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Bisogno di eliminazione - Studio Infermieristico Cecchetto

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Bisogno di eliminazione - Studio Infermieristico Cecchetto
Bisogno di eliminazione
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Lo scopo :
ELIMINAZIONE URINE (equilibrio idroelettrolitico)
y ELIMINAZIONE FECI (scorie alimentari)
y
ESPELLERE I PRODOTTI DI RIFIUTO
DERIVANTI DAL PROCESSO DI
ASSORBIMENTO E DI UTILIZZO DEGLI
ALIMENTI E DELLE BEVANDE, TRAMITE
L’ATTIVITA’ DI ALIMENTAZIONE
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
I FATTORI INFLUENZANTI
(autonomia funzionale)
Eta’ (bambino, adulto, anziano)
y Alimentazione (tipologia alimenti e di
bevande)
y Fattori fisici (condizione igieniche, potersi
muovere)
y Fattori ambientali (privacy)
y Fattori psicologici (stati emotivi)
y Stile di vita
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
L’ELIMINAZIONE URINARIA
y
Si realizza mediante la MINZIONE
(processo fisiologico complesso
attraverso il quale vengono eliminate le
urine che si raccolgono nella vescica)
Durante l’infanzia questo processo è un
atto riflesso mentre acquisendo il controllo
volontario della minzione nell’adulto, il
processo della minzione è controllato
anche dal SNC.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
Quando in vescica si raccolgono circa
150/300 ml di urina, i recettori delle
pareti muscolari vescicali ricevono degli
stimoli che trasferiscono alla corteccia
cerebrale, generando la percezione dello
stimolo della minzione.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
LE URINE
y
y
y
y
y
y
y
Prodotte durante il giorno
Colorazione ambra/giallo paglierino
Acqua 96%, 2% Sali minerali (Na / k) Urea e
rifiuti azotati (2%).
Peso specifico 1010/1025
Ph Leggermente acido
La vescica può contenere di norma 300/400
ml di urina
Frequenza minzione varia da individui (4-6
volte al die per la donna, 3-4 volte per
l’uomo)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
Durante le 24 ore vengono espulse circa
1500/2000 ml di urina. Il quantitativo di
urine complessive delle 24 ore viene
comunemente definito DIURESI
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
ALTERAZIONI QUANTITATIVE
URINE
y
1)
2)
3)
4)
Principali alterazioni flusso urinario (qualità e quantità) che
possono determinare disturbi della minzione
ANURIA (assenza o escrezione di meno di 100 ml di urina
nelle 24 ore – patologia acuta renale)
OLIGURIA (riduzione della quantità di urina inferiore ai
500 ml nelle 24 ore – patologia renale, grave disidratazione,
ostruzione flusso vie escretici)
POLIURIA (produzione elevata di urine nelle 24 ore senza
una corrispettiva assunzione di liquidi che possa giustificarla
> 2500/3000 ml nelle 24 ore (diabete mellito
scompensato)
RITENZIONE URINARIA (urine in vescica – problemi
neurologici, post-intervento, ipertrofia prostatica)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
ALTERAZIONI QUALITATIVE
Proteinuria
y Ematuria
y Glicosuria
y Chetoni
y Bilirubina
y Batteri
y Leucociti
y Cristalli
y Piuria (pus)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
ALTERAZIONI DELLA MINZIONE
POLLACHIURIA (Aumento frequenza
della minzione a brevi intervalli di tempo
– cistiti, infezioni vie urinarie)
y DISURIA (Minzione difficoltosa)
y STRANGURIA (Minzione dolorosa)
y NICTURIA (Minzione durante le ore
notture)
y ENURESI (Perdita involontaria di urina,
dopo l’età in cui si raggiunge il controllo
sfinteriale)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
L’INCONTINENZA URINARIA
Perdita involontaria di urine tale da
costituire un problema di salute
dell’individuo.
y Cause : infezioni vie urinarie, problemi
neurologici, perdita del tono muscolare e
sfinterale
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
I TIPI DI INCONTINENZA (5)
Incontinenza da urgenza o da tenesmo
Causa:
Contrazione della vescica che superano la
capacità di controllo dell’individuo. La
perdita involontaria di urina è preceduta
da un improvviso ed intenso bisogno di
mingere.(pollachiuria, nicturia, cause
neurologiche, cistite, invecchiamento)
1)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
2) Incontinenza da sforzo
(spesso associata all’obesità e pluripara)
Perdità di scarse quantità di urina,
conseguentemente ad attività fisica e/o
aumento pressione intraddominale.
(debolezza pavimento pelvico e degli sfinteri
). Spesso si verifica nei pazienti che hanno
portato per un certo tempo un CV. O che
hanno un danneggiamento meccanismo dello
sfintere interno (uomo = chirurgia
prostatica)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
3) Incontinenza da rigurgito
L'incontinenza da rigurgito è la perdita
involontaria d'urina che si verifica come conseguenza
di
una
vescica
troppo
piena.
Essa è provocata da un ostacolo che si trova al livello
dell'uretra, ostacolo che può essere dovuto ad un
tumore o adenoma della prostata, a stenosi uretrale, a
sclerosi a placche, diabete, costipazione, ecc.
L'ostacolo impedisce lo svuotamento completo della
vescica, la pressione aumenta ed oltrepassa la
resistenza dello sfintere. Questo non riesce più a
contenere l'urina, che fuoriesce in maniera frequente
e poco abbondante
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
4) incontinenza funzionale
Normale funzione vescicale e uretrale
Incapacità di riconoscere lo stimolo della
minzione (demenza, disabilità mentali
gravi) e/o all’impossibilità di accedere ad
un locale adatto per mingere (disabilità
motoria)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
5) incontinenza totale
Permanente e involontaria perdita di urina
che fuoriesce da una vescica non distesa
(lesioni neurologiche, danni traumatici,
malformazioni congenite)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
IL CATETERISMO VESCICALE
A permanenza
y Estemporaneo
Procedura invasiva di competenza
medico-infermieristica.
L’OSS coopera nella preparazione del
paziente e collabora all’inserzione del CV
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Intervento assistenziale OSS
Obiettivo:
Permettere il drenaggio delle urine
all’esterno
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Materiale :
-
Vassoio
Telino sterile
Garze sterili
Guanti sterili
Guanti monouso
Siringhe da 10 ml
Soluzione antisettica sterile (clorexidina 0.05%)
Lubrificante sterile con anestetico
Soluzione fisiologica da 10 ml
Catetere vescicale
Sistema di drenaggio e di raccolta delle urine
Cerotti
Contenitore per lo smaltimento dei rifiuti
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Aprire le confezioni del materiale sterile,
collaborando con l’infermiere
nell’applicazione del catetere vescicale
y Aiutare la persona a mantenere la
posizione
y Riordinare il materiale e l’ambiente
y Posizionare in comfort la persona
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Tecnica:
Garantire la privacy al paziente
y Spiegare la procedura al paziente
y L’OSS provvede al proprio lavaggio
semplice delle mani ed indossa i guanti
monouso
y Eseguire o fare eseguire al paziente
un’accurata igiene perineale
y Aiutare la persona ad assumere la
posizione ginecologica a letto, al fine di
visualizzare il meato uretrale
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
I TIPI DI CATETERE
Misure
y Consistenza
y Numero di vie
y Materiale
y Forma prossimale
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Tipi di catetere vescicale in base alle
misure :
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Tipi di CV in base alla consistenza:
y
y
y
y
cateteri rigidi: di materiale sintetico, di uso limitato;
cateteri semirigidi: in gomma o in plastica (in genere
siliconati) il cui uso deve essere limitato ai casi di
stretta necessità;
cateteri molli: in lattice, silicone, questi cateteri sono
da preferirsi in ogni circostanza ed in particolare
quando si prevede un uso protratto nel tempo;
cateteri autolubrificanti: in PVC rivestito di sostanze
che a contatto con l’acqua rendono il catetere
lubrificato. Questi cateteri servono per svuotare la
vescica o un serbatoio urinario continente in modo
intermittente (non può essere usato per il drenaggio
continuo) e per dilatare un restringimento uretrale.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Tipi di catetere in base al numero
delle vie :
y
a una via (utilizzato esclusivamente per il
cateterismo provvisorio);
y
a due vie (una per il deflusso delle urine e l’altra,
dotata di valvola, permette la distensione di un
palloncino all’interno della vescica per un
posizionamento stabile del catetere);
y
a tre vie (una per il drenaggio delle urine, una per
il palloncino e la terza per l’irrigazione).
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Tipi di catetere vescicale in base al
materiale
CV in lattice
y In materiale morbido e confortevole,
ideale per cateterismi di durata non
superiore ai 15 giorni, attenzione può
dare allergie / irritazioni uretrali. A
contatto con i liquidi biologici tende a
irruvidirsi.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
CV in silicone
y
materiale più rigido, inerte, ideale per
cateterismi a permanenza durata oltre i
trenta giorni sino ad un massimo di tre
mesi.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
CV di Hidrogel
y
interno in lattice con un rivestimento
esterno in hydrogel che ne rende
l'applicazione possibile anche in soggetti
allergici
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
CV in PVC
y
sostanza innoqua dal punto di vista
allergenico, ben tollerata usati solo per
cateterismo ad intermittenza –
estemporanei , alcuni dotati di gel
lubrificante (una via)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
I Tipi di catetere in base alla forma
dell’estremità prossimale
y
Nelaton (estremità arrotondata e
rettilinea con due fori di drenaggio usato
soprattutto per estemporaneo donna)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
Foley : molle, autostatico (è dotato
all’estremità distale di un palloncino
gonfiabile che ne permette l’ancoraggio in
vescica). Presenta 2 fori contrapposti e
simmetrici. La sua flessibilità ed elasticità
assicura un elevato grado di confort al
paziente cateterizzato. Il palloncino va
gonfiato con 7 - 8 ml di acqua bidistillata
o soluzione fisiologica sterile.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Cv Foley :
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
Tiemann ; ha l’estremità a forma conica
e con un’angolatura di 30°. E’ indicato
negli uomini che presentano
restringimento dell’uretra
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
Couvelaire : indicato nell’uomo e nella
donna in caso di emorragia vescicale
(favorisce un buon drenaggio) e dopo
intervento di prostatectomia radicale.
L’estremità presenta un foro a “becco di
flauto” e 2 fori laterali
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
Mercier : generalmente semirigido. La
punta (arrotondata), presenta una
angolatura (30° - 45°) per favorire
nell’uomo l’introduzione nell’uretra
membranosa o prostatica; con 1 o 2 fori
di drenaggio. Nei casi di ritenzione
urinaria da ipertrofia prostatica.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sacche di raccolta per le urine
Circuito chiuso
y Circuito aperto
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Approfondimento: le IVU
y
I CV arrivano alla vescica passando
attraverso l’uretra e, dal momento che
oltrepassano i normali sistemi di difesa
dell’organismo, il loro uso è connesso a
dei rischi.
Le infezioni delle vie urinarie sono il
problema più frequente
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
Le infezioni delle vie urinarie (IVU) sono
una delle più frequenti infezioni
nosocomiali
e
costituiscono
approssimativamente dal 20 al 40% di
tutte le infezioni ospedaliere e l’80% di
esse sono associate all’uso del catetere
vescicale. La maggior parte degli studi
afferma che dal 10 al 30% dei pazienti
con catetere a breve termine svilupperà
batteriuria. (Centro Studi EBN Bologna)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Principi assistenziali per l’operatore:
Gli interventi sono finalizzati a prevenire
le infezioni delle vie urinarie/batteriuria,
associate al cateterismo vescicale durante
le seguenti fasi:
1) Cura del meato
2) Cura del sistema di drenaggio / raccolta
urine
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Cura del meato
La cura del catetere deve consistere nella
buona igiene personale intorno all’area
del meato compiuta regolarmente.
y La cura quotidiana del meato urinario va
fatta con acqua di rubinetto e sapone.
y L’igiene standard è sufficiente a prevenire
le infezioni.
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sistemi di drenaggio (sacche di
raccolta)
A circuito aperto (maggior manipolazione
del Cv quando si cambia il sacchetto)
y A circuito chiuso (permette l’adozione di
un sistema sterile che rappresenta uno
strumento per la prevenzione delle IVU)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sistema a circuito chiuso :
Sono dotati di :
1) un rubinetto per lo svuotamento della sacca,
2) di un dispositivo per il prelievo dei campioni
3) Valvola unidirezionale che impedisce il ritorno
delle urine in vescica
I sistemi chiusi di drenaggio sono più efficaci
per prevenire la batteriuria, tuttavia
devono essere considerati anche i problemi
del costo.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Raccomandazioni
Raccomandare al paziente di bere molto,
per favorire la produzione e il flusso di
urine e di preferire una dieta proteica, per
acidificare le urine.
y Bisogna insegnare ai pazienti di lavarsi le
mani prima e dopo aver manipolato il
catetere e in generale è importante
mantenere una buona igiene personale
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
y
La sacca va mantenuta sotto il livello della
vescica, deve avere un rubinetto di
svuotamento e un dispositivo antireflusso. E’
necessario non contaminare la sacca e
l’ambiente durante lo svuotamento. Per
questo occorre indossare i guanti monouso
ed evitare il contatto del rubinetto con il
contenitore.
Il paziente deve sapere che è importante
non dare strappi alla sacca e non appoggiarla
sul pavimento.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
PRESIDI PER L’INCONTINENZA
URINARIA
1)
CONDOM /UROCONTROL (sistemi di
raccolta esterna, utilizzabili nell’uomo,
indicati per i casi di incontinenza da
sforzo e/o urgenza.
Garantisce un mezzo di raccolta delle
urine e il controllo dell’incontinenza
senza i rischi di un CV a permanenza.
Tuttavia possono provocare irritazione
ed edema nella zona di applicazione.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
L’Urocontrol viene fissato in sede tramite
una fascetta bi-adesiva o con nastro
adesivo anallergico, va collegato ad un
contenitore a sacca con valvola
unidirezionale applicabile alla gamba
tramite lacci di sostegno.
y L’Urocontrol deve essere sostituito tutti i
giorni per evitare di provocare piaghe da
decubito
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
E’ molto importante la scelta della misura
che non deve essere troppo piccola ne
troppo larga.
Se troppo stretto, può provocare
ischemia del prepuzio, o troppo largo, può
sfilarsi o non contenere le urine.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Applicazione del condom
Obiettivo:
Permettere la raccolta delle urine
Consente il controllo dell’incontinenza
della persona
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Materiale
Detergente semplice
y Acqua tiepida
y Asciugamano
y Condom della misura adatta
y Guanti monouso
y Sacchetto di raccolta delle urine
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Tecnica
Informare il paziente della procedura
y Provvedere al lavaggio delle mani
dell’operatore
y Indossare i guanti monouso
y Posizionare il paziente in posizione
ginecologica ed eseguire una igiene
perineale e una corretta asciugatura.
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Tecnica
Avvolgere il condom sul prepuzio e per tutta la lunghezza
del pene avendo cura di lasciare liberi 2 cm di cute dalla base
del pene.
y
y
Lasciare 2 cm di condom tra l’estremità del pene e il tubo di
connessione del condom stesso
Assicurare il condom fissandolo con una striscia adesiva
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
y
y
y
y
y
Posizionare in comfort il paziente
Riordinare il materiale e l’ambiente
Osservare dopo 10/30 minuti il pene per
eventuali alterazioni
Fornire dati ed informazioni all’equipe
assistenziale
Controllare sovente le condizioni del pene
per individuare precocemente l’insorgenza
di variazioni di colorito o di tumefazione da
decubito
Sostituire il condom ogni 24 ore
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Altri presidi per l’incontinenza:
SISTEMI DI ASSORBENZA
y COMODE
y PAPPAGALLO
y PADELLA
y TRAVERSINI MONOUSO
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
INTERVENTI ASSISTENZIALI
INCONTINENZA URINARIA
Minzione sollecitata
b) Minzione programmata
c) Diario minzionale
d) Cura della cute
a)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Minzione sollecitata
Pazienti in grado di percepire “la vescica
piena” e che chiedono aiuto e supporto
per l’utilizzo del bagno o della comoda
durante il giorno
y Durante la notte è associabile all’utilizzo
di pannoloni per conservare il riposo
notturno
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Minzione programmata
Intervallo inter-minzionale fisso per
esempio ogni due ore
y Il paziente viene accompagnato in bagno
per la minzione indipendentemente che
sia asciutto o bagnato
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Diario minzionale
Strumento per valutare il comportamento
eliminatorio del paziente
y Diagnosi di incontinenza
y Pianificazione intervento assistenziale
Cosa prevede ?
Numero e frequenza minzioni nelle 24h
Diuresi complessiva
Presenza o meno di ritenzione urinaria
Presenza o meno di incontinenza fecale
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Esempio diario minzionale
Minzione
volontaria
H 8.00
Episodio di
incontinenza
x
Note
x
Colpo di tosse
x
H 17.00
x
H 20.00
H 23.00
Cambio del
pannolino
X (300cc)
H 11.00
H 14.00
Episodio di
urgenza
Cena
x
x
Minzione Volontaria
indicare quando il paziente si è volontariamente recato ad urinare.
(scrivere anche la quantità di urine eliminate).
Episodio incontinenza
Episodio urgenza:
Indicare se la paziente ha avuto un bisogno forte e improvviso di urinare, sia in
caso di minzione volontaria che di perdita involontaria.
Cambio del pannolino:
Indicare il cambio pannolino nell’arco della giornata.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Cura della cute
y
Intervento assistenziale fondamentale per
garantire l’integrità cutanea e per facilitare
l’accertamento di eventuali alterazioni. E’
importante, infatti, evitare che la cute
rimanga a lungo a contatto con le urine
e/o feci.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Dermatite da contatto con
pannolone / macerazione
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
RACCOLTA DELLE URINE PER
SCOPO DIAGNOSTICO
L’Operatore Socio-Sanitario nell’ambito
delle attività attribuite dal profilo,
interviene nei prelievi di liquidi biologici
emessi naturalmente (per esempio da
cavità naturali).
y Istruzioni operative / protocolli all’interno
delle organizzazioni
y Richiede attenzione e competenza nella
raccolta.
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Gli esami diagnostici
Esame chimico-fisico
y Raccolta urine 24 ore
y Urinocoltura
y Ricerca del Bacillo di Koch (prelievo
sterile delle urine ripetuto per tre giorni)
y Esame citologico
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Approfondimento:
L’UROSTOMIA
E’ una derivazione urinaria, determinata
artificialmente per via chirurgica nei
pazienti che per cause patologiche
(ostruzione vie urinarie) presentano una
alterazione del percorso delle urine.
(abboccamento alla cute addominale dei
canali escretori)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Urostomia
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
L’urina viene raccolta all’interno di un
dispositivo costituito da
a) Adesivo
b) Sacca di raccolta
c) Valvola antireflusso (all’interno della
sacca di raccolta , previene infezioni)
d) Valvola di scarico (svuotamento sacca)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sacca monopezzo
y
Unico elemento che comprende adesivo
e sacca di raccolta. Sostituita ogni 24 ore.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sacca a due pezzi
Due elementi separati (adesivo e sacca)
y Sistema di aggancio
y L’adesivo può essere mantenuto a lungo.
y
E’ il sistema di elezione in caso di cute
sensibile e suscettibile di eritemi
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sacca a due pezzi
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Raccomandazioni:
Nella persona portatrice di urostomia è
importante dal punto di vista dietetico
mantenere una DIETA ADEGUATA ed
EQUILIBRATA .
a) Evitare aumento peso
b) Alimenti ricchi di vitamina C (agrumi,
mirtilli) che favoriscono le difese naturali
nei confronti delle vie urinarie
y
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Cure igieniche
y
Preferibile l’utilizzo della doccia piuttosto
che il bagno in vasca per evitare che la
placca e la sacca siano immersi nell’acqua
per troppo tempo.
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L’ELIMINAZIONE INTESTINALE
Defecazione (espulsione delle feci dal
tratto intestinale verso l’esterno)
y Riflesso colico (presenza di feci
nell’ampolla rettale)
y Espulsione delle feci è garantita dall’azione
muscolare volontaria e involontaria
(muscoli addominali, contrazione
diaframma > pressione intraddominale)
y
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L’intestino : struttura e
caratteristiche (tenue e crasso)
1) Intestinuo tenue (piccolo intestino)
Nell'adulto ha un diametro di 3 cm e una
lunghezza di 6 metri. E' ripiegato in anse
nella cavità addominale ed è composto di
tre parti: il duodeno, il digiuno e l'ileo.
.
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Nel tenue
y
I succhi digestivi prodotti dal fegato e dal
pancreas vengono riversati nel duodeno e
si mescolano con il cibo che é stato in
parte digerito. Mentre il cibo passa
attraverso il digiuno e poi nell'ileo, viene
per la massima parte digerito ed
assorbito; quello che non é stato
assorbito, che è liquido, transita attraverso
il colon.
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L’intestino crasso o grande intestino,
è più largo ma più corto del piccolo
intestino.
La sua funzione principale è quella di
assorbire buona parte dei liquidi e dei sali,
così che il contenuto diventi formato o
solido. Si suddivide in :
1) Cieco (8 cm di lunghezza)
2) Colon porzione principale (ascendente,
trasverso, discendente, sigmoideo)
3) Retto (10-12 cm di lunghezza)
y
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y
Una volta che la digestione o l'assorbimento sono
stati completati nel piccolo e grande intestino,
rimane un residuo solido, denominato feci.
Questo residuo viene accumulato nel retto e poi
eliminato attraverso l'ano, uno stretto passaggio
che mette in comunicazione il sistema digestivo
con l'esterno.
Un muscolo ad anello, denominato sfintere,
permette il controllo dell'eliminazione delle feci.
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Anatomia :
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Le funzioni :
1) Motilità intestinale (trasporto prodotti
di rifiuto e assorbimento sostanze nutritizie)
Peristalsi intestinale
Il movimento di tipo peristaltico (ondoso)
presente nell'intestino, è conseguente alla
distensione dei visceri (dovuta al bolo
alimentare) che scatena un riflesso nervoso
che induce la contrazione della muscolatura
liscia circolare dell’intestino.
24/03/2011
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Peristalsi intestinale….
y
Tale contrazione determina la cosiddetta
Onda Peristaltica caratterizzata dalla breve
durata sia spaziale che temporale: essa
infatti investe alcuni parti limitate
(segmenti) dell'intestino e si esaurisce
dopo pochi secondi per poi riprendere
subito.
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2) Assorbimento
Tenue (maggior parte nutrienti)
Dal tenue (valvola ileo-cecale) il “chilo” si
sposta nell’intestino crasso
Crasso (acqua e Sali minerali)
Il contenuto intestinale in questo tratto è
costituito da acqua, rifiuti, sostanze non
digeribili
FECI
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
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Approfondimento : fisiologia
dell’assorbimento intestinale
y
La digestione è l'insieme dei processi
meccanici e biochimici attraverso i quali
gli alimenti ingeriti sono trasformati in
sostanze nutritive in grado di essere
assimilate. Il bolo alimentare, dopo essere
stato masticato e inghiottito, giunge nello
stomaco, dove i nutrimenti subiscono
alcune modifiche che consentono il loro
eventuale e ulteriore assorbimento.
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y
Quindi la digestione prosegue nell'intestino
tenue sotto l'azione degli enzimi digestivi,
attraverso la trasformazione dei glucidi in
glucosio, dei lipidi in acidi grassi e in
monogliceridi, e delle proteine in aminoacidi.
L'assorbimento di questi nutrimenti avviene
attraverso la barriera intestinale, per poi
ritrovarsi
nel
flusso
sanguigno.
.
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Caratteristiche FECI
Colore bruno
y Consistenza morbida
75% acqua
25% sostanze solide organiche ed
inorganiche, batteri morti, scorie vegetali
o non digerite, proteine
Nel neonato (prime feci) = MECONIO
y
(muco, liquido ammiotico, cellule epiteliali, pigmenti
grassi e biliari)
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Fattori biofisiologici:
Età
y Abitudini alimentari
y Ritmi di vita (sedentarietà ecc..)
y Patologie intestinali
y Terapie farmacologiche
y Procedure diagnostiche e/o chirurgiche
y
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y
Alcuni sintomi come nausea, conati,
vomito e rigurgito possono essere
sintomatici di problemi legati al bisogno di
eliminazione.
24/03/2011
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Principali alterazioni delle feci
Alterazione del colore
y Alterazione della forma
y Presenza di sostanze anomale
y
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Alterazione del colore
y
y
y
y
y
y
Feci acoliche (assenza di bile, colore grigiobiancastro es. ostruzione vie biliari)
Feci bianche (ingestione anti-acidi o bario
per esami diagnostici)
Feci nere (presenza carbone e ferro)
Feci verde pisello (es. tifo o ingestione
vegetali ricchi di clorofilla)
Feci ad acqua di riso (es. colera)
Feci colorate (farmaci colorati o alimenti
particolari)
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Alterazione della forma
Feci acquose (diarrea)
y Feci secche e dure (stipsi)
y Feci sottili e nastriformi (stenosi del
grosso intestino)
y Feci caprine (stenosi del tratto intestinale
inferiore)
y
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Presenza di sostanze anomale
Steatorrea (grasso e muco)
y Rettorragia ed enterorragia (sangue rosso
vivo)
y Melena (sangue rosso scuro, feci nere
catramose di odore pungente)
y Sangue occulto
y Cibi mal digeriti
y Pus
y Parassiti o uova (ossiuri, tenia, ascaridi)
y
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Alcune alterazioni dell’attività di
eliminazione si esplicitano attraverso
sintomi e segni che un operatore deve
essere in grado di conoscere.
a) DIARREA
b) FLATULENZA
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DIARREA
Consiste nell’eliminazione di feci non
formate, liquide e/o poltacee, con anche
più evacuazioni giornaliere.
y Aumentata motilità intestinale
y Patologie tratto intestinale (infezioni)
y Alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico (rischio di disidratazione)
y
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FLATULENZA
Accumulo gas tratto gastrointestinale
(azione batterica della flora intestinale
dell’intestino crasso)
Ingestione di alcune tipologie di cibi
(aumento processo di fermentazione
batterica)
y
24/03/2011
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STIPSI
Consiste nella mancata eliminazione per
più giorni e/o evacuazione di feci dure.
y Dieta carente di fibre alimentari e acqua
y Attività fisica inadeguata (riduce la
peristalsi e il tono della muscolatura
impegnata nella fase di defecazione)
y
24/03/2011
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2010/2011
La STIPSI si può complicare (sforzo
durante l’evacuazione) con l’insorgenza di
emorroidi e ragadi anali e di conseguenza
dolore.
y Stipsi acuta (enteroclismi, clisteri, terapia
lassativa)
y Stipsi cronica (dieta, abitudini alvo)
y
24/03/2011
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2010/2011
FECALOMA
Accumulo di feci dure bloccate nel retto
con una conseguente incapacità di
evacuarle. E’ generalmente conseguente a
una stipsi trascurata e non trattata. In
alcuni casi è conseguente a malattie
neurologiche , debilitanti.
y Intervento assistenziale infermieristico
(enteroclismi e terapia lassativa)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
RADIOGRAFIA ADDOME
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Approfondimento : i lassativi
Dieta ricca di fibre alimentari (formanti
massa fecale, favorisce la peristalsi
intestinale distendendo le pareti
intestinali)
y Lassativi osmotici = richiamo acqua
intestino, aumentando la massa e il
contenuto intestinale. Es. soluzione
saline(solfato e citrato di magnesio) e
lattulosio.
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Lassativi stimolanti e/o irritanti : agiscono
direttamente sulla peristalsi stimolando il
plesso nervoso mioenterico e/o irritando
la mucosa intestinale (es. Pursennid,
Dulcolax)
y Supposte (rilasciano il principio attivo
sulla mucosa intestinale stimolando la
peristalsi)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
y
y
Lassativi lubrificanti (azione emolliente e
detergente, facilitando la costituzione di feci
più morbide e lubrificando il tratto
intestinale)
Microclisma (clismafleet)o peretta evacuativa,
piccolo volume , monouso con una punta
lubrificata e liquido preparato (fosfato di
sodio, sorbitolo = potere osmotico)
Enteroclisma o clistere : pulizia intestino
crasso mediante inserimento di liquidi per
via rettale (1000 ml + soluzione salina)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Approfondimento : i microclismi a
effetto osmotico (es : sorbiclis)
y
Il
Sorbitolo,
in
concentrazione
iperosmotica, dopo introduzione nel retto,
richiama per effetto osmotico, acqua dai
tessuti circostanti, aumentando così il
volume del contenuto intestinale. Tale
aumento di volume produce un effetto
stimolante sulle pareti intestinali e
determina una scarica della massa fecale
con meccanismo quasi fisiologico
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
I microclismi
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
L’incontinenza fecale
Perdita involontaria feci (problema salute
e sociale)
y Alterazioni neurologiche ed emotive
y Frequente negli anziani (3% degli anziani a
casa, 47 % degli anziani nelle RSA)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
I tipi di incontinenza fecale (4)
y
y
y
y
Incontinenza spuria (da fecaloma); la presenza di feci
dure irrita la mucosa intestinale causando una diarrea
acquosa con perdita continua di feci durante il giorno
Incontinenza funzionale = mancanza percezione
stimolo evacuativo secondario a problemi neurologici
e/o psichiatrici
Incontinenza sintomatica = diarrea da infiammazione
acuta dell’intestino (tossinfezioni alimentari, k
intestinale)
Incontinenza ano-rettale = perdita di feci senza alcuna
consapevolezza del paziente (lesioni neurologiche
nerivi sensoriali e motori del presso sacrale o da
cause chirurgiche)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
I problemi correlati
Natura fisica (irritazione cute e rischio di
lesioni cutanee)
y Natura psico-sociale (perdità stima di sé,
limitazione delle relazioni interpersonali)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Educazione alla continenza
intestinale
Esercizio fisico
y Dieta ad alto contenuto di fibre
y Adeguata assunzione liquidi durante la
giornata
y Puntuale annotazione dei movimenti
intestinale
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
I presidi per l’incontinenza fecale
y
Presidi assorbenti (pannolone)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Le derivazioni fecali
Conservazione funzione eliminatoria a
seguito di interventi chirurgici (patologie
infiammatorie o tumorali)
y Apertura artificiale sulla parete
addominale (STOMIA)
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Distinguiamo :
y
ILEOSTOMIA : l’orifizio che si crea
abboccando il piccolo intestino
> drenare il materiale fecale dall’ileo. Le
feci proveniente da una ileostomia sono
liquide e contengono ancora enzimi
digestivi fortemente irritanti per la cute.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
COLONSTOMIA : L’orifizio che si crea
abboccando il grosso intestino. Può interessare
qualsiasi parte del colon a vario livello:
a) Ascendente (feci non formate, acquose) : Stomia
temporanea per far “riposare e guarire” il tratto
intestinale situato distalmente) evacuazione
frequente e imprevidibile
b) Trasverso (feci semiliquide) posizione centrale
dell’addome. Stomia temporanea evacuazione
frequente e imprevedibile
c) Sigmoidea (feci formate, solide) localizzata sul
quadrante inferiore sinistro dell’addome. Più
frequente – in Pz con k del retto
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sistemi di raccolta
Sistema monopezzo (sacca di raccolta e
placca adesiva insieme )
y Sistama a due pezzi
1) sacca di raccolta + sistema di aggancio
2) placca adesiva
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sistema monopezzo
Vantaggi : morbidi e maneggevoli sotto i
vestiti
y Svantaggi : più irritanti per la cute per via
del loro continuo ricambio
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Sistema a due pezzi
y
Vantaggi : meno irritanti (la placca può
essere mantenuta più giorni)
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Alcuni vantaggi ultimi sistemi a due
pezzi:
y
y
y
y
Più tenuta per una gestione della stomia
sicura in ogni condizione.
Più protezione per conservare il naturale
pH della cute ed evitare irritazioni.
Filtro (carbone attivo) Garantisce al
paziente il comfort di una sacca mai gonfia e
la discrezione di una filtrazione sempre
efficace
Materiale Il TNT è completamente
idrorepellente e consente di fare la doccia e
il bagno indossando la sacca.
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
L’AIUTO NELLA
SODDISFAZIONE DEL
BISOGNO DI
ELIMINAZIONE
INTESTINALE
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
Collaborazione con il personale
infermieristico nella soddisfazione del
bisogno di eliminazione della persona in
relazione al livello di “dipendenza” in cui
la stessa si viene a trovare
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Interventi specifici e pianificati dall’infermiere
(dieta, liquidi, mobilizzazione)
y Assicurare il comfort, la sicurezza e la
privacy durante l’evacuazione
1) Aiutare il paziente a usare la comoda o a
raggiungere il bagno
2) Se il paziente non è in grado di raggiungere
il bagno o la comoda, portare la padella e
posizionare il paziente facendolo sollevare
a ponte (vedi figura) o ruotare di lato
y
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
3) Verificare prima di posizionare la padella che
la stessa non sia fredda
4) Far assumere la paziente in posizione più
idonea e confortevole
5) Coprire adeguatamente il paziente sia per
evitargli di prendere freddo, sia per
assicurargli la privacy
6) Concedere a ogni paziente tutto il tempo
necessario per l’evacuazione e verificare il
sistema di chiamata sia facilmente
raggiungibile
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
y
7) Effettuare l’igiene perineale se il malato
non è in grado di provvedere
autonomamente
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
Comoda
Padella
24/03/2011
Luca Cecchetto Corso ASA/OSS
2010/2011
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