trenta giorni dopo, l’anniversario
della scoperta delle Indie Occidentali, dell’America cioè, da parte
dell’Ammiraglio Cristoforo Colombo e tirando in ballo una sua presunta origine da Cuccaro, in pieno
Monferrato, si è imbastita una serata centrata sui vini di quella zona e
sui piatti che non avremmo mai
avuto senza la sua coraggiosa navigazione.
Durante la serata il Delegato Mario
Redoglia ha descritto nell’ordine il
Gavi D.O.C.G. 2008 dei Produttori
di Gavi, il Barbera Monferrato 2008
della Cantina Sociale Barbera dei
Sei Castelli e il ‘Trentasei’ Brachetto
d’Acqui D.O.C.G. di Isolabella della
Croce, vini per i quali è stato studiato l’abbinamento con piatti ‘americani’: granturco e fagioli in insalata
con peperoni e peperoncino; grande tacchino al forno ‘del ringraziamento’ con purè di patate e, per
chiudere tocchetti di Boston Brownie un dolce americano tipico a base di cioccolato. La presentazione
storica e gastronomica dei piatti è
stata fatta da chi scrive, mentre la
cucina è stata curata da un gruppo
di mogli di onavisti, coordinate da
Patrizia Viarengo.
Il 3 e 4 Ottobre, quaranta soci astigiani si sono recati a Comacchio
per l’undicesima sagra dell’anguilla. Gli argomenti da approfondire
erano due: i vini del Bosco Eliceo e
la gastronomia dell’anguilla. Questi
vini, che sono DOC dal 1989, sono
veri ‘vini della sabbia’ prodotti nelle
pianure tra il Delta del Po e le valli di
Comacchio. Il più rappresentativo
tra loro è sicuramente il Fortana, un
rosso ruvido, giovane e monello,
che difficilmente otterrebbe alte votazioni in una degustazione ufficiale. Tuttavia, se su di una ipotetica
scheda di abbinamento cibo-vino
fissassimo il giudizio di un bicchiere
di Fortana con un piatto di anguilla
al forno, come ce l’ha servita Franco Scalambra nel suo Agriturismo
‘Cortemadonnina’ o con un piatto
di anguilla fritta, come quella gustata alla Trattoria ‘del Borgo’ nel cuore di Comacchio, questo risulterebbe
sicuramente
ampiamente
positivo. La gita è stata completata
con la visita all’Abbazia di Pomposa e alla Manifattura dei Marinati in
Comacchio, vera testimonianza di
archeologia industriale, oggi recuperata per una piccola produzione
tradizionale di anguilla marinata.
[Giancarlo Sattanino]
L’AssAggiAtore • 5/2009
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Brescia
Il 4 e 5 ottobre la delegazione di
Brescia ha organizzato un ‘Educational Tour’ in Toscana a cui hanno
aderito 30 soci. Nell’occasione sono state visitate le aziende Petra e
Rubbio dei Colli di Suvereto (LI) e
l’azienda Badia di Morrona di Terricciola (PI) degustando i migliori vini prodotti dalle stesse.
[Fabio Finazzi]
Cuneo
Lunedì 22 ottobre in Alba, presso la
sede della Famija Albeisa, è stata
organizzata una serata di assaggio
di vini toscani. La degustazione dei
vini, presentati in forma anonima, è
stata guidata dall’enol. Giovanni
Bailo che si è soffermato anche
sull’aspetto geografico e climatico
dei territori di provenienza.
Questi i campioni: N. 1 Morellino di
Scansano DOCG 2007 Val delle
Rose dell’Az. Poggio la Mozza, Val
delle Rose (Castellina in Chianti, SI);
N. 2 Toscana Rosso IGT 2006
N’Antia dell’Az. Badia di Morrona
(Terricciola, PI); N. 3 Vino Nobile di
Montepulciano DOCG 2006 dell’Az.
Fattoria del Cerro (Montepulciano,
SI); N. 4 Sangiovese di Toscana
IGT 2006 Vigna Alta dell’Az. Badia
di Morrona (Terricciola, PI); N. 5
Brunello di Montalcino DOCG 2004
dell’ Az Agraria Lisini (Montalcino,
SI).
Tutti i vini assaggiati hanno avuto
un favorevole consenso da parte
degli oltre 35 soci presenti. Da sot-
dalle Delegazioni
contraddistingue il nuovo Consiglio
Direttivo.
[Luigi Paleari]
Lombardia
La sezione regionale lombarda
dell’ONAV e La Maison de la Région
Languedoc-Roussillon di Milano
hanno organizzato per il 26 ottobre
una degustazione di 10 etichette
speciali firmate Sud de France, vini
che esprimono la ricchezza di un
territorio impregnati di generosità e
di carattere. La degustazione si è inserita nel contesto del Festival Sud
de France, che dal 26 ottobre all’8
novembre ha permesso alla città di
Milano (poi si sposterà a Roma) di
immergersi nell’universo dei vini del
Languedoc-Roussillon.
tolineare che i campioni n. 3 e n. 5
hanno sfiorato il punteggio di
90/100.
Lunedì 16 Novembre 2009 presso
la Cantina Comunale di La Morra,
un nutrito numero di assaggiatori
ha partecipato ad una degustazione di spumanti ‘Alta Langa’. Il Presidente dell’omonimo consorzio,
l’enol. Carlo Bussi, ha illustrato in
modo sintetico la storia del vino nato nel 1990 con l’intenzione di confermare la vocazione delle colline
del Monferrato e delle Langhe per la
produzione di uve Pinot Nero e
Chardonnay da spumante metodo
classico. Dopo l’interessamento ed il
supporto dell’istituto Sperimentale
per la Viticultura, sezione di Asti, le
ricerche hanno permesso di individuare le zone di produzione sulle
quali è stato stilato il disciplinare. Nel
2001 si è costituito il Consorzio Tutela ‘Alta Langa’ e nell’ottobre 2002
è stata ottenuta la DOC. La composizione delle uve per la produzione
prevede: Pinot Nero e/o Chardonnay dal 90% al 100%, l’eventuale
10% da uve della zona non aromatiche ed il sistema di vinificazione prevede la rifermentazione in bottiglia
secondo il metodo classico. Ecco i
vini: Atelié Brut 2004 (Giovanni Bosca Tosti, Canelli, AT); Riserva Montelfra (Martini e Rossi, Pessione, TO);
Bera Brut 2004 (Az.Agr. Bera, Neviglie, CN); Contessa Rosa 2006 (Fontanafredda, Serralunga d’Alba, CN);
Enrico Serafino 2004 (Davide Campari, Canale, CN); Aurora Brut 2003
(Vigne Regali, Strevi, AL); Cocchi Alta Langa Brut 2005 (Cocchi Giulio
Spumanti, Cocconato, AT); Ettore
Germano Brut 2005 (Az. Agr. Ger
Germano Ettore, Serralunga d’Alba,
CN); Vintage Integral 2004 Carlo
Gancia (F.lli Gancia & C., Canelli, AT).
La serata si è conclusa con il saluto
del Direttore Generale, enol. Michele Alessandria che si è complimentato per il lavoro e la passione che
L
Giovedì 12 novembre è stato organizzato sempre presso la sede regionale un incontro sul tema: ‘Alla
scoperta dei vini neozelandesi con
gli All Blacks’ in collaborazione con
il consolato generale della Nuova
Zelanda cui hanno partecipato una
serie di ospiti importanti come il
console generale a Milano Bruce
Gadd e l’enologo neozelandese
dell’azienda Marchesi di Gresy di
Barbaresco (CN). Durante la serata
a bella cornice della Tenuta Luisa in Corona di Mariano del
Friuli è stata prescelta dal Rotary Club di Monfalcone per
chiudere tutta una serie di eventi del 2008 con un Seminario
dedicato alla storia ed alla cultura del sistema agroalimentare e vitivinicolo della Mitteleuropa, coordinato dal dott. Claudio Fabbro,
al quale per il suo impegno a favore del mondo agricolo, sia in
campo tecnico sia della comunicazione, è stato conferito il prestigioso ‘Paul Harris Fellow’ della Fondazione Rotary International.
All’amico Claudio Fabbro, che è anche apprezzato collaboratore
dell’Assaggiatore, gli auguri più sinceri.
L’AssAggiAtore • 05/2009
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dalle Delegazioni
è stata condotta una degustazione
mirata alla scoperta del patrimonio
enologico della terra dei kiwi attraverso la presentazione di 7 etichette: Sauvignon Blanc (Auntsfield), Riesling (Konrad), Pinot Gris (Villa
Maria), Gewürztraminer (Vinoptima),
Pinot Noir (CoalPit), Syrah (Kai
Schubert), Merlot Cabernet Franc
(Craggy Range).
Un ruolo importante è stato giocato
dal vino, senza dubbio una delle
presenze d’eccellenza al salone ‘Il
Bon Tà’ che si è svolto il 13-16 novembre a Cremona. Per presentarlo
Le bollicine Ferrari
al G8
Le bollicine Ferrari non mancano mai nei grandi appuntamenti con la storia!
È stato, infatti, con le bollicine
Trentodoc Ferrari che sono
iniziati i pranzi ufficiali del G8 a
L’Aquila. Ed è sempre con il
Ferrari che i Capi di stato e di
governo hanno brindato in
occasione della cena di gala
conclusiva. E non soltanto,
perché è stato scelto altresì
come omaggio ufficiale per i
grandi della terra presenti al
summit: a loro, la casa trentina ha riservato l’anteprima
della nuova annata, il 2003,
del rarissimo Ferrari Perlé Nero, affiancato dal più italiano
dei distillati, la grappa Solera
Selezione della Distilleria Segnana.
al meglio la delegazione regionale
dell’ONAV ha curato un denso calendario di iniziative al fine di comunicare a tutti, e ai giovani in particolare modo la cultura del vino e del
bere consapevole. Presso lo spazio
dell’ONAV nell’area Cis, sono stati
promossi i corsi per assaggiatori organizzati su tutto il territorio nazionale ma anche le altre attività dell’associazione. Inoltre l’ONAV ha
presentato una scaletta di degustazioni guidate così organizzata: il sabato mattina i vini spumanti, il sabato pomeriggio i grandi vini bianchi e
i grandi vini rossi e la domenica pomeriggio gli autoctoni. Dare il giusto
valore alle produzioni di qualità, trovare nuovi canali commerciali ed
esteri per i prodotti tipici, fare scoprire agli operatori professionali e ai
consumatori i tesori dell’agroalimentare italiano sono gli obiettivi
che persegue ‘Il Bon Tà’, che si
mette al servizio delle aziende del
settore come interprete delle migliori produzioni enogastronomiche del
nostro Paese. Anche per questo
l’ONAV non poteva mancare.
[Simonetta Carminati]
Errata Corrige
Nella presentazione dei risultati ottenuti dai vini messi a disposizione dal Consorzio di Tutela dei Nebbioli dell’Alto Piemonte, per essere assaggiati da una apposita Commissione dell’ONAV, per un errore tecnico non sono comparsi sul numero scorso dell’Assaggiatore,
i vini di due Aziende. Li pubblichiamo ora, scusandoci con i Produttori e i Lettori.
Az. Agr. Mirù
Piazza Antonelli, 24
28074 Ghemme (NO)
Tel 0163.840032
Fax 0163.840518 – 842707
[email protected]
Ghemme DOC 2003
Vista: rosso granato
Olfatto: leggermente chiuso con note animali
Gusto: intenso, asciutto, leggermente disarmonico
Evoluzione: pronto
Punteggio: F
Rovellotti Viticoltori in Ghemme
Interno Castello, 22
28074 Ghemme (NO)
Tel 0163.841781
Fax 0163.841781
[email protected]
www.rovellotti.it
Ghemme DOC 2001
Vista: rosso granato
Olfatto: pieno, con sentori di frutta matura
Gusto: buon corpo, speziato, leggermente evoluto
Evoluzione: pronto
Punteggio: F
Ghemme DOC 2004
Vista: rosso rubino con riflessi granato
Olfatto: franco, con sentori di frutta rossa
Gusto: intenso, persistente, piacevole.
Evoluzione: positivo
Punteggio: FF
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Guida ONAV dei Vini
Le Denominazioni di Origini Bresciane: una panoramica
Fabio Finazzi
Botticino
Piccolissima area DOC limitrofa a Brescia e famosa
nel Mondo per il suo marmo, utilizzato anche per la
costruzione della Casa Bianca e dell’Altare della Patria a Roma. Qui i vigneti aggrappati alle soleggiate
pendici delle prealpi sopravvivono eroicamente alle
pressioni urbanistiche, salvaguardando oltre all’ambiente l’inestimabile patrimonio di tradizione e cultura legati al vino. Il clima caldo e le favorevoli esposizioni dei terreni creano l’ambiente ideale per la
produzione di vini rossi di notevole struttura, adatti al
medio invecchiamento. Il Botticino è ottenuto da un
uvaggio di Barbera (min. 30%), che conferisce struttura, Marzemino (min. 20%), che contribuisce al colore, alla tipicità aromatica ed al corpo, Sangiovese
(min. 10%), che fornisce eleganza aromatica e piacevole morbidezza e Schiava Gentile (min. 10%) che
aggiunge un tocco di freschezza.
Le migliori partite di Botticino possono acquisire la
denominazione ‘Riserva’ se invecchiate, anche in
botti di legno, per almeno due anni.
Capriano del Colle
A sud della Città di Brescia, nel territorio dei Comuni
di Capriano del Colle e di Poncarale, si erge nel bel
mezzo della Pianura Padana un altopiano formato
da terreni calcareo argillosi, il Monte Netto. Grazie
alle caratteristiche dei suoli ed alle ottime esposizioni, si ottengono vini molto piacevoli.
Il Capriano del Colle Bianco o Trebbiano è ottenuto
dal medesimo Trebbiano di alta qualità enologica,
(min. 85%), che contribuisce in modo determinante
ai profumi delicati floreali, al gusto secco, sapido e
strutturato. Nella tipologia Frizzante, il Bianco di Capriano si scopre come vino fresco e piacevole.
Il Capriano del Colle Novello, che nasce da un’accu-
rata cernita vendemmiale delle uve rosse e dalla tecnica di vinificazione a ‘macerazione carbonica’, è un
vino che sprigiona delicati profumi di frutti di bosco.
Il Capriano del Colle Rosso, ottenuto da un uvaggio
di Sangiovese (min. 40%) Marzemino (min. 35%) e
Barbera (min. 3%), con possibili aggiunte di Merlot
e/o Incrocio Terzi, vitigno originato dall’incrocio tra
Barbera e Cabernet Franc (max. 15%), è un vino delicato, morbido e di buon corpo.
Dalle migliori selezioni, vinificate e affinate in botti di
rovere per almeno due anni, nasce il Capriano del
Colle Riserva, vino ampio, avvolgente, giustamente
tannico, di ottima ed elegante struttura.
Cellatica
Quest’area giace sulle colline rocciose calcareo-argillose immediatamente ad Ovest di Brescia ed è
parzialmente coincidente con la Franciacorta.
Nell’ambito dei territori dei Comuni di Cellatica, Collebeato, Gussago e Rodengo Saiano la viticoltura è
tanto difficoltosa per le pendenze talvolta addirittura
impervie dei colli coltivati, quanto determinante per
la salvaguardia del territorio e per l’armonia del paesaggio, fin da essere giustamente considerata un
fattore irrinunciabile per la sopravvivenza stessa della stupenda area da essa interessata. Marzemino
(min. 30%) e Barbera (min. 30%), insieme a piccole
percentuali di Incrocio Terzi (min. 10%) e Schiava
Gentile (min. 10%), intervengono nella produzione
del vino Cellatica DOC, contribuendo ciascuna con
le proprie particolari attitudini alle caratteristiche finali del prodotto: un vino rosso molto piacevole, ricco
e ben strutturato, elegante ed equilibrato. Le selezioni più importanti, vengono affinate almeno un anno e
destinate alla tipologia ‘Superiore’.
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La Maddalena Soc. Agricola
via Parrochia, 57
25020 Capriano del Colle (BS)
Tel. 030/9748580 Fax 030/9748580
www.vinisanmichele.it
[email protected]
Capriano del Colle Doc Rosso
2008 San Michele
Vista: rosso rubino carico.
Olfatto: molto intenso, con sentori
erbacei e di frutta rossa e una presenza di tostatura.
Gusto: lungo, corposo, di buona
armonia, asciutto con note erbacee e un retrogusto piacevole.
Evoluzione: positiva.
Punteggio: FF
Podestà Pietro Vitivinicola
Via Chiesa 46/a
25020 Capriano del Colle (BS)
Tel. 030/9748464 Fax 030/2682343
www.vitivinicolapodesta.it
[email protected]
Capriano del Colle Doc Rosso
2007 Dioniso del Parco Monte
Netto
Vista: rosso granato di buona intensità.
Olfatto: elegante, etereo, con sentori di frutta sciroppata (albicocca)
e tabacco.
Gusto: sapido, di buon corpo, persistente, armonico con retrogusto
ammandorlato.
Evoluzione: pronto.
Punteggio: FFF
Bertolotti Ivan Az. Agr.
Via Mella 22
25020 Capriano del Colle (BS)
Tel. 030/9748001
[email protected]
Capriano del Colle Doc Rosso
2007
Vista: rosso rubino con riflessi granati.
Olfatto: delicato, gradevole, si coglie la frutta rossa (ciliegia).
Gusto: fresco di acidità, di buon
equilibrio e di media struttura.
Evoluzione: positiva.
Punteggio: F
La vigna di Botti Anna Az. Agr.
C.na La Vigna 31
25020 Capriano del Colle (BS)
Tel. 030/9748061 Fax 030/9746469
[email protected]
Capriano del Colle Doc Rosso
Riserva 2006 Montebruciato
Vista: rosso granato intenso.
Olfatto: penetrante, con note di
prugna secca e di vaniglia.
Gusto: asciutto, tannico, corposo,
persistente con un retrogusto ammandorlato.
Evoluzione: positiva.
Punteggio: F
La Contessa Az. Vitiv.
Cascina Colombaroli
25020 Capriano del Colle (BS)
Tel. 030/9748745 Fax 030/9747373
Capriano del Colle Doc Rosso
2006
Vista: rosso rubino con riflessi granati.
Olfatto: tenue ma pulito, con sentori di frutta fresca.
Gusto: equilibrato, di media struttura.
Evoluzione: positiva.
Punteggio: F
Rinaldi Paolo Az. Agr.
Via Coleretto 15
25020 Poncarale (BS)
Tel. 030/2541220 Fax 030-2541220
Capriano del Colle Doc Rosso
Vista: rosso rubino carico.
Olfatto: intenso con sentori di frutta
matura (ribes).
Gusto: sapido, di media struttura e
di discreta freschezza.
Evoluzione: positiva.
Punteggio: F
C.V.C.G. Cooperativa Vitivinicola Cellatica-Gussago
S.c.a.
Via Caporalino 25
25060 Cellatica (BS)
Tel. 030/2522418 Fax 030/2527492
Cellatica Doc Rosso 2005
Superiore
Vista: rosso granato scarico con riflessi aranciati.
Olfatto: di media intensità.
Gusto: asciutto, non molto lungo.
Evoluzione: pronto.
Punteggio: F
Cà del Vent S.r.l. Az. Agr.
Via Stella 2
25060 Cellatica (BS)
Tel. 030/3450180 Fax 030/2522363
www.cadelvent.com
[email protected]
L’Assaggiatore • 05/2009
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Cellatica Doc Rosso 2004
Superiore
Vista: rosso rubino intenso.
Olfatto: leggermente chiuso, con
note vegetali.
Gusto: di buon corpo, ma si coglie
una leggera disarmonia.
Evoluzione: pronto.
Punteggio: F
Bonzi Luciano
via Calango 93
25080 Botticino (BS)
Tel. 030/2692291 Fax 030/2692291
Botticino Doc 2006 Colle del
Calango
Vista: rosso granato.
Olfatto: di buona intensità, si colgono note di tamarindo.
Gusto: asciutto, armonico, di buona struttura.
Evoluzione: pronto.
Punteggio: FF
Cantine Franzoni Pierino di
Giuseppe e Figli S.n.c.
Via Mazzini 8
25080 Botticino (BS)
Tel. 030/2691135 Fax 030/2691135
Botticino Doc 2006
Vista: rosso rubino con riflessi granati.
Olfatto: pulito, con sentori di sottobosco.
Gusto: asciutto, di media struttura.
Evoluzione: pronto.
Punteggio: FF
Musatti Valentino
via Marconi, 23
25080 Rezzato (BS)
Tel. 030/2590127
Botticino Doc 2006
Vista: rosso rubino intenso.
Olfatto: pulito, intenso, con sentori
fruttati.
Gusto: morbido, di buona struttura,
abbastanza lungo.
Evoluzione: pronto.
Punteggio: FF
Tognazzi Benedetto Az. Agr.
Via S.Orsola 213
25135 Caionvico Brescia (BS)
Tel. 030/2692695 Fax 030/2692695
Botticino Doc 2005 Cobío
Vista: rosso granato carico.
Olfatto: netto, intenso, etereo.
Gusto: sapido, fresco, armonico, di
buona struttura.
Evoluzione: positiva.
Punteggio: F
Antica Tesa di Noventa
Pierangelo Az. Agr.
via Merano, 28
25080 Botticino (BS)
Tel. 030/2691500 Fax 030/2691500
Botticino Doc 2005 Vigna degli
Ulivi
Vista: rosso granato.
Olfatto: pulito, intenso, con sentori
di frutta rossa matura.
Gusto: fresco, pieno, lungo.
Evoluzione: positiva.
Punteggio: FFF
Gorni Galeazzo
di G.R. Az. Agr.
via Fontanone 4
25080 Botticino (BS)
Tel. 030/2691233
Botticino Doc 2001
Vista: rosso granato con note aranciate.
Olfatto: pulito, si colgono sentori di
frutta secca e cuoio.
Gusto: buon corpo, asciutto, lungo, armonico.
Evoluzione: pronto.
Punteggio: FF
Cantine Scarpari Felice di
Michelangelo Scarpari
Via Tito Speri 149
25082 Botticino (BS)
Tel. 030/2691285 Fax 030/2691285
www.cantinascarparifelice.it
[email protected]
Botticino Doc
Vista: rosso granato intenso, con
sfumature aranciate.
Olfatto: tenue, delicato, con leggero sentore di liquirizia.
Gusto: media struttura, asciutto,
equilibrato.
Evoluzione: pronto.
Punteggio: F
Legenda:
F: da 80/100 a 84/100
FF: da 85/100 a 89/100
FFF: da 90/100 in poi
Premio Assoenologi 2010
Il ‘Premio Assoenologi per la ricerca scientifica in viticoltura ed
enologia’, con ‘Grappolo d’Oro’ e ‘Targa d’Oro’, rappresenta dal
1976 uno dei tre massimi riconoscimenti che l’Associazione attribuisce a chi si è particolarmente distinto nel comparto tecnico, in
quello della stampa di larga diffusione in quello della ricerca. “Assegnato 14 volte in 33 anni, questo Premio è uno dei maggiori riconoscimenti che a livello europeo si possa ricevere nel panorama
della ricerca in ambito viticolo” ha affermato il ministro Luca Zaia,
presidente onorario del premio e della commissione giudicatrice,
composta di 13 membri e costituita da imprenditori, da docenti
universitari e da dirigenti ministeriali. “Tale concorso – ha commentato il ministro – non può che trovare il plauso incondizionato della
comunità enologica nazionale e internazionale, perché contribuisce a sviluppare la conoscenza e la ricerca in ambito vitivinicolo,
comparti nei quali si giocano le sfide future dell’agricoltura”. Per il
2010 il valore del premio è di € 9.000 ed è destinato ai migliori lavori sperimentali, editi o inediti, degli ultimi tre anni.
Possono partecipare i cittadini italiani sia singolarmente sia in équipe, con lavori tecnici esclusivamente di viticoltura e di enologia.
Il bando di concorso completo può essere richiesto telefonando
allo 02. 99785721 oppure collegandosi al sito internet www.assoenologi.it.
Ne presentiamo i punti salienti:
“4.Le opere edite dovranno essere apparse su uno o più periodici
tecnici o scientifici, italiani o stranieri, pubblicate anche in note
successive negli anni 2007, 2008, 2009. Per i lavori editi in lingua straniera è necessario produrre la relativa traduzione in lingua italiana anche di eventuali grafici, tabelle, ecc. L’assenza o
la non conformità della traduzione anche di una sola parte del
lavoro implica l’esclusione del medesimo dal premio. Saranno
considerati lavori editi anchele relazioni presentate a simposi,
congressi scientifici, seminari, ecc., purché pubblicati su atti o
riviste di resoconto dei medesimi.
5. La commissione giudicatrice è presieduta dal presidente
dell’Associazione, enologi enotecnici italiani, coadiuvato dai vicepresidenti dell’Assoenologi e composta, oltre che dalle tre
persone prima indicate, da:
a) i due responsabili scientifici della rivista ‘L’Enologo’ organo
ufficiale di stampa dell’Associazione enologi enotecnici italiani;
b) un docente universitario del settore viticolo;
c) un docente universitario del settore enologico;
d) tre enologi con incarichi manageriali di grande livello;
e) tre alti dirigenti ministeriali.
[…]
6. Il giudizio della commissione è insindacabile. Esso sarà assunto a maggioranza. I verbali della commissione non saranno resi
noti.
8. Il termine ultimo per la presentazione dei lavori scade il 28 febbraio 2010. Pertanto i lavori che perverranno o saranno consegnati dopo detta data saranno esclusi dal premio e rispediti
al mittente”.
L’Assaggiatore • 05/2009
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NEWS
NOTIZIE DAL MONDO VITIVINICOLO
Anteprima Novello
in partnership
con Fieracavalli
I visitatori che sono giunti a Verona il
5-6 novembre per ammirare gli oltre
2.600 cavalli presenti alla Fieracavalli, hanno potuto prendere un bus
navetta ed entrare gratuitamente alla Gran Guardia in piazza della Brà,
dove li aspettava il Giardino del Gusto per valorizzare i prodotti agroalimentari di qualità e gli abbinamenti
con il primo vino della nuova stagione enologica.
Un evento pensato per promuovere
il Novello che è diventato salotto per
il dopo Fieracavalli. Anche questo è
stato Anteprima Novello: una grande opportunità che è stata offerta
agli espositori della più grande fiera
europea dedicata al mondo del cavallo “grazie al ruolo di organizzatori
diretti di molte delle più importanti
fiere nazionali e internazionali”, come ha affermato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere.
In vendita già poco dopo la fine della vendemmia, il Novello è una produzione di nicchia e di qualità (meno
del 2% della produzione enologica
italiana), con una stagionalità molto
marcata. «Questo aspetto da punto
di debolezza dovrebbe diventare
punto di forza, attraverso eventi promozionali che richiamino l’attenzione», ha affermato Bruno Trentini, direttore generale della Cantina di
Soave. Per questo ad Anteprima
Novello è stato affiancato quest’anno il Giardino del Gusto. Qui, chef di
fama hanno offerto in degustazione
piatti preparati con le materie prime
delle varie merceologie agroalimentari presenti, in abbinamento con i
novelli delle cantine espositrici. «Ampie – ha aggiunto Lorenzo Zonin,
dell’omonima casa vinicola – le possibilità: dall’aperitivo al piatto veloce,
dal panino, alla pizza, alla pasta. Il
Novello si abbina pure a sushi ed altri piatti leggeri, anche speziati, per
la sua piacevole intensità aromatica.
È un vino dunque adatto anche ai
giovani e che si abbina bene ai fin-
ger foods». Proprio per queste caratteristiche, al Consorzio di tutela
vino Bardolino, che per primo ha
avuto il riconoscimento della doc
per il Novello, considerano questo
vino “un simpatico diversivo che anticipa i sapori dell’ultima vendemmia”. Così il presidente Giorgio Tommasi.
[Mario Enrietti]
La magia del turismo
enogastronomico in Puglia
Se la tavola è lo specchio di una
cultura, la Puglia condensa nei suoi
piatti il carico di storia e di bellezza
che la caratterizza. Chi la visita per
la prima volta, chi è emigrato e torna ogni anno, chi ci vive da sempre
trova in ogni sua espressione occasioni per stupirsi. Sopratutto a tavola, dove i prodotti tipici sono l’essenza di un piacere che si rinnova
quotidianamente. Per accogliere
emozioni dall’anima contadina o
evocate dalla magia del mare che
la circonda è stata organizzata
dall’Associazione Enogastronomica ‘Terra di Puglia’ e dall’Agenzia
‘Never Before’ la seconda edizione
di Tipica, il festival dell’enogastronomia e delle tipicità pugliesi, a Castellana Grotte dal 18 al 26 luglio.
Una fiera del gusto che in questa
edizione 2009 ha voluto sedurre e
deliziare i turisti e i visitatori locali
grazie ad una combinazione perfetta di prodotti tipici, gourmet e comicità.
[Mario Enrietti]
Stregati... dalle bollicine
Festival del Durello 2009
Giovedì 22 ottobre a partire dalle
ore 18.00 a Montecchio Maggiore,
in provincia di Vicenza, il Consorzio
del Lessini Durello ha proposto ‘La
sala della Morte e gli altri misteri
delle Priare’, che ha anticipato il Festival del Durello, all’interno della
prima edizione del Festival dell’Enoturismo, in programma a Vicenza
dal 23 al 25 ottobre. L’evento è stato inserito nel ‘Festival dei Misteri
L’Assaggiatore • 05/2009
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del Veneto’ e ha avuto come sfondo le Priare, l’importante complesso ipogeo che – nato come sito per
l’estrazione della pietra e nel tempo
diventato anche rifugio bellico –
ospita al suo interno, nella parte più
profonda la ‘Sala della morte’, così
chiamata dagli scheletri umani rinvenuti durante le operazioni di scavo. All’insegna della paura e del
buio, ma consolati dalla fragranza e
raffinatezza del Lessini Durello, che
è stato servito al termine del percorso, si è potuto visitare uno dei
luoghi più affascinati del Veneto a
due passi dai Castelli di Giulietta e
Romeo, a Montecchio Maggiore,
che secondo il novellista Luigi Da
Porto, ospitarono il dramma d’amore più celebre al mondo. Moltissimi
gli appuntamenti in calendario per
le tre giornate. Dai barman che
hanno proposto per i più giovani
sfiziosi e colorati cocktail a base di
bollicine autoctone per le loro serate di festa, al recupero delle antiche
tradizioni popolari. Dal baccalà alla
vicentina agli happy hour, il Durello
è stato il vino della ‘comunicazione
intragenerazionale’, proprio perchè
per sua natura sa mettere d’accordo sia i puristi del metodo classico
sia gli amanti della sperimentazione. [Adriano Barbieri]
‘Spirito ... femminile’ per
una cena a base di grappa
Mercoledì 22 luglio 2009 presso il
ristorante ‘Il Bagatto’ a Grazzano
Badoglio (AT) si è svolta, a cura delle Donne della Grappa, la prima serata conviviale facente parte di un
tour al femminile che, nei prossimi
mesi, toccherà varie regioni d’Italia.
Alla serata hanno preso parte le
molte socie, ed anche le tante amiche Piemontesi, che si sono lasciate conquistare dai profumi della
Grappa - utilizzata per tutte le preparazioni gastronomiche della serata, dall’aperitivo al dolce (da segnalare il risotto al profumo di
grappa e il filetto di maialino da latte
in crema di grappa). Freschi e dissetanti i cocktails preparati dalla
BarLady A.I.B.E.S. Elena Melchiorri
e presentati dalle due distillerie piemontesi sponsor della serata: Mazzetti d’Altavilla - Distillatori dal 1846,
con l’innovativo ‘Mosquito’ a base
NEWS
di Grappa di Moscato invecchiata,
e Distilleria Magnoberta, con ‘Grappa Sunrise’ a base di Grappa di
Malvasia. La serata si è conclusa
con una degustazione della ‘Grappa Morbida’ di Magnoberta e della
‘Grappa di Malvasia’ di Mazzetti
d’Altavilla - Distillatori dal 1846.
“Una piacevole serata all’insegna
del gusto all’italiana dove il distillato
di bandiera ha saputo ancora una
volta entusiasmare e a sottolineare
come la Grappa che fino a qualche
anno fa era considerata prodotto
unicamente destinato al palato maschile, oggi viene sempre più apprezzato, anche dall’‘altra metà del
cielo’” ha commentato con soddisfazione la Presidente Claudia Mazzetti dell’omonima Distilleria.
[Jacopo Gendre]
XVI Rassegna
del Botticino DOC
In data 6 Settembre 2009 presso
Villa Fenaroli, stupenda Villa Settecentesca, si è svolta la XVI Rassegna del Botticino Doc. Scopo di
tale manifestazione è stato quello di
presentare tale DOC, una realtà
enologica di grande valore ma ancor oggi purtroppo poco conosciuta fuori dalla Provincia di Brescia. E
bene hanno fatto gli organizzatori
ad inserire nel programma una degustazione riservata esclusivamente ai giornalisti, che si è tenuta subito dopo l’inaugurazione ufficiale e
ha dato modo agli esperti del settore di valutare direttamente i vini di
tutti i produttori della DOC. Nella
pausa pranzo, i giornalisti sono stati graditi ospiti presso il Ristorante
di Villa Fenaroli e così nel pomeriggio hanno potuto assistere alle varie manifestazioni musicali e folcloristiche previste nel programma
della manifestazione.
[Adriano Barbieri]
trascritto in un apposito documento il loro vissuto a testimonianza del
lavoro da loro svolto per la vite di
Brachetto d’Acqui. Per l’occasione, chi scrive ha sottolineato la valenza storica e culturale di quella testimonianza, mentre la Presidente
dell’Enoteca Michela Marenco, dopo avere rimarcato la tenacia e la
professionalità dei fratelli Ponte nel
valorizzare il vero Brachetto d’Acqui, ha consegnato loro una targa,
quale piccolo gesto di riconoscenza nei confronti di chi, tanto ha fatto
per questo vitigno prezioso, dell’Acquese. Non privo di emozioni è stato il momento in cui Antonio Ponte
ha iniziato a raccontare la sua attività in vigna: dalle prime difficoltà nel
reperire marze sicure, agli entusiasmi per le vendite delle prime barbatelle di brachetto. Ascoltare i fratelli Ponte è stato un grande
piacere, nonché una lezione di storia vissuta della viticoltura del territorio, che forse troverà riscontro in
una pubblicazione a cura dell’Enoteca di Acqui.
[Lorenzo Tablino]
Enoturismo:
indagine e festival
Secondo i dati emersi nella Convention di primavera delle Città del
Vino gli enoappassionati sono circa
6,5 milioni in continuo aumento e le
Strade del Vino e dei Sapori 140 e
coinvolgono 400 denominazioni,
3.300 cantine oltre a 4.000 ristoranti e quasi 33.000 prodotti. Il giro
d’affari, nonostante le crisi, è stabile intorno ai 2,5 miliardi di euro. Si
tratta di cifre rilevanti che incidono
Un riconoscimento per due
viticoltori dell’Acquese.
Sabato 12 settembre nei locali
dell’Enoteca regionale di Acqui Terme, nell’ambito delle manifestazioni
cittadine “ Festa delle Feste” si è
svolto un incontro con i fratelli Andrea e Antonio Ponte, che hanno
L’Assaggiatore • 05/2009
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sulla crescita dei flussi turistici di un
territorio tra il 18 e il 20% rappresentando nel mondo del turismo
una componente di rilievo il cui
compito è “fare più sistema, sviluppando strategie … per rafforzare i
territori” come ha sostenuto il Presidente delle Città del Vino Valentino Valentini, precisando giustamente che “ciascun territorio deve
essere facilmente identificabile e
fruibile da parte dei suoi potenziali
visitatori in un contesto d’insieme
che permetta di dire addio alla casualità”. Il turismo del vino ha come
logica conseguenza l’acquisto di
una o più bottiglie in una delle cantine visitate, ma come e dove l’enoturista le conserva a casa? A questo interrogativo ha risposto
un’inchiesta condotta da Vinitaly e
WineNews. I risultati forniscono un
dato sorprendente vista l’attuale
edilizia residenziale: circa 64% degli intervistati ha dichiarato di possedere una cantina in cui custodire
le bottiglie; gli altri le conservano
nell’abitazione, il 17% in apposite
cantinette, il 19% preoccupandosi
unicamente di difenderle dalla luce
e dagli sbalzi di temperatura. E
quante bottiglie possiede in media
un enoappassionato in quella cantina che si è costruita con tanta
passione e a volte con sacrifici? Per
quasi il 50% la consistenza è tra
circa 50 e 100, vi è poi una fascia
NEWS
del 21% che arriva a 250: oltre cominciano a manifestarsi anche problemi di spazio (ed economici) per
cui se un 27% possiede tra le 250
e le 1.000 bottiglie, solo il 6% supera questa soglia che d’altra parte
raggiungono e superano solo pochi
ristoranti famosi per la carta dei vini. Molti custodiscono anche qualche etichetta ‘preziosa’di grandi vini francesi (frutto di viaggi nelle
mitiche regioni vinicole d’Oltralpe) o
dei classici italiani, bottiglie spesso
conservate per essere stappate alla
prima ‘grande occasione’ … che
non viene mai.
Al mondo degli enoturisti è stato
dedicato il 1° Festival Nazionale
dell’Enoturismo (Fiera di Vicenza,
23 - 25 ottobre) cui hanno partecipato Strade del Vino, Consorzi di
tutela, Enti turistici, Cantine, Enoteche e Distillerie che hanno presentato le proprie offerte al pubblico e
agli operatori del settore, ai quali è
stato dedicato un apposito work­
shop. L’ingresso era libero così come al contemporaneo Festival del
Durello che ha proposto una serie
di degustazioni di quest’ottimo
spumante autoctono veneto.
[Salvatore Longo]
Conosciamo il Riesling
Renano?
(e quello dell’Alto Adige?)
Forse ne abbiamo sentito parlare
da qualche appassionato, forse ne
abbiamo degustato qualche bottiglia specialmente nelle versioni altoatesine, trentine e dell’Oltrepò
pavese, ma raramente abbiamo
assaporato il Riesling Renano ottenuto dalle uve della regione da cui
prende il nome: l’importazione di vini dalla Germania è infatti, di solo
un milione di bottiglie l’anno nelle
diverse tipologie. Ha rivestito quindi
grande importanza la manifestazione svoltasi in tarda primavera al
Goethe Institut di Roma in cui 20
produttori tedeschi hanno presentato l’intera gamma produttiva (dal
secco al dolce) del Riesling Renano. È stata forse la prima occasione in Italia per avere una visione
completa e comparativa delle differenze determinate dalle caratteristi-
che geologiche dei terreni delle diverse zone renane in cui il vitigno è
coltivato. Dei circa 34.000 ettari nel
mondo coltivati a Riesling Renano
22.434 sono in Germania (di cui
14.250 in Renania Palatinato). Lo
spettro aromatico che caratterizza
questo vitigno è determinato dal
microclima (che varia anche di molto da zona a zona) e dalla pietra
d’origine del terreno. Per esempio
se è basalto, si hanno sentori di
agrumi (limone e pompelmo), acidità rotonda e mineralità; se è calcarea, gli aromi sono mango, pesca,
miele e caramello. Sono 5 le aree di
produzione: Pfalz, Rheinhessen,
Mittelrhein, Nahe e Mosel, la regione internazionalmente più conosciuta e la cui viticoltura si definisce
‘eroica’ a causa dei vigneti - disposti sull’anfiteatro naturale della Mosella in posizione alta e ripida - che
raggiungono pendenze anche del
60% e per questo richiedono l’uso
di funi di sicurezza per chi vi lavora.
Nelle degustazioni grande successo ha riscosso il Riesling Kabinett
(la versione di base) che, pur avendo un alcol ridotto (meno del 12%),
ha struttura ricca, fruttata e con
una piacevole acidità che lo rende
molto ‘beverino’. Il Riesling Renano
è ottimo anche in cucina: tra i piatti
più intriganti la ‘zuppa al Riesling’
con crostini alla cannella e la ‘panna cotta al Riesling’. Nel corso delle
giornate romane è stato abbinato
con successo anche alla nostra gastronomia.
Per quanto riguarda quello dell’Alto
Adige l’occasione è stata fornita
dalle Giornate del Riesling Alto Adige che si sono svolte a Naturno dal
24 ottobre al 21 novembre con degustazioni guidate dei migliori Riesling e con la possibilità di visitare
due cantine particolarmente interessanti per questo vino così particolare: la Falkenstein e la Unterortl/
Juval. Particolarmente intrigante si
è presentata la verticale di 10 annate di Riesling della cantina Unterortl/Juval in Val Venosta.
[Salvatore Longo]
tra i vigneti del Chianti (per chi vuol
fare dell’agonismo vi sono i 42,195
km dell’Ecomaratona) che ha permesso di ‘assaporare’ con tutta
calma alcuni dei punti più belli della
campagna senese, come il viale di
cipressi che porta a Villa Arceno. Si
tratta di un percorso di 9 km accessibile a tutti. L’iscrizione dava diritto
a partecipare gratuitamente a uno
dei tre itinerari di Domeniche in
Chianti predisposti dal comune di
Castelnuovo per far conoscere i
luoghi di maggior significato del territorio della Berardenga con i suoi
castelli e le sue cantine. È stata
un’occasione per visitare posti solitamente non accessibili al pubblico
e soprattutto per incontrare i grandi
vini e i prodotti tipici del territorio.
Quei sapori delle tipicità chiantigiane saranno protagonisti dei Pasta
Tosca Party predisposti per gli
iscritti all’ecopasseggiata.
[Salvatore Longo]
Ecopasseggiata in Chianti
Asta del Barolo
Si è svolta il 18 ottobre con partenza dalla frazione di San Gusmè (SI)
e arrivo a Castelnuovo Berardenga
(SI) la passeggiata non competitiva
L’Assaggiatore • 05/2009
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A cena con i DOC Colli
Berici e Vicenza
L’incontro tra i vini DOC Colli Berici
e Vicenza e l’alta ristorazione vicentina è stato possibile grazie ai Consorzi di Tutela Vini DOC Colli Berici
e Vini Vicenza DOC Vicenza che
hanno organizzato, in collaborazione con la Trattoria Zamboni di Lapio di Arcugnano e del ristorante La
Peca di Lonigo, tre cene nel mese
di ottobre (2, 16, 23) con proposte
diverse ma tutte espressione dei
prodotti tipici della zona, sapientemente accostati ad una selezionata
carta dei vini. Con queste serate
all’insegna di ‘A cena con i Vini
DOC Colli Berici e Vicenza’ si è voluto dimostrare come i vini vicentini
possano abbinarsi anche a menù
complessi e raffinati riuscendo ad
accompagnare tutte le portate di
una cena di alto livello, dalle bollicine per l’antipasto ai vini dolci per il
dessert, passando per vini fermi
bianchi, vini rossi leggeri e vini rossi
più strutturati ed invecchiati.
[Adriano Barbieri]
Superato il traguardo delle dieci
edizioni, l’Asta del Barolo Gagliardo
presenta alcune novità. Innanzitutto, la cadenza da annuale diventerà
NEWS
biennale, quindi non ci sarà quella di
quest’anno ma ritornerà nel 2010,
mentre per quanto riguarda l’impostazione generale, la manifestazione ricalcherà la formula già sperimentata, e cioè la sede sarà sempre
a La Morra, in località Serra dei Turchi presso la cantina Gagliardo e
l’appuntamento cadrà come tradizione nell’ultima domenica del mese
di settembre, anche per mantenere
l’evento nell’affascinante pe­riodo
vendemmiale.
Per quanto concerne i lotti, le bottiglie saranno come sempre selezionate tra le migliori firme del Barolo,
con preferenza per le partite da almeno 3 o 6 bottiglie o per i contenitori maggiori come il Magnum (litri
1,5), il Doppio Magnum (litri 3,00)
oppure ancora con contenitori speciali delle capacità comprese tra i 5
e i 15 litri.
Il Barolo di casa Gagliardo sarà
esclusivamente proposto con i Lotti in barrique da 228 litri del cru Serra dei Turchi, annata 2008. Gli acquirenti ritireranno il vino al termine
del periodo di invecchiamento, imbottigliato e confezionato in maniera speciale e concordata con
l’azienda.
Per quanto concerne il numero dei
Lotti, con molta probabilità si atte-
sterà tra i 35-40 pezzi, oltre al Lotto
di beneficenza, che dovrebbe confermare l’impostazione delle ultime
due edizioni.
Considerato il forte legame che la
famiglia Gagliardo ha stabilito con
Padre Roberto Panetto, originario
del Roero, il ricavato della beneficenza andrà ancora a sostenere lo
sviluppo della particolare ‘scuola alberghiera’ che il missionario albese
ha realizzato nelle terre meno fortunate della Cambogia per aiutare i
giovani di quelle zone a trovare una
strada alternativa e migliore per il loro futuro. In conclusione, l’Asta del
Barolo si orienterà verso una veste
sempre più professionale e di sostanza, limitando il numero delle
edizioni e selezionando sempre meglio lotti e partecipanti, che includerà, oltre alla presenza di molti stranieri, un parterre di professionisti
dell’enogastronomia tra i più significativi e attenti d’Italia.
[Teresa Enrica Baccini]
La vendemmia
a Monteoliveto di Casà
Otto ettari vitati tra Arneis, Barbera
e Nebbiolo, questo è il primo risultato concreto che l’Azienda Agricola
Monteoliveto di Casà ha conseguito
da quando ha iniziato a lavorare
sull’omonima collina a Monticello
d’Alba. I primi vini sono apparsi in
tavola nell’estate del 2009, eleganti
e fruttati, una conferma della qualità
dell’origine. Nei primi giorni d’autun-
no, tra la metà di settembre e la prima decade di ottobre 2009, si è
svolta la seconda vendemmia a
Monteoliveto di Casà, cha ha interessato solo i cinque ettari già in età
da produzione, ma che ha portato
in cantina grappoli sani e ben maturi, capaci di produrre vini di bella
struttura e piacevole fragranza. Le
vicende climatiche 2009 sono iniziate con le grandi nevicate dell’inverno, che hanno portato riposo alle
piante e riserve idriche al terreno;
poi, la primavera è iniziata con le
piogge di aprile e si è conclusa con
il caldo di maggio e inizio giugno.
L’estate ha prodotto le giuste alternanze climatiche tra periodi caldi e
intermezzi rinfrescanti, fino al 10 di
agosto quando ha preso il sopravvento il sole che ha accompagnata
gli ultimi 45-50 giorni prima della
raccolta. Con settembre, si è insediato un andamento climatico perfetto, caldo e ventilato di giorno e
freddo di notte. Sono state le uve
Arneis a dare il via quest’anno alla
vendemmia a Monteoliveto di Casà:
13.150 chilogrammi che hanno dato luogo a 9.205 litri di vino Roero
Arneis Docg. Poi, la raccolta è proseguita con le Barbere, in tutto
6.520 chilogrammi da cui si sono
fatti 4.564 litri di Barbera d’Alba
Doc. Infine, il Nebbiolo, 7.760 chilogrammi di grappoli che daranno
luogo a circa 2.500 litri di Langhe
Nebbiolo Doc e altrettanti di Roero
Docg. Terminata la vendemmia e la
vinificazione, ora in cantina i vini
sonnecchiano in attesa che il tempo
compia i suoi miracoli e ci regali
l’eleganza più adatta ai calici della
festa.
[Teresa Enrica Baccini]
La cucina del lago
in vigneto
Valpolicella e Lago di Garda per un
giorno assieme. È la proposta
dell’Azienda Gerardo Cesari, che
sabato 3 ottobre ha inaugurato
un’originale sinergia con due chef
simbolo della sponda veronese del
Lago. Non è mancato l’evento più
goloso dell’intera gardesana: ‘Ciottolando con Gusto’, caccia al tesoro dei sapori lungo le strade di Malcesine. La giornata ha preso il via
nei vigneti di proprietà dell’Azienda.
Dopo la spiegazione delle peculiariL’Assaggiatore • 05/2009
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NEWS
tà di questo terroir e qualche anticipazione della qualità 2009 da parte
dell’enol. Luigi Biemmi, i filari si sono trasformati in palco per uno
show - lezione tenuta da Isidoro
Consolini, chef e patron del Ristorante Al Caval di Torri del Benaco
sul tema dei prodotti del lago e
sull’uso dell’extravergine d’oliva in
cucina. I giornalisti si sono spostati
poi a Cavaion Veronese, sede della
cantina di affinamento della Gerardo Cesari. Qui Leandro Luppi, chef
e patron del Ristorante Vecchia
Malcesine, ha preparato in diretta
un menù provocatorio per proporre
l’Amarone in versione “casual”,
adatta cioè alle esigenze del consumatore di oggi, che raramente
mangia cacciagione o stracotti. È
seguita la visita in cantina e la degustazione, in anteprima, dell’Amarone dei Giornalisti. “L’Amarone è
un grande vino e in questi anni sta
riscuotendo un crescente interesse
– ha affermato Franco Cesari, Presidente dell’Azienda – Quando ho
iniziato a proporlo, la cucina era
molto diversa da oggi. Il mondo è
cambiato e anche noi produttori
dobbiamo saper evolvere senza
perdere l’identità dei nostri vini. Per
questo, abbiamo pensato ad un
evento giocato sulla cucina e gli
abbinamenti provocatori, light, quasi da picnic, capaci di proporre
l’Amarone a nuovi consumatori.
Per questa iniziativa la Gerardo Cesari ha scelto quindi di sposare non
solo i sapori del lago ma anche il
suo territorio. E così i partecipanti,
concluso il programma in cantina,
si sono spostati a Malcesine per
“Ciottolare”, ovvero partecipare
all’evento gourmet più atteso del
Lago di Garda: una caccia al tesoro
per scoprire gli angoli più belli di
Malcesine e sostare per assapora-
re un piatto abbinato ad un vino del
territorio.
Lunedì 12 ottobre invece, presso il
Four Seasons di Milano le etichette
più rappresentative dell’Azienda
sono state illustrate dal Presidente
Franco Cesari, che ha fatto vivere
attraverso aneddoti divertenti il ‘dietro le quinte’ della storia della Valpolicella e dell’Amarone in Italia e
nel Mondo, mentre l’enologo Luigi
Biemmi, ha presentato la filosofia
della ‘Gerardo Cesari’ in cantina e
ha dato le anticipazioni sulla qualità
della prossima annata, spiegando
altresì la filosofia dei cru. Un momento importante è stata la verticale di Amarone Bosan, con le annate
1997, 1998, 2001, cui sono seguite le proposte di pesce e di cioccolato preparate da Sergio Mei.
[Mario Enrietti]
Grappa, un valore italiano
La grappa non è un prodotto che
guarda al passato ma un bere moderno, frutto di ricerca, non solo da
“bere col naso”, ovvero degustare,
ma anche da leggere in un vero e
proprio trattato, rivolto a tutti, professionisti e appassionati. È questo
il messaggio presentato dall’Accademia della Grappa e delle Acquaviti alla giornata “Grappa: l’Accademia innova lo spirito italiano”,
tenutasi a Roma presso l’Hotel Cavalieri il 22 ottobre. In questa occasione le aziende socie Carpenè
Malvolti, Distillerie del Doge – Alinovi, Distillerie Francoli, Frattina – F.lli
Averna, Roberto Castagner Acquaviti, Segnana – F.lli Lunelli hanno
per la prima volta presentato “Grappa: trattato Moderno delle grappe
e delle acquaviti”, volume edito da
Bibenda, prima opera dedicata interamente alla grappa, dalla sua
storia all’evoluzione, dal marketing
alla ricerca, fino ai suggerimenti di
servizio e agli abbinamenti più moderni. Durante la giornata, l’Accademia ha anche testimoniato che la
grappa ascolta le esigenze della
società di oggi. Uno dei momenti
più apprezzati, infatti, è stato l’angolo dedicato alla prova dell’etilometro, dove i sommelier Ais hanno
dimostrato al pubblico come 30 gr
di grappa contengano meno alcool
di una lattina di birra e, quindi, siano assolutamente compatibili con
L’Assaggiatore • 05/2009
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un consumo moderato e con la
guida sicura. La giornata si è aperta
con la conferenza stampa dove i
soci fondatori hanno toccato i principali elementi distintivi del prodotto. Si è anzitutto sottolineato come
essa sia il simbolo di un’identità tutta italiana. “Il mondo della grappa è
fatto di aziende mediamente piccole, che custodiscono un patrimonio
di sapere. Le dimensioni ridotte
fanno sì che, solo attraverso il dialogo e l’unione, sia possibile affrontare il mercato in modo incisivo. Per
questo è nata l’Accademia della
Grappa e delle Acquaviti” ha affermato il Presidente Roberto Castagner. “Grazie ad una continua evoluzione la grappa è un prodotto
sempre più moderno e vicino al
mondo del vino. Per questo abbiamo voluto investire in ricerca, presentando e avviando il piano sulla
grappa varietale, il più importante
progetto sul prodotto mai finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole.”
E se da un lato la qualità del prodotto ha un ruolo fondamentale,
dall’altro bisogna anche saperlo
proporre, non solo sul mercato nazionale, ma anche su quello estero.
L’export, infatti, è oggi ancora molto marginale. Dei 30 milioni di bottiglie prodotte solo il 10% viene
esportato. Di questa quota, il 60%
è rappresentato dalla Germania,
seguita dalla Svizzera, ma in molti
paesi la grappa è ancora considerata un prodotto di bassa qualità.
Fare sistema e fare cultura saranno
le vie per permettere alla grappa di
divenire un prodotto di successo
internazionale. Le sfide per la grappa, dunque, sono molte e devono
essere vinte.
[Jacopo Gendre]
Vino 2010.
Annunciato il programma
Luca Zaia, Ministro dell’Agricoltura
italiano, ha partecipato il 23 ottobre
a una degustazione per festeggiare
la fine del Vinitaly US Tour, cogliendo l’occasione per annunciare il
programma di VINO 2010 - la Settimana del Vino Italiano a New York,
creato ed attuato con il patrocinio
del Ministero dell’Agricoltura e del
Ministero dello Sviluppo Economico italiani, è sponsorizzato da Buo-
NEWS
nitalia SpA, ICE e Veronafiere. “Sono molto lieto di partecipare a
questo entusiasmante world tour,
vetrina di rappresentanza dei migliori vini d’Italia,” ha commentato il
Ministro Zaia. “E sono anche molto
orgoglioso di VINO 2010, lo sforzo
innovativo in collaborazione tra tre
delle organizzazioni leader in Italia
nella promozione e informazione a
livello mondiale di uno dei maggiori
patrimoni d’Italia: i nostri vini e la
nostra cucina”. Mentre Lidia Bastianich, presentatrice di programmi TV, ristoratrice e comproprietaria
del ristorante Del Posto, che ha
preparato il menù per la degustazione di ieri, ha detto “L’Italia fa parte della mia eredità e la cucina italiana è la mia passione, per questo
sono onorata di essere coinvolta in
questo importante evento e di prestare la mia voce agli sforzi per educare gli americani e il mondo a conoscere i nostri meraviglioso cibi e
vini”. Walter Brunello, Presidente di
Buonitalia SpA, ha poi aggiunto:
“La nostra missione è quella di educare gli amanti del buon mangiare
in tutto il mondo alla qualità dei nostri cibi tradizionali e alle rigorose
normative applicate alla loro produzione”. Per quanto riguarda VINO
2010 che si terrà la prima settimana di febbraio 2010 a New York,
Aniello Musella, Commissario per il
Commercio Italiano e Direttore Esecutivo per gli USA, non vede l’ora
“di lavorare con Veronafiere e Buonitalia per fare di questa manifestazione una delle migliori espressioni
dei vini italiani viste negli Stati Uniti”.
Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere, ha affermato
“che cosa sarebbe il buon cibo
senza la compagnia di un bicchiere
di buon vino? In Italia, il cibo accompagna il vino e viceversa, e siamo determinati a diffondere questa
abitudine nel mondo”. Per aiutare
gli americani a meglio capire l’universo dei vini italiani, Vinitaly ha
pubblicato il libro di Hugh Johnson
‘Mini-Guida ai Vini Italiani’ che sarà
distribuita in tutte le città dove il Vinitaly Tour farà tappa, fra cui New
York, San Francisco, Hong Kong,
Pechino, Tokio, Mosca. “Gli amanti
del vino, ha detto l’Autore, spesso
lamentano la difficoltà di comprendere i prodotti italiani perché oltre
100 vitigni sono utilizzati in modo
regolare e altri centinaia su scala
più limitata”.
[Jacopo Gendre]
Claudio Rosso presidente
del CEPV
I rappresentanti professionali dell’As­
semblea delle Regioni Europee del
Vino (AREV) a cui aderiscono 70 realtà di vari Paesi costituendo una
sorta di “Parlamento Europeo della
Vite e del Vino” si sono riuniti il 14
ottobre a margine del Salone “Viteff”
di Epernay (Francia) per eleggere il
Comitato Direttivo. Alla carica di
Presidente del CEPV (Consiglio Europeo Professionale del Vino) è stato designato all’unanimità Claudio
Rosso, presidente del Consorzio di
Tutela Barolo, Barbaresco, Alba,
Langhe e Roero, che assume così
automaticamente anche la carica
di Vice-Presidente dell’AREV. “Mi fa
piacere - ha dichiarato il neo eletto
- che il Piemonte abbia un ruolo
prestigioso e ringrazio l’Assessore
all’Agricoltura Mino Taricco che ha
avanzato la candidatura. Predisporre documenti, sia pur consultivi, per Bruxelles e venire in contatto
con le più svariate regioni viticole
europee è un onore ed un impegno
che cercherò di svolgere al meglio
senza dimenticare che nelle prossime settimane si gioca una importante partita Nazionale in occasione della riforma della Legge 164
sulle Denominazioni di Origine e di
eventuali Decreti che snelliscano il
settore e lo mettano nelle condizioni di sopravvivere alle difficoltà del
momento”. Il dibattito di due giorni
di incontro ha portato a sottolineare
che la riforma dell’OCM-Vino condotta dalla danese Mariann Fischer
Boel va rivista perché non si può fa-
L’Assaggiatore • 05/2009
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re a meno di una regolamentazione
dei diritti d’impianto che invece si
vorrebbe abolire. Anche la tendenza a favorire i gruppi industriali va
accompagnata dal sostegno alle
piccole e medie dimensioni che sono il tessuto dello sviluppo duraturo
di ogni Regione.
Si è accettato la complessità della
certificazione per i vini e condiviso
le misure volte a promuoverli a livello internazionale ma ora è necessario operare davvero qualche semplificazione amministrativa e dare in
mano le risorse alle imprese e alle
loro as­­so­cia­zio­ni.
[Jacopo Gendre]
Emozioni dal mondo:
Merlot e Cabernet insieme
A conclusione del Quinto Concorso
Enologico Internazionale “Emozioni
dal Mondo: Merlot e Cabernet insieme”, Sabato 17 Ottobre 2009
alle ore 9.30 presso il Palamenti,
sede del CAI di Bergamo, si è tenuto il convegno dal titolo “L’innovazione in momenti di crisi: come impostarla e renderla redditizia”. Sono
intervenuti in qualità di relatori A. De
Bellis (Innovazione è metodo), M.
Giordani (Innovare la comunicazione con il digitale), F. Gallucci (Metodi innovativi di esplorazione in gdo),
G. Andrianò (Innovazione nei punti
vendita per la gestione del cliente),
L. Odello (La struttura dei piani sperimentali per l’innovazione in enologia) e R. Zironi (Tre cose che in enologia non dovrebbero essere più le
stesse).
Moderatore del convegno è stato il
professor M. Fregoni dell’Università
Cattolica di Piacenza. Al termine
del convegno sono stati resi noti gli
esiti delle degustazioni che si sono
tenute nella giornata di venerdì 16
ottobre 2009. Questi i numeri: 204
i campioni presentati; 198 quelli
ammessi, provenienti da 16 paesi
(Italia, Sud Africa, Serbia, Croazia,
Argentina, Turchia, Slovacchia,
Malta, Francia, Israele, Australia,
Germania , Austria, Spagna, Cile,
Repubblica Ceca); 65 i membri delle commissioni; 59 medaglie assegnate (1 gran medaglia d’oro e 58
d’oro) con molti vini con il punteggio superiore ad 85/100 che non
hanno ottenuto la medaglia per la
severità del regolamento che vuole
NEWS
solamente premiato il 30 % dei
campioni partecipanti. La gran medaglia d’oro è andata al Colli Aprutini IGT Merlot Marina Cvetic
dell’azienda agricola Masciarelli
(Abruzzo) mentre le 58 d’oro sono
state distribuite tra 13 nazioni (8 alla
Croazia, 4 all’Austria, 3 all’Argentina, 1 all’isola di Malta).
[Adriano Barbieri]
La Donna nel calendario
d’autore
della Mazzetti d’Altavilla
Distillatori dal 1846
Dodici mesi in compagnia di Mazzetti d’Altavilla - Distillatori dal 1846.
La storica azienda fondata oltre
160 anni fa da Filippo Mazzetti si
affida oggi alle opere di Franco Brescianini da Rovato per la quarta
edizione della Collezione di Calendari d’Autore, veicolo di Arte e...
del buon bere, presentato al pubblico e alla stampa l’11 settembre
2009 in concomitanza alla serata
inaugurale dell’VIII edizione della
rassegna ‘Teatro in Distilleria’. Come già per le tre precedenti edizioni
la scansione temporale del calendario non segue l’anno solare, bensì va da settembre, periodo di inizio
della vendemmia, all’agosto dell’anno successivo, che per convenzione è considerato l’ultimo mese della filiera produttiva. In primo piano
gli splendidi quadri del noto e illustre artista Franco Brescianini da
Rovato (BS) in cui la grafia ondosa,
l’impasto tra densità meditate e trasparenze otticamente avvertibili tra
le maglie del colore ben si sposano
con le forme, le trasparenze e le
cromie delle opere d’arte prodotte
da Mazzetti d’Altavilla mediante prima la distillazione in discontinuo di
selezionate vinacce Piemontesi e
poi la cura quasi maniacale del
packaging. ‘La Grappa è Donna’ spiega Claudia Mazzetti responsabile marketing e comunicazione
dell’Azienda – ‘abbiamo sempre
sostenuto qui alla Mazzetti d’Altavilla e, guarda caso, l’arte figurativa
femminile è quella prediletta dall’artista che ritiene la donna essere il
vero e unico ‘Motore dell’Universo’.
[Jacopo Gendre]
Piemonte:
‘Anteprima Vendemmia’
‘Anteprima Vendemmia’, l’annuale
appuntamento promosso da Regione Piemonte e Vignaioli Piemontesi per presentare dati e valutazioni
sulla vendemmia da poco conclusa
e tracciare una previsione sull’andamento dell’annata, si è tenuta mercoledì 18 novembre presso il Castello di Barolo (CN). A partire dalle
9,00, dopo i saluti delle autorità lo-
L’Assaggiatore • 05/2009
- 28 -
cali, l’Assessore all’Agricoltura della
Regione Piemonte Mino Taricco ha
fatto il punto nella sua relazione su
‘Dati e prospettive del Piemonte vitivinicolo’, mentre Daniele Dellavalle
e Giulio Porzio della Vignaioli Piemontesi nella loro hanno illustrato
‘L’andamento della maturazione
delle uve e previsioni sulla qualità’. È
seguito un talk show animato da
Giancarlo Montaldo con la partecipazione di rappresentanti di organizzazioni economiche e professionali espressione della filiera
vitivinicola piemontese, tra cui Gianfranco Berta, Lorenzo Giordano,
Mauro Colombo, Enzo Gerbi, Alfeo
Martini, Paolo Ricagno, Claudio
Rosso, Mario Sacco, Davide Sandalo, Giovanni Satragno, Lamberto
Vallarino Gancia, Andrea Faccio e
altri. Durante la giornata, condotta
da Carlo Cerrato, responsabile della
testata regionale del Tg3, è stato
anche consegnato il premio ‘Piemonte Anteprima Vendemmia
2009’ a Sergio Miravalle, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, per avere saputo nel corso
della sua attività, raccontare con
passione e attenzione il vino e gli
uomini di questo territorio. “Come
ogni anno, l’Anteprima Vendemmia
sarà l’occasione per fare il punto
sullo stato e le prospettive del settore vitivinicolo – ha sottolineato nel
suo intervento d’apertura l’Assessore Taricco – che conferma in Piemonte la sua vocazione alla qualità
e all’eccellenza, ma deve trovare
nuovi sbocchi in termini di mercato
e di competitività. Stiamo lavorando
per il rilancio delle nostre denominazioni più estese (Barbera e Dolcetto)
pensando un piano promozionale
all’interno di un discorso più ampio
NEWS
che abbraccia il sistema agroalimentare piemontese di qualità”.
[Mario Enrietti]
Lugano, la capitale del
Merlot
Nelle sale di Villa Principe Leopoldo
Hotel & Spa di Lugano, si è svolto
dal 13 al 15 novembre la seconda
edizione del ‘Mondial du Merlot’,
concorso dei migliori vini da vitigno
Merlot al mondo, che da questo anno può fregiarsi del titolo di ‘internazionale’ riconosciutogli da VINOFED
(Fédération Mondiale des Grands
Concours de vins et spiritueux). Organizzato da ISICOM SA di Lugano,
in collaborazione con Vinea (Sierre)
e con il sostegno principale di: UNiverre ProUva SA, leader elvetico nel
settore del vetro cavo, e la Città di
Lugano, gode altresì del patrocinio
congiunto dell’OIV (Office internationale de la Vigne et du Vin) e
dell’UIOE (Union internationale des
oe­nologues) e del sostegno dell’USOE
(Union Suisse des oenologues). Il
comitato del concorso è composto
da D. Maffei (presidente), da P. Tenca (co-presidente) e dal presidente
dell’USOE M. Favre, mentre quello
organizzativo da A. Rota, direttore
della ISICOM SA, da E. Pasquier e
D. Rouvinez di VINEA.
Nel corso della tre giorni, il team internazionale di giurati-degustatori,
ha avuto l’opportunità di assaggiare circa 300 campioni di vino provenienti da paesi del Vecchio Mondo (80%) e del Nuovo Mondo
(20%), suddivisi in quattro categorie: gli assemblaggi (51% minimo di
Merlot), i Merlot vinificati in bianco
(85% minimo di Merlot), Merlot rossi in purezza (85% minimo di Merlot), vecchie annate (anteriori al
2003, con 85% minimo di Merlot).
La cerimonia di consegna dei premi
si è svolta nella serata di venerdì 27
novembre, all’Hotel Eden di Lugano- Paradiso.
[Adriano Barbieri]
Nuovi Maestri Assaggiatori
Il giorno 4 giugno presso la sede
nazionale di Asti dell’ONAV si è
svolta la prima sessione d’esame
per quei candidati che, in possesso
dei requisiti richiesti, intendevano
ottenere il titolo di Maestro Assaggiatore. Le prove consistevano
nell’illustrare per quanto riguarda la
parte vinicola e la tecnica enologica
un vino V.Q.P.R.D. a sua scelta e
della sua macrozona (Italia Settentrionale, Centrale, Meridionale e Insulare) conducendo una degustazione guidata e illustrare altri due
vini della stessa zona scelti dalla
commissione in un elenco dei dieci
principali vini preventivamente indicati dal candidato. Secondo il giudizio di una commissione composta da Bruno Rivella, Mario
Menconi, Roberto Rampone, Michele Alessandria, Leonardo Montemiglio, Gianni Giardina, Benito
Trolese, e suddivisa in due sottocommissioni, sono risultati idonei:
Ezio Alini (TO), Carlo Restagno
(TO), Alberino D’Olimpio (CH), Angela Pomponio (CH), Antonio Geretto (VE), Andrea Mattiello (VI),
Walter Polese (BG), Giuseppe Trovato (CT), Fernando Zanoni (PD).
[Jacopo Gendre]
Marche: patto del gusto
tra terra e mare
Menù di terra o di mare? Nelle Marche entrambi. Immersa nel verde,
questa regione è da sempre crocevia di un mix di sapori delle gastronomie di nord e sud Italia, unito a
forti tradizioni e ad una grande e
diffusa cultura dell’ospitalità. Una
pagella a pieni voti pertanto, quella
espressa all’unanimità dagli oltre
sessanta ‘gitanti’ della Strada del
Vino ‘Monferrato Astigiano’ che
hanno inaugurato il mese di noL’Assaggiatore • 05/2009
- 29 -
vembre (dal 2 al 4) consolidando un
appuntamento ormai istituzionalizzato sul calendario della formazione turistica degli Enti astigiani: il
Viaggio Studio autunnale.
E dal canto loro, le Marche hanno
saputo offrire un’ottima risposta,
sia in termini di accoglienza, sia per
la grande interpretazione della cucina tipica e nell’abbinamento con
le maggiori doc del territorio.
“Una sesta edizione di particolare
successo – ha affermato il Presidente della Strada del Vino ‘Monferrato Astigiano’ Mario Sacco che conferma la verità enologica
dell’Italia del vino in tutte le sue sfumature e peculiarità regionali”.
Grande l’interesse suscitato dagli
incontri-confronti con alcuni nomi
importanti dell’enologia locale, grazie anche all’apporto professionale
del Prof. Vincenzo Gerbi. Oltre alle
cantine ‘Mancinelli’ (Morro d’Alba Ancona), ‘Illuminati’ (Controguerra
- Teramo, Abruzzo), ‘Lepore’ (Colonnella - Teramo, Abruzzo), ‘Ciuciu’ (Offida - Ascoli Piceno) e ‘Garofoli’ (Loreto - Ancona), il folto
gruppo di operatori astigiani ha visitato anche le prestigiose Enoteche
Regionali dell’Emilia Romagna
(Dozza - Bologna) e delle Marche,
denominata ‘Vinea’ (Offida - Ascoli
Piceno). Un iter di ‘cerniera’ tra la
viticoltura di tre regioni confinanti,
Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo, che ha restituito ai partecipanti
l’immagine di un’enologia fortemente vocata all’export senza venir
meno al mercato locale e nazionale. In particolare, nell’ultimo ventennio il versante vitivinicolo marchigiano ha assunto un ruolo ‘leader’
nell’economia agricola regionale,
seguito dalla produzione di olio che
qui beneficia delle stesse condizioni pedoclimatiche ottimali dei vigneti.
Una regione, tra terra e mare, raccontata dalle sue undici doc che in
modo marcato esprimono la ricchezza e insieme la varietà del patrimonio geografico dei luoghi.
Numerosi e interessanti anche gli
incontri istituzionali, in particolare
quelli promossi dall’Unpli provinciale di Asti grazie alla sua presidente
Luisella Braghero, rispettivamente
con la Pro Loco di San Benedetto
del Tronto e la Pro Loco di Loreto.
[Adriano Barbieri]
NEWS
Consegnati i Diplomi
degli ‘Ottimi 2009’
Sabato 17 ottobre l’Enoteca Regionale della Serra, nella splendida
cornice del Salone delle Feste del
Castello di Roppolo, ha celebrato
gli ‘Ottimi 2009’, i migliori vini
dell’Alto Piemonte e della Valle
d’Aosta, consegnando i diplomi ai
produttori intervenuti.
Alla cerimonia, che ha preso il via
alle ore 19.30 con un aperitivo presso le cantine dell’Enoteca, hanno
preso parte le più alte istituzioni del
territorio e numerosi rappresentanti
degli enti associati all’Enoteca.
La cerimonia di premiazione, che si
è tenuta nel corso della cena di gala presso il Ristorante Castello di
Roppolo, è stata condotta dal Presidente dell’Enoteca e Assessore
all’Agricoltura della Provincia di
Biella Guido Dellarovere e dal Direttore Sara Colombera. “La cerimonia di premiazione degli ‘Ottimi’ –
ha sottolineato il neo Presidente
Guido Dellarovere – vuole costituire
un tributo al lavoro svolto dai nostri
viticoltori nella produzione di vini di
sempre maggiore qualità, alla commissione di degustazione dell’Enoteca, che si è impegnata quest’anno nella valutazione di oltre 150
campioni pervenuti, e al nostro
staff, impegnato quotidianamente
nella promozione dei vini del territorio”.
Gli ‘Ottimi 2009’, che saranno oggetto nei prossimi mesi di un’azio-
ne di promozione che si terrà presso Eataly, il più grande mercato di
prodotti enogastronomici di qualità
del mondo, con sede a Torino, sono: Erbaluce di Caluso doc Spumante Metodo Classico ‘Berenice’
2004 (Cantine Briamara); Erbaluce
di Caluso doc 2008 (Az. Agr. ‘La
Campore’); Erbaluce di Caluso doc
2008 (Az. Agr. Pastoris Massimo);
Erbaluce di Caluso doc 2008 (Az.
Agr. Favaro Benito); Valle d’Aosta
doc Chardonnay 2008, Valle d’Aosta doc Müller Thurgau 2008, Valle
d’Aosta doc Fumin 2008 (Cave des
Onze Communes); Coste della Sesia doc Rosato ‘Majoli’ 2008, Lessona doc 2005 (Az. Agr. Sella); Valle d’Aosta doc Enfer d’Arvier
Superieur ‘Clos de l’Enfer’ 2007
(Cooperative De L’Enfer); Sizzano
doc 2004 (Dessilani Luigi e Figlio);
Gattinara docg ‘Tre Vigne’ 2004
(Travaglini Giancarlo); Collina Torinese doc Cari 2008 (Az. Vitivin.
Balbiano); Collina Torinese doc
Malvasia ‘La Deliziosa’ 2008 (Az.
Agr. Rossotto Stefano); Caluso
Passito doc Vigneto ‘Cariola’ 2004
(Az. Vitivin. Ferrando); Valle d’Aosta
doc Chambave Moscato passito
2007 (La Crotta di Vegneron).
[Jacopo Gendre]
L’ultimo nato
nel Canavese: il Giös
Il 28 Agosto 2009 a Settimo Vittone
(Torino) l’associazione Settima Pietra, che si è costituita nel 2006 e
che si propone di invertire la tendenza all’abbandono dei fondi e salL’Assaggiatore • 05/2009
- 30 -
vaguardare i vigneti terrazzati ed i
loro muri a che rappresentano
un’importante forma di mantenimento dell’ambiente montano, ha
presentato il suo primo vino denominato Giös, abbreviazione dell’es­
pressione piemontese Giösmaria
(Giuseppe e Maria).
Le uve sono conferite dai trenta soci dell’associazione e vinificate
dell’enoogo Alberto Cugnetto nella
cantina del produttore Giacone Daniele di Cesnola (Settimo Vittone,
TO). La composizione è: 30% di
Nebbiolo, 20% di Barbera, 17% di
Vernassa, 13% di Croatina e 20%
di altre uve locali non aromatiche.
Si fa una selezione di due tipi di
vendemmia: precoce e tardiva, segue poi il taglio dei due vini in post
fermentazione malolattica e affinamento sur lies per 6-8 mesi in acciaio e un anno di maturazione in
bottiglie coricate. Il risultato è un vino fresco, gradevole, dal profumo
caratteristico, con una leggera e
piacevole acidità.
Nel 2007 si sono prodotte le prime
1.000 bottiglie ed altrettante nel
2008.
Questo primo Giös rappresenta per
l’associazione la speranza di salvaguardare il territorio, creando un
circuito virtuoso che coinvolga i
gio­vani nei progetti e sensibilizzi
tutti gli attori della filiera, dagli agricoltori ai vinificatori, ai ristoratori ed
ai consumatori.
[Mario Enrietti]
Mario Castino
Ricordo di un caro amico…
T
orinese, dopo studi liceali, sotto la guida del
prof. Clemente Tarantola, si laureò con lode in
Scienze Agrarie presso l’Università di Torino
nel 1959. Dopo un periodo come borsista del CNR
presso la stessa Università, ha sempre svolto la sua
attività presso l’istituto sperimentale per l’enologia di
Asti. Vincitore nel 1964 di un concorso per Sperimentatore, dal 1977 sempre per concorso assume
la direzione della Sezione di Tecnologia Enologica,
che tiene fino al pensionamento (1998) Dal 1976 al
1985 è stato anche incaricato della Direzione della
Sezione operativa periferica di Velletri, e dal 1995 al
1997 ha svolto altresì le funzioni di Direttore dell’Istituto sperimentale per l’Enologia di Asti. È autore di
oltre 170 pubblicazioni, quasi tutte di carattere sperimentale (dalla messa a punto di nuovi metodi analitici, alla valutazione dei risultati conseguibili con le
diverse tecnologie di vinificazione, in bianco, con
macerazione e di spumantizzazione).
È altresì autore del volume Vini bianchi. Tecnologia di
produzione, edito dall’Edagricole nel 1993 e coautore di Statistica applicata (con E. Riletto) Piccin 1991;
Guida pratica dell’enologo (con C. Saracco e A.Gozzellino) Edagricole, 1996;
(con C. Saracco, G.
Gay, A.Gozzellino) Edagricole, 2002. Negli anni più
recenti si è intensamente dedicato alla divulgazione
con articoli che, pur mantenendo il rigore scientifico,
risultano di fruttuosa e piacevole lettura. Citiamo almeno la rubrica ‘Assaggi nel mondo’ su ‘L’Assaggiatore’. Grazie alla sua indiscussa competenza è stato
relatore a numerosi congressi e convegni in Italia ed
all’estero. Per il suo sapere e il prestigio scientifico gli
è stato conferito, nel 1982, da parte dell’A. E. I., il
premio per la ‘Ricerca scientifica in enologia’. Socio
Ordinario, dal 1984, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, era vice-presidente dell’Accademia di
Agricoltura di Torino nella quale era stato accolto nel
1978. Era membro del Consiglio Direttivo dell’OICCE e dell’ONAV.
Dopo una lunga collaborazione con la Scuola di specializzazione in Scienze viticole ed enologiche,
dall’a.a. 1998-99 al 2007-08 è stato professore a
contratto di Chimica Enologica nel Corso di Laurea
in Viticoltura ed Enologia presso la Facoltà di Agraria
dell’Università d Torino. Persona di grande affabilità,
sempre disponibile, dotato di simpatica ironia, lascia
un gran vuoto nel mondo enologico ed un ricordo
indelebile in quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e soprattutto di collaborare con Lui. Noi siamo
stati tra questi ultimi. Ci siamo incontrati chissà quan-
do, ma per lui è come ci fossimo sempre conosciuti
e quando quel mattino è giunta in redazione la notizia della sua improvvisa e inaspettata scomparsa
abbiamo provato un sincero e profondo dolore. Avevamo perso per sempre un collaboratore che sape-
va coniugare il rigore del dato scientifico con una naturale capacità di offrirlo alla totale comprensione
anche di chi non possedeva gli strumenti del mestiere. E questa è una qualità rara che s’incontra soltanto in chi è studioso egregio e docente vero. Vorrei
però soffermarmi ancora su un aspetto del profilo
umano di Mario, di cui già si è fatto cenno. Il piacere
che gli procurava la conversazione intelligente, trapuntata di quell’ironia sottile, talvolta come una lama, che coinvolgeva sempre però l’interlocutore
che, come nel nostro caso, ricavava con gemme di
sano buonsenso pratico, luminose scintille di piacere
intellettuale. Si dice che sono sempre i migliori che
se ne vanno per primi. Nel caso di Mario la massima
si è fatta verità.
Renato Gendre, Vincenzo Gerbi
L’Assaggiatore • 05/2009
04/2009
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Libri
a cura di Renato Gendre
Salvatore D’Agostino
Annuario della filiera vitivinicola siciliana, Palermo, Istituto regionale della vite e del vino – Regione Sicilia, 2009, pp. 159,
distribuzione gratuita.
Questo lavoro che fa onore a chi
l’ha preparato e a chi l’ha voluto,
non può mancare nella biblioteca
di chiunque voglia conoscere viti,
vino, produttori, prezzi, statistiche
ma anche enoteche, ristoranti, e
altro ancora della Sicilia. Si tratta
infatti, di una radiografia completa
ed esaustiva della filiera vitivinicola siciliana ed è lí a testimoniare il
posto di rilievo nazionale e internazionale ormai consolidato della
Sicilia enoica.
Federico Infascelli, Massimo Roscia (a c.)
La carne di bufalo, Innova.
Azienda Speciale Servizi e Formazione, C.C.I.A.A. di Frosinone,
2009, pp. 40, pubblicazione non
venale.
Dopo la Prefazione di F. Buffardi,
presidente di Innova, lo studio di
F. Infascelli sulla Carne di bufalo e
l’appendice gastronomica sulla
sua utilizzazione in cucina di M.
Roscia.
Donato Lanati
La storia del vino,, Fubine (AL),
Enosis, Cascina Meraviglia, s.a.,
pp. 55, s.i.p.
Questo bel libro è nato dall’incontro tra due affermati personaggi:
un enologo di fama mondiale, Donato Lanati e una vignettista graffiante e di successo, Laura Pellegrini (ElleKappa). È destinato ai
bambini? Noi l’abbiamo guardato
e letto con interesse e piacere.
Michele Ruggiero
Piemonte. La storia a tavola,, ToTo
rino, La bela Gigogin, 2007, pp.
172, € 14,00.
È una cavalcata, condotta con
garbo e arguzia, attraverso le
specialità culinarie del Piemonte
intrecciate con personaggi noti e
meno noti della storia civile e politica. C’è uno spazietto anche per
i vini. Ma che quello d’Acqui sia “il
più noto” (p. 151) tra i Dolcetti ci
ha lasciato di stucco.
particolareggiate (p. es. in Thégustandum 12 disegnini consentono
di indicare anche la teiera!) sulle
quali si possono inoltre incollare gli
adesivi che corredano ciascun album (enolabel per trasferire l’etichetta del vino, tazzine per il thè e
copertini per i ristoranti).
Gabriele Gasparro, Carlo Magni
Il marketing del consumatore.
Strategie e strumenti delle scelte gastronomiche, Milano, Accademia Italiana della Cucina,
2007, pp. 165, s.i.p.
Stefano Pronti, Mario Fregoni
Storia e cultura del vino, Piacenza,
Tip. Le. Co., 2008, pp. 330, s.i.p.
La materia è divisa in due parti. Nella
prima si sottolineano le strategie con
cui l’impresa si presenta al consumatore. Nella seconda si danno invece le linee guida per le sue scelte.
Il sottotitolo “Fonti inedite e casi
esemplari sul vino piacentino
dall’antichità ad oggi” chiarisce
bene le finalità del libro che si presenta in una bella veste tipografica e ampiamente illustrato. Due,
di carattere storico, sono i contributi di M. Fregoni.
Aldo Lorenzoni (a c.)
Terre d’Arcole. La storia, i luoghi, le vigne, i vini, Soave (VR)
Consorzio di Tutela del vino Arcole DOC, 2005, pp. 290, s.i.p.
Adolfo Maffei
Salvatore Leone de Castris,
Copertino (LE), Azienda Leone de
Castris, 2008, pp. 142, Edizione
non venale.
È uno studio a piú mani, dodici
per la precisione, che insieme o
da sole tracciano un profilo completo (storico, ampelografico, zonale, vinicolo, giuridico, ecc.) della DOC Arcole che nasce nel
territorio tra San Martino Buon Albergo (VR) e Sossano (VI).
Il volume bilingue è la storia di tre
generazioni di “una famiglia dedidedi
cata alla vitivinicoltura” con cui Pier
Piernicola, l’attuale titolare dell’Azienda
Leone de Castris, ha voluto ricor
ricordare il padre e il nonno.
AA.VV.
Enorandum La tua collezione pripri
vata di etichette di vino, Soveria
Mannelli (CZ), Rubbettino, 2007,
pp. 96, € 18,00; Ristorandum. La
tua guida personale di ricordi gaga
stronomici, Soveria Mannelli (CZ),
Rubbettino, 2007, pp. 96, € 18,00;
Daniela Ferraresi, Thègustandum.
La tua guida personale per la degudegustazione del thé, Catanzaro, RubRub
bettino, 2008, pp. 96, € 18,00.
Questi tre ‘memorandum’ sono
utili album sui quali si possono registrare tutti i dati utili per classificare ciascun prodotto e fissare il
giudizio su schede apposite, molto
L’AssAggiAtore • 05/2009
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Laura Rangoni
Turisti per cacio,, Roma, Newton
Compton, 2008, pp. 508, € 22,90.
Divisi, com’è tradizione, in base
alla percentuale di sostanza secca contenuta, L. Rangoni ci presenta circa 150 formaggi, corredati da una scheda tecnica e da
una selezione di ricette, prevalentemente, ma non esclusivamente
italiane.
Annalisa Rotondi (a c.)
Oleum Castrocarj. L’oro verde
nel cuore della Romagna, Cesena, Società Editrice «Il Ponte
Vecchio», 2009, pp. 126, € 12,00.
È una raccolta di 10 saggi, che
danno notizie generali sull’olio d’olid’oli
va extravergine e specialmente su
quello che si produce nel territorio
comunale di Castrocaro Terme e
Terra del Sole (FC). Alla fine tre ricette locali a base di quest’olio.
Mario Busso et alii
Vino è. Vitigni autoctoni d’Europa, Terzo (AL), Edizioni Gribaudo, 2006, vol. I; 2007, vol. II, pp.
455; pp. 239, s.i.p.
Come scrive G. L. Biestro “Autoctoni sono quei vitigni presenti
sul territorio da un tempo molto
più lungo [di quello consentito
dalla legge: mezzo secolo] idoneo
a permettere alla selezione naturale di differenziarli e renderli caratteristici della loro zona di attinenza”. Ad essi la Unavini ha
dedicato questi due volumi, presentando nel primo i vitigni del
bacino del Mediterraneo e riservando il secondo a quelli dell’Europa continentale.
I Trimani
Centovini.Vigne, persone, culture. Roma, Donzelli Editore, 2008,
pp. 267, € 18,00.
Distribuiti in cinque sezioni la “famiglia di vinai più antica d’Italia”
ha inteso con questo libro offrire
“uno strumento di riferimento, di
consultazione quotidiana, ma anche una panoramica utile per
qualificare le produzioni italiane di
eccellenza. Cinque utili Indici rendono facile la consultazione.
Bianca Minerdo, Grazia Novellini
Le zuppe. 600 piatti delle cucine regionali, Bra (CN), Slow Food
Editore, 2009, pp. 576, € 18,00.
È vero ciò che viene ribadito in
apertura: la minestra e la zuppa
non hanno mai goduto di grande
popolarità. Eppure se noi sfogliamo
e sopra tutto usiamo questo ricetricet
tario siamo sicuri che non manchemanche
ranno sorprese piacevoli. Le propro
poste sono tutte firmate dai cuochi
di locali selezionati da Slow Food.
Ettore Gobbato
Giuliano Bortolomiol. Il sogno
del prosecco,, Curnasco di TrevioTrevio
lo (BG), 2008, pp. 120, € 17,00.
Nella colonna ‘I protagonisti delle
culture materiali’ un volume dedi-
cato a Giuliano Bortomiol ci sta
proprio bene. Anche perché raccontando la vita di questo uomo,
per tanti aspetti speciale, si presenta nel contempo il profilo di
una generazione che ha saputo
imporre sul mercato un prodotto
di successo: il Prosecco.
Franco Morando (a c.)
Ruché di Castagnole Monferrato, Castagnole Monferrato, Azienda Montalbera, 2009, pp. 24, pubblicazione non venale.
È un contributo importante per
cogliere quelle piacevoli e uniche
sensazioni che un vino come il
Ruché di Castagnole Monferrato
sa dare. Naturalmente nell’interpretazione dell’Azienda che l’ha
eletto a fiore all’occhiello.
[Alma Sinibaldi]
Girapuglia, Bari, Edizioni Tirsomedia, 2008, pp. 176, € 12,00.
È una guida utile per chi vuole visitare la Puglia seguendo i “12 itinerari enogastronomici” tracciati da
A. Sinibaldi appassionata esploratrice dell’enogastronomia regionale. Insieme l’Editore ci ha inviato
due brochures bilingui (Mappa dei
territori dei vini di Puglia; I territori
dei vini di Puglia).
Carlo Cambi
Il mangiarozzo 2010. 1000 e più
osterie e trattorie d’Italia dove
mangiare almeno una volta nella vita, Roma, Newton Compton
Editori, 2009, pp. 908, € 20,00.
La filosofia di questa ‘antiguida’ è
tutta nelle parole dell’Autore: “cucina di territorio e tradizionale, gestione familiare (possibilmente), storicità del locale o comunque forte
identità e forte tasso di autenticità,
conto per un pasto completo bevande escluse al di sotto dei 40 euro”. Vale la pena di consultarlo, no?
Nell’ultimo numero dell’anno elenchiamo, come sempre, i libri giunti in redazione di cui non abbiamo potuto ancora dare notizia:
M. Colapietra, L’uva da tavola. La coltura, il mercato, il consumo. Milano. Edagricole
– Edizioni Agricole de Il Sole 24 ORE, 2004, pp. III – XIV + 379, € 64,50.
AA.VV., Federdoc. 30 anni 1979/2009
1979/2009, Roma, Federdoc, 2009, pp. 89.
Pubblicazione non venale.
S. Wacker, Dimagrire con la dieta acido-base, Milano, Tecniche Nuove, 2009, pp. 127, €
13,90.
G. Brozzoni, 500 vini. Centro Italia, Castelnuovo Berardenga (SI), CI. VIN, 2009, pp. 400,
€ 18,00.
G. Brozzoni, 500 vini. L’Italia del Nord Ovest
Ovest,, Castelnuovo Berardenga (SI), CI. VIN,
2009, pp. 400, € 18,00.
M. Ubigli, I profili del vino. Alla scoperta dell’analisi sensoriale,
sensoriale, Milano, Edagricole
– Edizioni Agricole de Il Sole 24 ORE, 20093, pp. 248, € 23,00.
M. Murray, J. Pizzorno, L. Pizzorno, Enciclopedia della nutrizione. Dalla A alla Z tutti
i cibi che guariscono,, Milano, Tecniche Nuove, 2009, pp. 714, € 59,00.
J. Adrian, J. Potus, R. Frangne, Dizionario degli alimenti. Scienza e tecnica.
tecnica. Milano,
Tecniche Nuove, 20092, pp. 576, € 99,00.
B. Brigo, G. Capano, Ipertensione: curarla a tavola,
tavola, Milano, Tecniche Nuove, 20092,
pp. 120, € 8,90.
A. Buckingham, Il tuo orto naturale. Giardini, cortili, terrazzi, piccoli terreni
terreni. Milano,
Tecniche Nuove, 2009, pp. 352, € 24,90.
L. Bracco, DNE ®.
® La dieta della nicchia ecologica,
ecologica, Milano, Tecniche Nuove, 2009,
pp. 120, € 8,90.
S. Grigson, Equo & Solidale. Un ricettario per tutti i giorni
giorni,, Milano, Tecniche Nuove,
2009, pp. 224, € 19,90.
G. Capano, L. Caricato, Friggere bene,
bene, Milano, Tecniche Nuove, 2009, pp. 136, € 8,90.
A. Guigoni, Antropologia del mangiare e del bere,
bere, Torrazza Coste (PV), Edizioni Altravista, 2009, pp. 196, € 15,00.
M. Gigliotti (a c.), Adotta un piatto Slow Food
Food, Soveria Mannelli (CZ), Calabria Letteraria Editrice, 2008, pp. 143, € 12,00.
O. D’Alessio, Viaggio in Liguri
Liguria,
a, Firenze, Florence Packaging, 2009, pp. 195, € 17,00.
F. Mantelli, G. Temporelli, L’acqua nella storia,
storia, Milano, FrancoAngeli, 2007, pp. 359, €
34,50.
L’AssAggiAtore • 05/2009
- 33 -
Che cosa c’è in Agenda
Fiori d’inverno
Dal 6 novembre 2009
al 28 marzo 2010 si
svolgerà la IIIª edizioedizio
ne di ‘Fiori d’Inverno’.
La rassegna gastrogastro
nomica itinerante che
riunisce 11 eventi nati
per promuovere il radicchio (quello Rosso
di Treviso e quello Variegato di CastelfranCastelfran
co IGP) inizierà con la XXVIII Festa del Radicchio a Rio
San Martino di Scorzé (VE).
Per informazioni: tel. 0422.303042; [email protected]
tv;; [email protected]
tv
[email protected]
Ritorna Gusto in Scena
Dall’1 al 3 marzo 2010, presso il Molino Stucky Hilton
Venice a Venezia torna Gusto in Scena, format ideato
dal giornalista Marcello Coronini, che propone tre
eventi in uno: Chef in Concerto, il congresso di grandi
cuochi, Seduzioni di Gola, la selezione di prodotti gaga
stronomici di tutta Italia, e I Magnifici Vini rassegna di
circa cento cantine italiane.
The Italian Wine Master
Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Nobile di
Montepulciano e Conegliano Valdobbiadene Prosecco
Superiore: saranno queste quattro importanti denomidenomi
nazioni italiane al centro di un tour americano voluto
dalla Federdoc che prenderà il via il 1 febbraio 2010
dall’Hilton di Chicago per spostarsi poi il 4 febbraio al
Metropolitan Pavilion di New York City con l’obiettivo di
potenziare l’importante mercato degli States.
Vini ad Arte 2010
L’anteprima della nuova annata del Sangiovese di
Romagna avverrà, come gli altri anni, presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza il 2122 febbraio 2010. Durante la manifestazione vi sarà
anzitutto l’opportunità di conoscere i soci del Convito di Romagna, un consorzio volontario che riunisce
otto produttori di alta qualità, che hanno fatto del
Sangiovese la loro bandiera, aziende di una certa notorietà nel mondo ma legate alla propria terra. Sarà
inoltre l’occasione per conoscere un territorio ricco di
giacimenti golosi, bellezze paesaggistiche ed artistiche. Quindi i visitatori avranno accanto alla possibilità
di degustare i molti vini presenti, anche quella di partecipare alle visite guidate del Museo.
Infernotto
È un angolo che il Direttore si è riservato per presentare vini che giungono in Redazione e di cui si desidera dare
notizia quando insieme alla commissione redazionale (Bruno Rivella, Michele Alessandria) li ritenga degni di segnalazione.
Simone Scaletta
Loc. Manzoni, 61 - 12065 Monforte d’Alba (CN)
Tel +39.348.4912733 - fax +39.011.8980549
E-mail: [email protected]
Dolcetto d’Alba DOC 2007 Viglioni
Rosso rubino di bella intensità con venature violette. Al
profumo è intenso, pulito, con nette note floreali. Sul palato si presenta di media struttura, asciutto, di buona freschezza e piacevolmente beverino.
Barolo D.O.C.G. 2005 Chirlet
Rosso rubino leggermente scarico con unghia aranciata.
Al profumo è intenso, penetrante, con sentori prevalenti di
vaniglia. Al palato si coglie una struttura moderata ma ben
equilibrata, con note tanniche in evoluzione.
Statti Cantine e Frantoio Tenuta Lenti
88046 Lamezia Terme (CZ)
Tel. 0968.456138/453655 - Fax. 0968.453816
www.statti.com - [email protected]
Lamezia DOC Bianco 2008
Prodotto con greco bianco (50%) e malvasia (50%), si presenta di colore giallo con riflessi verdolini. Al profumo è intenso, floreale, con sentori di frutta gialla e note speziate. Al palato è sapido, caldo, di buona acidità e discreta persistenza.
Calabria I.G.T. Bianco 2008
Prodotto con greco bianco in purezza, ha un colore giallo
paglierino intenso. Al profumo è persistente, con note di
frutta esotica (banana) e speziate. Al gusto si presenta persistente, di buon equilibrio e ben strutturato.
Calabria I.G.T. Rosso 2007 Arvino
Prodotto con uva gaglioppo (60%) e cabernet sauvignon
(40%). Al colore è rosso rubino intenso con unghia violacea. Al naso si presenta con uno spettro ampio di sensazioni, in cui prevalgono frutta sciroppata, marmellata e note speziate (chiodi di garofano). Al palato è armonico,
asciutto con piacevoli sentori retrolfattivi vegetali.
Az. Agr. Abbona Annamaria
Fraz. Moncucco, 21 - 12060 Farigliano (CN)
Tel./Fax 0173.797228
E-mail: [email protected]
Dogliani DOCG 2005 San Bernardo
Rosso rubino carico con sfumature violette. All’olfatto è intenso, persistente, con piacevolissimi sentori di frutta rossa matura (ciliegia, prugna, mora) e leggere note vanigliate. Al gusto si presenta caldo, asciutto, di buon corpo e di
lunga persistenza
L’AssAggiAtore • 05/2009
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SULLA
SULLA TUA
TAVOLA NON
NON DEVE
DEVE ARRIVARE
ARRIVARE UN VINO QUALSIASI..
CHIEDI
CHIEDI AA CHI
CHI SELEZIONA
SELEZIONA IL
IL MEGLIO,
MEGLIO, DA
DA 35
35 ANNI.
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NON AFFIDARTI AL CASO.
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