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Un aiuto ci rende più felici

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Un aiuto ci rende più felici
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Azienda USL Ferrara (NZ01954 – albo regionale – classe seconda) – Via Cassoli n.
30 – Ferrara – Tel. 0532/235111 – www.ausl.fe.it
L’Azienda USL di Ferrara ha personalità giuridica pubblica, autonomia economica,
finanziaria, gestionale, patrimoniale e organizzativa. E’ indirizzata alla erogazione di
servizi sanitari e socio-assistenziali ad elevata integrazione sanitaria in conformità ai
livelli essenziali e uniformi di assistenza previsti dal Piano Sanitario Nazionale e
dalle leggi regionali locali. L’Azienda concorre alla formazione dei Piani per la salute
e provvede alla realizzazione degli obiettivi indicati.
Ha come territorio di competenza la Provincia di Ferrara il cui territorio è suddiviso
in 26 Comuni organizzati in 3 Distretti: Ovest, Centro Nord e Sud Est.
Il progetto di servizio civile volontario di seguito rappresentato fa riferimento al
territorio del Distretto Ovest.
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ01954
Regionale – Emilia Romagna
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
Un aiuto ci rende più felici
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore: assistenza
area di intervento: A 08 Pazienti affetti da patologie temporaneamente e/o
permanentemente invalidanti (prevalente). Anziani parzialmente o totalmente non
autosufficienti codice 01
1
2a
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza
il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
Il contesto di riferimento
Distribuzione territoriale della popolazione
La popolazione residente nell’Azienda USL di Ferrara al 1 gennaio 2012 ammonta a 359.686
abitanti, in lieve calo rispetto all'anno precedente.
La popolazione è distribuita con discreta disomogeneità nei tre Distretti:
Centro-Nord: circa 177.898 abitanti, Sud-Est circa 102.687 abitanti, Ovest circa
79.101 abitanti.
Lo scarso numero di abitanti per chilometro quadrato (136,8 abitanti/Kmq rispetto ai
201,6 della Regione Emilia Romagna) è un parametro importante per i costi in sanità
che se non corretti, rischiano di mostrare una relazione inversa automatica.
Il distretto Sud-Est con 77,2 abitanti per chilometro quadrato ha una densità
paragonabile alle aree di montagna.
Solo 4 Comuni fungono da poli di attrazione per il 60% della popolazione ferrarese
(Ferrara, Cento, Comacchio e Argenta). Il restante 40% degli abitanti è distribuito su
un ampio territorio con differenze di densità demografica di quasi 20 volte, si va
infatti dai 552,0 abitanti/kmq di Cento ai 28,2 abitanti/kmq di Jolanda di Savoia.
Composizione per età e sesso
La composizione per età di una popolazione è il determinante più importante delle
condizioni di salute, della conseguente domanda espressa di servizi sanitari e dei
costi sanitari risultanti. Per questo la conoscenza della struttura per età della
popolazione consente di prevedere con una buona approssimazione l’entità della
spesa sanitaria. L’età media dei residenti è maggiore di quasi 3 anni rispetto all’età
media in regione. Questa caratteristica è dovuta alla concomitante presenza nella
provincia di Ferrara di un’alta percentuale di over 65 (25,8%), tra le più alte in Italia,
e di una bassissima percentuale di under 15 (11,1%), la più bassa in Italia. La
composizione delle famiglie ferraresi evidenzia una dimensione media pari a 2,18
quasi in linea con quella regionale pari a 2,23 unità Il distretto Ovest, rispetto agli
altri distretti, presenta la percentuale più alta di popolazione inferiore ai 40 anni
2
(77,6% rispetto al 72,9% del Centro Nord e 74,0% del Sud Est) e di conseguenza
anche il più basso indice di vecchiaia (164 individui con 65 anni o più ogni 100
individui in età 0-14 anni).
In generale, l’indice di vecchiaia (valori superiori a 100 indicano una maggiore
presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi) è in diminuzione in tutta la
Regione [sono in ripresa le nascite] (167,3 vs 170,2 dell’anno 2010), sebbene
rimanga a livelli elevati. L’indice più alto si registra nella Provincia di Ferrara
(231,01).
Gli stranieri residenti
L’incremento demografico del nostro Paese, e questa vale in particolare per Ferrara, è
da ascriversi prevalentemente a un saldo migratorio con l’estero positivo. (per inciso
a Ferrara è presente anche una certa quota di immigrazione da province del meridione
d’Italia). Il progressivo radicamento dei cittadini stranieri comporta ricadute rilevanti
in termini di integrazione. Le politiche di governo dei territori non possono
prescindere dalle caratterizzazioni determinate dalla distribuzione e concentrazione
delle diverse comunità nazionali e dai conseguenti riflessi sull’accesso della
popolazione straniera al sistema del welfare locale. La Regione Emilia-Romagna è
caratterizzata da flussi migratori tra i più alti a livello nazionale: sono poco più di
500.000 gli stranieri residenti nel territorio regionale e rappresentano l’11,9% dei
residenti equamente distribuiti per sesso (11,9 femmine e 11,8 maschi). Ferrara si è
distinta nel corso degli anni per una presenza più ridotta di stranieri rispetto alla
regione: nel 2012 erano residenti 29.067 stranieri pari a 8,1 stranieri ogni 100
abitanti, con una prevalenza di femmine. (8,6 rispetto a 7,5 maschi).
Quota di stranieri per Distretto Azienda USL di Ferrara (2012)
Distretti
sanitari di
residenza
0-14 anni
15-29
30-44
45-59
>=60
TOTALE
% su pop.
Residente
Distretto SUDEST
1567
1798
2495
1339
305
7504
7,3
Distretto
CENTRONORD
2281
3228
4662
2810
749
13730
7,7
Distretto
OVEST
1878
1740
2718
1194
303
7833
9,9
AUSL Ferrara
5726
6766
9875
5343
1357
29067
8,1
TOTALE
106003
121286
187843
91244
23639
530015
11,9
Il capoluogo conta il maggior numero di stranieri residenti (11.581), mentre il
comune di Portomaggiore con 1.710 stranieri residenti presenta la più elevata
percentuale di stranieri rispetto al totale della popolazione (13,8%). La modesta
presenza di stranieri nel ferrarese ha comportato nell’ultimo periodo un incremento
relativo di stranieri maggiore in alcune aree del ferrarese rispetto a molte altre aree
della regione. Ferrara presenta una distribuzione simile di stranieri residenti per
cittadinanza alla Regione Emilia Romagna, dove prevale la percentuale di soggetti
provenienti da Altri Paesi europei (senza comprendere i Paesi dell'UE a 15) che è pari
al 51,25% del totale degli stranieri residenti contro il 46,6% del dato regionale.
Questo può essere riconducibile al fenomeno legato alla richiesta di personale
domestico e di cura.
3
Popolazione anziana
Il bisogno di mantenere gli anziani in salute, di migliorarne lo stato di benessere
psico-fisico, di facilitare il loro accesso a servizi che possono rallentare l’insorgenza
di malattie sia un bisogno di tutta la collettività e sulla risposta che viene data a tale
bisogno si misura la civiltà e il benessere dell'intera società. Favorire un
invecchiamento sano significa, da un lato, promuovere la salute lungo tutto l'arco
della vita in modo da prevenire i problemi di salute e le disabilità fin dalla più
giovane età e, dall'altro, combattere le disparità a livello di salute derivanti da fattori
sociali, economici e ambientali. L'Unione europea ha proclamato il 2012 "Anno
europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni”, con l'obiettivo
di valorizzare il contributo degli anziani alla società e favorire un invecchiamento
sano e attivo per avere di più e non certo di meno - dalla vita quando si va su con gli
anni, sia sul lavoro, che a casa, che
all’interno della propria comunità locale. I vantaggi non sono soltanto individuali, ma
riguardano la società nel suo complesso.
La popolazione anziana consuma più del 50% delle risorse del servizio sanitario e
oltre il 45% di quelle del servizio sociale. Le proiezioni della Commissione Europea
indicano che se le persone vivono più a lungo mantenendosi in buona salute,
l'aumento della spesa sanitaria dovuto all'invecchiamento dovrebbe dimezzarsi (The
impact of ageing on public expenditure: projections for the EU25 Member States on
pensions, health care, long term care, education and unemployment transfers (20042050), Comitato di politica economica e Commissione europea (DG ECFIN) 2006,
Economia europea, Rapporto speciale n. 1/2006). L’allungarsi della durata della vita
fa sì che la popolazione anziana si vada sempre più differenziando, tanto da poter
distinguere i giovani anziani (vicini alla soglia dei 65 anni) dai grandi anziani
(ultra80enni).
La popolazione ultra sessantacinquenne residente a Ferrara nel 2012 risulta pari a
92.648 persone su una popolazione di 359.686 abitanti (25,76%).
I ferraresi ultra75enni sono pari a 48.041 persone (13,36% dei residenti; in regione
sono l’11,72%).
Le persone con più di 85 anni possono essere considerate come un gruppo di
popolazione interamente bisognoso di assistenza: si tratta di 13.835 persone pari al
3,85% dei residenti (in regione: 3,57%).
Una stima della popolazione anziana a rischio di fragilità e con disabilità.
4
Cenni epidemiologici Provincia di Ferrara
I disturbi circolatori dell’encefalo sono la prima causa di morte
Le malattie tumorali sono la seconda
Seguono le cardiopatie ischemiche croniche e l’infarto del miocardio
( il Distretto Ovest ha il tasso di mortalità più alto rispetto agli altri 2 Distretti )
Questi 3 tipi di patologie però sono in decrescita in coerenza con la realtà sanitaria
regionale anche se in minor grado per quella tumorale .
In aumento sia a livello provinciale che regionale le malattie degenerative involutive
cerebrali senili e pre-senili
La percentuale di persone ipertese cresce progressivamente con
l’età: nel gruppo 50-69 anni più di una persona su 3 riferisce di essere ipertesa (38%).
La prevalenza conosciuta del diabete ha superato il 5% della popolazione e quella
stimata per le patologie croniche respiratorie raggiunge il 4%.
Nella classe di età 18-69 anni l’ipercolesterolemia è presente nel 22,4%.
Le strutture di offerta dei Distretti
Il grafico successivo mostra i comuni compresi nell’ambito territoriale del Distretto,
indicando le strutture sanitarie presenti sul territorio distrettuale:
· i Presidi Ospedalieri;
· i Servizi Territoriali, quali i Consultori pediatrici e familiari, i Nuclei di Cure
Primarie, i Poliambulatori, i Servizi per le Dipendenze Patologiche, i Servizi
Assistenziali Socio-Sanitari Integrati (S.A.S.S.I.), i Centri Diurni per Anziani
(C.D.), i Centri di Salute Mentale (C.S.M.), i Gruppi Appartamento della Salute
Mentale, i Centri Diurni della Salute Mentale;
· le altre residenze sanitarie, quali le Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.), le
Case Protette (C.P.), le Residenze Sanitarie Psichiatriche, gli Hospice.
5
Il Distretto Ovest
I servizi del Distretto
Assetto organizzativo dell'assistenza di base
Nella seguente cartina viene evidenziato il numero di ambulatori dei Medici di Base e
dei Pediatri di Libera Scelta nonché i punti di Guardia Medica presenti in ciascun
ambito comunale.
6
Assistenza specialistica
L’assistenza specialistica comprende le prestazioni (visite e/o esami) erogate agli
utenti da parte di medici specialisti nelle diverse branche medico-chirurgiche.
Rispetto all’indice di consumo complessivo standardizzato per 1.000 abitanti della
Regione Emilia-Romagna, quello della provincia di Ferrara presenta un valore
superiore di circa il 7% (4.189 vs
3.919).
I
Comuni del Distretto Ovest presentano un indice di consumo (4.126,89 prestazioni
per 1.000 abitanti) inferiore a quello provinciale (4.774,21/1.000), ma un indice di
consumo in mobilità passiva (617,63/ 1.000) superiore (550,88/1.000). Come si può
osservare il Comune di Cento presenta l’indice di consumo più basso
(3.847,58/1.000), ma un indice di consumo in mobilità passiva più elevato pari a
768,55/1.000. I cittadini centesi usufruiscono di prestazioni specialistiche in strutture
extra-provinciali (infra-regionali o extra-regionali) in misura maggiore dei cittadini
appartenenti agli altri comuni del Distretto Ovest.
7
La maggior parte delle prestazioni specialistiche in mobilità è stata erogata in
strutture extra-provinciali, ma infra-regionali. Il Comune di Mirabello presenta
invece un elevato indice di consumo (5.249,79/1.000), ma un indice di consumo in
mobilità passiva relativamente basso (431,81/ 1.000).
L’area ospedaliera
L’assistenza ospedaliera dell’Azienda USL di Ferrara, al 31/12/2012, si articola sul
territorio provinciale nel seguente modo:
Area 1 OVEST comprendente gli ospedali di Cento, di Copparo e di Bondeno;
Area 2 EST comprendente gli ospedali del Delta, di Comacchio e di Argenta.
e prevede i seguenti Dipartimenti:
1. Chirurgico;2. Medico; 3. Materno - Infantile; 4. Emergenza; 5. Diagnostica per
Immagini e Radiologia Interventistica.
Complessivamente il sistema ospedaliero dell’Azienda USL di Ferrara è dotato di
721 posti letto (compresi 30 posti letto di psichiatria di cui 15 presso l’Ospedale del
Delta e 15 facenti parte del SPDC di Ferrara situato all’interno dell’Ospedale
S.Anna), di cui 640 di ricovero ordinario e 81 di ricovero in regime di Day Hospital,
suddivisi in 13 discipline, a sua volta articolate nei diversi stabilimenti.
Il progetto di Servizio Civile “ Un aiuto ci rende più felici” si svolgerà presso il
Distretto Ovest dell'Ausl di Ferrara, nella struttura ospedaliera “SS.Annunziata”
di Cento, all'interno della cosiddetta “piastra medica” del dipartimento di
Medicina, che comprende le Unità Operative di Medicina (55 pl), Cardiologia(12 pl)
e Lungodegenza Post Acuzie (28 pl) per un totale di 95 posti letto.
Cardiologia
Il reparto è situato al 2° piano dell'ospedale di Cento, è dotato di 4 letti di UTIC, 11
letti di degenza ordinaria e 1 letto di Day Hospital.
Le stanze di degenza ordinaria sono ad uno o due letti, tutte dotate di servizi igienici.
Sono presenti spazi comuni, una sala con TV ed una saletta per elettrofisiologia. Al
piano terra ci sono 5 ambulatori ed una sala di accettazione. O
rari di visita: Tutti i giorni dalle 7 alle 8, dalle 12.30 alle 14 e dalle 18.30 alle 20.
Orari per informazioni:Accettazione dalle 9 alle 16 (telefono 051.6838251).
La coordinatrice è a disposizione dei pazienti e famigliari dal lunedì al venerdì dalle
13.00 alle 14.00.
Equipe: 1 coordinatore, 20 infermieri per l’attività di degenza, 3 per l’attività di
elettrofisiologia e 5 per l’attività ambulatoriale, 1 direttore, 8 cardiologi
Prestazioni:
• Elettrocardiografia Ecocardiografia transtoracica
• Ecocardiografia transesofagea e da stress Holter ECG
• Holter pressorio Test da sforzo
• Registrazione potenziali ventricolari tardivi Tilt test
• Impianto e controllo pacemaker Impianto e controllo defibrillatori
• Cateterismo elettrofisiologico Impianto “loop recorder”
• Cardioversioni elettriche
• Ablazioni transcatetere delle tachiaritmie
• Interpretazione delle angio-TAC coronariche in collaborazione con i radiologi
• Esecuzione delle coronarografie e delle angiopastiche coronariche presso la
sala di Emodinamica dello Arcispedale S. Anna di Ferrara
8
Tecnologie:
• Monitoraggio ECG con postazione centrale Poligrafo per elettrofisiologia
• Intensificatore di brillanza Poligrafo per mappaggio elettrofisiologico “non
contact” (per le ablazioni transcatetere). Apparecchio per la liberazione di
radiofrequenza
• Apparecchio per ricezione ECG 2 ecocardiografi
• Apparecchio per ergometria con tredmill e cicloergometro
• Apparecchio per Holter ECG Lettore per monitoraggio ambulatoriale
• Lettori per loop recorder esterni ed impiantabili Lettino per tilt test
• Apparecchio per monitoraggio emodinamico durante tilt test o test da sforzo
• Eccellenze: Attività aritmologica clinica ed invasiva, Unità per lo studio della
sincope
Medicina Interna
L'Unità Operativa è suddivisa in tre sezioni Medicina A, B e C ubicate al II piano
dell’Ospedale SS. Annunziata, Via Vicini 2, Cento (FE).
Il Reparto di Degenza è dotato di 55 posti letto (Medicina A 15 posti letto, B 20 posti
letto e C 20 posti letto) suddivisi in camere da 2 letti, 1 camera da 1 letti ed 1 camera
da 3 letti tutte fornite di bagno ed apparecchio TV.
Tutti i 55 letti di degenza sono articolati e dotati di comando manuale per la
variazione della postura e dell’altezza. Ogni stanza è provvista di tende scorrevoli per
garantire la riservatezza di un posto letto in caso di visita medica o di gravi
condizioni cliniche.
Sono presenti, lo studio della coordinatrice dotato di bagno (Medicina B), tre
guardiole infermieri, due sale soggiorno/sala d’attesa, tre ambulatori, una stanza per
il medico di guardia notturna dotata di bagno, due cucine, un vano deposito salme.
All’ingresso in reparto viene consegnato al paziente o ai parenti un foglio
informativo con le indicazioni principali attinenti la degenza. Le informazioni sono
fornite dal personale medico ed infermieristico secondo le proprie competenze.
Visita ai pazienti:
tutti i giorni feriali e festivi dalle 7 alle 8, dalle 12.30 alle 14 e dalle 18.30 alle 20.
Dalle ore 9 alle ore 12:30 i parenti non espressamente autorizzati ad una assistenza
continuativa al letto del paziente, sono tenuti ad allontanarsi dal reparto di degenza al
fine di garantire la riservatezza alle terapie e cure alla persona.
Equipe : 1 coordinatore, 20 infermieri, 12 operatori socio sanitario, 1 direttore, 10
internisti.
Prestazioni:
• Ambulatorio Diabetologico
• Ambulatorio di Gastroenterologia
• Ambulatorio delle Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino
• Ambulatorio di Medicina Interna
• Ambulatorio Oncologico
• Ambulatorio Pneumologico
• Ambulatorio dello Screening del Cancro del Colon
• Chemioterapie
Tecnologie:
• Esofagogastroduodenoscopia (diagnostica ed operativa)
• Pancolonscopia (diagnostica ed operativa)
9
•
•
•
•
•
Asportazione di polipi del tratto gastroenterico superiore ed inferiore
Posizionamento di P.E.G. (gastrostomia endoscopica percutanea)
Emostasi delle emorragie digestive del tratto digestivo superiore ed inferiore
Urea Breath test per la ricerca dell’Helicobacter Pilory
Spirometria
M.O. di Lungodegenza
Dotazioni posti letto : 28 posti letto totali
• 3 stanze singole con TV, bagno, e doccia in camera
• 3 stanze triple con TV, bagno, e doccia in camera
• 11 stanze doppie con TV, bagno, e doccia in camera
Presenza di una sala soggiorno, ambulatorio e con accesso alle 2 palestre
fisioterapiche attrezzate.
Non vengono rilasciate informazioni durante il giro visita del mattino e il colloquio
con il medico responsabile è il seguente dal lunedì al sabato dalle 12,30 alle 13.30.
Orari di visita ai degenti: Tutti i giorni : 07,00-08,00 12,00-13,00 18,00-19,00
Orario Pasti: Colazione alle ore 8 - Pranzo alle ore 12 - Cena alle ore 18
Equipe: 1 coordinatore, 12 infermieri, 9 operatori socio sanitario, 3 medici.
Destinatari del progetto “Un aiuto ci rende più felici”
Il progetto è rivolto agli utenti in fase di ricovero, che per la maggiore parte sono
anziani con polipatologia.
Il progetto si rivolge in particolare a due target di pazienti/cittadini:
• i pazienti ricoverati in condizione di non autosufficienza o di autosufficienza
parziale, segnalati dal coordinatore di reparto. In questi casi il coordinatore ha
il compito, in collaborazione con l’OLP (referente della Direzione
Infermieristica e Tecnica), di stilare il piano di lavoro personalizzato dei
volontari, da realizzarsi nel periodo di ricovero e che prevede la gestione di
attività di compagnia/intrattenimento e, se necessario, di aiuto alla persona
nella gestione dei bisogni della vita quotidiana (alimentazione, dove possibile;
cura della persona, ecc...).
• i pazienti in fase di dimissione e loro familiari (o caregiver). Per essi è
prevista la predisposizione di un percorso specifico di facilitazione alla
dimissione, che prevede l’impiego dei volontari per promuovere la
conoscenza dei servizi offerti e facilitarne l’utilizzo (prenotazioni C.U.P.,
visione dei percorsi ambulatoriali, accompagnamento ai servizi,
accompagnamento all'uscita, ecc...).
Beneficiari
A beneficiare del progetto, oltre agli utenti ricoverati e ai loro famigliari (o
caregiver), sarà il sistema dei servizi distrettuali, che potrà contare sulla presenza di
risorse dedicate in maniera specifica alle attività di accompagnamento e di
informazione degli assistiti in due fasi così complesse come quelle del ricovero e
della pre-dimissione. Inoltre queste attività, oltre ad avere un impatto significativo in
termini di sollievo e di miglioramento della qualità della vita degli assistiti,
promuovono equità, perché facilitano l’accesso alla rete dei servizi da parte dei
cittadini che si trovano in condizioni di particolare svantaggio.
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7) Obiettivi del progetto:
Obiettivo generale:
L’ente ha sottoscritto il Piano Provinciale del Servizio Civile definito in ambito
COPRESC e quindi ne condivide valori, strumenti metodologie e azioni programmate e
previste dal Piano stesso; tra queste sono incluse iniziative e azioni proposte dall’ente e
recepite nel piano provinciale di promozione e sensibilizzazione coordinata e congiunta al
fine di evidenziare come il Servizio Civile possa essere inteso come bene pubblico e
come risorsa per il territorio.
Obiettivo generale del progetto “Un aiuto ci rende più felici” è promuovere, con azioni di
compagnia e socializzazione, la qualità della vita dei pazienti ricoverati nei reparti
ospedalieri e facilitarne il percorso di dimissione, assicurando un supporto in questa fase
così delicata, in particolar modo, a quei cittadini che presentano una condizione di
vulnerabilità.
Aspetti qualificanti del progetto sono l’integrazione della vita di reparto con gli stimoli
provenienti dal mondo esterno e, considerato l’aumento delle famiglie straniere che
afferiscono al Servizio, il potenziamento delle azioni di mediazione nei processi di
integrazione multiculturale.
La presenza, accanto agli operatori, dei Volontari in Servizio Civile rappresenta, oltre che
un’occasione di arricchimento dei Servizi ospedalieri con gli stimoli provenienti
dall’esterno, un’opportunità di crescita professionale e personale dei giovani che
prenderanno parte alle attività di reparto.
Obiettivi specifici
L’obiettivo generale si può declinare in diversi obiettivi specifici che tengono conto dei
punti di vista de:
il Servizio/Reparto, inteso nei suoi aspetti organizzativi e clinici;
i Cittadini ricoverati e loro care giver;
i Volontari, dal punto di vista dell’esperienza umana e professionale.
Obiettivi riferiti al Servizio/Reparto e ai cittadini ricoverati e/o loro care giver:
a. Potenziare le azioni di accompagnamento e di supporto agli utenti durante la fase di
accoglienza nei reparti e durante tutto il periodo di permanenza nella piastra medica
(LPA, Cardiologia e medicina internistica) dell'ospedale di Cento. Nel periodo predimissione, l'attività dei volontari a fianco degli operatori è rivolta ad incrementare le
attività leggere e “di sollievo” atte a soddisfare:
- i bisogni relazionali dei pazienti attraverso attività di svago ( gioco delle carte...)
- il bisogno di socializzare con attività di compagnia (lettura del giornale....)
- il bisogno di prendersi cura di sé e di rispondere ai bisogni quotidiani (consumo del
pasto, cura estetica...)
b. Facilitare il percorso di preparazione della dimissione, accompagnando in particolare
le persone che si trovano in una condizione di fragilità a causa di disabilità
psico/fisica, debolezza della rete famigliare o difficoltà nell'utilizzo della lingua
italiana.
c. Migliorare nei cittadini la conoscenza e l'uso dei servizi disponibili, sia intra che extra
ospedalieri.
d. Promuovere tra gli assistiti il corretto utilizzo dei servizi offerti dalla rete dei servizi
Bisogni \criticità
Risultati attesi e dimensioni oggetto di
che possono essere superati con il
monitoraggio
progetto.
Peggioramento della qualità della Promuovere la partecipazione dei pazienti, quando
vita dei pazienti ricoverati, a causa le loro condizioni lo consentono, ad attività di svago
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del
disorientamento causato
dall’istituzionalizzazione e per la
limitata presenza di stimoli e di
occasioni di relazione durante il
periodo
di
permanenza
nell’ambiente ospedaliero
e favorire l’instaurazione di momenti di sollievo e di
compagnia durante il periodo di ricovero
ospedaliero
Favorire nei pazienti più fragili il recupero delle
competenze cognitive, ad es. attraverso semplici
letture o altre attività di stimolazione cognitiva
Supportare i cittadini in stato di bisogno nella
gestione dei bisogni quotidiani ( consumo del pasto
e cura estetica)
INDICATORI/dimensioni del monitoraggio:
numero di pazienti fruitori delle attività svolte dai
giovani volontari
Difficoltà del paziente più fragile
e/o della sua famiglia a gestire
correttamente il percorso di rientro
a domicilio, anche a causa di una
limitata conoscenza dei servizi
offerti e delle modalità di accesso
orientare l’utente e la famiglia/care giver alla
corretta fruizione della rete dei servizi, attraverso
azioni informative ad hoc
INDICATORI/dimensioni del monitoraggio:
numero pazienti e nuclei familiari facilitati nel
percorso di dimissione
numero collaborazioni con ufficio mediazione
Obiettivi riferiti ai Volontari in Servizio Civile
I giovani potranno sperimentare un'occasione di crescita umana e personale che
li porterà a svolgere un ruolo attivo nella vita sociale e nell'ambito
ospedaliero, con un'esperienza di formazione civica e solidarietà sociale
Vivranno concretamente un’esperienza di formazione civica e di solidarietà sociale,
di promozione della cooperazione con particolare riguardo alla tutela dei Diritti
Sociali, ai Servizi alla Persona come previsto dall’art. 1 della legge 6 marzo 2001,
n 64.
Il periodo di servizio civile rappresenta per i giovani interessati
un'opportunità professionale da spendere in ambito Sociale e nei Servizi alla
Persona, permettendo la valorizzazione delle loro attitudini e lo sviluppo
delle conoscenze riguardanti:
- ruolo del care givers in struttura protetta
- conoscenza della rete dei Servizi Socio Sanitarie
- metodologie di intervento in situazioni socio sanitarie di bisogno
- utilizzo di piani individualizzati di assistenza
- comunicazione e relazione col pubblico
Obiettivi specifici
Fornire occasioni ai giovani
volontari
la
possibilità
di
sperimentare concretamente i
valori costituzionali di difesa
civile e non violenta della Patria,
di solidarietà sociale, attraverso la
conoscenza delle problematiche
sociali del territorio riguardo alla
popolazione in condizione di
disabilità o di “fragilità”.
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Risultati attesi ed indicatori
Maggiore conoscenza e consapevolezza del
tessuto sociale e delle sue criticità non solo
relative al progetto specifico ma anche delle
aree di intervento del territorio
Indicatore
Partecipazione dei volontari a n.3 iniziative
di sostegno alla socializzazione, culturali,
ricreative, di animazione sul territorio.
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Favorire tra i Volontari una
concreta
assunzione
di
responsabilità contribuendo a
sviluppare tra i coetanei la
consapevolezza di cittadinanza
attiva
Partecipazione ad iniziative di promozione,
divulgazione e sensibilizzazione del
Servizio Civile Nazionale in collaborazione
con il Co.Pr.E.S.C provinciale
Indicatore
Partecipazione alle iniziative programmate
dal Servizio e dal Co.Pr.E.S.C. Nel numero
di ore previste nel piano di promozione
coordinata e congiunta.
Riconoscimento e sviluppo delle
attitudini, capacità, abilità del
Volontario
Sviluppo della crescita personale, umana e
professionale, del senso di autoefficacia e di
autostima
Indicatore
Gradimento dell'esperienza e significatività
nel percorso individuale rilevato attraverso
la somministrazione dei questionari prevista
dal sistema di monitoraggio.
Acquisizione di competenze di
base e trasversali come previsto
dal Prontuario Regionale.
Conoscenza del contesto, della struttura
presso cui il Volontario è inserito e delle sue
interfacce.
Saper riconoscere ruoli e competenze delle
figure professionali operanti nel settore.
Buona
integrazione
nel
gruppo
multiprofessionale e collaborazione al
lavoro di equipe relativamente ai propri
compiti e ai risultati da raggiungere.
Adottare un atteggiamento responsabile e
collaborativo nel gruppo di riferimento.
Adeguarsi al contesto gestendo la propria
attività con riservatezza ed eticità, sia nel
linguaggio che negli atteggiamenti.
Indicatore
Verifica dell'adeguatezza da parte dell'OLP.
Grado di soddisfazione degli operatori
dell'Equipe
Acquisizione
di
competenze
tecnico-professionali
come
previsto dal Prontuario Regionale.
Acquisizione di competenze: sviluppo di
capacità di attenzione e di orientamento
degli utenti e delle loro famiglie in relazione
ai loro bisogni; acquisizione di tecniche di
osservazione, di comunicazione verbale e
non verbale, di animazione, informatiche,
logistiche, organizzative.
Indicatore
Grado di soddisfazione attraverso le
osservazioni dei componenti dell'Equipe di
lavoro e delle interfacce.
Valutazione e certificazione delle
competenze acquisite
Certificazione
delle
competenze
e
professionalità acquisite nell'esperienza di
Servizio Civile, spendibili ai fini del
curriculum vitae.
Indicatore
Rilascio dell'attestato delle competenze da
parte dell'ente.
Riconoscere
le
dinamiche
interpersonali e comprenderne la
gestione.
Instaurarsi di relazioni significative con gli
operatori, con gli altri Volontari, con i
pazienti ricoverati e le loro famiglie.
Indicatori
Percezione di buon grado di senso di utilità
da parte del Volontario
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo
che quantitativo:
8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
Le attività previste per il raggiungimento degli obiettivi del progetto sono descritte nella
tabella che segue:
Fasi
Fase zero
Costituzione di un
gruppo di lavoro per
programmazione
attività, obiettivi del
progetto, modalità di
gestione
,
di
realizzazione
e
di
promozione
dello
stesso
Progettazione
Partendo
dall’analisi
dei
bisogni
del
territorio
Adesione
alla
pianificazione
e
programmazione
previste dal Piano
Provinciale
del
Servizio
Civile
condiviso in ambito
COPRESC
14
Risorse umane presenti
Preliminarmente all’elaborazione del progetto di
Servizio Civile, un gruppo di lavoro composto dall’
OLP, responsabile Direzione Infermieristica e tecnica
e dai Referenti aziendali per il SCV si è riunito per
valutare necessità e finalità progettuali
Individuare i bisogni a cui è possibile rispondere con
attività integrate con figure non professionali e in
particolari con i giovani del Servizio Civile
Stendere il progetto in collaborazione con tutti i
protagonisti – responsabili, operatori, pazienti,
volontari in servizio, terzo settore – e con i referenti
aziendali
Raccogliere la documentazione necessaria
Prioritaria alle attività è considerata la sottoscrizione
da parte dell’ente del Piano Provinciale del Servizio
Civile definito
in ambito
COPRESC
e
condividendone obiettivi , valori ,
strumenti e
metodologie , conseguentemente aderirà
alle
molteplici azioni programmate e previste dal Piano
stesso ; l’ente contribuirà con
proposte che
confluiranno
nel
piano provinciale alla
programmazione
organizzazione
annuale e
condivisa di
iniziative di promozione e
sensibilizzazione coordinata e congiunta.
L’ente parteciperà
inoltre ad
iniziative di
orientamento dei giovani nella scelta del progetto
attraverso iniziative rivolte al territorio, agli Enti alle
comunità locali, ai giovani, alle loro famiglie , da
realizzarsi nelle scuole, nelle università nei centri di
referenti tecnici aziendali
per SCV
Il Responsabile Direzione
Infermieristica e Tecnica
(DIT)
OLP
Il Responsabile Direzione
Infermieristica e Tecnica
(DIT)
OLP
referenti tecnici aziendali
per SCV
Responsabile SCN e
referenti tecnici aziendali
per SCV
Pianificazione
operativa specifica
Pubblicizzazione
progetto
formazione professionale negli ambienti di lavoro, nei
luoghi di aggregazione e nelle altre occasioni di
incontro – concerti, avvenimenti sportivi, sagre ecc
Identificare gli operatori coinvolti nel progetto
Fornire le informazioni necessarie per lo sviluppo del
progetto
Organizzare le attività
Predisporre il percorso formativo specifico per i
contenuti, i tempi e le modalità
Predisporre lo sviluppo organizzativo, la turnistica,
l’orario di servizio , il servizio mensa
del Garantire la pubblicità del progetto
Programmazione e realizzazione delle iniziative
pubbliche per la promozione all’apertura del bando del
progetto.
Responsabile Direzione
Infermieristica e Tecnica
(DIT)
L'OLP
Gli operatori referenti
dell’unità operativa
Referenti tecnici aziendali
SCV
Referente Direzione
Infermieristica e Tecnica
Valutazione ex ante
Pianificazione del progetto
Definizione del sistema di monitoraggio
Individuazione dei tempi e degli strumenti di
valutazione del progetto
1. pubblicazione dell’avviso pubblico diffuso
attraverso il sito internet istituzionale dell’Ente ed i siti
internet degli enti che aderiscono al progetto, del
Copresc, delle associazioni interessate;
responsabile DIT
OLP
La Commissione Aziendale
del SCV
referenti tecnici aziendali
Referente DIT
Pubblicazione
del
progetto,
azioni
orientative coordinate
Operatori Copresc e degli
con
il
Copresc
Enti associati
diffusione, selezione e
valutazione
delle 2. incontro pubblico in collaborazione con il Copresc
domande
Provinciale garantendo che la proposta rivolta ai
giovani sia chiaramente definita e comunicata in modo
trasparente,
3. partecipazione ad
azioni di orientamento dei
giovani nella scelta del progetto attraverso iniziative
rivolte al territorio, agli Enti ed alle comunità locali,
ai giovani, alle loro famiglie , nelle scuole, nelle
università nei centri di formazione professionale negli
ambienti di lavoro, nei luoghi di aggregazione e nelle
altre occasioni di incontro – concerti, avvenimenti
sportivi, sagre ecc.
4. definizione delle procedure per la selezione dei
volontari
5. definizione del piano attuativo del sistema di
selezione predisposto e utilizzo dei relativi strumenti
6. selezione dei volontari
7. realizzazione di una giornata comune di selezione
con la partecipazione di tutti i candidati.
8. predisposizione dei colloqui d’orientamento in cui i
volontari prenderanno visione del progetto e del
contesto in cui verrà realizzato
8. rilevazione dei prerequisiti di motivazione,
15
formazione, conoscenze e competenze nei ragazzi che
stanno intraprendendo il percorso di scv
9. incontro con i ragazzi scelti per fornire i principali
contenuti del progetto
10. predisposizione del primo incontro con i volontari,
il Responsabile Assistenziale del Dipartimento, i
Coordinatori, i Responsabili medici, gli OLP, a cui in
precedenza è stato inviato il progetto
11. organizzazione della prima settimana di presenza
con predisposizione di un orario di servizio
12. predisposizione della fase d’affiancamento agli
operatori individuati per competenza tecnica e
relazionale
13. definizione di un calendario d’incontri con i
ragazzi per il progressivo monitoraggio del servizio
14. calendarizzazione della formazione specifica
Fase 1 Accoglienza, inserimento dei volontari
Accoglienza,
Accoglienza dei ragazzi nel giorno previsto dal
inserimento
dei calendario aziendale,
volontari , analisi delle presentazione della sede, dei luoghi e delle funzioni
loro competenze, delle presentazione dello staff
loro aspirazioni
raccolta delle informazioni personali circa le
motivazioni, le competenze, i desiderata
- > 1° mese
definizione delle regole comportamentali
Fase 2 Affiancamento agli operatori
Conoscenza
del Informare gli operatori dell’unità operativa del
contesto, delle risorse, progetto e delle funzioni che i ragazzi possono
dei pazienti
svolgere
Predisporre la turnistica affinché gli operatori referenti
siano presenti nella prima fase d’accoglienza
Predisporre i momenti periodici di verifica periodica
Integrazione nel gruppo Presentazione ai volontari del contesto organizzativo,
poli-professionale –
delle relative regole, delle professionalità
Integrazione nel gruppo poli-professionale di reparto
attraverso momenti strutturati
- > 1 e 2° mese
Le attività dei volontari saranno di formazione e di
affiancamento agli operatori nelle attività rivolte agli
utenti, per acquisire conoscenze e competenze.
Fase 3 gestione diretta delle attività di sollievo/supporto e compagnia
Svolgimento in autonomia da parte dei volontari delle
attività dirette al sollievo, supporto e compagnia del
Dal 3° mese
paziente e /o del care giver impegnato in attività di
assistenza:
• attività rivolte alla cura estetica del paziente
( es. preparazione materiale ed aiuto per lavaggio
del viso, manicure, barba, capelli........)
• attività di supporto al consumo del pasto
• attività di supporto/accompagnamento negli
16
Responsabile DIT
OLP
Coordinatori e operatori
referenti dell’unità operativa
Responsabile DIT
OLP
Coordinatori di reparto
Responsabile e referente
DIT
OLP
equipe di reparto
l' OLP
coordinatore e equipe di
reparto
Ufficio mediazione
spostamenti del paziente
attività di intrattenimento( es. giochi, letture,
compagnia)
• attività di informazione (divulgazione
dépliant, volantini....)
• supporto per prenotazioni, ritiro di semplici
pratiche
Supporto all'ufficio mediazione
Sono previsti incontri settimanali con l’ OLP per la
verifica del piano di lavoro
Attività di supporto ai pazienti/familiari nella fase di
Dal 4° mese
pre-dimissione:
- Supporto per prenotazioni C.U.P./ausili
- collaborazione con ufficio U.R.P./cartelle cliniche e
mediazione culturale
- prenotazione e/o ritiro farmaci presso farmacia
aziendale
- fornire informazioni sui servizi esterni (ad esempio
il servizio trasporto, assistenza domiciliare,
associazioni di volontariato, ecc...)
Valutazione intermedia -> 6° mese
Incontro con i ragazzi per il monitoraggio e la
valutazione dello sviluppo del progetto con
indicazioni de:
il grado d’integrazione all’interno del servizio
le relazioni instaurate tra i volontari e gli operatori
l’adeguatezza della struttura
la formazione svolta
il ruolo ricoperto dai volontari
preparazione di una scheda sintetica di presentazione
delle attività svolte, di punti di forza e delle criticità,
con indicazione:
la soddisfazione dei bisogni della comunità
i cambiamenti riscontrati rispetto al contesto e ai
destinatari
Partecipazione al momento aziendale di valutazione
con indicazione:
del grado di raggiungimento degli obiettivi
delle attività e la loro realizzazione secondo i piani
previsti
dell’ efficacia degli strumenti e dei metodi utilizzati
gli effetti delle attività
dei punti di forza e di debolezza
degli ostacoli che si sono presentati
Fase 4 Valutazione finale \ di risultato
che terrà conto del
Preparazione con i ragazzi di un semplice elaborato da
valore aggiunto che il
presentare al momento aziendale di valutazione
progetto riporterà, nei Compilazione della scheda di valutazione individuale
confronti:
e della competenze acquisite
degli utenti
dei volontari
dei soggetti pubblici e
privati coinvolti
•
Fase 5 Valutazione ex post
17
l' OLP
coordinatore e equipe di
reparto
Ufficio mediazione
Sportelli comunali
Esperto del monitoraggio
L’OLP
L’OLP
Stima dell’impatto e
del valore aggiunto del
progetto
Individuazione
d’eventuali interventi
correttivi
per
la
programmazione e la
pianificazione di nuovi
interventi progettuali
Fidelizzazione
dei
volontari
e
valorizzazione sociale
della loro esperienza
Fasi
Valutazione della ricaduta del progetto all’interno Responsabile DIT
OLP
dell’incontro d’equipe
Presentazione delle valutazioni nell’incontro generale L’equipe di reparto
a livello aziendale
valorizzazione sociale della esperienza dei volontari :
loro coinvolgimento nelle attività di promozione del
servizio civile e d’animazione del territorio promossa
dal CoPrESC o dall’Ente successivamente alla
conclusione del progetto.
Analisi dei punti di forza e di debolezza del progetto.
Predisposizione di un report conclusivo sul quale riarticolare la progettazione successiva e da utilizzare
nella presentazione pubblica delle attività di servizio
nell’ottica della trasparenza, dell’informazione al
cittadino/utente, alle associazioni di volontariato e dei
familiari , e di condivisione del servizio civile come
bene pubblico.
Tale documento permette una rivisitazione del
progetto enucleando le criticità, i punti di forza e di
evidenziare i percorsi di miglioramento sia in itinere
che nella progettazione successiva.
Azioni/Attività
Prima
Durante il progetto
Dopo
Un aiuto ci rende più felici
1
Fase 0
Fase 1
Fase 2
Fase 3
Fase 4
Fase 5
Programmazione
Valutazione ex ante
Accoglienza, dei
giovani in servizio
civile
affiancamento agli
operatori
(conoscenza del
contesto e integrazione
nel gruppo di lavoro)
gestione diretta delle
attività di sollievo
/supporto e compagnia
Attività di supporto
pre-dimissione
Valutazione intermedia
Valutazione finale/ di
risultato
Valutazione ex post
2
3
X
X
4
5
6
7
8
9
10
11
12
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
1
2
3
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
8.2) Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica
delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività
L'attività, diurna, potrà essere svolta:
1. nel settore medico ad indirizzo cardiologico composto da 27 posti letto con una presenza di 1
coordinatore, 4 infermieri, 2 operatori socio assistenziali, 1 cardiologo ed 1 internista.
2. nel settore medico internistico composto da 40 posti letto con una presenza di 1
coordinatore, 4 infermieri, 3 operatori socio assistenziali e 2 internisti.
3. nel settore della lungodegenza composto da 28 posti letto con una presenza di 1
18
4
coordinatore, 3 infermieri, 3 operatori socio assistenziali ed 1 internista.
Il responsabile del progetto di servizio civile che coordinerà le attività, sarà presente nella fascia
oraria del progetto
8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
Le attività che i volontari sono chiamati a svolgere in autonomia, nel rispetto delle indicazioni
ricevute dal personale sanitario, sono quelle indicate nella precedente fase 3, e in dettaglio:
• attività rivolte alla cura estetica del paziente ( es. preparazione materiale ed aiuto per
lavaggio del viso, manicure, barba, capelli........)
• attività di supporto al consumo del pasto
• attività di supporto/accompagnamento negli spostamenti del paziente:
• accompagnamento, sia in carrozzella che deambulante, del paziente anche in ambiente
esterno ( es. in giardino….) e alla dimissione all'uscita dell'ospedale.
• intrattenimento attraverso gioco delle carte o simili, lettura (con eventuale
reperimento) di giornali, compagnia.
• attività di informazione (divulgazione dépliant, volantini....)
• attività di fattorino per disbrigo, prenotazioni, ritiro di semplici pratiche
• supporto all’Ufficio Mediazione
• fornire dépliant e informazioni di attività di uso comune all'interno dell'U.O. come la
corretta esecuzione del lavaggio delle mani.
• Attività di supporto pre-dimissione come accompagnatore di famigliari, quali:
- prenotazioni C.U.P./ausili con impegnative cartacee
- collaborazione con ufficio U.R.P./cartelle cliniche e mediazione culturale
- prenotazione e/o ritiro farmaci presso farmacia aziendale
- fornire informazioni sui servizi esterni, sia pubblici che non, quali ad esempio
il servizio trasporto, assistenza domiciliare, associazioni di volontariato, ecc...
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
2
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
0
12) Numero posti con solo vitto:
2
Per consentire una maggiore continuità delle attività previste dal progetto nelle
ore centrali della giornata, per i volontari è prevista la fruizione del servizio di
vitto. Il pasto è a carico dell'AUSL di Ferrara e sarà fornito dalla mensa
aziendale
30
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: ore/sett
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
lunedì/venerdì nella fascia oraria dalle 8,00 alle 16,00 .
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
19
5
Mantenere l'adeguata riservatezza per quanto attiene la privacy dei pazienti e delle
informazioni a cui si viene a conoscenza.
Rispettare le norme in materia di igiene, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
Usare un abbigliamento ed un linguaggio consono all'ambiente in cui si opera.
Disponibilità a partecipare a momento formativi fuori sede sia in ambito aziendale
che extra aziendale.
20
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:
N. vol. per
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
U.O Medicina
e geriatria
Ospedale di
Cento
Cento
Indirizzo
Via Vicini 2
Cod.
ident. sede
271
Nominativi degli Operatori Locali di
Progetto
Cognome e Data di
nome
nascita
2
C.F.
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
Tassinari 02/05/ tssfba68e02c Forlani 29/09/ FRLMSM55P29D5
Fabio
1968
469u
Massimo 1955
48X
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
ATTIVITÀ
DI
PROMOZIONE,
SENSIBILIZZAZIONE
ED
INFORMAZIONE
COORDINATA E CONGIUNTA A LIVELLO PROVINCIALE DEL SERVIZIO CIVILE
L’Ente crede fermamente nel ruolo della comunicazione e della sensibilizzazione
rispetto ai temi del Servizio Civile, nei confronti della cittadinanza ed in particolare al
target principale dei giovani, come forma di promozione dei valori della pace e della
non violenza, della difesa non armata della Patria e della cittadinanza attiva.
Per questo l’Ente partecipa attivamente a tutte le iniziative e agli eventi organizzati in
ambito provinciale da parte del CO.PR.E.S.C. della Provincia di Ferrara, con il quale
ha sottoscritto un Protocollo d’intesa e una scheda di adesione annuale, attraverso la
quale si è impegnato a svolgere almeno 21 ore in iniziative congiunte di
sensibilizzazione dei valori del servizio civile, delle opportunità presenti sul territorio e
delle modalità di accesso con incontri strutturati presso varie realtà, luoghi e momenti
dell’anno (percorsi formativi, seminari, iniziative pubbliche scuole, università, eventi
pubblici cittadini e provinciali, ecc), ed attraverso la presentazione coordinata e
congiunta dei bandi per i giovani con incontri informativi a tema per i volontari e/o i
referenti degli Enti.
Nello specifico, tale attività è declinata nella seguente modalità e nei vari livelli di
seguito esposti:
SENSIBILIZZAZIONE:
1. Sensibilizzazione presso gli istituti secondari superiori e presso le università,
attraverso percorsi formativi e informativi con i gruppi classe, all'interno di assemblee e
con la presenza di alcuni volontari in qualità di testimoni;
2. Sensibilizzazione presso eventi locali diversi, quali festival, forum, fiere, sagre,
mostre, ecc, attraverso la presenze di referenti e volontari agli stands informativi;
3. Sensibilizzazione attraverso la comunicazione via web, con il costante
aggiornamento del sito Copresc e degli enti soci, invio newsletter periodiche e
tematiche, presenza e cura del Copresc nei principali social network (es. Facebook);
PROMOZIONE:
1. Promozione del Servizio Civile in occasione dell’uscita dei bandi per i giovani,
attraverso un piano di attività congiunte con gli enti soci del Copresc che sappia
promuovere progetti e posti inseriti nei bandi, ma sappia, al contempo, garantire pari
informazione a tutti i giovani del territorio ferrarese, al di là delle sedi di attuazione dei
progetti finanziati.
ORIENTAMENTO :
Orientamento dei giovani interessati a svolgere il Servizio Civile nei mesi di apertura
dei bandi. E’ necessario che il Copresc e tutti gli enti con progetti finanziati, entrino in
sinergia e collaborazione in questa delicata fase di orientamento, al fine di garantire
pari e completa informazione a livello provinciale relativamente ai progetti inseriti nei
bandi, e attuino un efficace orientamento ai giovani, tenendo conto delle loro
propensioni e attitudini a svolgere il Servizio Civile nei diversi settori di impiego,
nonché della loro personale volontà. Si chiede, cioè agli Enti, di fare un passo in avanti
e di orientare i giovani rispetto a tutti i progetti finanziati e non solo rispetto ai propri
progetti.
Inoltre l’Ente si impegna ad organizzare iniziative programmate in proprio, ma allo stesso
tempo condivise nella cornice provinciale del Coordinamento, in modo tale da riuscire a
razionalizzare e condividere le risorse a disposizione. In particolare i volontari, saranno
impiegati in attività di promozione e sensibilizzazione durante le manifestazioni e le
iniziative del territorio, tra cui per esempio :
Settembre Centese
Festa del volontariato
MONTE ORE PREVISTO:
Almeno 21 ore complessive annue per Ente, tra attività proposte dal Copresc e attività
programmate in proprio dall'ente ma condivise in ambito Copresc.
RISORSE:
Per la attività di promozione e sensibilizzazione è previsto il coinvolgimento di:
• Operatore Copresc;
• Referente Copresc delle attività legate alla Sensibilizzazione e Promozione del SC;
• Referente dell’Ente per il Servizio civile;
• OLP e volontari dell’Ente.
STRUMENTI:
• Materiale cartaceo di informazione ordinaria delle attività, dei principi del servizio
civile e/o di eventuali iniziative locali promosse dal Copresc;
• Materiale cartaceo e/o video di informazione dei progetti a bando;
• Giornali locali per la diffusione di comunicati stampa su eventi mirati;
• Su supporto informatico: aggiornamento siti internet, profilo facebook, invio di
newsletter con cadenza mensile;
• Implementazione di finestre dedicate al servizio civile con relativi collegamenti al sito
Copresc sul sito internet dell’Ente e divulgazione attraverso canali istituzionali afferenti
all’Ente (ove possibile);
Utilizzo di canali radiofonici per la comunicazione di eventi
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
Si intende adottare il sistema di selezione proposto dall’Ufficio Nazionale Servizio Civile
utilizzando i criteri indicati nel decreto n 173 11\06\ 09
Alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande verrà organizzata una giornata
di selezione ufficiale a cui saranno rimandati tutti i candidati che hanno presentato domanda.
La selezione avverrà attraverso il seguente percorso:
- convocazione dei volontari presso la sede dell’Ente e colloquio con una Commissione
composta dal selettore accreditato dell’Ente, segretario verbalizzante ed esperto in materia
per condurre i colloqui di selezione individuali dedicati all'approfondimento del progetto e
delle attitudini e delle motivazioni del volontario;
calcolo punteggio e stesura graduatorie;
contatto con i giovani risultati idonei ma non selezionati per mancanza di posti per richiedere
una disponibilità al passaggio su un'altra sede del medesimo progetto con posti vuoti o
presso sedi di altri progetti dell'Ente con posti rimasti vuoti;
pubblicazione presso la sede dell’Ente e sul sito dell’Ente delle graduatorie definitive.
Nell’eventualità che il bando del servizio civile nazionale preveda la possibilità di
partecipazione di cittadini stranieri comunitari e non in possesso dei requisiti richiesti, è
assicurato il coinvolgimento di un esperto di immigrazione a fianco del selettore.
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
NESSUNO
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del
progetto:
Il Sistema di monitoraggio è stato condiviso in ambito COPRESC sia con specifici “tavoli di
lavoro” dedicati che con momenti di incontro finalizzati alla redazione e produzione di
adeguata reportistica.
L’Ente condivide il sistema e aderisce al percorso attuativo coordinato e congiunto per la
condivisione degli standard minimi di qualità del monitoraggio interno Copresc rispettandone
le relative modalità di realizzazione al fine di offrire uno strumento ai Volontari in scv ed agli
operatori dell’Ente per comuni scambi di opinione, di incontro condiviso e di reciproca
conoscenza.
Per quanto riguarda le attività, i contenuti e le modalità del sistema di monitoraggio
coordinato e condiviso a livello provinciale e il programma attuativo Copresc di
accompagnamento si richiamano pertanto gli allegati alla scheda di adesione, debitamente
sottoscritta e parte integrante del progetto.
TEMPISTICA : L’Ente intende monitorare l’andamento del progetto durante l’intero periodo di
svolgimento dello stesso prevedendo specifici momenti di rilevazione da attuarsi: ex ante, in
itinere, alla fine ed ex post.
Il Monitoraggio riguarderà il Progetto in argomento e più in generale l’esperienza dei scv
nell’Ente.
MODALITA’ = Relativamente all’attività di monitoraggio interno per la valutazione
dell’andamento e dei risultati del progetto verranno effettuati incontri periodici fra i Giovani
Volontari/e, i Responsabili di Progetto, il Responsabile del Servizio Civile Nazionale, e le altre
figure dell’Ente impegnate nel servizio civile a cadenza semestrale (entro i primi sei mesi e
alla fine del periodo di scv).
OGGETTO DEL MONITORAGGIO = oggetto del monitoraggio interno, in particolare saranno
le competenze di base, trasversali e professionali e l’impatto del servizio svolto dai giovani
sull’ente e sul territorio.
Particolare attenzione sarà posta alla rilevazione di dati per monitorare l’esperienza
formativa sia generale che specifica rivolta agli stessi volontari tramite la somministrazione di
questionari specifici.
Il monitoraggio interno dell’Ente sarà svolto nelle seguenti fasi:
MONITORAGGIO EX ANTE
La definizione del sistema di monitoraggio inizia con incontri finalizzati a rilevare le
aspettative dei volontari e quelle dei responsabili di progetto.
Un incontro collettivo organizzato prima dell’arrivo dei volontari, servirà a definire le
aspettative dei responsabili di progetto delle diverse sedi per condividere obiettivi generali e
specifici e modalità di coinvolgimento dei volontari.
Un incontro successivo tra responsabili di progetto e volontari avrà l’obiettivo di facilitare la
conoscenza reciproca, di presentare ai volontari il servizio in cui sono inseriti, raccogliere le
loro aspettative rispetto all’esperienza che andranno ad affrontare. In questa fase ai volontari
sarà somministrato un questionario di inizio servizio, il primo giorno di accoglienza;
MONITORAGGIO IN ITINERE
Si pone l’obiettivo di individuare eventuali aree di miglioramento del progetto in essere
nell’Ente: - rispetto all’esperienza del volontario verificando l ’attinenza del percorso
realizzato da questi in relazione a quello proposto nel progetto, la regolarità della gestione
dell’orario, l’adeguatezza della struttura organizzativa intorno ad esso .
- rispetto all’impatto sull’Ente.
Sono quindi previste azioni sia presso ciascuna sede di progetto che trasversali.
finalizzate alla rielaborazione dell’esperienza .
Strumenti = si utilizzeranno diversi strumenti di rilevazione sia qualitativi:
1.colloquio individuale - tra volontario e Olp per analizzare l’andamento del progetto in
relazione all’attività, alle relazioni, alle competenze ed alle conoscenze acquisite dal
volontario;
2.la relazione semestrale che dovrà far emergere criticità e punti di forza del progetto;
3.strumenti più strutturati tre i quali: questionario di monitoraggio sulla formazione generale,
questionario di monitoraggio sulla formazione specifica, questionario di valutazione di metà
percorso
Per favorire un confronto trasversale sull’esperienza di scv nell’ente sono previsti due
Incontri di gruppo - a cadenza semestrale - con i Volontari alla presenza dell’esperto del
monitoraggio presenti gli OLP.
Tempi: al sesto ed al dodicesimo mese
.
Il MONITORAGGIO FINALE
Il monitoraggio finale terrà conto del valore aggiunto che complessivamente il progetto
riporterà, nei confronti del servizio, e dei volontari in scv.
Strumenti:
Ai Volontari saranno somministrati:
Questionario finale
Nota denominata “quello che avrei voluto dirti e non ti ho detto…” (il Volontario potrà
esplicitare un suo pensiero all’Olp o al Responsabile del progetto)
Scheda di valutazione rivolta al OLP/tutor referenti dell’ente.
Tempi: entro il dodicesimo mese
IL MONITORAGGIO EX POST
L’obiettivo della valutazione ex post è quello di rilevare il grado di realizzazione degli
obiettivi del progetto e di individuare azioni di miglioramento per “ritarare” quelli futuri e di
stimare l’impatto, il valore aggiunto, portato dall’esperienza di SCV presso l'ente e sul
territorio.
L’analisi dei dati raccolti nel corso delle fasi precedenti e sull’ulteriore raccolta di
informazioni quantitative e qualitative sarà oggetto di un incontro – da tenere alla
conclusione del periodo - con i referenti dei servizi coinvolti nei progetti .
Tempi: entro tre mesi dalla conclusione dell’esperienza di Servizio Civile.
Il monitoraggio EX POST si basa:
Analisi di indicatori quantitativi, quali:
1 Numero di domande / Numero di volontari richiesti
2 Numero di volontari selezionati / Numero di volontari richiesti
3 Numero volontari entrati in servizio / Numero volontari selezionati
4 Numero di abbandoni / Numero volontari entrati in servizio
Motivi e tempi dell’abbandono
5 Numero di volontari che portano a termine il servizio / Numero di volontari inseriti.
Analisi di indicatori qualitativi, quali:
Questionari per volontari raccolti
Questionari per OLP raccolti
Resoconti degli incontri con volontari
Resoconti degli incontri con referenti di progetto
Indagine di gradimento dell’utente/cliente interno ed esterno
PARTECIPAZIONE AL PERCORSO COORDINATO E CONGIUNTO A LIVELLO
PROVINCIALE PER LA CONDIVISIONE DEL MONITORAGGIO INTERNO DEI PROGETTI
L’ente sostiene l’importanza di condurre un’azione di monitoraggio coordinata e condivisa
con gli enti di servizio civile del territorio. In linea a quanto previsto nel Piano Provinciale del
Copresc di Ferrara, l’ente aderisce al “Percorso coordinato e congiunto per la condivisione
degli standard minimi di qualità del monitoraggio interno dei progetti” rispettandone le relative
modalità di realizzazione al fine di offrire uno strumento ai giovani in SC ed agli operatori
dell’Ente per comuni scambi di opinione, di incontro condiviso e di reciproca conoscenza.
La condivisione dei dati che si intende rilevare avviene attraverso l’elaborazione, da parte
dell’ente di un proprio sistema di monitoraggio interno che tenga conto di:
o Strumenti comuni per la rilevazione (questionari e colloqui)
o Messa a disposizione: del materiale rilevato, dell’esperienza maturata, delle
professionalità specifiche presenti all’interno dell’ente, di strumenti e metodologie e di
risorse umane.
o Partecipazione agli incontri di valutazione in ambito Copresc.
I risultati delle diverse fasi di monitoraggio che l’ente attiverà durante l’intero periodo di
svolgimento del SC (ex ante – in itinere ed ex post), saranno, dunque, oggetto di riflessione
sia all’interno dell’ente, sia negli incontri condivisi a livello provinciale ed organizzati in ambito
Copresc ed andranno a confluire nell’analisi della situazione globale del servizio civile del
territorio provinciale ferrarese (Piano Provinciale). Attraverso queste rilevazioni si arriverà,
infatti, alla MAPPA DEL VALORE DEL SC a livello territoriale e, da qui, alla nuova
riprogettazione e alla nuova pianificazione provinciale.
Le fasi di Monitoraggio divise per step:
• STEP PRELIMINARE: INCONTRO DI PROGRAMMAZIONE DEL
MONITORAGGIO
In questa fase i progetti meritano sicuramente un’attenzione particolare, in quanto da essi
dipende in larga misura la qualità dei risultati. La finalità di questa fase propedeutica è,
dunque, la definizione dei criteri di attuazione del monitoraggio e della coerenza interna dei
progetti a partire dalla chiarezza degli assunti di base.
Verranno coinvolte le seguenti figure:
1) i REFERENTI che parteciperanno all’INCONTRO DI PROGRAMMAZIONE per la
condivisione delle varie fasi del monitoraggio e degli strumenti da utilizzare nei vari step.
• STEP I: VALUTAZIONE EX ANTE
In questa fase iniziale del percorso si andranno a rilevare le aspettative e le motivazioni del
volontario, la capacità e le conoscenze che vorrebbe acquisire, la capacità e le conoscenze
che vorrebbe mettere in campo ed, infine, le aspettative sull’efficacia complessiva del
progetto.
Verranno coinvolte le seguenti figure:
1) i VOLONTARI che compileranno il QUESTIONARIO DI INIZIO SERVIZIO;
2) i REFERENTI che parteciperanno al 1° TAVOLO DI MONITORAGGIO.
• STEP II: VALUTAZIONE DI PROCESSO
In questa fase intermedia (entro 6 mesi dall’entrata in servizio) si andrà a valutare l’eventuale
scollamento tra quanto dichiarato nel progetto e quanto ottenuto fino a quel momento,
l’andamento e lo stato di avanzamento dei progetti.
Verranno coinvolte le seguenti figure:
1) i VOLONTARI che compileranno il QUESTIONARIO DI METÀ SERVIZIO;
2) Gli OLP che parteciperanno al TAVOLO DI VALUTAZIONE: uno scambio di riflessioni
riguardante l’andamento dei progetti nelle diverse sedi di servizio;
3) i REFERENTI che parteciperanno al 2° TAVOLO DI MONITORAGGIO.
• STEP III: VALUTAZIONE DI RISULTATO e VALUTAZIONE DI IMPATTO
In questa fase finale si valuterà l'efficacia e l'efficienza dei progetti e, nello specifico, il
raggiungimento degli obiettivi prestabiliti. Dalle considerazioni emerse si arriverà,
successivamente, alla formulazione di un REPORT FINALE finalizzato alla riprogettazione
ma anche alla valutazione provinciale delle ricadute sociali del servizio civile nel territorio; in
ultimo si coinvolgerà la comunità, diretta fruitrice dei servizi.
Verranno coinvolte le seguenti figure:
1) i VOLONTARI che compileranno il QUESTIONARIO DI FINE SERVIZIO;
2) la COMUNITA’ a cui verrà chiesto di compilare il QUESTIONARIO DI IMPATTO;
3) i REFERENTI che parteciperanno al 3° TAVOLO DI MONITORAGGIO.
RISORSE COINVOLTE
1) L’OPERATORE COPRESC
2) il REFERENTE DEL MONITORAGGIO PER IL COPRESC
3) l’ ESPERTO DEL MONITORAGGIO dell’Ente
4) gli Olp e i VOLONTARI;
5) la COMUNITÀ.
STRUMENTI UTILIZZATI
Si prevede la somministrazione di strumenti che fanno parte del Piano di Monitoraggio
condiviso in ambito Copresc:
• Questionari cartacei
• Colloqui
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
NESSUNO
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Nessuno: al fine di favorire la partecipazione dei giovani al servizio civile non sono
necessari specifici requisiti per l’accesso, in quanto le attività previste non
comportano il possesso di particolari abilità e conoscenze.
A tal fine l’Ente intende riservare una quota del 25% (arrotondata per eccesso
all’unita superiore) dei posti richiesti nell’ambito del progetto, a favore dei giovani
con bassa scolarizzazione.
23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione
del progetto:
L’Ente mette a disposizione un fondo complessivo di Euro 1.500 per l’acquisto del
materiale per realizzare le diverse attività a cui parteciperanno i volontari di SC.
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
1) Co.Pr.E.S.C. – Coordinamento Provinciale degli Enti di Servizio Civile di Ferrara, c.f.
93064150381, associazione senza fini di lucro di promozione e sensibilizzazione del Servizio
Civile Nazionale costituitasi ai sensi dell’art. 16 della L.R. 20/10/2003 n. 20 e nel contesto
della L. 64/2001 e del D.Lgs. 77/2002, non iscritto autonomamente ad alcun Albo degli enti di
Servizio Civile, né sede d’attuazione di progetto di alcun ente accreditato, e rappresentato
dalla vice presidente Nicoletta Vallesi.
L’associazione Co.Pr.E.S.C. di Ferrara collaborerà con l’ente titolare del progetto Comune di
Ferrara allo svolgimento delle attività previste dal protocollo allegato nei limiti indicati nella
scheda di adesione.
2) Università degli Studi di Ferrara, c.f 80007370382
E’ attivo un protocollo di intesa siglato il 30/06/2014 per la promozione del Servizio Civile
Nazionale tra l’Università degli Studi di Ferrara e il Coordinamento provinciale degli enti di
servizio civile di Ferrara – COPRESC per il riconoscimento delle attività svolte dai volontari
nei progetti di servizio civile nazionale promossi dagli Enti soci del Copresc di Ferrara in
termini di crediti formativi universitari per il tirocinio e la promozione delle opportunità del
servizio civile per i giovani in contesti universitari
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
RISORSE TECNICHE E
STRUMENTALI A SUPPORTO DEL PROGETTO
n.1 ufficio,
n.1 sala riunioni per incontri di gruppo e attività di formazione,
n.1 postazioni informatica con collegamento a internet e posta elettronica,
n.1 fotocopiatrice,
n.1 fax
n.1 telefono
Materiali di cancelleria
Materiale didattico: libri, dispense, riviste
Sale per attività ricreative
Materiale informativo sui servizi (brochure)
Carte, vari giochi di società
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
È stato siglato, in data 30/06/2014, un Protocollo d’Intesa tra il Copresc di Ferrara e
l’Università degli Studi di Ferrara, per la promozione del servizio civile e per il riconoscimento
di crediti per le attività svolte dai volontari nei progetti di servizio civile promossi dagli enti
soci del Copresc
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
Il presente progetto, visto il Protocollo d'Intesa tra Università degli Studi di Ferrara e
Copresc firmato in data 30/06/2014, può vedere riconosciuti crediti di tipo F per il tirocinio.
Tale riconoscimento può avvenire qualora il volontario/studente presenti al termine dell'anno
di servizio istanza alla Segreteria della Facoltà a cui è iscritto e sarà subordinato alla verifica
della congruità del progetto con il percorso curriculare e formativo previsto dai regolamenti
didattici dei corsi di studio di riferimento e sottoposto alla Commissione crediti che delibererà
in merito al numero di crediti riconoscibili.
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
L’ente si è dotato di un documento denominato “Il sistema di rilevazione e valutazione delle
competenze nel SCV” contenente una dettagliata elencazione delle diverse competenze
acquisibili.
Il progetto in argomento consente l’acquisizione delle seguenti competenze e abilità utili alla
crescita professionale dei Volontari in servizio civile:
COMPETENZE DI BASE
- Consapevolezza del significato del Servizio Civile Nazionale;
- Disponibilità a sperimentare situazioni nuove e complesse
- Capacità di ricercare le informazioni utili al proprio compito
- Disponibilità ad una partecipazione attiva nella formazione generale e specifica;
COMPETENZE TECNICHE PROFESSIONALI:
Conoscenza del Servizio e della complessa rete di Agenzie con le quali collabora;
Elementi di progettazione di interventi riabilitativi sia individuali che di gruppo;
Elementi di programmazione di gruppi psicoeducativi sia dal punto di vista organizzativi che
dal punto di vista clinico;
Gestione della complessità rispetto al proprio ruolo, ai minori e alle loro famiglie e agli
operatori del Servizio ed individuazione delle priorità di lavoro;
Calibrazione della relazione in merito al proprio ruolo;
Elementi di psicopatologia dell'età evolutiva;
Elementi di organizzazione di un Servizio in funzione ai bisogni dell'utenza.
COMPETENZE TRASVERSALI:
Adottare stili di comportamento propositivi, improntati alla cordialità e alla cortesia.
Collaborare con il personale dell’Ente, con i colleghi e con i professionisti coinvolti nel
progetto, in relazione ai propri compiti e ai risultati da raggiungere.
Integrarsi con altre figure/ruoli professionali e non.
Adeguarsi al contesto: linguaggio e atteggiamenti, rispetto delle regole e orari.
Gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità.
Controllare la propria emotività rispetto alla sofferenza.
Lavorare in team per produrre risultati collettivi.
Trasferire/mediare agli operatori professionali le specifiche richieste degli utenti.
Al termine del progetto al Volontario in SC sarà rilasciata, da parte dell’Ente, una
dichiarazione di competenza con dettagliata descrizione di:
- ambiti di formazione sostenuti
- numero di ore complessive di servizio
- tipologia delle competenze maturate.
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
Le sedi verranno individuate, presa visione dei progetti approvati e finanziati, tra quelle
messe a disposizione dagli enti – sotto riportate – che risultino più idonee in base alla
distribuzione territoriale delle sedi di servizio e al numero di volontari in esse presenti
•
sala Polivalente presso Presidio Sanitario Eppi – Via De Amicis 22 – Portomaggiore
(FE);
sala riunioni presso Area di San Bartolo, ex ospedale psichiatrico, via S.Bartolo 119
– Ferrara;
sala presso la l'ASP del Delta Ferarese – via Cavallotti, 98 – Codigoro (FE);
sala Comunale presso Municipio di Codigoro – p.zza Matteotti, 60 – Codigoro (FE);
sala Consigliare presso il Comune di Formignana – via Vittoria, 29 – Formignana FE
sala Consigliare presso Comune di Fiscaglia(località Migliaro) – p.zza XXV Aprile, 8
– Migliaro (FE);
sala Torre presso il Comune di Copparo – via Roma, 20b – Copparo (FE);
sala in Palazzo Bellini – Via Agatopisto, 5 – Comacchio (FE);
Biblioteca "M. Soldati" - via Marcavallo 35 - Ostellato (FE);
Biblioteca Comunale - P.zza Umberto I - Mesola (FE);
sala riunioni presso “Consorzio sì” – Via G. Fabbri, 414 – Ferrara;
sala presso la Biblioteca Bassani – Via G. Grosoli, 42 – Ferrara;
sala riunioni presso Centro di aggregazione giovanile “Area giovani” del Comune di
Ferrara – Via A. Labriola, 11 – Ferrara;
Parrocchia della Beata Vergine Addolorata - via della Fortezza, angolo C.so Piave 25
– Ferrara;
Centro Idea - via XX Settembre 152 – Ferrara;
sala ricreativa presso Anffas di Ferrara – Via Canapa 10/12 – Ferrara;
Ass. NOI PER LORO via Adelardi 9 -FE ;
Fienile di Baura - via Raffanello 77 - Baura (FE)
Cedis - via Ripagrande 1 – Ferrara;
Caritas Diocesana di Ferrara-Comacchio - via Brasavola 19 - Ferrara
Fondazione Zanotti – via Borsari 4/c – Ferrara;
Work & Services S.Giuseppe di Comacchio - via del Pozzo 15 – Comacchio;
Parrocchia S.Spirito - via Resistenza 1 - Ferrara;
Centro adolescenti “Circauncentro” - Via dei Mercanti 1 – Comacchio;
Teatro De Micheli - p.zza del Popolo 11 – Copparo;
Sala Polivalente "Grattacielo" (c/o Centro di Mediazione) - viale Cavour 177/179 –
Ferrara;
Aula Magna dello IAL - via Montebello 46 – Ferrara;
sala ricreativa presso CSR 'La coccinella gialla' – Via Dei Tigli 2/b – Cento.
Sala “ Il Chiostro”, presso l’ospedale SS.Annunziata di Cento, Via Vicini 2 – 44042
Cento (Ferrara)
Potranno essere individuate nuove sedi di realizzazione della formazione che verranno di
volta in volta comunicate.
30) Modalità di attuazione:
Referente Co.Pr.E. S. C. per la formazione:
Individuato tra i formatori accreditati in carico agli Enti soci, ne coordina il lavoro.
Partecipa agli incontri di coordinamento e verifica organizzati dalla Regione Emilia Romagna.
Formatori accreditati in carico agli Enti di servizio civile associati al Co. Pr.E.S.C.:
Predispongono il piano complessivo della formazione generale.
Affiancano i referenti degli Enti nella programmazione dei contributi formativi ad essi richiesti.
Conducono gli incontri di formazione incentrati sul gruppo.
Accompagnano i volontari negli incontri di formazione gestiti dagli Enti.
Su convocazione del Co.Pr.E.S.C partecipano agli incontri di monitoraggio e verifica della
formazione generale.
Referenti degli Enti per la formazione generale:
Partecipano agli incontri di programmazione della formazione generale.
Sovrintendono alla programmazione e alla realizzazione delle giornate formative curate dagli
enti.
Su convocazione del Co.Pr.E.S.C partecipano agli incontri di monitoraggio e verifica della
formazione generale.
Tutor:
Tiene i registri delle presenze.
Verifica la logistica per il corretto svolgimento degli incontri di formazione.
Partecipa agli incontri di formazione nel ruolo di osservatore e riferisce ai formatori o ai
referenti degli enti eventuali elementi di criticità.
Su convocazione del Co.Pr.E.S.C partecipa agli incontri di monitoraggio e verifica della
formazione generale.
Esperti e testimoni:
Individuati tra gli operatori locali di progetto degli Enti soci e tra gli esperti e testimoni di tutti
gli Enti soci del Co.Pr.E.S.C della Provincia di Ferrara, intervengono nella formazione
generale per approfondire tematiche specifiche o illustrare realtà territoriali di particolare
interesse, apportando il proprio contributo con la capacità di trovare fili conduttori tra
l'argomento presentato e l'esperienza di Servizio Civile Volontario.
31)Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
NO
NESSUNO
32)Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Lezione frontale: attività in cui è prevalente l’esposizione di contenuti teorici da parte di un
esperto con l’eventuale ausilio di cartelloni o slide; prevede comunque momenti interlocutori
tra il relatore e il gruppo, e momenti di discussione guidata e dibattito tra i partecipanti.
Metodologie incentrate sul gruppo (dinamiche non formali).
Focus group: gruppo di discussione a tema cui li formatore partecipa nel ruolo di facilitatore/
moderatore;
Esercitazione: attività individuale o di gruppo che si svolge mediante l’utilizzo di schede di
lavoro: istruzioni di gioco, tabelle o schemi che i volontari devono compilare o redigere;
Laboratorio: attività individuale o di gruppo che prevede la realizzazione di manufatti
(disegni, composizioni di oggetti ecc);
Giochi-esercizio: attività dinamica che prevede l’uso del corpo, il movimento nello spazio, e
l’interazione fisica con gli altri partecipanti;
Uscite sul territorio per visitare i luoghi di maggior rilievo sociale culturale o ambientale.
33) Contenuti della formazione:
FIGURE COINVOLTE:
Referente Copresc per la formazione – coordinatore della formazione generale.
Individuato tra i formatori accreditati in carico agli Enti soci, coordina il lavoro di
programmazione svolgimento e monitoraggio della formazione generale assieme agli altri
formatori e ai referenti per la formazione degli enti.
Partecipa agli incontri di coordinamento e verifica organizzati dalla regione Emilia Romagna.
Formatori accreditati in carico agli Enti di servizio civile associati al Copresc.
Predispongono il piano complessivo della formazione generale assieme ai referenti degli
enti.
Affiancano i referenti degli enti nella programmazione dei contributi formativi ad essi richiesti.
Conducono gli incontri d’aula per complessive 20 ore.
Accompagnano i volontari negli incontri di formazione a cura dagli enti.
Partecipano agli incontri di monitoraggio e verifica della formazione generale.
Referenti degli Enti per la formazione generale.
Partecipano agli incontri di programmazione della formazione generale.
Sovrintendono alla programmazione e alla realizzazione delle proposte formative a cura
dagli enti, assieme al tutor.
Partecipano agli incontri di monitoraggio e verifica della formazione generale.
Tutor
Affianca i referenti degli enti nella definizione dei contenuti e delle modalità di attuazione
delle proposte formative.
Predispone il prospetto complessivo delle proposte e raccoglie le adesioni dei volontari.
Verifica le assenze, le presenze e il numero di ore di formazione per ciascun volontario.
Partecipa agli incontri di formazione nel ruolo di osservatore e riferisce ai formatori o ai
referenti degli enti eventuali elementi di criticità.
Partecipa agli incontri di monitoraggio e verifica della formazione generale.
Esperti e testimoni
Individuati primariamente tra gli operatori locai di progetto degli enti soci, intervengono nella
formazione generale per approfondire tematiche specifiche o illustrare realtà territoriali di
particolare interesse.
FINALITÀ DELLE FORMAZIONE GENERALE:
Nella convinzione che il valore formativo del servizio civile si fondi primariamente
sull’esperienza di servizio proposta ai giovani, la principale finalità della formazione generale
è quella di attivare nei volontari alcune attenzioni che possano aiutarli a cogliere e sviluppare
il valore formativo dell’esperienza non solo alla luce dei valori di riferimento ad essa attribuiti
dal legislatore e dalla storia dell’obiezione di coscienza (difesa della Patria, nonviolenza,
solidarietà costituzionale, cittadinanza attiva…), ma anche in ragione dei limiti e delle criticità
con cui esso deve confrontarsi sul campo (interessi personali, organizzazione dei contesti di
lavoro, complessità dei bisogni sociali, tempi ed energie disponibili…).
Per rafforzare il collegamento tra il contesto della formazione generale e il contesto di
servizio in cui gli Enti e i volontari sono impegnati si è ritenuto opportuno:
- il coinvolgimento diretto degli Enti nella programmazione e nella realizzazione degli
incontri formativi;
- la predisposizione, durante il percorso formativo, di momenti esplicitamente riservati
alla condivisione e rielaborazione delle esperienze dei volontari.
In questo modo si cercherà di acquisire dall’esperienza di servizio spunti e contributi utili per
conferire concretezza alla formazione generale, e, ad un tempo, si cercherà di fornire
attraverso la formazione generale nuovi stimoli e strumenti di lettura dell’esperienza, non
solo ai giovani volontari, ma anche agli adulti che nei diversi enti sono responsabili del loro
percorso di servizio.
IMPIANTO DELLA PROPOSTA FORMATIVA:
La proposta formativa è articolata in 3 aree tematiche per complessive 45 ore.
1. Patria e Difesa: il contesto che legittima lo Stato a sviluppare l’esperienza di servizio:
analisi dei modelli legislativi, culturali e valoriali ai quali si ispira il servizio civile, e loro
evoluzione storica.
(15 ore a cura del Copresc)
2. Difesa e cittadinanza: attori e dinamiche sociali: forme attuali (e locali) di realizzazione
della difesa civile, sul piano istituzionale, di movimento e della società civile.
(25 ore a cura degli Enti)
3. Cittadinanza attiva e servizio civile: verifica progettuale delle esperienze di servizio.
(5 ore a cura del Copresc)
Le ore di formazione a cura del Copresc sono suddivise in 4 incontri di 5 ore ciascuno,
condotti direttamente dai formatori accreditati, per gruppi classe da 20 giovani. La
partecipazione agli incontri a cura del Copresc è obbligatoria per tutti i volontari. Gli incontri
sono centrati sul gruppo in formazione, per favorire una lettura critica dell’esperienza in
corso attraverso il confronto diretto tra i volontari.
Le ore di formazione a cura degli Enti sono centrate sulle realtà sociali e territoriali in cui
essi operano. La programmazione e la realizzazione di questi incontri sarà affidata ai
referenti degli enti affiancati da un tutor. Per la realizzazione degli incontri gli enti potranno
avvalersi di esperti e testimoni. Ogni ente si impegna a definire una o più proposte formative
specificando per ciascuna di esse il numero massimo di partecipanti, la durata, la sede, gli
obiettivi (in linea con le finalità generali del piano formativo), gli ambiti tematici, le attività
proposte, la qualifica e il ruolo di eventuali esperti e testimoni.
L’obiettivo è di comporre un pacchetto di proposte all’interno del quale i volontari, in accordo
con i propri olp, possano scegliere, per complessive altre 25 ore di formazione, quelle che
ritengono più utili e affini ai propri interessi e ai percorsi di servizio intrapresi.
I CONTENUTI E IL PIANO DEGLI INCONTRI:
A) PATRIA E DIFESA: IL CONTESTO CHE LEGITTIMA LO STATO A SVILUPPARE
L’ESPERIENZA DI SERVIZIO (15 ORE)
1. IL VALORE FORMATIVO DEL SERVIZIO CIVILE
Durata: 5 ore
Corrispondente ai seguenti moduli previsti dalle Linee guida del Dipartimento della gioventù
e del servizio civile:
→ L’identità del gruppo in formazione
→ La normativa vigente e la carta di impegno etico
→ L’organizzazione del servizio civile e le sue figure
→ Disciplina dei rapporti tra enti e volontari
Obiettivi.
Creare il gruppo e definire le modalità di lavoro che il gruppo seguirà lungo tutto il corso di
formazione.
Far esplicitare le motivazioni e le aspettative dei volontari rispetto al SCN e alla formazione
generale.
Presentare l'organizzazione istituzionale e la disciplina del SC.
Formulare il patto formativo.
Contenuti.
Presentazione e conoscenza reciproca dei partecipanti.
Motivazioni e aspettative dei partecipanti rispetto al SC e alla formazione generale.
Finalità istituzionali, assetto istituzionale e disciplina del SC.
Obiettivi, contenuti, regole di convivenza e modalità di svolgimento della formazione
generale.
Incontro preliminare all’avvio della formazione generale, che, collocandosi all’inizio
dell’esperienza di servizio, assume anche rispetto a quest’ultima una funzione introduttiva,
non solo per fornire ai volontari le informazioni utili ad orientarsi nel sistema, ma anche per
aiutarli a cogliere la dimensione comunitaria del Servizio Civile, e stimolarli a percepirsi come
membri di un corpo civile di difesa della Patria.
Si valuterà quindi la possibilità di svolgere l’incontro in forma assembleare, con la
partecipazione congiunta di tutti i gruppi classe, dei loro formatori e tutor di riferimento, e dei
referenti degli enti.
2. L’ETICA DEL SERVIZIO CIVILE
Durata: 10 ore.
Obiettivo.
Conoscere i valori che la storia e il legislatore attribuiscono al servizio civile e sviluppare una
riflessione condivisa sulla loro necessità e attuabilità attraverso il servizio civile.
La seconda tappa del percorso formativo è dedicata all’approfondimento dei valori espressi
dalla legge 64 del 2001 (art. 1 – principi e finalità) e dalla Carta di impegno etico del servizio
civile, considerati non solo nella loro qualità assoluta (quella che li rende una fondamentale
‘premessa’ al servizio civile), ma anche, e soprattutto, nel loro grado di attuazione e
praticabilità attraverso la concreta esperienza di servizio.
Contenuti (e corrispondenza alle Linee guida dell’Dipartimento della gioventù e del servizio
civile
→ Il dovere di difesa della Patria
La Costituzione Italiana (principi fondamentali e valori costituzionali di solidarietà sociale).
Il termine Patria come viene definito dalla Carta Costituzionale e successivamente ampliato
dalle sentenze della Corte Costituzionale nn.164/85, 228/04, 229/04 e 431/05, in cui si dà
contenuto al concetto di difesa civile o difesa non armata.
→ La formazione civica
Dichiarazione universale dei diritti umani, ruolo degli organi costituzionali, organizzazione
delle Camere, iter formativo delle leggi.
→ Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica, affinità e
differenze tra le due realtà.
Storia dell’obiezione di coscienza in Italia: percorso di idee esperienze e fatti ai quali si deve
la maturazione in Italia della consapevolezza che la difesa della Patria non è compito
delegato e assolto dalle sole Forze armate, ma che esistono e sono vitali per il Paese e per
la sua stessa difesa anche “attività e mezzi non militari”.
La nonviolenza: i valori e le teorie di riferimento (i maestri della nonviolenza), gli esempi
storici (le lotte nonviolente in Italia e all’estero), le strategie (la pratica della nonviolenza nella
gestione dei conflitti).
La Difesa popolare nonviolenta (modelli, sviluppi giuridici e istituzionali, legami col servizio
civile).
B) DIFESA E CITTADINANZA: ATTORI E DINAMICHE SOCIALI (25 ORE)
Corrispondente ai seguenti moduli previsti dalle Linee guida del Dipartimento della gioventù
e del servizio civile
→ La protezione civile
→ Le forme di cittadinanza
→ Presentazione dell’Ente
Obiettivo
Esplorare il concetto di cittadinanza come modo di strutturare, codificando diritti e doveri,
l’appartenenza ad una collettività che abita e interagisce su un dato territorio.
La terza tappa del percorso formativo è dedicata all’approfondimento della dimensione
territoriale all’interno della quale il servizio civile si colloca e agisce, non da solo, ma a
integrazione e supporto di un’organizzazione istituzionale e sociale esistente di per sé e
strutturalmente predisposta alla promozione e alla tutela del benessere, della vivibilità,
dell’ordine, della sicurezza.
L’obiettivo è quello di accrescere nei volontari la conoscenza del territorio in cui vivono e la
consapevolezza dei bisogni e degli interessi in gioco nella tutela del patrimonio comune che
esso rappresenta, come premesse essenziali alla maturazione di un senso civico fondato
sulla responsabilità e sulla partecipazione.
La terza tappa del percorso formativo è affidata agli Enti di SC a ciascuno dei quali si
richiedere di progettare e gestire, nell’ambito della formazione generale, un incontro di 5 ore.
Gli incontri organizzati dagli enti con la supervisione dei formatori accreditati verranno inseriti
nel calendario della formazione generale in modo che ciascun gruppo classe partecipi a 5
incontri organizzati da altrettanti enti del territorio.
Il programma degli incontri verrà sviluppato secondo una traccia di lavoro predisposta dai
formatori accreditati.
La traccia di lavoro non vincola il contenuto della proposta formativa ad un singolo modulo
tra quelli previsti nelle linee guida dell’DIPARTIMENTO DELLA GIOVENTÙ E DEL
SERVIZIO CIVILE ma li attraversa tutti trasversalmente. Punto di partenza è la Carta Etica
sottoscritta da tutti gli Enti accreditati: “Gli enti che partecipano ai progetti di Servizio Civile
Nazionale sono consapevoli di partecipare all'attuazione di una legge che ha come finalità il
coinvolgimento delle giovani generazioni nella difesa della Patria con mezzi non armati e
non violenti, mediante servizi di utilità sociale. Servizi tesi a costituire e rafforzare i legami
che sostanziano e mantengono coesa la società civile, rendono vitali le relazioni all'interno
delle comunità, allargano alle categorie più deboli e svantaggiate la partecipazione alla vita
sociale, attraverso azioni di solidarietà, di inclusione, di coinvolgimento e partecipazione, che
promuovono a vantaggio di tutti il patrimonio culturale e ambientale delle comunità, e
realizzano reti di cittadinanza mediante la partecipazione attiva delle persone alla vita della
collettività e delle istituzioni a livello locale, nazionale, europeo ed internazionale”.
Ma la funzione degli Enti ai fini della Difesa della Patria non è determinata dallo loro
adesione al sistema del Servizio Civile. È piuttosto un prerequisito che gli Enti devono
possedere per accreditarsi, e poggia sulla loro natura e sulla loro ‘ordinaria’’ attività sociale.
Si chiede dunque agli enti di presentare ai volontari esempi concreti e significativi di ‘difesa
civile’ della Patria secondo la loro natura e le loro modalità di intervento sul territorio.
Gli esempi possono far riferimento all’Ente in sé per sé (es. la funzione del Comune e le sue
relazioni con i cittadini) o a specifiche iniziative promosse nei differenti settori di intervento
(assistenza, educazione, ambiente, patrimonio artistico…).
I contenuti specifici e le modalità di svolgimento degli incontri saranno definiti dai referenti
degli enti in accordo con il tutor e condivisi nel tavolo provinciale per la programmazione
delle formazione generale.
Nella programmazione degli incontri si chiede di tenere in considerazione alcune attenzioni
formative:
- a partire dagli esempi proposti fornire elementi utili alla comprensione dei contesti sociali
ad essi sottesi (attualità, politica, evoluzione storica delle situazioni di bisogno,
criticità…);
stimolare i volontari ad un’analisi critica dei temi trattati, offrendo spazio alle loro opinioni
e alle loro esperienze.
Per orientare il lavoro di programmazione si consegnano agli enti le 5 domande che saranno
proposte ai volontari come chiave di lettura degli incontri formativi cui parteciperanno.
1 CHI DIFENDE LA PATRIA? (come si colloca l’Ente nel contesto istituzionale)
2 DIFENDERE CHI (o CHE COSA)?
3 PERCHE’ DIFENDERE? (valori e principi di riferimento dell’azione sociale)
4 DIFENDERE DA CHE COSA (o DA CHI)? (questioni di rilevanza sociale: attualità –
territorio)
5 DIFENDERE COME? (risorse strumenti e metodologia dell’azione sociale)
C) CITTADINANZA ATTIVA E SERVIZIO CIVILE (5 ORE)
Corrispondente ai seguenti moduli previsti dalle Linee guida del Dipartimento della gioventù
e del servizio civile
→ Il lavoro per progetti
→ Comunicazione interpersonale e gestione dei conflitti
→ Rappresentanza dei volontari in servizio civile
Obiettivo
Conoscere la struttura di un progetto e comprenderne la logica;
Verificare la corrispondenza tra l’esperienza che i volontari stanno svolgendo, le finalità
generali del servizio civile e i suoi obiettivi specifici;
Verificare il gradimento della formazione generale e le sue ricadute sull’esperienza di
servizio e sulla crescita personale dei volontari;
Nell’ultima tappa del percorso formativo si utilizzerà la scheda progetto come strumento per
la comprensione della logica di intervento sociale adottata dal servizio civile,
Si solleciteranno i volontari a definire se i in che modo il servizio civile rappresenta un
modello positivo e attuabile di cittadinanza solidale sia rispetto ai bisogni della comunità sui
quali i progetti intendono intervenire sia rispetto alla qualità delle relazioni che i volontari
sperimento nelle sedi di servizio.
Su queste basi si raccoglieranno possibili proposte migliorative da affidare ai rappresentanti
regionali o nazionali di cui si presenterà il ruolo e la modalità di elezione.
34) Durata:
Durata: 45 ore suddivise in:
• 20 ore d’aula (a cura del Copresc)
• 25 ore di conoscenza dei servizi sociali del territorio (a cura degli Enti)
Tempi di attivazione: a distanza di un mese dall’avvio dei progetti.
Tempi di conclusione: entro il 180° giorno dall’avvio dei progetti.
Gli enti si impegnano a concordare con il Copresc la data di avvio in servizio dei volontari.
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
Sala riunione Il Chiostro e sedi della formazione interne all'Ospedale SS.Annunziata di Cento
in Via Vicini 2 – 44042 Cento.
36) Modalità di attuazione:
In proprio, presso l’ente con formatori dell’ente
l modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei progetti
di SC ( 4 ore) sarà realizzato con la metodologia a distanza, utilizzando l’ambiente on line del
sistema SELF della Regione Emilia Romagna
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
infermiere esperto Battaglieri Alessandro, nato il 10/12/1975
infermiere esperto Fiorini Michela, nata il 11/07/1970
responsabile URP Sara Castellari, nata il 9/7/1965
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
I formatori sono esperti nel settore di riferimento delle Unità Operative in cui si
svolgerà il progetto; infermieri esperti nelle tematiche organizzative e gestionali del
servizio di medicina e responsabile del servizio URP competente nelle tematiche
relazionali
Battaglieri Alessandro: Diploma universitario in Scienze Infermieristiche
conseguito nel 2002 presso l’Università degli Studi di Genova, dal 2007 ad oggi
esercita la professione infermieristica presso l’U.O. Medicina Interna dell’Ospedale
SS.Annunziata di Cento. Dal 2008 è il Referente del Rischio Clinico per l’area
comparto della stessa Unità Operativa. Attualmente ricopre il ruolo di tutor clinico
nei tirocini degli studenti frequentanti il corso di Laurea in Infermieristica.
Fiorini Michela: Infermiere, dal 1989 in servizio presso l’Ospedale SS. Annunziata
di Cento (Fe) e inquadrata come collaboratore professionale sanitario esperto
nell’ambito della piastra medica, attualmente ricopre il ruolo di tutor clinico per
studenti del corso di Laurea in infermieristica. Ha partecipato al corso come
facilitatore alla mediazione culturale ed è referente per le innovazioni organizzative
nell’ambito della riorganizzazione del presidio ospedaliero attraverso il metodo per
l’intensità di cura.
Castellari Sara: Laurea in Scienze Politiche a indirizzo politico-sociale conseguita il
31.03.1995 e Laurea specialistica in Sociologia della Salute e degli Stili di Vita
conseguita il 26.03.2008. Dal 14.06.2002 svolge il ruolo di Responsabile dell’Ufficio
Centrale di Coordinamento URP dell’Azienda Usl di Ferrara.
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Lezione teorica frontale, supportata da diversi materiali informatici;
Gruppi di discussione a tema cui il formatore partecipa nel ruolo di facilitatore /
moderatore;
Attività individuale o di gruppo di interesse specifico pertinente al Servizio e che
apporti un valore aggiunto al lavoro;
Partecipazione ad eventi formativi aziendali
Il modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari
nei progetti di servizio civile sarà realizzato con la metodologia della formazione a
distanza, utilizzando l’ambiente on line del sistema SELF della Regione Emilia
Romagna
.
40) Contenuti della formazione:
L'azienda usl Ferrara (Docente: Sara Castellari- 4 ore)
1. organigramma e mission aziendali
2. il distretto di Cento; il contesto.
L'organizzazione della piastra medica di Cento ( Docente: A.Battaglieri-4 ore)
1. organizzazione
2. attività e strumenti
3. epidemiologia e caratteristiche degli utenti
I servizi dell'azienda (Docente: S.Castellari - 4 ore)
1. l'offerta dei servizi territoriali
2. logistica dei servizio
3. modulistica utilizzate
Metodologie operative (Docente S.Castellari – 4 ore)
1. la relazione con gli utenti
2. principi metodologici di intervento assistenziale individuale
Gli strumenti aziendali (Docente: M.Fiorini – 4 ore)
1. utilizzo dei presidi
2. le tecnologie
Con i docenti M.Fiorini e A.Battaglieri e’ prevista la preparazione di un modello
riportante le attività che il volontario dovrà eseguire sul campo, con classificazione
della competenza acquisita. L’attività (durata di 48 ore) prevede le seguenti fasi:
- preparazione di un modello di riferimento
- illustrazione e condivisione attività diretta rivolta al paziente
- illustrazione e condivisione attività indiretta rivolta al paziente
- classificazione competenze acquisite
- raccolta delle criticità e loro risoluzione
- azioni di miglioramento
Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari nei progetti
di SC ( 4 ore) : il modulo di sarà realizzato in maniera coordinata e congiunta
nell’ambito del Copresc, mediante 4 ore di approfondimento dei concetti generali in
tema di prevenzione e sicurezza nei luoghi di servizio.
41) Durata:
72 ore
Le ore di formazione specifica saranno espletate nella seguente modalità:
- 70% delle ore previste entro il 90gg dall’avvio del progetto e il restante 30% entro e
non oltre il 270 giorno dall’avvio del progetto.
Il modulo relativo alla formazione e informazione sui rischi connessi all’impegno dei
volontari in progetti di servizio civile sarà erogato entro il 90 giorni di avvio del
progetto.
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Per la valutazione della formazione specifica, il personale coinvolto all’addestramento dei
volontari di SC provvederà a monitorare periodicamente le competenze acquisite e la qualità
delle attività svolte attraverso incontri di gruppo per scambi e riflessioni sulle esperienze
vissute, con un approfondimento sulle conoscenze e competenze necessarie per svolgere le
attività previste dal progetto.
Le attività di monitoraggio saranno realizzate con le seguenti modalità:
- Discussione, individuale e/o in gruppi, sulle conoscenze teoriche acquisite
- Riflessioni di gruppo sulle competenze che il Volontario ha acquisito nel corso dell'anno di
Servizio
- Affiancamento
- Tutoraggio
Il monitoraggio della formazione specifica sarà coordinato all’interno dei vari moduli
formativi. Nello specifico sono previsti tre momenti strutturati di rilevazione.
Primo – iniziale
Durante il primo incontro di formazione i volontari verranno coinvolti in un'attività dinamica
per rilevare:
- le aspettative del giovane rispetto alla formazione specifica;
- la percezione del volontario delle possibili ricadute della formazione sulla proposta di
servizio. Elemento fondamentale per avvicinare la formazione generale alle realtà di servizio,
nei diversi settori.
Metodologia: attività dinamica, discussione con il gruppo classe e commento del formatore.
Secondo – in itinere
A metà del percorso formativo verrà attivato un momento di condivisione con i volontari
sull'andamento della formazione, per indagare:
18) il grado di apprendimento dei contenuti da parte dei volontari;
19) l'effettiva efficacia dei formatori;
20) l'attinenza alla traccia di lavoro;
21) eventuali criticità.
Metodologia: discussione del gruppo classe; commento del formatore.
Terzo – finale
Al termine del percorso formativo, durante l’ultimo incontro, verrà somministrato un
questionario di verifica della formazione specifica, con verifica e commento delle risposte
attraverso attività dinamiche, per rilevare:
l'andamento della formazione (contenuti, dinamiche, metodologie, organizzazione);
la reale ricaduta della formazione sulla proposta di servizio che il volontario sta
vivendo, per indagare le connessioni tra formazione, attività, progetto.
1)
2)
Metodologia
• somministrazione del questionario a risposta chiusa e aperta: compilazione
individuale;
• attività dinamiche;
• verifica in plenaria, coordinata dal formatore, con dialogo con i volontari.
I dati raccolti e rielaborati dalle rilevazione saranno analizzati anche in ambito Co.Pr.E.S.C,
ed in parte utilizzati per la riprogettazione del percorso formativo con gli Enti partecipanti.
MONITORAGGIO DELLA FORMAZIONE GENERALE condiviso in ambito Copresc
Il monitoraggio della formazione generale congiunta sarà coordinato, all'interno del percorso
formativo dei volontari, attraverso due momenti di rilevazione.
Primo – iniziale
Durante il primo incontro di formazione i volontari verranno coinvolti in un'attività dinamica
per rilevare:
3. le aspettative del giovane rispetto alla formazione generale;
4. la percezione del volontario delle possibili ricadute della formazione generale sulla
proposta di servizio. (Elemento fondamentale per avvicinare la formazione generale
alle realtà di servizio nei diversi settori).
Metodologia
• Attività dinamica;
• Esercitazione individuale;
• Condivisione in plenaria e commento del formatore.
Secondo – finale
Al termine del percorso formativo, durante l’ultimo incontro, verrà somministrato un
questionario di verifica della formazione generale con successiva discussione e
rielaborazione orale delle risposte attraverso attività dinamiche. Questo per rilevare:
3. l'andamento della formazione generale (contenuti, dinamiche, metodologie ed
organizzazione);
4. la reale ricaduta della formazione sulla proposta di servizio che il volontario sta
vivendo. (Elemento fondamentale per indagare le connessioni tra formazione, attività
e progetto).
Metodologia
• Somministrazione del questionario a risposta chiusa e aperta: compilazione individuale;
• Attività dinamiche (giochi di posizione e di schieramento);
• Verifica in plenaria, coordinata dal formatore, con dialogo con i volontari.
I dati raccolti e rielaborati dalle rilevazione saranno analizzati anche in ambito Copresc in
seguito presentati in una riunione di verifica e di riprogettazione del percorso formativo con i
referenti per la formazione generale degli enti partecipanti.
31/07/2014
Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente
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