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Scarica Diario in Pdf - Benvenuti nel sito dedicato al Modellismo

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Scarica Diario in Pdf - Benvenuti nel sito dedicato al Modellismo
Le Gros Ventre
Gabare du Roi del 1766
Modello costruito in scala 1:48
da Giorgio Flenghi
su disegni di Gérard Delacroix
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concepito e realizzato da
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Giorgio Flenghi



Gros Ventre Pag.2
Dedicato a mia moglie e la
mia famiglia, che mi hanno sempre
sostenuto con molta pazienza e benevolenza nelle mie passioni.....
un ringraziamento particolare agli
amici modellisti, Riccardo Mattera e
“Mozzo “ Franco Fissore, per il sostegno datomi durante la costruzione
del modello.
Infine un pensiero alla mia nipotina
Giorgia, luce dei miei occhi.
Giorgio Flenghi

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Gros Ventre Pag.3


Gros Ventre Pag.4
Prefazione ...
Mi chiamo Giorgio Flenghi sono cresciuto ad Anguillara
Sabazia un bel paesino sopra un promontorio del lago di
Bracciano in provincia di Roma. La mia passione per il
modellismo è iniziata all’età di quattordici anni, un incontro
casuale ad una mostra organizzata nel mio paese con un valente
modellista. Come è nel mio carattere mi sono tuffato in questa
avventura con una passione e una foga straripante (anche oggi
Foto 1: Prua del Vasa
a distanza di quarant’anni è ancora così...).
Il mio primo modello è stato il vascello inglese “Victory”,
avevo solo i piani costruttivi della Mantua Model e qualche
attrezzo, che dire una mezza catastrofe.... per via della difficoltà
del modello e della mia inesperienza, però un risultato lo avevo
ottenuto nonostante la mia inesperienza lo scafo che avevo
costruito era quasi perfetto non presentava nessun difetto sul
fasciame, gobbe od altro, era un buon inizio non bisognava
scoraggiarsi. Nel frattempo avevo iniziato a lavorare presso un
cantiere che costruiva barche a vela in legno, così dopo qualche
anno, e un buon bagaglio di esperienze alle spalle, ho comprato
la mia prima scatola di montaggio, “Le Mirage” della Corel, poi con qualche
Foto 2: Poppa della Victory
pausa anche molto lunga... sono venute il “Wasa” foto 1, di nuovo la “Victory”
foto 2, (avevo un conto in sospeso...) e il “Golden Hind” foto 3, l’unico modello
che ho costruito a costole e fasciame alla maniera dell’ammiragliato, poi tanto
per non perdere la mano la “Couronne” foto 4, ancora da terminare, infine ho
iniziato un progetto ambizioso che spero
di saper portare a termine in maniera più
che dignitosa, anche grazie al supporto
del gruppo Magellano di Milano, “Le
Gros Ventre” gabare du roi del 1766.
Foto 3: Golden Hind
Foto 4: La Couronne
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
Gros Ventre Pag.5
Un pò di Storia....
La gabare nave d trasporto di cui la marina militare deve disporre necessariamente per l’approvvigionamento degli arsenali, delle squadre e delle colonie. Le prime gabares sono apparse negli anni
1715 per trasportare parti di alberatura e di ossatura. All’origine modeste costruzioni della portata da 40
a 130 barili, la loro capacità aumenterà fino a 480 barili nei primi anni del XIXe secolo. Queste gabares
avranno gli impieghi più vari e le loro pianificazioni saranno funzione della loro utilizzazione.
Una gabare partecipò in modo quasi fortuito alla spedizione di Kerguelen nel 1772, portando il
nome significativo di “Gros Ventre”, abbandonata da Kerguelen e navigando isolatamente, sotto il comando di M. di St Allouarn, scoprì la costa occidentale dell’Australia nel marzo 1772. Viene effettuata
una presa di possesso simbolica in nome del Re di Francia, di cui le prove manoscritte, collocate in bottiglie di vetro, seppellite sul
posto. Nel 1998 queste bottiglie vengono ritrovate provocando un grande interesse per la “Gros Ventre”
ed il suo comandante di St Allouarn.
Grazie all’eccellente ed importante lavoro di Gérard Delacroix la collezione archeologia navale francese
si arricchisce dunque di una originale monografia che riguarda questo tipo di imbarcazioni.
La scala di questo modello è 1:48 abbastanza impegnativa esiste anche una versione 1:36
Nota importante per tutti i lettori
Prima di iniziare a leggere questo diario, vorrei fosse chiaro a tutti che con passione, volontà e tanto
amore per il propio lavoro si possono raggiungere risultati inaspettati anche da parte di chi non ha mai
avuto a che fare con questa complesse costruzioni. Questo è il mio primo lavoro in ammiragliato, posso
garantirvi che non avevo mai affrontato simili problematiche, ma con l’aiuto degli amici modellisti di
Magellano, sono riuscito a fare un lavoro credo sufficiente, con tutti i limiti che ognuno di noi si porta
dietro, la cosa importante è la volontà di apprendere perchè senza la conoscienza non si può intraprendere un simile progetto.
Ultima cosa, credo di essere l’esempio che tutti si possono avvicinare a quest’arte con rispetto, ma senza
paura. non bisogna essere dei mostri sacri per fare dei lavori accettabili, provare per credere.
Giorgio
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
Gros Ventre Pag.6
Indice
PREFAZIONE
L’OSSATURA - PARTE PRIMA
Costruzione del Cantiere
Costruzione della Chiglia
Gli scalmi di Cubia
L’Arcaccia prima parte
I Quinti
L’OSSATURA - PARTE SECONDA
Posizionamento Quinti
L’Arcaccia parte seconda
Dormienti e Serrettame
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
Gros Ventre Pag.7
Il Cantiere
P
er prima cosa, dopo un’attenta analisi dei
disegni ho iniziato la costruzione dello scaletto che ospiterà la chiglia e le costole della nave,
ho preso una tavola di multistrato da cm 2,5 di misura adatta, rinforzata da 2 longheroni in massello
di cm 7x4,5 ho riportato tutte le linee delle costole
dal disegno al piano, poi su una tavola di multistrato di spessore più piccolo ho incollato il disegno
della vista dall’alto dello scafo, ho sovrapposto le
due tavole, ho praticato otto fori per poter inserire
otto perni di barra filettata per poter distanziare
Foto 6: Scaletto Ultimato
le due tavole ad una distanza adatta
(il punto più largo dello scafo), ho
praticato il foro seguendo la linea
esterna dello scafo, ho assemblato il tutto, il risultato nelle foto 6 e
7. Come noterete mancano ancora
i supporti per i dritti di poppa e di
prua.
Foto7: Particolare dello Scaletto
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Gros Ventre Pag.8
La Chiglia:
F
inito lo scaletto ho iniziato la costruzione
della chiglia, ho preso una tavola di Pero
molto stagionata acquistata presso un restauratore di
mobili, grande cm 230x30x6,5 da cui ho ricavato tutte le
Foto 8: Tavolette di pero
tavolette necessarie per la costruzione della chiglia
e dei quinti. A questo punto ho incollato i disegni
dei pezzi sopra la tavoletta di pero, e li ho segati
con una piccola sega a nastro con la lama da 6 mm,
ho scelto questo attrezzo perché permette di seguire Foto 9: Pezzi della prua in fase di assemblaggio
la linee dei tagli con precisione, così da evitare di
asportare troppo materiale con il nastro abrasivo.
Foto 10: Particolare dell’incastro a palella
Come noterete questo diario è accompagnato da molte foto
che ritengo molto più esaustive di mille parole. Nella foto 9 si
vedono i primi pezzi della chiglia pronti per essere incollati,
nelle altre foto i particolari incollati
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
Gros Ventre Pag.9
Foto 11e 12: Dritto di poppa assemblato
Foto 13 e 14: Drittp di prua assemblato
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Gros Ventre Pag.10
Nella foto 15 si notino gli scassi per
l’alloggiamento dei quinti, per questa
lavorazione ho usato la sega circolare
con l’aiuto del carrello, alcuni scassi
li ho dovuti fare a mano in quanto il
pezzo presentava spessori differenti, la
lavorazione in questo caso non presenta
difficoltà particolari, solo molta attenzione
e precisione nel rispettare i piani, da notare
anche la battuta eseguita col truschino
autocostruito con una vecchia lama per
sega a ferro lavorata con limette e fresa
flessibile, vedi foto 16.
Foto 15: Particolare degli scassi per i quinti
Foto 16: Truschino autocostruito
Foto 17: Battuta sul dritto di poppa
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Gros Ventre Pag.11
Foto 18: Chiglia terminata e il Quinto n° 1
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
Gli Scalmi di Cubia
L
a parte più complessa dell’ossatura è senza dubbio la costruzione degli Scalmi di Cubia e dell’Arcaccia, ma con pazienza , a volte dovendo sicuramente rifare qualche particolare, alla fine si riuscirà
nell’impresa. Ho di proposito messo in questa pagina la foto della chiglia, vi domanderete perchè? perche
è stato il mio primo piccolo errore, si intende un errore di metodo, non costruttivo, assembalndo tutta
la chiglia mi ha comportato delle difficoltà nel costruire sia gli scalmi che l’arcaccia, pertanto voi non
dovete commetere lo stesso errore, quindi assemblate la chiglia nella sua interezza e mettetela in cantiere
solo dopo aver costruito gli scalmi e l’arcaccia, è un consiglio non un obbligo...
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Gros Ventre Pag.12
Per costruire gli scalmi si possono seguire varie metodologie, io quando li ho costruiti non ne conoscevo
nessuna e sono andato così ad intuito, voi non dovete
fare lo stesso, su internet si trovano siti dove spiegano molto bene come precedere nella costruzione e se
avrete l’accortezza di seguire tali tecniche farete un
lavore sicuramente migliore del mio, ricordate sempre che sono uno di voi di quelli alle prime armi, il
mio intento è quello di farvi capire che si puo fare,
pertanto non vi perdete d’animo ai primi errori, ma
continuate e portate sempre al termine il particolare
che state costruendo, poi se non vi convince rifatelo,
non esiste guru del settore che non abbia rifatto pezzi
delle proprie costruzioni.
La cosa importante quando si tagliano i pezzi è lasciare molto grasso il taglio, non preoccupatevi c’è
sempre tempo a togliere il surplus, ma se ne togliete troppo addio bisogna rifare tutto (prima regola
fondamentale). Come noterete dalle foto in questa
Foto 19: Particolare di un pezzo di riempimento
pagina si vedono i primi pezzi tagliati e pronti per essere messi in
opera provvisoriamente, altro piccolo trucco, aimè appreso sempre
dopo, usate della colla di coniglio
diluita per tenere i pezzi durante
la lavorazione, si separeranno col
semplice vapore acqueo, pronti
per essere messi in cantiere in maniera definitiva, con colla vinilica
o alifatica.
Come noterete dalle foto successive vedrete le mie difficoltà nel lavorare i pezzi con la chiglia tutta
unita, da notare che il quinto n° 1
Foto 20: Alcuni pezzi pronti per essere incollati
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Gros Ventre Pag.13
è gia in opera, più avanti nella lettura cercherò di spiegarvi come costruire i quinti in
maniera semplice, sprecando un po di materiale ma sicuramente più veloce e facile
per noi umani. Nella foto 21 gli scalmi uno
e due sono già incollati sulla ruota di prua,
foto 22 si vede il tutto nel cantiere
Foto 21-22: Pezzi 1 e 2 in opera + quinto 1
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Gros Ventre Pag.14
Foto 23-24: gli scalmi quasi terminati
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Gros Ventre Pag.15
Foto 25: Scalmi finiti non sono da museo ma li ho fatti io.....
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Gros Ventre Pag.16
L’Arcaccia prima parte:
A
nche per l’arcaccia stesso discorso degli scalmi, lasciare grasso il taglio.
Per prima cosa ritagliare dopo aver fotocopiato i pezzi dell’arcaccia e incollarli su una tavoletta di pero dello giusto spessore come si vede nella foto 26
Foto 26: I Gaisoni e una Aletta tagliati
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Gros Ventre Pag.17
Foto 27 e 28: Mostrano la scorciatoia del dragante
Questa sequenza di foto vi mostrano una scorciatoia che ho usato, nella realtà non esiste! ho costruito il dragante in due pezzi, qualche purista storcerà il naso, però mi sono semplificato la vita questo
diario non vuole essere un trattato di costruzione
d’arsenale, lascio ad altri questo onere molto più
qualificati del sottoscritto, è semplicemente la mia
esperienza con tutti i suoi limiti, pertanto a volte
non seguitemi, usate sempre la vostra testa, avrei
potuto nascondere questo particolare costruttivo
ma non è questo il mio scopo, in seguito scoprirete
altri compromessi, che oggi non rifarei, ma immaginatevi da soli davanti al vostro cantiere senza
nessuno con cui confrontarsi o perlomeno che provi a spiegarvi cone fare, oggi con la conoscenza di
altri modellisti sto cecando di avere un’altra men-
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
Gros Ventre Pag.18
Foto 29: il dragante incollato mancano gli scassi per le corniere
talità, ma da una parte bisogna pur iniziare, spero, chi leggerà questo mio cercherà sempre il confronto con altri modellisti, perchè ricordate sempre, la conoscienza è necessaria per non sbagliare.
Torniamo a l’arcaccia, come vi ho già spiegato l’ho costruita in cantiere, cercate di non farlo, le foto
che seguiranno vi mostreranno le varie fasi costruttive. Sotto il dragante in opera provvisoriamente
Foto 30: Il Dragante provvisoriamente in opera
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Gros Ventre Pag.19
Foto 31e 32: Prove di posizionamento dei gaisoni e prima sbozzatura
Gli incastri dei vari pezzi devono essere assolutamente precisi, altrimenti lavorare le facce su cui
si dovranno incollare le alette risulta estremamente difficile, non avere fretta nel rifinire i pezzi in
questa fase a togliere viene sempre in tempo. Una volta incollate le alette sui gaisoni rinforzare il
tutto con dei perni di legno, io ho usato un tondino da due millimtri di ramino. quelli che si trovsano comunemente nei negozi di modellismo. Nelle foto 39 e 40 l’arcaccia finita
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Gros Ventre Pag.20
Foto 33 e 34: I gaisoni e le alette incollati pronti per essere rifiniti notate il grasso dei pezzi
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Gros Ventre Pag.21
Foto 35 e 36: Fasi finali della posa in opera adesso si deve sgrossare il tutto
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Gros Ventre Pag.22
Foto 37 e 38: Sgrossatura preliminare manca poco alla meta
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Gros Ventre Pag.23
Foto 39 e 40: Il lavoro quasi ultimato la rifinitura finale si farà prima di mettere i corsi di fasciame
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Gros Ventre Pag.24
I Quinti:
P
er costruire i quinti ho usato una tecnica
molto semplice ed efficace, si spreca un
po di materiale in più ma è sicuramente molto
facile da realizzare. nelle foto che seguiranno,
tratte dalla gazzetta del Gros Ventre, vi mostrerò
il procedimento da seguire. Come penso già saprete, si devono fare 2 copie delle tavole 4,5,6, al
posto delle solite 4, si tagliano tutti i quinti quindi vengono tracciate alcune linee sul disegno (linee rosse sulla foto 42). Ogni linea corrisponde
ad una giuntura sulla costola.
Foto 41: Catasta di quinti quasi ultimati
Tracciare una linea interna, linea blu
foto 42, che collega tutte le giunture ciò
permette di verificare se la tavoletta è abbastanza larga per accettare la costola,
terminato questo lavoro bisogna costruirsi un semplice righello per riportare gli
angoli esatti sulle tavolette come riportato nella foto 43, segnare tutti i pezzi per il
futuro incollaggio, levigare i tagli come
mostrato nella foto 44 il segno facilita il
lavoro, in questa fase è molto importante essere abbastanza precisi, preparare
un piano per incollare i vari componenti del quinto, ultima cosa da fare prima
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Gros Ventre Pag.25
dell’incollaggio, è preparare la scassa sui
madieri, io ho usato una fresetta a misura e
il tavolo a croce, lavoretto semplice semplice,
quando tutto è pronto si passa alla fase finale dell’assemblaggio,sul piano va incollato un
regoletto dello stesso spessore della scassa dei
madieri, ricordarsi che sono di due misure differenti, quindi ne vanno preparati due, questo
sarà il nostro punto di riferimento, come mostrato nelle foto che seguono, fare lo scasso
del madiere anche sul disegno, quindi frapporFoto 43: Righello per riportare gli angoli sulle tavolette
re un vetro tra il disegno e il quinto, incollare i listelli
secondo l’ordine stabilito, per tenere i pezzi in forma
posizionare un secondo vetro sopra con un peso adeguato, questo serve perchè il quinto resti perfettamente
piano. Adesso non ci resta che assemblare i due mezzi
quinti tra loro, usare sempre il solito sistema del regoletto, ne serve uno fatto a misura cioè deve avere due
spessori come gli scassi della chiglia, uno più grande e
uno più piccolo. La sagoma viene tolta de sotto il vetro
Foto 44: Levigatura della giuntura
Foto 45, 46: Piano di incollaggio con regoletto di riferimento, vetro di protezione posto tra il disegno e il quinto
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Gros Ventre Pag.26
e messa sopra per essere incollato provvisoriamente
sul legno, questo deve essere fatto su un solo spessore, è molto importante riposizionare il tutto contro
il bastoncino di accostamento per ottenere un buon
allineamento. Notare che la linea che è segnata al
centro di ogni costola sul disegno può essere utilizzata per verificare questo allineamento e conservare
il posizionamento in squadra. Il quinto può essere
tagliato e levigato, notare come sia solido. Eseguire
questa procedura per tutti i quinti, abbozzare l’angolo di quartobuono prima di posizionarli in cantiere,
foto 47/50.
Foto 47 48:
Foto 49, 50:
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Gros Ventre Pag.27
La tecnica che ho usato per fare l’angolo di quartobuono richiede molta attenzione, bisogna levigare
il quinto molto vicino alla sua forma finale lasciare circa un millimetro o meno, quindi incollare la sua
sagoma sul lato libero, così si avranno tutti i riferimenti per fare l’angolo di quartobuono, ricordarsi di
lasciare sempre il taglio un po grasso, la levigatura finale si farà a ossatura finita. Nelle foto il quinto
numero uno pronto per essere messo nello scalo, notare i due disegni incollati sui due lati per eseguire
l’angolo di quartobuono.
Foto 51, 52: Quinto numero uno e il suo angolo di quartobuono quasi ultimato
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Gros Ventre Pag.28
Mi sono dilungato in questa descrizione perchè la costruzione dei quinti è una fase lunga ripetitiva molto
delicata un errore può compromettere tutto il modello con un brutto allineamento, tenere sempre a mente
che a togliere viene sempre in tempo e se qualcosa va storto, non pensarci due volte e rifare il pezzo.
Qui finisca la prima parte del mio diario, la prossima si occuperà del posizionamento dei quinti nel
cantiere, della levigatura interna e la messa in opera dei dormienti e del serretame, nonchè del quadro di
poppa, altra piccola impresa, ma con calma e pazienza nessun traguardo è precluso.
Foto 53: Quinti in lavorazione
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Gros Ventre Pag.29
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Gros Ventre Pag.30
Seconda Parte L’OSSATURA:
La seconda parte della costruzione dell’ossatura può sembrare molto complicata ma seguendo
delle semplici regole e seguendo i piani vedrete che tutto andrà bene, ricordate sempre, come dice il mio
amico Mattera, prima pensare, poi agire.
Foto 54: Quinti posizionati nel cantiere notere le maglie provvisorie.
Terminati tutti i quinti passiamo al loro posizionamento nel cantiere, bisogna fare molta attenzione
in questa fase, i quinti vanno posizionati perfettamente perpendicolari e in squadro con la chiglia, tra un
quinto e l’altro mettere le chiavi. Fissare anche della false chiavi all’altezza del piano del cantiere, anche
queste aiuteranno al giusto allineamento, infine all’estremità alta del quinto mettere delle false chiavi
che andranno via quando taglieremo i Quinti alla giusta altezza. Avere sempre l’accortezza di controllare
sempre l’allineamento prima di incollare, incollare sempre un po’ di quinti a poppa e un po’ a prua, cosi
da avere sempre sott’occhio l’allineamento generale dell’ossatura, si possono mettere dei piccoli perni di
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Gros Ventre Pag.31
Foto 55, 56: Vista interna della poppa, sotto insieme dei quinti pronti per essere incollati
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Gros Ventre Pag.32
legno nell’incastro tra il quinto e la chiglia, per rendere il tutto più robusto, usare dei perni di legno da
due millimetri in noce o ramino, prima di fissare il paramezzale. Come noterete non ho inserito le chiavi
Foto 57: Vista interna dello scafo particolare degli scassi sui quinti e sul paramezzale
tra i quinti all’altezza del madiere e mezzo madiere in parte perchè l’ossatura andrà aperta quindi dovrò
tagliare i quinti all’altezza del madiere in basso e del sottodormiente in alto, verranno lasciati solo i
quinti interi all’altezza delle porche, mentre dall’altro lato le inserirò dopo prima di fissare il fasciame.
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Gros Ventre Pag.33
Foto 58, 59: Vista della prua, esterna ed interna i quinti sono pronti per essere fissati in maniera definitiva
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Gros Ventre Pag.34
Una volta terminata questa operazione provate ad estrarre l’ossatura dal cantiere, se tutto è andato
nel giusto verso non dovrebbero esserci problemi lo scafo risulterà dritto e ben allineato, in realtà non
sempre è così, se l’ossatura avrà dei piccoli difetti di allineamento, riposizionarla nel cantiere, e mettere
in opera tutti gli accorgimenti per raddrizzare il tutto, non preoccupatevi, una volta rivestita internamente
con i dormienti ed il serretame prenderà finalmente la forma finale e ben allineata.
Foto 59: Vista dell’insiemte dell’ossatura da poppa
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Gros Ventre Pag.35
Levigatura interna:
La levigatura interna non è semplice a causa dell’andamento dei quinti, bisogna usare attrezzi fatti
in casa, sagome in legno su cui si incolla della carta vetrata dalla più grossa alla più fine, o addirittura
pezzi di vecchie raspe o lime a grana grossa incollate su appositi supporti di legno, come mostrato nella
foto 60, qui potete sbizzarrirvi con la vostra fantasia, l’importante che sia un lavoro accurato e preciso il
più possibile, altrimenti quando andrete a posizionare il serrettame troverete delle grosse difficoltà.
Foto 60: Gli scassaquinti come li chiama il mio amico Riccardo (foto Riccardo Mattera)
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Gros Ventre Pag.36
Foto 61: Ossatura vista da Prua in tutta la sua bellezza, pronta per essere rifinita
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Gros Ventre Pag.37
Foto 62 e 63: Particolare degli Ombrinali delle Bisce di Prua sopra e di Poppa sotto
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Gros Ventre Pag.38
L’Arcaccia seconda parte:
R
iprendiamo adesso la descrizione della costruzione dell’arcaccia, ricordate sempre che questo non
è un manuale ma solo la mia prima esperienza con questo tipo di costruzioni, quindi con tutti i suoi
limiti, ognuno di noi ha la propria testa per ragionare comprendere e decidere.
Devo fare una piccola premessa, nella foto 64 si vede che ho appena terminato di incollare le corniere e i
pezzi di riempimento sul Dragante, tutto lavoro da buttare... ricordate sempre “prima pensare poi agire”
Foto 64: Corniere incollate nell’apposito scaletto
quello che non ho fatto io in questo caso, direte perchè? Ebbene ho usato come punto di riferimento la
vista posteriore della poppa dei piani, senza pensare che il disegno schiaccia la struttura il risultato
è stato che ho fatto tutto il quadro di poppa un centimetro più basso della realtà, quindi rompere e
rifare tutto daccapo, non bisogna abbattersi per queste cantonate, l’importante è accorgersi dell’errore
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Gros Ventre Pag.39
e correggerlo. Nella foto sotto notate la differenza con la foto precedente. Fatta questa premessa che
ritenevo importante non bisogna nascondere i propri errori ma imparere da essi, e come dice il Riccardo
“mettete alla prova le vostre mani resterete stupiti....”.
Per mettere in posizione le corniere bisogna usare uno scaletto nello scaletto, scusate il gioco di parole,
per costruirlo è sufficente una tavoletta di compensato e due pezzi di legno tagliati in modo da ottenere
la giusta angolazione del quadro, fissarlo alla giusta distanza dal dragante ed il gioco è fatto, niente di
più semplice. Inserire alla giusta misura dei distanziatori per dare la perpendicolarità esatta, poi molto
importante mettere dietro sempre degli spessori per dare rototondità al quadro, ed il gioco è fatto.
Foto 65: Quadro di poppa corretto
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Gros Ventre Pag.40
Il pezzo più complicato da fare in questa fase è la cinta superiore, per via della sua forma, rispettare
l’orizontalità del pezzo, come si evidenzia dalle foto 66 e 67.
Foto 66 e 67: Cinta superiore
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Gros Ventre Pag.41
Foto 68: Lavoro ultimato
Terminata questa sequenza si possono mettere in opera i riempimenti tra il quinto 64 e il quadro di poppa
praticando l’apertura della porta delle bottiglie, come si vede nelle foto seguenti.
Porre particolare attenzione alla messa in opera del pezzo 10 non di facile realizzazione, rifarlo se
necessario fino ad ottenere un risultato accettabile. A questo punto il lavoro sull’arcaccia è quasi
terminato
Foto 69 e 70: Nella pagina accanto le foto dei riempimenti con l’apertura della porta
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Gros Ventre Pag.42
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Gros Ventre Pag.43
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Gros Ventre Pag.44
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