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Ascoltando il silenzio

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Ascoltando il silenzio
Ascoltando il silenzio
The sound of silence
Le nostre orecchie sono, ogni giorno di più, inquinate da rumori
incessanti ai quali sembriamo tristemente rassegnati: automobili,
lavori in corso, voci sempre più alte, televisione sempre accesa …
Allontanandoci dai centri abitati e proseguendo verso il Monte
Tezio, incontrando il suono piacevole dell'acqua che scorre o la
tranquillità di un bosco con il rumore delle foglie mosse dal vento,
raggiungeremo luoghi dove si potrà assaporare uno dei beni più rari
e preziosi del nostro tempo: il silenzio.
Our ears are getting more and more polluted by incessant noises to which
we seem to be sadly resigned: cars, works in progress, voices louder and
louder, television always on … Leaving the town and going towards
Mount Tezio we will meet the pleasant sound of water which runs or of
leaves shaken by the wind in the stillness of a wood. And we will reach
places where to savour one of the rarest and most precious gifts of our
times: silence.
Conservone vecchio (la copertura a volta riflessa sull’acqua)
Old Conservone
Acquedotto e conservoni di Monte Pacciano
Ai resti dell'antico acquedotto medievale di Monte Pacciano, da cui un tempo giungeva l'acqua alla Fontana Maggiore, si arriva prendendo la strada bianca che attraversa un agriturismo, appena fuori l'abitato di San Marco, che si trova a circa 5 km a
nord-ovest dal centro di Perugia.
Dopo una breve passeggiata tra campi e frutteti, le arcate dell'acquedotto, ricoperte
di rampicanti, quasi ci sorprendono, mostrandosi all'improvviso tra la folta vegetazione.
Pur essendo appena fuori dal centro abitato, il luogo è incredibilmente quieto e
silenzioso. In sottofondo, il gorgoglio dell'acqua di un ruscello rende lo scenario
perfetto.
Risalendo la strada bianca verso il centro abitato di San Marco, si segue la Strada dei
conservoni per circa 2 km e si giunge appunto ai conservoni, antiche cisterne di raccolta dell'acqua, situati in un punto da cui si scorge un bel panorama e circondati da
un'area boschiva in cui è stata realizzata una rete di percorsi pedonali e di aree di
sosta attrezzate.
Uno dei conservoni è antichissimo e risale al XIII secolo (Conservone Vecchio); un
altro, più recente, è stato invece realizzato nel 1883. Nei conservoni viene convogliata l'acqua di diverse piccole vene.
Quest'acqua rappresentava una preziosa scorta per periodi di emergenza e siccità.
L'acqua, bene prezioso e vitale, qui ha sempre avuto un suo custode, che vegliava
affinché non fossero compiuti sabotaggi o avvelenamenti.
Il primo custode fu un eremita che abitava in una modesta capanna, divenuta poi
una più solida casa in pietra, nella quale, sempre con funzione di custodi, si succedettero dei frati e, in tempi più recenti, dei contadini che lavoravano le terre circostanti. All'interno della costruzione, oggi restaurata, si trova l'accesso al Conservone Vecchio.
The Aqueduct of Monte Pacciano and Conservoni
Passing by a farmhouse just outside the built-up area of San Marco, you get to the remains
of the ancient medieval aqueduct of Mount Pacciano, now inactive for more than two
hundred years, but whose water once reached the Fontana Maggiore in Perugia.
After a short walk across fields and orchards, the arches of the aqueduct, covered with
climbing plants, almost surprise us, suddenly showing themselves in the depths of the vegetation.
Though it is just outside the built-up area, the place is incredibly quiet and silent. In the
background, the gurgling of a stream makes the lanscape perfect.
Climbing up the built-up area of San Marco, you go along the Strada dei Conservoni, to
get then to the “Conservoni” (“reservoirs” where water is collected), set in a place from
which you can see a wonderful parorama, surrounded by a wooded area where a net of
paths easily practicable and stop areas with facilities have been made.
One of the conservoni is very old and dates back to the thirteenth century (Old Conservone). Another one, more recent, was made in 1883. In the biggest conservone the water
of many little springs is piped. This water is still a precious supply in case of emergency or
drought.
Water, precious and vital element, has always had a watchman here to protect it from
poisoning or sabotage. The first one was a hermit who lived in a plain hut which was then
turned into a solidly built house where, always as watchmen, some friars and then some
peasants, who cultivated the surrounding land, followed one another.
Inside the house, now restored, there is the entrance to the Old Conservone.
Cenerente
Dall'abitato di San Marco si prosegue in direzione Colle Umberto, lungo la strada
provinciale SP170, per giungere, dopo 3 km, a Cenerente.
Qui si torna, momentaneamente, ai rumori della vita quotidiana, anche se, nonostante la strada piuttosto trafficata che l'attraversa, in questo piccolo borgo si ha
comunque l'impressione di vivere ad un ritmo che non è ancora quello frenetico del
nostro tempo. Tra le auto in sosta fuori dal piccolo ufficio postale, riusciamo ancora
ad immaginare il cambio dei cavalli delle corriere che qui aveva luogo, tuttora testimoniato dagli anelli sul lato di palazzo Massini, un bell'edificio cinquecentesco a
lungo appartenuto alla celebre famiglia omonima e successivamente ospedale tenuto dalle suore e poi acquisito dal Duca della Corgna.
Cenerente
From San Marco you go towards Colle Umberto and you get to Cenerente after 3 Km.
In Cenerente you temporarily come back to the everyday noises, but despite the road
rather traffic-congested which crosses this small village, you still have the impression to
live in rhythm not yet so hectic like the one of our time, so much so that, among the parked
cars outside the post office, we can imagine the change of horses of the courier service that
took place here. It is still witnessed by the evident rings at the side of the beautiful sixteenthcentury Massini palace , once hospital of nuns and then bought by the Duke della Corgna.
Castello dell'Oscano
Da Cenerente si prende a destra in Strada Forcella seguendo le indicazioni Montenero-Migiana, percorrendo la strada che costeggia la proprietà del Castello dell'Oscano.
Il castello, costruito nel XIX secolo, è situato ai piedi di una collina boschiva e si
trova all'interno di un parco rigoglioso che ospita sia piante autoctone che esotiche,
come cedri del Libano e sequoie. Nei pressi del castello è inoltre possibile ammirare
un leccio plurisecolare, con una chioma di circa 20 metri di diametro.
All'ingresso del giardino, di fronte all'entrata del castello, la scritta “silenzio” ci
risulta particolarmente gradita ed un sottofondo silenzioso ed estremamente rilassante ci accompagna in ogni angolo ed in ogni splendido locale del castello, sino al
terrazzo che si trova tra le torri con il suo ampio e distensivo panorama.
Castello dell'Oscano
The Castle of Oscano
Chi visita il castello dell'Oscano ne ammirerà sicuramente la sontuosità e l'eleganza
delle stanze, ma resterà particolarmente colpito dalla splendida biblioteca, nella cui
quiete si respira un'atmosfera incredibilmente suggestiva.
Poco distante dal castello sorge la dépendance, chiamata Villa Ada in onore dell'omonima contessa Telfner, che qui usava invitare l'aristocrazia perugina ed organizzare incontri culturali con letterati ed altri artisti sia italiani che stranieri.
The Castle of Oscano
You turn on the right following the direction Montenero-Migiana, going down the road
which runs the castle named after the near river Oscano.
The castle, built in the XIX century, is situated at the foot of a wooded hill inside a lush
park which contains both autochthonous and exotic plants, like cedars of Lebanon and
sequoias. Nearby the castle it is possible to admire an ancient ilex with a foliage which is
about twenty metres across.
At the garden entrance, which leads to the castle, the sign Silenzio (Silence, Be quiet
please) sounds particularly pleasant and a silent and restful background follows us in
every spot of the wonderful castle up to the terrace among the towers, where to admire a
wide relaxing view.
The visitor of the Castle of Oscano will surely admire the sumptuousness and the elegance
of the rooms, but especially the splendid library with its quietness where you can breath an
atmosphere incredibly evocative.
Not far from the castle, the outhouse Villa Ada stands, named after the countess Ada
Telfner who used to invite here the aristocracy of Perugia and organize cultural meetings
with men of letters and other artists both Italian and from abroad.
Il castello dell'Oscano fu teatro di veri e propri duelli come quello, nel 1895, tra il
conte Vittorio Cesarei e il signor Placido Ciucci, a causa di un diverbio avvenuto in
un bar.
The castle also witnessed real duels, like the one in 1895 between the Count Vittorio
Cesarei and Mister Placido Ciucci because of an argument the two had in a bar.
i
Il Castello dell'Oscano può essere visitato chiedendo informazioni al
numero 075 58.43.71.
To visit the Castle of Oscano, please call for information +39 075 58.43.71
Colognola
Tornati sulla strada asfaltata si prosegue in direzione Montenero-Migiana costeggiando il torrente Oscano e, dopo meno di 1 km, in corrispondenza di una fonte,
sulla sinistra, troviamo una strada sterrata che conduce, dopo 2,3 km, a Colognola.
Colognola è un tipico borgo rurale oggi semideserto, le cui abitazioni circoscrivono
un ampio spiazzo sul quale è facile immaginare una vita agreste e tranquilla, con
bambini che giocano tutto il giorno all'aria aperta, cani e gatti che sonnecchiano e
vari animali da cortile che gironzolano indisturbati.
Proprio al centro della piazza, un'acustica particolarmente ovattata ci fa assaporare
il caratteristico suono del silenzio che esclude qualsiasi nota che non provenga
Legenda / key to symbols
E45
Strada principale / main road
Strade secondarie / secondary road
Fiume Tevere / the Tiber river
Inseriti in altri itinerari
Included in other routes
Borgo rurale
Village
Siti storici-archeologici
Historical-Archaeological sites
Castello
Castle
Parco
Park
Eremo
Hermitage
Chiesa
Church
Tomba del
Pa
Villa del Colle del Cardinale
S. Giovanni del Prugnet
Comune di Perugia
Umbria
Corciano
Umbertide
Pierantonio
Ascagnano
Faggeto
antano
to
S. Angelo di Chieli
Antognolla
S. Giovanni del Pantano
Pieve S. Quirico
Neviere del Tezio
Maestrello
Migiana di
Monte Tezio
Monte Tezio
Castello di Procoio
Compresso
Castello di S. Giuliano
S. Lorenzo
di Montenero
Romitorio
del Tezio
Colle Umberto
Colognola
Canneto
o
Ponte Pattoli
S. Lorenzo
della Rabatta
Castello
dell'Oscano
Conservoni
Cenerente
Acquedotto
Monte Pacciano
San Marco
Perugia
Ponte
Felcino
Pretola
dalla natura. Il borgo, circondato da uliveti ben curati, è immerso nel panorama
rasserenante e quieto che si stende intorno al Monte Tezio.
Colognola
After less than 2 km from the Castle of Oscano, towards Montenero-Migiana, near a
spring on the left, there is a dirt road that leads to Colognola after 2,3 km.
Colognola is a typical rural village, whose buildings circumscribe a wide open space,
where it is easy to imagine a calm and rustic life, with children who play all the day
outdoor, cats and dogs that doze and the poultry which strolls about undisturbed.
Right in the centre of the square, the acoustics particularly muffled make us savour the
characteristic sound of silence excluding every note which doesn't come from nature.
Surrounded by well tended olive groves, Colognola is immersed in the cheering and calm
panorama which stretches as far as Mount Tezio.
Il romitorio di Monte Tezio
Tornando indietro verso la strada asfaltata si prende a sinistra per MonteneroMigiana, si segue l'indicazione “Romitorio – Eremo del XIII sec.” e si prosegue per
circa 2 km lungo una strada che attraversa il bosco, fino a trovare un'altra indicazione sulla sinistra ed un'altra ancora dopo 1 km sulla destra: da qui parte una strada bianca che sale, per 1 km circa, e termina al Romitorio.
L'antico eremo, allo stato di rudere fino al 2000, è stato sapientemente restaurato,
recuperandone la struttura ed i materiali originari.
Qui tutto tace e gli animi si quietano in perfetta armonia con la natura che lo circonda, nella quale spiccano bellissimi castagneti con delle eccezionali piante secolari. Di grande fascino ed interesse è la chiesetta, oggi sconsacrata, ristrutturata ed
arredata in modo da valorizzarne le potenzialità evocative.
Essa si compone di due ambienti, che comunicano tra loro tramite una piccola porta: la chiesetta, coperta da un tetto a travi in legno e pianelle, ed il presbiterio che
presenta una copertura a volta. Sul pavimento sono inserite delle pianelle che disegnano una grande croce, sotto il centro della quale, incastonata nella terra, si trova
una roccia di quarzo bianco.
Ciò lascia supporre che la scelta dell'ubicazione della chiesa non fu casuale e forse si
tenne conto proprio della presenza di questo minerale al quale viene attribuita una
forte energia mistica e meditativa, ancora oggi ricercata ed apprezzata da persone
che qui giungono anche da oltreoceano.
Il Romitorio, costruito dai monaci camaldolesi nel 1214, divenne sede di un monastero di clausura nel 1258.
Le monache, dal presbiterio, assistevano al rito attraverso un'apertura chiusa da
una grata. L'altare in pietra è a ridosso della parete e rivolto verso Oriente e tutta
l'area riservata al celebrante è rialzata rispetto a quella dei fedeli.
Lungo tutto il perimetro vi sono delle panche in pietra ed è curioso notare come
quelle poste sul lato sud, rivolto verso il cortile interno, siano molto più usurate di
quelle sul lato opposto, a nord, scoperto e quindi molto più freddo e meno gradito
alle persone che andavano a messa.
Nella chiesetta è stata ritrovata anche un'antica campana in bronzo, solo in piccola
parte danneggiata dai bombardamenti subiti da questa zona durante la seconda
guerra mondiale.
The hermitage of Mount Tezio
Coming back to the asphalt road, you turn left towards Montenero-Migiana and follow
the sign “Romitorio di Monte Tezio, Eremo del XIII secolo” (hermitage of the thirteenth
century) and you go on for about 2 km along the road which crosses the wood until you
find another sign on the left and another one after 1 km on the right: from here a dirt road
originates and climbs up for about 1 km ending to the hermitage.
The old hermitage, in ruins up to 2000, has been masterly restored, obtaining the original
structure and material.
Here everything is silent and the souls are calmed down in perfect harmony with the
sourrounding nature where beautiful chestnut woods with some extraordinary ancient
trees stand out. The little church, today deconsecrated, restored and furnished in such a
manner to enhance the evocative potential, has great charm.
It consists of two parts which communicate through a little door: the church, with wooded
roof beams and flat tiles , and the presbytery which has a vaulted structure. It presents
such architectural accuracy and refinement that we presume the person who took care of
its construction should be particularly learned for questions like these. On the floor, some
flat tiles are inserted to draw a big cross, under whose centre, set in the ground, there is a
white quartz rock. It suggests that the choice of the location of this church was not a chance
since to this mineral was attributed a strong mystic and meditative energy, still researched
and appreciated even by overseas tourists. In 1258 the hermitage became the seat of a
cloister convent which housed about eighteen nuns, who were present at the ceremonies
through an opening covered with a grating.
The stone altar is close to the wall and facing east. All the area for the celebrant is raised
compared to the one of the believers.
Along all the perimeter there are stone pews and it is funny to notice how the ones set
towards south and the inner yard, are more worn than the ones at the opposing side, northfacing, exposed and therefore far colder and less appreciated by the attendants.
In the little church an ancient bronze tower bell has been found, just little damaged by the
bombardments suffered in this area during the Second World War.
i
Il romitorio può essere visitato, chiedendo informazioni allo 075 69.08.59
To visit the hermitage please call for information call + 39 075 69.08.59
Itinerario a piedi / Walking route
Le neviere di Monte Tezio
Questo itinerario si può concludere con una passeggiata nel parco naturale di
Monte Tezio, fino ad un altro luogo antico, ameno e silenzioso: le neviere.
Tornati a Cenerente, si raggiunge Colle Umberto, alla fine dell'abitato si trova, sulla
destra, il bivio per Compresso. Seguendo la strada asfaltata si arriva al parco naturale di Monte Tezio.
La camminata per raggiungere “le neviere” richiede un tempo medio di circa
un'ora. Superato il passo pedonale che affianca il cancello del Parco, si percorre il
primo tratto di strada di circa 500 metri che si inerpica fino a raggiungere uno spiazzo con sedili in legno, dove sorge una piccola costruzione della Comunità Montana.
Alla sua sinistra, risaliti alcuni gradini, inizia il sentiero n° 3 o delle neviere che, con
pendenza quasi costante, risale la costa occidentale del monte.
Dopo un chilometro e mezzo, in salita, si raggiunge la recinzione aperta che delimita l'area boschiva. Poco dopo, il sentiero finisce nel prato sommitale, percorrendo il
quale, verso destra, si giunge sulla cima. Continuando ancora sul prato, in leggera
discesa, appaiono sulla destra i ruderi delle neviere. Queste erano costruzioni simili
a grotte artificiali, nelle quali durante l'inverno veniva introdotta e costipata la
neve da utilizzare poi durante la stagione calda per conservare e raffreddare cibi e
bevande, ma anche per necessità mediche.
Sul fondo della neviera veniva sistemato uno strato di fascine drenanti, sul quale
veniva adagiata e costipata la neve raccolta nelle vicinanze e trasportata con carri e
carriole.
La neve non era posta a diretto contatto della parete, ma isolata termicamente da
questa per mezzo di un grosso cordone di paglia del diametro di circa 20 cm.
Tra il cordone e la parete venivano inserite delle foglie di noce, raccolte in estate,
per evitare fermentazioni o muffe.
La neve era poi protetta superiormente da una sorta di materasso di paglia. I prelievi di ghiaccio si effettuavano tagliando la massa compatta con una piccola scure.
Il ghiaccio veniva utilizzato in estate per realizzare dei sorbetti e tenere in fresco le
bevande, ma anche per conservare alcuni prodotti alimentari.
Neviere di Monte Tezio
This itinerary could continue with a walk in the nature reserve of Mount Tezio, at an
ancient, pleasant and silent place, the Neviere (from the word neve that means “snow”)
Back in Cenerente, you go on towards Colle Umberto and you pass it and turn right
towards Compresso. The entrance to the Nature Reserve of Mount Tezio is after 3,5 km.
Walking to the Neviere takes about one hour. After the pedestrian crossing next to the
Reserve, you walk for about 500 metres uphill till a clearing with some wooden benches,
where a small building of Comunità Montana stands. On its left the path number 3, or
“Neviere path”, starts and goes up the west side of the mount which is covered with reforestation vegetation. After 1,5 km uphill you reach a fence that marks the boundary of the
reforestation area. Shortly after, the path ends in a meadow which leads you to the top of
the mountain. You go on walking along the meadow a little downhill and you will see the
remains of the Neviere on your right. The Neviere buildings were made to preserve snow
and ice collected in winter and to be used to preserve and cool food and drinks in spring and
summer, and even for medical needs.
At the bottom of the Neviera a layer of draining faggots was put, on which there was snow
picked and packed down in the neighbourhood and carried with carts and wheelbarrows.
Snow was not at direct contact with the wall, but it had heat insulation through a big straw
cord which was about twenty centimetres across. Between the cord and the wall some
walnut leaves were inserted and they were picked in summer to avoid fermentation and
mildew. Snow was then protected upperly by a sort of straw mattress.
Collecting ice was possible by cutting the solid mass with a little axe.
Ice was useful to prepare sorbets in summer and to keep drinks cool but also to preserve
some food.
Some experts have pointed out that this Neviera is oddly facing south rather than north,
which sounds a little strange, given its function. So they have assumed this building could
have some further purpose, still unknown. This makes the peaceful and quiet Neviere
quite a mysterious place.
Castagni secolari del Monte Tezio
Ancient Chestnut Trees of Mount Tezio
ASSOCIAZIONE
MEDIA VALLE DEL TEVERE
G.A.L.
GRUPPO
AZIONE LOCALE
ALTA UMBRIA
TRASIMENO-ORVIETANO
Comune di Perugia
Assessorato al turismo
Realizzato con il contributo dell'Unione Europea
Iniziativa Comunitaria Leader Plus
Realized with EU contribution
EU Enterprise Leader Plus
Unione Europea
Regione Umbria
Progettazione e realizzazione
Design and production
leZucche
Revisione / Editing
Maria Paola Barlozzini
Testi a cura di / Text by
Lucia Maggi
Traduzioni a cura di / Translation by
Elena Merlini, Lucia Maggi
Tutti i diritti sono riservati. Vietata la riproduzione
All rights reserved
Stampa Petruzzi - Città di Castello
Novembre 2007
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