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dati statistici sull`immigrazione in italia

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dati statistici sull`immigrazione in italia
DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DEL PERSONALE DELL’AMMINISTRAZIONE
CIVILE E PER LE POLITICHE DEL PERSONALE
UFFICIO CENTRALE DI STATISTICA
DATI STATISTICI SULL’IMMIGRAZIONE IN ITALIA
dal 2008 al 2013
e aggiornamento 2014
Contiene statistiche ufficiali del Sistema Statistico Nazionale
DATI STATISTICI SULL’IMMIGRAZIONE IN ITALIA
dal 2008 al 2013
e aggiornamento 2014
I dati contenuti nel presente volume sono statistiche ufficiali
del Sistema Statistico Nazionale
PUBBLICAZIONE EDITA A CURA DELL’UFFICIO CENTRALE DI STATISTICA
DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DEL PERSONALE DELL’AMMINISTRAZIONE CIVILE
E PER LE RISORSE STRUMENTALI
UFFICIO CENTRALE DI STATICA
Coordinamento:
EVA BELLI
Redazione:
MARIA TERESA MICCOLI
ANNA PUCCI
Collaborazione:
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
DIREZIONE CENTRALE DELL’IMMIGRAZIONE E DELLA POLIZIA DELLE FRONTIERE
SERVIZIO IMMIGRAZIONE
AGNESE DI NAPOLI
UFFICIO AFFARI GENERALI E GIURIDICI
MARIA ROSARIA CASELLA
sito web:
ucs.interno.gov.it
e-mail:
[email protected]
pec:
[email protected]
fax:
06 465 3992
Indice
Premessa
1. Studio demografico sugli stranieri residenti in Italia
1.1. Un po’ di storia
3
1.2. Perché dal 2008
4
1.3. Terminologia e status
5
1.4. Il dato demografico sugli stranieri comunitari ed
extracomunitari residenti in Italia
5
1.5. Cittadini stranieri residenti in Italia per nazionalità di appartenenza
15
2. Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari - Anni
2008-2013
2.1. Introduzione
17
2.2. La normativa in materia di immigrazione
18
2.3. La presenza extracomunitaria in Italia
24
2.4. La tipologia di soggiorno
32
2.5. La situazione provinciale
35
2.6. Le province con più di 40.000 permessi di soggiorno (al 31 dicembre 2013)
38
2.7. I permessi di soggiorno per motivo
39
2.8. Immigrati minori di 14 anni iscritti sul titolo principale
del genitore o affidatario
42
2.9. Immigrati minori di 14 anni con permesso di soggiorno autonomo
42
2.10. I permessi di soggiorno per sesso, età e area di provenienza
44
2.11. I Paesi di provenienza maggiormente rappresentati
56
3. Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari - Al 31
dicembre 2014
3.1. La presenza extracomunitaria in Italia
69
3.2. La tipologia di soggiorno
70
3.3. La situazione provinciale
71
3.4. Le province con più di 40.000 permessi di soggiorno (al 31 dicembre 2014)
72
I 3.5. I permessi di soggiorno per motivo
73
3.6. Immigrati minori di 14 anni iscritti sul titolo principale
del genitore o affidatario
73
3.7. I permessi di soggiorno per sesso e area di provenienza
74
3.8. I Paesi di provenienza maggiormente rappresentati
75
4. Stranieri e criminalità
4.1. Introduzione
77
4.2. Analisi dei dati relativi agli stranieri extracomunitari segnalati, denunciati,
arrestati per tipologia di reato in rapporto al totale delle persone segnalate,
denunciate, arrestate in Italia
81
4.3. Analisi provinciale dei dati relativi agli stranieri extracomunitari segnalati,
denunciati, arrestati per tipologia di reato in rapporto al totale delle persone
segnalate, denunciate, arrestate in Italia
88
4.4.Stranieri extracomunitari segnalati, denunciati, arrestati, nell’anno 2013
per, per tipo di delitto e nazionalità
94
APPENDICI
(Consultabili su relativo file pdf)
Appendice capitolo 1 - Studio demografico sugli stranieri (comunitari ed
extracomunitari) residenti in Italia
Tab. 1 – Popolazione straniera residente in Italia – Variazione % registrata al 31 dicembre
2013 rispetto al 31 dicembre 2008
Tab. 2 – Popolazione straniera residente in Italia – graduatoria regionale della variazione %
registrata al 31 dicembre 2013 rispetto al 31 dicembre 2008
Tab. 3 – Raffronto delle graduatorie provinciali della popolazione straniera in Italia, in
valori assoluti al 31 dicembre 2008, al 31 dicembre 2013 e variazione %
Tab. 4 – Totale popolazione residente in Italia di cui stranieri al 31 dicembre 2008
Tab. 5 – Totale popolazione residente in Italia di cui stranieri al 31 dicembre 2013
Tab. 6 – Popolazione straniera residente in Italia - ogni 100.000 abitanti – dati regionali –
graduatorie a confronto: sul 2008, sul 2013, e variazione %
Tab. 7 – Popolazione straniera residente in Italia - valori assoluti – dati regionali graduatorie a confronto: sul 2008, sul 2013, e variazione %
II Tab. 8 – Cittadini stranieri residenti in Italia – al 31 dicembre 2013 – graduatoria
decrescente per nazionalità
Tab. 9 - Cittadini stranieri residenti in Italia – al 31 dicembre 2013 – ogni 100.000 abitanti
Appendice capitolo 2 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini
extracomunitari
Tab. 1 – Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari – trend dal 2008
al 2013 (al 31 dicembre) – Dati provinciali
Grafici - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari - Distribuzione
percentuale all’interno di ogni regione
Tab. 2 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari per tipologia –
Anno 2008 – Valori assoluti – Dati regionali
Tab. 3 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari per tipologia –
Anno 2008 – Incidenza % – Dati regionali
Tab. 4 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari per tipologia –
Anno 2013 – Valori assoluti – Dati regionali
Tab. 5 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari per tipologia –
Anno 2013 – Incidenza % – Dati regionali
Tab. 6 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari per tipologia –
Anni 2008 e 2013 – Valori percentuali regionali per tipologia di soggiorno – Maschi
Tab. 7 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari per tipologia –
Raffronto anni 2008 e 2013 – Variazioni percentuali – Dati regionali
Tab. 8 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2008 e rapporto con la popolazione residente – Graduatoria provinciale in ordine
decrescente del rapporto “n. permessi/100.000 abitanti”
Tab. 9 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2013 e rapporto con la popolazione residente – Graduatoria provinciale in ordine
decrescente del rapporto “n. permessi/100.000 abitanti”
Tab. 10 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari dal 2008 al
2013 (al dicembre) - rapporto con la popolazione residente – Graduatoria delle prime 20
province in ordine decrescente del rapporto “n. permessi/100.000 abitanti”
Tab. 11 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari dal 2008 al
2013 (al 31 dicembre) e variazione % 2008-2013 – Dati riferiti a province con un numero
assoluto di permessi di soggiorno superiore a 40.000 unità al 31 dicembre 2013
III Tab. 12 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari – I motivi più
ricorrenti al 31 dicembre 2008 e 2013 – Dati provinciali
Grafici - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2008 e 2013 – Distribuzione per aree geografiche dei motivi più ricorrenti – Valori
percentuali
Grafici - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2008 e 2013 – Distribuzione dei motivi più ricorrenti per aree geografiche – Valori
percentuali
Tab. 13 – Minori di 14 anni extracomunitari iscritti nel titolo di soggiorno del genitore o
affidatario – dal 2008 al 2013 (al 31 dicembre) – Dati provinciali
Tab. 14 – Extracomunitari Minori di 14 anni con permesso di soggiorno autonomo – al 31
dicembre 2008 e 2013 – Dati provinciali
Tab. 15 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2008 – Dati provinciali disaggregati per sesso e area di provenienza – Maschi
Tab. 15 bis - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31
dicembre 2008 – Dati provinciali disaggregati per sesso e area di provenienza – Femmine
Tab. 16 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2013 – Dati provinciali disaggregati per sesso e area di provenienza – Maschi
Tab. 16 bis - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31
dicembre 2013 – Dati provinciali disaggregati per sesso e area di provenienza – Femmine
Tab. 17 – Graduatoria dei Paesi extracomunitari presenti in Italia in base al numero dei
permessi di soggiorno rilasciati dal 2008 al 2013 – Nazionalità numericamente più
significative (n. permessi di soggiorno superiori a 5.000 unità)
Tab. 18 - Paesi extracomunitari presenti in Italia in base al numero di permessi di soggiorno
rilasciati – Anni 2008 e 2013 – Prime 8 nazionalità in graduatoria (anno riferimento 2013) –
Dati regionali
Tab. 19 - Paesi extracomunitari presenti in Italia in base al numero di permessi di soggiorno
rilasciati – Prime 8 nazionalità in graduatoria (anno riferimento 2013) – Dati regionali –
Variazione % 2008 – 2013 per regione e per Paese di provenienza
Tab. 20 – Permessi di soggiorno rilasciati a cittadini extracomunitari per Paese di
provenienza al 31 dicembre 2008 – Dati regionali
Tab. 21 – Permessi di soggiorno rilasciati a cittadini extracomunitari per Paese di
provenienza al 31 dicembre 2013 – Dati regionali
IV Appendice capitolo 3 - Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini
extracomunitari – Aggiornamento al 31 dicembre 2014
Tab. 1 – Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2013 e 2014 - Variazione % - Dati provinciali
Tab. 2 – Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari per tipologia di
soggiorno – al 31 dicembre 2014 – Incidenza % - Dati regionali
Tab. 3 – Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari per tipologia di
soggiorno – al 31 dicembre 2014 – Valori assoluti - Dati regionali
Tab. 4 – Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2014 e rapporto con la popolazione – Graduatoria provinciale in ordine decrescente del
rapporto “n. permessi/100.000 abitanti”
Tab. 5 – Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2013 e 2014 - Variazione % - Dati riferiti alle province con un numero assoluto di permessi
di soggiorno superiori a 40.000 unità (con riferimento al 31 dicembre 2014)
Tab. 6 – Minori di 14 anni extracomunitari iscritti nel titolo di soggiorno del genitore o
affidatario al 31 dicembre 2013 e 2014 - Dati provinciali
Tab. 7 – Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari al 31 dicembre
2014 – Dati assoluti, incidenze e variazioni percentuali per aree di provenienza e sesso
Appendice capitolo 4 - Stranieri e criminalità
Tab. 1 – Totale delle persone segnalate, denunciate, arrestate in Italia – di cui stranieri – di
cui minori - Variazione % 2013/2008 - dati regionali
Tab. 2 - Totale delle persone segnalate, denunciate, arrestate in Italia – di cui stranieri, di cui
stranieri minori – Variazione % 2013/2008 - dati provinciali
Tab. 3 – Graduatoria provinciale in base alla variazione % 2013-2008 del totale delle
segnalazioni
Tab. 4 – Numero stranieri segnalati, denunciati, arrestati – incidenza % sul totale dei
segnalati, denunciati, arrestati al 31 dicembre 2008 e al 31 dicembre 2013
Tab. 5 e 5 bis – Graduatoria provinciale in base all’incidenza % del numero degli stranieri
segnalati, denunciati, arrestati sul totale dei segnalati, denunciati, arrestati al 31 dicembre
2008 e al 31 dicembre 2013
Tab. 6 – Parte I, II, III e IV – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati sul totale delle persone
segnalate, denunciate, arrestate – incidenza % per le fattispecie delittuose più significative al
31 dicembre 2008
V Tab. 7 – Parte I, II, III e IV – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati sul totale delle persone
segnalate, denunciate, arrestate – incidenza % per le fattispecie delittuose più significative al
31 dicembre 2013
Tab. 8 - Stranieri segnalati, denunciati, arrestati sul totale delle persone segnalate,
denunciate, arrestate – incidenza % per le fattispecie delittuose più significative - singole
situazioni provinciali – raffronto 2008-2013
Tab. 9 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per tipo di delitto commesso – al 31
dicembre 2013 – graduatoria sul totale
Tab. 10 – Totale stranieri segnalati, denunciati, arrestati – al 31 dicembre 2013 – per paese
di provenienza
Tab. 11 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per rapina in pubblica via al 31 dicembre
2013
Tab. 12 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per rapina in abitazione al 31 dicembre
2013
Tab. 13 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per rapina in esercizio commerciale al 31
dicembre 2013
Tab. 14 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per furto in abitazione al 31 dicembre
2013
Tab. 15 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per furto di autovetture al 31 dicembre
2013
Tab. 16 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per ricettazione al 31 dicembre 2013
Tab. 17 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per reati relativi alla produzione, spaccio
e traffico di stupefacenti al 31 dicembre 2013
Tab. 18 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per il reato di associazione per produzione
o traffico di stupefacenti al 31 dicembre 2013
Tab. 19 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per produzione e traffico di stupefacenti al
31 dicembre 2013
Tab. 20 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per spaccio di stupefacenti al 31 dicembre
2013
Tab. 21 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per sfruttamento della prostituzione e
pornografia minorile al 31 dicembre 2013
Tab. 22 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per sfruttamento e favoreggiamento della
prostituzione non minorile al 31 dicembre 2013
VI Tab. 23 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per violenza sessuale al 31 dicembre 2013
Tab. 24 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per violazione della proprietà intellettuale
al 31 dicembre 2013
Tab. 25 – Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per contraffazione di marchi e prodotti
industriali al 31 dicembre 2013
Tab. 26 - Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per nazionalità – incidenza % segnalati
rispetto agli stranieri residenti – Graduatoria in base al numero dei segnalati, denunciati,
arrestati - al 31 dicembre 2013
Tab. 26 bis - Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per nazionalità – incidenza % segnalati
rispetto agli stranieri residenti – Graduatoria in base al numero degli stranieri residenti - al
31 dicembre 2013
Tab. 26 ter - Stranieri segnalati, denunciati, arrestati per nazionalità – incidenza % segnalati
rispetto agli stranieri residenti – Graduatoria in base all’incidenza % - al 31 dicembre 2013
Tab. 27 - Persone segnalate, denunciate, arrestate in Italia in relazione al tipo di delitto
commesso - al 31 dicembre 2013
VII VIII DATI STATISTICI
SULL’IMMIGRAZIONE IN ITALIA
Premessa
Dal 1992 le statistiche sui permessi di soggiorno prodotte dalla Direzione Centrale
dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, fonte
ufficiale dei dati, sono stati elaborati dall’Ufficio di Statistica del Ministero dell’Interno e fanno
parte del Programma Statistico Nazionale, rappresentando il dato istituzionale sul quale basare
qualsiasi considerazione sul fenomeno dell’immigrazione in Italia. Questo lavoro si pone come
obiettivo di dimensionare la questione “stranieri in Italia” rapportandola alla popolazione residente
e valutandone alcune sfaccettature, con particolare riguardo ai permessi di soggiorno concessi ai
cittadini extracomunitari che arrivano nel nostro Paese.
Il senso e il perché della presente “monografia statistica” vanno ricercati nel desiderio di
condensare, in uno spazio dedicato, i dati salienti, di particolare interesse per l’Amministrazione
dell’Interno e non solo, e per fornire uno strumento ulteriore di documentazione e di valutazione a
supporto delle politiche di integrazione.
La particolarità di questo lavoro risiede soprattutto nell’analisi dettagliata delle informazioni
a livello provinciale. A tale proposito si attira l’attenzione del lettore sul fatto che tutte le
argomentazioni si basano sulla lettura dei dati statistici riportati nelle tabelle raccolte nelle
Appendici.
1. Studio demografico sugli stranieri residenti in Italia
1.1. Un po’ di storia
L'immigrazione in Italia è un fenomeno relativamente recente che ha cominciato a
raggiungere dimensioni significative all'incirca nei primi anni settanta, per poi diventare un
fenomeno caratterizzante della demografia italiana nei primi anni del XXI secolo.
Infatti l'Italia, per gran parte della sua storia, dall'unità in poi, è stato un paese di
emigrazione e il fenomeno dell'immigrazione è stato invece pressoché inesistente, fatta eccezione
per alcuni eventi straordinari causati dalla seconda guerra mondiale, come l’esodo istriano, o il
rientro degli italiani dalle ex-colonie d'Africa. Tali accadimenti non presentavano sostanziali
problemi d'integrazione dal punto di vista sociale o culturale. Il fenomeno dell'emigrazione dunque
cominciò ad affievolirsi decisamente solo a partire dagli anni sessanta, dopo gli anni del miracolo
economico.
Il flusso di stranieri in entrata, come già detto, invece, iniziò a prendere consistenza solo
verso la fine degli anni settanta, sia per la "politica delle porte aperte" praticata dall'Italia, sia per
3
politiche più restrittive adottate da altri paesi. Nel 1981, il primo censimento Istat degli stranieri in
Italia calcolava la presenza di 321.000 stranieri, di cui circa un terzo "stabili" e il rimanente
"temporanei". Nel 1991 il numero di stranieri residenti era di fatto raddoppiato, passando a 625.000
unità. Tale saldo migratorio negli anni novanta ha continuato a crescere e, dal 1993 (anno in cui per
la prima volta il saldo naturale è diventato negativo), ha rappresentato la sola causa di incremento
della popolazione italiana.
In tale contesto è evidente il fatto che il fenomeno immigratorio è in continuo divenire, sia
per le situazioni contingenti che ne determinano e/o condizionano l’andamento, sia per le
ripercussioni che queste possono produrre sulla normativa vigente, aspetto di valenza non
trascurabile per le logiche conseguenze che l’introduzione di eventuali mutamenti legislativi può
avere sull’aspetto statistico della questione.
1.2. Perché dal 2008
A livello statistico l’anno 2008 pone un segno di demarcazione in quanto, dopo l’entrata dei
Paesi dell’Est europeo nella UE, non è stato più possibile rilevarne l’entità numerica attraverso le
richieste annuali dei permessi di soggiorno in quanto, nel rispetto della libera circolazione dei
cittadini europei sul continente essi possono circolare liberamente senza alcun permesso.
Per chiarire i motivi della scelta del periodo temporale preso in esame, 2008 – 2013, è
indispensabile un’ulteriore precisazione. Con l’evoluzione dell’Unione Europea, che ha allargato i
suoi confini fino a comprendere ben 27 Stati al 31 dicembre 2012, molti cittadini stranieri,
considerati extracomunitari, nel momento in cui il proprio Paese vi ha aderito hanno perso tale
connotazione per divenire, a tutti gli effetti, cittadini europei e, in quanto tali, liberi di circolare in
tutto il territorio comunitario senza necessità di richiedere un permesso di soggiorno al Paese ospite.
Tale diritto, insieme con la libera circolazione delle merci, dei servizi e dei capitali è una
delle quattro libertà fondamentali garantite dall’ordinamento giuridico dell’Unione Europea (UE).
In seguito agli Accordi di Schengen del 1985 e al Trattato di Maastricht, che ha introdotto l’istituto
della cittadinanza europea, tale principio ha assunto un valore più ampio, includendo anche il più
generale diritto per i cittadini europei di soggiorno e circolazione in tutto il territorio dell’UE.
Fino al 27 aprile 2007 l’Istat elaborava e diffondeva dati sui cittadini stranieri non
comunitari in possesso di un valido documento di soggiorno rilasciato dal Ministero dell’Interno.
Da tale data non fu più necessario il rilascio del documento di soggiorno per i cittadini stranieri
provenienti da Romania e Bulgaria, già preceduti nel tempo dai cittadini provenienti da Cipro,
Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.
4
1.3. Terminologia e status
Con la parola straniero si indica la persona fisica e giuridica che, pur trovandosi nel
territorio di uno Stato, appartiene per nazionalità ad un altro e quindi non ha la cittadinanza del
Paese ospite.
Il vocabolo così generico assume significati diversi attraverso una specifica terminologia: il
termine immigrato si riferisce alla persona che ha fatto ingresso in Italia per soggiornarvi per motivi
di lavoro, studio, famiglia, ecc., generalmente proveniente da paesi extraeuropei. Il rifugiato invece
è colui che abbandona il proprio paese perché discriminato o perseguitato per ragioni politiche,
ideologiche, religiose, razziali, e che, a differenza dell'emigrante, non lascerebbe mai
spontaneamente il proprio paese spinto dalla prospettiva di assicurarsi un futuro migliore sotto il
profilo economico. Il profugo o displaced person è, invece, l'individuo costretto a lasciare il proprio
paese per eventi bellici, occupazione straniera, calamità naturali, violazioni permanenti dei diritti
umani, e a riparare negli stati confinanti nella speranza di trovarvi temporaneo rifugio. Accanto a
queste figure si rileva quella degli apolidi che, pur non avendo la cittadinanza di alcuno stato, sono
sottoposti alla disciplina dello stato italiano o, per meglio dire, sono titolari di alcuni diritti civili
generalmente riconosciuti soltanto ai cittadini e correlativamente destinatari di taluni obblighi.
Al di fuori di questa classificazione, ma non per questo meno rilevante, va collocata la
categoria degli irregolari, costituita da immigrati clandestini che riescono a evitare l'esecuzione dei
provvedimenti di espulsione a loro carico e ad eludere i controlli operati dalle autorità di polizia e
dai presidi posti ai valichi di frontiera.
Il massiccio afflusso di stranieri in Italia da oltre un decennio, caratterizzato da un lato dalla
diminuzione della presenza dei cittadini dei paesi industrializzati e degli stati membri della Unione
Europea e dall'altro dal costante aumento dei cittadini dei paesi in via di sviluppo, è divenuto un
fenomeno di vaste e significative proporzioni con rilevanti conseguenze di carattere sociale,
economico e politico, soprattutto sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica.
1.4. Il dato demografico sugli stranieri comunitari ed extracomunitari residenti
in Italia
Per calcolare la presenza degli stranieri comunitari ed extracomunitari residenti in Italia con
una certa affidabilità si è dovuto attendere il censimento della popolazione e delle abitazioni del 9
ottobre 2011. A tale data è stata fatta la fotografia della popolazione residente sul territorio italiano
in tutte le sue sfaccettature.
In base agli esiti del citato Censimento, al 31 dicembre di ogni anno viene effettuato
dall’Istat l’aggiornamento del dato sulla popolazione residente attraverso le anagrafi comunali. Ciò
5
avviene calcolando le iscrizioni per nascita, per provenienza da altro comune, per provenienza
dall’estero, per acquisizione di cittadinanza italiana e per altri motivi non classificabili. A tale
calcolo vengono sottratte le cancellazioni per morte, per trasferimento della residenza ad altro
comune, o all’estero, per acquisizione della cittadinanza italiana e per altri motivi (ad es. per
irreperibilità, per mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale a seguito di scadenza del
permesso di soggiorno, ecc.). Naturalmente i dati delle statistiche ufficiali, basate sulla residenza,
non comprendono i numerosi stranieri che dimorano illegalmente sul territorio nazionale.
La popolazione straniera residente in Italia al 31 dicembre 2013 è di 4.922.085 unità e,
rispetto allo stesso dato del 2008 (3.432.590) mostra un aumento del 43,39%. Tale fenomeno,
secondo l’Istat, è dovuto soprattutto per effetto, naturalmente, dell’immigrazione dall’estero, ma, in
parte, anche dalle nascite di bambini stranieri. Da una prima osservazione dei dati per area
geografica si può constatare che il maggior incremento nel periodo considerato si registra nel Sud
Italia con il +67,85 %, seguito dalle Isole con il +66,05%, il Centro con il +45,83% e il Nord con il
37,65%. In tale comparto geografico il Nord-ovest prevale con il +39,15% sul Nord Est (+35,65%).
Anche l’analisi regionale conferma il dato rilevato per le grandi aree geografiche in quanto a
registrare il maggior aumento della presenza degli stranieri sono proprio le regioni meridionali. Si
evince infatti che la Campania è in testa a questa particolare graduatoria con il +77,56%, ben al di
sopra dell’aumento medio nazionale, seguita dalla Basilicata con il +76,84%, e dalla Puglia con il
+72,76%. La Calabria, la Sardegna, la Sicilia e il Molise si pongono poco al di sotto con,
rispettivamente, il +70,02%, +68,33%, +65,47% e il +63,74%.
Leggermente sopra il valore nazionale si pongono invece il Lazio con il +57,65%, la Liguria
con il +52,24% e l’Emilia Romagna con il +46,11%. Di contro la regione Marche è quella che
registra l’aumento più contenuto attestandosi al +26,76%, seguita dal Veneto con il +27,38% e dal
Friuli Venezia Giulia con il +29,54%.
A conferma di quanto sopra esposto la rilevazione del dato provinciale evidenzia come sia
una provincia del Sud, Taranto, a registrare il massimo aumento, in valori assoluti, della presenza di
stranieri nel 2013 rispetto al 2008 segnando il +105,90%. A tale record si affiancano Crotone con il
+94,46%, Napoli con il +90,71% e Cosenza con il +90,51%. A poca distanza si attestano quattro
province della Sicilia: (Caltanissetta +89,12%, Catania +75,73%, Agrigento +75,09% e Messina
+72,13%); due della Puglia (Foggia +85,17% e Brindisi +79,14%); due della Sardegna (Nuoro
+84,58% e Oristano +73,38%) e le due province della Basilicata (Potenza +80,41 e Matera
+73,05%). Nella parte alta della graduatoria si evidenziano anche: Latina, che con l’80,44% ha
l’aumento più significativo nell’ambito della sua regione; Salerno (+75,03%) che accompagna
6
da + 2
26,76% a + 35,,95%
da + 3
37,03% a + 41,,32%
da + 4
46,11% a + 68,,33%
da + 7
70,02% a + 77,,56%
POPOLAZIONE STRA
ANIERA RE
ESIDENTE IN ITALIA
A
Variazione % 2013
3 - 2008
90,00
80,00
70,00
60,00
50,00
40,00
30,00
20,00
10,00
-
7
Napoli neell’alta classsifica cam
mpana; Cataanzaro (+71,27%) chee con Crootone e Co
osenza alzaa
l’aumento medio dellaa presenza degli
d
stranieeri in Calabrria.
u aumentoo della popolazione straaniera nel peeriodo in essame è statoo
Bissogna sottolineare che un
rilevato in tutte le proovince, ma sono quellee del Nord a registraree la percentuuale di incrremento piùù
bassa comee a Belluno (+14,64%)), a Treviso (+15,42%) e a Biella (+15,68%).
(
Ancche altre 6 province
p
deel Nord si posizionano
p
molto al dii sotto del vvalore medio
o nazionalee
(Vicenza +16,28%,
+
P
Pordenone
+
+22,06%,
B
Brescia
+26,17%, Veroona +27,20%
%, Trieste +29,03% e
Vercelli +229,88%) e 5 provincee del Centroo Italia (Peesaro Urbinno +15,98%
%,. Macerataa +20,79%,,
Pistoia +255,79%, Arezzzo +28,42%
% e Perugiaa +29,26%). Per quantoo riguarda ill Sud la pro
ovincia che
Da +14,64% a +299,88%
Da +31,41% a +499,35%
Da +50,53% a +688,59%
Da +71,27% a + 89,12%
Da +90,51% a +1005,90%
mostra
il
incrementoo
più
di
esiguo
s
stranieri
residenti è Avellinno con
+35,84%, valore che,, pur al
di sotto di quello naziionale è
comunque di notevolee entità.
Nonnostante
sopra
e
esposto
quanto
s
se
si
raffrontanoo le graduattorie provinnciali del 20008 e del 20
013, si eviddenzia comee le prime 10
1 provincee
che ospitanno il maggior numero di
d stranieri residenti su
ul loro territtorio siano ancora conccentrate nell
8
Nord Italiaa, a parte Roma
R
e Firrenze. Un discorso
d
speecifico si deve
d
fare peer Napoli che,
c
avendoo
evidenziatoo un forte aumento dii presenze (+90,71%) dal 2008 al
a 2013 è salita nella graduatoriaa
passando dal
d 15° poosto al 9°, superando province come
c
Treviso, Vicenza, Padova e Modena,,
sempre moolto in alto in
i questa paarticolare claassifica.
Se si raffronta la popolaazione straaniera al totale della popolazione
p
e residente (Italiani e
stranieri) si
s può notarre come la quota
q
della prima contiinui ad aum
mentare nel nostro Paesse passandoo
da 5.758 sttranieri ognni 100mila abitanti
a
del 31 dicembrre 2008 aglii 8.098 rilevvati alla stesssa data dell
2013. L’inndicatore coosì individuaato può essere utile so
oprattutto neell’analisi ddel fenomen
no in ambitii
territoriali circoscrittii come le regioni e le provincce. Infatti in
i molte reealtà localii sembranoo
numericam
mente pochi gli stranierri rispetto ad
a altre areee dove si coontano, in vvalore assolluto numerii
molto supeeriori, ma applicando il rapportoo ogni 100m
mila abitannti la situazzione, a volte, cambiaa
notevolmennte.
Ossservando il dato disagggregato, nel 2013, diverrse regioni del
d centro-nnord superano il valoree
dell’indicaatore nazionnale con inn testa l’Em
milia Romag
gna (12.0177 stranieri ogni 100m
mila ab.), laa
Lombardiaa (11.322 stranieri ognni 100mila ab.), l’Um
mbria (11.1443 stranieri ogni 100m
mila ab.), ill
Veneto (100.445 stranieri ogni 1000mila ab.), il
i Lazio (10
0.500 stranieeri ogni 1000mila ab.) e la Toscanaa
(10.328 strranieri ognii 100mila ab.).
a
Sono le regioni del
d Sud, innvece, a reggistrare rapp
porti moltoo
inferiori allla media naazionale com
me nel casoo della Sardeegna (2.5377 stranieri ogni 100milaa ab.), dellaa
Puglia (2.6698 stranieeri ogni 1000mila ab.) e della Baasilicata (2.934 stranieeri ogni 10
00mila ab.)..
Bisogna agggiungere, però,
p
che prroprio questte regioni hanno
h
registrrato un fortte aumento di presenzee
straniere riispetto al 20008 come deescritto nel paragrafo precedente.
p
Stranieri og
gni 100.000 abitanti
155.000
100.000
5
5.000
-
2008
9
2013
Stranieri reesidenti in va
alori assolutti
1.500.000
1.000.000
500.000
-
2008
2013
Nell mettere a confronto
c
i due grafici sopra riporrtati si nota come la Loombardia ch
he, in valoree
assoluto coonta, al 31 dicembre
d
20013, ben 1.1129.185 straanieri con un
u aumento del 38,49%
% rispetto all
2008, poneendosi in testa a tuttee le altre reegioni, vien
ne superata dall’Emiliaa Romagnaa quando sii
raffrontanoo i dati con il totale della popoolazione residente: inffatti questaa regione, con
c
12.0177
stranieri oggni 100milaa ab. detienee il primato in tale classifica superrando anchee la Lombarrdia (11.3222
str. ogni 1000mila ab.) pur essenddo terza in graduatoria
g
per quanto riguarda il numero asssoluto deglii
stranieri reesidenti. Alltro caso ecclatante è la
l Valle d’A
Aosta che registra
r
la più bassa presenza
p
dii
stranieri reesidenti, in valore assoluto (9.3333 nel 2013
3), pur regiistrando un aumento del
d 41,32%
%
rispetto al 2008. La stessa regionne valutata attraverso l’indicatore
l
ogni 100m
mila ab. si pone
p
circa a
metà di quuesta speciale classificca superanddo con 7.258 stranieri ogni 100m
mila ab. laa Campaniaa
(3.472 straanieri ogni 100mila
1
ab.)). Troviamoo altresì la regione
r
Umbbria al 13° pposto, su veenti regioni,,
nella graduuatoria effeettuata sul numero
n
deggli stranierii residenti nel
n 2013 (ppari a 99.92
22) con unn
aumento deel 32,12% sul
s 2008. See valutiamo la stessa prresenza ognni 100mila aab. tale regio
one si trovaa
in terza posizione conn 11.143 straanieri subitoo dopo l’Em
milia Romaggna e la Lom
mbardia.
Connsultando lee graduatorrie provinciali, è di im
mmediata coomprensionee il fatto ch
he più dellaa
metà dellee province, nel 2013 supera il già menzio
onato indiccatore nazioonale (8.09
98 residentii
stranieri oggni 100milaa ab.). Tra queste
q
solo 14 sono prrovince del Centro, le aaltre 39 son
no nel Nordd
Italia; queelle meridioonali, nonostante si trrovino tuttee al di sottto della m
media nazion
nale hannoo
registrato, dal 2008 all 2013, incrrementi di stranieri resiidenti, ogni 100mila abb., molto al di sopra dii
quanto rileevato a livelllo nazionale (+43,39%
%).
10
GRADUATORIA PROVINCIALE
STRANIERI RESIDENTI OGNI 100.000 ABITANTI
al 31 dicembre 2008
PROVINCE
2008
PROVINCE
2008
PROVINCE
2008
Prato
11.388
Terni
7.010
Pescara
3.362
Brescia
11.058
Novara
6.932
Reggio Calabria
3.263
Reggio Emilia
10.271
Prov. Aut. Bolzano
6.670
Caserta
2.590
Mantova
10.133
Pisa
6.608
Vibo Valentia
2.510
Treviso
10.118
Viterbo
6.565
Messina
2.452
Piacenza
10.097
Varese
6.549
Crotone
2.445
Modena
9.933
Grosseto
6.547
Catanzaro
2.418
Vicenza
9.646
Lecco
6.352
Salerno
2.306
Verona
9.602
Venezia
6.340
Matera
2.281
Pordenone
9.355
Ascoli Piceno
6.305
Sassari
2.200
Parma
9.196
Trieste
6.281
Foggia
2.059
Perugia
9.095
Como
6.239
Siracusa
2.058
Macerata
8.952
Vercelli
6.174
Cosenza
2.053
Milano
8.815
Gorizia
5.889
Trapani
2.001
Firenze
8.676
Udine
5.842
Isernia
1.967
Lodi
8.552
Teramo
5.830
Campobasso
1.950
Arezzo
8.552
ITALIA
5.758
Avellino
1.908
Cremona
8.495
Savona
5.738
Napoli
1.743
Bergamo
8.449
L'Aquila
5.516
Bari
1.716
Asti
8.407
Belluno
5.442
Palermo
1.708
Siena
8.315
Genova
5.418
Catania
1.574
Ravenna
8.231
Lucca
5.407
Agrigento
1.570
Forli'
7.965
Rovigo
5.379
Lecce
1.489
Roma
7.925
Rieti
5.318
Benevento
1.388
Bologna
7.808
Ferrara
5.300
Caltanissetta
1.328
Pesaro e Urbino
7.672
Aosta
5.242
Cagliari
1.314
Padova
7.620
La Spezia
5.049
Potenza
1.277
Rimini
7.548
Livorno
5.031
Brindisi
1.249
Pistoia
7.484
Biella
4.982
Nuoro
1.150
Prov. Aut. Trento
7.381
Massa Carrara
4.944
Enna
1.055
Alessandria
7.376
Ragusa
4.579
Taranto
906
Cuneo
7.357
Verbania
4.546
Oristano
897
Torino
7.226
Latina
4.418
Ancona
7.107
Chieti
3.629
Pavia
7.105
Sondrio
3.393
Imperia
7.041
Frosinone
3.363
11
GRADUATORIA PROVINCIALE
STRANIERI RESIDENTI OGNI 100.000 ABITANTI
al 31 dicembre 2013
PROVINCE
2013
PROVINCE
2013
PROVINCE
2013
Prato
15.775
Grosseto
9.425
Reggio Calabria
4.999
Piacenza
14.184
Pisa
9.337
Crotone
4.722
Reggio Emilia
13.533
Venezia
9.323
Frosinone
4.608
Brescia
13.392
Pistoia
9.274
Messina
4.257
Modena
13.268
Pesaro e Urbino
9.189
Caserta
4.199
Mantova
13.170
Viterbo
9.184
Catanzaro
4.184
Parma
13.132
Prov. Aut. Bolzano
8.817
Salerno
4.027
Firenze
12.139
Gorizia
8.554
Matera
4.000
Milano
12.118
Varese
8.540
Cosenza
3.981
Verona
11.877
Genova
8.470
Vibo Valentia
3.931
Ravenna
11.863
Savona
8.421
Foggia
3.846
Roma
11.761
Lecco
8.350
Sassari
3.641
Asti
11.589
Ferrara
8.341
Campobasso
3.348
Bergamo
11.569
Ascoli Piceno
8.297
Trapani
3.346
Lodi
11.560
Como
8.277
Napoli
3.276
Perugia
11.554
La Spezia
8.224
Siracusa
3.066
Treviso
11.439
Trieste
8.130
Isernia
3.039
Cremona
11.398
ITALIA
8.098
Agrigento
2.789
Bologna
11.323
Rieti
8.030
Bari
2.781
Siena
11.179
Vercelli
8.030
Catania
2.682
Pordenone
11.165
Rovigo
7.886
Avellino
2.644
Forli'
11.113
L'Aquila
7.782
Palermo
2.586
Vicenza
10.989
Udine
7.725
Caltanissetta
2.493
Rimini
10.854
Livorno
7.684
Lecce
2.425
Arezzo
10.846
Lucca
7.585
Potenza
2.365
Macerata
10.756
Teramo
7.537
Benevento
2.364
Pavia
10.426
Latina
7.517
Brindisi
2.245
Imperia
10.399
Aosta
7.258
Cagliari
2.150
Alessandria
10.263
Ragusa
7.120
Nuoro
2.149
Cuneo
10.254
Massa Carrara
6.815
Taranto
1.834
Padova
10.194
Belluno
6.363
Enna
1.665
Novara
10.077
Verbania
6.098
Oristano
1.597
Terni
9.960
Biella
5.927
Torino
9.679
Pescara
5.304
Ancona
9.577
Chieti
5.046
Prov. Aut. Trento
9.480
Sondrio
5.002
12
Com
me per una sorta di com
mpensazionne si assiste dunque, nel confrontarre i periodi in esame, a
significativve variazionni percentuaali degli straanieri resideenti a Tarannto (+105,990), seguita da Crotonee
(+94,46), Napoli
N
(+900,71) e Coseenza (+90,551), nonchéé da altre 288 province cche registraano aumentii
di gran lunnga superiorri alla mediaa nazionale.. Di contro le province del Nord soono concen
ntrate, per laa
maggior paarte, nella zona
z
bassa di
d tale particcolare classifica, registtrando aumeenti mediam
mente moltoo
al di sotto del dato naazionale com
me Bellunoo con appen
na il +14,64% seguita dda Treviso (+15,42%),,
Biella (+115,68%), Vicenza
V
(+
+16,28%), Pordenone (+22,06%
%), Bresciaa (+26,17%
%), Veronaa
(+27,20%)), Trieste (+
+29,03%), e Vercelli (+29,88%)) e altre 22 provincee del nord con mediee
leggermentte più alte, ma
m sempre al di sotto del
d valore reegistrato a livello
l
nazioonale.
200
08
Da 0 a 2.500 Da 2.501 a 5
5.000
Da 5.001 a 7
7.500
Da 7.501 a 1
10.000
Da 10.001 aa 12.500
Anchhe
dall’ossservazionee
d
delle
cartinne provinciali si notaa
i
immediatam
mente comee in tutte lee
p
province
siaano aumenttati di fattoo
g
gli
stranieeri
residen
nti
ed
è
e
evidente
coome le areee con menoo
d 2.500 sttranieri ogn
di
ni 100milaa
a siano seensibilmentee ridotte dii
ab.
n
numero
nel 2013 rispettto al 2008,,
s
sono
infatti solo 10 co
ontro le 288
p
province
deel 2008, tuttte dislocatee
a
Sud.
Risultan
no
quasii
r
raddoppiate
invece lee provincee
che hanno dai 2.501 ai 5.000 strranieri ognii 100mila ab.:
a infatti nel
n 2008 risultano 12 variamentee
m
nel 2013 sono 22 e tutte concentrate
c
nel Sud e nelle
n
Isole. Sono aumen
ntate anchee
dislocate, mentre
le provincee che registtrano dai 7.501 ai 10.0000 stranierri residenti ogni
o
100miila ab.: essee arrivano a
28 nel 20113 contro lee 22 del 20008. Risultaano essere 25, invece,, le provincce che nel 2013
2
fannoo
rilevare strranieri residdenti dai 100.001 ai 12..500 ogni 100mila
1
ab., mentre neel 2008 eran
no solo 6 a
13
raggiungerre tale livelllo, il più elevato, coon Prato in
n testa alla classifica ((11.388 strranieri ognii
100mila abb.).
2013
Daa 0 a 2.500 Daa 2.501 a 5.0
000 Daa 5.001 a 7.5
500 Daa 7.501 a 10..000
Daa 10.001 a 12
2.500 Daa 12.501 a 15
5.000 Olltre 15.001 Perr
il
20133
è
statto
necessario creare altrre due fascce
di densità più
p elevata:: da 12.501 a
15.000 sttranieri ressidenti ognni
100mila abb. nella quaale rientranno
le provincce di Parm
ma, Mantovaa,
Modena, Brescia,
B
Regggio Emilia e
Piacenza, ed
e un’ultima fascia oltrre
i 15.000 reesidenti straanieri. In talle
fascia rienntra solo Praato che conn 15.775 strranieri resid
denti ogni 100mila
1
ab.. è ancora in
i testa allaa
graduatoriaa come lo erra nel 2008.
Si sottolinea inoltre
i
com
me Treviso,, che era in
n 4^ posizzione relativvamente alll’indicatoree
n 2008, è scesa nel 2013 al 17° posto,
p
menttre Piacenzaa che si trov
vava al 5° è
stranieri/1000mila ab. nel
salita al 2° subito doppo Prato conn 14.184 straanieri ogni 100mila abb. Altro casoo particolaree è Vicenzaa
che nel 20013 è divenntata la 23^ provincia nella
n
gradu
uatoria, menntre nel 20008 si trovav
va tra le 100
province più
p intensam
mente toccaate dal fenomeno, stesssa cosa perr Pordenonee che passa 10° al 21°°
posto nellee due graduaatorie.
14
1.5. Cittaadini stran
nieri residdenti in Itaalia per na
azionalitàà di apparttenenza
Perr effettuare una analisii più circosstanziata sullla realtà multietnica
m
ddel nostro Paese
P
al 31
dicembre 2013,
2
sono state enucleeate le 21 naazionalità che
c superanoo i 50mila rresidenti in Italia e chee
sommate tra loro ammontano
a
a 4.094.4222, l’83,18%
% del totale degli sttranieri resiidenti sul
Perù
2,23%
Bangladessh
2,26%
Mold
dova
Indiia
3,0
04%
2,89
9%
Tun
nisia
1,9
98%
Polonia
98%
1,9
Senegal
85%
SSri Lanka 1,8
1,93%
Pakistan
Ecuad
dor 1,84%
Egitto
1,87
7%
1,95%
Maceedonia
1,5
59%
Nigeria
1,36%
Filippine
30%
3,3
Bulgaria
1,12%
%
Ghana
1,05%
Altre
e nazionalità
16,82%
Ucraina
4,45%
Cina Rep
p. Popolare
5,22%
M
Marocco
9,24%
Romaniia
21,97%
%
Albaniaa
10,07%
%
nostro terriitorio. In paarticolare i cittadini
c
proovenienti daai paesi delll’Est Europeeo (Romaniia, Albania,,
Ucraina, Moldova,
M
P
Polonia,
Macedonia e Bulgaria) rappresenttano il 44,,22% del totale
t
deglii
stranieri reesidenti, meentre i paesii asiatici, nel loro insieeme (Cina, Filippine, India, Bang
gladesh, Srii
Lanka e Pakistan), si pongono al
a secondo posto con 858.799 ressidenti, pari al 17,45%
% del totalee
degli strannieri residennti. Tale vallore è di pooco superiorre a quello relativo a ccoloro che, provenientii
dall’Africaa, contano più
p di 50.0000 residenti (Marocco, Tunisia, Eggitto, Seneggal, Nigeria e Ghana) e
che ammonntano a 8577.396 pari all 17,42% deel totale deg
gli stranieri residenti inn Italia. In fondo
f
a talee
particolaree classifica si pone l’America centro-merridionale dalla quale provengon
no 210.7122
residenti, pari
p
al 4,100% originaari del Perùù e dell’Ecuador. Vaggliando la ppresenza sttraniera perr
singoli Paeesi di provvenienza si evidenzia che
c a tutt’’oggi in Itaalia risiedonno 1.081.40
00 cittadinii
rumeni chhe costituisccono il 21,97% dellaa popolazio
one stranierra residentee in Italia e l’1,78%
%
dell’intera popolazionne. Come si
s può evinncere dal grafico
g
sottoo riportato la secondaa comunitàà
15
straniera più numerosa è quella albanese che con 495.709 cittadini registra il 10,07% degli stranieri
residenti in Italia. Seguono il Marocco con il 9,24%, la Cina Popolare con il 5,22%, l’Ucraina con il
4,45%. Gli altri paesi si attestano al di sotto del 3,30%.
16
2. Permessi di soggiorno rilasciati in Italia a cittadini extracomunitari
Anni 2008 - 2013
2.1. Introduzione
Il presente capitolo verte sui “permessi di soggiorno rilasciati in Italia dal 2008 al 2013”:
con tale indicazione ci si riferisce, in ognuno degli anni esaminati, al numero di titoli rilasciati per
la prima volta nell’arco temporale 1° gennaio – 31 dicembre, al numero di titoli “rinnovati” (1) nel
medesimo periodo, nonché ai permessi di soggiorno di lungo periodo rilasciati nell'anno di
riferimento. Nel prosieguo, pertanto, si parlerà di “permessi rilasciati” nell’accezione testé
descritta. Un altro dato, esaminato a parte, riguarderà gli iscritti sul permesso di soggiorno del
titolare, in particolare i minori di 14 anni.
Le motivazioni che hanno portato alla scelta del periodo 2008-2013 sono già state
evidenziate nel precedente capitolo, al paragrafo 1.2. E’ il caso di sottolineare, comunque, che
l’evoluzione dell’Unione Europea, in continuo divenire e ancora in atto nel 2013, con l’entrata della
Croazia il 1° luglio quale 28° Stato membro, ha posto il problema dell’omogeneità dei dati da
trattare per riferirli ad un assetto geo-politico stabile, risolto proprio con la scelta temporale operata.
Inoltre, ancora nel 2008, erano soggetti al rilascio del permesso di soggiorno anche i
cittadini dei Paesi europei di Andorra, Città del Vaticano, Gibilterra, Islanda, Liechtenstein,
Monaco, Norvegia, Repubblica di San Marino e Svizzera, considerati a tutti gli effetti
extracomunitari, per un totale nazionale di 8.249 titoli rilasciati. Nel 2013, in base alla Direttiva
2004/38/CE del 29/4/2004, recepita dall'Italia con D.L.vo 6/2/2007, n. 30, è stato stabilito, anche
con successiva circolare del Ministero dell'Interno, che i cittadini appartenenti ai citati Paesi sono
equiparati a quelli europei ed usufruiscono, pertanto, della libera circolazione, ferme restando le
norme che regolano quest'ultima, senza necessità di titolo di soggiorno.
Per quanto riguarda l’aspetto territoriale di riferimento, la disaggregazione minima dei dati è
provinciale e relativa alle 103 province nelle quali è suddivisa l’Italia, escludendo Monza-Brianza,
Fermo e Barletta-Andria-Trani per le quali non è stata istituita la Questura e che fanno riferimento,
per i dati esaminati, a quelle di precedente appartenenza, rispettivamente, Milano, Pesaro e Urbino,
Foggia e Bari(2).
___________________
(1) La validità del titolo di soggiorno è, in linea di massima, di due anni, tranne alcuni casi particolari per i quali si rinvia alla parte
normativa.
(2) I comuni facenti parte della provincia di Barletta-Andria-Trani appartenevano, prima della sua istituzione, in parte alla
provincia di Bari ed in parte a quella di Foggia.
17
Per ciò che concerne le aree di provenienza degli immigrati, si evidenzia che sono stati
ricompresi nella cosiddetta Africa “araba” i seguenti Paesi: Algeria, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gibuti,
Libia, Marocco, Mauritania, Sudan, Sud Sudan e Tunisia.
Infine, per la complessità della materia e per l’intervallo temporale considerato, nell’analisi
si evidenzieranno gli aspetti ritenuti più salienti e significativi, rinviando, per i dati specifici di
ciascun anno, alle edizioni dell’”Annuario delle Statistiche Ufficiali dell’Amministrazione
dell’Interno”, reperibili sul sito http://ucs.interno.gov.it, con l’avvertenza che eventuali discrasie
con i dati riportati nel presente lavoro sono da attribuire ad un possibile successivo consolidamento
dei dati stessi.
2.2. La normativa in materia di immigrazione
Il primo periodo dell’immigrazione in Italia è stato caratterizzato dalla totale assenza di una
normativa ad hoc. Infatti:
ƒ
fino al 1986, le uniche norme che regolavano la presenza degli stranieri sul territorio
nazionale erano contenute nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. del 18
giugno 1931, n. 773), che affrontava il fenomeno in termini esclusivamente securitari;
ƒ
nel 1986, il Parlamento approvò la legge 30 dicembre 1986, n. 943, recante ”Norme in
materia di collocamento e di trattamento dei lavoratori extracomunitari immigrati e contro le
immigrazioni clandestine”, per attuare la Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale
del Lavoro) sui diritti dei lavoratori stranieri (n. 143 del 1975), disciplinare i nuovi ingressi
(modalità per assumere lavoratori all’estero; programmazione degli ingressi; etc.) e definire
la prima regolarizzazione delle posizioni lavorative e dei soggiorni illegali (tale
regolarizzazione è proseguita fino al 1988);
ƒ
gli anni 90 si inaugurano con un altro provvedimento di regolarizzazione, contestuale
all’approvazione della legge 28 febbraio 1990, n. 39 (cd. “legge Martelli”), recante “Norme
urgenti in materia di asilo politico, di ingresso e soggiorno di cittadini extracomunitari e di
regolarizzazione dei cittadini extracomunitari ed apolidi già presenti nel territorio dello
Stato”. Detta legge, cui si è aggiunto il regolamento di attuazione approvato con il D.P.R. 15
maggio 1990, n. 136, rappresenta il primo tentativo di disciplina organica in una materia in
cui i principali istituti (regime dei visti, dei permessi di soggiorno, disciplina delle
espulsioni, etc.) erano in gran parte regolamentati dal T.U.L.P.S.. Venne distinta, per la
prima volta, la competenza in materia di espulsioni del Prefetto, dell’Autorità Giudiziaria e
del Ministro dell’Interno;
18
ƒ
nel 1995 si è registrato un altro provvedimento di regolarizzazione, la cd. “sanatoria Dini”,
che ha rivelato la sempre più crescente presenza di immigrati irregolari sul territorio
italiano;
ƒ
il 25 luglio 1998, con il decreto legislativo n. 286 (cd. “legge Turco-Napolitano), è stato
adottato il Testo Unico sugli stranieri, cui ha fatto seguito, il 31 agosto 1999, il regolamento
di attuazione, adottato con il D.P.R. n. 394. Sempre nel 1998, la presenza di stranieri
irregolarmente soggiornanti in Italia è stata sanata attraverso un ulteriore provvedimento (cd.
“sanatoria Turco-Napolitano”).
Successivamente, il quadro normativo si è ulteriormente arricchito. In tale contesto,
assumono particolare rilevanza:
ƒ
la legge 30 luglio 2002, n. 189 (cd. “legge Bossi-Fini”) e le modifiche al regolamento di
attuazione, introdotte con il D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334. Inoltre, con la legge del 9
ottobre 2002, n. 222 (cd. “procedura di emersione-legalizzazione”), il legislatore ha
delineato i criteri per far emergere la posizione di stranieri irregolarmente soggiornanti,
benché lavorativamente occupati. Il legislatore del 2002, con dette modifiche, ha apportato
correttivi soprattutto in tema di mercato del lavoro e di espulsione dal territorio nazionale,
per rendere più efficace il contrasto all’immigrazione clandestina e arginare il fenomeno
dell’impiego “in nero” di lavoratori stranieri;
ƒ
il decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3, in “Attuazione della direttiva 2003/109/CE
relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo", entrato in vigore
il 14 febbraio 2007, che ha innovato la regolamentazione sulle carte di soggiorno a tempo
indeterminato, titoli che hanno assunto, nel 2014, la denominazione di permessi di
soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo(3);
ƒ
il decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 5, in "Attuazione della direttiva 2003/86/CE
relativa al diritto di ricongiungimento familiare", entrato in vigore il 15 febbraio 2007, che
ha modificato la disciplina in tema di ricongiungimento familiare, introducendo anche un
nuovo “permesso di soggiorno per assistenza minore”, da rilasciare ai familiari beneficiari
dell’autorizzazione concessa dal Tribunale per i Minorenni, per non pregiudicare lo sviluppo
psico-fisico
del
minore.
L’esercizio
del
diritto
al
ricongiungimento
familiare,
successivamente, ha subito nuove limitazioni, con il decreto legislativo n. 160 del 2008;
__________________
(3) Art. 3, decreto legislativo 13 febbraio 2014, n. 12, in attuazione della direttiva 2011/51/UE, che modifica la direttiva
2003/109/CE del Consiglio per estenderne l’ambito di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale.
19
la legge 28 maggio 2007, n. 68, che ha disciplinato l’ingresso ed il soggiorno di breve
ƒ
durata dello straniero per visita affari, turismo e studio. Chi entra in Italia per uno dei
suddetti motivi e intende soggiornare per un periodo di tempo non superiore a tre mesi, non
deve più chiedere il permesso di soggiorno, ma è sufficiente che dichiari la propria presenza
sul territorio nazionale;
il decreto-legislativo 10 agosto 2007, n. 154, in attuazione della direttiva 2004/114/CE,
ƒ
relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di Paesi terzi per motivi di studio,
scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato;
il decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 17, in attuazione della direttiva 2005/71/CE,
ƒ
relativa ad una procedura specificamente concepita per l’ammissione di cittadini di Paesi
terzi ai fini di ricerca scientifica;
ƒ
il decreto legislativo 3 ottobre 2008, n. 160, in tema di ricongiungimento familiare, che ha
di nuovo introdotto limitazioni all’esercizio del relativo diritto, prevedendo che laddove non
sia possibile documentare il legame familiare in modo certo sia possibile effettuare l’esame
del D.N.A., a spese dell’interessato. Tuttavia, il ricorso a tale prova per la verifica dei
vincoli familiari è limitato ai casi in cui permangono seri dubbi sul rapporto di parentela
dopo che altri mezzi di prova sono stati già utilizzati(4).
Ed inoltre:
ƒ
il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito con la legge 24 luglio 2008, n. 125 di
cui si indicano, di seguito, alcune tra le più significative misure adottate:
¾ i Centri di permanenza temporanea ed assistenza hanno assunto la denominazione di
Centri di identificazione ed espulsione (CIE);
¾ colui che dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale la propria identità è punito con
la reclusione da uno a sei anni. Può essere disposto il suo arresto in flagranza di reato;
¾ è stata modificata la pena da infliggere al datore di lavoro che impiega stranieri privi di
titolo di soggiorno, che va da un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni di reclusione,
cui si aggiunge la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato;
______________________
(4) Corte di Appello di Milano, sentenza 26 ottobre 2012, n. 101.
20
¾ è stato previsto uno specifico reato, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, nei
confronti di chiunque, a titolo oneroso, al fine di trarre un ingiusto profitto:
-
fornisce alloggio a uno straniero;
-
che sia privo di titolo di soggiorno;
-
ospitandolo in un immobile di cui abbia la disponibilità, ovvero cedendo il
medesimo anche in locazione. In caso di condanna definitiva, tale norma ha
previsto la confisca dell’immobile. Le somme ricavate dalla vendita dei beni
confiscati sono destinate al potenziamento delle attività volte al contrasto
dell’immigrazione clandestina;
ƒ
la legge 15 luglio 2009, n. 94, di cui si indicano, di seguito, alcune tra le più significative
misure adottate:
¾ l’espulsione, disposta a titolo di misura di sicurezza dal giudice nei confronti dello
straniero condannato alla reclusione per un periodo superiore a due anni o disposta per uno dei
delitti contro la personalità dello Stato nei confronti dello straniero condannato ad una pena
restrittiva della libertà personale, va eseguita con l’accompagnamento immediato alla
frontiera;
¾ lo straniero condannato, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a
seguito di patteggiamento, per specifici reati di elevato allarme sociale (es.: sfruttamento della
prostituzione; favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; spaccio di stupefacenti; rapina;
etc.), non può soggiornare in Italia. Tale preclusione sussiste anche nel caso di condanna, con
sentenza irrevocabile, per uno dei reati relativi alla tutela del diritto di autore. Il divieto di
soggiorno in questione non è automatico, in caso di ricongiungimento familiare;
¾ ogni straniero, per promuovere la convivenza con gli italiani, deve sottoscrivere un
Accordo di integrazione, articolato per crediti, impegnandosi a raggiungere specifici obiettivi
d'integrazione durante il periodo di validità del suo permesso di soggiorno;
¾ lo straniero che richiede il permesso di soggiorno è tenuto a versare un contributo, tra gli
80 e i 200 euro, ad eccezione di coloro che chiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di
soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria e per motivi umanitari;
¾ è sanzionato il semplice utilizzo, da parte dello straniero, di un visto di ingresso o di un
permesso di soggiorno, contraffatti o alterati;
¾ viene punito lo straniero che, a richiesta degli ufficiali o agenti di pubblica sicurezza, non
esibisce, senza giustificato motivo, oltre al passaporto o altro documento di identificazione,
21
anche il permesso di soggiorno o altro documento attestante la regolare permanenza in Italia.
Il soggetto attivo di tale reato può essere solo lo straniero regolarmente soggiornante(5);
¾ l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato configura, a carico dello
straniero, una contravvenzione, punita con l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro;
¾ il trattenimento dello straniero in un Centro di identificazione ed espulsione può durare
fino a 180 giorni (30 + 30 + 60 + 60);
¾ l'ordine del Questore a lasciare l'Italia entro 5 giorni può essere adottato qualora non sia
stato possibile trattenere lo straniero in un C.I.E. o se la permanenza in tale struttura non ne
abbia consentito l'effettivo rimpatrio;
ƒ
il decreto-legge 23 giugno 2011, n. 89, convertito con la legge 2 agosto 2011, n. 129, le cui
finalità principali sono state quelle di recepire la Direttiva 2008/115/CE ed alcune parti della
direttiva 2004/38/CE in materia di libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea;
ƒ
il decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 108, con cui è stata attuata la Direttiva 2009/50/CE
sulle condizioni d’ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi che intendano svolgere lavori
altamente qualificati ed è stato introdotto, per essi, il rilascio del particolare permesso di
soggiorno denominato blu card;
ƒ
il decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, con cui è stata recepita la Direttiva 2009/52/CE,
mediante l’introduzione di norme e sanzioni da applicare nei confronti dei datori di lavoro che
impiegano in attività lavorative cittadini stranieri illegalmente soggiornanti, prevedendo
contestualmente una procedura di emersione dal lavoro nero;
ƒ
la legge 27 giugno 2013, n. 77(6), che ha recepito la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla
prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica,
fatta a Istanbul l’11 maggio 2011;
ƒ
il decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito con legge 9 agosto 2013, n. 99(7), in
vigore dallo stesso 28 giugno 2013, contenente novità rilevanti in materia di lavoro;
ƒ
la legge 6 agosto 2013, n. 97(8), con cui il legislatore ha integrato alcune disposizioni in tema
di ingresso e soggiorno in Italia di cittadini comunitari e dei loro familiari, anche se cittadini
di un Paese terzo, nonché in materia di protezione internazionale;
__________________
(5) Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 24 febbraio 2011, n. 16453.
(6) Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 152, del 1 luglio 2013, in vigore dal 2 luglio 2013
(7) Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 196, del 22 agosto 2013.
(8) Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 194, del 20 agosto 2013, in vigore dal 4 settembre 2013
22
ƒ il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93(9), convertito con legge 15 ottobre 2013, n. 119(10), in
vigore quest’ultima dallo stesso 15 ottobre 2013, con cui sono state introdotte disposizioni
urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in
tema di protezione civile e di commissariamento delle province. In particolare, è stato
previsto il rilascio, in favore delle vittime di violenza domestica, di un dedicato permesso di
soggiorno per motivi umanitari;
ƒ
il decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146(11), convertito con legge 21 febbraio 2014, n.
10(12), in vigore quest’ultima dal 22 febbraio 2014, con cui sono state introdotte misure
urgenti in tema di diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della
popolazione carceraria;
ƒ
il decreto legislativo 13 febbraio 2014, n. 12, in attuazione della Direttiva 2011/51/UE, che
ha modificato la Direttiva 2013/109/CE sui permessi di soggiorno UE per soggiornanti di
lungo periodo, per estenderne l’ambito di applicazione ai beneficiari di protezione
internazionale;
ƒ
la legge 30 ottobre 2014, n. 161(13), recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi
derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea – Legge europea 2013-bis” che, in
materia di immigrazione, ha ridotto il periodo massimo di trattenimento nei CIE.
__________________
(9) Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 191, del 16 agosto 2013, in vigore dal 17 agosto 2013
(10) Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 242, del 15 ottobre 2013
(11) Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 300, del 23 dicembre 2013, in vigore dal 24 dicembre 2013
(12) Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 43, del 21 febbraio 2013
(13) Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 261, del 10 novembre 2014, in vigore dal 25 novembre 2014
23
2.3. La prresenza exxtracomu
unitaria in
n Italia
Il numero
n
dei permessi di soggiorno rilasciaati in Italiaa nel 20088 e nel 20
013 è pari,,
rispettivam
mente, a 1.5553.229 e a 3.029.917, corrispo
ondente ad un significcativo increemento dell
+95,07%. Anche
A
in am
mbito regioonale le perccentuali, tuttte di segnoo positivo, vvanno dal +41,57
+
dellaa
Valle d’Aoosta al +1633,60 della Calabria
C
e all +162,67 della
d
Sicilia: va però evvidenziato che, a frontee
di percentuuali di variaazione deciisamente piùù alte nellee regioni centro-meridiionali rispettto a quellee
settentrionali, i valorri assoluti del numerro di perm
messi di sooggiorno add esse corrrispondentii
permangonno nettamennte più basssi. In entrrambi gli anni,
a
infatti,, ben oltre il 60% deei permessii
rilasciati riguarda
r
cittadini exxtracomunitaari presentti nell’areaa settentrioonale del Paese
P
(piùù
precisamennte il 65,775% dei tittoli nel 20008 ed 63,21% nel 2013), menntre nell’arrea centro-meridionalle-insulare si
s rileva, rispettivamentte, solo il 34
4,25% ed ill 36,79% di essi.
D
Disaggregazi
ione per areee geografich
he – Incidenzze percentuaali
2013
2008
Centro
23,37%
Sud
8,37%
Isole
2,51%
NordN
O
Ovest
36,69%
Centro
2
23,90%
Nord-Est
N
2
29,06%
Sud
S
9,559%
Isole
3,30%
%
NordOvest
%
35,94%
Nordd-Est
27,227%
mitati, non ssi può non sottolineare
s
e
D’aaltro canto, anche se coon valori assoluti relatiivamente lim
che le regiioni dell’areea meridionnale e insulaare, nonostaante siano lontane
l
dallla consisten
nte presenzaa
extracomunnitaria reggistrata nelll’area setttentrionale, devono confrontarssi con aum
menti cosìì
significativvi e repentiini di tale componente
c
e immigrato
oria che il loro impattto, per aspetti sociali,,
contingenzze economiche ed asseetti urbanisstico-logistici, può detterminare siituazioni dii criticità e
conflittualiità, peraltro già evidenzziatesi.
24
Disaggregazzione region
nale – Valorii assoluti
Lombaardia
Emilia Romagna
Veeneto
Lazio
L
Tosscana
Piem
monte
Camppania
Maarche
Lig
guria
Siicilia
Friuli V. G.
Pu
uglia
Trentino A.A.
Um
mbria
Abrruzzo
Cala
abria
Sarddegna
Basillicata
Valle d'A
Aosta
M
Molise
-
1000.000 200.0000 300.000 40
00.000 500.0000 600.000 700.000 800.000
al 31.122.2013
a 31.12.2008
al
Un’analoga considerazioone può rippetersi ancche a livelllo provinciale con due
d
esempii
emblematici: Reggio Calabria e Palermo. Per esse si reegistra un aumento
a
di permessi di soggiornoo
3
che, tuttavia,
t
in termini num
merici assolluti si traduuce, per i duue anni conssiderati, nell
di oltre il 320%
passaggio da 3.127 permessi
p
a 13.324 neella prima e da 4.6677 a 19.647 nella seco
onda, valorii
importanti e significaativi per le loro singole realtà, maa non paraggonabili allla “forza” numerica
n
dii
altre provinnce, sopratttutto quelle settentrionaali.
Le cartine chee seguono evvidenziano,, in valore assoluto,
a
il numero di permessi dii soggiornoo
rilasciati e la distribuzzione provinnciale del feenomeno im
mmigratorioo in Italia neei due anni considerati,
c
,
mmediate inndicazioni sulla
s
sua evvoluzione.
fornendo im
25
PERME
ESSI DI SOG
GGIORNO RILASCIA
ATI IN ITAL
LIA A CITT
TADINI EXT
TRACOMU
UNITARI
Dati proviinciali – Valo
ori assoluti
2008
20133
da 0 a 20.0000
da 20.001 a 40.000
da 40.001 a 60.000
da 60.001 a 80.000
da 80.001 a 100.000
oltre 100.0000
26
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI (*) IN ITALIA
A CITTADINI EXTRACOMUNITARI
Dati provinciali al 31 dicembre 2008 e al 31 dicembre 2013
Variazioni percentuali
PROVINCE
2008 (**)
2013 (**)
Variaz. %
Alessandria
10.870
22.371
105,80
Asti
7.735
11.675
50,94
Biella
5.140
6.814
32,57
Cuneo
18.721
32.684
74,58
Novara
11.404
25.388
122,62
Torino
55.303
98.956
78,93
Verbano Cusio Ossola
3.617
6.491
79,46
Vercelli
5.719
7.844
37,16
PIEMONTE
118.509
212.223
79,08
Aosta
3.474
4.918
41,57
VALLE D'AOSTA
3.474
4.918
41,57
Bergamo
42.420
86.474
103,85
Brescia
72.863
112.686
54,65
Como
14.286
31.333
119,33
Cremona
14.217
24.967
75,61
Lecco
11.086
21.334
92,44
Lodi
8.993
16.289
81,13
Mantova
18.669
38.008
103,59
Milano
173.386
364.049
109,96
Pavia
14.384
31.178
116,75
Sondrio
3.630
6.419
76,83
Varese
28.016
46.587
66,29
LOMBARDIA
401.950
779.324
93,89
Genova
24.978
52.584
110,52
Imperia
6.933
12.915
86,28
La Spezia
5.692
10.516
84,75
Savona
8.302
16.558
99,45
LIGURIA
45.905
92.573
101,66
NORD-OVEST
569.838
1.089.038
91,11
Bolzano
17.956
26.808
49,30
Trento
19.821
29.994
51,32
TRENTINO A. A.
37.777
56.802
50,36
Belluno
6.458
8.917
38,08
Padova
39.272
61.650
56,98
Rovigo
6.732
13.423
99,39
Treviso
30.986
64.680
108,74
Venezia
27.086
53.849
98,81
Verona
31.059
63.480
104,39
Vicenza
38.913
72.196
85,53
VENETO
180.506
338.195
87,36
Gorizia
6.621
8.395
26,79
Pordenone
15.121
22.826
50,96
Trieste
9.840
13.594
38,15
Udine
15.294
23.967
56,71
FRIULI V. G.
46.876
68.782
46,73
(*) Si evidenzia che per "rilasciati" si intende sia il numero di permessi di soggiorno effettivamente accordati nell'anno
indicato, sia quei titoli che vengono rinnovati nel medesimo periodo. Nel prosieguo del volume, pertanto, laddove non
espressamente indicato diversamente, sarà valida la definizione così specificata.
(**) Nel dato sono compresi 233 apolidi per il 2008 e 431 per il 2013
27
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI (*) IN ITALIA
A CITTADINI EXTRACOMUNITARI
Dati provinciali al 31 dicembre 2008 e al 31 dicembre 2013
Variazioni percentuali
PROVINCE
2008 (**)
2013 (**)
Variaz. %
Bologna
35.305
68.171
93,09
Ferrara
9.946
20.160
102,69
Forli'
14.889
25.544
71,56
Modena
35.291
68.443
93,94
Parma
16.864
41.302
144,91
Piacenza
12.185
25.034
105,45
Ravenna
17.281
28.330
63,94
Reggio Emilia
34.603
59.017
70,55
Rimini
9.942
26.471
166,25
EMILIA ROMAGNA
186.306
362.472
94,56
NORD-EST
451.465
826.251
83,02
NORD
1.021.303
1.915.289
87,53
Arezzo
11.903
16.543
38,98
Firenze
40.146
82.042
104,36
Grosseto
5.998
10.901
81,74
Livorno
9.817
16.021
63,20
Lucca
8.027
15.717
95,80
Massa-Carrara
3.244
6.073
87,21
Pisa
14.540
25.318
74,13
Pistoia
8.864
16.136
82,04
Prato
17.443
40.758
133,66
Siena
8.649
17.964
107,70
TOSCANA
128.631
247.473
92,39
Perugia
16.478
42.794
159,70
Terni
7.256
10.711
47,62
UMBRIA
23.734
53.505
125,44
Ancona
14.402
30.495
111,74
Ascoli Piceno
13.228
20.472
54,76
26.136
88,82
Macerata
13.842
Pesaro e Urbino
10.696
20.065
87,59
MARCHE
52.168
97.168
86,26
Frosinone
4.941
9.560
93,48
Latina
8.938
19.914
122,80
Rieti
2.496
5.320
113,14
Roma
134.868
279.887
107,53
Viterbo
7.151
11.347
58,68
LAZIO
158.394
326.028
105,83
CENTRO
362.927
724.174
99,54
Chieti
4.033
6.887
70,77
L'Aquila
7.372
12.922
75,28
Pescara
3.905
9.106
133,19
Teramo
6.489
14.919
129,91
ABRUZZO
21.799
43.834
101,08
(*) Si evidenzia che per "rilasciati" si intende sia il numero di permessi di soggiorno effettivamente accordati nell'anno
indicato, sia quei titoli che vengono rinnovati nel medesimo periodo. Nel prosieguo del volume, pertanto, laddove non
espressamente indicato diversamente, sarà valida la definizione così specificata.
(**) Nel dato sono compresi 233 apolidi per il 2008 e 431 per il 2013
28
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI (*) IN ITALIA
A CITTADINI EXTRACOMUNITARI
Dati provinciali al 31 dicembre 2008 e al 31 dicembre 2013
Variazioni percentuali
PROVINCE
Campobasso
Isernia
MOLISE
Avellino
Benevento
Caserta
Napoli
Salerno
CAMPANIA
Bari
Brindisi
Foggia
Lecce
Taranto
PUGLIA
Matera
Potenza
BASILICATA
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
CALABRIA
Agrigento
Caltanissetta
Catania
Enna
Messina
Palermo
Ragusa
Siracusa
Trapani
SICILIA
Cagliari
Nuoro
Oristano
Sassari
SARDEGNA
SUD
ISOLE
2008 (**)
1.783
552
2.335
2.790
1.439
11.074
32.732
9.762
57.797
14.775
2.828
4.984
5.475
2.300
30.362
1.629
1.693
3.322
3.206
3.312
3.650
3.127
1.055
14.350
129.965
2.362
2.593
5.966
440
5.749
4.667
3.042
1.867
3.892
30.578
3.697
1.073
693
2.993
8.456
39.034
2013 (**)
3.083
1.138
4.221
5.461
3.131
25.275
76.657
23.238
133.762
31.732
5.210
10.914
10.413
5.393
63.662
3.636
3.479
7.115
7.321
9.167
6.110
13.324
1.904
37.826
290.420
4.589
4.282
15.534
895
14.031
19.647
8.625
5.138
7.577
80.318
9.197
2.006
1.024
7.489
19.716
100.034
Variaz. %
72,91
106,16
80,77
95,73
117,58
128,24
134,20
138,05
131,43
114,77
84,23
118,98
90,19
134,48
109,68
123,20
105,49
114,18
128,35
176,78
67,40
326,10
80,47
163,60
123,46
94,28
65,14
160,38
103,41
144,06
320,98
183,53
175,20
94,68
162,67
148,77
86,95
47,76
150,22
133,16
156,27
TOTALE
1.553.229
3.029.917
95,07
(*) Si evidenzia che per "rilasciati" si intende sia il numero di permessi di soggiorno effettivamente accordati nell'anno
indicato, sia quei titoli che vengono rinnovati nel medesimo periodo. Nel prosieguo del volume, pertanto, laddove non
espressamente indicato diversamente, sarà valida la definizione così specificata.
(**) Nel dato sono compresi 233 apolidi per il 2008 e 431 per il 2013
29
L’andamento dei titoli di soggiorno rilasciati a livello regionale, nell’arco temporale
considerato, evidenzia, in generale, che il 2011 rappresenta un punto di svolta: infatti, fino a tale
anno il loro numero è sempre in aumento, in alcuni casi anche in modo considerevole da un anno
all’altro, mentre successivamente gli incrementi sono molto più contenuti, rendendo più stazionario
il fenomeno. Si sottolinea, però, che tra il 2012 ed il 2013 si registrano diminuzioni in Valle
d’Aosta (circa -4,08%), ed in Friuli Venezia Giulia (circa -5,71%), mentre in Piemonte (+0,52%), in
Trentino Alto Adige (-0,55%), in Umbria (+0,23%) e nelle Marche (+0,77%) il fenomeno può
ritenersi stabile registrandosi, in positivo o in negativo, variazioni inferiori all’1%. La Lombardia
(+2,28%), la Liguria (+3,53%), il Veneto (+2,18%), l’Emilia Romagna (+2,48%), la Toscana
(+2,20%), l’Abruzzo (+1,29%) e la Sardegna (+2,61%) registrano un aumento medio, mentre le
restanti regioni presentano variazioni positive più consistenti che vanno dal +4,38% del Lazio al
7,30% del Molise. Tale situazione potrebbe essere determinata dal fatto che l’immigrazione, ormai
“saturata” l’area settentrionale del Paese, nella quale, peraltro, la crisi ha messo a dura prova il
tessuto produttivo, cerca nuove opportunità nelle zone centro-meridionali, andando a scontrarsi,
tuttavia, con una realtà socio-economica ancor più critica.
Anche dall’esame delle variazioni percentuali provinciali intervenute nel numero dei titoli
rilasciati tra il 2008 ed il 2013, sono evidenti i ragguardevoli incrementi, alcuni già menzionati, di
numerose province, soprattutto a partire dal Lazio per finire alla Sardegna, con punte significative,
peraltro, anche nel resto del Paese, come si registra, tra le altre, a Rimini, Perugia, Parma, Prato,
Novara, Como, Pavia.
Analizzando poi, graficamente, la distribuzione provinciale dei permessi di soggiorno
nell’ambito di ciascuna regione, per i due anni considerati, ne scaturisce una sostanziale
similitudine, ossia, pur con lievi differenze, vengono mantenute pressoché le stesse proporzioni
distributive, eccezion fatta per le province dell’Umbria, dell’Abruzzo, della Calabria e della Sicilia,
in particolare Palermo, per le quali il divario nel tempo è più marcato, come si evidenzia nei grafici
seguenti.
30
Distribuzioone percentuale dei perm
messi di sogg
giorno rilasciiati nelle proovince delle regioni:
r
Umbria
2008
2013
Terni
20,02%
T
Terni
300,57%
Perugia
69,43%
Perugia
79,98%
Abruzzo
2013
2008
P
Pescara
17,91%
Chieti
18,50%
L'Aquila
33,82%
Teramo
34,04%
Pescara
20,777%
Teramo
29,77%
Chieti
15,71%
L'Aquilla
29,48%
%
Calabria
Reeggio
Calabria
21,79%
2008
Crotonee
25,44%
%
Coosenza
233,08%
R
Reggio
Calabria
C
3
35,22%
2013
Crotonee
16,15%
%
Viboo
Valenttia
7,35%
%
Vibo
Valenntia
5,03%
%
Catanzaroo
19,35%
Cosenza
24,23%
Catanzaro
C
22,34%
Sicilia
2008
Paleermo
15,26%
Ragusa
9,95%
2013
Sirracusa
6,,11%
Trapani
12,73%
Agrigennto
7,72%
%
Messina
18,80%
Ennna
1,444%
Caatania
19,51%
Pallermo
24,46%
Ragusa
10,74%
Agrigeento
5,71%
Messina
17,47%
Caltaniss.
8,48%
Caltaniiss.
5,33%
%
Enna
1,11%
31
Siracusa
6,40%
Trapanni
9,43%
%
Catania
19,34%
2.4. La tip
ipologia di
d soggiorn
no
La tipologia di
d soggiornno è legata alla situazzione persoonale del sooggetto rich
hiedente all
d rilascioo, alla durrata e all’eeventuale rinnovo
r
deel titolo sttesso: si distinguono,
d
,
momento del
infatti, il “primo
“p
sogggiorno”, rifferito al perrmesso, di durata biennnale, rilasciiato per la prima
p
voltaa
all’extracoomunitario richiedente
r
che giungge nel Paesee e che posssiede i reqquisiti presscritti dalle
Daati nazionali - Distribuzio
one percentu
uale
2008
Soggioorno
lunggo
perioodo
46,111%
2013
3
Primo
soggiorno
14,69%
Prim
mo
soggioorno
10,899%
Soggiorno
lungo
periodo
52,32%
Rinnnovo
sogggiorno
39,220%
Rinnovo
soggiorno
36,79%
normative;; il “rinnovvo soggiorn
no” riguarddante tutti i permessi successivi al primo rilascio
r
chee
vengono reiterati
r
allaa scadenzaa, su richieesta del soggetto inteeressato e ssempreché continui a
possedere le caratterristiche prevviste; infinne, il “sogg
giorno di lungo
l
perioodo”, che può esseree
richiesto dal soggetto con un titolo in corso di validità, regolarmennte soggiornnante da alm
meno 5 annii
gge.
nel Paese e rispondentte a determiinati presuppposti di leg
Daii dati nazionnali relativi alle diversee tipologie di soggiornno, riassunti nei grafici precedenti,,
si evince che,
c a frontee di una dim
minuzione dal
d 14,69% al 10,89% dei
d “primi ssoggiorni”, nonché deii
“rinnovi”, che scendono dal 399,20% al 36,79%, i “soggiorni
“
d lungo pperiodo” reg
di
gistrano unn
aumento dii oltre 6 punnti percentuuali, passanddo dal 46,11
1% del 20088 al 52,32%
% del 2013.
Da ciò potrebbbe desumerrsi che, se da
d una partee si registraa una diminnuzione dell numero dii
nuovi sogggiorni, peralltro dovuta anche alla perdurante
p
crisi econom
mica e a moolteplici alttri aspetti dii
carattere socio-cultur
s
rale che tale
t
congiuuntura ha ulteriormennte acutizzzato, dall’aaltra crescee
sostanzialm
mente il num
mero di imm
migrati che giunti in Ittalia anni adddietro mannifestano, attraverso
a
laa
richiesta dii titoli di soggiorno di lungo
l
periodo, la volon
ntà di rimannere stabilm
mente nel Paese.
Anaalizzando ill dato territooriale per ill 2008, si pu
uò riscontraare che nelle regioni seettentrionalii
prevalgonoo in generalle i “permesssi di lungoo periodo”, mentre in quelle
q
centrro - meridio
onali questaa
connotazioone non è anncora così netta,
n
prevaalendo a vollte questi, a volte i “rinnnovi”: ciò può esseree
32
dovutto,
2008 - 1° soggiorno
Nord-est
29,71%
probabbilmente,
“imm
migrazione
Centroo
22,46%
%
setten
ntrionali,
di
aall’esistenzaa
lungaa
s
sicuramente
e
data”
più
di
nelle
n
unaa
areee
app
petibili
inn
passatto per quantto riguardavva l’attivitàà lavorativa,,
mentrre la restantte parte del Paese è caaratterizzataa
da una immigrazzione più recente, laddo
ove ancora,,
Nordovest
34,30%
forse illusoriameente, potrebbbero esserre occupatii
Isolee
3,45%
%
Sud
100,09%
spazi lavorativi. Tale indicaazione trova confermaa
anchee nel fatto che le quoote più altee di “primii
soggiorni”, decisamennte superiorri al valore nazionale del
d 14,69%,, si registranno nel Lazio (19,12%))
e dalla Cam
mpania allaa Sicilia (coon percentuuali che van
nno dal 17,227 della Caampania al 23,73 dellaa
Calabria), con riferimento ad ognni singolo rispettivo tottale regionalle.
2008 - Rin
nnovo soggiiorno
2008 - Sogg
giorno lungo
o periodo
Nord-est
23,21%
Nord-est
N
3
33,84%
Centroo
27,36%
%
Nordovest
37,57%
Isolle
2,46%
Nordovest
36,70%
Sud
%
9,40%
Centro
20,26%
Isole
%
2,26%
Sud
6,94%
Perr quanto riguuarda il 20113, la situazzione si pressenta in modo analogo, e anche piiù netta, perr
quanto riguuarda l’areaa centro-setttentrionale dell’Italia e le relativve regioni, nnonché per Abruzzo e
Molise, coon i “perm
messi di lunngo perioddo” che
rappresentaano una quuota che va
v dal 46,777% al
2013 - 1° so
oggiorno
Norrd-est
23,007%
65,22% di tutti i perm
messi di soggiorno rilassciati in
Centro
25,85%
ognuna di esse. Anchhe nelle areee meridionnali del
Paese si conferma quanto em
merso nel 2008:
p alte
prevalgonoo i “rinnovi” e vi si reggistrano le più
percentualii di “primii soggiornii”, che vannno dal
11,96 al 18,58% circa,
c
supeeriori al 10,89%
1
nazionale, per le sttesse regionni evidenzziate in
33
Nordovest
32,43%
Isoole
5,422%
Sud
13,23%
quell’annoo, alle quali si aggiungoono il Molisse e la Sardeegna.
2013 - Riinnovo soggioorno
2013 - Sogggiorno lungo periodo
Noord-est
233,88%
Nordovest
35,26%
Issole
3,997%
No
ord-est
30
0,53%
Centrro
25,544%
Nordovest
37,16%
Sud
11,36%
Isole
%
2,39%
Sud
7,58%
Centro
22,34%
Dalll’analisi relativa all’inncidenza deii sessi, in raapporto ai singoli
s
totalli di permesssi rilasciatii
per tipologgia e per reggione, tra i due anni coonsiderati sii può notaree una sostannziale sovraapposizionee
nell’area centro-sette
c
entrionale, risultando prevalente la compoonente maschile nell’aambito deii
permessi rinnovati e di
d lungo peeriodo, bencché nel passsaggio tempporale essa si riduca. Nella
N
stessaa
area, per ciiò che conccerne i prim
mi rilasci, sem
mpre in rap
pporto al totale per tipoologia e regiione, risultaa
prevalente il sesso fem
mminile, add eccezione dell’area nord-occiden
n
ntale dove si registra una
u leggeraa
flessione.
Nellle regioni meridionali
m
i ed insularri emerge un
na significaativa incideenza della componente
c
e
maschile, soprattutto
s
nei primi rilasci
r
del 2008,
2
con lee percentuaali massimee registrate in Calabriaa
(75,33%), in Molise (62,02%) e in Pugliaa (61,09%), mentre nel
n 2013 suubiscono un
na generalee
flessione raggiungenddo i più alti valori in Calabria
C
con
n il 62,27% e in Siciliaa con il 60,87%. Nelloo
mento dell’in
ncidenza deei “rinnovi”, sempre su
ul totale deii
stesso annoo si registraa un significativo aum
permessi riilasciati perr tale tipologgia, in Calaabria (dal 45
5,82% al 61,16%) e in B
Basilicata (dal 48,82%
%
al 60,26%)), con oltree 10 punti di
d scostameento rispetto
o al 2008, ad
a ulterioree riprova deel fatto chee
l’immigrazzione tende ad essere più
p “antica““ e stabile nel
n nord deel Paese, meentre quellaa delle areee
centro-merridionali risuulta più recente e “flutttuante”.
Un particolaree cenno spettta al Lazio che nel 20
008 presentaava una preponderanzaa femminilee
u inversioone di tendeenza con un
na incidenzaa
in tutti i tippi di permessso, mentre nel 2013 sii riscontra una
maschile, prevalente
p
n primi rillasci (51,522%) e, sopraattutto, nei rinnovi,
nei
r
dovve si passa dal 43,54%
%
al 54,63%.. Una situazzione del tuutto analogaa si può ritrrovare anchhe in Camppania dove, per i primii
rilasci, purr non essenddo il sesso maschile prrevalente, dal
d 38,86% del 2008 sii giunge al 49,02%
4
dell
2013, menntre per i rinnnovi si vaa dal 42,87%
% al 52,76%
%. Anche la
l Liguria ppresenta carratteristichee
34
simili con prevalenza femminile in tutte le tipologie di permesso, pur in leggera flessione dal 2008
al 2013.
Infine, esaminando le variazioni percentuali delle tre tipologie di permesso per regione, nel
periodo considerato, a prescindere dalla distinzione per sesso, gli incrementi più significativi sono
quelli registrati per i soggiorni di lungo periodo che, a livello nazionale, aumentano del 121,35%.
2.5. La situazione provinciale
Nella parte che precede sono già state svolte delle considerazioni riferite ad alcune province
evidenziando, nelle diverse disamine, le situazioni più significative: si cercherà ora di ampliare tale
aspetto territoriale, esaminando alcune ulteriori peculiarità del fenomeno immigratorio.
Analizzando le variazioni percentuali del numero di permessi di soggiorno rilasciati tra il
2008 ed il 2013 per ogni provincia, risulta, come indica la tabella che segue, che ben 45 presentano
una variazione superiore al 100%, pari al 43,69% del loro totale. Si segnala, poi, in particolare, che
in oltre il 60% delle province dell’area meridionale-insulare la presenza extracomunitaria è più che
raddoppiata.
N. province
esistenti
(a)
N. province esistenti
con variazione
2013/2008
≥ 100%
(b)
% sul n. totale
province area
(c = b/a)
% sul n. totale
nazionale
province
(d = b/103)
Nord
46
14
30,43
13,59
Centro
21
8
38,10
7,77
Sud
23
15
65,22
14,56
Isole
13
8
61,54
7,77
103
45
43,69
43,69
AREA
GEOGRAFICA
ITALIA
Per un esame più approfondito è però necessario introdurre un altro indicatore che, associato
a quanto già evidenziato, possa offrire uno spunto di riflessione in più sul fenomeno, in relazione al
fatto che lo si valuti in termini di valori assoluti e/o in termini di valori relativi.
Si è più volte sottolineato, infatti, che alcuni consistenti aumenti dei titoli di soggiorno e,
conseguentemente, della presenza extracomunitaria nelle varie aree del Paese, ivi comprese molte
province, sono condizionate da valori assoluti iniziali modesti rispetto ad altre: per ottenere quindi
un indice di confrontabilità omogeneo è stato introdotto il rapporto “numero dei permessi di
soggiorno rilasciati ogni 100.000 abitanti”, calcolato per ogni provincia, che può fornire un
coefficiente di concentrazione, per quanto generico, della presenza straniera in ognuna di esse.
35
Nella graduatoria di tale indicatore le province di Prato e Reggio Emilia si trovano ai primi due
posti, sia per il 2008 che per il 2013, evidenziando una concentrazione importante della presenza
extracomunitaria con indici veramente significativi - da 7.090 permessi ogni 100mila ab. del 2008 a
16.094 del 2013 per Prato, da 6.661 a 11.047 per Reggio Emilia – ma con un numero di permessi di
soggiorno pari a:
PROVINCIA
2008
2013
Variazione %
Prato
17.443
40.758
133,66
Reggio Emilia
34.603
59.017
70,55
Viceversa, possiamo notare come grandi città, aree metropolitane, quali Genova, Napoli e
Torino, per esempio, si trovino nella parte medio-bassa della graduatoria - con il valore del
“rapporto” compreso tra 1.065 e 2.824 per il 2008 e tra 2.451 e 6.058 per il 2013 - pur avendo un
numero assoluto di permessi della seguente consistenza:
PROVINCIA
2008
2013
Variazione %
Genova
24.978
52.584
110,52
Napoli
32.732
76.657
134,2
Torino
55.303
98.956
78,93
In modo analogo, si può verificare l’excursus di ogni altra provincia, utilizzando soprattutto
le cartine che seguono e che permettono una valutazione immediata dell’evoluzione del fenomeno
immigratorio.
Si sottolinea, ancora una volta, come l’area settentrionale del Paese abbia rappresentato ed
ancora rappresenta, nel tempo, la zona maggiormente attrattiva per le ovvie considerazioni di
carattere economico già più volte espresse. E’ evidente, tuttavia, che la concentrazione della
presenza extracomunitaria sta progressivamente aumentando anche nell’area centro-meridionale del
Paese, come si evince graficamente in modo inequivocabile, sia perché il mercato occupazionale del
nord-Italia non ha più offerto molti sbocchi, anche precedentemente alla crisi economica, sia per il
perdurare di questa che ha respinto una cospicua parte di lavoratori, italiani e non, nell’area della
cassa integrazione e ancor più in quella della disoccupazione, complici anche scelte imprenditoriali
di delocalizzazione spesso non giustificata.
36
RAP
PPORTO “N
NUMERO PERMESSI
P
D SOGGIO
DI
ORNO OGNII 100.000 AB
BITANTI"
Dati provinciiali
20008
2013
da 0 a 1.5000
da 1.501 a 3.000
3
da 3.001 a 4.500
4
da 4.501 a 6.000
6
da 6.001 a 7.500
7
da 7.500 a 9.000
9
oltre 9.000
(*) Popolazionne al 31 dicembbre 2008 e 20133 - Fonte Istat
37
2.6. Le prrovince coon più di 40.000
4
peermessi di soggiornoo (al 31 diicembre 2013)
2
In questo
q
paraagrafo sono state presee in consideerazione le province chhe, in valorre assoluto,,
presentanoo un numeroo di permesssi di soggioorno superio
ore a 40.0000 unità al 311 dicembre 2013
2
e ne è
stato ricosttruito l’excuursus storicco: come si rileva agev
volmente, delle
d
20 proovince indiv
viduate benn
15 si trovaano nell’Itaalia settentrionale, 4 nell’Italia
n
ceentrale e sooltanto 1, N
Napoli, nell’’intera areaa
meridionalle-insulare. Ad esse è ascrivibile,
a
complessivamente, unaa quota dei permessi di
d soggiornoo
che oscillaa tra il 58,366% del 20008 ed il 60,660% del 2013, inoltre anche
a
le percentuali dii variazionee
tra questi due
d anni, per
p ciascunaa provincia,, sono piutttosto consisstenti e in ggenerale creescenti mann
mano che si
s attraversaa il Paese da nord a sudd, sempre teenendo connto di quantoo già sottoliineato circaa
i valori asssoluti di parrtenza considerati.
400.000
350.000
300.000
250.000
2008
200.000
2009
2010
150.000
2011
100.000
2012
2013
50.000
-
Com
me è semplice osservare, le provvince di To
orino, Berggamo, Bresccia, Milano, Firenze e
Roma, giàà dal 2008 evidenziavaano un num
mero di perrmessi di soggiorno riilasciati sup
periore allee
40.000 uniità. Inoltre, alle sole province
p
di Milano e Roma
R
sonoo da attribuuire, negli anni
a
2008 e
2013, perccentuali di permessi,
p
risspetto al tottale nazionaale, che vannno, rispettivamente, daall’11,16 all
12,02% e dall’8,68 al
a 9,24% e che influisscono notev
volmente annche sui risspettivi datti regionali..
L’analisi provinciale
p
s
sopra
descrritta consolida, inoltre, il fatto che la crescita del numero
o di titoli dii
soggiorno è più marcaata nel perioodo 2008–2011, mentree successivaamente l’auumento è più
ù contenutoo
s
e, a volte, stazionario.
38
2.7. I permessi di soggiorno per motivo
I titoli di soggiorno, come già indicato, sono rilasciati sulla base di motivazioni ben
individuate dalla normativa, ma il loro numero può essere considerato variabile, come pure la
tipologia. Infatti, a fronte di alcuni motivi, rimasti invariati nel corso degli anni, le disposizioni
legislative succedutesi in materia ne hanno recepito via via altri, legati anche a specifiche situazioni
contingenti, spesso correlate all’esodo verso l’Italia di masse consistenti di individui(14). I dati
relativi ai “motivi” che con maggiore frequenza hanno rappresentato il presupposto del rilascio del
permesso di soggiorno, ed intorno ai quali si concentra ben oltre il 90% dei titoli sono: il lavoro
subordinato, i motivi familiari, il lavoro autonomo/commercio, i motivi di studio.
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEI PERMESSI DI SOGGIORNO
RELATIVAMENTE AI MOTIVI PIÙ RICORRENTI
dal 2008 al 2013
Motivo di soggiorno
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Lavoro subordinato
47,53
49,25
51,66
50,30
48,58
47,61
Motivi di famiglia
36,48
35,76
34,46
35,24
35,69
37,02
Lavoro autonomo/commercio
7,77
7,28
6,91
6,83
7,18
7,31
Motivi di studio
1,06
1,28
1,21
1,70
1,72
1,70
92,84
93,56
94,23
94,07
93,17
93,64
7,16
6,44
5,77
5,93
6,83
6,36
Totale dei motivi indicati
Altri motivi
Tale situazione, invariata tra il 2008 ed il 2013, risulta essere stata la stessa anche negli anni
precedenti: le casistiche più frequenti, infatti, riguardano sempre i motivi menzionati. In primo
luogo, quello che presenta la maggiore frequenza assoluta è il lavoro subordinato, con un numero di
permessi che va da 738.290 del 2008 a 1.442.593 del 2013 (+ 95,40%) e che rappresenta, da solo,
tra il 47,53% del totale dei permessi rilasciati nel 2008 ed il 51,66% di quelli del 2010 (val. medio
periodo 49,1%).
_________________________
(14) Per un esame analitico di tutti i motivi previsti dalle normative, presupposto dei permessi di soggiorno rilasciati in Italia, si
vedano le varie edizioni dell’”Annuario delle Statistiche ufficiali dell’Amministrazione dell’Interno” reperibili sul sito
http://ucs.interno.gov.it.
39
Disttribuzione peercentuale dei
d motivi più
ù ricorrenti dal
d 2008 al 22013
60,00
50,00
40,00
30,00
20,00
10,00
2008
2009
Lavoro suubordinato
2010
Motivi di famiiglia
2
2011
2012
Lavoro
o autonomo / coommercio
20013
M
Motivi
di studio
Talle motivo di soggiornoo presenta, inoltre,
i
perccentuali di crescita
c
di aanno in ann
no piuttostoo
significativve, almeno fino
f
al 20111, per poi rim
manere sosttanzialmentte stabile daa quella dataa in poi.
Variazioni percentuali
p
d numero di
del
d permessi rilasciati
r
perr i 4 motivi piiù ricorrentii:
Anni
Lavvoro
suborrdinato
Motivi di
famiglia
Lavvoro
autonnomo comm
mercio
Motivi di
studio
2009 / 20088
399,03
31,54
25,76
62,22
2010 / 20099
255,68
15,45
13,67
13,43
2011 / 20100
133,31
19,03
15,02
63,83
2012 / 20111
-1,76
3,00
6,99
2,89
2013 / 20122
0,,46
6,33
4,32
1,57
40
Situazione analoga si riscontra per i permessi rilasciati per motivi di famiglia, secondo
motivo per frequenza assoluta, cresciuti da 566.618 a 1.121.693 (+ 97,96%) tra il 2008 ed il 2013,
con una incidenza sul totale nazionale tra il 34,46 ed il 37,02% (val. medio periodo 35,77%). Anche
in questo caso le percentuali di variazione tra un anno e l’altro sono piuttosto consistenti fino al
2011 per poi ridimensionarsi negli anni successivi, tuttavia presentano una maggiore dinamicità
rispetto a quelle del lavoro subordinato. L’analisi potrebbe suggerire che, negli anni, chi è giunto in
Italia per lavoro, una volta affrancata l’esistenza dai bisogni primari e raggiunta una certa stabilità,
tende in generale a far emigrare anche la propria famiglia per ricongiungersi ad essa nel nostro
Paese.
E’ interessante notare come i due motivi appena considerati rappresentino insieme il
presupposto giuridico di ben l’84,93% annuo (media del periodo considerato) dei permessi di
soggiorno, caratterizzando fortemente il tipo di immigrazione che, seppure per cause molto
complesse, è il risultato finale di un insieme di problematiche legate essenzialmente alla ricerca di
migliori opportunità di sviluppo individuale e della famiglia e, nel contempo, l’unica possibilità per
sfuggire a situazioni nazionali spesso contrassegnate da instabilità politiche e conflitti armati con
conseguenze disastrose sia dal punto di vista economico, sia da quello della sicurezza personale.
I successivi due motivi in graduatoria, lavoro autonomo - commercio e motivi di studio, si
distanziano notevolmente dai precedenti conseguendo, rispettivamente, un valore medio nel periodo
considerato pari al 7,21% ed all’1,44% del totale annuo dei permessi di soggiorno: ciò mette ancor
più in evidenza la prevalenza dei motivi di lavoro subordinato e familiari.
Infine, riferendosi al numero complessivo dei titoli di soggiorno rilasciati per lavoro,
autonomo o subordinato - escludendo tutte le altre situazioni di attesa o perfezionamento delle
pratiche lavorative – un’ultima annotazione porta a sottolineare come tale motivo rappresenti, nel
corso del periodo considerato, le seguenti quote percentuali sul totale di ciascun anno osservato:
2008
2009
2010
2011
2012
2013
55,30%
56,53%
58,57%
57,13%
55,78%
54,92%
Dal punto di vista delle grandi aree geografiche e delle regioni, come già è emerso più volte,
la maggior parte del totale dei titoli di soggiorno ricade nell’area settentrionale, con un valore medio
annuo del 64,58%. In modo analogo, i titoli rilasciati per lavoro subordinato in tale area
rappresentano il 66,00% del totale dei titoli rilasciati per tale motivo in Italia (valore medio annuo)
e quelli per motivi familiari il 67,64% (v. m. annuo). Nei dati regionali si può notare che i valori
assoluti dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato dell’area centro-settentrionale superano
41
sempre quelli per motivi di famiglia, eccezion fatta, nel 2013, per il Piemonte, il Trentino Alto
Adige ed il Friuli Venezia Giulia dove si evidenzia una situazione inversa.
Di contro, nell’area meridionale ed insulare dal 2008 al 2010, il numero dei titoli riferiti ai
due motivi finora osservati risulta altalenante nelle diverse regioni fino, appunto, al 2010, anno in
cui anche in questi territori il motivo del lavoro dipendente supera quello per motivi familiari.
Tuttavia da tale anno al 2013, in Abruzzo, Molise e Sardegna il maggior numero di permessi torna
ad essere quello per motivi familiari: ciò sembra evidenziare, da una parte, un rallentamento
nell’incremento dei permessi per lavoro dipendente e, dall’altra, una crescente richiesta di titoli
finalizzati al consolidamento delle famiglie.
2.8. Immigrati minori di 14 anni iscritti sul titolo principale del genitore o
affidatario
L’analisi statistica dei dati riferiti al numero di permessi di soggiorno rilasciati non esaurisce
la tematica in quanto esiste una quota di immigrazione non soggetta al rilascio del titolo di
soggiorno, in massima parte costituita da minori, in particolare di età inferiore ai 14 anni, per i quali
è prevista l’iscrizione sul permesso di soggiorno del genitore o affidatario.
A fronte di un aumento del numero dei titoli, a livello nazionale, pari a +95,07% tra il 2008
ed il 2013, l’incremento dei minori di 14 anni iscritti, negli stessi anni, è molto più contenuto e pari
al + 56,21%, con notevole variabilità nelle diverse regioni.
Come è intuibile, i dati degli iscritti seguono, in linea di massima, l’andamento dei titoli
principali. Infatti, i dati nazionali per i diversi anni, anche in questo caso, confermano che il 2011
rappresenta una linea di demarcazione poiché fino a quel momento l’aumento degli iscritti sul titolo
di soggiorno è risultato compreso tra il 10,79 ed il 16,68% annuo, mentre esso si è drasticamente
ridimensionato nei due anni successivi, rispettivamente il 4,02% e lo 0,77%, subendo lo stesso forte
rallentamento registrato per il numero permessi di soggiorno concessi.
A livello regionale, il maggior numero assoluto di minori di 14 anni iscritti si trova nelle
stesse regioni in cui si registra il maggior numero di permessi rilasciati, sia per il 2008 che per il
2013: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Lazio e Toscana. In esse si concentra, infatti, circa il
67,87% dei permessi (v. m. annuo) e circa il 69,65% degli iscritti minori di 14 anni (v. m. annuo).
2.9. Immigrati minori di 14 anni con permesso di soggiorno autonomo
Per le problematiche che ne derivano, si ritiene utile un breve cenno relativo a quella parte di
soggetti immigrati che, pur avendo un’età inferiore ai 14 anni, non viene iscritta su titoli di
soggiorno di altri immigrati: si tratta, per lo più, di minori che giungono in Italia soli o in stato di
42
abbandono per i quali è necessario, spesso, anche l’intervento dei Tribunali competenti. I dati ad
essi relativi, ricompresi quindi in quelli generali dei permessi di soggiorno, rappresentano un
aspetto piuttosto circoscritto in termini numerici: infatti, al 31 dicembre 2008 il numero di tali titoli
è pari a 4.178, con una incidenza percentuale, sul totale dei permessi rilasciati alla stessa data, dello
0,27%, mentre al 31 dicembre 2013 sono 4.933 pari allo 0,16% dei permessi totali (la variazione
percentuale tra i due anni è pari al +18,07%).
Per quanto riguarda i motivi in base ai quali i permessi vengono rilasciati a questa
particolare parte di immigrati, per il 2008 sono, essenzialmente, motivi familiari e affidamento:
N. permessi
soggiorno
Motivo
Motivi familiari
Incidenza %
3.033
72,59
Affidamento
510
12,21
Minore età (art. 28 DPR 394/99)
225
5,39
Adozione
174
4,16
49
1,17
187
4,48
4.178
100,00
Cure mediche
Altro
Totale
In modo analogo per il 2013 si ha:
N. permessi
soggiorno
Motivo
Motivi familiari
Incidenza %
3.393
68,78
Affidamento
873
17,70
Minore età (art. 28 DPR 394/99)
267
5,41
Cure mediche
231
4,68
Adozione
78
1,58
Richiesta asilo
54
1,09
Altro
37
0,76
4.933
100,00
Totale
Come si desume dalle precedenti tabelle, crescono, in particolare, i permessi di soggiorno
per affidamento e per cure mediche, mentre diminuiscono quelli per adozione, spesso resa difficile
43
sia dalle normative dei Paesi di provenienza dei minori, sia dalle particolari situazioni politicoamministrative che presentano.
2.10. I permessi di soggiorno per sesso, età e area di provenienza
Come si desume dalla tabella che segue, dal 2008 al 2013 la ripartizione per sesso dei
permessi di soggiorno è rimasta pressoché costante, rilevandosi ogni anno una percentuale a favore
del sesso maschile di poco superiore al 50%.
Distribuzione per sesso – Dati nazionali
Anno
Maschi
% sul totale
anno
Femmine
% sul totale
anno
Totale
2008
790.500
50,89
762.729
49,11
1.553.229
2009
1.051.760
50,46
1.032.496
49,54
2.084.256
2010
1.250.722
50,08
1.246.572
49,92
2.497.294
2011
1.465.217
50,42
1.440.892
49,58
2.906.109
2012
1.484.816
50,23
1.471.191
49,77
2.956.007
2013
1.526.030
50,37
1.503.887
49,63
3.029.917
Dal 2008 al 2013, alla data del 31 dicembre, il numero assoluto dei titoli di soggiorno
rilasciati a soggetti extracomunitari sono passati, per i maschi, da 790.500 a 1.526.030 (+ 93,05%) e
da 762.729 a 1.503.887 (+ 97,17%) per il sesso femminile. A fronte di dati così consistenti a livello
generale, ancor più significative risultano le variazioni per le diverse aree di provenienza che, pur
con le dovute differenze, da esaminare, come più volte indicato, anche alla luce dei dati assoluti,
vanno dal +52,85% (femmine, America settentrionale) a + 201,28% (femmine, Medio Oriente).
Risultano superiori al 100%, infatti, le variazioni di tutte le aree asiatiche per entrambi i
sessi, benché i relativi valori assoluti rimangano inferiori a quelli delle aree più consistenti
dell’immigrazione, cioè l’Europa non comunitaria e l’Africa cosiddetta “araba”, che registrano
aumenti, rispettivamente, del 65,30% e del 71,94% per i maschi; del 97,64% e del 79,86% per il
sesso femminile. Particolarmente significativo è l’aumento dei permessi di soggiorno relativi a
donne medio-orientali, più che triplicati dal 2008 al 2013 (+ 201,28%), come pure quello relativo
agli immigrati di sesso maschile provenienti dall’America centro-meridionale, i cui permessi di
soggiorno presentano una variazione superiore al 100%.
44
I peermessi di soggiorno di
d soggetti provenienti dall’Europpa non com
munitaria e dall’Africaa
“araba” raappresentanoo complessivamente ill 55,93% di
d quelli relativi ai maaschi per il 2008 ed ill
48,84% peer il 2013, con
c quote pressoché
p
s
simili
per lee due aree e per i due anni. Per le
l femminee
invece, puur essendo ancora
a
le prredette duee aree quelle di maggiiore affluennza, con il 53,80%
5
deii
permessi per
p il 2008 e il 52,43%
% per il 20113, la perceentuale di coloro che pprovengono
o dagli Statii
europei noon comunitaari si attestano al 37,330-37,38%, notevolmente distantii da quelle dell’Africaa
“araba” paari al 16,500-15,05%. Infine, le coomponenti maschile
m
e femminile nei due an
nni presi inn
esame, prresentano una
u
distribbuzione, reelativamentte alle areee di provvenienza considerate,
c
,
sostanzialm
mente costaante, conserrvando nel tempo
t
un analogo
a
moddello di ripaartizione, come si puòò
facilmente constatare dai grafici che
c seguonoo.
Perrcentuali perr area di proovenienza, ca
alcolati sul totale,
t
per seesso
2008 – Masschi
2013 - Maschi
M
Am
merica
America
Americca
centrale
seettentrionale
nale
1,,13% meridion
1,11%
Estrem
mo
5,73%
%
orientte
9,62%
%
Apolide
0,02%
Oceania
0,08%
Stati europei
no
on comunit.
28,55%
Asia centrale
13,29%
Medio oriente
2,08%
merica
Am
cenntrale
1,19%
Ameriica
meridionale
6,00%
%
Estremo
oriennte
12,100%
2013 – Femmine
F
Oceania
0,13%
merica
America Am
dionale
centrale merid
12,,32%
3,48%
Apolide
0,01%
America
settentrionalee
2,10%
Stati europei
nnon comunit.
37,30%
Estremo oriente
12,65%
America
settentrionalee
1,63%
America
centrale
2,92%
Estremo
oriente
14,65%
Am
merica
meriddionale
11,11%
Oceania
O
0,10% Apolide
0,01%
Stati europei
e
non com
munitari
37,338%
Asia centrale
8,58%
Asia centrale
7,36%
Medio oriente
1,97%
Medio oriente
1,29%
Africa
centro-merid.
6,87%
Apolide
0,02%
Africa araba
24,43%
A
Africa
centtro-merid.
11,27%
2008 – Fem
mmine
Oceania
0,06%
Stati europei
e
non coomunit.
24,,44%
Asia
A centrale
17,18%
Medio
M
oriente
2,40%
Africa arab
ba
27,43%
Africa
cenntro-merid.
11,03%
Am
merica
settenntrionale
0,,96%
Africa
cenntro-merid.
6,59%
Africa arabaa
16,50%
45
Africa arabaa
15,05%
46
105.079
Asia centrale
790.500
130
Apolide
TOTALE
600
Oceania
45.292
8.896
America centrale
America meridionale
8.748
America settentrionale
76.045
16.468
Medio oriente
Estremo oriente
87.124
216.622
Africa araba
Africa centro - meridionale
225.496
2008
Stati europei non comunitari
AREE GEOGRAFICHE
PROVENIENZA
100,00
0,02
0,08
5,73
1,13
1,11
9,62
13,29
2,08
11,02
27,40
28,53
% sul totale
maschi 2008
1.526.030
246
924
91.536
18.221
14.650
184.601
262.218
36.627
171.807
372.460
372.740
2013
MASCHI
100,00
0,02
0,06
6,00
1,19
0,96
12,10
17,18
2,40
11,26
24,41
24,43
93,05
89,23
54,00
102,10
104,82
67,47
142,75
149,54
122,41
97,20
71,94
65,30
% sul totale Variaz. %
maschi 2013 2013/2008
762.729
103
978
93.952
26.516
16.005
96.511
56.160
9.815
52.408
125.816
284.465
2008
100,00
0,01
0,13
12,32
3,48
2,10
12,65
7,36
1,29
6,87
16,50
37,30
% sul totale
femmine
2008
1.503.887
185
1.521
167.124
43.931
24.463
220.358
129.051
29.571
99.180
226.294
562.209
2013
FEMMINE
100,00
0,01
0,10
11,11
2,92
1,63
14,65
8,58
1,97
6,59
15,05
37,38
97,17
79,61
55,52
77,88
65,68
52,85
128,32
129,79
201,28
89,25
79,86
97,64
% sul totale
Variaz. %
femmine
2013/2008
2013
1.553.229
233
1.578
139.244
35.412
24.753
172.556
161.239
26.283
139.532
342.438
509.961
2008
3.029.917
431
2.445
258.660
62.152
39.113
404.959
391.269
66.198
270.987
598.754
934.949
2013
TOTALE
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI IN ITALIA A CITTADINI EXTRACOMUNITARI AL 31 DICEMBRE 2008 E 2013
Dati assoluti, percentuali e variazioni percentuali 2013/2008 per area di provenienza e sesso
95,07
84,98
54,94
85,76
75,51
58,01
134,68
142,66
151,87
94,21
74,85
83,34
Variaz. %
2013/2008
Si procede ora all’esame, a livello nazionale, delle percentuali per genere sul totale di
ciascuna area di provenienza, trattate nella tabella successiva, che possono anche essere lette come
rapporto numerico “maschi-femmine”, riferito a 100 permessi: infatti, tale rapporto presenta una
variazione significativa, dal 2008 al 2013, proprio per gli Stati europei non comunitari (da 44m-56f
a 40m-60f) e, soprattutto, per il Medio Oriente (da 63m-37f a 55m-45f) a favore del sesso
femminile, mentre per l’America centrale (da 25m-75f a 29m-71f) tale variazione volge a favore del
sesso maschile. In tutte le altre aree, ad eccezione dell’Africa araba, dove il valore del rapporto
presenta una variazione minima di un punto a favore delle femmine (da 63m-37f a 62m-38f), il
rapporto si sposta di 1 o 2 punti a favore del sesso maschile.
Anche in questo caso, però, si deve comunque tenere conto dei dati assoluti di partenza e del
fatto che alcune aree di provenienza sono caratterizzate, da sempre, da una connotazione migratoria
di genere ben precisa, che si conferma nei diversi anni. Infatti l’immigrazione proveniente
dall’Europa non comunitaria, dall’Estremo Oriente, dall’America meridionale e dall’Oceania è stata
caratterizzata, già in passato, da una forte presenza femminile, mentre quella proveniente dal
continente africano, dal Medio Oriente e dall’Asia centrale ha presentato solitamente una decisa
preponderanza maschile. In linea generale, quindi, dai dati esaminati, si può dire che la presenza
femminile, in termini relativi, subisce un ridimensionamento, seppur minimo, rispetto al sesso
maschile, con l’eccezione degli Stati europei non comunitari, dove invece viene confermata da un
aumento significativo, e, soprattutto, del Medio Oriente dove sembra avviata, se non proprio una
inversione di tendenza, una mutazione certamente importante.
47
48
TOTALE
790.500
130
Apolide
45.292
America meridionale
600
8.896
America centrale
Oceania
8.748
76.045
Estremo oriente
America settentrionale
105.079
16.468
Medio oriente
Asia centrale
87.124
216.622
Africa araba
Africa centro - meridionale
225.496
Maschi
Stati europei non comunitari
AREE GEOGRAFICHE
PROVENIENZA
50,89
55,79
38,02
32,53
25,12
35,34
44,07
65,17
62,66
62,44
63,26
44,22
% sul
totale
dell'area
762.729
103
978
93.952
26.516
16.005
96.511
56.160
9.815
52.408
125.816
284.465
Femmine
2008
49,11
44,21
61,98
67,47
74,88
64,66
55,93
34,83
37,34
37,56
36,74
55,78
% sul
totale
dell'area
1.553.229
233
1.578
139.244
35.412
24.753
172.556
161.239
26.283
139.532
342.438
509.961
Totale
area
1.526.030
246
924
91.536
18.221
14.650
184.601
262.218
36.627
171.807
372.460
372.740
Maschi
Dati assoluti e percentuali per sesso e area di provenienza
50,37
57,08
37,79
35,39
29,32
37,46
45,59
67,02
55,33
63,40
62,21
39,87
% sul
totale
dell'area
1.503.887
185
1.521
167.124
43.931
24.463
220.358
129.051
29.571
99.180
226.294
562.209
Femmine
2013
49,63
42,92
62,21
64,61
70,68
62,54
54,41
32,98
44,67
36,60
37,79
60,13
% sul
totale
dell'area
431
2.445
258.660
62.152
39.113
404.959
391.269
66.198
270.987
598.754
934.949
Totale
area
3.029.917
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI IN ITALIA A CITTADINI EXTRACOMUNITARI AL 31 DICEMBRE 2008 E 2013
Anche confrontando i valori assoluti regionali tra i due anni considerati, sempre per sesso e
area di provenienza, emerge che l’Europa non comunitaria e l’Africa “araba” rappresentano in ogni
regione le aree di maggiore affluenza immigratoria, pur accompagnate da una presenza via via più
significativa dell’area asiatica centro-orientale e di quella africana centro-meridionale. Va
comunque sottolineato che, mentre per il sesso maschile le componenti immigratorie sono
diversificate, per quello femminile, pur presentando caratteristiche analoghe, sembrano essere più
definite. Infatti, mentre nel 2008, a livello regionale, si registra in modo ancora più marcato che la
maggiore presenza femminile proviene, come per i maschi, essenzialmente da Stati europei non
comunitari e dall’Africa “araba” e solo in misura minore da Estremo Oriente e America
meridionale, nel 2013 l’area centro-orientale asiatica e quella latino-americana acquistano una
consistenza sempre più significativa.
E’ opportuno sottolineare, però, alcune eccezioni rispetto a quanto esposto. Infatti, per
quanto riguarda il sesso maschile, nel 2008, il Lazio è l’unica regione che vede al primo posto, per
numero di permessi, l’area asiatica centrale, dato che si conferma anche per il 2013 insieme alla
Campania, mentre la Sardegna in tale anno presenta al primo posto l’Africa centro-meridionale. Per
il sesso femminile, invece, per entrambi gli anni, nella gran parte delle regioni, il primo posto è
occupato da permessi rilasciati a straniere europee non comunitarie, con l’eccezione della Valle
d’Aosta e della Sicilia, nelle quali la presenza maggiore è di soggetti dell’Africa “araba”, nonché
della Liguria dove il gruppo più consistente è quello latino-americano.
Infine, il maggior numero di permessi di soggiorno rispetto al totale generale nazionale, si
registra per il sesso femminile proveniente dall’Europa non comunitaria, per entrambi gli anni
considerati, con il 18,31% per il 2008 ed il 18,56% per il 2013, conservando quindi una certa
stabilità nel corso del tempo, mentre seguono, piuttosto distanziate, le donne provenienti dall’Africa
“araba” (8,10% per il 2008 e 7,47% per il 2013). Più variabile la dinamica del sesso maschile:
infatti, pur rimanendo anche in questo caso l’area europea non comunitaria il bacino più consistente
dell’immigrazione - si passa dal 14,52% del 2008 al 12,30% del 2013 – si registra una percentuale
pressoché simile di titoli rilasciati a stranieri provenienti dall’Africa “araba” (13,95% nel 2008 e
12,29% nel 2013). E’ abbastanza evidente, inoltre, l’incidenza sempre più significativa dei permessi
relativi alle popolazioni asiatiche, soprattutto la zona centro-orientale e particolarmente per il sesso
femminile, come già evidenziato, e di quelle latino-americane.
49
Dati disaggrregati per seesso e area geeografica di provenienzaa
D assolutti
Dati
2008
2
300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
Stati
europei
non
comunit.
Afriica
arab
ba
Africa
centromerid.
M
Medio
oriente
o
Estremo Ameerica America America
A
Oceaniaa Apolide
Asia
centralee oriente setteentr. centrale merid.
maschi
femmin
ne
2013
2
600.000
500.000
400.000
300.000
200.000
100.000
Stati
europei
non
comunit.
Africa
A
a
araba
Africa
centromerid.
Medio
oriente
Assia
A
Americca America Occeania Apolide
Estremo America
centrrale oriente settentr. centralle merid.
masschi
Notaa Bene - Nel connfronto temporale si tengano presenti
p
i valorri espressi sull'aasse delle ordinnate.
50
femmiine
L’esame della caratteristica “età”, anche con l’ausilio delle tabelle e dei grafici che seguono,
permette di arricchire l’analisi con alcune considerazioni che qualificano ancor di più il tipo di
immigrazione presente nel Paese.
Con riferimento alle classi d’età, quindi, la situazione si presenta analoga per i due sessi e
per i due anni considerati: infatti, indicando con “e” l’età, i permessi di soggiorno più numerosi
sono riferiti alle classi “18 ≤ e ˂ 40” e “40 ≤ e ˂ 60” anni, anche considerando le singole aree di
provenienza. In questo ambito si evidenzia la preponderanza del sesso maschile per quanto riguarda
la zona africana e quella mediorientale-centrale dell’Asia, mentre si ha prevalenza femminile per le
aree europee non comunitarie e per le Americhe. Queste due classi d’età, inoltre,
complessivamente, raccolgono la grandissima parte dei permessi rappresentando, nell’ambito di
ogni area di provenienza, dall’80,48% al 96,36% nel 2008, e dal 76,20% al 94,63% nel 2013,
mentre a livello nazionale rappresentano, rispettivamente, il 92,19% e l’89,96%. La diminuzione
registratasi è dovuta ad un leggero aumento dell’incidenza della classe d’eta “≥ 60 anni” passata, a
livello nazionale, dal 4,77% al 6,71%; in termini assoluti, tuttavia, il dato ad essa relativo, sempre a
livello nazionale, passa da 74.020 del 2008 a 203.263 del 2013, con un incremento pari al 174,61%.
51
52
115.865
44.142
160.007
9.923
67.990
41.841
119.754
2.481
5.701
25.843
34.025
217
55
443.323
5.456
1.543
6.999
514
2.774
2.896
6.184
306
594
2.262
3.162
3
3
26.445
MEDIO ORIENTE
ASIA CENTRALE
ESTREMO ORIENTE
ASIA
AMERICA SETTENTR.
AMERICA CENTRALE
AMERICA
OCEANIA
APOLIDE
TOTALE
AMERICA MERID.
AFRICA
AFRICA ARABA
AFRICA
CENTROMERID.
129.265
10.094
STATI EUROPEI
NON COMUNITARI
PAESI
PROVENIENZA
290.356
28
237
21.343
15.211
2.254
3.878
66.831
28.942
32.709
5.180
128.944
40.202
88.742
72.973
ETA' 0 ≤ e ˂ 18 18 ≤ e ˂ 40 40 ≤ e ˂ 60
30.376
44
143
4.406
1.976
347
2.083
4.823
2.366
1.606
851
7.796
1.237
6.559
13.164
≥ 60
MASCHI
790.500
130
600
62.936
45.292
8.896
50,89
0,01
0,04
4,05
2,92
0,57
0,56
12,72
197.592
8.748
4,90
6,77
1,06
19,56
5,61
13,95
14,52
20.841
3
5
3.172
2.219
604
349
4.364
2.339
1.764
261
5.055
1.224
3.831
8.242
435.124
48
419
74.940
52.066
16.709
6.165
94.967
52.291
37.068
5.608
117.255
35.190
82.065
147.495
263.120
28
397
49.932
34.802
7.575
7.555
56.172
37.758
15.579
2.835
47.462
14.918
32.544
109.129
% maschi 0 ≤ e ˂ 18 18 ≤ e ˂ 40 40 ≤ e ˂ 60
sul totale
generale
nazionale
76.045
105.079
16.468
303.746
87.124
216.622
225.496
Totale
43.644
24
157
8.429
4.865
1.628
1.936
6.983
4.123
1.749
1.111
8.452
1.076
7.376
19.599
≥ 60
FEMMINE
762.729
103
978
136.473
93.952
26.516
16.005
162.486
96.511
56.160
9.815
178.224
52.408
125.816
284.465
Totale
49,11
0,01
0,06
8,79
6,05
1,71
1,03
10,46
6,21
3,62
0,63
11,47
3,37
8,10
18,31
%
femmine
sul totale
generale
nazionale
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI IN ITALIA PER PAESI DI PROVENIENZA, SESSO E CLASSI D'ETA'
al 31 dicembre 2008
1.553.229
233
1.578
199.409
139.244
35.412
24.753
360.078
172.556
161.239
26.283
481.970
139.532
342.438
509.961
TOTALE
53
197.637
94.039
291.676
25.265
171.990
99.347
296.602
4.865
10.948
49.265
65.078
351
131
857.652
10.408
4.242
14.650
916
7.593
7.807
16.316
1.020
1.127
4.817
6.964
14
10
55.792
MEDIO ORIENTE
ASIA CENTRALE
ESTREMO ORIENTE
ASIA
AMERICA SETTENTR.
AMERICA CENTRALE
AMERICA MERID.
AMERICA
OCEANIA
APOLIDE
TOTALE
AFRICA
AFRICA ARABA
AFRICA
CENTROMERID.
203.814
17.838
STATI EUROPEI
NON COMUNITARI
PAESI
PROVENIENZA
538.464
61
318
43.190
32.612
5.165
5.413
155.575
69.751
77.129
8.695
215.989
69.315
146.674
123.331
ETA' 0 ≤ e ˂ 18 18 ≤ e ˂ 40 40 ≤ e ˂ 60
74.122
44
241
9.175
4.842
981
3.352
14.953
7.696
5.506
1.751
21.952
4.211
17.741
27.757
≥ 60
MASCHI
1.526.030
246
924
124.407
91.536
18.221
50,37
0,01
0,03
4,11
3,02
0,60
0,48
15,96
483.446
14.650
6,09
8,65
1,21
17,96
5,67
12,29
12,30
45.130
19
47
6.887
4.771
1.059
1.057
11.955
6.838
4.448
669
10.617
3.047
7.570
15.605
773.027
100
574
115.375
81.486
23.888
10.001
209.976
113.797
80.827
15.352
194.186
61.370
132.816
252.816
556.589
41
620
93.524
68.785
14.738
10.001
136.069
87.623
37.732
10.714
97.181
31.723
65.458
229.154
% maschi 0 ≤ e ˂ 18 18 ≤ e ˂ 40 40 ≤ e ˂ 60
sul totale
generale
nazionale
184.601
262.218
36.627
544.267
171.807
372.460
372.740
Totale
129.141
25
280
19.732
12.082
4.246
3.404
20.980
12.100
6.044
2.836
23.490
3.040
20.450
64.634
≥ 60
FEMMINE
1.503.887
185
1.521
235.518
167.124
43.931
24.463
378.980
220.358
129.051
29.571
325.474
99.180
226.294
562.209
Totale
49,63
0,01
0,05
7,77
5,52
1,45
0,81
12,51
7,27
4,26
0,98
10,74
3,27
7,47
18,56
%
femmine
sul totale
generale
nazionale
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI IN ITALIA PER PAESI DI PROVENIENZA, SESSO E CLASSI D'ETA'
al 31 dicembre 2013
3.029.917
431
2.445
359.925
258.660
62.152
39.113
862.426
404.959
391.269
66.198
869.741
270.987
598.754
934.949
TOTALE
PERMESSI DI SOGG
GIORNO RILASCIATI
R
I IN ITALIA
A PER ARE
EA DI PROV
VENIENZA
A,SESSO E
CLA
ASSI D'ETA
A' AL 31 DIICEMBRE 2008
2
D nazionali
Dati
Maschi
M
140.000
120.000
100.000
80.000
60.000
40.000
20.000
-
0 ≤ e ˂ 18
18 ≤ e ˂ 40
40 ≤ e ˂ 60
≥ 60
Femmine
F
160.000
140.000
120.000
100.000
80.000
60.000
40.000
20.000
-
0 ≤ e ˂ 18
18 ≤ e ˂ 40
40 ≤ e ˂ 60
6
≥ 60
Nota Bene - Nel
N confronto tem
mporale tra il 2008
2
ed il 2013si tengano pressenti i valori esppressi sull'asse delle ordinate.
54
PERMESSI DI SOGG
GIORNO RILASCIATI
R
I IN ITALIA
A PER ARE
EA DI PROV
VENIENZA
A,SESSO E
CLA
ASSI D'ETA
A' AL 31 DIICEMBRE 2013
2
D nazionali
Dati
Maschi
M
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
-
0 ≤ e ˂ 18
18 ≤ e ˂ 40
40 ≤ e ˂ 600
≥ 60
Femmine
F
300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
-
0 ≤ e ˂ 18
18 ≤ e ˂ 40
40 ≤ e ˂ 600
≥ 60
Nota Bene - Nel
N confronto tem
mporale tra il 2008
2
ed il 2013si tengano pressenti i valori esppressi sull'asse delle ordinate.
55
2.11. I Paesi di provenienza maggiormente rappresentati
I titoli di soggiorno rilasciati riguardano complessivamente 161 Paesi (al 31 dicembre 2013)
ai quali vanno aggiunti gli apolidi.
In merito ai Paesi per i quali la numerosità dei permessi di soggiorno rilasciati in Italia è
maggiore, sono state stilate le graduatorie di quelli la cui presenza è più significativa, prendendo
come valore di riferimento un numero di permessi di soggiorno superiore alle 5.000 unità.
Dall’excursus dei sei anni considerati è possibile notare come le presenze più consistenti
siano da ascrivere sempre agli stessi Paesi, sia pure con graduatorie non sempre identiche. In questa
sede viene esaminato più dettagliatamente l’andamento dei permessi di soggiorno rilasciati agli
extracomunitari provenienti dai primi 8 Paesi della graduatoria 2013, con più di 100.000 titoli.
I primi 8 Paesi in graduatoria per numero di permessi di soggiorno rilasciati
Anno di riferimento 2013 - Valori assoluti
Paesi extracomunitari
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Albania
228.630
301.835
336.544
372.273
375.842
377.989
Marocco
221.614
283.575
328.294
367.992
367.156
373.658
Cina Popolare
95.314
141.942
181.105
216.036
233.589
246.081
Ucraina
90.348
143.939
184.681
209.681
208.663
217.477
Filippine
63.349
84.700
99.744
125.025
128.881
134.369
Moldavia
48.532
76.302
110.549
129.666
128.311
128.824
India
49.676
73.534
96.567
115.324
117.241
125.399
Bangladesh
40.693
53.901
67.805
85.366
88.928
100.849
56
I primi 8 Paesi in grraduatoria peer numero di
d permessi di
d soggiorno rilasciati
Annno di riferim
mento 2013 - Valori assoluti
400.000
350.000
300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
Albania
Marocco
Cina
Popolare
200
08
2009
Ucraina
2010
Filippine
20
011
M
Moldavia
2012
India
Banggladesh
2013
Com
me si evincce dal graficco e dalla taabella succeessiva, si reegistra una ccrescita imp
portante deii
permessi riilasciati dall 2008 al 20011, mentre nel periodo
o successivoo, in generaale, il numeero dei titolii
si stabilizzza (Albaniaa, Marocco, Moldavia)) o, quanto meno, reggistra increm
menti decisamente piùù
contenuti, anche se seempre di unaa certa signnificatività, come
c
accadde per la Cinna Popolaree, l’Ucraina,,
le Filippinee, l’India e il Bangladeesh.
Paesi extracomunitari
Variaz. % Variaz. % Variaz. % Variaz. % Variaz. %
2009/2008 2010/2009 2011/20100 2012/2011 2013/201
12
A
Albania
32,02
11,50
10,622
0,996
0,5
57
M
Marocco
7,96
15,77
12,099
- 0,223
1,7
77
C Popolaree
Cina
48,92
27,59
19,299
8,13
5,3
35
U
Ucraina
59,32
28,31
13,544
- 0,449
4,2
22
F
Filippine
33,70
17,76
25,355
3,008
4,2
26
M
Moldavia
57,22
44,88
17,299
- 1,004
0,4
40
Inndia
48,03
31,32
19,422
1,666
6,9
96
B
Bangladesh
32,46
25,80
25,900
4,17
13,4
41
57
Le cartine dell’Italia che seguono, riferite al 2008 ed al 2013, per ciascuno degli otto Paesi
considerati, si riferiscono ai diversi livelli di “concentrazione”, in valore assoluto, dei permessi
rilasciati, rappresentati dalle classi di numerosità indicate in legenda, per omogeneità uguali per
tutti. E’ facile rilevare immediatamente un costante aumento della “concentrazione” per tutti gli otto
Paesi: infatti, nell’arco temporale esaminato, le diverse regioni, nella maggior parte dei casi,
passano nelle classi via via più numerose. Maggiormente interessate a tale fenomeno sono
soprattutto la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna, ma anche il Piemonte, la Toscana, il Lazio
e la Campania.
Prendendo in esame i dati assoluti di ogni singola regione, per il 2008, è stato verificato che
nella maggior parte di esse la presenza più numerosa è quella albanese e/o marocchina, seguite da
quella cinese ed ucraina; solo nel Lazio il maggior numero di extracomunitari proviene dalle
Filippine e dall’Ucraina. Anche per il 2013 la situazione che emerge è analoga a quella del 2008
con alcune variazioni: il secondo Paese per titoli di soggiorno, nel Lazio, diviene il Bangladesh, che
passa da 9.402 permessi a 29.469 (+213,43%), mentre in Veneto è la Moldavia con 35.281 titoli
rispetto ai 13.270 del 2008 (+165,87%).
In generale, per quanto riguarda le variazioni intervenute nel periodo considerato in ogni
singola regione e per ognuno dei Paesi esaminati si evidenziano due fattori. Il primo si riferisce al
fatto che le popolazioni straniere presenti in Italia con storie di emigrazione“più antiche”, quali
quelle provenienti dall’Albania e dal Marocco, tendono a stabilizzarsi, soprattutto al centro-nord, o,
comunque, a crescere con percentuali decisamente inferiori rispetto all’immigrazione “più recente”
nella quale si rileva una notevole componente dell’area asiatica (India, Bangladesh, Cina popolare e
Filippine) e dei Paesi europei non comunitari (Moldavia e Ucraina). Il secondo fattore, invece, si
riferisce al fatto che gli incrementi del numero di permessi di soggiorno rilasciati, pur generalizzati
in tutte le regioni, si presentano più accentuati in quelle centro-meridionali-insulari, per quanto
riguarda gli stranieri provenienti dall’India, dal Bangladesh e dalla Cina, e nelle regioni centrosettentrionali e insulari per quelli provenienti dai Paesi europei non comunitari. Le Filippine
presentano gli aumenti maggiori per alcune regioni dell’area settentrionale, ma, soprattutto, nelle
regioni dell’area jonica e insulare.
58
NUME
ERO DEI PE
ERMESSI DII SOGGIOR
RNO RILASCIATI A SO
OGGETTI PR
ROVENIEN
NTI DA:
ALBANIA
V
Valori
assolu
uti
2008
< 1.0000
1.001 – 5.000
5.001 – 10.000
10.0011 – 20.000
oltre 20.000
2
59
20013
NUME
ERO DEI PE
ERMESSI DII SOGGIOR
RNO RILASCIATI A SO
OGGETTI PR
ROVENIEN
NTI DA:
MAROCCO
O
V
Valori
assolu
uti
2008
< 1.0000
1.001 – 5.000
5.001 – 10.000
10.0011 – 20.000
oltre 20.000
2
60
2013 NUME
ERO DEI PE
ERMESSI DII SOGGIOR
RNO RILASCIATI A SO
OGGETTI PR
ROVENIEN
NTI DA:
CIN
NA POPOLA
ARE
V
Valori
assolu
uti
2008
2013
< 1.0000
1.001 – 5.000
5.001 – 10.000
10.0011 – 20.000
oltre 20.000
2
61
NUME
ERO DEI PE
ERMESSI DII SOGGIOR
RNO RILASCIATI A SO
OGGETTI PR
ROVENIEN
NTI DA:
UCRAINA
V
Valori
assolu
uti
2008
20133
< 1.0000
1.001 – 5.000
5.001 – 10.000
10.0011 – 20.000
oltre 20.000
2
62
NUME
ERO DEI PE
ERMESSI DII SOGGIOR
RNO RILASCIATI A SO
OGGETTI PR
ROVENIEN
NTI DA:
FILIPPINE
E
V
Valori
assolu
uti
2008
< 1.0000
1.001 – 5.000
5.001 – 10.000
10.0011 – 20.000
oltre 20.000
2
63
20013
NUME
ERO DEI PE
ERMESSI DII SOGGIOR
RNO RILASCIATI A SO
OGGETTI PR
ROVENIEN
NTI DA:
M
MOLDAVIA
A
V
Valori
assolu
uti
2008
< 1.0000
1.001 – 5.000
5.001 – 10.000
10.0011 – 20.000
oltre 20.000
2
64
2013
NUME
ERO DEI PE
ERMESSI DII SOGGIOR
RNO RILASCIATI A SO
OGGETTI PR
ROVENIEN
NTI DA:
INDIA
V
Valori
assolu
uti
2008
< 1.0000
1.001 – 5.000
5.001 – 10.000
10.0011 – 20.000
oltre 20.000
2
65
2013
NUME
ERO DEI PE
ERMESSI DII SOGGIOR
RNO RILASCIATI A SO
OGGETTI PR
ROVENIEN
NTI DA:
BA
ANGLADES
SH
V
Valori
assolu
uti
2008
< 1.0000
1.001 – 5.000
5.001 – 10.000
10.0011 – 20.000
oltre 20.000
2
66
20133
Come emerge dall’analisi complessiva e dai singoli aspetti esaminati, si conferma quanto
ormai è acclarato unanimemente: l’immigrazione rappresenta un rilevante fenomeno sociale ed una
delle principali problematiche alla quale è necessario guardare, senza pregiudizi, con costante ed
estrema attenzione. Infatti, accanto agli inevitabili problemi, non solo di ordine pubblico, che le
ondate migratorie possono provocare, le società occidentali, in particolare quelle europee, devono
confrontarsi con la consapevolezza che il fenomeno immigratorio non può essere soltanto
osteggiato e che è ineliminabile dal contesto moderno, in quanto legato anche allo squilibrio
nell’utilizzazione delle risorse del pianeta e al continuo divenire degli assetti socio-economici
mondiali, ai quali quegli stessi Paesi spesso contribuiscono.
Le nazioni “ricche”, poi, da un lato, proprio perché considerate tali, rappresentano una forte
attrattiva per le popolazioni in cerca di miglioramento e dall’altro, in futuro, avranno necessità
sempre maggiori di risorse umane che contrastino la diminuzione della popolazione attiva, dovuta al
costante allungarsi della vita media e alla scarsa natalità. In tale prospettiva è indispensabile una
politica europea veramente “comune” volta sia a suddividere l’onere dell’accoglienza, sia a
realizzare indispensabili programmi di integrazione da parte dei Paesi ospiti, in quanto i dati
statistici disegnano un’immigrazione sempre più stabile, dovuta, almeno per l’Italia, anche alla
presenza dei nuclei familiari cui ha contribuito la riduzione del divario tra i sessi attraverso
un’accresciuta immigrazione femminile. E’ necessario, quindi, tener conto, da una parte, che il
Paese è proiettato verso una società sempre più multietnica, ma, dall’altra, è altrettanto
imprescindibile prodigarsi affinché la convivenza sia pacifica e scevra da possibili conflitti, a
qualsiasi livello: ciò sarà possibile soltanto se chi accoglie e chi è accolto saprà costruire le relazioni
sul principio fondamentale del rispetto reciproco, nell’ambito del quale le culture potranno
incontrarsi preservando ognuna i propri valori, fermo restando l’esigenza prioritaria
dell’osservanza, da parte di tutti, cittadini e immigrati, delle leggi fondamentali dello Stato.
67
3. Peermessi di
d soggiorno rilassciati in Italia
I
a cittadini
c
extracom
munitarii
A
Aggiornam
mento al 31
3 dicembbre 2014
3.1. La prresenza exxtracomu
unitaria in
n Italia
Il numero
n
di permessi
p
di soggiorno rilasciati
r
al 31 dicembrre 2014 è paari a 3.117.482 con unn
leggero inccremento, riispetto al 311 dicembre 2013, del 2,89%.
Traa il 2013 ed il 2014, ad ulteriore coonferma dell trend eviddenziato nel periodo 2008–2013, ill
fenomeno risulta in evvidente crescita in tuttta l’area cen
ntro-meridioonale. Infattti, gli increementi dellee
regioni setttentrionali sono
s
comprresi tra lo 0,,09% del Frriuli Veneziia Giulia e iil 2,22% del Piemonte,,
mentre neel centro-suud si va daal 3,71% dell’Abruzz
d
zo all’11,288% della S
Sicilia, con
n le unichee
eccezioni dell’Umbria
d
a (+0,74%) e delle Marrche (+1,06%
%).
Anaalogamentee, a livello provincialee, mentre nel
n nord del Paese soolo 6 prov
vince su 466
(13,04%) evidenziano
e
o un aumennto del num
mero di perm
messi di soggiorno supperiore al 4%
4 (Cuneo,,
Vercelli, Bergamo,
B
V
Varese,
Padoova e Bologna), con un
u intervallo che va da +4,25% (Vercelli)
(
a
+5,96% (P
Padova), nell resto del Paese
P
ben 388 province su
s 57 (66,677%), quindii i 2/3, sono
o interessatee
da aumenti che vannoo dal 4,27%
% di Bari al 46,48% di Enna. Ai fini
f di una ccorretta lettu
ura dei datii
valgono, naturalment
n
e, anche inn questo caaso, le conssiderazioni svolte nel paragrafo 2.3,
2 ovveroo
l’avvertenzza di consiiderare i vaalori di parrtenza, spessso esigui, rispetto ai quali si calcolano lee
variazioni. E’ doverosso inoltre soottolineare, ancora una volta, che il
i centro-suud, pur preseentando talii
significativvi aumenti nel
n numero di permesssi rilasciati, ha una quoota complesssiva di queesti, rispettoo
al totale nazionale,
n
del 37,81%
% contro ill 62,19% dell’area
d
seettentrionalee. Il caso di Enna è
emblematico proprio nel senso ora
o espressoo: il dato deel 2013 è paari a 895 peermessi di soggiorno
s
e
quello del 2014 a 1.3111 titoli, da cui l’increm
mento del 46
6,48%.
PERM
MESSI DI SO
OGGIORNO
O RILASCIA
ATI IN ITAL
LIA A CITTA
ADINI EXTR
TRACOMUN
NITARI
Raffronnto 2013 - 20014 - Disaggrregazione peer aree geograafiche (inciddenza %)
2013
Centro
23,90%
Sud
9,59%
Isoole
3,300%
2
2014
Nord
Ovestt
35,94%
%
Suud
9,855%
Isolee
3,55%
%
Ceentro
24,41%
Nord Est
N
2
27,27%
Noord Est
266,65%
69
Nord
Ovest
35,54%
R
Raffronto
2013 - 2014 - Dati
D assolutii regionali
L
Lombardia
Emilia Romagna
Lazio
Veneto
Toscana
Piemonte
C
Campania
Marche
Liguria
Sicilia
F
Friuli
V. G.
Puglia
Trenntino A. A.
Umbria
Abruzzo
Calabria
Sardegna
B
Basilicata
Vallle d'Aosta
Molise
-
100.000
200.000
3
300.000
2014
400
0.000
500.0000
600.000
700.000
800.000
2013
3.2. La tip
ipologia di
d soggiorn
no
Ancche in questo caso i daati nazionalii relativi allle diverse tiipologie di soggiorno confermano
c
o
quanto evvidenziato nell’esame
n
del periodo 2008–2
2013: i primi soggioorni manten
ngono unaa
proporzionne costante, pari al 10,,98% di tuttti i permesssi rilasciati nel 2014 (rrispetto al 10,89% dell
2013), menntre i “rinnnovi” scendoono ulteriorrmente dal 36,79% al 35,34% edd i “soggiorrni di lungoo
periodo” auumentano dal
d 52,32% al 53,68%.
Anaalogamentee i dati regioonali e per aree
a geograffiche ribadisscono la preevalenza deei “permessii
di lungo periodo”
p
neel nord del Paese e nell’area
n
cen
ntro-meridioonale fino al Molise, anche conn
percentualii crescenti (con
(
riferim
mento ad oggni singolo rispettivo totale
t
regionnale), mentrre nell’areaa
meridionalle ed insulaare si ha preeponderanzaa dei “rinno
ovi. I “primii soggiorni”” restano su
uperiori allaa
percentualee nazionalee (10,98%), nel Lazio e dal Molisse alla Sarddegna, semppre con rifeerimento add
ogni singollo rispettivoo totale regiionale.
L’inncidenza deei sessi sullle varie tipoologie di peermesso rilaasciato, perr il 2014, prresenta unaa
situazione analoga al
a 2013 peer quanto concerne
c
l’’area settenntrionale, rrisultando in
i generalee
mbito dei permessi
p
riinnovati e ddi lungo peeriodo, conn
prevalente la componnente maschhile, nell’am
70
quote che possono essere considerate costanti. Nella stessa area, per ciò che concerne i primi rilasci,
risulta prevalente il sesso femminile, anche se quello maschile risulta in recupero, seppur di poco
(in media 1-1,5 %).
Per quanto riguarda le regioni centrali, meridionali ed insulari, relativamente ai soggiorni di
lungo periodo si può osservare una sostanziale invariabilità della quota maschile che, inoltre, quasi
mai prevale, ad eccezione di Puglia, Sicilia e Sardegna. Caratterizzate da una maggiore variabilità,
invece, sono le quote dei permessi di soggiorno rilasciati a soggetti maschi sia nell’ambito dei
“rinnovi” e sia, soprattutto, per i “primi soggiorni”, peraltro entrambi nettamente prevalenti rispetto
al sesso femminile.
3.3. La situazione provinciale
Per quanto riguarda l’analisi provinciale per classi di numero assoluto di permessi di
soggiorno rilasciati, tra il 2013 ed il 2014, la situazione non presenta variazioni significative, se non
per le province che seguono:
Classe “n. permessi di soggiorno
Classe “n. permessi di soggiorno
rilasciati” – Valori assoluti
rilasciati” – Valori assoluti
2013
2014
Torino
80.001 - 100.000
oltre 100.000
Napoli
60.001 – 80.000
80.001 - 100.000
Latina
0 – 20.000
20.001 – 40.000
20.001 – 40.000
0 – 20.000
Provincia
Pesaro e Urbino
Come già nel paragrafo 2.5, si è calcolato il rapporto“numero dei permessi di soggiorno
rilasciati ogni 100.000 abitanti” (1), per fornire un indice di concentrazione relativo della presenza
straniera nelle diverse province. Anche in questo caso non emergono differenze sostanziali, se non
per alcune province che passano alla classe successiva nel valore del rapporto:
_____________________________
(1) Il rapporto è stato calcolato utilizzando il dato della popolazione al 31 dicembre 2013 (fonte Istat), in quanto le analoghe
informazioni al 31 dicembre 2014 non sono ancora disponibili.
71
Classe “n. permessi di soggiorno
Classe “n. permessi di soggiorno
rilasciati ogni 100.000 ab.”
rilasciati ogni 100.000 ab.”
2013
2014
Brescia
7.501 - 9.000
oltre 9.000
Gorizia
4.501 – 6.000
6.001 – 7.500
Vercelli
3.001 – 4.500
4.501 – 6.000
Ragusa
1.501 – 3.000
3.001 – 4.500
Catania
0 – 1.500
1.501 – 3.000
Isernia
0 – 1.500
1.501 – 3.000
Provincia
mentre scendono nella classe immediatamente precedente:
Classe “n. permessi di soggiorno
Classe “n. permessi di soggiorno
rilasciati ogni 100.000 ab.”
rilasciati ogni 100.000 ab.”
2013
2014
oltre 9.000
7.501 - 9.000
Lecco
6.001 – 7.500
4.501 – 6.000
Genova
6.001 – 7.500
4.501 – 6.000
Provincia
Mantova
3.4. Le province con più di 40.000 permessi di soggiorno (al 31 dicembre 2014)
Per il 2014 le province con più di 40.000 permessi di soggiorno rilasciati risultano essere le
stesse del 2013 con qualche leggera variazione nell’ordine di graduatoria. Gli incrementi più
significativi si registrano per le province di Bergamo (+5,31%), Varese (+4,98%), Padova
(+5,96%), Bologna (+5,23%), Firenze (+8,11%), Prato (+8,97%), Roma (+6,73%), Napoli
(+4,96%). I maggiori decrementi, seppur di minima entità, si registrano per Genova (-1,81%),
Vicenza (-1,13%), Reggio Emilia (-2,31%).
72
3.5. I permessi di soggiorno per motivo
L’esame dei motivi del soggiorno per il 2014 conferma quanto già evidenziato per gli anni
precedenti, valendo, complessivamente, le considerazioni già espresse. I motivi principali in base ai
quali viene rilasciato il titolo, anche in questo caso, sono gli stessi: lavoro subordinato (1.422.032
permessi), motivi familiari (1.169.860), lavoro autonomo/commercio (233.849), studio (53.133) e le
rispettive percentuali sul totale dei permessi rilasciati è sostanzialmente costante con scostamenti
positivi di non più dello 0,5%, eccezion fatta per il lavoro subordinato per il quale si registra un
decremento del 2%.
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI IN ITALIA A CITTADINI EXTRACOMUNITARI
Distribuzione percentuale dei motivi più ricorrenti per gli anni 2013 e 2014
Dati nazionali
Motivo di soggiorno
2013
2014
(%)
(%)
Lavoro subordinato
47,61
45,61
Motivi di famiglia
37,02
37,53
Lavoro autonomo/commercio
7,31
7,50
Motivi di studio
1,70
1,70
93,64
92,35
6,36
7,65
Totale motivi indicati
Altri motivi
3.6. Immigrati minori di 14 anni iscritti sul titolo principale del genitore o
affidatario
Tra il 2013 ed il 2014, a fronte di un incremento del numero di permessi di soggiorno
rilasciati pari al 2,89%, il numero dei minori di 14 anni iscritti sui predetti titoli, a livello nazionale,
è sostanzialmente immutato, con un +0,65%, passando da 749.495 a 754.393.
In ambito regionale gli analoghi incrementi vanno dallo 0,01% della Lombardia al 9,68%
della Basilicata. Le regioni con il maggior numero assoluto di minori di 14 anni iscritti sui titoli di
soggiorno sono ancora la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Lazio e la Toscana, dove si
73
concentra complessivamente circa il 68% dei permessi rilasciati e circa il 70% degli iscritti indicati,
a conferma di quanto già detto nel paragrafo 2.8.
3.7. I permessi di soggiorno per sesso e area di provenienza
L’analisi per sesso dei permessi di soggiorno rilasciati, conferma una sostanziale
stazionarietà del rapporto, sempre a favore del sesso maschile.
PERMESSI DI SOGGIORNO RILASCIATI IN ITALIA A CITTADINI EXTRACOMUNITARI
al 31 dicembre degli anni 2013 e 2014
Dati nazionali per sesso
% sul totale
anno
Femmine
% sul totale
anno
Anno
Maschi
Totale
2013
1.526.030
50,37
1.503.887
49,63
3.029.917
2014
1.584.455
50,82
1.533.027
49,18
3.117.482
La variazione complessiva riscontrata tra il 2013 ed il 2014 è pari al +2,89%: se esaminiamo
le singole componenti, maschile e femminile, le rispettive variazioni risultano +3,83% e +1,94
(rispetto ai totali per sesso).
L’analisi delle diverse aree di provenienza evidenzia ancora, per i maschi, in generale,
differenze essenzialmente positive, con aumenti più consistenti per l’area africana centromeridionale (+15,21%), per quelle asiatiche medio-orientale (+9,22%) e centrale (+8,10%), nonché
per l’America settentrionale (+9,15%). Analogamente accade per il sesso femminile, ma le
variazioni sono più contenute: infatti, quelle più alte si registrano per l’Asia centrale (+6,88%) e per
l’America settentrionale (+6,18%).
Sempre preponderante, nel 2014, la presenza di extracomunitari provenienti dagli Stati
europei non comunitari e dall’Africa “araba” che rappresentano, insieme, il 46,95% dei permessi di
soggiorno maschili ed il 51,92% di quelli femminili: rispetto al 2013, sono comunque in leggera
flessione i primi e praticamente stazionari i secondi.
Per quanto riguarda le percentuali per genere sul totale di ciascuna area di provenienza, lette
come rapporto numerico “maschi/femmine”, riferito a 100 permessi, la situazione resta
praticamente invariata rispetto al 2013 con l’unica eccezione dell’Africa centro-meridionale che
passa da 63m/37f a 66m/34f.
74
3.8. I Paeesi di provvenienza maggiorm
m
mente rapp
presentati
I tittoli di soggiorno rilascciati riguarddano compleessivamentee 158 paesi (al 31 dicem
mbre 2014))
ai quali vannno aggiuntti gli apoliddi.
Ancche per il 2014,
2
nella graduatoria
g
dei Paesi laa cui presennza è più significativa e superioree
alle 5.000 unità, sonoo stati estrapolati i daati relativi ai primi 8 paesi, conn più di 100.000 titolii
rilasciati.
P
Paesi
extracoomunitari
2013
2014
Variaz. %
2013/2014
A
ALBANIA
377.989
378.3443
0,09
M
MAROCCO
373.658
373.5331
-0,03
C
CINA
POPOL
LARE
246.081
257.117
4,48
U
UCRAINA
217.477
220.913
1,58
F
FILIPPINE
134.369
138.617
3,16
IN
NDIA
125.399
131.660
4,99
M
MOLDAVIA
128.824
126.3225
-1,94
B
BANGLADES
SH
100.849
111.465
10,53
Com
me si evinnce, i Paessi maggiorm
mente rapp
presentati continuano
c
ad essere quelli giàà
evidenziatii nell’analissi del perioddo 2008 – 2013,
2
nella medesima graduatoria
g
con l’unicaa eccezionee
dell’India che superaa la Moldaavia. Particcolarmente significativvo l’increm
mento registtrato per ill
C popolaare.
Bangladeshh e, in misuura più conteenuta, per l’India e la Cina
Prime 8 nazzionalità in graduatoria
g
(anno riferim
mento 2014))
400.0000
350.0000
300.0000
250.0000
200.0000
150.0000
100.0000
50.0000
-
2013
75
201
14
Nel 2014 risulta invariata anche la distribuzione dei titoli di soggiorno per area geografica di
provenienza: l’Europa non comunitaria e l’Africa “araba” si confermano le aree di maggior
affluenza immigratoria con il 49,39% dei titoli rilasciati, seguite dall’Asia centrale e dall’Estremo
oriente i cui permessi rappresentano, insieme, il 27,02% del totale. Con riferimento alle variazioni
intervenute tra i due anni considerati è da segnalare l’incremento del 10,85% dei permessi rilasciati
a soggetti provenienti dall’Africa centro-meridionale, come pure dall’Asia centrale (+ 7,70%),
dall’America settentrionale (+ 7,29%), da attribuire essenzialmente all’aumento dell’8,90% degli
statunitensi, e dal Medio oriente (+ 7,10%).
76
4.Stranieri e criminalità
4.1. Introduzione
Attraverso il sistema SDI, Sistema di Indagine, messo a punto fin dal 2004 dal Dipartimento
della Polizia di Stato e gestito dal Servizio Sistema Informativo Interforze e dal Servizio Analisi
Criminale, presso il Ministero dell’Interno, sono disponibili, aggiornati alla data del 31 dicembre di
ogni anno, i dati statistici relativi sia alle fattispecie delittuose consumate, tentate e scoperte,
rilevate da tutte le Forze di Polizia operanti sul territorio nazionale; sia delle persone denunciate,
ovvero sottoposte ad arresto/fermo per ogni singola tipologia di delitto in relazione al luogo del
delitto commesso.
Per avere un quadro della situazione il più fedele possibile alla realtà è necessario ragionare
in termini percentuali relativamente agli stranieri extracomunitari segnalati, denunciati e
arrestati, in rapporto al totale delle persone segnalate, denunciate e arrestate in Italia al 31
dicembre di ogni anno. Inoltre, per comprendere l’andamento del fenomeno nel tempo, come già
fatto nei capitoli precedenti, si raffronta la situazione al 31 dicembre del 2013 con quella al 31
dicembre 2008.
Nel prosieguo della trattazione, per praticità di esposizione, con il termine “segnalati” si
intenderà l’insieme dei segnalati, denunciati e arrestati.
Il totale dei segnalati
30,00
Segnalati, denunciati e arrestati - var% 2013-2008
25,00
in
Italia
al
dicembre
20,00
31
2013
15,00
ammonta a 978.082
10,00
unità, il 9,94% in più
5,00
rispetto
0,00
al
2008,
mentre per i segnalati
-5,00
-10,00
extracomunitari
-15,00
può constatare che
totale segnalazioni
di cui stranieri
di cui minori stranieri
l’aumento
si
è
dell’1,63%, di molto inferiore alla media totale. Se poi si focalizza l’attenzione sul numero dei
minori extracomunitari segnalati la variazione è ancora più bassa attestandosi al +1,43%. In alcune
aree geografiche tale differenza è anche più accentuata, come nel caso del Nord Italia dove
l’aumento dei segnalati è del 4,60%, mentre gli omologhi extracomunitari sono addirittura in
diminuzione dello 0,35%. Ciò accade anche al Sud, dove contro un aumento del totale dei segnalati
77
pari al 7,87%, si rileva una diminuzione del 4,55% degli extracomunitari segnalati. La situazione
nelle Isole è in controtendenza in quanto il totale dei segnalati è aumentato del 26,15%, mentre gli
extracomunitari segnalati fanno rilevare un aumento inferiore con il 14,50%, ma pur sempre un
valore piuttosto elevato se raffrontato a quello nazionale (+1,63%). Nell’Italia Centrale colpisce il
dato relativo ai minori extracomunitari segnalati che registrano un aumento del 15,19%, molto al di
sopra del valore nazionale (+1,43%).
I dati regionali evidenziano alcune situazioni di particolare interesse come nel caso della
Valle d’Aosta che, a fronte di un aumento del totale dei segnalati dell’11,83% nel 2013 rispetto al
2008, evidenzia un incremento degli stranieri del 34,57%, mentre si assiste ad una forte
diminuzione dei minori pari al 37,84%.
Segnalati, denunciati e arrestati - var: % 2013-2008
50,00
30,00
10,00
-10,00
-30,00
-50,00
Totale segnalazioni
di cui stranieri
di cui minori stranieri
Una situazione molto simile si trova in Umbria dove si può osservare un forte aumento dei
segnalati in totale (+31,45%), con, in parallelo, un incremento significativo anche dei segnalati
stranieri (+28,58%) e, invece, un deciso calo dei minori stranieri segnalati (–13,08%).
Da notare che sono le regioni piccole a mostrare più particolarità, infatti il Trentino Alto
Adige, il Molise e la Basilicata si distinguono sia per il forte aumento dei segnalati in totale, sia per
gli stranieri, in particolare per i minori che, come nel Molise, raggiungono aumenti ragguardevoli
(+42,11%). Osservando il grafico soprastante risalta anche la situazione del Lazio dove è evidente
un forte aumento relativamente ai segnalati in genere che nel 2013, rispetto al 2008, sono aumentati
del 22,96%. Tale incremento, sebbene in minor misura, si riverbera anche sui segnalati stranieri
(+11,67%), ma ciò che colpisce è il forte aumento dei minori stranieri segnalati che ammonta al
47,65%, molto al di sopra della media nazionale nonché il più alto valore registrato in tale contesto.
78
Mentre in Calabria, in Campania e in Sardegna si evidenza una forte diminuzione dei segnalati
stranieri totali e minori, la Sicilia si distingue per i notevoli incrementi in tutte e tre le fattispecie:
+28,82% totale dei segnalati, +22,78% segnalati stranieri e + 35,42% minori stranieri segnalati.
A livello provinciale, da uno sguardo d’insieme si può constatare che ben 46 province si
pongono al di sopra delle medie nazionali sopra riportate. In tale contesto attirano l’attenzione
alcuni casi particolari come Ragusa dove si rileva un aumento del 132,65% di stranieri segnalati al
31 dicembre 2013, rispetto allo stesso dato rilevato al 31 dicembre 2008 e, per i minori stranieri
segnalati del 400,00%; bisogna sottolineare che, in questa provincia, seppure con numeri molto
inferiori, anche i segnalati totali sono aumentati del 61,28%. Isernia si distingue altresì per il fatto
che, a fronte di un aumento del totale dei segnalati del 39,13%, gli extracomunitari segnalati sono
aumentati del 96,43% e del 66,67% i minori stranieri. Le altre province hanno, in genere, valori in
aumento sia per il totale, sia, in maniera più consistente, per gli stranieri e i minori stranieri
segnalati. In alcuni casi a fronte di una diminuzione del totale dei segnalati nel 2013, rispetto al
2008, si assiste ad un notevole aumento degli stranieri segnalati come nel caso di Bari (-11,93%
totale segnalati, +49,39% stranieri segnalati, + 39,82% minori stranieri segnalati), di Lodi (-45,74%
totale segnalati, +41,65% stranieri segnalati, +41,46% minori stranieri segnalati) e di Sondrio
(-4,09% totale segnalati, +25,49% stranieri segnalati, +216,67% minori stranieri segnalati). In
quest’ultimo caso attira l’attenzione l’elevato aumento dei minori stranieri che passano, in valore
assoluto da 18 unità a 57. Analogamente ciò accade anche per le province di: Viterbo (+125,00%:
da 28 unità a 63), Frosinone (+119,44%: da 36 unità a 79), Parma (+101,25%: da 80 unità a 161) e
Catania (+96,23%: da 53 unità a 104).
Per capire la rilevanza o meno della delittuosità da parte degli stranieri rispetto alla totalità
delle persone segnalate all’Autorità Giudiziaria, per i crimini perpetrati in Italia, è stato creato un
indicatore valutando l’incidenza percentuale dei segnalati stranieri sul totale delle persone
segnalate.
In base a tale calcolo, nel 2013 si è verificata una contrazione di tale incidenza attestatasi, a
livello nazionale, al 31,36% rispetto al 33,93% del 2008. Tale diminuzione si è riverberata sulla
situazione regionale e provinciale: infatti, come si evince dalle cartine seguenti, nel 2013 non viene
rilevata alcuna provincia con un tasso superiore al 60%, mentre nel 2008 Prato deteneva tale
particolare primato (61,63%). Non solo, sempre nel 2008 ben 6 province: Cremona (55,21%),
Milano (54,50%), Padova (51,21%), Firenze (50,51%), Bergamo (50,39%) e Brescia (50,06%)
79
ANNO 200
08
Oltre 60% Da 50 a 59,99%
Da 40 a 49,99%
Da 30 a 39,99%
Da 20 a 29,99%
Da 0 a 19,99%
ANNO 201
13
Da 50 a 5
59,99% Da 40 a 4
49,99% Da 30 a 3
39,99% Da 20 a 2
29,99% Da 0 a 19
9,99% 80
registravano incidenze percentuali notevolmente al di sopra della media nazionale, mentre nel 2013
solo Prato, scesa peraltro dal 61,63% al 57,49% e Milano (55,81%) raggiungono i massimi valori.
4.2. Analisi dei dati relativi agli stranieri extracomunitari segnalati, denunciati,
arrestati per tipologia di reato in rapporto al totale delle persone segnalate,
denunciate, arrestate in Italia
Entrando nel dettaglio della classificazione dei delitti, la Banca dati del Sistema di Indagine
- SDI prevede l’elaborazione di 34 tipologie di reato, tra queste ne sono state scelte 21, le più
significative in base ai valori statistici rilevati.
ELENCO DEI REATI (*) PRESENTI NEL SISTEMA DI INDAGINE – SDI A CURA DEL DIPARTIMENTO
DELLA PUBBLICA SICUREZZA
1. ATTENTATI
2. STRAGE
3. OMICIDI VOLONTARI CONSUMATI
di cui
a. Omicidi a scopo di furto o rapina
b. Omicidio di tipo mafioso
c. Omicidio a scopo terroristico
4. INFANTICIDI
5. TENTATI OMICIDI
di cui
a. Tentato omicidio a scopo di furto o rapina
b. Tentato omicidio di tipo mafioso
c. Tentato omicidio a scopo terroristico
6. OMICIDIO PRETERINTENZIONALE
7. OMICIDI COLPOSI
di cui
a. Omicidio da incidente stradale
b. Omicidio da incidente sul lavoro
8. LESIONI DOLOSE
9. PERCOSSE
10. MINACCE
11. INGIURIE
12. VIOLENZE SESSUALI
di cui
a. Violenza sess. su maggiori di anni 14
b. Violenza sess. Su minori di anni 14
c. Viol. sess. di gruppo su magg. di anni 14
d. Viol. sess. di gruppo su min. di anni 14
13. ATTI SESSUALI CON MINORENNE
14. CORRUZIONE DI MINORENNE
15. FURTI
di cui
a. Furto con strappo
b. Furto con destrezza
c. Furti in danno di uffici pubblici
d. Furti in abitazione
e. Furti in esercizi commerciali
81
f. Furti su auto in sosta
g. Furti di opere d'arte e mater. archeologico
h. Furti di autom. pesanti trasport. merci
i. Furti di ciclomotori
j. Furti di motociclo
k. Furti di autovetture
16. RICETTAZIONE
17. RAPINE
di cui
a. Rapine in abitazione
b. Rapine in banca
c. Rapine in uffici postali
d. Rapine in esercizi commerciali
e. Rapine a rappresentati di preziosi
f. Rapine a trasportatori di valori bancari
g. Rapine a trasportatori di valori postali
h. Rapine in pubblica via
i. Rapine di autom. pesanti trasportanti merci
18. ESTORSIONI
19. USURA
20. SEQUESTRI DI PERSONA
di cui
a. Sequestri di persona a scopo estorsivo
b. Sequestri di persona per motivi sessuali
21. ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE
22. ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO
23. RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO
24. TRUFFE E FRODI INFORMATICHE
25. INCENDI
a. Incendi boschivi
26. DANNEGGIAMENTI
27. DANNEGGIAMENTO SEGUITO DA INCENDIO
28. CONTRABBANDO
29. STUPEFACENTI
di cui
a. Produzione e traffico
b. Spaccio
c. Associaz. per produz. o traffico di stupef.
d. Associazione per spaccio di stupefacenti
di cui
a. Sfruttam. e favoregg. prostituz. minorile
b. Pornografia minorile
c. Detenzione materiale pedopornografico
d. Sfrutt. e favoregg. prostituz. non minorile
30. SFRUTT. PROSTIT. E PORNOGR. MINOR.
31. DELITTI INFORMATICI
32. CONTRAFFAZIONE DI MARCHI E PRODOTTI INDUSTRIALI
33. VIOLAZIONE ALLA PROPRIETA' INTELLETTUALE
34. ALTRI DELITTI
(*) sono evidenziate in verde le tipologie di delitto prese in considerazione nel commento.
di cui
82
Nel caso degli attentati si rileva che, nel 2013, 10 province (Aosta, Lodi, Milano, Pavia,
Bolzano, Piacenza, Reggio Emilia, Perugia, Catanzaro e Ragusa) registrano che il 100% di tale
reato è addebitale a stranieri, ben al di sopra della media nazionale che si attesta al 27,90%. Il
confronto con il 2008 sottolinea un miglioramento della situazione in quanto la media nazionale era
del 33,92% e le province presso le quali si registravano percentuali altissime, sopra il 70%, erano 13
tra le quali: 12 con il 100% dei segnalati stranieri sul totale dei segnalati per tale reato (Alessandria,
Pavia, Sondrio, Belluno, Treviso, Verona, Udine, Terni, Reggio Calabria, Agrigento, Trapani,
Oristano) e Brescia con l’80%. Da notare come Pavia abbia mantenuto, dal 2008 al 2013 i primi
posti in questa particolare disamina.
Per i tentati omicidi la media nazionale dei segnalati stranieri sul totale dei segnalati, al 31
dicembre 2013, è del 32,01%. Le province che più si discostano da tale valore, superando il 70%,
sono 9 (Lodi, La Spezia, Ferrara, Arezzo e Ascoli Piceno con il 100%, Macerata e Rieti con l’80%,
Prato con il 71,43% e Trapani con il 70,59%). Raffrontando il dato con quello al 31 dicembre 2008
la situazione appare migliorata in quanto la media nazionale si attestava al 34,46% e le province che
mostravano percentuali sopra il 70% erano 14 (Pordenone, Ravenna, Pisa, Prato e Ancona con il
100%, seguivano, con percentuali più basse, Vercelli, Brescia, Mantova, Vicenza, Modena, Parma,
Piacenza, Lucca e Perugia).
Nel 2008 la media nazionale, relativa ai segnalati stranieri sul totale dei segnalati, per quanto
riguarda gli omicidi volontari, era del 22,86%. Tale valore è diminuito, nel 2013, al 20,80%, ed è
diminuito anche il numero delle province con medie molto al di sopra del 70%, sono infatti 11 (tra
le quali: Lecco, Rimini, Firenze, Pistoia, Pesaro Urbino, Rieti, Campobasso con il 100%, seguite da
Bergamo, Mantova, Bolzano e Bologna, con valori lievemente più bassi) contro le 15 del 2008 (tra
le quali: Sondrio, Trento, Bolzano, Imperia, La Spezia, Forlì, Lucca, Terni, Ascoli Piceno e Teramo
con il 100%). Si evidenzia che la Provincia di Bolzano pur essendo passata dal 100% del 2008
all’83,33% del 2013 è l’unica provincia che si ripropone con valori così alti nei due periodi messi a
confronto.
Relativamente agli omicidi colposi da incidente stradale si evince che, pur essendo
diminuita la media nazionale degli stranieri segnalati, sul totale dei segnalati per tale delitto, dal
18,32% del 2008 al 14,50% registrato al 31 dicembre del 2013, sono 3 le province che presentano
valori che superano il 60%. Attira l’attenzione Massa Carrara che passa dal 50%, rilevato al 31
dicembre 2008 al 100% del 2013, affiancata in tale valore da Catanzaro che nel 2008 non
evidenziava alcun delitto del genere addebitabile a stranieri, seguita da Trento con il 66,67%.
Le violenze sessuali registrano, nel 2013, un’incidenza percentuale dei segnalati stranieri sul
totale nazionale del 38,93%, leggermente in diminuzione rispetto al dato del 2008 che era del
83
39,53%. A livello provinciale si assiste invece ad un lieve aumento del numero delle province dove
si rileva un dato superiore al 60% che passano da 8 (Ascoli Piceno, Padova, Vicenza, Genova,
Massa Carrara, Ancona, Roma, Bergamo) a 9 (Fermo, Verona, Monza, Padova, Milano, Piacenza,
Asti, Parma, Mantova) con percentuali molto più elevate, come Fermo che registra il 100%. A
differenza delle altre province Padova è presente in tutte e due le classifiche e mostra anche un lieve
incremento passando dal 63,27% al 65,75%. Relativamente allo stesso reato commesso su minori
di anni 14 la media nazionale del 2013 è del 24,82%, in flessione rispetto al 29,46% rilevato nel
2008. Risulta in diminuzione anche il numero delle province in cui la percentuale dei segnalati
stranieri sul totale dei segnalati per questo reato supera il 60% in quanto sono 8 (tra le quali: Terni,
Viterbo e Crotone che raggiungono il 100%) rispetto alle 18 (tra le quali: Ascoli Piceno, Mantova,
Verbano, Asti, Enna al 100%) del 2008.
La media nazionale è invece in aumento riguardo al reato di atti sessuali con minorenne
poiché passa dal 21,48%, del 31 dicembre 2008, al 22,72% del 2013; ciò si riflette anche sul
numero delle province interessate da medie superiori al 60%, che si discostano quindi molto dal
valore nazionale, in quanto erano 4 nel 2008 (tra le quali: Latina con il 100% e L’Aquila con
l’80,00%), ma salgono a 11 nel 2013 (tra le quali: Asti, Verbano, Fermo e Macerata con il 100% e
Perugia con l’85,71%).
Per i furti totali la media nazionale dei segnalati stranieri è aumentata passando dal 45,17%
del 2008 al 49,96% registrato al 31 dicembre del 2013. Infatti le province presso le quali si
evidenzia una percentuale superiore al 60% sono ben 22 (tra le quali: Roma con il 72,99%, Milano
con il 71,29%, Verona con il 68,29% e Bolzano con il 67,96%), rispetto alle 7 del 2008 che non
raggiungevano comunque tali valori, come Milano che registrava il 64,89%. Nell’ambito di questo
reato, prendendo in considerazione alcune specifiche tipologie di furto, si evince che per il furto
con strappo i valori, rilevati al 31 dicembre 2013 sono in notevole aumento (42,00%) rispetto al
2008 (26,92%) e le province in cui si registrano percentuali superiori al 60% sono ben 23 (tra le
quali: Lodi, Asti, Sondrio, Rieti, Macerata, L’Aquila al 100% e Ancona al 90,91%) contro le 11 del
2008 (tra le quali: Piacenza, Cremona, Vibo Valentia e Catanzaro al 100%). Il furto con destrezza
fa rilevare medie nazionali molto più alte sia nel 2008 con il 59,41% dei segnalati stranieri sul totale
dei segnalati, sia nel 2013 con il 63,67%, valore decisamente in aumento. Le province con
l’incidenza più alta, oltre il 70%, sono scese però a 10 nel 2013 (tra le quali: Roma con l’86,47%,
Milano con l’81,95%, Padova con il 79,64%, Firenze con il 77,30%, Verbano con il 76,92% e Pisa
con il 75,00%) rispetto alle 14 del 2008 (tra le quali: Roma con l’83,55%, Firenze con l’80,72%,
Cremona con il 79,17%, Potenza con il 77,78%, Pisa con il 77,01% e Milano con il 76,56%). Anche
per i furti in abitazione è aumentata la percentuale dei segnalati stranieri sul totale passando dal
84
52,55% del 2008 al 54,16%, ciò si evince anche dal numero delle province che registrano una
media superiore al 70% e che sono 21 nel 2013 (tra le quali: Pordenone con l’83,77%, Terni con
l’82,87%, Piacenza con il 79,73%, Reggio Emilia con il 78,77% e Siena con il 78,40%), rispetto
alle 9 del 2008 (tra le quali: Savona con l’86,21%, Ravenna con l’84,00% e Piacenza con il
79,38%). Relativamente ai furti in esercizi commerciali si sottolinea che la media nazionale dei
segnalati stranieri sul totale dei segnalati è del 61,25% al 31 dicembre 2013, in aumento rispetto al
56,21% registrato nel 2008. Tale aumento si riflette anche sul numero delle province che mostrano
percentuali superiori al 70% poiché sono 20 nel 2013 contro le 8 rilevate nel 2008. Per quanto
riguarda i furti di automezzi pesanti trasportanti merci si assiste, nel 2013, ad una notevole
diminuzione della media nazionale dei segnalati stranieri rispetto allo stesso dato rilevato al 31
dicembre 2008 mostrando una contrazione dal 56,31% al 25,00%. Anche le province interessate da
tale fenomeno con percentuali elevatissime fino al 100% si dimezzano a 6 (Piacenza, Venezia,
Pordenone, Savona, Cuneo e Modena) rispetto alle 12 del 2008 (Cremona, Vicenza, Padova, Pesaro
e Urbino, Lucca, Novara, La Spezia, Verbano, Alessandria, Ravenna, Torino e Modena). Per i furti
di motocicli e ciclomotori la media nazionale si attesta al 34,51% nel 2013, in leggero aumento
rispetto al 32,14% registrato nel 2008, mentre sono aumentate in maniera esponenziale le province
che evidenziano percentuali al di sopra del 60% dei segnalati stranieri sul totale dei segnalati
arrivando a 21 (tra le quali: al 100%, Piacenza, Alessandria, Cremona, Parma, Mantova, Lodi, La
Spezia, Novara, Monza, Crotone, nonché Perugia al 90,00%), rispetto alle 15 del 2008 (tra le quali:
al 100%, Lodi, Piacenza, Pordenone, Terni, Cuneo, Pistoia, L’Aquila, Potenza, nonché Padova al
92,31%). Risulta invece leggermente diminuito il valore rilevato, a livello nazionale, per i furti di
autovetture che passa dal 37,81% del 2008 al 36,51% del 2013. In controtendenza è, invece, il
numero delle province che registrano percentuali superiori al 70%, infatti mentre nel 2008 erano 8
(tra le quali: Trieste con il 100%, Rovigo con l’87,50%, Piacenza con l’86,67% e Rieti con
l’80,95%), nel 2013 sono 12 (tra le quali: con il 100%, Aosta, Isernia, La Spezia e Mantova; segue
Imperia con l’88,89% e Frosinone con l’87,50%).
Il reato di ricettazione in Italia fa rilevare una percentuale dei segnalati stranieri sul totale
dei segnalati leggermente in aumento nel 2013 con il 47,78% rispetto al 46,34% registrato al 31
dicembre del 2008. Anche il numero delle province che mostrano una media superiore al 70% si è
lievemente incrementato passando da 5 (tra le quali Prato con il 78,22%, che però scende al 70,16%
nel 2013) a 6 (tra le quali Gorizia che detiene il valore più alto al 75,61%).
Per quanto riguarda le rapine nel loro insieme la media nazionale dei segnalati stranieri sul
totale è, nel 2013, del 38,47%, in aumento rispetto al 2008 quando si registrava il 33,64%. Solo
Prato (72,15%) si attesta su una media superiore al 70% nel 2013 e nessuna provincia evidenziava
85
valori così alti nel 2008. Il discorso cambia notevolmente se si osserva il reato specifico di rapine in
abitazione che, pur mostrando una certa diminuzione nel tempo, già a livello nazionale registrava
valori comunque elevati: 49,49% nel 2008 e 47,85% nel 2013. Le province presso le quali si rileva
una percentuale di stranieri segnalati, sul totale dei segnalati, superiore al 70% sono 20 nel 2013 (tra
le quali: Gorizia con il 100%, Mantova con l’88,46%, Arezzo con l’86,67%, Rovigo con l’85,71%,
Rieti con l’83,33%, Treviso con l’82,14%, Asti e Lecco con l’81,82%), in aumento rispetto alle 18
individuate nel 2008 (tra le quali: Gorizia, Bolzano e Rieti con il 100%; Mantova con il 94,12%,
Ragusa con il 93,33%, Avellino con l’87,50%, Terni con l’85,71% e Sondrio con l’80,00%).
Relativamente alle rapine in esercizi commerciali, sono 12 le province individuate nel 2013 con
percentuali superiori al 70% (tra le quali: Rieti e Piacenza con il 100%, Asti con il 92,86%, Prato
con l’84,38%, Lecco e Imperia con l’81,25%, Sondrio con l’80,00%), rispetto alle 7 del 2008 (tra le
quali: Gorizia, Enna, Aosta, Macerata e Campobasso con il 100%, Udine con l’83,33% e Ferrara
con il 78,79%). Medie, quelle appena citate, molto superiori ai valori nazionali attestati al 43,38%
nel 2008 e al 38,65% nel 2013, evidenziando, al contrario delle singole situazioni provinciali, una
notevole diminuzione del fenomeno. Sembra aumentata invece la percentuale degli stranieri
segnalati sul totale dei segnalati relativamente alle rapine in pubblica via, in quanto nel 2013 è del
49,24%, contro il 43,38% del 2008. Tale tendenza è confermata dal numero delle province con
medie al di sopra del 70% che sono 20 nel 2013 (tra le quali Belluno con il 100%, Arezzo con il
91,67%, Savona 90,48%, Asti con l’85,00%, Venezia con l’83,13%, Cremona con l’81,08%, Prato
con l’80,77% e Mantova con l’80,00%), raddoppiate rispetto alle 10 rilevate nel 2008 (tra le quali
Belluno, Verbano e Campobasso con il 100%, Imperia con il 79,31% e Aosta con il 75,00%).
Riguardo alle estorsioni che registrano, a livello nazionale, una media relativamente esigua
del 23,62% al 31 dicembre del 2013, ma leggermente in aumento rispetto al 21,57% rilevato nel
2008, si segnalano solo 3 province con medie superiori al 70% e ciò sia per il 2008 (Piacenza con
l’84,21%, Prato con l’82,05% e Gorizia con il 78,95%) che per il 2013 (Prato con il 94,34%, Fermo
con l’81,48% e Arezzo con il 73,91%).
Per il reato d’usura sono evidenziate medie molto esigue degli stranieri segnalati sul totale
che, a livello nazionale, si attestano infatti sul 7,37% nel 2008 e sul 7,40% nel 2013. Dando uno
sguardo alle province interessate più intensamente dal fenomeno si rileva che rispetto alle 2 del
2008 (Bolzano con il 100% e Bologna con il 75,00%) sono 5 le province che nel 2013 hanno
superato la media del 70% (Fermo, Gorizia, Alessandria e Firenze al 100%, Bergamo al 75,00%).
Sono 11 le province che nel 2013 registrano, relativamente ai sequestri di persona, una
percentuale di stranieri segnalati rispetto al totale dei segnalati, superiore al 70% (tra le quali:
Aosta, Pordenone e Livorno con il 100%, Mantova con l’87,50% e Rovigo con l’83,33%), rispetto
86
alle 12 del 2008 ( tra le quali: Massa Carrara e Rieti con il 100%, Lodi con l’85,71% e Vicenza con
l’85,00%), una lieve flessione confermata dalla media nazionale che si attesta per il 2013 al 38,55%
contro il 39,39% del 2008. Nel dettaglio delle motivazioni alla base di tale reato si evidenzia che i
sequestri di persona a scopo estorsivo registrano medie nazionali simili a quelle anzidette con il
35,89% nel 2013 e il 32,36% nel 2008, ma mostrano una tendenza all’aumento. Le province che
registrano valori molto elevati rispetto alla media nazionale sono 14 nel 2013 (tra le quali: Pisa,
Prato, Vicenza, Rimini, Arezzo, Catanzaro, Asti e Ravenna con il 100%) e 15 nel 2008 (tra le quali:
Rieti, Venezia, Vibo Valentia, Asti, Terni, Mantova, Agrigento, Forlì, Sassari, Caserta e Ragusa con
il 100%). Invece, per quanto riguarda i sequestri di persona per motivi sessuali la media dei
segnalati stranieri sul totale si è molto ridotta nel 2013, al 40,85%, rispetto al 64,06% del 2008.
Infatti, anche a livello territoriale più dettagliato, erano ben 27 le province che nel 2008
registravano medie superiori al 70% e, in tale ambito, 17 con il 100% che, nel 2013 si riducono a 9.
Per quanto riguarda i reati connessi alla produzione, al traffico e allo spaccio di sostanze
stupefacenti si registra, nel 2013, una percentuale di segnalati stranieri sul totale dei segnalati pari
al 37,15%, quasi inalterata rispetto al 37,87% del 2008, mentre le province che superano la media
del 70% erano 11 nel 2008 e sono 14 nel 2013.
La situazione concernente i reati di sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile
appare in peggioramento: sono infatti ben 31, nel 2013, le province che registrano valori al di sopra
del 70%, relativamente ai segnalati stranieri sul totale (tra le quali: Pordenone e Crotone con il
100%, Reggio Calabria con il 93,94%, Siracusa con il 91,43% e Lodi con il 90,48%), rispetto alle
21 del 2008 (tra le quali: Livorno con il 100%, Prato e Avellino con il 90,91% e Modena con il
90,74%). Ciò è confermato anche dalle medie nazionali che si attestano al 60,26% per il 2013
rispetto al 51,08% del 2008.
Percentuali molto elevate sono state rilevate anche per il reato di contraffazione di marchi e
prodotti industriali: si attestano, infatti, a livello nazionale, al 63,63% nel 2013, in netto aumento
rispetto al 46,70% del 2008. Tale trend si riverbera anche sul numero delle province che si
collocano su medie superiori all’80% e che erano 13 nel 2008 (tra le quali: Gorizia, Ferrara, Siena,
Reggio Calabria, Cagliari e Sassari con il 100%) e sono 34 nel 2013 (tra le quali: Rovigo, Ferrara,
Fermo, Ragusa, Nuoro e Oristano con il 100%).
Invece, relativamente al reato di violazione della proprietà intellettuale si assiste, nel 2013,
ad una contrazione della media nazionale dei segnalati stranieri sul totale dei segnalati con il
38,92%, contro il 68,51% registrato al 31 dicembre del 2008. L’andamento in diminuzione dei
valori si evince anche dal fatto che province che superavano la media dell’80% erano 36 (tra le
quali 15 con il 100%) contro le 22 del 2013 (tra le quali 17 con il 100%).
87
4.3. Analisi provinciale dei dati relativi agli stranieri extracomunitari segnalati,
denunciati, arrestati per tipologia di reato in rapporto al totale delle persone
segnalate, denunciate, arrestate in Italia
Cambiando la prospettiva di osservazione del fenomeno e concentrandosi sulla situazione di
ogni singola provincia, con riferimento al numero dei reati per i quali l’incidenza percentuale degli stranieri
segnalati, sul totale dei segnalati, è al di sopra del 60%, si può capire, confrontando i dati rilevati al
31 dicembre del 2013 con quelli accertati alla stessa data del 2008, se il trend sia positivo o
negativo nei singoli territori.
Nel 2008 la provincia nella quale risultava un’incidenza percentuale al di sopra del 60% era
Padova con 19 tipi di reato ed in particolare i furti di automezzi pesanti trasportanti merci (100%), i
sequestri di persona a scopi sessuali (100%), i furti di ciclomotori e motocicli (92,31%), lo spaccio
di stupefacenti (82,23%) e il reato di ricettazione (72,82%). La situazione sembra in miglioramento
nel 2013 in quanto il numero dei reati per i quali i segnalati stranieri sul totale dei segnalati
superano il 60% sono 8 e i valori particolarmente alti si registrano per il furto con destrezza
(79,64%), lo spaccio di stupefacenti (77,95%) e i furti in esercizi commerciali (74,86%).
PADOVA
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Prato, era, in questa speciale classifica, al secondo posto, nel 2008, con 18 reati che
superavano la media del 60% e tra questi i tentati omicidi (100%), la violazione della proprietà
intellettuale (100%), lo sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile (90,91%), lo spaccio
di stupefacenti (82,58%), le estorsioni (82,05%) e il reato di ricettazione (78,22%). La situazione di
questa provincia, però, non sembra migliorare nel 2013. Infatti i delitti, con incidenza percentuale
88
dei segnalati stranieri sul totale, superiore al 60%, sono aumentati a 20 e tra questi spiccano, per le
medie molto alte, i sequestri di persona a scopo estorsivo (100%), le estorsioni (94,34%), la
contraffazione dei marchi industriali (91,30%), lo spaccio di stupefacenti (87,79%), lo sfruttamento
della prostituzione e pornografia minorile (86,21%), le rapine in esercizi commerciali (84,38%) e le
rapine in pubblica via (80,77%).
PRATO
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Tra le province che, nel 2013, risaltano per l’elevato numero di reati per i quali l’incidenza
percentuale dei segnalati stranieri è superiore al 60%, troviamo Firenze che annovera 19 tipologie
di reato, in particolare: gli omicidi volontari (100%), l’usura (100%), la violazione della proprietà
intellettuale (100%), la contraffazione di marchi industriali (81,25%) e rapine in abitazione
(79,07%). Ciò determina un peggioramento rispetto al 2008 quando i reati con medie superiori al
60% erano 8 tra i quali: i sequestri di persona a scopo estorsivo (83,33%), i furti con destrezza
(80,72%), le rapine in abitazione (77,27%) e la contraffazione di marchi industriali (74,55%).
89
FIRENZE
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Anche per Bergamo la situazione è peggiorata in quanto i reati con incidenza al di sopra del
60%, sono 16 nel 2013, in aumento rispetto ai 12 registrati nel 2008, e con medie elevate soprattutto
relativamente agli omicidi volontari (78,57%), la violenza sessuale su minori di 14 anni (75,00%) e
l’usura (75,00%).
BERGAMO
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Una situazione simile si riscontra per la provincia di Piacenza che rispetto agli 11 reati del
2008, per i quali si era registrato un valore superiore al 60% dei segnalati stranieri rispetto al totale
dei segnalati, mostra un aumento a 16 tipologie di delitto superiori a tale media ed in particolare: gli
attentati (100%), i furti a danno di mezzi pesanti trasportanti merci (100%), i furti di ciclomotori e
motocicli (100%), le rapine in esercizi commerciali (100%), la contraffazione di marchi industriali
90
(86,21%), i furti in abitazione (79,73%), i furti di autovetture (77,78%) e le rapine in pubblica via
(76,47%).
PIACENZA
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Anche per Arezzo la situazione sembra peggiorata in quanto i valori superiori al 60% sono
stati rilevati per 15 tipologie di delitto nel 2013 rispetto alle 5 del 2008. Tra tali reati si evidenziano,
per le medie molto elevate, i tentati omicidi (100%), i sequestri di persona a scopo estorsivo
(100%), le rapine in pubblica via (91,67%), le rapine in abitazione (86,67%) e lo sfruttamento della
prostituzione e pornografia minorile (82,35%).
AREZZO
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
La provincia di Bolzano registra, nel 2013, 15 tipologie di reato con valori superiori al 60%,
mentre nel 2008 erano soltanto 8. I reati più evidenti sono: la violazione della proprietà intellettuale
(100%), gli attentati (100%), gli omicidi volontari (83,33%), i furti in abitazione (75,91%) e i furti
di ciclomotori e motocicli (75,00%).
91
BOLZANO
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Stesso trend negativo si rileva per la provincia di Verona in quanto le tipologie di reato
segnalate secondo l’indicatore, sono 19 nel 2013, rispetto alle 17 del 2008. I reati con i valori più
elevati sono lo sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile (85,26%), i furti in esercizi
commerciali (77,70%), i furti in abitazione (77,42%), i furti di ciclomotori e motocicli (75,00%) e le
rapine in pubblica via (74,79%).
VERONA
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Per l’aumento del numero dei delitti che mostrano valori al di sopra del 60%, nel 2013, si
evidenzia anche la provincia di La Spezia con 14 tipologie di reato rispetto alle 7 registrate nel
2008. Tra questi sono: i furti di ciclomotori e motocicli (100%), i furti di automobili (100%), i
tentati omicidi (100%), la violazione della proprietà intellettuale (100%) e la produzione e il traffico
di stupefacenti (80,00%).
92
LA SPEZIA
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Una situazione simile viene registrata a Perugia che da 6 tipologie di reato che superavano il
60%, nel 2008, passa a 14 nel 2013, in particolare i crimini con i valori più elevati sono: gli attentati
(100%), i sequestri di persona a fini sessuali (100%), il furto di ciclomotori e motocicli (90,00%),
gli atti sessuali con minorenne (85,71%) e i furti in esercizi commerciali (75,79%).
PERUGIA
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora compaia una sola colonnina vuol dire che il valore corrispondente non è rappresentato poiché equivale a “0”.
Accade l’inverso, invece, per la provincia di Cremona che rispetto ai 15 reati per i quali nel
2008 era stata registrata un’incidenza percentuale degli stranieri segnalati sul totale dei segnalati
superiore al 60%, evidenzia solo 7 tipologie di reato nel 2013, mostrando quindi un netto
miglioramento della situazione. Tra i reati individuati spiccano, per i valori molto elevati, i furti di
ciclomotori e motocicli (100%), la violazione della proprietà intellettuale (100%), le rapine in
pubblica via (81,08%) e i furti in esercizi commerciali (76,51%).
93
CREMONA
A
120,00
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
-
2008
2013
NB: qualora ccompaia una sola colonnina vuuol dire che il vvalore corrispon
ndente non è rap
appresentato pooiché equivale a “0”.
4.4. Stran
nieri extrracomunittari segnaalati, denu
unciati, arrrestati, in Italia, nell’anno
n
o
2013, perr tipo di deelitto e naazionalità
Perr valutare l’’impatto deelle singole nazionalitàà rispetto allle varie tippologie di delitto
d
sono
o
stati presi iin consideraazione il tottale dei sogggetti stranieeri segnalatti, denunciatti, arrestati,, nonché, in
n
tale ambitoo, i minori di 18 anni. Tali dati ssono stati raaffrontati coon i rispettiivi totali nazionali allo
o
scopo di crreare un inddicatore utilee per costruuire le singo
ole graduatoorie.
Si rrammenta che,
c per rend
dere più fluuida l’esposiizione, con il termine ““segnalati/e” si intendee
l’insieme ddi individui segnalati, denunciati,
d
arrestati
a
dallle Forze deell’Ordine.
Nell prosieguo
o della essposizione si analizzeerà l’inciddenza perceentuale dellle singolee
nazionalitàà di proveniienza sul tottale delle peersone segn
nalate, denuunciate, arreestate nel no
ostro Paese..
Si precisa inoltre che, su 138 Paaesi individduati dalle Forze
F
dell’O
Ordine in m
merito alla provenienza
p
a
degli autoori di reatto, sono
Inc.% siingole nazion
nalità sul totaale degli straanieri
segnalati, denunciati,
d
aarrestati
state presee in considerazione
le nazionaalità il cui tasso di
segnalati
sul
totaale
dei
rispettivi residenti
r
foosse più
significativ
vo.
con
c
10,00
5,00
Esaaminando
rilevati
15,00
tale
i
dati
0,00
criterio,
M
Maggiori
18 anni
risulta che le cittadinaanze più
coinvolte,
anche
per
M
Minori
la
T
Totale
94
numerositàà della loroo presenza nel nostro Paese, son
no il Maroccco con l’11,92%, l’A
Albania conn
l’8,26%, laa Tunisia con
c il 6,66%
% e, con vaalori molto più contennuti, il Seneegal con il 3,19%. Perr
quanto riguuarda gli strranieri minoori di 18 annni, la massiima percenttuale è regisstrata dal Marocco
M
conn
il 12,72%, sul totale dei
d minori sttranieri segnalati, segu
uito dall’Albbania con il 7,16% e daalla Tunisiaa
con
n il 5,46%. E’ evidentte come tale classificaa
Rapine in
n pubblica viaa
riprroponga queella relativaa al totale dei segnalatii
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
dei rispettivi Paesi, meentre una situazionee
merge relatiivamente alla
a
Serbia-partticolare em
Mon
ntenegro e alla Boosnia-Erzeg
govina chee
regiistrano rispeettivamentee l’incidenzaa del 3,76%
%
Maggiorri 18
anni
Minori
e del 3,32% di
d minori ssegnalati, nonostante i
valo
ori relativi al totale ddei segnalatti di questii
Totale
due paesi sul totale deggli stranieri segnalati sii
attestino rispettivamennte all’1,74%
% e allo 0,992%.
Tra i reatii che creanoo maggioree allarme soociale si
Raapine in eserrcizi commercciali
annoveranoo le rapinee in pubblicca via delittto per il
quale si registra
r
unna incidenzza percentuuale del
22,00% da
d parte deegli stranieeri provenienti dal
Marocco, seguiti
s
dai Tunisini coon l’11,96%
% e dagli
Albanesi con
c il 5,90%
%. Nella graaduatoria reelativa ai
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
minori seggnalati
Maggiori 18 ann
ni
Minori
Totale
si ripetonoo i Paesi già evidennziati: il Marocco
M
(20,33%), la Tunisia (9,86%) e l’Albania (6,98%).
(
Riisaltano, alttresì, le incidenze perccentuali deii
minori Serrbo-Montenegrini e Ucrraini, entram
mbi con il 3,49%.
3
Anche le rapine in esercizi co
ommercialii
Rapine in
n abitazione
vedon
no coinvoltee le stesse tre nazionaalità con laa
20,00
medessima graduaatoria: Maroocco con il 17,89% deii
15,00
segnallati sul totale, la Tunnisia con il
i 7,04% e
10,00
l’Albaania con il 6,00%. Per le rapine in
n
5,00
0,00
Maggiori 18
8
anni
Minori
Totale
abitazzione, inveece troviam
mo l’Alban
nia con ill
16,65%
% e il Marrocco con ll’8,24% deei segnalati,,
sul tottale dei seggnalati, per questo tipo
o di delitto..
Inoltree, sono degnni di nota aanche i valo
ori registratii
95
relativamennte ai minnori segnallati provennienti dalla Serbia-Moontenegro e dalla Tu
unisia con,,
rispettivam
mente, il 14,29% e l’8,557%.
Perr quanto rigguarda i furrti in abitaazione si rilleva che i cittadini
c
proovenienti dall’Albania
d
a
registrrano la maassima inciddenza percentuale deii
segnaalati sul tootale nazioonale con il 27,30%
%
Furti in
n abitazione
seguitti,
30,00
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
a
nootevole
dai
Serbo--
Monteenegrini, per i quali l’incidenzaa è pari all
6,28%
%, e dai Crooati con il 5,,93%. Per questi
q
ultimii
si eviidenzia anchhe il massiimo valore dei minorii
Maggiorii 18
anni
Minori
Furti di autoovetture
Totale
segnalati (227,54%), suul totale nazzionale
dei minori segnalati per
p tale tipoo di reato. Subito
dopo, si pongono in graduuatoria i minori
m
provenientti
distanza,
dalla
225,00
2
20,00
1
15,00
1
10,00
5,00
0,00
S
Serbia-Mon
ntenegro con
c
il
Maggiori 18
anni
Minori
17,99% e, anche see a notevoole distanzza, dal
Totale
Marocco con
c il 5,39%
%, nonché dalla Maceedonia
con ill 3,43%. Annche per i ffurti di auttovetture all
primo
o posto trovviamo l’Allbania con il 21,54%,,
Riceettazione
seguitta dal Maroocco con ill 14,04% deei segnalatii
15,00
sul to
otale, seguoono a distannza la Mold
davia con ill
10,00
6,64%
%, la Tuniisia con il 4,55% e la Serbia--
5,00
Montenegro conn il 3,52%
%. Relativ
vamente aii
0,00
minorri segnalati, quelli proovenienti daal Maroccoo
Maggio
ori 18
anni
Minori
Totale
registtrano la più alta incideenza percenttuale con ill
12,33%
seguitii
dai
Mooldavi
e
Montenegrini, enntrambi conn il 9,59%.
96
i
Serbo--
Perr quanto rigguarda il reaato di ricetttazione, trov
viamo i citttadini di nazzionalità seenegalese inn
testa alla classifica
c
deei segnalati per questo tipo di deliitto con l’111,55%, seguuiti dal Marrocco con ill
9,88%, dalll’Albania con
c il 9,23%
% e, con vaalori più moderati,
m
maa pur semprre degni di nota, dallaa
Tunisia coon il 5,20% e dalla Cina Popolare con il 3,3
36%. In talle ambito, oosservando i minori sii
Asssociazione peer produzionee e traffico
di stupefacenti
Tootale dei reatti connessi ag
gli
stupeffacenti
40,00
25,00
30,00
20,00
20,00
15,00
10,00
10,00
0,00
5,00
0,00
Maggiori 18
anni
Minori
Maggiori 18
anni
Minori
Totale
Totale
individua nel
n Maroccoo la massim
ma rappresenntanza con il
i 13,15%, a seguire l’A
Albania con
n il 10,42%,,
la Moldaviia con il 4,995% e la Bosnia Erzegoovina con il 4,04%.
Per il totale
t
dei reati con
nnessi aglii
s
spaccio
di sosstanze stupeffacenti
30,00
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
stupeffacenti sonno da evideenziare il Marocco,
M
laa
Tunissia e l’Albannia rispettivvamente con
n il 24,56%,,
il 17,,89% e il 14,83% dei segnalati rispetto all
totale dei segnalati per il m
medesimo reeato. Anchee
per i minori si ripete a ggrandi lineee la stessaa
Maggio
ori
18 annii
Minori
Totale
gradu
uatoria con la
l Tunisia aal 15,86% e il Maroccoo
al 13,16%, seguuiti dal Gabbon con il 7,87% e ill
gal con il 5,996%.
Seneg
Nelllo specifico i primi due
d Paesi sono
s
da
evidenziaree anche perr ciò che riiguarda il reato
r
di
associazion
ne
per
p
produzione
e
stupefacen
nti
con
il
30,35%
%
o
traffi
fico
dei
di
seegnalati
provenientti dall’Albannia e il 13,441% dal Marocco,
M
seguiti dallla repubblicca Dominicaana con il 10,52%.
Si sottolinea
s
l’’alta incidennza percentuuale dei
minori collombiani seegnalati sull totale dei minori
stranieri inndividuati per
p tale reaato con il 16,67%.
1
Produ
uzione e trafffico di stupeffacenti
30,00
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
Maggiori 18
8
anni
Minori
Totale
Anche se si concentrra l’osservazzione solo sui dati rellativi alla produzione
p
e traffico di
d sostanzee
97
stupefacen
nti comunquue si ritrovano le naziionalità evid
denziatesi anche
a
per ggli altri reaati connessii
alla droga, quindi l’Allbania con il
i 24,41%, il Marocco con
c il 22,61% e la Tunisia con il 6,83%.
6
r
alloo spaccio di
d sostanzee
La situazione viene connfermata daallo studio dei dati relativi
stupefa
acenti perr il qualee i valorii maggiorii
riguard
dano il Marrocco, la Tuunisia e l’A
Albania conn
Sfru
uttamento deella prostituzzione e
pornograf
afia minorile
rispettiive
40,00
35,00
30,00
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
incideenze
perceentuali
dell
27,25%,,
21,04%
% e 12,55% sul totale ddegli stranieeri segnalatii
per lo stesso reaato. Nel m
medesimo ambito
a
unaa
menzio
one meritaa il valoree abbastan
nza elevatoo
registraato relativaamente ai m
minori prov
venienti dall
Maggiori 18
8
anni
Minori
Totale
Gabon (9,20%) e dal Senegall (7,33%) su
ul totale deii
minori segnalati.
Perr i reati collegati allo sffruttamentoo della
Sfruttam
mento e favooregguamentto della
p
prostituzione
non minorilee
prostituzioone e alla pornografia
p
minorile laa Cina
Popolare registra
r
l’inncidenza piiù alta sul totale
degli strannieri segnalaati per quessto tipo di delitto
con il 18,996%, seguitaa dall’Albannia con il 15,17%
e, a disttanza, dallaa Nigeria con il 6,53%.
6
Nell’osservvare i dati relativi
r
ai minori
m
segnaalati, si
sottolinea
il
35,144%
registrrato
da
quelli
335,00
3
30,00
2
25,00
2
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
Maggiori 18
anni
Minori
provenientti dall’Albaania. Relativvamente a questi
Totale
ultimi si segnala
s
anchhe un’inciddenza perceentuale
1
peer quanto riguarda il
i reato dii
del 12,59%
Violen
nza sessale
sfrutttamento
e
favooreggiamentto
dellaa
20,00
prostiituzione noon minorile,, seguono, ma
m a moltaa
15,00
distan
nza, i Nigeeriani con iil 4,20%. Il
I dato chee
10,00
attira l’attenzionne è quelllo relativo ai minorii
5,00
proveenienti dalla Dominicca e dal Seenegal conn
0,00
Maggiori 18
anni
Minori
entram
mbi il 333,33% sul rispettivo totale dii
segnaalazioni.
Totale
I cittadinni marocchhini fanno registraree
l’incidenzaa percentuaale più alta sul totale dei segnalaati per il deelitto di vioolenza sessu
uale con ill
14,74%, seeguiti a distanza dall’A
Albania con il 7,51%, dall’Egitto
d
c il 6,00%
con
% e dalla Tu
unisia con ill
98
5,77%. Reelativamente ai minorri segnalati per questo
o reato si evidenzianoo gli Alban
nesi con ill
15,50%.
ne della prooprietà inteellettuale po
oiché moltoo
Infiine si rimarrcano i valori relativi allla violazion
elevati perr i segnalatti senegalessi che registrano il 93,35% sul tootale degli stranieri seegnalati perr
questo reatto. Subito dopo,
d
ma a notevole distanza
d
in questa partticolare gradduatoria, si attestano i
marocchini con il 16,22%,
1
seguiti dai Cinesi
C
con il 9,04% e dai Beengalesi con l’8,24%..
Reelativamentee ai minorri segnalatti troviamoo
V
Violazione
dellla proprietà intellettuale
sem
mpre i Sennegalesi all primo po
osto con ill
100,00
80,00
60,00
40,00
20,00
0,00
75
5,00% e i marocchinni al secon
ndo con ill
25
5,00%.
Anchee il delitto di contraff
ffazione deii
ma
archi e proodotti indu
ustriali esseendo ormaii
rellativo ad unna produzioone di massaa di beni dii
Magg
giori 18
anni
Minorri
larrgo
Totalee
consuumo, comee
borse,
portafogli,,
gio
ocattoli, abbigliamentoo in generee e persinoo
beni alimenntari e farm
maci, provocca non pochhi disagi e ha riflessi di tutta evidennza sul funzzionamentoo
del mercato anche conn riguardo alla
a tutela dei consumaatori. In tale specifica ggraduatoria troviamo
t
all
primo posto con il 51,60%,
5
sul totale deggli
stranieri segnalati
s
p
per
questoo crimine, i
Contraffaazione dei maarchi e prodootti
industriaali
senegalesi,, seguiti add una certaa distanza dai
d
cittadini prrovenienti dalla
d
Cina Popolare coon
60,000
50,000
40,000
30,000
20,000
10,000
0,00
0
il 21,33%,, dal Maroccco con il 10,23%
1
e dal
d
Bangladeshh con il 10,,04%. Anchhe per ciò che
riguarda i minori,
m
risaalta il dato dei
d senegaleesi
con il 47,662% e, anche se in minoor misura, dei
d
Maggiori 18
anni
Minori
bengalesi con
c il 14,299%.
Totale
A conclusionne di quessta disamina
bisogna sppecificare chhe non sem
mpre la più alta presenzza delle sinngole nazionnalità coinccide con unn
indice di criminalità elevato.
e
Infaatti, in valorre assoluto l’Albania è il paese exxtracomunittario che haa
più residennti nel nosttro Paese, ma
m facendoo un raffron
nto con il numero
n
dei segnalati albanesi
a
sull
totale dei residenti
r
apppartenenti alla
a stessa nazionalità
n
si
s rileva un’’incidenza ppercentuale del 5,11%,,
molto al dii sotto del valore
v
registtrato dalla Tunisia
T
(20,99%) che con
c 97.317 rresidenti è al
a 10° postoo
come preseenza numerrica nel nosttro Paese. Anche
A
il Maarocco, che è al seconddo posto come numeroo
99
di residenti, registra l’8,04% dei segnalati, per non parlare della Cina che, pur trovandosi al 3° posto
come comunità più numerosa, registra un’incidenza segnalati/residenti di appena il 2,92%.
Quindi se si raffrontano i segnalati per i vari reati di ogni singola nazionalità sul totale dei
rispettivi residenti nel nostro Paese si ottiene una graduatoria che vede la Tunisia in testa con il
20,99%, seguita dalla Somalia con il 16,17%, dalla Georgia con il 13,83%, dalla Nigeria con il
12,60%, dall’Algeria con l’11,87%, dalla Serbia-Montenegro con l’11,35% e dal Senegal con il
10,76%.
100
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