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1 Egregie autorità, Vi scriviamo in merito alla situazione di centinaia

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1 Egregie autorità, Vi scriviamo in merito alla situazione di centinaia
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Bruxelles, lì 27 febbraio 2013
Al sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno
Al vice sindaco di Roma Capitale Sveva Belviso
All’assessore alle Politiche del Patrimonio e della Casa di Roma Capitale Lucia Funari
Egregie autorità,
Vi scriviamo in merito alla situazione di centinaia di famiglie attualmente residenti nei “villaggi attrezzati”
del Comune di Roma. Come Voi sapete, da lungo tempo le organizzazioni scriventi1 combattono contro la
discriminazione dei rom nell’accesso ad un alloggio adeguato e chiedono che le autorità competenti
rimuovano gli ostacoli che di fatto discriminano le famiglie rom nell’accesso all’edilizia residenziale
pubblica. Riteniamo infatti che quest’ultimo sia un elemento essenziale al superamento della segregazione
dei rom nei campi. Si tratta inoltre di un obbligo che l’Italia è tenuta a rispettare ai sensi della Direttiva
2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone
indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, nonché della Convenzione internazionale
sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale e del Patto internazionale sui diritti economici,
sociali e culturali.
Le organizzazioni scriventi hanno accolto con favore la Determinazione Dirigenziale del 31 dicembre 2012,
con cui è stato indetto il “Bando generale di concorso per l’assegnazione in locazione di alloggi di edilizia
residenziale pubblica ubicati nel territorio di Roma Capitale e zone limitrofe, ai sensi della Legge Regionale
6 agosto 1999, n. 12”. Il nuovo bando, infatti, dà priorità, nell’assegnazione degli alloggi che si renderanno
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Amnesty International è un movimento globale che conta oltre 3 milioni di sostenitori, membri e attivisti in oltre 150
paesi e territori del mondo e che svolge attività di ricerca e per porre fine ai gravi abusi dei diritti umani. La nostra
visione è quella di un mondo in cui a ogni persona sia assicurato il godimento di tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione
universale dei diritti umani e da altri strumenti internazionali sui diritti umani. Amnesty International è
un'organizzazione indipendente da qualsiasi governo, ideologia politica, interesse economico o religione, finanziata
principalmente dai propri membri e grazie a donazioni; L’Associazione 21 luglio è un’organizzazione indipendente che
promuove e difende i diritti dell’infanzia e rivolge una particolare attenzione ai bambini rom che vivono in Italia. La
mission dell’organizzazione è salvaguardare i bambini rom, combattere ogni forma di discriminazione, promuovere
campagne e appelli con l’obiettivo di porre fine alle violazioni dei diritti dei bambini rom. Maggiori informazioni sono
disponibili al sito www.21luglio.org; Lo European Roma Rights Centre (ERRC) è un’organizzazione legale
internazionale di pubblico interesse che combatte il razzismo contro i rom e l’abuso dei diritti umani. Le attività
dell'ERRC includono contenziosi strategici nell’ambito del diritto, assistenza legale internazionale, sviluppo delle
ricerche e delle politiche relative, nonché la formazione di attivisti rom. Maggiori informazioni sono disponibili al sito
www.errc.org; L’Open Society Justice Initiative (OSJI) è un programma operativo delle Open Society Foundations che
utilizza il diritto per proteggere e rafforzare gli individui in tutto il mondo. Attraverso il contenzioso, l’advocacy, la
ricerca, l’assistenza tecnica, la Justice Initiative promuove i diritti umani e contribuisce allo sviluppo di strutture legali
per le società aperte. Favoriamo l’obbligo di rispondere di crimini internazionali, combattiamo la discriminazione
razziale e l’apolidia, sosteniamo la riforma dei sistemi penali, ci occupiamo di abusi relativi all’antiterrorismo e alla
sicurezza nazionale, diffondiamo la libertà d’informazione e di espressione e di arginare la corruzione legata allo
sfruttamento delle risorse naturali. Dal 2010, l'Open Society Justice Initiative è iscritta al Registro delle associazioni e
degli enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni, tenuto dall'UNAR – Ufficio per la
promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondata sulla razza o sull'origine etnica.
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disponibili, alle famiglie che si trovino nelle situazioni di maggior vulnerabilità, ovvero di “grave disagio
abitativo”. Oltre ad elencare i requisiti essenziali per la partecipazione al concorso, relativi a cittadinanza,
reddito, etc., il bando in oggetto esplicita anche le condizioni di priorità per l’attribuzione dei punteggi,
adottate dalla Giunta Capitolina con Deliberazione n. 302 del 25 ottobre 2012.2 Tra queste, il punteggio più
elevato è riconosciuto agli appartenenti alla Categoria A1, ossia ai «nuclei familiari in situazione di grave
disagio abitativo, accertato dall'autorità competente, che dimorino con il proprio nucleo familiare in
centri di raccolta, dormitori pubblici o comunque in altre idonee strutture procurate a titolo
provvisorio da organi, enti e associazioni di volontariato riconosciute ed autorizzate preposti
all'assistenza pubblica, con permanenza continuativa nei predetti ricoveri da almeno un anno maturati
alla data di presentazione della domanda».
Dall’analisi del testo del Bando generale sembra potersi desumere che le condizioni abitative delle famiglie
rom residenti negli otto “villaggi attrezzati” del Comune di Roma siano assimilabili a quelle descritte nella
Categoria A1.
Tuttavia, la notizia che in base al nuovo bando alcuni di questi nuclei familiari avessero presentato domanda
per l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica o si apprestassero a farlo, richiedendo
l’attribuzione del punteggio di cui alla Categoria A1, ha provocato nelle scorse settimane una serie di
dichiarazioni pubbliche da parte di rappresentanti istituzionali. Questi hanno ripetutamente smentito che ai
nuclei familiari rom residenti nei “villaggi attrezzati” di Roma possa essere riconosciuto tale punteggio,
senza tuttavia offrire una chiara giustificazione e base giuridica al riguardo.
Lo scorso 18 gennaio 2013, in un documento indirizzato ai dirigenti delle U.O.S.E.C.S.3 delle strutture
territoriali di Roma Capitale ed avente ad oggetto “Precisazioni su requisiti Bando Generale per
assegnazione alloggi di E.R.P.”, la Dirigente dell’Unità Operativa Interventi di Sostegno Abitativo del
Dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale, Lucietta Iorio, ha precisato che «i campi nomadi non
possono essere equiparati alla situazione descritta nella Categoria A1 in quanto da considerarsi
strutture permanenti». Tale disposizione è stata ribadita in data 7 febbraio 2013 dall’Assessore alle
Politiche del Patrimonio e della Casa di Roma Capitale, Lucia Funari, la quale ha affermato in una nota alla
stampa: «In merito alle perplessità emerse relativamente alle condizioni di priorità espresse nel regolamento
del bando per la richiesta di alloggio di edilizia residenziale pubblica, desidero rassicurare tutti i consiglieri
che, così come specificato nella circolare inviata a tutti i Municipi lo scorso 18 gennaio dal Dipartimento
delle Politiche abitative, i campi nomadi non rientrano nella Categoria A1 in quanto, per il beneficio dei 18
punti, i richiedenti devono risultare ospitati in ricoveri temporanei, ossia strutture dedicate
all’accoglienza di persone senzatetto, senza casa o senza fissa dimora».
Tale precisazione, anche alla luce delle dichiarazioni contestualmente rilasciate da vari rappresentanti delle
istituzioni locali, sembra avere l’intento discriminatorio di precludere alle persone appartenenti alle
comunità rom la possibilità di ottenere il riconoscimento del punteggio previsto dalla Categoria A1 e,
dunque, di negare loro una speranza concreta di vedersi assegnato un alloggio di edilizia residenziale
pubblica.
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 Comune di Roma, “Approvazione condizioni di priorità per l'attribuzione dei punteggi per l'indizione del bando
pubblico generale per l'assegnazione in locazione di alloggi in Edilizia Residenziale Pubblica”, prot. N. 17124/12,
seduta del 25 ottobre 2012.
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Unità Organizzativa Socio-Educativa, Culturale, Sportiva
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Inoltre, l’affermazione che “i campi nomadi” siano da considerarsi “strutture permanenti” nella circolare del
18 gennaio appare ambigua. Non chiarisce infatti se la caratteristica della permanenza venga attribuita al
campo nel suo complesso – in quanto struttura pubblica, così come un dormitorio – o invece alla natura
dell’assegnazione di un alloggio all’interno del campo. Nel primo caso, che il campo sia struttura permanente
o meno ci sembra irrilevante ai fini dell’assegnazione del punteggio relativo alla Categoria A1 del bando, in
quanto nella Categoria A1 la provvisorietà non puo’ che riferirsi alla modalità con cui l’alloggio è
“procurato”. Nel secondo caso, se cioè la circolare del 18 gennaio intende dire che l’assegnazione di un
alloggio all’interno di un campo sia “permanente”, ovvero “procurata” in via permanente alle famiglie ivi
residenti, la circolare si pone in contrasto con quanto asserito in molteplici altri atti ufficiali, ove si evidenzia
chiaramente la natura temporanea dell’assegnazione di alloggi all’interno dei “villaggi attrezzati”. Tra tali
atti ricordiamo:
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Il “Disciplinare sulle modalità di permanenza temporanea nei Villaggi Attrezzati per le Comunità
nomadi del Comune di Roma” del 15 gennaio 2010,4 il quale «stabilisce, per le comunità nomadi
presenti nel Comune di Roma, le modalità di permanenza temporanea nei Villaggi Attrezzati»;
La Convenzione stipulata tra il Comune di Roma e l’Associazione Isola verde Onlus per la gestione
del villaggio della solidarietà Camping River, prot, n. 65664 del 13 Novembre 2009, ove si legge:
«Agli ospiti dovrà essere sempre ricordato che la permanenza al campo assume il carattere
della provvisorietà: si tratta di un’accoglienza limitata ad evitare situazioni di emergenza e gli
stessi devono utilizzare questo periodo per ricercare una sistemazione definitiva ed autonoma
nel rispetto delle norme che disciplinano il soggiorno in Italia. A tal fine il periodo di accoglienza e
permanenza nel centro è fissato da un minimo di sei mesi ad un massimo di dodici mesi, prorogabile
in presenza di particolari condizioni degli ospiti concordate con il gestore del centro»;
La recentissima “Convenzione stipulata dal Comune di Roma - Dipartimento V Direzione per la
gestione del servizio di accoglienza del Campo attrezzato Barbuta”, il cui articolo 1 stabilisce: «La
permanenza al campo assume il carattere di provvisorietà. In nessun caso viene data agli ospiti
l’assegnazione di una sistemazione stabile e duratura se non per il tempo necessario a
consentire ai nuclei ospitati, di ricercare soluzioni più autonome, sostenuti, in questo, dagli
operatori sociali presenti nel villaggio».
La natura provvisoria della sistemazione dei rom nei campi è del resto ben descritta nella “Strategia
Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e dei Caminanti”,5 che afferma: «Sorte in un'ottica emergenziale e con
l'obiettivo di accogliere temporaneamente persone in transito, le strutture abitative presenti nei campi non
sono in grado di rispondere alle esigenze di famiglie che hanno sempre vissuto in modo stanziale, e
divengono facilmente luoghi di degrado, violenza e soprusi; e in molti casi gli interventi delle
amministrazioni comunali per la predisposizione di “campi nomadi” e il supporto sociale delle famiglie
residenti, sono risultati essere discontinui, settoriali, emergenziali, oppure insostenibili nel lungo periodo»;
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Cfr. Comune di Roma, “Disciplinare sulle modalità di permanenza temporanea nei Villaggi Attrezzati per le Comunità
nomadi del Comune di Roma”, 15 gennaio 2010, Roma.
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 Para. 2.4.6, Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti”, Presidenza del Consiglio dei Ministri,
Roma, 28 febbraio 2012.
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Desideriamo esprimere il nostro rammarico per l’adozione della circolare del 18 gennaio e preoccupazione
per la sua applicazione, che sta determinando un trattamento discriminatorio nei confronti dei circa 3.600
rom e sinti residenti nei “villaggi attrezzati” di Roma. Molti di essi infatti, pur essendo in possesso dei
requisiti per partecipare al bando e pur trovandosi in situazione di grave disagio abitativo, potrebbero
desistere dal presentare la domanda necessaria nella convinzione che non gli verrà attribuito un punteggio
sufficiente ad ottenere l’assegnazione di un alloggio. È inoltre possibile che un punteggio inferiore a quello
cui potrebbero avere diritto sia già stato richiesto da alcune famiglie rom che hanno presentato la loro
domanda dopo l’invio della circolare del 18 gennaio.
Il diritto ad un alloggio adeguato è un diritto umano, e le autorità hanno l’obbligo di operare per garantirne la
realizzazione senza discriminazione alcuna. Le organizzazioni scriventi riconoscono che a Roma il disagio
abitativo è diffuso, che il numero di alloggi di edilizia residenziale pubblica disponibili è gravemente
insufficiente a rispondere al fabbisogno della città, e che molti sono i nuclei familiari vulnerabili il cui diritto
ad un alloggio adeguato viene violato da anni. La nostra esperienza e ricerca ci consentono di affermare
anche che le comunità rom della capitale sono tra quelle maggiormente discriminate nell’accesso ad un
alloggio adeguato e tra quelle che soffrono un disagio abitativo particolarmente grave da molti anni.
Le organizzazioni scriventi chiedono la fine della segregazione etnica dei rom e sinti di Roma in campi
formali, un obiettivo che può essere ottenuto solo se le famiglie residenti in tali insediamenti avranno la
possibilità di partecipare senza discriminazioni all’assegnazione di altre forme di alloggio, inclusa l’edilizia
residenziale pubblica.
Alla luce di quanto sopra detto, e onde evitare il prodursi di un danno grave per i rom e sinti interessati
all’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, chiediamo che il Comune di Roma:
 adotti tutte le misure necessarie a garantire un accesso equo al Bando generale del 31 dicembre 2012
per gli abitanti dei “villaggi attrezzati”, anche attraverso una immediata modifica delle affermazioni
contenute nella circolare del 18 gennaio 2013;
 assicuri che le domande presentate da parte di famiglie residenti nei “villaggi attrezzati” vengano
classificate in base alla giusta categoria di appartenenza;
 dia ampia diffusione alle misure adottate per garantire l’accesso all’edilizia residenziale pubblica,
anche attraverso comunicazioni specificamente rivolte ai residenti dei “villaggi attrezzati”.
RingraziandoVi fin d’ora per le misure che vorrete adottare per ovviare alla situazione illustrata, attendiamo
fiduciosi un Vostro riscontro.
Distinti saluti
Amnesty International - John Dalhuisen, Director, Europe and Central Asia Programme.
Associazione 21 luglio – Carlo Paolo Stasolla, Presidente
European Roma Rights Centre - Dezideriu Gergely, Executive Director
Open Society Foundations – James A Goldston, Executive Director, Open Society Justice Initiative
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