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Bibliografia compiono un passo indietro rispetto al Ventris

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Bibliografia compiono un passo indietro rispetto al Ventris
Bibliografia
137
compiono un passo indietro rispetto al Ventris, lasciando l'ideogramma inesplicato,
e la notazione convenzionale tipo J-jo, contrapposta aJjo, in quanto si vuoI segnalare
che non c'è motivo di sospettare che jo costituisca in qualche maniera la fine di una parola (es. 39I 1. 12 J-jo do-e-ra, anziché Jjo do-e-ra, quando si è matematicamente sicuri
dell'integrazione te-oJ-jo do-e-ra). Ma su questo argomento, assai spinoso, ci sarebbe
molto da dire: accenneremo soltanto che le regole, già chiare e semplici del Ventris,
sono state, non sempre proficuamente, modificate dagli editori successivi e dalla Convenzione di Wingspread stessa.
Nell'(! Interpretatio Graeca» si nota qua e là qualche incongruenza (ad es. i dativi
plur. in -o-i sono trascritti ora con -oLhL, es. 423, 426, ora con -o LO;, 4I9, 438, 443), ' ma per
il resto è corretta e aggiornata, anche se, per necessità di spazio, volutamente compressa.
Valeva forse la pena di aggiungere in appendice una «Tabula congruentiae & a partire
dalle edizioni-base, necessaria affinché il lettore p03sa rendersi conto immediatamente
delle scelte operate dall'A.
MARIO DORIA
Pubblicazioui ricevute (a cura di MARIO DORIA).
Lineal'e B
E. L. BADER, Les composés gl'ecs du type de demioul'gos, Klincksieck (e Etudes et Commentaires., LVII), Paris 1965.
Sono presi in esame anche i composti micenei in -wo-ko = -fopyoo;, come tipo morfologico in
opposizione a -f'&pyoC; (cfr. pi-I'o-we-ko) e a -f<.pyfJo; (cfr. ke-I'e-si-jo-we-ke).
W. C. COWGILL, Ancient gl'eek dialectology in the light of Mycenaean, in «Ancient lndo-european dialects t, Proceedings of the Conference on lE Linguistics, held at the University of California, ApriI 25-27 1963 : ed. H. Bimbaum - J. Puhvel, Los Angeles 1966,
pp. 77-9S·
R. R. DYER, Asia/Aswia and Al'cllilochus fl'. 23, • PP. 101 (196S) pp. IIS-132.
A. HEUBECK, Ke-ra-so, Untel'suchungen zu einem mykenischen Pel'sonennamen, «Kadmos t 4
(196S) pp. 13 8 - 1 4S.
Si intende Ke-I'a-so = K<.p=w , femm. da *K<.pIXO'<'Uo;, a sua volta « Kurzform t di Ke:pIXO'tfOLVOo; e simm. ()(~PcXVVU!LL). La ricostruzione è giustificata in base al rapporto tipo '.ÀÀe:çw: 'AÀZçe:u~ da una parte e tipo 'OI/IXO'e:Uo;: 'Ol/cXO'IX1/3poo; dall'altra_
J.
T. HOOKER, Postpositive -3&, «IF. 70 (196S) pp. 164-171.
Sull'origine e valore del morfema -3<. in greco, con riguardo anche all'uso in miceneo (per cu i
si veda M. Lejeune, «RPh t 25 (1961) pp. 195-206) : la sua alta frequenza in questi testi ci deve persuadere che si tratti di eredità indoeuropea (cfr. avest. waesmenda) e non di una specializzazione della
particella deittica greca 3É < 8-Tj.
J.
T. HOOKER, Sets and ftles within tlle Knossos tablets, • Kadmos» 4 (196S) pp. 86-9S.
M. LEJEuNE, Études de philologie mycénienne : VI. Les cil'concl'iptions administl'atives de Pylos,
« REA. 67 (1965) pp. 5-2 4.
Studio dei documenti «canonici t e «non canonici t che conservano, con maggior perspicuità,
l'elenco delle «nove t e delle «sette t città o meglio distretti, costituenti le due provincie dello Stato
pilio,la Cl.E:lJpO- e la II<.p<XIXyoÀlXtlX. Dall'esame di alcune discrepanze fra dette liste si ricava l'impres-
Bibliografia
sione che a un certo momento, durante l'anno a cui risalgono le registrazioni, si effettuò un parziale
riordinamento, per addizione o sostituzione, di distretti e, pare, anche qualche trasferimento o promozione dei capi che vi erano preposti. I capi, responsabili dell'amministrazione civile nei distretti sopra
considerati, erano senz'altro i M-re-te-re (ad essi infatti non competono incombenze militari, contrariamente a quanto si era creduto in un primo momento) ; nelle province invece, probabilmente, i du-ma-te,
in quanto che di tali funzionari non se ne conoscono più di due, ossia tanti quanti sono le due «province t del regno.
M. LE]EUNE, Essais de philologie mycénienne : IX . Le génitif singulier thématique, X. Les diphthongues en -i à Pylos, « RPh. 39 (1965) pp. 14-27.
Considerazioni sulla desinenza di gen. sg. temat. -o-jo (evidentemente da *-osyo) e sulla posizione
dialettale da assegnare al miceneo in relazione ad una scelta fatta in età premicenea tra la desinenza
nominale *-osyo e quella pronominale *-050 (hom. -00, doro -c.>, ion. -atto -ou), le cui tracce in miceneo sono discutibilissime. Spiegazioni possibili sul sorgere di -tXO, in difetto appunto di una testimonianza di -00. Quanto alla grafia dei dittonghi in -i, si rileva che il secondo elemento dei dittonghi
in -i a Pilo non è mai notato, mentre a Cnosso e a Micene c'è la tendenza di notarlo all'interno di
parola (es. ko-to-i-na, ko-i-llo). A prescindere delle parole terminanti con ra., segno specializzatosi nella
notazione di ptXL, ÀtXL, la ragione della mancata notazione di -i in fine di parola è il timore di confonderla_
con i grafemi -e-i, -a-i, -o-i usati per la notazione di vocali in iato (tipo e-u-me-de-i EÙiJ.~Be:·(, dato plur
-o-i, -a-i = -oLhL, -tX(L)hL)_
M. LE]EUNE, Le BiILO'; dans la société mycénienne, «REG. 78 (1965) pp. 1-22.
M . LE] EUNE, Notes de morPhologie mycénienne : I. Restauration analogique de la sifflante anté-
vocalique, II. Flexions thématique et athématique, III . La voyeUe tllématique dite de liaison, « BSL» 60, I (1965) pp. 1-17.
I. Anche il Lejeune è convinto che i dativi plur_ -o-i, -a-i debbano leggersi -oLII, -iX(L)IIL con -spassato regolarmente ad -h- di contro a ion.- (att.) -OLO"L, -'(,(L)O"L dove l's è stato reintrodotto. Tale «reintroduzione., comunque, è attestata anche per il miceneo: nei dativi pl. della declinazione atematica
(-e-u-si = -e:UcrL, ed ora ti-ri-si "t"pLO"L) e, costantemente a quanto pare, nelle forme di aoristo e futuro
sigmatici tipo e-ra-se, a-ke-re-se, do-so-si ecc. Si deve quindi concludere che nel miceneo il processo di
«reintroduzione analogica t è ormai sulla via del compimento e prelude alla situazione poi cristallizzatasi nella lingua omerica. II_ Si studiano gli influssi della flessione tematica su quella atematica, sia
per quanto riguarda i verbi, sia i sostantivi. Casi limite te-re-ja-e inf_ "t"tÀe:jcXe:v (atematizzazione di un
verbo denominativo in -cXc.», sa-pa-nu-wo-me-,IQ (tematizzazione di un verbo in -VU-/LL), strum. femm_
(plur.) in -a (analogico al maschile in -o) al posto di -a-pi, nom.-acc. duo femm. in -c.> (anziché in
*-ai). III. Non ci sono tracce sicure in miceneo dell'aggiunta di -0-, vocale di legamento davanti al
suffisso -Ye:v"t"-, davanti alla desino -IPL e alla sutura tra i due termini di un composto nominale nel caso
in cui la prima parte sia una forma nominale atematica_ È attestata invece qua e là la sostituzione
della -iX del femminile con la predetta -o- (es_ ko-to-no-o-ko x"t"oLv06xo.;, da ko-to-na). Il processo di
« tematizzazione t è, dunque, appena agli inizi.
M. LEVI, Aspetti della società e dello Stato miceneo,
~
NRS. ,,8 (1964) pp. 91-99.
S . LURIA, Die Sprache del' mykenischen Inschriften, « Klio. 42 (1964) pp. 5-60.
C. MILAN I, I pronomi nell'età micenea, «Aevum. 39 (1965) pp. 405-44°.
Esame di tutte le parole micenee in cui si sono volute vedere, a torto o a ragione, forme pronominali.
C. MILANI, Osservazioni su alcune locuzioni micenee, « Kadmos
H. MUHLESTEIN,
J.
Namen von Neleiden auf den Pylostafelchen,
P. OLIVIER, KN X II4
+ IsB + 77I9,
~
4 (1965) pp. 129-137.
«MH.
22 (1965) pp. 155-165.
«Kp7J"t". Xpov .• 16 (1963) pp. 252-260.
Risultati di una congiunzione, di cui si è già tenuto conto in KT'.
Bibliografia
J.
P. OLIVIER, Linéaire B et ordinateur électronique,
139
<,
ACI. 34 (1965) pp. 388-397.
Con l'aiuto di un calcolatore elettronico l'A. è pervenuto, oltre che alla redazione di un indice
inverso (rimasto inedito causa l'avvenuta pubblicazione dell'b!dex Inverse del Lejeune), anche all'approntamento di due elenchi, uno di tutte le integrazioni possibili di gruppi bisillabici mutili da ambedue le parti (tipo ]no-e[ PY An 615" ]wa-ta[ Xn II04, ]ki-si[ KN V 5536), per l'integrazione dei quali
non sono bastevoli gli indici né diretti né inversi, l'altro della frequenza assoluta dei singoli sillabogrammi. Particolarmente utile il primo elenco per chi si accinga a proporre restaurazioni di testi malconci. Da esso si ricava. p. e., che il citato ]1Io-e[ teoricamente è integrabile non solo nel topon. a-Pi]-ttO-e-[wi-jo (come era già stato proposto da qualche studioso), ma anche in me]-ttO-e-(ja e in to]tlo-e-[ke-te-ri-jo. La scelta resterà al filologo: in una tavoletta della classe An, come An 615, t01l0e-ke-te-ri-jo e me-lIO-e-ja sono in verità assai meno probabili di a-pi-110-e-wi-jo, tuttavia bisognerà tenerne
conto, dal momento che scoperte di nuovi testi e migliorate letture hanno, è vero, spesso condotto
alla tanto attesa chiarificazione, ma talora anche apportato nuove complicazioni per l'attestazione
di forme che mai più si sarebbero proposte come congetture od integrazioni.
C. PERICAY, Zagreus en Pylos, «Actas II Congr. Espanol de Estudios Chisicos (Madrid-Barcelona, 4-10 Avril 1961), Madrid 1964, pp. 635-642.
M. D. PETRUSEVSK1, ohdoc (se. 8W!-,-OCTOC)
M. D. PETRUSEVSKl, po-ro-po-i,
<,
ZA ~ 15 (1966) p. 288.
«ZA ~ 15 (1966) p. 294.
Si propone po-ro-po-i (MY Oi 701.)
1tp61t0C; ed &1tp01tOIi' cX1tpe7t7}c; .
=
*1tp01tOLC; «agli aùguri
t,
cfr. 1tpé1toll (cret.)· ,épocc;, &eo-
M. D. PETRUSEVSK1, e-re-i ou bien e-re-re, «ZA ~ 15 (1966) p. 320.
La forma di locat. e-re-i di J n 829 contrasta con la teoria dell'Ilievski, per cui tutte le forme
in opi ed in -e sarebbero ablativi e non locativi ; ora il P. ritiene possibile la lettura e-re-re, a sua volta
un 'lapsus' al posto di e-re-e (ablat. da "EÀoC;).
M. D. PETRUSEVSKl, e-ni-pa-te-we, na-i-se-wi-jo, «ZA
I)
15 (1966) p. 326.
e-ni-pa-te-we è un etn. da 'EIILCm1) (Arcad.), tla-i-se-wi-jo id. da *Nchcroc;, forma originaria di
ciò che più tardi, per ravvicinamento paretimologico a viicroC;, vijcroc;, sarà NcicroC; (Arcad.).
M. D. PETRUSEVSKI, Pour la ualeur au du signe· *85, «Kadmos
l'
41965) pp. 123-128.
G. A. PRIVITERA, I rapporti di Dioniso con Posidone in età micenea,
I (1965) pp. 180-238.
<,
Studi Urbinati
t
N.S.
E. RISCH, Ein Gang durch die Geschichte der griechischen Ortsnamen, c,MH» 22 (1965) pp. 193-205.
Vengono tracciate a grandi linee le fasi di sviluppo del sistema toponomastico greco dall'epoca
micenea a quella romana. Tali linee sono sunteggiate in una tabella a p. 205, da cui si ricava come
certi tipi di denominazioni (appellativi da nomi di piante, da qualità del suolo ecc.) in uso nelle fasi
più arcaiche (es. mic. e-wi-ri-po Eupmoc;, età are. KpocwwII ecc.) perdono via via terreno, mentre
altri tipi (topon. da nomi propri, come ct>LÀL1t1roL, 'AÀe;~cXII8peLoc ecc.) prendono piede a partire da '
500. Costanti, a quanto sembra, i toponimi a due elementi, sia composti veri e propri, sia giustapposti, es. micen. K1)toc Kp&lIii, 0É:!-,-LcrTOC; &noc;, età classica e rom. NecX1toÀLC;, 'A!-,-cpL1tOÀLC; ecc.
C.
J.
RUI]GH, Bladuulling. Aromatisering uan olie te Pylos, «Lampadion
A. M. SNODGRASS, The Linear B arms and armour tablets - again,
J.
«Kadmos~
I)
4 (1964) p. 95.
4 (1965) pp. 96-IIO.
TEGYEY, Obseruations on a linear B cadastral list, «Acta Classica Univo Debrecen.»
pp. I-IO.
I
(1965)
Studio particolareggiato delle formule e dei dati ricavabili dalle iscrizioni Ea di Pila, da cui si
giunge aila conclusione che queste rappresentano l'elenco delle proprietà terriere facenti capo a corpora-
Bibliografia
zioni di lavoratori addetti all'allevamento del bestiame, in opposizione al catasto di Pa-ki-ja-ne elencante
proprietà di persone esplicanti la loro attività nell'ambito religioso e ad altre proprietà (accennate
ad es. in An 800 + 907) riferentisi ai ko-,e-Ie-re ed ad altri lavoratori del 8iifLOC;.
D. YOUNG, Some puzzles about Minoan woolgathering,
~
Kadmos
4 (1965) pp. III-I22.
$
Lineare A
M. A. S. CAMERON, T!Ie wall paintings with Linear signs from the «House of the Frescoes t, • Kadmos. 4 (1965) pp. 170-17 1 .
J. C. CROWLEY, On tlle semite origin of Linear A : ja-sa-sa-ra-ma-ne and a-sa-sa-ra-me, «Linguistics. 16 (1965) pp. 28-31.
Vede nelle due forme un nome di divinità semitica (assira), Salman (cfr. l'antropon. Salmanassal' c Il (dio) S. è il re t, l'ebro sale", ecc.) da leggere yas-salman, rispetto Asa§aletll. Il nome è reperibile anche in un'iscriz. egiziana del XII sec., sotto una forma molto simile a quella minoica, Sa,amana.
R. KAMM, Eine statistische Grundanalyse del' minoiscllen Linear-A-Schrift,
pp. 237- 249.
4
Orbis» 14 (1965)
Lavoro preparatorio volto a riconoscere il carattere della scrittura e la struttura fonetica delle
lingue della Lineare A. Dal confronto della frequenza dei segni t uguali t fra Lin. A e Lin. B si
evince che detti segni devono avere anche valore uguale in quanto non vi è apprezzabile discrepanza
nella statistica d'impiego delle singole serie. Le divergenze si fanno maggiori se passiamo, invece, al
colorito vocalico delle singole serie, specialmente per quanto riguarda l'u, in Lin. A, com'è noto, assai
più frequente dell'o. Se ne dedurrà che la lingua della Lineare A è di tipo ie., ma non ellenico.
N. M. KONTOLEON, Zwei beschrifteten Scherbm aus Naxos,
~
Kadmos» 4 (1965) pp. 84-85.
G. NAGY, Observations on the Sign-Groupingand Vocabulary of Linear A, • AJA. 6g j(I965)
pp. 295-330.
Tentativo di individuare nella lingua della Lin. A un dialetto greco. Fra le parole lette in tal
senso dall'A. figurano ad es. ka-pa xa,l1rcX c semi di cereali t (cfr. Hsch.), xcXpm)" "t"cl: a7tÉpfLa"t"aj,
da-ta-,a 8aL"t"pcX « distribuite, distribuzione t (cfr. 8a("t7j 8a(ofLaL), te = TIj (Hom.) t ecco., 1Ie-mi-te
vé:fLe:a~L ecc. Vi si nota qualche progresso rispetto le precedenti ricerche del Georgiev, ma le perplessità sono ancora troppo numerose perché si possa parlare di vera e propria decifrazione.
M. POPE, Aegean Writing and Linear A, Lund, Gleerup 1964 (Studies in Mediterranean
Archaeology N . 8).
Geroglifico e altre scritture del mondo egeo
K. BRANIGAN, The origin of the hieroglYPhic sig11 I8, • Kadmos
t
4 (1965) pp. 81-82.
E. GRUMACH, Zu del' Gefasshieroglyphe N. 50, «Kadmos» 4 (1965) pp. 171-172.
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