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Sistemo l`Italia e me ne vado
anno 18 | numero 34 | 29 agosto 2012 | 2,00 Poste italiane spa - spedizione in a. p. D.L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 1, NE/VR settimanale diretto da luigi amicone INTERVISTA ESCLUSIVA A MARIO MONTI Sistemo l’Italia e me ne vado EDITORIALI a proposito di uomo e di infinito Un caso estivo di “punto di fuga” e il cemento armato dell’ideologia A ntonio Simone è la notizia dell’estate. E molto al di là delle vicende giudiziarie che lo riguardano. Quanto al nesso del suo caso con lo stato della giustizia in Italia: anche se uno dei segni dei tempi malvagi che viviamo è la demolizione bestiale delle garanzie di rispetto per la persona umana (anche se imputata), fattore basilare di una civiltà, la presunzione di innocenza rimane un principio centrale nel nostro ordinamento democratico e costituzionale. Seconda cosa: come abbiamo scritto fin dal 13 aprile scorso, è ovvio che non si avrebbe nulla da ridire di una sentenza che condannasse una persona sulla base di elementi probatori “oltre ogni ragionevole dubbio”. Si ha invece da ridire quando la condanna in un’aula giudiziaria (come in Italia accade da un ventennio a questa parte) diventa l’ultima, ma proprio l’ultima, appendice di sentenze già scritte per via mediatica e tortura del carcere preventivo. Ma sopravanzando anche questi aspetti, pur così decisivi per il destino della giustizia e delle libertà italiane, la notizia dell’estate di cui si accennava sopra è che, come testimoniano le lettere dal carcere di Simone e il titolo del Meeting di Rimini, “La natura dell’uomo è rapporto con l’Infinito”. Perciò l’uomo è libero, ed è tanto più libero – anche se ristretto in una cella di sette metri quadrati con altri tre o sei uomini – quanto più è teso a considerare tutte le dimensioni della sua umanità. Compreso quella del limite proprio “Ci sono sempre circostanze e altrui. E perciò povero uomo, quello che, come nella vita che ci riportano alla ha detto Simone nell’intervista al Corriere della radice di ogni essere umano: Sera (che ripubblichiamo qui a pag 8), non ammette di essere peccatore come tutti. «E comun- il desiderio di felicità oltre le que, mi sento peccatore dall’età in cui ho comin- nostre costruzioni quotidiane” ciato a usare la ragione». Qui sta tutta la radice della sanità di una persona e di un mondo. «Ho seriamente paura di chi non si sente peccatore». Qui sta tutta l’impostura di adesso. L’impostura di questa giustizia, di questa economia, di questa politica, di questa religione. Fanno tutte paura perché abbarbicate alla negazione dell’Infinito e alla presunzione smisurata del finito che si vuole (per sé) puro e senza peccato. Però «il problema – ci scrive Antonio in una lettera privata – è che il “no” a questa cultura, il “no” espresso così bene dal Papa (vedi qui taz a pagina 64), deve diventare un “sì” a qualcosa». Poi Simone crede di passare ad altro argomento, ma invece descrive esattamente cos’è “un sì a qualcosa”: «Qui in carcere c’è qualcosa di veramente grande. È un luogo di sofferenza, come un ospedale, ma la sofferenza non è fisica, toglie alle persone ogni sovrastruttura circa il senso della vita, lo scopo, il modo di affrontarla. È un’immensa fraternità (pur di gente che si odia, almeno per la razza), le cui domande essenziali sono all’ordine del giorno di ogni incontro, nell’ora d’aria, a cena, nel corridoio». Cercate una descrizione della vita quotidiana nei monasteri medievali. Troverete cose come le lettere di Simone da San Vittore. Oggi i monasteri ricominciano dalle galere e da tutte le circostanze dove meno ti aspetteresti un punto di fuga da «quel palazzo di cemento armato e senza finestre», come dice il Papa, che è la mentalità ristretta e misantropa che ci preme e ci toglie l’aria da ogni parte. “Punto di fuga” è dove la gente è costretta a cercarsi e a cercare un bene. Un respiro. Cioè, un senso. Dopo tutto, ci ha appena scritto una molto illustre collega in un messaggino di quelli che ci si scambia per diporto, «Ci sono sempre delle circostanze nella vita che ci riportano alla radice fondamentale di ogni essere umano: il desiderio di felicità oltre le nostre costruzioni di tutti i giorni». Sì, l’uomo c’è. E le circostanze lo rivelano. Solo quest’uomo, l’uomo (il bambino) così com’è in natura, è il protagonista di tutta la storia. Di tutta la storia umana che grida con il poeta Pär Fabian Lagerkvist: «Chi sei tu che colmi il mio cuore della tua assenza?/ Che colmi tutta la terra della tua assenza?». In questo senso definitivo Antonio Simone è la notizia dell’estate. Egli è una sanità. Una libertà. Una domanda, E perciò, un mondo che ricomincia. FOGLIETTO Difesa della libertà. Sono onorato di far parte di un club che si permette critiche alla magistratura S e anche Antonio Simone avesse commesso qualche illegalità, la carcerazione preventiva impostagli per confessare cose non vere, è barbarica. Peraltro per quello che ho osservato da collaboratore di Tempi, sono convinto dell’innocenza di Antonio, dell’estraneità alle operazioni illecite che certamente si sono organizzate intorno a quelle che restano due magnifiche realtà della ricerca sanitaria italiana come il San Raffaele e la Fondazione Maugeri. Provato dai “casi” del 1992, in gran parte svuotatisi processualmente, questo caro amico mi appariva attento a non impaniarsi in nuove vicende italiane. La violenza esercitata nei suoi confronti mi pare frutto di una logica di settori della procura milanese ispirati all’idea che i loro precedenti inquisiti debbano estraniarsi da qualsiasi rapporto con la vita pubblica. Anche una grande personalità del socialismo milanese – di cui non farò il nome per non rinnovargli dolori o persecuzioni – è stata trattata così: avvisi di garanzia ogni volta che si parlava di un ritorno alla scena pubblica. A Simone, al di là degli effetti collaterali della persecuzione di Roberto Formigoni per “tentata aragosta”, in particolare, mi pare non si sia perdonato di sostenere un settimanale che si permette critiche alla magistratura politicizzata. Mentre mi onoro di far parte di un club di sospettati perseguitati da personaggi dalla notoria moralità di un Carlo De Benedetti, mi chiedo se questo club non sia un po’ timido nel mobilitarsi in difesa della libertà. Lodovico Festa | | 29 agosto 2012 | 3 SOMMARIO Anna Montemurro, Paolo Ghidoli, Marina Pintus, Marisa Brambilla, Antonio Di Tinco, Daniela Salvetto, Miriam Galletti, Daniela Corveddu, Luisa Fiandra, Livio Libardi, Antonio Autieri, Silvia Avanza, Franco Silanos, Alessandro Vergni, Marco Galanti, Franco Cori, Angelo Vargiu, Carla Satta, Maria Mariani, Lucia Mussoni, Maurizio Matteucci, Roberto Fontana, Redaelli Antonio, Jos Francisco Tagliabue, Enrica Ugolinelli, Chiara Pedrini, Silvana Colombo, Laura Tardani, Andrea Arioli, Giuditta Citton, Filippo Boscagli, Giovanna Pampado, Francesca Pasi, Sara Pedrazzini, Giuseppe Vimercati, Maria Bossi, Francesco Cerutti, Mariella Terragni, Luca Della Lucia, Michele Bissoli, Nicola Mucci, Giovanni Bruno, Maria Manara, Mariacristina Bottino, Alessandro Pagnoni, Jacopo Parravicini, Pietro Dri, Anna Tori, Angelo Dolci, Francesca Montagna, Bianca Mazzini, Nerella Buggio, Resy Ciriminna, Elena Colombo, Paolo Grisorio, Maurizio Bertuzzi, Maria Amigoni, Sandro Sereni, Silvio Fornaro, Giacomo Moretti, Marianna Andreani, Francesca Soave, Gigi Brioschi, Valerio Biondi, Marina Corrina, Elisabetta Caputo, Fabrizio Ferrari, Paola Brasca, Donata Piccoli, Manuela Perotti, Paolo Bettiol, Francesco Margaria, Arnaldo Appetecchi, Ferdinando Tusacciu, Federico Maffezzini, Angelita Vezzoli, Francesco Dilorenzo, Daniela Galante, Francesca Colangelo, Paolo Busnelli, Chiara Grassi, Andrea Zelioli, Gabriella Maniscalco, Milena Rainieri, Cristina Tarducci, Antonio Villani, Tonino Pulina, Brigida Marta, Sebastiano Salpietro, Davide Turri, Silvia Zacchi, Roberto Pinna, Massimiliano Mastroianni, Roberto Milesi, Cosma Mauro, Fulvio Attisano, Francesco Perazzini, Antonio Saini, Marco Stango, Simone Fortunato, Stefania Severini, Gian Mario Bandera, Carlos Crestana Brasile, Pietro Montefinese, Lorenzo Mussuto, Marta Alloni, Stephen Wintour, Silvana Morri, Stefano Matteucci, Luciana Besani, Silvio Bosetti, Gianamedeo Pasqualini, Tommaso Chiesa, Daniela Zucchetti, Vanna Columbano, Chiara Cocucci, Learca Rinaldi, Anna Grigolon, Alessandro Danesi, Trombetta Don Fulvio, Alessandro Bregolato, Marisa Floridia, Claudia Camino, Riccardo Mazzucchelli, Francesco Luigi David Monteverdi De Ubertis, Leonarda Tola, Giovanna Pianta, Martino Corti, Vincenzo Mangione, Francesco Corabi, Debora Corabi, Don Antonio Maffei, Antonio Girardi, Riccardo Tringali, Laura Zorloni, Roberto Andreoni, Michele Marinelli, Giuseppe Perrone, Luigi Tardini, Gianni Aime, Mauro Prada, Stefano Tagliabue, Luca Ballerin, Rita Dossena, Giovanni Belloni, Sabatini Maurizio, Marco Cappellini, Marina Bertasi, Marco Gerosa, Alessandra Brambilla, Maria Sala, Antonio Raso, Gennaro Mariniello, Giuseppe Crippa, Clara Maioli, Greta Volpones, Giuseppe Ronchetti, Giuseppe Ronchetti, Fabrizio Fuscagni, Mariagrazia Bassan, Mauro Poli, Luigi Tagliabue, Nicola Personelli, Simone Alboresi, Gianni Fumagalli, Pietro Galluzzi, Luigi Frigerio, Maria Citterio, Silvana Colombo, Michela Baroni, Alessandro Tonti, Giuseppe Torrente, Mauro Andreata, Gianni Dacco, Ginetta Badagliacca, Brunella Novara, Mariangela Aldeghi, Don Mario Caccia, Silvia Grassi, Brigida Galliena, Valerio Rossi, Annalisa Bernasconi, Maria Cristina Parnisari, Keo Zanetti, Giovanni Battista Starace, Marina Grassi, Massimo Dalessandro, Carlo Lanzarini, Mario Caponnetto, Gabriele Calosso, Monica Russo, Maria Maurizia Gentili, Marina Perlini, Marco Ronchi, Valeria Calcagno, Stefania Luchetti, Giancarlo Rovati, Carlo Benedetti, Alessandra Augustin, Fabio Castagnaro, Gianni Mazzocchi, Orietta Arata, Danilo Gennari, Giuseppe Sabella, Luigi Torre, Marina Dionisi, Marina Maffei, Guido Spinola, Paolo Conti, Annarosa Rossetto, Federico Bonuccelli, Paolo Florio, Valeria Senesi, Emanuela Castelli Carlo Lovati, Tommaso Frigerio, Nadia Zangheri, Franco Vieri, Rossella Macchini, Alberto Ulivelli, Giovanni Dellorto, Antonio Barbero, Paolo Monteverde, Silvia Ronzio, Claudio Ghidoli, Bruno Minelli, Isabella Polidoro, Don Eligio Ciapparella, Renata Vigan, Amedeo Cogliati, Antonio Corica, Silvano Cosi, Matteo Colombo, Luciana Ambrosi, Pier Giuseppe Maschera, Ferdinando Barretta, Fabio Buchicchio, Nicoletta Buzzetti Amati, Fabio Fiori, Gabriella Gottardi, Mauro Salvalaglio, Lucia Valsecchi, Ester Brambilla Pisoni, Alessandra Dragotto, Daniela Gobbi, Samuele Sanvito, Claudia Mazzola, Rachele Biaggi, Antonella Cazzaniga, Giacomo Franco Mariotto, Michele Rampa, Barbara Rizzardini, Simone Rossi, Marzia Volpini, Bruno Gaschi, Chiara Dangelo, Pietro Derrico, Rino Dangelo, Gianfranco Romano, Francesca Codazzi, Maria Spataro, Antonio Mezzacapo, Marco Benedettini, Franco Turati, Luciano Carla Zini, Massimiliano Cesarini, Tony Esposito, Giovanni Ferioli, Annamaria Longagnani, Jasmine Ion Titapiccolo, Giovanni Vitale, Enrico Romoli, Maria Grazia Beretta, Maurizio Pazzaglia, Massimiliano Noto, Marco Bartolomei, Vincenzo Stampone, Alessandro Ceriani, Giorgio Canti, Fabio Arosio, Nadia Spano, Gabriele Aletti, Pierluigi Marini, Luigi Roggi, Achille Mucci, Federico Dossena, Miriam Maronati, Adriana Bergamini, Pretelli Attilo, Daniela De Giorgi, Marco Trivelli, Angela Freschi, Ada Ventura, Davide Bossi, Mauro Moscatelli, Don Diego Di Modugno, Maria Rosa Pont, Serena Mazzucchelli, Alberto Sportoletti, Famiglia Rinaldi, Francesco De Capoa, Carla Garioni, Piero Marsiglietti, Alessandro Suma, Maurizio Galassi, Fabio Magnanelli, Alessandro Coppola, Remo Contucci, Maurizio Brambilla, Motta Annalisa, Mariacristina Frisoni, Anna Galassi, Simona Bottinelli, Laura Peviani, Maria Cristina Foresio, Luigi Parisi, Francesco Calloni, Anna Maria Cocco, Luisa Coltura, Giovanna Frediani, Luca Schieppati, Patrizia Stefanelli, Vergani Monica, Lorenzo Boselli, Marco Niccoli, Donatella Da Corte Belluno, Francesca Guarnaschelli, Benedetta Vigan, Nadia Manfrini, Mariano Peviani, Ondina Negroni, Irene Ventroni, Maria Miani, Massimo Mauriello, Enrico Fiorini, Pietro Lorenzetti, Luisa Siligato, Francesco Tosi, Claudio Donofrio, Claudia Tonna, Eugenio Scola, Mirella Ghidelli Mario Signoreli, Serena Rossi, Barbara Benvenuti, Gloria Menichini, Daniele Corradi, Maurizio Niola, Antonio Sebastiano Tersalvi, Benedetto Soi, Maria Ausilia Pedditzi, Filippo Parolin, Gabriele Guainazzi, Francesco Sangiorgio, Piero Masia, Maria Gabriella Ricotta, Simona Ramero, Fabio Amati, Pierangelo Soi, Cosma Gravina, Cristiano Angiola, Silvano Negri, Giuseppe Biasini, Pierangelo Angelini, Sonia Genetti, Stefano Rioldi, Cristina Romano, Marco Spola, Tommaso Donagemma, Giampietro Tallon, Luisa Antognoli, Paolo Lazz, Simona Cantoni, Chiara Bernini, Grazia Calzeroni, Ivana Simionato, Vilma De Privitellio, Marco Montrasi, Anna Maria Contu, Andrea Gazzoli, Mauro Apollonio, Giuseppina Carpanese, Luca Casale, Paolo Ornati, Francesco Mordeglia, Marco Bottino, Raffaella Brancato, Pietro Guzzi, Luigi Tebaldi, Giovanna Ciaccia, Francesco Zingrillo, Davide Donno, Agnese Aiello, Fabio Merlo, Ivan Borghesi, Graziella Scolari, Lusso Giacomo, Gabriella Molteni, Carmen Giussani, Paola Guzzetti, Maria Eva Virga, Gio Galante, Gian Pietro Venturi, Simone Zanotti, Loredana Chiarini, Luigi Radaelli, Giancarlo Giojelli, Claudia Frigerio, Ernesto Massa, Chiara Ferla Lodigiani, Piero Chioccioli, Luca Fossati, Emanuela Del Pero, Fortunato Pezzimenti, Andrea Alamia, Naria Luigia Perillo, Anna Teresa Chiroli, Maria Grazia Tenedini, Ivana Basilico, Rolando Sibilia, Danilo Mezzani, Antonio Coppola Bove, Laura Ferrari, Claudio Gambol, Antonino Arduca, Leonardo Taglianetti, Francesca Lazzarini, Carlo Trentacapilli, Guido Giussani, Marina Bartolini, Eriberta Angradi, Anna Formaggio, Fabrizio Asara, Giovanna Fridosio, Agostino Cotesta, Bruno La Manna, Enrico Planca, Mauro Zanzi, Tommaso Valcamonica, Piera Pizza, Angelo Mandorlo, Alberto Pozzari, Tullio Gaggioli, Eleonora Tomaello, Carlo Alberto Tersalvi, Pietro Raimondi, Magda Vitiello, Vincenzo Mandile, Alessandra Vele, Serena Spitalieri, Claudio Boscolo Marchi, Nancy Ventura, Stefano Fugazza, Alda Uberti, Anuscka Casadei, Alessandra Modio, Sandra Bolognesi, Roberto Rossi, Alessandro Menegatti, Pietro Montaldi, Antonio Maria Spotti, Cristiana Gavio, Danila Brusa, Guglielmo Cavallo, Francesco Iaquinta, Nadia Castaldi, Stefano Carchen, Roberto Ricciardi, Patrizia Locati, Federico Perico, Carlamaria Zanzi, Massimo Roman, Renato Pagani, Marco Bertini, Dario Rurale, Giuseppe Licciardo, Claudio Panzacchi, Luca Giacomini, Renato Pelella, Caterina Baldoncini, Luciano Spinozzi, Elena Carcano, Alberto Ulivelli, Emilia Olgiati, Alfredo Puglia, Ivano Ciusani, Calogero Zuppardo, Mariolina Piazza, Roberto Belotti, Rossella Cerutti, Luca Marchioro, Sandra Maria Stallone, Matteo Ripamonti, Gianluca Basili, Anna Tagliabue, Rino Santorufo, Paolo Ferrario, Don Fabio Baroncini, Luciano Barozzi, Matteo Sgrenzaroli, Cecilia Arosio, Stanga Giovanna, Elisabetta Galletti, Balint Huszthy, Piergiorgio Vianello, Maurizio Terzi, Marco Balbi, Valentina Caruso, Fulvio Sangalli, Barbara Poggi, Letizia Ronchi, Francesca Belingheri, Diego Sartori, Mario Brambilla, Alberto Conti, Paola Campadello, Cesare Coroneo, Gabriella Citterio, Carlo Ballerio, Andrea Pizzini, Attilio Ghiringhelli, Valentina Stanga, Barbara Aldrigo, Mariagrazia Bonanomi, Raffaella Soave, Marco Riccobono, Adriano Montanaro, Rodolfo Gallazzi, Bruna Marzola, Andrea Bertin, Maria Letizia Ribichini, Francesco Giacalone, Gianbattista Parravicini, Alessandra Rizzi, Maria Luisa Cassera, Irene Natale, Fernando Locatelli, Cristina Piuma, Ian Farina, Isabella Monti, Giuliana Zanello, Michela Golfieri, Lucia Pavan, Laura Ghezzi, Barbara Pessini, Alessandro Sottocorno, Francesco Molinari, Cristiano Guarneri, Lorenzo Benincasa, Francesco Baiocchi, Iori Angelini, Piera Fabiano, Paolo Fumagalli, Paolo Monti, Patrizia Carrettini, Gianfranco Risso, Giovanni Battista Montanari, Floris Patrizia, Anna Dallora, Fiero Innocenzi, Paolo Santagostini, Raffaello Benetti, Giovanni Pecciarini, Paola Barzon, Paolo Negri, Fiorenzo Cerati, Diletta Dandrea, Luca Pierotti, Marta Gandolla, Mario Ballabio, Matilde Polia, Alessandro Giorgetti, Lea Colombini, Michela Scotti, Matteo Romoli, Paolo Nordio, Marco Calamita, Alfredo Mancini, Eleonora Forneris, Favalli Mcristina, Gabriele Fanti, Giulio Leoni, Chiara Mariotti, Gandolla Raimondo, Giorgio Usai, Lorenza Violini, Raffaele Sacchetti, Marcella Leccese, Alessandro Maglio, Daniela Gizi, Paola Gavello, Dino Righi, Giuseppe Valli, Luisa Secchi, Giovanni Chiodi, Rosamaria Reale, Adrian Ungureanu, Luigi Santambrogio, Antonio Bargna, Patrizia Beretta, Alessandro La Rosa, Paolo Rossi, Giovanni Vitale, Donatella Bonizzato, Egidio Mosconi, Micaela Prencipe, Nicoletta Invernizzi, Enrico Scala, Costantino Gregori, Luigi Ferrario, Anna Bernini, Alice Pellizzoni, Sara Montalti, Giacomo Vianello, Marco Aime, Maurizio Mariani, Stefania Farris, Elisabetta Garelli, Livio Gambetta, Marco Medici, Antonio Benigni, Stefania Moroni, Matteo Facchini, Emanuela Paoletti, Marco Carturan, Roberto Cavalletti, Paolo Zanichelli, Redaelli Giuseppe, Giuseppe Guidotti, Filippo Anzaldi, Sergio Galli, Maria Nadia Galli, Mariarosa Toffoletto, Andrea Ghidini, Giovanni Pirovano, Gaetano Iaria, Paola Paoletti, Luca Borghesan, Mauro Scateni, Silvano Cella, Daniele Buratti, Emanuele Bianchi, Marco Astolfi, Francesca Quattrocchi, Marco Gatti, Andrea Cazzaro, Elisabetta Micale, Anna Ortolani, Maddalena De Fazio, Claudio Baleani, Luigi Borlenghi, Lenca Toma, Carlo Gatti, Chiara Aluisio, Silvia Scuratti, Luca Ferrari, Elena Scrosati, Maria Rita Sangiovanni, Maria Rosa Franchi, Katia Tosatto, Marcello Col, Alessandro Doninelli, Debora Tura, Evelina Cattaneo, Giovanni Zanardi, Pier Francesco Cortrese, Riccardo Dietrich, Sonia Venditto, Massimo Giacinti, Ondina Roscelli, Marzia Giacca, Silvia Mascellani, Giuliano Bernardotti, Antonella Viviani, Paolo Mattaini, Carla Foglio, Mariapaola Bottino, Davide Bartesaghi, Gianluca Mariani, Giacomo Alloni, Leonardo Giordani, Jacopo Bellucci, Ercole Galli, Claudio Del Bianco, Frezzato Giovanni, Gianfranco Bonera, Roberta Catignano, Salvatore Campanale, Ugo Teatini, Nello Ruffini, Elisa Priotti, Matteo Mazzola, Marco Lombardi, Giorgio Prinzivalli, Remo Reggiani, Andrea Zanini, Elena Bossetti, Giambi Gabriele, Emilio Maiandi, Lara Piffer, Emanuele Moroni, Laura Bigotta, Giuseppe Reggiori, Paolo Lamperti, Luigi Moretti, Riccardo Morini, Andrea Anaclerio, Giovanni Clot, Arnaldo Facheris, Patrizia Lodigiani, Marta Calzolaio, Stefano Molla, Sara Zanotelli, Orazio Amos Spinelli, Donatella Arienti, Massimiliano Belletti, Stefania Bizzocchi, Francesca De Petro, Rosita Riva, Anna Grazia Brendaglia, Davide Vianello, Manuela Mariani, De Rosa Matteo Andrea, Roberto Vitali, Roberto Beretta, Luca Bianchi, Roberto De Marco, Gianfausto Bugatti, Franco Toffoletto, Patrizia Fornaro, Massimo Cicero, Marco Alberio, Alessandro Cignoli, Francesco Comelli, Cirino Bongiovanni, Palmira Barattini, Stefania Covini, Massimo Bramucci, Giancarlo Pavan, Andrea Francesco Candiani, Alfio Gobbi, Domenico Calveri, Camillo Vitali, Marco Passamonti, Eugenio Dellorto, Laura Soldo, Cristina Scorti, Ganluigi Marredda, Maria Grazia Crespi, Fabio Giuccioli, Davide Villani, Patrizia Noris, Roberto Zambetti, Duilio Gennari, Gianni Vigogna, Don Guido Ottorino Randon, Marcella Pase, Davide Tonni, Gerardo Pisano, Maria Antonietta Salomoni, Luisa Bergna, Alfredo Abbondi, Mario Magnanelli, Laura Kessler, Nicola De Lucia, Andrea Benzoni, Paolo Costa, Umberto Ciaroni, Andrea Scardino, Elio Pezzi, Loredana Dore, Aldo Giacca, Maddalena Mazzucchelli, Giorgio Piubeni, Enzo Mauri, Domenico Sanna, Francesco Volpe, Francesco Brasca, Pierpaolo Satta, Mauro Lerario, Alessandra Marotta, Paolo Cucchi, Diego Montrone, Gian Luigi Venturi, Donato Mauro, Carlo Barazzetta, Emanuele Buttazzoni, Mariarosa Olgiati, Giovanni Carcano, Olviero Frigerio, Elvio De Santis, Massimo Bionaz, Giuditta Belli, Gislaine Dos Santos Vieira, Flavia Bruseghini, Giovanni Fasani, Giancarlo Bonetti, Stefano Bruni, Raffaella Di Paola, Fabrizio De Luigi, Mario Mattei, Chiara Zanola, Sergio De Caro, Marcello Rola, Claudia Castellani, Enzo Martello, Carlo Picciolini, Elena Rondena, Andrea Mondini, Carlo Fumagalli, Giulio Luporini, Carlo Maronati, Filippo Palazzo, Maria Zardini, Roberto Inguanti, Maria Ausilia Baglio, Claudio Girola, Nicola Dorazio, Martino Astolfi, Walter Schileo, Paolo Cordisco, Mazzini Maurizio, Elena Scandroglio, Daniele Antonio Ferrari, Tommaso Simone, Daniela Zonta, Rosa Mediani, Maria Francesca Destefanis, Maria Candida Zannoni, Francesca Greselin, Anna Lazzarin, Stefano Gheno, Stefania Adami, Giulio Discacciati, Enrico Tarani, Tommaso Zurleni, Maria Daniela Sacchi, Cristina Corrarati, Stefano Bochdanovits, Ivo Paiusco, Roberta Rivolta, Sebastiano Catalano, Manuela Passeri, Giovanni Tomaini, Giulio Bregonzio, Valeria Maiocchi, Paola Galafassi, Stefano Deandrea, Paola Calveri, Roberto Nizzola, Andrea Conconi, Mazzucchelli Massimo, Paolo Lolli Ceroni, Cosimo Dagostino, Tiziano Barone, Silvana Grillo, Paolo Ferrari, Ernesto Vagni, Giovanni Foschini, Graziella Nucci, Aldo Vastola, Silvia Guzzi, Maria Bianchi Janetti, Laura Bernetti, Mariella Paltra, Carlo Conti, Tiziana Barchiesi, Maria Crema, Mauro Prada, Maurizio Strappelli, Maria Mirabella, Fabio Brumani, Fabio Ciliberti, Mariagiovanna Sedini, Michele Pais, Maria Laura Fraternali, Giacomo Arnone, Michelangelo Penna, Alice Grassi, Daniele Pirazzi, Paola Corradi, Paola Cavadini, Daniele Bonvicini, Roberto Nebbia, Paola Feroci, Silvana Colombo, Lupo Ersilia, Mariarosaria Del Nunzio, Franco Guzzetti, Margherita Pergolotti, Alberto Merlo, Anna Maria Facchinetti, Maurizio Lombardo, Paolo Pari, Barbara Zamagni, Elisabetta Berdini, Antonello Sanvito, Giammarco Gioco, Maurizio Amigoni, Francesca Scarano, Alberto Reggiori, Santino Lang, Giuseppe Thomas Vitale, Luigi Vicari, Stefano Biagini, Mario Musolino, Maria Lorenza Agnoli, Menetto Chiara, Giorgio Facchini, Federica Bartoli, Salvatore Marzo, Anna Paola Frigerio, Miriam Isoppo, Alessandra Govi, Piero Invernizzi, Felice Achilli, Giuseppe Rasori, Lucia Invernizzi Scolari, Loris Rastelli, Luigi Innocente, Diego Giordani, Silvia Zerlotin, Giancarlo Staccia, Nicola Deserio, Ugo De Carlo, Ada Valeri, Giovanni Vagni, Irene Brusadelli, Pier Paolo Bellini Widmer, Carlo Guerini, Andrea Bellinaso, Alcide Gazzoli, Maria Fulghesu, Giovanni Sanna, Santo Carlo Viscomi, Alberto Ghidotti, Luisa Grolli, Giorgio Confalonieri, Maria Alessandra Massei, Boscaro Edoardo, Giorgio Migliari, Gianni Lanza, Francesca Anzaghi, Chicco Franceschi, Alessandro Anzaghi, Giulio Giurato, Stefano Portioli, Vittorio Pozzi, Vignati Paola Maria, Jarka Monika Pokorn, Madele Dellorto, Tancredi Sforzin, Lorenzo Ceppi, Madele Dellorto, Gabriella Seghetto, Rita Fabbri, Franco Cella, Ezio Scarpa, Paolo Merlo, Flavio Perico, Cecilia Astesani, Modugno Paola, Dario Zanoni, Roberto Alessi, Sandro Ricci, Stefano Giorgi, Luca Bigotta, Patrizia Greppi, Franco Tome, Mara Lanzarone, Alberto Bramanti, Valter Gardoni, Marco Saccaggi, Mario Arquilla, Massimiliano Guiso, Dante Righini, Rita Lippi, Luigi Guarneri, Iacopo Dalla Ricca, Angelo Nicastro, Beniamino Ronzoni, Liviana Citterio, Davide De Santis, Antonella De Giorgi, Alessandra Bonilauri, Franco Innecco, Caterina Graffi, Marco Ferrario, Roberto Fraccia, Mario Narducci, Benedetta Rossi, Antonio Defraia, Marinella Salaris, Tiziana Bentivoglio, Michele Biasi, Paola Marinsalta, Emanuele Orsi, Andrea Lanzani, Simeone Consonni, Sabrina Tome, Giorgio Zanchettin, Emilio Ricchetti, Giuseppe Molteni, Giorgio Guidarelli, Enrico Pavanello, Luca Schettini, Claudio Anzaghi, Annamaria Romolotti, Romano Zangarini, Raffaella Zardoni, Giuseppe Danzi, Giovanni Capucci, Elina Mazzara, Annalisa Sciacovelli, Giorgia Pinelli, Franco Mascione, Elisabetta Necchio, Ulderico Capponi, Antonietta Tonelli, Maristella Forrisi, Capra Mauro, Maurizio Negroni, Benedetta Montezemolo, Nives Giuseppina Colombo, Federico Di Battista, Raffaele Fulgione, Maria Teresa Bertozzi, Francesco Gringeri, Giacomina Paiotta, Carlo Bettani, Giapaolo Bernardi, Giorgio De Blasi, Michele Martinelli, Fabiano Penotti, Luca De Cesare, Biancamaria Marchina, Don Andrea Bosio, Hernan Polo Friz, Michele Fodale, Pierluigi Grando, Enza Spagnolo, Clementina Isimbaldi, Francesco Nizzo, Sabrina Tome, Lucilla Amicone, Gabriella Dellorto, Antonio Gallo, Elena Petroni, Isabella Bianchi, Paolo De Martini, Rossella Lorenzetti, Michela Cazzaniga, Sergio Mapelli, Pietro Cedone, Guido Bonarelli, Giorgio Molla, Lanfranco Ferrari, Federica Berardo, Margherita Bertani, Cinzia Dellena, Antonio Tavilla, Ester Colombo, Stefano Zanetto, Carlo Garrone, Fiorenzo Tagliabue, Edilio Mazzoleni, Loretta Mengato, Rita Consiglio, Giovanni Pozzi, Marzia Giacomini, Giovanna Parravicini, Walter Tanturli, Maurizio Poloni, Carlo Soave, Andrea Sghirlanzoni, Marco Gianni, Silvana Rossi, Giacomo Muneratti, Vittorio Pasqualotto, Francesca Dauria, Sabrina Stefanin, Alessandro Vesurga, Maria Teresa Zuretti, Pia Saporiti, Stanga Giovanna, Anna Danesi, Antonella Perugini, Marco Barcellini, Antonietta Mazzoni, Franco Zuretti, Paoloandrpaolo Urbano, Carla Villa, Maurizio Vitali, Francesco Pagano, Rossana Catelli, Giuseppe Golonia, Giovanni Gibelli, Fabio Guicciardi, Guido Bonoldi, Antonino Ficara, Francesco Mastino, Don Giovanni Ferrara, Luigi Mari, Paola Cazzaniga, Dario Bonati, Giuliano Santini, Matteo Gatto, Rino Fassi, Stefano Gosparini, Evaristo Tocci, Massimo Vignati, Marco Nicoloso, Vincenzo Virgara, Marco Castellani, Mariagrazia Falghera, Carlo Dagualdo, Michele Parolin, Francesco Pesatori, Emidio Massi, Daniele Boscolo Meneguolo, Marco Valisa, Marilena Porcari, Alberto Macchi, Giovanni Zennaro, Carlo Cassani, Maristella Favero, Salvatore Ventrone, Carlo Carrettini, Elena Donati, Rosa Zaza, Lauro Chieregato, Vito Cassese, Pasquale Calla, Pasquale Calla, Giovanni Zambrotta, Mattia Bellato, Alfredo Pompilio, Marco Mainardi, Andrea Capaccioli, Mario Girometti, Alberto Todeschini, Marcello Secone, Renato Marinelli, Emanuele Sigismondi, Annamaria Santagata, Agnese Signorelli, Luisa Visconti, Adolfo Rossi, Peppe Nicora, Piero Pichi Sermolli, Flavio Babini, Elisabetta Anz, Zupo Roldano, Di Maggio Pina, Claudio Colombo, Pier Luigi Lolli Ceroni, Renato Chierichetti, Rocco Curti, Monica Muroni, Massimo Chierichetti, Rosa Russo, Roberto Niboli, Paola Cerati, Paolo Massobrio, Angelo Bardelli, Stefano Frapoli, Silvio Pagan, Alberto Magnani, Marco Cardo, Paolo Valenzi, Flaminio Farinelli, Benedetto Orselli, Bianchi Lucia, Dante Solazzi, Fabio Tresoldi, Enrico Tafi, Carlo Tremolada, Paola Geminiani, Giuseppe Raucci, Ermanno Davico, Nicola Mazzone, Matilde Capello, Gianpaolo Calanchi, Alberto Teatini, Lorenzo Marchegiani, Enrica Comi, Maria Grazia Discoli, Giuliana Sentimenti, Pier Luigi Ciccarelli, Stefano Paradisi, Giovanni Sambroia, Giuliana Sentimenti, Luigi Tabanelli, Ferruccio Bacca, Angelo Castellini, Roberto Brillo, Ennio Bettin, Cesare Longoni, Patrizia Parodi, Riccardo Ciani, Chiara Invernizzi, Cesare Fossati, Enrico Frigerio, Silvia Notari, Giacomo Santilli, Marco Manganiello, Paolo Satta, Patrizia Patrizi, Costanzo Rosi, Anna Venturini, Adriano Trisciani, Vincenzo Narciso, Marco Morfino, Franco Carsana, Roberta Usberti, Luca Del Greco, Anna Iuliano, Angelo Parutto, Gianni Samsa, Claudio Colombo, Simone Bertoli, Milena Anonimo, Fabrizio Bianchi, Diana Chiuri, Giuseppe Cucco, David Navacchia, Mario Dupuis, Giuseppe Pranzitelli, Letizia Quaini, Gabriella Rigon, Andrea Graziani, Sonia Geroli, Giuseppe Perrucchini, Giovanni Pozzi, Andriy Chernyavskiy, Fosco Bertani, Francesca Pavarin, Emma Neri, Letizia Scandurra, Giorgio Canavese, Michele Inserrato, Antonello Santoro, Elda Giussani, Nicola Vincenzo Selva Verzica, Martino Gerosa, Corli Vladimiro, Gennaro Ascione, Edoardo Barbieri, Giuseppe Brocca, Angelo Tomasella, Daniele Ceccotti, Antonio Giuseppe Lauiola, Diego Lazzari, Moretti Marco, Foi Marisa, Andrea Corno, Stefania Melino, Pinuccio Donno, Maria Laura Azzimonti, Carmensita Furlano, Maria Formigoni, Michele Chiarappa, Miriam Rossetti, Mariella Magni, Pietro Sala, Pietro Renda, Walter Costanzi, Lorenzo Conti, Mailina Longo, Francesco Salerno, Luisa Ballabio, Maurizio Giovagnoni, Carlo Chiesa, Dioni Enrico, Loredana Simoncelli, Chiara Valassi, Sandro Gianola, Francesco Vian, Terry Torre, Giancarlo Paganini, Monica Sarte, Francesco Tremolada, Giuseppa Putaggio, Gianni Paris, Aldo Di Carlo, Mario Predieri, Marina Dincecco, Gabriele Gatto, Annamaria Fantinato, Piero Basini, Roberto Orlandi, Marco Della Valle, Giorgio Facci, Giovanni Fenili, Laura Gentilini, Andrea Cocco, Ilario De Monte, Luca Bernardi, Angelo Valle, Marino Sala, Stefano De Carli, Giulia Zangheri, Anna Maria Padula, Maurizio Vittuoni, Lorena Volont, Roberto Grotti, Giuseppe Degio, Pace Simone, Ernesto Montanaro, Lucchi Giampaolo, Nicola Lovecchio, Claudia Lecchi, Terenzio Girotto, Rosella Giovanelli, Alessia Carrettini, Mimma Rinaldi, Michele Pezzoni, Giuseppe Raganato, Andrea Racca, Pia Definti, Marina Valbonesi, Nicola Signorelli, Giorgio Bavestrello, Lelia Zamboni, Maria Parolini, Antonella Gentile, Claudio Giorgi, Alessia Carrettini, Domenico Aiello, Pier Luigi Medone, Mariapia Alfarano, Maria Carla Buzzi, Stefano Dessi, Paolo Avezz, Enrico Bernini, Andriolo Giuseppe, Maria Luigia Vaira, Chiara Lucchesi, Teresa Del Torto, Marco Testolin, Gabriele Lazzari, Ambrosi Anna, Maurizio Ianiero, Lucia Zanotti, Faro Evola, Cecilia Carrettini, Emma Rossi, Barbara Frigeni, Alfredo Errico, Marco Zagni, Claudio Di Luzio, Simona Pigati, Massimo Palumbo, Marco Frigeni, Daniela Leali, Fausto Leali, Arman Armand, Francesca Bertolazzi, Massimo Pesaresi, Stefano Maitan, Stefano Maitan, Pierdamiano Ferro, Luigi Frigerio, Massimo Andriolo, Sandro Zavatta, Irene Rossi, Giancarlo Bettucci, Raffaella Manelli, Gianluigi Rossi, Umberto Bombardelli, Franco Premoli, Feliciano Basilico, Mons Corrado Sanguineti, Chiara Raineri, Chiara Raineri, Antonella Gigante, Stefano Bernabei, Maria Consigli, Floriana Francioni, Alfiero Mariotti, Renata Figini, Laura Cioni, Mario Ghirardi, Luca Crosa, Lorenza Zanzi, Gemma Barulli, Ida Gabriele, Marisa Cappelletta, Walter Frigeni, Anna Carelli, Graziella Zambon Tome, Filippo Casadei, Carlo Boccola, Paolo Meneghin, Marco Riganti, Marco Zagni, Marco Miglierina, Francesco Calloni, Filippo Mazzeo, Giovanni Cazzaniga, Don Pinuccio Mazzucchelli, Cristina Baldissin, Stefano Brasca, Paolo Rusconi, Angelo Mandelli, Famiglia Somenzi, Maria Coccia, Roberto Travaglino, Daniele Bassi, Shirley Hadisandjaja, Ana Lydia Sawaya, Francesco Mangone, Eugenio Reato, Camilla Baldissara, Massimo Cassinari, Matteo Romolotti, Anna Aquila Alberti, Ugo Papa, Giovanni Grassani, Gabriele Sguazzini, Roberto Marengon, Mariangelo Gandini, Leopoldo Cavadini, Antonluca Moschetti, Gianmaria Martini, Roberta Piccinini, Angelo Marinucci, Mario Cedone, Michele Tagliatesta, Luca Ferri, Renato Barenghi, Paola Carradori, Mario Molteni, Giorgio Ferri, Gabriella Andreatta, Renzo Alzetta, Mariella Ferrante, Mariagrazia Biasin, Matteo Anghileri, Carlo Zocchetti, Carla Cornolo, Giuseppe Vella E Famiglia, Daniele Magazzeni, Antonino Restivo, Famiglia Triberti, Paola Zannini, Catherine Chen, Viviana Chimenti, Giorgio Barraco, Marco Luccini, Giampaolo Landolfi, Dantina Bonvicini, Nicoletta Introini, Mirco Iadarola, Laura Luciani, Alberto Rodriguez, Nando Patrizi, Stefania Tassetto, Antonino Sidoti, Nuccio Condorelli, Rita Vendrame, Gianni Nocera, Rosa Maria Dellepiane, Giovanni Castenetto, Salvatore Savino, Gabriella Drudi Amorini, Debora Bassani, Roberto Vivarelli, Luigi Rossetti, Piera Battistolo, Luciano Paci, Benedetta Pellegrini, Luigi Orioli, Peppino Pellegrini, Marisa Pacioni, Daniela Galli, Franco Fabbiocchi, Ivano Fucci, Carlo Valli, Alberto Sanguineti, Anna Maggi, Egidio Dozio, Carlo Martinelli, Michele Castenetto, Mario Milani, Milena Crippa, Roberto Castenetto, Laura Vitale, Andrea Farruggia, Nunziante Molinari, Bruno Nalon, Matteo Rigamonti, Cira Angelone, Giulia Bassi, Luca Taddei, Roberto Algarotti, Elena Mauri, Antonio De Menna, Nadia Ravizza, Damiano Buzzetti, Gentian Beqo, Fabio Gualtieri, Franco Giussani, Claudia Padovani, Matteo Tinti, Enrico Rigamonti, Marina Zazzaroni, Francesco Bertoldi, Federica Piisotti, Sandra Valenziano, Mario Calabrese, Leonardo Radaelli, Marco Rossetto, Ambrogina Vergani, Giuseppe Farina, Adriana Ferrari, Rita Bigelli, Giuseppe Negro, Massimo Maciga, Andrea Natale, Matteo Puricelli, Donatella Villa, Mattia Barbarossa, Carlo Micheli, Fatima Mascia, Ornella Pozzi, Fatima Mascia, Franco Caron, Mario Ravandoni, Raffaele Dragoni, Benvenuta Plazzotta, Antonio Smurro, Maria Assnta Anghileri Brusadelli, Laura Azario, Anna Mendola, Giuseppe Scalella, Paolo Facciotto, Maria Teresa Mariotti, Paola Mandelli, Silvano Mandelli, Lorenzo Ricchi, Fanilo Ciocca, Cristina Tamburini Ferrini, Domenico Pini, Damiano Minunni, Antonella Zaccuri, Gianmaria Bettoni, Enrico Grassi, Elisa Orso, Mariella Manuela Gervasio, Chiara Bertoli, Pino Cassina, Rosa Maria Locatelli, Mario Maggi, Eugenio Rigon, Gianni Varani, Maria De Domenico, Gianfranco Benelli, Roberto Meli, Marida Canepa, Giovanni Gabriele Babini, Peppe Rinaldi, Alessandro Rizzo, Tommaso Marcatelli, Arcangelo Annunziata, Giuseppe Schillaci, Luisa Chiesa, Nerina Trifilo, Michele Aleffi, Jean Valenti, Luigi De Luca, Gabriele Paganelli, Giancarlo Cavagnoli, Ivano Conti, Elda Spotti, Emanuel Tribbia, Daniela Mignoni, Giovanni Solari, Eugenio De Marino, Alberto Flavio Fulgoni, Grazia Ribatti, Evelyn Tang, Antonio Dalessandro, Anna Gentile, Maria Massa, Pina Soggia, Adolfo Boffi, Daniela Tome, Nicoletta Nativio, Tommaso Bevilacqua, Martino Borgonovo, Rosa Minunni, Pietro Alvisi, Gabriele Cappelli, Giovanni Grosskopf, Sergio Cinnirella, Guglielmo Di Marzo, Lorenza Piconio, Luigi Gastoldi, Giuseppe Ugo Comaschi, Andrea Perazzolo, Chicco Sironi, Francesco Soro, Fiorenza Zambon, Piero Gabrielli, Luciano Ruggeri, Maria Chiarenza, Lodovica Radaelli, Cecilia Gallo, Paolo Scotti, Paolo Scotti, Loredana Mastrogiulio, Matteo Romagnoli, Virna Ghisleni, Roberto Maria Di Gilio, Paolo Benzoni, Rosanna Favulli, Michela Fabbri, Marco Locati, Gaetano Rossi, Angelo Doneda, Marina Serena Salvadori, Alessandro Marini, Anna Maria Bertoni, Rosella Cesana, Tommaso Onofri, Annalisa Benatti, Andrea Cestari, Alberto Riva, Stefano Colombo, Alberto Frigerio, Lodovico Forn m 42 San Vitore. Il potere di un senza potere L’intervista del Corriere al nostro combattente amico, l’ultima lettera dal carcere e il giurista che porterà al Quirinale un dossier per interrompere la flagranza di reato Simona Ravizza, Antonio Simone, Andrea Pugiotto......................................................................6 16 INTERNI Una regione che funziona, il Pdl che perde pezzi, le inchieste che lo riguardano e l’eterno problema di cosa fare da grande. Polito e Scalpelli riflettono sul futuro politico di Roberto Formigoni Formigoni. Aspettando un buon partito Antonio Polito e Sergio Scalpelli riflettono sul futuro politico del presidente della Regione Lombardia Dall’alto, Sergio Scalpelli, ex Pci, oggi con “Italia Futura”. Antonio Polito è editorialista del Corriere della Sera di Ubaldo Casotto M Foto: Agf ilano-italia era il titolo di una fortunata trasmissione televisiva condotta da Gad Lerner, il giornalista che si è ripromesso di chiedere tutti i giorni le dimissioni del governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il quale, forte dei risultati e dei riconoscimenti che anche la Corte dei Conti ha espresso nei confronti del suo operato come amministratore pubblico, a dimettersi non ci pensa punto. Lombardia-Italia potrebbe essere la risposta politica di Formigoni alle intemerate dell’Infedele. Il modello di governo che ha fatto della Lombardia una regione di eccellenza non solo in Italia ma a livello internazionale - al netto di interessate campagne stampa e di indagini giudiziarie che dovranno provare singoli reati (tentativo fallito undici volte durante i mandati di Formigoni) - può tornare utile per il Paese? Ragioniamo di questa prospettiva politica del centrodestra con due persone con una storia di sinistra, senza pregiudizi ideologici per riforme di stampo liberale: Antonio Polito, già vicedirettore di Repubblica, fondatore del Riformista e con un’esperienza parlamentare con la Margherita e ora commentatore politico per il Corriere della Sera; il secondo è Sergio Scalpelli, un passato nel Pci per il quale è stato responsabile della Casa della Cultura di Milano, una svolta liberale che l’ha visto tra i fondatori del Foglio, poi assessore del Comune di Milano nella prima giunta Albertini, oggi promotore di “Italia Futura” in Lombardia. Se il primo è un autorevole osservatore della politica nazionale, il secondo è un profondo conoscitore delle dinamiche politiche milanesi e lombarde. Antonio Polito non è un elettore di Formigoni, ma è un sostenitore della democrazia dell’alternanza, non gli dispiace quindi che la competizione politica sia tra programmi con una identità netta, e per l’esperienza di governo della Regione Lombardia dice di aver «sempre provato ammirazione. In essa ho visto realizzato quello che qualcuno ha definito il riformismo delle opere». In Lombardia, secondo Polito, «in questi anni abbiamo visto all’opera un’idea della compenetrazione tra pubblico e privato, tra profit e no profit, che ha costruito un modello di welfare moderno, per certi aspetti simile al tentativo di Tony Blair in Gran Bretagna». Il focus dell’esperienza lombarda è, per Polito, il principio di sussidiarietà, «un criterio metodologico decisivo per il welfare del futuro». La Regione che ha fatto una riforma sanitaria introducendo il privato e il no profit nel sistema sanitario pubblico, che ha inaugurato la pratica dell’accre- ditamento per il privato sociale che opera nel settore dell’assistenza, che ha permesso una libera scelta del cittadino praticamente azzerando le liste di attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici, ha anche dimostrato che in questo modo si possono tenere i conti in ordine. to a ogni nuova offensiva della magistratura, ma così, secondo me, butterebbe a mare tutto ciò che ha costruito in questi diciotto anni di buon governo che ha fatto della Lombardia una delle regioni più avanzate del mondo. Oppure si fa promotore di una nuova iniziativa politica nel centrodestra, con il Pdl, ma superandone Montezemolo, Giannino & C l’attuale configurazione, che l’ha condot«È ormai chiaro a tutti - commenta Polito to in una situazione di stallo nella quale -, a destra come a sinistra, che non potre- assiste impotente alla fuga di gran parte mo più godere di un welfare interamen- del suo elettorato moderato». C’è un blocco sociale di riferimento, te erogato e finanziato dallo Stato: c’è un’esigenza che le generazioni passate deluso dalle mancate realizzazioni delle non hanno conosciuto, una domanda di promesse liberali, in cerca di nuova rapassistenza e cura degli anziani o di assi- presentanza, o quantomeno di rappresenstenza domiciliare che è nuova, e rispetto tanza reale, come testimoniano, seconalla quale la forma statale è la più buro- do Scalpelli, movimenti di insofferenza cratica e impersonale, e quindi la più ina- dell’area dei moderati, «tentativi come deguata. In Lombardia, invece, in que- quello già più strutturato di Luca Cordesti anni abbiamo concretamente visto in ro di Montezemolo, o come quello appena lanciato da Oscar Giannino». opera una welfare society». Nel centrodestra lombardo vi sono Di fronte a queste realizzazioni, se non vuole disperdere un patrimonio che inoltre personaggi come l’ex sindaco di può diventare una risorsa per tutto il Pae- Milano Gabriele Albertini, oggi deputase, «Formigoni si deve decidere», dice Scal- to europeo del Pdl, più legati alla borpelli, «e si tratta di una scelta politica, o ghesia conservatrice di stampo montachiudersi nel Pdl e giocare in difesa rispet- nelliano, espressione di un conservatorismo liberale con venature imprenditoriali e nel monL’ex parlamentare della Margherita: do delle professioni. Anche «In Lombardia c’è un riformismo delle opere Albertini è un’altra figura simile al tentativo di Tony Blair in Gran di coagulo per i moderati, e secondo alcuni potrebBretagna, decisivo per il nuovo welfare» | | | 29 agosto 2012 | Ubaldo Casotto.........................................................................................................................................................................................................16 17 26 ESTERI Economia. La proposta del professore Alberto Quadrio Curzio detta le azioni da promuovere per tornare a volare. Partendo dagli EuroUnionBond.....22 ESTERI Lo scontro sui grandi temi della modernità nell’America che si prepara al voto si è fatto anche una questione di abitudini alimentari. Chick-fil-A è diventato simbolo di “tradizione”, al “progressista” Starbucks si sono affiancati la Nike e il gran capo di Amazon da quando obama ha “cambiato idea” sui matrimoni gay, la spaccatura etica dell’america si è tradotta anche nelle abitudini alimentari. e al fast food Chick-fil-a ci si mette in coda per difendere le nozze tradizionali di Mattia Ferraresi O rdinate una razione di pollo fritto con mostarda al miele in un fast food Chick-fil-A; poi uscite dal ristorante, raggiungete lo Starbucks più vicino e chiedete un Frappuccino al caramello con una ciambella glassata, e nel giro di pochi minuti avete ottenuto la rappresentazione gastronomica della battaglia culturale che divide l’America. Le due catene alimentari sono al centro di una disputa che sintetizza lo scontro fra due visioni del mondo, e trova il suo punto d’attacco nel matrimonio gay, ossessione che divide trasversalmente la società americana. La questione del matrimo- | 29 agosto 2012 | nio omosessuale si muove più o meno sottotraccia ormai da decenni nel dibattito sociale americano, ma da quando il presidente, Barack Obama, ha concluso quella che lui chiama, con una certa enfasi, un’evoluzione ideale e i suoi avversari definiscono, con un certo realismo, una scelta di opportunismo politico e si è deciso a esplicitare il suo favore al matrimonio fra persone dello stesso sesso, lo scontro ha invaso ogni settore della società. Da un punto di vista simbolico, anche la legalizzazione del matrimonio gay nello stato di New York, benedetta all’unisono dal sindaco, Michael Bloomberg, e dal governatore, Andrew Cuomo, ha sdoganato il dibattito a livello nazionale, trasformandolo in rivendicazione militante, con grandi movimenti di fondi per sostenere l’una e l’altra campana. Anche da parte delle grandi catene alimentari. A New York s’è sposata con la sua compagna storica Christine Quinn, speaker del consiglio comunale protetta da Bloomberg come una sua appendice ideologica e scaltra democratica in rapida ascesa, tanto che la sua candidatura al posto di sindaco nel 2013 è un fatto dato ampiamente per scontato fra gli osservatori della politica cittadina. Qualche settimana fa Quinn ha invitato nella sala del consiglio comunale un bambino di 10 anni, che davanti alla commozione di tutti i presenti ha spiegato quanto siano giuste le idee del pre- sidente Obama sul matrimonio gay. Ha raccontato che alcuni compagni di scuola non hanno un papà e una mamma, ma due mamme o due papà, fatto giudicato perfettamente normale dal piccolo. Il 28 luglio la stessa Quinn ha inviato una lettera piuttosto assertiva, per non dire minatoria, a John Sexton, il rettore della New York University. La missiva non discuteva argomenti inerenti all’operato dell’università, ma chiedeva in modo piuttosto brusco di interrompere immediatamente i rapporti commerciali con la catena Chick-fil-A, che ha un suo punto vendita all’interno del campus. Il peccato del re del pollo fritto Il peccato mortale di Chick-fil-A è presto detto: il suo presidente, Dan Cathy, in un’intervista ha esplicitato il suo sostegno al matrimonio tradizionale, condendo l’offesa che ha fatto infuriare Quinn con l’idea che esista una «definizione biblica di matrimonio». Cathy ha argomentato: «Invochiamo il giudizio di Dio quando gli mostriamo il pugno chiuso e diciamo: “sappiamo meglio di te che cos’è il matrimonio”. Prego che Dio abbia pietà della nostra generazione che coltiva un atteggiamento talmente temerario e arrogante da credere di poter cambiare la definizione di matrimonio». Una dichiarazione del genere non poteva che far infuriare la metà dell’America che la pensa come Quinn, la quale però anche a giudizio del produttore di idee liberal per eccellenza, il New York Times, è andata un po’ oltre la ragionevolezza. Chiedere a un’istituzione di «chiudere immediatamente il vostro rapporto con la catena di fast food rappresentata nel campus» e ordinare, peraltro senza nessuna autorità per farlo, che «il punto vendita sia rimpiazzato da un altro ristorante il cui proprietario non denigri una parte della popolazione» è un atto di imperio che non s’accorda granché con i proclami di libertà assoluta con i quali normalmente Quinn infarcisce i suoi discorsi. Sulla via dello scontro frontale s’è avventurato anche il sindaco di Chicago, quel Rahm Emanuel che è stato alla Casa Bianca al capezzale di Obama per due anni, il quale ha promesso solennemente che la catena Chickfil-A non aprirà mai un punto vendita in città, anche se questi battisti della Georgia trovassero la formula per il pollo fritto perfetto. | | | 29 agosto 2012 | 27 Stati Uniti. Tutti da Chick-fil-A Da quando Obama ha “cambiato idea” sui matrimoni gay, la spaccatura etica dell’America si è tradotta anche nelle abitudini alimentari. E al fast food di Cathy ci si mette in coda per difendere le nozze tradizionali Mattia Ferraresi.................................................................................................................................................................................................. 26 34 cultura una generazione in trincea/1 CULTURA In queste pagine, Marco cirnigliaro, Generazione, 100x100 centimetri, acrilico su tela Il volto del destino Quelli che lasciano la droga, quelli che ci muoiono dentro. Quelli ingannati da adulti che invece di dire «seguimi» dicono «seguile». Le regole. Suggestioni in ordine sparso per guardare in faccia i nostri ragazzi 34 | 29 agosto 2012 | Q le mani mentre teneva in mano il foglio con gli appunti delle menzogne dettate dalla figlia. Si sforzava di non piangere e di mostrarsi duro, ma a un certo punto di fronte al rispetto e alla fermezza che mostravo ha iniziato a vacillare: «Io capisco che il vostro lavoro è importante... mia figlia ha apprezzato che l’abbiate costretta a lavare i pochi denti rimasti». A quel punto ho sentito che potevo parlare chiaro e gli ho detto che sua figlia è bugiarda, ambigua anche in ciò che cercava di dire come positivo per continuare in realtà ad esser confusa e continuare a drogarsi, mantenendo vivo l’autoinganno e l’imbroglio in cui preferisce vivere e morire. Marco è entrato in comunità dopo anni di eroina in vena. Del padre, alcolista, parla con fatica. Sente ancora il dolore delle botte. Non fatica a parlare, invece, della mamma. Dolce, forse troppo, ualche giorno fa francesca, dopo poche settimane passate in comunità, se n’è andata. Era entrata con un dosaggio alto di metadone, sommato ad altri farmaci che dovevano servire a distrarla dai suoi pensieri “tossici”. Il poco tempo che ha trascorso con noi era stato improntato alla polemica su tutto. Il giorno dopo la sua partenza ricevo una telefonata del padre (mai visto né sentito prima). È arrabbiatissimo e chiede di potermi incontrare. Ci accusa di avere trattato male la figlia, di averla insultata quando la esortavamo a “non fare la tossica”, addirittura di non averle permesso di usare la doccia. Quello che non le andava bene in comunità Francesca lo aveva raccontato al padre e lui ce lo rinfacciava paro paro. I difetti e i problemi possono esserci ma sono sempre un alibi per chi arriva da noi a liberarsi dalle droghe. A quell’uomo tremavano | come la marmellata di sambuco che portava a noi famiglie della comunità. Appena arriva da noi si fida subito. Nel dolore che ha segnato la sua vita si rende conto di aver trovato un luogo grande e adeguato alla sua domanda. Sa fare il muratore come il padre. Non vuole più perdere tempo e così sfrutta al massimo, lui che ha appena la terza media, la psicoterapia individuale, l’amicizia con i suoi compagni di cammino. Nelle prime uscite del reinserimento incontra una giovane donna, si innamorano. Oggi vivono insieme, lavorano entrambi, lui nella costruzione del Villaggio san Michele Arcangelo, lei in un negozio. La vita in fondo è semplice. Può divenire semplice. Poi ci sono i minori che arrivano in comunità. Violenti, spavaldi, senza rispetto. Igor ha 16 anni. A guardarlo è giovane, sveglio. È arrivato qui direttamente dopo il carcere perché ha avu- to rapporti con minori in forme ambigue e violente. Da piccolo faceva la doccia con la mamma e in casa viveva rapporti in cui la commistione e l’indistinto erano la norma. Non siamo ancora riusciti a capire che tipo di rapporto avesse col padre. Igor per certi versi è figlio di questo tempo inutile e indistinto. Gestisce i rapporti con le cose e con le persone in forme maniacali. Non si droga, anzi disprezza chi si droga come qualcuno che non è in grado di controllarsi. La comunità inizia a scalfirlo e così iniziano i “guai”: si accorge che non riesce ad essere sempre perfetto. Mi sembra che questo sia l’inizio, un grande inizio. Perché è “sporcandosi le mani” con le cose e le persone che nascono le relazioni. Ora cosa dire? La droga, o, come si dice oggi le dipendenze patologiche, si mischiano alla vita e tutto viene travolto. Quando sento proposte come quel| | 29 agosto 2012 | 35 In trincea/1. Il volto del destino Suggestioni per guardare in faccia i nostri ragazzi............. 34 In trincea/2. Tossica è la solitudine Alle porte di Brescia c’è un posto dove chi si stava buttando via rinasce grazie a una suora “tosta”. Rodolfo Casadei....................................................................................................................................................................................................40 42 L’INTERVISTA “veni,vidi,vici” di un grand commis Mario Monti L’INTERVISTA «mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico non sia in grado di scegliere, attraverso le elezioni, un governo efficace». Lezione magistrale del professore venuto dall’europa per salvare l’italia (e tornare a casa) Spread, tagli di spesa, dismissioni, pressioni Ue. Tutto quello che ci aspetta di qui al 2013 (e la verità sul 2010) uesta lunga e distesa conversazione con Mario Monti si è svolta nel tardo pomeriggio dell’8 agosto a Palazzo Chigi. Cinquantaquattro minuti a tu per tu con il presidente del Consiglio che appariva in gran spolvero nel suo completo blu. Professore cosmopolita, ma anche con forte accento lombardo. «Cattolico superbamente dimesso» (© Alberto Melloni), ma anche molto a proprio agio nei panni di «Preside del governo» (© Giuliano Ferrara). Una forza di calma olimpica. Qualche patema per le mosse agostane del Generale Spread? «No, solo un po’ di stanchezza». Mandato in tipografia il 10 agosto e messo sotto embargo fino a questi giorni di Meeting di Rimini (inaugurato dallo stesso professore-presidente), questo dialogo ha dunque il limite di non conoscere se e quali, nel frattempo, siano state le piroette dei nostri Titoli di stato in rapporto ai famosi Bund tedeschi (oltre, ovviamente, a prescindere dagli altri avvenimenti capitati sotto il cielo: ad esempio, l’ormai famosa “Curiosity” avrà trovato tracce di vita marziana su Marte?). Tutte cose impronosticabili per definizione. Il bello della differita è però questo: non si fa impallinare dalle ultimissime su un quadro di crisi ormai acclarato e persistente almeno sui fondamenta- 42 | 29 agosto 2012 | | li (tipo il -2,5 per cento di Pil atteso per l’Italia nel 2012 e la disoccupazione oltre il 10 per cento). E non strizza l’occhio alle polemiche di giornata. Tutto qui. E ora l’intervista. Partiamo da un tema non strettamente economico: l’emergenza carceri. Il sovraffollamento dei penitenziari italiani è stato oggetto di richiami da parte del Capo dello Stato, di sentenze di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo e, da ultimo, di una lettera aperta al presidente Napolitano di 120 costituzionalisti a sostegno di amnistia e indulto. Circa la metà dei detenuti è peraltro in attesa di giudizio, a riprova di una giustizia lenta. Cosa state facendo per uscire da questa situazione di illegalità? Può il governo sollecitare il Parlamento a prendere un’iniziativa importante come l’amnistia? È un tema della più grande importanza e mi fa piacere che lei abbia deciso di iniziare da questo. La giustizia deve dare risposte nel segno di una giurisdizione rapida, efficace, al passo con i tempi. Risposte tardive sono un servizio dene- gato al cittadino e dunque un danno alla collettività, anche sotto il profilo economico. In questo periodo, poi, l’insopportabile caldo rende ancor più drammatico il sovraffollamento carcerario. È un problema rispetto al quale il ministro della Giustizia Severino si è mossa da subito, con un pacchetto di norme, portato in uno dei primi consigli dei ministri dello scorso dicembre, che al primo punto aveva il decreto “salva-carceri”. Grazie a questa misura d’urgenza è stato possibile porre un freno al fenomeno delle cosiddette “porte girevoli”, vale a dire il transito di soggetti fermati o arrestati per soli tre giorni. Il risultato è che in sette mesi il numero dei detenuti non è aumentato ma, anzi, è andato diminuendo (erano oltre 68 mila mila alla fine del 2011, ora sono circa 66 mila). È un primo passo e altri ancora vanno compiuti. Lei mi chiede dell’amnistia. Voglio ricordare che si tratta di una misura per la quale sono necessari due terzi dei voti del Parlamento che non mi pare al momento ci siano. Nel frattempo non restiamo inerti. Il ministro Severino ha sollecitato, e otte- L’amnistia necessita di due terzi dei voti del Parlamento. Non mi pare al momento ci siano. Nel frattempo non restiamo inerti Foto: Tempi di Luigi Amicone Q Foglietto Lodovico Festa...................................3 Non sono d’accordo Oscar Giannino..............................14 Boris Godunov Renato Farina................................. 25 Le nuove lettere di Berlicche......................................................33 Presa d’aria Paolo Togni...........................................54 Mamma Oca Annalena Valenti..................... 55 Post Apocalypto Aldo Trento........................................ 60 Sport über alles Fred Perri................................................. 62 Cartolina dal Paradiso Pippo Corigliano........................ 63 Diario Marina Corradi............................66 RUBRICHE L’Italia che lavora.....................50 Green Estate.........................................54 Mobilità 2000.................................. 59 Lettere al direttore................. 62 Taz&Bao..................................................... 64 verso le presidenziali usa Sposati (e fa’ sposare) come mangi 26 LA SETTIMANA LombARdiA, itALiA Aspettando un buon partito | 29 agosto 2012 | m I potere d un senza potere Intervista esclusiva al presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti 16 m Simone S stemo Ita a e me ne vado InTernI m | | 29 agosto 2012 | 43 Mario Monti. Sistemo l’Italia e me ne vado «Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico non sia in grado di scegliere, attraverso le elezioni, un governo efficace». Quello che ci aspetta da qui al 2013 Luigi Amicone............................................................................................................................................................................................................ 42 Reg. del Trib. di Milano n. 332 dell’11/6/1994 settimanale di cronaca, giudizio, libera circolazione di idee Anno 18 – N. 34 dal 23 al 29 agosto 2012 IN COPERTINA Foto: Tempi DIRETTORE RESPONSABILE: LUIGI AMICONE REDAZIONE: Emanuele Boffi, Laura Borselli, Mariapia Bruno, Rodolfo Casadei (inviato speciale), Benedetta Frigerio, Massimo Giardina, Caterina Giojelli, Daniele Guarneri, Elisabetta Longo, Pietro Piccinini, Chiara Rizzo, Chiara Sirianni SEGRETERIA DI REDAZIONE: Elisabetta Iuliano DIRETTORE EDITORIALE: Samuele Sanvito PROGETTO GRAFICO: Enrico Bagnoli, Francesco Camagna UFFICIO GRAFICO: Matteo Cattaneo (Art Director), Davide Viganò FOTOLITO E STAMPA: Roto2000 S.p.A., Via L. da Vinci, 18/20, Casarile (MI) DISTRIBUZIONE a cura della Press Di Srl GESTIONE ABBONAMENTI: Tempi, Corso Sempione 4 • 20154 Milano, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 tel. 02/31923730, fax 02/34538074 [email protected] EDITORE: Tempi Società Cooperativa, Corso Sempione 4, Milano La testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 SEDE REDAZIONE: Corso Sempione 4, Milano, tel. 02/31923727, fax 02/34538074, [email protected], www.tempi.it CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITà: Editoriale Tempi Duri Srl tel. 02/3192371, fax 02/31923799 GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI: L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: Tempi Società Cooperativa, Corso Sempione, 4 20154 Milano. 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Montefinese, Lorenzo Mussuto, Marta Alloni, S Anna Grigolon, Alessandro Danesi, Trombetta Don Fulvio, Alessandro Bregolato, Marisa Floridia, Claudia Camino, Riccardo Mazzucchelli, Francesco Luigi David Monteverdi De Ubertis, Leonarda Tola, Giovanna pe Perrone, Luigi Tardini, Gianni Aime, Mauro Prada, Stefano Tagliabue, Luca Ballerin, Rita Dossena, Giovanni Belloni, Sabatini Maurizio, Marco Cappellini, Marina Bertasi, Marco Gerosa, Alessandra Brambilla, Tagliabue, Nicola Personelli, Simone Alboresi, Gianni Fumagalli, Pietro Galluzzi, Luigi Frigerio, Maria Citterio, Silvana Colombo, Michela Baroni, Alessandro Tonti, Giuseppe Torrente, Mauro Andreata, Gianni D vanni Battista Starace, Marina Grassi, Massimo Dalessandro, Carlo Lanzarini, Mario Caponnetto, Gabriele Calosso, Monica Russo, Maria Maurizia Gentili, Marina Perlini, Marco Ronchi, Valeria Calcagno, Stefa Maffei, Guido Spinola, Paolo Conti, Annarosa Rossetto, Federico Bonuccelli, Paolo Florio, Valeria Senesi, Emanuela Castelli Carlo Lovati, Tommaso Frigerio, Nadia Zangheri, Franco Vieri, Rossella Macchini, Albert Corica, Silvano Cosi, Matteo Colombo, Luciana Ambrosi, Pier Giuseppe Maschera, Ferdinando Barretta, Fabio Buchicchio, Nicoletta Buzzetti Amati, Fabio Fiori, Gabriella Gottardi, Mauro Salvalaglio, Lucia Vals Rizzardini, Simone Rossi, Marzia Volpini, Bruno Gaschi, Chiara Dangelo, Pietro Derrico, Rino Dangelo, Gianfranco Romano, Francesca Codazzi, Maria Spataro, Antonio Mezzacapo, Marco Benedettini, Franco Tu Pazzaglia, Massimiliano Noto, Marco Bartolomei, Vincenzo Stampone, Alessandro Ceriani, Giorgio Canti, Fabio Arosio, Nadia Spano, Gabriele Aletti, Pierluigi Marini, Luigi Roggi, Achille Mucci, Federico Dossen Serena Mazzucchelli, Alberto Sportoletti, Famiglia Rinaldi, Francesco De Capoa, Carla Garioni, Piero Marsiglietti, Alessandro Suma, Maurizio Galassi, Fabio Magnanelli, Alessandro Coppola, Remo Contucci, Ma Giovanna Frediani, Luca Schieppati, Patrizia Stefanelli, Vergani Monica, Lorenzo Boselli, Marco Niccoli, Donatella Da Corte Belluno, Francesca Guarnaschelli, Benedetta Vigan, Nadia Manfrini, Mariano Peviani, O li Mario Signoreli, Serena Rossi, Barbara Benvenuti, Gloria Menichini, Daniele Corradi, Maurizio Niola, Antonio Sebastiano Tersalvi, Benedetto Soi, Maria Ausilia Pedditzi, Filippo Parolin, Gabriele Guainazzi, F Sonia Genetti, Stefano Rioldi, Cristina Romano, Marco Spola, Tommaso Donagemma, Giampietro Tallon, Luisa Antognoli, Paolo Lazz, Simona Cantoni, Chiara Bernini, Grazia Calzeroni, Ivana Simionato, Vilma Pietro Guzzi, Luigi Tebaldi, Giovanna Ciaccia, Francesco Zingrillo, Davide Donno, Agnese Aiello, Fabio Merlo, Ivan Borghesi, Graziella Scolari, Lusso Giacomo, Gabriella Molteni, Carmen Giussani, Paola Guzzetti Luca Fossati, Emanuela Del Pero, Fortunato Pezzimenti, Andrea Alamia, Naria Luigia Perillo, Anna Teresa Chiroli, Maria Grazia Tenedini, Ivana Basilico, Rolando Sibilia, Danilo Mezzani, Antonio Coppola Bove Asara, Giovanna Fridosio, Agostino Cotesta, Bruno La Manna, Enrico Planca, Mauro Zanzi, Tommaso Valcamonica, Piera Pizza, Angelo Mandorlo, Alberto Pozzari, Tullio Gaggioli, Eleonora Tomaello, Carlo Albe sandra Modio, Sandra Bolognesi, Roberto Rossi, Alessandro Menegatti, Pietro Montaldi, Antonio Maria Spotti, Cristiana Gavio, Danila Brusa, Guglielmo Cavallo, Francesco Iaquinta, Nadia Castaldi, Stefano Carc Renato Pelella, Caterina Baldoncini, Luciano Spinozzi, Elena Carcano, Alberto Ulivelli, Emilia Olgiati, Alfredo Puglia, Ivano Ciusani, Calogero Zuppardo, Mariolina Piazza, Roberto Belotti, Rossella Cerutti, Luca Stanga Giovanna, Elisabetta Galletti, Balint Huszthy, Piergiorgio Vianello, Maurizio Terzi, Marco Balbi, Valentina Caruso, Fulvio Sangalli, Barbara Poggi, Letizia Ronchi, Francesca Belingheri, Diego Sartori, Mar Raffaella Soave, Marco Riccobono, Adriano Montanaro, Rodolfo Gallazzi, Bruna Marzola, Andrea Bertin, Maria Letizia Ribichini, Francesco Giacalone, Gianbattista Parravicini, Alessandra Rizzi, Maria Luisa Cass Molinari, Cristiano Guarneri, Lorenzo Benincasa, Francesco Baiocchi, Iori Angelini, Piera Fabiano, Paolo Fumagalli, Paolo Monti, Patrizia Carrettini, Gianfranco Risso, Giovanni Battista Montanari, Floris Patrizi labio, Matilde Polia, Alessandro Giorgetti, Lea Colombini, Michela Scotti, Matteo Romoli, Paolo Nordio, Marco Calamita, Alfredo Mancini, Eleonora Forneris, Favalli Mcristina, Gabriele Fanti, Giulio Leoni, Chiara ni Chiodi, Rosamaria Reale, Adrian Ungureanu, Luigi Santambrogio, Antonio Bargna, Patrizia Beretta, Alessandro La Rosa, Paolo Rossi, Giovanni Vitale, Donatella Bonizzato, Egidio Mosconi, Micaela Prencipe, Garelli, Livio Gambetta, Marco Medici, Antonio Benigni, Stefania Moroni, Matteo Facchini, Emanuela Paoletti, Marco Carturan, Roberto Cavalletti, Paolo Zanichelli, Redaelli Giuseppe, Giuseppe Guidotti, Filipp Emanuele Bianchi, Marco Astolfi, Francesca Quattrocchi, Marco Gatti, Andrea Cazzaro, Elisabetta Micale, Anna Ortolani, Maddalena De Fazio, Claudio Baleani, Luigi Borlenghi, Lenca Toma, Carlo Gatti, Chiara A di, Pier Francesco Cortrese, Riccardo Dietrich, Sonia Venditto, Massimo Giacinti, Ondina Roscelli, Marzia Giacca, Silvia Mascellani, Giuliano Bernardotti, Antonella Viviani, Paolo Mattaini, Carla Foglio, Mariapao Salvatore Campanale, Ugo Teatini, Nello Ruffini, Elisa Priotti, Matteo Mazzola, Marco Lombardi, Giorgio Prinzivalli, Remo Reggiani, Andrea Zanini, Elena Bossetti, Giambi Gabriele, Emilio Maiandi, Lara Piffer, E no Molla, Sara Zanotelli, Orazio Amos Spinelli, Donatella Arienti, Massimiliano Belletti, Stefania Bizzocchi, Francesca De Petro, Rosita Riva, Anna Grazia Brendaglia, Davide Vianello, Manuela Mariani, De Rosa M cesco Comelli, Cirino Bongiovanni, Palmira Barattini, Stefania Covini, Massimo Bramucci, Giancarlo Pavan, Andrea Francesco Candiani, Alfio Gobbi, Domenico Calveri, Camillo Vitali, Marco Passamonti, Euge Ottorino Randon, Marcella Pase, Davide Tonni, Gerardo Pisano, Maria Antonietta Salomoni, Luisa Bergna, Alfredo Abbondi, Mario Magnanelli, Laura Kessler, Nicola De Lucia, Andrea Benzoni, Paolo Costa, Umber Mauro Lerario, Alessandra Marotta, Paolo Cucchi, Diego Montrone, Gian Luigi Venturi, Donato Mauro, Carlo Barazzetta, Emanuele Buttazzoni, Mariarosa Olgiati, Giovanni Carcano, Olviero Frigerio, Elvio De Sa Zanola, Sergio De Caro, Marcello Rola, Claudia Castellani, Enzo Martello, Carlo Picciolini, Elena Rondena, Andrea Mondini, Carlo Fumagalli, Giulio Luporini, Carlo Maronati, Filippo Palazzo, Maria Zardini, Robe ne, Daniela Zonta, Rosa Mediani, Maria Francesca Destefanis, Maria Candida Zannoni, Francesca Greselin, Anna Lazzarin, Stefano Gheno, Stefania Adami, Giulio Discacciati, Enrico Tarani, Tommaso Zurleni, Ma lafassi, Stefano Deandrea, Paola Calveri, Roberto Nizzola, Andrea Conconi, Mazzucchelli Massimo, Paolo Lolli Ceroni, Cosimo Dagostino, Tiziano Barone, Silvana Grillo, Paolo Ferrari, Ernesto Vagni, Giovanni Fo rabella, Fabio Brumani, Fabio Ciliberti, Mariagiovanna Sedini, Michele Pais, Maria Laura Fraternali, Giacomo Arnone, Michelangelo Penna, Alice Grassi, Daniele Pirazzi, Paola Corradi, Paola Cavadini, Daniele Bon Paolo Pari, Barbara Zamagni, Elisabetta Berdini, Antonello Sanvito, Giammarco Gioco, Maurizio Amigoni, Francesca Scarano, Alberto Reggiori, Santino Lang, Giuseppe Thomas Vitale, Luigi Vicari, Stefano Biagin li, Giuseppe Rasori, Lucia Invernizzi Scolari, Loris Rastelli, Luigi Innocente, Diego Giordani, Silvia Zerlotin, Giancarlo Staccia, Nicola Deserio, Ugo De Carlo, Ada Valeri, Giovanni Vagni, Irene Brusadelli, Pier Pao Massei, Boscaro Edoardo, Giorgio Migliari, Gianni Lanza, Francesca Anzaghi, Chicco Franceschi, Alessandro Anzaghi, Giulio Giurato, Stefano Portioli, Vittorio Pozzi, Vignati Paola Maria, Jarka Monika Pokorn, M noni, Roberto Alessi, Sandro Ricci, Stefano Giorgi, Luca Bigotta, Patrizia Greppi, Franco Tome, Mara Lanzarone, Alberto Bramanti, Valter Gardoni, Marco Saccaggi, Mario Arquilla, Massimiliano Guiso, Dante Rig Graffi, Marco Ferrario, Roberto Fraccia, Mario Narducci, Benedetta Rossi, Antonio Defraia, Marinella Salaris, Tiziana Bentivoglio, Michele Biasi, Paola Marinsalta, Emanuele Orsi, Andrea Lanzani, Simeone Con Raffaella Zardoni, Giuseppe Danzi, Giovanni Capucci, Elina Mazzara, Annalisa Sciacovelli, Giorgia Pinelli, Franco Mascione, Elisabetta Necchio, Ulderico Capponi, Antonietta Tonelli, Maristella Forrisi, Capra Ma Giapaolo Bernardi, Giorgio De Blasi, Michele Martinelli, Fabiano Penotti, Luca De Cesare, Biancamaria Marchina, Don Andrea Bosio, Hernan Polo Friz, Michele Fodale, Pierluigi Grando, Enza Spagnolo, Clementi Mapelli, Pietro Cedone, Guido Bonarelli, Giorgio Molla, Lanfranco Ferrari, Federica Berardo, Margherita Bertani, Cinzia Dellena, Antonio Tavilla, Ester Colombo, Stefano Zanetto, Carlo Garrone, Fiorenzo Tagliabu Silvana Rossi, Giacomo Muneratti, Vittorio Pasqualotto, Francesca Dauria, Sabrina Stefanin, Alessandro Vesurga, Maria Teresa Zuretti, Pia Saporiti, Stanga Giovanna, Anna Danesi, Antonella Perugini, Marco Bar Bonoldi, Antonino Ficara, Francesco Mastino, Don Giovanni Ferrara, Luigi Mari, Paola Cazzaniga, Dario Bonati, Giuliano Santini, Matteo Gatto, Rino Fassi, Stefano Gosparini, Evaristo Tocci, Massimo Vignati, M Porcari, Alberto Macchi, Giovanni Zennaro, Carlo Cassani, Maristella Favero, Salvatore Ventrone, Carlo Carrettini, Elena Donati, Rosa Zaza, Lauro Chieregato, Vito Cassese, Pasquale Calla, Pasquale Calla, Giovan Santagata, Agnese Signorelli, Luisa Visconti, Adolfo Rossi, Peppe Nicora, Piero Pichi Sermolli, Flavio Babini, Elisabetta Anz, Zupo Roldano, Di Maggio Pina, Claudio Colombo, Pier Luigi Lolli Ceroni, Renato Chieric Paolo Valenzi, Flaminio Farinelli, Benedetto Orselli, Bianchi Lucia, Dante Solazzi, Fabio Tresoldi, Enrico Tafi, Carlo Tremolada, Paola Geminiani, Giuseppe Raucci, Ermanno Davico, Nicola Mazzone, Matilde Cap timenti, Luigi Tabanelli, Ferruccio Bacca, Angelo Castellini, Roberto Brillo, Ennio Bettin, Cesare Longoni, Patrizia Parodi, Riccardo Ciani, Chiara Invernizzi, Cesare Fossati, Enrico Frigerio, Silvia Notari, Giacomo Anna Iuliano, Angelo Parutto, Gianni Samsa, Claudio Colombo, Simone Bertoli, Milena Anonimo, Fabrizio Bianchi, Diana Chiuri, Giuseppe Cucco, David Navacchia, Mario Dupuis, Giuseppe Pranzitelli, Letizia Q vese, Michele Inserrato, Antonello Santoro, Elda Giussani, Nicola Vincenzo Selva Verzica, Martino Gerosa, Corli Vladimiro, Gennaro Ascione, Edoardo Barbieri, Giuseppe Brocca, Angelo Tomasella, Daniele Cecco Chiarappa, Miriam Rossetti, Mariella Magni, Pietro Sala, Pietro Renda, Walter Costanzi, Lorenzo Conti, Mailina Longo, Francesco Salerno, Luisa Ballabio, Maurizio Giovagnoni, Carlo Chiesa, Dioni Enrico, Loreda ri, Marina Dincecco, Gabriele Gatto, Annamaria Fantinato, Piero Basini, Roberto Orlandi, Marco Della Valle, Giorgio Facci, Giovanni Fenili, Laura Gentilini, Andrea Cocco, Ilario De Monte, Luca Bernardi, Angelo Nicola Lovecchio, Claudia Lecchi, Terenzio Girotto, Rosella Giovanelli, Alessia Carrettini, Mimma Rinaldi, Michele Pezzoni, Giuseppe Raganato, Andrea Racca, Pia Definti, Marina Valbonesi, Nicola Signorelli, G Paolo Avezz, Enrico Bernini, Andriolo Giuseppe, Maria Luigia Vaira, Chiara Lucchesi, Teresa Del Torto, Marco Testolin, Gabriele Lazzari, Ambrosi Anna, Maurizio Ianiero, Lucia Zanotti, Faro Evola, Cecilia Carrett zi, Massimo Pesaresi, Stefano Maitan, Stefano Maitan, Pierdamiano Ferro, Luigi Frigerio, Massimo Andriolo, Sandro Zavatta, Irene Rossi, Giancarlo Bettucci, Raffaella Manelli, Gianluigi Rossi, Umberto Bombarde Figini, Laura Cioni, Mario Ghirardi, Luca Crosa, Lorenza Zanzi, Gemma Barulli, Ida Gabriele, Marisa Cappelletta, Walter Frigeni, Anna Carelli, Graziella Zambon Tome, Filippo Casadei, Carlo Boccola, Paolo Mene lo Mandelli, Famiglia Somenzi, Maria Coccia, Roberto Travaglino, Daniele Bassi, Shirley Hadisandjaja, Ana Lydia Sawaya, Francesco Mangone, Eugenio Reato, Camilla Baldissara, Massimo Cassinari, Matteo Romo nini, Angelo Marinucci, Mario Cedone, Michele Tagliatesta, Luca Ferri, Renato Barenghi, Paola Carradori, Mario Molteni, Giorgio Ferri, Gabriella Andreatta, Renzo Alzetta, Mariella Ferrante, Mariagrazia Biasin, Barraco, Marco Luccini, Giampaolo Landolfi, Dantina Bonvicini, Nicoletta Introini, Mirco Iadarola, Laura Luciani, Alberto Rodriguez, Nando Patrizi, Stefania Tassetto, Antonino Sidoti, Nuccio Condorelli, Rita V Benedetta Pellegrini, Luigi Orioli, Peppino Pellegrini, Marisa Pacioni, Daniela Galli, Franco Fabbiocchi, Ivano Fucci, Carlo Valli, Alberto Sanguineti, Anna Maggi, Egidio Dozio, Carlo Martinelli, Michele Castenett rotti, Elena Mauri, Antonio De Menna, Nadia Ravizza, Damiano Buzzetti, Gentian Beqo, Fabio Gualtieri, Franco Giussani, Claudia Padovani, Matteo Tinti, Enrico Rigamonti, Marina Zazzaroni, Francesco Bertold Andrea Natale, Matteo Puricelli, Donatella Villa, Mattia Barbarossa, Carlo Micheli, Fatima Mascia, Ornella Pozzi, Fatima Mascia, Franco Caron, Mario Ravandoni, Raffaele Dragoni, Benvenuta Plazzotta, Antonio S Cristina Tamburini Ferrini, Domenico Pini, Damiano Minunni, Antonella Zaccuri, Gianmaria Bettoni, Enrico Grassi, Elisa Orso, Mariella Manuela Gervasio, Chiara Bertoli, Pino Cassina, Rosa Maria Locatelli, Ma Arcangelo Annunziata, Giuseppe Schillaci, Luisa Chiesa, Nerina Trifilo, Michele Aleffi, Jean Valenti, Luigi De Luca, Gabriele Paganelli, Giancarlo Cavagnoli, Ivano Conti, Elda Spotti, Emanuel Tribbia, Daniela Mig ta Nativio, Tommaso Bevilacqua, Martino Borgonovo, Rosa Minunni, Pietro Alvisi, Gabriele Cappelli, Giovanni Grosskopf, Sergio Cinnirella, Guglielmo Di Marzo, Lorenza Piconio, Luigi Gastoldi, Giuseppe Ugo Co na Mastrogiulio, Matteo Romagnoli, Virna Ghisleni, Roberto Maria Di Gilio, Paolo Benzoni, Rosanna Favulli, Michela Fabbri, Marco Locati, Gaetano Rossi, Angelo Doneda, Marina Serena Salvadori, Alessandro M Rina Cirotto, Daniela Rosellini Solari, Davide Guadagnini, Mauro Solari, Claudio Rocchi, Giovanna Ribatti, Carlo Ferrari, Aldo Florean, Gianpaolo Colombo, Roberto Albetti, Maria Teresa Severgnini, Mariarosa Mariapaola Puggioni, Stefano Salvi, Fabio Carella, Vilma Moro, Susanna Cirnigliaro, Francesca Scanziani, Gloria Ferrini, Gianfranco Giuliani, Pasquale Schiariti, Stefano Ascheri, Mauro Pramaggiore, Francesco Schiavello, Mattia Fusina, Patrizio Ed Elena Marnini, Elisaebetta Iuliano, Marco Bernardi, Alessandra Carboni Riehn, Angelo Ceresa, Giovanni Rossi, Barbara Marras, Giovanni Carlini, Paola Coin, Lucia Gradi, Al dile Marina, Andrea Lucchesi, Francesca Savarese, Paola Marcora, Cristina Nassivera, Riccardo Lucchesi, Alessandro Longo, Enrico Ciliberto, Maria Rosaria Pianori, Giovanni Fumagalli, Sergio Di Domenico, Lui Ricchi, Rachele Perico, Cristina Cenni, Francesco Tardini, Pino Mulone, Danila Sanvito, Michele Colombo, Bertolazzi Andrea, Claudio Nessi, Giulia Galimberti, Alessandra Campagnari, Anna Vigan, Lina Zannon lanzi, Arianna Mureddu, Maria Pozzetti, Valentina Mussinelli, Lauretta Magni, Claudio Battistini, Roberto Lassandro, Roberto Formigoni, Alessandro Schiavon, Daniele Marchese, Paolo Riccardo Maggi, Tommas Giulio, Maurizio Venuta, Enzo Tellarini, Michele Siciliano, Antonio Russomando, Tomaso Lamperti, Cristina Varenna, Luca Mannucci, Gino Cappelletti, Enzo Beretta E Giovanna Vezzoso, Elisabetta Gandolfi, Pa Mauro Materno, Pasquale Tarantino, Don Ginetto De Simone, Vittorio Costantini, Silvia Maiandi, Fabio Massimo Addarii, Roberto Mattei, Sergio Fratarcangeli, Alessandro Bonino, Marco Giorgio, Ruggero Latini, Giovanni Astesani, Luca Russo, Margherita Tilocca, Luigi Bottino, Annalisa Marconi, Gianpietro Vigan, Luigi Marraccini, Giusi Tarantini, Scarabelli Gianpiero, Cecilia Fraccaroli, Giovanna Del Bufalo, Massimo C Franco Narisano, Andrea Maula, Paolo Zatta, Tommaso Saltini, Franco Molon, Elisabetta Minelli, Maria Chiara Gomaraschi, Domenico Giacchini, Carlo Puricelli, Mimmo Fossali, Silvia Torri Clerici, Franco Brusc ni, Aurelio Romano, Gianluigi Vigan, Francesco Ballabio, Beatrice Ghirardi, Antonietta Gianola, Stefano Bomben, Emilio Minelli, Roberta Schiavon, Amedeo Zezza, Fabio Tradigo, Francesca Maiorana, Francesco B Mario Baroni, Don Gianni Camana, Ignazio Sabella, Serena Vianello, Vagni Maria, Maria Pia Colaci, Antonio Cagni, Paola Crociati, Michele Lasi, Carlo Bosello, Susanna Cannistr, Nicola Nardelli, Cristiana Muna De Melgazzi, Beppe Bortoloso, Rossana Colombo, Silvio Riva, Antonino Masuri, Federica Podeschi, Alberto Parolini, Mauro Tagliabue, Alessandro Ortisi, Matteo Ghidoli, Emanuele Rubinetti, Ernesto Fantoni, G Magoo Dandolfi, Carmelo Sturiale, Antonio Del Torto, Andrea Lupi, Luca Baldinucci, Vitangelo Ardito, Tiziana Pezzullo, Carlo Petroni, Cosetta Visigalli, Ester Capucciati, Ida Matrone, Battista Gorla, Luigi Mondin Rossi, Giorgio Colomba, Massimo Altobelli, Antonello Formica, Corrado Brizio, Francesco Capra, Valeria Vimercati, Luigi Scozzarra, Maria Fiammeni, Mariaflavia Coletta, Giancarlo Bosisio, Ferrandi Stefano, Giud Marco De Capitani, Alessandro Spazzoli, Sergio Cassinari, Michela Savoia, Roberto Giorgetti, Giuseppina Danese, Rosa Avigliano, Marco Ruggio, Ausonio Cal, Paola Fabbiocchi, Alfonso Boscolo, Iolanda Bulgarelli chi, Renzo Bertoli, Carlo Avigni, Loretta Scolari, Angelo Giuliani, Massimo Zampollo, Mirko Asnaghi, Eliodoro Damiano, Valeria De Cicco, Manuel Corato, Valentina Sgarlata, Rufa Natalino, Melchiorre Nicola, Lorenzo Contucci, Michele Grilanda, Barbara Micheli, Osvaldo Coghi, Claudio Schieppati, Carlo Miglierina, Andrea Zaccone, Michele Boscolo Sassariolo, Barbara Leopizzi, Carlo Malvezzi, Cecilia Varuzza, Marco stanzo, Angelo Pellizzoni, Marisa Ripamonti, Maria Zilioli, Luigi Monterisi, Ennio Ronchi, Giuliana Barone, Don Roberto Cremona, Mario Giulianati, Pierluigi Pranzitelli, Raffaele Nurra, Pietro Tiboni, Andrea Te Moretti, Luciano Cervone, Stefano Masci, Stella Vega, Paolo Bassilana, Letizia Bizzozero, Alessandro Vigan, Dominick Deleo, Renata Gelmi, Mariacamilla Fiazza, Silvana Mazzola, Rebecca Formenti, Pietro Raimon Emilio Cistola, Paolo Astrua, Maurizio Perfetti Roma, Salvatore Pirro, Valentina Oriani Patrick, Margherita Brivio, Chiara Pajetta, Marco Cirnigliaro, Alfredo Rosso, Fabrizio Pizzagalli, Chiara Pajetta, Cecilia Mau Alpi, Elisabetta Baudassi, Francesco Bellotti, Antonio Meli, Bianca Biianchini, Alex Grillo, Matteo Antonio La Torre, Giorgio Pozzi, Valeria Mariotti, Gianni Nespoli, Gabriele Villani, Rossella Loreta, Leandro Aletti Maria Grazia Francone, Alessandro Caprio, Claudio Bettinsoli, Beltrani Antonio, Lillo Cas, Luigi Dangelo, Felice Allorio, Giuseppe Tessitore, Pvittorio Arrigoni, Carlo Navarra, Andrea Mostachetti, Mauro Casalic Citterio, Paolo Marino, Patrizia Citterio, Rossella Belloni, Giusi Camill, Caterina Giojelli, Tiziana Conte, Giorgio Badalamenti, Nori Eleonora, Giorgio Medici, Marco Toffaloni, Niccol Magnani, Giulio Lapidari, A Francesca Sanvito, Elena Bardelli, Alessandra Mascarini, Luca Viviano, Natalino Remartini, Giusy Vazzana, Andrea Ghidina, Valeria Ciotti, Mauro Cannizzo, Giacomo Fumagalli, Sebastiano Tanca, Enrico Ventur gelo Santambrogio, Carlo Masseroli, Luciano Clementini, Michele Vacca, Massimo Casiraghi, Valentina Zanetti, Emanuela Spera, Giorgio Canu, Salvatore Modica, Mauro Barban, Florio Sacchi, Massimo Bertoles Balzaretti, Francesco Brunelli, Carlo Grillo, Andrea Mariani, Valentina Castaldini, Matteo Giacomini, Irene Dionigi, Luca Maggiani, Diletta Redaelli, Piercarlo Giannattasio, Luca Bertaiola, Maria Grazia Bigthin, Mussari, Daniela Lanzetta, Francesco Stronati, Mauro Vecchiato, Paolo Pontello, Matteo Uccelli, Daniela Scabini, Dabiele Sacco, Alfredo Cesarini, Ivan Storti, Izzo Vincenza, Maria Gloria Riva, Domenico Pietrant stino Scotti, Massimo Zanutto, Teresa Bendandi, Maurizio Nannetti, Carlo Santoni, Lorenzo Mussuto, Stefano Valentini, Roberto Zobel, Roberto Boni, Valentina Ferrante, Andrea Valsasina, Claudia Roderi, Luca Fruscio, Mario Gambara, Angela Vago, Marta Parravicini, Francesco Dordoni, Lucia Boffi, Marco Bellatorre, Roberto Graziotto, Rachele Puglia, Marino Tremolada, Sofia Paolucci, Gaetano Trezzi, Federica Lesma, S ti, Gloria Di Iasio, Emanuela Pagani, Nicola Celora, Emanuele Greco, Francesco Di Lodovico, Silvia Ravazzi, Francesca Coscia, Emanuele Sconosciuto, Lida Raffaella De Carolis, Achille Lanzarini, Lorenzo Colonna De Maestri, Carlo Grignani, Franco Fiorini, Goffredo Giacca, Daniele Tagliabue, Bruno Biotti, Giorgio Mottinelli, Walter Maffenini, Piergiorgio Chiarini, Giacomo Aletti, Felino Tassi, Piergianni Ghidotti, Lorenz Amicone, Julia Elda Zanier, Andrea Carmo, Claudio Corbetta, Daniele Bagnai, Mariagrazia Cova, Pirola Paolo, Francesco Di Pietro, Mario Gargantini, Jacopo Vignali, Anna Manduchi, Daniele Biondi, Marta Bianch Falcone, Elisa Maria Boniolo, Aurelio Rampini, Michele Menghini, Annamaria Grassi, Alessandro Fiorentino, Anna Micheli, Antonella Consonni, Cocca Spada, Paolo Roberto Rivera, Sara Bernardini, Plazzi Diana, Monzani, Marco Zappa, Caterina Pintus, Giovanni Scardino, Maria Strippoli, Laura Zara, Antonio Bernardini, Giuseppina Musumeci, Francesco Curto, Lucia Ingenito, Caterina Colozzi, Luigi Boscolo, Francesco T me, Davide Vigan, Simone Bedini, Tania Ercolani, Maria Carmela Gallucci, Domenico Zeni, Teresa Amicone, Gabriella Stabile Di Blasi, Elisa Pandiani, Carlo Maderna, Tullio Mambrilla, Riccardo Dietrich, Matteo Glauco Santi, Elisa Nicastri, Pina Carapella, Salvatore Festa, Paola Pirovano, Maria Vittoria Pinna, Andrea Babbo, Gabriele Casadei, Massimiliano Scaletti, Gabriele Moltrasio, Antonio Dallera, Antonio Saccone, F nelli, Vitaliano Sena, Ignazio Giuseppe Bognoni, Anna Grimoldi, Gianantonio Sanvito, Alberto Rufini, Vincenzo Maielli, Maria Grimoldi, Cinzia Mengo, Paolo Arrigoni, Paolo Mancini, Maria Elena Gamburi, Cri Vittorio Calvi, Vincenzo Tripodi, Sguardo Leale, Gaetano Cereghini, Cristian Quattrini, Giovanni Cesana, Irene Strippoli, Giuseppe Cautero, Taciana Innocente Brasile, Fabio Giovenzana, Mario Sala, Paolo Bozzet Francesca Borgonovo, Giovanna Gentile, Sabino Redavid, Elisabetta Pinciroli, Luigi Irelli, Silvia Bergonzi, Cosimo Tomaselli, Maria Borgonovo, Caterina Perazzo, Letizia Zuffelato, Andrea Montani, Johanna Cas Mauro Zuccari, Claudio Frigeni, Paolo Delfini, Katy Raddcliffe, Alessandro Talamonti, Nicoletta Piras, Romano Maggi, Andrea Zambrotta, Claudio Alberti, Luca Antelmo, Elisabetta Marco, Pier Luigi Giovannetti Pauletto, Piergiorgio Bighin, Ettore Piras, Francesco Clapis, Paola Gaggini, Paolo Triberti, Carlo Casati, Giulio Valsecchi, Stefania Mapelli, Loris Zannoni, Mario Rossi, Giacoma Giglio, Andrea Villa, Alessandra Mu Daniel Mansour, Martina Mureddu, Fabrizio Saracino, Giovanni Dandria, Francesco Romboli, Giacomo Ugolini, Giorgio Romano, Antonella Messaggi, Chiara Benedettini, Angela Cuccorese, Jos Luiz Melella, Cec “Sono prigioniero della politica (dei magistrati)” fu il coraggioso titolo del Corsera all’intervista con il nostro combattente amico. Ripasso del j’accuse dalla galera nelle vicinanze del redde rationem Simone Il potere di un senza potere SAN VITTORE vanza, Franco Silanos, Alessandro Vergni, Marco Galanti, Franco Cori, Angelo Vargiu, Carla Satta, Maria Mariani, Lucia Mussoni, Maurizio Matteucci, Roberto Fontana, Redaelli Antonio, Jos Francisco Tagliabue, a Bossi, Francesco Cerutti, Mariella Terragni, Luca Della Lucia, Michele Bissoli, Nicola Mucci, Giovanni Bruno, Maria Manara, Mariacristina Bottino, Alessandro Pagnoni, Jacopo Parravicini, Pietro Dri, Anna Tori, Moretti, Marianna Andreani, Francesca Soave, Gigi Brioschi, Valerio Biondi, Marina Corrina, Elisabetta Caputo, Fabrizio Ferrari, Paola Brasca, Donata Piccoli, Manuela Perotti, Paolo Bettiol, Francesco Margaria, la Maniscalco, Milena Rainieri, Cristina Tarducci, Antonio Villani, Tonino Pulina, Brigida Marta, Sebastiano Salpietro, Davide Turri, Silvia Zacchi, Roberto Pinna, Massimiliano Mastroianni, Roberto Milesi, Cosma , Marta Alloni, Stephen Wintour, Silvana Morri, Stefano Matteucci, Luciana Besani, Silvio Bosetti, Gianamedeo Pasqualini, Tommaso Chiesa, Daniela Zucchetti, Vanna Columbano, Chiara Cocucci, Learca Rinaldi, Tola, Giovanna Pianta, Martino Corti, Vincenzo Mangione, Francesco Corabi, Debora Corabi, Don Antonio Maffei, Antonio Girardi, Riccardo Tringali, Laura Zorloni, Roberto Andreoni, Michele Marinelli, Giusepndra Brambilla, Maria Sala, Antonio Raso, Gennaro Mariniello, Giuseppe Crippa, Clara Maioli, Greta Volpones, Giuseppe Ronchetti, Giuseppe Ronchetti, Fabrizio Fuscagni, Mariagrazia Bassan, Mauro Poli, Luigi ndreata, Gianni Dacco, Ginetta Badagliacca, Brunella Novara, Mariangela Aldeghi, Don Mario Caccia, Silvia Grassi, Brigida Galliena, Valerio Rossi, Annalisa Bernasconi, Maria Cristina Parnisari, Keo Zanetti, GioCalcagno, Stefania Luchetti, Giancarlo Rovati, Carlo Benedetti, Alessandra Augustin, Fabio Castagnaro, Gianni Mazzocchi, Orietta Arata, Danilo Gennari, Giuseppe Sabella, Luigi Torre, Marina Dionisi, Marina Macchini, Alberto Ulivelli, Giovanni Dellorto, Antonio Barbero, Paolo Monteverde, Silvia Ronzio, Claudio Ghidoli, Bruno Minelli, Isabella Polidoro, Don Eligio Ciapparella, Renata Vigan, Amedeo Cogliati, Antonio aglio, Lucia Valsecchi, Ester Brambilla Pisoni, Alessandra Dragotto, Daniela Gobbi, Samuele Sanvito, Claudia Mazzola, Rachele Biaggi, Antonella Cazzaniga, Giacomo Franco Mariotto, Michele Rampa, Barbara ettini, Franco Turati, Luciano Carla Zini, Massimiliano Cesarini, Tony Esposito, Giovanni Ferioli, Annamaria Longagnani, Jasmine Ion Titapiccolo, Giovanni Vitale, Enrico Romoli, Maria Grazia Beretta, Maurizio Federico Dossena, Miriam Maronati, Adriana Bergamini, Pretelli Attilo, Daniela De Giorgi, Marco Trivelli, Angela Freschi, Ada Ventura, Davide Bossi, Mauro Moscatelli, Don Diego Di Modugno, Maria Rosa Pont, mo Contucci, Maurizio Brambilla, Motta Annalisa, Mariacristina Frisoni, Anna Galassi, Simona Bottinelli, Laura Peviani, Maria Cristina Foresio, Luigi Parisi, Francesco Calloni, Anna Maria Cocco, Luisa Coltura, ariano Peviani, Ondina Negroni, Irene Ventroni, Maria Miani, Massimo Mauriello, Enrico Fiorini, Pietro Lorenzetti, Luisa Siligato, Francesco Tosi, Claudio Donofrio, Claudia Tonna, Eugenio Scola, Mirella Ghidelele Guainazzi, Francesco Sangiorgio, Piero Masia, Maria Gabriella Ricotta, Simona Ramero, Fabio Amati, Pierangelo Soi, Cosma Gravina, Cristiano Angiola, Silvano Negri, Giuseppe Biasini, Pierangelo Angelini, imionato, Vilma De Privitellio, Marco Montrasi, Anna Maria Contu, Andrea Gazzoli, Mauro Apollonio, Giuseppina Carpanese, Luca Casale, Paolo Ornati, Francesco Mordeglia, Marco Bottino, Raffaella Brancato, , Paola Guzzetti, Maria Eva Virga, Gio Galante, Gian Pietro Venturi, Simone Zanotti, Loredana Chiarini, Luigi Radaelli, Giancarlo Giojelli, Claudia Frigerio, Ernesto Massa, Chiara Ferla Lodigiani, Piero Chioccioli, io Coppola Bove, Laura Ferrari, Claudio Gambol, Antonino Arduca, Leonardo Taglianetti, Francesca Lazzarini, Carlo Trentacapilli, Guido Giussani, Marina Bartolini, Eriberta Angradi, Anna Formaggio, Fabrizio ello, Carlo Alberto Tersalvi, Pietro Raimondi, Magda Vitiello, Vincenzo Mandile, Alessandra Vele, Serena Spitalieri, Claudio Boscolo Marchi, Nancy Ventura, Stefano Fugazza, Alda Uberti, Anuscka Casadei, Alesldi, Stefano Carchen, Roberto Ricciardi, Patrizia Locati, Federico Perico, Carlamaria Zanzi, Massimo Roman, Renato Pagani, Marco Bertini, Dario Rurale, Giuseppe Licciardo, Claudio Panzacchi, Luca Giacomini, la Cerutti, Luca Marchioro, Sandra Maria Stallone, Matteo Ripamonti, Gianluca Basili, Anna Tagliabue, Rino Santorufo, Paolo Ferrario, Don Fabio Baroncini, Luciano Barozzi, Matteo Sgrenzaroli, Cecilia Arosio, ego Sartori, Mario Brambilla, Alberto Conti, Paola Campadello, Cesare Coroneo, Gabriella Citterio, Carlo Ballerio, Andrea Pizzini, Attilio Ghiringhelli, Valentina Stanga, Barbara Aldrigo, Mariagrazia Bonanomi, Maria Luisa Cassera, Irene Natale, Fernando Locatelli, Cristina Piuma, Ian Farina, Isabella Monti, Giuliana Zanello, Michela Golfieri, Lucia Pavan, Laura Ghezzi, Barbara Pessini, Alessandro Sottocorno, Francesco ri, Floris Patrizia, Anna Dallora, Fiero Innocenzi, Paolo Santagostini, Raffaello Benetti, Giovanni Pecciarini, Paola Barzon, Paolo Negri, Fiorenzo Cerati, Diletta Dandrea, Luca Pierotti, Marta Gandolla, Mario Balio Leoni, Chiara Mariotti, Gandolla Raimondo, Giorgio Usai, Lorenza Violini, Raffaele Sacchetti, Marcella Leccese, Alessandro Maglio, Daniela Gizi, Paola Gavello, Dino Righi, Giuseppe Valli, Luisa Secchi, Giovanicaela Prencipe, Nicoletta Invernizzi, Enrico Scala, Costantino Gregori, Luigi Ferrario, Anna Bernini, Alice Pellizzoni, Sara Montalti, Giacomo Vianello, Marco Aime, Maurizio Mariani, Stefania Farris, Elisabetta Guidotti, Filippo Anzaldi, Sergio Galli, Maria Nadia Galli, Mariarosa Toffoletto, Andrea Ghidini, Giovanni Pirovano, Gaetano Iaria, Paola Paoletti, Luca Borghesan, Mauro Scateni, Silvano Cella, Daniele Buratti, o Gatti, Chiara Aluisio, Silvia Scuratti, Luca Ferrari, Elena Scrosati, Maria Rita Sangiovanni, Maria Rosa Franchi, Katia Tosatto, Marcello Col, Alessandro Doninelli, Debora Tura, Evelina Cattaneo, Giovanni ZanarFoglio, Mariapaola Bottino, Davide Bartesaghi, Gianluca Mariani, Giacomo Alloni, Leonardo Giordani, Jacopo Bellucci, Ercole Galli, Claudio Del Bianco, Frezzato Giovanni, Gianfranco Bonera, Roberta Catignano, ndi, Lara Piffer, Emanuele Moroni, Laura Bigotta, Giuseppe Reggiori, Paolo Lamperti, Luigi Moretti, Riccardo Morini, Andrea Anaclerio, Giovanni Clot, Arnaldo Facheris, Patrizia Lodigiani, Marta Calzolaio, Stefaariani, De Rosa Matteo Andrea, Roberto Vitali, Roberto Beretta, Luca Bianchi, Roberto De Marco, Gianfausto Bugatti, Franco Toffoletto, Patrizia Fornaro, Massimo Cicero, Marco Alberio, Alessandro Cignoli, Franassamonti, Eugenio Dellorto, Laura Soldo, Cristina Scorti, Ganluigi Marredda, Maria Grazia Crespi, Fabio Giuccioli, Davide Villani, Patrizia Noris, Roberto Zambetti, Duilio Gennari, Gianni Vigogna, Don Guido olo Costa, Umberto Ciaroni, Andrea Scardino, Elio Pezzi, Loredana Dore, Aldo Giacca, Maddalena Mazzucchelli, Giorgio Piubeni, Enzo Mauri, Domenico Sanna, Francesco Volpe, Francesco Brasca, Pierpaolo Satta, gerio, Elvio De Santis, Massimo Bionaz, Giuditta Belli, Gislaine Dos Santos Vieira, Flavia Bruseghini, Giovanni Fasani, Giancarlo Bonetti, Stefano Bruni, Raffaella Di Paola, Fabrizio De Luigi, Mario Mattei, Chiara ria Zardini, Roberto Inguanti, Maria Ausilia Baglio, Claudio Girola, Nicola Dorazio, Martino Astolfi, Walter Schileo, Paolo Cordisco, Mazzini Maurizio, Elena Scandroglio, Daniele Antonio Ferrari, Tommaso Simomaso Zurleni, Maria Daniela Sacchi, Cristina Corrarati, Stefano Bochdanovits, Ivo Paiusco, Roberta Rivolta, Sebastiano Catalano, Manuela Passeri, Giovanni Tomaini, Giulio Bregonzio, Valeria Maiocchi, Paola Gagni, Giovanni Foschini, Graziella Nucci, Aldo Vastola, Silvia Guzzi, Maria Bianchi Janetti, Laura Bernetti, Mariella Paltra, Carlo Conti, Tiziana Barchiesi, Maria Crema, Mauro Prada, Maurizio Strappelli, Maria Midini, Daniele Bonvicini, Roberto Nebbia, Paola Feroci, Silvana Colombo, Lupo Ersilia, Mariarosaria Del Nunzio, Franco Guzzetti, Margherita Pergolotti, Alberto Merlo, Anna Maria Facchinetti, Maurizio Lombardo, i, Stefano Biagini, Mario Musolino, Maria Lorenza Agnoli, Menetto Chiara, Giorgio Facchini, Federica Bartoli, Salvatore Marzo, Anna Paola Frigerio, Miriam Isoppo, Alessandra Govi, Piero Invernizzi, Felice Achilusadelli, Pier Paolo Bellini Widmer, Carlo Guerini, Andrea Bellinaso, Alcide Gazzoli, Maria Fulghesu, Giovanni Sanna, Santo Carlo Viscomi, Alberto Ghidotti, Luisa Grolli, Giorgio Confalonieri, Maria Alessandra onika Pokorn, Madele Dellorto, Tancredi Sforzin, Lorenzo Ceppi, Madele Dellorto, Gabriella Seghetto, Rita Fabbri, Franco Cella, Ezio Scarpa, Paolo Merlo, Flavio Perico, Cecilia Astesani, Modugno Paola, Dario ZaGuiso, Dante Righini, Rita Lippi, Luigi Guarneri, Iacopo Dalla Ricca, Angelo Nicastro, Beniamino Ronzoni, Liviana Citterio, Davide De Santis, Antonella De Giorgi, Alessandra Bonilauri, Franco Innecco, Caterina ni, Simeone Consonni, Sabrina Tome, Giorgio Zanchettin, Emilio Ricchetti, Giuseppe Molteni, Giorgio Guidarelli, Enrico Pavanello, Luca Schettini, Claudio Anzaghi, Annamaria Romolotti, Romano Zangarini, Forrisi, Capra Mauro, Maurizio Negroni, Benedetta Montezemolo, Nives Giuseppina Colombo, Federico Di Battista, Raffaele Fulgione, Maria Teresa Bertozzi, Francesco Gringeri, Giacomina Paiotta, Carlo Bettani, gnolo, Clementina Isimbaldi, Francesco Nizzo, Sabrina Tome, Lucilla Amicone, Gabriella Dellorto, Antonio Gallo, Elena Petroni, Isabella Bianchi, Paolo De Martini, Rossella Lorenzetti, Michela Cazzaniga, Sergio iorenzo Tagliabue, Edilio Mazzoleni, Loretta Mengato, Rita Consiglio, Giovanni Pozzi, Marzia Giacomini, Giovanna Parravicini, Walter Tanturli, Maurizio Poloni, Carlo Soave, Andrea Sghirlanzoni, Marco Gianni, ugini, Marco Barcellini, Antonietta Mazzoni, Franco Zuretti, Paoloandrpaolo Urbano, Carla Villa, Maurizio Vitali, Francesco Pagano, Rossana Catelli, Giuseppe Golonia, Giovanni Gibelli, Fabio Guicciardi, Guido simo Vignati, Marco Nicoloso, Vincenzo Virgara, Marco Castellani, Mariagrazia Falghera, Carlo Dagualdo, Michele Parolin, Francesco Pesatori, Emidio Massi, Daniele Boscolo Meneguolo, Marco Valisa, Marilena ale Calla, Giovanni Zambrotta, Mattia Bellato, Alfredo Pompilio, Marco Mainardi, Andrea Capaccioli, Mario Girometti, Alberto Todeschini, Marcello Secone, Renato Marinelli, Emanuele Sigismondi, Annamaria i, Renato Chierichetti, Rocco Curti, Monica Muroni, Massimo Chierichetti, Rosa Russo, Roberto Niboli, Paola Cerati, Paolo Massobrio, Angelo Bardelli, Stefano Frapoli, Silvio Pagan, Alberto Magnani, Marco Cardo, one, Matilde Capello, Gianpaolo Calanchi, Alberto Teatini, Lorenzo Marchegiani, Enrica Comi, Maria Grazia Discoli, Giuliana Sentimenti, Pier Luigi Ciccarelli, Stefano Paradisi, Giovanni Sambroia, Giuliana SenNotari, Giacomo Santilli, Marco Manganiello, Paolo Satta, Patrizia Patrizi, Costanzo Rosi, Anna Venturini, Adriano Trisciani, Vincenzo Narciso, Marco Morfino, Franco Carsana, Roberta Usberti, Luca Del Greco, zitelli, Letizia Quaini, Gabriella Rigon, Andrea Graziani, Sonia Geroli, Giuseppe Perrucchini, Giovanni Pozzi, Andriy Chernyavskiy, Fosco Bertani, Francesca Pavarin, Emma Neri, Letizia Scandurra, Giorgio Canaa, Daniele Ceccotti, Antonio Giuseppe Lauiola, Diego Lazzari, Moretti Marco, Foi Marisa, Andrea Corno, Stefania Melino, Pinuccio Donno, Maria Laura Azzimonti, Carmensita Furlano, Maria Formigoni, Michele i Enrico, Loredana Simoncelli, Chiara Valassi, Sandro Gianola, Francesco Vian, Terry Torre, Giancarlo Paganini, Monica Sarte, Francesco Tremolada, Giuseppa Putaggio, Gianni Paris, Aldo Di Carlo, Mario Predieernardi, Angelo Valle, Marino Sala, Stefano De Carli, Giulia Zangheri, Anna Maria Padula, Maurizio Vittuoni, Lorena Volont, Roberto Grotti, Giuseppe Degio, Pace Simone, Ernesto Montanaro, Lucchi Giampaolo, ola Signorelli, Giorgio Bavestrello, Lelia Zamboni, Maria Parolini, Antonella Gentile, Claudio Giorgi, Alessia Carrettini, Domenico Aiello, Pier Luigi Medone, Mariapia Alfarano, Maria Carla Buzzi, Stefano Dessi, , Cecilia Carrettini, Emma Rossi, Barbara Frigeni, Alfredo Errico, Marco Zagni, Claudio Di Luzio, Simona Pigati, Massimo Palumbo, Marco Frigeni, Daniela Leali, Fausto Leali, Arman Armand, Francesca Bertolazmberto Bombardelli, Franco Premoli, Feliciano Basilico, Mons Corrado Sanguineti, Chiara Raineri, Chiara Raineri, Antonella Gigante, Stefano Bernabei, Maria Consigli, Floriana Francioni, Alfiero Mariotti, Renata cola, Paolo Meneghin, Marco Riganti, Marco Zagni, Marco Miglierina, Francesco Calloni, Filippo Mazzeo, Giovanni Cazzaniga, Don Pinuccio Mazzucchelli, Cristina Baldissin, Stefano Brasca, Paolo Rusconi, Angeari, Matteo Romolotti, Anna Aquila Alberti, Ugo Papa, Giovanni Grassani, Gabriele Sguazzini, Roberto Marengon, Mariangelo Gandini, Leopoldo Cavadini, Antonluca Moschetti, Gianmaria Martini, Roberta Picciriagrazia Biasin, Matteo Anghileri, Carlo Zocchetti, Carla Cornolo, Giuseppe Vella E Famiglia, Daniele Magazzeni, Antonino Restivo, Famiglia Triberti, Paola Zannini, Catherine Chen, Viviana Chimenti, Giorgio ondorelli, Rita Vendrame, Gianni Nocera, Rosa Maria Dellepiane, Giovanni Castenetto, Salvatore Savino, Gabriella Drudi Amorini, Debora Bassani, Roberto Vivarelli, Luigi Rossetti, Piera Battistolo, Luciano Paci, Michele Castenetto, Mario Milani, Milena Crippa, Roberto Castenetto, Laura Vitale, Andrea Farruggia, Nunziante Molinari, Bruno Nalon, Matteo Rigamonti, Cira Angelone, Giulia Bassi, Luca Taddei, Roberto Algarancesco Bertoldi, Federica Piisotti, Sandra Valenziano, Mario Calabrese, Leonardo Radaelli, Marco Rossetto, Ambrogina Vergani, Giuseppe Farina, Adriana Ferrari, Rita Bigelli, Giuseppe Negro, Massimo Maciga, zotta, Antonio Smurro, Maria Assnta Anghileri Brusadelli, Laura Azario, Anna Mendola, Giuseppe Scalella, Paolo Facciotto, Maria Teresa Mariotti, Paola Mandelli, Silvano Mandelli, Lorenzo Ricchi, Fanilo Ciocca, ria Locatelli, Mario Maggi, Eugenio Rigon, Gianni Varani, Maria De Domenico, Gianfranco Benelli, Roberto Meli, Marida Canepa, Giovanni Gabriele Babini, Peppe Rinaldi, Alessandro Rizzo, Tommaso Marcatelli, bia, Daniela Mignoni, Giovanni Solari, Eugenio De Marino, Alberto Flavio Fulgoni, Grazia Ribatti, Evelyn Tang, Antonio Dalessandro, Anna Gentile, Maria Massa, Pina Soggia, Adolfo Boffi, Daniela Tome, NicoletGiuseppe Ugo Comaschi, Andrea Perazzolo, Chicco Sironi, Francesco Soro, Fiorenza Zambon, Piero Gabrielli, Luciano Ruggeri, Maria Chiarenza, Lodovica Radaelli, Cecilia Gallo, Paolo Scotti, Paolo Scotti, Loredari, Alessandro Marini, Anna Maria Bertoni, Rosella Cesana, Tommaso Onofri, Annalisa Benatti, Andrea Cestari, Alberto Riva, Stefano Colombo, Alberto Frigerio, Lodovico Forno, Enzo Roccaforte, Andrea Braschi, gnini, Mariarosa Marino, Vincenzo Canonaco, Giuseppe Crosta, Francesco Avanzini, Franco Bordin, Martino Zavarise, Giovanni Aletti, Giovanni Lidio Strazzari, Alberto Maracci, Paolo Farsi, Emanuela Vismara, giore, Francesco Cucco, Giuseppe Di Gregorio, Fabio Massimo Aloisi, Michele Guidi, Igor Motta, Cinzia Conti, Laura Massironi, Bocchi Vittorino, Luca Volpi, Maria Grazia Forno, Paolo Camiciotti, Carlo Boffi, Lia , Lucia Gradi, Alice Torti, Antonia Vigan, Gianni Siffredi, Alessandra Turati, Alessandro Macchi, Mariarosaria La Rana, Annamaria Lucchesi, Ileana Lucchesi, Luisa Rossi, Francesco Turati, Massimo Battista, Mani Domenico, Luigi Donnanno, Michele Bombelli, Giovanni Busco, Ermanno Gargano, Fusi Patrizia, Giuseppe Dottori, Guido Lorigliola, Conti Gianfranco, Giuseppe Cucca, Giorgio Facci, Antonia Grasselli, Paola an, Lina Zannoni, Franco Crimella, Simone Mannocci, Piero Patan, Marcomonica Della Casa, Chiara Piccinini, Elisabetta Abelli, Emanuele Leoni, Claudio Pipitone, Maria Lucia Dettorre, Francesco Perin, Tito CoMaggi, Tommaso Rinaldi, Patrizia Marabelli, Marina Marino, Domenico Bartolini, Lucia Barulli, Vincenzo Ventura, Giovanni Paolo Mazzanti, Paolo Gandolfi, Luca Sirianni, Giorgio Fedrizzi, Giuliano Gizzi, Mari etta Gandolfi, Paolo Zambelli, Eugenio Parenti, Roberto Galdi, Vittorio Casale, Alberto Tagliabue, Filiberto Medici, Romano Valentini, Alessandro Bottino, Giulio Gadia, Valentina Di Domenico, Michele Vigano, Ruggero Latini, Leonardo Belletti, Albano Buzzoni, Michele Cirillo, Chiara Maggioni, Carlos Tranchina, Lucia Cant, Nilla Deidda, Augusto Pessina, Marta Dal Cin, Patrizia Canessa, Claudio Riva, Nicola Borghesi, ufalo, Massimo Conti, Ilde Cattarina, Marco Coerezza, Maurizio Berta, Maurizio Vallorani, Angelo Costanzo, Francesco Del Torto, Carlo Demald, Lorenzo Forneris, Fabio Sala, Stefano Potenza, Nazareno Morresi, ci, Franco Bruschi, Gabriele Carrer, Marco Turati, Paola Minelli, Ambra Villa, Maria Laura Pedditzi, Paolo Preti, Gabriela Crescini, Roberta Canessa, Parnisari Carlo, Filmon Russom, Pedroni Adele, Fulvio Bresciaana, Francesco Bardellii, Angela Lazzaroni, Maddalena Villa, Elisabetta Pinciroli, Davide Colombo, Fabrizio Ferrati, Maria Bardelli, Fabio Giuseppe Gentile, Claudio Torri, Lorenzo Staffolani, Paola Di Bartolomeo, Cristiana Munari, Angelo Raffaele Manicone, Michela Oliva, Vladek Cwalinski, Federica Segati, Marisa Tempini, Marica Simoncioni, Sergio Baldi, Elisabetta Malavolta, Rachele Gatti, Francesco Mandelli, Matteo nesto Fantoni, Gilda Moretti, Alessandro Rossi, Paolo Gatti, Leonardo Valentinis, Carlo Bressan, Pietro Fiorentino, Maria Letizia Savini, Andrea Zapparoli, Anna Mandelli, Luigi Danzo, Lorenzo Bighin, Massimo la, Luigi Mondini, Don Giampiero Baldi, Francesca Marotta, Mariano Clabassi, Mario Consolo, Angelo Bressan, Emanuele Bacci, Salvina Angela Squeglia, Ippolita Todisco, Gianfranco Lucini, Valeria Giusti, Cinzia di Stefano, Giuditta Mauri, Emanuele Bacci, Gianfranco Cerreti, Tecla Magnani, Maria Mascolo, Silvia Montaguti, Oreste Gubitosi, Valerio Giani, Felice Asnaghi, Iris Conti, Roberto Conti, Pasquale Antonio Riccio, landa Bulgarelli, Valentina Boldrini, Laura Amati, Fausto Capucciati, Gianluca Colombo, Chiara Di Domenico, Bianca Sestini, Michela Rizza, Bignotti Angiolino, Marisa Frattini, Maria Rita Moschella, Luis Valseclchiorre Nicola, Sarah Caffino, Marco Gabellini, Terenzio Cassina, Lucini Paioni Giacomo, Alfredo Sparaventi, Vincenzina Iaccarino, Vittorio Ronzoni, Fedele Melillo, Gaetano Piermatteo, Virna Ciammaichella, Varuzza, Marco Della Valle, Matteo Volpi, Pasquale Evangelista, Fabio De Petri, Alessandro Mauro, Laura Rotunno, Saverio Macrina, Michele Cento, Marco Gabrielli, Giulia Damiani, Lorena Gobbi, Francesco Coiboni, Andrea Teodori, Loretta Bleggi, Piero Orr, Duilio Gennari, Eugenio Conforti, Nicola Collini, Massimo Poggi, Francesca Ferreri, Giampaolo Galli, Giampaolo Galli, Alessandro Bini, Massimo Biasi, Domenico ti, Pietro Raimondi, Lucio Zennaro, Maria Michela Natale, Daniele Boscolo, Caterina Mazzucchelli, Armando Ducoli, Luigi Brambilla, Licia Chierici, Camillo Mauri, Simone Guarneri, Valerio Pece, Mattia Venudo, tta, Cecilia Mauri, Cesare Frattini, Silvana Ninivaggi, Alberto Stoppa, Fausto De Simone, Ubaldo Lonardi, Paolo Careri, Michele Sabella, Tonino Roman, Giuliano Salvioni, Giovanni Errico, Battista Marin, Alfonso a, Leandro Aletti, Alberto Somma, Filippo Rossi, Francesca Sanvito, Francesca Moltrasio, Antonio Rovere, Massimo Donati, Gualtiero Mattavelli, Margherita Scanziani, Alfonso Villa, Massimo Rigon, Alberto Nava, i, Mauro Casalicchio, Gianni Massari, Tiziana Grillanda, Stefania Ardito, Giuseppe Persano Adorno, Nicola Mazzarella, Enzo Loria, Pietro Bianchi, Enrico Francot, Gianni Giussani, Francesco Cannatelli, Patrizia iulio Lapidari, Agostino Pavan, Emilio Buchicchio, Concetta Carruba Toscano, Rita Montanari, Cesella Gelanz, Rita Montanari, Paola Gianni, Valentina Vismara, Guido Nardo, Teresa Chessa, Maddalena Sanvito, a, Enrico Ventura, Giorgio Motta, Francesco Serra, Donatella Bozzo, Claudio Pettene, Letizia Mariani, Luigi Martina, Diego Merello, Mara Montanari Guetta, Fontanan Daniela, Chiara Cugno, Paolo Bidinost, Anassimo Bertolesi, Stefano Conti, Laura Dincalci, Cristiana Forni, Carlo Albini, Donato Di Gilio, Lanfranco Ciotti, Alessandro Radrizzani, Letizia Grandi, Stefano Olmi, Marco Gianinazzi, Raffaella Sala, Emanuela Grazia Bigthin, Lauro Poffe, Lucia Poletto, Lucia Benedettini, Anna Antonioli, Alessio Rampinelli, Gianluca Giovannini, Chiara Valentino, Lucia Bernini, Danilo Zanelli, Marco Rossi, Tommaso Badiani, Antonello menico Pietrantonio, Andrea Mariotto, Giovanni Lorenzi, Pino Briccolani, Cristina Del Gatto, Tania Ducoli, Francesco Pandolfi, Daniela Bollaci, Moreno Marcon, Ale Boffi, Marco Redaelli, Beppe Bottecchia, Agodia Roderi, Luca Moltrasio, Francesca Bartoli, Sergio Marches, Piero Bonaguri, Marco Chiappini, Beachi Sandro, Andrea Sartori, Alessio Gonfiacani, Elena Della Bianca, Irene Pasquinucci, Paolo Gumier, Robert ederica Lesma, Sergio Togni, Antono Gerosa, Anna Grillo, Laura La Rosa, Sara Caspani, Riccardo Bandera, Giovanna Gentile, Stefano Massara, Simone Puglia, Federico Zangrandi, Giovanni Passali, Angelo DeodaLorenzo Colonnapreti, Agazio Galati, Chiara Govetto, Paola Lippi, Adriana Nicastri, Irene Benati, Enrico Cesari, Don Francesco Ventorino, Tiziana Ferrari, Gherardo Merli, Silvia Giussani, Federico Loreti, Alberto Ghidotti, Lorenzo Catella, Federico Tommasi, Ilde Galliani, Francesco Tasselli, Giacomo Aletti, Laura Landi, Donatella Bandini, Isabella Cirillo, Giovanni Barill, Caterina Cesana, Alessandro Bossi, Katia Giovanna di, Marta Bianchi, Diletto Francesco, Emiliano Ronzoni, Irene Pugliese, Letterio Sturniolo, Cecilia Boniolo, Cristina Spinelli, Marina Valmaggi, Alessandro Panzarasa, Mauro Boniolo, Maddalena Visigalli, Matilde ni, Plazzi Diana, Gianmaria Maccarani, Luigina Sale, Alessandro Berti, Vincenzo Spada, Gianluca Rocco, Botti Marinella, Luigi Liseno, Claudia Calvi, Maurizio Fasani, Luigi Brambilla, Michele Gardenal, Emiliano olo, Francesco Tuci, Valerio Valeri, Pino Sorrentino, Gian Carlo Ronzoni, Giancarlo Cesana, Martino Lapini, Giovanni Vitali, Emanuele Christin, Chiara Novara, Roberto Merati, Marco Innocente, Antonio VendraDietrich, Matteo Saccone, Giorgio Alberto Crotti, Marco Ferrini, Paola Maria Vettore, Matteo Moi, Loredana Sega, Vito Codeluppi, Massimiliano Bombonati, Maurizio Tafani, Alessandro Lavezzari, Mario Ghinoi, tonio Saccone, Federico Fabris, Paolo Dughiero, Don Pierfrancesco Amati, Daniele Scotti, Emilio Mantovani, Lucia Forneris, Lauriana Sapienza, Paola Sergi, Antonio Giovanni Colombo, Daniel Fachin, Paolo Caina Gamburi, Cristiano Foschi, Matteo Bandera, Laura Federici, Francesco Colombo, Sandro Di Martino, Gianmario Forneris, Margherita Marini, Giovanni Cafarelli, Don Pierre Laurent Cabantous, Pompeo Cerra, ala, Paolo Bozzetti, Fabrizia Francone, Lorenzo Rigon, Matteo Corradetti, Aurelio Dal Ferro, Mario Carta, Stefano Fabbrini, Francesco Calareso, Mauro Zulianello, Laura Nolli, Gianpaolo Bertozzi, Gloria Amicone, ani, Johanna Castigo, Riccardo Aquila, Marco Lepore, Francesco Amicone, Alberto Caleca, Cino Ripani, Francesca Alesani, Italo Ferrarese, Giuseppe Zappasodi, Giovanni Matteini, Francesca Piras, Franco Scotti, uigi Giovannetti, Giorgio Simone, Martino Buora, Nicola Bonaduce, Luciano Gentile, Gennaro Marotta, Padre Francesco Ielpo, Giovanni Maronati, Anna Maria Angelone, Andrea Valsecchi, Lino Mercuri, Donato a, Alessandra Mudu, Francesco Conigli, Alessandra Mudu, Sergio Conti, Maria Anna Ronzoni, Vincenzo Vecchio, Caterina Gianuizzi, Francesco Malguzzi, Ambrogina Vismara, Simonetta Santucci, Caterina Gatti, uiz Melella, Cecilia Floris, Chiara Tardini, Franco Mascia, Micaela Corato, Annamaria Mondoni, Maria Ferretti, Giuseppe Ghirardello, Andrea Pari, Enza Maddalo, Andrea Rivoltella, Stefano Bontadi, Alessia Qua- L’ ciellino Antonio Simone, 58 anni, è stato arrestato il 13 aprile nell’inchiesta sulla Sanità lombarda che ha portato anche all’iscrizione nel registro degli indagati per corruzione aggravata del governatore Roberto Formigoni. imprenditore Prima di essere giudicato dai giudici sente di dover essere perdonato o di doversi perdonare qualcosa? Premesso che trovo una vergogna e contro la legge aspettare un processo in 8 | 29 agosto 2012 | | carcere, io ho chiesto perdono a chi, leggendo i giornali, si è scandalizzato dei miei presunti comportamenti lì riportati. Mi sento, comunque, peccatore dall’età in cui ho cominciato a usare la ragione. Ho seriamente paura di chi non si sente peccatore. Perché considera sbagliata la sua carcerazione preventiva? Oggi si usa la carcerazione preventiva come condanna preventiva, come forma di tortura (senza contare la gogna media- tica). Io sono in carcere perché non dico di aver corrotto… Il mio è un corpo sequestrato. Mi chiedo se piuttosto non sia configurabile il reato di tentata istigazione al suicidio, visto che contro ogni logica di giustizia, il proprio corpo resta l’ultima arma di difesa dei propri diritti e della dignità. Sono prigioniero della politica. Quella dei pubblici ministeri, quella dei mass media, quella dei partiti. In carcere perché l’aiuta aggrapparsi all’immagine di don Luigi Giussani che lei ha attaccato alla cella e pregare? aver Io sono in carcere perché non dico di corrotto… Il mio è un corpo sequestrato. Mi chiedo se piuttosto non sia configurabile il reato di tentata istigazione al suicidio Nella foto c’è don Luigi Giussani, con la sua storia, il carisma che ha ricevuto e che la Chiesa ha riconosciu- Foto: AP/LaPresse Pubblichiamo l’intervista ad Antonio Simone a firma di Simona Ravizza, pubblicata sul Corriere della Sera dell’8 agosto scorso a pagina 21. Il titolo è “Simone: sono prigioniero della politica (dei magistrati)”. SAN VITTORE PRIMALINEA Sotto, la pagina del Corriere della Sera in cui è stata pubblica l’intervista qui presente. In grande, il terzo raggio del carcere di San Vittore dove si trova Antonio Simone (qui a fianco) L’ULTIMA LETTERA DI ANTONIO SIMONE Dio è morto e anche noi siamo stati poco bene. Ma si risorge Foto: AP/LaPresse Sapete come si chiamava prima, anni fa, il ministero della Giustizia? Ministero di Grazia e giustizia! Poi un noto cattolico, giudice e poi presidente della Repubblica, tolse la “Grazia” e con questo anche il senso della giustizia. Cosa può mai essere la giustizia senza la grazia? Senza la grazia, senza il dono gratuito che ti può salvare, senza un di più da te impossibile ma a te donato, resta la giustizia senza la grazia, senza Dio, cioè senza il primo segno del rapporto tra Dio e l’uomo: la misericordia, il perdono. Resta l’asfittica lotta ideologica di uomini che attraverso la giustizia senza Dio operano una lotta per il potere, proprio o ideologico, per il dominio su altri perché inferiori, non giusti. Ma senza il presentimento del destino quanto è facile sentirsi Dio. E che dire di chi può decidere della tua libertà. Di chi va al mare sapendo che statisticamente e scientificamente dei 65 mila reclusi 14 mila sono detenuti in attesa di giudizio (privati della libertà) e 7 mila saranno dichiarati innocenti. Se all’uomo la giustizia è possibile, allora Dio non serve. Questo è il frutto della giustizia possibile solo perché Dio è morto. E sapete qual è il motto della polizia penitenziaria, i famosi secondini che qui chiamiamo assistenti? “Garantire la speranza è il nostro dovere”. Verrebbe da ridere e piangere nello stesso momento, e quindi è una cosa seria. Che un corpo dello Stato, in sostanza lo Stato, possa “garantire la speranza” in una società dove Dio è morto, o meglio venduto all’immaginazione e sostituito da mille dei (in primis il proprio pensiero), appare ridicolo. Che invece la Chiesa (prosecuzione della corporalità-umanità di Cristo nella storia) possa ancora essere fattore di speranza nel mondo appare commovente. Ma al potere servono gli “indignados” e io sono qui a San Vittore a raccontare chi ha dato il senso al mio fare e della speranza come ipotesi positiva su tutto ciò che vive. Difatti la canzone Dio è morto, che si cantava anche nelle chiese, finiva come sempre a riaffermare che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge. to, in ginocchio davanti al Papa, cioè l’autorità della Chiesa. Il braccio è teso a offrire e accogliere la risposta del Papa che è un abbraccio e un bacio in fronte. Impressionante. Quella foto è parte della storia della Chiesa. Solo un laicismo narcisista e nichilista e, ancor peggio, l’ipocrisia di taluni “cattolici adulti”, può usare quanto sta succedendo intorno a Roberto Formigoni, per chiedere l’intervento del Vaticano contro Comunione e Liberazione. Io, che prego poco, guardo quella foto che ho appeso per ricordarmi di offrire la mia vita, comprese le sofferenze e peccati a chi mi ha dato la possibilità di vivere tutto con un senso, con un significato. Che lavoro fa(ceva)? Ora il carcerato. Prima, ho lavora- to nel settore immobiliare fuori dall’Italia (Praga, Cile, Israele, Caraibi, Argentina) poi mi sono interessato di sviluppo sanitario. Perché per i suoi business con il faccendiere Piero Daccò utilizzava società di copertura off shore? Quando ho lasciato la politica nel 1992 ho cominciato a lavorare a Praga per due multinazionali francesi. Nel 1998 ho posto la residenza a Londra, visto che avevo solo interventi economici in giro per il mondo e non stavo più in Italia. Ho sempre avuto società rapportate al business che seguivo, ordinate secondo le leggi dei rispettivi Paesi. Se il principio della pianificazione o ottimizzazione fiscale fosse reato, si dovrebbero arrestare i consigli di amministrazione di quattro quinti delle società quotate in borsa. Banche in primis, vedi Unicredit-Profumo e altre decine di ad delle banche. Tremonti aveva in Lussemburgo un apposito e avviato studio di planning fiscale. Lei si sente responsabile di quel che sta succedendo al suo amico governatore Roberto Formigoni, indagato per corruzione? Non avendo corrotto mai nessuno e men che meno Formigoni, non mi sento responsabile del male che gli vogliono gli avversari politici, i gruppi di potere. In guerra ci sono morti e feriti, l’importante è che tutti capiscano che è stata dichiarata una guerra contro ciò che rappresenta Formigoni, non per le mete esotiche che sceglie per le sue vacanze natalizie. Si è mai chiesto come mai le strutture private pagassero cifre folli per le consulenze sanitarie? Per quanto riguarda il San Raffaele, vicenda a me completamente estranea, tuttavia, la spiegazione di Daccò è lineare e semSe il principio della pianificazione fiscale plice: fatturava a fornitori fosse reato, si dovrebbero arrestare i consigli del San Raffaele per restituidi amministrazione di quattro quinti delle re in nero, dopo aver detratsocietà quotate in borsa. Banche in primis to le sue competenze a Cal. | | 29 agosto 2012 | 9 SAN VITTORE PRIMALINEA Per quel che riguarda la Maugeri, come ha dichiarato Aldo Maugeri, se la lobby funzionava, i compensi erano giusti. “Ben vengano i fondi della Lombardia, e se è merito di Daccò, che considero un lobbista e non un corruttore, io dirò grazie” ( Repubblica, 11 maggio). Pensare che Daccò decidesse le funzioni corrompendo Carlo Lucchina o Formigoni vuol dire non conoscere nessuno degli attori. Il compenso commisurato sul fatturato, era ripetuto negli anni, cresceva, da qui l’evidenza di cifre importanti sempre da spalmare su 15 anni di rapporti economici. I vostri compensi/commissioni si misuravano in milioni di euro, pagati in nero. Le conoscenze possono diventare una professione? Io ho ricevuto secondo l’accusa 3 milioni di compensi in 10 anni da parte di Daccò per le consulenze nel campo sanitario. Altri compensi riguardavano le operazioni immobiliari realizzate in molti anni. Essendo io residente a Londra dal 1998 e fatturando sempre le prestazioni, parlare di “nero” non ha senso! In che cosa lei era esperto per prendere una percentuale da Daccò? In progetti innovativi in campo sanitario ed immobiliare. Ricordo solo che i progetti andati in porto hanno sempre prodotto un considerevole risparmio pubblico. Sia in Lombardia sia in Sicilia ciò che abbiamo realizzato ha fatto risparmiare centinaia e centinaia di milioni di euro alle amministrazioni regionali. La realizzazione della convenzione in Sicilia con la Maugeri elimina la necessità di migliaia di trasferimenti dal Sud al Nord per le cure a malati e per i parenti. Daccò, sul versante immobiliare, trovava in me un realizzatore di molti dei suoi progetti che seguiva in giro per il mondo e mi pagava a successo o con quote delle società operanti o con soldi. Piero Daccò l’ha delusa? Mi ha deluso e sono deluso di me stesso per la leggerezza avuta nel non rendere esplicite nelle forme di legge italiane le fatturazioni dei compensi che oggi sembrano il mistero da svelare. Foto: Infophoto Quando uscirà dal carcere, che cosa desidera fare? Se rispondessi che vorrei tornare a lavorare, utilizzerebbero questa intervista per giustificare l’accusa di reiterazione del reato e mi lascerebbero per altri dieci anni in galera. In perfetto stile “politicamente corretto” dichiaro che mi dedicherò nella veste di giornalista, qual sono, alla ricerca della verità, contro le ipocrisie. In fondo come un pubblico ministero, senza arrestare nessuno. Sono garantista io. la carica dei 120 costituzionalisti Così si interrompe la flagranza di reato Il 17 luglio scorso ennesima condanna Ue del sistema italiano di detenzione. Parla il giurista che porterà al Quirinale il dossier sull’amnistia di Andrea Pugiotto A ssodato lo stato delle cose, tentare il possibile contro il probabile: è ciò che va fatto, per recuperare alla legalità costituzionale giustizia e carcere. Lo stato delle cose è noto. Non è un retroscena o un’opinione, ma un fatto certo. Oggi, in Italia, la detenzione è trattamento inumano e degradante: lo attesta la sentenza della Corte Edu, Scoppola c. Italia, del 17 luglio scorso (quarta condanna per violazione dell’art 3 Cedu, e ancora pendono 1.200 ricorsi analoghi a Strasburgo). Ne sono indizi il sovraffollamento carcerario, i suicidi dietro le sbarre e tra gli agenti penitenziari, l’invenzione di una verticalizzazione della pena con brande a castello a rimedio dell’asfittico spazio vitale (e pazienza se per stare in piedi si fa a turno), i diritti alla salute e al lavoro risocializzante negati, la parvenza di percorsi riabilitativi pure imposti dalla finalità costituzionale della pena (che alla rieducazione del condannato deve tendere). Proviamo, per un solo | | 29 agosto 2012 | 11 PRIMALINEA SAN VITTORE istante, a entrare nelle vite degli altri: «Immaginate gli urli, i silenzi attoniti, le agonie, l’astinenza, i cessi a vista, l’acqua che manca, il sangue che corre, quelli che sono pazzi e quelli che diventano pazzi, che aggrediscono e che si feriscono, quelli che sniffano la bomboletta per morire o muoiono per sniffare (…), quelli che pregano rivolti alla Mecca e non gli basta lo spazio e quelli che non pregano, quelli che si masturbano a sangue e tossiscono a morte e ingoiano lamette e batterie e gridano nel sonno» (Adriano Sofri). Accontentiamoci del possibile Il paradosso è che a denunciare l’illegalità di Stato è lo Stato stesso. Attraverso le circolari del Dap. Reiterando, anno dopo anno, decreti del Governo dichiaranti lo stato di emergenza nazionale (ora fino a dicembre 2013). Con esternazioni ufficiali provenienti dai colli più alti, Quirinale compreso. Mediante sessioni parlamentari straordinarie autoconvocate. Attraverso gli atti di sindacato ispettivo di deputati e senatori e le risposte ministeriali. È una realtà che si avvita su se stessa: lo Stato che punisce chi vìola le sue leggi attesta di violare la Costituzione, la Cedu, l’ordinamento penitenziario, il suo regolamento di attuazione. Non di un problema umanitario stiamo parlando, dunque, ma di legalità violata. Siamo realisti, vogliamo l’impossibile, si sarebbe detto un tempo. Oggi ci si accontenterebbe del possibile. Perché è 12 | 29 agosto 2012 | | possibile uscire da questa condizione di illegalità. E presto, come la «persistente urgenza» denunciata impone, se alle parole del presidente Napolitano diamo il loro autentico significato. La violazione costituzionale è così acclarata, sistematica, duratura che il recupero della legalità si pone come priorità assoluta: amnistia e indulto sono i soli strumenti idonei al fine. Non si tratterebbe di atti di clemenza per i detenuti (condannati o in attesa di giudizio). Semmai di una scelta di politica del diritto che a essi ricorrerebbe nel quadro costituzionale di un diritto penale ricostruito a partire dagli scopi della pena: dunque, un’amnistia e un indulto per la Repubblica. Il diritto è, infatti, violenza domata attraverso il monopolio della forza legittima riservata allo Stato a tutela dell’incolumità dei cittadini, sottoposta a limiti e regole per impedirne l’abuso. E avere in custodia una persona significa – anzitutto – custodirla. Se viene meno a tale funzione, la Repubblica perde la sua legittimazione. Interrotta così la flagranza di reati collegati al sovraffollamento carcerario (maltrattamenti, omissioni di soccorso, lesioni personali, violenze private, abusi d’ufficio, abusi d’autorità, falso ideolo- Il monito di Aldo Moro Torna alla mente Aldo Moro e la sua tragica parabola “carceraria”. Da costituente concepì due norme (l’articolo 2 e il 2° comma dell’articolo 32) che antepongono alle esigenze di sicurezza dello Stato i diritti inviolabili della persona. Da guardasigilli molto coltivò la buona pratica delle ispezioni nelle carceri. Ed è in un “carcere del popolo” che è finita la sua vita: «Io comincio a capire che cos’è la detenzione», scrive in una delle sue lettere. Per lui, da giurista, la pena «è soltanto privazione della libertà, non più di questo: è La violazione costituzionale è così acclarata, soltanto privazione della sistematica, duratura che il recupero della libertà». Anche in ciò, il legalità si pone come priorità assoluta: suo ricordo resta di moniamnistia e indulto sono i soli strumenti idonei to per tutti. n Foto: AP/LaPresse Sopra, il ministro della Giustizia Paola Severino. A sinistra, l’ingresso del carcere milanese di San Vittore gico), si passi poi ad aggredirne le cause. Che hanno nome e cognome: legge BossiFini sull’immigrazione, legge Fini-Giovanardi in tema di stupefacenti e tossicodipendenza, legge Cirielli che reintroduce la recidiva obbligatoria e limita l’ammissione alle pene alternative. Vere e proprie leggi “carcerogene”: le prime due aprono le porte della galera, la terza le chiude a chiave. Si dovrà pure intervenire sulla disciplina codicistica della custodia cautelare, troppo lunga perché troppo lunghi si rivelano i tempi del processo penale, e sul suo (ab)uso, perché spesso adoperata come espiazione anticipata di una pena che non ci sarà. Tutto ciò è possibile, ma non probabile. Le fughe da Alcatraz indicate dalle forze parlamentari e dal governo seguono altre mappe. Aumentare la cubatura delle carceri e costruirne di nuove, reclutare più agenti penitenziari, ammettere il condannato a scontare il residuo di pena ai domiciliari, depenalizzare e incrementare l’uso di pene alternative: questo è il mix tra “piano carcere” e “pacchetto Severino”. In teoria cose buone, se complementari (e non alternative) a quelle possibili. In pratica, tutte di là da venire. I tagli agli organici della spending review riguardano anche il personale penitenziario. La legge svuota carceri, già in vigore dal 2010, ha dato risultati ben al di sotto delle previsioni ministeriali. Le misure di depenalizzazione e decarcerizzazione sono state stralciate dal disegno di legge delega all’esame della Commissione Giustizia. Quanto all’edilizia penitenziaria, se nel carcere si specchia l’idea di detenzione, allarma l’obiettivo dichiarato esclusivamente quantitativo, privo di una seria riflessione sullo spazio della pena (e del tempo e del corpo dietro le sbarre). Abbonamento annuale Cartaceo Abbonamento annuale Digitale Campagna Meeting 2012 Tutti gli abbonamenti comprendono: s i v a t o r e Ro l ’ Os i T e mp .it er ano www. le a r tphone p l i c az i on ve r s i one m in gita sm Ap r tabl et e di pe da you&agip nasce www. .it Sottoscrivendo un abbonamento a Tempi al Meeting di Rimini avrai diritto anche a: 30 20 € ** di benzina in omaggio by di spesa in omaggio by € da you&agip nasce Ti aspettiamo al nostro stand PAD B5 - Stand 01 dal 19 al 25 agosto Ricordati di portare la tua tessera *A fronte di una spesa minima di 50€ L’OBIETTORE fermareildeclino.it Voglio smontare la politica Ma non sono Beppe Grillo di Oscar Giannino I l direttore e i lettori e gli amici di Tempi credo siano stati i meno sorpresi di tutti, quando NON SONO hanno appreso che il 30 luglio è staD’ACCORDO to pubblicato un appello del quale sono stato tra i sette promotori iniziali. Trovate il testo sul sito www. fermareildeclino.it, corredato di un manifesto in dieci punti. In meno di due settimane abbiamo raggiunto i 20 mila aderenti, e per esser partiti a spese nostre non c’è malaccio. Non è la nascita di un partito, tanto meno il “mio” partito, ma un appello per vedere quanti condividano alcuni punti chiari: una volta verificata l’ampiezza del sostegno decideremo quali altre iniziative farne discendere. Siamo persone di estrazioni culturali e ascendenze diverse: io mi sono formato nella vecchia casa del Pri; ci sono animatori di think tank su mercato e concorrenza come De Nicola (Adam Smith) e Stagnaro (Bruno Leoni); economisti italiani che insegnano in America come Michele Boldrin e Sandro Brusco; c’è Luigi Zingales, che da anni rompe le scatole nei cda di importantissime società private. Abbiamo ciascuno un mestiere e qualche visibilità, ed è probabile che ci rimetteremo reddito e occasioni professionali dicendo con chiarezza come la pensiamo. Come? È presto detto. In realtà, è proprio su queste colonne che ho sviluppato gran parte delle riflessioni alla base dell’iniziativa fermareildeclino.it. Si parte dall’amara constatazione che partiti e coalizioni degli ultimi vent’anni meritano un giudizio totalmente negativo. Il ritorno di Berlusconi dopo 7 mesi al timone del Pdl dove con Alfano nulla era successo dovrebbe parlare ancor più chiaramente ai milioni di italiani delusi da 18 anni di voti attribuiti a chi ripeteva ogni volta «meno tasse e meno spesa», per poi fare sempre l’esatto contrario. Con una sinistra che oscilla tra mega-patrimoniali e divisioni su ogni cosa, il primo a sapere che cosa avverrebbe dell’Italia sui mercati se vincesse con Vendola e Di Pietro con l’attuale legge elettorale è proprio Bersani. Tanto tutto ciò è chiaro, che il Quirinale Ma per voi Berlusconi è ancora un riferimento? Per me ha tradito. La sinistra ci ammazzerebbe, e Casini vive in schemi vecchi. Napolitano vuole elezioni finte, ma io dico che idee e voti contano 14 | 29 agosto 2012 | | si dà da fare da mesi perché i partiti rinuncino non solo alle scandalose liste bloccate, ma soprattutto al premio di maggioranza, in maniera che nessuno vinca. Perché con Berlusconi o Bersani al comando, con la loro eterogenea e - per ragioni diverse - poco stimabile dai mercati corte di sostenitori l’Italia accelererebbe la sua messa in mora già in corso da anni. La cosa a nostro giudizio incredibile è accettare tale prospettiva senza dedurne che occorre modificare l’offerta politica. C’è chi prefigura una soluzione tutta interna al vecchio recinto dei partiti, ed è Pier Ferdinando Casini, che apre al Pd. Noi la pensiamo diversamente. Siamo convinti che Berlusconi sia da tempo un capitolo che va chiuso, che il Pdl sia a questo punto un’espressione di mera difesa personale e aziendale. Pensiamo che agli italiani vadano proposti pochi punti chiari per il dopo Monti, e che il loro voto serva eccome, e non sia un torneo inutile per far restare Monti dov’è. Per non uscire dall’euro e capitombolare in più povertà, il binomio delle scelte necessarie resta quello che da anni destra e sinistra non hanno imboccato: abbattimento del debito tramite cessione di attivi pubblici; 6 punti di Pil almeno di spesa pubblica retrocessa in meno imposte a lavoro e impresa. No alle vecchie conventicole Non serve all’Italia un partitino delle imprese, una riedizione di vecchie conventicole elitiste laiciste e liberiste. Serve parlare agli italiani che diventano ex produttori, ai milioni che così non lo diventeranno mai. È al sostegno del loro reddito che bisogna pensare, alla produttività del mercato interno, perché il miracolo dell’export da solo non può evitarci disastri. C’è anche un punto che riguarda Nord, il Sud e il federalismo. Lo sottolineo perché insieme alle promesse tradite da Berlusconi su tasse, spesa e debito, il Nord è l’altro disastro irrisolto figlio di 18 anni di chiacchiere. Ne abbiamo parlato qui diverse volte, seguendo le orme di Luca Ricolfi e Piero Bassetti, che oggi rilancia le tre macroregioni che potrebbero risolvere la questione crescita-debito-Ue come Roma non è riuscita a fare. Che cosa pensa di questo il vostro mondo e il vostro movimento? E voi individualmente? Berlusconi e i suoi sono ancora riferimenti? Personalismo e sussidiarietà e federalismo stanno nei vecchi partiti? O sono le risorse del fondatore a sembrare insostituibili, anche quando sapete benissimo che non ha più chance di un governo credibile, lui e chi resta con lui? E da quanto avviene in Lombardia, pensate di difendervi meglio restando dove siete? Oppure è una crisi che rende necessaria una revisione globale? Fatemi sapere. Io non sono certo salvatore della patria, né chi firma con me. Ma crediamo nel popolo italiano molto di più di chi pensa che debba votare perché un cavolo cambi, perché l’Italia non può darsi un progamma deciso di autoequilibratura e crescita, euro o non euro, tedeschi o non tedeschi. Tempi Leggi il settimanale sul tuo tablet AT&T Aggiorna Tempi.it Il quotidiano online di Tempi Tempi Mobile di Luigi Amicone Le notizie di Tempi.it sul tuo smartphone Bergomi e Spagna ’82: «La forza era il gruppo. Come nella Nazionale di quest’anno» di Luigi Amicone di Luigi Amicone Nazionale di quest’anno» era il gruppo. Come nella Bergomi e Spagna ’82: «La forza di Luigi Amicone per la famiglia» le magnifiche giornate milanesi Papa: «Come ho vissuto di Carlo Candiani Seguici su «Una follia anche economica» Bologna, referundum anti-paritarie. Ascolta la musica di Radio Tempi di Antonio Simone del nuovo compagno di cella Simone: Il segreto (rivoluzionario) TUTTI GLI ARTICOLI di Oscar Giannino di religione spread, ormai è una guerra Giannino: Altro che debiti e interni Lombardia, italia Aspettando un buon partito Una regione che funziona, il Pdl che perde pezzi, le inchieste che lo riguardano e l’eterno problema di cosa fare da grande. Polito e Scalpelli riflettono sul futuro politico di Roberto Formigoni di Ubaldo Casotto 16 | 29 agosto 2012 | | Foto: Agf M ilano-Italia era il titolo di una fortunata trasmissione televisiva condotta da Gad Lerner, il giornalista che si è ripromesso di chiedere tutti i giorni le dimissioni del governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il quale, forte dei risultati e dei riconoscimenti che anche la Corte dei Conti ha espresso nei confronti del suo operato come amministratore pubblico, a dimettersi non ci pensa punto. Lombardia-Italia potrebbe essere la risposta politica di Formigoni alle intemerate dell’Infedele. Il modello di governo che ha fatto della Lombardia una regione di eccellenza non solo in Italia ma a livello internazionale - al netto di interessate campagne stampa e di indagini giudiziarie che dovranno provare singoli reati (tentativo fallito undici volte durante i mandati di Formigoni) - può tornare utile per il Paese? Ragioniamo di questa prospettiva politica del centrodestra con due persone con una storia di sinistra, senza pregiudizi ideologici per riforme di stampo liberale: Antonio Polito, già vicedirettore di Repubblica, fondatore del Riformista e con un’esperienza parlamentare con la Margherita e ora commentatore politico per il Corriere della Sera; il secondo è Sergio Scalpelli, un passato nel Pci per il Foto: Agf Dall’alto, Sergio Scalpelli, ex Pci, oggi con “Italia Futura”. Antonio Polito è editorialista del Corriere della Sera quale è stato responsabile della Casa della Cultura di Milano, una svolta liberale che l’ha visto tra i fondatori del Foglio, poi assessore del Comune di Milano nella prima giunta Albertini, oggi promotore di “Italia Futura” in Lombardia. Se il primo è un autorevole osservatore della politica nazionale, il secondo è un profondo conoscitore delle dinamiche politiche milanesi e lombarde. Antonio Polito non è un elettore di Formigoni, ma è un sostenitore della democrazia dell’alternanza, non gli dispiace quindi che la competizione politica sia tra programmi con una identità netta, e per l’esperienza di governo della Regione Lombardia dice di aver «sempre provato ammirazione. In essa ho visto realizzato quello che qualcuno ha definito il riformismo delle opere». In Lombardia, secondo Polito, «in questi anni abbiamo visto all’opera un’idea della compenetrazione tra pubblico e privato, tra profit e no profit, che ha costruito un modello di welfare moderno, per certi aspetti simile al tentativo di Tony Blair in Gran Bretagna». Il focus dell’esperienza lombarda è, per Polito, il principio di sussidiarietà, «un criterio metodologico decisivo per il welfare del futuro». La Regione che ha fatto una riforma sanitaria introducendo il privato e il no profit nel sistema sanitario pubblico, che ha inaugurato la pratica dell’accre- ditamento per il privato sociale che opera nel settore dell’assistenza, che ha permesso una libera scelta del cittadino praticamente azzerando le liste di attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici, ha anche dimostrato che in questo modo si possono tenere i conti in ordine. to a ogni nuova offensiva della magistratura, ma così, secondo me, butterebbe a mare tutto ciò che ha costruito in questi diciotto anni di buon governo che ha fatto della Lombardia una delle regioni più avanzate del mondo. Oppure si fa promotore di una nuova iniziativa politica nel centrodestra, con il Pdl, ma superandone Montezemolo, Giannino & C l’attuale configurazione, che l’ha condot«È ormai chiaro a tutti - commenta Polito to in una situazione di stallo nella quale -, a destra come a sinistra, che non potre- assiste impotente alla fuga di gran parte mo più godere di un welfare interamen- del suo elettorato moderato». C’è un blocco sociale di riferimento, te erogato e finanziato dallo Stato: c’è un’esigenza che le generazioni passate deluso dalle mancate realizzazioni delle non hanno conosciuto, una domanda di promesse liberali, in cerca di nuova rapassistenza e cura degli anziani o di assi- presentanza, o quantomeno di rappresenstenza domiciliare che è nuova, e rispetto tanza reale, come testimoniano, seconalla quale la forma statale è la più buro- do Scalpelli, movimenti di insofferenza cratica e impersonale, e quindi la più ina- dell’area dei moderati, «tentativi come deguata. In Lombardia, invece, in que- quello già più strutturato di Luca Cordesti anni abbiamo concretamente visto in ro di Montezemolo, o come quello appena lanciato da Oscar Giannino». opera una welfare society». Nel centrodestra lombardo vi sono Di fronte a queste realizzazioni, se non vuole disperdere un patrimonio che inoltre personaggi come l’ex sindaco di può diventare una risorsa per tutto il Pae- Milano Gabriele Albertini, oggi deputase, «Formigoni si deve decidere», dice Scal- to europeo del Pdl, più legati alla borpelli, «e si tratta di una scelta politica, o ghesia conservatrice di stampo montachiudersi nel Pdl e giocare in difesa rispet- nelliano, espressione di un conservatorismo liberale con venature imprenditoriali e nel monL’ex parlamentare della Margherita: do delle professioni. Anche «In Lombardia c’è un riformismo delle opere Albertini è un’altra figura simile al tentativo di Tony Blair in Gran di coagulo per i moderati, e secondo alcuni potrebBretagna, decisivo per il nuovo welfare» | | 29 agosto 2012 | 17 interni lombardia, italia Gad Lerner, 57 anni, ha chiesto più volte le dimissioni di Formigoni, recente autore di “Il buon governo” la novità il buon governo R. Formigoni (e-book) 0,99 euro 18 | 29 agosto 2012 | | vendo servizi di qualità con la collaborazione-competizione tra pubblico e privato». «Di quali altre esperienze di governo potrebbe vantarsi il centrodestra se non della Lombardia e del Veneto?» chiede polemicamente Polito, «Della Sicilia? Della Calabria?». Una scelta di questo tipo, inoltre, farebbe bene anche alla sinistra. Dice infatti Polito: «Leggo in questi giorni di una proposta della Lega delle Cooperative: un modello assicurativo di previdenza e assistenza con costi contenuti e intervento del privato sociale. È una replica del modello della Regione Lombardia; a me non interessa chi poi lo realizzi. Anzi, sono contento che certe idee trovino strada anche a sinistra». li sarà la Lega stessa a valutare la situazione: saranno il test del rapporto con il suo elettorato, con la sua parte moderata e con le pulsioni secessioniste che lo animano», intanto c’è da rispettare un patto preso con l’elettorato. Per Polito, invece, «quanto al sistema di alleanze, il modello nordista-lombardo è tramontato. La Lega Nord ha esaurito la sua spinta riformatrice, a dirla in modo crudo, ha fallito tutti i suoi obiettivi. Deve ripensarsi, ma non sarà più la Lega che abbiamo conosciuto. Paradossalmente la Lega non ha fallito in Lombardia o in Veneto, ha fallito a Roma: devolution, federalismo, macro-regioni... Le sue idee forza, anche per cause non imputabili solo al movimento di Bossi, sono tutte rimaste inattuate. Penso quinLe alleanze da ripensare di che sotto l’aspetto delle alleanze, o dei C’è un problema di alleanze, il model- contenuti delle alleanze, il modello lomlo lombardo è vissuto del rapporto con bardo, se vuole avere un ruolo nazionale, la Lega Nord. Mentre per Scalpelli il pas- vada ripensato». Non ci si può nascondere che il saggio decisivo sono le elezioni politiche della prossima primavera, «dopo le qua- modello Lombardia abbia avuto e abbia problemi anche nel centrodestra. Polito vede per Resta il nodo del rapporto con la Lega. la Lombardia formigoniaPer Scalpelli «le prossime politiche saranno na «le stesse difficoltà delil test decisivo». Secondo Polito, invece, la Csu bavarese»: per queil Carroccio «ha fallito tutti gli obiettivi» sto «non è finora riuscita a Foto: AP/LaPresse be essere lui un candidato di continuità con l’attuale presidenza della Regione. Nella sua associazione “Lombardia Riforme” si riconoscono esponenti del Terzo Polo come il senatore Giuseppe Valditara, Pierluigi Mantini, e l’ex assessore dell’amministrazione Moratti Edoardo Croci. A questo mondo reale, deluso dall’attuale centrodestra e non proprio entusiasta di un ritorno di Silvio Berlusconi come candidato premier - ridiscesa in campo che secondo Polito «potrebbe far bene elettoralmente al centrodestra, ma ne bloccherebbe ogni sviluppo politico e di governo» - Formigoni, a detta di Scalpelli, «potrebbe portare in dote l’eccellenza del modello lombardo, intorno alla quale in questi anni ha coagulato più di un migliaio di amministratori locali (“Rete Italia”), che è di fatto l’unica esperienza di governo che ha realizzato le promesse di stampo liberale, riformatrici e modernizzanti del programma di Forza Italia. La Lombardia ha fatto tutto questo applicando il principio di sussidiarietà non solo nel settore della sanità, ma anche in quello della scuola, della formazione professionale, dell’impresa, delle infrastrutture. E l’ha fatto mantenendo i conti in ordine, riducendo la spesa pubblica e promuo- Foto: AP/LaPresse conquistarsi un ruolo a livello nazionale. Il Pd aveva pensato a un Pd del Nord, a maggior ragione avrebbe dovuto farlo il Pdl, al limite accentuando la separatezza del modello lombardo, sarebbe stato un punto di forza. È stata un’occasione persa, forse per limiti di Formigoni, sicuramente per l’opposizione o comunque per l’incomprensione del partito nazionale». Scalpelli concorda: «Fu un errore bloccare il tentativo del 2005. Forse andava meno personalizzato. Oggi non è riproponibile nelle stesse forme, l’accento riformatore di allora deve dare spazio a una prospettiva più decisamente liberale e insieme popolare. Tutto questo può diventare programma politico, prima di ogni discussione sulla leadership, con una strategia di apertura e non di arroccamento». Il nodo pubblico-privato Quanto al rapporto con il mondo cattolico – di cui si fa un gran parlare sui giornali, vagheggiando partiti che non sembrano prossimi venturi – se il centrodestra vuole rilanciarlo, secondo Polito «non c’è alternativa. La Lombardia è la regione da cui ripartire, è qui che questo rapporto si pone al suo livello più avanzato, qui c’è la diocesi più grande del mondo, qui c’è una tradizione popolare ancora viva, qui ci sono movimenti che hanno significato molto anche per la vita politica nazionale. La vera partita nel rapporto con una presenza incisiva del cattolicesimo nella vita pubblica si gioca qui. Il resto, tutte le discussioni sulla rinascita del partito cattolico, mi sembrano tatticismi politici». Polito si dice poco esperto della questione ma «da osservatore» gli sembra che «in Lombardia lo spettro della presenza cattolica nella vita pubblica sia più ampio rispetto ai temi in cui vengono confinati i cattolici dal dibattito mediatico. Certo, la difesa dei valori non negoziabili, ma anche l’impegno nel welfare, nella società, nell’impresa, nella cultura». Quanto alle accuse sul piano giudiziario, perché non si può non parlarne, Scalpelli non vede sostanza nelle accuse a Formigoni, se non «alcune cadute di stile che possono essere un problema ma non sono certo un reato». Polito si addentra nell’analisi e osserva che il punto focale gli pare «quello delle prestazioni sanitarie non tariffate, un terreno legittimo ma dove la discrezionalità della Regione era massima. Si dovrà appurare se nell’esercizio di questa facoltà ci siano stati reati o no, ma è evidente che si tratta di un punto delicato». Nel terreno della discrezionalità «possono crearsi sacche problematiche, bisogna intervenire per evitare, o per limitare al massimo che questo possa succedere, soprattutto in presenza di un sistema misto pubblico-privato in cui l’ente erogatore deve tendere, per eliminare qualsiasi possibile conflitto di interessi, a diventare un puro regolatore». L’esistenza di questo punto problematico non giustifica la sinistra nella sua «facile ma falsa accusa che individua la falla del sistema nella presenza del privato. La sinistra sbaglia e non guarda alle esperienze concrete. Il privato è un problema nel Mezzogiorno, dove viene coperto di soldi per supplire all’incapacità di intervento del pubblico, non in un sistema dove pubblico e privato vengono Le indagini, il rapporto col mondo cattolico, messi veramente in concorla rappresentanza della borghesa liberale renza sulla qualità, sull’efal Nord e il Cav: saranno questi cardini ficacia e sulla prontezza a decidere delle possibilità del governatore dell’intervento». n | | 29 agosto 2012 | 19 INTERNI SUI BANCHI Non è una scuola per giovani Doveva essere la grande occasione per fare qualcosa di innovativo nella formazione degli insegnanti, invece il Tfa è stato un fallimento. Cronaca di una deriva provocata dalla solita miscela di dirigismo e interessi precostituiti di Giorgio Israel Q ma la denuncia del sabotaggio di successo del tentativo di fare, con le lauree magistrali per la formazione degli insegnanti e il Tfa (Tirocinio Formativo Attivo) qualcosa di innovativo, che aprisse ai giovani le porte dell’insegnamento; un sabotaggio culminato nella tragicommedia dei test d’accesso, ennesima messa in scena dell’incompetenza. Cosa si voleva creare con quel tentativo? Un meccanismo agile, ridotto a un anno, con più spazio per il tirocinio attivo in classe, più enfasi sulle discipline e un (modesto) ridimensionamento del didattichese, una struttura non autoreferenziale come le Ssis bensì frutto di un rapporto e di un coinvolgimento diretto di università e scuole, sottratta alle solite conventicole inamovibili, un meccanismo che garantisse un numero realistico di abilitazioni, per aprire una via ai giovani insegnanti, senza fabbricare precari. Si poteva fare? Certo che si poteva. Ne abbiamo la prova tangibile. È la nuova laurea abilitante per la formazione primaria, l’unica che già funziona (le altre sono state bloccate). Come mai? Perché i pedagogisti – e lo dice chi li ha criticati in più occasioni – hanno mostrato sensibilità per l’in- 20 uesta non è una geremiade | 29 agosto 2012 | | teresse pubblico. Ricordo la riunione con la conferenza dei presidi di scienze della formazione: non tutti erano contenti del dimagrimento delle materie pedagogiche e del maggiore spazio dato alle discipline, ma prevalse il senso di responsabilità. Con qualche ragionevole mediazione la nuova struttura fu accettata e l’impegno a implementarla è stato perseguito con determinazione. Per merito – va detto – anche dell’allora presidente della conferenza, il professor Francesco Susi. Altra musica sugli altri fronti scolastici. Dal gennaio 2009 iniziò un triennio simile alla cavalcata della diligenza di Ombre Rosse. Però quella, sia pure con danni, era giunta alla meta. Qui alla meta è giunta una gran beffa. Furono in tanti a lanciare frecce sulla diligenza: coloro che vedevano con orrore un meccanismo capace di togliere spazio alle immissioni ope legis (il solito asse tra dirigenza ministeriale e sindacati); le consorterie che temevano nuovi ingressi nel loro orticello riservato, associazioni e personaggi altolocati che (vergognosamente) ora si stracciano le vesti per il futuro rubato ai giovani e che fecero e scrissero di tutto per bloccare il nuovo regolamento e rubare ai giovani tre anni. E va detto che, in questa vicenda, il ministro non diede prova di decisionismo. Si auspicava un rapporto agile e diretto tra università e scuole: è finita col mettere tutto in mano alle conferenze dei rettori e alle dirigenze scolastiche regionali. Si voleva che i Tfa fossero parte del carico didattico universitario, e invece (almeno in certe università) sono diventati costosissimi. I test d’accesso dovevano essere un filtro minimale per scremare gli incompetenti e sono diventati l’ennesima esibizione di incompetenza, con domande sbagliate o impossibili, che hanno prodotto un’ecatombe probabilmente voluta. Del resto, il ministero era in trincea da mesi per abbassare il numero dei posti disponibili. Di fronte a questo disastro la tentazione è di dire: lasciamo alle scuole la libertà totale di assumere gli insegnanti e poi ciascuno risponderà delle sue scelte. Si trascura il dettaglio che non siamo negli Stati Uniti, che questo è un sistema prevalentemente statale e che esiste Occorrerebbe un ministro capace di spezzare il valore legale del titolo di studio. Abolirlo? Facile a dirl’asse consolidato dirigenza-sindacati, si, difficilissimo a farsi. di far prevalere l’interesse pubblico, Certo, liberalizzare si di sgretolare il prepotere delle conventicole può, ma in un sistema pub- L’ASSESSORE LOMBARDO L’ASSUNZIONE DIRETTA E I SUOI VANTAGGI blico e prevalentemente statale occorrerebbe introdurre un efficace sistema di valutazione. E qui si apre il vaso di Pandora. Il peso di ideologie consolidate per decenni dall’egemonia culturale comunista e da una cultura cattolica di sinistra e l’assenza di un autentico pensiero liberale, trasformano automaticamente ogni processo di valutazione in un dirigismo di Stato da far invidia alla tradizione sovietica. Un buon processo di valutazione è tale se stimola una crescita culturale all’interno del settore coinvolto. Quindi non può che essere basato su procedimenti ispettivi all’interno del mondo degli insegnanti. Simili procedimenti possono essere strutturati in dettaglio: qui non è possibile, ma chi scrive l’ha fatto. Ricordo una riunione ministeriale in cui se ne parlò. La sentenza fu: va bene, purché i membri delle commissioni ispettive abbiano un patentino. La domanda ovvia è: chi darà i patentini? La risposta è altrettanto ovvia. Sarà il ministero, che si avvarrà delle “competenze” del solito nugolo di “esperti” e professori “amici”, sempre i soliti che vengono mobilitati per preparare qualsiasi test, con quali risultati si è visto. Né va dimenticato che la coriacea consistenza di questo nugolo è cementata dai compensi tutt’altro che trascurabili, una situazione incresciosa per non dire scandalosa. In conclusione, se si chiede cosa servirebbe per smantellare questa miscela di dirigismo e di interessi precostituiti la risposta generale è: un ministro autorevole e deciso, capace di ricondurre il ministero entro i confini di un ruolo discreto di supporto. Basta con le continue direttive metodologiche; basta con gli interventi sul modo con cui si deve insegnare e addirittura sulla questione se dare o no i compiti a casa, basta con l’imposizione di tecniche didattiche; basta con le pressioni per promuovere tutti; basta con l’alluvione di certificazioni e moduli da imbrattare. Occorrerebbe un ministro capace di spezzare l’asse consolidato dirigenza-sindacati, di far prevalere l’interesse pubblico sugli interessi particolari, di sgretolare il prepotere delle conventicole. Occorrerebbe un ministero capace di rivolgersi al mondo dell’istruzione nel suo complesso, affinché emergano da esso le competenze adatte a passaggi cruciali (come è stato quello dei Tfa ponendo termine all’indecente favola per cui il parere di un esperto di “economia della scuola” o di uno statistico varrebbe più di quello di un insegnante). Sarebbe qualcosa di infinitamente più concreto dei blateramenti demagogici da cui siamo alluvionati e realizzabile senza nuove leggi. Purtroppo, allo stato, è soltanto un sogno. PER UNA VERA AUTONOMIA La battaglia di Valentina Aprea «Non si può rischiare la qualità dell’istruzione solo perché ci sono problemi a stabilizzare gli insegnanti». Il monito di Valentina Aprea, assessore lombardo all’Istruzione, è chiaro, dopo che un ricorso del Consiglio dei Ministri alla Corte Costituzionale ha giudicato incostituzionale l’assunzione diretta dei docenti da parte delle scuole, prevista in via sperimentale dalla legge regionale “Cresci Lombardia”. L’assessore annuncia battaglia: «Abbiamo fatto ricorso anche noi alla Consulta. Ci appelliamo a un’intesa esplicita che avevamo col ministero: si tentava di migliorare le autonomie in tema di nomina dei supplenti annuali, non dei docenti di ruolo». E quindi di snellirne la gestione burocratica. Sì. Le graduatorie mettono in crisi scuole, insegnanti e famiglie. Sa che ogni anno si contano fino al 15-20 per cento di supplenze che cambiano solo per meccanismi burocratici? La precarietà peggiora il servizio scolastico: la qualità dell’insegnamento si costruisce nel tempo, con progetti pluriennali. Il lavoro educativo richiede continuità. Invece il CdM ha bloccato tutto. Perché? In ambito scolastico c’è sempre troppa sindacalizzazione. A parole tanti si professano a favore delle autonomie, ma nei fatti, poi, si è sempre legati ai vecchi schemi burocratici. Aspettiamo quindi il giudizio della Consulta. Per l’anno scolastico in arrivo non c’è nulla da fare. Ma con questo governo non tutto è perduto. Il ministro Profumo ha confermato a Formigoni che quando si firmerà il documento attuativo del Titolo V in conferenza Stato-Regioni, sarà possibile partire con questa sperimentazione di reclutamento diretto dei docenti. Nelle scorse settimane la prima tranche di test del Tfa ha suscitato diverse polemiche: quesiti troppo nozionistici e a volte sbagliati. La strada per chi vuole insegnare doveva aprirsi, invece pare farsi sempre più dura, come confermano le vicende di “Cresci Lombardia”. La partenza del Tfa è stata pessima. Spero che tutto lo sforzo dei docenti e delle università non venga ulteriormente vanificato da un concorso o da abilitazioni semplificate o con corsie preferenziali. È giusto che ci sia un’abilitazione nazionale, ma non che questa sia un modo per far accedere gente che da anni è nel mondo della scuola a discapito dei giovani. Emmanuele Michela | | 29 agosto 2012 | 21 INTERNI NUOVI PROGRAMMI EuroUnionBond per tornare a volare «Le decisioni dell’esecutivo sono state necessarie e imposte da esigenze europee. La diffidenza rimane, ma l’Italia è tornata ad avere rilevanza internazionale». Il professor Quadrio Curzio detta le azioni da promuovere entro il 2013 Professore, in questa fase di acuta crisi economica, la politica non deve rassegnarsi ad avere un ruolo ancillare rispetto ai cosiddetti “tecnici”, competenti ad agire di concerto ai grandi player del mondo globalizzato, dalla Bce al Fmi, dalla Fed alla “mano invisibile” del mercato? I governi tecnici non possono sostituire nella fisiologia di una democrazia quelli politici, ma questi debbono, però, essere “governi”. Quanto ai “poteri forti”, in Europa, nel mondo, esistono e con loro bisogna saper dialogare. Ci sono tecnici che non lo sanno fare e politici che lo sanno fare e viceversa. Non è però l’etichetta che conta ma la caratura personale, perché un vero uomo politico trova, se necessario, esperti che lo assistano. De Gasperi non era un economista ma aveva vicino a sé Einaudi e Vanoni. La cancelliera Merkel e il presidente Hollande non sono tecnici ma sanno trattare con i “poteri forti”. In ciò contano molto anche i sistemi elettorali che individuano una maggioranza e/o un premier legittimato. Tra i “pote22 | 29 agosto 2012 | | ri forti” quelli che all’Italia dovrebbero interessare di più sono nell’Unione Europea e nella Unione economica monetaria, istituzioni alle quali abbiamo dato molto negli ultimi 65 anni. Oggi Monti trova il sostegno principale nella sua grande esperienza e credibilità europea. Lei sottolinea molto il ruolo dell’Europa che però è in recessione economica e che – stando ai dati su consumi, Pil, occupazione, indebitamento, attesi per la fine del 2012 – ne uscirà, forse, con una timida ripresa solo nel primo semestre del 2013. Quali sono, allora, le principali azioni che il governo Monti dovrebbe assolutamente promuovere da qui alle elezioni della prossima primavera? Il governo Monti ha preso decisioni forti composte da misure necessarie e da misure imposte dalle esigenze europee. Tutto ciò ha dato all’Italia una nuova rilevanza europea ed internazionale. È un risultato che va consolidato, in quanto verso l’Italia ci sono anche molte prevenzioni e diffidenze. È sorprendente come non si riconoscano in Europa e all’estero i nostri punti di forza come la manifattura, il risparmio e il basso indebitamento delle famiglie, la solidità relativa delle banche, un bilancio pubblico con un avanzo primario impressionante. Il governo Monti deve perciò farli capire e i partiti e la politica devono aiutarlo. Ma l’Italia ha anche grandi punti di debolezza e perciò tra le misure da prendere entro giugno 2013 vedo cruciale la revisione della spesa, la valorizzazione del patrimonio pubblico e un qualche contributo al rilancio della crescita. Sono misure che aumente- Alberto Quadrio Curzio, economista ed editorialista del Corriere della Sera rebbero l’efficienza e consentirebbero di avviare la riduzione del debito pubblico. La Corte costituzionale tedesca deciderà il 12 settembre sul Meccanismo di stabilità europeo (Esm) e sul fiscal compact. Scenario A: l’Alta Corte conferma la legittimità dell’adesione tedesca al nuovo patto di bilancio Ue e allo Esm. Scenario B: Karlsruhe – sede della Corte Costituzionale tedesca – ne dichiara l’incostituzionalità e perciò la Germania non ratifica i due accordi. Che succede in ognuno dei due casi? Non credo allo scenario B, che sarebbe disastroso. La Corte tedesca ha sempre mostrato in passato che la sua verifica sulle norme europee riguarda la loro legittimazione democratica nell’ordinamento tedesco, dove la vigilanza parlamentare Foto: AP/LaPresse «È Europa non si riconoscano i nostri punti di forza. Il governo Monti deve farli capire e i partiti e la politica devono aiutarlo». Sono le parole del professor Alberto Quadrio Curzio, autorevole economista ed editorialista del Corriere della Sera che a Tempi sottolinea gli sforzi del premier, ma rintraccia anche i punti di debolezza del nostro paese, auspicando alcune misure da promuovere da qui alle elezioni della prossima primavera. sorprendente come in e trasformare il Fondo del Meccanismo di stabilità europeo in Fondo Finanziario Europeo, che emetta eurobond e che rilevi parte dei debiti pubblici nazionali, chiedendo agli stati delle garanzie. Può sembrare paradossale, ma l’Italia sarebbe uno dei paesi messi meglio data la sua grande dotazione patrimoniale pubblica, a partire dalle riserve auree. La proposta Prodi-Quadrio Curzio sugli EuroUnionBond dovrebbe essere sostenuta con forza dal governo Monti e da ogni altro governo attento all’interesse nazionale ed europeo. Dato per assodato che neppure alla Germania conviene scassare la costruzione europea, ipotizziamo un rinsavimento generale di tutte le parti (politici, sindacati, magistrati, giornali, intellettuali, associazioni, corpi intermedi, chiese…) concorrenti alla rinascita di un paese: quali dovrebbero essere le grandi riforme da realizzare nella prossima legislatura per togliere il piombo alle ali della società e far tornare a volare l’Italia? E che ruolo possono svolgere i cattolici? Foto: AP/LaPresse sulle decisioni governative in temi europei è molto stringente. Il fatto che il Meccanismo di stabilità europeo e il fiscal compact vadano assieme toglie allo Esm quel pericolo di deriva lassista che i tedeschi temono molto. Duecento punti di spread dipendono da noi secondo il calcolo del nostro governo e di Bankitalia. Poi ci sono le “montagne russe” che determinano i saliscendi dei rendimenti dei titoli di Stato italiani rispetto agli analoghi tedeschi. Più salgono gli interessi (e lo spread), più i nostri sacrifici vengono vanificati dall’aumento al servizio del debito pubblico. Allora, se dichiarassimo insolvenza e ritornassimo alla lira o a un euro di seconda fascia, poniamo del sud Europa, cosa accadrebbe? Rispondere è pressoché impossibile perché l’ipotesi è difficile da accettare. Comunque, da anni sostengo tre linee strategiche. Il varo di una Convenzione Costituente composta da personalità autorevoli, dalle istituzioni, dalla società, dall’economia. Questa convenzione dovrebbe elaborare uno Statuto nazionale per una Italia Europea per il XXI secolo. Potrebbe anche proporre alcune modifiche della Costituzione che negli anni ha avuto ritocchi piuttosto disorganici. La riprogettazione dell’Italia non può essere fatta dal governo né del resto gli spetta. Il superamento del divario nord-sud per l’unità d’Italia anche con l’attuazione del federalismo cooperativistico che è oramai nella Costituzione e che va realizzato con coerenza con lo snelNon c’è dubbio che stiamo pagando limento e il rafforzamento dei poteri del interessi anomali sui titoli di Stato per presidente della Repubblica e del govercause multiple interne all’Italia (tra cui no centrale e con il varo del Senato dell’alto debito pubblico e l’alta confusione le Regioni. L’affermazione del liberalismo politica) e cause europee (tra cui l’incer- sociale che tolga l’Italia dalle continue tezza circa la tenuta dell’euro e la capa- oscillazioni tra liberismo e dirigismo e le cità dell’eurozona di governare se stessa). dia quella consapevolezza che il centro di Il fatto che l’Italia paghi sui titoli decen- una buona democrazia è la società e che la nali tassi di 350 punti base più del Belgio democrazia si articola in rappresentativa, è davvero inconcepibile. Come lo è il fat- partecipativa ed economica. In definitiva: to che la Germania paghi interessi nega- la grande riforma è quella che rimotiva gli tivi sulle brevi scadenze. Per superare la italiani su un progetto di lungo termine. I situazione bisogna rafforzare l’eurozona cattolici possono dare molto se riscoprono la loro vera cultura politica che fa perno sulla sussidiaÈ inconcepibile che paghiamo sui titoli rietà per la solidarietà e lo decennali tassi di 350 punti base più del sviluppo, ovvero per la proBelgio. Come lo è il fatto che la Germania mozione delle persone in paghi interessi negativi sulle brevi scadenze libertà e responsabilità. [la] | | 29 agosto 2012 | 23 IL NOSTRO UOMO A PALAZZO UNA QUESTIONE DI RAGIONE Solo testimoni credibili fanno breccia nel nichilismo di Rousseau di Renato Farina R ousseau compie trecento anni. Si potrebbe utilizzare per Jean-Jacques il monito latino, precisamente virgiliano, che impone: “Parce sepulto”. Lascia stare i morti. Il fatto è che Rousseau non è morto (pace all’anima sua) anzi continua BORIS GODUNOV il suo lavoro nefasto. Boris Godunov ricorda che ci sono delle perle nei suoi libri, specialmente quando indica come metodo educativo lo stupore: solo lo stupore conosce, e il cuore si allarga nei bambini. Ma la sua idea di uomo e di Stato sta alla base contemporaneamente del relativismo e del totalitarismo. Insomma di ciò che oggi tormenta il nostro presente. Infatti, paradosso dei paradossi, il relativismo rinuncia alla ricerca del vero per impiccare gli uomini alle verità del potere. È il totalitarismo della democrazia, che diventa alibi per sedersi nel burro della menzogna. Perché ho detto che è vivo, vivissimo il suo cattivo pensiero? Il tema della maturità per i licei quest’anno verteva proprio su un testo di Rousseau visto in opposizione con Tommaso d’Aquino. Il grande domenica- La sua idea di uomo e di Stato sta no era citato per la sua dottrina del “bene comune”. L’uomo è cre- alla base contemporaneamente atura in relazione, è persona assai più che individuo. Le sue sceldel relativismo e del totalitarismo. te hanno sempre una risonanza universale. Tutto questo è passato irrimediabilmente. Con il tempo moderno, con Rousseau non esi- Insomma di quello che oggi ste più la persona. C’è l’individuo e c’è la volontà generale infallibi- tormenta il nostro presente le identificata con lo Stato e persino con la democrazia; non esiste più la responsabilità. Il modo di essere liberi diventa l’assoggettamento alla “volontà generale”, che è Dio in terra. Viene in mente Robespierre che affermò: «La nostra volontà è la volontà generale». Sono alcuni uomini, i capi, a interpretare questa volontà generale. E come si fa a opporsi, visto che per Rousseau, come per la gran parte degli intellettuali e dei politici di oggi, non esiste un bene certo, oggettivo, riconoscibile? Insomma, alla fine l’unica verità possibile coincide con la decisione di chi è al potere, e – in caso di democrazia – con la volontà della maggioranza. Siccome tutto è relativo, la verità la decide il Potere=Volontà Generale. Esempio? Matrimonio omosessuale, eutanasia. La situazione è irrimediabile? La tradizione cristiana, ma anche quella umanistica che fa riferimento ad Aristotele, ritiene che l’uomo sia “capax Dei”. Cioè possa conoscere la struttura dell’Essere, le verità morali, almeno in barlume, a tentoni. È questione di ragione. Il guaio è che per far vincere la ragione oggi la dialettica razionale, la fatica del concetto non serve a niente. Nel tempo post moderno, la logica si è fatta liquida. Eppure Boris crede che sia possibile praticare qualche breccia nel muro del nichilismo totalitario e rousseauiano. La strada è quella di testimoni credibili, i quali siano lucenti di felicità proprio mentre scelgono invece del godimento individuale qualcosa di più grande del possesso dei beni e della fama, del denaro e del potere. Sono i testimoni, non i ragionamenti, a mostrare che bene individuale e bene comune non sono nemici, ma alleati. E mostrano con la loro vita che il sacrificio del proprio particolare alla fine non annulla la persona, non toglie l’essenziale, ma arricchisce, rende l’uomo più uomo, la donna più donna. La società più società. La “volontà generale” totalitaria e liberticida lascia il posto all’endiadi verità-libertà, giustizia-misericordia, io-noi. Riposa in pace, Rousseau. | | 29 agosto 2012 | 25 ESTERI verso le presidenziali usa Sposati (e fa’ sposare) come mangi Da quando Obama ha “cambiato idea” sui matrimoni gay, la spaccatura etica dell’America si è tradotta anche nelle abitudini alimentari. E al fast food Chick-fil-A ci si mette in coda per difendere le nozze tradizionali di Mattia Ferraresi O rdinate una razione di pollo fritto con mostarda al miele in un fast food Chick-fil-A; poi uscite dal ristorante, raggiungete lo Starbucks più vicino e chiedete un Frappuccino al caramello con una ciambella glassata, e nel giro di pochi minuti avete ottenuto la rappresentazione gastronomica della battaglia culturale che divide l’America. Le due catene alimentari sono al centro di una disputa che sintetizza lo scontro fra due visioni del mondo, e trova il suo punto d’attacco nel matrimonio gay, ossessione che divide trasversalmente la società americana. La questione del matrimo- 26 | 29 agosto 2012 | | nio omosessuale si muove più o meno sottotraccia ormai da decenni nel dibattito sociale americano, ma da quando il presidente, Barack Obama, ha concluso quella che lui chiama, con una certa enfasi, un’evoluzione ideale e i suoi avversari definiscono, con un certo realismo, una scelta di opportunismo politico e si è deciso a esplicitare il suo favore al matrimonio fra persone dello stesso sesso, lo scontro ha invaso ogni settore della società. Da un punto di vista simbolico, anche la legalizzazione del matrimonio gay nello stato di New York, benedetta all’unisono dal sindaco, Michael Bloomberg, e dal governatore, Andrew Cuomo, ha sdoganato il dibattito a livello nazionale, trasformandolo in rivendicazione militante, con grandi movimenti di fondi per sostenere l’una e l’altra campana. Anche da parte delle grandi catene alimentari. A New York s’è sposata con la sua compagna storica Christine Quinn, speaker del consiglio comunale protetta da Bloomberg come una sua appendice ideologica e scaltra democratica in rapida ascesa, tanto che la sua candidatura al posto di sindaco nel 2013 è un fatto dato ampiamente per scontato fra gli osservatori della politica cittadina. Qualche settimana fa Quinn ha invitato nella sala del consiglio comunale un bambino di 10 anni, che davanti alla commozione di tutti i presenti ha spiegato quanto siano giuste le idee del pre- Lo scontro sui grandi temi della modernità nell’America che si prepara al voto si è fatto anche una questione di abitudini alimentari. Chick-fil-A è diventato simbolo di “tradizione”, al “progressista” Starbucks si sono affiancati la Nike e il gran capo di Amazon sidente Obama sul matrimonio gay. Ha raccontato che alcuni compagni di scuola non hanno un papà e una mamma, ma due mamme o due papà, fatto giudicato perfettamente normale dal piccolo. Il 28 luglio la stessa Quinn ha inviato una lettera piuttosto assertiva, per non dire minatoria, a John Sexton, il rettore della New York University. La missiva non discuteva argomenti inerenti all’operato dell’università, ma chiedeva in modo piuttosto brusco di interrompere immediatamente i rapporti commerciali con la catena Chick-fil-A, che ha un suo punto vendita all’interno del campus. Il peccato del re del pollo fritto Il peccato mortale di Chick-fil-A è presto detto: il suo presidente, Dan Cathy, in un’intervista ha esplicitato il suo sostegno al matrimonio tradizionale, condendo l’offesa che ha fatto infuriare Quinn con l’idea che esista una «definizione biblica di matrimonio». Cathy ha argomentato: «Invochiamo il giudizio di Dio quando gli mostriamo il pugno chiuso e diciamo: “sappiamo meglio di te che cos’è il matrimonio”. Prego che Dio abbia pietà della nostra generazione che coltiva un atteggiamento talmente temerario e arrogante da credere di poter cambiare la definizione di matrimonio». Una dichiarazione del genere non poteva che far infuriare la metà dell’America che la pensa come Quinn, la quale però anche a giudizio del produttore di idee liberal per eccellenza, il New York Times, è andata un po’ oltre la ragionevolezza. Chiedere a un’istituzione di «chiudere immediatamente il vostro rapporto con la catena di fast food rappresentata nel campus» e ordinare, peraltro senza nessuna autorità per farlo, che «il punto vendita sia rimpiazzato da un altro ristorante il cui proprietario non denigri una parte della popolazione» è un atto di imperio che non s’accorda granché con i proclami di libertà assoluta con i quali normalmente Quinn infarcisce i suoi discorsi. Sulla via dello scontro frontale s’è avventurato anche il sindaco di Chicago, quel Rahm Emanuel che è stato alla Casa Bianca al capezzale di Obama per due anni, il quale ha promesso solennemente che la catena Chickfil-A non aprirà mai un punto vendita in città, anche se questi battisti della Georgia trovassero la formula per il pollo fritto perfetto. | | 29 agosto 2012 | 27 LAZZARO PER L’EMILIA LAZZARO, VIENI DENTRO! “Mistero allegro” di Giampiero Pizzol con Carlo Pastori e Marta Martinelli Regia Carlo Rossi Per info e prenotazione repliche dello spettacolo a favore delle popolazioni colpite dal terremoto: [email protected] | 347 4235031 è un’iniziativa di verso le presidenziali usa esteri Foto: AP/LaPresse La nazione, dunque, è insorta contro il pollo biblico che viene dal Sud, e nel giro di poche ore tutti hanno conosciuto il nome di Dan Cathy e della catena che ha 1.600 punti vendita sparsi per l’America. Nata in Georgia da Truett Cathy, Chick-fil-A è un grande simbolo della Bible Belt, quella cintura che abbraccia gli Stati del Sud dove le denominazioni protestanti si sovrappongono, creando un milieu culturale che gente come Quinn definirebbe medievale, intendendolo come un insulto, ovviamente. La famiglia Cathy è l’espressione di una concezione del mondo che resiste al processo di secolarizzazione sui temi sociali fondamentali, proclamando senza troppi fronzoli le proprie idee su matrimonio, vita e legittimità del discorso religioso nel dibattito pubblico. Anche Starbucks va alla guerra Ma quelli come Cathy non si limitano a sostenere a parole le cause in cui credono, e Chick-fil-A negli ultimi anni ha donato svariati milioni di dollari ad associazioni che difendono la famiglia tradizionale come la National Organization for Marriage e il Family Research Council. Soltanto nel 2010 questi due soggetti hanno ricevuto dall’azienda donazioni per due milioni di dollari e, per volontà del fondatore dell’impero familiare, alla catena è legata una fondazione che promuove progetti educativi e sociali d’ispirazione cristiana. Dall’altra parte dello spettro sta invece Starbucks, il colosso globale del caffè che domina il mercato americano con quasi 18 mila punti vendita e milioni di dollari devoluti sotto forma di responsabilità sociale a progetti assai commendevoli, come l’espansione dell’accesso alle risorse idriche nei paesi in via di sviluppo, ma anche socialmente connotati come, appunto, il sostegno al matrimonio gay. Chick-fil-A è l’incarnazione di un’America religiosa, tendenzialmente repubblicana e orientata verso l’ordine sociale tradizionale; Starbucks rappresenta il suo opposto secolarizzato, che domina sulla costa atlantica e pacifica, le parti popolose e democratiche del paese, ed è guardata con un certo sospetto dagli americani che stanno nel mezzo. Se è vero che dopo l’intervista di Cathy l’America di Quinn ed Emanuel ha Il 6 novembre gli Stati Uniti sceglieranno il loro 45esimo presidente. L’attuale inquilino, in carica dal 2008 Barack Obama (51 anni), sfiderà Mitt Romney, vincitore delle primarie repubblicane. Romney ha 65 anni gridato allo scandalo e mentre si stracciava le vesti ha prodotto lettere ufficiali e anatemi secolaristi contro le retrograde convinzioni del businessman georgiano, altrettanto vero è che l’altra parte del Paese non è rimasta a guardare. Mike Huckabee, ex governatore dell’Arkansas che quattro anni fa andava in giro per l’America assieme al fido Chuck Norris a giocarsi la nomination repubblicana per sfidare Obama, ha organizzato una giornata di solidarietà per Chick-fil-A, invitando gli americani ad andare a mangiarsi il pollo per sostenere Cathy. La campagna ha ricevuto 620 mila adesioni sui social network, con il risultato che per un giorno tutti i punti vendita del fast food avevano fuori dalla porta persone felici di passare un giorno in coda. Come tutte le aziende americane, anche la catena di Cathy non pubblica dati sul fatturato, ma il management ha spiegato che si tratta di «profitti record». Starbucks non poteva essere da meno, naturalmente, e ha organizzato una contromanifestazione in tutto simile a quella di Huckabee, ma senza code e incassi record. Soltanto 37 mila adesioni, che significa, a voler essere clementi, due clienti in più per ogni punto vendita, per la gioia delL’ex governatore dell’Arkansas Huckabee la National Organization ha organizzato una giornata di solidarietà for Marriage, che da tempo per Dan Cathy, “scomunicato” dagli ambienti ha lanciato una campagna di boicottaggio contro la liberal per un’intervista contro le nozze gay | | 29 agosto 2012 | 29 esteri verso le presidenziali usa Le file in difesa del matrimonio tradizionale davanti ai fast food di Dan Cathy (59 anni, a sinistra) hanno scatenato la rabbia della comunità omosessuale. Christine Quinn, democratica, speaker del Consiglio comunale di New York, ha invocato la chiusura dei negozi Obama si “copre” il fianco sinistro Per Obama la presa di posizione sul matrimonio ha voluto dire riconquistare contatto con la base della sinistra più radicale delusa da un pragmatismo che occhieggia in ogni scelta dell’Amministrazione, dai martellanti bombardamenti con i droni su Pakistan, Afghanistan, 30 | 29 agosto 2012 | | Somalia e Yemen fino alla gestione della prigione di Guantanamo, in perfetta continuità con l’odiata Amministrazione Bush. È sulle unioni civili e i “diritti riproduttivi” che Obama può farsi perdonare. Così, mentre il presidente scartava la sua convinzione nuova di zecca sui matrimoni gay, introdotto dal vicepresidente cattolico, Joe Biden, il dipartimento della Salute presentava la legge che impone a tutti i datori di lavoro d’America di fornire i contraccettivi nella copertura sanitaria obbligatoria. Non senza defezioni, però. I ministri di molte chiese nere, culturalmente democratiche, naturalmente obamiane ma conservatrici in materia sociale, sono insorte contro il presidente, e minacciano boicottaggi con una qualche ricaduta elettorale. Nella dotazione naturale dello sfidante repubblicano di Obama, Mitt Romney, non c’è una particolare inclinazione per lo scontro a livello sociale. Romney è un manager del New England prestato alla politica, un mormone che coltiva un sincero ma privato rispetto per l’istituto familiare e per la tutela della vita, non è un trascinante campione dei conservatori sociali che organizzano giornate di solidarietà per la famiglia Cathy. Nel Massachusetts, lo Stato di cui era governatore, ha messo il veto alla legge sui matrimoni gay, gesto puramente simbolico, dato che la mozione è passata ugualmente per via giudiziaria, ma lo stesso ha mostrato un’impostazione nella quale ora il popolo di Chick-fil-A confida. Magari non con l’entusiasmo che saprebbe suscitare un battista del Sud con stivali e cappello da cowboy, certo, ma tant’è. La disputa generata attorno al caso Cathy pone anche una problema non secondario all’interno del mondo conservatore. Dopo la convention di Tampa a fine agosto e il fine settimana del Labour Day, i primi di settembre, Romney sarà chiamato da questa fetta d’America a esprimersi con più convinzione sulle questioni sociali, mostrando di essere un candidato capace di uscire dai limiti della sua identità manageriale. Deve convincere quella metà del Paese che se anche Le divisioni sull’etica non si sovrappongono bevesse caffè, cosa che la perfettamente a quelle partitiche. Ma tra sua religione proibisce, non poco il mormone Romney sarà costretto a lo prenderebbe mai e poi mai da Starbucks. n togliersi la veste da manager. E a schierarsi Foto: AP/LaPresse catena. Ma a dare manforte alla campagna della caffetteria ci ha pensato la vasta galassia di aziende e miliardari che sostiene le associazioni pro matrimonio gay: innanzitutto Jeff Bezos, fondatore e Ceo di Amazon, che ha immediatamente donato a un ente per la parità matrimoniale 2,5 milioni di dollari. A rimorchio sono arrivate Nike, Target e tutti gli altri. Per quanto la divisione gastronomica possa sembrare una cosa frivola o senza conseguenze, la guerra fra il pollo fritto e il Frappuccino è soltanto la dimensione popolare di uno scontro che ha pesanti ricadute politiche. In primavera quattro stati voteranno per la legalizzazione del matrimonio gay – pratica che non porta bene ai sostenitori, visto che i quesiti proposti per via referendaria hanno sempre bocciato il matrimonio omosex – e ovunque spuntano leggi e mozioni per mettere il timbro legale sulle unioni di fatto. Nel dettaglio onorevoli in galera con le migliori intenzioni Su certi colloqui coi boss meglio restare omertosi M io caro Malacoda, con le buone intenzioni danneremo il mondo. Il benintenzionato irriflessivo gioca per noi, soprattutto quando agisce alla luce del sole. I giornali italiani, ad esempio, danno notizia con un certo risalto di un «tour in cella dei politici per far pentire i boss», e raccontano di numerose visite di un deputato italiano e di una eurodeputata per convincere il mafioso Bernardo Provenzano - ma non solo lui - a pentirsi e collaborare con la giustizia per far luce soprattutto sulla ormai famosa (da alcuni data per assodata, per altri ancora presupposta) trattativa Stato-mafia. Di fronte alla richiesta di collaborazione il vecchio padrino ha chiesto garanzie per i propri figli («Non devono andare al macello») e quando i due gli assicurano che lo Stato «avrebbe potuto garantire loro un avvenire» (come riferisce il Corriere della Sera), il boss risponde: «Fatemici parlare, e poi sarà la volontà di Dio». Invece dei figli in carcere arrivano i magistrati, ma anche loro non cavano un ragno dal buco: «Non voglio fare del male a nessuno», dice il boss, frase che - bisogna ammetterlo - estrapolata dal contesto e messa nero su bianco come certe intercettazioni potrebbe pure fargli fare bella figura. All’insuccesso Vanno da Provenzano, e gli chiedono di dei pm segue un nuovo colloquio dei due politici, che tornano alla carica. Questa pentirsi. Lui vuole garanzie per i figli, loro volta gli parlano in siciliano; lui insiste sui dicono che ci si può pensare, lui serafico: figli, loro ribadiscono che non può vederli, «Sia fatta la volontà di Dio». Come dici, ma può parlare del problema con qualche magistrato «serio e trasparente». L’ottancaro nipote? Trattativa? Per carità: muto tenne capo dei capi di fronte alle insistite richieste dei due parlamentari si è schermito: pare abbia detto «di non avere più una buona memoria, e quindi di aver paura di fare “malafigura”». I due volenterosi non si sono dati per vinti e, in attesa che a Provenzano torni (o lo si aiuti a far tornare) la memoria, si sono rivolti ad altri detenuti per mafia. Tra questi il dottor Nino Cinà, che ha respinto ogni avance: «Io non ho avuto un ruolo in Cosa Nostra, ho solo curato dei mafiosi per dove etico morale» (anche questa è una bella frase, il dottor Johnson sarebbe tentato di commentare dicendo che la deontologia è l’ultimo rifugio dei delinquenti, ma i giornalisti potrebbero aversene a male). Però la seconda risposta di Cinà all’appello dei due onorevoli - «Dobbiamo sconfiggere Cosa Nostra» - è stata disarmante: «Cosa Nostra è stata sconfitta già con l’arresto di Riina». Ora, non dovrei dirlo io che di mestiere faccio il mestatore e il tentatore, io che quanta più confusione regna sotto il cielo tanto più dovrei goderne, ma tutto questo agitarsi di due rappresentanti delle istituzioni con boss, padrini e malacarne per saperne di più sulla fatidica trattativa Stato-mafia, tutto questo parlare dove il boss si mostra preoccupato del destino dei suoi figli, l’onorevole risponde che lo Stato può darsi da fare in merito, poi vengono i magistrati, poi tornano i politici, poi il padrino perde la memoria, poi dice «sia fatta la volontà di Dio», poi i due rappresentanti del popolo gli consigliano magistrati «seri e trasparenti»... Ecco, tutto questo, diabolico nipote, non ti sa un po’ di trattativa? Bene, io te l’ho detto, perché è nostro costume «dire sempre quello che si pensa» e far credere che ciò sia una virtù. Tu, continua a fare finta di niente. Muto. O, se preferisci, omertoso. Alla prossima. Questa settimana si va a Rimini, che lì ci sarà molto da fare. Tuo affezionatissimo zio Berlicche | LE NUOVE LETTERE DI BERLICCHE | 29 agosto 2012 | 33 cultura una generazione in trincea/1 Il volto del destino Quelli che lasciano la droga, quelli che ci muoiono dentro. Quelli ingannati da adulti che invece di dire «seguimi» dicono «seguile». Le regole. Suggestioni in ordine sparso per guardare in faccia i nostri ragazzi 34 | 29 agosto 2012 | | Q Francesca, dopo poche settimane passate in comunità, se n’è andata. Era entrata con un dosaggio alto di metadone, sommato ad altri farmaci che dovevano servire a distrarla dai suoi pensieri “tossici”. Il poco tempo che ha trascorso con noi era stato improntato alla polemica su tutto. Il giorno dopo la sua partenza ricevo una telefonata del padre (mai visto né sentito prima). È arrabbiatissimo e chiede di potermi incontrare. Ci accusa di avere trattato male la figlia, di averla insultata quando la esortavamo a “non fare la tossica”, addirittura di non averle permesso di usare la doccia. Quello che non le andava bene in comunità Francesca lo aveva raccontato al padre e lui ce lo rinfacciava paro paro. I difetti e i problemi possono esserci ma sono sempre un alibi per chi arriva da noi a liberarsi dalle droghe. A quell’uomo tremavano ualche giorno fa In queste pagine, Marco Cirnigliaro, Generazione, 100x100 centimetri, acrilico su tela le mani mentre teneva in mano il foglio con gli appunti delle menzogne dettate dalla figlia. Si sforzava di non piangere e di mostrarsi duro, ma a un certo punto di fronte al rispetto e alla fermezza che mostravo ha iniziato a vacillare: «Io capisco che il vostro lavoro è importante... mia figlia ha apprezzato che l’abbiate costretta a lavare i pochi denti rimasti». A quel punto ho sentito che potevo parlare chiaro e gli ho detto che sua figlia è bugiarda, ambigua anche in ciò che cercava di dire come positivo per continuare in realtà ad esser confusa e continuare a drogarsi, mantenendo vivo l’autoinganno e l’imbroglio in cui preferisce vivere e morire. Marco è entrato in comunità dopo anni di eroina in vena. Del padre, alcolista, parla con fatica. Sente ancora il dolore delle botte. Non fatica a parlare, invece, della mamma. Dolce, forse troppo, come la marmellata di sambuco che portava a noi famiglie della comunità. Appena arriva da noi si fida subito. Nel dolore che ha segnato la sua vita si rende conto di aver trovato un luogo grande e adeguato alla sua domanda. Sa fare il muratore come il padre. Non vuole più perdere tempo e così sfrutta al massimo, lui che ha appena la terza media, la psicoterapia individuale, l’amicizia con i suoi compagni di cammino. Nelle prime uscite del reinserimento incontra una giovane donna, si innamorano. Oggi vivono insieme, lavorano entrambi, lui nella costruzione del Villaggio san Michele Arcangelo, lei in un negozio. La vita in fondo è semplice. Può divenire semplice. Poi ci sono i minori che arrivano in comunità. Violenti, spavaldi, senza rispetto. Igor ha 16 anni. A guardarlo è giovane, sveglio. È arrivato qui direttamente dopo il carcere perché ha avu- to rapporti con minori in forme ambigue e violente. Da piccolo faceva la doccia con la mamma e in casa viveva rapporti in cui la commistione e l’indistinto erano la norma. Non siamo ancora riusciti a capire che tipo di rapporto avesse col padre. Igor per certi versi è figlio di questo tempo inutile e indistinto. Gestisce i rapporti con le cose e con le persone in forme maniacali. Non si droga, anzi disprezza chi si droga come qualcuno che non è in grado di controllarsi. La comunità inizia a scalfirlo e così iniziano i “guai”: si accorge che non riesce ad essere sempre perfetto. Mi sembra che questo sia l’inizio, un grande inizio. Perché è “sporcandosi le mani” con le cose e le persone che nascono le relazioni. Ora cosa dire? La droga, o, come si dice oggi le dipendenze patologiche, si mischiano alla vita e tutto viene travolto. Quando sento proposte come quel| | 29 agosto 2012 | 35 una generazione in trincea/1 cultura le della giunta Pisapia, che vuole aprire stanze del buco, stanze pulite con siringhe pulite, mi viene in mente la mamma di Francesco, il ragazzo che imbrattava i muri di casa di sangue e cocaina. Che delusione nel sentire che tante persone, anche che gestiscono delle comunità, si dicono favorevoli a queste iniziative, magari purché “si metta a tema l’educazione”. Ma non prendiamoci per il culo! Queste politiche sono tutte volte al mantenimento dello stato disastroso della malattia. Chi si droga è considerato un malato cronico e recidivante. In un convegno organizzato dai signori sostenitori di questi approcci ho detto che se utilizziamo questi criteri di giudizio, allora anche la vita è una malattia cronica e recidivante. Solo Gesù ha avuto il coraggio di salvarla da questa decadenza offrendo strumenti di senso e di concreta rinascita per ogni uomo. In effetti è interessante che per non cadere nella schiavitù del “cronico recidivante” (che non è solo degli schiavi ma anche dei padroni) occorre offrire noi stessi ed un senso alle relazioni. Josè Berdini responsabile delle comunità terapeutiche per tossicodipendenti gestite dalla cooperativa sociale Pars “Pio Carosi” Onlus presenti nelle Marche non basta la tecnica di recupero L’avventura degli educatori È morto un ragazzo l’altro giorno, un giovane di Civitanova, 26 anni, stroncato da un mix di droghe. Ho letto l’articolo che parlava dell’omelia del parroco al suo funerale: dava la responsabilità del fatto agli spacciatori, alla società. Non ho letto di accenni alla responsabilità personale, alla scelta. E allora mi è venuto questo pensiero: le colpe sono di tutti tranne che di se stessi e le vittime non hanno scelta. Questa mentalità prende piede sempre di più e soprattutto con i minori: non c’è scelta, c’è solo la sfiga. Ma davanti ai fatti e alle realtà di ogni giorno la scelta c’è. La scelta di fare o non fare un’azione è in primo luogo all’origine delle nostre “sfighe”. Poi c’è l’esserci, lo stare vicino, l’essere compassionevoli, dal latino “cum” “patior”: essere con l’altro nel patire, nella passione, quindi non solo nel dolore. Ecco, la comunità fa questo: c’è. L’esperienza di questo tempo insegna che la presenza, anche quando la persona a cui cerchi di stare vicino ti allontana, ti respinge è la principale fonte di cambiamento. È ciò che fa aprire gli occhi, ciò che stupisce: una posizione. Penso che a fare la differenza nel recupero non sia la tecnica. Non dico che non serva, la tecnica. Però penso che a fare la differenza sia il coraggio di esserci. Con l’idea che cambiare il mondo sia giusto e che quindi ogni sforzo teso a questo acquista senso. Luca Doria educatore presso la cooperativa sociale Pars “Pio Carosi” non abbiamo avuto o che avremmo voluto, ma l’accettazione di quello che c’è con tutti i suoi drammi. L’aiuto terapeutico ed educativo fa il resto e la riconciliazione si manifesta nei comportamenti visibili da tutti solo quando è matura. Così inizia la fine di ogni dipendenza e si avviano relazioni per crescere. In comunità avviene questo e spesso con caratteristiche diverse anche nei migliori servizi territoriali. Allora l’inle stanze del buco tegrazione funziona e produce salute. I Quella smania di chiudere il problema nostri però sono tempi confusi nei quaLe storie della Pars, sono storie di genito- li vengono ostacolate prevenzione, incluri e figli, domande sul conflitto aspro e sione, cura riabilitativa e sembra che le sulla riconciliazione familiare che è l’ini- risposte mancanti siano le stanze per il zio della “guarigione” e non significa mai buco. Soluzioni facili e suggestive che l’annullamento delle pene sofferte da sono anche capaci di coinvolgere l’opiniouna parte e dall’altra. Essa è la fine dell’at- ne pubblica che cerca normalizzazione ed tribuzione ad altri delle proprie responsa- invisibilità dei drammi umani. Molti anni bilità e dei propri disastri esistenziali ed fa come soluzione dei problemi venne scouna domanda di essere aiutato. Non è la perta la riduzione del danno che allora ricerca di un genitore o di un figlio che chiamai riduzione della spesa e delle cure riabilitative. Dissi come Acudipa (Associazione italiana «A fare la differenza è il coraggio di esserci per la cura delle dipendendegli educatori. Con l’idea che cambiare ze patologiche) che la cura il mondo sia giusto e che quindi ogni sforzo solo farmacologica avrebbe teso a questo acquista senso» prodotto una cronicizza| | 29 agosto 2012 | 37 cultura una generazione in trincea/1 zione iatrogena dei tossicodipendenti. Ricevemmo molte critiche, ma oggi lo stesso Dipartimento Nazionale delle politiche antidroga parla di rischio di cronicizzazione iatrogena. La storia delle stanze del buco non è molto diversa. C’è chi vorrebbe sostituire alla relazione d’aiuto, alle cure ed alla riconciliazione personale e familiare ogni volta una faccia nuova delle soluzioni chimiche. Il rimedio, oggi come allora, ci sembra peggiore del male. Giuseppe Mammana psichiatra forense e psicanalista, presidente di Acudipa, direttore del Sert di Foggia e Lucera Asl Foggia il desiderio bruciante L’apertura e la gratuità perduta Avere tutto. E presto, il più presto possibile. È qualcosa di criticabile? Non è forse la richiesta che sta al fondo di noi? Questi giovani di oggi non fanno altro che darle spazio, in ogni modo, senza riflettere troppo, senza riflettere. Senza rispondere. Un’ansia irrefrenabile di godere senza chiedersi come, senza che nessuno azzardi ipotesi, senza permettere a nessuno di farlo. È una bellezza che brucia senza lasciare segno, senza lasciare conseguen- di abbracciare chi non lo abbraccia, che ze, veloce, frenetica, muta. Consumo che ci rimette. Al fondo, un’ingiustizia, un consuma, che rende insopportabile (quasi infrangimento delle regole che spiazza e illegittimo) tutto ciò che immediatamente che si chiama gratuità. È a quel punto che non produce godere immediato o garanti- la giovinezza si (ri)desta. Se lo vuole. to: la maggior parte della vita sopportata Pier Paolo Bellini in cambio di pochi istanti, veloci. Una bradocente universitario mosia che si estende ben oltre le scadenze tradizionali: si diventa giovani prestissimo e si smette di farlo sempre più tardi. lasciarsi conquistare dal vero Ma tutto questo è ancora una grande Ieri come oggi lo stesso problema occasione: il desiderio delle infinite pos- Capodanno 2006, Buenos Aires. Ceno con sibilità è pur sempre un’apertura, per alcuni amici e con loro c’è una spagnoquanto disordinata. Deprimente semmai la di 25 anni che per amore si è trasferita è la risposta che si dà a questo bene disor- in Argentina senza lavoro, senza permesdinato: regole. Laici e religiosi si riduco- so, senza prospettive. L’uomo per il quale no ultimamente a produrre prontuari si è mossa tanto e con il quale vive non è di morale pulita al cui cuore stanno solo a cena con noi perché passa la notte con procedure e strategie (sempre molto fun- un’altra. Lei ne è addolorata ma non se zionali): fai questo e vedrai, fai quello e ne va. Accetta tutto. Quando le chiedo poi fai quello che vuoi. Senza riflettere perché lo fa risponde: «Quando si ama troppo, senza riflettere. Si è passati dal uno davvero, non si ama per essere ria“seguimi” (insopportabilmente umano) mati. E del resto anche tu, che vieni fino che genera compagnia, al “seguile” (puli- in Argentina per amore dei tuoi amici di to, disinteressato) che genera solitudine. Comunione e Liberazione, non dai forUn circolo vizioso che si trasmette tra se la vita in modo assurdo?». Un altro fatgenerazioni. Finché non si intravede qual- to “argentino” mi sembra la risposta più cuno che provoca un corto circuito in adeguata. Un giorno ero con degli argenquesta dinamica sfibrante. Con la sua stessa esisten«Il desiderio delle infinite possibilità è pur za. Che non si muove nel sempre un’apertura, per quanto disordinata. calcolo del ritorno. Che Deprimente semmai è la risposta che si dà non ha paura di andare a questo bene disordinato: regole» al fondo. Qualcuno capace 38 | 29 agosto 2012 | | tini a trovare don Giussani. Lui era in vena di ridere e scherzare. Dopo mezz’ora di risate, uno – all’improvviso – domanda: «Ma io come faccio a essere sempre sicuro di essere voluto bene?». Lui inchioda e tutto diventa improvvisamente serio: «Come fai ad essere sicuro di essere sempre voluto bene? Come faccio io a staccarmi dalla tua faccia così simpatetica? Perché il vero è ciò che fa attaccare, ciò che non è vero allontana. La carità, amare è volere il bene. Volere il bene è fare il bene, darti un pezzo di me. Io prendo un pezzo di me (si afferra la gamba), la carne e il sangue, e te lo do. Il contrario è un’esclusione, come il giovane ricco». Non penso che il problema della condizione giovanile di oggi sia diverso da quello di ieri, se non fosse per quell’insicurezza crescente, che però è anch’essa un segno che può essere positivo. La strada, paradossale, è sempre nel trovare qualcuno così conquistato dal vero, così sicuro, da non abbandonare mai persone la cui energia affettiva, alle volte disperata, è potenzialmente immensa, come quella della mia amica spagnola. Quando uno trova uno così, ha trovato Dio fatto uomo, la vita diventa un’immensa fonte di bene dalla quale si può staccare soltanto con uno sforzo nichilista e disperato. Giovanni Maddalena docente universitario CULTURA Xuna generazione in trincea/2 «D ai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior», cantava Fabrizio De André, e tutti si sorprendevano di essersi dimenticati una verità palese, che si impara dalla semplice osservazione. Ma perché il letame si trasformi miracolosamente in fiori e frutti è necessario che sia sparso sulla buona terra. È la terra che permette il miracolo. Ed è ugualmente necessario che della cosa si occupi un bravo contadino, che avrà bisogno di tanti altri bravi contadini e braccianti per portare a buon fine l’opera. Insomma, ci vuole l’ambiente giusto e l’amore di qualcuno. La citazione e i nota bene te li ispirano loro con una metafora che evita l’eufemismo: «Siamo entrati qui che eravamo delle merde, adesso siamo delle persone». Loro sono Elisa, Valentina, Cristian, Nevio, Angelo, ecc., ospiti insieme ad altri 300 della Comunità Shalom. Che è la buona terra che suor Rosalina Ravasio ha cominciato a mettere insieme 25 anni fa, quando ha lasciato la sua congregazione per dedicarsi interamente ai giovani che stavano facendo del male a se stessi e al mondo attorno a loro. Un quarto di secolo dopo, questa è probabilmente l’esperienza di recupero dalla tossicodipendenza giovanile col più alto tasso di successo in Italia. Senza dimenticare alcolisti, anoressiche e bulimiche, e persone affette da disturbi psichici, tutti soggetti rappresentati nella grande famiglia insediata nella grande fattoria alle porte di Palazzolo sull’Oglio (Bs), lungo la via per Chiari (altre due sedi più piccole della comunità si trovano a Pontoglio e Villa D’Adda). Non solo il 90 per cento (stima approssimativa) degli ospiti che 40 | 29 agosto 2012 | | Tossica è soltanto la solitudine Alle porte di Brescia c’è un posto dove chi si stava buttando via rinasce grazie a una suora “tosta”. «Le dipendenze sono il sintomo del male che ha colpito la famiglia, diventata luogo del benessere materiale anziché degli affetti» Sotto, suor Rosalina Ravasio, fondatrice della Comunità di recupero Shalom la cui sede principale (in alto) si trova a Palazzolo sull’Oglio (Bs) dopo un percorso di 5-6 anni escono da qui si possono considerare recuperati, ma quasi tutte le famiglie che hanno in seguito costituito sono ancora in piedi; e fra le decine di ospiti in età di obbligo scolastico che anno dopo anno si presentano come privatisti per l’esame di maturità, le bocciature non superano il 5 per cento. Alla Comunità Shalom si fa quello che si fa in tanti altri posti dove si vorrebbero aiutare i tossicodipendenti: i maschi allevano bestiame, mungono mucche, curano alberi da frutta, diventano falegnami, elettricisti, meccanici; le femmine cuciono, ricamano, dipingono icone e soprattutto decorano ambienti, mobili e soprammobili dei sei-sette fabbricati in cui si svol- ge la vita della comunità. Ma ci sono differenze non da poco. Mai risse. Mai furti. Mai ragazze che rimangono incinte. Mai uso drastico di mezzi correzionali al di là dei limiti: «Le punizioni consistono nel vedersi negate le sigarette, o la visione di un film, o il caffè. Non c’è violenza perché noi per primi diamo l’esempio: non abbiamo bisogno di mettere le mani addosso per aiutare le persone a cambiare, e perciò nessun altro lo fa», spiega Luca, uno dei laici consacrati che aiutano suor Rosalina. «Qui non entra niente, te lo assicuro», giura un ospite che ha visto girare droga in altre strutture. Non entrano neanche soldi pubblici, né statali né regionali, perché la comunità vive esclusivamente di donazioni e volontariato, oltre che del lavoro quotidiano di chi ne è parte. La religiosa fa capire che proprio questa è una delle principali ragioni del successo dell’esperienza: «Gli aiuti pubblici fatalmente indeboliscono la scelta morale e spirituale che ha fatto nascere una comunità, incrinano la deontologia: si scivola, si scende a compromessi per quei 100 euro al giorno o non so quanto di sovvenzione. E troppe persone offrono i loro servizi alle comunità attratte dalla remunerazione: si creano pool di esperti disomogenei, che non condividono necessariamente l’ispirazione della comunità, e questo ha conseguenze negative: i ragazzi che escono fuori ricominciano a drogarsi, rientrano in comunità o passano in un’altra, e la giostra dei finanziamenti pubblici non smette di girare. Invece i nostri duemila volontari sono veri volontari, dal primario psichiatra che viene qui agli insegnanti che vengono a fare lezione alle mamme che lavano la biancheria sporca: non chie- dono nemmeno il rimborso spese». Uno degli aspetti straordinari della Comunità Shalom è proprio la grande solidarietà popolare che ha suscitato, il fenomeno di coesione sociale che ha prodotto anche fuori dai confini catastali delle tre sedi. E che facilita un’altra benemerenza della comunità: tutti coloro che escono alla fine del percorso di recupero entrano immediatamente nel mondo del lavoro, se non decidono di iscriversi all’università. non si sono chiariti gli screzi e le discussioni della giornata. «Le persone vengono messe di fronte ai propri errori, ai propri atteggiamenti sbagliati che all’inizio si rifiutano di ammettere. Ma allo stesso tempo sono oggetto di un’attenzione costante, sentono che chi le critica vuole il loro bene e li accompagnerà nella sua realizzazione. L’ordine, la pulizia e la bellezza di tutti i dettagli li fanno stare bene e gli fanno capire che sono amati, come pure il vedere tanti volontari in Suor Rosalina non le manda a dire azione per loro», spiega Luca. «Quando Tutto ciò è stato ed è possibile per l’aiuto sono entrata qui non sapevo nulla di me, della Provvidenza e per la chiarezza di giu- non vedevo nulla e non provavo più nuldizio di suor Rosalina: «Il problema non è la come tutti i depressi, per la droga o per il ricorso alla droga, e nemmeno il disagio un’altra ragione, che entrano qui dentro», esistenziale dei giovani: l’una e l’altra cosa racconta Elisa. «Adesso posso dire di avere sono il sintomo della malattia che ha col- scoperto me stessa, facendo tutta la fatica pito la famiglia e la società. La famiglia è che bisognava fare». La preghiera ha un posto importante diventata il luogo del benessere materiale anziché il luogo degli affetti. Questo gene- nella “terapia”, e nessuno ne è esentato: ra la fragilità e l’insicurezza dei giovani, chi entra in questa comunità lo sa. All’iniripiegati su di sé alla ricerca del comfort. zio molti la considerano una costrizione È questo autismo psicologico che fa cadere fra le altre. Ma nel tempo si rivela, insienella droga e negli altri mali. Non gli han- me a tutte le altre componenti della vita no insegnato che l’uomo è fatto per anda- comunitaria, un fattore decisivo. «Io ero re verso gli altri e verso il mondo: ha i pie- uno che fuori da qui bestemmiava tutto il giorno e ne faceva di tutti i colori», raccondi e le braccia proprio per questo». Qui le persone imparano a uscire da ta Cristian. «E i primi tempi quando mi trose stesse, condizione per trovare (o ri-tro- vavo davanti al crocifisso lo sfidavo: “Cosa vare) se stesse. Attraverso il lavoro, l’at- fai tu per la gente che soffre oggi? Perché li tenzione nei rapporti umani e la preghie- lasci soffrire?”. Lui mi ha risposto attraverra. La sera non si va a dormire se prima so i volti dei volontari, gente che donava se stessa per uno come me, e soprattutto attraverso suor «Gli aiuti pubblici fatalmente indeboliscono Rosalina: quando lei ti guarla scelta morale e spirituale che ha fatto da, ti accorgi che ti legge in nascere una comunità, incrinano la fondo al cuore». deontologia. Per questo qui non ne entrano» Rodolfo Casadei | | 29 agosto 2012 | 41 L’INTERVISTA “veni, vidi, vici” di un grand Commis Mario Monti «Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico non sia in grado di scegliere, attraverso le elezioni, un governo efficace». Lezione magistrale del professore venuto dall’Europa per salvare l’Italia (e tornare a casa) Spread, tagli di spesa, dismissioni, pressioni Ue. Tutto quello che ci aspetta di qui al 2013 (e la verità sul 2010) Q uesta lunga e distesa conversazione con Mario Monti si è svolta nel tardo pomeriggio dell’8 agosto a Palazzo Chigi. Cinquantaquattro minuti a tu per tu con il presidente del Consiglio che appariva in gran spolvero nel suo completo blu. Professore cosmopolita, ma anche con forte accento lombardo. «Cattolico superbamente dimesso» (© Alberto Melloni), ma anche molto a proprio agio nei panni di «Preside del governo» (© Giuliano Ferrara). Una forza di calma olimpica. Qualche patema per le mosse agostane del Generale Spread? «No, solo un po’ di stanchezza». Mandato in tipografia il 10 agosto e messo sotto embargo fino a questi giorni di Meeting di Rimini (inaugurato dallo stesso professore-presidente), questo dialogo ha dunque il limite di non conoscere se e quali, nel frattempo, siano state le piroette dei nostri Titoli di stato in rapporto ai famosi Bund tedeschi (oltre, ovviamente, a prescindere dagli altri avvenimenti capitati sotto il cielo: ad esempio, l’ormai famosa “Curiosity” avrà trovato tracce di vita marziana su Marte?). Tutte cose impronosticabili per definizione. Il bello della differita è però questo: non si fa impallinare dalle ultimissime su un quadro di crisi ormai acclarato e persistente almeno sui fondamenta- 42 | 29 agosto 2012 | | li (tipo il -2,5 per cento di Pil atteso per l’Italia nel 2012 e la disoccupazione oltre il 10 per cento). E non strizza l’occhio alle polemiche di giornata. Tutto qui. E ora l’intervista. Partiamo da un tema non strettamente economico: l’emergenza carceri. Il sovraffollamento dei penitenziari italiani è stato oggetto di richiami da parte del Capo dello Stato, di sentenze di condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo e, da ultimo, di una lettera aperta al presidente Napolitano di 120 costituzionalisti a sostegno di amnistia e indulto. Circa la metà dei detenuti è peraltro in attesa di giudizio, a riprova di una giustizia lenta. Cosa state facendo per uscire da questa situazione di illegalità? Può il governo sollecitare il Parlamento a prendere un’iniziativa importante come l’amnistia? È un tema della più grande importanza e mi fa piacere che lei abbia deciso di iniziare da questo. La giustizia deve dare risposte nel segno di una giurisdizione rapida, efficace, al passo con i tempi. Risposte tardive sono un servizio dene- gato al cittadino e dunque un danno alla collettività, anche sotto il profilo economico. In questo periodo, poi, l’insopportabile caldo rende ancor più drammatico il sovraffollamento carcerario. È un problema rispetto al quale il ministro della Giustizia Severino si è mossa da subito, con un pacchetto di norme, portato in uno dei primi consigli dei ministri dello scorso dicembre, che al primo punto aveva il decreto “salva-carceri”. Grazie a questa misura d’urgenza è stato possibile porre un freno al fenomeno delle cosiddette “porte girevoli”, vale a dire il transito di soggetti fermati o arrestati per soli tre giorni. Il risultato è che in sette mesi il numero dei detenuti non è aumentato ma, anzi, è andato diminuendo (erano oltre 68 mila mila alla fine del 2011, ora sono circa 66 mila). È un primo passo e altri ancora vanno compiuti. Lei mi chiede dell’amnistia. Voglio ricordare che si tratta di una misura per la quale sono necessari due terzi dei voti del Parlamento che non mi pare al momento ci siano. Nel frattempo non restiamo inerti. Il ministro Severino ha sollecitato, e otte- L’amnistia necessita di due terzi dei voti del Parlamento. Non mi pare al momento ci siano. Nel frattempo non restiamo inerti Foto: Tempi di Luigi Amicone Foto: Tempi | | 29 agosto 2012 | 43 Da OlTRE CINQUaNT’aNNI laVORIamO PER la TUa SICUREZZa SUllE FERROVIE ITalIaNE GRUPPO ROSSI (GCF & GEFER) V i a l e d e l l ’O c e a n O a t l a n t i c O n . 190, 00144 R O m a T E l . +39.06.597831 - F a x +39.06.5922814 - E - m a I l g c f @ g c f . i t - g e f e R @ g e f e R . i t “veni, vidi, vici” di un grand commis L’INTERVISTA In alto, il direttore di Tempi, Luigi Amicone, durante l’intervista al premier Mario Monti. A destra, il primo consiglio dei Ministri dell’attuale governo, era il 16 novembre 2011 Foto: Tempi; AP/LaPresse nuto per settembre, la calendarizzazione in aula alla Camera di un disegno di legge sulle misure alternative al carcere. Come già avviene in altri paesi, esistono istituti quali la reclusione domiciliare o la messa alla prova che possono avere un effetto deflattivo sul sovraffollamento carcerario senza che ciò vada a discapito della sicurezza dei cittadini. Il piano straordinario di edilizia penitenziaria non è stato poi abbandonato e mi risulta che con 200 milioni di euro in meno si sta provvedendo alla costruzione di nuove carceri e di nuovi padiglioni in vecchi istituti, addirittura in misura maggiore rispetto a quanto era stato previsto un anno fa. È dal mix di queste riforme strutturali che si può arrivare alla soluzione del problema. Ma nel settore giustizia sono numerose le novità legislative volte a dare risposta non solo all’emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d’Italia, incide negativamente sulla crescita del nostro paese per un punto percentuale di Pil. Penso, ad esempio, al filtro in appello per le cause civili, all’istituzione di un tribunale per le imprese, alla riforma del risarcimento danni da eccessiva durata dei processi oppure alla revisione della geografia giudiziaria. Tanti graduali passi per un risultato importante. Occorre onestamente riconoscere che in sei mesi il suo governo ha fatto cose che nessun governo precedente ha mai avuto il coraggio di fare. Di quali va più orgoglioso? Orgoglioso, di nulla. Soddisfatto e grato, della conseguita possibilità di far lavorare per uno scopo convergente for- Orgoglioso? Di nulla. Soddisfatto e grato della possibilità avuta di far lavorare per uno scopo convergente politici divergenti ze politiche divergenti. In spirito costruttivo e unitario siamo riusciti a mobilitare queste energie nel Parlamento e forse anche in qualche misura a spiegarci col Paese in un momento che di per sé sarebbe stato il meno adatto a recepire incisive e pesanti iniziative strutturali. Beh le ha recepite. E l’ha fatto in un tempo molto concentrato e questo non mi rende orgoglioso, ma soddisfatto di aver contribuito a questo passaggio, che credo fosse inevitabile per non precipitare in una crisi dai contorni imprevedibili e per avviare l’Italia su una via di riforme e di crescita che daranno risultati più avanti. Certamente da qui a marzo 2013 avrà pochi ma importanti provvedimenti in agenda. Cosa pensa di poter ancora realizzare di qui alle elezioni? Ci sono cose che richiederanno azione per essere continuate e cose che richiederanno azione per essere fatte. Nella prima categoria ci sono tutte le iniziative in materia di risanamento dei conti pubblici e di contenimento del disavanzo che sono state già decise ma che devono essere attentamente sorvegliate nella loro esecuzione. In secondo luogo ci sono azioni nel campo delle riforme strutturali (come quella del lavoro), che richiedono uno sforzo per la loro messa in opera e forse l’aggiornamento di alcuni aspetti. Infine vorrei sottolineare le azioni in cor- so per la lotta all’evasione, lotta al lavoro nero, e misure per dare maggiore spazio al merito e non alla cooptazione. Nella seconda categoria, ci sono appunto le azioni che abbiamo riservato per la seconda metà della vita del governo, come la dismissione di parti del patrimonio pubblico per ridurre il debito. Abbiamo preferito nella prima parte di vita del governo concentrarci sulla attività di contenimento del disavanzo e di riforma, mentre adesso che abbiamo compiuto passi che hanno dimostrato all’Europa e al resto del mondo la capacità e la volontà del paese di operare cambiamenti nel profondo delle sue strutture, è bene accompagnare queste riforme con una riduzione del debito pubblico attraverso la cessione di alcuni attivi. Se avessimo dato la priorità a quest’ultima azione si sarebbe potuto pensare che l’Italia non credeva necessarie riforme strutturali di modifica della propria “macchina” e questo avrebbe dato un pessimo segnale ai mercati e all’Unione Europea. Infine vorrei aggiungere un’attività trasversale, e cioè l’impegno attivo del governo sul fronte europeo, dove nell’interesse dell’Italia e dell’Europa, abbiamo molto investito per fare evolvere il governo delle politiche europee. Il fatto che l’Italia paghi sui Btp decennali tassi molto elevati rispetto al nostro reale stato patrimoniale sta a indicare | | 29 agosto 2012 | 45 L’INTERVISTA “veni, vidi, vici” di un grand commis Questa degli eurobond è una proposta articolata e intelligente, che contiene anche elementi che da tempo il governo italiano – oltre a questi illustri economisti – ha portato al tavolo europeo. Abbiamo visto tutti che alcuni paesi (certamente la Germania, ma anche alcuni paesi nordici) non sono disposti in questo momento a dare il loro consenso agli eurobond. Ciò significa che probabilmente essi verranno ma un po’ più avanti, quando si saranno fatti passi verso una maggiore messa sotto controllo delle finanze pubbliche dei singoli paesi da parte delle istituzioni comunitarie. L’idea della Germania e di altri è che si possono mutualizzare in tutto o in parte i debiti pubblici solo quando si è sicuri che nessun paese sia deviante in materia di troppo debito pubblico. Ovvero, quando la politica di indebitamento sarà gestita in modo più coordinato dal centro… Perdoni l’ignoranza, ma non basterebbe ipotecare i patrimoni dello Stato per emettere gli eurobond? È un po’ più complicato. La sua intuizione è ottima, lungi dall’essere ignoranza, ma è più complicato. 46 | 29 agosto 2012 | | Perché il suo governo ha abbandonato la strada del federalismo? Dico questo anche a fronte delle rimostranze delle regioni più virtuose, che protestano perché sembra che la revisione della spesa le obblighi a fare tagli analoghi a quelle regioni che invece presentano voragini di bilancio e amministrazioni inefficienti. E ancora, del federalismo in chiave macroregionale proposto da Formigoni cosa pensa? In tutta l’attività di spending review noi non abbiamo fatto tagli lineari, come si suole chiamarli, proporzionalmente uguali dappertutto nei vari campi. Abbiamo invece svolto un’attività più minuta e profonda, che ha richiesto più tempo. Nel comparto delle spese di acquisto di beni e servizi da parte di ciascuna pubblica amministrazione centrale o locale, con l’aiuto del commissario Bondi abbiamo per esempio calcolato i costi mediani dell’acquisto di una siringa da parte di un ospedale e gli scostamenti da questa mediana. Ma non abbiamo chiesto le stesse riduzioni a tutti. Abbiamo dato a ogni centro di costo la conoscenza di dove lui si colloca rispetto agli altri e abbiamo chiesto sforzi maggiori a quelli che fino ad oggi hanno deviato verso l’alto. Insomma, per farle un altro esempio, se ci sono due ospedali non distanti nella stessa cit- tà dove il pasto per malato costa in uno il 40 per cento in più che nell’altro, probabilmente c’è qualcosa che non va. Sulla questione del federalismo noi rispettiamo quello che c’è nelle attuali leggi dello Stato. Forse in precedenti governi si è lavorato all’insegna del federalismo nella convinzione che esso fosse la riforma strutturale per dare ordine e slancio all’economia italiana. Mentre noi siamo convinti che il federalismo deve essere solidale, non può cioè non tenere conto delle diversità tra le diverse regioni e delle differenze territoriali. Soprattutto non deve esimerci dal fare riforme strutturali nei vari campi: dalle pensioni, al mercato del lavoro, alle liberalizzazioni, alla concorrenza, alle semplificazioni, eccetera. L’Italia è uno dei paesi più vecchi del mondo. Ma in Italia le famiglie non sono mai nelle agende governative e, per quanto riguarda i giovani, essi continuano a crescere in un sistema pubblico di istruzione-formazione che presenta grandi pieghe di obsolescenza. Un sistema che dovrebbe essere (per legge Berlinguer dell’anno 2000) costituito da due rami, quello statale e quello non statale, e che invece continua a privilegiare soltanto il sistema statale. Il primo costa ai contribuenti qualcosa come 55 miliardi l’anno. Il secondo – mi rife- Gli eurobond sono proposta intelligente. Ma Germania e stati nordici sono contrari. Priorità a controllo delle finanze degli stati Foto: AP/LaPresse che il problema spread dipende dal famoso ma fragile “fire-wall” costituito col fondo Ue di stabilizzazione o “salva stati” (Esm). A questo proposito, pensa di sostenere in maniera chiara e forte in sede europea la proposta Prodi-Quadrio Curzio di trasformare l’Esm in Fondo Finanziario Europeo che emetta eurobond e rilevi parte dei debiti pubblici nazionali chiedendo agli stati delle garanzie reali? Foto: AP/LaPresse «La lotta all’evasione può comportare la necessità di momenti di visibilità che possono essere antipatici», così il presidente Monti spiega le retate della Guardia di Finanza in alcune città del nord Italia. Nell’altra pagina il presidente del Consiglio durante un summit europeo. Sopra, Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica risco alle scuole paritarie – costa circa 500 milioni, pur scolarizzando circa il 10 per cento della popolazione studentesca, ricevendo così dallo Stato solo lo 0,5 per cento delle risorse per le scuole statali. Di più, quest’anno e per i prossimi tre, gli stanziamenti per le paritarie pare siano ridotti del 50 per cento e se non cambia il regolamento attuativo dell’imposta esse dovranno anche pagare l’Imu. messa in sicurezza del bilancio, il sostegno a quanti sono espressione dei valori della sussidiarietà e della solidarietà è perciò un obiettivo importante per quanti hanno a cuore il benessere e la crescita dell’intero paese. Il nostro è un governo che, per sua composizione, per suo programma, per suo orientamento, riconosce importanza e grandi spazi alla sussidiarietà, alla convivenza nel profondo reciproco rispetto tra pubblico e privato, tra Stato e Chiesa, tra le religioni. Io che ho studiato in una scuola cattolica, conosco ovviamente il grande ruolo, accanto all’istruzione pubblica, dell’istruzione paritaria e il contributo sociale che le scuole non statali offrono sopperendo alle difficoltà di molte realtà del paese. Il governo agisce in un clima di costrizione di tempo e di spazi finanziari credo senza precedenti nella vita dell’Italia repubblicana. La salvezza del paese rispetto a una crisi economica, finanziaria e politica molto profonda impone a tutti un contributo significativo e siamo coscienti che il sostegno delle istituzioni pubbliche è limitato. La dimensione della sussidiarietà si completa nella solidarietà, che resta un principio fondamentale della Costituzione italiana e dello sviluppo dell’Unione Europea. Pur nelle ristrettezze finanziarie da tutti avvertite e ferma l’esigenza di consolidamento e Al di là della correttezza dei numeri da lei forniti relativamente al finanziamento pubblico alle scuole paritarie degli anni scorsi, posso assicurare che il governo non farà mancare al settore, cui riconosce una essenziale funzione complementare rispetto a quella esercitata dalle scuole pubbliche, il necessario sostegno economico. A ciò si provvederà, compatibilmente con i limiti tracciati con i recenti interventi di revisione della spesa pubblica, con la legge di stabilità del prossimo autunno. In tutta franchezza lei ci sta dicendo che per le scuole paritarie conferma il taglio del 50 per cento di quei 540 milioni previsti e che dovranno pagare l’Imu? Non le sembra esagerata e nei fatti controproducente l’esasperazione comunicativa a riguardo della lotta all’evasione fiscale, i blitz e gli annunci come quelli della Gdf che ha occupato un intero stabile a Olbia, promettendo che avrebbe passato l’estate a setacciare la Costa Smeralda? Le sembra un risultato con- veniente spingere le persone benestanti a trasferire le loro barche in Corsica o in Costa Azzurra e i loro conti in Svizzera o in Austria? Si tratta di capire che visione abbiamo della società italiana. Il mio governo pensa che la ripresa di un cammino di crescita economica e l’avvio – perché ne siamo ben lontani – di un percorso verso una società civile moderna richieda cambiamenti profondi in alcuni aspetti, in alcune mentalità, in alcuni comportamenti a cui noi siamo abituati e che sembrano fare parte della vita della collettività italiana. L’evasione fiscale è il male della società civile. Perché altera il rapporto tra il cittadino e lo Stato. Sbriciola il rapporto di fiducia tra i diversi cittadini, perché c’è quello che riesce a evadere e quello che non vuole, o non può, evadere. Manda a pallino la concorrenza perché crea un grosso fattore di competizione sleale fra chi paga le tasse e chi non le paga. Infine, la notorietà pubblica del nostro alto tasso di evasione contribuisce molto a indisporre nei confronti dell’Italia quei paesi verso i quali di tanto in tanto potremmo aver bisogno di assistenza finanziaria. Come i paesi del Nord Europa, che dicono: «l’Italia è un paese molto ricco, però lo Stato ha un fortissimo debito pubblico che magari richiederà domani di aiutarla a Il governo non farà mancare alle scuole paritarie il necessario sostegno economico. Sul federalismo abbiamo un’altra visione | | 29 agosto 2012 | 47 “veni,vidi,vici” di un grand commis L’INTERVISTA rinnovare; eppure ci sono italiani ricchi o medi che sistematicamente non pagano le tasse». Insomma, l’evasione fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese all’estero. Se uno pensa – e io lo penso – che l’Italia si trova in uno stato di difficoltà soprattutto a causa di questo fenomeno e che si trova da questo punto di vista in uno “stato di guerra”, allora strumenti forti possono acquistare una loro giustificazione. Io stesso, fino a poche settimane fa, quando sono stato anche ministro dell’Economia e delle finanze e quindi responsabile dell’Agenzia delle entrate e responsabile politico della Guardia di Finanza, ho sempre incoraggiato fortemente le persone che vi lavorano a fare una dura lotta all’evasione. La seria lotta all’evasione può comportare la necessità di momenti di visibilità che possono essere antipatici. Ma che hanno un forte effetto preventivo nei confronti degli altri cittadini. Al tempo stesso ho sempre raccomandato il più grande rispetto dei diritti individuali e del contribuente. Però insisto: il nostro paese per fortuna è in pace, ma ha alcune ferite che sono quasi di natura bellica. L’evasione fiscale è una di queste. Così come sono ferite di natura quasi bellica quelle prodotte al paese dalla criminalità organizzata. Ambito in cui i governi da parecchio tempo stanno avendo successi importanti, così come il governo precedente aveva già fatto molto in materia di lotta all’evasione. Ebbene queste cose richiedono un contrasto non morbido, che però ammetto può portare come effetto collaterale alcune controproducenze di cui bisogna tenere conto, ma senza perdere di vista l’obbiettivo di vincere la guerra all’evasione e alla criminalità organizzata. Giustizia e intercettazioni. Dopo il caso sgradevole delle intercettazioni nei confronti del Capo dello Stato… Aggiungerei: grave. Foto: AP/LaPresse Condivido. Dicevo che dopo il caso che ha coinvolto il presidente Napolitano altri episodi (come quello del 19 luglio scorso in cui un capo di procura siciliana ha detto che certe istituzioni e personalità “puzzano” e ha rivendicato il “profumo della libertà” per una certa parte della magistratura che io definisco “combattente”: bene, al solo ventilare la possibilità di una sanzione per quel procuratore da parte del Csm, 320 Massimo D’Alema nel 2010 propose a Monti di assumere incarichi politici. «Non smentisco. Lo ascoltavo pensando che si sbagliasse» magistrati hanno fatto quadrato dichiarando che sottoscrivevano il discorso del loro collega) dovrebbero finalmente convincere il suo governo a porre un argine a certa barbarie giudiziaria che produce gogna sui giornali e violazione sistematica del segreto istruttorio. Lei non può essere accusato di fare leggi ad personam… Non tocca al governo, al presidente del consiglio, di esprimere giudizi di carattere generale. È peraltro evidente a tutti che nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi. È compito del governo prendere iniziative a riguardo. È in corso in parlamento il dibattito sul disegno di legge presentato dal precedente governo in merito alle intercettazioni telefoniche. Il nostro governo, nella persona del ministro della giustizia Paola Severino, interviene attivamente in materia nell’iter parlamentare che sta procedendo. Così come avviene in materia di legge contro la corruzione. Insomma in tutti quegli aspetti della giustizia che sono così importanti sia per la vita civile, sia per i diritti individuali, sia per la vita economica del paese. C’entra qualcosa quello che sta facendo con la sua fede, il suo essere credente e cattolico? Quello che sento dentro di me e che È evidente a tutti che nelle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi. Il governo prenderà iniziative mi ha mosso ad accettare l’incarico affidatomi dal Capo dello Stato e confermatomi dalla fiducia del Parlamento, può tranquillamente restare dentro di me e non sento l’esigenza di manifestarlo. Certamente, nell’anima e nel cuore di chi si trova in questa come in altre posizioni piuttosto impegnative ci sono molte componenti civili e spirituali di ordine superiore. E rappresentano anche una miscela di ragione, di emozioni, di speranze, di amarezze, che può evolvere nel corso del tempo. Ma così come credo che chi governa abbia i più alti obblighi di trasparenza – e noi tra parentesi abbiamo stabilito standard senza precedenti per quel che riguarda la trasparenza patrimoniale dei membri del governo – credo però che sia bello tenere dentro di sé le molle che guidano la persona. Intervenendo in Bocconi, la sua università, lei all’inizio di quest’anno disse che finita questa fase sarebbe rientrato in università. Però forse avrà capito che il paese potrebbe avere ancora bisogno di lei. Nel caso che dopo le prossime elezioni, Parlamento e partiti le chiedessero di rimanere o comunque di continuare ad avere responsabilità di governo, pensa che potrebbe rivedere la sua decisione di un ritorno alla vita privata? Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico come l’Italia non sia in grado, attraverso libere elezioni, di scegliere una maggioranza di governo efficace e, indirettamente, un leader adeguato a guidarla. Quindi la sua domanda credo e spero non sarà rilevante. Un’ultima curiosità: intende smentire o no la notizia del settimanale L’Espresso secondo la quale lei, nell’autunno del 2010, venne contattato dall’onorevole Massimo D’Alema, che a Milano, in una cena a casa di un noto professionista, le propose con altri l’assunzione di responsabilità politiche e di governo nel caso di una caduta anticipata del governo Berlusconi? Non smentisco quell’occasione e posso solo dire che nel mondo politico ci furono diverse persone che, intorno a quell’epoca, nelle loro previsioni o scenari sul futuro politico italiano di breve termine, mi prospettarono ipotesi che mi coinvolgessero. E io sono sempre stato ad ascoltare pensando che si sbagliassero. n | | 29 agosto 2012 | 49 l’italia che lavora Dolcezza tutto l’anno Tutto inizia grazie al palato fino di nonno Francesco Antonio, pasticciere dopo le scuole elementari. Con l’invenzione del mandorlato arriva la notorietà e oggi la famiglia Balocco mobilita gli ingegneri per i suoi wafer «C hi non ha mai sognato, da bambino, di fare il pasticciere? Nella mia classe, alle elementari, lo sognavano quasi tutti, per questo mi invidiavano, e io non aspettavo altro che le vacanze estive per poter andare ad aiutare in fabbrica. Ma ero solo un bambino. Il massimo a cui potevo aspirare era ripulire le latte dai residui dell’impasto. L’aspirazione alla pasticceria moriva subito dopo un lavoro così». Sorride mentre ricorda la sua infanzia Alberto Balocco. Lui la pasticceria ce l’ha nel dna anche se si occupa prettamente di numeri, visto che è amministratore delegato dell’azienda di famiglia, la Balocco, dolciari dal 1927 in quel di Fossano (Cuneo). Alberto e sua sorella Alessandra, che si occupa del marketing, rappresentano la terza generazione di un’azienda che proprio adesso sta vivendo uno dei suoi periodi migliori. Tutto merito di nonno Francesco Antonio, che si dedica alla pasticceria e alla produzione di dolci fin dalla fine delle elementari. L’apprendistato svolto tra Torino e Sanremo dà alle sue creazioni un tocco del tutto particolare. Si sentono infatti i gusti cari alla borghesia torinese e dei Savoia, si sente la snobberia inglese che emigrava a Sanremo a prendere il sole. Tornato a Fossano, a 24 anni, e con questa valigia di sapori, deci- 50 | 29 agosto 2012 | | de di aprire il suo primo laboratorio, nel centro, in piazza del Castello. L’affluenza dei clienti cresce di continuo, tanto che nel 1929 si apre un altro punto vendita, questa volta nella via del passeggio, quella dei portici. La crisi del Ventinove non sembra toccare la borghesia di Fossano, che continua ad attaccare il naso alle vetrine della pasticceria Balocco e a uscire dal negozio carica di sacchetti golosi. Ma è un attimo, perché questo inizio di attività florido è spezzato dall’arrivo della guerra, dalla violenza delle brigate nere alle quali il signor Balocco non sottosta e dalla conseguente fuga nelle Langhe. «Dopo la fine del conflitto mondiale, mio nonno si decide a riaprire, e si fa aiutare da mio padre Aldo, che nel frattempo aveva finito le scuole superiori. Le vecchie pasticcerie del centro vengono mantenute, ma si decide di acquistare un piccolo stabilimento, in cui montare i primi impianti per dolci. I 5 mila metri quadrati, appena comprati, aumentano a dismisura negli anni, perché la richiesta cresce di continuo. Così Nella pagina accanto, in basso, il cavaliere del lavoro Aldo Balocco con i figli Alberto e Alessandra. Sopra, la sede dell’azienda a Fossano (Cn). Sotto, una pubblicità d’epoca oggi siamo a 44 mila metri quadrati che non bastano nemmeno più». Il salto degli anni del boom Il passo più importante, e moderno, avviene sul finire degli anni Sessanta, contemporaneamente all’avvento della televisione nelle case degli italiani. «Si punta sui prodotti da ricorrenza, ovvero i panettoni. Il prodotto classico viene modificato, lo si ricopre di una glassa alla nocciola, albume e zucchero, sulla quale vengono sparse delle mandorle. E nasce così il mandorlato Balocco. Pronto a essere lanciato sul mercato tramite uno degli spot televisivi del Carosello. Mio padre ha avuto quest’ottima intuizione, ed è anche grazie a questo che a metà anni Settanta l’azienda si ingrandisce molto. Nello stesso periodo subentriamo in Balocco io e mia sorella, ma mio padre continua a rimanere il presidente, anche se non è più operativo, visto che oggi ha 81 anni». Il passaggio generazionale non è sempre semplice. Il signor Aldo pensa addirittura di dover vendere l’azienda un giorno, ma Alberto lo rassicura: una volta terminati gli studi si lancerà anche lui nell’avventura della Balocco. «L’azienda ha continuato a crescere con un ritmo forsennato, le persone a cui è stato dato un lavoro si sono moltiplicate, e ognuna di loro ha una famiglia, a cui non puoi smettere di pensare. Quando sei al verti- ce di un’azienda, ti rendi conto che non puoi neanche permetterti di stare male o ammalarti, per questo ho rinunciato a sport pericolosi che tanto mi piacevano come speleologia e deltaplano. A volte ho dovuto anche rinunciare a stare con i miei figli, ma ora mi sto riprendendo il tempo perduto». Uno dei passatempi preferiti di Alberto Balocco è fare la spesa e osservare i clienti intenti ad acquistare nella corsia dedicata ai biscotti, chiedere a quelli con l’aria meno frettolosa perché scelgano un pacco di biscotti anziché un altro. Perché è questa la strada che la Balocco sta percorren«La ricetta classica del panettone viene do, da una decina di anni a modificata e negli anni Sessanta mio padre questa parte. «Dopo anni di ha la geniale intuizione di lanciare il prodotto studio, e ponderamento dei rischi, abbiamo pensato con uno degli spot televisivi del Carosello» | | 29 agosto 2012 | 51 l’italia che lavora che fosse arrivato il momento di produrre qualcosa in più rispetto ai soli prodotti da ricorrenza. I panettoni sono un prodotto esclusivamente stagionale, finivamo per fare la fine dei bagnini, occupati tre mesi l’anno e il cui lavoro dipende strettamente dal tempo. Lo stesso vale per i panettoni, basta qualche grado di temperatura più alta, nel periodo natalizio, che se ne vendono in numero inferiore. I biscotti da colazione, invece, si vendono tutto l’anno. Invogliati da questo abbiamo deciso di provarci, non con qualcosa di nicchia, ma scontrandoci con i diretti concorrenti. Questa spavalderia ci ha premiato, e ora siamo i secondi sul mercato, dopo il gigante Barilla». Eppure i rapporti con la concorrenza sono distesi, anche perché ci sono tante aziende più o meno della stessa dimensione. «Qui a Fossano, un paese di 25 mila abitanti, oltre a noi, c’è un altro grande laboratorio di pasticceria. Sembra strano, lo so, ma può anche succedere che ci si aiuti. Magari si rimane senza un ingrediente per motivi logistici, con qualche camion bloccato chissà dove, e basta alzare la cornetta e chiedere “scusa, non è che ti avanza un container di zucchero?”, poi si ricambia il favore e il lavoro continua tranquillo». E continua anche verso settori nuovi come quello dei biscotti Vita mia, per chi è attento alla linea oppure soffre di intolleranze. «Il mio biscotto preferito è quello con le gocce di cioccolato, ma quello della linea Vita mia con i frutti rossi e la farina di riso è altrettanto goloso. È importante variare, continuare a fare cose buone e ricche come i frollini, ma stare attenti alle richieste di mercato. Purtroppo il problema delle intolleranze è strettamente legato al nostro tempo, ma lo facciamo sempre rimanendo ligi alle nostre politiche tecnologiche. Non si può trattare della farina per celiaci in un impianto in cui prima è stato fatto un prodotto con farina normale, non c’è da scherzare. Quando sento di aziende che si limitano a trattare le macchine con dei lavaggi speciali, e producono linee di prodotti per allergici, scuoto la testa. Non mi sentirei a posto con la coscienza a fare un’operazione del gene52 | 29 agosto 2012 | | L’interno della sede centrale della Balocco a Fossano, provincia di Cuneo re». Dall’anno di arrivo sul mercato del mandorlato, uno dei prodotti ad oggi più venduti, insieme ai frollini con le gocce di cioccolato e ai wafer alla nocciola, sono passati tanti anni, e per inventare lievitati nuovi occorre prendere spunto anche da settori diversi. «Fare un regalo a un uomo che ha tutto è praticamente impossibile. Così ho pensato che sarebbe stata una bella sorpresa il conferimento del titolo di cavaliere del lavoro, difficile da ottenere visto che ce ne solo 500 in tutta Italia. Occorre avere i meriti giusti, ma soprattutto occorre essere disponibili a sottostare Un nuovo dolce natalizio alle indagini che sono partite sul conto «Abbiamo lanciato un dolce natalizio che di mio padre. C’è stato un periodo in cui fa il verso a uno stecco gelato al fiordilat- in azienda c’era un via vai di agenti delte, con il ripieno di amarena e la copertu- la Guardia di finanza, prevenzione frodi, ra di granella di nocciole. E quindi abbia- ispettori vari, e mio padre mi ha chiamamo farcito e ricoperto nello stesso modo to preoccupato. “Ma che hai combinato un pandoro. Oppure abbiamo preso gli che abbiamo tutti addosso? A cosa dobingredienti del tiramisù e abbiamo cre- biamo rimediare?” mi ha chiesto. Al che ato un dolce con crema al mascarpone ho dovuto raccontargli della sorpresa che e caffè, e copertura al cacao. Per i wafer, intendevamo fargli per il suo compleangli stessi da tanti anni, abbiamo studia- no. È stato felicissimo. Dopo aver ricevuto ingegneria. E ampliato le cuspidi delle to il telegramma dal ministero della Giustizia, siamo andati io e lui, a giugno a cialde, per mettere più crema». Il momento più commovente di Roma, a ritirare la nomina. Poi, a ottobre, quest’avventura che ha coinvolto tre ci siamo concessi un viaggio di famiglia, generazioni è stato nel 2010, quando il per la consegna ufficiale del cavalierato. papà di Alberto ha compiuto 80 anni. Io, mio papà, mia mamma e mia sorella, tutti e quattro in macchina come non succedeva «Occorre prendere spunto anche da settori da tantissimi anni. Penso a diversi. Per i wafer, gli stessi da tanti anni, questo ricordo tutti i giorni abbiamo studiato ingegneria. E ampliato le in cui vado al lavoro». cuspidi delle cialde, per mettere più crema» Elisabetta Longo GREEN ESTATE CINEMA CONTRO LA LIBERA CIRCOLAZIONE A ROMA La guerra di liberazione Monsieur Lazhar, di Philippe Falardeau Un esempio di chi sa insegnare di Paolo Togni E così la retriva alleanza oscurantistico/pauperistica, attiva sull’argomento almeno dagli anni Sessanta del secolo scorso, ha sferrato un nuovo attacco contro la libertà PRESA di circolazione nel centro di Roma. Come occasione si è preD’ARIA so lo stato del Colosseo, una costruzione di millenovecentocinquanta anni fa, che sarebbe azzardato aspettarsi di trovare perfetta, o anche seminuova. E certo l’antico monumento ne ha viste, dalla sua costruzione, di tutti i colori: dal saccheggio di Totila ai non pochi terremoti che, soli, hanno avuto la forza di danneggiarlo seriamente; ne ha viste molte e le ha superate tutte: figuratevi che ha resistito brillantemente alla lunga, sciagurata serie di amministrazioni di sinistra cominciate con Argan (ricordate? Quello che si era dichiarato certo che le teste di Livorno fossero opera di Modigliani) e tristemente finite nello squallore delle giunte Rutelli e Veltroni. E pare, addirittura, che supererà anche la giunta Alemanno, nata con tante speranze poi andate deluse. Supererà, il nostro Colosseo, anche l’alleanza dei nemici del progresso stipulata tra i manutengoli di Giulia Maria, Ermete e Fulco, che vuole isolarlo dal contesto della città viva, con la scusa dell’instabilità derivante dalle vibrazioni indotte dal traffico veicolare e dalla metropolitana. La verità è che la Via dei Fori Imperiali, dalla sua apertura, è un asse imprescindibile della mobilità cittadina; l’eventuale pedonalizzazione della zona determinerebbe un vortiIl Colosseo ha resistito al saccheggio ce di blocchi di traffico che ridi Totila e ai terremoti. E anche alla uscirebbe finalmente a realizsciagurata serie di amministrazioni zare il desiderio segreto della di sinistra cominciate con Argan e lobby del regresso e della poverfinite con quelle di Rutelli e Veltroni. tà (altrui). Infatti, questi figuri sanno di poter effettuare una Supererà anche quella di Alemanno pesca ancor migliore di quella pur ottima di oggi per ogni peggioramento della qualità della vita umana e per ogni regresso della capacità economica del paese; e sono alla spasmodica ricerca quotidiana di pretesti per poter raggiungere i loro obiettivi. Certo è che sull’argomento la nostra sopportazione ha raggiunto livelli eccessivi; che dovremmo tutti ribellarci alla dittatura strisciante dei professionisti dell’ambiente e dei beni storici, che senza deleghe né responsabilità governano imponendo a una classe politica, per lo più incapace, scelte e obiettivi. Focolai di resistenza già esistono; a quando la guerra di liberazione? [email protected] TURISMO MERCATO TURISTICO La “lealtà” dei viaggiatori italiani Il valore delle aree turistiche si misura anche sulla lealtà degli ospiti. Queste le conclusioni di un sondaggio effettuato da Trademark, istituto riminese specializzato nelle analisi dei mercati turistici. Nell’analisi sulle vacanze estive 2011 l’attenzione si è focalizzata sul grado di fedeltà degli italiani verso mete 54 | 29 agosto 2012 | | turistiche scelte per trascorrere le ferie. Ischia, Capri, Forte dei Marmi, Rimini, Riccione o Positano possono contare sulla lealtà estrema della propria clientela. Una fedeltà vicina, in alcuni casi, al 70 per cento. Nel 2011 la maggioranza degli italiani resta fedele alle località che conosce senza neppure informarsi su eventuali alternative e, mentre la Sardegna è l’area a maggior ricambio di turisti, scende il livello di affezione per Sicilia e Campania. Campione di lealtà è l’Adriatico settentrionale, da Bibione a Gabicce Mare. Il 62 per cento dei clienti delle spiagge Si impicca la prof di una scuola media canadese. Sarà difficile sostituirla. Bel film sulla scuola e i maestri. Ha tanti spunti e qualche difetto nei perso- naggi di contorno, irrisolti. Lui, monsieur Lazhar, è un fenomeno: è algerino ed è in Canada da diversi anni. Ha una storia dolorosa alle spalle che gli ha insegnato che la vita è un dono. Così, entra in classe e affronta i ragazzini, feriti dalla tragedia della prof suicida e da tanti adulti che scappano di fronte ai problemi. E HOME VIDEO Lockout, di J. Mather e S. St. Leger Fuga dal carcere In un futuro prossimo un uomo, accusato ingiustamente di omicidio, sta per essere internato in una prigione quando avviene una rivolta. Sci-fi di produzione francese: remake non dichiarato di 1997: Fuga da New York di Carpenter. La storia è identica: un antieroe protagonista, il carcere da cui non si può evadere e in cui avviene una sanguinosa rivolta; la figlia del presidente presa in ostaggio. Non ci sono idee in più ma la confezione è discreta e il cast ben assortito. romagnole promettono di tornare nello stesso albergo. Le seconde case incidono nella scelta dei repeater. Per le mete al Sud entra in gioco la disponibilità di parenti e amici all’accoglienza. A parte gli esempi più tradizionali del balneare italiano, sono le destinazioni extraeuropee, spe- cialmente a medio-corto raggio, ad assistere a un aumento della fedeltà della clientela italiana. Qui conta spesso il prezzo molto favorevole, soprattutto nei villaggi, dove l’alta stagione italiana corrisponde alla bassa della destinazione scelta. In generale la tendenza 2011 ha presentato un trend altalenante per Sardegna, Sicilia e Liguria. Flessione per il Sud, la Toscana e il Lazio. Ricordiamo che il 2010 ha presentato ottimi volumi di traffico turistico. Ma ogni confronto motivazionale può presentare molti rischi di interpretazione. Walter Abbondanti STILI DI VITA ELOGIO deLLA TRIBù mentre l’istituzione scolastica cerca di rispondere alle domande dei ragazzi con il supporto di una psicologa ciarlatana e tante chiacchiere, il timido professore risponde con i fatti: dettati di Balzac, corsi di recupero e tanta dedizione e attenzione ai ragazzi. Perché la classe «è un luogo di vita e di impegno, un posto in cui bisogna impegnare tutti noi stessi». Mai sentimentale nonostante la drammaticità del soggetto, mai lacrimevole: un bello sguardo su chi davvero sa insegnare. visti da Simone Fortunato COMUNICANDO APPUNTAMENTO A Bruxelles per uno sviluppo sostenibile Il tema della sostenibilità è strettamente connesso al tema dell’ambiente. Si tratta di un luogo comune che non rende giustizia a tutti i risvolti di primissima importanza che vengono raggruppati in questa macrocategoria. Un esempio? Il territorio, ossia lo scenario sul quale si dibatte maggiormente di quello La famiglia non è sobria Il regista Philippe Falardeau di Annalena Valenti E della tribù, altrimenti detta «Non ci sono parole per esprimere l’abisso MAMMA OCA che corre fra l’essere soli e l’avere un alleato… due non è due volte uno: due è duemila volte uno». Tribù come antidoto all’Italia “antropologicamente superiore” che sta dettando come vivere in modo corretto e da soli. La tribù non è morigerata, aggettivo che insieme a sobrio ha fatto da colonna sonora all’estate, la tribù è esagerata e in estate si scatena. Crea gemellaggi, in barba a traghetti e fustigatori della morale, le presenze in Sardegna, in calo ovunque, a casa Marinedda e dintorni sono aumentate, ci si ospita, si scambiano posti letto con rifacimenti tettoie, pantaloni a fiori, versioni di Cesare. Famiglie che passano insieme il loro tempo libero, molti bambini, i più grandi aiutano i più piccoli, e se l’ansia da prestazione fa capolino, e credete, fa capolino, o se si confonde la realtà con il pensiero che si ha in testa, qualcuno che ti ridimensiona c’è sempre, qualcuno che ti dice cos’è bene, cos’è male c’è ancora. Tavolate oversize davanti al cielo infinito ricordano che siamo fatti per il Paradiso, la convivenza tra generazioni diverse che annulla il muro frammezzo cioè l’inimicizia, è coltivata e si fa guardare. Tutti possono sentirsi a casa, e ritemprarsi e ripartire. E ricreare il mondo. mammaoca.wordpress.com logio che comunemente viene denominato “sviluppo sostenibile”. Ovviamente questo tipo di sviluppo ha una sua formula “segreta”, un insieme di soggetti che – se si relazionano tra loro in modo corretto – ne consentono la realizzazione pratica: l’industria, la comunità, l’ambiente, la cultura e l’economia. Il 26 settembre, a Bruxelles, si terrà la prima “Sustainability Talk” patrocinata da Eni, azienda sensibile a questo tema, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e l’approfondimento sulla sostenibilità e sul corretto sviluppo economico. Interverranno il ministro dell’Am- biente Corrado Clini, il direttore dell’ufficio di Bruxelles delle Nazioni Unite, Antonio Vigilante, il rappresentante permanente per l’Italia presso l’Ue, Ferdinando Nelli Feroci e la responsabile sostenibilità di Eni, Sabina Ratti. Obiettivo primario sarà proporre riflessioni e trasferire informazioni per far comprendere la sostenibilità intesa come nuovo approccio di governance nelle scelte di un soggetto economico. Già al Meeting 2012 se ne potrà avere un’anticipazione presso lo spazio Eni, dove si potrà vincere tutti insieme la sfida a costruire [lm] un futuro migliore. | | 29 agosto 2012 | 55 PER PIACERE DA GIGINO, VICO EQUENSE Roba da sogno la pizza a metro del sorrentino Luigi Dell’Amura AMICI MIEI LIBRO/1 La via alla santità «Lo scambio epistolare tra santa Gianna e il marito Pietro Molla testimonia una vita familiare sviluppatasi, con originale intensità spirituale, sul ceppo fecondo della Chiesa ambrosiana». Il cardinale di Milano, Angelo Scola, usa queste parole per presentare l’ultimo libro a cura di Elio Guerriero (San Paolo, 302 pagine, euro 15) dedicato a Gianna Beretta e Pietro Molla, intitolato Lettere. È un libro che invita all’amore e alla speranza, che tutti possono leggere, sposi, figli e anche fidanzati. Le lettere dei due coniugi sono la testimonianza convincente che la via alla santità non passa necessariamente attraverso i chiostri religiosi o il ministero dei preti, ma può dispiegarsi in mezzo al mondo: nell’impegno per il lavoro, nella pienezza dell’amore, nella dedizione per crescere ed educare i figli. Il testo è arricchito dalla presentazione dell’arcivescovo di Milano; dall’arciprete della Basilica papale di San Pietro in Vaticano, Angelo Comastri; della prefazione di Pietro Molla alla prima edizione di Il tuo grande amore mi aiuterà a essere forte. Lettere al marito (San Paolo, 1999); dalla prefazione della figlia Gianna Emanuela Molla e da numerose fotografie della coppia. LIBRO/2 Una vita vissuta da protagonista Solitamente le biografie si fanno riconoscere per la fama del protagonista o per quella del narratore. Non è il caso di Elena Hoehn. Protagonista della storia italiana, di Armando Droghetti (San Paolo, 265 pagine, euro 14,50) che tratta di un personaggio sconosciuto al grande di Tommaso Farina C i voleva il genio un po’ pazzerello di un partenopeo, anzi di un sorrentino, per decidere di misurare la pizza dall’appetito dei clienti: così Luigi “Gigino” Dell’Amura, classe 1903, nel secolo scorso inventò la pizza a metro, nel suo forno di Vico Equense (Napoli). Se volete impregnarvi di storia mangiando una pizza di tutto rispetto (roba che al nord ancora si sognano), e tenendo conto che non si tratta di pizza napoletana “ortodossa” ma appunto di pizza a metro, ancora oggi a Vico vi conviene andare Da Gigino pizza a metro – Università della pizza. Il palazzo moderniccio in cui questa istituzione sorrentina è ambientata non è esattamente affascinante. Pure la sala, rustica e datata, mantiene ostentatamente un carattere anni Sessanta-Settanta che può far storcere il naso a qualcuno. Però questo ambiente ha una sua rustica ragion d’essere: è la cornice dove si mangia la pizza a metro. Si mangia veramente a pezzi lunghi un metro, che costano mediamente 30 euro e bastano almeno per quattro. Se siete in due o da soli, potete avere la porzione dimezzata, e in ogni caso non siete obbligati ad avere un intero metro di pizza con la medesima guarnizione. Le farciture seguono la tradizione napoletana, pur proponendo variazioni oggi consolidate. Eccellente, da provare la “Margherita Speciale”, ossia con la doppia mozzarella. Niente male anche quella con fiori di zucca e provola campana: ricordiamo che qua dietro ci sono i monti Lattari, il cui nome spiega molte cose sulla loro vocazione al formaggio e ai latticini. Poi ci sono tante altre tipologie: marinara normale e coi bianchetti; marinara con le scarole; Spaccanapoli ’77 (mozzarella, uova, funghi e salsiccia) e altre ancora. Se proprio non si digerisse la pizza, c’è un menù di cucina tradizionale: crostata di taglierini alla finanziera; calamarata di pasta con la pescatrice; scialatielli provola e melanzane; filetto alla Gigino; calamari alla greca; pastiera napoletana. Servizio ruspante e simpatico. I piatti si possono ordinare anche per asporto. IN BOCCA ALL’ESPERTO Per informazioni Da Gigino pizza a metro – Università della pizza www.pizzametro.it Via Nicotera, 15 Vico Equense (Napoli) Tel. 0818798309 Non chiude mai pubblico. Elena è una donna tedesca che scelse l’Italia e divenne protagonista della nostra storia. Durante la guerra nascose in casa sua Giovanni Frignani, l’ufficiale dei Carabinieri che arrestò Mussolini prima di essere scoperto e inserito nell’elenco delle persone destinate alle Fosse Ardeatine. L’altro elemento fondamentale nella sua vita fu l’incontro e l’amicizia con Chiara Lubich agli albori del movimento dei Focolarini. Con la giovane maestra trentina l’intesa fu immediata e perfetta. Partecipò alla vita del movimento, tenne una fitta corrispondenza con la fondatrice, ne assimilò il carisma. È un libro tra storia e spiritualità, un invito alla speranza che viene da tempi difficili. LIBRO/3 Il lavoro, occasione per diventare uomo Cerco lavoro. Non è un annuncio ma il libro di Mauro Sottili (Itaca, 120 pagine, euro 10). Un racconto agile, diretto, senza troppe pretese di fare “letteratura” e per questo, «un libro che arriva al cuore delle cose: che dice del desiderio di andare fino IL VINO Britto Savuto superiore 2010 Quello dell’azienda Colacino è un vino barricato e non filtrato di colore rosso rubino con sfumature granata. Al naso risulta intrigante con profumi di frutta matura e spezie (tabacco e liquirizia). Al palato è pieno, rotondo, vellutato con lunga persistenza aromatica. Da abbinare con carni e sughi di selvaggina, arrosti, tagliate e fiorentina alla brace. Costo in enoteca: 16 euro. Carlo Cattaneo in fondo a quel che capita», scrive nella prefazione Franco Nembrini. La storia è semplice e profonda, come il suo protagonista: un ragazzo di oggi di fronte al suo primo lavoro; che poco a poco scopre come lavorare non sia passare otto ore dietro una scrivania e prendere uno stipendio, ma l’occasione per diventare uomo, per rischiare la propria intelligenza e la propria libertà. «È un libro che racconta la storia di tutti – scrive ancora Nembrini – e che tutti, i nostri figli in primis, dovrebbero leggere, per capire un po’ di più chi siamo e che cosa siamo chiamati a essere». | | 29 agosto 2012 | 57 MOBILITÀ 2000 DI NESTORE MOROSINI La silhouette dell’Audi SQ5. Nella vista posteriore si vedono i quattro terminali di scarico. Nelle altre: la plancia con volante a 3 razze, il cambio automatico sotto al quale è sistemato il comando di Audi Drive Select SPECIALE VERSIONE PER IL CROSSOVER AUDI Una SQ5 turbo diesel con super prestazioni L a turbodiesel dell’Audi Q5 si arricchi- sce di una speciale versione S, che si potrà comprare dalla primavera 2013 al prezzo base di 62.850 euro. Come gli altri modelli della famiglia, adotta una nuova griglia della presa d’aria, che nel caso specifico è a barre di color platino. La SQ5 si può distinguere anche per l’alettone alla sommità del lunotto posteriore, i quattro terminali di scarico di forma ellittica, i gusci dei retrovisori esterni di color alluminio e i cerchi ruota da 20 pollici di diametro. I fari sono allo xeno, con luci diurne a led. A bordo domina il nero, con il padiglione del tetto e la plancia di questo colore. La strumentazione ha una grafica grigia con lancette bianche di contagiri e tachimetro. Al centro del progetto SQ5 c’è il V6 turbodiesel di 2.967 cc sovralimentato da due turbo che lavorano in serie. Ha una potenza di 313 cavalli a 3.900 giri, la tra- zione è di tipo integrale permanente, il cambio è automatico a otto rapporti. Il V6 TD in questione è un motore semplicemente impressionante, elastico a partire da 1.200 giri, si lascia spingere senza la minima incertezza sino a 5.200 giri. Le prestazioni sono di grandissimo rilievo: accelerazione 0-100 km/h in 5,1 secondi e velocità massima (autolimitata) di 250 orari. Consumo medio omologato di 7,2 litri per 100 chilometri. È di serie il sistema “Audi drive select”, che permette di scegliere quattro modalità di regolazione delle risposte di motore, cambio, sterzo e ammortizzatori: dalla più economica “Efficiency” a quella personalizzata “Individual” passando per la “Confortevole” e la “Sportiva”. Per ogni scelta, le risposte dello sterzo e del motore, oltre alla rigidità delle sospensioni, variano in maniera sensibile. | | 29 agosto 2012 | 59 UN ALTRO MONDO è POSSIBILE la sfida della realtà Il peccato veniale ci sbriciola come un tarlo col legno di Aldo Trento M i colpiscono sempre le parole di san Paolo: dovrete rendere conto a Dio perfino di ogni parola vana. Per la mia esperienza, il termine “parola vana” significa tutto ciò che vivo prescindendo dal Mistero, cioè ogni volta che mi lascio guidare dalla mia opinione, dal mio istinto, dalla mia misura. Mi rendo conto che tutti i giorni mi dimentico di essere relazione con il Mistero e del fatto che non esiste nessuna cosa, anche apparentemente banale, che non contenga in se stessa la grande Presenza. «La realtà è Cristo» afferma san Paolo, sottolineando che sia il mondo intero che qualsiasi successo quotidiano provocano la mia libertà, affinché io possa riconoscere la voce del Mistero fatto carne in Cristo che mi chiama. Il Vangelo, parlando di Gesù, dice “bene omnia fecit”: ha fatto bene tutte le cose. Cosa significa questa provocazione nella mia vita? Essa rappresenta qualcosa di molto semplice, che ho imparato in questi 23 anni di missione in Paraguay. Quando sono rimasto solo in parrocchia mi sono chiesto: Signore cosa significa essere parroco e quale cammino educativo devo proporre affinché i fedeli che mi hai affidato possano incontrarTi? Ricordo che mentre ero davanti al Santissimo Sacramento ho percepito chiaramente ciò che il Mistero mi stava chiedendo: vivere intensamente il reale in tutti i suoi particolari, dal modo di entrare e stare in chiesa, di pregare, fino alla cura della casa parrocchiale e delle altre opere che la Provvidenza ha generato usando il niente che siamo. Molte volte ho affermato che l’unica verità pastorale è quella di mostrare come vivo in ogni momento. Il libro Cristo e il lavandino è nato dall’esperienza, dalla coscienza che non esiste particolare della vita che non rimandi al Mistero. Il problema che viviamo ogni giorno coincide con la dimenticanza di questa verità, mentre quando uno la sperimenta, la vita diventa più vita, la sua umanità cresce esprimendo tutta la sua bellezza. Proviamo ad immaginarci la differenza che esiste tra una persona che vive ogni istante con questa coscienza ed un’altra che vive il quotidiano dimenticandosi della realtà come luogo in cui l’uomo incontra il volto misterioso del 60 | 29 agosto 2012 | | POST APOCALYPTO Nella foto, un pezzo di legno completamente eroso dai tarli Padre. Giovanni Paolo II ha affermato, parlando di S. Benedetto: «La grandezza di questo santo sta nell’aver vissuto in modo eroico il quotidiano ed in modo quotidiano l’eroico». In questa prospettiva non esiste divisione tra fede e vita. Una divisione che si evidenzia perfino nella nostra maniera di respirare. Per questo vorrei ringraziare il lettore di Tempi per la lettera che mi ha inviato, in cui ha sottolineato che il peccato veniale –- che quasi tutti sottovalutiamo – non separa da Cristo come il peccato mortale, ma è come il tarlo che pian piano e senza rumore è capace di demolire qualsiasi casa fatta di legno. Questo tarlo, come lo descrive molto bene l’amico della lettera che riporto di seguito, è l’immagine più bella che ci aiuta a capire meglio quei santi che si confessavano ogni giorno o che avevano al loro fianco il confessore. Che coscienza grande hanno queste persone della loro relazione con Cristo e della necessità drammatica di confessarsi, godendo della gioia provocata dalla tenerezza piena di misericordia del Mistero! Quando spiego ai ragazzi la differenza che esi- ste tra il peccato mortale e quello veniale, di solito uso l’immagine di una bella casa, ben arredata. Il peccato mortale è paragonabile all’immagine di questa casa mentre crolla, invece il peccato veniale è la stessa casa che, anche se in apparenza non presenta nessuna crepa, è tutta impolverata, nessuno vuole pulirla o in cui neanche notano lo sporco. Pian piano le crepe appariranno ed arriverà il momento in cui la casa crollerà da sola. Tutti possiamo verificare nella nostra vita questo modo borghese di vivere, quando arriva il momento in cui siamo ridotti ad un mucchio di macerie. Ricordiamo ciò che afferma l’evangelista San Giovanni nell’Apocalisse: «Non sei né caldo né freddo, per questo ti vomiterò». [email protected] C arissimo padre Aldo, l’ultima volta che ci siamo visti mi hai sorpreso, come sempre, quando mi hai detto che il peccato veniale è più pericoloso di quello mortale. Spiegandomi che «quest’ultimo è eclatante, molto evidente, come un forte temporale o «Ti dirò che ho voluto confessarmi e questa volta nel dire al sacerdote i miei peccati “veniali” non era più l’elenco delle mancanze ma piuttosto il dolore di aver fatto a meno della sua Presenza, dell’unico che ama me più di me stesso. Come quando si fa un torto a una persona amata» un terremoto: e uno lo vede e… si ravvede. Ma quello veniale è come un tarlo nel legno, (che in Paraguay si chiama cupi-i) uno lo lascia entrare e lui, il tarlo, pian piano con calma e senza che ce ne si avveda, mangiucchia tranquillo, a poco a poco. Il risultato finale è che il legno perde internamente la sua consistenza e si sbriciola!». Mi sono acceso a queste parole e così ho voluto approfondire l’argomento “tarlo”. Partendo dal fatto che ogni elemento della realtà ci insegna un aspetto del Mistero, mi sono dapprima documentato on line scoprendo quanto segue: «… i tarli sono insetti piuttosto timidi. Esistono tante specie di tarlo, ma tutti più o meno con lo stesso carattere introverso, schivo, poco socievole. Sono ombrosi e scorbutici… insomma un caratteraccio! Spesso si annidano in zone non raggiungibili e le uova sono quasi inattaccabili. Per questo, insieme ai trattamenti, occorre munirsi di tanta costanza, procedere periodicamente con attenzione, chiudere con la cera i buchi trattati e braccare il tarlo in quelli nuovi. Il trattamento migliore è quello di avere cura dei mobili in quanto lucida- ti ed incerati risultano poco invitanti per il “cadolore di aver fatto a meno della sua Presenvernoso” e quasi “invisibile” essere. Il tarlo dei za, dell’unico che ama me più di me stesso. Comobili, si nutre della polpa del legno. Per sterme quando si fa un torto a una persona amata. minarli ci vuole una disinfestazione sicura sia “Senza di me non potete far nulla” ci ha detto per la salute di fusti vivi che per l’integrità delGesù ed è proprio vero. la mobilia d’appartamento, in quanto comproDove è pertinente il Mistero mettono le funzioni vitali nei primi e la stabilità Nel tuo libro Cristo e il lavandino viene contee la robustezza nella seconda». stato e coi fatti questo scardinare Cristo dalTi ringrazio padre Aldo, perché ho potuto vela realtà in tutti i suoi dettagli, rendendolo non dere molto bene anche su di me che il peccapiù Dio che fa tutto ciò che c’è e mi chiama a to veniale può essere davvero devastante ricollaborare al suo disegno per dare forma vera spetto allo sviluppo della persona. «Quello che e creativa al reale. Tu ci testimoni l’esatto conuno cerca veramente di realizzare per se stestrario e cioè la pertinenza del Mistero con me so lo si vede sempre e specialmente nel teme con ogni dettaglio della realtà. Quello che depo libero» ci ha ricordato di recente Carrón cisidero è poterlo scoprire e vedere come la stoftando don Giussani per le incombenti vacanze fa ultima di tutto quel che c’è. Tutto estive. Se spreco il tempo, se me le questo mi sta aiutando a gridare a concedo tutte, se faccio cose veniaIN USCITA Lui che si manifesti nella mia espeli dicendomi pure “vabbé che male rienza perché possa vivere con piec’è, mica ammazzo nessuno ecc…”, nezza. Come dice don Giussani: «Vise il tempo fatto di circostanze non vere la vita con pienezza, è ciò che è il luogo del significato e della scodiventa incidente nella vita, fino al perta della Sua presenza che si dopunto di attirarmi, di risvegliarmi e cumenta in una conoscenza nuofare diventare tutto segno di Lui, fiva e vera di tutto, io non maturo no al punto che il rapporto con Lui come persona e il nulla pian piano coincide con il rapporto con qualmi annienta senza che neanche me siasi cosa, con qualsiasi “tu”. Tutne renda conto. E come può essere RIO SOLE to diventa segno. Nella storia di un sottile e impercettibile ospitare in Aldo Trento a cura di grande amore tutto diventa segno. sé il “tarlo” del peccato veniale. Alfredo Tradigo Perciò il contenuto dell’autocoscienHo scoperto che mi posso conceEdizioni Ares za è la memoria di Cristo come condere tranquillamente degli spatenuto normale del vivere…. Perché zi “miei” che sembrano neutri e inè questo contenuto della memoria che decinocenti (come il tarlo) ma in realtà non lo sono de la statura di una personalità». E ancora: «La affatto e se mi permetto di vivere la tal cosa e gioia più grande della vita dell’uomo è quella di la tal altra senza senso o con un significato risentire Gesù Cristo vivo e palpitante nelle carni dotto capisco che è davvero un “peccato”: pecdel proprio pensiero e del proprio cuore. Il recato! Ho perso il meglio! Non sono stato all’alsto è veloce illusione o sterco». tezza del mio desiderio, l’ho proprio ridotto e Che gioia padre Aldo capire che il vero lavocosì ho perso me stesso. Davvero l’istante o ro è quello sul “pensiero”; e vedendoti e laè rapporto col vuoto o è rapporto col Mistesciandomi colpire dal tuo sguardo ricominro e quindi di conoscenza e di gusto della vicio a camminare dentro il senso della vita che ta, non c’è la via di mezzo. Questo mi pare che è Gesù. Riaccorgermi che Lui è la consistenza dica la differenza tra un uomo che vuole semdi tutto (“non perché lo sento, ma per natura”) pre imparare e maturare e chi è fermo e si lami fa ricominciare sempre con rinnovato stuscia divorare dal tarlo. Come è grande l’espepore e riesco ad accettare le prove che mi dà rienza del ricominciare, dell’andare al fondo. Ti non come una condanna ma come il modo che dirò che ho voluto confessarmi e questa volta Lui usa per farmi maturare come uomo. nel dire al sacerdote i miei peccati “veniali” non Lino era più l’elenco delle mancanze ma piuttosto il | | 29 agosto 2012 | 61 LETTERE AL DIRETTORE L’architettura classifica il carcere “ripostiglio” di inutile progettazione Non ci sono risorse per le famiglie. Ma per le idee fritte è sempre festa. 2 a crisi non esime dal mettere mano Purtroppo, come da intervista, Monti dice il suo “niet”. Anzi “nein”. 2 Il registro delle unioni civili, laddove è stato istituito, si è rivelato un flop. Per la giunta milanese, dopo la brutta mazzata dell’Area C, è un totem da esibire. La guerriglia ideologica continua, però, a lasciare irrisolte alcune questioni: perché si richiede un mini riconoscimento giuridico quando basterebbe sposarsi civilmente? Di più, perché si continua a pretendere diritti ma Cari amici di Tempi, Formigoni deve candidarsi alla presidenza del Consiglio. Se non lui chi altri? Che Dio assista questa povera nazione. Pietro Licciardi via internet 2 (…) Che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il quale dal 1995 a oggi, dati statistici e bilanci alla mano, ha ben governato la più importante regione italiana, raccolga l’eredità della coalizione del centro-destra e si ponga alla testa di quegli elettori che vogliono e aspettano dalla politica un segnale forte e chiaro: basta con i governi tecnici mascherati; sì a un governo di persone capaci, oneste e che abbiano il coraggio di dire no alla dittatura dell’alta finanza e del politicamente corretto, nonché a ogni altra pressione esterna per allontanare l’Italia dalle sue radici storiche e culturali. Aldo Ciappi Scienza e Vita di Pisa e Livorno L’idea che mi sono fatto in questi anni di mercati su e giù (più giù) è che gli agenti di borsa invece del caffelatte la mattina sniffino le polverine o prendano qualche pasticca magica col gin. In questo modo, quando vanno al lavoro, hanno una visione della realtà pesantemente distorta. Se uno di loro (magari il più carismatico) vede un cane che piscia contro un palo, arriva trafelato, lo dice agli altri e tutti… vendono. Il giorno dopo, alla tele, vede le mutande della Rodriguez, si esalta e tutti… comprano. Costante Giacobbe via internet 2 Anzitutto grazie, amici di Tempi, per il vostro lavoro e testimonianza, soprattutto in questi frangenti (situazione di Formigoni, Simone, eccetera, con accuse a Cl e ricerca col lanternino di fatti disdicevoli per Cl). Io sono fiero, contento e ringrazio Dio di aver incon- L’ | 29 agosto 2012 | Delizioso. Sarà più complicato il giochino, ma tant’è: altrimenti perché i nostri Prof direbbero che “abbiamo uno spread che non ci meritiamo”? 2 Desidero trasmettere questo messaggio – testo in forma poetica – per Antonio Simone. Si intitola “Libertà nella prigione”. Anche nella prigione/ puoi respirare libertà,/ anche nella prigione/ puoi contemplare la luce,/ anche di Fred Perri Se non hai più una lira la prima bomba diventa “Milanetto svincolato dal Padova” A parte la brutta faccenda del calcio-scommesse (quando leggerete queste brutte, sporche e inutili righe, il destino di Conte sarà segnato, almeno per quello che riguarda il primo grado e ne sentiremo delle belle), il solito pallone estivo che resiste anche all’invasione olimpica, rallenta un po’ il passo. Che accade nel mercato de noantri? 62 Dio ha bisogno degli uomini. 2 SOGNI E REALTà DEL MERCATO DE NOANTRI SPORT ÜBER ALLES trato Cl: uomini veri, peccatori, che però non deviano mai dalla strada maestra. E permettetemi: Dio preferiva la compagnia dei peccatori… Questo è il nostro lavoro: fatica e non miracolo, che diventa miracolo nella fatica come ci ha sempre testimoniato don Giussani e ora ci ricorda con passione don Carrón. Che il Meeting sia sempre più un’amicizia tra i popoli! Stefano Ferrandi via internet | avete notato? Nulla. E non è un buon segno perché significa che non siamo più competitivi a livello europeo. Guardo il sito “Calciomercato” e tra le ultime notizie figura: Milanetto svincolato dal Padova. Lo so, può sembrare strano che uno come me, che odia il mercato, rimpianga i tempi scoppiettanti in cui si parlava di Maradona e Rummenigge, Zico e Platini. Ora anche Lucas, di cui Foto: AP/LaPresse L alla riforma fiscale ed eseguire investimenti a favore delle famiglie. In Francia vige il modello fiscale del quoziente familiare che tiene conto delle persone a carico del contribuente. Da noi una famiglia con quattro figli percepisce quattrocento euro di assegni familiari: una burla. In Germania vige il metodo dello splitting che consente di ridurre in misura considerevole le aliquote fiscali dei coniugi. Se uno dei due guadagna cento e l’altro non ha reddito, o ha un reddito dimezzato, si applica la tassazione in base all’aliquota ridotta della metà del reddito globale per ciascun coniuge. L’attuale governo tecnico, come i precedenti del resto, obietta con visione ragionieristica che mancano le risorse per attuare tali riforme, non sapendo vedere un ritorno delle suddette agevolazioni in altra forma, oltre a sottovalutare gli effetti di una nuova spinta economica. Bruno Mardegan Milano non si assumono doveri nei confronti del partner e della società? Enrico Pagano via internet [email protected] nella prigione/ puoi costruire la fraternità,/ anche nella prigione/ puoi sperimentare/ la redenzione dell’umanità,/ anche nella prigione/ puoi verificare il miracolo/ di un grande e insperato/ meraviglioso amore. Nicola Maroscia Roma OCCORRE MOBILITARSI Difendiamo i beagle, ma ancora di più le persone dietro le sbarre di Pippo Corigliano «S La poesia è giusta. E più intelligente di quel che pensano i benpensanti. 2 Foto: AP/LaPresse In quanto architetto, ho provato a fare un minimo di ricerca sulla progettazione delle carceri in Italia. Mi sono così reso conto che non esistono indicazioni né parametri che descrivano la tipologia carceraria. Se si sfoglia un qualsiasi manuale di progettazione si trovano schemi planimetrici di tribunali, indicazioni per i carrelli dei supermercati, tutte le dimensioni utili per la progettazione di un tappeto di lotta greco-romana, ci sono persino le dimensioni medie di una gallina da 2 chilogrammi (400x200x350 millimetri di altezza), ma non si trova nulla in merito a un carcere o a una cella. Inoltre, la tipologia carceraria non rientra nel dibattito architettonico del nostro paese. Una delle finalità delle carceri italiane è quella di realizzare le condizioni per il reinserimento sociale del reo. Quello che mi sembra di riscontrare è che vi sono sporadici esempi di esperienze positive in materia di attività, lavoro e formazione durante il periodo di reclusione. Non vedo invece alcun segno di adeguamento dell’edilizia carceraria. A San Vittore convivono 6 persone in 7 metri quadrati, la dimensione minima di una camera singola di un apparta- e poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi». (1 Pt 3,14). Questo dice San Pietro, proprio lui che, davanti allo sguardo inquisitore di una serva, aveva rinnegato Gesù. Ma Pietro poi aveva pianto e nella Pentecoste aveva ricevuto lo Spirito Santo. Anch’io ho ricevuto il battesimo e la cresima, ricevo ogni giorno Gesù nella Comunione e sono tenuto a dar ragione della speranza. Anche a me ha detto Gesù: «Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dai tetti». (Mt 10,27). Ringrazio Tempi perché è una voce che annuncia il Vangelo dai tetti. Oggi Tempi difende chi soffre per la giustizia civile: difende gli italiani che da un giorno all’altro possono essere privati in modo inumano della libertà anche se non ancora riconosciuti colpevoli. San Pietro per “giustizia” intende la fedeltà al Vangelo, ma anche la giustizia civile rientra in questa fedeltà. Perciò mi unisco agli appelli di Tempi e partecipo come posso a questa battaglia di civiltà. È giusto difendere i cani beagle maltrattati, ma ancora di più le persone che soffrono pene inaudite dietro le sbarre. Occorre mobilitarsi, scrivere lettere ai giornali, ed essere convinti che gli unici che hanno qualcosa da dire sulla scena mondiale sono i cristiani, il sale della terra. CARTOLINA DAL PARADISO mento è di 9 metri quadrati; l’escamotage del tecnico in difficoltà che ha solo 8 metri quadrati a disposizione è quello di dichiarare “ripostiglio” al posto di “camera”. Francesco Cucco, Verano Brianza 2 Forse è passato inosservato solo perché il campionato di calcio di serie B non vale tanto. Hanno programmato L’attaccante del San Paolo, Lucas, sogno dell’Inter di Stramaccioni, è finito al Psg, alla corte di Ancelotti tre turni di campionato i giorni 23-2630 dicembre. Dopo i negozi aperti la domenica ci mancava anche questa. Il Natale dopotutto cos’è? Spero che il buon Dio ci faccia passare un Natale 2012 pieno di bella neve così da mandare a carte 48 i piani della lega di serie B. Per me è una vergogna! Lino Lunardini via internet Forza neve! ignoro praticamente tutto (c’è chi guarda il calcio brasiliano a notte fonda, io preferisco altro), che pareva destinato all’Inter, finirebbe al Psg sceiccoso. Bambole non c’è una lira. Siamo alla periferia dell’impero, siamo anime nella corrente, ma la corrente ci porta via. Il calcio italiano arranca faticosamente, ma anche quello spagnolo non sta meglio. Ogni anno il Real Madrid e il Barcellona cacciavano un sacco di sghei per Ronaldo e Kakà, sostenuti da banche che adesso chiedono danari per salvarsi. Beh, almeno qualcosa di buono la mitica “Culona” l’ha fatto. Impedire agli spagnoli di farsi le squadre stellari infischiandosene della decenza e della crisi. Amen. | | 29 agosto 2012 | 63 taz&bao Copriamoci b Conosciamo anche oggi un tipo di cultura in cui non conta la verità; anche se apparentemente si vuol fare apparire tutta la verità, conta solo la sensazione e lo spirito di calunnia e di distruzione. Una cultura che non cerca il bene, il cui moralismo è, in realtà, una maschera per confondere, creare confusione e distruzione. Contro questa cultura, in cui la menzogna si presenta nella veste della verità e dell’informazione, contro questa cultura che cerca solo il benessere materiale e nega Dio, diciamo no. Lectio divina del Santo Padre Benedetto XVI basilica di san Giovanni in Laterano, lunedì 11 giugno 2012 64 | 29 agosto 2012 | | Nella foto: un carro carnevalesco mostra Julian Assange, inventore di Wikileaks,che toglie i pantaloni a Vladimir Putin e Hillary Clinton (AP/LaPresse) i bene GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI il segno lasciato dalle mani di Dio La Bellezza è un’orma di Marina Corradi H con i bambini di una terra sperduta dell’Est. Mi ha raccontato di figli abbandonati e madri sole, in un paese che ha perso quasi ogni memoria cristiana. La ascoltavo e cercavo di immaginare le sue giornate in quel posto lontano, dove l’inverno dura sei mesi e gli uomini vengono educati semplicemente a sopravvivere. A un certo punto mi è venuto istintivo domandare: ma di fronte a tanta solitudine e dolore non ti senti mai impotente, mai travolta, visto che ciò che puoi fare è comunque una goccia nel mare? (Glielo ho chiesto nel ricordo di un viaggio, anni fa, in Moldavia, quando il numero e lo stato di abbandono dei bambini di strada mi erano parsi una tale mole di sofferenza da portare inevitabilmente alla disperazione). Lei ha afferrato subito il senso della mia domanda, che in questi anni laggiù deve essersi ripresentata davanti tante volte, ora impellente, ora freddamente quieta. «Sì, accade di vedere la tua impotenza. Accade di entrare in un orfanotrofio dove cento bambini ti si accalcano attorno e ti domandano qualcosa; e alLe Dolomiti in un’alba d’estate, lora capisci che ciò che puoi dare, comunque, non basterà mai». lo sguardo limpido di un bambino, Succede anche a te allora, ho detto, più atil fiore che nasce tra le rocce. Tutto tenta, come avessi incontrato una compagna questo per chi? Per te che passi, di strada. E dimmi, che risposta ti sei data? Lei ha detto che non aveva saputo darsi risposta, e per te che l’hai visto e ti sei fermato che dunque scrisse a don Luigi Giussani. Lui rispose. Una lettera non troppo lunga, e dei soldi, una discreta somma. Cara A., diceva, ti mando questo denaro perché tu ti compri qualcosa che sia per te molto bello. Ricordati: perché tu possa continuare a dare agli uomini che incontri, è essenziale che tu non perda il gusto del bello. Una risposta che stupisce, soprattutto se viene da un prete. La risposta ovvia sarebbe stata una beneficenza per i poveri, e l’esortazione a mettere da parte il pensiero della propria impotenza, seme possibile di disperazione. E invece no: Giussani alla missionaria in una terra desolata diceva di badare, prima di tutto, a «non perdere il gusto del bello». Abituata a un cristianesimo moralista e pauperista, questa risposta mi è sembrata dapprima quasi scandalosa. Poi ho capito. Ricordati, quando hai davanti abbandono e solitudine, ciò che è profondamente bello. (Le Dolomiti in un’alba d’estate, lo sguardo limpido di un bambino, i colori di un quadro di Giotto, ma anche la gatta che cova fiera i suoi gattini). Conserva il gusto del bello. Non dimenticarti mai di ciò che ci meraviglia e commuove. Perché la bellezza è orma di Dio, segno lasciato dalla sua mano. Di ciò che è bello abbiamo bisogno quasi più che del pane. Ogni bellezza è memoria di Lui, lasciata scritta, come smarrita su questa terra – lasciata lì perché noi vediamo. È il fiore che sboccia in alta montagna, fra le crepe delle rocce, dove non lo vedrà nessuno se non forse un gitante, come per caso, un mattino. E dirà fra sé: a cosa serve un fiore qui? Tanta bellezza, per chi? Per te che passi, per te che l’hai visto e ti sei fermato. È un’orma. È la Bellezza che lascia traccia di sé, perché affascinati la seguiamo. 66 | 29 agosto 2012 | o conosciuto una donna che fa la missionaria | DIARIO