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Scarica il Piano di Emergenza di via Italo Mus

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Scarica il Piano di Emergenza di via Italo Mus
prot. n° 103/13 sqsc
ISTITUTO PER LA
FORMAZIONE
PROFESSIONALE TURISTICA
ecole hoteliere
Strada Italo Mus 14
11024 Chatillon (AO)
PIANO DI EMERGENZA
(art. 5 del D.M. 10/3/1998)
GENNAIO 2013
Sicurezza e Qualità S.r.l.
Corso Turati 80 – 10134 Torino – Tel. 011.7497761 - Fax 011.7715760
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prot. n° 103/13 sqsc
PREMESSA
L’Istituto per la Formazione Professionale Turistica ha affidato alla Ditta Sicurezza e Qualità S.r.l.
l’incarico di elaborare un Piano per la Gestione dell’Emergenza dell’Istituto ECOLE HOTELIERE
situato in Strada Italo Mus n. 14 a Chatillon (AO).
Il Datore di Lavoro è responsabile del mantenimento delle condizioni di sicurezza e segnalerà al
Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, Geom. Gianmaria Trombetta, ogni
cambiamento nell’organizzazione del lavoro rilevante ai fini della prevenzione incendi e
dell’evacuazione dei lavoratori.
Il Rappresentante dei lavoratori è stato informato in merito alla designazione dei lavoratori
incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei
lavoratori in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque di
gestione dell’emergenza.
Inoltre il Rappresentante dei lavoratori ha preso visione Piano di Emergenza e ne condivide i
contenuti.
Il presente documento è stato approvato in data ……………………….………. dal
Dirigente, dal Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e dal
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
La Direttrice
I Rappresentanti dei Lavoratori
Sig.ra Nora MARTINET
Sig. Luciano BACCO
………………………………..
………………………………..
Il Responsabile del Serv. Prev. Prot.
Geom. Gianmaria TROMBETTA
Sicurezza e Qualità S.r.l.
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prot. n° 103/13 sqsc
SCOPO DEL PIANO
Il peggiore piano di emergenza è non avere nessun piano.
Il secondo peggiore piano è averne due.
Lo scopo del piano di emergenza è quello di consentire la migliore gestione possibile degli scenari
incidentali ipotizzati, determinando una o più sequenze di azioni che sono ritenute le più idonee a
controllare le conseguenze di un incidente.
L’utilità di un piano di emergenza poggia sul presupposto che siano stati individuati quegli
accorgimenti sul piano psicologico e quei riferimenti tecnico-logistici indispensabili a contenere, nel
grado più elevato possibile, l’ansia dell’imprevisto e le reazioni provocate dal panico.
Il panico ha due spontanee manifestazioni che, se incontrollate, costituiscono di per sé elemento
grave di disturbo e di pericolo:
istinto di coinvolgere gli altri nell’ansia generale; di qui le invocazioni di aiuto, il clamore, le
grida, gli atti di disperazione;
istinto alla fuga, in cui predomina l’autodifesa, con tentativo di esclusione, anche violento, degli
altri caratterizzato da spinte, corse in avanti, affermazione dei posti conquistati verso la via di
salvezza.
Il piano di emergenza tende a ricondurre nella sfera della razionalità tali manifestazioni e stimola la
fiducia nel superamento del pericolo. In questo modo induce un autocontrollo sufficiente ad
attuare i comportamenti più adatti al controllo dell’emergenza.
Non si può pretendere che fin dalla prima stesura il piano di emergenza sia un documento
perfetto. Inizialmente il piano di emergenza conterrà alcune imprecisioni e sarà molto ”generale”.
Pertanto tutto il personale è invitato a segnalare gli eventuali errori riscontrati e a formulare
proposte.
IPOTESI DI EMERGENZA
Gli incidenti ipotizzabili, che possono comportare una procedura di emergenza sono:
1. eventi che richiedono l’evacuazione dell’edificio;
incendio ;
terremoto;
allagamenti;
inquinamenti da nubi tossiche.
2. interventi di pronto soccorso.
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POPOLAZIONE PRESENTE
All’interno dell’Istituto sono presenti sia studenti sia dipendenti.
Gli studenti sono:
- 82 (dalle ore 8.00 alle ore 17.00)
- 89 (dalle ore 17.00 alle ore 8.00)
I dipendenti ricoprono i seguenti orari:
Cognome e Nome
Annovazzi Cinzia
Artaz Iole
Arvat Nadia
Bacco Luciano
Berger Adelia
Berger Egidia
Blanc Daniela
Bononcini Ornella
Brunod Dolores
Lunedì
8,00 - 13,00
/
8,00 - 13,00
8,30 - 15,30
Maquignaz Emira
8,00 -13,00
9,00 - 14,30
18,00 - 20,30
8,00 - 13,00
14,30 - 16,30
8,30 - 14,30
11,00 - 12,00
14,30 - 16,30
8,00 - 16,00
8,00 - 16,00
8,00-13,00
14,00 - 22,00
7,30 - 15,30
13,00 - 20,30
12,00 - 16,30
8,30 - 13,30
17,00 - 18,30
8,00 - 16,00
Maralla Liliana
Maulini Giovanni
Martinet Francesca
Martinet Nora
8,00 -13,00
/
8,00 - 13,00
7,30 - 16,00
Ossel Balot Paola
Peretti Enrico
Sinico Alessandro
8,00 - 13,00
8,00 - 13,00
17,00 - 20,00
8,00 -17,00
Sarteur Mirko
Vallino Andrea
12,00 - 20,00
9,00 -13,00
Vicquery Victor
Villani Mathieu
14,00 - notte
12,30 - 20,30
Cantin Mireille
Cornaz Laura
Dagnes Lina
Dalle Corrado
Favre Michael
Gontier Margherita
Guidi Duilio
Laurella Andrea
Lodi Valentina
Libertini Luisa
Longis Sabina
Martedì
8,00 - 14,00
8,00 - 12,00
17,00 - 21,00
8,00 - 16,00
8,00 - 16,00
6,30 -14,30
8,00 - 13,00
8,30 - 16,30
Mercoledì
8,00 - 13,00
8,00 -12,00
17,00 - 21,00
8,00 - 16,00
8,00 - 16,00
6,30 - 14,30
8,00 - 15,00
8,30 - 13,00
8,00 - 13,00
9,00 - 14,30
18,00 - 20,30
8,00 - 13,00
14,30 - 16,30
8,30 - 14,30
/
8,00 - 15,00
9,00 - 14,30
18,00 - 20,30
12,00 - 13,00
14,30 - 16,30
8,30 - 14,30
9,00 - 12,00
14,30 - 17,00
8,00 - 17,00
8,00 - 17,00
8,00 - 13,00
13,00 - 22,00
12,30 - 20,30
8,00 - 18,30
12,00 - 16,00
8,30 - 13,30
17,00 - 18,30
8,00 - 12,00
14,00 - 18,00
8,00 - 13,00
/
8,00 - 12,00
8,00 - 13,00
8,00 - 16,00
8,00 - 16,00
8,00 - 13,00
16,00 - notte
7,30 - 15,00
8,00 - 18,30
12,00 - 16,30
8,30 - 13,30
17,00 - 18,30
8,00 - 16,00
8,00 - 13,00
/
8,00 - 12,00
7,30 - 12,30
14,00 - 17,30
8,00 -14,00
8,00 - 13,00
17,00 - 20,00
/
8,30 - 17,00
10,00 - 12,00
14,30 - 16,30
15,00 - 22,00
12,30 - 20,30
8,00 - 13,00
8,00 - 13,00
17,00 - 20,00
8,00 -13,00
12,00 - 20,00
8,00 - 12,00
14,30 - notte
7,30 - 15,30
Giovedì
8,00 - 13,00
8,00 -12,00
17,00 - 21,00
8,00 - 16,00
8,00 - 16,00
6,30 - 14,30
8,00 - 13,00
8,30 - 12,00
14,00 - 18,00
8,00 - 13,00
9,00 - 14,30
18,00 - 20,30
14,30 - 17,30
Venerdì
8,00 - 13,00
8,00 - 16,00
8,00-16,00
8,00 - 16,00
6,30 - 14,30
8,00-13,00
8,30 - 15,30
8,00 - 13,00
8,00 - 16,00
/
8,30 - 14,30
15,30 - 17,30
8,30 - 12,30
8,00 - 13,00
8,00 - 16,00
8,00 - 16,00
8,00 - 13,00
14,00 - notte
7,30 - 15,30
13,00 - 19,00
12,00 - 16,30
8,30 - 13,30
17,00 - 18,30
8,00 - 16,00
8,00 - 15,00
8,00 - 15,00
8,00 - 15,00
13,00 - 16,00
8,00 - 16,00
8,00- 13,30
8,00 - 12,30
8,30 - 15,00
8,00 - 16,00
8,00 - 13,00
14,00 - 19,00
8,00 - 13,00
7,30 - 15,30
8,00 - 15,00
8,00 - 13,00
8,00 - 12,00
8,00 -16,00
8,00 - 13,00
8,00 - 13,00
17,00 - 20,00
9,00 - 13,00
14,30 - 16,30
8,30 - 17,00
8,00 - 12,00
14,30 - 16,30
15,00 - 22,00
12,30 - 20,30
8,00 -14,00
8,00 - 16,00
8,00 -13,00
8,00 - 13,00
/
12,00-16,00
8,00 - 16,00
La situazione più critica è la notte in cui è presente un solo dipendente in servizio.
C’è da sottolineare però che il Sig. Bacco, Responsabile delle Emergenze, abita in una struttura
adiacente all’istituto e sarebbe quindi a disposizione immediata in caso di incendio.
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ATTIVITA’
L’Istituto Ecole Hoteliere si occupa dell’insegnamento per la formazione professionale turistica ed
è una scuola che fornisce agli alunni un insegnamento legato alla ristorazione e al turismo.
All’interno della struttura ci sono inoltre delle camere che permettono il pernottamento degli
studenti.
L’attività svolta è di tipo alberghiero e comporta l’uso di attrezzature o di prodotti significativi ai fini
del rischio incendio.
EDIFICIO
L’edificio è costituito da 1 corpo centrale e una zona di recente costruzione in cui sono ubicate le
aule. I due corpi sono disposti intorno ad un ampio cortile.
Nel corpo centrale, al piano terra, si trovano la cucina, la sala da pranzo, gli uffici e le aule
utilizzate per le esercitazioni.
Al 1° e al 2° piano si trovano le camere e relativi servizi igienici.
Al piano interrato è presente la lavanderia, i magazzini di deposito cibi, la centrale termica e
l’autorimessa.
Il corpo di nuova costruzione è invece costituito da aule nuove che occupano il piano terreno.
Tutti i locali sono dotati di rilevatori di fumo.
Gli impianti elettrici risultano conformi alla Legge 46/90 – 37/08.
La struttura risulta dotata di impianto di illuminazione di sicurezza e impianto di allarme sonoro
alimentato in modo autonomo dall’impianto di rivelazione fumi.
La struttura è dotata di rete idrica antincendio.
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CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE
L’edificio è composto da 3 Piani fuori terra ed 1 interrato, con altezza antincendio inferiore a 12 m,
strutture portanti con pilastri e travi in C.A., solette portanti con lastre tralicciate in C.A., tetto
principale in C.A. , tetto di alcuni locali al Piano Terreno in legno con copertura a lose.
Le caratteristiche di resistenza al fuoco degli elementi strutturali sono valutate secondo le
prescrizioni e le modalità di prova stabilite nel D.M. 16.02.2007 “Classificazione di resistenza al
fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione”, prescindendo dal tipo di
materiale impiegato nella realizzazione degli elementi medesimi (calcestruzzo, laterizi, acciaio,
legno massiccio, legno lamellare, elementi compositi).
L’attività ricettiva e la scuola (inferiore alle 100 persone presenti) hanno, comunque, strutture
portanti tali da garantire una resistenza al fuoco R 30 e strutture separanti REI 30.
Nel caso specifico dei travetti in legno, poiché la Resistenza al Fuoco è pari a 15 minuti, occorrerà
l’impiego di vernici intumescenti atte a prolungare la Resistenza di almeno altri 15 minuti.
Il dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare per i vari tipi di materiali suddetti
nonché la classificazione degli edifici in funzione del carico di incendio, saranno determinati con le
tabelle e con le modalità specificate nel D.M. 09.03.2007 “Prestazioni di resistenza al fuoco delle
costruzioni nelle attività soggette al controllo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”, tenendo
conto delle disposizioni contenute nel UNI 9504 “Procedimento analitico per valutare la resistenza
al fuoco degli elementi costruttivi in legno”.
I requisiti di resistenza al fuoco delle porte e degli altri elementi di chiusura sono attestati in
conformità al D.M. 16.02.2007.
L’attività ricettiva, nel rispetto delle specifiche regole tecniche, non comunica con altre attività non
pertinenti con la stessa.
L’attività ricettiva, nel rispetto delle specifiche regole tecniche, è separata da:
- Centrale Termica (esterna fuori dal volume dell’edificio) mediante pareti REI 120.
- Cucina mediante pareti e solette REI 120.
- Autorimessa mediante pareti e solette REI 60.
- Scuola inferiore a 100 persone presenti mediante pareti e solette REI 30.
Per le strutture di pertinenza delle aree a rischio specifico sono state applicate le disposizioni
contenute nelle relative normative.
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REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI
Le caratteristiche di reazione al fuoco dei materiali sono le seguenti:
a) negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere e
nelle vie di esodo, sono impiegati materiali di classe 1 in ragione, al massimo, del 50%
della loro superficie totale (pavimenti + pareti + soffitti + proiezioni orizzontali delle scale);
per le restanti parti sono impiegati materiali di classe 0 (si fa presente che è comunque
previsto un impianto di rilevazione e di allarme incendio esteso a tutta l’attività);
b) in tutti gli altri ambienti i materiali di rivestimento dei pavimenti sono di classe 0 o 1 e gli
altri materiali di rivestimento sono di classe 0 o 1; nella Sala Ristorante la pavimentazione è
in legno di Classe 2 ma è previsto un impianto di rilevazione e di allarme incendio esteso a
tutta l’attività;
c) i materiali di rivestimento combustibili sono posti in opera in aderenza agli elementi
costruttivi di Classe 0; i controsoffitti sono in doghe metalliche incombustibili;
d) i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi e simili) sono di
classe di reazione al fuoco non superiore a 1;
e) i materassi sono in Classe 1 IM;
f) non sono presenti materiali isolanti in vista.
I materiali di cui alle lettere precedenti sono omologati ai sensi del DM 26.6.1984 e successive
modificazioni ed integrazioni. Non è prevista la posa di rivestimenti lignei.
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prot. n° 103/13 sqsc
COMPARTIMENTAZIONI
L’attività ricettiva è suddivisa in compartimenti di superficie complessiva non superiore a 4.000 m2
su più piani dato che il carico d’incendio di ogni piano non supera il valore di 30 kg/m2 e vi è
installato un impianto automatico di rivelazione ed allarme di incendio in tutti gli ambienti.
L’attività ricettiva non è dislocata ai piani interrati.
Gli elementi costruttivi di separazione tra compartimenti soddisfano i requisiti di resistenza al fuoco
riportati al paragrafo “resistenza al fuoco della struttura”.
Le separazioni e le comunicazioni con i locali a rischio specifico sono congrue con quanto previsto
dalle specifiche regole tecniche e con quanto specificato nel DM 9.4.1994. e successive integrazioni
introdotte dal D.M. 06.10.2003.
Descrizione dei Compartimenti e Carico d’Incendio per ogni Compartimento:
Compartimento costituito da:
Piano Interrato - Centrale Termica
(esterna fuori dal volume dell’edificio)
Piano Interrato – Autorimessa (< 9
autoveicoli)
Piano Interrato - Locali accessori attività
scuola alberghiera
Piano Interrato- Deposito materiali
Piano Terreno - Alloggio custode (esterno
attività ricettiva e scuola alberghiera)
Piano Terreno - Locali accessori attività
scuola alberghiera (Zona Nord – Est)
Piano Terreno – Ristorante e locali
accessori
Piano Terreno - Cucina
Piano Terreno - Locali accessori attività
scuola alberghiera (Zona Sud – Ovest)
Superficie totale
(m2)
Carico d’incendio
MJ/m2
Carico d’incendio
kg/m2
163,50
9,32
36
570
391
47
< 30
121
636
175,80
10,02
248
397,31
22,65
279
97,17
5,54
Piano Primo – Alloggio di servizio
Piano Primo – Camere ala Est
Piano Primo – Camere ala Ovest
127
355
445
198,50
268,40
275,92
11,31
15,30
15,73
Piano Secondo – Camere ala Est
Piano Secondo – Camere ala Ovest
335
445
268,40
275,92
15,30
15,73
82
PIANI INTERRATI
Nell’attività ricettiva le aree comuni a servizio del pubblico sono ubicate esclusivamente ai piani
fuori terra.
Nei piani interrati non sono ubicate camere per gli ospiti.
CORRIDOI
Nell’attività ricettiva i tramezzi che separano le camere per ospiti dai corridoi hanno caratteristiche
di resistenza al fuoco non inferiori a REI 30. Le porte delle camere non hanno caratteristica RE 15,
poiché l’attività ricettiva è dotata di un impianto di rivelazione ed allarme di incendio installato nei
corridoi e nelle camere per ospiti; le porte delle camere sono dotate di dispositivo di autochiusura.
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SCALE
L’edificio è dotato di una scala interna e centrale di tipo protetto e di due scale esterne di
emergenza. Le caratteristiche di resistenza al fuoco del vano scala sono conformi a quanto previsto
dal DM 9.4.1994 e successive integrazioni introdotte dal D.M. 06.10.2003.
L’attività ricettiva si sviluppa in un edificio di tre piani fuori terra.
Le caratteristiche di resistenza al fuoco dei vani scala e delle porte di accesso alle scale sono
conformi a quanto riportato al paragrafo “resistenza al fuoco della struttura”.
Il vano scala (scala di tipo protetto) presenta una superficie netta di aerazione permanente posta
alla sommità non inferiore ad 1 m2.
Il vano di aerazione (ricavato da un serramento posto in sommità del vano scala) è predisposto
con dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici, realizzati tramite infissi apribili
automaticamente a mezzo di dispositivo comandato da rivelatori automatici di incendio.
Le camere per ospiti comunicano con il vano scala attraverso corridoi, che a loro volta comunicano con il
vano scala mediante porte REI 60 asservite ad un impianto di rivelazione ed allarme di incendio.
ASCENSORI E MONTACARICHI
Nell’attività ricettiva gli ascensori ed i montacarichi non sono utilizzati in caso di incendio ad
eccezione degli ascensori antincendio.
Gli ascensori ed i montacarichi sono installati all’interno di una scala di tipo almeno protetto con
caratteristiche di resistenza al fuoco congrue con quanto riportato al paragrafo “resistenza al fuoco
della struttura”.
Le caratteristiche degli ascensori e dei montacarichi rispondono alle specifiche disposizioni vigenti
in materia di prevenzione incendi.
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prot. n° 103/13 sqsc
MISURE PER L’EVACUAZIONE IN CASO DI INCENDIO
L’attività ricettiva è dotata di vie di esodo che, in relazione alle caratteristiche di ciascuna, sono ubicate
secondo quanto di seguito indicato.
AFFOLLAMENTO - CAPACITÀ DI DEFLUSSO
Piano Interrato – Locali accessori attività alberghiera
Numero totale di uscite su scala protetta interna
Larghezza delle uscite su scala protetta interna
Numero totale di moduli
Capacità di deflusso
Capacità totale di evacuazione
Capienza totale
Lunghezza massima delle vie di uscita
Larghezza della scala protetta interna
1
0,9
1
37.5
37
12
30
1.4
n.
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
m
m
Piano Terreno - Locali accessori attività scuola alberghiera (Zona Nord -Est)
Numero totale di uscite su esterno
2
Larghezza delle uscite su esterno
1.2-0.9
Numero totale di moduli
3
Capacità di deflusso
50
Capacità totale di evacuazione
150
Capienza totale
60
n.
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
Piano Terreno – Ristorante e locali accessori
Numero totale di uscite su esterno
Numero totale di uscite su atrio interno
Larghezza delle uscite su esterno
Larghezza delle uscite su atrio interno
Numero totale di moduli
Capacità di deflusso
Capacità totale di evacuazione
Capienza totale
1
1
1.4
1.2
4
50
200
98
n.
n.
m
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
Piano Terreno - Cucina
Numero totale di uscite su esterno
Larghezza delle uscite su esterno
Numero totale di moduli
Capacità di deflusso
Capacità totale di evacuazione
Capienza totale
1
0.9
1
50
50
12
n.
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
Piano Terreno - Locali accessori attività scuola alberghiera (Zona Sud – Ovest)
Numero totale di uscite su esterno
2
Larghezza delle uscite su esterno
1.2
Numero totale di moduli
4
Capacità di deflusso
50
Capacità totale di evacuazione
200
Capienza totale
60
n.
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
Sicurezza e Qualità S.r.l.
Corso Turati 80 – 10134 Torino – Tel. 011.7497761 - Fax 011.7715760
10
prot. n° 103/13 sqsc
Piano Primo – Camere ala Est
Numero totale di uscite su scala esterna
Numero totale di uscite su scala protetta interna
Larghezza delle uscite su scala esterna
Larghezza delle uscite su scala protetta interna
Numero totale di moduli
Capacità di deflusso
Capacità totale di evacuazione
Capienza totale
Lunghezza massima delle vie di uscita
Numero di scale
Larghezza della scala esterna
Larghezza della scala protetta interna
Piano Primo – Camere ala Ovest
Numero totale di uscite su scala esterna
Numero totale di uscite su scala protetta interna
Larghezza delle uscite su scala esterna
Larghezza delle uscite su scala protetta interna
Numero totale di moduli
Capacità di deflusso
Capacità totale di evacuazione
Capienza totale
Lunghezza massima delle vie di uscita
Numero di scale
Larghezza della scala esterna
Larghezza della scala protetta interna
Numero di spazi calmi
Piano Secondo – Camere ala Est
Numero totale di uscite su scala esterna
Numero totale di uscite su scala protetta interna
Larghezza delle uscite su scala esterna
Larghezza delle uscite su scala protetta interna
Numero totale di moduli
Capacità di deflusso
Capacità totale di evacuazione
Capienza totale
Lunghezza massima delle vie di uscita
Numero di scale
Larghezza della scala esterna
Larghezza della scala protetta interna
Numero di spazi calmi
1
1
2
1.2
4
37.5
150
28
21
n.
n.
m
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
m
2
1.2
1.4
n.
m
m
1
1
2
1.2
4
37.5
150
36
19
n.
n.
m
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
m
2
1.2
1.4
1
n.
m
m
n.
1
1
2
1.2
4
37.5
150
28
21
n.
n.
m
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
m
2
1.2
1.4
1
n.
m
m
n.
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prot. n° 103/13 sqsc
Piano Secondo – Camere ala Ovest
Numero totale di uscite su scala esterna
Numero totale di uscite su scala protetta interna
Larghezza delle uscite su scala esterna
Larghezza delle uscite su scala protetta interna
Numero totale di moduli
Capacità di deflusso
Capacità totale di evacuazione
Capienza totale
Lunghezza massima delle vie di uscita
Numero di scale
Larghezza della scala esterna
Larghezza della scala protetta interna
Numero di spazi calmi
1
1
2
1.2
4
37.5
150
36
19
n.
n.
m
m
mod.
pers./mod.
persone
persone
m
2
1.2
1.45
1
n.
m
m
n.
L'affollamento massimo è stabilito come segue:
- per le aree destinate alle camere è pari al numero dei posti letto;
- per i locali adibiti a sala da pranzo e colazione è pari a quanto dichiarato più il 20%;
- per le aree destinate ai servizi pari al numero di persone effettivamente presenti più il 20%.
L’edificio rientra nella categoria fino a tre piani fuori terra.
La capacità di deflusso rispetta i seguenti valori:
- per il Piano Terreno non è superiore a 50;
- per il Piano interrato ed il Piano Primo e Secondo non è superiore a 37,5.
I locali dispongono di un sistema organizzato di vie di esodo per le persone, conforme alle vigenti
disposizioni in materia ed alle seguenti prescrizioni:
La Sala Ristorante ha capienza complessiva inferiore 100 persone ed è dotato di due uscite (di cui
una direttamente verso l’esterno), la cui larghezza è conforme alle vigenti norme riguardanti i locali
di pubblico spettacolo; le stesse immettono nel sistema di vie di esodo del piano.
LARGHEZZA DELLE VIE DI USCITA
Nell’attività ricettiva sono utilizzate, ai fini del deflusso, scale e passaggi aventi larghezza minima di 0,90
m computati pari ad un modulo ai fini del calcolo del deflusso.
Le aree ove sia prevista la presenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie sono dotate di
vie d'uscita rispondenti alle vigenti disposizioni in materia di superamento ed eliminazione delle barriere
architettoniche.
LARGHEZZA TOTALE DELLE USCITE
La larghezza totale delle uscite da ogni piano, in numero di moduli, è determinata dal rapporto tra
il massimo affollamento previsto e la capacità di deflusso del piano.
Dato che l’attività ricettiva occupa un edificio con più di 2 piani fuori terra, la larghezza totale delle
vie di uscita che immettono all’aperto è stata calcolata sommando il massimo affollamento previsto
in due piani consecutivi con riferimento a quelli aventi maggiore affollamento.
Nel computo della larghezza delle uscite sono conteggiate anche le porte d’ingresso dato che sono
apribili verso l’esterno.
L’attività ricettiva è dotata dei seguenti tipi di porte d’ingresso:
- di tipo ad anta apribile verso l’esterno.
L’attività ricettiva non è dotata di scale mobili.
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VIE DI USCITA AD USO ESCLUSIVO
L’attività ricettiva è servita da tre scale ed ha percorsi di esodo, misurati a partire dalla porta di ogni
camera e da ogni punto dei locali comuni, non superiori a 40 m per raggiungere una uscita su luogo
sicuro o su scala di sicurezza esterna.
L’attività ricettiva è servita da tre scale ed ha percorsi di esodo, misurati a partire dalla porta di ogni
camera e da ogni punto dei locali comuni, non superiori a 30 m per raggiungere una scala protetta che
faccia parte del sistema di vie di uscita.
La lunghezza dei corridoi ciechi non è superiore a 15 m.
Le comunicazioni dei piani interrati con i vani scala avvengono attraverso porte aventi caratteristiche di
resistenza al fuoco non inferiori a REI 60, munite di congegno di auto chiusura.
La scala protetta non presenta esodo diretto verso l’atrio di ingresso.
VIE DI USCITA AD USO PROMISCUO
Non sono presenti vie di uscita ad uso promiscuo.
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AREE ED IMPIANTI A RISCHIO SPECIFICO
LOCALI ADIBITI A DEPOSITI
Locali di superficie non superiore a 12 m2, destinati a deposito di materiale
combustibile
L’attività ricettiva ha locali adibiti a depositi di materiali combustibili, di superficie non superiore a
12 m2, situati ai piani delle camere. Le strutture di separazione nonché le porte hanno
caratteristiche almeno REI 60 e saranno munite di dispositivo di autochiusura.
Il carico di incendio è limitato a 30 kg/m2 ed è stato installato un impianto automatico di
rivelazione ed allarme di incendio.
La ventilazione naturale non è inferiore ad 1/40 della superficie in pianta.
In prossimità delle porte di accesso al locale è installato un estintore.
Locali di superficie massima di 500 m2, destinati a deposito di materiale combustibile
L’attività ricettiva ha un locale adibito a deposito di materiali combustibili, di superficie inferiore ai
100 m2, ubicato al piano interrato.
Le strutture di separazione e la porta di accesso, dotata di dispositivo di autochiusura, hanno
caratteristiche REI 90.
All’interno dei suddetti locali è stato installato un impianto automatico di rivelazione ed allarme
incendio integrato con un servizio interno di sicurezza permanentemente presente nell'arco delle
ventiquattro ore.
Il carico d’incendio è limitato a 30 kg/m2.
L’aerazione non è inferiore a 1/100 della superficie del locale.
Superficie in pianta del deposito
Frazione minima ammessa della superficie in pianta
Superficie effettiva di aerazione
47
1/100=0.47
0.5
m2
m2
m2
Depositi di sostanze infiammabili
L’attività ricettiva non dispone di locali destinati a deposito di sostanze infiammabili; eventuali
prodotti liquidi infiammabili, strettamente necessari per le esigenze igienico-sanitarie, sono
contenute in appositi armadi metallici dotati di bacino di contenimento ubicati nei locali deposito.
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SERVIZI TECNOLOGICI
Impianti di produzione calore
L’attività ricettiva è dotata di impianto di produzione di calore di tipo centralizzato. Il predetto
impianto è stato realizzato a regola d’arte e nel rispetto delle specifiche disposizioni di prevenzione
incendi; la Centrale Termica è fuori dal volume dell’edificio e separata da murature REI 120.
Distribuzione dei gas combustibili
Le condutture principali dei gas combustibili sono a vista ed esterne al fabbricato.
Nei locali in cui l’attraversamento è ammesso, le tubazioni sono state poste in guaina di classe 0,
aerata alle due estremità verso l’esterno e di diametro superiore di almeno 2 cm rispetto alla
tubazione.
La conduttura principale del gas è munita di dispositivo di chiusura manuale, situato all’esterno,
direttamente all’arrivo della tubazione e perfettamente segnalato.
Impianti di condizionamento e ventilazione
Non sono previsti Impianti di condizionamento degli ambienti.
Gli impianti di ventilazione sono localizzati e ad uso esclusivo dei bagni, della cucina e della
lavanderia.
In generale la ventilazione dei bagni corre all’interno delle murature e sfocia sopra il tetto; alcuni
bagni ciechi hanno tubazioni incombustibili che corrono all’interno di controsoffitti metallici.
La cucina è dotata di cappa di aspirazione in acciaio inox con canalizzazione metallica che sale in
cavedio in muratura esterno sfociante sopra il tetto. La cucina è dotata, inoltre, di riscaldamento
ad aria proveniente da una UTA (Unità di Trattamento Aria) ubicata a soffitto della scala di
collegamento Piano Terreno - Piano Interrato; le canalizzazioni sono metalliche e sono dotate di
serrande tagliafuoco negli attraversamenti.
L’impianto di ventilazione ubicato sopra l’asciugatrice della lavanderia è provvista di tubazioni
incombustibili sfocianti nell’intercapedine aerata.
Gli impianti hanno i requisiti in grado di garantire il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
1) mantenere l’efficienza delle compartimentazioni;
2) evitare il ricircolo dei prodotti della combustione o di altri gas ritenuti pericolosi;
3) non produrre, in caso di avarie o guasti propri, fumi che si diffondano nei locali serviti;
4) non costituire elemento di propagazione di fumi o fiamme, anche nella fase iniziale, degli
incendi.
Gli obiettivi si considerano raggiunti in quanto gli impianti saranno realizzati come di seguito
specificato.
Le unità di trattamento dell’aria ed i gruppi frigoriferi non sono installati nei locali dove sono
installati gli impianti di produzione calore.
I gruppi frigoriferi sono installati in appositi locali, realizzati con strutture di separazione di
caratteristiche di resistenza al fuoco non inferiori a REI 60 con accesso tramite disimpegno aerato
di analoghe caratteristiche, munito di porte REI 60 dotate di congegno di autochiusura.
L’aerazione nei locali dove sono installati i gruppi frigoriferi non è inferiore a quella indicata dal
costruttore dei gruppi stessi, con una superficie minima non inferiore a 1/20 della superficie in
pianta del locale.
I gruppi frigoriferi utilizzano come fluidi frigorigeni prodotti non infiammabili e non tossici.
Non è utilizzata aria di ricircolo proveniente da cucine, autorimesse e comunque da spazi a rischio
specifico.
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Condotte
Le condotte di aerazione dei Locali macchina degli ascensori sono realizzate in materiale di classe 0
di reazione al fuoco anche mediante cassonetti REI negli eventuali attraversamenti di altri locali;
eventuali tubazioni flessibili di raccordo sono di classe di reazione al fuoco non superiore alla classe
2.
Negli attraversamenti di pareti e solai, lo spazio attorno alle condotte è sigillato con materiale di
classe 0, senza ostacolare le dilatazioni delle condotte stesse.
Dispositivi di controllo
Ogni impianto è dotato di dispositivo di comando manuale, situato in un punto facilmente
accessibile, per l’arresto dei ventilatori in caso d’incendio.
Non sono previsti impianti a ricircolo d’aria a servizio di più compartimenti.
Schemi funzionali
Per ciascun impianto è stato predisposto uno schema funzionale in cui risultino:
- gli attraversamenti di strutture resistenti al fuoco;
- l’ubicazione delle serrande tagliafuoco;
- l’ubicazione delle macchine;
- l’ubicazione dei rivelatori di fumo e del comando manuale;
- lo schema di flusso dell’aria primaria e secondaria;
- la logica sequenziale delle manovre e delle azioni previste in emergenza.
AUTORIMESSE
L’attività ricettiva è provvista di autorimessa (con capacità di parcamento non superiore a nove
autoveicoli) realizzata in conformità e con le limitazioni previste dalle vigenti disposizioni.
SPAZI PER RIUNIONI, TRATTENIMENTO E SIMILI
I locali e gli spazi, frequentati da pubblico, ospite e non dell’attività, inseriti nell’ambito dell’edificio
o del complesso ricettivo, destinati a trattenimenti e riunioni, rispettano le prescrizioni riportate di
seguito.
A titolo esemplificativo i trattenimenti e le riunioni comprendono:
• aule di studio della Scuola Alberghiera;
• conferenze;
• convegni;
• riunioni conviviali;
• feste danzanti;
• esposizioni d’arte o merceologiche con o senza l’ausilio di mezzi audiovisivi.
Ubicazione
I locali di trattenimento e riunione sono ubicati ad una quota superiore a quella del piano stradale.
Comunicazioni
I locali di trattenimento e riunione dell’attività ricettiva hanno capienza inferiore a 100 persone e
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non sono posti in comunicazione diretta con altri ambienti dell’attività ricettiva.
Strutture e materiali
Si fa riferimento a quanto riportato precedentemente.
Misure per l’evacuazione in caso di emergenza
I locali dispongono di un sistema organizzato di vie di esodo per le persone, conforme alle vigenti
disposizioni in materia ed alle seguenti prescrizioni:
- i locali hanno capienza inferiore a 26 persone e sono serviti da una sola uscita, di larghezza
non inferiore a 0,90 m, che immette nel sistema di vie di uscita del piano.
- La Sala Ristorante ha capienza massima pari a 80 posti (se aumentata del 20% pari a 96
posti) ed è servita da due uscite di cui una verso l’esterno non inferiori a 1,2 m.
Distribuzione dei posti a sedere
La distribuzione dei posti a sedere è conforme alle vigenti disposizioni.
L’attività ricettiva dispone della Sala Ristorante che può essere destinata a feste danzanti, riunioni
conviviali, ecc.; al loro interno i sedili non sono uniti tra loro, ma potranno essere distribuiti
secondo le necessità del caso e non costituiranno impedimento ed ostacolo per lo sfollamento delle
persone in caso di emergenza.
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IMPIANTI ELETTRICI
Gli impianti elettrici sono realizzati in conformità alla Legge n. 186 del 1.3.1968.
In particolare, ai fini della prevenzione degli incendi, gli impianti elettrici:
- non costituiscono causa primaria di incendio o di esplosione;
- non forniscono alimento o via privilegiata di propagazione degli incendi.
Il comportamento al fuoco della membratura è compatibile con la specifica destinazione d’uso dei
singoli locali:
- sono suddivisi in modo che un eventuale guasto non provochi la messa fuori servizio dell’intero
sistema (utenza);
- dispongono di apparecchi di manovra ubicati in posizioni «protette» e riportano chiare
indicazioni dei circuiti cui si riferiscono.
I seguenti sistemi di utenza disporranno di impianti di sicurezza:
a) illuminazione;
b) allarme;
c) rivelazione.
La rispondenza alle vigenti norme di sicurezza è attestata con la procedura di cui al D.M.
22/01/2008 N. 37 (ex Legge 46 del 5/3/90).
L’illuminazione di sicurezza è affidata a singole lampade di emergenza e/o a lampade dotate di kit
di emergenza con batteria tampone con autonomia non inferiore ad un’ora.
Gli impianti di rivelazione ed allarme sono dotati di alimentazione di sicurezza automatica ad
interruzione breve (<0,5 s).
Il dispositivo di carica degli accumulatori è di tipo automatico e consente la ricarica completa entro
12 ore.
L’autonomia dell’alimentazione di sicurezza consente lo svolgimento in sicurezza del soccorso e
dello spegnimento per il tempo necessario
In
-
ogni caso l’autonomia minima per ogni impianto è stabilita come segue:
rivelazione e allarme
: 30 minuti;
illuminazione di sicurezza : 1 ora;
ascensori antincendio :
Non previsti;
impianti idrici antincendio : 1 ora.
L’impianto di illuminazione di sicurezza assicura un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux, ad 1 m di
altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita.
Gruppi elettrogeni non previsti.
Il quadro elettrico generale è ubicato in posizione facilmente accessibile, segnalata e protetta
dall’incendio.
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SISTEMI DI ALLARME
L’edificio, destinato ad attività ricettiva, è munito di un sistema di allarme acustico in grado di avvertire
gli ospiti ed il personale presenti, delle condizioni di pericolo in caso di incendio.
I dispositivi sonori hanno caratteristiche ed ubicazione tali da poter segnalare il pericolo a tutti gli
occupanti del fabbricato o delle parti di esso coinvolte dall’incendio.
Il comando del funzionamento dei dispositivi sonori è posto in ambiente presidiato, sotto il continuo
controllo del personale preposto.
L’attività ricettiva è munita di impianto fisso di rivelazione e segnalazione d’incendio; il sistema di allarme
funziona automaticamente.
Il funzionamento del sistema di allarme è garantito anche in assenza di alimentazione elettrica
principale, per un tempo non inferiore a 30 minuti.
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prot. n° 103/13 sqsc
MEZZI ED IMPIANTI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI
MEZZI ED IMPIANTI DI ESTINZIONE
Piano Interrato - Centrale Termica (esterna fuori dal volume
dell’edificio)
Piano Interrato – Autorimessa (< 9 autoveicoli)
Piano Interrato - Locali accessori attività alberghiera
Piano Terreno - Alloggio custode
Piano Terreno - Locali accessori attività scuola alberghiera (Zona
Nord – Est)
Piano Terreno – Ristorante e locali accessori
Piano Terreno - Cucina
Piano Terreno - Locali accessori attività scuola alberghiera (Zona
Sud – Ovest)
Estintori
Portatili
2
Idranti UNI 45
5
4
2
4
4
3
3
2
1
1
1
1
Piano Primo – Alloggio di servizio
Piano Primo – Camere ala Est
Piano Primo – Camere ala Ovest
2
3
3
2
2
Piano Secondo – Camere ala Est
Piano Secondo – Camere ala Ovest
3
3
2
2
Caratteristiche dell’alimentazione:
Portata
Pressione
Volume della riserva idrica
Autonomia
360
4,5
Acquedotto
comunale
60
m3/h
bar
m3
min.
Generalità
Le apparecchiature e gli impianti di estinzione degli incendi sono realizzati a regola d’arte ed in
conformità a quanto di seguito indicato.
Estintori
L’attività ricettiva è dotata di un adeguato numero di estintori portatili.
Gli estintori sono distribuiti in modo uniforme nell’area da proteggere. Alcuni di essi si trovano in
prossimità degli accessi; altri sono in vicinanza di aree di maggior pericolo.
Gli estintori sono ubicati in posizione facilmente accessibile e visibile; appositi cartelli segnalatori, di
forma e colore conformi al DL n. 493 del 14.8.1996, ne facilitano l’individuazione, anche a
distanza.
Gli estintori portatili sono installati in ragione di uno ogni 200 m2 di pavimento o frazione, con un
minimo di un estintore per piano.
Gli estintori portatili hanno capacità estinguente non inferiore a 13A - 89B.
Sono previsti estintori di tipo idoneo a protezione di aree e di impianti a rischio specifico.
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Impianto idrico antincendio
Gli idranti ed i naspi, correttamente corredati, sono:
- distribuiti in modo da consentire l’intervento in tutte le aree dell’attività;
- collocati in ciascun piano degli edifici a più piani;
- dislocati in posizione facilmente accessibile e visibile. Appositi cartelli segnalatori ne agevolano
l’individuazione a distanza.
Gli idranti non saranno posti all’interno delle scale in modo da non ostacolare l’esodo delle persone.
- NASPI
Non previsti.
- RETE DI TUBAZIONI
L’impianto idrico antincendio per idranti è costituito da una rete di tubazioni, non realizzata ad
anello.
Da ciascun montante, in corrispondenza di ogni piano, è derivato, con tubazione di diametro
interno non inferiore a 40 mm, un attacco per idranti DN 45.
La rete di tubazioni è indipendente da quella dei servizi sanitari.
Le tubazioni sono protette dal gelo, da urti e qualora non metalliche, dal fuoco.
- CARATTERISTICHE IDRAULICHE
L’impianto ha caratteristiche idrauliche tali da garantire una portata minima di 360 l/min per ogni
colonna montante.
L’attività ricettiva è dotata di impianto idrico suddiviso su più colonne, ed è garantito il
funzionamento contemporaneo di almeno due.
L’impianto garantisce l’erogazione ai 3 idranti in posizione idraulica più sfavorita, ed assicura a
ciascuno di essi una portata non inferiore a 120 l/min con una pressione al bocchello di 2 bar.
L’alimentazione assicura una autonomia di almeno 60 minuti.
- ALIMENTAZIONE
L’impianto è alimentato normalmente dall’acquedotto pubblico.
L’acquedotto pubblico è in grado di garantire le condizioni previste al punto relativo alle
“caratteristiche idrauliche”, non è stata pertanto realizzata una riserva idrica con gruppo di
pompaggio.
- ALIMENTAZIONE AD ALTA AFFIDABILITA’
Articolo non pertinente in quanto l’attività ha capienza non superiore a 500 posti letto ed altezza
inferiore a 32 m e non dispone di una rete di alimentazione ad alta affidabilità.
- IDRANTI DN 70
Articolo non pertinente in quanto l’attività ha capienza non superiore a 500 posti letto ed altezza
inferiore a 32 m e non è dotata di idranti esterni DN 70.
- COLLEGAMENTO DELLE AUTOPOMPE DEI VIGILI DEL FUOCO
L’attività ricettiva è ubicata in edificio con non più di di 3 piani fuori terra; non sono quindi previsti
attacchi di mandata per il collegamento con le autopompe Vigili del Fuoco.
- IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AUTOMATICO
L’attività ricettiva ha capienza inferiore a 1.000 posti letto e non è dotata di impianto di
spegnimento automatico a pioggia su tutta l’attività.
L’attività, in quanto non sono presenti locali di deposito aventi carico d’incendio superiore a 60
kg/m2, non è dotata di impianto di spegnimento automatico a pioggia.
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IMPIANTI DI RIVELAZIONE E SEGNALAZIONI DEGLI INCENDI
L’attività ricettiva ha capienza inferiore a 100 posti letto e sarà dotata di un impianto fisso di
rivelazione e segnalazione automatica degli incendi.
Nei locali deposito, indipendentemente dal numero di posti letto, sono stati comunque installati tali
impianti di rivelazione e segnalazione.
CARATTERISTICHE
L’impianto è progettato e realizzato a regola d’arte.
La segnalazione di allarme proveniente da uno qualsiasi dei rivelatori utilizzati determina sempre
una segnalazione ottica ed acustica di allarme incendio nella centrale di controllo e segnalazione, la
quale è ubicata in ambiente presidiato.
L’impianto consente l’azionamento automatico dei dispositivi di allarme posti nell’attività entro 2
minuti dall’emissione della segnalazione di allarme proveniente da due o più rivelatori o
dall’azionamento di un qualsiasi pulsante manuale di segnalazione di incendio.
I tempi sono stati modificati in considerazione del tipo di attività e dei rischi in essa esistenti.
L’impianto di rivelazione consente l’attivazione automatica di una o più delle seguenti azioni:
- chiusura automatica di eventuali porte tagliafuoco, normalmente aperte, appartenenti al
compartimento antincendio da cui è pervenuta la segnalazione, tramite l’attivazione degli
appositi dispositivi di chiusura;
- disattivazione elettrica dell’impianto di ventilazione/condizionamento esistente;
- chiusura di serrande tagliafuoco esistenti poste nelle canalizzazioni degli impianti di
ventilazione/condizionamento, riferite al compartimento da cui proviene la segnalazione;
- apertura del serramento ubicato in sommità alla scala protetta;
- trasmissione a distanza delle segnalazioni di allarme in posti predeterminati in un piano
operativo interno di emergenza.
L’attività ricettiva ha capienza inferiore a 300 posti letto ed è all’interno di edificio di altezza
antincendio inferiore a 24 m e non è dotata di dispositivi ottici di ripetizione di allarme per i
rivelatori ubicati nelle camere e nei depositi, disposti lungo i corridoi.
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prot. n° 103/13 sqsc
SEGNALETICA DI SICUREZZA
La segnaletica di sicurezza è conforme al D.L. n. 493 del 14.8.1996.
La posizione e la funzione degli spazi calmi è adeguatamente segnalata.
GESTIONE DELLA SICUREZZA
Il responsabile dell’attività o persona da lui designata, provvede affinché nel corso della gestione
non vengano alterate le condizioni di sicurezza, ed in particolare che:
- sui sistemi di vie di uscita non siano collocati ostacoli (depositi , mobilio, ecc.) che possano
intralciare l’evacuazione delle persone riducendo la larghezza o costituire rischio di propagazione
dell’incendio;
- siano presi opportuni provvedimenti di sicurezza in occasione di situazioni particolari, quali
manutenzioni, risistemazioni, ecc.;
- siano mantenuti efficienti i mezzi e gli impianti antincendio, siano eseguite tempestivamente le
manutenzioni o sostituzioni necessarie e siano condotte prove periodiche degli stessi, con cadenze
non superiori a sei mesi;
- siano mantenuti costantemente in efficienza gli impianti elettrici, in conformità a quanto previsto
dalle normative vigenti;
- siano mantenuti in efficienza gli impianti di ventilazione, condizionamento e riscaldamento. In
particolare il controllo è finalizzato alla sicurezza antincendio ed è prevista una loro prova con
cadenza non superiore ad un anno. Le centrali termiche sono affidate a personale qualificato, in
conformità alle prescrizioni delle vigenti regole tecniche.
CHIAMATA SERVIZI DI SOCCORSO
I servizi di soccorso possono essere avvertiti facilmente, con la rete telefonica.
La procedura di chiamata è chiaramente indicata, a fianco di qualsiasi apparecchio telefonico dal
quale questa chiamata sia possibile. Nel caso della rete telefonica pubblica, il numero di chiamata
dei Vigili del Fuoco è esposto bene in vista presso l’apparecchio telefonico dell’esercizio.
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prot. n° 103/13 sqsc
ADDESTRAMENTO DEL PERSONALE
PRIMO INTERVENTO ED AZIONAMENTO DEL SISTEMA DI ALLARME
Il responsabile dell’attività ha provveduto affinché, in caso di incendio, il personale sia in grado di
usare correttamente i mezzi disponibili per le operazioni di primo intervento, nonché di azionare il
sistema di allarme ed il sistema di chiamata di soccorso.
Tali operazioni sono chiaramente indicate al personale ed impartite anche in forma scritta.
Tenendo conto delle condizioni di esercizio, il personale è chiamato a partecipare almeno due volte
l’anno a riunioni di addestramento e di allenamento per l’uso dei mezzi di soccorso, di allarme e di
chiamata di soccorso, nonché ad esercitazioni di evacuazione dell’immobile sulla base di un piano
di emergenza opportunamente predisposto.
AZIONI DA SVOLGERE
In caso di incendio, il personale dell’attività ricettiva , svolgerà le seguenti azioni:
- applicherà le istruzioni che gli sono state impartite per iscritto;
- contribuirà efficacemente all’evacuazione di tutti gli occupanti dell’attività.
ATTIVITÀ DI CAPIENZA SUPERIORE A 500 POSTI LETTO
Articolo non pertinente in quanto l’attività ha capienza inferiore a 500 posti letto.
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REGISTRO DEI CONTROLLI
Il responsabile dell’attività ricettiva ha predisposto un registro dei controlli periodici, dove sono
annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi alla efficienza degli impianti elettrici, di
illuminazione, di sicurezza, dei presidi antincendi, dei dispositivi di sicurezza e di controllo delle
aree a rischio specifico e della osservanza della limitazione dei carichi di incendio nei vari ambienti
dell’attività, nonché le riunioni di addestramento e le esercitazioni di evacuazione. Tale registro è
mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte del comando provinciale
dei Vigili del Fuoco.
ISTRUZIONI DI SICUREZZA
ISTRUZIONI DA ESPORRE ALL’INGRESSO
All’ingresso dell’attività ricettiva sono esposte, bene in vista, precise istruzioni relative al
comportamento del personale e del pubblico in caso di sinistro. In particolare è esposta una
planimetria dell’edificio per le squadre di soccorso con l’indicazione delle posizioni di:
- scale e vie di evacuazione;
- mezzi ed impianti di estinzione disponibili;
- dispositivi di arresto degli impianti di distribuzione del gas e dell’energia elettrica;
- dispositivo di arresto del sistema di ventilazione;
- quadro generale del sistema di rivelazione e di allarme;
- impianti e locali che presentano un rischio speciale;
- spazi calmi.
ISTRUZIONI DA ESPORRE A CIASCUN PIANO
A ciascun piano dell’attività ricettiva è esposta una planimetria d’orientamento in prossimità delle
vie di esodo. La posizione e la funzione degli spazi calmi è segnalata adeguatamente.
ISTRUZIONI DA ESPORRE IN CIASCUNA CAMERA
In ciascuna camera dell’attività ricettiva sono esposte, bene in vista, precise istruzioni che indicano
il comportamento da tenere in caso di incendio. Queste istruzioni sono accompagnate da una
planimetria semplificata del piano, che indica schematicamente la posizione della camera rispetto
alle vie di evacuazione, alle scale ed alle uscite. Le istruzioni attirano l’attenzione sul divieto di
usare gli ascensori in caso di incendio.
Sono inoltre indicati i divieti di impiegare fornelli di qualsiasi tipo per il riscaldamento di vivande, di
utilizzare stufe ed apparecchi di riscaldamento o di illuminazione in genere funzionanti
elettricamente con resistenza in vista, utilizzare apparecchi alimentati con combustibili solidi, liquidi
o gassosi.
Viene infine indicato il divieto di tenere depositi, anche modesti, di sostanze infiammabili nei locali
facenti parte del volume destinato all’attività.
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ATTIVITA' N. 74 D.P.R. 1 agosto 2011 n°151 allegato 1 Cat. B (ex 91) –
CENTRALE TERMICA
(Impianti per la produzione del calore con potenzialità superiore ai 116 kW al focolare).
La Centrale Termica rientra nelle attività soggette alle Norme di sicurezza previste al D.M. 12 Aprile
1996 “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione
e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi”, in quanto è alimentata a gas
metano e di potenzialità superiore alle 116 kW al focolare.
L'impianto termico è del tipo a vaso d'espansione chiuso a circolazione forzata e produce il calore
per il riscaldamento degli ambienti dell’intero edificio e dell’acqua calda sanitaria.
Le due caldaie hanno una potenzialità totale pari a 440 kW al focolare e la pressione di esercizio
del metano è inferiore a 0,04 bar.
TITOLO IV INSTALLAZIONE IN FABBRICATI DESTINATI ANCHE AD ALTRO USO O IN
LOCALI INSERITI NELLA VOLUMETRIA DEL FABBRICATO SERVITO.
- DISPOSIZIONI COMUNI
Ubicazione
La Centrale Termica è esterna, ubicata in un locale interrato ad un livello di -3,65 metri rispetto al
Piano Terreno ed è separata e senza comunicazioni con i locali attigui.
L’intera copertura della Centrale Termica è considerata parete esterna in quanto confinante con
spazio scoperto.
Aperture di aerazione
L’apertura di aerazione è a filo del soffitto, in parte ricavata sul serramento attestato
sull’intercapedine antincendio.
La superficie di aerazione permanente (9.400 cm2 ) è quindi superiore a quanto richiesto dalla
Normativa:
S = 440 (kW) x 15 = 6600 cm2 = 0,66 m2.
S= 9.000+200+200 = 9.400 cm2 > 440 X15 = 6.600 cm2.
- LOCALI PER L’INSTALLAZIONE DI APPARECCHI PER LA CLIMATIZZAZIONE DI
EDIFICI ED AMBIENTI
Ubicazione
La Centrale Termica è esterna, ubicata in un locale interrato ad un livello di -3,65 metri rispetto al
Piano Terreno ed è separata e senza comunicazioni con i locali attigui.
L’intera copertura della Centrale Termica è considerata parete esterna in quanto confinante con
spazio scoperto.
Caratteristiche costruttive
Le strutture verticali ed orizzontali hanno una resistenza al fuoco non inferiore a R120 e quelle di
separazione a REI120.
La superficie in pianta della Centrale Termica è pari a circa 40 metri quadri e l'altezza interna è pari
a 3,2 metri.
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Aperture di aerazione
L’apertura di aerazione è a filo del soffitto, in parte ricavata sul serramento attestato
sull’intercapedine antincendio.
La superficie di aerazione permanente (9.400 cm2 ) è quindi superiore a quanto richiesto dalla
Normativa:
S = 440 (kW) x 15 = 6600 cm2 = 0,66 m2.
S= 9.000+200+200 = 9.400 cm2 > 440 X15 = 6.600 cm2.
Disposizione degli impianti all’interno dei locali
Sono ottemperate tutte le indicazioni di questo punto; in particolare il soffitto piano impedisce la
formazione di sacche.
Accesso
L'accesso alla Centrale Termica avviene direttamente dall'esterno mediante l’intercapedine
antincendio (larghezza > 0,9 m).
Porte
Porta incombustibile apribile verso l’esterno munita di autochiusura.
All’esterno del locale è installata, sulla tubazione di adduzione del gas, una valvola manuale ed una
elettrovalvola del tipo normalmente chiuso asservita all’impianto di rilevazione incendi e gas.
Le tubazioni del gas all’interno della Centrale Termica sono in acciaio tinteggiato di colore giallo.
Tutti i circuiti elettrici fanno capo ad un interruttore generale di tipo magnetotermico installato
all'esterno della Centrale Termica ed in grado di interrompere tutta l'energia elettrica del locale.
La Centrale Termica è provvista di un estintore a polvere portatile per un primo efficace intervento
su un principio d'incendio.
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ATTIVITA' N. 74 D.P.R. 1 agosto 2011 n°151 allegato 1 Cat. A (ex 91) - CUCINA
(Impianti per la produzione del calore con potenzialità superiore ai 116 kW al focolare).
La Cucina a gas rientra nelle attività soggette alle Norme di sicurezza previste al D.M. 12 Aprile
1996 “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione
e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi”, in quanto è alimentata a gas
metano e di potenzialità superiore alle 116 kW al focolare.
La somma delle potenzialità termiche di tutte le apparecchiature a gas della cucina hanno una
potenzialità totale pari a 150 kW e la pressione di esercizio del metano è inferiore a 0,04 bar.
TITOLO IV INSTALLAZIONE IN FABBRICATI DESTINATI ANCHE AD ALTRO USO O IN
LOCALI INSERITI NELLA VOLUMETRIA DEL FABBRICATO SERVITO.
- DISPOSIZIONI COMUNI
Ubicazione
La Cucina è ubicata in un locale al Piano Terreno ed è compartimentata rispetto agli altri locali.
Aperture di aerazione
Le aperture di aerazione sono sia a filo del soffitto che a filo pavimento.
La superficie di aerazione permanente (7.400 cm2 ) è quindi superiore a quanto richiesto dalla
Normativa:
S = 150 (kW) x 10 = 1500 cm2 = 0,15 m2.
S= 5.250+1.750+200+200 = 7.400 cm2.> 150x10 = 1500 cm2.
- LOCALI PER L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI CUCINA E LAVAGGIO STOVIGLIE.
Caratteristiche costruttive
Le strutture verticali ed orizzontali hanno una resistenza al fuoco non inferiore a R 120 e quelle di
separazione a REI 120.
Disposizione degli impianti all’interno dei locali.
Sono ottemperate tutte le indicazioni di questo punto; in particolare il soffitto piano impedisce la
formazione di sacche.
Accesso e comunicazioni
L'accesso alla Cucina avviene direttamente dall'esterno mediante porta incombustibile (L=0.9m).
L'accesso alla Cucina avviene anche dall’Office (a sua volta comunicante con la Sala Ristorante)
tramite porta REI 60 dotata di dispositivo di autochiusura anche del tipo normalmente aperto
(mediante elettromagnete) asservito ad un sistema di rilevazione incendi.
La cucina comunica, mediante porte REI 60, con altri locali pertinenti l’attività servita dall’impianto,
nella fattispecie pasticceria al Piano Terreno, spogliatoi personale e dispensa al Piano Interrato,
mediante disimpegno aerato.
All’esterno del locale è installata, sulla tubazione di adduzione del gas, una valvola manuale ed una
elettrovalvola del tipo normalmente chiuso asservita all’impianto di rilevazione incendi e gas.
Le tubazioni del gas all’interno della Cucina sono in acciaio tinteggiato di colore giallo e/o in rame.
Tutti i circuiti elettrici fanno capo ad un interruttore generale di tipo magnetotermico installato
all'esterno della Cucina ed in grado di interrompere tutta l'energia elettrica del locale.
La Cucina è provvista di un estintore a biossido si carbonio portatile per un primo efficace
intervento su un principio d'incendio.
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ATTIVITA' N. 75 D.P.R. 1 agosto 2011 n°151 allegato 1 Cat. A (ex 92) AUTORIMESSE
(Autorimesse pubbliche e private di superficie complessiva coperta superiore a 300 mq).
L’autorimessa rientra nelle attività soggette alle Norme di sicurezza previste al D.M. 1 febbraio
1986 “Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di autorimesse e simili”.
AUTORIMESSE AVENTI CAPACITA’ DI PARCAMENTO NON SUPERIORE AI 9
AUTOVEICOLI
Autorimesse del tipo misto con numero di veicoli non superiore a 9.
Le strutture verticali ed orizzontali hanno una resistenza al fuoco non inferiore a R 60 e quelle di
separazione a REI 60.
Le comunicazioni con i locali a diversa destinazione, facenti parte dell’edificio nel quale è inserita,
sono protette con porte incombustibili dotate di autochiusura; non vi sono comunicazioni con locali
adibiti a deposito o uso di sostanze esplosive o infiammabili; superficie di aerazione naturale
complessiva e non inferiore ad 1/25 della superficie in pianta del locale; l’altezza del locale è
superiore ai 2 metri.
La comunicazione dell’autorimessa con locali accessori all’attività alberghiera avviene mediante
locale filtro a prova di fumo con porte metalliche piene dotate di autochiusura.
A maggior tutela della sicurezza antincendio sono previsti:
N. 2 idranti UNI 45;
N. 4 estintori a polvere;
N. 1 sistema di rilevazione incendi di tipo ottico a barriera;
N. 4 luci di emergenza.
Le aperture di aerazione sono ottenute sia attraverso i serramenti sia attraverso il portone
d’ingresso.
La superficie di aerazione è superiore a quanto richiesto dalla Normativa:
S = 570/25 = 22,8 m2.
S= 14,3 + 15,3 = 29,6 m2.> 22,8 m2.
Il serramento ubicato in prossimità dell’uscita della Scuola alberghiera è bloccato in posizione
sempre chiusa.
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UBICAZIONE INTERRUTTORI DI EMERGENZA E
PRESIDI DI SICUREZZA
Sono presenti: l’interruttore elettrico generale di sgancio, l’interruttore elettrico generale della
centrale termica, la valvola di intercettazione del gas, la centralina dell’impianto di rilevazione fumi,
l’allarme antincendio e relativi pulsanti di allarme, illuminazione di sicurezza, un quadro elettrico
generale e dei quadri elettrici di piano, estintori, cassetta di pronto soccorso e telefoni con linea
diretta con l’esterno.
In particolare:
L’interruttore elettrico generale di sgancio di tutto l’Istituto si trova al piano interrato
del copro centrale, nel locale lavanderia in prossimità dell’ascensore.
L’interruttore elettrico generale della
centrale termica si trova al piano interrato
in prossimità dell’entrata della centrale
termica,
mentre
la
valvola
di
intercettazione del gas si trova all’esterno
dell’edificio, sul lato che da verso la cucina.
All’interno dei locali dell’Istituto è presente
l’impianto di rilevazione fumi.
La centralina dell’impianto di rilevazione
fumi e la centralina dell’allarme
antincendio si trovano al primo piano del
corpo centrale, di fronte all’ascensore.
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Sono presenti i pulsanti di allarme antincendio.
Nella struttura è presente l’illuminazione di
sicurezza.
Il quadro elettrico generale del’Istituto si
trova al piano interrato, in un piccolo locale
nella lavanderia.
Sono poi presenti quadri elettrici di piano.
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In tutta la struttura sono presenti degli estintori a polvere da 6 Kg di capacità
estinguente 55A- 233B-C e estintori a CO2 da 5 Kg di capacità estinguente, che
vengono regolarmente controllati.
-
Nella struttura sono presenti 4 cassette di
pronto soccorso:
una al primo piano del copro centrale, di
fronte all’ascensore.
una al secondo piano del copro centrale, di
fronte all’ascensore.
una in cucina
una nella zona aule al piano terra
I telefoni per le chiamate di soccorso si trovano in tutti gli uffici ed in tutte le camere
della struttura.
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PREDISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE
Allo scopo di conseguire i necessari automatismi nelle operazioni da compiere al verificarsi di una
situazione di emergenza, e soprattutto allo scopo di evitare dannose improvvisazioni, sono state
poste in atto alcune predisposizioni che di seguito si elencano:
Designazioni
→ Designazione del RESPONSABILE DELL’EMERGENZA e del suo sostituto che al verificarsi di una
situazione di emergenza, assuma la responsabilità di coordinatore delle operazioni di
evacuazione e soccorso;
→ Designazione degli ADDETTI ANTINCENDIO/EMERGENZA che si occupa del primo intervento
antincendio e del controllo delle operazioni di evacuazione;
→ Designazione degli ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO che al verificarsi di una situazione di
emergenza sanitaria prestano il primo soccorso;
→ Designazione del personale addetto ad intercettare il gas, l’energia elettrica, ecc.
Predisposizioni organizzative
→ Al momento dell’assunzione di nuovo personale, questo sarà informato sulla ubicazione degli
estintori, dei rilevatori di fumo, dei quadri elettrici, delle valvole di intercettazione del gas e
della centrale termica, delle porte di emergenza, e di tutti i presidi antincendio;
→ Accanto agli apparecchi telefonici collegati con l’esterno sono appesi cartelli con i numeri
telefonici di soccorso, mentre accanto ai telefoni interni sono appesi cartelli con i numeri
telefonici interni da contattare in situazione di emergenza;
→ E’ stato istituito un registro dei controlli periodici ove sono annotati tutti gli interventi ed i
controlli relativi all’efficienza degli impianti elettrici, degli estintori, degli idranti, dell’impianto di
illuminazione di emergenza, della regolare apertura delle porte di emergenza;
Misure preventive
→ Verifica periodica del regolare accesso alle vie di fuga e alle uscite di sicurezza;
→ Istituzione registro delle schede di sicurezza dei prodotti chimici detenuti, poiché potrebbero
risultare necessarie al pronto soccorso nei casi di ingestione, inalazione, ecc.
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prot. n° 103/13 sqsc
ASSEGNAZIONE INCARICHI
Tra il personale comunale che svolge la propria attività nell’edificio comunale viene designato il
RESPONSABILE DELL’EMERGENZA, gli ADDETTI ANTINCENDIO e gli ADDETTI AL PRIMO
SOCCORSO.
Il RESPONSABILE DELL’EMERGENZA è il responsabile dell’ordine di evacuazione, dispone la
disattivazione degli impianti, dirige le operazioni di esodo, dichiara la fine dello stato di emergenza.
L’ADDETTO ANTINCENDIO lavora per:
la protezione degli ambienti
sfrutta la conoscenza del luogo, facendo opera di prevenzione (controllo dei presidi
antincendio);
estingue i principi di incendio, attivando procedure nell’attesa di soccorsi;
disattiva gli impianti tecnologici a rischio in caso di pericolo.
L’ADDETTO ANTINCENDIO verifica la natura di ogni richiamo di allarme incendio, si occupa
dell’estinzione del focolaio di incendio e della messa in sicurezza della zona interessata. In assenza
del RESPONSABILE DELL’EMERGENZA assume anche le funzioni di quest’ultimo. Pertanto ha la
responsabilità dell’ordine di evacuazione, si occupa della chiamata dei soccorsi, dispone la
disattivazione degli impianti, dirige le operazioni di esodo.
L’ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO verifica la natura di ogni richiamo di allarme di emergenza
sanitaria, dispone le chiamate di soccorso, adotta i comportamenti e le istruzioni ricevute nello
specifico corso di formazione
Il Piano di emergenza prevede la presenza di almeno 2 ADDETTI ANTINCENDIO e 2 ADDETTI AL
PRIMO SOCCORSO.
Il Responsabile dell’Emergenza, gli Addetti Antincendio e il rimanente personale devono essere a
conoscenza di:
ubicazione
ubicazione
ubicazione
termiche;
ubicazione
di estintori;
quadri elettrici;
di impianti tecnologici a rischio: valvole intercettazione gas metano, centrali
uscite di emergenza.
Inoltre tutto il personale deve attenersi alle istruzioni impartite dall’ADDETTI ANTINCENDIO e dal
RESPONSABILE DELL’EMERGENZA.
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prot. n° 103/13 sqsc
Le persone designate sono:
INCARICO
NOMINATIVO
Responsabile emergenza
BACCO LUCIANO
Responsabile emergenza (sostituto)
VICQUERY VICTOR
Addetto Antincendio/Emergenza
BACCO LUCIANO
Addetto Antincendio/Emergenza
ARTAZ IOLE
Addetto Antincendio/Emergenza
DALLE CORRADO
Addetto Antincendio/Emergenza
PERETTI ENRICO
Addetto Antincendio/Emergenza
MARTINET NORA
Addetto Antincendio/Emergenza
LONGIS SABRINA
Addetto Antincendio/Emergenza
GONTIER MARGHERITA
Addetto Antincendio/Emergenza
ANNOVAZZI CINZIA
Addetto Antincendio/Emergenza
VICQUERY VICTOR
Addetto disattivazione impianto elettrico
BACCO LUCIANO
Addetto disattivazione impianto termico
BACCO LUCIANO
Addetto disattivazione impianto gas
BACCO LUCIANO
Addetto pronto soccorso
PERETTI ENRICO
Addetto pronto soccorso
SINICO ALESSANDRO
Addetto pronto soccorso
DALLE CORRADO
Addetto pronto soccorso
BACCO LUCIANO
Addetto pronto soccorso
LAURELLA ANDREA
Addetto pronto soccorso
VICQUERY VICTOR
Addetto verifica contenuto cassette di pronto soccorso
BACCO LUCIANO
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prot. n° 103/13 sqsc
SPECIFICHE MISURE PER ASSISTERE LE PERSONE DISABILI
Allo stato attuale non si rileva la presenza di lavoratori con problemi di mobilità, udito o vista, tali
da pregiudicare l’autonomia degli stessi in situazioni di emergenza.
Il Responsabile dell’Emergenza deve essere avvertito in merito alla presenze nella struttura di
persone, anche con handicap temporanei, non prevista dal piano di emergenza elaborato all’inizio
dell’anno.
Il Responsabile dell’Emergenza deve essere avvertito in merito alla presenze nella struttura di
significativi affollamenti di pubblico in cui è prevedibile la presenza di persone con handicap.
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prot. n° 103/13 sqsc
DIRAMAZIONE DELL’ALLARME
Al determinarsi di una situazione di pericolo, a seguito di evento con lento tempo di evoluzione
sarà il Responsabile dell’Emergenza o il suo sostituto, una volta avvertito, a valutare l’opportunità
di diramare l’ordine di evacuazione.
In caso di situazione di grave pericolo, che richieda l’abbandono dei locali con immediatezza, sarà il
personale che per primo viene a conoscenza dell’evento a diramare l’allarme.
L’ordine di evacuazione dell’edificio è contraddistinto dal suono continuo dell’allarme
antincendio.
Il segnale di allarme sarà accompagnato anche da un richiamo ad alta voce, usando la
massima calma senza diffondere il panico.
PUNTO DI RACCOLTA
Il punto di raccolta è una zona in cui devono confluire inizialmente le persone per
poi essere allontanate definitivamente ed in modo ordinato per evitare intralcio
agli eventuali mezzi di soccorso.
Il punto di raccolta deve essere utilizzato anche per censire le persone evacuate.
Il punto di raccolta dell’Istituto Ecole Hoteliere si trova nel cortile
retrostante la struttura.
CHIAMATA DEI SOCCORSI
La chiamata dei soccorsi sarà effettuata a mezzo telefono dall’operatore in turno nell’Istituto.
La chiamata di soccorso ai Vigili del fuoco deve essere fatta seguendo le istruzioni della scheda n°
11.
La chiamata di soccorso medico deve essere fatta seguendo le istruzioni della scheda n° 12.
Gli enti di soccorso devono essere informati in merito ai restringimenti che potrebbero
compromettere l’accesso degli automezzi nella strada privata e devono essere subito informati in
merito alla presenza di portatori di handicap.
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prot. n° 103/13 sqsc
LE PROCEDURE DEL PIANO DI EMERGENZA
Nella Residenza assistenziale il numero ridotto del personale disponibile non consente una precisa
suddivisione degli incarichi.
Pertanto tutto il personale deve essere a conoscenza delle procedure di chiamata dei
soccorsi, dell’ubicazione degli interruttori per la disattivazione degli impianti, della
posizione dei presidi antincendio.
La chiamata di soccorso sarà effettuata da chi per primo rileva la situazione di pericolo.
La diramazione dell’allarme verrà effettuata da chi per primo rileva la situazione di pericolo.
L’intervento di spegnimento del focolaio di incendio sarà effettuato solo dall’Addetto Antincendio
che ha ricevuto l’apposita formazione.
Il Sig. Luciano BACCO assumerà il ruolo di Responsabile dell’Emergenza, in caso di assenza
assumerà il suo ruolo il Sig. Victor VICQUERY e darà disposizioni agli altri colleghi presenti e al
personale esterno.
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prot. n° 103/13 sqsc
Scheda n° 1
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI INCENDIO
RESPONSABILE EMERGENZA
IL RESPONSABILE DELL’EMERGENZA non appena avverte il richiamo di allarme
incendio deve:
1. Recarsi immediatamente sul luogo dell’emergenza e verificare la natura dell’evento.
2. In caso di situazione di grave pericolo in rapida evoluzione:
⇒ non intraprendere alcuna azione di spegnimento;
⇒ dare l’ordine di evacuazione;
⇒ richiedere telefonicamente l’intervento dei Vigili del Fuoco
3. In caso di situazione di pericolo controllabile e se se si ha la garanzia di una via di fuga sicura
alle spalle:
⇒ provare ad estinguerlo, se ha avuto l’apposita formazione, usando i più vicini estintori.
4. Nel caso in cui le azioni intraprese risultassero inefficaci:
⇒ dare l’ordine di evacuazione;
⇒ richiedere telefonicamente l’intervento dei Vigili del Fuoco
5. In base alla gravità dell’evento valutare la necessità di disattivare l’impianto elettrico, l’impianto
elettrico generale, l’impianto del gas, e dare il relativo ordine al personale disponibile.
6. Dirigere le operazioni di esodo facendo defluire in modo ordinato gli alunni ed i docenti
eventualmente presenti cercando di controllare le scene di panico che verranno a crearsi.
7. Verificare che l’evacuazione sia completa e nessuno si trovi nei servizi igienici o in altri locali
non sorvegliati.
8. Dirigersi, al termine dell’evacuazione, verso il punto di raccolta esterno e procedere con il
censimento delle persone evacuate. Il punto di raccolta dell’Istituto Ecole Hoteliere si
trova nel cortile retrostante la struttura.
9. Dichiarare la fine dello stato di emergenza al ripristino delle condizioni di normalità.
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prot. n° 103/13 sqsc
Scheda n° 2
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI INCENDIO
ADDETTI ANTINCENDIO
L’ADDETTO ANTINCENDIO non appena avverte il richiamo di allarme incendio o il
segnale proveniente dalla centralina di rilevazione fumi deve:
1. Recarsi immediatamente sul luogo dell’emergenza e verificare la natura dell’evento.
2. In caso di
spalle:
a.
b.
c.
situazione di pericolo controllabile e se si ha la garanzia di una via di fuga alle
Allontanare le persone non interessate all’intervento
Allontanare dal luogo dell’incendio i materiali combustibili
Provare ad estinguerlo usando i più vicini estintori
3. In caso di situazione di pericolo non controllabile che richieda l’abbandono dei locali con
immediatezza, diramare l’allarme e chiamare telefonicamente i soccorsi secondo.
4. Attendere le disposizioni del Responsabile dell’Emergenza circa le chiamate dei soccorsi, la
diffusione dell’allarme, la disattivazione degli impianti, l’accompagnamento delle persone verso
l’esterno.
5. Nel caso in cui il Responsabile dell’Emergenza ordini l’evacuazione, collaborare all’evacuazione
ordinata dei dipendenti e del pubblico mantenendo l’ordine e la calma dando la precedenza ed
il sostegno alle persone con maggiori difficoltà.
6. Aprire le porte che si trovano lungo le vie di esodo e tenere d’occhio le zone dove nessuno
dovrà dirigersi (corridoi ciechi, locali tecnici, piani interrati, etc.).
7. Collaborare con il Responsabile dell’Emergenza alla verifica della completa evacuazione
dell’edificio.
8. Dirigersi verso l’uscita di emergenza, percorrendo l’itinerario previsto dalle planimetrie di piano.
9. Dirigersi verso il punto di raccolta esterno individuato. Il punto di raccolta dell’Istituto
Ecole Hoteliere si trova nel cortile retrostante la struttura.
10. Aspettare all’esterno, nel punto di raccolta, l’arrivo dei Vigili del Fuoco.
IN CASO DI INCENDIO RICORDARSI DI:
• mantenere la calma evitando scene di panico.
• limitare la propagazione del fumo e dell’incendio chiudendo le porte di accesso.
• in presenza di fumo camminare chinati e proteggere naso e bocca con un fazzoletto,
preferibilmente bagnato, e orientarsi tramite il contatto con le pareti per raggiungere un luogo
sicuro.
• non percorrere le vie di esodo in direzione opposta ai normali flussi di evacuazione (es.
discesa/salita).
• non aprire le finestre.
• non usare l’ascensore.
• non occupare la linea telefonica.
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Scheda n° 3
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI INCENDIO
PERSONALE DOCENTE
Al segnale d’allarme TUTTO IL PERSONALE DOCENTE presente nelle aule deve:
1. Interrompere immediatamente ogni attività.
2. Se ci si trova in cucina o si stanno utilizzando attrezzature nei laboratori, assicurarsi che gli
studenti chiudano tutti i rubinetti del gas e che spengano tutti i fuochi e le attrezzature di
lavoro.
3. Raccogliere il registro delle presenze.
4. Disporre gli allievi in fila individuando un allievo apri - fila e uno chiudi – fila.
5. Avviarsi verso la porta di uscita trascurando il recupero di oggetti personali, cappotti, ecc.
6. Coordinare le fasi dell’evacuazione della classe verificando che gli eventuali allievi portatori di
handicap stiano collaborando o ricevano l’adeguata assistenza.
7. Organizzarsi in modo tale che il docente presente in classe chiuda la fila degli studenti
controllando che tutti escano dall’aula e chiudendo tutte le finestre e le porte.
8. Dirigersi verso l’uscita di emergenza, percorrendo l’itinerario previsto dalle planimetrie di piano.
9. Dirigersi verso il punto di raccolta esterno. Il punto di raccolta dell’Istituto Ecole
Hoteliere si trova nel cortile retrostante la struttura.
10. Non rientrare nell’edificio prima della dichiarazione della fine dello stato di emergenza da parte
del Responsabile.
IN CASO DI INCENDIO RICORDARSI DI:
• mantenere la calma evitando scene di panico.
• limitare la propagazione del fumo e dell’incendio chiudendo le porte di accesso.
• in presenza di fumo camminare chinati e proteggere naso e bocca con un fazzoletto,
preferibilmente bagnato, e orientarsi tramite il contatto con le pareti per raggiungere un luogo
sicuro.
• non percorrere le vie di esodo in direzione opposta ai normali flussi di evacuazione (es.
discesa/salita).
• non aprire le finestre.
• non usare l’ascensore.
• non occupare la linea telefonica.
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Scheda n° 4
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI INCENDIO
TUTTO IL PERSONALE NON DOCENTE
Al segnale d’allarme TUTTO IL PEROSNALE NON DOCENTE presente deve:
1. Interrompere immediatamente ogni attività.
2. Se ci si trova in cucina o si stanno utilizzando attrezzature, assicurarsi di chiudere tutti i
rubinetti del gas e di spegnere tutti i fuochi e le attrezzature di lavoro.
3. Avviarsi verso la porta di uscita trascurando il recupero di oggetti personali, cappotti, ecc.
4. Chiudere le finestre e le porte della stanza in cui ci si trova.
5. Dirigersi verso l’uscita di emergenza, percorrendo l’itinerario previsto dalle planimetrie di piano.
6. Dirigersi verso il punto di raccolta esterno. Il punto di raccolta dell’Istituto Ecole
Hoteliere si trova nel cortile retrostante la struttura.
7. Non rientrare nell’edificio prima della dichiarazione della fine dello stato di emergenza da parte
del Responsabile.
IN CASO DI INCENDIO RICORDARSI DI:
• mantenere la calma evitando scene di panico.
• limitare la propagazione del fumo e dell’incendio chiudendo le porte di accesso.
• in presenza di fumo camminare chinati e proteggere naso e bocca con un fazzoletto,
preferibilmente bagnato, e orientarsi tramite il contatto con le pareti per raggiungere un luogo
sicuro.
• non percorrere le vie di esodo in direzione opposta ai normali flussi di evacuazione (es.
discesa/salita).
• non aprire le finestre.
• non usare l’ascensore.
• non occupare la linea telefonica.
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Scheda n° 5
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI INFORTUNIO/MALORE IMPROVVISO
TUTTO IL PERSONALE
Tutto il personale non appena avverte l’allarme di emergenza sanitaria deve:
1. Recarsi immediatamente sul luogo dell’emergenza, chiamare immediatamente il personale
infermieristico o l’Addetto al primo soccorso e avvertire il Responsabile dell’emergenza.
2. Accertata la causa, se l’evento è di lieve entità, collaborare con il personale infermieristico o
con l’Addetto al primo soccorso secondo le disposizioni da questi impartite.
3. Se l’evento non è lieve o non si è in condizione di dare soccorso e comunque in caso di perdita
di coscienza deve:
⇒ effettuare la chiamata di soccorso al “118”
⇒ non abbandonare la persona colpita, ma tranquillizzarla e attendere l’arrivo del personale
specializzato
⇒ collaborare e informare il personale sanitario sull’accaduto, sulle eventuali patologie del
paziente
IN CASO DI INTERVENTI DI PRONTO SOCCORSO RICORDARSI DI:
• fatta eccezione per i casi in imminente pericolo di vita non cercare di aiutare la vittima, non
spostarla e non darle nulla da bere;
• adottare le cautele per la propria incolumità;
• indossare i Dispositivi di Protezione Individuale necessari (guanti, etc.);
• evitare il contatto con il sangue e con i liquidi biologici allo scopo di evitare l’esposizione ad
agenti infettanti;
• non allarmare inutilmente gli utenti con grida di aiuto o atti di disperazione;
• nel caso di persona folgorata eliminare subito la tensione dall’impianto prima di effettuare
qualunque intervento
• in caso di traumi mantenere l’infortunato in posizione di sicurezza in attesa dell’arrivo dei
soccorsi.
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Scheda n° 6
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI INFORTUNIO/MALORE IMPROVVISO
ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO/PERSONALE INFERMIERISTICO
L’ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO non appena avverte l’allarme di emergenza sanitaria deve:
1. Recarsi immediatamente sul luogo dell’emergenza.
2. Non agire mai impulsivamente ma, prima di tutto, tentare di individuare la causa dell’infortunio
o malore.
3. Accertata la causa, se l’evento è di lieve entità, deve:
⇒ prestare soccorso secondo le istruzioni di pronto soccorso
⇒ chiedere al collega più vicino di informare il Responsabile dell’Emergenza sull’andamento
della situazione di emergenza
4. Se
⇒
⇒
⇒
l’evento non è lieve o non si è in condizione di dare soccorso deve:
chiedere, al collega più vicino di effettuare la chiamata di soccorso al “118”
chiedere al collega più vicino avvertire il Responsabile dell’Emergenza
non abbandonare la persona colpita, ma tranquillizzarla e attendere l’arrivo del personale
specializzato
⇒ collaborare e informare il personale sanitario sull’accaduto, sulle eventuali patologie del
paziente
•
•
•
•
•
•
•
IN CASO DI INTERVENTI DI PRONTO SOCCORSO RICORDARSI DI:
fatta eccezione per i casi in imminente pericolo di vita non cercare di aiutare la vittima, non
spostarla e non darle nulla da bere;
adottare le cautele per la propria incolumità;
indossare i Dispositivi di Protezione Individuale necessari (guanti, etc.);
evitare il contatto con il sangue e con i liquidi biologici allo scopo di evitare l’esposizione ad
agenti infettanti;
non allarmare inutilmente gli utenti con grida di aiuto o atti di disperazione;
nel caso di persona folgorata eliminare subito la tensione dall’impianto prima di effettuare
qualunque intervento
in caso di traumi mantenere l’infortunato in posizione di sicurezza in attesa dell’arrivo dei
soccorsi.
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Scheda n° 7
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI TERREMOTO
TUTTO IL PERSONALE
1. Restare calmi e prepararsi a fronteggiare la possibilità di ulteriori scosse.
2. Invitare gli utenti a trovare riparo sotto una trave o nel vano di una porta che si apre in un
muro maestro.
3. Non muoversi fino a quando la scossa non è terminata.
4. Se le vie di esodo risultano accessibili e percorribili in sicurezza procedere con l’evacuazione
dando la precedenza ed il sostegno agli utenti con maggiori difficoltà.
5. Dirigersi verso il punto di raccolta esterno prestabilito.
6. Collaborare con il Responsabile dell’emergenza alla verifica della completa evacuazione della
struttura.
7. Verificare che l’evacuazione della struttura sia completa.
8. Non rientrare nell’edificio prima della dichiarazione della fine dello stato di emergenza.
IN CASO DI TERREMOTO RICORDARSI DI:
• allontanare gli utenti dalle finestre, specchi, vetrine, lampadari, scaffali di libri, strumenti,
apparati elettrici.
• stare attenti alla caduta di oggetti;
• spostarsi lungo i muri;
• controllare attentamente la presenza di crepe. Le crepe orizzontali sono più pericolose di quelle
verticali perché indicano che le mura sono sollecitate verso l’esterno;
• non usare accendini o fiammiferi perché le scosse potrebbero aver fratturato le tubazioni del
gas.
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Scheda n° 8
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI ALLAGAMENTO/ALLUVIONE
TUTTO IL PERSONALE
Chiunque venga avvertito dalla Protezione Civile a mezzo telefono o qualora ritenga di essere in
una situazione di emergenza allagamento deve:
1. Richiamare l’attenzione di tutti gli operatori presenti informandoli delle eventuali procedure
concordate con gli enti di soccorso.
2. Nel caso in cui non sia stato possibile comunicare con gli enti di soccorso:
⇒ Procedere con l’evacuazione dando la precedenza ed il sostegno agli utenti con maggiori
difficoltà
⇒ Disattivare l’impianto elettrico nei locali minacciati dall’acqua
3. Nel caso in cui sia disposta l’evacuazione della struttura accompagnare gli utenti in prossimità
delle uscite di emergenza ma rimanere all’interno dell’edificio fino all’arrivo dei mezzi di
soccorso.
4. All’arrivo dei mezzi di soccorso dare l’ordine di uscire dall’edificio e avviarsi al punto di raccolta
concordato con gli enti di soccorso (ricordare di comunicare che la via di accesso al punto di
raccolta risulta inaccessibile ad un mezzo di grosse dimensioni!).
5. In caso di smarrimento di qualsiasi persona, prendere tutte le informazioni e comunicarle agli
enti di soccorso.
6. Non rientrare nell’edificio prima del ripristino delle condizioni di normalità.
IN CASO DI ALLAGAMENTI RICORDARSI DI:
• chiudere i rubinetti del gas e l’interruttore generale della corrente elettrica;
• non contribuire a diffondere informazioni non verificate.
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Scheda n° 9
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI NUBE TOSSICA
TUTTO IL PERSONALE
chiunque si accorga del rilascio di sostanze pericolose nell’aria deve:
1. Restare calmi.
2. Interrompere immediatamente ogni attività.
3. Chiudere le finestre
4. Condurre gli ospiti al riparo negli ambienti più interni.
5. Cercare di respirare attraverso un panno umido, lentamente e il meno a fondo possibile.
6. Seguire con attenzione le indicazioni fornite dalle Autorità attraverso altoparlanti, radio, ecc.
IN CASO DI NUBE TOSSICA RICORDARSI DI:
•
•
non occupare la linea telefonica.
non contribuire a diffondere informazioni non verificate.
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Scheda n° 10
PROCEDURA DA ADOTTARE IN CASO DI EMERGENZA NEVE
TUTTO IL PERSONALE
1. Contattare il servizio neve comunale affinché provveda allo sgombero neve fino all’ingresso
dell’edifici.
2. Sgomberare la neve davanti alle porte di emergenza e nel punto di raccolta.
3. Distribuire il sale lungo il percorsi presenti nel cortile della struttura.
IN CASO DI EMERGENZA NEVE RICORDARSI DI:
• lasciare le autovetture in strada mantenuta sgombera dal servizio neve.
• non contribuire a diffondere informazioni non verificate.
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Scheda n° 11
PROCEDURA DA ADOTTARE PER CHIEDERE L’INTERVENTO
DEI VIGILI DEL FUOCO (115) E PER FORNIRE LE NECESSARIE
INFORMAZIONI AL LORO ARRIVO
La segnalazione deve contenere precise e sintetiche indicazioni sull’evento, sulla sua entità
e luogo.
Il Messaggio deve contenere almeno questi dati:
1.
LUOGO DELLA CHIAMATA E
NUMERO DI TELEFONO
2.
TIPO DI EMERGENZA
3.
PERSONE COINVOLTE/FERITI
4.
STADIO DELL’EVENTO
5.
INDICAZIONI SUL PERCORSO
6.
CHI HA EFFETTUATO LA
CHIAMATA
Nb: Gli enti di soccorso devono essere informati in merito ai restringimenti che
potrebbero compromettere l’accesso degli automezzi nella strada privata, quindi
richiedere mezzi di soccorso di piccole dimensioni.
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Scheda n° 12
PROCEDURA DA ADOTTARE PER CHIEDERE L’INTERVENTO
DI PRONTO SOCCORSO (118)
La segnalazione deve contenere precise e sintetiche indicazioni sull’evento, sulla sua entità
e luogo.
Il Messaggio deve contenere almeno questi dati:
1.
LUOGO DELLA CHIAMATA E
NUMERO DI TELEFONO
2.
TIPO DI INFORTUNIO/MALORE
(specificare se è una emergenza
di tipo psichiatrico)
3.
PERSONE COINVOLTE/FERITI
4.
INDICAZIONI SULLO STATO
DELL’INFORTUNATO:
assenza di respirazione;
assenza di battito cardiaco;
assenza di coscienza;
presumibile infarto;
presumibile avvelenamento;
ha dolore alla schiena, al collo;
ecc.
5.
INDICAZIONI SUL PERCORSO
6.
CHI HA EFFETTUATO LA
CHIAMATA
Nb: Gli enti di soccorso devono essere informati in merito ai restringimenti che
potrebbero compromettere l’accesso degli automezzi nella strada privata, quindi
richiedere mezzi di soccorso di piccole dimensioni.
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Scheda n° 13
MODULO DI REGISTRAZIONE STATI DI EMERGENZA E SIMULAZIONI
DATA
DESCRIZIONE DELL’EVENTO
PERSONA CHE HA DATO L’ALLARME
ALTRE PERSONE PRESENTI
ORA DELLA SEGNALAZIONE
INCARICATO INTERVENUTO
AZIONI INTRAPRESE
RICHIESTA DI SOCCORSI
SI
NO
ORA DI ARRIVO DEI SOCCORSI
AZIONI INTRAPRESE DAI SOCCORRITORI
ORA DI CONCLUSIONE DELLE OPERAZIONI DI EVACUAZIONE
DANNI ALLE PERSONE
DANNI ALLE COSE (ANCHE CAUSATI DA TERZI)
INEFFICIENZE RISCONTRATE
PROBABILI CAUSE DELL’EVENTO
COMPILATO DA
DATA DI COMPILAZIONE
ALLEGATI
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Allegato 1
NUMERI TELEFONICI DI EMERGENZA
POLIZIA
tel.
113
CARABINIERI
tel.
112
VIGILI DEL FUOCO
tel.
115
EMERGENZA SANITARIA
tel.
118
ITALGAS
segnalazione fughe di gas
tel.
800900999
PREFETTURA DI AOSTA
tel.
0165274403
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Allegato 2
LA SEGNALETICA DI SICUREZZA
Segnaletica di Salvataggio
direzione uscita
d’emergenza
uscita
d’emergenza
freccia di
direzione
pronto soccorso
scala d’emergenza
naspo
idrante
Segnaletica antincendio
allarme
antincendio
estintore
estintore
carrellato
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Allegato 3
INTERVENTO CON UN ESTINTORE PORTATILE
⇒ verificare
che
l’estinguente
contenuto nell’estintore sia adatto
al tipo di incendio;
⇒ rimuovere l’estintore dal supporto;
⇒ togliere la sicura dell’estintore;
⇒ azionare il comando di apertura
impugnando la maniglia di sostegno
e il tubo erogatore;
⇒ dirigere il getto alla base delle
fiamme (tenere l’estintore quanto
possibile verticale ed
evitare di
capovolgerlo);
⇒ tenere presente che un estintore da
9 Kg di polvere (21A - 69B) ha una
durata di funzionamento di circa 10
secondi ed è in grado di spegnere
una superficie incendiata di circa
1,5m2;
⇒ agire in progressione iniziando a
dirigere il getto sulle fiamme più
vicine per poi proseguire verso
quelle più distanti ;
⇒ durante
l’erogazione
muovere
leggermente a ventaglio l’estintore
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Allegato 4
TECNICHE DI ASSISTENZA SPONTANEA NEI CONFRONTI PERSONE
DISABILI IN SITUAZIONI DI EMERGENZA
DISABILITA’ DELLA VISTA
Quando assistete una persona con disabilità della vista, vi sono alcune regole di base da seguire
per essere più efficaci ed efficienti.
 Annunciate la vostra presenza e parlate con voce ben distinta e comprensibile, quando entrate
nel locale in cui si trova il disabile;
 Parlate naturalmente e direttamente alle persone e non attraverso una terza persona; non
urlate;
 Non abbiate timore ad usare parole come vedere, guardare o cieco;
 Offrite assistenza, ma fate si che la persona vi spieghi di cosa ha bisogno;
 Descrivete in anticipo le azioni che state per intraprendere;
 Lasciate che la persona in questione afferri leggermente il vostro braccio e la vostra spalla per
farsi guidare (essa può scegliere di camminare leggermente dietro di voi, per valutare la
reazione del vostro corpo agli ostacoli);
 Ricordatevi di annunciare ad alta la presenza di scale di passaggi ristretti, di rampe, ecc;
 Quando guidate un disabile visivo ad un sedile, mettete la mano della persona sullo schienale
del sedile;
 Se state guidando contemporaneamente parecchie persone con disabilità visive, chiedete ad
ognuno di tenere la mano dell’altro;
 Accertatevi che, dopo aver abbandonato l’edificio, i disabili visivi non vengano abbandonati a
loro stessi, ma siano tutti condotti in un posto sicuro, dove un collega potrà rimanere con loro
fino al termine dell’emergenza.
DISABILITA’ DELL’UDITO
Quando avete a che fare con persone con disabilità dell’udito, tenete conto dei seguenti aspetti:
 Accendete e spegnete la luce quando entrate in un locale, per richiamare l’attenzione della
persona;
 Stabilite un contatto visivo con gli occhi della persona, anche se è presente un interprete;
 Mettetevi con la faccia alla luce, non copritevi inavvertitamente il volto, non girate la vostra
faccia e non masticate mai la gomma americana;
 Usate espressioni facciali e gesti manuali per sottolineare ciò che state dicendo;
 Controllate se siete ben capiti e ripetete, se necessario;
 Offrite carta e penna, scrivete lentamente e lasciate che la persona legga mente voi scrivete; le
comunicazioni scritte possono essere molto importanti, se non riuscite a capire ciò che vi sta
dicendo il disabile;
 Non permettete che altri vi interrompano o si mettano a scherzare, quando state trasferendo
informazioni di emergenza;
 Siate pazienti, perché la persona in questione può avere difficoltà a comprendere l’urgenza del
messaggio.
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DISABILITA’ DELL’APPRENDIMENTO
Le persone con disabilità dell’apprendimento possono avere difficoltà nel riconoscere o nell’essere
motivate ad agire, in caso di emergenza, da parte di personale di soccorso non addestrato.
Esse possono avere difficoltà nell’eseguire istruzioni piuttosto complesse o che coinvolgono più di
una breve sequenza di semplici azioni.
I possibili suggerimenti sono:
 La loro percezione visiva di istruzioni scritte o di pannelli può essere confusa;
 Il loro senso di direzione può essere limitato e potrebbero avere bisogno di qualcuno che li
accompagna;
 Le istruzioni e le informazioni devono essere suddivise in semplici fasi successive: siate molto
pazienti;
 Bisogna usare segnali semplici o simboli immediatamente comprensibili, ad esempio segnali
grafici universali;
 L’abilità di una persona di capire il parlato spesso è più sviluppata del proprio vocabolario,
quindi non parlate mai di una persona disabile a terzi, in sua presenza;
 Ogni individuo deve essere trattato come un adulto, che ha un problema di apprendimento;
 Non parlate loro con sufficienza e non tratteli come bambini.
DISABILITA’ DEL MOVIMENTO
E’ meglio non interferire con le persone che si stanno spostando e che palesemente sanno
cavarsela da sole.
Se dovete assistere una persona in carrozzella, cercate di evitare di sottoporre a pressione gli arti
della persona ed il torace. Questa pressione può causare degli spasmi dolorosi ed anche rendere
difficoltosa la respirazione. Il trasportare qualcuno sulle vostre spalle (il cosiddetto trasporto del
pompiere) crea una elevata pressione sul torace del trasportato e può mettere molte persone in
difficoltà respiratorie, soprattutto se hanno delle disabilità di ordine neurologico od ortopedico.
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Allegato 5
PERSONE CHE HANNO BISOGNO DI UN’ASSISTENZA PARTICOLARE
IN CASO DI EMERGENZA
Cognome e Nome
Camera
Precauzioni da adottare in caso di emergenza
(es: accompagnare per mano, parlare ad alta voce, ecc)
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Allegato 6
SOLLEVAMENTO DEL POMPIERE ED
ALTRE MODALITA’ DI TRASPORTO DEGLI INFORTUNATI
1
2
3
4
5
Sistemazione provvisoria del ferito con
sospetta
frattura
della
colonna
vertebrale
Trasporto dell’infortunato
soccorritori
con
più
Modalità
di
presa
da
posizionamento su barella
Sollevamento
dell’infortunato
posizionamento su barella
e
Trasporti improvvisati senza barella:
1. Sollevamento del pompiere
2. Utilizzo di una sedia
3. Trasporto del ferito sulle spalle
4. Simulazione di un seggiolino con le braccia incrociate
terra
e
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SPAZIO PER NOTE, REVISIONI, INDICAZIONI AGGIUNTIVE
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Allegato 7
PLANIMETRIE
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PIANO INTERRATO
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PIANO TERRA
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PIANO PRIMO
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PIANO SECONDO
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