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Parere VA Rifiuti porto di venezia

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Parere VA Rifiuti porto di venezia
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
PARERE
n. 43 del 17 maggio 2012
(o.d.g. 7 del 17 maggio 2012)
OGGETTO: Autorità Portuale di Venezia. Piano di gestione dei rifiuti da navi e residui di carico del porto di
Venezia. Verifica di Assoggettabilità (art. 12 D.Lgs. 152/2006, come modificato dal D.Lgs.
4/2008).
PREMESSO CHE
–
l’ art. 6 comma 3 del D.Lgs. 152/2006 prevede che in caso di modifiche minori di piani o programmi
esistenti, o di piani o programmi che determinino l’uso di piccole aree a livello locale debba essere
posta in essere la procedura di verifica di assoggettabilità di cui all’art. 12 del medesimo Decreto
legislativo ;
–
con deliberazione n. 791 del 31.03.2009 la Giunta Regionale ha, tra l’altro, stabilito le procedure da
seguire per la verifica di assoggettabilità individuando alcune tipologie e casistiche da escludere dalla
suddetta procedura nonché dalla procedura VAS;
–
La Commissione Regionale VAS, individuata ex art.14 della LR n.4/2008, si è riunita in data 17 maggio
2012 come da nota n. 221433 del 14.05.2012 del Dirigente della Unità di Progetto Coordinamento
Commissioni (VAS – VINCA – NUVV), segretario della commissione;
–
Ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 182/2003, relativamente ai porti dello Stato in cui è competente l’Autorità
portuale, la stessa Autorità è tenuta, previa consultazione delle parti interessate e, in particolare,
dell’ufficio sanità marittima e degli operatori dello scalo, ad elaborare un Piano di raccolta dei rifiuti
prodotti dalle navi e dei residui del carico.
L’Autorità portuale è tenuta, altresì, a dare immediata comunicazione del Piano alla Regione
competente per territorio che valuta ed approva lo stesso piano, integrandolo, per gli aspetti relativi alla
gestione, con il piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all’art. 22 del D.Lgs. 22/1997.
Nei porti in cui l’Autorità competente è l’Autorità marittima, il Piano di cui sopra deve essere
predisposto da quest’ultima ed adottato, d’intesa con la Regione competente, con ordinanza.
•
•
•
•
•
I Piani di cui trattasi devono essere predisposti sulla base delle prescrizioni contenute nell’allegato I al
citato D.Lgs. 182/2003 e devono comprendere, tra l’altro, le seguenti tematiche:
la tipologia e la quantità dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico ricevuto e gestito;
la descrizione dettagliata delle procedure di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del
carico;
la descrizione della tipologia e della capacità degli impianti portuali di raccolta;
la valutazione del fabbisogno di impianti portuali di raccolta;
la stima massima dei costi degli impianti e la descrizione del sistema delle tariffe.
Nella Regione del Veneto è istituita una sola Autorità Portuale – quella di Venezia – e sono altresì
presenti due Autorità Marittime istituite presso la Capitaneria di Porto di Chioggia e presso l’Ufficio
circondariale marittimo di Carole.
UNITA’ DI PROGETTO COORDINAMENTO COMMISSIONI (VAS-VINCA-NUVV)
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COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
–
–
Con nota prot. n. 560900 del 02.10.2006 questa Direzione, riscontrando le note prot. nn. 356848 del
12.06.2006 e 435613 del 20.07.2006 della Direzione Ambiente relativamente
l’ art. 6 comma 3 del D.Lgs. 152/2006 prevede che in caso di modifiche minori di piani o programmi
esistenti, o di piani o programmi che determinino l’uso di piccole aree a livello locale debba essere
posta in essere la procedura di verifica di assoggettabilità di cui all’art. 12 del medesimo Decreto
legislativo ;
con deliberazione n. 791 del 31.03.2009 la Giunta Regionale ha, tra l’altro, stabilito le procedure da
seguire per la verifica di assoggettabilità individuando alcune tipologie e casistiche da escludere dalla
suddetta procedura nonché dalla procedura VAS;
alla richiesta di parere in ordine all’assoggettamento dei succitati Piani di competenza dell’Autorità
portuale di Venezia e delle Autorità Marittime di Chioggia e di Caorle alle procedure di Valutazione
Ambientale Strategica, informò la Direzione Ambiente sulla necessità di un esame preliminare dei piani
in parola per verificare se l’attuazione degli stessi possa determinare effetti significativi sull’ambiente,
posto che con la linee guida già adottate dalle Giunta Regionale con la deliberazione n. 2988 del
01.10.2004 è stato precisato che in ogni caso il criterio per l’applicazione della Direttiva 2001/42/CE è
“la questione se il piano o programma potrebbe avere effetti significativi sull’ambiente”.
L’Autorità Portuale di Venezia con nota prot. n. 57915 del 28.02.2012, acquisita al protocollo regionale
al n.108035 del 06.03.12, ha fatto pervenire, in qualità di autorità procedente, al fine della Verifica di
Assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica del“Piano per la gestione dei rifiuti delle navi
e dei residui di carico del Porto di Venezia. D.Lgs n. 182/2003” Revisione 2 – Anno 2011, la seguente
documentazione:
• Elenco delle autorità competenti a rilasciare parere in materia ambientale;
• 1 copia del Rapporto Preliminare per la verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale
Strategica su supporto cartaceo;
• 2 copie della Relazione di Valutazione di Incidenza su supporto cartaceo;
• 1 copia del Documento soggetto all’esame, costituente Piano di Gestione dei Rifiuti della navi e
residui di carico del Porto di Venezia rev. 2 – anno 2001 su supporto cartaceo ;
• 2 copie digitale degli elaborati sopra citati;
• 1 copia del Decreto del Presidente dell’Autorità Portuale n. 1447 del 27 febbraio 202, di adozione
del Piano.
Da una prima verifica amministrativa della documentazione presentata, risultavano già trasmessi agli
Enti competenti a rilasciare il parere in materia ambientale, tutti gli atti relativi al procedimento
amministrativo, per cui, per completare l’istruttoria e quindi sottoporre il tutto alla Commissione per
l’espressione del parere, l’U.P. Coordinamento Commissioni (Vas-Vinca-Nuvv), chiedeva con nota
prot. regionale n.120783 del 13.03.2012 di far valida la richiesta dell’Autorità Portuale medesima, già
inviata a:
• Comune di Venezia
• Comune di Mira
• Provincia di Venezia
• ARPAV
• Magistrato alle Acque di Venezia
• Soprintendenza BAP di Venezia
• Commissione per la Salvaguardia di Venezia
• Azienda U.L.S.S. n. 12 Veneziana
• Azienda U.L.S.S. n. 13
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AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
• Autorità di Bacino dei Fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione
• AATO “Venezia Ambiente”
• Con nota prot. n. 20040 del 26.03.2012, acquisita al prot. regionale n. 159892 del 4 aprile 2012,
l’Azienda ULSS n.12, ha fatto pervenire parere.
• Con nota prot. n. 23137 del 02.04.2012, acquisita al prot. regionale n. 161611 del 4 aprile 2012;
l’Azienda ULSS n.13, ha fatto pervenire parere.
• Con nota prot. n. 168635 del 10.04.2012, della Commissione per la Salvaguardia di Venezia ha fatto
pervenire il parere
• Con nota prot. n.592 del 04.04.2012, acquisita al prot. regionale n. 169513 del 11 aprile 2012;
l’Autorità di Bacino, ha fatto pervenire parere;
• Con nota prot. n. 160399 del 12.04.2012, acquisita al prot. regionale n. 179091 del 16 aprile 2012; il
Comune di Venezia, ha fatto pervenire parere;
• Con nota prot. n. 5424 del 16.04.2012, acquisita al prot. regionale n. 186178 del 19 aprile 2012; il
Comune di Venezia, ha fatto pervenire parere;
I CONTENUTI DEL PIANO
Il presente piano costituisce aggiornamento, come prescritto da normativa vigente, del Piano per la
Gestione dei rifiuti dalle navi e dei residui del carico del Porto di Venezia – D. Lgs. n° 182/2003, la cui
precedente versione è stata approvata dalla Regione Veneto con Deliberazione del Consiglio Regionale
n. 42 del 10 luglio 2008 e pubblicata nel Bollettino Ufficiale regionale n. 71 del 26 agosto 2008.
Lo stesso è redatto in adempimento all’art. 5 del D. Lgs. n° 182/2003 che infatti stabilisce:
“Il piano di raccolta e di gestione dei rifiuti è aggiornato ed approvato in coerenza con la
pianificazione regionale in materia di rifiuti, almeno ogni tre anni e, comunque, in presenza di
significativi cambiamenti operativi nella gestione del porto”.
L’aggiornamento del Piano mantiene sostanzialmente le scelte strategiche già operate, basandosi su una
filosofia volta a promuovere azioni di incentivazione del recupero di materia ed energia.
Esso costituisce una sorta di recepimento, rispetto alla versione precedente, di aspetti di novità, nonché
una forma di allineamento, rispetto alla pianificazione territoriale locale e regionale in materia di rifiuti,
costantemente in evoluzione.
Il Testo Unico ambientale – D. Lgs. n. 152 del 29 aprile 2006 – che può ritenersi una novità normativa,
rispetto alla data della precedente versione del Piano, come principi ispiratori non si pone in modo
eccessivamente innovatore, rispetto al previgente D. Lgs. n. 22/97, dovendosi comunque conformare a
Direttive Comunitarie ormai consolidate in materia.
Nell’approccio generale restano pertanto confermati gli obiettivi volti ad una gestione dei rifiuti vista
quale attività di pubblico interesse, perseguiti anche favorendo per quanto possibile, la
responsabilizzazione e la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti nel Ciclo di vita del rifiuto; resta
significativo il richiamo ai principi di precauzione, prevenzione, cooperazione tra tutti i soggetti attori
del sistema rifiuti, evidenziando l’assunto secondo il quale “chi inquina paga”.
Ancor più di prima per la norma vigente, in linea di principio lo smaltimento deve costituire la fase
residuale della gestione dei rifiuti (art. 182). Lo stesso è da attuarsi solamente nei confronti di quelle
frazioni che non possano essere destinate al recupero, secondo una logica che vede come preminente il
reimpiego o riciclaggio diretto del materiale e considera preferibile il recupero come sistema di reimmissione nel ciclo produttivo di materie prime o come mezzo per produrre energia; infatti, lo stesso
smaltimento tramite incenerimento, deve comunque avvenire con recupero energetico (art. 182).
L’impiego della discarica in linea di massima va limitato ai rifiuti inerti, a quelli derivanti da operazioni
di riciclaggio, recupero e smaltimento ed a quelli individuati da specifiche norme tecniche.
Al costante miglioramento dei livelli di tutela dell’ambiente concorrono non solo le attività finalizzate a:
- prevenire la formazione dei rifiuti,
- ridurne le quantità generate,
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- favorire il riutilizzo,
- promuovere il riciclaggio o altre forme di recupero di materia/energetico, ma anche le attività volte a:
- garantire lo smaltimento sicuro dei rifiuti non recuperabili,
- permettere lo smaltimento in impianti idonei vicini al luogo in cui i rifiuti sono prodotti,
- realizzare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi in ambiti territoriali
ottimali.
Il D. Lgs. n. 152/06 art. 232 - rifiuti prodotti dalle navi e residui di carico, rimanda la disciplina di
carattere nazionale relativa ai rifiuti prodotti dalle navi ed ai residui di carico al previgente D. Lgs.
182/03, decreto mediante il quale il legislatore aveva già affidato ai porti, il compito di provvedere a
tutti quei servizi che siano in grado di assicurare l’efficienza e l’efficacia della raccolta dei rifiuti da
navi e residui del carico, nel rispetto di standard di sicurezza per l’ambiente e per la salute dell’uomo,
raggiungibili con le migliori tecnologie disponibili.
Nello specifico ambito delle Autorità Portuali il D. Lgs. 182/03 ha attribuito competenze in materia di
programmazione della gestione dei rifiuti nell’ambito di propria competenza, tramite uno specifico
strumento, costituito appunto dal Piano di Raccolta e Gestione dei rifiuti.
Nel triennio a seguire rispetto al precedente Piano approvato nel 2008, ed in base alle evidenze di
possibili miglioramenti attuabili, riscontrate proprio dall’analisi dei dati riportati nel Piano stesso,
l'Autorità Portuale di Venezia nell'ambito delle proprie competenze ha intrapreso un percorso di
evoluzione nella gestione dei rifiuti, volto a dare risposte concrete ed a fornire al Porto un servizio
sempre più efficiente.
Un aspetto che è emerso, e che si sta prendendo in considerazione, è la difficoltà da parte delle navi, a
conferire al gestore del servizio portuale di raccolta alcune tipologie di rifiuti, quali le acque di lavaggio;
poiché infatti l'impianto adibito al trattamento ed al recupero delle miscele idrocarburiche attualmente
esistente, è idoneo ad effettuare semplicemente un trattamento di separazione di tipo fisico, si rende
indispensabile il successivo invio dei materiali ad ulteriori impianti di trattamento. Tale impianto risulta
quindi attualmente poco avanzato dal punto di vista tecnologico, oltre che dal punto di vista
quantitativo.
Proprio per fare fronte a suddette difficoltà, l'Autorità Portuale di Venezia sta provvedendo affinché
venga realizzato un impianto, con caratteristiche tali da poter far fronte a necessità, determinate dalle
tipologie e dai quantitativi di rifiuti che vengono usualmente conferiti dalle navi presso il Porto di
Venezia.
Al fine quindi di dotare il porto di un sistema per il trattamento completo delle acque di sentina, grigie e
di lavaggio, è stato attivato un procedimento finalizzato all’affidamento di una concessione, previo
apposito bando di gara con procedura aperta a dimensione europea, riguardante la finanza di progetto ex
art. 153, commi 1-14, del D.lgs. 163/2006, per la progettazione definitiva, progettazione esecutiva,
costruzione e gestione funzionale ed economica, di un impianto di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi
e dei residui del carico, ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n° 182/2003.
L'A.T.I. vincitrice della gara sta provvedendo alla progettazione esecutiva della piattaforma in oggetto.
Ricognizione dello stato di fatto
Il Territorio
La Legge 84/94 ha attribuito alle Autorità Portuali il potere di regolamentazione, coordinamento e
promozione delle attività portuali. L’Autorità Portuale di Venezia assolve agli obblighi previsti da tale
legge esercitando la propria competenza nelle aree portuali di Venezia, Porto Marghera e Porto di San
Leonardo. Come già indicato nella precedente versione del Piano, l’attività commerciale e industriale è
esclusivamente localizzata nell’area di Porto Marghera, l’attività petrolifera si svolge nel Terminal di
San Leonardo, al confine tra la Laguna Centrale e la Laguna Sud e l’attività crocieristica e ferry si
concentra nella città di Venezia.
Le aree di competenza dell’Autorità Portuale di Venezia risultano pertanto localizzate sia nel centro,
storico di Venezia sia nell’area di Porto Marghera.
Il Porto di Venezia consta dei seguenti requisiti, invariati rispetto alla data della precedente versione del
Piano:
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AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
- 2045 ettari di superficie
- 30 km di ormeggi
- 70 km di rete stradale interna
- 205 km di rete ferroviaria interna raccordata alla rete nazionale da due stazioni ferroviarie
specializzate per il traffico merci
- 163 accosti operativi
- 63 accosti a servizio dell’attività commerciale
- 100 accosti a servizio di quello industriale
- 172 ettari e 46 accosti sono destinati all’attività petrolifera
- 1.500.000 t di capacità complessiva di deposito per oli minerali
- 203 ettari sono destinati al settore commerciale
- 177.000 mq destinati allo stoccaggio della merce in magazzini specializzati
- 1.850.000 mq attrezzati come area operativa dotata di avanzati meccanismi e mezzi meccanici di
piazzale
- 1.842 ettari destinati al settore industriale, in cui operano 300 aziende, dotati di 100 accosti operativi.
Analisi attuale e previsione dell’andamento del traffico di mezzi in ambito portuale
Mentre per l’inquadramento territoriale ed ambientale della zona si può fare riferimento alla precedente
versione del Piano, è opportuno soffermarsi sull’analisi dei più recenti dati relativi al traffico portuale
caratteristico del Porto di Venezia che, insieme ai qualitativi di rifiuti in gioco, risulta fattore
indispensabile, ai fini di valutare l’adeguatezza degli impianti in essere ed in progetto, nonché eventuali
nuove procedure di gestione.
Come riportato nella Relazione Annuale 2010 di Autorità Portuale di Venezia, i dati di traffico hanno
fatto segnare un aumento complessivo delle merci trattate del 4,1% (oltre 1 milione di tonnellate in più)
rispetto al 2009.
Si è quindi verificato un trend positivo, nonostante il persistente contrarsi del traffico industriale (8,5%), in calo a causa delle difficoltà registrate dalle aziende industriali di Porto Marghera.
In particolare il settore container, migliore scala di misura della capacità competitiva dello scalo,
registra un incremento dei traffici pari al +7,6% in termini di peso; in termini di TEU sono cresciuti del
6,6% (+24.439 unità) incrementando sia in sbarco che in imbarco rispetto al 2009 ma variando in
positivo (+3,6%) anche rispetto al 2008.
Sono inoltre in crescita i settori dei prodotti raffinati (+7,6%), dei minerali (+37,35%), delle merci varie
in colli (+11,5%) e del traffico passeggeri, che ha chiuso il 2010 con un incremento pari a +9,1%dovuto
alla continua progressione dei passeggeri croceristi.
Una diminuzione si riscontra invece nel settore industriale (-8,5%). Specificamente, il settore delle
rinfuse liquide, che comprende combustibili e prodotti chimici, ha fatto segnare un aumento del 2,2%;
nonostante questo incremento la quota di questo settore, sul totale dei traffici, è scesa dal 46,3% dello
scorso anno al 45,2% attuale.
Il settore delle rinfuse solide, che contiene i traffici dei prodotti del settore agroalimentare, energetico,
chimico, minerario, siderurgico e dell’edilizia, ha leggermente incrementato i volumi di traffico rispetto
al 2009, e con una quota del 24,3% sul traffico totale del porto è in leggera diminuzione rispetto al
25,1% del 2009. La riduzione significativa si è avuta nei traffici di carbone, con un calo del 18,6% (441,295 t).
Dal punto di vista delle previsioni, lo sviluppo infrastrutturale e le iniziative promosse nel corso del
2010 dall’Autorità Portuale di Venezia, per garantire un porto più competitivo dotato di servizi,
potrebbero comportare nel breve periodo un aumento della quota del settore commerciale sul totale dei
traffici; anche le merci in colli (general cargo e prodotti siderurgici) dovrebbero aumentare i traffici, in
conseguenza ad una ripresa della produzione industriale.
Analoghe previsioni valgono per il settore petrolifero che dovrebbe accrescere leggermente i propri
traffici; al contrario si ritiene che il comparto industriale continuerà a contrarre i propri traffici,
soprattutto se le movimentazioni di carbone per le centrali termiche non riprenderanno sui livelli degli
anni precedenti.
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Il settore passeggeri è previsto continui la propria espansione a ritmi molto sostenuti, grazie soprattutto
ai traffici di crocieristi che cresceranno per effetto delle maggiori dimensioni di alcune navi che toccano
il Porto di Venezia e al crescente interesse delle compagnie di navigazione rispetto alle crociere
nell’area del Mediterraneo orientale.
Procedure di raccolta e trattamento dei rifiuti da navi
La Legge 84/94 prevede che l’Autorità Portuale fornisca alle navi alcuni servizi di interessegenerale a
titolo oneroso, attraverso il regime della concessione pluriennale.
Tale concessione è assegnata ad aziende o raggruppamenti di aziende attraverso lo strumento della
Licitazione pubblica. Alla data di emissione del presente Aggiornamento del Piano di Gestione dei
Rifiuti da navi, la concessione in corso è determinata con:
- Ordinanza n. 337 del 31 maggio 2010: Concessione del servizio di raccolta, stoccaggio,
pretrattamento e smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi (liquami, acque di lavaggio e di sentina, nonché
le acque nere) e dei residui del carico prodotti dalle navi ormeggiate nel porto di Venezia per il periodo
1 giugno 2010 – 31 maggio 2030.
La concessione è articolata in maniera tale da accorpare i servizi di “raccolta, stoccaggio, smaltimento
di liquami, acque di lavaggio e di sentina nonché delle acque nere prodotte dalle navi ormeggiate nel
Porto di Venezia” e di “raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti prodotti dalle navi nel Porto di
Venezia”, che precedentemente venivano gestiti come servizi separati, in ossequio a quanto contenuto
nel vigente “Piano triennale per la gestione dei rifiuti delle navi e dei residui del carico del Porto di
Venezia”, redatto dall’Autorità Portuale ai sensi del D. Lgs. n° 182/2003 ed approvato dalla Regione
Veneto ai sensi dell’art. 5 del citato Decreto Legislativo.
Sempre con riferimento a tali servizi, si è provveduto ad adeguare, suddividendola per classi di stazza
lorda e tipologia di naviglio, la quota fissa destinata alle navi, che fruiscono di una esenzione
dall’obbligo di conferimento e destinata a parziale copertura degli oneri di gestione dell’impianto
portuale di raccolta dei rifiuti, ai sensi dell’art. 8 del citato D. Lgs. n° 182/2003.
Quindi, la concessione del servizio di raccolta, stoccaggio, pretrattamento e smaltimento dei rifiuti
solidi, liquidi (liquami, acque di lavaggio e di sentina, nonché acque nere) e dei residui del carico,
prodotti dalle navi ormeggiate nel porto di Venezia, attualmente e sino al 31 maggio 2030, è affidata
alle Guardie ai Fuochi del Porto di Venezia S.C.A. ed a CO.NE.PO. Servizi S.c.ar.l.
La raccolta dei rifiuti avviene secondo modalità specifiche per tipologia di rifiuto considerata, sono
quindi identificabili le seguenti procedure relative a:
- rifiuti prodotti da navi e rifiuti del carico, che per qualità sono assimilabili agli urbani non
differenziati, rifiuti speciali pericolosi e non (tipologia A),
- liquami, acque di lavaggio e di sentina, acque nere prodotte dalle navi (tipologia B).
Tutte le navi in arrivo, prima dell’accesso al Porto di Venezia hanno l’obbligo di notificare alla
Capitaneria di Porto:
- i quantitativi di rifiuti e di residui del carico che intendono conferire agli impianti portuali di raccolta;
- i quantitativi di rifiuti e di residui del carico che intendono trattenere a bordo (e, conseguentemente, la
quantità di rifiuti che intendono conferire presso il successivo porto di scalo);
- le quantità di rifiuti che saranno prodotte tra la notifica e il successivo porto di scalo (solo se la nave
intende avvalersi della possibilità di conferire tutti i rifiuti al successivo porto di scalo).
Per la notifica il Comandante della nave può utilizzare, in alternativa al modulo cartaceo, l’apposito
modulo elettronico presente nel LogIS-Nave-Web; tale prassi consente di effettuare, in via preventiva,
la quantificazione giornaliera dei rifiuti e dei residui del carico, che le navi intendono conferire presso il
Porto di Venezia.
A tal proposito si sottolinea, che la recente direttiva 2007/71/CE, recante modifiche alla 2000/59/CE,
relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui di carico, recepita in
Italia con D. Lgs. 182/03, ha stabilito un nuovo formato standard, per il modulo di notifica anticipata
relativa ai rifiuti da consegnare ad impianti di raccolta portuali. Si tratta di un format unico che risponde
a requisiti di trasparenza e semplificazione, ideato nell'intento di raccogliere informazioni aggiuntive,
per quanto riguarda i quantitativi dei rifiuti annoverati dalla Convenzione internazionale Marpol 73/78,
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sulla prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi. Sulla base di tali disposizioni, con Ordinanza n.
89/08 del 31/7/08 della Capitaneria di Porto di Venezia (si veda allegato) è stato approvato il “Modulo
di notifica dei rifiuti prodotti da nave”.
Procedura di raccolta rifiuti di tipologia A
Il servizio prevede l’asporto dei rifiuti provenienti dalle navi in sosta nel porto commerciale di
Marghera, in quello turistico di Venezia ed in quello petrolifero di S. Leonardo ed interessa le categorie
di rifiuti dichiarati in Notifica dalle navi quali rifiuti alimentari, imballaggi in plastica, vetro o altro
materiale, altri rifiuti, rifiuti associati al carico e rifiuti del carico.
Il servizio di microraccolta presso le navi ormeggiate nelle varie banchine è svolto con cadenza
giornaliera.
Quotidianamente viene pianificata l’attività di raccolta e smaltimento tenuto conto delle seguenti fonti
informative:
- copia delle notifiche;
- presenza di navi in porto;
- liste approdi/partenze (corporazione piloti di Venezia);
- richieste particolari di smaltimento.
I rifiuti sono conferiti dal personale di bordo della nave al personale della CONEPO VESTA.
Si richiede all’utenza che i rifiuti vengano conferiti all’interno di sacchi a perdere in plastica,
impermeabili, di adeguata robustezza e tali che il loro peso e il loro volume non ne impediscano la
maneggevolezza; quando vengono conferiti i sacchi devono essere chiusi per evitare la dispersione dei
rifiuti contenuti.
Nel tempo si sta cercando di educare il conferitore alla differenziazione dei vari rifiuti a seconda della
tipologia di materiale; a tal proposito, si fa presente infatti, che alcune tipologie di rifiuti, differenziate
all’origine sulla nave, quali legno, vetro, imballaggi, ecc, vengono attualmente conferite in idonei
impianti per il loro recupero. Tuttavia, per varie motivazioni, una parte del rifiuto viene tuttora conferito
come indifferenziato ed, in quanto tale, avviato all’impianto di termovalorizzazione.
Si sottolinea nel caso dell’invio a termovalorizzazione, che non si tratta di una scelta irrispettosa dei
vincoli ambientali di una corretta gestione dei rifiuti, bensì del raggiungimento di un equilibrio fra i tre
principi regolatori della gestione dei rifiuti, ovvero, efficienza, efficacia ed economicità del servizio. Il
consolidarsi della prassi veneziana di accettare il rifiuto in forma Autorità Portuale di indifferenziata, è
stato favorito anche dalla circostanza che la destinazione finale del rifiuto non è la discarica, bensì il
trattamento mediante termovalorizzazione. Questa prassi allinea la gestione dei rifiuti da navi del Porto
di Venezia con la programmazione locale in materia di rifiuti.
Attualmente la raccolta è effettuata mediante mezzi nautici e/o mezzi terrestri, tali da poter consentire
un agevole trasbordo a terra dei rifiuti, anche mediante la banchina.
Il servizio di conferimento/raccolta si articola in questo modo:
- il personale addetto alla raccolta raggiunge la nave ormeggiata, contatta il comando della nave e
verifica con il personale di bordo il quantitativo e la tipologia di rifiuti che devono essere raccolti,
nonché le modalità di conferimento;
- il personale addetto alla raccolta spiega al personale di bordo la procedura da adottare e le precauzioni
da adottare per conferire i rifiuti;
- il personale di bordo effettua la movimentazione e il trasbordo dei rifiuti coadiuvato, quando
necessario, dagli operatori del servizio di raccolta.
Tutte le fasi di conferimento sono presidiate e supervisionate dal personale di raccolta, ai fini della
sicurezza e della tutela dell’ambiente.
Vengono poi compilate dei bollettini di consegna del rifiuto dove, oltre alle indicazioni
dell’imbarcazioni, sono segnalati i quantitativi di rifiuto da smaltire.
Questa bolla di accompagnamento nella maggior parte dei casi non rispecchia i quantitativi che vengono
dichiarati dalle imbarcazioni prima dell’entrata nel porto, quindi risulta difficile quantificare i
quantitativi e le tempistiche prima della raccolta.
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Ciascun mezzo procede con la micro-raccolta fino a quando esaurisce la capacità di carico; a questo
punto:
- se il mezzo è un natante, dirige verso i punti di raccolta presso i quali gli operatori provvedono a
stoccare i rifiuti
- se il mezzo è un camion, dirige direttamente verso l’impianto di trattamento.
Per quanto riguarda i residui del carico, sostanzialmente vengono ricompresi nel ciclo della gestione dei
rifiuti da parte dei terminalisti.
Nel caso dei rifiuti sanitari, le procedure adottate dal gestore del servizio per la raccolta ed il trasporto
sono svolte in ottemperanza alle disposizioni previste dal D.P.R. n. 254/2003, e si precisa che:
- alla segnalazione in Notifica della presenza di un rifiuto sanitario, segue un accertamento, operato
telefonicamente dal gestore, sulla tipologia del rifiuto da raccogliere e trasportate,
- la raccolta, il trasporto ed il deposito preliminare vengono effettuati utilizzando apposito imballaggio a
perdere, anche flessibile, recante la scritta “rifiuti sanitari pericolosi” ed il simbolo del rischio
corrispondente alla tipologia di rifiuti sanitario,
- l’imballaggio prescelto ha le caratteristiche stabilite dalla legge per la categoria di trasporto
corrispondete e deve risultare, pertanto, a norma di legge,
- l’intera fase di trasporto viene effettuata nel più breve tempo tecnicamente possibile, normalmente
entro 8 ore.
Procedura di raccolta rifiuti di tipologia B
Il servizio prevede l’asporto dei reflui provenienti dalle navi in sosta nel porto commerciale di
Marghera, in quello turistico di Venezia ed in quello petrolifero di S. Leonardo ed interessa le categorie
di rifiuti dichiarati in Notifica dalle navi.
Normalmente il servizio prevede che il comandante di una nave ormeggiata nel porto di Venezia
concordi con il Gestore del Servizio di raccolta, anche tramite la propria agenzia marittima ed almeno
24 ore prima del conferimento, il servizio di raccolta di: acque di sentina, acque di lavaggio, morchie,
acque nere.
Alla data e all’ora concordate, il natante con il quale è effettuata la raccolta ormeggia sottobordo alla
nave che ha richiesto il servizio.
Possono presentarsi le seguenti circostanze:
- la nave è in grado di scaricare i rifiuti con propri mezzi,
- la nave non è in grado di scaricare i rifiuti con propri mezzi,
- il rifiuto deve essere aspirato da fusti o altri contenitori.
Nave dotata di mezzi propri
Il personale addetto alla raccolta:
- effettua il collegamento, con manichetta e flangia, tra la nave e la bettolina;
- stende le panne galleggianti per il contenimento di eventuali sversamenti;
- previo nullaosta della Capitaneria di Porto di Venezia si procede col travaso del rifiuto.
L’operazione è presidiata dal personale addetto al servizio di raccolta ai fini della sicurezza e della tutela
dell’ambiente.
Una volta completato il travaso del rifiuto, il personale addetto:
- sconnette flangia e manichetta;
- raccoglie le panne galleggianti;
- quantifica il rifiuto preso in carico e ne informa il Comando della nave;
- compila il formulario di accompagnamento dei rifiuti;
- disormeggia e rientra per scaricare il rifiuto nelle chiatte di stoccaggio per la decantazione.
Nave priva di mezzi propri per scaricare i rifiuti, oppure con rifiuti che devono essere aspirati da fusti o
altri contenitori.
Una volta ormeggiato sottobordo o in prossimità della nave, il personale addetto al servizio di raccolta:
- con l’addetto della nave effettua un sopralluogo per visionare il percorso di stesura delle,manichette
necessarie a creare la linea di aspirazione e mandata del prodotto;
- colloca la pompa per l’aspirazione del rifiuto sulla nave e predispone flange e manichette;
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AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
- stende le panne galleggianti per il contenimento di eventuali sversamenti;
- previo nullaosta della Capitaneria di Porto si procede con l’aspirazione del rifiuto.
L’operazione è presidiata dal personale addetto al servizio di raccolta ai fini della sicurezza e della tutela
dell’ambiente.
Una volta completato il travaso del rifiuto, il personale addetto al servizio di raccolta:
- lava flange, manichette e pompa;
- smantella la linea di aspirazione/mandata e reimbarca la pompa;
- raccoglie le panne galleggianti;
- quantifica, per mezzo di sonde, il rifiuto preso in carico e ne informa il Comando della nave;
- compila il formulario di accompagnamento dei rifiuti;
- disormeggia e rientra alla base, dove il rifiuto viene scaricato nelle chiatte di stoccaggio per la
decantazione.
Dopo che ha espletato le attività di raccolta (sia di Tipologia A che B), il Gestore del servizio provvede
a registrare i quantitativi di tutti i rifiuti raccolti nei formulari di accompagnamento e nei registri di
carico/scarico in ottemperanza a quanto disposto dalla normativa vigente (e provvede alla relativa
compilazione del MUD secondo la periodicità prevista per legge).
Inoltre in funzione della tipologia di rifiuto conferito, gli operatori del Gestore del servizio di raccolta
registrano le tipologie e i quantitativi di rifiuti conferiti da ciascuna nave in documenti interni, il cui
scopo è quello di documentare il servizio anche ai fini della corretta imputazione dei costi all’utenza.
Tipologia e capacità dei mezzi di raccolta e trasporto dei rifiuti
La dotazione di mezzi nautici e terrestri è rimasta pressoché simile a quella indicata nel piano
precedente, salvo alcune aggiunte di mezzi (nel caso di nuovi automezzi gli scarrabili di carico sono
rimasti invariati).
Si ripropone comunque l’elenco di cui al Piano precedente, in cui la capacità dei mezzi, è espressa sia in
mc (per poterla raccordare ai documenti di Notifica delle navi che esprimono i quantitativi
esclusivamente in tale unità di misura) che in kg; si precisa che quella indicata è la capacità media
oppure quella riportata nella documentazione rilasciata dal costruttore del mezzo di trasporto; non è
possibile indicare con maggior grado di dettaglio tale dato, in quanto lo stesso è rilevabile solo caso per
caso, in funzione del peso specifico della tipologia di rifiuto da trasportare.
Ognuno dei mezzi deputati al trasporto dei rifiuti solidi (garbage) è autorizzato a trasportare più codici
CER; in particolare dalle relative autorizzazioni, risulta che ogni singolo mezzo è abilitato al trasporto
di tutte le tipologie di codice gestite nell’ambito del Piano di Gestione dei Rifiuti da navi. Pertanto, tutti
i mezzi in questione possono essere utilizzati indifferentemente o promiscuamente, secondo necessità
per il trasporto dei rifiuti, ad esclusione dei codici relativi ai rifiuti liquidi.
Sempre in riferimento alla raccolta dei rifiuti solidi, parte integrante del mezzo di trasporto è
costituita dai cassoni scarrabili, utilizzati come unico sistema per il conferimento dei rifiuti all’impianto
di smaltimento finale.
Ne consegue pertanto che non si configurano come impianti destinati allo stoccaggio dei rifiuti
soggetti ad autorizzazione ai sensi del D. Lgs. 152/06.
Modalità di smaltimento dei rifiuti
Le modalità di smaltimento sono relazionate alle varie tipologie di rifiuti da trattare, con una avvertenza
sul fatto che le relative modalità sono frequentemente condizionate dal mercato della gestione dei rifiuti.
Può verificarsi infatti, che alcune tipologie di rifiuti di per se recuperabili, non raggiungano quantitativi
sufficientemente adeguati per essere avviati sul mercato del riutilizzo e risulti invece, più conveniente in
termini sia economici che organizzativi, la destinazione smaltimento.
Le tipologie di rifiuti cui possono far fronte, in quanto autorizzati, gli impianti gestiti da V.E.R.I.T.A.S.
– Ecoprogetto Venezia Srl, vengono appunto conferiti in tali impianti.
I rimanenti vengono invece inviati ad impianti esterni all’ambito portuale (pertanto non descritti nel
presente Piano) specializzati in specifiche tipologie di recupero e/o smaltimento. Si precisa comunque,
che i gestori dei servizi di raccolta provvedono già in parte, all’attuazione di forme di raccolta
differenziata dei rifiuti.
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Impianto di termovalorizzazione
I rifiuti urbani non differenziati vengono conferiti all’impianto di termodistruzione di R.S.U. con
recupero energetico, gestito da Ecoprogetto Venezia Srl e ricompreso all’interno del complesso
impiantistico denominato Polo Ecologico Integrato di Fusina.
Detto polo è costituito da tre unità impiantistiche differenti (impianto di termovalorizzazione, impianto
di compostaggio, impianto di produzione di CDR) e di una stazione di travaso a supporto delle stesse.
L’impianto, cui si fa riferimento già nel Piano originale, è entrato in funzione nell’anno 1998.
Lo stesso è stato progettato per un carico termico nominale di 16,65 MWt (megawatt termici), che
corrisponde all’incenerimento di 54.000 tonnellate di rifiuti all’anno, con un potere calorifico inferiore
(PCI) di 2050 Kcal/Kg.
Dato l’aumento del potere calorifico dei rifiuti (arrivato a 2.350 kcal/kg), che riduce le quantità trattabili
annue, stante le caratteristiche costruttive dell’impianto, è in previsione un potenziamento della linea
produttiva, per incrementare la capacità di assorbimento ed il rendimento energetico, con diminuzione
dell’impatto ambientale rispetto alla situazione attuale.
L’impianto dovrebbe raggiungere una capacità di smaltimento di 70.000 tonnellate/anno con
adeguamento sul potere calorifico raggiunto dai rifiuti.
La potenza elettrica lorda generata, pari a 2.150 KW, viene ceduta alla rete nazionale (al netto
dell'autoconsumo).
L’impianto funziona per 24 ore/giorno e per 7 giorni alla settimana, per un totale di 320 giorni all’anno
(7680 ore/anno).
Dalla combustione dei rifiuti alimentati si ha produzione di energia elettrica, in parte riutilizzata
nell'impianto (autoconsumo) ed in parte immessa sulla rete ENEL.
All’interno dell’unità di termovalorizzazione, in particolare, esiste una specifica linea dedicata alla
termovalorizzazione dei rifiuti sanitari ed a rischio infettivo, ivi compresi quelli provenienti dai paesi
extra UE, cui sono in aggiunta destinati, i rifiuti assimilabili agli urbani non differenziati provenienti
dalle navi. La frazione di rifiuti provenienti dalle navi in transito nel Porto di Venezia destinata
all’impianto è costituita dai rifiuti aventi il codice CER 200301 – rifiuti assimilabili agli urbani non
differenziati; la stessa, pari a circa 2 t/a, rappresenta una modestissima percentuale dell’ammontare
totale trattato.
L’attuale impianto di termovalorizzazione di RSU di Fusina è costituito da varie sezioni:
- ricevimento, stoccaggio ed alimentazione dei rifiuti al forno,
- combustione,
- recupero termico,
- produzione energia elettrica,
- trattamento dei fumi di combustione,
- servizi vari.
I rifiuti vengono inseriti all’interno di un sistema ad alimentatore a griglia, che li fa avanzare fino alla
camera di combustione monitorata costantemente.
Il forno è dotato di una camera di post-combustione che permette, in ogni condizione di funzionamento,
un tempo di permanenza dei fumi di almeno due secondi in presenza di almeno il 6% di ossigeno.
Le scorie, spente e raffreddate in un bagno d'acqua, vengono "deferrizzate" (grazie a un separatore
magnetico) e caricate in appositi contenitori, per essere trasportate da camion verso impianti di
recupero.
I fumi entrano in un generatore di vapore a tubi d'acqua ed escono raffreddati (a 240 gradi centigradi).
Il calore viene ceduto al generatore per produrre vapore acqueo, che alimenta una turbina a
condensazione ed un alternatore, in grado di erogare una potenza elettrica massima di 5.250 Kw
di energia, che viene ceduta alla rete ENEL.
L' impianto è dotato di un sistema di monitoraggio in continuo in grado di analizzare e registrare
un’ampia gamma di parametri (temperatura, O2, umidità, pressione, portata fumi, polveri, HCl, HF,
CO2, SO2, NOX, CO, NH3, COT).
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Tutti i dati sono acquisiti da un sistema di supervisione mediante specifico software e quindi elaborati
secondo le disposizioni di legge.
Essendo basato sulle migliori tecnologie disponibili, il processo di trattamento dei rifiuti, risponde ai
rigorosi vincoli legislativi vigenti in materia di impatto ambientale e di recupero delle risorse dai rifiuti,
consentendo di rispettare le più recenti normative nazionali ed europee in materia di combustione dei
rifiuti.
Impianto per la depurazione delle acque nere
La depurazione delle acque nere attualmente avviene presso l’impianto di depurazione di V.E.R.I.T.A.S.
di Fusina. Come indicato nel Piano precedente si tratta di un impianto di tipo biologico a fanghi attivi,
ubicato nella seconda zona industriale di Porto Marghera ed avente lo scarico nel canale industriale
Malamocco.
L’impianto di depurazione di Fusina tratta scarichi misti, civili ed industriali, provenienti dagli
insediamenti urbani della parte sud-ovest del territorio di Mestre, da 17 Comuni del Consorzio del
Mirese e dalla zona dell’agglomerato industriale di Porto Marghera.
I reflui raccolti dal Porto di Venezia vengono trasportati in impianto via mare tramite bettoline e
conferiti in impianto mediante pompaggio attraverso una condotta dedicata alle linee di trattamento.
L’impianto, avviato nell’anno 1985 (successivamente sono stati effettuati altri interventi), è stato
dimensionato su tre linee di trattamento biologico in parallelo, con potenzialità di circa 110 mila abitanti
equivalenti ciascuna.
L’impianto fu costituito dai seguenti stadi di trattamento:
- grigliatura iniziale e dissabbiatura/desoliazione,
- bacino di equalizzazione e sollevamento,
- bacini di denitrificazione e nitrificazione,
- sedimentazione finale,
- disinfezione e scarico finale,
- accumulo di emergenza per reflui non conformi,
- impianto chimico fisico per trattamento di reflui non conformi,
- linea fanghi con pre-ispessimento, digestione anaerobica, post-ispessimento,
condizionamento e disidratazione.
Poiché l’impianto era stato dimensionato per rispettare i limiti allo scarico previsti dalla normativa di
riferimento allora vigente, l’entrata in vigore del DM 30 luglio 1999 (c.d. Decreto Ronchi-Costa) ha
comportato la necessità di un adeguamento, problema la cui soluzione è individuata nel Progetto
Integrato Fusina.
Dal 2010 l’impianto svolge la sua attività con Autorizzazione Integrata Ambientale di cui alla DGRV
3453 del 17 novembre 2009. Lo scarico in Laguna di Venezia è autorizzato dal MAV con scadenza
concomitante con il termine ultimo per l’adeguamento del depuratore, così come definito dalla Regione.
Il progetto di adeguamento prevede la realizzazione di una quarta linea, basata su uno sviluppo in 3 lotti
successivi di opere. Sono previste alcune aggiunte e modifiche migliorative riguardanti le seguenti
tecnologie di trattamento:
- grigliatura iniziale e dissabbiatura/desoleazione,
- bacino di equalizzazione e sollevamento,
- denitrificazione e nitrificazione,
- sedimentazione finale.
Attuati gli interventi in progetto, l’impianto tratterà un carico inquinante medio corrispondente a circa
400.000 AE.
Il depuratore tratterà una portata massima pari a 12.000 mc/h di cui potranno essere convogliati:
- 8.000 mc/h al trattamento biologico,
- 4.000 mc/h al trattamento primario.
Impianto per il recupero delle acque di sentina
Attualmente le operazioni di stoccaggio e trattamento delle acque di sentina sono ancora svolte presso
un impianto/chiatta di proprietà delle Guardie ai Fuochi del Porto di Venezia, ubicato presso il Canale
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Industriale Sud; tuttavia, come premesso, lo stesso sarà sostituito con un impianto fisso, attualmente in
fase di progettazione esecutiva.
L’impianto precedentemente operava in base al Decreto Autorizzativo n. 89034/05 del 23 dicembre
2005 rilasciato dalla Provincia di Venezia, ad oggi sostituito e revocato dal Autorità Portuale di
Provvedimento di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale ai sensi del D. Lgs. 59/09 (ora
sostituito dal D. Lgs. 152/06 s.m.i), n. 92 del 28 dicembre 2009 della Regione del Veneto,
comprendente le operazioni di smaltimento e recupero di rifiuti.
Le operazioni autorizzate, attualmente svolte presso la chiatta “Ecolaguna 6” in sostituzione alla chiatta
“Canal Bianco”, riguardano la messa in riserva di rifiuti - R13, il riciclo/recupero di sostanze organiche
non utilizzate come solventi limitatamente alla separazione acqua/idrocarburi - R3 (nel caso in cui la
frazione idrocarburica debba essere avviata ad ulteriori impianti di raffinazione/recupero, l’operazione
svolta in impianto sarà individuata come R12) ed il deposito preliminare - D15 esclusivamente per le
tipologie di rifiuti che, in entrata all’impianto, non possono essere sottoposte ad operazioni di recupero.
I rifiuti stoccabili possono pervenire solo dalle attività di raccolta svolte nell’ambito della Laguna di
Venezia.
Totale autorizzato in tonnellate 1040
Le cisterne sono collegate tra loro da una linea di carico interna con tubazioni a tenuta; ogni cisterna è
inoltre dotata di una valvola per la chiusura manuale del collegamento con la linea di carico, in maniera
tale da poter essere collegata o scollegata dalla linea di carico individualmente o in modo simultaneo.
I rifiuti vengono quindi conferiti direttamente nelle cisterne di stoccaggio iniziale dei rifiuti (R13) prima
del trattamento, dalle bettoline che ne effettuano il trasporto.
Essendo tali rifiuti essenzialmente dei miscugli costituiti di miscele di oli, idrocarburi ed acqua, le loro
componenti si separano naturalmente in funzione della differente densità, tramite opportune
movimentazioni da una cisterna all’altra.
Dal trattamento derivano materiali che non presentano caratteristiche tali da prevedere il recupero della
frazione oleosa; per questi materiali, poiché considerati a tutti gli effetti ancora rifiuti, avviene in queste
cisterne il deposito preliminare prima dello smaltimento (D15), fino al trasporto in impianti autorizzati.
Anche le acque sono poi conferite in impianti autorizzati per lo Autorità Portuale di smaltimento dei
rifiuti liquidi, la frazione oleosa viene invece inviata ad un impianto per la fine del processo di recupero
Valutazione del fabbisogno di impianti portuali di trattamento rifiuti
La valutazione del fabbisogno di impianti è da operarsi in funzione della qualità e quantità dei rifiuti
conferiti dalle navi unitamente alla considerazione delle specifiche necessità dell’utenza.
La tipologia prevalente di navi in approdo al Porto di Venezia richiede la raccolta dei rifiuti descritti nei
paragrafi precedenti almeno una volta al giorno, ma possono verificarsi molti casi in cui il servizio è
richiesto anche due volte al giorno. Inoltre, data la presenza di navi passeggeri, che incrementano la loro
presenza nello scalo veneziano prevalentemente nei mesi estivi, e l’incremento dello stesso numero di
passeggeri, che si sta verificando negli ultimi anni (come visibile dai grafici precedenti), si conferma la
necessità di un sistema di gestione della raccolta dei rifiuti che, tra l’altro sia molto flessibile ed in grado
di sopperire celermente alle necessità derivanti dall’incremento stagionale dei movimenti.
Il piano approvato nel 2008 ha evidenziato la possibilità di attuare un miglioramento nel sistema di
gestione dei rifiuti liquidi nel Porto di Venezia, con la costruzione di un impianto fisso per il trattamento
delle acque oleose di sentina.
Un impianto fisso, oltre a fornire maggiori garanzie di sicurezza ambientale, permetterà di ottimizzare il
processo di recupero, con riduzione dei trasporti via gomma verso recapiti in impianti fuori provincia o
regione, riducendo notevolmente i costi di smaltimento. Tale impianto potrà anche far fronte agli
aumenti stagionali dei quantitativi di acque settiche da trattare, sgravando in parte l’impianto di
depurazione di Fusina, dove gli stessi vengono già trasferiti.
Il progetto preliminare, posto a base della gara:
“Finanza di progetto, ex art. 153, commi 1-14, del D. Lgs. n. 163/2006, per l’affidamento della
concessione di progettazione definitiva, progettazione esecutiva, costruzione e gestione funzionale ed
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economica di un impianto di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico, ai sensi
dell’art. 4 del D. Lgs. n. 182/2003”,
prevede quindi la realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti liquidi delle navi in transito
nel Porto di Venezia. Tale impianto sarà ubicato nel Comune di Venezia, nell’ambito territoriale di
Porto Marghera, in via dell’Elettronica 7, presso la banchina nella parte terminale del canale industriale
sud (parte meridionale della II Zona Industriale), dove già attualmente insiste l’impianto di trattamento
dei rifiuti liquidi di Guardie ai Fuochi del Porto di Venezia.
L’impianto insisterà su un’area di circa 3.290 m2 di estensione e confinante:
- a Nord-Est sul Canale Industriale Sud,
- a Nord con le aree Alles e Vesta,
- a Sud con l’area Pagnan,
- a Sud-Ovest con la linea ferroviaria dell’Esercizio Raccordi Ferroviari di Porto Marghera e da via
dell’Elettronica.
Il progetto prevede che l’impianto sia costituito da una serie di serbatoi, con caratteristiche costruttive
tali da renderli adatti allo stoccaggio delle acque di lavaggio e di sentina.
I serbatoi saranno ubicati all’interno di un bacino di contenimento, costruito in posizione interrata, ad
una profondità da valutare, anche in funzione delle caratteristiche geologiche del sottosuolo.
L’impianto di trattamento vero e proprio dovrà invece essere costituito da una centrifuga, per la
separazione dell’acqua dall’olio e da tutte le infrastrutture necessarie al suo funzionamento.
L’A.T.I. aggiudicatrice dell’appalto è costituita da: VERITAS S.p.A - Guardie ai Fuochi del Porto di
Venezia S.C.p.A. (soggetto incaricato per la progettazione, la costruzione e la gestione Autorità
dell’impianto) - CO.NE.PO. Servizi S.C.r.l. - Berengo S.p.A - S.A.C.A.I.M. S.p.A - C.M.E.V. Soc.
Coop.
Area di intervento
Dalla consultazione della Carta delle aree ad interesse naturalistico, si evince che l’area non risulta
essere soggetta a nessun vincolo particolare.
Come evidenziato anche nella precedente versione del Piano, l’area portuale nella sua totalità (Porto
Marghera e Marittima con esclusione per le altre aree del centro storico di Venezia), risulta totalmente
idonea al posizionamento di impianti portuali di raccolta dei rifiuti prodotti dalle navi. La destinazione
d'uso prevista dal PRG per l’area portuale è infatti di tipo commerciale o industriale, ossia
corrispondente a zone fortemente antropizzate, che sono indicate sia dal legislatore nazione che
regionale, come possibile sede degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti.
Confrontando quindi le indicazioni pianificatorie locali con il piano di gestione dei rifiuti portuali, si
deduce che non esiste alcun vincolo, né al mantenimento degli impianti esistenti, né a futuri
ampliamenti o integrazioni in caso di necessità; un nuovo impianto può quindi aggiungersi, trovando
ubicazione indifferentemente in tutta l'area in oggetto.
L’impianto tratterà le seguenti tipologie e quantità di rifiuti liquidi:
- oli di sentina: 19.000 t/anno,
- acque di lavaggio: 950 t/anno,
- acque settiche: 9.000 t/anno.
Dal trattamento si otterranno:
- materiali recuperabili:
olio: 5.000÷9.000 t/anno,
benzine: 50 t/anno,
sali: 25 t/anno,
- fanghi da smaltire: 100÷120 t/anno.
Le attività effettuate presso la piattaforma saranno le seguenti:
- R3 - “ Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi,
- R12 – “Scambio di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni indicate da R1 a R11”,
- R13 – “Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12,
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- D9 – Trattamento fisico chimico non specificato altrove nel presente allegato che dia origine a
composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti elencati nei punti da D1 a D12,
- D13 – “Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D12”,
- D15 – “Deposito preliminare prima delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14”.
Gli ambiti in cui si svolgono le fasi di lavorazione sono i seguenti (si vedano figure seguenti):
1. sezione di ricezione con due punti di sbarco dei rifiuti,
2. comparto di stoccaggio con un parco serbatoi di volumetria complessiva oltre superiore a 5.000 m3,
3. separazione dei materiali avviati al recupero dalle acque di sentina, mediante riscaldamento serbatoi e
successiva centrifugazione,
4. separazione per stratificazione della benzina riutilizzabile come combustibile, dalle acque di lavaggio,
5. trattamento delle frazioni acquose separate dalle acque di lavaggio e da quelle di sentina mediante
impianto chimico-fisico e filtrazione finale su carboni attivi,
6. trattamento delle acque settiche mediante impianto biologico in vasca con membrane, di tipo MBR,
con finissaggio su carboni attivi,
7. comparto di dissalazione finale e scarico,
8. disidratazione fanghi mediante filtro-pressatura..
−
CONSULTAZIONE CON LE AUTORITA’ AMBIENTALI
• Il parere di cui alla nota prot. n. 20040 del 26.03.2012, acquisita al prot. regionale n. 159892 del 4
aprile 2012, l’Azienda ULSS n.12, non evidenzia criticità possibili effetti sulla salute umana;
• Il parere di cui alla nota prot. n. 23137 del 02.04.2012, acquisita al prot. regionale n. 161611 del 4
aprile 2012; l’Azienda ULSS n.13, richiede che vengano valutati con più accuratezza gli effetti
conseguenti al piano per quanto riguarda le componenti Acque, Aria, compreso il rumore, paesaggio ed
aspetti socio-economici;
• Il parere di cui alla nota prot. n. 168635 del 10.04.2012, della Commissione per la Salvaguardia di
Venezia, non evidenzia criticità;
• Il parere di cui alla nota prot. n.592 del 04.04.2012, acquisita al prot. regionale n. 169513 del 11
aprile 2012; l’Autorità di Bacino, evidenzia che l’impianto fisso di trattamento delle acque oleose di
sentina potrebbe interferire con le matrici ambientali limitrofe, ritenendo che le definizioni di tali
eventuali impatti e l’individuazione delle misure di mitigazione siano da ricondurre ove necessario a
ulteriori approfondimenti procedurali;
• Il parere di cui alla nota prot. n. 160399 del 12.04.2012, acquisita al prot. regionale n. 179091 del 16
aprile 2012; il Comune di Venezia, non evidenzia criticità;
• Il parere di cui alla nota prot. n. 5424 del 16.04.2012, acquisita al prot. regionale n. 186178 del 19
aprile 2012; della Soprintendenza di Venezia non evidenzia criticità;
–
L’Unità di Progetto Coordinamento Commissioni (VAS – VINCA – NUVV), esaminati i documenti
trasmessi dall’ Autorità Portuale di Venezia ha elaborato la propria istruttoria dalla quale emerge che:
Da quanto emerge dal documento di valutazione sopra riportato si ritiene opportuno che vengano
valutati con più accuratezza le interferenze ambientali e gli effetti significativi conseguenti al piano
per quanto riguarda le componenti Acque, Aria (compreso il rumore), gli aspetti socio economici e la
rete Natura 2000
TUTTO CIÒ CONSIDERATO
LA COMMISSIONE REGIONALE VAS
ESAMINATA la documentazione relativa al Piano di gestione dei rifiuti da navi e residui di carico del porto
di Venezia esaminati i documenti trasmessi ha elaborato la propria istruttoria dalla quale emerge che:
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VISTE
- la Direttiva 2001/42/CE ;
- la LR 11/2004;
- il D.Lgs. n.152/2006, come modificato dal D.Lgs. 4/2008, ed in particolare l’art. 11, comma 4, che
stabilisce che la “VAS viene effettuata ai vari livelli istituzionali tenendo conto dell’esigenza di
razionalizzare i procedimenti ed evitare duplicazioni nelle valutazioni.”.;
- la LR 4/2008;
- le D.G.R. 791/2009
ESPRIME IL PARERE DI ASSOGGETTARE ALLA PROCEDURA V.A.S.
Il Piano per la gestione dei rifiuti delle navi e dei residui di carico del Porto di Venezia. D.Lgs n. 182/2003”
Revisione 2 – Anno 2011
FIRMATO
Il Presidente
della Commissione Regionale VAS
(Segretario Regionale per le Infrastrutture)
Ing. Silvano Vernizzi
FIRMATO
Il Vice Presidente
della Commissione Regionale VAS
(Segretario Regionale per l’Ambiente)
Ing. Mariano Carraro
FIRMATO
Il Segretario
della Commissione Regionale VAS
(Dirigente della U. P. Coordinamento Commissioni (VAS – VINCA – NUVV)
Avv. Paola Noemi Furlanis
Il presente parere si compone di 15 pagine
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