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Igm Times - Istituto Gesù-Maria

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Igm Times - Istituto Gesù-Maria
Igm Times
N°1 Novembre 2013
Giornalino
IGM Times
Pagina Ufficiale
Laura Chimenti, giornalista e conduttrice del Tg1, insegna a scrivere un articolo
Greccio, trionfa
la gioia
nonostante gli
“Riportate sempre la realtà, sappiate attirare l’attenzione di chi legge” imprevisti
Lezioni di giornalismo al liceo
Il valore della
cronaca scolastica
di Leonardo Verna
"La lettura del giornale è la
preghiera mattutina dell'uomo
moderno." Così scriveva
nell'Ottocento il filosofo
tedesco Friedrich Hegel, uno
dei pilastri del pensiero
occidentale. Ancora oggi, dopo
quasi due secoli, non è
cambiato il ruolo del quotidiano
che, pur trovando in internet e
nella televisione due agguerriti
concorrenti, mantiene la sua
centralità nella diffusione
dell'informazione pubblica.
Il fascino della carta stampata
ha, infatti, finora resistito ai
colpi dell'evoluzione
tecnologica, e continuerà a farlo
negli anni a venire: il piacere
della lettura di un giornale è
ormai talmente radicato nella
nostra cultura da stare certi che
esso seguiterà ad essere un
protagonista attivo della vita di
ogni cittadino. Ecco perché noi
dell'Istituto Gesù-Maria non
vogliamo essere da meno, e con
la prima edizione di questo
trimestrale scolastico
intendiamo promuovere un
giornalismo sano e serio, che si
occupi di scuola e di attualità.
Come studenti riteniamo
fondamentale l'utilizzo di un
giornalino per diffondere
cultura e sapere, che sappia
arrivare ai lettori in modo
diretto e veritiero, senza celate
finalità. Con tali intenzioni
abbiamo fondato "IGM Times",
sperando che abbia lunga vita.
Il nome vuole essere un
omaggio al "Times", uno fra i
più antichi ed autorevoli
giornali del pianeta, fondato nel
1785 da John Walter. Sono
dunque orgoglioso di
cominciare con voi questa
nuova avventura. Buona lettura.
La redazione dell’IGM Times in compagnia della giornalista Laura Chimenti e della prof.ssa La Rocca
Laura Chimenti, giornalista e
conduttrice del Tg1 delle 20, ha tenuto
nell’auditorium dell’Istituto Gesù
Maria una conferenza per gli allievi
della redazione di Igm Times al fine di
trasmettere utili consigli per la
realizzazione del giornalino scolastico.
segue a pag 2
In visita al Senato
Un pomeriggio a Palazzo Madama
I ragazzi del secondo e del terzo liceo classico si
sono incontrati nel pomeriggio del 22 ottobre
con la professoressa Ferri ed il preside Rocco De
Maria per visitare il Senato ed assistere ad una
seduta riguardante l’immigrazione e la legge di
stabilità da poco proposta dal governo.
Valerio Fiorilli
segue a pag 7
L’aula dei senatori
Un secolo prima di conoscere Papa Francesco
Nel mondo dei tuffi:
Intervista a Giacomo
Ciammarughi
Alba Romani
a pag 15
segue a pag 2
News di quartiere
Calcio: Roma e Lazio
Cultura, eventi e spettacoli
nella Capitale
Le prime
Tutto Gesù-Maria
da pag 4 a 9
Sara Pavani
segue a pag 3
Martedì 22 ottobre,
Madre Cecilia, consorella
americana che può
vantare la veneranda età
di 111 anni, in compagnia
di Madre Angeles e Maria
Jesus, ha avuto l’onore di
essere ricevuta di persona
da Papa Francesco I.
alle pag 12-13
"Ma Greccio esiste o non
esiste?", questa domanda ci è
sorta spontanea durante il
lungo e infinito viaggio per
arrivare a Greccio, località in
cui San Francesco fece il
primo presepe. Ma iniziamo
con ordine… Per il giorno
venerdì 11 Ottobre 2013, la
scuola ha organizzato una
gita presso la località reatina
alla quale hanno partecipato
tutte le classi del liceo al fine
di inaugurare l'anno
scolastico. Programma
allettante: partenza per le ore
8, arrivo dopo due ore di
pullman, messa celebrata da
don Giuseppe, pranzo e
momento ricreativo. La
nostra uscita fuoriporta è
però iniziata con venti minuti
di ritardo a causa dei soliti
dormiglioni. Eravamo divisi
in due pullman, cantavamo e
scherzavamo come al solito,
ma dopo circa due ore di
viaggio noi studenti eravamo
già in attesa di scendere, così
abbiamo iniziato a chiedere
se l'autista avesse sbagliato
strada. La risposta era
sempre la stessa: “ragazzi
abbiate pazienza, ancora 20
minuti”.
12 giornate di campionato
a pag 14
In libreria con
Filomena
“E l’eco rispose”
Un romanzo di
Khaled Hosseini,
storie di chi
sa amare
a pag 13
Igm Times
2 Primo Piano
“Scrivere in modo schietto, scarno, con parole semplici”
Le qualità del
giornalista doc
La lettura e i commenti degli
articoli tra correzioni e risate
segue dalla prima
HA dispensato consigli ad
ognuno degli allievi,
concedendo la possibilità di
fare domande e chiarire
ogni sorta di dubbio.
In pochi minuti è riuscita a
trasmettere importanti
lezioni. Ha sconsigliato
l’utilizzo eccessivo di
aggettivi che potrebbe far
trasparire l’opinione di
colui che scrive. “Un
giornalista deve essere
asettico” - ha affermato “al massimo può utilizzare
qualche avverbio, ma pochi
e mai di modo”. “Schietto,
scarno, parole semplici,
durata breve”: queste sono
le condizioni essenziali per
un buon articolo.
Partendo dall’illustrazione
della prima pagina di un
giornale ha spiegato poi le
caratteristiche specifiche di
un articolo di fondo, di un
articolo di spalla, della foto
notizia e del titolo, ha
insegnato la fondamentale
“regola delle 5w”.
Ha commentato e letto
insieme agli studenti
qualcuno degli articoli già
scritti e con un sorriso e tra
le risate di tutti ha criticato
costruttivamente aiutando a
correggere eventuali errori.
L’ i n c o n t r o s i è p o i
concluso con il “click”
della fotografia scattata
insieme a lei e con la
maturata consapevolezza di
esser sulla strada giusta per
diventare ottimi giornalisti.
Camilla Beraldi
Laura Chimenti, giornalista Tg1, e Angela La Rocca, prof.ssa di lettere
I suggerimenti
La carriera
“Parole semplici, chiare, tutto
deve essere comprensibile per
il lettore.”
“Massima oggettività:
l’opinione di chi scrive non
deve trapelare dall’articolo.”
“Mai pubblicare una notizia di
cui non si hanno fonti certe e
attendibili.”
“Scegliere con cura titoli e
occhielli: devono racchiudere
l’essenza del vostro articolo.”
“Tenere sempre a mente le
cinque “W”: who, what, when,
where and why.”
Ricordarsi la sesta domanda: il
come, “how”
Evitare le ripetizioni nel testo
Muove i primi passi
nell'agenzia giornalistica Asca.
Approda in RAI nel 1996
come realizzatrice e
conduttrice di una rubrica,
Style, che si occupa di moda,
tendenze, viaggi e lifestyle.
Nel 2000 entra a far parte
della redazione mattina del
Tg1, e successivamente della
redazione economica.
Conduce il TG delle 13:30,
delle 17:00 e quello della
mattina. Attualmente è
conduttrice del TG in prima
serata su Rai 1, oltre che
redattrice della redazione
economica
Laura Chimenti in conduzione
Una vita lunga un secolo prima di incontrare il Papa
Madre Cecilia, consorella americana 111enne, ricevuta dopo solo tre giorni dalla richiesta
segue dalla prima
L’INCONTRO ha avuto luogo presso
la casa Santa Marta ed è durato circa
20 minuti, nei quali il Santo Padre ha
chiesto di pregare per lui, le sue
intenzioni e le sue missioni.
Le suore hanno ricordato la necessità
della preghiera per la pace in Siria,
luogo che ospita religiose della
congregazione Gesù – Maria.
Papa Francesco ha anche confermato
di conoscere l’ordine di Santa
Claudina ed in particolare le
consorelle argentine.
Nel congedarsi ha raccontato che
sarebbe andato a pranzo con Benedetto
XVI e a tal proposito ha rassicurato
sulle buone condizioni di salute di
quest’ultimo. Sia arrivando, sia
andando via, Madre Cecilia si è sentita
come una star per il grande affetto
dimostratole dal personale del
Vaticano.
Quando le guardie Svizzere si sono
avvicinate all’auto per controllare i
documenti sono rimaste letteralmente
stupefatte nel leggere la data di nascita
della religiosa: 1902. Una vita lunga
un secolo prima di conoscere Papa
Francesco.
Enrica Mordenti, Domitilla Boria
Igm Times
3 Primo Piano
Il liceo in gita per inaugurare l’anno scolastico
Greccio, che viaggio!
Tra gli imprevisti trionfa la gioia
segue da prima pagina
PER un'altra ora circa ci
siamo illusi che
mancassero solo venti
minuti! La strada era in
mezzo alla campagna
laziale, vi erano ripide
salite e curve vertiginose,
tanto che qualcuno di noi
ha iniziato a sentirsi male.
Costretti a scendere per dar
un po’ di sollievo ai
sofferenti ci siamo accorti
di essere in mezzo al nulla,
anzi eravamo in direzione
di Terni: ma… Greccio è in
provincia di Rieti! Tutti
quanti, sia ragazzi che
professori, ci siamo messi
all’opera per controllare su
google maps quanto
distava la meta
inizialmente prestabilita: il
tempo restante era ancora
di cinquantatré minuti!
Con l'aiuto del navigatore e
armati di tanta pazienza
abbiamo ripreso la retta via
in direzione di Greccio, ma
sembrava destino che non
dovessimo mai arrivare:
fermi a un semaforo un
treno carico di rotoli di
alluminio ostruiva
l'incrocio!
Com’è naturale ha iniziato
a diffondersi un clima di
scoraggiamento fra chi
voleva tornare, chi voleva
fermarsi dove eravamo per
mangiare e poi tornare e
chi iniziava a dubitare
dell'esistenza di Greccio!
Finalmente verso le 12:15
siamo arrivati, abbiamo
mangiato qualcosa in un
piccolo bar ristoro e fatto
un'interessante visita
all'interno dell'edificio.
Gli studenti del Gesù-Maria che salgono verso il monastero
Dulcis in fundo abbiamo
partecipato alla tanto attesa
messa movimentata dai
canti preparati dal
biennio. Siamo ripartiti per
14:00, in stato di ansia
visto il viaggio di andata e
con il timore di arrivare a
Roma troppo tardi, ma con
l’aiuto di San Francesco è
andato tutto liscio. Alla Finalmente sulla
fine lo scopo della gita era
passare una bella mattinata strada giusta: il
insieme, e quale modo cartello avvistato
migliore se non quattro ore
di pullman in compagnia? alle 11:45
L’unione della nostra
scuola è emersa con
fermezza. Sempre con il
sorriso sulle labbra, anche
se un po’ stanchi, abbiamo
Il sorriso
apprezzato questa giornata
nonostante
di condivisione
della pace.
l’odissea: niente all’insegna
Ringraziamo i nostri
accompagnatori che sono
avrebbe potuto
riusciti a mantenere
rovinare il clima sereno il clima della gita:
preside Rocco De
di pace e di festa ilMaria,
il prof. Innocente,
della gita di inizio la prof.ssa Bules, la
prof.ssa Tombolillo e la
anno scolastico prof.ssa Ruggeri. Alla
prossima.
Sara Pavani
L’interno di uno dei due pullman in cui abbiamo viaggiato
Un ringraziamento
sentito e doveroso alla
prof.ssa Ruggeri
Il
preside
Rocco
De
Maria a
Greccio
insieme
a noi
Ivana, l’insostituibile collaboratrice
scolastica
per il
contributo che
ha dato, con
L’autista, fallimentare Caronte
le sue foto,
alla realizzazione
dell’articolo
Igm Times
4 Materna e primaria
Alla scoperta dell’asilo
Le maestre, pilastri delle classi, confortano ed istruiscono
Obiettivo dell’inchiesta è
capire come avvenga il
passaggio dall’esperienza
esclusivamente familiare
a quella “sociale”,
rappresentata dalla scuola
La classe della maestra Piera
Lucia Mattei, maestra scuola d’infanzia
Il Corpo dei Vigili del
Fuoco in visita all’asilo! I
“supereroi” di oggi e la
loro vettura fiammante
interamente da scoprire
al Gesù-Maria.
Ma non ditelo ancora ai
piccoli… è una sorpresa!
La classe di Lucia Mattei
IL nostro obiettivo di oggi è
quello di tuffarci nel mondo
dei più piccoli, per capire
come avvenga il passaggio
d a l l ’ e s p e r i e n z a
esclusivamente familiare a
quella “sociale”
rappresentata dalla scuola.
Cercheremo di comprendere
chi e cosa trasforma questi
esserini graziosi, ma urlanti,
capricciosi, imprevedibili ed
ingestibili, in piccoli studenti
in
miniatura, ordinati,
obbedienti e attenti, anche se
qualche “imperfezione di
fabbrica” resta sempre! In
classe di Lucia ci accoglie
una ragionevole confusione:
siamo al primo mese di
scuola, i bambini stanno
ancora combattendo la loro
battaglia per affrontare il
distacco mattutino dalla
mamma, dalla casa, da tutto
ciò che fino ad ora è stato
noto e quotidiano. Alcuni
affrontano il meraviglioso
ignoto con entusiasmo e
curiosità, ma si vede ancora
qualche lacrima e parecchi
sguardi incerti. Fulcro di
tutto è Lucia che con voce
sicura conforta, istruisce,
rallegra, racconta.
Li aspettano Madrina,
L i m p i d i n a , S o ff i e t t o e
Fiammetto, i divertenti e
buffi personaggi del loro
libro dei quattro elementi.
È questo il loro programma
didattico, ma l’obiettivo più
importante è la
socializzazione e la
Progetti della scuola elementare:
“Accoglienza”
“Letture”
LA festa, organizzata per accogliere i bambini
più piccoli che hanno appena cominciato il loro
ciclo di studi, si è già svolta il 23 settembre.
Come ci spiega la maestra Anna Rita Tordi:
“Ogni bambino di quinta ha avuto cura di fare un
regalo ad un bambino di prima a lui assegnato.”
Il dono è stato un segnalibro a forma di matita,
interamente ideato dai bambini con tanto di
slogan e disegni sopra. Il tutto è stato molto
costruttivo, soprattutto per i più piccolini, che
sono così entrati con gioia e allegria in un nuovo
mondo.
IL progetto lettura, previsto per novembre, è in
fase di preparazione. Lo scopo è di far leggere ai
bambini di quinta elementare un libro sulle
leggende italiane, argomento inerente al
programma scolastico. A quelli di quarta
elementare invece, spetterà il compito di
rappresentare sotto forma di spettacolo il libro
letto, sollecitando così la loro capacità di
esprimersi.
Questo lavoro è principalmente psicologico e
introspettivo, ed è mirato a stimolare nei bambini
il piacere della lettura.
Alessandra Coretti
Catherine Ciminà
conquista di una prima
autonomia. Andiamo poi
nell’ultima classe della
scuola dell’infanzia. Questi
“ragazzi” di 5 anni
gestiscono i loro oggetti con
attenzione: appendono le
giacche, controllano il
quaderno, mantengono in
ordine l’astuccio e iniziano i
primi esercizi di scrittura.
Hanno anche imparato ad
aiutarsi aspettando i tempi di
ognuno. Sotto la guida di
Cinzia affrontano nuove
esperienze come il teatro in
inglese, che, accompagnato
alle lezioni di lingua, è
presente nel programma da
anni con lo scopo di
indirizzare i bimbi verso la
scoperta di una nuova
lingua. Hanno in programma
anche gite ed esperienze che
li mettano a contatto con il
mondo degli adulti, come
quella alla scoperta del
mondo dei pompieri.
Lucrezia Menichetti
Fiamma Concarella
Igm Times
5 Materna e primaria
Alle elementari da trent’anni
Intervista alla “super-maestra” Sabina Fratini
SONO ormai trent’anni che
le mura dell’istituto Gesù
Maria vedono arrivare la
maestra delle elementari
Sabina Fratini e sono
t re n t ’ a n n i c h e S a b i n a
insegna ai suoi alunni a
crescere e ad affrontare la
vita con la sicurezza e la
determinazione necessarie
per far avverare i loro
desideri. Nonostante
qualche ruga in più, super
Sabina ha sempre la stessa
voglia e
lo stesso
entusiasmo del suo primo
giorno da maestra.
Per offrire a tutti noi la
preziosa testimonianza di
come si possa fare il proprio
lavoro con amore e con
soddisfazione abbiamo
deciso di intervistarla.
Da quanto tempo insegna?
Insegno da trenta bellissimi
e faticosi anni. Nonostante
ciò mi sembra aver iniziato
solo ieri! Ricordo con affetto
e nostalgia il mio primo
giorno d’insegnamento, è
stato molto emozionante,
avevo una gran paura ma
alla fine è stato un giorno
normale.
Come si trova oggi con i
suoi alunni?
Molto bene, è un’ottima
classe anche per quanto
riguarda i rapporti con i
genitori. La collaborazione
scuola – famiglia è
fondamentale per il nostro
progetto educativo.
Qual è l’argomento più
difficile che ha insegnato?
Sicuramente l’origine del
mondo, argomento che
proprio in questi giorni sto
affrontando con i miei
piccoli allievi di terza
elementare. Le loro
domande possono essere
davvero disarmanti!
Che tipo di insegnante si
considera?
Mi considero un’insegnante
seria ed autorevole.
Sente ancora qualche
vecchio alunno?
Certo (detto con un sorriso,
forse perché ne sente più di
qualcuno).
Avrebbe mai pensato di
essere intervistata da un
suo ex alunno?
Sinceramente no, non me lo
sarei mai aspettato...
Perché ha voluto fare
questo lavoro? C’è qualche
aspetto negativo?
L’ho scelto perché mi piace
molto; infatti, è come se non
fosse un lavoro. E’ senza
dubbio molto gratificante
trasmettere conoscenza e
sapere che una piccola
mente assorbirà ogni singola
tua parola portandola a
frutto. Se posso indicare un
aspetto negativo, forse
quello economico non è così
appagante a fronte di tutto
l’impegno dedicato alla
scuola.
Secondo lei gli alunni sono
sempre uguali o sono
cambiati?
Le generazioni sono diverse,
c’è stato un cambiamento
interiore! I bambini
hanno più stimoli
tecnologici e beni personali
che a volte li portano ad
essere meno attenti alle cose
più importanti.
Come la fa sentire l’idea
che un giorno i suoi alunni
faranno ricorso anche ai
Sport all’IGM: calcetto 5-6-7 anni
PRESSO l’Istituto GesùMaria si svolgono varie
attività sportive pomeridiane:
ginnastica artistica, danza
classica, judo, tennis,
pallavolo e calcetto. Proprio
di quest’ultima parliamo oggi.
Occorre precisare che i corsi
sono due: il primo lunedì/
giovedì (14:30/15:30,
15:30/16:30) mentre il
secondo martedì/venerdì
(14:30/15:30). Siamo andati
in prima persona presso il
campo dove i bambini si
allenano. Lì abbiamo
conosciuto gli istruttori
Ramona Di MarcoTullio e
Matteo Pace. Per capire
meglio come si svolge il
corso, li abbiamo intervistati.
Qual è l’obiettivo del corso?
Far crescere i ragazzi a livello
calcistico e caratteriale, per un
calcetto più agonistico.
Quindi non partecipano
ancora a tornei? Al
momento no, ma ci stiamo
lavorando. Noi li prepariamo
in vista delle scuole calcio.
Quali valori trasmettete ai
vostri allievi?
Beh, i valori sani e semplici di
ogni sport: lo spirito di
squadra, il rispetto nei
confronti dell’avversario e la
sportività.
Se non avete iscritto ancora i
vostri bambini, quale
occasione migliore per farli
crescere divertendosi? Qui
impareranno le basi del
calcetto, il tutto in un
ambiente sereno e gioioso.
Alessandro Delfino
suoi insegnamenti per
ottenere un lavoro?
Molto orgogliosa, penso che
ognuno di loro porterà a
lavoro con sé un pezzetto di
ciò che ho loro insegnato.
Assegna i compiti per casa
quando vince la Roma?
Non li assegno solo quando
la Roma vince partite
importanti…i miei studenti
attendono impazienti
risultati buoni per la mia
squadra del cuore.
Secondo lei la scuola può
darle altri strumenti per
insegnare in modo più
proficuo?
Sì, chiedo maggior aiuto nel
rispetto delle regole.
Nelle classi che faranno la
maturità quest’anno ci
sono molti suoi vecchi
alunni; che giudizio ha di
loro?
Molto buono, sono delle
splendide persone (adesso
sorrido io perché sono un
suo vecchio alunno)
Ha qualche consiglio da
darci?
Studiate! Non insultate la
vostra intelligenza. Ogni
occasione persa per
imparare rappresenta un
treno che non passerà mai
più!
Ad ognuno di noi lasciamo
il compito di riflettere sulle
sue parole, ma se
da
qualcosa vogliamo
discostarci allora gridiamo a
viva voce e con il rischio di
qualche compito in più:
forza Lazio!
Federico Giorgetti
Igm Times
6 Medie e liceo
“Nos vamos, todos en España”
La scuola media organizza un campo scuola in Spagna
UNO dei tanti campi scuola organizzati
dall’Istituto Gesù Maria per gli studenti
delle scuole medie si svolge nel paese
del tango e della paella: la Spagna!
“Un’esperienza bellissima” la
descrivono le ragazze che sono partite
anche quest’estate per la seconda volta.
Il viaggio, svoltosi dal 1 al 15 di luglio,
ha avuto come meta la città di Valencia,
località che dispone di una struttura di
accoglienza più grande e funzionale
rispetto alle città visitate negli anni
passati. Sono partiti più di quaranta
alunni accompagnati dalla
professoressa Signorini, docente di
lingua spagnola che tutti gli studenti del
Gesù Maria apprezzano per la
disponibilità e per lo spiccato senso
materno. A Valencia si alloggia nei
‘residencias’, un po’ quello che noi
potremmo chiamare collegi. Ci sono
degli ambienti in cui le ragazze possono
stare insieme, come ad esempio il
refettorio e una grande sala adibita al
tempo libero, mentre per quanto
riguarda le camere sono doppie con
bagno incluso. Lo scopo del viaggio è
eminentemente didattico, quindi è
necessario fare una full immersion nella
lingua spagnola! Le lezioni si svolgono
dalle 9.30 alle 14.30 con l’interruzione
di due pause. Le ore passate tra i
banchi, come possono testimoniare
anche i ragazzi già partiti, non sono
assolutamente noiose, infatti, i
professori preposti nei ‘residencias’
strutturano le lezioni in modo che gli
allievi si accostino alla lingua spagnola
in modo divertente,
attraverso giochi
e insegnamenti
interattivi. E dopo
le lezioni…vamos
a la playa!
Soprattutto a Valencia!
In un viaggio organizzato in
una città di mare c’è assoluto bisogno
di un programma con qualche bella gita
‘a la playa’. Oltre al mare, però,
Valencia offre moltissimi altri luoghi
interessanti da visitare, come ad
esempio il museo della scienza o,
quello rimasto più impresso ai turisti,
l’affascinante oceanografico. In più ci
sono escursioni per visitare tutti i paesi
vicini a Valencia e conoscere la zona.
Dopo cena c’è anche la possibilità di
uscire. A Valencia tutti i negozi sono
aperti fino a tardi, ma ci sono soluzioni
anche per chi non ama lo shopping,
infatti, diversi parchi con giostre sono
presenti in tutta la città e si può passare
la serata chiacchierando tra amici o
mangiando un buon gelato. Insomma
non manca proprio nulla, è un viaggio
sì d’istruzione, ma pur sempre un
viaggio allegro e divertente.
Un’esperienza da fare!
Chiara Piccardi
Classico o scientifico? Il dilemma della grande scelta
“L’ESTATE sta finendo ed un anno se ne
va, sto diventando grande e questo non mi
va”. L’attacco di una famosa canzone dei
fratelli Rigueira rappresenta al meglio lo
stato d’animo dei tanti ragazzi che, finita
la scuola media, s’apprestano ad iniziare
un ciclo di istruzione totalmente nuovo, il
liceo. Assieme al rimpianto per l’estate
trascorsa ed i bei momenti passati con gli
ex-compagni di classe, v’è anche un po’ di
curiosità e di contentezza nell’animo degli
studenti, ormai non più bambini, ma
adolescenti, felici di essere finalmente
entrati nel cosiddetto “giro dei grandi”. Il
primo giorno di scuola rappresenta
dunque un momento nel quale diversi
sentimenti si manifestano insieme: la
nostalgia per la vecchia classe, la curiosità
verso i nuovi compagni e i nuovi
professori, il desiderio di apprendere
nuove cose per arricchire il proprio
bagaglio culturale. Questa voglia dei
“baldi giovini” di continuare a “dissetarsi
alla inesauribile fonte del sapere” va
attribuita ai ragazzi che stanno per
misurarsi con materie del tutto nuove in
primis latino e greco per gli alunni del
classico, ma anche chimica, fisica e gli
altri ambiti della scienza impazienti di far
sudare sette camicie agli sventurati alunni
dello scientifico. Da sempre è in atto
un’accesa querelle sui due diversi
indirizzi di studio: classico o scientifico?
Matematica a iosa o il latino e il greco dei
nostri antenati? Pur vivendo in una
società che spesso considera le materie
del classico di minore importanza in
quanto “lingue morte” rispetto a quelle
attinenti all’ambito scientifico, ambedue i
percorsi di studio sono da considerare
validi per la formazione dei ragazzi. Il
liceo scientifico permette allo studente di
specializzarsi negli ambiti che riguardano
la costruzione di un futuro migliore, ma
non vi può essere alcun futuro se non si
ha una approfondita conoscenza del
passato e delle proprie radici. Noi alunni
del I anno abbiamo fatto la nostra
scelta… ora tocca a voi.
Alessandro Serafini
Tutti insieme a teatro
“A Natale puoi fare la pace”
I ragazzi delle medie vanno in scena
LA scuola media
ha attuato per
quest’anno
scolastico un
progetto teatrale
che prevede la
messinscena di
uno spettacolo dal
titolo “A Natale
puoi fare la pace”.
Il progetto è
strutturato in
quattro laboratori:
recitazione,
coreografia,
musica
e
scenografia. Gli
allievi di prima
media possono
accedere al solo
laboratorio di
recitazione,
mentre i ragazzi
delle seconde e
delle terze
possono scegliere,
tra i quattro
laboratori, quello
che preferiscono.
Le lezioni sono
tenute da alcuni
professori
dell’istituto
recitazione diretta
dalla prof.ssa
Silvia Ginnasi,
coreografia della
prof.ssa Adriana
Sanetti, musica
dal
prof.
Francesco Cara e
scenografia dalla
prof.ssa Maria Pia
Meloni. Il corso si
svolge una volta
alla settimana, il
lunedì, al termine
delle lezioni, e si
concluderà il 20
dicembre con la
recita di Natale.
E’ una bella
occasione per tutti
gli studenti,
perché oltre ad
imparare a stare
sul palco offre la
possibilità di
conoscere nuovi
compagni e legare
di più con loro. Vi
aspettiamo
numerosi a
Natale!
Jacopo Forlini
Igm Times
7 Medie e liceo
Senato “indisciplinato”
Il liceo classico assiste ad una seduta a Palazzo Madama
segue dalla prima
L’APPUNTAMENTO e l’inizio della
visita erano previsti per le 16.30, ma
a causa di alcuni studenti ritardatari il
tutto è stato posticipato di dieci
minuti. Il luogo dell’ incontro è stata
la libreria del Senato, dove le classi
sono state accolte dal segretario
parlamentare Luciano Baldini che ha
fornito alcune nozioni riguardanti il
sistema legislativo italiano e il
funzionamento del Parlamento.
Durante questa prima parte della
visita è stato anche proposto ai
ragazzi un progetto, che si può
trovare sul sito www.senatoragazzi.it:
esso consiste nel proporre un disegno
di legge che dovrà poi essere
presentato dai partecipanti in prima
persona davanti ai senatori, con
scadenza il 25 di Novembre. In
seguito, intorno alle 17.30, gli alunni
si sono recati a Palazzo Madama.
Appena fuori di qui è stato ordinato
di mantenere un atteggiamento
rispettoso all’ interno dell’ edificio,
evitando di chiacchierare e usare i
telefoni. Dopo vari controlli, gli
studenti sono stati condotti in aula,
dove si sono accomodati sulle
balconate per assistere alla seduta del
Senato. Soprattutto alla luce delle
indicazioni che erano state date loro
riguardo il comportamento da
assumere, i ragazzi si sono molto
stupiti del modo in cui invece si
comportavano i senatori: solo in
pochi
prestavano attenzione ai
discorsi pronunciati, mentre la
maggior parte, per non dire tutti,
erano interessati ad altro. Molti,
infatti, erano presi dai loro iPad o
computer, altri chiacchieravano con i
loro vicini, altri ancora parlavano al
telefono (e poi ci si lamenta di noi
alunni, ndr).
Alla fine della seduta il presidente
Letta ha tenuto un discorso
riguardante i principali temi trattati:
ha parlato, infatti, di ciò che è di
recente accaduto sull’ isola di
Lampedusa e dell’ imminente
incontro tra i rappresentanti degli
stati membri dell’ Unione Europea,
durante il quale presenterà il
programma economico italiano.
Infine, il presidente del Senato ha
annunciato l’uscita dall’ aula di noi
studenti, provocando così un
applauso generale di tutti i senatori.
La visita è terminata alle 18.30, ora
alla quale gli alunni sono potuti
tornare a casa o andare a prendere un
caffè in centro.
Valerio Fiorilli
Progetto “Scuola aperta”
La parola al preside Rocco De Maria
IL liceo Gesù Maria
spalancherà le porte
anche in orario
pomeridiano a tutti gli
studenti che ne avranno
desiderio e necessità. Per
saperne di più abbiamo
rivolto qualche domanda a
colui che ha fortemente
sostenuto e caldeggiato
tale attuazione, il nostro
preside Rocco De Maria
Perché aprire la scuola
anche il pomeriggio?
I
motivi
sono
essenzialmente due: in
primis fare capire che la
scuola non è solo un luogo
dove si seguono le lezioni,
ma anche dove si possa
studiare insieme,
condividere i dubbi ed
essere seguiti da un
professore visto sotto una
luce diversa. Poi perché
credo che le cose si fanno
bene se non si è sotto
pressione, la “Scuola
Aperta” stimola al
miglioramento ogni
studente.
Come funziona Scuola
Aperta?
E’ suddivisa in ambiti:
scientifico, letterario e
linguistico per una visione
chiara e ordinata dello
studio che verrà affrontato.
In questo modo l’alunno
vive con protagonismo la
scuola, in quanto decide
cosa studiare e quando,
prenotandosi per tempo
sul foglio delle presenze.
Ritengo che ogni obiettivo
possa essere raggiunto se
viene dato un contributo
efficace da protagonisti
diversi: la Scuola Aperta è
in mano degli alunni
prima degli insegnanti.
Gesù-Maria migliora se lo
vogliono gli studenti!
Cosa pensano i
professori della sua
proposta?
Hanno accolto la proposta
con curiosità, con voglia
di saperne di più, infatti
questo progetto è discusso
da un anno. In particolare
è stata accolta con
entusiasmo la possibilità
di seguire alunni anche di
altre classi. Il principale
timore dei professori è che
il progetto diventi un
dopo-scuola, perciò
devono essere operativi sia
alunni che insegnanti per
evitarlo. Spero vivamente
che la scuola possa
rappresentare per i miei
giovani studenti un
laboratorio atto a
sperimentare un nuovo
percorso
di
apprendimento.
Barberina Filippone
Igm Times
8 Liceo classico e scientifico
Il professore del mese
La docente Diletta Ferri inaugura la nostra rubrica
PLATONE soleva dire: ”Sii gentile,
perché ogni persona che incontri sta già
combattendo una dura battaglia.” Questa
frase descrive in pieno il modus vivendi
della professoressa Ferri, insegnante di
storia e filosofia del triennio classico.
E’ difficile immaginare ormai all’istituto
Gesù e Maria una giornata senza di lei.
Nonostante non risalti molto per via
dell’altezza, le sue particolari e mai
uguali acconciature colpiscono chiunque
la osservi per l’attenzione nei
particolari. Il suo volto volpino include
occhi di un azzurro limpido che
osservano con grande attenzione tutti gli
studenti cercando di individuare
eventuali disattenti. E’ solita avere
un’attenta cura nei dettagli, soprattutto
se parliamo di filosofia, la sua “vera”
materia (senza nulla togliere a storia).
L’obiettivo primario della professoressa
è coinvolgere gli allievi alle sue lezioni
e aiutarli a capire
l’argomento del giorno; per fare ciò non
esita a cambiare il tipo d’insegnamento,
passando da letture ad alta voce a
spiegazioni o mappe concettuali. La
nostra docente ha le idee chiare e non
esita a dire la sua opinione riguardo al
filosofo o re di turno e si fa rispettare
brillantemente nonostante la giovane
età. Il suo modo di interrogare si
differenzia senza alcun dubbio dalla
norma: permette agli studenti di essere
sempre preparati e quindi di evitare
figuracce rivelando prima i giorni
dedicati alle verifiche orali; questo non
vuole affatto dire che siano più facili,
ma semplicemente meglio organizzate.
La Ferri (o “Irons”, soprannome dato
dai suoi stessi studenti) non nasconde
mai quello che pensa e, anzi, preferisce
affrontare i problemi con i suoi studenti
faccia a faccia cercando di estirparli sul
nascere. Notevole l’impegno che mette
ogni giorno nel lavoro: la prof.ssa Ferri
Eletto il nuovo presidente d’Istituto
Eugenio Barra, V scientifico, vince per due voti
IL 28 ottobre si sono
svolte le elezioni dei
rappresentanti d'istituto.
Le liste che hanno
presentato la propria
candidatura sono state
tre.
Lista n.1 - Eugenio
Barra, Brando Ciacci,
Alessio Pavani e
Ludovica De Angelis (V
scientifico); lista n.2 Giulia Cardelli, Filippo
Cerasi, Valerio Fiorilli e
Sara Pavani (III
classico); lista n.3 Chiara Picalarga, Asia
Basile, Giulia Pivetta e
Ludovica Beraldi (II
classico). Come
programma, oltre ai
soliti tornei sportivi e
alla richiesta di più
assemblee d'istituto,
sono state presentate
idee originali quali la
didattica autogestita da
studenti e un ballo di
fine anno in stile
americano con tanto di
accompagnatore.
Gli studenti hanno
deciso di eleggere la
lista n. 1, seguita dalla
lista n. 2 con la
differenza di soli due
voti.
Alla consulta regionale
degli studenti Francesco
Laurenti e Manfredi
A l e m a n n o ,
rispettivamente alunni di
III classico e V
scientifico, in mancanza
di altri candidati, hanno
vinto d'ufficio.
Maurizio Baldini
abita fuori Roma e quindi si
trova costretta ogni mattina
a svegliarsi molto presto
(alle 5:00!) per riuscire ad
arrivare in tempo a scuola e,
parola di studente, non ha
mai tardato un solo minuto
per via della distanza!
In definitiva, chiunque
rimarrebbe colpito dalle
conoscenze e dalla
dedizione che dà alla
scuola, ai suoi alunni e alla
materia, per questo noi
dell’IGM Times abbiamo
trovato opportuno dedicarle
qualche riga nel nostro
giornale e darle il giusto
riconoscimento.
Filippo Cerasi
I volti dei
nuovi eletti
Manfredi Alemanno e Francesco Laurenti, eletti alla
Consulta regionale degli studenti
Eugenio Barra,
presidente d’Istituto
Eugenio Barra e il suo
vice, Alessio Pavani
Ludovica De Angelis,
consigliere
Igm Times
9 Focus
Una “merenda” per finanziare il giornalino
Numerosi gli studenti che hanno partecipato all’iniziativa: raccolti più di 450 euro
IL 31 ottobre si è tenuta presso
l’Istituto Gesù-Maria una raccolta
fondi per finanziare il giornalino
scolastico. Gli studenti del liceo
hanno organizzato la vendita della
merenda, e hanno contribuito alla
causa portando ciascuno qualcosa da
mangiare. Alcuni hanno preparato il
giorno precedente delle torte,
ciambelloni, panini ripieni e torte
rustiche. Altri si sono offerti di portare
le bevande, le patatine, i tovaglioli e i
bicchieri. Gli alunni Orso Irace,
Enrica Mordenti e Chiara Piccardi si
sono particolarmente distinti per aver
cucinato circa centro crepes. Al suono
della prima ricreazione, i bambini di
medie ed elementari si sono diretti
verso le finestre della classe 2°
scientifico, punto vendita prestabilito.
Torte, ciambelloni e
crepes hanno reso
festosa la condivisione
del progetto
Rispetto agli altri giorni le ricreazioni
sono durate più a lungo, proprio per
agevolare la raccolta. Tutti i
partecipanti sono stati felici di
contribuire alla realizzazione del
progetto, docenti compresi.
La splendida mattina di sole e il clima
festoso hanno fatto da ottima cornice
alla giornata. I cibi rimasti sono stati
in parte distribuiti gratuitamente nelle
classi ed in parte consegnati alle
persone bisognose grazie
all’intervento della Caritas. Al
termine dell’iniziativa è stata raccolta
la cifra necessaria per dare avvio alla
stampa del giornalino. Un sentito
ringraziamento va a tutti quelli che
h a n n o o rg a n i z z a t o l ’ e v e n t o e
partecipato attivamente, contribuendo
al buon esito della raccolta fondi.
Daniele Basile
Ringraziamo
in
particolare la I media C
per il prezioso contributo!
Acquariologia: come imparare
a prendersi cura dell’ecosistema
A colloquio con il prof. Davide Innocente,
ideatore del progetto
Avreste mai pensato di varcare la soglia della nostra scuola e
veder troneggiare tra banchi grigi e carte geografiche un
coloratissimo acquario? Ebbene sì…questo a breve si
trasformerà in realtà. Chiediamo informazioni più dettagliate al
prof. di religione Davide Innocente.
Come le è venuta l’idea di un attività così particolare?
Sono un appassionato di acquari da sempre, in quanto ecosistemi
artificiali. Nel ’90 come studente di biologia ho fondato con altri
il club CAEB con la finalità di organizzare corsi atti alla
creazione di un acquario. Quando ho proposto un attività simile
all’interno della scuola il preside è rimasto sorpreso dall’idea
innovativa e si è dimostrato disposto ad inserirla nell’ambito
scientifico delle attività extra-scolastiche. Spero che si potrà
portare a termine con l’adesione di tanti studenti.
Come funzionerà il corso?
Agli studenti delle medie e del biennio verranno prima spiegate
in linea generale alcune nozioni elementari di chimica
dell’acqua, invece per gli studenti del triennio che
aderiranno potrebbe esserci un corso più approfondito. Non
sono ancora state scelte le date precise, ma l’attività prevede
vari incontri. Si spiegheranno le diverse tecniche per
preparare un acquario e si motiverà l’utilizzo di alcuni
materiali piuttosto che altri.
Cosa si imparerà partecipando al progetto?
Si comprenderà la complessità di un ambiente e si
impareranno le tecniche di funzionamento di un ecosistema.
Lo scopo principale è responsabilizzare lo studente ad un
attenzione costante per il successo dell’acquario. Inoltre,
spero di trasmettere ai partecipanti che la scienza non è una
materia a sé ma legata anche alla religione, materia che
insegno, in quanto entrambe interessate alla ricerca del
senso delle cose.
Barberina Filippone
Igm Times
10 Vita di quartiere
Anche il Fleming colpito dalla crisi
Più di un negozio costretto a chiudere o a reinventarsi
LA crisi non risparmia neppure i
quartieri più agiati di Roma Nord.
Camminando per le strade del
quartiere Fleming, infatti, ci si
imbatte in serrande di negozi
abbassate e insegne arrugginite e dove
prima c’era un bel negozio ora non
resta nient’altro che un luogo
abbandonato.
Sono tanti gli esercizi che chiudono i
battenti travolti da questo gigante
inarrestabile, come Yamamay, Sara
Banda (per Vigna Clara) e Canadian
(per il Fleming). Una commessa di un
negozio situato nel quartiere, alla
nostra domanda: “Qual è il motivo
della chiusura?” risponde: “Purtroppo
qui gli affitti sono troppo alti e spesso
il fatturato di un piccolo negozio è di
gran lunga inferiore alla somma
richiesta.”
La crisi distrugge i sogni di piccoli
imprenditori che con un bagaglio di
speranza cercano di portare avanti
un’attività che molto spesso si rivela
senza futuro.
Molto spesso sono i negozi
monomarca ad essere le vittime più
frequenti di questo vortice che sembra
non avere fine…
La crisi riesce ad insinuarsi in ogni
luogo, essa è ovunque in ogni settore
dall’agricoltura, all’abbigliamento,
arrivando ad intaccare anche beni
considerati primari ed indispensabili
come i prodotti alimentari. Perché se
si è toccato il fondo, non si riesce a
risalire in superficie?
Claudia Ceccomarini
Negozio fantasma fra le strade del quartiere
Le News di Francesco Laurenti
NUOVA PALESTRA
“SILVER FITNESS”
Accanto al rinomato negozio Rocco
Giocattoli, ha aperto questa nuova
palestra a prezzi decisamente invitanti:
con poco più di 20 euro mensili si
può usufruire di sale ben attrezzate e
numerose attività
Un’agenzia di viaggi abbandonata in perfette condizioni
“FLEMING HILL”
NEL quartiere
Fleming, a via Rocca
Porena, troviamo
un’altra tra le tante
attività del quartiere
colpita dalla crisi.
Si tratta di
un'importante
agenzia di viaggi
che, passati parecchi
mesi dalla chiusura,
si può definire un
luogo fantasma. Nel
dicembre del 2012,
dopo anni di
frenetica attività, le
sue saracinesche si
sono abbassate
all’improvviso. Per
dimostrare ciò si può
facilmente notare che
al suo interno ci sono
scaffali e scaffali
colmi di cataloghi di
luoghi e offerte
ormai risalenti ai
mesi passati. I
proprietari dei negozi
accanto non hanno
saputo fornire molte
informazioni alla
domanda: "Cosa ha
spinto quell'agenzia a
chiudere?”.
L’ u n i c a r i s p o s t a
ottenuta è stata: “
Siamo tutti vittime
del grande problema
che ci vede
protagonisti,
speriamo non per
molto altro tempo
ancora: la crisi”.
L’agenzia di viaggi vista dall’esterno
Enrica Mordenti
Accogliente, ben arredato e con
personale davvero alla mano, si
presenta così il nuovo bar che è da
poco approdato nella piazza
Monteleone da Spoleto.
“FEDELI”
ALIMENTARI E NON SOLO
Conosciuto ormai da molti come ottimo
alimentari, si è rivelato da tempo anche
un’accogliente trattoria, capace di
garantire qualità e servizio, con
freschezza dei prodotti garantita
Igm Times
11 Vita di quartiere
Un piccolo “Far West” al centro di Roma
Ponte Milvio, l’altra
faccia del divertimento
Alcool e droga compromettono spesso la serata dei giovani
DA tempo Ponte Milvio è un
punto di ritrovo per molti
giovani. Di sabato sera la piazza
si popola, i locali si riempiono e i
ragazzi si divertono. Fin qui
nulla di male, semplici
adolescenti che dopo cinque
lunghi e duri giorni di scuola
cercano un modo con cui
svagarsi. C'è da chiedersi come
però... La risposta? E' quasi
ovvia! Affogando la coscienza
nell'alcool, nella droga e nella
violenza, per chi invece cerca
una serata tranquilla non c’è
spazio, basta pensare che vi sono
tre sole panchine, insufficienti
quindi per tutti gli ospiti della
piazza che vogliono scambiare
solamente due chiacchiere. Per
non parlare poi delle macchine,
degli scooter e delle microcar
parcheggiate selvaggiamente,
degli ingorghi per soste in tripla
fila, delle discussioni nate per
veicoli fermi sulle strisce
pedonali o addirittura sui
marciapiedi.
E' da molto che il comune di
Roma s’impegna per trovare una
soluzione a tutti i disagi causati
da cittadini che non rispettando
gli abitanti della zona creano
confusione fino al mattino.
Per evitare continue lamentele il
presidente dell’ex XX municipio
ha ordinato di pattugliare il
centro della movida romana ogni
fine settimana e di renderla zona
a traffico limitato in diversi
periodi dell’anno. Nonostante ciò
sono tanti i rischi di trovarsi in
brutte circostanze, in problemi
causati da ragazzi che non sono
in grado di controllarsi. Molte,
infatti, sono le liti sedate da vigili
o poliziotti: l'ultima avvenuta
proprio pochi mesi fa.
Il 13 luglio due ragazzi sono
rimasti feriti durante una rissa tra
bande conclusasi poi con un
accoltellamento. Uno di loro,
diciannovenne, è stato ricoverato
al Policlinico Gemelli e
sottoposto a un delicato
intervento chirurgico.
Ponte Milvio è un luogo che ci
offre tanti divertimenti quanti
pericoli: l'importante è sapersi
divertire imparando ad avere
sempre gli occhi aperti.
Filomena Merola
Lavori in corso: l’IGM si fa grande
IN questo momento nell’ Istituto
Gesù e Maria sta avvenendo un vero e
proprio rinnovamento. Si possono
vedere chiaramente, appena entrati
nell’istituto, numerosi lavori di
costruzione e ampliamento eseguiti
da operai instancabili che lavorano
assiduamente per migliorare l’istituto.
Tali lavori, iniziati a fine giugno,
servono per ingrandire e ottimizzare
l’impianto architettonico delle scuole
elementari, settore protagonista di
una numerosa crescita delle iscrizioni.
Il piano terra della scuola elementare,
originariamente composto in parte da
edifici prefabbricati, verrà modificato
con strutture in cemento e mattoni.
Ma non è tutto qui! Oltre
all’ampliamento del primo piano, si
prevede la costruzione di un’altra
palestra. Attraverso i lavori di
rifacimento verranno inoltre creati
nuovi spazi, nei quali i ragazzi
con una veste nuova siamo tutti chiamati
a fare un piccolo sforzo per superare i
disagi che ne deriveranno, disagi che
verranno compensati dal miglioramento
della funzionalità e della vivibilità delle
strutture.
Domitilla Boria
potranno usufruire di una moderna
sala computer, di una biblioteca e di
una sala ricevimento atta a rendere più
confortevoli gli incontri tra i docenti e
le famiglie. Si stima che questi lavori
vengano conclusi entro fine dicembre.
In attesa di ammirare la nostra scuola
Igm Times
12 Consigli per gli artisti
Quando il discorso diventa musica
Conclusa all’Auditorium Parco della Musica una rassegna di jazz contemporaneo
JAZZ. Parola misteriosa e molto spesso
incompresa insieme a tutto ciò che le
riguarda, ma che racchiude un mondo
infinito di colori, sfumature e suoni.
Avete mai ascoltato un pezzo jazz? E’ un
discorso, un lungo discorso al limite
dell’immaginario, dove una parola può
significarne un’altra, ma che al tempo
stesso è giusta lì dov’è stata messa. Dal
All’Auditorium Parco della Musica,
grandi musicisti jazz contemporanei
hanno cercato di far parlare anche i più
timidi attraverso le loro note in “Speech”,
il titolo del Roma Jazz Festival.
Nella 37ma edizione, la musica riprende i
concetti sviluppati negli anni 50’, la
cosidetta “Beat Generation”, che ha vari
significati: beat come ribellione, come
quello giovanile, ma anche come
abbattimento per colpa delle droghe. E’
alienazione causata dal costante parlare
frenetico in cui ogni elemento del
cervello e della mente dell’individuo
viene sviscerato per essere portato alla
luce, senza più barriere, in una sorta di
spensieratezza.
E infine l’accezione che è più adatta
all’argomento che sto trattando: ritmo.”
Poiché il tempo è l'essenza della purezza
del discorso, il linguaggio è un
indisturbato flusso della mente di segrete
idee-parole personali, un esprimere
(come fanno i musicisti di jazz) il
soggetto dell'immagine". “Non fate
periodi che separino frasi-strutture già
confuse arbitrariamente da falsi punti e
virgola e da timide virgole per lo più
inutili, ma servitevi di un energico spacco
che separi il respiro retorico (come il
musicista di jazz prende fiato tra le varie
frasi suonate)", questo dice Jack Keruac,
scrittore di origini franco-canadesi, nato
in Massachussets e tra i più famosi artisti
e poeti della cultura beat. Questo estratto
preso dal decalogo della prosa spontanea
da lui scritto, ci ricollega subito al jazz,
che trasforma le parole dello scrittore in
totale estasi in note: niente formalismi,
no alle virgole inutili e alla grammatica
reimpostata, in una sorta
di vera e propria improvvisazione
scrittoria, come se le frasi fossero
fraseggi musicali che devono esprimere
libertà, estasi, entusiasmo. Quello che
forse possiamo trovare nel cuore di chi
sta all’angolo, dei silenziosi, ma che
potrebbero esprimere suoni improvvisati
che noi ancora non capiamo. Questo è
Speech.
Ludovica De Angelis
Cinema,
che passione
Voto: 8
"SPAZIO, ultima frontiera." Per
decenni il cinema ha immaginato
lo spazio come luogo di grandi
avventure, scontri tra il bene e il
male, casa di misteriosi mondi
pronti per essere esplorati…
Il regista Alfonso Cuaron ci
mostra invece una realtà ben
diversa dipingendo lo spazio
come inospitale, indomabile e
letale. La dottoressa Ryan Stone
(Sandra Bullock) e l'astronauta
Matt Kowalski (George Clooney)
sono in missione per la
riparazione dell'osservatorio
Hubble. Tutto procede secondo i
piani, finché una pioggia di detriti
li investe distruggendo tutto e
lasciandoli soli e dispersi…
Gravity è un survival, ma ricco di
simbolismi sulla vita e la morte;
la rinascita e la speranza lo
rendono speciale ed unico nel suo
genere. La regia è eccezionale,
servendosi di lunghe e dinamiche
riprese il regista è riuscito a
creare un senso di dispersione,
assenza di gravità e solitudine.
Sandra Bullock interpreta
magnificamente il suo ruolo e
riesce a creare con lo spettatore
un'empatia notevole.
Ma ciò che rende davvero degno
di nota questo film sono gli effetti
speciali e la fotografia, entrambi
da Oscar, e una qualità audio di
altissimo che rappresenta un
valore aggiunto all'esperienza
complessiva del film.
E’ una pellicola che verrà
ricordata nella storia del cinema.
Sarà probabilmente fonte di
ispirazione per
molti futuri
registi e in generale per il mondo
della fantascienza (come il
capolavoro di Kubrick "2001:
Odissea nello Spazio" e "Blade
Runner" lo sono stati prima di
questo).
Gravity è qualcosa di unico:
emozionate, coinvolgente ed
affascinante. E’ un titolo davvero
imperdibile, da vedere
assolutamente!
Sebastian Bonolis
Voto: 7
DIANA - La storia segreta di
Lady D, uscito nelle sale
cinematografiche italiane a
ottobre, è un film diretto da
Oliver Hirschbiegel, che utilizza
come soggetto la biografia
dell’autrice Kate Snell: Diana:
Her last love.
Siamo nel 1995, il matrimonio
reale tra Carlo e Diana giunge al
termine, si è ormai dimostrato un
fallimento e i due decidono di
separarsi.
Durante gli ultimi due anni di
vita, sotto la pressione della
stampa e di flash continui, la
principessa entra presto in un
periodo di grande crisi; sarà però
salvata dall’amore nato nei
confronti del dottore pakistano
Hasnat Kahn.
Sembra l’inizio di una favola, ma
il finale ci insegna che non a tutte
le principesse è concesso il lieto
fine.
Hasnat è un uomo sbagliato per
l’immagine da principessa di
Diana: musulmano, appassionato
di football, ma lei sarebbe
disposta lo stesso a sposarlo.
Le figure della regina Elisabetta e
Carlo fanno unicamente da
sfondo alla pellicola
cinematografica, non compaiono,
ma sono lo stesso una pesante
presenza nella vita della
protagonista indiscussa,
interpretata da Naomi Watts con
uno sguardo malinconico e la
travagliata personalità propria
della “principessa triste”.
Il realismo dei costumi e degli
ambienti
colpisce
immediatamente lo spettatore,
tanto che vengono riprodotte
anche alcune famose fotografie
che hanno accompagnato la vita
reale di Diana.
Il ritratto di una donna
determinata che lotta per
condurre, nonostante il suo
passato, una vita come tutte le
donne a lei coetanee.
Un film che va dritto al cuore di
chi lo guarda!
Camilla Beraldi
Igm Times
13 Consigli per gli artisti
“In libreria con Filomena”
“E l’eco rispose”, storie di chi sa amare
Il nuovo romanzo dello scrittore afghano Khaled Hosseini
E l'eco rispose è un libro di Khaled
Hosseini, scrittore nato a Kabul, luogo
nel quale ha vissuto fino ai 15 anni.
Nel 1980 ha dovuto trasferirsi con la
sua famiglia negli Stati Uniti
precisamente a San Josè in California,
dove Khaled vive tutt'ora con sua
moglie e i suoi tre figli. Nel 2003 ha
pubblicato il suo primo romanzo "Il
cacciatore d'aquiloni", dopo circa 4
anni "Mille splendidi soli", e da poco i
due best-sellers sono stati seguiti da
un terzo libro "E l'eco rispose" messo
in vendita in Italia il 12 giugno di
quest'anno. Come nei precedenti,
nell'ultimo racconto c'è sempre
qualcosa che ricorda la cultura
afghana, un intreccio di storie
ambientate prima nella grande Kabul,
poi a Parigi e San Francisco, fino ad
arrivare nell'isola greca di Tinos. I
protagonisti della storia sono due
bambini di un villaggio al confine di
Kabul: Abdullah e Pari, due piccoli
fratelli uniti da un legame molto forte.
Orfani di madre, vengono accuditi da
un padre poverissimo e dalla sua
nuova e sempre triste compagna di
vita. La miseria porterà a separare la
dolce famiglia per sempre. Abdullah
vedrà la sorella andarsene dalla sua
vita e non potrà far niente per evitarlo;
l'amore della piccola bimba, infatti,
verrà venduto ad una famiglia ricca di
Kabul nella quale lavora Nabi, zio
adottivo dei due bambini. Siamo negli
anni cinquanta, ancora nulla a che fare
con la Russia o il regime dei talebani,
gli aquiloni volano alti e il sole
splende su tutto l'Afghanistan. Pari
quindi viene affidata a una giovane
poetessa fuori dal comune, ribelle,
con animo e spirito libero, che dopo la
lunga malattia del marito decide di
cercare vita migliore in Europa, a
Parigi. Nel giro di pochi anni
nell'antica città Afghana la guerra
spazzerà via il ricordo della famiglia,
la grande casa ornata di tappeti
preziosi e di antichi mobili andrà in
rovina, divenendo prima preda dei
militari e dopo di sconosciuti
bisognosi di aiuto. A partire quindi da
questa vicenda verranno raccontate
storie di fratelli, amici, cugini come
Idris e Timur che dopo essersi
rifugiati in California
aspettanovent'anni prima di rivedere
Kabul, curiosi come bambini di sapere
se i loro aquiloni possono ancora
volare alti contro il vento. Attraverso
Idris, Hosseini descrive la vita di chi
ha avuto occasione di scappare dalla
guerra, dagli stupri, dalle bombe e
dalla violenza, il tutto sullo sfondo di
una città devastata, distrutta, ma
anche di chi, meno fortunato, ha
provato tutto sulla propria pelle: la
miseria, la desolazione, la rabbia.
Tante storie, personaggi, ampie
descrizioni, innumerevoli flashback;
spesso è stato addirittura difficile
abbandonare un personaggio per
conoscerne subito un altro, ma è la
fine che ci stupisce: riuscire a
comprendere che il vero senso della
vita sta nell'amore e in tutte le sue
forme.
Ecco a voi il terzo romanzo di Khaled
Hosseini, "E l'eco rispose" uno stile
diverso dai precedenti, ma
commovente allo stesso modo.
Filomena Merola
Fino al 9 febbraio; Scuderie del Quirinale
Domenica/Giovedì 10:00-20:00
Fino al 2 febbraio; Vittoriano
Lunedì/Giovedì 9.30-19.30
Venerdì/Sabato 9.30-23.00
Domenica 9.30-20.30
Fino al 23 febbraio; Museo Ara Pacis
Martedì/Domenica 9:00-19:00
Igm Times
14 Pagine sportive
Roma, finalmente sei magica
Partenza lanciata della formazione giallorossa
Dieci vittorie consecutive,
due pareggi e zero
sconfitte. Sono questi i
numeri della squadra di
Rudi Garcia, che alla
dodicesima giornata di
campionato guida la
classifica con 32 punti. Ed
è proprio al neo tecnico di
origine francese che vanno
attribuiti i maggiori meriti
di questo inizio di stagione
prorompente: Garcia è
riuscito, infatti, a
risollevare il morale di una
squadra a pezzi dopo due
annate deludenti e
l’umiliante sconfitta in
Coppa Italia con la rivale
di sempre: la Lazio. La
Roma di oggi è molto
diversa: compatta,
aggressiva e cinica. Lo
dimostrano le pochissime
reti subite (la squadra
capitolina è la migliore
difesa della Serie A, con
appena tre gol incassati in
dodici partite) e l’alto
numero di giocatori che
hanno segnato (undici, una
squadra intera portiere
compreso). La Roma fino a
questo momento è stata
una macchina perfetta,
capace di superare
magistralmente ostacoli
come Inter (0-3 a San Siro)
e
Napoli
(2-0
all’Olimpico), e che due
pareggi sfortunati contro
To r i n o e S a s s u o l o
(lasciatemi dire con un
arbitraggio da rivedere)
non incepperanno di certo.
Questa è una Roma che
può giocarsi fino alla fine
un posto nell’europa che
conta, ma che, comunque
sia, rimane con i piedi ben
saldati a terra. Nonostante i
risultati ottenuti non si
definisce una squadra da scudetto, sebbene
qualche speranza, soprattutto nella
tifoseria, cominci ad emergere. A chi si
chiede quale sia il segreto di tale successo
l’allenatore risponde così: “Abbiamo
rimesso la chiesa al centro del villaggio”,
volendo sottolineare in questo modo che è
bastato fare la cosa più semplice, riportare
la normalità in un’ambiente vessato da due
anni di “progetti” campati in aria e crollati
come un castello di carte per
l’impossibilità di realizzarli Ora sta al
gruppo mantenere la concentrazione
necessaria per difendere questo primo
posto perché, come si sa, il campionato è
ancora lungo.
Valerio Paolozzi, Giuliano Giudice
Qual è la vera Lazio?
Avvio di stagione tra alti e bassi.
E Petkovic rischia già l’esonero
La stagione della Lazio
finora non è stata brillante.
La classifica parla chiaro:
appena sedici punti
conquistati dopo dodici
giornate, con una media di
soli 1,3 punti a partita. La
squadra è confusa, senza
gioco né idee. Diversi “big”
scendono in campo a dir
poco svogliati ed offrono
prestazioni sottotono. Ciò
che principalmente manca ai
biancocelesti è una
continuità di rendimento tale
da garantire una serie di
risultati utili consecutivi,
senza incappare ripetutamente
in sconfitte, soprattutto fuori
casa. Per far questo i giocatori
devono remare tutti nella
stessa
direzione
dell’allenatore. La prima
debacle della Lazio avviene
alla seconda giornata di
campionato, ed è di quelle che
non si dimenticano
facilmente: finisce 4-1 allo
Juventus Stadium, con i
bianconeri che si dimostrano
nettamente superiori in ogni
zona del campo. La quarta
partita è poi il derby della
Capitale contro la Roma, e la
Lazio ci arriva con sei punti
in classifica e il ricordo della
vittoria più bella, la Coppa
Italia contro gli acerrimi
rivali, ancora nella mente. Ed
è per questo motivo che al
minuto 71’ (quando Lulic
realizzò la rete decisiva per
decretare i vincitori della
finale a maggio), si scatena
sugli spalti una bolgia,
come se fosse stato segnato
un gol. Come se, appunto,
perché la Lazio non segna
(complice la sfortuna, vedi
la traversa di Ciani) e perde
2-0. La reazione a questa
brutta prestazione non tarda
ad arrivare, e contro il
Catania i biancocelesti si
impongono per 3-1.Dopo lo
0-0 interno contro la
Fiorentina arriva però
un’altra amara sconfitta: sul
campo ostico di Bergamo i
gol di Cigarini e Denis
affossano ancora di più una
squadra che fuori casa sembra
cambiare completamente aspetto:
sono ancora zero le vittorie dei
biancocelesti lontano dall’Olimpico,
considerando anche l’Europa League.
E se, fino a questo momento, tra le
mura amiche non era arrivata nessuna
sconfitta, è con lo 0-2 interno contro il
Genoa di un Gilardino in grande
spolvero che la crisi della Lazio si
acuisce, e che Petkovic inizia ad esser
messo in discussione.
La sosta non può che far bene a
questa squadra, che deve
assolutamente ricompattarsi per
iniziare a recuperare posizioni in
campionato e deve farlo in fretta,
possibilmente interrompendo il
digiuno di vittorie in trasferta già
contro la Sampdoria.
Roberto Giorgetti
Igm Times
15 Pagine sportive
Intervista a Giacomo Ciammarughi
Il futuro dell’Italia dei tuffi
SUONA la campanella che
segna la fine della giornata
scolastica, una corsa in
palestra, scuola guida, casa, e
si aprono i libri quando già
scende il buio della sera.
Intervistiamo lo studente del
quarto liceo scientifico
Giacomo Ciammarughi, un
ragazzo di soli sedici anni che
con il passare del tempo ha
iniziato a “porsi degli
obiettivi” sempre più grandi
nella disciplina dei tuffi.
A quanti anni hai iniziato ad
allenarti? E a che età è
diventata un’attività
agonistica?
Ho iniziato nove anni fa,
quando avevo solamente sette
anni. Inizialmente praticavo
questo sport per divertimento,
con il passare del tempo però
ho iniziato a pormi degli
obiettivi. Il primo anno ho
partecipato alle Nazionali, e
sono arrivato undicesimo su
una trentina di ragazzi; poi
all’età di nove anni ho iniziato
a salire sul podio. A quattordici
invece ho partecipato per la
prima volta alle gare Nazionali
Giovanili e ai Mondiali
Giovanili. Ora mi sto allenando
per parteciparvi nuovamente.
Quante volte ti alleni alla
settimana? E come concili
sport, scuola e amici?
Seguo questo semplice
programma: dal lunedì al
venerdì mi alleno subito dopo
scuola, tre ore, finito
l’allenamento studio un’oretta
senza riuscire a terminare i
compiti assegnati, vado a
scuola guida, stanco torno a
casa , ceno e mi rimetto sui
libri, fino le undici, a volte fino
mezzanotte! Il sabato invece mi
alleno due ore, solitamente la
mattina, e poi ho tutto il tempo
per uscire con gli amici.
Pratichi questo sport con altri
ragazzi della tua età?
Sì, nella mia piscina si allenano
ragazzi di tutte le età.
La scuola ti agevola per
quanto riguarda compiti,
assenze, interrogazioni?
Beh… devo dire che la scuola
non mi agevola
particolarmente, mi aiuta in
alcune cose, per esempio il
martedì mattina ho un permesso
per entrare un’ora dopo e
andare ad allenarmi, ma con i
compiti e le interrogazioni
vengo trattato come tutti gli
altri ragazzi.
L’Italia è un paese sviluppato
per quanto riguarda i tuffi?
Insomma! In Italia i tuffi sono
finanziati proprio in modo
minimale, ci viene messo a
disposizione il minimo
indispensabile; servirebbero
piscine, palestre, spogliatoi. Per
esempio in Germania o in
Australia o anche in Austria,
dove sono stato per partecipare
a delle competizioni, questo
sport è molto più apprezzato e
seguito dal grande pubblico.
Pensi che questo sport possa
diventare in qualche modo il
tuo futuro?
Lo spero. Il mio obiettivo per
ora è finire la scuola e
prendermi un anno sabatico per
Giacomo Ciammarughi
e qualificarmi alle
prossime Olimpiadi che si
terranno a Rio, poi si
vedrà!
Alba Romani
Marco Turchetta racconta la sua grande passione
Atletica, non solo corsa ma emozione di vita
FORZA, determinazione, perseveranza e
un briciolo di fortuna sono le carte
vincenti di un vero campione di atletica
leggera, nella vita e nel campo. Numerosi
gli atleti che si sono contraddistinti nella
storia di questo sport leggendario, a
partire dal nostro leader e massimo
esponente italiano Mennea per finire con
il velocissimo giamaicano Bolt.
Riguardo Mennea si sono tramandate
leggende-verità davvero incredibili, basta
ricordarne una ripensando al suo mitico
allenatore, Carlo Vittori, che una volta gli
disse:
“Pietro, oggi allenamento blando per
recuperare: 12 km e a casa”, il campione
rispose calmo: “12 km sono troppi,
percorro la stessa distanza con un 200x60
(200 volte 60 metri)”, l’allenatore non
cercò di fermarlo, sapeva che li avrebbe
fatti, con o senza il suo consenso. Pietro
Mennea usava scavalcare i cancelli della
pista ormai chiusa e si allenava per tutta
la notte mentre Vittori, incredulo e
stanco, lo seguiva come un’ombra.
Ma l’atletica oltre che uno sport
indubbiamente faticoso, (d’altronde chi
ha voglia di correre avanti e indietro tutti
i giorni per 6 ore?) è anche uno sport
molto tecnico. E’ piuttosto difficile alzare
una gamba fino al petto mentre si corre
ma credetemi, se potessi arrivare ai livelli
di un Mennea o di un Carl Lewis (191cm
per 81 kg), che nel 1991 nella specialità
dei 100 metri fece un tempo davvero
“discreto”, un 9”86…beh sì, direi che
alzare la gamba fino anche alla testa
diverrebbe, almeno per me, una cosa di
tutti i giorni.
L’atletica è qualcosa di più di tutto
questo, qualcosa in cui davvero puoi
mettere del tuo, personalizzare gli
esercizi, correre, far volare via i pensieri,
liberare la mente.
Qualcosa che, almeno per quanto mi
riguarda, avvicina al paradiso.
Marco Turchetta
Igm Times
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