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TERAMANI n. 103

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TERAMANI n. 103
n. 103
Ottobre 2014
mensile di informazione in distribuzione gratuita
CI MANCHERAI!
ENZO
DE ROSA
STEFANIA
PEZZOPANE
SAN PIETRO
ALLA IENCA
pag. 6
pag. 14
pag. 26
SOMMARIO
n. 103
3
I traditori ai tempi di Whatsapp
4
Teramo Culturale
6
Il ricordo di Enzo De Rosa
8
Paolo Di Sabatino
10
La giornata nazionale del Trekking Urbano
12
Alienamento
14
Il selfie service di Stefania Pezzopane
15
Dura Lex Sed Lex
18
Leggere ad alta voce in classe
20
Musica
22
Il libro del mese
l’Editoriale
I traditori
ai tempi
di WhatsApp
C
di
Maurizio
Di Biagio
co dall’elettore, una rappresentanza di
cui gli amministratori con tanta faccia
tosta evadono sempre con maggiore
facilità. Ma tutto ciò, anche se grave,
non è il maggiore dei mali. Nell’era di
WhatsApp è venuto meno il contributo
di ciascuno all’interno del partito e delle
formazioni politiche: “Non vado alle
riunioni perché vedo sempre le stesse
ommentare le recenti elezioni
(poche) facce” è la scorata ammissio-
provinciali potrebbe apparire un
ne di un amministratore locale. Si è
esercizio sterile o quanto meno
arrivato al punto che si amministra un
banale, dal momento che non resta che
partito politico come si fa con una cosca
tratteggiare un’amara chiosa sullo stato
mafiosa, con la partecipazione collettiva
precario di una politica sull’orlo di una
e organica che si libra lontano nei mari
23
L’Oggetto del desiderio
24
Cinema
26
San Pietro alla Ienca
crisi di nervi. Nella vittoria di Renzo Di
del Sud e con la voce del padrone che
28
Calcio
Sabatino della formazione del centrosi-
diventa legge per pochi adepti. C’è del
30
Pallamano
nistra e nella relativa sconfitta del sin-
marcio nelle sedi politiche. C’è della
daco di Atri, Gabriele Astolfi, si ravvisano
pericolosa rassegnazione nei politici
tutti i sintomi di un corpo in avanzato
all’era dei social network. C’è il salto
stato di putrefazione. Si è molto parlato
della quaglia, come ha definito Astolfi
nel dopo voto della funzione principale
le azioni dei traditori nella campagna di
dei franchi tiratori, una quarantina nel
ottobre persa malaccio, malgrado il suo
www.teramani.info
centrodestra, una ventina nella fazione
centrodestra avesse una buona superio-
scriveteci a
opposta, su 576 votanti, tanto che alla
rità numerica sulla carta. C’è soprattutto
vigilia l’assessore regionale Dino Pepe
molta inettitudine, approssimazione
fu facile profeta quando pontificò che
nell’uomo della politica 2.0 dell’era
l’elezione sarebbe stata vinta da chi ne
veloce di WhatsApp. Il tradimento è solo
avrebbe avuti meno. Voti che peraltro
il sintomo di una malattia più profonda.
vagavano da una parte all’altra, pugnala-
E del cambiamento in atto. La storia
te alle spalle che si sono ripetute come
insegna che quando ci si stufa della
gocce cinesi, senza che si sia tenuto in
partecipazione politica, all’orizzonte non
giusto conto il mandato fornito al politi-
si profila mai nulla di buono.
è possibile scaricare il pdf di questo e degli altri numeri dal sito web
[email protected]
Direttore Responsabile: Biagio Trimarelli
Redattore Capo: Maurizio Di Biagio
Hanno collaborato: Mimmo Attanasii, Maurizio Carbone,
Maria Gabriella Del Papa, Maurizio Di Biagio, Maria
Gabriella Di Flaviano, Carmine Goderecci, Cristina
Marroni, Silvio Paolini Merlo, Antonio Parnanzone,
Leonardo Persia, Sirio Maria Pomante, Sergio
Scacchia, Rossella Scandurra, Massimiliano Volpone.
Gli articoli firmati sono da intendersi come libera espressione
di chi scrive e non impegnano in alcun modo né la Redazione
né l’Editore. Non è consentita la riproduzione, anche solo
parziale, sia degli articoli che delle foto.
Impaginazione: Imago Comunicazione
Periodico Edito da “Teramani”, di Marisa Di Marco
Via Paladini, 41 - 64100 - Teramo - Tel 0861.250930
per l’Associazione Culturale Project S. Gabriele
Organo Ufficiale di informazione
dell’Associazione Culturale Project S. Gabriele
Via Paladini, 41 - 64100 - Teramo - Tel 0861.250930
Registro stampa Tribunale di Teramo n. 1/04 del 8.1.2004
Stampa: Gruppo Stampa Adriatico
Per la pubblicità: Tel. 0861 250930
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Teramani è distribuito in proprio
3
di
4
n.103
Silvio
Paolini Merlo
Teramo Culturale
Marco Levi
Bianchini
e gli albori della psicoanalisi italiana
T
[email protected]
Antonio Rezza, direttore del manicomio provinciale di Fermo.
La notizia veniva subito comunicata a Freud, il quale rispondeva
con una lettera di auguri e la proposta di affiliazione all’Associazione Psicoanalitica Internazionale. L’annuncio venne esteso
a tutte le maggiori riviste scientifiche italiane e straniere, nonché alle presidenze delle società consorelle inglese, statunitense, olandese, svizzera, austriaca, tedesca, ungherese, indiana,
russa e polacca. Malgrado questo, l’evento è stato a lungo
misconosciuto in sede storiografica. In molte delle ricostruzioni
tutt’ora correnti la data e la sede dell’associazione divengono
altre, posticipate a quando, il 1° ottobre 1932, la Società veniva
trasferita da Weiss a Roma. Solo allora alla Società si aggiunse
un organo ufficiale con la «Rivista Italiana di Psicoanalisi», malgrado il suo primo statuto risultasse di alcuni mesi precedente
e dunque sia da attribuire alla fase teramana. Quanto si è detto
nel merito a suffragare la tesi contraria è, quasi certamente,
ra le figure non teramane legate in qualche misura alla
l’opionione che Weiss e lo stesso Freud ebbero sempre nei
storia culturale della città quella del medico psichiatra
riguardi di Levi Bianchini, ritenuto da entrambe poco più di un
Marco Levi Bianchini, ottavo direttore dell’Ospedale
estroso dilettante, capace di promuovere della nuova scienza
Psichiatrico di Teramo tra il 1924 e il 1931, resta per molti
le forme più che i contenuti. Il sospetto avanzato da Moschetta
versi una delle più sintomatiche a riprova di una vocazione
nel convegno teramano del 1995 è tuttavia un altro e rinvia
frustrata all’emancipazione dal proprio destino di confinamen-
piuttosto all’essere Bianchini rimasto sempre lontano dai
to provincialistico. Ogni teramano, ogni abruzzese conosce la
principali centri culturali, diviso come fu tra gli incarichi nel
lunga storia del manicomio di Teramo, un storia iniziata nel
teramano, quello a Nocera Inferiore e in altre località periferi-
1323 come ospizio dedicato a Sant’Antonio Abate, divenuto
che. Anche a voler minimizzare l’adesione al fascismo, la significativa partecipazione alla
nel corso del Novecento
il più grande manicomio
del centro-sud Italia e
Marco Levi Bianchini
1875-1961
costituzione del Fascio
teramano, che appare in
tra i maggiori d’Europa.
effetti alquanto estranea
Istituzione per molti
alla sua formazione libera-
versi ricordata a lungo da
le e giolittiana, suffragata
molti come uno dei pochi
fra l’altro dalla successiva
tratti identitari del nostro
adesione al partito dell’U-
capoluogo. Ma quanti oggi,
nione Nazionale di Giovan-
nonostante i due convegni
ni Amendola, il sospetto
nazionali dedicati a Levi
di Moschetta appare tanto
Bianchini tra il 1995 e il
fondato quanto di ambiva-
2001, il primo dei quali
lente interpretazione.
a Teramo per iniziativa
Figlio di un’agiata famiglia
di Saverio Moschetta,
ebrea di origini veneziane,
abbiamo memoria che la
già assistente volonta-
Società Italiana di Psico-
rio a Firenze e Ferrara,
analisi, tutt’ora esistente,
poi direttore sanitario in
prese vita tra le mura della
Congo e ufficiale medico
biblioteca dell’ospedale
durante il primo conflitto
teramano, momento che
mondiale, prima del suo
segna uno dei capitoli
insediamento a Teramo
fondamentali della storia
Levi Bianchini aveva
della psicoanalisi italiana,
acquisito soprattutto una
ebbene questo è assai più difficile dirlo.
grande esperienza sul campo nella pratica delle osservazioni.
La data esatta è il 7 giugno 1925, e vedeva coinvolti oltre a
E benché avesse sperimentato per qualche tempo trattamenti
Bianchini un altro allievo italiano di Freud, Edoardo Weiss,
che si prefiggevano di andare oltre i tradizionali mezzi di costri-
allora primario al frenocomio civico di Trieste. Il primo comitato
zione e repressione, i risultati maggiori sul piano sperimentale
direttivo veniva composto da Weiss, nel novembre successivo
restano principalmente quelli editoriali, specie quelli conseguiti
proclamato presidente della società, da Bianchini stesso e da
come curatore della traduzione italiana delle prime conferen-
applicazione sperimentale del metodo
arginare l’indistinta confluenza delle più
freudiano. Ad aggravare la difficile
diverse patologie, molte delle quali allo-
situazione al momento dell’insediamen-
ra pressoché sconosciute, cui l’istituto
to di Bianchini si aggiunsero il sovaf-
avrebbe dovuto sopperire.
follamento della struttura, che dopo
Tanto dimostra la sua vicenda stori-
il trasferimento di numerosi pazienti
ca, sviluppatasi lungo sette secoli e
dallo psichiatrico di Aversa giungerà ad
tracciante un percorso senza soluzione
ospitare un migliaio di ricoveri. Quanta
di continuità che dall’originario ospizio
effettiva ricerca sia stata effettuata
di ricovero per bisognosi e indigenti, al
allora, e quanta soprattutto ne sia
quale seguirono la Congregazione di
realmente stata fatta in seguito, fino alla
carità del 1862, gli Ospedali ed Istituti
definitiva chiusura del presidio nel 1998,
riuniti del 1937 sino all’attuale Azienda
ze freudiane. Tuttavia Levi Bianchini fu
è facile immaginare. Essa peraltro emer-
sanitaria locale, ha mantenuto costan-
pur sempre esponente di spicco della
ge in tutta la sua chiarezza dalle stesse
te la sua fisionomia e le sue naturali
propria generazione e mente di qualche
recenti testimonianze di Moschetta,
vocazioni. Tutte di profilo essenzial-
valore se nel 1922, a Berlino, egli poté
ultimo dirigente dell’istituto e incari-
mente assistenziale. In linea dunque
essere il solo con Weiss a rappresentare
cato dal 1993 del graduale processo
con quella complessiva concezione
l’Italia al settimo Congresso Internazio-
di deospedalizzazione. Le dimensioni
degli istituti psichiatrici come luoghi di
nale di Psicoanalisi. Questo per tacere
numeriche dell’istituto erano tuttavia
contenimento sociale, di argine più che
Bibliotecadell’ospedale psichiatrico
delle iniziative che lo avevano visto
di comprensione e di prevenzione, che
capeggiare una delle più prestigiose
fu legata in modo strutturale al sistema
riviste di settore, l’«Archivio generale di
sanitario nazionale. Il passaggio finale
Neurologia, Psichiatria e Psicoanalisi»,
all’attuazione del cosiddetto «tratta-
pubblicata a Teramo dal 1924 al 1930.
mento sanitario obbligatorio», sancito
Le ragioni di questa trascuratezza critica
e regolamentato dalla Legge Basaglia
denotano semmai l’eco di una situazio-
del 1978, determinò il primo vero
ne di carenza generale nella diffusione
passaggio a una visione più moderna
della nuova disciplina in Italia, per un
dell’impostazione clinica nell’assistenza
verso avversata dalla tradizione positivi-
psichiatrica. Fino a quel momento, se
sta cui inizialmente anche Levi Bianchini
non proprio del tutto assente, di certo
aveva aderito, formatosi a Padova e non
poco incentivata e dunque notevol-
immune alle dottrina lombrosiana, e
mente sottosviluppata. Tutto questo
per altro verso dovuta alla situazione di
pone inevitabilmente la figura di Levi
tensione politica internazionale seguita
Bianchini come un momento di incontro
al 1938 con la promulgazione delle leggi
tra due mondi contrastanti, quello della
razziali. Da quel momento, l’allineamen-
psichiatria e quello della psicoanalisi. Il
to delle politiche fasciste con quelle del-
primo a vocazione clinico-farmacologi-
la Germania nazista avevano decretato
ca, il secondo a vocazione socio-tera-
lo scioglimento d’autorità della Società
peutica. In lui si sommarono insomma le
in quanto affiliata a un’associazione
due facce di questo vasto mondo della
internazionale, azione che conduceva a
scienza medica, mai del tutto conciliate
sostituire di fatto la psicoanalisi con una
e forse inconciliabili, divise tra la visione
sorta di psicoterapia ariana. E solo con
del malato mentale come diversità da
una certa approssimazione potrebbe
tali, 32.000 metri quadri calpestabili, un
segregare, e quella che vi ha cercato
dirsi marginale la frequentazione avuta
centinaio di infermieri, 5 medici stabili,
e vi cerca una chiave di accesso alla
da Levi Bianchini di molti dei maggiori
oltre a una schiera di inservienti, ma-
personalità.
istituti psichiatrici tedeschi e la conse-
nutentori, cuochi e impiegati destinati
guente vicinanza alla nuova psichiatria
ai più diversi compiti, da assicurare
di Emil Kraepelin. Gli studi di quest’ulti-
una certa solidità tanto amministrativa
mo sulla demenza precoce e le manie
quanto terapeutica a tutto il complesso.
depressive avevano inflitto in quegli
Che, in qualche misura e per certi versi,
anni una spaccatura profonda nei me-
proseguì nella sua opera di cura. Anche
todi della psichiatria italiana, di cui Levi
in questo molto si deve all’intervento
Bianchini è un po’ il risultato irrisolto.
di Bianchini, benché il Dispensario di
Oltre a questo, resta il dato di fatto di
igiene mentale, da lui istituito nel 1928,
una struttura, quella teramana, rimasta
tra i primi in Italia, finalizzato com’era
per tutto il tempo un ospizio di degenza
a prevenire casi gravi e contenere rico-
e in seguito un comune luogo di interna-
veri, potrebbe facilmente essere letto
mento più che un centro di analisi e di
a sua volta come un abile tentativo di
Padiglione di
Porta Melatina
5
n.103
di
6
Il Ricordo
n.103
Enzo De Rosa
Il Sindaco di Castelli
I
Maurizio
Carbone
[email protected]
Artias, Marotta, Picasso e, collettive di artisti/ceramisti contemporanei, le
Rassegne dedicate alla maiolica ‘storica’ come l’Antica Ceramica da Farmacia di Castelli, la Straordinaria Fucina dell’Arte, oltre a Castelli, veicolate
in locations come Roma (Pal. Venezia), Pescara (Museo Genti d’Abruzzo),
Teramo (Banca di CC). Gli interessi della comunità locale, sono sempre stati
la priorità del Sindaco De Rosa, l’Istituto d’Arte (oggi Liceo Artistico del
Design), sede prestigiosa di innumerevoli incontri istituzionali, convegni,
tavole rotonde, congressi. Rieletto Sindaco nel 2011 – lista Bella Castelli –
in questi anni, ha continuato l’incessante attività di relazioni, promozione,
programmazione e organizzazione a vario titolo, uno degli ultimi Progetti,
l 26 settembre a Castelli, si sono svolti i funerali del Sindaco Enzo De
I Borghi dell’Accoglienza, (rel, Arch. Pietro Iaconi), vede Castelli, Comune
Rosa, scomparso il giorno prima. Piazza Roma, a stento è riuscita a
capofila di un’iniziativa di grande valenza sociale e culturale, se oppor-
contenere il bagno di folla presente per l’ultimo saluto al primo cittadi-
tunamente finanziato e supportato, potrà avere esiti che, forse, neanche
no della località famosa per la plurisecolare produzione della ceramica
riusciamo ad immaginare. Sappiamo come gli esiti del Sisma dell’Aquila
artistica. Una folla commossa e attonita, rappresentanti delle Istituzioni,
– 06/04/2009, abbiano reso inagibile la struttura museale di Contrada Con-
Regione, Provincia, Comuni, Enti, Associazioni, sequenza numerosa di
vento, uno dei primi atti della Consiliatura De Rosa, ha reso fruibile la pos-
bandiere e gonfaloni, segno evidente di condivisione e rispetto della figura
sibilità di restituire (anche se parzialmente), la visione delle Opere storiche
di Enzo De Rosa. Nativo di Villa Petto di Colledara, giovanissimo, era stato
del Museo, utilizzando l’ampia sala del Palazzo Municipale dell’Artigianato,
‘adottato’ dal paese, nel quale aveva formato la famiglia, la moglie Ivana,
salita Paradiso, nel centro storico, sede in questi 3 anni di altre mostre
le due figlie, Evandra e Fabiana. Ragazzo estroso e vivace, cimentandosi
(Tonino Guerra, Mostre fotografiche, Donazione Durigon). Altro grande risul-
con la ceramica, in breve tempo aveva saputo delineare le coordinate di
tato, recentissimo, che purtroppo l’improvvisa scomparsa, gli ha negato,
uno ‘stile’ personale e originale, dopo un breve intervallo, era rientrato a
l’attenzione riservata alle “chicchere” per il cioccolato durante il 1st Inter-
Castelli, realizzando la carriera professionale e politica. Eletto Sindaco in
national Congress on Chocolate & Cocoa in Medicine – Firenze, 26/27 sett.
un primo mandato 2001 – 2006, con il suo carattere schietto e cordiale, da
2014, imprevedibile esito del Convegno Cioccolato e Chicchere di Castelli,
subito aveva impresso la svolta all’Ammini-
2011, Liceo Art. Grue, gli autorevoli interventi
strazione Comunale, franco, diretto, concreto,
dei relatori, Dott.ssa Lucia Arbace (Sovrin-
di grande comunicativa, conseguiva risultati
tendenza BSAE-Abruzzo), Dott. Vincenzo De
tangibili frutto dell’innato intuito. Come non
Pompeis, Storico e Ceramologo, portarono
ricordare la prima edizione del Castelli di
all’incredibile risultato di Castelli come centro
Natale, il fantasioso addobbo degli alberi di
produttore esclusivo del Regno di Napoli (e
Natale con le palline in ceramica, divenute
non solo), delle famose chicchere, nell’ultimo
poi ‘famose’, veicolate dal Parco Gran Sasso–
quarto del ‘600 e, tutto il ‘700, in piena epoca
Monti della Laga, e, gli eventi concertati con
barocca! Senza il suo geniale intuito, nell’aver
l’Ass.ne Project San Gabriele, editrice di
organizzato il Convegno, tutto questo non
questo mensile. Alberi fasciati e colorati dalle
ci sarebbe stato. Le chicchere, sono state
palline, falò accesi negli angoli caratteristici
portate alla ribalta nazionale (ChocoModica,
del borgo e, il Presepe Monumentale dell’I-
RG – 2013, Cioccolentino, Terni – 2014), e
stituto d’Arte “F.A. Grue” allocato sul sagrato
internazionale, Bruxelles, Strasburgo, Parigi…
della chiesa madre di S. Salvatore, un’oppor-
Il credito di cui godeva il Sindaco De Rosa, ha
tuna ‘nevicata’, rese il tutto ancor più sug-
avuto l’ultimo riconoscimento anche presso
gestivo e magico, con la presenza a Castelli
l’AiCC – Associazione Italiana Città della Ce-
come testimonial dell’iniziativa, di Franco
ramica, all’ultima convocazione del Direttivo
Nero: irripetibile! Altro risultato eclatante, la
e Assemblea generale del 27 settembre 2014
realizzazione del volume Castelli, natura, arte,
a Cerreto Sannita (BN), è stato ricordato con
storia (cur. Giovanni Giacomini), compendio ineludibile della realtà locale,
1 minuto di raccoglimento e un intervento dello scrivente per rimarcare il
nei suoi molteplici aspetti, come recita il titolo medesimo. La concerta-
suo impegno con l’Associazione stessa. Tante, innumerevoli, forse troppe,
zione delle iniziative, portava a risultati clamorosi, il prestigioso museo
sono state le iniziative, gli impegni assunti, i Progetti, le idee e quant’altro,
dell’Ermitage di San Pietroburgo, con il Comitato Teramano delle Mostre
per essere riferite in queste pagine, non renderebbero il giusto merito per
Antiche e Moderne, dedicava la grande Mostra (dic. 2005 – feb. 2006) delle
l’energia profusa nel mandato amministrativo. Personaggio singolare, ‘fuori
maioliche castellane raccolte dagli zar, nella bellissima città del nord della
dagli schemi’ della politica (almeno, per come la conosciamo), schietto, in-
Russia, permettendone la visione a Castelli nell’estate dello stesso anno. Il
formale, “servo del popolo”, come lo ha ricordato Mons. Seccia, Vescovo di
paese intanto, entrava nel ristretto numero dei Borghi più belli d’Italia, club
Teramo-Atri, durante l’omelia, rimarcando i suoi trascorsi di valente pitto-
esclusivo (sono solo 3 in provincia di Teramo, 20 in Abruzzo), rendendolo
re-ceramista. L’acutezza di vedute di cui era dotato, porta a riferire, un altro
ancor più attrattivo ai turisti/visitatori. L’attività del Museo delle Ceramiche
episodio: dalla conoscenza quasi occasionale di Mr. David Moss, scaturì
evidenziava iniziative di grande spessore e valenza culturale: mostre di
quasi a costo zero, la memorabile ‘serata concert’ del gruppo Hotel Califor-
nia-Eagles, agosto 2013, folla oceanica che non
dell’Aquila, non ha avuto conseguenze ancora
si può dire senza ombra di dubbio che, non
si registrava a Castelli da tempo immemore, in-
più nefaste, giova ricordare come si deve allo
stava mai fermo, 10 ne faceva, 100 ne pensava!
credibile! Preferiamo ricordarlo così, sorridente,
stesso De Rosa, il reperimento dei fondi per
Cos’altro aggiungere? Il pensiero conclusivo
creativo, geniale, come non ricordare ancora,
la ristrutturazione del monumento principe di
va rivolto all’affetto dei suoi cari, gli amici lo
i Fuochi di Vigna (decanter e bicchieri per il
Castelli, la Cona San Donato, Cappella Sistina
ricorderanno così, sempre pronto e disponibile,
vino), l’idea della scultura/albero di Natale in
della Ceramica. Conoscendo la sua ostinazione
a ‘disagio’ nella sedia dell’Ufficio del Sindaco,
piazza, Arch. Nicola Di Giuseppe (anche lui pre-
e pervicacia, per i Progetti del territorio sotto
l’intera comunità castellana, da oggi (forse) si
maturamente scomparso), addobbate con le
montano, vedi la Forca di Valle-Prati di Tivo
sentirà umanamente più povera, di certo, un
multicolorate ‘palline natalizie’. Se il terremoto
(collegamento veloce), il Periplo del Gran Sasso,
po’ più sola, ciao Enzo!
Alcuni che lo hanno conosciuto...
Desidero partecipare al dolore per la scom-
scritte su Castelli…
parsa del sindaco De Rosa, con cui mi sono
Enzo viveva per la sua Città, per l’arte
trovato insieme a Castelli e a Faenza per
castellana, per i ceramisti castellani e, in
lavorare a comuni progetti per la ceramica,
tutti i modi cercava di ampliare la visibilità
in ultimo per la grande iniziativa del Quarto
di Castelli: successo colto anche recen-
Cielo o Cielo d’Italia.
temente con il circuito “Borghi più belli
È giusto quindi insieme fare memoria.
Everardo Minardi (Uni Teramo)
Del sindaco di Castelli, Enzo De rosa, dell’amico Enzo ricorderò la passione e l’ambizione. Due peculiarità che l’hanno caratterizzato per tutta la vita. La passione per l’arte
ceramica, la sua Castelli e il territorio del
Gran Sasso e l’ambizione di volerlo rendere
il punto di riferimento per tutti coloro che
dell’arte ceramica ne fanno momento di lavoro e di arte. Un ricordo indelebile.
Ho conosciuto Enzo De Rosa nel 1991, durante un soggiorno a San Pietroburgo per
l’inaugurazione, all’Ermitage, di una sala
interamente dedicata al grande scultore
Venanzo Crocetti.
L’organizzatore del viaggio era un altro
appassionato di arte ceramica e con grandi interessi culturali: il compianto On. Antonio Tancredi.
Solo lui riusciva a indirizzare e incanalare, nel verso giusto, il prorompente entusiasmo di Enzo. Da allora quante mostre,
d’Italia”.
Noi abbiamo fatto qualcosa per Castelli,
Lui tantissimo.
Auguro alla comunità castellana di trovare chi raccolga la sua grande eredità
assieme alla forza per portare avanti i
progetti tracciati con la condivisione, l’entusiasmo e la tenacia che lui metteva in
ogni iniziativa.
Caro Enzo, Ti accolga il Cielo (quello eterno) su una soglia di maiolica, ovviamente
di Castelli.
quanti successi, quante migliaia di parole
Alessandro Maria Caccia
Il Consorzio di Tutela del Cioccolato di
biremo la cioccolata calda nelle tazze di Ca-
il modo di sapere individuare e sciogliere
Modica esprime il proprio cordoglio per la
stelli riproduzione fedele di quelle del ‘700.
i nodi di un problema anche complesso e
prematura scomparsa dell’Amico Enzo De
Vicini nel dolore, rinnoviamo sentite condo-
presentarlo come fosse elementare. Per-
Rosa Sindaco della Città di Castelli.
glianze.
sona in apparenza semplice e talora anche
Siriano Cordoni
Le condoglianze più sincere ai familiari e
Consorzio Cioccolato di Modica
un po’ sognante, con gli occhi illuminati da
alla amministrazione Comunale di Castelli
Il Direttore
un intimo sorriso, rivelava in due parole un
che ha perso una guida illuminata, impe-
Nino Scivoletto
profondo intuito e una grande intelligenza,
smussata da una sottile e sommessa iro-
gnata permanentemente a porre Castelli
al centro del dibattito culturale, sociale ed
Sono veramente affranto dalla notizia della
nia, come di chi sa bene “come va il mon-
economico del Paese.
morte del mio caro amico Enzo.
do”. E con gli stessi occhi mostrava i suoi
Profonda e irrefrenabile commozione per la
Persona istrionica e cordiale, sempre sorri-
ariosi paesaggi, le sue ceramiche, le sue ve-
scomparasa di Enzo del quale ci manche-
dente e gentile.
dute dai colori nuovi, quasi sorpreso della
ranno le puntuali telefonate, sempre foriere
Sindaco prorompente e pieno di idee che
sua stessa arte. Ci siamo incontrati l’ultima
di nuove ed esaltanti iniziative.
amava profondamente Castelli, la sua cultu-
volta ai tavolini sulla piazzetta del Comune
Il suo modo di interpretare la funzione di
ra e la sua gente. Mi mancherà molto.
ai primi di maggio per l’organizzazione di
servizio quale cittadino “primus inter pares”
Porgo il mio sentito cordoglio e quella dei
un convengo e di una visita a Castelli. Era il
rappresenti il minimo comune denominato-
miei collaboratori alla sua famiglia.
suo compleanno, ci disse, e abbiamo brin-
re di quanti, nella Sua memoria, si prepare-
Cordialmente
dato. Fu l’ultima volta che ci siamo incon-
ranno a dare continuità alla azione di guida
Paolo Spinelli
amministrativa della città. Noi ricorderemo
trati e ora non posso non ricordare il suo
sguardo compiaciuto, mentre parlavamo
l’amico Enzo de Rosa in occasione della ma-
Ho conosciuto Enzo De Rosa in occasioni
di arte ceramica, di Roma e del suo paese,
nifestazione Chocomodica 2014 alla quale
istituzionali, convegni di studio e incontri
dell’Accademia e degli orizzonti della sua
speravamo potesse direttamente parteci-
durante i quali, pur nel suo ruolo di sindaco,
gente di cui sapeva così bene interpretare
pare, in occasione della iniziativa “Una chic-
ho avuto subito modo di apprezzare la sua
l’anima.
chera di cioccolata calda in casa Grimaldi”
schietta affabilità e la sua capacità di met-
prof. Gabriele Di Francesco
e, come avevamo insieme progettato, sor-
tere a proprio agio l’interlocutore. Stupiva
Università “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara
7
n.103
di
8
Maurizio
Di Biagio
Eccellenze
www.mauriziodibiagio.blogspot.com
n.103
Parola di
Paolo Di Sabatino
Teramo fa bene alla creatività
È
balle di fieno. Raggiungemmo il posto con un fuoristrada a passo d’uomo.
C’erano tutti gli artisti europei e all’interno s’erano formati dei falò perché
faceva freddo: si beveva e si mangiava”.
Teramo e la musica
“Per me un rapporto un po’ conflittuale. Ho fatto anche il promoter nella
mia vita: con grandi sacrifici ho portato in città con l’Interamnia Jazz festival
grandi musicisti. Ci sono tanti appassionati che mi seguono ma mi piacerebbe che le eccellenze di questa città possano essere messe in condizione
di fare bene, di essere conosciute e di poter dare il proprio contributo alla
città”.
Come giudica gli eventi culturali della città?
“Non li condivido, ho stimato Guido Campana per le cose che ha fatto,
seguiva tutto con grande trasporto, però alle cose che aveva organizzato
non riuscivo a partecipare. Non è granché bello vedere a Piazza Martiri un
nato nello stesso giorno di George Gershwin, il 26 settembre.
susseguirsi di gruppi folk, solo fisarmonica e ddu botte: non può essere”.
Pianista, compositore, arrangiatore, Paolo Di Sabatino da Teramo
Ti solletica l’idea di divenire il prossimo assessore alla cultura del
si considera solo un musicista a 360 gradi, che non mette mai la
Comune di Teramo?
giacca, e la cravatta l’ha usata solo due volte: una al suo matrimonio,
“Chiunque critica dovrebbe esser pronto a fare meglio di chi si critica. So
l’altra a quello di un amico. Nel mese di Marzo partirà per un tour europeo
delle difficoltà dei Comuni, soprattutto dei più piccoli, però credo che se do-
dal nome Trace Elements ma non è profeta in patria: in Giappone è già al
vesse accadere un giorno lo farei con serietà. Se le cose potessero essere
suo settimo cd e le fan d’Oriente lo riempiono di mail gentili e accattivanti.
compatibili con il mio mestiere, mi farebbe piacere provare”.
Non tralascia il pop: con Mario Biondi si è divertito ad eseguire brani natalizi
Lei è più conosciuto all’estero che a Teramo
e nei prossimi mesi usciranno i suoi due brani scritti per Grazia Di Michele.
“Recentemente un mio progetto è stato bellamente snobbato dalla Fonda-
“In fin dei conti – dice - amo Teramo perché con i suoi limiti è una città
zione Tercas. Ho visto finanziate cose di bassa lega ma per il mio progetto
che fa bene alla
nemmeno un euro: si trattava di un concerto con artisti americani che poi è
creatività”.
diventato un cd distribuito in tutt’Italia e che ora sarà stampato in Giappone.
Paolo Di Sabatino:
Non sono stato ritenuto all’altezza mentre in Giappone appunto sono al set-
la musica fa gua-
timo cd, i miei dischi girano, si trovano, ogni tanto mi arriva una mail di fan
dagnare?
giapponesi che mi
“Io insegno al
chiedono quando
conservatorio
torno. A novembre
altrimenti avrei
andrò a suonare a
qualche problema.
San Pietroburgo (tre
Si può guadagnare
concerti) e poi dal
soprattutto se si
12 al 24 novembre
entra nel circuito
sarò in Argentina
del diritto d’autore.
e Cile”.
Chi ha scritto la colonna sonora di Montalbano deve chiamare il bilico per
Cosa ti fa incaz-
raccogliere tutti i guadagni della Siae. Ennio Morricone è uno dei musicisti
zare di questa
più ricchi d’Italia. Ovviamente c’è anche il rovescio della medaglia: ci sono
città e cosa ti fa
“ammattì”?
quelli che fanno le seratine a 50 euro e che fanno fatica ad arrivare alla fine
del mese. Ci sta di tutto”.
“Mi fa incazzare la mancanza di vigili urbani. Ritengo che i Teramani stiano
Come è stata la gavetta?
diventando molto maleducati, gli scooter vanno contro mano, c’è gente che
“All’inizio ho seguito il percorso classico fino al raggiungimento del diploma,
butta la roba per terra, ci sono le buche per strada e tanta maleducazione,
poi durante gli anni di studio mio padre mi ha dato degli imput verso il jazz.
odio il parcheggio selvaggio a Piazza Martiri. Inoltre non c’è una regola per
Ho fatto la gavetta, ho fatto anche musica spettacolo che va tanto di moda
il carico e scarico merci. Io invece adotterei la tolleranza zero. Però per me
nel centro e sud Italia, non sono mancati tour improbabili, ho suonato pure
che sono un provinciale alla fine mi fa ammattì: uscire, incontrare gli amici,
nei matrimoni degli zingari. Ricordo che a Città Sant’Angelo fu dura perché
prendere un caffè, perfino decidere un’intervista al volo. Una città che
strimpellammo fino a notte inoltrata però ci trattarono come dei re, face-
fa bene alla creatività. Perciò resto qui. Poi i miei figli mi hanno dato una
vamo le pause quando volevamo noi, mangiavamo a riempirci lo stomaco.
marcia in più e sono fonte di ispirazione”.
Abbiamo suonato di tutto: dal liscio ai brani americani, al jazz, al latino. Mi è
Religione?
piaciuto moltissimo”.
“È uno di quei tasti che mi riprometto di rianalizzare, mi sono allontanato
E non è finita qui
guardando tutte le malefatte di alcuni sacerdoti, non ho mai apprezzato lo
“Ricordo pure con piacere quando suonai in Bulgaria in un festival jazz dove
sfarzo di alcuni papi che calzano scarpe da 3-4 mila euro, ora però con Papa
avevano allestito il palco a 2100 metri d’altitudine in un anfiteatro con delle
Francesco non cambio più canale quando mi capita in tv”.
di
10
La Ricorrenza
n.103
Sirio Maria
Pomante
La giornata nazionale
del Trekking Urbano
Nel ricordo della Grande Guerra,
il 31 ottobre e 2 novembre
a Giulianova
[email protected]
la passeggiata si svolgerà alla ricerca delle
architetture realizzate nei primi decenni del
Novecento e che ancora caratterizzano la
borgata Marina, da un secolo e mezzo uno dei
centri balneari più frequentati dell’Adriatico.
L’idea del Trekking Urbano è nata nel 2002 dal
Comune di Siena e sin dalle prime edizioni
è stata sposata da altri comuni. Partecipano
all’edizione 2014 ben 37 città da Nord a Sud
come Siena (comune capofila), Ancona, Biella,
scultore giuliese. L’itinerario proseguirà tra le
Bologna, Cagliari, Catania, Cividale del Friuli
memorie del periodo custodite nel fondo do-
(provincia di Udine), Comacchio (provincia di
cumentario della Biblioteca Civica “Vincenzo
Ferrara), Comiso (provincia di Ragusa), Co-
Bindi”: attraverso le fonti del prezioso lascito
senza, Forlì, Macerata, Mantova, Napoli, Narni
bindiano, si vivranno gli eventi e i personaggi
(provincia di Terni), Orani (provincia di Nuoro),
che segnarono la regione e la città tra il 1915
Padova, Palermo, Palmanova (provincia di Udi-
e il 1918, l’attività politica di Vincenzo Bindi e
ne), Pavia, Perugia, Piacenza, Pistoia, Ragusa,
n Abruzzo sarà la città di Giulianova la
il suo impegno per il ricordo dei caduti e per
Rieti, Salerno, Spoleto, Terracina (provincia di
protagonista del Trekking Urbano 2014,
le vittime della grande sciagura del terremoto
Latina), Trento, Treviso, Urbino.
la Giornata Nazionale del turismo lento
della Marsica, forse vera catastrofe abruzzese
Il Trekking Urbano è diventato in questi anni
che il prossimo 31 ottobre giunge alla sua
più del lontano conflitto bellico. A dare titolo
un’occasione imperdibile per gli amanti di una
undicesima edizione. “Ricordare e ripercorrere
all’edizione giuliese 2014 è il titolo di una bre-
moderata attività sportiva all’insegna della
la nostra storia a 100 anni dalla Grande Guer-
ve composizione di Francesco Manocchia a
curiosità, grazie a percorsi che coniugano
ra” il tema scelto per quest’anno, declinato
ricordo dei giovani concittadini morti al fronte
la salubrità di attività all’aria aperta, con la
in una varietà di percorsi con diversi livelli di
dal titolo Salmi della Patria. Da Palazzo Bindi la
scoperta dell’arte e della bellezza dei centri
difficoltà, accessibili a tutte le età. Il trekking
visita condurrà all’opera dello scultore giuliese
storici.
I
urbano è una nuova proposta di
Con l’XI edizione torna inoltre il chal-
turismo. Consiste in percorsi a piedi,
lenge fotografico su Instagram: per
passeggiate lente che toccano
partecipare basterà postare la foto
monumenti d’arte, punti panoramici,
di una delle passate edizioni o degli
tradizioni e specificità enogastrono-
angoli più affascinanti delle città del
miche. Attraverso una passeggiata
trekking con l’hashtag #trekkingur-
lenta in città, il turista ha modo non
bano o #trekkingurbano2014.
solo di vedere un singolo monumen-
Tutti gli scatti saranno protagonisti
to ma di scoprire qualcosa di diverso
di una “mostra virtuale” sul sito e i
dalla sua quotidianità, per vivere un
cinque che otterranno più “mi piace”
momento di crescita sia culturale
su Instagram diventeranno il “volto”
che esperienziale.
della prossima edizione, così come
Salmi della Patria è l’itinerario
quelli del 2013 sono diventati parte
proposto dal Polo Museale Civico
del programma edito per la Giornata
a Giulianova il 31 ottobre (riservato
Nazionale del 31 ottobre 2014.
alle scuole) e il 2 novembre, un
L’appuntamento è dunque per do-
percorso che si snoderà tra la parte
menica 2 novembre alle ore 10.00 e
alta, il centro storico, e il Lido per
alle ore 15.00 ai piedi del monumen-
toccare i luoghi e i monumenti che
to in piazza della Libertà a Giuliano-
testimoniano il passaggio dall’euforia politica,
di questi anni, Ulderico Ulizio, allievo di Raf-
va. Per prenotazioni e informazioni è possibile
culturale e produttiva dei primi anni dell’Unità
faello Pagliaccetti, che eseguì il monumento
scrivere a [email protected]
d’Italia alla crisi della Prima Guerra Mondiale.
ai caduti della Prima Guerra Mondiale su un
o chiamare il numero 0858021308/290.
La visita prenderà il via da Piazza della Libertà,
fianco del Duomo di San Flaviano. Il percorso
Il Trekking Urbano è presente su www.
manifesto dell’espansione urbanistica di
proseguirà verso viale dello Splendore per
trekkingurbano.info, sul blog ufficiale http://
Giulianova nella seconda metà dell’Ottocento,
ammirare le ville Liberty della Belle Époque
blogdeltrekkingurbano.wordpress.com/, su Fa-
e dal monumento a Vittorio Emanuele II, il
cittadina e poi scendere lentamente lungo
cebook: Trekking Urbano/Polo Museale Civico
grande bronzo di Raffaello Pagliaccetti che
il crinale della collina toccando via Vittorio
Giulianova, su Twitter: @Trekking_Urbano, su
ritrae il primo Re d’Italia, per poi visitare la
Veneto, compiuta con il contributo dei soldati
Instagram: trekking_urbano_ e su Pinterest:
sala dove sono conservate le opere dello
austriaci prigionieri a Giulianova. Giunti al Lido
trekking_urbano.
12
n.103
di
Mimmo
Attanasii
La Città dei Matti
Un duro alienamento
per essere vincenti
Degli ospiti del manicomio
di Teramo si diceva: “questi sono
i pochi e forse neppure i veri”
[email protected]
lo Squartatore nel mondo tanto da essere stato il
preparatore storico di Johnny Depp nel film “From
Hell” (La vera storia di Jack lo squartatore). E ogni
settimana dà umilmente lezioni per strada ai turisti
sulle aree tematiche al Tour di Jack The Ripper. “Qui
solamente pochi, forse neppure i veri”, queste le
parole incise nella pietra sopra l’ingresso principale
del manicomio teramano. E al solito, la Storia si
morde la coda e si ripresenta sotto vesti diverse
che sembrano uguali come fa il diavolo con l’anima
da Porta Melatina e grondanti punti interrogativi
messa in vendita per bisogno. Una Teramo di fine
schizzati dalla mente ma intesi da pochi. Di certo,
ottocento povera e negletta a causa di spegnimenti
non da chi usa mettere le sbarre alle finestre. Come
del senno tanto da prefigurare ai dottori a consulto
Teramo, anche la East London era un posto molto
l’inevitabile internamento dei mentecatti econo-
povero nel tardo 19° secolo. La grande densità della
micamente non autosufficienti. Patologie legate a
popolazione della zona e una economia in rovina
uno status sociale di assoluta povertà e indigenza
favorirono furti, violenza e prostituzione. Nel mese
indotta da politiche sociali disastrose. Condizioni di
er cortesia, potrebbe chiamare mia
di ottobre del 1888, il Metropolitan Police di Londra
vita difficili, carenze igieniche e sanitarie del territo-
sorella, Ofelia l’infermiera?”.
stimò la presenza di 1200 ragazze squillo e di 62
rio. Una precarietà diffusa. Gente emarginata la cui
Il tizio di là dal bancone afferra
bordelli a Whitechapel. Questa
psiche appare sempre agli altri
la cornetta ma poi stranamente
la scena dei crimini attribuiti a
come un disturbo alienante.
si trattiene dal fare il numero per domandare
uno dei più feroci serial killer
Un’ottima occasione quindi si
incuriosito: “Sua sorella è una donna?”. Sembra una
mai esistiti: Jack The Ripper
presenta per le comitive festan-
barzelletta, invece questo dialogo è avvenuto nella
(Jack lo Squartatore). London
ti nella circumnavigazione di un
realtà di anni lontani persi tra i ‘60 e i ‘70. La scena
Walks. Una passeggiata guida-
si racconta dall’atrio di uno dei più grandi manicomi
ta immersi nelle ombre che un tempo nascosero la
(camicia di forza), d’urla strazianti e sguardi persi
d’Italia: l’Ospedale Psichiatrico di Teramo, Sant’An-
mano armata di coltello, una escursione fra le luci di
nel passato alterato da intrugli imposti nel tentare
tonio Abate. A ricordare l’aneddoto è chi oggi abita
lampioni che quelle stesse ombre assassine proiet-
di liberare la mente da artifici fantasmagorici che
sotto il tetto che più di cent’anni fa al civico 74 in
tarono sui muri in un film senza regia. Un assoluto
la psichiatria evoluta si studia di descrivere senza
Via Gabriele D’Annunzio diede pure riparo al dottor
inabissamento nella Londra vittoriana, un viaggio
successo. Adesso a Teramo ci proveranno le guide
Tommaso Gaspari. Sul finire del XIX secolo, il me-
oscuro nella East End di quel tempo. Con poche
storico-turistiche a rappresentare un mondo diver-
dico prestò la propria opera di facente funzioni di
sterline ci si assicura una serata di horror rilassante
samente pensante abbandonato a se stesso fino
direttore in un triste istituto destinato alla segrega-
accompagnati da una guida d’eccezione. Donald
a quando un certo Basaglia di quel mondo dispose
zione dei malati di mente, fra mura tenute insieme
Rumbelow è considerato il massimo esperto di Jack
l’obliterazione morale.
“P
sito del dolore, di straitjacket’s
di
14
Mimmo
Attanasii
La Storia
n.103
Stefania Pezzopane
Il selfie service della senatrice
[email protected]
Pezzopane, del Partito Democratico e renziana
di ferro, ha lasciata dietro di sé una scia, una
polvere di stelle fatta di selfie e post sui social
tanto da finire nel mirino di reporter da riporto,
addestrati alla punta a coda dritta, per riempire
sempre di più le pagine dei rotocalchi estivi. E
Per il lancio dell’iniziativa, una pratica estetica
seppure la trama messa in scena dal regista Ri-
dal forte valore culturale e per alcuni anche
chard Donner, quella appunto di “Ladyhawke”,
sorprendente, non si è di certo lesinato sulle
richiami un’ambientazione francese, il film è
citazioni dotte da spargere qua e là ad arginare
stato girato in parte nella provincia dell’Aqui-
are che l’anno scorso soltanto a una
l’incombenza di critiche come quelle apparse a
la. Con una aggiunta di corone e merli alle
parola dall’Oxford Dictionaries sia
commento di articoli di giornali su tali questioni
scenografia, la Pezzopane, a conclusione del
stata riconosciuta grande popolarità in
magistrali: “Per non sentirsi da meno, a Medi-
suo tour storico, si è fatta immortalare assieme
crescita. Secondo quanto riporta The
cina stanno organizzando un corso in Tecniche
a un amico sullo sfondo evocativo dalla cui
Guardian, il termine “Selfie” avrebbe scombina-
di modulazione fonetica di decompressione
torre precipiterà Michelle Pfeiffer. Il racconto
to tutti i calcoli e le misurazioni effettuate du-
gastrica”. E l’inevitabile accade. Un’alzata
di Ladyhawke si rifà a una leggenda medievale
P
rante un programma di ricerche. Le origini del
del 12° secolo. La storia di Bisclavret, un lavoro
vocabolo divenuto un must, che costringe ad
letterario conosciuto come “The Lais di Marie
allungare il braccio in un front-facing camera,
de France”. Bisclavret è un barone felicemente
sono state fatte risalire a un forum australiano
sposato e cavaliere di Bretagna, che scompare
messo online già nel 2002. Se si va a svagolare,
per tre giorni di ogni settimana. Incalzato dalla
è nella lingua inglese però che si ritrovano ulte-
consorte insospettita dalle strane assenze,
riori forme linguistiche nate dalla metamorfosi
Bisclavret confessa di andare ogni notte a
semantica di diversi selfies: “Helfie” per “Hair
caccia trasformandosi nelle sembianze di un
Style Selfie”, “Drelfie” per sbronzo (Drunk),
lupo. La moglie, invece di inorridire si arrabbia e
“Bookshelfie” per il marketing di libri oppure
lo tradisce inducendo il nuovo amante a rubare
per auto immortalarsi nella posa del secchione
i vestiti di Bisclavret, in modo che l’uomo lupo
della scuola nel “The Book Nerd’s Selfie”. A pro-
non possa più riprendere la forma umana.
Bisclavret, divenuto compagno del re, costringe
posito di scuola, reduce dal successo raccolto
nell’emisfero australe il neologismo del social
di scudi, lo sfoggio di cultura e nobili intenti
l’infedele coniuge ad ammettere le sue azioni e
networking ha trovato approdo tra le mura di
elevatisi attraverso gli scettici, l’alfabetismo e
a farsi restituire l’abbigliamento sottratto affin-
una cittadina abruzzese. Gli studenti dell’U-
la tradizione orale nell’antica Grecia, piuttosto
ché possa finalmente riconquistare la propria
niversità di Teramo iscritti al corso di laurea
che esibire Cult Screens Reading a testimo-
figura di uomo. La senatrice Pezzopane ritorna
magistrale in Management e comunicazione
nianza gli scatti d’autore di fotografi russi e
sui suoi passi, come la sposa di Bisclavret, per
d’impresa avranno l’opportunità, per ora unica,
americani: Kirill Oreshkin e Wes Naman. Dalla
calarsi nei panni di una propugnatrice di nobili
di seguire le lezioni tenute da un professore or-
California alla Rocca di Calascio in Abruzzo per
cause, nella scena politica di un Paese ormai
dinario di storia dell’arte moderna sul “Selfie”.
finire in gossip alla D’Urso, la senatrice Stefania
allo sfascio.
Note Linguistiche
di Maria Gabriella Di Flaviano
Un si multiuso
O
Ada si lava il viso (= lava il viso a sé)
- si reciproco
I due amici si abbracciano (uno abbraccia l’altro)
- si passivante
Si sono dette molte cose di lei (=sono state dette…)
- si impersonale
Si entra gratis
- si intransitivo pronominale
ccorre fare attenzione a non confondere il - si
Non si accorge di niente (accorgersi
riflessivo con quello passivante e, quest’ulti-
è un verbo intransitivo pronominale)
mo, con quello impersonale o dei verbi intran-
- si pleonastico (senza reale significato, quindi
sitivi pronominali. Riunisco in un quadro i possibili
eliminabile)
usi e significati del - si al fine di identificare meglio la
differenza:
- si pronominale Toscano (perché uso tipico
- si riflessivo proprio
della Toscana)
Ada si veste (= veste se stessa)
- si riflessivo improprio
Flavio si ascolta un disco
Si era troppo stanchi (=noi eravamo troppo
stanchi)
di
Rossella
Scandurra
Dura Lex Sed Lex
Mantenimento dei
figli maggiorenni
S
[email protected]
15
n.103
tato la precarietà, con il rischio per i giovani
neoassunti, che ottengono un lavoro a termine,
e soprattutto in periodi di bassa crescita economica come quella attuale, di vedersi aumentare le incertezze lavorative con conseguente
abbassamento della tutela del lavoro.
Si deve dire che la percentuale dei contratti
a tempo indeterminato, è molto bassa e da
qui discende la difficoltà di ottenere una occupazione stabile ed adeguatamente tutelata
econdo giurisprudenza consolidata, in
di studio.
che costituisce il tema centrale dei dibattiti
caso di separazione o divorzio, l’obbligo
In questo contesto, si può dire che in relazione
politico-sociali.
di versare, all’altro coniuge, il contributo
a quanto stabilito dalla Cassazione e dalla Giu-
Il precariato rivela due fattori di insicurezza:
di mantenimento per i figli maggiorenni,
risprudenza, in un sistema di flessibilità perfet-
1) la mancanza di continuità del rapporto di
cessa solo ove il genitore obbligato provi che
ta, il lavoratore si trova ad essere impiegato a
lavoro e di certezza sul futuro;
essi abbiano raggiunto l’indipendenza econo-
tempo determinato per brevi periodi in diverse
2) la mancanza di un reddito e di condizioni di
mica, percependo un reddito corrispondente
attività, passando da un lavoro ad un altro a
lavoro adeguate su cui poter contare per la pia-
alla professionalità acquisita in relazione alle
seconda delle esigenze di mercato; in questo
nificazione della propria vita presente e futura.
normali condizioni di mercato.
senso si determina una precarietà dell’impiego
Questa parentesi riguardante il lavoro precario
Per capire bene questi concetti, si deve partire
che investe, pertanto, il lavoro.
era doverosa, anche perché come ripeto
dal concetto che il raggiungimento dell’in-
Invece, in un sistema di flessibilità imperfetta,
l’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni
dipendenza economica non coincide con
la precarietà interessa anche il reddito, in
può ritenersi cessato solo quando sia fornita la
l’instaurazione effettiva di un rapporto di lavoro
quanto non è detto che al termine dell’impiego
prova (incombente sul genitore onerato) che il
giuridicamente stabile, ma con il verificarsi di
interinale il lavoratore trovi in tempo ragionevo-
figlio ha raggiunto l’indipendenza economica,
una situazione tale da far ragionevolmente
le una nuova occupazione e quindi mantenga,
o è stato posto nelle condizioni concrete per
dedurne l’acquisto. Questo è quanto ha affer-
nel complesso, un livello di reddito sufficiente a
conseguirla, oppure quando il mancato svolgi-
mato la Cassazione Civile Sez. I, 28.08.2008,
garantirgli autonomia economica.
mento di un’attività lavorativa dipende da un
n. 21773.
Da quanto detto, si può notare come in questo
atteggiamento del figlio colposo o inerte.
La cessazione dell’obbligo di contribuzione
caso mantenimento e lavoro siano due argo-
Ovviamente questi sono solo brevi cenni al
a favore dei figli maggiorenni si realizza solo
menti che si intrecciano tra loro.
tema affrontato, in quanto il discorso sul man-
quando si svolga un’attività lavorativa stabile e
Continuando con il discorso lavoro, assume
tenimento dei figli maggiorenni, intrecciato al
continuativa con un reddito corrispondente alla
rilievo che negli ultimi quindici anni, l’eccessivo
mondo del lavoro, necessita di ulteriori appro-
professionalità acquisita nel corso degli anni
proliferare di contratti flessibili abbia aumen-
fondimenti dottrinali e giurisprudenziali.
di
18
n.103
La Scuola
Leggere
ad alta voce
in classe
Libriamoci, dal 29 al 31 ottobre 2014
Gino Paoli raccoglie l’invito del ministro Franceschini:
«Scrittori, leggete per gli studenti!».
P
Maria Gabriella
Del Papa
[email protected]
mi auguro che lo accoglieranno - agli autori e agli artisti tutti, dalla
musica alla letteratura, dal cinema al teatro, dalle arti figurative alla
televisione.
L’iniziativa «rivoluzionaria» punta a reclutare testimonial, scrittori,
politici, attori, che sappiano trasmettere ai ragazzi il piacere di
leggere. Tre giorni dedicati alla lettura nelle scuole per liberare la
parola scritta. «Libriamoci» il titolo scelto per la manifestazione: «Un
vero e proprio evento - ha detto Franceschini - su modello dei tanti
festival del cinema, della letteratura e della filosofia, che attraggono
folle, ma senza spostare di un’unità lo sparuto numero di lettori della
Penisola». Libriamoci, invece, secondo il ministro potrà accendere
anche in chi non frequenta assiduamente le pagine scritte la scintilla
che lo potrà trasformare in lettore.
Questa mobilitazione culturale vuole «rivendicare la lentezza della
lettura».
«In un mondo che va sempre più veloce - ha detto Franceschini questa è la chiave per far capire ai giovani il valore della lettura, che
non può diventare veloce, non può essere multitasking, ma consente
di usare per se stessi la risorsa in assoluto più limitata: il tempo».
«Prendetevi del tempo per voi stessi - è l’esortazione del ministro se scoprite la lettura da giovani, poi non l’abbandonerete più».
Ecco dunque che per spingere ad amare, appassionarsi, riscoprire la
pagina scritta, i ministeri dell’Istruzione e dei beni culturali promuo-
ossono le parole avere le ali? Possono catturarci e condurci
vono nelle scuole di ogni ordine e grado giornate aperte alla lettura.
in un altro mondo? Possono farci tremare, come le forze del-
Grazie alla collaborazione con il Corriere della Sera, la Conferenza
la natura fanno tremare la terra? Possono arrivare ad aprire
delle Regioni, l’Anci, il salone internazionale del libro di Torino, Rai
le stanze più segrete della nostra anima? Non so se le parole
Fiction, la Fondazione Bellonci, nella tre giorni d’autunno entreran-
da sole possano tutto questo, ma assieme alla voce umana sì.
no nelle aule scrittori, attori, sportivi, musicisti e amministratori
Jan-philipp Sendker, L’arte di ascoltare i battiti del cuore
locali che leggeranno ad alta voce insieme agli studenti. «Si tratta di
un’iniziativa che ha l’obiettivo di promuovere la lettura e trasmettere
Ha già raccolto una prima, importante ed entusiastica adesione l’ap-
l’amore per i libri, non come un dovere ma come strumento per
pello del ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschi-
crescere come individui, che ci rende liberi» ha affermato Romano
ni. Mercoledì a Bologna, in occasione
Montroni, presidente del Centro per il
della presentazione di «Libriamoci»,
libro e la lettura.
ha lanciato un’iniziativa promossa dai
Tra le attività collegate alla maratona
ministeri dei Beni culturali e dell’Istru-
di lettura tra i banchi, anche Il Corriere
zione e rivolta a tutte le scuole italiane,
della Sera, dà il via ad un’iniziativa:
invitate a sospendere per tre giorni
“Un amore di libro”, una sponda
le lezioni e a dedicare le mattine del
online che viene lanciata chiedendo ai
29, 30 e 31 ottobre alla lettura di libri
lettori i libri che preferiscono, la frase
a voce alta, in classe. Franceschini ha
che li ha colpiti di più, quello che met-
invitato attori, registi scrittori, musi-
tono sul loro comodino. Il direttore del
cisti, editori, giornalisti, intellettuali e
corriere Ferruccio De Bortoli afferma
sindaci a dare la propria disponibilità
che oggi abbiamo molte occasioni di
per andare nelle scuole a declamare le
lettura ma pochi percorsi, per cui que-
loro pagine preferite o quelle segnalate
sta iniziativa rappresenta un evento
dai ragazzi e dagli insegnanti, recarsi
veramente importante.
nelle aule scolastiche ad eseguire
Alla presentazione ufficiale, a Bolo-
una lettura viva di ciò che viene loro
gna, è intervenuto anche il ministro
proposto. Il primo a farsi avanti è stato
dell’Istruzione, Stefania Giannini
Gino Paoli, cantante e presidente Siae.
che ha spiegato: «Leggere libri ad
«Raccolgo con entusiasmo l’invito del
alta voce e recitarli è un modo per
ministro Dario Franceschini e do la mia
condividere la visione del mondo degli
disponibilità», ha detto il cantante. E ha
autori e diventa un’azione collettiva
aggiunto: «Estendo quest’appello - e
per la condivisione di un patrimonio.
Dobbiamo quindi cercare di traghettare nel “nuovo mondo” i saperi
19
“del vecchio mondo”, misurarci e confrontarci con nuove strategie
n.103
cultura dominata dalle immagini e da enormi flussi di informazioni
digitali.
anche di lettura, per far sì che i giovani non si assuefacciano ad un
uso bulimico, passivo e acritico proprio di questi strumenti.
In conclusione, tanto per dirla con le belle parole di Daniel Pennac
“Trovo meraviglioso comunicare una bella storia a qualcuno che mi
sta a cuore. Quello che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi
sempre ad una persona cara, ed è a una persona cara che ne parleremo subito. Forse perché la peculiarità del sentimento, così come
del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.
Amare significa proprio questo: regalare le nostre preferenze a
La scuola è il luogo ideale per farlo». «Come diceva Don Milani - ha
coloro che ci piacciono di più. E sono queste preferenze condivise a
aggiunto Giannini - dobbiamo ridare la parola ai ragazzi. Capire un
costruire la nostra libertà.”
testo, imparare ad esprimersi, e a comprendere il mondo: questo li
aiuta ad esercitare il loro diritto di parlare».
Ritengo che queste siano iniziative che aprono la mente, ci permettono di crescere e vanno stimolate e potenziate, poiché le
nuove generazioni, i cosiddetti Digital kids, proprio in virtù della loro
esposizione diffusa a nuovi sistemi di comunicazione e a nuovi strumenti digitali, sviluppano nuove connessioni cerebrali, modificano la
plasticità del loro cervello, organizzano secondo nuove strategie il
loro software, il sistema operativo.
Stiamo vivendo una vera e propria transazione: da una cultura i cui
sistemi di apprendimento si basano prevalentemente sulla parola
scritta, per la quale tutti noi siamo definibili come appartenenti alla
cosiddetta “Generazione Guttenberg”, si passa sempre più ad una
20
n.103
di
Write about.. the records!
The Walkabouts
“Travels in the
Dustland”
2011 - CD digipack - Glitterhouse Rec
(Import)
D
Maurizio
Carbone
[email protected]
Virgin americana, per trovare ‘asilo’ presso la tedesca Glitterhouse di
Beverungen, benemerita quest’ultima, infischiandosene dei numeri,
concede loro ampia libertà artistica e autonomia, meno male! Confesso
di avere un debole per la band, per le chitarre ‘arrotate’, la voce abrasiva
di Chris e, quella ‘angelica’ di Carla, brava anche al piano, con gli altri
partners, danno vita ad un suono compatto, granitico, evocativo, mai
derivativo. L’ispirazione per questo CD è venuta a Chris nel 2010, in uno
dei tanti viaggi africani, seduto sul posteriore della jeep, contemplando il
cielo infinito e l’orizzonte sconfinato del Sahara, sono germogliati questi
<< Viaggi nella Terra della Polvere>>, un’oasi di creatività, assecondato
dal gruppo, le registrazioni sono state fatte all’Avast St. di Seattle, il
mixing allo Zuma St. di Lubiana (SLO), città nella quale vive da qualche
anno dopo il matrimonio con Ana, collaborano altri musicisti e perfino
l’Apollon Chamber Orchestra! Il disco parte alla grande, sibili di sinth,
chitarre e organo, ritmica adeguata, indovinate chi canta My Diviner?
L’angelo Carla! The Dustland incalza, voce ‘cartavetrata’ di Chris, ritmo
sincopato, metronomico, gli archi dell’orchestra sottolineano l’andamento vivace con tanto di tromba nel finale. È solo l’assaggio, arriva la
‘cattivissima’ Soul Thief (03), introdotta da rasoiate di chitarre e sinth,
drumming & bass tiratissimi, l’ugola di Chris sempre più roca, “I’m the
Last the Mohicans”, è vero, l’organo scandisce i ritmi, grande conclusione, una delle più belle del lotto. They Are Not Like Us, segna il ritorno alla
omanda, uno dei segreti meglio custoditi del panorama rock
voce ‘sognante’ di Carla, slow-song classica, melodica, la voce raddoppia
internazionale? Risposta: The Walkabouts! From Seattle, WA,
con Thin of the Air, leggera, sottile nell’aria? Tutt’altro, questa volta dura,
US. Metà anni ’80, nella città famosa per il grunge e della stori-
tesa, acuta, espressiva, il sound incupito dal riverbero degli strumenti,
ca label Sub Pop, due straordinari musicisti danno vita ad una
Terry picchia duro sulle pelli, Glenn con le magiche tastiere ‘colora’ il
delle formazioni più atipiche del contesto geografico e musicale stelle e
tutto, risultato eclatante. Il basso potente introduce Rainmaker Blues, è
strisce: Chris Eckman & Carla Torgerson, chitarristi, pianisti, cantanti
la volta di Chris, blues umido, piovoso, l’organo pompa una meraviglia,
e compositori, il primo anche Produttore e talent-scout, vedi il gruppo
“It Kills me you don’t believe, it kills me you don’t, don’t believe”, voi che
tuareg-rock dei TAMIKREST e DIRTMUSIC di cui fa parte insieme a Chris
fate, ci credete? Every River Will Burn, incede lenta e marziale, non me-
Brocaw. Torniamo ai Walkabouts, diversi membri si sono avvicendati
morabile, No Rhyme, No Reason, ancora rasoiate e acide schitarrate, or-
nelle varie line-up della band, l’attuale formazione annovera, Glenn Sla-
gano sinistro, Mr. Eckman mette la voce da par suo, ma, Wild Sky Revelry
ter (un mago alle tastiere: Hammond, piano, sinthesizer e vibes), Terry
incombe con Carla di nuovo alla voce, una ‘languida’ steel a stendere un
Moeller (segaligna e potente alla batteria, una delle rare donne dietro
bel sottofondo, il piano ancora in evidenza, sottolinea l’andamento me-
i tamburi), Paul Austin (altro chitarrista, acoustic & electric) e, l’ultimo
lodico della song n° 09, c’è una piccola baldoria sotto il cielo selvaggio,
arrivato Michael Wells, proveniente dai Willard Grant Conspiracy. Band
Long Drive in a Slot Machine, chitarre in calore, tamburi sostenuti e cat-
preparatissima dicevamo, oltre 20 LP’s or CD’s si voglia tra studio album,
tivi, note d’organo insinuanti, Chris si alterna ancora una volta al vocal.
live, (l’ultimo Berlin, 2011, Glitterhouse,
Carla torna alla voce, piano a scandirne le
notevole), anthology, tribute & cover, Ep’s,
parole, si profila all’orizzonte o meglio, sva-
un elenco infinito, una citazione è doverosa:
nisce Horizon Fade, traccia conclusiva (n°
Train Leaves at Eight (2000, Glitterhouse),
11), ancora un piccolo miracolo, le due voci
cercate questo CD, ci sono tre cover-version
si alternano meravigliosamente, chitarre
fantastiche: 1) la title track, di Mikis Thedo-
liquide, desertiche, aride, tastiere di grande
rakis, 2) Man To Reno, di Goran Bregovic’
effetto, basso poderoso, un quid affascinan-
(irresistibile), 3) Disamistade di Fabrizio
te, trascinante, ottimamente evidenziato
De Andrè! Versione stupenda, bellissima,
dagli archi dell’Orchestra da Camera! Degna
come la confezione, foto ‘sgranata’ b/n del
conclusione per tanto impegno, pensato,
S.Carlo’s bridge di Praga, famoso per il mer-
ponderato, vissuto e suonato come si deve.
cato. Queste citazioni fanno capire come
Il Formato digi, è adeguato, il book contiene
la formazione dei musicisti sia piuttosto
i testi e la foto di un murales, incisione
etereogenea, cultura musicale infinita grazie
curata, il giudizio: 8, time: 57’27’’.
alle tournee in tutti i continenti e, l’Europa
PS: Se volete verificare la forza dei Walka-
nella fattispecie. Il mancato riscontro del
bouts, vi consiglio il DVD LIFE: The Movie
mercato americano, li costringe a lasciare
– Collected Films & Videoclips (Glitterhouse,
l’etichetta di Seattle, successivamente la
2012), stupendooo!
di
Massimiliano
Volpone
Coldiretti Informa
n.103
Vendemmia
Iniziata la raccolta dei bianchi
21
Direttore Coldiretti Teramo
settore del vino è uno dei più ambiti dai giovani
sia per fare una esperienza lavorativa che per
investire come dimostra il fatto che in Italia sono
ben 19423 le aziende agricole specializzate in
viticoltura su 141mila ettari di vigneto condotte
da under 40 anni e rappresentano ben il 12
pegno ed i costi dei
per cento del totale
viticoltori per la difesa
delle 161716 aziende
del raccolto.
agricole “giovani”,
A livello nazionale,
secondo le elabora-
iniziata la vendemmia con una produ-
Coldiretti ricorda
zioni Coldiretti sui
zione che, per effetto del clima del tutto
che, con l’inizio
dati relativi all’ultimo
anomalo di inizio estate, molto probabil-
della vendemmia,
censimento.
mente sarà più contenuta dello scorso
in Italia si attiva un
La decisa svolta verso
anno. È quanto stima la Coldiretti in occasione
motore economico
la qualità ha messo
del distacco dei primi grappoli di uva da vino del
che genera quasi 9,5
in moto nel vino un
2014, avvenuto con la raccolta delle uve bianche
miliardi di fatturato
destinate alla produzioni di spumanti che tradi-
solo dalla vendita del vino e che dà occupazione
in grado di conciliare ambiente e territorio con
zionalmente sanciscono l’avvio delle vendemmia
a 1,25 milioni di persone. In Italia, la vendemmia
crescita economica e occupazionale anche
nella nostra regione. Molto dipenderà dalle
2014 coinvolgerà complessivamente 650mila
attraverso l’integrazione di categorie come
prossime settimane, auspicabilmente favorite
ettari di vigne, dei quali ben 480mila Docg, Doc e
giovani, donne e immigrati che in questo
È
percorso virtuoso
da buone previsioni
Igt e oltre 200mila
momento hanno maggiori difficoltà nell’accesso
di tempo dopo
aziende vitivinicole
al lavoro. La ricaduta occupazionale riguarda sia
l’andamento clima-
dove quest’anno
per le persone impegnate direttamente in vigne,
tico bizzarro, con un
rispetto al passato
cantine e nella distribuzione commerciale, sia
mese di luglio con
con la crisi si preve-
per quelle impiegate in attività connesse e di ser-
il 74 per cento di
de la presenza di un
vizio. Secondo una ricerca di Coldiretti, per ogni
precipitazioni in più
maggior numero di
grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto
e circa mezzo grado
italiani, soprattutto
settori di lavoro dall’industria di trasformazione al
di temperatura in
giovani, rispetto agli
commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla
meno rispetto alla
extracomunitari,
lavorazione del sughero per tappi, continuando
media, che ha fatto
come confermano le
con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica,
aumentare l’im-
richieste di lavoro. Il
bioenergie e molto altro.
di
22
n.103
Il libro del mese
Breve
trattato sulle
coincidenze
Maria Cristina
Marroni
[email protected]
delicato, è mossa dalle coincidenze, che sono per l’autore come i
sassolini di Pollicino: “I sassolini che tracciano e indicano il giusto
cammino della nostra vita si chiamano coincidenze. La coincidenza
è il sassolino lasciato sul sentiero per indicare la via del ritorno, l’incontrovertibile prova che noi ci troviamo nel punto in cui avremmo
dovuto essere.”.
...in nove anni di lavoro
L
’opera prima di Domenico Dara, il “Breve trattato sulle coincidenze” (Edizioni Nutrimenti), è un libro composito e armonico. Per portarlo a compimento lo scrittore ha impiegato nove
Dara introduce nel libro il profumo della sua Terra e ci accompa-
anni, durante i quali ha cesellato ogni parola, fino a creare un
gna in una passeggiata tra i vicoli di Girifalco, dove incontriamo
linguaggio originalissimo.
personaggi del mito contadino, che parlano la lingua dei padri, quel
La storia si svolge a Girifalco,
dialetto che identifica un luogo e ne trasmette l’anima.
un piccolo paese della Calabria,
Il romanzo non strizza l’occhio al lettore comune: “Non lo culla,
dove vive un anonimo postino
non lo adula, non lo intrattiene benevolmente, tenendosi lontano e
“un uomo solitario, senza am-
sdegnoso dai dettami dell’industria culturale, almeno di quella at-
bizione, che alla passione per i
tuale”. Al contrario lo scrittore, come Porcete e Caribea, avviluppa
pensieri astrusi univa quella per
il lettore, moderno Laocoonte, per metterlo alla prova fino in fondo.
le lettere d’amore” con il vizio di
Se resisterà, diventerà un dio, altrimenti
aprire le lettere dei propri con-
soccomberà.
cittadini, leggerle e modificarle
Perché il Breve trattato “è un roman-
grazie a una dote particolare,
zo di cui si percepisce fin da subito il
saper imitare perfettamente la
soprammercato di significato, di senso:
scrittura altrui. Un giorno apre
non c’è parola, frase, episodio che non
due lettere molto diverse che
rimangano stampati nella mente, che
però cambieranno il destino
non la infiammino, sia nel senso di
di tutti: una lettera d’amore
farle vedere e sentire qualcosa in più
con un sigillo rosso e una di
rispetto al comune vedere e sentire, sia
argomento politico, nella quale
nel senso patologico di farla sforzare
il sindaco si dichiara favorevole
verso quel di più, di farcela estenuare
alla costruzione di una discarica
e stordire”.
nella campagna circostante, a dispetto degli abitanti del luogo. “E in
Da segnalare assolutamente la partico-
ultimo, per quanto riguarda gli abitanti della zona, non deve temere,
lare tessitura linguistica: sulla pagina
che io conosco bene i miei compaesani, che basta che gli prometto
sembra quasi che la scrittura parli. È
un posto di lavoro, un pezzo di pane a vita e loro si accontentano e
scrittura d’occhio e d’orecchio quella di Dara. E poi c’è il cuore, che
abbassano il capo”.
tante pagine poetiche ispira, come questo piccolo scorcio di Girifal-
Le due lettere toccheranno il cuore solitario del postino e deter-
co: “I balconi del paese, invece, appartenevano al cielo. Per scoprirli
mineranno le sue azioni future, perché tutto dipende dal caso.
bastava guardare in alto come a cercare un banco di nuvole”.
Per Esiodo Cloto filava il tessuto della vita, Lachesi distribuiva a
Tra quelle nuvole la testa del lettore si perde e dimentica che il
ciascuno la parte di filo che gli toccava in sorte e Atropo infine
destino è faceto e spesso il suo libero arbitrio poco può contro le
recideva il filo al momento fissato. La vita, come un filo lieve e
strane coincidenze della vita.
di
L’oggetto del desiderio
Carmine
Goderecci
[email protected]
23
n.103
Lo “spazzadente”
al collo
I
gioielli non sembrano essere stati prodotti altro che nel XVI
secolo. Contro questa usanza, il galateo dedica all’oggetto un
gustoso brano: “...e chi porta legato gli stuzzicadenti erra senza
fallo, oltra che quello è uno strano arnese a veder trar di seno
a un gentiluomo che ci fa sovvenire di questi cavadenti che noi
“dentiscalpia” nella Roma antica erano utilizzati non solo
per liberare i denti dai rimasugli di cibo ma anche per prendere la carne a tavola tagliata a
pezzi. Gli stuzzicadenti romani
erano in genere di legno ma anche
una piuma poteva svolgere una tale
funzione, mentre i patrizi possedevano di norma stuzzicadenti d’argento.
Gli stuzzicadenti realizzati in oro,
smalti e con pietre preziose erano
veggiamo salire su per le panche, egli mostra anco che altri
portati al collo come pendenti, appe-
sia molto apparecchiato è provveduto per i servigi della gola; e
si ad una catena e rappresentavano
non so ben dire perché cotali non portino altresì il cucchiaio al
uno degli ornamenti più preziosi della
collo”. È tuttavia possibile che accanto allo scopo funzionale lo
storia della gioielleria. Oggetti nati
spazzadente, come viene chiamato negli inventari dell’epoca
dal gusto per le curiosità lussuose e
avesse una valenza magica, derivante dall’avere forma analoga
per le forme bizzarre, questi singolari
al collo, amuleto di antichissima origine e lunga tradizione.
Redazionale
tico Personalizzato), nel quale vengono indicati i tempi, gli strumenti e i
BES: Bisogni
Educativi Speciali
O
metodi più efficaci a quel dato alunno. Il PDP, allora, può essere considerato un contratto tra scuola e famiglia, redatto dal Consiglio di classe dopo
aver ascoltato, laddove necessario, il parere dello specialista, in un’ottica di
dialogo e di rispetto delle diverse competenze.
Questa riscoperta attenzione per i Bisogni del singolo è un’opportunità che
la Pedagogia Clinica vuole sostenere fortemente, poiché pone l’accento
sulla singolarità di ciascun individuo, portatore di potenzialità, abilità e disponibilità spesso latenti o dimenticate che aspettano di essere scoperte
ggi gli insegnanti si trovano a vivere una profonda complessità
o riscoperte.
all’interno delle classi, poiché gli alunni presentano bisogni
Dott.ssa Loretta Pascucci
diversificati. I genitori, dal canto loro, si sentono disorientati da-
vanti alla richiesta di aiuto del proprio figliolo; perché è proprio così che deve
essere letto un comportamento fuori dalle righe; dietro la svogliatezza di un
bambino, la sua disattenzione, l’irrequietezza e quant’altro si cela sempre un
malessere che aspetta di essere svelato.
In risposta a questa eterogeneità di situazioni nascono i BES e con essi una
didattica inclusiva (Direttiva Ministeriale 27 Dicembre 2012 e Circolare Ministeriale 8/2013). Il BES indica una condizione di difficoltà reversibile e temporanea, che impedisce al bambino di apprendere con l’attenzione dovuta.
Il concetto di BES esula da disturbi e classificazioni patologiche e restituisce
alla scuola un’impostazione pedagogico-didattica, richiama all’attenzione
l’importanza di un insegnamento che risponda con qualità alle esigenze di
ciascuno. D’altronde l’insegnante sa bene che ogni allievo si presenta con un
proprio bagaglio e lo accoglie per insegnargli ad apprendere.
Lo strumento principe per procedere in questo senso è il PDP (Piano Didat-
e-mail: [email protected]
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• Dott.ssa Chiara De Luca
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• Dott.ssa M. Gabriella Orsini
Teramo · 0861 241507
• Dott.ssa Loretta Pascucci
Via Torrito, snc - Montorio al Vomano (TE) · 328.8351577
di
24
n.103
Cinema
Scandaglio
al sole
Il film dell’abruzzese Gianni Gatti,
presentato con successo in numerosi festival
(Bari, Napoli, Tangeri, Bruxelles…)
F
Leonardo
Persia
[email protected]
La diva chiede alla giovane amica di sprofondarla nella sabbia, vuole che l’altra le abbassi sempre più la benda al viso, fino comunque a non poterne più
di quel caldo, di quel senso del soffocamento. Di lei si vede sola la testa, effigie di chi è troppo unilateralmente razionale. Corpo, letteralmente, sepolto.
Valentina le porge uno spicchio di pera come fosse un’ostia consacrata e il
viso dell’attrice ha le stimmate facciali della Sindone. Le soffia via poi dal viso
i granelli di sabbia, avvicinandosi sempre più e comunicando allo spettatore
di qualsiasi sesso i battiti della passione, l’attrazione trattenuta. I massaggi/
messaggi della ragazza fanno uscire l’attrice dal corpo (attoriale in ogni
senso), portandola omeopaticamente a sentire il corpo (quello autentico,
inscindibile dall’anima), e la musica di Pasquale Catalano regala magnifiche
note a questo dolcemente violento mood for love, allusivo come il resto del
film. In grado di esplorare, da vicino, la spoliazione, l’abbandono graduale del
parasole, l’incontro ravvicinato col sé (attraverso l’altro). Dove l’acqua, equivalente liquido della sabbia, compie il miracolo di far rinascere, bagnando
qualcosa, nel finale, che invece avrebbe dovuto essere asciugato.
anta e back to the future, oltre che di passaggio, trailer concreto,
L’altro non è soltanto il sesso opposto che ci si ritrova antistante, pur se
questo Gli uraniani, raffinatissimo antipasto di un prossimo lungo ad
del medesimo genere: l’oggetto adorato del proprio desiderio. Valentina è
episodi (cinque), tema l’omosessualità attraverso alcuni decenni del
il corpo della testa di Irma, paralitica sentimentale al pari di James Stewart
‘900, a partire da un 1929 che sintetizza inizio secolo, fascismo, guerra
ne La finestra sul cortile. Proprio a Valentina spetta invece il ruolo della
e forse pure ricostruzione democristiana. Un già eloquente tassello a cui se-
voyeur, in un gioco continuo di scambio di ruoli e gesti. La ragazza osserva
guiranno, finanziamenti permettendo, 1960, 1980, 1993, 2000: anni nei quali
al binocolo il sesso altro tout-court, il pittore intento a un altro tipo di delitto
i veli, anche del Tempio, a poco a poco cadranno. Un inno lucifero a Urano e
(almeno per Irma): adescare un pescatore. Ne è incuriosita quanto l’altra ne
a Venere, divinità e pianeti dissidenti, ruotanti al contrario rispetto alle altre
risulta spaventata.
stelle. E a quel Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), che, proprio in omaggio ad
Afrodite Urania, dea protettrice dei gay (lo rivela Il simposio di Platone/Socra-
Il quadrilatero omo è soprattutto concettuale: ognuno è specchio e riflesso
te), coniò il termine urning (uraniano) per designare quello che lui riteneva a
dell’altro. Dietro la contrapposizione, fa capolino infatti l’affinità elettiva. Il
tutti gli effetti un terzo sesso intermedio, tra
pittore osserva e spia come Valentina, parte
maschile e femminile: l’alien luccicante, shi-
proletaria dell’attrice Irma, alla medesima
ning, da uno spazio outer e outing. Yin e yang
maniera in cui il minuto pescatore attrae e
incarnato. Ma, a proposito di simboli cinesi, il
completa il corpulento e intellettuale pittore.
primo episodio, qui e adesso, del futuro film
Geniale straniamento: omosessualità (cioè,
di Gianni Gatti (si chiamerà Gli uraniani, come
alla lettera, attrazione per lo stesso) che si
questo primo segmento, oppure La spiaggia
manifesta invece attraverso l’amore per il
del secolo) è magicamente lambito anche del
contrario (di classe, di cultura, di età, di forme
feng shui (vento e acqua), il sistema orientale
fisiche). Mentre, ironia etimologica, è proprio
per trovare il proprio bene, la propria natura.
heteros a significare diverso, differente.
Nonostante qualcuno si ostini a chiamarla
contronatura.
Si tratta di personaggi autentici. L’attrice è
Irma Gramatica, sulla cui vita e di quella della
Il corto è appunto delimitato tra vento (anche del desiderio) e acqua del
sorella Emma, Gatti e lo sceneggiatore Antonio Cecchi hanno da tempo nel
mare, indifferenziata e non manifesta, dalla quale tuttavia Venere/Afrodite
cassetto un copione, lodato e premiato, ma di fatto ignorato, che ci si augura
deve per forza manifestarsi. Acqua viva, sangue trasparente, versus lo sta-
possa prendere corpo filmico al più presto. Lui è il pittore Filippo De Pisis,
tico mortuario espresso da una sabbiatura-sarcofago. I titoli di testa sfilano
una specie di inconnu de la plage perturbante. Irma lo considera «affettato,
sull’immagine fissa e strabica, pittorica e areata, di un pezzo di spiaggia
petulante e ridicolo» e se lo ritrova materializzato in un incubo, con le fat-
(Sabaudia) vista dall’alto. È l’eccentrico controcampo del pittore, il «Maestro»
tezze di un bisonte/ombra finalmente alla luce. Forse un omaggio ai bisonti
che scruta l’orizzonte e sente rumori desiderati alle sue spalle. Qualche foto-
ricacciati di Princess Mononoke, segno di un disastro ambientale e naturale
gramma più in là, collocato alla stessa altezza e nello stesso luogo, stavolta
anche e soprattutto contro sé stessi. Mai oltranzista, Gli uraniani, si pone
attraverso un piano più ravvicinato, alla Man Ray, uno specchio incornicia,
difatti come Mercurio, o il dio afro Eshu, tra maschile e femminile. Tra alto e
tra uva (cioè la veritas dionisiaca) e conchiglia (la vulva matrix), le due donne
basso fisico e alto e basso di classe. Tra omosessualità sentimentale, l’amore
protagoniste. Irma, famosa, «la più grande attrice del nostro secolo», epperò
per sempre, e omosessualità mercenaria, una botta e via.
triste, e la servetta Valentina, il bastone della sua futura vecchiaia, da cui è
attratta corrisposta intimidita. Un sentimento palpabile quanto inespresso.
Questa mistura alchemica d’interscambio prezioso, esaltato dal morbido
montaggio di Simona Paggi, in sintonia con
un completo tripudio di personalità scambiate e
in maniera inequivocabile, al pari della testa e
i movimenti di macchina e di luce (la bella
riappropriate. Ancora all’interno di un quartetto
le spalle ammiccanti. Eppure si potrebbe pen-
fotografia acquatica in bianco e nero di Antonio
di coppia (questa volta etero, e anche etereo:
sare che i suoi modi artefatti, secondo la cifra
Grambone) sembra riprodurre le quattro
mentale e corporale).
stilistica rétro del film, rifacciano il verso a quelli
funzioni junghiane (pensiero e sentimento; sen-
I 25 ricchissimi minuti de Gli uraniani sorprendo-
degli attori crooner, e anche un po’ petulanti,
sibilità e intuizione) a partire dalle due polarità
no per la densità travestita da semplicità. Tutti i
dei telefoni bianchi. Enrico Viarisio, per esempio.
psicologiche, la estroversa e l’introversa. Ogni
simboli, i riferimenti colti, le assonanze visive e
Oltre che (secondo gli autori) Michel Simon. Un
personaggio si trasforma l’uno nell’altro. Nel
letterarie, le angolazioni parlanti sono dissimulati
nuovo Boudu che salva con le acque. Demonio
finale, è il corpo del pittore ad essere immobile,
in una forma cristallina, girata impostata dialoga-
luci-fero e fallico, la tela sul cavalletto eretto, poi
steso, mentre quello dell’attrice risulta finalmen-
ta secondo la grammatica (e la Gramatica) di un
appoggiata a un grande ramo secco. Poli opposti
te intero, sollevato, altruista e (timidamente)
ancora, sempre. L’incarnazione dell’arte, che
sorridente: è l’anima ritrovata di quell’uomo a
dis-vela, contrapposta ai veli dark (anche di abbi-
una dimensione. Esattamente come quest’ulti-
gliamento) di una magnifica Sandra Ceccarelli in
mo rende consapevole Irma, monodimensionale
chiaroscuro, che esprime invece tutto il disagio
pure lei, della propria parte maschile. La partita a
della finzione. Corpo espropriato, alle prese, non
quattro (numero magico per Jung: il 4 è l’ombra
a caso, con il testo di Come le foglie, opera di
del troppo perfetto 3) viene difatti intervallata
Giuseppe Giacosa sulla reinvenzione dello status
da altrettanti fondu di accecante luce bianca.
non soltanto sociale.
E l’immagine in bianco del pittore è sempre
preceduta dall’ombra.
Ci si chiede, allibiti, come il cinema italiano
abbia il coraggio di trascurare un simile, intenso
Qualcosa di simile avevano rivelato pure i prece-
volto, una così evidente personalità d’attrice.
denti corti di Gatti e Cecchi, scritti sempre con
Quando, osservata da Valentina col binocolo,
un inchiostro simpatico rivelatorio di tutta una
la vediamo in lacrime, non in sintonia con il
paesaggio, sembra la Bergman altrettanto altera,
serie di codici segreti. Sia Ma che musica (2000)
e Affetti speciali (2005) parlavano con humour
film anni ’30, formato 1.33:1, condita da battute
orgogliosa e fragile di Stromboli. Difatti anche lì
di passioni al femminile da parte maschile che
formali ma allusive («un luogo ideale per eserci-
c’erano finzione, rinunce all’amore, pescatori,
venivano fuori (nel secondo film, letteralmente)
tare il pennello»; «in pineta non ci sono pesci da
corazze sgranellate e persino delle lesbiche,
a contatto con l’altro (sesso) da sé, mediante
prendere») e perfetta recitazione vintage.
fobia rosselliniana. Ma, soprattutto, la profuga
lituana e l’attrice italica stranota, ignare di sé, si
transizioni tra sogno e realtà. Un bimbo alle
prese con la propria natura di majorette, rivelata
Michele Di Siena (il pescatore) e Nina Torresi (Va-
trovano entrambe a un passo dalla Luce e dalla
grazie alla cugina (poco propensa, all’opposto,
lentina), corpi totali del film, sembrano usciti da
Rivelazione. L’inquadratura brucia nel bianco e
a calarsi nel ruolo femmineo da tutti aspettato);
un film francese del Front populaire. Spiccano
l’immagine colta dal pittore (che solo Valentina
una trans partoriente al supermercato, dopo
per intensità fisica, concretezza e aggressività
vede) non può che dissolvere nella vita. Sono
aver visto, tra le altre cose, una donna incinta.
proletaria. Probabilmente oscuri e sbilanciati
«la forza e il coraggio» invocati da Ingrid sul
Naufraghi (2004), altro bel corto da essi prodot-
anche loro. Pippo Del Bono, per la prima volta
vulcano e timidamente conquistati da Irma. Un
to, ma diretto da Federica Pontremoli, era pure
gay sullo schermo, rilascia morbida la manina
altro «Dio!»
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25
n.103
di
26
n.103
In giro
San Pietro
alla Ienca
Dove Wojtyla amava pregare
L
Sergio
Scacchia
http://paesaggioteramano.blogspot.it
sa sofferenza degli ultimi anni di vita. Sulla stola c’è la celebre frase “Non
abbiate paura”, che disse ai giovani nella ormai famosa prima Giornata
della Gioventù.
Nella mia mente torna un’immagine molto cara: il ricordo di una Pasqua
in cui la televisione mostrava un diacono incensante che cantava il testo
evangelico della solennità. Il religioso, finita la proclamazione, richiuse il
testo sacro, lo elevò e lo portò, processionalmente, verso Giovanni Paolo
II che presiedeva la celebrazione liturgica. Fu allora che le telecamere,
impietose, indugiarono su di un pontefice sofferente che, con gran fatica
ma con gioia negli occhi, accolse baciando il libro dalla legatura argentea
tempestata di gemme, per poi benedire l’assemblea tutta.
Oggi, fresca mattina di un giugno del 2014, il borgo di San Pietro è vuoto.
Il minuscolo abitato è uno dei tanti agglomerati sub urbani che nel secolo
XIII, fondarono quella che poi sarebbe diventata la città dell’Aquila.
Quando la vallata si popolò grandemente, il piccolo villaggio divenne semplice appoggio per attività agricole e per pastorizia, luogo di scampagnate
’imponente statua bronzea di Karol Wojtyla, capolavoro d’arte
familiari e di camminate solitarie.
sacra dello scultore Fiorenzo Bacci, mi accoglie proprio davanti alla
Le case abbarbicate su di uno sperone roccioso che sbarra il vallone del
chiesetta montana di San Pietro alla Ienca.
Vasto, grazie alle ripetute visite del “Papa Grande”, sono diventate famose
Mentre arrivavo in questo luogo bellissimo, da dove si gode la vista
per essere situate in uno dei luoghi dello Spirito più importanti d’Abruzzo,
di boschi immensi, si discuteva sul nome. In qualche sito internet troviamo
meta di interesse non solo religioso, ma anche turistico ed escursionisti-
Ienca con la J, in altri è lo Ienca e non la Ienca, addirittura nel sito della
co – ambientale con i suoi bei percorsi per mountain bike o per cavalli e
Regione in un punto si trova indicato con la G!
cavalieri.
Rimane comunque, di là dalla disputa sull’etimologia, un posto bellissimo.
I proprietari delle casupole che coronano la piccola chiesa e l’antico
Guardo intensamente la figura del papa santo che, avvolto in vesti
fontanile pastorale, hanno ristrutturato con garbo, grazie anche alla nuova
liturgiche, pare vera. Gli occhi appaiono rivolti al futuro e con la mano
vitalità commerciale dei dintorni.
benedicente pare indicare che il cammino verso il Regno dei Cieli passa
Peccato che la chiave della chiesa sia irreperibile, persa nelle tasche del
attraverso la splendida valle del Vasto, ai piedi del Gran Sasso.
parroco locale che, naturalmente, è difficile trovare, perso com’è tra varie
Le sopracciglia e le pieghe caratteriali del volto leggermente corrugato,
parrocchie distanti tra loro e impegni.
sembrano formare il disegno di una colomba e i piedi scalzi, come novello
Giro, un po’ deluso, intorno al piccolo edificio che si trova a mille metri di
San Francesco, ricorda la sua infinita voglia di pace nel mondo, che ha
altezza, risalente al secolo XIII, ammirando i suggestivi paesaggi boscosi.
ricercato senza posa per tutto il suo pontificato.
Dietro al tempietto si trovano anche posti, dove poter cucinare carne alla
Il “Totus tuus”, motto del suo papato, ricorre idealmente nell’immagine del
brace e mangiare in allegria.
Cristo Risorto sulla sua mitria, mentre dei piccoli chiodi ricordano l’immen-
Sbirciando dal buco della serratura, intravedo a fatica l’unica navata con la
Lui ha visto e parlato col papa polacco quel
secoli prima, da un altro pontefice non meno
giorno in cui, seduto sullo sperone roccioso più
grande, Celestino V, l’eremita del Morrone,
alto verso la montagna, vide salire dalla stradi-
l’uomo della Perdonanza.
na sbrecciata, una serie di automobili nere, di
Oggi San Pietro alla Ienca ha una sua identità,
gran cilindrata e dai vetri oscurati. Le guardie
un pezzo di paradiso per tutti e non solo per
del corpo, nella prima vettura, si fermarono
qualche locale e solitario pastore o escursioni-
davanti a lui e chiesero se conoscesse il papa.
sta amante della natura.
“Figuratevi – disse il pastore – se pensavo al
Dall’abitato chi ha buone gambe può raggiun-
volta a botte in pietra. Sempre in pietra è anche
papa. Piuttosto mi preoccupavano i lupi che
gere il torrione roccioso dedicato al papa e già
l’altarino, luogo della mensa eucaristica.
spesso qui divorano le mie pecore. Dissi agli
Monte del Gendarme, 2424 metri di altezza
D’improvviso, la voce sgraziata alle spalle mi fa
uomini con gli occhiali da sole che ... io il papa
lungo le frastagliate creste delle Malecoste.
trasalire.
lo vedevo ogni tanto nel telegiornale della sera,
Il Gran Sasso serba anche il ricordo del papa
Il vecchio pastore è caratteristico. Nell’immagi-
quando faccio cena”.
alpinista Pio XI cui nel 1929 fu intitolata una
nario davvero potrebbe essere il prototipo del
Si aprì automaticamente una porta della terza
cima in prossimità del Pizzo d’Intermesoli.
transumante abruzzese.
auto e dentro, sorridente, c’era proprio il
L’uomo mi chiede cosa stia facendo.
polacco santo!
Pensavo fosse chiaro, dico, che vorrei entrare
Il papa parlò qualche minuto col vecchio pasto-
per scattare qualche foto.
re, declinò ringraziando l’invito di recarsi a casa
Ecco che lui si mette a raccontare una storia in-
sua per un assaggio di ricotta e regalò all’uomo
credibile! Fu lui a vedere il papa, quando giunse
un bel rosario con lo stemma di San Pietro.
su queste montagne, spinto dal suo amore per
Il pastore ha onorato questo straordinario
il creato e il suo Creatore.
incontro, commissionando una stele in pietra,
Wojtyla, secondo lui, non è mai entrato in
eretta nel punto in cui vide Karol in quel
quella chiesetta! Ha pregato fuori le mura
mattino.
perché questa porta è di solito chiusa, mi dice,
Il papa è tornato altre volte, pregando anche
in chiara polemica con gli addetti comunali o
nella radura fuori la chiesetta, arricchendo di
forse col parroco.
sacralità il nostro Abruzzo, già attraversato,
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di
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Antonio
Parnanzone
Calcio
Il Teramo
A
[email protected]
staff tecnico ha programmato e come i tifosi vogliono vederlo: convincente
e passionale anche quando perde. Si può anche non vincere, l’importante
è misurarsi alla pari con avversari di rango come Pisa, Spal, Ascoli, Ancona,
ecc. La prima fase del Campionato, quindi, ha regalato un bel Teramo che
ha avuto anche l’onore di condurre il gruppo delle migliori. Senza entrare
negli aspetti prettamente tecnici, la formazione guidata da Vivarini gioca
bene e diverte, crea sia con formazioni di vertice che con quelle sulla carta
bituato a stare in alto, il Diavolo non ne vuole sapere di scendere
meno dotate. Il faro è il bomber Lapadula, ma vanno molto bene anche
più in basso. Quando si fa l’abitudine in un certo modo, è difficile
Donnarumma e il ritrovato Bucchi. La fascia mediana assiste bene quella
poi modificarla. Competere con le migliori è una prerogativa che il
di rottura ed anche la difesa, messa ingiustamente sotto accusa nelle
Teramo si è conquistata sul campo. Dalla Promozione alla Divisio-
fase di avvio, ha trovato il giusto equilibrio. Insomma un Teramo graffiante,
ne Unica Lega Pro (ex C1), il Teramo non è stato mai sotto metà classifica. I
deciso, motivato all’altezza della situazione che darà grandi soddisfazioni
propositi iniziali sono sempre gli stessi e cioè la salvezza, ma quando entra
ai tifosi. Buone notizie
in campo scatta qualcosa che proietta il Teramo sempre in alto. E pensare
anche da un altro
che le prime due giornate avevano fatto registrare altrettante sconfitte,
fronte che nel recente
nettamente nel risultato molto meno come prestazioni. Con tre reti al
passato aveva creato
passivo è difficile
qualche apprensione in
sostenere una
Foto Vincenzo Ranalli
Società. Il riferimento
prestazione da
è alle presenze nello
sufficienza, i fatti
stadio piuttosto scarse
però dimostrano
nella stagione scorsa
nonostante l’ottimo
che la squadra è
viva. A Pisa due
rigori concessi con
Foto Vincenzo Ranalli
campionato disputato
dalla squadra. Sono in
troppa sufficienza
aumento al pari degli abbonati. La categoria ha avuto il suo peso, ma il ri-
e alcune occasioni
sveglio di un certo interesse per lo sport più bello del mondo c’è. È un dato
clamorosamente
confortante che da la giusta carica alla squadra e alla Società che si prodi-
mancate avevano
ga nel tenere alto il morale e l’impegno nel fornire la massima assistenza in
condannato il Dia-
campo e fuori. Alla vigilia c’era apprensione per un Campionato nuovo e di
volo ad una imme-
valore. Il campo ha dimostrato che anche Teramo può godersi una catego-
ritata sconfitta. La settimana successiva il Grosseto aveva approfittato del
ria che molti ritengono di poco inferiore alla Serie B e non a caso chiamato
momento per portarsi a casa i tre punti non del tutto meritati. Poi la riscos-
B2. È ancora presto per dire come finirà, ma essendo cominciata bene è
sa, in casa e fuori, e così il Teramo va. Va come la Società vuole, come lo
lecito sognare un’altra annata da godersi fino in fondo.
dalla
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n.103
Sport
Pallamano
S
Redazione
[email protected]
Franco Chionchio, dopo essersi misurato con la massima serie
con il Teramo Handball lo scorso anno, ha deciso di rimanere
con il gruppo di teramani e di proseguire, quindi, nel progetto di
valorizzazione degli atleti under 18 e under 20 e di migliorare i
rendimenti dei più esperti Alessio Collevecchio, Andrea Leodori,
Davide Barbuti, Amedeo Morale, Matteo di Marcello e Simone
ono tanti i cambiamenti nel mondo della pallamano dopo la
Arduini. Sarà loro il compito di amalgamarsi in fretta con i nuovi
pausa estiva all’interno delle realtà teramane.
compagni Jacopo Cinelli, Matteo Ferrante e i giovani prometten-
Partendo dall’unica squadra rimasta nella massima serie
ti Stefano Arcieri, Adriano Valeri, Gonzalo Canzanese, Niccolò
femminile nella nostra regione, la Nuova H.F. Teramo, si può
Natalini e Riccardo Barbuti per disputare nel migliore dei modi
ben dire che dopo la tranquilla salvezza raggiunta lo scorso anno,
il campionato di Serie B. Quest’ultimo li vedrà impegnati nella
questa volta i riflettori siano puntati su una posizione di verti-
prima giornata nell’ostico campo del Chiaravalle, il giorno 26 Ot-
ce. La squadra allenata dal riconfermato Massotti, infatti, dopo
tobre. Fissato invece per metà gennaio il derby che vedrà il Team
quattro giornate, ha il primato in classifica. Per quanto riguarda
Teramo giocarsi i tre punti con la Lions Teramo.
l’organico, soltanto tre delle poche atlete riconfermate hanno
deciso di rimanere (la rumena Daniela Palarie, l’italo-argentina
Quest’ultima, infatti, per la prima volta, si è iscritta alla serie B
Lucilla Stetler e Cristina Covaci) e sono quindi arrivati nuovi volti
interregionale a cui partecipano, oltre alle squadre abruzzesi,
tra cui spuntano i nomi delle sorelle cilene Canessa, della già
anche quelle marchigiane . Il compito della Lions Teramo è quello
conosciuta Zucky Pastor e dell’ex Futura-Roma Alessandra Bas-
di valorizzare, ancora di più, il lavoro svolto negli ultimi anni con
sanese. La squadra è inoltre formata dai portieri Marta Savoca e
le giovanili. La società è affidata al tecnico ex nazionale Marcello
Grazia Laura Stangoni, dall’italoargentina Maria Victoria Gioia e da
Fonti per tirar fuori il meglio da promettenti giocatori come Di
alcune atlete provenienti dal settore giovanile. Panchina forse un
Giulio e compagni che dovranno dimostrare il loro valore in un
po’ corta ma grandi sogni per il team del Presidente Candelori.
campionato sicuramente più difficile di quelli disputati finora con
Riparte invece dalla Seconda Divisione femminile e dalla serie B
i pari età. Al femminile, invece, la Lions Teramo parteciperà alle
maschile, il Team Teramo. La nuova società si presenta ai nastri
varie categorie giovanili.
di partenza con molte ambizioni, dato che, per grandi linee, è
formata dagli atleti e dalle atlete che fino alla scorsa stagione
Come già evidenziato, sono molte le società che si dedicano ai
militavano in A1 e da tecnici di spessore come Franco Chionchio
campionati giovanili sul nostro territorio. Alcune di esse, come
per gli uomini e Serafino La Brecciosa per le donne. Quest’ultimo,
la Torelli Handball, concentrano tutte le risorse per la crescita
dopo aver vinto lo scudetto nel 2012, torna a sedersi in panchina
di coloro che, tra qualche anno, ci auguriamo possano riportare
con l’obbiettivo di vincere il girone E ed i successivi play off, per
stabilmente in alto il nome di Teramo. La pallamano nella nostra
tornare al più presto nella massima serie e disputare quindi il
città, infatti, nonostante i problemi economi e alcuni intoppi
derby casalingo che manca da circa dieci anni. L’allenatore potrà
iniziali per quanto riguarda la gestione delle palestre, è pronta a
contare in primis sulle teramane Federica Fini, Alessia Delli Rocili,
tornare a risplendere a 360° e lo dimostrano le recenti riunioni tra
Laura Nori, Silvia Di Felice e la giovane Giulia Di Stefano affian-
le società e le collaborazioni che ne deriveranno.
cate dalle più esperte Elena Krese, Anita Lazco, Silvia Lampis,
Angela Cherci, Constanza Bergallo e dalle giovani Daniela Dovesi
Da segnalare parallelamente, la decisione della regione Abruzzo
e Martina Mazzieri salvo ulteriori innesti. Le ragazze stanno
di accettare la proposta della Federazione per quanto riguarda
affrontando un lungo periodo di preparazione per presentarsi nel
l’inserimento di portatori di handicap in questo sport. Ben presto,
migliore dei modi al primo
infatti, potremo vedere
impegno ufficiale nel quale
alcuni ragazzi aiutare i
ospiteranno il Civitavec-
cronometristi e i segna
chia, il 23 Novembre al Pala
punti durante le partite.
Acquaviva “Giorgio Binchi”.
Un ottimo progetto, che,
Il girone interregionale
insieme alla crescita dei
che dovranno affron-
giovani locali attraverso la
tare, all’apparenza può
promozione nelle scuole
sembrare una passeggiata,
elementari attivata in
ma con formazioni quali
tutto il territorio nazionale,
Grosseto, Cingoli, Pontinia
confidiamo avvicini sem-
e il già citato Civitavecchia,
pre più persone a questo
niente può esser dato per
sport prigioniero della
scontato.
definizione “minore” ma
Al maschile, invece, l’ex
pieno di emozioni che è la
capitano della nazionale
PALLAMANO.
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
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a
Regione Abruzzo
Provincia di Teramo
Città di Teramo
Fondazione Tercas
Camera di Commercio di Teramo
Concerti
STAGIONE dei
2014/2015
Giovedì 6 novembre
Lunedì 2 febbraio
Sala San Carlo ore 21
Progetto Giovani
Mercoledì 25 marzo
Sala San Carlo ore 21
Concerto di inaugurazione
CECILIA CHAILLY arpa
FABIO DI STEFANO pianoforte
ORCHESTRA
FILARMONICA MARCHIGIANA
“Le mie corde”
Giovedì 20 novembre
Sala San Carlo ore 21
Progetto Giovani
QUARTETTO GUADAGNINI
FABRIZIO ZOFFOLI violino
GIACOMO COLETTI violino
MARGHERITA DI GIOVANNI viola
ALESSANDRA CEFALIELLO violoncello
J. Brahms, F. Schubert, F. Liszt, L.V. Beethoven
STEFAN MILENKOVICH violino solista
DAVID CRESCENZI direttore
Venerdì 13 febbraio
I. Stravinskij, J. Sibelius
CAMERATA ROYAL
CONCERTGEBOUW ORCHESTRA
Martedì 14 aprile
J.S. Bach, W. A. Mozart
“Da fiamma e da luce”
Sala San Carlo ore 21
Sala San Carlo ore 21
ZCHIAO JULIAN JIA pianoforte
Giovedì 27 novembre
(I° Premio Concorso Internazionale “A. Casagrande” 2014)
I SOLISTI AQUILANI
SALVATORE ACCARDO direttore e violino solista
FRANCESCO FIORE viola
W. A. Mozart
Lunedì 8 dicembre
W.A. Mozart, F. Schubert, F. Chopin, M. Ravel, F. Liszt
Giovedì 5 marzo
Sala San Carlo ore 21
ANTONII BARYSHEVSKYI pianoforte
(I° Premio Concorso Internazionale “A. Rubinstein” 2014)
F. Haydn, R. Schumann, O. Messiaen, A. Scriabin, M. Mussorgsky
Aula Magna Convitto Nazionale “M. Delfico” ore 21
Domenica 8 marzo
CROATIAN RADIOTELEVISION
SYMPHONY ORCHESTRA
ENSEMBLE BERLIN
JONATHAN FOURNEL pianoforte
TAO FAN direttore
Progetto Brahms
Giovedì 22 gennaio
Aula Magna Convitto Nazionale “M. Delfico” ore 21
ORCHESTRA SINFONICA ABRUZZESE
Sala San Carlo ore 21
I Solisti dei Berliner Philharmoniker
J.S. Bach, L.V. Beethoven, W.A. Mozart
Giovedì 19 marzo
Aula Magna Convitto Nazionale “M. Delfico” ore 21
ORCHESTRA SINFONICA ABRUZZESE
MASSIMO QUARTA direttore e violino solista
MASSIMO QUARTA direttore e violino solista
BENEDETTO LUPO pianoforte
Progetto Brahms
Progetto Brahms
Abbonamenti (n.15 concerti)
Ordinario: € 100,00
Ridotto per studenti e universitari: € 50,00
Ridotto per Donatori di Sangue FIDAS: € 80.00
Ridotto over 65 anni: € 90,00
Abbonamento straordinario comprensivo di iscrizione
al Circolo Amici della Musica e del Teatro: € 130,00
Gli abbonamenti sono in vendita nella sede della Riccitelli
e online sul sito www.primoriccitelli.it
Sala San Carlo ore 21
Romanze da liriche di M.J. Lermontov nel bicentenario della nascita
Venerdì 20 febbraio
L.V. Beethoven, J. Brahms, F.J. Haydn
Teatro Comunale ore 21
Concerto per AIRC
Aula Magna Convitto Nazionale “M. Delfico” ore 21
INFORMAZIONI
Ente Morale Società della Musica
e del Teatro “Primo Riccitelli”
Via Nazario Sauro, 27 - Teramo
Tel. 0861 243777 · Fax 0861 254265
[email protected]
MICHAIL RYSSOV basso
ALESSANDRO CAPPELLA pianoforte
ANTONELLA CIACCIA voce recitante
a cura di ROBERTO MICHILLI
A. Rubinstein, S. Rachmaninov, A. Varlamov,
L. Malashkin, A. Guriliov, D. Stolypin
Mercoledì 29 aprile
Sala San Carlo ore 21
ANDREA GRIMINELLI flauto
GIAMPAOLO BANDINI chitarra
J.S. Bach, G. Rossini, M. Giuliani, R.Shankar, A. Piazzolla, G. Bizet
Lunedì 4 maggio
Aula Magna Convitto Nazionale “M. Delfico” ore 21
Concerto di chiusura
ORCHESTRA DA CAMERA
DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO
W.A. Mozart, B. Britten, A. Dvorak, E. Elgar, N. Rota, E. Grieg
Fly UP