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Indice dei contenuti
Bruciare essenze /
un’azione benefica per l’umanità . . . . . . . . . . p. 5
Come si bruciano le essenze? . . . . . . . . . . . . . . . p. 12
Rituali con le essenze da bruciare . . . . . . . . . . . p.18
Le sostanze profumate più importanti
da bruciare e i loro effetti . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 32
Bruciare essenze per purificare l’atmosfera . . p. 34
Rituale per purificare la casa e il giardino. . . . . p. 35
Rituale di purificazione della vostra aura . . . . p. 37
Incensi protettivi / Rituale di protezione . . . . . p. 49
Incensi per l’amore / Rituale d’amore . . . . . . . . p. 64
Meditazioni e incensi per il rilassamento /
Rituale per le meditazioni . . . . . . . . . . . . . . . . p. 76
Incensi per la concentrazione /
Rituale per rafforzare la concentrazione . . . p. 88
Incensi per potenziare la visione /
Rituale per potenziare la forza della visione . . p. 100
Agnihotra – Un sacrificio del fuoco dai Veda . . . . . . p. 113
Il mondo dei bastoncini di incenso . . . . . . . . . . p. 117
Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 124
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Le sostanze profumate più
importanti da bruciare
e i loro effetti
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na suddivisione delle sostanze profumate può essere sempre soltanto orientativa, ogni sostanza infatti ha molteplici effetti, sia sul piano fisico, che su quello psichico e
spirituale. Tuttavia esistono comunque delle caratteristiche peculiari, che compaiono in modo
più marcato. A ciò si deve aggiungere la sapienza
tradizionale, spesso secolare, derivata dall’uso.
Per poter confrontare le vostre esperienze personali con l’utilizzo tradizionale e le esperienze
correnti, in questo capitolo ho suddiviso alcune
sostanze secondo il loro significato principale.
Le sostanze da bruciare derivano da culture
diverse, che hanno attribuito a ognuna un’importanza a seconda dell’energia che ritenevano
portasse in sé. Mentre gli Indiani d’America lavoravano con la salvia bianca, i Maya utilizzavano sahumerio per gli stessi rituali. Ciò che nella
mistica India sprigionava il sandalo, in Perù lo
troviamo nel palo santo.
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Quindi non dovete necessariamente affrontare spese notevoli per riuscire a iniziare a svolgere
i vostri rituali con gli incensi. Tuttavia è anche
molto piacevole mescolare le sostanze e sperimentare in questo modo; perciò propongo una
ricetta per ogni specialità.
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Bruciare essenze per purificare l’atmosfera
In questo caso non si tratta soltanto di eliminare i cattivi odori, benché le essenze profumate naturalmente possano farlo senza problemi.
Si tratta piuttosto di una purificazione sottile
dalle energie dei pensieri negativi, dalle emozioni incontrollate o anche da spiriti bassi. Se,
ad esempio, in un determinato posto ha avuto
luogo una lite molto accesa, questa si può ancora percepire giorni dopo: c’è “qualcosa nell’aria”;
semplicemente lì non ci si sente bene e si cerca
di andarsene lontano. Spesso un grosso caos, dal
punto di vista energetico, impregna degli spazi
in cui c’è un gran via vai, come gli studi medici, i negozi o gli uffici. Rimane sempre qualcosa
in sospeso nell’atmosfera di tutte le energie che
ognuno porta con sé.
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1. Assafetida
2. Fumaria
3. Eucalipto
4. Neem
5. Olibano
6. Olibano indiano
7. Copale nero
8. Gliceria
9. Salvia bianca
Rituale per purificare la casa e il giardino
Per purificare la casa o altri spazi è opportuno
prestare attenzione per prima cosa a tutte le finestre, che devono essere chiuse. Quindi si riempiono ben bene gli spazi di fumo profumato. Portate un incensiere trasportabile, in modo da poter
andare in ogni angolo e vicino a ogni spigolo del
primo locale e poi via via in tutti gli altri locali.
Spesso negli angoli si nascondono delle energie
persistenti. Il fumo le catturerà tutte. Non appena è terminato il processo di purificazione con
le sostanze profumate, aprite tutte le finestre, in
modo che il fumo fuoriesca. Sarà liberato nell’atmosfera con tutte le energie catturate.
Sostenete il vostro cerimoniale con la forza dei
vostri pensieri. Immaginate come tutte le energie negative siano catturate dal fumo e vengano
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trasformate. In particolare quando il fumo fuoriesce, vi aiuta immaginare che queste energie
ora sono affidate al divino.
Proposta di ricetta
1 parte di olibano
1 parte di sahumerio
un po’ di assafetida
2 parti di ginepro
1 parte di salvia o salvia bianca
un po’ di canfora
1 parte di gliceria
Alcuni anni fa mi sono comprata una vecchia
casa. Naturalmente volevo bruciare delle essenze
per purificarla prima di entrarvi. Spesso, specialmente nelle vecchie case, si raccoglie moltissima
energia caotica. Così entrammo a finestre chiuse
con tamburi, gong (per strappare le energie alla
loro quiete) e naturalmente incenso fumante in
ogni stanza. Era una meravigliosa giornata d’estate, con un cielo sereno, senza una nuvola. Dopo
essere passati per due volte in ogni stanza con i fumi profumati, aprimmo tutte le porte e le finestre
della casa, per lasciare fuoriuscire il fumo.
Improvvisamente scoppiò un violento temporale, il cielo si oscurò, e nella mia bella casa si sentiva36
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no fischi e scricchiolii. Una porta di vetro si frantumò con grande fracasso. Era come se gli spiriti se ne
volassero via alla velocità del vento. Non eravamo
neppure in grado di chiudere bene le finestre.
Un quarto d’ora dopo l’incubo era passato. Il
sole splendeva in tutta la sua bellezza, non si vedeva neppure una nuvoletta in cielo.
Siate pronti quindi ad affrontare qualcosa di
strano quando purificate una casa...
Rituale di purificazione della vostra aura
Quando ci muoviamo nel mondo, si giunge
sempre a uno scambio di energie. I numerosi pensieri e sentimenti che frullano qua e là ovunque
si attaccano anche un po’ a noi, perfino andando
semplicemente a fare la spesa. La cosa avviene in
modo ancora più violento quando incontriamo
delle persone che non hanno un buon rapporto
con noi, che cercano di manipolarci oppure ingaggiano con noi un gioco di intrighi.
In questo caso può essere molto utile, specialmente la sera prima di andare a dormire, liberare la vostra aura di tutte le energie negative che
le sono rimaste attaccate. Così potrete ritornare
nel vostro campo energetico senza provare alcun
senso di estraneità.
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Prima fate una doccia o un bagno. L’acqua libera già da un gran numero di energie che si sono
attaccate alla nostra persona. Indossate poi qualcosa di fresco che è stato lavato, perché spesso anche
nell’abbigliamento risiedono energie intrappolate.
Accendete dunque la sostanza profumata e
mettetevi in piedi direttamente davanti alla sostanza che brucia. In questo modo il fumo salirà
dai piedi alla sommità del capo. Abbiate cura
che il fumo sia sufficiente ad avvolgervi completamente. Il fumo catturerà tutte le energie e le
porterà via. Potete ancora sostenere il processo
con la forza dei vostri pensieri.
Per questo rituale di purificazione prendo per
lo più l’olibano indiano, mescolato con un po’
di fumaria. Anche la salvia bianca è molto adatta
per purificare l’aura. Se lavorate con un mazzo
di foglie di salvia dovreste pregare una persona
accanto a voi di dirigere il fumo verso la vostra aura. Per quanto riguarda l’argomento del
mobbing o degli intrighi, raccomando saumerio
rajneesh insieme ad assafetida e fumaria.
Successivamente è raccomandabile una incensazione protettiva, in modo che le energie non
ritornino subito indietro. La sostanza adatta può
essere aggiunta sulla stessa carbonella.
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Assafetida / Sterco del diavolo / Finocchio
fetido (Ferula asafoetida)
L’assafetida è una specie della famiglia delle
Apiaceae, alta da 1 a 3 m, che si trova prevalentemente in Afghanistan e in Iran. Per raggiungere
la resina si tagliano tutte le parti verdi, dalla potente radice del tronco fuoriesce quindi la resina
liquida. Essa viene fatta seccare al sole, così da
diventare solida.
L’assafetida è una vera panacea. Gli sciamani tibetani la usano per scacciare i demoni delle malattie. I tibetani la impiegano per guarire le malattie
mentali e per scacciare gli spiriti. Anche i cattolici
usano l’assafetida. Funziona come rimedio per cacciare streghe, demoni, maledizioni e per esorcizzare
il diavolo. A questo forse deve il suo nome dalla
tradizione popolare: sterco del diavolo. Il suo odore
è penetrante e molto simile all’aglio. Si raccomanda di conservare l’assafetida sempre separatamente
e in un contenitore ben chiuso, altrimenti penetra
tutto con il suo odore pungente.
L’assafetida è una delle resine più importanti nella medicina ayurvedica. Aiuta a guarire gli
stati di choc e ad alleviare le crisi di panico; è
un potente neurotonico. Nella cucina ayurvedica
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non può mancare. Risolve i gonfiori e aiuta nei
casi di stipsi perché stimola “agni”, il fuoco della digestione. L’assafetida rende i cibi facilmente
digeribili, quindi è aggiunta alle pietanze a base
di lenticchie e fagioli. Quando si cuoce insieme
ad altri cibi perde il suo odore penetrante e ha
perfino un buon gusto, come nel caso dei piatti
conditi con l’aglio.
Copale nero / Saumerio (Bursera ssp.)
Il copale nero è una delle resine più importanti in Messico e in Sud America. Si ottiene da
un arbusto balsamico tropicale che è molto diffuso, soprattutto in Messico. Il saumerio in Sud
America occupa un posto altrettanto importante
dell’olibano nell’antica Arabia.
Il copale nero ha qualcosa di molto misterioso.
Irradia un’aura di timore reverenziale e nello stesso tempo di devozione. Già nel suo aspetto ha un
che di misterioso. Quando si brucia sviluppa un
profumo gradevole, profondo, balsamico.
Ha il potere di liberare l’atmosfera da tutte le
oscurità. Scaccia i demoni, che sembrano inchinarsi rispettosi al suo volere. Gli esseri luminosi
si rallegrano della sua energia buona e si sentono
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attratti magicamente dal luogo purificato. Il saumerio scaccia anche le ombre oscure dei pensieri
negativi e aiuta negli stati depressivi.
I Maya bruciavano sempre il copale nero prima dei loro rituali sacri e delle loro feste religiose. Questo purificava il luogo del rituale e lo
arricchiva di esseri pieni di luce.
Eucalipto (Eucalyptus globulus)
L’albero di eucalipto, alto fino a 40 m, appartiene alla famiglia delle Mirtaceae ed è originario
dell’Australia: ancora oggi è la fonte di alimentazione principale dei koala. Intanto è coltivato anche in
molte regioni dell’emisfero australe.
Grazie alle sue qualità antipiretiche è denominato anche “albero della febbre”. In Europa
conosciamo l’eucalipto prevalentemente come
medicinale per le malattie influenzali, perché ha
un’azione mucolitica e germicida.
Facendo bruciare le foglie essiccate, si sprigiona un profumo fresco, di menta, e un po’ erboso.
L’eucalipto è straordinario per purificare e disinfettare l’aria degli ambienti chiusi. Libera la nostra testa da ogni peso e ci riporta alla leggerezza
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dell’Essere. Aiuta a eliminare letargia e apatia e ci
riempie di nuova energia e impulso all’azione.
Insieme al mastice aumenta la sua azione purificatrice e liberatrice. Provatelo.
Fumaria (Fumaria officinalis)
La fumaria è un’erba usata anticamente dai
Celti e dai Germani come incenso. Alle nostre
latitudini si può coltivare facilmente da sé. Gli
antichi druidi le ascrivevano proprietà magiche
straordinarie e la usavano per le loro pozioni.
La fumaria era bruciata per annullare le formule magiche e per rendere inoffensive le magie delle
streghe. Tuttavia era utilizzata anche da maghi e
streghe: con la fumaria preparavano delle misture
magiche da bruciare e producevano degli elisir.
Nel medioevo la fumaria si bruciava per scacciare il diavolo e rispedire nei loro regni altri
spiriti bassi. Quindi non dovrebbe mai mancare
quando sono in gioco energie davvero potenti. È
stata anche denominata “erba degli elfi”, perché
nei tempi antichi spesso era utilizzata per contattare mondi diversi. La fumaria ha un profumo
molto fumoso, un po’ pungente. Bruciandola per
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purificare può essere combinata molto bene con
un po’ di olibano e di canfora.
Gliceria (Hierochloe odorata)
La gliceria appartiene alle erbe dolci e raggiunge un’altezza di circa 70-80 cm. Cresce nelle praterie del Nord America e in Canada. Il suo profumo è delicato, dolciastro e ricorda la vaniglia.
La gliceria irradia una luce sottile, un calore che
riscalda il cuore. Gli Indiani d’America la intrecciavano in trecce, che poi erano fatte essiccare.
Quando si voleva bruciare, la treccia era accesa
all’estremità inferiore e poi sciolta, così bruciava
lentamente.
Nelle “capanne sudatorie” la gliceria era la sostanza più usata. Gli spiriti buoni ne amano il
profumo delicato. Tutti i rituali di purificazione
degli indiani comprendono quest’erba. Se si vuole seguire il loro esempio bisognerebbe dapprima bruciare della salvia del deserto o della salvia
bianca, e soltanto successivamente usare la gliceria. Uno sciamano lakota descrisse lo spirito della
gliceria e della salvia con queste parole:
«Di salvia si ammalano gli spiriti maligni.
Volano via quando la si brucia. Gli spiriti buo43
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ni non ne risentono. […] Da tutti gli spiriti
è percepita come un profumo gradevole. Agli
spiriti buoni piace, così come ai cattivi […]. Il
fumo della gliceria è benvenuto per gli spiriti
buoni […]. Sono ben disposti nei confronti di
colui che gliela offre. Ascolteranno ciò che gli
dirà. Ma anche gli spiriti cattivi verranno per
godere di questa offerta. Perciò bisogna bruciare la salvia in modo che essi si ammalino. In seguito si usa la gliceria per richiamare gli spiriti
buoni». [tratto da: Savinelli, Piante di potere,
Punto d’Incontro, 2001, N.d.T.]
Neem (Melia azadirachta)
Il neem è un albero che cresce rapidamente
e che può raggiungere un’altezza fino ai 15 m.
Cresce selvatico sull’altipiano del Dekkan (India
centrale), ma ormai è coltivato in tutta l’India
per le sue proprietà molto efficaci.
Le sue foglie hanno un forte potere antisettico
e purificante. Non si può prescindere dall’albero
di neem nella medicina ayurvedica. Le sue parti
sono necessarie per disinfettare e curare le ferite,
per le malattie influenzali e il mal di stomaco. I
semi contengono una gran quantità di olio essenziale, noto come olio di neem.
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Le foglie di neem bruciate purificano l’atmosfera da energie pesanti, oscure. A causa della
loro azione antisettica sono un rimedio meraviglioso per purificare gli ambienti dopo una
malattia oppure anche contro l’infestazione di
insetti nocivi.
Olibano o franchincenso
(Boswellia carterii)
L’olibano è la resina dell’albero dell’incenso,
che proviene soprattutto dall’Arabia, dalla Somalia e dalla regione del Mar Rosso. Si tratta della
venerata resina dorata dell’antichità. Essa viene
ottenuta incidendo gli alberi e raccogliendo la resina che ne fuoriesce copiosa. Quando parliamo
di “incenso”, intendiamo la resina di olibano: già
allora era trasportato sulle vie dell’incenso ed era
un bene incredibilmente prezioso, usato sia per i
suoi poteri divinatori che per la sua azione di purificazione. Irradiando la sua luce, libera l’atmosfera dalle energie oscure e attira gli spiriti buoni.
L’olibano è usato come incenso nelle chiese e
nei templi, per aprire i sensi ai mondi delle energie sottili. In un’atmosfera purificata è molto più
facile avere pensieri elevati e aprire le porte verso
mondi diversi. Gli antichi Romani bruciavano
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l’olibano anche per mitigare in parte l’incredibile
puzzo e per arginare la diffusione delle epidemie.
I tre saggi provenienti dall’Oriente, i Re Magi,
portarono in dono a Gesù appena nato mirra, incenso (olibano) e oro, una prova del fatto che l’olibano era prezioso come l’oro. Si assume anche
direttamente come rimedio curativo grazie alla
sua caratteristica di anticoagulante.
Olibano indiano (Boswellia serrata)
La Boswellia serrata cresce principalmente nella regione del Punjab (Nord ovest dell’India) e
in alcune località in mezzo all’Himalaya. Diversamente dall’incenso arabico è marroncino e ha
una consistenza un po’ collosa.
Nelle antiche scritture dei Veda si trovano delle
indicazioni sul fatto che la Boswellia serrata fosse
usata per scacciare gli spiriti più bassi. La resina a
quei tempi era considerata talmente preziosa da
essere impiegata soltanto a scopi religiosi e curativi. Ancora oggi i vecchi yogi bruciano la resina
di Boswellia per purificare l’aura e i chakra dei
loro allievi. Aumenta la capacità di percezione e
amplifica la consapevolezza, quindi ha il potere di
rendere le dimensioni più permeabili.
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La Boswellia serrata è un antico rimedio della
medicina ayurvedica. Ha un’azione disinfettante, purificante, antinfiammatoria e antipiretica, ma
anche calmante e antidolorifica.
Salvia bianca (Salvia apiana)
Non dovrebbe mai mancare la salvia bianca per
purificare le case. La raccomando in particolare
quando ci si trasferisce in un’abitazione nuova.
Aiuta a dissolvere le energie degli inquilini precedenti: benché queste non debbano essere state
necessariamente negative, non ci appartengono,
sono attaccate ai muri e cercano di farsi notare.
La salvia bianca è un potente strumento di
purificazione. Era onorata dagli indiani come
erba sacra. Quando la si bruciava, erano sempre
presenti una profonda gratitudine e uno spirito
di preghiera. Scaccia le energie negative, i demoni delle malattie e le creature astrali inferiori.
Nello spazio in cui si diffonde il fumo si crea un
anello protettivo. Ha, però, anche il potere di illuminare la consapevolezza e di liberarla da tutti
gli attaccamenti possibili.
Cresce principalmente nell’assolata California
in piccoli arbusti. Dopo la raccolta è essiccata e
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infine legata con uno spago in fasci. Utilizzarla è
molto semplice: si accende il fascio di salvia all’estremità superiore e si spegne la fiamma, lasciando che si sprigioni il fumo. Poi si può andare in
tutte le camere, sventagliando il fascio di erbe in
modo che il fumo raggiunga ogni angolo.
Serve anche per purificare l’aura. Per fare ciò
occorre girare tutt’intorno alla persona e distribuire il fumo del fascio di erbe a forma di
otto nell’aura. Gli indiani dell’antichità hanno
scacciato ogni sorta di possessione diabolica con
questa tecnica.
«Esistono profumi freschi
come guance di bimbi,
dolci come oboi, verdi come giovani fronde.
Profumi corrotti, intensi,
che si mettono in mostra,
come l’incenso, l’ambra, che a noi in atomi
portano il respiro dell’infinito
e cantano alla nostra anima
le delizie più sublimi».
(Charles Baudelaire)
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