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ordine cronologico dei vescovi della diocesi di fano

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ordine cronologico dei vescovi della diocesi di fano
ORDINE CRONOLOGICO
DEI VESCOVI DELLA DIOCESI DI FANO
Tolomeo
È detto discepolo di San Pietro e martire (74 d.C.). Secondo il
Cappelletti e l’Ughelli sembra che egli sia stato Vescovo anche
in altre città (forse in Toscana).
Eusebio
L’esistenza di questo Vescovo è più frutto di leggenda che di
verità storica.
Anonimo
Circa il 259 c - Il beato Giovanni di Nonantola, nella vita di San
Paterniano, scritta nel secolo XII, conservata nell’Archivio
capitolare di Fano, accenna ad un Vescovo predecessore del
detto Santo, senza farne il nome.
Paterniano (santo)
314-356 (?) - Si ritiene, come si è detto, che sia nato a Fano alla
fine del III secolo, non si sa in quale età divenne cristiano. Fu il
superiore dei monaci penitenti nell’Eremo nel luogo detto
“Fanestre Egitto”, un luogo solitario, presso la riva del fiume
Metauro, monaci che si dettero alla preghiera e ad una vita
ascetica austera. Durante la persecuzione (303) di Diocleziano
(284-305) alcuni cristiani subirono il martirio; i corpi di sei di
loro sarebbero stati trasportati a Fossombrone e qui conservati
e venerati. San Paterniano avrebbe convertito molti infedeli ed
eretto chiese. Dopo l’editto di Costantino (313), sotto Papa
Silvestro I (314-335), per desiderio unanime dei presbiteri e del
popolo, il santo eremita sarebbe stato eletto Vescovo della città
di Fano. Nonostante la sua riluttanza, Paterniano avrebbe
accettato la volontà della Chiesa di Fano e lasciato il suo eremitaggio per andare a risiedere nella periferia della Città. Dopo
aver vissuto una vita austera e santa, presentendo prossima la
sua fine, “esortati i presbiteri e il popolo ad amare sempre più
Dio e i fratelli, assorto nella preghiera, rese a Dio il suo spirito”.
Il suo corpo fu sepolto fuori delle mura della Città, lungo la Via
Flaminia, nel luogo detto “Vico delle Tane”, in seguito chiamato con il nome di San Paterniano.
Il 10 luglio 1551 le reliquie del Santo furono trasportate in Città
nella nuova basilica a lui dedicata. San Paterniano sarebbe stato
Vescovo di Fano per più di quaranta anni.
Anonimo
362 c - Risulta in tale data occupata la Sede vescovile, ma si
ignora il nome del titolare, come quelli di altri predecessori di
San Vitale.
Vitale (santo)
499-501 Eletto Vescovo sotto Papa San Simmaco (498-514),
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risulta presente a Roma al Sinodo indetto dallo stesso Papa nel
499, contro l’antipapa arcidiacono Lorenzo (498. 501-505).
Pone la sua firma nelle decisioni del sinodo sottoscrivendosi
“Vitalis Episcopus Fanestriensis” o secondo un altro codice,
“Vitalis Episcopus Ecclesiae Fanensis subscripsi”.
Eusebio (santo)
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502-541- Eletto Vescovo sotto Papa S. Simmaco (498 - 514),
successe a S. Vitale verso la fine del 501 e l’inizio del 502. Fu
uno dei 125 vescovi intervenuti al Concilio Palmare a Roma,
convocato dal re Teodorico (454c-526), nel 502, dopo che il
partito contrario a Papa Simmaco aveva provocato tumulti, nel
corso del quale Concilio 76 vescovi, tra cui S. Esusebio, respinsero le accuse contro il Pontefice e scomunicarono l’antipapa
Lorenzo, emanando la fondamentale sentenza che “Summa
Sedes a nemine judicatur” (La Suprema Sede non è giudicata
da nessuno). Gli scismatici si opposero alle conclusioni di questo Concilio Palmare, cioè alla conclusione di riconoscere come
legittimo successore di S. Pietro Papa Simmaco, non Lorenzo.
Per risposta Papa S. Simmaco tenne un altro Concilio ove intervennero 208 vescovi tra cui S. Eusebio, che sottoscrisse gli atti
firmandosi, al n 19, “Eusebius Episcopus Fanestrensis”. S.
Eusebio fu presente anche nei sinodi romani indetti nel 503 e
nel 504. Si dice, - ma non ci sono documenti veramente provanti -, che restaurasse chiese tra cui quella di S. Salvatore e
quella di San Pietro in Episcopio, ove fissò la sua sede e presso
di cui eresse una canonica o collegio di chierici viventi insieme
(da cui ebbe origine il Capitolo della Cattedrale). Teodorico, re
degli Ostrogoti (454c-526), con sede a Ravenna, costrinse nel
524 Papa Giovanni I (523-526) ad andare, con una legazione di
quattro vescovi tra cui S. Eusebio ed alcuni nobili, a
Costantinopoli dall’imperatore Giustino I (n.450 - m.527) a
chiedere a quel pio imperatore di far ritornare alla loro setta i
convertiti ariani e a restituire loro le Chiese tolte. L’imperatore
Giustino I non esaudì questa richiesta di re Teodorico.
Ritornata a Ravenna la legazione con esito negativo, Teodorico,
insoddisfatto ed irritato, fece rinchiudere in carcere Papa
Giovanni I e, forse, i quattro vescovi, membri della legazione.
Papa Giovanni I morì nel 526 di stenti e di dolori. S. Eusebio e
gli altri Vescovi furono liberati e restituiti alle loro sedi o dallo
stesso Teodorico o dal suo successore, Teodato (m.536).
S. Eusebio sarebbe morto il 18 Aprile 541, consumato dagli
anni e dai dolori e dispiaceri dopo aver visto la distruzione di
Fano nell’anno 539 per opera di Vitige, re degli Ostrogoti (536540).
S. Eusebio è invocato come secondo protettore della città di
Fano.
Non si conoscono i nominativi degli immediati successori del
Vescovo Eusebio.
Leone I
589-595 (?) - Si ritiene eletto Vescovo tra il 589 e il 590 sotto
Papa Pelagio II (579-590) o San Gregorio Magno (590-604). Al
Vescovo Leone il Papa Gregorio Magno, per mezzo di una lettera, raccomanda la mitezza verso il prete Giovanni pentito e
rientrato dallo scisma alla fedeltà alla Chiesa.
Fortunato (santo)
596-620 (?) - Eletto Vescovo sotto Papa Gregorio Magno (590604), svolse il suo ministero pastorale teso a liberare il suo gregge da superstizioni ed eresie, che facilmente si diffondevano per
le continue invasioni di soldati stranieri. Grande attenzione
ebbe verso gli infermi e i poveri. In modo particolare il Vescovo
Fortunato si adoperò con grande impegno e sacrificio per redimere persone, forse anche fanesi, cadute in potere dei
Longobardi nella seconda loro irruzione (del 595), quando presero ai Greci l’Esarcato, tranne Ravenna, e tenute in cattività.
Per poterle liberare dalla schiavitù adoperò ogni mezzo ed ogni
risorsa, anche l’alienazione di vasi e suppellettili sacre della
Cattedrale, dopo aver chiesto ed ottenuto l’autorizzazione da
Papa S. Gregorio Magno. Eresse chiese e monasteri per religiose.
S. Fortunato è invocato come terzo protettore della città di
Fano.
Orso (santo)
625-639 - Sarebbe stato eletto Vescovo sotto Papa Onorio I
(625-638). Orso era già famoso in Città per le sue virtù e penitenze, benché vivesse in un eremo. La leggenda di S. Orso, nato
a Fano, (ricordata nella Storia di Fano dell’Amiani e nell’opera
“Le Chiese d’Italia” del Cappelletti), racconta che un contadino, lavorando con i buoi nel giorno dedicato alla festa di S.
Orso (15 maggio), fu rimproverato da un amico e rispondendo
a questo dicesse: “Se egli è un orso, io sono un cane!”.
All’improvviso si aprì il terreno e nella fossa precipitarono il
contadino e i buoi. L’Amiani assicura che la voragine si vedeva
ancora ai tempi suoi ed era detta la Fossa di S. Orso. La denominazione esiste anche oggi per una zona di terreno vicino a
Fano.
S. Orso è invocato come quarto protettore della città di Fano.
Scolastico o Pietro
649-653 - Secondo l’Ughelli (nella sua opera intitolata “Italia
Sacra”) era già Vescovo di Fano nel 647 e presente al Concilio
Lateranense, indetto da Papa Teodoro I (642-649), invece
secondo l’Amiani e il Cappelletti fu eletto Vescovo sotto Papa
Martino I (649-655) e presente al Concilio Lateranense del 649,
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ove si sottoscrisse “Scholasticus Episcopus Sanctae Fanensis
Ecclesiae”.
Domenico
654-681 (?) - Nativo di Fano, sarebbe stato eletto Vescovo sotto
Papa Martino I (649-655). Lo si trova a Roma durante il Sinodo
Romano indetto da Papa Agatone (678-681) nel 680 contro i
Monoteliti (sostenitori di una sola volontà in Gesù Cristo, quella divina). Fu uomo di santa vita e dedito all’istruzione religiosa del suo popolo.
S’ignorano i nominativi dei titolari della Sede vescovile per
quasi un quarantennio.
Pietro I
718-743 (?) - E’ menzionato nel Codice Nonantolano e riportato dal Cappelletti. Ma non sono certe le date di elezione e di
morte.
Amato
743-748 - Eletto Vescovo sotto Papa S. Zaccaria (741-752). Fu
presente al Concilio o sinodo romano indetto da Papa Zaccaria
e ne sottoscrisse gli atti. Si presentò a Pesaro, supplice, a Rachis
(744-749), re dei Longobardi, per chiedere la grazia di risparmiare dal saccheggio la sua città di Fano e l’ottenne.
Mauro
749-769 (?) - Eletto Vescovo sotto Papa Zaccaria (741-752), fu
presente a Roma al Concilio indetto da Papa Stefano II (752757). Non si hanno altre notizie di questo Vescovo.
Sconfitto per la seconda volta Astolfo, re dei Longobardi, (749756) nel 754 da Pipino, il Breve, re dei Franchi (714-768), il
Pontefice Stefano II (III) (752-757) riebbe l’Esarcato,
Comacchio e la Pentapoli, tra cui Fano, terre che erano state
tolte dai re longobardi.
Non si conoscono i nominativi dei titolari della Sede vescovile
per oltre un cinquantennio.
Ariperto o Agriperto 826-851 - Eletto Vescovo sotto Papa Eugenio II (824-827) fu
presente ad un concilio romano, indetto da questo Papa. Ornò
la Cattedrale, ampliò la Canonica e consacrò varie chiese, tra
cui quella di S. Maria a Mare, detta di S. Maria de Arzilla dal
vicino fiume. Durante il suo episcopato passò a Fano Papa
Gregorio IV (827-844) di ritorno dalla Francia.
Giovanni I
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851-877 - Sacerdote della Canonica Fanese, dotto e amato dai
poveri, fu eletto Vescovo sotto Papa S. Leone IV (847-855). Fu
presente a Roma ai Concili indetti da Papa Leone IV e dai Papi
Niccolò I (858-867), Adriano II (867-872) e Giovanni VIII
(872-882). Sotto di lui dimorarono in Fano il Papa Giovanni
VIII e l’imperatore Ludovico II (825-875). In questo tempo il
Papa sottoscrisse la bolla con i privilegi all’Abbazia di S.
Martino, cioè di S. Paterniano, bolla indirizzata all’abate
Lofredo.
Marco
877-887 - Eletto Vescovo sotto Papa Giovanni VIII (872-882),
fu presente ad un Concilio indetto a Ravenna da Papa Giovanni
VIII nell’anno 877. Non si hanno altre notizie di questo
Vescovo.
Romano
887-898 (?) - Eletto Vescovo sotto Papa Stefano V (VI) (885891), divenuto consigliere di Carlo il Grosso (839-888), fu a
Fermo nell’887 con il re Carlo e sottoscrisse un atto di donazione di beni del Vescovo Eodisio o Teodicio (879) di Fermo
all’Eremo di S. Croce sul Chienti. Sottoscrisse pure le decisioni
di un concilio o sinodo, tenuto a Ravenna e indetto nell’anno
898 da Papa Giovanni IX (898-900). A Fano il Vescovo
Romano consacrò una Chiesa presso Porta Maggiore, distrutta
poi nel 1524.
Non si conoscono i nominativi dei titolari della Sede vescovile
per oltre sessanta anni.
Riccardo o Riscelardo 963-983 - Eletto Vescovo sotto Papa Giovanni XII (955 – 964),
si ritiene, ma non è certo, che fosse presente a Roma ad un
Concilio o sinodo tenuto nella Basilica di S. Pietro indetto da
Ottone I (912 – 973), imperatore e re di Germania, per la deposizione di Papa Giovanni XII e l’elezione di Papa Leone VIII
(963-965). Fu presente al Concilio di Ravenna, indetto da Papa
Giovanni XIII (965-972) nell’anno 967.
Gerardo
983-1010 (?) - E’ ricordato come Vescovo di Fano dal
Cappelletti e prima di lui dal Fantuzzi (nei Documenti
Ravennati, Tomo I, pag.212). Non sono certi l’anno dell’elezione e quello della morte.
Rinaldo o Rainaldo I 1010c - (?) Si dice eletto Vescovo nella Canonica fanese da tutto
il clero sotto Papa Sergio IV (1009-1012). Non si hanno altre
notizie di questo Vescovo.
Per questo periodo si hanno incertezze tra gli storici circa la
successione dei vescovi nella sede di Fano.
Alberto
1027-1036 - Eletto Vescovo sotto Papa Giovanni XIX (102435
1032), fu un Vescovo simoniaco. Di lui non si conoscono né l’origine né la patria né la famiglia. Contro di lui scrisse e si schierò
S. Pier Damiani (1007-1072) che lo chiamò “Fanensem latronem” e chiese ai pontefici che lo deponessero. Sembra che sia
stato deposto da Papa Benedetto IX (1032-1044). Secondo
un’altra fonte sembra che sia stato cacciato dalla sede a viva
forza dal popolo e che si sia rifugiato in Ancona.
Ugo o Ugone
1036-1048 - Eletto Vescovo sotto Papa Benedetto IX (10321044). Non è certo se resse la Diocesi come Vescovo o come
amministratore o vicario apostolico, anche per le varie contestazioni del deposto predecessore. Fu firmatario di un atto di
riconciliazione tra il Vescovo di Perugia e i monaci di S. Pietro
in Vincioli in Perugia.
Arduino
1048-1085 - Eletto Vescovo sotto Papa Damaso II (1048-1048)
intervenne a Roma al Concilio indetto da Papa S. Leone IX
(1049-1054) nel 1050 e a quelli di Papa Niccolò II (1059-1061)
nel 1059 contro i chierici simoniaci e incontinenti e di Papa
Alessandro II (1061-1073) nel 1062. La presenza del Vescovo
Arduino al concilio o sinodo di Papa Alessandro II (1061-1073)
è ricordata in una bolla in favore di Benedetto, Vescovo di
Fossombrone, contro Guglielmo, Vescovo di Senigallia, sulla
pertinenza di Massa S. Giovanni in Sorbetulo, per la definizione dei confini delle due Diocesi. Arduino è degno di essere
ricordato per aver richiamato e voluto la vita comune dei chierici nella sua canonica e a questo fine fece larghe donazioni di
beni. Fu molto elogiato da S. Pier Damiani, che scrisse la famosa lettera “ Ad Clericos Fanenses”. Secondo l’Amiani morì nel
1090.
Pietro II
1090-1135 - Eletto Vescovo dal clero della Canonica e consacrato in Roma da Papa Urbano II (1088-1099), fu presente al
rinvenimento dei corpi dei santi Fortunato, Orso ed Eusebio
nel 1113. Distrutta da un incendio la Cattedrale nella notte di
Natale del 1124, ne iniziò la ricostruzione. Fu poi consacrata
dal suo successore ed arricchita di preziose reliquie portate
dalla Terra Santa da Ugolino e Baldovino del Cassero e dal loro
padre Ugone. Il Vescovo Pietro morì nel novembre 1135.
Rinaldo o Rainaldo II 1136-1165 - Eletto Vescovo sotto Papa Innocenzo II (11301143) sembra che fosse cittadino fanese. Ebbe l’onore di consacrare la Cattedrale ricostruita, dedicandola, secondo una
fonte non del tutto attendibile, a Maria Assunta. Nel 1142 una
grave pestilenza funestò la Città e il Vescovo Rinaldo aprì un
ospedale presso la Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano. Nel
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1159 consacrò la Chiesa di S. Pietro “Foris Portam” da lui edificata o, secondo altra fonte storica, dal Vescovo Arduino. Morì
forse nel 1165.
Carbo o Carbone
1165-1177 - Cittadino fanese, già monaco cassinese e abate del
Monastero di S. Paterniano, eletto Vescovo sotto Papa
Alessandro III (1159-1181), fu pastore zelante e assai benefico.
Confermò le donazioni del Vescovo Arduino, ampliandole, ai
Canonici. Fu presente al Concilio a Venezia nel 1177, indetto
da Papa Alessandro III (1159-1181).
Monaldo
1178-1214 - Cittadino e canonico fanese, eletto Vescovo sotto
Papa Alessandro III (1159-1181), fu uomo dotto, prudente e
caritatevole, secondo l’Amiani, ma, in verità altero e litigioso
d’indole. Fu tra i firmatari al Concilio Lateranense, indetto nel
1179 da Papa Alessandro III. Nel 1198 fu presente alla consacrazione della Chiesa di S. Croce di Fonte Avellana e nel 1208
a quella della Cattedrale di Jesi. Fu nelle grazie dell’Imperatore
Enrico VI, re di Puglia e Sicilia (1165-1197). Non fu sempre in
armonia con Papa Innocenzo III (1198-1216). Ebbe forti contrasti con l’abate di S. Stefano in Palude, con difficoltà risolti
per intervento diretto di Papa Innocenzo III.
Riccardo
1214-1223 - Già vicario camaldolese dell’eremo di Arezzo, eletto Vescovo sotto Papa Innocenzo III (1198-1216), ottenne dal
Marchese Aldobrandino I d’Este (1212-1215) molti beni e privilegi per la Città in data 16 marzo 1214, insieme ad immunità.
Fece cospicue donazioni al suo clero. Ebbe forti contrasti con
Alberghetto, podestà di Fano, che assediò il palazzo vescovile e
proibì di portare viveri al Vescovo, chiuso nel suo palazzo. Papa
Onorio III (1216-1227) scomunicò la Città. In questo periodo ci
furono contrasti tra i cittadini di Fano e quelli di Fossombrone:
la città di Fossombrone fu saccheggiata. Il Vescovo Riccardo
ebbe un grave contrasto anche con l’abate di S. Paterniano: un
legato pontificio mise pace. E’ tradizione che S. Francesco nel
1215 sia venuto a Fano ed abbia aperto un convento.
Alberto II
1223-1240 - Fu eletto Vescovo della Diocesi di Fano sotto Papa
Onorio III (1216-1227). Non si hanno altre notizie di questo
Vescovo.
Gregorio
1240-1245 (?) - Nativo di Faenza, domenicano, eletto Vescovo
sotto Papa Gregorio IX (1227-1241), forse fondatore del convento di S. Domenico in Città. Ebbe fama di uomo molto dotto
e di grande santità. Intervenne al concilio di Lione indetto da
Papa Innocenzo IV (1243-1254). Morì nel 1245.
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Adiuto
1245-1265 - Da canonico della Cattedrale fu nominato Vescovo
della Diocesi e consacrato dal Vescovo di Senigallia per mandato di Papa Innocenzo IV (1243-1254), residente allora a
Lione, città dove non poteva recarsi Adiuto per la sua povertà.
Tre anni dopo è nominato, dal pontefice, Rettore della Marca.
Uomo di grande prudenza e forte coraggio, ebbe anche altri
importanti incarichi dalla S. Sede Apostolica: nel 1254 giudice
a favore dei Canonici di Gubbio e, sotto Alessandro IV (12541261), delegato apostolico a Rimini per risolvere una vertenza
tra il Comune e il suo podestà. Durante l’episcopato del
Vescovo Adiuto ci furono due visite importanti nella città di
Fano: la prima, il soggiorno in città di Papa Innocenzo IV che
consacrò, in quella occasione, la Chiesa di S. Paterniano; la
seconda, la presenza di San Bonaventura, generale dei
Francescani, che iniziò la costruzione della Chiesa di S.
Francesco.
Il Vescovo Adiuto cercò di pacificare le due fazioni in lotta tra
loro: i Guelfi, capitanati dalla famiglia Del Cassero, e i
Ghibellini, capitanati dalla famiglia Da Carignano, senza ottenere un felice risultato. Morì nei primi mesi dell’anno 1265.
Morando
1265-1276 - Nativo di Signa, monaco domenicano, eletto
Vescovo di Cagli nel 1259 sotto Papa Alessandro IV (12541261) e da questa Sede trasferito a quella di Fano da Papa
Clemente IV (1265-1268) nel 1265, fu personaggio illustre per
dottrina e santità. Si impegnò a dirimere contese giuridiche
sorte tra i vari monasteri della Città. Morì nel 1276.
Fedemondo o
Fedismondo
1276-1283 - Nativo di Fano, da canonico della Cattedrale eletto Vescovo della Diocesi, fu confermato da Papa Niccolò III
(1277-1280) nel 1278. Dovette risolvere questioni pastorali
sorte tra i parroci della Città e i francescani riguardo al mini
stero della predicazione e al sacramento della penitenza: fu
necessario l’intervento di Papa Martino IV (1281-1285) per diri
mere la questione. Morì nel 1283.
Borromeo o Romano 1283-1288 - Nativo di Fano, da proposto del Capitolo elevato
alla dignità vescovile, poverissimo, non poté recarsi a Perugia
per la consacrazione da parte del Papa Martino IV (1281-1285).
Fu consacrato nel gennaio 1284 dal Cardinale Ordeone,
Vescovo di Frascati, il quale si trovava in zona. Degni di memoria sono due atti di questo Vescovo: il primo, la consacrazione
della Chiesa di S. Vittoria delle Fratte o Fratterosa dei Padri
Minori Francescani dell’Osservanza; il secondo, l’approvazione
della confraternita di uomini e donne, eretta dai Padri
Eremitani nella Chiesa di S. Lucia. Morì a Fano nel 1288.
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Francesco I
1289-1295 - Abate di S. Lorenzo in Campo, eletto Vescovo
sotto Papa Niccolò IV (1288-1292), riuscì a pacificare le due
fazioni in lite da tempo tra loro, quella guelfa con a capo la
famiglia Del Cassero, e quella ghibellina con a capo la famiglia
Da Carignano. Nel 1295 fu trasferito alla Diocesi di Senigallia.
Berardo
1295-1305 - Benedettino cassinese, da vescovo d’Aquino, eletto e non consacrato, fu trasferito alla Diocesi di Fano, sotto Papa
Celestino V (1294-1294), ma confermato nella nuova Diocesi e
consacrato da Papa Bonifacio VIII (1294-1303), il 7 settembre
1296. Non si hanno documenti particolari sulla sua attività pastorale, tranne qualche contrasto con i Frati Minori Francescani circa
l’applicazione, in Diocesi, di un privilegio concesso loro da Papa
Alessandro IV (1254-1261). Morì a Fano nel 1305.
Giacomo I
1305-1312 - Canonico della Cattedrale, eletto Vescovo sotto
Papa Clemente V (1305-1314), fu consacrato da Federico,
Vescovo di Rimini, non potendo egli per la sua povertà recarsi
a Lione da Papa Clemente V. Morì a Fano nel 1312.
Giacomo II
1312-1339 - Nativo di Fano da canonico della Cattedrale, fu
eletto Vescovo sotto Papa Clemente V (1305-1314), sedente ad
Avignone, e consacrato a Roma da Martino, Arcivescovo di
Braga (Portogallo) insieme al vescovo Pietro di Cagli nel 1327.
Per aver parteggiato per i Conti di Montefeltro, insieme con il
Vescovo di Cagli, Pietro (1319-1327), nel 1322 fu dal Papa
Giovanni XXII (1316-1334) sospeso, ma poi, giustificatosi e
pentito, fu riabilitato e rimesso in Sede. Nel 1336 con altri
Vescovi consacrò la Chiesa di S. Francesco dei Padri Minori nel
1335. Morì nel 1339.
Pietro III
1340-1356 - Nativo di Pesaro da canonico della Cattedrale, fu
eletto dal Capitolo e solo nel 1342 approvato da Papa Clemente
VI (1342-1352) dalla sua sede d’Avignone. Uno dei suoi primi
atti fu la solenne pubblicazione della scomunica rinnovata da
Papa Clemente VI contro Ludovico il Bavaro, il 17 giugno
1343. Eresse la chiesa di Cerasa, dedicata a S. Lorenzo, nel
1346, quella di S. Rocco in Città nel 1348, abbattuta nel 1841
per la costruzione del nuovo teatro e quella di Scotaneto.
Luca Mannelli
1358-1362 - Fiorentino, domenicano, di grande santità e dottrina, di sommo ingegno e meravigliosa memoria, famoso predicatore e dotto scrittore, fu alla Corte Pontificia in Avignone
chiamato da Papa Clemente VI (1342-1352). Fu dallo stesso
Papa, nel 1345, nominato Vescovo titolare di Tricone in
Macedonia e nel 1348 nominato alla sede di Osimo, Diocesi in
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cui non andò mai, perché rimase sempre alla Corte Pontificia
d’Avignone. Da Papa Innocenzo VI (1352-1362) nel 1358 fu
trasferito alla Sede di Fano. Lasciò la Diocesi di Fano e si trasferì a Firenze ove morì nel 1363. Fu sepolto nella chiesa di s.
Maria Novella.
Leone II
1362-1388 - Francescano, detto anche “ Leoncino” sia per la piccolezza di statura e sia per la profonda umiltà e santità, eletto
Vescovo sotto Papa Urbano V (1362-1370) resse la Diocesi per
oltre venticinque anni. Eresse e magnificamente ornò la Cappella
del SS. Sacramento (oggi della Madonna Pellegrina) nel 1378 ed
arricchì la Cattedrale di preziose suppellettili nel 1388.
Pietro IV
1389-1394 – Nativo di Fano, agostiniano, consacrato Vescovo
nel 1377 della Diocesi di Città Nuova dell’Istria sotto Papa
Gregorio XI (1371-1378), trasferito nel 1380 sotto Papa
Urbano VI (1378-1389) alla Diocesi di Massa e poi a quella di
Fano nel 1389 sotto il medesimo Pontefice. Fu eccellente teologo e ottimo pastore.
Giovanni II
1394-1407 - Domenicano, eletto Vescovo sotto Papa Bonifacio
IX (1389-1404) fu pastore zelante e vigile padre della santità del
suo clero. Morì nell’anno 1407.
Antonio I David
1407-1417 (?) - Veneziano, fu eletto Vescovo sotto Papa
Gregorio XII (1406-1415), dotto e pio. Consacrò la Chiesa di
S. Cristoforo, detta di S. Agostino, nel 1409 e quella di S.
Silvestro di Saltara nel 1410. Morì nell’anno 1417.
Antonio
Questo Antonio fu eletto vescovo di Fano (nel 1411) dall’antipapa Giovanni XXIII (Baldassarre Costa)di Napoli (14101415)deposto dal Concilio di Costanza (1413-1415), vivente
ancora il vescovo omonimo Antonio. Non venne mai in
Diocesi, morì nel 1413. La notizia è riportata dall’Ughelli (Italia
Sacra, Tomo I, col. 667)
Giovanni III
Firmani
1417-1419 - Nativo da nobile famiglia fanese fu trasferito dalla
sede di Fermo alla sede di Fano dal Papa Martino V (1417-1431),
morì nel 1419. Non si hanno altre notizie di questo Vescovo.
Giovanni IV
De Bertoldi
1419-1445 - Agostiniano, nativo di Serravalle (Repubblica di S.
Marino), laureato nell’Università di Pavia e di Bologna, lettore
di teologia a Firenze e docente nel suo Ordine, che resse in
Toscana e nelle Marche, eletto Vescovo nel 1410 sotto Papa
Gregorio XII (1406-1415) alla Sede arcivescovile di Fermo, ove
per poco tempo e poche volte vi dimorò, fu fuori sede spesso
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per missioni pontificie da svolgere altrove. Partecipò al
Concilio di Costanza (1414-1418). Fu trasferito a Fano nel 1419
sotto Papa Martino V (1417-1431). Si adoperò molto a beneficio della Città come ambasciatore presso vari governi. Nel 1431
in una sollevazione di popolo soffrì ingiurie e in un assalto la
Cattedrale e il vescovado furono danneggiati. Fu scomunicata
la Città da Papa Eugenio IV (1431-1447), scomunica che il
Vescovo stesso, nella sua umiltà e capacità di perdono, chiese
che fosse tolta. Seppe risolvere con carità, prudenza e pastorale servizio controversie con le varie famiglie religiose, con il
clero e con i fedeli. Come letterato tradusse in latino e con commento la Divina Commedia di Dante, che espose all’assemblea
conciliare a Costanza.
Il vescovo Giovanni Bertoldi è considerato uno dei migliori
Vescovi in ogni campo nella Diocesi di Fano. Morì in età longeva nel 1445.
Giovanni V
Enrico De Tonsis
1445-1482 - Nativo di Fano, francescano, già maestro di S.
Teologia nel suo ordine, ottimo letterato, per istanza della Città
e di Sigismondo Pandolfo Malatesta (1417 - 468) fu eletto
Vescovo sotto Papa Eugenio IV (1431-1447) e consacrato nella
Cattedrale dai vescovi di Jesi, Fossombrone e Cagli.
Nonostante la sua santità di vita, in seguito a ricorsi dei suoi
concittadini dovette, nel 1446, recarsi a Roma presso Papa
Eugenio IV per difendersi dalle accuse mossegli dai suoi fedeli.
Nel 1452 si recò a Venezia dal Doge per ristabilire l’alleanza tra
la Repubblica Veneta e la città di Fano. Durante il suo vescovado vennero a predicare a Fano città e Diocesi, due famosi Padri
Francescani: S. Giacomo della Marca e poi P. Marco da
Montegallo, promotore dei Monti di Pietà.
Egli fu molto pio e benefico nelle calamità che infierivano su
Fano, durante i suo episcopato. Morì nel 1482.
Domenico Antonio II 1482-1499 - Nativo di Pinerolo, francescano, fu eletto Vescovo
sotto Papa Sisto IV (1471-1484), filosofo, teologo e predicatore eminente, più volte ministro provinciale nel suo Ordine. Fu
sempre largo di elemosine verso i poveri, sempre attento alle
necessità del suo clero che pregò di considerarlo più che
Vescovo un fratello ed un amico. Restaurò ed abbellì la
Cattedrale e l’Episcopio edificandone la parte anteriore e
ornandola di un portico con colonnette sormontate da capitelli con il suo stemma (sbarra traversa con pinne). Morì nel 1499.
Giovanni Battista
Bertuccioli
1499-1518 - Nativo di Cesena, benedettino, eletto Vescovo il 3
settembre 1499 da Papa Alessandro VI (1492-1503), fu molto
zelante e benefico, curò la disciplina ecclesiastica richiamando
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il clero ad una maggiore santità di vita e i laici ad una maggiore fedeltà e serietà di impegno nella vita coniugale. Si attribuisce a lui la ricostruzione di quella parte dell’Episcopio che era
presso la torre o campanile. Prese parte al Concilio Lateranense
V (1512-1517) indetto da Papa Leone X (1513-1521). Morì nel
1518 e fu sepolto in cattedrale.
Goro Gheri
1518-1528 - Nativo di Pistoia, dottore in Utroque Iure, protonotario apostolico, molto dotto e legato alla Casa Medici di
Firenze, il 10 novembre 1518 fu eletto Vescovo sotto Papa
Leone X (1513-1521), già nunzio in Svizzera e poi rettore di
Piacenza e governatore di Bologna, città dove morì nel 1528.
Non risedette quasi mai in Diocesi, che resse per mezzo di vicari. Portò a compimento la ricostruzione di quella parte del
palazzo vescovile, lasciata incompiuta dal suo predecessore.
Con un suo decreto obbligò i genitori a battezzare i neonati
entro i primi otto giorni dalla nascita sotto pena di scomunica e
multa pecuniaria.
1528-1530 La Diocesi nella vacatio fu governata, come amministratore apostolico dal Cardinale Ercole Gonzaga, Vescovo di
Mantova, mentre Cosimo era ancora studente a Padova
Cosimo Gheri
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1530-1537 - Nativo di Pistoia, nipote del Vescovo Goro Gheri,
suo predecessore, eletto Vescovo all’età di sedici anni da Papa
Clemente VII (1523-1534), investito della sua Sede vescovile di
Fano con bolla del 24 Giugno 1530. Cosimo non è stato mai
ordinato sacerdote né consacrato Vescovo, ma rimase sempre
Vescovo eletto. Mentre completava i suoi studi a Padova venne
in Diocesi a Fano due volte: una nel 1533 e la seconda nel 1536
per assistere alle funzioni della Settimana Santa e celebrarvi la
Pasqua; vi tornò poi e vi rimase per sempre il 31 Ottobre 1536.
Durante la sua assenza, la Diocesi era governata da un Vicario.
Fu, pur nella sua tenera età, un Vescovo degnissimo e attaccatissimo alla Diocesi. Riportò pace nella Città turbata da guerre
e sollevazioni, istituendo opere benefiche, unificando le diverse
istituzioni ospedaliere, istituendo un conservatorio e compiendo importanti lavori. Fu pio e di costumi esemplari e tutto fervore per la riforma cattolica. Fu in relazione con illustri letterati del tempo, quali il Bembo, il Della Casa, il Beccadelli, di cui
fu molto amico e confidente, il Sadoleto, il Polo, e fu letterato
egli stesso. Dopo lunga malattia e ben preparato spiritualmente alla morte, morì il 24 settembre 1537 all’età di 24 anni, un
mese e 25 giorni. (Notizie e documentazioni sulla vita ed opere
del Vescovo Cosimo Gheri si trovano nel volume II di Studia
Picena a pagg. 153-208 a firma di Vittorio Bartoccetti).
Pietro V Bertano
1537-1558 - Nativo di Nonantola (Modena), domenicano, già
docente a Ferrara, Bologna e Venezia e ottimo predicatore, dottissimo, al servizio del Cardinale Ercole Gonzaga, chiamato a
Roma da Papa Paolo III (1534-1549) per speciali incarichi, fu
eletto Vescovo della Sede episcopale di Fano il 28 novembre
1537 da Papa Paolo III, ma venne alla sua residenza di Fano nel
1538. In questo anno fu a Pesaro per il funerale del Duca
Francesco Maria I Della Rovere (1490-1538).
Nel 1543 consacrò la Chiesa della Beata Vergine della
Misericordia a Bargni. Fu ottimo pastore, pio, caritatevole.
Da Papa Paolo III fu chiamato a far parte dei Padri Conciliari
a Trento: era uno dei più quotati teologi del tempo e del
Concilio, noto per il suo sapere e la sua prudenza. Fu ad
Urbino nel 1547 a consolare il duca Guidobaldo II (1514-1574)
per la morte della moglie Costanza da Varano e consigliere del
Duca per le seconde nozze con Vittoria Farnese.
Nel 1548 fu inviato da Papa Paolo III nunzio all’imperatore
Carlo V (1500-1558). Da Papa Giulio III (1550-1555) fu creato
Cardinale il 20 dicembre 1551 con il titolo dei SS. Pietro e
Marcellino: da allora in poi fu chiamato “il Cardinale di Fano”.
Il 30 ottobre 1552 fece il solenne ingresso a Fano da cardinale.
Favorì diverse opere pubbliche e fece abbellimenti della Città,
tra cui la costruzione della fontana nella Piazza Maggiore e la
Chiesa in onore di S. Paterniano, ove furono trasferite le reliquie del Santo. (La Chiesa fu consacrata sette anni dopo dal
fanese Vincenzo Negusanti, Vescovo di Arbe).
Ritornato a Roma, vi pose stabile dimora. Il Bertano era ritenuto uno dei Cardinali più dotti del suo tempo. Scrisse diverse
opere, tra cui un “De auctoritate Papae” contro Lutero e i
Commentari sulla prima e seconda parte della Somma
Teologica di S. Tommaso.
Donò al Capitolo della Cattedrale il “Codice Nonantolano”.
Mal fermo di salute morì l’8 Marzo 1558 nell’età di 57 anni.
Ippolito Capilupo
1560-1567 - Già segretario e ministro a Roma del Cardinale
Ercole Gonzaga di Mantova e di suo fratello Ferdinando, nobile mantovano, dotto, poeta ed elegante scrittore, fu scelto a
Vescovo di Fano dal Cardinale Gonzaga nel 1560 ed approvato da Papa Pio IV (1559-1565), fu nominato dal Papa nunzio a
Venezia nel 1561, ove dimorò per oltre tre anni, governando la
Diocesi per mezzo di vicari.
Ritornato in Diocesi nel 1565, vi rimase fino al 1567, anno in
cui rinunziò al vescovado e si portò a Roma ove visse fino al
1580. Durante la nunziatura a Venezia partecipò alle sedute del
Concilio di Trento.
Come Vescovo curò molto la disciplina ed i costumi del clero.
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Francesco II
Rusticucci
1567-1587 - Nativo di Fano, da nobile famiglia, già Vescovo di
Venosa, fu trasferito da Papa S. Pio V (1566-1572) alla Sede
vescovile della sua Città.
Intervenne al Sinodo di Ravenna (1567), indetto dal Cardinale
Giulio o Giuliano Della Rovere (1533-1578), fratello del duca
Guidobaldo II (1514-1574). Fondò ed aprì nel 1575 il
Seminario secondo le prescrizioni del Concilio di Trento. Si
mostrò, nel governo della sua Diocesi, severissimo difensore
della disciplina ecclesiastica e religiosa e del buon costume del
popolo. Per la severità oltre misura subì ricorsi ed accuse presso Papa Gregorio XIII (1572-1585).
Giulio Ottinelli
1587-1603 - Nativo di Fermo, già Vescovo di Castro e poi nunzio pontificio presso il Duca di Savoia Carlo Emanuele I (15801630), nunziatura che mantenne per altri cinque anni dopo la
nomina a Vescovo di Fano nel 21 ottobre 1587. L’ultima sua lettera da Torino, inviata al Capitolo di Fano, è datata 23 Agosto
1593. Celebrò il primo Sinodo Diocesano dopo il Concilio di
Trento (1545-1563). Curò molto il neonato seminario.
Introdusse in Città i Minimi di S. Francesco di Paola. Compì
restauri, forse non ben studiati, della Cattedrale, che spogliò di
preziose reliquie per arricchire la sua Fermo, reliquie che con
difficoltà furono restituite dopo la sua morte. Sotto il suo vescovado, passò e si fermò in Città Papa Clemente VIII (15921605), nativo di Fano, diretto a Ferrara. L’Ottinelli morì il 25
febbraio del 1603 e fu sepolto in cattedrale.
Tommaso Lapis
1603-1622 - Nativo di Firenze, di nobile famiglia, dopo aver già
espletato molti incarichi al servizio della Santa Sede, fu eletto
Vescovo di Fano il 20 aprile 1603 da Papa Clemente VIII
(1592-1605) della Diocesi di Fano. Fu pio, colto, caritatevole,
pastoralmente valido.
Celebrò un sinodo diocesano. Consacrò la Chiesa di S. Maria
della Carità, detta del Gonfalone, eresse il Monastero del
Corpus Domini per le Monache Canonichesse di S. Agostino;
affidò la Chiesa di S. Pietro in Valle alla Congregazione
dell’Oratorio di S. Filippo Neri.
Resse la Diocesi di Fano per 19 anni come buon pastore. In
questo periodo, per incarico pontificio, fu qualche tempo,
prima, nunzio in Polonia e poi in Spagna. Morì nel mese di giugno del 1622 e fu sepolto in cattedrale nella cappella del SS.
Sacramento.
Francesco III
Boncompagni
1622-1626 - Nativo di Bologna, creato Cardinale, a 25 anni nel
1621, da Papa Gregorio XV (1621-1623) e dal medesimo Papa
eletto Vescovo di Fano il 12 giugno 1622, nobile di nascita,
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molto intelligente per natura, di vita angelica, di rara modestia
e di spiccata carità per impegno e scelta di vita, molto generoso verso i poveri e i bisognosi, già legato pontificio di Perugia e
dell’Umbria, rimase poco tempo in Diocesi, perché prima per
qualche anno continuò la nunziatura di Perugia e dell’Umbria
e poi nel 1626 fu da Papa Urbano VIII (1623-1644) trasferito
alla Sede Arcivescovile di Napoli. Morì, a 47, anni il 9 dicembre 1641.
Giulio Sacchetti
1626-1635 - Nativo di Roma, ma di famiglia oriunda da
Firenze, laureato in Utroque Iure, da Papa Urbano VIII (16231644) nominato Vescovo di Gravina in Puglia nel 1623 e subito inviato nunzio in Spagna, dal medesimo Papa nel 1626 creato Cardinale col titolo di S. Susanna, fu eletto Vescovo di Fano
il 19 maggio 1626.
Entrò in Diocesi il 12 marzo 1627, ma il 16 aprile si portò a
Ferrara come legato pontificio reggendo la Diocesi per mezzo
di vicari. Tornato in Diocesi, in luglio 1631, consacrò l’8 settembre la Chiesa degli Eremiti Camaldolesi di Montegiove e il
19 ottobre quella del Monastero di S. Teresa e quella di S.
Croce dell’Ospedale il 13 aprile 1633.
Rinunziò alla Sede vescovile nel 1635, anno in cui fu nominato
Legato Pontificio di Bologna. Nel 1652 passò al titolo cardinalizio di S. Maria in Trastevere, poi alla Sede vescovile di Frascati
e nel 1655 al titolo di S. Sabina. Morì il 27 giugno 1663.
Ettore Diotallevi
1635-1641 - Nativo di Rimini, già Vescovo di S. Agata dei Goti
da 27 anni, trasferito a Fano sotto Papa Urbano VIII (16231644), entrò in Diocesi il 27 ottobre 1635.
Fu forte sostenitore dei diritti del clero e benefico verso i poveri. Fece alcuni restauri nella Cattedrale, introdusse in Città i
Gesuiti nel 1640.
Fece le ricognizioni dei corpi di S. Fortunato, S. Orso, S.
Eusebio collocandoli in Cattedrale. Morì il 30 aprile 1641 e fu
sepolto in cattedrale.
Alessandro
Castracane
1641-1649 - Nativo di Fano, già vicario di Roma, poi nunzio a
Torino presso i Savoia e a Lisbona in Portogallo presso Carlo II
di Spagna (1665-1700), figlio di Filippo IV (1621-1665), già
Vescovo di Castro, eletto da Papa Urbano VIII (1623-1644), fu
trasferito alla Sede vescovile di Fano il 22 giugno 1643 dallo
stesso Pontefice.
Fu detto padre della patria per le grandi opere di beneficenza
compiute, assai lodato per le doti di mente e di cuore e per la
pratica delle virtù della giustizia, fortezza, prudenza e carità.
Morì nel 1649 all’età di 66 anni. Fu sepolto in Cattedrale.
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Giovanni Battista
Alfieri
1649-1678 - Nativo di Ostra Vetere (Montalboddo allora),
Diocesi di Senigallia, eletto vescovo di Fano il 6 dicembre 1649,
da Papa Innocenzo X (1644-1655), soppresse i piccoli conventi e monasteri in Città, provvide di maggiori beni il Seminario,
fece dei restauri nella Cattedrale. Tenne sinodi.
Fu rigoroso e giustamente esigente con il clero, buon pastore
per il popolo.
Angelo Ranuzzi
1678-1688 - Nativo di Bologna, già inquisitore di Malta, poi nunzio pontificio a Torino prima e in Polonia dopo, sotto i Papi
Clemente IX (1667-1679) e Clemente X (1670-1676), da
Arcivescovo di Amiata (dal 1676) fu nominato il 9 maggio 1678
Vescovo di Fano da Papa Innocenzo XI (1676-1689). Pur rimanendo Vescovo di Fano, fu nominato dallo stesso Papa ed inviato
nunzio straordinario a Parigi nel 1683 e nel 1686 creato cardinale
e fu poi trasferito a Bologna, ammalatosi, morì il 27 settembre
1689, a Fano presso i Padri Filippini (come scrivono l‘Ughelli, il
Cappelletti, il Gams, l’Eubel) mentre era in viaggio per Roma per
il conclave. Fu sepolto, con pompa magna, in cattedrale.
Taddeo Dal Verme
1688-1696 - Nativo di Piacenza, già impiegato in nunziatura a
Vienna con Mons. Alberici, fu eletto Vescovo di Fano il 12 febbraio 1688 da Papa Innocenzo XI (1676-1689). Fu esemplare
per la pietà, la modestia, la illibatezza di costumi, per la carità,
la generosità verso i poveri e i carcerati, pastore amabile verso
il suo clero. Nel 1692 tenne un sinodo diocesano, fece la visita
pastorale della Diocesi. Nel 14 novembre 1695 fu creato
Cardinale. Nel gennaio 1697 fu trasferito alla sede di Imola da
Papa Innocenzo XII (1691-1700) e da Imola a quella di Ferrara
da Papa Clemente XI (1700-1721), l’anno primo del suo pontificato. Morì nel 1717.
Giovanni Battista
Giberti
1696-1720 - Nativo di S. Ginesio, Diocesi di Camerino, già
Vescovo di Cava dei Tirreni (NA) dal 1693 eletto sotto Papa
Innocenzo XII (1691-1700), fu nominato il 19 marzo 1696 alla
sede di Fano dallo stesso Pontefice. Ebbe all’inizio contrasti
con il Capitolo della Cattedrale, poi ne fu benefattore. Fu
munifico verso la Cattedrale con dono di preziosi damaschi e
del trono, decorò il Palazzo Vescovile con la grandiosa scala.
Tenne il sinodo nel 1702. Morì nel 1720 all’età di 83 anni.
Alessandro Dolfi
1721-1733 - Nativo di Bologna da nobile famiglia, già avvocato, benefattore verso i poveri tanto da essere chiamato “Padre
dei poveri”, già canonico della Metropolitana di Bologna, fu
eletto alla Sede vescovile di Fano da Papa Innocenzo XIII
(1721-1724). Fu famoso per dottrina, prudenza e fu grande giu-
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rista. Consacrò la Chiesa di S. Cristina dei Padri Cappuccini nel
1723.
Nel 1725 fu presente a Roma al Concilio Provinciale. Sedò
discordie sorte tra il Comune e il clero. Morì nel 1733.
Giacomo Beni
1733-1764 - Nativo di Gubbio, già proposto della Cattedrale
eugubina, fu eletto il 19 agosto 1733 alla Sede vescovile di
Fano da Papa Clemente XII (1730-1740).
Primo suo impegno pastorale fu quello di ripulire la Città dai
vizi, esortare il clero e i fedeli alla santità di vita, chiamando a
predicare una missione P. Leonardo da Porto Maurizio. Tenne
un sinodo diocesano nel 1740.
Ottenne privilegi per il Capitolo della Cattedrale e fece cessare le discordie tra il Capitolo e il Magistrato civile. Riparò, a
sue spese, gravi danni alla Cattedrale causati da un incendio.
Fu sommamente caritatevole e generoso verso i poveri, che
aiutò in ogni modo con i suoi beni.
Giovanni Battista
Orsi
1764-1774 - Nativo di Bologna, di nobile famiglia, grande cultore del diritto canonico e civile, fu eletto sotto Papa
Clemente XIII (1758-1769).
Fu molto zelante “per l’onore di Dio e per il bene dei fedeli”,
molto rigido e severo nell’esigere l’osservanza delle leggi e,
forse non conoscitore del detto “summum ius summa iniuria”, venne in contrasto con il Capitolo della Cattedrale tanto
che, dopo diversi ricorsi alla S. Sede, non trovò approvata la
sua linea di condotta.
Soppressa la Compagnia di Gesù (28 giugno 1773), dovette
applicarne in Diocesi i relativi decreti. Eresse la Chiesa
Collegiata, la Plebania di S. Maria di Orciano nel 1766.
Pellegrino Consalvi
1775-1787 - Nativo di Macerata, già canonico a Roma in S.
Lorenzo in Damaso e poi uditore di nunziatura in Portogallo,
fu eletto Vescovo di Fossombrone da Papa Clemente XIV
(1769-1774) prima ancora del suo ritorno a Roma.
Mentre il Consalvi era in viaggio di ritorno dal Portogallo,
morì Papa Clemente XIV.
Il successore Papa Pio VI (1775-1799) lo trasferì alla Sede
vescovile di Fano il 13 Marzo 1775.
Fu presule di costumi illibati, forte di animo, colto, oratore
indefesso e generoso con i poveri. Visitò più volte la Diocesi.
Tenne e pubblicò il Sinodo nel 1777.
Consacrò la Chiesa Parrocchiale di Roncosambaccio nel
1786. Morì lungo la strada mentre andava a vedere un mosaico antico, scoperto in una proprietà della mensa vescovile nel
1787.
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Antonio Gabriele
Severoli
1787-1807 - Nativo di Faenza, di nobile famiglia, eletto
Vescovo di Fano il 28 febbraio 1787 da Papa Pio VI (17751799), fu Vescovo durante la prima e la seconda occupazione
francese, della Città pastore di profonda pietà e di grande generosità verso i poveri. Fu esiliato dai francesi a Castrocaro. Fu
nominato da Papa Pio VII (1800-1823) nunzio a Vienna dal
1801 al 1808, anno in cui fu trasferito alla Sede vescovile di
Viterbo. In sua assenza la Diocesi fu retta dal suo vicario generale mons. Francesco Maria Paolucci Mancinelli, elevato poi
alla dignità vescovile.
Francesco Maria
Paolucci Mancinelli
1807-1815 - Nativo di Todi, fu nominato e consacrato Vescovo
titolare di Tiberiade e vicario generale di Fano durante la nunziatura a Vienna del Vescovo Severoli e, trasferito questo a
Viterbo nel 1808, fu nominato Vescovo della Sede di Fano sotto
Papa Pio VII (1800-1823). Resse la Diocesi con pietà, zelo e
fortezza in tempi difficili e turbolenti e, per difendere i diritti
della Chiesa, soffrì il carcere e l’esilio sotto Napoleone dal 1809
al 1814. Fu Vescovo esemplare per santità di vita, per dottrina
e per capacità di governo della Diocesi.
Nicola Serrarcangeli 1817-1833 - Nativo di Camerino, eletto Vescovo sotto Papa Pio
VII (1800-1833), fu pastore di profondo ingegno, di volontà
tenace, fermo nelle decisioni prese, rigido nell’osservanza della
disciplina ecclesiastica. Visitò più volte la Diocesi, riportò in
vita il Seminario, introdusse per primo l’Istituto delle Maestre
Pie Venerini, riaprì monasteri di monache, curò i beni della
mensa vescovile, cui aggiunse una casa di campagna, dotò la
Cattedrale di un nuovo organo e migliori suppellettili. Ebbe
contrasti con il Capitolo per questioni economiche, che furono
risolte con l’intervento della Congregazione del Concilio. Morì
l’11 giugno 1833.
Luigi Carsidoni
1833-1856 - Nativo di Camerino, di nobile famiglia, già
Vescovo di Bagnorea, sotto Papa Gregorio XVI (1831-1846), fu
trasferito alla Sede vescovile di Fano nel 1833 con ingresso
solenne il primo novembre. Dotto, pio, mite, prudente, saggio,
fu stimato, venerato e seguito dal clero e dai fedeli. Rinnovò in
Cattedrale il fonte battesimale. Morì nel 1856.
Filippo Vespasiani
1857-1877 - Nativo di Roma, laureato in Filosofia e Teologia,
eletto Vescovo da Papa Pio IX (1846-1878), il 15 dicembre
1856 alla Sede di Fano, era stato più volte impegnato dal
Pontefice in incarichi diplomatici vaticani, nel 1847 a
Costantinopoli nell’ambasceria straordinaria presso il sultano
Abdul Megid- Kan e nel 1856 all’ambasceria pontificia a Mosca
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per l’incoronazione dell’Imperatore Alessandro II (18181881), entrò in Diocesi il 19 marzo 1857. Ebbe l’onore di
ospitare in Fano Papa Pio IX il 29 maggio 1857, in visita in
alcune province dello Stato Pontificio. Governò la Diocesi in
tempi assai difficili. Fu strenuo difensore dei diritti della
Chiesa. Subì l’onta del carcere e dell’esilio per aver richiamato al clero disposizioni della Sacra Penitenzieria Apostolica.
Il 17 aprile 1862, giovedì santo, fu arrestato e portato in carcere a Pesaro. Pastore zelante fece sette volte la visita pastorale delle parrocchie della Diocesi. Seguì pastoralmente la
vita dei Religiosi e delle Religiose della Diocesi.
Difese ed aiutò le Scuole femminili tenute dalle Maestre Pie
Venerini (S. Rosa). Curò molto il seminario. Sotto di lui fu
fondata a Fano la Conferenza di S. Vincenzo de’ Paoli nel
1857. Prese parte al Concilio Vaticano I (1869-1870) a Roma,
da cui tornò malaticcio e non riuscì a riprendersi in salute.
Morì nella prima metà di ottobre del 1877, all’età di 65 anni
compiuti.
Camillo Santori
1878-1882 - Oriundo da Roma fu eletto Vescovo della
Diocesi di Fano da Papa Leone XIII (1878-1903). Ebbe
molto a cuore il Seminario diocesano, fece oculate riforme
nel piano degli studi, valorizzò molto lo studio della Teologia
Morale, e, per spronare il giovane clero allo studio, istituì un
concorso semestrale con premi per i concorrenti.
Fu un Vescovo attivo, pieno di zelo e molto attento alla formazione spirituale e pastorale del clero. Nel mese di aprile
del 1882 fu chiamato a Roma da Papa Leone XIII che lo
nominò suo uditore, e nello stesso tempo Arcivescovo titolare di Seleucia e, fino alla nomina di un nuovo Vescovo,
Amministratore Apostolico della Diocesi di Fano. Morì nel
1886 a Roma.
Camillo Ruggeri
1882-1896 - Nativo di Vergato (prov. di Bologna), fu trasferito
dalla Sede di Bertinoro a quella di Fano da Papa Leone XIII
(1878-1903) nell’ottobre 1882. Prese possesso della Diocesi per
procura nella persona del Preposto del Capitolo della
Cattedrale, la domenica 26 novembre, e fece il suo ingresso
solenne il 17 dicembre.
Alla nobiltà dei natali associava virtù, dottrina, prudenza e
bontà di cuore. In precedenza da Papa Pio IX (1846-1878) era
stato eletto delegato apostolico di Rieti e poi di Velletri e infine
Vescovo di Bertinoro.
Accanto al Seminario dei chierici istituì il cosiddetto
“Seminario piccolo” per i chierici esterni e per accogliere i più
poveri.
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Vincenzo
Franceschini
1896-1916 - Nativo di Grottammare (AP), già eletto Vescovo
di Fossombrone sotto Papa Leone XIII (1878-1903) nel 1892,
fu trasferito alla Sede di Fano dallo stesso Papa nel 1896.
Fece il suo primo ingresso nella Chiesa Cattedrale il giorno 25
marzo 1897. Iniziò gli studi nel Seminario di Ripatransone e
li completò nel Seminario Pio Romano addottorandosi in
Sacra Scrittura e in Utroque Iure.
Fu carissimo a Papa S. Pio X (1903-1914). Introdusse i
Fratelli delle Scuole Cristiane a Fano aprendo il Collegio S.
Arcangelo. Ottenne da Papa S. Pio X che il Seminario
Regionale per le Marche (poi intitolato a Pio XI (1922-1939)
fosse istituito a Fano. Promosse l’istruzione del clero, fondò
nuove parrocchie, costruì a sue spese la Chiesa di S. Giuseppe
al Porto (arch. G. Balducci).
Fu uomo molto colto, di larghe vedute, di mente acuta e di
grandissimo cuore. Amò tutti, ma soprattutto il suo clero, che
difese dal modernismo. Fu amato da tutti.
Durante il suo episcopato in Diocesi di Fano fu aperto l’importante Istituto per le Cieche e Sordomute (Zavarise). Morì
il 29 marzo 1916.
Giustino Sanchini
1917-1937 - Nativo di Cerreto (RN), Diocesi di Rimini, eletto sotto Papa Benedetto XV (1914-1922), il 05 giugno 1916,
fu consacrato a Rimini il 14 ottobre 1916 e fece l’ingresso
solenne in Diocesi di Fano l’11 febbraio 1917.
Laureato in Filosofia e in Diritto, curò la costruzione di
nuove Chiese, date le esigenze pastorali nuove per l’aumentata popolazione in alcune zone della Diocesi. Introdusse i
sacerdoti di Don Orione nell’Orfanotrofio, fondato dal canonico Gentili. Fondò il “Bollettino Ufficiale della Diocesi”;
fece più volte la visita pastorale delle parrocchie della
Diocesi.
Creò nuove parrocchie. Durante il suo episcopato, i Padri
Camaldolesi di Toscana rivendicarono ed ottennero dal
Comune l’antico e rinomato eremo di Monte Giove (Rogito,
15 aprile 1925, notaio Luigi Bartoccetti).
Fu Amministratore Apostolico della Diocesi di Fossombrone
dal 1927 al 1931. Molteplice fu la sua attività pastorale:
Catechismo, Azione Cattolica, Missioni, Congressi
Eucaristici, ecc... Intervenne al Concilio Plenario Piceno,
tenuto a Loreto nel 1928. Morì, compianto da tutti, il 23 febbraio 1937, e fu sepolto nella Chiesa parrocchiale di S.
Cristoforo.
Durante il funerale fu eseguita musica scelta del maestro Don
Gino Tonelli e i canti furono eseguiti dalla Schola Cantorum
del Seminario Regionale.
50
Vincenzo Del Signore 1937-1966 - Nativo di Saltara (PU), eletto vescovo di Fano il 23
settembre 1937 sotto Papa Pio XI (1922-1939), già rettore del
Pontificio Seminario Regionale e vicario capitolare. Fu consacrato nella Cattedrale di Fano il 26 ottobre e il 13 gennaio 1938
prese possesso canonico della Diocesi di Fano e l’11 febbraio
fece l’ingresso solenne in Cattedrale. Dedicò tutto se stesso al
servizio della sua Chiesa particolare, con zelo e carità apostolica verso il gregge a lui affidato, in modo particolare verso il
clero e le vocazioni sacerdotali e religiose. Durante il periodo
della seconda guerra mondiale dovette assistere impotente alla
distruzione di chiese, campanili, case, e venire incontro alla
povertà ed alle necessità di ogni genere del suo popolo secondo le sue possibilità. Durante la ritirata dei tedeschi , assunse la
carica di podestà e cercò in tutti modi di evitare l’abbattimento
dei campanili della città; ma il 27 agosto dell’ 44 furono abbattuti ben sei campanili. Il consiglio Comunale, il 3 settembre del
1955, gli conferì la cittadinanza onoraria per l’opera svolta in
tempi tanto difficili e calamitosi.. Finita la guerra si adoperò per
la ricostruzione materiale (chiese, campanili, case ecc..) e spirituale (conforto, aiuto, ecc..) della sua gente. Istituì l’Adorazione
Eucaristica perpetua nella chiesa di S. Tommaso nel 1947.
Partecipò alle sedute del Concilio Ecumenico Vaticano II
(1963-1965). Fu padre e pastore umile, buono, ma zelante e di
grande attività apostolica. Logorato dagli anni e dai mali fisici
lasciò la responsabilità della Diocesi nel 1966. Morì il 13 marzo
1967. E’ sepolto nella Chiesa Cattedrale.
Costanzo Micci
1966-1985 - Nativo di S. Michele al Fiume, frazione di
Mondavio (PU), laureato in Teologia e in Utroque Iure, eletto
Vescovo sotto Papa Giovanni XXIII (1958-1963), il 21 aprile
1959, alla sede titolare di Adriania e consacrato nella Cattedrale
di Fano il 7 giugno 1959, fu inviato in aiuto a mons. Bernacchia,
Vescovo delle Diocesi di Termoli e Larino (CB).
Rimase a Larino dall’11 novembre 1960 al 15 agosto 1966, anno
in cui fu nominato Amministratore Apostolico “sede plena”
della Diocesi di Fano e titolare di Maiuca.
Nel 1970 e 1971 fu Amministratore Apostolico di Senigallia.
Nel 1 giugno 1973 fu nominato Vescovo di Fano e
Fossombrone e Amministratore Apostolico “sede plena” delle
Diocesi di Cagli e Pergola, di cui fu nominato Vescovo il 15
gennaio 1977.
Fu presidente, in seno alla C.E.I., della Commissione per la
Famiglia, impegnato nella lotta per la difesa della vita contro
l’aborto. Istituì nella Diocesi di Fano nuove parrocchie, fece
costruire nuove Chiese.
Molto sollecito per il problema delle vocazioni al sacerdozio.
Istituì tre seminari per le vocazioni adulte.
51
Molto impegnato pastoralmente, in cinque anni (1978-1983)
visitò tutte le parrocchie delle quattro Diocesi unite. Mantenne
contatti sia personali sia con ritiri spirituali sia epistolari con il
suo clero. Durante il suo episcopato ebbe la fortuna di ospitare, per ben due volte, nella sua Diocesi Papa Giovanni Paolo II
(1978-2005): la prima volta, nel 1982, a Fonte Avellana nel
Monastero Camaldolese per ricordare i mille anni del monastero; la seconda volta, nel 1984 a Fano per incontrarsi con i
pescatori come 2000 anni fa fece Gesù. Fu autore molto
apprezzato di numerosi opuscoli e libri, che rivelano la sua
vasta cultura. Forse la sua instancabile e continua attività pastorale ne piegò la resistenza fisica. Un grave infarto lo colpì il 28
febbraio 1985 e nello stesso anno il 28 Agosto, un ictus cerebrale lo portò alla morte. E’ sepolto nella Cattedrale di Fano.
Mario Cecchini
1986-1998 - Nato a Piticchio, frazione di Arcevia (AN), il 25
gennaio 1933. Dopo gli studi nel Seminario di Senigallia, è stato
ordinato sacerdote il 16 marzo 1958. Conseguita l’abilitazione
magistrale ha insegnato ai ragazzi che fin dalle elementari si
presentavano in Seminario. Licenziato in Sacra Liturgia, si è
laureato in Pedagogia presso la Libera Università di Urbino il
24 giugno 1964; e in Giurisprudenza il 1° marzo 1976. Nel
marzo del 1967 fu nominato Segretario dell’Opera Pia Mastai,
in sostituzione di mons. Mencucci, vicario per la pastorale, il 10
Dicembre 1973, Vicario Generale il 2 Febbraio del 1981 e poi,
con la rinuncia di mons. Papalini, nominato Parroco del
Duomo di Senigallia il 20 marzo 1983. L’11 febbraio 1986 fu
eletto Vescovo della Diocesi di Fano - Fossombrone - Cagli Pergola e il 16 marzo 1986 consacrato Vescovo nella Cattedrale
di Senigallia da Sua Eminenza il Cardinale Bernardin Gantin.
In data 8 Settembre 1998 rinuncia al governo pastorale della
Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.
Vittorio Tomassetti
1998 - Nato il 28 giugno 1930 a Staffolo (Ancona), ha vissuto il
periodo della sua formazione al sacerdozio prima nel Seminario
Vescovile della sua Diocesi di Osimo e poi nel Pontificio
Seminario Regionale Marchigiano “Pio XI” in Fano.
Conseguito il Baccellierato in Teologia, è stato ordinato sacerdote il 23 agosto 1953. Nel luglio del 1954 è stato chiamato
dalla Santa Sede e inviato come Vice Rettore del Pontificio
Seminario Regionale di Catanzaro. Nel settembre del 1959 fu
trasferito, con lo stesso incarico, nel Pontificio Seminario
Regionale Marchigiano “Pio XI” in Fano, dove assunse anche
l’insegnamento di musica e canto gregoriano. Durante questo
tempo di servizio nei due Seminari, si dedicò agli studi di
Lettere Classiche presso le Università di Napoli e di Bologna.
52
Sul finire dell’anno 1965 gli furono affidati nel Pontificio
Seminario di Fano compiti di supplenza nell’insegnamento di
Storia della Chiesa e di Patrologia.
Dopo undici anni di pastorale parrocchiale, in qualità di parroco della Cattedrale di Osimo, su proposta della Conferenza
Episcopale Marchigiana, nell’ottobre del 1988 la
Congregazione per l’Educazione Cattolica lo nominò Rettore
del Pontificio Seminario Regionale Marchigiano “Pio XI” in
Fano, ufficio che ricoprì fino a venerdì 8 maggio 1992, quando
il Santo Padre rese ufficiale la sua nomina a Vescovo di
Palestrina. Fu consacrato Vescovo da Sua Eminenza il Signor
Cardinale Bernardin Gantin nella Cattedrale di Osimo il 28
giugno 1992.
In data 5 aprile 1997, il Santo Padre, ha trasferito Mons.
Vittorio Tomassetti dalla sede episcopale di Palestrina a quella
di Fano-Fossombrone - Cagli - Pergola, nominandolo Vescovo
Coadiutore.
Succede per coadiutoria a S. Ecc.za Mons. Mario Cecchini in
data 8 settembre 1998.
53
Epigrafe cinquecentesca posta a ricordo del giovane vescovo
Cosimo Gheri. Murata sulla parete sottostante la tribuna dell'organo è alquanto danneggiata e ormai quasi illeggibile : COSIMO
GERIO PISTOIENSI / FANI EPISCOPO ELECTO / MORIBUS PIETATE ET LIBERALIBUS DISCIPLINIS / ORNATISSIMO / SUMMO APUD OMNES BONOS / IN AMORE ET
HONORE / QUI VIXIT ANNOS XXIV MENSES I DIES
XXV / OBIIT VIII KAL. OCTOBRIS MDXXXXVII.
Epigrafe che ricorda il vescovo Giulio Ottinelli. Già posta sopra
l'occhio centrale della facciata, è ora collocata sulla parete sottostante la tribuna dell'organo: IULIUS OTINELLIUS / FIRMANUS EP[ISCOPU]S FA / NEN[SIS] / MDLXXXXI.
Epigrafe posta nella cappella del Santissimo Sacramento a ricordo del vescovo Tommaso Lapis. Questo
il testo latino della lunga iscrizione: D.O.M. / THOMAE LAPIO FLORENTINO EPISCOPO
FANEN[ENSI] OB LITTERARUM / FIDEI ET INTEGRITATIS EXPERTAM PRAESTANTIAM /
CLEMENTI VIII APPRIME CARO/ ET IN EIUS LEGATIONE POLONICA AD NEGOTIA
ADHIBITO / EIUSDEM INTIMO CUBICULARIO / ROMAE PAUPERUM ET CONSIST[ORIALIS] AULAE ADVOCATO /
AUDITORIS
CAM[MERAE]
AP[OSTO]LICAE AD CIVILIA
L[OCUMTENE]NTI / ET PER
TEMPUS VICE AUDITORI / AD
HISPAN[UM] REGEM NUNCIO
AP[OSTO] LICO DESIGNATO /
ET IN ECCLESIA FAN[ENSI]
ANNOS XIX MENSES DUOS /
VIRTUTUM
PROMOTORI
EGENTIUM PATRI PASTORI
OPTIMO / SEX[TUM] NON[AS]
JUN[II] MDCXXII / ANNO
AETATIS SUAE LXVI DIEM
FUNCTO / HIERONIMUS ET
FRATRES
LAPII
PATRUO
AMANTISSIMO P.P.
54
Fastoso monumento funebre del vescovo Alessandro Catracane posto
oggi su una parete della cappella del battistero, già sulla parete sinistra
del transetto. Questo il testo della lunga epigrafe latina che sovrasta il
sarcofago e ne ricorda l'importante carriera diplomatica: ALEXANDER CASTRACANUS EP[ISCOP]US FANENSIS / QUEM
VITAE INTEGRIT[ATIS] ET MULTIPLEX LIBERALITAS HIC
IACERE NO[N] SINIT / ROMAE DUM PROVICARIUS AGERET IUSTITIAE TENAX / AD DUCEM SABAUD[IAE]
LEGAT[UM] PONTIF[ICIUM] INTER ARDUA NEGOT[IA]
PRUDENT[IAE] CULTOR IN LUSITANIA AP[OSTO]LICUS
NUNCIUS INVICTI ANIMI FORTITUD[INE] ILLUSTRIUM /
CATHOLICAE ECCLESIAE PRESULUM EMULATOR /
FANENSI ECCLES[IAE] PRAEPOSIT[US] PRAESERTIM OB
EFFUSAM IN PAUPERES / CHARITATEM PATER PATRIAE
MERITO DICTUS / MUNERIB[US] VIRTUTIB[US] PERFUNCTUS PRAECIPUIS NEMPE IUSTITIAE / PRUDENTIAE FORTITUDINIS CHARITATIS SUI DESIDERIUM RELIQUIT / OBIIT
ANN[O] MDCIL AETAT[IS] SUAE LXVI / VINCENTIUS
CASTRACANUS PRIMOGENITURAE DITATUS / AMANTISS[IMO] PATRUO DE AP[OSTO]LICA SEDE DE PATRIA DE
SE TAM BENE / MERITO GRATI ANIMI MONUMENTUM
P[OSUIT] A[NNO] DOM[INI] MDCLXII.
55
Stemma ed epigrafe funebre con sovrastante ritratto del
vescovo Vincenzo Ghiberti posti nel pilastro dell'abside a
cornu Evangelii. Questo il testo della lunghissima iscrizione
latina: D.O.. / JOANES BAPTISTA GIBERTUS GENESINUS
PATRIT[IUS] / ROMANUS / QUEM A PARENTUM GREMIO
INFANTEM SEPTENNEM AULA ROMANA ABSTRAXIT /
ET AB AULAE ILLECEBRIS AD SERIA ADVOCATUM /
PHIL[OSOPHIAE] THEOL[OGIAE] AC U[TRIUSQUE]
I[URIS] PALESTRA EXCEPIT / ET URBE PLAUDENTE
HARUM OMNIUM FACULTATUM LAUREA / ANNUM PRIMUM SUPRA ATTINGENTEM DECORAVIT / SUBINDEQ[UE] TRANS TIBERIM BASILICAE CANONICUM / A
JOANNE BAPTISTA CARD. PALOTTO AVUNCOLO SUO /
EIUSDEMQUE BASILICAE TITULARI RENUNCIATUM /
AD IN PRIMAM TUSCULANAE CATHEDRAL[IS] DIGNITATEM ASSUMPTUM / ET GERENTES ILLIUS VICE NEC
NON FRANCISCI MARIAE BRANCATI / CAROLI ROSSETTI
ET ALDERANI CYBO S[ANCTAE] R[OMANAE]
ECL[ESIAE] CARDINALIUM / EIUSDEM SUCCESSORUM
XX ANNIS TUSCULI UNIVERSI / IPSORUMQ[UE]
AMPLISS[IMUM¯ EPISCOP[UM] ACCLAMATISSIME PERFUNCTUM / INNOCENTIUS XI CAVENTIBUS INFULIS ET
DYNASTIA DONATIO / ALEX[ANDER] VIII GENERALI
SUPREMAE INQUISIT[IONIS] ET REV[ERENDAE] FABRICAE S[ANCTI] PETRI DE URBE / MINISTERIO IN TOTO
NEAP[OLITANO] REGNO ADIUNXIT UBI / DEMANDATAE SIBI PROVINCIAE PARTES IMPAVIDE IMPLENTEM /
INNOC[ENTIUM] XII CONFECTUM IAM LABORIBUS
AERUMNIS VEXATIONIBUS / IN TUENDIS S[ANCTAE]
SEDIS AP[OSTOLICAE] IPSIUSQ[UE] FIDEI ORTHODOXAE IURIBUS / QUIETIS TANTUMMODO SECESSUM
IN PRAEMIUM CAPISCENTEM / HUIC FANENSI ECCLESIAE SECUNDO NUBERE / COEGIT / IN SINU ITAQ[UE]
DILECTISSIMAE SPONSAE SUAE OBDORMITURUS ET / A
MUNIFICENTISSIMO RETRIBUTORE DEO QUI OPERARIOS SUOS / SUETA MERCEDE NON FRAUDAT / PRAEMIA
IN AETERNUM DURATURA EXPECTATURUS / HIC TUMULUM SUUM ADHUC VIVENS DESIGNAVIT / ANNO DOMINI MDCCV / CANONICI ET CAPITULUM AMANTISSIMO
PRAESULI / LACRIMIS DILUTO MARMORE / P[ONENDUM] C[URAVERE] AN[NO] DOM[INI] MDCCVI / VIXIT
ANN[OS] LXXXIII MENSES VIII DIES VI / OBIIT DIE
XXVI MENSIS NOV[EMBRIS] ANN[I] MDCCXX.
Epigrafe a ricordo del vescovo Luigi Carsidoni posta sulla parete sottostante la tribuna dell'organo.
Sulla stessa si legge: ALOISIUS DE COMITIBUS CARSIDONI
CAMERS / EPISCPUS FANENSI / III NONAS XCENBRIS MDCCCLVI / OBIIT IN OSCULO DOMINI / ATQUE HAEIC REQUIESCIT IN PACE.
Tomba del vescovo Vincenzo Franceschini posta all'interno della chiesa di S. Giuseppe al Porto fatta
costruire dallo stesso vescovo fra il 1906 e il 1914.
La chiesa di San Giuseppe al Porto
fu voluta e fatta costruire dal vescovo di Fano Vincenzo Franceschini.
Per la progettazione fu scelto l’architetto Giuseppe Balducci.
La costruzione, iniziata nell’anno
1906, solo il 30 agosto 1930 fu consacrata e l’anno dopo arrivarono i
padri Agostiniani che la gestiscono a
tutto oggi.
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Tomba del vescovo Giustino Sanchini posta all'interno della chiesa di S. Cristoforo fatta innalzare tra il
1928 e il 1930 dal suddetto vescovo
La chiesa di San Cristoforo fu voluta e
fatta costruire dal vescovo di Fano
Giustino Sanchini. La progettazione
fu affidata a Lamberto Adanti e realizzata dal capo mastro Collatino
Camerini. La costruzione fu iniziata
nell’anno 1928 e fu consacrata nel
1930; il primo parroco fu don Antonio
Bacchiocchi.
La chiesa è in stile neoromanico, ma
con criteri di moderna praticità e funzionalità.
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Cappella già dedicata all'Addolorata ristrutturata in occasione dell'ottavo centenario (1940) della basilica Cattedrale. Fu in quella occasione che l'occhio centrale venne sostituito dalle due finestre affiancate dotate di vetrate istoriate eseguite dal prof. Vittorio Menegoni. Nuovamente ristrutturata dopo il
1967, la cappella ospita oggi le tombe dei vescovi Vincenzo Del Signore e Costanzo Micci.
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Arca tombale del vescovo Vincenzo Del Signore posta al centro dell'ex cappella dell'Addolorata.
La cassa cementizia è decorata sul fronte dal frammento di un’antico pregevole altorilievo romanico
detto di Baldovino citarista.
Tomba del vescovo Costanzo
Micci posta su un lato dell'ex
cappella dell'Addolorata, sotto
l'arcata murata di un antico contrafforte. Sovrasta sulla sinistra la
tomba un pregevole frammento
scultoreo romanico con pastori
adoranti già utilizzato come ornamento della cattedra vescovile.
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Immagine del cosiddetto “Trittico dei Protettori” posto sulla facciata dell'antico Palazzo del Podestà
(oggi Teatro della Fortuna). La nicchia centrale (con la statuetta in pietra di S. Paterniano, la cattedra e
il ricco tortiglione) risale ai primi anni del secolo XIV. Le due nicchie laterali (con le statuette in cotto
di S. Fortunato e S. Eusebio) e la classica incorniciatura in pietra (opera dello scalpellino Giovanni
Bosso) sono invece posteriori al 1525.
61
DIOCESI DI FOSSOMBRONE
Brevi cenni storici
Fossombrone, l’antico Forum Sempronii, sembra derivare il suo nome dal triumviro Caio Sempronio Gracco, che fu in questi luoghi nel 133 a.C. per l’applicazione
della Legge Agraria. L’abitato romano, che sorgeva alquanto più ad oriente e precisamente dove oggi vi è la frazione di San Martino del Piano, fu ben presto Municipium.
La città romana, essendo attraversata dalla via consolare Flaminia, conobbe nei
secoli I e II d.C. un periodo di floridezza e di splendore, data la sua posizione geografica che la fece centro di commercio, come testimoniano i numerosi reperti archeologici.
Durante la guerra greco-gotica (535-553) si svolsero importanti operazioni militari nei pressi di Forum Semproni che subì ripetute devastazioni dai Goti nel V secolo
d.C. Dopo la vittoria del bizantino Narsete (a. 553, d.C.), Fossombrone passò sotto la
giurisdizione dell’Esarca di Ravenna e, quindi, entrò a far parte della Pentapoli
Annonaria con Urbino, Cagli, Gubbio e Jesi. Completamente distrutto dai Longobardi
di Liutprando (712-744) nel corso dell’VIII secolo, fu ricostruito sul colle dominante
la città attuale. Nel 999 dall’imperatore e re di Germania Ottone III (980-1002) fu
donato al Pontefice Silvestro II (999-1003) e nei primi anni del 1200, sotto il pontificato di Innocenzo III (1198-1216), divenne feudo di Azzo VI d’Este (m. 1212), dal
quale passò successivamente ai figli, primo, Aldobrandino,(morto avvelenato nel
1221) e, poi ad Azzo VII (m. 1264), al Vescovo Monaldo ( in feudo concesso per tre
anni) e ai Malatesti di Rimini. Con Ferrantino e Pandolfo Malatesti iniziò a
Fossombrone il dominio malatestiano che durò dal 1340 al 1445.
Da Galeazzo Malatesti, signore di Pesaro, Fossombrone fu venduto per 13.000
fiorini d’oro a Federico di Montefeltro, duca di Urbino, nel 1445, e di Montefeltro
passò nel 1508 ai Della Rovere, duchi di Urbino, e vi rimase fino al 1631, anno in cui
con il Ducato di Urbino fu riunito agli Stati della Chiesa, Durante il dominio dei
Montefeltro e dei Della Rovere, Fossombrone attraversò un periodo di particolare floridezza e di rinnovamento edilizio: sono di quel periodo tre corti ducali (alta, bassa e
rossa), la facciata a bugnato fiorentino del palazzo vescovile ed importanti edifici privati.
Fossombrone è stato il centro più importante della media valle del Metauro; nella
sua lunga storia è stato sempre centro amministrativo ed economico per le popolazioni del territorio circostante: anche con le fiere e con i mercati, prima come municipio
romano e poi come comune autonomo e quindi come importante centro malatestiano
(1334-1445) e del ducato urbinate (1445-1631)
Dal 1631 Fossombrone fece parte dello Stato Pontificio fino al 1861, anno in cui,
come le atre città delle Marche, entrò a fare parte del Regno d’Italia (1861).
La sua economia, oltre che sull’agricoltura fiorente, ha fatto perno su importanti attività artigianali, favorite anche dalla possibilità di utilizzo delle acque del fiume
Metauro: vi ebbero grande sviluppo l’arte della lana (cardatura, filatura, tessitura e tintura), la lavorazione del cuoio, le cartiere ed infine la produzione della seta. Tutto ciò
ha modellato il volto della Città e della comunità forsempronese: chiese, palazzi gentilizi, edifici civili e religiosi, le ricche raccolte museali (Parco Archeologico, Museo e
Pinacoteca Vernerecci, Casa Museo e Quadreria Cesarini, di cui la città si è dotata).
63
L’annuncio del Vangelo di Cristo a Fossombrone sembra che si possa datare nel
III secolo d.C. per opera di S. Feliciano di Foligno. I primi martiri della Chiesa forsempronese si hanno durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano (248305).Le ossa dei martiri Maurenzio, Fravita, Urbano, Vincenzo e Martiniano sono conservate nella Cattedrale e quelle dei martiri Aquilino, Gemino, Gelasio, Magno,
Donato e Timoteo nella chiesa di S. Filippo. Se il martirologio geronimiano è attendibile, come sembra che lo sia, l’origine della Sede vescovile a Fossombrone risalirebbe
alla fine del III o all’inizio del IV secolo e il primo Vescovo sarebbe stato il martire
Timoteo. Non si è però nel campo della verità storica, ma della leggenda.
Si sa invece con certezza che, alla fine del V secolo il Vescovo Innocenzo, partecipando a Roma ai sinodi indetti dal Pontefice S. Simmaco I (498-514), si firmò
“Innocentius Episcopus Ecclesiae forosemproniensis” (501 e 502 d.C.).
A partire dal Vescovo Innocenzo molti altri vescovi di Fossombrone nei millecinquecento anni di presenza della Sede vescovile hanno firmato presenze in Sinodi e
Concili, hanno compiuto missioni straordinarie in nome di Sommi Pontefici, ma
soprattutto hanno retto la Diocesi con profondità di dottrina, con santità di vita, con
capacità di governo, sono stati animatori di un’illuminata pastorale in mezzo al clero
ed ai fedeli; alcuni si sono resi celebri in campo letterario e scientifico, come si noterà
nella loro cronotassi. Dal clero della Diocesi forsempronese furono scelti sacerdoti e
consacrati vescovi per reggere altre Diocesi; da questo clero vennero santi parroci per
la Diocesi. Di questa città furono i fratelli Ludovico e Raffaele Tenaglia, che insieme
con Bartolomeo da Bascio, diedero vita alla nuova famiglia francescana dei Padri
Cappuccini. A Fossombrone furono celebrati quattro capitoli generali di questi Padri
e, precisamente, nel 1540, nel 1547, nel 1549 e nel 1565.Nel convento dei Padri
Cappuccini di Fossombrone visse per lungo tempo, morì ed è venerato il Beato
Benedetto Passionei (1560-1625), figlio della nobile famiglia Passionei di questa città,
oriunda da Urbino, che ha dato alla Chiesa altri figli illustri tra cui Domenico (16821761), rappresentante della Santa Sede alla conferenza di Utrecht (1712), poi Nunzio
Apostolico in Svizzera (1721-1730) e in Austria, a Vienna (1730-1738) e, infine,
Cardinale e Segretario dei Brevi Pontifici (1738-1762); Benedetto (1719-1787), protonotario apostolico e canonico di San Pietro e infine segretario della Congregazione
delle Acque, fu il munifico donatore della sua Biblioteca personale alla “Gioventù
Studiosa della Città di Fossombrone”, (aperta al pubblico il 19 Aprile 1784). La città
ha dato i natali a molti personaggi illustri nelle lettere, nelle arti e nelle scienze. Tra i
tanti degni di memoria sono: Ottaviano Petrucci (1466-1539), l’inventore dei caratteri
mobili per stampare la musica; Giacomo Pergamino (1531-1635), sacerdote e grande
lessicologo (Il Memoriale della lingua italiana); Giovanni Francesco Guerrieri (1588?1657), pittore di fama e risonanza mondiale; Augusto Vernarecci (1847-1919), sacerdote e storico della città; Anselmo Bucci (1887-1955), pittore ed incisore.
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Pianta prospettica di 'Forum Sempronii (vulgo Fossombrone)' inserita nel Theatrum Civitatum et admirandorum Italiae di Giovanni Jansonius Blaeu detto Blavius Jr., copia ristampata ad Amsterdam dal
Mortier nel 1690.
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Antico campanile e facciata della nuova Cattedrale di Fossombrone dedicata a S. Maurenzio e compagni. Già abbazia benedettina, la chiesa è stata interamente ricostruita tra il 1772 e il 1784 su disegno del
noto architetto imolese Cosimo Morelli. Di stile neopalladiano la suddetta facciata è tripartita da alte
paraste binate con parte centrale molto sviluppata.
Foto d'archivio dell'antico Palazzo Vescovile con caratteristico
paramento rinascimentale a bugnato (sec. XV).
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Vasto interno a pianta basilicale
(tre navate) della Cattedrale di
Fossombrone. Gli altari marmorei
furono eseguiti dagli scalpellini di
S. Ippolito su disegno dell'architetto Andrea Vici. Nel pavimento
della navata di destra è visibile una
meridiana tracciata nel 1780 dal
matematico Sempronio Pace.
Degno di nota è un affresco raffigurante la "Madonna della
Provvidenza", opera del sec. XIV
di Guido Palmerucci (prima cappella a sinistra). Le altre cappelle
hanno tele di Simone Cantarini,
Giuseppe Concioli, Gianfrancesco
Guerieri e Claudio Ridolfi. Le
decorazioni della cosiddetta
Cappella della Misericordia (la
seconda sulla destra) furono realizzate nel 1849 su disegno del noto
architetto modenese Luigi Poletti.
Antico dossale scolpito in pietra arenaria delle Cesane dal fiorentino Domenico Rosselli nel 1480. Diviso
in cinque nicchie con elegante semicatino a conchiglia è caratterizzato da altrettante figure (al centro la
Madonna seduta con il Bambino, ai due lati i Santi Aldebrando, Pietro, Paolo e Biagio) e sottostante
predella con caduta di Simon Mago, Miracoli di S. Aldebrando, Presepio, caduta di S. Paolo e Miracolo
di S. Biagio. L'artistico complesso scultoreo, già sull'altare maggiore della vecchia Cattedrale, presenta
tracce di policromia in oro e azzurro ed è oggi conservato all'interno della sagrestia dei canonici.
67
Sant’Aldebrando
Protettore
Aldebrando, forse della famiglia dei Faberi, nacque a Sorrivoli nei pressi di
Cesena, circa il 1170.
La storia non ci tramanda notizie del padre e della madre. Poco si sa anche della sua
fanciullezza e giovinezza. E’ certo però che, ancora giovane, fu avviato agli studi grammaticali. Nel Monastero di S. Maria di Porto a Ravenna Aldebrando imparò le arti
liberali, si dedicò allo studio della Teologia, del Diritto Canonico, discipline nelle quali,
in seguito, si mostrò espertissimo.
A Santa Maria di Porto Aldebrando, convinto della vanità delle cose terrene, si
mise sotto la regola di un certo Pietro, detto il “peccatore”, regola fatta di preghiera,
di studio, di penitenza, che Aldebrando visse alla perfezione, temprando e preparando il suo animo per un sacerdozio genuino e per un apostolato ardente. Un documento del 12 Giugno 1199 mostra Aldebrando già suddiacono e canonico portuense. Poco
dopo, o alla fine del 1199 o nel 1200, fu ordinato sacerdote, forse all’età di 25 o 30
anni. Ben presto la sua personalità emerse e per santità di vita e per dottrina.
Circa il 1220, i canonici di Rimini, trovandosi privi del Proposto, si rivolsero al
Rettore dello Studio di Porto per avere una persona degna. I canonici portuensi, riunitisi in consiglio, proposero a capo del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di
Rimini Aldebrando, il quale accettò l’incarico.
A Rimini era già diffusa in più parti della città la setta dei Patarini, scesi da Milano,
e la città era sotto il peso dell’interdetto pontificio sia per aver dato ricetto a tanti eretici sia per aver introdotto negli statuti ordinanze contrarie alla libertà ecclesiastica.
Essendo per l’interdetto proibito celebrare e predicare nelle chiese, con coraggio e
fermezza Aldebrando incominciò a predicare nelle piazze confutando gli errori e
riconducendo eretici alla verità della fede. Aldebrando chiamò in aiuto il famoso francescano sant’Antonio da Padova: qui fu tenuta la straordinaria predica ai pesci, che in
grande quantità si misero ad ascoltare Antonio.
Aldebrando, non curante delle persecuzioni e delle minacce, anche con pericolo
della vita, continuò a predicare fino all’anno 1230, anno in cui, morto il Vescovo
Monaldo, il Capitolo e il popolo fossombronese lo richiesero come Vescovo della città
e Diocesi di Fossombrone. Aldebrando, nella sua profonda umiltà, riconosciuta in
quella proposta la volontà del Signore, si rese disponibile ad assumere quella grande
responsabilità. La sua nomina a Vescovo fu confermata da Papa Gregorio IX (12271241). Aldebrando, alla sua venuta a Fossombrone, trovò squallore e rovine, essendo
stata la città devastata e in gran parte distrutta dai Fanesi nel 1217-1218. Il nuovo
Vescovo si accorse subito che, oltre la chiesa di pietra, c’era da ricostruire la chiesa
delle anime: a questa soprattutto rivolse il suo ministero episcopale. Aldebrando fu
uomo eminente: per la sua intelligenza profonda e aperta alla verità, per la volontà
tenace, per il grande cuore, per la santità e austerità di vita, per la capacità di governo,
per il grande amore alla giustizia, per la saggezza, per la prudenza e per l’equilibrio. Fu
difensore della verità e si dimostrò tale sia impegnandosi con tutte le sue energie nella
confutazione delle eresie diffuse nel riminese dai “Patarini” sia nella catechesi e nella
predicazione che teneva ai fedeli della sua Diocesi.
Aldebrando prese su di sé l’«opus» episcopale, di cui parla l’apostolo Paolo, e lo
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portò a termine come soltanto un santo della sua statura poteva portarlo. Verso la metà
del secolo XIII, dopo una vita di estenuanti fatiche e di penitenze, nella luce di autentici miracoli e tra il pianto dei fedeli, il Pastore buono rese l’anima a Dio, forse nel
1250. Il suo popolo lo venerò come santo: cessò così di essere semplicemente il
Vescovo e cominciò ad essere il Protettore. La Città lo celebra come protettore, con
rito solenne, ogni anno il primo di maggio.
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Tela del veronese Claudio Ridolfi (1570-1644) raffigurante la “Madonna, S. Anna, S.
Aldebrando e il panorama della Città di Fossombrone” (1629 ca.) attualmente collocata
nella quarta cappella di destra della ricostruita Cattedrale forsempronense.
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Esterno della chiesetta del sec. XVIII dedicata al vescovo forsempronese S. Aldebrando. È posta all'interno del recito dell'antica rocca malatestiano - feltresca i cui ruderi dominano la città dall'alto del colle
della Cittadella. All’interno, sull parete di sinistra, si conservano affreschi riproducenti miracoli di S.
Aldebrando come riportato nella foto seguente.
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Affreschi superstiti che ornano all'interno una parete della chiesetta di S. Aldebrando.
Commissionati dai Malatesti, gli affreschi furono eseguiti nella prima metà del sec. XV dal ferrarese Antonio Alberti e raffigurano quattro miracoli attribuiti al Santo (il miracolo della quaglia,
quello delle ciliegie, quello dello storpio e quello della campana).
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