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GUASTO E LE SUE CLASSIFICAZIONI
IL CONCETTO DI GUASTO E LE SUE CLASSIFICAZIONI La prima distinzione da operare è quella tra guasto in quanto “evento” che coinvolge un sistema o un elemento tecnico e che trova corrispondenza nel termine inglese “failrure” e guasto in quanto “stato” in cui viene a trovarsi un sistema, a seguito di un evento di guasto, e che trova corrispondenza nel termine inglese “fault” o nell’allocuzione italiana “avaria”. EVENTO DI GUASTO Per evento di guasto s’intende “la cessazione dell’attitudine di una entità ad eseguire una funzione richiesta”. (UNI 9910/1991) In funzione di alcuni parametri di analisi degli eventi di guasto è possibile operare alcune classificazioni: 1. Classificazione in base alla “velocità “ dell’evento di guasto: - GUASTO GRADUALE O “PER ACCUMULO” Evento dovuto ad un progressivo cambiamento nel tempo delle caratteristiche date di un’entità. In genere un guasto di questo tipo può essere previsto attraverso un esame preventivo degli dei suoi livelli di funzionamento. - GUASTO IMPROVVISO Evento di guasto non legato a una perdita progressiva delle prestazioni caratteristiche e che non può essere previsto tramite esami preventivi. Caratteristica peculiare è l’accidentalità dell’evento che impedisce un’azione manutentiva di tipo programmato. 2. Classificazione in base alla “consistenza “ dell’evento di guasto: - GUASTO PARZIALE Evento di guasto risultante da una alterazione delle caratteristiche al di là di un definito livello limite, ma non tale da causare la perdita completa della funzionalità richiesta. - GUASTO TOTALE Evento di guasto risultante da una alterazione delle caratteristiche al di là di un definito livello limite e tale da causare la perdita completa della funzionalità richiesta. 3. Classificazione in base alla combinazione di “velocità “ e “consistenza “ dell’evento di guasto: - GUASTO CATASTROFICO Evento di guasto che risulta essere contemporaneamente “improvviso e totale”. - GUASTO PER DEGRADAMENTO Evento di guasto che risulta essere contemporaneamente “graduale e parziale”. IL TASSO DI GUASTO La densità di probabilità che un elemento sopravvissuto al tempo t, si guasti nel successivo intervallo di tempo dt. Il tasso di guasto può allora essere interpretato come il numero di guasti nell’unità di tempo. (Molinari, 1989) GUASTI CASUALI RODAGGIO VITA UTILE DECRESCENTE COSTANTE GUASTI CASUALI E DA USURA TASSO DI GUASTO GUASTI CONGENITI TEMPI USURA CRESCENTE La funzione tasso di guasto λ (t) di un insieme omogeneo di “unità operative” indipendenti al crescere dell’età T, assume un andamento cosiddetto “ a vasca”, in cui è possibile distinguere tre fasi distinte: FASE DI RODAGGIO Si registra la presenza di guasti iniziali o congeniti delle unità operative legati a difetti originari dei materiali, a rilevanti difetti di monitoraggio o di posa in opera, in generali a difetti di fabbricazione. Il “tasso istantaneo di guasto” tende progressivamente a decrescere in seguito all’eliminazione delle “unità operative” intrinsecamente deboli. FASE DI VITA UTILE Si registra la presenza di guasti casuali, legati a eventi imprevisti o a imperfezioni del sistema, o ancora ad usi impropri dell’unità operativa. In questa fase il tasso di guasto mantiene un valore sostanzialmente costante nel tempo. FASE DI “USURA ACCELLERATA” Si registra la presenza di guasti da usura legati all’inevitabile invecchiamento dell’unità operativa, la cui durata di vita “dovrebbe” essere prevista già in sede di progetto. 4. Classificazione in base alla “ciclo di vita utile“ dell’entità: - GUASTO NELLA “FASE INIZIALE” Evento di guasto insorto nel periodo a tasso di guasto decrescente. - GUASTO NELLA FASE DI “VITA UTILE” Evento di guasto insorto nel periodo a tasso di guasto costante. Si tratta di eventi di guasto casuali e di tipo “catastrofico”. - GUASTO NELLA FASE DI “DEGRADAMENTO ACCELLERATO” Evento di guasto insorto nel periodo a tasso di guasto crescente. 5. Classificazione in base agli “effetti“ dell’evento di guasto: In genere si usa costruire una <scala di criticità> degli effetti legati agli eventi di guasto da porre in parallelo a livelli di criticità connessi con il degradamento delle prestazioni del sistema: - GUASTO “MINORE” (Livello di criticità : basso) Ogni evento di guasto che potrebbe determinare un abbassamento dei livelli prestazionali dell’elemento tecnico o componente senza compromettere la funzionalità e l’affidabilità del sistema. In genere questa tipologia di guasto implica la necessità d’intervento con programmazione di medio/lungo periodo. - GUASTO “SERIO” (Livello di criticità : medio) Ogni evento di guasto che potrebbe determinare un abbassamento dei livelli prestazionali dell’elemento tecnico o componente con un apprezzabile alterazione della funzionalità ma non dell’affidabilità del sistema. In genere questa tipologia di guasto implica la necessità d’intervento con programmazione di breve/medio periodo. - GUASTO “GRAVE” (Livello di criticità : alto) Ogni evento di guasto che potrebbe determinare un abbassamento dei livelli prestazionali dell’elemento tecnico o componente e compromettere completamente la funzionalità e l’affidabilità del sistema. In genere questa tipologia di guasto implica la necessità d’intervento con programmazione di breve periodo. CAUSA DI GUASTO Si definisce “causa” di un evento di guasto, le circostanze verificatesi in fase di progettazione, produzione o uso che hanno condotto all’evento di guasto. Tali cause producono i conseguenti eventi, attraverso un determinato “meccanismo di guasto”, definibile come il “processo fisico, chimico o di altra natura che conduce all’evento di guasto”. In base alle “cause“che li determinano, gli eventi di guasto si possono classificare in tre categorie: - GUASTO “PRIMARIO” Evento di guasto di un’entità non causato né direttamente né indirettamente dal guasto di un’altra entità. Per un componente in esercizio l’evento di guasto può essere causato, per esempio, da problemi di usura o da difetti di progetto, di produzione o delle sue specifiche tecniche. Es. Una rottura di una tubazione dovuta ad una pressurizzazione a un livello superiore alla pressione prevista in sede di progetto costituisce un guasto primario. - GUASTO “SECONDARIO” Evento di guasto di un’entità causato né direttamente né indirettamente dal guasto di un’altra entità non qualificata né progettata per supportare il funzionamento dell’entità in esame. Es. Se la rottura di una tubazione dovuta ad una pressurizzazione a un livello superiore alla pressione prevista in sede di progetto conseguente al guasto di un altro componente, si è in presenza di un guasto secondario. - GUASTO “SECONDARIO” Evento di guasto di un’entità causato né direttamente né indirettamente dal guasto di un’altra entità qualificata o progettata per supportare il funzionamento dell’entità in esame. Es. Una valvola di tenuta di un impianto normalmente chiusa viene aperta a seguito di un errato segnale di controllo, rientra nella categoria dei guasti di comando . STATO DI GUASTO O “AVARIE” Per avaria si intende “lo stato di una entità caratterizzato dalla sua inabilità ad eseguire la funzione richiesta, non comprendente l’inabilità durante la manutenzione preventiva o altre azioni pianificate, oppure dovuta alla mancanza di mezzi esterni”. (UNI 9910/1991) Un’avaria è spesso il risultato di un evento di guasto, ma può anche essere indipendente da esso. Un evento di guasto dà sempre luogo ad un’avaria. Una classificazione specifica per le avarie le distingue in: - Avaria intermittente (o temporanea) Avaria che persiste per un tempo limitato, dopo il quale recupera la sua capacità a svolgere la funzione richiesta senza alcun intervento manutentivo. - Avaria mobile Avaria intermittente di cui risulta difficile l’individuazione. - Avaria persistente (o permanente) Avaria di una entità che persiste fino a che non sia stata condotta un’azione di manutenzione correttiva. - Avaria latente Avaria di una entità che, pur esistendo, non può ancora essere riconosciuta. Un’avaria è inoltre spesso caratterizzata da un “modo di avaria”, cioè “uno dei possibili stati di una entità in avaria, per una data funzione richiesta. MODO DI GUASTO Si definisce modo di guasto “ l’effetto in base al quale viene esaminato un evento di guasto”. (IEC 271/1974) Un modo di guasto può considerarsi come l’effetto rivelatore della causa del guasto. Gli eventi di guasto di un componente producono effetti sulle sue funzioni e solo dopo il manifestarsi di un effetto è possibile determinare il “modo di guasto”. COMPONENTE FUNZIONI "CAUSE" DI GUASTO "EFFETTI" SULLE FUNZIONI "MODI" DI GUASTO Il diagramma illustra le correlazioni tra “cause”, “effetti” e modi di guasto, evidenziando un distinzione tra le cause di guasto di un componente, in genere ascrivibili a eventi di guasto relativi a sue parti, mentre i modi di guasto costituiscono gli effetti tangibili che tali eventi producono sulle funzioni del componente stesso. DIFETTO Si definisce difetto “ qualsiasi scostamento di una caratteristica di una entità dai requisiti da essa stabiliti, laddove tale scostamento sia superiore ai limiti accettabili in relazione a determinate condizioni d’impiego”. Pertanto un “difetto” si può anche definire come una non conformità rispetto ad obiettivi e specifiche contrattuali. Bisogna precisare che un difetto non produce necessariamente un “evento di guasto”, in quanto esso può anche non condizionare la capacità del sistema o del componente di svolgere la funzione richiesta. Viceversa, ogni “evento di guasto” si traduce in un “difetto” visto, dal momento che la cessazione dell’attitudine ad eseguire una funzione richiesta comporta indubbiamente lo scostamento delle sue caratteristiche da quelle stabilite per lo svolgimento della funzione. GUASTO O AVARIA incapacità di DIFETTO scostamento di una una entità a svolgere una funzione richiesta STATO DI AVARIA stato di una entità caratteristica di caratterizzato dalla un'entità dai requisiti ad essa posti incapacità di svolgere una funzione richiesta MODO DI GUASTO ENTITA' effetto a partire dal EVENTO DI GUASTO quale viene esaminato un evento di guasto interruzione della capacità di un'entità di svolgere una funzione richiesta Correlazioni tra “difetto, “evento di guasto”, “avaria”, “stato di avaria” e “modo di guasto” ANALISI DEI MODI E DEGLI EFFETTI DI GUASTO L’analisi dei modi e degli effetti di guasto (FMEA) è un modo analitico di “tipo induttivo” finalizzato allo studio sistematico delle cause e degli effetti più frequentemente ricollegabili a eventi di guasto che possono colpire i componenti di un sistema. Più precisamente, tale metodo si propone di: a) Determinare, per ciascun modo di guasto dei componenti di un sistema, gli effetti sulle diverse funzioni del sistema stesso; b) Identificare i modi di guasto che più in maniera significativa condizionano la disponibilità, l’affidabilità, la manutenibilità e la sicurezza del sistema. Lo sviluppo del metodo FMEA si svolge attraverso quattro fasi: • definizione del sistema, delle sue funzioni e dei suoi componenti; • identificazione dei modi di guasto dei componenti e delle loro cause; • studio degli effetti prodotti da ogni specifico modo di guasto; • conclusioni e raccomandazioni. INDICATORE DI GUASTO Nella fase di monitoraggio e controllo di un sistema o delle sue parti, l’evento di guasto potrebbe essere individuato prima che esso generi uno stato di guasto del sistema stesso. Tutte le possibili manifestazioni dell’evento di guasto, percepibili alla vista, al tatto, con l’udito o per via strumentale si definiscono indicatori di guasto . IG RICOGNITORE DEGLI INDICATORI DI GUASTO INDICATORI DI GUASTO PER PATOLOGIE MATERICHE E MODIFICAZIONI DI CONFIGURAZIONE Codice IG1 IG2 IG3 IG4 IG5 IG6 IG7 IG8 IG9 IG10 IG11 IG12 IG13 IG14 IG15 IG16 IG17 IG18 IG19 IG20 IG21 IG22 IG23 IG24 IG25 IG26 IG27 IG28 IG29 IG30 IG31 IG32 IG33 IG34 IG35 IG36 IG37 IG38 IG39 IG40 IG41 IG42 Indicatore di guasto Deposito di materiali estranei Difetto di planarità Difficoltà di manovra Distacco della pellicola Distacco di parti Formazione di cavità Formazione di fessure esterne Formazione di fratture esterne Formazione di licheni, muschi, piante Formazione di masse brune pulverulente Formazione di sostanze estranee Mancanza di parti Perdita di trasparenza Presenza di ruggine Presenza di macchie Presenza di muffe Rigonfiamento della pellicola Ruvidità al tatto Scorrimento Rottura Sollevamento Spontanea caduta del materiale sotto forma di polvere o granuli Stillicidio Suono sordo a percussione Variazione cromatica localizzata Variazione cromatica uniforme Variazioni morfologiche INDICATORI DI GUASTO PER PATOLOGIE DI FUNZIONAMENTO Accensione spia luminosa Accensione spia acustica Allagamento Azionamento del differenziale Calo di pressione Dispersione di segnale Dispersione elettrica Esplosione Mancanza di segnale Mancanza di tensione Mobilità di canalizzazioni Percezione olfattiva Presenza di macchie Presenza di muffe Tasto di verifica Esempio di un ricognitore di indicatore di guasto L’ALBERO DEI GUASTI L’analisi dei modi e degli effetti di guasto, definendo il quadro complessivo dei modi di guasto di un sistema e dei loro effetti, facilita la costruzione dell’albero dei guasti. L’albero dei guasti (fall tree) è un diagramma logico che mette in relazione i guasti dei singoli componenti (guasti primari) con i guasti del sistema (guasto finale), laddove tale guasto rappresenta l’effetto finale indesiderato corrispondente a uno dei possibili “modi di guasto” del sistema stesso. Esempio di un albero di guasto per l’unità tecnologica “copertura”.