...

Bilancio Consolidato 2013

by user

on
Category: Documents
18

views

Report

Comments

Transcript

Bilancio Consolidato 2013
RIVA FORNI ELETTRICI
Bilancio Consolidato
Annual Report
2013
Carica cesta rottame in forno - Stabilimento di Siviglia / Steel scrap basket charged into the furnace - Sevilla Plant
Indice
Contents
Ricordo di Emilio Riva
3
In memory of Emilio Riva
Relazione sulla gestione
7
Business Report
Profilo del Gruppo
9
Group Profile
I dati significativi
13
Bilancio consolidato
39
Consolidated financial statements
Nota illustrativa
47
Notes to Consolidated financial statements
Relazione della Società di Revisione
e del Collegio Sindacale
79
Auditors’report
Highlights
I principali prodotti
Main products
Semiprodotti
(da colata continua)
Semiproducts
(continuous casting)
Blumi
Billette
Blooms
Billets
Laminati a caldo
Hot rolled products
Vergella
Tondo cemento armato
Barre
Wire rod
Concrete reinforcing bars
Bars
Laminati a freddo
Cold rolled products
Rete elettrosaldata
Filo trafilato
Trafilati
Pelati
Rettificati
Welded mesh
Drawn wire
Drawn products
Peeled bars
Ground bars
RIVA FORNI ELETTRICI
75%
25%
Riva Energia
100%
100%
Holding
Riva Acciaio
90%
10%
12,44%
Immobiliare
Siderurgica
100%
Siderurgica
Sevillana
100%
A.S.I.
100%
Parsider
100%
Riva Aciér
75%
Riva Stahl
25%
100%
Acor
94%
H.E.S.
6%
100%
Thy Marcinelle
100%
Trefileries de Fontaine
L’Eveque
99,12%
Centre Coord. Sid.
0,88%
90%
Holding
98,13%
SAM
100%
Iton Seine
100%
SAM Montereau
100%
Alpa
1,87%
94%
B.E.S.
100%
Betonstahl
Lampertheim
Gruppo RIVA FORNI ELETTRICI - al 31.12.2013
RIVA FORNI ELETTRICI Group - as at 31.12.2013
6%
10%
87,56%
Muzzana
Trasporti
Ricordo di Emilio Riva
Mentre si stava chiudendo il primo bilancio consolidato del Gruppo Riva
Forni Elettrici, il 29 aprile 2014 è scomparso Emilio Riva, fondatore, nel
1954, della prima società da cui ha preso vita l’attuale Gruppo.
Pur senza voler cedere alla retorica, non si può dunque non ricordare
qui la figura dell’Ingegner Riva, il cui impegno professionale e la cui
lungimiranza imprenditoriale hanno svolto un ruolo determinante nella
crescita e nello sviluppo di uno dei principali gruppi siderurgici italiani,
europei e mondiali.
Emilio Riva è nato il 21 giugno del 1926 a Milano, e ha iniziato la sua
carriera imprenditoriale costituendo, insieme al fratello Adriano, nel 1954,
a 28 anni, la Riva&C, una società che commercializzava rottami ferrosi
destinati alle acciaierie del bresciano.
Tre anni dopo aveva realizzato la prima acciaieria, con forno elettrico, a
Caronno Pertusella in provincia di Varese dove, nel 1964, installò – per
primo al mondo - la macchina a colata continua “Danieli”, che ancora
oggi costituisce una tecnologia imprescindibile per tutti i siti produttivi del
mondo, e che, nel 2001, valse a Emilio Riva la Laurea Honoris Causa in
ingegneria meccanica del Politecnico di Milano.
Da quella “colata continua”, e da quel forno elettrico, iniziano l’inarrestabile
avventura di successo di Emilio Riva e di crescita del Gruppo che diventerà,
in pochi decenni, uno dei primi dieci produttori mondiali del settore, e le
cui tappe di espansione si possono così sintetizzare; acquisizione delle
Acciaierie del Tanaro, nel cuneese (1966); acquisizione della S.E.E.I, nel
bresciano (1970); ingresso nella Siderurgica Sevillana in Spagna (1971);
nella Iton Seine in Francia (1976).
Fino alla metà degli anni ’70, il Gruppo gestisce anche un’acciaieria ad
Addis Abeba e altri impianti di verticalizzazione di prodotti siderurgici
in Etiopia, attività che favoriscono lo sviluppo economico della nazione
africana e che varranno per questo a Emilio Riva gli encomi dell’allora
imperatore Hailé Selassié. Nel 1981 viene quindi acquistata la Officine e
Fonderie Galtarossa di Verona.
Emilio Riva è stato poi pioniere e grande protagonista (nonché apripista)
della stagione delle privatizzazioni della siderurgia europea degli anni
‘80, processo fortemente caldeggiato, all’epoca, dal visconte Étienne
Davignon che, in qualità di Commissario europeo agli affari industriali,
promosse una drastica ristrutturazione del sistema siderurgico del
Vecchio Continente, sistema attanagliato da una crisi che sembrava
allora irreversibile.
Investita da una pesantissima crisi congiunturale, oltreché soggetta a
distorsioni competitive del mercato, indotte dal dominante controllo
pubblico, la siderurgia europea trovò, proprio grazie alla “cura
Davignon”, la via della ripresa. Le privatizzazioni ne rappresentarono,
in tal senso, la principale leva, ma il processo non fu semplice e lineare,
-3-
tanto che – nell’impossibilità di trovare all’interno del proprio Paese
soggetti adeguati a supportare e gestire il programma di privatizzazione
– diversi Governi, da quello francese a quello belga a quello tedesco –
dovettero ricorrere a imprese e imprenditori stranieri.
Emilio Riva fu il primo di questi imprenditori: nel volgere di poco più
di un decennio realizzò, acquisendone il controllo, la privatizzazione
di ALPA – Aciéries et Laminoirs de Paris (Francia), di THY Marcinelle Charleroi (Belgio) e di Brandenburger Elektrostahlwerke e Hennigsdorfer
Elektrostahlwerke, creando un vero e proprio modello e – come si
direbbe oggi – un “benchmark” di riferimento per tutte le successive
privatizzazioni europee.
Cosa che permise a Emilio Riva di raccogliere numerosi onori e onorificenze
internazionali, dalla Gran Croce al merito conferitagli dal re del Belgio
nel 2000 a quella conferitagli dal presidente della Repubblica federale
tedesca nel 2002 alla Legion d’onore francese del 2005, e che portò
Étienne Davignon a dichiarare che se “la siderurgia non è un’industria
come le altre, il Gruppo Riva non è un gruppo siderurgico come gli altri
[…]” e a definire Emilio Riva e la sua famiglia come veri e propri “profeti
di una visione dinamica e ottimista dell’impresa privata”.
L’ingegner Riva fu pioniere anche in Italia: nel 1988, infatti, diventando
azionista di maggioranza della società Acciaierie di Cornigliano, con
quote di minoranza affidate all’Ilva (già Italsider), diede vita alla prima
società mista a partecipazione statale.
L’acquisizione dell’Acciaieria di Cornigliano fu, di fatto, la prima
“privatizzazione” di una fabbrica a ciclo integrale e richiese interventi
massicci a livello di gestione aziendale per rimediare a una situazione
economica critica.
La produzione del Gruppo Riva ampliava così la gamma di prodotti,
estendendosi alle bramme (semilavorati destinati alla laminazione in
prodotti piatti).
Nell’aprile del 1995, il Gruppo Riva acquistò dall’IRI la società Ilva Laminati
Piani, nella quale erano confluite molte imprese controllate dall’Ilva, con
stabilimenti produttivi a Taranto, Novi Ligure, Genova-Cornigliano e Torino.
L’operazione comportò numerosi interventi, e quindi cospicui investimenti,
per il rifacimento dei diversi impianti, per migliorare la loro efficienza e la
loro sostenibilità ambientale, per le innovazioni tecnologiche.
Solo a Taranto, il Gruppo investì, dal 1995 al 2011, 4,5 miliardi di euro (più
degli utili totali del Gruppo intero negli stessi anni), di cui oltre 1,2 miliardi
per interventi ambientali, per la conversione e la valorizzazione del sito,
altrimenti destinato a un inesorabile declino.
Il risultato fu che, in soli 12 anni, il Gruppo poté decuplicare il valore
dell’investimento, facendo diventare lo stabilimento pugliese uno dei
-4-
maggiori centri europei di produzione dell’acciaio, vitale per molti settori
dell’industria nazionale, quello dell’auto in primis.
E proprio da Taranto si snoda la vicenda giudiziaria che ha segnato gli
ultimi anni di vita di Emilio Riva, giustamente orgoglioso di aver “sempre
aperto e comprato fabbriche e mai chiusa una”, e colpito profondamente
oltreché il cuore del Gruppo siderurgico, l’intero comparto siderurgico
italiano, considerando che l’Ilva (e le imprese a essa collegate) rappresenta
il maggior polo produttivo del Paese, unico, per dimensioni e qualità, a
poter competere con i colossi internazionali del settore.
Emilio Riva se n’è andato con il rammarico di non potersi difendere dalle
accuse infondate che gli venivano contestate, ma, come confidava alle
persone a lui più vicine, anche con la certezza che la giustizia avrebbe
fatto il proprio corso, restituendo a lui e al Gruppo la piena onorabilità.
Ma tutti coloro che hanno avuto la fortuna e il privilegio di lavorare al
fianco di Emilio Riva e di crescere professionalmente sotto la sua guida
non dovranno attendere i tempi della giustizia: perché per loro questa
onorabilità non è mai venuta meno.
-5-
Parco billette - Stabilimento di Siviglia / Billets storage yard - Sevilla Plant
Relazione sulla gestione
Business report
Profilo del Gruppo
Il Gruppo Riva Forni Elettrici (nel prosieguo anche
“Gruppo RFE”) opera nel campo delle produzioni siderurgiche e delle
attività a esse collegate, e specificatamente nel settore dei “prodotti
lunghi”.
Il Gruppo ha iniziato a operare, con effetto giuridico dal 1° gennaio 2013,
a seguito della scissione parziale effettuata da Riva Fire S.p.A.
Tale scissione è stata realizzata allo scopo di:
- procedere alla separazione delle attività relative alla produzione
e commercializzazione dei “prodotti lunghi” da quelle delle attività
relative alla produzione e commercializzazione dei “prodotti piani”;
- attribuire alla Società Beneficiaria (RFE) tutte le componenti del Gruppo
relative al settore dei “prodotti lunghi”, separando - nel contempo - le
strutture societarie relative al settore dei “prodotti piani”.
Dal punto di vista industriale, la “Scissione” era basata sui seguenti
presupposti:
- il settore di attività relativo ai “prodotti lunghi” presenta caratteristiche
sostanzialmente differenti da quelle che contraddistinguono i “prodotti
piani”, sia in termini di processo produttivo e di caratteristiche dei
prodotti finiti, sia in termini di risorse per ricerca e sviluppo;
- la separazione dei ”prodotti piani” dai “prodotti lunghi”, nell’ambito
dell’attuale contesto economico generale e competitivo del settore,
consente a ciascun settore l’ottimizzazione delle scelte, nonché delle
possibili sinergie realizzabili in conseguenza di eventuali acquisizioni
e/o accordi con partner industriali, commerciali e finanziari (lo
sviluppo per vie esterne e le partnership potranno infatti realizzarsi
più semplicemente laddove si sia in presenza di settori autonomi e
separati, con distinte strutture di controllo).
La “Scissione”, pertanto, era finalizzata a:
- creare due Gruppi operanti nei distinti settori;
- consentire a ciascun settore di perseguire le migliori scelte strategiche,
anche in termini di acquisizioni e alleanze;
- potenziare le opportunità di crescita di ciascun settore;
- svilupparne l’autonomia e l’efficienza, nonché le potenzialità sui
singoli mercati di riferimento.
Per una più ampia disamina dell’operazione di scissione sopra descritta
e dei suoi aspetti giuridici e contabili, si rinvia a quanto riportato nel
“Progetto di scissione” e nella documentazione a esso annessa.
Dal punto di vista operativo, il business siderurgico dei “prodotti lunghi”
è dunque rappresentato:
- da Riva Acciaio S.p.A.;
- dalle controllate facenti capo alla Società di diritto lussemburghese
Stahlbeteiligungen Holding S.A., operanti – principalmente - sui
mercati UE, oltre ad altre più modeste partecipazioni in alcune attività
complementari a quelle oggetto della “Scissione”.
-9-
Al termine del processo di scissione sopra illustrato nei suoi tratti strategici
e operativi, Riva Forni Elettrici S.p.A. detiene il ramo di azienda relativo
alla produzione e commercializzazione dei prodotti lunghi, costituito
principalmente da società operanti in Italia (Riva Acciaio), in Germania (Riva
Stahl e sue controllate), in Francia (Riva Acier e sue controllate), in Belgio
(Thy Marcinelle), in Spagna (Siderurgica Sevillana) e in Canada (ASI).
Va poi ricordato che il primo esercizio post scissione del Gruppo RFE
è stato influenzato da alcune vicende esogene di carattere giudiziario,
peraltro sviluppatesi in concomitanza di un già difficile contesto
congiunturale del mercato di riferimento, soprattutto italiano, che hanno
profondamente inciso sull’andamento e sulla gestione della capogruppo
Riva Forni Elettrici S.p.A. e di alcune sue controllate (in particolar modo
Riva Acciaio S.p.A e Muzzana Trasporti S.r.l.).
Tali vicende prendono le mosse dai provvedimenti di sequestro di
denaro, saldi attivi di conti correnti, rapporti e/o disponibilità finanziari
di qualunque tipo, partecipazioni, beni immobili e mobili, impianti,
macchinari, attrezzature industriali e commerciali, ecc., disposti dalla
Magistratura di Taranto, nel maggio 2013, nei confronti di Ilva S.p.A. e
della sua controllante Riva Fire S.p.A. nell’ambito dell’indagine cosiddetta
“Ambiente svenduto”, e successivamente estesi (22/23 maggio 2013) nei
confronti di RFE e, quindi (9 settembre 2013), nei confronti di tutte le
controllate di quest’ultima, tra cui Riva Acciaio.
L’osservanza di questi provvedimenti – che hanno sottoposto tutti i beni
e i cespiti aziendali delle suddette Società a vincolo di indisponibilità,
nonché determinato il blocco del funzionamento del servizio di tesoreria
accentrata del Gruppo RFE, generando effetti pregiudizievoli anche
sulle controllate - ha quindi comportato il blocco forzato di ogni attività
d’impresa di tutte le controllate di RFE.
RFE e le sue controllate hanno tempestivamente impugnato i citati
provvedimenti, ma solo il 20 dicembre 2013 la Corte di Cassazione ha
finalmente annullato senza rinvio l’ordinanza impugnata, dichiarando
abnorme e illegittimo il provvedimento, e disponendo così la cessazione
della misura cautelare reale e la restituzione di quanto sequestrato agli
aventi diritto (mentre il dispositivo della citata decisione è stato notificato
alle società interessate il 27 dicembre 2013 dalla Guardia di Finanza).
Ciò ha comportato che per almeno quattro mesi, dal settembre al
dicembre 2013, il Gruppo RFE si è trovato nella forzata totale inattività.
Sono ancora in fase di consuntivazione definitiva gli effetti dei sequestri
citati; le società interessate si sono riservate di promuovere idonee azioni
legali nelle Sedi opportune, posto che i sequestri hanno prodotto effetti
pregiudizievoli legati, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
- 10 -
al blocco dei conti correnti bancari e al sequestro delle somme in giacenza;
-
-
-
-
-
-
all’inasprimento dei tassi d’interesse applicati dagli istituti di credito e
dalle società di factoring (maggiorati rispetto a una normale attività di
gestione industriale);
all’impossibilità di accedere a nuove linee di finanziamento;
all’impossibilità, in particolare a fronte del sequestro delle rimanenze
di prodotti su Riva Acciaio S.p.A., di effettuare spedizioni di materiale
già ordinato e pronto a terra, con impatti negativi nei rapporti con la
clientela e con inevitabili ripercussioni anche nei confronti dei clienti
di questi ultimi;
alla modifica delle condizioni di pagamento applicate dai fornitori,
arrivando, in alcuni casi, alla richiesta di pagamenti anticipati prima di
effettuare la consegna della merce;
alla revoca degli affidamenti concessi, da parte delle compagnie
di assicurazione creditizia, ai fornitori del Gruppo, con l’effetto di
forniture notevolmente ridotte rispetto alla normalità;
al blocco della produzione degli impianti italiani del Gruppo, con
inevitabili ripercussioni sulle parti sociali coinvolte che hanno anche
portato a una perdita di competitività, di mercato e di clientela.
all’assunzione di esborsi considerevoli legati all’attività dei legali
chiamati alla difesa del Gruppo.
- 11 -
L’organigramma societario del Gruppo al 31 dicembre
2013 è presentato nel pieghevole esposto precedentemente. I siti produttivi
e le società commerciali del Gruppo, alla stessa data, sono così localizzati:
Paesi
Siti produttivi
e di trasformazione
Italia
7
Francia
7
Germania
3
Belgio
2
Spagna
1
Canada
1
———
21
=====
Nel 2013 Il Gruppo RFE ha realizzato un fatturato
consolidato di Euro 3.695 milioni, con una produzione di acciaio di 7,6 milioni
di tonnellate e con l’impiego di 5.066 addetti.
I dati comparativi per l’esercizio 2012 non sono
stati esposti in considerazione del fatto che il Gruppo Riva Forni Elettrici
si è costituito solo nel 2013 a seguito dell’operazione di scissione, le
cui caratteristiche sono state sopra descritte; inoltre, trattandosi di
un’operazione di “aggregazioni aziendali a cui partecipano entità o attività
aziendali sotto controllo comune”, la suddetta operazione di scissione
risulta esclusa dall’ambito di applicazione dell’IFRS 3 e dell’IFRIC 17.
- 12 -
Treno sbozzatore laminazione 1 - Stabilimento di Siviglia / Roughing rolling mill no.1 - Sevilla Plant
I dati significativi
Highlights
Quote produttive del Gruppo sul totale europeo U.E.
(U.E. a 28)
Group Production shares over total Europe E.U.
(E.U - 28)
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
2011
2011
2012
2012
2013
2013
Quote • Shares (%)
2011
2012
2013
Acciaio • Crude steel
6,1
6,3
6,4
Laminati lunghi a caldo • Long hot-rolled products
10,8
11,9
12,2
(Stime • Estimates)
I siti produttivi e di trasformazione
Production and transformation plants
Italia • Italy
Riva Acciaio - Annone Brianza (LC)
Riva Acciaio - Caronno Pertusella (VA)
Riva Acciaio - Cerveno (BS)
Riva Acciaio - Lesegno (CN)
Riva Acciaio - Malegno (BS)
Riva Acciaio - Sellero (BS)
Riva Acciaio - Verona
Estero • Foreign
Acor - Creil (F)
Acor - Vauvert (F)
Acor - St. Just St. Rambert (F)
Alpa - Gargenville (F)
ASI - Montreal (CAN)
BES - Brandenburg (D)
HES - Hennigsdorf (D)
Iton Seine - Bonnieres Sur Seine (F)
Riva Stahl - Lampertheim (D)
SAM - Neuves Maisons (F)
SAM - Montereau (F)
Siderurgica Sevillana - Siviglia (E)
Trefileries de Fontaine l’Eveque - Fontaine l’Eveque (B)
Thy Marcinelle - Charleroi (B)
Betonstahl Lampertheim - Lampertheim (D)
USA e
Canada
Società Commerciali
Trading Companies
Estero • Foreign
Riva Acciaio - Milano (I)
Riva Aciér - Creil (F)
Riva Stahl - Hennigsdorf (D)
Siderurgica Sevillana - Siviglia (E)
Thy Marcinelle - Charleroi (B)
RIVA FORNI ELETTRICI S.p.A. Milano
I dati significativi
(In milioni di euro)
2013
Dati gestionali
Fatturato netto
Margine operativo
Risultato dell’esercizio di Gruppo
3.694,5
(45,5)
(60,3)
Struttura patrimoniale
Patrimonio netto di Gruppo
Debiti finanziari a lungo termine
Posizione finanziaria netta
Immobili, impianti e macchinari
1.104,9
(254,3)
734,3
Altri dati
Cash flow operativo
Ammortamenti
Proventi / (Oneri) finanziari netti
Investimenti in immobili, impianti e macchinari
134,1
134,8
(13,6)
84,4
Dati statistici
Dipendenti a fine anno
n.
5.076
Tonnellate prodotte (in migliaia):
- acciaio
- vergella
- tondo per cemento armato
- barre - billette laminate
t.
t.
t.
t.
7.591
4.204
2.101
913
Fatturato per dipendente (in migliaia di Euro)
729
- 17 -
La produzione d’acciaio e di laminati • 1996 - 2013
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
Steel and rolled production • 1996 - 2013
10000
9000
8000
7000
6000
5000
4000
3000
2000
1000
0
Migliaia di tonnellate
Thousands of Tons
Produzione d’acciaio
Produzione di laminati a caldo
Steel production
Rolled products
La siderurgia
internazionale
Nel corso del 2013, l’economia mondiale si è espansa
del 3,0 % (stime FMI) a fronte di una crescita del 3,3% nel 2012. Il
contributo maggiore alla crescita è venuto dalle economie emergenti che,
pur in rallentamento rispetto al 2012, sono cresciute complessivamente
a un tasso del 4,7%.
A sostenere l’andamento economico dei Paesi emergenti è stata
sostanzialmente la crescita della domanda delle economie avanzate e della
Cina. Tuttavia, la domanda domestica rimane debole, e considerata la
diminuzione degli investimenti esterni e le incertezze sul piano politico, ci si
aspetta una stabilizzazione della crescita, in particolare in Russia e Brasile.
In Cina, l’economia è cresciuta a un tasso del 7,7%, con un sensibile
spunto nel secondo semestre, dovuto principalmente a un’accelerazione
degli investimenti.
L’accelerazione dell’economia in India è dovuta principalmente a una
stagione fortunatamente risparmiata dalla violenza dei monsoni, e da
un aumento delle esportazioni. L’adozione di nuovi stimoli sui nuovi
investimenti dovrebbe portare a un rafforzamento della crescita.
Nei Paesi avanzati, che a livello complessivo registrano una crescita del
1,3%, i tratti dominanti sono stati l’incertezza e la sfiducia, tradottesi in
rinvii delle decisioni di spesa da parte delle famiglie e delle imprese. Il
tasso di crescita di queste economie è stato frenato dal dato dell’Area
Euro che, dopo un primo trimestre piatto segna una contrazione per tre
trimestri consecutivi e chiude l’anno con un -0,4%.
A incidere negativamente sull’andamento economico dell’area è stata
una molteplicità di fattori quali la riduzione della leva finanziaria, il
risanamento dei conti pubblici e la persistente difficoltà in cui versano il
settore dell’edilizia e gli elevati livelli di disoccupazione.
Si prevede di rafforzare la crescita a +1% nel 2014 e +1,4% nel 2015.
Lo spunto di crescita sarà generalmente più modesto nei Paesi europei
che hanno dovuto affrontare vari gradi di tensione finanziaria (Grecia,
Spagna, Cipro, Italia e Portogallo), dove l’aumento delle esportazioni
aiuterebbe a sostenere la crescita, mentre l’elevato debito, sia pubblico
che privato, e la frammentazione finanziaria continueranno a frenare la
domanda interna.
Negli Stati Uniti il Prodotto Interno Lordo è cresciuto del 1,9%. La crescita
dovrebbe essere pari al 2,8% nel 2014. Questa accelerazione è in parte
dovuta a una politica fiscale meno restrittiva, conseguenza del recente
accordo budgetario.
L’economia giapponese, infine, è cresciuta nel corso del 2013 a un tasso
del 1,7% e dovrebbe rallentare gradualmente nei prossimi due anni.
- 19 -
Mercato siderurgico
Il 2013 si chiude con un nuovo record per la produzione mondiale che,
con 1.607 milioni di tonnellate, supera del 3,9% circa il precedente picco
del 2012 (dati Worldsteel).
La crescita è venuta soprattutto dall’Asia, dal Medio Oriente e dall’Africa,
mentre la produzione di acciaio in tutte le altre regioni è calata nel 2013
rispetto al 2012.
La produzione annuale dell’Asia, con circa 1.059 milioni di tonnellate di
acciaio, migliora del 6,0% il risultato dell’anno precedente. La quota del
continente è leggermente aumentata, dal 64,6% nel 2012 al 65,9% nel
2013. La produzione di acciaio in Cina ha segnato un nuovo record nel
2013 con 779 milioni di tonnellate e un incremento del 7,5% rispetto al
2012. La Cina, nel 2013, ha prodotto poco più della metà dell’acciaio
mondiale, con un incremento della quota di produzione dal 46,9% nel
2012 al 50,4% nel 2013.
Il Giappone ha prodotto circa 111 milioni di tonnellate nel 2013, con
un incremento del 3,2% dal 2012, mentre la Corea del Sud risulta in
contrazione a circa 66 milioni di tonnellate (-4,4%).
Risultano in contrazione anche i Paesi CSI (-1,9%), con un calo della
Russia (-1,5%) e dell’Ucraina (-0,5%) dovuto alla flessione della domanda
dei principali mercati di sbocco.
In flessione anche Sud America e Nord America (decrescita pari allo
-0,8% e -1,9% rispettivamente). Il Brasile ha prodotto circa 34 milioni di
tonnellate nel 2013, in calo del 1% rispetto al 2012, mentre gli Stati Uniti
hanno prodotto circa 87milioni di tonnellate (-1,9% rispetto al 2012).
Diversamente, l’Africa e il Medio Oriente migliorano del 5,8% raggiungendo
circa 42 milioni di tonnellate, trainate dall’Iran (circa 15 milioni di tonnellate,
+6,6%) e dall’Egitto (circa 7 milioni di tonnellate, +1,9%), mentre rallenta
la Turchia (circa 35 milioni di tonnellate, -3,3%).
L’UE ha registrato una diminuzione del -1,8% rispetto al 2012, con una
produzione di circa 166 milioni di tonnellate nel 2013. La Germania ha
prodotto circa 43 milioni di tonnellate di acciaio nel 2013, con un livello
produttivo vicino a quello del 2012.
L’Italia evidenzia un calo significativo (-11,7%), con una produzione di
circa 24 milioni di tonnellate, mentre le produzioni francesi e spagnole
rimangono sostanzialmente ferme sui livelli del 2012, con incrementi di
0,5% e 0,7% rispettivamente.
Unica eccezione il Regno Unito che consolida una crescita del 23,8%,
raggiungendo circa 12 milioni di tonnellate e diventando il 5° principale
produttore europeo.
- 20 -
La classifica dei principali produttori degli ultimi due anni evidenzia come
l’Italia abbia registrato la contrazione maggiore (-3,2 milioni di tonnellate),
seguita dalla Corea del Sud (-3,1 milioni di tonnellate) e dagli Stati Uniti
(-1,7 milioni di tonnellate). Diversamente, gli aumenti maggiori sono
stati registrati da Cina (+54,3 milioni di tonnellate), India (+3,9 milioni di
tonnellate) e Giappone (+3,4 milioni di tonnellate).
L’utilizzo medio della capacità nel 2013 è stato del 78,1%, in leggero
aumento rispetto al 2012 (76,2%).
Consumo di prodotti finiti
I dati più aggiornati al momento disponibili (fonte Worldsteel) indicano un
consumo mondiale di prodotti finiti attestato di 1.481 milioni di tonnellate,
con un aumento complessivo del 3,6% rispetto al 2012, dopo l’1,9%
dell’esercizio precedente.
Secondo Worldsteel si prevede una crescita contenuta pari al 3% in
UE28 per 2014 e 2015.
Per quanto riguarda i singoli Paesi, tutti avranno un tasso positivo,
compreso tra l’1% (Austria, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito) e il 7%
(Finlandia).
Per il mercato italiano si prevedono tassi di crescita pari al 2,6% (2014)
e 4,1% (2015).
Molto positivo l’andamento del mercato nordafricano, in crescita del 7%
per il 2014 (Marocco, Algeria, Egitto).
Anche la Turchia beneficia di una favorevole congiuntura economica ed
evidenzia un tasso di crescita pari al 4%.
- 21 -
La siderurgia in Italia
Quadro economico
Nel 2013, l’economia italiana si è contratta del 1,8%.
Il PIL, sostenuto dalle esportazioni e dalla variazione delle scorte, ha
interrotto la propria caduta solo nel terzo trimestre del 2013.
L’attività industriale, diminuita quasi senza interruzione dall’estate del
2011, è tornata ad aumentare negli ultimi mesi dello scorso anno. Sulla
base dei sondaggi e dell’andamento della produzione industriale, la
crescita del prodotto sarebbe stata appena positiva nel quarto trimestre,
traducendo una fragile ripresa nell’Area Euro. Gli indici di fiducia delle
imprese sono ancora migliorati in dicembre, collocandosi sui livelli
osservati all’inizio del 2011.
A pesare sulla ripresa sono state anche le manovre correttive di finanza
pubblica che continuano a incidere negativamente su consumi e
investimenti.
Il quadro congiunturale appare molto diverso a seconda delle categorie
di imprese e della loro localizzazione geografica. Al miglioramento delle
prospettive delle imprese industriali di maggiore dimensione e di quelle
più orientate verso i mercati esteri, si contrappone un quadro ancora
sfavorevole per le aziende più piccole, per quelle del settore dei servizi.
Nonostante i primi segnali di stabilizzazione dell’occupazione, le condizioni
del mercato del lavoro restano difficili. Il tasso di disoccupazione, che
normalmente segue con ritardo l’andamento del ciclo economico, supera
quota 12% nel 2013. Di conseguenza, i consumi delle famiglie nel corso
dell’anno sono calati del 3,0%.
Nel terzo trimestre del 2013 si è attenuata la flessione dei consumi delle
famiglie; che restano però frenati dalla debolezza del reddito disponibile
e dalle difficili condizioni del mercato del lavoro. Si è interrotto nel quarto
trimestre il recupero della fiducia in atto dall’inizio del 2013. Nell’ultima
parte dell’anno sono emersi segnali di stabilizzazione della spesa delle
famiglie.
Gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 5,2% (rispetto all’8,2% del
2012); il calo degli investimenti in costruzioni è stato superiore al 5%,
mentre gli investimenti in macchinari e attrezzature sono arretrati di
circa l’1%.
Positivo il contributo alla crescita del PIL fornito dalla domanda estera
netta. Il saldo di parte corrente della bilancia dei pagamenti è tornato
positivo nel 2013; l’avanzo dovrebbe ancora aumentare, pur in presenza
di un incremento delle importazioni indotto dal previsto graduale
rafforzamento dell’attività economica. Il miglioramento del saldo tra
il 2010 e il 2013 non ha risentito solo della flessione delle importazioni
indotta dalla recessione, ma anche dell’incremento delle esportazioni.
- 22 -
Le esportazioni sono cresciute dello 0,5% (stima), un tasso simile a quello
del 2012, mentre le importazioni sono fortemente aumentate, dopo una
flessione durata dieci trimestri consecutivi.
Mercato siderurgico
italiano
Nel 2013, la produzione di acciaio in Italia è stata pari
a circa 24 milioni di tonnellate, in flessione del 11,7% sul 2012 e del 24%
rispetto al picco pre-crisi del 2006.
Il profilo ciclico della produzione segnala una lieve inversione di tendenza
all’inizio del 2014.
I prodotti lunghi, che continuano a essere penalizzati dal declino del
settore delle costruzioni, subiscono un nuovo arretramento. Nel 2013, la
produzione dei laminati lunghi, pari a 11,4 milioni di tonnellate, è diminuita
del 3,1% rispetto al 2012.
Il tondo per cemento armato (in calo mediamente del 7%) è il prodotto
più penalizzato; la vergella perde il 2,7%, dopo essere già scivolata l’anno
precedente, mentre la produzione di laminati mercantili conclude l’anno
in leggero aumento (+0,6%).
Il consumo apparente di prodotti siderurgici nel 2013 è stato pari a circa
22 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,4% rispetto al 2012.
Nel 2013, i prodotti lunghi, con circa 9,0 milioni di tonnellate, registrano
una flessione del 5,8%, pressoché determinata dalla caduta del tondo
per cemento armato (1,6 milioni di tonnellate, -27%) che, rispetto al picco
del 2006, perde più del 65%.
L’attività delle imprese nazionali ha segnato un rallentamento nel
2013 (produzione di circa 24 milioni di tonnellate, -11,4%), mentre le
importazioni sono aumentate del 12,4% raggiungendo 15,6 milioni di
tonnellate, privilegiando quelle europee (8,8 milioni di tonnellate, +9,2%)
su quelle extra-europee (6,9 milioni di tonnellate, +16,5%).
Alla flessione della domanda nazionale, si aggiunge quella della domanda
estera, con le esportazioni, che scendono del 7,4% su base annua,
trascinate dal calo sia di quelle extra-europee (5,3 milioni di tonnellate,
-6,4%) che europee (11,4 milioni di tonnellate, -7,9%).
Il profilo ciclico delle componenti di mercato segnala un ulteriore
indebolimento della domanda nazionale, con un aumento del gap tra la
domanda e l’offerta.
Il 2013 è stato un anno molto difficile per la siderurgia italiana. Le
proiezioni sull’economia italiana per il prossimo biennio pubblicate
dalla Banca d’Italia confermano il punto di svolta dell’attività avvenuto
alla fine del 2013. Nel 2014 si registrerebbe una moderata ripresa
- 23 -
dell’attività economica: dopo essersi ridotto dell’1,8 percento nel 2013,
il PIL crescerebbe dello 0,6% quest’anno e del 1,1% nel 2015. Questo si
tradurrebbe in una crescita contenuta del consumo apparente di acciaio
del +2,6% nel 2014 e +4,1% nel 2015 (consumo reale rispettivamente del
+0,2% e +3,8%).
Il Gruppo Riva
Forni Elettrici
Il numero complessivo di entità legali facenti parte
del Gruppo è pari a 27.
Per un dettaglio completo dell’area di consolidamento si rinvia all’Allegato 1
(Area di Consolidamento).
Nessuna società del Gruppo RFE ha istituito sedi
Sedi secondarie
secondarie.
Il fatturato
Il fatturato del Gruppo RFE è stato di Euro 3.695
milioni. In dettaglio, il fatturato per Paese di origine è il seguente (in milioni
di Euro):
Paesi
2013
Italia
742
Germania
1.185
Francia
1.077
Belgio
361
Spagna
327
Canada
3
---------3.695
=======
Le vendite di prodotti siderurgici realizzate dalle società italiane
rappresentano il 20% circa dell’intero fatturato, mentre il rimanente 80%
circa è stato realizzato dalle controllate europee. Marginale il fatturato
realizzato da società non UE.
- 24 -
La produzione
Nel 2013 il Gruppo ha prodotto 7,6 milioni di
tonnellate di acciaio con una prevalenza (82%) della produzione nei
Paesi UE. La produzione complessiva del Gruppo si è mantenuta sui
livelli dello scorso esercizio, come si evince anche dai dati riportati nella
seguente tabella (in migliaia di tonnellate):
Paesi
2013
2012
+ (-)
Italia
1.346
1.557
(211)
Francia
2.563
2.577
(14)
Germania
2.156
2.209
(53)
Belgio
808
713
95
Spagna
718
703
15
----------
----------
----------
7.591
7.759
(168)
=======
=======
=======
Il calo della produzione è essenzialmente ascrivibile alla controllata Riva
Acciaio S.p.A., in relazione alle vicende che l’hanno coinvolta nel corso
dell’esercizio 2013 e di cui si è detto.
In termini di quote produttive sul totale dell’UE, nel
2013 il Gruppo Riva Forni Elettrici conferma sostanzialmente la propria
presenza sia nella produzione di acciaio grezzo che nel settore dei
laminati lunghi in cui opera. Una sintesi delle quote a livello europeo,
elaborata sulla base delle stime dei dati al momento disponibili, è
riportata nella seguente tabella:
Quote del Gruppo RFE sul totale Europa (UE a 28)
2013
2012
2011
Acciaio
6,4%
6,3%
6,1%
12,2%
11,9%
10,8%
Laminati lunghi
- 25 -
I risultati
Il conto economico può essere così sintetizzato (in
milioni di Euro):
2013
%
3.695
100,0%
Margine operativo
(45)
(1,2%)
Oneri finanziari netti
(14)
(0,4%)
Risultato dell’esercizio prima dell’attribuzione
della quota di pertinenza di terzi
(60)
(1,6%)
Risultato dell’esercizio
(60)
(1,6%)
Fatturato netto
I risultati economici dell’esercizio 2013 hanno risentito in particolare:
- della difficile congiuntura dell’economia mondiale, con riflessi anche sul
comparto siderurgico;
- del conseguimento di margini positivi in alcune aree geografiche e
negativi in altre;
- del consolidamento delle quote di produzione nel settore in cui il Gruppo
opera.
Il saldo della gestione finanziaria è di seguito analizzato (in migliaia di Euro):
2013
Interessi su prestiti obbligazionari
Altri interessi passivi ed oneri finanziari
14.055
Oneri da attualizzazione
894
Differenze cambio negative
349
------------
Totale oneri finanziari
15.298
------------
Interessi attivi ed altri proventi finanziari
120
Proventi finanziari da partecipazioni, netti
276
Differenze cambio positive
1.299
------------
Totale proventi finanziari
1.695
------------
Totale oneri finanziari netti
(13.603)
========
Il risultato della gestione finanziaria risente di un deciso inasprimento
delle condizioni sui finanziamenti applicate dagli istituti di credito, stante
il perdurare della difficile situazione economica congiunturale.
- 26 -
Cash flow
Il cash flow generato dalla gestione operativa è stato
di Euro 134 milioni, così rappresentato (in milioni di Euro):
2013
Risultato dell’esercizio prima dell’attribuzione
della quota di pertinenza di terzi
(60)
Ammortamenti
135
Accantonamenti
59
------------
Cash flow operativo
134
========
La posizione finanziaria netta può essere così sintetizzata (in milioni di Euro):
2013
Disponibilità liquide e altre attività finanziarie a breve termine
Debiti a breve verso banche
Passività finanziarie a breve termine
122.596
(298.240)
(78.655)
------------
Disponibilità monetarie nette finali (Indebitamento a breve termine)
(254.299)
------------
Mutui e finanziamenti a lungo termine
------------
Indebitamento finanziario netto
(254.299)
------------
Posizione finanziaria netta complessiva
(254.299)
========
- 27 -
Il miglioramento della posizione finanziaria netta è principalmente
riconducibile alla liquidità generata dalle operazioni dell’esercizio; le
principali variazioni intervenute nel corso dell’anno sono evidenziate nel
rendiconto finanziario consolidato (Nota 1) del quale di seguito è riportata
una sintesi (in milioni di Euro):
2013
Disponibilità monetarie nette iniziali (Indebitamento a breve termine)
(275)
------------
Liquidità generata dalle operazioni dell’esercizio
Liquidità assorbita dalle operazioni di investimento
Liquidità assorbita dalle operazioni di finanziamento
127
(105)
(1)
------------
Incremento delle disponibilità monetarie nette
21
------------
Disponibilità monetarie nette finali (Indebitamento a breve termine)
(254)
========
Principali indicatori
Indicatori di redditività
2013
ROI (margine operativo / (capitale investito operativo – passività operative))
(5,19)%
ROE netto (risultato netto / mezzi propri)
(5,46)%
ROS (margine operativo / ricavi di vendite)
(2,08)%
Indicatori di solvibilità
2013
- 28 -
Margine di disponibilità (Att. Correnti – Pass. Correnti)
368
Quoziente di disponibilità (Att. Correnti / Pass. Correnti)
1,33
Margine di tesoreria (Liq. Diff. + Liq. Immediate) – (Pass. Correnti)
(288)
Quoziente di tesoreria (Liq. Diff. + Liq. Immediate) / (Pass. Correnti)
0,74
Indicatori di struttura dei finanziamenti
2013
I dipendenti
Quoziente di indebitamento complessivo
(Pass. Consolidate + Pass. Correnti) / Mezzi propri
1,05
Quoziente di indebitamento finanziario
(Pass. di finanziamento / Mezzi propri)
0,34
Il numero di occupati al 31 dicembre 2013 era di
5.076 unità, contro i 5.015 dell’anno precedente.
I dipendenti attivi presso le unità estere erano 3.634, quelli operanti presso
le Società nazionali 1.442.
I dati comparativi (che escludono i dipendenti delle partecipazioni
minoritarie non consolidate) sono così sintetizzabili:
Numero medio
Numero al 31 dicembre
Paesi
2013
2012
+ (-)
2013
2012
+ (-)
Italia
1.426
1.387
39
1.442
1.377
65
Francia
1.380
1.384
(4)
1.378
1.397
(19)
Germania
1.521
1.521
0
1.531
1.513
18
Belgio
350
347
3
350
339
11
Spagna
357
365
(8)
344
359
(15)
Canada
32
31
1
31
30
1
------------
------------
------------
------------
------------
------------
5.066
5.035
31
5.076
5.015
61
========
========
========
========
========
========
Non si sono verificati casi di personale iscritto a libro matricola oggetto di
morte o di infortuni gravi sul lavoro che abbiano comportato, nell’esercizio
in esame, l’accertamento di responsabilità aziendali definitive né addebiti
in ordine a malattie professionali su dipendenti per cui le società del
Gruppo siano state dichiarate definitivamente responsabili in sede penale.
- 29 -
Organizzazione
produttiva e
commerciale
Come già ricordato, il Gruppo Riva Forni Elettrici
opera nel settore dei laminati lunghi ed è organizzato per aree geografiche
in cui il Gruppo opera: Italia, Germania, Francia, Spagna e Belgio.
In Italia, Riva Acciaio S.p.A. svolge la propria attività produttiva e
commerciale presso gli stabilimenti di Caronno Pertusella (VA), Lesegno
(CN), Verona (VR), Cerveno (BS), Sellero (BS), Malegno (BS) e Annone
Brianza (LC).
In Francia, le principali società produttive sono la Iton Seine S.A.S., la
Acieries et Laminoirs de Paris S.A.S., la Société des Aciers d’Armature
pour le Beton - SAM S.A.S., la SAM Montereau S.A.S. e la Aciers de
Construction Rationalisés - Acor S.A.S., mentre l’attività di acquisto della
materia prima e di cessione dei semilavorati e prodotti finiti è svolta dalla
Riva Acier S.a. A livello di coordinamento generale opera la Parsider S.a.
In Germania, con un’organizzazione simile a quella presente in
Francia, l’attività produttiva è svolta dalle società HES – Hennigsdorfer
Elektrostahlwerke GmbH, BES – Brandenburger Elektrostahlwerke
GmbH e la neo costituita Betonstahl Lampertheim Gmbh, mentre l’attività
di commercializzazione è svolta da Riva Stahl GmbH.
In Belgio operano Thy Marcinelle e Trefileries de Fontaine L’Eveque: la
prima produce e commercializza direttamente i propri prodotti, affidando
alla seconda i servizi di trasformazione; è inoltre presente Centre de
Coordination Siderurgique che si occupa della gestione di tesoreria per
le società non italiane del Gruppo.
In Spagna è presente Siderurgica Sevillana mentre in Canada l’attività di
ASI consiste nella selezione di rottame ferroso.
I rapporti tra le società rientranti nell’ambito del presente bilancio
consolidato riflettono operazioni e transazioni sia di natura commerciale
che finanziaria e sono regolati a normali condizioni di mercato.
Per quanto concerne specificatamente la Capogruppo, essa ha svolto
nei confronti di alcune controllate servizi essenzialmente amministrativi
e finanziari.
- 30 -
Investimenti
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari
effettuati nell’anno 2013 ammontano a Euro 84 milioni (106 milioni nello
scorso esercizio).
Prosegue comunque il piano di investimenti finalizzato all’ammodernamento e al potenziamento dell’assetto produttivo del Gruppo. Come
negli anni precedenti, l’attività impiantistica è stata incentrata nel
conseguimento del miglioramento degli aspetti qualitativi dei prodotti, nel
contenimento dei costi di produzione, nel miglioramento delle condizioni
di sicurezza e nel consolidamento dell’assetto produttivo nell’ottica della
salvaguardia e del miglioramento dei fattori ambientali.
Ricerca
e sviluppo
(R.&S.)
Le attività di Ricerca e Sviluppo riguardano
principalmente l’attività, presso lo stabilimento di Lesegno (CN) di Riva
Acciaio, del laboratorio sperimentale e del sistema di simulazione di
processi siderurgici, che permette di implementare l’attività di R.& S. al
servizio di tutti gli stabilimenti del Gruppo.
Tali processi vengono simulati attraverso una pluralità di strumenti tra cui:
- Gleeble 3800, che è in grado di ricreare, su provini appositamente
ricavati, il ciclo di fabbricazione dell’acciaio, partendo dalla colata
continua, passando attraverso la laminazione per arrivare a tutti i
tipi di trattamenti successivi (stampaggi a caldo, ricotture, saldature
etc.) effettuati sul prodotto. Le simulazioni possono riguardare
indifferentemente sia i prodotti lunghi che i prodotti piani.
- Forno fusorio sperimentale, che permette di fornire colate sperimentali
di prova per testare nuovi prodotti e/o ottimizzare quelli esistenti senza
ricorrere alle colate industriali.
- Laminatoio a freddo da laboratorio, che consente di preparare crudi di
laminazione destinati alle prove di ricottura continua nel simulatore Gleeble.
Pertanto il laboratorio sperimentale di Lesegno, oltre che nel contesto
dello stabilimento, si inserisce quale ulteriore risorsa dell’intero Gruppo
Riva Forni Elettrici, a disposizione di tutte le unità produttive ad esso
facenti capo.
In tal senso i metallurgisti di processo e di prodotto, i tecnologi, i
responsabili del controllo qualità possono avvalersi delle opportunità
offerte dal laboratorio stesso, nell’ambito delle varie tipologie di
applicazione (simulazione della colata continua, dilatometria e
determinazione delle curve “ttt” e “cct”, simulazione dei trattamenti
termici, simulazione della laminazione a caldo, studio delle deformazioni
a caldo, lavorabilità degli acciai, saldature).
Tutti gli oneri conseguenti a tale attività di R.& S. sono stati interamente
spesati a conto economico, ad eccezione dei cespiti assoggettati al
processo di ammortamento.
- 31 -
Ambiente ed ecologia
L’esercizio è stato caratterizzato dalla realizzazione
e dal completamento dei sistemi per il contenimento dell’inquinamento
atmosferico, in attuazione delle vigenti normative.
Non si sono verificati casi per i quali le società del Gruppo siano state
dichiarate colpevoli in via definitiva in tema di danni ambientali, né sono state
irrogate sanzioni o sentenze definitive a livello penale per reati ambientali.
Nel corso del 2013, gli stabilimenti nazionali sono stati operativi in virtù
delle seguenti autorizzazioni:
- Stabilimento di Caronno Pertusella: Autorizzazione Integrata
Ambientale (AIA) N. 7379 del 05/07/2007 e successivo aggiornamento
N. 3662, rilasciata dalla Provincia di Varese, e attualmente in fase di
rinnovo/riesame;
- Stabilimento di Lesegno: Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)
N. 687 del 26.11.2013, rilasciata dalla provincia di Cuneo;
- Stabilimento di Verona: Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)
N 1364/13 del 20.03.2013, rilasciata dalla Provincia di Verona;
- Stabilimento di Sellero: Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)
N. 3012 del 20.03.2006 rilasciata della Provincia di Brescia e attualmente
in fase di rinnovo/riesame;
- Stabilimento di Cerveno: Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)
N. 641 del 30.01.2007 rilasciata della Provincia di Brescia e attualmente
in fase di rinnovo/riesame;
- Stabilimento di Malegno: Specifica autorizzazione per lo scarico idrico,
rilasciata della Provincia di Brescia. Lo stabilimento ha richiesto alla
Provincia di Brescia l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) che è in
fase di esame.
- Stabilimento di Annone Brianza: Specifica autorizzazione per le
emissioni in atmosfera, rilasciata dalla Provincia di Lecco. Lo
stabilimento ha richiesto alla Provincia di Lecco l’Autorizzazione Unica
Ambientale (AUA) che è in fase di esame.
Lo stabilimento di Caronno, nel corso del 2013, ha presentato la
comunicazione di modifica non sostanziale relativa alla sostituzione
dell’esistente raffreddatore naturale (“cooler”) di servizio all’impianto di
abbattimento fumi da forno elettrico ad arco (EAF).
Lo stabilimento di Lesegno, nel corso del 2013, ha presentato richiesta
di modifica non sostanziale relativa all’installazione di un impianto di
dosaggio di carboni attivi per il contenimento delle diossine nei fumi
prodotti dall’acciaieria.
Tutti gli stabilimenti, gestiti in virtù dell’Autorizzazione Integrata Ambientale
(AIA), hanno rispettato le scadenze prescritte dal Piano di Monitoraggio
e Controllo (PMC) dall’Atto Autorizzativo. I risultati ottenuti sono stati
sempre conformi ai limiti stabiliti.
Nel corso del 2013 gli stabilimenti hanno continuato a mantenere le
apposite certificazioni relative agli aspetti qualità, ambiente e sicurezza
- 32 -
UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e OHSAS 18001, rilasciate da
appositi enti di certificazione (IGQ, TUV, LLOYD).
Per quanto concerne il fabbisogno di acqua degli stabilimenti, esso
è soddisfatto da appositi pozzi e/o emungimenti da corsi d’acqua
superficiali.
Per quanto concerne i residui/rifiuti originati dal processo produttivo, si
segnala che gli stessi sono stati sempre avviati a smaltimento o recupero
in impianti autorizzati.
Per gli stabilimenti esteri la situazione è la seguente:
- Francia: tutti gli stabilimenti vengono gestiti in virtù di specifiche
ordinanze prefettizie, le autorizzazioni sono a tempo indeterminato.
- Belgio: gli stabilimenti sono gestiti con specifiche autorizzazioni con
scadenza 02.03.2030 per la Thy Marcinelle e 03.11.2014 per la Tref.
De Fontaine l’Eveque.
- Spagna: lo stabilimento viene gestito con apposita autorizzazione che
scade nel 2018.
- Germania: gli stabilimenti di Brandeburgo e Hennigsdorf sono in
possesso di specifiche autorizzazioni a tempo indeterminato, lo
stabilimento di Lampertheim per le specifiche lavorazioni e in funzione
della normativa tedesca non necessita di autorizzazioni particolari.
Regolamento REACH
La conformità alla normativa comunitaria sulle
sostanze chimiche, Regolamento 1907/2006 REACH e dei Regolamenti
Europei affini (primo fra tutti il Regolamento CLP n. 1272/2008, giunto al
terzo adeguamento al progresso tecnico e scientifico), viene assicurata
da una struttura trasversale che vede il coinvolgimento integrato di figure
professionali con competenze specifiche in campo amministrativo, tecnicoscientifico e legale, operanti sia a livello centrale che nelle unità produttive
del Gruppo.
La sicurezza delle sostanze chimiche prodotte e utilizzate nei processi
produttivi è oggetto di attenta sorveglianza, insieme alla prevenzione di
qualsiasi criticità nei vitali processi di approvvigionamento, fabbricazione e
immissione sul mercato dei prodotti siderurgici.
Nel corso del 2013 sono state realizzate azioni di sistema per consolidare
nella prassi aziendale il radicamento delle nuove disposizioni normative, in
particolar modo per gli obblighi derivanti dal ruolo di “utilizzatore a valle” di
sostanze e miscele. Il progetto - avviato nel 2011 - per monitorare l’ingresso
delle sostanze pericolose e di quelle particolarmente problematiche “SVHC”- prevede la realizzazione di un archivio centrale unificato a gestione
condivisa e la diffusione capillare delle informazioni contenute nelle Schede
di Dati di Sicurezza. Tali procedure perfezionano in questo modo il controllo
- 33 -
del profilo di sicurezza delle sostanze utilizzate nei processi e nelle postazioni
lavorative già a partire dalle prime fasi di approvvigionamento.
Riva Acciaio aderisce al Consorzio Reach avvalendosi della relativa
struttura tecnico-scientifica, in particolare per quanto attiene la valutazione
del dossier di registrazione da parte dell’Agenzia ECHA e la necessità di
aggiornare le registrazioni.
Emission Trading
Con riferimento al mercato della CO2 e all’Emission
Trading System (ETS), si segnalano i seguenti temi di interesse:
- Aste ETS per il 2013 – 2020: a partire dal 2013 i titoli di emissione per la
fase III dell’EU ETS per il settore termoelettrico non saranno più allocati
con i Piani Nazionali di Allocazione, ma tramite asta a titolo oneroso.
L’organizzazione delle aste e del mercato avverrà secondo criteri
armonizzati a livello UE stabiliti in un Regolamento attuativo della nuova
Direttiva ETS.
La Commissione ha annunciato un anticipo della vendita ad asta dei
permessi EUA per 120 milioni di tonnellate di CO2 già nel 2012, ha
anche annunciato che 1,4 miliardi di tonnellate equivalenti in permessi
di emissione saranno decurtati dal montante delle quote ad asta per
mitigare l’effetto della crisi economica (calo delle emissioni) e del lungo
di mercato della fase II.
Questo dovrebbe contribuire all’efficacia dello schema nel trasferire
segnali di prezzo al mercato per gli investimenti in misure di decarbonizzazione.
- Registri ETS: il 17 giugno 2011 i rappresentanti dei Governi UE hanno
approvato il Regolamento UE che introduce ulteriori misure di sicurezza
a tutela del funzionamento dei registri ETS a seguito degli attacchi
informatici e la chiusura forzata dei medesimi nel gennaio 2011.
Anche a fronte della possibilità di ricorrere a trusted accounts e delle
misure per proteggere gli operatori in caso di furto delle credenziali
di accesso, restano nel Regolamento le disposizioni per mantenere
l’anonimato dei numeri seriali dei titoli acquistati.
Tale misura espone a rischio i crediti da restituire a compliance nella
misura in cui la lista degli EUA fraudolenti può essere aggiornata in
qualunque momento, rendendo possibilmente inutilizzabili crediti
acquistati sul mercato “in buona fede”.
- 34 -
- Mercato dei Clean Development Mechanism(CDM): è stata adottata
dai Governi dell’UE, su proposta della Commissione, la Decisone
Europea che mette al bando i crediti (CER) generati da progetti CDM
sui gas industriali (HFC-23 and N2O) a partire dal 1° maggio 2013.
Inoltre nel corso del Consiglio Ambiente del 21 giugno 16 governi
UE (Germania, UK, Francia, Austria, Belgio, Estonia, Grecia, Svezia,
Slovenia, Repubblica Ceca, Malta, Bulgaria, Lettonia, Lussemburgo
e Slovacchia ma non l’Italia) hanno sottoscritto la dichiarazione del
Governo Danese per cui, anche nel quadro dell’EffortSharing, non
utilizzeranno crediti HFC nel terzo periodo dell’ETS.
- Oneri CO2: Alle società del Gruppo sono stati assegnati, relativamente
agli impianti interessati situati presso gli stabilimenti, permessi di
emissione in linea rispetto alle effettive esigenze delle stesse. Pertanto,
nel bilancio in commento, non si è reso necessario stanziare oneri al
fine di acquistare i permessi necessari.
Nel corso dell’esercizio, le società del Gruppo non hanno effettuato
operazioni di acquisto o vendita di quote.
Gestione dei
rischi d’impresa
Per quanto concerne la gestione delle esposizioni ai
rischi, con particolare riferimento a quelli di natura finanziaria, anche ai
sensi dell’art. 2428, comma 2, numero 6 bis, c.c., si rappresentano di
seguito le principali categorie di rischio cui il Gruppo è esposto:
Rischi connessi ai settori in cui il Gruppo opera - I risultati del Gruppo
sono influenzati dall’andamento dei prezzi del mercato siderurgico e
dagli effetti che tale andamento comporta sui margini realizzati; inoltre,
per una corretta gestione del ciclo produttivo e dei flussi commerciali, il
Gruppo presenta giacenze di materie prime e di prodotti finiti; il livello di
tali scorte è soggetto alle fluttuazioni del mercato siderurgico. Tali fattori
di rischio sono strettamente connessi alla natura stessa del business e
vengono costantemente monitorati.
Rischio di credito - La massima esposizione teorica al rischio di credito è
rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie rappresentate
in bilancio. I crediti in essere a fine esercizio sono essenzialmente nei
confronti di una clientela diversificata e dell’Erario. Non sono presenti
saldi scaduti di importo significativo.
Rischio di liquidità - Il rischio di liquidità si può manifestare con l’incapacità
di reperire, a condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per
l’operatività. Le società del Gruppo sono incluse nel sistema di gestione
centralizzata della tesoreria del Gruppo, pertanto i rischi di liquidità cui
- 35 -
sono soggette sono strettamente correlati a quelli che incidono sul Gruppo
nel suo insieme. I due principali fattori che determinano la situazione di
liquidità del Gruppo sono, da una parte, le risorse generate o assorbite
dalle attività operative e di investimento; dall’altra, le caratteristiche di
scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e
le condizioni di mercato.
Il Gruppo ha adottato una serie di processi volti a ottimizzare la gestione
delle risorse finanziarie, riducendo il rischio di liquidità:
- gestione centralizzata dei flussi di incasso e pagamento (cash pooling)
nei vari Paesi in cui è presente;
- mantenimento di un adeguato livello di liquidità disponibile;
- diversificazione degli strumenti di reperimento delle risorse finanziarie
e presenza continuativa e attiva sul mercato dei capitali;
- ottenimento di linee di credito adeguate;
- monitoraggio delle condizioni di liquidità, in relazione al processo di
pianificazione aziendale.
Ad oggi sono in corso contatti con le diverse banche per ottenere ulteriori
linee di finanziamento, oltre a quelle legate allo sconto di fatture (autoliquidante) attualmente già a disposizione. Tali linee, oltre ai fondi generati
dall’attività operativa e di finanziamento, consentiranno il soddisfacimento
dei fabbisogni derivanti dalle attività di investimento, di gestione del
capitale circolante e di rimborso dei debiti alla loro naturale scadenza.
Rischio di cambio - Non risultano in essere posizioni di credito o di
debito, né strumenti finanziari derivati, esposti in maniera significativa al
rischio di cambio.
Rischio di tasso d’interesse - Il Gruppo copriva i propri fabbisogni
finanziari sia attraverso il sistema di gestione centralizzata della tesoreria,
che con autonome operazioni di finanziamento sui mercati. La funzione
di tesoreria centralizzata è oggi limitata alle società estere mentre quelle
italiane, principalmente Riva Acciaio S.p.A., si sono o si stanno dotando
di autonome linee. Si segnala che il Gruppo, sulla base delle procedure
adottate dal Consiglio di Amministrazione, può fare unicamente ricorso a
strumenti finanziari derivati aventi finalità di copertura, essendo esclusa
l’attività di trading e/o speculativa.
Altri rischi su strumenti finanziari derivati - Alla data di chiusura
dell’esercizio il Gruppo non ha in essere altre operazioni su strumenti
finanziari derivati.
Rischi legati alla scissione di Riva Fire - RFE ha iniziato a operare
a seguito della scissione parziale di Riva Fire S.p.A., realizzata, con
efficacia giuridica dal 1° gennaio 2013, nell’ambito di un più ampio
piano riorganizzativo del gruppo di società di cui quest’ultima era a
capo. A seguito della scissione, RFE e Riva Fire S.p.A. hanno operato
in maniera pienamente autonoma e separata, ciascuna nell’ambito delle
- 36 -
proprie specifiche competenze. Pur rappresentando le due società entità
totalmente distinte tanto sotto il profilo funzionale e tecnico-operativo,
quanto sotto il profilo giuridico, a partire dalla metà del 2013, le stesse
sono state in parte accomunate dalle vicende giudiziarie inerenti ILVA
S.p.A. sopra descritte. In particolare, RFE, in quanto beneficiaria della
scissione, è stata coinvolta nel procedimento penale pendente presso
il Tribunale di Taranto n. R.G.G.I.P. 5488/2010, R.G.P.M. 938/2010
nell’ambito del quale il P.M. ha richiesto il rinvio a giudizio di tutte le
persone fisiche e giuridiche coinvolte. In tale contesto, il G.I.P. di Taranto,
in data 22/24 maggio 2013, ha disposto il sequestro preventivo finalizzato
alla confisca di tutti i beni di RFE.
A seguito dei ricorsi proposti dalle parti attinte dalla misura cautelare,
il sequestro in questione è stato definitivamente annullato senza rinvio
dalla Corte di Cassazione in data 20 dicembre 2013 che ne ha evidenziato
molteplici profili di illegittimità. Riva Fire S.p.A. è anche parte di ulteriori
contenziosi civili, penali e amministrativi, pendenti o minacciati, che
traggono origine da fatti occorsi in data antecedente al 1° gennaio 2013
(data di efficacia della scissione di Riva Fire in favore di RFE). Alcuni di tali
procedimenti nei confronti di Riva Fire S.p.A. rappresentano potenziali (e
allo stato latenti) fonti di responsabilità patrimoniale anche di RFE. Infatti,
la responsabilità patrimoniale di Riva Fire per fatti antecedenti alla data
di efficacia della scissione, potrebbe, ancorché in via di mera ipotesi,
ripercuotersi negativamente anche su RFE in virtù delle norme di legge in
materia di scissione.
RFE, inoltre, nei limiti del patrimonio a essa assegnato, è responsabile,
in via sussidiaria, dei debiti della scissa, antecedenti la scissione stessa,
che dovessero rimanere non soddisfatti.
- 37 -
Evoluzione
prevedibile
della gestione
Alla luce delle considerazioni sopra svolte, e dei
dati consuntivati nei primi mesi dell’esercizio in corso, è ragionevole
presumere che il 2014 possa conseguire risultati in deciso miglioramento
rispetto a quelli del 2013, specie ove si consideri la possibilità, per le
realtà operative in Italia, di tornare a livelli produttivi in linea con quelli
del 2012; peraltro restano evidenti criticità in alcuni dei Paesi in cui
opera il Gruppo RFE e tali aspetti potrebbero influenzare negativamente
i margini del Gruppo.
Nel primo trimestre sono stati conseguiti i seguenti risultati:
Fatturato (in milioni di Euro)
Tonnellate di acciaio prodotte (in migliaia)
Milano, 3 giugno 2014
- 38 -
2014
2013
976
919
2.162
2.007
Formazione e legatura automatica fasci prodotto finito - Stabilimento di Siviglia / Automatic bundling of the final product - Sevilla Plant
Bilancio consolidato
Consolidated financial statements
Fatturato per Paese
Sales by Country
Canada • 0,1%
Italia • 20,1%
Canada • 0.1%
Italy • 20.1%
Belgio • 9,8%
Belgium • 9.8%
Germania • 32,1%
Spagna • 8,9%
Germany • 32.1%
Spain • 8.9%
Francia • 29,2%
France • 29.2%
Produzione d’acciaio per Paese
Steel Production by Country
Italia • 17,73%
Italy • 17.73%
Belgio • 10,65%
Belgium • 10.65%
Spagna • 9,46%
Spain • 9.46%
Francia • 33,76%
France • 33.76%
Germania • 28,40%
Germany • 28.40%
Conto economico consolidato per l’esercizio chiuso
al 31 dicembre 2013 - (Nota 1)
(dati in migliaia di euro)
2013
Valore della produzione
(Nota 20)
Ricavi delle vendite e delle prestazioni
3.722.455
3.694.569
Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti
Altri ricavi e proventi
(31.736)
59.622
Costi della produzione
(Nota 21)
Consumi di materie prime, sussidiarie e di consumo
3.767.953
3.004.538
Costi per servizi
292.706
Costi per il personale
275.318
Ammortamenti e svalutazioni
167.120
Altri costi operativi
28.271
---------------
Differenza tra valore e costi della produzione - margine operativo
(45.498)
---------------
(Nota 22)
Oneri finanziari, netti
Proventi finanziari da partecipazioni, netti
(13.879)
276
---------------
Risultato prima delle imposte
(59.101)
---------------
Imposte sul reddito dell’esercizio
(Nota 23)
(1.198)
---------------
Risultato prima attribuzione della quota di terzi
(60.299)
==========
Risultato di pertinenza di terzi
6
---------------
Risultato dell’esercizio
(60.293)
==========
Risultato per azione
(Nota
12 - espresso in Euro)
(2,86)
La nota illustrativa è parte integrante di questo prospetto.
- 41 -
Stato Patrimoniale consolidato
al 31 dicembre 2013
(In migliaia di euro)
Attività
2013
Attività non correnti
778.477
734.256
Partecipazioni
(Nota 4)
(Nota 5)
(Nota 6)
Attività finanziarie
ed altre attività non correnti
(Nota 7)
43.386
Attività immateriali
Immobili, impianti e macchinari
Attività correnti
816
19
1.486.728
Rimanenze
Crediti commerciali e altri crediti
Attività finanziarie correnti
Disponibilità liquide ed equivalenti
(Nota 8)
(Nota 9)
(Nota 10)
(Nota 11)
Altre attività correnti
656.173
706.412
13
122.582
1.548
---------------
Totale attività
2.265.205
==========
La nota illustrativa è parte integrante di questo prospetto.
- 42 -
Stato Patrimoniale consolidato
al 31 dicembre 2013 - (Nota 1)
(dati in migliaia di euro)
Passività e patrimonio netto
Patrimonio netto di Gruppo
(Nota 12)
Capitale
2013
1.104.947
210.600
Riserva di conversione
(1.491)
Altre riserve e utili a nuovo
Patrimonio netto di terzi
895.838
(Nota 13)
Passività non correnti
Debiti finanziari a lungo termine
Fondi per rischi ed oneri
Fine rapporto e pensioni
Passività per imposte differite
226
201.090
(Nota 14)
(Nota 15)
(Nota 16)
(Nota 17)
Passività correnti
69.611
39.453
92.026
958.942
Debiti finanziari a breve termine
Debiti commerciali e altri debiti
(Nota 18)
(Nota 19)
Altre passività correnti
376.895
581.911
136
---------------
Totale passività e patrimonio netto
2.265.205
==========
La nota illustrativa è parte integrante di questo prospetto.
- 43 -
Rendiconto finanziario consolidato - (Nota 1)
(dati in migliaia di euro)
2013
Liquidità generata / (assorbita) dalle operazioni dell’esercizio
Risultato dell’esercizio
126.952
(60.299)
Rettifiche relative a voci che non hanno avuto effetto sulla liquidità
Ammortamenti
134.781
Accantonamenti ai fondi per rischi e oneri
59.610
--------------134.092
Pagamenti di indennità e decremento fondi
Variazione netta del capitale circolante
Liquidità generata / (assorbita) dalle operazioni di investimento
Investimenti netti in attività materiali
Investimenti netti in attività immateriali
Variazione netta delle attività non correnti ed attività finanziarie
Liquidità generata / (assorbita) dalle operazioni di finanziamento
Accensione di finanziamenti a lungo termine
Rimborso di finanziamenti a lungo termine
Variazione netta delle riserve consolidate di Gruppo
Variazione netta delle riserve consolidate di terzi
(32.687)
25.547
(105.154)
(83.947)
(97)
(21.110)
(1.177)
(35)
(1.266)
124
---------------
Incremento / (decremento) delle disponibilità monetarie nette
Disponibilità monetarie nette iniziali / (indebitamento a breve termine)
20.621
(274.920)
---------------
Disponibilità monetarie nette finali / (indebitamento a breve termine)
(254.299)
==========
Disponibilità liquide ed attività finanziarie a breve
Debiti a breve verso banche ed altri finanziatori
La nota illustrativa è parte integrante di questo prospetto.
- 44 -
122.596
(376.895)
Variazioni del patrimonio netto consolidato - (Nota 1)
(In migliaia di euro)
Capitale
Saldi al 1 gennaio 2013
Riserva di
conversione
Altre riserve e
utili a nuovo
Totale
210.600
-
955.866
1.166.466
=========
=========
=========
=========
Differenza di conversione dell’esercizio
-
(1.491)
-
(1.491)
Utili attuariali su benefici a dipendenti
-
-
364
364
Altre variazioni (Nota 12)
-
-
(99)
(99)
Risultato dell’esercizio
-
-
(60.293)
(60.293)
-------------
-------------
-------------
-------------
210.600
(1.491)
895.838
1.104.947
=========
=========
=========
=========
Saldi al 31 dicembre 2013
Il prospetto concernente la movimentazione del patrimonio è stato predisposto sulla base del risultato d’esercizio, evidenziando nelle singole
poste di patrimonio netto le variazioni non imputate direttamente a conto economico. Per completezza espositiva si segnala che sia la variazione
della riserva di traduzione che le altre variazioni degli utili a nuovo rientrano nella configurazione del risultato economico complessivo prevista
dallo IAS 1.
La nota illustrativa è parte integrante di questo prospetto.
- 45 -
Conto economico complessivo consolidato
al 31 dicembre 2013 - (Nota 1)
(In migliaia di euro)
2013
Risultato dell’esercizio
(60.299)
Altri componenti:
Differenza di conversione
Proventi da attualizzazione
Totale altri componenti c/e complessivo
(1.491)
364
(1.127)
---------------
Conto economico complessivo del periodo
(61.426)
---------------
Risultato attribuibile ai terzi
6
---------------
Risultato complessivo di Gruppo
(61.420)
==========
La nota illustrativa è parte integrante di questo prospetto.
- 46 -
Nota illustrativa
Notes to Consolidated financial statements
L’occupazione • 1996 - 2013 (Solo società controllate)
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
1998
1997
1996
Employment • 1996 - 2013 (Majority owned subsidiaries)
6000
5000
4000
3000
2000
1000
0
Numero di addetti
Number of employed
Bilancio consolidato al 31 dicembre 2013
Nota illustrativa
Premessa
Il Gruppo Riva Forni Elettrici è impegnato nel campo
della produzione e della trasformazione dell’acciaio. La sede legale della
Capogruppo Riva Forni Elettrici S.p.A. è situata a Milano, in Viale Certosa 249.
Circa le motivazioni e gli aspetti relativi alla nascita
del Gruppo RFE si rinvia a quanto dettagliatamente illustrato in
precedenza nella Relazione sulla Gestione.
Il presente bilancio consolidato è redatto secondo gli International
Financial Reporting Standards (nel seguito “I.F.R.S.” o “principi contabili
internazionali”) emanati dall’International Accounting Standard Board
(I.A.S.B.).
Tali principi sono stati adottati dalla Commissione Europea secondo
la procedura di cui all’art. 6 del Regolamento (C.E.) n. 1606/2002 del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi del
Decreto Legislativo n. 38 del 28/02/2005.
I principi contabili internazionali adottati dalla Commissione Europea
possono differire per certi aspetti da quelli emanati dall’International
Accounting Standard Board (I.A.S.B.).
Si segnala che le rettifiche I.F.R.S. di competenza degli esercizi precedenti
sono state contabilizzate con contropartita diretta Equity.
1.
Struttura e
contenuto
del bilancio
consolidato
Il bilancio consolidato del Gruppo Riva Forni Elettrici
è stato predisposto mediante il consolidamento integrale delle società
operative e holding, italiane ed estere, nelle quali la Riva Forni Elettrici S.p.A.
detiene direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto.
I bilanci utilizzati per il consolidamento sono generalmente quelli
predisposti dai Consigli di Amministrazione delle singole società per
l’approvazione da parte delle rispettive Assemblee, ovvero quelli approvati
dalle Assemblee stesse. Tali bilanci sono stati riclassificati e rettificati
secondo schemi uniformi, principi contabili e criteri di valutazione di
Gruppo allineati agli I.F.R.S.
L’area di consolidamento per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 è
illustrata nell’Allegato 1.
Le operazioni societarie che hanno interessato il Gruppo nel corso del
2013 sono le seguenti:
2013
Tra le operazioni societarie avvenute nel 2013 vanno ricordate il
- 49 -
conferimento effettuato dalla società tedesca Riva Stahl Gmbh a beneficio
della neo-costituita società Betonstahl Lampertheim Gmbh e l’acquisto
da terzi del 25% della quota di capitale sociale della società spagnola
Valorizacion de Aridos S.l. da parte della Siderurgica Sevillana S.a.
2.
Principi di
consolidamento
I più significativi criteri di consolidamento adottati
per la redazione del bilancio consolidato sono i seguenti:
a. Il valore di carico delle partecipazioni nelle società consolidate viene
eliminato contro la relativa frazione di patrimonio netto a fronte
dell’assunzione degli elementi dell’attivo e del passivo, nonché dei
proventi e degli oneri, secondo il metodo dell’integrazione globale.
b. L’eliminazione di cui al punto precedente viene effettuata sulla base
dei valori correnti alla data di acquisto delle partecipate. L’eccedenza,
se positiva, è contabilizzata come avviamento. L’avviamento non è
ammortizzato ma verificato a ogni data di riferimento del bilancio
qualora l’accadimento di fatti o eventi possa influire sul valore netto
contabile, determinandone la non recuperabilità. L’eccedenza, se
negativa, viene accreditata direttamente nel conto economico del
periodo dell’acquisizione.
c. Vengono eliminati i crediti, i debiti, i costi e i ricavi, come pure gli
utili e le plusvalenze non ancora realizzati, derivanti da operazioni tra
società del Gruppo.
d. I dividendi distribuiti fra le società del Gruppo sono stornati dal
conto economico consolidato. Gli eventuali crediti d’imposta a essi
relativi sono esposti in riduzione delle imposte dell’esercizio fino a
concorrenza delle stesse.
e. Le quote di patrimonio netto e di risultato netto di competenza di
soci terzi delle controllate consolidate sono esposte separatamente
in un’apposita voce dello stato patrimoniale e del conto economico
consolidati.
f. I bilanci delle società consolidate sono redatti utilizzando la valuta
funzionale relativa al contesto economico in cui ogni società opera. I
bilanci espressi in valute differenti sono tradotti in Euro come segue:
le poste del conto economico sono convertite ai cambi medi dell’anno
che approssimano i tassi di cambio in essere alla data delle rispettive
operazioni, le poste dello stato patrimoniale ai cambi del 31 dicembre,
a eccezione del risultato dell’esercizio che è convertito ai cambi medi.
Eventuali differenze di conversione sono imputate al patrimonio netto
consolidato alla voce ”Riserva di conversione”.
- 50 -
I tassi di cambio applicati per la traduzione dei bilanci delle società estere
che non predispongono il bilancio in Euro sono i seguenti:
Valuta
Dollaro Canadese
3.
Principi contabili
e criteri di
valutazione
Medio 2013
31.12.2013
1,368
1,467
Il bilancio consolidato è redatto in base al principio
del costo storico. Non risultano a oggi operazioni in strumenti finanziari
derivati.
La valuta funzionale utilizzata è l’Euro. I valori contenuti nei prospetti
contabili e nelle note illustrative sono arrotondati alle migliaia di Euro,
tranne quando diversamente indicato.
Utilizzo di stime
nella preparazione
del bilancio
La redazione del bilancio consolidato e delle
relative note impongono agli Amministratori l’effettuazione di stime che
influiscono sui valori delle attività, delle passività, dei proventi e dei costi
nonché sulle attività e passività potenziali alla data di bilancio (quali
ammortamenti e accantonamenti). Queste stime sono basate su ipotesi
di continuità aziendale e sulle migliori informazioni disponibili alla data
della loro effettuazione: non si può pertanto escludere che possano
intervenire in futuro eventi tali da modificare le assunzioni utilizzate. Gli
effetti di eventuali variazioni di stime vengono iscritti in bilancio quando
sono oggettivamente determinabili.
Perdite durevoli
di valore
Il valore delle attività viene verificato a ogni data di
riferimento del bilancio, qualora l’accadimento di fatti o eventi possa
influire sul valore netto contabile delle stesse, determinandone la non
recuperabilità. In tali casi l’attività viene ricondotta al valore recuperabile,
ovvero al maggior valore tra prezzo netto di vendita e valore d’uso,
stimato attraverso l’attualizzazione dei flussi finanziari in entrata e in uscita
derivanti dall’uso continuativo dell’attività stessa e dalla sua dismissione
finale. Qualora vi siano indicazioni circa la sopravvenuta insussistenza
di una perdita durevole di valore rilevata in esercizi precedenti, il valore
recuperabile dell’attività viene ripristinato nei limiti dell’originario valore
contabile al netto di ammortamenti e svalutazioni.
Poste in valuta
estera
Le operazioni in valuta estera sono convertite nella
valuta funzionale, utilizzando il tasso di cambio vigente al momento di
effettuazione della transazione; le attività e le passività monetarie in
valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio
vigente a fine anno. Le differenze che ne derivano sono registrate
- 51 -
a conto economico. Le attività e le passività non monetarie in valuta
estera, valutate al costo, sono convertite nella valuta funzionale al tasso
di cambio vigente alla data della transazione, mentre quelle valutate a
fair value sono convertite al tasso di cambio della data in cui tale valore
si è determinato.
Strumenti
derivati
A copertura di flussi di cassa futuri relativi al
pagamento di interessi e a transazioni commerciali in divisa estera
vengono stipulati contratti derivati. Le variazioni del valore corrente di uno
strumento derivato sono iscritte direttamente nelle riserve di patrimonio
netto. I valori contabili delle attività e delle passività che sono oggetto di
operazioni di copertura, sono rettificati per tener conto delle variazioni del
fair value con riferimento ai rischi coperti.
I più significativi criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio
consolidato sono i seguenti:
Attività
immateriali
Le attività immateriali sono iscritte in bilancio al costo
di acquisto o di produzione e ammortizzate sistematicamente nel periodo
in cui si stima esse producano la loro prevista utilità futura.
Aggregazioni
aziendali
La rilevazione delle operazioni di aggregazione
aziendale implica l’attribuzione, alle attività e passività dell’impresa
acquisita, della differenza tra il costo di acquisto e il valore corrente delle
attività e passività a essa facenti capo. Nel caso in cui l’aggregazione
aziendale comporti il controllo dell’impresa acquisita, la differenza non
attribuita di cui sopra, se positiva è iscritta ad avviamento; se negativa è
imputata a conto economico. Successivi acquisti di partecipazioni, dopo
che il Gruppo ne abbia acquisito il controllo, sono assimilati ad acquisizioni
da soci di minoranza e le differenze sono iscritte in contropartita alla voce
“altre riserve e utili a nuovo”. L’avviamento, dopo l’iniziale iscrizione,
non è ammortizzato ed è iscritto al netto di eventuali perdite di valore,
determinate secondo le modalità descritte precedentemente.
Immobili, impianti
e macchinari
Le attività materiali in uso sono iscritte in bilancio
al costo di acquisto o di produzione, al netto dei relativi ammortamenti
cumulati e di eventuali svalutazioni a fronte di perdite durevoli di valore e
dei contributi in conto capitale ricevuti.
Qualora un’attività materiale in uso includa componenti significative con
differenti vite utili, tali componenti sono rilevate come attività distinte. I
costi sostenuti per la sostituzione e il rinnovo di componenti significative
sono rilevati distintamente. Le parti corrispondentemente sostituite sono
svalutate integralmente. I costi successivamente sostenuti in relazione a
- 52 -
un’attività materiale in uso sono rilevati ad incremento del valore contabile
del bene solo quando è probabile che ne derivino benefici economici futuri
eccedenti le prestazioni normali del bene stesso originariamente accertate.
Tutti gli altri costi sostenuti successivamente sono rilevati come costo
nell’esercizio nel quale essi si manifestano. L’ammortamento delle attività
materiali in uso è calcolato in maniera sistematica a quote costanti in base
ad aliquote economico-tecniche che riflettono la vita utile dei cespiti da
ammortizzare.
Le immobilizzazioni in corso e gli acconti sono iscritti al costo;
l’ammortamento decorre a partire dalla data della loro entrata in funzione.
Le principali aliquote utilizzate per determinare l’ammortamento sono le
seguenti:
Fabbricati
3-5%
Macchinari ed impianti industriali specifici
5-20%
Forni
6-18%
Attrezzature
20-40%
Mobili e macchine d’ufficio
10-20%
Mezzi di trasporto
20-25%
Navi
5-15%
I terreni non sono ammortizzati.
Attività finanziarie
non correnti Partecipazioni
Le partecipazioni nelle imprese in cui il Gruppo
esercita un’influenza notevole (generalmente fra il 20% e il 50% dei diritti
di voto) sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto.
Rimanenze
Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore
tra il costo di acquisto o di fabbricazione, determinato secondo la
configurazione del costo medio, e il corrispondente valore di mercato.
Il costo di fabbricazione comprende il costo delle materie prime, della
manodopera e tutte le altre spese di diretta e indiretta imputazione.
Crediti e debiti
I crediti e i debiti sono esposti al loro valore nominale.
I crediti sono ricondotti al presumibile valore di realizzo mediante
iscrizione di apposite poste rettificative.
Attività finanziarie
correnti
Le attività finanziarie, dopo l’iniziale iscrizione al
costo, sono valutate al fair value. Gli utili o le perdite derivanti da tale
valutazione sono imputati a conto economico.
- 53 -
Fondi per rischi
ed oneri
I fondi per rischi e oneri accolgono passività di
ammontare o data di sopravvenienza incerti quando esiste un’obbligazione
(legale o di fatto) che deriva da un evento passato, per il cui adempimento
è probabile un impiego di risorse. Gli accantonamenti sono effettuati
secondo la migliore stima attendibile dell’ammontare dell’obbligazione.
I fondi per rischi e oneri sono oggetto di valutazione a ogni chiusura di
esercizio.
Fondi per
fine rapporto
e pensioni
Le società incluse nell’area di consolidamento hanno
differenti piani pensionistici, calcolati sulla base delle leggi e dei contratti
di lavoro vigenti nei Paesi in cui esse operano. I fondi per fine rapporto
e pensioni maggiormente significativi sono relativi a società italiane. Il
fondo per fine rapporto e pensioni riflette il valore attuale delle passività
per i benefici spettanti ai dipendenti, alla data di cessazione del rapporto
di lavoro, tenendo conto di ipotesi attuariali a carattere demografico e
finanziario. Tale passività viene determinata in misura pari ai benefici
maturati da ciascun dipendente in proporzione all’attività lavorativa prestata
a ciascuna chiusura di bilancio.
Gli utili e le perdite attuariali derivanti dalla variazione intervenuta nelle
ipotesi sottostanti alla determinazione del valore attuale di tale passività
sono integralmente imputati a patrimonio netto.
Costi e ricavi
I costi e i ricavi sono contabilizzati in base al principio
di competenza. Relativamente alla vendita di beni il ricavo è riconosciuto
quando l’impresa ha trasferito all’acquirente i rischi e i benefici connessi
alla proprietà delle merci.
Oneri e proventi
finanziari
Gli oneri e i proventi finanziari sono imputati a conto
economico in base al principio della competenza temporale.
Imposte sul
reddito
Le imposte correnti sono stanziate sulla base della
miglior stima possibile del reddito imponibile, tenendo conto del regime
fiscale e delle agevolazioni esistenti nei singoli Paesi. Esse sono esposte
in bilancio al netto dei crediti d’imposta eventualmente spettanti. Le
imposte differite sono rilevate sulla base delle differenze temporanee tra il
valore fiscale di una attività o di una passività ed il corrispondente valore
di bilancio. Esse sono calcolate utilizzando le aliquote fiscali applicabili
nei vari Paesi. Avuto riguardo alle condizioni specifiche del settore
siderurgico, che si caratterizza per andamenti reddituali fortemente
ciclici, le imposte anticipate sono iscritte solo in presenza di ragionevoli
certezze circa il loro recupero.
- 54 -
Settori di attività
Ai fini gestionali, l’attività del Gruppo è organizzata in
un unico settore produttivo.
Passività potenziali
I rischi per i quali il manifestarsi di una passività è
probabile, ma non si è in grado di stimare ragionevolmente l’entità della
stessa, ovvero soltanto possibile, sono indicati nelle note al bilancio
senza procedere allo stanziamento di un fondo per rischi e oneri. Non si
tiene conto dei rischi di natura remota.
Attività e passività
destinate alla
vendita
Le attività o gruppi di attività e passività che soddisfano
i criteri per essere classificate come possedute per la vendita, vengono
presentate separatamente in apposite voci dello stato patrimoniale.
Esse sono iscritte al minore tra il valore contabile e il presunto valore di realizzo
tenendo conto dei costi di vendita; eventuali perdite sono rilevate a conto
economico. I risultati delle singole attività o passività, o gruppi di dismissione,
sono esposti separatamente in apposita voce del conto economico.
Variazione dei
principi contabili
recepiti dalla UE
ed in vigore dal
1° gennaio 2013
Come richiesto dal paragrafo 28 dello IAS 8 vengono
di seguito indicati e brevemente illustrati gli IFRS in vigore a partire dal 1°
gennaio 2013 con potenziali effetti per il Gruppo.
Principi contabili,
emendamenti ed
interpretazioni
rilevanti e
applicati dal
1° gennaio 2013
I seguenti Principi Contabili, emendamenti e
interpretazioni sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire
dal 1° gennaio 2013:
Lo IASB e l’IFRIC hanno approvato sia alcune variazioni agli IFRS e
alcune interpretazioni, in parte già pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Comunità Europea, applicabili per la prima volta a partire dal 1 gennaio
2013, sia variazioni di interpretazioni già emesse ma applicabili ai bilanci
riferiti ai periodi che iniziano successivamente al 1 gennaio 2014.
-
IFRS 13 – Misurazione del fair value
il principio illustra le modalità di determinazione del fair value ai fini
del bilancio e si applica a tutti i principi che richiedono o permettono
la misurazione del fair value o la presentazione di informazioni basate
sul fair value. Lo stesso richiede anche informazioni integrative
riguardanti l’inclusione del rischio controparte nella determinazione
del fair value. Il nuovo principio non ha avuto un impatto significativo
sul presente bilancio.
- 55 -
-
Emendamenti all’IFRS 7 – Strumenti finanziari: informazioni
integrative
In data 16 dicembre 2011 lo IASB ha emesso alcuni emendamenti
all’IFRS 7 – Strumenti finanziari: informazioni integrative.
L’emendamento richiede informazioni sugli effetti o potenziali effetti
dei contratti di compensazione delle attività e passività finanziarie
sulla situazione patrimoniale-finanziaria. Detti emendamenti non
hanno determinato un impatto significativo sull’informativa inclusa nel
presente bilancio.
-
Emendamento allo IAS 1 – Presentazione del Bilancio
In data 16 giugno 2011 lo IASB ha emesso un emendamento allo
IAS 1 – Presentazione del Bilancio che richiede alle imprese di
indicare in modo separato le “Altre componenti di Conto Economico
complessivo” che successivamente possono essere riclassificate a
Conto Economico. L’emendamento è stato applicato dal Gruppo a
partire 1° gennaio 2013 e i relativi effetti sull’informativa sono stati
evidenziati nei prospetti di bilancio.
-
Emendamento allo IAS 19 – Benefici ai dipendenti
In data 16 giugno 2011 lo IASB ha emesso un emendamento allo
IAS 19 – Benefici ai dipendenti che elimina l’opzione di differire il
riconoscimento degli utili e delle perdite attuariali con il metodo del
corridoio, richiedendo la presentazione nella Situazione patrimoniale
e finanziaria del deficit o surplus del fondo, il riconoscimento delle
componenti di costo legate alla prestazione lavorativa e gli oneri
finanziari netti nel Conto Economico, e il riconoscimento degli utili
e perdite attuariali che derivano dalla rimisurazione delle passività
e attività tra le altre componenti di conto economico complessivo.
Inoltre, il rendimento delle attività incluso tra gli oneri finanziari netti
dovrà essere calcolato sulla base del tasso di sconto delle passività
e non più del rendimento atteso delle attività. L’emendamento infine,
introduce nuove informazioni addizionali da fornire nelle note al bilancio.
L’emendamento è stato applicato dal Gruppo a partire 1° gennaio
2013 e i relativi effetti sono stati evidenziati nei prospetti di bilancio.
Nel 2012 lo IASB ha inoltre emesso i seguenti emendamenti già
omologati e applicabili dal 2013 che non hanno determinato effetti
significativi sul bilancio del Gruppo:
-
IAS 1 – Presentazione del Bilancio
Le modifiche riguardano essenzialmente le modalità di informativa
comparativa addizionali. In particolare, è stato chiarito che nel caso
in cui un’entità modifichi un principio contabile o effettui una rettifica/
riclassifica retroattiva la stessa entità dovrà presentare uno Stato
- 56 -
Patrimoniale anche all’inizio del periodo comparativo (“terzo Stato
Patrimoniale” negli schemi di bilancio), mentre nella Nota Integrativa
non sono richieste disclosure comparative anche per tale “terzo Stato
Patrimoniale”, a parte le voci interessate.
-
IAS 16 - Immobili, impianti e macchinari
Le novità riguardano essenzialmente i “servicing equipment”, i quali dovranno
essere classificati nella voce “Immobili, impianti e macchinari” se utilizzati per
più di un esercizio, nelle rimanenze di magazzino in caso contrario.
-
IAS 32 – Strumenti Finanziari
È richiesto di dare informativa relativa alle imposte dirette sulle distribuzioni
ai possessori di strumenti di capitale e sui costi di transazione sugli strumenti
di capitale, che seguono le regole dello IAS 12.
-
IAS 34 – Bilanci intermedi
L’emendamento chiarisce che il totale delle attività per un reportable
segment dovrà essere riportato solo se tale informazione è
regolarmente fornita al chief operating decision maker dell’entità e
si è verificato un cambiamento materiale nel totale delle attività del
segmento rispetto a quanto riportato nell’ultimo Bilancio annuale.
Principi contabili,
emendamenti ed
interpretazioni
omologati
dall’Unione
Europea, ma non
ancora applicabili
se non in via
anticipata
Lo IASB ha emesso i seguenti emendamenti, il cui
processo di omologazione da parte dell’Unione Europea si è completato
entro la data del presente Bilancio e la cui applicazione è prevista per
gli esercizi successivi oppure in via anticipata volontariamente: gli stessi
non sono stati adottati in via anticipata dal Gruppo:
-
IFRS 10 – Bilancio Consolidato
Il principio sostituisce il SIC-12 Consolidamento – società a destinazione
specifica (società veicolo) e alcune parti dello IAS 27 – Bilancio
Consolidato e Separato il quale modificherà la propria denominazione
in IAS 27 – Bilancio Separato e disciplinerà il trattamento contabile
delle partecipazioni nel Bilancio Separato.
Il nuovo principio IFRS 10 individua nel concetto di controllo il fattore
determinante ai fini del consolidamento di una società nel Bilancio
Consolidato della controllante, fornendo una guida per determinare
l’esistenza del controllo nei casi di difficile interpretazione.
In data 28 giugno 2012, lo IASB ha emesso il documento “Consolidated
Financial Statements, Joint Arrangements and Disclosure of Interests
in Other Entities” che fornisce alcuni chiarimenti e semplificazioni con
riferimento ai transition requirements dei principi IFRS 10, IFRS 11 e
IFRS 12.
- 57 -
-
IFRS 11 – Accordi di compartecipazione
Il principio sostituisce lo IAS 31 – Partecipazioni in joint venture e il
SIC-13 – Imprese a controllo congiunto – Conferimenti in natura da
parte dei partecipanti al controllo. Il nuovo principio fornisce dei criteri
per l’individuazione degli accordi di compartecipazione basati sui
diritti e sugli obblighi derivanti dagli accordi piuttosto che sulla forma
legale degli stessi e stabilisce come unico metodo di contabilizzazione
delle partecipazioni in imprese a controllo congiunto nel Bilancio
Consolidato, il metodo del patrimonio netto.
-
IFRS 12 – Informazioni addizionali su partecipazioni in altre imprese
Il principio ha lo scopo di illustrare le informazioni addizionali da
fornire in merito alle partecipazioni (imprese controllate, gli accordi di
compartecipazione, collegate, società a destinazione specifica e altre
società veicolo non consolidate).
-
IAS 27 – Bilancio Consolidato e Separato
L’emendamento allo IAS 27 ha l’obiettivo di fornire le norme da applicare
nella contabilizzazione delle partecipazioni in controllate, joint venture
e collegate nella redazione del Bilancio Separato dopo l’introduzione
dell’IFRS 10.
-
IAS 28 – Partecipazioni in società controllate e joint venture
L’emendamento allo IAS 28 (come modificato nel 2011) definisce
i requisiti per l’applicazione del metodo del patrimonio netto nella
contabilizzazione delle partecipazioni in società collegate e joint venture.
In data 16 dicembre 2011 lo IASB ha emesso alcuni emendamenti allo
IAS 32 – Strumenti Finanziari: esposizione nel Bilancio, per chiarire
l’applicazione di alcuni criteri per la compensazione delle attività e delle
passività finanziarie presenti nello IAS 32.
Gli emendamenti saranno applicabili in modo retroattivo per gli esercizi
aventi inizio dal o dopo il 1° gennaio 2014
Al momento si ritiene che l’adozione di tali modifiche non comporterà
effetti significativi sul Bilancio del Gruppo.
- 58 -
Principi contabili,
emendamenti ed
interpretazioni
non ancora
applicabili e non
adottati in via
anticipata dal
Gruppo
-
IFRS 9 – Strumenti finanziari
In data 12 novembre 2009 lo IASB ha emesso il principio in esame;
si precisa che alla data del presente Bilancio, lo stesso IASB non
ha stabilito la data di efficacia del principio e gli organi competenti
dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di
omologazione necessario per l’applicazione dell’emendamento.
Le modifiche sono relative ai criteri di rilevazione e valutazione
delle attività finanziarie e la relativa classificazione in bilancio. In
particolare, le nuove disposizioni stabiliscono, tra l’altro, un modello
di classificazione e valutazione delle attività finanziarie basato
esclusivamente sulle seguenti categorie:
(i) attività valutate al costo ammortizzato;
(ii) attività valutate al fair value. Le nuove disposizioni, inoltre, prevedono
che le partecipazioni diverse da quelle in controllate, controllate
congiuntamente o collegate siano valutate al fair value con imputazione
degli effetti a Conto Economico. Nel caso in cui tali partecipazioni non
siano detenute per finalità di trading, è consentito rilevare le variazioni
di fair value nel prospetto dell’utile complessivo, mantenendo a Conto
Economico esclusivamente gli effetti connessi con la distribuzione dei
dividendi; all’atto della cessione della partecipazione, non è prevista
l’imputazione a Conto Economico degli importi rilevati nel prospetto
dell’utile complessivo. Inoltre in data 28 ottobre 2010 lo IASB ha
integrato le disposizioni dell’IFRS 9 includendo i criteri di rilevazione e
valutazione delle passività finanziarie.
In particolare, le nuove disposizioni richiedono, tra l’altro, che, in caso
di valutazione di una passività finanziaria al fair value con imputazione
degli effetti a Conto Economico, le variazioni del fair value connesse
a modifiche del rischio di credito dell’emittente (c.d. own credit
risk) siano rilevate nel prospetto dell’utile complessivo; è prevista
l’imputazione di detta componente a Conto Economico per assicurare
la simmetrica rappresentazione con altre poste di bilancio connesse
con la passività evitando accounting mismatch.
Lo IASB ha emesso inoltre i seguenti emendamenti, il cui processo
di omologazione da parte dell’Unione Europea non risulta ancora
concluso alla data del presente Bilancio.
Società di investimento (IFRS 10; IFRS 12 e IAS 27): in data 31 ottobre
2012 lo IASB ha emesso il documento “Investment Entities” che va a
regolamentare le attività svolte da particolari tipi di società qualificate
come società di investimento.
Lo IASB identifica come società di investimento le società che
investono con il solo scopo di ottenere un incremento del capitale
investito o provento dall’investimento o entrambi. Le disposizioni
saranno efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio dal o dopo il
1° gennaio 2014.
Il 29 maggio 2013 lo IASB ha pubblicato l’emendamento allo IAS 36
- 59 -
Recoverable Amount Disclosures for Non-Financial Assets, richiede
esplicitamente di fornire informazioni sul discount rate utilizzato
per determinare un impairment loss (o un reversal) quando il valore
recuperabile basato sul fair value less cost to sell è determinato
usando la tecnica del present value.
Al momento si ritiene che l’adozione di tali modifiche non comporterà
effetti significativi sul Bilancio del Gruppo.
4.
Attività
immateriali
La movimentazione di tale voce è la seguente (in
migliaia di Euro):
Altre
immobilizzazioni
immateriali
Valore netto al 1 gennaio 2013
863
========
Incrementi netti
Ammortamenti e svalutazioni
97
(144)
------------
Valore netto al 31 dicembre 2013
816
========
- 60 -
5.
Immobili,
impianti e
macchinari
La movimentazione di tale voce è la seguente (in
migliaia di Euro):
Terreni e
Impianti e
Fabbricati Macchinari
Valore netto al
1 gennaio 2013
Riclassificazioni
Variazione area consolid.
Valore lordo dei cespiti
Incrementi
Decrementi
Fondi ammortamento
Incrementi
Decrementi
Differenze di conversione
Valore netto al
31 dicembre 2013
Attrezzature
industriali e
commerciali
Immobilizzi
in corso e
acconti
16.359
Altri
beni
Totale
211.064
511.873
30.239
15.412
784.947
=======
========
=======
929
18.029
812
(19.847)
77
-
-
-
-
-
-
-
4.801
(148)
46.033
(3.754)
8.254
(1.810)
18.615
(26)
6.699
(1.257)
84.402
(6.995)
(15.461)
63
(104.896)
3.727
(8.429)
1.617
-
(5.851)
1.250
(134.637)
6.657
(42)
(72)
-
-
(4)
(118)
-----------
------------
-----------
----------- -----------
------------
201.206
470.940
30.683
=======
========
=======
======= ======= ========
15.101
16.326
734.256
======= ======= ========
Le principali variazioni negli immobili, impianti e
macchinari avvenute nel corso del 2013 sono riassunte come segue:
2013
Gli incrementi si riferiscono principalmente agli investimenti effettuati nel
sito di Brandeburgo (Euro 13 milioni), di Neuves Maison (Euro 11 milioni),
di Montereau (Euro 11 milioni), nel sito di Lesegno (CN) (Euro 7 milioni), di
Gargenville (Euro 7 milioni), di Siviglia (Euro 6 milioni), di Bonnieres sur Seine
(Euro 6 milioni), di Verona (Euro 5 milioni) e di Hennigsdorf (Euro 3 milioni).
- 61 -
6.
Il saldo al 31 dicembre include (in migliaia di Euro):
Partecipazioni
Immobiliare Siderurgica S.r.l.
Altre Partecipazioni
% di possesso
2013
Valore al 31 dicembre
2013
12,443
11
8
----------
Totale
19
=======
7.
Il saldo al 31 dicembre include (in migliaia di Euro):
Attività
finanziarie
ed altre attività
non correnti
2013
Depositi a garanzia
Altre attività
Imposte anticipate
1.729
17
41.640
----------
Totale
43.386
=======
Le imposte anticipate sono iscritte sulle perdite fiscali pregresse divenute
utilizzabili senza alcun limite temporale e sono relative a società estere
per Euro 20,9 milioni e per Euro 20,7 milioni a società italiane; a fronte di
queste ultime è stato costituito un fondo rischi di pari importo, in quanto
sono in corso le verifiche – con l’ausilio di qualificati consulenti – circa la
loro spettanza e possibilità di futuro incasso.
- 62 -
8.
La voce in oggetto a fine esercizio è così composta
Rimanenze
(in migliaia di Euro):
2013
Rottame
Refrattari e ferroleghe
249.937
19.486
Ricambi e materiali vari
165.552
Fondo svalutazione
(30.284)
------------
Totale materie prime e ricambi
404.691
------------
Prodotti in corso di lavorazione e
semilavorati
53.465
------------
Laminati lunghi
Fondo svalutazione
196.757
(56)
------------
Totale prodotti finiti
196.701
------------
Acconti
1.316
------------
Totale
656.173
========
- 63 -
9.
Crediti
commerciali e
altri crediti
Il saldo dei crediti commerciali e altri crediti è così
analizzabile (in migliaia di Euro):
2013
Crediti commerciali:
Crediti verso clienti
675.828
Crediti verso società collegate
1
Acconti a fornitori
--------------
Totale crediti commerciali
675.829
--------------
Fondo svalutazione crediti
(11.748)
--------------
Crediti commerciali netti
664.081
--------------
Altri crediti:
Crediti verso l’Erario
31.488
Crediti verso Istituti Previdenziali
1.703
Altri crediti
9.140
--------------
Totale altri crediti
42.331
--------------
Totale crediti commerciali e altri crediti
706.412
=========
I crediti verso l’Erario includono, principalmente,
crediti per imposte sul reddito (Euro 2,5 milioni) e crediti IVA (Euro 11
milioni).
10. Attività
finanziarie a
breve termine
Il saldo delle attività finanziarie a breve termine
comprende (in migliaia di Euro):
2013
Altre attività finanziarie
13
------------
Totale
13
========
La voce Altre attività finanziarie si riferisce al credito per interessi sul
finanziamento concesso dalla controllata Riva Acciaio alla partecipata
Immobiliare Siderurgica.
- 64 -
11. Disponibilità
liquide ed
equivalenti
Il saldo delle disponibilità liquide ed equivalenti
comprende (in migliaia di Euro).
2013
Denaro, valori in cassa e assegni
Depositi bancari e postali
41
122.541
------------
Totale
122.582
========
Nella voce Depositi bancari e postali sono compresi anche i saldi attivi
delle somme confluite al FUG, a seguito dei sequestri descritti nella parte
introduttiva, pari a circa Euro 61 milioni. Somme che sono state svincolate
solo nel corso del primo trimestre 2014.
12. Patrimonio netto
di Gruppo
Il capitale della Riva Forni Elettrici S.p.A., interamente
sottoscritto e versato, è costituito da 21.060.000 azioni ordinarie da
nominali Euro 10 cadauna, con pari diritti e senza vincoli.
Le altre riserve e utili a nuovo di alcune società
consolidate includono riserve in sospensione di imposta derivanti
dall’applicazione di leggi dei singoli Paesi di appartenenza, nonché riserve
di utili non distribuiti che risulterebbero assoggettati a tassazione in caso
di distribuzione. Nessun onere per imposte differite è stato stanziato a
fronte di tali riserve, poiché esse sono permanentemente reinvestite nelle
società stesse e non si prevede che saranno effettuate operazioni che ne
determineranno la tassazione (Nota 17).
Si segnala che la riserva FTA (First Time Adoption) ammonta a Euro
104.937 migliaia.
Le altre riserve e utili a nuovo, al 31 dicembre 2013,
evidenziano un decremento di Euro 1,2 milioni relativo all’effetto della
conversione dei bilanci in valuta estera (decremento per Euro 1,5 milioni),
agli utili attuariali secondo lo IAS 19 (incremento per Euro 0,4 milioni) ed
alla variazione derivante da aumenti di riserve non sottoscritti da soci di
minoranza (decremento per Euro 0,1 milioni).
Il risultato per azione è negativo per Euro 2,86 nel
2013 ed è stato calcolato dividendo il risultato dell’esercizio per il numero
delle azioni della Riva Forni Elettrici S.p.A.
Il Consiglio di Amministrazione del maggio 2014, che
ha approvato il progetto di bilancio 2013 della Capogruppo Riva Forni
Elettrici S.p.A., non ha proposto alcuna distribuzione di dividendi.
- 65 -
13. Patrimonio netto
di terzi
Per l’anno 2013 la variazione del patrimonio
netto di terzi riflette principalmente la quota di pertinenza di terzi
del risultato d’esercizio (negativo per Euro 6 migliaia) delle società
consolidate e una variazione delle riserve determinata dalla mancata
sottoscrizione di aumenti di patrimonio netto di alcune controllate
tedesche da parte dei soci di minoranza (positiva per Euro 124 migliaia).
14. Debiti finanziari a
lungo termine
Alla data di bilancio non sono in essere debiti
finanziari a lungo termine.
15. Fondi per rischi,
oneri e passività
potenziali
La movimentazione per l’esercizio 2013 è la seguente
(in migliaia di Euro):
Fondo per
rischi ed
oneri
Saldi al 1 gennaio 2013
42.009
========
Incrementi
30.872
Decrementi
(3.270)
------------
Saldi al 31 dicembre 2013
69.611
========
La composizione della voce fondo per rischi ed
oneri è la seguente (in migliaia di Euro):
2013
Fondo problematiche ambientali
33.201
Fondo contenziosi legali e rischi contrattuali e fiscali diversi
10.728
Fondi diversi
25.682
------------
Totale
69.611
========
- 66 -
Il fondo problematiche ambientali si riferisce alla
stima dei futuri oneri per attività di bonifica e smaltimento dei siti dislocati
in Germania (Euro 24,5 milioni), in Italia (Euro 8,3 milioni) e in Francia (Euro
0,4 milioni).
Il fondo contenziosi legali e rischi contrattuali
e fiscali diversi è principalmente ascrivibile a controversie di natura
giuslavoristica.
I fondi diversi riguardano principalmente la controllata
Riva Acciaio S.p.A. (Euro 18,4 milioni) e corrispondono al saldo delle poste
iscritte nell’attivo del bilancio relativamente sia alle imposte anticipate che
ai crediti Ires nei confronti dell’allora controllante Riva Fire S.p.A., per le
quali sono in corso le verifiche – con l’ausilio di qualificati consulenti –
circa la loro spettanza e possibilità di futuro incasso; il resto è dovuto
essenzialmente alla Capogruppo RFE (Euro 4,7 milioni) e corrisponde al
saldo delle poste iscritte nell’attivo del bilancio relativo a imposte anticipate
per le quali vale il discorso precedente.
Le passività potenziali sono costituite dai rischi
conseguenti all’operazione di scissione, in ragione della responsabilità
sussidiaria della capogruppo, nei limiti del patrimonio netto a essa assegnato,
per i debiti preesistenti alla scissione stessa. A fronte delle passività potenziali
non sono stati effettuati specifici accantonamenti, non essendo prevedibile
né quantificabile una fuoriuscita di risorse in ragione di esse.
16. Fondo
fine rapporto
e pensioni
La movimentazione del fondo fine rapporto
e pensioni per l’esercizio 2013 è la seguente (in migliaia di Euro):
Fondo fine
rapporto e
pensioni
Saldi al 1 gennaio 2013
43.214
========
Incrementi
Decrementi
8.424
(12.185)
------------
Saldi al 31 dicembre 2013
39.453
========
Il fondo fine rapporto e pensioni riflette il valore
attuale delle passività per i benefici spettanti ai dipendenti, alla data di
cessazione del rapporto di lavoro, tenendo conto delle ipotesi attuariali a
carattere demografico e finanziario riassunte nella tabella seguente:
- 67 -
Assunzioni
2013
Tassi di mortalità
Tavola ISTAT SIMF91
Tassi di inflazione
Indice del costo della vita per l’anno
2013, variazione lineare dal 2013
al valore di previsione 2015
(fonte: DEF 2013);
dal 2016 tasso costante
Incrementi retributivi
Nessun incremento salariale
Turnover,
pensionamento,
scadenza contratto
ed anticipazioni
Tassi desunti dall’osservazione dei
dati storici delle società del Gruppo
Tassi di interesse
Curva dei tassi risk free +
spread 0,15%
Gli utili e le perdite attuariali derivanti dalla variazione intervenuta nelle
ipotesi sottostanti alla determinazione del valore attuale della passività
sono interamente rilevati a patrimonio netto.
Al 31 dicembre 2013, le componenti economiche di adeguamento della
passività relativa al fondo fine rapporto e pensioni sono state classificate
tra i costi del personale (Euro 16,3 milioni) e tra gli oneri e proventi
finanziari (oneri per Euro 69 migliaia).
17. Passività
per imposte
differite
La movimentazione delle passività per imposte
differite è la seguente (in migliaia di Euro):
Passività
per imposte
differite
Saldi al 1 gennaio 2013
88.943
========
Incrementi
14.205
Decrementi
(11.122)
------------
Saldi al 31 dicembre 2013
92.026
========
- 68 -
La voce passività per imposte differite accoglie
la passività fiscale netta attinente le differenze temporanee tra il valore
di carico delle attività e passività delle singole società consolidate e il
corrispondente valore riconosciuto a fini fiscali.
Come indicato nella Nota 3 (“Principi contabili e criteri di valutazione”) il
bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 non
riflette le imposte anticipate afferenti fondi rischi tassati e altre differenze
temporanee deducibili (Euro 50 milioni).
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2013 non riflette lo stanziamento
di imposte differite (pari a complessivi Euro 13 milioni) sulle riserve di
utili facenti capo alle società consolidate estere, che risulterebbero
assoggettabili a tassazione in caso di distribuzione, dal momento che
tali riserve sono reinvestite in maniera permanente nelle società estere e,
pertanto, non sono previste operazioni che ne determinino la tassazione.
Per quanto attiene inoltre alle riserve di utili non distribuiti delle società
nazionali, il Gruppo ha aderito al regime di consolidato fiscale su base
nazionale e pertanto ne è esclusa quasi completamente la tassazione in
caso di distribuzione.
La composizione del fondo per imposte differite è la
seguente (in migliaia di Euro):
2013
Effetti fiscali relativi a differenze
temporanee su:
Immobili, impianti e macchinari
42.103
Rimanenze
49.012
Altre differenze
911
------------
Totale
92.026
========
- 69 -
18. Debiti finanziari
a breve termine
Il dettaglio è il seguente (in migliaia di Euro):
2013
Debiti e finanziamenti a breve
verso banche ed altri finanziatori
376.895
Quota corrente dei finanziamenti
a lungo termine (Nota 14)
------------
Totale
376.895
========
I debiti finanziari verso banche e altri finanziatori sono regolati da tassi di
interesse variabili tra il 2% e il 7% nel 2013, tenuto conto – in particolare per le
società di diritto italiano – degli effetti dei sequestri sopra citati.
19. Debiti
commerciali
e altri debiti
Il saldo dei debiti commerciali e altri debiti è così
analizzabile (in migliaia di Euro):
2013
Debiti commerciali:
Verso fornitori
Acconti da clienti
493.024
8.268
------------
Totale debiti commerciali
501.292
------------
Altri debiti:
Debiti tributari
24.996
Debiti verso Istituti Previdenziali
21.395
Debiti verso il personale
30.441
Debiti diversi
3.787
------------
Totale altri debiti
80.589
------------
Totale debiti commerciali e altri debiti
581.911
========
- 70 -
La voce debiti tributari comprende principalmente
debiti per imposte sul reddito dell’esercizio (Euro 3,6 milioni), ritenute sui
salari dei dipendenti (Euro 2,2 milioni) e debiti IVA (Euro 13,3 milioni).
20. Valore della
produzione
La suddivisione dei ricavi delle vendite e delle
prestazioni per Paese di origine del fatturato, al netto delle vendite
infragruppo, è la seguente (in migliaia di Euro):
2013
Italia
741.669
Germania
1.185.334
Francia
1.076.969
Spagna
327.014
Belgio
360.558
Canada
3.025
------------
Totale
3.694.569
========
Gli altri ricavi e proventi ammontano a Euro 59,6
milioni nel 2013 e includono, principalmente, corrispettivi legati al consumo di
energia elettrica (Euro 27,2 milioni), recupero di oneri diversi (Euro 14,7 milioni),
plusvalenze patrimoniali (Euro 0,4 milioni).
21. Costi della
produzione
I consumi di materie prime, sussidiarie e di
consumo sono identificabili come segue (in migliaia di Euro):
2013
Materie prime
Energia
Semilavorati di produzione e prodotti finiti
Metalli, ferroleghe, fondenti e refrattari
2.249.005
385.336
1.079
111.287
Ricambi
65.273
Altri costi
183.192
Variazione delle rimanenze di materie prime,
sussidiarie e di consumo
9.366
-----------3.004.538
========
- 71 -
I costi per servizi includono (in migliaia di Euro):
2013
Trasporti e commissioni di vendita
181.834
Manutenzioni
47.912
Servizi
37.248
Costi generali e amministrativi
11.737
Altri costi
13.975
------------
Totale
292.706
========
La voce Servizi comprende i compensi spettanti ai componenti del Collegio
Sindacale della Capogruppo che sono stati deliberati dall’Assemblea e
ammontano ad Euro 75 migliaia. Si evidenziano inoltre i corrispettivi di
competenza dell’esercizio 2013 per i servizi di revisione resi dalla Società
di Revisione Mazars S.p.A. per Euro 16 migliaia.
I costi per il personale risultano così composti (in
migliaia di Euro):
2013
Salari e stipendi
192.487
Oneri sociali
62.391
Accantonamento al fondo fine rapporto e pensioni
16.238
Altri costi
4.202
------------
Totale
275.318
========
- 72 -
22. Oneri finanziari
netti
Gli oneri finanziari netti sono dettagliati di seguito
(in migliaia di Euro):
2013
Altri interessi passivi ed oneri finanziari
(14.056)
Oneri da attualizzazione
(894)
Differenze cambio negative
(349)
------------
Totale oneri finanziari
(15.299)
------------
Interessi attivi e proventi finanziari
Differenze cambio positive
120
1.300
------------
Totale proventi finanziari
1.420
------------
Totale
(13.879)
========
Nel corso dell’esercizio sono stati pagati Euro 11,1
milioni di interessi passivi e sono stati incassati Euro 58 migliaia di
interessi attivi.
- 73 -
23. Imposte
sul reddito
dell’esercizio
La voce comprende lo stanziamento di imposte
correnti dell’esercizio (Euro 8 milioni) e un accantonamento di imposte
differite (Euro 3,1 milioni). Nel 2013 sono state contabilizzate imposte
anticipate su perdite fiscali per Euro 9,9 milioni. Le imposte differite
derivano principalmente dalle differenze temporanee attinenti i valori di
bilancio delle attività e passività consolidate e i rispettivi valori fiscalmente
riconosciuti.
Di seguito è fornita la riconciliazione fra l’onere fiscale
teorico ottenibile applicando l’aliquota fiscale teorica in vigore in Italia al
risultato economico ante imposte e l’onere fiscale complessivo iscritto nel
bilancio consolidato (in migliaia di Euro):
2013
Risultato prima delle imposte
Onere fiscale teorico:
IRES - 27,5%
IRAP - 3,9% *
Effetti derivanti dal differenziale tra l’aliquota
fiscale teorica e quelle vigenti, in funzione delle normative
applicabili, nei singoli Paesi in cui il Gruppo opera
Effetto dei proventi non imponibili derivanti dalla valutazione
delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto
Effetto degli oneri non deducibili, netto
Effetti fiscali relativi a differenze temporanee deducibili
e a perdite fiscali riportabili a nuovo
Totale imposte sul reddito dell’esercizio
(59.101)
-----------(16.253)
998
-----------(15.255)
6.351
6.249
3.853
-----------(1.198)
========
* La base imponibile IRAP è diversa da quella IRES.
- 74 -
24. Impegni e
garanzie
Gli impegni e le garanzie in essere al 31 dicembre
2013 sono rappresentati da:
-
garanzie per Euro 35,5 milioni, relative principalmente a fideiussioni e
lettere di patronage.
25. Strumenti
derivati
Al 31 dicembre 2013 il Gruppo non ha posto in essere
alcun contratto per strumenti derivati.
26. Informazioni per
settore di attività
Il Gruppo Riva Forni Elettrici opera in un unico settore
produttivo, pertanto non vengono fornite informazioni per settore di attività,
né informazioni per area geografica in quanto più del 90% dell’attività del
Gruppo è svolta all’interno della UE, che è considerata dagli Amministratori
come un unico mercato.
- 75 -
Area di consolidamento 2013
Allegato 1
Società consolidate integralmente (Nota 1)
Sede
Attività
Percentuale di
consolidamento
2013
Milano, Italia
Holding
100,00
Lussemburgo
Holding
100,00
Milano, Italia
Produzione Siderurgica
100,00
Aciérs de Construction Rationalisés – Acor S.A.S.
Creil, Francia
Impresa di Trasformazione
100,00
Aciéries et Laminoirs de Paris S.A.S.
Gargenville, Francia
Produzione Siderurgica
100,00
Associated Steel Industries Ltd.
Ville St Catherine, Canada
Frantoio
100,00
Betonstahl Lampertheim GmbH
Brandenburg, Germania
Produzione Siderurgica
100,00
Brandenburger Elektrostahlwerke GmbH
Brandenburg, Germania
Produzione Siderurgica
99,886
Iton Seine S.A.S.
Bonnieres sur Seine, Francia Produzione Siderurgica
100,00
Hennigsdorfer Elektrostahlwerke GmbH
Hennigsdorf, Germania
Produzione Siderurgica
99,886
Parsider S.A.
Gargenville, Francia
Commerciale
100,00
Riva Aciér S.A.
Gargenville, Francia
Commerciale
100,00
Riva Stahl GmbH
Hennigsdorf, Germania
Commerciale
100,00
Sam Montereau S.A.S.
Montereau, Francia
Produzione Siderurgica
100,00
Siderurgica Sevillana S.A.
Siviglia, Spagna
Produzione Siderurgica
100,00
Société des Aciérs d’Armature pour le Beton S.A.S.
Neuves Maisons, Francia
Produzione Siderurgica
100,00
Thy Marcinelle S.A.
Charleroi, Belgio
Produzione Siderurgica
100,00
Trefileries de Fontaine L’Eveque S.A.
Fontaine L’Eveque, Belgio
Impresa di Trasformazione
100,00
Denominazione
Holdings
Italia:
Riva Forni Elettrici S.p.A.
Estero:
Stahlbeteiligungen Holding S.A.
Società di produzione,
trasformazione e
commercializzazione
Italia:
Riva Acciaio S.p.A.
Estero:
- 76 -
Denominazione
Società di servizi
Percentuale di
consolidamento
2013
Sede
Attività
Muzzana Trasporti S.r.l.
Caronno Pertusella, Italia
Trasporti
100,00
Riva Energia S.r.l.
Milano, Italia
Energia
100,00
B.E.S/H.E.S. Stahlbeteiligungen GmbH
Hennigsdorf, Germania
Immobiliare
90,00
Brand. Real Estate & CO KG
Hennigsdorf, Germania
Immobiliare
98,10
Italia:
Estero:
Brand. Suedstreifen Vermoegensverw. GmbH
Brandenburg, Germania
Immobiliare
99,886
Centre de Coordination Siderurgique S.A.
Mont sur Marchienne, Belgio
Servizi
100,00
Hennig. Real Estate & CO KG
Hennigsdorf, Germania
Immobiliare
Hierros del Sur S.A.
Siviglia, Spagna
Servizi
100,00
Valorizacion de Aridos S.l.
Siviglia, Spagna
Servizi
100,00
98,10
- 77 -
Fatturato per Paese
Sales by Country
Milioni di Euro
Millions Euro
Italia
Italy
Francia
France
Belgio
Belgium
Spagna
Spain
Germania
Germany
Canada
Canada
Relazione della Società di Revisione
e del Collegio Sindacale
Auditors’report
Fly UP