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Dichiarazione Ambientale 2007

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Dichiarazione Ambientale 2007
Dichiarazione ambientale
Anno 2007
INFORMAZIONE CONVALIDATA
Registrazione numero IT-000946
Impianto termoelettrico
Pietro Vannucci
Unità di Business Bastardo (PG)
Dichiarazione ambientale
Anno
Impianto termoelettrico Pietro Vannucci
Unità di Business di Bastardo (PG)
2007
Organizzazione e sito registrato
Sulla base di questa Dichiarazione ambientale, l’organizzazione registrata ISO
14001:2004 in conformità al Regolamento CE n. 761/2001 del 19 marzo 2001,
è l’Unità di Business di Bastardo che gestisce la centrale Pietro Vannucci e il
deposito di carbone presso il porto di Ancona. L’Unità appartiene alla Divisione
Generazione ed Energy Management di Enel SpA.
Il Comitato ECOLABEL - ECOAUDIT – Sezione EMAS ITALIA ha verificato la
presente Dichiarazione ambientale ed ha appurato, sulla base delle informazioni
ricevute dalla Agenzia Regionale Protezione Ambiente Umbria (ARPAU), che
nell’impianto termoelettrico Pietro Vannucci sito in Località Ponte di Ferro –
Gualdo Cattaneo (PG), l’organizzazione registrata ottempera alla legislazione
ambientale applicabile e soddisfa tutti i requisiti del regolamento EMAS - CE
n. 761/2001 del 19 marzo 2001. Il Comitato ha pertanto deliberato in data
19 settembre 2008 l’iscrizione al registro EMAS dell’organizzazione
e del predetto impianto con numero IT – 000946 e con il codice della
catalogazione statistica delle attività economiche nelle Comunità Europee,
NACE 35.11 “Produzione e distribuzione di energia elettrica”.
L’istituto, RINA SpA Gruppo Registro Italiano Navale
Via Corsica, 12 - 16128 Genova
Tel. +39 010 53851
Fax +39 010 5351000,
quale Verificatore ambientale accreditato
dal Comitato ECOLABEL - ECOAUDIT – Sezione EMAS ITALIA,
con n. IT – V - 0002, ha convalidato questa Dichiarazione in data
28 giugno 2007. Lo stesso istituto ha rilasciato in data 05/07/2005 il certificato
n. EMS – 1/S riportato nella figura 11, che attesta la conformità alla norma ISO
14001:2004 del Sistema di Gestione Ambientale adottato dall’organizzazione.
Informazioni generali sulla Dichiarazione ambientale
La Dichiarazione ambientale serve a fornire al pubblico e ad altri soggetti
interessati informazioni convalidate sugli impianti e sulle prestazioni ambientali
dell’organizzazione, nonché sul continuo miglioramento della prestazioni stesse.
Essa è altresì un mezzo che consente di rispondere a questioni che riguardano
gli impatti ambientali significativi che possono preoccupare i soggetti interessati.
Per corrispondere in maniera chiara e concisa a dette finalità, questa
Dichiarazione è stata articolata in tre parti.
La prima è dedicata a comunicare in modo essenziale le informazioni che
riguardano la Società, la Politica ambientale, il processo produttivo, il Sistema
di Gestione Ambientale.
La seconda parte illustra gli aspetti ambientali, gli obiettivi di miglioramento,
il Programma ambientale e riporta il Compendio dei dati di esercizio, ovvero le
informazioni che necessitano di aggiornamento e convalida annuale, come di
seguito spiegato.
La terza parte, costituita da schede di approfondimento, permette di esaminare
degli aspetti particolari che possono interessare il lettore.
La Direzione dell’Unità di Business di Bastardo, per richiedere l’iscrizione ad
EMAS dell’impianto oggetto di questa Dichiarazione, dovrà presentare al
Comitato ECOLABEL - ECOAUDIT – Sezione EMAS ITALIA una Dichiarazione
ambientale convalidata da un Verificatore accreditato, quindi dovrà essere
trasmesso al Comitato suddetto e dovrà essere messa a disposizione del
pubblico (secondo l’art. 3 comma 3 b, del Regolamento CE n. 761/2001).
La Direzione dell’Unità Business di Bastardo s’impegna a diffondere i suddetti
aggiornamenti nel caso in cui sopravvengano fatti nuovi importanti che possano
interessare il pubblico; in ogni caso, i previsti aggiornamenti annuali, come pure
qualsiasi altra informazione di carattere ambientale relativa alle attività di Enel
nell’Unità di Business di Bastardo, possono essere richieste:
per posta al seguente indirizzo:
Enel SpA
Divisione Generazione ed Energy Management
Unità di Business Bastardo
Impianto Termoelettrico Pietro Vannucci
06035 – SP 415, km 13,5 – Località Ponte di Ferro – Gualdo Cattaneo (PG)
Tel. 0742.407800 – Fax 0742.407910
oppure direttamente ai seguenti referenti:
Millucci Giancarlo – Direttore UB
e-mail: [email protected]
Sardini Marcello – Rappresentante Direzione
e-mail: [email protected]
Commenti e suggerimenti che riguardano questa Dichiarazione possono essere
inviati ai predetti indirizzi.
Presentazione
La Dichiarazione ambientale dell’Unità di Business di Bastardo rappresenta un
momento fondamentale sia nell’organizzazione dello stabilimento stesso sia nel
rapporto di trasparenza e fiducia che si vuole instaurare con la popolazione
circostante che, nelle vicinanze del sito, vive e lavora.
Questa Dichiarazione ambientale, redatta per l’ottenimento della certificazione
ambientale europea in conformità con il Regolamento Comunitario 761/2001
sull’adesione volontaria delle organizzazioni ad un Sistema di ecogestione e
audit (EMAS) ed in accordo con l’impegno ambientale di Enel, riporta i dati delle
prestazioni ambientali, le novità e gli aggiornamenti tecnici ed organizzativi
relativi al 2006. Questa Dichiarazione dunque contiene la descrizione del sito,
dell’attività produttiva, della Politica ambientale, del Sistema di Gestione
Ambientale e dell’organizzazione, nonché una panoramica di quelle che sono le
performance ambientali già raggiunte dallo stabilimento e quelle per le quali si
sta, invece, ancora lavorando.
Si può affermare che tale documento nasce con l’intento di soddisfare
il crescente interesse della collettività nei confronti degli aspetti ed impatti
ambientali derivanti dalle attività produttive che insistono sul territorio.
L’impegno ambientale, assunto da tutta l’organizzazione dell’Unità di Business
di Bastardo, ha il significato di individuare e riconoscere tempestivamente le
problematiche ambientali correlate alle attività del sito, analizzando ed attuando
programmi di miglioramento continuo, inteso come l’elemento maggiormente
qualificante di tutto il sistema.
Infatti, soltanto migliorando le prestazioni ambientali dell’impianto, si può dare
anche un valore aggiunto al nostro prodotto. Per raggiungere tale traguardo è
necessario un notevole impegno: a tale scopo suggerimenti e proposte anche
dall’esterno vengono considerati indispensabili e pertanto l’impianto è
disponibile a fornire qualsiasi informazione aggiuntiva di pertinenza tecnica e
ambientale riguardante il processo a chiunque ne faccia richiesta.
La partecipazione dell’Unità di Business di Bastardo al sistema EMAS e
l’ottenimento della certificazione ISO 14001 costituiscono il risultato
dell’impegno di tutto il personale dell’impianto e della fattiva collaborazione
della Direzione di Enel Produzione – Sviluppo Impianti, che ringrazio.
Giancarlo Millucci
Direttore dell’Unità di Business
termoelettrica di Bastardo
Indice
10
Enel SpA
11
Sostenibilità e governance dell’ambiente
13
La Politica ambientale
14
L’organizzazione ambientale complessiva
15
La divisione Generazione ed Energy Management Italia (GEM)
17
Struttura organizzativa dell’Unità di Business di Bastardo
19
Il sito produttivo e l’ambiente circostante
23
34
42
L’attività produttiva
23
Profilo storico
24
Il carbonile di Ancona
27
La scuola di formazione di Sfera srl
29
Il centro ricerca sulla sperimentazione della pirolisi del carbone
30
Descrizione del processo produttivo
32
Profilo produttivo
33
Compendio dati e indicatori di prestazione ambientale
La Gestione ambientale nell’Unità di Business di Bastardo
34
Attuazione della Politica ambientale
35
Le attività per la partecipazione ad EMAS
36
Il Sistema di Gestione Ambientale
37
Disposizioni legali applicabili
39
Formazione e sensibilizzazione del personale
39
La comunicazione
41
Gli interlocutori dell’impianto
Gli aspetti ambientali
43
Gli aspetti ambientali diretti
48
Immissioni al suolo e monitoraggio della qualità dell’aria
49
Scarichi idrici
51
Gestione rifiuti
54
Uso e contaminazione del suolo
55
Utilizzo di risorse ed energia
59
Questioni locali
60
Emissioni sonore
61
Impatto visivo
62
Aspetti ambientali indiretti
66
Salute e sicurezza
67
Obiettivi e Programma ambientale 2006÷2010
71
Programma ambientale 2006÷2010
76
Scheda di approfondimento 1
78
Scheda di approfondimento 2
Compendio dei dati dell’esercizio 2003-2006
Identificazione e valutazione degli aspetti ambientali
83
Scheda di approfondimento 3
Principali norme di legge applicabili
87
Glossario
Enel SpA
Enel ha la missione di essere il più efficiente produttore e distributore di
elettricità e gas, orientato al mercato e alla qualità del servizio, con l’obiettivo di
creare valore per gli azionisti, di soddisfare i clienti e di valorizzare tutte le
persone che vi lavorano.
L’attuale struttura organizzativa di Enel SpA, deliberata a novembre 2005,
è articolata nelle Divisioni Mercato Italia, Generazione ed Energy Management
Italia, Infrastrutture e Reti Italia, Internazionale.
L’organizzazione conferisce a Corporate, mediante le sue funzioni centrali, il ruolo
di indirizzo, controllo e coordinamento, con l’obiettivo di valorizzare le sinergie
del Gruppo e di ottimizzare la gestione dei servizi a supporto del core business.
Figura 1
Struttura organizzativa di Enel SpA
Amministratore Delegato
Funzioni di Corporate
Generazione ed Energy
Management Italia
Mercato Italia
Infrastrutture
e Reti Italia
Internazionale
Generazione ed Energy Management: ha la missione di produrre e offrire al
mercato energia al minimo costo possibile e nel rispetto degli standard
ambientali e di sicurezza stabiliti dalle leggi, integrando nel processo decisionale
tutti gli elementi della catena del valore, dal sourcing di combustibile al trading
di energia e combustibili. Sono, inoltre, attribuite a questa Divisione le attività di
vendita di energia elettrica e gas a grossisti, rivenditori e clienti “energivori”.
Mercato: ha la missione di assicurare il presidio completo del mercato
dell’energia elettrica e del gas, sviluppando un’offerta integrata di
prodotti/servizi e gestendo un mix articolato di canali distributivi, nella fase
transitoria di incompleta liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica.
10
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
La fidelizzazione dei clienti in vista della completa liberalizzazione del mercato
è uno degli obiettivi particolari dell’area.
Infrastrutture e Reti: ha la missione di garantire la distribuzione e trasmissione
di energia elettrica e gas, valorizzando il know how e le competenze nell’ottica di
sfruttare le sinergie di costi ed investimenti derivanti da una gestione integrata.
La Divisione Internazionale è nata con lo scopo di sviluppare la presenza e le
attività di Enel all’estero nei mercati dell’energia elettrica e del gas e di elaborare
la strategia di sviluppo e di bilanciamento della capacità produttiva nei mercati
regionali esteri d’interesse.
Sostenibilità e governance dell’ambiente
I grandi investitori internazionali, proprio come i piccoli risparmiatori, chiedono
alle aziende dividendi e la minimizzazione dei rischi. Per entrambe le tipologie la
responsabilità sociale d’impresa è un elemento importante nella scelta
d’investimento. Attualmente i fondi etici, quelli specializzati in investimenti
socialmente responsabili, detengono una quota rilevante di azioni Enel. Attuare,
documentare e comunicare comportamenti socialmente responsabili è pertanto
fondamentale nella strategia di Enel, perché premiante.
La “Responsabilità sociale d’impresa”, traduzione del concetto anglosassone di
Corporate Social Responsibility, che si abbrevia con la sigla CSR, rappresenta la
capacità di governare la complessa integrazione tra gli interessi economici
dell’impresa e i diritti delle parti sociali interessate, attraverso l’impegno a
difendere l’ambiente, l’ecologia, i valori morali.
La CSR si compone della:
• responsabilità economica (tutte le attività che hanno origine o relazione
economico-finanziaria);
• responsabilità ambientale (il grado di capacità dell’azienda di governare le
variabili e l’impatto ambientale della sua attività);
• responsabilità sociale (le azioni dell’impresa verso le persone e le comunità,
i gruppi d’interesse e di rappresentanza, le persone che vi lavorano).
L’insieme di queste tre componenti e la capacità dell’impresa di tenerle fra loro
in un equilibrio efficiente e virtuoso genera il concetto di “sostenibilità”.
Le azioni per la sostenibilità sono riassunte e presentate al pubblico attraverso il
Bilancio di Sostenibilità (vedi pagina seguente).
Enel opera nel convincimento che la creazione di valore per gli azionisti,
obiettivo di fondo di ogni seria attività d’impresa, non sia assolutamente in
contrasto con il perseguimento di obiettivi di tipo ambientale e sociale. Anzi, si è
certi che la competitività e il successo del marchio siano imprescindibilmente
connessi alla capacità di rendere le attività pienamente sostenibili.
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
11
A partire dal 2003, vengono presentati
e pubblicati insieme il Bilancio finanziario,
il Rapporto ambientale ed il Bilancio
di Sostenibilità, come insieme integrato
di documenti che illustrano una realtà
economica, ambientale e sociale unita dalla
medesima missione. Questi documenti sono
disponibili sul sito: www.enel.it.
Strumenti per la governance ambientale sono il reporting dati, i Sistemi di
Gestione Ambientale, la formazione e l’informazione. Grazie a questi strumenti
la governance stessa viene anche trasferita alle unità territoriali per garantire
azioni e comportamenti omogenei
Le registrazioni EMAS degli impianti di produzione e la certificazione UNI EN ISO
14001 dei Sistemi di Gestione Ambientale delle Unità di Business territoriali
rappresentano in Enel degli elementi che sostengono la governance ambientale.
Per informazioni di maggiore dettaglio si rimanda al Rapporto ambientale
disponibile sul sito www.enel.it.
CERTIFICAZIONI ISO E REGISTRAZIONI EMAS
Le Unità di Business che operano con Sistema di Gestione certificato secondo
la norma internazionale UNI EN ISO 14001:2004 gestiscono circa l’80%
dell’attuale potenza elettrica installata di GEM.
Le registrazioni EMAS coprono il 45% della potenza elettrica installata GEM.
Dopo il perfezionamento degli iter di registrazione avviati e di quelli che si
prevede di richiedere a breve, si coprirà circa il 68%.
12
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
La Politica ambientale
L’attenzione di Enel verso l’ambiente e il territorio è ormai una realtà consolidata.
Il contenimento delle emissioni, l’uso razionale delle risorse, la gestione degli
impianti e il loro inserimento nel territorio rappresentano oggi una priorità
aziendale. La protezione dell’ambiente è, così, diventata strategica per il valore
che aggiunge alle scelte industriali di Enel e per l’alta valenza sociale che essa
riveste.
Gli apprezzabili risultati raggiunti nel corso degli anni hanno indotto Enel a
confermare, anche per il 2005, la propria Politica ambientale e i principi che la
ispirano e a riproporre, con rinnovato impegno, il conseguimento dei relativi
obiettivi.
Principi
• Tutelare l’ambiente, la sicurezza e la salute dei lavoratori.
• Proteggere il valore dell’Azienda.
• Migliorare gli standard ambientali e di qualità del prodotto.
Obiettivi strategici
Utilizzazione di processi e tecnologie che prevengono e/o riducono le interazioni
con l’ambiente-territorio.
Impiego razionale ed efficiente delle risorse energetiche e delle materie prime.
Ottimizzazione del recupero dei rifiuti.
Applicazione di Sistemi internazionali per la Gestione Ambientale e della
sicurezza nelle diverse attività.
Ottimizzazione dell’inserimento degli impianti nel territorio.
Applicazione delle migliori tecniche di esercizio.
Comunicazione ai cittadini e alle Istituzioni sulla Gestione Ambientale
dell’Azienda.
Formazione e sensibilizzazione dei dipendenti sulle tematiche ambientali.
Estratta dal Rapporto ambientale 2005 sottoscritto dal Vertice aziendale.
L’Unità di Business di Bastardo in applicazione di questa Politica di Gruppo
ha stabilito una propria linea di azione ambientale adottando una Politica
ambientale di sito commisurata alla specificità degli aspetti ambientali della
propria attività (vedi pagina 34). La Politica di sito specifica l’impegno al
miglioramento delle prestazioni ambientali attraverso misure tecniche e
gestionali e sostiene le iniziative di apertura, dialogo e trasparenza verso
l’esterno.
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
13
L’organizzazione ambientale complessiva
Con l’attuale organizzazione aziendale, la Corporate assume un ruolo diretto di
indirizzo, controllo e coordinamento, anche in campo ambientale. Pertanto la
Gestione ambientale coinvolge direttamente tutti e tre i livelli aziendali, vale a
dire il vertice di Corporate, le Divisioni e le Unità di Business territoriali.
In ciascuna delle Divisioni, in relazione alle specifiche problematiche, sono
presenti strutture operative e/o figure professionali preposte a svolgere attività in
campo ambientale.
Figura 2
Organizzazione ambientale
Corporate
Grafico 1
Ripartizione del personale dedicato ad attività ambientali
in Italia al 31.12.2006
Totale: 197 persone equivalenti a tempo pieno
Direzione Affari Istituzionali
e Regolamentari
Unità Politiche ambientali
0,9%
Distribuzione gas
43,7%
Distribuzione
energia elettrica
19,8%
Attività di supporto
Divisione GEM
Divisioni
Sviluppo Realizzazione
Impianti
Unità ambiente e autorizzazioni
Unità di Business
22,2%
Produzione
termoelettrica
Strutture e figure professionali
con incarichi operativi per la Gestione
ambientale
13,4%
Produzione
idroelettrica
In Italia le risorse umane complessivamente dedicate a temi ambientali
ammontano a circa 200 unità equivalenti a tempo pieno. Esse comprendono il
personale di supporto, cioè il personale che, a livello territoriale e divisionale,
presta la propria attività in materia ambientale a favore di più unità operative,
ripartite con rappresentato in figura 2.
Nell’ambito della funzione Affari Regolamentari e Corporate Strategy è
compresa l’unità Politiche Ambientali, che ha la missione di definire gli obiettivi
ambientali strategici di Enel e di assicurare la coerenza dei programmi e delle
iniziative conseguenti da parte delle Divisioni.
I compiti specifici dell’unità Politiche Ambientali comprendono:
• definire le Politiche ambientali ed elaborarne le relative linee guida;
• individuare gli indicatori e garantire il monitoraggio e il controllo
dell’andamento delle azioni aziendali in termini di impatto ambientale;
• predisporre il Bilancio ambientale Enel;
14
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
• promuovere, attuare e coordinare gli accordi di programma e le intese con
Istituzioni, enti e agenzie in campo ambientale.
A livello di Divisione Generazione ed Energy Management (GEM), opera,
nell’area tecnica Sviluppo Realizzazione Impianti, l’unità Ambiente ed
Autorizzazioni. I principali compiti di questa unità sono l’ottenimento delle
autorizzazioni previste in sede ministeriale che include, quando necessario,
lo svolgimento degli studi di impatto ambientale, e quelle in fase di realizzazione
impianti, sviluppo dei Sistemi di Gestione Ambientale, auditing ambientale
interno che include la verifica di conformità normativa e la conformità dei
principi di azione delle unità produttive alla Politica di Gruppo.
A livello di Unità di Business il Direttore ha la responsabilità di stabilire le linee di
azione della propria organizzazione (Politica di sito) per attuare la Politica
ambientale di Gruppo, vale a dire per assicurare la conformità normativa ed il
rispetto degli impegni sottoscritti dall’Azienda inerenti le attività affidategli, e per
perseguire il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali attraverso la
proposizione di obiettivi specifici di miglioramento ambientale.
È responsabile dell’attuazione del conseguente Programma ambientale
concordato con l’Area di Business della Divisione.
La divisione Generazione ed Energy Management
Italia (GEM)
La Divisione governa l'intero processo produttivo dell'energia elettrica.
La competitività nel libero mercato è oggi l'obiettivo primario della Divisione,
Figura 3
Organigramma GEM
che intende concorrere alle nuove sfide e cogliere tutte le opportunità che si
presentano sul mercato italiano tramite l'ottimizzazione della propria capacità
produttiva e il raggiungimento di un livello di efficienza sempre più alto.
Chief Operating Officer
La divisione GEM è organizzata in cinque aree di business (figura 3); le funzioni
di servizio (personale, amministrazione, ecc.) sono comuni alle diverse aree.
Staff e Shared Service di Divisione
Energy Management
Gli impianti produttivi sono affidati a due diverse aree: la Produzione
Termoelettrica e le Energie Rinnovabili.
Nel 2005 la produzione complessiva di tutti gli impianti della Divisione GEM in
Produzione Termoelettrica
Energie Rinnovabili
Italia ammonta, al netto degli autoconsumi, a 104.070 milioni di kWh, di cui
24.035 milioni di kWh (23%) da fonti rinnovabili (grafico 2 e grafico 3).
Sviluppo Realizzazione Impianti
Ricerca
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
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Impianti Enel al 31.12.2006
numero di centrali
potenza efficiente(1)
netta (MW)
46
500
31
19
4
600
25.117
14.379
671
305
4
40.475
Termoelettriche
Idroelettriche
Geotermoelettriche
Eoliche
Solari (fotovoltaiche)
Complessive Enel
(1) al netto degli autoconsumi interni, 1 MW = 1.000 kW, la potenza Enel ammonta quindi a
40,5 milioni di kW.
Grafico 2
Produzione elettrica netta per fonti nel 2006
Totale: 104.070 milioni di kWh
5,4%
Geotermica, eolica
solare, biomassa
e rifiuti
Grafico 3
Produzione elettrica netta da fonti rinnovabili nel 2006
Totale: 24.035 milioni di kWh
17,7%
Idrica da apporti naturali
6,0%
Idrica da apporti
di pompaggio
25,4%
Carbone
76,58%
Idrica da apporti
naturali
1,66%
Eolica
0,01%
Solare (fotovoltaica)
0,09%
Biomassa e parte
biodegradabile
dei rifiuti
14,5%
Olio combustibile
e gasolio
21,66%
Geotermica
31,0%
Gas
naturale
16
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Struttura organizzativa
dell’Unità di Business
di Bastardo
L’Unità di Business di Bastardo è strutturata secondo l’organigramma
rappresentato in figura 4: impiega 121 persone, di cui 14 operano a staff e si
avvale dell’opera di circa 80-100 dipendenti di società che lavorano per conto di
Enel. Il personale esterno, costituito prevalentemente da forza lavoro locale, è
impegnato in attività appaltate come i servizi di pulizia e mensa, gli interventi
specialistici e le attività di manutenzione straordinaria, logistica dei combustibili.
Il Direttore UB è responsabile della gestione complessiva della centrale Pietro
Vannucci e del deposito di Ancona ed è quindi responsabile diretto della
Gestione ambientale, oltre a stabilire le linee di azione per l’applicazione della
Politica aziendale a tutte le attività svolte nel sito.
Egli provvede a:
• definire gli obiettivi ambientali da perseguire nel sito;
• individuare e proporre gli interventi del Programma ambientale;
• reperire le risorse necessarie all’attuazione del Programma;
• approvare l’organizzazione e le risorse dedicate al funzionamento del Sistema
di Gestione Ambientale;
• sorvegliare l’attuazione del Programma ambientale e il funzionamento del
Sistema di Gestione Ambientale.
Per la Gestione ambientale il Direttore si avvale del Rappresentante della
Direzione. Questi riferisce al Direttore sulle prestazioni del Sistema di Gestione
Ambientale ai fini del suo riesame e si assicura che i requisiti del Sistema di
Gestione siano stabiliti, applicati e mantenuti in conformità al regolamento e che
siano adeguati al perseguimento degli obiettivi ambientali stabiliti, cura
l’aggiornamento e la diffusione della documentazione del Sistema di Gestione
Ambientale ed ha il compito di controllare l’applicazione delle procedure e delle
istruzioni operative.
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
17
Figura 4
Organigramma Unità di Business Bastardo (al 31 dicembre 2006)
Responsabile
Unità di Business
Staff
Esercizio
ambiente e sicurezza
Pianificazione
e controllo
Supporto
tecnico
Sezione
manutenzione
18
Sezione
esercizio
Conduzione
Linea
meccanica
Linea
elettrica
Linea
regolazione
Programmazione
Enel
Unità movimento
combustibili
Laboratorio
chimico
Dichiarazione ambientale 2007
Carbonile
Ancona
Carbonile
centrale
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Il sito produttivo e l’ambiente
circostante
La centrale termoelettrica Pietro Vannucci è ubicata a 250 m s.l.m. in località
Ponte di Ferro, nel comune di Gualdo Cattaneo in provincia di Perugia nella
parte centrale dell'Umbria.
L’area d’interesse può essere limitata al territorio situato fra la valle del fiume
Tevere e le propaggini settentrionali dei Monti Martani (paesi di Grutti e San
Terenziano). In questa area, nel periodo che va da inizio secolo fino al 1945, si
sviluppò un’attività di estrazione di lignite che fu impiegata per alimentare le
acciaierie Ternane e una centrale termoelettrica, localizzata nelle vicinanze
dell’attuale paese di Bastardo, da cui deriva la denominazione dell’attuale Unità
di Business. Tali attività estrattive cessarono nel dopoguerra unitamente alla
distruzione del sito produttivo. A fronte delle istanze delle popolazioni locali
(anni ’50) e delle verifiche della consistenza del bacino, nel 1962 fu decretata la
costruzione dell’attuale centrale termoelettrica, che diventò volano per lo
sviluppo socio-economico del territorio.
Figura 5
Collocazione geografica dell’impianto
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
19
L’area dell’insediamento presenta una morfologia collinare, l’altezza massima è
rappresentata dal Poggio della Botte a quota 719 m s.l.m., mentre la quota più
bassa, 190 m s.l.m, si trova in corrispondenza della valle del torrente Puglia.
Questo torrente è il corpo idrico superficiale più significativo dell’area. Esso, dalle
falde del Monte Pelato in San Terenziano, scorre passando in fregio alla centrale,
verso Collepepe, dove confluisce sulla sinistra del fiume Tevere.
Nella vallata del torrente, si ha una prevalenza dei venti da SE che scendono la
valle sia in condizioni perturbate da venti di provenienza meridionale sia in
condizioni di brezza notturna in situazioni meteo di alta pressione. La direzione
SW invece presenta una ridotta provenienza di venti. Si tratta complessivamente
di condizioni normalmente favorenti la dispersione degli inquinanti emessi in
atmosfera come dimostrano i dati di qualità dell’aria rilevati nell’area.
L’attuale conformazione dei centri abitati è stata determinata dall’espansione
industriale artigianale, che si è venuta a determinare negli anni '60÷'80, a cui ha
fatto seguito un primo trend di incremento demografico, un successivo calo ed
una attuale situazione di leggera ripresa. I centri abitati che contornano
l’impianto sono di piccole dimensioni, tipicamente composti da diverse frazioni
sparse sul territorio. I principali centri sono Gualdo Cattaneo e Giano
dell’Umbria. Dal punto di vista amministrativo l’impianto fa riferimento al
Comune di Gualdo Cattaneo, per i controlli in materia di ambiente e sicurezza
sono competenti l’ARPA Umbria, Direzione Provinciale di Perugia, con alcuni
compiti attribuiti alla sede distaccata di Foligno (PG) e l’Azienda USL n. 3 Valle
Umbra Sud con sede a Foligno.
Infrastrutture e viabilità
La località Ponte di Ferro in cui è ubicata la centrale è collegata dalla strada
provinciale 415 “del Puglia” alla direttrice Nord-Sud E45 e alla strada statale
Flaminia.
La linea ferroviaria Ancona/Foligno/Roma è utilizzata per il trasporto del carbone
dal porto di Ancona allo scalo intermodale di Foligno e da qui, su gomma,
attraverso le strade provinciali/comunali che percorrono i principali centri di Trevi,
Bevagna, Bastardo si raggiunge su un tracciato di circa 20 km.
Le attività produttive nell’area d’interesse
L’agricoltura e le attività artigianali e industriali connesse (oleifici, cantine,
industrie alimentari, ecc.) costituiscono l’attività economica di base di tutta la
zona. Le coltivazioni riguardano principalmente ulivi e vigneti di pregio oltre a
cereali, girasole, tabacco, ortaggi, ecc. La zootecnia è rivolta principalmente agli
allevamenti di bovini e suini. Le attività industriali nell’area sono di piccole
dimensioni. La centrale Enel, con i circa 120 dipendenti, è l'impianto industriale
più importante.
20
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Figura 6
Mappa stradale
Nell’area è oggi famosa l’arte degli scalpellini, artigiani che da generazioni
lavorano la pietra rossa, traendone elementi architettonici che trovano spazio nei
giardini e nelle case in tutto il mondo.
Aspetti paesaggistici e naturalistici
La zona d’insediamento della centrale è caratterizza da un territorio collinare
prevalentemente dedicato all’agricoltura, tuttavia la presenza di zone a verde è
ampia e distribuita.
Per il castello d’antico nome (Gualdum Captaneorum), si indica come anno di
fondazione il 975 ad opera del conte germanico Edoardo Cattaneo, un vassallo
di Ottone II di Sassonia. La cittadina, grazie alla sua posizione geografica –
castello arroccato sulle propaggini dei monti Martani tra la Valle Umbra (quella
che va da Foligno a Spoleto) e la Valle Tiberina (quella delineata dal tratto umbro
del Tevere) – ebbe, nel corso dei secoli, notevole importanza strategica.
Le città di Foligno e Spoleto si mostrarono, di volta in volta, interessate alla sua
conquista e se la contesero, con vicende alterne, tra di loro.
Elementi di interesse turistico sono la Rocca, una fortezza triangolare costruita
tra il 1494 e 1498, la chiesa dei SS. Antonio e Antonino, costruita nel 1260, di
notevole rilevanza artistica la Crocefissione del 1482 della scuola di Nicolò di
Liberatore detto l’Alunno, affresco conservato nella chiesa di Sant’Agostino.
La Rocca di Gualdo merita interesse anche perché è inserita in un sistema di
castelli, un itinerario che si snoda per oltre 50 km toccando ben 9 castelli quali:
Pozzo, Cisterna, Marcellano, Saragano, Torri di Barattano, Ceralto, Grutti,
San Terenziano.
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
21
Foto 1
La Rocca di Gualdo Cattaneo
Percorrendo la strada che da Bevagna va a Todi, sinuosa tra colline ricamate da
vigneti e puntinate di ulivi, prima di raggiungere la frazione di Bastardo è
possibile osservare il Ponte del Diavolo, costruzione romana la cui prima struttura
è databile al II sec. a.C.
L'opera è stata eseguita con conci quadrangolari di calcare con superficie
esterna appena sbozzata, lunga m 14,70, larga circa 3 m e alta altrettanto,
a scavalcamento del sottostante fosso che scorre lungo quello che fu il primo
tracciato della consolare Flaminia, grosso modo oggi ricalcato dalla SS 316
Foligno-Todi e dalla SS 3 bis Todi-Sangemini-Terni. Nell'intradosso dell'arcata,
su uno dei blocchi, si può ancora leggere l'iscrizione “M.V.S. NG” di significato
ignoto e incerta pertinenza.
Foto 2
Ponte del Diavolo
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Enel
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Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
L’attività produttiva
Profilo storico
L’impianto termoelettrico di Bastardo, recentemente rinominato centrale Pietro
Vannucci, in onore del pittore umbro, fu progettato dalla società Unione Esercizi
Elettrici per utilizzare la lignite esistente nella zona. L’evoluzione economica post
bellica fu tale che prima della messa in esercizio lo sfruttamento della miniera di
lignite si dimostrò economicamente non conveniente e l’impianto, nella
configurazione a lignite, non entrò mai in funzione. Pervenuto ad Enel,
l’impianto in fase di costruzione fu adattato per il funzionamento ad olio ed
iniziò l’attività produttiva nel 1967. Il funzionamento ad olio combustibile è
perdurato fino al 1990, quando la necessità di adeguare gli impianti ai nuovi
limiti emissivi stabiliti in applicazione del DPR 203/88, portò alla decisione di
trasformare l’impianto per l’alimentazione a carbone, in modo da conseguire
una redditività compatibile con gli investimenti necessari. Ciò ha comportato il
ripristino di alcune strutture a suo tempo approntate per la lignite ed un radicale
ammodernamento impiantistico. Tali lavori sono stati avviati rispettivamente nel
novembre 1988 sull'unità BT 2 e nell'ottobre 1990 sull'unità BT 1, per
concludersi rispettivamente con il primo parallelo a carbone dell'unità BT 2 nel
marzo del 1990 e dell'unità BT 1 nel dicembre del 1991.
Foto 3
Il sito nel suo insieme
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
23
La centrale ha una potenza nominale complessiva di 150.000 kWh (= 150 MW),
ottenuta con due sezioni da 75.000 kWh. L’impianto è stato realizzato su
un’area di circa 16 ettari completamente recintata. Oltre alla strutture e
apparecchiature di processo (caldaie, ciminiera, sala macchine, torre refrigerante
e filtro elettrostatico per le polveri, stazione elettrica, ecc.) è presente
nell’impianto un’area di circa 3 ettari destinata allo stoccaggio di carbone e
adeguate strutture di servizio quali portineria, uffici, officine, spogliatoi, mensa,
magazzini e parcheggio.
Foto 4
Dettaglio aereo delle strutture d’impianto
Il carbonile di Ancona
Il deposito coperto di Enel Produzione per lo stoccaggio del carbone, ubicato
nell’area portuale di Ancona denominata Molo Sud banchina 25, ha una
capacità nominale di 40.000 t.
La gestione operativa del carbonile è inserita, nell’ottica della nuova
organizzazione, nell’unità Movimentazione Combustibili che agisce come entità
organizzativa distinta dalla conduzione/manutenzione alla diretta dipendenza
gerarchica dal responsabile dell’UB.
Tale struttura svolge attività di esercizio in sinergia ed integrazione con lo staff
dell’UB e focalizza la propria attenzione nelle attività della logistica del
combustibile (stoccaggio, movimentazione del combustibile, caricamento carri,
ecc.). Le attività di conduzione del deposito sono svolte dal lunedì al sabato con
l’impiego di due semiturni da 3 persone che coprono l’orario 6.24-21.36.
24
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Il deposito è un edificio realizzato con muri perimetrali in calcestruzzo e con
strutture metalliche in elevazione di supporto per i pannelli metallici autoportanti
di tamponamento pareti e di copertura. L’estensione dell’area coperta è pari a
9.384 m2.
Nella parte frontale dell’edificio si trovano gli uffici e la sala controllo dei suddetti
impianti di trasporto del carbone. L’interno del deposito è suddiviso da setti
trasversali di calcestruzzo in 5 vasche di stoccaggio. Ai lati delle vasche sono
collocati i binari, con scartamento di tipo ferroviario, per il transito dei vagoni sui
quali sono sistemate le casse mobili per il trasporto del carbone.
Il carbone scaricato dalla nave con mezzi dell’Autorità Portuale viene portato
fino alla tramoggia della torre d’angolo del carbonile, che costituisce la zona di
confine delle competenze.
Dalla tramoggia il carbone passa su un nastro trasportatore che lo convoglia fino
alla sommità del deposito. Da questa posizione confluisce in un impianto di
distribuzione in quota che provvede a depositarlo mediante caduta nelle vasche.
Il riempimento è automatizzato per mezzo di rivelatori ad ultrasuoni che
assicurano uniformità dei livelli. L’impianto di distribuzione è gestito da un
elaboratore in sala controllo.
Foto 5
Il carbonile coperto di Ancona
La ripresa del carbone dalle vasche ed il caricamento dei vagoni per la spedizione
viene eseguito con due gru a ponte bitrave dotate di benna e, come detto,
integrato con l’azione diretta di motopale e nastrino elevatore.
Il deposito Enel Produzione di Ancona è attrezzato con impianti di sollevamento
e trasporto che consentono il seguente ciclo di movimentazione del carbone:
• convogliamento dal confine d’impianto (punto di consegna) fino alle vasche di
stoccaggio del carbone;
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
25
• ripresa dalle vasche di stoccaggio e caricamento nelle casse mobili sistemate
sui carri ferroviari.
In base a tale ciclo di movimentazione è possibile distinguere:
• un impianto di trasporto del carbone esterno al deposito;
• un impianto di distribuzione del carbone all’interno del deposito;
• un impianto di ripresa del carbone dalle vasche e per il caricamento di casse
mobili.
Foto 6
Gru per lo scarico della nave
L’impianto esterno è costituito da un nastro trasportatore che perviene alla
tramoggia della torre d’angolo. Detto impianto è di proprietà dell’Autorità
Portuale e gestito da Terzi. Dalla tramoggia della torre d’angolo, di proprietà
Enel, un breve nastro di ripresa convoglia il carbone fino al distributore posto
nell’immediato sottotetto. La distribuzione del carbone nelle vasche di
stoccaggio viene realizzata tramite un impianto di movimentazione costituito
da 3 trasportatori a nastro. La combinazione dei moti dei nastri consente il
riempimento delle vasche in ogni punto.
L’impianto di distribuzione del carbone all’interno del deposito, dopo avviamento
da operatore, procede automaticamente tramite un elaboratore posto nella sala
controllo. L’impianto di ripresa e di caricamento del carbone nelle casse mobili è
costituito da 2 gru a ponte bitrave scatolare a cassone in acciaio.
Il movimento del carroponte, lungo l’intero deposito avviene tramite carrelli
azionati da motori elettrici, autofrenanti con riduttore.
Le vie di corsa sono supportate da profilati di acciaio a doppio T ancorati ai
montanti degli elementi a telaio che costituiscono la struttura portante del
deposito.
26
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Il comando del carroponte e della benna avviene da una cabina panoramica
collocata al centro delle travi del ponte. La cabina, solidale con l’argano della
benna di carico, trasla lungo le travi del carroponte. Un dispositivo anticollisione
consente ai due carriponte di operare nella stessa campata in condizioni di
sicurezza. La potenzialità del sistema a benne, in situazioni di avaria del
macchinario, ha richiesto un’integrazione della capacità di movimentazione
ottenuta mediante 2 pale meccaniche con motore a scoppio che riversano il
carbone su un nastrino elevatore che a sua volta consente il riempimento di una
cassa mobile alla volta. L’utilizzo di questo sistema a punto fisso di caricamento
richiede tuttavia ripetuti spostamenti del convoglio.
Foto 7
Gru per lo scarico della nave
La scuola di formazione di Sfera srl
L’Unità di Business di Bastardo ospita, all’interno del perimetro del proprio
impianto termoelettrico, il Nucleo Addestramento Specialistico (NAS) di Gualdo
Cattaneo, che è una delle sedi territoriali di Sfera – società a responsabilità
limitata del Gruppo Enel. La presenza di questa realtà, in forme organizzative
diverse, risale all’anno 1979. La missione di Sfera, quindi del Nucleo, è la
formazione e l’addestramento del personale Enel (Corporate e Divisioni).
Le aree tematiche prevalentemente trattate sono: manutenzione meccanica ed
elettrica; saldatura (compresa la qualificazione dei saldatori); analisi delle
vibrazioni e controlli diagnostici; PnD; sicurezza in generale; sicurezza nell’uso di
macchine, attrezzature e mezzi vari; antincendio.
Enel
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27
Foto 8
La scuola di formazione di Sfera
Foto 10
Laboratorio saldatura
Foto 9
Laboratorio elettrico
I corsi, a seconda della loro tipologia, vengono erogati in aule convenzionali,
aula informatizzata, laboratori e officine.
Il NAS ha le seguenti strutture:
• prefabbricato Salvit 1 – adibito ad uffici, aule, aula magna, aula informatizzata;
• prefabbricato Salvit 2 – adibito ad aule, laboratorio elettrico, laboratorio di
elettronica;
• fabbricato ex Officina Carpenteria di centrale – adibito ad aule, laboratorio
PnD, officina di servizio, laboratori di saldatura, officina polivalente.
28
Enel
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Il centro ricerca sulla sperimentazione della pirolisi
del carbone
Un impianto di pirolisi per scopi di ricerca è collocato all’interno del perimetro
della centrale Pietro Vannucci ed è gestito dal personale della Ricerca di Pisa che
fa parte della società Enel Produzione SpA.
L’impianto di pirolisi di Bastardo è in funzione soltanto durante le campagne di
prova, della durata di due/tre giorni, che vengono organizzate saltuariamente.
Esso fu costruito nel 1995 nell’ambito di un accordo fra Enel e Regione Umbria
per la sperimentazione della trasformazione di biomassa in bio-olio.
Foto 11
Centro ricerche
Foto 12
Interno impianto di pirolisi
Figura 7
Schema funzionale impianto di pirolisi
Foto 13
Dettaglio dei bruciatori
Enel
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La sperimentazione è stata condotta per verificare:
• la fattibilità del processo;
• sostenibilità del funzionamento in continuo;
• resa in bio-olio;
nell’ambito del progetto europeo PYROHEAT con partners quali VTT Energy
(Finlandia), l’Agenzia Regionale Umbra per lo Sviluppo e Innovazione in
Agricoltura (ARUSIA), la FOG (Germania) e la CCT (Italia).
Nell’impianto di pirolisi – completata la sperimentazione con biomasse –
dal giugno 2004 è iniziata la nuova fase di ricerca che mira ad ottenere
idrogeno attraverso la pirolisi del carbone.
Lo schema dell’impianto è sinteticamente illustrato in figura 7: si tratta di un
processo di pirolisi flash, in cui il carbone è alimentato in forma di polverino.
Anche questa sperimentazione prevede fasi di effettivo funzionamento limitate
a poche giornate.
Descrizione del processo produttivo
La centrale termoelettrica è uno stabilimento in cui avviene la trasformazione
dell’energia chimica del combustibile fossile in energia elettrica. All’interno del
generatore di vapore, l’energia chimica subisce la trasformazione in energia
termica attraverso la combustione del carbone. L’energia termica contenuta nel
vapore viene trasformata in energia meccanica tramite l’azionamento della
turbina: il moto della turbina, calettato ad un alternatore consente la
generazione di energia elettrica.
Il ciclo produttivo (figura 9) può essere così brevemente riassunto: l’acqua di
alimento viene pompata nel generatore di vapore (caldaia) dove, ad opera del
calore prodotto dal combustibile che brucia, si riscalda fino a portarsi allo stato
di vapore. Il vapore così ottenuto viene trasferito in turbina, dove l’energia
termica è trasformata in energia meccanica. In uscita dalla turbina il vapore viene
condensato e la condensa rinviata in caldaia. La condensazione viene effettuata
in ciclo chiuso; per il raffreddamento dell’acqua di condensazione si usano torri
evaporative a tiraggio forzato. Il reintegro dell’acqua delle torri viene prelevato
dal fiume Timia che dista circa 12 km. La turbina è accoppiata direttamente
all’alternatore, dove l’energia meccanica si trasforma in energia elettrica che
viene immessa nella rete nazionale di trasporto ad alta tensione attraverso una
stazione elettrica alla tensione di 120 kV. I fumi caldi prodotti dalla combustione
proseguono il loro percorso all’interno della caldaia fino ai riscaldatori d’aria
rigenerativi. Successivamente attraversano i precipitatori elettrostatici e giungono
al camino per essere dispersi in atmosfera.
30
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Figura 8
Planimetria generale dell’impianto
4
2
1
6
5
8
3
7
1
2
3
4
5
6
7
8
Enel
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31
Figura 9
Schema produttivo dell’impianto termoelettrico di Bastardo
Profilo produttivo
Grafico 4
Energia immessa in rete (milioni di kWh)
L’energia prodotta viene immessa nella rete elettrica nazionale di trasporto,
gestita dalla Società Terna.
1079,4
La centrale Pietro Vannucci è l’unico impianto produttivo collegato alla vecchia
1030,4
rete Umbro-Marchigiana a 120 kV: tale condizione la pone tra i pochi impianti
termoelettrici indispensabili alla rete per la regolazione della stessa, con un
funzionamento nell’arco dell’anno estremamente elevato, con una media
944,3
947,2
nell’ultimo triennio superiore alle 8.000 h ed una quantità di energia immessa
in rete che, nel corso degli ultimi anni, si attesta su una media di circa 1.000
milioni di kWh (=1000 GWh) (grafico 4).
2003
32
2004
2005
2006
Enel
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Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Compendio dati e indicatori di prestazione ambientale
Le principali grandezze ambientali del processo, connesse agli aspetti ambientali,
sono sintetizzate nello schema di figura 10.
Gli indicatori scelti per valutare l’evoluzione delle prestazioni ambientali
dell’impianto sono:
• Emissioni specifiche in atmosfera g/kWh degli inquinanti di NOx
• Emissioni specifiche in atmosfera g/kWh di SO2
• Emissioni specifiche in atmosfera g/kWh di polveri
• Emissioni specifiche dell’anidride carbonica (CO2)
• Il consumo di calore per kWh prodotto (consumo specifico in kCal/kWh)
• La percentuale di rifiuti inviati al recupero
• Il fabbisogno specifico di acqua dolce (litri/kWh).
Tali indicatori rispecchiano gli indicatori previsti nei Rapporti ambientali Enel per
presentare le prestazioni ambientali complessive della Divisione Generazione ed
Energy Management.
Nel scheda di approfondimento 1 “Compendio dati dell’esercizio 2003-2004”
sono riportati i principali dati di processo in termini di produzione di energia e
materiali emessi e di risorse utilizzate come materiali ed energia.
Figura 10
Principali grandezze ambientali del processo
Emissioni in atmosfera
Materiali e sostanze di consumo
Liquidi
Sodio ipoclorito
Idrato di idrazina
Soda caustica
Acido solforico
Cloruro ferrino
Olio isolante
Olio lubrificante
Acqua demi
Additivo per acqua
ciclo chiuso
Additivo per acqua raffr.
Emissioni inquinanti
NOX
CO
CO2
SO2
Polveri
Energia elettrica
prodotta
Solidi
Polielettrolita
Calce idrata
Energia elettrica
netta in rete
Gas
Idrogeno
Ossigeno tecnico
Azoto
Acetilene
Anidride carbonica
Argon
Acqua prelevata
da pozzi
da acquedotto
da fiume
Scarichi liquidi
Rifiuti smaltiti
Acqua restituita da ITAR
Energia elettrica consumata
Acqua restituita da ciclo
raffreddamento
Acque civili (biologiche)
energia elettettrica
consumata
Rifiuti speciali
non pericolosi
Rifiuti speciali
pericolosi
Combustibili (consumi)
Carbone
Gasolio
Enel
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La Gestione ambientale
nell’Unità di Business
di Bastardo
Attuazione della Politica ambientale
In applicazione della Politica ambientale del Gruppo Enel, l'Unità di Business di
Bastardo ha adottato i principi d’azione indicati in un documento denominato
Politica ambientale del sito, che definisce il quadro di riferimento per stabilire
obiettivi e traguardi ambientali e per orientare il comportamento di tutta
l'organizzazione della UB nei confronti dell'ambiente.
La Politica ambientale è sottoscritta dal Direttore dell’UB Bastardo.
34
Enel
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Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Le attività per la partecipazione ad EMAS
Al fine di iscrivere al sistema EMAS l’Unità di Business di Bastardo sono state
intraprese le azioni, e sono state svolte le attività, previste dal regolamento CE n.
761/2001 - Sull’adesione volontaria delle organizzazioni ad un Sistema
comunitario di ecogestione ed audit (EMAS).
Oltre alla definizione del documento di Politica ambientale per il sito, si è
provveduto a:
• effettuare una esauriente Analisi Ambientale Iniziale;
• indicare degli obiettivi ed un Programma per il miglioramento delle prestazioni
ambientali;
• applicare un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla norma UNI EN ISO
14001;
• assicurare il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e dei dipendenti
attraverso un’adeguata azione di formazione ed informazione;
• sottoporre ad audit tutti i predetti elementi.
L'Audit ambientale, condotto da personale appositamente qualificato e
indipendente dalla organizzazione del sito, realizza un processo di verifica
sistematico e documentato che consente di conoscere e valutare, attraverso
evidenze oggettive, se il Sistema di Gestione Ambientale adottato è conforme
ai criteri definiti dall'organizzazione stessa e se la gestione rispetta la Politica
ambientale dichiarata. I risultati dell'audit sono comunicati in forma scritta alla
Direzione dell’organizzazione.
Alla luce dei risultati dell'audit, la Direzione dell'Unità di Business di Bastardo, ha
riesaminato gli obiettivi ed il Programma ambientale inizialmente stabiliti,
ha adeguato il Sistema di Gestione Ambientale sulla base delle osservazioni
e dei suggerimenti ricevuti, ha confermato il documento di Politica ambientale
adottato, ha quindi richiesto all’istituto RINA di Genova la certificazione di
conformità alla norma UNI EN ISO 14001:2004 del Sistema di Gestione
Ambientale realizzato.
È stata infine elaborata questa Dichiarazione ambientale, che dopo la convalida
da parte del Verificatore ambientale accreditato (lo stesso Istituito RINA) verrà
trasmessa al Comitato ECOLABEL - ECOAUDIT – Sezione EMAS ITALIA, cioè
all’Organismo competente nel nostro Stato per la registrazione dei siti nel
Sistema comunitario di ecogestione ed audit. Il Comitato ECOLABEL - ECOAUDIT
– Sezione EMAS ITALIA, attraverso il suo organo tecnico – l’Agenzia nazionale
per la Protezione dell’Ambiente e del Territorio (APAT) tramite l’ARPA Umbria
verificherà che nel sito sono rispettate le disposizioni legislative applicabili
e comunicherà alla Direzione dell’impianto l’iscrizione del sito nel registro EMAS,
autorizzando così la diffusione di questa Dichiarazione.
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
35
La procedura di convalida è volta ad accertare che i contenuti delle
Dichiarazioni ambientali – iniziali e successive – siano documentati e verificabili
e che rispondano alle esigenze dettate dal Regolamento CE n. 761/2001.
Prima di procedere alla convalida di questa Dichiarazione ambientale,
il Verificatore accreditato ha verificato l’Analisi Ambientale Iniziale ed
i requisiti del Sistema di Gestione, certificandone la conformità alla norma
UNI EN ISO 14001.
Il Sistema di Gestione Ambientale
La finalità del Sistema è rappresentata dal miglioramento continuo delle
prestazioni ambientali nel sito.
Pianificazione, Attuazione, Controllo e Riesame sono le quattro fasi logiche che
sorreggono il funzionamento di un Sistema di Gestione ordinato per rispondere
ai requisiti della norma internazionale UNI EN ISO 14001. Il compimento ciclico
delle suddette fasi consente di ridefinire continuamente obiettivi e Programmi
ambientali, e se del caso la Politica ambientale, in modo da tener conto di nuove
esigenze produttive, dell’evoluzione delle conoscenze e della normativa di
settore, nonché dell'impegno aziendale al miglioramento continuo delle
prestazioni ambientali.
In un sistema certificato, qual è quello operante nella centrale Pietro Vannucci
e nel deposito di Ancona, il mantenimento della conformità alla suddetta norma
ISO è oggetto di una specifica attività annuale di sorveglianza da parte dell'Ente
di certificazione. La certificazione deve essere rinnovata con frequenza triennale.
La pianificazione comprende la preliminare identificazione degli aspetti
ambientali significativi, come di seguito illustrato, l'identificazione delle
disposizioni legislative e regolamentari applicabili, la definizione degli obiettivi e
dei traguardi ambientali che si vogliono raggiungere, nonché la definizione di un
programma operativo per raggiungere gli obiettivi ed i traguardi fissati in tempi
predefiniti.
Nella fase di attuazione e funzionamento bisogna svolgere il Programma
ambientale stabilito e controllare le operazioni e le attività associate agli aspetti
ambientali significativi, comprese le attività di manutenzione e le attività svolte
da terzi, occorre preparare la risposta alle possibili situazioni di emergenza.
È necessario attribuire compiti e responsabilità: ognuno, all’interno
dell’organizzazione, deve contribuire a raggiungere gli obiettivi stabiliti in base
alle responsabilità che gli sono state comunicate.
Bisogna poi verificare (sorvegliare e misurare) regolarmente le caratteristiche
delle attività e delle operazioni che possono avere un impatto sull’ambiente,
far effettuare audit ambientali da auditor indipendenti, mettere in atto azioni
correttive quando si verificano scostamenti rispetto ai requisiti ambientali
36
Enel
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stabiliti. Tutto deve essere documentato attraverso un adeguato sistema di
registrazione che consenta di verificare l’andamento nel tempo delle
caratteristiche misurate e di dimostrare le azioni correttive messe in atto,
le attività di formazione, gli audit effettuati, le autorizzazioni ottenute, e altro.
Attraverso il riesame, alla luce dei risultati, la Direzione affronta l’eventuale
necessità di cambiare la Politica e gli obiettivi ambientali o gli altri elementi del
Sistema allo scopo di sostenere nel modo migliore possibile l’impegno aziendale
al miglioramento continuo.
Le attività di ciascuna fase sono disciplinate da specifiche procedure di tipo
gestionale od operative, che determinano le azioni da svolgere, il modo,
le responsabilità connesse e i documenti o le registrazioni da produrre.
Le procedure operative riguardano in particolare il controllo delle attività che
hanno o possono avere un impatto significativo sull'ambiente, quali emissioni,
produzione di rifiuti, scarichi idrici, ecc. Sono anche previste delle procedure di
intervento per fronteggiare le situazioni di emergenza prevedibili a fronte di
incidenti o di altre cause esterne.
La presa in conto delle disposizioni legali esistenti e nuove, la formazione e la
sensibilizzazione del personale nonché l’adozione di un valido sistema di
comunicazione, sia verso l’interno dell’Azienda, sia verso l’esterno, sono
elementi basilari per attuare in modo efficace il Sistema di Gestione Ambientale.
Disposizioni legali applicabili
Al fine di mantenere nel tempo la conformità legale è stata adottata una
procedura dedicata in modo specifico alla individuazione, all'esame e
all'applicazione delle disposizioni di legge nonché alla presa in conto degli
accordi che Enel sottoscrive con le Autorità locali o con le Amministrazioni
Centrali. Il mantenimento della conformità è uno degli aspetti che sono oggetto
del programma di audit.
Il quadro delle principali disposizioni ambientali applicabili è riportato nella
scheda di approfondimento numero 3.
Enel
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Figura 11
Certificato di conformità ISO 14001
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Enel
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Formazione e sensibilizzazione del personale
Grafico 5
Ore di formazione
È importante che il personale a tutti i livelli sia consapevole dell’importanza del
rispetto della Politica e del raggiungimento degli obiettivi ambientali, conosca le
interazioni con l’ambiente legate alle proprie attività e i vantaggi per l’ambiente
connessi a una migliore efficienza del processo, comprenda e condivida le
esigenze del Sistema di Gestione Ambientale in relazione al proprio ruolo e alle
proprie responsabilità all’interno dell’organizzazione.
Tutto ciò può essere ottenuto solo attraverso un’attenta azione di informazione
e di formazione e, per alcuni aspetti, di conduzione dei processi mediante un
addestramento tecnico specifico. È stato quindi elaborato, di concerto con il
Rappresentante della Direzione e il Direttore, un Piano di formazione e
informazione generale, in parte attuato, che prevede attività formative di base
per tutti i lavoratori e specialistiche per alcune funzioni. Le ore di formazione
svolte negli ultimi anni sono rappresentati nel grafico 5.
La comunicazione
Il Sistema di Gestione Ambientale include una specifica procedura per la
gestione delle comunicazioni ambientali sia da e verso l’interno dell’Azienda, sia
da e verso le parti interessate esterne, le Autorità di controllo, le Amministrazioni
pubbliche locali.
La procedura prevede anche modalità per ricevere, registrare, valutare e
rispondere alle segnalazioni, ai suggerimenti, alle proteste ed alle richieste di
informazioni provenienti da interlocutori esterni.
La comunicazione dedicata al coinvolgimento dei dipendenti e dei cittadini
include anche l’organizzazione di eventi pubblici volti a migliorare l’inserimento
dell’impianto nel contesto sociale e culturale della città. Le iniziative di “Centrale
Aperta” costituiscono un esempio significativo (vedi riquadro).
Le informazioni sulle iniziative che vengono via via programmate nella centrale
Pietro Vannucci e negli altri siti produttivi sono reperibili sul sito web
www.enel.it.
Diario degli eventi più significativi
Negli ultimi tre anni gli eventi più importanti sono stati:
• nel mese di aprile 2003 la centrale di Bastardo viene inserita nel programma
nazionale “Centrale Aperta” pertanto l’impianto è aperto alle visite di tutta la
popolazione. I visitatori sono stati circa 500.
Enel
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39
• nel corso dell’anno 2003 è nato il concorso “Energia in Gioco” indirizzato alle
scuole secondarie di 1° e 2° grado e l’impianto è stato inserito nell’elenco
nazionale dei siti visitabili;
• nel mese di maggio del 2004 attraverso il concorso “Dai un nome alla
centrale“, al quale hanno partecipato numerose scuole, durante “Centrale
Aperta” viene scelto il nome “Pietro Vannucci”, in onore dell’illustre pittore
Umbro che ebbe come allievo Raffaello. La sua pittura, caratterizzata dalla
semplicità dalla purezza e dalla eccezionalità delle simmetrie delle sue
composizioni rappresenta un lustro per tutto il territorio I visitatori sono stati
circa 1.500;
• nell’anno 2004 in relazione al progetto “Energia in Gioco”, nel mese di
maggio vi è stata la premiazione a livello locale delle scuole vincitrici del
progetto: i visitatori in questo anno sono stati 2.900;
• nell’anno 2005 è continuato il progetto “Energia in Gioco” raggiungendo
notevoli traguardi in termini di incontri presso le scuole e sull’impianto;
• aprile - maggio 2005: è la volta della gara ciclistica “Tirreno – Adriatico”
che attraverso la “Via dell’energia in rosa” partendo da Livorno, facendo
tappa presso la centrale Pietro Vannucci per concludersi presso il carbonile
di Ancona, ha legato i due mari seguendo la strada della produzione
termoelettrica dell’Italia centrale;
• nel luglio del 2005 l’evento “Centrali Aperte” ha portato circa 1.200 visitatori
a visitare l’impianto in un’ottica di sempre maggior coinvolgimento del
territorio;
Anno
2005-2006
Le vie dell’olio
"Degustazione
in centrale”
Settembre 2006 Gimcana ciclistica in notturna
Anno 2006 maggio 2006 Centrale Aperta
(1.000 visitatori circa)
40
Raduno FIAT 500 d’epoca
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
• nell’anno 2006 il progetto “Energia in Gioco” ha raggiunto traguardi
importanti: la scuola elementare Alessandro Bonucci di Ponte Felcino è
risultata vincitrice del 1° premio assegnato dalla giuria regionale e del 5°
premio del concorso nazionale con il progetto “Giallo in centrale”.
Gli interlocutori dell’impianto
Gli interlocutori interessati dalla Gestione ambientale dell’impianto sono
molteplici.
Nella propria attività di gestione delle tematiche ambientali, la Direzione e il
personale dell’impianto intrattengono rapporti con molte Autorità responsabili
dell’ambiente, come risposta all’elevata sensibilità che la popolazione locale ha
sviluppato riguardo ai problemi ambientali e socio-economici.
Gli interlocutori istituzionali sono: le Regioni Umbria e Marche, la Provincia di
Perugia e di Ancona, l’ARPA Umbria e Marche, il Comune di Gualdo Cattaneo,
Giano dell’Umbria, Bevagna, Montefalco, Foligno e Ancona.
Rapporti di collaborazione molto frequenti sono quelli intrattenuti con le autorità
preposte ai diversi controlli di carattere ambientale, quali la ASL n. 3 di Foligno,
l’Autorità portuale di Ancona, l’UTF (Ufficio Tecnico di Finanza di Perugia), i Vigili
del Fuoco, l’ISPELS di Terni.
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
41
Gli aspetti ambientali
Gli aspetti ambientali sono gli elementi del processo produttivo che possono
interagire con l'ambiente.
Tra tutte le molteplici interazioni ambientali che il processo produttivo ed i servizi
ad esso funzionali presentano, occorre definire quelle cui sono connessi impatti
ambientali significativi.
Agli elementi suscettibili di produrre impatti significativi bisogna applicare un
corretto Sistema di Gestione, vale a dire, attività sistematiche di sorveglianza,
misure tecniche e gestionali appropriate, obiettivi
di miglioramento in linea con la Politica e le strategie aziendali in materia
d’ambiente.
Ciò allo scopo di prevenire, o quantomeno ridurre, gli impatti negativi e di
accrescere gli impatti positivi.
Il processo di individuazione degli aspetti ambientali deve includere quindi una
valutazione della significatività degli aspetti stessi, in relazione agli impatti
provocati.
In conformità al regolamento EMAS (CE) n. 761/2001, oltre alla significatività
degli aspetti ambientali, il procedimento di identificazione e valutazione deve
portare alla definizione tanto degli aspetti diretti quanto di quelli indiretti.
Gli aspetti diretti sono quelli sui quali l’organizzazione registrata EMAS può
esplicare un pieno controllo gestionale; viceversa, sono indiretti gli aspetti sui
quali l’organizzazione non può influire o può influire in modo parziale.
L’identificazione e la valutazione della significatività degli aspetti ambientali
connessi alle attività svolte nella centrale Pietro Vannucci e nel carbonile di
Ancona sono state svolte attraverso un’esauriente Analisi Ambientale Iniziale.
In particolare ad ogni aspetto è stato associato un indice di rilevanza (IR), capace
di individuare gli aspetti ambientali significativi sia diretti che indiretti che sono
stati valutati secondo i criteri spiegati nella scheda di approfondimento n. 2.
Gli aspetti e gli impatti ambientali che sono stati riconosciuti significativi, distinti
tra diretti ed indiretti, sono di seguito illustrati aggregandoli secondo le categorie
di impatto indicate dall’allegato VI del Regolamento CE n. 761/2001 (EMAS),
vale a dire:
• Emissioni nell’aria (gas inquinanti, gas serra, polveri)
• Scarichi nelle acque superficiali
42
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
• Produzione, riciclaggio, riutilizzo e smaltimento rifiuti
• Uso e contaminazione del terreno
• Usi di materiali e risorse naturali (incluso combustibili ed energia)
• Questioni locali e trasporti (rumore, odore, polvere, impatto visivo, ecc.)
• Impatti conseguenti ad incidenti e situazioni di emergenza
• Impatti biologici e naturalistici (biodiversità ed altre).
Gli aspetti ambientali diretti
Tabella 1
Riepilogo degli aspetti ambientali diretti valutati significativi
Categoria
Localizzazione impatti
EMISSIONI NELL’ARIA
Questione globale
SCARICHI NELLE
ACQUE SUPERFICIALI
PRODUDIONE,
RICICLAGGIO,
RIUTILIZZO E
SMALTIMENTO
DEI RIFIUTI
Descrizione degli aspetti
IR
Emissioni di anidride carbonica (CO2) derivante dalla combustione di carbone
e gasolio nel processo produttivo. Le emissione complessive di anidride carbonica,
da tutte le fonti industriali e naturali, disperse negli strati alti dell’atmosfera, sono
connesse al cosiddetto effetto serra.
12
Questione globale
Emissione degli ossidi di zolfo e di azoto (SO2 ed NOx) provenienti dalla combustione
del carbone e del gasolio. Le emissioni complessive da tutte le fonti di questi
inquinanti, disperse negli strati altri dell’atmosfera, sono causa del fenomeno
delle piogge acide.
12
Questione globale
Dispersione negli strati alti dell’atmosfera di polveri provenienti prevalentemente
dalla combustione del carbone rilasciate attraverso i camini dopo il processo
di filtrazione e, in misura minore, dal gasolio.
12
Territorio intorno alla centrale Immissioni al suolo (denominazione derivante dalle definizioni di legge):
si tratta della dispersione di inquinanti a bassa quota che possono interferire
con la qualità dell’aria negli ambienti di vita.
Sono incluse le potenziali ricadute dai camini in area allargata ed eventuali emissioni
di gas e polveri nell’immediato intorno dell’impianto o delle strutture di servizio
(vedi anche la categoria questioni locali).
20
Torrente Puglia
Scarico delle acque reflue dal processo e dai servizi dopo il trattamento
in vicinanza della centrale
di depurazione. Le acque scaricate veicolano sostanze inquinanti entro il limiti
di legge stabiliti da una specifica autorizzazione agli scarichi d’impianto
22
Torrente Puglia
Scarico delle acque spurgate dal circuito delle torri di raffreddamento.
in vicinanza della centrale
Questo spurgo veicola principalmente le sostanze già presenti nelle acque prelevate
dal fiume Timia, lo spurgo serve a controllare l’effetto della concentrazione
dei contenuti salini, lo scarico rispetta pertanto i limiti previsti dall’autorizzazione.
11
Area della centrale
Raccolta trattamento e scarico delle acque meteoriche provenienti dai piazzali,
dalle strade e dai parchi di stoccaggio dei combustibili presenti nell’area della centrale. 21
Area portuale in Ancona
Scarico delle acque reflue dal deposito di carbone situato all’interno del porto
di Ancona. Si tratta delle acque meteoriche drenate dai piazzali e delle acque
utilizzate per lavaggi e per i servizi antincendio, rilasciate dopo decantazione.
11
Area della centrale
Prevenzione dei rischi per l’ambiente e le persone che possono derivare
dalla dispersione di liquidi inquinanti (percolazioni di liquidi, dispersione di polveri,
fibre, vapori), durante la gestione della raccolta interna dei rifiuti.
22
Area della centrale
Produzione, recupero e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi.
La rilevanza quantitativa viene definita in relazione alla percentuale di rifiuti destinati allo
smaltimento, vale a dire in relazione al residuale grado di occupazione fisica del suolo
dovuta alla parte dei rifiuti non inviati al recupero.
22
Area della centrale
Produzione, recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi.
La rilevanza quantitativa viene stabilita come detto per i rifiuti pericolosi.
12
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
43
Categoria
Localizzazione impatti
USO E CONTAMINAZIONE Area della centrale
DEL TERRENO
Area della centrale
Area della centrale
Area della centrale
USO DI MATERIALI
E RISORSE NATURALI
(INCLUSO
COMBUSTIBILI
ED ENERGIA)
Centrale
Centrale e deposito di Ancona
Centrale e deposito di Ancona
Centrale e deposito di Ancona
Si considera in generale Centrale
l’impatto dovuto al
Centrale e deposito di Ancona
depauperamento delle Area di centrale
risorse in termini
di materie prime
Centrale
Centrale e deposito di Ancona
Centrale e deposito di Ancona
QUESTIONI
LOCALI E TRASPORTI
(RUMORE, ODORI,
POLVERE, IMPATTO
VISIVO, ECC.)
Area di centrale
Area di centrale
Centrale
Opera di presa sul fiume Timia
Centrale e deposito di Ancona
Area di centrale
Deposito di Ancona
IMPATTI CONSEGUENTI
A INCIDENTI E
SITUAZIONI
DI EMERGENZA
Area di centrale
e deposito di Ancona
Area di centrale
Area di centrale
Area di centrale
ed opere di presa sul Timia
IMPATTI BIOLOGICI
Fiume Timia
E NATURALISTICI
Comune di Bevagna
(BIODIVERSITÀ ED ALTRE)
44
Enel
Descrizione degli aspetti
IR
Prevenzione della contaminazione del suolo da percolazioni di acque contenenti
sostanze eluate dal carbone depositato all’interno dell’impianto
21
Prevenzione della contaminazione del terreno da idrocarburi dispersi a causa di versamenti
o di perdite di combustibili liquidi (gasolio e olio combustibile denso OCD) nella fasi di
stoccaggio e movimentazione interna all’impianto.
21
Prevenzione della contaminazione del terreno da idrocarburi, possibili a causa di
versamenti e perdite di oli lubrificanti e isolanti nella fasi di stoccaggio e movimentazione
interna all’impianto.
20
Prevenzione della contaminazione del terreno da eventuali percolazioni di acque dal
sistema di raccolta (fogne), stoccaggio e trattamento delle acque reflue inquinate dal
processo.
20
Consumo di carbone e di gasolio per la produzione di energia elettrica.
12
Consumo di gasolio per il riscaldamento dei locali e per il funzionamento
delle macchine operatrici.
12
Consumo di energia elettrica per i servizi ausiliari di processo.
22
Consumo di energia elettrica per illuminazione e forza motrice per servizi generali
d’impianto (servizi generali d’impianto e servizi deposito di Ancona).
21
Consumo per usi industriali di acque dolci, superficiali e di falda.
12
Consumo di acqua potabile da acquedotto comunale nelle strutture di servizio.
21
Fornitura di calore a terzi per produzione florovivaistica, proveniente dal recupero
dell’energia termica contenuta nelle acque di condensazione, con conseguente
risparmio energetico complessivo.
11
Consumo di additivi di processo, taluni classificati tra le sostanze pericolose (acidi,
idrossido di sodio, calce, ecc.).
22
Consumo di oli lubrificanti e dielettrici.
12
Consumo di esafloruro di zolfo (SF6) dovuto a piccole perdite nelle fasi di esercizio e
manutenzione, dalle apparecchiature elettriche che lo contengono come gas dielettrico
(isolante).
Nota Il rilascio di questo gas in atmosfera costituisce una emissione di gas serra
quantitativamente irrilevante.
11
Prevenzione delle dispersioni interne alla centrale e potenziale diffusione esterna
di polveri di carbone nelle fasi di scarico stoccaggio e movimentazione interna.
12
Prevenzione della dispersione interna, e potenziale diffusione esterna, di polveri nelle fasi
di evacuazione e caricamento per il conferimento delle ceneri di carbone (secche).
12
Prevenzione della dispersione di fibre dai coibenti e dai materiali da costruzione contenenti
amianto (si tratta di materiali utilizzati nella fase iniziale di costruzione dell’impianto). 22
Prevenzione della dispersione di olio contaminato da PCB presente in alcuni trasformatori
installati in origine ed ancora in esercizio.
22
Modifica del clima acustico all’esterno degli impianti a causa delle emissioni sonore dalle
macchine e dalle lavorazioni.
11
Impatto visivo dovuto ai pennacchi di vapore che si formano sulle torri di raffreddamento
ed alle visibilità delle strutture d’impianto in un contesto di tipo agricolo.
11
Controllo delle fughe di polveri di carbone durante le operazioni di carico e scarico nel
capannone di primo deposito all’interno del porto di Ancona.
12
Controllo dei possibili fenomeni di autocombustione del carbone in deposito.
Il fenomeno comporta emissioni di gas tossici a bassa quota (nel carbonile d’impianto
e nel deposito di Ancona).
21
Prevenzione incendi sugli apparati per la macinazione e movimentazione del carbone. 21
Prevenzione incendi sui serbatoi di stoccaggio combustibili liquidi. Eventi di questa natura
comportano l’emissione di gas tossici a bassa quota.
21
Prevenzione della contaminazione del suolo e delle acque e del rischio di sviluppo
d’incendio, in caso di guasto sui trasformatori con rottura dell’involucro di contenimento
dell’olio dielettrico.
21
Possibile modifica della distribuzione e composizione della ittiofauna a causa del salto
trasversale realizzato sul fiume Timia per assicurare l’afflusso continuo dell’acqua
all’opera di presa.
21
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Emissioni in aria
I fumi prodotti dalla combustione dei combustibili fossili (carbone, olio e gas
naturale) contengono anidride carbonica (CO2), biossido di zolfo (o anidride
solforosa SO2), ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO) e polveri.
L’anidride carbonica (CO2) deriva dal carbonio del combustibile, che è l’elemento
chimico principale di tutti i combustibili fossili, il biossido di zolfo deriva dallo
zolfo contenuto nel carbone e nel gasolio. Gli ossidi di azoto derivano dalla
combinazione con l’ossigeno contenuto nell’aria dell’azoto di natura organica
presente nei combustibili solidi e liquidi e dell’azoto molecolare (N2) contenuto
nell’aria che si spezza in azoto atomico (N) a causa della temperatura della
fiamma. La quantità di ossidi presenti nei fumi dipende quindi essenzialmente
dalla temperatura raggiunta dalle fiamme durante la combustione. Le polveri
provengono principalmente dalle sostanze minerali presenti nel combustibile
(ceneri) e in piccola parte da particelle incombuste; sono inoltre presenti in
tracce minime quantità di IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici).
I valori di emissione autorizzati sono quelli riassunti in tabella 2.
Tabella 2
Valori limite applicabili alle emissioni
espressi come valori medi mensili e riferiti ai fumi secchi con ossigeno al 6%
Inquinante
Biossido di zolfo SO2
Ossidi di azoto NOx
Monossido di carbonio CO
Polveri
2007
mg/Nm3
2008
mg/Nm3
1700
650
250
50
1600
600
250
50
I limiti sono quelli previsti dal D.Lgs. Governo n. 152 del 03/04/2006 allegato II.
Emissioni di anidride carbonica
La CO2 proviene dalla reazione del carbonio contenuto nel combustibile con
ossigeno dell’aria, pertanto le quantità emesse dipendono dalla quantità di
carbonio bruciata, vale a dire dalla quantità e dalla composizione chimica dei
combustibili. Con la Decisione 2002/358/CE del Consiglio del 25 aprile 2002 la
Comunità Europea ha ratificato il Protocollo di Kyoto allegato alla Convenzione
Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, che ha l’obiettivo di
stabilizzare le concentrazioni di gas a effetto serra a un livello tale che escluda
qualsiasi interferenza antropica con il sistema climatico. Con la legge 1° giugno
2002 n. 120 l’Italia ha ratificato il Protocollo di Kyoto impegnandosi a ridurre le
emissioni di CO2, entro il termine del periodo 2008-2012, al 93,5% del totale
emesso nel 1990.
La Direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio istituisce un
sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra nella
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Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
45
Grafico 6
Emissioni di CO2 (t)
Comunità Europea al fine di promuovere la riduzione di dette emissioni secondo
criteri di efficacia dei costi e di efficienza economica. Il campo di applicazione
della Direttiva 2003/87/CE comprende le “Attività Energetiche”, nei quali
parametri identificativi rientra la centrale Pietro Vannucci. La Direttiva
2003/87/CE impone che ogni impianto rientrante nel suo campo di applicazione
si munisca di autorizzazione per l’emissione di CO2 entro il 1° gennaio 2005;
inoltre, individua nel biossido di carbonio l’unico gas serra di cui, in questa prima
fase, occorrerà monitorare le emissioni e fornirne comunicazione all’Autorità
competente. È specificato che ogni Stato membro definisca un piano nazionale
di assegnazione di quote di anidride carbonica. Detto piano attribuisce il valore
limite di emissioni per singolo stabilimento produttivo, superato il quale ogni
ulteriore tonnellata di CO2 emessa dall’impianto deve essere restituita mediante
uno dei meccanismi previsti dalla Direttiva 2003/87/CE. Le emissioni prodotte da
combustione e da processi devono essere monitorate e comunicate all’Autorità
competente secondo le linee guida della Decisione della Commissione Europea
C(2004) 130 del 29 gennaio 2004 le cui disposizioni di attuazione in Italia sono
state emanate in allegato al DEC/RAS/854/05 del 1° luglio 2005. Tali disposizioni
vanno applicate a partire dal 29 settembre 2005. La centrale Pietro Vannucci ha
adottato la metodologia di calcolo sia per il monitoraggio delle emissioni di CO2
da combustione che da processo.
Nel grafico 6 sono riportate le emissioni totali di CO2 espresse in tonnellate
e quelle specifiche in mg/kWh relative al periodo 2003-2006.
La quantità di CO2 emessa è proporzionale alla quantità di energia prodotta.
Grafico 7
Emissioni di SO2 (t)
Emissioni di biossido di zolfo
Il biossido di zolfo (SO2) presente nelle emissioni deriva dall’ossidazione dello
zolfo contenuto nel combustibile. Il processo produttivo della centrale Pietro
Vannucci prevede una specifica procedura di controllo del contenuto di zolfo nel
carbone onde mantenere i livelli di emissione nei parametri. Il carbone utilizzato
presenta normalmente valori che oscillano da 0,5 a 0,8 % di S (MTD).
Tale contenuto di zolfo nel carbone viene determinato in partenza dal fornitore
e certificato all’arrivo da un ispettore indipendente. Queste informazioni
permettono di prevedere le emissioni di SO2 prima della combustione.
Nel grafico 7 sono riportate le emissioni totali di SO2 espresse in tonnellate
e quelle specifiche in mg/kWh relative al periodo 2003-2006.
46
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Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Grafico 8
Emissioni di NOX
Emissioni di ossidi di azoto
Le emissioni degli ossidi di azoto (NO ed NO2) sono dovute dall’ossidazione
dell’azoto atomico (N) che è legato alle sostanze organiche presenti nel
combustibile ed all’ossidazione dell’azoto atmosferico (N2) introdotto con l’aria
comburente (questa ossidazione è possibile solo ad elevate temperature,
praticamente solo nei punti più caldi della fiamma dove l’azoto molecolare N2
viene spezzato come azoto atomico N).
Per limitare l’emissione di questo inquinante sono stati installati appositi
bruciatori che permettono di bruciare a basse temperature (MTD) che limitano la
dissociazione delle molecole di N2. Ciò consente comunque di prevenire in parte
la formazione degli ossidi di azoto e di rispettare il valore limite prescritto di 650
mg/Nm3. Nel grafico 8 sono riportate le emissioni totali di NOx espresse in
tonnellate e quelle specifiche in g/kWh relative al periodo 2003-2006.
Grafico 9
Emissioni di polveri
Emissioni di polveri
Le frazioni minerali presenti nel carbone ed altre sostanze incombustibili quali
i metalli si aggregano per formare le ceneri. Le aggregazioni di maggiori
dimensioni si depositano nelle tramogge sul fondo delle caldaie e dei condotti
fumi, le aggregazioni più leggere sono trascinate dai fumi. Per contenere le
emissioni al di sotto dei 50 mg/Nm3 consentiti dalla legge occorre un efficace
sistema di abbattimento. Nell’impianto di Bastardo sono installati precipitatori
elettrostatici (MTD) la cui efficienza di captazione assicura livelli emissivi usuali
tra i 20 e i 30 mg/Nm³.
Nel grafico 9 sono riportate le emissioni totali di polveri espresse in tonnellate e
quelle specifiche in g/kWh relative al periodo 2003-2006.
Emissioni di monossido di carbonio
Com’è noto la presenza di monossido di carbonio è sempre indice di una
combustione incompleta. Infatti il carbonio durante la combustione in presenza
di ossigeno si combina per formare l’anidride carbonica (CO2). Per varie ragioni
nella camera di combustione si possono creare zone ristrette dove la reazione
non è completa, pertanto nei fumi emessi c’è presenza di piccole quantità
residuali di monossido. Ciò si traduce in una perdita di calore, cioè in una
perdita economica importante. La misura in continuo di tale parametro ed i
sistemi di regolazione della combustione assicurano sempre i valori più bassi
possibili. I valori di emissione sono sempre molto al di sotto del valore limite
consentito. Il contenuto di CO nei fumi è misurato in continuo proprio come
indicatore della qualità della combustione. I valori riscontrati normalmente sono
ben al di sotto del limite medio mensile autorizzato che è pari a 250 mg/Nm³.
Enel
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Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
47
Immissioni al suolo e monitoraggio della qualità dell’aria
Le immissioni sono la parte delle emissioni complessive di tutte le fonti emissive
dell’area d’insediamento dell’impianto che interessano direttamente gli ambienti
di vita, in prossimità del suolo.
Per quanto riguarda il contributo della centrale si tratta di inquinanti provenienti
dalle emissioni al camino che ristagnando nell’atmosfera. In particolari condizioni
meteoclimatiche (alta pressione in situazioni di blocco anticiclonico) possono
potenzialmente diffondere verso il basso in quantità significative, interessando
aree allargate rispetto all’impianto; oppure si tratta di emissioni a bassa quota
provenienti direttamente dal processo e dalle strutture di servizio, che
interessano solo l’intorno dell’impianto.
L’entità delle immissioni al suolo è disciplinata da precise disposizioni di legge
che fissano, sulla base di Direttive comunitarie, gli standard che devono essere
rispettati per assicurare la qualità dell’aria.
La qualità dell’aria deve essere monitorata in continuo considerando tutte le
fonti emissive e seguendo precise disposizioni tecniche di legge per le misure
e il trattamento dei dati rilevati. L’indice quantitativo basso (valore 0) associato
ai fattori d’impatto che incidono sulla qualità dell’aria deriva proprio dai risultati
del monitoraggio continuo della qualità dell’aria, nel territorio che contorna
l’impianto.
Monitoraggio della qualità dell’aria
Figura 12
Dislocazione postazioni della rete RQA
Nell’intorno della centrale è stata realizzata una rete di monitoraggio della
qualità dell’aria entrata in servizio nel 1994, successivamente (settembre 1999 settembre 2000) riconfigurata per adeguarla ai disposti del DM 20/05/1991
"Criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità dell'aria". Sulla base dei dati
rilevati si è deciso, di concerto con la Regione Umbria e i comuni interessati,
di ridurre le postazioni dalle sei iniziali alle quattro attuali. I dati orari rilevati
dalla rete vengono validati e resi disponibili all’Autorità di controllo.
La presenza di una rete di monitoraggio e le disposizioni legislative riguardanti la
gestione di episodi acuti di inquinamento atmosferico (DM 2 aprile 2002, n. 60)
consentono alle Autorità competenti, dopo aver fissato opportune soglie di
attenzione e di allarme, di prevenire il superamento degli standard di qualità.
La rete di rilevamento attuale è costituita da 4 postazioni dislocate come in
figura 12.
48
Enel
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Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Le misure effettuate sono:
• Postazioni di Bastardo, Gualdo Cattaneo e Pozzo (n. 1-2-3) sono dotate della
strumentazione di misura di SO2, NO/NO2/NOx, PTS
• Postazione di Collesecco (n. 4) dotata della strumentazione di misura dell’SO2
• Postazione meteo di centrale al suolo e in quota per la raccolta di tutti i dati
meteorologici di riferimento.
Tutti i dati provenienti dalle postazioni della rete sono acquisiti da un sistema di
elaborazione e memorizzazione dati installato all’interno della centrale Pietro
Vannucci, capace anche di effettuare attività diagnostiche sullo stato di
funzionamento delle varie apparecchiature.
I dati del monitoraggio vengono inviati settimanalmente all’ARPA competente.
Scarichi idrici
Tutti i reflui di centrale confluiscono nel torrente Puglia in tre distinti punti di
scarico. Le quantità medie giornaliere scaricate sono: 2.400 m3 dalla scarico
n. 1; 60 m3 dallo scarico n. 2. Lo scarico n. 3 è uno scarico di emergenza
che viene utilizzato dopo preventiva comunicazione alle Autorità competenti.
L’apporto principale dello scarico n.1, circa il 70%, è costituito dallo spurgo delle
torri refrigeranti, vale a dire di acqua di fiume scaricata in modo controllato, per
evitare la concentrazione salina nel circuito di raffreddamento ed il rispetto dei
limiti previsti dall’autorizzazione (vedi grafico 9). Le piogge incidono per circa il
13%, i servizi igienici per circa l’1%, l’apporto restante proviene dal trattamento
di depurazione delle acque impiegate per lavaggi ed altri usi nel processo.
Il sistema fognario di raccolta separa le acque industriali provenienti dal ciclo,
Grafico 10
Acqua torri di raffreddamento
o scaricate
Enel
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Grafico 11
Acque reflue trattate
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le acque di natura domestica e le acque meteoriche. Le acque meteoriche
provenienti da aree d’impianto nelle quali sono presenti sostanze inquinanti,
ad esempio le aree di stoccaggio dei combustibili liquidi e le aree del parco
carbone, sono raccolte ed inviate all’impianto di trattamento chimico-fisico.
Tutte le acque, prima di raggiungere l’apposito scarico, attraversano una vasca
di disoleazione che in caso di emergenza può essere intercettata.
Nel 2006 la quantità di acqua trattata è aumentata notevolmente per l’intensa
attività di bagnatura dei cumuli di carbone, lavaggi dei camion del carbone,
lavaggio camion ceneri e piazzali circostanti.
Controllo degli scarichi
Al fine di assicurare il rispetto dei valori limiti di scarico autorizzati, coincidenti
con quelli stabiliti dal D.Lgs. 152/06, il reparto chimico d’impianto esegue, sulla
base di una specifica procedura operativa del Sistema di Gestione Ambientale,
controlli sistematici sui punti finali di scarico.
Nella tabella 3 sono riportate le concentrazioni medie annue rilevate per le
diverse sostanze da tenere sotto controllo, confrontate con i limiti di legge,
e le quantità annue scaricate.
Tabella 3
Valori medi annui rilevati dalle analisi
Parametri fisici
e chimici
Solidi sospesi totali
C.O.D.
Alluminio
Arsenico
Cadmio
Cromo tot.
Ferro
Mercurio
Nichel
Piombo
Rame
Zinco
Azoto ammoniacale
Azoto nitroso
Azoto nitrico
Fosforo tot.
Manganese
Cloro attivo
Cloruri
valori di pH
50
Valori limite
di legge
mg/l
2003
mg/l
kg/anno
80
160
1
0.05
0.02
0.02
2
0.005
2
0.02
0,100
0.05
15
0.06
20
10
2
0.02
1.200
27,600
21,160
n.r.
n.r.
0,002
0,011
0,469
n.r.
0,013
0,011
0,066
0,020
0,230
0,050
6,860
1,300
n.r.
0,010
110,300
29.673
22.749
n.r.
n.r.
2
11
504
n.r.
14
12
71
22
247
54
7.375
1398
n.r.
11
118.585
5.5-9.5
8,200
Enel
Valori rilevati
2004
mg/l
kg/anno
48,400
23,200
n.r.
n.r.
0,002
0,009
0,390
n.r.
0,014
0,010
0,049
0,034
0,740
0,054
9,094
1,408
n.r.
0,010
122,200
63.258
30.322
n.r.
n.r.
3
12
509
n.r.
18
14
64
44
967
71
11.886
1.840
n.r.
13
159.714
8,180
Dichiarazione ambientale 2007
2005
mg/l kg/anno
37,500
33,333
0,014
0,004
0,002
0,006
0,290
<0,00001
0,017
0,010
0,042
0,034
0,670
0,078
10,333
2,085
0,021
0,010
102,500
47.857
42.539
18
5
3
8
370
n.r.
22
13
54
43
855
100
13.187
2.661
27
13
130.809
2006
mg/l
kg/anno
53,000
22,000
0,012
0,007
0,001
0,008
1,28
0,003
0,011
0,006
0,049
0,078
0,850
0,080
9,075
1,395
0,007
0,010
81,000
66.593
27.642
15
9
1
10
1.603
4
13
7
61
98
1.068
101
11.402
1.753
9
13
101.774
8,220
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
8,150
Gestione rifiuti
La gestione dei rifiuti è organizzata in modo da ridurre i rischi per il personale e
per l’ambiente. Le ceneri sono raccolte nelle tramogge dell’impianto e trasferite
ai silos con impianto pneumatico in depressione. Lo scarico su camion avviene
con dispositivi atti a ridurre drasticamente fughe di polveri. La raccolta dei
materiali di scarto avviene in modo differenziato in prossimità dei punti di
produzione delle officine, del magazzino e presso i luoghi di lavoro. Le aree di
stoccaggio temporaneo sono dotate di pavimentazione impermeabile e le acque
meteoriche drenate da queste aree sono inviate all’impianto di trattamento.
L’impianto è stato anche autorizzato per lo stoccaggio preliminare di amianto,
materiale contaminato da sostanze pericolose e accumulatori al piombo e al
Ni/Cd. Nell’ambito del Sistema di Gestione Ambientale per la gestione dei rifiuti
è stata adottata una specifica procedura operativa.
Di seguito nelle tabelle 4 e 5 si riportano le tipologie e le quantità in tonnellate
di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi prodotti negli ultimi quattro anni.
Tabella 4
Produzione di rifiuti speciali non pericolosi
Denominazione
Codice CER
Tipologia
2003
2004
2005
2006
Imballaggi in plastica
Fanghi dal trattamento acque reflue industriali
Ceneri pesanti
Ceneri leggere
Rifiuti dell'immagazzinamento e della produzione
del combustibile delle centrali termoelettriche
a carbone
Demolizione autoveicoli
Fanghi di serbatoi settici
Imballaggi in legno
Assorbenti, materiali filtranti, stracci,
indumenti protettivi
Rivestimenti e materiali refrattari provenienti
da lavorazioni non metallurgiche, diversi
da quelli di cui alla voce 161105
Materiali da costruzione contenenti amianto
Rame, bronzo ed ottone
Plastica
Ferro e acciaio
Cavi, diversi da quelli di cui alla voce 170410
Terra e rocce
Materiali isolanti diversi da quelli
di cui alle voci 170601 e 170603
Rifiuti misti dell'attività di costruzione
e demolizione, diversi da quelli di cui
alle voci 170901, 170902 e 170903
Imballaggi in plastica (toner)
Apparecchiature fuori uso, diverse da quelle
di cui alle voci da 160209 a 160213
150102
100121
100101
100102
n.p.
n.p.
n.p.
n.p.
0,21
500,00
0,00
52.000,00
0,077
404,60
0,00
38.986,76
0,04
399,70
0,00
29.174,24
0
307,78
0,00
32.148,36
100125
160208
200304
150103
n.p.
n.p.
n.p.
n.p.
82,44
0,00
3,52
6,70
0,00
0,00
6,00
7,50
0,00
0,00
8,88
6,96
0,00
0,00
14,06
2,04
150203
n.p.
0,25
0,52
0,44
5,14
161106
170605
170401
170203
170405
170411
170501
n.p.
n.p.
n.p.
n.p.
n.p.
n.p.
n.p.
0,00
150,00
0,00
6,36
120,00
0,16
0,00
1,66
148,56
0,00
8,89
79,02
0,46
0,00
0,00
0,00
4,62
82,495
0,22
0,00
0,00
0,00
3,84
26,215
0,00
170604
n.p.
30,68
4,48
10,40
10,20
170904
080318
n.p.
n.p.
10,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,04
160214
n.p.
0,00
52.910,32
0,50
39.649,03
0,58
29.688,58
29,30
32.546,98
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
51
Ceneri del carbone
Si tratta del rifiuto prodotto in maggiore quantità. Le ceneri derivano dalle
sostanze incombustibili (minerali inerti, metalli, ecc.) contenute nei carboni
attualmente utilizzati da Enel in percentuali che variano dal 5 al 15% in peso.
Ciò significa che con un consumo di circa 400.000 tonnellate anno di carbone
le ceneri annualmente prodotte si aggirano mediamente intorno alle 20.000 a
60.000 tonnellate.
Le ceneri del carbone hanno una composizione simile a quella delle pozzolane
naturali che sono impiegate per la preparazione del cemento. Il potere
aggregante che questi materiali, pozzolane o ceneri, conferiscono al cemento
è dovuto ai silicoalluminati che nelle ceneri sono presenti in quantità di circa
l’80%. Ciò rende le ceneri idonee anche come sostitutivo del cemento nella
preparazione dei calcestruzzi.
Attualmente tutte le ceneri prodotte sono tutte destinate al recupero
nell’industria del cemento e del calcestruzzo. L’avvio al recupero avviene
praticamente in modo contestuale alla produzione.
Fanghi
Derivano dagli impianti di trattamento delle acque reflue di centrale. Il rifiuto è
classificato non pericoloso. I fanghi sono avviati al riutilizzo, nell’industria dei
cementifici e per la produzione di laterizi. In parte vengono avviati allo
smaltimento in apposita discarica autorizzata.
Altri rifiuti speciali pericolosi
Costituiti principalmente da oli esausti, batterie e accumulatori al piombo
esauriti, sono inviati ai rispettivi Consorzi. Altri rifiuti pericolosi, in piccole
quantità, sono derivanti dalla sostituzione delle lampade di illuminazione
(tubi fluorescenti) e dalla pulizia dei serbatoi di stoccaggio combustibili liquidi.
Altri rifiuti speciali non pericolosi
Costituiti principalmente da ferro-acciaio, legno, cavi, carta e cartone, materiali
metallici, sono tutti avviati a recupero per mezzo di imprese autorizzate.
Altri rifiuti, costituiti da assorbenti, materiali filtranti e materiali isolanti,
sono avviati a discariche autorizzate.
52
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Tabella 5
Produzione di rifiuti speciali pericolosi
Denominazione
Codice CER
Olio contaminato da PCB
Oli isolanti
Oli isolanti esausti
Fanghi prodotti dal trattamento in loco degli
effluenti, contenenti sostanze pericolose
Cere e grassi esauriti
Emulsioni e soluzioni per macchinari
contenenti alogeni
Rifiuti contenenti oli
Detergente alcalino per pezzi meccanici
Altri oli da motori, trasmissioni ed ingranaggi
Altri oli motore, ingranaggi e lubrificazione
Altri rifiuti oleosi non specificati altrimenti
Altri solventi e miscele di solventi
Imballaggi contenenti residui di sostanze
pericolose o contaminati da tali sostanze
Trasformatori e condensatori contenenti PCB
Accumulatori al Ni/Cd
Accumulatori al piombo
Materiali isolanti contenenti amianto
Altri materiali isolanti contenenti o costituiti
da sostanze pericolose
Assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri
dell'olio non specificati altrimenti), stracci
e indumenti protettivi, contaminati da
sostanze pericolose
Liquido antigelo contenente sostanze pericolose
Resine a scambio ionico saturate o esauste
Tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti
mercurio
Grafico 12
Produzione dei rifiuti
Tipologia
2003
2004
2005
2006
130301
130305
130310
p
P
p
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
24,00
0,00
0,00
8,00
100120
120112
p
p
3,06
0,00
0,00
2,64
0,00
0,20
0,00
0,00
120108
160708
070601
130203
130208
130601
140603
p
P
P
P
p
P
p
0,00
0,00
0,00
0,14
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
1,30
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
1,00
4,70
0,00
0,00
0,76
2.845
0,54
0,00
3,86
0,00
0,54
150110
160209
160602
160601
170601
p
p
P
P
p
0,32
15,48
0,00
0,30
0,920
0,00
7,66
1,10
0,00
0,00
0,00
0,00
2,780
14,00
1,840
0,00
3,748
170603
p
10,58
0,00
0,00
0,00
150202
160114
190806
p
p
p
0,30
0,00
0,00
0,20
0,84
0,00
1,92
0,88
3,16
0,60
0,08
0,00
200121
p
0,20
31,30
0,155
15,58
0,116
52,92
0,200
2.863,73
Nei seguenti grafici sono riportati dati relativi alla produzione specifica di rifiuti
(g/kWh) e le percentuali di rifiuti recuperati.
La diminuzione della produzione dei rifiuti non pericolosi è dovuta
principalmente all’utilizzo di carboni a basso contenuto di cenere.
Nel 2006 la produzione dei rifiuti pericolosi è aumentata per le attività
di bonifica effettuate (dismissione serbatoi OCD).
Grafico 13
% rifiuti recuperati
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
53
Uso e contaminazione del suolo
Tutta l’attività produttiva si svolge nell’area recintata dell’impianto di circa 16 ha.
I sistemi di contenimento (bacini, vasche trappola, ecc.) e la pavimentazione con
canalette di convogliamento presenti nelle aree d’impianto dove sono presenti
o si movimentato sostanze inquinanti garantiscono una adeguata protezione del
suolo e del sottosuolo
Drenaggio delle acque che interessano il parco carbone
Attorno al perimetro del parco carbone, per la raccolta del percolato, sono
presenti delle apposite canalette. Una parte consistente delle acque viene
riutilizzata per l’innaffiamento ai fini antispolvero del carbone. Il fondo del
carbonile è strutturato per favorire il deflusso dei reflui delle acque piovane verso
i punti di raccolta e trattamento.
Drenaggio delle acque dalle aree di stoccaggio dell’olio
combustibile denso (OCD) e del gasolio
I serbatoi di olio combustibile (OCD) sono completamente vuoti e bonificati ed è
in programma la demolizione di alcuni di essi. I serbatoi di gasolio sono confinati
all’interno di bacini di contenimento pavimentati. Il fondo dei bacini in lastroni di
cemento è in buono stato. I bacini sono collegati al resto dell’impianto
attraverso il sistema di raccolta e drenaggio delle acque meteoriche.
Queste acque sono convogliate al sistema di disoleazione a vasche trappola.
Il gasolio è impiegato in produzione per il diesel d’emergenza, le torce pilota di
caldaia, per le macchine operative di movimentazione carbone e per l’impianto
anticendio. Il gasolio viene approvvigionato esclusivamente mediante autobotti
e stoccato in appositi serbatoi. Le aree di movimentazione sono pavimentate
e viene fatto uso di recipienti di raccolta per la prevenzione da sversamenti.
Sistemi per prevenire le perdite di olio lubrificante e isolante
dai macchinari e durante le operazioni di rabbocco
I macchinari sono posti su superfici pavimentate e le eventuali perdite
confluiscono in apposite vasche di raccolta o verso l’impianto di trattamento
delle acque dal sistema fognario di centrale. L’olio lubrificante nuovo è
conservato in fusti presso un’area appositamente attrezzata. Gli oli esausti sono
stoccati in un serbatoio ubicato all’interno dei bacini di contenimento dell’olio
combustibile.
54
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Sistemi per prevenire le perdite di additivi chimici utilizzati nel
processo.
Gli additivi di processo sono essenzialmente dei reagenti chimici per il
trattamento delle acque, quali acido solforico, idrato di idrazina, ipoclorito di
sodio, calce idrata, cloruro ferrico, ecc. e sono contenuti in appositi serbatoi
all’interno di vasche di contenimento impermeabilizzate.
Prevenzione delle perdite dai sistemi di raccolta e trattamento
delle acque reflue
È mantenuto un programma di controllo sistematico della tenuta dei manufatti.
Utilizzo di risorse ed energia
Grafico 14
Consumi di carbone e calore
utilizzato
Uso del carbone
Si tratta di carbone estero proveniente da vari P aesi, al momento
prevalentemente da Indonesia, Russia, Colombia e Australia.
I consumi e il potere calorifico negli anni più recenti sono riportati nel grafico 14.
L’andamento dei consumi segue la richiesta della produzione di energia.
Impiego di gasolio
Il gasolio viene utilizzato come combustibile sia in situazioni di avviamento unità
da freddo che di supporto in situazioni di esercizio particolari. Inoltre un
modesto utilizzo si ha in emergenza per il funzionamento dei diesel del gruppo
elettrogeno e della motopompa antincendio.
Il gasolio per macchine operatrici è reso disponibile attraverso un’apposita
colonnina di distribuzione.
Grafico 15
Consumi di gasolio
Dal 2003, il gasolio da riscaldamento è stato sostituito con il metano.
Consumo di energia elettrica per i servizi ausiliari di centrale
Tabella 6
Consumi di energia elettrica per i servizi ausiliari d'impianto
Anno
2003
2004
2005
2006
Produzione GWh
Consumo interno GWh
Prelievi dalla rete GWh
Immessa in rete GWh
1.062
118
5
944
1.211
132
2
1.079
1.069
123
3
946
1.161
131
28
1.030
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
55
Grafico 16
Rendimento energetico e consumo
specifico
Efficienza energetica del ciclo produttivo
L’efficienza energetica si riassume in maniera semplice e completa attraverso un
unico parametro: il consumo di calore necessario per immettere in rete 1 kWh.
Tale parametro, denominato Consumo specifico netto (Csn), è espresso in
kcal/kWh. A parità di combustibile per un dato impianto il Csn varia al variare
dell’assetto, dello stato manutentivo, nonché da varibili esterne quali la
temperatura dell’acqua di raffreddamento e dell’aria. Il Consumo specifico netto
reale medio annuo si aggira fra 2.520 e 2.560 kCal/kWh.
Negli ultimi due anni il consumo specifico, anche se in maniera contenuta, è
aumentato: questo perchè gli impianti sono chiamati a produrre in condizioni
non ottimali.
Fornitura di calore per la florovivaistica
Il calore contenuto nelle acque di condensazione è utilizzato in parte per il
riscaldamento di serre, 800 m3/h circa. Il salto termico sfruttabile, di circa 10 °C,
consente una notevole riduzione delle quantità di combustibili da utilizzare per
riscaldare le serre nel periodo invernale (gestione di terzi).
Uso dell'acqua a fini produttivi
L’acqua per il raffreddamento dei macchinari e per la produzione di acqua
demineralizzata viene attinta da un’opera di presa sul fiume Timia (Loc. Bevagna,
PG). Tramite una stazione di pompaggio (portata max 260 l/s) viene trasferita in
centrale per mezzo di un acquedotto di derivazione lungo circa m 7.500.
L’acqua giunge alla vasca di carico, sita nel comune di Gualdo Cattaneo in grado
di contenerne m3 4.200. Il sistema di raffreddamento a ciclo chiuso permette di
ridurre i consumi del 30% (MTD).
L’acqua per i servizi di processo viene anche prelevata da pozzi presenti in
centrale. L’acqua potabile viene invece derivata dall’acquedotto del comune di
Gualdo Cattaneo.
Il consumo di acque è tenuto sotto controllo tramite un bilancio idrico
aggiornato trimestralmente.
56
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Grafico 17
Prelievo acqua
Grafico 18
Acqua raffreddamento
Utilizzo di materiali e prodotti chimici per il processo e per i servizi
Come additivi di processo e per le attività di servizio (trattamento delle acque e
manutenzione) si utilizzano materiali e prodotti chimici. L’utilizzo di queste
sostanze avviene secondo procedure prefissate.
Tabella 7
Consumo reagenti trattamento acqua
Anno
2003
2004
2005
2006
t
t
t
t
t
t
t
t
t
t
949
600,0
160
70
2
12
4
75
1,2
25
1.077
713,9
185,1
73,2
1,2
11,88
2,33
62,5
0,7
26,0
793
565
105,94
58
0
12,14
4
28,4
0
20
948
588
140
49
1,5
24
1
112
2,64
29,68
Anno
2003
2004
2005
2006
kg
kg
kg
640
240
400
5.600
4.500
400
700
419
119,00
300
6.271
5.310
540,0
421,0
912
42
870
7.338
6.416
379
543
300
0
300
11.041
10.104
363
574
Principali Reagenti
trattamento acque - totale
Acido Solforico
Soda caustica
Calce idrata
Polielettrolita
Cloruro ferrico
Idrato di idrazina
Ipoclorito di sodio
Additivo ciclo chiuso
Additivo acqua di raffreddamento
Tabella 8
Consumo di sostanze gassose
Gas liquefatti
Acetilene bombole
CO2 bombole
Gas compressi
Idrogeno
Azoto
Ossigeno tecnico
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
m3
m3
m3
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
57
L’idrogeno è impiegato come fluido di raffreddamento degli alternatori per le
sue proprietà di buon conduttore termico. L’anidride carbonica viene impiegata
come gas inerte di “spiazzamento” dell’idrogeno nelle fasi di riempimento e
svuotamento dell’alternatore. È inoltre presente come estinguente in molti
estintori, sia fissi che mobili. L’ossigeno e l’acetilene sono utilizzati per la
saldatura. Si utilizzano inoltre gas puri per le analisi di laboratorio. Tutti i gas
sono depositati in box costruiti secondo le norme di sicurezza applicabili.
Uso di oli lubrificanti e di comando
Le quantità utilizzate e stoccate sono legate alle esigenze di funzionamento
dei macchinari. Sia il deposito che le parti d’impianto interessate sono dotate
di specifico sistema antincendio.
Tabella 9
Quantità di olio impiegate sull’impianto
Impianto
Stoccaggio
Quantità (q)
Turbina unità 1
Turbina unità 2
Magazzino
Dep. movimentazione oli
Totale
Cassa olio+bauser
Cassa olio+bauser
Fusti da 180
Fusti da 180 kg + secchi da 18 kg
130
130
75
10
345
Uso di oli dielettrici
L’olio dielettrico è prevalentemente contenuto nei trasformatori elettrici.
La sostituzione dell’olio è un intervento poco frequente e le quantità rabboccate
sono modeste rispetto alle quantità impiegate.
Tabella 10
Olio dielettrico impiegato
Impianto
Trasformatore
Trasformatore
Trasformatore
Trasformatore
Trasformatore
Trasformatore
Totale
quantità (kg)
di macchina M1
di macchina M2
servizi aux. 1
servizi aux. 2
di emergenza STE1
di emergenza STE2
20.000
20.000
5.000
5.000
21.000
21.000
92.000
Uso di esafloruro di zolfo
L'esafloruro di zolfo è utilizzato per le sue elevate proprietà dielettriche in alcune
apparecchiature (interruttori, quadri elettrici, ecc ). La tabella seguente riporta le
quantità per ciascun impiego.
58
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Tabella 11
Esafloruro di zolfo impiegato
Apparecchiatura
(kg)
Bombole
Apparecchiature in servizio
Apparecchiature non in servizio
Totale
64
90,1
2,8
156,9
Queste apparecchiature in genere richiedono rare integrazioni di gas.
Questioni locali
Prevenzione della dispersione delle polveri di carbone
Il carbone arriva in centrale in casse mobili chiuse da teli e trasportate da
autocarri. All’interno del parco carbone di centrale le casse vengono scaricate
per rovesciamento. Le motopale provvedono a formare i cumuli di stoccaggio.
Dal deposito, che ha una capacità nominale di 100.000 t, il carbone viene
ripreso e messo su nastri trasportatori fino ai silos di alimentazione dei mulini.
Durante il percorso viene sottoposto all’azione di un elettromagnete per la
separazione dei componenti ferrosi e all’azione di un vibrovaglio per la
separazione delle pietre. Le apparecchiature sono dotate di un involucro di
chiusura e mantenute in depressione. Per contenere le emissioni di polveri il
carbone viene umidificato nei periodi molto caldi o ventosi con appositi
irroratori. Un impianto di lavaggio automatizzato degli autocarri impedisce il
trasporto involontario di polveri nelle vie esterne.
Prevenzione della dispersione delle ceneri da carbone
La cenere captata dagli elettrofiltri viene estratta pneumaticamente e trasferita ai
due sili finali (uno per gruppo).
I sistemi pneumatici, essendo in depressione, evitano qualsiasi dispersione
nell'ambiente circostante. L’aria utilizzata, prima di essere restituita all’atmosfera
viene trattata in filtri a manica che consentono valori di emissione inferiore a
10mg/Nm3 di polveri. Lo scarico delle ceneri nei camion con silos a “siluro”o a
“cipolla” avviene tramite proboscide dotata di sistemi di trattenuta ceneri e
recupero sfiato da serbatoio, tali da evitare rilasci all’esterno.
Prevenzione della dispersione di fibre di amianto
L’amianto non è più utilizzato come coibente. Nelle tubazioni in cui è ancora
presente viene costantemente monitorato seguendo una procedura denominata
Enel INDEX, la cui validità è riconosciuta dagli enti preposti.
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
59
Dal 1990 è iniziata una progressiva riduzione dei quantitativi di materiali
pericolosi presenti con l’obiettivo della completa eliminazione. Gli interventi
vengono affidati a ditte specializzate, che operano sulla base di un piano di
lavoro approvato dalla ASL competente.
Le coperture in eternit sono state o rimosse o rivestite con apposite vernici
fissative.
Prevenzione della dispersione di PCB
I trasformatori contenenti oli dielettrici con PCB sono costantemente monitorati
per prevenire qualsiasi tipo di inquinamento.
Ad oggi è stato dimesso il 77% dei trasformatori censiti nell’ultima denuncia, il
restante 23% e in programma di dismissione entro i primi mesi del 2008.
Emissioni sonore
La centrale Pietro Vannucci è stata oggetto negli anni ‘95-’96 di importanti
opere di insonorizzazione mirate al contenimento del rumore esterno entro
i limiti ammessi dalla legge.
Periodicamente sono svolte da unità specialistiche campagne di misura
per rilevare il clima acustico intorno all’impianto.
I risultati (2004) sono indicati nella tabella 12:
Tabella 12
Dati rilevazione del clima acustico (2004)
Punti di misura
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
P
60
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
Enel
Diurno Notturno
48,3
51,3
47,9
50,5
47,0
45,9
50,2
59,1
45,0
48,0
43,2
50,3
48,3
Dichiarazione ambientale 2007
51,3
48,5
48,7
57,7
43,8
40,8
52,8
47,5
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Impatto visivo
L’elemento di spicco risulta essere la ciminiera costituita da una struttura a
traliccio che sostiene due tubi del diametro di 3 m. La struttura si presenta
complessivamente snella ed affilata. Le altre strutture impiantistiche (caldaie e
silos) costituiscono poli visuali di minor importanza. Il pennacchio dei fumi dalla
ciminiera è impercettibile nelle normali condizioni di esercizio; la visibilità è
limitata ai transitori di avviamento da freddo. Nel periodo invernale è evidente il
flusso di umidità rilasciato dalle torri evaporative. Nel complesso tale sito ben si
integra nel paesaggio della vallata.
Foto 14
Vista d’insieme delle apparecchiature d’impianto
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
61
Aspetti ambientali indiretti
Tabella 13
Riepilogo degli aspetti ambientali indiretti valutati significativi
Categoria
Localizzazione impatti
QUESTIONI LOCALI
Tracciato linea elettrica
E TRASPORTI (RUMORE, di proprietà Terna
ODORI, POLVERE,
IMPATTO VISIVO, ECC.) Area degli impianti
Descrizione degli aspetti
IR
Esposizione della popolazione ai campi elettrici e magnetici a bassa frequenza lungo
le linee ad alta tensione per il trasporto dell’energia energia elettrica prodotta
collegate alla centrale
12
Esposizione della popolazione alla emissione di onde elettromagnetiche da impianti di
telecomunicazione
22
Prevenzione della dispersione di polveri durante il trasporto ferroviario del carbone
dal porto di Ancona alla stazione di Foligno, e su gomma dalla stazione alla centrale 20
Prevenzione della dispersione di polveri durante lo scarico delle navi carboniere e
trasferimento a mezzo nastro nel deposito Enel all’interno del porto di Ancona
11
Incidenza sui flussi di traffico (intasamenti, rumore, emissioni) delle merci e delle persone
da e per la centrale
22
Linea FF.SS. Ancona Foligno e strade locali
Area portuale Ancona
Viabilità locale
Gli aspetti indiretti sono quelli per i quali l’autonomia gestionale dell’Unità di
Business di Bastardo risulta essere solo parziale. Gli aspetti ambientali indiretti
identificati sono riferibili:
• alle attività svolte da fornitori e appaltatori
• ai campi elettromagnetici generati dalle linee di trasmissione e da installazioni
di teletrasmissione di società terze.
Gestione dei fornitori e appaltatori
Sotto il profilo ambientale, le principali attività dell’impianto che possono
richiedere l’intervento di terzi sono state individuate e le più rilevanti sono di
seguito riportate. Nell’ambito del Sistema di Gestione Ambientale il controllo
delle attività affidate a terzi è regolato dalla procedura “Gestione dei fornitori”,
che si propone di informare i fornitori e gli appaltatori a proposito della Politica
ambientale e della Gestione Ambientale adottata dall’Unità di Business di
Bastardo, di rilevare i criteri di gestione adottati in proprio dai fornitori e dagli
appaltatori che hanno relazioni con la centrale, di comunicare e controllare i
requisiti ambientali delle attività affidate a terzi e di comunicare e controllare i
requisiti ambientali delle forniture di beni e servizi.
Forniture di beni e servizi
Per il monitoraggio e la sorveglianza dei parametri dei processi che hanno
significativa rilevanza ambientale, la centrale ha emesso procedure operative che
definiscono controlli periodici a carico di personale terzo specializzato.
62
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Fornitura di prodotti e sostanze
Gli additivi di processo, ove è possibile, vengono acquistati direttamente dai
produttori. La fornitura avviene impiegando autotrasportatori specializzati e con
mezzi dotati di dispositivi di sicurezza che intervengono in caso di eventi
incidentali. Ogni prodotto è dotato della scheda di sicurezza che viene fornita
dal produttore ogni qual volta subisca delle modifiche e viene comunque
richiesta periodicamente. Nel caso si voglia introdurre una nuova sostanza nel
processo o nelle attività di manutenzione, viene richiesta preventivamente la
scheda di sicurezza e valutata la sua pericolosità prima di procedere all’acquisto,
nell’ottica di una progressiva riduzione delle sostanze pericolose. I fornitori
vengono coinvolti nell’applicazione della procedura sulla ”Gestione delle
sostanze”.
Smaltimento dei rifiuti
I requisiti e i vincoli fissati dalla normativa di settore, per i soggetti terzi coinvolti
nella gestione dei rifiuti prodotti dalla centrale, sono controllati sia
preventivamente in modo documentato sulla base di una procedura del sistema,
sia in fase operativa all’interno della centrale, adottando specifiche misure di
controllo e sorveglianza delle attività. In particolare è possibile una attenzione
indiretta attraverso il controllo della validità delle autorizzazioni. Prima di
conferire i rifiuti si controllano attentamente le autorizzazioni sia del
trasportatore sia dello smaltitore finale o del recuperatore. Si controlla
sistematicamente il ritorno della quarta copia del formulario di identificazione
del rifiuto, che attesta l’arrivo dei rifiuti stessi alla destinazione predeterminata in
fase di conferimento al trasportatore.
Scoibentazioni di parti di impianto e apparecchiature contenenti
materiali contaminati da amianto
Gli appaltatori che eseguono attività di scoibentazione di materiali contenenti
amianto devono rispondere ai requisiti previsti dalla normativa di settore
e operativamente conformarsi alle modalità descritte nella apposita Specifica
Tecnica Enel consolidata a livello nazionale. Debbono inoltre notificare allo SPSAL
competente il Piano di lavoro.
Attività di costruzione o demolizione e manutenzione
Le attività di cantiere e le operazioni di manutenzione effettuate in centrale da
personale terzo sono disciplinate da procedure che riguardano sia la sicurezza sia
l’ambiente (in applicazione del Decreto Legislativo 626/94, del Decreto
Legislativo 242/96 e della “Direttiva Cantieri”). Sulla base di una preventiva e
verificabile valutazione degli aspetti ambientali connessi con queste attività sono
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
63
stabilite le specifiche tecniche progettuali e le clausole contrattuali per la fase
realizzativa.
La prassi prevede che, in fase di consegna delle aree di lavoro alle imprese,
vengano fornite tutte le informazioni inerenti i rischi specifici presenti nell’area in
cui avranno luogo i lavori. Il responsabile dell’impresa assume la supervisione
della corretta esecuzione delle attività, che deve essere conforme alle "norme
comportamentali" adottate in centrale, mirate a salvaguardare la sicurezza e
l’igiene dei luoghi di lavoro, nonché a minimizzare l’impatto ambientale esterno.
Il personale di centrale preposto svolge costantemente un’azione di controllo
sulla corretta applicazione delle disposizioni inerenti i rifiuti.
Esposizione ai campi elettromagnetici
La corrente alternata genera campi elettrici e campi magnetici localizzati lungo le
linee di trasmissione.
Queste perturbazioni non hanno capacità ionizzanti e pertanto entro i valori di
esposizione raccomandati non sono in grado di produrre effetti biologici.
I valori di campo elettrico dipendono dal valore della tensione, l’induzione
magnetica dall’intensità della corrente che attraversa i conduttori: entrambi i
parametri dipendono dalla distanza cui sono misurati e pertanto si riducono
sensibilmente con la distanza.
Al fine di valutare i rischi d’esposizione dei lavoratori, sono state eseguite
all’interno della centrale misure volte a caratterizzare i livelli dei campi elettrici
e dei campi magnetici a frequenza industriale (50Hz). Tali misure sono state
effettuate nelle aree praticabili contraddistinte dalla presenza di macchine,
sbarre, linee e apparecchiature elettriche ad alta tensione oppure percorse da
correnti elettriche elevate, stazioni da cui si dipartono le linee elettriche esterne.
Dalla valutazione dei rischi, in riferimento ai valori riscontrati e alle misure
organizzative adottate, si afferma che i lavoratori possono essere classificati
non esposti.
Pertanto l’esposizione rimane limitata ai casi eventualmente presenti sotto le
linee di trasmissione che prelevano l’enegia prodotta in centrale e la immettono
nella rete nazionale. Queste linee appartengono alla Società Terna che gestisce
tale attività nell’ambito delle proprie specifiche responsabilità.
Per quanto riguarda le antenne di teletrasmissione non appartengo a Enel ma
alla società Wind che le gestisce nell’ambito delle proprie specifiche
responsabilità.
Trasporto dipendenti e merci
Il traffico indotto dai dipendenti è modesto e stimato in circa 80 auto al giorno
dal lunedì al venerdì, concentrate negli orari di ingresso-uscita prevalentemente
negli orari intorno alle 7.30 di mattino ed alle 16.00 del pomeriggio.
64
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
La presenza di ditte esterne è molto ridotta. Solo in occasione delle
manutenzioni principali, in media un mese all’anno, si ha un’aggiunta
significativa di traffico dovuto a terzi pari a di 20-30 vetture nei momenti
d’ingresso e uscita. Per quanto riguarda l’esiguo trasporto stradale delle merci e
dei materiali ad eccezione del combustibile, l’arteria d’interesse è un tratto della
strada provinciale “del Puglia” che collega la centrale alla superstrada E45 Orte
Cesena in corrispondenza dello svincolo di Marsciano.
Trasporto carbone e ceneri
Trasporto navale
Il carbone di importazione utilizzato nella centrale termoelettrica è ricevuto nel
porto di Ancona tramite navi carboniere allibate a 30 kt che scaricano in
corrispondenza della banchina n. 25, situata nella nuova darsena. Il carbone
viene accumulato temporaneamente in un deposito coperto della capacità
complessiva di 40 kt. Annualmente sono scaricate circa 14 navi.
Trasporto ferroviario
Il deposito di Ancona è attrezzato per caricare il combustibile in casse mobili da
28 tonnellate utili già disposte su carri ferroviari (due per ogni carro). Il trasporto
del carbone da Ancona a Bastardo viene effettuato tramite un sistema
intermodale (ferrovia-gomma). Le casse realizzate in acciaio sono trasportate
completamente chiuse da teli e sottoposte a lavaggio all’uscita del deposito.
Esse disposte a coppie sui carri, vengono composte fino a formare convogli
ferroviari da 1030 t circa. Il numero di convogli è di 8 alla settimana
su 6 giorni (lunedì-venerdì). Il trasporto è svolto da due treni di tipo "bloccato"
nella direzione dei pieni e da un unico treno nella direzione dei vuoti con un
tempo di ciclo complessivamente pari a 48 ore. L’interscambio delle casse mobili
da rotaia a gomma avviene nello scalo merci della stazione ferroviaria di Foligno
tramite apposite macchine.
Trasporto stradale
La lunghezza del percorso stradale tra la stazione ferroviaria di Foligno e la
centrale termoelettrica Pietro Vanucci è di circa 25 km. Dal lunedì al sabato sono
movimentate giornalmente con automezzi dalle 38 alle 76 casse piene di
carbone (a seconda dei convogli ricevuti) verso la centrale e altrettante vuote
verso la stazione ferroviaria.
Le ceneri vengono conferite per il recupero prevalentemente ai cementifici della
zona dell’Umbria o delle aree più vicine di Lazio e Marche. Il traffico è di circa
4-8 autocarri al giorno. Il trasporto del carbone e delle ceneri impegna il tratto
della strada provinciale “del Puglia” dalla centrale al bivio per il paese di
Bastardo e da qui le strade per Spoleto o in alternativa per Foligno.
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
65
Salute e sicurezza
La tutela dell’ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori sono temi di
interesse prioritario per Enel. Essi sono alla base della Politica ambientale del
Gruppo Enel.
Grafico 19
Infortuni Unità di Business Bastardo
Sicurezza dei luoghi di lavoro
Il grafico 19 mostra la serie storica 2002-2006 degli infortuni accaduti, nonché il
confronto tra l’indice di frequenza dell’UB e del dato nazionale.
L’indice di frequenza rappresenta il numero di infortuni per milione di ore
lavorate.
Negli anni considerati non si sono verificati incidenti con conseguenze mortali o
di invalidità permanenti per il personale dell’impianto.
L’impegno profuso da parte dell’organizzazione ha determinato l’esiguità degli
infortuni negli ultimi anni.
L’azienda pone tra gli obiettivi primari la riduzione a zero degli infortuni sia del
personale Enel che di quello delle ditte appaltatrici.
A riguardo ha promosso una Campagna della Sicurezza iniziata nell’anno 20052006 e che prosegue anche per l’anno 2007, nella quale sono coinvolte tutte le
figure professionali all’interno dell’Azienda nonché le ditte terze. Inoltre, sempre
in tema di sicurezza, la centrale Pietro Vannucci sta implementando un Sistema
di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro conformemente alla norma
OHSAS 18001.
66
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Obiettivi e Programma
ambientale 2006÷2010
L'Unità di Business di Bastardo, adottando un proprio documento di Politica
ambientale, ha definito la linea d’azione che intende seguire per perseguire il
miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali.
Tenendo conto degli obiettivi aziendali generali e della predetta linea d’azione,
la Direzione di UB ha fissato gli obiettivi ambientali di seguito descritti.
Sono stati conseguentemente approvati gli interventi che consentono di
raggiungere gli obiettivi fissati o di raggiungere traguardi intermedi per obiettivi
di portata pluriennale.
Gli interventi approvati sono stati inseriti nel Programma ambientale di seguito
descritto che copre il periodo 2006÷2010
L’attuazione del Programma ambientale è oggetto di verifica continua ed è
aggiornato con periodicità almeno annuale, anche sulla base dei risultati degli
audit interni e delle attività di sorveglianza da parte dell’Ente di certificazione.
Obiettivi Ambientali
Riduzione delle emissioni di biossido di zolfo e degli ossidi di azoto al
fine di rispettare limiti previsti dal DM 12 luglio 1990 per le emissioni dai
camini dei grandi impianti di combustione.
Conduzione degli impianti a partire dal 1° giugno 2007 per il miglioramento dei
limiti di legge come media a 720 ore tramite miscelazione carboni con diverso
contenuto di zolfo ed impiego di gasolio.
Intervento 1.2: Utilizzazione di miscele di carbone con percentuale media
di zolfo inferiore allo 0,9% per il miglioramento dei valori di emissione
della SO2.
Migliorare l’affidabilità e l’accuratezza della misure che si effettuano
nelle postazioni della rete di monitoraggio della qualità dell’aria
realizzata e condotta da Enel.
Enel, nella seconda metà degli anni ‘80, al fine di documentare sotto il controllo
delle Autorità provinciali preposte il rispetto degli standard di qualità dell’aria
fissati dalla normativa allora vigente, ha realizzato e mantiene in esercizio una
rete di monitoraggio della qualità della aria composta da 5 postazioni di tipo
chimico per la misura delle concentrazioni di SO2, NO2 e polveri dislocate nei
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
67
comuni di Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria. Ha inoltre installato una
postazione per la misura delle polveri all’interno dell’area portuale di Ancona in
prossimità del carbonile, gestito da Enel e completamente asservito al
funzionamento della centrale Pietro Vannucci di Bastardo.
Si intende mantenere ai valori più alti possibili la disponibilità dei dati e
l’accuratezza delle misure effettuate per contribuire ad una migliore conoscenza
della qualità dell’aria nell’intorno degli impianti Enel.
Intervento 2.2: Ripristinare la piena funzionalità della postazione di
misura delle polveri installata in prossimità del carbonile Enel all’interno
dell’area portuale di Ancona.
Impiegare in modo razionale ed efficiente le risorse energetiche,
i materiali e le risorse idriche.
Ridurre i consumi di combustibile e le quantità di materiali e additivi per unità di
prodotto, contenere i consumi di energia elettrica interna ed i prelievi idrici sono
elementi costantemente presenti nelle decisioni gestionali adottate dalla
Direzione della UB sulla base dell’impegno e dell’attenzione di tutto il personale.
Sono stati approvati i seguenti interventi:
Intervento 3.3: Attuazione di modifiche impiantistiche e di misure
gestionali per il parziale recupero delle acque provenienti dall’impianto
di trattamento acque reflue.
Intervento 3.5 : Riduzione delle perdite idriche attraverso il rifacimento
parziale di un tratto di tubazione relativo alla condotta di adduzione
acqua dal fiume Timia.
Intervento 3.6 : Riduzione delle perdite idriche attraverso il recupero
delle acque della vasca di decantazione per il sistema di abbattimento
polveri del parco carbone di centrale.
Prevenire le contaminazioni del suolo e delle acque che possono derivare
da potenziali perdite dai serbatoi di stoccaggio dei combustibili e dei
preparati liquidi pericolosi o da versamenti accidentali durante le
movimentazioni interne delle medesime sostanze.
Per la prevenzione della contaminazione del suolo e delle acque i serbatoi di
combustibile e i serbatoi di altre sostanze liquide pericolose sono allocati
all’interno di bacini di contenimento. Sulle vasche di raccolta e trattamento delle
acque contaminate dal processo si effettuano verifiche periodiche di tenuta.
È stata adotta una procedura di emergenza per affrontare eventuali incidenti
con versamenti e perdite di sostanze.
Oltre a migliorare le procedure di emergenza e le prassi operative per la
movimentazione dei materiali è attualmente possibile accrescere il grado di
prevenzione da potenziali contaminazioni del suolo e delle acque attraverso una
migliore impermeabilizzazione delle vasche e bonificando alcuni serbatoi
attualmente fuori uso.
68
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Gli interventi approvati sono:
Intervento 4.1: Bonifica dei serbatoi di olio combustibile denso
attualmente in disuso.
Intervento 4.4: Eliminazione di potenziali perdite di sostanze inquinanti
dalle vasche di contenimento dell’area del laboratorio chimico attraverso
la realizzazione di una adeguata impermeabilizzazione delle vasche stesse.
Intervento 4.6: Bonifica pompe spinta olio combustibile.
Eliminare o ridurre le quantità di materiali e sostanze pericolose già
presenti sugli impianti ed evitare l’introduzione di altri materiali di tale
natura.
Si procede progressivamente, in conformità alle specifiche disposizioni di legge,
alla completa eliminazione o dealogenazione di tutte le apparecchiature che
contengono olio contaminato da PCB, e dei materiali che contengono amianto.
Si intende inoltre evitare, o quantomeno limitare, l’uso di sostanze pericolose.
per l’uomo e per l’ambiente attraverso l’applicazione efficace delle procedure
previste dal sistema di gestione per il controllo delle sostanze da acquistare e per
di controllo dell’operato degli appaltatori o fornitori a proposito delle sostanze
da loro impiegate.
Gli interventi approvati sono:
Intervento 5.1: Sostituzione di 52 interruttori racchiudenti setti realizzati
in materiali contenenti fibre di amianto.
Intervento 5.2: Sostituzione di 6 trasformatori 6000/380 V contenenti PCB.
Ridurre l’impatto visivo delle opere esistenti e minimizzare l’impatto
di nuove realizzazioni.
Attraverso i possibili interventi di mitigazione, si vuole ridurre il disturbo visivo
degli impianti esistenti e curare i progetti di nuove realizzazioni in modo da
inserire nella maniera visivamente più corretta le nuove strutture in relazione
caratteristiche paesaggistiche locali.
Gli interventi approvati sono:
Intervento 6.5: Rifacimento impermeabilizzazione tetti sala macchine ed
edificio uffici.
Intervento 6.6: Demolizione di 3 serbatoi OCD bonificati.
Eliminare, o quantomeno contenere al più basso livello possibile,
le fughe di polveri dall’impianto.
Per impedire le fughe di polveri durante le operazioni di rifornimento, stoccaggio
e movimentazione interna del carbone, l’impianto è dotato di opportuni presidi
quali: barriere frangivento che contornano il carbonile, sistemi di umidificazione
dei cumuli, nastri trasportatori chiusi. Le ceneri prodotte sono smaltite attraverso
un sistema pneumatico chiuso. Per contenere le fughe di polveri è comunque
necessario adottare tecniche di esercizio e particolari accorgimenti impiantistici,
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
69
nonché adeguati programmi di manutenzione, per rendere sempre efficaci detti
presidi. Si ritiene possibile migliorare l’efficacia sia degli accorgimenti impiantistici
sia dei provvedimenti gestionali, vale a dire delle prassi operative adottate per lo
stoccaggio e la movimentazione del carbone e per il conferimento delle ceneri,
in modo da controllare e ridurre a livelli accettabili le eventuali incidenze nelle
immediate vicinanze dell’impianto.
I provvedimenti approvati sono:
Intervento 7.3 : Realizzazione canale raccolta acque lavaggio strada
ingresso parco carbone.
Intervento 7.4 : Abbattimento polveri carbonile di centrale.
Intervento 7.3 : Ammodernamento lavaggio carri adibiti al trasporto del
carbone.
Contenere al più basso livello possibile i livelli sonori interni all’impianto
e le emissioni e le immissioni verso l’esterno.
Le emissioni e le immissioni nell’ambiente esterno già rispettano i valori limite di
emissione stabiliti dalla vigente normativa, sia nel periodo diurno sia in quello
notturno. Tuttavia la necessità di monitorare e ridurre i livelli di emissione
all’interno dell’impianto, ai fini del contenimento dell’esposizione dei lavoratori,
si riverbera positivamente nell’intorno dell’impianto con riduzioni aggiuntive dei
livelli sonori attualmente emessi. Il macchinario elettromeccanico di maggiore
potenza, quindi caratterizzato da emissioni sonore di elevata intensità e potenza,
è stato già insonorizzato negli anni passati. Ora si sta intervenendo sulle sorgenti
di minore potenza sonora, ma comunque significative per l’esposizione dei
lavoratori. Di recente sono state insonorizzati macchine nella stazione di
pompaggio sul fiume Timia e gli eiettori vuoto condensatore all’interno della
centrale. L’intervento approvato è:
Intervento 8.1: Insonorizzazione degli scarichi delle condense dei
compressori.
Salvaguardare la ricchezza e la diversità biologica nel tratto del fiume
Timia interessato dal prelievo delle acque per il raffreddamento e altri
usi della centrale.
Tutela dell’ambiente, della sicurezza e della salute dei lavoratori.
Tale obiettivo si intende perseguire attraverso la bonifica progressiva delle aree
nelle quali sono presenti sostanze pericolose (ad esempio amianto confinato,
idrazina, ecc.) e se del caso la sostituzione con materiali non pericolosi.
Intervento 10.1: Bonifica amianto linee OCD da serbatoi a quota sala
macchine.
Intervento 10.2: Bonifica amianto eternit ex autorimessa.
Intervento 10.3: Sostituzione idrazina con carboidrazide
nell'additivazione delle acque di ciclo.
70
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Intervento 10.4: Adeguamento impianti elettrici alle normative ATEX
e lotta alla formazione di polveri.
Intervento 10.4: Modifica alla tubazione antincendio carbonile di Ancona.
Prevenire la possibile contaminazione degli scarichi dovuta a sostanze
inquinanti derivanti dal dilavamento delle diverse aree d’impianto del
carbonile di Ancona.
Tale obiettivo intende prevenire la possibile contaminazione da parte di solidi
sopesi e di sostanze inquinanti derivanti dal drenaggio delle acque meteoriche
dai piazzali e dall’utilizzo di acqua per lavaggi e per l’allagamento vasche ai fini
della prevenzione antincendio.
Intervento 11.1: Impermeabilizzazione fondo vasche carbonile di Ancona.
Intervento 11.2: Miglioramento sistema di raccolta acque lavaggio carri
ferroviari carbonile di Ancona.
Intervento 11.3: Spostamento del pozzetto di controllo acque reflue
carbonile di Ancona per miglioramento accessibilità e modifica di tratti
fognari per miglioramento scolo acque.
Programma ambientale 2006÷2010
Aspetto
Impatto
Obiettivo
Traguardo
Fumi prodotti
dalla
combustione del
carbone nelle
caldaie principali
(Scheda A5)
Immissioni in
prossimità del
suolo di SO2,
NOx e polveri
Migliorare l’affidabilità e
l’accuratezza della
misure che si effettuano
nelle postazioni della
rete di monitoraggio
della qualità dell’aria
realizzata e condotta
da Enel
Controllo delle
immissioni di
polveri in
prossimità del
suolo.
Collegamento al
CRED
Modifica della
linea di
campionamento
per la misura
diretta delle
polveri sottili
(rif. Int. 2.2)
Coord. Rep.
Regolazione Capo Sez.
Manutenzione
Prelievo di acque Consumo di
dolci, superficiali acque dolci per
usi industriali
e di falda
(Scheda E7)
Impiegare in modo
razionale ed efficiente
le risorse energetiche
i materiali e le risorse
idriche
Riduzione di circa
il 2% del
consumo di
acqua prelevata
dal fiume Timia,
attraverso il
riutilizzo interno
delle acque
trattate dall’ITAR
Modifica
tubazione di
scarico ITAR
per confluenza
su condotto
acqua di
circolazione
(rif. Int. 3.3)
Reparto Chimico
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Ottobre
2006
Prelievo di acque Consumo di
dolci, superficiali acque dolci per
usi industriali
e di falda
(Scheda E7)
Riduzione delle
Impiegare in modo
razionale ed efficiente le perdite idriche.
Il miglioramento
risorse energetiche i
verrà verificato a
materiali e le risorse
consuntivo dopo
idriche
il termine delle
attività
manutentive per
differenza con il
precedente
bilancio idrico
Rifacimento
parziale di un
tratto di
tubazione
relativo alla
condotta di
adduzione
acqua dal
fiume Timia
(rif. Int. 3.5)
Supporto Tecnico
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Giugno
2006
Enel
Interventi
Dichiarazione ambientale 2007
Responsabilità Scadenza Osservazioni
Dicembre
2008
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Attività
completata
71
Aspetto
Impatto
Prelievo di acque Consumo di
dolci, superficiali acque dolci per
usi industriali
e di falda
(Scheda E7)
Obiettivo
Traguardo
Riduzione di circa
Impiegare in modo
razionale ed efficiente le il 5% del
consumo di
risorse energetiche i
acqua prelevata
materiali e le risorse
ed utilizzata per
idriche
l’innaffiamento
dei cumuli di
carbone.
La verifica verrà
effettuata
attraverso la
lettura dei
contatori
dell’impianto
innaffiante
Interventi
Responsabilità Scadenza Osservazioni
Recupero acque
vasca di
decantazione
carbonile per
innaffiamento
cumuli di
carbone
(rif. Int. 3.6)
Dicembre
UB BT ST
Coord. Rep. Mec. 2008
Civ.
CSM
Lavoro in fase
di studio
Prevenire le
contaminazioni del suolo
e delle acque che
possono derivare da
potenziali perdite dai
serbatoi di stoccaggio
dei combustibili e dei
preparati liquidi
pericolosi o da
versamenti accidentali
durante le
movimentazioni interne
delle medesime sostanze
Prevenzione della
contaminazione
del suolo da
idrocarburi
Bonifica dei
serbatoi di olio
combustibile
denso
attualmente in
disuso
(rif. Int. 4.1)
Aprile 2008 Attività
SMT
completata nel
Capo Sez.
febbraio 2007
Manutenzione
in anticipo sui
Coord. Rep. Mec.
tempi previsti
Civ.
Movimentazione Contaminazione Prevenire le
e stoccaggio dei del suolo e delle contaminazioni del suolo
e delle acque che
reagenti chimici acque
possono derivare da
per il trattamento
potenziali perdite dai
delle acque
serbatoi di stoccaggio
(Scheda G8)
dei combustibili e dei
preparati liquidi
pericolosi o da
versamenti accidentali
durante le
movimentazioni interne
delle medesime sostanze
Prevenzione della
potenziale
dispersione
nell’ambiente di
sostanze
pericolose
Eliminazione di
potenziali perdite
di sostanze
inquinanti dalle
vasche di
contenimento
dell’area del
laboratorio
chimico
attraverso la
realizzazione di
una adeguata
impermeabilizzazione delle
vasche stesse
(rif. Int. 4.4)
Dicembre
SMT
2006
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Prevenire le
contaminazioni del suolo
e delle acque che
possono derivare da
potenziali perdite dai
serbatoi di stoccaggio
dei combustibili e dei
preparati liquidi
pericolosi o da
versamenti accidentali
durante le
movimentazioni interne
delle medesime sostanze
Prevenzione della
contaminazione
del suolo da
idrocarburi
Rimozione del
combustibile
residuale,
pulizia e
smantellamento
pompe e
riscaldatori OCD
(rif. Int. 4.6)
Dicembre
UB BT ST
2007
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Stoccaggio e
movimentazione
di olio
combustibile
denso (OCD) e di
gasolio (gestione
parco
combustibili)
(Scheda D2)
Stoccaggio e
movimentazione
di olio
combustibile
denso (OCD) e di
gasolio (gestione
parco
combustibili)
(Scheda D2)
72
Potenziali
contaminazioni
del terreno da
sversamenti e
perdite
Potenziali
contaminazioni
del terreno da
sversamenti e
perdite
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Attività
completata
Aspetto
Impatto
Obiettivo
Traguardo
Impiego di
coibenti e
materiali da
costruzione
contenenti
amianto
(Scheda F5)
Potenziale
dispersione di
fibre di amianto
(a seguito di
perdita di
coerenza dei
materiali)
Eliminare o ridurre le
quantità di materiali e
sostanze pericolose già
presenti sugli impianti ed
evitare l’introduzione di
altri materiali di tale
natura
Risultati
raggiunti: smaltiti
circa il 50%
dei materiali
originariamente
impiegati
Si intende
eliminare un
ulteriore 50%
Capo Sez.
Sostituzione di
Manutenzione
52 interruttori
racchiudenti setti
realizzati in
materiali
contenenti fibre
di amianto
(rif. Int. 5.1)
Esercizio di
trasformatori
installati in
origine,
contenenti oli
dielettrici a base
di PCB
(Scheda F6)
Potenziale
dispersione di
olio
contaminato da
PCB
Eliminare o ridurre le
quantità di materiali e
sostanze pericolose già
presenti sugli impianti ed
evitare l’introduzione di
altri materiali di tale
natura
Risultati
raggiunti: smaltiti
circa il 77% dei
materiali
originariamente
impiegati.
Si intende
eliminare un
ulteriore 23%
Sostituzione di 6
trasformatori
6000/380 V
contenenti PCB
(rif. Int. 5.2)
Supporto tecnico Giugno
2008
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Ele.
Impatto visivo
dovuta alle
strutture
dell’impianto in
un contesto di
tipo agricolo
(Scheda F8)
Visibilità delle
strutture
Ridurre l’impatto visivo
derivante dagli impianti
di produzione esistenti e
minimizzare l’impatto di
nuove realizzazioni
Migliore
inserimento degli
edifici nel
contesto agricolo
artigianale in cui
è inserito
l’impianto
Demolizione
di 3 serbatoi
bonificati OCD
(rif. Int. 6.6)
Supporto tecnico Dicembre
2008
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Scarico
stoccaggio e
movimentazione
interna del
carbone
(Scheda F3)
Dispersioni
interne e
potenziale
diffusione
esterna di
polveri
Eliminare o quantomeno
contenere al più basso
livello possibile le fughe
di polveri dall’impianto
Abbassamento
del livello di
polverosità
provocato dalla
movimentazione
degli autocarri
all’interno e nelle
immediate
vicinanze del
carbonile
Realizzazione
canale raccolte
acque lavaggio
strada ingresso
parco carbone
(rif. Int. 7.3)
Coord. Rep. Mec. Dicembre
Civ.
2007
Scarico
stoccaggio e
movimentazione
interna del
carbone
(Scheda F3)
Dispersioni
interne e
potenziale
diffusione
esterna di
polveri
Eliminare o quantomeno
contenere al più basso
livello possibile le fughe
di polveri dall’impianto
Abbassamento
del livello di
polverosità
provocato dal
vento sul
carbone a parco
Acquisto e
installazione
cannoncino
foging per
bagnatura dei
cumuli di
carbone a parco
(rif. Int. 7.4)
Dicembre
UB BT ST
2008
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Scarico
stoccaggio e
movimentazione
interna del
carbone
(Scheda F3)
Dispersioni
interne e
potenziale
diffusione
esterna di
polveri
Eliminare o quantomeno
contenere al più basso
livello possibile le fughe
di polveri dall’impianto
Abbassamento
del livello di
polverosità
provocato dal
vento sul
carbone a parco
Rifacimento
parziale
dell’impianto di
lavaggio
autocarri
trasporto
carbone
(rif. Int. 7.6)
Giugno
UB BT ST
2009
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Enel
Interventi
Dichiarazione ambientale 2007
Responsabilità Scadenza Osservazioni
Dicembre
2006
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Attività
completata
Attività
completata
73
Aspetto
Impatto
Obiettivo
Traguardo
Emissioni sonore
dovute
all’esercizio dei
macchinari
(Scheda F7)
Modifica del
clima acustico
all’esterno
dell’impianto
Contenere al più basso
livello possibile i livelli
sonori interni e le
emissioni verso l’esterno
dell’impianto
Contenimento
del livello
acustico interno
e diminuzione
delle emissioni
sonore verso
l’esterno
Insonorizzazione
degli scarichi
delle condense
dei compressori.
(rif. Int. 8.1)
Supporto tecnico Dicembre
2007
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Impiego di
coibenti e
materiali da
costruzione
contenenti
amianto
(Scheda F5)
Tutela dell’ambiente e
Potenziali
della sicurezza e della
dispersione di
fibre di amianto salute dei lavoratori
Bonifica e
smaltimento a
discarica di circa
8 tonnellate di
amianto.
Indicatore –
Formulario
smaltimento
rifiuti
Bonifica amianto
linee OCD da
serbatoi a quota
sala macchine
(rif. Int. 10.1)
Dicembre
UB BT
Acquisti e Appalti 2006
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Attività
completata
Impiego di
coibenti e
materiali da
costruzione
contenenti
amianto
(Scheda F5)
Tutela dell’ambiente e
Potenziali
della sicurezza e della
dispersione di
fibre di amianto salute dei lavoratori
Bonifica e
smaltimento a
discarica di circa
5 tonnellate di
materiale
contenente
amianto.
Indicatore –
Formulario
smaltimento
rifiuti
Bonifica amianto
eternit ex
autorimessa
(rif. Int. 10.2)
Dicembre
SMT
2006
Capo Sez.
Manutenzione
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Attività
completata
Bonifica e
smaltimento a
discarica di circa
5 tonnellate di
materiale
contenente
amianto.
Indicatore –
Formulario
smaltimento
rifiuti
Sostituzione
idrazina con
carboidrazide
nell'additivazione
delle acque di
ciclo
(rif. Int. 10.3)
Settembre
ASP/UB BT
Acquisti e Appalti 2007
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Coord. Rep. Reg.
Classificazione
degli ambienti di
lavoro a zona a
rischio di
esplosione,
valutazione
idoneità delle
apparecchiature
elettriche e non
elettriche
installate nei
luoghi classificati,
sostituzione
macchinari non a
norma.
Diminuzione della
polverosità
attraverso
l’aumento della
frequenza delle
pulizie industriali
Adeguamento
impianti elettrici
alle normative
ATEX e lotta alla
formazione di
polveri
(rif. Int. 10.4)
Giugno
Prof.Esterno
Supporto Tecnico 2006
Acquisti e Appalti
Coord. Rep. Ele.
Movimentazione Contaminazione Sostituzione idrazina con
e stoccaggio dei del suolo e delle carboidrazide
nell'additivazione delle
reagenti chimici acque
acque di ciclo
per il trattamento
delle acque.
(Scheda G8)
Scarico
stoccaggio e
movimentazione
interna del
carbone
(Scheda F3)
74
Dispersioni
interne e
potenziale
diffusione
esterna di
polveri
Tutela dell’ambiente e
della sicurezza e della
salute dei lavoratori
Enel
Interventi
Dichiarazione ambientale 2007
Responsabilità Scadenza Osservazioni
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Attività
completata
Aspetto
Impatto
Obiettivo
Traguardo
Drenaggio delle
acque
meteoriche dai
piazzali e rilascio
dopo
decantazione
delle acque
utilizzate
all’interno del
deposito per
lavaggi e per
allagamento
vasche ai fini
della prevenzione
antincendio
(Scheda B9)
Rilascio in mare
di solidi sospesi
e di sostanze
inquinanti
eluate dal
carbone
Prevenire la possibile
contaminazione degli
scarichi dovuta a
sostanze inquinanti
derivanti dal dilavamento
delle diverse aree
d’impianto del carbonile
di Ancona
Eliminazione
della
contaminazione
degli scarichi da
sostanze
inquinanti
derivanti da
dilavamento
vasche
Impermeabilizzazione fondo
vasche carbonile
di Ancona
(rif. Int. 11.1)
Marzo
SMT
Acquisti e Appalti 2007
Coord. Rep. Mec.
Civ.
Attività
completata
Drenaggio delle
acque
meteoriche dai
piazzali e rilascio
dopo
decantazione
delle acque
utilizzate
all’interno del
deposito per
lavaggi e per
allagamento
vasche ai fini
della prevenzione
antincendio
(Scheda B9)
Rilascio in mare
di solidi sospesi
e di sostanze
inquinanti
eluate dal
carbone
Prevenire le
contaminazioni del suolo
e delle acque che
possono derivare da
potenziali perdite dai
serbatoi di stoccaggio
dei combustibili e dei
preparati liquidi
pericolosi o da
versamenti accidentali
durante le
movimentazioni interne
delle medesime sostanze
Miglioramento
sistema di
raccolta acque
lavaggio carri
ferroviari
carbonile di
Ancona
Eliminazione del
contaminazione
degli scarichi da
sostanze
inquinanti
derivanti dal
lavaggio carri
ferroviari
(rif. Int. 11.2)
Supporto Tecnico Giugno
Acquisti e Appalti 2006
Coord. Rep. Mec.
Civ.
UMC
Attività
completata
Drenaggio delle
acque
meteoriche dai
piazzali e rilascio
dopo
decantazione
delle acque
utilizzate
all’interno del
deposito per
lavaggi e per
allagamento
vasche ai fini
della prevenzione
antincendio
(Scheda B9)
Rilascio in mare
di solidi sospesi
e di sostanze
inquinanti
eluate dal
carbone
Prevenire la possibile
contaminazione degli
scarichi dovuta a
sostanze inquinanti
derivanti dal dilavamento
delle diverse aree
d’impianto del carbonile
di Ancona
Migliore accesso
ai punti di
controllo della
rete fognaria
Spostamento del
pozzetto di
controllo acque
reflue carbonile
di Ancona, per
miglioramento
accessibilità e
modifica di tratti
fognari per
miglioramento
scolo acque
(rif. Int. 11.3)
Giugno
SMT
Acquisti e Appalti 2006
Coord. Rep. Mec.
Civ.
UMC
Attività
completata
Enel
Interventi
Dichiarazione ambientale 2007
Responsabilità Scadenza Osservazioni
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
75
Scheda di approfondimento 1
Compendio dei dati dell’esercizio 2003-2006
Tabella 14
Risorse utilizzate nel processo produttivo
Dati di esercizio
Anno
2003
2004
2005
2006
8.001
6.507
8.519
7.920
7.981
7.701
8.452
8.492
Ore di funzionamento
sezione 1
sezione 2
U.M.
h
h
Fattore di carico (kp)
sezione 1
sezione 2
%
%
98,4
96,4
98,6
97,9
90,9
91,0
91,8
90,9
Fattore di utilizzazione (ku)
sezione 1
%
sezione 2
%
89,9
71,8
95,6
88,3
82,8
80
88,6
88,1
2.559
2.603
2.578
2.563
2.553
2.559
2.593
2.591
2.592
2.587
2.595
2.590
6.135
6.193
6.234
6.148
10.137
10.117
10.185
10.196
2003
2004
2005
2006
t
t
t
218.702
175.358
394.060
231.553
211.259
442.813
199.218
192.986
392.204
216.580
215.651
432.230
t
t
t
780,08
916,00
1.696,08
710,77
1.197,48
1.908,26
446,71
561,80
1.008,51
486,48
684,36
1.170,84
m3
7.803
8.911
5.618
6.400
m3
175.000
175.000
135.728
137.881
2.305.000
2.026
500
2.803.209
2.194
1.100
2.591.850
1.725
1.615
2.742.384
208
603
Consumo specifico
sezione 1
sezione 2
Impianto
kCal/kWh
kCal/kWh
kCal/kWh
Potere Calorifico
Valori medi anno di impianto
(Carbone)
kCal/kg
Valori medi anno di impianto
(Gasolio)
kCal/kg
Tabella 15
Risorse utilizzate nel processo produttivo
Anno
Consumo combustibili
Carbone estero
sezione 1
sezione 2
Totale impianto
Gasolio
sezione 1
sezione 2
Totale impianto
Prelievi idrici
Prelievo da rete idrica
(potabile)
Prelievo da Timia per uso
industriale
Prelievo da Timia per
raffreddamento
Pozzi
Apporto acque meteoriche
76
Enel
U.M
m3
m3
mm
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Anno
2003
2004
2005
2006
75
4
160
600
12
1
4
40.000
62,46
2,33
185,06
713,90
11,88
0,60
12,80
37.000,00
28,40
4,00
105,94
565,00
12,14
22,00
9,00
37.000,00
112,00
1,00
140,00
588,00
24,00
1,26
12,24
46.136,00
t
1,2
0,7
0,00
2,64
t
25,0
26,0
20,00
29,68
SOLIDI
Polielettrolita
Calce idrata
t
t
2
70
1,20
73,22
0,00
58,00
1,50
49,00
GAS
Idrogeno
Ossigeno tecnico
Azoto
Acetilene
Anidride carbonica
Argon
Esafloruro di zolfo
m3
m3
m3
kg
kg
m3
kg
4.500
700
400
240
400
22
33
5.310
421
540
119
300
22
0
6.416
543
379
42
870
33
50
10.104
574
363
0
300
22
0
2003
2004
2005
2006
591
471
1.062
630
581
1.212
544
525
1.070
582
579
1.161
526
418
944
562
518
1.079
482
465
947
517
514
1.031
4.808
2.007
102
970.722
5.457
2.216
101
1.090.825
4755
2074
90
922.874
5073
2270
85
1.031.230
1.541.100
1.850.117
1.710.620
1.809.973
27.363
1.028
5,1
2,1
0,1
23.900
1.011
5,1
2,1
0,1
31.350
974
5,0
2,2
0,1
40.600
1.000
4,9
2,2
0,1
Materiali e sostanze
LIQUIDI
Sodio ipoclorito >=14,5%
Idrato di idrazina 24%
Soda caustica 50%
Acido solforico 98%
Cloruro ferrico 42%
Olio isolante
Olio lubrificante
Acqua demi
Additivo per acqua ciclo
chiuso
additivo per acqua
raffreddamento
t
t
t
t
t
t
t
m3
Tabella 16
Energia e materiali in uscita dal processo
Anno
Energia elettrica
Produzione lorda
sezione 1
sezione 2
Totale impianto
U.M
GWh
GWh
GWh
Produzione netta (Energia immessa in rete)
sezione 1
GWh
sezione 2
GWh
Totale impianto
GWh
Emissioni in atmosfera
Biossido di zolfo (SO2)
Ossidi di azoto (NOx)
Polveri
CO2
Vapore torri di
raffreddamento
Spurghi di vapore
in atmosfera
Emissione specifica di CO2
Emissione specifica di SO2
Emissione specifica di NOx
Emissione specifica di Polveri
Enel
t
t
t
t
m3
m3
g/kwh
g/kwh
g/kwh
g/kwh
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
77
Anno
Scarichi in acque superficiali
Acque di raffreddamento
m3
Acque da I.T.A.R.
m3
Acque civili ( biologiche)
m3
Rifiuti prodotti
Non pericolosi
Pericolosi
Totale rifiuti
t
t
t
Produzione specifica
dei rifiuti
g/kWh
Rifiuti inviati al recupero
Non pericolosi
Pericolosi
Totale rifiuti
t
t
t
2003
2004
2005
2006
783.700
90.000
9.829
953.091
61.900
11.105
881.229
70.280
7.343
932.411
232.452
6.608
52.910,32
31,30
52.941,62
39.649,03
15,58
39.664,60
29.688,58
52,92
29.741,49
32.546,98
2.863,73
35.410,71
56,07
36,75
31,40
34,35
52.620,00
0,44
52.620,44
39.470,38
1,30
39.471,68
29.656,44
43,70
29.700,14
32.482,36
12,40
32.494,76
Scheda di approfondimento 2
Identificazione e valutazione degli aspetti ambientali
L’Unità di Business di Bastardo ha preso in considerazione gli aspetti ambientali
diretti e indiretti connessi alla propria attività, dotandosi di criteri a stabilirne la
significatività. Di seguito sono elencati gli aspetti valutati:
Aspetti ambientali diretti
• emissioni in atmosfera
• scarichi idrici
• gestione dei rifiuti
• uso e contaminazione di suolo e sottosuolo
• uso di risorse naturali e materie prime
• questioni locali (rumore, vibrazioni, odori, ecc.)
• emergenze ambientali da incidenti e conseguenti impatti
• effetti sulla biodiversità.
Aspetti ambientali indiretti
• questioni relative al prodotto (trasporto, uso, recupero e smaltimento rifiuti, ecc.)
• decisioni amministrative e di programmazione
• bilancio e comportamento ambientali degli appaltatori.
Questa elencazione degli aspetti riportati è da considerarsi a solo titolo
esemplificativo, dato che il dettaglio viene gestito da un documento di Sistema
”Registro degli aspetti ambientali”.
78
Enel
Dichiarazione ambientale 2007
Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
Profilo metodologico
Il profilo metodologico adottato per l’identificazione, la caratterizzazione e la
valutazione degli aspetti ambientali può essere riassunto attraverso lo schema
seguente. Questo procedimento applicato dal personale della UB di Bastardo con
il coinvolgimento del personale direttamente dedicato alla gestione degli
impianti della centrale, è basato sull’applicazione della procedura – PSGA.
Figura13
Profilo metodologico per la valutazione degli aspetti ambientali
Fase 1
Catalogazione delle strutture
e delle componenti impiantistiche
Individuazione delle attività
e delle operazioni collegate
al processo produttivo
Fase 2
Identificazione delle condizioni
non normali, dei possibili incidenti
e delle situazioni di emergenza
Lista degli impatti ambientali
Fase 3
Identificazione
degli aspetti ambientali
Fase 4
Descrizione degli aspetti ambientali
con caratterizzazione qualitativa
e quantitativa ed attribuzione
degli indici di rilevanza (IR)
Fase 5
Valutazione degli aspetti ambientali
e compilazione del registro
Registro degli aspetti ambientali
Fase 1
L’identificazione degli aspetti ambientali ai fini dell’attuazione del Sistema di
Gestione Ambientale richiede la preliminare definizione delle attività dei processi
e dei servizi da prendere in considerazione. L’attività produttiva svolta dalla
centrale Pietro Vannucci è limitata alla sola produzione di energia elettrica da
combustibili fossili (carbone). Pertanto le attività, le operazioni ed i servizi presi in
considerazione ai fini di questa analisi sono quelle funzionali al solo processo
produttivo dell’impianto, vale a dire le eventuali attività di progettazione e
realizzazione di modifiche all’impianto, le attività di manutenzione ordinarie e
straordinarie, le operazioni ed i servizi di processo svolti direttamente dal
personale Enel o da terzi. Nella fase 1 del procedimento si definiscono con
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adeguato dettaglio le componenti elettromeccaniche e le strutture di servizio al
processo, nonché le attività e le operazioni funzionali al processo stesso, come di
seguito spiegato.
Fase 2
La definizione degli aspetti ambientali deve riguardare sia le condizioni operative
normali, sia le condizioni operative non normali (avviamenti, arresti, emergenze,
incidenti). In questa fase, tenuto conto delle componenti e delle attività definite
nella fase precedente, si individuano le condizioni non normali, i possibili
incidenti e le situazioni di emergenza che ne conseguono.
Fase 3
In questa fase del procedimento si predispone un elenco nominativo degli
elementi che provocano o possono provocare impatti, cioè degli aspetti
ambientali secondo la definizione della norma ISO 14001. Tale elenco si ottiene
applicando una lista predeterminata di possibili impatti ambientali agli elementi
del processo, alle attività ed ai servizi, individuati nella fase del procedimento,
vale a dire al processo, alle attività e ai servizi, vagliando sia le condizioni normali
sia le condizioni non normali, gli incidenti e le emergenze conseguenti definiti
nella fase 2.
Fase 4
In questa fase si caratterizzano, descrivendoli sotto il profilo qualitativo e
quantitativo, i fattori di impatto degli aspetti ambientali individuati nella fase 3.
A ciascuno dei fattori di impatto viene associato l’indice di rilevanza di seguito
spiegato.
Fase 5
In questa fase, conformemente a quanto richiesto dalla norma ISO 14001,
si procede alla valutazione della significatività degli aspetti ambientali individuati
in modo da applicare ad essi un corretto Sistema di Gestione Ambientale.
Le informazioni relative agli aspetti, agli impatti e alle valutazioni effettuate sono
sintetizzate in un apposito registro denominato “Registro degli aspetti
ambientali”. Il Registro costituisce il documento di riferimento per la definizione
degli obiettivi e dei traguardi di miglioramento, nonché per definire le procedure
per la gestione e la sorveglianza dei diversi impatti. Sul Registro, per ciascun
aspetto, sono riportati l'impatto causato, gli elementi sintetici della valutazione
operata, il grado di autonomia gestionale e , ove pertinente, l'indicazione dei
parametri che devono essere monitorati per assicurare il controllo operativo e
gestionale dell'aspetto. Per ciascun aspetto si precisa inoltre se è relativo a
condizioni normali, a condizioni non normali oppure a situazioni di incidenti ed
emergenza secondo le definizioni riportate nel Registro stesso.
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Enel
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Criterio di valutazione degli aspetti ambientali
Per stabilire la significatività degli aspetti sono stati impiegati i termini di
valutazione prospettati dalla Commissione delle Comunità Europee attraverso la
Raccomandazione 2001/680/CE del 7 settembre 2001, relativa all’attuazione del
regolamento (CE) n.761/2001 EMAS, che sono:
• l’esistenza e i requisiti di una legislazione pertinente
• il potenziale danno ambientale e la fragilità dell’ambiente
• l’importanza per le parti interessate e per i dipendenti dell’organizzazione
• la dimensione e la frequenza degli aspetti.
Tabella A
Condizioni generali per definire la necessità di un alto livello di attenzione da parte dell’organizzazione nei confronti di
taluni aspetti ambientali
Termini di valutazione
Condizioni da verificare
L’esistenza e i requisiti di una
legislazione pertinente
1
Il potenziale danno ambientale
o la fragilità dell’ambiente
2
L’importanza per le parti interessate
e per i dipendenti dell’organizzazione
3
4
L’aspetto o l’impatto generato è oggetto di prescrizioni autorizzative, di disposizioni di legge
vigenti, oppure di prevedibili evoluzioni normative?
L’impatto genera conseguenze ambientali oggettivamente rilevabili?
L’impatto genera o può generare conseguenza economiche rilevanti?
L’impatto riguarda obiettivi strategici della Politica ambientale dell’Azienda?
(Tenuto conto della Politica aziendale sia nei confronti dell’ambiente in generale sia nei
confronti della salvaguardia dell’igiene e della sicurezza degli ambienti di lavoro, ricadono
affermativamente in questo caso gli impatti che presentano un Indice di Rilevanza IR 21 o 22)
5
L’impatto è oggetto di sensibilità sociale?
Per applicare i primi tre termini di valutazione si prendono in considerazione le
condizioni prospettate nella tabella A. L’avverarsi di uno (o più) dei primi tre
termini di valutazione porta alla necessità, o quantomeno alla opportunità,
che nell’ambito del suo Sistema di Gestione Ambientale l’organizzazione adotti
un appropriato livello di attenzione nei confronti dell’aspetto ambientale
considerato.
Per applicare l’ultimo termine di valutazione, vale a dire per stabilire una
“misura” della dimensione e della la frequenza degli aspetti, è stato adottato
l’Indice di Rilevanza dei fattori di impatto (IR) definito come in tabella B.
L’Indice di Rilevanza (IR) di un fattore di impatto è un codice numerico a due
posizioni, la prima riferita alla rilevanza qualitativa (quindi alla gravità del
fattore), la seconda alla rilevanza quantitativa (vale a dire alla frequenza e
all’entità del fattore). Le cifre utilizzate per entrambe le posizioni sono “0”, ”1”,
“2” e sono combinate secondo lo schema concettuale di tabella B.
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Tabella B
Indice di Rilevanza dei fattori di impatto
Indice quantitativo
(Entità e frequenza associate al fattore)
basso
medio
alto
basso
00
01
02
medio
10
11
12
alto
20
21
22
Indice qualitativo
(Gravità connessa al fattore d’impatto)
Fascia medio-alta degli Indici
Cosicché un fattore di impatto che presenta un indice IR = 22 ha una rilevanza
alta sia sotto il punto di vista della qualità (intesa come gravità) sia sotto quello
della quantità; un fattore che ha indice IR = 20 ha una rilevanza alta
qualitativamente ed una rilevanza bassa quantitativamente, può essere il caso
ad es. di una sostanza pericolosa il cui impiego è controllato ed è limitato a
pochi kg per anno.
Una dettagliata istruzione operativa predetermina i criteri di assegnazione
dell'indice qualitativo e le soglie per attribuire i valori 0, 1, 2 (ovvero i livelli
basso, medio, alto) all’indice quantitativo. Quando possibile i criteri e le soglie
fanno riferimento alle norme di legge applicabili all'aspetto considerato. Ciò
consente di attribuire l’indice in modo oggettivo e riproducibile.
Esempi che derivano dall’applicazione di detta istruzione possono essere:
IR = 12, scarico di acqua di raffreddamento non inquinata dal processo quindi
restituita solo con una temperatura maggiore rispetto al prelievo
IR = 02, emissione di vapor d’acqua dalle torri di raffreddamento
IR = 20 rifiuto pericoloso avviato al recupero in quantità superiori al 90% della
quantità prodotta e la quota non recuperata è inferiore a 100 kg/anno
IR = 22 apparecchiatura elettrica di volume superiore a 5 dm³ contenente olio
contaminato da PCB.
Identificare come significativo un aspetto ambientale secondo il criterio
formulato nel riquadro, comporta il riconoscere su basi oggettive la necessità o
comunque l’opportunità di attenzione da parte dell’organizzazione e nello stesso
tempo accertare che siano in atto o che si possano potenzialmente verificare
conseguenze ambientali rilevanti secondo la misura stabilita dall’indice IR.
Il procedimento di valutazione include anche la determinazione del grado di
autonomia gestionale che l’organizzazione di Enel ha nei confronti dei diversi
aspetti identificati: ciò al fine di stabilire quali sono gli aspetti diretti e quali quelli
indiretti secondo il regolamento CE 761/2001.
Sono da classificare come aspetti diretti quelli per i quali l’UB di Bastardo
mantiene un pieno controllo gestionale; viceversa, sono da classificare come
aspetti indiretti quelli sui quali non ha un pieno controllo gestionale; sono tali
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ad esempio gli aspetti ambientali derivanti da attività terzializzate. Per ciascun
aspetto bisogna indicare se il grado di controllo gestionale è totale (T), è parziale
(P) o è nullo (N) come meglio specificato nella pertinente procedura.
Anche le informazioni relative alla valutazione degli aspetti sono riportate nel
registro degli aspetti ambientali.
Scheda di approfondimento 3
Principali norme di legge applicabili
Aria
Decreto Presidente Repubblica n. 203 del 24/05/1988: norme in materia di
qualità dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento
prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987,
n. 183
DM 20 maggio 1991: criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità dell’aria;
criteri tecnici per la realizzazione delle reti di monitoraggio
DM 5 settembre 1994: elenco delle industrie insalubri, di cui all’articolo 216
del testo unico delle leggi sanitarie
DM 2 aprile 2002, n. 60: valori limite di qualità dell'aria ambiente per il
biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo
e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità aria ambiente per il
benzene ed il monossido di carbonio
D.Lgs. 18 febbraio 2005, n. 59: attuazione integrale della Direttiva 96/61/CE
relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento
D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152: testo unico ambientale
Acqua
RD 11 dicembre 1933 n. 1775: testo unico delle disposizioni di legge sulle
acque e impianti elettrici
D.Lgs. 12 luglio 1993, n. 275 e successive modifiche: riordino in materia di
concessione di acque pubbliche
D.Lgs. Governo n. 42 del 22/01/2004: Codice dei beni culturali e del
paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137
D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152: Testo unico ambientale
Rifiuti
DM 5 febbraio 1998: individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle
procedure semplificate di recupero ai sensi dell’art. 31 e 33 del D.Lgs. 22
febbraio 1997.
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Impianto Pietro Vannucci di Bastardo
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Decisione Comunitaria 2000/532/CE come modificata dalle Decisioni
2001/118/CE, 2001/119/CE e 2001/573/CE: sostituisce la Decisione 94/3/CE
che istituisce un elenco di rifiuti conformemente all’art. 1, lettera a), della
Direttiva 74/442/CEE del consiglio relativa ai rifiuti e la Decisione 94/904/CEE del
consiglio che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell’art. 1, par. 4
della direttiva 91/689/CE del Consiglio relativa ai rifiuti pericolosi
DM 16 maggio 1996: regolamento recante norme tecniche relative alla
eliminazione degli oli usati
Decreto Ministeriale n. 145 del 01/04/1998: regolamento recante la
definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei
rifiuti ai sensi degli articoli 15, 18, comma 2, lettera e) , e comma 4, del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22
D.Lgs. Governo n. 209 del 22/05/1999: attuazione della direttiva 96/59/CE
relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili
D.Lgs. Governo n. 36 del 13/01/2003: attuazione della direttiva 1999/31/CE
relativa alle discariche di rifiuti
D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152: testo unico ambientale
Sostanze e materiali pericolosi
DM 11 febbraio 1989: modalità per l’attuazione del censimento dei dati e per
la presentazione delle denunce delle apparecchiature contenenti fluidi isolanti a
base di PCB
D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277: attuazione delle direttive CEE 80/1107, 82/605,
83/447, 86/188 e 88/462, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi
derivanti da esposizione da agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro,
a norma dell’art. 7, Legge 30/7/1990, n. 212
Legge 27 marzo 1992, n. 257: norme relative alla cessazione dell’impiego di
amianto e successive modifiche
Legge 28 dicembre 1993, n. 549 e successive modifiche e integrazioni:
misure a tutela dell’ozono stratosferico e dell’ambiente
D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 114: attuazione della Direttiva CEE n. 87/217/CEE in
materia di prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’ambiente causato
dall’amianto
D.Lgs. 3 febbraio 1997, n. 52 e successive modifiche e integrazioni:
attuazione della Direttiva 92/32/CEE concernente la classificazione, imballaggio
ed etichettatura delle sostanze pericolose
DM 4 aprile 1997: attuazione dell’art. 25, commi 1 e 2 del D.Lgs. 3 febbraio
1997, n. 52, concernente classificazione, imballaggio ed etichettatura delle
sostanze pericolose, relativamente alla scheda informativa in materia di sicurezza
DM 14 giugno 2002: recepimento della Direttiva 2001/59/CE recante XXVIII
adeguamento al progresso tecnico della Direttiva 67/548/ CEE, in materia di
classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze pericolose
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Enel
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D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 25: attuazione della Direttiva 99/24/CE sulla
protezione della salute e sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da
agenti chimici durante il lavoro
DM 7 settembre 2002: recepimento della Direttiva 2001/58/CE riguardante le
modalità della informazione su sostanze e preparati pericolosi immessi in
commercio
Legge 18 aprile 2005, n. 62: disposizioni per l'adempimento di obblighi
derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità Europee. Legge comunitaria
2004
Decreto Ministeriale del 20/12/2005: modalità per il recupero degli
idrofluorocarburi dagli estintori e dai sistemi di protezione antincendio
DPR 15 febbraio 2006, n. 147: attuazione del regolamento delle attività di
accertamento della sicurezza degli impianti di utenza a gas di cui alla
deliberazione 18 marzo 2004
Contaminazione del suolo
Decreto Ministeriale n. 471 del 25/10/1999: regolamento recante criteri,
procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino
ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni
Legge 28 luglio 2000, n. 224: conversione in legge, con modificazioni, del DL
16/06/2000, n. 160, recante: “differimento del termine per gli interventi di
bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati”
D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152: testo unico ambientale
Combustibili ed energia
Legge 9 gennaio 1991, n. 10: norme per l’attuazione del nuovo “piano
energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio
energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”
D.Lgs. Governo n. 504 del 26/10/1995: testo unico delle disposizioni
legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative
sanzioni penali e amministrative
Decreto Pres. Cons. Ministri del 08/03/2002: disciplina delle caratteristiche
merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento
atmosferico, nonché delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di
combustione
Legge n. 62 del 18/04/2005: disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità Europee. Legge comunitaria 2004
D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152: testo unico ambientale
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Rumore
DPCM 1 marzo 1991: limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti
abitativi e nell’ambiente esterno
Legge 26 ottobre 1995, n. 447: legge quadro sull’inquinamento acustico
DM 11 dicembre 1996: applicazione del criterio differenziale per gli impianti a
ciclo produttivo continuo
DPCM 14 novembre 1997: determinazione dei valori limite delle sorgenti
sonore
Direttiva CEE/CEEA/CE n. 88 del 14/12/2005: 2005/88/CE: direttiva del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2005 che modifica la
direttiva 2000/14/CE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine e attrezzature
destinate a funzionare all’aperto
Campi elettrici e magnetici
DPCM 23 aprile 1992: limiti massimi di esposizioni ai campi elettrici e magnetici
generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) e negli ambienti abitativi e
nell’ambiente esterno
Legge 22 febbraio 2001 n. 36: legge quadro sulla protezione dalle esposizioni
a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici
Decreto Legislativo del Governo n. 257 del 09/05/2001: disposizioni
integrative e correttive del decreto legislativo 26 maggio 2000, n. 241, recante
attuazione della direttiva 96/29/Euratom in materia di protezione sanitaria della
popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti
Disposizioni generali in materia di ambiente
D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 372: attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla
prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento
Comunicazione CEE 16 gennaio 2002, n. 12/04: adozione di otto documenti
di riferimento ai fini della direttiva 96/61/CE del Consiglio sulla prevenzione e la
riduzione integrate dell’inquinamento
DM 23 novembre 2001 e modifiche: dati, formati e modalità della
comunicazione di cui all’art. 10, comma 1, del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 372
Regolamento CE n. 761/2001 del Parlamento Europeo e del Consiglio
del 19 marzo 2001: adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema
comunitario di ecogestione ed audit
Legge 23 marzo 2001, n. 93: disposizioni in campo ambientale
86
Enel
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Glossario
ALTERNATORE: macchina elettrica che consente la
continuo miglioramento delle sue prestazioni ambientali.
trasformazione dell'energia meccanica in energia elettrica.
DPCM: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
AMBIENTE: contesto nel quale una organizzazione opera,
comprendente l'aria, l'acqua, il terreno, le risorse naturali,
EMAS (Eco-Management and Audit Scheme): Sistema
la flora, la fauna, gli esseri umani e le loro interrelazioni.
disciplinato dal Regolamento (CE) n. 761/2001 del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 marzo 2001
APAT: Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i
sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema
Servizi Tecnici.
comunitario di ecogestione ed audit.
ARPA: Agenzia Regionale Protezione Ambiente.
GENERATORE ELETTRICO: sinonimo di alternatore.
ASL: acronimo di Azienda Sanitaria Locale.
IMPATTO AMBIENTALE: qualsiasi modifica all’ambiente,
positiva o negativa, totale o parziale, derivante in tutto o in
AUDIT AMBIENTALE: processo di verifica sistematico e
parte dalle attività, dai prodotti o servizi di
documentato per conoscere e valutare, con evidenza
un'organizzazione.
oggettiva, se il Sistema di Gestione Ambientale di
un'organizzazione è conforme ai criteri definiti
kV (ChiloVolt): misura della differenza di potenziale di un
dall'organizzazione stessa per l'audit del Sistema di Gestione
circuito elettrico equivalente a 1.000 Volts.
Ambientale e per comunicare i risultati di questo processo
alla direzione dell’organizzazione (UNI EN ISO14001).
kVA (ChiloVoltAmpere): equivale a 1.000 VA
(VoltAmpere). Questa grandezza esprime la potenza di una
CHILOWATTORA (kWh): è l’unità di misura dell’energia
macchina elettrica funzionante a corrente alternata. Essa
elettrica.
rappresenta il prodotto della tensione (V) per la massima
corrente (A) che la macchina può sopportare.
CONVALIDA DELLA DICHIARAZIONE AMBIENTALE: atto
mediante il quale il Verificatore ambientale, accreditato da
m s.l.m.: metri sul livello del mare.
EMAS Italia, esamina la Dichiarazione ambientale
dell’organizzazione e convalida che i contenuti sono
NORMA UNI EN ISO 14001: versione ufficiale in lingua
conformi al regolamento EMAS in vigore.
italiana della norma europea EN ISO 14001. La norma
specifica i requisiti di un Sistema di Gestione Ambientale
dB(A): decibel (A) misura di livello sonoro. II simbolo (A)
che consente a un'organizzazione di formulare una Politica
indica la curva di ponderazione utilizzata per correlare la
ambientale e stabilire degli obiettivi ambientali, tenendo
sensibilità dell'organismo umano alle diverse frequenze.
conto degli aspetti legislativi e delle informazioni riguardanti
gli impatti ambientali significativi della propria attività.
DECRETO DI CONCESSIONE: l'atto con cui l’Autorità
Competente (Regione o Provincia) concede a un soggetto
OBIETTIVO AMBIENTALE: il fine ultimo ambientale
interessato (Enel, o altro produttore) l'uso dell'acqua.
complessivo, derivato dalla Politica ambientale, che
un’organizzazione decide di perseguire e che è quantificato
DICHIARAZIONE AMBIENTALE: è il documento con il quale
ove possibile.
l’organizzazione fornisce al pubblico ed agli altri soggetti
interessati informazioni sull’impatto e sulle prestazioni
OPERA DI RESTUITUZIONE: galleria a pelo libero che
ambientali che derivano dalla propria attività, nonché sul
convoglia attraverso un diffusore finale le acque di
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raffreddamento in mare.
PROGRAMMA AMBIENTALE: descrizione degli obiettivi e
delle attività specifiche dell'impresa, concernente una
OPERE DI PRESA: complesso di opere che permette di
migliore protezione dell'ambiente in un determinato sito, ivi
prelevare acqua di mare.
compresa una descrizione delle misure adottate o previste
per raggiungere questi obiettivi e, se del caso, le scadenze
PARTI INTERESSATE: persona o gruppo che abbia interesse
stabilite per l’applicazione di tali misure.
nelle prestazioni o nei risultati di un’organizzazione o di un
sistema, es: gli azionisti, i dipendenti, i clienti, i fornitori, le
REGOLAMENTO CE n. 761/2001: regolamento del
Comunità locali (abitazioni, aziende agricole, ecc.) le
Parlamento Europeo e del Consiglio sull’adesione volontaria
istituzioni, le Associazioni di categoria e di opinione.
delle organizzazioni a un sistema comunitario di
ecogestione e audit emanato il 19 marzo del 2001.
PCB: policlorobifenili. Sostanze ecotossiche utilizzate in
passato per migliorare le capacità dielettriche degli oli nelle
SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE: la parte del
apparecchiature elettriche.
Sistema di Gestione generale che comprende la struttura
organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità,
POLITICA AMBIENTALE: Dichiarazione, fatta da
le prassi, le procedure, i processi, le risorse per elaborare,
un’organizzazione, delle sue intenzioni e dei suoi principi in
mettere in atto, conseguire, riesaminare e mantenere attiva
relazione alla sua globale prestazione ambientale, che
la Politica ambientale di un’organizzazione.
fornisce uno schema di riferimento per l'attività da
compiere e per la definizione degli obiettivi e dei traguardi
SITO: tutto il terreno, in una zona geografica precisa sotto
in campo ambientale.
il controllo gestionale di un’organizzazione che comprende
attività, prodotti e servizi. Esso include qualsiasi
PORTATA: volume d’acqua o di altro fluido che passa in
infrastruttura, impianto e materiali.
una sezione geometricamente definita nell’unità di tempo.
TRAGUARDO AMBIENTALE: requisito di prestazione
POTENZA ATTIVA: è la potenza elettrica erogata in rete
dettagliato, possibilmente quantificato, riferito a una parte
che può essere trasformata in altre forme di energia.
o all’insieme di una organizzazione, derivante dagli obiettivi
ambientali e che bisogna fissare e realizzare per
POTENZA EFFICIENTE: è la massima potenza elettrica
raggiungere questi obiettivi.
realizzabile con continuità dalla derivazione per almeno
quattro ore, per la produzione esclusiva di potenza attiva,
UNITÀ DI PRODUZIONE: l’insieme dei macchinari costituiti
supponendo tutte le parti di impianto efficienti e nelle
da una turbina che fornisce l’energia meccanica,
condizioni più favorevoli di salto e di portata.
l’alternatore che trasforma l’energia meccanica in energia
elettrica e del trasformatore che eleva la tensione elettrica
POTENZA INSTALLATA: è la somma delle potenze
per consentire il trasporto dell’energia elettrica prodotta
elettriche nominali di tutti i generatori installati in un
sulla rete di trasporto nazionale.
impianto e connessi alla rete direttamente o a mezzo di
trasformatore. Si esprime in kVA.
VERIFICATORE AMBIENTALE ACCREDITATO: qualsiasi
persona o organizzazione indipendente da Enel, che abbia
PRESTAZIONE AMBIENTALE: risultati misurabili del Sistema
ottenuto l’accreditamento in conformità alle condizioni e
di Gestione Ambientale, conseguenti al controllo esercitato
procedure stabilite dal Regolamento EMAS.
dall’organizzazione sui propri aspetti ambientali, sulla base
della Politica ambientale, dei suoi obiettivi e dei suoi traguardi.
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VVF: acronimo di Vigili del Fuoco.
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Design editoriale
Inarea - Roma
Realizzazione
Online Group - Roma
Stampa
Tipografia Facciotti - Roma
Finito di stampare
nel mese di gennaio 2009
su carta ecologica riciclata
Fedrigoni Symbol Freelife
Tiratura 300 copie
Pubblicazione fuori commercio
A cura della Direzione Relazioni Esterne
enel.it
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