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Chicco, chiccolino………ma sei proprio tu a darmi un così bel panino?

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Chicco, chiccolino………ma sei proprio tu a darmi un così bel panino?
Lezione 1 - La valigetta
delle
sorprese…
L’idea della valigetta delle sorprese nasce da un grande psicologo infantile, Guido Petter, che ne
suggeriva l’utilizzo ai docenti per le proprie lezioni in classe. Possedere un grande armadio
(metaforico) da cui estrarre elementi con cui ogni mattina comporre la propria valigetta (meglio se
reale) con cui fare lezione….., è la fantastica idea di Petter. Estrarre oggetti che riportino più o meno
fantasiosamente alla lezione del giorno e al punto d’arrivo, può fare ottenere grandi risultati di
apprendimento. L’apertura davanti agli alunni può risultare sorprendente, incuriosente e divertente,
e faciliterà, attraverso il coinvolgimento dei singoli e del gruppo (con ragionamenti e spiegazioni), il
raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati. L’appuntamento con la valigetta, quindi, potrebbe
diventare molto atteso dagli alunni all’inizio della mattina, soprattutto dai più piccoli, che
aspetteranno con ansia di conoscerne nuovi contenuti che li porteranno verso mondi sconosciuti,
attraverso il gioco. Un metodo questo, che adattato, troverà riscontro nelle varie fasce d’età, ma
particolarmente indicato per i bimbi della primaria.
Per parlare di pane ai più piccoli
Adotta un panino……
Dobbiamo premettere che l’utilizzo della valigetta come strumento di lavoro, richiede anche
l’impiego di molta fantasia da parte del docente. Solo con la fantasia, infatti, si riuscirà a
sviluppare il percorso migliore, utilizzando mezzi, oggetti, spunti, che porteranno, attraverso
il gioco, a far ragionare, pensare e memorizzare. Qui di seguito vi daremo gli spunti per una
lezione sulla storia dal chicco al panino….
Componete la vostra valigetta con quello che volete, seguendo la traccia della vita del chicco
di grano. Metteteci anche della terra, se vorrete, per simulare meglio cosa succede nella realtà.
Poi chicchi, piantine, spighe…… Procuratevi dei finti biglietti di viaggio che darete ai bambini
perché è proprio da qui che partirete. Dal viaggio. “Bambini, oggi si parte per un viaggio
bellissimo…..nella natura….attraverso il tempo e le stagioni….staremo in viaggio proprio da
adesso, dall’autunno, e ci rimarremo fino all’estate......perchè questo è il tempo necessario
perché da un chicco nasca un panino…..” ma noi compiremo questo viaggio, magicamente, in
una mattina!
Chicco, chiccolino………ma sei proprio tu a darmi
un così bel panino?
Bambini preparatevi!
Il nostro sarà un bellissimo viaggio!
Attivate un gioco di ruoli fra tutto il gruppo perchè si parli anche di tempo e di stagioni .
facendo sì che ciascun gruppo interpreti il sole, la pioggia e il temporale…..il vento……. E
quindi le stagioni………e allo stesso tempo un gruppo si dedichi a coltivare, curare, far
fiorire….il piccolo campo di grano della vostra valigetta o cassettina in classe …..che davanti
ai loro occhi sarà come un vero campo di grano. Verrà piantato il chicco nelle terra, si
arerà…con le mani…..e al succedersi veloce delle stagioni ci sarà chi pianterà la piccola
piantina che, al calor del sole….. diventerà spiga……
Il succedersi delle operazioni, accompagnato dai differenti fenomeni atmosferici (interpretati
dai bambini), seppur in un piccolo spazio (quello della valigetta o cassettina), riuscirà a far
memorizzare ai più piccoli quello che succede davvero nella realtà. Aiutandovi con la traccia
sotto riportata terminerete il vostro viaggio dal chicco al panino, cercando quanto più
possibile di rendere parte attiva i bambini e terminando, magari in una mattinata successiva,
facendo loro realizzare l’impasto di pane.
Dal chicco al panino
Ogni giorno trovi sulla tua tavola il buon pane fresco e profumato….
Ma sai da dove viene il pane? Prima di essere un panino era un chicco di grano….Ecco il
suo percorso.
In autunno il grano viene seminato e si prepara a riposare sotto la terra. Dopo una ventina
di giorni il chicco germoglia: spuntano così le piccole radici che vanno verso il basso,
dentro la terra spunta anche un germoglio che, invece, va verso l’alto alla ricerca della luce,
e questa volta fuori dalla terra.
Intanto trascorrono i giorni e tutte le trasformazioni del grano sono legate al mutare del
clima: al sole, alla pioggia, al vento e anche alla neve……
Durante l’inverno si è formata la piantina vera e propria. Trascorrono i mesi, e anche sotto
la terra avvengono i miracoli della vita……
Nel corso della primavera la pianta cresce e mette tante nuove foglie. Presto succederà
qualcosa di speciale! Si formerà la spiga con tanti minuscoli fiori.
Ogni fiore fecondato dal polline formerà un chicco, cioè il seme del grano. Intanto il sole
comincia a fare capolino e anche le giornata diventano più calde….le giornate di primavera
si scaldano sempre più, le nuvole sono state spazzate via, e i cieli appaiono sempre più
azzurri. L’aria diventa caldissima: è arrivata l’estate!
In estate la pianta ha completato il suo ciclo: la bella spiga è tutta piena di chicchi ricchi di
amido.
Il sole fa maturare ogni chicco e tutta la pianta prende il bel colore giallo scuro che tutti voi
conoscete, quel bel giallo che mette allegria!
Nel mese di luglio tutto il grano è pronto per essere mietuto.
Le spighe di ogni campo di grano sono mature :E’ arrivato il momento di mietitura.
Un tempo era il contadino che mieteva il grano; il suo lavoro era molto pesante e tutto fatto
a mano, senza l’aiuto di macchine agricole.
Afferrava un fascio di spighe e con la falce ben affilata tagliava i gambi.
Poi il contadino metteva insieme alcuni fasci di grano
mietuto e formava il covone.
I covoni venivano portati sull’aia e battuti per dividere il grano dal resto della pianta.
Era un lavoro faticoso e lungo.
Oggi non si fa più così: ci sono delle macchine agricole dette mietitrebbiatrici che fanno tutto
da sole.
Sono grossi trattori che vengono guidati da un operatore nel campo di grano e, mentre la macchina
passa sulle spighe, le taglia e separa i chicchi dalle altre parti della pianta.
I chicchi vengono inviati a un contenitore, e con le altre parti si forma la paglia che viene
confezionata in grossi rotoli o balle, (a seconda delle necessità) e che molto spesso verrà utilizzata
come lettiera nelle stalle dove si allevano le mucche.
I chicchi di grano devono essere trasformati in farina: questo avviene al mulino.
I mulini moderni sono molto diversi da quelli di un tempo in cui si potevano macinare solo piccole
quantità di cereali: c’è una vera e propria catena di lavorazione.
Si mettono i chicchi di grano e, senza vedere nulla di quanto accade, alla fine esce il sacco di farina.
Il pane lo fa il fornaio. Si può fare anche in casa, e il procedimento è lo stesso: magari, per
divertirvi, potreste provare a farlo una volta con l’aiuto della mamma.
Per fare il pane occorrono: farina, acqua, sale, lievito.
Si deve impastare a lungo……. e ci vuole quindi anche tanta passione! Per fortuna il fornaio ha le
macchine impastatrici.
In casa si fa a mano o con le piccole impastatrici elettriche.
L’impasto si fa riposare affinché il lievito si sviluppi e lo faccia diventare soffice.
Quando l’impasto ha raggiunto la giusta lievitazione, il fornaio modella i diversi formati di pane e
poi lo inforna.
Per modellare i panini si aiuta con macchine che alleggeriscono la sua fatica.
Il fornaio controlla con attenzione la cottura, perché il tempo è diverso a seconda delle dimensioni
dei diversi formati del pane.
E quando il forno si apre…..mmmmmhhhh….che profumino…..
è davvero bello entrare nel negozio del fornaio la mattina, appena il pane è stato sfornato! E
che gioia per il palato fare colazione quando ancora è “tiepidino”…, ricco di bontà e di
tradizione!
(I disegni in b/n sono tratti dal sito midisegni.it e possono essere liberamente utilizzati a scopo didattico)
A questo punto, sarà inevitabile portare in visita i vostri alunni dal fornaio Aspan più vicino
alla scuola, che farà vivere da vicino tutti i passaggi della cottura del pane ma, soprattutto,
imparerà a far loro conoscere e apprezzare quanto sia buono il profumo del pane appena
sfornato e quale sia la differenza fra il pane fresco acquistato dal fornaio e quello già
confezionato acquistato nei supermercati.
Ora, per continuare il gioco-lezione, non rimarrà che far comporre la propria valigetta (o
scatola) ad ogni alunno cui verrà richiesto di portarla a scuola con dentro il panino prescelto:
da qui l’attività potrà diventare stimolante e molto variegata, secondo gli obiettivi
dell’insegnante e il percorso didattico prescelto.
Secondo quanto portato a scuola, si potrà parlare di geografia, ad esempio quale e’ la regione
o la nazione cui è abbinato il pane prescelto, quali gli altri piatti tipici di quella regione, le
tradizioni religiose o popolari legate al pane…..ecc. ecc. Potrà poi essere individuata la
regione anche sulla cartina geografica…ed ogni alunno andrà a mettere la sua bandierina (o
panino) per meglio identificarla…..
Ma potrà anche essere chiesto di portare a scuola un unico tipo di pane che, secondo loro,
rappresenti una regione
(questo se si volesse focalizzare la loro attenzione su una in particolare).
Quindi, per simpatia, ciascun bambino tra i tanti, potrà ufficialmente “adottare” il proprio
panino (cosa vuol dire adottare???)…..ecc. ecc. ecc.
facendone magari una ricerca sul nome, gli ingredienti, il perchè della forma, la provenienza
delle materie prime….ecc. ecc.
Buon viaggio, quindi, nel mondo del pane fresco e arrivederci al prossimo appuntamento!
Daniela Guagliumi – Children Educational
aspan educational
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