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DIFETTI DEL COSTRUITO:
DIFETTI DEL COSTRUITO:
Analisi statistica sul territorio
di Bologna
A.A 2014/2015
DIFETTI DEL COSTRUITO:
ANALISI STATITICA SUL TERRITORIO DI BOLOGNA
T. Trombetti
Dipartimento DICAM, Università degli Studi di Bologna
R. Sapio
Dipartimento DICAM, Università degli Studi di Bologna
L. Pieraccini
Dipartimento DICAM, Università degli Studi di Bologna
INTRODUZIONE
Il processo edilizio è una sequenza organizzata di fasi che portano dal rilevamento delle esigenze
della committenza alla realizzazione dell’opera. In questo complesso insieme di operazioni
molteplici sono i fattori che entrano in gioco e che possono portare alla formazione di difetti.
Proprio in questo ambito, il centro di ricerca “Osservatorio Claudio Ceccoli”, istituito all’interno del
Dipartimento DICAM dell’Università di Bologna, ha promosso un analisi sui difetti nel costruito.
Grazie ad un accordo con il Tribunale di Bologna sono stati raccolti e sistematicamente organizzati
all’interno di un database più di un centinaio di casi di “Accertamento Tecnico Preventivo”. La
successiva analisi dei dati ha permesso l’elaborazione di specifiche statistiche riguardanti i difetti
nell’ambito dell’edilizia civile.
1. L’OSSERVATORIO “CLAUDIO CECCOLI”
L’Osservatorio è un centro di Ricerca interdipartimentale dedicato al Professor “Claudio Ceccoli”,
docente ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università,
nonché uno dei pionieri nel campo dell’Ingegneria Forense.
Il centro nasce da una collaborazione intrapresa tra il Dipartimento DICAM dell’Università di
Bologna e il Tribunale di Bologna finalizzata allo sviluppo di una conoscenza organizzata e
integrata nell’ambito dei conteziosi sull’edilizia civile. Il centro si avvale delle competenze fornite
dalla Università e dei casi reali oggetto di valutazione forniti dal Tribunale così da mettere in essere
un sistema in grado di sviluppare una ‘tassonomia dei vizi e dei difetti delle costruzioni’, fondata su
un repertorio di casi trattato tramite una metodologia moderna e scientificamente adeguata. Si
propone come strumento operativo concreto per il miglioramento dei processi decisionali, operativi
ed economici nel settore delle costruzioni. [1]
Attualmente sono stati analizzati i dati relativi a più di un centinaio di casi di procedimenti per
“Accertamento Tecnico Preventivo” (ATP) relativi agli 2011 e 2012. Questi ultimi sono stati
collezionati per mezzo di uno specifico sistema creato ad hoc e capace di:
-
Raccogliere le informazioni fondamentali relative alle consulenze tecniche;
Estrapolare i dati al fine di ottenere statistiche riguardanti i difetti nell’ambito dell’edilizia
civile.
1
Tribunale di
Bologna
Consulenze tecniche oggetto
di contezioso
Osservatorio Claudio
Ceccoli
Conoscenza tecnica
Università di
Bologna
Analisi dei contenziosi
Risultati

Web database

Statistiche

Focus
Dipartimento DICAM
Figura 1. Diagramma delle principali interazioni ed attività tra il Tribunale di Bolagna, il Dipartimento DICAM e l’Osservatorio
Claudio Ceccoli. [2]
2. IL DATABASE
Il database è lo strumento, messo appunto dall’Osservatorio, per la raccolta delle informazioni
fondamentali relative alle consulenze tecniche. Esso è basato su tabelle, denominate “matrici”,
specificatamente sviluppate, in grado di gestire e collezionare, in modo trasparente ed efficiente,
l’ingente mole di dati disponibili. Il sistema delle matrici ha lo scopo di “inquadrare” in modo
sistematico, secondo diversi livelli di dettaglio, gli aspetti fondamentali relativi alla consulenza
tecnica.
2.1. Le matrici
Le matrici rappresentano un sistema atto a descrivere in modo “ingegneristico”, semplice e veloce
ma al contempo accurato, il complesso “protocollo” contenuto all’interno delle relazioni tecniche.
Le matrici sono in tutto cinque ed ognuna contiene differenti e specifiche informazioni, descrittive
di tutti gli aspetti relativi al procedimento di consulenza tecnica. Esse sono caratterizzate da uno
schema "a cascata", illustrato in Figura 2, che segue passo-passo le operazioni necessarie per la
redazione di una CTU mettendone in luce i passaggi principale ed evidenziandone le possibili
criticità.
Le matrici, riportate interamente nell’allegato A, sono di seguito sintetizzate.
MATRICE A
La matrice A è finalizzata alla descrizione generale dell’opera su cui viene lamentato il vizio/difetto.
Per ciascun procedimento civile esiste un'unica matrice A.
MATRICE B
La matrice B è finalizzata alla descrizione del difetto lamentato. Ciascuna matrice B è collegata ad
una matrice A e quindi ad uno specifico procedimento. Dato che i vizi lamentati possono essere più
di uno, per uno stesso procedimento possono esistere più matrici B ciascuna identificata tramite un
numero progressivo.
2
MATRICE C
La matrice C è finalizzata alla descrizione delle modalità di riscontro del difetto e, se questo è
presente, alla quantificazione del livello di compromissione, costi e tempi di ripristino. Ciascuna
matrice C è univocamente associata ad una matrice B.
MATRICE D
La matrice D è finalizzata all’identificazione delle cause del difetto. E’ possibile avere più di una
causa per un unico vizio pertanto ad una matrice B possono essere connesse più matrici D.
MATRICE E
La matrice E è finalizzata all’identificazione delle responsabilità relative alla presenza di un difetto.
E’ possibile avere più di un responsabile per un unico vizio pertanto ad una matrice B possono
essere connesse più matrici E.
Figura 2. Schema del sistema di matrici
Ogni matrice ha una struttura ricorrente, suddivisa in due o più colonne aventi un progressivo
livello di dettaglio, così descrivibile e schematizzabile:
1. La prima colonna contiene l’elenco delle macro-voci, identificate con delle lettera, che
indicano il tipo di informazione che si deve inserire;
2. La seconda colonna riporta un elenco di possibili alternative tra cui scegliere, che
rappresentano la risposta alla richiesta fatta nella macro-voce precedente, queste
informazioni sono fondamentali e dunque obbligatorie da fornire;
3. Le successive colonne hanno lo scopo di andare a dettagliare le informazioni fornite
precedentemente.
Al fine di rendere quanto più chiaro possibile quanto esposto si rimanda all’esempio in Figura 3.
3
Matrice C: "Riscontro ed entità dei vizi riscontrati" → c. Modalità di riscontro
Figura 3. Esempio della struttura di una matrici (estratto della matrice C).
Il database è stato sviluppato e predisposto in vista della futura informatizzazione dell’intero
processo legato al contenzioso civile in ambito edilizio così da poter raccogliere i dati in modo più
agevole e rapido. Tuttavia si tratta di un sistema in continua evoluzione e tuttora in fase di
sperimentazione al fine di ottimizzare la raccolta dati ed eliminare le criticità riscontrate [3].
3. ANALISI STATISTICHE SUI DIFETTI
Come accennato in precedenza, attualmente sono stati raccolti all’interno del database i dati relativi
a più di un centinaio di procedimenti di Accertamento Tecnico Preventivo, depositate presso il del
Bologna tra il 2011 e il 2012. Il database consente l’estrapolazione delle informazioni inserite
permettendo l’elaborazione di statistiche su:
-
Stato della costruzione;
Tipologie strutturali interessate;
Categoria d’uso e proprietà;
Tipologia di difetto;
Localizzazione sull’opera;
Modalità di riscontro
Cause e responsabilità di vizi e difetti sul costruito.
I risultati sono presentati di seguito tramite aerogrammi.
3.1. Stato della costruzione
Per quanto riguarda la collocazione temporale del difetto, ovvero il momento in cui esso viene
lamentato, emerge come nella maggior parte dei casi il difetto sia riscontrato durante l’esercizio
della struttura. Solo nel 10% dei casi viene rilevato durante le fasi costruttive.
4
Figura 4. Analisi statistica dei casi analizzati: Stato dell’arte
3.2. Tipologia strutturale
Per quanto riguarda la tipologia strutturale emerge come gli edifici in muratura, cemento armato e
misti siano coinvolte in procedimenti di ATP nel 70% dei casi con percentuali pressoché simili.
Risultano invece meno coinvolte strutture realizzate in acciaio e legno. Si nota come l’impatto della
voce “Altro” si attesta al 25%.
Figura 5. Analisi statistica dei casi analizzati: Tipologia costruttiva
Una simile distribuzione appare ragionevole vista la preponderante diffusione della tecnologia
costruttiva in cemento armato e muratura sul territorio bolognese, a dispetto di altre (acciaio e
legno). Infine si vuol sottolineare che la non trascurabile incidenza della voce “altro”, pur rilevando
una criticità del sistema, è giustificata dall’omissione di questa informazione in molte Consulenze
Tecniche.
3.3. Categoria d’uso e proprietà
Figura 6. Analisi statistica dei casi analizzati: Categoria d’uso
Per quanto riguarda la categoria d’uso le opere civili residenziale sono le maggiormente coinvolte
5
nei procedimenti di ATP con una percentuale intorno all’80%. Ne consegue che le opere civili
commerciali ed industriali risultino meno coinvolte.
Figura 7. Analisi statistica dei casi analizzati: Proprietà
Per quanto riguarda la proprietà si rileva come il riscorso a procedimenti di ATP per vizi nel
costruito sia promosso nella quali totalità dei casi dal settore privato. Solo nell’1% dei casi i
procedimenti interessano proprietà pubbliche.
3.4. Tipologia di difetto
Figura 8. Analisi statistica dei casi analizzati: Tipologia di difetto
Per quanto riguarda la tipologia di vizi non si riscontra nessuna netta predominanza da parte di una
singola categoria di difetti. E’ comunque possibile osservare come il difetto maggiormente
lamentato sia una realizzazione non a regola d’arte delle opere (17%), a cui seguono infiltrazioni
d’acqua e deterioramento/danneggiamento (12%) , opere non completate o non conformi a norme
(11%).
3.5. Localizzazione nella struttura
Per quanto riguarda la localizzazione all’interno della struttura interessata da vizi, emerge come nel
66 % dei casi questi coinvolgano elementi appartenenti alla porzione in elevazione. Porzioni
interrate e copertura sono invece interessate in circa il 25% dei casi analizzati.
6
Figura 9. Analisi statistica dei casi analizzati: Porzione della strutture
Nello specifico i difetti si localizzano prevalentemente nelle finiture con il 57% dei casi mentre
nella struttura portante e negli impianti con circa il 20%.
Figura 10. Analisi statistica dei casi analizzati: Localizzazione
3.6. Metodi d’indagini
Figura 11. Analisi statistica dei casi analizzati: Metodi d’indagine
Per quanto riguarda le modalità d’indagine per il rilevamento dei vizi emerge come in più dell’80%
dei casi si ricorra ad ispezione diretti (misurazioni su campo, prove non distruttive, etc…) e saggi in
situ. Si ricorre a prove specifiche solo nel 7 % dei casi.
7
3.7. Cause e responsabilità
Per quanto riguarda le cause nella metà dei casi analizzati il vizio è da attribuirsi ad una carenza
nell’esecuzione delle opere. Le restanti voci hanno invece una frequenza simile tra loro e di gran
lunga più bassa rispetto alla precedente.
Figura 12. Analisi statistica dei casi analizzati: Causa
L’imputabilità dei difetti è attribuita nel 60% dei casi ai soggetti coinvolti nella realizzazione delle
opere. Le restanti voci hanno invece una frequenza simile tra loro e di gran lunga più bassa rispetto
alla precedente.
In genere cause e responsabilità sono strettamente correlate tra loro. Questo si riscontra anche negli
aerogrammi di figura 12 e 13 che presentano alcune analogie. Particolarmente significativita è la
rispondenza tra le voci predominanti. Non sorprende infatti che se la maggior parte dei vizi è dovuta
a difetti di esecuzione, la responsabilità sarà potenzialmente attribuita all’impesa esecutrice e/o ai
soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere.
Figura 13. Analisi statistica dei casi analizzati: Responsabilità
4. ANALISI DEI COSTI
Il database permette l’estrapolazione dei costi di ripristino necessari alla riparazione dei vizi
lamentati nei procedimenti di ATP. Il sistema consente inoltre di archiviare il costo di riparazione
relativo al singolo vizio riscontrato.
8
Pertanto possono essere svolte due tipologie di analisi:
- Costo di riparazione per consulenza tecnica;
- Costo di riparazione del difetto
4.1. Costo di riparazione per consulenza tecnica
In Figura 14 è riportata la distribuzione di probabilità cumulata relativa ai costi di riparazione per
consulenza tecnica.
Figura 14. Funzione di ripartizione dei costi per consulenza tecnica (intervallo di 100.000 €)
Nella maggior parte dei casi i costi di una consulenza tecnica sono inferiori ai 100.000 €, solo in
pochi casi (meno del 18%) i costi sono esorbitanti.
In Figura 15 è riportata la funzione di massa dei costi di ripristino per consulenza tecnica,
considerando un intervallo pari a 25.000 €. Nella metà dei casi i costi di ripristino rientrano tra 0 e
25.000 €.
Figura 15. Funzione di massa dei costi di ripristino consulenza tecnica (intervallo di 25.000 €)
Vista la forte incidenza dei costi inferiori a 25.000 € sul numero totale di casi analizzati, si è
proceduto ad un’ulteriore indagine.
9
In Figura 16 è riportata la funzione di massa dei costi di ripristino per consulenza tecnica, fino ad un
massimo di 25.000 €, considerando un intervallo di 2.5000 €. Si nota che il 70% di questi ricade al
di sotto di un costo di 12.500€.
Figura 16. Funzione di massa dei costi per consulenza tecnica fino ai 25.000€ (intervallo di 2.500 €)
4.2. Costo di ripristino per categoria di difetto
Il costo di ripristino è valutato in riferimento alle macro-categorie di difetti (come elencati in Figura
8) e per ciascuna, in Tabella 1, è riportato il costo massimo e minimo rilevato. I costi di ripristino
maggiori si riscontrano per l’eliminazione di fessure, deformazioni e in generale per fenomeni che
possono implicare problemi strutturali e statici. I costi più bassi, invece, si riscontrano per
l’eliminazione degli effetti dovuti all’umidità e/o in generale per fenomeni che coinvolgono le sole
finiture.
E’ da sottolineare che l’entità dei costi di ripristino, per una determina lavorazione, è proporzionale
all’estensione del danno. Tale fattore non è però tenuto in conto all’interno del sistema che prevede
l’inserimento dei soli costi complessivi, senza alcun riferimento ai costi unitari. Questo comportata
un considerevole divario tra costi massimi e minimi.
Tipologia di difetto
Infiltrazioni d’acqua
Max
€ 125.534,02
Min
€ 760,00
Umidità/Muffa
€ 54.000,00
€ 130,00
Crepe/Cavillature
€ 429.809,41
€ 240,00
Esecuzione carente
€ 114.000,00
€ 30,00
Urto
€ 242.827,40
€ 383,00
Lavori incompleti
€ 180.010,00
€ 90,00
Deformazioni
€ 295.581,80
€ 7.832,16
Danneggiamento/Deterioramento
€ 265.200,00
€ 90,00
Non conforme alle norme
€ 145.000,00
€ 1.000,00
Non conforme alle specifiche contrattuali
€ 84.258,00
€ 499,20
Nnon conforme alle aspettative
€ 52.000,00
€ 300,00
Tabella 1. Costi di ripristino per tipologia di difetto
5. CONCLUSIONI
Il centro di ricerca “Osservatorio Claudio Ceccoli”, istituito all’interno del Dipartimento DICAM
dell’Università di Bologna, ha raccolto ed analizzato i dati relativi ai procedimenti di
10
“Accertamento Tecnico Preventivo” (ATP) degli anni 2011 e 2012 depositati presso il Tribunale di
Bologna. Questi sono stati collezionati per mezzo di uno specifico sistema, creato ad hoc, capace di
raccoglier le informazioni fondamentali relative alle consulenze tecniche. La struttura a cascata del
sistema è basata su un insieme di matrici, in grado di includere i dati salienti relativi alle differenti
ATP: la descrizione generale dell’opera oggetto di contenzioso, la descrizione, la localizzazione e le
modalità di riscontro dei difetti lamentati, nonché le loro cause e le relativa imputabilità. Le matrici
sono organizzate in modo da ripercorrere in modo logico il processo della consulenza tecnica.
L’analisi del database ha permesso di individuare non sola la ricorrenza, la localizzazione, le cause e
le responsabilità associate a specifiche classi di difetti, ma anche di estrarre informazioni aggiuntive
quali le principali tipologie strutturali interessate da vizi, la relativa categoria d’uso e proprietà e
l’impatto economico legato ai costi di ripristino.
I risultati mostrano come nella maggior parte dei casi i difetti si riscontrino in edifici ad uso
residenziale, realizzati in cemento armato o in muratura e coinvolgano soprattutto le porzioni in
elevazione dell’edificio (in particolare su finiture). I difetti lamentati consistono principalmente
nell’ esecuzione non a regola dell’arte, tale dato pare sostanzialmente confermato dal fatto che la
scadente qualità dell’esecuzione e la qualità dei materiali impiegati rappresentano più del 50% delle
cause riscontrate. In aggiunta si evidenzia come le responsabilità, a loro volta, ricadano
principalmente sull’impresa costruttrice. Per quanto riguarda invece l’impatto economico delle
singole ATP, si nota come l’ammontare dei costi di ripristino risulti inferiore ai 25.000 € nel 50%
dei casi e ai 100.000 € nell’80%.
Bibliografia
[1]
Trombetti T., Palermo M., Tattara S. : “L’osservatorio Claudio Ceccoli sui vizi e difetti del costruito, oggetto del
contendere giudiziario”. Atti 5th Convegno su Crolli, Affidabilità strutturale, Consolidamenti, Pisa, 2012.
[2]
Trombetti, T., Tattara, S., Palermo, M., Gasparini, G., Silvestri, S., & Pieraccini, L.: “The first year of activities of the
Observatory Claudio Ceccoli”, on the defects of the building structures”. In IABSE Symposium Report (Vol. 102, No. 25,
pp. 1024-1030). International Association for Bridge and Structural Engineering, September2014
[3]
Sapio R. (2014), Tesi di laurea magistrale: “Learning from experience: analysis of the civil litigation regarding building
structures on the Court of Bologna in the years 2011/2012”. Università di Bologna, Italia.
11
ALLEGATO A: LE MATRICI
MATRICE A: Informazioni generali
a. Numero di riferimento
b. Descrizione del caso esaminato
c. Ubicazione
d. Città
d. Stato della costruzione
e. Tipologia d'uso
1. Under construction
2. In service
1. Residenziale
2. Commerciale
3. Industriale
99. Altro
1. Calcestruzzo armato
2 .Acciaio
f. Tipologia strutturale
3. Muratura
4. Legno
5.Mista
99. Altro
1.Pubblica
1. Cittadino
g. Proprietà
2. Privata
2. Società
99. Altro
99. Altro
h. Danno indiretto
12
MATRICE B: Descrizione del difetto
a. Numero di riferimento
b. Numero progressivo
0. Generico
1.Infiltrazione di acqua
1. Infiltrazione di acque piovane
2. Infiltrazione di acque del dal
terreno
3. Infiltrazione da rottura o
malfunzionamento da impianto interno
al fabbricato
3. Infiltrazione da rottura o
malfunzionamento da impianto
esterno/sotto servizi
99. Altro
0. Generico
2. Umidità/muffe
1. Macchia/deperimento intonaco
2. Proliferazione di muffe
99. Altro
0. Generico
3. Crepe/setolature
1. Crepe oltre 3 mm.
2. Lievi setolature
99. Altro
0. Generico
1. Fughe pavimenti e rivestimenti
c. Tipologia de vizio
4. Lavorazione non a regola
d'arte
2. Mancata planarità degli intonaci
3. Irregolarità nei giunti di
zoccolature e controtelai
4. Scarichi errati
5. Asfalto non vibrato
99. Altro
0. Generico
1. Crollo totale
2. Crollo parziale
5. Urto
3. Slittamenti
4. Crepe
99. Altro
6. Opere non complete
0. Generico
1. Finitura
2. Impianti
99. Altro
0. Generico
1. Abbassamento marciapiede
2. Abbassamento pavimentazione
7. Abbassamento/deformazione 3. Abbassamento pozzetti d'ispezione
4. Deformazione griglie/ coperture
pozzetti/ tubi ecc…
99. Altro
13
8.
Deterioramento/Danneggiament
o
7. Comportamento non
conforme a norme
9. Comportamento non
conforme a specifiche
contrattuali
10. Comportamento non
conforme alle aspettative
99. Altro
1. Interrata
d. Porzione dell'edificio
2. Fuori terra (esclusa
copertura)
3. Copertura
99. Altro
0. Generico
1. Su struttura portante
1. Elemento di fondazione
2. Elemento portante verticale
3. Elemento portante orizzontale
99. Altro
0. Generico
e. Localizzazione
1. Esterna (rivestimenti, cappotti, ecc)
2. Interna ( Intonaci, pavimenti,
infissi, ecc)
99. Altro
2. Finiture
0. Generico
1. Impianto termo-sanitario
3. Impianti
2. Impianto elettrico
99. Altro
14
Matrice C: Riscontro e responsabilità de vizi/difetti lamentati
a. Numero di riferimento
b. Numero progressivo
c. Vizio Riscontrato
d. Modalità di riscontro
e. Normale comportamento
f. Livello di compromissione
g. Tempi di ripristio attesi
h. Stima dei costi di ripristino
i. Modalità di eleminazione
l. Accordo prima della sentnza del
giudice
1. Si
2. No
1. Ispezione visiva
2. Saggi in situ
3. prove specifiche
4. Verifica del progetto
99. Altro
1. Si
2. No - Grave difetto costruttivo ai sensi dell' art 1669 cc
3. No - Carenza di manutenzione ordinaria/straordinaria
4. No - Comportamento non conforme alle norme
5. No - Comportamento non conforme alle specifiche
contrattuali
1. Compromissione stabilità/sicurezza strutturale
2. Compromissione fruibilità/ funzionalità del bene
3. Compromissione estetica
99. Altro
1. Testo libero
2. Non valutabili
3. Gia ripresi in altra valutazione
4. Nulli
99. Altro
1. Cifra o valore assicurativo
2. Inclusa in altra valutazione
3. Non valuatbile
99. Altro
1. Riparazione diretta da parte del responsabile
2. Compensazione economica
99. Altro
1. Si
2. No
15
Matrice D: Causa del vizio o del difetto lamentato
1. Calcestruzzo
2.Armature
3. Guaine bituminose
4. Intonaci
5. Pavimentazioni
6. Rivestimenti
1. Materiali difettosi
7. Lattoniera
8. Vetro
9. Legno lamellare
10. Legno
11. Acciaio da carpenteria
12. Tubazioni in PVC
99. Altro
1. Posa calcestruzzo
2. Fornitura calcestruzzo
3. Posa armature
4. Posa intonaco
5. Posa guaina bituminosa
6. Posa pavimentazione/rivestimenti
7. Posa infissi
c. Causa del vizio/difetto
8. Posa porte
2. Difetti di esecuzione
9. Infissione palancole
10. Scavi
11. Emungimento di acqua
12. Vibrazioni
13. Assestamento massetto
14. Posa canna fumaria
15. Impianto di riscaldamento
16. Mancanza rubinetti di chiusura acqua
calda/fredda
17. Posizionamento sbagliato dei rubinetti di
chiusura
99. Altro
1. Nella relazione geologica/geotecnica
2. Nel calcolo delle strutture
3. Errori di progettazione
3. Nei disegni esecutivi
4. Mancata specifica nel capitolato
5. Mancato rispetto dei vincoli urbanistici
99. Altro
4. Mancata
sorveglianza/Direzione lavori
16
1. Mancata manutezione ordinaria
5.. Incuria
99. Altro
1. Un mezzo ha colpito l'edificio
6. Scontro
99. Altro
7. Non finito
99. Altro
17
Matrice E: Imputabilità
a. Numero di riferimento
b. Numero progressivo
1. Geologica
2. Geotecnica
3. Fondazione
1. Progettazione
4. Strutturale
5. Architettonica/ opere non struturali
6. Finiture
7. Generale
1. Direttore dei lavori strutturali
2. Dirzione dei lavori
2. Direttore dei lavori architettonici
3. Direttore dei lavori generale
c. Imputabilità
0. Generico
1. Imresa appaltatrice
3. Realizzazione
2. Impresa subappaltatrice
3. Impresa in ati
99. Altro
4. Committenza
5. Condominio
6. Società venditrice/immobiliare
7. Proprietà vicina
99. Altro
18
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