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Cantieri di restauro e cantieri di scavo

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Cantieri di restauro e cantieri di scavo
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Formazione per passaggi tra le aree, dall’area A alla posizione economica B1
CANTIERI DI RESTAURO E
CANTIERI DI SCAVO
Danilo Mattei - Istituto Centrale
per il Restauro
PRINCIPALE NORMATIVA DI
RIFERIMENTO







Art. 32 Costituzione
Artt. 2043 e 2087 C.C.
DPR 547/55 norme generali per la prevenzione degli infortuni
DPR 164/56 prevenzione infortuni sul lavoro nelle costruzioni
DPR 303/56 norme generali per l’igiene del lavoro
DM 12/09/58 Istituzione registro infortuni
DPR 1124/65 testo unico per l’assicurazione contro gli
infortuni e le malattia professionali
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 DPCM 21/7/89 emissioni inquinanti dei cantieri edili
 D.Lgs 277/91° s.m.i. protezione contro i rischi da amianto
e rumore
 D.Lgs 77/92 protezione contro i rischi di esposizione ad agenti
chimici, fisici e biologici
 D.Lgs 626/94 e s.m.i. miglioramento della sicurezza e
salute dei lavoratori
 D.Lgs 758/94 modifica della disciplina sanzionatoria in materia
di lavoro
 D.Lgs 493/96 segnaletica di sicurezza sul posto di lavoro
 D.Lgs 494/96 e s.m.i. prescrizioni minime di sicurezza e
salute da attuarsi nei cantieri temporanei e mobili
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 DM 2/5/2001 criteri per l’individuazione e l’uso dei D.P.I.
 D.Lgs 152/2006 Norme in materia ambientale
 L. 123/2007 Misure in tema di tutela della salute e della
sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il
riassetto e la riforma della normativa in materia
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CANTIERE TEMPORANEO O
MOBILE
Qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di
ingegneria civile: lavori di costruzione, riparazione,
conservazione, risanamento, ristrutturazione, (…)
Sono inoltre lavori di costruzione edile o di
ingegneria civile gli scavi, (…)
I
cantieri di restauro o di scavo
archeologico trovano collocazione nelle
definizioni tipologiche di cui all’art. 2 del
D.Lgs 494/96 e s.m.i.
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IL COMPARTO EDILE
andamento infortunistico
n.° occupati:
+4,4% nel 2006
Rappresenta il settore produttivo
(codice settore F45) con il maggior
numero di infortuni, anche mortali.
Per una misurazione più significativa del fenomeno occorre
far riferimento agli indici di frequenza elaborati dall’INAIL
(rapporto fra infortuni indennizzati e n.° addetti).
Da questi risulta: Rischio infortunistico settore: 64,33
n.b. rischio medio generale industria 39,79
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Le tecnopatie più frequenti in tale comparto
sono:
 Patologie osteoarticolari
– mov. man. Carichi, postura, ecc
 Ipoacusia
 Dermatiti irritative da contatto e dermatiti
allergiche da contatto.
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GLI AMBIENTI LAVORATIVI
Sia nei cantieri di restauro che in quelli di scavo ci si può
trovare ad operare, oltre che nella definizione classica
dell’edilizia “ambiente semiconfinato”, in:
Ambienti chiusi
Ambienti aperti
Ambienti sotterranei
(naturali o artificiali)
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IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI
 PROPRI DELLA
TIPOLOGIA LAVORATIVA
FISICI – mov. man. carichi;
cadute dall’alto o seppellimento;
folgorazione; tagli; contusioni;
incendio; ecc..
CHIMICI –prodotti o composti
utilizzati (nocivi, sensibilizzanti,
cancerogeni, ecc.)
 PROPRI DELL’AMBIENTE
LAVORATIVO
BIOLOGICI – agenti patogeni
presenti (es. tetano)
CHIMICI – sostanze
normalmente presenti
nell’ambiente ( es. gas Radon)
FISICI – UV; microclima, ricambi
aria, ecc.
DI TIPO ORGANIZZATIVO –
lavorazioni interferenti; lavoro
notturno, ripetitivo
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Vi è quindi un interscambio di fattori di rischio:
LAVORO
AMBIENTE
Non vanno sottovalutati gli eventuali fattori di
rischio indotti dall’attività di restauro o scavo
archeologico nelle tre matrici fondamentali
dell’ambiente esterno:
 ARIA – polveri, fumi, rumore, ecc.
 ACQUA – infiltrazioni di inquinanti nelle falde
superficiali
 SUOLO – smaltimento rifiuti ± pericolosi
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IL CANTIERE DI SCAVO
Fasi lavorative:
1. scarico materiali ed attrezzature;
2. Trasporto e stoccaggio;
3. Esecuzione dello scavo;
4. Pulizia e riordino area di cantiere
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
1.
2.
3.
4.
scarico materiali ed attrezzature – RISCHI
Caduta, investimento di carichi in movimento;
Caduta materiale dall’alto;
Abrasioni e schiacciamento delle mani;
Lesioni dorsolombari.
DPI: calzature antinfortunistiche, protezione del capo,
guanti antiabrasione.
Comportamenti da tenere: indossare i DPI; imbracare i
carichi con cinghie o funi in modo che durante la
movimentazione non si muovano, i materiali sciolti
vanno messi in ceste; prima di movimentare a mano
valutare il peso e la dimensione, individuare il modo più
indicato per la movimentazione senza affaticare la
schiena
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
Trasporto e stoccaggio – RISCHI
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Caduta materiali;
Investimento;
Ribaltamento del mezzo di trasporto;
Ferite da chiodi (arti inferiori);
Abrasioni/schiacciamento mani e piedi
Lesioni dorsolombari.
DPI:
calzature antinfortunistiche, protezione del capo; guanti
antiabrasione.
Comportamenti da tenere: indossare i DPI; usare un mezzo di
trasporto adeguato al carico da trasportare, qualsiasi mezzo di
trasporto se sovraccarico può rovesciare; non compiere sforzi
eccessivi; prima di passare o sostare sotto luoghi di lavoro
sopraelevati, avvertire chi vi lavora e assicurarsi del loro
consenso
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
Esecuzione dello scavo – RISCHI
1.
2.
3.
4.
5.
Caduta materiali dall’alto;
Caduta di persone;
Franamento delle pareti di scavo;
Colpo di calore;
Presenza patogeni nel terreno (rischio biologico)
DPI
calzature antinfortunistiche; protezione del capo;guanti.
Comportamenti da tenere recintare l’area dello scavo; non
depositare materiali presso il bordo dello scavo; la terra di
risulta va posta lontano dal bordo dello scavo; per scavi profondi
più di mt. 1,5 le pareti vanno sostenute con armature oppure
inclinate secondo il naturale declivio del terreno; accertarsi che
nell’area di scavo non vi siano impianti tecnoclogici; segnalare
ostacoli che non si possono eliminare
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 Un particolare fattore di rischio, nelle
lavorazioni eseguite in presenza di forte
soleggiamento, sia nei cantieri di scavo che
di restauro, è rappresentato dal colpo di
calore.
“sindrome iperpiretica a decorso anche
infausto dovuta al blocco dei meccanismi
centrali di termoregolazione. Può iniziare
improvvisamente con perdita di coscienza”
( °t coprporea > 38°C )
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La prima e più importante cosa da fare ogni
giorno è verificare le previsioni e le
condizioni meteorologiche;
Occorre valutare i parametri relativi alla
temperatura dell’aria e l’umidità relativa;
Devono essere considerate a rischio quelle
giornate in cui si prevedono parametri di
temp. (all’ombra) superiore a 30 °C e/o U.R.
superiore al 70%. Vi è rischio quando la T
notturna rimane al disopra dei 25°C, ciò non
favorisce il recupero dell’organismo;
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Per valutare in modo semplificato il rischio
sulla base dei due parametri detti è utile
l’utilizzo della carta dell’indice di calore
proposta dall’Istituto Francese per la
Ricerca sulla Sicurezza:
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100 72 80
Umidità relativa
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
71
71
70
70
69
68
67
66
65
64
21
79
78
77
76
75
74
73
72
70
69
23,9
91
108
88
102 122
86
97
113
85
93
106
82
90
100
81
88
96
79
86
93
78
84
90
77
82
87
75
80
85
73
78
83
26,6
29,4 32,2
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Heat Index
136
124
114
107
101
96
93
90
87
35
144
132
120
110
104
99
95
91
37,8
Temperatura dell’aria
per il Restauro
149
135
123
113
105
100
95
40,6
150
137
123
112
105
99
43,3
L’indice riferito ad una determinata
situazione lavorativa si ottiene incrociando
la verticale passante per la T, misurata
all’ombra nelle immediate vicinanze del
posto di lavoro, con un termometro, con
l’orizzontale passante per la % di U.R.,
misurata con igrometro.
Per valori intermedi di T ed UR si
utilizzeranno indici intermedi
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l’indice ricavato va confrontato con la seguente
tabella:
Heat Index
80 – 90
Disturbi possibili per exp
prolungata
Fatica
90 – 104
Colpo di sole, crampi muscolari
105 – 129
Esaurimento fisico, colpo di
calore possibile
Rischio elevato colpo di calore
o colpo di sole
130 ed oltre
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gli indici sono validi per lavoro all’ombra e con
vento leggero;
Per lavori al sole l’indice letto va aumentato di
15;
va ricordato che l’acclimatamento, in media,
richiede dagli 8 ai 12 giorni e scompare dopo 8;
è evidente che il rischio è più elevato nel caso si
verifichino “ondate di calore”;
il rischio può essere aumentato dall’impossibilità di
procurarsi acqua fresca, da un lavoro fisico
pesante e da pause di recupero insufficienti.
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 N.B. Con valori dell’indice maggiori di 90 (o
con valori inferiori, ma in condizioni di lavoro
fisico molto pesante e comunque
tassativamente con indice > 100) è
necessario prevedere ogni ora pause in
luogo il più possibile fresco;
 tali pause sono misure di prevenzione
previste da chi organizza il lavoro ed i
lavoratori devono essere invitati a
rispettarle;
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 Non devono essere lasciate alla libera
decisione del lavoratore.
Il rischio può essere aumentato anche
dall’utilizzo dei DPI che possono, in alcuni
casi, rendere difficoltosa la dispersione del
calore (si pensi a tute poco traspiranti come
nel caso della rimozione di amianto).
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Riassumendo:
Misure di prevenzione:
 Valutare il rischio;
 Informare i lavoratori;
 Mettere a disposizione acqua potabile
fresca sufficiente;
 Predisporre aree di riposo ombeggiate;
 Aumentare la frequenza di pause di riposo;
 Rotazione, nel turno, fra gli esposti;
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 Minimizzare il rischio (lavori pesanti nelle
ore più fresche; programmare in modo che
si lavori sempre nelle zone meno exp al
sole);
 Variare l’orario di lavoro per sfruttare le ore
meno calde;
 Evitare lavori isolati (permettere un
reciproco controllo, in caso di inconvenienti).
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Comportamenti di autoprotezione da
raccomandare:
 bere acqua fresca regolarmente;
 Indossare abiti leggeri
 Evitare alcolici e limitare il fumo;
 Evitare, nella pausa pranzo, pasti
abbondanti;
 In caso di malessere segnalare i sintomi al
capocantiere o ad un collega e non mettersi
alla guida di un veicolo, ma farsi
accompagnare
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IL CANTIERE DI RESTAURO
Oltre ai fattori di rischio tipici dell’edilizia, nei
cantieri di restauro, (superfici intonacate, in
pietra, dipinti murali) il rischio per la salute e
la sicurezza dei lavoratori è strettamente
legato alle metodiche operative ed ai
prodotti ed attrezzature utilizzati (prodotti
chimici potenzialmente pericolosi, utilizzo di
attrezzature particolari quali laser o
ultrasuoni per le puliture, ecc).
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Va comunque sfatata la maggiore
“pericolosità” del cantiere di restauro rispetto
all’edilizia tradizionale.
Non esistono dati statistici di infortuni o
malattie professionali specifici per il campo
del restauro; normalmente nelle rilevazioni
effettuate si tende ad aggregare dati relativi
a diverse figure professionali (dall’operaio
specializzato –stuccatore- all’ebanista ed a
figure artigianali che poco hanno a che fare
con il “restauratore conservatore” della
nostra amministrazione)
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Anche l’esposizione a rischio chimico dovuta
ai prodotti utilizzati (consolidanti, protettivi,
ecc.) se si analizzano attentamente i tempi
di esposizione e le quantità in gioco risulta
essere meno allarmate di quanto
emotivamente si sia portati a valutare.
Ciò non significa, tuttavia, che tali tipologie di
rischio vadano sottovalutate: occorre
semplicemente quantificarle in modo
oggettivo.
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Nella valutazione del rischio nei cantieri di
restauro è fondamentale un’accurata
progettazione del cantiere stesso, incluse le
opere provvisionali che debbono consentire
lo spazio sufficiente agli operatori
restauratori per svolgere la loro mansione:
andranno quindi predisposti piani di lavoro
con larghezza doppia rispetto agli schemi
tipo per consentire l’agevole movimento e la
contestuale operatività.
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Fasi lavorative:
1. Delimitazione area del cantiere;
2. Scarico materiali ed attrezzature;
3. Trasporto e stoccaggio;
4. Predisposizione delle eventuali opere
provvisionali;
5. Allestimento aree stoccaggio materiali
6. Esecuzione dell’intervento;
7. Pulizia e riordino area di cantiere
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PRODOTTI CHIMICI
RISCHI:
 Avvelenamento
 Irritazione delle vie respiratorie
 Irritazione della pelle ed ustioni da
sostanze
 Uso scorretto o pericoloso di sostanze
nocive
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DPI: calzature e guanti idonei; occhiali, filtranti
facciali/maschere respiratorie, abbigliamento
idoneo.
Comportamenti da tenere
Se la sostanza che si utilizza provoca ustioni o
irritazioni alla pelle occorre indossare scarpe di
sicurezza, guanti ed occhiali protettivi, se del caso
indossare una tuta completa e protezione delle vie
respiratorie.
Le sostanze ed i prodotti pericolosi vanno usati
correttamente – tenere a disposizione la scheda
tecnica di sicurezza del prodotto o della sostanza
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 Ogni sostanza chimica ha proprie
caratteristiche e modalità d’impiego, prima
di usarla farsi indicare dal preposto i
dosaggi, le modalità d’uso e le precauzioni
da adottare, tenendo sempre presente che
variazioni anche modeste dei dosaggi
possono provocare effetti indesiderati,
soprattutto in caso di miscelazione con altri
composti !!.
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 Prestare particolare attenzione ai simboli
posti sulle confezioni, che indicano i danni
che la sostanza può provocare. L’ etichetta
deve riportare anche la descrizione dei
rischi ed i consigli di precauzione.
 Per il dosaggio usare recipienti graduati;
non travasare sostanze pericolose in
bottiglie o altri contenitori che contenevano
alimenti o bevande e magari ne conservano
ancora l’etichetta
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Un altro fattore di rischio da valutare nel caso
di cantieri di restauro è costituito dalla
“pericolosità materica” del manufatto stesso.
Le stesse caseine utilizzate nel restauro negli
anni passati sono habitat elettivo per una
serie di microorganismi potenzialmente
patogeni; così come i materiali utilizzati per
la costituzione di pellicole pittoriche antiche
che, seppur prevedevano l’utilizzo di
“prodotti naturali”,possono risultare dannose
per l’organismo (es. orpimento= trisolfato di
arsenico).
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Negli interventi di restauro delle superfici ci si
può trovare ad operare in ambienti
sotterranei o seminterrati.
In tali contesti occorre prestare attenzione a
quei fattori di rischio insiti nell’ambiente
stesso ed alle condizioni lavorative:
 Il sufficiente apporto di aria, in relazione
all’attività svolta;
 La presenza di fattori di rischio quali
patogeni o sostanze chimiche naturali (es.
Radon).
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L’art. 9 del DPR 303/56 prescrive che nei luoghi di
lavoro chiusi i lavoratori debbono disporre di aria
salubre in quantità sufficiente
[ ricambi ora: (UNI EN ISO 7730/97)
R/h = n.° persone X cubo d’aria
mc. ambiente considerato
Cubo d’aria: quantità di aria di cui l’individuo ha
fisiologicamente bisogno
Es. Attività sedentaria : 30 mc./h
locali affollati : 70 mc/h ]
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Esistono norme relative a particolari attività
lavorative quali il D.P.R. 20/3/56, n.°320
(prevenzione infortuni ed igiene del lavoro in
sotterraneo):
art. 30: ad ogni lavoratore deve essere
assicurato un minimo di 3mc di aria fresca al
minuto; la velocità dell’aria di ventilazione
deve essere tale che, in rapporto alla T della
stessa, non risulti pregiudizievole per la
salute (art.31);
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La T deve essere contenuta al disotto del
limite max di 30°C di Ta o 25°C di Tn (t
psicrometrica); la durata del lavoro è ridotta
a 6 ore qualora si superino i 35°C di Ta o i
30°C di Tn (art.33,c.2); a valori superiori
sono consentiti solo lavori di emergenza o
operazioni di salvataggio (art.33,c.3)
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GAS RADON
È un gas radioattivo naturale (8 volte più pesante
dell’aria) classificato, con i suoi prodotti di
decadimento, cancerogeno di gruppi I dallo IARC;
Chimicamentre inerte, è incolore, inodore,
insapore ed estremamente volatile; è prodotto dal
decadimento del 226Radio che a sua volta deriva
dal decadimento di tre nuclidi, che danno luogo a
tre diverse famiglie radioattive: 238Uranio, 232 Torio
e 235 Uranio;
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per il Restauro
 Il Radon viene generato continuamente da alcune
rocce della crosta terrestre, in particolare lave, tufi,
pozzolane, alcuni graniti, ecc.; spesso si riscontra
anche in calcari e marne.
 La NAS (National Accademy of Sciences,
degli Stati Uniti) ha confermato che il Radon
rappresenta, dopo il fumo, la seconda causa
di morte per tumore polmonare.
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per il Restauro
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per il Restauro
 L’exp. al Radon comporta, anche a piccole
dosi, la probabilità di contrarre un tumore, in
particolare al polmone (è l’organo più
radiosensebile dell’app. respiratorio).
 La pericolosità del Radon scaturisce dal
fatto che la maggior parte dei prodotti di
decadimanto sono prodotti radioattivi.
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per il Restauro
Pietra
ornamentale
prov. Ra226 Th232
Bq/Kg Bq/Kg
Travertino
Gr
<0,2
<0,2
Travertino
Rm
0,5
<0,2
Basaltina
Vt
498
712
Peperino gri.
Vt
121
160
Peperino ros.
Vt
124
162
Bianco carrara Ms
3,9
<0,3
Statuario
Ms
1,1
<0,2
Porfido
Bs
39
54
Ardesia
Ge
46
47
Botticino
Bs
13
<0,3
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Rosso Verona
Ve per il Restauro
1,4
2,7
K40
Bq/Kg
<2,4
<2
2354
1340
1351
4,2
5
1164
924
<2
14
I COLORI DELLA SICUREZZA
ROSSO
SEGNALI DI DIVIETO –
PERICOLO/ALLARME –
MATERIALE ED
ATTREZZATURE
ANTINCENDIO
ATTEGGIAMENTI PERICOLOSI
– EMERGENZA- UBICAZIONE
ATTREZZATURE
GIALLO
SEGNALI DI AVVERTIMENTO
ATTENZIONE, CAUTELA,
VERIFICA
AZZURRO
SEGNALI DI PRESCRIZIONE
COMPORTAMENTO O AZIONE
SPECIFICA; OBBLIGO DI
INDOSSARE UN DPI
VERDE
SEGNALI DI SALVATAGGIO;
SITUAZIONE DI SICUREZZA
PORTE, USCITE PERCORSI –
RITORNO ALLA NORMALITA’
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per il Restauro
 Cartelli di divieto
Caratteristiche intrinseche:
– forma rotonda;
– pittogramma nero su fondo bianco; bordo e
banda (verso il basso da sinistra a destra lungo
il simbolo, con un inclinazione di 45°) rossi (il
rosso deve coprire almeno il 35% della
superficie del cartello).
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VIETATO
FUMARE
ACQUA NON
POTABILE
VIETATO USARE
FIAMME LIBERE
DIVIETO DI ACCESSO
AI NON AUTORIZZATI
VIETATO AI
PEDONI
VIETATO AI
CARRELLI
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DIVIETO DI SPEGNERE
CON ACQUA
NON TOCCARE
 Cartelli di avvertimento
Caratteristiche intrinseche:
– forma triangolare,
– pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il
giallo deve coprire almeno il 50 % della
superficie del cartello)
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Materiale infiammabile
o alta temperatura
Materiale esplosivo
Sostanze velenose
Sostanze corrosive
Materiali radioattivi
Carichi sospesi
Carrelli di
movimentazione
Tensione elettrica
pericolosa
Pericolo generico
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RAGGI LASER
CAMPO MAGNETICO
INTENSO
RISCHIO
BIOLOGICO
MATERIALE
COMBURENTE
PERICOLO DI
INCIAMPO
BASSA
TEMPERATURA
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RADIAZIONI NON
IONIZZANTI
CADUTA CON
DISLIVELLO
 Cartelli di prescrizione
Caratteristiche intrinseche:
– forma rotonda,
– pittogramma bianco su fondo azzurro (l'azzurro
deve coprire almeno il 50 % della superficie del
cartello)
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PROTEZIONE
OBBLIGATORIA
OCCHI
PROTEZIONE
OBBLIGATORIA VIE
RESPIRATORIE
PROTEZIONE
OBBLIGATORIA
DEL CORPO
PASSAGGIO
OBBLIGATORIO PER
PEDONI
OBBLIGO GENERICO
(eventuale integrazione)
OBBLIGO CASCO DI
PROTEZIONE
CALZATURE DI
SICUREZZA
OBBLIGATORIE
PROTEZIONE
OBBLIGATORIA DEL
VISO
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PROTEZIONE
OBBLIGATORIA
UDITO
OBBLIGO GUANTI DI
PROTEZIONE
PROTEZIONE
INDIVIDUALE
OBBLIGATORIA CONTRO
LE CADUTE
 Cartelli di salvataggio
Caratteristiche intrinseche:
–
forma quadrata o rettangolare,
pittogramma bianco su fondo verde (il verde
deve coprire almeno il 50 % della superficie
del cartello
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Percorso/Uscita di emergenza
Direzione da seguire
(Segnali di informazione
addizionali ai pannelli che
seguono)
Pronto
soccorso
Barella
Doccia di
sicurezza
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Lavaggio
degli occhi
Telefono per
salvataggio
 Cartelli per le attrezzature
antincendio
Caratteristiche intrinseche:
– forma quadrata o rettangolare,
– pittogramma bianco su fondo rosso (il rosso
deve coprire almeno il 50 % della superficie del
cartello)
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Lancia antincendio
Scala
Estintore
Telefono per gli
interventi antincendio
Direzione da seguire
(Cartello da aggiungere a quelli che precedono)
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per il Restauro
 Per le dimensioni si raccomanda di
osservare la seguente formula: A >
L²/2000
Ove A rappresenta la superficie del cartello espressa
in m² ed L è la distanza, misurata in metri, alla
quale il cartello deve essere ancora riconoscibile.
La formula e' applicabile fino ad una distanza di
circa 50 metri.
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per il Restauro
Pricipali DPI
Lavori sopra, sotto od in prossimità di impalcature
e posti di lavoro sopraelevati, ;lavori in fossati, trincee o pozzi; lavori in
terra e roccia; ecc.
ELMETTI - LAVORAZIONI:
OCCHIALI A STANGHETTA
- LAVORAZIONI: Limitati lavori di molatura o scalpellatura
VISIERE - LAVORAZIONI: Lavorazioni che comportano la proiezione di schegge ad alta
velocità in grado di provocare lesioni al viso;manipolazione di sostanze irritanti per la cute e/o
corrosive;sabbiatura
OCCHIALI DI PROTEZIONE CONTRO LE RADIAZIONI
cannello ossiacetilenico
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per il Restauro
- LAVORAZIONI: Lavori con
GUANTI AD ELEVATA RESISTENZA MECCANICA - LAVORAZIONI: Manipolazione di
oggetti con spigoli vivi, quali materiali in ferro
GUANTI RESISTENTI AL CALORE O ININFIAMMABILI
saldatura ed uso di cannelli
GUANTI RESISTENTI ANTIVIBRAZIONI
grado di trasmettere vibrazioni alle mani
- LAVORAZIONI: Lavori di
- LAVORAZIONI: Uso di martelli pneumatici in
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INDUMENTI IMPERMEABILI E/O RESISTENTI AGLI AGENTI CHIMICI E
MECCANICI; INDUMENTI DIFFICILMENTE INFIAMMABILI; GREMBIULI DI
CUOIO – LAVORAZIONI:Manipolazione di sostanze corrosive o nocive (olii
minerali) , sabbiatura;Saldatura od uso di cannelli in ambienti ristretti;Saldatura
elettrica
INDUMENTI IMPERMEABILI,GIACCHE A VENTO,COPRICAPI ECC LAVORAZIONI : Lavori edili all'aperto
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SCARPE DI SICUREZZA CON SUOLA IMPERFORABILE - LAVORAZIONI:
Lavori edili, in aree di deposito, sui tetti, su impalcature, demolizioni, lavori stradali
SCARPE DI SICUREZZA SENZA SUOLA IMPERFORABILE - LAVORAZIONI:
Lavori su strutture a grande altezza, piloni, torri, ascensori e montacarichi, grandi
contenitori e condotte, gru, movimentazione e stoccaggio
STIVALI DI SICUREZZA CON O SENZA SUOLA IMPERMEABILE ED
ANTISDRUCCIOLO - LAVORAZIONI: Tutte le lavorazioni di cui sopra in luoghi in cui il
suolo si mantenga notevolmente bagnato
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MASCHERE , SEMIMASCHERE O FACCIALI FILTRANTI (DA SCEGLIERE IN
BASE AGLI SPECIFICI RISCHI) - LAVORAZIONI: Lavori in cui si producano
polveri,fibre o in cui si sviluppano gas o vapori
AUTORESPIRATORI - LAVORAZIONI: Lavori in vani ristretti, pozzetti, canali o altri
vani sotterranei della rete fognaria, ed in tutte quelle situazioni in cui si possa
sospettare carenza di ossigeno o presenza di gas molto tossici
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CUFFIE O TAPPI AURICOLARI - LAVORAZIONI: Uso di
utensili pneumatici o comunque rumorosi quali flessibili,
martelli pneumatici ecc.
CUFFIE CON DISPOSITIVI DI INTERCOMUNICAZIONE LAVORAZIONI: Tutti i casi in cui sia necessario, oltre la protezione
contro il rumore, il mantenimento di comunicazioni con altri lavoratori con
cui si opera
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OBBLIGHI DEI LAVORATORI
 Art. 5 D.Lgs 626/94 e s.m.i.
 C.1 - ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria
sicurezza e salute e di quella delle altre persone presenti
sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle
sue azioni o omissioni (…)
 C2 – deve osservare le disposizioni impartite ai fini della
protezione collettiva ed individuale; utilizzare correttamente
le macchine, le apparecchiature e le sostanze utilizzate
nonché i DPI assegnati ; segnalare le deficienze dei mezzi
di protezione e le condizioni di pericolo di cui viene a
conoscenza; non rimuovere o modificare i dispositivi di
sicurezza o segnalazione; sottoporsi ai controlli sanitari.
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SANZIONI
PER LE VIOLAZIONI AL COMMA 2
DELL’ART. 5 DEL d.Lgs 626/94 il lavoratore
è sanzionabile con:
ARRESTO fino ad un mese o AMMENDA da €
206 a € 619.
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