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Ma metà Europa vuole andarsene

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Ma metà Europa vuole andarsene
60624
9 771124 883008
il Giornale
40 ANNI CONTRO IL CORO
Direttore ALESSANDRO SALLUSTI
VENERDÌ 24 GIUGNO 2016
G www.ilgiornale.it
Anno XLIII - Numero 150 - 1.50 euro*
__
INGHILTERRA SPACCATA
MAGGIORANZA BATTUTA AL SENATO
Renzi, da Verdini
arriva il primo
avviso di sfratto
Il primo siluro è stato sganciato in Parlamento, quando la
maggioranza è andata sotto su un emendamento legato al
terrorismo. Un «pizzino a Renzi», dice la minoranza. Oppure
un «avviso di sfratto» da parte di verdiniani e compagnia, i
nuovi alleati del premier che di fatto minacciano Matteo.
servizi alle pagine 4-5
PREMIER ALL’ANGOLO
PALUDE CONTINUA
Ma metà Europa
vuole andarsene
Nella notte in vantaggio il sì a Bruxelles
E Grillo cambia idea: meglio restare
La giornata più lunga
dell’Europa, quella in cui gli
inglesi hanno votato sulla
«Brexit», si è consumata ieri
con il rinnovato ottimismo di
chi aveva puntato sul «remain». Il tam-tam notturno,
sondaggi e analisi hanno fatto
il paio con l’euforia delle Borse (Milano +3%): con il passare delle ore Londra è sembrata sempre più vicina a Bruxelles. Così come ha fatto Beppe
Grillo, che ieri ha rinnegato il
suo anti-europeismo definendosi «favorevole alla Ue».
PICCOLE GELOSIE TRA POLITICHE
NEL VICOLO CIECO CAMBIARE FACCE
NÉ RETROMARCIA
NÉ FRENO A MANO
NON CAMBIERÀ
IL SISTEMA-PAESE
di Maurizio Belpietro
di Pier Luigi del Viscovo
aro direttore,
dopo la sconfitta di
Matteo Renzi alle
elezioni amministrative, più di uno dentro il
Pd avrebbe consigliato al presidente del Consiglio di non
personalizzare la prossima
sfida referendaria. «Fai come Cameron, dì che non ti
dimetterai neppure se gli italiani dovessero votare contro la riforma costituzionale
da te voluta: così toglierai ai
tuoi nemici la motivazione
per recarsi ai seggi e votare
no». Splendida idea. Un passo indietro per evitare che il
referendum si trasformi in
un plebiscito sul premier, le
cui quotazioni, essendo in ribasso, potrebbero favorire
chi lo vuole far sloggiare in
fretta da Palazzo Chigi.
La strategia, che pare sia
stata suggerita addirittura
durante il Consiglio dei ministri tenutosi subito dopo la
batosta di Roma e Torino, ha
però due controindicazioni.
La prima è nota. Renzi ha già
detto a reti unificate che se
perde il referendum va a casa e si ritira a vita privata,
dunque rinculare appare
piuttosto difficile, soprattutto considerando che mancano appena tre mesi alla scadenza referendaria. Gli (...)
stato un voto per il
cambiamento. Bene, e grazie per avercelo fatto notare.
Ora, volendo per una volta
spingerci oltre le colonne
d’Ercole dei 140 caratteri, cogliamo l’occasione per approfondire. Esattamente, quale
cambiamento? Nella storia recente, gli italiani hanno inseguito di frequente il ricambio
della classe politica. Negli anni Settanta era il Pci, che però
ha cambiato il nome sul citofono e nient’altro. Negli anni
Novanta il vento del cambiamento si chiamava Lega
nord, che doveva fare piazza
pulita dei professionisti della
politica sporchi e corrotti. È
finita con Bobo Maroni con
la scopa in mano. Adesso, dopo altri vent’anni, il cambiamento si chiama M5S. È lecito chiedersi se non stiamo
sbagliando qualcosa, dopo
tre cambiamenti annunciati
e prima del quarto, che dovrebbe arrivare negli anni
Trenta ma sicuramente anticiperà.
Continuare a proporre facce nuove magari non è la soluzione. Cosa c’è, oltre le persone, se non il sistema nel quale vanno a operare? Forse è lì
il problema, prima che negli
uomini. Il teorema (...)
segue a pagina 5
segue a pagina 9
*FATTE SALVE ECCEZIONI TERRITORIALI (VEDI GERENZA)
SPEDIZIONE IN ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) - ART. 1 C. 1 DCB-MILANO
C
È
PIÙ POLITICA CHE MERCATO
L’ultimo ricatto
di un Continente
poco liberale
di Francesco Forte
Non si tratta con chi esce. I
ricatti dell’Europa contro l’ipotesi di Brexit dimostrano che il
Vecchio Continente è sempre
meno liberale.
servizi alle pagine 2-3 e 8
a pagina 3
RIVOLUZIONE A VIALE MAZZINI
In Rai Lerner-Santoro-Veltroni
Da tv di Stato a «tv della Nazione»
Anna Maria Greco
CAUSÒ UNA VITTIMA
Boschi, l’ex più bella del reame
e gli sguardi d’invidia alla Raggi
di Valeria Braghieri
uote rosa, ma verdi
d’invidia. È bastata la
prima uscita pubblica della neoeletta sindaco di Roma, Virginia Raggi, all’Università Pontificia
Lateranense, per capire perché, alla fine, né le donne,
né il Pd vincono mai. La grillina Virginia è scesa dal taxi
Q
con la fascia tricolore e ha
dovuto fendere la maleducata indifferenza delle ministre
Maria Elena Boschi e Marianna Madia. Spalle e sguardo
altrove le Renzi’s girls, puntato su chissà quale obiettivo
sopra, molto sopra, oltre,
molto oltre la testa (...)
Dalla tv di Stato alla tv della Nazione. O meglio, la tv del
Partito della Nazione. Già, perché nella colossale infornata
di esterni varata ieri dalla Rai
sono tantissimi i «graditi» al
premier Renzi. Si va da Veltroni, che avrà ben due programmi, a Concita De Gregorio di
«Repubblica», fino al ritorno
di Santoro (con le docu-fiction) e all’approdo della squadra del «Foglio»: Buttafuoco,
Ferrara e Chirico, considerati
«di destra» ma di fatto tutt’altro che invisi a Palazzo Chigi.
Critici i consiglieri di minoranza Mazzuca e Diaconale: «Così entrano solo gli amici del
salottino».
La pedone pirata
condannata a 2 anni
per un incidente
a pagina 11
a pagina 16
segue a pagina 8
LA SCOPERTA SUL «BIG BANG»
LA MAPPA DEI MILIONARI
L’Universo è nato al buio
Siamo figli di un buco nero
Sempre più ricchi nel mondo
E l’Asia batte gli Stati Uniti
di Antonino Zichichi
INGEGNERIA NOSTRANA
All’origine del mondo ci sarebbe
un buco nero. La scoperta delle onde gravitazionali sta cominciando a
gettare nuova luce su ciò che accadde subito dopo il «big bang», ovvero
quel momento in cui Dio esclamò
«Fiat lux». E gli scienziati italiani
stanno svolgendo un ruolo di primo
piano in queste ricerche.
a pagina 19
A Panama
il nuovo Canale
parla italiano
di Marcello Zacché
nostro inviato a Panama
a pagina 13
Maddalena Camera
Nel 2015 i milionari sono saliti
del 5% e la ricchezza nel mondo ammonta a 58 miliardi di euro. Sono
ormai 15 milioni le persone che vantano un patrimonio di almeno un
milione di dollari e il maggior aumento si registra in Cina (+60%). E
in questa classifica ormai l’Asia ha
superato gli Usa.
a pagina 24
Giampaolo Iacobini
a pagina 17
LEGGE FOLLE IN SPAGNA
Un vaffa in chat
alla fidanzata
e vai ai domiciliari
Roberto Pellegrino
2 IL FATTO
Venerdì 24 giugno 2016
il Giornale
__ __
LA GRAN BRETAGNA AL BIVIO Il referendum
Tutti in coda ai seggi
sotto la pioggia battente
«Il futuro è in una X»
Affluenza record: 83%. Lettera di Johnson e
dei «tories» pro-Brexit a sostegno di Cameron
Erica Orsini
Londra Quarantasei milioni e
passa di elettori inglesi alle urne ieri per decidere se Leave o
Remain. Il terzo referendum
della storia del Regno Unito si
è svolto ieri sotto il diluvio universale. Mentre l’Ufficio meteorologico continuava ad
emettere avvisi di rischio inondazioni (in tutto sono stati sette) a Londra almeno cinque
seggi hanno aperto in ritardo
a causa degli allagamenti e altri due, nella zona di Kingston, sono stati spostati in tutta fretta nelle scuole pubbliche delle vicinanze. Le piogge
notturne tuttavia non hanno
scoraggiato gli elettori che
hanno continuato a recarsi a
votare e sono riusciti ad andare ai seggi perfino a cavallo.
Alcuni di questi seggi erano
stati ricavati nei posti più impensati come garage e parrocchie. M€ l’affluenza ha registrato dati da record: hanno
votato oltre l’83% degli aventi
diritto, un dato da record per
il Regno Unito. «Il futuro è in
una X», dicono in molti in attesa dei risultati ufficiali.
David Cameron si è fatto fotografare all’uscita dal seggio
alla Methodist Hall di Westminster,
in
compagnia
dell’immancabile moglie Samantha che per l’occasione indossava un coraggioso vestitino di cotone leggero a righe
bianche e blu completamente
smanicato. «Il referendum di
oggi - ha detto il primo ministro all’Evening Standard - è il
voto più importante nella nostra generazione e il risultato
sarà irreversibile, non sarà
possibile tornare indietro. Decidere di lasciare l’Europa colpirà pesantemente la nostra
economia e metterà a rischio
l’occupazione e le famiglie.
Così, se volete un Paese migliore votate per rimanere». Il
primo ministro che ha avuto
un endorsement un po’ a sorpresa: 84 parlamentari conservatori, tra cui Boris Johnson,
tutti pro Brexit, hanno firmato
un appello perché Cameron rimanga in sella qualunque sia
il risultato del referendum.
Corbyn ha votato a Islington. Ai giornalisti ha detto di
«avere estrema fiducia» sul risultato del voto a favore della
permanenza europea. Su
Twitter ha scritto «Ho appena
votato Remain». Farage ha votato a sud di Londra e si è concesso ai fotografi con un sorriso a 36 denti, dopo aver postato su Twitter un video dove
dichiarava che questo era il
giorno
dell’Indipendenza.
NOTTE DI ATTESA
A urne appena chiuse
Farage ammette:
«Sono in vantaggio loro»
«Siamo abbastanza importanti per poter stare da soli», anche se A pochi minuti dalla
chiusure elle urne ha corretto
il tiro con un laconico: «Sembra che “Remain” sia in vantaggio».
Televisioni e giornali rigorosamente in silenzio si sono limitati a dare il piatto resoconto dei fatti in rispetto delle regole che vietano loro di riportare altri commenti. Alle 16.30
del pomeriggio, dopo una
mattinata nuvolosa ma abbastanza asciutta, su Londra si è
abbattuto l’ennesimo temporale. Gli esperti dicono che la
pioggia favorirà la Brexit, vedremo oggi se avranno avuto
ragione. Intanto i mercati
scommettono su Remain e
hanno aperto tutti con il segno positivo, ma sarà la notte
a portare la risposta definitiva.
Verso le 19 l’ultimo sondaggio ai seggi effettuato da Ipsos
Mori rivelava che il 52% dei
votanti erano per rimanere in
Europa contro il 48% dei sostenitori di Brexit. Stesso esito
per il sondaggio realizzato da
«Yougov». Un vincitore a ogni
modo in questo voto c’è già e
sono le agenzie di scommesse
che soltanto negli ultimi due
giorni hanno raccolto più di
tre milioni di sterline in puntate pro o contro Brexit. Dopotutto anche questo aiuta l’economia...
Tony Damascelli
INGHILTERRA, GALLES E NORD IRLANDA AGLI OTTAVI DEGLI EUROPEI DI CALCIO
Antonio Conte prega. Prega, con
lui, Walter Mazzarri. Pregano tutti
gli europei, allenatori e calciatori,
con il contratto in tasca, pronti a traslocare sull’isola di Elisabetta. Se il
Regno Unito esce dal Vecchio continente, dall’Europa, saltano anche
gli impegni contrattuali, questo dicono le regole delle federcalcio inglese
e britannica. Tutti i lavoratori, non
cittadini europei, hanno bisogno di
un permesso di lavoro per poter
svolgere la loro attività sul territorio
britannico. Nel caso dei calciatori
che provengono da continenti lontani è necessario presentare un curriculum che comprenda almeno due
terzi delle presenze nella squadra
nazionale, quindi si rende necessario anche un visto, anzi è indispensabile. Dunque, l’esito del referendum
lascerà i britannici naufraghi sulla
loro isola ma porterà a conseguenze
che saranno pesantissime anche
per il mondo del football.
Nelle stesse ore in cui il football
made in United Kingdom si è fatto
riconoscere, non soltanto per gli
hooligans inglesi, ma con le prestazioni delle tre nazionali in corsa, Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord,
alla quale si può aggiungere l’«estranea» Repubblica d’Irlanda, contemporaneamente il Regno potrebbe re-
Euro 2016, le nazionali britanniche «restano»
E anche Conte e Mazzarri hanno tifato No
In ballo interessi miliardari: a rischio le regole sugli stranieri e i contratti
stare unito ma staccato. Non ci saranno ripercussioni sulla partecipazione alle coppe dei clubs, l’Uefa
conta il doppio delle nazioni iscritte
rispetto all’Unione Europea, ai suoi
tornei partecipano le squadre di Russia e Svizzera, come di Israele, Paesi
che non fanno parte della comunità
ma hanno voce e voto nel governo
calcistico che ha sede a Nyon. Il proL’ANSIA DEL CT
L’allenatore azzurro ha firmato
con il Chelsea col pericolo di
vedere tagliato il suo stipendio
blema, serio, nascerebbe in Premier
League.
Qui le regole sono rigorose anche
se sono state aggirate con alcune furbate dettate dai procuratori sportivi:
sudamericani con passaporto spagnolo (Diego Costa, brasiliano di
passaporto, poi naturalizzato spagnolo e titolare della nazionale di
Del Bosque e anche del Chelsea),
stranieri d’Africa e di Asia affittati a
club europei e, dunque, in seguito
prelevati come cittadini continentali. Ora la fuga dall’Europa significherebbe il crollo dell’Impero calcistico, l’addio a contratti facili con francesi e spagnoli, tedeschi e italiani,
l’isola del tesoro non sarà, per gli
europei, un facile e felice approdo.
Ho detto di Conte che per tre anni
riceverà denari sontuosi dal Chelsea
di Abramovich o di Mazzarri che ha
sottoscritto un contratto triennale
con il Watford della famiglia Pozzo.
Si troverebbero nella condizione di
dover chiedere un permesso di lavoro, di essere considerati, per legge
nuova, stranieri a tutti gli effetti, cittadini di una comunità della quale
PENSIEROSO
Il Ct della
nazionale
Antonio Conte
ha atteso
con ansia
l’esito del
referendum
L’allenatore
ha firmato un
ricco contratto
con il Chelsea
a rischio tagli
in caso di
addio inglese
all’Ue
l’Inghilterra ha fiutato di far parte.
Nessun problema per i residenti, Ranieri o Guidolin, Ogbonna e Darmian, per restare nel circo calcistico, tutti iscritti e registrati. Si possono prevedere sontuose liste di attesa, lunghe code anche per i tifosi
inglesi in partenza per le coppe, visti
e autorizzazioni doganali, anche per
Easyjet e Ryanair si possono immaginare crolli di budget che verrebbero
scaricati sui passeggeri e sul prezzo
dei biglietti e dei servizi non più low
cost.
L’Europa diventa un altro mondo,
torna di moda il titolo del Daily Mail
nei favolosi anni Trenta: «Nebbia
sulla Manica, il continente isolato».
Ma qui non si scherza, non è più
superiority complex, è la svolta. Soltanto 50 calciatori stranieri su 161
della Premier rispettano i criteri
dell’eventuale nuova legge. Gli altri
dovranno mettersi in regola se vogliono partecipare al campionato
che incomincerà. Il valore del brand
calcistico inglese, finora al primo posto mondiale, entrerebbe in crisi,
una Premier più «ristretta» non
avrebbe lo stesso fascino, i 7 miliardi di euro garantiti dalle emittenti
televisive, dopo l’ultimo contratto,
potrebbero essere rivisti e corretti.
Da Amleto a Cameron, è sempre
dubbio scespiriano: essere o non essere?
Venerdì 24 giugno 2016
IL FATTO 3
il Giornale
__ __
Brexit, partita chiusa
Il tam tam e i mercati:
«Il Regno resta nell’Ue»
il commento ✒
MA PER L’EUROPA DEI BUROCRATI
RIMARRÀ UN SEGNALE CHE PESA
VOTO
STORICO
Una elettrice
pronta a
votare
sotto la
pioggia
torrenziale
che si è
abbattuta
ieri sul
Regno Unito
Sterlina in volo, le Borse pure. Sondaggi e
analisi sul voto puntavano sul «remain»
Rodolfo Parietti
Qualcuno, fino alla fine, sarà
andato in direzione ostinata e
contraria, incurante del tambureggiante tam-tam che per l’intera giornata di ieri ha scandito,
col ritmo sincopato di un rap,
«Remain, Remain, Remain».
Avrà avuto ragione, il supporter
della Brexit, quando all’alba di
oggi il dubbio amletico del «To
leave or not to leave» sarà ormai stato sciolto? O avrà prevalso il Bremain, l’attaccamento
più di pancia che di cuore alla
bandiera dell’Ue come auspicato da Angela Merkel («È ovvio
che voglio che la Gran Bretagna
resti nell’Unione Europea»)?
Di sicuro, la Gran Bretagna
ha vissuto la sua giornata più
lunga dalla cacciata nel ’92 della sterlina dal tempio valutario
dello Sme (in compagnia della
lira), con un orecchio agli ultimi sondaggi e l’occhio fisso a
cogliere anche le micro-espressioni facciali all’uscita dai seggi, chiusi alle 22 locali (le 23 italiane). Anche se, almeno a giudicare dai mercati, non c’era alcuna partita da giocare. Tutto
già deciso a favore dello status
quo nell’ennesimo ruggito delle Borse (+3,3% Milano, +1,75%
Francoforte, +1,17% Londra),
con i mercati incuranti della minaccia di Standard&Poor’s di
strappare al Regno Unito i galloni della tripla A in caso di divorzio dal Vecchio continente.
Certezze
apparentemente
inossidabili, come quelle degli
allibratori di Betfair che assegnavano un bulgaro 86% alle
probabilità di mancata separazione Gb-Ue. Ma, come insegna il Gordon Gekko di «Wall
Street», il denaro non dorme
mai: così i trader hanno passato
la notte in bianco, tra hamburger trangugiati in un nanosecondo, ettolitri di caffè versati,
qualche antiacido a placare stomaci in subbuglio e sacchi a pelo stesi accanto al desk giusto
per schiacciare un pisolino.
Una trincea finanziaria presidiata pesantemente per essere subito pronti, come soldati all’alzabandiera, a pigiare sul bottone giusto alla prima certezza
sull’esito del referendum spacca-popolo. In ballo, il più alto
portafoglio liquido mai visto
dal 2001: 140 miliardi di dollari
cash in attesa di trovare un incastro nel complicatissimo puzzle
delle Borse. Posta in gioco alta,
dunque, tale da giustificare il
probabile ingaggio di team di
sondaggisti privati da parte delle grandi banche d’affari, orfane degli exit poll ufficiali. Poi, in
modo forse meno scientifico, è
stato seguito con particolare atCONTRADDIZIONI
Piazza Affari +3%. Ma gli
inglesi spaventati erano
corsi a comprare euro
tenzione l’andamento del voto
nelle contee rurali, le più favorevoli a consumare lo strappo
con l’Europa. Una bassa affluenza nelle counties - è la convinzione - segnerebbe la fine del
sogno della Brexit.
Eppure, fino alla tarda serata
di ieri non tutto appariva così
sicuro, almeno a giudicare dai
sondaggi (per Ipsos/Mori 52%
al remain e 48% al leave; forbice
più larga - 55 contro 45% - per
Populus). Le maggiori reti britanniche hanno infatti deciso
di non diffondere gli exit poll:
troppo ampio il margine di errore. Ma l’aspetto forse più paradossale è stato un altro: mentre
la sterlina toccava i massimi degli ultimi sei mesi contro il dollaro sfiorando quota 1,50, gli inglesi correvano a cambiare i
pound come se non ci fosse un
domani, sottoponendosi a code
estenuanti davanti alle vetrine
dei cambiavalute. Negli ultimi
giorni, il volume dei clienti si è
ingrossato del 60-70%, secondo
Thomas Exchange Global Foreign. Tutti turisti in procinto di
imbarcarsi per le Maldive? Improbabile.
Comunque sia andata, ha ragione il ministro Pier Carlo Padoan quando sostiene che non
si può dire «riprendiamo come
se nulla fosse. La frattura c’è già
stata (con l’Ue, ndr) e in modo
molto netto». Giusto: nulla sarà
più come prima. Ma a Bruxelles
lo sanno?
AMARO BILANCIO POLITICO
Bugie e insulti: «La peggior campagna»
Il nazismo tirato in ballo e la guerra di cifre. Anche i vip: «Pessimo show»
Gaia Cesare
Il nazismo tirato in ballo decine di volte, numeri
sbagliati diffusi per difendere la causa (la propria)
e poi esagerazioni e catastrofismo per evidenziare
la posta in gioco ma soprattutto per spaventare gli
elettori. Si chiude con il risultato del referendum di
oggi la «peggior campagna» che il Regno Unito ricordi, definizione condivisa dal big del Labour
John Mc Donnell, ministro ombra delle Finanze,
dalla scrittrice J.K Rowling, dall’anchorman Jon
Snow e pure dal comico John Oliver.
«La Ue è come la Germania di Hitler», ha tuonato
Boris Johnson; «Gli economisti pro-Europa sono
uguali a quelli del Terzo Reich» ha rincarato il ministro Michael Gove; «Un poster vile e disgustoso che
evoca la propaganda nazista», è sbottato il ministro
delle Finanze George Osborne sul manifesto di Nigel Farage. Toni durissimi, a evocare il peggior passato della storia d’Europa. Conditi con una sfilza di
numeri che hanno scatenato una guerra sull’attendibilità. La cifra più contestata della campagna,
simbolo delle bugie di cui si è macchiato il fronte
pro-Brexit, è il dato sui 350 milioni di sterline che la
Gran Bretagna invierebbe ogni settimana all’Unione Europea (19 miliardi l’anno). Smentito seccamente dagli esperti, a cominciare dall’Institute for
Fiscal Studies, organismo indipendente, e poi sven-
tolato dal primo ministro David Cameron come
bandiera della malafede avversaria. Peccato che
un sondaggio abbia rivelato come almeno metà
degli inglesi, alla fine si sia bevuto il dato, stampato
a caratteri cubitali su un uno dei bus della campagna referendaria avviata da Boris Johnson.
Guerra di cifre anche sull’immigrazione, proprio
quella dai Paesi europei, una delle questioni più
scottanti di questo referendum. Secondo i pro-Brexit il numero di immigrati dalla Ue è stato sottostimato dal governo di almeno 50mila persone l’anno, 250mila in un quinquennio, rispetto a quanto
conteggiato dall’Ufficio nazionale di statistica. La
ragione c’è e dipende dal fatto che l’esecutivo non
ha incluso nel conteggio gli immigrati che godono
di un National Insurance number solo per brevissimi periodi. Ma tanto è bastato per additare Downing Street di slealtà.
Nel mezzo dello scontro anche la Turchia. I
pro-Brexit dicono: l’ingresso è alle porte. I no-Brexit replicano: i colloqui partiranno tra pochi giorni
ma chissà quando finiranno. «Non sarà prima
dell’anno 3000», dice Cameron. Intanto la minaccia di Osborne - se vince la Brexit servirà un manovra da 30 miliardi e tagli alle pensioni per 2 miliardi
l’anno - potrebbe costare il posto al ministro delle
Finanze. In molti nel partito questa proprio non
intendono perdonargliela.
RIVALI
Il premier Cameron
(sopra) e il leader
dell’Ukip Farage ai seggi
di Francesco Forte
M
a questa Europa che è stata oggetto del referendum
sulla Brexit appena concluso che cosa è? Il volto che
essa ha mostrato, durante la campagna elettorale per il
referendum non è fatto per tranquillizzare. Se davvero i paesi che
attualmente prevalgono dell’Unione Europea, in particolare nel
suo cuore, costituito dall’eurozona, vogliono una Europa unita,
perché hanno affermato, tramite il capo della Commissione europea Junker, che chi «è fuori deve rimanere fuori»? Questa affermazione implica che chi non è nell’Unione non può avere con
essa rapporti di libero scambio, di collaborazione e di buon
vicinato, come quelli che abbiamo con la Svizzera, che vogliamo
con l’Ucraina, che cerchiamo di ricostituire con la Russia e che
aspiriamo a intrattenere con la Turchia, che pure solo per una
piccola parte è su un territorio europea.
Il trattato dell’Unione Europea vigente afferma che essa si ispira ai principi dell’economia di mercato di concorrenza. E così
sostiene la Germania, di continuo, con il suo cancelliere Angela
Merkel, col ministro dell’economia Wolfgang Schauble, con la
corte costituzionale, con la Bundesbank che spesso dà lezioni di
economia di mercato ortodossa alla BCE. L’economia mercato di
concorrenza, di cui al Trattato dell’Unione Europea dovrebbe
favorire il commercio dolce, cioè libero che comporta amicizia,
secondo la definizione di Montesquieu. Il che implica che, con
un paese noi vicino che sia fuori dall’Unione Europea, dobbiamo
esser amici, soprattutto se, come nel caso del Regno Unito, fa
parte dì una civiltà comune, con noi sin dall’epoca romana ed è
legato a noi da intensi rapporti culturali, oltreché commerciali e
finanziari. E che è insieme a noi nella Nato, collabora con noi
nella lotta al terrorismo e ha le sue forze speciali impegnate in
Libia e nel medio Oriente a difesa dei comuni interessi.
Sembrava che, così, si volesse far propaganda per la Brexit,
perché questo modo di ragionare non ha messo in luce il volto
del commercio dolce di Montesquieu, ma il volto di una Europa
aspra, di una burocrazia di Bruxelles irrigidita che batte il pugno
sul tavolo, di una Germania che sembra tornata al nazionalismo,
di socialisti francesi e di ex comunisti italiani che si allineano. Di
scandinavi che-solitamente loquaci quando si tratta di darci lezioni sulla non distorsione della concorrenza in materia di aiuti
di stato, ora hanno taciuto. Gli inglesi, a differenza di altri popoli,
non pensano solo al breve termine, ma guardano molto al lungo
termine. È vero che nel breve e medio termine la Brexit li danneggia, dal punto di vista economico e finanziario, mentre li aiuta a
trattenere ondate migratorie eccessive e, tramite la svalutazione
della sterlina, a render competitive certe produzioni domestiche
e che con la somma fra i più e i meno è favore del «remain». È
però vero che nel lungo termine la Brexit può innescare una
riaggregazione monetaria e finanziaria di UK con altri paesi europei che vi si possono associare e con gli USA. Questa dell’Unione
Europea, ora dietro le nostre spalle, è stata una brutta pagina,
destinata a pesare sul futuro.
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4 INTERNI
Venerdì 24 giugno 2016
GUAI DEMOCRATICI
LO SCENARIO
di Gian Maria De Francesco
Roma
«Q
uesta è l’ultima
conferenza stampa
che facciamo tutti
e tre insieme», ha
detto ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospitando a Palazzo Chigi gli amministratori delegati di Eni (Descalzi), Enel (Starace) e Terna (Del
Fante) per la firma del decreto
rinnovabili. La battuta era riferita alla fine dell’annosa questione degli incentivi alle energie alternative diverse dal solare, ma suonava anche come
un presagio non beneaugurante per le sorti dell’esecutivo.
Il flop del Pd alle amministrative ha distrutto le certezze del
Renzi vuole posticipare
la data del referendum
Padoan piano B dell’Ue
Il premier spaventato dai sondaggi pensa a
un mese in più di campagna a favore del Sì
posticipare il referendum e
guadagnare tempo prezioso
per la macchina elettorale renziana. Il premier, infatti, aveva
lasciato intendere che domenica 2 ottobre potesse essere una
data buona per celebrare la
consultazione. Adesso si pensa addirittura al 23 se non al 30
dello stesso mese. Con quattro
settimane in più si avrebbe più
tempo per far passare il concetto sui media (Rai e maggioranza dei quotidiani sono «appiat-
LA RISERVA
Il premier
Matteo Renzi
(nella foto
grande) non
passa un
momento
facile: in caso
di vittoria del
No al
referendum
sarebbe
costretto a
dimettersi
Al suo posto è
pronto Pier
Carlo Padoan
LE TRAME DI BRUXELLES
La Commissione guarda
al ministro dell’Economia
per un esecutivo tecnico
segretario-presidente del Consiglio. In primo luogo, lo ha reso consapevole che il referendum costituzionale è una sfida
tutta in salita e che il vantaggio
del fronte del «no» è consistente. Per quanto da qualche tempo Renzi non stia più mettendo l’accento sulle dimissioni
in caso di sconfitta (vedi Il Giornale di ieri), è chiaro che in
quell’eventualità la sua permanenza a Palazzo Chigi sarebbe
comunque di breve durata. Anche perché forze esterne, polarizzate a Bruxelles, starebbero
lavorando alla successione. Come accadde a Berlusconi nel
2011.
Di qui l’idea, trapelata da
ambienti vicini al premier, di
titi» sulle posizioni del sì). La
pausa agostana rischia di far
scendere il livello della mobilitazione e con tutto settembre e
tutto ottobre disponibili si potrebbero riannodare le fila del
discorso, anzi meglio della narrazione renziana. La Corte Costituzionale potrebbe contestualmente rinviare la valutazione del ricorso contro l’Italicum, prevista per il 4 ottobre.
Intanto l’asse Quirinale-Bce-Berlino-Bruxelles sta-
rebbe pensando al «piano B»
nel caso in cui Renzi non dovesse godere più di una maggioranza a causa delle fibrillazioni di Ncd e Ala (come l’incidente di percorso ieri al Senato lascia intendere) o della
sconfitta referendaria. La Commissione Ue starebbe guardando con sempre maggiore simpatia al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, del
quale sono molto apprezzate
le parole sulla «sostenibilità»
della prossima manovra finanziaria. Frenando gli slanci elettoralistici del premier (anticipo del taglio Irpef e bonus da
80 euro per i pensionati), il titolare di Via XX settembre s’è
guadagnato i galloni di riserva
della Repubblica e di interlocutore affidabile per Frau Merkel. Ecco perché Renzi, per coprirsi a sinistra, ieri ha presentato in pompa magna il decreto sulle rinnovabili: 9 miliardi
in 20 anni per le energie alternative (biomasse, eolico e ricerca sul termodinamico). Un
tema che sta molto a cuore alla
minoranza del Pd e a Sel.
L’ANNUNCIO DI POLETTI E NANNICINI
Statali e autonomi:
il governo studia
pensioni flessibili
Tutti i lavoratori, compresi quelli pubblici e gli autonomi, potranno
accedere all’anticipo pensionistico dicono il ministro del Lavoro
Giuliano Poletti e il sottosegretario Tommaso Nannicini. L’estensione dell’Ape al pubblico «è una possibilità - dice Poletti -: tutti i
cittadini che maturano i requisiti, anche lavoratori autonomi, possono decidere» di accedere all’anticipo della pensione.
il commento ✒
PM E POLITICO, BASTA DOPPIA CASACCA
di Annalisa Chirico
I
ntellettuali organici, magistrati organici.
Con un piede di qui e uno di lì. I giudici
non solo devono essere imparziali,
devono anche apparire tali. Quante volte lo
avete sentito? Un magistrato che fa la spola
tra i palazzi del diritto e quelli della politica
difficilmente apparirà super partes.
Nell’assedio giustizialista contro il
neosindaco Virginia Raggi alla vigilia del
ballottaggio, il commissario Pd a Roma
Matteo Orfini, giudice pro tempore,
sentenzia: «Parla di onestà e commette reati.
È una violazione della legge Severino».
Intervistato da Alessandro de Angelis
sull’Huffington Post, il magistrato vero,
seppure in aspettativa, Alfonso Sabella fa
eco: «A questo punto l’avviso di garanzia alla
Raggi è un atto dovuto. Per colpa o per dolo
siamo davanti all’ipotesi di reato continuato
di falso ideologico in atto pubblico». Apriti
cielo. La notizia rimbalza su siti e giornali ma
quattro giorni dopo, all’indomani del
formale rimprovero di Marco Travaglio,
Sabella invia una lettera al Fatto quotidiano
per precisare che lui intendeva dire che
«l’iscrizione nel registro degli indagati», non
già l’avviso di garanzia, fosse un «atto
dovuto». Il cronista esprime «stupore» per la
rettifica posticipata, «dopo ben quattro giorni
in cui non è arrivata alcuna smentita
all’HuffPost, né alcuna richiesta di
precisazione, formale o informale». Sia come
sia, nell’ultimo anno e mezzo la parabola
professionale di Sabella è parsa ondivaga.
Chiamato da Ignazio Marino a ricoprire
l’incarico di assessore alla Legalità nel
dicembre 2014, Sabella si è ritrovato a
sbrogliare la complicata matassa degli
appalti romani e di Mafia Capitale,
«perdendo per dieci mesi oltre 3mila euro
del mio stipendio mensile – così scrive a
Travaglio – e rimanendo per altri otto mesi
senza», in quanto magistrato in aspettativa
non retribuita. Poi, con la fine anticipata
della giunta Marino, il magistrato autore de Il
cacciatore dei mafiosi, racconto
autobiografico della crociata contro i boss
nel pool palermitano di Giancarlo Caselli, è
rimasto incagliato in un limbo indistinto. Di
qua la politica, di là la magistratura. In attesa
del ricollocamento come giudice a Napoli a
opera del Csm, si è ventilata dapprima
l’ipotesi di un incarico come responsabile
anticorruzione a Palazzo Chigi. Poi, mentre i
mesi passavano e la nomina languiva
(manca ancora il via libera del Guardasigilli
Andrea Orlando), si è appalesata l’opzione
Giachetti: in caso di vittoria del candidato Pd,
Sabella sarebbe diventato il suo capo di
gabinetto. Sappiamo com’è andata a finire.
Giachetti ha perso e il Csm ha aperto un
fascicolo per le dichiarazioni sulla Raggi, i
membri della prima commissione dovranno
stabilire «in che termini un magistrato possa
esprimersi con dichiarazioni pubbliche su
un’inchiesta che allo stato delle dichiarazioni
era soltanto ipotetica». Qualche settimana fa,
ospite a Virus su Rai2 insieme a Sabella, gli
manifestai la mia perplessità sull’opportunità
dell’esposizione personale di un magistrato,
pendente un procedimento per il suo ritorno
in servizio, in una campagna elettorale che
per giunta, in caso di vittoria Pd, gli avrebbe
conferito un beneficio diretto (la nomina a
capo gabinetto). «Io lo faccio per puro spirito
civico», rispose lui. Non ho motivo per
dubitare di ciò. Resta il fatto che negli ultimi
giorni di una competizione politica
avvelenata, a suon di insulti e minacce
reciproche, certi giudizi siano parsi un po’
sopra le righe. Nessuno impedisce ai togati, a
un certo punto della vita, di cambiare
mestiere, aspirare a incarichi politici e
candidarsi in libere elezioni. Purché la scelta
sia chiara, trasparente e definitiva.
il Giornale
Venerdì 24 giugno 2016
INTERNI 5
il Giornale
Ap e Ala affondano il governo
In Senato l’avviso di sfratto
Crepe in maggioranza, verdiniani e alfaniani votano
contro sull’emendamento Fi alle pene per terrorismo
Fabrizio de Feo
Roma Fuoco amico su Matteo
Renzi. Non siamo ancora a una
strategia di aperta resistenza
parlamentare, ma la maggioranza traballa e il malessere
dentro Area Popolare di Angelino Alfano e Ala di Denis Verdini continua a crescere. La sconfitta alle Amministrative ha lasciato il segno. I parlamentari,
soprattutto al Senato, sono da
giorni sul piede di guerra, chiedono garanzie, sollevano apertamente dubbi sull’opportunità di continuare a sostenere il
governo Renzi in una posizione
di evidente sottomissione. E
dubbi circolano anche tra i verdiniani di Ala.
In una situazione del genere
la tenuta dell’aula diventa complicata. E così ieri governo e
maggioranza sono stati battuti
al Senato su un emendamento
presentato da Forza Italia al ddl
terrorismo che aumenta le pene in caso di utilizzo o possesso
di ordigni nucleari. L’emendamento presentato da Giacomo
Caliendo e Francesco Nitto Palma che prevede pene per atti di
terrorismo nucleare non inferiori a 15 anni viene approvato
dal Senato con 102 sì, 92 no e 4
astenuti. Numeri alla mano, a
incidere è l’assenza di molti senatori Pd visto che dei 113 componenti il gruppo dem ne erano presenti soltanto 80. Non solo, ma al momento della votazione dell’emendamento Caliendo, 7-8 senatori dem avrebbero lasciato l’emiciclo. Se si tiene conto, poi, che tutti i verdiniani e 9 dei 32 parlamentari
Ap hanno votato con l’opposizione, il gioco è fatto (di Area
Popolare erano presenti 15 senatori su 31).
Al di là delle motivazioni tec-
niche, il voto è la spia di un malessere e una tensione crescente nell’area centrista degli ex
Pdl. Segnali che vengono colti
dai leader degli schieramenti.
Angelino Alfano convoca per la
prossima settimana il gruppo
parlamentare del Senato per capire le reali intenzioni delle sue
truppe, al di là della sua volontà di continuare a sostenere
Renzi. Tra i senatori c’è chi chiede la linea dura e ritiene sia arrivato il momento di staccare la
spina, adesso o all’indomani
del referendum. E chi invita a
continuare con Renzi soltanto
EMENDAMENTO
Il senatore di
Forza Italia Lucio
Malan ha
pubblicato sulla
suo profilo
Twitter
l’emendamento
degli azzurri (poi
votato anche da
Ap e Ala) che
innalza sopra i
15 anni la pena
per chi utilizza
un ordigno
nucleare a scopi
di terrorismo
I numeri a Palazzo Madama
18
Il numero dei senatori di Ala, il
gruppo di Verdini, nato da una
costola di Forza Italia, che appoggia Renzi al Senato
31
Il gruppo dei senatori di Area
Popolare è composto dagli
eletti nelle file dell’Udc e dai
politici di Ncd (transfughi Fi)
180
Sono i voti su cui può contare Renzi al Senato: la maggioranza numerica è a quota
161 senatori
a condizione che venga subito
modificato l’Italicum. Verdini,
invece, ha contattato i suoi per
avere spiegazioni, ma ha ricevuto rassicurazioni sul fatto che si
sarebbe trattato di un voto sul
merito più che di una aperta
protesta politica.
«Abbiamo pensato di introdurre un aumento della pena
per questo tipo di reati - spiega
Caliendo - per garantire una
proporzionalità con altri, quali
l’omicidio stradale o alcuni delitti ambientali per i quali erano
state aumentate sensibilmente
le condanne». Paolo Romani e
Maurizio Gasparri entrano nel
merito e rivendicano la bontà
di una proposta emendativa
che ha corretto un testo che
avrebbe esposto l’Italia «al ridicolo a livello internazionale».
Altri nel centrodestra sottolineano il «segnale» inviato da
Palazzo Madama al premier.
«Il Senato si è ripreso la sua dignità» dice Gaetano Quagliariello. «Governo battuto. Ala e parte Ncd votano con opposizione. Primo pizzino di Verdini a
Renzi?» scrive su Twitter Renato Brunetta. Roberto Calderoli
sottolinea come «per la prima
volta, con il voto palese, maggioranza e governo vadano sotto. Quando la barca affonda, i
topi squagliano. I voti delle
“ali” e delle “alette” si stanno
squagliando». La fittiana Cinzia
Bonfrisco, infine, invita il centrodestra a essere unito e farsi
trovare pronto così da costituire fin da subito «una alternativa
parlamentare ed elettorale a
Matteo Renzi».
LA POLEMICA
Nello zoo Pd via al regolamento di conti
Minoranza in subbuglio per la Direzione di oggi. Per Roma nel mirino Orfini
Roma Sì, il «tappo» è proprio Matteo. Non
può che essere lui; lui senza dubbio alcuno.
Matteo Orfini, che avete capito? Il «tappo»
rispetto all’elevata statura di altri (Matteii e
Cerchio magico). Il vaso di coccio, insomma,
l’anello mancante dell’evoluzione pidina, l’individuo «X» che sta tra il superato rottamanderthal e l’homo rottamatorus. D’altronde
l’ha certificato persino D’Alema, che pure ne
è stato maestro e mentore, in una divertente
intervista al Corsera di un paio di giorni fa.
Orfini come unico neo pruriginoso nell’anamnesi della vecchia gloria: «Sono pronto all’autocritica: diciamo che l’ho allevato male...».
Ma se Orfini è l’ultimo dei capri espiatori
individuati dai pasdaràn, allora il partito rischia grosso (considerato il peso del commissario romano) alla vigilia di una Direzione
disinnescata poco alla volta sia dai renziani
sia dalla minoranza. Segno che il momento è
considerato esiziale e il richiamo della foresta
funziona come non mai. La ministra Madia
allora interpreta il ruolo della cecchina per il
film con la regia di Palazzo Chigi e addita il
presidente del Pd come responsabile della
sconfitta: «Siamo stati rottamati dai cittadini
e, se il tappo è Orfini, che si dimetta subito».
Uscita kamikaze che, nel gioco delle marionette, viene rimbrottata dai vertici: «Consiglie-
rei a tutti più sobrietà nelle dichiarazioni, Orfini si è assunto la responsabilità di commissario di Roma e lo ha fatto con grande impegno
e determinazione, di cui va solo ringraziato»,
lo difende il vicesegretario Guerini. Mettendoci pure che le critiche a Orfini, nel marasma
della batosta, sono pane quotidiano per i pidini romani (a cominciare dalla moglie di Franceschini, Michela Di Biase), ne consegue che
uno dei focus del dibattito sul «che fare» è già
stato spostato sulla dipartita più indolore, appunto quella di Matteo minore, cui anche Cuperlo dedica un pensierino. Potrebbero così
cambiare alcuni equilibri, anche se ieri, all’affollata assemblea della sinistra, nella quale
s’è fatto vivo pure Bersani, il leader Speranza
ha spiegato di non aspirare a posti o strapuntini. Nessuno vuole vendetta, nessuno cova
rancori, nessuno vuol passare per «sabotatore», come ha spiegato, tra i tanti, Errani. Ridare legittimità a Renzi, dicono più o meno tutti, aprire la fase nuova dell’ascolto, «altrimenti andiamo a sbattere». Per un’auto che slitta
così vistosamente, l’«inversione di marcia» è
proprio quel che ci vuole. Se ci scappa l’«investito sulle strisce», basta si chiami Matteo e
faccia l’arrogantello pure mentre spira. Ovviamente, che sia barbuto, oltre che barboso.
RooS
I LITIGANTI
Speranza
Chiediamo
un cambio
profondo sul
sociale: non
c’è più voto
di fiducia
che tenga
Guerini
Sarebbe
grave non
votare
le fiducie
Equivale alla
negazione
del partito
L’EDITORIALE
Così Matteo è finito
in un vicolo cieco:
ha fatto tutto da solo
dalla prima pagina
(...) spifferi che arrivano da Palazzo Chigi
dicono che il presidente del Consiglio per
guadagnare tempo sarebbe disposto perfino a far slittare il voto alla fine di ottobre, rinunciando alla data già scelta di
inizio mese, ossia prima che la Corte costituzionale si pronunci sulla legge elettorale. Essendo stata fissata la discussione della costituzionalità dell’Italicum per il 5 di
ottobre, Renzi avrebbe voluto giocare
d'anticipo, ma accendendo un cero alla
Madonna forse alla Consulta si perderà
tempo lasciando che Palazzo Chigi si giochi le sue carte. Basterà un mese in più a
far dimenticare agli italiani che Renzi ha
promesso di dimettersi in caso di sconfitta? La risposta è no. Nonostante il premier stia cercando di imbavagliare l'informazione e di nascondere le ragioni del
No alla riforma costituzionale, le sue baldanzose dichiarazioni e l'impegno a mollare la poltrona circolano in rete e c'è da
giurare che da qui ad ottobre diventeranno il miglior spot per chi ritiene pericolosa la riscrittura ad uso renziano della Carta. Se poi le frasi di Matteo non fossero
sufficienti, l'opposizione potrebbe sempre far ricorso all'intervista di Maria Elena Boschi a Lucia Annunziata, in cui la
ministra delle Riforme si diceva pronta
ad immolarsi. Insomma, due piccioni
con una fava. Come pensino gli amici di
Renzi di far dimenticare tutto ciò è un
mistero. Quattro mesi di campagna elettorale rimangiandosi la promessa di far le
valigie equivarrebbero alla miglior testimonianza che il Rottamatore è esattamente uguale ai rottamati e per evitare di
mollare la poltrona è pronto a qualsiasi
contorsione, anche a costo di perdere la
faccia.
C'è poi una seconda controindicazione
e non di poco conto. Per schivare la personalizzazione della sfida referendaria, Renzi ha una sola possibilità: parlare del plebiscito il meno possibile. Per evitare di
intestarsi la sconfitta, il presidente del
Consiglio dovrebbe fare il contrario di ciò
che ha fatto alle elezioni amministrative e
cioè non metterci la faccia. Ma così purtroppo per lui e per fortuna nostra ha ancora meno possibilità di quelle che gli attribuiscono i sondaggisti di poter portare
a casa un sì al cambiamento della Costituzione e dunque poche o nessuna chance
di continuare a rimanere a Palazzo Chigi.
Senza lui che fa ogni giorno l'appello in tv
degli elettori renziani, il rischio che gli
italiani bigino l'appuntamento ai seggi e
non si appassionino allo scontro del plebiscito è altissimo e la conseguenza potrebbe essere la diserzione di massa di chi è
disposto a votare Sì alla riforma. Oscurare
Renzi non avrebbe automaticamente la
conseguenza di oscurare il referendum,
poiché chi è favorevole al No già sta battendo la strada della rete e del passaparola per portare la gente a votare. Il silenzio
del premier, dunque rischia di essere un
boomerang solo per il Sì, perché oltre a
mostrare un Renzi indebolito, prigioniero delle correnti del Pd e tentennante, ossia il contrario di ciò che egli stesso ha
rappresentato per oltre due anni, lascerebbe in garage la macchina del consenso allestita in questi mesi a Palazzo Chigi.
Dunque, che fare? Se parla e ridice che
se perde va a casa, Renzi sbaglia. Se sta
zitto, anche. È questo il vicolo cieco in cui
si è messo e dal quale non sa come uscire. L'unica possibilità che ha di salvarsi è
che a parlare più di quanto già non faccia
lui siano D'Alema e compagni. I soli che
quando si fanno vedere in tv e quando lo
attaccano convincono gli italiani che peggio di Renzi c'è solo chi a sinistra lo ha
preceduto e briga per tornare.
Maurizio Belpietro
6 INTERNI
Venerdì 24 giugno 2016
il Giornale
GUAI DEMOCRATICI
Abano, tangentopoli delle Terme: arrestato il sindaco appena rieletto
Immigrato africano si iscrive alla Lega e la rete antirazzista lo caccia
Tangentopoli delle Terme ad Abano. Il sindaco di centrodestra appena rieletto al
ballottaggio, Luca Claudio, primo cittadino dal 2011 e prima per 10 anni sindaco di
Montegrotto, è finito in carcere. Arrestate 5 persone per le mazzette, 22 gli indagati.
Espulso dal direttivo della rete antirazzista Redani perché iscritto alla Lega, «un partito
xebofobo». Poco importa che Ekuè Folly, africano di Monselice (Padova), sia uno studioso di
immigrazione che si batte per l’integrazione. La tessera del Carroccio è di per sé una colpa.
IL CASO
di Massimo Malpica
Roma
C
he si conoscessero non
c’erano dubbi. Per cominciare, c’è quella foto con il futuro ministro Giuliano Poletti, all’epoca numero
uno di Legacoop, a tavola con
il ras della 29 giugno Salvatore
Buzzi, che aveva organizzato
una cena sociale per attovagliarsi con le sue entrature politiche. Quella sera del 2010,
nella sede del centro «Baobab» della coop, oltre a Poletti
c’erano un Casamonica, l’allora sindaco Alemanno, il futuro
assessore alla casa di Marino,
Daniele Ozzimo, il parlamentare Pd Umberto Marroni. Poletti, poi, in Mafia Capitale,
pur se non sfiorato dalle indagini, viene evocato anche nelle intercettazioni. È il solito
Buzzi a vantarsi delle sue conoscenze «pesanti» col dirigente
Cns Salvatore Forlenza, quando nel 2014 il Campidoglio voleva privatizzare Multiservizi e
l’appalto faceva gola al ras della coop. «Io ancora non ho
messo in campo l’artiglieria
pesante, eh? - chiosava Buzzi «Artiglieria pesante, arriva Giuliano Poletti».
E alla fine Poletti, due giorni
fa, è arrivato davvero. Non in
soccorso di Buzzi a caccia di
«sponsor» per un appalto appetitoso. Ma in aula, ascoltato
come testimone al processo
per la «cupoletta» di Mafia Capitale, quella che secondo i
pm faceva il bello e il cattivo
tempo a Roma, dal Campidoglio in giù. Se l’ex prefetto di
Roma Giuseppe Pecoraro su
Buzzi ha glissato («'ho incontrato solo una volta. Mi chia-
L’imbarazzo di Poletti teste
sul pressing su Alemanno
Mafia Capitale, il ministro non nega i rapporti con
Buzzi: mi chiese di sollecitare i pagamenti alle coop
mò il sottosegretario Gianni
Letta e mi chiese se potevo riceverlo», ha detto in aula), Poletti non cela quel rapporto.
«Ho conosciuto Buzzi», spiega
il ministro, «perché era presidente della 29 giugno, coop importante anche per dimensione, ed era componente della
Legacoop Lazio». E quando gli
chiedono conto del presunto
aiutino paventato da Buzzi, il
ministro nega di essere l’«arma finale» che il ras teneva nella manica per far pressioni per
l’appaltone sulla macchina comunale. Ammettendo semmai la possibilità di aver chiesto ad Alemanno solo di accelerare i pagamenti. «L’unica
cosa che considero ragionevole possa essere accaduta - spie-
ga al giudice Poletti - riguarda
i tempi dei pagamenti alle cooperative sociali, perché in quel
periodo erano lunghi e rappresentavano un problema per i
fornitori che faticavano a pagare gli stipendi». Quella di far
qualcosa per accelerare i tempi di pagamento «era una richiesta che mi arrivava da tutte le cooperative» e, come gli
GLI APPALTI TRUCCATI A LODI
Il sindaco Pd va a processo
No al patteggiamento, prima udienza il 21 luglio
Flavia Mazza Catena
GRATICOLA Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti
[LaPresse]
I numeri
2010
È l’anno della cena in cui Poletti
è a tavola con Salvatore Buzzi e
Luciano Casamonica sullo sfondo. Poletti guidava Legacoop
2014
46
È l’anno in cui esplode, con
l’operazione «Mondo di mezzo» del 2 dicembre, il caso Mafia capitale: 38 gli arresti
Il Sudoku
8
altri, «è possibile che Buzzi mi
abbia chiesto di interessarmi
di questo». Le coop, insomma,
avevano «problemi di pagamento degli stipendi». Ma i soldi per mettere a busta paga i
politici capitolini, stando alle
intercettazioni di Buzzi, non
sembravano mancare.
Quanto alla cena, Poletti al
processo ricorda tutto, ma pro-
prio con l’aiuto delle ormai celebri foto: «Ho partecipato alla
cena della foto uscita sui giornali, il 20 settembre 2010 al
Baobab. Ricordo Alemanno,
Buzzi, i rappresentanti delle
cooperative e altri rappresentanti istituzionali, ma l’ho rivisto dopo leggendo i giornali e
guardando le foto». Ed è sempre dalla stampa che il ministro sostiene di aver saputo
che la cena sarebbe servita a
celebrare la pace tra coop sociali e giunta Alemanno. Al
centro Baobab, invece, Poletti
ricorda di essere stato invitato
«almeno 10 volte prima di
quella sera, perché era un centro che rappresentava positivamente il lavoro delle cooperative sugli immigrati». Quel lavoro che, per dirla con la famosa
massima di Buzzi, «rende più
della droga».
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Sono gli imputati alla sbarra che nel maxiprocesso scaturito da «Mafia capitale» iniziato il 5 novembre 2015
Come si gioca
Il Lotto
Tempi
Completare lo schema,
riempiendo le caselle vuote,
cosicché ciascuna riga
orizzontale, colonna
verticale e riquadro 3x3
(col bordo più spesso)
contenga una sola volta
tutti i numeri dall’1 al 9.
Buon divertimento
Facile
per soggiornarci 11 giorni accusato di turbativa d’asta in relaLodi Un processo ordinario, a
zione all’appalto per la gestioporte aperte, sotto gli occhi di
ne di due piscine comunali scotutti. Lo dovrà affrontare il sinperte aggiudicate alla Sporting
daco di Lodi del Pd Simone UgLodi, partecipata dal Comune.
getti. Già, perché la procura ha
Piscine attualmente chiuse detto un secco no alla richiesta
una aprirà a fine luglio - menche i legali del politico avevano
tre l’afa attanaglia la città. Ma
avanzato per poter accedere,
del resto, bollenti sono anche
invece, al patteggiamento, che
le riunioni degli avvocati incarisi sarebbe tenuto in camera di GUAI Simone Uggetti
cati di difendere il sindaco,
consiglio a porte chiuse. MenFrancesco Mucciarelli e Pietro
tre il rito abbreviato, con uno sconto di pe- Gabriele Roveda che, ieri, dopo la doccia
na ma poco spazio per argomenti difensivi, fredda dal tribunale, risulta si siano chiusi
era già stato escluso, perché ritenuto non in riunione fin dopo le 19. C’è meno di un
opportuno, dagli stessi legali di Uggetti nei mese per mettere a punto la difesa perché
giorni scorsi. E il gip Isabella Ciriaco, su la pubblica accusa, si sa, in mano ha molti
richiesta del pm titolare Laura Siani, ha già indizi ma, soprattutto, fiumi di carta e di
fissato la prima udienza del dibattimento: il intercettazioni in cui come sono andate le
21 luglio prossimo. Data in cui si prevede cose lo racconta in prima persona il sindache Uggetti, che aveva preannunciato le co. Niente spazio per grandi interpretazioproprie dimissioni come possibili per la fi- ni. E al processo con il sindaco compariranne di luglio, dovrebbe quindi essere anco- no anche l’avvocato Cristiano Marini, arrera, a pieno diritto, sindaco del capoluogo stato insieme al sindaco lo scorso 3 maggio,
bassianeo.
ex consigliere della società Sporting coinProprio per questo ci si attende che Lodi volta nell’inchiesta, che vuole respingere i
torni di nuovo sotto i riflettori dell’Italia e «gravi giudizi espressi» sulla sua persona
anche dei media esteri. Proprio come lo nella fase cautelare, e il dirigente comunale
scorso 3 maggio, quando Uggetti, in manet- Giuseppe Demuro, in qualità di responsabite, varcò la soglia del carcere di San Vittore le del procedimento.
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Medio
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CONCORSO n. 75
di giovedì 23/06/2016
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Ora inizio
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Numero
Jolly
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Numero
Superstar
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Euro
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JackPot
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Punti 5
Punti 4
Punti 3
Punti 2
5 stella
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3 stella
2 stella
1 stella
0 stella
3.899.832,00
97.676.756,96
32.758,59
297,23
24,97
5,20
29.723,00
2.497,00
100,00
10,00
5,00
Nazionale
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Cagliari
Firenze
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8 INTERNI
Venerdì 24 giugno 2016
il Giornale
__
LE MOSSE DEI CINQUE STELLE
IL CASO
di Antonio Signorini
Roma
S
tai a vedere che si danno una
calmata. Che anche l’antipartito indecifrabile fin dal nome, la
sigla che ha stregato gli elettori italiani si rimetterà sui binari della politica classica e rispettabile, trainata dalle sindache di Roma e Torino. Niente
di inedito. I segnali nel M5S ci sono
da tempo. Ad esempio sull’organizzazione. Con il direttorio e i leader sempre più presenti in tv e sui giornali, i
pentastellati hanno fatto una scelta
classica. Con buona pace del movimento che decideva tutto in rete e
rifiutava il ruolo dei media. Ma adesso il M5S sta subendo una ulteriore
evoluzione innescata dall’infornata
la giornata
Grillo sceglie l’Europa
La virata dei 5 Stelle
fa infuriare la base
Il comico: lasciare l’Ue? Meglio cambiarla
E Guzzetti strizza l’occhio alla Appendino
di sindaci, che fa assomigliare il movimento ai partiti più tradizionali.
Quelli che non esistono più.
Ultimo segnale di moderazione nei
toni è arrivato ieri direttamente dal
leader Beppe Grillo in un commento
sulla Brexit. «Il Movimento 5 Stelle è
in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla. Se non fossimo
interessati all’Ue non ci saremmo
mai candidati; qui, invece, abbiamo
eletto la seconda delegazione italia-
na. L’Italia è uno dei paesi fondatori
dell’Ue, ma ci sono molte cose di questa Europa che non funzionano.
L’unico modo per cambiare questa
Unione è il costante impegno istituzionale». Una presa di posizione un
po’ ambigua (non parla dell’euro,
ma solo di Europa da cambiare) che
non è piaciuta molto ai militanti e
simpatizzanti del M5S, che si sono
fatti sentire nel blog di Grillo.
Come succede spesso ai partiti che
Insediata in Campidoglio, gelo con la Boschi
Niente multa per «infedeltà» agli assessori
Roma «Chiamatemi pure Virginia», emozionata e felice, tailleur scuro, fascia tricolore, la
neo-sindaca Raggi scende
dall’auto elettrica e si concede
qualche battuta coi cronisti prima della cerimonia d’insediamento. L’Accademia della Crusca ha autorizzato anche la de-
si istituzionalizzano, arrivano le adesioni di prestigio. Ieri, tramite Huffington post, Cesare Romiti ha elogiato le sindache delle sue due città, Roma e Torino. E anche l’eminenza grigia delle fondazioni bancarie, Giuseppe Guzzetti, strizza l’occhio alla
neo sindaco di Torino che ha silurato
Francesco Profumo dalla Compagnia di San Paolo: «Ha detto una cosa molto interessante, che introdurrà
un regolamento in base al quale l’am-
Diretta Facebook dal suo ufficio in Comune
La «sindaca» si commuove:
ora chiamatemi Virginia
Ci lasciano città in macerie
Giorgio Stamatopoulos
LEADER Beppe Grillo a
Roma all’Hotel Forum
ministrazione non può fare nomine
nei sei mesi precedenti le elezioni:
questo rientra nelle competenze del
sindaco e della sua iniziativa. Oggi
questa regola non c’è». In questo modo il presidente dell’Acri sfrutta il
conflitto politico per cercare di garantire una maggiore indipendenza dalla politica alle fondazioni bancarie.
Ancora da capire dove approderà
la fase «politica» del M5S, della quale
ha parlato giorni fa l’Istituto Cattaneo. Un segnale importante ieri è arrivato con la creazione di un «gruppo
di coordinamento», composto da parlamentari e consiglieri regionali pentastellati con il compito di controllare i sindaci e dare indicazione sulle
politiche da adottare.
Alla prima riunione di ieri non
c’era il sindaco di Parma Federico
Pizzarotti, allontanato dal movimento. Ma non c’erano Raggi e Appendino. Entrambe occupate. Oppure infastidite dalla creazione del nuovo direttorio. Una struttura che fa assomigliare molto il M5S al vecchio Pci.
Uno stato dentro lo stato dove era
vietato sgarrare.
clinazione al femminile della carica, spiega, ma a lei proprio
non piace. Il passaggio più importante riguarda però la sua futura giunta, alla quale, annuncia, non verrà applicato il draconiano codice etico M5S (niente
multa da 150mila euro per chi
sgarra). La squadra arriverà entro il 7 luglio. Intanto già oggi
partirà una lettera per chiedere
chiarimenti sui casi Ama e Atac.
E a proposito della giunta, il caso Lo Cicero si arricchisce di un
nuovo capitolo con lo scambio
di accuse tra il rugbista-assessore e un’inviata de L’Aria che tira: «Mi ha aggredito». Lui: «Falso, ha violato la mia proprietà».
Per la Raggi è stata una marcia serrata di avvicinamento al
Campidoglio scandita da varie
il commento ✒
LA BOSCHI PERDE LO SCETTRO
DI PIÙ BELLA DEL REAME
dalla prima pagina
(...) della Raggi. E va bene che Maurizio Gasparri ha detto che è stata Virginia a declinare l’invito
a sedersi accanto a Maria Elena. E va bene che
stavano alla Basilica di San Giovanni, quello
che, ha avvertito l’altro giorno il premier, «non
fa inganni e nemmeno ipocriti saluti», ma fingere di non vedere la prima cittadina di Roma, è
stato, ancor prima che una cafonata, un gigantesco errore. Ancor prima che politico, di «genere». Perché questo mancato saluto, questo sgarbo della stretta di mano negata (poi rimediato
con uno scambio rigido e glaciale), sa tanto di
scettro tolto, più che di scranno sottratto. Roba
da donnette minacciate, da offesa alla più bella
del reame (la Boschi) perché la Raggi, guarda
caso, non ha l’aspetto della Bindi. E certo nemmeno «la Marianna» Madia sarà stata mossa da
snobberia politica nei confronti dell’ultima arrivata, visto che, appena nominata, di se stessa
diceva: mi farò apprezzare per la mia straordinaria incompetenza.
Allora cos’è stata questa caduta di stile? Questa imbarazzante incapacità di dissimulare? Che
le ministre abbiano voluto vendicarsi tardivamente per il famoso streaming di tre
anni fa con Bersani? All’epoca, al leader Pd che si spiegava, i grillini dissero
cafonissimi «guardi che non siamo a
Ballarò» ecco che, stavolta, non salutando la Raggi, sia stato il Pd a mandare a dire «non siamo su Amici»?
Inelegante, comunque. E controproducente, soprattutto. Perché davanti
al siparietto veniva voglia di fare il tifo
per la Raggi e non per la botticelliana
Boschi. E sì che lo diceva già uno del
«Giglio magico»: tanto gentile e tanto
onesta pare la donna mia quand’ella
altrui saluta...
Ma lei non se la prenda Virginia (e
soprattutto non pianga), si sa che:
ognuno sta solo, sul cuor della terra,
trafitto come una Raggi da sola.
Valeria Braghieri
EMOZIONATA
Il neo sindaco
di Roma
Virginia Raggi
si commuove
al suo ingresso
al Campidoglio.
In basso
la gelida
stretta
di mano
con il ministro
Maria Elena
Boschi alla
Lateranense
cerimonie ufficiali, cominciate
con la commemorazione del
magistrato Mario Amato ucciso
36 anni fa dai Nar, poi deponendo corone d’alloro all’Altare della Patria e a Porta San Paolo. E
ancora, di corsa al Mausoleo delle Fosse Ardeatine, prima di arrivare alla Sinagoga di Roma per
omaggiare le vittime della
Shoah. La Raggi si è intrattenuta
a parlare con il rabbino capo Riccardo Di Segni e la presidente
della Comunità ebraica romana
Ruth Dureghello. Visita descritta come «lunga e piacevole». A
ogni tappa, una folla di cameraman e fotografi.
Intanto su Facebook, Virginia
Raggi trova il tempo di scrivere
ai sostenitori e mostrare in diretta l’ingresso nella stanza con vista sui Fori: «Ci lasciano una città in macerie ma io sono molto
fiduciosa che riusciremo pian
piano ad invertire la rotta». Una
navigazione che però si annuncia solitaria, nonostante gli appelli alla lealtà istituzionale. La
rappresentazione plastica di
una coabitazione che fra Campidoglio e Palazzo Chigi comincia
all’insegna di una freddezza glaciale, si è avuta l’altro ieri,
all’Università Pontificia Lateranense: diversi esponenti del governo e del Pd, dai ministri Boschi, Alfano e Madia, al capogruppo dem Rosato, al vicesegretario Pd Guerini, le sono passati accanto senza nemmeno degnarla di uno sguardo. Quando
si dice il fair-play. Un segnale
che Di Battista esorcizza: «Maria Etruria non ha salutato la
Raggi? L’avrà scambiata per
una dei truffati dalle banche..».
Venerdì 24 giugno 2016
INTERNI 9
il Giornale
SCENARI POLITICI
L’ANALISI
di Pier Luigi del Viscovo
dalla prima pagina
(...) che ci siano più specie
umane non regge. Credere
che ci siano gli onesti e i disonesti, i fannulloni e gli operosi, e via così, è un modo infantile, da catechismo, di vedere
le cose. Gli uomini (e le donne, si dia per acquisito) si
adattano, al vizio come alle
virtù. Mossi da convenienza
ed egoismo, fanno ciò che
possono e non fanno ciò che
gli porterebbe male. Poi, non
è che all’occasione saremmo
tutti ladri. Il processo non è
un interruttore. Vizio e virtù
si muovono lungo cerchi discendenti o ascendenti: è la
teoria del «vetro rotto» del sindaco Rudolph Giuliani. In un
ambiente civile e favorevole
uno è indotto a comportarsi
adeguatamente, per se stesso
prima che per gli altri.
Poiché l’ambiente della politica non è salubre, per quanti angeli mandiamo nel Palazzo il risultato sarà comunque
l’inferno. Il gioco può continuare all’infinito, visto che su
60 milioni un centinaio di persone perbene le troveremo
sempre. Ma saranno la soluzione? E saranno anche brave? Nel frattempo metà di
noi, il partito dell’astensione,
ha già smesso di giocare. Noi
altri invece ci affanniamo,
ventennio dopo ventennio, a
cercare (e illuderci di trovare)
l’eroe che ci salverà. Ma ormai tutti sappiamo (quasi tutti) che nessuno da solo può
davvero fare la differenza e
cambiare le cose. Una persona minimamente avvisata è
consapevole che – pur ricoprendo la carica di sindaco o
primo ministro – ben poco potrebbe realmente incidere
per far funzionare le cose come vorrebbe. La sorpresa più
grande per Berlusconi, quando arrivò nelle stanze dei bottoni, fu proprio questa: i bottoni c’erano, ma i fili non erano collegati. In gergo motoristico diremmo che schiacci
l’acceleratore senza scaricare
potenza a terra.
L’apparato burocratico e le
norme che fissano in dettaglio ogni singolo atto costituiscono, nel complesso, un guscio impenetrabile. Dietro
cui i grandi e i piccoli burocrati si muovono e si nascondono con abilità e resilienza. Riescono a vanificare ogni intenzione di produrre un risultato, per il semplice motivo che
il loro status professionale è
avulso da qualsiasi risultato.
Possono farlo perché non gli
succede nulla. Provate ad ave-
Inutile cambiare le persone
se non miglioriamo il sistema
Continuare a proporre facce nuove non è la soluzione
La priorità è rendere più salubre l’ambiente politico
re un atteggiamento simile in
un’organizzazione privata.
Poco dopo sarete seduti da-
vanti al direttore delle risorse
umane a discutere la buonuscita. Nello Stato, per ottene-
re che qualcosa si muova, anche di poco, occorre scendere a patti, fare compromessi.
E PADOAN NON RITIRA UN PREMIO PER DRIBBLARE I FISCHI DEI TRUFFATI
Pm su Banca
Etruria: indagato
l’ex presidente
Avviso di garanzia per l’ex presidente
di Banca Etruria Giuseppe Fornasari
e per l’ex consigliere Giorgio Guerrini
nell’ambito dell’inchiesta sulla
bancarotta fraudolenta: nel mirino i
finanziamenti per centinaia di milioni
all’imprenditore Mario La Via per la
storia dello yacht e i rapporti con il
cardinale Tarcisio Bertone. Ieri sono
state perquisite le loro abitazioni
Giorni fa a Poppi (Arezzo) nel Casentino
è stato conferito il «Premio Casentino
per l’Economia» a Pier Carlo Padoan
Il ministro ha mandato a ritirarlo il
prefetto di Arezzo per evitare le vittime
del «salva-banche» e i loro striscioni:
«Premio a Padoan per truffa», «Peccato
Padoan, volevamo abbracciarti» e
«L’economia gira con i nostri soldi?»
l’intervento
Il nodo che impedisce la ripresa
Burocrazia, un vampiro peggiore del fisco
Per creare occupazione occorre aiutare le imprese, non ostacolarle
di Massimo Blasoni*
Vi sono aspetti quasi paradossali della nostra società a
cui siamo talmente abituati
che finiamo per accettarli, come fossero ineluttabili. Così è
dell’eccesso di burocrazia, il
vero macigno che frena la crescita del nostro Paese e la vita
delle imprese. È questo il primo problema del nostro sistema produttivo, più ancora della pur pesantissima pressione
fiscale.
In un Paese normale dovremmo immaginare frotte di
funzionari pubblici pronti a
stendere tappeti rossi a chi è
disponibile a investire o a dare vita a una start up. Percorsi
agevolati,
autorizzazioni
all’esercizio pressoché immediate, adempimenti ridotti e
non tortuosi. Un atteggiamento dovuto se pensiamo che gli
occupati in Italia sono oggi
meno di quelli del 2008 e che
in ogni caso il nostro tasso di
occupazione è dieci punti inferiore a quello della media Ue.
Se vogliamo maggiore occupazione, devono nascere nuove
imprese e quelle esistenti debbono poter lavorare, visto che
è ben difficile ipotizzare significativi ampliamenti degli organici nella pubblica amministrazione, che anzi deve dimagrire. Invece il nostro imprenditore spesso si trova alle prese con il Processo di Kafka.
Servono 269 ore - fonte
Doing Business - solamente
per pagare le tasse. Quasi due
mesi di lavoro da perdere con
bolli e scartoffie sono un enor-
me peso per un artigiano, che
rischia anche di essere irriso
dal suo omologo francese che
per questi adempimenti deve
utilizzare 137 ore. Se il nostro
imprenditore vuole costruire
un nuovo capannone sa che
disgraziatamente lo aspetteranno 227 giorni per la concessione contro i 64 richiesti in
Danimarca. Anche i tempi
per l'allacciamento alla rete
elettrica sono tra i peggiori
d’Europa: ben 124 giorni contro i 28 della Germania.
Nell’import-export i moduli
da compilare sono decine, dalla scheda di trasporto alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate passando per la di-
NON È UN PAESE NORMALE
I funzionari pubblici
dovrebbero stendere
tappeti rossi a chi investe
Stato canaglia
227
I giorni per la concessione ad
un imprenditore che vuole costruire un nuovo capannone
contro i 64 in Danimarca
Così il cambiamento viene
svilito e quel poco ha un corrispettivo di scambi e favori
124
I tempi per l’allacciamento alla rete elettrica in Italia (sono
tra i peggiori d’Europa) contro i 28 della Germania
che, dopo alcuni passaggi, diventano a volte o spesso corruzione.
In conclusione, se cambiamento ha da essere, sia! Indicando però quale parte del sistema verrà colpita, chi sentirà il dolore. Lisciare tutti e
non scontentare nessuno è come dire che si cambia senza
terapia, o addirittura che esistono terapie indolore. Una
favoletta buona per le anime
semplici, cui il primo partito
del Paese non crede più. E
non dicano che il dolore lo
sentiranno solo qualche decina o centinaia di papaveri. Il
sistema non sono venti o cento politici che prendono una
mazzetta, bensì 800 miliardi
di spesa pubblica fuori controllo, dove vivacchiano sprechi di ogni natura, senza che
nessuno sia mai chiamato a
rispondere di un’opera mai
terminata, di una siringa strapagata o di altre schifezze simili. Ma questi soldi dove finiscono? Nelle tasche di milioni di cittadini che ci campano. Qui non si tratta di colpire i parlamentari, ma la gente
comune. Per dare un ordine
di grandezza, Camera, Senato e Quirinale costano insieme pochi miliardi, nemmeno
lo 0,5% della spesa pubblica,
e in gran parte sono stipendi.
Quando si parla delle auto
blu, il grosso del costo sono
gli autisti, non le vetture. Ecco il nodo: siamo disposti a
cambiare in meglio questa gigantesca macchina che distribuisce reddito? La strada del
cambiamento non porta dai
parlamentari, ma a casa della
gente normale. Andiamo?
269
Le ore che servono solamente per pagare le tasse. Quasi due mesi di lavoro da perdere con bolli e scartoffie
MANAGER L’imprenditore
Massimo Blasoni
chiarazione Intrastat. E il cahier de doléances potrebbe
continuare per pagine.
Conosco i temi, ho dato vita
a un'azienda che oggi occupa
quasi duemila persone. Situazioni come queste hanno spinto tanti imprenditori a mandare tutto quanto a quel paese e
ad andarsene all’estero. Anche perché le attese dovute alla burocrazia qualche volta sono infinite: rimangono eclatanti gli oltre quarant’anni
che l’imprenditore della grande distribuzione Caprotti ha
dovuto attendere per aprire
un supermercato a Galluzzo.
Accanto ai casi noti, sono innumerevoli quelli di tanti altri, di cui magari si parla per
un giorno solo e che spesso
costano la chiusura dell'azienda. Viene da chiedersi perché
il sistema non possa essere
semplificato e i controlli fatti
a posteriori. Insomma, realizzo un'opera o avvio un'attività sulla base di un progetto
certificato dai miei professionisti e poi lo Stato controlla,
superando costosi indugi. Il
tempo è la variabile che separa un’idea dalla sua attuazione e molto spesso segna la differenza fra successo e insuccesso. Raramente l’ufficio
pubblico vedrà come obietti-
vo preminente la rapidità nel
rilascio di qualche permesso
o la riduzione di orpelli e procedure. Non vi è una visione
socio-economica, a cui l’ufficio non è tenuto, ma solo una
formale e in ordine a questo
la politica ha enormi responsabilità.
Al contrario, lo Stato è molto sollecito quando deve incassare. Prima l’Agenzia delle
Entrate, poi Equitalia non fanno sconti. Di più: arriviamo al
paradosso per cui a seguito di
un accertamento l’imprenditore deve comunque anticipare un terzo delle imposte contestate per guadagnarsi il diritto a fare ricorso. Tutto questo
in un contesto in cui premi
diretti o indiretti spingono talvolta ad accertamenti inizialmente rilevantissimi. Cifre
che poi magari si sgonfiano
ma che potenzialmente hanno distrutto l’azienda e limitato il suo merito creditizio. In
ogni caso a queste contese la
nostra partita Iva deve dedicare altro tempo sottratto alla
produzione.
Non tutti gli imprenditori sono dei santi, è ovvio. Occorre
però scommettere sul nostro
sistema produttivo, non con
incentivi ma con regole più
semplici. L'economia globale
è ben più competitiva che solidale e soprattutto non fa sconti.
*Imprenditore e Presidente
centro studi Impresa Lavoro
10 INTERNI
Venerdì 24 giugno 2016
il Giornale
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LE MOSSE DEL CENTRODESTRA
IL RETROSCENA
di Francesco Cramer
Roma
«F
orza Italia? È una creatura talmente bella
che deve rimanere in
piedi. È ovvio che, fra tanti colonnelli, qualcuno dovrà diventare
generale». Fedele Confalonieri,
l’uomo da sempre più vicino a
Berlusconi, irrompe nel dibattito
infuocato di questi giorni. Conferma che nel partito vive una fase turbolenta. Sul leader Silvio
Berlusconi ammette: «Silvio scalpita, è forte, è già in piedi. Ma
deve accettare di stare agli ordini
del dottore e darsi una calmata.
Confalonieri ritorna poi sul caso
delle lacrime di Francesca Pasca-
«Sì all’abbraccio Lega-Fi»
Berlusconi dà il via libera
Tra gli invitati alla giornata del Carroccio a Parma
pure Brunetta e Romani: «Insieme più forti di Renzi»
estendere a tutti i parlamentari
del gruppo che rappresenti l’invito a partecipare alla nostra convention «Il Cantiere, il paese che
vogliamo», che si terrà a Parma
sabato dalle 13 alle 18 all’Auditorium Paganini. Si tratta di un’iniziativa non di partito ma di progetto per il nostro futuro», scrivono i due capigruppo leghisti di
Camera e Senato, Massimiliano
Fedriga e Gianmarco Centinaio.
Destinatari: i due omologhi azzurri Renato Brunetta e Paolo Romani. I quali, ottenuto il nulla
osta dal Cavaliere, rispondono
subito di sì: «Raccogliamo l’invito. Riteniamo infatti che possa essere un importante momento di
riflessione e approfondimento
per la costruzione di un nuovo
progetto di centrodestra per il
Paese». Ovviamente non si tratta
di un’annessione al Carroccio
tanto che si specifica: «Un appuntamento che dovrà essere seguito da altri nell’ambito di un percorso condiviso che, facendo tesoro dei successi elettorali e delle
esperienze condivise di governo,
arrivi ad un programma comune
concreto e convincente. Il centrodestra unito è l’unica alternativa
di governo a Renzi e alla sinistra
e, a partire dal referendum costituzionale, può e deve tornare a
vincere». La delegazione sarà
composta da Toti, i due capigruppo e i coordinatori di Veneto e
Lombardia, Marin e Gelmini.
Si sa come la pensi Berlusconi
che più volte ha ripetuto: «La Lega ha bisogno di Forza Italia e
Forza Italia della Lega. Solo insieme si può vincere». Questa la linea dell’ex premier e che fa felici
tutti coloro che, tra gli azzurri,
hanno sempre remato per rinsal-
dare la liaison con il Carroccio: il
governatore della Liguria Giovanni Toti, in testa, e tanti altri. Alleati sì ma non subalterni, of course.
In fondo il faro è lo stesso: essere
alternativi alla sinistra.
Questa la linea che trapela dal
San Raffaele dove Berlusconi limita col contagocce visite e consultazioni politiche. Oltre alla
compagna Francesca Pascale e
ai famigliari hanno accesso alla
sua stanza Confalonieri, Letta e
Ghedini. Negli ultimi giorni soltanto loro e nessun altro ha partecipato a summit di partito. Fuori
dalla porta tutti gli altri, compresa Mariarosaria Rossi e i tanti veleni e sospetti che sembrano travolgere tutti i vecchi organigrammi di Forza Italia. La Rossi resta
sotto attacco, è preoccupata per
il suo futuro, ma promette che si
difenderà con le unghie e con i
denti. Futuro: per ora sceglie il
silenzio per rispetto al Cavaliere.
LA PROFEZIA DI CONFALONIERI
«Fi creatura bellissima
Ma qualche colonnello
ora diventi generale»
le: «Mi hanno frainteso. La mia
non era una battuta offensiva. Però, se proprio devo dirlo, non mi
è sembrata una bellissima cosa
l’ostentazione di quel pianto».
Intanto tra Lega e Forza Italia
c’è profumo d’intesa. alla Leopolda verde di domani ci sarà anche molto azzurro. Un modo per
rinsaldare i bulloni di un’alleanza che, a causa del pasticciaccio
brutto della candidatura a sindaco di Roma, ha rischiato di vacillare. Non che tra i due partiti sia
scoccato l’amore fraterno: il braccio di ferro sotterraneo continua.
In palio c’è la golden share della coalizione del centrodestra e il
potere di condizionare un proto-programma unitario da presentare al popolo dei moderati
alle prossime politiche. Naturale
che sia la Lega sia Forza Italia
vogliano fare da locomotiva con
in più l’ambizione di Salvini di
fare il capotreno. Però c’è un però: il Carroccio cammina ma
non corre e si può legittimamente affermare che l’Opa verde
sull’intera coalizione non è andata in porto. Sicché, anche dalle
parti di via Bellerio, s’è ammesso
che una Lega in solitaria non vince e non convince. Meglio, quindi, salvaguardare le ragioni
dell’alleanza storica con Forza
Italia passando sopra a qualche
mal di pancia. Così, seppur senza particolare entusiasmo, è partito l’invito ufficiale: «Ti prego di
L’INTERVISTA
«Io economista al seguito di Trump
Così vincerà con il taglio delle tasse»
Tommasi, collaboratrice di Brunetta alle primarie del tycoon Usa
Giovanni Masini
Paola Tommasi
Ha promesso
di ridurre
le aliquote
fiscali
da sette
a quattro
e una sola
al 15% per
le imprese
GIÀ OPERATIVO Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi
Paola Tommasi è un’economista bocconiana. Collabora con Renato Brunetta, al
gruppo Forza Italia della Camera dei Deputati e ha partecipato alla campagna elettorale di Donald Trump come osservatrice,
unica italiana nello staff del candidato repubblicano alla Casa Bianca.
Come è finita dalla Bocconi a Trump?
«Ho scritto allo State director della California, che mi ha invitato fino alle primarie. Partecipavo alle riunioni, ai rally, dietro le quinte, sotto il palco. Poi mi chiedevano il punto di vista di chi viene dall’altra
parte del mondo».
Perché proprio Trump?
«Ho letto il programma e lo condivido.
Uno showman, un fuoriclasse. Se vince, sarà uno choc mondiale, non solo negli Usa.
Mi chiedo come reagirà l’Europa. All’inizio
probabilmente lo snobberanno dicendo
che è pazzo, che destabilizza, che le borse
crolleranno. Invece le sue ricette funzioneranno e gli altri Stati lo emuleranno».
Quale la carta vincente?
«L’economia. Trump ridurrà la pressione fiscale sulle persone fisiche, portando le
attuali sette aliquote a quattro, e per le
aziende introdurrà un’aliquota unica al
15%. Ha creato migliaia di posti di lavoro
con le sue aziende e sa come fare. Riporterà in America le imprese che hanno delocalizzato e impedirà che altre se ne vadano».
Come cambierebbero gli Usa?
«Riacquisteranno capacità negoziale.
Torneranno grandi e sicuri».
Qual è il suo punto debole?
«La politica sulle armi: l’unico punto su
cui non sono d’accordo con lui».
Spesso le lobby delle armi appoggiano
interventi militari all’estero…
«Trump non è un tipo che si fa intimidire. Con lui non ci saranno più guerre, perché – e lo dice – non è interessato ad andare in altri Paesi a “portare la democrazia”.
Gli importa solo dell'America».
All’estero viene accostato a Le Pen, Salvini, Orban. Che c'è di vero?
«Lui è più solido. Dietro le quinte è moderato, pacato, ragionevole. Sa di cosa parla, gli altri scelgono la linea dura perché il
vento tira in quella direzione. Lui sente
una vocazione, e lo dice: vuole restituire al
suo Paese ciò che il Paese gli ha dato».
Se vincerà Trump, continuerà a lavorare con lui?
«Pensare a queste cose porta sfortuna.
Ora si pensa solo alla campagna».
Qual è il luogo comune che tutti ripetono su Trump e non è vero?
«Quello che viene detto sul suo presunto
sessismo. Con le donne si comporta bene.
Con la moglie e i figli è tenerissimo. La sua
famiglia è stupenda».
In Italia sarebbe mai possibile un'esperienza come la tua?
«No. In Italia ai rally le prime dieci file
sono riservate ai politici. Ho avuto proprio
la sensazione di stare vicino a Trump molto più di quanto non mi aspettassi».
Se invece vincesse la Clinton?
«L’America rimarrà la stessa di Obama.
Piatta».
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FUMETTI
DIVERTIMENTO STORIE
GIOCHI
Venerdì 24 giugno 2016
INTERNI 11
il Giornale
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MEDIA E POLITICA
Napolitano bacchetta i senatori: «Scarse conoscenze in politica estera» Staino direttore dell’Unità: «Ma non ho chiesto il permesso a Renzi»
«Al Senato sono abbastanza colpito dal velo di scarsa conoscenza dei fondamentali in
materia di politica estera dei miei colleghi» Così l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano al dibattito sulla politica estera per i 50 anni dell'Istituto Affari Internazionali.
IL CASO
di Anna Maria Greco
Roma
L
a nuova Rai assomiglia
più che alla tv di Stato a
quella del Partito della
Nazione. Le indiscrezioni sui
nuovi palinsesti parlano di
un’infornata di esterni, anche
con clamorosi ritorni, da Walter Veltroni a Michele Santoro
e Gad Lerner fino al gruppo
dei «foglianti» convertiti al renzismo: Giuliano Ferrara, Pietrangelo Buttafuoco, Mario Sechi, Annalisa Chirico. E a Riccardo Luna, digital champion
del governo Renzi, sarebbero
state affidate 12 puntate sui temi del web per uno dei canali
specialistici della Rai.
La presentazione a porte
chiuse del piano per la prossima stagione, che lunedì arriverà al voto e il giorno dopo sarà
presentato ufficialmente agli
investitori pubblicitari, ha subito suscitato polemiche e malumori non solo tra i consiglieri d’opposizione, ma anche
tra gli altri che minacciano di
votare contro in massa o di disertare la riunione, ma si riservano però un valutazione «tecnica» finale. Protesta anche il
sindacato interno Usigrai:
«sconcerto» per le voci su palinsesti «che sembrano ancora
una volta mortificare i professionisti interni».
In effetti, è tutto un pescare
fuori. L’ex premier e leader Pd
Walter Veltroni, che da tempo
ha scoperto nella cultura il
suo core business, sarebbe autore di ben due programmi,
uno su Raiuno di varietà in 10
LA PROTESTA
«No» di Usigrai. In Cda si
va allo scontro, Diaconale:
no agli amici del salottino
puntate dedicate a temi d’attualità e uno su Rai Storia
Di Michele Santoro nella riunione di ieri non si è parlato,
ma la voce gira da tempo e
sembra proprio che la trattati-
Tra «Repubblica» e «Foglio»
la Rai è la tv della Nazione
Infornata di esterni graditi al renzismo nei nuovi
palinsesti. Da Ferrara alla De Gregorio, ecco le novità
GLI ALFIERI DELLA BIGNARDI
EX LEADER
DEL PD
Walter Veltroni
ha guidato
i dem
dal 14 ottobre
2007 sino
al febbraio
2009
BASTA
TALK SHOW
Michele
Santoro torna
in Rai. Non con
un nuovo talk
show
ma con le sue
docu-fiction
3,81%
2011
Lo share su Rai3, lo scorso
17 marzo, per «I bambini
sanno», secondo film di
Walter Veltroni
È l’anno dell’addio alla Rai
di Michele Santoro. Il primo
talk show, dal 1987 al
1992, è stato Samarcanda
DAI LIBRI
ALLA POLITICA
Concita De
Gregorio è a
«Repubblica»
dal ’90. Da
3 anni su Rai3
guida «Pane
quotidiano»
DIETRO
LE QUINTE
L’ex direttore
del «Foglio»
Giuliano
Ferrara torna
in Rai come
autore
di Buttafuoco
3 anni
2
È il periodo di Concita De
Gregorio come direttore de
«L’Unità». È la prima donna
a ricoprire questo incarico
Gli anni di «Qui Radio
Londra» di Giuliano Ferrara
È andato in onda su Rai2
nel 2011 e nel 2012
va con il giornalista, uscito
burrascosamente da Viale
Mazzini nel 2011, possa andare in porto. Su Raidue condurrebbe una serie di docu-fiction realizzati dalla sua casa di
Il Sudoku
8
Il vignettista Sergio Staino si appresta a diventare il nuovo direttore dell’Unità in
sostituzione di Erasmo D’Angelis. «Mi è stata chiesta la disponibilità e io l’ho data con
entusiasmo, però non ho ancora parlato con Renzi e quindi la cosa è tutta da vedere»
6
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produzione.
Mentre Virus di Nicola Porro viene cancellato e lui se ne
va a Mediaset, si registra il
gran rientro dell’ex direttore
del Foglio Ferrara, che sareb-
Come si gioca
be autore del programma di
Pietrangelo Buttafuoco, sempre su Raidue cui collaborerebbero Sechi, la Chirico e il
giornalista del Corriere della
Sera Francesco Verderami.
Il Lotto
Tempi
Completare lo schema,
riempiendo le caselle vuote,
cosicché ciascuna riga
orizzontale, colonna
verticale e riquadro 3x3
(col bordo più spesso)
contenga una sola volta
tutti i numeri dall’1 al 9.
Buon divertimento
Facile
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Medio
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Difficile Impossibile
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2
CONCORSO n. 75
di giovedì 23/06/2016
Montepremi
Estrazioni
18
La soluzione di ieri
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4
1
8
Con l’Elefantino, che abbandonò il servizio pubblico nel
2012 sentendosi «mobbizzato», sarebbe a buon punto la
trattativa condotta da Francesco Merlo, ex di Repubblica
ora vice del direttore editoriale per l’informazione Carlo
Verdelli. Ancora su Raidue
l’ex Iena Alessandro Sortino
condurrebbe un programma
di reportage intitolato Nemo.
Altro ritorno quello di Gad
Lerner, che avrebbe già firmato per Raitre. Il programma
che condurrà avrà sei seconde
serate di 40 minuti dedicate in
particolare al tema dei migranti. Il titolo sarà: «Islam, Italia.
Chiuderebbe, invece, Ballarò,
ma a Massimo Giannini sarebbe stato offerto un programma di grandi interviste in otto
puntate. E la direttrice della rete Daria Bignardi annuncia
per il nuovo programma informativo un volto nuovo, «rubato» a Sky: Gianluca Semprini.
Con una striscia serale quotidiana da 10 minuti dovrebbe
esserci sulla stessa rete Pif,
mentre Annalisa Bruchi lascia
2Next e si prende Tabloid, rotocalco domenicale di Raidue.
Su Raitre rimane Fabio Fazio con Che tempo che fa (salta
il sabato e si allunga con 3 ore
domenica), ma anche il giovedì con 9 puntate di Rischiatutto. Mentre Milena Gabanelli
con il suo Report slitta al lunedì per non sovrapporsi. Fa lo
stesso Riccardo Iacona, con il
suo Presadiretta. Confermati
Lucia Annunziata con In 1/2h,
Gerardo Greco con Agorà, trasmissioni affidate ad Alberto
Angela, Alessandro Baricco e
Concita De Gregorio (lei non
più di libri ma di attualità) e
Chi l’ha visto? avrà una striscia quotidiana alle 12,25.
La Bignardi, nell’audizione
in commissione di Vigilanza
Rai dove fa anticipazioni sulla
programmazione invernale dice che punta al «pluralismo».
Ma è proprio il punto contestato dai consiglieri d’opposizione, Giancarlo Mazzuca e Arturo Diaconale, che preannunciano voto contrario. «Non
posso votare - dice quest’ultimo- un palinsesto segnato dagli amici del salottino, politicamente corretti e omologati al
pensiero unico. Questo piano
incide negativamente sul pluralismo della Rai. Bisognerà tenere sotto controllo il settore
dell’informazione, soprattutto
in vista delle nomine ai vertici
dei tg».
87
Ora inizio
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-------------------
Numero
Jolly
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Numero
Superstar
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Euro
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JackPot
Punti 5+1
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2.497,00
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Nazionale
Bari
Cagliari
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12 ATTUALITÀ
Venerdì 24 giugno 2016
UCCISO DALLE TESTE DI CUOIO
SIT-IN DI 16 ORE A WASHINGTON
Si barrica nel cinema e spara
Un pazzo spaventa la Germania
L’uomo ha preso in ostaggio 15 persone vicino a Francoforte,
poi il blitz della polizia. Si era temuto l’attacco terroristico
Noam Benjamin
Berlino Allarme terrore a Viernheim, cittadina dell’Assia,
Land occidentale della Germania. Nel primo pomeriggio di giovedì un uomo si è
introdotto in un cinema multisala. Armato di un fucile e
con il volto coperto da una
maschera, l’uomo ha preso
in ostaggio gli spettatori in sala. I testimoni oculari hanno
parlato di almeno quattro colpi risuonati all’interno del cinema: le esplosioni hanno fatto scattare un allarme che ha
dato vita all’intervento delle
forze dell’ordine. Mentre la
polizia della vicina Darmstadt confluiva sul luogo del
sequestro, le teste di cuoio degli Spezialeinsatzkommando
(Sek) venivano elitrasportate
da Francoforte, poco più a
nord.
Viernheim precipitava intanto nel terrore: negozi chiusi e strade deserte in attesa di
capire la sorte dei sequestrati. Le prime notizie fatte circolare dai media tedeschi parlavano di una ventina di persone rimaste ferite nella sparatoria. Subito è stato dato credito alla pista islamica: la Germania non è nuova ad allarmi finti e veri e nelle menti
dei cittadini ancora vivo il ricordo dei fatti di Grafing nei
pressi di Monaco. Qui lo scorso 10 maggio uno squilibrato
assalì a coltellate gridando
«Allahu akhbar» i pendolari
che alle cinque del mattino si
accingevano a salire su un regionale diretto nella capitale
bavarese. Bilancio: un morto,
tre feriti e una nazione sotto
shock mentre i telegiornali
mostravano le porte immacolate del regionale macchiate
del sangue delle vittime. Fermato dalla polizia, l’uomo
non risulterà in alcun modo
legato all’estremismo islamico: si trattava invece di una
vecchia conoscenza dei servizi psichiatrici di altri Länder.
A Viernheim la storia si è
ripetuta: la pista islamica
non ha niente a che fare con
il Giornale
l’accaduto. E tuttavia l’esito
dell’aggressione è stato molto diverso da quello di Grafing: nessuno degli ostaggi è
rimasto infatti ferito o ucciso,
mentre lo squilibrato è stato
abbattuto dall’intervento dei
Sek. Per prima è stata la polizia della vicina Darmstadt a
spiegare che nessun indizio
sembrava portare a una matrice del radicalismo religio-
so. Poco dopo è intervenuto
lo stesso ministro degli Interni dell’Assia, Peter Beuth,
che ai giornalisti ha confermato come un uomo armato
e mascherato avesse preso
degli ostaggi a Viernheim e
fosse poi stato abbattuto dai
reparti speciali.
«L’assalitore è penetrato
nel multisala e, secondo le informazioni da noi raccolte,
SCENARIO DA INCUBO
In azione forze speciali ed
elicotteri, ma l’arma dello
squilibrato era a salve
TESTE DI CUOIO Un protagonista del blitz di ieri a Viernheim
sembrava molto confuso - ha
affermato il ministro -. Alcune persone erano tenute in
ostaggio, c’è stato uno scontro con la polizia e alla fine
l’uomo è rimasto ucciso». E i
quattro colpi esplosi prima
dell’arrivo delle forze dell’ordine? «Non ci risulta che alcuni degli spettatori del cinema
sia rimasto ferito», ha aggiunto Beuth.
Nella piccola sala scelta
dall’aggressore, sulla cui
identità e origine etnica la polizia ha mantenuto il più stretto riserbo, si trovava una
quindicina di persone, fra le
quali alcuni bambini: tutti in
cerca di refrigerio in una giornata in cui nella regione si sono toccati i 35 gradi. La circostanza che siano rimasti tutti
illesi in uno spazio ristretto
ha lasciato tutti stupiti. Più
tardi si è capito che non è stata questione di fortuna: l’aggressore sarebbe entrato nel
cinema con un fucile caricato
a salve.
I democratici occupano il Congresso
«Stop alle armi senza controllo»
Washington È andato in scena
per più di 16 ore il sit-in di
protesta dei deputati democratici sul pavimento della Camera del Congresso americano
in segno di protesta per il mancato voto sulla legge per il controllo della vendita di armi negli Stati Uniti.
La seduta, riferiscono i media americani, è stata aggiornata al 5 luglio, dopo le vacanze per la festa nazionale del 4
luglio, ma i deputati hanno minacciato di continuare la loro
protesta per chiedere che vengano messi in votazione due
progetti di legge per limitare
l'acquisto delle armi. Nel corso della notte il capogruppo
repubblicano Paul Ryan ha
tentato più volte di riprendere
il controllo della situazione,
ma i deputati democratici,
che si sono organizzati con
sacchi a pelo, cuscini e coperte, hanno cantato e scandito
slogan bloccando di fatto i lavori dell'aula.
La scena, inizialmente trasmessa in diretta tv, è stata poi
mandata live su internet attra-
verso Periscope dai deputati
coinvolti nella protesta, dopo
che le telecamere del canale
ufficiale della Camera sono
state spente dai repubblicani.
Nel frattempo un nutrito gruppo di cittadini si è radunato
fuori dalla sede del Congresso
per sostenere a distanza l'occupazione. Quella inscenata
al Congresso è l'ultima mossa
dei democratici per convincere la maggioranza repubblicana a prendere provvedimenti
più severi sul controllo delle
armi, dopo la sparatoria di
massa della scorsa settimana
a Orlando, in Florida.
In un'intervista con la Cnn,
Ryan ha definito l'azione dai
democratici «niente di più che
una trovata pubblicitaria». Per
Ryan il problema non è il controllo delle armi, ma piuttosto
il terrorismo. «Scopriamo che
cosa possiamo fare per prevenire futuri attacchi terroristici.
E se una persona si trova su
una black-list e cerca di acquistare una pistola, abbiamo già
delle procedure da mettere in
atto», ha affermato.
LIBIA
Ecco quel che rimane del
nostro consolato a Bengasi
A cinque anni
dalla
riapertura
alla presenza
dell’allora
ministro degli
Esteri Frattini,
il consolato
italiano
a Bengasi
è in rovina
L’edificio
è stato
semidistrutto
durante gli
scontri tra
fazioni libiche
Venerdì 24 giugno 2016
ATTUALITÀ 13
il Giornale
SETTE ANNI DI LAVORI, DAL 2009 AL 2016
GLI SCAVI Per preparare gli invasi delle sei
chiuse e dei 18 bacini ausiliari di acqua sono
stati effettuati 53 milioni di metri cubi di scavi
LA STORIA
di Marcello Zacché
Panama City
«N
osotros también tenemos lugar en la historia». «Anche noi
abbiamo un posto nella storia»
è diventato il motto di manager,
ingegneri, operai, che hanno
progettato, costruito e da poco
consegnato il secondo canale di
Panama. Un’affermazione di orgoglio finita anche sull’hashtag
twitter istituzionale, #canalampliado, a sottolineare che la più
grande opera ingegneristica
mai realizzata al mondo da decenni non appartiene solo al
Paese centroamericano che l’ha
voluta, la gestirà e ne sta facendo pure una questione di propaganda politica in chiave post Panama Papers. Ma anche a chi
PARATOIE Le 16 paratoie che aprono le chiuse,
alte 33 metri, lunghe 58 e profonde 10, sono state
prodotte a Udine e trasportate a Panama in nave
CHIUSE Sono tre sull’Atlantico e tre sul Pacifico,
regolate da 8 coppie di paratoie. Consentono alle
navi di salire e scendere un dislivello di 27 metri
A 102 ANNI DALLA PRIMA APERTURA DELL’ISTMO CENTROAMERICANO
Panama raddoppia il canale
con un’opera made in Italy
Domenica l’inaugurazione dello storico ampliamento
realizzato dal consorzio guidato da Salini Impregilo
che potranno arrivare a 360 metri di lunghezza per 49 di larghezza con una portata di 14mila containers.
L’ampliamento è stata una
scelta strategica per rispondere
a un mercato di traffici marittimi in evoluzione e sempre più
condizionato dalla Cina. Non a
caso Pechino ha rilevato una
concessione per provare a farsi
addirittura il suo canale, 1.200
chilometri più a nord, in Nicaragua. Un progetto che, soprattutto per gli effetti ambientali per
una lunghezza di 270 chilometri, tre volte il canale di panama,
pare al momento irrealizzabile.
Ma questa è un’altra storia.
Quella attuale, invece, inizierà domenica 26, con l’inaugurazione dell’ampliamento, per la
quale il presidente panamense
Juan Carlos Varela ha invitato
una settantina tra capi di Stato e
di governo di tutto il mondo, in
una tribuna d’onore allestita sul
lato pacifico, a pochi chilometri
dalla capitale Panama City. Lo
spettacolo sarà l’uscita della pri-
ma nave in transito completo,
che è stata sorteggiata tra i 15
grandi clienti del canale. Ha vinto il cargo Andronikos, che appartiene proprio a un colosso cinese, Cosco Shipping, casualmente anche primo cliente di
Panama. Ciò non gli darà però
alcun vantaggio economico: per
la traversata si versano all’Autorità del canale tra gli 800mila e il
milione di dollari e li pagano tutti. È il costo del biglietto
dell’«ascensore» più grande del
mondo, come lo ha chiamato
Giuseppe Quarta, manager Salini Impregilo, amministratore
delegato del consorzio, trapiantato nel cantiere ormai da due
anni.
Perché di questo si tratta: per
attraversare l’istmo di Panama,
già nel 1900 gli americani avevano capito che serviva un sistema di chiuse. Infatti tra i due
oceani c’è una densa foresta
equatoriale che presenta un dislivello di 27 metri sul livello del
mare. A questa altezza gli americani, bloccando il corso del fiuCOSTRUZIONI
Pietro Salini,
ad del gruppo
Salini
Impregilo,
impegnato in
grandi opere
in 50 Paesi
del Mondo
PORTATA
La larghezza delle navi
passa da 32,5 a 49 metri
e la capacità triplica
quest’opera, non semplice, ha
realizzato, in sette anni. Parliamo soprattutto di italiani, perché il cuore
di ingegneria e idraulica di questo lavoro
è made in Salini Impregilo, l’impresa romana che detiene il
48% del consorzio
Gupc, partecipato
dagli spagnoli di Sacyr e, in misura minore, dalla belga Jan
de Nul e la locale Cusa.
Sei miliardi di costi per un’autostrada
transoceanica
che attraverso chiuse e paratoie permette a colossi lunghi come il doppio dell’asse del Colosseo e larghi come una piscina olimpica, alti come un palazzo di 10
piani e pesanti 4mila tonnellate, di innalzarsi a 27 metri
dal livello del mare e
poi ridiscendere, dopo 80 chilometri di navigazione assistita.
L’ampliamento - come è più
corretto dire perché riguarda il
raddoppio di ingresso e uscita
dal canale - permetterà il transito dall’Atlantico al Pacifico e viceversa di navi tre volte più capienti di quelle (cosiddette Panamax) che passano da queste
parti fin dal 1914, quando fu
inaugurato il passaggio, made
in Usa, che resta in funzione. Le
«PostPanamax» sono bestioni
CONTROLLO Il primo passaggio-prova della nave
maltese Baroque del 9 giugno, assistito
da due pilotine e gestito dalla Torre di controllo
27
900.000
Sono i metri di dislivello da
salire e poi discendere per
attraversare la foresta
pluviale tra i due oceani
È il costo, in dollari, del
«biglietto» per attraversare
il nuovo set di chiuse
del canale di Panama
me Chagres, hanno creato il lago artificiale Gatun, facilmente
accessibile dall’Atlantico. Mentre per collegarlo al Pacifico hanno scavato per 13 chilometri nella roccia della Culebra. Nell’opera, durata sette anni, sono morte oltre 25 mila persone, tra incidenti di lavoro e malaria. A quel
punto è stato aggiunto l’«ascensore».
Per fare questo raddoppio ci
sono voluti due anni più del previsto per le sorprese geologiche
che sono state scoperte al momento degli scavi, e sulle quali è
aperto un contenzioso da oltre
2 miliardi di dollari di extracosti
reclamati dal Gupc al governo
di Panama. Ci hanno lavorato,
nei momenti di picco, fino a
11mila addetti contemporaneamente, con un costo in perdite
umane di 8 persone, tragico, ma
inferiore alle più ottimistiche stime per opere di questo tipo.
Che ha richiesto 5 milioni di metri cubi di tonnellate di calcestruzzo e 270mila tonnellate di
acciaio (l’equivalente di 10mila
torri Eiffel).
Per Panama, oggi più che mai
uno «Stato-canale», significherà
35-40 passaggi di navi al giorno,
per 13-14mila transiti l’anno, da
e per 160 Paesi e 1.700 porti.
Un’opera per il mondo intero.
Ma un po’ più per Panama, che
avrà ricavi triplicati, dagli attuali 2 fino a 6 miliardi di dollari
l’anno. il 10% del Pil.
LA TRAVERSATA
PANAMA
Oceano
Pacifico
Oceano
Atlantico
Sud
America
Il canale di Panama collega
oceano Atlantico e Pacifico
Colon
lungo un percorso di 80 km
Il canale
che le navi percorrono
Panama City salendo con un sistema di tre
chiuse un dislivello di 27 m,
Lago
Gatùn
navigando lungo un lago
artificiale, e quindi tornando
Oceano al livello del mare attraverso
Pacifico
altre tre chiuse
Oceano
Atlantico
1 La nave entra
nella prima chiusa
2 Si chiude
la 1ª paratoia
3 Si alza il livello
dell’acqua di 9m,
5
per gravità, dalle
vasche collegate
4 Si apre la seconda
paratoia e la nave
avanza nella
seconda chiusa
5 All’uscita della terza
chiusa la nave ha
superato 27 m
di dislivello e inizia
la traversata
del canale
4
3
3
2
1
Canale di Panama
ATLANTICO Le tre chiuse (con i 9 bacini d’acqua) che regolano
il nuovo ingresso al canale dal lato dell’oceano Atlantico
I segreti di un capolavoro idraulico
I giganti d’acciaio arrivati da Udine e i 300 milioni di litri d’acqua risparmiati per ogni nave
Le chiuse di Salini Impregilo, rispetto a quelle del genio miliare Usa
del 1914, oltre a essere più grandi sono anche più moderne ed ecosostenibile. Funzionano così: quando la nave
imbocca il canale la prima coppia di
paratoie (sono doppie per «ridondanza» cioè per sicurezza), scorrendo su
un binario, si apre e permette l’ingres-
so della nave. Poi, richiusa la paratoia, inizia il riempimento, fino a innalzare la nave di 9 metri. A quel punto si
passa nella seconda camera e poi nella terza, da dove la nave uscirà, a quota 27, per iniziare la traversata del canale. Per poi ridiscendere, 80 chilometri dopo, nello stesso modo.
I segreti dell’opera sono due. Il pri-
mo è il sistema delle 8 coppie di paratoie, giganti d’acciaio alti fino a 33 metri, lunghi 58 e profondi 10, che sono
anch’esse italiane: prodotte a Udine
da Cimolai, sono state trasportate per
nave fino ai cantieri. A differenza delle paratoie del vecchio canale, che si
aprono verso l’interno, queste scorrono a scomparsa sulle loro rotaie.
Il secondo è il sistema di controllo
dell’ambiente e del consumo idrico:
le chiuse si svuotano e riempiono solo per gravità; e ognuna di esse è dotata di un bacino ausiliario studiato per
risparmiare il 60% dell’acqua utilizzata. Risultato: ogni transito «costa» 200
milioni di litri invece che i 500 milioni
utilizzati dal vecchio canale.
14 ATTUALITÀ
IL CASO
di Nino Materi
A
ntonella Caputo lo dichiarò al Giornale che
l’aveva rintracciata nella sua abitazione alle Vele di
Scampia, dove Gomorra non è
solo una fiction della tv ma
una realtà dell’anima: «Marianna jettò abbasc Totò» («Marianna buttò giù Antonio»).
Cerchiamo di fare chiarezza, districandoci tra tanti parenti-serpenti di una storia anzi, di due storie - che mettono i brividi.
Antonella Caputo, è la sorella di Raimondo Caputo accusato di aver violentato e ucciso Fortuna (Chicca) Loffredo,
6 anni, la bimba di Caivano
precipitata giù dal terrazzo di
un palazzo del quartiere Par-
Venerdì 24 giugno 2016
L’ORRORE DI CAIVANO
Totò, il bimbo di 3 anni
ucciso dalla mamma
per fare dispetto all’ex
Marianna Fabozzi, già in cella per il delitto
di Chicca, è accusata di omicidio volontario
che della figlia maggiore di
Marianna Fabozzi era l’amichetta del cuore. Fu lei infatti
a rompere il muro di silenzio
alzato dagli adulti attorno alle
pratiche pedofile in uso nel palazzo maledetto di Caivano:
«Ho visto Titò (questo il soprannome di Raimondo Caputo ndr) su Chicca, lei cercava
di difendersi - racconto la bimba ai carabinieri -. Poi fortuna
precipitò giù. Io raccontai tutto a mamma (Marianna Fabozzi ndr) ma lei disse che dovevo tenere il segreto. A mia ma-
dre raccontai anche delle cose
brutte che mi faceva Titò sul
letto, ma lei mi rispose che poi
“mi sarebbe passato tutto“».
Il legame che unisce la morte di Antonio a quello di Fortuna è stato sancito ieri anche
dalla Procura di Napoli che ha
indagato Marianna Fabozzi
per omicidio volontario in relazione alla morte di suo figlio
Antonio Giglio, 3 anni, morto
il 27 aprile 2013 dopo essere
caduto dalla finestra dell'abitazione della nonna, al settimo
piano di un palazzo nel Parco
Verde di Caivano (Napoli). La
Procura di Napoli, nel 2013
competente sul territorio di
Caivano prima della creazione del Tribunale e della Procura di Napoli Nord, indagava
per omicidio colposo ipotizzando una culpa in vigilando
nei confronti della donna, responsabile secondo i magistrati di non aver controllato il figlio mentre si affacciava per
vedere un elicottero, cadendo
nel vuoto. Le analogie con il
caso di Fortuna Loffredo, la
bimba di 6 anni morta il 24
giugno 2014 dopo essere caduta nel vuoto dallo stesso palazzo, e le dichiarazioni della sorella di Raimondo Caputo, secondo la quale sarebbe stata
Marianna Fabozzi a scaraventare nel vuoto il figlio, hanno
impresso una svolta nelle indagini; tre giorni fa il nuovo reato di omicidio volontario ipotizzato nei confronti della donna, che ieri è stata sentita dai
magistrati nel carcere di Benevento dove è detenuta per
complicità con Raimondo Caputo nell’omicidio di Fortuna
e nella violenza sessuale perpetrata nei confronti delle sue
stesse tre figlie minorenni.
Ieri Radio1 Rai ha rilanciato
un file audio con le terribili accuse di Antonella Caputo contro la Fabozzi: «La tapparella
era rotta, alzata a metà, lei l’ha
sollevata ancora e ha buttato
giù il figlio». E poi: «L’ex marito la ricattava, non voleva farle
vedere la creatura. E allora lei
ha detto: “O con me o con nessuno”». Un attimo dopo il corpo di Antonio era sul marciapiede. Morto. Con la testa fracassata. Sull’asfalto inzuppato
di sangue.
SCOOP
La cognata aveva
dichiarato al «Giornale»:
«Il figlio lo ha ucciso lei»
co Verde. Marianna è invece
Marianna Fabozzi compagna
di Raimondo Caputo e madre
di Antonio, 3 anni, il bimbo
morto un anno prima di Chicca in circostanze terribilmente identiche: «volando» da
una finestra del medesimo edificio.
Nel momento in cui Totò
precipitò, in casa di Marianna
Fabozzi c’era Antonella Caputo che, fin da subito, accusò la
cognata. Incredibilmente però il caso fu archiviato come
«incidente domestico»; ma
quando l’anno successivo a
quell’«incidente domestico»
si consumò il dramma di Fortuna Loffredo, fu evidente che
due casi così «fotocopia» non
potevano essere frutto di una
coincidenza. L’inchiesta sulla
morte di Totò fu così riaperto
e si scopri che anche lui, esattamente come era accaduto
per Fortuna, era stato vittima
in passato di abusi sessuali.
Sullo sfondo di tanta miseria
umana, un patto infame tra
Raimondo Caputo e la sua
compagna Mariana. In sostanza Raimondo Caputo offrì alla
Fabozzi il seguente accordo:
«Io non dico che sei stata tu a
gettare Totò dalla finestra e tu
mi consenti di fare sesso con
le tue tre figlie». Così per quelle povere bambine cominciò il
calvario. Una di queste tre
bimbe è la superteste che ha
inchiodato Caputo anche rispetto alla morte di Chicca
IN TV
Marianna
Fabozzi prima
di essere
arrestata, è
apparsa in tv
proclamando
la sua
innocenza.
Nella foto
piccola
il figlio Totò,
3 anni
LA PICCOLA STUPRATA E ANNEGATA NEL BENEVENTANO
Sotto torchio anche i genitori di Maria
Il giovane rumeno non è il solo sospettato. Il pm: indagini ad ampio raggio
Trascorrono le ore ma la svolta - attesa e data sempre per «imminente» - non
arriva. Gli inquirenti lanciano una frecciatina alla stampa: «A noi non interessa
sbattere il mostro in prima pagina. Le
indagini sono ad ampio raggio. E non
escludono nessuno». Come dire: Daniel,
il giovane rumeno indagato per omicidio e violenza, non è più (o non è mai
stato) l’unico sospettato per la morte di
Maria, la bimba di 9 anni stuprata e annegata in una piscina di un agriturismo
a San Salvatore Telesino (Benevento).
La vittima potrebbe essere stata condotINNOCENTE
Maria, 9 anni,
la bimba
rumena
trovata morta
annegata in
una piscina a
San Salvatore
Telesino
Il sospettato
principale
è un 21enne
rumeno
che però
si dichiara
innocente
ta da altri nell’agriturismo che ha fatto
da teatro al dramma della bimba. Intanto si cerca di ricostruire con la massima
precisione lo scenario di piazza Pacelli,
vicina alla chiesa e occupata dalle giostrine per la festa di Sant’Anselmo. Non era
affollata domenica sera la piazza, perché intorno alle 20 aveva da poco smesso di piovere e stavano per riprendere i
festeggiamenti del santo patrono. L’assassino potrebbe nascondersi anche nelle ombre di quella piazza.
Tecnicamente Daniel, l’operaio rumeno 21enne di San Salvatore Telesino, è
ancora l’unico indagato per l’omicidio e
la violenza sessuale su Maria, ma la sensazione è che si guardi anche altrove.
Famiglia della vittima compresa. Le lunghe ore di interrogatorio alla madre e al
padre di Maria sono lì a dimostrarlo.
Da parte sua Daniel non ritratta la versione fornita sin dal primo momento.
Ieri è stato ancora convocato nella caserma dei carabinieri e ha ribadito di aver
incontrato la bimba: «È venuta a cercarmi a casa, fermandosi sull’uscio e chiedendomi di farle compagnia». E così il
giovane operaio - questa almeno la sua
ricostruzione dei fatti -l’ha portata con
sé verso Telese Terme, dove avrebbe dovuto far visita a un familiare: «Il tragitto
era però impegnato da una gara podistica e perciò siamo rientrati con la mia
Volkswagen Polo a San Salvatore, dove
ho lasciato la piccola nei pressi della
chiesa».
Tra il primo interrogatorio, avvenuto
nella mattinata di lunedì scorso, a poche
ore dal ritrovamento del corpo di Maria
nella piscina dell’agriturismo, e il secondo, concluso intorno all’una del giorno
successivo, i carabinieri hanno cercato
tutti i riscontri possibili alla versione di
Daniel.
Daniel ha detto la verità? Sul punto i
carabinieri non si sbilanciano. Idem i
pm titolari dell’inchiesta. Ieri anche i genitori della bambina sono stati ascoltati
per moltissimo tempo. Con loro sono
state ricostruite non soltanto le ultime
ore trascorse con la figlia, ma anche tutta la rete dei rapporti di Maria nel piccolo centro sannita: la parrocchia, la scuola, la comunità romena presente nel paese. Prima ancora erano state ascoltate
alcune amiche della bimba, forse le stesse indicate da Daniel e che avrebbero
visto l’operaio lasciare la bimba intorno
alle 20.
Ma il vero rebus è: cosa è successo
dalle 20 in poi?
NM
il Giornale
MASSA
Dimenticano
le pinze
nell’addome:
paziente muore
Altro che malasanità
Questa è sanità killer. Quando dalle radiografie apparve l'immagine di quelle pinze lunghe 18 centimetri dimenticate lì, nell'addome
del paziente, c'è chi non voleva credere ai propri occhi. Invece era tutto vero.
Come dimostrano anche i
nove rinvii a giudizio.
Adesso a distanza di due
anni la vittima di quella
«svista» è morta e i legali
hanno presentato una denuncia per omicidio colposo. Il paziente si chiamava
Stefano Miniati, aveva 57
anni, ed era l'erede dell'archivio storico fotografico
del nonno, un pezzo di storia della Toscana. Secondo
gli avvocati della famiglia,
Roberto Margara e Leonardo Angiolini del foro di
Massa, la morte di Miniati,
avvenuta martedì all'ospedale Cisanello di Pisa, sarebbe legata a quell'errore
clamoroso e ai due interventi chirurgici ai quali l'uomo fu sottoposto all'ospedale di Massa (dove fu dimenticata la pinza).
Per più di quattro mesi,
dopo il primo intervento,
Stefano Miniati fu devastato da dolori lancinanti. Poi
la pinza gli fu tolta. Ma con
conseguenze devastanti.
LA SPEZIA
Terremoto
di magnitudo 4
Tanta paura
ma pochi danni
Un terremoto di magnitudo 4.0 e con profondità 7
chilometri, è stato registrato ieri alle 16.37 in provincia di La Spezia. L'Istituto
Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia ha localizzato l'epicentro a circa un chilometro da Santo Stefano
di Magra, alle porte del capoluogo di provincia. La popolazione ha sentito chiaramente la scossa. Non si hanno notizie di danni a cose o
persone. Paura non solo
nei paesi intorno all'epicentro ma anche nel capoluogo stesso, dove molti cittadini si sono precipitati fuori
di casa.
Gli studenti di una scuola
superiore ancora impegnati nelle prove dell'esame di
maturità sono fuggiti dalle
aule al momento della scossa. Stessa situazione nei
centri commerciali de La
Spezia e di Santo Stefano
Magra dove centinaia di
clienti e addetti sono stati
fatti allontanare. I vigili del
fuoco stanno verificando alcune crepe e fessurazioni
segnalate in alcuni edifici,
ma non risultano situazioni di pericolo.
A Sarzana, al momento
della scossa, era in corso la
riunione dei sindaci dell'ente Parco di Montemarcello
Magra Vara.
16 ATTUALITÀ
Venerdì 24 giugno 2016
Roberto Pellegrino
SPAGNA
Madrid La prossima volta che
deciderà di scatenare una lite-telematica con la sua fidanzata tramite messaggi istantanei, M.S.L., un ventenne incensurato di Granada, ci penserà
ben due volte. Il giovane, ignaro delle ultime leggi approvate
per tutelare e difendere il gentil
sesso, si è trovato a sperimentare sulla sua pelle, la loro estrema durezza.
Tutto accade qualche giorno
fa: il ventenne litiga al cellulare
con la sua fidanzate e tramite
WhatsApp l’apostrofa con un
banale vete alla mierda, uno degli insulti più comuni tra i ragazzi e, molto meno sgradevole
e incisivo di un «vaffa». La fidanzata, che ora diremo ex, in
un primo momento contraccambia l’invito del ragazzo, poi
non ci sta a subire tale affronto
e si rivolge alla polizia, portando come prova il messaggino.
A quel punto le autorità andaluse attuano un protocollo speciale che attiva un meccanismo
inarrestabile di tutela secondo
i dettami della più che famige-
Per un «vaffa» alla fidanzata
si può finire ai domiciliari
È l’ultima follia del politically correct: un ventenne di
Granada agli arresti per aver insultato la ragazza in chat
gio d’insulto è pari «a un’offesa
personale di genere» e rientra
nella serie di crimini del cy-
ber-acoso, ovvero della persecuzione via web.
Il caso è l’ennesimo risultato
demenziale di una legge tanto
giusta quanto scritta e attuata
in modo sbagliato. Una legge
voluta e approvata nel 2007
dall’esecutivo socialista del progressista premier José Luis Za-
il Giornale
patero che, oltre a riconoscere
in un decreto la parità dei diritti umani alle scimmie, era convinto di porre fine al triste fenomeno dei femminicidi, inasprendo le sanzioni e creando
tribunali appositi.
La Spagna detiene il primato
europeo di aggressioni e omicidi verso le donne, con una percentuale del 32% di casi in cui
avviene una denuncia alle autorità (in Italia è il 17%), ma la
Ley de Igualdad ha ridotto di
poco tale fenomeno (il 7% in
meno dicono i dati) e ha causato molto spesso un cortocircuito nel codice penale spagnolo
fino a infliggere pene e sanzioUOMINI DISCRIMINATI
AL LAGO D’ISEO
Troppa affluenza: la passerella di Christo chiude di notte
La passerella di Christo
fa perdere la testa. Sulla
creazione dell’artista
bulgaro al lago lombardo
d’Iseo che - ieri è stato
deciso - verrà chiusa
durante la notte, c’è chi
si diverte a sfilare nei
più diversi modi.
Indossando un
salvagente, chissà, forse
per sentirsi più sicuro;
poi, sempre sulla
passerella di Christo, c’è
chi si presenta «vestito»
da Cristo. Trovate a parte
la prefettura ha deciso di
chiudere la passerella da
mezzanotte alle 6 del
mattino: la creazione ha
infatti bisogno di
maggiori manutenzioni
e agli operatori serve
più tempo per pulire
COME È NATA LA VICENDA
Lei porta il messaggio
alla polizia, che avvisa
il Tribunale della donna
rata Ley de Igualdad de Genero.
I poliziotti trasmettono la denuncia al Tribunale per la Donna che processa e condanna il
giovane a cinque giorni di arresti domiciliari con menzione
sulla fedina penale, oltre alle
spese processuali e alla diffida
a tenersi a un minimo di duecento metri dalla casa dell’ex:
secondo il magistrato il messag-
LUCA NANNIPIERI
Il provvedimento voluto
dalla sinistra di Zapatero
tutela solo il gentil sesso
ni spropositate. Varie associazioni che tutelano i diritti dei
padri separati accusano tale
legge di «inadeguatezza, razzismo e femminismo», citando
vari casi di uomini innocenti finiti dietro le sbarre dopo essere
stati processati e condannati
da magistrati donne sul banco
di un Tribunale per la Donna.
Un altro squilibrio della Legge Zapatero coinvolge le «quote rosa»: in molti comuni spagnoli sono state annullate le elezioni delle giunte comunali per
la mancanza di candidate donne. A Lugo, in Galizia e a Fuenlambrada, Comunità di Madrid, i sindaci hanno speso
350mila euro di soldi pubblici
per dare le quote rosa anche
alla segnaletica stradale, tra cui
i semafori che alternano omini
e a donnine che attraversano la
strada.
fuori dal coro
LA PENISOLA DEL TESORO
(ABBANDONATO)
* Oltre al prezzo del quotidiano
Un’analisi puntuale al di là di dati ufficiali (truccati)
e facili manifesti di intenti governativi per sfatare un falso mito:
per salvare i beni culturali non servono
più finanziamenti, ma basta liberarli dall’oppressiva
tutela di uno Stato sovietico che osteggia i privati
e lo sviluppo imprenditoriale della cultura.
Un pamphlet per denunciare lo stato di incuria
e disattenzione in cui vegeta l’immenso
patrimonio artistico e culturale italiano.
LUCA NANNIPIERI
storico dell’arte, collabora con il Giornale
e con il settimanale Panorama.
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Tutti i colori delle opinioni, libere dal pensiero dominante.
Venerdì 24 giugno 2016
ATTUALITÀ 17
il Giornale
CONDANNA A DUE ANNI A PISTOIA
LA CASSAZIONE
Fine pacchia:
basta soldi
ai bamboccioni
scansafatiche
Motociclista morto
per evitare un incidente
Il «pirata» è il pedone
La ragazza attraversò dove non poteva. Così la
legge scopre che chi va a piedi può essere pericoloso
Gianpaolo Iacobini
Attraversa la strada e causa la morte di un
motociclista: condannata a due anni di carcere
e al risarcimento dei danni.
Farà storia, negli annali giudiziari, la vicenda
della studentessa di Pistoia che nel maggio del
2015, tentando di tagliare a passo lesto la striscia d’asfalto che cinge la periferia della città,
provocò il decesso di Roberto Signore. L’uomo
viaggiava a bordo della sua moto, diretto al
lavoro. La ragazzina, trasferitasi in Toscana dalla Cina con uno zio e da poco maggiorenne,
andava a scuola come ogni mattina. Ma l’improvvisa chiusura della passerella pedonale
l’aveva portata a cimentarsi nell’attraversamento a piedi delle carreggiate della Declassata,
l’autostrada realizzata durante il Ventennio fascista, poi entrata a far parte del patrimonio
comunale e di recente trasformata in statale.
Un’arteria trafficatissima. La giovane riesce a
schivare alcune auto in transito. Ma quando
compie il balzo per saltare le ultime corsie, il
suo destino s’incrocia con quello di Signore. Le
telecamere di sicurezza catturano la scena: il
centauro scorge la studentessa e per evitarla
cade rovinosamente. Si spezza l’osso del collo.
Morirà dopo dodici giorni di agonia.
Intanto partono le indagini. La Procura non
va per il sottile. E la diciottenne cinese viene
indagata con l’accusa di omicidio colposo.
Mai, o quasi, era accaduto prima: per i Tribunali d’Italia, in genere, il pedone ha sempre ragione. Tanto che a fine 2015 la Corte d’Appello di
Roma, ribaltando una sentenza di senso contrario, aveva riconosciuto l’innocenza di un trentacinquenne che uscito ubriaco da un bar era
stato investito: lui era stato assolto e rimborsato con mezzo milione di euro. Il suo investitore
Quando la «diversità» può
costare prima l’emarginazione, poi il lavoro.
È toccato a un giudice trentino ristabilire un diritto ormai
pienamente riconosciuto non
solo dalla morale, ma soprattutto dalle leggi. Per questo
l’istituto Figlie del Sacro Cuore
di Gesù, scuola paritaria di
Trento, è stato condannato dal
tribunale di Rovereto per aver
discriminato una docente in
base al suo presunto orientamento sessuale.
Il ricorso era stato presentato nel 2015 dall'insegnante e
per i profili di discriminazione
collettiva dalla
Cgil del Trentino e dall'associazione radicale
Certi diritti. «Il
giudice ha accertato prima di tutto la discriminazione individuale subita dall'insegnante a decorrere dal colloquio del 16 luglio 2014, durante il quale alla
stessa era stato chiesto di
smentire voci per le quali ella
avrebbe intrattenuto una convivenza sentimentale con altra
donna. Al rifiuto di questa di
accettare ingerenze nella propria vita privata da parte del
datore di lavoro - spiegano dallo studio legale che ha seguito
la donna - alla stessa l'allora
dirigente dell'Istituto aveva al-
condannato a qualche mese di galera e a pagare i danni.
Alla base della decisione, un principio giuridico di matrice civilistica, che non manca di far
avvertire i suoi effetti anche in ambito penalistico: il concorso di colpa. In sostanza, il comportamento del passante che con la sua indolenza
contribuisce al verificarsi di incidenti non scagiona mai completamente il conducente di
mezzi a motore che sia coinvolto nel sinistro,
poiché tenuto ad adoperarsi per prevenire anche l’altrui negligenza. Ineccepibile in punto di
diritto, un po’ meno in termini di giustizia sostanziale. Forse pure per questo già nei mesi
scorsi l’aria aveva iniziato a cambiare: a Roma
lo scorso aprile s’era beccato 4 mesi, per lesioni personali, l’incauto venditore di mozzarelle
napoletano che camminando per via Nomentana aveva fatto scivolare un motorino con in
sella una donna. E nelle stesse settimane la
Procura capitolina aveva vistato il patteggiamento di una signora inglese responsabile del
trapasso d’un ingegnere siciliano, di cui aveva
cagionato la caduta mortale mentre lei zigzagava a piedi in zona Eur e lui sopraggiungeva col
motociclo. Ma il Tribunale di Pistoia è andato
ben oltre, sfornando una sentenza pilota, destinata a cambiare le modalità applicative del reato di omicidio colposo, contestato – come nel
caso affrontato – anche al pedone. In effetti,
una volta formulata l’imputazione, la Procura
si è opposta al patteggiamento. Quindi i giudici
della sezione penale hanno condannato la donna a 2 anni di reclusione, subordinando la concessione della sospensione condizionale della
pena al risarcimento - entro 24 mesi - di 60.000
euro in favore dei familiari della vittima. Perché a piedi o al volante non fa differenza, quando di mezzo c’è la morte di un innocente.
TRAGEDIA La ragazza incauta condannata a 2 anni
SENTENZA STORICA IN TRENTINO
Prof discriminata perché omosex:
la scuola cattolica deve risarcirla
Non le venne rinnovato il contratto e lei ha fatto causa: vinta
meno chiesto di impegnarsi a
“risolvere il problema”». «Tale
proposta - sottolineano il legali - suscitò l'indignazione della
docente, la quale non venne
riassunta e perse il diritto ad
ottenere la conversione del
proprio contratto in un rappor-
nazione individuale per orientamento sessuale e la seconda
per discriminazione collettiva».
Ma c’è di più: l’Istituto di
Trento è stato condannato anche per aver rivendicato il diritto di non assumere persone
omosessuali, ritenute inidonee ad avere contatti con minori. Il Sacro cuore dovrà dunque risarcire 25mila euro alla
prof per danni patrimoniali e
non patrimoniali e 1.500 a ciascuna delle organizzazioni ricorrenti. L'avvocato Alexander
Schuster, che ha difeso la ricorrente così come le due organizzazioni Certi diritti e Cgil del
Trentino, esprime soddisfazione e sottolinea: "La questione
non riguarda tanto l'orientamento sessuale, perché dice
molto di più: garantisce i diritti fondamentali di ogni lavoratore. Infatti, questa decisione
fissa un punto chiaro: i datori
di lavoro di ispirazione religiosa o filosofica non possono sottoporre i propri lavoratori a interrogatori sulla loro vita privata o discriminarli per le loro
scelte di vita.
I figli non si cercano un
lavoro? Non hanno diritto a
essere manutenuti dai genitori. Tempi duri per i bamboccioni anche nelle aule di
giustizia: viziati dai Tribunali d’Italia, sculacciati dalla
Cassazione. Che con una
sentenza fresca di deposito
conferma il pugno duro contro gli over 30 che di sudarsi
il pane non ne vogliono sapere e pretendono, carte bollate alla mano, di essere
mantenuti vita natural durante (o quasi) da padri e
madri. L’orientamento, a dire il vero, era emerso già nel
recente passato. Tuttavia,
nonostante ciò, nel tempo
non sempre le corti minori
si sono adeguate: lo scorso
aprile il Tribunale di Modena ha sancito, per esempio,
l’obbligo del mantenimento
in favore di un ventottenne
già in possesso di laurea, ma
intenzionato ad iscriversi ad
un corso di cinematografia
in un’altra città. Adesso, però, arriva il nuovo pronunciamento della Cassazione,
che pare voler fare piazza
pulita dell’estro creativo tribunalizio. All’esame della
Corte è finito il caso di due
trentenni che in primo grado ed in Appello s’erano visti riconoscere il diritto
all’assegno: lui ancora universitario, lei già laureata
ma pronta a conseguire una
seconda laurea, avevano ottenuto che il babbo continuasse a scucire fior di euro
per consentir loro di continuare a inseguire sogni e desideri. Gli ermellini hanno
cancellato il verdetto e chiarito: «L’obbligo del genitore
separato di erogare l’assegno mensile per contribuire
alle spese ordinarie e partecipare a quelle straordinarie
può cessare non solo quando il figlio acquisti una sua
stabile indipendenza economica, ma anche, in mancanza di ciò, di fronte a una valutazione sulla sua condotta
complessiva, quando essa
faccia presumere che il giovane non abbia alcuna voglia di lavorare».
Fine della pacchia: per gli
scansafatiche non c’è n’è
più.
GIac
CARABINERE UCCISO IN PROVINCIA DI TRAPANI
Il killer del maresciallo non era solo
Ad incastrare l’agricoltore fermato, tabulati telefonici e prova dello stub
to a tempo indeterminato. Il
giudice ha adesso riconosciuto come la scuola cambiò, nel
giro di pochi giorni, più volte
la propria versione, sostenendo perdipiù la falsa tesi che
l'insegnate avesse turbato i
propri alunni con discorsi
inappropriati sul sesso.
«Questa sentenza - spiega
l'avvocato Alexander Schuster
- è il primo caso di condanna
mai pronunciata per discrimi-
Nicolò Girgenti, l’uomo arrestato l’altro ieri con l’accusa di aver ucciso il maresciallo capo dei carabinieri Silvio Mirarchi, impegnato in un controllo antidroga lo scorso 31 maggio, è stato incastrato dal telefonino e soprattutto dalla
prova dello stub. Ma, secondo gli investigatori, non ha agito da solo. Gli investigatori avevano cominciato a tenerlo d’occhio all’indomani del delitto ricostruendo la cerchia di persone che gravitava
attorno alla piantagione di marijuana, la
stessa che il maresciallo stava sorvegliando la sera in cui trovò la morte. Girgenti,
45 anni, durante un interrogatorio in ca-
serma aveva fornito una ricostruzione
che i carabinieri definiscono «non veritiera». Nello specifico, «riferiva di essere
rimasto a casa per tutta la sera e di essersi addormentato intorno alle 22, quando
in realtà, dall’analisi del tabulato telefonico è stato dimostrato - viene spiegato che era sveglio e soprattutto che la sua
utenza agganciava quella compatibile
con il luogo dell’omicidio». Controlli anche sull’auto utilizzata, che «è stata ripresa» da due telecamere a circuito chiuso
mentre percorreva la «possibile via di
fuga dal luogo dell’omicidio». Il fermato
è stato sottoposto all’esame Stub, ovve-
ro il tampone per la rilevazione di residui di polvere da sparo, che in seguito
alle analisi del Ris di Messina è risultato
positivo: numerose tracce sono state ritrovate anche sui suoi indumenti. Girgenti- che non ha mai rivolto nessuna
parola di rammarico rispetto alla tragica
fine di Mirarchi - è stato anche sottoposto ad intercettazioni e durante una conversazione gli investigatori lo hanno
ascoltato mentre «commentando i suoi
investimenti» si rammaricava piuttosto
“dell’inferno” che ne era derivato».
All’appello però manca però almeno un
complice.
Venerdì 24 giugno 2016
ATTUALITÀ 19
il Giornale
L’INTERVENTO
di Antonino Zichichi
Presidente Wfs (World
Federation of Scientists
Nella vita di tutti i giorni
non è facile vincere un terno
al lotto. Ancora più difficile è
vincerne due nel giro di poche
settimane.
Nell’Universo i buchi neri
più sono pesanti e meno ce ne
sono. Lo scontro tra due buchi
neri con masse molto più grandi di quella del Sole è estremamente difficile che accada.
Tutti i media del mondo però
il 19 febbraio scorso hanno riportato la scoperta delle onde
gravitazionali previste da Einstein cent’anni fa. Su un fatto
di enorme interesse si è sorvolato: le onde gravitazionali
non sono state prodotte nel
collasso di una supernova, co-
LA SCOPERTA FORTUNATA DELLA FISICA
L’Universo è nato nel buio:
siamo figli dei buchi neri
Lo studio delle onde gravitazionali rivela cosa accadde
subito dopo il Big Bang. Il ruolo della scienza italiana
giovani fisici del mondo, vincitori del concorso mondiale
per selezionare su basi meritocratiche coloro che nel prossimo futuro avranno un ruolo
decisivo nel progresso scientifico di frontiera. È motivo di
orgoglio nazionale sapere che
in questa nuova frontiera della Fisica, l’Italia è in prima fila,
grazie all’Infn che ha saputo
fare le scelte giuste, come ha
messo in evidenza nella sua relazione Nando Ferroni, Presidente dell’Infn.
Il problema di fondo è capire come mai ci sono tutti questi buchi neri in giro nel Cosmo. I rivelatori delle onde gravitazionali installati negli Usa
e in Italia, erano stati progettati e messi a punto per osservare le onde gravitazionali emesse nei fenomeni cosmici che
avvengono molto più frequentemente degli scontri tra due
buchi neri pesanti. Nessuno
avrebbe sperato di potere osservare la collisione tra buchi
neri, essendo questi oggetti co-
smici estremamente rari. Deve esserci qualcosa di nuovo
nello studio di ciò che accade
nell’Universo.
Fino ad oggi si era pensato
che le quattro forze fondamentali della Natura dovessero nascere tutte nello stesso istante
dopo il Big-Bang. Accade però
che lo studio matematicamente più esatto sulla convergenza delle quattro Forze ci dice
che nel primo istante dopo il
Big-Bang l’unica forza ad agire deve essere la forza gravita-
L’ORDINE DELLE COSE
La gravità ebbe origine
prima di tutte le altre
forze della natura
UNO STUDIO AMERICANO: NUOVE PROSPETTIVE PER I TRAPIANTI
C’è vita nel Dna quattro giorni dopo la morte
me ci si aspettava, bensì nello
scontro tra due pesantissimi
buchi neri: evento estremamente raro. Fu un autentico
colpo di fortuna, come vincere un terno al lotto. Pochi giorni fa è venuto l’annuncio di un
altro colpo di fortuna: onde
gravitazionali prodotte dallo
scontro e il collasso di altri
due buchi neri pesanti. Di queste onde gravitazionali i media di tutto il mondo hanno
parlato molto meno. Non è
certo un caso che a Erice la
prima lezione alla Scuola Internazionale di Fisica Subnucleare sia stata affidata al massimo esperto italiano di forze
gravitazionali, Adalberto Giazotto. Sapeva del secondo terno al lotto, ma c’era l’embargo
e non se ne poteva parlare nel
giorno dell’apertura. Solo dopo appena un giorno, levato
l’embargo, Giazotto ne ha parlato suscitando, com’è ovvio,
l’interesse dei cento più bravi
Nel Dna la vita prosegue
dopo la morte almeno per
altri quattro giorni: una
rivelazione che arriva
dall’osservazione di topi e
pesci, nei quali alcuni geni
sembrano continuare a
essere attivi per molte ore
dopo il decesso. Sono le
conclusioni dello studio del
microbiologo Peter Noble,
dell’università di
Washington a Seattle, per
ora pubblicato sul sito
BioRxiv, che non richiede la
revisione della comunità
scientifica, ma è citato sul
sito della rivista «Science».
La scoperta potrebbe
migliorare le tecniche per
conservare gli organi
destinati ai trapianti. Tra i
geni che restano attivi ci
sono anche quelli che
facilitano lo sviluppo
dell’embrione e quelli legati
alla crescita dei tumori
IL GIORNO DEGLI ESAMI
Test di maturità: progetta un serbatoio
Polemica per la prova di matematica allo Scientifico. Classico: greco facile
Francesca Angeli
Roma Maturità con sorpresa. Al Liceo
Classico dopo oltre mezzo secolo ritorna un testo di Isocrate ma è il problema
sul serbatoio di gasolio proposto al Liceo Scientifico a seminare panico tra gli
studenti.
Il greco scritto è da sempre la «bestia
nera» per i ragazzi del Classico ma Isocrate è abitualmente considerato uno
degli autori «facili» per quanto possa essere considerato facile tradurre dal greco antico. In questo caso si trattava del
discorso Sulla Pace con un chiaro richiamo all’attualità: «Vivere secondo giustizia non è solo corretto ma anche conveniente per il presente e per il futuro».
Una traccia alla portata della maggioranza dei ragazzi anche se qualcuno fra i
più ironici faceva notare come la scelta
di Isocrate fosse «frequente come la vittoria dello scudetto per la Roma».
Più ostiche, almeno nei commenti a
caldo dei maturandi di persona e sui so-
cial network, le prove di
coltura e lo sviluppo ruraMatematica.
le.
La richiesta di progettaE sembra che il minire un serbatoio di gasostro dell’Istruzione, Stefalio finalizzato al riscaldania Giannini, si sia divertimento di un condomita a fornire «indizi» sulle
nio che doveva soddisfatracce della maturità scere dettagli tecnici è stata
gliendo un particolare codefinita «impossibile» da
lore per vestirsi. Almeno
molti. Oltre alla risoluziocosì racconta il portale
ne di due problemi gli
Skuola. net. Il verde alluesaminandi dovevano
deva ai temi ambientali
pure rispondere a dieci
della prima prova. Invece
quesiti di analisi.
il bianco indossato il giorNegli altri istituti le PROVA Studenti a Milano
no dopo sottintendeva il
tracce apparivano più abtema della Pace nella tracbordabili. L’importanza della scuola e cia d Isocrate. «Anche oggi abbiamo fordell’Istruzione nella nostra Costituzione nito spunti di riflessione interessanti ai
era al centro della seconda prova del nostri ragazzi rifacendoci sempre al filoliceo delle Scienze Umane ad indirizzo ne dei valori o assegnando temi molto
Economico e Sociale. Poi la proposta di vicini alla realtà quotidiana», afferma la
un’analisi di mercato per il tema di Eco- Giannini. Ora resta da affrontare la terza
nomia Aziendale e lo sviluppo di un pro- prova, la più temuta dagli studenti, che
getto per un’azienda viticola o olivicola si svolgerà lunedì 27 e sarà predisposta
per l’indirizzo Professionale per l’agri- dalle singole commissioni.
zionale. Esiste infatti un enorme intervallo energetico
(Gap) tra la forza gravitazionale e le altre tre forze fondamentali della Natura.
La novità sta nel fatto che
questo Gap porta alla produzione di buchi neri primordiali il cui numero potrebbe essere molto più grande del numero dei buchi neri standard. I
buchi neri primordiali nascono nell’intervallo energetico
(Gap) che separa la forza gravitazionale dalle altre forze. Du-
rante questo Gap l’Universo
non aveva le forze elettromagnetiche, quindi niente luce.
Niente Forze di Fermi quindi
niente stelle a lunga vita. Niente forze subnucleari quindi
niente nuclei atomici. Solo buchi neri primordiali. I rivelatori delle onde gravitazionali potrebbero avere un futuro molto più ricco di quanto si potesse sperare quando vennero
progettati e approvati
La scoperta del gap energetico che esiste tra la forza gravitazionale le altre forze fondamentali, e la scoperta dell’alta
frequenza con la quale
nell’Universo si realizzano le
collisioni tra buchi neri, permette di capire i due colpi di
fortuna.
La scoperta che è lo scontro
tra due buchi neri pesanti a
produrre le onde gravitazionali potrebbe portarci a concludere che siamo figli dei buchi
neri primordiali. Se non fosse
per questi buchi neri non potremmo essere qui a discuterne.
il commento ✒
UNO SGUARDO SULL’ATTIMO
IN CUI DIO DISSE «FIAT LUX»
di Vittorio Macioce
D
ue buchi neri si scontrano e da una galassia lontana
lontana arriva il «suono» di quell’impatto. Qualcuno dice che è come una sinfonia, altri parlano di rumore
di fondo. Forse dipende dal carattere o dall’immaginazione. Gli scienziati in fondo sono inguaribili romantici. È
gente che maneggia i numeri come fossero note, perché
l’ambizione più grande in fondo è capire lo spartito
dell’universo o perdersi nelle pause del nulla. L’eco dello
scontro non è propriamente musica, ma sono comunque
onde. Sono onde gravitazionali prodotte dalle increspature dello spazio-tempo. Il tutto, questa scatola dai confini
indeterminati dove viviamo, è lo spazio-tempo. È vero,
per noi piccoli umani è difficile concepire quello che la
scienza sta disegnando. È qualcosa di sublime. È un puzzle che probabilmente non riusciremo mai a finire, ma
quello che conta non è la soluzione, ma la ricerca. A che
punto siamo? Molto lontani, ma sempre più vicini. È un
susseguirsi di teorie e di errori, di modelli matematici ed
esperimenti empirici e di paradigmi che cambiano. Ed è
una storia avventurosa e affascinante. La fortuna di aver
intercettato le onde gravitazionali (come in tutti i feuilletton il caso gioca la sua parte) ci permette di viaggiare a
ritroso. È come salire su una macchina del tempo. Ci
mette davanti qualcosa di inedito, ma più diffuso di quanto si pensasse: i buchi neri primordiali. È come spostarsi
lì, pochissimi attimi dopo che tutto ha avuto inizio, da
spettatori. Avete presente quelli che nelle feste di paese
si lasciano incantare dai fuochi di artificio? Ecco, solo
che il botto è quello del Bing Bang. È l’origine. L’atto
della creazione (o perlomeno una delle creazioni possibili). È il momento in cui l’equilibrio del nulla si frantuma
e per un miracolo unico la materia invece di annichilirsi
contro l’antimateria sopravvive. Appena dopo, per la verità. La macchina del tempo ci porta in quello spazio di
tempo tra il pensiero e la parola. È l’intervallo tra quando
Dio, o chi per lui, pensa l’universo e dice Fiat lux.
MILANO SERRAVALLE – MILANO TANGENZIALI S.p.A.
(Società soggetta ad attività di Direzione e Coordinamento di Asam SpA)
Sede legale: Via del Bosco Rinnovato, 4/A - 20090 Assago MI
Si avvisa che visto i benestari del CdA rispettivamente in data 3/12/2014 e 7/9/2015 sono indette tre Procedure
“manutenzione delle pavimentazioni stradali”. Criterio di
aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa.
Durata: 450 giorni naturali e non consecutivi dalla data di consegna dei lavori.
GARA LAVORI N. 3/2016
Importo complessivo: € 9.800.000,00 di cui € 427.040,14 per costi di sicurezza non soggetti a ribasso. Luogo
di esecuzione: Autostrada A50 Tangenziale Ovest di Milano e del Raccordo SS 33/SS 11 di Molino Dorino - CIG:
6583711A2E - CPV: 45233223-8 lavori di rifacimento di manto stradale.
Termine perentorio arrivo offerte: ore 12,00 del 22/07/ 2016.
Seduta pubblica: ore 10,00 del 25 / 07/ 2016.
GARA LAVORI N. 4/2016
Importo complessivo: € 9.850.000,00 di cui € 453.357,14 per costi di sicurezza non soggetti a ribasso. Luogo
di esecuzione: Autostrade A51 e A52 Tangenziali Est e Nord di Milano e dei loro tratti di competenza - CIG:
6583679FC4 – CPV: 45233223-8 lavori di rifacimento di manto stradale.
Termine perentorio arrivo offerte: ore 12,00 del 22 / 07/ 2016.
Seduta pubblica: ore 10,00 del 27/ 07 / 2016.
GARA LAVORI N. 5/2016
Importo complessivo: € 9.800.000,00 di cui € 467.889,75 per costi di sicurezza non soggetti a ribasso. Luogo
di esecuzione: Autostrada A7 da Milano a Serravalle Scrivia, della Tangenziale Ovest di Pavia e del raccordo
Bereguardo - Pavia. - CIG: 628906194F – CPV: 45233223-8 lavori di rifacimento di manto stradale.
Termine perentorio arrivo offerte: ore 12,00 del 22 / 07/ 2016.
Seduta pubblica: ore 10,00 del 29 /07 / 2016.
Categoria: OG3 class.VI – Iscrizione Albo Nazionale Gestori Ambientali cat. 2 bis – in caso di subappalto da
Ambientali in cat. 4 almeno classe D. Sopralluogo obbligatorio: per modalità e tempistica vedi disciplinare
di gara. Tutte le condizioni di ammissione alla gara sono riportate nei relativi bandi, disciplinari e nella documentazione di gara pubblicati sul sito www.serravalle.it. Responsabile del Procedimento: Dott. Ing. Giuseppe Colombo.
I bandi sono stati trasmessi alla GUUE in data 16/06/16, alla GURI in data 16/06/16 e pubblicati all’Albo aziendale.
L’Amministratore Delegato - Ing. Massimo Sarmi
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STORIA DEL TERZO REICH
La vita di Hitler, l’ascesa e il crollo del regime nazista
«Coloro che non ricordano il passato
saranno condannati a viverlo di nuovo»
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George Santayana
Il terzo volume dell’opera di William L. Shirer, “Dai trionfi
alla grande svolta” ripercorre il periodo che va dal crollo della Polonia alla grande svolta di Stalingrado.
Chiara ed efficace, questa collana accompagna il lettore a comprendere la dittatura nazista. Come Hitler giunse al potere? Come instau-
rò il totalitarismo? Perché la Germania iniziò la guerra? Cosa diede
origine alla Shoah? L’opera, tra personaggi, verità nascoste, collusioni inconfessabili e falsi miti, svela la storia e la vera natura del nazionalsocialismo. Una collana per capire cosa, in questi settant’anni, non
abbiamo ancora imparato.
Domani in edicola il 3° volume dell’opera “DAI TRIONFI ALLA GRANDE SVOLTA” a € 11.90*
I
II
III
IV
William L. Shirer - Ascesa e trionfo
William L. Shirer - Verso la guerra mondiale
William L. Shirer - Dai trionfi alla grande svolta
William L. Shirer - Il principio della fine e la caduta
V
VI
VII
VIII
Renzo De Felice - Mussolini e Hitler: i rapporti segreti
Ian Kershaw - L’enigma del consenso
S.Cardarelli - R.Martano - I nazisti e l’oro della Banca d’Italia
George L. Mosse - Intervista sul nazismo
Ogni sabato in edicola, solo con il Giornale
Venerdì 24 giugno 2016
ATTUALITÀ 21
il Giornale
OASI PER I PICCOLI AMICI
Il paradiso delle nuotate
ma solo a quattrozampe
Tuffi e giochi acquatici: una piscina per i cani
vicino a Forlì. Balneazione vietata ai padroni
Simonetta Caminiti
Un tuffo dove l’acqua e più
blu, e soprattutto si nuota a
quattrozampe. Succede davvero, nel cuore di Bertinoro (Forlì
Cesena), dove è sorta una piscina per soli cani. Sette metri per
3,5, con una profondità di un
metro e mezzo: ecco dove Fido
potrà esercitarsi nel suo personalissimo stile libero, immerso
in uno scenario d’eccezione. Panorama puntato su costa e pianure romagnole, immerso tra
colline vellutate e in un ambiente munito di ombrelloni, sdraio, prato verdissimo e vigne.
L’unica zona off limits per i padroni, naturalmente, è la piscina dei loro quattrozampe.
«Ci siamo costituiti nel 2013 –
spiega Alessandro “Sasso” Battaglia, proprietario di questo
piccolo regno – e qui diamo la
possibilità ai cani di essere liberi e ai padroni di rilassarsi. I vari
divieti di balneazione per i nostri amici a quattro zampe, poi,
ci hanno fatto progettare questa piscina ad uso esclusivo per
loro». Una piccola zona franca
nella quale, insomma, i cani potranno dar sfogo a quella loro
innata capacità di stare a galla,
muoversi sul pelo dell’acqua
LA TENDENZA
dell’articolazione con meno
sforzo, per questo siamo in contatto, con vari veterinari della
zona». Svago garantito, quindi,
ma anche una potenziale scuola di salvataggio: mentre crescono le storie dei cani guarda-spiaggia che mettono al sicuro bagnanti in difficoltà, sempre più organizzati ed esperti.
Il nome dell’associazione si
ispira alla storia personale di
Alessandro Battaglia: Lupin, infatti, si chiamava il suo fedelissimo border collie, che per 14 anni ha seguito il padrone nei
suoi tour musicali, e nel frattempo gareggiava nella specialità Sheep Dog, ovvero l’abilità di
radunare greggi di pecore. Un
centro, quello di Bertinoro, che
si ripromette i successi di Swimming Dogs, la piscina per cani
che, a Firenze, svolge servizi di
idroterapia, toelettatura e adde-
Ora spopola il mini-Fido
Un sito per dediche e foto
Dal chihuahua e volpini di Paris Hilton al
bulldog francese di Lady Gaga, fino al barboncino di Katy Perry: tra le celebrity impazza la
tendenza del Mini Dog. Una tendenza che piace anche agli italiani. A motivare la crescente
presenza di cani di piccola taglia nelle case
degli italiani è il loro stile di vita, a cui i Pet più
piccoli sono più facilmente adattabili. Ed è proprio nelle grandi città come Roma e Milano
che i cani di piccola taglia sono i più diffusi.
Nasce così Mini Dog Club, una campagna per
esprimere tutto l’orgoglio per i propri «piccoli»
amici. Vive online con una piattaforma con la
quale è possibile creare banner dedicati: gli
utenti potranno scrivere una frase che esprima
il loro orgoglio di possedere un cane di piccola
taglia. La frase verrà pubblicata nella gallery
del sito; una giuria eleggerà le 100 frasi migliori che si aggiudicheranno il Mini Dog Kit.
OLTRE ALLO SVAGO
INCREDIBILE CRUDELTÀ
Addestramenti e cure:
l’impianto in contatto
con diversi veterinari
con agilità e diletto; ma anche
con la possibilità di addestrarsi
al nuoto e farne una vera e propria eccellenza, che le necessità
e il caso potrebbero far tornare
utile. «Come addestratore cinofilo collaboro con la Sea rescue
school K9 di Fano – prosegue
BENESSERE
La felicità
di un cane
nell’acqua:
la piscina
per loro
è un vero
toccasana
Battaglia – : e “Le Aquile” protezione civile sezione di Lugo e
con loro organizziamo vari corsi qui. Inoltre la piscina è molto
utile per la riabilitazione dei nostri amici: così come per gli
umani, l’acqua allevia il peso
della gravità e permette il moto
Gatti usati come torce,
allarme degli animalisti
stramento cinefilo, tra gli altri.
Ma cosa occorre per far nuotare in questa piccola piscina il
nostro peloso? È necessario tesserarsi, attivando poi abbonamenti che consentono gli ingressi. E, mentre per l’estate è
previsto uno show cooking che
insegna a preparare biscotti
per cani, a settembre è possibile godersi lunghe e rigeneranti
passeggiate tra bipedi e quattrozampe tra le belle vigne di
Bertinoro. Piccoli lussi che fanno sorridere, ma anche ottime
occasioni per esplorare, guinzaglio alla mano, pezzi del Belpaese generosi e sempre sorprendenti.
«Sono anni che denunciamo il fenomeno
degli animali in particolare cani e gatti incendiati e lanciati nei boschi per provocarne gli incendi». La protesta arriva dall’Aidaa, che torna a lanciare l’allarme su questa
terribile crudeltà. Oggi tutti si meravigliano
«di quanto successo in Sicilia, ma il fenomeno è antico; è già accaduto in Puglia e in
Calabria». Forse un pizzico di maggiore attenzione «avrebbe potuto aiutare ad evitare
un grave scempio ambientale come quello
accaduto in Sicilia, con l’incendio dei boschi dei giorni scorsi». A parlare è il presidente dell’associazione animalista Lorenzo Croce, che da anni denuncia questa barbarie.
Lo scorso anno Aidaa lanciò l’allarme ripreso da alcune testate «ma ignorato da chi
doveva fare i controlli». Ma ora occorre parlarne di nuovo: è un fenomeno da stroncare.
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HANNO TROVATO CASA
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Venerdì 24 giugno 2016
23
il Giornale
Valore
FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia Star
17.966,170
19.631,530
31.115,100
24.541,530
I migliori
%
3,71
3,39
1,34
1,20
Valore
1) Eems
2) Ubi Banca
3) Zucchi Rsp
4) Unipol
5) B P Emilia Romagna
0,105
3,258
0,141
3,004
4,632
var% su rif.
19,45
9,92
8,46
7,75
7,67
I peggiori
Valore
var% su rif.
1) B Desio Bria Rnc
2) Rosss
3) Tas
4) Brioschi
5) Dmail Group
1,982
0,581
0,525
0,049
1,175
-4,89
-4,28
-4,20
-3,54
-3,29
NEW YORK
NEW YORK
LONDRA
FRANCOFORTE
PARIGI
TOKYO
ZURIGO
Dow Jones
Nasdaq
FTSE 100
Dax 30
Cac 40
Nikkei 225
SMI
17.944,700
4.893,170
6.338,100
10.257,000
4.465,900
16.238,300
8.023,050
0,92
1,24
1,23
1,85
1,96
1,07
0,64
CAMBI
PIAZZA AFFARI
BORSE ESTERE
Economia
DOLLARO
STERLINA
FRANCO
YEN
DOLLARO
DOLLARO
CORONA
Americano
Inglese
Svizzero
Giapponese
Australiano
Canadese
Danese
1,139
0,766
1,088
120,380
1,506
1,452
7,440
0,94
-0,26
0,42
2,01
0,18
0,82
0,02
ALLA MEZZANOTTE SCADE IL TERMINE PER RIVEDERE L’OPA DOPO IL RITOCCO DI CAIRO
Oggi il rilancio di Bonomi & C. su Rcs
Mediobanca e gli altri offerenti al lavoro per superare almeno quota 0,80-0,85 euro
Marcello Zacché
Pronto il rilancio dell’Opa su
Rcs lanciata del patto tra Andrea
Bonomi, Mediobanca, Unipol, Pirelli e Della Valle. Entro la mezzanotte di oggi arriverà con sicurezza un rialzo del prezzo offerto dalla newco creata ad hoc, la International media holding (Imh), che al
momento è di 0,70 euro per azione Rcs.
La mossa è considerata obbligata dagli offerenti che, viceversa,
avrebbero difficoltà a contrastare
l’offerta di scambio di Urbano Cairo, che a sua volta ha appena rilanciato portandola da 0,12 a 0,16
azioni Cairo per un titolo Rcs. Ai
prezzi di ieri, con il titolo Cairo a
quota 4,4, le due operazioni sono
finanziariamente analoghe. Anche se, come noto, quella di Cairo
mira a tenere i soci Rcs nell’azionariato della sua Cairo Communication e poi procedere al risanamento del gruppo, mentre Imh offre
un prezzo per liquidare i soci e poi
gestire in proprio la società editrice del Corriere della Sera. Ma in
Borsa, dove il titolo Rcs vale 0,78,
quindi molto sopra entrambe le offerte, si punta sicuri verso ulteriori
colpi di scena.
Quello che decideranno oggi Bonomi & c dipenderà da un elemento contingente e un altro strategico. Il primo è l’esito della Brexit,
che potrebbe portare volatilità sui
mercati. Il secondo è decidere se
fare un rilancione o un rilancino.
Provando nel primo caso a chiudere la partita con un prezzo al quale
«PATTISTI»
Cimbri: «Il risanamento
del gruppo dipende
da chi lo controllerà»
Cairo farebbe difficoltà a rispondere. Mentre, nel secondo, il gioco
resterebbe aperto a nuovi rilanci.
Di sicuro il nuovo prezzo sarà almeno nell’ordine di 0,85 euro: un
+20% che porterebbe però il valore dentro alle forchette di prezzo a
cui molti analisti valutano la società, che per nessuno è inferiore a 80
cent per azione. In questo modo
Imh entrerebbe definitivamente
I numeri
0,16
È il numero di azioni Cairo Communication offerto per ciascun titolo del gruppo Rcs. Ai prezzi di ieri corrisponde a
un valore di 0,70 euro
0,7
È il prezzo in euro per azione Rcs offerto
dalla cordata guidata da Andrea Bonomi. In pratica si tratta dello stesso prezzo offerto da Cairo, ma solo cash
22,6%
È la quota complessiva di Rcs posseduta dai quattro azionisti che appoggiano Bonomi. Ossia Diego Della Valle,
Mediobanca, Unipol e Pirelli
anche nei cuori dell’attuale management, che considera l’Opa troppo bassa, ma il progetto degli azionisti coerente con il proprio.
Per la cronaca, ieri l’ad di Unipol Carlo Cimbri si è recato a Mediobanca dal numero uno Alberto
Nagel: «Sono qui per parlare di
Rcs», ha detto all’arrivo. Ma sul
possibile rilancio ha solo detto che
«bisogna avere pazienza». Più tardi Cimbri ha invece spiegato di
non aver incontrato da Nagel anche gli altri alleati nell’Opa: «Ero
da solo. Gli altri non li ho visti». Di
certo non c’era Bonomi, impegnato ieri a Villasimius per l’inaugurazione del Tanka Village. Cimbri ha
comunque spiegato di aver partecipato all’Opa per «tutelare l'investimento» della compagnia nel
gruppo editoriale. Quanto alla possibilità che il Rcs sia sostenibile
«dipende da chi la controlla», ha
detto.
Intanto dalle comunicazioni ufficiali si è appreso che il progetto di
integrazione tra Rcs e Cairo Communication «non prevede la necessità di ricorrere all’esercizio della
delega ad aumentare il capitale»
per 70 milioni che sarà proposta
all’assemblea del gruppo Cairo il
18 luglio.
È quanto si legge nel supplemento al documento depositato mercoledì notte. La proposta di delega
ha lo scopo di rafforzare la Cairo
communication «anche per fare
fronte alle necessità finanziarie
che potrebbero derivare dall’acquisto del controllo di Rcs».
NOMINE
I VECCHI AZIONISTI SE NE VANNO
Unicredit accelera sul nuovo ad
ma incassa il no dei manager esteri
Aumento Veneto Banca:
ai piccoli soci solo il 2,2%
Vita: «La partita si può chiudere presto». Visco va in pressing
Vincenzo Visco fa suonare la sveglia: «Serve
sicuramente un’amministrazione che funzioni,
confido che questo abbia luogo in tempi brevi».
Parole che sembrano essere state raccolte da
Unicredit, ancora a caccia del sostituto di Federico Ghizzoni. A sentire Giuseppe Vita, presidente dell’istituto, la ricerca avrebbe avuto
un’accelerazione tale da consentire «relativamente presto» di chiudere la partita, con la possibile nomina che potrebbe essere sottoposta
già in occasione del prossimo board della banca di piazza Gae Aulenti, in programma l’11
luglio. O, al più tardi, entro la fine di luglio
come aveva indicato in precedenza lo stesso
Vita.
La sensazione che qualcosa si stia muovendo
è data anche dal fatto che, secondo quanto risulta a Radiocor, mercoledì scorso si è riunito il
comitato ristretto del cda della banca incaricato della prima analisi dei candidati. È stata l’occasione per esaminare i curriculum presentati
nella lista dal cacciatore di teste Egoh Zehnder.
Un nuovo incontro c’è stato anche ieri, con
l’obiettivo di mettere a punto una short list con
il profilo ricercato: quello di un manager con
solide competenze sul mercato nazionale, ma
con un background di esperienze all’estero così
come si conviene a un istituto con forti ramificazioni oltre confine. Il problema è che alcuni
banchieri stranieri hanno già rifiutato a causa
«di una politica di remunerazine abbastanza
conservativa» in Italia, ha ammesso Vita. Oltre
alla solita rosa di papabili che da giorni viene
indicata sui giornali, ieri un quotidiano ha aggiunto la novità di Fabio Innocenzi, attuale amministratore delegato di Ubs Italia, in passato al
Banco Popolare. Tra i rumors anche quello di
un candidato proveniente dalla City di Londra.
Un altro fronte caldo riguarda l’ipotesi di un
aumento del capitale da 5 miliardi che potrebbe essere accompagnato dalla vendita di alcuni
asset. Vita ha spiegato che il consiglio sta discutendo varie opzioni per consolidarsi, ma ha
escluso la possibilità che la banca possa uscire
dal mercato tedesco e austriaco. «Unicredit continuerà a essere una banca europea».
La notizia era nell’aria e la conferma è arrivata da
una nota di Veneto Banca: dai soci dell’istituto, a cui
era offerto in opzione, sono arrivate sottoscrizioni
soltanto per il 2,2% dell’aumento di capitale da 1
miliardo. Si prospetta quindi un intervento massiccio
del fondo Atlante, ben sopra il 50% del capitale
BANCA GENERALI
Fancel presidente
Azzurra Caltagirone
entra in cda
Giancarlo
Fancel è stato
nominato presidente
di
Banca Generali. Lo ha comunicato la
società in una
nota ricordando che Fancel NEW ENTRY
è attualmente Azzurra
cfo di Genera- Caltagirone
li Country Italia e di Generali Italia e in passato ha svolto il ruolo di cfo e
condirettore generale in Banca
Generali. Il cda ha anche provveduto alla nomina per cooptazione di due consiglieri. Il primo è Azzurra Caltagirone. Pochi giorni fa è emerso che Francesco Gaetano Caltagirone ha
arrotondato la partecipazione
nel Leone di Trieste, che controlla Banca Generali, portandosi al 3,19% e diventando il
secondo azionista della compagnia assicurativa. L’altro nome
è quello di Cristina Rustignoli,
dg di Banca Generali.
TELECOM ITALIA
Orange rilancia
i progetti comuni
con Vivendi
Telecom
in
rialzo
(+4,7%)
a
Piazza Affari
dopo
che
Orange ha di
nuovo riacceso i riflettori
sul settore europeo delle STRATEGIA
tlc. In una in- Vincent
tervista a La Bolloré
Tribune l’ad
Stephane Richard, ha indicato
che il gruppo punterà sempre
più sulla fibra, soprattutto
quella che arriva alle case (FTTH), anche come mezzo per
conquistare nuove quote di
mercato. Il manager ha inoltre
sottolineato l’importanza dei
rapporti commerciali di Orange con Vivendi (+1,35%), in un
intreccio che comporta la diffusione dei contenuti tv attraverso la piattaforma di tlc. Telecom, il cui maggior azionista è Vivendi, non sarà dunque estranea al cambiamento.
24 ECONOMIA
Venerdì 24 giugno 2016
Maddalena Camera
Il RAPPORTO DI CAPGEMINI
Nonostante la crisi, cresce
la ricchezza nel mondo. Sono
in aumento cioè le persone
che possono vantare un patrimonio personale superiore a
un milione di dollari (nel senso di asset investibili, escluso
l’immobile di residenza e oggetti da collezione). Nel mondo hanno individualmente raggiunto (o ampiamente superato) questa quota di ricchezza
15,4 milioni di persone, in crescita del +4,9% rispetto al
2014.
In Italia i milionari sono diecimila in più: 228.700 (erano
218.900 nel 2014) che equivale
a un aumento del 4,5%. Il Rapporto, pubblicato da Capgemini, rileva che la ricchezza mondiale targata Hnwi (High net
Aumentano i supericchi
e l’Asia sorpassa gli Usa
PAPERONI
In Italia sono 228mila con
oltre un milione di attività,
esclusa la prima casa
Nel 2015 i milionari sono saliti del 5%: sono 15 milioni
Ricchezza mondiale a quota 58 miliardi. In Cina + 60%
capitalizzazione del mercato
incrementata del 12,7%. Tra i
driver negativi invece l’immobiliare, che ha segnato una riduzione del 2,4% anche nel
2015. Ma dove sopratutto sono
cresciuti i superricchi?
La sorpresa è l’area Asia-Pa-
cifico, dove, per la prima volta
l’incremento e il numero di super ricchi ha passato quello
del Nord America. L’incremento infatti è stato del 10%: cinque volte di più rispetto al 2%
del Nord America che ha fatto
registrare una diminuzione
sensibile rispetto al 9% del
2014. Da sottolineare che se il
tasso di crescita resterà quello
attuale in 10 anni l’Asia Pacifico rappresenterà i due quinti
della ricchezza mondiale Hnwi. Con il risultato che in quei
paesi si troveranno più super-
un concoto corrente totale pari a 17.400 miliardi di dollari.
Mentre i supericchi di Canada
e Usa sono 4,8 milioni con un
patrimonio complessivo di
16.600 miliardi di dollari. In
Calo il Sud America a causa
del Brasile che ha perso slancio sia in termini di popolazione (-8%) e di ricchezza Hnwi
(-6%). Escludendo l’America
latina comunque la ricchezza
ultra Hwni, ossia i patrimoni
che vanno ben oltre il milione
di dollari è cresciuta più degli
altri segmenti di ricchezza sia
nel 2015 sia nel periodo
2010-2014. Da sottolineare
che il 35% della ricchezza Hnwi è di natura liquida, depositata su conti bancari o in forma di contanti mentre quella
affidata ai singoli gestori patrimoniali è pari soltanto al 32%.
IL SORPASSO DELL’ASIA
Concentrazione di milionari nel mondo secondo lo studio Capgemini
distribuito da:
banca mediolanum s.p.a.
Numero Verde 800.107.107
www.bancamediolanum.it
EUROPA
NORD
AMERICA
worth Individuals) ha raggiunto nel 2015 i 58.700 miliardi di
dollari e mantenendo questo
tasso di crescita, la ricchezza
globale raggiungerà entro il
2025 i 100mila miliardi di dollari. Per quanto riguarda l'Italia
tra i fattori di aumento ci sono:
la crescita del Pil reale dello
0,6%, il risparmio nazionale
(migliorato del 18,7%) e una
MEDIO
ORIENTE
ASIA
E PACIFICO
AFRICA
AMERICA
LATINA
I MARCHI TOP
» Mercati che fare
Nutella insegue
Google, Amazon
e Facebook
L’attento risparmiatore sceglie la banca giusta
Non ci sono solo Google, Facebook, Amazon e altri colossi
della new economy tra i 10
brand più influenti in Italia
sulla vita quotidiana. A irrompere tra le principali società
tecnologiche del mondo c’è la
Nutella Ferrero, al quindto posto subito dopo Microsoft ma
capace di battere giganti come eBay e Apple. Mentre al
nono c’è il Parmigiano Reggiano. Le tonde forme di formaggio si piazzano con orgoglio davanti a You Tube ma
anche a Ikea (14°), Visa (15°),
Ryanair (17°). Fuori dai magnifici dieci in 11° posizione c’è
la pasta Barilla, al 12° Ferrero (produttore della Nutella, e
13° Mulino Bianco marchio
storico che fa sempre capo a
Barilla. «Per gli italiani - ha
detto Jennifer Hubber, ad di
Ipsos Italia che ha condotto
la ricerca- i brand sono molto
più di semplici loghi. Hanno
significato, personalità e persino un atteggiamento. Quando chiediamo quale brand è il
più affidabile, il più presente
o il più coinvolgente le risposte di ciascuno di noi possono essere molto diverse. Questo accade perché ci identifichiamo e ci relazioniamo sempre di più con i brand, il che
gli conferisce qualcosa che
possiamo misurare: l'influenza». Certo il primato di Google, che ha distanziato di parecchie incollature gli inseguitori Facebook e Amazon non
si tocca ma la competizione è
incessante. Tra gli italiani ci
sono Rai (19°), Poste (21°), Lavazza 824°), Mediaset (27°),
Fiat (30°).
ricchi che in Europa, America
Latina, Medio Oriente e Africa
messi insieme. Il motore di
questa crescita è in Cina ma
anche in Giappone dove i ricchi sono aumentati del 60%
nel 2015.Il numero di milionari ha superato i 5,1 milioni con
il Giornale
di Leopoldo Gasbarro
«N
e resterà soltanto uno». La frase
cult del film Highlander sembra
calzare alla condizione dell’attuale sistema bancario italiano, rimasto pressoché immutato da anni. Quante banche resteranno delle 600 presenti? Difficile dirlo, ma una cosa appare chiara, il
ciclo di fusioni a cui gli istituti sono
chiamati dai nuovi regolamenti europei non è ancora neanche cominciato.
Però, se ne sono viste le avvisaglie. Il
decreto sulle Banche Popolari lo dimostra, la situazione delle tante BCC lo
conferma, la sofferenza di altre piccole
Casse di Risparmio lo sottolinea. Per
non parlare poi dei grossi gruppi, cui
solo il Fondo Atlante ha garantito la
sopravvivenza. Sarà un processo lungo, difficile, non senza incognite e tanti
dubbi. Tuttavia, la strada è tracciata. Il
bail-in rappresenta la miccia di questa
nuova rivoluzione, ma sono la digitalizzazione ed i tassi negativi i veri inneschi di una situazione che si è fatta dav-
vero esplosiva. Ma chi penserà ai clienti in questo lungo percorso? I risparmiatori se lo stanno chiedendo? Eppure
dovrebbero farlo, perché in qualche
modo saranno proprio loro, se non faranno fin da subito le scelte giuste, a
pagarne le conseguenze. Senza ipotizzare fallimenti, già solo con gli azzeramenti di tanti pacchetti azionari, si sono volatilizzati oltre dieci miliardi di
risparmi. Tuttavia, le domande che tutti dovrebbero farsi sono: le banche dove prenderanno i soldi per la loro sopravvivenza ora che i tassi sono negativi? Rispoesta: in buona parte dalle commissioni pagate dai risparmiatori.
Nell’ultimo anno sarebbero già aumentate del 6%. Per questo urge scegliere
subito banche già solide. Di questo si
parlerà nella trasmissione Mercati che
Fare in onda domenica alle 14.30 su
TgCom24.
[email protected]
FONDI ESTERI ARMONIZZATI UE
FONDI ASSICURATIVI UNIT LINKED
distribuito da:
banca mediolanum s.p.a.
Numero Verde 800.107.107
www.bancamediolanum.it
Quotazioni del
* Euroequity Opportunità
* Euroequity Sviluppo
* Euroequity Protezione
* Eurobond Opportunità
* Eurobond Sviluppo
* Eurobond Breve Termine
Azionario Intraprendenza
Azionario Dinamismo
Azionario Protezione
Obbligazionario Crescita
Obbligazionario Moderazione
Obbligazionario Liquidità
Balanced
Country
Dynamic
Moderate
Opportunity
22-06-2016 21-06-2016
6,009
6,575
7,168
7,990
7,363
6,993
4,386
4,858
6,235
7,740
7,176
6,847
6,148
4,944
5,727
6,105
5,191
5,965
6,530
7,159
7,980
7,362
6,993
4,354
4,825
6,227
7,730
7,174
6,847
6,121
4,910
5,696
6,090
5,152
Quotazioni del
Prudent
Sector
Azionario Fedeltà
Azionario Intraprendenza bis
Azionario Dinamismo bis
Obbligazion. Evoluzione bis
Obbligazion. Crescita bis
Obbligazion. Moderazione bis
Obbligazion. Breve Termine bis
Obbligazion. Stabilità bis
Balanced bis
Country bis
Dynamic bis
Moderate bis
Opportunity bis
Prudent bis
Sector bis
distribuito da:
banca mediolanum s.p.a.
Numero Verde 800.107.107
www.bancamediolanum.it
Quotazioni del
Alternative Fund 1
Alternative Fund 2
Alternative Fund 3
20-06-2016 13-06-2016
5,44513
5,74091
5,85103
5,47365
5,77211
5,91666
*Prezzo di vendita: il corrispondente
prezzo di acquisto è maggiore del 2%
Valori in Euro
Quotazioni del
Trio Fund 1
Trio Fund 2
Trio Fund 3
22-06-2016 21-06-2016
6,326
4,901
3,711
5,349
5,535
5,504
6,082
5,939
5,646
5,508
6,165
5,776
6,227
6,142
5,630
5,571
6,122
6,326
4,864
3,711
5,311
5,498
5,498
6,074
5,938
5,646
5,508
6,137
5,736
6,194
6,126
5,589
5,571
6,077
*Prezzo di vendita: il corrispondente
prezzo di acquisto è maggiore del 2%
Valori in Euro
20-06-2016 13-06-2016
4,30245
3,84569
2,20397
4,34165
3,88590
2,33746
Legenda: A=ad accumulazione dei
proventi; B= a distribuzione dei
proventi; cop=coperta
CHALLENGE FUNDS - CLASSI MEDIOLANUM
Quotazioni del
22-06-2016
Precedente
Quotazioni del
CH North American Equity - Med. L
CH European Equity - Med. L
CH Italian Equity - Med. L
CH Germany Equity - Med. L
CH Spain Equity - Med. L
CH Pacific Equity - Med. L
CH Emerging Markets Equity - Med. L
CH Energy Equity - Med. L
CH Cyclical - Med. L
CH Counter Cyclical Equity - Med. L
CH Financial Equity - Med. L
CH Technology Equity - Med. L
CH Liquidity Euro - Med. L
CH Liquidity Us Dollar - Med. L
CH Euro Income - Med. L-A
CH Euro Income - Med. L-B
CH International Income - Med. L-A
CH International Income - Med. L-B
CH Euro Bond - Med. L-A
CH Euro Bond - Med. L-B
CH International Bond - Med. L-A
CH International Bond - Med. L-B
CH International Equity - Med. L-A
CH Flexible Fund - Med. L-A
CH North American Equity Med. S
CH European Equity - Med. S
CH Italian Equity - Med. S
CH Germany Equity - Med. S
CH Spain Equity - Med. S
CH Pacific Equity - Med. S
CH Emerging Markets Equity - Med. S
CH Energy Equity - Med. S
CH Cyclical - Med. S
CH Counter Cyclical Equity - Med. S
CH Financial Equity - Med. S
CH Technology Equity - Med. S
CH Liquidity Euro - Med. S
CH Liquidity Us Dollar - Med. S
CH Euro Income - Med. S-A
CH Euro Income - Med. S-B
CH International Income - Med. S-A
CH International Income - Med. S-B
CH Euro Bond - Med. S-A
CH Euro Bond - Med. S-B
CH International Bond - Med. S-A
CH International Bond - Med. S-B
CH International Equity - Med. S-A
CH Flexible Fund - Med. S-A
CH Solidity & Return - Med. S-A
CH North American Equity Med. L cop.
CH European Equity - Med. L cop.
CH Pacific Equity - Med. L cop.
CH International Income - Med. L-A cop.
CH International Income - Med. L-B cop.
CH International Bond - Med. L-A cop.
CH International Bond - Med. L-B cop.
CH International Equity - Med. L-A cop.
CH North American Equity Med. S cop.
CH European Equity - Med. S cop.
CH Pacific Equity - Med. S cop.
CH International Income - Med. S-A cop.
CH International Income - Med. S-B cop.
CH International Bond - Med. S-A cop.
CH International Bond - Med. S-B cop.
CH International Equity - Med. S-A cop.
CH Solidity & Return - Med. S-B
8,052
5,134
4,133
5,588
6,707
6,214
7,311
6,451
6,092
5,147
3,225
3,358
6,769
4,687
7,368
4,854
5,555
5,387
10,349
6,880
6,661
6,245
7,433
4,533
10,444
8,738
7,131
10,669
14,546
8,185
16,240
12,504
12,278
10,657
7,990
5,103
4,119
5,572
6,695
6,137
7,237
6,402
6,064
5,110
3,193
3,322
6,769
4,660
7,369
4,855
5,527
5,359
10,353
6,883
6,632
6,218
7,376
4,528
10,364
8,686
7,107
10,639
14,520
8,084
16,076
12,410
12,221
10,580
22-06-2016
Precedente
6,251
8,013
12,510
9,382
13,007
9,423
10,946
10,625
18,065
13,020
13,120
12,316
9,571
8,720
11,231
9,338
7,088
5,886
6,799
5,130
8,974
6,823
7,876
18,354
13,712
11,555
11,984
10,014
15,465
12,806
15,325
9,806
6,188
7,928
12,509
9,329
13,008
9,424
10,890
10,571
18,072
13,025
13,063
12,263
9,497
8,711
11,217
9,314
7,057
5,838
6,798
5,130
8,980
6,829
7,846
18,307
13,653
11,461
11,975
10,012
15,476
12,815
15,268
9,793
22-06-2016
Precedente
5,122
4,840
10,077
9,537
5,394
5,002
9,914
10,690
5,365
10,631
5,518
5,262
5,244
5,005
10,934
10,430
10,384
9,910
5,759
5,453
5,541
5,239
11,379
10,776
10,945
10,356
4,404
8,729
4,424
4,448
8,830
8,813
4,696
4,624
4,731
4,653
9,362
9,217
9,429
9,282
4,829
4,678
9,626
9,328
4,959
9,909
5,047
5,016
5,047
5,016
10,088
10,020
10,088
10,023
5,118
5,092
5,117
5,098
10,228
10,176
10,228
10,173
5,075
5,050
5,075
5,050
10,142
10,096
10,142
10,092
5
5
10
10
5,113
4,846
10,060
9,549
5,379
4,989
9,887
10,661
5,351
10,604
5,468
5,215
5,210
4,972
10,836
10,336
10,316
9,845
5,698
5,395
5,498
5,199
11,259
10,662
10,861
10,277
4,401
8,723
4,363
4,400
8,736
8,692
4,689
4,616
4,729
4,651
9,347
9,202
9,425
9,278
4,820
4,670
9,609
9,312
4,963
9,917
5,021
4,996
5,021
4,996
10,036
9,980
10,036
9,982
5,105
5,101
5,105
5,107
10,204
10,194
10,204
10,190
5,042
5,031
5,042
5,032
10,077
10,058
10,077
10,055
5
5
10
10
22-06-2016
Precedente
11,324
10,603
11,406
11,003
11,234
10,982
11,085
11,235
11,260
10,573
11,362
10,981
11,208
10,970
11,084
11,235
MEDIOLANUM BEST BRANDS - CLASSI MEDIOLANUM
Quotazioni del
US Collection Med. L
European Coll Med. L
Pacific Coll Med. L
Em Markets Coll Med. L
Glb Tech Coll Med. L
Euro Fixed Income Med. L A
Euro Fixed Income Med. L B
Glb High Yield Med. L A
Glb High Yield Med. L B
Dynamic Coll Med. L
Equity Power Coup. Coll Med. L
Med.Blackrock Glo Sel Med. L A
Med. JP Morgan Glo Sel Med. L A
Med. Morgan Stanley Glo Sel Med. L A
Premium Coupon Coll Med. L
US Collection Med. S
European Coll Med S
Pacific Coll Med. S
Em Markets Coll Med. S
Glb Tech Coll Med. S
Euro Fixed Income Med. S A
Euro Fixed Income Med. S B
Glb High Yield Med. S A
Glb High Yield Med. S B
Dynamic Coll Med. S
Equity Power Coup. Med. S A
Med. Blackrock Glo Sel Med. S A
Med. JP Morgan Glo Sel Med. S A
Med. Morgan Stanley Glo Sel Med. S A
Premium Coupon Coll Med. S
US Collection Med. L cop
European Coll Med L cop
Pacific Coll Med. L cop
Glb High Yield Med. L A cop
Glb High Yield Med. L B cop
Equity Power Coup. Med. L cop
Med. Blackrock Glo Sel Med. L cop
Med. JP Morgan Glo Sel Med. L cop
Med. Morgan Stanley Glo Sel Med. L cop
Premium Coupon Coll. Med. L cop
Glb Tech Coll Med. L cop
Dynamic Coll Med. L cop
US Collection Med. S cop
European Coll Med S cop
Pacific Coll Med. S cop
Glb High Yield Med. S A cop
Glb High Yield Med. S B cop
Equity Power Coup. S cop
Med.Blackrock Glo Sel Med. S cop
Med. JP Morgan Glo Sel Med. S
Med. Morgan Stanley Glo Sel Med. S cop
Premium Coupon Coll. Med. S cop
Glb Tech Coll Med. S cop
Dynamic Coll Med. S cop
Med. DWS MegaTrend Sel L
Med. DWS MegaTrend Sel L Cop
Med. Franklin Templeton EM Sel L
Med. Pimco Inflation Strategy Sel L
Med. DWS MegaTrend Sel S
Med. DWS MegaTrend Sel S Cop
Med. Franklin Templeton EM Sel S
Med. Pimco Inflation Strategy Sel S
Coupon Strategy Collection La
Coupon Strategy Collection La Cop
Coupon Strategy Collection Lb
Coupon Strategy Collection Lb Cop
Coupon Strategy Collection Sa
Coupon Strategy Collection Sa Cop
Coupon Strategy Collection Sb
Coupon Strategy Collection Sb Cop
New Opportunities collection Lca
New Opportunities collection Lhc
New Opportunities collection Sca
New Opportunities collection Shc
Premium Coupon Coll L B
Premium Coupon Coll L B Hed
Premium Coupon Coll S B
Premium Coupon Coll S B Hed
22-06-2016
Precedente
5,373
6,360
6,257
9,637
2,388
5,997
4,699
11,089
5,352
6,572
6,480
6,643
6,804
7,702
6,325
8,437
9,497
9,028
15,631
7,107
11,570
9,129
16,392
8,435
11,307
10,052
12,849
13,159
14,897
12,360
6,000
6,684
5,330
7,330
4,832
5,782
5,473
5,656
6,653
6,022
7,936
6,569
11,400
12,578
10,098
14,088
9,266
11,039
10,559
10,940
12,842
11,751
15,299
12,722
5,863
5,457
5,029
5,137
11,441
10,609
9,815
10,087
6,254
5,673
5,045
4,561
12,253
11,076
9,887
8,927
5,783
5,306
11,367
10,413
5,128
4,915
10,216
9,729
5,332
6,254
6,198
9,537
2,369
5,996
4,699
11,027
5,322
6,528
6,469
6,613
6,777
7,660
6,313
8,372
9,339
8,942
15,468
7,052
11,569
9,129
16,301
8,388
11,232
10,036
12,792
13,106
14,818
12,336
5,978
6,585
5,296
7,329
4,831
5,790
5,464
5,652
6,634
6,017
7,904
6,538
11,360
12,393
10,034
14,086
9,265
11,054
10,542
10,932
12,805
11,741
15,236
12,662
5,828
5,439
4,988
5,133
11,373
10,574
9,735
10,080
6,225
5,664
5,022
4,554
12,196
11,058
9,841
8,913
5,758
5,295
11,317
10,391
5,119
4,910
10,196
9,721
Quotazioni del
Equity Power Coup. Coll L B
Equity Power Coup. Coll L B Hed.
Equity Power Coup. Coll S B
Equity Power Coup. Coll S B Hed.
Med. Invesco Balanced Risk Coup. Sel LA
Med. Invesco Balanced Risk Coup. Sel LB
Med. Invesco Balanced Risk Coup. Sel SB
Med. Invesco Balanced Risk Coup. Sel SA
Med. Carmignac Strategic Sel LA
Med. Carmignac Strategic Sel SA
Conv. Strategy Coll LA
Conv. Strategy Coll LB
Conv. Strategy Coll LA Hedged
Conv. Strategy Coll LB Hedged
Conv. Strategy Coll SA
Conv. Strategy Coll SB
Conv. Strategy Coll SA Hedged
Conv. Strategy Coll SB Hedged
Infra. Opportunity Coll LA
Infra. Opportunity Coll LB
Infra. Opportunity Coll LA Hedged
Infra. Opportunity Coll LB Hedged
Infra. Opportunity Coll SA
Infra. Opportunity Coll SB
Infra. Opportunity Coll SA Hedged
Infra. Opportunity Coll SB Hedged
Med. Pimco Inflation Strategy Sel LB
Med. Pimco Inflation Strategy Sel SB
Socially Responsible Collectin L A
Socially Responsible Coll LA Hedged
Socially Responsible Coll A Hedged
Socially Responsible Coll SA
Equilibrium LA
Equilibrium LB
Equilibrium LA Hedged
Equilibrium LB Hedged
Equilibrium SA
Equilibrium SB
Equilibrium SA Hedged
Equilibrium SB Hedged
Financial Income Strategy LA
Financial Income Strategy LB
Financial Income Strategy SA
Financial Income Strategy SB
Long Short Strategy Collection LA
Long Short Strategy Collection SA
European Coupon Strategy Collection LA
European Coupon Strategy Collection LHA
European Coupon Strategy Collection LB
European Coupon Strategy Collection LHB
European Coupon Strategy Collection SA
European Coupon Strategy Collection SHA
European Coupon Strategy Collection SB
European Coupon Strategy Collection SHB
US Coupon Strategy Collection LA
US Coupon Strategy Collection LHA
US Coupon Strategy Collection LB
US Coupon Strategy Collection LHB
US Coupon Strategy Collection SA
US Coupon Strategy Collection SHA
US Coupon Strategy Collection SB
US Coupon Strategy Collection SHB
Mediolanum Fidelity Asian Coupon Selection LA
Mediolanum Fidelity Asian Coupon Selection LHA
Mediolanum Fidelity Asian Coupon Selection LB
Mediolanum Fidelity Asian Coupon Selection LHB
Mediolanum Fidelity Asian Coupon Selection SA
Mediolanum Fidelity Asian Coupon Selection SHA
Mediolanum Fidelity Asian Coupon Selection SB
Mediolanum Fidelity Asian Coupon Selection SHB
Dynamic International Value Opportunity LA
Dynamic International Value Opportunity LHA
Dynamic International Value Opportunity SA
Dynamic International Value Opportunity SHA
PORTFOLIO FUND -CLASSI MEDIOLANUM
Quotazioni del
22-06-2016
Precedente
Quotazioni del
PO Active 100 Fund S
PO Active 80 Fund S
PO Active 40 Fund S
PO Active 10 Fund S
PO Aggressive Fund S
PO Aggressive Fund SH
PO Aggressive Plus Fund S
PO Aggressive Plus Fund SH
PO Dynamic Fund S
PO Dynamic Fund SH
PO Balanced Fund S
PO Balanced Fund SH
PO Moderate Fund S
PO Moderate Fund SH
PO Liquidity Fund S
PO Liquidity Fund SA
10,755
10,003
10,879
10,706
11,276
10,124
11,417
10,419
10,675
9,944
10,838
10,684
11,197
10,085
11,336
10,376
Venerdì 24 giugno 2016
BORSA ITALIANA 25
il Giornale
EDISON
SAIPEM
EPSON
Con Eni rivede il prezzo del gas libico Lancia il programma Vitality
Caio: «Sul bond decisione a breve»
Compra la comasca Fratelli Robustelli
Edison ed Eni hanno firmato un accordo per la revisione della formula di prezzo del contratto long term
di fornitura di gas dalla Libia. La nuova formula viene
applicata sui volumi importati a partire dall’1 ottobre
2015 e avrà validità triennale. Edison conferma: nel
2016 ebitda a circa 650 milioni di euro.
Saipem aspetta di conoscere l’esito del referendum sulla Brexit prima di decidere in merito
all’emissione del bond da 1,5 miliardi di euro,
atteso secondo indiscrezioni di stampa verso metà luglio. «Vediamo cosa succede e poi decidiamo», ha detto l’ad del gruppo, Stefano Cao.
Epson Italia, sales company del Gruppo Epson,
ha raggiunto un accordo con la famiglia Robustelli. L’intesa è per l’acquisizione del 100% del capitale della Fratelli Robustelli, società leader nel
settore della produzione di macchine industriali
per la stampa su tessuto.
GENERALI
»
La giornata
in Piazza Affari
MERCATO AZIONARIO
Prezzo
AZIONE
Banche in rally
Corre il lusso
con Eni ed Enel
Piazza Affari chiude in
forte rialzo, con gli indici
che continuano a scommettere sul successo del «Remain» al referendum sulla
Bexit. Il Ftse Mib fa segnare
+3,711% a 17966 punti. In
grande spolvero i titoli bancari, con Ubi Banca che fa
un balzo del 9,92% a pochi
giorni dalla pubblicazione
del nuovo piano industriale. Bene anche Unicredit,
rialzo del 7,24%, e Banco Popolare (+6,47%), dopo l’esito positivo dell’aumento di
capitale. Forti acquisti, inoltre, su Bpm (+7,26%) e Intesa Sanpaolo (+4,93%). Oltre
ai finanziari, in luce Telecom Italia (+4,75%), mentre
nel comparto energia Eni
guadagna il 3,26% ed Enel il
2,46%. Bene il comparto del
lusso (Yoox +2,43% e Ferragamo +1,77%) e gli industriali con Fca a +2,02. Nessun segno negativo nel paniere principale, anche Poste Italiane recupera in chiusura di seduta e va a
+1,13%.
Nelle altre Borse europee,
Parigi sale dell’1,96%, Francoforte dell’1,85% e Londra
guadagna l’1,23%.
chiusura
AAcea
Acotel Group
Acsm-Agam
Aedes
Aeffe
Aegon
Aeroporto Marconi Bo.
Ageas
Ahold Kon
Alba
Alcatel-Lucent
Alerion
Allianz
Ambienthesis
Amplifon
Anima Holding
Ansaldo STS
Ascopiave
Astaldi
Astm
Atlantia
Autogrill
Autos Meridionali
Axa
Azimut
A2a
BB Carige
B Carige Rsp
B Desio Bria Rnc
B Desio e Brianza
B Ifis
B Intermobiliare
B M.Paschi Siena
B P di Sondrio
B P Emilia Romagna
B Pop Etruria e Lazio
B Pop Milano
B Pop Spoleto
B Profilo
B Santander
B Sardegna Rsp
B Sistema
Banca Generali
Banco Popolare
Banzai
Basf
Basicnet
Bastogi
Bayer
BB Biotech
B&C Speakers
Bca Finnat
Bca Mediolanum
Be
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Company
Bialetti Industrie
Biancamano
Biesse
Bioera
Bmw
Bnp Paribas
Boero
Bolzoni
Bon Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia Rsp
Brembo
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem Rsp
CCad It
Cairo Communication
Caleffi
MATERIE PRIME
Titolo
PETROLIO
Light Sweet Crude Oil
AGRICOLTURA (CBOT)
Frumento
Mais
Generali lancia Vitality, il programma che mira ad
incoraggiare e premiare il comportamento dei clienti verso uno stile di vita più sano. Il programma sarà
offerto ai nuovi clienti che sottoscriveranno una copertura «term life» o invalidità professionale, come
programma optional collegato alla polizza.
10,89
6,335
1,543
0,401
1,102
4,358
8,265
34,95
19,71
2,65
3,468
1,63
141
0,4
8,65
5,15
10,08
2,62
4,042
10,81
23,64
7,585
16,23
21,25
19,49
1,202
0,427
63
1,982
1,81
22,61
1,586
0,544
2,664
4,632
0,583
0,502
1,794
0,182
4,19
6,16
2,556
22,38
3,03
3,7
71,65
3,086
1,196
92,85
41,42
6,955
0,345
7,11
0,49
0,396
0,624
2,356
0,311
0,139
12,02
0,224
74,15
47,8
18
4,274
18,5
0,272
0,342
52,5
0,049
17,6
16,96
9,935
3,74
4,41
1,16
Ultima
2016
Capital.
Var. Uff. in mln
min. max.
-1,18
0,079
0,195
1,443
1,101
3,91
0,425
1,128
1,233
-1,092
1,293
0,465
1,578
2,693
0,558
3,821
1,949
0,807
0,711
3,286
3,71
2,202
-4,894
5,233
3,101
1,863
3,92
6,39
7,671
5,64
2,02
2,245
0,984
1,429
2,944
6,465
0,054
0,844
-0,772
0,504
0,324
0,852
1,756
2,344
3,72
0,662
-0,08
1,632
-2,807
1,264
2,895
1,298
2,796
-0,512
1,744
-3,543
1,911
2,975
2,794
-0,267
0,227
-
2319,19
26,42
118,22
128,15
118,31
687,79
298,37
82190,57
2349,21
26,83
8037,12
71,03
63999,9
37,08
1953,42
1543,99
2016
614,16
397,83
951,28
19521,53
1929,62
71,01
44394,61
2792,03
3765,75
354,48
1,61
26,17
211,77
1216,67
247,75
1593,59
1207,82
2229,42
126,62
2204,68
53,4
123,26
59986,69
40,66
205,56
2598,94
1097,4
151,85
66142,16
188,23
147,84
70969,15
2454,14
76,51
125,19
5250,26
66,1
79,12
1415,09
22,03
33,65
4,71
329,26
8,06
44637,94
43598,19
78,13
111,1
145,69
10,31
0,31
3506,18
38,6
1196,8
2804,32
404,47
33,59
345,49
18,13
10,88
5,75
1,264
0,316
0,945
3,77
6,1
32,15
18,73
2,212
2,898
1,61
126,9
0,365
6,755
4,42
9,735
2,01
3,55
8,935
22,08
6,215
16,1
18,88
15,51
0,956
0,37
49,9
1,859
1,601
20,21
1,271
0,436
2,31
3,666
0,583
0,415
1,794
0,176
3,358
6
2,23
19,88
2,45
3,276
56,8
2,95
1,112
84,65
36,94
6,24
0,328
5,315
0,358
0,37
0,543
2,31
0,231
0,139
10,5
0,218
67,1
37,5
17,5
3,47
16,59
0,25
0,342
32,78
0,046
13,28
12,1
7,35
3,4
3,37
0,874
preced.
49,13
49,85
456,75
387,25
458,75
393
Titolo
ultimo
preced.
Riso
FARINE E SEMI (CBOT)
Farina di Soia
Semi di soia
10,84
10,99
390,8
1136
391
1137,5
Quote al 23/06
Oro
Argento
Platino
Palladio
$ x Oz
1261,79
17,31
963,71
562,45
€x Gr
35,7
0,49043
26,97
15,87
MOT-TITOLI DI STATO
Codice
Isn
Titolo
1.08.2016
15.09.2016
15.11.2016
15.12.2016
01.02.2017
01.05.2017
15.05.2017
01.06.2017
1.8.2017
01.11.2017
15.1.2018
01.02.2018
15.05.2018
01.06.2018
01.08.2018
15.10.2018
01.12.2018
1.2.2019
01.03.2019
15.04.2019
01.05.2019
1.8.2019
01.09.2019
01.12.2019
1.2.2020
01.03.2020
01.05.2020
01.09.2020
01.11.2020
01.03.2021
01.05.2021
01.06.2021
1.8.2021
01.09.2021
15.12.2021
01.03.2022
15.04.2022
01.09.2022
15.09.2022
01.11.2022
15.03.2023
01.05.2023
01.08.2023
15.09.2023
1.11.2023
22.12.2023
01.03.2024
01.09.2024
01.12.2024
01.03.2025
01.06.2025
01.12.2025
01.03.2026
01.06.2026
1.11.2026
1,88
2,38
1,38
0,75
2
2,38
0,58
2,38
2,63
1,75
0,38
2,25
0,13
1,75
2,25
0,15
1,75
2,13
2,25
0,05
1,25
0,75
2,13
0,53
2,25
2,13
0,35
2
0,33
1,88
1,88
0,23
1,88
2,38
1,08
2,5
0,68
2,75
0,73
2,75
0,48
2,25
2,38
1,3
4,5
4,25
2,25
1,88
1,25
2,5
0,75
0,5
2,25
0,8
3,63
100,35
101,04
101,11
100,78
102,47
104,13
101,1
104,51
105,83
104,76
101,19
107,2
100,45
106,72
109,36
100,62
108,41
110,9
111,9
100,01
106,79
104,28
113,07
103,13
115,6
115,01
101,9
115,66
101,56
115,77
116,02
100,26
116,77
122
108,74
124,58
104,14
129,12
104,59
129,41
100,91
124,38
126,91
116,74
157,01
161,51
125,48
120,29
110,6
131,13
102,25
106,08
128,4
101,98
155,69
100,4
101,09
101,14
100,77
102,49
104,16
101,13
104,56
105,87
104,78
101,21
107,24
100,45
106,72
109,38
100,61
108,42
110,91
111,91
99,97
106,77
104,25
113,07
103,13
115,63
115,02
101,88
115,63
101,55
115,73
116
100,17
116,73
121,97
108,71
124,51
104,11
129,02
104,55
129,42
100,82
124,38
126,79
116,58
156,86
161,51
125,37
120,12
110,48
130,96
102,08
105,76
128,14
101,6
155,45
Caltagirone
Caltagirone Editore
Campari
Carraro
Carrefour
Cattolica Assicurazioni
Cembre
Cementir Holding
Centrale del Latte To
Cerved Information Sol
Chl
Cia
Ciccolella
Cir
Class Editori
Cnh Industrial
Cofide
Coima Res
Conafi Prestito’
Cr Valtellinese
Credem
Credit Agricole
Csp International
Cti Biopharma
DDada
Daimler
Damiani
D’Amico
Danieli & C
Danieli & C Rsp
Danone
Datalogic
Dea Capital
De’Longhi
Deutsche Bank
Deutsche Telekom
Diasorin
Digital Bros
Dmail Group
EEdison Rsp
Eems
Ei Towers
El En
Elica
Emak
Enel
Enervit
Engie
Engineering
Eni
E.On
Erg
Ergycapital
Espresso
Esprinet
Eukedos
Eurotech
Exor
Exprivia
FFalck Renewables
Ferrari
Fiat Chrysler
Fidia
Fiera Milano
Fila
Fincantieri
FinecoBank
Fnm
Fullsix
GGabetti
Gas Plus
Gefran
Generali
Geox
Gruppo Waste Italia
14,25
9,01
1,717
0,52
1,489
5,465
10,45
43,27
20,49
3,098
3,776
2,448
163,9
0,462
8,8
8,02
10,7
2,62
5,615
11,92
24,65
8,82
17,89
25,39
23,06
1,287
1,262
99,9
2,54
2,788
29,11
2,25
1,232
4,152
7,04
0,583
0,921
1,794
0,27
4,66
8,265
4
29,18
9,505
4,57
73
4,85
1,65
117
54,18
7,81
0,432
7,73
0,554
0,478
0,722
2,86
0,379
0,281
15,92
0,374
97,95
52,5
22,3
4,306
19,1
0,29
0,39
53,95
0,088
17,88
18,22
10,5
4,332
4,99
1,17
2,01
0,87
8,655
1,219
23,42
6,185
13,59
4,1
2,722
7,755
0,019
0,183
0,241
1,047
0,397
6,865
0,39
8
0,253
0,533
6,58
8,805
1,038
0,361
2,296
59,55
0,976
0,393
17,4
13,09
63,4
14,28
1,13
23,01
15,48
14,75
55,25
6,85
1,175
0,654
0,105
49,55
13,79
1,85
0,721
4,002
2,4
14,7
65,7
14,58
9,29
10,34
0,051
0,817
5,9
0,941
1,388
35,37
0,687
0,808
38,59
6,3
5,695
1,711
12,58
0,36
6,625
0,447
1,232
0,545
2,698
1,636
13,12
3,046
0,217
-0,79
-1,136
2,547
-0,652
0,343
1,811
0,221
4,008
-1,09
-0,193
0,165
2,849
2,478
4,331
3,947
1,266
-0,98
3,696
2,412
2,265
-0,765
-0,605
0,168
-2,352
0,383
2,353
1,237
1,44
1,062
1,527
0,833
1,775
2,076
0,363
-2,837
-3,292
1,396
19,454
1,808
0,657
1,425
0,558
2,458
-0,271
-0,228
3,258
1,253
0,878
5,144
0,307
1,201
1,183
-0,287
5,867
1,327
2,735
2,66
2,024
0,618
-0,523
2,276
-0,498
3,516
1,752
-1,833
1,301
1,811
0,368
4,293
1,533
-0,915
241,44
108,75
5026,82
56,06
16508,82
1078,01
231,03
652,39
27,22
1512,23
4,91
16,84
43,56
831,62
37,47
9356,1
280,35
288,06
11,74
591,03
2187,14
19602,95
34,52
102,19
38,3
57440,59
80,58
168,4
711,3
529,16
32575,06
834,62
346,47
3440
8836,9
64329,47
3091,14
96,66
1,8
71,99
4,58
1400,4
266,11
117,15
118,12
40687,05
42,72
32246,56
821,25
52986,42
18589,29
1554,31
8,53
336,64
309,19
21,4
49,3
8524,17
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01/03/2026
01/06/2026
01/11/2026
Codice
Isn
Titolo
Ced. Prezzo d’asta Rend.
sem. ultimo preced. lordo
Scadenza
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per doll.
☎
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Ultima
Var.
quot.
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Cambio
per doll.
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1,4399
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Quotazione
Quotazione
domanda
offerta
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BOT
Prezzo
chiusura
Prezzo
ultimo
prec.
79,600
102,790
101,500
78,950
102,790
101,500
Titolo
Prezzo
AZIONE
chiusura
Prima Industrie
Prysmian
RRai Way
Ratti
Rcs Mediagroup
Recordati
Renault
Reno De Medici
Reply
Retelit
Ricchetti
Risanamento
Roma A.S.
Rosss
Rwe
SSabaf
Saes Getters
Saes Getters Rsp
Safilo Group
Saipem
Saipem Rcv
Salini Impregilo
Salini Impregilo Rsp
Salvatore Ferragamo
Sanofi
Sap
Saras
Save
Servizi Italia
Sesa
Sias
Siemens
Sintesi
Snai
Snam
Societe Generale
Sogefi
Sol
Space2
Stefanel
Stefanel Rsp
STMicroelectronics
TTamburi
Tas
Technogym
Telecom Italia
Telecom Italia Rsp
Telefonica
Tenaris
Terna
Ternienergia
Tesmec
Tiscali
Tod’s
Toscana Aeroporti
Total
Trevi
Txt e-solutions
UUbi Banca
Unicredit
Unicredit Rsp
Unilever
Unipol
UnipolSai
VValsoia
Vianini Industria
Vittoria ass
Vivendi
YYoox Net-a-Porter Group
ZZignago Vetro
Zucchi
Zucchi Rsp
78,950
102,790
101,500
13,1
21,66
3,8
2,334
0,785
26,84
81,25
0,316
125
0,636
0,167
0,087
0,414
0,581
13,63
9,5
11,78
8,79
7,045
0,405
5,7
2,922
7,16
20,08
71,6
70,9
1,673
13,38
3,636
14,31
8,295
96,9
0,021
0,702
5,16
36,3
1,435
8,69
9,75
0,18
145
5,43
3,556
0,525
3,912
0,828
0,652
9,04
13,1
4,864
0,818
0,515
0,046
54,35
14,37
43,52
1,324
7,4
3,258
2,724
6,545
40,68
3,004
1,64
18,4
1,194
9,38
16,64
24,01
5,71
0,02
0,141
Ultima
2016
Capital.
Var. Uff. in mln
min. max.
-1,504
3,241
-0,68
1,883
1,551
2,913
3,096
0,079
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2,768
-1,724
3,47
1,774
-0,07
0,283
2,638
1,672
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0,775
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0,052
1,914
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1,976
4,822
0,561
1,637
0,775
-0,166
2,938
0,452
-4,197
0,205
4,747
4,823
0,5
3,968
1,757
2,188
1,779
0,655
-1,092
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2,239
2,778
9,919
7,244
1,63
0,469
7,747
4,259
0,601
0,336
3,247
0,848
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2,147
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137,33
4694,18
1033,6
63,83
409,4
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23151,14
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104,39
13,67
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7134,01
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0,62
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11,57
3389,3
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0,9
81,95
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21080,4
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15,25
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525,56
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3930,12
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15465,03
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32,96
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145
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103221,09
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2937,9
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16,53
69755,12
2155,29
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192,39
35,95
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19472,23
2131,89
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0,48
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16,45
3,7
2,25
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8,775
8,985
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6,405
0,301
3,9
2,62
7,16
18,27
67,35
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1,29
11,27
3,148
12,5
7,815
79
0,017
0,529
4,722
27,4
1,292
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9,5
0,142
145
4,59
2,59
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3,62
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8,435
8,64
4,5
0,792
0,493
0,038
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12,97
36,05
1,173
7,02
2,57
2,204
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5
0,008
0,115
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22,34
4,786
2,578
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94,1
0,368
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11,48
14
10,55
10,71
0,943
6,2
4,01
9,51
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1,952
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3,87
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9,8
98,45
0,036
0,893
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8,69
10
0,25
145
6,27
3,556
0,58
4,204
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0,951
10,49
13,1
5,08
1,582
0,65
0,058
73,75
15,5
45
1,83
8,13
6,2
5,135
8,29
41,44
4,764
2,36
21,608
1,298
10,04
20,02
34,55
6,065
0,04
0,21
Giorni
Prezzo
Rend. Lordo
Periodo
360
365
30.06.2016
14.07.2016
29.07.2016
12.08.2016
31.08.2016
14.09.2016
30.09.2016
14.10.2016
31.10.2016
14.11.2016
30.11.2016
14.12.2016
13.01.2017
14.02.2017
7
21
36
50
69
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99
113
130
144
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174
204
236
100,001
100,004
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1 mese
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi
-0,358
-0,266
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-0,094
-0,029
-0,363
-0,270
-0,161
-0,095
-0,029
Tasso riferimento principale
Depositi
Rifinanziamento marginale
0,00
-0,40
0,25
TASSI BCE
Fondo
Alpha Immobiliare
AMUNDI RE Europa
AMUNDI RE Italia
Atlantic 1
Atlantic 2
Beta
Bnl Portfolio Imm
Delta Immobiliare
Estense Distrib
Europa Imm 1
Immobiliare Dinamico
Immobilium 2001
2,000
-
104,669
102,351
36,800
106,108
151,303
99,779
104,871
100,298
99,289
97,619
98,769
99,508
95,998
102,349
102,039
101,069
100,085
98,781
110,979
98,726
76,401
104,237
99,981
107,861
106,165
111,470
102,729
74,603
102,355
106,866
113,475
110,219
102,263
Titoli
Prezzo
chiusura
Cdr Adv. Capital 6% Cv 2015-21
Cdr Adv Capital 6,5 Cv 2014-19
Chl Cv 2014-2018
98,000
104,500
100,600
Prezzo
ultimo
prec.
98,000
104,500
100,600
Quantità
in migliaia
98,056
104,500
100,255
22,400
3,000
OBBLIGAZIONI PIÙ TRATTATE NELLA GIORNATA
0,93
4,86
1,31
1,75
1,03
0,60
0,69
2,52
0,85
15,45
10,99
4,79
9,31
1,87
1,96
3,97
1,75
2,17
3,27
0,80
2,59
3,55
2,29
0,09
0,09
1,34
4,21
2,55
4,06
3,10
0,97
2,46
2,79
FONDI CHIUSI
EURIBOR (aggiornato al 22/06)
Scadenza
Quantità
in migliaia
Prezzo d’asta Rend. Scadenza
ultimo
lordo
Autostrade 12.06.2023 1,625%
Banco Popolare Nv20 5.5% Eur
Bei 97/2017 2.5373%
BERS 25 Cms Rates D
Bim Imi 98/2018 Sd
Bimi Gn17 Tv Eur
Bimi Mg19 Tm Bancoposta CFloor
Bimi Mz17 Mc Eur
Bimi Nv17 Mc Eur
Bimi 27.11.2016 Brl 10%
Bnp Arbitr Tf 10% Dc17 Brl
Bnp Arbitr 02.02.2020 4,5% Mxn
Bnp Arbitr 02.02.2020 8% Try
Bpop Lg17 Mc Eur
Bpop Mg17 Mc Eur
Bpop 30.07.2022 Eur3m+4,375%
CassaDdPp 20.03.2022 Mc
Centrob 2019 Eu Sd Ind
Centrob 98/2018 Cap Rf
Centrob 98/2018 Zc
Comit 97/2027 Zc
Crediop 98/2018 Cap Rf
Dexi Gn16 Tv Eur
Enel 20.2.2018 4,875%
Eni 11/10/17 4,875%
IADB 98-18 Rev.Float.Capped
Intek TF 2015-2020 Eur
ISP fb28 zc
Ivs Group 15.11.2022 4,5%
Mb Gn21 Tv
Mb Mg20 P Atto 4,5%
Mb Nv20 Eur 5%
Mb 10.09.2025 Tv Floor Sub2
12-06-2023
18-11-2020
20-02-2017
22-07-2025
04-11-2018
30-06-2017
31-05-2019
31-03-2017
10-11-2017
27-11-2016
02-12-2017
02-02-2020
02-02-2020
21-07-2017
31-05-2017
30-07-2022
20-03-2022
22-01-2019
20-10-2018
30-01-2018
08-01-2027
15-10-2018
28-06-2016
20-02-2018
11-10-2017
06-11-2018
20-02-2015
17-02-2028
15-11-2022
13-06-2021
14-05-2020
15-11-2020
10-09-2025
Titolo
Prezzo d’asta Rend. Scadenza
ultimo
lordo
Mb 18.04.2023 5,75%
Mbp Nv17 Sc Eur
Mcr Centr 98/2028 Zc
Mcr Lomb 2018 75 R F
Mcr Lomb 2019Eu Sd Ind
Mcr Lomb 2019EU 3 Rfc
Mediob MB26 Index l 2021
Mediob 12.06.2025 2,75% Call
Mediob 18.06.2018 T Misto Mc
Mps 29.09.2017 Mc Eur
R Ellenica 99/2019 5%
RBS Ge20 Royal 5,5 Inflazione
RBS ge20 Royal8%
Rbs Gn17 Mc Eur
Rbs Mz18 Royal Protezione
Rbs Mz20 Royal 5% Flex Eur
RBS Ott19 Tsf
Rbs St16 Royal Scala Cresc.
Sg Issuer 27,4,2018 rub 10,5%
Spaolo 97/2022 115 Zc
Tip 4,75% 2014-2020
Ubi Feb17 lt2 3.1%
Ubi Ge17 SU Eur
Ubi Gn19 SubLT2FixFloat
Ubi Mz19 Mc Sub Call
Ubi Nv18 Mc Eur
Ubi Ot16 Step Up W Eur
Ubi 08.10.19 6% lt2
Ubi 08.10.2019 T M LT2 Welcome
Ubi 16/06/11-18 5,5%
Ubi 30/06/11-18 5,4%
Ucg Ag18 5,65% Bp Eur
113,650
102,873
72,593
110,721
99,041
110,764
101,054
103,874
101,867
101,132
94,433
102,011
123,881
100,135
102,563
96,383
99,071
100,952
104,108
92,140
107,605
100,550
102,100
97,100
97,332
96,268
101,560
104,936
103,837
103,524
101,889
110,026
3,43
3,67
2,79
3,14
2,25
3,10
2,29
0,51
3,47
7,12
1,06
1,37
0,86
1,25
1,03
0,72
0,55
8,00
1,47
2,58
2,25
0,45
2,79
2,52
2,33
0,48
2,83
3,57
3,08
3,20
0,95
18-04-2023
30-11-2017
10-02-2028
06-11-2018
15-01-2019
18-02-2019
30-10-2021
12-06-2025
18-06-2018
29-09-2017
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11-01-2020
29-06-2017
23-03-2018
23-03-2020
08-10-2019
30-09-2016
27-04-2018
30-01-2022
14-04-2020
23-02-2017
31-01-2017
30-06-2019
13-03-2019
18-11-2018
19-10-2016
08-10-2019
08-10-2019
16-06-2018
30-06-2018
24-08-2018
Dati ed elaborazioni di borsa sono curati da
ultimo
prec.
1090,000
1005,000
900,000
234,300
98,050
117,200
538,000
52,700
622,500
1159,000
69,000
1813,000
1090,000
1003,000
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53,150
620,000
1162,000
68,950
1842,000
Per la vostra pubblicità su
[email protected] - www.visibilia.eu
3616,6
44,98
604,09
22,38
2074,89
142,34
4,34
22488,79
71,62
21,27
1605,97
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31,08
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102410,18
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253,65
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56,9
5,82
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10,79
MOT-OBBLIGAZIONI
Ultima
Sterlina (v.c.)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post 74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
1,082
1,729
0,678
0,486
0,19
0,771
0,162
2,345
-0,048
-0,141
2,076
4,926
4,64
3,676
1,177
0,419
-0,939
1,765
-1,275
0,095
-0,662
1,038
0,802
1,363
-0,039
-0,066
2,805
0,338
1,441
3,35
1,614
1,472
-0,891
0,767
1,112
2,224
0,612
0,498
2,684
5,538
6,225
2,862
4,608
2,657
-1,889
4,486
0,109
0,503
0,185
0,091
-0,541
1,591
1,302
2,235
-0,806
-0,148
-0,086
2,54
1,423
1,607
0,619
-0,223
1,132
0,613
-0,862
Titoli
4014 Dollaro Canadese
Moneta
Ultima
2016
Capital.
Var. Uff. in mln
min. max.
OBBL.CONVERTIBILI
Australia tus
Canada tus
Cina p/t
Giappone tus
G. Bretagna tus
☎
2,428
0,942
0,743
0,517
52,85
0,418
0,185
10,91
0,207
0,424
14,75
2,258
2,12
0,141
4,126
1,677
1,437
1,266
1,009
1,471
10,55
2,4
300
34,07
26,41
8,18
0,259
151,7
0,473
11,89
0,458
0,475
10,18
170
46,86
0,556
144,6
2,364
17,47
7,395
0,162
1,301
3,926
6,74
0,096
4,31
1,38
2,3
0,359
15,84
1,039
3,82
0,185
159,8
8,105
2,202
7,36
5,045
0,268
0,154
7
14,64
5,54
2,7
2,324
23,32
1,736
0,285
2,104
1,138
4,878
0,179
6,7
0,082
0,058
Igd
Il Sole 24 Ore
Ima
Immsi
Industria e Innovazione
Ing Groep
Intek Group
Intek Group Rsp
Interpump
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Rsp
Invest e Sviluppo
Inwit
Irce
Iren
Isagro
Isagro Azioni Sviluppo
It Way
Italcementi
Italiaonline
Italiaonline Rsp
Italmobiliare
Italmobiliare Rsp
Ivs Group
JJuventus FC
KKering
K.R.Energy
LLa Doria
Landi Renzo
Lazio S.S.
Leonardo - Finmeccanica
L’Oreal
Luxottica Group
Lventure Group
LVMH
MMaire Tecnimont
Marr
Massimo Zanetti Beverage
M&C
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Meridie
Mid Industry Capital
Mittel
Moleskine
Molmed
Moncler
Mondadori
Mondo TV
Monrif
Munich RE
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NNice
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Nokia Corporation
Nova Re
OOlidata
Openjobmetis
Orange
Ovs
PPanariaGroup
Parmalat
Philips
Piaggio
Pierrel
Pininfarina
Piquadro
Poligrafica S.Faustino
Poligrafici Editoriale
Poste Italiane
Prelios
Premuda
CAMBI DELL’EURO
Ced. Prezzo d’asta Rend.
sem. ultimo preced. lordo
BTP
IT0004019581
IT0004761950
IT0004960826
IT0004987191
IT0004164775
IT0004793474
IT0005023459
IT0004820426
IT0003242747
IT0004867070
IT0005058463
IT0004273493
IT0005106049
IT0004907843
IT0004361041
IT0005139099
IT0004957574
IT0003493258
IT0004423957
IT0005177271
IT0004992308
IT0005030504
IT0004489610
IT0005069395
IT0003644769
IT0004536949
IT0005107708
IT0004594930
IT0005142143
IT0004634132
IT0004966401
IT0005175598
IT0004009673
IT0004695075
IT0005028003
IT0004759673
IT0005086886
IT0004801541
IT0005135840
IT0004848831
IT0005172322
IT0004898034
IT0004356843
IT0004243512
IT0000366655
IT0000366721
IT0004953417
IT0005001547
IT0005045270
IT0004513641
IT0005090318
IT0005127086
IT0004644735
IT0005170839
IT0001086567
chiusura
TASSI UFFICIALI
METALLI PREZIOSI
ultimo
Ultima
2016
Capital.
Var. Uff. in mln
min. max.
Prezzo
AZIONE
Milano TEL 02 3658 6750 FAX 02 3658 6774
Roma TEL 06 9521 3200-01-02 FAX 06 9521 3233
Fondo
Invest Real Sec
Investietico
Mediolanum Re A
Mediolanum Re B
Obelisco
Polis
Risp Imm Uno Energia
Securfondo
Socrate
Tecla
Unicredit Imm Uno
Valore Imm Globale
ultimo
prec.
858,000
1637,000
3,790
2,600
502,000
1050,000
6855,000
1017,000
240,000
126,100
1180,000
1260,000
846,000
1653,000
3,598
2,580
502,000
1050,000
6855,000
1017,000
238,400
126,100
1186,000
1250,000
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26 RISPARMIO GESTITO
Venerdì 24 giugno 2016
LA CLASSIFICA
Pos.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
GRUPPO GENERALI
GRUPPO INTESA SANPAOLO
PIONEER INVESTM.- Gr. UNICREDIT
ANIMA HOLDING
POSTE ITALIANE
BLACKROCK INVESTMENT MAN.
GRUPPO UBI BANCA
ALLIANZ
GRUPPO MEDIOLANUM
AMUNDI GROUP
GRUPPO AZIMUT
AXA
GRUPPO BANCO POPOLARE
ARCA
GRUPPO BNP PARIBAS
JPMORGAN ASSET MANAGEMENT
GRUPPO DEUTSCHE BANK
INVESCO
CREDITO EMILIANO
FRANKLIN TEMPLETON INVESTM.
SCHRODERS
PICTET ASSET MANAGEMENT
FIDELITY INTERNATIONAL
MORGAN STANLEY
CREDIT SUISSE
STATE STREET GLOB.ADVISORS
M&G INVESTMENTS
KAIROS PARTNERS
SOCIETE GENERALE
BANCA ESPERIA
ICCREA
il Giornale
CHI SALE E CHI SCENDE
Raccolta netta
Mln euro
-871,2
697,8
413,6
384,2
430,6
n.d.
193,5
-9,8
169,8
296,3
185,3
-148,9
-195,8
127,1
572,5
356,3
-53,3
-33,7
377,6
-376,5
84,4
n.d.
n.d.
67,1
-224,7
102,7
32,1
314,8
253,5
27,4
20,4
Patrimonio
Mln euro
463.662
357.633
144.344
70.694
69.581
66.671
47.842
47.287
41.298
40.777
37.349
32.777
32.264
29.293
29.045
25.119
21.583
20.151
18.859
18.859
18.108
17.529
16.700
13.834
13.166
11.347
11.098
10.653
9.583
9.149
7.229
Quota %
di mercato
25,4%
19,6%
7,9%
3,9%
3,8%
3,7%
2,6%
2,6%
2,3%
2,2%
2,0%
1,8%
1,8%
1,6%
1,6%
1,4%
1,2%
1,1%
1,0%
1,0%
1,0%
1,0%
0,9%
0,8%
0,7%
0,6%
0,6%
0,6%
0,5%
0,5%
0,4%
Pos.
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
GROUPAMA ASSET MANAGEMENT
GRUPPO MONTEPASCHI
GRUPPO BANCA SELLA
ERSEL
UBS
BNY MELLON
FONDACO
GRUPPO BANC.VENETO BANCA
CANDRIAM
BANCA POP. EMILIA ROMAGNA
NN INVESTMENT PARTNERS
ABERDEEN ASSET MANAGEMENT
PENSPLAN INVEST
ACOMEA
CONSULTINVEST
NEXTAM PARTNERS
BANCA PROFILO
JANUS CAPITAL GROUP INC.
BANCA FINNAT EURAMERICA
TAGES
HEDGE INVEST
SOPRARNO
BANCA DEL CERESIO
ZENIT (PFM)
AVIVA INV.GLOBAL SERVICES
FINANZIARIA INTERNAZIONALE
ALPI
AGORA
FINANCE PARTNERS
DIAMAN
TOTALE
Raccolta netta Patrimonio
Mln euro
Mln euro
7.032
0,0
6.895
-10,2
6.580
-2,4
6.210
1,2
5.692
-28,7
4.604
n.d.
4.597
175,9
4.102
-82,8
3.826
n.d.
3.306
8,2
2.722
n.d.
1.912
n.d.
1.380
21,2
1.344
-3,5
1.232
-5,1
1.150
-5,1
1.056
-5,1
943
n.d.
698
-4,8
679
-1,3
635
-23,0
615
7,3
594
-6,9
423
-3,1
368
n.d.
221
0,0
169
1,6
135
-0,4
66
-1,9
33
-5,1
1.822.562
3.218,8
Nessun gruppo sopra il miliardo
Intesa e Bnp in maglia rosa
Quota %
di mercato
0,4%
0,4%
0,4%
0,3%
0,3%
0,3%
0,3%
0,2%
0,2%
0,2%
0,1%
0,1%
0,1%
0,1%
0,1%
0,1%
0,1%
0,1%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
100%
La notizia è che questo mese nessun
gruppo è riuscito a contabilizzare un saldo positivo di raccolta netta superiore
al miliardo di euro. D’altra parte, sono
ben 16 i gruppi che possono vantare
una raccolta netta mensile superiore ai
100 milioni. Otto di questi hanno saputo incamerare nel mese più di 300 milioni: Intesa Sanpaolo (698 milioni), Bnp
Paribas (573), Poste Italiane (431), Pioneer Unicredit (414), Anima (384), Credito Emiliano (378), JPMorgan asset management (356) e Kairos partners (315).
Gli altri otto, con saldi mensili tra 103 e
296 milioni, sono: Amundi group (296),
Société Générale (254), Ubi Banca
(194), Azimut (185), Fondaco (176), Me-
Il risparmio gestito accelera:
a maggio raccolti 3,2 miliardi
Nuovo record per il patrimonio. I fondi tornano a far
la parte del leone dopo la battuta d’arresto di aprile
L’industria del risparmio gestito ha chiuso maggio con un
altro buon risultato in termini
di raccolta netta mensile: 3,2 miliardi di euro. Un risultato che,
oltre ad essere del 30% al di sopra del dato di aprile, consente
di archiviare i primi 5 mesi con
un saldo complessivo di raccolta di 33,1 miliardi. Il mese scorso, i fondi comuni sono tornati
a fare la parte del leone dopo la
pausa di aprile, accumulando
2,4 miliardi di nuove sottoscrizioni nette (che diventano 14,8
miliardi nei cinque mesi). Le gestioni di portafoglio, dal canto
loro, sono riuscite a incamerare
805 milioni per effetto del saldo
positivo delle gestioni per gli investitori istituzionali (1,06 miliardi) e i deflussi netti negativi
accusati dalle gestioni retail
(-256 milioni). Alla luce di questi flussi mensili e per effetto degli andamenti dei mercati finanziari, a fine maggio il patrimonio complessivo dell’industria
del risparmio gestito si attestava a 1.872 miliardi (nuovo massimo storico), di cui 966 in gestioni di portafoglio (51,6% del
totale) e 905,6 in fondi comuni
(48,4%). Restando in tema di
fondi, a maggio la raccolta ha
premiato i flessibili (1,7 miliardi), e gli obbligazionari (1,35):
in positivo anche i bilanciati
(117 milioni), mentre nell’ambito dei fondi azionari (-569) e
monetari (-254) hanno prevalso i disinvestimenti. A fine mese, gli obbligazionari potevano
contare su un patrimonio di
355,7 miliardi (il 41,5% del totale), i flessibili su asset per 206,2
(24,1%), gli azionari su un patrimonio di 182,3 (21,3%), i bilanciati su asset per 69,5 (8,1%): fanalini di coda i fondi monetari
con 37,2 miliardi (4,3%). Infine,
come di consueto, uno sguardo
al confronto tra fondi di diritto
italiano ed esteri: i primi hanno
raccolto 658 milioni (portando
in attivo il saldo da inizio anno
a +90 milioni) mentre i prodotti
di diritto estero hanno accumulato sottoscrizioni nette mensili
per 1,7 miliardi (14,7 miliardi
da gennaio).
L’ANDAMENTO DELL’ANNO
2.000
Patrimonio dati fondi
1.875
1.750
10.000
1.625
5.000
1.500
mag 2015
mag 2016
0
Dati in milioni di euro
IL PORTAFOGLIO
dati in percentuale (maggio 2016)
fondi hedge
0,7
fondi azionari
21,3
fondi
flessibili
24,1
fondi
bilanciati
8,1
fondi di
liquidità
4,3
fondi
obbligazionari
41,5
Fonte: Assogestioni
performance al 31/5/2016
Eurizon Azioni Pmi Italia
8
7
6
5
M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G F M A M
2013
2014
Migliori a 1 anno
SOTTO LA LENTE
15.000
MIGLIORI & PEGGIORI
4
Raccolta netta
20.000
diolanum (170), Arca (127) e State
Street global advisors (103). Ci sono poi
altri sei gruppi che hanno registrato una
raccolta mensile positiva a doppia cifra:
Schroders (84 milioni), Morgan Stanley
(67), M&G (32), Banca Esperia (27), Pensplan Invest (21) e Iccrea (20). Tra le
società che invece hanno accusato i
maggiori deflussi figurano: Generali
(-871 milioni, dovuto ad operazioni infragruppo), Franklin Templeton (-377),
Credit Suisse (-225), Banco Popolare
(-196) e Axa (-149). Raccolta mensile in
rosso ma meno pronunciata, infine, per
Gruppo Bancario Veneto Banca (-83 milioni), Deutsche Bank (-53), Invesco
(-34), Ubs (-29) e Hedge Invest (-23).
I rendimenti restano al palo
Poche gioie dagli azionari
Il mese precedente al referendum inglese sulla permanenza o meno del Regno Unito
nell’Unione Europea è stato caratterizzato da
un forte aumento della volatilità sui mercati.
Tuttavia, sul fronte dei rendimenti, sono state
registrate variazioni limitate al punto percentuale: dal +0,56% dei fondi azionari al -0,11%
dei fondi flessibili e di quelli monetari, passando per il +0,29% dei fondi obbligazionari e
per il +0,34% dei bilanciati. Forse, come hanno fatto notare alcuni addetti ai lavori, le quotazioni azionarie non sono convenienti ma
neppure care, mentre le obbligazioni, sebbene rendano sempre meno, restano comunque
un rifugio abbastanza sicuro. Un trend che
potrebbe non cambiare molto nei prossimi
mesi estivi.
Agora Equity
AG Obiettivo Internazionale B
AG Obiettivo America
AG Obiettivo East Europe
Agora Income
101,9%
97,4%
90,0%
87,6%
86,8%
Amundi Eureka Brasile 2016
Fideuram MS eq.glob.resources
Amundi Eureka Sv.M.Prime 2016
AG Obiettivo Brasile
Agora Selection
-40,6%
-29,9%
-27,4%
-22,7%
-19,8%
Migliori a 7 anni
57,8%
57,7%
57,4%
54,5%
53,6%
Peggiori a 3 anni
Amundi Eureka Brasile 2016
Amundi Eureka Sv.M.Prime 2016
Fideuram MS eq.glob.resources
AG Obiettivo Brasile
Amundi Eureka Sv.M.Emerg.2017
Anima Geo America A
Anima America A
Eurizon az.tecnologie avanzate
Anima Geo America Y
Investitori America
Peggiori a 5 anni
-26,9%
-24,8%
-24,4%
-23,4%
-23,0%
Migliori a 3 anni
Eurizon Azioni Pmi Italia
Eurizon az.tecnologie avanzate
Symphonia Syn.az.small cap Italia
Anima Geo America A
Anima America F
2016
Migliori a 5 anni
6,4%
5,8%
5,3%
5,3%
5,1%
Peggiori a 1 anno
Acomea Italia A1
Ubi Pramerica az.merc.emergenti
Azimut Trend Italia
Pioneer az.P. Emergenti
Eurizon Azioni Paesi Emergenti
2015
Anima Geo America A
Anima Geo Europa PMI Y
Anima America A
Eurizon Azioni Pmi America
Investitori America
173,5%
172,6%
165,8%
161,3%
151,3%
Peggiori a 7 anni
-35,3%
-29,0%
-20,7%
-12,0%
-10,2%
Agora Selection
Fideuram MS eq.glob.resources
Zenit Mc Parsec R
Consultinvest Merc.emergenti
Sofia Flex
-14,2%
-11,1%
-5,9%
-2,8%
-2,2%
I PODI DEI MIGLIORI FONDI A 2 ANNI
performance al 31/5/2016
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AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE
DI RAGUSA
AVVISO DI GARA
Si rende noto che questa Azienda ha indetto
“Gara a procedura aperta per l’affidamento del
servizio di noleggio operativo, comprensivo
di procedure di biodecontaminazione, della
durata di cinque anni, di n. 17 letti elettrici
per terapia semintensiva, completi di materasso (con cover) da destinare alle UU.OO.
di Neurologia (Stroke Unit) e Cardiologia
(UTIC) dell’A.S.P. di Ragusa”. Scadenza presentazione offerte 13 luglio 2016 ore 13:00. La
documentazione di gara è disponibile sul profilo
del Committente http://www.asp.rg.it, amministrazione trasparente – sezione bandi di gara
e contratti. Per informazioni rivolgersi al Servizio Provveditorato: tel. 0932/600736/600711
mail del RUP [email protected]
IL DIRETTORE GENERALE:
DOTT. MAURIZIO ARICÒ
Stazione appaltante: Provincia di Avellino Settore Ambiente – www.provincia.
avellino.it – PEC [email protected] Oggetto dell’appalto: Lavori di sistemazione idraulica del fiume
Ufita nei Comuni di Castelbaronia, Frigento e Bonito – cod. 990/15, - CUP
F31H13000500003 – CIG 6543534713.
Procedura di gara: procedura negoziata relativa all’appalto di sola esecuzione, ai sensi degli artt. 53, comma 2, lett.
a) e 122, comma 7, del d.lgs. 12 aprile
2006, n.163. Aggiudicazione definitiva:
Det. 785 del 28.04.2016 all’impresa
Donciglio Costruzioni s.r.l.u. - P. IVA
02429290642 per
578.798,53 con
ribasso del 37,313%. Avviso aggiudicazione su GURI n 70 del 20/06/2016.
COMUNITÀ MONTANA
VALLI DEL LARIO
E DEL CERESIO
GRAVEDONA ED UNITI – CO.
Estratto bando di gara
per affidamento del servizio
di smaltimento RSU indifferenziati
mediante termodistruzione
(CIG 6726942027).
Si rende noto che sul sito Internet di
questo Ente, accessibile all’indirizzo
http://www.cmvallilarioceresio.it e
sulla piattaforma telematica “SinTel” accessibile attraverso l’indirizzo
www.arca.regione.lombardia.it,
è
pubblicato il bando integrale della
gara aperta relativa all’affidamento
del servizio di smaltimento RSU indifferenziati mediante termodistruzione, per il periodo luglio 2016/dicembre 2018, da aggiudicarsi con il
criterio del minor prezzo.
Termine di ricezione offerte: ore
12:00 del 12 luglio 2016.
Importo appalto: euro 2.256.000,00
Il RUP Arch. Luca Leoni
REGIONE SICILIANA
AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE
DI RAGUSA
AVVISO DI GARA
Si rende noto che questa Azienda ha indetto “Gara a procedura aperta per l’affidamento della fornitura in somministrazione
di carrelli sanitari, da destinare ai Servizi
e alle UU.OO. dell’ASP di Ragusa”. Scadenza presentazione offerte 11 luglio 2016
ore 13:00. La documentazione di gara è disponibile sul profilo del Committente http://
www.asp.rg.it, amministrazione trasparente – sezione bandi di gara e contratti. Per
informazioni rivolgersi al Servizio Provveditorato: tel. 0932/600736/600711 mail del
RUP [email protected]
IL DIRETTORE GENERALE:
DOTT. MAURIZIO ARICÒ
Agora Equity
Epsilon QEquity
BancoPosta Azionario Euro
Mediolanum International Life dac
Sede Legale: 2 Shelbourne Buildings, Shelbourne Road,
Ballsbridge, Dublino 4 - Irlanda
Azionari America
POLIZZE DI PIÙ
Valore titolo al 30/04/16
Nome prodotto
DiPiù 4 Markets 2008
DiPiù Ecology 2008
DiPiù 4 Markets 3
DiPiù New World 9 Bis
DiPiù Key 13 Bis-1
DiPiù Money 2007/11
DiPiù New World 9
DiPiù Key 13 Bis
DiPiù Key 13
DiPiù New World 8
DiPiù 2007/2
DiPiù 4 Markets 2008/3
DiPiù 4 Markets 2008/2
DiPiù 4 Markets 2008/1
Valore
Rating
titolo Emittente
(S&P)
98,64
98,73
98,61
98,64
98,64
100,46
98,64
98,64
98,64
98,64
98,65
97,85
98,45
99,02
BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB-
Nome prodotto
Valore Rating
titolo Emittente
(Moody’s)
DiPiù Platinum Money 2007/4 100,44 Baa1
DiPiù Step 2007/3
110,16 Baa1
DiPiù Platinum Money 2007/2 102,72
A3
DiPiù Step 2007
108,52
A3
DiPiù Platinum Money 2007
101,27
A3
DiPiù Platinum Money 2006/21 105,89
A3
DiPiù Platinum Money 2006/20 103,53
A3
DiPiù Step 2006/3
104,30
A3
DiPiù Platinum Money 2006/18 107,05
A3
Ulteriori indicazioni, quali ad esempio la Denominazione dell’Emittente sono disponibili sul
sito internet www.mediolanuminternationallife.it. In caso di più Società di rating, è stato
prudenzialmente indicato il rating minore.
NR: alla data della presente documentazione l’Ente Emittente non è stato oggetto di valutazione da parte di agenzie di rating
Anima Geo America A
Anima America F
Generali Fondo Alto America Az.
Azionari paesi emergenti
Fideuram MS eq. New World
Symphonia Multimanager em.flessibile
Bnl Azioni Emergenti
Azionari Europa
Anima Iniziativa Europa F
Anima Geo Europa PMI Y
Ersel Talento Global Equity
Azionari internazionali
Etica Azionario I
Ubi Pramerica Azioni Globali
Anima Geo Globale Y
Società per Azioni - Sede Legale: 20080 Basiglio (MI)
Palazzo Meucci - Via F. Sforza
Capitale Sociale euro 207.720.000 i.v. - Società con unico Socio
POLIZZE DI PIÙ
Valore titolo al 30/04/16
Nome prodotto
DiPiù Platinum Money 2007/12100,46 Baa1
DiPiù Platinum Money 2007/15102,58 Baa1
DiPiù Platinum Money 2007/6106,30
Ba3
A3 DiPiù Step 2007/5
115,90
Ba3
A3 DiPiù Step 2007/9
109,98
Baa1
A3
Valore
Rating
A3 Nome prodotto
titolo Emittente
Baa1
(S&P)
Baa2
98,69
BBBBaa1 DiPiù 4 Markets 2
98,83
BBBBaa1 DiPiù 4 Markets Quater
Baa1
Baa1 INDICE DI RIFERIMENTO al 29/04/2016
Baa1
1.156,77
Baa1 HFRX GLOBAL
Baa1 XINHUA/FTSE CHINA 25
15.081,14
Valore
Rating
titolo Emittente
(Moody’s)
DiPiù 1044
99,35
DiPiù 1045
99,35
DiPiù 1048
99,40
DiPiù 1052
101,04
DiPiù 1064
124,21
DiPiù 1078
100,06
DiPiù 1081
99,76
DiPiù 4 Markets
110,30
DiPiù 4 Markets Bis
99,87
DiPiù 4 Markets Ter
100,40
DiPiù New World 6
99,88
DiPiù New World 7
99,74
DiPiù Platinum Money 2007/10102,25
Ulteriori indicazioni, quali ad esempio la Denominazione dell’Emittente, sono
disponibili sul sito internet www.mediolanumvita.it. In caso di più Società di
rating, è stato prudenzialmente indicato il rating minore.
Per la vostra pubblicità finanziaria e legale
TEL
02 3658 6750
Azionari Italia
Symphonia Syn.az. Small cap Italia
Eurizon Azioni Pmi Italia
Ersel Fondersel PMI
Azionari Pacifico
Generali Fondo Alto Pacifico az.
Fideuram MS eq. Asia
Arca Azioni Far East
Bilanciati azionari
Anima Forza 5 Y
Anima Capitale Piu 70 N
Ubi Pramerica Portaf.aggressivo
Bilanciati
14,3% Etica Bilanciato I
5,1% Anima Forza 4 Y
4,6% Allianz Multipartner Allianz Multi 50
20,6%
13,2%
12,9%
Bilanciati Obbligazionari
35,8% Ubi Pramerica Portaf. Moderato
35,1% Allianz Multipartner Allianz Multi 20
31,2% Anima Visconteo F
9,9%
9,1%
8,3%
Flessibili
14,6% AG Obiettivo America
4,8% Ersel Fondersel Duemila
4,5% Azimut Trend
21,0%
20,1%
17,8%
Obbl. euro govern. Bt
17,3% Amundi Breve Termine
17,1% Zenit Mc Breve Termine I
14,3% Consultinvest Breve Termine C
2,5%
2,2%
1,8%
Obbl. euro corp. inv. grade
27,5% Anima Obbligazionario Corporate F
22,4% SG Nordfondo Obbl.euro corp.
19,7% Anima Fix Imprese Y
6,0%
5,6%
5,2%
Obblig.euro govern. m/l
14,8% Anima Fix Obbligazionario MLTY
13,2% Euromobiliare Reddito
3,3% Pioneer Euro Gov.medio term.
10,4%
9,1%
8,7%
Obbl. int.li governativi
17,1% Anima Fix Obbligaz.globale Y
16,7% Anima Pianeta F
16,4% AG Obiettivo Intern.le B
22,3%
21,3%
20,3%
Obbl.p.emergenti
15,6% SG Nordfondo Obb.P.Emergenti
13,2% Bnl Obbligazioni Emergenti
10,9% Pioneer Obbl.P. Emergenti
19,9%
17,8%
11,6%
Venerdì 24 giugno 2016
27
il Giornale
IMPRESE & PROTAGONISTI
FederlegnoArredo
e la sfida «Millenial»
La ricerca condotta da Pambianco per FederlegnoArredo, «Mercato italiano del mobile: millennial vs adult», che ha coinvolto sia i
consumatori sia il trade, ha fotografato i cambiamenti in atto nel
processo di acquisto di arredo e design fra millennial (28-36 anni) e
adult (over 36) nelle varie aree del territorio italiano. La ricerca, che
sarà presentata alle imprese associate a FederlegnoArredo, nella sua
sintesi di oggi restituisce un’immagine del mercato di profondo cambiamento, che apre a sfide nuove per le imprese del settore.
FEDERLEGNO ARREDO EVENTI E L’OFFENSIVA SUI MERCATI ESTERI
Obiettivo Iran, sul piatto
ci sono oltre 800 nuovi hotel
Fari sull’imponente investimento nell’edilizia del
governo di Teheran: il legno-arredo italiano in pole
Antonio Risolo
Federlegno Arredo Eventi,
in collaborazione con Ice, intensifica la campagna internazionale con tre appuntamenti
in particolare. A cominciare
da Cina-Focus Progetti (27 giugno-1 luglio). A seguire l’incoming di operatori Usa del settore residenziale di fascia alta, in
visita in Italia dall’11 al 14 luglio. E, per finire, una missione imprenditoriale in Iran dal
17 al 19 luglio.
Cina-Focus Progetti Si tratta di
un tour tra le eccellenze dei distretti produttivi italiani e showroom monomarca con un focus sui progetti real estate e
contract. La delegazione cinese è composta da interior designer e real estate developers di
alto profilo.
Stati Uniti Sono previste visite
nelle aziende del legno-arredo. Gli incontri, della durata di
circa due ore, consentiranno
alle imprese di presentare le
varie fasi della produzione.
Obiettivo Teheran La missione
imprenditoriale coinvolgerà
tutta la filiera del legno-arredo
con lo scopo di individuare
nuove opportunità commerciali in Iran, coinvolgendo studi di architettura, interior designer, developer e distributori.
«Torniamo a Teheran - dice
Roberto Snaidero, presidente
di Federlegno Arredo Eventi per consolidare contatti e intese già avviati nel corso della
missione imprenditoriale di
febbraio. Non meno importanti gli altri rendez-vous con gli
operatori Usa e quelli cinesi.
Un lungo prologo che ci avvicinerà al gran finale di questo
complesso 2016: i WorldWide
di Mosca e la prima edizione
del Salone del Mobile a Shanghai. Dove, mi riferiscono, c’è
una grande attesa che fa ben
sperare. Vorrei sottolineare il
ritorno a livelli accettabili del
mercato russo e la forte crescita, soprattutto negli Usa».
Per Marco Predari, presidente di Assufficio, la scelta di puntare le carte buone sul merca-
to iraniano «è una scelta illuminata. Nel corso di altre missioni a Teheran abbiamo registrato grande simpatia per gli imprenditori italiani. Del resto
laggiù è partita con grande
slancio la ripresa edilizia che
significa residenza, alberghi,
ospedali. Basti pensare che sono oltre 800 gli alberghi che
saranno costruiti nell’area che
va dalla capitale fino al Caspio. Grandi opportunità, quindi, per tutta la filiera del legno-arredo, compreso il comparto Ufficio, che poi è quello
che seguo più da vicino. Finita
L’ITALIA CHE VA
Sopra Roberto Snaidero,
presidente di Federlegno
Arredo Eventi. In basso
una veduta di Teheran
l’era dell’embargo, quel mercato chiede prodotti di qualità.
Non a caso al prossimo Salone
del Mobile di Milano tra i quattro designer incaricati di tracciare le tematiche del Salone
Ufficio, ci sarà un iraniano tra
uno svizzero, un americano e
un italiano. Se saremo bravi, e
veloci, il 2017 ci darà grandi
soddisfazioni in termini di
commesse. Partendo da zero,
posso ipotizzare un giro d’affari di almeno 10 milioni di euro
solo per l’arredo ufficio. Allo
stesso tempo continuiamo a
presidiare sia il mercato cinese sia quello degli Stati Uniti».
Infine il parere di Matteo Rivolta, titolare della Rifra di Lesmo: «Il comparto cucine e bagni registra una forte crescita
della domanda, a due cifre, soprattutto negli Stati Uniti, il cui
mercato vale circa 240 milioni
di euro. A cascata proprio cucine e bagni entrano di diritto
nei grandi progetti delle nuove
costruzione Usa: da New York
a Miami, da Chicago a Los Angeles. E gli operatori di settore
cercano prodotti d’alta gamma per i loro clienti».
FORUM LEGNO-ARREDO E ASSEMBLEA GENERALE DEGLI ASSOCIATI
Imprenditori soddisfatti: consolidare la ripresa
Attestati di frequenza ai 21 ragazzi dell’Its «Rosario Messina». Anzani: pronti per le aziende
Politica industriale, bonus mobili,
bonus giovani coppie, economia circolare, sviluppo dei mercati a maggior
valore aggiunto e spinta sull’internazionalizzazione delle imprese, manifestazioni fieristiche. Sono i temi discussi
nel corso dell’assemblea generale 2016
di FederlegnoArredo e del Forum Legno-Arredo. Tempo, soprattutto, di bilanci: gli imprenditori, infatti, hanno
condiviso i risultati di un anno che ha
visto la Federazione impegnata, come
già accennato, su più fronti.
Approvati all’unanimità consuntivo
2015 e preventivo 2016, il presidente
della federazione, Roberto Snaidero,
ha sintetizzato il percorso degli ultimi
12 mesi, ma soprattutto le sfide che
attendono FederlegnoArredo nei mesi
a venire, a partire dalla conferma delle
detrazioni fiscali sulla casa. Al termine
della parte privata dell’assemblea, sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai 21 studenti dell’Its «Rosario
Messina» che hanno concluso il biennio di formazione, quindi già pronti
per affrontare le affascinanti opportunità professionali che il settore del legno-arredo è in grado di offrire. A conferma dell’impegno delle aziende associate a investire nelle nuove generazioni, linfa vitale per garantire continuità
al made in Italy. In occasione della premiazione, accanto al presidente Snaidero, il vicepresidente vicario, Giovanni Anzani (presidente dell’Its), ha ricordato l’importanza strategica di questo
progetto perché vitale per il futuro del
pagina
a cura di
Antonio Risolo
settore e delle imprese. In occasione
della consegna degli attestati, è stato
inoltre presentato il progetto della nuova struttura del Polo che vedrà la luce
entro la fine dell’anno.
La lunga giornata è proseguita con il
Forum del Legno-Arredo che ha analizzato la situazione interna e i mercati
I lavori del Forum Legno-Arredo 2016
più importanti e promettenti per le
aziende italiane (con particolare attenzione al prossimo Salone del Mobile di
Shanghai e ai Saloni WorldWide di Mosca) «Il 2016 sarà un nuovo anno di
crescita per il settore - ha sottolineato
Roberto Snaidero - Crescita che dovrà
avvenire sia sul mercato interno sia
all’estero per consolidare la leadership
delle nostre straordinarie aziende».
Sul fronte interno una notizia rassicurante da parte del sottosegretario allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, che ha confermato l’intenzione del
governo di mantenere il bonus mobili,
fattore che ha consentito alle aziende
italiane di recuperare competitività e,
di conseguenza, di salvaguardare oltre
10mila posti di lavoro.
MADE EXPO 2017
Sarà la biennale
della ripresa
Hanno aderito
già 350 aziende
Nell’immagine l’edizione 2015
Compravendite di abitazioni in netta ripresa (+20,6% nel
primo trimestre) favorite da
mutui a tassi convenienti e ricorso crescente alle detrazioni
per ristrutturazioni, riqualificazione energetica e acquisto di
mobili: 2,8 milioni di italiani
coinvolti nel solo 2015 per una
spesa di 20,3 miliardi di euro.
Deciso cambio di passo confermato dall’ottimo andamento di Made expo, la rassegna
2017 che conta già 350 aziende
iscritte e il 40% della superficie
espositiva prenotata.
Numerose le riconferme e le
new entry d’eccellenza tra cui
Marcegaglia Buildtech, Assa
Abloy Italia, Gruppo Mauro Saviola, Deceuninck e Alumil.
Un risultato che soddisfa gli
organizzatori, ma che conferma, soprattutto, l’unicità della
manifestazione biennale quale cantiere di idee e business
integrato nel panorama fieristico internazionale.
«Il vento ha cambiato finalmente direzione - dice Roberto Snaidero - e la fiducia posta
nello straordinario contenitore Made expo da un così importante numero di aziende a
dieci mesi dalla manifestazione, conferma il ruolo centrale
della fiera nel favorire concrete occasioni di affari. Il mercato sta dimostrando di apprezzare il nuovo programma strategico che ha visto il cambio
dell’immagine e il potenziamento dei contenuti rivolti a
espositori e visitatori».
Una ritrovata fiducia confermata anche dal ritorno agli investimenti: «Le imprese - dice
Pietro Gimelli, direttore Unicmi - stanno tornando a investire ed è un’eccellente notizia.
Inoltre, disporre di un appuntamento-vetrina come Made
expo in un contesto congiunturale finalmente positivo è un
aspetto assolutamente fondamentale per rafforzare e consolidare la crescita di tutto questo complesso settore».
L’appuntamento con Made
expo 2017, nel polo fieristico
di Milano-Rho, è in programmaa dall’8 all’11 marzo prossimi. Nei saloni Made costruzioni e materiali, Made involucro
e serramenti, Made interni e
finiture, Made software, tecnologie e servizi, i visitatori potranno conoscere le ultime novità del mondo dell’architettura e delle costruzioni.
28
Venerdì 24 giugno 2016
il Giornale
__
Album
LED ZEPPELIN «Stairway to Heaven», la celebre canzone dei Led Zeppelin, non è frutto di un plagio. Lo ha
«Stairway to Heaven»
non è stata plagiata
deciso il tribunale americano, al quale si erano rivolti i componenti degli Spirit, una rock
band di Los Angeles. La corte ha affermato che Robert Plant e Jimmy Page, rispettivamente voce e chitarra dei Led Zeppelin, avevano effettivamente avuto la possibilità di ascoltare le canzoni degli Spirit tra cui il brano strumentale «Taurus» ma non ha trovato alcuna
prova di un plagio nell’elaborazione di uno dei più noti capolavori del rock.
Francesco Perfetti
TECNICA
Uno dei
pannelli del
«Polittico della
rivoluzione
fascista»
dipinto
nel 1934
dal futurista
Gerardo
Dottori.
Il fascismo
secondo
James A.
Gregor era un
movimento
molto più
affine al
leninismo che
al nazismo
perché alla
base aveva
la ricerca
dell’uomo
nuovo e
lo sviluppo
tecnico ed
economico
di un Paese
arretrato
e uscito
umiliato dalla
guerra.
F
u Giuseppe Prezzolini, allora residente negli Stati Uniti, a segnalare (e caldeggiarne la
traduzione in italiano), all’inizio degli anni settanta, dei lavori del politologo americano James A. Gregor sul fascismo. Ne
sottolineò in alcuni articoli la
novità nell’impostazione metodologica e interpretativa. Fu
così che nel 1974 apparve, in
lingua italiana, il volume
L’ideologia del fascismo. Il fondamento razionale del Totalitarismo. Il saggio, pubblicato da
una casa editrice orientata a
destra, già nel titolo appariva
provocatorio nella misura in
cui, per un verso, contestava
l’equazione fascismo=anticultura diffusa da Norberto Bobbio e dalla intellettualità di derivazione azionista, e, per altro
verso, accennava all’esistenza
di una dottrina politica, organica e razionale, alla base di un
movimento liquidato spesso
come pura manifestazione di
violenza. Gli studi sul fascismo, a quell’epoca, avevano
già avuto una scossa salutare
dalla pubblicazione di alcuni
lavori di Renzo De Felice, a cominciare da Mussolini il rivoluzionario, che avevano suscitato indignazione e polemiche.
Ma, soprattutto, quegli studi
avevano cominciato ad arricchirsi anche per i contributi
che alla ricerca storiografica,
nel bene o nel male, stavano
offrendo le scienze sociali.
Nel 1975, se ben ricordo, Gregor venne in Italia per approfondire le indagini bibliografiche e documentarie per i suoi
lavori ed io ebbi non solo l’occasione di conoscerlo di persona ma anche di metterlo in
contatto con alcuni studiosi.
Una volta, anzi, organizzai un
dibattito a porte chiuse tra lui,
Renzo De Felice e Augusto Del
Noce per mettere a confronto
tre posizioni, profondamente
diverse tra loro ma tutte lontane dalla vulgata storiografica,
e verificare se non fosse possibile trovare un minimo comun
denominatore. Gregor presentò il fascismo, da una prospettiva politologica e sociologica,
come un fenomeno proprio
dei processi di modernizzazione. Del Noce ne parlò, da un
punto di vista filosofico, come
di un tentativo di «inveramento» post-bolscevico del marxismo, mentre De Felice, dall’angolo visuale dello storico, lo assimilò a un «radicalismo di sinistra» che si muoveva lungo
la direttrice della cosiddetta
«democrazia totalitaria». Le tre
posizioni emerse dall’incontro. Per quanto inconciliabili,
tuttavia concordavano su un
punto, sul carattere rivoluzionario, progressista e antitradizionale del fascismo. Il viaggio
di Gregor a Roma si rivelò molto fecondo perché egli, di lì a
qualche anno, poté scrivere importanti studi su protagonisti
del mondo culturale fascista –
da Roberto Michels a Sergio Panunzio a Giovanni Gentile –,
sulla formazione intellettuale
del giovane Mussolini e sulle
interpretazioni del fascismo
da parte di protagonisti e stori-
MUSSOLINI IL RIVOLUZIONARIO
Pistone e moschetto
fascista perfetto
Il Duce come innovatore
Gregor per primo intuì la modernità del Regime
Ecco un interessante libro-intervista sul tema
ci, accreditandosi, a livello internazionale, come un’autorità negli studi sui sistemi politici dittatoriali.
Gregor non era e non è uno
storico nel senso proprio del
termine, ma piuttosto un politologo con sensibilità e interessi di natura storica. La sua carriera accademica, come professore di scienza della politica, si
è svolta interamente presso
l’Università della California, a
Berkeley, il centro della cosiddetta «controcultura» e della
contestazione, dove, malgrado
le sue idee conservatrici e i
suoi studi tutt’altro che politicamente corretti, seppe conquistarsi stima e simpatia anche da parte degli studenti liberal e radical. Tra gli studiosi
che lasciarono un segno importante sulla sua formazione ci
furono il grande sociologo
americano di origine austriaca
Paul Lazarsfeld e lo storico della filosofia Paul Oskar Kristeller, che aveva avuto una esperienza diretta, prima di emigrare negli Stati Uniti, sia della
Germania nazionalsocialista
sia dell’Italia fascista dove aveva collaborato con Gentile. Proprio quest’ultimo, facendogli
L’EVENTO CHIAVE
Nel ’75 l’incontro a Roma
con Renzo De Felice
e Augusto Del Noce
notare le differenze esistenti
fra le due dittature, lo spinse a
studiare il fascismo attraverso
la lettura dei testi teorici degli
esponenti più significativi di
quel movimento.
Uno dei primi risultati della
ricerca di Gregor fu la
scoperta di un
rapporto
di derivazione diretta del fascismo italiano
dalla tradizione rivoluzionaria marxista e,
addirittura, leninista. Era un punto, questo, particolarmente urticante,
all’epoca, per la sensibilità storiografica
politicamente corretta che considerava il fascismo
come un regime di destra. Basti pensare, per rendersene
conto, alle rammentate polemiche che accolsero in Italia
l’uscita del primo volume della
biografia mussoliniana di Renzo De Felice, intitolato Mussolini il rivoluzionario. Spostandosi, poi, dalla storia intellettuale
alla storia politica propriamente detta e alla storia dello sviluppo economico, Gregor, utilizzando gli strumenti delle
scienze sociali, egli inserì il fascismo italiano in una categoria più ampia che definì, nel
titolo di un suo libro, Develop-
mental Dictatorship, «dittatura
di sviluppo», ovvero un regime
modernizzatore finalizzato al
processo di sviluppo nazionale. Il rapporto tra fascismo e
modernizzazione, peraltro, sarebbe stato oggetto di studio da parte di altri studiosi come l’economista Walter Rostow, il
politologo A. F. K. Organski od anche il diplomatico Ludovico Incisa di Camerana, autore, con
lo pseudonimo
di Ludovico Garruccio, di un
importante
saggio dal titolo L’industrializzazione tra
nazionalismo e rivoluzione.
Le ideologie politiche dei Paesi in via di sviluppo. In questa
ottica, poco alla volta, Gregor,
attraverso un continuo processo di concettualizzazione, arrivò a inserire il fascismo all’interno della più generale categoria dei «radicalismi» del ventesimo secolo all’interno della
quale trovavamo spazio movimenti e sistemi politici molto
diversi, dal fascismo propriaIL FASCISMO
Per lo studioso Usa
fu momento di sviluppo
dell’identità nazionale
mente detto allo stalinismo,
dal maoismo al castrismo fino
ai cosiddetti movimenti di liberazione nazionale.
Il percorso seguito da Gregor per giungere a queste conclusioni è illustrato in un agile
libro-intervista con Antonio
Messina presentato da Alessandro Campi, dal titolo Riflessioni sul fascismo italiano (Apice
libri, pp. 158, Euro 13). Si tratta
di un lavoro particolarmente
interessante e utile per tentare
una analisi del «problema fascismo» al di là e al di fuori dei
consueti travisamenti ideologici e per capire il senso, ma anche i limiti, del tipo di approccio allo studio di un fenomeno
storico da parte delle scienze
sociali. Un approccio che tende, per sua natura, a «concettualizzare» e a «generalizzare»
tali fenomeni proiettandoli nei
tempi lunghi. Secondo Gregor
il fascismo italiano ci fornisce
«il paradigma di una rivoluzione reattiva, innescata dal profondo senso di umiliazione di
un popolo, un senso di umiliazione che, a sua volta, aumenta un programma di accelerato
sviluppo economico e industriale sotto gli auspici autoritari di uno Stato a partito unico».
Il che porta a concludere che
molti casi, per esempio quelli
del socialismo arabo e africano per non dire della Repubblica popolare cinese, finiscono
per essere, se non proprio assimilabili, quanto meno riconducibili a quella tipologia. Su questo punto, però, sulla validità
euristica di tali tendenze a «generalizzare» astraendo dal contesto storico e dal tempo nel
quale si verificarono certi fatti,
la perplessità della storiografia
tradizionale non viene meno.
Proprio riferendosi ad esse
Renzo De Felice, nel ricordato
dibattito con Gregor e Del Noce, osservò che tali conclusioni, pur avendo «una loro validità di massima» non lo convincevano e gli facevano sempre
pensare «grattacieli costruiti
su palafitte».
VOLTAIRE INEDITO
La (in)giustizia
che punisce
troppo
o troppo poco
Giampietro Berti
T
ra i problemi che affliggono la nostra Italia,
quello dell’amministrazione della giustizia occupa, da
sempre, un posto primario. Per
questo il pamphlet del grande
illuminista francese Voltaire
pubblicato nel 1777 e ora tradotto e pubblicato per la prima volta in lingua italiana (Voltaire,
Premio della giustizia e
dell’umanità, a cura di Domenico Felice, Mimesis, 2015, pp.
125, euro 12,00), non ha perso
attualità. Il quesito fondamentale attorno a cui ruota la riflessione di Voltaire - e, in generale, di
tutto il filone dell’illuminismo
giuridico - si può riassumere così: come unire il bisogno fondamentale della sicurezza della società, con la conseguente certezza del diritto e della pena, con il
bisogno, altrettanto fondamentale, della libertà degli individui? Voltaire prende in esame
alcuni reati considerati allora
particolarmente gravi - l’omicidio, il furto, il sacrilegio, la stregoneria e altro - per sviluppare
un discorso sulla proporzionalità delle pene, il valore delle prove e degli indizi a carico dell’accusato, e sul modo di acquisire
le prove nel procedimento penale in uso a quel tempo, fondato sul modello inquisitorio.
Di qui la domanda: è il reo
che deve provare la sua innocenza o è il giudice che deve dimostrare la sua colpevolezza?
Egli denuncia l’accanimento ingiustificato della detenzione
preventiva, molte volte unita
all’uso disumano della tortura,
specialmente verso quei misfatti che esistono più sulla carta e
sull’inerte tradizione legislativa
che nella realtà, svela l’insensatezza di tutte quelle condanne
che si basano sul moralismo
corrente e che poco hanno a
che fare con la vera moralità.
Prendendo in esame il rapporto fra la dimensione laica e la
dimensione religiosa individua
un problema che, in altra forma, si è ripresentato anche ai
nostri giorni, ovvero la codina
sovrapposizione fra il reato e il
peccato, fra ciò che danneggia
la comunità e ciò che riguarda
l’ambito - invalicabile - della coscienza personale nelle azioni
fra individui liberi, adulti e consenzienti.
L’importanza delle argomentazioni si può compendiare
nell’idea della necessaria divisione fra i poteri dello Stato, in
sintonia con le indicazioni formulate nello Spirito delle leggi
di Montesquieu. L’altro tema, tipicamente liberale, per non dire libertario, svolto da Voltaire è
quello del dilemma - squisitamente etico-politico - formulabile in questo modo: è giusto ubbidire a leggi ingiuste, solo perché sanzionate dal potere, sia
esso del monarca piuttosto che
(oggi) del popolo?
Venerdì 24 giugno 2016
ALBUM 29
il Giornale
ROMANZO
Crogiolarsi nel dolore
è il «peccato» più grave
Nel libro di Paolo Bianchi un depresso passa
senza sosta dalla farmacia alle prostitute
Camillo Langone
P
sicofarmaci e prostituzione, due argomenti poco
ameni e anche il titolo è
antipatico: L’intelligenza
è un disturbo mentale. Come se coloro che non si imbottiscono di ansiolitici e antidepressivi fossero
per questo degli stupidi. L’impatto
con l’ultimo romanzo di Paolo
Bianchi, edito da Cairo, non è dei
più felici per uno come me a cui le
malattie e le descrizioni delle malattie, di qualsivoglia natura esse
siano, ripugnano, eppure qualcosa mi obbliga a proseguire la lettura, la potrei definire una sgradevolezza avvolgente che pagina dopo
pagina induce dipendenza e mi fa
tornare in mente il primo contatto
con Franco Arminio e Michel
Houellebecq, altri due cantori del
disagio irresistibile, della sociopatia attraente.
Mi piacerebbe molto definire
Bianchi il nostro Houellebecq, farebbe gioco a lui e a questo articolo ma sarebbe una forzatura se
non proprio una sparata. Per ogni
somiglianza ci sono almeno tre differenze e la principale riguarda
l’immigrazione: per lo scrittore italiano non rappresenta un problema e anzi per il suo protagonista,
Emilio Rivolta, giornalista quarantacinquenne allo sbando professionale e sentimentale, rappresenta
una risorsa. Beninteso non si tratta degli africani maschi che continuano a sbarcare in Sicilia per bighellonare a carico del povero contribuente, bensì delle femmine
esteuropee e sudamericane che arrivano in Italia per esercitare un
mestiere, molto antico. «Era rumena, l’avrei giurato, erano o rumene
o brasiliane (quelle negre) e qualcuna era russa, ma poche»: questa
è la composizione etnica dei locali
loschi ma non troppo, illegali ma
non troppo, nei quali si svolge buona parte del romanzo. Le italiane
sono ancora meno delle russe e
pertanto bisogna ammettere che
almeno in questo caso, almeno in
questo comparto, gli stranieri non
rubano il lavoro ai nativi ma viceversa colmano un vuoto, soddisfano una domanda: la puttana è un
lavoro che le italiane non vogliono
più fare. A dar retta a Rivolta, forse
però non molto affidabile in quanto molto imbranato, inetto alla maniera dei personaggi di Svevo, le
italiane non vogliono più fare nemmeno le amanti. Perciò vengono
definite «vagine lignee» e qui devo
ancora una volta evocare Houellebecq che in Lanzarote scrive qualcosa di simile: le italiane, al contrario delle spagnole, sarebbero «talmente convinte della propria bellezza da diventare inscopabili». Rivolta ricorda l’ex fidanzata, donna
insensibile o forse semplicemente
stufa di un uomo inconcludente,
egoista come sono spesso egoisti i
Rino Cammilleri
«N
ell’agosto 2015, una foto
diventata virale su Facebook mostrava una ricca
signora ateniese, in vacanza sul suo
yacht con gli amici, stringere un profugo siriano infreddolito e avvolto
in una coperta. L’avevano appena
ripescato dalle acque dell’Egeo, salvandogli la vita. La donna, commossa, ha dichiarato di discendere da
una famiglia di greci del Ponto e di
avere nel suo dna il dolore dei profughi. Il ricordo non si cancella». Così
comincia il libro che la giornalista
Maria Tatsos ha dedicato alla tragedia di quei greci che la pulizia etnica turca, nel 1923, cancellò insieme
ad armeni e assiri. Visto quanto successo fin dal 1915 agli armeni, i greci in terra turca preferirono l’esodo
per salvare almeno la vita: 1,2 milioni di persone di etnia greca si riversarono in una Grecia che allora aveva solo 4,5 milioni di abitanti, un
Paese povero e logorato da due guerre consecutive, la Grande Guerra e
la successiva contro i turchi, che durò fino al 1922. Quest’ultima, però, i
malati, specie se di questo tipo.
«Sono un malato. Sono un malvagio. Sono un uomo odioso» è il ritornello compiaciuto di chi passa
da un ambulatorio a una farmacia,
da un centro di autoaiuto a un
night, o come diavolo si chiamano
i lupanari contemporanei. «Preferisco rivederti quando starai meglio» risponde lei ai suoi sms imploranti, ed è difficile da elogiare
ma anche da biasimare. Rivolta ha
nel cognome un vago desiderio di
uscire fuori dalla gabbia esistenziale in cui si ritrova ma non fa molto
per segarne le sbarre e continua a
rotolarsi in «una pozzanghera di
autocommiserazione», fra la Città
Grande che si intuisce essere Milano, la Città Piccola che potrebbe
essere una qualsivoglia cittadina
del Nord Italia, e il lago di Como (a
pagina 125 ho riconosciuto Bellagio e il ristorante Mistral del Grand
Hotel Villa Serbelloni, grazie al
rombo assoluto, al vitello cotto a
bassa temperatura con zabaione
all’inulina, alla nuova meringa italiana, al gelato all’azoto liquido, insomma alla cucina molecolare dello chef Ettore Bocchia). Non se la
passano poi così male questi depressi, verrebbe voglia di fare come loro. «Sono talmente pieno di
Xanax che mi sembra di stare in
un barile di cotone». E chi non vorrebbe vivere nella bambagia? Le
benzodiapine aiutano a dimenticare la crisi, il lavoro che c’è o non
c’è, le bollette che invece ci sono
di sicuro, le tasse da pagare, le donne da implorare...
Forse davvero ha ragione Paolo
Bianchi col suo titolo antipatico,
forse questi depressi sono più intelligenti degli altri, hanno astutamente alzato bandiera bianca e
che gli altri si arrangino, anzi, che
gli altri combattano al posto loro.
Come gli imboscati e i riformati durante le guerre mondiali: mentre i
malaticci bevevano brodini nelle
retrovie, i sani si buscavano pallottole in prima linea. Per ogni variante del male di vivere c’è una pillola
o una goccia e se lo Xanax non fa
più effetto abbondano le alternative: Seroquel, Zarelis, Halcion, Modalina, Seropram, Tavor, Paroxetina, Lyrica, Sycrest, Imovane, Stilnox, Lamictal... Per il lettore del
romanzo le alternative sono invece soltanto due: o fare di Emilio
Rivolta un modello da imitare o
andarlo a cercare per dargli due
sberle e la sveglia.
TESTIMONIANZA
L’esodo tragico dei greci di Turchia
Maria Tatsos racconta la fuga dei suoi antenati cristiani dal Paese
greci la persero. Il movimento dei
Giovani Turchi, portatore di un nazionalismo fanatico e imbevuto di
mazzinianesimo, al grido di «la Turchia ai turchi» lanciò una pulizia etnica che però si scontrava con un
problema: date le conquiste e i rimescolamenti di popoli operati dal millenario impero ottomano, il «sangue puro» turco non esisteva. Fu sostituito
dall’identità
religiosa:
l’islam. Chi non era musulmano doveva morire o andarsene. E, là, di
non musulmani c’erano solo i cristiani.
Il principio dell’omogeneità etnica e/o religiosa, che non lasciava
spazio alcuno alle minoranze, fu
messo nero su bianco nel Trattato di
Losanna del 1923, con l’assenso delle grandi potenze. I greci ancora in
vita dovevano andare in Grecia e i
turchi di Grecia dovevano emigrare
nella nuova Turchia. Uniche eccezioni ammesse, i greci di Costantinopoli e delle isole Tenedos e Imbros, e i turchi della Tracia (che il Trattato
aveva diviso in
due, metà alla Grecia e metà alla Turchia). Tenedos e Imbros, situate all’imbocco dello Stretto dei Dardanelli, nel 1920 erano
state assegnate dal Trattato di Sèvres alla Grecia,
ma la Turchia, sconfiggendo la Grecia, se le era riprese.
Il Trattato di Losanna prevedeva una sorta di autodeterminazione per le due isole, ma le clausole
relative sono sempre state sistematicamente disattese da parte turca. Ad
acque abbondantemente calmate,
nel 1964 partì un’operazione che
portò alla chiusura delle scuole greche e alla confisca del
90% delle terre coltivabili per
costruirvi caserme e colonie
agricole turche. A Imbros,
patria dell’attuale patriarca ecumenico Bartolomeo I, i greci si ridussero da settemila che erano a soli trecento.
Quelli di Costantinopoli non ebbero vita
più facile. Vessazioni e attacchi culminarono nel 1955 tra il 6
e il 7 settembre: sparsasi la (falsa) notizia di una bomba al consolato turco di Salonicco (l’antica Tessalonica, in Grecia), poiché tale consolato si trovava nella casa natale di
Mustafà Kemal «Ataturk», la folla inferocita assalì e devastò le case e i
IL SAGGIO DI MELCHIONDA
L’«altro» Evola
fra Zolla, Moravia
e i guénoniani
Luca Gallesi
U
n aiuto a conoscere meglio la
vita e l’opera di Evola ci viene
da un volume appena pubblicato dall’editore cattolico Cantagalli, La
folgore di Apollo (pagg. 356, euro 20),
di Roberto Melchionda, che aveva già
firmato un altro importante studio sul
teorico dell’individuo assoluto, Il volto
di Dioniso. Giovanissimo reduce della
Rsi, Melchionda conobbe personalmente Evola nel 1951, al processo contro i Far (Fasci d’azione rivoluzionaria), nel quale vennero coinvolti altri
futuri giornalisti e intellettuali del calibro di Enzo Erra, Fausto Gianfranceschi ed Egidio Sterpa.
La filosofia di Evola, come sottolinea
Marcello Veneziani nell’introduzione,
è il filo rosso che lega tutte le fasi della
sua vita, da quella artistica a quella magica, dalla sua attività di traduttore a
quella di scrittore e studioso, che De
Felice definì «mistico spengleriano».
Ad arricchire, e alleggerire, il libro c’è
una ricca appendice epistolare, con il
carteggio tra l’autore e lo studioso cattolico Gian Franco Lami, e alcune lettere di Evola stesso a Melchionda, che
danno un quadro del «filosofo proibito» molto lontano da quello algido che
ci offrono i suoi libri. Tra le persone
citate nella corrispondenza figura anche Elémire Zolla, «venuto un paio di
volte a trovarmi», frequentazione che
Zolla nascose accuratamente, nonostante le innegabili affinità di interessi
coltivati e autori frequentati. Su Moravia, che Evola ha avuto occasione di
seguire nel precedente periodo, «vi è
un forte sospetto che la sua pornografia sia un mero prodotto di compensazione», dato che «quando vedeva che
una ragazza era pronta a far sul serio
con lui, quasi aveva angoscia…». E, infine, liquida «il gruppetto torinese custode geloso dell’ortodossia guénoniana», che pubblicava la Rivista di Studi Tradizionali, come dei «giovani,
sembra che uno sia il figlio di un personaggio della Fiat, ed è il finanziatore,
che di Guénon non sanno che attraverso i libri». Già, perché l’erudizione, al
pari dell’intelligenza e l’ingegno, può
essere dannosa: «Quando la si usa male – conclude il Barone - è meglio non
averla», soprattutto «quando tutto si riduce a quella più o meno brillante stupidità intelligente di cui esistono esempi numerosissimi e perspicui».
negozi della comunità greca. La quale, a quel punto, preferì cambiare
aria, riducendosi dalle sessantacinquemila unità alle attuali tre-quattromila.
Questa storia è narrata dalla Tatsos usando come falsariga la vicenda di sua nonna, Erato Espielidis Tatsos, e suo marito Nikos, di professione sarti, due giovani sposi appena
ventenni che scapparono dalla zona
di Trebisonda, lo stesso luogo in cui
nel 2006 il prete cattolico Andrea
Santoro fu assassinato da un musulmano. Una piccola storia (La ragazza del Mar Nero. La tragedia dei greci del Ponto, Paoline, pagg. 220, euro
15), una goccia nel mare all’interno
di una storia più grande che, a quanto pare, non finisce mai, sempre soggetta, com’è, ai revival fondamentalisti. Partiti dalla natia Kotyora (che i
turchi chiamano oggi Ordu), sul
Mar Nero e non lontana da Trebisonda (la turca Trabzon), non fecero in tempo a vedere la grande chiesa di Ypapantìs, vicino alla quale abitavano, trasformata, come tante altre, in prigione e solo nel 2000 diventata «centro culturale».
30 ALBUM
Venerdì 24 giugno 2016
l’intervista » Flavio Insinna
Paolo Scotti
Alcune settimane fa Flavio
Insinna, chiusi gli ultimi pacchi di Affari tuoi, già faceva le
valigie per le vacanze. All’improvviso lo convocano ai piani alti di viale Mazzini: «Quelli dei megadirettori stile Fantozzi – precisa lui - con le poltrone di pelle umana e l’acquario per gli impiegati». Era
il direttore di Rai Sport, Romagnoli: «Chiamatemi quello delle scatole! – aveva tuonato -, e speriamo che non le
rompa!». Inizia così l’avventura de Il grande match: dopo-partita degli Europei di
calcio, disimpegnato come si
fosse nel salotto di casa, tra
un po’ di musica e due spaghetti improvvisati. Solo che
in poltrona ci sono Marco
Tardelli, Arrigo Sacchi, Ivan
Zazzaroni, Federico Balzaretti, Gianni Cerqueti, le canzoni di Luisa Corna e le gag di
Nino Frassica.
Il calcio da noi è cosa sacra.
Come vi è venuta l’idea di
prenderlo così, in totale
souplesse?
«Per chi ama il calcio sacro
ci sono già i programmi adatti, tipo Processo del lunedì.
Noi cerchiamo solo di portare in tv il clima che c’è nelle
case degli italiani: io sono solo il primo (e più fortunato)
fra gli spettatori di queste partite. Così in studio le seguiamo come si farebbe in salotto: seduti sempre nella stessa
formazione, possibilmente
sempre con gli stessi vestiti…
E alla fine agito il tricolore
pensando a mia madre, che
anche ottantenne e riservatissima, se gioca l’Italia inalbera pure lei alla finestra il bandierone».
Però, dica la verità: tutta
quest’allegria, se l’Italia
non avesse sempre vinto…
«Anche noi come gli azzurri ci siamo detti: “partiamo a
fari spenti”. Il clima caldo è
cresciuto via via. Arriva Giuseppe Galderisi e ti canta Mi
vendo di Renato Zero. Balzaretti fa la carbonara, e Max
Tortora lo sfida (ma la carbonara di Tortora è da sette;
quella di Balzaretti da nove);
mentre Andrea Fusco lancia
la pubblicità come farebbe
George Clooney negli spot
del caffè. E ai gol degli azzurri
io esulto abbracciando Marco Tardelli; proprio come
trentasei anni fa esultai al gol
che lo stesso Tardelli fece agli
Chi l’ha visto?, nonostante
gli anni (i più affezionati ricorderanno pionieristiche edizioni con Donatella Raffai) funziona sempre molto bene. È un
programma di servizio pubblico che alterna la ricerca di persone scomparse ad indagini serrate sulla cronaca e sui gialli degli ultimi anni. Ascolti lusinghieri. Per questo il direttore di
Raitre Daria Bignardi, mentre
sta preparando la nuova edizione - in onda tradizionalmente
il mercoledì in prima serata ha deciso di trasformarlo anche in una striscia quotidiana
di venticinque minuti. «Chi
l’ha visto? mercoledì ha fatto il
9 per cento di ascolti - ha detto
la Bignardi - nonostante la partita dell’Italia, e questo vuol dire che dietro a questo programma c’è un gruppo di lavoro che
IL RINNOVO
«Il mio nuovo show?
Fa successo con il calcio
spiegato ai neofiti»
Buoni ascolti per «Il grande match» che segue
il dopopartita degli Europei con ospiti e gag
Le frasi
europei contro l’Inghilterra».
Nonostante il successo di
uno share medio di 15,64,
qualcuno vi trova chiassosi, superficiali, banali…
«Non si può piacere a tutti.
Pazienza. Se uno vuole approfondimenti tout court ci sono
i canali tematici. Noi cerchiamo di fare un programma di
contaminazioni: commenti
tecnici, una risata, un ospite
che viene a trovarci, e magari
un quiz sui protagonisti degli
Europei. Io non ho velleità da
tecnico: agli esperti faccio le
RECLUTAMENTO
Il direttore
Romagnoli disse:
«Chiamatemi
quello delle
scatole, speriamo
che non le rompa»
IL GOSSIP
Vivo con la
mamma e non mi
sono mai
fidanzato con una
velina. Però sono
un’icona gay
PROGRAMMI
Una fiction
con Vanessa
Incontrada
e il ritorno a teatro
con la lettura
del mio libro
domande che farebbe un
semplice tifoso. E loro mi rispondono con semplicità. Se
intervisto Dino Zoff, poi mi
faccio firmare i guantoni con
cui giocavo da portiere. Ma
non smonto il rito. Esprimo
lo spirito di quello scrittore
che disse. “Se dovessi spiegare ad un bambino cos’è la felicità, gli darei un pallone”».
L’impressione è che Insinna sia sempre più conduttore e sempre meno attore.
«Mica vero. Ad ottobre andrà in onda il film tv La classe
degli asini, che ho girato per
la Rai con Vanessa Incontrada e Fabio Troiano, sulla chiusura delle classi differenziali
avvenuta nell’Italia degli anni ’50. E poi a teatro riprenderò La macchina della felicità,
tratto dal mio omonimo romanzo. Io non sono di quelli
che dicono “Il cinema non mi
ha capito”. No, no: mi ha capito benissimo! Io la penso come Luciano Salce: “Non ci sono geni incompresi. Solo cretini capiti”. Da noi, se sai fare
più cose, pare quasi che te ne
debba vergognare. Un attore
che fa il conduttore? Scandalo!. Ma per me conta quel che
mi ripeteva il mio maestro Gigi Proietti: “Fare spettacolo è
come fare l’interprete. Più lingue parli, più lavori”».
Lei è molto popolare. Ma
evita ostinatamente il gossip. Scelta accurata o pura
casualità?
«Inevitabilità. Che diamine può esserci d’interessante nella vita privata di uno
che lavora diciotto ore su
venti, che abita ancora con
la mamma, che non s’è mai
fidanzato con una velina? Se
tutti i personaggi popolari
fossero come me, a quelli
che fanno gossip toccherebbe aprire una merceria. E
poi i grandi amori finiscono
appena se ne parla. Il giorno
che dicessi “Sono innamoratissimo”… pam! Cadrei dal
cornicione».
Sapeva di essere un’icona
gay?
«Si, me l’hanno detto, e mi
diverte molto. Anche se non
mi pare rappresenti un particolare titolo di merito. Io
non sarò mai di quelli che si
vantano: “I miei migliori amici sono gay”. Non divido gli
esseri umani in categorie.
Non li classifico in base alla
loro sessualità. I miei migliori amici sono i miei migliori
amici. Punto».
PALINSESTI DI VIALE MAZZINI
Striscia quotidiana per «Chi l’ha visto?»
Su Raitre «Report» al lunedì e Fazio senza sabato. Bastianich verso Raidue
ogni anno si domanda: cosa
posso fare di più? Il loro database è così aggiornato che a loro
si rivolgono le questure europee per le persone scomparse.
per questo ho chiesto a Federica Sciarelli di fare anche una
striscia quotidiana di venticinque minuti». Non è l’unica novità televisiva che la Bignardi ha
portato all’attenzione della
Commissione di vigilanza.
Cambiamenti in vista anche
per Fabio Fazio. Chiamato in
autunno a condurre la prima
serata di Raitre con Rischiatutto (nove puntate ed eventuale
il Giornale
prolungamento) e «non potendo condurre tre serate alla settimana», perde Che tempo che fa
il sabato sera; in compenso lo
show della domenica si allunga
e durerà tre ore. Nuova striscia
SORPRESA Joe Bastianich
CONFERMA Federica Sciarelli
quotidiana anche per Pif. Il direttore generale Rai Antonio
Campo Dall’Orto anticipa che da marzo 2017 - anche Pif farà
parte della squadra di Raitre.
«Sono contento che stiamo lavorando all’arrivo di Pif - dice
Campo Dell’Orto - i cui racconti sulla nostra quotidianità sono sempre molto originali. Andrà in onda dalle 20.30 alle
20.40, per raccontare dieci minuti di storie italiane, «e non
prenderà il posto di Giannini».
Report di Milena Gabanelli andrà in onda il lunedì. Agorà invece, il talk politico in onda
De Filippi,
altri 5 anni
in esclusiva
con Mediaset
Mediaset e Maria De Filippi, partner al 50% in Fascino, comunicano di aver rinnovato l’esclusiva per i prossimi cinque anni. L’intesa
prevede l’accordo con l’autrice e conduttrice più rilevante e creativa del panorama televisivo italiano e il rafforzamento del legame produttivo con Fascino – casa
di produzione partecipata al
50% da Rti-Mediaset – che
oltre ai programmi di Canale 5 al vertice degli ascolti,
tutti confermati anche per
la prossima stagione, estenderà il suo
impegno anche in altre
aree televisive del Gruppo.
Dice
Pier Silvio
Berlusconi,
amministratore delegato Mediaset: Maria
«Siamo mol- De Filippi
to soddisfatti, e direi onorati, per il rinnovo dell’accordo con Maria De Filippi per i prossimi
cinque anni. La nostra collaborazione è un caso unico
di crescita e di successo. Oggi questa partnership con
Maria e Fascino si rafforza
sulla base di una visione comune per il futuro e per nuovi progetti. Per me Mediaset
è la casa di Maria De Filippi,
e i suoi programmi su Canale 5 sono la casa degli italiani». Maria De Filippi risponde: «Sono felice per le parole di Pier Silvio. Sono nata
televisivamente con lui e in
tutti questi anni ho potuto
lavorare nella massima libertà di espressione e in comunione di idee, di volontà e di
sforzi volti in una unica direzione: cercare di costruire
programmi televisivi di intrattenimento che incontrino il gusto del pubblico. Per
chi fa il mio lavoro questa
dimostrazione di fiducia è
importantissima perché ti
consente di “crescere” professionalmente, anche potendo sbagliare. Sono felice».
RS
ogni mattina dal lunedì al venerdì, sarà sempre affidato alla
guida di Gerardo Greco ma
avrà un cambiamento scenografico e diventerà «una vera
newsroom con particolare riguardo ai filmati e meno parole
e ospiti fissi». Soprattutto si sta
lavorando per rendere più dinamica la parte finale del programma. Su Raidue invece le
indiscrezioni (i palinsesti Rai
saranno presentati martedì a
Milano e la settimana successiva a Roma) parlano dello sbarco di Joe Bastianich (re di Masterchef) e della madre Lidia
(Masterchef Junior). La coppia
dovrebbe condurre il programma How to Kill Your Mother, in
cui vedremo figli che coinvolgono le mamme in progetti particolarmente difficili e pericolosi.
RS
Venerdì 24 giugno 2016
FOCUS IMPRESE 31
il Giornale
British American Tobacco
(BAT) conferma, ancora una
volta, il suo impegno a investire nell’innovazione puntando
su prodotti italiani. Per le Rothmans, infatti, uno dei prodotti
storici e più rappresentativi di
BAT, a partire da giugno 2016
si passa a un filtro innovativo,
il «Tube Premium+», realizzato grazie ai macchinari e
all’esperienza dell’azienda bolognese G.D., del Gruppo Coesia, e della Montrade, altra eccellenza emiliana e italiana
per la realizzazione di macchine per la produzione e il confezionamento di sigarette, la produzione di filtri e altri prodotti
del tabacco. Il «Tube» è un prodotto all’avanguardia che, sebbene fatto dello stesso materiale dei filtri tradizionali, è più
pulito, perché non ingiallisce
nella parte a contatto con le
labbra; è più resistente, in
quanto mantiene la sua forma
rigida.
La scelta dei filtri «Tube» già applicati da BAT Italia anche sulle Lucky Strike fin dal
2014, con un ottimo riscontro
da parte dei consumatori - testimonia la propensione di Bri-
INNOVAZIONE
British American Tobacco,
sigarette sempre più italiane
La multinazionale punta sull’Italia per i macchinari,
le attrezzature industriali e anche per la materia prima
Per le
sigarette
Rothmans, a
partire da
questo mese,
si passa a un
filtro
innovativo, il
«Tube
Premium+»,
realizzato
grazie ai
macchinari e
all’esperienza
dell’azienda
bolognese
G.D., del
Gruppo
Coesia, e
della
Montrade,
altra
eccellenza
emiliana
DA QUESTO MESE
«Tube Premium+»
è il filtro all’avanguardia
più pulito e resistente
tish American Tobacco a puntare sull’innovazione e, nel
contempo, sul valore dell’italianità: negli ultimi anni, BAT
ha dimostrato di essere
un’azienda all’avanguardia sia
nel campo dei prodotti tradizionali del tabacco, sia nei cosiddetti NGP, Prodotti di nuova generazione.
BAT è stata infatti la prima
società del settore a brevettare
un inalatore di nicotina, Voke,
che ha recentemente ottenuto
nel Regno Unito la certificazione di dispositivo medico venduto nelle farmacie. Inoltre,
nel 2013 è stata la prima azienda internazionale a lanciare,
sempre sul mercato britanni-
co, la sua e-cig «Vype», un prodotto di alta tecnologia, fortemente innovativo e dotato di
altissimi standard di qualità e
sicurezza, distribuito in Italia,
in questa prima fase, a Firenze, Venezia, Padova, Verona e
Torino, e online sul sito govype.it. Ancora una volta, BAT
rafforza il suo legame con il no-
stro Paese, dove solo nello
scorso anno ha investito complessivamente 220 milioni,
puntando sull’eccellenza delle
aziende italiane. A cominciare
dai 130 milioni per l’acquisto
di macchinari e attrezzature industriali, rendendo l’Italia il
primo paese fornitore di macchinari per il Gruppo BAT
220
I milioni di euro investiti
nel 2015 da BAT in Italia,
puntando sull’eccellenza
delle aziende del Paese
(una fornitura superiore anche a quella della Germania in
termini di ordinativi).
Oltre 20 milioni sono stati,
invece, impiegati per l’acquisto di 4.500 tonnellate di tabacco italiano: l’Italia, con circa
15.000 ettari coltivati e oltre
50.000 tonnellate prodotte, è il
primo Paese produttore di tabacco in Europa e il quattordicesimo nel mondo, e il settore
della tabacchicoltura italiana
rappresenta un’area di grande
valore economico per il Paese.
Anche per BAT, la coltivazione
del tabacco da foglia rappresenta una delle componenti
fondamentali della catena di
fornitura a livello globale e,
per questo motivo, la multinazionale sostiene da sempre la
tabacchicoltura attraverso la
firma di protocolli con il miniTABACCO
L’Italia è uno dei più
importanti produttori
europei e mondiali
stero delle Politiche Agricole e
Forestali, per assicurare alla
produzione italiana di qualità
una competitività internazionale e adeguati sbocchi commerciali. Infine, sempre nel
2015, per consolidare e mantenere gli impegni presi, BAT ha
investito in Italia circa 70 milioni anche nella ricerca della
qualità dei propri prodotti, nelle attività di valorizzazione dei
suoi marchi (sia per i prodotti
di nuova generazione che per
quelli tradizionali), nella distribuzione alle oltre 55.000 tabaccherie presenti sul territorio e
in attività di marketing e comunicazione.
IC
FIORI ALL’OCCHIELLO/1
FIORI ALL’OCCHIELLO/2
Momodesign, ricerca e qualità
per sorprendere clienti e mercati
Alcantara, se toccare con mano
è da sempre un enorme piacere
L’ad Paolo Cattaneo: «A colpire gli stranieri è la cultura italiana»
Firmati nuovi accordi. L’impegno sulla sostenibilità ambientale
Gigi Pavesi
Fabrizio de’ Marinis
e Giappone – prosegue Cattaneo – non è un luogo
comune che almeno tre asset tipicamente italiani
È una questione di stile, italiano. La nascita di siano amatissimi dagli stranieri: il cibo, la moda e il
Momodesign è proprio frutto di un concetto volto design. Noi operiamo negli ultimi due e ho visto molalla valorizzazione di un Dna tricolore all’interno di to interesse a Pitti Uomo, dove c’erano migliaia di
un gruppo: creato, nel 1981, quale centro stile per la visitatori esteri: questo vuol dire che il “made in Itaricerca e lo sviluppo di Momo (all’epoca società lea- ly” è più forte che mai». Momodesign segue una filoder mondiale negli accessori di lusso per auto), alla sofia evidente: capire e anticipare le tendenze, punfine degli anni ’90 si è trasformato in un brand inter- tando su ricerca e qualità per realizzare i nuovi pronazionale. L’idea fu di
dotti. «È l’approccio corMarco Cattaneo, all’eporetto - aggiunge Cattaca managing director,
neo -: il mercato è sovrache nel momento in cui
no come la funzionalità
Momo veniva venduta
dell’oggetto. A quel punOltreoceano, pensò di
to si ragiona sullo stile
staccarsi e di rilevare il
che è il valore aggiunto
brand, dove ora operadi ogni creazione Mono anche i figli Eleonora
modesign e rappresenta
e Paolo, attuale ad.
il carattere unico e di«Il nostro Dna è un
stintivo della cultura itamix storico di tecnololiana. Quello che colpigia e design – spiega Paosce lo straniero». Se il
lo Cattaneo – ci siamo
passato e il presente è lefatti le ossa con l’impegato a caschi, orologi e
gno nel mondo delle
occhiali, il futuro passa
competizioni automobiper l’allargamento dei
listiche, puntando su Paolo Cattaneo, ad di Momodesign, azienda
settori toccati dal brand.
prodotti che all’epoca fondata dal padre Marco, attuale presidente
A Pitti Uomo ha debuttasorpresero tutti: utilizzato la nuova collezione di
re fibra di carbonio, titanio e magnesio per i primi abbigliamento, dedicata interamente alla tecnologia
caschi, orologi e occhiali fu una scelta rischiosa ma urbana e “contornata” da una linea di calzature e
funzionò subito». Innovazione e creatività sono rima- borse. Sempre con un design italianissimo, lo stesso
sti i plus di un’azienda che ha nell’Italia il terzo mer- che ha convinto Bulgari – brand tricolore ma ora del
cato, ma esporta il 60% della produzione: l’Europa, gruppo LVMH – a scegliere l’originale e tecnologica
in particolare Francia e Spagna, sono le aree che più Citybike per i clienti dei suoi prestigiosi hotel a Milaapprezzano i prodotti Momodesign (il casco in pri- no e Londra. «Un desiderio è quello di occuparsi
mis, vera icona per gli appassionati), ma le prospetti- maggiormente di interior design – conclude Cattave sono globali. «Il marchio è conosciuto in molti neo – perché rappresenta un mondo in sviluppo che
Paesi: siamo presenti negli Emirati, in Cina, Australia può regalarci soddisfazioni».
gno, presidente e ad - intimità, esclusiva, cromaticità ed emozionalità. Una visione che unita allo
Un’invenzione tuttora ineguagliata. Un brevet- stile e al design ci ha fatto guadagnare il riconoscito, tra i grandi simboli dell’eccellenza italiana, ori- mento dei maggiori brand mondiali del lusso e
ginale e segreto, grazie al quale il prodotto, simile della qualità. Su una capacità tecnologica, unica al
al camoscio, può mantenere nel tempo le sue carat- mondo, si sviluppa il lavoro in partnership con i
teristiche inalterate. Un mondo concettuale e sen- clienti. Una volta recepite le loro esigenze, il centro
soriale, ricco di colori e sfumature, intimo, che sviluppo applicazioni interviene sulle caratteristiconiuga nell’esclusività emozioni, appartenenze, che di Alcantara, per fornire una soluzione sartoarte, design, moda e stiriale ed esclusiva. Una
le in ogni settore,
filosofia di prodotto e
dall’auto, all’arredadi innovazione, legata
mento, alla nautica,
alla sostenibilità, che ci
all’abbigliamento, al
ha permesso di diventaprêt à porter, agli accesre un marchio di sucsori. Un marchio che
cesso in tutto il monnegli ultimi anni ha
do».
puntato sulla sostenibiAccanto al centro svilità ambientale, a cui
luppo, opera quello
ha destinato, nel 2015,
dell’equipe stilistica,
il 64% degli investimenspecializzato nello stuti. Alcantara, con la sua
dio di sempre nuovi cosede a Nera Montoro
lori ed effetti, in grado
(Terni) - 165 milioni di
di esaltare lo stile e
fatturato nel 2015 (+
l’eleganza di un mate33,5%), ebitda a 50 miriale tutto italiano.
lioni, 518 dipendenti Andrea Boragno, presidente e ad di Alcantara.
«Nella competizione
(570 previsti nel 2016) - La sede dell’azienda si trova in provincia di Terni
dell’universo tecnologiè oggi un’icona del maco - continua Boragno
de in Italy. Dopo gli ultimi successi con i grandi - avrà un peso sempre maggiore la componente di
marchi del mondo dell’auto, come Mercedes, design e di fashion e non solo quella del software.
Bmw, Fca, Ferrari e Maserati, ha recentemente Il nostro prodotto è il materiale perfetto, per veicostretto accordi di fornitura del suo esclusivo mate- lare gli aspetti più emozionali legati a questo monriale, per un valore che supererà i 20 milioni, con do, ed è per questo che, da anni, abbiamo investito
Microsoft nei rivestimenti dei suoi computer, Pana- nel settore, proprio perché pensiamo che Alcantasonic - per l’avveniristica Oled Tv - Master & Dyna- ra possa interpretare al meglio questa tendenza
mic e Bose (cuffie), e Daikin nel condizionamento. intimistica e sensuale in atto. Siamo molto compia«Ci muoviamo in un’area concettuale che coniuga ciuti di vedere un grande player, come Microsoft,
funzionalità del materiale - spiega Andrea Bora- recepire in pieno le nostre convinzioni».
32
Venerdì 24 giugno 2016
il Giornale
__
Sport
IL CASO DEL FIGLIO AGENTE FIFA Marcello Lippi non sarà il Direttore tecnico della Figc. È stato proprio l’ex Ct campione del
LIPPI RINUNCIA ALL’INCARICO
IN FEDERAZIONE
mondo a rinunciare: «Non posso più aspettare, non posso farmi prendere in giro», ha detto
Lippi al presidente federale Tavecchio. La decisione è seguita alla riunione della Corte
d’Appello Federale di mercoledì che doveva occuparsi dell’incompatibilità dell’eventuale
nomina di Lippi con il ruolo di procuratore del figlio Davide. Il protrarsi dei tempi, la
necessità di una norma ad personam e le polemiche hanno spinto Lippi a rinunciare.
EURO 2016 L’incrocio di Italia-Spagna
GLI AVVERSARI
Del Bosque
non si fida
«L’Italia non è
soltanto difesa»
LA SFIDA
Alvaro Morata contro i suoi ex compagni:
Barzagli, Bonucci e Chiellini
Marcello Di Dio
nostro inviato a Montpellier
Ora che la “recompra” di Alvaro Morata da parte del Real Madrid è cosa fatta, anche se Allegri
e Marotta non sembrano ancora
essersi arresi, l’attaccante spagnolo ritroverà gli amici della Juventus. Da avversari, cosa che invece
non avverrà nei club nella prossima stagione, visto che il Chelsea
è fuori dall’Europa, e la squadra
di Conte sembra essere nel destino dell’Ariete (pronti 50 milioni
sul piatto per l’attaccante che nei
“blancos” sarebbe chiuso dall’altra Bbc Benzema, Bale e Cristiano Ronaldo, quest’ultimo fresco
di rinnovo fino al 2020 a 21 milioni a stagione).
Per lui, che partecipa meno alla manovra rispetto a un suo predecessore nel ruolo tra le Furie
Rosse (il Torres dell'Europeo
2008) e deve adattarsi al fascino
che ha Del Bosque per il “falso
nueve”, una bella sfida con i “bastardi” della difesa azzurra che
dovranno impedirgli di incrementare il suo bottino di reti nel
torneo francese. Sono già tre in
altrettante gare e condivide proprio con il gallese Bale il parziale
titolo di capocannoniere.
Le sue cifre nei 219 minuti giocati - due volte è stato sostituito
da Aduriz - parlano di nove tiri
totali, di cui sei nello specchio della porta e due respinti dal portiere. Decisiva la sua doppietta con
la Turchia, non purtroppo per la
truppa di Del Bosque il suo gol
alla Croazia. Un Europeo in attivo per Alvarone, chiamato ora alla prova del fuoco di Buffon e della Bbc, apparsa la retroguardia
più solida della competizione.
La sfida è un inedito assoluto
con tutti e quattro gli alfieri azzurri: nell’unico precedente, un Real
Madrid-Juventus di Champions
del 23 ottobre 2013: Morata giocò
gli ultimi undici minuti, ma in
campo tra i bianconeri c'erano solo Buffon, Barzagli (titolari) e Bonucci, subentrato al 50’ a Llorente dopo che Chiellini si era fatto
espellere due minuti prima.
Nell’amichevole Italia-Spagna a
AL REAL MADRID CHIUSO DA CR7, BENZEMA E BALE
Da una B-B-C all’altra
tutti vogliono spegnere
la «recompra» di Morata
Barzagli-Bonucci-Chiellini: prima da rivali
con l’ex compagno trascinatore della Spagna
Udine del 24 marzo scorso, invece, in campo aveva contro solo
Buffon e Bonucci (Barzagli e
Chiellini erano fuori per infortunio) e la punta delle Furie Rosse
fu limitata bene. «Leo mi aveva
IL PRECEDENTE
In Italia-Spagna di marzo
Morata rivelò: «Leo mi ha
promesso delle pedate...»
detto di prepararmi che qualche
“patadita” (pedata) l’avrei presa», confessò Morata nella vigilia
con gli azzurri.
È indubbio che avendolo avuto come compagno di squadra
per due anni, gli juventini conoscano bene la punta spagnola e i
suoi movimenti. Che in questi
giorni Conte avrà fatto studiare a
memoria con l’ausilio dei soliti video e con il lavoro sul campo. Morata gioca con una coppia (Pi-
qué-Sergio Ramos) potenzialmente perfetta, visto il valore dei
singoli. Ma siamo di fronte a due
veri leader, aspiranti «comandanti supremi», peraltro divisi da
una rivalità forte, fortissima, fra
IL DUELLO DEL GIALLO
10 ammoniti a 1 per l’Italia
Tutta la difesa: un rischio
contro la velocità di Alvaro
Barça e Real, condita da una grande attività sui social del primo, e
dalle tensioni per l’indipendentismo catalano. Insomma, quei
due probabilmente si rispettano,
ma non hanno certo l’intesa di
Bonucci, Barzagli e Chiellini. Che
si spieghino così alcuni buchi difensivi, tipo quello sul gol di Kalinic?
Gli azzurri, dal canto loro, dovranno stare attenti ai cartellini:
sono tutti in diffida e qualche elemento del granitico blocco juventino rischia di compromettere, in
caso di impresa sugli spagnoli,
l'eventuale quarto di finale con la
Germania. Il conto dei gialli rimediata da Italia e Spagna parla di
10 a 1 a favore della truppa di
Conte (in testa a questa speciale
classifica), un fardello davvero pesante ora che l'asticella si sta alzando. Morata non ha quasi mai
riposato, Buffon - pure reduce
dall’influenza - e Chiellini invece
sì e in un torneo così breve qualche minuto di riposo in più potrebbe fare la differenza. Ma in
agguato ci sono guizzi o chiusure
fondamentali.
NESSUNO HA RIBALTATO LE GERARCHIE
L’Irlanda ha smascherato l’Italia due
Conte riproporrà i “dieci” di Belgio e Svezia. Un solo dubbio a sinistra
nostro inviato a Montpellier
Per settimane abbiamo parlato di marines, di soldatini, di operai del campo e persino di “coppia ignorante”. Conte, così come
tutta la truppa azzurra, si è riempito la bocca
con il concetto di gruppo e di 23 giocatori
interscambiabili, concetto sposato dalla critica come punto di forza quale sarebbe dovuto
essere. La partita con l’Irlanda ha fatto riaprire gli occhi sulla dura realtà: in questa Nazionale non tutti sono all’altezza di una maglia
da titolare e l’Italia 2 ha confermato la bontà
delle scelte del ct nei primi due impegni.
«Questo è il meglio, almeno per me, dei calciatori italiani», continua a ripetere Conte. Le
cui gerarchie nei vari reparti decise a inizio
Europeo e rimaste tali contro Belgio e Svezia
non dovrebbero essere più in discussione. In-
fortuni e squalifiche permettendo: sugli azzurri pendono dieci diffide, anche se dai quarti la
“fedina” di chi resterà indenne a un altro giallo sarà ripulita. L’Italia dovrà dunque essere
aggressiva come piace a Conte, ma nel contempo cauta.
Conte, più andrà avanti nel torneo, più potrebbe fare meno ricorso al turnover. Ecco
perché il ct leccese saluta con favore il ritorno
in gruppo di Antonio Candreva, fermato per
qualche giorno da un problema all’adduttore
destro. E da ieri le prove sul campo saranno
con i protagonisti del successo con il Belgio,
tenendo presente che l’interprete sulla fascia
sinistra non ha ancora un nome chiaro. Detto
di Bernardeschi (deludente la sua prova con
gli irlandesi) bloccatosi per un fastidio al ginocchio, gli altri sembrano abili e arruolati.
La fase a gironi va in archivio con una cer-
tezza: il Dna dell’Italia è imperniato sull’efficacia della fase difensiva mentre in attacco si fa
fatica a creare occasioni da rete. In una competizione che registra la media più bassa di
realizzazioni dal 1992, i tre gol azzurri di Giaccherini, Pellè ed Eder sono arrivati tirando 24
volte, solo Irlanda del Nord (17) e Islanda (21)
hanno provato con minor frequenza a gonfiare la rete avversaria. E a livello di dribbling gli
azzurri sono quartultimi con 4,3 alla pari
dell'Irlanda del Nord. Solo Russia, Islanda e
Repubblica Ceca hanno fatto peggio. Il miglior italiano è Florenzi con 3 in due gare mentre Insigne ne ha collezionati già 2 in 20’. A
livello di numero di falli fatti gli uomini di
Conte sono secondi (49) con 3 scorrettezze in
meno rispetto alla Romania. Non un buon
viatico per la sfida alle Furie Rosse.
MDD
Italia e Spagna si presentano agli ottavi di finale con una
sconfitta nell’ultima partita. Indolore per gli azzurri, mentre
alle furie rosse è costata il primo posto. Non solo, la Spagna
si porta dietro anche qualche
problema ambientale. Il caso
De Gea per un presunto coinvolgimento in uno scandalo
sessuale, il dito medio durante
l’inno di Piquè, l’inquietudine
di Pedro per il poco spazio avuto, la rimonta della Croazia.
Ma Vicente Del Bosque non si
lascia scalfire: «Sono moderatamente ottimista come sempre.
Non ci siamo creduti chissà cosa né ci siamo rilassati, come
dimostra la formazione andata in campo con la Croazia».
Infatti, tre partite, tre formazioni identiche. La Spagna non
ha segreti almeno nei nomi. Al
contrario dell’Italia che ha fatto giocare ventidue giocatori.
Il ct dei campioni d’Europa in
carica non vuol sentire parlare
di presunzione e assicura che
non ci sarà sottovalutazione
del prossimo avversario. «Gli
azzurri sono molto bravi difensivamente ma l’Italia ha anche
giocatori d’attacco - spiega Del
Bosque -. Ha ottimi giocatori
di fascia, due attaccanti e di fatto quattro difensori, con tre
centrali e De Rossi inamovibili. I suoi centrali fanno molto
bene perché si conoscono molto». Quattro anni fa fu la finale.
Nessun paragone. Sono due
squadre trasformate nei nomi
e nel gioco. L’Italia non ha più
il trequartista e punta sulla difesa a tre. Del Bosque spiega
com’è cambiata la Spagna:
«Nel 2012 abbiamo giocato
senza attaccanti di ruolo, con
più centrocampisti, ma in quattro anni le cose cambiano, il
gruppo cambia». Adesso c’è
un Morata in più e un Pedro
scontento ma ripreso «le sue
parole non mi sono piaciute».
Però non si prescinde dal tiqui-taca: «Quando non abbiamo la palla soffriamo, quando
ce l’abbiamo, stiamo meglio.
Ci sono cose sulle quali bisogna essere costanti e testardi,
non è una questione di inflessibilità ma di avere un’idea in
testa». Non cambia la filosofia
sui rigori dopo l’errore di Sergio Ramos. «Ho scelto di lasciar decidere i giocatori sui rigori, è un segnale di forza».
Nessun rimpianto per il ko con
la Croazia che l’ha fatto finire
nella parte di tabellone più difficile: «Siete sicuri che la Germania batterà la Slovacchia?
Non c’è alcun risultato sicuro». Involontariamente un invito a crederci all’Italia.
Venerdì 24 giugno 2016
IL PROGRAMMA
Lewandowski
SPORT 33
il Giornale
DOMANI
LUNEDÌ 27
Svizzera
Polonia
ore 15
Galles
Irlanda N.
Sky Sport 1
ore 18
ore 21
Croazia
Portogallo
Sky Sport 1
Rai 1
Sky Sport 1
Persic
ore 18
ITALIA
Spagna
Sky Sport 1, Rai 1
EURO 2016 Diamo i numeri dopo i gironi
LA NOSTRA TOP 11 DELLA PRIMA FASE
Claudio De Carli
Magari bisognerebbe fare un salto da un dottore, uno bravo. Non c’è
niente di male, del resto le malattie
danno sempre dei segnali prima di
implodere e il nostro grado di eccitazione ha raggiunto punte sensibili
dopo aver sconfitto Belgio e Svezia.
Sarebbe bello farsi dare una registrata perché poi ci basta prendere un
gol da un certo Brady a sei dalla fine
per azzerare tutto e rientrare nel
gregge dei malati gravi.
Gli altri godono a massacrarci.
L’Equipe ci ha schiaffato addirittura
al dodicesimo posto fra le sedici qualificate agli ottavi. Carini. Al primo
c’è la Croazia, poi Spagna e Polonia,
la Francia è all’ottavo. Magari hanno ragione loro, compilano la top
undici della prima fase e non c’è
neppure un azzurro, lo svizzero
Schär meglio di Barzagli, Hummels
meglio di Chiellini che è tredicesimo e primo degli italiani. Conte è al
nono posto fra i ct. Anche Opta Data ci ha visto grandi protagonisti,
nessun italiano nella formazione
ideale della prima fase, anche per
loro il miglior portiere è il nordirlandese Michael Mc Govern, 31 anni,
un metro e novanta, gioca in Scozia
nell’Hamilton, Transfermarkt gli assegna un valore di 500mila euro e
un contratto in scadenza, ha preso
due reti e la sua nazionale è passata
fra le migliori terze.
Fin qui le opinioni, poi ci sono le
statistiche, algide ma incontrovertibili, dopo 36 partite e 69 gol, la maggior parte, 26, segnati nell’ultimo
quarto d’ora dei due tempi. I centravanti per ruolo e definizione segnano poco, vanno meglio i subentrati,
quasi un quarto delle reti totali è
loro e il vecchio Roy Hodgson ha
trovato una spiegazione: «Le partite
sono sempre più intense e veloci.
Ogni nazionale ha 23 giocatori e
quelli che non vengono scelti sono
scontenti. Quando subentrano sono
pieni di voglia di riscatto». Una dichiarazione fatta prima di Italia-Irlanda. Non ci gira bene neppure
questa.
Leggiamo le statistiche con un certo malessere, ammettiamolo, quasi
spulciando lentamente per vedere
se c’è qualcosa di azzurro. Niente. Il
sito ufficiale della Uefa inserisce al
primo posto come protagonista assoluto di questa prima fase a gruppi
Dimitri Payet, al secondo Gareth Bale, terzo Toni Kroos. Poi ci sono Ronaldo, De Bruyne, Perisic, Morata,
4-4-2
All: CACIC (Croazia)
CRISTIANO RONALDO
(Portogallo)
PERISIC
(Croazia)
PERISIC
(Croazia)
HAMSIK
(Slovacchia)
VRSALIKO
(Croazia)
»
Je suis
européen
L’Europa dell’Est
è tornata
dietro un muro
MORATA
(Spagna)
FABREGAS
(Spagna)
CHIELLINI
(Italia)
BONUCCI
(Italia)
È
come se l'Europa del calcio avesse innalzato un muro escludendo dal torneo quasi tutte le nazionali dell'Est Europa.
Subito a casa Albania, Romania, Russia,
Ucraina, Turchia e Repubblica Ceca oltre
ad Austria, paese di confine, e Svezia tradita da Ibrahimovic. Dal marasma si sono salvate Slovacchia, Polonia e Ungheria. Appare lampante come i due blocchi si muovano
a velocità differenti per motivi economici,
tecnici e strategici. Ad eccezione di Russia e
Turchia, che meritano un discorso a parte,
il soldo fa la differenza. I campioni, ma anche i medi giocatori, difficilmente accettano di giocare in Romania, Ucraina e Repubblica Ceca dove il livello tecnico si appiattisce e non consente ai migliori giovani di
migliorarsi, mettersi in evidenza, finire sul
mercato. Se però hai un buon programma e
non pensi di scavallare la storia in pochi
mesi, puoi fare un balzo in avanti come è
successo alla nazionale albanese in debito
con la buona sorte. Il merito non è solo di
De Biasi, richiesto a gran voce dall'Ucraina,
ma anche di chi l'ha voluto e ne ha appoggiato la strategia su vasta scala.
Altrove non ci sono riusciti. Vedi la Turchia, orfana di talenti, che di più non poteva fare con il suo gioco scolastico: da quelle
parti ci sarebbero anche i soldi per lavorare
in profondità, ma ci sono anche i club che
ragionano diversamente in una diaspora interna dai retaggi antichi e non fanno mai gli
interessi della nazionale. Sembra di essere
in Italia. In fondo al tunnel c'è la Russia che
ha acciuffato fortunosamente l'Inghilterra,
privandola fra l'altro del primo posto nel
girone, salvo finire a fettine con Slovacchia
e Galles. Ma c'è una spiegazione. A Mosca
pensano di risolvere i problemi strapagando un allenatore, ieri Capello, domani, chissà, Pellegrini, senza risolvere i problemi di
fondo. E' lontano il tempo di Lobanovskij
che portò la Dinamo Kiev al vertice del calcio europeo e la nazionale sul podio dei
Giochi nel 1976 e dell'Europeo nel 1988. In
pratica la stessa squadra. Oggi Kiev è in
Ucraina. Il calcio di laggiù, ormai senza
identità, non ha ricavato nulla dagli stranieri. E il Mondiale del 2018 si affaccia dietro
l'angolo non come una occasione, bensì come uno spauracchio che mette in ansia perfino il Cremlino.
DZSUDZSAK
(Ungheria)
LICHTSTEINER
(Svizzera)
HAMSIK
(Slovacchia)
NEUER
(Germania)
IL BILANCIO DI METÀ EUROPEO
Azzurri solo riserve
al gioco delle classifiche
Per l’«Equipe» italiani 12esimi tra le big
Nessuno dei nostri tra i primi 11, Chiellini 13°
Piquè, Ozil, Hazard, Fabregas, altri.
L’uomo assist del torneo finora è
il gallese Aaron Ramsey, 25 anni, gioca nell’Arsenal, 1,82, 30 milioni il valore attuale del suo cartellino in crescita esponenziale. Il salvatore della
patria, inteso come il difensore che
ha compiuto più salvataggi è il portiere islandese Hannes Thor Halldorsson, 1,92, il calcio una copertura, in realtà fa il regista cinematografico e appena chiuderà la carriera,
ha 32 anni, tornerà sul set. Intanto è
rientrato al Nec Nijmegen per fine
prestito, viene via con 400mila euro,
ma non è tipo da Mediterraneo.
Non riusciamo a primeggiare neppure nelle classifiche avulse, quelle
che in fondo contano come il due di
picche, tipo il calciatore più veloce
dell’Europeo è il francese Kingsley
Coman del Bayern Monaco che in
una delle tre partite finora giocate
ha raggiunto la velocità di 33 chilometri orari. A livello di nazionale
non entriamo nelle prime cinque posizioni in nessuna classifica. Miglior
possesso palla la Germania con il 65
per cento, poi Portogallo, Spagna,
Svizzera e Inghilterra. Nei passaggi
di Filippo Grassia
a buon fine guida la Spagna, 1.876
su 2.023. Il Portogallo è la squadra
che ha calciato di più in porta, 69 tiri
in tre gare.
Ora, abituati a una sorta di pietismo verso i più deboli, ci innamoriamo ancora di più della nostra nazionale, invisa all’estero, massacrata
dalle statistiche e attesa dai ritrovati
campioni uscenti della Spagna. E
peggioriamo il nostro stato di salute. Loro, gli spagnoli, davanti sono
magistrali, grande scuola da far girare la testa, veramente emozionanti.
Ma anche dietro lo sono.
COSÌ VERSO PARIGI
OTTAVI
domani SVIZZERA
ore 15 POLONIA
domani CROAZIA
ore 21 PORTOGALLO
QUARTI
37
V 37
30/06
ore 21
39
SEMIFINALI
45
V 45
38
26/06 UNGHERIA
ore 21 BELGIO
42
V 42
V 47
49
Saint-Denis,
10 luglio
ore 21.00
50
47
46
V 46
V=VINCENTE
VINCITRICE
41
02/07
ore 21
V 43
43
V 40
40
7 luglio
ore 21.00
V 50
V 38
01/07
ore 21
FINALE
V 41
SEMIFINALI
V 49
V 39
6 luglio
ore 21.00
domani GALLES
ore 18 IRLANDA N.
OTTAVI
QUARTI
V 48
48
03/07
ore 21
V 44
44
GERMANIA
SLOVACCHIA
ITALIA
SPAGNA
FRANCIA
IRLANDA
INGHILTERRA
ISLANDA
26/06
ore 18
27/06
ore 18
26/06
ore 15
27/06
ore 21
34 SPORT
Venerdì 24 giugno 2016
Il primo colpo del Milan si chiama Gianluca Lapadula. Il capocannoniere dell’ultimo campionato di serie B, trenta gol compresi i
playoff, arriva dal Pescara per circa dieci milioni di euro. Un colpo a
sorpresa con il blitz di Galliani con gli agenti del giocatore. Lapadula non dovrebbe essere l’alternativa a Carlos Bacca, ma il suo
arrivo di fatto certifica l’addio di Luiz Adriano. Oggi le visite medi-
SQUINZI BLOCCA BERARDI
MILAN, COLPO A SORPRESA
SOFFIA LAPADULA AL NAPOLI
che e la firma del contratto (4 anni a 1 milione più bonus). Il Milan
ha soffiato Lapadula al Genoa e al Napoli. Ora Aurelio De Laurentiis
va a caccia di Ciro Immobile ma non vuole spendere gli 11 mln
chiesti da Cairo. Davide Nicola è il nuovo allenatore del Crotone.
Tormentone Berardi, inseguito dall’Inter: «Resta qui un altro anno ha detto Squinzi -. Poi va alla Juve». Invece Candreva vuole l’Inter.
IN COPPA AMERICA
EURO 2016 Sorprese e carneadi
Alec Cordolcini
NON SOLO BIG
Quando l’Ungheria vinse la
sua ultima partita in un grande torneo internazionale, Gabor Kiraly aveva 10 anni e Zoltan Gera 7. Sono gli unici
dell’attuale selezione magiara
ad avere ricordi diretti, e non
tramandati, del tempo che fu.
Una potenza calcistica agli
sgoccioli che ha dovuto attendere trent’anni per tornare a
calcare un palcoscenico prestigioso, e lo ha fatto contro tutti
i pronostici, guidata dai vecchietti terribili Kiraly (il portiere con la tuta, giocatore più
vecchio – 40 anni e 84 giorni a scendere in campo in un Europeo) e Gera. Nessuna stella,
tanta corsa, schemi semplici e
un ct tedesco, Bern Storck, a
dirigere il tutto dalla panchina. Una storia già sentita nel
2004 per la Grecia guidata dal
suo connazionale Otto Rehhagel. Chi cercasse un po’ di qualità nella compagine ungherese deve rivolgersi a Balasz Dzsudzsak, esterno dal sinistro
educatissimo che ha dilapidato mezza carriera alla ricerca
di denaro facile: il Daghestan
hollywoodiano dell’Anzhi, la
Mosca deluxe della Dinamo,
L’Ungheria revival
a guida tedesca
vuol replicare la Grecia
L’Irlanda del Nord tra postini e donnaioli
E il bomber islandese gioca per una colletta
gue One (la Lega Pro inglese),
nemmeno il tifoso più ottimista poteva immaginare la
Green and White Army agli ottavi. Devono tutti ringraziare
il 31enne Michael Mc Govern,
mostruoso tra i pali contro la
Germania. Nella top 11 della
fase a gironi stilata da Opta in
porta c’è lui, battuto solo due
volte in tre partite nonostante
l’Irlanda del Nord sia una delle nazionali che ha concesso
più occasioni da rete agli avversari. Niente male per un
Robson-Kanu, bomber
disoccupato, ha scelto il
Galles per accontentarla
I magiari si affidano a
Storck come i campioni
del 2004 a Rehhagel...
prima di finire in Turchia.
Adesso sembra a un passo dal
Qatar, a soli 29 anni. Un inno
allo spreco che magari qualcuno, vedendo la doppietta rifilata al Portogallo, potrebbe decidere di interrompere.
L’altra grande sorpresa, in
rapporto al valore della squadra, è l’Irlanda del Nord: tra ex
lavoratori (Conor Washington
faceva il postino, Stuart Dallas
lavorava in un cantiere edile),
donnaioli impenitenti (Kyle
Lafferty ha due famiglie e sei
figli) e onesti pedatori di Lea-
portiere mai uscito, calcisticamente parlando, dalla provincia scozzese.
Da un’Irlanda all’altra, la luce per i ragazzi dell’isola di
smeraldo l’ha accesa Jeff Hendrick,
centrocampista
all-round del Derby County,
serie B inglese. La differenza
di categoria non si è vista né
contro i campioni belgi, tanto
meno contro gli italiani.
Brexit? Non all’Europeo, dove assieme all’Inghilterra anche le altre due compagini del
Regno Unito hanno passato il
turno. Nel Galles di Bale, curiosa la storia di Hal Robson-Kanu, ennesima rivelazione proveniente dal Championship inglese. Lui è nato a Londra, l’Arsenal lo ha scartato a
15 anni, l’Inghilterra lo ha seGRAZIE ALLA NONNA
CORSI E RICORSI STORICI
QUESTI SCONOSCIUTI Dall’alto il bomber ungherese Dzsudzsak, il portiere nordirlandese
McGovern, l’attaccante islandese Bodvarsson e il gallese Robson-Kanu partner di Gale
IL MARCIATORE PENSA ANCHE AL TAS: MA CI SONO 20 CASI PRIMA DEL SUO...
Antidoping al Quirinale, scuse Iaaf
Malagò: «Fatto grottesco». E su Schwazer a Rio: «Spero, ma è dura»
Alex in coda per far valere i propri diritti. Quelli che ritiene violati dopo aver urlato
al mondo «stavolta non chiedo scusa, stavolta non mi sono dopato». In coda come
in tangenziale alle 17. Una fila piena di dopati e contestati e reietti dell’atletica in cerca di riabilitazione. In Svizzera. Al Tas. Il
tribunale arbitrale sportivo. Quello a cui si
era rivolto il Vale Rossi per altra vicenda.
Nelle prossime settimane, prima del caso
Schwazer, i giudici arbitrali dovranno infatti visionare e decidere su una ventina di
altrifascicoli made inatletica. Doping edintorni, dunque. Difficile che l’altoatesino e i
suoi legali riescano nell’impresa di farsi riabilitare in tempo per Rio che scatta il 5 agosto. Anche per questo il n°1 del Coni Mala-
gò lascia poche speranze. «Schwazer in gara a Rio? Sono uno che la speranza ce l'ha
sempre, certo però che la casistica e la storia lasciano intendere un altro tipo di direzione... salvo che si dimostri qualcosa di
diverso. Ma è sicuro che Donati è persona
molto autorevole», le sue parole. Se non
altro Malagò ha avuto ieri la soddisfazione
di vedersi recapitare le scuse Iaaf (la federatletica mondiale) per la sciocchezza commessa da un segugio antidoping teutonico
calato su Roma, indirizzo Quirinale, per
bussare e testare sangue e urine di Elisa
Rigaudo durante la cerimonia del portabandiera. «Ho sentito il presidente Coe ed
era all’oscuro di tutto. Quanto accaduto è
grottesco. Un fatto grave per la mancanza
di rispetto istituzionale».
Chiusa la vicenda Quirinale, resta apertissimo il caso Schwazer. Ieri, con una nota, la Fidal è intervenuta sottolineando «di
essere ferita per questa nuova positività» di
il Giornale
dotto nelle nazionali giovanili
e poi abbandonato, così lui –
su consiglio della nonna - ha
scelto il Galles. Il gol del successo contro la Slovacchia ha
portato la firma di questo giocatore svincolatosi dal Reading dopo 8 stagioni. Lui, disoccupato, in coppia con il giocatore più costoso al mondo
(Bale): anche questo è Euro
2016.
Non può mancare infine
l’Islanda. Jon Dadi Bodvarsson proviene da Selfoss, paese
sfregiato nel 2008 da un violento terremoto. Gente tosta, che
non si lascia piegare dagli
eventi. Bodvarsson ha inseguito il suo sogno partecipando a
un progetto di raccolta fondi
per favorire le attività sportive
del paese. Con i soldi è andato
in Norvegia, è diventato professionista, oggi gioca in Germania e, grazie al gol all’Austria, ha regalato alla sua Islanda la prima vittoria in un grande torneo.
Alex e la propria linea volta al «rispetto delle regole». Questo mentre l’atleta e l’entourage - che tra ieri e oggi hanno depositato
denuncia penale contro ignoti - attendono
il 28 giugno, quando scatterà la sospensione e, soprattutto, il 5 luglio, data delle controanalisi sul campione sangue-urine.
Quello che il 12 maggio, 4 mesi e mezzo
dopo l’esame del 1 gennaio risultatonegativo, aveva rilevato una presenza minima,
ma anomala rispetto al passaporto biologico dell’atleta, di anabolizzanti steroidei.
«Daquesto controllo» non mi attendo molto» aveva detto l’altra sera Schwazer. E ieri
Sandro Donati, il suo tecnico e paladino
della lotta al doping che a Bolzano l’aveva
difeso, «Alex paga le mie lotte», ha precisato meglio queste lotte: «Le accuse alla nuova gestionedella Wada, ilgruppo didirigenti italiani rifugiati nella Iaaf che vedono in
me colui che ha combattuto il sistema
dell’ex presidente Nebiolo...». Giallo nel
giallo.
BCLuc
Due ore e mezza
di intervallo
per mandare
il Cile in finale
Vanni Zagnoli
E’ la partita più lunga della storia, durata 4 ore, recuperi compresi. Il Cile raggiunge la finale di coppa
America con un intervallo
esagerato, di 2 ore e 25’, per
un nubifragio intensissimo,
a Chicago.
Sino a ieri nel calcio di primo piano la pausa record
erano stati, nel 2000, i 70’
attesi da Collina prima di
far riprendere Perugia-Juve
e di fatto consegnare alla Lazio il secondo scudetto, sotto il diluvio, anzichè rinviare. Fa la stessa cosa Aguilar,
di El Salvador, senza che la
Colombia gridi al complotto, nonostante l’abbia penalizzata con la doppia ammonizione a Carlos Sanchez al
12’ st e negandole un possibile rigore alla ripresa, per
l’intervento di Jara su Torres.
In 11’, il Cile ipoteca la finale di domenica notte alle
2, a East Rutherford. Palo
dell’ex Udinese Alexis Sanchez, da anni inseguito dalla Juve, e Aranguiz infila; facile anche per Fuenzalida,
con errori del milanista Zapata e dell’interista Murillo.
In un secolo di Copa, mai
una semifinale era stata sul
2-0 in meno di un quarto
d’ora. L’ex juventino Arturo
Vidal è squalificato, il rossonero Bacca per la botta a
una caviglia entra per 10’. I
cafeteros vivono un buono
sprazzo prima e dopo
quell’intervallo
dilatato,
con parate di Claudio Bravo. In mezzo arrivano raffiche di vento a 170 orari e la
bufera, il pubblico si rifugia
nei vari ingressi del Soldier
field. La prima interruzione
è di mezz’ora, poi di un’ora,
ne passa quasi un’altra comprendendo anche il riscaldamento. La palla scivola
ma il campo è praticabile e
la gara finisce verso la mezzanotte americana, come
fosse una sfida infinita di baseball.
La Roja aveva faticato nella prima fase, salvo segnarne 7 nei quarti al Messico,
contiene il bianconero Cuadrado e James Rodriguez
del Real. Nel New Jersey
l’Argentina non è così favorita, nonostante Messi abbia superato Batigol e Higuain sia in discreta forma.
La Pulce vinse solo il mondiale under 20 del 2005 e
l’oro olimpico di Pechino
’08 e l’Albiceleste è senza
trofei dal ’93, Copa in Ecuador. L’anno scorso finì 4-2
ai rigori per i cileni, ma a
Santiago. L’edizione del
Centenario all’ombra degli
Europei si ricorderà comunque per quei 240’ fra gioco e
temporali.
Venerdì 24 giugno 2016
FOCUS INVESTIMENTI 35
il Giornale
BANCA ALETTI
Lorenzo Corti
Ogni volta che la volatilità
dei mercati finanziari cresce, gli
investitori perdono (almeno
temporaneamente) certezze e
punti di riferimento. Il tema
principale torna a essere la difesa del patrimonio e le fasi più
critiche e inaspettate sono spesso accompagnate dal ritorno
dell’attenzione degli investitori
sui cosiddetti «beni rifugio».
«Tuttavia, in un panorama così
complesso e in uno scenario di
economia globale in cui le variabili si sono esponenzialmente
moltiplicate, si deve riempire di
nuovi contenuti la definizione
di beni rifugio», sottolinea Franco Dentella, vicedirettore generale, responsabile Private Banking di Banca Aletti. La consulenza sul real estate permette al
cliente di valutare investimenti
immobiliari diretti, diversificati
per settore geografico e per valuta, e di gestire con efficienza gli
immobili in Italia e all’estero,
massimizzandone il valore e il
rendimento.
A tali asset possono essere associati strumenti finanziari di investimento indiretto (quali Reits, Etf, ecc), al fine di individuare
nuove opportunità sul mercato
immobiliare globale e potenziare la diversificazione. La consulenza sulle opere d’arte consente al collezionista di valorizzare i
propri asset artistici e di affrontare il mercato dell’arte con la guida esperta di consulenti e specialisti che affiancano il cliente negli acquisti con competenza e
professionalità.
Oro e metalli preziosi sono costantemente monitorati ed è fornita un’analisi del mercato e dei
prodotti di investimento indiretto che utilizzano tali beni come
sottostanti. Per i diamanti da investimento è indispensabile
che, all’acquirente, sia garantita
un’attenta selezione delle pietre
e, ovviamente, dell’intermediario, che garantisca con una certificazione ufficiale la loro qualità
e la provenienza, e provveda a
un eventuale ricollocamento.
Un approccio complesso e multidisciplinare nel quale il private
banker rappresenta il perno del-
BANCA MEDIOLANUM
Per la clientela «Private»
c’è una super consulenza
Direzione «Asset
& Wealth
Management»,
nella continuità
In uno scenario sempre più difficile da decifrare
deve essere rivisto il concetto di bene rifugio
la relazione che, governando i
più delicati momenti di tensione e con il supporto dei migliori
specialisti, riesce a preservare e
a far crescere nel tempo il patrimonio dei clienti, gestendo con
professionalità anche le fasi più
complesse e le reazioni più emotive. L’analisi e la comprensione
di ogni richiesta non può, però,
essere raggiunta senza la creazione di un rapporto duraturo di
fiducia reciproca tra il private
banker e il cliente che consenta
di approfondire, pianificare e
scegliere insieme le soluzioni
più adatte.
Ecco perché il vero bene rifugio del Terzo millennio è una
consulenza qualificata, specialistica e personalizzata. Il cliente
Private di Banca Aletti dispone
di una gamma completa e integrata di servizi di consulenza
che gli permettono di essere costantemente informato e valutare tempo per tempo le migliori
strategie di investimento, bilanciamento e diversificazione tra
investimenti finanziari e reali
nell’ottica di una corretta gestione, pianificazione, protezione e
trasmissione del patrimonio.
Controlfida
Nella foto
sotto, Franco
Dentella,
vicedirettore
generale,
responsabile
Private
Banking di
Banca Aletti.
Il cliente
Private di
Banca Aletti
dispone di
una gamma
completa e
integrata di
servizi di
consulenza
che gli
permettono di
essere
informato in
modo
costante e di
valutare
tempo per
tempo le
migliori
strategie di
investimento
Il direttore generale Gianluca Bosisio
L’anniversario del family office svizzero
«Noi, da 40 anni i guardiani dei patrimoni»
In cassaforte oltre 2 miliardi. Strategia che premia
Ettore Shifrani
Difendere e valorizzare i patrimoni nel tempo senza temere le situazioni di grande volatilità. Questa la
ricetta del family office svizzero Controlfida presente sul mercato italiano dal 2013 anche tramite la distribuzione dei suoi fondi di investimento
ad alcune delle più importanti reti
di consulenza e private banking. Il
giro di boa del 40° compleanno della
società si compie in questo periodo,
in un contesto particolarmente sfidante dove la volatilità è tornata al
centro dell’attenzione, così come
nell’ultimo biennio, rendendo quanto mai attuali le gestioni della boutique elvetica. «Attraversiamo momenti di eccezionale volatilità in cui
l’avversione al rischio degli investitori ha portato i rendimenti dei titoli di
Stato considerati di massima affidabilità, come il bund tedesco, ai minimi se non addirittura a livello negativo, mentre l’azionario ha risentito
dello scetticismo generale propo-
nendo allo stesso tempo nuove opportunità», spiega Carlo Ferrari Ardici, vicepresidente della società.
La difficile situazione delle Borse
lascia i risparmiatori con pochi punti di riferimento se non nella ricerca
di beni rifugio, e le brusche oscillazioni delle ultime settimane hanno
aumentato l’apprensione complessiva dei gestori. «Le difficoltà sullo
sfondo sono molto complesse, ma
dal nostro punto di vista l’attuale
contesto di incertezza rende efficaci
le nostre strategie di gestione azionaria che consentono di partecipare
Nella foto,
Carlo Ferrari
Ardici.
Controlfida è
pioniere nelle
strategie
opzionarie e
liquide per
ridurre la
volatilità degli
investimenti
concretamente a eventuali rialzi,
proteggendo però anche i portafogli
in modo considerevole in caso di
correzione delle quotazioni; in questo modo cerchiamo di tutelare nel
tempo i portafogli dei clienti trovando, comunque, spazio per posizioni
profittevoli, con il vantaggio di una
volatilità decisamente inferiore», aggiunge Ferrari.
Controlfida ha sviluppato negli anni una gamma completa di fondi alternativi utilizzando le sue tecniche
di gestione sia nel comparto azionario sia in quello obbligazionario. La
tutela dei risparmi è da sempre nel
Dna della società, con una forte
esperienza in strategie orientate al
controllo della volatilità e alla gestione del rischio. Nata 40 anni fa proprio con la «mission» della protezione dei grandi patrimoni, ha avuto
un’evoluzione coerente con le sue
origini quand’anche, a metà degli
anni ’90, ha dato origine al ramo di
asset management, specializzandosi
nei fondi «alternative» a bassa volatilità, al centro dell’attenzione negli
ultimi anni per i disequilibri dei mercati. Pioniere nell’utilizzo delle strategie opzionarie e liquide per ridurre la volatilità degli investimenti, rappresenta uno dei principali protagonisti in questo segmento con oltre 2
miliardi gestiti. «La forte expertise
che abbiamo sviluppato nelle gestioni alternative, con l’utilizzo delle opzioni, presenta tratti unici nel panorama di settore - conclude Ferrari - e
grazie a questo, come all’indipendenza che da sempre ci contraddistingue, dobbiamo la fiducia e la reputazione che abbiamo costruito in
questi 40 anni al fianco dei clienti
nella difesa dei patrimoni».
«La nuova Direzione Asset & Wealth
Management nasce oggi solo formalmente - dice Gianluca Bosisio, direttore
generale di Banca Mediolanum -; le sue
radici affondano nel passato, su strutture e competenze ben consolidate che
ora sono convogliate in una direzione
collocata all’interno della banca e guidata da una figura di spicco del gruppo.
È Vittorio Gaudio, precedentemente ad
di Mediolanum Gestione Fondi, e nel
gruppo da fine 2007». Alcuni servizi che
entrano a far parte della nuova direzione sono già attivi da anni come, a esempio, la gestione patrimoni fiduciari della banca che, avviata nel 2012, amministra oggi 250 milioni, oppure l’attività di
Credit Corporate, specificamente rivolta al cliente imprenditore, che, nata nel
2013, supera oggi i 500 milioni di erogazioni a favore delle aziende che si sono
rivolte a Banca Mediolanum.
Gli anni della crisi e il continuo susseguirsi di riforme esigono una cura del
patrimonio a 360 gradi, i clienti facoltosi si trovano quindi ad affrontare nuove
problematiche: dai dubbi sulla materia
fiscale, all’amministrazione ottimale di
patrimoni sempre più internazionali, alla questione della successione, fino agli
investimenti in arte e real estate.
«L’aspetto successorio si pone tra le
questioni più richieste. Per programmare al meglio lo sviluppo futuro del capitale di famiglia, Banca Mediolanum
mette a disposizione strumenti ad hoc
come le polizze assicurative che tutelano il patrimonio e strutturano al meglio
il passaggio generazionale - spiega Bosisio -: la nostra clientela di più alto standing è seguita in particolare da una rete
di 500 esperti in tutta Italia, private bankers di elevata professionalità e preparazione. La nuova direzione sarà soprattutto a supporto di questi professionisti. Sui nostri bankers investiamo continuamente in formazione interna tramite approfondimenti specifici che spaziano dalla materia successoria, alle tematiche fiduciarie, fino a temi di natura
fiscale. Inoltre, è prevista anche la partecipazione presso Mediolanum Corporate University a master di istituti universitari e formativi con docenti esterni tra i
più autorevoli e accreditati».
Accanto alla formazione, Banca Mediolanum mette in campo strumenti di
advisory all’avanguardia, come iMonitor, una piattaforma recentemente introdotta che permette di analizzare approfonditamente portafogli complessi
oltre che di simulare investimenti e monitorare mercati e strumenti finanziari.
Inoltre i private bankers sono supportati nel loro lavoro di consulenza alla
clientela da un team di sede dedicato.
«Banca Mediolanum ha messo in campo un servizio di eccellenza che oggi
non ha eguali. Si tratta di un Private
Banking Service che fornisce risposte
altamente specializzate al professionista a contatto con il cliente, precisa Bosisio. È una struttura interna al gruppo,
realizzata appositamente, riunendo e
organizzando le competenze necessarie per fornire risposte, con priorità massima, su tematiche complesse e delicate in materia fiscale, successoria, fino
alla soluzione dei casi specifici del cliente. Una vera banca su misura.
LCo
36 FOCUS INVESTIMENTI
Venerdì 24 giugno 2016
SCENARIO
Lorenzo Corti
Gli investitori italiani richiedono
maggiori informazioni sui loro investimenti ma, come sostengono gli addetti ai lavori, le informazioni offerte
dovrebbero essere più chiare e più
facilmente comprensibili. Questo
quadro è confermato da una ricerca
messa a punto da Natixis Global Asset Management che mostra come
gli investitori italiani desiderino essere più coinvolti nelle decisioni di investimento: vorrebbero approfondire le varie soluzioni disponibili e, per
questa ragione, sono alla ricerca di
un nuovo modo di relazionarsi con i
propri consulenti. Il problema è che
i risparmiatori italiani appaiono in
conflitto tra ciò che desiderano e ciò
che realmente riescono a tollerare.
Infatti, se da un lato hanno alte
aspettative in termini di rendimento, dall’altro evidenziano una bassa
propensione al rischio. In Italia gli
investitori dichiarano di aver bisogno di rendimenti medi del 9,9% l’anno: questa alta, e irrealistica, aspettativa di performance, è in netto contrasto con l’atteggiamento degli investitori e la loro nota avversione al rischio. I dati della ricerca di Natixis
confermano tale quadro: il 77% degli
italiani intervistati si dichiara prudente, l’82% se costretto a scegliere
preferirebbe la sicurezza rispetto alla performance e per il 67% la protezione del capitale è più importante
della crescita del patrimonio. Una
delle principali spiegazioni di questa, solo apparente, contraddizione,
sta nell’alfabetizzazione finanziaria.
Secondo Anna Maria Lusardi, direttrice del Global Financial Literacy Excellence Center (GFLEC), «tra
le economie avanzate l’Italia è il Paese con il più basso livello di alfabetizzazione finanziaria: soltanto il 37%
degli italiani conosce tre dei quattro
concetti fondamentali della finanza, cioè una percentuale che sta tra
il livello del Brasile, il cui livello del-
il Giornale
Forse è terminato
il ciclo ribassista
delle materie prime
Come riposizionarsi
Le istituzioni, pubbliche e private, si devono adoperare per diffondere la conoscenza in campo finanziario
PIÙ CULTURA ECONOMICA
Educazione finanziaria
per tutti i risparmiatori
La percentuale di adulti italiani in possesso
di conoscenze è solo al 37%: troppo bassa
la conoscenza finanziaria è al 35%, e
il Sud Africa (42%)». In base a questa indagine, misurata in modo
scientifico in funzione di precisi parametri e questionari su un campione rappresentativo della popolazione in tutti i principali Paesi, la percentuale del 37% degli adulti italiani
con cultura finanziaria si posiziona
a un livello molto inferiore non soltanto ai leader mondiali, Danimarca (71%) e Svezia (71%), ma anche a
Paesi quali Canada (68%), Regno
Unito (67%), Germania (66%), Svizzera (57%), Usa (57%), Francia
(52%) e Spagna (49%). Cosa fare per
aumentare e migliorare la cultura
finanziaria degli italiani? Una prima
mossa è quella di riconoscere i propri limiti in campo finanziario e affidarsi a un bravo consulente di fiducia con il quale dialogare sulle effettive esigenze e il personale grado di
accettazione del rischio per individuare la soluzione più idonea. Più
in generale, invece, è necessario
che le istituzioni, pubbliche e private, si adoperino per diffondere la conoscenza in campo finanziario. Un
esempio è la MoneyFarm Investment Boutique (MIB), la manifestazione, gratuita e aperta al pubblico
tutti i giorni, dalle 9,30 alle 20 che,
iniziata il 16 maggio, fino all’8 luglio
presso lo spazio di via Fiori Chiari a
Milano, intende offrire una serie di
insegnamenti per capire, giudicare
e agire in campo finanziario con più
autonomia e consapevolezza.
Il mercato delle materie prime sembra aver
raggiunto un punto di svolta e potrebbe aver imboccato la via del recupero. Lo sostiene Geoff Blanning, Head of Commodities di Schroders secondo
il quale il momento migliore (ovvero quello in cui
i rischi dell’investimento sono minori) per acquistare sui mercati finanziari è quando le aspettative
del consenso si stanno trasformando da ribassiste
a rialziste: ovvero quello che l’esperto intravede
ora per le commodity e, di conseguenza, gli investitori farebbero bene a riposizionarsi su questa trascurata asset class. Secondo Blanning, il primo motivo per investire in commodity è per proteggersi
dall’inflazione che, sebbene ora sia scarsa o inesistente, presto potrebbe rialzare la testa alla luce
delle ingenti immissioni di liquidità sul mercato
derivante dalla stampa di nuove banconote da parte delle Banche centrali (Bce compresa).
La seconda ragione per puntare sulle materie
prime è invece il dollaro. La maggior parte delle
materie prime è quotata sui mercati in dollari, il
che significa che diventano più care quando il
biglietto verde si deprezza. Inoltre, quando il dollaro è forte, normalmente costringe le Banche centrali ad adottare politiche più restrittive allo scopo
di sostenere le proprie divise, il che limita la creazione di liquidità. Quest’anno, però, questa dinamica ha iniziato a invertirsi con l’indebolimento
del dollaro. Per Blanning, infine, il terzo motivo
sta nel crescente ruolo dell’India. Il boom delle
commodity dovuto alla Cina sembrerebbe (almeno per ora) finito, ma la domanda di materie prime dell’India sta crescendo rapidamente. La richiesta indiana di petrolio, a esempio, sta aumentando a un ritmo superiore a quello della Cina, il
che fa la differenza a livello di dinamiche sul mercato del greggio. Per non parlare della domanda
complessiva dell’India di tutti i generi di materie
prime (dall’olio di palma allo zucchero, dalla gomma al gas naturale), in rapida ascesa e con prospettive di ulteriore aumento.
LCo
Venerdì 24 giugno 2016
FOCUS INVESTIMENTI 37
il Giornale
I NOSTRI SOLDI
Con Pioneer Investments
il piano «Liquid Alternative»
Ciceri (Istitutional and Wholesale Distribution della
Sgr) parla dell’innovativo approccio di investimento
Ettore Schifrani
«Liquid Alternative» è meglio. Di fronte a un contesto di
mercato fragile, con i tassi a
zero, una forte volatilità e
all’orizzonte diversi fattori di
incertezza, Pioneer Investments accelera verso tutti i canali non-captive; proponendo
prodotti che hanno un doppio obiettivo: stabilizzare le
performance e ricercare, ove
possibile, rendimenti in ogni
condizione di mercato. Con
un azionario che da inizio anno ha perso circa il 20%, una
delle priorità dei professionisti dell’investimento è quella
di «contenere la volatilità»,
spiega Francesca Ciceri, responsabile dell’area Institutional and Wholesale Distribution della Sgr, a capo di un
team dedicato di dieci persone che, già da tempo, ha intuito come la domanda globale
di prodotti «Liquid Alternative» sarebbe stata al centro delle scelte di investimento. «Gli
investitori sono interessati a
strategie innovative che vanno oltre al tradizionale approccio di investimento e che
hanno come obiettivo la gestione dell’andamento dei tassi di interesse (oggi negativi) e
dei rischi di credito in tutti i
cicli di mercato», afferma Ciceri, elencando le strategie
messe in campo da Pioneer
che spaziano tra diversi stili di
gestione, obbligazionario puro, azionario o multi asset.
«Queste linee d’azione mirano a un obiettivo di rendimento diverso rispetto a quello di
una tradizionale esposizione
al mercato azionario e obbligazionario di tipo long-only,
(approccio che consente di
guadagnare quasi esclusivamente con il rialzo dei mercati in cui investono). Al contrario - spiega - utilizzano tecniche di gestione normalmente
tipiche degli hedge fund, cercando di cogliere, grazie all’assenza di particolari vincoli, opportunità aggiuntive di rendimento per il portafoglio. A
esempio, nel caso delle posizioni pair trade si identificano
società che operano nello stesso settore ma con strategie
e/o modalità di esecuzione
differenti che giustificano performance attese differenti tra
i rispettivi titoli. A seconda delle strategie avrò poi target diversi di rendimento».
A esempio, il Pioneer Fund
– Absolute Return European
Equity - ha un obiettivo di rendimento lordo pari al tasso Eonia +5/6% con una volatilità
+5/6%
Obiettivo di rendimento
lordo pari al tasso Eonia
del Pioneer Fund - Absolute
Return European Equity
del 3-5%; il Pioneer Funds –
Absolute Return Currencies con un target di rendimento
del 5/7% con un livello di volatilità che nell’ultimo anno è
stato inferiore al 5%. Ovvia-
e budget di rischio predefiniti
per una disciplinata costruzione del portafoglio. Nel concreto, infatti, ogni trader ha uno
stop-loss e un take-profit, e si
muove in questo range». In ca-
OBIETTIVI
Stabilizzare le performance
e ricercare rendimenti in
ogni condizione di mercato
mente per costruire un asset
allocation di questo tipo è essenziale «non far da sé – raccomanda Ciceri - ma affidarsi a
operatori specializzati. I nostri team hanno un’elevata
esperienza e utilizzano tecniche di copertura per un’efficiente gestione della volatilità
La manager di Pioneer
Investments, Francesca Ciceri
sa Pioneer, oltre ai due prodotti in precedenza indicati, esistono altre tre strategie multi-asset con un approccio «Liquid Aternative»: il Pioneer
Funds - Absolute Return Multi-Strategy -; il Pioneer Funds
- Multi-Strategy Growth e il
Pioneer Target Controllo. Sono strategie che investono flessibilmente e senza vincoli di
benchmark su tutti i mercati
globali, sia obbligazionari sia
azionari, combinando strategie direzionali e non direzionali con rigoroso controllo dei
rischi.
Si differenziano per un diverso livello di rischio e obiettivo di rendimento per venire
incontro alle diverse esigenze
dei risparmiatori.
Investitori sempre più interessati a strategie innovative
38 LA PAROLA AI LETTORI
Venerdì 24 giugno 2016
»
il Giornale
L’angolo
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IL GIORNALE
Reg. Trib. Milano N. 215 del 29-5-1982
IL GIORNALE DEL LUNEDÌ
Reg. Trib. Milano N. 500 DEL 24-12-1982
Responsabile del trattamento dati
(D.Lgs. 196/2003): il direttore
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DEL 6-4-2016
LA TIRATURA DI GIOVEDÌ 23.6.2016
È STATA DI 155.454 COPIE
il Giornale
di Alessandro
Sallusti
la stanza di Gian Galeazzo Biazzi Vergani
L’amore per gli animali nel messaggio di San Francesco
Egregio Biazzi Vergani,
sono medico veterinario di 85 anni e ho dedicato la mia esistenza al benessere degli animali. Giorni fa, mi hanno sorpreso le
parole di Papa Bergoglio e il suo invito a trascurare gli animali
domestici e a privilegiare gli esseri umani. Evidentemente, malgrado ne porti il nome, il Papa non ha colto il messaggio di San
Francesco ad amare tutte le creature comprese quelle più feroci
come il lupo di Gubbio. In questo momento una delle tartarughe
tenta disperatamente di salire i gradini della cucina. Vuole un
pomodoro. Posso negarglielo?
Caro dottor Trovato,
l’esempio della tartaruga che lei porta è uno degli innumerevoli
che potrebbe elencare ogni giorno. A chi doveva chiedere il per-
messo per darle il pomodoro? Secondo me lo stimolo migliore è
quello di seguire il nostro istinto, che in questi casi non sbaglia
quasi mai.
TEMPO DI GUERRA
Il miracolo del medico
era la penicillina
Nel 1944, io e la mia famiglia
eravamo sfollati a casa di contadini a San Gimignano, dove ci
eravamo rifugiati per sfuggire ai
continui bombardamenti sul
mio paese, Poggibonsi. Il capoccia aveva due figli, uno nato nel
1937 e l’altro nel 1942; quest’ultimo, pur avendo due anni, aveva
ancora l’abitudine di prendere
il latte dalla madre, la quale, per
svezzarlo, le aveva tentate tutte,
fino ad annerirsi le mammelle
con il carbone: il piccino però,
le puliva e continuava a succhiare. Un giorno, al bambino venne una grave infiammazione allo scroto che ben presto si trasformò in una infezione dolorosa e pericolosa. Mancando sia il
medico che le medicine, i genitori provarono a spalmare la
parte malata con grasso di porco e polvere di zolfo, che veniva
utilizzata come anticrittogamico sulle viti. Naturalmente i risultati furono disastrosi. Poiché
la famiglia era disperata, mio padre si mise a cercare una soluzione, che trovò quando incontrò un ufficiale medico dell’esercito americano, arrivato nella
zona a seguito della ritirata dei
tedeschi. Il medico visitò il bambino, poi tirò fuori dalla sua valigetta un piccolo contenitore e
spruzzò sulla parte malata una
polverina bianca. Ripeté questa
operazione per due giorni ad intervalli regolari, finché il terzo
giorno il bambino guarì. Tutti
gridarono al miracolo, ed infetti
fu un «miracolo» dovuto alla penicillina in polvere!
Angiolo Neri
Poggibonsi (Siena)
DALLA PARTE DELLE DONNE
Giovanni Trovato
Genova
La vignetta di Krancic
VIOLENZA PARTIGIANA
Contro questo Stato
che premia un omicida
Ho deciso. Dopo l’ultima schifezza perpetuata da questi comunisti che ci governano, premiando con medaglia al valore
un assassino (eccidio di Schio
del 6/7 luglio 1945, ndr), il vaso
della mia sopportazione è colmo. Rinuncio con grande dolore alla cittadinanza di questa
nazione non volendo essere
complice di questi misfatti.
Italo Taroni
Moltrasio (Como)
C’È UN GRILLO IN OGNI PAESE
Il comico-politico Coluch
che conquistò i francesi
poi alle capacità politiche ed
amministrative, dopo un periodo di entusiasmo e buone intenzioni, non saranno tanto diverse dai colleghi che le hanno
precedute. Vale sempre il detto
popolare che «tra il dire ed il
fare...».
al «povero negro» che ha avuto
la stessa sorte?
Ermanno Pirola
e-mail
Avete visto i bravi turchi, quelli
che premono per entrare
nell’Ue, e che si sono cuccati
sei milioni di euro per tenere
lontani i migranti? Hanno davvero un bel sistema per ottemperare alla promessa: sterminare famiglie intere, uomini, donne, bambini, che tentano di valicare i confini. Così vanno sul
sicuro, l’Ue paga e prima o poi
accoglierà nel suo ampio seno
questi barbari assassini...
DOPO TANTO CRITICARE
Adesso il M5s dimostri
di saper governare
Tante belle feste, brindisi, complimenti, manate sulle spalle
da parte di grillini, ma ora viene il bello e la prova di cosa
sapranno fare i pentastellati,
perché è facile criticare chi è al
governo, come è sempre accaduto tra Pci e Dc, ma ora chi
criticava e va al governo deve
dimostrare di porre riparo ai
provvedimenti che ha sempre
criticato.
Armando Vidor
Loano (Savona)
UCCISO DA UN CARABINIERE
In politica si allarga
la presenza femminile
Aula del Senato a nome
del migrante di Rosarno
Alla ribalta della politica sono
comparse le donne sempre in
forma più massiccia e sembra
abbiano anche successo. Poi si
tratterà di vederle alla prova
dei fatti. Inizialmente questa
esplosione di presenze femminili in politica mi aveva un po’
meravigliato, ma col passare
del tempo me ne sono dato
una spiegazione. Aumentando
la sensazione tra la gente che i
nostri politici facciano solo tante chiacchiere, cosa c’è di più
logico della partecipazione delle donne alla politica, che, salvo eccezioni, oltre ad una bella
e per di più spesso giovane immagine, sono brave a fare
chiacchiere, come è universalmente riconosciuto? Quanto
Qualche giorno fa, un carabiniere durante una rivolta «nera» ha ritenuto opportuno non
morire accoltellato e ha sparato al rivoltoso purtroppo uccidendolo, senza pensare prima
che avrebbe dovuto cercare un
coltello per «pareggiare» la sua
arma di difesa a quella dell’aggressore. Qualche anno fa, un
episodio vede protagonista un
carabiniere che, anche lui, ritiene opportuno di non dover morire per una bombola in testa,
anche lui non preoccupatosi di
cercare una bombola «equivalente». Morale: spara e uccide
il ragazzo. La rivolta stavolta è
rossa. Mi domando perché è
stata intitolata un’aula del Senato al ragazzo Giuliani e non
Giulio Bertuetti
e-mail
FUCILATE AL CONFINE
Il sistema turco
per fermare i profughi
Fiorella Merello Guarnero
e-mail
EUFORIA DEL M5S
L’Italia ha mille guai?
Beppe Grillo ci salverà
Dopo il trionfo alle amministrative, Beppe Grillo si è scatenato. Ha detto che il suo movimento è decollato e presto arriverà alla guida del paese. E in
tanti si sono toccati, immaginando cosa accadrebbe, nelle
italiche contrade, sotto la sua
allegra e sapiente regia. C’è da
programmare come incentivare il lavoro, come battere la disoccupazione, come ridurre la
spesa pubblica, come sconfiggere le mafie, come tagliare le
tasse, come calcolare equamente le pensioni, eccetera?
Non occorre alcuna strategia
specifica, c’è il web e ogni problema troverà soluzione. Eccezionale. Ecco perché tanti italiani l’hanno votato e lo voteranno. Perché siamo un popolo di santi, di poeti, di navigatori. E di comici.
Roberto Brambilla
Milano
Inevitabile il successo dei M5s
con un Pd ancora dominato da
vecchi pachidermi. Qualche anno fa anche qui in Francia abbiamo avuto un comico che, messosi in politica, stava per farsi eleggere presidente e solo per amor
di patria alla fine rinunciò a candidarsi. I vecchi politici di qui,
detti pachidermi appunto, non
avevano capito che il mondo e
anche il modo di fare politica
cambia e che l’avvento della tv
non perdona, anzi rivela i loro
più piccoli errori. Quel famoso
comico francese di origini italiane si chiamava Colucci, in arte
Coluch, e se ricordo bene, negli
anni’80 girò un film con Beppe
Grillo... appunto!
Nerio Fornasier
Suresnes-Nanterre (Ile de France)
DISOCCUPAZIONE
Si parla di «ripresa»
ma non per i giovani
Siamo al paradosso: la produzione industriale aumenta mentre
la disoccupazione, soprattutto
quella giovanile, non scende. Lavorano i «vecchi». È anche vero
che le statistiche non tengono
conto del lavoro nero, molto diffuso, e dell’uso «criminale» dei
vouchers. Fatta la legge (jobs
act) trovato l’inganno. E meno
male che siamo in ripresa.
Difficile finisca
l’accanimento
contro Berlusconi
Caro direttore, è un po’ che
non date più aggiornamenti sulla convalescenza del
presidente Berlusconi. C’è
da preoccuparsi? E comunque non ho sentito neppure
un minimo mea culpa da
parte di quel sistema giudiziario che tanto ha contribuito, ingiustamente, a minare la sua salute con un
accanimento che possiamo
definire barbarie. Mi può
aggiornare?
Fulvio Conterno
e-mail
Caro Fulvio, non essendo
più il presidente un malato
grave, ma un semplice convalescente, non c’è bisogno
di bollettini medici che aggiornino il suo stato di salute. Mi dicono sia più insofferente che sofferente e questo
è un buon segno. Nel senso
che si sente come un leone
in gabbia e scalpita da mattina a sera per tornare alla vita
normale. Per fortuna – sempre mi dicono – ci sono i figli
che riescono a domarlo, altrimenti se dipendesse da lui
penso sarebbe già a casa e al
lavoro a tempo pieno. So anche che sta ricevendo tanta
solidarietà dalla sua gente e
dai leader del mondo con i
quali per vent’anni ha lavorato fianco a fianco. Le ultime
dal San Raffaele – l’ospedale
dove è ricoverato – dicono
che per completare il percorso di riabilitazione ci vorranno ancora un paio di settimane. Per quanto riguarda i magistrati, purtroppo non posso smentirla. Del resto, fanno testo quelle righe che Enzo Tortora scrisse alla sorella
quando era ingiustamente richiuso in carcere: «Ci sono
solo tre categorie che non pagano per i loro crimini: i bambini, i pazzi e i magistrati».
Ma le dirò di più: non solo
non si è visto il minimo ripensamento ma non sarei così sicuro che sia finito l’accanimento. Per come si stanno
mettendo le cose nel processo Rubi-ter – una montagna
di teoremi farneticanti su
presunti reati che già una
sentenza definitiva ha dichiarato non essere mai accaduti
– temo che il cuore nuovo di
Silvio Berlusconi sarà messo
presto alla prova. Perché, come noto, la mamma dei cretini – purtroppo – è sempre incinta.
Gianfranco Torregiani
Carmagnola (Torino)
»
Il santo del giorno
www.rinocammilleri.com
Il Battista di Andorno
Ad Andorno, in quel di Biella, sorge l’unico santuario d’Europa dedicato a san Giovanni Battista, il Precursore e Araldo del Messia. In un’epoca imprecisata, ma molto anteriore al secolo XVI, alcuni pastori ritrovarono in una grotta («balma», in dialetto locale) una statua in legno del
Santo, di origine ignota. La presero e la portarono via, per darle una
migliore sistemazione. Ma, tornati con essa nei loro alpeggi, dopo
qualche giorno l’immagine sparì. Fu ritrovata, dopo ricerche, di nuovo
nella stessa grotta di prima. Poiché ciò si ripeté più volte, rimase là.
Venerdì 24 giugno 2016
TELEVISIONE 39
il Giornale
Il consiglio
Lo sconsiglio
Green Card
21.15 RAI
MOVIE
(Australia, ’90)
di Peter Weir
con Gérard
Depardieu
Durata: 1.48
VOTO
6/7
di Massimo
Bertarelli
Attrazione fatale
COMMEDIA New York. Il rozzo cameriere francese George (Gérard Depardieu) ha urgente bisogno della
carta verde, indispensabile per poter lavorare negli Stati Uniti. La scorciatoia più praticabile è una moglie
americana. Disponibile su piazza
c'è solo la sofisticata botanica Bronte (Andie MacDowell). Elegante
commedia romantica, che su un copione piuttosto frivolo, ma non proprio banale, riesce a sparare poderose bordate contro l'ottusa burocrazia americana. Perfetta la scelta
dei protagonisti, il sempre più massiccio Gérard Depardieu, uno zoticone davvero esemplare, e la leggiadra Andie MacDowell, raffinata donna di mondo.
GIALLO New York. Mentre la moglie
Beth (Ann Archer) è in campagna
con la bambina, il procuratore legale Dan Gallagher (Michael Douglas)
ha una scappatella con Alex Forrest
(Glenn Close), una biondona conosciuta per caso. La valchiria dopo
averlo spremuto come un limone
perfino in ascensore, non accetta
l'abbandono. Quindi si scatena, gli
brucia l'auto, terrorizza la sua mica
tanto dolce metà e gli rapisce la
figlia. Zoppicante thriller a due facce: primo tempo avvincente, pur
con esagerate parentesi nel kamasutra, e secondo di sfrenato horror.
Protagonisti in palla, ma Glenn Close è troppo poco avvenente come
mangiatrice di uomini.
21.15 CIELO
(Usa, ’87) di
Adrian Lyne con
Michael
Douglas, Glenn
Close, Ann
Archer
Durata: 1.58
VOTO
5
» Teledico
di Laura Rio
TV2000, il piccolo gioiello dei vescovi
N
on fa clamore. Non fa scintille. Non rincorre mete impossibili. Però è diventata
un piccolo gioiellino, con un affezionato pubblico di spettatori che si è pure allargato.
È Tv2000, la rete della Conferenza episcopale italiana, che negli ultimi anni è cresciuta anche grazie alle sapienti mani del suo
direttore Paolo Ruffini, che di televisione ne
sa qualcosa avendo diretto sia Raitre che
La7. Certo, a dare una mano al canale è stato
anche l’arrivo del più grande «uomo di spettacolo» che un responsabile marketing possa
immaginare: le dirette e i reportage sui discorsi e sui viaggi di Papa Francesco fanno
sempre ascolti altissimi.
Però tutto il resto della programmazione,
anche quello che esula dalle trasmissioni reli-
giose (ma che ovviamente tiene conto della
sensibilità cattolica dell’emittente e del suo
pubblico), è interessante, ben costruito, e ne
fa una rete di appeal anche per chi non è un
fedele: dai cicli di cinema tematici agli appuntamenti di viaggio con Licia Colò alle testimonianze di Pregate per me con Arianna
Ciampoli alle puntate sulle beatitudini (un
grande classico tratto dai Vangeli) rilette in
chiave moderna da Alessandro Sortino.
Al mattino il programma di attualità e costume Bel tempo si spera raggiunge anche
share del quattro per cento, portando in
quell’orario Tv2000 a essere il quinto canale
nazionale. Insomma una rete di contenuto
profondo ma che sa anche competere sul
mercato.
Raiuno
Raidue
Raitre
Canale 5
Italia 1
Rete 4
La7
6.00 Il caffè di Raiuno Rubrica
6.30 TG1 - Previsioni sulla viabilità CCISS Viaggiare informati
Informazione
6.45 Unomattina Estate Attualità.
Condotto da Mia Ceran e
Alessio Zucchini
10.35 Rai Player Rubrica
10.35 Cedar Cove Telefilm
11.15 Don Matteo 7 “La cattiva strada” “Un’amabile chiacchierata” Telefilm
13.30 TG1 - TG1 Economia Infor.
14.05 Estate in diretta Attualità.
Condotto da Arianna Ciampoli
15.35 Prima tv Legàmi Soap
16.30 TG1 Informazione
16.40 Estate in diretta Attualità.
Condotto da Eleonora
Daniele, Salvo Sottile
18.45 Reazione a catena Gioco.
Condotto da Amadeus
20.00 TG1 Informazione
20.30 Techetecheté 2016... Vorrei
rivedere Varietà
21.25 La mafia uccide solo d’estate
- Drammatico (Ita 2013). Di Pif,
con Cristiana Capotondi, Pif,
Ginevra Antona, Alex Bisconti
23.10 Prima tv Ispettore Jury - Il
cigno della morte - Poliziesco
(Ger 2013). Di Edzard
Onneken, con Fritz Karl
7.15
8.40
9.25
9.30
6.30 Rassegna stampa italiana e
internazionale Attualità
8.00 Agorà Attualità
10.00 Mi manda Raitre Attualità
11.00 Elisir Attualità
11.55 Meteo 3 - TG3 Informazione
12.25 TG3 Fuori TG Attualità
12.45 Pane quotidiano Rubrica
13.10 Il tempo e la storia Doc.
14.00 TG Regione - Meteo Infor.
14.20 TG3 - Meteo 3 Informazione
14.50 TGR Piazza Affari Rubrica
14.55 TG3 L.I.S Informazione
15.00 Rai Player Rubrica
15.05 La casa nella prateria Tf
15.50 Sam e Sally “La collana”
Fiction. Fra/Ita, 1978.
16.50 Due assi per un turbo Tf
17.50 Geo Magazine Rubrica
18.55 Meteo 3 - TG3 Informazione
19.30 TG Regione - Meteo Infor.
20.00 Blob Varietà
20.10 I giorni di Parigi Rubrica
sportiva
20.35 Un posto al sole Soap
21.05 TG3 Speciale “Brexit”
Attualità
23.30 Radici - L’altra faccia dell’immigrazione Documenti
0.25 TG Regione - Meteo 3
Informazione
0.35 Rai Parlamento Telegiornale
Attualità
6.00
7.55
8.00
8.45
9.45
6.00
6.20
6.55
7.45
6.05
6.25
6.55
8.55
9.45
6.00 Meteo - Traffico - Oroscopo
Informazione
7.00 Omnibus - News Attualità
(Diretta)
7.30 TG La7 Informazione
7.50 Meteo Informazione
7.55 Omnibus Attualità (Diretta)
9.45 Coffee Break Attualità.
Condotto da Andrea Pancani
(Diretta)
11.00 L’aria che tira Attualità.
Condotto da Myrta Merlino
(Diretta)
13.30 TG La7 Informazione
14.00 TG La7 Cronache Attualità
14.20 Tagadà Attualità. Condotto da
Tiziana Panella (Diretta)
16.20 Sfera “Il ponte di Penang”
Documentario
17.15 Joséphine, ange gardien
“Nadia” Telefilm
19.00 A cena da me - Come Dine
With Me Real Tv
20.00 TG La7 Informazione
20.35 Otto e mezzo Attualità (Dir.)
21.10 Crozza nel paese delle meraviglie “Best of”
Varietà. Condotto da Maurizio
Crozza
23.00 Tutti pazzi per Mary Commedia (Usa 1998). Di
Bobby Farrelly, Peter Farrelly,
con Cameron Diaz
9.40
10.25
10.30
11.20
12.10
13.00
13.30
14.00
15.35
16.15
17.50
18.00
18.05
18.20
18.50
19.40
20.30
21.05
21.15
23.00
23.50
0.05
Le sorelle McLeod Telefilm
Il nostro amico Kalle Telefilm
Rai Player Rubrica
Rai Parlamento Spaziolibero
Rubrica
TG2 Insieme Estate Attualità
TG2 Flash Informazione
Summer Voyager Doc.
Il nostro amico Charly Tf
La nostra amica Robbie Tf
TG2 Giorno Informazione
Il caffè degli Europei Rubrica
Prossima fermata: omicidio
- Thriller (Usa 2010)
Elementary Telefilm
Guardia Costiera Telefilm
Rai Parlamento Telegiornale
Attualità
TG2 Flash L.I.S. Informazione
Rai TG Sport Notiziario sport.
TG2 - Meteo 2 Informazione
N.C.I.S.: Los Angeles Telefilm
N.C.I.S. Telefilm
TG2 - 20.30 Informazione
Lol;-) Sit com
La carica dei 102 - Un nuovo
colpo di coda - Commedia
(Usa 2000). Di Kevin Lima, con
Glenn Close
Prima tv Rai The Good Wife
“La demolizione” Telefilm
TG2 Informazione
Tezz - Azione (UK/India 2012)
Canali digitali free
Paramount Channel
20.00 Will & Grace “Una gita in montagna” “Lezione di cucina” Telefilm
21.10 Four Brothers - Quattro Fratelli
(Drammatico, 2005) con Mark
Wahlberg Film
22.45 Spartacus: sangue e sabbia “Io
sono Spartacus” “Il marchio della
confraternita” Telefilm
Rai 4
19.40 Scandal “Stagione di caccia”
“Cinture slacciate” Telefilm
21.10 Blitz (Drammatico, 2011) con
Jason Statham Film
22.55 Prima tv Ray Donovan “Irish
Spring” Telefilm
Iris
20.05 Walker Texas Ranger “Il figlio del
boss” Telefilm
21.00 Prima tv Bruc. la Leggenda
(Avventura, 2010) con Juan Jose
Ballesta Film
22.55 Il Bounty (Avventura, 1984) con
Mel Gibson Film
Rai Movie
19.40 Scusa se è poco (Commedia,
1982) con Diego Abatantuono Film
21.15 Green Card - Matrimonio di convenienza (Commedia, 1990) con
Gérard Depardieu Film
23.10 Merantau (Azione, 2009) con Iko
Uwais Film
Rai Storia
13.00
13.40
14.10
14.45
15.45
16.45
18.45
19.55
20.00
20.40
21.10
23.30
0.10
0.40
8.10
8.35
9.00
9.25
10.25
12.25
13.05
13.45
14.35
15.00
15.35
16.05
16.35
17.00
17.55
18.20
18.30
19.25
21.10
23.45
1.15
$#*! My Dad Says Sit com
Media shopping Televendita
Settimo cielo Telefilm
Una per tutte, tutte per una
Cartoni
Belle e Sebastien Cartoni
Georgie Cartoni
Sailor Moon Cartoni
Chuck Telefilm
White Collar Telefilm
Studio Aperto - Meteo.it
Informazione
Sport Mediaset Notiziario
sportivo
I Simpson Cartoni
I Griffin Cartoni
The Big Bang Theory Telefilm
My name is Earl Telefilm
Due uomini e mezzo Telefilm
Suburgatory Sit com.
Friends Telefilm
Dharma & Greg Telefilm
Camera Cafè Sit com
Studio Aperto - Meteo.it Inf.
C.S.I. Miami Telefilm
Prima tv Blindspot Telefilm
con Jaimie Alexander, Sullivan
Stapleton, Kelly P. Williams,
Rob Brown
Top Dj “Re - Play” Talent show
Suits “Crisi d’identità”
“Imbattuto” Telefilm con
Gabriel Macht
Mediaset Premium
La 5
20.15 Hart of Dixie “I guai dell’amore”
Telefilm
21.10 Voce del verbo amore
(Commedia, 2007) con Giorgio
Pasotti Film
23.15 Le giraffe (Drammatico, 2000) con
Veronica Pivetti Film
Canale Italia
20.00
20.30
21.00
23.30
C’era una volta Varietà
W l’Italia Rubrica
Cantando e Ballando Varietà
Motorcube
Boing
17.15 Adventure Time Cartoni animati
17.40 Lo straordinario mondo di
Gumball Cartoni animati
18.30 Doraemon Cartoni animati
19.25 Teen Titans Go! Cartoni animati
20.00 Be Cool Scooby Doo! Cartoni animati
20.50 The Next Step Telefilm
21.15 Yoy Soy Franky Telefilm
Cielo
19.45 Affari al buio - Texas “Monete
preziose?” Documentario
20.15 Affari di famiglia “Cibo spazzatura” “Uno storico flipper”
Documentario
21.15 Attrazione fatale (Drammatico,
1987) con Michael Douglas Film
23.15 Sex Researchers “Prima puntata”
Documentario
20.45 Il tempo e la storia “L’America di
Woody Guthrie” Documentario
21.30 L’Italia della Repubblica “L’alba
della Repubblica” Documentario
22.30 Donna Guerra e Pace “La guerra
che viviamo” Documentario
La7 D
Sky 507
Cubo Vision
web tv - IP TV
17.00 Alert Mercati Attualità
18.00 Report - Il TG della Finanza “Ospiti:
R. Zenti (Advise Only); R. Sommella
(Giornalista e scrittore); E. Franco
(UBI Pramerica); A. Villafranca (ISPI)”
Attualità
19.00 Gli Speciali di Class CNBC: Partita
Doppia - Speciale Brexit Attualità
20.15 The Edge Attualità
22.00 Linea Mercati Notte Rubrica
7.00 Caffè Affari Rubrica
8.00 Gli Speciali di Class CNBC: Brexit
Attualità
12.10 Analisi Tecnica Attualità
12.30 Gli Speciali di Class CNBC: Brexit Live from Westminster Attualità
13.00 Gli Speciali di Class CNBC: Brexit
Attualità
15.00 Linea Mercati Pomeriggio Rubrica
10.55
11.00
Prima pagina Tg5 Infor.
Traffico - Meteo.it Infor.
TG5 Mattina Informazione
CentoVetrine Soap
Le tre rose di Eva Fiction. Di
Raffaele Mertes e Vincenzo
Verdecchi. Ita, 2011. Con Anna
Safroncik, Roberto Farnesi
TG5 - Ore 10 Informazione
Forum Real Tv. Condotto da
Barbara Palombelli
TG5 - Meteo.it Informazione
Beautiful Soap
Una vita Soap
Cherry Season - La stagione
del cuore Soap
Il segreto Soap
Un’estate a Marrakech Commedia (Ger 2010). Di Gero
Weinreuter, con Jutta Speidel
Caduta libera smile Gioco
TG5 Prima Pagina Infor.
TG5 - Meteo.it Informazione
Paperissima Sprint Estate
Varietà
Caduta Libera
Campionissimi “Una serata
speciale” Gioco. Condotto da
Gerry Scotti
SuperCinema “Speciale
Taormina” Rubrica
X-Style Motori Rubrica
TG5 Notte - Meteo.it Infor.
19.30 Cuochi e fiamme Real Tv
21.30 Joséphine, ange gardien
“L’apprendista” “Una maestra per
Marc” Telefilm
1.05 The Dr. Oz Show Talk show
Film
19.30 Step Up (Drammatico, 2006) con
Channing Tatum
Premium Cinema Emotion
21.15 D.A.R.Y.L. (Fantastico, 1985) con
Barret Oliver
Studio Universal
21.15 La teoria del tutto (Biografico,
2014) con Eddie Redmayne
Premium Cinema
21.15 A piedi nudi (Drammatico, 2014)
con Evan Rachel Wood
Premium Cinema Emotion
21.15 The day after tomorrow - L’alba
del giorno dopo (Drammatico,
2003) con Dennis Quaid
Premium Cinema Energy
22.45 Now is good (Drammatico, 2012)
con Dakota Fanning
Premium Cinema Emotion
23.00 A scuola con papà (Commedia,
1986) con Rodney Dangerfield
Studio Universal
23.15 Yves Saint Laurent (Biografico,
2014) con Pierre Niney
Premium Cinema
23.20 L.A. Apocalypse - Apocalisse a
Los Angeles (Azione, 2014) con
Raymond J. Barry
Premium Cinema Energy
Telefilm
20.10 Undercover “Di nuovo in pista”
Action
20.20 Royal Pains “L’inizio della fine”
Premium Stories
20.20 Due uomini e mezzo “Chi la dura
la vince” “Grandi successi”
Joi
21.15 Prima tv Chicago Fire “Kind of a
Crazy Idea”
Action
Sky 221
Tivù Sat 55
10.45
11.30
12.00
13.00
14.00
15.30
16.00
18.55
19.35
19.55
20.30
21.15
0.35
TG4 Night News Infor.
Media shopping Televendita
Hunter Telefilm
Cuore Ribelle Soap
Carabinieri 3 “Radio Voice”
Telefilm con Alessia Marcuzzi
Ricette all’italiana Rubrica.
Condotto da Davide Mengacci
e Michela Coppa
TG4 - Meteo.it Informazione
Un detective in corsia Tf
La signora in giallo Telefilm
Lo sportello di Forum Real Tv.
Condotto da Barbara
Palombelli
I viaggi di Donnavventura
Documentario
La stangata - Commedia (Usa
1973). Di George Roy Hill, con
Robert Redford, Robert Shaw
TG4 Informazione
Dentro la Notizia - Meteo.it
Informazione
Tempesta d’amore Soap
Dalla vostra parte Attualità
Quarto Grado “Giallo di
Benevento: la morte della piccola Maria Ungureanu”
Attualità (Diretta)
Il mistero dell’acqua Drammatico (Usa/Fra 2000). Di
Kathrin Bigelow, con
Catherine McCormack
Canali Satellitari
21.15 Prima tv 2 Broke Girls “E i trenta
centimetri”
Joi
21.15 Prima tv Chicago Med “Scelte”
Premium Stories
21.40 Super Fun Night “Appuntamento
al buio”
Joi
22.05 Prima tvChicago Fire “Where the
Collapse Started”
Action
22.05 Prima tv Chicago Med “Chiarezza”
Premium Stories
22.05 Mom “Tutto su mia figlia” “La
borsa di studio”
Joi
Sport
13.25 Calcio, Serie A 2015/2016 Juventus
- Napoli (Anticipo 25a giornata)
Premium Sport 2
15.00 Calcio, UEFA Champions League
2011/2012 Ottavi di finale, gara di
ritorno Barcellona - Bayer
Leverkusen
Premium Sport
15.15 Calcio, Serie A 2015/2016 Lazio Inter (Posticipo 36a giornata)
Premium Sport 2
17.00 Calcio, Ligue 1 2015/2016 Lione Paris Saint Germain
Premium Sport 2
19.00 Premium Sport News
Premium Sport
20.55 Calcio, Serie A 2015/2016 Roma Inter (Anticipo 30a giornata)
Premium Sport 2
21.00 Calcio, Premium Calcio Classic
Fiorentina - Manchester United
1999/00
Premium Sport
22.45 Trial World Championship
Premium Sport 2
23.45 Calcio, Ligue 1 2015/2016
Marsiglia - Monaco
Premium Sport 2
12.35 Special Class: Trekking da mare a
mare “Dal mar Tirreno all’Adriatico
in compagnia dei Cavalieri Prealpini”
8.55 Special Class: Venaria, una eleganRubrica sportiva
za reale “Va in scena il concorso
14.20 Special Class: Fiorente, a cavallo
internazionale di Attacchi di
per Firenze “La cavalcata storica per
Tradizione” Evento
le strade di Firenze” Evento
11.05 Special Class: World Cup Leipzig
20.35 Furusiyya FEI Nations Cup 2016:
2016 La stagione di coppa del
Sopot Quinto appuntamento della
mondo riparte da Lipsia Evento
stagione 2016 Evento sportivo
sportivo
Film
21.00 Chiedimi se sono felice
(Commedia, 2000) con Giacomo
Poretti
Sky Cinema Comedy
21.00 Alice in Wonderland (Fantastico,
2010) con Mia Wasikowska
Sky Cinema Family
21.00 The Uninvited (Drammatico, 2009)
con Emily Browning
Sky Cinema Max
21.00 Ritorno al Marigold Hotel
(Commedia, 2015) con Judi Dench
Sky Cinema Passion
21.00 The Fighter (Drammatico, 2010)
con Mark Wahlberg
Sky Cinema Cult
21.10 Prima tv Dio esiste e vive a
Bruxelles (Commedia, 2015) con
Benoit Poelvoorde Sky Cinema 1
21.10 Casino Royale (Azione, 2006) con
Daniel Craig
Sky Cinema Hits
22.35 L’amore bugiardo - Gone Girl
(Thriller, 2014) con Ben Affleck
Sky Cinema Max
22.45 Manuale d’amore (Drammatico,
2005) con Carlo Verdone
Sky Cinema Comedy
Telefilm
21.00 Prima tv Rosewood “Un ragazzo
di talento”
Fox Crime
21.00 Novità - Prima tv The Grinder “Il
principe del foro”
Fox
21.00 Revenge “Epitaffio”
Fox Life
21.10 Sleeper cell “Nuovi accordi”
Sky Atlantic
21.25 Prima tvThe Grinder “La giustizia
non ha prezzo”
Fox
Sky 180
Tivù Sat 56
8.00
10.00
11.00
13.00
14.30
21.50 Prima tv Life in Pieces “Tata cercasi”
Fox
21.50 Revenge “Follia”
Fox Life
21.55 Prima tv Rosewood “Vandali e
vitamine”
Fox Crime
Sport
10.55 Motomondiale 2016 Da Assen GP
Olanda: Moto 2 1a sessione prove
libere (Diretta)
Sky Sport 2
11.30 Golf, PGA European Tour 2016 Da
Pulheim) BMW International
Open: 2a giornata - 1a parte
(Diretta)
Sky Sport 3
13.00 Tennis, ATP World Tour 250 Series
2016 Nottingham: semifinali
(Diretta)
Eurosport
13.10 Motomondiale 2016 Da Assen GP
Olanda: Moto 3 2a sessione prove
libere (Diretta)
Sky Sport 2
14.05 Motomondiale 2016 Da Assen GP
Olanda: Moto GP 2a sessione
prove libere (Diretta) Sky Sport 2
15.05 Motomondiale 2016 Da Assen GP
Olanda: Moto 2 2a sessione prove
libere (Diretta)
Sky Sport 2
15.30 Golf, PGA European Tour 2016
BMW International Open: 2a giornata - 2a parte (Dir.) Sky Sport 3
17.00 Da Torun (Polonia) Scherma,
Europei 2016 (Diretta) Eurosport
19.00 Biliardo, Snooker European Tour
2016 Riga: finale (Dir.) Eurosport
20.30 Basket, Serie A2 2015/2016
Brescia - Fort. Bologna (Playoff.
Finale. Gara 5) (Dir.) Sky Sport 3
21.00 Paris Nuit Live
Sky Sport 1
22.00 Equitazione, Nations Cup Series
Rotterdam (Olanda)
Eurosport
23.30 Euro Calciomercato - L’originale
(Diretta)
Sky Sport 1
16.00 Models New York “Il reality della
moda” Real Tv
17.00 Ladies Rubrica
Full Fashion Designer “Le sfilate dei 18.00 Fashion Dream Reality show
grandi stilisti” Rubrica
18.15 Full Fashion Designer “Le sfilate
Ladies Rubrica
dei grandi stilisti” Rubrica
Models New York “Il reality della
21.00 Breakout Rubrica
22.00 Full Fashion Designer “Le sfilate
moda” Real Tv
dei grandi stilisti” Rubrica
Breakout Rubrica
Milano Models “Il docu-reality sulla 23.30 Fashion Dream Reality show
moda e sulla vita delle modelle”
Real Tv
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