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Analisi prenatali Assicurare il personale domestico in modo

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Analisi prenatali Assicurare il personale domestico in modo
PRONTO
News e consigli dalla sua assicurazione 1/2016
Analisi prenatali
Assicurare il
personale domestico
in modo pulito
Pronto soccorso
a casa
Federico Brenna
Responsabile regionale
Svizzera italiana
Cara lettrice, caro lettore
Sei mesi fa sono diventato papà per la prima volta: che esperienza grandiosa! Davvero meravigliosa,
nonostante oggi si sappia così tanto sul nascituro rispetto a un tempo. Grazie alle moderne procedure otteniamo immagini minuziose del feto, si possono eseguire misurazioni precise e persino analizzare il patrimonio genetico. Dove per secoli ha regnato l’oscurità, nel ventre della gestante, la luce del
progresso brilla sempre più luminosa. Eppure so che ogni nascita rimane una meraviglia, una rivelazione. Perché un minimo d’incertezza c’è comunque, come ha dovuto scoprire la famiglia Puorger.
Tutto sembrava andare bene con la piccola Vivian, finché poco dopo la nascita è stata colta da attacchi epilettici. Per i genitori è stato un momento spaventoso, per fortuna con un lieto fine. Per saperne
di più legga il primo piano di questo numero di PRONTO.
In questa edizione parleremo anche delle ca. 400’000 famiglie svizzere che impiegano collaboratori
domestici, molti però illegalmente. È scorretto, rischioso e si può evitare, perché ormai registrare e
assicurare il personale domestico a norma di legge è facilissimo.
www.oekk.ch/giocolandia
Le auguro buona lettura e una primavera soleggiata. E non si perda Giocolandia! Dal 2 aprile infatti, tornerà
con i suoi gazebo e con ÖKK – anche vicino casa sua.
Indice dei contenuti
In copertina Urla di gioia:
nonostante un colpo apoplettico
prenatale, oggi Vivian Puorger è
sana come un pesce.
2 ÖKK
Pancione senza segreti: cosa rivelano le analisi prenatali
pagina 3
À la carte: la sua tessera di assicurato in sintesi pagina 6
Il sangue è vita: donare il sangue assieme a ÖKK
pagina 7
Operatori domestici: come vanno assunti
pagina 8
Emergenze: pronto soccorso a casa
pagina 10
Clienti ÖKK: cinque domande a Luca Caltieri
pagina 12
Impressum
PRONTO News e consigli dalla sua assicurazione. 28° anno, 1/2016. Editore ÖKK,
Bahnhofstrasse 13, 7302 Landquart. Telefono 058 456 10 10. Mail [email protected] Caporedattore Bruno Schatz. Responsabile di redazione Patrick Eisenhut. Redazione Widmer Kohler AG. Christoph Kohler, Bernhard Widmer. Collaborazione Nadja Wobbe. Traduzione e revisione Luisiana Luzii. Grafica apfel z design.
Sandra Hofacker. Immagini Sabine Rock, Christoph Kohler. Stampa Somedia Production, 7007 Coira.
La nascita di Vivian (la seconda da sin.) è stata uno choc per i genitori. Oggi i componenti della famiglia Puorger sono felici, in salute e... sono quattro.
Pancione senza segreti... o quasi
Per una coppia non c’è praticamente niente di più emozionante
di una gravidanza. L’attesa è piena
di gioia, ma anche di incertezze,
soprattutto riguardo alla salute del
nascituro. Anche se le analisi
prenatali forniscono indicazioni
sulla salute del bambino, i rischi
non possono essere mai del tutto
esclusi. Lo sa bene la famiglia
Puorger, che ha vissuto questa
esperienza sulla propria pelle.
È
stato il regalo di Natale più bello
della sua vita, anche se all’inizio
la cosa lo aveva irritato. Avevano
infatti deciso di non farsi regali, e invece
si era ritrovato una scatolina sul letto
matrimoniale. «Aprilo!», gli disse Alessia. Reto sollevò il coperchio e vide una
striscia di carta con sopra due righe rosse. All’inizio non capì di cosa si trattasse. «Sono incinta», disse sua moglie.
Due parole, due righe, una gioia immensa. Reto Puorger era così orgoglioso di
diventare padre che diede subito la notizia a tutta la sua famiglia. Alessia fu più
prudente. La lunga esperienza come assistente ambulatoriale di una ginecologa
a St. Moritz le aveva insegnato che le
prime dodici settimane di una gravidanza sono le più a rischio per il nascituro, e
anche dopo non si è del tutto fuori pericolo. Alla vigilia di Natale 2012 è quindi
iniziato per i Puorger un periodo di gioia, ma anche di attesa e speranza che il
nascituro fosse in buona salute.
Sempre più controlli
Per millenni le persone non hanno avuto
alcuna possibilità di conoscere lo stato di
salute del nascituro durante la gravidanza. L’unica cosa a cui si poteva fare riferimento erano i sintomi della gestante:
nausea, sbalzi di umore, perdite ematiche, dolori. E circa a partire dalla 20 a
settimana di gravidanza i movimenti
percepibili del feto. Ciononostante la salute del bambino continuava a restare in
buona parte – per non parlare dell’aspetto e del sesso – un segreto fino alla nascita. Le cose cambiarono radicalmente
quando nel 1958 l’ostetrico Ian Donald
realizzò le prime immagini ecografiche
di un embrione.
Da allora, l’industria e la medicina lavorano a pieno ritmo per svelare i segreti
che un tempo circondavano il nascituro.
Oggi, una donna incinta si sottopone di
norma a sette visite di controllo e a due
PRONTO 3
Con il piccolo Nando
la giovane famiglia è
al completo e vive una
vita normale.
visite ecografiche fino al momento del
parto. Se è vero che i controlli hanno per
oggetto anche la salute della futura
madre, l’attenzione principale è riservata
al nascituro, che viene ispezionato, auscultato, misurato e analizzato tramite il
sangue della madre.
Questioni di coscienza
Soprattutto in vista del cosiddetto test
del primo trimestre previsto per la 13a
settimana di gravidanza, il nervosismo
cominciò a dilagare in casa Puorger.
Quando lavorava come assistente in uno
studio medico, Alessia aveva presenziato diverse volte a questi test e sapeva in
cosa consistessero: con la misurazione
della translucenza nucale ed eventualmente un esame del sangue, lei e Reto
avrebbero saputo se vi erano probabilità
che il loro bambino fosse affetto da trisomia 21, in altre parole dalla sindrome
di Down. Quale sarebbe stata la loro
reazione di coppia di fronte a un referto
positivo? Alessia era dell’idea di partorire il bambino anche se fosse stato disabile, Reto era meno sicuro che si trattasse di una decisione sensata. Fatto sta
che almeno tre quarti delle donne il cui
feto risulta positivo al test della triso-
4 ÖKK
mia 21, interrompono la gravidanza. Se
intendono affrontare sinceramente le
analisi prenatali, è inevitabile che le
coppie si pongano problemi di coscienza. E più sanno sulla salute e sullo stato
del nascituro, più ampio è il loro margine decisionale e – probabilmente – il
loro dilemma morale. Per questo motivo è importante che i medici ricordino
sempre ai futuri genitori che non tutte
le analisi possibili hanno un senso per
ogni coppia. Questo vale soprattutto in
vista delle possibilità che potrebbero offrici in futuro le analisi dei genomi
(v. intervista).
Lo choc
I Puorger risolsero il loro dilemma sperando nella statistica. La probabilità che
Alessia, che allora aveva 30 anni, partorisse un bambino affetto da trisomia era
di 1 su 900. Ciononostante, per entrambi fu un grande sollievo apprendere che
nessuno degli esami aveva messo in luce
anomalie. La gravidanza procedeva senza problemi e l’orgoglio di Reto cresceva
proporzionalmente alla circonferenza
della pancia di sua moglie. Alla 22esima
settimana, i due seppero che Alessia
avrebbe partorito una bambina. L’avreb-
bero chiamata Vivian. Reto e Alessia
prenotarono una camera famigliare
all’ospedale Oberengadin di Samedan.
Il 98 percento di tutti i bambini viene
alla luce sano: Vivian non era tra questi.
Poco dopo la nascita, le sue braccia
iniziarono a irrigidirsi. La neonata venne messa nell’incubatrice e trasportata
d’urgenza all’ospedale cantonale di Coira. La diagnosi che seguì alla risonanza
magnetica lasciò tutti senza parole: Vivian era stata colpita da un ictus quando
si trovava ancora nel grembo materno.
Nell’arteria cerebrale media si era formato un grumo di sangue che provocava
la morte dell’emisfero cerebrale sinistro.
Da qui l’irrigidimento degli arti, per
fermare il quale i medici misero la neonata in coma artificiale per cinque giorni. Il grumo si sciolse e da quel momento
non si poteva far altro che aspettare e
sperare. Solo con il tempo si sarebbe potuto capire il tipo e la gravità degli handicap che Vivian avrebbe riportato in
conseguenza all’ictus.
Una gioia immensa
Sono passati due anni da quel momento
e la piccola Vivian corre, salta, ride e
chiacchiera più di quanto a volte i geni-
tori potrebbero desiderare. Il corpo
umano è un organismo meraviglioso,
dotato di grande forza e capacità di adattamento. L’emisfero destro di Vivian, rimasto illeso, ha assunto totalmente le
funzioni di quello sinistro, compromesso. Lo suggeriscono tutti i test di motricità fine e macroscopica, lo dimostra lo
sviluppo del suo linguaggio ed entrambi
i genitori non dimenticheranno mai la
gioia immensa e il sollievo che hanno
provato quando la loro figlioletta ha iniziato a compiere i primi passi.
«Con Vivian abbiamo avuto la dimostrazione che ogni gravidanza nasconde rischi che nessun’analisi può confutare del
tutto», dice oggi Alessia Puorger, che a
prescindere dal lieto fine, vede nella storia di Vivian anche qualcosa di positivo.
«Per tanto tempo non abbiamo saputo se
avremmo avuto un figlio disabile o
meno, ma di una cosa sono sempre stata
certa: Reto amerà questa bambina così
com’è.» Una consapevolezza che l’ha avvicinata ancora di più a suo marito. A
novembre 2015, il dossier di malattia di
Vivian è stato chiuso. Due mesi prima,
nella camera famigliare della clinica
Oberengadin i Puorger avevano dato il
benvenuto al quarto membro della famiglia: Nando, 4180 grammi, 56 cm, sano
come un pesce. Domande sul tema della maternità?
www.oekk.ch/maternita
«Conseguenze del sapere»
La genetista prof. Sabina Gallati ci parla
di tendenze, opportunità e rischi della diagnostica
prenatale in Svizzera.
Signora Gallati, perché il tema delle analisi
prenatali scalda così tanto gli animi?
Perché si tratta di analisi che sollevano
questioni etiche – nella società ma anche nei futuri genitori. Cosa è loro dato
sapere e cosa vogliono sapere sul nascituro? Perché questa conoscenza può
avere conseguenze per il nascituro, per
i genitori e per noi come società – ad
esempio nell’approccio con persone disabili. Al giorno d’oggi, si può effettuare tutta una serie di analisi prenatali
di diversa rilevanza e significatività. I
medici dovrebbero assolutamente chiarire prima con i futuri genitori ciò che
desiderano sapere.
Intravede delle tendenze nella
diagnostica prenatale?
Vedo due tendenze contrapposte. Alcune coppie, in linea con i progressi della
medicina, vogliono sapere sempre di
più. Vogliono essere il più possibile sicuri che il loro bambino sia sano. Al
contrario, ci sono sempre più coppie che
non vogliono fare nessun tipo di analisi,
che la prendono così come viene, proprio come un tempo.
centesi e la villocentesi. Lo vedo come un
fatto positivo, perché le analisi invasive
sono sempre legate a un piccolo rischio di
aborto.
Da luglio 2015 questo esame
del sangue viene addirittura pagato
dall’assicurazione di base.
Trova sia una decisione ragionevole?
É un dato di fatto a livello sociale: sono
sempre più numerose le donne che fanno
figli in età avanzata; mentre è un dato di
fatto biologico che con l’avanzare dell’età
aumenta anche il rischio di mettere al
mondo un bambino con anomalie cromosomiche. È perciò comprensibile che
sempre più donne vogliano essere informate in anticipo. A questo punto è
senz’altro preferibile la variante priva di
rischi. Le assicurazioni però pagano l’esame del sangue solo se nel test del primo trimestre, previsto dalla normale
routine, la translucenza nucale e i marcatori ematici hanno evidenziato un rischio elevato. Come reagiscono i genitori quando
vengono a sapere che il loro bambino
è affetto da trisomia 21?
ÖKK FAMILY e
ÖKK FAMILY FLEX
Nella sua precedente mansione di assistente di studio medico, Alessia
Puorger ha avuto a che fare con molte
assicurazioni ed ÖKK era, in base alla
sua esperienza, la più equa e meno
complicata. Per questo motivo ha assicurato la sua famiglia con ÖKK .
Grazie a ÖKK FAMILY i Puorger si
sono potuti godere tutti insieme i
giorni successivi alla nascita di Nando nella camera famigliare della Clinica Oberengadin di Samedan.
www.oekk.ch/familyit e www.oekk.ch/familyflexit
In un primo momento la notizia è uno
choc. Poi le reazioni si differenziano.
Alcuni si sentono crollare il mondo addosso, altri riescono a immaginare una
vita con un bambino disabile. L’importante è che i futuri genitori si prendano
tutto il tempo necessario per decidere
cosa è meglio per loro.
Dal 2012, in Svizzera le donne incinte
possono sottoporsi a un esame del sangue
genetico, privo di rischi, per individuare
l’eventuale presenza della trisomia 21
nel feto. Quali sono gli effetti di questa
novità?
La domanda di questo esame del sangue
non invasivo è in rapido aumento in tutta
la Svizzera. Allo stesso tempo, diminuiscono gli esami invasivi, come l’amnio-
Sabina Gallati (63) è presidente della
Commissione di esperti per gli esami genetici sull’essere umano (CEEGU) introdotta
dal Consiglio federale e dal 1997 è direttrice
del reparto di genetica umana presso l’Inselspital di Berna.
PRONTO 5
À la carte
Sulla tessera di assicurato ÖKK sono memorizzati tutti i dati principali sull’assicurato –
su richiesta anche quelli medici, molto utili soprattutto in casi d’emergenza.
S
ono passati i tempi in cui si dovevano compilare infiniti moduli.
Anziché la penna, l’assicurato moderno estrae la sua tessera di assicurato.
Alla reception, l’assistente legge la tessera con lo scanner e ha subito a disposizione tutti i dati amministrativi necessari: nome e indirizzo del paziente,
indicazioni sull’assicuratore e sulla copertura assicurativa. Se le tessere di assicurato sono uguali in tutta la Svizzera, i
medici, le farmacie e gli ospedali possono acquisire le informazioni memorizzate ai fini del conteggio e allo stesso tem-
po verificare online presso l’assicuratore
se tutte le informazioni sono aggiornate.
In questo modo le procedure di conteggio risultano più efficienti e meno costose. Un fatto non noto a tutti: se lo desiderano, gli assicurati possono far
memorizzare sulla tessera anche i dati
medici, ad esempio le allergie, i trattamenti medici in corso e i dati di contatto
in caso di emergenza. Possono far registrare questi dati dal medico di famiglia
o in ospedale, a patto che sia presente la
necessaria infrastruttura elettronica. Infatti i dati vengono memorizzati sul mi-
La sua tessera di assicurato ÖKK
Il microchip
Qui sono memorizzati i dati
amministrativi prescritti per legge.
Sono i dati stampati anche sulla tessera.
Se lo desidera, può far memorizzare
i dati medici d’emergenza sul microchip.
ÖKK non ha accesso a questi dati.
Dati di contatto ÖKK
Qui trova il nome e il numero di telefono
dell’agenzia ÖKK di sua competenza. In
caso di necessità, tramite questi numeri di
telefono nazionali e internazionali può
ricevere assistenza 24 ore su 24.
I suoi dati amministrativi
Il numero UFSP è il numero ufficiale
dell’Ufficio federale della sanità pubblica
per ÖKK. Per legge, la tessera deve
riportare il numero AVS dell’assicurato.
Per i contatti con ÖKK non è però
necessario indicare questo numero.
Sarà sufficiente indicare cognome, nome
e data di nascita.
crochip della tessera e, volendo, protetti
con un codice PIN. È l’assicurato stesso
a decidere chi e a quali dati può avere accesso. Se ad esempio l’assicurato è allergico a un farmaco, è utile che i medici e
il personale medico possano avere accesso a questi dati, se necessario. Lo stesso
dicasi per le informazioni sul gruppo
sanguigno. In generale, ÖKK non dispone di accesso ai dati medici e quindi non
è a conoscenza dei dati memorizzati sulla tessera. Dati medici memorizzati
sulla sua tessera
La Legge federale sull’assicurazione
malattie (LAMal) disciplina all’art. 42
l’impiego uniforme della tessera di assicurato. La legge prevede la possibilità, previo consenso dell’assicurato, di
memorizzare sulla banca dati le informazioni personali in modo da renderle
accessibili a persone autorizzate, ad
esempio medici.
I dati che si possono far memorizzare
sulla tessera di assicurato sono:
– dati relativi al gruppo sanguigno
e alle trasfusioni;
– dati relativi alle vaccinazioni;
– dati relativi ai trapianti;
– allergie;
– malattie e conseguenze
di infortunio;
– prescrizioni mediche;
– indirizzi da contattare in caso
di emergenza;
– menzione dell’esistenza di
dichiarazioni di volontà.
Desidera far memorizzare i suoi dati?
Ne parli con i collaboratori dello studio medico alla sua prossima visita
medica.
6 ÖKK
In prima linea: Otto van Andel,
specialista Rivalsa di ÖKK,
mentre dona il sangue. L’evento
era aperto al pubblico. Come
ringraziamento sono stati
distribuiti dei biscotti preparati
dai collaboratori di ÖKK.
Il sangue è vita
Le riserve di sangue in Svizzera sono in continua diminuzione. Mancano i
donatori e al contempo aumenta l’età media della popolazione. Le campagne per la donazione di sangue sono uno strumento importante per evitare carenze nell’approvvigionamento. ÖKK ha dato il proprio contributo.
I
mmagini di rimanere vittima di un
incidente e di perdere molto sangue.
Il medico vorrebbe curarla, ma non
può perché manca il sangue dei donatori. Questa è la situazione in cui rischia di
venire a trovarsi la Svizzera a partire dal
2018. A questa conclusione giunge uno
studio dell’Università di Scienze applicate di Zurigo nel cui ambito i ricercatori hanno calcolato le conseguenze dell’evoluzione demografica sulla donazione e
sul fabbisogno di sangue. Ne è emerso
che l’invecchiamento della società ha
pesanti conseguenze: da un lato gli ultrasessantenni ricevono già ora oltre il
70 percento del sangue donato, dall’altro
questo gruppo di persone non è più ammesso alla donazione. Entro il 2035 i ricercatori prevedono dunque una lacuna
nell’approvvigionamento nell’ordine di
76’000 unità di sangue. Questo è un motivo sufficiente per agire sin d’ora in
modo previdente contro l’incombente
carenza di sangue.
Ogni goccia conta: 25 litri di sangue
Insieme al servizio trasfusionale dei Grigioni, il 17 dicembre 2015 ÖKK ha organizzato una campagna di donazione a
Landquart. 55 persone, tra cui molti collaboratori di ÖKK , hanno risposto all’appello e hanno donato complessivamente
25 litri di sangue. «Proprio in vista della
stagione sciistica è stato importante poter
aumentare le riserve di sangue», ha affermato Elvira Battaglia, responsabile delle
equipe del servizio trasfusionale dei Grigioni. I collaboratori di ÖKK hanno pre-
parato una sorpresa particolare per i donatori: biscotti di Natale fatti in casa in
segno di ringraziamento per il prezioso
sangue donato. Un breve filmato sulla campagna di donazione
è disponibile all’indirizzo
www.oekk.ch/donareilsangue
Donare il sangue
La Croce Rossa Svizzera risponde a
tutte le domande sul tema: dove è possibile donare? Chi può donare?
Ulteriori informazioni al sito
www.blutspende.ch
PRONTO 7
Anita Studach (foto grande a destra),
cliente ÖKK, è mamma e lavora. Per questo
motivo è ben felice di poter contare sull’aiuto di Sofia Barros per le faccende di casa e le
pulizie nel suo studio di massaggio shiatsu.
Splendido splendente
Tre collaboratori domestici su quattro in Svizzera lavorano a nero. Ciò danneggia
l’economia – senza contare che è scorretto, rischioso e illegale. Tra l’altro oggi registrare e
assicurare il personale domestico a norma di legge è facilissimo.
V
a a far la spesa, spolvera, lava,
stira... insomma fa le pulizie e si
occupa delle faccende domestiche per la sua famiglia, composta da tre
persone. Poi, una volta finito a casa
sua... ricomincia daccapo nelle case di altre famiglie e anche in qualche ditta: Sofia Barros, 36 anni, portoghese, lavora
infatti come donna delle pulizie.
Per questo riceve denaro e anche tanti
complimenti. Tra i suoi diversi datori di
lavoro c’è anche la nostra cliente Anita
Studach. Lei vive a Coira con la sua famiglia. «Fantastico Sofia! Mi ero completamente dimenticata dei fiori» si com-
8 ÖKK
plimenta chiamandola affettuosamente
«perla» quando si accorge che Sofia ha
appena cambiato l’acqua ai fiori sul tavolo del soggiorno. «Le ore in cui Sofia ci
aiuta in casa sono preziose per me e la
mia famiglia», chiosa la terapista shiatsu
nonché imprenditrice. Anche il suo partner lavora ed entrambi hanno due figli
avuti da unioni precedenti. Il tempo è un
bene che non basta mai.
Tre collaboratori domestici
su quattro lavorano a nero
400’000 famiglie svizzere impiegano
circa 150’000 collaboratori domestici
(fonte: putzfrau.ch). E tre su quattro la-
vorano a nero. Questo, anche perché il
lavoro nero viene spesso ancora considerato come un reato non grave. Il motivo?
Forse perché, evidentemente, ne approfittano entrambe le parti: i collaboratori
domestici ricevono uno stipendio più
alto, non detraendo da esso contributi
previdenziali e tasse; i datori di lavoro
risparmiano anche, visto che assumendo
a nero non devono pagare né prestazioni
sociali, né assicurazioni.
Tuttavia, ci sono buoni motivi per cui i collaboratori domestici devono essere legalmente assunti e assicurati. Solo chi paga
l’assicurazione contro gli infortuni e le assi-
salario annuo lordo del personale domestico e saldare una sola fattura che somma
oneri sociali e imposte alla fonte. Anche
le imprese possono far riferimento alla
procedura semplificata (griglia in basso).
Chi invece occupa il proprio personale
domestico illegalmente deve fare i conti
con multe salate e magari con tante malignità, come è capitato al politico zurighese Hans Fehr. Nel dicembre 2013 infatti,
venne fuori che l’allora consigliere nazionale dell’UDC occupava illegalmente
come donna delle pulizie una richiedente
asilo. Be’, almeno da questo scandalo è
venuto qualcosa di buono: subito dopo le
casse di compensazione ricevettero curiosamente tantissime domande di registrazione di collaboratori domestici da parte
di privati e piccole imprese. www.anitastudach.ch
Rapporti puliti – Ecco cosa deve sapere
curazioni sociali riceve, se necessario, anche le prestazioni garantite, vale a dire le
indennità in caso di malattia, invalidità,
disoccupazione e maternità. E non da ultimo – molto importante – una rendita.
Rapporti chiari
Anita Studach è una persona ordinata.
Senza ordine, dice, non potrebbe pensare
liberamente e nemmeno attingere a tutte
le energie necessarie al suo lavoro. Anche
nel rapporto di lavoro con la sua donna
delle pulizie ha voluto privilegiare una
relazione improntata sulla chiarezza sin
dall’inizio. Quindi, al momento dell’assunzione, chiese subito a Sofia Barros il
numero AVS per registrarla all’ente delle
assicurazioni sociali del Cantone dei
Grigioni e assicurarla presso ÖKK contro
gli infortuni. Sofia non era impreparata,
perché già in regola presso tutti gli altri
suoi datori di lavoro.
Sofia paga infatti gli oneri sociali e le
tasse sin dal suo arrivo in Svizzera, 18
anni fa. Allora lavorava in un albergo,
per cui un’assunzione in regola era scontata. Ma non ha voluto rinunciare a questa sicurezza anche quando, alla nascita
del figlio Rodrigo, lasciò quel lavoro per
lavorare come donna delle pulizie presso
privati. Oggi lavora 25 ore a settimana,
quando il piccolo Rodrigo è all’asilo.
Procedimento agevolato
Assumendo Sofia Barros, Anita Studach
ha fatto ricorso alla cosiddetta «procedura
semplificata per i datori di lavoro». Grazie
a questa, l’incombenza amministrativa si
riduce all’essenziale, vale a dire a segnalare all’ente delle assicurazioni sociali del
Cantone dei Grigioni una volta l’anno il
Salario
Nel 2013, il salario lordo medio ammontava a 28.80 franchi a ora (fonte: quitt.ch).
Dalla tariffa oraria lorda del dipendente vengono detratti gli oneri sociali (6,225
percento) e le imposte alla fonte (5 percento); il datore di lavoro invece versa, oltre al
salario lordo, la sua quota di oneri sociali (6,225 percento) e paga l’assicurazione
contro gli infortuni. Sul portale dell’istituto delle assicurazioni sociali di Zurigo, si
possono calcolare con esattezza e comodamente online tutti i relativi importi:
www.svazurich.ch/hausangestellte.
Procedura semplificata
Dall’entrata in vigore della Legge federale concernente i provvedimenti in materia
di lotta contro il lavoro nero (LLN), privati e imprese possono far ricorso alla cosiddetta «procedura semplificata per i datori di lavoro» per tutti quei dipendenti
che percepiscono un salario inferiore a 21’150 franchi l’anno.
In tali casi, il datore di lavoro non deve più emettere un certificato di lavoro. È sufficiente che detragga le imposte alla fonte e gli oneri sociali direttamente dal salario lordo. A fine anno notifica l’ammontare del salario annuo lordo all’istituto delle assicurazioni sociali cantonale competente e da esso riceve successivamente
un’unica fattura per oneri sociali e imposte alla fonte.
Imposte
La procedura semplificata prevede la detrazione delle imposte alla fonte, pari al 5
percento, direttamente dal salario – anche se i dipendenti sono svizzeri. I dipendenti ricevono successivamente il relativo giustificativo da allegare alla dichiarazione delle imposte.
Permesso di lavoro
Per dipendenti stranieri va assolutamente dimostrato che questi posseggono un
regolare permesso di lavoro. Altrimenti si rischia una multa.
Ferie
Un rapporto lavorativo equo prevede anche il diritto alle ferie. In genere, per chi
lavora poche ore la settimana, queste vengono aggiunte sulla tariffa oraria lorda in
forma di quota percentuale – 8,33 percento per quattro settimane di ferie, 10,63
percento per cinque. Il supplemento per le ferie va riportato separatamente su ogni
conteggio salariale.
Assicurazione contro gli infortuni
I datori di lavoro sono obbligati a stipulare per il loro personale domestico un’assicurazione contro gli infortuni professionali – presso ÖKK costa 100 franchi l’anno. E questo anche se la persona assunta è assicurata da un altro datore di lavoro.
Attenzione: se la persona in questione non è assicurata presso nessun altro datore
di lavoro per almeno 8 ore a settimana, deve assicurarsi autonomamente contro gli
infortuni, includendo la copertura alla sua assicurazione malattie obbligatoria –
altrimenti risulta coperta solo per gli infortuni professionali.
Ulteriori informazioni su: www.oekk.ch/personaledomestico
PRONTO 9
Numeri in caso di emergenza
Pronto soccorso 144 Incidenti con feriti
Polizia 117 Incidenti stradali e crimini
Rega 1414 Incidenti con feriti gravi e
infortuni in montagna
Tox Info Suisse 145 In caso di intossicazione senza
perdita di conoscenza
Pronto soccorso a casa
Ogni anno in Svizzera si fanno male 560’000 persone. A casa
e durante il tempo libero. Cadute, ustioni, tagli e scosse figurano tra
gli incidenti più frequenti. In pericolo sono soprattutto i bambini.
Come si presta soccorso in caso di emergenza?
La prima cosa da fare
dopo un incidente?
10 ÖKK
Cercare di capire la situazione e allontanare immediatamente tutte le fonti di pericolo. L’intervento di pronto soccorso dev’essere appropriato al tipo di ferimento e al
suo grado di gravità. Obiettivo del primo
intervento è quello di preservare lo status
quo o ridurre al minimo dolori, tumefazioni e eventuali conseguenze dell’incidente. Per reagire correttamente nelle situazioni di emergenza si consiglia di
frequentare un corso di pronto intervento.
Ci sono anche corsi di aggiornamento.
In quali casi devo chiamare subito il numero
per le emergenze?
L’assicurazione
malattie rimborsa i
costi di trasporto?
In quale situazione
posso chiamare
Medgate?
Posso prevenire gli incidenti in casa e durante
il tempo libero?
Se la vittima dell’incidente ha perso conoscenza o non riesce a parlare va assolutamente allertato il pronto soccorso.
Questo anche se le vie respiratorie risultano ostruite o bloccate oppure in caso
di insufficienza respiratoria. Se è l’appa-
rato cardiocircolatorio a risultare compromesso, è necessario l’intervento di un
medico. Bisogna dunque chiamare subito il pronto soccorso (144) e riattivare
respirazione e funzioni dell’apparato
cardiocircolatorio.
Se il trasporto risulta necessario dal punto di vista medico, l’assicurazione di base
partecipa ai costi fino a un tetto massimo
di 500 franchi l’anno. Questo tuttavia
unicamente se il paziente non può essere
trasportato in auto o con i mezzi di tra-
sporto pubblici. Le assicurazioni complementari ÖKK coprono invece, in base
al tipo di copertura stipulata, dai 50’000
ai 130’000 franchi l’anno. La piena copertura dei costi è garantita da ÖKK
GLOBAL .
Gli assicurati ÖKK possono rivolgersi ai
medici di Medgate (0844 655 655) 24
ore su 24, 365 giorni l’anno. In caso di
emergenza la sua chiamata sarà trasferita
direttamente al team medico. I medici
l’aiutano a stimare la situazione e il gra-
do di gravità del ferimento, dandole
istruzioni per un primo intervento. Decideranno anche se la persona colpita
debba essere accompagnata al pronto
soccorso o dal medico di famiglia.
In casa, le cadute rappresentano un pericolo costante. Cerchi dunque di sbarazzarsi di tutti gli ostacoli che possono far
inciampare. Le superfici scivolose devono essere coperte con stuoini oppure
vanno montate delle maniglie a cui aggrapparsi. Utilizzi sempre ausili di salita
solidi. Non lasci i bambini non sorvegliati in cucina e accanto ai fornelli, il
pericolo di scottature è enorme. Detersivi e farmaci vanno anche tenuti lontani
dalla portata dei bambini. In linea di
massima è bene valutare con criticità le
proprie forze e capacità. Se si avverte
stanchezza e si è fuori forma, meglio lasciar perdere i lavori più impegnativi o
farsi dare una mano. Cosa fare in caso di...
... lesioni dovute a caduta?
In caso di contusioni o strappi è di aiuto raffreddare l’area interessata. Successivamente vi si può applicare un unguento
inibitore del dolore. Per le fratture ossee è necessario l’intervento di un medico.
... ferite da taglio e da punta?
Se si tratta di ferite piccole, le faccia sanguinare in modo tale
che il sangue trascini via tutte le impurità. Quindi disinfettare e applicare un cerotto. Le ferite che sanguinano copiosamente vanno fasciate con una benda di compressione.
... ustioni o scottature?
Raffreddare subito le ustioni e le scottature di lieve entità e
che interessano piccoli lembi di pelle. Tenga la parte del corpo interessata per alcuni minuti sotto l’acqua fredda. Per
ustioni su superfici cutanee estese si sconsiglia questo procedimento perché c’è pericolo di ipotermia. Se ci si ustiona la
parte superiore del corpo o il viso, va immediatamente chiamato il pronto soccorso.
... scossa?
Si assicuri che la persona colpita non sia più a contatto con la
fonte che ha generato la scossa (staccare la corrente). Le ustioni provocate da scosse possono essere trattate come descritto
sopra. Se il battito cardiaco si arresta bisogna immediatamente praticare un massaggio cardiaco. Chi è colpito da scossa va sempre accompagnato in ospedale perché c’è il rischio
di aritmie cardiache.
PRONTO 11
Luca Caltieri
risponde a cinque domande
Donna delle pulizie o fai-da-te?
Provvediamo la mia compagna e io. Ci dividiamo
equamente le faccende domestiche perché lavoriamo
tutti e due. Pulizia e ordine sono fondamentali per
me. E come potrebbe essere diversamente? Ho lavorato quattro anni e mezzo nella vendita per ISS, la più
grande impresa di facility management in Svizzera. Il
mio appartamento a Lugano-Viganello ha una vista
fantastica sul Monte Tamaro e sul Monte Lema: sarebbe un vero peccato se il panorama fosse offuscato
da vetri sudici (ride).
Mattiniero o dormiglione?
Amo svegliarmi con tranquillità. Per questo durante
la settimana mi sveglio alle 6, in modo tale da avere
abbastanza tempo per godermi il primo caffè, la colazione e il notiziario.
Città o campagna?
Sono cresciuto a Lugano e non ho abitato in nessun
altro posto. Non posso immaginarmi nulla di diverso nella mia vita – nessun paesino, ma nemmeno
grandi città. Lugano offre i pregi di una città, tanti
negozi, tanti ristoranti e bar, ma senza il caos delle
grandi metropoli. E poi c’è la Resega: come fan
dell’hockey club Lugano mi trovo spesso lì …
Tofu o bistecca con l’osso?
Bistecca con l’osso. Già adesso non vedo l’ora che arrivi l’estate per poter grigliare in terrazza. Amo la
carne e anche la cucina ticinese, senza dimenticare il
vino giusto, un buon rosso ticinese come un Riserva
San Zeno.
Luca Caltieri (41) è direttore
regionale della Protectas Ticino e papà
di una bimba di 10 anni.
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7302 Landquart
Telefono 058 456 10 10, Fax 058 456 10 11
[email protected], www.oekk.ch
www.facebook.com/oekk.ch
3
Tutti e due. Leggo volentieri thriller americani.
Michael Connely è il mio autore preferito. Al cinema mi piacciono gli effetti speciali: quindi tutte le
produzioni più spettacolari, i film in 3D come Guerre stellari. Naturalmente la mia compagna ogni tanto ci prova a convincermi ad andare a vedere qualche
film romantico … ma non è il mio genere.
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