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Medici in formazione specialistica: Aspetti Fiscali

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Medici in formazione specialistica: Aspetti Fiscali
MEDICI IN FORMAZIONE
SPECIALISTICA
ASPETTI
FISCALI
Il contratto di
formazione specialistica


All’atto
dell’iscrizione
alla
scuola
universitaria di specializzazione in
medicina e chirurgia, il medico stipula
uno specifico contratto annuale di
formazione specialistica, rinnovabile di
anno in anno per tutta la durata del
corso di specializzazione.
Al medico in formazione specialistica,
per tutta la durata legale del corso, è
corrisposto un trattamento economico
annuo
onnicomprensivo,
che
è
costituito da una parte fissa, uguale
per tutte le specializzazioni e per tutta
la durata del corso, e da una parte
variabile.
Il contratto di
formazione specialistica


Il trattamento economico erogato ai
titolari di un contratto di formazione
specialistica dei medici è esente da
IRPEF (imposta sul reddito delle
persone fisiche), in quanto assimilato
ad una borsa di studio, e come tale
non soggetto a tassazione per
l’imposta sui redditi.
Le borse di studio fruiscono sia delle
detrazioni per carichi di famiglia che
della
detrazione
per
il
lavoro
dipendente e spettano per l’anno
intero.
Il contratto di
formazione specialistica




Chi riceve solo redditi esenti, e quindi
non ha un reddito imponibile, non può
avere alcun tipo di detrazione fiscale.
Se non si posseggono altri redditi, si può
continuare
ad
essere
considerati
fiscalmente a carico (genitori, coniuge).
Per quanto sopra, il medico in
formazione specialistica non dovrà
dichiarare il reddito percepito.
Le borse di studio universitarie non
possono essere cumulate con altre borse
di studio a qualsiasi titolo conferite,
tranne che con quelle concesse da
istituzioni (nazionali o straniere) utili ad
integrare, con soggiorni all'estero,
l'attività di formazione o di ricerca dei
borsisti.
Attività lavorative
compatibili



Per la durata della formazione a tempo
pieno, al medico è inibito l'esercizio di
attività libero-professionale all'esterno
delle strutture assistenziali in cui si
effettua la formazione ed ogni rapporto
convenzionale o precario con il servizio
sanitario nazionale o enti e istituzioni
pubbliche e private.
Quindi, non si possono svolgere attività
lavorative di alcun tipo al di fuori della
specialità.
Le uniche eccezioni consentite, e quindi
compatibili con gli obblighi propri della
formazione specialistica (nei termini e
modi previsti), sono le seguenti attività:
Attività lavorative
compatibili



Il medico in formazione specialistica
può
sostituire
a
tempo
determinato i medici di medicina
generale convenzionati con il SSN.
Il medico in formazione specialistica
può essere iscritto negli elenchi della
guardia medica notturna, festiva e
turistica, ma occupato solo in caso di
carente disponibilità di medici già
iscritti negli elenchi della guardia
medica notturna e festiva e della
guardia medica turistica.
Il medico in formazione specialistica
ha la facoltà dell’esercizio della
libera professione intramuraria.
Prestazione
occasionale



Le prime due fattispecie rientrano nella
forma della prestazione occasionale,
che si può definire come segue.
Rapporto di durata complessiva non
superiore a 30 giorni nel corso dell’anno
con lo stesso committente, a condizione
che il compenso percepito sia non
superiore a € 5.000,00 (per lo stesso
committente).
La
prestazione
è
documentabile
attraverso l’emissione, al momento
del pagamento, di una ricevuta per
prestazione occasionale con ritenuta
d’acconto, pari al 20% del compenso
totale pattuito.
Prestazione
occasionale


La ritenuta d'acconto rappresenta
un “anticipo” sulle imposte sul reddito
(non ulteriori imposte) che il datore di
lavoro è obbligato a trattenere sul
compenso del lavoratore e a versare
allo Stato per conto dello stesso.
Per
via
di
questo
particolare
meccanismo procedurale, si dice che il
datore di lavoro funge da “sostituto
d'imposta”.
Prestazione
occasionale


Al
momento
del
calcolo
(“liquidazione”) delle imposte, in sede
di dichiarazione dei redditi, le ritenute
d’acconto, anticipate all’Erario dal
datore di lavoro per conto del
lavoratore, verranno “scomputate”
dall’imposta sui redditi definitiva.
Il datore di lavoro nei primi mesi
dell’anno
successivo
rilascia
al
lavoratore una certificazione dei
compensi
corrisposti
e
dei
versamenti
delle
ritenute
d’acconto effettuati durante tutto
l'anno.
Prestazione
occasionale



I redditi di collaborazione meramente
occasionale
sono
qualificati
quali
“redditi diversi”.
Tale indicazione andrà inserita nella
ricevuta
(“prestazione
meramente
occasionale, di cui all’art. 67, lettera L)
del D.P.R. 917/86 - redditi diversi”).
Inoltre, la prestazione occasionale è
esclusa dal campo di applicazione
dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R.
633/72 per difetto del presupposto
soggettivo (che consiste nell’esercizio
abituale di un’attività professionale);
anche tale indicazione va evidenziata
nella ricevuta.
Attività libero-professionale
intramuraria (Alpi)



L’Attività
libero-professionale
intramuraria
(Alpi),
la
cosiddetta
intramoenia, è la possibilità offerta ai
medici del Servizio sanitario nazionale di
esercitare la professione all’interno
dell’ospedale.
Una risoluzione del 2009
delle Entrate ha eliminato
sulla
possibilità
che
specializzando
svolga
intramoenia senza essere
obblighi
fiscali
tipici
autonomo.
dell’Agenzia
ogni dubbio
il
medico
attività
soggetto ad
del
lavoro
La compatibilità con la borsa di studio
sussiste qualora l’attività sia espletata
fuori dall’orario di lavoro, nel limite del
monte ore complessivo settimanale.
Attività libero-professionale
intramuraria (Alpi)


I medici intramoenisti operano nel
quadro di un rapporto “assimilato” a
quello di lavoro dipendente e
pertanto non è necessario il possesso
della partita IVA da parte di chi la
esercita.
L’assimilazione ai redditi di lavoro
dipendente, in linea di principio,
comporta un trattamento tributario
quasi identico a quello riservato a tali
redditi, se si esclude il diritto alle
detrazioni per i redditi di lavoro
dipendente.
Attività libero-professionale
intramuraria (Alpi)


Il medico riceverà una vera e propria
busta paga.
L’anno
successivo
riceverà
dal
committente il c.d. modello CUD
(Certificazione unica dei redditi di
lavoro dipendente), riassuntivo del
trattamento fiscale cui è stato
assoggettato il compenso percepito
(decurtato a monte del 25% quale
deduzione forfettaria delle spese
sostenute dall’Azienda per l’attività
intramuraria).
Imposte sui redditi –
deduzioni e detrazioni


L’IRPEF è l’imposta sui redditi dovuta
dalle persone fisiche e si applica sul
reddito
complessivo
percepito
nell’anno dal soggetto (tra cui redditi
degli immobili, da lavoro dipendente,
da lavoro autonomo, da impresa,
redditi diversi, redditi da lavoro
autonomo e d’impresa occasionali).
È
un’imposta
che
aumenta
progressivamente con il crescere del
reddito e si calcola applicando diverse
aliquote
%
di
imposta
(che
aumentano più che in proporzione
all’aumentare del reddito) sulle quote
aggiuntive
di
reddito,
dette
scaglioni.
Imposte sui redditi –
deduzioni e detrazioni
Imposte sui redditi –
deduzioni e detrazioni




Le addizionali Irpef sono imposte sul
reddito che vanno versate a Regioni e
Comuni, per i quali, nell’anno di
riferimento, risulta dovuta l’Irpef.
Poiché la base imponibile per il calcolo
delle addizionali è costituita dal reddito
complessivo dichiarato ai fini Irpef, se il
contribuente non deve pagare l’Irpef,
non deve versare alcuna addizionale.
L’aliquota
dell’addizionale
massima dell’1,4%.
regionale
L’aliquota dell’addizionale comunale può
essere stabilita dai Comuni fino allo
0,8%.
Imposte sui redditi –
deduzioni e detrazioni



Per
determinare
il
reddito
imponibile, è sufficiente sottrarre dal
reddito
complessivo
gli
oneri
deducibili
e la deduzione per
l’abitazione principale.
Una volta quantificato il reddito
imponibile ai fini Irpef, si ottiene
l’imposta (lorda) applicando a
questo importo le aliquote fiscali.
Una volta calcolata l’imposta lorda, si
procede a sottrarre da essa le
detrazioni (riduzione dell’imposta)
per
arrivare
all’imposta
netta
(prelievo Irpef effettivo).
Imposte sui redditi –
deduzioni e detrazioni
Imposte sui redditi –
deduzioni



Tra le principali spese deducibili
rientrano:
i contributi previdenziali e assistenziali
obbligatori e volontari, i contributi per
la previdenza complementare e i
premi e contributi versati alle forme
pensionistiche individuali,
oneri contributivi per gli addetti ai
servizi domestici e familiari: fino
all’importo di 1.549,37 euro, per la
parte a carico del datore di lavoro.
Imposte sui redditi –
detrazioni
Le principali detrazioni
d’imposta
riconosciute
sono:



per familiari a carico
per tipologia
posseduto
di
reddito
per spese sostenute
Imposte sui redditi –
detrazioni
PER I LAVORATORI DIPENDENTI



Le detrazioni “base” (o teoriche) e le
detrazioni effettive.
Le
detrazioni
devono
essere
rapportate al periodo di lavoro
nell’anno (espresso in giorni), ma
l’importo effettivamente spettante non
può mai essere inferiore a 690 euro.
Se il rapporto di lavoro è a tempo
determinato, la detrazione effettiva
non può essere inferiore a 1.380 euro.
Imposte sui redditi –
detrazioni


Per beneficiare delle detrazioni per
“tipo
di
reddito”,
il
lavoratore
dipendente
o
collaboratore
ha
l’obbligo di presentare annualmente
apposita richiesta al proprio datore
di lavoro con la quale dichiarare di
averne diritto.
In sostanza, la dichiarazione non ha
più effetto, come in passato, anche
per i periodi d’imposta successivi, ma
occorre presentarla ogni anno,
anche quando non sono intervenute
variazioni.
Imposte sui redditi –
detrazioni
Imposte sui redditi –
detrazioni
PER I FAMILIARI A CARICO


Le detrazioni vanno rapportate a mese
e competono dal mese dell’anno in cui
si verificano a quello in cui cessano le
condizioni
previste,
indipendentemente dal numero esatto
dei giorni.
Per avere le detrazioni per carichi di
famiglia in busta paga, i lavoratori
dipendenti
devono
dichiarare
annualmente al datore di lavoro di
averne diritto e indicare il codice
fiscale delle persone per le quali
intendono usufruire delle detrazioni
stesse.
Imposte sui redditi –
detrazioni


L’ammontare della detrazione
spettante non è fisso, ma varia
in
funzione
del
reddito
complessivo
posseduto
nel
periodo d’imposta.
In sostanza, sono state stabilite
detrazioni di base (o teoriche),
ma
l’importo
effettivo
diminuisce man mano che
aumenta il reddito, fino ad
annullarsi.
Imposte sui redditi –
detrazioni figli e coniuge
Imposte sui redditi –
detrazioni
LE SPESE DETRAIBILI DALL’IRPEF


A fronte di spese che hanno una
particolare rilevanza sociale, come ad
esempio quelle sostenute per motivi di
salute, per gli interessi sul mutuo
dell’abitazione o per gli studi, sono
previste riduzioni dall’Irpef.
Tra i principali oneri che danno diritto
alla detrazione d’imposta del 19%
troviamo:
Imposte sui redditi –
detrazioni




le spese sanitarie
gli interessi passivi sui mutui destinati
all’acquisto dell’abitazione principale
le spese d’istruzione sostenute per la
frequenza
ai
corsi
di
istruzione,
perfezionamento e/o di specializzazione
universitaria, tenuti presso Università
italiane o straniere, pubbliche o private
i premi assicurativi: per le polizze
stipulate entro il 2000, premi di
assicurazione sulla vita e contro gli
infortuni; per i contratti stipulati dal
2001, rischio di morte o di invalidità
permanente non inferiore al 5%
CUD
(Certificazione unica dei
redditi di lavoro dipendente)




Il Cud (Certificazione unica dei redditi
di lavoro dipendente) è un documento
che
deve essere consegnato al
lavoratore dipendente entro il 28
febbraio dal datore di lavoro, ed è
relativo ai redditi che sono stati
percepiti nell'anno precedente.
Il datore di lavoro lo rilascia in duplice
copia: una va conservata, l'altra va
consegnata ad esempio al Caf (o altro
professionista
abilitato)
per
la
dichiarazione dei redditi.
Deve essere consegnato un Cud da
ogni datore di lavoro (a meno di non
far conguagliare tutto all'ultimo).
Il Cud è diviso in quattro parti
CUD
(Certificazione unica dei
redditi di lavoro dipendente)
CUD
(Certificazione unica dei
redditi di lavoro dipendente)




Punto
1:
vanno
indicati
stipendi,
mensilità aggiuntive, borse di studio,
compensi
derivanti
da
rapporti
di
collaborazione
punto 2 vanno indicati i redditi assimilati
a quelli di lavoro dipendente
Le trattenute sono effettuate dal datore
di lavoro per pagare sia l’imposta Irpef,
sia le addizionali all’imposta Irpef a favore
di regione e comune di residenza.
Per il calcolo delle trattenute fiscali si
tiene conto anche delle detrazioni
d'imposta Irpef sia per il tipo di reddito
(lavoro dipendente), sia per la presenza di
familiari a carico.
CUD
(Certificazione unica dei
redditi di lavoro dipendente)




Nel punto 3 va indicato il numero dei
giorni compresi nel periodo di durata
del rapporto di lavoro per i quali il
percipiente ha diritto alla detrazione di
lavoro dipendente.
Al punto 33 è indicata l’imposta lorda
calcolata applicando le aliquote per
scaglioni di reddito alla somma dei
redditi evidenziati nei punti 1 e 2 della
certificazione.
Nel punto 34 va indicato l’importo
totale delle detrazioni eventualmente
spettanti per coniuge e familiari a
carico
Nel punto 39 va indicato l’importo
della detrazione per lavoro dipendente
eventualmente spettante
CUD
(Certificazione unica dei
redditi di lavoro dipendente)








Con il CUD (o con la dichiarazione dei redditi)
il contribuente può destinare una quota pari
all’8 per mille dell’Irpef alle confessioni
religiose o allo Stato per scopi di carattere
sociale o umanitario.
Inoltre è possibile destinare una quota pari al
5 per mille dell’Irpef al sostegno:
delle organizzazioni non lucrative di utilità
sociale (ONLUS),
di associazioni e fondazioni che operano in
particolari settori,
delle attività sociali svolte dal Comune di
residenza,
al finanziamento della ricerca scientifica e
dell’università
al finanziamento della ricerca sanitaria.
Queste scelte non aumentano le imposte da
pagare, ma obbligano lo Stato a destinare alla
finalità indicata una parte dell’Irpef riscossa.
Dichiarazioni dei redditi



Il CUD potrebbe essere sufficiente alla
giustificazione
dei
propri
redditi
davanti all’Erario, quando non si
abbiano altri diversi redditi che
obblighino
alla
dichiarazione dei
redditi annuale.
I lavoratori dipendenti (in possesso di
determinati
redditi)
possono
presentare la dichiarazione con il
modello 730.
Chi è in possesso di altre tipologie di
reddito (tra cui, redditi di lavoro
autonomo per i quali è richiesta la
partita
IVA,
determinati
redditi
“diversi”) non può utilizzare il modello
730 e deve presentare il modello
UNICO Persone fisiche.
Dichiarazioni dei redditi
Modello 730
Attraverso il modello 730 è possibile
dichiarare esclusivamente i seguenti
redditi:





• redditi di lavoro dipendente;
• redditi assimilati a quelli di lavoro
dipendente;
• redditi dei terreni e dei fabbricati;
• redditi di lavoro autonomo per i
quali non è richiesta la partita IVA;
• alcuni dei redditi “diversi”.
Dichiarazioni dei redditi
Modello 730
(caso particolare) Non è obbligato a
presentare la dichiarazione dei redditi
chi nell’anno 2009 ha posseduto:

un reddito complessivo, al netto
dell’abitazione
principale,
non
superiore a euro 4.800,00 nel quale
concorre uno dei redditi assimilati a
quelli di lavoro dipendente per i quali
la
detrazione
prevista
non
è
rapportata al periodo di lavoro (es.
compensi percepiti per l’attività libero
professionale
intramuraria
del
personale dipendente dal Servizio
sanitario nazionale, redditi derivanti
da attività di lavoro autonomo non
esercitate abitualmente).
Dichiarazioni dei redditi
termini e le modalità di
presentazione del Modello 730
Dichiarazioni dei redditi
Modello UNICO
Deve presentare la dichiarazione dei
redditi attraverso il modello UNICO chi
non può ricorrere al modello 730 e
deve dichiarare il possesso di uno o
più dei seguenti redditi:






•
•
•
•
•
•
redditi
redditi
redditi
redditi
redditi
redditi
terreni e fabbricati;
di capitale;
di lavoro dipendente;
di lavoro autonomo;
di impresa;
diversi.
Dichiarazioni dei redditi
Modello UNICO


Sono sempre tenuti a utilizzare il
modello UNICO i contribuenti obbligati
alla tenuta delle scritture contabili
(imprenditori ed esercenti arti e
professioni).
Ad eccezione di casi particolari, tutti i
contribuenti persone fisiche sono
obbligati
alla
presentazione
telematica del Modello, tramite
intermediario
o
direttamente,
all’Agenzia delle Entrate, entro il 30
settembre.
Dichiarazioni dei redditi
Modello UNICO
Dichiarazioni dei redditi
Modello UNICO


Per stabilire se è dovuto il versamento
dell’acconto Irpef per l’anno x,
occorre controllare se vi era imposta a
debito nella dichiarazione relativa
all’anno x-1.
In caso affermativo, occorre versare
un acconto pari al 99% del suo
ammontare, normalmente in due rate:
– la prima, nella misura del 40%, entro il
16 giugno, o entro il 16 luglio con la
maggiorazione dello 0,40%;
– la seconda, nella restante misura del
60%, entro il 30 novembre.
Dichiarazioni dei redditi
Modello UNICO


Per
l’addizionale
comunale
è
dovuto anche un acconto per l’anno
successivo nella misura del 30%,
calcolato
sull’addizionale
dovuta
sull’imponibile dell’anno precedente.
I versamenti a saldo risultanti dalla
dichiarazione dell’anno x-1 vanno
eseguiti insieme a quelli relativi al
primo acconto (16 giugno/luglio).
Dichiarazioni dei redditi
Pagamento delle imposte
CUD
Per i titolari di redditi di lavoro dipendente
e assimilati, le imposte (IRPEF e
addizionali regionale e comunale all’Irpef)
vengono
determinate
dai
sostituti
d’imposta (datore di lavoro) all’atto
dell’effettuazione
delle
operazioni
di
conguaglio relative a tali redditi.
Dichiarazioni dei redditi
Pagamento delle imposte
730
Per chi utilizza il modello 730, la
determinazione delle imposte avviene
in sede di dichiarazione dei redditi.


Qualora dal calcolo delle imposte
emerga
un
credito,
si
ottiene
l’eventuale
rimborso
dell’imposta
direttamente nella busta paga, a
partire dal mese di luglio;
se sono dovute delle somme, invece,
queste sono trattenute direttamente
dalla retribuzione (a partire sempre
dal mese di luglio).
Dichiarazioni dei redditi
Pagamento delle imposte
UNICO
Per chi utilizza il modello UNICO, la
determinazione delle imposte avviene in
sede di dichiarazione dei redditi.

Il versamento deve essere effettuato
direttamente all’ente interessato mediante
il modello F24, che si può pagare in via
telematica oppure recandosi ad uno
sportello bancario o postale.
Dichiarazioni dei redditi
Pagamento delle imposte



Il modello è definito “unificato” poiché
permette al contribuente di effettuare
con un’unica operazione il pagamento
delle somme dovute, compensando
il versamento di importi a debito con
eventuali crediti.
Si possono compensare gli importi a
credito fino ad annullare gli importi a
debito (F4 con saldo ZERO)
I crediti eventualmente eccedenti
potranno
essere
compensati
in
occasione dei pagamenti successivi, o
chiesti a rimborso.
Dichiarazioni dei redditi
Pagamento delle imposte
RATEAZIONE



È possibile versare le somme dovute a
saldo e quale primo acconto (ad
eccezione
quindi
dell’acconto
di
novembre) anche a rate mensili.
Sugli importi rateizzati sono dovuti gli
interessi, nella misura del 4 per cento
annuo (0,33% mensile).
In ogni caso il pagamento rateale
deve essere completato entro il mese
di novembre.
Dichiarazioni dei redditi
Pagamento delle imposte
Imposta a credito


Quando dalla dichiarazione dei redditi
risulta un credito e nella compilazione
del modello Unico il contribuente ha
indicato di voler avere il rimborso (la
scelta alternativa sarebbe quella del
riporto del credito all’anno successivo
o la compensazione del credito con
altri tributi da versare),
l’Agenzia delle Entrate, eseguiti i
normali
controlli,
provvede
a
rimborsare la somma spettante,
secondo diverse modalità in base alle
preferenze espresse dal contribuente
e all’importo da pagare.
MEDICI IN FORMAZIONE
SPECIALISTICA
ASPETTI
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