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NAVIGAZIONE
1
DENOMINAZIONI GEOGRAFICHE:
Come tutti noi sappiamo la terra è leggermente schiacciata ai poli avendo così una forma ellissoide detta
GEOIDE.
Per nostra semplicità, però, la considereremo perfettamente sferica. Gli elementi terrestri che dovremo
imparare a conoscere sono:
1. POLI:
2.
3.
4.
5.
6.
i punti di intersezione tra la crosta terrestre e l’asse di rotazione della terra
dove passano tutti i meridiani.
MERIDIANI:
i circoli massimi uscenti dai poli. Essendo tutti uguali, è necessario
individuarne uno in particolare ove iniziare a contarli; questo è il
meridiano fondamentale di GREENWICH che divide la terra in due
emisferi EST a destra ed OVEST a sinistra.
EQUATORE:
il circolo massimo (*) perpendicolare ai meridiani che divide la terra nei due
emisferi NORD e SUD.
PARALLELI:
i circoli minori paralleli all’equatore.
TROPICI:
del CANCRO ( Lat. 23° 27’N ) e del CAPRICORNO ( Lat. 23° 27’S ) che
identificano la fascia tropicale.
CIRCOLI POLARI: i paralleli di Lat. 66° 33’ N/S che determinano le calotte polari.
(*) Per circolo massimo si intende un circolo il cui raggio parte dal centro della terra.
COORDINATE GEOGRAFICHE:
Non essendo sempre possibile avere a disposizione dei punti cospicui a terrestri, per trovare la nostra
posizione in mare, dobbiamo immaginare la terra ingabbiata in un reticolo formato dai meridiani e
paralleli. Gli elementi fondamentali sono l’EQUATORE ed il MERIDIANO DI GREENWICH.
Essi fungono esattamente come due assi cartesiani solo che al posto delle ascisse e delle ordinate
abbiamo la LATITUDINE (φ) e la LONGITUDINE (λ).
Per Latitudine di un punto s’intende: L’ARCO DI MERIDIANO COMPRESO TRA
L’EQUATORE ED IL PARALLELO PASSANTE PER ILPUNTO CONSIDERATO. SI
CONTA DA 0°A 90° VERSO N O VERSO S.
Per longitudine di un punto s’intende: L’ARCO DI EQUATORE COMPRESO TRA IL
MERIDIANO FONDAMENTALE DI GREENWICH ED IL MERIDIANO PASSANTE PER
IL PUNTO CONSIDERATO. SI CONTA DA 000° A 180° VERSO E O VERSO W (W
dall’inglese west).
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IMPORTANTE: la Longitudine è contata sull’equatore e NON sul parallelo, poiché come
ampiezza angolare sono uguali ma le lunghezze sono diverse per la convergenza dei meridiani verso i
poli.
La distanza tra due paralleli qualsiasi è detta DIFFERENZA DI LATITUDINE (Δ φ) ed è espressa
dalla seguente formula:
Immaginando di navigare per meridiano: con φ’ s’identifica la Lat. del punto d’arrivo mentre con φ
quella di partenza. Tale operazione è ALGEBRICA poiché si deve tener conto dei segni di φ’ e φ
considerando N + e S -. Il segno risultante di Δφ (+o-) darà la direzione in che stiamo seguendo: se +
N se – S.
La distanza tra due meridiani qualsiasi, invece, è detta DIFFERENZA DI LONGITUDINE (Δλ) ed è
espressa dalla seguente formula:
Come per la formula precedente immaginiamo di navigare sull’equatore: con λ’si identifica la Long.
del punto di arrivo mentre con λ quella di partenza. Anche questa, ovviamente, è ALGEBRICA
considerando E + e W-. Il segno di Δλ darà la direzione che stiamo seguendo: se + E se – W.
Come si è
già detto
l’Equatore
ed il
meridiano
di
Greenwich
possono
essere
considerati
come due assi cartesiani che dividono la sfera terrestre in quattro quadranti I, II, III e IV identificabili
anche con i segni matematici + e –
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I NUMERI SESSAGESIMALI:
I numeri sessagesimali sono in sessantesimi come ore, minuti e secondi del nostro orologio.
1°, infatti, sono 60’ ed 1’ 60”.
Dopo questa precisazione possiamo provare a fare qualche operazione come, ad esempio, trasformare
in decimale e viceversa un numero complesso e, almeno per le nostre esigenze, fare addizioni e
sottrazioni.
Supponiamo di dover trasformare in decimale il seguente numero complesso:
25° 32’ 16”
essendo in sessantesimi cominceremo col dividere i 16” per 60 come segue
16”: 60 = 0.27 a questo punto avremo 25° 32’,27 ora divideremo 32’,27 per 60 ed avremo:
32’,27 : 60 = 0,538 ottenendo così 25°,538.
Per l’operazione opposta proviamo a trasformare 25°,538 in complesso.
Prendiamo solo la parte decimale moltiplicandola per 60 e in altre parole:
0,538 * 60 = 32’,28 avendo così 25° 32’,28 ora, sempre solo i decimali, li moltiplicheremo ancora per
60
0,28 * 60 = 16,8 ottenendo così 25° 32’ 16”.
Per aggiungere o sottrarre due numeri sessagesimali si agisce normalmente come per una
normalissima addizione o sottrazione solo che al posto di lavorare con unità, decine e centinaia
lavoreremo con gradi, primi e secondi ovvero di 60 in 60.
Per esempio proviamo ad addizionare
25° 32’ 16” + 13° 37’50” = 39° 10’ 06”
mettiamo in colonna i numeri ed avremo:
25° 32’ 16” +
13° 37’ 50”
38° 69’ 66” ovvero 66” – 60” (1’) = 1’ 06” e quindi: 38°
70’ 06” ma 70’ – 60’ (1°) = 1° 10’ di conseguenza avremo 39° 10’ 06”.
Facendo la riprova, e quindi la differenza, avremo:
39° 10’ 06” – 13° 37’ 50” = 25° 32’ 16”
mettiamo, ancora una volta. In colonna i numeri:
39° 10’ 06” –
13° 37’ 50”
25° 32’ 16” ovvero 39° 09’ 66” –
13° 37’ 50”
26° 32’ 16” ovvero 38° 69’ 66” 13° 37’ 50”
25° 32’ 16”
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ROTTA E PRORA:
Per rotta di un’imbarcazione s’intende l’effettivo percorso che questa percorre indipendentemente
dalla nostra volontà. Per definizione la rotta, o più propriamente L’ANGOLO DI ROTTA, è
L’ANGOLO COMPRESO TRA IL NORD VERO E LA DIREZIONE SEGUITA DALLA
PROIEZIONE DEL BARICENTRO DELLA NAVE SUL FONDO MARINO. La rotta, quindi, è
riferita all’effettivo spostamento che l’imbarcazione ha rispetto al fondo marino. Si conta
circolarmente da 000° a 360° in senso orario, oppure quadrantalmente dai cardini N o S verso i cardini
E o W.
Una rotta di 060°, come quella in figura può essere letta anche N 60° E così una rotta di 132° S 48° E
(180° - 132° = 48°) oppure una di 197° S 17° W ( 197° - 180° = 17°) e così una di 285° N 75° W
(360° - 285° = 75°).
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Per PRORA, invece, s’intende L’ ANGOLO COMPRESO TRA IL CARDINE N E L’ASSE
LONGITUDINALE DELL’IMBARCAZIONE SI CONTA DA 000° A 360° IN SENSO
ORARIO. Rotta e prora possono coincidere solo nel caso in cui non vi sono elementi esterni, quali
vento e corrente, che possano deviare la nave dal percorso stabilito sulla carta nautica.
CENNI DI MAGNETISMO TERRESTRE
I valori della rotta e/o della prora li abbiamo sempre riferiti al Nord vero vale a dire quello geografico
e di conseguenza valori che vanno riportati sulla carta nautica. A bordo delle nostre imbarcazioni da
diporto, però, non abbiamo strumenti tali, come la GIROBUSSOLA, che ci possono indicare
immediatamente la direzione del Nv ma soltanto delle bussole magnetiche.
Le bussole sono strumenti che lavorano magneticamente grazie al CAMPO MAGNETICO
TERRESTRE. Dobbiamo immaginare, quindi, che all’interno del nostro pianeta ci sia un enorme
magnete capace, appunto, di influenzare gli aghi calamitati delle bussole ed indirizzarli verso la
direzione del NORD MAGNETICO. A questo punto possiamo identificare i POLI MAGNTICI
come i PUNTI DI INTERSEZIONE TRA LA CROSTA TERRESTRE E L’ASSE
MAGNETICO PER I QUALI PASSANO I MERIDIANI MAGNETICI.
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L’ago della bussola di conseguenza, in assenza di altri errori, si dirigerà verso il NORD
MAGNETICO (Nm) e non versi il NORD VERO (Nv).
PV=PM +d PM=PV-d
L’angolo compreso tra il meridiano vero ed il meridiano magnetico è detto DECLINAZIONE
MAGNETICA (d). Tale valore, rilevabile dalla carta nautica, E’ VARIABILE NEL TEMPO E
NELLO SPAZIO E PUO’ ESSERE RIVOLTO VERSO E O VERSO W (+/-). La variabilità di
questo valore nel tempo è dovuto che i poli magnetici non sono statici ma in continuo movimento.
L’ago della bussola si dirige verso il Nm solo se non ci sono altri motivi di disturbo quali, ad esempio,
i ferri della nave o altri che si possono trovare in vicinanza della bussola. L’errore dovuto a questa
causa è detto DEVIAZIONE MAGNETICA (δ) E PUO’ ESSERE POSITIVO O NEGATIVO. La
deviazione è calcolata da un tecnico specializzato chiamato COMPENSATORE che ha il
compito,appunto, di COMPENSARE LA BUSSOLA tramite i GIRI DI BUSSOLA.
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Al termine di questa complessa operazione il tecnico compilerà una tabella detta TABELLA DELLE
DEVIAZIONI o di COMPENSAZIONE.
La deviazione, come dice il termine stesso, devia ulteriormente l’ago della bussola portandolo in una
direzione diversa dal Nm detta NORD BUSSOLA (Nb) .
Pb=Pm - § Pm=Pb+§
L’angolo Nv Nb è detto VARIAZIONE ed è uguale a:
V=d+δ
TALE OPERAZIONE E’ ALGEBRICA POICHE’ SI DEVE TENER CONTO DEI RELATIVI
SEGNI DI d e δ.
Conoscendo i valori di d e δ sarà semplice ricavare le formule di correzione e conversione delle
prore, ovvero trasformare la Pb in Pv e viceversa.
essendo:
Pv – Pb = V perciò
Pv = Pb + V e
Pb = Pv – V
Per esempio se si volesse trasformare la Pv di 115° in Pb avendo d = 1° 40’ E e δ= 03° 24’E
avremo:
Pv = 115°
- d = -1° 40’
dalla carta nautica
Pm = 113° 20’
- δ = - 3° 24’
dalla tabella delle deviazioni
Pb= 109° 56’
Per il calcolo inverso
Pb =
+ δ=
Pm =
+ d=
Pv =
109° 56’
+3° 24’
113° 20’
+1° 40’
115° 00’
dalla tabella delle deviazioni
dalla carta nautica
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IMPORTANTE:nella tabella delle deviazioni, riportata di seguito, si DEVE ENTRARE
ESCLUSIVAMENTE CON IL VALORE DELLA Pm o Pb POICHE’ E’ FORMULATA IN
FUNZIONE DELLA PRORA!!
ESEMPIO DI TABELLA DELLE DEVIAZIONI
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LA BUSSOLA MAGNETICA:
La bussola magnetica di navigazione è lo strumento che a bordo ci consente di individuare la direzione
del Nm o del Nb. Con le formule di correzione, come abbiamo visto, possiamo ricavare i valori veri in
altre parole quelli riferiti al Nv. La bussola può essere a liquido o ha secco, a seconda se la rosa dei
venti, l’elemento principale dello strumento che ci permette di leggere la direzione che stiamo
seguendo, galleggia in un liquido oppure poggia su un ago, detto puntale, per mezzo di un cappellotto
posto al centro della rosa stessa, libera di ruotare con il minimo attrito. La rosa dei venti dovrà essere
di materiale leggerissimo e sotto di essa dovranno essere posti gli aghi magnetici per indirizzarla vero
il Nm o Nb. La struttura che contiene la rosa si chiama MORTAIO il quale appoggia sulla
CHIESUOLA dove, a bordo delle navi, saranno disposti i magneti di compensazione. A bordo delle
nostre imbarcazioni, possiamo avere anche la bussola a TORCIA per essere facilmente usate per fare
rilevamenti in navigazione costiera.
NAVIGAZIONE STIMATA, RILEVAMENTI E PUNTI NAVE:
La navigazione stimata è quella che si fa quando non è possibile stabilire con certezza la nostra
posizione in mare. Si pratica stimando la propria posizione in base alla velocità, data dal solcometro,
( lo strumento che ci permette di stabilire la nostra velocità ), dopo un determinato tempo di
navigazione. Così se si deve percorrere una traversata di 32 mg, ad esempio, e si suppone di avere una
velocità di 8 Kn si potrà stimare di arrivare dopo 4 ore di navigazione. Sulla carta nautica metteremo
così i punti nave stimati ora dopo ora. Il simbolo da utilizzare per individuare un punto stimato sulla
carta è > o < secondo la direzione che stiamo seguendo.
Quando invece è possibile stabilire con esattezza il PUNTO NAVE (Pn), cioè la reale posizione che
abbiamo, siamo obbligati a farlo poiché vento e corrente potrebbero portare fuori rotta la nostra
imbarcazione andando da tutt’altra parte rispetto a quella prefissata.
Il Pn può essere calcolato nei seguenti modi:
1. Con almeno due rilevamenti.
2. Con un rilevamento ed una distanza.
3. Con un rilevamento ed una batimetria.
4. Con un allineamento ed un rilevamento.
Il simbolo da utilizzarsi per il Pn è O. I Pn con rilevamenti si possono fare solamente se stiamo
facendo navigazione costiera cioè abbastanza vicini alla costa da poter utilizzare punti noti riportati,
ovviamente, sulla carta come scogli, monti, punte, moli, campanili, ecc.
Il RILEVAMENTO (Ril), o LUOGO DI POSIZIONE, è L’ANGOLO FORMATO TRA LA
DIREZIONE DEL Nv (meridiano dell’imbarcazione) E LA CONGIUNGENTE OGGETTO
NOTO OSSERVATORE, SI CONTA DA 000° A 360° IN SENSO ORARIO.
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Il rilevamento viene anche detto LUOGO DI POSIZIONE poiché in qualunque punto di esso noi ci
troveremo leggeremo SEMPRE lo stesso valore angolare. Dopo questa precisazione e, guardando
attentamente la figura soprastante, ci possiamo facilmente rendere conto che un rilevamento solo non
è sufficiente a stabilire con esattezza la nostra posizione ma occorre necessariamente almeno un altro
elemento per identificarne il punto esatto in cui ci troviamo. Il secondo elemento, da incrociare col
rilevamento, potrà essere, come si è visto sopra, un altro rilevamento, una distanza, una batimetria o un
allineamento.
Pn con due rilevamenti
Pn con rilevamento e distanza
Pn con rilevamento e batimetrica
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Pn con rilevamento ed allineamento dei punti A e B
La bussola più usata sulle imbarcazioni da diporto per rilevare oggetti noti della costa è quella a
TORCIA che è munita di un traguardo di osservazione per mirare l’oggetto costiero. Essa va
utilizzata con il braccio teso e possibilmente il più distante possibile da fonti disturbo metalliche che
potrebbero influenzare la nostra bussola e di conseguenza il valore del rilevamento.
IMPORTANTE: i rilevamenti così presi, essendo Rilm o Rilb, dovranno essere corretti e trasformati
in Rilv poiché sulla carta nautica si devono riportare solo i valori riferiti al Nv e non a quelli magnetici
riferiti al Nm o al Nb; tenendo presente che il valore di d (declinazione) potrebbe variare con la
navigazione ( controllare quindi il valore sulla carta nautica ) e δ (deviazione ) è sempre uguale
finché non si cambia la Pb.
Pn CON 3 RILEVAMENTI SIMULTANEI:
Come si è visto per avere un Pn si devono avere almeno 2 rilevamenti, ma, avendo la possibilità di 3
punti noti, è buona norma usare il terzo come conferma della nostra posizione. Per via del moto della
imbarcazione le tre osservazioni NON si potranno mai incrociare tutte nello stesso punto ma daranno
origine ad un piccolo triangolo dove il centro ovviamente sarà il nostro Pn.
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RILEVAMENTI POLARI ρ:
I rilevamenti presi rispetto all’asse longitudinale dell’imbarcazione si chiamano RILEVAMENTI
POLARI (ρ) E SI CONTANO DA 000° A 180° VERSO DRITTA (positivi) O VERSO
SINISTRA (negativi). IL RILEVAMETO POLARE DI 090° SI DICE TRAVERSO.
Per trasformare i rilevamenti polari in Rilv si deve usare, di conseguenza, la seguente formula:
Rilv = Pv + ρ
Rilv = Pv +ρ ( ρ a dritta )
Rilv = Pv – ρ (ρ a sinistra )
Per poter prendere i rilevamenti polari, in genere, posta sull’asse longitudinale dell’imbarcazione, si
trova un goniometro graduato da 000° a 180° sulla dritta e sulla sinistra. Sopra a questo goniometro si
pone un CERCHIO AZIMUTALE O UN GRAFOMETRO, uno strumento capace di ruotare
intorno ad un perno centrale, munito di un traguardo per rilevare oggetti noti della costa. Se il cerchio
è posto su una bussola, la lettura che si farà non sarà polare ma ovviamente bussola.
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Grafometro per rilevamenti polari
PUNTO NAVE CON ρ 45° 90°
Lo spazio percorso da un’imbarcazione tra un Rilp di 45°, di un punto costiero cospicuo, ed il suo
traverso sarà uguale alla distanza che l’imbarcazione stessa passerà dal punto rilevato. Il triangolo che
si viene a formare, infatti, PUNTO osservato e POSIZIONI della nave, è isoscele (in altre parole con
due lati uguali) poiché avrà due angoli di 45° di conseguenza, come si vede in figura, distanza percorsa
e distanza al traverso sono uguali. Questo tipo di Pn, con un unico oggetto noto, è possibile solo in
assenza di vento e corrente.
SEQUENZA DI TROUB:
Il controllo della rotta può essere fatto, anche, con una serie di Rilp detta serie di Troub. Come si può
notare dalla figura un fascio di rette intersecato da una trasversale secondo i seguenti angoli ρ
26°.5 34° 45° 63° 90°
forma sulla trasversale, vale a dire la rotta, segmenti uguali pari alla metà di AT ovvero:
BC = DC = DE = ET = ½ AT
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TRASPORTO DI RILEVAMETO:
Per trovare il Pn con un solo punto noto costiero, oltre al teorema dei Rilp 45° 90° o della sequenza di
Troub, possiamo agire anche con un trasporto di rilevamento.
Avendo un solo punto cospicuo costiero possiamo fare un primo rilevamento avendo cura di prendere
l’ora e segnarla sulla carta nautica vicino al rilevamento stesso. Tenendo conto della velocità
dell’imbarcazione si dovrà navigare un tempo sufficiente affinché si venga ad avere una sensibile
variazione nel successivo rilevamento in modo da ottenere due rette che si intersecano con un angolo
conveniente. Trascorso il tempo necessario si rileverà sempre lo stesso punto controllando l’ora e lo si
porta sulla carta. A questo punto si trasporta il punto noto come se avesse navigato anche lui alla
nostra velocità e con una rotta parallela alla nostra. In base al tempo di navigazione si può trovare la
sua ipotetica posizione al secondo rilevamento trasportandoci il primo si ha l’incrocio dei due
rilevamenti e di conseguenza il Pn.
7mg
11 00
10 00
Pn 11 00
Spiegazione: Avendo navigato per un’ora alla ipotetica velocità di 7Kn il punto noto si sarà spostato
anche lui di 7 mg parallelamente alla nostra rotta trasportandosi anche il rilevamento effettuato alle ore
10 00, determinando così l’incrocio con il secondo e di conseguenza il Pn.
LOSSODROMIA E ORTODROMIA:
La LOSSODROMIA e l’ORTODROMIA sono due tipi di rotte che si possono seguire per
raggiungere i porti di destinazione. La prima si utilizza, in genere, per tratti di navigazione
relativamente brevi poiché, tale percorso non è il più breve in quanto non unisce direttamente il punto
di partenza con quello d’arrivo; infatti, per definizione, la lossodromia è UNA CURVA
CONCENTRICA VERSO I POLI SENZA MAI RAGGIUNGERLI CHE TAGLIA I
MERIDIANI SOTTO UN ANGOLO COSTANTE.
L’ortodromia, invece, è UN ARCO DI
CIRCOLO MASSIMO CHE UNISCE DIRETTAMENTE IL PUNTO DI PARTENZA CON
QUELLO DI ARRIVO. Leggendo le due definizioni, e guardando la figura sottostante, appare
immediato il perché l’ortodromia è più consigliata per le lunghe navigazioni anziché la lossodromia
anche se, di fatto, la rotta lossodromica è la più usata, poiché, la carta nautica consente di
rappresentarla con una linea retta e quindi anche più semplice da seguire rispetto ad un arco di
circonferenza com’e l’ortodromia. E’ interessante notare che navigando per EQUATORE o per
MERIDIANO si seguono, essendo dei circoli massimi, delle particolari ORTODROMIE. Come si è
già detto i circoli massimi sono tutti quei circoli il cui raggio parte dal centro della terra.
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LE DISTANZE IN MARE:
L’unità di misura di distanza in mare è il MIGLIO (mg) MARINO che corrisponde all’arco di 1’ di
meridiano alla latitudine di 45° ed uguale a 1852m. L’unità di misura della velocità, invece, è il
NODO (Kn) pari a 1 miglio all’ora ( un’imbarcazione che fa 8 Kn percorre 8mg all’ora).
LA CARTA NAUTICA:
Le carta nautica è una PROIEZIONE CILINDRICA DI MERCATORE. Mercatore fu un
geografo che studiò questo tipo di proiezione utile alla navigazione per l’importantissima proprietà
dell’ISOGONISMO ovvero la caratteristica di poter rappresentare la lossodromia come una linea
retta e non curva come effettivamente essa è. Un'altra importante caratteristica della proiezione di
Mercatore è che per costruzione, pur mantenendo costante l’ampiezza angolare di Δφ, la distanza tra i
paralleli aumenta sempre più man mano che ci allontaniamo dall’equatore. Questa caratteristica si
chiama LATITUDINE CRESCENTE (φc) e consente solamente rappresentazioni fino ad una
latitudine massima di 60° N/S escludendo così le zone polari. Per queste regioni si dovrà usare una
proiezione GNOMONICA usata, inoltre, anche per rappresentare zone ristrette di mare come i piani
nautici ( porti) e la navigazione ortodromica poiché permette di tracciare l’ortodromia con una linea
retta.
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Per le rappresentazioni dei poli, dei porti zone ristrette di mare e per la navigazione ortodromica,
come si è appena detto, abbiamo la PROIEZIONE GNOMONICA. Tale proiezione si ottiene
facendo tangere un piano sulla superficie terrestre e proiettando su di esso, partendo sempre dal centro
della terra, la porzione di superficie terrestre relativa alla zona del piano stesso.
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Le carte nautiche italiane sono edite dall’ISTITUTO IDROGRAFICO della Marina. Nella parte in
alto a destra si possono leggere le caratteristiche della carta, ovvero la zona di mare che essa
rappresenta, il tipo di proiezione, la scala, ed una legenda dove sono riportati i sistemi di misurazione
dei fondali e delle altezze. Quando si lavora con una carta bisogna subito vedere la scala delle
latitudini ( verticale ) e delle longitudini (orizzontale ) per poter stabilire le modalità per posizionare
un punto sulla carta stessa.
IMPORTANTE: come si è detto prima, parlando della proiezione di Mercatore, per la caratteristica
della LATITUDINE CRESCENTE LA SCALA DELLE LATITUDINI E’ ANCHE SCALA
DELLE DISTANZE E DELLE VELOCITA’. Solo all’equatore, al limite, può essere usata
indifferente la scala delle latitudini o delle longitudini.
IMPORTANTE: nella pubblicazione N° 111, sempre edita dall’Istituto Idrografico, sono riportati
tutti i simboli delle carte nautiche per le eventuali correzioni.
Le carte nautiche, per poter essere utilizzate, per la navigazione, devono essere state corrette con gli
avvisi ai naviganti, emessi sempre dall’Istituto Idrografico. Le correzioni vanno segnate nel bordo
inferiore della carta scrivendo una frazione con al numeratore, il numero dell’avviso e della correzione
ed al denominatore il numero progressivo della correzione della carta. La prima correzione di ogni
anno deve essere preceduta dall’indicazione dell’anno in corso come segue:
2007: 25.6
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Importante da ricordare che sulle carte si scrive sempre con la matita e non con la penna, a parte per le
correzioni, e che il materiale per il carteggio è il seguente:
2 squadrette nautiche, 1 compasso nautico a doppie punte, matita, gomma, calcolatrice, 1 riga o un
parallelografo.
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ROTTA DI INTERCETTAZIONE O DI SOCCORSO:
La rotta di intercettazione, o di soccorso, è quella che si deve seguire per raggiungere un’altra
imbarcazione che ha una determinata rotta e velocità.
Il problema si risolve costruendo un parallelogramma avente due lati pari alla rotta e Ps dopo un’ora
dell’altra nave, e due di lunghezza pari alla distanza delle due imbarcazioni. Costruito questo
parallelogramma si punta con il compasso aperto della nostra Vp sulla nostra posizione e si interseca
il lato opposto. Trovato questo punto si traccia la rotta partendo dalla nostra posizione fino ad
intersecare la rotta dell’altra imbarcazione intercettando così l’altra nave.
PUBBLICAZIONI NAUTICHE: a bordo della nostra imbarcazione, specie se affronteremo viaggi in
zone a noi sconosciute, non dovranno mai mancare le seguenti pubblicazioni:
1) IL PORTOLANO: la pubblicazione sulla quale troveremo tutte le descrizioni e foto per il
riconoscimento della costa d’atterraggio e dei porti della zona.
2 L’ELENCO DEI FARI E SEGNALI DA NEBBIA: dove sono riportati tutti i fari, fanali, boe e
segnali da nebbia con le loro caratteristiche strutturali e di segnalazione per un facile riconoscimento
del luogo.
3) RADIOSERVIZI PER LA NAVIGAZIONE: due volumi su tutti i radio servizi relativi alle
stazioni radio, radiofari, radiogoniometri, radar e servizi meteorologici.
3) LA CARTA SPECIALE N° 111: con tutti i simboli che si possono trovare sulle carte nautiche.
4) AVVISI AI NAVIGANTI: la pubblicazione periodica per le correzioni delle carte e di tutte le
pubblicazioni nautiche.
Tutte le pubblicazioni sopra elencate sono edite dall’ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA
MILITARE.
FUSI ORARI:
La terra è stata suddivisa in 24 spicchi d’ampiezza di 15° ognuno. Questi spicchi, chiamati FUSI
ORARI, rappresentano lo spostamento che il sole fa giornalmente ora dopo ora. Se prendiamo i 360°
del giro dell’equatore, e li dividiamo per 24, che sono le ore che il sole impiega a fare un giro
completo di equatore, troviamo che in un ora percorre un arco di 15° che è anche l’ampiezza di un
fuso orario. I fusi si cominciano a contare da Greenwich, fuso 0, con 12 a EST (+) e 12 a OVEST (-).
Il segno + o – indica se dobbiamo aggiungere oppure sottrarre le ore, o meglio i fusi, che ci separano
da un altro paese con longitudine diversa dalla nostra. Per un paese che si trova ad oriente dovremo
quindi aggiungere i fusi che ci separano poiché il sole è gia passato, e quindi è più tardi; mentre per un
paese ad occidente li dobbiamo sottrarre perché il sole deve ancora arrivare e di conseguenza è più
presto. Tra fusi e longitudine, ovviamente, c’è una profonda relazione poiché dividendo o
moltiplicando per 15° si può, conoscendo la longitudine del posto o risalire ai fusi di differenza e
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viceversa. Il meridiano 180° si chiama ANTIMERIDIANO DI GREENWICH o LINEA DEL
CAMBIAMENTO DI DATA poiché è proprio sull’antimeridiano che si inizia a contare la nuova
data, infatti, quando a Greenwich è mezzogiorno sul meridiano 180° è mezzanotte e di conseguenza
avviene il primo cambiamento di data.
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