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Parere Tecnico - Comune di Mazzano

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Parere Tecnico - Comune di Mazzano
Oggetto:
Parere Tecnico
Commessa
15.1260
Rev.0
Descrizione:
Parere tecnico su
Valutazione di Impatto Sanitario
Procedura di VIA 959-RL
Data: maggio 2015
Gli autori:
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S OM M AR I O
1. PREMESSA ...................................................................................................................3
2. PARERE TECNICO SUI DATI SU CUI SI BASA LA VALUTAZIONE DI IMPATTO
SANITARIO ...................................................................................................................4
A.1. DEPOSIZIONE SECCA........................................................................................... 4
A.2. DEPOSIZIONE UMIDA ........................................................................................... 5
3. PARERE TECNICO SU VALUTAZIONE DI IMPATTO SANITARIO ............................6
4. CONCLUSIONI ..............................................................................................................8
5. ALLEGATI ...................................................................................................................10
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1. PREMESSA
La presente relazione fornisce un parere tecnico in merito alla valutazione di impatto sanitario di
cui all’allegato AI06 dello Studio di Impatto Ambientale-domanda di AIA dell’azienda Portamb S.r.l.
(Procedura di VIA 959-RL relativa a “Progetto di delocalizzazione di in impianto esistente di
trattamento rifiuti in località ex cava Florio/Felce nel comune di Mazzano (BS)”).
Il parere è strutturato in due parti, la prima inerente l’analisi dei dati di partenza su cui si basa la
valutazione di impatto sanitario, la seconda inerente la metodologia seguita per la valutazione.
La prima e la seconda parte sono state redatte rispettivamente dalla Dott.ssa Anna Cavaggion e
dal Dott. Edoardo Bai, di cui si riportano i curricula in allegato alla relazione.
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2. PARERE TECNICO SUI DATI SU CUI SI BASA LA VALUTAZIONE DI
IMPATTO SANITARIO
I cap. 2 e 3 della valutazione di impatto sanitario, rispettivamente “Valutazione dell’impatto sulla
salute” e “Valutazione dell’impatto sulla catena alimentare”, basano tutte le considerazioni sulle
stime di concentrazioni di inquinanti ricavate dall’applicazione del modello di dispersione in
atmosfera e ricaduta al suolo delle emissioni.
Riguardo all’applicazione del modello di dispersione in atmosfera, si riconfermano le richieste di
integrazione già avanzate nei pareri tecnici inerenti “Studio di Impatto Ambientale e domanda di
AIA” (RI01 – gennaio 2015) Stime emissive inquinanti atmosferici”, senza le quali non è possibile
concordare con le conclusioni di riduzione dell’impatto sanitario o di trascurabilità dell’impatto cui si
perviene nell’allegato AI06.
Si avanzano inoltre considerazioni aggiuntive inerenti l’applicazione dell’algoritmo di ricaduta degli
inquinanti, ovvero sulle modalità con le quali sono state stimate le ricadute al suolo di polveri a
partire dal quantitativo disperso in atmosfera, dato su cui sono basate tutte le considerazioni di cui
al cap. 3 “Valutazione dell’impatto sulla catena alimentare”.
Il modello Aermod, utilizzato per la simulazione della dispersione delle polveri, prevede un
algoritmo che stima l’entità della ricaduta al suolo sulla base del quantitativo presente in
atmosfera, suddividendo i meccanismi di deposizione in “deposizione secca” e “deposizione
umida”.
In allegato, si riporta un estratto del manuale d’uso del modello, in cui è descritto nel dettaglio
l’algoritmo utilizzato da Aermod.
A.1. DEPOSIZIONE SECCA
L’applicazione dell’algoritmo per la deposizione secca richiede l’inserimento in input in Aermod di
dati aggiuntivi rispetto a quelli descritti nella relazione AI07 “Valutazione previsionale di impatto
odorigeno e atmosferico”, riguardanti in particolar modo la caratterizzazione del particolato e
parametri meteorologici che influenzano la velocità di deposizione dello stesso.
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Per quanto riguarda le caratteristiche del particolato, per una corretta applicazione dell’algoritmo, il
modello chiede di definire la distribuzione dimensionale e la densità del particolato emesso, sulla
base della quale è scelta una metodologia di calcolo fra due metodi proposti (metodo 1 e 2, si
veda allegato).
I dati metereologici aggiuntivi da inserire in input per il calcolo del flusso di deposizione secca sono
invece rugosità superficiale, velocità di attrito, lunghezza di Monin-Obukhov, velocità convettiva,
pressione atmosferica (dati orari).
Nella relazione AI07 non si trovano informazioni riguardo al metodo scelto e al dataset
meteorologico da cui sono state ricavate le grandezze meteorologiche di cui sopra.
Ai fini di una valutazione della corretta applicazione dell’algoritmo di calcolo inerente la
deposizione secca di particolato si richiedono informazioni aggiuntive sulle modalità di calcolo
utilizzate per la velocità di deposizione (metodo 1 o 2, in allegato), sulla distribuzione dimensionale
e densità del particolato considerata e sulle fonti da cui è stata desunta, sui dati meteorologici
aggiuntivi richiesti dall’algoritmo per il calcolo del flusso di deposizione secca (rugosità superficiale,
velocità di attrito, lunghezza di Monin-Obukhov, velocità convettiva, pressione atmosferica) e sulle
fonti da cui sono state ricavate queste variabili del dataset meteorologico
A.2. DEPOSIZIONE UMIDA
Il flusso di deposizione umida è calcolato da Aermod a partire dal tasso di precipitazione, dal
coefficiente di washout del particolato e dalla concentrazione media del particolato presente nella
colonna d’aria. L’applicazione corretta dell’algoritmo per la deposizione umida richiede quindi
l’inserimento in input nel modello di dati aggiuntivi rispetto a quelli descritti nella relazione AI07
“Valutazione previsionale di impatto odorigeno e atmosferico”, riguardanti il tasso orario di
precipitazione (in mm/ora) per il periodo di simulazione e la distribuzione dimensionale del
particolato.
Ai fini di una valutazione della corretta applicazione dell’algoritmo di calcolo inerente la
deposizione umida di particolato si richiedono informazioni aggiuntive sulla distribuzione
dimensionale del particolato e sul dataset meteorologico inerente il dato di precipitazioni orarie nel
dominio di calcolo per il periodo di riferimento della simulazione.
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3. PARERE TECNICO SU VALUTAZIONE DI IMPATTO SANITARIO
L’azienda Portamb ha presentato una valutazione di impatto sanitario a firma del prof. La Vecchia
Carlo e Prof. Angelo Moretto.
La relazione contiene una valutazione dello stato di salute della popolazione residente effettuata
con una verifica della morbilità e della mortalità. Per la morbosità i dati sono derivato dalle SDO
(Sistema Dimissioni Ospedaliere) e per la mortalità dal registro distrettuale di mortalità del Comune
di Brescia.
I risultati segnalano un aumento, rispetto all’atteso, delle malattie non neoplastiche dell’apparato
respiratorio, statisticamente significativo. Gli autori mettono in rilievo il fatto che i dati utilizzati,
provenienti dalle SDO, non sono completamente affidabili. Non si comprende il rilievo. Se non
sono affidabili per il polmone non lo sono neanche per le altre patologie prese in considerazione,
perciò tutto lo studio perde di validità. Anche per l’atlante distrettuale di mortalità va fatto osservare
che sebbene comprenda 4 comuni, fra quelli interessati, comprende anche altre realtà e perciò i
dati raccolti peccano anch’essi di una certa imprecisione.
Pur con queste limitazioni, lo studio effettuato può essere ritenuto riferimento per la valutazione di
danno sanitario, elemento utile per la valutazione di impatto, che va però centrata sulle previsioni
di futuri possibili effetti sulla salute dei cittadini interessati piuttosto che sulla fotografia del loro
attuale stato di salute.
Va poi notato che, nel prendere in considerazione lo stato di salute di una popolazione, devono
essere presi in considerazione anche gli effetti sulla salute degli impianti esistenti, per una corretta
valutazione del danno sanitario pregresso. In questo senso, ad esempio, a Montichiari esiste una
concentrazione altissima di discariche, e nei comuni di Mazzano e Rezzato è stato effettuato uno
studio sull’impatto sanitario di un cementificio che ha provocato danno alla salute dei cittadini
abitanti nelle zone di ricaduta. Lo studio è reperibile in internet.
Lo studio presentato, per questi aspetti, riguarda soltanto tre inquinanti potenziali, emessi per via
aerea: il PM10 e 2,5 (concentrazione delle polveri con diametro inferiore a 10 e a 2,5 micron,
rispettivamente) e NO2, cioè gli inquinanti dell’aria ambiente normalmente presi in considerazione
per gli studi di impatto del traffico e delle combustioni in generale, sia domestiche che di origine
industriale. Non si mettono in dubbio i dati mostrati ben noti da anni sia a livello nazionale che
europeo.
Va però notato che essi rappresentano solo una parte dei potenziali inquinanti e dei potenziali
impatti generati dall’impianto di trattamento rifiuti. Ciò premesso, va detto che lo studio presentato
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non corrisponde in alcun modo ad una valutazione di impatto sanitario, almeno così come è
descritta dalle linee guida della Regione Lombardia di cui alla DGR X/1266 del 24/01/14, allegate.
In breve sintesi, illustro più sotto quanto richiesto dal D.Lgs. n. 152/06 e specificato più in dettaglio
dalle Linee guida.
Vanno valutati gli impatti di tutti i potenziali inquinanti. Nel nostro caso, oltre quelli analizzati, vanno
presi in considerazione gli impatti dovuti alle diverse sostanze trattate (i rifiuti) e alle diverse vie di
inquinamento di aria, acqua e suolo.
Per ogni possibile impatto vanno valutati gli impatti non cancerogeni e cancerogeni. Per farlo, si fa
riferimento ai NOAEL o ai LOAEL (cioè alle dosi senza effetto e alle dosi di minimo effetto) per le
sostanze non cancerogene. Per le sostanze cancerogene (come le micropolveri, ad esempio) va
calcolato il rischio cancerogeno, tenendo conto che il rischio tollerabile è per legge di 10 alla meno
sei (un caso atteso in più ogni milione di esposti) per singola sostanza cancerogena e di 10 alla
meno 5 per la somma di tutte le sostanze cancerogene. Ciò indipendentemente dal raffronto fra
impianto esistente e impianto da realizzare.
La Valutazione di impatto per la salute deve considerare inoltre oltre alla fase di esercizio, anche la
fase di cantiere e di dismissione dell’opera.
Quanto presentato come valutazione di impatto sanitario non corrisponde a quanto prescritto dalla
normativa vigente e perciò non può essere accettato come ottemperanza alle prescrizioni relative
al rilascio dell’AIA.
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4. CONCLUSIONI
Il presente studio, che si proponeva di fornire un parere tecnico in merito alla valutazione di
impatto sanitario di cui all’allegato AI06 dello Studio di Impatto Ambientale-domanda di AIA
dell’azienda Portamb Srl (Procedura di VIA 959-RL relativa a “Progetto di delocalizzazione di in
impianto esistente di trattamento rifiuti in località ex cava Florio/Felce nel comune di Mazzano
(Bs)”), ha messo in luce che quanto presentato come valutazione di impatto sanitario non
corrisponde a quanto prescritto dalla normativa vigente in materia di “Valutazione di
impatto ambientale per la componente Salute Pubblica” e perciò non può essere accettato
come ottemperanza alle prescrizioni relative al rilascio dell’AIA.
In particolar modo, le valutazioni effettuate vanno integrate con la considerazione degli altri impatti
individuati per l’impianto di trattamento dei rifiuti (non solo PM10, PM2,5, NO2 e rumore) e delle
diverse vie di inquinamento di aria, acqua e suolo.
Per ogni sostanza va calcolato il rischio non cancerogeno, tenendo conto del NOAEL, e il rischio
cancerogeno, che deve essere inferiore a 10 alla meno sei per singola sostanza e a dieci alla
meno cinque per la somma di tutte le sostanze cancerogene immesse nell’ambiente.
La caratterizzazione dello stato della componente “Salute pubblica” ante-operam deve essere
integrato considerando anche i fattori di pressione già presenti e gli effetti sulla salute degli
impianti esistenti, per una corretta valutazione del danno sanitario.
La Valutazione di impatto per la salute deve inoltre considerare la fase di esercizio, che la fase di
cantiere e di dismissione dell’opera.
Dato che le considerazioni della valutazione di impatto sanitario presentata sono basate sugli esiti
dell’applicazione del modello di dispersione degli inquinanti in atmosfera e del modello di ricaduta
al suolo, si riconferma la necessità di verificare l’adeguatezza delle simulazioni effettuate e si
riconfermano quindi le richieste di integrazione già avanzate nei pareri tecnici inerenti “Studio di
Impatto Ambientale e domanda di AIA” (RI01 – gennaio 2015) Stime emissive inquinanti
atmosferici”.
A queste si aggiungono, ai fini di una valutazione della corretta applicazione dell’algoritmo di
calcolo inerente le deposizioni secca e umida di particolato, le richieste di informazioni inerenti le
modalità di calcolo utilizzate per la velocità di deposizione (metodo 1 o 2, in allegato), distribuzione
dimensionale e densità del particolato considerata e relative fonti, dati meteorologici aggiuntivi
richiesti dall’algoritmo per il calcolo del flusso di deposizione secca (rugosità superficiale, velocità
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di attrito, lunghezza di Monin-Obukhov, velocità convettiva, pressione atmosferica) e relative fonti,
dataset meteorologico inerente il dato di precipitazioni orarie nel dominio di calcolo per il periodo di
riferimento della simulazione e relative fonti.
Senza gli approfondimenti sopradescritti, non è possibile concordare con le conclusioni di
riduzione dell’impatto sanitario o di trascurabilità dell’impatto cui si perviene nell’allegato AI06.
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5. ALLEGATI
1) Algoritmo di calcolo delle ricadute di polvere secondo modello Aermod (da “Manuale d’uso del
modello”;
2) Linee Guida per la componente Salute Pubblica degli Studi di Impatto Ambientale” di cui alla
DGR N° X / 1266 del 24/01/14;
3) Curriculum vitae degli autori
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ALLEGATO 1
Algoritmo di calcolo del modello AERMOD per ricadute al suolo di
particolato (estratto dal “Manuale d’uso del modello”)
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DEPOSIZIONI UMIDE
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ALLEGATO 2
Linee Guida per la componente Salute Pubblica degli Studi di Impatto
Ambientale” di cui alla DGR N° X / 1266 del 24/01/14.
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ALLEGATO 3
Curriculum vitae degli autori
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