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il trapianto di fegato nell`adulto
Ospedale Maggiore Policlinico I.R.C.C.S. di Milano
IL TRAPIANTO DI FEGATO NELL'ADULTO
Informazioni ai pazienti
INDICE
L’OSPEDALE POLICLINICO DI MILANO
L’Ospedale
L’Unità Trapianto di Fegato
Le Unità che collaborano
PRIMA DEL TRAPIANTO DI FEGATO
Il fegato
Indicazioni al trapianto
L’inserimento in lista di trapianto
La chiamata all’intervento
L’INTERVENTO CHIRURGICO
Il donatore cadavere
Tecniche di trapianto
DURANTE IL RICOVERO
La degenza in Terapia Intensiva
La degenza in Reparto
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DOPO LA DIMISSIONE
Le visite ed i controlli
Terapia medica post-trapianto
COMPLICANZE DEL TRAPIANTO DI FEGATO
Complicanze chirurgiche
Complicanze mediche
COSA SI DEVE, COSA NON SI DEVE, COSA SI PUO’ FARE
GLOSSARIO DEI TERMINI MEDICI
INFORMAZIONI UTILI
Come raggiungere l’Ospedale
Contatti utili
Servizi vari dentro e fuori l’Ospedale
ASPETTANDO LE VISITE
RINGRAZIAMENTI
DISEGNI E FOTOGRAFIE
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IL TRAPIANTO DI FEGATO NEGLI ADULTI
Informazioni ai pazienti
Ospedale Maggiore Policlinico I.R.C.C.S. di Milano
Scopo di quest'opuscolo è quello di fornire alcune indicazioni al paziente a cui proponiamo il trapianto di fegato per curare la sua malattia.
Pensiamo che questo strumento possa facilitare un percorso di diagnosi e di terapia lungo e difficile.
L’opuscolo deve essere considerato solo un mezzo per favorire l’instaurarsi di un fondamentale rapporto umano tra paziente e medico.
Non esitate in qualunque momento a porre dei quesiti se lo scritto apparirà poco chiaro o poco approfondito in alcune sue parti.
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L'OSPEDALE POLICLINICO DI MILANO
L’Ospedale
conservata e rafforzata nei secoli.
L’Ospedale Maggiore di Milano IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere
L'Ospedale Maggiore di Milano fu fondato nel 1456. Definito albergo dei Scientifico) ha in atto un processo di rinnovamento generale delle proprie
poveri, dal suo progettista e primo costruttore Antonio Averlino detto il strutture, di riorganizzazione ed ottimizzazione dell'uso delle risorse.
Filarete, l'Ospedale Maggiore si differenziava dai precedenti ospizi
medioevali perché adibito non tanto al soccorso della "povertà, madre L’Unità Trapianto di Fegato
delle malattie", quanto piuttosto alla cura degli individui affetti da
malattie acute, suscettibili di guarigione. L'Ospedale Maggiore nacque L’attività di reparto si avvale di un’equipe medica ed infermieristica
dunque come fabbrica della salute istituzionalmente destinata a curare, altamente qualificata a gestire problematiche cliniche che riguardano la
risanare e restituire alla società i soggetti reintegrati nella pienezza selezione e la cura di pazienti che necessitano un trapianto epatico, così
delle condizioni fisiche e delle capacità lavorative. Questa finalità di come quelle di tutta la chirurgia specialistica del fegato, vie biliari e
fornire servizi sanitari d'interesse principale alla popolazione è stata pancreas.
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La nostra pionieristica attività trapiantologica è iniziata nel 1983; in
vent’anni abbiamo eseguito circa 600 trapianti di fegato in pazienti adulti
ed in bambini.
L’attività di reparto è affiancata ad un’attività ambulatoriale e da un’attività
di Day Hospital. L’attività di Day Hospital e d’Ambulatorio per il controllo
dei pazienti trapiantati, attualmente si svolge presso il padiglione Zonda
- 3° piano. L’ambulatorio di chirurgia epato-bilio-pancreatica e chirurgia
laparoscopica sono attivi presso il padiglione Lamarmora.
Presso l’Ambulatorio/Day Hospital del padiglione Zonda è prevista
un’attività di prelievo, per esami di laboratorio nel primo periodo
postoperatorio, ed un servizio d’ecografia ed eco-color-doppler diagnostico
ed interventistico.
Queste attività ambulatoriali sono gestite dalla stessa equipe medica di
reparto, affiancata da specialisti epatologi dedicati al trapianto di fegato,
a garanzia di una continuità di cura per i pazienti dimessi dal reparto.
L’Unità chirurgica è diretta dal Prof. Luigi Rainero Fassati che è affiancato
dai Dottori Lucio Caccamo, Stefano Gatti, Umberto Maggi, Ernesto Melada,
Giovanni Paone, Paolo Reggiani, e dal Prof. Giorgio Rossi.
L’Unità epatologica è diretta dal Prof. Massimo Colombo che è affiancato
dai Dottori Francesca Agnelli, Francesca Donato e Angelo Sangiovanni.
Le Unità che collaborano
Proprio per i requisiti d’eccellenza necessari all’attività superspecialistica
del Centro, è attiva una rete di competenze interdisciplinari.
Alcuni servizi collaborano più strettamente con noi ed affiancano i medici
di reparto nell’affrontare le specifiche esigenze assistenziali mediche
del paziente durante tutto il ricovero:
- endoscopisti
- nefrologi
- neurologi
- oncologi
- psichiatri
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- radiologi
- infettivologi
- terapisti riabilitativi.
Altre valide collaborazioni, all’interno dell’Ospedale, sono attivate in casi
specifici che si propongono all’interno dell’iter diagnostico-terapeutico.
PRIMA DEL TRAPIANTO DI FEGATO
Il fegato
Il fegato è un organo contenuto nella parte destra dell’addome: può
essere suddiviso in una parte destra ed in una sinistra. Esso si presenta
come un unico organo, ma dal punto di vista anatomico si distingue in
lobi ed è divisibile chirurgicamente.
Il fegato riceve il sangue arterioso dall’arteria epatica e quello venoso
dalla vena porta che raccoglie il sangue dall’intestino e dalla milza. Il
sangue, una volta attraversato il fegato, giunge al cuore attraverso le
vene sovraepatiche (tramite la vena cava).
La bile prodotta dal fegato, raccolta nella colecisti, giunge all’intestino
attraverso il coledoco.
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In sintesi è un “laboratorio” che svolge molteplici funzioni necessarie
alla nostra sopravvivenza. Senza il fegato, quindi, non si può vivere e ad
oggi non è ancora disponibile un fegato artificiale che sia in grado di
svolgere in modo definitivo le funzioni epatiche.
Indicazioni al trapianto
Le malattie del fegato che possono portare a trapianto sono numerose.
Poiché il trapianto di fegato non è privo di rischi, l’indicazione al trapianto
è data quando la malattia del fegato comporta un’aspettativa di vita
Le funzioni del fegato sono molteplici:
- controllo dei livelli di zucchero (glucidi) e grassi (trigliceridi e colesterolo) inferiore ad un anno oppure se la malattia epatica è causa di sintomatologia
incompatibile con una qualità di vita accettabile (quindi trapianto inteso
- produzione e trasformazione di proteine, come l’albumina, etc
come indicazione salvavita oppure proposto per migliorare la qualità
- produzione di bile
della vita).
- produzione di fattori per la coagulazione del sangue
Le indicazioni e le controindicazioni al trapianto sono ben codificate,
- elaborazione di vitamine (complesso B, A, D, E, K)
- elaborazione di ormoni che regolano lo sviluppo e la funzione d’altri organi. seppur soggette a modificazioni dettate dal progredire della scienza
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medica, e concordate dal nostro Centro con il Centro Coordinamento
Interregionale NITp (Organismo interregionale che coordina le attività di
trapianto).
Il paziente epatopatico riferito al nostro Centro dai medici curanti, di
base o specialisti è valutato presso l’ambulatorio al terzo piano del
Padiglione Zonda. In questa sede viene effettuato un esame clinico e si
esamina la documentazione del possibile candidato.
Se non viene considerata corretta l’indicazione al trapianto, viene compilata
una relazione clinica riassuntiva che viene consegnata al paziente
riaffidandolo al curante.
Se l’indicazione al trapianto viene considerata corretta ma la
documentazione è insufficiente s’invita il curante a completare le indagini,
per meglio inquadrare lo stato generale del paziente che successivamente
contatterà l’Ambulatorio per prenotare una nuova visita (dopo aver
eseguito gli esami richiesti).
Se invece, sulla base dell’esame clinico e della documentazione prodotta,
viene posta l’indicazione al trapianto si programmano un completamento
della diagnostica strumentale/di laboratorio e le visite specialistiche
come elencato di seguito, per individuare eventuali criteri d’esclusione,
non noti in precedenza:
1) Esami di laboratorio
2) Esami strumentali (non tutti dovranno necessariamente essere
eseguiti: questo è variabile da paziente a paziente):
· Radiografia del torace=Rx Torace
· Elettrocardiogramma=ECG
· Ecografia Addominale
· TAC Addome con contrasto
· NMR addome=Risonanza Addome
· TAC della testa
· Elettroencefalogramma=EEG
· Esofagogastroduodenoscopia=EGDS
· Colangiografia Endoscopia Retrograda=ERCP
· Arteriografia del Tripode celiaco e dell’arteria mesenterica superiore
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· Ecocardiografia con valutazione anche delle cavità cardiache destre
e, se possibile, la stima della pressione polmonare
· Prove di Funzionalità respiratoria=PFR
· Cateterismo cardiaco destro con misurazione della pressione
dell’arteria polmonare
· Scintigrafia ossea
· TAC torace
· Coronarografia
· Scintigrafia miocardica
· Colonscopia
3) Visite specialistiche:
· Cardiologica
· Anestesiologica.
· Psichiatrica.
un sostegno psicologico a pazienti e familiari prima e dopo il trapianto.
Potrà verificarsi la necessità di programmare la ripetizione di esami o
prescrivere ulteriori accertamenti. Completate queste indagini l’idoneità
all’inserimento in lista di trapianto viene espressa collegialmente dai
chirurghi e dagli epatologi del Centro nel corso di riunioni periodiche.
Durante una successiva visita se il paziente viene definitivamente
considerato non idoneo viene compilata una relazione clinica riassuntiva
che riporta il giudizio di non idoneità al trapianto espresso in sede
collegiale.
Durante queste periodo come in quelli successivi verranno fornite
informazioni al paziente ed alle persone indicate dal paziente stesso
(legge 31/12/96 numero 675; art. 13, 22,23).
L’inserimento in lista di trapianto
Quest’ultima, riconoscendo le importanti implicazioni connesse Se lei è stato considerato idoneo all’inserimento in lista di trapianto,
all’esperienza del trapianto, prevede una serie di colloqui atti a fornire durante un ricovero Day Hospital (DH), verificheremo ulteriormente la
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sua effettiva disponibilità a ricevere il trapianto e che le sia stata fornita
una corretta informazione.
Il personale medico la informerà dettagliatamente e nel modo più chiaro
possibile sulle procedure diagnostiche e terapeutiche cui dovrà sottoporsi.
In particolare le saranno indicati i rischi ed i benefici dell’intervento di
trapianto. Firmerà quindi sulla cartella sanitaria del Centro Coordinamento
Interregionale NIT il consenso informato per l'accettazione al collocamento
in lista d'attesa per trapianto ed il consenso alle eventuali trasfusioni
di emoderivati.
Il medico del Centro provvederà inoltre a firmare il giudizio d’idoneità
sulla scheda del Centro Coordinamento Interregionale NIT.
Le verrà quindi consegnata una certificazione dell’avvenuto inserimento
in lista e le verranno descritte le modalità di chiamata in seguito a
segnalazione di donatore compatibile. Le verrà spiegato che per rimanere
iscritto in lista dovrà sottoporsi ai programmati controlli presso il Centro
Trapianto. Le verrà inoltre sottolineata la necessità che lei sia raggiungibile
telefonicamente 24 ore su 24 (dovrà quindi comunicare tempestivamente
al Centro cambi di numeri telefonici) e che dovrà essere in grado di
raggiungere l’Ospedale entro 6 ore dalla chiamata.
Qualora lei abbia dei ripensamenti circa il programma di trapianto, oppure
necessiti di ulteriori chiarimenti, il personale del Centro è a completa
disposizione affinché il programma di cura le sia descritto in modo più
chiaro.
La scienza medica, in particolare quella che riguarda i trapianti, è in
rapida evoluzione. E’ quindi necessità per noi medici, nell’interesse di
voi pazienti verificare l’efficacia di nuove terapie mediche o chirurgiche.
Per ottenere dei dati che si possano confrontare a livello mondiale
(“protocolli di studio”) è necessario che i pazienti vengano seguiti in
modo estremamente personalizzato aggiungendo, talune volte, visite o
esami aggiuntivi. Si potrà quindi verificare il caso che, in questa fase o
nelle fasi successive del percorso di diagnosi e cura, le venga chiesto di
rientrare in un “protocollo di studio”; verrà quindi informato in maniera
dettagliata, e il suo assenso o dissenso non influirà ovviamente sulle
caratteristiche usuali del servizio da noi erogato.
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La chiamata all’intervento
contatto con l’ambulatorio, entro breve, dove verrà rivalutato.
Nel corso della chiamata telefonica viene comunicato:
Il chirurgo che riceve la segnalazione di un potenziale donatore la chiamerà
telefonicamente.
- la necessità di raggiungere il Reparto di degenza, munito di eventuale
La scelta del paziente che dovrà ricevere il fegato viene fatta in base a
documentazione clinica recente, documento d’identità e codice fiscale;
vari fattori:
- i tempi massimi per raggiungere il Reparto (solitamente non più di 6 ore);
- di rimanere a digiuno.
- compatibilità del gruppo del sangue
- compatibilità delle dimensioni del fegato
Data l’importanza di raggiungere l’Ospedale in tempi brevi si consiglia
- grado d’urgenza del ricevente
ai pazienti che abitano lontano di informarsi preventivamente degli orari
- tempo d’attesa in lista.
dei voli per Milano. Nell’eventualità che la chiamata per il trapianto
giunga in una fascia oraria in cui non vi sia disponibilità di voli di linea
Il chirurgo di turno le comunicherà l’esistenza di un donatore compatibile occorrerà organizzare un trasporto militare. Si raccomanda pertanto di
e le chiederà se si siano presentati recentemente episodi clinici rilevanti annotare il numero telefonico della Prefettura di competenza. Il chirurgo
con particolare attenzione a malattie infettive. Qualora presenti, oppure di turno sarà quindi in grado di contattare la Prefettura per organizzare
sia appena guarito da malattie infettive respiratorie o gastroenteriche, il trasporto.
non si potrà procedere al trapianto e lei verrà invitato a riprendere
Il ricovero presso il nostro reparto può avvenire in qualsiasi momento
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nell’arco delle 24 ore e nel corso di tutto l’anno, festività comprese. Nella
nostra esperienza i ricoveri sono prevalentemente serali o notturni.
Al momento del ricovero lei sarà ricevuto dal personale infermieristico
e dal Medico di Guardia che organizzerà i prelievi di sangue e un Rx
torace/ECG, se necessario.
Le verranno attribuiti la stanza di degenza, il letto, l’armadietto ed il
comodino personali. Il personale infermieristico le darà indicazioni per
l’uso del campanello di chiamata ed i servizi igienici utilizzabili. E’
opportuno presentarsi con pigiama, biancheria personale e occorrente
per la toilette.
E’ necessario segnalare un recapito telefonico di una persona di riferimento
per qualsiasi comunicazione urgente. Appena avuta la conferma telefonica
dell’idoneità del fegato, da parte dei chirurghi del nostro Centro
che eseguono il prelievo, lei verrà trasferito nella sala operatoria.
L'INTERVENTO CHIRURGICO
Il trapianto di fegato è un intervento chirurgico di elevata complessità.
La durata, le difficoltà tecniche ed i rischi sono superiori a quelli della
maggior parte degli interventi chirurgici. Il rischio di complicanze
intraoperatorie è considerato elevato rispetto ai “normali atti chirurgici”.
Il trapianto di fegato non è una terapia “sperimentale” ed i benefici che
offre sono giustificati nonostante il rischio che si corre.
Per ridurre il più possibile il rischio operatorio, sono disponibili in sala
operatoria, “attrezzature” speciali e le tecniche chirurgiche sono
particolarmente meticolose. Una volta iniziata l’anestesia, prima di
iniziare l’intervento vero e proprio l’anestesista introdurrà numerosi
“cateteri” che permettano di affrontare meglio le fasi più critiche
dell’intervento. In considerazione della complessità di questo intervento
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e per garantire la massima assistenza nelle numerose fasi critiche
dell’intervento sono presenti, in genere, in sala operatoria almeno due
anestesisti.
La scelta del fegato da trapiantare segue alcune criteri di base. Il fegato
è l’organo più grande del corpo umano e quindi la taglia del paziente
ricevente deve essere simile a quella del donatore. Il rigetto verso l’organo
trapiantato è minore quando il donatore ed il ricevente abbiano gruppi
sanguigni identici o compatibili. Inoltre la graduatoria della lista di attesa
viene composta sulla base della gravità clinica e del tempo di permanenza
nella lista stessa. Da questi concetti si evince che fare delle previsioni
circa la disponibilità di un organo adeguato per uno specifico paziente
è impossibile. Il tempo di attesa di un organo non è quindi prevedibile.
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Il donatore cadavere
Il fegato che le verrà trapiantato viene prelevato, da chirurghi della nostra
equipe, da donatori che hanno subito, per svariati motivi (incidente,
emorragia cerebrale, etc.) la distruzione totale ed irreversibile delle
funzioni cerebrali. La certificazione della morte cerebrale avviene al
termine di un periodo di osservazione e viene effettuata attraverso esami
che sono stati stabiliti dagli scienziati e recepiti dalla legge italiana.
Le sofisticate strumentazioni oggi disponibili consentono di mantenere
comunque il cuore battente in modo da preservare la circolazione sanguigna
e non danneggiare gli organi che il paziente deceduto ha deciso in vita
di donare.
Tuttora mantenere il cuore battente durante la fase di morte del cervello
è estremamente difficile; appena accertata la morte cerebrale, trascorso
quindi il periodo di osservazione, si procede al prelievo del fegato.
E’ importante valutare attentamente la qualità del fegato che si vuole
prelevare. Non è infrequente che un fegato ritenuto idoneo in base agli
esami del sangue venga poi ritenuto non idoneo da parte dei chirurghi
prelevatori.
La frequenza di donatori che siano compatibili con il suo organismo non
è ovviamente prevedibile.
Per quanto riguarda i particolari tecnici del prelievo si possono verificare
tre situazioni:
- Trapianto di fegato intero: tutto il fegato donato viene trapiantato
in un solo paziente.
- Trapianto di fegato diviso (Split liver): una parte viene trapiantata
in un paziente adulto e una parte in un bambino (oppure paziente adulto
di taglia estremamente piccola). Il fegato ha una grande capacità di
rigenerare e quindi riesce a soddisfare le esigenze dell’organismo.
Quindi con un unico fegato si riescono a trapiantare due pazienti.
- Trapianto di fegato ridotto: solo una parte di fegato viene trapiantata
mentre l’altra viene scartata. E’ una tecnica che si effettua raramente
quando una parte di fegato è traumatizzata o quando le dimensioni del
fegato donato sono troppo grandi per il paziente ricevente.
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Tecniche di trapianto
consentire una circolazione artificiale del sangue venoso. Questo sussidio
implica l’esecuzione di due incisioni cutanee di pochi centimetri all’inguine
L’intervento che di solito dura circa 10-12 ore (compreso il tempo della e all’ascella.
preparazione anestesiologica) si articola in tre fasi:
l’impianto del nuovo fegato. Si procede in questa fase a ricollegare
la rimozione del fegato malato. L’incisione chirurgica che verrà (anastomizzare) i vasi venosi (vena cava e vena porta) e l’arteria del
praticata sarà ampia in modo da consentire ai chirurghi di avere una nuovo fegato con i vasi del paziente ricevente.
Un’ultima anastomosi consentirà alla bile di defluire nell’intestino.
buona visibilità nel campo operatorio.
Questa fase di rimozione del fegato ammalato è estremamente delicata Solitamente viene effettuata tra coledoco del donatore e coledoco del
nel paziente con la cirrosi perché il sangue ha scarse capacità di coagulare ricevente inserendo, il più delle volte, un drenaggio al suo interno
ed inoltre si sono sviluppate delle vene che normalmente non esistono (drenaggio a T di Kehr). La colecisti viene asportata per evitare una futura
(circoli collaterali venosi). E’ il momento in cui il paziente può avere formazione di calcoli.
bisogno di ricevere numerose trasfusioni di sangue.
Alla fine dell’intervento lei avrà un tubo che le consente di respirare
la fase anepatica in cui il fegato malato è già stato rimosso ma il artificialmente (ma le impedirà di parlare), tre-quattro drenaggi addominali
nuovo fegato non è ancora stato impiantato. Durante questa fase talune e uno per la bile, un catetere vescicale per valutare la produzione d’urina,
volte è necessario effettuare una circolazione extracorporea (CEC) per diversi cateteri venosi ed uno in un’arteria. Questi tubi sono indispensabili
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per avere sotto controllo la situazione clinica e verranno rimossi nei
giorni a seguire l’intervento (ad esclusione di quello biliare che verrà
mantenuto per alcuni mesi) se il decorso postoperatorio sarà regolare.
Un chirurgo che ha partecipato all’intervento fornirà le informazioni
esclusivamente alle persone da lei indicate.
Schema che illustra la tecnica di trapianto con le anastomosi dei vasi e
della via biliare.
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DURANTE IL RICOVERO
Terapia Intensiva, situato al Padiglione Guardia, accanto al Pronto Soccorso,
dove verrà seguito 24 ore su 24 da personale medico e infermieristico
molto qualificato con l’ausilio di apparecchiature estremamente sofisticate.
Tali apparecchiature permettono una continua sorveglianza della funzione
cardiaca e della pressione arteriosa; permettono inoltre di mantenere
una adeguata ventilazione per tutto il tempo in cui i polmoni non riescono
a svolgere spontaneamente il loro compito, a causa principalmente dei
farmaci sedativi che vengono somministrati al paziente durante e subito
dopo l’intervento.
Come già detto in precedenza, per consentire questo monitoraggio e
La degenza in Terapia Intensiva
assistenza continua, verranno posizionati all’inizio dell’intervento di
Il paziente dopo l’intervento chirurgico verrà trasferito nel reparto di trapianto, quando il paziente è già addormentato, i seguenti presidi:
La degenza in Ospedale, dopo l’intervento chirurgico, si può suddividere
in due fasi:
in Terapia Intensiva (Rianimazione), fino al superamento della fase più
critica;
in Reparto, fino alla stabilizzazione clinica generale.
E’ possibile che, nel periodo precoce dopo il trapianto, insorgano
complicanze che richiedano un nuovo ricovero in Terapia Intensiva. E’
inoltre possibile che si rendano necessari ulteriori interventi chirurgici.
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- un tubo attraverso cui il paziente respira artificialmente. Tale tubo
passando attraverso le corde vocali impedisce al paziente di parlare;
tuttavia il personale della Rianimazione è in grado di capire bene le
necessità del paziente attraverso i gesti e la lettura delle labbra. Tale
tubo viene rimosso non appena il paziente si sveglia ed è in grado di
respirare autonomamente in modo adeguato
- alcuni cateteri morbidi inseriti nelle vene e in arteria che consentono
di controllare la funzione del cuore e le pressioni del sangue e di fare
i prelievi necessari senza bucare ogni volta il paziente
- un catetere vescicale
- un sondino naso gastrico
- delle placche posizionate sulla cute collegate al monitor con dei cavi
per la lettura in continuo del ritmo cardiaco.
La degenza in Rianimazione, quando il decorso postoperatorio è regolare,
dura pochi giorni. Se è necessaria una sorveglianza più prolungata, o in
caso di insorgenza di complicazioni, il trasferimento in reparto verrà
differito.
Durante questa degenza il personale medico, che ha in cura il paziente,
fornirà quotidianamente, alle ore 13.00, notizie chiare e dettagliate
sull’andamento clinico del paziente. Per garantire continuità
nell’informazione è importante che il colloquio avvenga sempre con gli
stessi famigliari. Anche i chirurghi, che collaborano in questa fase alla
gestione del paziente trapiantato, sono disponibili al colloquio con i
parenti.
L’accesso al reparto è consentito tutti i giorni alle ore 13 e alle ore 18.30.
Per motivi organizzativi è consentita la visita di soli 3 parenti per paziente
(uno per volta).
Queste limitazioni sono necessarie per evitare di intralciare l’attività
assistenziale di tutti i pazienti ricoverati.
Data la peculiarità del reparto è possibile che possano esserci ritardi
rispetto all’orario programmato di colloquio o di visita (a causa di urgenze
o di manovre indifferibili).
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La degenza in Reparto
Una volta superata la fase critica, lei rientrerà in reparto di degenza
situato al primo piano del padiglione Zonda.
Nei primi giorni si sentirà estremamente stanco. Ciò nonostante, per
facilitare un buon decorso postoperatorio e se le condizioni cliniche
lo consentiranno, verrà invitato ad alzarsi dal letto con l’opportuno
aiuto del personale infermieristico. E’ fondamentale che esegua gli
esercizi che le verranno insegnati per favorire un’adeguata
respirazione in modo da ridurre il rischio di comparsa di complicanze
polmonari che sono frequenti nonostante l’intervento non sia sul
torace.
L’evoluzione del decorso non è prevedibile con certezza, quindi, nel
postoperatorio è fondamentale controllare attentamente l’andamento
clinico, attraverso l’esecuzione di esami strumentali e del sangue.
Lei verrà sottoposto a prelievi di sangue dapprima due volte al
giorno, quindi una volta al giorno e successivamente una volta ogni
due giorni. L’evento che si verifica più frequentemente è un episodio
di rigetto e deve essere precocemente diagnosticato con una biopsia
epatica. La terapia medica risolve nella maggior parte dei casi il
rigetto ed è solitamente basata sulla somministrazione supplementare
di cortisone per via endovenosa.
Molto più raramente si può verificare un mancato funzionamento del
fegato o una trombosi arteriosa o venosa. Per questo motivo lei
verrà sottoposto ad ecografie, TAC ed eventualmente ad angiografia
per via femorale.
Frequentemente verrà anche sottoposto a radiografie del torace (Rx
Torace).
Riceverà anche la terapia farmacologia. Dopo il trapianto, le medicine
da prendere nell’arco della giornata sono tante, indispensabili e da
assumere negli orari stabiliti. Il numero e la frequenza di assunzione
delle medicine rimane elevata per un periodo lungo di tempo (8-10
mesi), ma successivamente essa sarà sempre di meno anche se alcuni
farmaci dovranno essere assunti per sempre.
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Anche se non frequentemente potrebbero comparire dei disturbi
psichici transitori (ansia, allucinazioni, disorientamento, depressione).
La consulenza psicologica è prevista per risolvere queste
problematiche.
Quando tutto procede regolarmente, gradualmente verranno rimossi
i drenaggi posizionati in addome, ad eccezione del drenaggio per la
bile che verrà chiuso dopo aver eseguito una radiografia
(colangiografia) con mezzo di contrasto. Alla rimozione di questo
drenaggio (tubo di Kehr) si provvederà alcuni mesi dopo il trapianto,
nel corso di un breve ricovero.
Lei stesso avvertirà di riacquistare le forze e riprenderà, se il decorso
è regolare, ad alimentarsi naturalmente entro pochi giorni.
La dimissione a seguito di un periodo postoperatorio non complicato
avviene generalmente tra la terza e la quarta settimana dopo il
trapianto.
Alla dimissione le verranno rilasciate una relazione clinica (lettera
di dimissione) per il Medico Curante con prescrizioni mediche e piano
delle visite di controllo, eventuali certificazioni per esenzioni da
spese sanitarie e le ricette per acquistare le prime confezioni di
farmaci che si dovranno assumere (per le successive prescrizioni ci
si dovrà rivolgere al medico curante).
L’accesso al reparto è consentito:
· nei giorni feriali dalle ore 17 alle ore 18
· nei giorni festivi anche dalle ore 11 alle ore 12
E’ molto importante attenersi agli orari previsti e rispettare la regola
di un solo visitatore presente al letto del paziente per prevenire il
più possibile le infezioni.
Per tale motivo è importante che il visitatore non sia portatore o
convalescente da eventti morbosi (potenzialmente trasmissibili come
ad esempio influenza, tosse, malattie infettive). E’ comunque
consigliabile che i visitatori siano numericamente limitati; questo al
fine di evitare potenziali infezioni ma anche per non affaticare il
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paziente. Non è consentito l’uso del telefono cellulare durante il giro
visita del mattino.
Sarà consentita la presenza di un visitatore al di fuori degli orari di
visita solo per i casi più gravi e su indicazione dei Medici di reparto.
DOPO LA DIMISSIONE
Le visite ed i controlli
Ricevere il trapianto di fegato può essere un cambiamento tale della
propria vita da essere vissuto come un evento estremamente
stressante per il paziente e anche per la famiglia del trapiantato.
Lei entrerà in una nuova fase della sua vita nel corso della quale
potrà “scrollarsi di dosso” il ricordo della lunga storia della malattia
epatica cronica.
Dovrà però confrontarsi con la nuova realtà del trapianto.
E’ opportuno ricordare che la stragrande maggioranza dei trapiantati
ritorna a vivere una vita normale, fatta di una stabile attività lavorativa
(se si è ancora nell’età del lavoro), di normali attività scolastiche,
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relazioni sociali, di adeguate capacità motorie ed anche sessuali. Da
un punto di vista della spesa sanitaria e dell’inquadramento sociale
il paziente che riceve il trapianto riceverà una certificazione di
esonero dalla partecipazione alla spesa sanitaria (esenzione dai
ticket medici) relativo alla patologia “Trapianto di organo”.
Quindi dovranno essere rivalutate le precedenti esenzioni
eventualmente possedute, comprese quelle di riconoscimento di
invalidità civile qualora la stessa sia stata attribuita sulla base della
presenza di patologie epatiche croniche (rimosse con il trapianto).
Invitiamo pertanto i trapiantati a chiedere sulla materia delle
esenzioni dalla spesa sanitaria delucidazioni presso gli uffici della
propria ASL, presentando tutte le proprie passate e presenti
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certificazioni in merito.
Controlli medici
La vita dopo il trapianto di fegato è generalmente regolare, senza rilevanti
limitazioni, ma la necessità di mantenere sempre periodici controlli è un
assoluto. Lo scopo di questi controlli medici periodici è di verificare, con
una frequenza decrescente nel tempo, lo stato di salute generale,
determinare i livelli degli esami del sangue e quantificare il livello di
immunosoppressione mantenuta con l’assunzione dei farmaci anti-rigetto.
I controlli medici devono essere completi (esami del sangue, visita medica
generale, controllo della pressione sanguigna, ecografia e doppler del
fegato) ed eseguiti con regolarità. Altrettanta regolarità è richiesta ai
pazienti, relativamente all’assunzione della terapia prescritta, che andrà
con il tempo sempre più riducendosi, senza però mai azzerarsi.
Prelievi di sangue
Raccomandiamo l’esecuzione periodica di esami ematici prescritti per
tutto il periodo post-trapianto. La frequenza dei controlli sarà all’inizio
molto ravvicinata per divenire nel tempo sempre più distanziata.
Nel corso del primo mese da quando si rientra al proprio domicilio (in
genere corrisponde al secondo mese post-trapianto dopo una permanenza
a Milano di circa un mese dal trapianto) si devono eseguire i prelievi
ematici con frequenza settimanale.
Nel corso del terzo e quarto mese dopo il trapianto, i prelievi potranno
essere eseguiti ogni 10 giorni circa.
Nel corso del quinto e sesto mese dopo il trapianto, i prelievi potranno
essere eseguiti ogni due settimane.
Tra il settimo mese ed il nono mese, i prelievi potranno essere eseguiti
ogni tre settimane.
Tra il decimo ed il dodicesimo mese (anniversario del trapianto!) i prelievi
potranno essere eseguiti una volta al mese.
Anche nel periodo compreso tra il secondo ed il compimento del quinto
anno i prelievi dovranno essere ripetuti con una cadenza di 1-2-3 mesi
a seconda dello stato clinico.
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Al quinto anno dopo il trapianto i prelievi dovranno essere eseguiti ogni In ogni caso, sono richiesti controlli medici da eseguire presso il centro
tre-sei mesi per sempre.
di trapianto con la seguente frequenza prefissata, che potrà subire
modificazioni su base individuale: 3°, 6°, 9°, 12° mese e successivamente
Visite mediche
ogni anno.
La visita medica generale riveste ancora oggi un ruolo rilevante nell’ambito
del monitoraggio temporale di patologie conosciute, come pure del Estrazione del tubo di Kehr.
riconoscimento di nuove patologie.
Questa manovra avverrà in reparto di radiologia durante un breve ricovero
Per questo motivo riteniamo importante la periodica valutazione del ospedaliero presso il nostro reparto. L’estrazione, che può causare
paziente da parte di medici esperti nel campo.
l’insorgenza di dolore solitamente di breve durata, verrà seguita dal
Suggeriamo che la frequenza delle visite sia regolare nel tempo e posizionamento temporaneo di un drenaggio che ha la funzione di drenare
riteniamo prudente una valutazione almeno semestrale per tutto il all’esterno l’eventuale fuoriuscita di bile dal coledoco. Lei sarà quindi
periodo post-trapianto.
invitato a stare a letto e resterà a digiuno (assumerà i farmaci che le
Il nostro ambulatorio, cui si accede attraverso prenotazione telefonica, sono stati prescritti). Si monitorerà quindi la quantità di bile raccolta dal
è volto a espletare questo servizio qualora non si abbia la disponibilità drenaggio che verrà ritirato un poco alla volta se il paziente non ha
di analoga competenza altrove (es. il medico che ha suggerito il trapianto). dolore e l’esame obiettivo addominale è normale. Dopo alcune ore si
In quest’ultimo caso chiediamo che si facciano pervenire al Centro potrà rimuovere il drenaggio qualora la quantità di bile drenata sia
periodiche notizie ed esami di aggiornamento via fax. minima.
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All’instaurarsi di dolori addominali, febbre o vomito il paziente verrà
tenuto sotto osservazione nei giorni a seguire fino alla risoluzione del
quadro clinico (che solitamente avviene spontaneamente e comunque
non richiede un trattamento chirurgico).
A prescindere dal decorso della rimozione del tubo di Kehr, dopo circa una
settimana il paziente dovrà ripetere un controllo clinico che comprenderà
l’esame ecografico.
Ecografie ed ecodoppler epatici
L’ecografia/doppler del fegato è un accertamento diagnostico di semplice
esecuzione, non invasivo ma estremamente importante. La frequenza di
esecuzione dell’esame ecografico del fegato dipenderà soprattutto
dall’andamento degli esami ematici di controllo eseguiti.
In presenza di esami di funzionalità epatica normali è prudente eseguire ogni
mese un’ecografia ed ecodoppler epatico fino al terzo mese post-trapianto e
quindi ripetere l’esame al sesto ed al dodicesimo mese. Successivamente può
essere utile ripetere l’esame a cadenza semestrale/annuale.
Biopsie epatiche
L’agobiopsia epatica è un accertamento diagnostico di grande utilità dopo
riscontro di alterazione degli esami di funzionalità epatica e può essere
importante eseguirla periodicamente per studiare l’eventuale progressione
del danno epatico cronico.
In considerazione del possibile, seppur raro, rischio di complicanze postbioptiche, non è per noi giustificato mantenere un rigido programma di
monitoraggio bioptico post-trapianto e consideriamo l’esecuzione delle
biopsie sulla base di necessità di approfondimento di fronte a specifiche
situazioni individuali.
Vi sono peraltro patologie, come l’epatite C, in cui è dimostrata una
progressione della malattia dopo trapianto anche in assenza di alterazione
dei valori degli esami del sangue.
Si segnala che in relazione alle biopsie epatiche di controllo vi sono
abitudini molto diverse tra i vari centri trapianti che subiscono periodiche
revisioni in virtù delle nuove conoscenze. Prima dell’esecuzione di ogni
biopsia le verrà fatto firmare un consenso informato.
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Terapia medica post-trapianto (In assenza di complicanze.)
Prevenzione del rigetto (immunodepressione)
La terapia anti-rigetto si basa su un farmaco principale, la ciclosporina
(Sandimmun Neoral) o l’FK506 (Prograf), al quale può essere o meno
associato per un periodo di tempo limitato un cortisonico (prednisone,
Deltacortene) a basse dosi o altri farmaci.
Il farmaco principale (Neoral o Prograf) dovrà sempre essere assunto
dopo il trapianto e la dose da assumere potrà cambiare sulla base del
tempo trascorso dal trapianto o per eventuali alterazioni della funzione
epatica o renale. E’ quindi utile determinare con regolarità il livello nel
sangue del medicinale (sia ciclosporina che FK506) mediante prelievo di
sangue. Ogni volta che si eseguirà il prelievo di sangue occorrerà effettuarlo
prima dell’assunzione mattutina del farmaco in questione.
Quindi gli orari di assunzione della ciclosporina e dell’FK506 devono
essere fissi: le due dosi giornaliere devono essere assunte ogni 12 ore
(es. 7 e 19, oppure 8 e 20, oppure 9 e 21). Bisogna assumere questi
farmaci a digiuno solo con acqua e mai con succhi di frutta e a distanza
(minimo 2 ore) dall’assunzione dei medicinali gastroprotettivi.
Il dosaggio del cortisone sarà gradualmente ridotto nel tempo per essere
nella maggior parte dei pazienti sospeso tra il terzo ed il sesto mese
post-trapianto.
Esistono altri farmaci immunodepressivi già in commercio (Azatioprina,
Cellcept, Rapamune) ed altri ancora sono in fase di studio. Attualmente
il loro impiego è riservato a situazioni particolari.
Prevenzione delle infezioni
L’induzione di uno stato di immunodepressione fa aumentare il rischio
di contrarre infezioni sebbene una terapia anti-rigetto ben calibrata non
determini in genere un significativo rischio di malattie infettive.
Per quanto riguarda la prevenzione di infezioni di origine micotica (funghi)
adottiamo una profilassi di breve durata nel primo mese post-trapianto
con fluconazolo (Diflucan, Elazor, Biozolene). In casi particolari questo
medicinale può essere sostituito dall’itraconazolo (Sporanox, Triasporin)
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a causa della presenza di specifici miceti ed in questi casi il trattamento
può protrarsi nel lungo periodo.
Per quanto riguarda la prevenzione delle infezioni di origine virale
adottiamo una profilassi di lunga durata (nel corso del primo anno posttrapianto) con aciclovir (Aciclin, Aciclovir, Acy, Acyvir, Alovir, Amodiyr,
Avirase, Avirix, Avyclor, Avyplus, Avisal, Citivir, Cyicloviran Dravyr, Efriviral,
Esavir, Fuviron, Iliaclor, Immunovir, Ipaviran, Ipsovir, Neclovir, Neviran,
Rexan, Riduvir, Sanavir, Voraclor, Zovirax). L’assunzione dell’aciclovir può
essere sospesa qualora si verifichi un’infezione da parte di virus resistenti
a questo farmaco.
Ad esempio, a seguito di infezione da parte del citomegalovirus (CMV) si
introduce un medicinale attivo nei suoi confronti (gancyclovir Cymevene,
Citovirax, cidofovir Vistide) per lo stretto periodo necessario alla sua
cura, e quando questo viene interrotto il paziente deve riprendere
l’aciclovir.
L’osservanza delle comuni norme igieniche è sufficiente a prevenire il
rischio di contrarre la gran parte delle malattie infettive, tuttavia nel
corso dei primi sei mesi post-trapianto crediamo sia opportuno non
entrare in contatto ravvicinato con bambini in età pre-adolescenziale (a
rischio di per sé di malattie infettive contagiose dell’infanzia).
In particolare nel periodo precoce post-trapianto, quando esso coincide
con la stagione fredda, raccomandiamo di non frequentare luoghi chiusi
ed affollati.
Prevenzione delle complicanze chirurgiche vascolari
Viene consigliato l’impiego di acido acetilsalicilico (Cardioaspirin) a basso
dosaggio per i primi 8-10 mesi post-trapianto per proteggere dal rischio
di trombosi vascolare.
Controllo delle complicanze mediche della terapia
immunodepressiva
Tutti i farmaci immunodepressivi presentano alcuni effetti collaterali la
cui eventuale comparsa può determinare la necessità dell’introduzione
di medicine rivolte al loro controllo. I problemi più comunemente
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riscontrabili sono l’ipertensione arteriosa, il diabete, il peggioramento Desoxil, Deursil, Dissolursil, Fraurs, Galmax, Lentoursil, Litoff, Litursol,
dei parametri di funzione renale e l’aumento dei livelli di uricemia (fino Ursobil, Ursofalk, Urdes, Ursolisin, Ursoflor, Ursacol, Ursodamor, Ursoproge,
alla gotta sintomatica). A seguito della comparsa di questi problemi Ursolac, Ursodiol, Ursilon).
potranno essere suggeriti farmaci specifici.
Prevenzione della recidiva della malattia pre-trapianto
Gastro ed epato-protezione
Vi sono alcune malattie che portano al trapianto di fegato per le quali
Presso il nostro Centro manteniamo per i primi 8-10 mesi post-trapianto c’è rischio di una recidiva post-trapianto.
una gastro-protezione, ad esempio mediante sucralfato (Antepsin, Citogel, Fra queste si annoverano le cirrosi e le epatiti fulminanti originate da
Crafilm, Escudo, Gastrogel, Ipagastril, Sucrager, Sucralfin, Sucramal, Sugast, infezioni di virus dell’epatite (HBV, HDV, HCV), le cirrosi e le insufficienze
Sucrate, Sucralfato, Sucroril, Sugar, Sugast, Suril, Ulcrast, Zenodian). In epatiche acute di origine autoimmune, la malattia di Budd-Chiari ed i
casi particolari la somministrazione di sucralfato può essere tumori del fegato.
temporaneamente sospesa da parte dei medici per essere sostituita da Per alcune di queste malattie nel periodo post-trapianto vengono instaurate
quella di altri gastroprotettivi (omeprazolo, Antra, Losec, Mepral, delle terapie mirate, anche di lunga durata, rivolte alla riduzione del
Omeprazen).
rischio di recidiva ed in questi casi il monitoraggio post-trapianto può
Consigliamo inoltre il mantenimento, anche nel lungo termine, della comprendere procedure diagnostiche specifiche, tra le quali esami del
somministrazione di un farmaco che rende la bile più fluida, quale l’acido sangue e la periodica esecuzione di biopsie epatiche.
ursodesossicolico (acido ursodesossicolico, Biliepar, Coledos, Desocol, Anche per altre malattie che portano al trapianto di fegato si sospetta
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il pericolo di recidiva post-trapianto. Fra queste si annoveriamo la cirrosi appieno, ecco di seguito un elenco di disturbi con alcune generiche
biliare primaria, la colangite sclerosante primaria e l’emocromatosi. raccomandazioni per farvi fronte.
Vaccinazioni post-trapianto
Il paziente trapiantato è immunosoppresso per cui è importante evitare
l’impiego di vaccini attenuati (vivi) mentre possono essere somministrati
vaccini inattivati (morti) e ricombinati (sub-unità esito di biogenetica). E‘
buona norma che l’indicazione alla vaccinazione sia suggerita e prescritta
da un medico.
Quali farmaci si possono assumere temporaneamente in caso
di necessità
L’introduzione, anche solo per una dose, di un nuovo farmaco deve essere
valutata e suggerita da parte di un medico, al quale peraltro è bene
sempre rivolgersi per essere visitati nel caso di necessità. Ciò premesso
e senza dimenticare che disturbi percepiti come banali possono essere
spia di un problema che solo il medico può essere in grado di valutare
Allergie (siano esse di natura alimentare o stagionali respiratorie): gli
anti-istaminici per impiego sistemico possono essere assunti. L’impiego
di cortisonici deve essere limitato.
Diarrea: bere in abbondanza (es. the al limone zuccherato) e ridurre
l’alimentazione (es. riso all’olio con formaggio grana, bistecca ai ferri ,
patate bollite).
Febbre: paracetamolo (dose 500-1000 mg, massimo 3 dosi al giorno per
tre giorni consecutivi) (Acetamol, Efferalgan, Levadol, Normaflu, Panadol,
Paracetamolo, Puernol, Tachipirina).
Influenza (sindrome para-influenzale): non assumere antibiotici; il paracetamolo combatte la febbre, i dolori muscolari ed articolari. Consigliato il riposo.
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Prurito generalizzato: rivolgersi al medico senza assumere alcuna medicina.
Prurito localizzato: applicare un preparato ad uso locale a base di
cortisonico.
Raffreddore: mantenere un’idratazione adeguata anche nell’ambiente
domestico/lavorativo; evitare farmaci decongestionanti specie se si è
affetti da ipertensione arteriosa. E’ consigliato il riposo.
Vomito: non assumere farmaci antispastici (es. Buscopan), né procinetici
(es. Plasil); mantenere un’idratazione adeguata (es. the al limone
zuccherato) e ridurre l’alimentazione (es. riso all’olio con grana padano,
bistecca ai ferri, patate bollite).
COMPLICANZE DEL TRAPIANTO DI FEGATO
Abbiamo finora sottolineato che i programmi prefissati di controlli posttrapianto sono rivolti ai pazienti che non abbiano presentato complicanze.
Sebbene il decorso postoperatorio possa evolvere senza alcuna
complicanza, realisticamente esse si possono verificare.
La comparsa di queste ultime può rendere necessaria, talora anche per
lunghi periodi, una specifica attenzione nei confronti di quanto è accaduto
e richiedere, di conseguenza, una personalizzazione del monitoraggio
clinico.
Complicanze chirurgiche
direttamente o indirettamente dall’intervento chirurgico di sostituzione
del fegato e che possono richiedere un trattamento chirurgico. Fra queste,
non citiamo tutte quelle possibili complicanze tipiche del periodo precoce
post-operatorio che spesso non sono specifiche dell’intervento di trapianto
di fegato, ma possono complicare ogni intervento chirurgico. Occorre
sottolineare che questo volumetto non ha la pretesa di essere completo
circa il grande spettro di possibili complicazioni che possono seguire un
intervento delicato come il trapianto di fegato. Verranno quindi citate
quelle complicanze che più di frequente richiedono un certo tempo per
la loro risoluzione e che quindi coinvolgono il paziente e la sua famiglia.
Con questo nome vengono raggruppate quelle complicanze che dipendono Complicanze biliari: sono relativamente frequenti e possono rendersi
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evidenti anche in tempi lontani dal trapianto. La più comune consiste in
un restringimento della cicatrice del ricongiungimento tra il dotto biliare
del nuovo fegato e quello del paziente (stenosi dell’anastomosi biliare)
che determina un ristagno della bile nel fegato con ittero e/o colangiti,
con o senza prurito e febbre. Possono essere riparate mediante reintervento chirurgico o con dilatazioni attraverso la cute o per via
endoscopica (la scelta della via migliore da seguire dipende dal caso
specifico). Più raramente si può presentare un’insufficiente cicatrizzazione
con fuoriuscita della bile all’interno della cavità addominale (deiscenza
dell’anastomosi biliare o fistola biliare interna), il che può causare febbre,
con o senza dolore, e comunque è all’origine di una raccolta biliare (vedi
sotto). Le complicanze biliari possono necessitare di un reintervento
chirurgico ma, nella maggior parte dei casi, è possibile risolvere il
problema per via endoscopica o percutanea.
cava, vene sovra-epatiche, vena porta, arteria/e epatica/he). A distanza
dal trapianto le complicanze vascolari sono di tipo occlusivo (trombosi)
o di riduzione del flusso ematico (stenosi). La complicanze arteriose,
molto spesso, portano alla necessità di un nuovo trapianto, mentre quelle
venose possono essere affrontate mediante dilatazione percutanea con
o senza posizionamento di endoprotesi.
Raccolte cavitarie: non sono infrequenti e consistono nell’accumulo
di liquido nella cavità toracica (più spesso a destra, versamento pleurico)
ovvero in quella addominale (raccolta intraperitoneale). Possono infettarsi
ed essere fonte di un’infezione generalizzata (stato settico). Devono
essere svuotate mediante puntura diretta ed eventualmente possono
richiedere il posizionamento di un drenaggio evacuativo da lasciare in
sede fin tanto che non si risolvono.
Complicanze vascolari: sono rare ma in genere gravi. Possono riguardare (Sub)occlusione intestinale: è di rara presentazione e consiste nella
uno o più dei vasi sanguigni ricostruiti chirurgicamente al trapianto (vena comparsa di dolori addominali spesso accompagnati da vomito e con
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interruzione dell’attività dell’alvo (espulsione di feci e aria). In caso di non guarisce spontaneamente, anzi, tende ad aumentare di volume e
occlusione è sempre necessario un ricovero ospedaliero ed il primo l’unica terapia è quella chirurgica.
tentativo terapeutico è sempre di natura conservativa, anche se talora
è necessario un intervento chirurgico.
Cheloidi: sono frequenti e consistono in una cicatrizzazione esuberante
della ferita a livello della pelle dove c’è stata l’incisione. La loro insorgenza
Decubiti: sono di non rara comparsa a seguito di trapianti di lunga dipende anche da alcune medicine che occorre assumere. Per non aggravare
durata ovvero di prolungata degenza in reparto di terapia intensiva. Sono il fenomeno è bene non esporre ai raggi ultravioletti (lampade abbronzanti
costituiti da ulcere della cute del dorso, in genere a livello sacrale ed ai e luce solare) la ferita nei primi sei mesi post-trapianto. L’aspetto
talloni. La loro guarigione richiede grande dedizione con medicazioni esuberante della cicatrice tende gradualmente a ridursi nel tempo.
accurate ed attenzione all’igiene personale. La risoluzione può richiedere Insensibilità della cute attorno alla ferita: è dovuta alla sezione dei nervi
tempi lunghi.
cutanei causata dall’incisione operatoria, si può verificare, ma è solitamente
transitoria.
Laparoceli: simulano un’ernia; consistono in un’insufficiente cicatrizzazione
della ferita operatoria interna con eventrazioni dei visceri addominali Complicanze mediche
verso l’esterno. La loro comparsa (non infrequente per ampie ferite) può
essere ridotta dall’impiego nei primi 4-6 mesi post-trapianto di fasce Rigetto: è quella reazione del nostro organismo che riconosce come
elastiche contenitive e da una cauta riabilitazione motoria. Il laparocele estraneo il nuovo fegato. E’ abbastanza frequente nel primo mese e
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tipicamente si presenta circa una settimana dopo dopo l’intervento.
Comunque episodi di rigetto possono insorgere anche a distanza dal
trapianto.
Nella maggioranza dei casi l’episodio di rigetto viene riscontrato sulla
base dell’alterazione degli esami del sangue relativi alla funzionalità
epatica. Talora il rigetto può accompagnarsi anche a sintomi che più
comunemente sono: astenia (stanchezza, debolezza), febbre, ittero (colorito
giallo delle sclere oculari ed eventualmente della cute; eventualmente
anche con urine scure e feci chiare).
In presenza del sospetto di rigetto è opportuno eseguire una biopsia
epatica che ha lo scopo di confermarlo o di evidenziare altre cause del
danno epatico. In presenza di rigetto può essere necessaria una modifica
della terapia immunodepressiva in corso (es. innalzamento della dose di
ciclosporina o FK506) oppure l’aggiunta di altri farmaci sia temporanea
(boli di cortisone) che per periodi più lunghi (Azatioprina, Cellcept,
Rapamune). Oggigiorno nella stragrande maggioranza dei casi gli episodi
di rigetto sono curabili, ma rimane pur sempre la possibilità teorica (in
passato anche reale) che si verfichi un grave deterioramento della funzione
del fegato trapiantato, fino alla necessità di provvedere alla sua
sostituzione mediante un ri-trapianto.
Diabete: il trapianto di fegato non cura il diabete e quindi chi ne è
affetto in fase pre-trapianto manterrà questa patologia anche a seguito
del trapianto. Inoltre alcune delle medicine che si impiegano dopo il
trapianto di fegato possono indurre la comparsa del diabete in individui
predisposti.
Qualora compaia, il diabete dopo trapianto richiede di solito l’assunzione
dell’insulina, ma nel tempo questa necessità potrebbe venir meno.
Infezioni: al fine di limitare la reazione di rigetto verso il nuovo fegato
lei dovrà assumere delle medicine che limitano la risposta immunitaria
e questo ha come rovescio della medaglia l’aumentato rischio di contrarre
infezioni. In realtà a seguito del trapianto di fegato questo rischio è
abbastanza limitato per cui non è necessario che lei si protegga
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dall’ambiente esterno (ad esempio, con una maschera che filtri l’aria che
respira).
Le infezioni possono essere di diversa origine. Per curare le infezioni
batteriche si può far ricorso ad antibiotici (tenendo conto della funzionalità
renale). Se possibile si sceglie quello più indicato a seguito
dell’individuazione del germe in questione mediante coltura (del sangue,
dell’espettorato, delle urine etc.) ed antibiogramma (test di antibiotici
verso i germi).
Per curare le infezioni virali (raffreddore, influenza, ecc) i comuni antibiotici
non sono efficaci e di norma è sufficiente ricorrere ai comuni farmaci
antipiretici per il controllo della febbre qualora ve ne sia. Peraltro per
il trattamento di malattie virali specifiche (Fuoco di Sant’Antonio, Herpes
labiale, Varicella, CMV) sono disponibili farmaci attivi da impiegarsi sotto
controllo medico. Relativamente alle temibili infezioni fungine esse sono
in genere riscontrate a seguito di accertamenti in corso di ricoveri
ospedalieri per sintomatologie mantenute per cui riteniamo non necessaria
la loro trattazione in questa sede.
Ipertrofia gengivale: la crescita eccessiva delle gengive è un fenomeno
provocato dall’assunzione della ciclosporina. Per limitare questo effetto
collaterale del farmaco è bene mantenere una scrupolosa igiene dei denti
spazzolandoli poco tempo dopo ogni pasto/spuntino. Una valutazione
stomatologica preliminare viene suggerita al fine di verificare l’eventuale
presenza di patologie (pseudo-tasche gengivali, placca e tartaro) che
richiedano uno specifico trattamento. Qualora l’ipertrofia gengivale si
presenti anche a fronte di un’adeguata igiene orale (che, ripetiamo, è
l’unica prevenzione) può essere suggerito, sotto controllo specialistico,
l’impiego di un’antibioticoterapia a cicli brevi ripetuti (es. azitromicina
500 mg 2 volte al giorno, per 3 giorni al mese, per 3 mesi). L’ipertrofia
gengivale, se non controllata, può richiedere la correzione chirurgica e,
in casi estremi, può portare a perdita dei denti.
Irsutismo ed alopecia: sia la crescita dei peli (irsutismo) che la caduta
dei capelli (alopecia) sono effetti collaterali della ciclosporina (il primo)
e dell’FK506 (entrambi). Sono in genere fenomeni transitori che tendono
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a presentarsi a seguito dell’inizio della terapia, raggiungono un culmine diarrea cronica, irritabilità senza motivi noti, sudorazione importante
alcuni mesi dopo e quindi presentano una graduale spontanea risoluzione specie se notturna, febbriciattola o febbre persistente, prurito generalizzato
nel tempo. L’alopecia può in realtà anche essere non effetto collaterale dopo la doccia o il bagno, perdita di sangue con urine, feci, o espettorato.
ai farmaci ma reazione allo stress emotivo causato dal trapianto.
Malattie cardio-vascolari: i trapiantati vengono recuperati ad una
Tumori de novo: con questo nome vengono definiti quei tumori che capacità sociale e lavorativa pari a quella dei non trapiantati e per questo
possono insorgere in tempi imprevedibili nel post-trapianto (da qualche motivo sono esposti allo stesso rischio di malattie del sistema cardiomese a decenni dopo). L’origine di questi tumori è da addebitare alla vascolare, tipico della società moderna. Inoltre i medicinali anti-rigetto
terapia immunodepressiva; nel trapianto di fegato, per il quale lo stato possono presentare effetti collaterali tali che aumentano questo rischio.
immunodepressivo è relativamente modesto, il rischio è il più basso I principi comunemente conosciuti per la diminuzione del rischio di infarto
rispetto a quello dei trapiantati di altri organi. Come sempre nel campo cardiaco sono quindi quelli da adottare: mantenere un peso corporeo
dei tumori è fondamentale riconoscerli precocemente. A tale scopo, adeguato alla propria conformazione, mantenere sotto controllo i livelli
suggeriamo di prendere confidenza con il proprio corpo al fine di riuscire di colesterolo e trigliceridi nel sangue, mantenersi attivi dal punto di
a riconoscere la comparsa di eventuali cambiamenti. In particolare vista motorio, controllare i valori di pressione arteriosa, non fumare.
suggeriamo di prestare attenzione ai seguenti fenomeni: comparsa di
tumefazioni o escrescenze cutanee nuove, calo di peso, grave debolezza Insufficienza renale cronica: nonostante i reni siano un po’ il bersaglio
non altrimenti spiegabile, dolori localizzati e persistenti, calo dell’appetito, dei due farmaci immunodepressivi, ciclosporina e FK506, l’insorgenza
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negli anni post-trapianto di un danno funzionale renale grave (da diarrea protratta per alcuni giorni prendere contatto con un medico per
necessitare dialisi) risulta relativamente raro, mentre la persistenza di eventuali controlli.
valori alterati di funzionalità renale è frequente e condiziona talora
l’introduzione di regimi terapeutico/alimentari specifici.
Complicanze neurosensoriali: sono estremamente rare ma possono
essere gravemente invalidanti. La più frequente consiste in un transitorio
danno agli arti inferiori.
Vomito/diarrea: non sono complicanze specifiche del trapianto ma a
chiunque è capitato di sperimentare malattie intercorrenti che abbiano
generato tali reazioni. Occorre qui sottolineare che sia il vomito sia la
diarrea possono alterare l’assorbimento delle medicine che vengono
assunte a protezione del trapianto. In particolare la comparsa di questi
disturbi può causare un livello minore nel sangue del farmaco
immunodepressivo e questo può essere all’origine dell’insorgenza di
episodi di rigetto. E’ quindi buona norma qualora si abbia vomito oppure
COSA SI DEVE, COSA NON SI DEVE,
COSA SI PUO' FARE
Alimentazione ed abitudini
Dopo il trapianto il paziente si sentirà progressivamente meglio e ciò,
assieme all’effetto del cortisone che può essere presente tra le medicine
suggerite, può essere di stimolo alla ricerca di un’alimentazione eccessiva
rispetto al fabbisogno. Infatti, se da un lato il malato avrà bisogno di
recuperare le energie perdute nel corso degli anni a causa della cirrosi
e a seguito del trapianto, dall’altro è bene avere chiaro che il segreto sta
nella pazienza e nella moderazione. Occorre infatti evitare di ingrassare
troppo e troppo rapidamente per non rischiare di compromettere altri
settori corporei (cuore e ossa) che possono risultare anch’essi debilitati
e che necessitano di tempo per poter farsi carico di nuove richieste.
L’alimentazione inizialmente dovrà dare una ricca quota proteica ma
anche essere di basso contenuto calorico (e quindi poco grasso). Questo
si ottiene attraverso alimenti quali: agnello magro, suino magro, pesce
magro, pollo, tacchino, legumi, formaggi magri. A causa dell’impiego di
cortisone nel primo periodo post-trapianto sarà opportuno limitare
l’assunzione di cibi dolci (caramelle, gelatine, miele, marmellata, succhi
di frutta, gelati, torte, merendine) che potrebbero favorire l’insorgenza
di diabete. Le calorie necessarie potranno essere assunte con la pasta,
il riso, le patate.
In seguito, in assenza di altre malattie (es. diabete), non vi sono restrizioni
dietetiche assolute ad eccezione dell’astensione dagli alcolici. Quest’ultima
deve essere assoluta per ogni tipo di alcolici per almeno un anno dopo
il trapianto, successivamente si potrà assumere al massimo un bicchiere
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di vino ai pasti, ma non saranno mai ammessi i superalcolici.
E’ prudente non mangiare pesce e crostacei crudi.
Si sottolinea che dopo il trapianto la ripresa dell’alimentazione, anche
con cibi che non si assumevano da lungo tempo a causa della pregressa
epatopatia, deve essere cauta e graduale. La dieta iposodica (senza sale)
consigliata in corso di cirrosi può pertanto essere sospesa, ma è comunque
buona norma non eccedere con il sale in cucina.
Bisogna fare attenzione all’alimentazione relativamente al rischio cardiovascolare, salvaguardando un corretto peso corporeo, evitando di
consumare pasti troppo abbondanti ovvero troppo calorici rispetto
all’attività fisica svolta e badare che abbiano un corretto bilanciamento
della quota proteica, di grassi e di farinacei.
Fumare è un abitudine sempre e comunque dannosa che deve essere
evitata indipendentemente dal trapianto.
Animali domestici
E’ noto che la compagnia di un animale domestico è un ottimo aiuto
psicologico. Oltre che per motivi di legge anche dal punto di vista di buon
senso sanitario è bene che gli animali domestici nella casa di un trapiantato
siano stati sottoposti alle vaccinazioni e siano periodicamente valutati
da un veterinario.
I cani in generale non sono pericolosi per il rischio di trasmissione di
malattie infettive a patto di non manipolare in prima persona le loro feci
(se si è obbligati a farlo sarà opportuno proteggersi con mascherina il
naso e la bocca ed adoperare guanti; al termine lavare accuratamente
le mani ed il viso).
I gatti possono rappresentare rischio di trasmissione di malattie infettive
(è bene non manipolare mai la loro cassetta delle deiezioni).
I criceti, i topi, le tartarughe non sono in grado di causare trasmissione
di malattie infettive, ma possono essere portatori di batteri e quindi
causare infezioni spontanee.
Occorre mantenere un’adeguata igiene del loro ambiente e una scrupolosa
attenzione alle norme igieniche nella loro manipolazione e dei materiali
a loro dedicati.
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I pesci da acquario non rappresentano alcun rischio rilevante.
Gli uccelli ed i pappagalli sono poco raccomandabili a causa del loro
elevato rischio di essere portatori di malattie infettive e dell’impossibilità
di prevenire una nebulizzazione delle loro deiezioni a seguito del volo.
Esposizione ai raggi solari
Nel corso della prima estate che trascorrerà dopo il trapianto è
sconsigliabile esporre al sole le cicatrici chirurgiche perché c’è il rischio
di un peggior risultato estetico . L’esposizione ai raggi solari dovrà
comunque essere filtrata con l’applicazione di creme ad alta protezione
per evitare scottature.
Occorre infatti ricordare che i trapiantati sono a rischio aumentato di
sviluppare tumori e fra questi i tumori della pelle rappresentano una
parte cospicua. I tumori della pelle sono da mettere in relazione
all’esposizione alle radiazioni solari e sono tanto più frequenti quanto
maggiore è stata l’esposizione solare. Aggiungiamo infatti che la credenza
che una crema ad alta protezione impedisca una abbronzatura “invidiabile”
è errata. Le creme protettive infatti non fanno altro che prolungare la
propria suscettibilità individuale alla formazione dell’abbronzatura
impedendo l’insorgenza dell’eritema solare. Le creme vanno applicate
dopo bagni/docce e comunque periodicamente durante l’esposizione al
sole.
Attività motoria
La ferita addominale impiega circa due mesi a consolidarsi, ma i muscoli
hanno bisogno di un tempo maggiore per migliorare sensibilmente il
proprio tono.
Dapprincipio è sconsigliata l’attività fisica che non sia di semplice
stiramento e spontanea contrazione muscolare senza applicazione di
forza. E’ invece utile per il recupero generale fare delle camminate in
piano, che saranno sempre più lunghe con il progredire della forma fisica.
Dopo i primi quattro-sei mesi dal trapianto è suggerita una graduale
ripresa dell’attività muscolare, che è stata spesso limitata nel corso della
durata della malattia pre-trapianto. La chiave del successo è la moderazione
50
e la determinazione, allo stesso tempo, nel raggiungimento dello scopo
prefisso: non bisogna avere fretta, ma neanche arrendersi di fronte alla
difficoltà. L’esercizio fisico è importante per recuperare la forma e
perseguire un costante progresso individuale nella ripresa generale dopo
un intervento complesso come il trapianto di fegato.
Il mantenimento di un’adeguata attività motoria è inoltre vantaggiosa
sia per mantenere un giusto peso corporeo, sia per il controllo della
pressione arteriosa. I trapiantati possono anche svolgere attività sportiva
a livello agonistico, pur sotto il controllo sanitario periodico (ci sono le
Olimpiadi dei Trapiantati!).
Attività lavorativa
Il trapianto di fegato con un buon decorso permette una completa
riabilitazione all’attività lavorativa. In realtà vi sono alcuni lavori che
espongono ad un rischio specifico il trapiantato e sono quelli che si
svolgono in ambienti caldo-umidi (es. serre di giardinaggio), in ambienti
polverosi (es. lavori di muratura e falegnameria, archivi cartacei vetusti,
ecc) e lavori noti per loro nocività (es. lavorazione dell’amianto, esposizioni
a vapori chimici, esposizioni a sorgenti radioattive, ecc.). In ogni caso si
raccomanda di non impegnare pesantemente il fisico prima di tre mesi
dopo il trapianto e di riprendere, se possibile, gradatamente l’attività
lavorativa.
Relazioni interpersonali
Ad eccezione del periodo precoce post-trapianto nel quale consigliamo,
specie nella stagione invernale, di non frequentare luoghi chiusi ed
affollati, e l’assidua frequentazione di bambini per il pericolo di
trasmissione di malattie contagiose, non vi sono restrizioni alla vita
sociale. In particolare non è consigliato l’impiego di mascherine per il
filtraggio dell’aria. Rimangono opportuni i consueti ed ovvi suggerimenti
di igiene, quali:
- Lavare le mani frequentemente e soprattutto prima di mangiare
- Non adoperare in promiscuità oggetti che entrino in contatto con il
sangue o altri liquidi organici (es. rasoio, spazzolino da denti)
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- Evitare o comunque cautelarsi dalla frequentazione di persone affette Procreazione
da malattie infettive (es. malattie esantematiche) anche stagionali (es. Per il primo anno post-trapianto è sconsigliabile la ricerca della
influenza)
procreazione in funzione dell’alto livello di dosi di farmaci che si assumono.
Sia per le donne che per gli uomini è quindi consigliato un adeguato
Viaggi
sistema di contraccezione.E’ assolutamente sconsigliato l’impiego della
Le ferie e le vacanze sono da considerarsi una medicina per il corpo e pillola contraccettiva nelle donne. Il rischio di aborto per le donne
per l’anima, ma il trapiantato deve, al pari di tante altre categorie di trapiantate e di infertilità per gli uomini trapiantati è maggiore rispetto
soggetti che devono assumere medicine cronicamente, prendere opportune alla popolazione in generale. In realtà questo dato, conseguenza delle
precauzioni:
terapie immunodepressive, non impedisce la possibilità di procreazione
- Portare con sé i documenti sanitari che riassumono la propria condizione sana da parte dei trapiantati. Nel caso si persegua l’idea del concepimento
di trapiantato con l’elenco della terapia in corso, i numeri telefonici consigliamo di effettuare una valutazione andro/ginecologica di base, in
del medico curante ovvero del centro trapianti e le medicine; modo anche da raccogliere informazioni più dettagliate.
- Se si viaggia in aereo le medicine vanno tenute nel bagaglio a mano L’allattamento naturale è sconsigliato da parte di madri che assumano
e non spedite con la valigia;
ciclosporina o FK506, e in via precauzionale è opportuno non praticarlo
- I viaggi verso paesi in via di sviluppo dovrebbero essere concordati con e chiedere il parere del pediatra.
il medico per ottenerne il consenso e discutere la migliore condotta
precauzionale.
GLOSSARIO DEI TERMINI MEDICI
Acido acetilsalicilico (Cardioaspirin): farmaco antinfiammatorio che
viene anche usato, a basso dosaggio, per “fluidificare il sangue”.
Acido ursodesossicolico (Biliepar, Coledos, Desocol, Desoxil, Deursil,
Dissolursil, Fraurs, Galmax, Lentoursil, Litoff, Litursol, Ursobil, Ursofalk,
Urdes, Ursolisin, Ursoflor, Ursacol, Ursodamor, Ursoproge, Ursolac, Ursodiol,
Ursilon): farmaco che “fluidifica” la bile.
Aciclovir (Aciclin, Aciclovir, Acy, Acyvir, Alovir, Amodiyr, Avirase, Avirix,
Avyclor, Avyplus, Avisal, Citivir, Cyicloviran Dravyr, Efriviral, Esavir, Fuviron,
Iliaclor, Immunovir, Ipaviran, Ipsovir, Neclovir, Neviran, Rexan, Riduvir,
Sanavir, Voraclor, Zovirax): farmaco anti virale.
Si usa nella profilassi delle infezioni virali.
Alopecia: caduta dei capelli.
Anastomizzare: ricongiungere con una “cucitura” ad esempio una vena
con un’altra vena.
Angiografia per via femorale (Arteriografia del Tripode celiaco e
della arteria mesenterica superiore, con studio dell’asse portale): esame
radiologico che prevede l’immissione di un piccolo tubicino nell’arteria
femorale. Questo esame consente la visualizzazione dell’anatomia delle
arterie del fegato e necessita l’impiego di mezzo di contrasto.
Arteria epatica: arteria che porta il sangue al fegato.
Ascite: presenza di liquido libero all’interno dell’addome.
Astenia: debolezza.
Bile: sostanza emessa dal fegato e scaricata nell’intestino. Permette la
digestione dei grassi.
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Bilirubina: sostanza contenuta nella bile che, quando non riesce a
scaricarsi nell’intestino o non viene secreta dal fegato, si accumula nel
sangue. Questa situazione porta all’ittero (colore giallastro della cute).
Catetere vescicale: tubo che drena le urine dalla vescica.
Cateterismo cardiaco destro con misurazione della pressione
dell’arteria polmonare: posizionamento di un tubicino nel cuore
attraverso una grossa vena del collo per misurare la pressione nel cuore.
Cheloide: rigonfiamento e arrossamento della ferita operatoria.
Ciclosporina (Sandimmun Neoral): farmaco che riduce le risposte
dell’organismo nei confronti dell’organo trapiantato (antirigetto).
Citomegalovirus: detto anche CMV. Virus che nel trapiantato viene
controllato per la maggior parte delle volte con Ganciclovir.
Coagulazione del sangue: è il frutto dell’azione di una serie di
sostanze prodotte dal fegato e dall’azione delle piastrine.
Colangiografia: esame radiologico che visualizza le vie biliari.
Colecisti: o cistifellea, “sacchettino” nel quale viene contenuta la bile.
Si asporta sempre nel fegato trapiantato e questo non determina alcun
problema.
Coledoco: struttura che permette che la bile venga trasportata dal fegato
nell’intestino.
Colesterolo: sostanza grassa che si dosa nel sangue e che deve essere
controllata periodicamente. La quantità trovata nel sangue dipende molto
dall’alimentazione.
Cortisone (prednisone, Deltacortene): farmaco che si usa nel paziente
trapiantato per prevenire e trattare il rigetto.
Decubito: lesione della pelle caratterizzata da una lenta guarigione.
Deiscenza: mancata cicatrizzazione.
Diabete: intolleranza agli zuccheri.
Ecocardiografia con misurazione della pressione arteriosa
polmonare: esame ecografico effettuato dai cardiologi, non doloroso
che consente di valutare la funzione del cuore.
Ecografia Epatica: esame che viene effettuato spesso prima e dopo
il trapianto. Consente di vedere, senza dolore per il paziente, la struttura
del fegato e le sue strutture arteriose e venose.
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Elettrocardiogramma = ECG: grafico ottenuto con il posizionamento
di “placche” o “ventose” esterne sul torace ed ai quattro arti che consente
di valutare la funzione del cuore. Registra l’attività elettrica del cuore.
Elettroencefalogramma = EEG: grafico ottenuto con
l’elettroencefalografo. Si dice “piatto” quello del donatore per la mancanza
d’attività cerebrale. E’ un esame che viene effettuato anche nel ricevente
per averlo come riferimento dopo il trapianto. Registra l’attività elettrica
del cervello.
Emoperitoneo: presenza di sangue libero all’interno dell’addome.
Emotorace: presenza di sangue libero all’interno del torace.
ERCP = Colangiopancreatografia Endoscopica Retrograda: esame
fastidioso per il paziente che consente di visualizzare la forma della via
biliare e di correggere eventuali ristrettezze dell’anastomosi. Viene
effettuato introducendo un tubo tramite la bocca nello stomaco e quindi
nel primo tratto dell’intestino (duodeno). Nel corso dell’esame viene
iniettato del mezzo di contrasto e si scattano delle lastre radiologiche.
Esofagogastroduodenoscopia = EGDS: esame fastidioso per il
paziente che consente di visualizzare le caratteristiche dell’esofago, dello
stomaco e del duodeno. Viene effettuato introducendo un tubo tramite
la bocca nello stomaco e quindi nel primo tratto dell’intestino.
Fistola: mancata cicatrizzazione interna con fuoriuscita di materiale
organico dalle sedi naturali.
FK506 (Tacrolimus, Prograf): farmaco che riduce le risposte dell’organismo
nei confronti dell’organo trapiantato (antirigetto).
Fluconazolo (Diflucan, Elazor, Biozolene): farmaco che viene utilizzato
per prevenire e curare le infezioni fungine.
Glucidi: zuccheri.
Immunodepressione: riduzione delle difese immunitarie. Nel paziente
trapiantato viene indotta con l’utilizzo dei farmaci antirigetto.
Irsutismo: crescita esuberante dei peli.
Ittero: colorazione gialla della pelle e degli occhi.
Laparocele: insufficiente cicatrizzazione dei muscoli della parete
addominale in corrispondenza della ferita operatoria con conseguente
eventrazione dei visceri addominali verso l’esterno.
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NMR (RMN) = Risonanza Magnetica Nucleare: esame radiologico
che consente di vedere la forma e la struttura degli organi interni.
Nutrizione enterale: alimentazione artificiale introdotta attraverso
un sondino naso-gastrico.
Nutrizione parenterale: alimentazione artificiale somministrata per
via endovenosa.
Omeprazolo: (Antra, Losec, Mepral, Omeprazen) farmaco che protegge
lo stomaco riducendo la produzione di acido cloridrico.
Paracetamolo: (Acetamol, Efferalgan, Levadol, Normaflu, Panadol,
Paracetamolo, Puernol, Tachipirina) farmaco andilororifico antifebbrile.
PFR = Prove di Funzionalità Respiratoria: esame che consente di
valutare le capacità respiratorie prima del trapianto. Esame non fastidioso
e non doloroso per il paziente.
Piastrine: circolano nel sangue e servono per la coagulazione.
Prograf: vedi FK506
Proteine: costituenti fondamentali dell’organismo. Si possono dosare
nel sangue.
Radiografia del torace = Rx Torace: esame radiologico che viene
effettuato spesso nel postoperatorio per valutare la presenza di liquido
o di infezione dei polmoni.
Rigetto: reazione dell’organismo verso l’organo trapiantato.
Sandimmun Neoral: vedi ciclosporina.
Scintigrafia ossea: esame non fastidioso né doloroso che consente di
individuare malattie delle ossa.
Sepsi: infezione diffusa.
Sondino naso-gastrico: tubo che attraverso il naso arriva nello stomaco.
Stenosi: restringimento che ostacola il passaggio.
Sucralfato (Antepsin, Citogel, Crafilm ,Escudo, Gastrogel, Ipagastril,
Sucrager, Sucralfin, Sucramal, Sugast, Sucrate, Sucralfato, Sucroril, Sugar,
Sugast, Suril, Ulcrast, Zenodian): farmaco che protegge lo stomaco
TAC = Tomografia Assiale Computerizzata: esame radiologico che
consente di vedere la forma e la struttura degli organi interni.
Tachipirina: farmaco antidolorifico ed antipiretico.
Trapianto di fegato diviso (Split liver): tecnica chirurgica che consente
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l’utilizzo di un fegato di un donatore per due riceventi.
Trigliceridi: sostanza grassa che si dosa nel sangue e che deve essere
controllata periodicamente. La quantità trovata nel sangue dipende molto
dall’alimentazione.
Tubo a T di Kehr: tubicino che viene usualmente inserito nel coledoco
durante l’intervento di trapianto. Viene rimosso dopo qualche mese.
Vena porta: vena che porta il sangue dall’intestino al fegato.
Vene sovraepatiche: vene che portano il sangue dal fegato al cuore.
Versamento pleurico: presenza di liquido libero all’interno del torace.
Vitamine: sostanze fondamentali per il nostro organismo. Vengono
somministrate nel primo periodo postoperatorio.
INFORMAZIONI UTILI
Come raggiungere l’Ospedale
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· Tram 12, 27 o 23, fermata Vittoria-Sforza/Augusto.
· Autobus 93, 94 o 77, fermata Policlinico.
L'Ospedale Maggiore Policlinico è situato in Via Francesco Sforza, 35 tra
Corso di Porta Romana e Corso di Porta Vittoria, a sud-est del Duomo.
Da fuori Milano
L'Ospedale Maggiore è raggiungibile:
· Dall’autostrada Milano-Laghi, Milano-Torino uscita Viale Certosa (direzione
Fiera Campionaria poi continuare verso il centro città).
Con i mezzi pubblici
· Dall’autostrada Milano-Genova: uscita per Milano Centro Piazza Maggi
· Metropolitana linea 3 GIALLA, fermata Crocetta (a circa 300 metri
(seguire la segnaletica per il centro città).
dall'Ospedale).
· Dall’autostrada Milano-Bologna: uscita per Milano Centro Piazzale
· Dall'aeroporto di Linate: Autobus 73, fermata Vittoria-Augusto.
Corvetto (proseguire verso il centro città seguendo Corso Lodi che
· Dalla Stazione Centrale FS: Autobus 60, fermata Vittoria-Augusto.
continua in Corso di Porta Romana).
· Tram 4 o 24, fermata Via Lamarmora e Corso di Porta Romana.
· Posteggio a pagamento in Via San Barnaba.
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Contatti utili
Sito dell’Ospedale:
www.policlinico.mi.it
Centralino dell’Ospedale:
0255031
Centro Trapianto Fegato:
Reparto Tel. 025503.5805-5622
Ambulatorio Padiglione Zonda
Tel. 025503.5855-5826
Ambulatorio Padiglione Zonda
Tel. 800887788
Fax 0250320554
E-mail [email protected]
Direzione Medica di Presidio
Dott. Francesco Della Croce
Tel. 025503.3254
E-mail [email protected]
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Tel. 0255033103
Fax. 0255185528
Ufficio Accettazione Amministrativa
Tel. 025503.1
Fax 025503.3811
[email protected]
Ufficio Cartelle Cliniche
Tel. 025503.3207
Fax 0255185528
61
U.O. Anestesia Rianimazione
Prof. Luciano Gattinoni
Tel. 025503.3232
U.O. Prelievo e Conservazione di Organi e Tessuti
Prof. Mario Scalamogna
Tel. 025503.4022
S.O.S
113
112
116
118
115
0277271
026690735-935
Soccorso Pubblica Emergenza
Carabinieri – Pronto Intervento
A.C.I. Soccorso Stradale
Emergenza Sanitaria
Vigili del Fuoco
Vigili Urbani - Pronto intervento
Farmacia aperta 24 ore su 24 ore Stazione Centrale
Galleria Partenze
800801185
Pronto Farmacia - informazioni
Azienda di Promozione Turistica Milanese
Informazioni e accoglienza turistica
Via Marconi, 1 (piazza Duomo)
Tel. 0272524301-2-3
Fax 0272524350
www.milanoinfoturist.com
Offrono la guida alle strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere,
disponibile anche presso la Segreteria del Servizio Sociale.
Associazione Provinciale Alberghiera di Milano
C.so Buenos Aires, 77 Tel.0258580076
Informazioni Ferroviarie
Stazione Centrale, dall’Italia Tel. 02892021 www.trenitalia.com
Stazione Nord-Cadorna Tel. 0220222 www.ferrovienord.it
62
A.T.M. Azienda Trasporti Municipali
Numero verde Tel. 800016857 dall’Italia www.atm-milano.it
Presso la segreteria del Servizio Sociale è disponibile la piantina dei
mezzi pubblici urbani
Radio Taxi Tel. 028585 - 024040 - 025353
Numero unico chiamata 14781478.1
Alitalia
Stazione Nord-Cadorna - tel. 0224992500
Informazioni e prenotazioni dall’Italia:
Tel. 8488.65643 - 8488.65642
www.sea-aeroportimilano.it
Informazioni sui voli in arrivo e partenza negli Aeroporti di Linate e
Malpensa SEA Tel. 0274852200
Collegamento per Aeroporto di Linate:
- Servizio Stam Tel. 02717106 Partenza dal Bus Terminal Stazione Centrale
p.zza Savoia.
- BUS ATM n. 73 da c.so Europa
Collegamento per Aeroporto di Malpensa:
Partenza da Stazione Nord Cadorna: Malpensa Express, Tel . 0220222.
Partenza dalla Stazione Centrale, Bus Terminal p.zza Savoia
Informazioni: Autostradale Tel. 0233910794
www.autostradale.com
Air Pullman, Tel. 0258583202
www.airpullman.com
Servizi vari dentro e fuori l’Ospedale
Servizio Religioso
La Chiesa principale, S. Giuseppe, si trova al centro dell'Ospedale tra il
Padiglione Monteggia e la Guardia II. La Santa Messa delle ore 6.00 nei
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giorni feriali, viene officiata presso la Cappella delle Suore, alla casa
delle Suore a fianco della Chiesa. In Via Pace è situata la Chiesa Maria
Addolorata.
L'orario delle Sante Messe e' il seguente:
Giorni feriali: ore 6.00 (Cappella delle Suore); ore 15.30 (S. Giuseppe)
Giorni festivi: ore 11.00 (S. Giuseppe); ore 15.30 (S.Giuseppe)
Tutti i giorni: ore 19.10 (Maria Addolorata - Via Pace)
Don Piero Cresseri è a disposizione per qualsiasi necessità 24 ore su 24
chiamando i numeri: 025503.3663 / 3677.
Per altre confessioni rivolgersi all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (U.R.P.)
al numero 025503.3103.
Servizio Bar
E' attivo un servizio Bar all’interno dell’Ospedale in Via F. Sforza, 35
presso l'ex Casa Sacerdoti.
Gli orari di apertura sono i seguenti:
- dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle ore 19.00;
- sabato, domenica e festivi dalle ore 7.00 alle ore 14.00.
Edicola
E' situata all’interno dell’Ospedale in Via F. Sforza, 35 di fronte al Bar
vicino al Padiglione Guardia II.
Servizi di ristorazione situati nelle vicinanze dell’Ospedale
All’interno dell’ Ospedale è disponibile, presso l’ex Casa Sacerdoti, in
prossimità della Chiesa, un’area di ristoro nei seguenti orari:
- dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle ore 19.00;
- sabato domenica e festivi dalle ore 7.00 alle ore 14.00.
Self-Service Ca' Sto' Presso la sede delle A.C.L.I.:
via della Signora n. 3.
Raggiungibile a piedi in 10 minuti. L’orario di apertura è dalle ore 12.00
64
alle ore 14.45 dal lunedì al venerdì.
Self-Service Poker:
piazza Santo Stefano angolo via Larga.
Raggiungibile a piedi in 10 minuti.
L’orario di apertura è dalle ore 11.30 alle ore 14.30.
Chiuso la domenica.
Ristorante Pizzeria Metropolis:
via Donizetti, 3.
Menù fisso circa Euro 10.
Raggiungibile a piedi in 15 minuti. E’ aperto tutti i giorni dalle ore 12.00
alle ore 15.00 e dalle ore 19.00 alle ore 22.30.
Ristorante Pizzeria
piazza Santo Stefano.
Raggiungibile a piedi in 10 minuti.
L’orario di apertura e dalle ore 12.00 alle ore 15.00 e dalle ore 19.00 alle
ore 23.00. Chiuso la domenica.
Autogrill Self-Service
piazza San Babila. Raggiungibile a piedi in 15/20 minuti o con l’autobus
94. E’ aperto tutti i giorni dalle ore 7.00 alle ore 24.00.
Alberghi, pensioni e case d’accoglienza
Centro di accoglienza "Beatrice Vitiello" COPEV:
Corso di Porta Romana 51, Milano
Case di accoglienza riservate ai familiari delle persone ricoverate nelle
strutture sanitarie provenienti da altre province:
tel. 0245474323-0245474324
Oasi di San Francesco
via Arzaga, 23 tel. 02416318
65
La Casa di Teddy
(Croce Rossa Italiana)
via Mac Mahon, 2
tel. 02311888
Opera Ozanam
via Motta, 4
tel. 024390354
Casa Betania "Parrocchia Sant'Eufemia"
piazza Sant’ Eufemia/c.so Italia
tel. 025503.3663
Rivolgersi ai Cappellani dell’Ospedale Policlinico
Istituto Preziosissimo Sangue
via Padre Riccardi, 5
tel. 022593344
Casa Accoglienza Suore San Vincenzo
via Poma, 30
tel. 027492550
Casa di accoglienza "Parrocchia San Protaso"
viale Murillo, 14
tel. 024980127
Casa di Accoglienza
via Saldini, 26
tel. 0270103588
via Fucini, 3
tel. 022664248
via S. Achilleo 4
tel. 0271040296
66
Suore Figlie della Chiesa
via degli Elemosinieri, 8
tel. 0226826886
Shalom
via Bonvesin de la Riva, 2
tel. 027383971
Casa di Accoglienza "Parrocchia del Redentore"
tel. 026690655
026694498
Casa dell'Unione Samaritana
via Sbarbaro, 11
tel. 026622022
Casa di Accoglienza "Parrocchia San Leone Magno"
via Carnia, 12
tel. 022890976
Lega Italiana Lotta Contro i Tumori
via Venezian, 1
tel. 0270635424
Contattare la coordinatrice sig.ra Angela Coppi.
Casa di Accoglienza "Mondo Migliore"
via C. Balbo, 25
tel. 0258296375
cell. 03394189287
Rivolgersi alla sig.ra Rita
Effatà Associazione Volontaria
via Guasta, 1 c/o Parrocchia Trinità d’Amore VIMODRONE.
tel. 0227402154 sig. Porrini
tel. 0227400730 sig. Morelli
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Casa Piergiorgio Frassati Fondazione Pro Famiglia
via Erba, 2
BARANZATE di BOLLATE
tel. 0238201091-92
Punto Amico Confraternita di Misericordia
via G.Verdi, 30
SEGRATE
tel. 022139584
ASPETTANDO LE VISITE
Due microbi si incontrano.
“Come stai?”
“Male, ho la penicillina!”
Una coccinella va dal farmacista.
“Ha qualcosa contro i punti neri?”
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“Dottore, ho una figlia che è pelle ed ossa; cosa mi consiglia?”
“Falla mangiare.”
“E da chi?”
Il dottore al paziente:
“Mi dica: quante ore al giorno dorme?”
“Solo due ore, dottore.”
La moglie al marito:
“Ma è pochissimo!”
“Caro, il dottore mi ha prescritto due mesi al mare. Dove mi porti?” “Lo so bene. Ma la notte ne dormo dodici.”
“Da un altro dottore!”
Il medico al paziente alcolizzato: “Mi raccomando, stia attento al vino!”
Una goccia di sangue caduta a terra: “Oggi non sono in vena!”
“Guai a chi me lo tocca, dottore”
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“Si metta supino.”
“Su quale pino?”
Una mela al giorno…non basta.
Il cliente al farmacista: “Vorrei una confezione di acido acetilsalicilico.”
“Vorrà dire aspirina!”
“Bravo, non riesco mai a ricordarne il nome.”
Dentista: un medico che mangia con i denti degli altri.
“Quali furono i più fedeli alleati dei Medici?”
“I …farmacisti!”
“Lo sai che l’AIDS si può curare?”
“Speriamo trovino una cura anche per l’INPS”
Trasfusione: un’operazione che va a gonfie vene.
Raffreddore: la goccia che fa traboccare il naso.
Oculista: occhio per occhio, lente per lente.
Medicina: alcune medicine sono reali, altre…supposte.
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ORIZZONTALI: 1. Sigla automobilistica di Bari. 3. Articolazione che unisce il femore
al bacino. 6. tubicino che viene usualmente inserito nel coledoco durante l’intervento
di trapianto. 7. Alimento che spesso non si deve assumere se si ha la cirrosi. 10.
Articolo singolare femminile. 11. Per quanto devo prendere l’immunosoppressore?.
14. Piccolo “laboratorio” con grandi funzioni per la nostra sopravvivenza. 15. Sigla
automobilistica di Enna. 16. Sigla automobilistica di Sassari. 18. Un trapianto di
fegato dura meno di 6 ore? 21. Farmaco che riduce le risposte dell’organismo nei
confronti dell’organo trapiantato. 23. Esame che viene effettuato spesso prima e
dopo il trapianto. Consente di vedere, senza dolore per il paziente, la struttura del
fegato ed in particolare le strutture arteriose e venose. 27. Si dice “piatto” quello
del donatore.
VERTICALI: 1. Sostanza emessa dal fegato e scaricata nell’intestino. 2. Al loro
interno il sangue venoso. 3. La bocca quando si ha sete. 4. Le prime di Aspirina. 5.
Sigla automobilistica di Caserta. 8. Quella epatica porta il sangue al fegato. 9.
Articolo femminile plurale. 12. Extraterrestre. 13. Malattia.14. Il 506 è un farmaco
antirigetto. 16. Le iniziali di Connery. 17. Contrario di no. 18. Sigla automobilistica
di Novara. 19. Termine medico per indicare che il farmaco deve essere preso per
bocca. 20. La sigla di tomografia assiale computerizzata. 22. Associazione, alleanza
di natura politica o sociale. 23. Le prime due della sigla di Elettrocardiogramma.
24. Le prime due di un liquido che danneggia il fegato 25. Articolo maschile singolare.
26. Le ultime del plurale di biopsia.
RINGRAZIAMENTI
Tutto quello che noi medici facciamo per i pazienti è consentito dalla
generosità dei donatori d’organo.
Grazie.
Ringrazio il dott. Stefano Gatti che ha ideato e realizzato, con la collaborazione del dott. Lucio Caccamo, il volume. Ringrazio anche il prof. Giorgio
Rossi e il dott. Paolo Reggiani, per aver contribuito alla stesura, ed i dott. Umberto Maggi, Ernesto Melada, Giovanni Paone, Francesca Agnelli, Luisa
Caspani, Elisa Colombo, Francesca Donato, Daniele Mascheroni e Angelo Sangiovanni per l’attenta revisione.
Luigi Rainero Fassati
Un grazie di cuore agli amici che, regalando la loro arte, hanno consentito di illustrare questo volumetto.
Grazie anche agli amici dell’Ultima Spiaggia di Capalbio per i preziosi consigli.
Ed infine grazie a Federica Gatti ed Elena Caccamo per l’ideazione del capitolo “Aspettando le visite”
Stefano Gatti
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DISEGNI E FOTOGRAFIE
A pagina 2 disegno di Fabio Vettori
E’ nato nel 1957 a Trento dove vive e lavora. Nel 1978 si è diplomato
geometra e nel 1976, mentre frequentava la scuola, è diventato Maestro
di sci. Professione questa che gli ha permesso di coltivare la sua grande
passione per il disegno: d’inverno insegnava ed il resto dell’anno disegnava.
E’ del 1982 la prima mostra; da allora molte altre si sono succedute in
diverse città italiane e nelle località turistiche dolomitiche. Nel 1985 inizia
la vendita dei suoi primi poster e biglietti d’auguri in Italia. Nel 1995
nasce la società che tutt’ora produce e commercializza tutti i prodotti in
Italia ed all’estero.
Ha collaborato con diverse aziende italiane ed estere per la realizzazione
di prodotti, anche personalizzati (poster, biglietti di auguri, cartoline,
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puzzle, agende, calendari, rubriche, T-shirt, orologi, pupazzi, etc)
A pagina 4 disegno di Fabio Vettori
A pagina 8 disegno di Franco Cheli
Nato a Chiari il 17 settembre 1939, si diploma in scenografia all’Accademia
di Brera dove attualmente è titolare della cattedra di Scenotecnica. Vive
a Milano dove svolge la professione di scenografo alternandola con la
progettazione realizzativa di scenografie per vari settori dello spettacolo
(Rai, Mediaset).Artista e scenografo, agisce come un artefice rinascimentale
che non si occupa solo della grande opera d’arte, ma disegna anche i
costumi, i tessuti e le scenografie per il suo mecenate.Collabora con
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numerosi pittori e scultori; il suo studio nel centro di Milano è luogo
d’incontro per Artisti provenienti da ogni parte del mondo. Come scultore
ha ripreso l’attività nel 1990 partecipando a tutte le manifestazioni
organizzate dall’Accademia di Brera.
presente in due mostre: “Innesti Contemporanei” - Galleria Vittorio
Emanuele – Milano e “La maniera moderna del Rosso Fiorentino e la
pittura di oggi” - Museo Sandro Parmeggiani - Cento. Di lui hanno scritto
Raffaele De Grada, Vittorio Sgarbi, Fabrizio Dentice e Roberto De Feo.
A pagina 16 disegno di Adriano Pompa
Adriano Pompa è nato a Roma nel 1965. Figlio d'arte va a bottega dal
padre Gaetano nel 1989 ed esordisce alla galleria Rondanini di
Roma. Si trasferisce a Milano agli inizi degli anni ‘90 dove attualmente
vive e lavora; è sposato con Barbara e ha due figli (Lucrezia ed Alessandro).
Prosegue l'attività espositiva con personali (1991 - galleria
Benassati – Modena; 1994 - studio Panicati – Milano; 1998-galleria
l'Indicatore - Roma; 1999 - teatrino Gonzaga - Olgiate Olona; 1999 galleria Antonia Jannone - Milano) e collettive a Parma , Varzi, Milano,
Piacenza (2002 - Surrealismo Padano - Palazzo Gotico), Trieste(2002 Arte Fantastica in Italia Museo Revoltella) e Duesseldorf (2002 - gallerie
Horst Schuler - con il fratello Lorenzo e opere del padre). Nel 2003 è
A pagina 22 disegno di Franco Rognoni
Franco Rognoni nasce a Milano il 20 settembre 1913. Frequenta le scuole
tecniche di tessitura e quindi la Scuola superiore d’Arte applicata del
Castello Sforzesco. Fin dal 1934 collabora come disegnatore a importanti
riviste e quotidiani. Nel 1938 espone in personale a Milano. Durante la
guerra si trasferisce a Luino, sul Lago Maggiore dove ha possibilità di
concentrarsi sul lavoro creativo.
Incisioni, illustrazione di libri, collaborazione a diversi periodici lo
mantengono in rapporto con editori e collezionisti. Dopo la Liberazione
torna ad abitare a Milano. Disegno e pittura trovano nuovi impulsi. Un
alternarsi di motivazioni tematiche ed espressive, che conduce in modo
appartato, nella scelta di portare avanti un proprio discorso antiaccademico
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che può realizzare liberamente solo all’interno di personali esperienze.
Nel 1953 una personale a Milano presentata da Guido Ballo.
Nel 1957 la Rai TV lo invita in qualità di artista a creare scenografie e
costumi, attività che svolge anche alla Piccola Scala e a La Fenice di
Venezia. Negli anni Cinquanta l’artista si lega in esclusiva alla Galleria
dell’Annunciata di Milano che organizzerà sue mostre in Europa.
Negli anni Sessanta si moltiplicano le esposizioni personali ed è sempre
molto intenso il lavoro per l’editoria.
Le sue amicizie si contano soprattutto fra i letterati e i musicisti: Riccardo
Malipiero, Vittorio Sereni, Piero Chiara, Dante Isella. Dipinge quattro
grandi tele con le gesta di Ulisse per la turbonave Michelangelo. Negli
anni Settanta e Ottanta le mostre personali sono altrettante antologie
di un discorso che si fa incisivo sull’uomo e il suo ambiente, la città, che
lo trasforma e lo fa sentire sempre più estraneo.
L’artista muore a Milano l’11 marzo 1999.
A pagina 28 disegno di Franco Rognoni
A pagina 38 disegno di Tiberio Colantuoni
Tiberio Freemann Colantuoni Trevelyan nasce a Roma il 20 maggio 1935.
Si diploma presso la scuola d’arte ceramica di Civitacastellana e per
cinque anni lavora come pittore ceramista. Nel ‘53 frequenta il cartoonist
Benito Jacovitti che gli dà consigli per intraprendere tale attività. Si
trasferisce a Milano, frequenta l’Accademia di Brera e inizia a disegnare
episodi della serie “Cucciolo”, “Sfortunino” di cui è anche l’autore,
“Maramao” e “Sceriffo Fox”. Nel ‘55 crea “Bongo” che disegna tuttora,
e realizza storie e disegni per “Felix”, “Braccio di ferro” e “Pinocchio”.
Nel ‘74 crea “Big Tom” che viene pubblicato sul Corriere dei Piccoli. E’
autore della strip “Prato e asfalto” per lo studio Bierreci. E’ attualmente
uno dei disegnatori dello staff italiano della Disney con al suo attivo
alcune storie per Topolino. E’ autore di vignette umoristiche per "il Giorno"
ed illustrazioni per le enciclopedie Mondadori.
A pagina 46 fotografia di Antonia Mulas
Da sinistra a destra il prof. Luigi Rainero Fassati (attuale direttore del
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Centro), il prof. Thomas E. Starzl e il prof. Dinangelo Galmarini nel Teatro (Fondazione Antonio Ratti di Como).Ha esposto per la prima volta sue
Anatomico, Palazzo del Bo' (PD).
opere alla Galleria delle Ore di Milano nel maggio 1962, e da allora ha
tenuto più di sessanta mostre personali e ha partecipato a premi e a
A pagina 52 disegno di Fabio Vettori
rassegne collettive in Italia e all'estero. Nel 1980 la Regione Lombardia
ha ordinato (Palazzo Bagatti Valsecchi a Milano) una sua personale di
A pagina 58 disegno di Giuliano Collina
circa centotrenta opere (prefazione del catalogo di Roberto Sanesi).
Giuliano Collina è nato a Intra (VB) il 9 dicembre 1938. Dal 1944 risiede L'Assessorato alla Cultura del Comune di Como ha promosso un'antologica
a Como. Dopo la maturità artistica presso il Liceo Artistico di Brera di più di cento titoli. Nel 1989 l'Associazione PSAS (Pittori Scultori Architetti
(Milano), si diploma sempre a Brera. Collina ha insegnato disegno e storia Svizzeri) ha patrocinato a Locarno una sua personale (presentazione di
dell'arte al Liceo Scientifico di Como ed è stato titolare delle cattedre di Enrico Crispolti). Nel 1998 ancora Enrico Crispolti ha presentato, per
pittura e tecniche pittoriche presso l'Accademia di Belle Arti "Cignaroli" l'Assessorato alla cultura del Comune di Como, quaranta dipinti di grandi
di Verona. Quindi ha insegnato pittura all'Accademia "Aldo Galli" di Como; dimensioni (Uomini e angeli). Nel 2000, per le Edizioni Pifferi di Como,
oggi collabora con l'architetto Mario Botta al suo corso presso l'Accademia è uscito un volume dal titolo La città dipinta con 110 carte disegnate,
di Architettura dell'Università della Svizzera italiana di Mendrisio e dipinte e scritte da Giuliano Collina. Più recente è la rassegna dal titolo
insegna storia dell'arte contemporanea al Corso di laurea in Scienze dei Le cose dipinte (patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del comune di
Beni e delle Attività Culturali presso l'Università dell'Insubria di Como. Como) tenuta negli spazi di San Pietro in Atrio in Como. Nel corso della
Ha diretto con lo scultore Francesco Somaini il "Corso Superiore di Disegno" sua attività, Giuliano Collina ha realizzato alcune opere pubbliche: fra le
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altre, un affresco sul tema dell'Apocalisse nella chiesa del Cimitero
Maggiore a Como; un grande dipinto murale sul tema del Giorno di festa
nel Cotonificio di Solbiate Olona; una tempera murale nella Scuola
Elementare di Sagnino nei pressi di Como e, in occasione della XVIII
Triennale di Milano un grande "quadro" dal titolo La Piazza. Negli ultimi
anni, Collina si è dedicato alla scultura, realizzando monumenti in bronzo
e in acciaio per spazi pubblici e privati. Da qualche anno Giuliano Collina
collabora con i quotidiani comaschi pubblicando articoli di critica d'arte;
ultimamente tiene una rubrica settimanale su La Provincia di Como dal
titolo Le parole dipinte.
A pagina 68 disegno di Tiberio Colantuoni
A pagina 72 disegno di Franco Cheli.
A pagina 74 opera di Giovanni Saint-Just.
Il pittore, scultore, progettista di giardini, collezionista di alberi, piante
e animali, vive ed opera per lo più in Maremma, verso il mare. Nel suo
terreno ha costruito una sorta di casa realizzata con balle di paglia, idea
insieme bizzarra e poetica come del resto è lo stesso artista, che ama
girare quasi sempre a torso nudo.
Philippe Daverio lo inserisce in un filone artistico che definisce alternativo,
reale, rurale, legato alla cultura e alla natura del territorio.
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Gli eventuali aggiornamenti del volume saranno disponibili sul sito Internet: http://www.policlinico.mi.it/trapiantofegato
Progetto grafico CRM S.r.l. - www.crm.it
Stampa Lucini officina d'arte grafica - Milano
Finito di stampare nel mese di gennaio 2004
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