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Il suo creatore è scomparso, ma lo spirito è sopravvissuto: Corto

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Il suo creatore è scomparso, ma lo spirito è sopravvissuto: Corto
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Letteratura a fumetti
Il suo creatore è scomparso, ma lo
spirito è sopravvissuto: Corto Maltese
è ancora fra noi, per ricordarci che
la fantasia non ha età. E che il vero
tesoro nascosto è la difesa dei valori
IL MARINAIO
CHE VIVE
I TUOI SOGNI
[ DI
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GIANLUCA TENTI
]
1914: L’EQUIPAGGIO DELLA NAVE SI AMMUTINA E IL COMANDANTE CORTO MALTESE (A FIANCO) VIENE BUTTATO IN
MARE. RAGGIUNGERÀ L’ISOLA IMMAGINARIA DI ESCONDIDA (SOPRA), CHE HUGO PRATT COLLOCA FRA COOK E
TONGA, IN PIENO OCEANO PACIFICO (DA «UNA BALLATA DEL MARE SALATO», PRODUZIONI EDITORIALI ALBATROS).
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f
Opere che non possono
Forse è solo un’idea. Forse il mistero è racchiuso in un quadrante bianco
e nero. Dove il silenzio ha un suono. E dove ciò che sappiamo è molto e
in parte, almeno, ci dispiace. Perché un sogno non è definito, non può esserlo. E il labile confine tra colori e non colori è popolato di fantasmi. O
almeno credo. «Come sai mia madre era una gitana di Gibilterra», mi disse, «era una famosa strega e lei di diavoli se ne intendeva sul serio. Mio
padre veniva dalla Cornovaglia, ma era nipote di un vecchio diavolo che
abitava a Tintagel dove visse il mago Merlino... e a Malta siamo pieni di
vecchi fantasmi, di templari e diavoli siciliani e fate arabe saracene». Una frase che
era già destino. Era il taglio di uno sguardo. Uno schizzo a matita, l’amplesso del colore che si scioglie nell’acqua. Sì, forse è
solo un’idea. Un fantasma che si aggira per
il mondo, pensai. Ma da quando lo vidi, per
la prima volta, non ho smesso mai di seguirlo. Perché non è facile imbattersi in un
uomo libero. Lo incontrai lì, oltre la linea
dell’orizzonte. Lì, dove si era incagliata la
mia immaginazione. Perché chi insegue un
sogno, in realtà, non desidera la sua realizzazione, ma vuole solo poter continuare a
sognare. E con lui ogni tavola, ogni pagina
è insieme viaggio e conoscenza. Che poi sono la stessa cosa anche se oggi molti di coloro che si spacciano per capitani d’industria
vivono nelle capitali delle convenzioni sen-
za neppure capire che cosa ha reso quei luoghi così importanti. Questo
e altro racconta Corto Maltese per chi ha il tempo e la sorte d’incrociarlo. Isole, marinai e velieri. Fate, femmes. Il tango della pioggia. La sensualità delle donne di Harar. I lancieri del Bengala. Non c’è longitudine
né latitudine che non abbia esplorato. Inseguendo l’unica dottrina che unisce gli uomini: la sete della conoscenza. Non è un motivo di vanto. Né può
essere un cammino iniziatico. È tutto. E molto di più. Come spiegare, altrimenti, una lezione di calligrafia del cinese Vita Lunga all’inizio di Corte Sconta detta Arcana. Che senso ha scoprire, nelle tavole, che il sanguinario siberiano Rasputin legge un libro in francese
dal titolo Voyage autour du monde par la
frégate du roi - La Bondense et la flut L’Etoiles? Quando lo disegnò, con tratto indefinito (nel 1967 sul mensile Sgt. Kirk
apparve Una ballata del mare salato), Hugo Pratt il venexiano non sapeva, forse,
dove quel marinaio lo avrebbe portato.
Quello doveva essere un fumetto, nulla
più. E invece eccoci qui a parlarne, ancora oggi, lontani da anniversari e mostre. Più
di un decennio dopo la dipartita del suo
evocatore Pratt, che amava definirsi «fumettaro», e che alla fine arrivò a chiedersi
se non fosse lui a essere sognato dal marinaio di Malta. Certo è che, dal 1967, Corto diventa un’entità e di lui si scopre mol-
LA PERSONALITÀ DI CORTO MALTESE DEVE MOLTO AL LEGAME CHE HUGO PRATT AVEVA CON VENEZIA (QUI SOPRA), CITTÀ CHE NE VIDE L’ESORDIO COME
FUMETTISTA. IL DISEGNO È TRATTO DA «UNA BALLATA DEL MARE SALATO» (1967), STORIA DI PIRATI AMBIENTATA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE IN
CUI, PER LA PRIMA VOLTA, COMPARE LA FIGURA DEL MARINAIO. IN ALTO, UNA STRISCIA DA «SIRAT AL BUNDUQIYYAH» (1977, MILANO LIBRI ED IZIONI).
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om
mancare nella biblioteca di ogni vero Monsieur
to più di quanto mai si sia saputo di un fumetto. Qualche elemento per
spiegarmi meglio. Di lui si scopre, ben presto, che è figlio di Nina di Gibraltar. Che è venuto alla luce il 10 luglio 1887 (come attesta un registro
di stato civile del comune della Valletta). E, quindi, appartiene al segno
del gatto (tra gemelli e cancro), secondo la lettura delle carte da parte di
Morgana. La madre, amante del rabbino Ezra Toledano, è stata modella del pittore Ingres. Il padre, ignoto marinaio inglese, è nato a Tintagel,
King’s Arthur Castle, in Cornovaglia. Il piccolo Maltese cresce tra Gibraltar
e Cordoba, frequenta la scuola ebraica del
rabbino Ezra che lo inizia allo Zohar e alla Cabala. Di lui colpisce subito un aspetto: quando Amalia gli annuncia che la linea
della fortuna manca nel palmo della sua
mano sinistra, se la traccia con il rasoio
d’argento del padre. Un gesto che suona così: l’uomo è il suo destino.
La partita potrebbe finire qui. Potrebbero
bastare le parole scritte nella dodicesima
tavola della Ballata, quando Corto informa
che «lasciai Buenos Aires e andai in India,
e ancora in Cina e poi a Surabaya e da
Giava a Samoa Tonga e infine a Escondida e da Escondida in altri posti bellissimi». Potrebbe bastare, per chi è alla ricerca
dell’effimero e del nozionistico. Non per chi
crede nell’importanza di un dettaglio, di
un battito d’ali, nel valore di un’emozione
che travalicano il reale per regalarci il lusso dell’oggi: il tempo e la capacità di sognare. Ecco perché Corto. Il marinaio con l’orecchino a sinistra,
che si lascia seguire a Venezia come in Dancalia, nei Mari del Sud, a Gibuti. Che fa desiderare la sessualità delle sue muse, quelle che i francesi
del settimanale Pif definiranno «les femmes de Corto». Già, perché
quando la Ballata arriva sul Corriere dei Piccoli, nel 1971, Parigi onora i tratti di Hugo Pratt da un anno. E mentre l’Italia s’interroga sul sapore vagamente didattico di quelle cartine geografiche che accompagnano le imprese di Corto, altrove, nel mondo, si è
già capito che l’intreccio tra la matita del
venexiano e lo sguardo in ombra del maltese hanno già fatto la rivoluzione. Che ha
il suono del «crack». Perché prima di allora gli spari dei fumetti facevano «bang», dopo di allora arrivò la fonetica.
Ma non si può dire che sia abbastanza.
Come imparò il suo stesso creatore. Tutto
ciò che orbita attorno a Corto Maltese è
quella merce rara che si chiama fascino.
Non è in vendita. È il gioco del silenzio. È
il minimizzare la vittoria come la sconfitta. Qualcuno ha scritto che Corto è il
«protagonista delle scommesse vinte e non
riscosse». Così, leggendo le sue avventure
immagini che le influenze siano di Joseph
Conrad, Herman Melville, Alexandre Dumas e Robert Louis Stevenson.
HUGO PRATT HA SEMPRE CERCATO DI SOTTOLINEARE I LEGAMI (QUI SOPRA) FRA IL SUO MARINAIO E LA CITTÀ LAGUNARE (DA «UNA BALLATA DEL MARE
SA L ATO » ) . I N A LTO , TAVO L E DA « S I R AT A L B U N D U Q I Y YA H » ( OV V E R O , « FAVO L A D I V E N E Z I A » I N L I N G UA A R A BA ) : I N QU E S TA S TO R I A , A M B I E N TATA N E L 1 9 21 ,
CORTO MALTESE È A CACCIA DI UN TESORO CHE FA GOLA ANCHE AI FASCISTI DELLA PRIMA ORA E AI COMPONENTI DI UNA MISTERIOSA LOGGIA MASSONICA.
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e
Hugo Pratt raccontava il senso poetico del vagare
E poi scopri che lo stesso Pratt scrive, in un angolo impensabile, di essersi ispirato a La laguna azzurra di Henry de Vere Stacpoole (la storia
di due ragazzi che non sapevano di morire e di un vecchio marinaio ubriacone che lo sapeva benissimo). Ma proprio questo, a pensarci bene, è il
bello di Corto Maltese. Che, per inciso, non ha un pubblico di lettori,
ma di adepti. Corto sa che c’è qualcosa di più grande che determina i destini di ciascun individuo e della gente. Lo capisci perdendo il senso della razionalità, seguendolo mentre precipita dai tetti della sua Venezia.
Mentre cade le sue parole sono: “... speriamo di non cadere in una loggia massonica... che strana... impressione... Mi sembra di cadere verso l’alto... che bello... Qui
è pieno di riflessi d’acqua... cioè... di riflessi
arabi». Legge: «Sirat al bunduqiyyah». E dice: «Io ho già letto questa frase... Ma non
ricordo dove. La mano di Fatima con i
simboli della guardia nera saracena».
Capisci subito che non è un fumetto. È un
qualcosa che rimane sospeso tra cielo e terra, come la linea incerta dell’orizzonte tracciato da Hugo Pratt. Hugo, l’uomo che
immaginava la letteratura disegnata, la bande dessinée. È allora che capisci che Hugo
è Corto e Corto è Hugo. Non è un gioco
degli specchi o un castello dei destini incrociati. È l’aroma dell’immortalità. È il
siero che Corto beve. È l’acquerello di Hu-
go Pratt che era già maestro di tempere, pastelli, chine e inchiostri. Scrive Pratt a margine delle sue tavole: «Come la bianca ala dell’albatros sul
monotono respiro del Pacifico, così, vagabonda per vagare, va la vela del
vero marinaio». Scrive e descrive il senso poetico del vagare di Corto Maltese. Che non è vagabondare, ma inseguire i sogni, interpretare i simboli, confrontarsi col mito, afferrare l’anello che lega l’uomo all’universo. «Forse sono il re degli imbecilli, l’ultimo rappresentante di una dinastia completamente estinta che credeva nella generosità e nell’eroismo», dice ammiccando Corto. Sono parole che seducono, pronunciate da un essere in fuga
nel senso proustiano del termine: tale era
e tale rimane, del resto, chi ha il dono di
suscitare amore (ed è già la seconda volta,
in pochi mesi, che ci ritroviamo a parlare
della Recherce). Corto è, insomma, un’icona dei tempi moderni. È un uomo di
mondo, lui che il mondo lo ha davvero girato e non certo sul Concorde.
Perché Corto, in realtà, è un avventuriero.
È un viaggiatore (che non si traduce certo in turista). Basta aver sfogliato qualcuna delle sue pagine. Da quando appare, per
la prima volta, alla fine della guerra russogiapponese per il controllo della Manciuria. Come può un semplice fumetto incontrare il futuro romanziere Jack London,
all’epoca corrispondente di guerra?
S E M P R E I N C E R CA D I S TO R I E DA R AC C O N TA R E : E C C O U N M I N I A L B U M FOTO G R A F I C O D E I V I AG G I D I HU G O P R AT T ( N ATO A R I M I N I I L 5 G I U G N O 1 9 2 7 E
SCOMPARSO A GRANDVAUX, SVIZZERA, IL 20 AGOSTO 1995). DAL BASSO, ECCOLO A MORBIHAN E A LE DOLMEN DES FÉES (BRETAGNA). IN ALTO, DA SINISTRA,
È I N K E N YA , A T R E L E W C O M O D O R O R I VA DAV I A ( A R G E N T I N A ) E S U U N BAT T E L LO D I R E T TO A G I B I LT E R R A . N E L L A PAG I N A A F I A N C O , È A N C O R A I N K E N YA .
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I nostri tempi sono troppo aridi per un tipo così
Come può un maltese errante orientarsi in un mondo in cui le misure sono quelle antecedenti il cronometro marino di Harrison? A renderlo
unico ha pensato il suo vero padre (Pratt), uomo non avvezzo alla mercificazione degli ideali. Per renderlo meno digeribile gli ha affiancato il
siberiano Rasputin, che Corto incontra a Mukden e col quale si imbarcherà per l’Africa alla ricerca delle miniere d’oro di Duncalia. Per farne
un testimone del tempo lo fa incontrare in Patagonia con Butch Cassidy
e Sundance Kid. Ad Ancona conosce un portiere di notte di un albergo che viene presentato come il russo Dzugasvili e che diventerà Josef Stalin: una
sua telefonata libererà Corto dalla prigionia. Ma la vita tutta di Corto Maltese è attraversata da un gusto di salmastro, tra
ammutinamenti ed eventi (in Francia, nel
1918, assiste alla fine del Barone Rosso, al
secolo Manfred von Richthofen, aviatore
abbattuto a Vauz-sur-Somme).
E quando non sa come ingannare il tempo,
eccolo alla ricerca del tesoro di Alessandro
Magno, a Venezia, in Azerbaigian come a
Montagnola sul Ticino, a Casa Camuzzi
(quella di Herman Hesse) dove beve il siero dell’immortalità. Lui che legge Utopia di
Tommaso Moro, pronuncia parole che da
sole valgono il prezzo di un’avventura: «Ci
sono, a Venezia, tre luoghi magici e nascosti: uno in calle dell’Amor degli amici; un
secondo vicino al ponte delle meraviglie; un terzo in calle dei Marani a
San Geremia in ghetto. Quando i veneziani (qualche volta anche i maltesi) sono stanchi delle autorità costituite, si recano in questi tre luoghi segreti e, aprendo le porte che stanno nel fondo di queste corti, se ne vanno in posti bellissimi e in altre storie». È lì che sono celate le ultime tracce di Corto. Tra il profilo inquieto della strega voodoo Bocca Dorata e la
flotta del Monaco nell’Oceano Pacifico, forse sulle tracce delle Sette città di Cibola. «Corto Maltese non morirà», scrisse negli ultimi mesi di vita terrena Hugo Pratt, «Corto Maltese se
ne andrà perché in un mondo dove tutto è
elettronica, è calcolato, tutto è industrializzato, non c’è posto per un tipo come
lui». Eppure, Corto non se n’è andato. È
sempre qui, per chi sa cercarlo. Lontano dai
bilanci dei furbetti del quartierino come
dalle scalate e dai patti di sindacato.
Corto è qui a ricordarci che un sogno non
ha età. Infanzia, adolescenza, maturità,
senilità pari sono. È la forza della mente.
È la difesa dei valori, quelli veri. È la lotta all’ipocrisia dilagante. Ecco perché so
sempre dove trovarlo. «L’isola, ricordi...
All’orizzonte di quell’oceano ci sarebbe
stata sempre un’altra isola, per ripararsi
durante un tifone, o per riposarsi e amare. Quell’orizzonte aperto sarebbe stato
sempre lì, un invito ad andare».
U N D I S E G N O C H E R I SA L E A L L E P R I M E E S P E R I E N Z E C O M E D I S E G N ATO R E D I P R AT T ( QU I S O P R A ) . I N A LTO , TAVO L E DA « S I R AT A L B U N D U Q I Y YA H » ; A
FIANCO, LA COPERTINA DI «UNA BALLATA DEL MARE SALATO». I VOLUMI DA CUI SONO STATE TRATTE LE IMMAGINI CHE ILLUSTRANO QUESTO SERV IZIO SONO
INTROVABILI E MOLTO AMBITI DAI COLLEZIONISTI. LE OPERE DI HUGO PRATT/CORTO MALTESE SONO RISTAMPATE DA LIZARD EDIZIONI (TEL. 06.6790205).
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