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Spunti di riflessione

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Spunti di riflessione
PENA DI MORTE
Elaborazione a cura di:
Burtini Francesca
Pedoja Federica
INTRODUZIONE:
Lo scopo di questo lavoro è
quello di voler aprire uno spunto
di riflessione sulla pena di
morte.
In particolare vogliamo
ragionare sulle motivazioni che
spingono a essere a favore
oppure contro la pena capitale.
Struttura
• Dibattito
generale: le
ragioni del sì e le
ragioni del no.
• Spunti di
riflessione.
•Bibliografia
• Esempi di alcuni
Paesi.
Torna
Intro
DIBATTITO GENERALE
I dati raccolti provengono da molte associazioni
nazionali ed internazionali, in particolare da
Amnesty International.
• La situazione nel
mondo
• Le ragioni del sì
•Le ragioni del no
Torna Struttura
La situazione nel mondo:
Più della metà dei paesi ha abolito la pena di morte di diritto o de
facto.
Secondo gli ultimi dati di Amnesty International:
76 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato
15 paesi l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali (quali
quelli commessi in tempo di guerra)
21 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano
esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un
impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte
In totale 112 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o
nella pratica.
83 paesi mantengono in vigore la pena capitale e, spesso,
eseguono condanne a morte.
Torna dibattito
Testo
I dati di Amnesty International per il 1999
Secondo Amnesty International nel 1999 sono avvenute oltre 1,813 esecuzioni in 31 paesi. Il
numero complessivo è in calo rispetto al 1998 (2,258 esecuzioni), ma in alcuni paesi (Iran,
Arabia Saudita, USA) si registra un forte aumento. I dati presentati includono solo i casi
conosciuti: molti paesi tengono volutamente nascoste le cifre reali.In Arabia Saudita si registra
un notevole incremento delle esecuzioni: dalle 29 del 1998 alle 103 del 1999, ma il numero
reale potrebbe essere molto più alto. Amnesty International è a conoscenza di centinaia di
esecuzioni in Iraq, ma non è in grado di stabilire se siano state giudiziali o extragiudiziali.Cuba,
Oman e Emirati Arabi Uniti hanno esteso la pena di morte a reati come traffico di droga e
rapina a mano armata. Purtroppo, alcuni paesi hanno infranto la loro moratoria de facto. A
giugno 9 persone sono state impiccate in Trinidad e Tobago cinque anni dopo l'ultima
esecuzione. In Uganda ci sono state 28 esecuzioni in un solo giorno (28 aprile) a tre anni
dall'ultima.I dati positivi: nel 1999 Timor Est, Turkmenistan, Ucraina e il territorio di Bermuda
(sotto giurisdizione britannica) hanno totalmente abolito la pena di morte. La Lettonia la
mantiene solo in caso di guerra. Azerbaijan, Bulgaria, Cipro, Georgia, Slovacchia, Turkmenistan
e Regno Unito hanno ratificato il Secondo Protocollo Opzionale alla Convenzione Internazionale
sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), trattato che si muove verso la totale abolizione della pena
capitale.In tutto il mondo sono 108 i paesi abolizionisti per legge o de facto. Amnesty
International chiede alla Commissione della Nazioni Unite per i Diritti Umani, attualmente
riunita per la consueta sessione annuale a Ginevra, di stabilire una moratoria mondiale sulle
esecuzioni. Difendere il diritto alla vita è una responsabilità internazionale.
(Fonte: www.volint.it)
Torna struttura
Torna Dibattito
Le motivazioni a favore
La pena di morte per:
Esigenza di giustizia
Funzione deterrente
Interesse economico
Torna Struttura
Torna Dibattito
Le motivazioni contro
Contro la pena di morte per:
Motivazioni morali
Funzione deterrente
Errori giudiziari e discriminazione
Torna Struttura
Torna Dibattito
SPUNTI DI RIFLESSIONE
 I crimini
 L’opinione pubblica
 La discriminazione razziale
 I costi
 I testi
Torna Struttura
Riportiamo qui i crimini per i quali è prevista la pena di morte in tutto il mondo.
Ovviamente, non tutti i paesi la prevedono per tutti i crimini.


Crimini contro la persona
Crimini che comportano la perdita della vita (anche non intenzionali)

Reati che causano ferite e sofferenze


Trattamento crudele e inumano inferto ai detenuti

Reati che potrebbero causare gravi ferite o morte

Uso di esplosivi contro individui

Crimini contro la morale

Adulterio

Fornicazione



Sodomia
Pubblicazione e commercio di pornografia
Altri generi di crimini contro l'integrità della persona



Rapina
Violenza carnale
Crimini contro la proprietà e crimini economici

Furto di proprietà privata

Furto di proprietà pubblica


Sabotaggio
Realizzazione di profitti in modo illecito


Cambio nero
Accaparramento di beni alimentari

Danneggiamento dell'economia

Altri reati economici



Tortura
Vendite illegali 
Corruzione
Falso in bilancio
Contrabbando di chiodi di garofano
Crimini contro lo stato e reati politici

Tradimento

Spionaggio
Collaborazione con gli imperialisti



Provocazione dell'intervento straniero
Provocazione della rottura delle relazioni diplomatiche

Complotto con un governo straniero


Fomentazione di guerra civile
Prestazione di servizio tra le file del nemico

Cospirazione col nemico

Insurrezione e sabotaggio

Attentato all'autorità del governo


Attentato alla Costituzione e al governo
Attività che sconvolgono l'ordine sociale ed economico

Ripudiare la sovranità e l'indipendenza del paese


Attività controrivoluzionarie
Attività contro o a vantaggio di determinati gruppi sociali

Scioperi e dimostrazioni illegali

Disturbo dell'ordine pubblico


Attività illegali in collegamento con partiti politici


Terrorismo

Altri reati

Sedizione
Disturbo della quiete pubblica
Propaganda attraverso articoli, libri, discorsi a beneficio di ribelli


Propaganda contro lo Stato
Scritti e discorsi incompatibili con l'ordine socialista


Apostasia
Attività comunista di qualsiasi tipo, compresi i discorsi privati
Incoraggiamento di manifestazioni studentesche
Spunti riflessione
L’opinione pubblica
Uno degli argomenti a favore della pena di morte è che l'opinione pubblica è a favore
della pena capitale. Tale argomentazione si basa spesso su sondaggi.
L'opinione pubblica sulla pena di morte si basa spesso su una visione incompleta dei fatti
e gli stessi sondaggi possono variare molto a seconda di come vengono poste le
domande e di quanto si cerchi di informare la gente sull'argomento.
Diversi studi suggeriscono che le posizioni sulla pena di morte possono cambiare sulla
base di una maggiore conoscenza dei fatti. Uno studio svolto nel 1975 negli Stati Uniti
dimostrò che la maggior parte degli interpellati si dichiarava favorevole alla pena di morte
ma era molto ignorante sull'argomento; le posizioni favorevoli alla pena di morte
diminuivano quando gli interpellati venivano informati meglio sull'argomento.
In generale quando agli interpellati vengono proposte diverse alternative credibili alla
pena di morte il consenso alla pena capitale diminuisce.
Spunti riflessione
La discriminazione razziale
La pena di morte è spesso usata in maniera discriminatoria nei confronti di
minoranze razziali, di persone povere e scarsamente istruite e in alcuni casi può
venire usata come arma contro oppositori politici.
Un esempio di come la pena di morte sia usata in maniera iniqua nei confronti delle
minoranze si ha negli Stati Uniti. Uno studio del 1987 sulle condanne a morte
comminate dallo stato del New Jersey ha dimostrato che l'accusa ha chiesto la pena
di morte nel 50% dei casi in cui l'accusato era nero e la vittima bianca e solo nel
28% dei casi in cui sia l'accusato che la vittima erano neri.
Delle dodici condanne a morte eseguite, la metà sono state emesse da giurie
composte da soli giurati bianchi. Secondo alcuni dati, nel 40% dei processi per
omicidio in cui l'imputato è un nero e la vittima un bianco, nel 32% dei casi in cui
sia l'imputato che la vittima sono bianchi e nel 6% dei casi in cui sia l'imputato che
la vittima sono neri.
Non c'è mai stata una richiesta di condanna a morte nei confronti di un bianco che
aveva ucciso un nero.
Spunti riflessione
I costi
Una delle argomentazioni a favore della pena di morte si basa sul fatto
che è meno costoso uccidere i colpevoli piuttosto che tenerli in carcere.
Uno studio realizzato nel 1982 nello stato di New York ha rilevato che in
media il giudizio capitale e gli appelli di primo grado costerebbero ai
contribuenti circa 1.8 milioni di dollari, due volte di più di quanto costi
mantenere una persona in carcere a vita.
Uno studio condotto in Florida nel 1988 sosteneva che i contribuenti
pagano oltre 3.1 milioni di dollari per ogni esecuzione.
Spunti riflessione
Esigenza di giustizia
I sostenitori della pena di morte partono dal presupposto che compito
fondamentale dello Stato sia difendere ad ogni costo i singoli individui e la
comunità, che chi rispetta la legge ha diritto ad una tutela maggiore
rispetto a chi la disattende, che chi commette reati deve pagare, che
esistono colpe per cui nessuna pena, tranne la morte, costituisca la giusta
punizione.
Sarebbe quindi un'esigenza di giustizia a sostenere le loro ragioni.
In relazione alla pena di morte le teorie sulla funzione della pena si
possono ricondurre a due filoni fondamentali: quello della retribuzione e
quello della prevenzione. Per il primo la pena è un male che interviene
come reazione morale e giuridica al male che è stato commesso con il
reato, alla cui gravità è proporzionato, in modo da configurarsi come
castigo morale e non come vendetta; per il secondo lo Stato non
restituisce male con male, ma si limita a difendere la società dalla
pericolosità degli autori dei reati, cercando attraverso la pena di impedire
che soggetti socialmente pericolosi commettano altri reati.
Motivazioni pro
Funzione deterrente
I sostenitori della pena di morte assegnano ad essa una funzione
deterrente, in quanto sono convinti che la durezza della pena sia sufficiente
in molti casi ad evitare che il reato venga commesso: soltanto coloro che
agiscono in preda a violenta passione non badano alla pena prevista dalla
legge.
In modo particolare la pena di morte svolgerebbe una funzione preventiva
nei confronti di ondate di criminalità organizzata in grado di sconvolgere la
vita sociale di uno Stato (gangsterismo, mafia, terrorismo ecc.).
La pena di morte inoltre, soddisfacendo il risentimento delle vittime e dei
loro parenti, eliminerebbe la tentazione di vendette private ed il manifestarsi
di disordini sociali.
L'eliminazione definitiva di un delinquente eviterebbe poi il ripetersi di altri
reati da parte dello stesso che, pur condannato, potrebbe ritornare in libertà
per condoni o altri meccanismi previsti dalla legge.
Motivazioni pro
Interesse economico
Certamente sul piano economico la pena di morte rappresenta un sistema
di punizione molto meno gravoso di una lunga detenzione e dell'ergastolo,
e quindi vantaggioso per la comunità.
Il fatto che essa sia irreparabile e non si possa risarcire chi sia stato
condannato ingiustamente non sarebbe una ragione sufficiente per
sopprimerla: basterebbe applicarla solo nei casi in cui ci sia la matematica
certezza della colpevolezza dell'imputato; tanto più che esiste un'ulteriore
garanzia: il potere di ogni capo di stato di concedere la grazia in caso di
dubbio, commutandola in ergastolo o altra pena detentiva.
Motivazioni pro
Motivazioni morali
Coloro che si oppongono alla pena di morte si richiamano, soprattutto, a
motivazioni morali. Pur non cessando di denunciare la crudeltà intrinseca di
questo strumento (crudeltà tanto fisica che psicologica), essi pongono la loro
enfasi sul fatto che nessun uomo, né come individuo né come
rappresentante della comunità, abbia il diritto di togliere la vita ad un altro
uomo, a prescindere dalla gravità delle colpe da quest'ultimo commesse.
Secondo loro, inoltre, la pena di morte contravviene al principio secondo cui
la finalità della pena non è data dalla vendetta o dalla semplice punizione del
colpevole, ma dalla sua rieducazione e recupero sul piano umano e sociale.
Motivazioni contro
Funzione deterrente
Il dibattito condotto dagli oppositori della pena di morte non si muove
unicamente sul piano dell'etica. In relazione alla presunta funzione
deterrente di cui parlano i sostenitori, essi replicano che è ridicolo
pensare che un criminale consulti il codice per scegliere il crimine da
commettere, e aggiungono che la pena di morte non rappresenta uno
strumento efficace nemmeno contro la criminalità organizzata, che è
stata sconfitta solo adottando mezzi diversi, in particolare colpendola
nei suoi interessi economici. Certamente appaiono innegabili le
tendenze alle recidive e alla vendetta privata, ma, secondo gli
oppositori, il problema si deve porre in termini di educazione sociale, e
la soluzione è data da una continua assistenza agli ex carcerati e da
una capillare opera di educazione alla legalità.
Motivazioni contro
Errori giudiziari e
discriminazione
Oltre a motivazioni di carattere etico e morale, se ne aggiungono altre
due ancora più significative. Innanzi tutto è sempre possibile
l’eventualità di errori giudiziari, che avrebbero come esito l’uccisione di
un innocente. In secondo luogo, molti studi testimoniano come la pena
di morte si configuri, nella realtà di molti Paesi, come uno strumento di
discriminazione sociale, poiché ad essere giustiziati sono, in larga
maggioranza, criminali che appartengono alle classi sociali più deboli,
membri delle minoranze razziali, individui con un basso livello di
scolarizzazione, soggetti con una vita familiare allo sbando, persone
con reddito molto basso, a volte oppositori politici.
Motivazioni contro
ESEMPI DI ALCUNI PAESI
LA SITUAZIONE:
nella ex-URSS
negli USA
in ITALIA
in IRAN
in CINA
in ARABIA SAUDITA
in SINGAPORE
Torna Struttura
Ex-URSS
Tutte e 15 le repubbliche ex-sovietiche mantengono la pena capitale
nei loro ordinamenti, sebbene l'applicazione vari: il numero dei reati
capitali è stato ridotto in Bielorussia, Estonia, Lettonia, Lituania,
Moldavia, Russia, Ucraina; l'Estonia la mantiene solo per reati
commessi in tempo di guerra; nell'ottobre 1994 la pena di morte è
stata abolita per le donne in Azerbaijan; in Ucraina tutte le
informazioni relative sono coperte dal segreto di Stato.
In queste repubbliche la necessità di agire contro l'aumento della
criminalità comune è la ragione principale addotta per il
mantenimento della pena capitale.
Paesi
USA
Pur essendo uno degli stati più evoluti del mondo e avendo un teoricamente efficiente
sistema legislativo, negli USA ci sono molte discriminazioni verso alcuni gruppi di persone.
MALATI DI MENTE
Molte persone affette da ritardi o malattie mentali sono attualmente ospitate nei bracci della
morte.
In diversi stati la soglia di capacità mentale fissata al di sotto della quale non si può
giustiziare una persona è estremamente bassa, e solo nove stati proibiscono l'inflizione di una
condanna a morte quando l'imputato è mentalmente ritardato. La soglia di ritardo mentale è
un QI di 70.
NERI
Più del 40% dei condannati a morte negli USA sono neri, sebbene essi costituiscano soltanto
il 12% della popolazione totale. Circa l'80% dei condannati a morte sono riconosciuti
colpevoli di omicidi di bianchi, nonostante neri e bianchi siano vittime di omicidi in misura
simile.
Inoltre, negli USA e in pochi altri stati (negli ultimi anni Nigeria, Pakistan, Iran, Iraq, Rwanda,
Bangladesh, Barbados, Arabia Saudita) può essere condannato a morte e giustiziato anche
chi era minorenne al momento del reato. In alcuni processi, la giovane età non è neppure
introdotta nel dibattimento in quanto circostanza attenuante. Otto condannati minorenni su
nove sono neri o ispanici; la maggioranza proviene da ambienti estremamente degradati e
aveva subito violenze sessuali e fisiche da bambini, aveva un basso QI, soffriva di malattie
mentali o aveva subito danni al cervello.
Paesi
ITALIA
In Italia,
tutti gli stati ad eccezione della Toscana
prevedevano la pena di morte,
che nel 1889 fu tuttavia abolita
dall'ordinamento del Regno d'Italia
con il codice Zanardelli.
Reintrodotta dal fascismo,
fu definitivamente sostituita
con un decreto legislativo del 1944,
dopo la caduta del fascismo,
dall'ergastolo.
Paesi
IRAN
Dopo la rivoluzione khomeinista del 1979,
in Iran è iniziato un processo di adeguamento religioso delle leggi,
comportante, tra l'altro,
l'istituzione di tribunali islamici rivoluzionari
e l'assunzione di misure arbitrarie,
più volte denunciate a livello internazionale:
la legge religiosa è ora diventata la legge dello Stato.
La combinazione di scarsità di giudici qualificati
e mancanza di una chiara struttura legale
ha portato ad un sistema giuridico per lo più arbitrario,
con sentenze del tutto disparate
e con scarse o nulle possibilità di correggere i molti errori
che inevitabilmente risultano.
Nei processi politici
la persona riconosciuta colpevole
non ha nessuno diritto di appello contro la condanna,
e i condannati a morte
non possono chiedere né la grazia
Paesi
né la commutazione della pena.
CINA
La Cina è il paese dove si contano
il maggior numero di condannati a morte,
anche se mancano statistiche ufficiali in materia.
Vengono spesso organizzate
manifestazioni di massa
per la lettura della sentenza di morte,
e l'esecuzione viene compiuta subito dopo:
i condannati vengono mostrati al pubblico
con la testa reclinata, le mani legate dietro la schiena
ed un cartello con il nome
e l'indicazione dei crimini commessi legato al collo.
Vi è una violazione dei diritti fondamentali:
Paesi
molti trascorrono
il periodo che va dalla condanna a morte
ARABIA SAUDITA
In Arabia Saudita si viene giudicati in base alla Shâria,
la legge sacra;
nel mese sacro del Ramadan viene osservata
una tradizionale moratoria delle esecuzioni.
La pena di morte viene comminata per reati sessuali,
di droga, sabotaggio, corruzione, stregoneria,
produzione/distribuzione/assunzione di alcol.
Le esecuzioni hanno normalmente luogo
al termine di processi iniqui,
nell'ambito dei quali mancano le più elementari garanzie.
Gli imputati
possono non essere rappresentati da avvocati Paesi
difensori
e le confessioni,
SINGAPORE
Vi è una nutrita serie di reati
per i quali è prevista la pena capitale,
soprattutto legati al traffico di droga:
per essi la condanna a morte
è applicata in maniera obbligatoria,
senza alcuna discrezionalità
da parte dei tribunali.
L'impiccagione è certa,
a meno di un assai improbabile
provvedimento di clemenza del presidente.
Paesi
BIBLIOGRAFIA
www.amnestyinternational.it
www.coalit.org
www.illaboratorio.net
www.tmcrew.org
www.volint.it
Torna Struttura
I testi
Quelli che vi presentiamo sono solo alcuni esempi
riguardanti la pena di morte.
A nostro giudizio, essi hanno particolare importanza.
•Collettivo autonomo Malcolm
•I 10 no umanitari per abolire la pena di morte
•Cesare Beccaria - Dei delitti e delle pene
•Un pensiero di Maximilien Robespierre
Spunti riflessione
COLLETTIVO AUTONOMO MALCOLM
La pena di morte NON È il frutto di qualche mente insana e incontrollata.
La pena di morte NON È una macchia isolata sul candido vestito del Potere.
La pena di morte NON NASCE da un'ignoranza culturale dei valori del "garantismo", della "civiltà", della
"democrazia".
La pena di morte NON È il residuo di qualche regime dittatoriale sopravvissuto al glorioso avvento del Paradiso
Liberale.
La pena di morte è semplicemente uno strumento di repressione che il potere decide consapevolmente di
adoperare, per EMARGINARE, PACIFICARE, ZITTIRE, RIDURRE AD UN AUTOMA obbediente chiunque sia
potenzialmente in grado di far emergere anche una sola delle infinite contraddizioni di un sistema basato sullo
sfruttamento.
È mistificatorio ridurre la diffusione della pena di morte a quegli Stati che la contemplano come esito
processuale.
NEI CARCERI DI TUTTO IL MONDO muoiono ogni giorno migliaia di uomini e donne, i cui diritti umani (nonché
politici e sociali) vengono sistematicamente schiacciati attraverso le TORTURE, le MANCATE CURE,
l'ISOLAMENTO PSICOLOGICO, le LIMITAZIONI FISICHE.
QUESTO È IL VERO VOLTO DELLE DEMOKRAZIE MODERNE:
nate dall'emancipazione della borghesia francese nel XVIII secolo, hanno utilizzato 2 secoli di storia per affinare
gli strumenti utili a garantire la conservazione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura.
La critica della pena di morte non può eludere una critica più radicale del sistema sociale capitalista.
LA REPRESSIONE NON SI EMENDA: SI ABBATTE !!!
-15 OTTOBRE 1998-
Testi
I 10 MOTIVI UMANITARI PER ABOLIRE LA PENA
DI MORTE
1) La pena di morte non serve come deterrente per i crimini.
2) L'applicazione delle norme giuridiche è spesso soggetta a
errori umani dolosi o involontari.
3) La pena di morte è un arma troppo potente in mano a
governi sbagliati.
4) L'applicazione della pena di morte non incentiva la ricerca di
sistemi preventivi.
5) Il diritto alla vita è un principio fondamentale su cui si basa
la nostra società.
6) Lo stato si comporterebbe in modo criminale come il
criminale stesso.
7) La pena di morte è discriminatoria
8) La pena di morte non ristabilisce alcun equilibrio.
9) Lo Stato è corresponsabile dei crimini commessi.
10) Pena di morte = risparmio ?
Testi
CESARE BECCARIA E LA PENA DI MORTE
di Luca Lombardo
"La morte è veramente utile e giusta in un governo bene organizzato"?
Questa, è la domanda, sulla quale vuole farci riflettere Cesare Beccaria nella sua opera "Dei delitti e delle pene", ed alla quale anche
dopo tre secoli l'uomo moderno non riesce a rispondere. Deve valere la legge del taglione, per la quale vale il detto occhio per occhio,
dente per dente, o bisogna ricordare il significato biblico del "Nessuno tocchi Caino"? E' ancora un problema scegliere l'utilità o l'inutilità
del commettere un ennesimo omicidio come deterrente ai reati nel XXI secolo, a distanza di 300 anni dall'opera più considerevole sul
tema "pena di morte"? Le opinioni come al solito sono varie e distinte; a chi pensa che la pena di morte sia un deterrente, si
contrappone chi pensa che sia solo un mezzo inutile per arricchire il carnet di altri morti. Ma quale tra queste due tesi è quella più
accettabile?
Cesare Beccaria si è interrogato brillantemente su questo tema, arrivando a determinare che solo in alcuni casi è attuabile questa
forma di castigo estremo. Il Beccaria si esprime dicendo che solo nel caso un cittadino rechi danno alla sicurezza della nazione, tale da
generare una rivoluzione dannosa dello stato stesso, esso possa essere condannato con la morte; ma quando nello stato regna la
tranquillità non esiste il motivo per il quale si debba negare la vita ad un cittadino.
Questa considerazione, nell'arco dei secoli, ha subito delle alterazioni. Mentre, la pena di morte vene abolita nel granducato di Toscana
e poi successivamente nell'Italia postunitaria anche grazie al saggio di Beccaria, l'analisi dell'illuminista fu stravolta dall'ideale fascista,
che sostenne che egli non fu avversario della pena capitale, ma suo sostenitore. Nel codice penale redatto dal ministro Rocco nel
periodo fascista si legge esplicitamente che la pena di morte è legittima, quando è necessaria per la difesa della società e dello Stato,
come da beccariana memoria. Ma questo vuol davvero dire che chi commette un reato sia talmente dannoso da essere condannato
con la morte?
Si prenda l'esempio più grave di reato: l'omicidio. Davanti ad un tale affronto verso il diritto primo dell'uomo, la vita, non si può non
rimanere attoniti, anche perché sui temi più forti e scottanti si può esprimere un parere critico, mentre su un reato lieve, quale uno
scippo o altro è facile essere tolleranti. Naturalmente di primo acchito a chi rivolge un'offesa si vorrebbe rispondere a questa nello
stesso modo, ma così utilizzeremmo la stessa carta di chi ha già ucciso.
La pena capitale non è altro che l'istinto che prevarica sulla ragione. Ma così come l'eccessiva esasperazione dell'istinto e della rabbia
non è un deterrente ai reati, la tolleranza completa ha lo stesso significato, non si può far sempre valere il principio evangelico del
porgere l'altra guancia, perché così no si farebbe altro che sminuire la veemenza dell'offesa stessa. Allora qual è la soluzione?
Bisognerebbe attuare una politica, non solo della tolleranza, ma anche una politica dell'informazione, mirata al rispetto reciproco.
Bisogna, soprattutto, far capire ai giovani che la vita è un bene inestimabile, che nessuno, neanche dopo aver ricevuto un'offesa può
violare. "Solo attraverso il dialogo e la collaborazione si può attuare la pace, la guerra e l'odio portano solo distruzione e ulteriore
morte", così disse Yasseh Arafat in merito alla guerra palestinese, ma questa frase, equiparando la guerra alla pena di morte, può
essere letta così: "La pena capitale porta solo altra morte, mentre solo con il dialogo e l'informazione si può sopprimere la violenza e i
reati contro il prossimo".
Testi
…un pensiero di
MAXIMILIEN ROBESPIERRE
Se le leggi, invece di caratterizzarsi per un’efficace, calma, moderata
severità, offrono il destro alla collera e alla vendetta, se fanno scorrere
sangue che dovrebbero invece risparmiare e che comunque non hanno il
diritto di spargere, se offrono allo sguardo del popolo scene crudeli e
cadaveri straziati dalle torture, allora esse confondono nella mente dei
cittadini il concetto del giusto e dell’ingiusto e fanno nascere in seno alla
società feroci pregiudizi che a loro volta ne producono altri. L’uomo non è più
per l’uomo una cosa così sacra; si ha un concetto meno alto della dignità
umana quando la pubblica autorità si fa gioco della vita. L’idea
dell’assassinio ispira molto meno orrore quando è la stessa legge a darne
spettacolo ed esempio; l’orrore del crimine diminuisce poiché essa lo punisce
con un altro crimine. State molto attenti a non confondere l’efficacia delle
pene con l’eccesso di severità: l’una è assolutamente l’opposto dell’altra.
Tutto è fecondo nelle leggi equilibrate, tutto cospira contro leggi crudeli.
"Discorso contro la pena di morte" 30 maggio 1791
Testi
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