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bianca come il latte, rossa come il sangue

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bianca come il latte, rossa come il sangue
ISTITUTO COMPRENSIVO “D’AOSTA”
Tutti gli usi della parola a tutti, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno
sia schiavo (Rodari)
BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL
SANGUE
Matinee al cinema
Scheda del film
1
Dati: Italia 2013, 102' Genere: Drammatico Target: da
14 anni Regia di: Giacomo Campiotti Cast principale: Filippo
Scicchitano, Gaia Weiss, Aurora Ruffino, Luca Argentero
La storia. Leo è un sedicenne come tanti: ama le
chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in
motorino e vive in perfetta simbiosi con
il suo iPod. Le ore passate a scuola sono
uno strazio, i professori “una specie protetta
che speri si estingua definitivamente”. Così,
quando arriva un nuovo supplente di
storia e filosofia, lui si prepara ad
accoglierlo con cinismo e palline
inzuppate di saliva. Ma questo giovane
insegnante è diverso: una luce gli brilla
negli occhi quando spiega, quando
sprona gli studenti a vivere intensamente,
a cercare il proprio sogno. Leo sente in
sé la forza di un leone, ma c’è un nemico
che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è
l’assenza, tutto ciò che nella sua vita
riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della
passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e
si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e,
come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena.
Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che
tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire
che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.
I significati. Bianca come il latte, rossa come il sangue non è solo un romanzo di formazione,
non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il
monologo di Leo, ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato, racconta cosa
succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo
Matinee al Cinema - Scheda del film Bianca come il latte Rossa come il sangue –
sgomento,
2
e
il
mondo
degli
adulti
sembra
non
aver
nulla
da
dire.
Il film è un dramedy semplice, onesto e, come la vita, prevedibile. Nel bene e nel male,
nell’amore e nella morte: interpreti tutti
all’altezza, e una regia fresca, creativa senza
virtuosismi, che guarda al mondo con occhi
adolescenti, senza concessioni al giovanilismo
né alle paternali. Per il nostro cinema c’è di che
applaudire: Dio al capezzale, eros e thanatos tra
i banchi, segreti e bugie troppo cresciuti per il
solito teen-movie, ma comunque il prodotto è
ben
confezionato
e
se
interpretato
didatticamente può aiutare molto i docenti ad
affrontare tematiche spinose.
L’idea alla base della narrazione è la necessità di
avere delle persone in grado di fare da guida
quando un adolescente si trova ad affrontare
problemi seri o quando la vita mette di fronte ad un ragazzo eventi traumatici, che hanno
bisogno di profonda elaborazione psichica per essere accettati. “Ognuno di noi ha avuto un
educatore. Di che cosa gli è debitore? Di un risveglio. Prima camminavamo attraverso la vita, senza sapere
che cosa fosse la vita veramente. Poi, l’educatore ci ha strappato dal sonno” queste parole del filosofo
polacco Józef Tischner si attagliano bene al film. La realtà, in tutta la sua durezza, e senza
fare sconti, entra nella vita del protagonista, che fino ad allora aveva vissuto nella più
completa spensieratezza. Delle due risposte possibili, se chiudersi a riccio ritenendosi in
credito con la vita oppure aprirsi al reale, accettando che la crescita verso l’età adulta passi
anche attraverso il dolore, Leo sceglierà prima l’una e poi l’altra. Aiutato in questo
passaggio dalla stessa ragazza (che da sogno proibito diventa una vera Beatrice dantesca) e
da un professore, un supplente d’italiano di cui non sapremo mai nulla, neanche il nome
(come già nel romanzo, per non mitigare una funzione archetipica volutamente cristallizzata, perché vista
attraverso gli occhi del protagonista). L’educazione, insomma, diventa protagonista di un
risveglio, non si limita al prontuario di regole da seguire ma si sostanzia come
un’introduzione profonda alla realtà. Una realtà, tra l’altro, che non erge paletti, ma è
capace di comprendere e accogliere, sia pure in maniera burrascosa, anche il trascendente.
Un altro aspetto importante del film riguarda l’accenno alla presenza di Dio fra i giovani.
Leo, che all'inizio divide il mondo in due colori, il bianco sinonimo di vuoto, di noia e di
responsabilità e il rosso delle passioni e dei capelli dell'amata Beatrice, passando per il
dolore comprende che la vita è un arcobaleno che cambia di continuo. E in questo
percorso di crescita entra anche quel Dio che all'inizio viene liquidato con una
battuta. Quando il professore di religione gli chiede se ci crede, Leo risponde di no perché
digitando sul cellulare la parola "Dio" il T9, il software per la scrittura facilitata degli Sms, la
corregge in "fin". E invece resta sconvolto quando Beatrice, già fortemente segnata dalla
malattia, gli confessa di provare «nostalgia di Dio, di quando ci credevo da bambina».
Matinee al Cinema - Scheda del film Bianca come il latte Rossa come il sangue –
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Caratteristiche del film. Il regista Giacomo Campiotti, attivo negli ultimi anni soprattutto
in televisione, ha spiegato di aver girato il film “ad altezza di ragazzo”, assecondando anche
nella fotografia e nella composizione delle inquadrature le idealizzazioni, gli schematismi e i
bruschi cambi di umore tipici dell’adolescenza (scelta simile, per certi versi, alla scrittura mimetica
del romanzo, in cui Alessandro D’Avenia ha simulato il linguaggio e le esagerazioni che possono esserci nel
diario di un sedicenne). Fabio Bonifacci, che ha scritto la sceneggiatura in coppia con l’autore
del romanzo, ha saputo aggiungere da par suo note ironiche e umoristiche, lì dove ce n’era
bisogno,
e
ha
contribuito a rendere
visive le scene che nel
libro erano discorsive
(per esempio il confronto
decisivo tra il mentore e
l’allievo non avviene
durante una passeggiata
in strada ma sul ring,
durante un allenamento di boxe). Il risultato del mescolarsi di queste diverse sensibilità è un film
atipico e originale, che sembra tenersi in equilibrio danzando sulle punte, e che stupisce per
la freschezza e la sincerità. Una vera boccata d’ossigeno nel panorama del cinema
nazionale, per il ritratto che sa fare dell’adolescenza: un ritratto finalmente aperto alla
speranza, che, come detto, non nega l’ipotesi religiosa e spogliato dei pesanti luoghi comuni
a cui per anni ci ha abituato certa pessima narrativa (per cui, curiosamente, il film sembra
assomigliare più ad alcuni prodotti d’oltreoceano che hanno come tema la crescita e l’educazione).
Cosa ha detto il regista. “Ho cercato di realizzare un film che faccia sorridere ma anche
pensare e commuovere. Un difficile equilibrio sul filo del rasoio. Parlare di valori, senza
retorica. Raccontare un dolore, ma avere un film pieno di vita. Mi sono avvicinato con
grande rispetto e curiosità verso questi giovani attori. Il mio lavoro è stato soprattutto al
loro servizio. Per aiutarli a non recitare, ma ad essere se stessi mantenendo la loro verità
spiazzante. Il “Cinema” viene dopo. Per cogliere la loro spregiudicatezza. Il loro coraggio.
La loro disperazione. Il loro amore. Totale. A perdere. Senza condizione. Questo film è un
atto d’amore.”
Suggerimenti didattici
Commenta il seguente testo di Alessandro D’Avenia: “Se ti annoi non stai vivendo
abbastanza. La vita non l’apprezzi abbastanza fino a quando non sbatti di fronte al dolore,
fino a quando non comprendi che ne hai solo una da vivere. Perché lasciarsela sfuggire,
vivere col rimpianto di come poteva essere, andare sempre e solo alla ricerca? Fermiamoci
ogni tanto, godendo di ciò che si ha. Basta leggere un libro, ascoltare la musica e quasi ogni
dolore va via.”
Qual è il significato dei colori nel libro “Bianca come il latte rossa come il sangue” a partire
dallo stesso titolo?
Matinee al Cinema - Scheda del film Bianca come il latte Rossa come il sangue –
Nel romanzo “Bianca come il latte rossa come il sangue “ la vita di Leo riprende senso a
partire da un fatto: la malattia di Beatrice. Cosa significa vivere la vita per uno scopo? Tu
hai uno scopo per cui vivere?
Elenca quali sono le persone, gli
oggetti e gli eventi della tua vita che
coloreresti di bianco e quali quelli
che coloreresti di rosso.
4
Analisi delle sequenze. Osserva e
descrivi quali sono le sequenze nelle
quali il regista sottolinea la
spensieratezza di Leo.
Come valuti il ruolo che lo scrittore
e poi il regista affida ai genitori di Leo. Cerca di dimostrare la tua argomentazione
evidenziando inquadrature, dialoghi, scene e sequenze.
Come valuti il ruolo che lo scrittore e poi il regista affida agli adulti nel film. Cerca di
dimostrare la tua argomentazione evidenziando inquadrature, dialoghi, scene e sequenze.
Gli alunni, divisi in gruppo, svolgono un identikit relativo alla loro esperienza di studenti e
poi la confrontano con il mondo adolescenziale che viene raffigurato nel film: i compagni,
i professori, lo sport?
Leggi qualche passo dal libro da cui è tratto il film e confrontalo con l’analoga scena del
film.
Gli alunni vengono divisi in gruppi. Ciascun gruppo pone dei problemi o pone delle
domande agli altri gruppi. Questi ultimi dovranno rispondere alle questioni poste, dopo
un’attenta valutazione e dopo un dibattito approfondito. Alla fine si leggono le risposte.
Ad un certo punto del film si parla di Dio e della sua presenza nella realtà e fra i ragazzi:
cosa ne pensi?
Matinee al Cinema - Scheda del film Bianca come il latte Rossa come il sangue –
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