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Scoppia a Torino “il caso Legionella”: è vera emergenza?

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Scoppia a Torino “il caso Legionella”: è vera emergenza?
N. 3 . luglio 2015
LA VOCE DELL’ORTODONZIA ITALIANA
LA LINGUA BATTE...
Giovani Odontoiatri
è difficile specializzarsi !
Abbiamo ricevuto in redazione molti messaggi accorati di giovani odontoiatri che dopo la laurea, avevano
ipotizzato di specializzarsi in Ortodonzia presso gli atenei Italiani. Cosa che al momento sembra essere
molto difficile e con una battuta di arresto. Sulla “vexata quaestio” delle Scuole di specializzazione,
abbiamo intervistato il Prof. Roberto Martina (Università Federico II Napoli). Non è ancora chiaro perchè
il recente decreto per l’assegnazione delle borse alle Scuole di specializzazione mediche non vede
coinvolte quelle di area odontoiatrica. Molte le ipotesi , dalla più semplice (forse la più reale) di una ridotta
disponibilità di fondi, con drastica diminuzione di possibili specialisti. I Ministeri dell’Università e della
Salute hanno posto in essere misure per ridurre le annualità complessive da retribuire e poi ……
Pietro di Michele
Presidente Nazionale SUSO
Perché proprio le Scuole odontoiatriche?
ll numero di borse bandite è in qualche modo
proporzionato alle esigenze del SSN e purtroppo,
a tutt’oggi l’odontoiatria pubblica in Italia è
pressoché inesistente, coprendo solo il 5% delle
prestazioni odontoiatriche erogate. Del resto
l’accesso alle posizioni pubbliche è consentito
anche ai laureati non specialisti per cui, di fatto,
l’esigenza del SSN in termini di odontoiatri
specialisti è pari a zero.
Vi è possibilità che le Scuole vengano attivate?
Con queste premesse mi sembra improbabile che
vengano sottratte risorse alle Scuole mediche per
destinarle a quelle odontoiatriche.
Una sentenza del CdS obbliga alla retribuzione
degli specializzandi di “tutte” le Scuole comprese
nell’area medica: anche quelle odontoiatriche
sono state inserite in questo ambito.
I giovani odontoiatri italiani che desiderano
ottenere un titolo di specialista dovranno
rivolgersi a Scuole straniere?
Sembra di sì ed è paradossale se si pensa ai
lunghi anni di lotta che hanno portato nel 2005 al
riconoscimento europeo del titolo erogato dalle
Scuole italiane per l’ortodonzia e la chirurgia orale.
Non vi è qualche via di uscita?
Le autorità ministeriali dovrebbero leggere con
attenzione la Gazzetta Europea del 7/09/05 sul
riordino delle professioni sanitarie mettendo
a fuoco la differenza tra medici e odontoiatri.
Mentre per gli specializzandi delle Scuole mediche
si precisa che DEVONO avere una borsa ( art.25
comma 3), analoga indicazione non è riportata
per quelle di area Odontoiatrica (art.35 comma 2).
Occorrerebbe quindi distinguere la posizione degli
uni e gli altri in modo chiaro a livello legislativo,
partendo dalle differenze della Direttiva europea.
Roberto Martina
Università Federico, II Napoli
Scoppia a Torino
“il caso Legionella”:
è vera emergenza?
.
A pag. 8
La prima volta di SUSO e SIOF
a Rimini con gli Amici di Brugg
SUSONEWS ha posto alcune domande a Renato Scotti di Uccio, “motore niente affatto immobile”
della complessa organizzazione del Congresso Nazionale ”Amici di Brugg” che anche quest’anno
hanno celebrato la loro 58 a edizione alla Fiera di Rimini dal 21 al 23 maggio.
1) Per la prima volta SUSO e SIOF erano
presenti agli Amici con uno stand servito
soprattutto a far conoscere le finalità
di entrambi gli organismi e a distribuire
le copie della rinnovata Rivista “Susonews”.
Come ci si è arrivati?
Amici di Brugg ha sempre dato spazio alle
associazioni che in occasione della kermesse
riminese desideravano comunicare le proprie
novità ai dentisti. Non a caso nel tempo tale
opportunità è stata migliorata fino a creare l’Area
Incontro che tanto successo ha avuto quest’anno.
segue a pag.2
Tutor Ortodontico® SIDO
Un‘ APP scaricabile dal 30 ottobre
Stiamo vivendo anni difficili in cui qualsiasi certezza viene meno al pari delle
disponibilità economiche e finanziarie delle persone e dello Stato il quale non
può disporre della cifra necessaria per garantire un welfare adeguato ad ogni
cittadino.
Per portare un utile contributo e porre un argine a questa situazione, in cui
le cure dentali sono tra le prime ad essere cancellate (il 12% degli Italiani ha
rinunciato ad una visita odontoiatrica: dati ISTAT 2013) proprio quando
si è dimostrato che la salute orale è fondamentale per il benessere dell’intero
organismo ma soprattutto per portare a conoscenza delle persone
la reale situazione delle arcate dentali e mascellari dei bambini su cui bisogna intervenire durante
la crescita, per evitare problemi futuri, la SIDO (Società Italiana di Ortodonzia) ha messo a punto l’App
“Tutor Ortodontico®”, nelle lingue più diffuse, scaricabile gratuitamente anche in versione 3D che verrà
lanciata in autunno.
«La SIDO, applicando il concetto di sussidiarietà e tenendo in considerazione i suggerimenti impartiti
dall’Osservatorio per il monitoraggio delle ‘app’ legate alla salute, in via di istituzione, intende dare un
contributo perché si possa identificare il problema relativo al proprio apparato dentale, evidenziare la
necessità di ulteriori approfondimenti diagnostici e si possano effettuare cure opportune nel momento
giusto di crescita (www.sido.it)» spiega il prof. Giampietro Farronato, Ordinario di ortodonzia presso
l’Università degli Studi di Milano e Presidente SIDO.
«Abbiamo studiato la APP Tutor Ortodontico® in funzione dei disturbi più diffusi nella popolazione:
respirazione, fonazione e deglutizione perché abbiamo riscontrato che manca la giusta informazione
sulla relazione tra sintomo di alterata funzione e alterazione anatomica. Il 38% della popolazione
generale e l’81% dei soggetti in età evolutiva presenta disturbi dell’articolazione del linguaggio correlati
alle alterazioni delle funzioni orali; circa 1.600,000 Italiani soffrono di apnee respiratorie;
in altre parole, respirare con difficoltà può essere conseguenza di un palato stretto; la difficile pronuncia
delle consonanti “dentali” (es.: t, d, q) o “sibilanti” (es.: s, z) può derivare da un’alterata posizione degli
segue a pag.2
IN QUESTO NUMERO
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EMERGENZA TRAUMI DENTALI?
Problema decisamente sottostimato. Da Torino gli echi della 2° edizione
di un convegno mentre si profila un altro incontro a Bari.
Al 91° EOS di Venezia, un programma
di particolare interesse:
11 “keynote lectures”.
Ma anche incontri conviviali ed evasione in magiche atmosfere
Successo delle 3 giornate di
congresso AIO a Chia (Cagliari)
tutti i relatori hanno sottolineato come il viso sia
il punto di partenza e arrivo per ogni terapia specie se ortodontica.
Rinnovi delle sedi provinciali SUSO,
Chieti-Pescara, Modena, Padova
Partenze caratterizzate da un grande entusiasmo,
ma soprattutto tanta voglia di fare
Pur eletto nel 2014, Giuseppe Fiorentino
entrerà in carica nel 2018, preceduto
nel mandato da 3 presidenti.
Nell’intervista di Claudia Tosi entra nei delicati meandri del meccanismo
Alberto Laino, una figura
che non ha bisogno
di presentazioni in ambito ortodontico.
Parla del suo profondo amore per gli orologi antichi di cui
ha una collezione preziosa.
...DALLA PRIMA
Tutor Ortodontico...
La prima volta di ...
segue da pag.1
segue da pag.1
elementi dentali mentre disturbi di deglutizione o digestivi, peraltro di difficile evidenziazione, potrebbero
essere correlati ad un non perfetto allineamento delle arcate dentali. Intervenendo durante la crescita,
si possono ottenere risultati non più raggiungibili con l’aumentare dell’età quando i disturbi possono
provocare effetti spiacevoli (es.: roncopatie, apnee notturne, sonnolenza diurna, ecc.) anche per la vita
di relazione e necessitare di un impegno terapeutico più invasivo e importante come, per esempio, un
intervento chirurgico».
La APP, realizzata in modo semplice e didascalico, si chiude con un autoscatto o selfie che ha diverse
valenze: consentire al cittadino di verificare la correttezza dell’autovalutazione da parte di un esperto
SIDO, di consapevolezza presente e di valutare il livello nella popolazione.
La APP sarà disponibile a partire dal 30 ottobre durante lo svolgimento della giornata SIDO presso
l’Auditorium di Padiglione Italia all’interno di EXPO nel contesto del 46° Congresso Internazionale SIDO.
SIDO metterà gratuitamente la sua APP a disposizione degli Ortodontisti SIDO ma anche dei medici e
pediatri di famiglia, degli otorinolaringoiatra, dei logopedisti, dei foniatri e di tutti gli altri specialisti con
l’auspicio che possa essere strumento indispensabile per i cittadini che la potranno scaricare dal sito
www.sido.it.
2) La sinergia tra gli Amici e il SUSO è stata
facilitata dal suo antico ruolo di Presidente
SIOF che nella rivista SUSONEWS occupa oggi
un posto importante?
I rapporti di stima e di amicizia sono l’essenza
degli Amici di Brugg! Anche in questo caso
la stima che ho del prof. di Michele che
brillantemente oggi presiede la Società che ho
avuto l’onore di presiedere (…un bel po’
di anni fa!) è stata la molla che ha semplificato
ogni procedura che in una manifestazione così
impegnativa sono indispensabili ma talvolta anche
troppo vincolanti.
3) Che ricordo ha di quella sua esperienza?
Un ricordo bellissimo perché partecipai con
l’amico Celindano anche alla fondazione della
SIOF, la Società Italiana di Odontoiatria Forense!
Quando subentrai nella presidenza, la Società
era ancora giovanissima e viveva momenti di
crescita non facili ma l’interesse che suscitava
era molto vivo. In quegli anni ero Direttore del
Centro Militare di Medicina Legale e le due attività
ben si integravano. Purtroppo ci sono anche
ricordi meno piacevoli perché per motivi personali
fui costretto a lasciare il mandato prima del
termine ma sapevo che chi mi avrebbe sostituito
sarebbe stato in grado di fare più e meglio di me!
4) E’ ipotizzabile una futura presenza del
Sindacato Ortodontisti e della Rivista anche
a Bellaria dove si svolgerà la 59a edizione
degli Amici?
Il loro futuro è ancora tutto da definire con
una rinnovata carica di entusiasmo che ci fa
desiderare di “ripercorrere strade nuove”.
L’uso di un ossimoro è voluto, un pò come
“Ritorno al Futuro”… Infatti riteniamo che la
fine del connubio con l’UNIDI, che con una scelta
impropria, ha voluto trasformare la manifestazione
di maggio, in una expo che avrebbe “ospitato” gli
Amici di Brugg, abbia danneggiato non tanto noi
Nuovo CdA ENPAM: l’augurio
di un proficuo lavoro dopo
gli “ incidenti di percorso”
Il 27 giugno l’Assemblea Nazionale composta dai 106 Presidenti degli Ordini Provinciali, dagli
11 Presidenti Cao eletti e dai 59 rappresentanti delle categorie dei contribuenti, ha eletto il nuovo
Consiglio di Amministrazione e il nuovo Presidente ENPAM, Alberto Oliveti.
La competizione elettorale dello scorso 7 giugno che aveva chiamato al voto i medici e odontoiatri
italiani per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale e delle Consulte Regionali, ha visto per la prima
volta impegnato il SUSO che ha espresso un proprio candidato nazionale per la Consulta,
partecipando alla composizione di una lista per l’Assemblea Nazionale insieme ad AIO, Giovani
Medici e altre rappresentanze dei liberi professionisti iscritti in quota B. Una lista che non avendo
superato il vaglio della Commissione Elettorale, è rimasta bloccata al nastro di partenza.
A parte questo incidente di percorso, conta soprattutto l’esperienza maturata nel cimentarsi per
la prima volta in una avventura elettorale a livello nazionale. L’alleanza con altre sigle associative
ha permesso di mettere a confronto nuove idee, per ampliare i servizi e le attività di supporto
dell’Ente verso i liberi professionisti. Inoltre la candidatura SUSO alla Consulta Nazionale ha
fruttato ben 526 voti di preferenza, risultato decisamente al di sopra di ogni aspettativa che
fornisce interessanti spunti di analisi post voto.
Nei luoghi in cui il Sindacato dispone di sedi provinciali attive si è avuto il maggior riscontro
segue a pag.7
Iscrizioni SUSO 2015
SUSO (Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia, 1976)
Siamo l’unico puro Sindacato di categoria.
Uniamo TUTTI gli Ortodontisti
(specialisti, esclusivisti, prevalentisti) d’Italia.
Siamo in crescita perchè riconosciuti, presenti ed attivi a livello
intersindacale, Ordinistico e politico (locale e nazionale).
Offriamo una serie di servizi fondamentali per la gestione
quotidiana della professione: consulenza legale e fiscale, formule
assicurative personalizzate [professionali RC, TFR, Investo
nell’ORTO) e personali], analisi ed informazioni su tutte le varie
normative (vecchie e nuove) che regolano la nostra professione,
incontri regionali-provinciali-nazionali su tematiche di particolare
interesse sindacale, consigli etici-gestionali-comportamentali, SUSO
News, la nostra rivista che, nella nuova versione, è a cadenza
ANNO XIII N. 3 - 2015
SUSO news
Notiziario d’informazione
del Sindacato Unitario
Specialità Ortognatodonzia
SUSO
Largo Re Umberto, 104
10128 Torino
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Fax 011.50 3153
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martedì e venerdì 09:00 - 13:00
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specializzando al 2° o 3° anno e € 20 se sei specializzando
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Renato Scotti di Uccio
ma tutto il sistema della rappresentatività delle
varie Associazioni che nel nostro congresso
si ritrovavano più degnamente che in una
semplice area di interesse commerciale.
L’esempio di Expodental di Milano e la sua storia
fino alla sua definitiva chiusura ne è la prova.
Come dicevo il futuro è da costruire ma Amici
di Brugg vuole essere innovativo come
lo è sempre stato e crede nella collaborazione
di tutte le componenti per il conseguimento
del successo. Il SUSO e la SIOF non potranno
che apportare utili contributi.
Si tratterà solo di riuscire a convogliare le opportune
risorse per ottenere i risultati che tutti desideriamo.
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€ 20 neolaureati (nei 3 anni dalla laurea)
€ 20 specializzandi 1° anno di Specialità
€ 50 specializzandi 2°, 3° anno di Specialità
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dell’anno in corso o prima iscrizione
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INCONTRI E CONGRESSI
EMERGENZA TRAUMI DENTALI
Torino: ne parla l’organizzatrice
Erano gli anni ’60 e le macchine erano sfornite di cinture, sistema frenante ABS,
seggiolini sul sedile posteriore, airbag, ecc... Auto ne circolavano poche e la velocità
era mediamente ridotta. Mio nonno, uomo semplice ma intraprendente, mi portava con
sé quando avevo circa 3-4 anni senza pensare che, seduta nel sedile accanto, avrei
giocato con la maniglia della portiera per rotolare sul ciglio erboso della strada. Se ne
accorse dopo alcuni metri, mi raccolse, e mi portò a casa: mia madre, vedendo la bocca
sanguinante e i due dentini dondolanti corse con me in braccio dal dentista che li estrasse
subito. Ne rimasi senza fino a 8 anni mentre andava in voga la famosa canzone dello
Zecchino d’Oro “Fammi crescere i denti davanti…” Il mio fu un trauma dento-facciale
che rientra in quell’11% di incidenti della strada. Da quando diventai mamma, ho
vissuto la paura che mio figlio potesse farsi male quando giocava o faceva sport,
senza sapere che avrebbe avuto l’80% di chance di fratturare un incisivo, con doppia
incidenza rispetto alle femmine, essendo maschio. Adesso, dopo decenni di ortodonzia
e odontoiatria infantile, ho le idee più chiare grazie al Progetto itinerante Traumatology Dental Day
ideato da Caprioglio, Laino, Buccelli, di Michele e altri che un anno fa mi coinvolsero nell’Emergenza
Traumi Dentali allo Spring Meeting SIDO di Torino, accolto a braccia aperte dall’allora presidente Claudio
Lanteri. Mi si aprì un mondo riproposto all’Ordine di Torino il 30 maggio, con un convegno ECM da
un centinaio di colleghi rimasti fino alla fine, interessati ad un problema notoriamente sottostimato
e poco conosciuto. Il messaggio è stato recepito con entusiasmo dal presidente dell’Ordine Guido
Giustetto e della CAO, Gianluigi D’Agostino. Qualcuno ha detto “mai visto un presidente di Ordine
aprire un convegno, ascoltare le relazioni e chiudere con un saluto soddisfatto e propositivo, senza
discorsi di circostanza”. Stavolta, oltre a riproporre la lectio magistralis su ortodonzia e traumi di Alberto
Laino e traumi da maltrattamento (Fernanda Deniso, vice questore aggiunto) ho ampliato inserendo
l’odontologia forense (Chantal Milani), le Linee guida ministeriali (Sebastiano Rosa), aspetti medicolegali dei traumi sportivi (Roberto Longhin), la pediatria (Marisa Bobbio) e la medicina generale (Guido
Giustetto). Credo di aver raggiunto un duplice fine: conoscenza del problema e utilità per gli operatori.
L’obiettivo è uno solo: tutela della salute orale del paziente, spesso in età evolutiva.
E a questo proposito voglio raccontare la storia del piccolo Stefano. Il 2 gennaio mi chiama un papà
da Aosta verso mezzogiorno: “Mio figlio di 7 anni ha perso un dente davanti, è rimasto impigliato in
una rete” E io “Il dente dov’è ?” La mamma su consiglio di un’altra mamma lo ha messo nel latte”.
Sono ancora in pigiama, la mente viaggia alla velocità della luce, mi sento la responsabilità addosso
sebbene non li conosca. Trovo la soluzione d’istinto, chiamo la mia assistente e ci diamo appuntamento
in studio entro un’ora. Avviso il padre che lo aspetto alle 14 con il bambino e…il dente! Mentre
sono in macchina ho il dubbio che potrei fare qualche errore rischiando l’insuccesso. Chiamo Laino,
immaginandolo a pranzo nella sua Napoli “Alberto, stai mangiando?” “Si, ma dimmi…”- Mi ricorda un
dettaglio importantissimo cui non avrei mai pensato –“Mi raccomando, Patrì, quando reinserisci il dente
spingi forte, più che puoi, perché il coagulo si è già formato e fa resistenza. Capito?” L’incisivo centrale
permanente è ancora lì, splintato con i denti adiacenti, tuttora vitale. Chissà se, oltre a salvare
il dente, ho salvato anche la sua vita? Psicologica e di relazione, ovvio, ma sempre di vita si tratta!
Patrizia Biancucci
Direttivo Nazionale SUSO
Il presidente dell’Ordine, Giustetto
“ Medici interessati, non solo dentisti ”
Data la scarsa partecipazione al convegno di medici “non dentisti” seppur
anch’essi interessati (medici di famiglia, di pronto soccorso e pediatri)
al “Traumatology Dental Day” svoltosi a Villa Raby (Ordine di Torino) sabato
30 maggio il presidente dell’Ordine Guido Giustetto ha manifestato l’intenzione
di avviare un’opera di sensibilizzazione presso le relative società scientifiche.
Medico di famiglia esperto di igiene preventiva, Giustetto ha detto infatti
di esser stato colpito da vari aspetti: dalla frequenza dei traumi dentali
di cui una buona metà dovuti ad episodi di violenza) che lo ha spinto a dire
che “la bocca è veramente un buon indicatore di violenza, ma occorre che
il medico la sappia interpretare”. L’iniziativa di Torino che ha preso le mosse
da un analogo incontro svoltosi sempre in città nello scorso anno, ha avuto
quali responsabili scientifici, Gianluigi D’Agostino, presidente Cao di Torino, Patrizia Biancucci e
Bartolomeo Griffa, anch’essi componenti Cao.
Ad impressionare Giustetto inoltre, non solo la frequenza dei traumi dentali, ma anche l’apprendere
che solo il 4 per cento dei medici non odontoiatri saprebbe cosa fare per fronteggiarli. Incredibile
inoltre la semplicità dell’intervento da compiere per salvare il dente avulso: conservarlo in acqua
e latte prima di consegnarlo al dentista nel più breve tempo possibile (un’ora), essendo in tal caso,
il tempo strettamente in funzione del risultato.
EMERGENZA TRAUMI DENTALI
Il 5 dicembre 2015 a Bari
Dopo l’esperienza del
30 maggio a Torino
il corso Traumatology
Dental Day
patrocinato dalla
FNOMCeO e dal
Ministero della Salute,
in collaborazione con
Società scientifiche e sigle sindacali,
si trasferirà a Bari con un convegno che
si terrà il 5 dicembre presso l’Ordine, avente
per finalità quella di fornire ai partecipanti le
nozioni di prevenzione primaria sia
in ambiente scolastico che sportivo, nonché
nozioni di base nei diversi casi di traumi
oro-facciali, nel rispetto delle linee guida
emanate dal Ministero della Salute.
Senza dimenticare che le lesioni dentali
possono essere conseguenza di incidenti
e di azioni violente di ogni tipo,
a prescindere dall’età del soggetto.
Al termine del convegno verranno
consegnati a ciascun partecipante due
poster, sia in italiano che in inglese, sulle
norme comportamentali da tenere in caso
di “Emergenza Traumi Dentali”.
Quello che gli specialisti dovrebbero sapere...
L’intevento
di Massimo
Dalle Molle
a Torino
Dalla letteratura scientifica risulta che l’adozione
di corrette procedure in presenza di traumi dentali
è generalmente inadeguata: alcuni studi indicano
che solo il 4% dei medici è in grado fornire un
trattamento iniziale appropriato e spesso la prima
figura chiamata ad intervenire è un operatore
sanitario sprovvisto di formazione specifica.
La traumatologia oro-facciale infatti è una branca
trascurata dell’Odontoiatria, nonostante l’elevata
prevalenza in tutto il mondo e l’importante
ripercussione sugli individui e sulla società. Uno
studio condotto negli USA ha evidenziato che
tra i 6 e i 50 anni di età una persona su 4 ha
subìto un trauma oro-facciale nella sua vita e in
età pediatrica interessano dal 15 al 30% degli
individui. Nonostante la regione orale rappresenti
solo l’1% della superficie totale del corpo, il 5% di
tutti gli incidenti la colpiscono, mentre nei bambini
traumatizzati in età prescolare, la regione orale
è coinvolta nel 17% dei casi. Gli elementi dentali
più spesso interessati sono gli incisivi centrali
superiori (50%) e incisivi laterali superiori (30%).
Le più frequenti cause di traumi oro-facciali sono
59% gioco, 21% attività sportive,
12% atti di violenza, 11% incidenti della strada.
Nel 50% dei casi di violenza sono presenti lesioni
oro-facciali o al capo in genere, ma le denunce
non superano il 7%.
La cavità orale è anche un sito bersaglio della
violenza sessuale sui minori, per cui ogni volta
occorre sospettare violenze e/o maltrattamenti.
L’analisi dei cosiddetti “bitemarks”(impronta di
morsicatura), di competenza dell’Odontologo
Forense, è utile perché riporta alcune
caratteristiche delle arcate dentali che le ha
prodotte. I traumi dentali richiedono un approccio
multidisciplinare oltre che buone conoscenze
mediche di fisiopatologia dell’apparato
stomatognatico. Il trattamento dei traumi dentoalveolari avviene spesso con ritardi elevati:
secondo uno studio inglese il tempo medio prima
delle cure risulta di 22,6 ore. Fondamentale
è il monitoraggio nel tempo, dal momento che tutti
i traumi necessitano un’adeguata e circostanziata
relazione medico-legale per il risarcimento
dei danni materiali, estetici e biologici, senza
trascurare gli aspetti psicologici
Gianvito Chiarello
Segretario Nazionale SUSO
Competenze interdisciplinari Odontoiatria/Traumatologia dello Sport
Si rinnova a Favignana il connubio tra l’ SMMS- SIOS e SIOF
Come da otto anni anche quest’anno, dal 22 al 25 Maggio si è tenuto
a Favignana (TP) l’appuntamento tra la SMMS (Società Mediterranea di
Medicina dello Sport) e la SIOS (Società Italiana di Odontostomatologia dello
Sport), sulle interconnessioni tra l’Odontoiatria e la Traumatologia dello Sport.
Nella sessione moderata da Fabrizio Fontanella, Luigi Ciaravino e Giuseppe
Sieli sono intervenuti Domenico Tripodi (Presidente SIOS) con la relazione
“La prevenzione orale durante l’attività sportiva”, Enrico Spinas (Presidente
della SIDT, Società Italiana di Traumatologia Dentaria) il quale ha parlato
dell’ “Evoluzione in traumatologia dentaria nei praticanti sport”, mentre
Pietro Nannelli e Filippo Nannelli hanno illustrato le problematiche connesse
alla traumatologia facciale nei giovani agonisti, il Presidente della Società
italiana di Odontoiatria Forense (SIOF) Pietro di Michele ha trattato a sua
volta gli aspetti medico-legali dell’apparato stomatognatico; Simonetta
D’Ercole ha approfondito la tematica dell’ecosistema orale e dei metodi
di disinfezione dei protettori orali; Michele D’Attilio, Alessandro Nanussi
e Franco Di Stasio hanno esaminato il rapporto tra “Malocclusione e
Disfunzione Cranio Cervico Mandibolare” in un gruppo di sportivi. Tema
affrontato da diversi anni mediante trasformazione del paradenti da semplice
manufatto protettivo contro i traumi a presidio che può stabilizzare
o migliorare le prestazioni dell’atleta, impiegabile per veicolare sostanze
per la protezione dei tessuti duri e molli del cavo orale. Il Congresso (dove
è stata introdotta anche una sessione di Posturologia, integrabile con le
problematiche gnatologiche odontostomatologiche) ha ridato “sorriso” agli
sportivi ed al suo team, aggregando diverse società sportive e scientifiche.
03
INCONTRI E CONGRESSI
Possibilità e limiti del movimento dentario all’esame
del XII Congresso nazionale SINET di Napoli
Marino Musilli, professionista, ha concluso il
Il XII Congresso Nazionale SINET ha avuto luogo
pomeriggio con una brillante relazione sull’
anche quest’anno a maggio (22 e 23) all’Hotel
“impiego delle miniviti nel movimento dentario”
Alabardieri di Napoli e come di consuetudine,
nell’uprighting e distalizzazione molare.
è stato privilegiato un argomento monotematico:
In particolare, ha presentato un caso clinico
“Il movimento dentario: possibilità e limiti” nelle
in cui, grazie alla sua grande esperienza clinica
tre dimensioni dello spazio. L’apertura dei lavori
e con l’aiuto delle miniviti, ha recuperato un molare
affidata a Carla Alberta Verna, che attualmente
anchilosato, che non sembrava avere altrimenti
irige il reparto di ortodonzia e pedodonzia
molte chances di erompere in arcata. Grazie
all’Università di Berna, la quale ha affrontato,
ad un sapiente uso dei principi di biomeccanica
con grande competenza e carisma, il tema della
e dei limiti e potenzialità offerti delle varie strutture
biologia del movimento ortodontico spaziando
sono state raggiunte forze estrusive elevate senza
dalle condizioni di turnover dell’osso, agli effetti
coinvolgere ancoraggi dentari.
farmacologici ed immunitari sul movimento
La giornata di sabato si è aperta con l’interessante
dentario fino alla rizalisi e sua etiologia
relazione di Frazier-Bowers (USA) sulla diagnosi
multifattoriale. Approfondito il meccanismo
Il
presidente
SINET,
Adolfo
Ferro,
(primo
a
destra)
con
alcuni
relatori
ed
ospiti
del
Convegno
e la gestione dei disordini dell’eruzione. La
di produzione degli osteoclasti –riassorbimento
discussione è stata portata avanti sui problemi
osseo e i relativi mediatori (IL-1beta, TNF alfa), delle
inerenti i PFE (primary failure eruption) e la diagnosi differenziale con i MFE (mechanical failure
OPG, del contributo genetico, esteso alle indicazioni di terapia ortodontica nei pazienti con problemi
eruption) e le anchilosi. Gli studi condotti sulla diagnosi hanno evidenziato la trasmissione autosomica
parodontali.
dominante con alterazione mutazionale del gene PTH1R per il tipo di PFE e tale patologia è più comune
Roberto Deli, docente alla Cattolica di Roma, dopo una valutazione dei mediatori rilasciati dopo
nelle classi III senza differenze relative al sesso. Sono state valutate le possibilità terapeutiche ed i
l’applicazione di forze fisiologiche e terapeutiche ha sottolineato come le forze leggere siano ottimali
parametri prognostici in tali casi.
e l’espansione trasversale della dentatura debba essere eseguita con cautela soprattutto considerando
Andrea Podestà nella sua relazione “Movimento ortodontico micro-chirurgicamente guidato” di elevato
che le pareti alveolari vestibolari sono sottili. Un intervento completato da Cristina Grippaudo con una
livello tale da suscitare l’interesse dei relatori internazionali, ha riportato le possibilità offerte dall’ausilio
disamina della letteratura.
di un approccio chirurgico nei siti da sottoporre a spostamento ortodontico utilizzando il piezo-surgery.
Nel pomeriggio del venerdì possibilità e limiti del movimento dentario sono stati analizzati nei pazienti
parodontopatici da Carlo Cafiero e Alberto Laino, titolari di cattedra. Le possibilità di movimento dentario Dopo una valutazione delle possibilità offerte dalla tecnica della “corticision”, ha presentato dei casi di
corticotomia evidenziando come tale metodica fosse in grado di attivare il metabolismo osseo
in pazienti parodontalmente compromessi sono state esaminate in considerazione della variazione
in prossimità dei denti da spostare riducendo in tal modo i tempi di terapia.
del centro di resistenza degli elementi dentari di tali pazienti. Valutate le dinamiche e le modalità
Il congresso è stato concluso con la relazione “Il movimento ortodontico: riflessi clinici” del presidente
comportamentali nella progettazione delle strutture ortodontiche per preservare il tessuto parodontale
Sinet, professor Adolfo Ferro, condotta su 4 casi clinici che ha mostrato le possibilità di spostamento
insieme al timing terapeutico e procedurale nell’affrontare un caso orto-perio da parte
degli elementi dentari nei movimenti più complessi quali intrusione, distalizzazione e torque, oltre che
dei vari specialisti.
spostamenti estesi nelle trasposizioni complete e in un caso con inversione di 180° (apice radicolare
John Kaku, professionista a Tokyo, ha portato la sua esperienza con l’Invisalign. Alla luce delle
occlusale) su un incisivo centrale superiore. La relazione ha consentito la disamina dei vari momenti
indicazioni di tali apparecchi (trattamento di discrepanze inferiori ai 3 mm, affollamento lieve,
terapeutici osservati nel rispetto della biologia e con la valutazione a distanza di anni della stabilità dei
spostamento dei molari fino a massimo 2 mm), l’autore ha introdotto il Carrier Distalizer con
risultati ottenuti.
l’ inserimento di miniviti sulla cresta infrazigomatica come integrazione dei suoi trattamenti invisibili
Fabrizia Ferro
per ampliare le possibilità terapeutiche e contenere i tempi di terapia.
Roberto Mignogna
SIOI a Pisa: la “Semeiotica Ortodontica”
presentata da Roberto Ferro
Continua il copioso lavoro della SIOI che a Pisa in
occasione del 2° Convegno delle Sezioni regionali,
ha visto molti soci dar vita il 16 maggio ad
un’affollata assemblea. Svoltosi nella moderna
e prestigiosa sede del “Polo Didattico delle Piagge”
dell’Università, l’evento è stato organizzato da Maria
Rita Giuca, Vice Presidente SIOI e Presidente Eletto
per il biennio 2016-17 oltrechè da un folto gruppo
di collaboratori, guidati dall’efficientissima Elena
Giannotti, referente SIOI Toscana e dalla dottoressa
Lisa Lardani.
Ha aperto i lavori Maria Rita Giuca salutando
la numerosa platea rappresentata da odontoiatri,
igienisti, pediatri e studenti, ribadendo l’importanza
di una collaborazione continuativa a garanzia
di un corretto e completo approccio alla salute del
bambino. Interessanti i temi affrontati dai relatori:
sul podio relazioni affrontate “in tandem” da oratori
più giovani, affiancati dai soci “anziani” a riprova di
2°Convegno delle Sezioni regionali SIOI
sinergie tra libera professione e ricerca universitaria.
La Presidente SIOI, Raffaella Docimo dopo aver espresso a nome del Direttivo e suo personale, la soddisfazione per l’evento
partecipato da oltre 350 iscritti, ha relazionato sui risultati delle attività svolte e sui progetti in itinere, parlando del XVIII Congresso
nazionale SIOI che avrà luogo a Roma il 3 e 4 dicembre al Maxxi, interessante per i temi trattati e i relatori nazionali
ed internazionali.
Ha poi introdotto la presentazione del libro “Semeiotica ortodontica in dentatura decidua” di Roberto Ferro, testo guida
fondamentale in campo ortodontico e clinico ai fini soprattutto della diagnosi precoce di malocclusione che permette
di ottimizzare il timing di intervento terapeutico.
L’Autore ha illustrato il lavoro svolto, avviato con la campagna di prevenzione “Oral Health Promotion” indirizzata a famiglie,
insegnanti e pediatri. Grande l’attenzione della platea per i contenuti e le finalità didattico-cliniche sia per la destinazione del
ricavato del volume che Ferro ha inteso devolvere alla Fattoria sociale “Conca d’oro” (www.concadoro.org) di Bassano del Grappa.
Le tre sessioni di lavoro, due nella mattinata ed una nel pomeriggio, hanno incluso tematiche quali ortodonzia intercettiva,
cariologia, endopedodonzia, analgesia sedativa, traumatologia, chirurgia e parodontologia.
Anche la sessione poster ha visto una partecipazione numerosa. Il Convegno si è concluso con la nomina a Soci Onorari SIOI
di Damaso Caprioglio e Giuliano Falcolini. Nel ringraziare, Caprioglio ha sollecitato l’assemblea a lavorare per ottenere sempre
risultati positivi “non innalzando muri, ma costruendo ponti” in modo da poter “vincere la gara, buttando il cuore oltre l’ostacolo”.
Martina Bartolino
04
Significato del “Lip Bumper”
Il Lip Bumper inferiore - La ricerca della stabilità (Collana di Ortodonzia
diretta da Alberto e Damaso Caprioglio), monografia brillante e lucida scritta
da Fabrizia Ferro, presenta il LB come presidio elettivo e di successo nel
trattamento non estrattivo dell’affollamento dentale moderato in dentizione
mista. Una breve introduzione accompagna il lettore attraverso l’evoluzione
ortodontica formativa, conoscitiva e merceologica relativamente alla terapia
dell’affollamento dentale. Lo scopo è focalizzare l’attenzione dei clinici
su un presidio che ripropone sì un concetto
di espansione ma di tipo biologico e non
meccanico, cioè un’espansione funzionale
basata sulla modifica dell’esistente equilibrio
neuro-muscolare, per ambire ad una stabilità
dei risultati nel lungo termine. Il Lip Bumper
è descritto non come un presidio sempre
uguale in tutti i casi, ma nella varietà di
Monografia del “Lip Bumper inferiore”
designs che rende conto della sua enorme
di Fabrizia Ferro
versatilità con risvolti terapeutici vantaggiosi in
termini di individualizzazione e di stabilità dei risultati. Anche se disponibile
prefabbricato, il LB è infatti un apparecchio semplice da costruire: una ricca
iconografia è dedicata interamente alle numerose possibilità di modellazione
del LB sul modello in gesso, pensata per i più giovani, ma anche per scelte di
design decisamente consapevoli in mani più esperte.
Confortevole ed estetico per il paziente, richiede però un’assidua
collaborazione ed un attento management da parte dell’operatore.
La meccanobiologia diventa fondamentale anch’essa alla pari di un altro
indicatore fondamentale, ossia il rischio del trattamento, da evitare
scrupolosamente. Indicazioni, timing e cenni di biomeccanica, insieme a limiti
e rischi sono riportati e documentati alla luce dei dati disponibili in letteratura
e di approfondimenti personali.
Il testo si chiude con una sezione decisamente più tecnica per coloro che
si volessero cimentare nella modellazione del LB. In particolare un’originale
progettazione del LB, frutto dell’esperienza personale del professore Adolfo
Ferro, è descritta fase dopo fase e realizzata con Ercole Galero, tecnico della
Seconda Università degli Studi di Napoli, con il quale l’Autrice ha collaborato
durante i numerosi anni di frequentazione del Dipartimento di Ortodonzia
della stessa Università. Una monografia scritta in maniera chiara, dotata di un
apparato bibliografico accurato e sostanziata da una passione per la cultura
davvero apprezzabile.
Ennio Giannì
INCONTRI E CONGRESSI
L’Ortodonzia Europea torna a Venezia per il 91° Congresso EOS
Tra il 13 ed il 18 giugno
2015 Venezia ha
ospitato il 91° Congresso
Europeo di Ortodonzia, o
Ortognatodonzia, Congresso
annuale della European
Orthodontic Society. L’ European Orthodontic
Society (EOS) è una delle più antiche associazioni
mediche ed odontoiatriche, essendo stata fondata
a Berlino nel 1907. Escludendo i due periodi della
Prima e Seconda Guerra Mondiale, ha organizzato
91 Congressi, nella maggioranza degli stati
europei. Di questi, soltanto 5 in Italia: nel 1955 a
Roma, nel 1961 a Bologna, nel 1984 a Firenze, nel
1992 a Venezia, nel 2002 a Sorrento e quest’anno
ancora a Venezia.
23 anni fa il Congresso era stato organizzato sotto
la presidenza del Prof. Benito Miotti, Direttore
della Clinica Odontoiatrica dell’Università di
Padova e della Scuola di Specializzazione in
Ortognatodonzia della stessa Università, ed è
tuttora ricordato come uno dei più indimenticabili.
La 91a edizione del Congresso EOS, ancora
a Venezia, è stata organizzata dal Dr. Antonio
Maria Miotti, Direttore della Struttura Operativa
Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale “Centro
di Riferimento per la Diagnosi ed il Trattamento
delle Malocclusioni su Base Scheletrica”
dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine
e dedicato alla memoria della prematuramente
scomparsa Prof.ssa Francesca Ada Miotti,
Direttore della Scuola di Specializzazione
in Ortognatodonzia dell’Università di Padova, che
era stata eletta Presidente dell’EOS per il 2015
e che ne aveva già iniziato l’organizzazione.
Il programma del Congresso è stato
particolarmente interessante, con 11 importanti
keynote lectures affidate a relatori di fama
internazionale, come i Professori Kiliaridis
(Svizzera), Papadopoulos (Grecia), Maino (Italia),
Bondemark (Svezia), Franchi (Italia), Chausu
Israele), DiBiase (Gran Bretagna), Czochrowska
(Polonia), Cobourne (Gran Bretagna), Sarver (Stati
Uniti), Ferronato (Italia), Wilmes (Germania).
Sono stati approfonditi argomenti particolarmente
importanti per la loro forte incidenza nella
quotidiana attività di chi pratica l’Ortognatodonzia.
Infatti i temi principali del Congresso riguardavano
il trattamento precoce o tardivo, la necessità
di ricorrere alle estrazioni, le scelte terapeutiche
basate su evidenza e veridicità scientifica
e quando è giustificato un trattamento ortodontico,
l’ortodonzia integrata con altre discipline.
Nel programma scientifico sono state accettate
oltre 50 relazioni ed oltre 600 posters e, dopo
valutazione da parte delle rispettive commissioni,
sono stati assegnati riconoscimenti e premi come
gli “Houston Oral
and Poster Research
Awards”, “Beni Solow
Award”, “Francesca
Miotti Best Clinical
Poster Award”, “EOS
Poster Awards”.
Come tutti i Congressi
EOS l’evento era
dedicato a tutti coloro
che si occupano di
Ortognatodonzia a
partire dai più giovani
ed a coloro che si
stanno avvicinando
a questa branca
dell’Odontoiatria, agli
specialisti, agli esperti
del settore ma anche
ai cultori della materia.
Sono anche stati
organizzati importanti
corsi precongressuali,
il 13 e il 14 giugno,
sull’ancoraggio
scheletrico nel trattamento della Classe II e
sull’Ortodonzia ”evidence based”, anche in
collaborazione con la Società Italiana di Ortodonzia
(SIDO) per quanto riguarda un aggiornamento
sulla terapia fissa.
Alcune ditte, come Opal Orthodontics, Invisalign
e Colgate, hanno organizzato e sponsorizzato
simposi satellite, suscitando grande interesse
tra i partecipanti.
I congressi EOS come quello di Venezia
sono un’occasione non solo per acquisire ed
approfondire conoscenze in campo ortodontico,
ma per confrontarsi con colleghi di paesi e realtà
differenti dalla nostra e con cui condividere
esperienze cliniche e scientifiche. In ognuno, oltre
al programma scientifico, vi è l’opportunità
di scoprire quanto le località scelte offrono,
in questo caso le bellezze di Venezia, delle sue
isole e della laguna, cornice splendida per
un grandioso e raro evento.
La sede del congresso, al Lido di Venezia, era
articolata tra il palazzo del Cinema, quello
del Casinò ed il Pala Galileo, strutture adatte
a ospitare un evento di questa dimensione, che ha
richiamato oltre 2000 persone, complessivamente
di 56 nazioni europee e di ogni parte del mondo
o dei vari continenti. La ricchissima mostra
espositiva ha raccolto le più prestigiose aziende
e distributori del settore ortodontico e dentale,
un’importante occasione per il marketing
e lo scambio di informazioni commerciali.
Il programma sociale è iniziato con la cerimonia
NEBEOP, alto riconoscimento a Napoli
alla Scuola di Ortodonzia Federico II
Al recente congresso dell’European Orthodontic Society, svoltosi
a Venezia, la Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università
di Napoli Federico II ha conseguito un importante riconoscimento internazionale.
Il “Network of Erasmus Based European Orthodontic Programs” (NEBEOP)
l’ha accolta tra i suoi 19 membri a pieno titolo (full members). Il Network è
un organismo affiliato alla EOS costituito dalle principali scuole di ortodonzia
europee che ha come obiettivo istituzionale la certificazione della qualità dei
processi formativi degli specialisti in ortodonzia. Il percorso di certificazione della Scuola
è lungo e complesso e si conclude con la visita da parte di esaminatori internazionali.
Il prof. Bresin di Goteborg e il prof Schwestka-Polly di Hannover hanno effettuato la verifica
lo scorso gennaio, operando una valutazione dei parametri qualitativi in merito alle attività
didattiche, assistenziali e scientifiche, nonché dell’appropriatezza delle strutture e dello staff della
Scuola. Al termine delle procedure di valutazione gli esaminatori hanno espresso un giudizio
molto positivo che ha consentito l’acquisizione della posizione di full member del NEBEOP.
La Scuola dell’Università di Napoli Federico II è la prima in Italia a conseguire questa importante
certificazione europea.
di apertura.
Nell’affollatissima
Sala del Palazzo del
Cinema, il Prof. Borrini,
antropologo forense
dell’Università
di Liverpool, ha
esposto brillantemente
i risultati degli studi
effettuati sulle antiche
sepolture delle
epidemie di peste del
Lazzaretto
di Venezia. Tra
lo stupore dei
partecipanti,
ha dimostrato
l’unica sepoltura
di vampiro fino ad
oggi riscontrata, con
interessantissimi
collegamenti storici
e medici.
Il Prof. Mauchamp di
Grenoble ha ricordato
l’amica Francesca con una presentazione ricca di
dati e fotografie sulla sua vita. Infine, il coro Sass
Maor delle dolomitiche vallate del Primiero, in
Trentino, ha preceduto e concluso la presentazione
di uno splendido filmato sulle Pale di San Martino
di Castrozza, ai piedi delle quali sono sepolti la
Prof.ssa Francesca Miotti e suo padre Benito.
Il ricevimento del Presidente ha avuto luogo
all’interno dell’ Hotel Excelsior, comparso in diversi
film famosi ed all’esterno nelle terrazze sul mare.
Un concerto di numerose arpe ha accompagnato
il buffet per circa 2000 persone, e splendidi fuochi
d’artificio sulla diga hanno concluso la serata. La
cena di gala si è svolta presso la Scuola Grande di
San Giovanni Evangelista.
Vera conclusione del Congresso è stato il Trofeo
Silver Mill, tradizione dell’EOS da oltre 60 anni.
Si tratta di una divertente competizione ispirata
alla nazione organizzatrice del Congresso.
In questo caso, essendo a Venezia ed al Lido, sono
stati scelti giochi di spiaggia che hanno molto
divertito i partecipanti, chini a cercare conchiglie
o a preparare complesse piste per le biglie,
a lanciare ciambelle, nonché a raccogliere ed
a passarsi l’un l’altro l’acqua del mare con le mani
per riempire secchielli.
Dal punto di vista scientifico e sociale si è trattato
di un vero successo: un congresso dalla grande
partecipazione che viene già ricordato tra imigliori.
A cura di
Claudia Tosi
La SIDO e le sinergie
professionali internazionali
La SIDO ha partecipato al 91° Congresso EOS di Venezia con un corso pre-congressuale di apertura
dedicato a “Update on Fixed Therapy”, cui hanno partecipato relatori di vaglia confrontatisi sulle
più attuali tecniche fisse in Ortodonzia. Il professor Ravindra Nanda, Editor di PIO ha aperto la sessione
con una relazione sulla biomeccanica ed estetica. Gli hanno fatto seguito Lorenz Moser, Franco Bruno,
Pedraig Fleming, Riccardo Nucera, Gualtiero Mandelli, Cinzia Maspero, Francesca Bellincioni,
Antonio Gracco, ha chiuso la giornata Rohit Sachedeva in collegamento dagli Usa.
Al termine della giornata incontro conviviale al Grand Hotel Ausonia organizzato dal Consiglio Direttivo
SIDO cui hanno preso parte i relatori, il Presidente EOS, la Commissione Organizzativa e gran parte del
Board EOS. La presenza italiana ai lavori scientifici del Congresso è stata caratterizzata dalle apprezzate
relazioni di Giuliano Maino e Lorenzo Franchi. Non sono mancati gli innumerevoli Chairs Soci SIDO.
L’ormai consueta presenza della Società al Congresso EOS è espressione della forte volontà del
Consiglio di Presidenza di darle una visibilità internazionale sempre più ampia. Oltre a promuovere
il programma scientifico il SIDO Desk ha offerto a molti partecipanti l’opportunità di diventare SIDO
International Affiliate.
Con Tiepolo , Tintoretto
e la musica barocca
Una delle relazioni più intriganti di EOS Venezia è stata quella del Prof. Matteo Borrini,
antropologo forense della Liverpool John Moores University, il quale ha raccontato come
il primo “Vampiro” attestato archeologicamente, ribattezzato “Carmilla”, fosse una donna
del 1576, sepolta a Venezia in epoca di pestilenza, ritrovata supina e con un laterizio in
bocca, rituale riservato ai “non-morti”, che si credevano mantenuti in stato liminale da
fenomeni magici o demoniaci e si nutrivano del loro sudario e quindi del sangue dei vivi
contagiandoli a morte e rendendosi responsabili dell’epidemia.
Particolarmente suggestiva anche la cena di gala svoltasi presso la Scuola Grande di San
Giovanni Evangelista. La struttura infatti, fondata nel 13° secolo, è decorata con opere di
Tintoretto, Tiepolo e Palma il Giovane: in questo “luogo di delizie pittoriche” un gruppo
di musicisti con trombe barocche ha accolto i partecipanti, accompagnando la cena con
pezzi di musica antica veneziana. Il pranzo finale si è svolto presso l’Aeroporto Nicelli, uno
dei più belli tra i civili di tutta Europa, costruito negli anni ‘30 e recentemente restaurato.
Nel corso del pranzo è stata premiata la nazione vincente, l’Italia, come già nel 1992.
05
INCONTRI E CONGRESSI
AIO 2015 a Chia: l’Ortodontista
e il diritto delle competenze estetiche
Gli interventi di
Giampietro Farronato,
Silvia Allegrini e
Skandar Ellouze
(Simposio AIO-SIDO a
Chia, 11/13 giugno ) e
la relazione di Renato
Cocconi al Congresso,
confermano
l’Odontoiatra quale
unico professionista con competenze e sensibilità
cliniche idonee ad occuparsi ad altissimi livelli
di microestetica del sorriso e macroestetica del
volto. Oggi purtroppo, la presa di posizione del
Ministero della Salute che vorrebbe l’Odontoiatra
confinato nell’ambito dell’estetica, al solo terzo
inferiore del viso, ci riporta ad una discussione
su chi possa o non possa fare medicina estetica
del volto, superata dalla realtà. Nelle due
giornate di lavori congressuali, tutti i relatori
hanno sottolineato come il viso sia il punto di
partenza e nel contempo di arrivo per ogni terapia
soprattutto se ortodontica. Quello che si deve fare
come categoria, è ripartire da questo concetto,
per far capire che il dentista può offrire un
importantissimo contributo clinico, attraverso
il lavoro quotidiano sulla salute di denti, gengive
e relativi tessuti, per un “livello essenziale
di estetica del volto”.
La visione dell’Ortodontista - Per dare concretezza
a questa riflessione partiamo dalla lettura
magistrale di Cocconi. Attraverso la presentazione
di casi documentati in maniera impeccabile il
relatore ha approfondito il tema della diagnosi
incentrata sull’estetica del viso; “Face” è la
filosofia che guida il moderno ortodontista nelle
sue scelte terapeutiche.
In particolare la diagnosi proposta si basa sul
corretto posizionamento dell’incisivo superiore
nel profilo del paziente, in rapporto a due punti
di repere anatomici che sono la spina nasale
anteriore e il punto B molle.
Queste considerazioni allargano la prospettiva
dell’ortodontista alla conoscenza dell’anatomia
della base del naso e della strutture molli
e dure del mento. L’obiettivo estetico e quello
funzionale devono guidare il piano di trattamento
dell’ortodontista. Nella storica diatriba ortodontica
estrazioni si – estrazioni no, si prende una
posizioni chiara: estrazioni come mezzo per
raggiungere l’obiettivo. Una nuova frontiera inoltre
si aggiunge con la chirurgia maxillo-facciale che
apre nuovi scenari e
permette la risoluzione
dei casi complessi.
Cocconi dimostra come
la presenza della figura
dell’ortodontista fin
da subito favorisca
l’elaborazione di un
piano di trattamento
Renato Cocconi
che diversamente
mancherebbe di un angolo di prospettiva
importante.
Il fattore multietnico - Al professionista non basta
proporsi come figura preparata: l’odontoiatra
ortodontista ha qualità e conoscenze anche per
contemperare le sue proposte terapeutiche con
le esigenze dei pazienti, che possono differire su
base individuale ma anche etnica o persino dei
differenti ideali di bellezza che prevalgono nelle
diverse culture. Su questi temi si è soffermato,
già nell’intervista di presentazione del simposio
AIO-SIDO, Giampietro Farronato che ha
sottolineato come oggi la popolazione italiana stia
cambiando. «L’odontoiatra oggi non può esimersi
dal dare una risposta in un contesto di multi
etnicità e culturalismo.
Queste diverse culture non solo sono portatrici
di aspetti antropometrici diversi ma anche
di ideali estetici che differiscono dai nostri.
Un nordafricano e un nordeuropeo sono differenti
scheletricamente, ed hanno periodi di sviluppo
diversi; un nordafricano si sviluppa 2-3 anni prima
di un nordeuropeo. Allo stesso modo differiscono
gli obiettivi dell’ortodontista visto che nel primo
accettiamo, ad esempio, margini superiori
di bi-proalveolia, ed arcate più espanse».
Le esigenze dei pazienti - «Nella comunicazione
con il paziente l’ascolto attento delle esigenze
legate alla cultura di origine aiuta a fornire
risposte che coinvolgono abilità cliniche che
non possono essere standardizzate», spiega
la Allegrini. Durante la relazione si è soffermata
sulle opzioni terapeutiche oggi a disposizione per
correggere adeguatamente anche malocclusioni
importanti senza l’ausilio di interventi estrattivi o
addirittura di chirurgia ortognatica.
Elementi chiave nella scelta terapeutica sono
il tipo di crescita individuale il timing del
trattamento.Terzo protagonista della mattinata è
stato il tunisino Skander Ellouze che, attraverso
Chia: Fausto Fiorile con il presidente AIO, Pierluigi Delogu
la risoluzione di casi clinici estremamente
impegnativi, ha sottolineato come le nuove
tecnologie ed i nuovi protocolli che prevedono
l’utilizzo dei Temporary Anchorage Devices
(miniviti) stiano rivoluzionando l’approccio
terapeutico per i pazienti borderline candidati
alla chirurgia ortognatica. Oggi anche pazienti
affetti da patologie scheletriche importanti
possono contare su un’opzione di cura ortodontica
estremamente efficace.
Con la diagnosi sempre più raffinata che
riguarda l’equilibrio e la funzione del complesso
maxillo-facciale e l’avvento di nuove tecnologie,
la moderna ortodonzia sarà sempre più guidata
verso un’attenzione particolare al volto in toto
e non solo alla posizione più o meno corretta
dei denti. Nessun professionista potrà mai trattare
tutti i suoi pazienti allo stesso modo.
Fausto Fiorile
Vicepresidente AIO
Il sorriso e il benessere nell’estetica della persona
L’Università di Modena Reggio Emilia ha ospitato
il 14° Congresso Nazionale C.S.I.D. Ad aprire
i lavori, dopo il saluto del presidente Mario
Giannoni e delle autorità , grande l’interesse
della gremita platea per le tecnologie presentate
durante i workshop. Il presidente CSDI di sede,
Andrea Forabosco sensibile ai temi estetici, ha
proposto un programma incentrato su differenti
problematiche sottolineando l’importanza del
lavoro interdisciplinare. Interessante il ruolo
dell’igienista dentale nell’intercettare la sindrome
delle Apnee Ostruttive nel sonno (OSAS, vedi
pag 13), dove igienista dentale, odontoiatra e
otorinolaringoiatra devono avere le opportune
conoscenze, ognuno fedele al proprio profilo
professionale, per dare soluzioni di terapia clinica.
E’ stato spiegato il giusto modo per intercettare
problemi labio-linguali da una logopedista, ma non
poteva mancare una attenta analisi del fenomeno
in crescita relativo al benessere ed estetica del
sorriso, con un excursus di varie tendenze che
hanno attraversato i millenni. Oggi la tecnologia
permette la previsualizzazione del sorriso ed
il professionista ha la grande opportunità di
migliorare le esigenze del paziente unendo alla
competenza clinica il marketing. Negli studi
odontoiatrici è ormai acquisita la possibilità di
fare i trattamenti estetici del terzo medio inferiore
del volto ed un medico estetico ha illustrato quali
nuovi scenari saranno richiesti nella preparazione
del team. Sono stati presentati nuovi strumenti per
la diagnosi preliminare e confermata la sigillatura
quale pratica clinica necessaria per preservare
il dente dal processo carioso, mentre per risolvere
i problemi relativi alla salvaguardia del cavo
orale dalle gengiviti, è stato proposto il protocollo
di “full mouth air polishing therapy”. Il CSDI
dell’Università di Pisa, vincitore del Premio Colgate
Gaba 2014 ha presentato la motivazione alla cura
dell’igiene
orale in
pazienti nella
terza età non
autosufficienti.
Prof. A. Forabosco e il comitato
A vincere
organizzatore locale
il premio 2015 è stato
il CSDI dell‘Università Sapienza di Roma POLO
C. Nella sessione poster hanno vinto il CSDI
dell’Università di Trieste, il CSDI della Piemonte
Orientale e il CSDI del POLO B Isernia della
Sapienza di Roma. Arrivederci al prossimo anno
a Chieti.
Gianna Maria Nardi
“Corso d’apprendimento
e memoria”
a Torino in Villa Raby
In data 21 maggio presso Villa Raby, sede
dell’Ordine di Torino, si è svolta una serata
dal titolo “Memoria ed Apprendimento,
Pragmatica della conoscenza”, voluta dal
Presidente Provinciale SUSO Torino, William
Manuzzi. La relazione ha visto un successo
di partecipanti ed ha destato un grande
interesse grazie alla competenza e capacità
del relatore, Andrea Bongiorno, esperto
dell’argomento.
06
NORME E PRASSI
Nuovo CdA dell’ENPAM...
segue da pag. 2
elettorale ed anche grazie all’aiuto dei compagni di
squadra si è avuta la prevalenza numerica in diverse
regioni. Un dato che deve servire da stimolo aumentare
la presenza SUSO sul territorio, affinchè il Sindacato
possa essere meglio rappresentato e sostenuto in
momenti elettorali come quello appena trascorso,
per far pesare la sua voce nelle decisioni importanti.
L’ENPAM amministra un patrimonio che solo in beni
immobiliari vale 18 miliardi di euro e ciò nonostante
oggi si è chiamati ad un maggior prelievo contributivo.
Il passaggio graduale della contribuzione dal 12,50% al 19,50%, oltre allo spostamento da 50.000
a 100.000 euro della soglia reddituale oltre la quale si paga solo l’1%, determineranno in breve un
sensibile aumento dei contributi, arrivando in alcuni casi a triplicarli.
Il prelievo forzoso nasce dalla necessità di garantire una maggior solvibilità dell’Ente in considerazione
dell’aumento di colleghi prossimi alla pensione. Questo salasso si sarebbe potuto evitare specie
in un momento di crisi che oggi caratterizza le realtà libero professionali di medici ed odontoiatri?
Anche per questo motivo l’ENPAM sta gradualmente cambiando le sue strategie: da una azione
essenzialmente basata sulla previdenza, sta orientando l’intervento anche sull’assistenza, per una
maggior vicinanza al contribuente anche nella vita lavorativa. Direttiva peraltro sostenuta dall’Action
Plan sulla Salute 2012-2020, sancito dalla Commissione Europea: maggior sostegno ai giovani
professionisti attraverso erogazione di mutui per lo sviluppo dell’attività professionale e per l’acquisto
di immobili per una più agevole immissione nel mondo del lavoro garantendo livelli contributivi
adeguati per chi va in pensione.
La nuova scelta strategica impostata sul Welfare impone strategie attente da parte del CdA che,
contrariamente al declamato aumento della democrazia (raddoppio dei componenti l’Assemblea
Nazionale), prevede il passaggio dai precedenti 27 componenti agli attuali 13: una drastica cura
dimagrante, certamente nell’ottica di velocizzare le decisioni da prendere, ma con l’impegno richiesto
da tutti i contribuenti di gestire le risorse economiche dell’Ente con la massima trasparenza ed onestà.
In un momento professionale difficile si chiedono una previdenza ed un’assistenza eque e sostenibili,
viste dalla prospettiva di chi oggi lavora, ma ci si deve interrogare sul futuro. Le difficoltà del precedente
CdA, culminate con le dimissioni di Eolo Parodi, è auspicabile siano da considerare un incidente
di percorso, mentre al nuovo Consiglio va l’augurio di un proficuo e onesto lavoro.
Gianvito Chiarello
Oliveti rieletto presidente ENPAM
Voto a quattro dentisti nel CdA
Alle elezioni di fine maggio, Alberto Oliveti è stato rieletto presidente
della Fondazione ENPAM con 164 voti su 174. Nel 2010 è stato eletto
vicepresidente ENPAM per diventarne presidente nel 2012. Sotto la
sua guida, l’ente previdenziale ha varato le riforme della gestione del
patrimonio, previdenza e Statuto. Alla vicepresidenza riconfermati
Giampiero Malagnino e Roberto Lala.
Tra i membri del CdA votati anche 4 dentisti: Giovanni Pietro (Giampiero)
Malagnino, Vicepresidente vicario dell’ENPAM dal 2012, vicepresidente
vicario dell’ADEPP, Giuseppe Renzo, Presidente Cao nazionale,
Gianfranco Prada, presidente nazionale dell’ANDI e Marco Gioncada,
consigliere Omceo Pavia.
Tra le cifre del 2014
avanzo di 1,2 miliardi
Borse per gli orfani
di medici e dentisti
Avanzo di 1,183 miliardi nel conto consuntivo
2014 della Fondazione Enpam: un risultato
superiore di 230 milioni rispetto al bilancio
preventivo. Il patrimonio netto dell’Ente
supera quindi i 16 miliardi di euro (18 miliardi
a valore di mercato), con più 7,9% sull’anno
precedente. “In questi 5 anni “- dice Oliveti il patrimonio dell’Enpam è passato da 10
a 16 miliardi, la gestione investimenti è stata
riformata, abbiamo messo in sicurezza
le pensioni, con una sostenibilità di oltre
mezzo secolo e dato alla Fondazione uno
Statuto che dà più voce ai contribuenti
e sottolinea il radicamento sul territorio”.
Altro dato: gli iscritti attivi sono cresciuti
(356.375 medici e odontoiatri contro
i 354.993 del 2013) ma anche i pensionati
(98.396, compresi vedove e orfani, rispetto
a 95.426). Aumentati i contributi (2.295
miliardi) e le prestazioni pagate (1.390
miliardi di euro).
La Fondazione ENPAM bandisce 290 borse
di studio per orfani di medici e odontoiatri:
studenti universitari, delle Scuole superiori
e medie appartenenti a nuclei familiari in
precarie condizioni economiche.“Vogliamo
garantire ai familiari dei nostri iscritti
le migliori opportunità educative e di
formazione – dice
il presidente Oliveti – Un’iniziativa doverosa
per l’Ente, che sempre di più continuerà
ad affiancare all’attività previdenziale
iniziative nell’assistenza per dare risposte
alle esigenze della categoria”. Le borse
potranno essere erogate anche sotto forma
di pagamento delle rette di ammissione
ai convitti, collegi o centri formativi
Onaosi, fondazione che assiste gli orfani
di lavoratori impegnati nelle professioni
sanitarie.
Info www.enpam.it.
Tutti insieme al Tavolo
FNOMCeO per “ voltar pagina”
È una vera e propria emergenza, quella cui la FNOMCeO sta tentando di far
fronte. Da una parte, sempre più ingressi, anche per effetto dei ricorsi presentati
dagli esclusi: è recente la sentenza del Tar Lazio, che ha aumentato di 1000 posti
le immatricolazioni a Medicina e Odontoiatria del 2014. Dall’altra, un numero
insufficiente di sbocchi.
Risultato, denuncia il comunicato della Federazione, un gap sempre maggiore
nell’imbuto formativo, con un sistema che produce sempre più laureati e poi non
sa come impiegarli. Saranno, ad esempio, ventimila nei prossimi cinque anni
i giovani medici, laureati e abilitati, di fatto esclusi da ogni possibilità di inserimento professionale, non
potendo avere accesso alla Formazione specialistica né a quella in Medicina Generale.
Non va poi meglio ai laureati in Odontoiatria, almeno a quelli che desiderano
lavorare nel SSN. Per partecipare ai concorsi la legge prevede – non solo
per i medici ma anche per loro - l’obbligo di un’ulteriore specializzazione.
Peccato che i laureati in Odontoiatria non abbiano accesso alle borse
di studio per conseguire tale specializzazione, rimanendo così in posizione
di disparità rispetto ai Medici iscritti anche all’Albo degli Odontoiatri.
Sono questi solo due dei tanti paradossi che riguardano la Formazione.
Paradossi denunciati a gran voce dalla FNOMCeO, che ha chiamato a
raccolta le Istituzioni per voltare pagina, con un tavolo cui si sono seduti tutti
insieme il 26 giugno Medici, Ministero, Università, quale “punto di partenza di un percorso comune.
Non ci nascondiamo che le difficoltà di contesto sono tante: la situazione economica, lo scenario
istituzionale. Ma il rinnovamento deve partire da qui, da questo clima di collaborazione
e di buona volontà”. Così la presidente FNOMCeO, Roberta Chersevani, ha aperto i lavori a Roma
facendo il punto sulla Formazione dei Medici e degli Odontoiatri, per “voltare pagina”. L’invito è stato
raccolto dal Ministero della Salute; il direttore generale delle professioni sanitarie, Rosanna Ugenti,
ha annunciato che il Ministero sta lavorando a un nuovo strumento per calcolare il fabbisogno di medici
e personale sanitario su scala europea. Intanto, in Italia “se non si corre ai ripari – ha detto Ezio Casale,
delegato FNOMCeO sulla tematica della programmazione del fabbisogno del personale sanitario
– 25.000 medici non avranno possibilità di sbocchi occupazionali nel SSN nei prossimi 10 anni”.
Sono 10000 ogni anno gli immatricolati a Medicina secondo il numero programmato, ma altri 9000
posti si sono resi disponibili negli ultimi cinque anni grazie ai ricorsi. Di questi diecimila l’85% arriva
alla laurea: 8500 medici l’anno, a fronte di 6000- 6500 posti nelle Scuole di specializzazione e nel
Corso di Formazione in medicina generale. Risulta un esubero annuale di 2500 medici, destinato
a crescere esponenzialmente, mentre sempre più giovani medici richiedono il certificato necessario
per esercitare all’estero.
Di qui la proposta di FNOMCeO di abbattere a 6500-7000 il numero degli accessi a Medicina,
fabbisogno adeguato a soddisfare il turnover dei medici, senza creare sacche di disoccupazione
e sottoccupazione, in attesa di una revisione dei criteri di programmazione dei professionisti da formare
sulla base delle esigenze di salute della popolazione.
Il Tavolo ha affrontato tutti gli step della Formazione con le relative criticità, dal Corso di Laurea
(Progress Test, Laurea Abilitante, tema affidato al Segretario Luigi Conte), al Corso di Formazione
in Medicina Generale, di cui ha parlato il Responsabile Area Formazione, Roberto Stella, alla Formazione
degli Odontoiatri (ne ha parlato il presidente Cao nazionale, Giuseppe Renzo). Il vicepresidente della
Fnomceo, Maurizio Scassola, ha rafforzato il concetto dell’importanza della collaborazione tra
gli Ordini e le Istituzioni.
In rappresentanza dell’Università, Andrea Lenzi, Presidente della Conferenza Permanente
dei Presidi dei Corsi Di Laurea in Medicina e Chirurgia ha auspicato una programmazione
a livello europeo. Il presidente Cao, Giuseppe Renzo ha obiettato ai previsti tagli orizzontali attuati
in mancanza delle visite di controllo dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema
Universitario e della Ricerca) per certificare le capacità formative dei vari Corsi di Laurea. “In questo
modo – spiega Renzo – saranno penalizzati quelli virtuosi assimilati a quelli meno qualificati,
che non formano adeguatamente i propri studenti”.
07
NORME E PRASSI
Scoppia a Torino il problema Legionella: è vera emergenza?
Conferenza stampa all’Ordine dei Medici di Torino
Secondo l’inchiesta voluta dal Procuratore Guariniello di Torino un dentista torinese avrebbe contratto
il batterio della Legionalla inalandolo durante lo svolgimento dell’attività in studio. Di qui l’incarico ai
funzionari Asl di effettuare controlli in oltre 50 studi odontoiatrici in tre dei quali sarebbero stati trovati
valori superiori ai consentiti. L’ASL TO1 avrebbe pertanto notificato un verbale di diffida all’utilizzo
dei riuniti contaminati, richiedendo la bonifica del circuito idrico, al quale è seguita un’ordinanza del
Sindaco. I dentisti hanno intrapreso ricorso dinanzi al TAR Piemonte per l’annullamento. Vediamo cosa
dice la letteratura scientifica sul rapporto Legionellosi/Odontoiatria.
Il batterio della Legionellosi
E’ un bacillo Gram negativo, aerobio, asporigeno, generalmente mobile per la presenza di uno o più
flagelli. Vive in ambienti acquatici naturali ed artificiali con una spiccata predilezione per gli impianti
idrici che presentano rami morti o sezioni soggette a stagnazione. La capacità di sopravvivenza del
germe è legata alla presenza di “biofilm”, alla temperatura dell’acqua (25° – 45° C), a parametri di
natura chimica quali pH, presenza di cloro, ferro, rame.
Ne sono conosciute 52 specie suddivise in oltre 70 sierogruppi, circa la metà delle quali risultano
patogene opportunistiche. La pneumophila di sierogruppo 1 è la più implicata nella patologia umana.
La trasmissione interumana della Legionella non è mai stata dimostrata; pertanto l’unica sorgente di
infezione a oggi riconosciuta è rappresentata dall’ambiente.
L’infezione, che può decorrere anche in modo asintomatico, si estrinseca in due forme cliniche: la febbre
di Pontiac e la Malattia del Legionario. La prima dopo una incubazione di 24 – 48 ore si manifesta con
un quadro simil- influenzale senza interessamento polmonare. La seconda, dopo una incubazione da
2 a 10 giorni dà luogo a una polmonite interstiziale non necessariamente con manifestazioni extra
polmonari. Fattori predisponenti sono l’età avanzata, altre malattie croniche e l’immunodeficienza.
Il rischio di ammalarsi è inoltre correlato all’intensità dell’esposizione, dipendente dalla quantità di
legionelle presenti e dal tempo di esposizione, dalla virulenza e dalla carica infettante dei singoli
ceppi. L’esito della malattia è condizionato da caratteristiche individuali e da patologie preesistenti che
spiegano la diversa suscettibilità alla malattia da parte di soggetti esposti alla stessa fonte di contagio.
La letalità media è del 10%, con picchi fino al 30 – 50% nei casi nosocomiali. La presenza di punti
di ristagno dell’acqua associata a
deboli clorazioni o riscaldamenti
non eccessivi (fino a 50°C in caso di
acqua distribuita calda) costituiscono
situazioni ideali per l’installazione
e moltiplicazione delle cellule di
legionella provenienti dalla rete idrica.
Legionellosi e Odontoiatria
In ambito odontoiatrico, a fronte di
milioni di prestazioni odontoiatriche
fornite negli anni nei paesi
industrializzati, non sono mai stati
documentati cluster o episodi
epidemici a riprova della pericolosità
delle cure odontoiatriche. Al momento
è stato segnalato in Italia un solo caso di malattia sicuramente correlato all’esposizione odontoiatrica
(Ricci et al. 2012).
I rapporti annuali sulla Legionellosi in vari paesi, compresa l’Italia (Notiziario ISS), riferiscono qualche
caso all’anno in cui, come unico fattore di rischio della malattia, è riportato un trattamento odontoiatrico.
Tuttavia una esposizione, non documentata da esami microbiologici sul paziente e sull’ambiente, non
costituisce di per sè una relazione causale.
Lo staff odontoiatrico può essere considerato a rischio di infezione da Legionella, qualora tale
microrganismo colonizzi la rete idrica del riunito odontoiatrico che durante il funzionamento aerosolizza
l’acqua proveniente dai condotti interni.
I dati di prevalenza degli anticorpi anti-Legionella riferiti dalla letteratura sono però contrastanti: da
alcuni studi emerge una chiara associazione fra la professione odontoiatrica e la presenza di anticorpi
anti-legionella (Fotos et al, 1985; Reinthaler et al., 1988). Altri autori invece non ritengono i dentisti una
categoria di operatori particolarmente esposta in quanto il confronto con donatori o con altre categorie
non esposte non ha evidenziato differenze statisticamente significative (Oppenheim et al., 1987;
Pankhurst et al., 2003). Anche l’American Dental Association (ADA) si è schierata con questi ultimi,
pubblicando i risultati ottenuti dallo screening effettuato su 1294 dentisti (ADAF Monitors the Health of
the Dental Profession). I test sono stati effettuati nell’ambito del Health Screening Program 2004 (HSP)
per valutare il rischio occupazionale da Legionella per i dentisti. Dallo studio è emerso che il 7.4% dei
08
dentisti possedeva anticorpi anti-Legionella pneumophila
e questo dato non si discosta dai risultati ottenuti nel
2003 sia sui dentisti (8.6%) che su un gruppo di controllo.
Analoghe le conclusioni riportate in un documento
pubblicato dall’ADA nel 2014.
Alla luce di quanto riporta la letteratura scientifica
sembra più facile contrarre la Legionella, ormai quasi
ubiquitaria nelle condotte idriche comunali anche se in
concentrazioni tali da non provocare patologia, facendosi
una doccia soprattutto nella casa delle vacanze chiusa
per mesi, in sauna o in piscina che andando dal dentista.
In tema di prevenzione dei rischi, esistono metodi per il controllo dell’acqua dei riuniti: vanno dalla
filtrazione all’utilizzazione di acqua sterile, alla disinfezione continua o intermittente dei circuiti idrici.
Per ognuno di questi metodi, comunque MANCA QUALSIASI EVIDENZA SCIENTIFICA di una riduzione del
rischio di infezione da patogeni respiratori opportunisti.
Il cosiddetto “flushing”, la fuoriuscita di acqua a vuoto dagli strumenti per 3-4 minuti prima
di cominciare l’attività e per 30 secondi tra un paziente e l’altro, pur non avendo alcun effetto sul biofilm,
provoca una riduzione sensibile dei batteri sospesi in acqua in fase planctonica. Considerando che sono
proprio i microrganismi in fase planctonica (es. Legionella o Pseudomonas) a fuoriuscire dagli strumenti
odontoiatrici e contaminare paziente, operatori ed ambiente, il flushing si può considerare come una
procedura sufficientemente efficace e dettata dal buon senso.
In conclusione, purtroppo, dobbiamo, ancora una volta, prendere
atto della continua “attenzione” delle istituzioni nei nostri confronti,
liberi professionisti, che non ha pari verso nessun altra categoria.
Stranamente, la stessa attenzione, non è stata posta verso le strutture
pubbliche o quelle cosiddette “low cost”. La sensazione quindi è aver
voluto creare “il problema”, anche se assolutamente ingiustificato.
Le “aziende” l’hanno subito cavalcato proponendo le formule più varie
per mettere a norma le già tartassate strutture: €1.000/anno/riunito
moltiplicato per 150/200.000 riuniti non è, in periodo di forte crisi,
un business da sottovalutare.
L’unico lato positivo di tutta questa triste vicenda è che, finalmente, a Torino, abbiamo visto tutti
i componenti della categoria, Ordine ed Associazioni Sindacali, uniti a far fronte a questo ennesimo
attacco.
William Manuzzi
Presidente Provinciale Torino
PS L’Autore ringrazia Gianluigi D’Agostino, Presidente CAO Torino e Virginio Bobba, Presidente
Provinciale ANDI Torino per il contributo fondamentale alla stesura dell’articolo avendo l’Autore
abbondantemente attinto da loro articoli ed interviste.
Cosa fare per la prevenzione della
Legionellosi in studio!
Linee guida per la prevenzione ed il controllo della
legionellosi pubblicate in G.U. del 5 maggio 2000.
Per minimizzare il rischio nel corso di procedure
odontoiatriche, vengono di seguito fornite
indicazioni di buona pratica da applicare in tale
ambito. Per ridurre la contaminazione microbica
e/o la formazione del biofilm all’interno dei circuiti
idrici del riunito, si raccomanda di:
• utilizzare acqua a temperature inferiori ai 25*
• eliminare dal circuito i tratti esclusi dalle
correnti di flusso
• installare dispositivi antiristagno in grado di far
circolare l’acqua in continuo, in particolare durante
le pause lavorative
• alimentare il circuito con soluzioni sterili, dopo
averlo isolato dalla rete idrica
• disinfettare l’acqua con trattamenti in continuo
o discontinui
Questi ultimi, effettuati periodicamente o tra un
paziente e il successivo utilizzando disinfettanti di
alto livello, evitano la possibilità di contaminazioni
chimiche del campo operatorio, riducono
l’esposizione degli operatori e minimizzano
il rischio di selezionare microrganismi resistenti,
ma richiedono maggiore impegno di risorse
e attenzione rispetto ai trattamenti in continuo.
Per ridurre l’esposizione del paziente ad aerosol
potenzialmente contaminati e/o minimizzare
il rischio nei pazienti più vulnerabili si consiglia di:
• flussare ciascuno strumento accendendolo a
vuoto, all’inizio di ogni giornata lavorativa (tempo
minimo 2 minuti) e prima di ogni intervento
(tempo minimo 20-30 sec.) (CDC, 2003)
• installare, subito a monte dei manipoli, filtri
(≤ 0,2 μm) in grado di trattenere i microrganismi
provenienti dall’interno del circuito
• acquisire, preliminarmente all’inizio delle
cure, informazioni sulla salute del paziente,con
particolare riguardo alle condizioni che definiscono
il “rischio molto elevato”. In questo caso
dovrebbero essere adottate rigorosamente
le misure sopra illustrate, volte a contenere
il rischio di contaminazione da Legionella.
In considerazione dei dati di letteratura che
dimostrano un’ampia (?) contaminazione da
Legionella dei circuiti dei riuniti odontoiatrici,
la ricerca del microorganismo è raccomandata
almeno una volta all’anno qualora le misure
di minimizzazione del rischio sopra elencate non
vengano messe in atto e ogni volta che si verifica
un caso di malattia.
Ogni studio odontoiatrico deve inoltre tenere un
registro degli interventi effettuati.
William Manuzzi
ODONTOIATRIA LEGALE
A cura della SIOF
Vietato comparare e violare il decoro professionale
due limiti inderogabili in pubblicità
Torna ad animarsi il dibattito sulla validità delle norme
deontologiche che disciplinano la possibilità per gli odontoiatri
di poter fare pubblicità. La VI sezione del Consiglio di Stato con
ordinanza pronunciata il 16 giugno 2015 ha sospeso l’esecutività
della sentenza n. 4943/2015 del Tar per il Lazio che dichiarava
legittima la sanzione di 831.000 € inflitta dall’Antitrust alla
FNOMCeO per le limitazioni contenute nel codice di deontologia
medica che vietano la pubblicità comparativa e promozionale,
come qualsiasi altra limitazione. Secondo l’Autority non ci sono più
limiti, tutto lecito all’odontoiatra che intende promuovere
il suo studio con messaggi di qualunque tipo. L’opinione è certo
autorevolissima e lo è ancor di più a seguito dell’avallo dato
dal Tar, ma non era certo questo l’intento del legislatore delle
liberalizzazioni che nel 2006 ha abrogato i divieti che impedivano
ai professionisti di fare pubblicità. Il D.L. 233/2006 ha infatti
cercato di mediare tra la posizione tradizionale di divieto assoluto
di utilizzo del mezzo pubblicitario e l’assimilazione, operata dal
diritto comunitario, delle professioni c.d. protette all’attività di
impresa. Non può dimenticarsi che il decreto Bersani ha mantenuto
fermi i confini della trasparenza e veridicità dei messaggi
pubblicitari e ne ha nominato custodi gli Ordini professionali. Con le
nuove disposizioni, poi ulteriormente implementate, la professione
medica e odontoiatrica ha cercato di uniformare le proprie regole
deontologiche in tema di pubblicità alle spinte marcket oriented
provenienti dal diritto comunitario, nonché al mutato contesto
sociale in cui l’esercizio di essa si inserisce, prescrivendo come
inderogabile in qualunque forma di pubblicità il rispetto del
decoro della professione e il divieto di pubblicità comparativa.
Due chiari semafori posti nell’interesse dei consumatori a tutela
dell’asimmetria informativa che non consente loro di sceverare
se un dispositivo per impianti è migliore di un altro o soppesare
la veridicità di promesse al limite dell’indecenza che tuttavia
l’Antitrust ha ritenuto violino i principi della concorrenza e per
questo ha pesantemente sanzionato la categoria. Sotto la spinta
del “ tutto lecito” il convincimento degli odontoiatri, specie
quelli più bramosi di visibilità, si è quindi rafforzato in modo
destruente come dimostrano messaggi pubblicitari di ogni
tipo, presenti ad ogni angolo di strada, su qualunque giornale
o rivista e perfino sui sacchetti della spesa. Eppure la Suprema
Corte (sentenza SS.UU 18.11.2010 n. 23287 ) anche dopo la
stagione delle liberalizzazioni ha continuato ad affermare che
il rispetto del “decoro della professione”, chiaramente scolpito
nella coscienza di ogni professionista, è un limite insuperabile
nell’informazione ai clienti. Gli ortodontisti poi sanno bene
come non sia possibile qualsiasi seria comparazione delle loro
prestazioni. La comparazione delle prestazioni odontoiatriche,
come di quelle mediche, interessa non meno di 26 parametri che
presuppongono conoscenze scientifiche disponibili ed acquisite,
la loro misurabilità in termini riproducibili, criteri che garantiscono
che effettivamente l’indicatore misura il fenomeno, indicatori di
esito, indicatori di utilizzo, indicatori di qualità, indicatori di prezzo
etc.. L’Antitrust ha obiettato che la pubblicità comparativa può
coinvolgere “aspetti diversi” dalle prestazioni come i tempi di
attesa, le apparecchiature utilizzate, le innovatività delle tecniche
( in ortodonzia la fantasia comparativa sarebbe infinita), ma
anche questi aspetti non sono altro che elementi di interazione
formale ed informale che non solo non consentono di dire se una
prestazione odontoiatrica sia migliore di un’altra, ma neppure
che “esista in sanità una forma organizzativa migliore di un’altra”
perché nel settore in esame rileva esclusivamente la capacità
di mettere in piedi la forma di organizzazione o di prestazione
più coerente con l’obiettivo terapeutico che si può pensare di
raggiungere. Questa è la ragione del divieto della pubblicità
comparativa che è resa estremamente pericolosa dall’asimmetria
informativa tra professionista e paziente. Nella vicina Francia
il codice di deontologia medica 2012 prescrive all’art. 13 sono
“interdit tous procèdès directs ou indirect de pubblicitè”. Il
divieto assoluto alla pubblicità degli odontoiatri d’oltralpe ha una
sua precisa ragione: la professione odontoiatrica, come quella
medica, hanno peculiarità non presenti nelle altre professioni ed
è per questa ragione che anche in Italia fin dall’inizio del secolo
scorso la pubblicità sanitaria, specie per forme e contenuti, è
stata oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore
per i riflessi che essa assume su un bene costituzionalmente
tutelato quale la salute. L’art. 20 R.D.3.3.27 n. 478 imponeva
l’obbligo di autorizzazione per qualunque pubblicità; l’art.201
del testo unico delle leggi sanitarie sanzionava penalmente le
pubblicità prive di autorizzazione; la legge Poggiolini-Volponi L.
175/92 regolava in dettaglio contenuti e forme dei messaggi e,
anche dopo le liberalizzazioni, l’art 1 D. Lgs. 219/2006 continua
a vietare la pubblicità dei medicinali. I mutamenti epocali non
hanno modificato questa esigenza. L’odontoiatra non avrà più
rapporti con il “paziente”, ma con il consumatore o con il cliente
che dir si voglia, l’attività professionale sarà destinata ad una
lenta ma inesorabile assimilazione all’attività di impresa, il
Mercato sarà divenuto il signore dell’olimpo, ma tutto ciò non
può consentire di lasciar prevalere il convincimento del “tutto
lecito” perché a pagarne le conseguenze saranno i pazienti, il
mercato della salute e in ultima la professione stessa, svilita e
umiliata. Il segnale dato dal Consiglio di Stato lascia ben sperare
sulla salvaguardia dei codici deontologici e dell’autonomia
della professione di potersi dare delle regole di autodisciplina
compatibili con la concorrenza. La scelta del legislatore di porre
gli Ordini a guardia dei confini della veridicità e della trasparenza
non è casuale, ma è informata all’opinione secondo cui in alcuni
settori dell’agire umano, la regola di comportamento più efficace è
quella autonomamente data dai protagonisti, tant’è che lo stesso
diritto dell’unione europea riconosce che in questo settore è
giustificato un certo grado di regolamentazione delle professioni,
ritenendola necessaria per garantire una pratica corretta della
professione secondo le modalità dello Stato. La funzione delle
norme deontologiche è infatti pur sempre quella di tutelare principi
etici, valori sociali, regole a garanzia di un corretto esercizio di
una professione e, di riflesso, del consumatore finale che ne
fruisce. Queste regole nello specifico settore della pubblicità
sanitaria assumono un particolare rilievo, considerato che l’art.
2 del D.L. 223/2006 non ha regolato né i mezzi, né le forme
dell’informazione, dei quali si sono fatte carico le disposizioni
deontologiche perché nelle professioni, specie in quella
odontoiatrica, c’è un enorme bisogno di deontologia.
C’è quindi da auspicare che, qualora le disposizioni deontologiche
sulla pubblicità fossero ritenute imperfette, la soluzione possa
essere diversa dallo sradicarle dai codici deontologici, negando
qualunque potestà di autoregolamentazione in materia, come
affermato dall’Antitrust. In un settore delicato quale quello della
salute e delle cure può essere trovata una soluzione di equilibrio
del sistema tra la giusta aspirazione all’informazione e l’esigenza
di tutela dell’asimmetria informativa del paziente.
Il Supremo Collegio che a novembre dovrà definire il merito
della controversia, è dunque investito di un compito delicatissimo:
bilanciare i contrapposti interessi di tutela della salute e della
concorrenza. Solo così mercato e professione odontoiatrica
potranno far progredire il Paese.
Avv. Roberto Longhin
Consulente legale SUSO
Condannato Ortodontista: non aver rimosso l’apparecchio
in un paziente non collaborante
Il 5 Giugno scorso è stata pubblicata da
Odontoiatria 33 una sentenza che, riguardando
un fatto non isolato e quindi per la sua
importanza per lo specialista ortodontista
riportiamo integralmente.
Un paziente intraprende una terapia
ortodontica fissa ma durante la terapia non
segue le indicazioni del clinico, trascurando
l’igiene orale mettendo a rischio denti e gengive.
Come deve comportarsi il dentista?
Rimuovere il dispositivo o continuare a insistere
sul mantenimento dell’igiene orale ma portare
a termine la terapia, e quali sono le sue
responsabilità se, una volta tolti gli attacchi
ortodontici, i denti risultano cariati?
A tal proposito riportiamo una recente sentenza
del Tribunale di Trento che ha condannato
un dentista reo di non aver rimosso
l’apparecchio ortodontico di un paziente
palesemente non collaborativo che a seguito
della terapia stessa ha visto compromesso
il suo stato di salute orale.
IL FATTO
Una minore intraprende nel 2004 una
cura ortodontica fissa ma, nonostante i continui
avvertimenti del dentista, la sua igiene orale non è
soddisfacente. Nel 2009 il dentista riscontra infatti
iniziali lesioni da decalcificazione e fa presente
alla madre che bisogna ricorrere ad una idonea
terapia per arginare il problema.
La madre, però, non autorizza il medico ad
eseguire quanto necessario.
Il dentista decide di non rimuovere l’apparecchio
anche perché, si legge nella sentenza, i genitori
avrebbero perso il contributo che la Provincia
eroga per queste prestazioni, ma solo a terapia
terminata.
Nel 2010 la terapia è completata e viene smontato
l’apparecchio. Il paziente, però, presenta lesioni
cariose su quasi tutti gli elementi dentari, alcuni
dei quali con interessamento pulpare. I genitori
si rivolgono al proprio avvocato e chiedono i
danni al dentista, danno che il CTU quantifica
in circa 20 mila euro per danno biologico
permanente. Il giudice, supportato dai pareri
dei consulenti che affermano che “il tempo
intercorrente tra la comparsa di una white spot
e l’evoluzione di una lesione cavitaria cariosa,
in assenza di misure preventive, risulta essere
di soli sei mesi e che, quindi, è verosimile che
la grave decalcificazione accertata nel maggio
2010 abbia avuto inizio negli ultimi mesi dell’anno
precedente”, condanna il dentista ritenendolo,
comunque, responsabile.
Nella sentenza si afferma che “ Può ritenersi
pertanto che il dentista curante se ne sia avveduto
per tempo allorché nel settembre 2009 segnalò
la presenza dei primi sintomi di lesioni cariose
ai genitori della ragazza, consigliando loro di
attivarsi per le opportune cure”. Inoltre, continua
la sentenza,” essendo il dentista consapevole
che il minore “non teneva affatto conto delle
sue raccomandazioni” in tema di salute orale,
“avrebbe dovuto rimuovere l’apparecchio” anche
“senza il consenso dei genitori”.
Anche per questi motivi il dentista è stato
condannato a pagare la somma di 14.004,00 euro
oltre alla rivalutazione dall’ottobre 2011 alla data
della pubblicazione della sentenza ed alle spese
processuali e di consulenza quantificate in circa
13mila euro.
A questa sentenza fa seguito quella n. 128714
pronunciata dalla Corte di Cassazione che è stata
definita “un altro fulmine a ciel sereno”.
In essa viene infatti riconosciuto il seguente
principio: il dentista che prende in cura un
paziente diventa responsabile anche del lavoro
eseguito da chi l’ha preceduto.
E’ il caso di un dentista di Monza – già
condannato in secondo grado dalla Corte
d’Appello di Milano – considerato responsabile
di avere realizzato degli elementi protesici su denti
devitalizzati “male” dal suo predecessore.
Dopo la cementazione alcuni elementi avevano
cominciato a creare problemi costringendo
il professionista a rimuoverli nonostante la corretta
realizzazione della protesi.
Ulteriori approfondimenti potranno essere forniti
allorchè verrà diffusa la motivazione.
Gabriella Ceretti
Direttivo Nazionale SIOF-SUSO
09
NORME E PRASSI
Cresce a vista d’occhio la famiglia SUSO
Con la primavera continuano a fiorire le…. Sezioni SUSO. Abbiamo
dato nel numero precedente la notizia dell’apertura della Bari Bat
(Barletta Andria e Trani) Brindisi e della Sezione di Foggia, registrando
le dichiarazioni entusiastiche e i programmi dei nuovi Presidenti
affiancati nelle consuete foto di rito dai nuovi Direttivi.
A Modena il nuovo Direttivo
crea la programmazione per il 2015
All’Ordine dei Medici
e Odontoiatri della provincia
di Modena si sono svolte
Il 10 luglio 2015 le elezioni
della sezione SUSO, che
risulta ora essere così
costituita: Saverio Padalino
(Presidente), Marcello
Malavasi (Vice-presidente),
Sandra Gasparini (Segretario),
Ioana Datcu (Tesoriere),
Viviana Giannoccaro
e Mariagrazia Mancuso
(Consiglieri).
Al termine delle elezioni,
da sinistra Saverio Padalino, il neo presidente, Maria Grazia Mancuso, Viviana Giannoccaro,
si è proceduto a stilare il
Ioana Datcu, Marcello Malavasi, Sandra Gasparini
programma delle attività
della Sezione per l’anno in corso. Grande spazio è stato dato ai giovani neo-laureati che si stanno
avvicinando al mondo dell’ortodonzia e che erano rappresentati in sala da Angelo Landi e Giacomo
Setti. Insieme si è deciso di organizzare una serie di incontri, rivolti a giovani colleghi e non, improntati
soprattutto sull’interdisciplinarietà della specializzazione ortognatodontica (ORL, pediatria, logopedia,
fisioterapia, nutrizione, …). “Sicuri di un riscontro positivo da parte di tutti i colleghi della provincia - dice
il neo-presidente eletto” abbiamo avviato l’organizzazione del primo incontro 2015: è in programma
al rientro dalle vacanze estive e avrà come tema: “La fotografia in ortognatodonzia”.
Per dovere di cronaca ma anche con una certa soddisfazione dobbiamo comunicare
in questo numero la nascita di tre nuove sedi: diamo infatti notizia dell’ingresso in SUSO
di Chieti/Pescara, Modena e Padova. La famiglia sta crescendo a vista d’occhio e con uno
sviluppo che grazie all’operazione “Rilancio in SUSO”...fa ben sperare e si accompagna,
e non è un caso, alla diffusione della maggiore testata odontoiatrica .
Nasce all’unanimità la Sezione
interprovinciale Chieti-Pescara
Il 16 maggio presso lo studio Odontoiatrico Marco
Marinelli, si riuniscono i soci SUSO Michele D’Attilio
(consigliere Nazionale SUSO), Marco Marinelli,
Nadia Lillo, Agnese Di Paolo, Ezio Palombo,
Domenico Vitale, Gabriella Scipione
e Gianni Cialone per eleggere il nuovo Direttivo
della Sezione interprovinciale SUSO Chieti- Pescara.
D’Attilio presa la parola, spiega
la forte volontà che esiste da
parte del Presidente Nazionale,
Pietro di Michele e del Consiglio
nazionale di realizzare delle
sedi provinciali specificando gli
obiettivi della loro costituzione.
Nella stessa seduta si ipotizza
anche come gestire la Sezione
in accordo a quelle che
saranno le direttive nazionali.
All’unanimità si esprime
la volontà di costituirla e si
procede pertanto alle votazioni
che vedono il direttivo della
Sezione Chieti-Pescara così composto:
Presidente Marco Marinelli, Segretario Nadia Lillo,
Tesoriere: Domenico Vitale,
Consiglieri: Ezio Palombo, Gianni Cialone.
Michele D’Attilio
Sezione di Chieti-Pescara
Saverio Padalino
Sezione di Modena
Da sinistra Agnese Di Paolo, Nadia Lillo, Michele D’Attilio
e Marco Marinelli neo presidente
Rinnovato il Cd di Padova
Antonio Cesta, il nuovo presidente
Giovedì 28 Maggio si è svolta l’Assemblea dei
Soci SUSO della Provincia di Padova per il rinnovo
delle cariche provinciali per il triennio 2015/2017.
Il nuovo Consiglio risulta ora composto da Antonio
Cesta, Presidente, Elena Bortolazzo, Vice; Annalisa
Lorenzi, Segretario; Ernesto Comitale,
Tesoriere; Luca Toninato, Consigliere.
Dice il Presidente eletto “Fiero
dell’incarico affidatomi, esprimo
profonda gratitudine nei confronti
del Presidente nazionale il quale ha
fortemente voluto il rilancio della
Sezione di Padova. Orgoglioso inoltre
di collaborare con un gruppo di validi
colleghi e amici con i quali condivido
un comune percorso formativo e
la passione per la disciplina. Conto
di poter mettere a disposizione
l’esperienza maturata in questi anni
nel Direttivo POIESIS, di cui faccio
parte”. Nell’’Assemblea il neo-eletto
Direttivo ha posto le basi per
la programmazione delle attività del
prossimo triennio. E’ emersa la volontà
di ricreare un gruppo che possa
essere punto di riferimento locale per
specialisti e medici odontoiatri che
esercitano l’Ortognatodonzia,
in grado di dare nuova linfa culturale
e sindacale alla città, delineate
le modalità per implementare
l’interazione fra i soci iscritti
e coinvolgere nuovi colleghi attraverso
canali tradizionali e multimediali,
con la programmazione di eventi di aggiornamento
professionale e sindacale.
10
Il Direttivo ha programmato una scadenza
ravvicinata per la prossima riunione, per definire
compiti e obiettivi per il 2015.
Antonio Cesta - Annalisa Lorenzi
Sezione di Padova
Da sinistra Ernesto Comitale, Annalisa Lorenzi,
Antonio Cesta neo presidente,
Elena Bortolazzo, Luca Toninato
UOMINI E TEMPI
La SIDO vista da Giuseppe Fiorentino
Neo-presidente eletto per il 2018
Professionisti
o imprenditori?
La nomina di Giuseppe Fiorentino è avvenuta nel corso del 45°
Congresso internazionale SIDO di Firenze (10 ottobre 2104) che per
elevatezza di temi e numero di partecipanti, ha confermato appieno
la vitalità di una delle maggiori Società scientifiche italiane. Eletto
consigliere nel 2007, Fiorentino ha preso parte attivamente alla
messa a punto del nuovo ordinamento statutario di una delle più
importanti Società scientifiche d’Italia e d’Europa, oggi presieduto
da Giampietro Farronato. Pur essendo stato eletto nel 2014,
Fiorentino entrerà pienamente in carica solo nel 2018, preceduto
nel suo mandato da ben altri tre successori dell’attuale presidente.
Di qui l’idea di approfondire con un intervista nei meccanismi
di alternanze non sempre immediatamente comprensibili.
Più o meno low cost negli ultimi tempi si stanno
moltiplicando i centri odontoiatrici sotto forma
di società, quindi come tali, svolgono l’attività
odontoiatrica come impresa. Le motivazioni che
possono portare all’apertura dei centri sotto forma
imprenditoriale, sono molteplici: una primaria
motivazione è la non-possibilità a svolgere
l’attività professionale odontoiatrica. Si osserva
infatti come frequentemente la compagine sociale
di molti centri non sia costituita da odontoiatri;
ma possono esistere motivazioni anche di natura
fiscale. Di qui l’utilità di essere a conoscenza
della norme che presiedono alla determinazione
del reddito fiscale dell’attività professionale o
imprenditoriale.
Il reddito nell’ attività professionale viene infatti
determinato secondo il c.d. principio di cassa,
in virtù del quale esso consiste (con qualche
eccezione) nel margine differenziale tra compensi
ricevuti e spese sostenute nel periodo d’imposta.
Sotto questa ottica divengono importante le due
componenti: incasso e pagamenti effettuati.
Il c.d. principio di competenza è quello invece
applicato nell’impresa, dove il reddito si stabilisce
nella differenza tra ricavi e costi riferiti al periodo
di imposta. Nella determinazione del reddito
rilevano inoltre le rimanenze di merci e materiale
giacenti a fine imposta e ricavi e costi anche se
non incassati o pagati.
Al principio di cassa applicato alla professione
esistono eccezioni per le quali nella deduzione
di alcuni costi si applica
il principio di
competenza
(ad esempio,
ammortamenti,
canoni leasing
quote di
accantonamento
al T.F.R. qualora vi
siano dipendenti).
In molti casi relativi
all’attività odontoiatrica
come impresa, bisogna tener conto che i vari
centri sono costituiti come società di capitali,
quindi le imposte in questo caso sono diverse
e da un punto di vista fiscale, la convenienza allo
svolgimento può sussistere solamente
se si conseguono redditi elevati.
La stessa Agenzia delle Entrate dà valore alla
possibilità di scelta nell’esercizio dell’attività
odontoiatrica avendo previsto la redazione dello
stesso studio di settore (WK21U) sia nel caso che
l’attività odontoiatrica sia svolta come professione
che come impresa, essendo diversi solamente
i quadri contabili da compilare, dal momento
che sono differenti i criteri di determinazione
del reddito.
Nello scegliere la modalità dell’esercizio di attività,
un’altra importante motivazione proviene dal
fatto di poter chiedere finanziamenti agevolati
o contributi a fondo perduto: possibilità finora
confinata solo all’attività di impresa.
Da tenere in conto altre condizioni determinate
dai vari vincoli imposti eventualmente da leggi
regionali e dall’obbligo, nella costituzione di centri
odontoiatrici sotto forma di società, della nomina
di un Direttore Sanitario.
Concludendo: se non si tratta di una scelta
obbligata, occorre valutare caso per caso
la convenienza che tipo di attività odontoiatrica
occorra effettuare, non perdendo mai di vista
redditi ed investimenti previsti.
Maurizio TONINI
Come nasce il nuovo ordinamento SIDO?
Alle spalle di quella che io chiamo SIDO 2 c’è una grande trasformazione.
Alcuni “saggi” (in particolare, Magni, Martina e Siciliani) proposero
le linee guida del nuovo assetto, rifacendosi ad alcune consorelle
internazionali. Di qui la trasformazione dalla “SIDO-del-Presidente”
in una “SIDO-del-Direttivo”, una nuova organizzazione cioè che dà
la possibilità ai Presidenti neoeletti di programmare con largo anticipo
temi e location degli eventi, oltre agli inviti precoci agli speaker per averli
più disponibili. In pratica una accresciuta capacità di coordinamento
tra gli eventi nelle varie annualità.
Solo questo?
In realtà la trasformazione più radicale è stata quella di rendere la “linea
politica” della SIDO più omogenea, ad opera di un Direttivo ogni anno
uguale al precedente per gli 8/10. Ogni anno infatti viene eletto un
Presidente che andrà in carica dopo 4 ed un Segretario (negli anni pari)
o il Tesoriere (negli anni dispari) che diventerà effettivo dopo due anni.
I neoeletti diventano subito consiglieri mentre i Presidenti rimangono tali
fino due anni dopo la fine del mandato.
Riassumendo?
Riassumendo il Consiglio della attuale SIDO è costituito da 6 presidenti
(uno in carica, tre eletti e due past), due segretari (uno eletto, uno in
carica) e due tesorieri (uno eletto ed uno in carica). Il Presidente in carica,
oltre ad organizzare gli eventi scientifici del suo anno coadiuvato da
un apposito Comitato, è il responsabile legale e coordina tutte le attività
grazie alle decisioni discusse e votate in Consiglio dove dispone tuttavia
di un “doppio voto”.
Quali le conseguenze?
A parte i Convegni (della cui organizzazione pure i consiglieri vengono
puntualmente informati per ratificare i budget), tutte le altre attività
devono essere sostenute dal Consiglio.
La SIDO è oggi una organizzazione complessa che cura l’aggiornamento
scientifico dei soci, tramite un Consiglio omogeneamente costituito da
libera professione e mondo accademico.
A parte queste trasformazioni statutarie cos’è cambiato nella SIDO
negli ultimi anni? Ma soprattutto perché un ortodontista dovrebbe
associarsi?
E’ iniziato un lavoro di lunga portata che vede tutti i Consiglieri,
Presidenti, Segretari, Tesorieri, spesso anche Revisori dei conti,
impegnati nella qualificazione e certificazione della SIDO quale Provider
erogatore di cultura/aggiornamento professionale internazionalmente
riconosciuto . Grazie al quale i soci dispongono di una rivista “indexata”
(Progress in Orthodontics) ed una per il clinico (European Journal
of Orthodontics) che stanno diventando un punto di riferimento
nell’area europea e mediterranea. Per non parlare di eventi… Sulla
importanza scientifica dei due appuntamenti abituali (Spring Meeting e
Congresso Internazionale), potrebbe anche essere superfluo aggiungere
qualcosa data la lusinghiera presenza di oltre 2000 partecipanti lo scorso
anno. La novità più interessante è che chi segue attivamente tali eventi di
persona o via FAD (Formazione a Distanza) può completare il punteggio
annuale ECM richiesto. Negli ultimi anni sono partite altre iniziative tese
soprattutto al tutoring del giovane socio.
Dal punto di vista personale come è stata affrontata l’esperienza
dell’elezione?
Premetto che sono orgoglioso di essere stato eletto e di far parte di una
prestigiosa società scientifica come questa.
Anch’io come avviene quando ci sono più candidati ho contattato alcuni
votanti al telefono: ma solo quei colleghi che conoscevo personalmente
e con i quali avrei potuto scambiare un parere sulla SIDO e sulla nostra
situazione professionale.
Come si arriva ad assumere un compito così gravoso
come la presidenza?
Ho 55 anni, una moglie, con la quale condivido felicemente la vita da
Giuseppe Fiorentino
ormai 30 anni, due figli prossimi alla laurea (medicina la prima, odontoiatria il
secondo) che hanno già scelto un indirizzo che non è l’ortodonzia. Avevo dato
già da qualche anno la mia disponibilità ad assumere compiti dirigenziali. È
quindi stato naturale confermare la mia candidatura l’anno scorso, quando si
presentò l’opportunità. Per il 2018 si richiedeva un libero professionista puro
e quindi ho accettato con piacere. L’’impegno, di grande prestigio, è di quelli
che intimoriscono, il lavoro da svolgere sarà molto ed io ce la metterò tutta per
adempiere al mandato che chi mi ha votato mi ha affidato.
Quali gli obiettivi prefissatI?
Da quanto detto sopra appare chiaro che un Presidente è solo uno dei
consiglieri, l’ispiratore degli eventi scientifici nel suo anno di carica.
E’ mia ferma intenzione tuttavia lavorare per il miglioramento della SIDO e
realizzare alcuni punti illustrati durante la mia “campagna elettorale”. Ossia:
1. Incentivazione del rapporto bi-direzionale SIDO/soci.
a. Un sito web che diventi sempre più un “portale erogatore di servizi”
b. La SIDO può avvicinarsi di più ai soci , rimodulando il concetto di
Macroaree, con Incontri regionali e gruppi di studio
2. Una promozione più incisiva dell’Ortodonzia presso il grande pubblico e le
Istituzioni . Deve passare il messaggio: avere denti ben allineati è salute
e funzione, non solo estetica!
3. Progetto Grande SIDO. Con la sua struttura tecnico-amministrativa può
assolvere alle funzioni necessarie a tenere unita la professione in un “singolo
contenitore”. Sarebbe bella una convention di una settimana all’anno dove
ritrovare tutta l’Ortodonzia, e non districarsi tra 5-6 corsi e congressi al mese,
così come si dovrà pensare ad uno “sportello interno” di consulenza
sindacale e amministrativa, nonché medico-legale.
Un augurio per il 2018….
Mi auguro di arrivarci tramite la collaborazione dei colleghi, dei soci che
mi hanno sostenuto e di tutti gli altri, ordinari e provvisori: per una crescita
professionale e della SIDO, per un 50° compleanno, giovane ed in salute, per
affermare meritatamente la professionalità. Quindi “speriamo che me la cavo”.
Claudia Tosi
Consigliere nazionale SUSO
IV FORUM
della professione
ortodontica
BOLOGNA,
SABATO 21 NOVEMBRE 2015
PRESSO L’AC HOTEL BOLOGNA
BY MARRIOTT,
“DALL’ANALOGICO AL DIGITALE,
IL CAMBIO DELLA PROFESSIONE
ORTODONTICA”
Consulente fiscale SUSO
11
TESI IERI, OGGI, DOMANI
Valentina Lanteri: “Una passione per l’Ortodonzia
nascosta, che forse vive... nel mio genoma”
Quando si è laureata?
Quale è stato il tema
ed il titolo della sua tesi
di laurea?
Mi sono laureata il 14 ottobre
del 2002, presso l’Università
di Pavia. La mia tesi
sperimentale, verteva su un
argomento di Ortodonzia.
Sotto la guida del Prof.
Giuseppe Sfondrini, ho
svolto una ricerca presso
i Laboratori ISO di Sesto
Fiorentino, da cui ho ricavato
i dati per la tesi: “Attacchi
ortodontici realizzati con
tecnologia Metal Injection
Moulding: analisi delle
forze di distacco in vitro”
premiata con un bel 110 e
lode. I risultati ottenuti hanno
permesso di estrapolare
anche informazioni utili per
l’impiego clinico.
Nei 10 anni trascorsi le
tecnologie relative ai bracket
ortodontici hanno beneficiato
di uno straordinario sviluppo,
facendo inesorabilmente “invecchiare” il mio lavoro.
Per me comunque è stata la prima significativa
occasione per cimentarmi con il rigore metodologico
richiesto dalla ricerca, che ha poi condizionato le mie
successive scelte professionali.
Quale è stato il tema ed il titolo della sua tesi
di Specializzazione?
La mia passione per l’Ortodonzia forse era già
nascosta nel mio genoma…. comunque l’interesse
è maturato durante il Corso di Laurea, tanto che
la Scuola di Specializzazione mi è parsa l’approdo
naturale del mio percorso formativo. Anche questa
volta ho impostato la mia tesi su una ricerca, in questo
caso più orientata alla clinica: “Distalizzazione dei
12
molari superiori con il sistema Fast Back. Ricerche cliniche e cefalometriche”.
L’argomento della tesi è tutt’ora attuale ed arricchito da continui contributi.
Si dice che il vero professionista sia un eterno studente. Anche per lei è stato così?
In realtà, anche dopo la Specializzazione, non ho mai cessato di approfondire la materia, prima
con il Corso di perfezionamento in Odontoiatria Infantile a Firenze, poi con il Master di II livello
in Odontoiatria Infantile e Ortodonzia Intercettiva e con il Master di II in Benessere, Alimentazione,
Sonno e Medicina Termale, entrambi a Pisa.
Nel corso del tempo sono stata
Cultore della Materia presso
l’Università della Magna Graecia
e poi Professore a Contratto presso
l’Università di Pavia.
Che progetti ha per il suo futuro?
Qual’è oggi l’argomento che
la interessa maggiormente?
Dopo un periodo dedicato
prevalentemente all’attività
clinica è riemerso l’interesse
per la ricerca. Perciò mi sono
nuovamente impegnata negli studi
e attualmente frequento a Milano
il Dottorato di Ricerca in Scienze
Odontostomatologiche, diretto dal
Prof. Roberto Weinstein. L’attività
clinica mi ha portato a focalizzare
la mia attenzione su un problema
particolarmente frequente:
i deficit trasversali del mascellare.
La mia tesi di dottorato, alla quale
sto lavorando sotto la guida del mio
Valentina Lanteri
Tutor prof. Giampietro Farronato,
verterà su tematiche inerenti l’espansione mascellare, anche alla luce di nuovi innovativi dispositivi,
recentemente messi a disposizione dei clinici, quale ad esempio il Leaf Expander. A tale scopo
svolgerò una ricerca multicentrica, che vede coinvolta anche la UOC dell’Ospedale Gaslini di Genova,
diretta dal dott. Nicola Laffi.
Può ipotizzare cosa accadrà in futuro, sempre in merito a tale argomento?
Personalmente vedo un inesauribile filone di sviluppo in cui ricerca, tecnologia e clinica porteranno
ad un progressivo avvicinamento al dispositivo ideale: efficace, efficiente, predicibile, sicuro,
confortevole, senza collaborazione e, perché no?, low cost.
Intervista di Alberto Pezzini
SCIENZA E TECNICA
L’ Ortodontista nel trattamento OSAS
Classificazione dei disturbi (III parte)
Come già detto nei precedenti articoli, sono molti gli specialisti, medici e non, coinvolti nel trattamento dei disordini
del sonno. Le aree di pertinenza degli odontoiatri includono le valutazioni cliniche, la diagnosi differenziale, l’invio
del paziente a specialisti o centri del sonno per le analisi diagnostiche specifiche, l’applicazione di apparecchi
ortodontici o propulsori mandibolari, i trattamenti ortodontici o ortodontici-chirurgici, il monitoraggio dell’efficacia
dei dispositivi orali. Nel 2005, sotto la supervisione dell’ American Academy of Sleep Medicine, venne pubblicata un’ edizione revisionata della classificazione
internazionale dei disordini del sonno, denominata International Classification of Sleep Disorders (ICSD-2). Esaminiamo ora, in modo molto superficiale,
le varie sezioni di questa classificazione.
Willy Manuzzi
Insonnia. Disturbo del sonno caratterizzato dall’impossibilità
di addormentarsi o di dormire per un tempo ragionevole durante
la notte. Stress, disturbi medici o psichiatrici, situazioni dolorose sono
normalmente la causa del disturbo che, se continua per più notti, può
diventare cronico.
Disturbi respiratori connessi al sonno.
Apnea o ipopnea del sonno (centrale,
ostruita o mista).
Ipersonnia. Sonno intenso o di eccessiva
durata (narcolessia o addormentamento
improvviso durante il giorno, definito
cataplessia).
Disturbi del ritmo circadiano. Disordini che
alterano il ciclo biologico dell’ individuo nelle
24 ore rispetto al ciclo luce-buio (fase del sonno avanzata o ritardata,
incapacità di addormentarsi alla stessa ora, periodi di sonno irregolari,
frequenti microrisvegli notturni, jet lag, lavori notturni, turnisti...).
Parasonnie. Sonnambulismo, pavor (terrore del sonno), incubi, enuresi...
Disturbi motori del sonno. Movimento periodico degli arti (scatti), bruxismo
Sintomi isolati. Russamento, sonniloquio, mioclonie (improvvisi e brevi,
meno di 0,25 secondi, scosse muscolari che possono essere osservati
negli arti, nel viso o nei muscoli mandibolari con lo sbattimento dei denti).
Altri disturbi del sonno associati con condizioni varie.
Fibromialgia, mal di testa, epilessia legata al sonno, reflusso gastroesofageo,
angina, deglutizione atipica e accumulo di saliva in bocca (senso
di soffocamento e risveglio con possibilità di bagnare il cuscino); disordini
diagnosticati durante l’infanzia o nell’ adolescenza
come difficoltà a concentrarsi, iperattività e disturbi
della personalità.
Molti disturbi possono manifestarsi in modo
concomitante. Almeno un terzo dei pazienti con
bruxismo presenta, ad esempio, anche problemi
respiratori come apnee del sonno, movimenti periodici
degli arti durante il sonno o cefalea.
Ad oggi si ritiene che l’apnea ostruttiva nel sonno
sia presente in circa il 30% nei pazienti con
disfunzioni dell’ articolazione temporo-mandibolare,
un’associazione decisamente interessante in quanto tali disordini non sono
comunemente associati all’apnea del sonno.
Gli odontoiatri e gli ortodontisti in particolare, collaborando con altri medici
specialisti, possono quindi impiegare la loro esperienza per riconoscere vari
disturbi per il trattamento del russamento, dei disordini respiratori,
del bruxismo e dei dolori orofacciali.
La citata classificazione è utile per una più chiara diagnosi differenziale
e come strumento nella pratica clinica.
Obiettivi del congresso SIMSO : diffondere
le nozioni tra la popolazione, formare
l’odontoiatra e rafforzare link con i medici
Marzia Segù, presidente SIMSO
Giunto alla
5a edizione,
il Congresso Nazionale della
Società Italiana di Odontoiatria
nella Medicina del Sonno (SIMSO),
presediuto da Marzia Segù, si terrrà
a Vigevano, al Centro Congressi
Battù.
Il congresso ha visto nel tempo
un crescendo di partecipazione e
parterre di relatori. Quest’anno due
gli stranieri: Jef Nelissen e Marc
Braem, Presidente dell’European
Academy of Dental Sleep Medicine.
Il Congresso mira ad operare sui
tre target della Società: diffusione
dell’informativa nella popolazione,
formazione dell’odontoiatra e
rafforzamento del link con i medici,
articolandosi in 3 giornate: il 17
settembre alle 19, sotto l’egida di
Rotary Club Cairoli, evento aperto
gratuitamente alla cittadinanza
“Come dimagrire senza contare
le calorie? Lezione di igiene
alimentare” con Federico Perna,
biologo nutrizionista e dottore in
biochimica, da 15 anni impegnato
in ricerca avanzata in campo
nutrizionale-gastroenterologico
al Policlinico S. Orsola-Malpighi
(Università di Bologna); il 18
primo “Esame di certificazione
da odontoiatra esperto in Disturbi
Respiratori nel Sonno SIMSO” e
sabato 19 apertura del Congresso
nazionale e Congresso regionale
AIO Lombardia che valorizzerà
il ruolo del team nella gestione
dell’apnea ostruttiva nell’adulto e
bambino. Interventi di Francesca
Milano e Giuseppe Scaramuzzino,
otorinolaringoiatra, Maria Teresa
La Rovere, cardiologa, Federico Perna,
Paola Cozza, Direttore della Scuola
di Specialità di Ortognatodonzia
dell’Università “Tor Vergata”
ed infine di Enrico Brunello, Presidente
dell’Associazione Italiana Pazienti
con Apnee del Sonno-Onlus (A.i.p.a.s.Onlus).
“Responsabilità
importante
per il dentista
medico”
Ritengo che sia una grande occasione per
il mondo dell’odontoiatra, per partecipare
attivamente come “medici” alla cura di una
patologia sistemica.
Fondamentale partire dall’anamnesi
chiedendo se il paziente “russa?” o “ha
sonnolenza durante il giorno?”; questo
momento deve essere attivo e responsabile.
Nel caso in cui il paziente risponda
positivamente bisogna iniziare un percorso
clinico e strumentale a confermare o meno
il sospetto che ci si trovi in presenza di
apnee notturne ostruttive.
Tra tutti gli aspetti positivi provocati da tale
intervento, c’è la partecipazione a prevenire
il 22% degli incidenti stradali occorsi sulla
rete autostradale italiana causati da apnee
notturne; al riguardo l’Istituto Superiore di
Sanità ha stimato in 840 milioni di euro
l’anno i costi socio-sanitari da incidenti
stradali attribuibili a questa patologia.
E come si contribuisce?
Applicando dispositivi orali che protrudono
la mandibola durante il sonno; le recenti
Linee guida ministeriali italiane e quelle
internazionali, ne raccomandano l’utilizzo
nelle OSAS lievi e medie.
Intercettare ed ancor più curare le OSAS
è atto di responsabilità importante per
l’odontoiatra, capace in tal caso di dare
valore alla simbolica unione che si legge nel
primo articolo del codice deontologico …”
medico e chirurgo e odontoiatra di seguito
indicati col termine di medico”.
Luca Levrini
Corso di perfezionamento: Biomeccaniche
speciali in Tecnica Roth/Face con l’ausilio
delle miniscrews. Università SUN di Napoli
E’ uscito il bando del Corso di
perfezionamento in “Biomeccaniche
speciali in Tecnica Roth/Face con l’ausilio
delle miniscrews” promosso dalla Scuola
di Specializzazione in Ortognatodonzia,
SUN di Napoli diretta da Letizia Perillo,
per l’A.A 2014-2015. Il tema è attuale:
infatti l’utilizzo di dispositivi semplici,
sicuri e veloci come i mini-impianti
ha rivoluzionato le possibilità cliniche
ampliando i limiti dell’ortodonzia moderna.
L’obiettivo è avvicinare il partecipante
all’utilizzo dei mini-impianti ortodontici
quali fonte di ancoraggio assoluto e
confrontare le strategie di trattamento con
metodiche tradizionali della tecnica Roth/
Face e con le biomeccaniche speciali che
si avvalgono dell’ausilio dei mini-impianti.
Il Corso, di 3 mesi, consente di
acquisire 20 crediti formativi,
quota di iscrizione 1500 euro.
Le iscrizioni sono già aperte.
Il bando si chiude il 4 settembre.
Info: www.ortodonzia.unina2.it
www.unina2.it
13
NON SOLO ORTODONZIA
L’uomo e gli orologi: “Il loro cuore metallico, come la bocca,
è qualcosa di più di un mero, inerte assemblaggio”
Prof. Alberto Laino, Università Federico II di Napoli
Docente di Malattie Odontostomatologiche
all’Università di Napoli Federico II, Alberto Laino è
in realtà l’Hugo Cabret (personaggio portato sullo
schermo da Martin Scorsese ndr.) dell’ortodonzia.
Gli si addice infatti come un guanto quel che egli
sosteneva” Mi piace immaginare che il mondo sia
un unico grande meccanismo. Le macchine non
hanno pezzi in più, ma esattamente il numero e il
tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il
mondo è una grande macchina, io devo essere qui
per qualche motivo. Ed anche tu”.
Laino applica la massima di Cabret agli orologi
di cui possiede una rara collezione. Sono almeno
un centinaio ed hanno in comune una certa qual
antichità. Si va da quelli da camera, agli orologi
da panciotto e da polso. Una passione strana per
un uomo che si occupa di odontostomatologia
da una vita. Ma neanche tanto, se ci si pensa,
perchè anche il cuore metallico degli orologi –
come la bocca – è qualcosa di più di un mero,
inerte assemblaggio. Per lui è qualcosa di vivo,
un meccanismo fatto di forze leggere che si
contrappongono le une con le altre, senza mai
alterare il quadro d’insieme. Il tempo è il suo
grande metronomo interiore e professionale.
Professore, come mai questa passione
per gli orologi?
Io – vede – sono sempre stato un grande,
inguaribile ritardatario. Pensi che arrivai in ritardo
anche al mio matrimonio...
Sua moglie non sarà stata felice, allora!
In effetti...Sono sempre stato ossessionato dal
tempo e dagli orologi. Sono come Capitan Uncino
che amava circondarsene, ma a differenza sua
amo vederli tutti perfettamente funzionanti.
L’orologio più antico della sua collezione?
E’ un pezzo del 1600 con bassorilievi in argento,
una specie di guscio in noce racchiuso in una
capsula di argento smaltato. Una bellezza.
Quello a cui è più legato?
Un orologio da polso della IWC fabbricato a
Schaffausen in Svizzera. E’ un modello unico
al mondo capace di andare soltanto avanti. E’
congegnato con fasi lunari e meccanismi tutti
ingranati. Se mi capita di andare troppo avanti
quando lo carico, devo attendere che sorga
il giorno fatto scattare per errore. E’ l’unico
orologio al mondo che rispecchi il tempo.
E’ un orologio umano ?
Assolutamente si. Pensi che quando siamo passati
dal 1999 al 2000 ho dovuto far sostituire una
capsula inserita all’interno, quella del millennio.
E’ fatto di tanti meccanismi precisi, relativi agli
anni, ai decenni, al secolo, al millennio.
E’ il fascino del tempo incarnato.
Un cultore di orologi antichi e in qualche
modo unici, come lei, cosa pensa di quelli
commerciali ? Lei porterebbe mai uno Swatch?
Lo Swatch è l’orologio con un’anima da sette
euro. Può costarne 70, 80 oppure cento ma la sua
anima sarà sempre quella, da sette euro.
Non quella sopraffina di un orologio che porta
dentro di sé un meccanismo vero ma soprattutto
l’alito di chi l’ha assemblato, costruito e l’ha fatto
scattare per la prima volta. Ogni meccanismo
racchiude dentro di sé un’anima ad orologeria,
la mano dell’uomo che l’ha pensato e l’ha reso
vivo. Come il tempo.
Come coniuga questa passione con la sua
professione?
Come dicevo, io sono un ritardatario. Il mio
paziente sta in ansia fino a quando non mi vede.
Poi, non appena arrivo, il principio professionale
a cui obbedisco consiste nel porre il paziente al
centro del mio universo. In quei momenti divento
pazientocentrico, e quindi ognuno di loro si sente
coccolato e curato.
Il paziente è “tutto”?
Si, assolutamente. Questa considerazione nasce
oltretutto dal fatto che secondo me
è fondamentale dare delle opportunità. Io ascolto
i pazienti, spesso mi chiedono consigli su altre
scelte di vita, comprese quelle sentimentali.
Sa quanti specializzandi ho fatto sposare
con pazienti donne? Cioè?
Allora, segua bene il ragionamento. L’ortodonzia
è come il meccanismo di un orologio: è fatta
di forze leggere e continue che in qualche modo
si devono legare insieme. Se lei mette una
specializzanda a contatto con una paziente donna,
non andranno mai d’accordo. Così, per gli uomini.
Se invece, lei mette insieme due generi sessuali
diversi, talvolta anche l’ortodonzia ne beneficia
ampiamente e non soltanto sotto l’aspetto
sentimentale. Sono aspetti delicati anche
di natura biomeccanica.
Se lei sposta una forza o pigia la leva
sbagliata, salta tutto un equilibrio. Ha capito
perchè a volte anche il sentimento
e la distensione possono aiutare?
Si, ho capito. Adesso però mi dice quando il tempo
si è davvero fermato per lei.
A dire il vero risale a poco tempo fa. Mi ero
sottoposto ad un importante intervento chirurgico
all’addome. Quando mi sono svegliato, ho chiesto
a mia moglie di darmi subito l’orologio, così, per
riacquistare un punto di equilibrio in quel buio da
cui mi ero appena levato. Poi ho sentito la mano
di mia figlia Chiara stringere la mia. Ho percepito
soltanto in quel momento l’assoluta bellezza della
sua mano. Era mia figlia, ma non la conoscevo.
Intervista di
Alberto Pezzini
Sveglie terrestri, nautiche, da carrozza
ed ingioiellate. Tutte ahimè, impegnate
a...svegliarmi la mattina.
Coppia di orologi da taschino con atmosfere orientaleggianti
ispirano un ritorno ad un passato e ad atmosfere d’altri tempi
con guerrieri e turbanti che evocano nostalgie ed intrighi
internazionali.
Questo, per leziosità, vezzo, forme e curve, dovrebbe essere
chiamato “orologia” Tutte le sue componenti infatti sono
declinate al femminile, rendendolo ancor oggi affascinante
ed attraente come una bella donna.
Cosa di più bello di un quadrante in porcellana dipinto a mano,
impreziosito da perle e bronzi dorati, epoca Napoleone III.
Si intuisce che all’epoca il Tempo era appannaggio dei ricchi e
degli aristocratici, quando le lancette scorrevano in opere d’arte.
14
Atmos è un orologio che si carica e cammina in base alle
variazioni atmosferiche pressorie del tempo, con un polmone,
il cuore dell’orologio che carica il meccanismo degli ingranaggi
con la sola variazione dei millibar susseguentisi durante la
giornata, giorno/notte, stagioni atmosferiche una sopra l’altra.
In pratica Incredibile, ma vero: non ha bisogno di carica
e non si ferma mai !
La peculiarità del Da Vinci è che i suoi ingranaggi con le
lancette possono solo andare avanti, l’unico orologio al
mondo che rispecchia le caratteristiche del tempo dandoci
ore, minuti, secondi, giorno della settimana, mese dell’anno,
fasi lunari, anno bisestile, anno, decennio, secolo e millennio
ingranati fra di loro in un abbraccio fatale, in modo tale
da rendere tangibile… l’inesorabilità del Tempo che scorre
e non può mai tornare indietro.
Che cosa si vuole di più dalla vita?
N.B. Se nell’andare avanti veloce si si sbaglia e si va troppo
oltre ore e/o giorni, non resta che attendere … il momento
giusto per farlo ripartire con tutti i suoi ingranaggi coordinati.
Attualissimo ancora oggi il Quadrante con le dodici ore che
scandivano la sincronia in SIDO. Ogni singola ora risultava
indispensabile per lo svolgersi, coordinato e sinergico del
tempo della nostra amata Società Italiana di Ortodonzia. Ai
nostri soci piacquero moltissimo la squadra e il programma per
un biennio, considerato una svolta nella storia SIDO. Grazie ai
soci che credettero in noi permettendoci una vittoria epocale.
V
VARIE
Team Ortodontico al centro
al XXII Congresso ORTEC
tecnici, sviluppo
di nuovi materiali,
presentazione di
nuovi prodotti ed
evoluzione del 3D.
Tutti i partecipanti
e le aziende che
hanno partecipato
ai workshop si sono
detti entusiasti della
novità che il Consiglio
ha ufficialmente
intenzione di
sviluppare al meglio
nei prossimi anni.
Come di consueto
alcuni associati
Da sinistra Stefano Della Vecchia, Danilo Niro, Antonio Spagnolo, Stefano Negrini.
hanno presentato
Sotto il presidente Negrini con Arturo Vela.
nella sezione poster
Nella splendida cornice della riviera romagnola
i loro dispositivi creando un grande interesse.
(Rmini) si è svolto dal 18 al 20 giugno il XXII
Da segnalare il poster realizzato dai ragazzi della
Convegno Ortec,come di consuetudine un vero
Scuola Odontotecnici di Ispica (Catania),
successo. Soci Ortec, relatori nazionali
a dimostrazione che l’intuizione avuta da Ortec
ed internazionali si sono succeduti sul
tempo addietro di portare nelle scuole
palcoscenico per portare un ricco contributo
la formazione di base della tecnica ortodontica nè
scientifico all’Associazione che dal 1968 ha come stata una scelta azzeccata e di grande interesse
unico scopo portare cultura ortodontica all’interno nonchè di sviluppi futuri.
delle imprese ortodontiche italiane.
Le cene conviviali hanno contribuito a rafforzare
Si è cominciato con il corso del giovedì
i legami fra gli associati. Anche qui grande
pomeriggio del Dr. Lupoli: una lezione a tutto tondo l’affluenza: fino a tarda sera si è parlato, riso
sull’approccio ortodontico “no compliance”
e scherzato, spostando il tema dai denti al palato.
del paziente con un focus
In conclusione
particolare sul mascellare e
il bell’intervento il sabato
la rotazione dei primi molari.
mattina del Presidente
Una vera e propria lezione
Pietro di Michele, venuto
ortodontica che ha coinvolto
a portare i saluti del SUSO
la platea fino al tardo
patrocinante dell’evento
pomeriggio inoltrato con
assieme SIDO, il Comune di
domande e confronti.
Rimini e Unindustria Rimini.
Il XXII Convegno ha avuto
Ha elogiato l’organizzazione
ufficialmente inizio il venerdì
sottolineando l’importanza
con le ormai collaudate
di aprire ancor di più
relazioni miste medico
l’associazione al comparto
tecniche che già da molti
medico, per rafforzare il team
anni ci contraddistinguono,
ortodontico introducendo
dove tutti i relatori hanno
crediti ECM. Valorizzando
evidenziato la necessità del Team Ortodontico
inoltre due categorie che stanno impegnandosi
come chiave del successo della terapia, dove ogni 24h al giorno per aumentare la consapevolezza
figura della filiera ricopre un ruolo determinate.
che si possono raggiungere grandi traguardi solo
Grande novità di quest’anno sono stati i Workshop, con eccellenza e specializzazione.
4 relazioni tematiche di 30 minuti cadauna
Il Direttivo Ortec
dove i relatori hanno approfondito aspetti
Corretti stili di vita e mondo
ortodontico al Chirone 2015
L’Igiene Orale e le Scienze della Salute. The
Lifestyle Medicine” è il tema scelto nel 2015
dalla’Accademia di Studi “Il Chirone” per l’8°
Edizione dell’International Meeting. Un panel
di autorevoli esperti in materia di tutto il
mondo con la collaborazione con il Lifestyle
Medicine Institute della Harvard Medical School
e la prestigiosa partecipazione, fra gli altri, di
Walter Willett. Una tappa di un nuovo percorso
accademico specifico quale il corso di Alta
Formazione Post-Laurea “Oral Hygiene and Health
Sciences. The Lifestyle Medicine” organizzato dal
Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche
e Maxillo-Facciali della Facoltà di Medicina
e Odontoiatria Università “Sapienza”.
Ippocrate è padre indiscusso della Lifestyle
Medicine. La sua convinzione riguardo al concreto
beneficio che i suoi assistiti ricavavano con
l’applicazione di tali principi è racchiusa in due
dei suoi aforismi più noti “Fa che il cibo sia la
tua medicina e la medicina sia il tuo cibo” e
“Camminare è la migliore medicina dell’uomo” .
Vi sono nella filosofia grandi pensatori dal
pensiero profondo ed originale che sono passati
alla storia soprattutto per una frase famosa
( es. il “cogito ergo sum” di Cartesio).
Di qui il richiamo quasi obbligato, parlando
di Ippocrate e di cibo, ad un altro filosofo passato
alla storia soprattutto per una frase famosa
“L’uomo è quello che mangia”, frase che non
ha mai perso la propria veridicità, ma che oggi
è più attuale che mai.
Dal cibo alla bocca, grande è l’attenzione rivolta
dal mondo scientifico verso il concetto di Salute
globale ed ai risultati delle ricerche condotte negli
ultimi 10 anni in tale direzione.
La Lifestyle Medicine è ricerca, prevenzione
Gianna Maria Nardi, “anima” del congresso Il Chirone
con Rocco Papaleo, ospite d’onore della 7a edizione (2014)
e cura delle malattie legate allo Stile di Vita
con interventi basati sull’evidenza scientifica
che spaziano nei campi della nutrizione,
dell’attività fisica, della gestione dello stress,
delle modifiche comportamentali salutari e degli
aspetti ambientali.
Il paziente in terapia ortodontica oggettivamente
ha differenti rischi di compromettere la salute
dei tessuti duri e molli del cavo orale.
Le difficoltà sono date dalla presenza di presidi
ortodontici fatti con differenti materiali, che è stato
dimostrato alterino la microflora presente nel cavo
orale. Altro rischio è dato dal posizionamento di
attacchi che non permettono uno spazzolamento
efficace compromettendo l’ottimale controllo del
biofilm batterico e quindi dando come risultato
gengiviti e demineralizzazioni sulle superfici
dentali. Inoltre per aiutare i tessuti del cavo orale,
è necessario avere corretti stili di vita alimentari
che permettano un giusto apporto di vitamine
e fibre che salvaguardino i tessuti durante lo
spostamento ortodontico .
Gianna Maria Nardi
La Sweden e Martina e la sua
“discesa in campo” in Ortodonzia
Affermatasi nel mondo per la sua produzione
implantologica, la Sweden e Martina è scesa in
campo efficacemente “anche” in ortodonzia. Nel
prossimo numero approfondiremo le circostanze
che l’hanno accompagnata con un’intervista
ai massimi responsabili dell’Azienda. In questo
numero diamo invece alcune anticipazioni di
due prodotti espressione del dinamismo“anche”
ortodontico dell’Azienda di Due Carrare.
La collaborazione del reparto di Ricerca & Sviluppo
di Sweden & Martina con i migliori professionisti
del settore ha dato recentemente vita infatti ad un
significativo ampliamento del ricco programma di
ortodonzia. Tra le novità emerge la minivite FIRMA,
proposta in versione standard e self-ligating dal
design e confezionamento esclusivi, corredata
da un kit chirurgico completo per l’avvitamento
manuale e con contrangolo.
Corso di perfezionamento di Odontoiatria
Forense ed Etica della professione
Negli ultimi anni in ambito odontostomatologico si
è verificato un notevole aumento del contenzioso
medico legale di cui sono responsabili la modifica
dello stato sociale ma anche il mutamento del
modello organizzativo nell’erogazione delle cure
odontoiatriche.
Di qui l’esigenza di formare Odontoiatri forensi
con particolari competenze, di qui anche un corso,
articolato in quattro appuntamenti a cura della
Società Italiana di Odontoiatria Forense (SIOF)
come quello in programma a Modena dal 18
settembre al 12 dicembre.
Obbiettivo dichiarato la formazione teorico/pratica
del professionista desideroso di incrementare
le proprie conoscenze di Odontoiatria Forense,
ma al tempo stesso di essere quindi in grado
di cimentarsi, insieme al medico legale, nella
valutazione interdisciplinare, più plausibile
e aderente al vero del danno scaturente dalla
attività clinico odontoiatrica.
Con la presentazione del suo nuovo catalogo
di ortodonzia Sweden & Martina ha inoltre
annunciato l’inizio della collaborazione con
il dottor Davide Mirabella.
Per la sua Tecnica SWM (Straight Wire Mirabella),
tecnica semplice e rigidamente protocollata,
Sweden & Martina ha realizzato il bracket PRIMO
e la serie di archi UNAform, prodotti in cui vengono
coniugate semplicità ed accuratezza con efficacia
e comfort.
15
LA FINESTRA SUL LABORATORIO
Il 3d in Ortodonzia Pre-chirurgica
Dott. E. Costabile - Dott. E. Betti – Sdt R. Accorsi
La patologia chirurgica del volto incide fortemente sulla vita del paziente nei termini di relazione sociale
e di sicurezza di sè, per questo oltre al recupero della funzione lesa, il chirurgo si deve porre l’obiettivo
del miglior risultato estetico raggiungibile.
A questo proposito la chirurgia del volto, nei campi della traumatologia, della chirurgia malformativa
pediatrica e dell’età adulta, ha iniziato a sfruttare le tecnologie informatiche entrando nell’era della
Computed Aided Surgery (CAS) e nel mondo della tridimensionalità.
Infatti in campo maxillo-facciale lo studio 3D del paziente ha iniziato ad affiancarsi alle tecniche
bidimensionali, apportando migliori risultati nell’ambito della diagnosi scheletrica e nella pianificazione
virtuale dell’intervento chirurgico.
immagine 3d)
cefalometria 3d
scanner modelli inserite nella CBTC
simulazione chirurgica
modellazione cad
modellazione cad
modellazione cad splint intermedio
modellazione cad splint finale
splint intermedio
splint finale
splint chirurgico fresato cam
splint chirurgico fresato cam
In chirurgia ortognatica, cioè quella branca della Chirurgia Maxillo-Facciale che permette la correzione
di un ampio spettro di deformità o anomalie dello scheletro facciale e dei denti, l’utilizzo del 3D ha
permesso una più stretta collaborazione tra ortodontista, tecnico ortodontico e chirurgo.
Questa migliore collaborazione si è dimostrata essenziale per la pianificazione del trattamento
ortodontico e di quello chirurgico al fine di ottenere la miglior occlusione finale e il miglior risultato
estetico.
PERCORSO DIAGNOSTICO
Il grande cambiamento è iniziato già nel corso degli anni ottanta, con l’avvento delle Tc che ha
permesso di ricostruire le prime immagini in tre-dimensioni. Nell’ultimo decennio, grazie all’introduzione
della CBTC a basso dosaggio (Cbct - Cone beam computed tomography), lo studio 3D dei mascellari
o dello scheletro facciale si è allargato alle patologie dismorfiche.
Oggi, dai dati della CBTC si ottengono le ricostruzione tridimensionale dello scheletro facciale dal quale
l’ortodontista può tracciare i punti e le linee dell’analisi cefalometrica 3D.
Per completare l’analisi del caso si possono scannerizzare e integrare i modelli delle arcate dentali
(Arcate Dentali Virtuali) alla ricostruzione scheletrica; tale procedura permette una maggior definizione
della componente dentale con maggior precisione nella pianificazione del trattamento ortodontico.
Al termine del percorso diagnostico, l’equipe composta da ortodontista, tecnico ortodontico e chirurgo,
studia, pianifica e realizza il miglior progetto chirurgico/ortodontico per il paziente.
SPLINT Chirurgici CAD-CAM
In chirurgia ortognatica la realizzazione del progetto chirurgico passa attraverso la realizzazione
degli splint intermascellari; questi non sono altro che dispositivi idonei, a riposizionare il mascellare
e la mandibola, in corso di intervento chirurgico.
Essi fungendo da chiave di occlusione durante la fase intra-operatoria e post-operatoria.
Se in passato la realizzazione degli splint richiedevano ore di lavoro da parte del tecnico ortodontico con
poche occasioni di scambio di informazioni con le altre due figure dell’equipe, lo studio tridimensionale
del paziente ha permesso oggi di realizzare splint virtuali. Tali splint vengono completamente pensati
e progettati al computer tramite una tecnica CAD (Computer-Aided Design, CAD) e successivamente
stampati con materiali idonei CAM (Computer-Aided Manufacturing, CAM).
Il vantaggio della pianificazione computer guidata di tali dispositivi permette una:
- precisa e veloce comunicazione tra le figure dell’equipe (ortodontista/tecnico ortodontico/chirurgo).
- maggior accuratezza diagnostica dentale e scheletrica.
- maggiori soluzioni terapeutiche.
- miglior replicazione del progetto chirurgico.
- minore possibilità di errore.
Ogni figura del team inoltre può lavorare dalla propria postazione e successivamente, mediante vie
telematiche, condividere le informazioni con gli altri membri.
Inoltre questo iter permette al paziente di essere al centro delle attenzioni del team e di essere coinvolto
nelle decisioni che riguardano il suo percorso diagnosticoterapeutico.
VANTAGGI
I vantaggi reali ottenuti dalla programmazione 3D dei casi
ortodontici/chirurgici pongono le basi per uno sviluppo futuro delle
metodiche tridimensionali in campo dentale.
Ogni ortodontista, tecnico ortodontico e chirurgo si troverà, nei
prossimi anni, ad utilizzare ed ad avvantaggiarsi di un percorso
3D per il proprio paziente; e proprio la personalizzazione
del trattamento permetterà al team di raggiungere un’alta
professionalità con maggiore soddisfazione da parte del pazienti.
Roberto Accorsi
socio ordinario ORTEC (sdt)
ricostruzione cranio-mandibolare con splint chirurgici
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ricostruzione cranio-mandibolare con splint chirurgici
Dr. Enrico Costabile
* U.O. di Chirurgia Orale
e Maxillo - Facciale * Prof. Marchetti
S.Orsola-Malpighi (Bologna)
Dr. Enrico Betti
* U.O. di Chirurgia Orale
e Maxillo -Facciale * Prof. Marchetti
S.Orsola-Malpighi (Bologna)
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