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Belle and Sebastian, Bill Callahan, Black Eyed Dog, Son Volt, The

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Belle and Sebastian, Bill Callahan, Black Eyed Dog, Son Volt, The
. IT
La prima non-rivista che sceglie il meglio della musica in circolazione - www.musicletter.it - Anno III - Update N. 48
MUSICA
Be lle a n d Se ba st ia n , Bill Ca lla h a n , Bla ck Eye d D og, Son Volt ,
The Ch r om e
Cr a n k s, D e se r t
M ot e l,
Goon
M oon , Fu ck
Ve ga s,
N e il You n g, Lu ca Ge m m a , Turbonegro, Muldoon a n d the Other,
The National, Th e St on e Rose s, Il Te a t r o de gli Or r or i, Shellac,
Six Twilights, Sonic Youth, Van Halen, The Hormonauts.
ALTRI PERCORSI: CINEMA
Aguirre, der Zorn Gottes
© ML 2007 - FREE
musicletter.it
Mucchio Selvaggio Docet
chi siamo
Luca D Am br osio
Domenico De Gasperis
Nicola Guerra
Jori Cherubin i
Massimo Bernardi
Marco Archilletti
Manuel Fiorelli
Pier Angelo Cantù
Pasquale Boffoli
Franco Dimauro
Gianluca Lamberti
Luigi Farina
Luca Mezzone
Sono sost enit ore del
com e si chiam a?
Daniele Briganti
Massimo Del Papa
del rock.
Lorenzo Marcelli
Giovanni Paolo II, 1980
Domenico Marcelli
Massimo Imbrosciano
Michele Camillò
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United States Federal Government under the terms of Title 17, Chapter 1, Section
105 of the US Code. See Copyright. Public Papers of the Presidents of the United
States - Photographic Portfolio--1993 Vol. II
http://www.access.gpo.gov/nara/pubpaps/1993portv2.html
copertina update n. 48 / 2007- 0 9 - 20
Mucchio Selvaggio del 1977 ( per gentile
concessione de Il Mucchio Selvaggio)
ML 2
musicletter.it
update n. 48
sommario
Special Interview
4
30 ANNI DI MUCCHIO SELVAGGIO: Intervista a Max Stèfani
12 LUCA GEMMA
by Jori Cherubini
by Nicola Guerra
Recensioni
17 TURBONEGRO Retox
(2007) by Manuel Fiorelli
18 SON VOLT The Search
( 2007) by Marco Archilletti
19 BILL CALLAHAN Woke on a Whaleheart
20 THE NATIONAL Boxer ( 2007)
( 2007) by Domenico De Gasperis
by Marco Archilletti
21 IL TEATRO DEGLI ORRORI D e ll I m pe r o de lle Te ne br e
22 GOON MOON Lick e r s La st Le g
(2007) by Nicola Guerra
23 THE CHROME CRANKS Diabolical Boogie
(2007) by Pasquale Boffoli
25 BLACK EYED DOG Love is a Dog from Hell
26 SIX TWI LIGHTS S.T.
27 FUCK VEGAS S.T.
(2007) by Nicola Guerra
(2007) by Pasquale Boffoli
( 2007) by Pasquale Boffoli
28 SHELLAC Excellent Italian Greyhound
29 DESERT MOTEL Out for the Weekend
30 MULDOON AND THE OTHER S.T.
( 2007) by Marco Archilletti
( 2007) by Luca D Am brosio
( 2005) by Nicola Guerra
31 BELLE AND SEBASTIAN The Boy with the Arab Strap
32 THE STONE ROSES S.T.
with
( 1998) by Michele Camillò
( 1989) by Luca D Am brosio
33 VAN HALEN Fair Warning
34 NEIL YOUNG
(2007) by Pasquale Boffoli
(1981) by Manuel Fiorelli
CRAZY HORSE
Everybody Knows this is Nowhere (1969) by Domenico De Gasperis
Live Review
35 SONIC YOUTH Ostia Antica, Teatro Romano
36 THE HORMONAUTS Cassino, EQOFestival
( 07.07 .2007) by Domenico De Gasperis
( 05.08.2007) by Manuel Fiorelli
Altri Percorsi / Cimena
37 AGUIRRE, DER ZORN GOTTES di Werner Herzog ( 1972 )
by Marco Archilletti
© ML 2005-2007
BY L UCA D AMBROSI O
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ML 3
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update n. 48
special interview
3 0 AN N I D I M UCCH I O SELVAGGI O
Intervista a Max Stèfani
© 2007 di
Jori Cherubini
Il
prim o
ot t obre
il
Mucchio
Selvaggio com pirà t rent anni e per
l occasione
abbiam o
intervistare
Max
pensat o
St èfani.
di
Il
direttore che da t re decadi dirige,
con
caparbiet à
st orica
rivist a
e
passione,
m usicale.
la
Un
periodico di cult o che negli anni ha
saput o coniugare l am ore per la
m usica e l indignazione per i m ali e
le ingiustizie che affliggono una società sempre più allo sbaraglio. Buona lettura.
Pe r com incia r e fa ccia m o u n ( be l) pa sso in die t r o. La ge st a zion e de l M ucch io è dur a t a
circa ot t o a n n i, il t e m po di a ffin a r e il m e st ie r e e da ll e spe r ie nza cr e a r e u n a r ivist a . H a i
com in cia t o a fa r t i le ossa , e r a il 1 9 7 1 , n e l gr u ppo e dit or ia le
Su ono
e pe r lo st e sso
gr u ppo, in poco t e m po, cr e a t o M u sic Box ( m in i- r ivist a a lle ga t a ) e Popst e r ( ch e divenne
Rock st a r ) . N e l 1 9 7 7 , pa r t e nza via !, se i r iu scit o a m ode lla r e u n gior na le a t u o
piacimento. Cosa ricordi, o rimpiangi, di quei tempi, delle prime avventure cartacee?
Com e t ut t i gli inizi c'era ent usiasm o, paura, incoscienza. quando com inciai a scrivere per Suono
era un gioco. Un passat em po. Nient e di più. Mai avrei pensat o che sarebbe pot ut o divent are il
m io lavoro. All'epoca pensavo più all'at t ore o al diret t ore di fot ografia vist o che m io padre faceva
cinem a. Però la m usica era fondam ent ale
A fine anni Sessant a avevo com inciat o ad andare a
Londra, dove per cam pare ho fat t o vari lavori: port ant ino in un ospedale, m agazziniere in un
grosso negozio di Oxford St reet . Ricordo che la prim a volt a dorm ii per t re m esi in un cam per
parcheggiat o a West Ham pst ed. Però già all'epoca capii che la m usica rock era la m ia colonna
sonora, rappresentava benissimo la mia voglia di protesta.
ML 4
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special interview
Ebbi anche fort una. Se in I t alia seguivo l'Equipe
84 e i Rokes, a Londra vidi i prim i concert i dei
Cream , dei Led Zeppelin. Ero fisso al Marquee di
Wardour St reet . Persi anche la m ia verginit à con
una ragazza inglese. Vist o che non suonavo
ancora uno st rum ent o, venne il desiderio di
scrivere di m usica. La rivist a " Suono" era appena
uscit a
e
ebbi
l'opport unit à
di
scribacchiare
qualcosa su quelle pagine. Gratis, per circa due anni. A rileggerle oggi erano orribili. Fui fortunato
perché in quel periodo ci fu il boom dell'hi- fi. Loro com inciarono a fare soldi a palat e e ad
ingrandirsi com e casa edit rice. I l giornale aum ent ò le pagine, così anche il m io spazio. Fecero
alt re rivist e e int orno al 1975 provarono a m et t ere su un giornale di m usica. I l m io proget t o non
venne accet t at o e dopo una serie di peripezie varie, di lot t e t ra Rom a e Milano, il giornale gli
scappò di m ano. Uscirà poi m ilanese con il nom e di " Gong" . Rim ase in m ano loro solo il nom e
"Popmag". Gli rimase però la voglia, tanto è vero che qualche anno dopo rilevarono "Muzak" di cui
edit arono gli ult im i due anni prim a che chiudesse ( dandogli una vest e m olt o " polit ica" ) e m i
chiesero di fargli un giornale- post er che chiam arono " Popst er" . Gli feci i due prim i num eri con i
Rolling St ones e Sant ana. Poi m 'im posero Vendit t i e t olsi il dist urbo. A quel punt o però ci avevo
preso gust o e proposi loro una prim a idea del " Mucchio" , che doveva essere un am pliam ent o
dell'insert o " Music Box" che aveva cont inuat o a vivere all'int erno di " Suono" . Mi risposero
afferm at ivam ent e salvo poi rim angiarsi t ut t o quando il prim o num ero era già pront o. A quel
punt o, vist o che avevo capit o com e si faceva un giornale, decisi di provarci da solo anche perchè
avevo presto intuito che non mi piaceva avere qualcuno sopra la testa. Mollai l'idea di lavorare nel
cinem a e m i but t ai. Devo anche am m et t ere che non pensavo avesse una vit a m olt o lunga. Fu
prat icam ent e la prim a " fanzine" it aliana di rock. Sul m ercat o non c'era nient e. " Gong" e " Muzak"
avevano chiuso, " 2001" st ava per ansim are gli ult im i rant oli e " Popst er" era ancora una via di
m ezzo t ra un post er e un vero giornale. I quot idiani a quei t em pi non parlavano di m usica. I n
radio c'era pochissim o spazio per la m usica e int ernet non esist eva. I giornali st ranieri non si
trovavano nelle edicole. C'era una fame di leggere di musica incredibile.
ML 5
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special interview
Che poi era anche la nost ra. Un paio di anni dopo uscì " Rockerilla" , poi " L'Ult im o Buscadero"
m ent re " Popst er" divent ava un giornale vero e proprio anche se indirizzat o verso il filone Duran
Duran, Spandau Bullet . I l prim o num ero vendet t e quasi 6.000 copie, senza alcuna pubblicit à. Ci
lim it am m o a farlo uscire in edicola. Ovviam ent e si occupava solo di m usica. 100% . All'epoca
avevamo talmente voglia di musica che giornali come "Muzak" o "Gong" (che mischiavano musica
e polit ica) ci facevano ribrezzo. Avevam o un po di paraocchi, t enendo cont o che erano anche
anni caldi. Ripensandoci fu una scelt a st rana, alm eno per m e, anche perché avevo fat t o un po di
68 ( bazzicando quel covo che era la Libreria Felt rinelli a Via del Babuino a Rom a) ero st at o
" vicino" a frange est rem ist e, m i ero fat t o le m anifest azioni, gli scont ri con la polizia, m i ero
iscritto per un paio di anni al Partito Radicale portando la Bonino in giro a fare i comizi... e poi feci
un giornale dove la parola "politica" era aborrita da tutti.
I l pr im o nu m e r o de l M u cch io Se lva ggio, con u n giova ne
N e il Young in cope r t in a , ve de va la lu ce n e ll ot t obr e de l
1 9 7 7 . All e poca , im m a gino, non t i a spe t t a vi di fa r gr a nde
qu e lla cr e a t u r a e di a ccom pa gn a r la , a t e st a a lt a , be n
dentro il nuovo millennio..
Com e t i ho già det t o, nessuno di noi pensava che quella
avvent ura sarebbe durat a 30 anni. Poi avevam o in copert ina
Mucchio Selvaggio n. 1
(1 ottobre 1977)
Young. Quest o nel 1977. Sarebbe st at a più logica una copert ina
ai Sex Pist ols o ai Ram ones. Per un paio di anni perdem m o il
treno del punk, ma avevamo una tale voglia repressa di scrivere di musica americana... I n I t alia i
giornali avevano sem pre dat o spazio solo alla m usica inglese. E quindi noi a palla con Neil Young,
Springsteen, Dylan, la Band, Lit t le Feat , Bob Seger, John Fahey, Allm an Brot hers, Lynyrd
Skynyrd... Solo a inizio anni Ottanta ci buttammo su Clash, Talking Heads etc.
ML 6
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update n. 48
special interview
Un qu a r t o di se colo fa , n e l 1 9 8 1 , ve n iva no a lla lu ce fior di
ca pola vor i com e , t r a gli a lt r i, Closer de i Joy D ivision , Los
Angeles de gli X, Re m a in I n Ligh t de i Ta lk in g H e a ds, The
River di Br u ce Spr ingst e e n , Sandinista! de i Cla sh ... Oggi, a
dist a n za di ve n t ise i a n n i e di dive r se
e poche
m u sica li, i
n om i ch e a buon dir it t o possono com pe t e r e con t a li
gr u ppi, si con t a n o su lle dit a di u na m a n o m on ca . M i
ve ngon o
in
m ente
W ilco
e
Ra dioh e a d,
su cce sso, m a n ca no le ide e o ne l
st op.
Ch e
è
r ock , com e n e l cin e m a ,
è già stato detto tutto?
Mucchio Selvaggio n. 86
( 1985)
Prima copertina a un artista italiano
Tu sai che esist e una legge che si rim ane at t accat i alla m usica
che si ascolt a a 18- 20 anni. Quest a legge fa in m odo che t ut t o
quello che arriva dopo viene sem pre sot t ovalut at o. È indubbio
che il rock ha avut o dei m om ent i d'oro. Met à degli anni 50 con Chuck Berry, Presley, Jerry Lee
Lewis, Eddie Cochran, Johnny Burnette etc. Dal 1964 al 1970 con tutti i nomi che vi vuoi mettere.
Dal 1976 al 1980- 81. Da quel m om ent o non è successo più nient e. Ci sono st at i m olt i gruppi
buoni, dischi eccellent i m a nient e di paragonabile a quant o successo prim a. Verrebbe da dire che
forse è già st at o det t o t ut t o e che bisogna accont ent arsi di quello che passa il convent o. Però ci
sono sem pre st at i un vent i- t rent a dischi, ogni anno, com preso gli ult im i, capaci di em ozionare. Di
farti scattare quel brividino lungo la schiena. Però la vedo brutta.
Tor n ia m o a i gior n i nost r i. D opo la pa r e n t e si se t t im a na le ( da l 1 9 9 6 a l 2 0 0 4 ) n e l ge n n a io
de l 2 0 0 5 il M u cch io Se lva ggio t or na m e nsile . Oggi la r ivist a è divisa in du e pa r t i. Un a
tratta
la
m a t e r ia
m u sica le .
L a lt r a
si
occu pa
di
cin e m a ,
le t t e r a t u r a ,
polit ica ,
performences e qu a nt a lt r o. Si cr e a no con flit t i d in t e r e sse ?
Sì, si creano. A volt e ho l'im pressione di fare due giornali in uno con il risult at o di scont ent are
t ut t i. Però è st at a una scelt a obbligat a. Orm ai i giornali solo di m usica non hanno speranza di
sopravvivere. Possono vivacchiare m a olt re non vanno. Non è che si legge di m eno ( si è sem pre
let t o poco da noi) m a è che ci si nut re di m usica in alt ri m odi. Tv, radio, int ernet , concerti...Che
bisogno c'è dei giornali? Chi ha voglia di approfondire quando è tutto un prendi e scappa quando i
giornalist i t i scrivono il t em po m edio di let t ura di un art icolo? Ecco così che rendere ancora più
m arcat o l'aspet t o ext ra m usicale del Mucchio ci ha perm esso di soddisfare una nost ra esigenza
int erna e cont em poraneam ent e t rovare un t arget più am pio di let t ori. Purt roppo spesso, quelli
che vogliono solo m usica si rom pono di " Alt ro" e quelli che apprezzano " Alt ro" si rom pono di
quelle 80 pagine di musica che lo precedono e delle quali non capiscono niente. Purtroppo in Italia
la m usica non fa part e del dna cult urale com e nei paesi anglosassoni ( m a anche in paesi lat ini
come la Francia) e quindi il Mucchio resta spesso un giornale strano, difficile, non omologabile.
musicletter.it
update n. 48
special interview
La m usica rock rest a una cosa st rana, m ist eriosa, incapibile, aliena. E quest o non aiut a a t rovare
nuovi let t ori. Pot enzialm ent e pot rem m o vendere m olt o di più nell'area ext ra m usicale, quella
polit ica at t ent a al sociale al cinem a ai libri, perchè siam o un giornale curioso polit icamente
scorret t o, m a solo...pot enzialm ent e. Poi le edicole sono quello che sono, dei bazaar. I dist ribut ori
lavorano in regim e di m onopolio e fanno quello che vogliono. Non hai m odi di far sapere della t ua
esist enza. I nsom m a anche per noi non è facile nonost ant e la scelt a di dividere il giornale in due
parti sia risultata positiva. Almeno vendiamo il doppio degli altri. Ma non basta. Tanto più che non
abbiam o pagine di pubblicit à, vist o copert ine con pret i in erezione, papi che baciano chit arre,
Berlusconi a form a di cazzo. Con quest e im m agini non vai da nessuna part e. Vieni boicot t at o
subit o. Da sinist ra e da dest ra. E un giornale senza pubblicit à...muore. Siam o in un sist em a
capitalistico fino a prova contraria.
A grandi linee, quali sono le caratteristiche del lettore del
M u cch io? Appa r t e n e n t e
a d un a
( t e nde n t e a sin ist r a , im m a gin o)
pr e cisa
area
polit ica
o sce vr o da sch e m i
precisi?
Direi scevro. Abbiam o un t ipo di let t ore curioso, più di sinist ra
che di dest ra m a in linea di m assim a disgust at o dai nost ri
rappresent ant i polit ici, che cerca nel giornale quello che non
t rova da alt re part i. D'alt ra part e anche noi non siam o schierat i
polit icam ent e anche se cert o non siam o di dest ra. Ma per una
quest ione d'int elligenza. Tut t avia a sinist ra ci odiano più che a
dest ra perchè cert o non gliele risparm iam o. Anzi. Guarda il
Mucchio Selvaggio n. 224
casino successo con l'art icolo- inchiest a " Arci= Mafia" o quello
( 1996)
Prim o num ero dell edizione set t im anale
sulla condizione dei lavoratori delle Librerie Feltrinelli. Ma poi ha
un senso oggi parlare di sinist ra o dest ra? Quelli che leggono solo m usica se ne fregano delle
nost re t endenze polit iche. Al m assim o se non sono d'accordo salt ano le pagine ext ra m usicali
anche se una copert ina fort e a sogget t o la pedofilia nella Chiesa Cat t olica fa una selezione
dram m at ica nell'at t o di com prare un giornale. Ma lì può anche essere il giornalaio st esso a
scegliere di boicottarti se è un baciapile.
Su l n . 6 3 4 ( m a ggio 2 0 0 7 ) è a ppa r sa un a t u a in t e r vist a a d un a e scor t . Le su e r ispost e , e
n on u lt im o il pr opr io pia no t a r iffa r io, su scit a r on o qua lch e sca lpor e . Coincide nza , poche
se t t im a ne dopo, su i gior n a li, è sa lt a t a fu or i la not izia de lle dim ission i de l de pu t a t o
de ll Udc Cosim o M e le pe r ché t r ova t o in com pa gn ia di a lcu n e pr ost it u t e
d a lt o bor do .
Mele è abbonato al Mucchio?
Lo legge ogni t ant o. " Vizi privat i e pubbliche virt ù" . È sem pre st at o così fin dai t em pi dell'im pero
romano.
ML 7
musicletter.it
update n. 48
special interview
Ognuno nella vit a privat a può fare quello che vuole, specie a
let t o, se si t rat t a di persone m aggiorenni e consenzient i. A let t o
non ci sono lim it i, det t o alla faccia della Chiesa Cat t olica
ovviam ent e. Però il problem a sorge se fai part e di un part it o
cattolico com e l'UDC. Allora sei un t est a di cazzo perché
im pedisci i DI CO, vuoi che scopo solo con m ia m oglie, t i st anno
sulle palle l'abort o e il divorzio, vuoi che t rom bo solo alla
" m issionaria" e poi... Com unque solo gli ingenui possono ancora
st upirsi. Non c'è leader del cent ro- dest ra ( vicino al Vat icano) che
non sia divorziat o e che non abbia dieci am ant i. St essa cosa
com e st upirsi dei pret i pedofili. Che devono fare? Massacrarsi di
Mucchio Selvaggio n. 382
pippe t ut t a la vit a? Vivono una condizione di disagio perm anent e,
( 2000)
Manuel Agnelli come Gesù
nei sem inari s'inculano che è una bellezza, ed è chiaro che alla
fine cedano alle t ent azioni. Loro dicono " del dem onio" m a è
sem plicem ent e la nat ura che vuole la sua part e. Prim a o poi cederanno e divent eranno com e i
Protestanti. Meglio tardi che mai. Si faranno una moglie, smetteranno di dare fastidio ai bambini e
forse diminuirà pure l'omosessualità. Benché non abbia niente contro il cosiddetto "terzo sesso". I
miei migliori amici- amiche sono gay.
Apr ile 2 0 0 6 , M u cch io N . 6 2 1 . I n cope r t ina dove va e sse r ci il
discusso Ca t zillo, dise gna t o da ll a r t ist a Gia nfr a n co Gr e co.
Poi,
pe r
r e a zion e
qu e ll im m a gine
obbliga t a ,
r e ca va
ci
fa st idio?
fin ì
A
Pr in ce .
qu a lcu no
D a vve r o
è
pa r so
e sa ge r a t o t ir a r e i fia n ch i a lla ce n su r a . Com è a n da t a ?
Non ce ne accorgiam o m a la censura è m olt o più fort e oggi che
30 anni fa. A volt e è addirit t ura prevent iva, nel senso che m olt i
aut ori si censurano ancora prim a. E vale per i t est i di una
canzone, uno spet t acolo, un film . Met t ere Berlusconi disegnat o a
form a
di
t est a
di
cazzo
era
una
provocazione
benché
corrispondent e alla verit à, m a la paura di denunce penali è st at a
Mucchio Selvaggio n. 361
t roppo fort e. Noi correvam o il rischio m a il dist ribut ore ( quello
( 1999)
Una st orica copert ina est iva
che m anda i giornali in edicola) non se l'è sent it a. Succede.
Purtroppo.
L a m bie n t e de lla " st a m pa " m u sica le , se da u na pa r t e por t a ve n t a t e di fr e sch e zza
r in n ova n dosi in cont in u a zion e , da ll a lt r a n a scon de u n coa ce r vo di piccole m a lva git à ,
r ipicch e u t e r in e e spa lla t e da ogn i dove . I n som m a , m i se m br a di n ot a r e - t r a le va r ie
r ivist e ca r t a ce e , m a a n che t r a u na w e b- zine e l a ltra - più mala- con cor r e n za che
solidarietà. È una mia allucinazione?
ML 8
musicletter.it
update n. 48
special interview
Quando il piat t o è piccolo e le bocche sono t ant e viene norm ale
Tre copertine politiche
sbranarsi. Non c'è soluzione. E poi spesso ognuno è convint o di
avere la " verit à" e che t ut t i gli alt ri non capiscono un cazzo.
Succedeva anche a m e quando avevo 20- 25 anni. Si spera che
crescendo si diventi più saggi ma spesso non succede.
I n I t a lia il m e st ie r e , m a l pa ga t o, de l cr it ico m u sica le
con t a a bba st a n za iscr it t i a fr on t e di u na r ich ie st a di rock
letterario qu a si e ffim e r a . L im pr e ssion e è ch e la m a ggior
pa r t e , spe r o non noi di M L, se la scr iva e se la le gga - un
ca n e ch e si m or de la coda , in som m a - da l m om e n t o che
n on si r in nova l a t t e nzione . Qu a le sa r à il fu t u r o di qu e st a
professione?
Mucchio Selvaggio n. 441
( 2001)
Ognuno cerca di divert irsi, o di colt ivare il proprio hobby, com e
più gli aggrada. Certo, di leggere di musica ho l'impressione che
non gliene freghi un cazzo alla m aggior part e della gent e.
Quindi ho molti dubbi che ci sia un futuro. Tra l'altro è un lavoro
dest inat o a non essere ret ribuit o, vist i i num eri che girano,
dunque?
Qu a n t i e qu a li ost a coli a ffr on t a il M u cch io Se lva ggio pe r
sopr a vvive r e a d u na con cor r e nza se m pr e più spie t a t a e a
cost o ze r o
( pe n so a XL) m a , al contempo, spesso, priva
di passione ed entusiasmo?
Mucchio Selvaggio n. 453
Vendiam o
abbiam o
poco
( alm eno
pubblicit à,
rispet t o
dobbiam o
agli
anni
affront are
Ot t ant a) ,
una
non
( 2001)
concorrenza
( neanche poi t ant o m ale) com e " Rolling St one" e " XL" che
cost ano m eno della m et à con
più
pagine.
Sono ost acoli
insormontabili. Quello che dà più fast idio è " XL" , un prodot t o
deciso dall'ufficio pubblicit à del gruppo edit oriale RepubblicaEspresso per ram azzare soldi e bast a. Vendere è l'ult im o loro
problema. "Rolling Stone" almeno se la gioca sul mercato anche
se gli invidio quelle 100 pagine di pubblicit à ogni m ese a
confront o delle nost re due. Saranno più bravi. O forse non sono
così st upidi da m et t ere un pret e con un evident e st at o di
erezione in copertina.
Mucchio Selvaggio n. 455
( 2001)
ML 9
musicletter.it
update n. 48
special interview
Pe r qua le m ot ivo in I t a lia , e m i r ifa ccio a ll idiom a
delpapiano- gattopardesco ,
ca m bia
t ut t o
pe r
n on
ca m bia r e n u lla , pe r r im a n e r e t u t t o com è ? Ad e se m pio,
in
un
e dit or ia le
de l
1978,
scr ive vi:
Naturalmente
sia m o a n cor a in pa ssivo, vist a la poca pu bblicit à ch e
r iu scia m o a t r ova r e , m a l im por t a n t e è r iuscir e a t ir a r e
a va nt i (
) . Pu r t r oppo ci sia m o im post i di a cce t t a r e
solt a n t o un t ipo di pu bblicit à e n on è fa cile fa r ca pir e
a lla
con t r opa r t e
che
n on
ce
ne
fr e ga
n ie n t e
di
Br a ndua r di e sim ilia . I n e ffe t t i, m i pa r e di ca pir e ch e ,
almeno da questo punto di vista, poco è cambiato.
Mucchio Selvaggio n. 606
( 2005)
Primo numero della nuova edizione mensile
Non è cam biat o nient e. Anche se oggi accet t erei anche una
pagina su creme contro i brufoli o su Paola e Chiara. Ma come
dice Del Papa in Italia non cambia mai niente. Ovunque. Che sia sociale, politica, mafia etc. Non a
caso la Spagna, la Francia m a t ut t i i paesi ci prendono una pist a. Oggi uno di 20 anni se vuole
fare qualcosa di diverso, m a anche solo sem plicem ent e seguire una sua passione senza
uniform arsi all'am bient e che lo circonda, deve andare via. Scappare da quest o paese di m erda
fatto di veline e calciatori.
L a n n o scor so pr e se n t a va t e un a ba n ca r e lla a l M e e t in g de lle e t ich e t t e in dipe nde n t i di
Fa e n za . Cr e di ch e in u n m e r ca t o discogr a fico com e il n ost r o, dove si st e n t a a ve nde r e
anche i prodotti mainstream, ci potrà essere un futuro per le piccole etichette?
Lasciam o perdere. Quale fut uro? Andiam o a Faenza convint i che non serva a nient e. Lo si fa per
abitudine e scambiare quattro chiacchiere con i lettori. Che è sempre una cosa piacevole perché ci
si scopre uguali.
I cd si ve ndono se m pr e m e no e il vin ile pa r e in le n t issim a r ipr e sa . Qua le sa r à il fu t u r o
di qu e st i su ppor t i? Le t t or i cd e gir a disch i fin ir a nn o in soffit t e polve r ose , com e i
mangiaca sse t t e , e t ut t o sa r à fa gocit a t o da ll in con sist e n za de ll M p3 ?
Mi sem bra che la st rada sia quella e orm ai non si possa più t ornare indiet ro. Da un m om ent o
spariscono anche i cd, e devo dire m eno m ale. Li ho sem pre disprezzat i. Rest eranno le nicchie.
Quei pochi che com prano il vinile perchè il suono è decisam ent e m igliore o quelli che si
ost ineranno a leggere i giornali perché sanno che nel m om ent o in cui scom pariranno sarà più
difficile vivere. E sicuramente sarà un passo indietro per la democrazia.
M L 10
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update n. 48
special interview
D a l m om e n t o ch e , pe r la vor o, se i cost r e t t o a le gge r e m olt i qu ot idia n i, qu a li sono, a t u o
avviso, i migliori, o
i meno peggio?
Negli ultimi tempi leggo "La Stampa" e "L'Unità". Qualcosa di buono ce lo trovo sempre. Anche se
la part e polit ica fa com unque schifo, m a ci sono delle penne buone. " La Repubblica" non la
sopport o più. St ranam ent e " I l Foglio" ha una part e cult urale non m ale anche se non sopport o
Ferrara. Spero un giorno di pot er fare a m eno di leggere i quot idiani. Però quant o m i piacerebbe
farne uno io! Sarebbe uno sballo anche se vorrebbe dire smettere di vivere. Rimarrà un sogno.
Piccola curiosità personale: qual è la regione con più mucchiofili?
Emilia Romagna.
Immagini e foto by Il Mucchio Selvaggio e Max Stèfani.
ML 11
musicletter.it
update n. 48
special interview
LUCA GEMMA
© 2007 di
Nicola Guerra
Tecniche di Illuminazione è il secondo disco
solist a di Luca Gem m a, cant aut ore che
negli anni 90 debut t ò nei Rosso Malt ese a
fianco di Pacifico. Per l uscit a del disco
abbiam o
pensat o
di
rivolgere
qualche
dom anda al suo aut ore che si è rivelat o
proprio
com e
la
poet ica, ironica e
sua
m usica:
int ensa,
cinematografica.
Rispe t t o a i du e disch i de i Rosso M a lt e se ( pr in cipa lm e n t e Santantonio de l 1 9 9 3 ) e a l t u o
pr im o a lbu m solist a Sa lu t i da Ve nu s ( 2 0 0 4 ) , il n uovo la vor o è più ca nt a u t or ia le , più
intimo, riflessivo, direi più raffinato ma meno giocoso. Come è cambiato Luca Gemma in
t u t t i qu e st i a nn i? È solo consa pe vole zza de i pr opr i m e zzi e spr e ssivi o fa t t or i e st e r n i t i
hanno condizionato a concentrarti su una visione completa delle canzoni?
Tecniche di I llum inazione credo sia in effet t i un disco più int enso che giocoso. Ad esem pio so di
aver abbandonato la leggerezza delle filastrocche che in Saluti Da Venus veniva fuori in un paio di
brani. Ma sono cont ent o così e d'alt ronde la voglia di luce, di gioia e di bellezza che quest o disco
raccont a nasce dal senso di perdit a e di dolore che ha segnat o m e e le persone a m e vicine in
questi ultimi due anni. In fondo, nella musica che faccio, così come nella vita, mi ritrovo sempre a
m ischiare ironia, m alinconia e rabbia. E pur rim anendo la m usica un grande gioco, l'int ensit à è la
cosa che mi interessa di più trasmettere a chi ascolta le mie canzoni.
Tr ovo ch e i t u oi br a ni sia no in izia lm e n t e se m plici e dir e t t i, m a a d ogn i a scolt o r ive la no
sfum a t u r e n u ove , com e se ut ilizza ssi u n a m a cch in a da pr e sa con ce n t r a n dot i sul
sogge t t o e la scia n do sfuoca t i die t r o e le m e n t i im por t a n t i. Com e la vor i pe r ot t e n e r e
questo rilascio graduale di emozioni?
La sim ilit udine con la m acchina da presa è indovinat a
perché, quando scrivo le parole delle
canzoni, procedo per " inquadrat ure" , cercando quindi di t rovare la luce giust a per ciò che voglio
fot ografare. Per il rest o credo anch io che le m ie canzoni si svelino un po' alla volt a, nel bene e
nel m ale, e abbiano bisogno di più ascolt i: evident em ent e faccio m usica leggera m a non
troppo.Comunque è quello che cerco io stesso come ascoltatore nella musica degli altri.
ML 12
musicletter.it
update n. 48
special interview
Se i u n a ppa ssion a t o di cin e m a pe r ca so? Tr ovo spe sso r ife r im e n t i n e lle t u e ca nzon i a lle
im m a gin i de l gr a nde sch e r m o; m i vie n e in m e n t e un a fr a se da
ch e dice
Un a cosa ch e consola
gu a r da 1 0 0 e 1 0 0 0 volt e a n cor a qu e lla sce n a in cu i Lu i n on si fa um ilia r e . La
musica ha ancora la capacità di farci rialzare da un K.O.?
I l cinem a m i piace m olt o, quasi quant o la m usica, e Tecniche di
Illuminazione ne è pieno in m odo esplicit o e im plicit o, fin dal
t it olo. La frase che hai cit at o per esem pio è ispirat a a " Una vit a
difficile" di Risi m ixat o con " Taxi Driver" di Scorsese. La m usica
ha per m e cert am ent e un effet t o t erapeut ico: quando sono in
difficolt à m i rassereno m olt o suonando e cant ando. La m usica m i
t iene sveglio, m i consola, m i da le em ozioni di cui ho bisogno.
Non so dirt i se però è sufficient e per fart i rialzare da un K.O.,
forse dipende dal tipo di K.O.
A pr oposit o di Boxe, M u h a m m a d Alì ( t it olo de ll u lt im o br a n o de l disco) è solo un t uo
idolo o t r ovi ch e ne i su oi m ovim e n t i e n e lla sua for za ci sia la st e ssa e n e r gia che
provoca la musica che viene dal cuore?
Muham m ad Ali ha le qualit à che hanno t ut t i i grandi, ovvero far sem brare sem plici le cose più
difficili, e quest o vale m olt o anche nella m usica. Bast a vedere ad esem pio un concert o di Prince
per rendersene cont o. È una specie di supereroe dei fum et t i a cui riesce l'im possibile, e t ut t o
avviene con grazia e un aut o ironia m icidiale. Ecco un'alt ra cosa dei grandi: fanno m olt o sul serio
ma riescono comunque a giocare.
C è st a t o u n pe r iodo in cu i i ca n t a ut or i it a lia n i se m br a va n o t or na t i su lla cr e st a
de ll onda ; oggi inve ce si ce r ca di in se gu ir e se m pr e la nu ova m oda ne w - w a ve ch e vie ne
da ll e st e r o se nza valorizzare la musica che in Italia personalmente ritengo molto valida.
Ci son o gr u ppi ch e si m uovono n e l sot t osu olo e ch e ce r ca n o non solo di e m e r ge r e m a di
fa r a scolt a r e la pr opr ia voce , che sia m e t a l, in die o ca nzone d a u t or e . Che n e pe n si? D i
chi è la colpa per questo poco interesse?
È un problem a che in I t alia accom una la m usica al cinem a: ent ram bi sono sovrast at i da
un'indust ria fiorent e e pot ent e che arriva principalm ent e dal m ondo angloam ericano. Da lì,
insieme a delle cose bellissime e fondamentali, arrivano anche cose molto mediocri che comunque
vengono accolt e a port e spalancat e. E per le produzioni it aliane, prescindendo dalla lingua, rest a
pochissim o spazio. I o so che in Francia negli anni '90 senza una polit ica di at t enzione alle proprie
produzioni non ci sarebbero st at i né Mano Negra né Negresses Vert es per esem pio. E senza il
m ecenat ism o non ci sarebbe st at o il Rinascim ent o. Ma puoi spendere soldi se il m ediat ore
culturale è la grande RadioTVPrivataPubblicaTuttaUguale?
ML 13
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update n. 48
special interview
Quali sono i gruppi in Italia che stimi? Con chi vorresti un giorno collaborare?
Dunque, m i piacciono le ballat e che scrive Manuel Agnelli con gli Aft erhours, le canzoni
malinconiche di Capossela, la voce di Raiz, le parole di Ferretti e il modo in cui le porge. Ma ce ne
sono sicuram ent e alt ri che ora m i sfuggono anche perché è un periodo che ascolt o m olt a più
m usica st raniera. Con Pat rizia Laquidara t ornerei volent ieri a collaborare, dopo avere scrit t o
insieme un testo del suo album .
M a n ue l Agn e lli ha pr ova t o a fa r e da
colla n t e a d u na sce n a ch e pe r ò in
poch i a n n i n on h a sa pu t o r e gge r e .
Tu ch e h a i vissu t o l e spe r ie n za de l
Tora- Tor a , cosa pe n si a bbia da t o
alla
m u sica
r ock
it a lia na
un e spe r ie n za cosi im por t a n t e ? E a
voi artisti, ha dato visibilità?
I l Tora Tora invent at o da Manuel aveva
il
com pit o
e
l'int enzione,
credo,
di
m ost rare al grande pubblico, e ai m ezzi
di comunicazione soprattutto, che esiste
un
gran
m usiche
colonna
num ero
che
sonora
di
sono
m usicist i
alt ernat ivi
quot idiana
e
di
alla
radio- tv-
aeroporto- suoneria, e che quest a scena
( anche se fram m ent aria) ha la capacit à
di coniugare num eri e qualit à, quindi di
com unicare m eglio di quant o non si creda. I o ho suonat o in 2 dat e del 2004 e t ut t o funzionava a
dovere. Alla fine credo che il proget t o sia naufragat o per le difficolt à della Mescal, che lo
produceva.
Tor n ia m o a Te cn iche di I llum ina zione . Ti pia ce la r e sa de l disco? D i cosa se i soddisfa t t o
e cosa ritoccheresti?
Sono t ut t ora m olt o soddisfat t o del disco e del lavoro fat t o, e m i ci riconosco pienam ent e. Lo farei
forse solo un po' più cort o di 1 o 2 brani, m a anche oggi non saprei cosa t ogliere. Quindi va bene
così. I n ogni caso ora darem o una sforbiciat a a Muham m ad Ali per consegnarlo in versione
ristretta alle radio.
ML 14
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update n. 48
special interview
Com e sa r à a r t icola t o il t ou r che
pr e se n t e r à l a lbum ? H o vist o ch e da
Sa lu t i
da
Ve n us
a
Te cn iche
di
Illuminazione ha i m a n t e n u t o più o
m e no gli st e ssi colla bor a t or i. D a
An dr e a Vit i a l ba sso, Se ba st ia no D e
Ge n n a r o
a lla
ba t t e r ia ,
Pisch e dda
a l pia nofor t e
Pa olo
fin o a lla
pr oduzione / pr ogr a m m a zione
di
Pa olo I a fe lice . Ti se n t i pa r t e di u n a
band con loro?
Finora ho fat t o una quindicina di dat e in
m odo un po' disordinat o m a si ripart e
ad ot t obre e sono fiducioso. Vado in
giro in m odo m odulare, dal concert o
int im o e acust ico da solo, a diverse
form ule in duo e t rio già sperim ent at e,
per
arrivare
al
sest et t o
che
è
la
form azione com plet a. Tut t o ciò dipende
dagli spazi e dai cachet
ovviam ent e.
Ma i m iei 2 dischi si prest ano bene alle
diverse soluzioni. Da solo sono m olt o
libero e ne approfit t o per decidere le
cose al m om ent o. Al com plet o siam o una vera band che lavora insiem e già da anni e ha nel
t em po cercat o un suono adat t o alle m ie canzoni; quest a ricerca com incia con la regist razione dei
dischi e poi prende una sua strada nel live, che è sempre diverso dal disco.
So che ha i m olt o a cuor e l a ssocia zion e M a r gh e r it a . D i cosa si t r a t t a ?
L'Associazione Margherit a ( www.associazionem argherit a.org) è nat a agli inizi del 2005 in seguit o
alla scomparsa prematura e improvvisa di Margherita Minerva Calanchini, una persona che amavo
m olt o, sorella della m ia com pagna. Suo m arit o e alcuni loro am ici hanno fondat o l'associazione,
oggi
diventata Onlus, proprio per ricordarla. Hanno così creat o in t em pi m olt o
rapidi un
am bulat orio m edico pediat rico alla Rocinha, una grande favela di Rio de Janeiro, in Brasile. Si
raccolgono fondi e si curano m olt i bam bini anche con proget t i m irat i e specifici. I o support o
l'associazione organizzando e t enendo concert i per la divulgazione e la raccolt a fondi. Abbiam o
fatto serate a Bologna, Lecce, Milano e quest'estate a Tricase, vicino Lecce. E spero prima o poi di
andare a suonare lì da loro.
ML 15
musicletter.it
update n. 48
special interview
L u lt im a volt a ch e ci sia m o vist i
a
Vin ilm a n ia
a
M ila no
mi
a cce n na vi ch e fr a i 5 0 disch i de l
pe r iodo 2 0 0 1 - 2 0 0 5 sce lt i da lla
n ost r a
r ivist a ,
m olt i
e r a no
ve r a m e n t e gr a ndi a lbu m , ca pa ci
di du r a r e e r e sist e r e n e gli a n ni.
Cosa sa r à r icor da t o in que st o
2007 secondo te?
Devo dire che non m i viene in
m ent e
nulla
di
veram ent e
memorabile, ma forse sono stato un
po' dist rat t o. Tra i dischi che ho
com prat o finora il m io preferit o è il bellissim o " Ma Fleur" della Cinem at ic Orchest ra. A fut ura
m em oria rest erà " Working Class Hero" dei Green Day da cui si capisce che il m iglior brano m ai
suonat o e regist rat o appunt o dai Green Day è uno dei t ant issim i ( m eravigliosi) pezzi scrit t i da
John Lennon: vorrà pure dire qualcosa.
Ult im a dom a n da - gioco; h a i la possibilit à di in t e r pr e t a r e t r e sce n e de l cin e m a ch e a dor i.
In cosa ti cimenti?
La scelta è veramente difficile perché ce ne sono almeno mille che mi piacciono, ma ci provo :
a) m i m et t o al post o di Ninet t o Davoli in " Uccellacci e Uccellini" di Pasolini per farm i quella
lunghissima camminata on the road insieme a Totò
b) m i infilo com e quart o uom o nella cella di " Daunbailò" di Jim Jarm ush con John Lurie, Tom
Waits e Benigni e mi ascolto i brani tratti da Rain Dogs, uno dei miei dischi preferiti di sempre
c) e poi ne " la 25m a ora" di Spike Lee al post o di Edward Nort on per st are un po' con Rosario
Dawson, che è un'attrice bellissima
d) fam m i fare anche De Niro in " C'era una volt a in Am erica" di Leone: l'avrò guardat o 5 o 6 volt e
e ancora mi sembra nuovo ad ogni visione.
Immagini e foto by Luca Gemma.
ML 16
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update n. 48
recensioni
ARTIST: TURBONEGRO
TITLE:
Retox
LABEL:
Scandinavian Leather Recordings
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.turbonegro.com
MLVOTE: 7,5/10
Da anni orm ai la Norvegia si è rivelat a essere non solo una fucina di ext rem e m et al band m a
anche, al pari di alt ri paesi scandinavi, la pat ria di un nut rit o m anipolo di gruppi che t ant o lust ro
hanno ridat o ad una im polverat a scena hard/ rock n roll. I n relazione a quest a nuova ondat a i
Turbonegro spiccano per qualit à nonché per anzianit à sul cam po, considerando che Retox è il
loro ot t avo album , il prim o pubblicat o dall et ichet t a di propriet à dalla band st essa, la Scandinavian
Leat her Recordings. Già dal prim o ascolt o appare evident e quant o il chit arrist a Euroboy &
com pany abbiano lavorat o e punt at o su quest o prodot t o senza per quest o int accare l int egrit à di
quell at t it udine fracassona, am bigua, volut am ent e equivoca e assolut am ent e peculiare, da
sem pre bigliet t o da visit a dei Turbonegro. Avvalendom i del prezioso soccorso della band st essa
cit o una dichiarazione ufficiale secondo la quale Ret ox viene t rat t eggiat o com e un " bikerm ovie
nichilist a, hom opunk, m et al
e ci sarebbe da preoccuparsi se la folle e provocat oria vena
dissacratrice dei norvegesi non fosse ben nota. Ma la musica? Presto detto; bastano pochi secondi
di int ro e il riff di We re Gonna Drop t he At om Bom b, t ant o sem plice quant o coinvolgent e,
scaravent a im m ediat am ent e l ascolt at ore in un m ondo che i Turbonegro st essi definiscono pieno
di Libert à, velocit à, pot enza, um iliazione . Det t o così sem brerebbe un polpet t one pubblicit ario,
una propaganda di serie zet a m a il fat t o è che i Turbonegro sono esat t am ent e quello che
afferm ano di essere:
giocano sulle loro cert ezze e ridisegnano una form ula personale e
collaudat a, sm ussando qualche asprezza e qualche spigolo soprat t ut t o a livello di suoni e
produzione ( m ot ivo per
cui st avolt a il risult at o è m eno int enso rispet t o al capolavoro
Sca ndina via n Le a t h e r o anche al successivo Pa r t y An im a ls) . Se si è avvezzi a cert e sonorit à
sarà dura rest are indifferent i alla sm argiassa ruffianeria di Hell Toupée, alla carica coinvolgent e
del singolo Do You, Do You Dig Dest ruct ion oppure alla frust at a ruvida di No, I m Alpha Male ( la
t raccia che, per arrangiam ent i e st rut t ura, più si avvicina a sonorit à propriam ent e metal) . Ancora
una volt a è l inquiet ant e figura del panciut o front m an H a nk Von H e lve t e ad ergersi sugli scudi e
a det t are legge, cant ando di sesso e deviazioni, m orbosit à e am biguit à assort it e, conferm ando
l inclinazione corrosiva e spregiudicat a di casa Turbonegro. Retox vive di im pennat e rock n roll e
sprazzi hard, un connubio di m elodia e pot enza apposit am ent e coniugat e per divert ire e
coinvolgere. Una conferma assolutamente positiva.
Manuel Fiorelli
ML 17
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: SON VOLT
TITLE:
The Search
LABEL:
Legacy
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.sonvolt.net
MLVOTE: 7,5/10
Nella pigrizia di Underground Dream c'è il sogno di un m ondo m igliore, c'è la scrit t ura, c'è
l'emozione.
Tra Replacements
e
Fa ble s
Of
Th e
Re const r u ct ion ,
in
quegli
anni
importanti, avrebbe fat t o la sua bella figura quest o disco dei Son Volt di Ja y Fa r r a r , anim a degli
Un cle Tupe lo che t ant o hanno dat o alla m usica am ericana ( di nom e e di fat t o) . The Se a r ch è
un album che M ich a e l St ipe non farà più, un concent rat o di m orbida elet t ricit à e di favoloso
disincant o. I n quest o m om ent o st orico ci sono due possibilit à per colpire al cuore con la m usica:
giocare con il suono e con la rit m ica ( com e insegnano LCD Sou ndsyst e m e !!!) oppure avere
canzoni inat t accabili. Ecco, le canzoni: m elodie perfet t e, chit arre vere che non sanno di plast ica,
un groove com pat t o che profum a di rock'n'roll e di m usica suonata. I Son Volt sono quant o di
m eno art ificiale possiat e t rovare in circolazione, sono una coincidenza felice e definit iva. Avevano
inseguit o per anni la perfezione di quest o m om ent o, avevano t ram at o nell'om bra, avevano
accet t at o la definizione di cult o per
pochi m ent re Wilco, Calexico, Yo
La
Te ngo
e
Decemberists conquist avano il pubblico europeo. Com e accadde ai Built To Spill un anno fa, il
m iglior disco di rock chit arrist ico dell'anno non ha raggiunt o l'I t alia per una dist ribuzione ufficiale.
Allora la colpa fu di una m aj or, la Warner, oggi lo st esso sacrilegio è opera dei lungim irant i
scienziat i della Sony. Prendet e Methamphetamine: pare una ballat a del m iglior Springsteen con
Pe t e r Bu ck alla chit arra solist a, invece sono sem plicem ent e i Son Volt ! Leggendo i credit s
dell'album ci si accorge che c'è la m ano sant a di Joh n Agn e llo, uno che sa rendere l'Am erican
Pop la cosa più convincent e e m eno banale del m ondo part endo da elem ent i di est rem a
sem plicit à. Se Bob D yla n ha un m erit o, t ra i t ant i che gli si possono accredit are, è quello di
essere il principale m aest ro di una scuola che non finisce di regalare piet re preziose: una volt a
erano i Green On Red, i Giant Sand, i Buffalo Tom; oggi, Wilco e Son Volt. Esultiamo!
Marco Archilletti
ML 18
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: BILL CALLAHAN
TITLE:
Woke on a Whaleheart
LABEL:
Drag City
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.myspace.com/smoggertone
MLVOTE: 7,5/10
Dal 1992 al 2005 Bill Ca lla ha n ha inciso i suoi dischi sot t o la sigla Smog, ed è st at o per più di
un decennio l aut ore di canzoni cupe ed oblique t ipiche di quel songwrit ing am ericano anni
Novant a a bassa fedelt à. Tut t avia la pregevole qualit à delle com posizioni lo aveva portato t ra i
m igliori dell ult im o vent ennio insiem e a Bon nie
Pr in ce
Billy, M a r k Eit ze l e D a vid Be r m a n
solo per fare qualche nom e. W ok e on a W ha le h e a r t , esordio discografico firm at o con il proprio
nom e, per quant o m i riguarda rappresent a il suo personale Nashville Skyline, e spero che non si
verifichi quello che successe al poet a ebreo crocifisso dai purist i di professione in ragione di una
presunt a com m ercializzazione dell art e. I l disco inizia con From t he Rivers t o t he Ocean, una
com m ovent e ed elegant e canzone d am ore, con piano, violino e bat t eria in evidenza e un cant at o
che ricorda Lou Re e d. Segue il rit m o pop di Footprints e soprat t ut t o di Diam ond Dancer,
quest ult im a sem bra la versione count ry di China Girl. Sycamore è un aut ent ico capolavoro di
raffinat i ed equilibrat i
riff chit arist ici, con un rit ornello assassino che ricorda il m iglior David
Berm an. I l country- rock di The Wheel st upisce per la sua classicit à: m i piacerebbe t ant o sent irla
cant are dal Boss. L at t acco di Honeym oon Child m i fa pensare ai Calexico m ent re il pianofort e
m onot ono ed efficacissim o di Day ci regala un Lou Reed m eno oscuro. Night è la canzone più
int im ist a e int ensa del disco, sem bra che Bill la cant i a bassa voce alla sua am at a m ent re quest a
dorm e, con l assolut a prem ura di non svegliarla. Chiude l album A Man Needs a Wom an or a Man
t o Be a Man: peccat o che Joh n ny Ca sh non pot rà m ai cant arla, alm eno in quest o m ondo. Le
canzoni di Woke on a Whaleheart scorrono lim pide e fresche com e l acqua del ruscello.
Domenico De Gasperis
ML 19
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: THE NATIONAL
TITLE:
Boxer
LABEL:
Beggars Banquet
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.americanmary.com
MLVOTE: 7,5/10
Ogni t ant o esce fuori un t ot em nel panoram a m usicale, un disco del quale è im possibile parlare
m ale, un disco che piace quasi a t ut t i e che viene incensat o per m oda anche da chi m agari lo ha
ascolt at o
per
cinque m inut i.
Quest 'anno
c'è Boxer dei National.
Un
t ot em ,
appunt o.
I nat t accabile e già m it ico. Vediam o perché t ant a gloria: il prim o m ot ivo, che poi in ordine
cronologico sarebbe il secondo, si chiam a Mist aken For St rangers, m elodram m a incalzant e che a
un cert o punt o divent a qualcosa di bellissim o con l'ult im o, definit ivo e abbagliant e cam bio di
rit m o. I n quest o pianet a solo gli Ar ca de Fir e pot rebbero concepire qualcosa di sim ile, con la
differenza che la band canadese non si ferm erebbe prim a di divent are pom posa. I l secondo
m ot ivo che rende Boxer così carico di gloria è il curriculum pregevole che i ragazzi dell'Ohio
hanno m esso insiem e: quat t ro album di t ut t o rispet t o li pongono al riparo dal rischio di essere
considerati meteore come i Kills o i Bloc Party. Alligator, per esempio, è un disco splendido ma
non se ne accorse nessuno: pare che a Rom a ci fossero 20 persone al concert o nel vicino 2005,
m ent re ora scom m et t erei sul sold out in una event uale serat a al Circolo degli Art ist i. I l t erzo
m ot ivo si chiam a Slow Show, leggiadra ballat a resa speciale da una fisarm onica st ruggent e e da
un'at m osfera dim essa che incant a e che ferm a il t em po. Anche st avolt a il finale è per
nulla esplosivo: è adorabile il modo in cui i National mantengono sempre la misura lasciando così
un senso di com piut ezza e di essenzialit à che non ha pari nella scena indie americana. Nel
moment o st orico in cui si scontrano il m inim alism o dei cant ori depressi e la verve esagerat a
dei collettivi più fant asm agorici, i Nat ional rallent ano, accelerano e poi rallent ano di nuovo. I l
cant o laconico m a non t rist e di M a t t Be r n in ge r e l'uso sapient e del pianofort e sono le ciliegine
su una torta davvero deliziosa. Disco dell'anno? Per molti ma non per tutti...
Marco Archilletti
ML 20
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: IL TEATRO DEGLI ORRORI
TITLE:
D e ll I m pe r o de lle Tenebre
LABEL:
La Tempesta / Venus
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.ilteatrodegliorrori.com
MLVOTE: 7,5/10
Devo confessare che la cosa che più mi ha colpito e spiazzato ai primissimi ascolti di D e ll I m pe r o
de lle Te n e br e , disco d'esordio de I l Te a t r o D e gli Orrori é st at o l'uso ' luciferino della lingua
it aliana del lead- singer Pie r Pa olo Ca povilla calat o nel cont est o noise ed acido dei brani in un
cert o senso prevedibile, sapendo che vi m ilit ivano Capovilla e Giu lio Ra gno Fa ve r o ( basso e
produt t ore t ra i più ricercat i nel panoram a rock it aliano) , due m em bri degli On e D im e n siona l
Man, st repit oso ed influent e act noise- blues all'opera dalla m et à dei '90 che ho avut o anche la
fort una di am m irare live dalle m ie part i in quegli anni. A com plet are la line- up di quest o nuovo
supergruppo il chit arrist a Gion a t a M ir a i ( Super Elast ic Bubble Plast ic) ed il bat t erist a Francesco
Valente. Ribadendo l'eccezionale m uro
di suono creat o dalla neo- band
in
brani com e
Carrarmatorock, L'im pero delle Tenebre, Vit a Mia, I l Turbam ent o della Gelosia soprat t ut t o grazie
all'impatto travolgente delle chitarre di Mirai e Favero, l'elemento più rimarchevole e sperimentale
di quest o album é proprio la rinuncia all'inglese ( privilegiat o dagli O.D.M.) , lingua ideale per lo
st ile delle sonorità adot t at e ed il t ent at ivo di sposarle ad una espressivit à it aliana quasi
cantautorale. Essa t occa con cinica am arezza e t ot ale disincant o t em i com e la perdit a d'ident it à
ed il senso d'inut ilit à del vivere ( L'im pero delle Tenebre) , m a anche una st renua ricerca di
speranza ( Vita Mia) , l'ipocrisia delle guerre ( Carrarmatorock) , il suicidio ( La canzone di Tom ) , m a
i t oni si fanno anche elegiaci e t eneri in Lezione di Musica e Com pagna Teresa, con qualche
ingenuit à dissem inat a qua e là. Capovilla quindi riesce ad essere dut t ile m a in generale nel disco
il suo m ood vocale é sulfureo e dist accat o, ricordando ( com e giust am ent e sot t olineano le info
riguardant i la band) a più riprese i cinici t oni declam at ori di un Ca r m e lo Be n e . Individuerei
l'apice creat ivo del disco nella finale epica Maria Maddalena, t ut t a giocat a su cont roversi t emi
religiosi, dove fondamentali appaiono i contributi del violino di Nicola Manzan e del violoncello di
An ge lo M a r ia Sa n t isi per la dram m at izzazione di 8 m inut i che da soli conferiscono una infinit a
dignità ad un'opera decisamente unica, nel bene e nel male, nell'attuale contesto indie italiano.
Pasquale Boffoli
ML 21
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: GOON MOON
TITLE:
Lick e r s La st Le g
LABEL:
I pecac
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.myspace.com/goonmoon
MLVOTE: 7,5/10
Diavolo di un Chris! Tu lì a preoccupart i per il suo st at o di salut e non proprio eccellent e
post andogli m essaggi di buona guarigione sul m yspace dei suoi M a st e r s of Re a lit y, e lui invece
chiam a a se l am ico Je or die W hit e ( per t ut t i Tw iggy Ra m ir e z, ex Marilyn M a n son e at t uale
NIN) e se ne esce con quest o proget t o lat erale a nom e Goon M oon . Ho sem pre pensat o fosse
un alieno iperat t ivo, Chr is Goss, fra le sue at t ivit à solist e, le produzioni eccellent i ( Q.O.T.S.A su
t ut t e) m a non m i st ancherò m ai di pensare che quest uom o è un genio. E non solo perché capace
di rendere una scena in via di est inzione com e lo st oner ancora at t uale, m a per il m odo singolare
e bizzarro di t enere le briglie della follia e della psichedelia dent ro un pugno di canzoni che
raram ent e superano i quat t ro m inut i e m ezzo. Esem pio lam pant e è quest o nuovo lavoro diviso a
m et à con l ex bassist a del Reverendo e at t uale com pagno live di Tr e n t Re znor e che vede anche
la collaborazione di Za ch H ill, bat t erist a degli Hella e lo st esso Josh H om m e , probabilm ent e
non soddisfat t o del suo Era Vulgaris e desideroso di dare il suo cont ribut o ad uno degli album del
2007 che ricorderem o a lungo. Licker s Last Leg si apre con il pop dist ort o di Apple Pie e poi
segue sent ieri diversi eppure affascinant i; il t urbine che sfocia negli W ho di Sell Out in chiave
st oner di My Machine ( le voci ancest rali nel m ezzo della canzone sono qualcosa che odora di 60),
l incedere desert ico della liquida An Aut um n That Cam e Too Soon, il m ood delicat o e funky di
Hardcore Q3, l elet t ro boogie di Tip Toe, filast rocca per bam bini golosi di lat t e, fino alla ballat a
elettrica Lay Down, che coinvolge l ascolt at ore più del dovut o. Se poi ci m et t iam o l unico brano di
durat a sufficient e per andare e t ornare dall iperspazio ( i nove m inut i che si perdono in lande
desolat e e t et re di The Golden Ball) e la conclusiva Built in a Bot t le, ballat a per piano e um ori
not t urni, t ut t o t orna nella cart ella clinica di quest o personaggio m alat o di rock alt ernat ivo. Disco
fantastico, ma adesso mi raccomando Chris, riposati. È il dottore che te lo chiede.
Nicola Guerra
ML 22
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: THE CHROME CRANKS
TITLE:
Diabolical Boogie
LABEL:
Atavistic Records
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.myspace.com/chromecranks
MLVOTE: 7,5/10
olt re due ore di oscura ferocia , così predica lo st ick appost o sulla confezione della doppia
raccolta D ia bolica l Boogie dei newyorkesi Chrome Cranks, uscit a per l At avist ic Rec. a gennaio
del 2007. Ed ancora, una cit azione dal New York Press:
una desolazione t alm ent e bruciant e da
far liquefare il m akeup di una put t ana da cinque dollari . Decisam ent e affascinant i, specie la
seconda, com e m et afore decisament e affascinant i, specie la seconda, per descrivere il sound dei
Chrom e Cranks, quart et t o newyorkese che ha at t raversat o com e una m et eora gli anni
90
facendo t erra bruciat a at t orno, concludendo im piet osam ent e lo scorso m illennio e lasciando ai
post eri crudi docum ent i di un cockt ail assolut am ent e devast ant e di punk, garage, noise e blues;
quant o e forse più di bands alt ret t ant o m icidiali e sem inali
loro cont em poranee che giocavano
sullo st esso t erreno sonico m a con m odalit à diverse ( Gories, Oblivia n s, Fir eworks,
68
Comeback, Ba ssh ole s, H on e ym oon Kille r s, Che a t e r Slick s) , in virt ù di un approccio
assolut am ent e allucinat o e dilaniat o. Un epopea t ut t a am ericana forse di nicchia ed oggi
affievolitasi, ma destinata nel tempo a suggellare fieramente a fuoco il declino di un m illennio che
per quant o riguarda il rock ne ha vist e di t ut t i i colori. D ia bolica l Boogie , il cui libret t o int erno è
st at o curat o dallo st esso Pe t e r Aa r on , lead- vocal/ guit arist della band, const a di 33 brani, bsides, demo e brani tratti da sessions di registrazione di album ufficiali e 7 , inedit i t rat t i da t ribut i
e com pilat ions, live rarit ies, t ut t i regist rat i t ra il 1992 ed il 1998; un im perdibile occasione per i
neofiti di avvicinarsi ad una band che ancor oggi, passata a miglior vita, non teme rivali, anche se
nel 1997 la st essa At avist ic, Ch r om e Cr a n k s ancora vivi e veget i, aveva fat t o uscire una prim a
buona ant ologia, Oily Cr a n k s, i prim i rozzi
vagit i lo- fi ( per et ichet t e varie, Munst er, I nsipide,
Sym pat hy ) , di una band ancora di st anza in Ohio, prim a del salt o fat ale nella grande m ela. Tra
le alt re cose un ipnot ica cover di Cool As I ce dei Suicide incisa per il t ribut o You r I n vit a t ion To
Suicide nel 94. Dice Aaron, a conclusione del libret t o e con una m odest ia che gli fa onore :
No,
non necessariam ent e i Chrom e Cranks hanno creat o il più rim archevole ed adorat o segm ent o
nell im m ort ale cont inuum blues- punk; spero solo, e quest o sarebbe abbast anza per m e, voi
apprezziat e quest o m at eriale che rischiava di andare perdut o. I n caso cont rario, rim ane t ra il
m eglio noi abbiam o m ai prodot t o . Com e dar t ort o ad Aaron? I l suo vocalism o debordant e, le
chit arre al cianuro devast ant i di William G.Weber e dello st esso Pet er rendono sublim e om aggio
in D ia bolica l Boogie ad eroi rock e loro m aest ri riconosciut i com e M a r c Bola n con The Spider,
Sky Saxon con Nobody Spoil My Fun, Devo con Auto Mo.down, gli AC/DC con Dog Eat Dog.
ML 23
musicletter.it
update n. 48
recensioni
La versatilità musicale ed il ricchissimo background ispirativo dei Cranks escono decisamente allo
scoperto: lo st esso Aaron definisce la loro Collision Blues com e un incrocio t ra Am erican Girl di
Tom Pe t t y e Mirror Blues degli aust raliani D ie d Pr e t t y. Ma i picchi diabolici li t rovat e nella cover
lasciva di Shut Down di Darby Crash & The Germs (anche i Germs scrivevano blues commenta
Aaron! ) , in quella deragliant e e t ravolgent e di Street Waves da The M ode r n D a n ce ( un brano
dei Pere Ubu del 1975 in ant icipo sui t em pi allora com e oggi dice Pet er ) con il basso killer di
Je r r y Te e l , densa di st raordinarie int uizioni chit arrist iche, in quella Lit t le Johnny Jewel dei
prim issim i Television, qui perfidam ent e j azzat a, le due chit arre che flirt ano urt icant i, nella
spettrale The Devil is in t he Texas di D a n ie l Joh n st on ( dalla comp. Juke- box de l D ia volo,
Fridge Rec., 2001) . Ed ancora, t ra i brani originali: le feroci, sat ure all inverosim ile versioni live di
Stuck in a Cave e Draghouse, con Aaron che t ort ura senza piet à le corde vocali con urla st rozzat e
ed i riffs perforant i di Weber. Lost Tim e Blues cat t iva e cupa com e m ai in st udio; Dyin St yle,
grande e feroce punk- song com pressa t rat t a dalle sessions di Love I n Ex ile , il rockabilly noir
tragico Wrapped in Red con il basso minaccioso di Jerry Teel e la drums oppressiva di Bob Bert.
Il boogie ossessivo di Dead Man s Suit ( da D ope , Gu n s a n d Fu ck ing in t h e Streets,
Amphetamine Rept ile Rec., 1995) con la slide penet rant e di Weber.
Sacred Soul, serialm ent e
sulle orm e dei Gu n Club di Fir e of Love ( fuzz e slide sugli scudi) ! Pin Tied, m inacciosa com e un
t em porale che si avvicina, le corde di Weber ed Aaron im pazzit e! E com e definire la schizzat a
Red Dress, prova in st udio per un singolo giapponese m ai uscit o, l oppressiva Safe From The
Blade, l im pareggiabile om aggio ansiogeno agli MC5 , Black To Comm registrato da un fanzinaro al
CBGB. Un ult eriore cart ina al t ornasole di quant o live i C. Cranks fossero eccezionali ed
adrenalinici! Ringrazio non so chi che t ut t e quest i scart i sublim i siano giunt i sino a noi in un unica
soluzione. Un full iniziale
di
pot ent i inedit e songs dalle pot ent i Love And Sound e More Than
Alrite al blues Raw Power( izzat o) di Rem em ber m e con William Weber in splendida form a, sino
alle cont orsioni noise dolorose di The Big Rip- off ed alla t ort urat a Slow Crash, con Aaron ancora
una volt a sadicam ent e vocal- killer e Weber dagli spunt i visionari. La perfida e dark Som e Kinda
Crime ( S.F.T.R.I .,1993) conclude degnam ent e una doppia raccolt a che si configura com e un
sont uoso t est am ent o ( pur con qualche alt o e basso) di una band che ha realm ent e e con crudo
espressionism o rappresent at o il vent re di New York, la disperazione ed il nichilism o suburbano
am ericano di fine secolo. I l loro no- fut ure prendeva corpo non t ant o at t raverso i t est i non t ant o
at t raverso i t est i quant o era insit o, condit io sine qua non, negli st essi m oods soffocant i ed
asfissiant i del loro punk int riso di blues paludoso, dot at o di un pot ere cat art ico unico, con cui i
quat t ro sublim avano una visione esist enziale dolm a di disperazione e di frust razione. I l punk non
com e denuncia sociale e dai connot at i polit ici m a com e urlo st raziat o di chi ha perso orm ai ogni
speranza in una societ à priva di qualsiasi form a di um anesim o e lo denuncia in un sadico at t acco
sonico, am aro e noisy, viat ico un blues fet ido ed epico allo st esso t em po, t racciando una via
all aut olesionism o più bieco.
Pasquale Boffoli
ML 24
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: BLACK EYED DOG
TITLE:
Love is a Dog from Hell
LABEL:
Ghost Records
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.myspace.com/mybandsnameisblackeyeddog
MLVOTE: 7/10
Essere cant aut ori non significa solo scrivere belle canzoni, m a viverle e port arle nel cuore della
gent e at t raverso l int erpret azione, la voce, la passione. Nel disco d esordio del varesino Fabio
Parrinello, in art e Bla ck Eye d D og, t ut t o quant o è vero e vibrant e; vent inove m inut i di m usica
em ozionant e che non ha t im ore di confront arsi con i m enest relli del passat o ( N ick D r a k e su
tutti) e quelli del present e ( Bonnie Prince Billy, D e ve n dr a Ba n ha r t ) . Musica principalm ent e
scarna addolcit a da t occhi di chitarra/pianofort e e da una voce calda e profonda che cerca di
esprimere in m aniera personale ogni m om ent o del disco; ed è proprio quest o ondeggiare alla
ricerca dell int erpret azione che elargisce al disco un respiro am pio ed int ernazionale. I l folk
sabbioso e rurale del brano d apert ura Mask and Needles, fra Calexico e Lanegan, è il m odo
perfet t o per aprire il piccolo m ondo di Love is a Dog From Hell, che si fa subit o poesia con la
dolcissima Careless, chit arra pizzicat a e Je ff Bu ck le y a illum inare la via. Lu & Me riesce invece a
coniugare la delicat ezza di D a m ie n Rice e l int ensit à dell unplugged dei Nirvana, m ent re il
pianofort e di Blue Eyed Girl ci culla e ci svela la capacit à di scrit t ura di quest o ragazzo giram ondo
dall anim o sensibile. Sem brerebbe scrit t o il finale ed invece arrivano le sorprese che non t i
aspetti; Diazepam For Robin Hood è un valzerino circense delizioso sospeso fra m alinconia e
speranza, Ballad of Dest ruct ion invece è t eat rale, ipnot ica e chiam a a gran voce la classe di Tom
Waits. Bast erebbe per m et t ere quest o lavoro fra le cose più int ense del 2007 m a facciam o a
t em po ad assaporare ancora due ballat e da dieci e lode ( Broken Wing e Selm a Before Me) e un
brano come Enfant de la Nuit , cant at o in francese. Parafrasando il caro Totò m i verrebbe da dire
che cantautori si nasce. E Fabio lo nacque. Splendidamente.
Nicola Guerra
ML 25
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: SIX TWILIGHTS
TITLE:
S.T.
LABEL:
Own Records / Five Roses
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.ownrecords.com
MLVOTE: 7 /10
Se cercat e un disco che vi faccia realm ent e rilassare ed ent rare in una dim ensione quasi
cont em plat iva, alla larga dallo st ress quot idiano che t ut t i ci at t anaglia orm ai inesorabilm ent e non
pot et e non cercare quest o debut t o om onim o dei Six Tw iligh t s, il nuovo proget t o sonoro e visivo
di Aa r on Ge r be r , già t it olare degli A W e a t he r , originari di Port land. Le am m irabili int enzioni di
Gerber sono già chiare dall'iniziale Still Talk, indolent e ballat a in cui la sua voce pare quella di un
Syd Ba r r e t t del nuovo m illennio. St essi t oni sperdut i, st essa vaghezza at em porale espressiva! I l
t em a di St ill Talk é poi ripreso da Gerber e la sua chit arra con ugual rarefat t a int ensit à alla fine
del disco in versione acust ica. I n m ezzo 8 brani che alt ernano unplugged ( I Can't Even Begin t o
Tell You, una folk- ballad Donovan- st yle e Tonight I 'm Let t ing You Drive) ed elet t ronica o li
fondono m irabilm ent e ( How You Get t o See t he Light Move All Day) , nei quali alla voce di Gerber
si aggiungono quelle sussurrat e e t enui di Liz I se n be r g e Zoe W r igh t ; voci che si rincorrono, si
sovrappongono, dialogano in concent rat a int im it à nel cont est o di un m inim alism o arm onico
elet t ronico e t ast ierist ico ( piano e organo) di st am po am bient , creando una m agnet ica ipnosi
m ant rica. Quest o é quant o succede nella m et afisica Scarf- Bed, e nelle oniriche Oak Trees Like
St ray Hairs, The Way You Sm ile, Full Wit h Snow, Enclosed Piece Of Sky: un et hereal open space,
sperimentale ed affascinant e dal quale é facile essere risucchiat i. I l dvd accluso nel packaging é
l'ideale visualizzazione della m usica dei Six Twilights: una t elecam era fissa colleziona una lunga
serie di casuali im m agini quot idiane urbane e nat urali: l'uom o ne é bandit o e t ut t e t rasm et t ono
una sort a di nost algico abbandono, un senso vit ale ierat ico ed abit udinario. Un proget t o
decisamente coraggioso e proiettato in prospettive inedite.
Pasquale Boffoli
ML 26
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: FUCK VEGAS
TITLE:
FuckFuckVegas
LABEL:
Go Down Records
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.fuckvegas.net
MLVOTE: 7 /10
Davvero un disco che lascia il segno quest o FuckFuckVegas dei
Fuck Vegas, regist rat o e
missato da Giulio Favero (One Dimensional Ma n , Teatro Degli Orrori) l anno scorso ai BloccoA
st udio ( PD) . Dagli st orici O.D.M., t ra i prim i prot agonist i della scena noise- blues it aliana, i Fuck
Vegas hanno m ut uat o un noise grezzo e st ordent e con qualche sfum at ura blues, m a che
precipuament e vira in Fu, You Fall Alone, Drop A Line ( con Favero alla chit arra) , verso una
pesant ezza sonica di m at rice stoner. L approccio e la sporcizia di Andr e a ( chit arra e voce) e
Francesca ( basso e vocals) in quest i brani at t raversat i perfidam ent e dalle onde sinusoidali del
synt h di Woldo rim ane com unque di m at rice pret t am ent e punk. I n The Real Show la furia
esecut iva è davvero ist erica ed Out of Cont rol, soprat t ut t o nella part e cent rale dove int erferenze
vocali um anoidi em ergono inquiet ant i! 3 Years Hold, olt re dieci m inut i di stoner- blues t rasfigurat o
e sfregiat o dalla paranoia st igm at izza il lat o più m alsano e t orbido del sound dei Fuck Vegas,
esalt andone l eclet t ism o st ilist ico. I nfine I Didn t Mean I t I t s A Crim e, ancora rabbia repressa e
caos dist urbant e, conclude quest o clam oroso debut t o dei fuckVegas per l ot t im a et ichet t a Go
Down Records, nella cui scuderia m ilit ano m olt e alt re killer- bands it aliane ed est ere. Si auspica
per i Fuck Vegas un fut uro lavoro di lunga durat a che si snodi con uguale perfida bellezza
psicotica sugli stessi binari di questo debutto, magari sviscerandone gli spunti meno ortodossi! Un
plauso infine all im m aginifico art work fum et t ist ico .
Pasquale Boffoli
ML 27
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: SHELLAC
TITLE:
Excellent Italian Greyhound
LABEL:
Touch & Go
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.southern.com/southern/band/SHLAC/biog.html
MLVOTE: 7 /10
St e ve Albin i ha invent at o un suono, bast a vedere gli Shellac dal vivo per rendersi cont o della
rivoluzione port at a dal m it ico chit arrist a noise di Chicago. Con uno st rum ent o e un am plificat ore
com plet am ent e art igianali, il leader carism at ico della scena alt ernat iva am ericana cost ruisce da
due decenni una m usica spigolosa e geom et rica che ha qualcosa di definit ivo e minaccioso. At
Action Park, l'esordio con la sigla Shellac, è il m et ro di paragone per valut are il nuovo lavoro della
band, at t eso da addirit t ura set t e anni. Tra un lavoro di regist razione e l'alt ro, Albini prepara con
infinit a calm a i dischi della sua creat ura privat a che ha in Bob W e st on ( basso) e Todd Tr a in e r
( bat t eria) gli alt ri lavorat ori scelt i. I l disco nuovo si chiam a Excellent I t alian Greyhound ed è solo
a t rat t i un prodigio. Trat t asi di un disco et icam ent e im peccabile perché non som iglia a
nessun'alt ra cosa in circolazione m a ( al di là della dist urbant e t raccia iniziale The End of Radio e
della splendida ballat a post - rock Kittypants) è anche un album che non aggiunge quasi nient e al
linguaggio di At Act ion Park che, ricordiam ocelo, è dat at o 1994. Sost anzialm ent e uguali a se
st essi da t redici anni, gli Shellac sono un indiscut ibile esem pio di cost anza e di qualit à m a anche
un m ondo chiuso, una verit à scont at a. C'è del fascino in t ut t o quest o, c'è forse anche
una superiorit à est et ica m a dai fuoriclasse ci si aspet t a sem pre il m eglio e st avolt a il livello non è
il più alt o possibile. Gli Shellac rifiut ano l'em ozione eppure, a piccole dosi, dim ost rano di pot erla
concepire e t rasm et t ere. Si capisce però che la form a è più im port ant e della sost anza, anzi si
pot rebbe dire che gli Shellac facciano coincidere form a e sost anza in un lavoro rigoroso che
potrebbe esplodere ma, volutamente, non lo fa.
Marco Archilletti
ML 28
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST:
DESERT MOTEL
TITLE:
Out for the Weekend / EP
LABEL:
Red House Studio
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.myspace.com/desertmotel
MLVOTE: 6 ,5/10
Diciam ocelo subit o: l esordio dei D e se r t M ot e l colpisce non per l originalit à del sound, in fin dei
conti la band di Aprilia ripercorre parabole musicali già note ai più avvezzi a certo rock americano,
ma per l evident e qualit à di ciascuna delle realizzazioni cont enut e in quest o EP. Un folk rock di
buona fat t ura che ha t ra i principali m ent ori
m anco a dirlo
personaggi com e N e il Youn g,
Gr a m Pa r son s, Ja ck son Br ow n e e form azioni quali Th e Ba n d e Cr e de n ce Cle a r w a t e r
Revival. Una compagine sicuramente poco attuale ma non per questo priva di ingegno, anzi. Con
questo primo episodio Cr ist ia n o Pizzu t i (voce, chitarre, lapsteel, armonica, banjo nonché autore
di musiche e parole) e il vulcanico Fabrizio Lo Cicero (batteria e percussioni) con il contributo di
M a ssim o Gr e sia al basso, Robe r t o Ve n t im iglia alle chit arre, Ale ssio Guzzon alla t rom ba e
Silvia Za ne lla t o ( voce) mett ono im m ediat am ent e in m ost ra il loro carat t ere di t alent uosi
out sider. Un gruppo fuori dal coro capace di realizzare un lavoro dalle sonorit à sostanzialmente
classiche e out of t im e , senza perdere t ut t avia quel piglio indie e quella lat ent e m odernit à alla
maniera di Calexico, Ok k e r vil Rive r e Wilco. Non è cert am ent e nost ra abit udine t essere le lodi
di chiunque si affacci improvvisamente nell at t uale panoram a m usicale m a ascolt ando Paths,
Resurrection e In You Time Of Need, brani che trasudano sangue e passione, ci si rende conto che
i D e se r t M ot e l sono una bella realt à t ut t a it aliana che, in barba a t ut t o, percorrono
coraggiosam ent e cert e st rade secondarie, polverose e t alvolt a dim ent icat e, alla st regua dei
madrileni Gr u po Sa lva j e . Grazie alla loro recent e apparizione alla prim a edizione di Riverland,
t enut asi a Sora in provincia di Frosinone, abbiam o pot ut o const at are che i D e se r t M ot e l,
cont rariam ent e a m olt e giovani band che durant e le esibizioni live perdono ident it à e im pat t o
sonoro, sono una vera e propria form azione da palcoscenico in grado di dare il m eglio di sé
soprat t ut t o dal vivo. La dim ost razione che Out For Th e W e e k e n d, pur cust odendo piacevoli
canovacci rock che s im brat t ano di soul, country e profumi di tex mex, non esprim e appieno le
potenzialità del gruppo pontino. Dunque, per ora godiamoci questo interessante debutto perché in
futuro potrebbero rivelarci sorprese ben più appaganti.
Lu ca D Am br osio
ML 29
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: MULDOON AND THE OTHER
TITLE:
S.T.
LABEL:
Mousemen
RELEASE: 2005
WEBSITE:
www.muldoonandtheothers.org
MLVOTE: 6 ,5/10
Trovare l Am erica proprio a Milano; è quest o quello che è successo al giovane cant aut ore David
Muldoon, originario di New York e giram ondo in cerca di blues. Proprio qui in I t alia inizia a
frequent are i club m usicali alla guida di una band che rispolvera il repert orio m usicale di Tom
Wait s, e non pot ava essere alt rim ent i, vist a la voce roca e profonda del nost ro. Ma il passo per
una band vera e propria è breve, ed ecco quest o prim o e om onim o m ini album . Cinque brani di
grande im pat t o, che am algam ano il rock desert ico di Mark Lanegan, non solo per la som iglianza
della voce, m a per quell at t it udine blues che pesca sofferenza e la m et abolizza in canzoni
perfette. Il crescendo emotivo di Had a Girl, la calma apparente di In This World fino alle scariche
elet t riche di I n Her Eyes sono il bigliet t o da visit a di quest o nuovo m usicist a, che si avvale t ra
l alt ro della collaborazione di Andr e a Vit i, bassist a m ilit ant e per anni negli Afterhours di
M a n ue l Agn e lli. Ascolt iam o ent usiast i e speriam o di non rim anere delusi dal passo im port ant e,
quello della lunga distanza.
Nicola Guerra
ML 30
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: BELLE AND SEBASTIAN
TITLE:
The Boy with the Arab Strap
LABEL:
Matador
RELEASE: 1998
WEBSITE:
www.belleandsebastian.com
MLVOTE: 7,5/10
Se Tigermilk fu un esordio acerbo e I f You r e Fe e lin g Sin ist e r rappresent ò un progressivo
affinamento, The Boy w it h t h e Ar a b St r a p cost it uisce un reale punt o di svolt a per la band di
Glasgow. Dodici brani nei quali si assapora un sound acust ico che si avvale di ben ot t o elem ent i:
un m ix di raffinat ezza e dolcezza cant aut oriale, in cui chit arra e piano vengono arricchit i dalla
sem plicit à e precisione degli archi. Tale at m osfera ha inizio già con I t Could Have Been a Brilliant
Career, brano d apert ura che esordisce con la t enue voce di St u a r t M u r doch e che, in
un arm onia soft di chit arre acust iche, richiam a Lazy Lin e Pa in t e r Ja n e , un personaggio poet ico
che spesso t orna nella sua m ent e. Segue Sleep t he Clock Around che, ispirat o ad un opera dello
scrit t ore inglese C.S. Le w is, present a sonorit à più elet t roniche, accom pagnat e da una bat t eria
campionata. Ancor più soave è I t is Wicked Non To Care?, ballad carat t erizzat a dalla voce
fem m inile e sussurrat a della violoncellist a I sobe l Ca m pbe ll, new ent ry che avrebbe lasciat o la
band dopo pochi album , per dedicarsi alla carriera solist a. I l clim a zuccherino non viene cert o
abbandonato in Ease your Feet in t he Sea, nonost ant e il rit m o sia più spedit o: il t ut t o viene
condit o con il suono crist allino della chit arra acust ica, con una suggest iva arm onia, carat t erizzat a
da un andirivieni di t onalit à m aggiori e m inori. Non m anca poi l accost am ent o al beat di Simon
a n d Ga r fun k e l nella t it le t rack, e a quello più m elenso dei Be a ch Boys in A Sum m er Wast ing:
m ent re la prim a present a un aria più fest osa, delineat a da accordi più sem plici e suonat i in
m aniera più grezza, la seconda ha un carat t ere più riflessivo e sfarzoso, sia grazie alle arm onie
più com plesse e cupe, sia grazie all apport o finale degli archi, con il violino che si im pone quasi
con disperazione. Tut t avia, il punt o di m assim a enfasi si ha nella ballad Seym our St ein, dedicata
scherzosam ent e al loro am ico discografico, in un at m osfera di ricordi d infanzia. I l brano, che
rim em bra fort em ent e Nort hern Sky di N ick D r a k e , è ricolm o di aut orevoli cit azioni: da Johnny
Marr degli Smiths e alla sua band chiam at a Elect ronic , a Bob Dylan, in particolare al brano Girl
of t he Nort h Count ry, t rat t a da Fr e e w h e e lin del 1963; ci sono, alt resì, riferim ent i alla scarsa
eleganza del t ast ierist a Ch r is Ge dde r , ossia il ragazzo rit rat t o in copert ina. La canzone t erm ina
sfum ando, m ent re si ode il suono di un aereo che decolla ed il piano che, con veem ent e
passionalit à, rende il cont est o ancor più sognant e. Pubblicat o nel 1998, grazie all ausilio del
produttore Tony D ooga n,
The Boy wit h t he Arab St rap
fu t ra i vent i dischi più vendut i nel
Regno Unit o, aggiudicandosi il prem io di Best Newcom er ( m igliore novit à) nei Brit ish Awards del
1999. Sobrio nella st rut t ura arm onica, orecchiabile nelle m elodie e curat o negli arrangiam ent i, è
un album ascoltabile da gente di ogni età, semplice ma non banale.
Michele Camillò
ML 31
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: THE STONE ROSES
TITLE:
S.T.
LABEL:
Silvertone
RELEASE: 1989
WEBSITE:
www.stoneroses.net
MLVOTE: 9 ,5/10
Figli di quella Manchest er alienat a e
discotecaria
che sul finire degli anni Ot t ant a vide la
diffusione dell ecst asy e di nuove sonorit à dance rock, gli St on e Rose s rappresentarono - per chi
scrive
l apice m usicale di quel subbuglio cult urale che at t raversò l I nghilt erra e che prese il
nom e di Madchest er . A differenza dei ben più prolifici e am at i H a ppy M onda ys, la band di Ian
Brown ( voce) e John Squ ir e ( chit arra) m ost rò infat t i, m eglio di qualsiasi alt ra form azione del
m om ent o, quella pubblica esigenza di evasione che i giovani dell epoca st avano inseguendo, e lo
fecero superbam ent e, privilegiando un sound rit m at o, psichedelico e dalle essenze m arcat am ent e
Sixties. Manifest o di quella piccola rivoluzione fu l om onim o album d esordio che la form azione
mancuniana consegnò al popolo della not t e nel lont ano 1989, un ( capo) lavoro orecchiabile e
perfettamente pop in cui t rovarono spazio le m orbidezze vocali di Brown e le rit m iche at t ent e e
vigorose di due personaggi del calibro di Ala n Joh n
Re n i
W r e n ( bat t eria) e Ga r y M ounfie ld
( basso) . Ne uscirono fuori passaggi epocali dal t it olo She Bangs The Drum s, This The One, Made
Of St one e I Am The Resurrect ion m a anche brani sorprendenti come Shoot You Down e Don t
Stop ( non alt ro che Waterfall m andat a al cont rario e con un nuovo t est o) m ent re Elizabet h My
Dear e Bye Bye Bad Man, assieme a quei limoni antilacrimogeni disegnati in copertina dallo stesso
Squire ( ispiratosi al pit t ore Ja ck son Pollock e alla rivolt a st udent esca di Parigi del 1968) furono
l esem pio lam pant e del loro spirit o ribelle e non allineat o al sist ema. Cinque anni più t ardi
l ignobile Se con d Com in g decreterà la fine degli St on e Rose s lasciando nel sot t oscrit t o una
indefinibile sensazione di vuoto. Un disco da isola deserta.
Lu ca D Am br osio
ML 32
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: VAN HALEN
TITLE:
Fair Warning
LABEL:
Warner Bros. records
RELEASE: 1981
WEBSITE:
www.van- halen.com
MLVOTE: 8 /10
Dopo un om onim o disco d esordio che di dirit t o li ha cat apult at i nella st oria del rock duro, un
degno successore e un t erzo album ( W om e n a nd Childr e n Fir st del 1980) che m ost rava le
prim e avvisaglie di innovazione, Fa ir W a r n ing è giunt o com e quart o suggello nella discografia
dei Va n H a le n . Realizzat o nel 1981, m algrado abbia ot t enut o due dischi di plat ino, si t rat t a in
effet t i del peggior esit o com m erciale se confront at o con quello degli alt ri cinque realizzat i dai Van
Halen in form azione st orica, risult at o piut t ost o t ipico per gli episodi m eno m ainst ream nell am bit o
della discografia di una band. Lungo i solchi sono evident i gli accorgim ent i e le sperim ent azioni
che rendono Fa ir W a r n in g l album più am bizioso t ra i sei della prim a epoca Rot h; le prim e crepe
in seno alla line up hanno fat t o capolino proprio in virt ù di quest a st erzat a, dividendo
prat icam ent e in due blocchi la band, e lasciando decisam ent e scont ento quello com post o da
D a vid Le e Rot h e dal produt t ore st orico Te d Te m ple m a n che avrebbero volent ieri proseguit o
lungo la st rada dim ost rat asi vincent e negli anni precedent i. I nt endiam oci, gli ingredient i t ipici che
hanno reso grande quest a band ci sono t ut t i: l efficiacia della sezione rit m ica form at a da Michael
Anthony e Ale x Va n H a le n, l ist rionism o sem pre sopra le righe e la t im brica assolutamente
peculiare di un front m an di razza com e
Diam ond Dave
Rot h e nat uralm ent e l eccellenza e la
sost anza della sei corde di Eddie Va n H a le n che st avolt a dispensa m agie decisam ent e più al
servizio delle com posizioni. Grazie a m ille sfum at ure e t rucchet t i diabolici che carat t erizzano gli
arrangiamenti, mr. Ed. lim it a le esibizioni più personali a pochi episodi com e ad esem pio gli assoli
o la funam bolica int ro di Mean St reet che apre m agist ralm ent e il lavoro in perfet t o VH st yle. Le
com posizioni
si susseguono cam biando pelle in un m olt iplicarsi di um ori e sfaccet t at ure; c è il
passo cadenzat o di Dirt y Movies e lo swing ipervit am inizzat o di Sinner s Swing, il rock n roll di So
This is Love e l andam ent o funky di Push Com e t o Shove, poi all im provviso la vecchia Kram er di
Eddie t ira fuori il m icidiale riff di Unchained, il brano più robust o e coinvolgent e dell album ,
probabilm ent e uno dei più duri dell int era discografia vanhaleniana, una scheggia che, per gli
am ant i dell hard, vale da sola l acquist o del disco. Sunday Aft ernoon I n t he Park è uno
st rum ent ale che sem bra avvolgersi su se st esso; dist ort o e cupo funge però da efficace apripist a
per l up t em po di One Foot Out the Door, la cavalcata selvaggia che conclude il lavoro. Raramente
i gruppi ot t engono consensi quando provano a sperim ent are m a è alt ret t ant o vero che i lavori in
quest ione, inizialm ent e cont est at i e discussi, a lungo andare finiscono con l essere rivalut at i,
ragion per cui Fair Warning oggi è uno dei lavori più apprezzat i dai VH fans di vecchia
generazione.
Manuel Fiorelli
ML 33
musicletter.it
update n. 48
recensioni
ARTIST: N EI L YOUN G w it h CRAZY H ORSE
TITLE:
Everybody Knows this is Nowhere
LABEL:
Reprise
RELEASE: 1969
WEBSITE:
www.neilyoung.com
MLVOTE: 9 /10
Conclusasi la breve e splendida avvent ura dei Bu ffa lo Spr in gfie ld, N e il You ng esordisce com e
solist a con l om onim o album del 1968, un ot t im o lavoro prodot t o da Ja ck N ie t zsche. L anno
seguente, accom pagnat o per la prim a volt a da una band californiana chiam at a Cra zy H or se , il
Nost ro incide Eve r ybody Kn ow s Th is is N ow h e r e , da m olt i definit o il suo disco più sem inale,
capost ipit e di quel suono chit arrist ico sporco, dist ort o, dolent e e libero di andare in qualsiasi
direzione, m andat o a m em oria da più generazioni di st rum ent ist i delle sei corde. I n ragione di
quest o il rocker canadese è da sem pre il papà più am at o e rispet t at o dai m aggiori esponent i del
noise, del paisley underground e del grunge. Cinnam on Girl, Down By The River e Cowgirl I n The
Sand sono le t re canzoni capolavoro che racchiudono int egralm ent e t ut t e quelle sonorit à peculiari
che hanno generat o un m odo di suonare e di int endere il rock che fanno orm ai part e della nost ra
cult ura. Diceva bene Gianluca Test ani sul num ero 13 di Mucchio Ext ra:
Cavalcat e elettriche
all insegna di una sort a di spont aneism o rock, dove quasi sem pre la prim a e ogni not a suonat a
dalle chit arre ha senso perché è sem plicem ent e una part icella in più di sofferenza e di gioia, un
lancinant e desiderio di fuga e allo st esso t em po l im plorazione di una im possibile norm alit à .
Risiede t ut t a qui la differenza t ra il nost ro rock im perfet t o e quello perfet t o degli alt ri. Le rest ant i
quat t ro t racce sono com unque t ut t e degne di not a, a com inciare dal rit m at o country- rock della
title- track, con quel favoloso e at t acchino la- la- la- la, seguit a dalla splendida ballat a acust ica
Round & Round ( I t Won t Be Long) . Al lim pido e solare count ry di The Losing End che scorre con
una nat uralezza im pressionant e si cont rappone l evocat iva Running Dry ( Requiem for t he
Rockets) con il favoloso violino di Bobby Not koff che t i penet ra nell anim a con una incisivit à
inesorabile.
Concludo
afferm ando
che
Everybody
Knows
This
is
Nowhere
è
un
album
fondam ent ale che ogni am ant e del vero rock deve assolut am ent e avere e im parare a m em oria.
Seguiranno alt ri capolavori com e Aft e r The Gold Ru sh ( 1970) , Harvest (1972), On Th e Be a ch
( 1974) e soprat t ut t o Ton igh t s Th e N igh t ( 1975) che rappresent a proprio l opera imperfetta per
antonomasia e se ciò potrebbe interessarvi il disco di Neil Young preferito da Steve Wynn.
Domenico De Gasperis
ML 34
musicletter.it
update n. 48
live review
ARTIST: SONIC YOUTH
LOCATION:
Ostia Antica, Teatro Romano
DATE: 07- 07- 2007
WEBSITE:
www.sonicyouth.com
Ero venut o a conoscenza della not izia nel m ese di giugno: i Son ic You t h erano in t our e
st avano riproponendo int egralm ent e dal vivo D a ydr e a m N a t ion , il loro album definit ivo. I l
quint o lavoro della giovent ù sonica, uscit o nel 1988, era st at o com unque precedut o da alm eno
due capolavori: Evol ( 1986) e Sister ( 1987) superiori al com unque eccellent e Ba d M oon Rising
( 1985) . Le loro canzoni ( o m eglio il suono) cost it uivano un cockt ail originalissim o di punk, noise e
avanguardia, quest o li rendeva riconoscibili alla prim a not a e li definì gruppo sem inale com e
pochi: negli anni a venire ( dalla fine degli Eighties ad oggi) non si cont ano le band che hanno
avut o com e font e d'ispirazione i dischi prim a cit at i. All epoca D a ydr e a m N a t ion uscì com e
doppio vinile e quasi t ut t i gli addet t i ai lavori lo inserirono nella list a delle quat t ro facciat e che
avevano fat t o la st oria del rock, m i riferisco a Blon de on Blon de , W h it e Albu m , Tr ou t M a sk
Replica, Ex ile on M a in St r e e t , Ele ct r ic La dyla n d, Ta go M a go, Lon don Ca llin g e Th e Rive r
( sicuram ent e m e ne sfuggono alt ri) . Quest o per afferm are che il valore dell opera in quest ione
rendeva l event o quasi irrinunciabile per qualsiasi appassionat o rock. I nsiem e all am ico Luca,
m unit i d'ent usiasm o e del cd D a ydr e a m N a t ion ( da suonare in m acchina) part iam o dalla bassa
Ciociaria con dest inazione Ost ia Ant ica. Dopo più di due ore di viaggio giungiam o nei pressi del
t eat ro rom ano, consum iam o velocem ent e un panino e ci avviam o insiem e agli alt ri verso il luogo
dove si svolgerà il concerto. In una splendida serat a d'inizio est at e, l anfit eat ro già pieno di gent e
si present a in t ut t a la sua m eravigliosa e suggest iva bellezza, veram ent e non esist ono parole per
descriverlo. Ascolt o con sufficient e int eresse gli ult im i vent i m inut i degli Zu, un t rio di Rom a con
sonorit à che vanno dal free j azz al noise e pazient em ent e, t ra una sigaret t a e una birra, aspet t o
l ent rat a in scena della band newyorkese. Lee Ranaldo, Kim Gordon, Thurston Moore e Steve
Shelley m i sem brano ( sarà la dist anza dal palco) fisicam ent e sem pre quelli degli anni 80
ancorché i prim i due abbiano superat o la cinquant ina e gli alt ri vi siano prossim i. I niziat o il set
l em ozione già fort e divent a un brivido int ensissim o con l at t acco di Teen Age Riot : in quei sei
m inut i la m ia m ent e si riem pie di sensazioni di vent anni fa quando, seppur vicinissim e con il
cuore, quelle sonorit à m alat e e allo st esso t em po fort issim e, figlie di una grande m et ropoli
com e New York, sem bravano qualcosa di lont ano e irraggiungibile per un giovane che viveva in
una cit t adina di provincia. Superat o quest o part icolare m om ent o m i godo, com e poche volt e m i è
successo nei live, l esibizione che scorre rispet t ando perfet t am ent e l ordine delle t racce cont enut e
nell album celebrat o. Lo show t erm ina con l aggiunt a di sei pezzi dall ult imo Ra t h e r Rippe d con
Kim Gordon che im braccia una t erza chit arra, lascia il basso all ex Pavem ent M a r k I bold e inizia
a ballare com e una st udent ella rivolt osa: si vede che si divert e da m orire, com e noi. Finit o il
concert o, com plet am ent e appagat o scam bio poche bat t ut e con l am ico Luca ed ent ram bi
concordiam o di aver assist it o ad un grande event o rock n roll. Taluni volendo t rovare a t ut t i i cost i
il pelo nell uovo hanno afferm at o che quest idea ( m olt o in voga in quest i ult im i t em pi) di suonare
un album int ero, olt re ad essere un po aut ocelebrat iva offrirebbe uno spet t acolo prevedibile,
carent e di sorprese e quindi un po scont at o. A t ale crit ica si pot rebbe replicare con una dom anda:
nei concerti diversi da questi chi non conosce più o meno in anticipo la scaletta?
Domenico De Gasperis
ML 35
musicletter.it
update n. 48
live review
ARTIST: THE HORMONAUTS
LOCATION:
Cassino, EQOFestival
DATE: 05- 08- 2007
WEBSITE:
www.thehormonauts.com
Al cont rario di quelli vist i l anno scorso in qualit à di support ers di una delle due dat e it aliane della
leggenda horror punk Misfits ( o quel che ne rest a) , gli Hormonauts vist i all opera a Cassino
sono apparsi liberi da rigidi lim it i di t em po o di set list e di conseguenza più a proprio agio in un
cont est o m agari m eno form ale e, ovviam ent e, m eno affollat o, quasi com e se quest a dim ensione
part ecipe m a più int im a fosse l habit at nat urale del t rio. Horminized, album del 2006
rappresent a il piat t o fort e della scalet t a m a non m ancano vecchi ed esalt ant i episodi com e ad
esem pio una scoppiet t ant e Cassius. I l rockabilly di Andy & soci corre spedit o com e una
locom ot iva, non perde colpi e sem bra rinvigorirsi da canzone a canzone; lo spet t acolo è un
concent rat o di groove ed energia e rende benissim o senza il bisogno di ricorrere a vecchi hit
come I See Two o a cover di sicura presa come My Sharona o St ayin Alive. Poi c è Pinna che non
è un bat t erist a, o perlom eno non è solo un bat t erist a: è in realt à una piovra, un funam bolo dal
t alent o inversam ent e proporzionale alla sua non proprio esuberant e st rut t ura fisica. Pot rebbe
infilare il suo drum kit ( essenziale m a bellissim o, un gioiellino) in t asca e cont inuare a suonarlo
senza sbagliare un solo colpo, uno spet t acolo nello spet t acolo. Le gag, le bat t ut e e la voglia di
prendersi poco sul serio sono senz om bra di dubbio l arm a in più nell econom ia di un live set di
quest a band, il m ood generale ne risent e posit ivam ent e m ent re l at t it udine gigionesca non
com prom et t e m inim am ent e la qualit à dell esecuzione che invece risult a sem pre im peccabile e
t rem endam ent e energica. L annuncio dell ult im o brano in scalet t a ( era passat a da un pezzo l una
di not t e) genera com prensibile delusione t ra gli olt re duecent o present i che però non hanno il
t em po di ram m aricarsi dal m om ent o che gli Hormonauts sparano una versione ipervitaminizzata
di Great Balls of Fire che lo st esso Je r r y Le e Le w is non avrebbe fat icat o ad apprezzare,
producendo sul pubblico lo st esso effet t o della benzina sul fuoco, una vera fest a. L int ervallo
prim a dei bis vola via in un at t im o e bast a il prim o accordo di una fulminante Taint ed Love per
scat enare di nuovo la sarabanda di danze sot t o il palco, i t re se ne com piacciono, si divert ono da
matti
e
la
loro
esibizione
sem bra
giovarne
ult eriorm ent e.
Divert ent i,
energet ici,
coinvolgent i prom ozione a pieni vot i per quest i Horm onaut s.
Manuel Fiorelli
ML 36
musicletter.it
update n. 48
altri percorsi: cinema
AGUIRRE, DER ZORN GOTTES
Un film di
Werner Herzog
Beata Mainka- Jellinghaus, 197 2
di Marco Archilletti
Nel 1971 W e r n e r H e r zog realizza ( in cinque set t im ane di riprese) il suo film più allucinant e e
drammatico. Agu ir r e , de r Zor n Got t e s è un'esperienza st raordinaria per lo spet t at ore e fu
un'esperienza im pressionant e per le persone che lo realizzarono. Uscit o nel 1972 e accusat o per
anni di nichilism o fascist oide, il lavoro del cineast a t edesco è un proget t o che ha nella cat arsi e
nell'est asi i principali, quasi unici, elem ent i. È un grande film ? Ovviam ent e sì, se ancora oggi ne
st iam o parlando. Non c'è t raccia di populism o né di crit ica sociale, non c'è spet t acolo art efat t o: la
nat ura è dom inant e, selvaggia fino all'ossessione, quando sorprende gli at t ori e la t roupe in
condizioni est rem e. La forest a è inondat a d'acqua e di fango? Herzog riprende. La nebbia avvolge
il pendio? Herzog riprende e ci regala una m em orabile scena d'apert ura. Si parla poco e c'è m olt a
m alinconia nel viaggio dei conquist adores dest inat i al fallim ent o, c'è il silenzio dell'ignot o, c'è la
m inaccia degli indios quasi m ai visibili, c'è il sangue baciat o dalle frecce. Probabilm ent e nessuno
si era m ai spint o fino a quel livello di sperim ent azione: il cinem a com e finzione dichiarat a, con i
suoi trucchi, con i suoi set preparati a tavolino, con i suoi effetti, lasciava campo libero al delirio di
un art ist a che non aveva alt ra necessit à che non fosse la forza dell'im m agine. Herzog cat t ura la
pot enza dell'im previst o e invent a un film puram ent e fisico, girat o a m ano dall'inizio alla fine,
vissut o dall'int erno, condiviso con i prot agonist i e con lo spet t at ore. Quasi sem pre un solo ciak è
sufficient e e insiem e obbligat orio a causa delle difficolt à logist iche. Agu ir r e , de r Zor n Got t e s è
un punt o d'inizio, un esem pio, qualcosa che rest a: im possibile rim anere indifferent i, im possibile
non avere paura della desolazione e della sconfit t a, inesorabili com pagne di viaggio di una
spedizione folle. I m possibile, soprat t ut t o, ignorare la devast ant e, m agist rale e innovat iva
int erpret azione di Kla us Kin sk i. L'at t ore nat o a Sopot è colui che t raccia il cam m ino del film , è
un fiume in piena, è parte integrante della forza sovversiva dell'Amazzonia, è il Furore di Dio...
ML 37
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update n. 48
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UPDATE N.4 7
UPDATE N.46
UPDATE N.45
UPDATE N.44
UPDATE N.43
UPDATE N.42
SSonic Yout h, 2007, Ost ia Ant ica ( phot o by Urben - www.flickr.com / phot os/ urben)
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