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Sport
5 febbraio 2016 / n. 5
AD ITRIA SCACCHI
BASTA CHE SE NE PARLI!
Gli Scacchi hanno principalmente uno scopo educativo,
non distruttivo, pertanto, come in ogni sport che si rispetti,
bisogna imparare a sapersi fermare prima di cadere in eccessi deleteri.
Impariamo dagli errori degli “altri”.
di Marika Chirulli
N
el n°3 del 22
Gennaio di
Extra Magazine, il mio
articolo intitolato: “Genio o follia?”,
ha suscitato il fastidio di
alcuni giocatori di una
provincia pugliese, che ne
hanno chiesto ed ottenuto
la rimozione da un noto
sito a tema scacchistico.
Premesso che, per il momento, viviamo ancora
in un paese democratico
nel quale pertanto esiste
la libertà di stampa nel
rispetto altrui, desidererei
non ritrattare, ma spiegare
a chi non ha compreso il
significato dell’articolo, il
messaggio che intendevo
trasmettere.
In ogni sport, campo o
settore della vita quotidiana può accadere che le situazioni si affrontino con
il giusto equilibrio, ottenendo comunque ottimi
risultati, oppure che ci si
tuffi a capofitto dimenticando spesso di vivere in
un contesto sociale, familiare e divenendo di fatto
dei monomaniaci. Purtroppo questa è una realtà
innegabile, non esistono
situazioni perfette come
nelle favole.
Quando mi appresto ad
affrontare certi temi delicati, ovviamente, raccolgo tutta una serie di informazioni e documenti.
Nella fattispecie ho riportato delle considerazioni
tratte dal libro di Reuben
Fine, noto scacchista e
psichiatra
statunitense,
intitolato “La psicologia
del giocatore di scacchi”
e ho visionato alcuni documentari, tra i quali, in
particolare, quello a cura
del giornalista Giovanni
Minoli, professionista di
tutto rispetto. Tutto questo per rispondere a chi
contesta
l’attendibilità
delle fonti.
Da conoscitrice e appassionata del Nobil Gioco,
non mi sono mai soffermata sul puro calcolo strategico o tattico, sulla teoria
delle aperture o dei finali,
sono sempre andata oltre,
cercando di coglierne e
apprezzarne e trasmettere gli aspetti positivi,
quale quello associativo,
del gioco di squadra, del
divertimento, unitamente
al vantaggio del miglioramento dell’attitudine al
pensiero logico. Quest’ultima prerogativa è confermata dalla frase: “Gli
scacchi, però, non sono
solo un gioco nato per intrattenere menti annoiate,
sono una filosofia, quindi
logica e razionalità.” Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa tendono
a presentare gli scacchisti
come se fossero quantomeno dei soggetti “stravaganti”, spesso protagonisti
di serie televisive “noir”.
Ovviamente questa è una
falsa
rappresentazione,
che si è creata nell’immaginario collettivo. Ci
siamo chiesti perché lo
scacchista abbia ottenuto questa fama? Ebbene,
probabilmente alcune figure del passato, citate
appunto dal libro di Fine,
concorrono a creare questa “maschera dello scacchista”, spesso rappresentato come: “…uomo
al limite della goffaggine,
piegato sul tavolo, intento
a difendere il proprio
re nella grande e feroce battaglia.”
Chi ha letto con superficialità l’articolo,
desidererei che comprendesse che, con
questo, non intendevo
dire che questa fosse una
caratteristica peculiare di
tutti i giocatori di scacchi, anzi. Un esempio su
tutti, da me conosciuto,
è il Maestro Luigi Delfino, 2236 punti, ragazzo
dall’equilibrio invidiabile, oltre che di bell’aspetto, intelligente, simpatico
e ottimo amico. Padre e
marito amorevole, molto
incline alla socializzazione, non disdegna una serata in allegra compagnia
e allo stesso tempo riesce
a competere con notevole
classe durante un torneo!
Ebbene, il mio invito era
rivolto a chi tende a seguire gli esempi di “alcuni” grandi scacchisti del
passato, rinchiudendosi
in un “mondo a scacchi”
che esclude tutto e tutti, al
punto da perdere di vista
l’”Umanesimo del Nobil Gioco” Ciò che deve
sempre prevalere è la
socializzazione e la condivisione, che nell’ambito scacchistico riguarda
l’analisi delle partite o
i fondamenti teorici del
gioco e in alcuni casi anche la condivisione di una
serata in allegra compagnia. In sintesi esortavo il
Problema numero 362
Muove il Bianco
Matto in due mosse
lettore a non cadere in eccessi
deleteri, perché “In medio stat
virtus” come dicevano i latini.
Cerchiamo di essere più simili
a “Don Matteo”, abile scacchista e grande “uomo”!
Piuttosto l’assurdo di questa
vicenda consiste nell’aver, in
un certo senso, voluto “imbavagliare” una persona, solo per
aver espresso un’idea, e alcuni lo hanno realizzato anche
con aggressività verbale. Non mi ha toccato
nell’intimo la “censura” dell’articolo, ma
mi sgomenta che ciò
accada in un periodo
(2016) ben lontano da
un altro, nel quale la
libertà di pensiero era
condizionata e che tutti
auspichiamo di non rivivere mai più.
Purtroppo in tutti gli sport si
può cadere nell’eccesso, ma chi
corre in Formula 1 credo stia
ben attento a non commettere
incidenti. Tempo fa scoppiò lo
scandalo del doping nel calcio,
ma non per questo ogni anno
nuovi calciatori non approcciano a questa disciplina. E’ inutile pararsi dietro la scusa della
pessima propaganda. Le idee
possono non essere condivise, si può e si deve contestare,
ma sempre con educazione, in
modo costruttivo e, soprattutto
non chiudendo la bocca a chi
illustra una realtà scomoda ma
vera, magari attingendo informazioni anche da chi la circonda. Tutto ciò ammesso che si
viva ancora in un paese democratico, perché se siamo passati
in dittatura chiedo scusa, non
me ne ero accorta!
Dove giocare
a scacchi
A.D. Itria Scacchi
Sede: Viale della Stazione n°9
Presso Pubblica
Assistenza A.R. 27
ONLUS - SERMARTINA
Telefono: 339-1606512
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