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MORIRE PREGANDO GESÙ - Arcidiocesi di Sassari

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MORIRE PREGANDO GESÙ - Arcidiocesi di Sassari
LIBERTÀ
SIA LODATO GESÙ CRISTO
8
24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV
Il martirio dei 21 Copti
MORIRE PREGANDO GESÙ
La morte di tre bambini
NORD E SUD
DELLA SALUTE
Leonarda Tola
A
Catania una neonata muore
dopo il rifiuto del ricovero nei
tre ospedali cittadini che non
trovano un posto in terapia
intensiva che sia idoneo ad accogliere una bimba di poche ore. A Napoli
una bambina di otto mesi, appena
dimessa dall’ospedale, non sopravvive a problemi respiratori. A Trapani
Daniel, di due anni, curato con paracetamolo contro l’ influenza, muore di
meningite.
La costante del decesso per que>>> continua a pag. 3
Roma deturpata
chiede giustizia
I BARBARI
DEL CALCIO
don Francesco Marruncheddu
S
corrono immagini di ordinaria follia, a Roma, nelle 36 ore precedenti la partita Roma-Feyenoord,
match valevole per l’andata dei
sedicesimi di Europa League. Una capitale sotto assedio quella che si presenta a
romani e turisti. Come nell’antichità, valanghe di nuovi “barbari”, calati dal Nord Europa, sono arrivati nel cuore d’Italia e della
Città eterna non animati da spirito sportivo
ma dalla voglia di scaricarsi indegnamen-
>>> continua a pag. 3
I lettori ci scrivono
Lettera
della Prof.
di Thiesi
2
Marina Corradi, *
U
n occidentale non esperto non
avrebbe potuto accorgersene.
Ma Antonios Aziz Mina, vescovo
copto di Giza, cittadina egiziana,
nel guardare il video della esecuzione dei
ventuno lavoratori cristiani copti uccisi
dall’Is ha osservato le labbra dei condannati negli ultimi istanti, e dal labiale ha letto che invocavano il nome di Gesù Cristo.
Il vescovo lo ha dichiarato ieri alla Agenzia Fides, ma forse, nell’incendio che si va
allargando sulla Libia, e nell’angoscia che
da quel Paese riverbera sul Mediterraneo
e l’Europa, a qualcuno potrà apparire una
notizia minore.
Le “vere” notizie non sono forse i bombardamenti, le città conquistate e perdute,
le cupe minacce lanciate dall’Is? E quel
labiale invece, solo poche parole afone,
subito travolte nel torrente di sangue che
sale dal povero corpo di un uomo trucidato.
Eppure a volte proprio nelle parole dette piano sta qualcosa di molto grande.
Non sarebbe stato umanamente più comprensibile, in quell’ultimo istante, supplicare pietà, o maledire gli assassini? Per
noi europei, nati in una Chiesa non fisicamente minacciata, è ragione quasi di uno
sbalordimento quell’estremo invocare Cristo, nell’ultimo istante.
Noi, che, quanto alla morte, ci preoccupiamo che sia “dignitosa” e “dolce”, e
magari convocata quando noi riteniamo
che sia l’ora. Questa morte dei ventuno
giovani copti, non “dignitosa” e atroce, ci
colpisce per la statura che assumono le
vittime, morendo nell’atto di domandare
Cristo. Statura, anche questo particolare era stato previsto dall’attento regista
dell’Is, nel girare quel video sulla riva del
mare.
Mentre carnefici e vittime cammina-
Magistero
Tempo
di esercizi
spirituali
7
SPED. IN A.P. - DL 353/2003 - (C.L. n. 46/2004)
SASSARI - Aut. Poste It. SPA n.140/2008 - € 1
Settimanale dell’Arcidiocesi di Sassari
no verso il luogo dell’esecuzione infatti è
evidente come i boia siano stati scelti fra
uomini molto alti, e come bassi, accanto a
loro, appaiano i prigionieri.
Quasi a evocare tacitamente l’idea che
i terroristi siano “grandi”, e le vittime solo
“piccoli” uomini; dentro a un mondo sconvolto, giacché non è il nostro Mediterraneo solare, quella spiaggia livida su cui si
frangono onde arrossate dal sangue.
Ogni dettaglio, quindi, era stato previsto dagli assassini per evocare un mondo
“altro”, in cui dominano i boia intabarrati
di nero, a cancellarne perfino le umane
sembianze. Ma quell’ultimo labiale non
lo avevano previsto, e non sono riusciti a
censurarlo.
Ostinato come il «no» di Asia Bibi
all’abiura, fermo come il «no» di Meriam
Ibrahim, in Sudan, quando era in prigione, in catene, con un figlio in grembo, e
la prospettiva della impiccagione davanti
a sé.
Noi cristiani del mondo finora in pace
fatichiamo a capire. Ci paiono giganti
quelli che muoiono, come ha detto il Papa
dei ventuno copti, da martiri. Eppure se
guardiamo le facce di quegli stessi prigionieri nel giorno della cattura, in fila, i tratti
mediterranei che li fanno non così diversi
da molti ragazzi nel nostro Sud, ci paiono
uomini come noi, con gli occhi sbarrati di
paura.
E allora che cosa determina, nell’ultima
ora, quella irriducibile fedeltà a Cristo?
Una grazia, forse, e insieme il riconoscere, con assoluta evidenza, nell’ultimo
istante, il nome in cui, perfino nella morte, nulla è perduto: famiglia, figli, madri e
padri e amori, non annientati ma ritrovati
e salvati. Pronunciano davanti alla morte
quel nome come un irriducibile «no» al
nulla, in cui i boia credono di averli cancellati.
* Avvenire, 18/02/2015
Visita Pastorale
Parrocchia
Sacra Famiglia
Sassari
8-9
13
Terzo rapporto:
lavoro
e povertà
CaritasEuropea
2
I lettori ci scrivono
Libertà | 24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV | numero 8
[email protected]
Lettera sulla Visita all’Istituto Tecnico Commerciale di Thiesi
INTERESSE... E INQUIETUDINE
“ […]. Non potendo discorrere con
l’intelletto, cercavo di rappresentarmi Cristo nel mio interno e mi
trovavo meglio, a mio giudizio, ricercandolo in quei tratti della sua
vita in cui lo vedevo più solo. Mi
pareva che, essendo solo ed afflitto, come persona bisognosa di
conforto, mi avrebbe accolta più
facilmente.”
S.Teresa d’Avila,
Libro della mia vita. E.P.Milano
1988, p.126
Caro Padre Paolo, leggo con interesse e inquietudine il Suo resoconto della visita pastorale presso
l’Istituto Tecnico Commerciale di
Thiesi, scuola dove insegno ormai da diversi anni. Sono Lina
Puggioni, la prof.ssa “marxista”
e “miscredente” ( il termine, sebbene virgolettato, non è mio; le
espressioni da me usate erano”
laica”, “non credente” e “cristiana”), citata ad apertura del Suo
articolo pubblicato su Libertà del
22.12.14.
Interesse, perché il Suo richiamo
ad un momento di incontro con la
scuola, pur nei limiti di una visita
necessariamente breve, attesta la
volontà della Chiesa di avvicinarsi
ai ragazzi e ai docenti. Di ascoltare e osservare da vicino tutte
le energie, risorse, contraddizioni
che animano una comunità così
importante per la formazione della persona e per la crescita della
società.
Inquietudine, per l’effetto suscitato dalla risonanza pubblica del
Suo articolo. Molti hanno letto tra
le righe una nota di rimprovero e
di biasimo nei confronti dei ragazzi e del nostro Istituto. Impressione che non rende giustizia né alla
profondità delle questioni sollevate né alla Sua apertura ( e pazien-
za..) nell’affrontare nodi sui quali
la Chiesa e tutti noi oggi siamo
chiamati a riflettere.
Ho faticato a trovare la parola
che rappresentasse esattamente
il mio stato d’animo di fronte alle
Sue riflessioni.
Non poteva essere “delusione” né
“rabbia” né “costernazione”. Tutte
espressioni che chiuderebbero il
varco alla possibilità del confronto
di cui si nutre il dialogo.
”Inquietudine” invece è il segno di
un disagio : per non essere stati
capiti, per non essere riusciti a far
emergere, oltre la comprensibile
rigidità dei ragazzi e le “provocazioni” degli adulti, l’urgenza di
ritrovare il senso della spiritualità
nel cuore dell’esistente umano.
Ma Inquietudine è anche l’animazione di ogni confronto, quando
ci disponiamo alla possibilità del
cambiamento affacciandoci nella
prospettiva del nostro interlocutore.
Agli occhi dei lettori, di quell’incontro animato da dubbi, fatica, ritrosia, desiderio di comprensione,
è rimasta impressa solo l’immagine sconcertante del rifiuto dei
ragazzi di unirsi in una preghiera
collettiva!
Chi conosce gli adolescenti sa
quanto sia difficile per loro esporre in un rito collettivo l’anima della
propria interiorità, di cui la preghiera rappresenta il momento più
intimo e privato.
Tra le righe di quella cronaca mi
sarebbe piaciuto invece intravedere la levità dell’indulgenza..
Il tempo del dialogo sia la nostra
animazione.
Cordialmente
Lina Puggioni
LA RISPOSTA DELL’ARCIVESCOVO
Illustre prof.ssa Puggioni!
In primo luogo, sottolineo la bella
citazione da Santa Teresa d’Avila!...
Le sono molto grato del suo scritto,
pervenutomi il 16 febbraio scorso.
Grato anche per aver, lei, voluto
rispondere e riflettere sulla Visita
pastorale presso l’Istituto Tecnico
Commerciale di Thiesi, il 25 novembre scorso.
Ho apprezzato il suo evidente desiderio di interpretare un passaggio
della ‘verbalizzazione’ della Visita a
Thiesi, quello riguardante, appunto,
l’Istituto nel quale lei insegna, con i
sentimenti che hanno accompagnato
la lettura del pezzo su Libertà: “interesse” e “inquietudine”. Quanto all’interesse, il suo rilievo risponde alle
mie intenzioni di Pastore della Chiesa
turritana, in una realtà così viva, importante palestra per l’esercizio della
crescita personale comunitaria dentro la Scuola. Quanto all’inquietudine,
lei coglie “tra le righe una nota di rimprovero e di biasimo nei confronti dei
ragazzi e del nostro Istituto”. Sì, può
darsi che anche in me abbia prevalso
una sorta di ‘delusione’, dovuta alla
difficoltà che, ancora una volta, ho
trovato nei ragazzi per inserirsi liberamente e serenamente in un dialogo
franco, mettendoci tutti, loro e noi,
in gioco. Difficoltà ad accedere alle
sollecitazioni, perché intervenissero,
argomentassero o almeno proponessero una qualche domanda.
La mia, anche a distanza di settimane, è una constatazione: semplice,
realistica. Che mi ha lasciato una
certa insoddisfazione, non perché la
‘lezione’ fosse andata così così, piuttosto perché alla fine mi sono trovato
dentro una serie di improprietà che,
IL CASO DEL “MACHETE ALLA CARITAS”
Nei giorni scorsi ho avuto modo di
leggere su quotidiani e social network del fatto successo nel “giardino” della Caritas a Latte Dolce,
cioè del diverbio a colpi di machete
tra due persone assistite dalla Caritas. Non avendo letto alcuna nota
da parte della Caritas diocesana mi
chiedo se la gravità del fatto sia stata tale o non sia frutto di una esagerazione mediatica.
Lettera firmata
Gentile lettore, la Caritas diocesana
non ha redatto alcuna nota sul fatto
di cronaca riportato da alcuni quotidiani, TV e social network, perché,
nonostante le indicazioni riportate,
non si è verificato all’interno degli
spazi utilizzati dalla Caritas diocesana in via Solari 8, ma bensì nell’Istituto Santa Luisa adiacente. Appena
la notizia è comparsa (dapprima nei
social network) l’Ufficio comunicazione della Caritas Turritana ne ha
verificato la veridicità e a stretto giro
di telefonate ha potuto ricostruire i
fatti ricollocandoli nella giusta dinamica. Ha così chiesto la rettifica alla
redazione WEB del quotidiano che
per prima ne aveva divulgato la notizia senza verificare (cosa che va
sempre fatta) la correttezza dei dati
forniti dalla fonte, per quanto autore-
N.8 | ANNO CV
LIBERTÀ
PERIODICO ARCIDIOCESI DI SASSARI
Proprietà
ARCIDIOCESI DI SASSARI
Reg. Trib. Sassari
n.9 - 13/10/2008
Direttore responsabile: Paolo Atzei
Vice Direttore: Leonarda Tola
Caporedattore: Mario Simula
vole fosse. Nel frattempo però altre
testate giornalistiche avevano creato
la notizia sulla prima errata diffusione. Non sembri banale la precisazione sulla collocazione del fatto perché
nell’immaginario dei lettori acquista
tutt’altro significato. Da una lite tra
due persone (forse anche esagerata nel racconto mediatico) si passa a
costruire situazioni fasulle di pericolo
la dove opera la Caritas.
Non è la prima volta che inesattezze
o leggerezze giornalistiche distorcono la verità. Recentemente, in
un articolo sulle povertà cittadine e
l’operato del volontariato, la Caritas
è stata definita “asso piglia tutto” ri-
si può dire, abbiano determinato quel
tipo di incontro: poco preparato, senza alcuni presupposti disciplinari, alla
mercé della fantasia del momento,
di fatto ingabbiato da qualche atteggiamento non sufficientemente sbozzato. Sono stato, settimane dopo, in
una scuola più ‘originale’: la dirigente
mi ha fatto entrare nelle aule e fatto
mettere i ragazzi tutti in piedi, per rispetto!...
Anch’io avrei potuto tenermi quanto di buono può essere emerso, ma
ho preferito offrire un richiamo forte
all’Istituto. E non ce l’ho con i ragazzi
perché sono rimasti seduti durante la
preghiera, piuttosto con una Scuola
che, pur continuando a inserire nei
suoi programmi la religione cattolica,
concretamente poco o nulla fa per
sostenere il valore della fede e i valori di civilizzazione ultramillenari che
essa ha garantito nella nostra terra e
tra la nostra gente.
Così, per classi, essi avanzano verso
punti indefiniti, a illuminare i quali non
ci sono i tentativi per dirsi ed essere realmente cristiani, piuttosto una
sorta di “connottu” religiosamente
imprecisato, se non pagano, o ‘protosardo’!...
Siamo in Quaresima, e immagini
quanto io provi ad annunciare e amministrare la misericordia di Dio!
Una parola sulla sua ‘identità’ religiosa: tutto il rispetto per gli aggettivi da
lei usati per definirla, ma messi insieme (“laica”, “non credente” e “cristiana”), necessiterebbero di una qualche spiegazione, perché non sono
tutti così conseguenti, anzi. Ancora
grato, La saluto anch’io cordialmente.
+ Padre Paolo
ferendosi ai fondi che il Comune di
Sassari eroga a enti e associazioni di
volontariato sociale, senza spiegare
che quei fondi sono dati per i servizi
che vengono resi in vece del Comune di Sassari che non può burocraticamente gestirli direttamente. Si è
dipinto così l’Organismo ecclesiale
come una organizzazione che cerca
di accaparrarsi i fondi pubblici mentre svolge (pur-troppo) con i propri
volontari funzioni amministrative per
il Comune.
Gian Franco Addis
Resp.Ufficio Comunicazione
della Caritas Turritana
Gruppo redazionale: Gian Franco Addis, Antonio Brundu, Mariantonia Fara, Francesco Marruncheddu, Pietro Meloni, Marcello Mura, Michele Spanu
Hanno collaborato a questo numero: Gian Franco Addis, Paolo Atzei, Antonio Brundu, Marina Corradi, Gerolamo Derosas, Mariantonia Fara, Francesco Marruncheddu, Marcello Mura,
Luigi Muru, Mario Simula, Michele Spanu, Leonarda Tola.
Direzione e Amministrazione L.go Seminario 2/a - 07100 Sassari - Tel. 079.20.21.877
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16/2003, vi informiamo che i
dati in nostro possesso saranno mantenuti riservati e verranno trattati esclusivamente
per soddisfare gli obblighi previsti dalla normativa in vigore.
Primo Piano
>>> continua da pag. 1
sti bambini da 0 a 2 anni si accompagna alla costante della
collocazione geografica; i tragici decessi, clamorosi per numero e per la concomitanza ,
confermano i dati della Società Italiana di Pediatria, che
dicono di un Sud Italia dove la
mortalità infantile è del 30%
più alta che nelle regioni settentrionali.
Tutto questo accade in un
quadro generale per altro confortante riguardo alla mortalità
dei bambini nel confronto tra il
passato e le condizioni attuali:
nel 2011 in Italia ci si attesta
a circa 4 decessi per mille nati vivi, contro i 347 per
mille che morivano nel 1887.
Una progressiva riduzione
del tasso di mortalità dei
bambini sotto i 5 anni che in
Italia oggi è inferiore a quello
medio d’Europa e degli Stati
Uniti.
Forse è anche per la consapevolezza di poter contare
su livelli di efficienza a difesa
della salute dei più piccoli che
la cronaca di Catania, Napoli e
Trapani è apparsa così insopportabile. Nelle nostre città tre
bambini muoiono in situazioni
, d’emergenza quanto si vuole,
ma che un apparato di pubblica sanità attrezzato avrebbe
potuto affrontare, scongiuran-
>>> continua da pag. 1
do quelle morti e i lutti delle
famiglie.
I fattori economici e di
sviluppo incidono sul tasso
di mortalità infantile che nei
paesi poveri del mondo, infatti, è ai livelli che l’Italia ha
conosciuto negli anni ’30 e
’50 dell’altro secolo.
Per analogia si dovrebbe
dire che la differenza del tasso
di mortalità infantile fra il Nord
e il Sud e che oggi in Italia penalizza il Meridione, essendo
in correlazione con il grado di
efficacia ed efficienza del sistema sanitario nazionale pubblico e privato, trovi la sua causa nella disparità di condizioni
economiche e sociali delle popolazioni. Ad un PIL regionale più alto corrisponde una
speranza di salute superiore
e per un bambino, nascere a
Catania o a Trento, può fare
la differenza tra vivere e morire.
Del resto sempre più si avverte che anche la salute , il
bene più prezioso, è un bene
di mercato, ha un prezzo, comporta conoscenza dei luoghi
e dei professionisti giusti, e
come ogni merce, non è alla
portata di tutti. Più elevato è
il valore del bene, più salgono
i costi. Niente di paragonabile,
evidentemente, alla situazione
degli indigenti nei Paesi in cui
non si garantisce l’assistenza
pubblica gratuita, ma anche in
Italia l’accesso ai servizi sanitari di qualità non è uguale per
tutti.
“Basta la salute” si dice
a quelli che hanno poco o
niente, ma “vendono salute”. Senza ricavarne un soldo con cui comprarla, quando venisse a mancare.
te sulla Roma degli imperatori e dei
papi. Ed ecco i supporter olandesi
del Feyenoord trasformarsi in vandali spietati a Campo de’ Fiori, in
Piazza di Spagna, a Villa Borghese
e in altre zone di una città che ha
assistito tristemente, senza poter
far nulla, allo strapotere dei vandali con sciarpe al collo. Nulla a che
fare con il calcio, quello giocato.
Lontani anni luce dal voler sostenere la propria squadra, questi
vandali scesi da Rotterdam sono
riusciti a mettere a ferro e fuoco
la città, devastando in centro tutto
quello che gli veniva sotto mano,
arrivando ad aggredire addirittura
uno dei suoi simboli, la fontana
della Barcaccia, opera del Bernini,
insultata da colpi di bottiglie che
la hanno danneggiata irrimediabilmente, utilizzata come discarica,
sfregiata da spray e coloranti, ferita nella sua plurisecolare bellezza
(era stata appena restaurata, costo
200mila euro). Proprio in Piazza di
Spagna, salotto buono del centro,
si sono verificati gli incidenti più
gravi, con la polizia costretta a rispondere con numerose cariche di
alleggerimento al lancio di bombe
carta da parte di un esercito di 600
ultras radunatisi sotto Trinità dei
Monti. Immagini che hanno fatto il
giro del mondo.
Eppure, erano attese. Addolora
dirlo, eppure è così. Tutti ben conoscevano le intenzioni, praticamente dichiarate, dei supporter olandesi, una “tifoseria” tristemente nota
per violenza gratuita e devastazioni. Tutti sapevano che sarebbe andata così, con il codazzo, immancabile, di rimbalzi di responsabilità
fra Comune, Questura, Prefettura,
Ministero degli Interni e della Difesa. Ma allora, cosa non funziona?
Spiace dirlo, ma non funziona la
giustizia in Italia. Per intenderci,
non fa paura la giustizia italiana. Il
nostro Paese appare sempre più
come un gigante disarmato, un
adulto ingenuo. Tutti sanno che in
Italia le forze dell’Ordine non possono difendersi più di tanto, che
viene praticamente loro richiesto di
tutelare e tutelarsi senza far ricorso alla forza. E che comunque le
leggi, in materia, sono molto blande al massimo sono severe solo in
apparenza. Questo, gli olandesi, lo
sapevano molto bene. Se dei “tifosi” facessero nel loro Paese anche
solo qualcosa di molto meno grave, succederebbe davvero di tutto:
arresti, prigione, risarcimenti alle
stelle, divieto stesso di rimettere
piede su quel suolo per molti anni.
In una parola: si fanno rispettare,
in maniera forse anche eccessiva, ma tutto sommato giusta. Ma
in Italia questo no. I carabinieri, la
polizia, hanno paura di difendersi e
di difendere per non venire poi essi
stessi incriminati. E’ chiaro che con
un esercito simbolico, si sentono liberi di fare quel che vogliono. Sono
ben sicuri della impunità. “Paghiamo e facciamo quel che vogliamo”
ha detto qualcuno di loro, e ancora
“la polizia non interveniva”. Salvo
poi far sapere, dall’Olanda, che né
il Governo né i “tifosi” vogliono pagare niente, né chiedere scusa.
Il problema sta da noi: nelle
nostre leggi che spesso avvantaggiano il violento, in un eccesso di
buonismo e di protezionismo che,
in un cocktail tra impunità (assicurata) e scarsità di una eventuale
pena, danno il lasciapassare a ogni
genere di efferatezza.
Il problema, però, non sono loro,
o non sono solo loro. Il problema è
un Paese che non sa più difendersi, tutelarsi, inasprire le pene come
valido deterrente. Allora l’uomo dà
il peggio di sè.
Per la seconda volta è Coppa Italia
TUTTI IN PIEDI PER LA DINAMO
Michele Spanu
A
desso la parola scudetto non è più un tabù. La
Dinamo Banco di Sardegna torna a testa alta
in città dopo aver conquistato
per la seconda volta consecutiva la Coppa Italia di basket, uno
dei trofei più ambiti nella massima seria della pallacanestro. Il
successo in trasferta contro le
“scarpette rosse” della favorita
Olimpia Milano ha regalato alla
città un’ondata di energia che
ha superato la cerchia degli appassionati della palla a spicchi
diffondendosi a macchia d’olio.
Il segno tangibile di questo entusiasmo sono stati i 170 supporter che hanno affrontato un’autentica odissea per raggiungere
il palazzetto dello sport di Desio
(sperduto nel cuore della Brianza, a decine di chilometri di distanza da Milano) e stare accanto ai biancoblù.
Rientrati all’alba a bordo di
un volo charter, i tifosi sassaresi si sono dati appuntamento
direttamente in piazzale Segni
dove hanno tributato coreografie, applausi e abbracci a
Vanuzzo e compagni, autori di
questa grande impresa sportiva. Ma non solo loro. Insieme
ai tifosi e ai giocatori appena
giunti da Desio c’erano migliaia
di sassaresi che la sera prima
avevano seguito la diretta da
casa e che non potevano certo trattenere il loro affetto. Lo
hanno fatto in maniera pacifica
e gioiosa, come solo il basket
riesce a fare, stringendo in un
grande abbraccio la club house
e lasciandosi andare a un entusiasmo irrefrenabile.
“Questa vittoria è loro, perché senza i tifosi e il loro calore
noi neanche esisteremmo”, ha
commentato a caldo il presidente Stefano Sardara, che descrive l’indomani del successo
come “il giorno delle sensazioni
più profonde, perché ieri non c’è
stato neanche
il tempo di realizzare quello
che stava succedendo”. Sardara ha poi aggiunto: “Quello
che colpisce di
questo successo è la prova
di forza che ha
caratterizzato
l’intera partita e
questo ci rende
speranzosi per il proseguo della
stagione”.
Favoritissima alla vigilia, l’Armani si è dovuta arrendere per
la seconda volta in due anni allo
strapotere in coppa dei biancoblù, perdendo un titolo che le
manca ormai da 19 anni (era
il 1996, finale vinta contro la
Scaligera Verona). Gli uomini di
Sacchetti, esclusi dalla competizioni europee ma più forti che
mai sui parquet italiani, sono riusciti a infrangere i sogni di glo-
ria delle “scarpette rosse”, letteralmente travolte sotto i colpi
di Dyson (27 punti), Logan (25,
Mvp) e Sanders (20), un tridente che si è dimostrato micidiale
fin dai primi minuti della gara. Il
finale della storia lo conosciamo. Davide batte Golia.
E Milano cade 101-94. “Lo
abbiamo meritato – dice senza
falsa modestia coach Meo Sacchetti - regalando anche un bello spettacolo”. Sì, uno spettacolo che ci restituisce l’orgoglio di
essere sardi.
3
4
Politica&Società
Libertà | 24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV | numero 8
A cura di Michele Spanu
Arzachena
IN BREVE
SPORT / GANAU CONTRO
LA REGIA DELLA RAI
Non è passata inosservata la sproporzione mediatica tra Milano e Sassari
nel corso della diretta TV della finale
della Coppa Italia di basket. Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, ha scritto una lettera
al direttore di Rai Sport per evidenziare il grave squilibrio nella gestione
della regia a partire dall’inizio della
partita laddove, durante l’esecuzione dell’inno nazionale, si inquadrava
per tutta la durata dello stesso, con
una lunghissima carrellata che durava appunto tutta l’esecuzione dell’inno, ogni singolo giocatore della sola
squadra di Milano, escludendo dalla
presentazione la squadra di Sassari. “È evidente – scrive Ganau - che
in tal modo si è generata una grave
diseguaglianza tra le due squadre, di
fatto privando i tanti sostenitori sardi
del piacere di vedere i propri beniamini nella fase immediatamente precedente la palla a due”. Il presidente ha
chiesto pertanto pubbliche scuse da
parte della Rai alla Società Dinamo,
alla città di Sassari e a tutti i sardi.
POLITICA / FORZA ITALIA
SI MOBILITA
Realizzare una nuova mobilitazione
per rilanciare Forza Italia in tutta la
Sardegna in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Il gruppo dirigente del partito si è riunito per fare
un punto sulle nuove prospettive politiche nell’isola e riavviare “un percorso di confronto e aggregazione” sul
territorio. Al vertice hanno partecipato i massimi rappresentanti del partito di Silvio Berlusconi nell’isola: da
Salvatore Cicu a Ugo Cappellacci, da
Emilio Floris a Settimo Nizzi, da Pietro Pittalis a Paolo Vella. L’incontro
scaturisce dalla “profonda consapevolezza dello stato di crisi strutturale
e di paralisi economica che attraversa la Sardegna in questo periodo”. E’
stata anche espressa “una volontà di
rinnovamento che parta anzitutto da
un’idea di Sardegna vicina alla gente”
mentre è stata rinnovata piena fiducia
al gruppo di Forza Italia in Consiglio
regionale.
ECONOMIA / AL VIA
LA BORSA ITALO-ARABA
Circa 700 persone registrate, 250
imprese presenti, 9 paesi rappresentati (Tunisia, Egitto, Libano, Algeria,
Iraq, Oman, Arabia Saudita, Emirati
Arabi e Italia), oltre 300 incontri d’affari tra aziende, 50 relatori e 10 seminari tematici rivolti al mondo produttivo isolano che hanno visto una
partecipazione media di 80 persone
per ciascuna sessione. Sono questi i
primi numeri della Borsa Internazionale delle Imprese Italo Arabe che si
è chiusa a Cagliari dopo due giorni di
intensi lavori. “Sono numeri - dichiara
Raimondo Schiavone, vice presidente nazionale della Camera di Commercio Italo Araba - che evidenziano
il grande desiderio delle imprese sarde di misurarsi con la sfida dei nuovi
mercati”.
L’UNIONE FA LA FORZA
L’
unione fa la forza.
Con questo spirito
si è riunito ad Arzachena il Tavolo tecnico del lavoro al quale hanno
preso parte 14 sindaci della
Gallura. Obiettivo del vertice:
affrontare l’emergenza straordinaria che l’intero territorio
subisce da tempo a causa della crisi economica. Il Tavolo,
coordinato dal delegato alle
Politiche del lavoro, Gianni
Baffigo, ha visto all’ordine del
giorno la firma del documento
che sarà consegnato nei prossimi giorni all’assessore regionale degli Enti Locali, Cristiano Erriu. Nell’appello si chiede
ufficialmente alla Regione una
“condivisione reale e non fittizia delle decisioni in materia
di pianificazione urbanistica e
paesaggistica con le istituzioni
locali, la proroga della legge
sul Piano casa e la rivisitazione della legge urbanistica 130
che blocca gli investimenti privati nel nostro territorio a tutto
danno del comparto turistico”.
I primi cittadini non hanno
certamente gradito le prime
mosse della giunta Pigliaru e
intendono dare un segnale di
dissenso che possa arrivare
con forza ai piani alti delle istituzioni regionali. All’invito del
sindaco di Arzachena, Alberto
Ragnedda, hanno risposto 13
colleghi: Giuseppe Fasolino e
Giuseppe Meloni, nella doppia
veste di consiglieri regionali e
di sindaci, rispettivamente di
Golfo Aranci e Loiri Porto San
Paolo, Gianni Giovannelli (Olbia), Stefano Pisciottu (Santa
Un Corso dei Vigili del Fuoco
SICUREZZA AL PRIMO POSTO
S
i è chiuso con successo il
ciclo di seminari sul tema
“Tutela della integrità psicofisica del lavoratore e
della popolazione” che il Comando dei Vigili del Fuoco, il Comune
di Sassari, l’Università, la Società
Italiana di Medicina del Lavoro,
la Consulta Antincendi e l’Ordine dei Medici hanno promosso a
partire dal marzo 2014. I seminari
hanno riscosso un grande interesse e complessivamente hanno coinvolto oltre 2400 persone.
All’origine degli incontri che si
sono alternati nel corso di questi
mesi (in tutto sei conferenze) vi
era la necessità di costruire insieme un sistema per potere veicolare una corretta informazione
alla popolazione e insegnare ad
adottare comportamenti corretti e
di autotutela.
I relatori hanno affrontato da
vari punti di vista e con ottiche
professionali diverse le varie
tematiche, approfondendo gli
aspetti di rischio per la popolazione, la modalità per una informazione efficace in fase preventiva
e sulle indicazioni dei comportamenti da tenere nelle emergenze.
L’ultimo seminario, il 12 febbraio,
è stato un momento di sintesi su
come la collettività e le istituzioni si pongono in relazione alla
sicurezza dei lavoratori e della
popolazione. Riflessione estesa
anche agli aspetti di assistenza
e vicinanza alla popolazione, sia
materiale che morale, e su come
tutte le istituzioni e le realtà del
territorio possano contribuire a
“fare sistema” per avere risposte migliori e più efficaci. I lavori
sono stati aperti dall’Arcivescovo
Padre Paolo Atzei e dal Prefetto
Salvatore Mulas.
Tra gli interventi più apprezzati
quello di don Gaetano Galia, direttore della Caritas Turritana, il
quale ha esposto al pubblico la
relazione sul “Contributo delle
associazioni e delle reti sociali
alla diffusione dell’informazione
sui rischi”. Don Galia ha descritto l’importanza del volontariato
come strumento di coesione sociale, soffermandosi in particolare sull’alto valore formativo per le
giovani generazioni.
La percezione del rischio è vissuta tra i giovani in maniera contrastante: basti pensare alle differenti valutazioni espresse in un
sondaggio nei confronti di un’ipotetica situazione di spaccio di sostanze stupefacenti. Ecco perché
sembra più che mai necessario
ripartire dalla formazione delle
coscienze. Avere cittadini più attenti nelle valutazioni permette di
avere un società più coraggiosa
sul fronte della sicurezza.
Teresa Gallura), Angelo Comiti (La Maddalena), Romeo
Frediani (Tempio Pausania),
Gianfranco Pinducciu (Telti),
Marisa Careddu (Luras), Francesco Pala (Palau), Antonio
Satta (Padru), Antonio Tirotto
(Aglientu), Antonio Scampuddu (Luogosanto), Piero Sircana (Oschiri).
“Le battaglie sui grandi temi
devono essere affrontate in
modo compatto da tutti i sindaci - ha dichiarato Ragnedda
-. Quando si parla di trasporti e
di vettori aerei o navali, di edilizia, del comparto del sughero
o del turismo, nessun sindaco
può lottare da solo. Dobbiamo
presentarci uniti al tavolo delle trattative perché ognuno di
questi settori è collegato ed è
di vitale importanza per l’intera economia gallurese. È fondamentale esserci tutti, per
questo oggi abbiamo voluto
allargare il nostro tavolo tecnico del lavoro, per avviare un
approccio diverso ai problemi.
Solo così si possono ottenere
i risultati. Abbiamo deciso di
redigere questo documento
– spiega ancora Ragnedda dopo le dure proteste e gli appelli di aiuto provenienti dalle
diverse associazioni produttive, di categoria, dagli operatori turistici, dai professionisti,
dalle piccole e medie imprese
e dagli artigiani”.
IL PECORINO
VEGETARIANO
CONQUISTA LONDRA
G
iovanni Agostino Curreli è un produttore di
pecorino come tanti
altri. Ma i suoi prodotti
hanno una specialità: una volta
al mese lasciano l’isola per andare a rifornire Bill’s, una catena
di ristoranti londinesi che offrono
ai propri clienti cibo biologico.
Il suo, infatti, non è un formaggio qualsiasi per via del
caglio utilizzato per trasformare
il latte in formaggio, che non è
di origine animale, come in genere accade, ma viene ricavato
dai fiori del cardo selvatico. Una
differenza che va incontro alla
richieste dei tanti vegetariani
che si nutrono solo di prodotti animali che non comportino
“spargimento di sangue”.
Curreli non è il solo in Sardegna a produrre pecorino con
questo sistema ma negli ultimi
anni ha deciso di concentrare
la produzione proprio su questo
tipo di formaggi. I risultati sono
impressionanti: degli oltre 60
quintali che produce ogni anno,
il 90 per cento finisce all’estero,
a un prezzo che va dai 12 ai 18
euro a chilo.
Territorio
A cura di Antonio Brundu
5
“Le nostre scuole non si toccano”
SINDACI IN RIVOLTA
commissari sarà obbligatorio
ma non vincolante per le decisioni dell’esecutivo: “Abbiamo
ascoltato le perplessità dei sindaci – ha spiegato Manca – per
cercare di affrontare un problema che può essere risolto”. Al
tavolo, sindaci dei tanti Comuni coinvolti: da Belvì a Santa
Maria Coghinas, da Piscinas
e sino agli undici rappresentanti della Provincia di Sassari.
“Fondamentale ottenere la sospensione almeno per un anno
– ha aggiunto Luciano Betza,
sindaco di Codrongianos – per
permetterci di organizzare la situazione nei nostri territori”. “La
giunta e il Consiglio, insieme ai
sindaci – ha risposto Manca –
dovranno dialogare insieme per
trovare una soluzione”.
Proprio Codrongianos, ma la
stessa situazione si è verificata
anche a Piscinas, ha investito oltre un milione di euro per
mettere a norma l’edificio scolastico che, dal prossimo anno,
TUTTO IN VENDITA
U
no il 70 per cento della capacità complessiva installata, pari a
49 Mw. “Dettaglio non di poco
conto” anche secondo le sigle
sindacali che, nei giorni scorsi,
hanno criticato più volte l’operato della multinazionale.
Non è stato reso noto il prezzo dell’operazione e quanto
questa ha fruttato alle casse di
E On. A Fiume Santo, i parchi
2, 3 e 5 esprimono una capacità di generazione di circa 34
Mw. Un’importante fonte energetica, considerata la loro posizione e lo sfruttamento pieno
del calore prodotto dal sole.
Investimento prezioso per il
fondo italiano che ha ipotizzato flussi di cassa stabili nel
lungo termine. Per il territorio,
la risposta e la conferma che
la multinazionale tedesca proseguirà la sua opera di smantellamento, puntando a uscire
dall’Italia spezzettando le vendite e concretizzando al massimo gli incassi.
CAMPAGNA
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A LIBERTÀ
2015
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Ordinario
Sostenitore
Estero
Benemerito
assistenti?”. Per gli undici sindaci della Provincia di Sassari,
la Regione dovrà dotarsi di una
legge regionale sull’istruzione
per non dipendere dalle decisioni di Roma. “Per far fronte ai
nuovi costi – ha anche aggiunto il sindaco di Cossoine, Unali – saremo costretti a inserire
nuovamente la Tasi che eravamo riusciti a togliere a vantaggio dei nostri cittadini”.
Convenzione tra Comune e Tribunale
E.On
n altro atto nella fuga
di E.On dal territorio
del sassarese. L’ultimo, in ordine di tempo,
la vendita degli impianti fotovoltaici di Fiume Santo, l’enorme
distesa di pannelli solari che
copre ettari di terreno incolto.
Le attività solari sono state cedute dalla multinazionale
tedesca al fondo privato F2i
SGR guidato da Renato Ravanelli, manager che viene da
A2A - dove è stato direttore
generale - ma anche da Edison e Aem. Un affare, quello
di giovedì scorso, che annovera sette parchi fotovoltaici, tre
dei quali si trovano proprio nel
Nord Sardegna e rappresenta-
rischia la dismissione. In compenso, la Regione ha garantito
un investimento di 5 milioni di
euro per acquistare 40 scuolabus. “Dovremo far viaggiare i
nostri figli su strade impraticabili – ha aggiunto l’assessore
alla cultura di Ozieri Giuseppina Sanna – ma, soprattutto,
con i vincoli di spesa imposti
dallo Stato dove troveremo le
risorse per pagare autisti ed
€ 30,00
€ 50,00
€ 50,00
€ 100,00
RISCATTO SOCIALE
U
n convenzione tra il
comune di Sassari e
il Tribunale per offrire
lavori di pubblica utilità in sostituzione di pene detentive o in caso di condanne
pecuniarie.
Occasione di riscatto sociale e di reintegro nella società
per numerose persone, stando
all’ordine del giorno presentato a Palazzo Ducale dai consiglieri Marco Manca (Sel) e
Franco Era, Centro democratico, entrambi esponenti della
maggioranza di centro sinistra.
“L’interessato – hanno scritto – lavorando gratuitamente
per il Comune, può evitare
restrizioni peggiori, mettendosi a disposizione e al servizio
obbligato della collettività”.
Un’iniziativa che andrebbe a
favorire anche l’educazione di
tante persone nel loro rapporto con la comunità. Una prestazione non retribuita e che
la legge prevede per portatori
di handicap, malati, anziani,
minori ma anche ex detenuti
o extracomunitari. “Servizio
utile alla collettività – hanno
aggiunto i consiglieri – e soprattutto un risparmio di energie e risorse pubbliche per le
amministrazioni in costante
difficoltà”.
Il Consiglio comunale darà
mandato al Sindaco Nicola
Sanna e alla giunta per attivare la convenzione con il Tribunale e far decollare un progetto utile, già avviato in numerosi
altri comuni.
Potete effettuare il vostro Oppure attivate il vostro
versamento in un ufficio abbonamento allo sporpostale, compilando il tello bancario:
bollettino intestato a:
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Periodico
Diocesi di Sassari
Largo Seminario 2/a
conto corrente
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APS Libertà
Periodico
Diocesi di Sassari
Largo Seminario 2/a
07100 - SASSARI
GRAZIE
S
cuole appena tirate a
lucido e già a rischio dismissione, bambini costretti a fare chilometri
per assistere alle lezioni, famiglie sul piede di guerra. I sindaci
di mezza Sardegna, provincia di
Sassari in testa, hanno intimato
l’alt al piano di dimensionamento scolastico deciso dalla giunta
regionale e alla soppressione di
29 pluriclassi su 169. “Revisione totale e sospensione di un
anno” hanno chiesto nei giorni
scorsi a Cagliari, durante la riunione della commissione cultura del Consiglio regionale.
“Combatteremo con ogni forma di contestazione civile che la
legge ci permette” aveva scritto
nei giorni scorsi il sindaco di
Cossoine, Alfredo Unali. Sino
alla nuova speranza di qualche giorno fa, quando la commissione regionale, presieduta
da Gavino Manca, ha garantito
che tenterà la mediazione con
la Giunta Pigliaru. Il parere dei
IBAN IT 78 Y076 0117
2000 0009 1752 402
6
Territorio
Libertà | 24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV | numero 8
Il diario di Gianfranco Ganau/2
4 GIORNI, 1 PRESIDENTE
Pubblichiamo la seconda e
ultima parte del Diario scritto da Gianfranco Ganau nei
giorni dell’elezione di Sergio
Mattarella a Presidente della
Repubblica.
Venerdì 29 gennaio 2015 Prima
votazione: ore 15.15 il Parlamento è strapieno inizia la chiamata.
Aprono i senatori a vita seguiranno i senatori, i deputati ed infine
i grandi elettori rappresentanti
delle regioni. La RAI intervista
tutti e tre i rappresentanti della
Sardegna.
Ore 16 si riunisce Forza Italia per valutare la proposta del
Pd(Mattarella).
Lunga attesa della chiamata per
il voto. Nel frattempo si parla dei
problemi della Sardegna con il
Presidente Pigliaru e i deputati e i
senatori (sardi e non).
Ore 17.45 finalmente depongo la
prima scheda nell’ urna.
Sembrerebbe che la riunione di
FI si sia risolta con l’indicazione
di non confluire sul nome di Mattarella neanche alla quarta votazione.
Il Patto del Nazareno salta definitivamente ? Vedremo...
Eccoci per la seconda giornata di
votazione. Solito affollamento e
traffico tra aula, transatlantico e
varie sale.
Clima disteso. C’è la consapevolezza della necessità di compiere
un passaggio dovuto, ma sostanzialmente inutile, nelle due votazioni previste per oggi.
La giusta esigenza di cercare le
più larghe intese su una scelta
così delicata lo impone. Da domani è sufficiente la maggioranza
assoluta.
C’è un clima ottimistico o rassegnato (a seconda delle appartenenze) sulla possibilità che la
candidatura di Mattarella possa
andare a buon fine già da domani. Comunque molta attenzione
a qualsiasi segnale che possa
rappresentare novità rispetto allo
scenario attuale. L’elezione del
Capo dello Stato non è mai scontata... sino alla fine.
Attendo il mio turno di votazione
in sala lettura. Il posto più tranquillo del Parlamento.
11.45 ho votato. Ancora scheda
banca.
Stasera si replica.
Arriva l’ormai solito sms del partito che ricorda che abbiamo l’impegno di votare scheda bianca
anche a questa terza votazione.
Ore 15.30 si riparte.
Solita liturgia, le due chiamate dei
senatori a seguire le due dei deputati.
Ore 17.30 deposito la terza scheda nell’urna.
Siamo tutti consapevoli che anche stasera non ci sarà nessun
risultato utile.
Il clima continua ad essere sereno, ottimismo tra i sostenitori di
Mattarella.
Da domani si fa sul serio.
L’obiettivo è quello di eleggere
il Presidente della Repubblica
sin dalla votazione del mattino. I
numeri dovrebbero esserci. Non
resta che aspettare le prossime
ore.
Se qualcosa non dovesse funzionare per il meglio si aprirebbero
scenari non facilmente governabili.
Nell’attesa tra poco ci vedremo
con molti parlamentari e senatori sardi insieme al presidente
Pigliaru. Una buona occasione
per affrontare i temi della nostra
Regione.
Sabato 30 gennaio 2015. Terzo
giorno.
Si riparte. Sarà buona la prima (o
meglio la quarta)?
9.30 arrivo a Montecitorio.
Che possa essere la giornata
decisiva lo pensano in molti visto
l’inusuale affollamento di bagagli
al guardaroba.
Arriva il quotidiano sms del Pd
nazionale, questa volta dice: “Indicazione di voto senza eccezione alcuna: Mattarella”.
Anche questo viene letto come
un segnale positivo. Ripartono le
chiamate al voto. Come al solito
iniziano i senatori a vita. Vota Napolitano circondato da un evidente affetto: dopo il voto passaggio
in transatlantico e puntatina alla
bouvette, con passo incerto ma
con la voglia di rilasciare dichiarazioni e di parlare affabilmente
con tutti. Sicuramente un esempio, sotto tutti i punti di vista, per il
suo successore.
Ora bisogna solo attendere la
chiamata al voto e poi lo spoglio.
Nella speranza di vedere Mattarella presidente già questa mattina. Scambio qualche battuta in
sala lettura con il senatore Cotti
del M5S, anche secondo lui stamane è la volta buona.
In attesa del voto parliamo dei
problemi della Sardegna e delle
novità in vista con il Presidente
Pigliaru, i senatori e i deputati
sardi.
Ci siamo! Ore 12 voto. Ore
12.15 inizia lo spoglio.
Poche schede bianche, sin
dall’inizio
l’impressione
è
che Mattarella possa prendere più voti del previsto.
Ore 13: dall’emiciclo parte un applauso fragoroso, il quorum è superato: Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica.
Gianfranco Ganau
(fine)
Valorizzare le mulattiere sarde
COME IL CAMMINO DI SANTIAGO
L
e vecchie mulattiere
dell’isola,
soprattutto
quelle in provincia di
Sassari, assomiglieranno al Cammino di Santiago di
Compostela, percorso che fin
dal Medioevo ha portato migliaia di pellegrini e appassionati di trekking verso la tomba
dell’apostolo Giacomo. Il progetto è di un’ equipe multidisciplinare di ricercatori e docenti
del Dipartimento di Architettura,
design e urbanistica dell’Università di Sassari - sede di Alghero, in collaborazione con il
Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura
dell’ Università di Cagliari.
Un percorso che punti a valorizzare le bellezze paesaggistiche del territorio, creando
una rete che possa sostenere
anche lo sviluppo socio economico delle zona attraversate dal cammino. L’idea è stata
presentata nei giorni scorsi a
Sassari dal responsabile, Enrico Cicalò, insieme agli altri
membri dell’equipe: Maurizio
Minchilli, Loredana Tedeschi,
Laura Soro e Francesca Bua.
L’agro di Sassari è stato scelto
per testare il progetto chiamato
“Rural Land Walks”.
“È una rete di percorsi e sentieri – ha spiegato Cicalò - che
vuole far conoscere una Sardegna diversa, spesso dimenticata”. Nei prossimi mesi Rural
Land Walks cercherà di comporre questo filo di cammini in
stile pellegrinaggio, o comunque legati al culti, insieme alla
rete delle vie della transumanza, la rete dei sentieri naturalistici, la rete degli itinerari culturali, quella delle attività sportive
e ricreative, coinvolgendo gli
operatori economici localizzati
nel territorio. Una sfida, certamente, che tutta la Sardegna
può e deve comunque vincere.
Buone notizie dall’Università di Sassari
RIDOTTE LE TASSE
L’
Università degli Studi
di Sassari interviene
a sostegno delle famiglie abbassando l’importo delle tasse universitarie.
Per volontà del Rettore Massimo Carpinelli, la terza rata della
tassa di iscrizione, in scadenza
il 30 aprile 2015, sarà ridotta
di 50 euro per tutti gli studenti
che abbiano maturato almeno
40 Crediti formativi universitari
nello scorso anno accademico.
“Come è noto, la Regione Sardegna, a partire da
quest’anno
accademico
2014/2015, ha previsto l’aumento da 62 a 140 euro della
tassa regionale ERSU, senza
distinzione di fascia o reddito
– spiega Massimo Carpinelli -
Come Rettore ho preso molto
seriamente questa situazione
e sto vagliando attentamente
ogni contromisura possibile.
Nell’immediato, ho deciso di
dare un concreto segnale di
aiuto alle famiglie, coerentemente con la mia politica di
sostegno al diritto allo studio”.
La riduzione della terza
rata di iscrizione è un’agevolazione che l’Ateneo avrebbe
dovuto applicare a partire dal
prossimo anno accademico
2015/2016, ma il Rettore ha
voluto anticiparla per dare un
sostegno reale agli studenti e
alle famiglie che si trovano ad
affrontare, ad anno ormai iniziato, un ulteriore esborso non
preventivato.
Magistero del Papa
INTERVENTI DI FRANCESCO
UNITI NEI VALORI
FONDAMENTALI
IL BISOGNO DI SPERANZA
DEI GIOVANI
L’unità dell’Episcopato, oltre a
dare buona testimonianza al
Popolo di Dio, rende un’inestimabile servizio alla Nazione, sia
sul piano culturale e sociale, sia,
soprattutto, su quello spirituale.
Siete uniti nei valori fondamentali e avete in comune i tesori più
preziosi: la fede e il popolo di Dio.
Vedo, perciò, di somma importanza le riunioni comuni dei Vescovi
di tutte le Chiese sui iuris presenti
in Ucraina. Siate sempre generosi nel parlarvi tra fratelli!
Sia come greco-cattolici che
come latini siete figli della Chiesa
Cattolica, che anche nelle vostre
terre per un lungo periodo è stata soggetta al martirio. Il sangue
dei vostri testimoni, che per voi
intercedono dal Cielo, sia ulteriore motivo che vi sospinge verso
la vera comunione dei cuori. Unite le vostre forze e sostenetevi a
vicenda, facendo delle vicende
storiche un motivo di condivisione
e di unità. Ben radicati nella comunione cattolica, potrete portare
avanti con fede e pazienza anche
l’impegno ecumenico, perché
crescano l’unità e la cooperazione tra tutti i cristiani. (Discorso ai
Presuli Ucraini in Visita ad Limina
Apostolorum, 20 febbraio 2015)
Non si può dirsi cristiani e violare la dignità delle persone;
quanti appartengono alla comunità cristiana non possono programmare e consumare gesti di
violenza contro gli altri e contro
l’ambiente. I gesti esteriori di
religiosità non accompagnati
da vera e pubblica conversione
non bastano per considerarsi in
comunione con Cristo e con la
sua Chiesa. Il nostro tempo ha
un grande bisogno di speranza!
Ai giovani non può essere impedito di sperare. I giovani hanno bisogno di sperare! A quanti
vivono l’esperienza del dolore
e della sofferenza occorre offrire segni concreti di speranza.
Le realtà sociali e associative,
come pure i singoli che si adoperano nell’accoglienza e nella
condivisione, sono generatori
di speranza. Pertanto esorto le
vostre comunità cristiane ad essere protagoniste di solidarietà,
a non fermarsi di fronte a chi,
per mero interesse personale,
semina egoismo, violenza e ingiustizia. Opponetevi alla cultura della morte e siate testimoni
del Vangelo della vita! La luce
della Parola di Dio e il sostegno
dello Spirito Santo vi aiutino a
L’approfondimento
guardare con occhi nuovi e disponibili alle tante nuove forme
di povertà che gettano nella disperazione tanti giovani e tante
famiglie. (Discorso ai pellegrini
della diocesi di Cassano allo Jonio, 21 febbraio 2015)
DESERTO,
LUOGO DI ASCOLTO
Il deserto è il luogo dove si può
ascoltare la voce di Dio e la
voce del tentatore. Nel rumore,
nella confusione questo non si
può fare; si sentono solo le voci
superficiali. Invece nel deserto
possiamo scendere in profondità, dove si gioca veramente il no-
di Francesco Marruncheddu
TEMPO DI ESERCIZI SPIRITUALI
T
empo di esercizi spirituali anche per il Papa e
la Curia Romana. Come
ogni anno, in Quaresima, anche la Curia dedica un
congruo periodo di tempo alla
riflessione e alla preghiera, e
per quasi una settimana si ritira
per “fare deserto” . A ricordarlo è
stato lo stesso Papa Francesco
all’Angelus di domenica scorsa, quando ha chiesto ai fedeli
presenti in Piazza San Pietro di
pregare per questo importante
momento di crescita nello spirito. In quella occasione sono
stati distribuite in piazza oltre 50
mila copie di un piccolo opuscolo dal titolo Custodisci il cuore,
dono personale del Papa per
la Quaresima. A distribuirli, fra i
volontari, anche un bel gruppo
di clochards, molti dei quali vivono nelle immediate vicinanze
di Città del Vaticano, nel quartiere di Borgo e vicino a Via della Conciliazione, ed usufruiscono del nuovo servizio doccia e
barberia predisposto a ridosso
del colonnato di San Pietro.
Nel pomeriggio la partenza
per gli esercizi. Fino a due anni
fa questi si tenevano in Vaticano stesso, presso la Cappella
“Redemptoris Mater”, la celebre
“Cappella Matilde” del Palazzo
Apostolico. Già dall’anno scorso, anche la Curia invece va “in
trasferta”, si stacca diciamo anche fisicamente dalla quotidianità del lavoro. Lo scopo è di poter risiedere in modo riservato
e silenzioso, lontano dagli uffici
del lavoro ordinario, per potersi
dedicare con maggiore raccoglimento alla meditazione e alla
preghiera. E anche quest’anno
è stata scelta la “Casa Divin Maestro” di Ariccia, retta dai Paolini, ai Castelli Romani. E anche
quest’anno, per raggiungerla il
Pontefice ha scelto il pullman,
condiviso come sempre da un
bel gruppo di Cardinali, Vescovi
stro destino, la vita o la morte. E
come sentiamo la voce di Dio? La
sentiamo nella sua Parola. Per
questo è importante conoscere
le Scritture, perché altrimenti non
sappiamo rispondere alle insidie
del maligno. E qui vorrei ritornare
sul mio consiglio di leggere ogni
giorno il Vangelo: ogni giorno leggere il Vangelo, meditarlo, un pochettino, dieci minuti; e portarlo
anche sempre con noi: in tasca,
nella borsa… Ma tenere il Vangelo a portata di mano. Il deserto
quaresimale ci aiuta a dire no alla
mondanità, agli “idoli”, ci aiuta a
fare scelte coraggiose conformi
al Vangelo e a rafforzare la solidarietà con i fratelli. (Angelus, 22
febbraio 2015)
e officiali della Curia. Quasi una
comitiva da gita, tutti insieme
con semplicità e allegria, pronti
per raggiungere il luogo del “deserto”. Due pullman che hanno
così trasbordato il Pontefice, i
responsabili della Segreteria di
Stato e i capidicastero (prefetti,
presidenti e segretari)della Curia.
Bergoglio con il gruppo è partito in pullman intorno alle 16,
uscendo dal Vaticano tramite
il Cancello del Petriano, quello
per intenderci a sinistra del lato
esterno del colonnato, compreso tra il Palazzo del sant’Uffizio
e il Braccio di Carlo Magno. Ad
attenderlo, fuori, una piccola
folla che lo ha salutato con affetto, scorgendolo fra i finestrini
dei sedili. Poco dopo l’arrivo ad
Ariccia, dove alle 18 sono iniziati gli esercizi spirituali. A predicarli è il carmelitano Padre Bruno Secondin, Docente Ordinario
emerito di Spiritualità moderna e
fondamenti di vita spirituale alla
Pontificia Università Gregoriana, che nelle meditazioni quotidiane tratterà la tematica “Servitori e profeti del Dio vivente”. Le
meditazioni, spiega Radio Vaticana, presentano una lettura
pastorale del profeta Elia, una
delle più grandi figure dell’Antico Testamento, difensore della
fedeltà a Dio contro gli idoli. P.
Secondin, seguendo il cammino
di Elia, rifletterà sull’autenticità
della fede: i temi delle meditazioni evidenziano la necessità di
«ritornare alle radici» e avere il
coraggio di «dire no all’ambiguità», passando «dagli idoli vani
alla pietà vera», «dalla fuga al
pellegrinaggio».
Occorre «lasciarsi sorprendere da Dio», perché il Signore
è un vento leggero, una «voce
di silenzio lieve». Parlando
dell’incontro di Elia con la vedova di Zarepta, Secondin ricorderà che i poveri ci evangelizzano. Quindi, indicherà i cristiani
come testimoni di giustizia e solidarietà e profeti di fraternità.
Verrà utilizzato il metodo della
Lectio divina: la lettura della
Sacra Scrittura accompagnata dalla preghiera che realizza
quell’intimo colloquio in cui, leggendo, si ascolta Dio che parla
e, pregando, gli si risponde con
fiduciosa apertura del cuore.
Durante gli Esercizi, come di
consueto, vengono sospese tutte le Udienze private e speciali,
compresa l’Udienza generale
del mercoledì.
7
8
La seconda Visita pastorale di Mons. Atzei
SCHEDA
Abitanti: 12.000
Nuclei familiari: 3.500
Ultimi parroci:
Don Giovanni Battista Manca
(1970)
Mons. Diego Serra
(1970 – 2006)
Don Renato Mauri
(2006 – …)
Organismi:
Consiglio Pastorale (da rinnovare)
L’esperienza durata 5 anni
si è conclusa l’anno scorso
Cons. Affari Economici
Composto da 6 persone
Gruppi e collaboratori:
Catechiste
Azione Cattolica (Tutti i settori)
Gruppo Scout SS8
Gruppo Volontarie Vincenziane
Gruppo della Visitazione
Gruppo Missionario
Gruppo Oratorio Parrocchiale
Gruppo Corale (Adulti e Giovani)
Gruppo Genitori
Accoglienza Messa dei Ragazzi
Gruppo Ministranti “Sacra Famiglia”
Ministri Straordinari (5)
Saluto iniziale
Eccellenza Reverendissima,
Caro Padre Paolo…
La Parrocchia della Sacra Famiglia
accoglie con gioia il suo Pastore e
anche a nome di Don Renato le diamo il nostro più sentito benvenuto
“Benedetto colui che viene nel nome
del Signore” recita il Salmo, e chi più
del Vescovo rappresenta la presenza
viva e operante del Signore Gesù in
mezzo al suo popolo.
Tutti noi ma in particolare i ragazzi
del Catechismo, in questi giorni si
sono preparati a questo importante momento domandandosi: Chi è il
Vescovo? Cosa rappresenta la sua
figura?
Aiutati dalle loro catechiste hanno
imparato che
* È anzitutto un sacerdote, nel
senso pieno del termine, anzi è il
più sacerdote di tutti, poiché ha la
pienezza di questo immenso dono.
* È il successore degli Apostoli
* È il Capo della Comunità ecclesiale, della Diocesi nel nostro caso.
* È il Pastore che guida il suo gregge (il bastone pastorale indica questa funzione)
* È il Maestro della fede, che annunzia la Parola
Ecco perché per tutti noi questi giorni
diventeranno di fatto giorni di grazia,
giorni carichi di significato per la nostra fede, giorni di crescita e di verifica del cammino fatto e di quello che
rimane da compiere verso la meta
alta della santità.
Prima di ascoltare le sue parole ricordiamoci di quello che scrive S. Ignazio di Antiochia ai cristiani di Smirne
e facciamo nostro il suo ammonimento: “Senza il Vescovo nessuno
faccia niente che possa riguardare la
Chiesa… dove si trova il Vescovo, là
si trova la Chiesa Cattolica”.
Libertà | 24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV | numero 8
IN ASCOLTO DELLA VOCE DEL SIGNORE
Il libro della fede, la Bibbia, contiene il messaggio di Dio, la sua Parola destinata a tutti gli
uomini in genere e ai singoli in particolare. A ispirarla è lo Spirito Santo, che guida alla comprensione della Verità tutta intera, per la salvezza dell’uomo. Così la voce del Signore, tramite
la Parola accolta, creduta, pregata, praticata, richiama continuamente le ragioni costitutive
del cosmo e della storia e a un tempo i criteri per fare discernimento spirituale e prendere
decisioni ecclesiali, per il bene della comunità cristiana.
Il momento che sta vivendo la comunità della Sacra Famiglia potrebbe essere un piccolo
esempio per come al Signore si debba richiedere grazia di illuminazione della mente e forza per
le decisioni del cuore e docilità di ascolto per giungere a conclusioni condivise, quelle che permettono di vedere i vari soggetti ricercare la volontà di Dio.
Quando don Renato Mauri, il parroco, circa due anni fa, aveva manifestato il desiderio di trascorrere nella sua terra di origine un anno sabbatico, di riposo attivo, non mi aveva sorpreso perché, fin
dalla morte del padre, prefigurava i suoi anni futuri vicino alla sorella. Dagli inizi del 2014 ci siamo
incontrati almeno una volta ogni tre mesi: lui per chiedere di essere aiutato nella sua decisione e io
a garantirgli la necessaria serenità. Ho sempre precisato che i tempi gli avrei dettati io, suo vescovo,
così come i criteri anche di quest’anno di riposo, rimanendo in contatto con la parrocchia e col vice
parroco don Giuseppe Faedda, che la sta amministrando. Tutti insieme, vescovo, parroco e vice, si
sta cercando di focalizzare meglio quale possa essere la volontà di Dio per don Renato, per la parrocchia e per la stessa diocesi. Per don Renato, che si consulta costantemente con don Giuseppe
e con il vescovo, dovremmo avere la stessa libertà con cui si sentì anni fa accolto in questa diocesi
e con cui lo si ringrazia se dovesse ora lasciarla. Dono di Dio allora, dono oggi di questa Chiesa ad
un’altra Chiesa sorella.
La Visita pastorale ha trovato la comunità ben compresa della situazione, disposta e serena di fronte
ad ogni possibile scelta, grazie alla matura responsabilità con cui don Giuseppe sta amministrando
la parrocchia, avendo al suo fianco ottimi collaboratori. In tale dinamismo di discernimento, si sta
giungendo alla decisione finale, già sufficientemente chiara agli occhi e al cuore del Pastore.
INCONTRO
CON I MALATI
IL GRUPPO
DELLA VISITAZIONE
I giorni della Visita nella parrocchia della Sacra Famiglia sono
stati venerdì 16 gennaio, domenica 18, martedì 20 e mercoledì 21. Anche se non tutti
pienamente occupati, si sono
rivelati necessari per sopperire a giornate particolari come
quella di sabato 17, impegnata
esclusivamente per il Convegno Interreligioso di Stintino.
L’inizio, dunque, il 16 gennaio, con un breve momento di
preghiera nella parrocchiale
presenti una trentina di fedeli
e l’esortazione ad accompagnare spiritualmente il Pastore nei giorni della Visita.
L’incontro con i malati evidenzia la precisa scelta di
quelli allettati, più gravi, così
come di qualche benemerito
collaboratore della comunità. È
un pellegrinaggio sempre confortante, mai pesante, piuttosto
arricchente. E che dona tanta
gioia. In alcuni casi ascoltiamo
edificati, tanta è la spiritualità
della Croce che li ha segnati ed essi incarnano e vivono.
Poco più di una diecina i malati
visitati, in circa quattro ore con
una piccola coda pomeridiana,
con una sosta significativa in
ogni casa, come tutti si attendevano. Per tutti la preghiera
speciale e la benedizione del
Signore.
È il gruppo fondato da mons.
Diego Serra nel 1994 per la visita sistematica alle famiglie,
soprattutto a quelle più bisognose di evangelico conforto
a causa di età, solitudine, malattia, lutto, o altro. Don Diego
ripeteva, nella visita precedente, che a questo gruppo teneva
molto, perché il più missionario
e caritativo. E guardando il numero delle volontarie, si può dire
che ci sia stata qualche assenza
per anzianità, supplita da qualche nuovo inserimento. Colpisce
la chiarezza della finalità che ha
il gruppo e la passione con cui
le volontarie vivono questa bella
missione.
Con loro e con gli altri fedeli presenti recitiamo, poi il Rosario,
su uno schema dei Misteri atto a
favorire una preghiera consapevole, attenta, partecipe.
MESSA DI APERTURA
Subito dopo, Messa di apertura. Nell’omelia, padre Paolo
si sofferma prima a spiegare
le finalità della Visita: l’unità
della comunità locale e diocesana, la vita di grazia, la
conoscenza dei problemi, l’incoraggiamento dell’annuncio
e dell’educazione della fede,
il sostegno ai collaboratori, il
ringraziamento.
La Visita partecipa di questa
grazia delle divine Visitazioni nel segno delle mediazioni
sacramentali che Gesù Cristo
ha affidato agli Apostoli e per
loro alla Chiesa. Il vescovo è
non solo celebrante, amministratore dei divini misteri, ma testimone e garante dell’esercizio
sacramentale della misericordia divina, specie nella riconciliazione dei peccatori.
LA VERIFICA
Questo momento viene vissuto
nel salone.
Azione Cattolica (AC). Comprende tutti i settori: Ragazzi,
Giovanissimi, Giovani e Adulti.
Questi riflettono sul loro percorso
di fede, esercitano con l’adorazione la spiritualità propria e con i
campi estivi sviluppano la dimensione associativa. Accanto agli
adulti, esiste un gruppo di adultigiovani, 30-40 anni, che modulano il carisma AC per le esigenze
di questa fascia d’età.
I Giovani approfondiscono il tema
della famiglia, alla luce dell’apposito Sinodo straordinario e collaborano con la Caritas per servizi
dell’ostello maschile.
I Giovanissimi, oltre a tutto il lavoro formativo ordinario, stanno programmando un loro coinvolgimento
in un progetto di carità. Con i giovani partecipano alle iniziative diocesane di preghiera e campi-scuola.
I Ragazzi fanno un percorso diverso nell’approccio, con tutta la
ricchezza di esperienza diocesana, locale.
Sacra Famiglia- Sassari
A cura di P.P.
AGESCI-Sassari/8. “Quattro anni
fa, ricorda, Eccellenza, stavamo
morendo, poi il miracolo della rinascita grazie a un buon impegno
di ex capi che hanno ripreso a lavorare”. Il gruppo comprende 60
scout (8-19 anni), 12 i capi, un
forte impegno formativo, il coinvolgimento delle famiglie. “Eccellenza, un favore: ci mandi un
assistente!”.
Volontariato
Vincenziano.
Quindici le volontarie effettive,
cinque esterne. Trentacinque
le famiglie assistite sistematicamente, tre saltuariamente. Fra
loro, anche famiglie di altri Paesi.
Impegno vincenziano è “essere
vicini, ascoltare, capire, confortare, aiutare”. Particolare attenzione viene riservata alle famiglie più
numerose con figli in età scolare,
ai malati e agli anziani.
Gruppo Missionario. Sorto nel
2012, conta 28 iscritti, che rispondono alle finalità essenziali:
preghiera e sensibilizzazione. Incontri con vari Missionari. Attività
per fondi da destinare ad opere
missionarie e a singoli missionari
(Suore del Getsemani, don Emanuele e don Francesco).
Oratorio. È ancora ai primi anni
di vita e in fase di continua organizzazione. Quindici gli adulti
collaboratori, compresa la coppia di responsabili. Giocare con
i fanciulli è già educarsi ed educare, riscoprirsi genitori e figli,
insieme. Settanta i bambini e i
ragazzi che lo frequentano, dai
6 anni. Aperto tutti i giorni per
due ore, presenti tre animatori
adulti. Obiettivo: portare il maggior numero di ragazzi. Sogno:
un campetto polivalente!
LA CATECHESI. Otto le catechiste per la formazione iniziale di 150 ragazzi, dalla prima
elementare al postCresima. Alla
formazione dei catechisti provvedono i sacerdoti della parrocchia
ed i corsi diocesani. La risposta
è buona, quanto ad attenzione,
meno per la partecipazione alla
Messa domenicale.
LA LITURGIA. Sempre a fondamento della vita cristiana, la liturgia esige formazione, preghiera,
conoscenza dei Sacramenti, comunione fraterna, forza missionaria.
Ad essa provvedono, con il sacerdote celebrante, l’assemblea
dei fedeli, e coloro che prestano
il loro servizio: i chierichetti, una
trentina, seguiti da una responsabile, vanno dalla più tenera età a
quella giovanile-adulta.
Oltre ai chierichetti converge alla
solennità della liturgia il coro parrocchiale. Costituito nel 2003, c’è
chi suona, chi canta, soprattutto
la Messa delle 11,00, e in altre
circostanze. Ha un suo repertorio, che nelle esecuzioni offre
all’ascolto. Ad esso si unisce la
domenica quello dei bambini e
dei ragazzi. Infine, di particolare
importanza la figura e il servizio
prezioso offerto dalle cinque ministre straordinarie dell’Eucaristia.
All’accoglienza provvede un gruppo di genitori, significata al termine della celebrazione anche da
un buon caffè…
ALTRI ADEMPIMENTI
CONCLUSIONI
Martedì 20 gennaio, ecco la visita alla Scuola dell’Infanzia e
delle Elementari di via Oriani.
Centinaia i bambini e i fanciulli ai
quali padre Paolo si rivolge con
la solita confidenza. Lo salutano
attraverso canti e poesie. Tanti
anche gli insegnanti presenti. A
sua volta, padre Paolo, coinvolge
tutti con i soliti bans festosi, con la
preghiera e lasciando un ricordino
di padre Zirano a tutti.
Nel pomeriggio, visita ai giocatori della Torres. Assistiamo a un
momento conclusivo dell’allenamento. Poi, ecco Mister Bucchi.
Per lui salutiamo Mister Cosco,
che si è da poco ritirato per curarsi. Riceverà per e-mail, il saluto
del vescovo. Foto di gruppo, preghiera e benedizione conclusiva.
A seguire, Messa conclusiva della
Visita, con una bella partecipazione di fedeli. Nell’omelia, vengono
offerti gli spunti delle conclusioni, a partire dal tema evangelico
dell’umanizzazione dei rapporti
con Dio e tra gli uomini.
Conclusa la celebrazione dell’Eu-
- La prima conclusione riguarda
l’impegno altamente responsabile
di tutti, in questo momento che la
Comunità sta affrontando verso il
suo futuro prossimo, data la scelta del parroco don Renato Mauri
di tornare nella sua terra e chiesa
di origine. Un momento che si sta
rivelando edificante, costruttivo, grazie alla serenità con cui lo
stanno affrontando il viceparroco
e i più stretti collaboratori, gli operatori pastorali, le famiglie dei fanciulli e ragazzi, le aggregazioni.
- Rispetto alla prima Visita, la Comunità ha acquisito maggior consapevolezza e maturità: si rivede
dentro le strutture che la identificano, è riuscita a coinvolgere nel
campo educativo della fede, della
formazione specifica (AC, Scout,
Volontariato, Missioni, …). Emerge un evidente fervore, dono di
Dio perché frutto di un’adesione
di fede profonda, convinta, nella
costruzione del suo Regno in questa porzione della Chiesa turritana.
- Ancor più in particolare: va sot-
caristia, ci si reca nei nuovi bei
locali degli Scouts. Era programmato venissero benedetti al termine della Visita pastorale. Come
avviene. Tutti presenti e ben contenti di aver tanto ben di Dio. Per
chi ha visto gruppi scout in lugubri
tuguri e tristi scantinati, sa che qui
c’è la mano di Dio. Si gioisce e si
fa festa insieme, con i vari settori,
i cui membri si sono insediati nelle
nuove aule loro riservate.
Ci spostiamo nell’aula del gruppo giovani-adulti AC. Hanno
invitato il vescovo per affrontare
alcune problematiche inerenti il
tema sinodale della famiglia, i
cui aspetti stanno informando il
percorso formativo del gruppo.
Dopo una presentazione dei
possibili punti critici, intuibili, l’Arcivescovo chiede che vengano
formulate specifiche domande.
Eccole: sul matrimonio Sacramento e sue implicazioni, sulla
procreazione
responsabile,
sulle adozioni (comprese quelle di coppie omosessuali), sul
mutuo amore come fine comprimario realizzativo della personalità dei singoli e della coppia.
tolineato che una certa armonia
deriva da una buona organizzazione della vita e attività della
parrocchia, a livello educativo
(gruppi, oratorio, catechismo); a
livello celebrativo (animazione liturgica, servizi, ministranti, cori,
accoglienza,…); a livello caritativo (l’attenzione concreta ai poveri
tramite le opere di carità); a livello
missionario (con la visita agli anziani soli, ai malati, e con i tentativi di prefigurare nuovi possibili
settori di evangelizzazione; per
esempio, con la costruzione di un
campo sportivo polivalente, …); a
livello amministrativo (per riconoscere la fedeltà al rientro bancario
puntuale, per il prestito richiesto).
- Sarà mio compito accompagnare la Comunità verso il futuro che
si sta prefigurando, non facendo
mancare la guida con l’auspicata
collaborazione, in continuità con
gli ultimi anni.
DOMENICA 18 GENNAIO
Una bella giornata di sole, ancorché fredda, accoglie nell’aula
ecclesiale della Sacra Famiglia,
centinaia di fedeli e di bambini e
fanciulli.
Dopo vari preparativi, la celebrazione. I bambini cantano invogliati
dal coro ad essere attivamente
partecipi.
Il tema della liturgia è l’ascolto e
la ricerca di Dio. Ascolto, quando Lui ci parla, ricerca quando noi
rispondiamo sapendoci cercati,
perché amati.
Così ai bambini viene spiegato
come può parlarci e cercarci il
Signore e come dobbiamo ascoltarLo e cercarLo. Samuele è formato ad ascoltarLo, Gesù stesso
dice come e dove cercarLo: facendo esperienza di Lui. Da qui,
la possibilità della chiamata e la
necessità della risposta. È la risposta di ogni vocato!
La Messa prosegue con le preghiere, offertorio e i doni, i canti.
Dopo, il caffè e ancora in chiesa
ad interrogare il vescovo: “Ti piace fare il vescovo?” “Sì, molto!”,
“È difficile?” “Certo, ma è bello!”,
“Non ti stanchi mai?” “Un po’, ogni
tanto!”, “Quando hai saputo di essere vescovo, che cosa hai provato?” “Una grande emozione!”,
“Che cosa ti piace di più fare?”
“Stare con i bambini e confessare”, “Che cosa provi o che cosa
senti?” “Tanta gioia”, “La cosa più
bella della tua giornata?” “Poter
lavorare per il Vangelo”.
L’indomani, mercoledì 21, visita
alla Scuola Media n. 12, in via P.
Mastino. Veniamo accolti da una
rappresentanza delle centinaia
di alunni. Alcuni hanno preparato una piccola serie di domande,
che vengono rivolte al Vescovo
per meglio conoscere o almeno
essere informati su aspetti della
vita sociale, della cultura, della
fede cristiana e di altre fedi.
9
10
Vita diocesana
Libertà | 24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV | numero 8
Scout: Giornata del pensiero 2015
I giovani di AC si ritrovano a Ittiri
#AGIAMOINSIEME
D
omenica 22 febbraio,
i gruppi scout turritani, Agesci e Cngei, si
sono ritrovati a Porto
Torres insieme ai gruppi Agesci Alghero 4 e Sassari 3, per
vivere la tradizionale Giornata
del Pensiero. La Giornata, ideata nel 1932 dalla Conferenza
Mondiale del Guidismo, si celebra in tutto il mondo il 22 febbraio, in ricordo della nascita di
Lord Baden Powell, fondatore
del Movimento Scout, e della
moglie Lady Olave, fondatrice
del Guidismo. Alla giornata hanno partecipato centocinquanta
scout insieme ai loro capi.
Per l’occasione è stato scelto
un tema per far riflettere i ragazzi di tutte le età, in modo diverso
e quindi a diversi livelli di comprensione e con diversi strumenti educativi: #Agiamoinsieme – Insieme possiamo
cambiare il mondo … partendo
dai nostri quartieri e dalle nostre
città. Un tema che trae spunto
dal tema generale proposto dalla Conferenza del Guidismo e
da una frase del fondatore (“Lasciate il mondo un po’ migliore di
come lo avete trovato”). Il tema
proposto da WAGGGS per il
2015 è l’Obiettivo di Sviluppo
del Millennio n°8 - “Sviluppare
un partenariato mondiale per
lo sviluppo”: collaborando insieme è possibile costruire un
nuovo sviluppo. Aver scelto di
vivere insieme questa attività è
una prima concretizzazione del
tema.
All’inizio della giornata, dopo
una breve cerimonia di apertura, durante la quale è stato ricordato il tema della giornata, la
celebrazione della Santa Messa, presieduta da don Pierangelo Muroni. La necessità di aprirsi e di collaborare per realizzare
un mondo migliore, lasciandosi
guidare dalla Parola di Dio; superare le diffidenze per esser
un unico corpo; lasciarsi “addomesticare” dalla Parola per
essere cristiani testimoni della
buona novella. La celebrazione
è stata partecipata attivamente
dai bambini e dai ragazzi.
Al termine della Santa Messa, sono iniziate le attività, differenziate per età e distribuite
in diversi quartieri della città.
Nonostante la pioggia, i ragazzi hanno attraversato la città di
“ADORO IL LUNEDÌ”
Porto Torres, alla scoperta della
storia e dei monumenti della città. Per la città è stata un’occasione per osservare e per conoscere una proposta educativa
che ha permesso a tanti “giovani” di diventare cittadini attivi.
I lupetti e le coccinelle hanno vissuto un gioco a tappe alla
scoperta della storia bimillenaria di Porto Torres: dalla originaria Turris Libisonis all’epoca
romana, dal giudicato fino alle
vicende della corazzata Roma.
Gli esploratori e le guide hanno affrontato una caccia al tesoro scoprendo i diversi monumenti e luoghi significativi della
città. Luoghi che Porto Torres è
andata riscoprendo anche grazie a Monumenti aperti, manifestazione che si svolge ormai da
diversi anni.
I rovers e le scolte hanno
dovuto modificare l’iniziale programma che prevedeva una
“fiera delle abilità” da svolgersi
nel Villaggio Satellite. La pioggia ha infatti impedito la realizzazione dei vari stands musicali, coreutici, sportivi. Nonostante
il meteo non favorevole, i ragazzi hanno coinvolto alcuni loro
coetanei in attività varie. Per i
rovers e le scolte è stata un’occasione per conoscere e provare il parkour e lo skate; gli altri
ragazzi hanno avuto la possibilità di incontrare e conoscere lo
scautismo, giocando a roverino.
Il tutto si è svolto in un clima di
piena condivisione culminato
con un pranzo comune.
Al termine della giornata,
sono stati ricordati i temi che
hanno fatto da sfondo alle ultime otto Giornate del Pensiero:
temi estratti dagli obiettivi del
nuovo millennio, lanciati dalle
Nazioni Unite. Un momento per
focalizzare gli obiettivi raggiunti
e quelli che hanno necessità di
un ulteriore impegno da parte di
tutti gli uomini e le donne.
Prima dei saluti, il gesto simbolico conclusivo della Giornata
del Pensiero: la consegna del
“penny”, la moneta (1€) che
ogni scout versa nel Thinking
Day Fund, ovvero un fondo che
si propone di raccogliere i penny di scout e guide per finanziare progetti per aiutare Guide e
Scout in tutto il mondo.
Luca Muru
L
unedì è spesso sinonimo di stanchezza; ci
ricorda, dopo il riposo
della domenica, che ricominciano la scuola, il lavoro,
gli impegni, la fatica.
Eppure i giovani e giovanissimi di Ac hanno scelto di
ritrovarsi a Ittiri, lo scorso 23
febbraio nella parrocchia di
San Francesco, per dire che il
Lunedì è bello quasi quanto la
Domenica.
Il secondo momento di preghiera organizzato dal Settore
Giovani - il primo si svolse nella chiesa delle Missioni il 1 dicembre 2014 - ha avuto come
tema portante il sacrificio.
Tramite le testimonianze
tratte dalle figure del Beato
Padre Francesco Zirano, Don
Pino Puglisi e Santa Gianna
Beretta Molla, i giovani presenti hanno riflettuto e pregato sull’importanza di fare della
propria vita dono per gli altri.
Dagli scritti del Beato Zirano
emerge forte la scelta di morire senza rinnegare Cristo e
senza rinnegare l’amore per il
prossimo; “è ancora attuale il
sacrificio nella vita dei giovani
e giovanissimi di oggi?”, questa la domanda forte e provocatoria proposta nel libretto
consegnato ai presenti.
Della figura di Puglisi è
emersa la forza, caratteriale e
vocazionale allo stesso tempo, che il parroco di Brancaccio ha tirato fuori per dire “no”
alla mafia; anch’egli ha pagato
con la vita il desiderio di giustizia che l’intero quartiere in
lui aveva riposto. Vita tolta, la
sua, non certo di sorpresa; “vi
aspettavo” sono state le sue
ultime parole.
Sacrificio per amore della
vita che nasce, invece, quello
di Gianna Beretta Molla che
davanti alla possibilità di sopravvivere, ha scelto di far
nascere la figlia a costo della
sua stessa vita; “scegliete - e
lo esigo, il bimbo. Salvate lui!”.
In lei emergeva la scelta di madre, di medico, ma soprattutto
quellla di cristiana che come
tale ama la vita, e in particolare
quella che sta per nascere, più
di se stessa. Per i ragazzi oggi
è sicuramente difficile capire
che abbandonarsi a Cristo significa donare se se stessi e la
propria vita per Lui.
Anche i fatti di attualità purtroppo ce lo ricordano; Don
Virgilio Businco, parroco di
San Francesco, ha ricordato il
massacro dei cristiani copti di
alcuni giorni fa. Le loro ultime
parole sono state “Gesù Cristo”, segno di un’ adesione e
affidamento totale a Lui.
Insieme ai giovanissimi e
Giovani dell’AC hanno partecipato tanti giovani della parrocchia di San Francesco ma
anche della vicina San Pietro
in Vincoli.
Con loro gli adulti dell’Azione
cattolica parrocchiale, a significare il grande desiderio di stare
insieme e l’accoglienza che a
Ittiri, si sa, non manca mai.
Il settore Giovani li ringrazia per la vicinanza dimostrata
con la partecipazione, insieme
a Don Virgilio e al collaboratore Marcello Piredda, anch’egli
sempre vicino all’AC.
Il prossimo appuntamento è
fissato per Lunedì 8 giugno, il
luogo sarà comunicato al più
presto.
M.M.
11
Incontro sulla figura di Padre Manzella
ANIMATO DA CARITÀ CONCRETA
S
abato 14 febbraio si è tenuto nella
chiesa del SS. Sacramento un incontro organizzato dal Centro Diocesano
Vocazioni sul missionario vincenziano
Padre Giovanni Battista Manzella.
Padre Erminio Antonello, rettore del collegio “Alberoni” di Piacenza e curatore dell’Epistolario Manzelliano, ha illustrato i tratti salienti della spiritualità manzelliana arricchendoli
con gli scritti e i racconti del Servo di Dio, facendo emergere la sua concretezza e attualità. L’incontro, ben strutturato, è stato una
piacevole sorpresa e con grande competenza
musica, arte e fede hanno dato onore al grande missionario. Le note del quartetto d’archi
dell’associazione “Il Violino” di Sassari hanno
elevato lo spirito predisponendo all’ascolto,
aiutate dal maestoso mosaico che celebra la
gloria dell’Eucaristia che domina il presbiterio
della chiesa.
Quella di padre Manzella è stata una vita
totalmente donata a Dio che è amore, animata da una carità concreta, reale, con il cuore
sempre rivolto al Cielo ma i piedi ben saldi su
questa terra perché sapeva che nel prossimo,
nel più misero e bisognoso si può incontrare lo
splendido volto di Cristo.
Ed è proprio questo che attesta nei suoi
anni di missione: ha visto e toccato realmente
il Figlio di Dio nei poveri perciò diventa testimone credibile e coinvolgente.
Dice padre Antonello: “Era attento ai biso-
gni della gente e la missione consisteva non
nell’aspettare che la gente andasse in chiesa,
ma era lui che andava nelle case “a pescare i
peccatori” - come diceva lui. La sua missione
coincideva con un annuncio gioioso”.
L’aspetto fondamentale della vita di Padre
Manzella, attorno al quale ruota tutta la sua
opera è il forte cristocentrismo. Lui stesso
scrive: “Gesù è il centro, è il principio e la fine.
È creatore nostro. Le cose esistono per Gesù.
Io in Gesù vivo. Terminerò tuffato in Gesù
nell’abisso di sua bellezza, di sua bontà di sua
sapienza. Il mondo tutto è nulla rispetto al tutto che è Gesù. In Lui starò, con Lui vivrò, in
Lui morrò, con Lui regnerò”.
Per seguire Cristo e servirlo non esiste
un’età privilegiata, una condizione sociale ideale, un tempo stabilito; è solamente necessario affidarsi con la docilità e l’abbandono di un
bambino e seguire la via da Lui tracciata con
determinazione e tenacia.
La parte finale dell’incontro, dedicata agli
interventi, ha permesso ai partecipanti di approfondire ciò che maggiormente aveva colpito il loro interesse e ha dato vita ad un breve
ma vivace dialogo.
Attraverso questa iniziativa Padre Manzella, ancora oggi, ha offerto spunti di riflessione
ad ogni cristiano su come vivere il Vangelo nel
quotidiano e in maniera concreta, per essere
veri testimoni di Cristo.
don Gerolamo Derosas
IN BREVE
DALLE SOTTOZONE
A seguito dell’incontro svoltosi
in Episcopio tra l’Arcivescovo e
i Vicari delle zone pastorali, la
Sottozona urbana Monte Rosello – Latte Dolce, si è riunita
in data 19 febbraio 2015 per
discutere su la “Proposta per la
Quaresima dei Giovani”. I sacerdoti delle nove parrocchie
hanno accolto l’idea e si sono
accordati per far convergere
i giovani presso la parrocchia
del Buon Pastore ogni martedì
delle settimane di Quaresima
alle ore 20,00, esclusi il 24 marzo perché si è impegnati per
la preghiera in occasione della
Giornata dei Missionari Martiri e
il 31 marzo appuntamento penitenziale in Cattedrale.
La scelta optata dai sacerdoti tra i vari schemi proposti
dall’Arcivescovo, è stata quella dell’Adorazione eucaristica
integrando Parola di Dio, brevi
testimonianze scritte, canti e
preghiera silenziosa.
Alcuni giovani si impegneranno
per predisporre ad ogni appuntamento un sussidio con i seguenti temi: Cristo sacramento della Chiesa, il Battesimo,
la Cresima, l’Eucaristia.
LABORATORIO
DI GIOCOLOGIA
Suor Maria Rosa è tornata alla Casa del Padre
POCHE PAROLE, PROFONDA UMILTÀ
“Che il nostro essere profondo, ogni nostro gesto, ogni parola della nostra vita,che tutto sempre scaturisca, provenga, emani, nasca dalla
Carità”. (Sr. Guillemin)
a nostra Comunità della Figlie della Carità è profondamente addolorata per
la perdita della cara suor Maria Rosa
Obino, che per circa nove anni è stata
nostra guida e testimone di umiltà e dolcezza.
Originaria di Sorso, ha lasciato la sua famiglia
per consacrarsi al Signore 62 anni fa. Fin da
giovanissima suora ha svolto il suo
servizio di Caposala presso la clinica pediatrica di
Cagliari per circa
30 anni per essere poi trasferita
ad Ozieri, dove
ha lavorato come
infermiera nel reparto di medicina
e servito la Comunità con l’incarico
L
di suor Servente. Successivamente ha avuto la
possibilità di prendersi cura delle suore anziane
presso l’infermeria della casa “Santa Luisa” a
Sassari e ha proseguito poi la sua vita di servizio presso le Cliniche Universitarie, sempre a
Sassari. Infine, come ultimo incarico, abbiamo
ricevuto il dono di poterla avere tra noi come
suor servente nella nostra casa delle suore ospedaliere di via Principessa Maria. Tutti
l’hanno amata perché in lei tutto era amabile.
Sempre solerte e attenta nel suo ufficio di
suor servente, parlava poco e mostrava una
profonda umiltà. Si distingueva per la sua disponibilità, per l’attenzione con cui si rendeva
attenta all’ascolto delle esigenze delle consorelle, sempre con grande rispetto e riservatezza. Durante la malattia ha accettato serenamente la sofferenza e giorno dopo giorno
traspariva in lei la grande pazienza e il totale
abbandono alla volontà di Dio.
Carissima suor Maria Rosa, sei vissuta tra
noi come un raggio di sole, sempre disponibile
ad alleviare l’altrui peso. Noi abbiamo supplicato il Signore di prolungare i tuoi giorni, Lui ti
ha dato il riposo eterno.
Chi ha partecipato alla prima
edizione Festa dei Cresimandi
e Cresimati svoltasi nel 2012 al
Palaserradimingni sicuramente
si ricorderà di Gigi Cotichella.
“GG” come si fa chiamare nel
settore dell’animazione, sarà a
Sassari nei giorni 6 e 7 Marzo
per presentare il nuovo sussidio
realizzato da Editrice ElleDiCi
per le attività estive e per proporre un laboratorio su “Giocologia
e Giocografia”, un vero e proprio
Workshop dedicato ad animatori d’oratorio, educatori Acr, capi
scout e chiunque abbia a che
fare con il gioco inteso in senso
educativo.
Per info e iscrizioni:
Fabio Tanda - 3406681825
email: [email protected]
12
Vita diocesana
Libertà | 24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV | numero 8
Si conclude la lunga vita monastica di Suor Maria Andrea Pisanu
DA ITTIRI AD ALBA, PER VOCAZIONE
S
uor Maria Andrea Pisanu è morta a 88 anni
ad Alba, nel Monastero delle suore domenicane. La clausura è stata
per sessant’anni la sua casa,
il luogo della preghiera e della
contemplazione. Chiamata, giovanissima, ad una vita di totale
consacrazione al Signore, trova
l’ostacolo più grande nella madre che non ritiene adatta per la
figlia, cagionevole di salute, una
scelta così radicale.
Il compromesso al quale insieme arrivano, madre e figlia, è
quello di scegliere il monastero
delle benedettine a Thiesi. La
permanenza è, tuttavia, breve.
La seconda destinazione è Leni,
in Piemonte, presso le carmelitane scalze. Anche questa scelta non si rivelerà adeguata e felice. Finchè non si apre la porta
del monastero Beata Margherita
di Savoia ad Alba, presso le monache domenicane. Sarà quella
la “casa definitiva”.
Suor Maria Andrea non era
laureata, come le altre consorelle. Aveva, però, una modalità
Il Sussidio per le parrocchie
24 ORE PER IL SIGNORE
È a disposizione il sussidio
“24 per il Signore”, edizioni
Paoline; il libretto intende offrire alcuni suggerimenti per
consentire alle parrocchie e
alle comunità cristiane di prepararsi a vivere l’iniziativa 24
ore per il Signore. Si tratta,
ovviamente, di proposte che
possono essere adattate in
base alle esigenze e alle abitudini locali.
A Roma, Papa Francesco presiede la Celebrazione penitenziale nella Basilica di San
Pietro. Le parrocchie e le comunità potranno valutare l’opportunità di inaugurare nello
stesso modo questa giornata,
nel tardo pomeriggio o nella
serata di venerdì 13 marzo.
Per la Celebrazione penitenziale si rimanda al Rito della
Riconciliazione di più penitenti con la confessione
e l’assoluzione individuale
(cfr. CEI, Rito della Penitenza,
LEV2011, pp. 53-95).
Nella serata di venerdì 13 marzo e durante l’intera giornata
di sabato 14 marzo, sarebbe significativo prevedere un
‘apertura straordinaria della
chiesa parrocchiale, offrendo
la possibilità delle Confessioni, preferibilmente in un contesto di adorazione eucaristica
animata. La giornata potrebbe
concludersi con la celebrazione della Santa Messa festiva
del sabato pomeriggio.
Nella prima parte di questo
sussidio si presenta una breve riflessione che può aiutare
il singolo penitente a vivere
in maniera consapevole l’incontro con il sacerdote nel
momento della confessione
individuale. E anche una provocazione per superare le
eventuali resistenze che spesso si oppongono per evitare la
confessione.
La seconda parte offre tre
testimonianze di persone che
hanno narrato la propria conversione: un aiuto per riflettere sul proprio cambiamento
e sulla consapevolezza della
presenza di Dio nella vita di
ciascuno.
Nella terza parte si espongono alcuni spunti di riflessione,
utili per la preparazione individuale o per gli incontri di catechesi, in modo da cogliere il
senso originario della proposta.
La quarta parte offre, infine,
una traccia che può essere
utilizzata durante il tempo di
apertura della chiesa, in modo
che quanti vi accederanno per
confessarsi, possano essere
aiutati nella preparazione, attraverso un percorso basato
sulla Parola di Dio, ascoltata e
meditata.
di rapportarsi con tutte le monache particolarmente dolce e
buona. Corrispondeva alla sua
indole, questo modo di fare. In
poco tempo conquista non solo
la stima, ma l’amore di tutte. Anche le persone che frequentano
il monastero rimangono colpite
dalla bontà di questa “sorella”.
Ad Alba l’attività che maggiormente riempie e sostiene le
monache è la tipografia, molto
rinomata, per tanto tempo. Suor
Maria Andrea non ha titoli per
svolgere questo servizio. Possedeva, però, una manualità per
il ricamo e per il rammendo, veramente magica. L’aveva scoperta da ragazzina in casa dei
genitori. Adesso metteva a frutto quell’ “arte” a vantaggio non
solo di una comunità, ma di tutti
coloro cha, allora, con molta frequenza chiedevano lavori per il
recupero di abiti di valore e che
non potevano essere sostituiti
ogni giorno.
La sua salute è stata sempre
un limite col quale fare i conti. Più volte viene ricoverata.
E ogni anno è obbligata a trascorre un periodo di “vacanze”
presso la famiglia, alla quale era
profondamente legata, per ricuperare energie e, soprattutto,
per godere del sole della Sardegna, unica fonte di benessere
fisico per lei.
Oggi le consorelle la ricordano con commozione e nostalgia.
Una vita monastica così lunga,
fedele e intensa non può non lasciare traccia.
Il 9 febbraio 2015, si conclude un’esistenza appartenuta
totalmente a Dio e condivisa,
con amore autentico, con ogni
persona che ha avuto il dono di
poterla incontrare.
Mario Simula
"24 ORE PER IL
SIGNORE"
un'intera giornata dedicata
alla preghiera e al sacramento
della riconciliazione.
DIO RICCO D I MISERICORDIA
(Ef 2,4)
"Non trascuriamo la forza della preghiera di tanti! L’iniziativa 24 ore
per il Signore, che auspico si celebri in tutta la Chiesa, anche a
livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo, vuole dare espressione
a questa necessità della preghiera."
(dal Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2015)
13/14 MARZO MARZO 2015
CATTEDRALE DI SAN NICOLA
Per l’occasione il varco d’ingresso alla zona ZTL da largo Porta Nuova, Via
Arcivescovado, SARÀ APERTO
InformaCaritas
A cura di Gianfranco Addis
Terzo rapporto di Caritas Europa
gni educativi speciali, ecc.).
Questo tipo di tagli ha portato in alcuni casi alla riduzione della frequenza e ad un
aumento della dispersione
scolastica (si stima che in
Romania, a causa dei forti
tagli al budget scolastico e
ai sussidi per l’istruzione, la
popolazione scolastica sia
diminuita del 9,4%, dal 2010
al 2014).
LAVORO E POVERTÀ
Pubblichiamo una breve sintesi del terzo rapporto di monitoraggio dell’impatto della
crisi economica in sette “paesi
deboli” dell’Unione Europea
(Italia, Portogallo, Spagna,
Grecia, Irlanda, Romania, Cipro). Curato da Caritas Europa, contiene una serie di dati,
testimonianze e raccomandazioni rivolte ai governi nazionali e alle autorità europee, in
merito alla povertà e all’esclusione sociale determinate dalla crisi economica e aggravate
dalle politiche di austerity e di
spending review messe in atto
in numerosi paesi dell’Unione.
Mercato del lavoro
Nonostante alcuni segnali di
ripresa registrati nei macro
indicatori economici nel corso
dei primi mesi del 2014, gli effetti della crisi appaiono ancora molto forti e persistenti:
Dal 2012 al 2013 il tasso di
disoccupazione è passato dal
10,4 al 10,8% della popolazione europea in età attiva.
Nell’Unione a 28 stati (aprile
2014), erano più di 25 milioni i
cittadini privi di lavoro (8,4 milioni in più rispetto al dato precrisi del 2008). Le persone più
colpite sono quelle con bassi
livelli di istruzione e i giovani
(sono oltre 5 milioni di disoccupati sotto i 25 anni, pari al
22,5%). Aumenta dal 2012 al
2013 il fenomeno della disoccupazione di “lungo periodo”:
nel 2013, il 49,4% dei disoccupati europei era tale da più
di un anno (44% nel 2011);
Nei sette paesi caso-studio
tutti gli indicatori di disoccupazione sono molto superiori
alla media europea: 16,9%
il tasso di disoccupazione
(10,8% valore UE28); 55,9%
il tasso di disoccupazione di
lungo periodo (49,4% UE28);
40,2% il tasso di disoccupazione giovanile (23,4% UE28);
Anche se nei primi mesi del
2014, in alcune nazioni, il
tasso di occupazione sembra
mostrare segnali di ripresa,
l’approfondimento dei dati
indica una tendenza ad una
precarizzazione del lavoro, ad
una diminuzione delle ore lavorate, ad un incremento del
tasso di lavoro part-time.
Povertà e sostegno
al reddito
In tema di povertà e di esclusione sociale, si evidenzia
un’Europa a due velocità:
alla fine del 2013 il 24,5%
della popolazione europea
(122,6 milioni di persone,
un quarto del totale) era a
rischio di povertà o esclusione sociale (1,8 milioni in
meno rispetto al 2012). Nei
sette paesi caso studio lo
stesso fenomeno coinvolge il 31% della popolazione
residente, (+6,5 punti percentuali rispetto alla media
UE28). L’Italia si posiziona
su valori intermedi (28,4%).
Il valore molto elevato della
Romania (40,4%) dimostra
come anche in presenza di
alti tassi di occupazione la
povertà possa comunque
essere rilevante;
Servizi pubblici
e assistenza sociale
Numerose situazioni di povertà o di esclusione sociale sono state provocate o
aggravate dalle politiche di
austerity messe in atto dai
governi nazionali, in risposta alle richieste di contenimento della spesa pubblica
sollecitate dall’Unione Europea. I tagli subiti nei servizi
pubblici hanno pesato maggiormente sulla popolazione
a rischio di povertà, priva
delle risorse necessarie per
compensare tali riduzioni di
spesa. Alcune delle conseguenze sociali delle misure
di austerity saranno misurabili solamente nel mediolungo periodo, in quanto
molti tagli si sono abbattuti
su servizi di taglio preventivo.
Altre conseguenze sono
misurabili nel settore delle
politiche educative/formative: nonostante le evidenze scientifiche dimostrino il
forte legame tra povertà e
basso livello di educazione,
in numerosi paesi dell’Unione sono stati effettuati dei
tagli alle spese scolastiche e
parascolastiche (sussidi per
i libri scolastici, costo delle
refezioni scolastiche, sostegno agli allievi con biso-
La risposta Caritas
Le Caritas interpellate nel
presente Rapporto offrono
diverse forme di riposta alla
crisi economica. Non manca
in nessuno dei paesi coinvolti l’erogazione di aiuto materiale, più evidente nel caso
di Cipro, Romania e Grecia, mentre nelle Caritas più
strutturate e di più antica istituzione (Spagna, Italia, Portogallo), l’azione di solidarietà materiale si accompagna
ad attività di animazione pastorale, accompagnamento
formativo, di studio e ricerca,
sensibilizzazione, lobby e
advocacy, ecc.
In Italia l’azione Caritas si
esplica attraverso 1.148 iniziative anticrisi. Dal 2010 ad
oggi le iniziative diocesane
risultano pressoché raddoppiate (+ 99,0%). Sono 139
gli sportelli diocesani di consulenza/orientamento al lavoro, mentre sul fronte casa
risultano attivi servizi informativi presso 68 diocesi. Gli
empori solidali/botteghe di
vendita sono presenti in 109
diocesi ( 70%). Aumentano i
progetti di taglio sperimentale o innovativo, che passano
da 121 nel 2012 a 215 nel
2013 (+77,7%)
Nel corso del 2013 Caritas
Italiana ha attivato un “fondo
straordinario anticrisi”, rivolto a sostenere le Caritas diocesane nella realizzazione
di interventi di contrasto alla
crisi economica, nel settore
dell’abitazione, del lavoro,
delle spese di prima necessità, del sostegno al credito.
Da giugno a dicembre 2013,
il 76% delle Caritas diocesane ha presentato richiesta di
rimborso per tali attività, per
un importo pari a 5 milioni
650 mila euro. Fra le tipologie di spese sostenute prevalgono i contributi al reddito (che assorbono il 39,6%
dell’ammontare complessivo
di spese rimborsate), seguiti
dall’acquisto di beni di prima necessità (32%). Al Sud
hanno prevalso nettamente
le spese destinate alla costituzione di fondi di garanzia
presso istituti bancari per la
realizzazione di attività di microcredito, all’erogazione di
contributi al reddito e per il
sostegno alle esigenze abitative. Al Nord risultano invece prevalenti le spese per i
voucher lavoro.
13
Raccomandazioni e proposte alle istituzioni europee e alla commissione europea
1. Assumere una forte regia della Strategia
Europa 2020 e del semestre europeo
2. Dare maggiore coerenza alla Politica Europea e al semestre Europeo
3. Migliorare e integrare le azioni di monitoraggio sociale all’interno del ciclo del semestre europeo
4. Introdurre monitoraggio e valutazione sociale per i Paesi inclusi in Programmi di assistenza
5. Introdurre una maggiore trasparenza in
relazione all’operato della Troika (Ce/Bce/
Fmi)
6. Favorire, tramite specifica direttiva quadro, l’introduzione di un sistema di reddito
minimo nell’Ue, al fine di contrastare in modo
efficace la povertà e favorire l’inclusione nel
mercato del lavoro
7. Maggiori risorse e maggiore priorità ai
Fondi strutturali
8. Assumere una forte regia nello sviluppo
di politiche e nel monitoraggio della povertà
infantile
9. Rendere disponibili ulteriori fondi per la
disoccupazione giovanile e migliorare l’implementazione del programma “Garanzia
giovani”
10. Guidare e favorire lo sviluppo dell’economia sociale
11. Coniugare il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del deficit con una crescita
sostenibile
12. Includere il criterio del rispetto dei diritti
umani nell’attivazione di progetti europei
13. Garantire strutture di governance inclusive, con coinvolgimento delle parti interessate.
IN BREVE
ESPERIENZA MISSIONE.
ROMANIA 2015
Anche quest’anno l’Ufficio Animazione
della Caritas Turritana rinnova il suo impegno per la Missione all’estero presso la città
di Braila – Romania. 6 giovani della Diocesi,
tra i 19 e i 35 anni, che desiderano svolgere
un’esperienza di comunità allargata, di condivisione, di Chiesa, avranno la possibilità di
partire in …. missione. Si verrà ospitati presso
la Casa di accoglienza “Il sorriso di Mariele”
gestita dalle Suore Francescane del Santissimo Sacramento e si prevedono attività con i
minori della casa, gli adolescenti del carcere
minorile della città e gli anziani della Casa di
riposo Baldovinesti. Si vivranno inoltre momenti di spiritualità e preghiera con le Suore.
Da lunedì 16 febbraio è possibile scaricare il
bando e la scheda di iscrizione dal sito www.
caritasturritana.it. Le schede dovranno essere
compilate e spedite all’indirizzo animazione.
[email protected] entro le ore 20.00 del
1 aprile 2015. I colloqui di selezione saranno
calendarizzati tra mercoledì 8 e mercoledì 15
aprile 2015.
Per informazioni possono essere contattati i
capi missione: Lidia Lai al 349 0953547 e Luigi Paulesu al 3356383056 o scrivendo all’indirizzo mail: [email protected]
14
La Parola di Dio
Libertà | 24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV | numero 8
II domenica di Quaresima (ANNO B)
LETTURE: Genesi 22, 1-2a.10-13.15-18; Salmo 115; Romani 8, 31b-3; Matteo 9, 2-10
CONTEMPLANDO LA PASCQUA: DONO DELL’AMORE DI DIO
G
li occhi devono riempirsi di Luce. Il cuore deve
risplendere nello stupore di una contemplazione che non è umana, anche se si
confonde nella “carne” e la redime e la predispone alla risurrezione, alla quale la carne stessa
è destinata.
Tutto ha origine dal mistero
dell’amore di Dio che ha tanto
amato gli uomini da dare il suo
Figlio.
Quale figlio? Quello raffigurato
nel “segno” di Isacco e che Abramo è pronto a sgozzare come
un agnello, se Dio lo Vuole. Ma
Dio anche “provvede”. E colui
che sarebbe dovuta diventare
vittima sacrificale, si manifesta
come “figlio della promessa”, per
sempre.
Quale figlio? Quello che il Padre ci addita, come “suo, amatissimo e unico”, nella rivelazione
del Monte Tabor. Abbagliante
nella sua luce irresistibile e che
ci fa ascoltare, vedere e toccare
con mano, una prima notizia della
Risurrezione. Gesù ha davanti a
sé la tribolazione della passione.
Inizia a sperimentare l’angoscia
della croce. Ma rimane sempre
e per sempre il Signore Risorto.
Lo contemplo con Pietro, Giacomo e Giovanni. Scopro nei
suoi lineamenti una premura materna. Ci dice: “Voi soffrirete mol-
to con me, per me, a causa mia.
Forse resterete scandalizzati,
perché vi troverete faccia a faccia con il fallimento. Risorgerò. È
la mia storia. è la vostra storia!”.
Ognuno di noi è sempre ad un
bivio, se vuole essere discepolo
di Gesù: l’attesa della Vita e il
passaggio della Morte; il fulgore
della Pasqua e l’oscurità del sepolcro.
“Noi siamo qui, Signore, a
guardare con estasi, fuori di noi
stessi, la tua bellezza. Vorremmo
fissare le tende su questa collina
dolce e accogliente. Vorremmo
mettere qui su la nostra stabile
dimora. Ma tu ci metti sempre
in cammino. Ci scuoti dal nostro stupore e ci ricordi che tutto
quello che i nostri occhi vedono
deve rimanere una gioia intima,
che rassicura oggi i nostri smarrimenti e costruisce un argine per
le nostre paure. Ci raccomandi di
“non dire nulla” finché non sarai
risorto dai morti. Perchè è vero
che conoscerai la morte. Anche
se il salmo ci ricorda che non
conoscerai la “corruzione”. Tu
percorrerai i sentieri della vita e
li spiani davanti a noi.
Oggi vogliamo rimanere con
te. Contemplare la forza che
metti dentro le nostre esitazioni,
lo splendore che fai balenare davanti ai nostri occhi disillusi. Non
siamo egoisti perché vogliamo
costruire le tende, per sempre,
ai piedi della tua Pasqua preannunciata. Siamo solo desiderosi, bruciati da un amore sempre
incerto ma insistente. Possiamo
andare per strade sbagliate. Poi
arriviamo sempre ai piedi tuoi
sul monte della Trasfigurazione
oggi, su quello della croce in altri
momenti. Alla fine ci ritroviamo
«Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno
ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti»
insieme presso il sepolcro vuoto a cercare il “mio Signore”, per
paura che qualcuno ce lo abbia
portato via.
La seconda settimana di quaresima continua la nostra ricerca
senza soste. Una ricerca esigente perché ci domanda il silenzio
del cuore, l’ascolto fertile della
tua parola, l’attenzione premurosa verso il dolore. Da vivere
nella gioia e nella serenità. Il tuo
Volto, infatti rischiarano questo
cammino, le tue vesti candidissime lo colmano di speranza, le
parole del Padre lo rendono palestra di fiducia, la presenza dello
Spirito lo riscaldano. Subito devo
ritornare alla vita che si snoda
uguale e monotona, faticosa e
apparentemente inutile. Intanto
la trasfigurazione ci ha segnato
definitivamente. Anche noi camminiamo lungo la nostra strada
che porta a Gerusalemme. Non
possiamo farne a meno, se vogliamo incontrarci con Te”.
Trasfiguràti nei pensieri perché corrispondano al modo di
pensare di Dio. Trasfiguràti nel
cuore perché viva i sentimenti di
misericordia di Dio. Trasfiguràti
nelle scelte perché siano quelle
che farebbe Dio.
La vera novità che prepara
e realizza la Pasqua è soltanto
questa.
Don Mario Simula
Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace
TERRA E CIBO
T
erra e Cibo è un nuovo contributo del Pontificio Consiglio della
Giustizia e della Pace
nel 2015, anno dell’EXPO dedicata al tema Nutrire il Pianeta,
Energia per la Vita, anno in cui
culmina la riflessione coordinata dalle Nazioni Unite sui futuri
Obiettivi per lo sviluppo sostenibile.
Il nostro tempo è caratterizzato da un rinnovato interesse per la gestione della terra,
l’agricoltura e la fame nel mondo. Tali importanti questioni,
che sono oggetto di una particolare sollecitudine di Papa
Francesco – il quale nel 2013,
presso la FAO, esortava a «trovare i modi perché tutti possano beneficiare dei frutti della
terra» –, richiedono una visione
di largo respiro e interdisciplinare, basata su validi punti di
riferimento etici. In questo spirito, il Pontificio Consiglio della
Giustizia e della Pace ha inteso
predisporre alcune riflessioni
centrate sul binomio Terra e
Cibo, basandosi sugli studi di
organismi specializzati della
Comunità internazionale, del
settore accademico e di quello
associativo, sugli insegnamenti dei Papi e sulle informazioni fornite dalla Chiesa in tutti i
continenti.
La prima parte del testo
passa in rassegna le principali criticità, tra le quali: la nonattuazione del diritto al cibo, le
implicazioni della malnutrizione, l’uso troppo spesso insostenibile e irresponsabile delle
risorse naturali, la svariate forme di violenza e criminalità, le
responsabilità di determinati
attori economici, le questione
dei diritti di proprietà del suolo
o dell’accesso alle zone di pesca che rimane problematica in
molti luoghi.
La seconda parte ripropone,
nel contesto di una imprescindibile nuova evangelizzazione,
l’insegnamento della Chiesa
sulla Creazione e il suo tradizionale impegno nei confronti
dei produttori di cibo e degli affamati. Vengono, poi, presentati e approfonditi gli importanti
principi della Dottrina sociale
della Chiesa che costituiscono
il quadro etico necessario per
impostare qualsiasi azione volta a migliorare la situazione in
vista del bene comune dell’in-
tera famiglia umana.
L’ultima parte di Terra e
Cibo chiarisce alcuni concetti,
spesso sottoposti a interpretazioni fuorvianti, quali “carità” o
“agricoltura familiare”; esorta
alla coerenza dal punto di vista bioetico; condanna false
soluzioni come l’abbandonarsi
al neomaltusianismo o la fiducia eccessiva nella tecnologia
e, infine, elenca undici linee
direttrici lungo le quali muoversi, focalizzando gli sforzi, investendo nell’educazione degli
imprenditori, dei politici e degli
investitori.
Il volume offre, dunque,
spunti di riflessione e di azione
per il presente e per il futuro.
Tutto ciò viene integrato con riferimenti storici, a dimostrazione che i problemi odierni sono
originati da cause pluriennali e
strutturali. Ispirato alla luce del
Vangelo, Terra e Cibo non entra nei dettagli tecnico-politici
né nelle specificità dei vari contesti spaziotemporali, e tuttavia
intende offrire principi di riflessione, criteri di giudizio e orientamenti pratici validi per essi.
Il volume, di 145 pagine, è
stato pubblicato nel mese di
febbraio 2015. È disponibile nei
punti vendita della Libreria Editrice Vaticana, in librerie cattoliche, ed è facilmente rinvenibile
presso rivenditori in Internet.
Può ugualmente essere acquistato rivolgendosi per email
a [email protected] Chi
desidera ulteriori informazioni
o desidera pubblicare rassegne sul testo può scrivere a
[email protected]
In Limba
15
Dicios antigos e vida moderna
SU TROPU ISTROPIAT
“S
u tropu istropiat”.
Tres peràulas minoredhas, in sas cales
si cuat un’insinzamentu chi dat profetu mannu.
Su chi insinzat est sa moderascione, sa prudentzia, su rispetu
de sas lacanas, in ogni cosa e in
cale si siat situascione. E cantu
siat veridadosu custu dìciu, mi
paret chi siat fatzile a lu cumproare. Pro cussu tiat torrare a contu a lu tenner a mente semper,
mannos e minores.
Sos minores non lu podent
ammentare si sos mannos non
bi lis imparant, comente pro totu
sas cosas de sa vida. Creo chi
ogni babbu e ogni mama epat
iscumbatadu chi, si dant tropu
manigu a sos fizos, fintzas sendhe minoredhos, sos pitzinnos
istant male. Su manigare tropu,
est nodidu a totu, faghet male a
criaduras minores, a pitzinnos
mannos e a pessones de ogni
edade.
Babbos e mamas podent fadhire puru in su de dare sa libertade. Innanti, medas, fint tropu
severos e sos fizos s’arrennegaiant e murrunzaiant ca, tropu de
frecuente, s’intendhiant narrer
chi nono. Como paret chi siat de
moda a narrer semper chi ei. E
gai, si deris si lamentaiant ca deviant torrare a domo in orariu impostu dae sos mannos, oe, dendhe tropa libertade a pitzinnos e
pitzinnas de 12 e 13 annos, non
solu torrant a domo a sas oras
minudas, ma che faghent sa
note fora, chentza ischire nemmancu cun chie, fintzamentas
cun pessones connotas solu
calchi ora innanti o dendhesi
s’atopu cun sos medios noos de
comunicatzione. Totu ischimus
chi medas de cussas isperientzias lassant istropios mannos e
cussa andhaina est cambiendhe
sa sutziedade nostra.
Riguardu a sa libertade, oramai paret chi nisciunu devat tenner perunu chisciu, ne perunu
limite. Una proa sulenne de libertade impreada male nos l’ant
dada sos tifosos olandesos, cun
cuss’isfregiu e dannos chi ant
fatu in duna de sas mezus piatas de Roma. Nachi fint imbreagos, e chie s’imbreagat est ca
bufat tropu. Sos imbreagos no
ischint su chi faghent. Si che-
rent ispassare e no importat si,
ispassendhesi, distruent operas
de valore o si isempiant a caligunu. Custu est unu fatu feu e,
a dolu manu, no est s’unicu. Est
tzertu chi non los at mandhados
s’Olanda a fagher cussos machines e non l’at a tenner a unore. Ma ognunu nachi est liberu
de si mover e de fagher su chi
li piaghet. Forsis, dada sa fama,
neghendhelis s’intrada, cussu
dannu non l’aiant fatu!
E ite narrer de sa libertade de
faedhare e iscrier? Pro su malu
impreu de sa libertade in cussu
campu e, pro cussu, ndhe naschent cundierras malas. Su 7
de bennarzu, sa reatzione de
sos chi sunt intesos ofesos at
superadu ogni limite ca, in logu
de brigare a peràulas, ant leadu
sas armas e ch’ant leadu dae caminu dioghi giornalistas frantzesos de sa rivista satirica “Charlie
Hebdo”. Sa libertade de iscrier e
bufonare a modu issoro bi lis ant
fata pagare a caru preju. Tropa
libertade e paga prudentzia in sa
satira? Tropa crudelidade in su
bochire. Istropios mannos pro
su mundhu intreu!
Mariantonia Fara
Rapresentassione sacra de sa passione de Cristos
BENIDE CUN MEGUS
“B
enide cun megus” rapresentassione sacra de sa Passione de Cristos, iscrita de Nino Fois, est una lègida drammatizada cun
càntigos de sa tradissione sarda. Un’atu ùnicu leadu dae s’Evanzèliu chi est un’invitu a meledare in Caresima, su tempus chi
aprontat sos cristianos a Pasca Manna. Sa lègida incomintzat cun su pessonazu de Veronica, una fèmina de su pòpulu chi,
intendet tzocos de ferros de soldados, s’acherat e bidet su chi est cumbinende e contat gasi su caminu de sa Passione de
Gesus, dae cando sos soldados romanos lu tenent, a sas acusas a su protzessu. Custa fèmina, assuconada e addolorida discriet totu
sas suferèntzias de Gesus fintzas a cando l’incravant in sa rughe e posca de tres dies torrat a bida. In su contare, Veronica introduit sos
pessonazos chi, in filu de intrada, sunt: s’acusadore, Pilato, Caifa, Gesus, Pedru s’apòstolu chi posca de aer traitu, si penetit e pregat
pedende perdonu, Maria sa mama de Gesus chi cantat s’atìtidu a su fizu mortu in sa rughe e sa Madalena.
Cust’òpera est istada pretziada luego, difatis in bindigh’annos, est istada rapresentada prus de una borta, in crèsias de Tàtari e de
àteras biddas e tzitades de sa provìntzia e fintzas in Nùgoro. Su grupu de legidores est cumpostu dae amantiosos de sa limba sarda e
sunt: Istèvene Arru, Pedru Peigottu, Micheli Masia, Uccio Malgari, Clara Farina, Vanna Giagheddu, Domitilla Mannu. Su Coro “Amici del
canto sardo” dirigidos dae su mastru Tore Bulla, inrichit sa rapresentassione cun sos càntigos.
In sos annos ant fatu parte de su grupu puru: Nino Fois s’autore, Ziromine Zazzu, Graziella Porcheddu, Gavina Marroccu, Gianni
Cabizzosu, Miriam Pinna, Pascale Serra, Mario Nurchis. A pustis de carchi annu de impasada, cust’òpera ocannu at a èssere torra rapresentada in Tàtari e nd’amus a dare contu.
Dae s’òpera” Benide cun Megus”
Atìtidu
Fizu in bratzos mios
mortu t’ant collocadu
fizu, fizu istimadu
incravadu a sa rughe
fizu de mama lughe
e de su mundu intreu
ohi fizu fizu meu
fizu fiore de rosa
non b’andes a sa losa
fizu chi b’at iscuru
bi benzo deo puru
a la cheres a mama
fizu ses un fiama
de amore e caridade
tue pro s’umanidade
su samben as derramadu
fizu fizu istimadu
de mama addolorida
t’apo dadu sa vida
Zuseppe costoidu
e gai non ti ant bidu
pro di dare sa morte
fizu cust’est sa sorte
ch’at nadu Simeone
e già teniat rejone
nende de sett’ispadas
già fint peràulas nadas
dae unu betzu santu
fizu e cant’e cantu
ischiat su benidore
Fizu Babbu e Segnore
de mama afflittida
anima persighida
dae totta custa zente
criadura innotzente
fizu de s’anima mia
cantu mi la timìa
de t’ider flaggelladu
de ispinas coronadu
fizu postu in rughe
de su mundu sa lughe
fizu cantu ses frittu
o fizu beneittu
fizu insambenadu
fizu sacrificadu
pro s’umanu errore
ahi, cantu dolore
sa rughe chi m’at dadu
fizu fizu istimadu.
16
In Calendario
Libertà | 24 FEBBRAIO 2015 | Anno CV | numero 8
CALENDARIO II VISITA PASTORALE
Sottozona Monte Rosello - Latte Dolce
27 febbraio - 10 maggio
N.S. DEL LATTE DOLCE
27.28 Febbraio e 1 Marzo
SAN PIO X
CUORE IMMACOLATO
17.18.19 Aprile
6.7.8 Marzo
GESÙ BUON PASTORE
13.14.15 Marzo
S.MARIA BAMBINA
20.21.22 Marzo
SACRO CUORE DI GESÙ
SANT’ORSOLA
SAN GIOVANNI BATTISTA
SS. NOME DI GESÙ
24.25.26 Aprile
1.2.3 Maggio
8.9.10 Maggio
10.11.12 Aprile
Speech Guard l’innovativa tecnologia
per tornare a sentire come mai ti aspetteresti
Quando l’udito comincia a perdere
forza, le parole arrivano al cervello
sfocate e diventa difficile seguire il filo
del discorso. Lo Speech Guard è un
chip elettronico, ideato per mettere
a fuoco la voce e migliorare la
comprensione delle singole parole.
La percezione sonora complessiva
è molto più naturale, perché le voci
riacquistano chiarezza e profondità.
Ti aspettiamo entro
questa settimana.
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