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I primi a violare “l`inviolabilità” di Enigma di Marco - Ing

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I primi a violare “l`inviolabilità” di Enigma di Marco - Ing
Biuro Szyfròw: L’ UFFICIO CIFRA POLACCO TRA LE DUE GUERRE
I primi a violare “l’inviolabilità” di Enigma
di Marco Leofrigio
Il Biuro Szyfrow già durante la guerra russo-polacca del 1919-20 si era guadagnato sul campo il
riconoscimento del proprio valore con un’intensa attività di intelligence che contribuì a respingere
l’invasione sovietica del territorio polacco.
La situazione geopolitica della rinata repubblica polacca la poneva nella tradizionale e molto scomoda
posizione tra i due colossi tedesco e sovietico: il Governo di Varsavia per prevenire laddove possibile
interferenze dei suoi scomodi vicini decise di iniziare una forte attività di intelligence.
Pur non disponendo di grandi risorse l’intelligence polacca si organizzò in modo talmente efficace che il
lavoro svolto sarà di fondamentale importanza per i britannici durante il secondo conflitto mondiale.
In particolare i polacchi iniziarono a sorvegliare con particolare attenzione le comunicazioni del vicino
ritenuto più pericoloso; la Germania. Intercettare le comunicazioni radio tedesche poteva essere di vitale
importanza per il futuro della giovane repubblica polacca.
La macchina cifrante Enigma era stata inventata dall’ ingegner Scherbius con lo scopo di proteggere le
informazioni di tipo commerciale, dunque pensato come strumento per proteggere le informazioni degli
uomini d’ affari e delle loro aziende.
Ma il vero successo arrivò invece per un’altra strada.
I vertici militari germanici memori della violazione inglese dei loro codici durante il primo conflitto videro
nella macchina cifrante di Scherbius la soluzione a possibili falle informative.
Enigma sarà impiegata massicciamente da parte di tutte le forze armate tedesche per crittare tutte le
radiocomunicazioni.
L’ ascolto dei messaggi radio tedeschi aveva permesso all’Ufficio Cifra polacco di ottenere dei discreti
successi fino al 1926 quando i membri del Biuro Szyfrow incapparono in un nuovo tipo di traffico crittato
grazie all’uso, si supponeva, di un nuovo congegno.
Il sospetto trovò conferma nel 1928 con uno valido stratagemma messo in atto dai servizi polacchi in
collaborazione con le dogane.
Un pacco proveniente dalla Germania giunse all’ufficio dogane della capitale polacca per una ispezione di
routine, ma ecco le immediate e veementi proteste tedesche: il plico era lì per errore e doveva essere subito
riconsegnato. A questo punto gli uomini dei servizi polacchi si precipitarono a verificarne il contenuto: una
Enigma nella versione commerciale.
Utilizzando un falso indirizzo ne ordinarono una al produttore tedesco ma l’impiego di questa macchina non
portò a nessun tipo di risultato.
Difatti il capitano Maksimilian Ciezki incaricato di decifrare i messaggi tedeschi di Enigma, con la versione
commerciale non venne a capo di nulla; differiva molto da quella militare e soprattutto il “muro inviolabile”
da superare non era nel possedere il congegno ma la configurazione dei dispositivi di cifratura – la c.d.
chiave giornaliera –
Chiave che doveva essere trovata tra milioni di miliardi di combinazioni possibili !!
La chiave impiegata per crittare quel determinato messaggio scoraggiava chiunque ed infatti nonostante le
energie profuse fino al 1931 non vennero fatti progressi, ma ecco che il classico colpo di fortuna che venne
in aiuto dei polacchi.
Infatti i servizi francesi tramite un loro agente denominato “Rex” era entrati in contatto con una preziosa
fonte informativa: il tedesco Hans Tilo Schimdt,
Schimdt che era perennemente bisognoso di denaro e pensò bene di ottenerlo utilizzando le preziose
informazioni che possedeva dato che lavorava presso l’ufficio cifra tedesco, il "Chiffrierstelle"; iniziò a
passare materiale preziosissimo ma il Bureau de Chiffre francese ritenne questa attività impossibile ed
inutile, però in base all’accordo di cooperazione militare franco-polacco del 1921, iniziarono a passare ai
colleghi del Biuro Szyfròw tutto il materiale della spia tedesca da loro denominata in codice “Asche”.
Tilo Schimdt sarà poi scoperto e fucilato nel 1943.
Il capitano Ciezki ed i suoi collaboratori apprezzarono enormemente il materiale di Asche, anche se non
sapevano come iniziare a lavorarci data l’assoluta complessità del problema da risolvere: il materiale passato
dai colleghi francesi permisero di capire i meccanismi di funzionamento interni di Enigma. La frustrazione
era enorme però nel contempo forniva la spinta decisiva per cercare di “rompere” la nuova impenetrabile
codifica.
Non contenti della sicurezza di Enigma i tedeschi adottarono uno stratagemma per rendere ancor più
impenetrabili le comunicazioni:
decisero che l’abituale assetto giornaliero di Enigma sarebbe servito per cifrare una seconda chiave, che poi
sarebbe stata la chiave di cifratura effettiva di tutti i messaggi intercorsi in quelle determinate 24 ore. La
prassi operativa prevedeva che la chiave di cifratura cambiasse quotidianamente in base ad un calendario
prefissato.
Lavorando a ritmi impossibili i crittonalisti polacchi si convinsero che doveva esistere il modo di penetrare il
nuovo codice, una “scorciatoia” in sostanza per decrittare la chiave giornaliera e quindi poter leggere in
chiaro tutti i messaggi con essa codificati.
Ma come si arrivò a questo risultato ritenuto impossibile sia dai costruttori di Enigma sia dai vertici dei
servizi segreti germanici ?
Fino a quel momento nella storia della crittoanalisi gli esperti venivano reclutati tra i linguisti e umanisti ma i
responsabili del Biuro Szyfròw pensarono che essendo un congegno elettromeccanico bisognasse trovare
risorse intellettuali anche in un settore nuovo e cioè nel settore tecnico-scientifico e ci indovinarono.
Fu così che a una ventina di sbigottiti studenti del corso di matematica presso l’ Università di Poznan venne
annunciata l’iscrizione ad un corso di crittografia, l’annuncio lo diede il colonnello Langer capo dei servizi
polacchi.
Alla fine del corso solo tre brillanti studenti vennero reclutati, i loro nomi erano: Henryk Zygalski, Jerzy
Rozicki e Marian Rejewski. Quest’ultimo ventitreenne matematico passò agli onori della storia perché le sue
brillantissime intuizioni permisero appunto di trovare la “scorciatoia” per decrittare la chiave giornaliera di
Enigma.
In estrema sintesi la sua strategia si basava sul seguente principio: la ripetitività nei sistemi di crittografia è
nemica della sicurezza perché si creano degli schemi e gli schemi una volta individuati aiutano i
crittoanalisti.
Nell’utilizzo di Enigma qual’era la ripetizione sempre frequente ?
la famosa e fondamentale chiave giornaliera che gli operatori erano obbligati dalla procedura a ripetere in
sequenza due volte di seguito; procedura operativa che sarebbe rimasta in vigore per tutte le forze armate
della Germania nazista fino alla fine del secondo conflitto.
Questa metodologia era stata introdotta per evitare errori o incomprensioni nelle radiocomunicazioni, ma per
ciò stesso invece divenne il classico tallone d’Achille nella presunta perfezione del congegno inventato dall’
ingegner Scherbius.
Rejewski grazie alla sue brillantissime intuizioni e grazie al traditore tedesco riuscì a disporre di alcune
repliche delle versioni militari di Enigma, il cui studio e l’analisi dei singoli componenti e soprattutto
l’applicazione della teoria statistica delle permutazioni ridusse in modo decisivo il numero delle
concatenazioni da controllare.
Le concatenazioni erano come delle impronte digitali con delle caratteristiche uniche, le quali una volta
individuate ed associate alla risoluzione del funzionamento delle altre componenti di Enigma, studiate
singolarmente, portò al fondamentale risultato di “semplificare” drasticamente l’identificazione della chiave
giornaliera.
Si pensi che si passò dagli impossibili dieci milioni di miliardi a soli 105.456 concatenazioni, i cui risultati
vennero inseriti in un repertorio e nel 1933 cioè appena nel giro di un anno Rejewski e suoi collaboratori
riuscirono a far breccia nei codici generati da Enigma!!
Lo sviluppo dell’ attività di Rejewski portò all’ invenzione delle bombe (dal nome di un dessert gelato a
forma emisferica) per rispondere alle modifiche introdotte nei meccanismi di funzionamento di Enigma: le
bombe erano sei macchine Enigma che lavorando in parallelo riuscivano anche in sole 3 ore a decrittare la
famosa chiave giornaliera.
A questo punto così come era automatizzato il processo di cifratura anche quello di crittoanalisi veniva
automatizzato per la prima volta nella storia dell’intelligence.
Dopo sette anni di notevoli successi dei crittoanalisti polacchi a danno del sistema crittografico tedesco, nel
1938 i successi polacchi si interruppero bruscamente quando vennero introdotte modifiche sostanziali del
congegno sbarrando la strada a qualsiasi altra decrittazione significativa e proprio quando le cose a livello
europeo volgevano al peggio per la Polonia.
La disperata situazione fece decidere i vertici dei servizi polacchi di mettere al corrente i francesi e gli inglesi
dei grandi successi ottenuti a danno delle comunicazioni basate su Enigma e quindi rivelare il segreto più
gelosamente custodito.
Il capo del Biuro Szyfròw Gwido Langer telegrafò ai suoi colleghi inglese e francese la frase in codice “ Il y
a du noveau” sollecitando un incontro a Varsavia di crittoanalisti inglesi francesi e polacchi.
Un primo incontro già vi era stato a Parigi nel gennaio 1939, dal quale però nulla era trapelato, infatti i
Polacchi si tennero sulle generali sondando solamente gli orientamenti di francesi e inglesi e con l’ordine di
svelare la verità solo avessero raggiunti risultati comparabili. Ma i crittoanalisti alleati ripetevano che per
quanto le loro considerazioni sul famoso assetto giornaliero di Enigma coincidessero con quelle dei Polacchi,
la soluzione restava impossibile per il “macigno enorme” rappresentato dalle troppe incognite da risolvere
simultaneamente.
Clamorose furono le conclusioni dell’incontro con la dichiarazione ufficiale secondo cui “la ricostruzione
della macchina Enigma per mezzo dello studio di testi cifrati è da considerare praticamente impossibile”.
Ma il 24 luglio 1939 gli alleati giunti a Varsavia iniziarono a intuire che i tre giovani crittoanalisti polacchi
Zygalski, Rozicki e Marian Rejewski avevano qualcosa di grosso in cantiere.
L’indomani nei pressi del piccolo villaggio a Pyry a dieci chilometri dalla capitale, dove si era trasferita la
sezione tedesca del Biuro Szyfròw; dopo un breve giro della struttura di bunker vennero portati in uno
stanzone con molti oggetti coperti da un lenzuolo e con un pò di teatro Langer svelò agli stupefatti alleati
cosa erano stati in grado di ottenere.
I polacchi erano almeno dieci anni avanti a tutti !!
Langer spiegò nel dettaglio il lavoro di Rejewski e del suo gruppo e mostrò il funzionamento delle famose
bombe ed infine offrì due copie della macchina Enigma sigillate in valigette anonime assieme al progetto
dettagliato del loro funzionamento.
Tra gli inglesi il caso volle che si trovasse anche il futuro responsabile della famosa struttura di intelligence
britannica del secondo conflitto mondiale Ultra Secret: Alan Denniston.
Il 16 agosto la valigetta destinata agli inglesi attraversò la Manica scortata da Gustave Bertrand capo del
servizio radio intelligence francese e da Wilfrid “Biffy” Dunderdale, il rappresentante a Parigi dei servizi
segreti britannici.
L’arrivo a Londra del preziosismo bagaglio schiuse un mondo totalmente nuovo agli esperti inglesi della
Government Code and Cipher School, la “scuola” così denominata installata nella residenza di campagna
nella località che poi sarebbe divenuta notissima di Bletchley Park.
Rejewski e il suo gruppo dimostrarono che il sistema crittografico tedesco aveva molti punti deboli e
potendo conoscere e interpretare lo schema di funzionamento interno dei congegni della macchina cifrante
Enigma la decifrazione dei crittogrammi poteva essere automatizzata per mezzo di apparecchiature costruite
appositamente.
Il 1° settembre la Polonia veniva invasa dall’esercito hitleriano ma il lascito fu di assoluta importanza per i
crittoanalisti inglesi che misero a frutto le scoperte e le intuizioni dei matematici polacchi ottenendo i
fondamentali successi di intelligence negli anni decisivi del secondo conflitto mondiale.
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