Comments
Description
Transcript
(a chi se le può permettere)
n. 80 mensile di informazione in distribuzione gratuita BUON€ VACANZ€! (a chi se le può permettere) Sulla disintegrazione dell’euro pag. 6 Medici fannulloni pag. 12 Augusto Ferrante pag. 26 SOMMARIO n. 80 3 L’A(u)sl di Teramo allo sbando 4 Solo una domanda 5 La notte Tercas è finita 6 Sulla disintegrazione dell’Euro 8Fuoriclasse 9 Raimondo Micheli 10 Teramo Culturale 11 L’Università si sta spegnendo 12 Medici fannulloni 14 L’Altro e l’’oltre 15 Dura Lex sed Lex 16 Giandonato Morra 18 La Notte del Flop 19 Gli Intracomunitari 21 Coldiretti informa 22 In Giro 24Musica 25 L’Oggetto del Desiderio 26 Augusto Ferrante 27 Note Linguistiche 28Cinema 30Basket è possibile scaricare il pdf di questo e degli altri numeri dal sito web www.teramani.info scriveteci a [email protected] Direttore Responsabile: Biagio Trimarelli Redattore Capo: Maurizio Di Biagio Hanno collaborato: Mimmo Attanasii, Raffaello Betti, Luca Cialini, Siriano Cordoni, Maurizio Di Biagio, Maria Gabriella Di Flaviano, Elvio Fortuna, Carmine Goderecci, Amilcare Lauria, Bebè Martorelli, Silvio Paolini Merlo, Giovanni Piersanti, Sergio Scacchia, Carla Trippini Gli articoli firmati sono da intendersi come libera espressione di chi scrive e non impegnano in alcun modo né la Redazione né l’Editore. Non è consentita la riproduzione, anche solo parziale, sia degli articoli che delle foto. Ideazione grafica ed impaginazione: Antonio Campanella Periodico Edito da “Teramani”, di Marisa Di Marco Via Carlo Forti, 41/43 - 64100 - Teramo - Tel 0861.250930 per l’Associazione Culturale Project S. Gabriele Organo Ufficiale di informazione dell’Associazione Culturale Project S. Gabriele Via Carlo Forti, 41/43 - 64100 - Teramo - Tel 0861.250930 Registro stampa Tribunale di Teramo n. 1/04 del 8.1.2004 Stampa Bieffe - Recanati Per la pubblicità: Tel. 0861 250930 347.4338004 - 333.8298738 Teramani è distribuito in proprio L’Editoriale dalla l’A(U)sl di Teramo allo sbando e Varrassi ci mette del suo P er una dannata ed estenuante crisi economica, sono 87 mila i Teramani che non ce la fanno più a curarsi, a mettere da parte il gruzzoletto per una visita specialistica. “Non ce la fanno proprio - dichiara rammaricato Geppino Oleandro dello Spi Cgil - né per una semplice aspirina o per una risonanza magnetica da fare all’ospedale pubblico o in una struttura privata”. È il peggio che di questi, ben 26 mila sono anziani: una cifra insostenibile per il nostro territorio, per la nostra democrazia, per il nostro welfare. Per di più sono troppi anche gli 86 milioni e 220 mila euro di mobilità passiva di Circonvallazione Ragusa dovuti perlopiù “a lunghe liste di attesa e all’inappropriatezza dei ricoveri e degli esami diagnostici che provocano migrazioni verso altre Asl; il manager Varrassi propone gli affidamenti a strutture private, come ad esempio con Radiosanit, ma i benefici non ci sono, tranne che nei primi momenti”. Non è possibile che la prima causa di ricovero Redazione all’ospedale di Giulianova sia la psicosi: in riva all’Adriatico è sufficiente non passare un momento felice che il tuo medico prescrive il ricovero immediato: sono 800 euro al giorno, che nella sola Asl di Teramo fa un totale di 57 milioni all’anno: pazzesco! Su 41.320 ricoveri ordinari effettuati a Teramo, 8.900 sono da considerarsi impropri nei 4 presidi ospedalieri. Tanto i medici di base, o alcuni di essi, hanno il loro tornaconto per spedire un paziente a farsi fare una tac o a occupare un letto vista Gran Sasso. Oltre a ciò, i medici del Pronto soccorso applicano la cosiddetta “medicina difensiva”, cioè anche nel caso di una bazzecola, di qualche lieve sintomo influenzale, ti prescrivono una sfilza e costosissimi esami diagnostici, pur di non provvedere in caso di errore medico a risarcimenti milionari:è messa in pratica nel 90% dei casi. Sul totale di pazienti teramani (41.320) che hanno fatto uso di cure nel 2010, 26.039 utenti hanno fatto ricorso alle prestazioni mediche nella propria Asl, 10.743 fuori regione (preminentemente nelle Marche), 680 all’Aquila, 865 a Chieti e 3.002 a Pescara. Ciliegina sulla torta: il reparto di radiologia del Mazzini a Teramo, che doveva restare aperto anche dalle 20 alle 24, per tamponare le migrazioni verso San Benedetto e cliniche private, è miseramente chiuso. Ma che quasi quasi la strategia sia voluta e studiata a tavolino per arricchire i primari della costa marchigiana? A pensare male spesso ci si azzecca! diceva uno che di casini ne ha fatti a migliaia. n 3 di 4 Pubbliche affissioni SATIRA n.80 Solo una domanda ma per interposta persona N Mimmo Attanasii [email protected] un coordinamento collettivo per fare fronte alla quantità di Tuborg stappate con i denti. Vuote erano un trofeo, la scolatura per tutti. E l’olmo, sempre il poveraccio tenuto fuori dalla bevuta da una conta inesorabile. In seguito, trasformatosi nel simbolo della precarietà. L’albero dello sradicamento, della rimozione coatta dal proprio habitat. Per esempio, spedire un senzatetto alcolizzato, che ne so, a Villa Gesso, perché pare brutto tenerselo in piazza. A proposito, c’è un signore in giro, che probabilmente abusa nel dosaggio delle bevande preferite, apprezzandone molto l’alto contenuto etilico, ma che comunque non si priva di sfoggiare un linguaggio forbito in risposta a miserabili insulti. Cosa, peraltro, che riesce raramente a parecchi amministratori della cosa pubblica. Il mio amico di Helsinge, lo sfigato Heigl, manovale e inquilino squattrinato in una casa popolare di periferia, mi ha contattato su Facebook, anticipandomi il suo prossimo trasferimento in Attanasii on avrei dovuto. Sono costretto. Dopo tanti anni di collaborazione con la redazione di Teramani, mi Italia. Un emigrante da retromarcia. Una anomalia. Riconosce Teramo e la sua gioventù in un inseguimento improba- trovo nelle condizioni imbaraz- bile sul web. Segue con interesse i fatti, zanti di dovere abusare dell’ospitalità le vicissitudini, gli avvenimenti della sua del mio editore per un affare personale. Interamnia. Forse pensa allo Shakidu. Niente di particolarmente invadente. E una volta stabilitosi da noi, avrebbe il Intendiamoci. Soltanto una richiesta desiderio di mettere su bottega. Gli ho di rappresentanza nei confronti delle parlato di crisi economica, ma non sem- istituzioni. In quel periodo, la Coppa bra volere rinunciare ai suoi propositi. Interamnia ancora mutava la propria Una perseveranza disarmante. Mi ha “mission” per divenire nel tempo “World chiesto di rivolgermi al servizio per le Cup International exhibition full optional pubbliche affissioni del Comune, per far- edition on the road in joy together”. Si si precedere da un’abilissima campagna giocava a pallamano per intuizione ge- stampa e un battage pubblicitario parti- niale quanto inconsapevole, visto come sono andate a finire le cose, colarmente aggressivo, scegliendo come sito lo spazio prospiciente in tutti gli spazi disponibili in centro. In ogni piazza, spiazzo, angolo e l’uscita del Lotto 0, nei pressi di Porta Romana, già utilizzato con parcheggi. successo dalla ASL. Proprio come facevano i ragazzini in strada negli anni 70 per un Uno slogan indimenticabile per gli scandinavi. Mah! “quattro contro quattro” a porte piccole. Vennero giù i danesi, con “Migliori servizi ai cittadini con pareggio di bilancio”. le corna da “vichingo della domenica”. Li incrociavi in pizzeria da “El La domanda è: “Signor Sindaco, quello spazio per la pubblicità, è Gato”, mossi in un accerchiamento da battaglia, quasi una testug- ancora disponibile?” gine romana. Schieramento di grande complessità, che richiede Oh, io non c’entro niente... è che i danesi so’ strani! n di ATTUALITÀ Banche La notte Tercas è finita con Oro Pilla Grazie alle cartolarizzazioni e alla mancata fuga di clienti Maurizio Di Biagio 5 [email protected] n.80 ritrovata autonomia bancaria, e quindi della futura banca d’Abruzzo, è assolutamente necessaria. Anzi Tercas chiama a raccolta la sua regione: nessuno può chiamarsi fuori, trapela qualche voce a Corso San Giorgio. L’aumento di capitale dunque è in preventivo, gli uomini Tercas sperano solo che non sia molto elevato. Da una situazione dunque che pareva irreversibilmente compromessa nella rapida discesa tra gli inferi del sistema bancario locale e nazionale, senza più un’autonomia da difendere e con l’arrivo per la prima volta nella sua storia, s’incomincia ora a vedere i barbagli la luce della fine del tunnel nell’istituto di Corso San Giorgio. Dall’ipotesi acquisizione della cassaforte teramana da parte di qualche gruppo del Nord, forse di Intesa o di qualcun altro nel segno del meno peggio, e della vergogna collettiva di un popolo già frustrato per la perdita di istituti prestigiosi in città, si passa invece nel solo giro di poco tempo a guardare il futuro con maggiore ottimismo. Scansate anche le ipotesi di licenziamento e prepensionamenti che aleggiavano sulla testa dei già frastornati dipendenti teramani. Si torna dunque a parlare della banca abruzzese e a questo punto anche la temuta perdita di autonomia della banca potrà essere solo uno T sbiadito ricordo, e di omesso versamento dell’Iva, riguardante il caso del fondo Diaphora verso i suoi detrattori: 1 che avrebbe consentito al gruppo Di Mario di ottenere nuova lo farà presto, dicono liquidità finanziata dalle banche in questione. In estrema sintesi, il da Corso San Giorgio sistema bancario ha incassato delle somme che per non violare la par che torna a parlare condicio nell’abito delle procedure fallimentari non avrebbe dovuto di sciacalli che nel incassare. Oltre a Tercas sono stati sequestrati fondi per 12,9 milioni a periodo buio della Unicredit, 2,7 milioni a Factorit e 7,9 milioni a Italease, per un totale di banca teramana si ag- 31, 7 milioni di euro. C’è l’impegno assunto con l’organo di vigilanza e giravano come falchi con il commissario Sora da parte degli uomini Tercas di non rilasciare attorno all’istituto. dichiarazioni. L’istituto di credito Nella famosa riunione del cda in cui verso la fine del 2008 si diede l’ok non ha mai avuto a quest’operazione, oggi nel mirino della giustizia capitolina, mancano problemi di solidità i nominativi di due consiglieri (sugli 11 complessivi), che per loro fortu- patrimoniale, i control- na hanno così evitato l’avviso di garanzia giunto invece agli altri com- li di Bankitalia sono Tercas dunque potrà ercas nella bufera. Bocche cucite dopo il sequestro da parte della tornare a pensare Procura di Roma di 8,2 milioni di euro disposto dal Gip Passa- in grande, toglien- monti nei confronti dell’istituto di credito teramano per l’ipotesi dosi pure qualche di reato di bancarotta preferenziale, di bancarotta patrimoniale e sassolino dalla scarpa ponenti del board (oltre all’ex dg Antonio Di Matteo, all’ex presidente giunti per irregolarità Lino Nisii, al suo ex vice Claudio Di Gennaro, e agli ex consiglieri Giu- di gestione, qui non si discute la banca, anche se l’immagine ne ha seppe Cingoli, Roberto Carleo, Antonio De Dominicis, Antonio Forlini, risentito moltissimo in questi giorni. Proprio per evitare una ricaduta, Enzo Formisani e Fabrizio Sorbi). Dalla capitale, gli analisti del settore in Corso San Giorgio si sta ripensando ad una riorganizzazione dei si meravigliano del fatto che un uomo come l’imprenditore molisano controlli, per evitare di ripetere gli errori del passato, processo che an- Di Mario che nel 2008 aveva già 500 milioni di debiti, perlopiù nei con- drà ad inficiare sul periodo di commissariamento: prima si concluderà, fronti delle banche oggi nel mirino, avesse solo un patrimonio di 800 prima il commissario Sora potrà lasciare la Tercas, anche anticipando i milioni di euro in immobili: mai visto prima, il loro commento. tempi che per il momento sono fermi ad un anno. Comunque in Tercas, oltre alle bocche cucite, traspare anche una Prima si metterà mano ai problemi che hanno causato il commissa- sorta di ottimismo di rimbalzo, soprattutto perché non si è registrata riamento, prima Sora lascerà i piani alti di Corso San Giorgio. Il tunnel la tanto temuta fuga dei correntisti, solo una fughetta all’inizio. Da è alle spalle, dicono in Tercas. La buona notizia l’ha data il direttore settimane ormai che la raccolta supera gli impieghi, anche di due mi- generale in persona direttamente ai suoi soldati, ai suoi direttori, ai lioni di euro al giorno, e a quanto pare in Tercas si considera la propria suoi sportellisti, in due riunioni ben distinte. posizione giudiziaria assolutamente defilata. Oltre alla cartolarizzazio- Andate e…tornate a fare banca. ne in vista, si prevede un aumento di capitale che in prospettiva di una È il suo consiglio messianico-bancario. n di 6 il parere degli esperti ECONOMIA n.80 Sulla disintegrazione dell’euro Giovanni Piersanti Università di Teramo e Università di Roma Tor Vergata anche sul caso di una possibile disintegrazione della moneta unica. Ciò lo cogliamo nel fattore 3. I divari di produzione (output gap) generati dalla permanenza nell’euro sono infatti ampi e crescenti. L’evidenza più forte ci viene dalla disoccupazione. In Spagna ed in Grecia più della metà degli under 25 sono disoccupati, mentre in Portogallo lo sono più di un terzo. E lo stesso vale per molti altri paesi europei colpiti dalla crisi dell’euro. Il suddetto schema ci spiega anche perché Grecia e Italia hanno governi tecnici. Ciò è dovuto alla speranza che questi governi, essendo meno populisti, siano più avversi all’inflazione e manifestino quindi un maggior desiderio di restare nell’euro. E l’aspettativa che ciò possa avere effetti positivi sulla credibilità internazionale del paese. Un governo che ha una forte credibilità anti-svalutazione (anti-uscita) è probabile sia meno soggetto alla speculazione sui titoli del debito, con conseguente minore necessità di adottare L’ misure fiscali di austerità e restare così nell’euro a costi inferiori. euro può sopravvivere? Un lavoro di tre Ed è proprio qui che si annida il pericolo economisti italiani, Paolo Canofari, maggiore: quello di attacchi speculativi self- Giancarlo Marini e Giovanni Piersanti fulfilling (autorealizzantesi). Se un paese (The Sustainability of Monetary impone forti misure di austerità al fine Union. Can the Euro Survive, CEIS Tor di placare i mercati, l’output gap (e la Vergata Research Paper Series, Vol.10, disoccupazione) che ne risulta alimenta Issue 4, No. 226, March 2012) ci fornisce l’aspettativa che alla fine il paese sarà uno schema teorico estremamente utile costretto a lasciare l’euro. Viceversa, se per riflettere su tale questione. i mercati sono disposti ad acquistare i Partendo dalla ragionevole ipotesi che un titoli del debito, il paese non avrà bisogno paese deciderà di uscire dall’euro solo se i di molta austerità e i costi di permanenza costi di abbandono sono inferiori ai costi di per- nell’euro saranno di conseguenza più bassi. manenza, essi derivano un’equazione che include Ciò pone l’attenzione suo due rilevanti debolezze quattro variabili. dell’euro. Uno è che i policy-makers (responsabili della politica economica) non stanno facendo abbastan- 1. Il tasso di cambio ombra, ossia il tasso di cambio che il za per ridurre il fattore 3. Le operazioni LTRO (operazioni di paese sperimenterebbe se dovesse uscire dall’euro. E’ fuori rifinanziamento a lungo termine) della BCE hanno proprio a che fare discussione l’uscita dall’euro se la moneta del paese si dovesse con questo aspetto. Fornendo alle banche denaro a buon mercato si svalutare solo del 5%, ma se la svalutazione dovesse essere del spera di sostenere i titoli obbligazionari delle economie periferiche 50% l’incentivo sarebbe molto più forte. riducendo così la necessità di misure di austerità, sebbene il recente 2. La reattività della produzione al tasso di cambio: maggiore la aumento nei rendimenti dei titoli spagnoli suggerisce che questo spinta alle esportazioni nette indotta dalla svalutazione, maggiore effetto è già sparito. Ma ci sono due altre misure che l’unione europea l’incentivo all’uscita. potrebbe intraprendere per diminuire l’effetto del fattore 3. Una viene 3. Il divario di produzione (differenza tra produzione effettiva e dai trasferimenti fiscali alle regioni indebitate, ossia da una maggiore quella corrispondente al pieno impiego) richiesto per restare integrazione fiscale. L’altra dall’espansione fiscale in Germania, che nell’euro: maggiore tale divario, maggiore la probabilità di uscita. rilancerebbe le esportazioni delle economie periferiche e renderebbe 4. L’avversione all’inflazione. Quanto più i governanti di un paese meno oneroso il processo di riduzione del debito. disdegnano l’inflazione (o la perdita di credibilità dovuta all’uscita C’e, però, un altro problema: il fattore 1, vale a dire il tasso di cambio dalla moneta unica) tanto minore la probabilità di uscita. ombra. Se un paese continua a perdere competitività all’interno della zona euro, il suo tasso di cambio diminuirà. E ciò implica che, nel lun- Tale schema si rivela particolarmente istruttivo. Esso ci spiega, ad go periodo, le pressioni all’uscita dall’euro si intensificheranno anche esempio, perché il governo greco desidera restare nell’euro. Ciò è a se stabilità della moneta unica dovesse restare immutata di fronte alla causa dei punti 2 e 4. Fra gli anni 70 e 90, le svalutazioni della dracma attuale crisi del debito. condussero a forti aumenti salariali e ad un processo inflazionistico Nel frattempo, le uniche soluzioni adottate sono quelle, ormai datate che annullò del tutto i benefici di una moneta a buon mercato (for- e superate, di aspettare che la disoccupazione di massa e le ‘riforme’ temente svalutata). Se le svalutazioni non rafforzano l’economia nel del mercato del lavoro, riducendo i diritti dei lavoratori, contragga i lungo periodo, l’incentivo a lasciare l’euro è debole. salari e migliori la competitività. Se ciò sarà sufficiente è però tutto Allo stesso tempo, però, lo schema richiama la nostra attenzione da dimostrare. n È arrivata la tua nuova vicina di casa. Risparmia subito il 10% sulla bolletta del gas metano. JULIA SERVIZI PIÙ gestione vendita gas metano Il risparmio sul gas metano. 64021 Giulianova (Te) c.so Garibaldi, 65 64100 Teramo (Te) via Vincenzo Irelli, 31 - c/o Obiettivo Casa Tel: 085 8001111 - 085 8007651 Fax: 085 8025783 [email protected] - www.juliaservizi.it di 8 Carla Trippini La trasmissione n.80 SOCIETÀ Fuoriclasse Voce ai Giovani [email protected] dei Social Network. Nella prima puntata si è parlato di “Educare alla Legalità”, nello specifico: “Le conseguenze dell’abuso di alcool e/o sostanze stupefacenti sull’organismo e alla guida dell’auto”. Erano presenti la Dr.ssa Amalia Di Ruocco, Questore di Teramo, e Giampiero D’Angelo, Presidente dei locali da ballo della Prov. di Teramo (Associazione SILB-FIPE). Ospiti d’eccezione: Paola Costantini (II F, Liceo Classico “M. Delfico”), I Cristian Di Pietrantonio (II F, Liceo Classico “M. Delfico”), Anna Di Pietro (II F, Liceo Classico l 16 giugno 2012 è andata in onda, su Teleponte, la prima puntata “M. Delfico”), Gia- del programma “Fuoriclasse”, ideato e condotto dalla sottoscritta. como Gabrieli (V C Un programma nuovo e innovativo, che si pone come obiettivo Ist. Tecn. Geometri primario quello di dare voce alle tematiche e alle problematiche “C. Forti”) e Silvia giovanili. Una trasmissione ideata per i giovani e realizzata con i Montecchia (V A, giovani. Che si prefigge di dare un’informazione corretta e qualificata, Ist. Tecn. Comm. avvalendosi dell’aiuto di professionisti che lavorano nel mondo dell’in- Programmatori “B. fanzia, dell’adolescenza e della gioventù. Che punta sulla prevenzio- Pascal”). ne, al fine di favorire il benessere e la salute psico-fisica dei minori e Il Questore e il dei giovani. Che utilizza il dialogo come strumento per raggiungere gli Presidente dei obiettivi. Che rende partecipi i giovani di argomenti a loro stessi vicini e locali da ballo hanno illustrato i progetti che stanno avviando in sinergia li stimola ad essere attori protagonisti della loro vita e del loro futuro, e con i Sindaci della costa teramana, la Questura di Teramo e i locali non spettatori passivi. notturni, al fine di raggiungere un obiettivo comune: la sicurezza dei Dopo le due puntate di lancio, andate in onda a giugno, dovremmo ragazzi sulle strade. ripartire regolarmente a settembre, con l’inizio del nuovo anno scola- Si è parlato del progetto, al quale molte scuole hanno aderito, che ha stico. L’idea è quella di percorrere con discrezione una strada parallela avuto come interlocutori speciali gli adulti ed era finalizzato a educare (ma complementare) al di fuori della classe e a fianco della scuola, gli adulti affinché educhino i bambini e i ragazzi al rispetto delle regole. trattando argomenti che di certo non sono il latino, la geografia o la Si è discusso sulla proposta di anticipare gli orari di apertura e chiusura matematica, ma che sono altrettanto importanti per la formazione dei dei locali notturni e, soprattutto, di uniformare gli orari di tutti i locali Un programma nuovo e innovativo, che si pone come obiettivo primario quello di dare voce alle tematiche e alle problematiche giovanili. ragazzi. Si cercherà di fornire indicazio- della costa teramana, al fine di ridurre il fenomeno della “transumanza” ni, suggerimenti, chiarificazioni su temi dei giovani nelle ore notturne da un posto all’altro. Inoltre si è messa più o meno importanti. in risalto l’esigenza di offrire un servizio di bus-navetta che passa rego- Il format è così ideato: ogni settimana larmente davanti ai locali, e si è focalizzata l’attenzione sul fenomeno dovrebbe andare in onda una puntata, dell’uso di alcol da parte dei minorenni. A tal riguardo è emersa la dove verrà trattato un argomento necessità di educare i baristi a non somministrare drink alcolici, se non specifico. Si passerà da temi rilevanti dietro presentazione del documento di identità. quali il lavoro, l’anoressia, il bullismo, la I ragazzi presenti in studio si sono mostrati molto interessati all’argo- delinquenza giovanile, l’autismo, ecc. mento, hanno posto domande intelligenti, espresso opinioni rispettabili ad argomenti culturali, sportivi, artistici e suggerito soluzioni ragionevoli. e altro. Di conseguenza in ogni puntata La puntata, dunque, si è caratterizzata per il contributo altamente cambieranno gli ospiti. Verranno invitati professionale degli esperti e per la coinvolgente partecipazione di un esperti di quello specifico argomento, gruppo di giovani brillanti e interessati. che si confronteranno con un gruppo di Un particolare ringraziamento va alla Dr.ssa Amalia Di Ruocco che ha giovani (o genitori e insegnanti), i quali faranno domande, chiederanno accolto immediatamente l’invito a partecipare e si è mostrata, ancora delucidazioni ed esprimeranno opinioni. un volta, persona disponibile al dialogo e sensibile alle tematiche I temi che verranno affrontati singolarmente in ogni puntata richiede- giovanili. I ragazzi hanno avuto modo, così, di relazionarsi con l’autorità, ranno, di volta in volta, la presenza di figure professionali diverse, che riducendo il distacco che normalmente si ha con essa. verranno richieste alle istituzioni presenti sul territorio: Comune, Pro- Li ringrazio ancora una volta per aver avuto il coraggio di intervenire vincia, ASL, Scuola, Carabinieri, Questura, Tribunale dei Minori, ecc.. Si alla prima puntata. E ringrazio in anticipo coloro che vorranno parteci- alterneranno, psicologi, medici, avvocati, ginecologi, professori, e altri, pare ai prossimi appuntamenti. i quali si confronteranno con un gruppo di ragazzi che parteciperanno, Ragazzi... non dimenticate mai che i fuoriclasse siete voi! sia per chiedere chiarimenti agli esperti, sia per soddisfare le proprie E non è retorica o un banale modo di dire. Voi siete il futuro. Tutti lo curiosità, sia per proporre soluzioni. sanno, molti lo dicono, ma pochi si attivano concretamente per darvi Il gruppo di giovani non sarà sempre lo stesso. Per questo è prevista una mano a realizzarlo. una campagna di sensibilizzazione al programma mediante l’utilizzo Noi, nel nostro piccolo, cercheremo di farlo. n di ATTUALITÀ Nuove nomine Raimondo Micheli è stato appena nominato Commissario per il riordino del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Teramo. Dalla Team ai capannoni. “Il successo dipenderà da tutti” C Maurizio Di Biagio [email protected] n.80 snodo per lo sviluppo di partnership e sinergie tra soggetti privati ed enti locali per la crescita sostenibile del territorio. Negli ultimi anni in particolare il confronto si è evoluto per avvicinarsi e soddisfare sempre più le esigenze delle imprese con la finalità di promuovere e favorire le condizioni di sviluppo di un’area della provincia di Teramo”. Come cambia l’incarico in virtù di questa terribile crisi economica? “E ancora di più nell’attuale congiuntura caratterizzata dalla difficoltà che affliggono l’intero tessuto produttivo è necessario realizzare le condizioni per la permanenza significativa e qualificata delle imprese esistenti, consentendo il mantenimento, la crescita e l’ampliamento della propria attività, soprattutto attraverso la garanzia di servizi capillari e di livello nel contesto economico abruzzese, per quanto di nostra più immediata pertinenza, quello della provincia teramana”. Cosa ha cambiato la crisi nel Consorzio? “La crisi ha avuto un impatto importante declinandosi nelle difficoltà d’imprese, nelle attività produttive e commerciali che hanno subito perdite occupazionale e conseguentemente nella crescente sofferenza sociale. Per tale ragione mi preme condividere la convinzione che il Consorzio per lo sviluppo industriale si propone quale luogo d’incontro tra imprese e territorio, tra industria ed ente locale e ricerca, nonché quale promotore di piani e programmi hissà cosa cambierà dalla stanza Team con scorcio su Piazza e rappresenta ora più che mai una Martiri della Libertà alla sede molto più algida e meno civettuola risorsa importante per fronteggiare del Consorzio per lo Sviluppo Industriale? Per Raimondo Micheli, questo difficile frangente e avviare il appena nominato commissario per il Riordino, assolutamente nul- processo di rilancio e sviluppo. Non la: “L’intento principale – chiarisce - è quello di traghettare il Consorzio è neppure pensabile l’adozione di verso l’organo unico, pertanto sto cercando di comprendere meglio con una strategia di contenimento mirata le altre istituzioni gli strumenti più adatti per portare a termine questo a minimizzare gli effetti della crisi delicato compito”. Resterà in carica per circa otto mesi per un mandato nell’attesa che la si superi ma è ne- considerato di traghettamento verso la fusione dei consorzi abruzzesi cessario intervenire per dare risposte. andando a sostituire il pescarese Mario Pastore. Il suo primo punto Per questo dobbiamo essere coattivi”. all’ordine in agenda resta la riattivazione dell’autoporto di Castellalto, Quali saranno le prime mosse? per il quale ha già consultato l’assessore regionale Morra, ma anche la “È mio proposito quindi promuovere sburocratizzazione delle pratiche: “Un imprenditore che si avvicina al un’intensa e sinergica collaborazione Consorzio deve poter accedere con una certa velocità ai servizi – chiosa tra tutti i soggetti territoriali rientranti Micheli – ad esempio il cambio di destinazione d’area deve essere 9 nell’ambito di competenze del Con- svolto in 15 giorni e non in mesi come capita ora”. Si punta alla compar- sorzio, potenziando quella rete di cooperazione che sola può sostenere tecipazione, cercando di far consorziare gli imprenditori anche in altri le vocazioni territoriali nel sempre più delocalizzato mercato locale. La tipi di spese, come nel caso del gestore unico dell’energia elettrica così cooperazione e la sinergia sono gli elementi fondamentali per reagire da limare i costi. “Il Consorzio negli ultimi tempi – prosegue Micheli – si alla crisi ponendo a fattor comune le esigenze dei soggetti economici e è evoluto per soddisfare maggiormente le esigenze delle Pmi locali, ma produttivi del territorio ed operando in maniera congiunta,. coordinata purtroppo il contesto è cambiato, la ripresa appare sempre più lontana e centralizzata sia per far massa critica sia per conseguire importanti e l’accesso al credito è sempre più difficile”. L’attività di progettazione economie di scala. In tale visione è chiaro che resta importante il ruolo del Consorzio svaria in diversi ambiti, dalla realizzazione di svincoli del Consorzio nel suo essere interfaccia tra enti pubblici di ricerca e stradali per le 200 imprese ricompresi nell’ente teramano a quella delle soggetti produttivi e industriali, senza contare le competenze di svilup- fognature, senza tralasciare depuratori e discariche. Infine, Raimondo po in grado di supportare la ripresa”. Micheli punta anche allo smobilizzo dei crediti che molti imprenditori Quali sono le maggiori criticità in vista? vantano nei confronti degli enti: “Un ulteriore cappio al collo per l’eco- “È ormai evidente che tra i principali elementi di sofferenza devo nomia in genere e per la ripresa che ancora non è facile scorgere”. annoverare le difficoltà di accesso alle linee di credito, i ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazione, i rallentamenti della Micheli, qual è la mission del Consorzio? burocrazia, la crescente pressione fiscale e la difficoltà di preservare “Senza dubbio è quella di facilitare l’insediamento e lo sviluppo delle le vocazioni locali nell’ambito globale. Ed è su questi fronti che sin da attività produttive industriali e di servizio al territorio provinciale, nonché subito inizierò a lavorare. Diciamo che il successo dipenderà dalla parte- di svolgere attività di propulsione per le realtà esistenti, fungendo da cipazione che tutti quanti sapranno mettere in campo”. n di 10 Silvio Paolini Merlo Teramo culturale CULTURA n.80 Giannina Milli Poetessa del risorgere italiano o del suo decadere? S ingolare che nella gran pletora – persino eccessiva – di celebrazioni e pubblicazioni varie che si sono succedute per i 150 anni dell’unificazione italiana, nulla sia stato fatto né a Teramo né a Bologna, dove esiste un suo busto a ricordo, né altrove, per ricordare Giannina Milli. Teramana di origini ma scomparsa a Firenze e, dopo l’opportunità offertale a Napoli da [email protected] Ferdinando II di Borbone, vissuta in giro per i virtù nazionalistiche, la retorica della patria, teatri italiani, creatura un po’ succube di una quel sentire fintamente collettivo che ha madre ambiziosa, la Milli è stata una delle tessuto le fila di quella sottile continuità figure-simbolo del Risorgimento italiano, del- che da Garibaldi conduce a Giolitti, e da le sue belle speranze, delle sue esaltazioni, questi a Mussolini. Su questo fronte, a me delle sue insuperabili contraddittorietà. Il pare, la critica letteraria e biografica sulla genere della poesia estemporanea, su temi Milli, passata e recente, è alquanto latitante. cari a unionisti, sansimoniani, insurrezio- Quella critica, intendo, che si armi dei due nalisti e irredentisti del secondo Ottocento soli strumenti capaci di eludere il provincia- italiano, ma sprezzantemente considerato lismo cui anche la Milli pare inesorabilmente da Croce e non di rado malvisto dai garanti destinata, e che sono – da sempre – la storia dell’ordine e dalle autorità religiose, fu in e la filologia. effetti una vampata di folklore populista, Si prenda il caso di due voci simbolo del abbastanza effimera, basata su princìpi nostro Risorgimento, Manzoni e Verdi. Non aggreganti molto elementari, come le gesta è certo il Manzoni delle “odi civili” quello eroiche, i valori della famiglia e dell’amor di che sentiamo più vicino e più vero, ma patria, la fede in Dio. Propria di un genere quello delle pagine sulla peste nei Promessi diffusissimo ma popolato da figure, come Sposi, sulla guerra e sulla morte nell’Adelchi, quella di Giuseppe Regaldi, da tempo giusta- dove il senso della storia è fatto di sangue mente dimenticate, la poesia della Milli ha e ingiustizie senza fine. Non è certo il Verdi pagato lo scotto di un’epoca di transizione del patriottismo più acceso ma anche un po’ dalle grandi monarchie restaurate alle re- vuoto, quello della Battaglia di Legnano o di pubbliche parlamentari, processo avvenuto Giovanna d’Arco, il Verdi che più amiamo, nel nostro paese troppo in fretta, in modo ma quello della Traviata e della Messa da forzoso, mal digerito e mai compiutamente Requiem, del Don Carlos e del Falstaff, quel- attuato. lo degli ultimi Quattro pezzi sacri, opere tut- La Milli in sostanza rappresenta per Teramo, te intrise del più profondo pessimismo, dove un po’ come lo sono i monumenti ai caduti la speranza, se c’è, è beffarda, e il progres- sparsi in ogni dove, l’obolo che ogni città so, quello vagheggiato per una nuova Italia ha offerto in epoca risorgimentale per libera dalla miseria e dall’ignoranza, è visto concorrere alla costruzione dello stato come insidia, come chimera ingannevole. unitario, concetto che, come è oggi visibile a E anche nella Milli questi chiaroscuri esisto- tutti, è entrato in una crisi profonda, di fatto no, qua e là. Vanno solo ravvisati ed eviden- mai realmente superata, simile a quella dei ziati. D’accordo i grandi consensi ottenuti in cosiddetti “stati nazionali”, o “stati sovrani”. vita, ma quanto è stato consapevole il primo L’unità, vagheggiata dalla Milli come da periodo artistico della Milli e quanto decisivo tanti ideologi della patria, basata su di un l’influsso prevaricante di una madre, quella presunto principio di appartenenza comune Regina Rossi, in realtà fortemente conser- vagamente eretto sulle radici cristiane vatrice? E quale fu la reale incidenza delle dell’occidente, radici al contrario molto sue “accademie” poetiche sulla successiva più profonde e complesse, si è dimostrata letteratura nazionale, meridionale quanto nel corso dell’ultimo secolo più virtuale milanese torinese e fiorentina? Quanto servì che reale. All’unità più pragmatica di un a risvegliare una piena coscienza civile nelle Carlo Cattaneo, che vedeva quale unica popolazioni sottomesse e quanto a renderle possibilità la costituzione di un’Italia di tipo ancora più docili alle nuove aristocrazie confederale, è prevalsa quella accesamen- politiche e letterarie, a cominciare da quelle te idealistica dei Mazzini e dei Gioberti, frequentanti i salotti di Clara Maffei a Milano che dal sogno ha condotto a decenni di e di Emilia Peruzzi a Firenze? “malgoverno” e di scollamento sociale. Da Non è travisante ma enormemente salutare questo punto di vista la Milli è, sì, figura passare dalla Milli esaltata alla Milli umana, di una certa notorietà, ma scarsamente o quella che più la rende simile agli italiani inopportunamente conosciuta. Della sua delusi, agli italiani migliori, a coloro che memoria sopravvive tutt’ora quella sorta di sentono la propria storia non come quella pseudo-agiografia apologetica, che ne ha del tutti per uno, o del tutti contro tutti, ma esaltate le doti più plateali, indorandone le come storia del mondo. n di ATTUALITÀ Istruzione l’Università ...si sta spegnendo T oh! Esiste l’Università a Teramo! Final- Siriano Cordoni [email protected] n.80 lizzanti. La individuazione di Coste S. Agostino come sede universitaria è stata una scelta infelice, distante dal cuore cittadino, senza strade e senza trasporti. Basti pensare alle alternative a quel tempo proposte, come l’ex manicomio o l’area della Villeroy & Boch, che avrebbero permesso una integrazione con il tessuto cittadino, senza la necessità di pensare a nuove linee di trasporto. La volontà delle sedi distaccate sul territorio. Scelta osteggiata dalla comunità teramana, ma caparbiamente portata avanti dal Senato Accademico di allora. Una frammentazione territoriale che ha fatto perdere di identità a tutta l’Università. Una scelta, a dir poco, miope cha ha trasformato le sedi distaccate in super licei, dove non si vive vita universitaria, dove gli studenti vanno per le lezioni e poi fuggono, senza alcuna possibilità di integrazione con il resto della popolazione studentesca universitaria. E non è sufficiente poter dire che i Comuni mettono a disposizione strutture prestigiose per i corsi universitari. E’ prioritario creare il “clima” universitario di una città, dove gli studenti siano contenti di poter vivere, dove si trovino servizi di trasporto semplici, efficienti e a basso prezzo, dove ci siano insegnanti mente l’amministrazione si accorge che non fuggano dalla città appena finita che a Teramo esiste una Università. l’ora di lezione, che non vedano l’Università E’ stato necessario il “grido di dolore” di Teramo solo un punto di passaggio, tipo degli studenti per svegliare una classe am- prendi e fuggi, ma che abbiano voglia di im- ministrativa distratta e indifferente. Quasi pegnarsi nella ricerca, in corsi di recupero e che i problemi universitari fossero di altri e integrazione. Una città che offra alternative non della città. Il crollo delle iscrizioni, il relegamento nelle zone basse culturali e sociali valide, che offra aule di delle classifiche nazionali per la qualità della formazione, la inefficienza 11 studio al centro della città, che offra servizi dei servizi agli studenti, hanno fatto aprire il dibattito sui rapporti fra sportivi a basso prezzo, in una parola che abbia la volontà di accogliere Università e Città. In questi ultimi anni abbiamo assistito impotenti alla gli studenti. Il futuro passa anche per una revisione della politica univer- indifferenza delle amministrazioni nei confronti dell’ateneo Teramano. sitaria abruzzese nella sua globalità, che prenda in considerazione, se Abbiamo più volte sollecitato un interessamento maggiore. Due anni fa non la Federazione fra Università, almeno la Cooperazione fra le stesse, volemmo un consiglio comunale straordinario, durante il quale invitam- come sembra sia nella volontà del Magnifico Rettore Tranquilli Leali, mo a prendere in considerazione i segnali di malessere che venivano che si cominci a ragionare come Università d’Abruzzo e non solo come dagli ambienti universitari, lanciammo l’idea di una cooperazione con Università D’Annunzio o teramana o aquilana, ma la competizione sia le altre Università, si propose una federazione con l’Ateneo Aquilano, fra Abruzzo e altre Regioni. E questa sfida si potrà vincere nell’interesse si invitò a fornire servizi di trasporto più efficienti e meno onerosi, si del territorio, perché Università è cultura e cultura è economia. Solo se sollecitò l’apertura della casa dello studente e di centro di aggregazione si comincia a ragionare come un unico polo abruzzese, dove prevalga la culturale, si pose l’accento sulla foresteria per i docenti. Nulla di ciò in qualità della istruzione, della ricerca, della integrazione fra economia e questi anni ha trovato soluzione. L’Università di Teramo soffre perché università, dove si creino vere città universitarie, dove ogni polo univer- alcune scelte del passato sono risultate poco lungimiranti se non pena- sitario possa apportare il proprio contributo nell’interesse di tutti. n di 12 Sanità n.80 ATTUALITÀ Medici fannulloni Chiodi: “alcuni medici rendono meno nel pubblico e di più nel privato” e così si allungano le liste di attesa Maurizio Di Biagio [email protected] quasi un milione di euro da destinare a quei medici che dopo l’orario di lavoro avessero l’intenzione di smaltire il lavoro. I sindacati rigettano l’idea adducendo che un medico dopo il suo normale orario di lavoro non è in grado di fornire ulteriori prestazioni se non a rischio del paziente perché dopo diverse ore la concentrazione sfuma pericolosamente. Il segretario regionale dell’Anaao Assomed, Filippo Gianfelice, puntualizza come in Abruzzo “circa il 70% dei medici ospedalieri svolga quest’attività e per la gran parte l’eserciti all’interno di strutture pubbliche o, quando autorizzato per carenze logistiche, nel proprio studio”. La legge per Gianfelice prevedeva e finanziava la possibilità di realizzare spazi autonomi per svolgere la libera professione all’interno degli Ospedali, “cosa che l’Abruzzo ha sfruttato poco e niente”. “La libera professione, che nel 97% dei casi è svolta solo in strutture pubbliche e non in cliniche private, non costa nulla all’azienda”. Un altro aspetto che Gianfelice porta a sua difesa è la commissione che nel 2009 valutò e analizzò 1.300.000 prestazioni eseguite con I l’impegnativa nella Asl di Teramo: solo 49 mila furono eseguite in teramani rei di “rendere meno nel regole e paletti”. pubblico e di concedersi maggior- Le liste di attesa, invece, sono giudicate come “un problema di gran mente nel privato” forse è per giusti- parte delle nazioni europee”. Si concentra invece sulle prestazioni ficare quella lista di attesa che nella richieste e considerate inappropriate “come in radiologia nel 50% Asl teramana, l’ormai nota Ausl 4, dei casi”. “Infine – conclude Gianfelice - i circa 200 dirigenti medici libera professione, il 3%. “Non vi è dubbio che in ogni famiglia vi l motivo perché il governatore sia la pecora nera, ma questo non può coinvolgere negativamente Chiodi non ci abbia pensato su l’intera categoria” è la difesa accorata di Gianfelice. Per di più per il due volte a muovere accuse segretario regionale togliere la libera professione ai medici ospe- nei confronti di alcuni medici dalieri comporterebbe “regalare prestazioni al privato che non ha comporta 404 giorni per un’eco- assunti in Abruzzo grafia tiroidea; 367 giorni per una in quest’ultimo anno mammografia; 299 giorni per una risonanza magnetica (con e senza altro non sono che mezzo di contrasto) al ginocchio, o al braccio, oppure alla spalla; e la stabilizzazione 257 per un’ecografia all’addome. di precari che già Una vergogna per una struttura pubblica come la nostra. E questo lavoravano negli malgrado lo sblocco del turnover. Chiodi non si dà pace: “Ci sono ospedali, tanto è medici che fanno meno prestazioni negli ospedali pubblici, di più vero che le piante invece durante gli straordinari o in regime di intra-moenia e nelle organiche del 2005 strutture private: così non va” ammonisce Chiodi. Il rapporto sarebbe erano di circa il 10% di uno a quattro, a sfavore del pubblico. “Occorre un’opera mora- maggiori di quelle lizzatrice, la sanità non è una mucca da mungere”. D’ora in poi, è attuali”. la proposta del governatore, solo chi raggiunge un certo numero di Infine Cesare Ber- prestazioni nelle strutture pubbliche potrà poi accedere a straordina- nardini, già direttore ri e privati. dell’Uoc di Neurologia del Mazzini di Il manager della Asl, Giustino Varrassi, ha dapprima reagito alle parole del governatore con la promessa di apertura di un’indagine Teramo, che invita il governatore ad ammantarsi di coraggio e a fare interna per stanare i pigroni del servizio pubblico. La legge Bindi nomi e cognomi perseguendo secondo legge chi non fa il proprio permette ai sanitari che hanno scelto un tipo di rapporto intramoe- dovere “altrimenti – dice - la smetta di coprire la propria incapaci- nia di poter esercitare la libera professione anche dentro l’ospedale tà o impossibilità di risolvere i problemi della sanità scaricando le pubblico, a patto però che il medico versi il 70% della sua parcella colpe su altri”. Bernardini, anche lui non vuole difendere la categoria alla Asl di competenza privilegiando al contempo il ruolo pubblico, aprioristicamente (“ci sono anche qua comportamenti scorretti”) cioè portando più prestazioni pubbliche. “Non sarà difficile, chi non però “la stragrande maggioranza del personale medico e paramedico rispetta il suo ruolo” ammise diverso tempo fa lo stesso Varrassi che svolge il proprio lavoro con abnegazione”. Sulle liste di attesa il suo ha annunciato di voler rendere pubblici i nomi dei medici infedeli. ragionamento si rifà all’incremento esponenziale della domanda” Ma il manager non si ferma qui: per incentivare l’abbattimento delle affrontato però con la dotazione organica di 20-30 anni fa, sostan- lunghe liste di attesa ha proposto di mettere sul piatto della Asl zialmente immutata”. n NON SIAMO “RIMASTI ALLA FINESTRA” La determinazione, l’attenzione, l’idea di creare un prodotto di qualità non erano solo delle promesse. Oggi tutto questo è realtà. Non siamo “rimasti alla finestra”, ma in questi anni abbiamo cercato di più, abbiamo sviluppato nuovi progetti, perché, la nostra crescita, l’abbiamo affidata ad una qualità sempre maggiore. Abbiamo migliorato la nostra produzione, il grado di efficienza nella realizzazione dei nostri infissi, e la soddisfazione dei nostri clienti, sempre maggiori, è la conferma che abbiamo sempre operato con professionalità e serietà. Il privato, l’impresa di costruzione, i nostri rivenditori costantemente accompagnati nell’evoluzione del nostro mondo affinché non smettessero di parlare di noi... bene naturalmente! Via Piane - Zona Artigianale 64046 - Montorio al Vomano (Te) Tel. 0861/598493 fax 0861/500134 [email protected] INFISSI IN ALLUMINIO - ALLUMINIO/LEGNO - PVC - PERSIANE IN ALLUMINIO - PORTONCINI di 14 Vicende teramane SATIRA n.80 L’altro o l’oltre? Mimmo Attanasii [email protected] petuare gli stereotipi e i pregiudizi che si riverberano nei loro confronti. Le forme plastiche rafforzano il nostro condizionamento di genere. L’uomo ha quasi sempre un ruolo grafico attivo, mentre le donne sono bloccate solitamente in un ruolo sottomesso. Strofe, sonetti e canzoni sono stati scritti sulla bellezza femminile. Il suo sorriso, i capelli, i baci La sinopie oscurata (è come mettere un autobus davanti al portale del Duomo) “N ell’arte la donna è la Madonna e la rappresentazione della bellezza, ma nella mia famiglia la donna era sofferenza” (http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte e cultura/10_set- tembre_13/cattelan-tre-operemilano-1703749589188.shtml) Premete il polpastrello sul link. e la sensazione del suo seno. Una scommessa persa che il suo spirito Se non succede niente, aprite veloce, una conversazione interessante, non sono mai stati toccati in un Teramani.info per trovare il nume- solo versetto. Soggetti preferiti di dipinti, probabilmente secondi solo ai ro 80 della rivista. Questa volta, temi religiosi. In piedi, vestite e nude. Le possibilità quasi infinite. Tutte invece del dito, usate il touch per storicamente raffigurate in posizioni passive. Sulla sedia a cavalcioni, aprire la pagina dell’intervista a sdraiate, voluttuose. Con un bambino in grembo e il marito in piedi che Maurizio Cattelan sul Corriere. La svetta come una torre. Quando queste immagini si vedono così spesso, surreale installazione della donna è difficile ignorarle. Anche se ci capita di essere a conoscenza dei falsi di spalle fu allestita nel 2008 sulla parete dell’ex sinagoga Stommeln messaggi che trasmettono. Old, divenuta in seguito la chiesa cattolica Alt Sankt Martin, Pulheim a “ ...sopra di essa appare ancor oggi una nicchia, ma a fondo piano e ad Colonia. Nell’ambito del “Project Synagogue Stommeln”. Il corpo su un arco tondo, decorata di una pittura a fresco della Santa Vergine, della lenzuolo, come nel letto di un ospedale, un sudario. Simbolo di costri- quale rimane ancora la testa.” Fasce metalliche dietro la scultura infila- zione e di patimento. Una positura evocativa, in assenza di riferimenti te nel primo buco disponibile a oscurare quello che rimane di “quel po’ tradizionali al complesso di raffigurazioni classiche sulla crocefissione. di cromie che ancora si legge, i due nimbi, e la nettezza delle sinopie”. Nel tempo, il corpo femminile è stato trasmesso attraverso le arti visive (Giammario Sgattoni - n.15, Teramani 2005) per essere percepito come oggetto di desiderio e bellezza. Amato per la Avete in questa pagina due immagini: una tedesca, l’altra teramana. propria fragilità e sensualità. Le donne sono ritratte in maniera da per- Obliterarne una, potrebbe essere il ticket, il lasciapassare per l’oltre. n a cura di Dura Lex Sed Lex S.O.S. Tata C Amilcare Lauria Elvio Fortuna avvocati associati 15 n.80 da parte della stessa amministrazione, spetterebbe solo al coniuge che versi in una situazione di affidamento esclusivo della prole. Insorta innanzi al TAR Pescara la ricorrente ha evidenziato che, sebbene la norma facesse riferimento al coniuge unico affidatario, tuttavia, occorreva tener conto del fatto che la norma regolante il predetto diritto di esonero era stata emanata allorquando vigeva la regola generale, nell’ipotesi di separazione coniugale, dell’affidamento esclusivo dei figli. Ora, la regola ordinaria dell’affidamento esclusivo, è completamente ro- on sentenza del 22 giugno 2012 il TAR Abruzzo, sezione di Pe- vesciata con l’entrata in vigore della L. 54 del 2006 (sull’affido condiviso), scara, si è pronunciato su una questione concernente il diritto a mente del quale l’affido esclusivo resta ormai una ipotesi residuale. di esonero per i servizi notturni per un coniuge affidatario di Perciò, la ricorrente ha osservato che nella fattispecie occorrerebbe fare minore infradodicenne. riferimento alla realtà della situazione familiare e avere riguardo, ai fini Il caso di specie ha riguardato una dipendente della Questura di Pescara, della concessione dell’esonero in argomento, alla situazione del coniuge (facente parte della divisione anticrimine), che con apposita istanza ave- che, obiettivamente, si faccia carico dei figli conviventi, anche conside- va chiesto alla propria amministrazione l’esonero dal servizio notturno ai rando la impossibilità per la ricorrente di assicurare, in ore notturne e sensi dell’art. 53 del decreto legislativo 26 marzo 2011 n. 151. La norma improvvisamente, stante la repentina organizzazione dei turni di lavoro, in questione prevede che non sono obbligati a prestare lavoro notturno l’assistenza dei propri cari. la lavoratrice e il lavoratore che sia l’unico affidatario del figlio convivente Il ricorso è stato accolto dal Tar Pescara, che, con la decisione in epigrafe di un minore di anni dodici. A tal uopo, l’interessata aveva sottolineato indicata, ha annullato il diniego impugnato dalla ricorrente, stigmatizzan- nella propria istanza che, essendo cessata la convivenza more uxorio do l’astrattezza del ragionamento della Questura che non ha tenuto nel con il padre, tra l’altro, anch’egli in servizio presso la Questura di Pescara, debito conto né la situazione concreta della convivenza della madre con l’eventuale espletamento del servizio notturno avrebbe comportato la i figli, né l’interesse dei minori, apertamente tutelato dalla Convenzione mancata sorveglianza dei suoi due figli, entrambi minori di anni dodici dei diritti del fanciullo, ratificata dall’Italia con la L. 176 del 27 maggio e, peraltro, bisognosi di continua assistenza in quanto afflitti da una pa- 1991, né, infine, che l’Amministrazione non avrebbe un potere costrittivo tologia congenita. La Questura di Pescara ha, tuttavia, rigettato l’istanza verso l’altro genitore da imporgli un obbligo di frequentazione con mo- perché il diritto di esonero, secondo una interpretazione molto rigida dalità e tempi diversi da quelli stabiliti dal Tribunale dei minori. n di 16 Trasporti n.80 ATTUALITÀ Il Capostazione Morra a caval Giandonato non si guarda in bocca Maurizio Di Biagio www.mauriziodibiagio.blogspot.com di governo l’abbiamo affrontato bene con la condivisione di tutte le parti politiche: tutto sommato quel taglio del 10% è stato assorbito bene dalla Regione Abruzzo, qualcuno deve pur ricordare che in questi momenti abbiamo rinnovato il parco rotabile dell’Arpa, vecchio di 17 anni portandolo a nove anni e mezzo”. Comunque la velocità media del tragitto Pescara-Roma è inferiore a quella di 30 anni fa. “Ciò che si dimentica è che quella è un’infrastruttura a binario unico, una ferrovia in parte di montagna con gallerie, poi entrare a Roma, in quello che è diventato il più grande hub ferroviario italiano, è diventato problematico perché ogni giorno vi entrano più di mille treni e spesso si verificano intoppi”. Quando potremo vedere tempi di percorrenza più brevi? “Con il raddoppio, ma purtroppo tale opera comporta una spesa di molti I milioni di euro: è impossibile in una fase di congiuntura come questa. Comunque abbiamo individuato con un’economia di spesa derivante dalla tagli di Monti inevitabilmente si riflettono sul Trasporto Pubblico Locale galleria del Gran Sasso la realizzazione di un ulteriore binario tra Pescara (Tpl) teramano e chiaramente abruzzese. In aggiunta, Roma non Centrale e Pescara Porta Nuova. Proprio nella partenza o nell’arrivo si sarebbe nemmeno in grado di chiarire quali fondi siano da attribuire verificano rallentamenti perché i treni abruzzesi non perdono quando al settore per il 2013: “In questa maniera – interviene l’assessore viaggiano ma quando si devono fermare. Abbiamo già disponibili 45 milioni regionale ai trasporti, Giandonato Morra – come si fa ad aumentare le di euro che andranno anche al Ctc, il controllo automatizzato d’incrocio, linee quando su un contratto per esempio di 45 opera di alta informatica, che verrà installato sul milioni di euro ce ne trovi solo 10-15”. Pur tuttavia, tratto Sulmona-Guidonia: il criterio porterà vantaggi l’avvocato teramano esterna la sua soddisfazione di 12 minuti all’andata e 12 al ritorno, comunque per i nuovi 4 treni Minuetto giunti in Abruzzo (frutto per Roma dobbiamo tendere a scendere sotto le di un ulteriore accordo con Trenitalia) e per altri 8 4 ore” treni (classe Emu) da assegnare per Luglio. Morra, Per la capitale tre corse rapide come negli che ha le sue idee sull’arretramento della stazione anni ’70: dove sono i progressi? che libererà una vasta area, da Roma lancia l’idea “Sì però allora c’erano solo quei treni e dovete di una prosecuzione del Pdl non in liste animaliste tenere presente la difficoltà di andare a Roma. Ad o nelle paturnie della Brambilla ma in un Ppe italia- esempio tutti parlano di Italo (il treno di Monteze- no. Assicura più corse estive verso Pescara “anche molo) ma nessuno dice che l’hanno confinato all’O- perché si è riusciti nel miracolo di salvare i fondi del stiense, le difficoltà non ce l’hanno solo il trasporto Tpl” e un miglioramento del collegamento con San regionale ma anche le lunghe percorrenze”. Benedetto e Ancona. Il corridoio Baltico: che fine ha fatto? Morra, com’è la situazione dei treni in Abruzzo? “È in corso un’interlocuzione forte tra le Regioni, lo Stato e l’Europa, sui “A vantaggio degli Abruzzesi sono arrivati 4 Minuetto da utilizzare sulla corridoi cosiddetti Ten, il V e l’VIII , e l’Abruzzo ha avuto sempre una posi- tratta Teramo-Giulianova- Pescara –Sulmona, frutto di un ulteriore accordo zione forte di cui solo adesso si stanno accorgendo tutti: al contrario delle tra la nostra Regione e Trenitalia. Più gli altri 8 treni, di cui 4 pagati da noi Marche, che ha una visione più egoistica, noi abbiamo chiesto di allungare con fondi Fas. Insomma 12 treni nuovi per l’Abruzzo”. il corridoio fino a Lecce”. Intanto la Riforma del trasporto a che punto è? Di notte fino a poco tempo fa era impossibile presentarsi alle 8 “Non c’è nessun ritardo, il termine per la presentazione del progetto di a Milano per lavoro. Ora? fusione in consiglio regionale è fissato per il 10 luglio, in quanto sono pas- “Sulla linea adriatica sono stati ripristinati due notturni a Pescara e un sati sei mesi dalla promulgazione della legge. La fusione dei tre vettori su nuovo diretto diurno, il Frecciabianca, completamente diretto da Lecce a gomma sarà cosa fatta, ci sono alcune problematiche da risolvere, come Venezia e ritorno. Dobbiamo dimostrare di essere sempre attenti e cercare l’esubero di impiegati amministrativi”. di esser disponibili all’ascolto perché quando la gente protesta c’è sempre Come ha trovato la situazione del Tpl? una ragione di fondo”. “Poteva peggiorare se non avessimo adoperato iniziative forti, quando Intanto a Teramo i treni vengono soppressi senza preavviso. siamo arrivati noi in Regione la Riforma mancava da 20-25 anni e nessuno “Fino all’altro giorno c’erano treni di 30-35 anni di vita: è normale che si è premurato di depositare un disegno di legge , il primo a farlo sono avvenga. Però nella casistica delle soppressioni l’Abruzzo è quella che ne stato io”. ha di meno in Italia, e Teramo è quella che ne ha di meno in Abruzzo. Ce Frattanto sono aumentati i biglietti. ne sono di più sulla Avezzano-Roma, la cosa che è difficile spiegare è che “In Abruzzo c’è stato solo un adeguamento Istat, il costo dei biglietti non quel tratto non è comparto Abruzzo ma Lazio, la nostra direzione si ferma è aumentato, abbiamo le tariffe più basse d’Italia, ma dobbiamo districarci ad Avezzano”. tra i forti tagli del governo precedente e questi dell’attuale. Il primo taglio I viaggiatori chiedono più corse estive verso Pescara com’è a me non piace, non è detto che prima una persona sola. che finisca il mio mandato, con l’arretramento Che fine hanno fatto i km di Tpl che do- verrà realizzata una stazioncina tecnica (con vevano essere restituiti a Teramo? 17 pensiline dove un giorno potrà arrivare anche “È chiaro che in un momento di tagli nazionali un tram-treno). L’arretramento permetterà di non è stato più pensabile operare le compensa- n.80 liberare tutta un’area pianeggiante che potrà zioni, va detto che i km erano solo una richiesta diventare una grande piazza. Lì va fatto un però non stava scritto che glieli dovevano grande progetto di idee, mi conoscete: io sono compensare, è chiaro che iniziati i tagli si dovrà per le migliorie e poi sono contro l’edilizia sel- andare a recuperare le linee, e quindi maggior vaggia, ci potranno essere idealità commerciali, servizi, con l’individuazione del nuovo bacino che deve consentire poi al vettore (che diven- “Ce ne stiamo occupando. Tenete presente che terà unico) di portare criteri confacenti alle aree quest’anno abbiamo fatto il miracolo, perché interne”. siamo riusciti a salvare i fondi del Tpl regionale. Come ritieni il Tpl di Teramo: come inter- Capita anche che abbiamo delle richieste firma- verrebbe? te (ma non è il caso di Teramo) di 400 persone “Compatibilmente con la nuova riforma, secon- che chiedono qualche servizio in più mentre sul do me va visto in un’ottica non campanilistica. treno ci vanno al massimo tre viaggiatori, poi Va rafforzato il collegamento con le frazioni. però si verifica pure il contrario: che c’è bisogno Per la verità ci sono pure alcuni quartieri un po’ dei bis. Nel nuovo disegno andranno riviste tan- emarginati a dispetto di altri che posseggono te cose nel Tpl gomma-ferro. In ottica risparmio più km”. bisognerà individuare tutte le nuove linee in Mentre che aria tira per i collegamenti base al bacino. Ma se a Roma ci tagliano i fondi extraurbani? e non è in grado di dire per il 2013 quali siano “Bisogna avere più attenzione alle zone del i fondi a sostegno per il Tpl allora diventa un Gran Sasso e a quelle dei Monti della Laga, problema aumentare le linee. Se ad esempio su artigiane ma non grandi, io sono per il basso assieme alla Valfino. Nella zona costiera c’è un un contratto che vale 45 mln ti trovi invece solo profilo”. pullman ogni venti minuti. Noi dobbiamo pen- 10-5 mln di euro, come si fa a ragionare?”. Comunque sul posto pende la famosa sare che la nostra provincia è come l’Abruzzo: il Da migliorare è senza dubbio il collega- clausola Pannella, come si fa? 71% dell’area è montana. Le difficoltà quindi ce mento da Teramo per San Benedetto e “Non c’è nessuna clausola che non si possa le abbiamo lì”. Ancona risolvere”. Pensiline obsolete e collegamenti bus “Il collegamento però è extra regionale e va A Piano d’Accio la ventilata stazione con l’Università scadenti. Che fare? sommato alle problematiche del comparto ancora non si realizza. Che è successo? “C’era stata la protesta degli studenti e ci siamo delle Marche, però ci stiamo muovendo per “Abbiamo chiesto un incontro con il governo sentiti anche col Comune di Teramo: qualcosa mutuare quello che abbiamo fatto nel Lazio”. e con Rfi per le tante problematiche esistenti, è stato ripristinato, ma è l’idea cumulativa Manca anche la bretella dell’Annunziata come anche per il passaggio a livello di Villa dell’Università che va ripresa, anche dal punto a Giulianova evitando pendoli inutili per Pavone, ma il governo tecnico è un po’ troppo di vista dei trasporti. Io ero contrario all’Uni- andare a Pescara? tecnico e soprattutto troppo lento. Noi stiamo versità ubicata dov’è ora. Io che sono stato “L’opera costa più di 10 milioni di euro, non è facendo le riforme ma il governo, che ha fatto anche presidente del Fuan e per due legislature prevista nemmeno come opera basilare perché il decreto delle liberalizzazioni di marzo, il re- consigliere di facoltà, ho sempre affermato che accontenterebbe solo il bacino di Teramo città golamento ancora non l’ha emanato. In questo l’Università doveva restare al centro della città”. che a livello numerico trasportistico non è momento il governo è inadempiente perché Capitolo Paolo D’Incecco, il bigliettaio così rilevante, ma è pure vero che una volta a noi ci chiede di fare le riforme nel rispetto per amore, colui che volontariamente a Giulianova i treni per San Benedetto ce ne dei tempi ma loro non si adeguano. Lo stesso informa i passeggeri alla stazione di sono a iosa, va però migliorato il sistema delle decreto sviluppo di Passera sembra che porti in Teramo. Recentemente fu scacciato dalla coincidenze”. contrasto alcune norme con quello delle libera- Polfer, che si può fare? Teramo si sta emarginando ulteriormen- lizzazioni. Purtroppo pare, perché a noi non ci “Consiglio a quelle persone che entrano in te nel quadro complessivo del Tpl? arriva manco una carta, ci arrivano solo i disagi contrasto con lui: D’Incecco ha atti di amore e “No. Però se a Teramo riuscissimo a fare della conseguenti queste incongruenze”. di passione verso la ferrovia, questi slanci non nuova progettualità, che ad esempio potrebbe E arrivano molte richieste di più linee su vanno mai combattuti, qualche volta ha qual- essere una linea sperimentale di tram-treno, gomma dall’entroterra teramano. che eccesso, qualche volta pone in luce qual- tutto ciò potrebbe diventare anche l’inizio di “L’iniziale proposta dei tagli io l’ho bloccata che difetto, il dialogo deve essere migliorato”. fare buona ferrovia. C’è una fase di evoluzione perché c’era un eccesso nei confronti della Comunque la figura di un bigliettaio che va verso il futuro”. montagna, molte corse prima tagliate ora manca a Teramo. Come procede il disegno di arretrare la sono state ripristinate. Comunque bisogna ar- “Sto riflettendo su questa cosa. E penso che a ferrovia? rivare a nuove forme di trasporto: ci sono delle Teramo verrà insediato un punto informativo, “L’arretramento non significa togliere la giornate dove su un pullman da 45 posti - e il quello che c’è attualmente non lo ritengo stazione ma un occasione per migliorarla, così servizio lo dobbiamo dare lo stesso - scende sufficiente”. n di 18 Commercio cittadino ATTUALITÀ n.80 La notte del flop Si “saldi” chi può Maurizio Di Biagio www.mauriziodibiagio.blogspot.com far shopping, seppur a comprare un solo calzino. Tanta gente non la si vedeva circolare dai tempi delle notti bianche. Certo, dopo l’allungamento del periodo della Coppa Montauti, che tanto movimento ha creato in città, ci saranno state pure le polacchine e le ungheresine che di solito non sono grandi spendaccione, non leggono nemmeno Sophie Kinsella con il suo I love shopping, al massimo arrivano ad indossare le t-shirt I love Teramo, ma c’era anche tanta tanta gente che scendeva e risaliva la provincia alla ricerca di poter officiare il credo consumistico: operai, dipendenti statali, piccoli commercianti, che malgrado i portafogli vuoti con il santino di Monti, avevano pure la faccia di chi poteva spendere qualche euro, tanto per far parte della festa, di solito il fenomeno è contagioso in questi casi. Se non fosse stato per le inevitabili attività commerciali attinenti al risto- F ro, tutti gli altri negozi erano sconsolatamente chiusi, soprattutto lungo il parallele, ma di bisinìss, niente, nada. una crisi che pare sempre più profonda. Chi ha lasciato sollevata la saracinesca dopo il canonico orario di C’è stato pure chi sta per vendere baracche e burattini e voglia di torna- chiusura delle venti sono stati davvero in pochi, anzi pochissimi: solo re sulla scena del crimine proprio non ce l’ha. Di certo tutti con le loro qualche eroico ed eterno ragazzo dai capelli argentati, come una volpe ragioni. Ma come ha riferito Giancarlo Da Rui, chi invece era sul campo appunto, i soliti franchising e qualche altro commerciante che forse a fare il proprio dovere quella sera è passato pure per scemo, o almeno tiene davvero alle sorti della propria città. Si sono contati sulle dita di gli altri che hanno preferito inforcare le pantofole “hanno mancato di una mano i teramani che nella notte dei saldi hanno atteso la clientela, rispetto a chi, aprendo i propri negozi alla gente, cerca di far rivivere un che a ben vedere quel sabato del 7 Luglio scorso era ben disposta a centro storico che rischia di essere sempre più abbandonato”. n Corso vecchio, davvero una pena. Ciascun commerciante si sarà fatto i loppissimo. La notte dei saldi con tanto di volpe per chi voleva propri conti: c’è chi quella sera non se la sentiva di pagare gli straordina- usufruire di ulteriori sconti nel centro cittadino ha visto solo una ri alla commessa o più semplicemente non se la sentiva di tagliarle ore miriade e, come si usa dire in tempi di Coppa Interamnia, calei- di relax proprio nel fine settimana. C’è stato pure chi non gli è importato doscopica presenza di umanità strusciante tra i due corsi e le vie nulla di stare lì quella sera, già avvitato nella cruenta sfera disaffettiva di di SATIRA satira Mimmo Attanasii Gli intracomunitari ddo caffì “N on mi fido a venire fino qua con la mia macchina”, disse Zorka. Per solidarietà, l’amica italiana replicò con fare consolatorio: “Mi rendo conto che sarebbe una follia tutti quei chilometri da Praga a Teramo!”. La sfiducia come sinonimo di stanchezza. Scherzi dal parolaio teramano. Non mi fido, a Teramo ha un significato diverso. A Lecco sei di Lecco, da noi sei di Ecco. Nella caffetteria della Stazione di Firenze Santa Maria Novella si narra ancora di quei due, il batterista e lo scuro. L’aria smossa da un Intercity in ritardo mise ordine ai capelli dei viaggiatori. Sopra le rotaie, saltellando come sui carboni ardenti nonostante il sottopasso, i due si avventarono sul bancone: “ ...’ddo caffi ca mo ce ne cascame da lu sonne!”. “You want good strong coffee, like the stuff you find at coffeehouses, minus the hefty price tag, right?” Dura è la vita per gli intracomunitari. Le regole fondamentali ai fini della armonizzazione in ambito europeo sono state previste e basate in particolare sullo scambio di informazioni. Se però ti fai capire. E per capirsi ci vuole un vocabolario poco incline al relativismo. Chi se [email protected] la “fida” a fare una fila di centocinquanta persone mischiate come le pedine della tombola all’ingresso di un CAF per l’IMU? Se regalassero banconote da 5 euro, ci sarebbe meno gente. Per una bolletta che scade si va a gomiti e spintoni. Questa è vita urbana. “Manco se mi paghi...” Una virgola prima del “se” e diventa una assenza qualora si venisse remunerati. Fare presto e in giornata è l’obiettivo di chi ha poco tempo da buttare. Si esce di fretta con le labbra spellate dal filtro della seconda sigaretta, la prima è servita per smuovere l’intestino, ed è comunque una pessima abitudine, fumare e farsi attendere. Chi aspetta si innervosisce a recitare quella parte. E in mente frulla la locuzione da effetto placebo: “Vaje e ‘rving!”. L’equivalente nella City, “Why have wings!” (Perché hanno le ali). Il teramano ha raccolto parole dall’inglese come noci cadute. Così pare. Forse, pare solo a noi. E ci diverte. “Attinde, che te pu ciecà ‘nucchije!”. Una cortese apprensione che oltremanica si insaporisce di tinte surreali: “Attention, The poor chicken hook you!” (Attenzione, il povero pollo si collega). “Scì, scì...”, direte voi distratti dalla sindrome di identificazione. Nel transfert si manifestano gli elementi collegati alla trasmissione dei vissuti. Ogni uomo responsabile dei suoi desideri inconsci e della sua attività psichica potrà traslitterare i fonemi dialettali sulle labbra di Elvis Costello. Trasmigrare a Notting Hill. Sulle note di “♫ She ♪”, nello sguardo da cane bastonato di Hugh Grant e il sorriso halloweenesco di Julia Roberts, raccontarsi a memoria Chagall. Come dovrebbe essere l’amore. La nostra esistenza. “Fluttuare in un cielo blu scuro, con una capra che suona il violino”. A Teramo, invece del violino le capre hanno un telefonino incollato all’orecchio. n 19 n.80 di ECONOMIA Coldiretti informa Più camper negli agriturismi Accordo tra Coldiretti e Apc L’ Raffaello Betti Direttore Coldiretti Teramo n.80 all’iniziativa. L’accordo consentirà, inoltre, alle strutture agrituristiche non ancora attrezzate per l’accoglienza dei camper e delle caravan di potenziare l’ospitalità dedicata a questo segmento di viaggiatori. Il progetto interesserà sia gli agriturismi tradizionali, che metteranno a disposizione per la sosta dei veicoli ricreazionali le proprie aree di parcheggio, e gli agriturismi dotati di aree con servizi base per il rifornimento idrico, elettrico e lo scarico delle acque in cui verrà garantita la sosta breve. Grazie all’accordo, nel mese di giugno, APC e Terranostra segnaleranno tutti gli agriturismi Campagna Amica aderenti all’iniziativa sui rispettivi siti internet http://www.terranostra.it e http://www.sceglilcamper.it, dove sarà presente anche ulteriore materiale informativo. “La collaborazione avviata con Terranostra costituisce per l’Associazione una scelta strategica perché valorizza il camperismo negli agriturismi italiani e incrementa i punti sosta camper di qualità in maniera capillare sul territorio italiano. L’agriturismo rappresenta un segmento turistico totalmente affine alle esigenze dei camperisti, che ricercano, tra le mete preferite, la vacanza all’aria aperta, il contatto con la Associazione Produttori Caravan e Camper e Coldiretti hanno 21 natura e soluzioni di viaggio accessibili tutto l’anno, lontane dai firmato l’accordo di programma nato per incentivare il cam- flussi turistici di massa”. perismo negli agriturismi Campagna Amica di Terranostra e “I viaggi en plein air sono un segmento importante del turismo nel potenziare la microricettività en plein air a livello nazionale. nostro Paese e in costante sviluppo negli ultimi dieci anni. È una forma Una sinergia, quella fra Apc e Coldiretti, che permetterà ai curiosi del di turismo sostenibile, che ben si adatta anche alle aziende agricole e camper style di sperimentare una nuova formula turistica, accessibile agrituristiche che possono mettere a disposizione aree di sosta attrez- 365 giorni all’anno: infatti, viaggiando in camper (a noleggio o di proprie- zate nel verde della campagna, punti di partenza ideali per scoprire il tà) sarà possibile sostare gratis per una notte negli agriturismi aderenti territorio circostante. n di 22 Sergio Scacchia In giro LUOGHI n.80 Annibale e la Via Metella tra leggenda e realtà C [email protected] 1830 dallo storico teramano Niccola Palma, e ricostruito analiticamente sul terreno da Alesi, Calibani e Palermi, nella Guida Escursionistica dei Monti della Laga (1990). Quando, anni fa, m’inerpicai sul Pizzo di Sevo, incontrai un sessantenne molto ardimentoso che si divertiva ancora in montagna. Conosceva il territorio e m’indicò dall’alto la via che, secondo lui, Annibale aveva praticato per arrivare fin qui. Dalle Marche attraverso la Salaria, il percorso partiva dalla cima del Monte Comunitore, per il valico del Passo Chino, inerpicandosi lungo s’incontrano lungo il percorso. Il dislivello e la il costone che tocca la vetta della Macera e resce in Italia, la domanda turistica difficoltà sono minimi, il fondo in asfalto e, in il Pizzutello, sotto Cima Lepri, in un tourbillon d’itinerari che colleghino emergenze parte, in terra battuta. Nullo il traffico. d’incredibili ascese e discese. storico-architettoniche con luoghi d’in- Costituisce un esempio, per tutti gli altri Ciò che colpì la mia fantasia fu il “come” il teresse paesaggistico e naturalistico. comuni, di come si possa valorizzare un condottiero avesse fatto arrampicare fin lì gli Solo poche amministrazioni della provincia percorso esistente con poca spesa. Può elefanti, tant’è che il mio interlocutore disse teramana si stanno muovendo per promuove- costituire il primo ramo di una rete di strade subito che molti animali e soldati perdettero re qualcosa del genere. alternative (green way). la vita per il freddo e gli indicibili sacrifici. Nelle vallate del Salinello e del Vibrata, ricche Ma l’itinerario più affascinante per chi cammi- di paesaggi agresti e centri storici, spostarsi a na a piedi è l’antico tracciato della via Metella. cavallo, in bicicletta o a piedi, è già realtà, pur Tra le due montagne del Gorzano e di Pizzo mancando una vera e propria rete di percorsi di Sevo, nei monti della Laga, si snoda il alternativi al traffico motorizzato. cosiddetto “valico di Annibale”, chiamato così A scavalco tra le valli del Salinello e del in ricordo del probabile passaggio del famoso Vibrata, esiste un percorso nel comune di condottiero. Sant’Omero a piedi, in mountain bike o a L’ipotesi storica nacque dal ritrovamento, di cavallo: è la Via delle Pinciare. un miliario romano che riportava la distanza Il nome deriva da alcuni affascinanti casali dalla capitale, ritrovato sotto la montagna di realizzati in terra cruda (le pinciare o pinciaie), Cima Lepri. tipici dell’architettura “povera” abruzzese, che La via antica della Salaria fu studiata nel Il maturo escursionista m’indicò il guado in cui il condottiero sarebbe passato per distendere le sue falangi armate nelle colline del Vibrata, un angusto passaggio a sud del Pizzo di Sevo. Secondo lui, la vera “Salaria” era proprio questa: antichissima arteria, caduta in disuso perché troppo selvaggia, scavalcante la dorsale della Laga fino alla costa adriatica. Un territorio troppo aspro, tra monasteri incastonati nelle montagne, paesini arrampicati su speroni di roccia, castelli che punteggiano le alture. In mezzo a grandi faggete e prati, dovette sostenersi una battaglia, dove si fronteggiarono uno stratega abilissimo come Annibale e il console romano Quinto Fabio Massimo, che tutti conoscono come il “temporeggiatore”. La battaglia secondo la leggenda (o realtà?) Cuneo della Gola del Salinello Ruderi di Castel Manfrino Molti storici hanno asserito che su questa La via Metella che collega direttamente la via che proseguiva per il crinale del Ceppo, costa abruzzese di Giulianova, attraverso toccando Castel Manfrino, antico “castrum S. Omero, alla Salaria, zona amatriciana, 23 Romano”, attraverso le selvagge gole attraversando i Monti della Laga, è oggetto del Salinello, dovette avventurarsi l’eroe di un trekking ideato dal C.A.I. di Ascoli. n.80 cartaginese. A cavallo tra il teramano e la provincia Il quale decise di attraversare le pericolose reatina, il primo giorno si percorrono le Gole del Salinello da Ripe, giungendo, attraverso Macchia da Sole, all’ostello di Leofara. Il secondo giorno si raggiunge, per Imposte e Ciarelli, la località Ceppo, dove ci si può fermare all’Ostello. Il terzo giorno si affrontano le pendici della Laga, scavalcando la catena sul famoso Guado di Annibale, scendendo in località Capricchia di Amatrice. n Case di terra falesie di sotto a Macchia, pur di accelerare il suo arrivo verso l’Adriatico. Il confine tra il Piceno e il Pretuzio era anche libero da trupfu il prologo di quella ben più sanguinaria di pe nemiche date le innumerevoli leggende di Canne, dove il capo dei Cartaginesi, con forze mostri mitologici che s’inerpicavano sui con- inferiori di numero (ca. 35.000 uomini), riportò trafforti del Foltrone e del Girella alla ricerca sui Romani, presentatisi alla battaglia con di malcapitati viaggiatori. Evidentemente, un esercito forte di ca. 50.000 uomini, una Annibale e, più tardi, il grande Manfredi non strepitosa vittoria. avevano di queste paure. di 24 Luca Cialini Parliamo di Musica MUSICA n.80 Hard Rock (parte 2) [email protected] Parliamo di una Band (speciale) HAWKWIND Forse alcuni di voi li ricordano vagamente poiché vi militò un bassi- G sta di nome Lemmy Kilmister. retta e marcata, dove band e artisti solisti spostano il loro interesse verso Nella fattispecie, gli Hawkwind, furono tra i primissimi gruppi a me- sonorità dure, chitarre più distorte, voci più roche e spinte, ritmiche veloci scolare musica elettronica e psichedelica (o anche space) a sonorità e anche tanta sperimentazione. Hard Rock, ma questo accadde però nel secondo periodo della band, Band come the who, the kinks, cream, yardbirds, johnny winter, furono infatti inizialmente le sonorità, rispecchiavano quelle che già da fautori di quella sonorità che poi divenne appunto Hard Rock, come già prima avevano percorso gli intramontabili Pink Floyd. accennato, ma band come deep purple, led zeppelin, black sabbath, Album di debutto nel 1970 fu “hawkwind”, ma il vero successo arrivò ormai conosciute in tutto il mondo, portano il suono Hard Rock sempre nel 1971 con “in search of space” che entrò dritto – dritto al 20° più in là, tante altre band nel corso degli anni ‘70 furono in un certo senso posto delle classifiche inglesi. In questo periodo, come accennato ammaliate dal fiorente Hard Rock, e se la chitarra infiammata di Jimi sopra, oltre a marcato sound psichedelico ed elettronico, la band Hendrix e la voce potente e sensuale di Janis Joplin colpirono nel segno, volge lo sguardo alla fantascienza, come il titolo dell’album lascia all’orizzonte si intravede la minuta figura dell’Heavy Metal. intravedere. Dal rock duro dei The Mountain, passiamo per band come Judas Priest, Nel 1973 la svolta sonora coincide con l’ingresso nella band del UFO, Hawkwind, Motorhead, Thin Lizzy e tanti, tanti altri che contribuirono bassista (e voce) Lemmy Kilmister e del batterista Simon King, che a dare vita all’Hard Rock spingendolo (nel caso degli Hawkwind) in territori apportarono alla band una forte influenza Hard Rock, con cui incisero contaminati da rumori, synth, psichedelia e tanto altro. Anche la ricerca “doremi fasol latido”, spettacolare fu il concerto tenuto al Roundhou- del suono sempre più duro fece crescere il mercato degli amplificatori in se di Londra dove, con l’ausilio di altri artisti, ballerine ecc. suonaro- particolar modo, ma anche delle batterie, chitarre e bassi, marchi impor- no con uno sfondo fantascientifico. Da ricordare anche l’inossidabile tanti infatti crearono nuovi strumenti, evoluti e in grado di “reggere il tiro”. collaborazione con l’allora scrittore di fantascienza underground, Anche il modo di suonare porta nuovi stili e specifiche tecniche, come ad Michael Moorcock, che aiutò la band sia nelle copertine sia nei con- esempio l’utilizzo della doppia cassa (o gran cassa) nella batteria, già usa- certi live, allestendo scenografie fantascientifiche. ta nel passato ma adesso ancor più marcata, o da riff di chitarra sempre Da qui in poi per la band si profilano grandi concerti, e la verve hard più corposi e diretti – uno stile che prese piede proprio in quel periodo rock più marcata, ma già sul finire degli anni ’70 la band torna ai è chiamato palm muted. Assoli più vistosi e complessi, voci più marcate nefasti del passato, accostando leggermente le sonorità Hard, per (come non ricordare la voce di Ian Gillan dei Deep Purple specialmente in far posto a parti più psichedeliche o Space. Ancora oggi la band “child in time”) e aggressive. suona ed è sempre attiva, nel 1975 Lemmy Kilmister, abbandona la Dunque l’Hard Rock esplode ma il percorso è breve e intenso, perché dal- band dopo l’arresto in Canada per possesso di stupefacenti, più tardi la metà degli anni ’70 troviamo svariate contaminazioni e nuove sonorità. formerà i Motorhead. n La band muove i primi passi nel 1969 a Londra, dall’incontro di Dave iunti dritti – dritti agli anni ’70, per l’esattezza nella prima metà, Brock e Mick Slattery che facevano parte della scena psichedelica di ecco l’evoluzione dell’Hard Rock. quel tempo. Oltre a questa passione che li accomuna, i due trovano Da una situazione influenzata dal blues e dallo stile più classico in Terry Ollis – batteria – Nik Turner – flauto, sassofono e tastiere – del rock made Beatles e Rolling Stones, passiamo ad una più di- Michael Davies – tastiere e sintetizzatori, i membri adatti al gruppo. di PREZIOSITÀ L’oggetto del desiderio I Il Turchese Carmine Goderecci di Oro e Argento 25 n.80 particolarità di virare verso tonalità verdastre a contatto con l’aria e con la luce, con i cosmetici e con il calore: si parla in questo caso di “turchese morta”. Tuttavia grazie alla sua porosità è piuttosto semplice rinforzarne artificialmente il colore e indurirne la consistenza mediante specifici trattamenti che appunto, ne chiudono i pori e ne esaltano il colore. Eseguiti questi interventi a scopo protettivo, la l nome di questa gemma deriva dalla Turchia, gemma si definisce “turchese stabilizzata”. il luogo dove nell’antichità venivano estratte Dopo il diamante la turchese è la pietra con le turchesi per poi essere trasportate in maggior numero di imitazioni: gli Egizi usavano Europa. la ceramica, poi furono impiegati i vetri e la La turchese è un minerale dal tipico colore azzur- plastica, oggi sono diffuse le “turchesi ricosti- ro, talvolta con venature brune o nere. Si presen- tuite”, un impasto di polvere di turchese, pla- ta in noduli o masse reniformi dal colore opaco stica e collanti. Le pietre trattate e ricostituite, o appena traslucido, in una gamma proprio, nate per soddisfare un mercato in continua che naturalmente è la qualità meno pregiata da espansione, devono essere commercializzate usare in gioielleria. Il colore azzurro uniforme è come tali, cioè con un prezzo nettamente piuttosto raro, solitamente il minerale è percorso inferiore a quello della turchese naturale. da piccoli filoni brunastri disposti a ragnatela, in La turchese è solitamente tagliata a cabo- questo caso si tratta di “turchese matrice”. chon, a sfere a cilindretti o a grani irregolari I giacimenti che forniscono la qualità migliore di per realizzare collane. Pietra molto amata turchese sono quelli antichissimi del Sinai egizia- nell’Ottocento quando si usavano i gioielli no e dell’Iran, ma ci sono giacimenti anche nel sentimentali perché il suo colore ricordava il Nuovo Messico, in Arizona e in Nevada. nontiscordardimé. Questa gemma porosa, che deve il suo colore I Navajos dell’Arizona la definiscono “lembo di alla presenza del ferro e del rame, ha la sua cielo caduto in terra”. n di 26 Personaggi Teramani ATTUALITÀ n.80 La storia di Augusto Ferrante Allo storico bar comunale è stata consegnata un’ingiunzione di sfratto A Maurizio Di Biagio [email protected] senza intrigare, discreto, professionale. “Che bello l’avanspettacolo di allora; eccezionali e arguti i film che Gianni Gaspari selezionava per il cinema e l’atmosfera era discreta e bella, fumosa e con i cappotti lunghi e neri”. Dal 1961 serve indefessamente granite, caffè e gelati, fino ad oggi che di anni ne ha 70 e può essere considerato l’esercente più anziano a Teramo. Lui fu il primo in città a destinare la vetrina al servizio gelati direttamente su strada: e fu un successo, orde di ragazzi negli anni ’70 s’accapigliavano nei jeans a zampa d’elefante per afferrare un cono e affrontare la calura che a ben ricordare a quei tempi pareva meno infiammata di oggi. Era lì, nel Cineteatro Comunale, assieme al sindaco Gambacorta nel giorno dell’inaugurazione, confidando nell’eternità. Emozione che dovrà forse abbandonare, visto che il Comune di Teramo, dopo 51 anni di onesta attività commerciale, da più di tre anni non ha inteso rinnovare ad Augusto Ferrante il contratto di locazione, anzi facendogli recapitare un’ingiunzione di sfratto: ora se la vedranno tutti in Tribunale, come nemici qualsiasi. Ma lui, buongiorno buonasera, non molla: non si sente affatto un abusivo, d’altronde quell’angolo è storicizzato, da mezzo secolo è suo, e per non dare adito a strane manovre di palazzo continua regolarmente a pagare il suo Teramo, ma in tutti i paesoni di questo mondo, i nomi che affitto mensile. A Piazza Orsini si t’affibbiano ti rimangono appiccicati per tutta un’esistenza e grattano il capo perplessi: “Vabbè spesso anche oltre, non muoiono con te ma proseguono di - gli dicono - consideriamo questa vita propria nella letteratura folcloristica di una tribù che vive somma come un rimborso per di ricordi di pancia. le spese legali”. Augusto non ha Buongiorno Buonasera, alias Augusto Ferrante, proprietario del bar potuto rinnovare il suo bar, viste Comunale, quell’appellativo se lo guadagnò sul campo un giorno di le pendenze. “Ho parlato con il Settembre di un anno che non ricorda, quando con la testa immersa sindaco, con il suo vice, con gli nelle incombenze di bicchieri da riempire e di aperitivi da servire, assessori, mostrando il mio caso, percepì il farraginoso fruscio di una porta che andava timidamen- ma nessuno ha fatto qualcosa”. A te spalancandosi. Lui, di riflesso, annunciò il suo tipico saluto, soli due passi, sempre all’interno come uno squillo di tromba, che sia mezzanotte o solo le undici di dello stabile, il feeling dei nostri mattina, spianando un sorriso avvolgente da venditore americano amministratori nei confronti di chi in quell’accento che intimidisce pure, perché senza alcuna infles- gestisce un’area commerciale è sione dialettale. Solo che dalla porta non entrò nessuno e i clienti scoppiarono in una fragorosa risata: da quel giorno Augusto non si Ma lui, buongiorno buonasera, non molla: non si sente affatto un abusivo, d’altronde quell’angolo è storicizzato, da mezzo secolo è suo... ben diversa: è di pochi giorni fa la notizia dello sconto di 128 mila euro sull’affitto per due anni attuato chiamò più Augusto “ma buongior- dal Comune di Teramo nei confronti della catena commerciale no buonasera: è questa in fondo la Oviesse. storia del mio soprannome” allarga un Sulla vicenda interviene il presidente dell’associazione Bella Teramo, ulteriore ghigno benevolo. Una cortina Enzo D’Ignazio: “Chiedo che siano tutelati i diritti di Augusto Ferrante di capelli composti e bianchi, rigida ad esercitare la sua professione commerciale lì dove è rimasto per nel tempo, una presenza discreta che 51 anni – fa sapere D’Ignazio - soprattutto ora che l’amministrazione pare non voler mai dare inciampo ai utilizzerà otto milioni dei nostri euro per ristrutturare il Cineteatro. tuoi problemi, Augusto Ferrante, da Le altre attività sono state tutelate mentre la sua no: vorrei sapere il 51 anni nel suo piccolo bar, incasto- perché di questo diverso atteggiamento”. Infine l’associazione Bella nato in una sorta di sottoscala del Teramo rileva che “nei confronti di Ferrante sono state messe in Cineteatro Comunale, ha dato del “tu” campo azioni che lo stanno spingendo verso l’impossibilità di sanare ad attori come Alberto Sordi e Monica la presunta morosità”. “La mia vita è una vita di lavoro” chiude Augu- Vitti, a Sergio Leone e Gigi Proietti, a sto a casa sua. Renato Rascell e Gianni Morandi, ma Sarà molto difficile vederlo da qualche altra parte ad annunciare il anche a chansonnier come Gino Paoli e cantanti come Little Tony. suo rispettoso buongiorno buonasera. È un peccato che si debba Spesso era pronto con i suoi cachet per i mal di testa: “Gli attori preferire il business, sempre, scalzando memorie, sorrisi, caffè, pa- soprattutto me ne chiedevano in quantità industriale prima di entra- nini col prosciutto, lustrini, pallettes, forse per qualcuno che renderà re in scena ma anche dopo”. Un caffè e un buongiorno buonasera quello spazio sicuramente più lustro ma inevitabilmente vuoto. n a cura di CULTURA Note linguistiche Parole che provengono dal greco M olte sono le parole della nostra lingua che derivano dal greco. Si tratta per lo più di parole composte. Vocaboli come archeologia, teologia, speleologia hanno una componente fissa, la parola - logia (dal greco lógos ) = studio, trattazione, unita di volta in volta ad un’altra. La loro combinazione origina una parola nuova. Così archeologia è la “disciplina che studia l’antichità” arkàios; teologia la filosofia che ha come oggetto delle sue riflessioni “Dio” = Theós; speleologia la “scienza che si interessa dello studio delle grotte” = spélaion. Maria Gabriella Di Flaviano [email protected] 27 n.80 Cardiogramma, encefalogramma hanno fissa la componente gramma che deriva dal greco gràphei = scrivere. Così cardiogramma significa “tracciato dal cuore = cardios; encefalogramma “tracciato del cervello” = enképhalos. Epilogo, epigrafe, epidemia sono vocaboli composti, anziché da due parole, da un prefisso epì = sopra e da una parola. Per cui epilogo significa conclusione da epì più logos = “discorso aggiunto sopra, conclusivo”; epigrafe, iscrizione, da epì + gràphein = scrivere sopra; epidemia, malattia collettiva, da epì + demos = “sopra il popolo, sopra la collettività”. Molti sono anche i vocaboli che derivano dalla fusione di parole o prefissi latini con parole o prefissi grechi: Televideo = Tele, in greco lontano + Video, in latino vedo Neonato = Neos, in greco nuovo + natus, in latino nato Monocolo = Monos, in greco uno + oculus, in latino occhio La conquista della Grecia da parte dell’Impero romano fu causa di grande arricchimento culturale per la civiltà romana. Benché si fosse dimostrata più forte militarmente, Roma non poté non riconoscere la superiorità intellettuale e culturale di questa terra civilissima. Tale atteggiamento non è cambiato nel corso del tempo e per secoli si è ricorsi alla lingua greca per definire i nuovi ritrovati della medicina, della scienza e della tecnologia. n di 28 La novità CINEMA n.80 Victoria apparente Il Buio dei Lumi Leonardo Persia [email protected] quattro discendenti à la Whale dell’uomo, freak decaduti capitanati dalla patriarca Elizabeth (Michelle Pfeiffer), annaspano invece in un’epoca di freak più luccicanti. E’ l’era del glam-rock, della stravaganza eletta a statuto. Dove presto, per accidentato risveglio, arriva il vecchio parente, inscatolato in una bara da 200 anni, «196 per l’esattezza». La cupa luccicanza della M di McDonald’s gli sembra (è) il simbolo di Mefistofele. Altri demoni dominano. Non più Fritz Lang. Una nuova family life. Sono le donne, almeno apparentemente, a comandare. I vecchi capifamiglia maschi sono incolori. Non mancano tuttavia le ragazze reiette, i bambini incompresi. O i domestici, vecchissimi, silenti. E frivole dottoresse specializzate in disagio. Diciamo che emarginati ed emarginazione ‘70 hanno un riflesso nel mercato. Il rock, il ’68, l’assistenza sociale. Barna- impossibile e spericolato, come da incipit. Dall’alto della rupe, con desti- Per cui la vecchia sanguisuga sfodera ancora i suoi artigli classisti e con- nazione scogliere Hammer: romantiche ma gotiche, d’amore ma horror. servatori, pre-nazisti. Fa fuori gli operai che gli aprono la bara, un gruppo bas diventa un fotogramma di film muto incistato in un contesto post- e ‘700: un decennio a confronto con un secolo. Tim Bur- modern, meraviglia delle scenografie di Rick Heinrichs e della fotografia ton li collega attraverso un vampiro no-sferatu, creatura di Bruno Delbonnel, oltre che dei truccatori. Ha il capello frangettato del che lo specchio non riflette. I Lumi si spengono e il dark Cesare di Caligari, un padrone asservito, potente impotente. si accende. Dark Shadows è un vero e proprio tuffo Acqua iniziale che trasmuta in fiamme di hippies (scemi, a dire il vero, fans ortodos- finali, maschile versus femminile. Corman si di Erich Segal), la psic (Helena Bonham- da Poe, Rebecca di Hitch e Daphne du Carter) che lo sfida sul versante dell’eterna Marier, Dario Argento delle tre madri. Il vec- giovinezza (cioè del Potere, maschile). Il chio e il nuovo (mondo) si rincorrono, così vampiro perde la cronologia, non i canini. come vecchie e nuove forme di dominio, Coazione a ripetere, riflesso condizionato. E’ di seduzione e di Capitale. Da una vecchia l’inconscio collettivo stratificato a muovere serie tv di Dan Curtis, riadattata da Seth lui come tutto il nuovo (!) che lo circonda. Il Gravame-Smith, specialista nel rimescolare suo è un viaggio inconsapevole nelle mera- epoche (l’autore di Orgoglio e pregiudi- viglie dell’oscurantismo di un decennio che zio e Zombie). doveva essere rivoluzionario, proprio come il secolo sinistramente «illuminato» da cui L’aristocratico Barnabas Collins (Johnny proviene. Meraviglie sconsolate, dove Alice Depp), inglese nel Maine per fini com- diventa Alice Cooper, che il nobile, pensando merciali, si precipita a soccorrere l’amata appartenere al gentil sesso, definisce «la Josette (Bella Heathcote), spinta giù da un più brutta donna che abbia mai visto. Un incantesimo, lo stesso che renderà l’uomo, vecchio vampiro, in fondo tenero. Persino al momento della caduta, un vampiro salvifico. Il «morto» è sempre più «vivo» immortale. La diabolica Angelique (Eva Gre- nell’universo burtoniano di sposi cadaveri. en), ossimoro vivente, domestica sedotta O di cadaveri che si amano. e abbandonata dal nobile, ha compiuto il maleficio. O forse la tipizzazione dei perso- L’attacco del film è immerso in una ragna- naggi è un’inevitabile concretizzazione di tela di movimenti di macchina virtuosistici, stati d’essere simbolici. Lui vampiro, cioè in un montaggio delle «attrazioni» fatali, seduttore succhiasangue, capitalista; lei tripudio di sentimenti opposti, apollinei ribelle, ergo strega. Un gioco di relazione e contemporaneamente dionisiaci. Testa padrone/serva dove predominano introie- e cuore. Burton coniuga i toni giocosi di zioni, proiezioni, contagi e scambi di ruolo. In stile Harold Pinter. Jung, Alice con l’oscurità soffocante di Sweeney Tod. Entrambi film poco giustamente, aveva visto nella strega un’affermazione negata, la pura riusciti. Qui invece i toni si risollevano, l’opera rifulge in un passato rappresentazione dell’anima maschile. Smania del possesso e della futuro. I titoli di testa catapultano il film in un viaggio del tempo. L’oltre- competitività compresi. passaggio è dato dal treno, su cui viaggia Victoria, reincarnazione di Josette (ma si tratta, fondamentalmente, di archetipi psicologici), la Nel XVIII secolo la vittima è lei, nel 1972 lui. La strega, guarda caso, è di- ragazza di New York considerata strega dai genitori, in fuga verso il Mai- ventata un’imprenditrice, iper-liberista concorrente spietata dell’azienda ne, per far da tata al disadattato bambino discendente di Barnabas. La ittica fondata dall’ex dominatore. In una grottesca old dark house, i musica goticheggiante di Danny Elfmann sfocia nel commento musicale all’infinito. La storia d’amore tra pericolosi, 29 opposti poli d’attrazione continua e continue- n.80 alla perfezione le ombre buie del titolo. Ma non c’è buio senza luce, né luce senza buio, rà. La vittoria finale è data proprio da Victoria, stesso nome(n omen!) della sposa legittima insidiata da e ne La sposa cadavere. Victoria, come nell’altro film, riconquista lo sposo. Il quale rifiuta il cuore offertogli (alla lettera) da Angelique, intrappolata in un gigantesco lampadario rovesciatosi (la caduta dei lumi?), e frantumata (alla lettera) anche lei. E tuttavia la fanciulla innocente viene a dei Moody Blues, esplicito: Nights in White Barry White (anacronistica: You’re the First, Satin… never reach the end. the Last, My Everything è del 1974), una messa a morte del set, fa ridere e inquieta, ri- E’ il trionfo del ripetersi, dell’eterno ritorno di corda il vecchio, bellissimo Batman 2. Poggia un fantasma d’amore di classe. Senza fine. sull’invisibile distruttivo di un eros impossibi- Il triangolo, tipico dell’autore, ha lati tanto lito a fondersi (vertici opposti) e che quindi ha spigolosi e affilati quanto più il film tende altri stimoli, è libidinoso d’altro. Anche la dot- all’apparente inoffensività. Si tratta della pe- toressa di Helena Bonham Carter, ipnotizzata ricolosa figura geometrica del maschile che, dall’eterna giovinezza, oltrepassa la frontiera se rovesciato, diventa simbolo del femminile. delle nuove, asessuate «attrazioni». sua volta vampirizzata. Per evitarle la morte, dice il testo. O per continuare ancora il male- Contiguità agli estremi. Così lontani, così vicini. Quell’amplesso vorticoso e cartoo- E’ nostalgico, seriale (in tutti i sensi) e ficio, suggerisce il sub-testo. Il padrone non sa nesco tra gli amanti ritrovati, su musica di malinconico il quadro d’insieme, riassume amare. E neppure la vittima consenziente. n di 30 Basket SPORT n.80 14 luglio ultimo giorno utile per salvare la serie A Bebè Martorelli [email protected] organizzativo. Tra le posizioni di tutto quello che si è detto e si dice in città resta una sola cosa e forse la più importante:è che qualcuno ci ha rimesso le penne, ma ne è valsa proprio la pena, che questa società per farsi grande tra le grandi ora sta rischiando di scomparire. D’altronde, tornando indietro nel tempo, quando l’Avv. Carlo Antonetti iniziò l’avventura in serie A disse che il Basket è impresa, ribadito in un articolo- intervista di Silvio Bellano su Abruzzo Economia di qualche anno fa. ” Una bella storia, una passione infinita, un sogno divenuto realtà”. Il motto del Teramo Basket L’ rispecchia animo e stile del Presidente che ha condotto in pochi anni la nostra città. Dopo i vari e ripetuti appelli del Presidente Lino Pellecchia Da come si evince, è stata una sfida che ha avuto anche momenti di trovare uno sponsor o addirittura cercare di creare un Consorzio importanti ed esaltanti ma che alla fine si è persa e si sta perdendo. d’Imprese appassionate, volenterose e capaci di rilevare la società di Via Ora, riprendendo il discorso sul futuro della società, va considerato De Albentiis, (come d’altronde stanno facendo o stanno tentando di fare che, ammesso il caso la documentazione presentata per l’iscrizione al in altre città come Varese, Bologna, Avellino e in altre realtà che stanno campionato di serie A dovesse essere accolta, gli organi federali hanno attraversando in un certo qual modo quasi le stesse disavventure già fatto sapere ed annunciato con anticipo alla Teramo Basket una pe- economiche della Teramo Basket) sembrano per il momento caduti nel nalizzazione di 8 punti da scontare nel prossimo campionato di serie A. vuoto nonostante l’appoggio anche delle Istituzioni locali. Quest’ultima nota negativa è dovuta al mancato versamento di 600 mila Capiamo che i tempi non sono dei migliori per tutti e questo si ripercuo- Euro che la Teramo Basket avrebbe dovuto effettuare entro il termine te negativamente in qualsiasi iniziativa da intraprendere e rende tutto del 16 maggio, per contributi fiscali e questo non è stato fatto. Piove particolarmente complicato. sul bagnato e il tutto non depone certamente a favore di questa società Nel frattempo, però, il Presidente Pellecchia, prima di arrendersi del quando il 14 luglio il Consiglio federale deciderà sulla permanenza o tutto, ha adempiuto ad alcuni atti amministrativi che non comportano meno nel gotha della Pallacanestro Italiana. esborsi di contante: ha presentato entro i termini del 31 maggio la do- Si sono conclusi i play off scudetto. Il tricolore se lo è aggiudicato Siena, cumentazione fiscale che dovrà essere controllata dalla ”Commissione dominio assoluto. Facendo un conto globale è la sesta volta consecu- Tecnica di Controllo” per l’iscrizione alla serie A, come d’altronde hanno tiva che Siena si aggiudica il titolo ed in 9 anni ben 7 volte è riuscita a fatto tutte le altre società che hanno diritto a disputare il prossimo Cam- conquistarlo. A tal proposito, avendo seguito con attenzione le finali, pionato della massima serie 2012/2013; ha fatto pervenire agli organi non nascondo di aver avvertito, da vero tifoso teramano, un senso di federali competenti anche l’iscrizione al campionato dilettantistico, per scoramento. Il solo pensiero che il massimo campionato prossima- capirci serie C2, e questo pensiamo sia l’ultimo atto dovuto tanto per mente si potrà vedere solo attraverso il mezzo televisivo e non più al non far scomparire del tutto dal panorama della pallacanestro italiana PalaScapriano oramai abbandonato a se stesso, con intorno erba alta ed questa società che per nove anni ha saputo competere a livello di realtà incolta e con il piazzale del parcheggio che qualcuno sta già attrezzando metropolitane molto più attrezzate sia economicamente che dal lato per future sagre. n formazione dal dilettantismo alla permanenza in serie A, creando una agonia della Teramo Basket sembra, purtroppo, non avere mai struttura societaria solida che affronta le sfide con forza progettuale… fine perchè dopo le ultime vicissitudini tutto sembra remare poi segue un lungo articolo dove vengono esaltate le doti del Presidente contro la società teramana ed è diventato ancora più complica- e di tutto l’ambiente di Teramo sportiva ed economica. Articolo che io to cercare di salvare una realtà che dopotutto ha dato lustro alla conservo gelosamente tra i miei ricordi più belli per non dimenticare.