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Parto e prime cure al vitello

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Parto e prime cure al vitello
Parto e prime cure al vitello
VARIAZIONI ORMONALI IN PROSSIMITÀ
DEL PARTO
↓ PROGESTERONE
PLACENTA
↑ ESTROGENI
+ stimoli da pressione nella
cervice e vagina
IPOFISI MATERNA
OSSITOCINA
MIOMETRIO UTERINO +
PLACENTOMI
PROSTAGLANDINE
Queste modificazioni nel profilo ormonale della bovina sono
responsabili della comparsa dei segni premonitori del parto e
dell’espulsione del feto.
SEGNI PREMONITORI DEL PARTO
- Rilassamento dei legamenti sacro-ischiatici con apertura del
canale del parto
questo processo avviene sotto l’azione degli estrogeni e
può realizzarsi anche 2 settimane prima del parto
- Inturgidimento della mammella
- Tumefazione della vagina (~ 2 – 3 prima)
- Scolo mucoso filante che deriva dalla rimozione del tappo della
cervice (< 24 h prima)
FASI DEL PARTO
- Fase 1 - prodromica o preparatoria
contrazioni regolari fino alla rottura delle prime acque
- Fase 2 - espulsione del feto
il feto incomincia ad impegnare il canale del parto e
risultano visibili le estremità distali degli arti
sincerarsi della posizione ed eventualmente aiutare la
vacca
durata ottimale
1-1.5 h nella manza
0.5 h nella vacca
- Secondamento o espulsione della placenta
deve avvenire entro 12 ore
FASI DEL PARTO
Immunità nei vitelli
La placenta degli ungulati non permette il passaggio
di anticorpi (placenta di tipo epiteliocoriale)
L’immunità passiva al vitello è trasmessa
solamente attraverso l’assunzione del colostro
Un’insufficiente apporto di anticorpi è associata con una
maggiore predisposizione alle malattie ed a un’aumento
della mortalità nei vitelli
Composizione colostro
Secrezione della
ghiandola mammaria
nelle prime 24 h dopo
il parto
COLOSTRO
Dalle 24 alle 72h
dopo il parto
Latte di transizione:
Tenore più alto in
proteine
lipidi
sodio
cloro
Differenze con il
latte maturo
Tenore più basso in
lattosio
potassio
Composizione del colostro bovino e del latte di transizione
(Foley e Ottorby, 1978, JDS 61:1033)
Numero di mungiture
Fattori
1
2
3
Latte
1056
1040
1035
1032
Solidi %
23.9
17.9
14.1
12.9
Proteine %
14.0
8.4
5.1
3.1
Caseine, %.
4.8
4.3
3.8
2.5
IgG, g/L
48
25
15
0.6
Grassi, %
6.7
5.4
3.9
3.5
Lattosio, %
2.7
3.9
4.4
5.0
Peso Specifico
Funzioni del colostro
Immunitaria
Lassativa
Nutrizionale
Origine delle immunoglobuline colostrali
IgG
Hanno origine totalmente ematica e il passaggio
dal sangue al colostro avviene con un meccanismo
di trasporto intracellulare (recettori-pinocetosiendocitosi-esocitosi)
IgM
IgA
Sono sintetizzate nelle plasmacellule che si trovano
nelle adiacenze dell’epitelio secretorio della
ghiandola mammaria
Assorbimento di Ig colostrali
L’assorbimento di Ig
avviene nel digiuno
Il passaggio della
barriera intestinale
avviene attraverso
un numero limitato
di carriers che dal
lume intestinale
trasportano
macromolecole
direttamente al
sangue
L’assorbimento è limitato dal
numero di recettori disponibili
per le Ig
Assorbimento di Ig colostrali
Le cellule dell’epitelio intestinale perdono la loro capacità di assorbire le
macromolecole intatte dopo 24h a causa della maturazione delle cellule dei
villi intestinali e dell’inizio della secrezione degli enzimi digestivi in abomaso
ed intestino.
Torrente sanguigno
----
----
----
----
Tratto gastrointestinale alla nascita
----
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Torrente sanguigno
--------------------------------------------------------------------------------------Tratto gastrointestinale a 24h dalla
nascita
Il vitello deve ricevere il colostro quanto prima dopo la nascita in
quanto il trasferimento degli anticorpi (immunoglobuline)si riduce
rapidamente e si annulla dopo 24 h dal parto. La riduzione del
trasferimento di immunità è dovuta a:
• Aumento della digestione degli anticorpi;
• Riduzione dell’assorbimento.
Assorbimento di Ig colostrali
Esiste una fisiologica
limitazione alla massa di
Ig assorbite da un dato
volume di colostro
Una massa anticorpale
equivalente in un volume
di colostro minore viene
assorbita in modo più
efficiente (McGuirk,
1998)
Indicatori di efficace trasferimento di immunità passiva a 24
ore:
• Proteine totali nel sangue del vitello > a 5,3 g/dl
• IgG1 ematiche > 10 g/L
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