...

nuovo numero di Cassero Magazine

by user

on
Category: Documents
27

views

Report

Comments

Transcript

nuovo numero di Cassero Magazine
PERIODICO
PERI
RIOD
ODIC
ICOO
DDELL
DE
CASS
CASSERO
SSER
EROO
|
GAY
LESBIAN
LESB
LE
SBIA
IAN
N
CENTER
DDII
BOLO
BO
BOLOGNA
LOGNA
|
ANNO
AN
NO
VVIII
III
|
N.33
N.
|
MAGGIO/GIUGNO
09
in copertina: Del LaGrace Volcano, (part. da) Sunset Strip, Soho, London 2001. Dal libro Sex Works: 1978-2005 (www.konkursbuch.com)
dall’alto: Jax Back, London 1991; Jax Revealed, London 1991. per tutte, © Del LaGrace Volcano
A Bologna ci vorrebbe un sindaco gay. Come Wowereit a Berlino e Delanoe a
Parigi. Omosessuale dichiarato e laico convinto, proprio come loro due. Bologna
se lo meriterebbe proprio a questo punto, quanto meno per invertire il flusso
di cervelli (creativi in testa) che da questa città si è mosso - in fuga - verso la
Mittel Europa. E seppure non siamo tra quelli che sostengono l’esistenza di un
fattore “gay” portatore automatico di successo (o forse ne siamo intimamente
convinti, ma non ne facciamo una dottrina), dobbiamo arrenderci davanti
all’evidenza che dinanzi alla deriva in cui è finita la nostra città, neanche
Cristiano Malgioglio - la chìra meno vocata alla fascia tricolore potrebbe essere in fondo una catastrofe. Quindi, perchè non provare...
Invece anche per questa volta niente banana ossigenata, nessun colpo di
CASSERO
scena. Per la chiamata alle urne che ci apprestiamo ad onorare ci dobbiamo
Gay Lesbian Center
accontentare dell’ordinario, seppure in dose decisamente abbondante. Sì
Via Don Minzoni 18 – 40121 Bologna – Italy
perchè a Bologna, a questo giro, tutti vogliono fare il sindaco, perfino un
prete negazionista mandato a spendere perfino da Caffarra e Beppe
Maniglia, che nel caso si sposterebbe solo di qualche metro. E si litiga
ARCIGAY IL CASSERO
questo giro, e alla grande, quasi si arriva alle mani. Poi si fa a gara
segreteria tel. 051.6494416 fax 051.6495015
a chi ha i trigliceridi più bassi, a chi infila più lettere anonime sotto
Orari: lun-mar 9–24 mer- ven 9-19 sab 21–5 dom 21–24
le porte, a chi si cala di più l’onorario per sostenere le foche orfane
www.cassero.it - [email protected] - Facebook: IL CASSERO
dell’isola di Pantelleria. Povere. Noi da questo bailame vorremmo
CONSIGLIO DIRETTIVO COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY IL CASSERO Emiliano Zaino
un po’ prendere le distanze, senza voltare le spalle però, perchè
(presidente), Nicola Cesari (Vicepresidente), Vincenzo Branà, Barbara Contoli, Sauro Nanetti,
a votare bisogna andarci: è un diritto e un dovere. Nelle
Bruno Pompa [email protected]
pagine che seguono quindi tenteremo di offrirvi una mappa
SEGRETERIA DI ARCILESBICA BOLOGNA Paola Brandolini, Elisa Manici (presidente), Barbara
rainbow per orientarvi nella jungla di questa campagna
Marzocchi, Michela Mauri (tesoriera), Anna Maria Palumbo (vice-presidente)
elettorale. Una mappa non neutrale, anzi disegnata con
tel. 051.6492684 www.arcilesbica.it/bologna - [email protected]
un preciso orientamento, frutto di una discussione che si
Linea lesbica informazione e salute: martedì h 21-23, tel. 051-5280918
è articolata nei diversi momenti partecipativi del nostro
COORDINATORE LOGISTICO Matteo Cavalieri [email protected]
circolo. Solo per le europee indichiamo nettamente una
DIREZIONE ARTISTICA Bruno Pompa tel 333.2957200 [email protected]ssero.it
Art Assistant Mauro Copeta [email protected]
preferenza, quella per Alessandro Zan in corsa nelle fila
GENDER BENDER Daniele Del Pozzo tel 051.5280391
di Sinistra e Libertà. Per le comunali invece il Cassero
www.genderbender.it [email protected]
a Bologna non esprime indicazioni di voto legate a
LIBERA UNIVERSITÀ OMOSESSUALE Walter Rovere e Sara De Giovanni [email protected]
una particolare forza politica bensì sostiene tutti
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE Sara De Giovanni tel 051.557954 [email protected]
e cinque i candidati glbt al Consiglio comunale,
PROGETTO BENESSERE CASSERO [email protected]
quale che sia il simbolo che colora la loro scesa
ACCOGLIENZA E MULTICULTURALITÀ Giada Cotugno [email protected]
in campo. Tre di loro in particolare - Bruno
CONSULENZA E SUPPORTO Maurizio Betti
Pompa, Maurizio Cecconi e Sergio Lo Giudice
TELEFONO AMICO GAY tel. 051.555661 [email protected]
GIOVANI Valeria Roberti [email protected]
- sono espressioni dirette della nostra storia
GRUPPI E FORMAZIONE Matteo Ricci/Liberamente [email protected]
associativa che ancora oggi si intreccia con la
PROGETTO SCUOLA Matteo Martelli [email protected]
loro militanza. Stesso ragionamento per il
PROGETTO SALUTE Sandro Mattioli [email protected]
Quartiere Porto, quello all’interno del quale
AGEDO BOLOGNA Associazione Genitori di Omosessuali tel. 338.1869101
il Cassero si trova: due candidati glbt corrono
[email protected]
per la carica di consigliere, entrambi godono
SPORTELLO GIURIDICO Michele Giarratano [email protected]
della nostra totale fiducia. Per i candidati sindaci,
SPORTELLO ANTIDISCRIMINAZIONI [email protected]
invece, questo Consiglio direttivo ha scelto di
non dare indicazioni bensì di aprire un confronto
Accoglienza notturna & Liste Matty P, Matteino, Vinz, Lysandra, Minerva, Gaeta, Maxxx(l)
Amministrazione Samuele Cavadini Cdoc Giulia Zonta, Marta Facen Cleaning Ladies Bob, Gianluca,
diretto con tre dei tanti aspiranti alla fascia tricolore,
Giuseppe Feed the Bears Nicola, Sauro, Piero, Coco, Fvln, Madlen, Shibata Giardino Silvano La Nessa
cioè Flavio Delbono, Giorgio Guazzaloca e Valerio
Manutenzione Kai Trevisan Resident Djs Little Fluffy Luke, Fiandrix, Wawashi, PoPpen, Matthe, Trash
Monteventi. Anche di questa scelta, e delle conseguenti
Couture, Frog_ette, Ruggero, Cash’n’Ferry, Fable, Ues, LinuZ, Alessandro Bolognese, Salvo, Francois,
esclusioni, troverete più avanti le motivazioni. Con la
Ricky Scardia, Benny Resident Vjs Strong, Alias, Virgilio, MissPlugInn, Botox Equipe Security Kai,
speranza che le risposte all’intervista che gentilmente ci
Lucia, Piero, Roberto, Marco, Tequila Segreteria Marinella Marovelli, Emanuela Ria, Elisa Manici,
hanno concesso siano per voi di qualche utilità per sciogliere
Valentina Lanzetti Suoni & Luci Michela Paolucci Staff 1st floor Matteo Giorgi (responsabile),
le ultime incertezze sul voto. Infine un’incursione nelle
Gionata (vice), Ferdi (vice), Angelo, Cinzia, Katia, Juan Luis, Loris, Lysandra, Marcella, Max, Michele,
comunali di Ferrara dove è candidato Flavio Romani. Flavio
Raffaele, Vinz Staff Groundloor Barbara Contoli (responsabile), Maurizio (vice), Alessandro,
Alessandro B., Antonia, Corrado, Eva, Francesca, Lori, Maggie, Paolo, Tatona
è un nostro caro amico, un attivista di prima linea, una delle
persone che ha contribuito a rendere grande il Pride di Bologna.
ARCILESBICA NAZIONALE
Non abbiamo perciò alcun dubbio nell’indicare agli amici di
segreteria: tel. 051.6492684
Ferrara il nome di Flavio per la carica di consigliere comunale.
www.arcilesbica.it - [email protected]
Le ultime parole le spendiamo per Cofferati, il sindaco di Bologna,
quello che se ne va. Il peggiore mai passato da queste parti, questa è
ARCIGAY NAZIONALE
l’unica cosa su cui attualmente sembrano convergere sia la destra sia
tel. 051.6493055
la sinistra. E noi, innanzitutto. La nostra liason col sindaco sindacalista è
www.arcigay.it - [email protected]igay.it
una favola breve che intitoleremmo “la piazza”: inizia a Roma, coi milioni
CASSERO MAGAZINE
di manifestanti ai piedi dell’allora leader della Cgil. Quella piazza allora ci
Gerenza Walter Rovere & Matteo Giorgi
fece sognare. Poi però arrivò piazza Maggiore, negata a Miss Alternative,
Grafica Danilo Danisi + Francesco Pellegrini Stampa Tipografie Negri Fotolito
il nostro defilée che ogni anno ricorda alla città che bisogna lottare contro
MGP
l’Aids, e concessa poi a ogni corsa, volata, tiro a canestro. Perfino all’expò
Hanno collaborato a questo numero Vincenzo Branà, Mauro Copeta, Filmlif,
dei cazzi di cioccolata, tutti regolarmente senza preservativo. E con l’ultimo
Bruno Pompa, Michele Giarratano, Sandro Mattioli, Dario Marrone, Elisa
capitolo, poi, chiuderemmo parlando di un giardino. Quello che la Giunta ha
Manici, Trash Couture
scelto proprio poche settimane fa di intitolare a Stefano Casagrande, dando
risposta alla richiesta che facemmo in occasione del Gay Pride. Chiaramente
[email protected] Advertising: [email protected]
www.myspace.com/casseromagazine
quel fazzoleto di verde, per quanto piccolo e nascosto, per noi è già un cortile
arretrati su: http://issuu.com/casseromag
di Versailles. E il “grazie” dinanzi a un dono, a una concessione, è un costume dal
quale non ci sottraiamo. Ma se a qualcuno, ai tempi del Bologna Pride, era parso di
aver sentito Cofferati parlare di una “via” sappia che non si era sbagliato. Magari poi
già allora intendeva giardino, vai a sapere. Oppure più semplicemente si è confuso.
Fortuna che a Genova - dove appena trasferito ci vedrà arrivare per il Gay Pride - sono
quasi tutti vicoli e stradine: una mappa più semplice che gli eviterà in futuro qualunque
incomprensione.
SPECIALE
BOLOGNA AMM
D
odici, tredici, quattordici, forse addirittura quindici. Chissà poi se ha senso mettersi a contarli tutti gli aspiranti primi cittadini in gara per il dopo
Cofferati. Forse sarebbe meglio accontentarsi di un’idea approssimativa di quel numero e passare velocemente a rispondere a un’altra domanda:
“Perchè così tanti?”. Ad essere ottimisti bisognerebbe supporre che ad ogni candidatura corrispondesse un diverso progetto - o idea - della città. A
essere realisti però tocca innanzitutto chiedersi se sia o meno un bel segnale che a Bologna non esista un grande progetto - almeno uno - in cui
credono in tanti, con caratteristiche definite e magari quattro o cinque parole chiave. E quest’esubero di “idee” in corsa l’una contro l’altra, diciamolo,
non è certo la rappresentazione di una ricchezza, bensì più probabilmente di un conflitto e di una deriva che va ben oltre i nostri confini provinciali.
Nella fase dei ballottaggi poi tutto questo teatrino degenererà in un complicatissimo meccanismo di vasi comunicanti - alcuni visibili, altri no - e
quel famoso progetto di città diventerà inevitabilmente il puzzle surreale in cui si tenteranno di comporre gli interessi antagonisti legati dal
patto. Da quei progetti, da quelle idee, abbiamo scelto perciò di prescindere, o meglio di indagarli con la sonda delle nostre priorità, dei nostri
temi, interrogandoli tanto sulla dimensione del futuro quanto su quella dell’analisi del presente e del passato. Abbiamo rivolto le domande a
tre soli candidati, componendo due logiche fondamentali: quella dell’agenda politica, innanzitutto, che ci rende più vicini ad alcuni che ad altri,
inevitabilmente. Anzi con alcuni scopriamo - o riscopriamo - di non volere avere niente a che fare: con Padre Tam, ad esempio, il prete candidato
dai neofascisti di Forza Nuova. O con Stefano Morselli, meno pittoresco del prelato, ma comunque infiammato da un’analoga cultura di destra.
Questo stesso principio ci fa scartare Alfredo Cazzola, sostenuto dalla Lega Nord, il partito che ad omofobia viene eguagliato solo dalle destre
estreme. Ma aldilà dei simboli politici, il suo affannarsi a rincorrere il concetto “tradizionale” di famiglia, a suon di assessorati o dichiarazioni
in stile baciapile, si mostra già in fase di campagna elettorale un elemento di distanza incolmabile tra noi e la sua proposta. Non è l’unico
a strizzare l’occhio al cappellano, ben inteso, ma è sicuramente quello che questo “appeal” lo mostra in maniera più determinata. Poi,
diciamocelo, chi lo vuole un sindaco che articola il suo confronto a suon d’insulti con gli antagonisti in mezzo alla strada proprio nella festa
di Liberazione? Insomma, bye bye Alfredo, di Berlusconi ce n’è già uno: basta e avanza. Di tutt’altra natura, al contrario, è il ragionamento
che ci ha portato a non includere Giuseppina Tedde tra i nostri interlocutori. La sua agenda politica non è poi così distante dalla nostra,
ma la scelta forte di presentare una lista “separatista”, cioè formata da sole donne, non può raccogliere il nostro sostegno. Nonostante il
separatismo faccia parte della cultura del nostro movimento, e in quanto tale meriti il nostro rispetto. Resta però una scelta retrograda,
una di quelle cose che guarda indietro anzichè guardare avanti, privilegiando le logiche di esclusione rispetto a quelle di inclusione. Il
nostro secondo parametro è stato la coralità, la capacità di catalizzare consenso, di coinvolgere i bolognesi e farsene portavoce. Anche da
questo punto di vista la proposta di Giuseppina Tedde sembra scegliere ostinatamente la dimensione della nicchia, luogo “storico” della
contestazione ma non dell’amministrazione. Lo stesso ragionamento, per contrasto, ci porta ad includere nel nostro dialogo Giorgio
Guazzaloca, già sindaco prima di Cofferati, disposto a correre questa volta senza i Berlusconiani e la Lega. Ha scelto la via “civica”
Guazzaloca e si è rivolto direttamente alla città prima ancora che ai partiti. Una scelta apprezzabile, che suscita inevitabilmente la
nostra curiosità. Perciò abbiamo deciso di intervistare anche lui, assieme a Valerio Monteventi e Flavio Delbono, i due candidati
che hanno una più “naturale” adesione con le nostre istanze. Infine un commento sulla Provincia: non troverete accenno in queste
pagine alla corsa di Palazzo Malvezzi, non per dimenticanza, bensì perchè, dopo che cinque anni fa avevamo sostenuto l’elezione
di Beatrice Draghetti, non abbiamo motivo oggi per rivedere quella scelta, ma neppure per rilanciarla e tradurla in qualcosa di più
concreto anche solo su questo magazine. Proprio a Beatrice Draghetti di recente questo Consiglio direttivo ha rivolto una nota
stampa molto piccata: riguardava il divieto di manifestazioni politiche in piazza nel weekend, vincolo emesso dal Prefetto al
termine di un summit a cui avevano preso parte anche Draghetti e Cofferati. Quel divieto non ci piace, discende da una direttiva
ministeriale che nella comunità glbt abbiamo imparato a chiamare “anti Pride” e che infatti se applicata solo un anno fa non
ci avrebbe permesso di trascorrere quel fantastico 28 giugno in piazza VIII agosto. E’ un fatto, solo un esempio, e non è sulla
base di questo semplice fatto che siamo disposti a interrompere il proficuo rapporto di collaborazione portato avanti in questi
anni con l’amministrazione di via Zamboni. Rapporto che può crescere, anzi forse dovrebbe proprio farlo, magari costruendo
reti cittadine di interlocuzione per parlare sempre più concretamente - e con raggio più vasto - di lotta alle discriminazioni.
Intanto però auspichiamo il superamento della stagione dei divieti, quella che desertifica e incattivisce, e l’individuazione
di risposte più complesse - quindi degne - per le istanze che vengono dal basso.
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
4
SPECIALE ELEZIONI 2009
MINISTRATIVE
Un’ultima notazione: Cofferati, che
aveva annunciato di non correre per il
secondo mandato per stare a Genova con la
sua famiglia, ora si trova in cima alla liste Pd per
le Europee nella circoscrizione Nord Ovest. La nostra
opinione in merito è di sdegno, e sottoscrive in pieno le
argomentazioni che il gruppo everyone, realtà attiva nella
lotta per i diritti, ha incluso nella lettera spedita ai dirtigenti
nazionali del Pd e al Parlamento Europeo, squalificando le
candidature di Cofferati e di Domenici, sindaco uscente a
Firenze. <Vi sono alcuni uomini della destra - spiegano gli
attivisti del gruppo Everyone - a partire dal Presidente della
Camera Gianfranco Fini, che stanno facendo ammenda per
le politiche xenofobe e razziste condotte negli ultimi anni
dalle Istituzioni italiane. Come è possibile che la sinistra,
che dovrebbe avere i Diritti Umani, l’accoglienza e
l’antirazzismo fra le basi della propria politica, stia invece
premiando i propri rappresentanti che si sono distinti
per intolleranza a azioni persecutorie nei confronti
di Rom, migranti e senzatetto? Ci auguriamo che la
classe politica italiana smetta di cercare consensi
elettorali facendo leva sulla xenofobia e inizi a
seguire realmente le linee-guida, ispirate ai più
alti valori civili, dell’Unione europea. E questo
cominciando con il ripensare seriamente alla
candidatura in Europarlamento dei due Sindaci
dell’intolleranza>. La nota completa la trovate
su www.everyonegroup.com
I
T
N
E
V
E
T
N
O
M
DELBONO
09
CA
O
L
A
Z
Z
GUA
5
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
SPECIALE ELEZIONI 2009
TRIBUNA POLITICA:
1
GIORGIO GUAZZALOCA, FLAVIO DELBONO,
VALERIO MONTEVENTI
Se entro cinque anni il Governo italiano approvasse una legge per le unioni omosessuali, lei - in quanto sindaco - si troverebbe presumibilmente
a celebrare il matrimonio tra due gay o tra due lesbiche. Immagini quel giorno: con quale spirito affronterebbe questa “prima volta”?
DELBONO: “Mi troverei a fare quello che già fanno molti miei colleghi europei. Il mio spirito? Quello di un amministratore, e prima di tutto di un cittadino, che
applica una legge dello Stato”
GUAZZALOCA: “Ho in squadra uno specialista di matrimoni: Niccolò Rocco di Torrepadula. Delegherò a lui le celebrazioni. Riservo per me solo qualche matrimonio
importante. Se si sposasse, ad esempio, Franco Grillini, non potrei sottrarmi e gli farei tanti auguri sinceri”.
2
3
MONTEVENTI: “Per dir la verità mi sono già trovato in quella situazione. Sulla terrazza del Cassero, alcuni anni fa, con la consigliera comunale Marcella Di Folco,
celebrammo due matrimoni tra persone omosessuali. La cerimonia era naturalmente simbolica, ma l’emozione che provammo io e lei, in qualità di celebranti, e i
quattro ragazzi da noi “sposati” fu verissima: a tutti e sei e ai tanti invitati alle nozze scesero copiosamente tante lacrime di gioia”.
Nell’amministrazione degli enti locali la “coperta corta” di solito penalizza in primo luogo le politiche delle pari opportunità, spesso relegate in
fondo alla lista della distribuzione delle risorse. E le pari opportunità, così come l’accoglienza e l’integrazione, restano nel contempo gli ambiti in
cui l’Italia sfiora di frequente lo stato emergenziale. Condivide questa analisi ed eventualmente quali strategie immagina per scardinare, su scala
locale, questo meccanismo?
DELBONO: “Un’amministrazione comunale, almeno la mia amministrazione comunale, deve applicare la Costituzione. E nella Costituzione c’è chiaramente scritto
l’impegno per il contrasto delle discriminazioni. È un “dovere costituzionale” a cui ogni sindaco, e io di certo, deve dare seguito anche investendo. Non voglio illudere
nessuno: i prossimi anni saranno “finanziariamente” difficili per via di un governo che scarica tutto sugli enti locali. Ma sarebbe decisamente anticostituzionale, oltre che
sbagliato, fare in modo diverso. Nella prima pagina del mio programma ho inserito il riferimento all’articolo 3 della Costituzione. Non è un caso, è qualcosa in cui credo
e a cui darò un seguito reale”
GUAZZALOCA: “La spesa sociale non può consistere in un budget fisso a carico dei bilanci pubblici. Così le risorse disponibili sarebbero sempre scarse. E’ necessario far
convergere sulle politiche sociali tutte le risorse, umane e finanziarie, di una comunità: la beneficenza privata, la disponibilità al lavoro volontario, le associazioni e le
fondazioni, prima di tutto quelle bancarie. Il Comune deve essere un punto di riferimento, ma se l’intera comunità cittadina non risulta concretamente accogliente e
solidale, le politiche istituzionali da sole potranno far poco. Penso che questo sia il significato che si nasconde dietro l’ormai consueta parola ‘sussidiarietà”
MONTEVENTI: “Certo che condivido l’analisi che proponete. Tra i nostri obiettivi, c’è anche quello di aumentare le risorse finanziarie destinate alle “Sportello LGBT”, aperto
dall’amministrazione Cofferati (e questo è stato un fattopositivo), ma con appena 20.000 annui di budget. Ma c’è pure la necessità di rimuovere condizionamenti politici e
culturali delle gerarchie ecclesiastiche e questo non costerebbe nulla. Vi faccio un esempio: nei cinque anni scorsi è stata interdetta la parola preservativo dalle campagne
comunali sull’AIDS e così i manifesti che l’Amministrazione si era impegnata a stampare non sono mai usciti dalla tipografia. Alla faccia degli impegni che erano stati presi
davanti alle associazioni il primo anno del mandato, durante la Giornata Mondiale della Lotta all’Aids”.
L’ultimo quinquennio è stato caratterizzato a Bologna dall’estinzione dei centri sociali, esperienze storiche di questa città giunte al capolinea un po’
per naturale “invecchiamento” ma anche - soprattutto - per l’atteggiamento ostile delle istituzioni. Centri sociali praticamente spariti, quindi, e spazi di
aggregazione decimati e circoscritti - nei tempi, nei luoghi e negli stili di fruizione - da un filo spinato di ordinanze. Il paradosso non è sfuggito a nessuno:
l’amministrazione Guazzaloca, sostenuta dalle forze di centrodestra, si era mostrata più tollerante di quanto lo è stata nei fatti quella di Sergio Cofferati,
al punto da autorizzare una street parade in pieno centro storico. E’ d’accordo con questa ricostruzione e come intende - se intende farlo - far tornare fertile
quello che oggi è un terreno pressochè desertificato?
DELBONO: “Non do pagelle sul passato. Mi limito a far notare che certe ricostruzioni “mitiche” su una presunta età dell’oro non corrispondono alla realtà e alle cronache
giornalistiche di quel quinquennio. Per averne conferma basta andare a rileggersi i giornali dell’epoca. Trovo interessante, oltre che azzeccata, la sua lettura sul “naturale
invecchiamento” di alcune esperienze. Non è mio compito commentare il passato: devo e voglio guardare al futuro. Una comunità che guarda al futuro è una comunità che innova,
che non tende a ripetere come dischi rotti le esperienze del passato. La mia posizione in materia è molto semplice: voglio rendere Bologna più attraente e per farlo necessitano
nuove energie, nuovi cervelli. Voglio che Bologna sia un punto di coagulo, d’altra parte questo deriva dalla sua storia. Nonostante la diffusa offerta sportiva e culturale, i giovani
faticano a trovare spazi dove possano autonomamente organizzarsi e gestire attività che non siano proposte e organizzate da altri. Occorre superare una certo stereotipo che vede
nei “giovani” dei corpi estranei alla città: i giovani sono un elemento determinante della nostra vita civile e del nostro futuro. Saranno poi individuati nuovi spazi da destinare loro,
attraverso una ricognizione degli spazi comunali oggi non utilizzati e nuovi progetti per favorire la promozione sociale e culturale dei ragazzi. I giovani possono essere il nostro
sportello verso l’Europa: per incentivare esperienze di scambio con l’estero e ampliare e vera accoglienza vogliamo realizzare un nuovo ostello della gioventù”
GUAZZALOCA: ”Grazie del giudizio sulla tolleranza dimostrata nel quinquennio 1999-2004. Ci comportiamo secondo il nostro sentire di persone libera, senza pregiudizi. Comunque
ciò è stato possibile grazie alla mia totale autonomia rispetto a condizionamenti ideologici e di partito.
Nella vita sociale e sulla scena pubblica, hanno il diritto di agire gruppi molto diversi tra di loro. Ciò è una ricchezza. A fianco dei giovani più integrati ed omologati, è normale che
ci sia spazio anche per quanti appaiono più ribelli e fosse anche più creativi. Compito del governo locale non è favorirli, ma consentire la loro vita nel rispetto delle regole essenziali
della convivenza e ovviamente del diritto”.
MONTEVENTI “Quali siano state le mie posizioni rispetto alle scelte dell’amministrazione Cofferati penso siano abbastanza conosciute. Non sono
tanto diverse dalla ricostruzione che avete fatto. Per quanto riguarda il futuro vi presento alcune proposte che Bologna Città Libera ha fatto:
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
6
SPECIALE ELEZIONI 2009
4
1. Spostare risorse che nel passato il Comune ha destinato alla Chiesa Cattolica verso l’allestimento di strutture pubbliche per la produzione culturale scientifica e tecnica. 2.
Affermare il principio peer to peer, ovvero dell’accesso diretto gratuito e paritario ai prodotti del sapere sociale, come base di ogni forma di produzione culturale cittadina. 3.
Al fine di uscire dal regime di distribuzione lobbistica di spazi e finanziamenti in ambito culturale, si propone una BANCA DEI PROGETTI, sia a livello istituzionale sia a livello
di associazioni, sia a livello di spazi autogestiti. 4. Considerare l’attività culturale come la migliore forma di contrasto di quello che comunemente si definisce “degrado”. Le
zone dove si manifesta questo fenomeno sono quelle più ricche di potenzialità culturali e l’esperienza di varie città europee mostra che questo è possibile. 5. BCL riconosce
piena cittadinanza alle forme di attività culturale autogestite e riconosce il diritto all’occupazione di locali e spazi inutilizzati che rischiano di cadere nell’abbandono che è
l’anticamera del cosiddetto degrado. 6. Promuovere la disponibilità di luoghi pubblici a costi concordati o a titolo gratuito per la realizzazione di eventi artistici aperti alle
produzioni culturali”
Parliamo di prostituzione: il pacchetto sicurezza - quello che dà più poteri ai sindaci - ha avuto già il primo evidente effetto di caratterizzare il territorio
bolognese da un governo a macchia di leopardo. Lungo la via Emilia alcuni sindaci - tutti in quota Pd - hanno applicato nei territori di loro competenza
l’ordinanza Alemanno - multa alla prostituta e al cliente - e il fenomeno di conseguenza sta migrando oltre i confini delle ordinanze, nei comuni limitrofi,
Bologna in testa. E’ evidente che questo percorso, oltre a evitare di farsi carico del problema, considera la prostituzione come un fatto di decoro urbano,
sorvolando sulle situazioni di sfruttamento - laddove sono presenti - e sulla violenza di strada di cui quotidianamente le prostitute sono vittime. Come
intende affrontare, da sindaco di Bologna, il fenomeno della prostituzione? Farebbe ricorso anche lei ai “super-poteri” del pacchetto sicurezza?
DELBONO: “Il quadro da lei descritto è la conferma di come i problemi dei cittadini vadano affrontati in modo metropolitano, non basta più “spostare” le cose da un
luogo all’altro. Il sindaco, giustamente, ha più poteri in materia di ordine pubblico, ma restano le forze dell’ordine e la magistratura i soggetti che hanno più competenze
nella materia. Reputo la prostituzione una piaga, una brutta cosa la cui prima vittima è chi viene costretto a stare in strada a vendere il proprio corpo. Per questo penso
che l’amministrazione comunale dovrà impegnarsi prima di tutto ed in collaborazione con le associazioni che si occupano di questo, per dare un aiuto a queste persone
perché possano cambiare vita, liberarsi da una condizione che mortifica la loro dignità umana”
5
GUAZZALOCA: “Nella domanda emerge una contrapposizione un po’ di maniera tra la prostituzione, come offesa al decoro urbano da un lato e dall’altro come mondo
della violenza e dello sfruttamento. Ma non credo che la sociologia del fenomeno, passato e presente, possa essere ridotta a questo schema. In una società aperta
e liberale, dove gli enti pubblici non devono diventare i maestri che educano le persone (a ciò devono pensare la famiglia, la scuola, la comunicazione culturale …)
vanno combattuti anzitutto lo sfruttamento, la violenza e l’illegalità che troppo spesso trovano un terreno fertile nel mondo che ruota attorno alla prostituzione”
MONTEVENTI: “I super poteri? Assolutamente no. Abbiamo già avuto per cinque anni un sindaco sceriffo e ne abbiamo visto i risultati. In materia di decoro/degrado
l’ipocrisia del PD è stata evidente, la rincorsa della destra su questi terreni ha inquinato la politica italiana. Sulla prostituzione, gli interventi a cui l’amministrazione
dovrebbe contribuire sono: lotta alla tratta delle ragazze e aiuto, attraverso i servizi sociali, alla loro uscita dalla schiavitù, con strutture di protezione e percorsi di
inserimento assistiti. Sono poi da rinforzare gli interventi di strada già esistenti”.
Nel mandato che si avvia a conclusione abbiamo avuto modo di confrontarci con l’amministrazione comunale sul tema della piazza e abbiamo
dovuto prender atto - noi come molte altre realtà, associative, movimentiste o di lavoratori - di una gestione più votata ad accogliere Cioccoshow
e Virtus che le manifestazioni - più o meno spontanee, più o meno politiche - della comunità cittadina. Lei, al riguardo, come la pensa?
DELBONO: “Tutti i cittadini e le relative associazioni che agiscano nel rispetto delle regole e del dettato della Costituzione hanno diritto a manifestare
pubblicamente, “in piazza” come si dice a Bologna, le proprie opinioni o a rivendicare un diritto o un obiettivo. Per accedere all’uso di uno spazio pubblico ci sono
regole e norme precise che non riguardano solo il Comune. Per quanto mi riguarda l’ente comunale non deve ostacolare manifestazioni democratiche, anzi…”
6
GUAZZALOCA: “E’ difficile dire che cosa è cultura e che cosa no. Una volta forse per cultura si intendeva soprattutto ciò che era dibattito ideologico-politico.
Oggi si tende con troppa facilità ad identificare la vita culturale con ciò che produce maggiore turismo. Vorrei che nelle nostre piazze e strade, si sviluppassero
soprattutto iniziative culturali legate alla bellezza ed alla creatività delle forme artistiche. Vorrei fosse consentito, in particolare, ai giovani di potersi esprimere
secondo la loro sensibilità affinché si creasse così un vero complesso di idee senza steccati e corse preferenziali per qualcuno”.
MONTEVENTI: “C’è stato un tentativo, per tutti questi cinque anni, di limitare l’uso delle piazze del centro storico a una serie di realtà critiche alle politiche
dell’amministrazione. In più, si è cercato di rendere meno visibili (o addirittura cancellare) certe presenze ritenute scomode o imbarazzanti rispetto alla “morale
comune”. Non è un caso se a Bologna, la direttiva Maroni sulla limitazione dell’uso delle piazze e delle strade per manifestazioni politiche è stata applicata con
solerzia dal Prefetto con l’avvallo del Comune e della Provincia, in una versione ancora più restrittiva di quella del Ministro dell’Interno. A nessuno è importato
se, in questo modo, è stato di fatto cancellato l’articolo 17 della Costituzione. Noi siamo stati tra i pochi che si sono opposti a questi provvedimenti. Di certo
non abbiamo gioito per questo inconcepibile isolamento politico. A quanto pare, aldilà delle chiacchiere, la difesa della democrazia, del diritto di parola e della
Costituzione non è più una priorità”.
Infine ci permetta una domanda autoreferenziale: cosa pensa del Cassero, quale ruolo gli riconosce nella vita cittadina e quale spazio gli
ha riservato nella suo progetto amministrativo?
DELBONO: “E’ una delle realtà più significative di Bologna. Siete un soggetto che mette “un di più” in quello che fa che arricchisce il panorama associativo e
culturale di Bologna. Mi adopererò perché ci sia una pluralità di occasioni in cui potremo collaborare e lavorare insieme per il bene della città. L’esperienza
non ci manca di certo…”
GUAZZALOCA: “Della Salara penso bene. Quando scegliemmo quella soluzione, liberando il Cassero di porta Saragozza, lo abbiamo fatto con dialogo
e rispetto. E’ stata una buona soluzione. E mi pare che la realtà di questa esperienza lo confermi. I rapporti contrattuali tra le parti sono chiari. Quando
vengono fatte iniziative culturali di vasto interesse pubblico non mancherà il sostegno da parte del Comune, nei limiti delle risorse disponibili”.
MONTEVENTI: “Sento il Cassero come un luogo a me molto vicino, sono in sintonia con tante delle attività che la vostra associazione promuove… per
Bologna è importante e perciò va sostenuto”.
Speciale elezioni a cura di Vincenzo Branà
7
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
I NOSTRI CANDIDATI
SERGIO LO GIUDICE
MATTEO CAVALIERI
Partito Democratico
Candidato al consiglio comunale
di Bologna
Centro-sinistra per Porto
Candidato al consiglio del Quartiere Porto
“Certi amori ti travolgono e ti fanno fare
cose che.. chi mai l’avrebbe detto…” Era
il 1990, quando uscì questa canzone. Io
avevo 6 anni e posso dire che nei 20 anni
successivi ha sempre contraddistinto un
po’ le mie scelte. L’amore per la politica
che mi ha portato a inseguire i miei
ideali e i miei sogni fin da piccolo,
in quelli che prima erano i DS e che
ora sono il Partito Democratico a
Castel Maggiore, l’amore per il buon
cibo e per il convivio in tanti anni
di militanza alle Feste de l’Unità e
adesso per il mio nuovo quartiere
Porto, per il quale mi candido in
questa nuova avventura.
Il mio impegno sarà per un quartiere
che mette la persona al centro del
proprio operato ponendo in essere
delle azioni concrete affinché a
ogni cittadino siano garantite pari
opportunità e pari dignità. Il mio
impegno sarà per promuovere
l’educazione alla diversità e
campagne di comunicazione
e sensibilizzazione contro
l’omofobia e ogni forma di
discriminazione.
Questo
affinché all’interno del nostro
quartiere, le parole tolleranza,
dignità e diritti non siano
soltanto slogan ma realtà.
matteocavalieri.wordpress.com
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
8
A correre son tutti
buoni; correre da soli è
tutta un’altra faccenda.
Bologna Città Libera non
ha sottoscritto accordi
elettorali, non presenta
le solite facce, non finge
di rompere con quanto
Cofferati ha significato in
termini di oscurantismo.
Per questa ragione ho
scelto Bologna Città Libera
per portare avanti le nostre
battaglie a favore dei diritti
civili e della laicità. Laicità
che è importante a livello
nazionale e che deve attuarsi
nelle azioni dei governi
locali. Che credibilità ha chi
parla oggi di laicità e, come
tutto il PD bolognese e la sua
coalizione, ha votato a favore dei
finanziamenti alle scuole private
e ha acconsentito a remunerativi
regali per la curia?
Se sarò eletto come consigliere
mi batterò affinché Bologna sia
davvero - non solo a parole - una
comunità tollerante, capace di
ritornare un punto di riferimento.
Poiché la politica è fatta di
programmi a cui dovrebbero
seguire azioni coerenti e di orizzonti
ideali a cui ciascun eletto dovrebbe
rivolgersi, m’impegno fin d’ora a farmi
portavoce delle rivendicazioni del
movimento lgbt e, se necessario, anche
in contrapposizione con le scelte che
compierà la mia forza politica.
Con questi obiettivi mi presento. Mi
auguro di condividerli con Voi, grazie
alla preferenza che potrete attribuirmi al
Consiglio Comunale e al Quartiere Porto.
Se sei gay, lesbica, bisex, trans o etero,
usa il tuo voto per una città più laica che
riconosca a tutti pari diritti e pari dignità,
che rispetti ogni persona e il suo stile di
vita e di cui ognuno faccia parte senza
discriminazioni. Da molti anni sono
impegnato per la comunità lgbt - prima
come presidente del Cassero e fino al
2007 come presidente nazionale di
Arcigay – e per le pari opportunità
di ognuno. Da insegnante porto
avanti interventi contro l’omofobia
nelle scuole. Come consigliere
comunale ho fatto la mia parte per
raggiungere risultati importanti:
i prestiti alle giovani coppie sono
aperti a quelle gay e lesbiche, come
le case popolari; su mia proposta,
Bologna ha un Garante per i diritti
di chi è privato della libertà e un
Ufficio contro le discriminazioni
Lgbt. Lo sviluppo di Bologna si
basa sulla forza creativa dei suoi
talenti e noi abbiamo un grande
contributo da dare. Aiutami a
costruire una città aperta, in
viaggio verso il futuro. È un voto
sicuro. Usalo. Le tue battaglie di
libertà saranno le mie.
FANTASTICA!!
brunopompa.wordpress.com
art director Cassero
www.sergiologiudice.it
www.puta.it
www.bolognacittalibera.org
MAURIZIO CECCONI
Bologna città libera
Candidato al consiglio comunale e al
quartiere Porto
BRUNO POMPA
Sinistra per Bologna
Candidato al consiglio comunale
di Bologna
SPECIALE ELEZIONI 2009
LUKI MASSA
Lista Altra città
Candidata al consiglio comunale
di Bologna
Mi chiamo Cathy La Torre e
ho 28 anni. Sono un legale
con una sfrenata passione per
i diritti civili e, forse, alcuni di
voi mi hanno già conosciuta allo
Sportello Legale dell’Arcigay
o a quello del MIT. Mi candido
per il Consiglio Comunale con la
lista Sinistra per Bologna e sì, lo
ammetto: sono una vendoliana!
Ritengo che si debba costruire
un’idea nuova di politica pubblica
rivolta a un soggetto che non
si presuma aprioristicamente
essere maschio, eterosessuale,
autoctono. Una politica che sappia
immaginare una convivenza civile
fatta di opportunità e di risorse per
tutt*. Se siete tra i molti stanchi
delle tattiche e dell’inefficacia della
vecchia politica che ha intristito la
nostra città, votatemi! Per liberare
gli spazi dai poltronisti e restituirli
alla città, a chi produce idee e cultura,
a chi lavora per esaltare le differenze
invece di marginalizzarle. Per chi crede
che le priorità siano ambiente, lavoro e
uguaglianza sociale, rispetto della laicità
e della giustizia, per chi vuole libertà e
chiede nuovi diritti.
Mi piace definirmi una studiosa di
storia e cultura lesbica, in particolare di
immaginario nel cinema lesbico. Studio
nel senso di ricerca e forte curiosità
verso il passato, presente e futuro. Sono
sceneggiatrice e regista, tra le mie
produzioni alcuni cortometraggi sono
stati proiettati e premiati in numerosi
festival. Curo ed organizzo eventi in Italia
e all’estero, seguo la principale passione
organizzando Festival Internazionali
di cinema LGT. Mi dedico anche alla
fotografia ma diciamo che il lavoro più
“ufficiale” e quello di web designer e
grafica. Insomma amo tutto ciò che
gira attorno alla costruzione/decostruzione dell’immagine.
Attivista politica, impegnata
nel movimento lesbico e
femminista praticamente da
piccina, testardamente continuo
il mio lavoro con le altre
compagne di Fuoricampo per
l’autodeterminazione
delle
donne e delle lesbiche e la piena
cittadinanza di tutte le persone
trans, gay, queer. Altra Città –
Lista Civica di Donne è la mia
prima esperienza elettorale.
Percorso che ho intrapreso solo
perché è una lista diversa, una
lista solo di donne. Altra Città
rompe gli schemi della vecchia
politica tradizionale maschile,
infatti è civica, senza partiti
sul capo, per una sindaca
donna. Mica poco!
FLAVIO ROMANI
Lista Laici e Riformisti
Candidato al Consiglio Comunale di Ferrara e
nella Circoscrizione di via Bologna
Alessandro Zan, 35 anni,
tuttora consigliere
comunale a Padova e
presidente veneto di Arcigay.
Dal 2002 quando organizza
il Padova Pride, cresce la sua
carriera politica. Entra nei DS
dalla “porta di servizio” dell’ex
coordinamento omosessuali.
Eletto al congresso regionale
della Quercia, promuove il
referendum contro i buoni
scuola erogati a beneficio
della scuola confessionale. Dal
2003 fa parte della segreteria
nazionale Arcigay dove diventa
coordinatore della campagna
Un Pacs Avanti a sostegno della
proposta di legge sui patti civili
di solidarietà. Nel 2004 entra poi
in consiglio comunale a Padova:
Zan diventa il padre putativo dei
“Pacs” italiani e involontario paladino
dei Diritti e della Laicità. Definito
«inconsapevolmente rivoluzionario»,
per aver proposto (e fatto approvare)
l’anagrafe delle coppie di fatto nel 2006,
Zan ha “innescato” di fatto il dibattito
parlamentare nazionale sull’istituzione
dei Dico. Motivazioni certificate anche
dal network franco-tedesco Arte Tv, che
lo ha nominato “europeo della settimana”
il 21 febbraio 2007, con un reportage
dedicato alla “breccia di Padova”.
Con lo scioglimento dei Ds nel Partito
democratico, decide di continuare l’attività
da consigliere “semplice”. Zan ha difeso il
diritto a non negoziare le convinzioni che
fanno la differenza fra impegno in politica
e politica di professione. Da qui la battaglia
civile di Beppino Englaro, padre di Eluana, a
favore della Legalità e della Laicità, culminata
con un dibattito pubblico e con mozione di
conferimento della cittadinanza onoraria di
Padova per Englaro, esempio di coraggio civile.
Ora si prepara per questa nuova avventura: la
conquista del Parlamento Europeo alle prossime
elezioni.
www.lukimassa.com
www.lukimassa.co
CATHY LA TORRE
Lista Sinistra per Bologna
Candidata al consiglio comunale
di Bologna
ALESSANDRO ZAN
Lista Sinistra e libertà
Candidato al Parlamento Europeo
Se c’è una cosa che dobbiamo difendere
con tutte le nostre forze è la laicità
dello stato e di tutte le sue istituzioni.
Il cedimento del concetto di laicità ha
provocato in questi anni danni tragici
al nostro paese, dalla legge orrenda
sulla fecondazione assistita alle vicende
legate al caso Englaro. E la mancanza di
laicità, diciamo pure la genuflessione di
troppa parte della nostra classe politica
ai voleri di una gerarchia ecclesiatica
arretrata e crudele è all’origine di
quasi tutti i problemi di gay, lesbiche
e trans di questo paese. Per questo
ho accettato l’invito dei Radicali a
candidarmi al Consiglio Comunale di
Ferrara. Perché anche a livello locale
è fondamentale un forte argine laico
e intransigente che respinga tutte le
intrusioni della Chiesa.
In questi anni di attivismo in
Arcigay ho potuto constatare
che le amministrazioni locali
faticano a capire le nostre istanze,
l’interesse è spesso insufficiente
e superficiale, e a volte ostile.
Eppure basterebbe così poco
per fare di Ferrara un posto più
accogliente, una città dove gay
lesbiche e trans possano essere
felici di vivere.
Dare una mano per una Ferrara
più laica e più friendly è il mio
principale obiettivo, perché
sarebbe una città migliore,
per tutti.
Eppoi, diciamolo, avere un
gay in Consiglio Comunale
sarebbe per Ferrara una
cosa tremendamente chic.
9
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
EVENTI
PRIDE 2009
Mai come quest’anno le strade e le piazze italiane si riempiranno di carri, persone, dialoghi e manifestazioni per
rivendicare l’orgoglio LGBTQI (dove le due nuove sigle stanno per Queer e intersessuali).
Il Pride nazionale sarà a Genova il 27 giugno, alla vigilia del quarantennale
di quel 28 giugno 1969 quando i moti di Stonewall, a New York, diedero il via
ad una serie di manifestazioni di protesta in tutto il mondo che chiedevano
diritti e dignità per le persone omosessuali e transessuali.
Come si legge nel comunicato del comitato promotore “il Genova Pride 2009,
sarà la manifestazione nazionale dei diritti, delle libertà, della solidarietà,
del lavoro e della sua sicurezza, un’iniziativa aperta, di dialogo tra differenti
culture, orientamenti sessuali, identità di genere, provenienze etniche,
politiche e religiose. In particolare siamo impegnati per la tutela e aiuto nei
confronti delle persone LGBTQI appartenenti a etnie e religioni provenienti
da paesi ove sono perseguitate”
La piattaforma rimane sostanzialmente uguale a quella di Roma 2007 e
Bologna 2008: parità, dignità, laicità a dimostrare ancora l’arretratezza e
l’immobilismo della politica italiana.
E giusto per ribadire come “a quarant’anni da quella storica ribellione ancora
molto lavoro deve essere fatto per la piena libertà delle persone lgbtq. In
Italia nulla è cambiato in questi ultimi anni e riteniamo questa situazione
particolarmente grave: nessuna legge a tutela delle persone lgbtq, nessun
riconoscimento di diritti civili e sociali; l’Italia è un’ombra grigia nel
panorama della comunità europea”, il Roma
RomaPride
Pride 2009 si snoderà per
le vie della capitale sabato 13 giugno al grido di “Liberi tutti, libere
tutte!”
E siccome siamo a Roma sarà quindi anche una manifestazione
contro le gravi ed irricevibili posizioni vaticane ed una protesta
su come l’attuale governo sta gestendo improvvidamente i
temi della sicurezza, del testamento biologico, del lavoro,
dei migranti e della crisi economica in atto.
Ad aprire i “festeggiamenti” sarà però Torino
Torino:: dopo
l’esperienza del BiellaPride dello scorso anno perché
“in provincia è diverso” il Pride piemontese
torna nella capitale, perché come ci racconta
Giovanni Caponetto del comitato promotore
“in Italia c’è ancora un disperato bisogno
di Pride, anzi: ogni realtà locale dovrebbe
avere la sua festa dei diritti di tutti, un
inno alla gioia ed alla liberazione dalle
costrizioni di tutta una città, e non
solo della nostra comunità che,
volente o nolente, si è fatta
carico di essere apripista per
tutta una serie di diritti
“neutri” quali ad esempio
il testamento biologico”
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
10
E se quest’anno Genova sarà la piazza italiana principale per le
rivendicazioni della nostra piattaforma politica, ovvero quelle proposte
che dovrebbero essere raccolte dal nostro Parlamento, il TorinoPride
si concentrerà su un livello più locale: sollecitare la ripresa dell’iter
di una legge regionale contro l’omofobia. Non a caso la data scelta
è quella del 16 maggio, alla vigilia della giornata mondiale contro
l’omofobia.
A Catania invece si svolgerà l’ormai rituale Pride del sud. Dopo
il successo dei 10.000 dello scorso anno, il comitato promotore
formato da Agedo Catania, Arcigay, Gruppo Pegaso, Kalon
Glbte organizzerà la classica sfilata nelle strade cittadine il
4 luglio prossimo.
Il cassero come al solito organizza le “spedizioni” verso
Genova e Roma in pullman con partenza in Via don
Minzoni. Il costo è di 10 euro per chi prenota entro il 31
maggio e 15 per i “ritardatari”. Ogni aggiornamento
sul sito cassero: www.cassero.i
www.cassero.it
INCONTRI
ANNAMARIA BERNARDINI
DE PACE
DIRITTI DIVERSI
di Walter Rovere
e Matteo Giorgi
Lei apre il suo libro parlando dei Pride,
“La dignità non merita alcun
dicendo di averli in precedenza considerati –
compromesso, ma solo una risposta
è una critica che del resto viene fatta spesso –
efficiente ed efficace all’attacco altrui.
una
carnevalata. Afferma però di aver cambiato
L’autentica persecuzione, perché non
giudizio su di essi. Come mai? Ci è mai stata?
solo di discriminazione si tratta, “No,
non ho mai partecipato. Mi ha fatto cambiare opinione
di cui sono oggetto i gay merita vedere come fossero radicati i pregiudizi, l’omofobia, la volontà
dunque la Rivoluzione. Anche dei di discriminazione e quindi come l’esasperazione dei gay si
metodi, anche delle parole.”
trasformasse in qualcosa di disordinatamente provocatorio,
Parole che ci si aspetterebbe
anche con la volontà di ridere e sbeffeggiare. Detto questo il mio
di ascoltare in un comizio di
sogno, che spero possa diventare un obiettivo, è che ci sia un Gay
Pride dove tutti siano vestiti come la cultura dominante impone.
Movimento, e che testimoniano della
passioneconcuiAnnamariaBernardini Per usare il “loro” metodo, e dimostrare che non c’è nessuna
de Pace, l’avvocato matrimonialista differenza. Ciò che non mi piaceva dei Pride era che mostravano
più famoso d’Italia (con all’attivo, tra un’assoluta differenziazione dalla cultura dominante – secondo
invece la cultura dominante deve diventare quella che
le 27.000 cause seguite, separazioni me
comprende anche gli omosessuali. Evitiamo di dare ai media
illustri come quelle tra Simona Ventura e
l’opportunità di giocare sulla diversità e chiudiamo la bocca a
Bettarini, Romina Power e Albano, Michelle
quelli che parlano solo per dare aria.”
Hunziker e Ramazzotti, Nina Moric e
Corona...) ha scritto Diritti Diversi – la legge
Cita la moltiplicazione dei Pride in Italia come un
negata ai gay (Bompiani): un “manuale di
segno di divisione del movimento omosessuale...
sopravvivenza” che spiega quali siano gli secondo lei è anche per questo che siamo rimasti
strumenti attualmente a disposizione così indietro legislativamente?
di una coppia Lgbt per regolare e “Sì. Hanno sbagliato i gay a comportarsi, in questo caso,
tutelare le proprie convivenze; ma come gli eterosessuali, prendendosi ciascuno la loro fetta
ridicolo potere – ridicolo perchè è poi un potere che non
soprattutto una puntuale requisitoria diserve
a niente. Bisogna unire le forze, – è il numero che fa
sulle carenze legislative che, specie in
la forza! Facciamone uno tutti insieme, facciamo vedere
Italia, hanno generato dei diversi “se
l’imponenza, così che quelli che hanno dei pregiudizi si
non altro per la mancanza di quei
vergognino. I gruppuscoli possono venir derisi, le masse
diritti che gli ‘altri’ hanno voluto
no.”
dare solamente a se stessi.”
Annamaria Bernardini de Pace Come mai conclude questo capitolo citando il
sarà al Cassero ospite della LUO il fumetto sui pinguini gay, Il Libro dell’amore di
prossimo 19 maggio (ore 21.30) Gus & Waldo?
per presentare il suo libro. Non “Per dire che in Italia non danno spazio nemmeno
ironia, e autoironia, che sanno
abbiamo però voluto aspettare all’intelligente
fare i gay. Fenati ha voluto dimostrare attraverso
per iniziare a parlarne via
questo libro, che è stato pubblicato molto in
telefono...
ritardo rispetto agli altri paesi e senza pubblicità e
FRA
recensioni, che tutto il problema degli omosessuali
si può risolvere guardando all’amore, non alla
sessualità diversa. L’amore unisce tutti. Ma qui il
pregiudizio alligna anche nei giornali, non se ne
vuole parlare. Le sembra normale che non ci sia il
settore omosessuale nelle librerie? Io stessa per
la bibliografia del libro ho fatto molta fatica e
per l’appunto quello di Gus & Waldo non l’ho
ancora trovato.”
Nelsecondocapitoloanalizzala
Costituzione, sostenendo
che la genericità di
concetti come
11
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
INCONTRI
“diritti inviolabili dell’uomo” e “formazioni sociali” fu voluta dai Costituenti per lasciare spazio all’evoluzione sociale di questi
concetti, dunque potenzialmente anche al matrimonio tra persone dello stesso sesso. A proposito dell’art. 29 sostiene però che
proprio la genericità del concetto di “famiglia naturale” ha lasciato spazio al creare situazioni di discriminazione. Ora che da alcune
parti si spinge per modificare la Costituzione, sarebbe opportuno
magari in questo punto cambiarla, come fece fare Nelson Mandela
in Sudafrica?
“L’OMS ci dice che l’omosessualità è una variante naturale dell’orientamento
Grillini cita “la teoria del piano inclinato” secondo la quale, per il
sessuale, quindi non sta in piedi il concetto di dualismo sessuale, né
Vaticano, qualsiasi cosa si faccia di positivo per gli omosessuali porta
biologicamente né psicologicamente. Se non vogliono cambiare niente,
ipso facto al matrimonio e alle adozioni. Proprio paventando una possibile
basterebbe aggiungere la precisazione che lo stato non può discriminare i
discriminazione degli stati che si oppongono al matrimonio gay, il Vaticano
cittadini in base all’orientamento sessuale, come ha fatto fare Mandela. Altrimenti
la scorsa estate si pronunciò contro la proposta di depenalizzazione universale
si spera che la Corte Costituzionale investita del problema dell’illegittimità
dell’omosessualità all’ONU... che ne pensa?
costituzionale di tutti gli articoli che riguardano matrimonio e separazione, ci
“Fu una cosa schifosissima, vergognosa per un partito (perché ormai possiamo chiamarlo
dica che sono incostituzionali. Perché non rispettano la pari dignità giuridica delle
tale) che parla di amore, perdono e rispetto della vita. Trovo comunque la spiegazione
persone, e dovranno quindi venir cambiati, come dice anche la carta di Nizza del
confusa… non riesco a capire la logica secondo cui si erano opposti?”
2000…”
Monsignor Migliore e poi l’Osservatore Romano dissero che la mozione,
Il 3 aprile il Tribunale di Venezia ha infatti sollevato la questione di
introducendo le categorie di orientamento sessuale e di identità di
legittimità costituzionale di alcuni articoli del codice civile nella parte in
genere, avrebbe finito col “mettere alla gogna” e far diventare oggetto
cui, sistematicamente interpretati, non consentono che si possano contrarre
di pressioni internazionali gli stati che si oppongono al matrimonio tra
matrimoni con persone dello stesso sesso…
persone dello stesso sesso.
“Tutto è nato a seguito di un atto di opposizione di una coppia gay alla quale era stata
“Ma, scusi se parlo in francese, non sono cazzi del Vaticano! Stiamo parlando
rifiutata la pubblicazione del loro matrimonio. Fatta l’opposizione, radicatosi il giudizio
dello stato civile italiano, il matrimonio civile è una cosa, il matrimonio
davanti al tribunale di Venezia, il giudice (che guarda caso era una donna) ha esaminato in
canonico concordatario è un’altra.”
termini giuridici la Costituzione e il codice civile e ha deliberato che non è manifestamente
infondata l’ipotesi di inconstituzionalità di tutti gli articoli che riguardano il matrimonio e la
Alcuni intellettuali gay sostengono che la lotta per il diritto
separazione. Un punto fondamentale è che questi articoli fanno parte del codice civile del 1942,
all’adozione rappresenta un errore strategico del movimento,
mentre la Costituzione è del 48; e nel 2000 c’è stata poi, appunto, la Carta di Nizza. Il diritto
perchè interessa nella realtà pochissimi gay, mentre il suo
europeo è sovranazionale, e gli articoli del ‘42 sono contrari sia ai principi costituzionali che a quelli
spettro agitato serve a bloccare ogni avanzamento legislativo...
della Carta di Nizza.”
che ne pensa?
“Infatti. Secondo me bisogna mirare dritto a un obiettivo, che è quello
Come pensa quindi che risponderà la Corte Costituzionale?
che faccio io quando conduco le cause, che non a caso riesco a vincere:
“Penso che sia molto difficile che dica “No, va tutto bene” salvo che prevalga la tesi rigorosamente
non si possono portare avanti 82 temi ma solo uno, e ragionare per
cattolica della naturalità intesa come dualismo sessuale. Se è cosi vuol dire che siamo colonizzati dal
dare prove e forze solo su quello. Poi una volta arrivati al matrimonio
Vaticano. E se siamo colonizzati dal Vaticano vuol dire che bisogna fare la guerra civile. Io non sono di
si vede, eventualmente si passa ad un’altra battaglia..”
sinistra, ma è una vergogna che i partiti di sinistra non abbiano combattuto questa battaglia. La posso
combattere io perché sono anarchica – anarchica, ma profondamente rispettosa della Costituzione che per
Lei stessa nel libro dichiara i suoi dubbi sull’adozione...
me è il più bel libro che sia stato mai scritto.”
“Bisogna ricordare che l’adozione non è un diritto nemmeno
degli etero. Hanno diritto a chiedere di adottare, ma poi devi
Lei parla anche delle norme civili e penali che tutelano le convivenze more uxorio, e che non vengono
passare attraverso una trafila che spesso porta tante coppie
applicate per gli omosessuali. Mi pare che però che trovi non opportuna la strada di estendere i
a non essere idonee, com’è giusto che sia. Non posso dire
diritti per le copie di fatto alle coppie gay, come si evince dal suo capitolo su Pacs e Dico…
in assoluto se con le coppie gay andrebbe meglio o peggio.
“Se devo difendere i diritti degli omosessuali, non voglio mediazione e compromesso. I Pacs e i Dico erano orrendi
Non è che i gay siano tutti bravi e belli, ne conosco alcuni che
perché rappresentavano un contentino, un’elemosina, senza riconoscere la pari dignità giuridica. Sarebbero
sono anche dei disastri. Come ci sono degli etero che sono
un’ulteriore discriminazione, perché gli eterosessuali avrebbero comunque una possibilità in più tra cui scegliere,
dei disatri. Diciamo che siamo tutti uguali come cittadini,
cioè il matrimonio.”
poi il carattere, il temperamento, l’educazione fanno le
differenze... Solo quelle devono essere le differenze…
Nel capitolo sull’Unione Europea, cita diverse risoluzioni, come la 28/1994, che sollecitava a dare
Senta, ma le posso fare una domanda io adesso?
uguale trattamento alle persone omosessuali nel diritto di adozione, diritto successorio, di
abitazione ecc, e a vietare in ogni settore ogni discriminazione basata sull’orientamento
Dica pure…
sessuale. E ne elenca molte altre successive. Anche pochi giorni fa (2 aprile) c’è stato il parere
“Ha mai sentito parlare qualcuno dei vostri
favorevole del Parlamento Europeo per l’emanazione da parte del Consiglio Europeo di
rappresentanti gay in termini cosi chiari, duri e
una direttiva contro la discriminazione nell’assistenza sociale e sanitaria, nell’istruzione
puliti del problema?”
e nell’accesso a beni e servizi, compresi gli alloggi.
Tutte queste direttive, richiami, e raccomandazioni, continuano però a venir
Forse non con questa concretezza in
derogate o ignorate dall’Italia, e cita a questo proposito l’ingiunzione del 2007
effetti…
sul mancato recepimento delle disposizioni sul vietare le discriminazioni in base
“Lo so. È che i vostri rappresentanti hanno
all’orientamento sessuale.
sbagliato chiedendo un sacco di cose,
Quale è quindi la loro funzione/utilità, e come potrebbe venir incrementato
facendo piagnistei, e così non si ottiene
il potere del Parlamento Europeo?
nulla. Hanno perso un sacco di tempo, e i
“La loro funzione è cogente: l’Italia deve adeguarsi. Evidentemente anche in
risultati si vedono…”
Europa il Vaticano ha il suo potere, cosa le devo dire… Le suore che mi hanno
insegnato il catechismo si staranno rivoltando nella tomba perchè parlo
Nello scorso numero abbiamo
così, ma un conto è Gesù, un conto il potere della Chiesa. Evidentemente
intervistato la Santanché e
anche nel Parlamento Europeo ci sono quelli che risentono di questo
Grillini sul tema dei diritti
potere, altrimenti dal 2007 ad oggi qualche multa avremmo dovuto
alle persone LGBT: la
pagarla. E spero che nel momento in cui all’Italia verrà inflitta una
prima, come la
bella multa perché non si adegua, i cittadini si ribellino e chiedano
destra
in
conto al Parlamento…”
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
12
INCONTRI
generale e il Vaticano, sostiene che i gay non hanno bisogno di leggi ad hoc
perchè le coppie gay possono regolamentarsi attraverso il diritto privato con notai,
assicurazioni, testamento…
“È lo stesso ragionamento che facevano gli americani quando mettevano i neri da parte con i loro bar, i loro
ristoranti, le loro leggi di lavoro... si chiama razzismo.”
fotografie per un valore di 15 milioni di dollari per versarli
al fisco. Non erano sposate, e all’epoca non c’erano nello
stato di New York forme di unione civile che consentissero ad
un partner dello stesso sesso di ereditare.
Com’è possibile che sia capitato a persone ricche e famose
come loro, malgrado l’esistenza di strumenti come Trust e
...Grillini invece risponde che in Italia gli accordi notarili tra due gay o anche tra due
Fondazioni?
etero sono carta straccia, dato che il diritto di famiglia italiano non riconosce gli accordi
“È semplice: non avevano dei bravi avvocati. Ci sono pessimi avvocati
privati, non essendo come quello americano. Lei come la pensa?
in tutto il mondo, a tutti i livelli. Si vede che non si erano appassionate al
“Grillini se lo deve studiare il diritto, perchè a quanto pare, non lo sa e non lo conosce. Io faccio
problema e non avevano detto le cose giuste. Quando c’è una nuova legge,
contratti per conviventi gay dal 1987 e hanno tutti retto: sia per quelli che stanno ancora insieme,
immediatamente mi si apre in testa un file e penso a tutti i miei clienti che
sia per quelli che si sono lasciati. Sono contratti atipici, non prematrimoniali - perchè se non c’è
possono essere in quella situazione. Gli avvocati non smettono di essere tali
il matrimonio gay come fanno ad essere prematrimoniali? Sono quindi contratti non pre, ma al
quando chiudono l’ufficio o se non sentono il cliente. Bisogna esser pronti a
posto del matrimonio, a contenuto economico, e che valgono come qualsiasi altro contratto.”
guardare, reagire, avvisare i clienti della necessità di cambiamenti. Si vede che
questo è mancato.”
L’elenco che in effetti lei fa nel libro di tutti gli strumenti legali a disposizione di
una coppia Lgbt per tutelarsi, come i contratti che definiscono le conseguenze
Nel divorzio l’assegno di mantenimento viene calcolato per conservare
economiche della frattura dell’unione e che lei definisce a volte perfino più
al partner economicamente più debole il tenore di vita goduto durante il
soddisfacenti delle norme matrimoniali, non rischiano di sostenere questa
matrimonio...
tesi, che davvero in fondo in Italia gay e lesbiche non hanno così tanti meno
Nell’intervista a Lilli Gruber per il libro Streghe, lei sembra approvare le spose
diritti?
novelle che tengono gli scontrini del viaggio di nozze e dei regali del marito in
“Se gli omosessuali possono fare solo questo sono ghettizzati. Perchè gli etero possono
vista del futuro divorzio...
sposarsi, possono fare una libera unione senza nessun tipo di contratto, e possono
“Non è che approvo, dico che lo fanno. È che o una fa l’oca, e allora continua a fare l’oca anche
stipulare contratti di convivenza, quindi hanno 3 chance. Perchè gli omosessuali non
al momento della separazione e se ne va via con una pedata nel sedere... Almeno queste si
devono avere anche la chance del matrimonio? Perchè li dobbiamo accontentare
conservano e sanno perfettamente quello che vogliono dal matrimonio - e rendono anche più
dicendo che se non hanno il pane che mangino le brioche? Ma io voglio anche il
facile la vita all’avvocato...”
pane, no?”
Però la Santanchè sostiene che non ci deve importare delle tutele che dà il
GiuliaBongiorno,presidentedellaCommissioneGiustizia,haformato
matrimonio perché, dice, “dobbiamo stare assieme ai nostri fidanzati per amore, non
un’associazione con Michelle Hunzinker per difendere le donne
per soldi...” Il suo è un incitamento al matrimonio di convenienza anche per i gay, per
dallo stalking: che ne pensa? Sarebbe opportuna un’associazione
par condicio?
del genere anche per difendere i gay dall’omofobia?
“Ma ognuno si sposa perchè caspita si vuole sposare. Ognuno ha il diritto di scegliere perché e con
chi: può essere per amore, per organizzarsi la vita, per soldi. Che si sposino tutti per amore, mi sento
“È vergognoso che sia stata fatta solo per le donne e non per gli
di escluderglielo al 100%. Ma non lo dico perché da me vengono a matrimoni finiti, perchè anzi i
omosessuali, che si trovano ad essere oggetto di continui episodi di
matrimoni per interesse durano molto di più...”
omofobia e di violenza... avrebbero dovuto farla per tutti quelli che
sono vittima di stalking, e trovo indecoroso, e sottolineo indecoroso,
Ma come mai Paul McCartney ha dovuto dare 32 milioni di euro a Heather Mills dopo quattro
che in un paese civile ci sia un ministro delle Pari Opportunità che si
anni di matrimonio, mentre Ivana Trump non ha dato una lira a Rossano Rubicondi?
occupa solo delle donne e delle loro opportunità e non di quelle dei
“Il diritto anglo americano è diverso da quello italiano. In quello anglo americano si considera anche il
gay che sono una delle fasce deboli della nostra società...”
patrimonio, in Italia solo se si è in comunione dei beni. E comunque le do questa notizia. Ho incontrato Rossano
e gli ho chiesto, ma allora hai divorziato? E lui mi ha detto “No… non ancora”.
Mi ha anticipato la domanda…
“Non a caso sono un’avvocato. È la mia passione, non faccio
Quindi non è vero che nelle cause di divorzio sono favorite per gli alimenti le donne anche quando
altro nella vita. Per questo non ho uomo che resiste al mio
sono palesemente cacciatrici di patrimoni?
fianco: mi dicono che faccio l’avvocato in ogni situazione,
“No, ormai ci sono molte mogli che danno assegni di mantenimento ai mariti, e mi permetta di dire che le mogli nel
hanno paura di me.”
dare sono meno polemiche e violente dei mariti quando devono dare loro...”
Beh è quello che succede spesso a chi ha accanto
delle donne forti…
“Ma sono gli uomini che dovrebbero essere forti invece!
Lasciamo stare che è meglio và..”
Lei elenca, per ricchezze consistenti, anche lo
strumento del Trust, di cui abbiamo sentito
tutti parlare nel caso Pavarotti-Mantovani.
Non è infrequente il caso di gay che hanno
lasciato grandi ricchezze al proprio
compagno, come i 370 milioni battuti
all’asta Yves Saint Laurent - Pierre
Bergé. Il 6 marzo abbiamo però letto
di Susan Sontag, che dopo 20 anni di
relazione ha lasciato un patrimonio
di circa 30 milioni di dollari alla
fotografa Annie Leibovitz, che
ha dovuto pagare un’imposta
record sull’eredità, il 50%, e
ha dovuto ipotecare i
diritti sulle
proprie
Nel libro ha pubblicato un indirizzo di posta elettronica alla quale tutti possono scrivere per avere
consigli e/o suggerimenti da lei direttamente. Le sono arrivate molte mail? Le sono stati segnalati
problemi ai quali non aveva pensato?
“Ne ho ricevute molte, e tutte di persone che mi ringraziano, che mi stimolano, che mi dicono che già leggendolo
hanno risolto qualche piccolo problema... Uno ha scritto una cosa bellissima, mi ha raccontato di avere 32 anni e che per
dirlo alla madre le regalerà il libro... Ci crede che sono le prime mail che apro la mattina quando arrivo in studio?”
WALTER ROVERE E MATTEO GIORGI
13
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
LUO
LIBERA
UNIVERSITA’
OMOSESSUALE
a cura di Walter Rovere e Sara De Giovanni
LUO
MARTEDÌ 19
LUNEDÌ 11
MAGGIO
MAGGIO
DIRITTI DIVERSI
PETITES MADELEINES
– LA LEGGE
PER UN’EDUCAZIONE
NEGATA AI GAY
SENTIMENTALE
ore 21.30, Cassero:
ore 21.30, Cassero: incontro con
incontro con
DARIA BIGNARDI
ANNAMARIA
conducono Matteo Giorgi e Walter
Rovere BERNARDINI DE PACE
conducono Walter
Partirà dalla sua nuova avventura letteraria - Non vi
Rovere e Matteo Giorgi
lascerò orfani, edito da Mondadori - la chiacchierata che
avrà per protagonista Daria Bignardi.
GIOVEDÌ 21
MAGGIO
ALLA FINE DI
QUESTO LIBRO
LA MIA VITA SI
AUTODISTRUGGERÁ
ore 18.30 c/o Libreria Igor
(Via San Petronio Vecchio 3):
incontro con INSY LOAN
conduce Walter Rovere
“Ci sono due buoni motivi per cui è meglio
Quali sono i diritti negati alla
essere gay: le feste sono più divertenti e ti
popolazione LGBT in Italia? Da
dicono che hai una grande sensibilità anche se
questa domanda si sviluppa il
ne sei privo. E se qualcuno obietta puoi sempre
Raccontarsi e raccontare la storia della propria famiglia non è di
libro di Annamaria Bernardini de
dargli dell’omofobo.”
certo cosa facile. Specie se nella vita, nel lavoro, si è abituati a stare
Pace, l’avvocato matrimonialista
Diciottenne, vergine e ignaro del mondo. Ma
dall’altra parte, sul fronte di chi indaga e fa domande, sotto la rigida
più famosa d’Italia (al suo attivo
soprattutto gay: almeno dai tempi della sua insana
tutela di un format televisivo. Daria Bignardi - l’icona dei faccia a faccia
le separazioni Ventura/Bettarini,
passione per l’album di figurine di Lady Oscar. Insy - che sta
della seconda serata, delle grandi confessioni ma anche dei grandi
Romina/Albano, Hunziker/
per insicuro, non per insipido - arriva a Roma dal profondo
match - ha scelto di affidare alle pagine di un libro il suo album di
Ramazzotti...) che in “Diritti Diversi”
Abruzzo con in testa molte idee, non tutte salubri.
famiglia, quello che la immortala - bambina e poi ragazza - nella
(Bompiani) si rivela instancabile
E forse anche grazie agli anni di judo (lui era il
nostra provincia bolognese. Dì li parte questa saga familiare di “Non
pasionaria
dei
diritti
civili.
sacco da allenamento) ha il fisico per inseguirle,
vi lascerò orfani”: un racconto che attraversa l’infanzia dei ricordi,
La risposta al quesito è semplice: i
nonostante la strada sia lunga: dalla sua piccola
l’adolescenza dei contrasti, la giovinezza delle fughe, l’irreale
casi di discriminazione sono ancora
città a una tana di calabresi sul Grande Raccordo
maturità. Fino al lutto, quello per la morte della mamma, che è in
tanti, troppi: “L’ipocrisia e la paura del
Anulare, per conquistare infine una stanza tutta
realtà la spina dorsale dell’intero racconto, la petite madeleine
diverso, nella cultura prevalente, sanno
per sé in una specie di comune, popolata da attivisti
che ne scatena il flusso. “La vita mi commuove, ma è la morte
fare ancora tanto male, contro ogni
politici molto impegnati e da travestiti ancora più
che ti fa dire “c’è una vita dietro”. Credo
principio di verità e di libertà. Contro ogni
impegnati. Proprio quando comincia a scoprire il
che non ci sia una vita, anche la peggiore,
sentimento di umanità.” L’autrice riflette
rutilante mondo delle parate, delle discoteche e
che per un istante non abbia avuto quel
sulla nostra Costituzione, sugli articoli 2 e
delle saune, però, il destino gli fa lo sgambetto e Insy
soffio commovente che le è proprio.”
3 che non vengono applicati in pieno alla
si ritrova addosso una divisa da poliziotto. Sexy? Per
A condurre questo viaggio i due
popolazione LGBT. Inutile dire che particolare
niente. Ma per fortuna non la sta indossando la sera
peso hanno, in tutto questo, la religione e le
in cui incontra il Vero Amore, quello che finalmente trasformerà la
direttori del CasseroMagazine, Walter
posizioni della Chiesa cattolica.
sequenza di avventure eroicomiche della sua vita in un blockbuster di
Rovere e Matteo Giorgi.
La convivenza, le successioni, le adozioni e in
Hollywood. Almeno per un po’.
particolare il matrimonio (diritto ineliminabile
Dopo il successo del blog gay più comico, lucido e urticante della Rete,
Petites Madeleines è una serie
secondo la Bernardini) sono ancora tutte
Insy Loan (alias Alessandro Michetti), distilla in questo libro la sua storia
d’incontri nei quali il Cassero invita
battaglie da combattere, in nome della Giustizia.
e la sua filosofia anche per i non addetti ai lavori. Crudele (anche con se
i propri ospiti ad assaggiare
Se ognuno ha infatti il diritto “di essere se stesso e
stesso) e un po’ frustrato perché si è già fatto tutti i maschi di Roma e ora
“quell’essenza preziosa” di cui
di affermare la propria identità oltre i limiti, spesso
deve andare a cercarli in trasferta, demolisce uno per uno tutti i vecchi
parla Proust e ad aprire lo scrigno
ottusi, della legge”, compito della legge è proprio
pregiudizi sulla specie a cui appartiene, creandone peraltro
dei propri ricordi, raccontandoci
quello di “eliminare le differenze, di rispettare
di nuovi. E con questa folgorante odissea omosessuale
le proprie personalissime
l’identità di ciascuno”; di dare a tutti “pari dignità
arriverà a un passo dal demolire la sua stessa
storie di educazione
giuridica e morale. Senza censure, persecuzioni,
esistenza. Creandone una nuova?
sentimentale
e
sabotaggi.”
professionale.
Dunque proprio il 28 giugno 2008, anniversario
di Stonewall, l’avvocato ha iniziato a raccogliere la
competenza giuridica acquisita per
stilare i propri consigli alle coppie
omosessuali su ciò che possono
fare con gli strumenti disponibili al
momento attuale, sulle carenze della
legislazione italiana e sulle ormai
ventennali,esempreignorate,direttive,
raccomandazioni e ingiunzioni che
ci manda l’Europa; ella speranza di
far riflettere, almeno, tutti coloro
che in proposito continuano a
coltivare velenosi pregiudizi.”
CASSERO
Michele Giarratano
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
14
LUO2
LUO
MERCOLEDÌ 27
VENERDÌ 5
MAGGIO
GIUGNO
SOTTO IL CIELO
QUINDICI ANNI PER
NOTTURNO DI
SEMPRE
ROMA
ore 18.30 c/o Libreria Igor
ore 18.30 c/o Libreria (Via San Petronio Vecchio 3)
incontro con LINO CENTI
Igor (Via San Petronio
Vecchio 3): conducono Franco Grillini e
incontro con ANDREA
Valerio Bonfanti
AMBROGETTI
conduce Sergio Lo Il mondo di un adolescente
Giudice cresciuto nella periferia di Empoli
come non è mai stato raccontato;
In un’estate romana di metà l’impatto con la vita e la “metropoli”
anni novanta tre ragazzi non Firenze. Quindici anni per sempre
vanno mai in vacanza. svela per la prima volta la storia di
Nelle apparenze e un’educazione sessuale “diversa”.
nelle innumerevoli Lino, ragazzino inquieto e curioso,
relazioni cercano una scopre il mondo del sesso attraverso
sicurezza che non gli incontri clandestini con i suoi
trovano dentro di loro. compagni di gioco. Nella campagna
Notte dopo notte i tre toscana, nei bagni della scuola, nella
fanno molti incontri ma penombra della stanza infantile, i
ragazzi del paese imparano a darsi
presto arriva settembre.
Senza certezze sul futuro, e a dare piacere, scoprono il proprio
corpo e si rapportano con l’“altro”.
i protagonisti restano
La crescita morale e intellettuale del
sospesi in bilico tra un
protagonista è narrata da Centi con un
rapporto intensissimo con il mondo
linguaggio delicato che sa indagare la
e la scoperta di sé. Uno spaccato della
profondità del dubbio di chi trova in sé
Roma contemporanea radicato nel
pensieri e sentimenti mai provati. C’è
territorio urbano e nella psicologia
l’amore per la natura, per gli oggetti,
postmoderna.
per l’arte e soprattutto per il biondo
olandese Nico. Centi da pittore disegna,
Andrea Ambrogetti (Roma, 1964),
con un’incisività che lascia il segno, i moti
giornalista, scrittore e fotografo, si è
del cuore. Ugualmente nella scrittura le
occupato di storia contemporanea e di
sue parole sono come colori, a cui sa dare
diritti civili. Ha lavorato anche per
intensità e pienezza vitale. Una lettura
le Nazioni Unite, il Comune di
toccante perché profondamente realistica, il
Roma e il Parlamento
mondo omosessuale che si mostra agli occhi
Europeo.
inesperti di chi vuole sapere quello che non si
può sapere e vuole dire quello che ancora oggi
troppo spesso non si osa dire.
Lino Centi è nato e vive a Firenze, dove
insegna alla facoltà di Architettura. Ha
esposto come pittore in varie città del
mondo: Bogotà, Pechino, Hong Kong,
New York. Come scrittore e poeta
ha pubblicato sulle riviste «Salvo
imprevisti» e «Rendiconti».
GIOVEDÌ 11
GIUGNO
OTTO
ore 18.30 c/o
Libreria Igor (Via
San Petronio
Vecchio 3)
incontro con
CLAUDIA
GIORDANO
MERCOLEDÌ 24
GIUGNO
ArciLesbica Bologna in
collaborazione con LUO e
GiGi-gruppo giovani Cassero
presentano:
SUGAR RUSH
ore 21.30 c/o Parco 11 Settembre
2001 (Via Riva Reno/Azzo Gardino)
Otto è un romanzo nell’ambito della rassegna:
ambientato
t r a LaManifattura. Cultura fresca di stagione
Alessandria d’Egitto
e la Palestina nel XVI Sugar Rush è una serie televisiva inglese che
anno dell’imperatore esplora senza falsi moralismi cosa significa essere
giovani, eccitate e lesbiche nella Gran Bretagna
Tiberio (30dC).
Protagonista è Cassandra, del XXI secolo. Trasmessa per la prima volta da
un’adolescente dotata di Channel 4 nell’estate 2004, nasce come adattamento
straordinarie capacità dell’omonimo libro di Julie Burchill. La seconda e ultima
stagione è stata trasmessa nel 2008. Caratteristiche
speculative che applica
principali della serie sono i temi trattati, molto “adulti”
alla
matematica
e
(lesbismo, sesso, droghe), e l’approccio leggero e surreale
all’astronomia. Seguendo
agli stessi.
un’intuizione Cassandra
La prima stagione esplora il mondo di Kim, adolescente
parte per un lungo viaggio.
incasinata e strafatta con una passione sconvolgente per
Il suo scopo è risolvere un
la disinvolta Maria Sweet, altrimenti nota come Sugar,
mistero ma il destino le riserva
trasferita da pochi mesi a Brighton con la famiglia. E se
ben altre sorprese.
Sugar non fosse abbastanza per sconvolgere il mondo di
Con un linguaggio e una
Kim, c’è anche la sua famiglia imbarazzante, composta
struttura narrativa tipiche dei
da un fratello pazzoide, un padre ossessionato dalla
testi classici, in un susseguirsi
casa e una madre che si comporta come se fosse lei ad
di azione e di conversazioni
avere 15 anni. Ogni episodio è un viaggio nel mondo
erudite, il libro ci conduce dalle
di Kim, e delle sue contorte osservazioni sulle sue
polverose strade dell’Egitto alle
prime esperienze tra le mille luci di Brighton e la
lussuose stanze del prefetto
smania di un amore proibito.
romano di Giudea. Qui si
La seconda stagione si svolge diciotto mesi
consuma l’intreccio esistenziale
dopo: Kim ha 17 anni, è dichiarata e vive con
e passionale su cui fa perno la
orgoglio la scena lesbica di Brighton... nei
vicenda. L’amore tra Cassandra e la
suoi sogni. In verità, sta rintanata in camera
potente donna appartenente alla
tra i compiti di scuola e uno spazzolino
stirpe dei suoi nemici non irrompe
elettrico come compagnia masturbatoria.
nella narrazione come inatteso, si
Nemmeno la sua migliore amica Sugar
dispiega con quella naturalezza che
si sta divertendo molto, ma lei ha
appartiene appunto alla letteratura
un’ottima scusa: sta scontando una
classica. Ma si dispiega fino ai limiti
pena in riformatorio.
fissati dalla ragione politica da
(fonti: wikipedia e www.italiansubs.
un lato e dalla maturazione della
net)
protagonista dall’altro. Tuttavia non
è l’amore omoerotico a trattenere
nella lettura, e forse nemmeno
l’enigma che Cassandra infine risolve,
è piuttosto l’attenta descrizione di un
paese oppresso dalla dominazione
romana e in fervente attesa del Messia,
come anche il tentativo di mettere a
confronto due visioni del mondo che si
contendono un’egemonia. Alla fine Otto
è un libro in sospeso tra l’intrattenimento
e il desiderio di saperne di più su un’epoca
che così profondamente ha segnato la
nostra cultura. (A. DiVita)
15
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
PROGRAMMA MAGGIO
MAG
PROGRAMMA
GIOVEDÌ 7MAGGIO
Ore 21:00 Arcilesbica Bologna presenta:
LIVE SESSION: DILETTA GARI
Diplomata alla Liverpool Institute for Performing
Arts, propone alcuni brani dal suo repertorio in chiave
acustica Aperitivo a cura di Edules
A seguire Free consolle
SABATO9MAGGIO
Ore 10:00 – 19:00
ARCOBALENI - laboratorio lgbt
Petites Madeleines
sull’identità
Info e iscrizioni: www.cassero.it/show.
php?1503 ; [email protected]
conducono Matteo Giorgi e Walter Rovere
HIGH QWALITY HOUSE
VENERDÌ 8MAGGIO
BLACKSOVIET presenta:
Ground Floor:
°BodyWave° dj set
Faggio dj
Net Tourniquet - Live Interludes
Andromeda Gerat (predjset)
First floor:
I Am Foreigner (Live ambient set)
To-Bork Ram (Live ambient set)
Frenum (Live Ambient set)
Visual by: Madlen000
Set Fotografici: La Q, Truetaste
ingresso 5 euro
LUNEDÌ 11 MAGGIO
ore 21:30 LUO presenta:
"It began in Africa"
(23:00 - 01:30) SALVO dj
(01:30 - 03:30) CULOE DE SONG dj
(03:30 - 05:30) MARCO PASSARANI dj
visual by Strong vj
1st floor "poll" by Penfield
ingresso 12 euro intero / 8 euro ridotto
DOMENICA 10MAGGIO
incontro con DARIA BIGNARDI
MERCOLEDÌ 13 MAGGIO
Ore 20:00
APERITIVO E TRIBUNA POLITICA
gay e lesbiche al voto
incontro con: Maurizio Cecconi (bologna città libera)
Cathy La Torre (sinistra per bologna)
Sergio Lo Giudice (partito democratico)
Bruno Pompa (sinistra per bologna)
modera: Franco Grillini (direttore gaynews)
L’inizio del dibattito è previsto per le ore 21
Ore 10:00 – 19:00
ARCOBALENI - laboratorio lgbt
sull’identità
Info e iscrizioni: www.cassero.it/show.
php?1503 ; [email protected]
ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT
commercial soundz
(23:00 - 02:00) POPPEN dj
02:00 LOTTERY SHOWTIME con Matty p & Minerva
Lowenthal
(02:30 - 04:00) DEE SIGN dj
ingresso 3 euro
GIOVEDÌ 14MAGGIO
Ore 21:00 Arcilesbica Bologna presenta:
“VITA IN ROSSO.. UN CUORE
VIOLENTO”
Presentazione del libro di poesie di Stefano Cattani
Letture in musica, proiezione video, con aperitivo a
cura di Edules
VENERDÌ 15 MAGGIO
LA BELLA MAFIA
lo show di fine stagione made in Cassero
con:
ANNIE 80, BERTHA BLACK, BRENDA BROADWAY,
CELINE DIOR, GAETA JONES, LADY PANTERA,
LYSANDRA CORYDON, MATTY P., MAXXX (L), MINERVA
LOWENTHAL, WILBI
regia: LATAVIA TOVARICH visual: STRONG
a seguire commercial music by: BRANDY dj
DOMENICA 17 MAGGIO
SABATO 16 MAGGIO
Ore 10:00 – 19:00
ARCOBALENI - laboratorio lgbt sull’identità
Info e iscrizioni: www.cassero.it/show.php?1503 ;
[email protected]
Ore 10:00 – 19:00
ARCOBALENI - laboratorio lgbt sull’identità
Info e iscrizioni: www.cassero.it/show.php?1503 ;
[email protected]
Ore 18:00 – 20:00
LIBERAMENTE - per incontrare, confrontarsi,
HIGH QWALITY HOUSE
sperimentare se stess*
Sesso, sessuofobia e omofobia interiorizzata
(23:00 - 02:00) Alessandro Bolognese dj
(02:00 - 03:30) Benny dj
(03:30 - 05:30) Matthe dj
visual by Alias vj
1st floor “speech” by Penfield
KOMOS in concerto per la giornata mondiale
“Giovani, carini e disoccupati”
Ore 21:00
contro l’omofobia
c/o auditorium DMS, via Azzo Gardino
ingresso 10 euro
ingresso: 5 euro
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
16
Se non diversamente specificato, l’orario d’apertura serale è alle ore 23 e l’ingresso
gratuito con tessera Arcigay o Arcilesbica.
Per ogni aggiornamento fare riferimento a www.cassero.it/programma
DIREZIONE ARTISTICA: Bruno Pompa, Mauro Copeta, Matteo Giorgi, Walter Rovere
[email protected]
GIO
PROGRAMMA MAGGIO
VENERDÌ 22 MAGGIO
Arcilesbica Bologna e Le Strulle presentano:
LUNEDÌ 18 MAGGIO
Ore 19:00 Arcilesbica Bologna presenta:
GRUPPO DI LETTURA
JUNGLE PARTY
GIOVEDÌ 28MAGGIO
Ore 21:00 Arcilesbica Bologna presenta:
MIKA MALE TEATRO
Women Party - Tira fuori l’animale che è in te
Spettacolo comico civico
Dj set Electro House
Info: 3485193364
ingresso 4 euro
presso il Centro di Documentazione
Aperitivo a cura di Edules
ingresso 5 euro
MARTEDÌ 19 MAGGIO
VENERDÌ 29MAGGIO
Ore 21:30 LUO presenta:
Diritti Diversi: incontro con ANNAMARIA
BERNARDINI DE PACE
SABATO 23 MAGGIO
conducono Walter Rovere e Matteo Giorgi
HIGH QWALITY HOUSE
MERCOLEDÌ 20MAGGIO
(23:00 - 01:30) WAWASHI deejay
(01:30 - 03:30) AL [c.al.ma.] dj
(03:30 - 05:30) FROG_ETTE dj
visual by Strong vj
1st floor “vote” by Penfield
“Electro Monsters”
ore 21:00 Radical Chips Prime Time
preserata d’intrattenimento pseudoartistico cibo, musica e
chilòsa!
ingresso 10 euro
ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT
OMONOIA
GUERRA INTESTINA
dress code: camouflage
con DJ BUBBLE from CACCADURA
THE BEAUTY F*ARMY
LEACHES live featuring ANDREA BIRDS
LA TRINCEA
MINERVA E I MASTINI DELLA GUERRA
LA LATRINA DELLA BUONA SORTE
WAWASHI
special guest:
BOTTIN dj set (ESKIMO REC.
TALIANS DO IT BETTER REC.)
ingresso 5 euro
SPECIALE WELCOME PRIDE DI GENOVA
(23:00 - 02:00) CASH&FERRY dj
02:00 LOTTERY SHOWTIME con Matty p & Mont
(02:30 - 04:00) LITTLE FLUFFY LUKE dj
ingresso 3 euro
MERCOLEDÌ 27MAGGIO
Ore 18:30 c/o Libreria Igor (Via San Petronio Vecchio 3)
Sotto il cielo notturno di Roma
incontro con l’autore ANDREA AMBROGETTI
conduce Sergio Lo Giudice
GIOVEDÌ 21 MAGGIO
Ore 18:30 c/o Libreria Igor (Via San Petronio Vecchio 3)
Alla fine di questo libro la mia vita si
autodistruggerá
ore 20:00 Gruppo giovani cassero presenta:
InsideOut: “tradimenti, coppie aperte, sliding doors”
incontro con l’autore INSY LOAN
conduce Walter Rovere
Ore 21:00 Arcilesbica Bologna presenta:
stuzzichini a cura di Edules. Free consolle, con proiezioni video
ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT
commercial soundz
(23:00 - 02:00) TRASH COUTURE
02:00 LOTTERY SHOWTIME con Matty p & Maxxx(l)
(02:30 - 04:00) FIANDRIX dj
ingresso 3 euro
SABATO 30 MAGGIO
HIGH QWALITY HOUSE presenta:
homework festival
MAX-P – ITA- (Dancity) dj set
M16 – ITA- (Persistencebit) live
KINK – BUL- (Rush Hour) live
PHOOKA vs SHADUZ -ITA – (Homework Records) live
visuals by Hilbert K
1st floor “wild microphone” by Penfield
ingresso 10 euro
DOMENICA 31 MAGGIO
Ore 18:00 – 20:00
LIBERAMENTE
- per incontrare, confrontarsi, sperimentare se stess*
W l’Europa - Siamo davvero gli ultimi?
17
Foto Programma fornite da: PH_K, Stefano Libertini Protopapa, La Qù, Walter Rovere
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
PROGRAMMA GIUGNO
GIU
PROGRAMMA
MERCOLEDÌ 3GIUGNO
ore 21:00 Radical Chips Prime Time
preserata d’intrattenimento pseudoartistico cibo, musica e chilòsa!
VENERDÌ 5 GIUGNO
Ore 18:30 c/o Libreria Igor (Via San Petronio Vecchio 3)
ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT
SPECIALE ELEZIONI
(23:00 - 02:00) POPPEN
02:00 LOTTERY SHOWTIME con Matty p & Lady Pantera
(02:30 - 04:00) LITTLE FLUFFY LUKE dj
ingresso 3 euro
GIOVEDÌ 4 GIUGNO
Ore 22:00 Arcilesbica Bologna presenta:
REVOLVER
Quindici anni per sempre
incontro con l’autore LINO CENTI
conduce Franco Grillini e Valerio Bonfanti
FEED THE BEARS
raduno mensile orsi e cacciatori
ingresso 6 euro
LUNEDÌ 8 GIUGNO
Ore 19:00 Arcilesbica Bologna presenta:
GRUPPO DI LETTURA
presso il Centro di Documentazione
MERCOLEDÌ 10 GIUGNO
ore 20:00 Gruppo giovani cassero presenta:
InsideOut: “foto, fumetti, pornografie: come ci
SABATO 6 GIUGNO
guardiamo?”
serata indie-rock (derive garage, post punk e
brit-pop)
HIGH QWALITY HOUSE
ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT
Dj set by Dj Trippy
(23:00 - 01:30) WAWASHI deejay
(01:30 - 03:30) FROG_ETTE dj
(03:30 - 05:30) ONLY dj
visual by Alias vj
1st floor “exit poll” by Penfield
(23:00 - 02:00) CASH & FERRY
02:00 LOTTERY SHOWTIME con Matty p & Lady Krystal
(02:30 - 04:00) RUGGERO dj
“Yes, we can”
commercial soundz
ingresso 3 euro
ingresso 10 euro
GIOVEDÌ 11 GIUGNO
Ore 18:30 c/o Libreria Igor (Via San Petronio Vecchio 3)
Otto
incontro con l’autore CLAUDIA GIORDANO
Ore 20:00 Arcilesbica Bologna e Topoi05 presentano:
JEHANNE D’ARC
Cinque artisti, dieci tele, per
un’interpretazione della figura eroica e
passionale di Giovanna d’Arco
Aperitivo a cura di Edules
More: www.topoi05.com
SABATO 13 GIUGNO
HIGH QWALITY HOUSE
“Beauty study for clubbing”
(23:00 - 02:00) Ricky Scardia dj
(02:00 - 04:00) Nanou dj [mussen project]
(04:00 - 05:30) Faktor*electronics [mina rec]
visual by Strong vj
1st floor by Penfield
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
18
DOMENICA 14 GIUGNO
Ore 18:00 – 20:00
LIBERAMENTE - per incontrare, confrontarsi,
sperimentare se stess*
Sono qui per reclutarvi tutt*! - Pride e partecipazione
GIOVEDÌ 18GIUGNO
Ore 20:30 Arcilesbica Bologna presenta:
CONVIVIO LESBICO
cena accompagnata da musica
e letture scelte e recitate dal
Gruppo di Lettura del Circolo
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
347-7148921 [email protected]
MERCOLEDÌ 17GIUGNO
ore 21:00 Radical Chips Prime Time
preserata d’intrattenimento pseudoartistico cibo, musica e
chilòsa!
ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT
commercial soundz
(23:00 - 02:00) TRASH COUTURE
02:00 LOTTERY SHOWTIME con Matty p & Brenda
Broadway
(02:30 - 04:00) FIANDRIX dj
ingresso 12 euro
VENERDÌ 19GIUGNO
Arcilesbica Bologna e Le Strulle presentano:
SPACE INVADERS
Women Party –
Dal pianeta Venere con furore
Dj set Electro House
Info: 3485193364
ingresso 5 euro
ingresso 3 euro
Se non diversamente specificato, l’orario d’apertura serale è alle ore 23 e l’ingresso
gratuito con tessera Arcigay o Arcilesbica.
Per ogni aggiornamento fare riferimento a www.cassero.it/programma
DIREZIONE ARTISTICA: Bruno Pompa, Mauro Copeta, Matteo Giorgi, Walter Rovere
[email protected]
GNO
PROGRAMMA GIUGNO
SABATO 20 GIUGNO
HIGH QWALITY HOUSE
“into the psychedelic mood”
(23:00 - 02:00) Salvo dj
(02:00 - 04:00) Francois dj
(04:00 - 05:30) Matthe dj
visual by MizzPravda
1st floor by Penfield
ingresso 10 euro
DOMENICA 21 GIUGNO
Ore 18:00 – 20:00
LIBERAMENTE - per incontrare,
confrontarsi, sperimentare se stess*
PENSA, LIBERAMENTE! Appuntamento
conclusivo della stagione
GIOVEDÌ 25GIUGNO
LUNEDÌ 22GIUGNO
Ore 21:00 Arcilesbica Bologna presenta:
GRUPPO DI LETTURA
Spettacolo comico civico
Ore 19:00 Arcilesbica Bologna presenta:
presso il Centro di Documentazione
MIKA MALE TEATRO
Aperitivo a cura di Edules
ingresso 4 euro
MERCOLEDÌ 24 GIUGNO
ore 20:00 Gruppo giovani cassero presenta:
InsideOut: “...per chiudere con figate e cazzate”
ore 21:30 c/o Parco 11 Settembre 2001 (Via Riva Reno/
Azzo Gardino)
ArciLesbica Bologna in collaborazione con LUO e GiGigruppo giovani Cassero presentano:
SUGAR RUSH
videoproiezione
SABATO 27 GIUGNO
HIGH QWALITY HOUSE
“into the psychedelic mood”
(23:00 - 01:30) WAWASHI deejay
(01:30 – 03:30) UES
(04:00 - 05:30) Frog_ette dj
visual by Alias
1st floor by Penfield
ingresso 10 euro
ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT
commercial soundz
(23:00 - 02:00) FABLE dj
02:00 LOTTERY SHOWTIME con Matty p & Minerva
Lowenthal
(02:30 - 04:00) LITTLE FLUFFY LUKE dj
ingresso 3 euro
MERCOLEDÌ 1LUGLIO
SABATO 4 LUGLIO
ABSOLUTELY QUEER DISCO
NIGHT
HIGH QWALITY HOUSE
(23:00 - 02:00) TRASH COUTURE
02:00 LOTTERY SHOWTIME con Matty p &
special guest
(02:30 - 04:00) POPPEN djs
(23:00 - 01:30) SALVO
(01:30 – 03:30) LINUZ
(04:00 - 05:30) Frog_ette dj
visual by Strong
ingresso 3 euro
ingresso 8 euro
commercial soundz
VENERDÌ 3 LUGLIO
“never ending summer”
DOMENICA 5LUGLIO
FEED THE BEARS
Ore 22:00
ingresso 6 euro
after sun production
raduno mensile orsi e cacciatori
QUEER CITY BEACH
“pistacchio e cioccolato” ice cream di “mauritius”
summer night visions - video memory a cura di
brandy
minerva lowenthal - musical
dj yoko - experimental vibes
19
Foto Programma fornite da: PH_K, Stefano Libertini Protopapa, La Qù, Walter Rovere
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
CASSERO EVENTS
VENERDÌ 8 MAGGIO
SABATO 9 MAGGIO
BLACKSOVIET MUSIC DEPARTMENT: Vuoto
Magnificente.
Black Soviet è un dipartimento musicale, un
comitato per la diversità polimorfa, una serata
in perenne non-rivoluzione. Una struttura
costruttivista che ingabbia il nulla ricorsivo di
infinite matrioske.
Black Soviet é propaganda fine a se
stessa. Un immaginario da riempire
pronto ad ospitare i germogli mutanti
di infiniti scenari creativi. Un’officina
elettro-meccanica per forgiare suoni,
ritmi e visioni immersi nel flusso delle
trasformazioni contemporanee. La
miglior nomenklatura è chiamata a
raccolta al ministero della vacuità con
un solo diktat: vuoto e magnificenza.
Il totalitarismo dell’estetica schiaccia la
decadenza della politica.
Art is our god - Politics their dog
groundfloor: °BodyWave° Dj set,
Faggio DJ Dj set, Net Tourniquet
- Live Interludes
opening dj set: Andromeda
Gerat
first floor: I Am Foreigner (Live
ambient set), To-Bork Ram
(Live ambient set), Frenum
(Live Ambient set)
VJ / Grafica: Madlen000
Set Fotografici: La Q,
Truetaste
MARCO PASSARANI (Nature Rec.)
CULOE DE SONG (Innervisions Rec.)
A diciannove anni si può diventare un caso internazionale della dance music? Tutto è possibile quando c’è
di mezzo lo zampino di un personaggio universalmente rispettato come Marco Passarani, che, tutor onoris
causa presso la blasonata Red Bull Academy, ha scoperto un producer in erba, proveniente dal continente
nero, che senza mezzi termini definisce come il degno successore di Carl Craig. Il suo nome è Culoe De Song,
e la sua The Bright Forest rappresenta una fresca boccata d’ossigeno in un panorama musicale che ha ormai
messo definitivamente da parte la minimal, tornando a riscoprire il sound delle origini, quello di Detroit
e di Chicago. E come in una modernissima favola, il promettente producer vede pubblicato il suo brano
per la Innervisions, e il suo disco suonato dai migliori dj nei dancefloor di tutto il mondo. Quella al Cassero
sarà l’unica data italiana del primo tour europeo di questo talento fuori dall’ordinario... Pensate che stia
esagerando? Provate a leggere le risposte, genuinamente spiazzanti, alla nostra intervista, e capirete di cosa
sto parlando.
Capita raramente di poter intervistare un artista emergente e dotato di grande talento, come
nel tuo caso. Ci puoi raccontare qualcosa di te, dell’ambiente in cui vivi, e soprattutto delle tue
influenze musicali?
“Mi piace pensare a me stesso come a un normalissimo essere umano, che prova molto amore per quelle
speciali vibrazioni che siamo soliti chiamare “musica”, divento molto enfatico tutte le volte che ne parlo.
La musica è un elemento importante nella mia vita, per molte ragioni. La maggior parte delle volte che
provo un senso di ispirazione, questo si materializza nella creazione di musica. L’ambiente che mi circonda,
quello della costa orientale del Sud Africa ha una grande influenza in quello che faccio, la sua atmosfera è
ciò che enfatizza il mio spirito natio. Per cui potrei dire che le mie influenze musicali provengono per lo più
dall’ambiente che mi circonda e dai miei sogni.”
Quando ascolto “The Bright Forest” riesco a sentire i rumori sinistri di una foresta abitata
da spiriti e cacciatori armati di lance. Ma suppongo che questo sia condizionato da un cliché
tutto europeo sul magico continente nero. Pensi che le tue origini abbiano un’influenza sul
tuo modo di comporre musica, e se sì, in che modo?
“Ad essere sincero non ricordo esattamente le emozioni che ho provato nel comporre The Bright Forest,
penso che in quel momento io fossi semplicemente uno strumento della Vita destinato a comporre
quel tipo di musica, che è connaturata in me... Non riesco a spiegarmi bene, ma sicuramente quel
brano rappresenta una delle cose più speciali che mi siano mai accadute, non dimenticherò mai The
Bright Forset. Inoltre è una traccia che in un certo senso descrive le mie origini, anche se non sono
davvero sicuro dell’influenza delle mie origini sulla mia musica, perché mi piace pensare che la
mia musica fotografi più il mio mondo onirico che vede una grande casa (l’Africa) nel mondo
attraverso la musica. Lo chiamo “mondo onirico” o “mondo dei sogni” perché mi piace
pensarmi come un nomade che viaggia attraverso l’amore per l’arte.”
La prima volta che Marco mi ha parlato di te, le sue parole sono state
“questo ragazzo è il nuovo Carl Craig”. Una profezia non certo facile da
portare sulle spalle. Quanti anni hai? Come vedi te stesso e il tuo futuro
nel music business tra 10 anni?
“Sono su questa terra da 19 anni, e finora è stato un viaggio straordinario.
In 10 anni vedo questo viaggio portarmi in un regno capace di
simbolizzare il mio mondo dei sogni e condividere con altre anime la
mia storia.”
Cosa ne pensi delle parole che il Papa ha pronunciato
nel suo ultimo viaggio in Africa contro l’uso del
preservativo come mezzo efficace per combattere
l’epidemia di HIV/AIDS?
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
20
“In alcune parti dell’Africa molte persone vivono
con credi che hanno origine da epoche antiche e
questo in qualche modo ha un grande effetto
sulla diffusione dell’HIV/AIDS. Uno strumento
come il preservativo è ancora motivo di
imbarazzo per molti.”
VENERDI’ 15 MAGGIO
VENERDI 22 MAGGIO / VENERDI 19 GIUGNO
LA BELLA MAFIA
ArciLesbica Bologna e Le Strulle presentano:
LesDance/Let’sGnock: WOMEN PARTY
Per una sera tutte le soubrette si riuniranno. Tutta “La bella mafia” gay made in Cassero, quella che ha animato tutte le
varie lotterie, i vari show (da “Beauty Case” a “Coop Marchetta” passando per “Presi per la gola”) si uniranno il saggio di
Scarpe spaiate, colori fluo che fanno a pugni, gonne
fine anno, la recita nella quale raccontare ironicamente a loro stessi e agli altri come e quando si è parte della “bella
di tulle e bustini di tua nonna. Le Strulle sono delle
Mafia” (quella dell’album di Lil Kim ovviamente)
nno vestire.
giovani svampite e di sicuro non si sanno
Il cast è di quelli a prova di bomba (a mano):
ni 90. Danno
Ballano solo Electro, House e Trash anni
Le picciotte Annie 80 e Bertha Black, vedette di Gaywatch e impareggiabili caricature del poveraccismo politico
gazione,
il massimo per creare momenti di aggregazione,
nostrano (dalla Binetti alla Jervolino),
soprattutto tra giovani donne.
Lysandra Coridon, la moglie castigata, sempre in bilico tra uno spogliarello e una “secrezione vaginale”
assero: vi
Queste sono le nuove serate lesbiche del Cassero:
(come recita il titolo della sua hit ormai cult proposta a Omonoia)
facciamo entrare sia depilate che pelose!
Lady Pantera, la pupa regina di video remake e improbabili parodie.
Dress code 22 Maggio: Jungle party, tira fuorii
Maxxx(l), la figlia abbandonata all’altare pronta con la sua estensione vocale e corporale ad ammaliare
l’animale che è in te!
tutti gli avventori,
Dress code 19 Giugno: Space invaders, aliene
Gaeta Jones, la capa del bordello, specializzata in traffici leciti e non insieme alle sue compari
dal pianeta Venere con furore!
Nunzia e Cinzia
Minerva Lowenthal, boss di trucchi & musical, oltre a Celine Dior, Brenda Broadway e la
suadente voce di Wilbi.
Ad officiare il tutto il Tony Soprano, il boss rigorosamente senza portafoglio: Matty P.
VENERDI 29
La regia è affidata alle sapiente mani di Luca De Santis a.k.a. LaTavia Tovarich, ideatore
MAGGIO
dell’ormai storico Burlesque oltre che di Beauty Case e Coop. Marchette e fresco
OMONOIA GUERRA INTESTINA
vincitore del premio Micheluzzi come miglior libro a fumetti 2008 per il suo “In Italia
dress code: camouflage
sono tutti maschi”.
con: DJ BUBBLE from CACCADURA, THE BEAUTY F*ARMY, LEACHES live featuring ANDREA
Lo show comincerà alle 23.30 circa e al termine daremo il via
BIRDS, LA TRINCEA, MINERVA E I MASTINI DELLA GUERRA, LA LATRINA DELLA BUONA SORTE,
alle danze, al ballo di fine anno con le musiche
WAWASHI - special guest: BOTTIN dj set (ESKIMO REC./ITALIANS DO IT BETTER REC.)
di Brandy che vi terrà svegli fino al
sorgere del sole.
Ore 23: Giù dalle brande. Outfit mutanda bianca, maglietta sudata verde marcio da
una notte agitata e il camerata ancora dormiente con un’alzata fresca e impetuosa.
Corvini anfibi lucidi, pantaloni di un succinto mimetismo etero, elmetto a coprire
un uniformato capo mascolino. Rigore, disciplina, perfezione. Pronti per
combattere, debellare, sconfiggere il male di continue violazioni, l’assedio alle
nostre proprietà, le dolorose stilettate interne che ci pervadono da questa
continua Guerra intestina.
Torna Omonoia, appuntamento a cadenza di marcia, ed esplora
l’energico e virile mondo guerriero, per sentirsene in pieno un membro,
per schierarsi e contrastare le amenità, per diffondere la rigida
dottrina e renderci pronti a opporci alla quotidiana disputa con i
diversi. Vestiti nella Beauty F-Army, lucidandoti gli stivali con
lingue energiche, estirpa la femminilità, accingi dalla latrina
della buona sorte. Il generale Bottin ritma il passo cadenzato,
DJ Bubble per l’adunanza nel Garden. Live war con Minerva
e i Mastini della Guerra.
Disturbi enterici: Liceliac and Birds.
DOMENICA
17 MAGGIO
Auditorium DMS, via Azzo Gardino, 65a - ore 21
Più omofonia e meno omofobia!
SABATO
30 MAGGIO
Ovunque tu sia ti troveremo, rapidi ed infallibili,
spietati e battaglieri, per normalizzarti, invertirti
e prepararti al tuo conflitto interno. Profondi
boati, cannoni penetrati, meteoritiche
devastazioni. Dissenten. Silenzio.
Homework Festival 7 / Final Party
KOMOS - Coro Omofonico Bolognese diretto da Paolo V. Montanari
KINK (Rush Hour) – BUL /live set
canta nella Giornata Internazionale Contro l’Omofobia, esibendosi
SHADUZ+PHOOKA(Homework Rec.) - ITA /live set
in un repertorio vario e imprevedibile, con particolare attenzione
M16 (Persistencebit Rec.) - ITA /live set
al compositore rinascimentale bolognese Adriano Banchieri, di
MAX P (Dancity) – ITA /dj set
cui eseguirà alcuni brani sacri e profani, tra cui un mottetto
visuals by HILBERT K. - ITA
in prima esecuzione in tempi moderni. Ospiti il violinista
Colm De Bhuinn e il soprano Anna Rita Pili. Al pianoforte
L’associazione culturale Homework con il patrocinio della Regione
il maestro Mario Sollazzo.
Emilia Romagna, del comune di Bologna e del Quartiere San Vitale, e
Dicesi “omofobia” l’avversione per l’omosessualità
grazie alla collaborazione e al supporto di numerosi compagni di avventura,
e gli omosessuali. L’”omofonia” invece è la
è orgogliosa di presentare la settima edizione di Homework Festival!
tecnica di composizione a più voci che fa
L’evento, diventato un punto di riferimento nel panorama italiano della
cantare a ogni voce la medesima sillaba
musica elettronica e delle arti digitali, si apre, quest’anno, alla scena artistica
nel medesimo momento. Quanti inutili
internazionale: i tre giorni della manifestazione si articoleranno tra live di
problemi si potrebbero risolvere con
musica elettronica, dj set e video installazioni. La proposta artistica varierà da
uno scambio consonantico!
progetti orientati alla ricerca ad altri più spiccatamente pop. Il Festival sarà
anche momento di riflessione su diversi aspetti delle culture digitali attraverso
workshop e dibattiti incentrati sul rapporto tra arte e tecnologia.
Homework Festival, da giovedì 28 a sabato 30 maggio, invaderà lo “Spazio Sì”,
in (via San Vitale 67), centro di produzione e ricerca del Teatrino Clandestino e
sabato, infuocherà le piste del Cassero con il party conclusivo.
www.homeworkfestival.net
21
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
WORLD FESTIVAL
Inseguire la qualità musicale trovandola in confezioni sempre più sofisticate è possibile in Europa in diverse
occasioni. Complice il caldo estivo, questi contenitori diventano il luogo d’incontro tra le più diverse personalità
che gravitano intorno al pianeta musica. Produttori, promoters, dj, agenti, cultori, veterani, giornalisti. Un’umanità
variopinta disposta a muoversi per migliaia di chilometri pur di
accedere a questi sofisticati happening e usufruire delle migliori
line up possibili. Il dispiego di mezzi è solitamente fantasmagorico:
i suoi alberghi, tutte le sue disco, tutte le sue spiagge. Ma
allestimenti che adattano per pochi giorni importanti spazi pubblici,
soprattutto riempie i giganteschi recinti del festival che
impianti audio e video che difficilmente si ha la possibilità di ascoltare e
propone in tre pomeriggi e in due serate la più audace antologia
guardare, centinaia di addetti per rendere accoglienti intere città a decine di
di musica avanzata. Dal più complicato noise al live della star del
migliaia di utenti accorsi per l’occasione. Sono stato più volte un visitor di
momento. Si può dire che nelle aree riservate agli addetti ai lavori
questi mega eventi. Sin dalla prima volta e tuttora rimango sconcertato
si possono incontrare tutti, dal mostro sacro che rilascia interviste
dall’imponente impresa capace di prevedere ogni piccolo particolare e
con un cocktail in mano fino all’ultimo dei dj che si affaccia per la
renderlo presentabile e funzionale al meglio. Poi ovviamente ogni
prima volta a sbirciare il vero mercato musicale. Come tutte le cose che
singolo festival ha la sua peculiarità, quel particolare taglio che fa
hanno raggiunto l’apice del successo è inevitabile un minimo di inflazione:
troppa gente ovunque, meno sforzi nella cernita delle avanguardie. Ma
la differenza, soprattutto in termini di pubblico. Per entrare un po’
questa situazione resta, secondo me, la grande fiera della techno mondiale. Il
meglio nel dettaglio credo sia il caso di passare a degli esempi
programma è molto articolato e prevede anche delle mostre interattive molto
concreti. E in questi due mesi di maggio e giugno, concentrerò la
stimolanti, allestimenti tematici, fiere del disco e dell’editoria specializzata,
mia attenzione su due grandi eventi.
proiezioni di documentari in cinema di alta qualità e sporadiche sorprese
multimediali disseminate lungo tutti i percorsi. Il sito web è privo di fronzoli, a buon
Il primo è francese, si tiene a Lione dal 20 al 24 maggio ed è giunto alla
intenditor poche parole: www.sonar.e
www.sonar.es.. È inutile anticiparvi cosa ci sarà da ascoltare:
sua settima edizione, ha un titolo molto accattivante, Nuits Sonores,
negli ultimi quattro anni ho smesso di guardare il programma in anticipo, tanto lì riesco
così come accattivanti sono i suoi spazi e gli artisti coinvolti. Credo
a sentire tutto ciò che mi interessa.
sia l’unico festival in Europa capace di offrire un vero approccio
epicureo: una città moderna che mette a disposizione spazi che
Scatenare una fribrillazione così alta usando il meglio dei contesti musicali del mondo provoca
sono dei grandi capolavori architettonici, spostamenti tra una
di solito un collettivo sconquasso ormonale. Per cui sento di dover avvisare le persone meno
location e l’altra offerti su battelli fluviali, concerti sulle rive
avvedute che tuffarsi in eventi come questi comporta alcune precauzioni: a) scrivere su un
del fiume, relaxing area ricca di complementi d’arredo di
foglietto il proprio nome e indirizzo, si rischia spesso di non ricordare anche queste info
design. Insomma uno sfogo estetico condito qua e là
basic; b) piccola scorta di preservativi, non è detto che si usino, ma in questi ambienti
con nomi quali Josh Wink, Claudio Simonetti, Agoria,
i sorrisi abbondano; c) imparare il vocabolario minimo d’emergenza nella lingua del
Ricardo Villalobos e molti altri. Non mancano gli spazi
posto, tipo “voulez vouz coucher avec moi, ce soir?” oppure “signor poliziotto mi aiuti”.
dedicati agli esordienti e quelli prettamente francesi
La gioventù apolide che colora questi eventi è solitamente lì per divertirsi, e le barriere
come solo oltralpe riescono a concepire inserendo
solite che siamo abituati a vivere nel nostro paese non esistono. È sufficiente citare il
il protezionismo anche nella più universale delle
fatto che non esiste security all’interno degli eventi anche se ci sono quarantamila
arti. Il sito web è molto dettagliato e ricco di
persone. In tanti anni non ho mai visto nemmeno uno schiaffo. Da qualche
informazioni di ogni tipo:
altra parte del mondo è evidente che si impara ad apprezzare il rispetto
www.nuits-sonores.com .
www.nuits-sonores.co
e il quieto vivere. Un consiglio ai gay e alle lesbiche che partecipano
a tali eventi per la prima volta: si tratta dei posti etero più
Il secondo è un appuntamento
friendly che si possa immaginare. Buon divertimento.
immancabile. Se in qualche modo
BRUNO POMPA
la musica elettronica occupa uno
spazio significativo nella tua vita,
non puoi non conoscere il Sonar.
Il più anziano e il più grande
dei festival musicali. Si tiene
quest’anno dal 18 al 20
giugno. Barcellona in
quei pochi giorni cambia
letteralmente volto:
una
improbabile
forma di turismo
proveniente da
ogni angolo
del pianeta
occupa tutti
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
22
MEET THE RESIDENTS
TRASH
COUTURE
Extended Mix
Mix”:”: la nascita del girl power vero, altro che
quelle cagne delle Spice Girls.”
Matty:: Ma a proposito hai visto Geri adesso? Passa da un magnate
all’altro, è maaaaaaaagra e si fa pagare tutto da dio, come non invidiarla?
Comunque io per sottolineare sempre la mia caratura intellettuale rispondo
“I Just Can’t Get Enough”
Enough” ma nella novella versione delle Saturdays che amo
perché sono riuscite a rincretinire anche un must
della new wave.
Debuttano il 9 marzo 2005 in uno sciagurato mercoledì casserino
mentre vengono benedetti urbi et orbi da Paola & Chiara (il video è
tuttora visibile su You Tube) e lanciano banconote con la loro effige.
Il loro nome d’arte è un riassunto delle loro due anime, quella TRASH
senza ritegno di Matty p. e quella più COUTURE dell’attuale Miss
Alternative in carica, Fvln, unica Modella della Maison ad usare il suo
Codice Fiscale. Questo sodalizio, che le amiche scommettevano non
sarebbe durato nemmeno un battito di ciglia finte, le ha portate in
tournee in celeberrimi locali bolognesi come l’Estragon, le Scuderie,
il Millennium, la Capannina, lo Chalet dei Giardini Margherita oltre a
qualche capatina a Marina di Ravenna, Perugia e Catania.
Hanno inciso due bootleg ormai introvabili quanto la prima edizione
di You Can Dance: “Confession from the chemical toilet e Beware of the
Dogs (attenti alle cagne).”
A breve arriverà il terzo che verrà distribuito al loro fan club che ormai
ha più iscritti di quello di Lorena Bianchetti.
FVLN”:”: “Pronth?”
Matty:: “Senti, cagna il direttore del magazine ci ha commissionato un
articolo su di noi…”
FVLN:: “Ma non sei tu il direttore del magazine??? Almeno quello
farlocco…tanto si sa che fa tutto la signora Rovere…In realtà
quello che fai è solo fare uscire le foto tue sempre perfette, le
altre vengono mandate in stampa come Farrah appena uscita
dalla clinica per A.A.”
FVLN:: “Beh, scusa e ““When
When I Grow Up - Digital Dog Mix”
Mix”
delle PussyCat Dolls dove le metti? 7 gattine in calore che
cantano e ballano... chi non si immedesima?
Matty:: “Direi che in quanto a trashate di gruppi abbiamo già dato. E
meno male che eri quella couture… io riparto da “Poker
“Poker Face - Glam
as you Remix
Remix”” di Lady Gaga (ma solo quando la pronuncia la Tatona)
A proposito l’hai sentita live a “quelli che il calcio”?”
FVLN:: “Sì era sfiatata quasi quanto te quando hai inciso insieme alle ONASSIS (me compreso) il demo
di VENUS: introvabile per fortuna, Un affronto ai timpani! E a proposito di sfiatate rilancio “In My Arms
- Sebastian Leger Mix
Mix”” di Kylie
Kylie:: da ballare esclusivamente con Little Fluffy Luke che fa il verso alla
Minogue...tanto sono alte uguali…”
Matty:: “Mamma mia la Fluffy quando suona al mercoledì è veramente la top… e poi ricordati che
non dobbiamo parlare male delle colleghe!”
FVLN:: “Come no? Pensavo fosse il fulcro dell’intervista, sai che io amo. Allora parliamo male del boss,
di Agònia! “Don’t Stop the Music - Light Blue Remix”
Remix” di Rihanna
Rihanna”:”: odia questa canzone, se è in sala,
alla prima nota corre in consolle per insultarmi, ma tanto quello lo fa a random ormai.”
Matty:: “Ma sei pazza? Vuoi che finiamo a suonare nel terrapieno sopra una barcarola?”
FVLN:: “Barcarola? Mica siamo le Poppen che fra un po’ suoneranno pure ai Funerali!!!??? Quelle
raschiano il barile da anni ormai e farebbero a pugni per una data in più..”
Matty:: “Se la solita acida, allora visto che una Poppen è dipartita verso la “rive gauche” a lei dedico l’ultima
canzone della playlist : “Moi,
“Moi, lolita”
lolita” di Alizèè per tutte quelle come noi che rimangono sempre Lolita
fuori… ma ovviamente non quella di Kubrick: ma quella della Littizzetto!”
I Trash Couture suoneranno al Cassero il 27 maggio (per il Matty P birthday party) il 17
giugno e il 1 luglio. Loro incursioni sono anche previste alla serata Orsa e al venerdì allo
Chalet dei Giardini Margherita
Matty:: “Ma se non appaio mai nel magazine?
Comunque dobbiamo citare una nostra playlist
ideale.. le canzoni immancabili per fare sfogare il
nostro dancefloor e ti vieto di citare una canzone
della vecchia.. tienitela per te.. a proposito ma
secondo te che pubblico ci sarà alla data di
Udine? W i Balcani!!!”
FVLN:: “Ad Udine prevedo oltre che il
SOLD OUT l’OUT e basta, chi
va a vedere Madonna ormai è
fuori moda, io ho smesso
nell’89! E in suo onore
ti dedico ““Express
Express
Yourself -
23
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
ONE TREND - X FACTOR
ONE
Ok, siamo tutti d’accordo che è il programma dell’anno,
che ci ha strappato l’anima, che ci ha tenuto svegli notti e notti,
che ci ha fatto scoprire un sacco di diamanti grezzi e que viva x factor.
Vorrei però sottolineare da cronista delle sette note i momenti che rimarranno per
sempre nella mente di questa seconda edizione.
Daniele Magro:: con l’abito a squamette argentate che lo faceva assomigliare ad una carpa
con i Rayban o con la vestaglia nera che lo faceva sembrare una suora laica. L’abito non fa il
monaco tantomeno la tunica nera.
Le trovate di Tomassini:: Matteo “naso da avvinazzato” Becucci canta “Il cielo” e cosa appare
sugli schermi: Il cielo. C’è la donna cannone e cosa tira fuori dal cilindro? Il circo che d’altronde
dopo l’Aguilera e Britney chi è lui per non riciclarla ancora?
Di Matty P.
ONE ICON. NILLA PIZZI 90
Ho alcuni ricordi indissolubili legati a Nilla nostra (e sebbene molte malelingue lo pensino
nel ’51 quando vinse il suo primo festival io non ero ancora nato). Partendo da quando
giovane e sprovveduto inviato di una nota radio bolognese me ne andavo nella città dei
fiori ad inseguire improbabili vincitori da una fuitina sanremese e via (non è ancora il
momento di raccontarvi la mia cena con i genitori dei Jalisse) e lei era sempre là: nella
hall dell’hotel Londra, a vagare per i folkloristici siparietti pomeridiani (oggi abitati solo da
tronisti e sgallettate) dispensando consigli su come resistere 60 anni da icona della musica
leggera italiana. Oggi, per i suoi 90 anni, celebrati ad un party con Lele Mora, persino Mina la
celebra nominandola regina del secolo scorso, “la signora della canzone per antonomasia”:
l’unica voce da cui lei abbia mai preso ispirazione. E Nilla o meglio Adonilla, figlia della furia
del suo segno zodiacale e della ricca, grassa e dotta provincia bolognese, una donna che
ha fatto la revolucion quella vera lo è stata. Dà l’addio al marito (mister Pizzi) partito per la
guerra e debutta negli spettacoli per le forze Armate (ora abbiamo capito da chi ha copiato
Mariah). Vince concorsi, si fa conoscere alla radio ma soprattutto in un mondo di ragazze
dagli occhi e dalla testa bassa, si concede vestiti audaci, provocanti e diventa la regina di
cuori di quegli anni, facendo tentare il suicidio persino al George Clooney dell’epoca Gino
Latilla. Alla faccia di tutte le Carfagne e le Sozio di questa terra.
A 87 anni alla vigilia di un tour estivo con Platinette (e dite mò se una così non è
avanti) ebbe un ictus che la costrinse ad appoggiare gli occhialoni sfumati e i
tailleur dalle ampie spalline per un po’.
Ora si concede di rado, ma non manca mai agli
eventi dove “l’icona” deve esserci. Allora auguri
vezzosa Nilla, che non ami parlare della tua
età e ti perdoniamo pure se dichiari di amare
Povia… ogni regina ha le piccole imperfezioni
che la rendono ancora più grande.
Ambra Marie in versione Tomassini “il pezzo te lo raffiguro io”. “Ti sento”
è stato un capolavoro: Lei che un po’ Jo Squillo, un po’ Nirvana cantava i
Matia Bazar mentre inquadravano i cartelli con scritto “Ambra Magique” e si
strusciava contro i materassi preparandosi per un impiego post programma da
decantatrice del doppio lato: estate di qua, inverno di là. Impagabile.
Giops o Andrea o meglio il protetto di Morgan con la sindrome di Tourette:
vanta amicizie altolocate quali Syria e dicono faccia il maestro elementare. La
Gelmini è piena di gatte da pelare. Alzi la mano chi lo vorrebbe come maestro
unico..
I talenti incompresi:: quando arriva il darkettone che propone una versione
gotica della bambola e Morgan gli chiede se gli ha messo gli spilloni dentro mi
sganascio dalle risate.
I collegamenti con le inviate durante la finale. Povera Corna: passata indenne
una scivolata in diretta a Sanremo e centinaia di domenica in con Giletti,
si ritrova alla sagra della salama da sugo con tale Miss Italia in carica e tale
Claudia Andreatti che si è bevuta qualche cicchetto di troppo sperando di
poter ambire a condurre Uno Mattina Estate.
Il duetto Farias – Malika Ayane durante il galà: i Farias sono una certezza.
Sanno dare un tocco di bruttezza a TUTTE le canzoni. Meno male che il pezzo
di Malika è di un’altra categoria. Peccato che lei non avesse l’asta e non potesse
buttare le braccia a caso come al solito e che a parte la gonna era indistinguibile
dai fratelli della Patagonia. Dice di avere origini marocchine ma non me la
racconta giusta.
La Ventura sempre e unica icon che dice ai Bastardi: “Vi adoro perché non siete
cambiati di una virgola dal vostro stile” mentre la settimana prima amava
Daniele perché “ha accettato i consigli, è cambiato dimostrando umiltà”.
Sempre in tema di ammirazione c’è da elogiare Jury che “quando è arrivato
sapeva pochissime canzoni in italiano” manco arrivasse da Hollywood.
Sempre Jury che storpiando in italiano “Beautiful” dell’Aguilera, canta “Tu sei
unica, bellissima tu sei…” ebbasta invertire le parole per fare l’assonanza..
abbiamo già dato con “La forza mia”…
Chi sono stati i nostri preferiti? Sempre e comunque i bastardi. Forse perche
come dice la Ventura: “se fossi più giovane ci farei un pensierino pure io” o
forse perché mi danno l’idea che se gli chiedi “che emozioni hai provato
cantando?” devi essere contento se non ti ruttano in faccia.
Dimenticavo. Sì che lo amiamo e vedi introduzione iniziale…
ma tornare il 14 settembre non è un po’ presto? A meno
che anziché in un loft in via Mecenate i concorrenti
non li mandiamo a Cayo Paloma. Vi sembra una
buona idea?
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
24
BASTARD SONS OF
DIONISO
dispiace. Ma erano le regole del gioco. Infatti nei
Se vi chiedessero di cantare al
nostri live penso che non faremo cover se non quelle
Gaypride?
dei Beatles e di Crosby, Still, Nash & Young che facciamo
“Ma perché no? È una grande
sempre. Per il disco noi abbiamo intenzione di fare conoscere
festa…”
la nostra musica. Se alla nostra casa discografica non andrà
bene, torneremo a lavorare per le etichette indipendenti, per
Per chiudere, vogliamo farvi un
cui
abbiamo
grande
rispetto,
come
abbiamo
sempre
fatto
gioco
per capire quanto siete gay
di Matteo Giorgi
senza alcun problema.”
inside: si chiama il GAYOMETRO
Allora, avete visto che siete appena entrati in classifica! 4° posto negli
“Siamo proprio curiosi di vedere cosa
album e primi nel digital download. Siamo di nuovo in balia della
Lo sapete che la comunità gay è stata fin da subito
salterà fuori!”
sindrome Giusy Ferreri: chi vince ad X Factor arranca e chi arriva
tra i vostri principali sostenitori?
secondo trionfa..
“Ce l’hanno detto.. ci ha fatto piacere. Speriamo però di
La canzone più gay che vi viene in
“A dire la verità speriamo di durare un po’ più a lungo di Giusy Ferreri. Ci
piacere per la nostra musica e non solo perché siamo
mente?
piace più l’idea di avere un successo meno prorompente ma più duraturo
carini.”
“Tutte quelle dei Take That”
nel tempo: insomma tra 6 anni vorremmo esserci ancora.”
Beh, “L’amor carnale” si chiude con la frase: “Bella
Che risposta curiosa…
E come tutti i gruppi di rock alternativo, vedi Afterhours,
conclusione… stare qui con il tuo amico”. In base
“Boh, era la prima cosa che ci è venuta
finirete poi per andare a Sanremo..
al tono con cui uno la legge ci si può vedere anche
in mente, forse per lo stereotipo che
“Ma non ci pensiamo proprio. Cioè non abbiamo nulla contro
il finale gaio..
rappresentano. Però pensandoci forse sono
Sanremo, ma guarda anche come sono finiti gli Afterhours.
“Certo, è quello il bello delle canzoni, no? Che uno le
più adatte quelle dei Culture Club”
Hanno fatto una scelta coraggiosa e sono stati eliminati subito.”
legge come meglio crede”
Il film più gay?
Federico ha commentato così la prova sanremese
Avete fatto il video di “Contessa” dove siete
“In & Out, anzi no Zoolander.. quel film
Giusto
di Marco Carta: «Questa esibizione sta facendo
travestiti, ci sono foto in rete di Jacopo dove
è gayissimo. Ma anche Starsky & Hutch
per non
rendere conto del livello della musica italiana. Io mi
bacia un uomo.. insomma siete molto friendly.
sotto sotto… ma è vero che hanno detto
smentirvi…
vergogno di essere italiano” Confermi?
“Ma sì è goliardia! Bisogna giocare, divertirsi nella
che uno dei Teletubbies è gay?”
per
chiudere:
“Sì, certo l’ho detto. Non ce ne voglia. È un nostro
vita…”
per una notte di
coetaneo ed è un bravo ragazzo ma non ci sentiamo
Sono voci di corridoio non
passione Cristiano
rappresentati da questo tipo di musica e da questa
Ma come mai non ci sono realtà gay
confermate. Slip o boxer?
Ronaldo,
Vladimir
discografia in cui è stata messa da parte l’arte per
importanti in una regione come il Trentino?
“Boxer perché come dice la canzone degli
Luxuria o la Binetti?
il mercato. Non si rischia più, non si sperimenta
“Mancano proprio i punti di aggregazione. A Trento
AC/DC: “My balls are always bouncing / To
“Ma chi è la Binetti?”
più…”
c’è un solo locale per musica dal vivo, il SoulTrain
the left and to the right” e ci piace così.”
che deve chiudere alle 11. Ma ti sembra normale?
Ecco appunto lasciamo
Come ha però sottolineato Marinella
E poi c’è il centro sociale. Finito. Poi, a dire la verità,
A proposito… Scadiamo un po’ nel
perdere…diciamo
che è
Venegoni su “La Stampa” uno dei boss
noi non avevamo mai visto un gay prima di venire
trash perché molti sono curiosi…
una donna non esattamente
della Sony, la vostra casa discografica,
a Milano”
Chi vince?
simpatica né di idee aperte sui
ha detto: “Amici ha salvato la musica
“A cosa?”
60
anni…
italiana!”
Ma come è possibile? Poi comunque a
“Allora facciamo così Jacopo si prende
“Ma davero l’a ga dit sta roba? (in rigoroso
Milano vi siete rifatti immagino?
Ma su dai provate ad immaginare…
la Binetti con un sacchetto in testa.
dialetto trentino). Guarda, noi non
“Certo, ne abbiamo conosciuti 5000 tutti
“Ahhh, era una domanda per rimanere
Federico Cristiano Ronaldo… (Federico
conosciamo la musica di Amici, ma è
insieme. Ed è bello perché ti rendi conto che non
in tema… ma non lo sappiamo! Mica ci
dal fondo si lamenta per la scelta e Jacopo
certo più facile fare soldi andando sul
c’è differenza. All’inizio eravamo un po’ straniti.
controlliamo!”
gli
dice di non fare storie che al limite
sicuro, con le 35.000 copie garantite e
Ma poi abbiamo capito che non c’è alcun tipo
palleggiano un po’) e a sto punto a Michele
chi s’è visto s’è visto.”
di differenza, che si vive bene e si è felici lo
Sapete montare un mobile Ikea?
tocca Luxuria.”
stesso...”
“Certo! Che ci vuole! Ci sono pure le
Però capite che con “il
istruzioni!”
Che bravi.. ve li siete divisi! Ma
sistema” dovrete averci a
Ma nessuno ci ha provato
sarà una cosa da “Tutti insieme
che fare anche voi adesso
spudoratamente con voi?
Vi assicuro che molti gay tra cui io non
appassionatamente” o ognuno
che siete in corsa per
“Ma scherzando sì. E noi siamo stati al gioco. Tutta la
lo sappiamo fare…
per conto suo…
preparare l’album…e
vita mi sono detto che se fossi stato una donna me la sarei
“Vorrà dire che verremo da te ad
“Facciamo ognuno nella sua
che venite da un
tirata e avrei fatto impazzire gli uomini. Quando succede che
insegnarti…”
stanzetta che è meglio…”
programma come “X
dei ragazzi ci facciano molti complimenti facciamo un
Factor” che vi ha
po’ così: quante altre volte ti capita di avere il
Smettila di fare l’ammaliatrice
fatto conoscere
ruolo dell’ammaliatrice?”
con me: da piccoli giocavate
soprattutto
all’indiano o il cowboy? E
per delle
quale era il vostro ruolo?
cover…
“A dire la verità giocavamo con
“Questo
i Lego, però se dovessimo
un po’
scegliere un ruolo diremmo
ci
il cacciatore… con l’arco
pieno di frecce.”
25
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
FEED
CHELONIS R. JONES
Chatterton (Systematic Records)
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
Qualcuno di voi ha mai sentito parlare della
DJ SPRINKLES
temutissima “sindrome del secondo album”, ovvero
Midtown 120 Blues (Mule Musiq/Audioglobe)
quell’ansia che prende un producer quando, dopo
ZEITKRATZER/TERRE THAEMLITZ
un album di esordio di successo, mettendosi di
Electronics (Zeitkratzer Records)
nuovo al lavoro, si deve misurare per la prima
volta con le aspettative di pubblico e critica?
Artista poliedrico, musicista sperimentale, teorico del
ARTHUR RUSSELL
Sicuramente Chelonis R. Jones non sa di cosa
transgender, Terre Thaemlitz torna con un album che la
The Sleeping Bag Sessions (Traffic Records)
sto parlando. Questo suo nuovo album è già
critica musicale non ha esitato a salutare come una delle
stato salutato, anche dalla critica più severa,
migliori uscite del nuovo anno, riscuotendo anche il plauso di
Arthur Russell, scomparso nel 1992 praticamente
come un capolavoro, degno successore di
artisti del calibro di dj Koze che del disco ha scritto: “è bellezza
sconosciuto al grande pubblico, raggiunse una
quel Dislocated Genius del 2005 che tanto fece
pura, un capolavoro senza tempo”.
certa notorietà solo nell’ambito dei club disco
scandalo per la copertina giudicata razzista
Con questo nuovo capitolo della lunga e prolifica carriera dell’artista
della Grande Mela, pur avando al suo attivo
(ma in pochi sapevano che il suo autore è
americano da tempo trasferitosi in Giappone, Terre traccia una
collaborazioni con personalità come Allen
di colore...) e che fece di Chelonis un’icona
parabola dell’house music, termine col quale identifica tutta la dance
Ginsberg, Christian Wolff e David Byrne e la
della musica elettronica underground.
music di matrice black e gay, partendo dalla sua nascita a New York col
direzione del The Kitchen, il centro di musica
L’album è dedicato alla figura di Thomas
Loft di David Mancuso, passando per il Paradise Garage di Larry Levan,
sperimentale da cui è emersa ad esempio
Chatterton, un poeta omosessuale del ‘700
per poi spostarsi a Chicago con Frankie Knuckles, e rientrare a New York
Laurie Anderson. In eredità ai posteri Arthur
morto suicida all’età di 17 anni a causa
con la deep house e il vogueing, fino alla sua consacrazione (ma anche
ha lasciato decine di nastri con le sue
dei repentini e drastici cambiamenti
volgare banalizzazione: da qui la Madonna-Free Zone dell’album!) ad opera
composizioni e con versioni inedite dei suoi
che il successo letterario portò nella
della regina del riciclo delle idee altrui, Miss Ciccone, che con la sua hit mondiale
maggiori successi, che sono state riportate
sua vita, minando la sua identità dalle
Vogue cancellò in un sol colpo le vere origini dell’house, un fenomeno che aveva
“in vita” da una serie di brillanti raccolte
fondamenta. Attraverso questa figura,
unito uomini e donne che nel ballo trovarono la salvezza da un’esistenza marchiata
che mettono in luce la sua straordinaria
Chelonis esorcizza i suoi fantasmi e
da razzismo, omofobia, pestaggi, mercato nero di ormoni, crisi del gender, abuso di
abilità nel passare da produzioni disco
il suo stesso tentato suicidio dopo
alcol e di droga, alienazione, solitudine, HIV, disoccupazione, censura.
(Go Bang! e Is It All Over My Face sono due
la recente morte della madre e del
Midtown 120 Blues è allo stesso tempo un canto d’amore e un urlo di dolore, è la vera,
pietre miliari della miglior disco music
migliore amico. Ma fin qui la storia.
originaria, pulsante anima della house music. (www.audioglobe.it)
mai prodotta), a pezzi pop o a musica
Occuparsi di ciò che veramente
Se Dj Sprinkles è il nome col quale cominciò a esibirsi nel 1991 come dj nel club Sally’s
più sperimentale, con soluzioni ogni
conta, la musica, è in questo
II (“frequentato unicamente da trans latino-americane di New York e dai loro clienti,
volta nuove e innovative, che fanno di
caso un compito arduo. Come
che mi odiavano”) e che usa tutt’ora per le serate Deeperama che conduce ogni secondo
Arthur Russell un genio indiscusso del
spiegare a parole una così densa
venerdì del mese al Club Module di Tokyo, Terre ritorna Thaemlitz per il suo secondo album in
secolo che si è appena chiuso. L’ultima
e intelligente amalgama di suoni
collaborazione con i berlinesi Zeitkratzer, ensemble da camera di dieci elementi specializzatosi in
raccolta spetta alla Traffic Records,
acidi e melodie malinconiche,
compiti impossibili, quali la spettacolare trascrizione per strumenti acustici (grazie alla maestria
che propone 10 brani che Russell
di testi controversi sospesi a
nel padroneggiare le tecniche “estese” agli strumenti e i sistemi di amplificazione a contatto) della
compose o produsse per la sua
metà strada tra poesia, brutale
Metal Machine Music di solo feedback di Lou Reed (nella nuova formazione troviamo peraltro accanto
etichetta, la famigerata Sleeping
confessione e visione estatica,
a fiati, archi, piano e percussioni anche l’elettronica analogica dell’ex-Rechenzentrum Marc Weiser). Il
Bag. Pop, proto hip-hop, disco,
di sperimentazione e pop, di
leader Reinhold Friedl dice di Thaemlitz che è “probabilmente uno dei miglior musicisti che abbia mai
early house, tutta la creatività di
strutture techno e attitudine
incontrato, anche per quanto riguarda il missaggio in studio degli strumenti acustici” e questo nuovo
un produttore rivoluzionario il cui
rock? Davvero impossibile.
cd riprende quasi tutti i brani già apparsi sull’LP (ormai esaurito) Superbonus di qualche anno fa, ma in
genio fu spazzato via, insieme a
Come lo stesso Chelonis
nuove esecuzioni e arrangiamenti. Si va dalla stravaganza puramente ritmica (condotta dagli incitamenti
tante altre menti creative, dalla
afferma a proposito di
di Terre: “Hey Sister, Work!”) di Down Home Kami-Sakunobe al sinuoso jungle-jazz del contrabbasso
ferocia di un virus ai tempi
Chatterton: “compratelo
attraversato da vertiginosi glissando di violino e laceranti incursioni dei fiati di Sloppy 42nd (vecchio brano
ancora poco conosciuto.
o ignoratelo”. Il mio
dedicato appunto alla “pulizia” fatta di club come il Sally’s e di tutta l’industria del sesso adiacente conseguita
MAURO COPETA
consiglio è di comprarlo.
con la vendita alla Disney dell’area
di Times Square, la Midtown appunto),
MAURO COPETA
ma la standout track è Superbonus,
completamente diversa dalla versione del
2002 (dove dominavano trasmissioni
radiofoniche e la fisarmonica di Luca
Venitucci), un monolitico drone di 25
minuti accompagnato in punta di spazzole
e i cui accadimenti sonori si muovono
quasi esclusivamente sullo sfondo. (www.
zeitkratzer.de)
MAURO COPETA E WALTER ROVERE
26
HELEN HUMPHREYS
Il giardino perduto (Playground)
Durante l’estate del 1941 Gwen Davis, botanica
trentacinquenne, lascia Londra per entrare nella
Land Army, un corpo paramilitare di agricoltrici
che si occupano di coltivare la terra per rifornire la
GILBERTO SEVERINI
nazione in tempo di guerra. Nella tenuta nel Devon,
L’ex enfant terrible della Gigolo Records, dopo
Il Praticante (Playground)
la vita solitaria e i sentimenti di inadeguatezza
aver divorziato da Mr. Hell (come quasi tutti
di cui Gwen ha sempre sofferto subiranno una
Profonde riflessioni innesca quest’ultimo romanzo di d’altronde), ha stretto un’alleanza strategica con
salutare scossa, complici Jane, ragazza tormentata
quello
che
mi
piace
chiamare
il
“Moroder
francese”,
Severini, già definito da Tondelli il più sottovalutato
che vive nell’attesa del fidanzato disperso in volo, e
tra gli scrittori italiani contemporanei. Riflessioni sulla David Carretta, anche lui ex Gigolo. Ed è proprio per
Raley, insolito capitano dell’esercito canadese. Ma
l’etichetta
di
Carretta,
la
Space
Factory,
che
Adriano
laicità del pensiero, del peccato persino, e sulle proprie
l’elemento che più influenzerà il suo cambiamento
pubblica Metamorphosis, il disco del cambiamento. A
azioni in riferimento all’idea di corpo e di sessualità.
è la scoperta di un giardino abbandonato, che
diff
erenza
infatti
del
primo
lavoro
tutto
strumentale,
Lo scenario è quello di una non ben identificata
Gwen vive dapprima come una dedica d’amore
provincia italiana degli anni Sessanta, dove nell’aria Adriano si cimenta con strutture più complesse, ospitando
cifrata da scoprire analizzando le piante che lo
numerosi
guest
alle
voci,
come
Atomizer,
Terence
Fixmer,
risuona Modugno con le sue canzonette, la sera ormai
compongono, poi poco a poco come parte di sé.
si cena con la tv e non più in compagnia della radio, Dirty Princess e lo stesso Carretta. L’impronta industrial
Le tre sezioni del giardino, Desiderio, Perdita
e
acida
dei
brani
confermano
la
cifra
stilistica
del
sound
si lascia il praticantato in bottega (in sartoria) per
e Fedeltà, sono, a un certo livello, i temi
impiegarsi nelle vicine fabbriche appena sorte. Il estremo, sfrenato e maximal di uno dei migliori esponenti
fondamentali del libro, espressi attraverso le
nostrani
nel
mondo
della
musica
elettronica.
boom economico è da poco esploso persino nelle
descrizioni delle piante e le lucide riflessioni di
vite dei piccoli paesi, mentre il bum del cuore Lo abbiamo raggiunto via mail:
Gwen, oltre che dalle vicende di persone a cui la
sembra assopirsi lentamente nell’ingranaggio
guerra ha divelto il cuore. Storie che s’intrecciano
Se il tuo album fosse un colore, quale sarebbe?
reiterato di una provincia meccanica.
con quella della protagonista, che proprio
“Rosso
vermiglio”
Carletto è l’eterno ragazzo del paese, la cui
in questa situazione riesce ad ammettere di
ostinata magrezza sembra il simbolo evidente
desiderare e di provare emozioni che la fanno
Com’è
nata
la
collaborazione
con
Carretta?
Tra
ex
Gigolo
di una virilità difficile da esplicitare. La sua vita
sentire compiutamente viva: “Ogni storia parla
è effettivamente cristallizzata in una natura ci s’intende?
di morte. Ma forse, se siamo fortunati, la nostra
“Ci
conosciamo
da
parecchi
anni,
prima
come
colleghi,
poi
amici
poi
morta di morandiana memoria, i legami
storia di morte è anche una storia d’amore.”
con la famiglia d’origine e la grossolana ancora collaboratori. Quando mi ha proposto di pubblicare per la sua
La figura di Virgina Woolf accompagna tutto
etichetta
ho
accettato
con
piacere.”
moglie non fanno altro che virare su di un
il racconto. Durante il viaggio, Gwen legge
beige disarmante. Il corpo invece richiede
sul giornale che la sua scrittrice preferita è
Quali
sono
state
le
tue
più
importanti
“metamorfosi”
tra
primo
prepotente le sue attenzioni, e una precisa
“scomparsa” nel fiume. Gwen è convinta di
consapevolezza riemerge dal passato e secondo album?
averla scorta per strada, una sera di sette anni
“Ce
ne
sono
state
tantissime
in
tutti
i
campi,
la
più
importante
dal
un
del protagonista, facendogli finalmente
prima, e da allora nella sua mente abbozza
ricordare cosa volesse dire sentire una punto di vista musicale è stata quella che mi ha spinto a produrre tracce più
continuamente una lettera, che ha la
complesse,
più
strutturate,
intimiste
e
mature.
Anche
più
profonde,
cupe
e
passione, la vicinanza amicale verso
funzione di un diario o delle confidenze fatte
un vecchio notabile del paese di cui ossessive. Per me è stato un “viaggio” difficile ma anche terapeutico.”
a un’amica, e che testimonia le riflessioni e le
per sempre si sentirà riecheggiare la
Rispetto al tuo primo album, Metamorphosis contiene parecchie tracce scoperte che la protagonista fa su se stessa.
mancanza. I desideri vanno rispettati,
La Humphreys nasce come poetessa (ha
cantate.
A cosa si deve questa tua esigenza di strutture più “pop”?
il corpo è un segno di cui non si può
pubblicato quattro raccolte vincitrici
ignorare la traccia, ancor più dei “Pop” non direi, se intendiamo tracce che si possono sentire anche in radio ;-) di svariati premi), e il suo stile ne è
Volevo
mescolare
al
mio
sound
alcune
doti
e
talenti
di
artisti/amici
che
stimo.
costumi, ancor più dei pettegolezzi.
profondamente influenzato: le sue
È l’ingenuità voltairiana di Carlo a L’”elettro gay style” degli Atomizer, il romanticismo noire e decadente di Carretta e descrizioni, sia della natura che dell’animo
della
moglie
Succes.
L’ansiogeno
e
industriale
Fixmer.
L’erotismo
estremo
delle
Dirty
renderlo candido tra i calcolatori,
umano, sono infatti poetiche senza
escluso tra gli altri pirandelliani Princess. E l’artistica eclettica malinconia della talentuosa polacca Anna Patrini del diventare stucchevoli, e mostrano un
duo
Skinny
Patrini.”
attanti, una maschera in mezzo ad
uso sapiente della parola, che dice con
altre. Alla fine l’unica sincera, l’unica
sincerità, cesella stati d’animo e al
Sempre
alla
ricerca
di
testosterone
turco?
diretta verso la verità dell’esistenza.
contempo non è mai fuori misura. Il
La trama dunque è magrissima, “No, il testosterone purché sia tale va bene di ogni nazionalità ;-)”
giardino perduto è un romanzo breve,
come il protagonista; l’autore si
che si legge in poche ore, ma che tratta
eclissa, restano psicologismi e MAURO COPETA
di emozioni umane e di interrogativi
personaggi per i quali intenerirsi.
esistenziali in modo così brillante che
Un piccolo Camus. Un piccolo
la memoria del racconto riecheggia a
gioiello di letteratura italiana da
lungo nel cuore e nella mente del
scoprire.
lettore.
27
DARIO MARRONE
ELISA MANICI
ADRIANO CANZIAN
METAMORPHOSIS (Space Factory)
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
ALL ACCESS
PROGETTO SCUOLA CASSERO
Per il mondo della scuola questo è stato un anno
difficile: il momento storico e gli accadimenti che ben
conosciamo (leggi alla voce “tagli all’istruzione”),
hanno più o meno consapevolmente sconfortato la
classe docente e di conseguenza le studentesse e gli
studenti. Proporre e realizzare attività di educazione alle
diversità, educazione di genere e prevenzione al bullismo
omofobico in un contesto arreso all’immobilità ed
esposto ad un quotidiano stress non è impresa semplice.
Al tempo stesso, le richieste che ci pervengono dai vari
Istituti mettono sempre più sovente alla prova le nostre
capacità di intervento su casi anche molto delicati di
piccole violenze e grandi discriminazioni. Con il consueto
spirito battagliero, il Progetto Scuola Cassero accetta la
sfida e va là dove c’è bisogno di sostenere i diritti di tutte
e di tutti alla libertà di esprimere la propria persona,
di sentirsi parte di un ambiente sicuro e inclusivo. Il
futuro ci chiama dunque ad assumerci sempre maggiori
responsabilità in un’ottica di professionalizzazione, senza
svalutare la missione di attivismo che ci caratterizza.
Cogliamo l’occasione per ringraziare le Scuole Medie e
Superiori che hanno confermato la fiducia nelle nostre
competenze e nella nostra buona volontà di dialogare
con le/gli adolescenti, fuori e dentro le aule.
GiGi
Eh, sì, anche quest’anno arriviamo alla fine dell’anno
scolastico ed è giusto fare il punto della situazione! Cosa
dire del Gruppo Giovani? Nuove presenze, nuovi volti e
nuove storie hanno popolato l’inverno e sono arrivate
con noi fino alla primavera... Tanti gli argomenti toccati,
affrontati e discussi. Molte le curiosità emerse che
sembra sempre di avere materiale per scrivere dei libri,
o delle enciclopedie! E poi i momenti di socializzazione
puri e semplici come degli aperitivi o dei preserata sono
certamente serviti per dare nuovi stimoli, nuove forme di
incontro, nuove possibilità. L’estate è in arrivo e ognuno
sta già facendo piani e previsioni.. ciò che sarebbe bello
vedere è che le libertà di essere, la libertà di manifestare
il proprio amore, la libertà di darsi ad un’altra persona
(...o più!) possa essere condivisa, comune, e realmente
quotidiana, in ogni dove, in ogni come...questo è di
certo un desiderio, una volontà per un’estate divertente
e positiva.. ma anche per un ritorno dalle vacanze con
ancora più voglia di ridere, di incontrare persone che
hanno qualcosa da dire e allo stesso tempo ancora più
voglia di impegnarsi e fare del proprio mondo uno spazio
condiviso e cordiale. Appuntamento a settembre,
sempre in prima linea, sempre con tanta
follia!
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
28
CASSERO INFOPOINT
Hai bisogno di sapere cosa si fa al Cassero? Hai voglia di
conoscere gli eventi LGBTQ della città? Vuoi avere delle
guide per muoverti nell’associazionismo gay e lesbico?
Hai voglia di fare quattro chiacchiere? Ora c’è un nuovo
servizio: Cassero InfoPoint il giovedì dalle 16 alle 19 sui
comodi divanetti del firstfloor - ti aspettiamo!
SPORTELLO ANTIDISCRIMINAZIONI
Vittima di discriminazione? Al Cassero è attivo lo
Sportello Antidiscriminazioni facente parte della Rete
Regionale Contro le Discriminazioni. Un gruppo di
operatori è a disposizione gratuitamente per fornire
supporto a chiunque ritenga di essere stato vittima
di discriminazione omofobica, razziale o legata a
qualsiasi altro fattore (genere, disabilità, età, stato di
salute ecc...) Gli orari dello Sportello sono i seguenti:
Martedì 19.00-20.00, Giovedì 21.00-23.00, Venerdì
14.30-15.30. È possibile anche essere ricevuti su
appuntamento chiamando lo 0516494416 o scrivendo
ad [email protected]
COMBATTERE L’OMOFOBIA. SULLA PROPRIA PELLE
In occasione delle iniziative per la Giornata
Internazionale Contro l’Omofobia, il Progetto Benessere
Cassero propone sabato 9 e domenica 10 maggio
2009 e sabato 16 e domenica 17 maggio 2009 il
laboratorio di gruppo LGBT sull’identità ARCOBALENI.
Arcobaleni, già realizzato nel novembre 2008, è un
laboratorio esperienziale, che rappresenta uno
spazio di scoperta e indagine di ciò che induce ciascuna
persona LGBT ad interiorizzare inconsciamente processi
culturali e sociali omofobi.
Da 5 anni la Giornata Mondiale Contro l’Omofobia
celebra l’esclusione dell’omosessualità dall’elenco
delle malattie, avvenuta il 17 maggio 1990, e ribadisce
che ogni orientamento sessuale è una variante
naturale della nostra identità. Purtroppo in un
Paese dove la cultura è intrisa di tradizionalismo
bigotto ed eterosessista, subiamo l’omofobia diffusa
nei media e nella politica, nel linguaggio e nella
scuola, e la interiorizziamo. Arcobaleni nasce dalla
voglia delle persone LGBT di riappropriarsi della
propria vita in modo affermativo, di nutrire
la propria autostima attraverso la
relazione con l’altro, di
combattere il
pregiudizio che viviamo sulla nostra pelle.
Per approfondimenti e iscrizioni: 339.5775280,
[email protected]
VIETARE I MATRIMONI OMOSESSUALI?
INCOSTITUZIONALE!
Sarà la Corte Costituzionale a stabilire se gli artt. 93, 96, 98,
107, 108, 143, 143 bis e 156 bis del codice civile nella parte
in cui, sistematicamente interpretati, non consentono di
contrarre matrimonio a persone dello stesso sesso siano
o meno in contrasto con gli artt. 2,3, 29 e 117 1° comma
della Costituzione.
In ogni caso l’Ordinanza del Tribunale di Venezia del 3
Aprile scorso che ha sollevato la questione di legittimità
costituzionale rimarrà alla storia, non soltanto per il
suo contenuto innovativo, ma anche per l’accurata
esposizione in essa contenuta (vedi il testo sul sito www.
guidaaldiritto.ilsole24ore.com).
Il caso riguardava due uomini (rappresentati dall’Avv.
Francesco Bilotta di Rete Lenford) che avevano chiesto
all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di Venezia la
pubblicazione del loro matrimonio; il Comune rispondeva
con un provvedimento di diniego contro il quale i due
proponevano ricorso presso il Tribunale di Venezia. Il
Tribunale ha preso atto che anche in Italia “si è assistito
al superamento del monopolio detenuto dal modello
di famiglia tradizionale”, in linea con le risoluzioni
del Parlamento Europeo e a conferma dei consolidati
mutamenti dei modelli familiari, sanciti in paesi come
Belgio, Olanda e Spagna anche dalla Legge. Adesso l’ultima
parola spetterà alla Corte Costituzionale.
Michele Giarratano
Responsabile Sportello Legale Cassero. Info e appuntamenti
presso lo 0516494416 o [email protected]
ANTEPRIMA:
OUTRAGE
New York, 26 aprile 2009. Nonostante l’incredibile giornata di sole e nonostante l’orario (le 9.45 del mattino) la sala del cinema Village è piena in
occasione della proiezione per la stampa di Outrage, il nuovo documentario di Kirby Dick.
Il documentario prende l’attenzione già dai titoli e arriva direttamente al contenuto: in America i maggiori sostenitori e promotori di leggi omofobiche
sono politici (prevalentemente repubblicani) omosessuali non dichiarati, in the closet, che promuovono leggi restrittive e un atteggiamento sociale
pericoloso nei confronti degli omosessuali e lo fanno con il sostegno e la consiscendenza dei media mainstream disposti ad avallare l’ipocrisia politica.
Kirby Dick è un documentarista dal talento investigativo e narrativo, i suoi ultimi lavori hanno affrontato di petto e senza mezzi termini la MPAA con
This Film Is Not Yet Rated ed i suoi criteri di censura irrazionali e manipolatori, e il Vaticano con Twist of Faith, raccontando la storia di un uomo che
dopo 20 anni trova il coraggio di rendere pubblica la propria esperienza di ragazzino molestato dal parrocco, dopo aver visto lo stesso parroco ripetere
le molestie su altri bambini.
Outrage mostra Washington come il più grande gay club in incognito del mondo “Siamo persone perfette per fare i politici - dice uno degli intervistati,
gay dichiarato - Non abbiamo una famiglia dove tornare la sera, possiamo lavorare fino a tardi e la domenica” Ma la maggior parte dei politici americani
non pensa che dichiararsi omosessuale sia conveniente, non lo pensa ad esempio il governatore della Florida, Charlie Crist, fiero oppositore dei
matrimoni, delle adozioni e dei diritti omosessuali: non lo pensa Ken Mehlman, frequentatore abituale di locali gay che si è occupato della campagna
presidenziale di Bush nel 2004 facendo dell’omofobia un cavallo di battaglia per ingraziarsi i votanti evangelici o Larry Craig, senatore dell’Idaho,
promotore di leggi restrittive sorpreso nei bagni pubblici di un aeroporto in atteggiamenti bizzarri per un omofobo. Barney Frank, uno dei pochi
membri del congresso apertamente omosessuale, afferma nel film che il diritto alla privacy non è diritto all’ipocrisia. Non come principio da anima
bella, ma come vero pericolo per gli omosessuali dichiarati che non hanno la scorta della Casa Bianca e che diventano vittime della rabbia ignorante di
chi viene fomentato da campagne politiche demonizzanti. Questa caccia alle streghe porta direttamente alle storie di cronaca di ragazzini picchiati a
morte perchè omosessuali, adulti torturati da vicini di casa intolleranti, tutta una serie di diritti civili calpestati per difendere una normalità etero che
altro non è che il pretesto per raccogliere voti. “Sono cinici, sono calcolatori, usano la carta omofobica come strumento elettorale incuranti dei danni
che provocano -ha detto Kirby durante la conferenza stampa dopo il film- e questo è il tratto d’unione con il documentario sulla pedofilia nella chiesa
cattolica: l’arroganza del potere, la noncuranza del potere”. Un’arroganza che viene protetta dai media, Fox television prima tra tutte. I tanti nomi
di politici segretamente omosessuali e pubblicamente ipermoralisti che
passano durante il documentario, fanno parte di un bagaglio di notizie 1 MINUTE PERFORMANCE COMPETITION
diventate pubbliche grazie ai blogger e alla stampa indipendente, non Gender Bender promuove il primo contest internazionale dedicato alle
certo grazie alle grandi major televisive dove, a quanto pare, non si performance della durata di 1 minuto. Le performance – di qualsiasi forma
assume personale omosessuale a meno che non restino nel closet, come di espressione e tipo di disciplina - dovranno avere la durata esatta di 1
nel caso di Shepard Smith, anche lui omosessuale “nell’armadio”. Ma non minuto e sviluppare i temi del festival: le nuove rappresentazioni del corpo;
ci si limita ad ignorare ciò che è pubblico nelle televisioni mainstream, il ruolo delle variabili culturali nella costruzione delle identità; la lettura
si cambia anche un po’ la realtà e nel documentario vediamo il girato originale dei ruoli e degli standard maschili e femminili; gli immaginari
originale di un intervista a Bill Maher fatta dal giornalista della CNN, prodotti dalle specifiche identità di genere e di orientamento sessuale.
Larry King, dove Maher parla dell’omosessualità non dichiarata di Ken Le performance selezionate verranno invitate a sfidarsi pubblicamente
Mehlman. Vediamo poi come l’intervista è andata in onda, come sono in una serata evento, parte del programma di Gender Bender. Il festival
state tagliate le parti spinose. In questa sfilata di ipocrisia, matrimoni metterà a disposizione dei performer: palco, dotazione di luci fisse,
di copertura, fidanzamenti nati poco prima la campagna elettorale e sistema di diffusione audio, videoproiettore, lettore DVD, 3 microfoni, 1
finiti subito dopo, brilla la figura dell’ex governatore del New Jersey, Jim notte di ospitalità.
McGreevey, che ha ammesso la propria omosessualità spontaneamente, Un’apposita giuria assegnerà un premio di 500 euro alla migliore
non perchè sorpreso nei bagni della stazione o in una chat tematica ma performance.
lo ha ammesso a fianco a sua moglie, spogliandosi di tutto il pesante La scheda ufficiale di iscrizione va spedita entro il 1° settembre 2009
fardello di normalità erotico-politica che l’aveva accompagnato per anni. insieme a: demo dell’opera (DVD), presentazione del progetto e dati
Il documentario uscirà a metà maggio in alcune città americane, tra cui sull’attività dell’autore al seguente indirizzo: Gender Bender – 1 Minute
Performance Competition, Via Don Minzoni 18, 40121 Bologna, Italy
Washington.
www.filmlif.com
29
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
SALUTE
FINOCCHI
AL SANGUE ?
L’ennesima denuncia di esclusione dalla donazion
azione di sangue di un gay al Centro
trasfusionale di Milano, emersa dalla lettera
ettera del protagonista della vicenda al
Corriere lo scorso 29 marzo, e alla qualee i responsabili del Centro hanno risposto
il giorno successivo, pone numerosi inte
terrogativi.
Il tema è sicuramente spinoso, tuttaviaa devo ammettere di non essere totalmente
d’accordo con la replica che l’amico GGiovanni Dall’Orto ha postato sul suo sito lo
stesso giorno (www.giovannidalloorto.com/attualita/aids/aids.html, sito nel
quale trovate anche i link alle due let
ettere in questione).
Terrei distinto il piano politico da quello epidemiologico (su entrambi i piani
i medici milanesi non mi sono ssembrati particolarmente brillanti nella loro
risposta).
Su un piano politico si tratta di una posizione che rasenta la discriminazione;
tuttavia, se è senz’altro vero chee l’HIV riguarda tutti, è anche vero che l’epidemia
non è distribuita in modo omoge
geneo nella società e che la comunità omosessuale
maschile (in senso lato MSM – Men who make Sex with Men) è considerata
maggiormente vulnerabile risispetto al resto della popolazione sessualmente
attiva.
Queste posizioni sono considerate
pressoché assodate nella comunità
scientifica internazionale che, infatti,
lavora per cercare di ridurre o invertire
questo trend, per esempio includendo
persone omosessuali in studi specificamente
mirati a quel target (ad es. i trials del CDC –
Center for Desease Controll - sulla PrEP – Profilassi
pre-Esposizionee - con Tenofovir su 400 MSM in
USA), o promuovendo campagne di prevenzione
mirate anche a segmenti particolari di popolazione
(cfr The Lancet, HIV Prevention August 2008).
Al di là di quanto scritto nei decreti legge, sono
molte le posizioni espresse dalla comunità scientifica
internazionale in questo ambito, opinioni a volte
controverse ma sempre sostenute da dati e studi. Ad
esempio la recente raccomandazione del CDC di Atlanta
(CDC Fact Sheet, August 2008) che nel richiedere test più
frequenti per tutta la popolazione fra i 13 e i 64 anni a
prescindere dal rischio percepito, sottolinea la necessità di
testare tutti gay e i bisex sessualmente attivi almeno una
volta all’anno.
Ha suscitato scalpore, per esempio, la review di 20 studi
presentata da Ron Stall (R. Stall, PhD. Abstract 53.
CROI -Conference on Retroviruses and Opportunistic
Infections,s Boston 2008) sul concetto di carica
virale di comunità. Il dottor Stall arriva a
sostenere che negli USA e in Europa
la percentuale di incidenza di
HIV fra gli MSM si attesta sul
2.5% contro lo 0.6% della
popolazione generale.
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
30
Questi dati implicano una possibile scala di progressione
del virus impressionante:
il 2.5% significa che, posto che a 18 anni un gruppo di
gay sia negativo all’HIV,
a 25 anni il 15% sarebbe HIV+
a 35 anni il 33%
a 40 anni il 41%
In questo contesto, anche un rischio di modesta entità
corso a livello individuale, può comportare una elevata
possibilità di contagio.
Il rischio esiste, quindi, e non dipende solo dal
comportamento individuale ma anche dalla carica virale
della comunità di appartenenza. I numeri relativamente
modesti della nostra comunità, l’elevato tasso di
prevalenza (purtroppo ancora presunto), il numero di
“siero-ignoti” e di diagnosi tardive (persone che si scoprono HIV+ solo alla diagnosi
di AIDS o nei mesi immediatamente precedenti), fanno il resto.
A mio avviso, dunque, non è con gli ematologi milanesi che ce la dobbiamo prendere,
semmai chiediamoci: in termini di strategie di prevenzione cosa è stato messo in campo
in Italia per invertire questa tendenza?
La risposta è semplice: poco o pochissimo.
Pochissimo rispetto a campagne contro la discriminazione delle persone sieropositive,
poco sulle strategie di prevenzione dall’HIV che sono state, appunto, scarse,
controproducenti, pressappochiste. Non abbiamo chiare strategie biomediche sulla
prevenzione, infatti ancora cerchiamo di convincere gli italiani che il preservativo
riduce le possibilità di contagio, ma basta una frase del Papa, palesemente priva di
qualsiasi valore scientifico, che tutto viene rimesso in discussione anche grazie al
complice silenzio della comunità scientifica italiana.
La comunità omosessuale si è trovata pressoché da sola, tranne pochi casi, ad
affrontare il problema. Su questo che dovremmo indignarci!
La XVII International AIDS Conference di Città del Messico, alla quale Arcigay ha
partecipato appunto perché – come amano scrivere di noi – si occupa solo di “feste
da ballo”, ha lanciato il seguente messaggio accorato:
““oggi è necessario uno sforzo senza precedenti per la prevenzione della
trasmissione dell’HIV - così com’è stato fatto con grande successo per la
terapia ARV – (Anti Retro Virale)”, qualcuno è dell’avviso che l’Italia
stia operando in tal senso?
Alcuni segnali incoraggianti ci sono, come la recente
campagna di prevenzione della Regione Emilia
ia
Romagna, timidamente rivolta anche ad un
target gay, o le richieste di collaborazione che
in qualche caso sono arrivate in Arcigay
cigay
da parte per esempio dell’Ausl di
Bologna o del Policlinico di
Modena, ma sono casi
sporadici,
medici
coscienziosi che
cercano di
porre un
SALUTE
freno ad una situazione che veleggia nell’indifferenza generale.
Combattere l’HIV significa affrontare alcuni temi considerati dai nostri politici “delicati”
come la sessualità (spesso non a fini procreativi), o il consumo di sostanze considerate
illegali. Purtroppo il Governo, così come i precedenti, ancora non accetta di cambiare le
politiche e l’approccio su questi temi “scottanti” in funzione del contenimento dell’infezione
da HIV, preferendo non mettere al primo posto la nostra salute e contribuendo di fatto alla
diffusione dell’infezione.
inclusa) al di sopra dell’11%, un dato assolutamente
inaccettabile.
Come se ne esce?
Ovviamente nessuno può vantarsi di avere la verità in tasca, ma possiamo
utilizzare studi ed esperienze altrui per costruire azioni strategiche e pratiche
mirate a tenere sotto controllo la diffusione del virus nella nostra comunità.
Di vaccino non se parla, secondo alcuni, per altri 10 anni ma abbiamo ugualmente tre
armi che possiamo e dobbiamo utilizzare: prevenzione, diagnosi, terapia.
I dati del COA 2008 – Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità - mostrano
percentuali di diagnosi tardive di oltre il 55%, in netta crescita dal 1996 ad oggi, il che
significa che in Italia abbiamo un problema serio rispetto al test che viene effettuato in
modo sporadico o mai nella vita, fino alla diagnosi di AIDS. La percezione del rischio è quasi
scomparsa e lascia spazi alla paranoia totale che crea ancora più danni.
Pressoché in tutta Europa e negli Stati Uniti si cerca di correre al riparo modificando
le strategie di prevenzione, o le linee guida. Scalpore hanno fatto, per esempio, le
raccomandazioni del CDC che introducono il concetto di “opt out” secondo il quale a tutte
le persone che accedono ai servizi sanitari dev’essere fatto il test con una semplice notifica,
a meno di un esplicito rifiuto del paziente.
(HIV screening is recommended for patients in all health-care settings after the patient is
notified that testing will be performed unless the patient declines (opt-out screening - Revised
Recommendations for HIV Testing of Adults, Adolescents, and Pregnant Women in HealthCare Settings, CDC, MMRW, 2006 Sept. 22).
Recentemente in alcune farmacie di Barcellona è stato distribuito in via sperimentale
il test rapido, modalità operativa che, come è noto, non condivido perché abbandona
ciascuno a sé stesso in un momento cruciale e perché non favorisce l’affermarsi di una
cultura del prendersi cura di sé consapevolmente. Si tratta comunque di un segnale chiaro
della volontà, assolutamente condivisibile, di tenere sotto controllo l’epidemia con uno
strumento diagnostico più veloce.
In Italia per ora non si nota nulla di tutto questo, speriamo che qualcosa di interessante
esca dalla prima Italian Conference on AIDS and Retrovirus del maggio prossimo, alla cui
organizzazione Arcigay ha partecipato. È importante
che le associazioni omosessuali sappiano gestire in
modo strategico questo passaggio nell’interesse
della nostra comunità, con investimenti, accordi e
sodalizi trasversali, come in parte sta già accadendo,
tesi ad implementare l’offerta di screening, a tutelare
la riservatezza e la lotta contro la discriminazione delle
persone sieropositive e, soprattutto, a farsi carico in
prima persona di servizi di test community based, anche
attraverso l’introduzione di tecniche diagnostiche rapide
purché adeguatamente supportate.
Inoltre va rafforzata e concretizzata la nostra lotta storica
per la giustizia sociale e i diritti umani che, come più volte
dichiarato alla conferenza di Città del Messico, svolge un
ruolo importante nell’ambito di una visione strategica
globale nella lotta contro l’epidemia da HIV.
È decisamente ora di lasciare da parte le schermaglie da
pollaio e lavorare su quello che conta davvero.
La decisione del Centro Trasfusionale, che presumo tenga anche conto della situazione
particolare del capoluogo lombardo, dopo tutto, è solo una conseguenza della disastrosa
situazione italiana che continua ad oscillare fra l’ipocrisia e la scorrettezza perfino
nell’uso dei termini, gli stessi utilizzati anche dai medici di Milano: un “rapporto con una
prostituta”, o “contatto sessuale” o “rapporti omosessuali” che cosa significa? Se due
maschi si masturbano reciprocamente o se una prostituta masturba un cliente in che
termini è a rischio? È più facile (per un malcapitato schizzo in un occhio, in bocca...) che
a rischio sia la prostituta. Evidentemente in Italia perfino i medici faticano a parlare di
rapporti penetrativi non protetti.
Sembrano banalità ma non è così perché assurdità come queste servono solo ad aumentare
ignoranza, dubbi, ansia e a fomentare pregiudizi e a confermare una sessuofobia ipocrita e
di facciata, prodotto culturale italiano tipico quanto il Parmigiano reggiano. Forse si tratta
della stessa ansia e dello stesso timore di ulteriori pregiudizi che per lungo tempo hanno
fatto sì che anche la comunità omosessuale italiana non fosse particolarmente
attenta all’HIV, Arcigay inclusa.
Oggi, anche a motivo del mutato andamento epidemiologico in Italia, che
solo la politica si ostina ad ignorare, la situazione per fortuna è cambiata
e le associazioni omosessuali operano a vari livelli per contenere
l’epidemia, scopo che dovrebbe essere di primaria importanza
nelle politiche delle organizzazioni gay, sempre che non si
preferisca ottenere la parità dei diritti per migliaia di gay
diventati nel frattempo sieropositivi. Scelte politiche
Dall’ottobre
precise portate coraggiosamente avanti da numerose
2006al1dicembre
associazioni gay in USA ed Europa (GMHC, GMFA,
2007, l’associazione
ecc.) ma che da noi stentano a trovare spazi e
francese Aides ha
strumenti adeguati, certamente per l’ostilità
promosso la campagna
preconcetta di istituzioni troppo spesso
“È l’Aids che bisogna
succubi dell’ideologia vaticana, ma
respingere, non i sieropositivi”,
anche a motivo di una difficoltà
mirata a combattere l’assurdità
storica di cui portiamo il peso e la
della stigmatizzazione delle persone
responsabilità.
sieropositive nei rapporti professionali
Da ultimo recenti studi
quanto nella sfera privata. Alla campagna,
sembrano attestare la
che ha goduto di affissioni gratuite in 38
prevalenza di infezioni
comuni francesi e sui freepress Métro e Parisienda HIV nella gay
Aujourd’hui, hanno aderito una serie di personaggi
scene di alcune
dello spettacolo, della musica e dello sport, tra i quali il
città europee
cantante Johnny Hallyday, il calciatore Didier Drogba (con
(Italia
lo slogan “Verrei ingaggiato dai migliori club d’Europa se
fossi sieropositivo?”), e il designer Philippe Starck (il cui poster
dice “Farei parte del vostro mobilio se fossi sieropositivo?”), oltre
a centinaia di bloggers, che hanno firmato il proprio blog con
la frase “Leggereste sempre il mio blog se fossi sieropositivo?”.
SANDRO MATTIOLI
Nel marzo 2007, Aides ha interpellato anche i candidati allora in
Responsabile salute
corsa alle elezioni presidenziali, per chiedere il loro impegno su
[email protected]
un tema assente dalle campagne elettorali. Tutti gli 8 candidati
www.casserosalute.it
principali, tra cui quello della sinistra Segolene Royale, quello
dell’ultradestra José Bové e il futuro presidente Sakozy, hanno
aderito, con lo slogan “Votereste per me se fossi sieropositivo?”.
(www.aides.fr)
31
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
QUEER CULTURE
di Walter Rovere
DEL LAGRACE V
L’a r t i s t a
H e i d i
Lunabba
raccontava nel
numero scorso
di essere partita
per il suo progetto
bolognese Studio
Vilgefortis dalla
constatazione
di
come tanti abbiano
bisogno di essere
capaci di identificare
le
persone
come
maschio o femmina per
sentirsi a proprio agio
nelle situazioni sociali.
Questa sicurezza è negata
costantemente nell’opera Del
LaGrace Volcano, erratica e
instabile anche stilisticamente,
in accordo del resto con il suo
percorso di “artista di genere
variabile” (già Della Grace nella fase
“lesbica”)e“intersessuatoperscelta”
(“al contrario degli intersessuati
che sono stati derubati di questa
scelta dall’establishment medico”).
Del è stato ospite di Luo e Arcilesbica
lo scorso marzo, per presentare il suo
nuovo libro Femmes of Power realizzato
con l’etnografa svedese Ulrika Dahl, sorta di
contraltare “femminile” al suo precedente
Drag King Book.
Nella vita quotidiana, la prima operazione
inconscia che compiamo incontrando qualcuno è
tentare di identificare il suo genere. Ovviamente
la tua opera gioca a cortocircuitare queste
attribuzioni visive di genere...
“Quando uscì Jax Back, tutti hanno compiuto
un’attribuzione di genere e hanno pensato si trattasse
di un uomo, e addirittura alcuni quando mostravo loro
la foto di fronte, Jax Revealed, sostenevano che avevo
fatto mettere gli stessi pantaloni a una ragazza, perchè
non riuscivano a credere che una donna potesse avere
una schiena così. Ma per esempio Johnny Berlin vede
se stessa come una donna, un drag king ma una donna,
ma tutti gli altri la percepiscono come uomo – ma una
donna può avere anche quell’aspetto!”
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
32
...ecco, ma a questo scopo usi anche immagini e
“generi” fotografici preesistenti? Penso a King of
the Hill, alla foto di Johnny Berlin che sembra tratta
dal portfolio di un attore anni 50, a Disposable Boy
Toys che pare la copertina di un disco dei Beach
Boys, alla foto nello Strip Club di Soho...
“Non consciamente, non posso dire di avere un approccio
così strategico al modo in cui faccio arte. Alcuni partono
da un’idea precisa dell’immagine che vogliono ottenere,
io sono più caotico, spontaneo, e anche le persone che
ritraggo hanno voce in capitolo su come desiderano
venir viste. Non uso il corpo come materia grezza, la cosa
è più ‘vediamo che succede quando siamo assieme’. La
foto dei Disposable Boy Toys è stata fatta in California,
ricorda i Beach Boys perchè è stata fatta sulla spiaggia, al
tramonto, credo con una fotocamera di medio formato,
col flash più luci da studio portate all’aperto, e l’usare
una camera da studio in esterni ha dato quel particolare
tipo di qualità alla foto.
Per G.I. Johnny ho usato una pellicola che non fanno
più, la Polaroid 655 che dà un negativo/positivo, e ha
un Asa molto basso, 50, che produce una grana molto
fine. Si tratta perciò di certi materiali che ho impiegato
e che hanno dato particolari risultati, ma non ci avevo
neanche pensato prima; dipende dalle mie finanze, da
cosa mi posso permettere, da quanto mi sta a cuore la
foto, e se ho un assistente. Per Femmes of Power ho fatto
tutto in digitale, perchè era l’unica cosa che ci potevamo
permettere viaggiando in tanti luoghi diversi...
Il motivo per cui cerco di far parte del mondo dell’arte
è che mi piacerebbe avere i soldi per realizzare il tipo di
lavoro che so di poter fare – non ho a disposizione i fondi
per produrre opere su grande scala come Cathy Opie...
Intendiamoci la conosco, sono molto amico di una sua
amica, sono stato ospite a casa sua... ma ne sono geloso,
lo ammetto. Non che sia colpa sua: il mondo dell’arte ha
deciso di scegliere una sola lesbica come LA fotografa
lesbica e di ignorare gli altri fotografi queer... E non
posso neanche dire di essere altrettanto bravo come
fotografo: ho certi talenti, ma se devo dire, sono un
grande fotografo? Non credo. Non è questione di essere
grandi, ma di quanto vuoi comunicare. Ciò che conta
per me è avere una piattaforma politica, raggiungere
le persone. Mi piacerebbe sapere che ciò che dirà di me
la gente quando me ne sarò andato è che ho fatto una
differenza nelle loro vite.
Una differenza tra me e molti artisti è che mi piace
parlare. Molti artisti dicono, creo un’opera così non devo
parlare. Per me creare un’opera è darmi la possibilità di
raccontare quel che c’è dietro. Conosci Claude Cahun?
Siamo molto diverse, ma se c’è un artista a cui mi sento
vicino è lei – nel fare autoritratti, nel produrre opere
politiche, nel dedicarsi a performance sia maschili che
femminili... e il lavoro di resistenza che fece con Marcel
Moore a Jersey fu fantastico... Claude Cahun è il mio
eroe.”
Com’è stato posare come una delle incarnazioni
del “nuovo corpo cibernetico” secondo Jenny
Saville, nel ritratto che ha fatto di te, Matrix?
“Ci conoscemmo per caso in un ristorante di Islington,
ci scambiammo i numeri, e un mese dopo mi chiamò
dicendo che aveva un proposta per me, se avrei posato
per lei. Dissì subito sì, amo il suo lavoro, andai nel suo
studio, e mi mostrò delle Polaroid di se stessa nuda,
nelle posizioni in cui voleva che posassi. Il suo modo di
lavorare per far diventare il mio corpo quello che cercava
lei è quasi l’opposto del mio, ma fu interessante, ed ero
rimasta impressionata dal fatto che anche lei mi si era
mostrata nuda. Fu impegnativo, dovetti assumere un
sacco di posizioni contorte... la sola parte negativa fu che
non rispettò il nostro accordo, perchè aveva promesso
di pagarmi il biglietto per la mostra a New York, ma per
tre mesi non riuscii a trovarla e non rispose alle mie mail
per sapere quand’era; mi telefonò solo la notte prima
per dirmi che era il giorno dopo! Riuscii a partire solo
più avanti per un altro invito, e fu un’esperienza molto
strana... non è un quadro attraente, non m’interessava
risultare attraente, ma mi sentii un po’ esotizzato... e
mi seccò un po’ quando appresi che il quadro era stato
venduto a Si Newhouse, il proprietario di Condé Nast
(Vogue, Vanity Fair...), per 100.00 dollari, quindi anche il
biglietto poteva starci! Comunque penso sia un grande
quadro, peccato non venga visto nelle mostre, ma un
po’ è anche un sollievo... non perchè sono nudo, anch’io
mi sono spesso fotografato nudo... è che non mi sento
quell’immagine, è una rappresentazione di me in un
secondo, non mi esaurisce, anche se sono stato contento
di farlo.”
Nel tuo saggio sul dipinto, scrivi che avevi
paura che le foto preliminari e il risultato
finale potessero “dislocare e/o sminuire” la tua
mascolinità transgender. Mentre Judith Jack
Halberstam sostiene che merito del quadro
è proprio di presentare il corpo transgender
come marchiato da segni di ambivalenza, una
dichiarazione dell’impossibilità di sentirsi a
proprio agio in qualsiasi corpo. Alla luce del
disagio che esprimevi nel testo, mi chiedo
se questa lettura, come le teorie queer che
celebrano il transgender come attuazione
VOLCANO
postmoderna della flessibilità di genere, non
possa risultare forzata rispetto alle realtà
psicologica quotidiana che vivono molte persone
trans?
“Nel mio lavoro celebro la flessibilità di genere, perchè
nella nostra società – lasciamo perdere la società neoliberale postmoderna, parliamo della società in cui
viviamo tutti i giorni –, chi viene celebrato, ricompensato,
a cui vengono dati i lavori, sono le persone che possono
impersonare con successo un maschio o una femmina. Io
sono una di queste persone, non vado in giro ogni giorno
con l’aspetto di un terrorista del genere. Dalla teoria alla
pratica della vita quotidiana, una trans alta due metri
avrà sempre difficoltà a passare da donna. Una lesbica
bassa come me non attrae l’attenzione, passo come
uomo senza problemi. A volte mi chiedo se le persone
mi guardino perchè notano il mio seno, ma non cerco di
passare. Quand’ero 15 chili di meno, mettevo minigonne,
ma avevo la barba... Cambiare aspetto è una cosa che
mi piace, ma nel mio lavoro posso dire anche di aver
celebrato la non-flessibilità, se penso a persone come
Judith Halberstam, che prendo sempre in giro perchè ha
mantenuto lo stesso look e taglio di capelli da quando è
nata ad oggi...
Nella teoria queer è vero che la fluidità è privilegiata
rispetto alla stabilità; nel mio lavoro cerco di celebrare
la diversità, di non cadere nelle gerarchie di chi è il più
queer degli altri... Il problema è quando facciamo queste
gerarchie nella vita quotidiana, l’essere costretti ad
essere congruenti secondo un genere per muoverci nel
mondo... ma qual’era la domanda sul quadro?”
Se ti eri sentito a disagio per il modo in cui eri
stato ritratto...
“Bè era il 1999, a quell’epoca avevo investito di più
nell’essere transgender. Ora voglio fare tutto quello che
posso per tagliare via il mascolino. Ho ancora l’obiettivo
di venir visto come un’ermafrodita, che sia possibile
essere entrambe le cose e non dover scegliere tutte le
volte. Il problema è che non posso realmente passare per
femmina. Ora ho l’aspetto di un uomo che sta cercando
di passare per donna!”
Nell’intro di Femmes of
Power scrivi “crescendo
sapevo di voler essere una
lesbica, ma non ero sicura
di poter esibire anche solo i
criteri base (ma alla fine creai
una persona femme lesbica che ha
funzionato con successo per 25 anni)”.
Che mi dici di Blue Vulva e le altre? Le
intendi come performance artistiche?
“Quella era Della Grace... Blue Vulva, Tess Tickle,
DELton John, sono personaggi, è diverso per me...
ho creato una personalità e un modo in cui appaio
alle persone così da attrarre le donne mascoline che
mi interessavano. Ma devo anche dire che, anche se
mi consideravo lesbica e parte della cultura lesbica,
ero ancora attratta dagli uomini fisicamente, e facevo
sesso con loro, come donna. Ma non mi sono mai sentita
bisessuale, perciò pensavo che forse non ero veramente
lesbica, dato che mi piaceva anche il sesso con gli
uomini. Tutte le comunità in cui mi sono trovata a vivere
avevano delle norme a cui non mi volevo conformare
- è probabilmente il motivo per cui posso entrare in
molti gruppi, ma non posso realmente far parte di un
gruppo.”
Pensando alla tua foto King of the Hill, un drag
king con fucile in una tipica posa di dominazione
maschile, mi è venuta in mente una parte del
Laurence Russel Show dove Laurence e Terre
Thaemlitz criticano i processi di transizione MtF
nella comunità transessuale quando puntano
su modelli di rappresentazione conservatori
e patriarcali. Non pensi che analogamente si
possano criticare anche i modelli di transizione
FtM quando si appoggiano su prospettive di
potere e autorità funzionali all’integrazione
sociale dei transuomini?
“Sì, succede – sia soggetti MtF che FtM possono colludere
e conformarsi con certi tipi di stereotipi patriarcali e
misogini sul maschio e la femmina – ma ciò che rispondo
è che lo fanno anche
molti
d
i
noi che
non sono
transessuali.
Anche
la
maggior parte delle
persone intersessuate
non vogliono essere
viste come intersex o
ermafroditi ma come donne
o uomini ordinari, e penso che
ognuno abbia questo diritto,
come l’hanno i transessuali. Detto
questo sono critico della transessualità
tradizionale – sconsiglio la chirurgia
genitale, ad esempio. Non ho problemi
con le parti superiori del corpo, ma per quelle
inferiori penso sia invasiva e che non migliori la
qualità della vita delle persone. Ma naturalmente
chi desidera genitali congruenti con il genere
che sceglie, deve avere la migliore chirurgia e cure
disponibili. L’intera premessa di quel che
33
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
faccio non sono gli individui – naturalmente noi maschi
abbiamo problemi mentali, ma è più la società che ha
problemi mentali sul genere. Ed è importante che cambi
le sue idee su cosa è permesso a ciascuno di noi.”
Com’è nato Femmes of Power?
“Viene dalla mia relazione con un drag king svedese,
e dall’incontro con Ulrika Dahl - iniziammo a parlare
di come mascolinità e femminilità sono viste nella
cultura queer, notando quanto più spazio e rispetto ha
la mascolinità: che fosse nelle drag queen, in uomini
effeminati, nella femminilità trans, o all’interno della
comunità lesbica, la femminilità veniva spesso vista
come qualcosa di sospetto o inferiore. Perciò decidemmo
di esplorare di più il tema.”
Josephine scrive nel libro che: “Le femmes
incontrano problemi di visibilità simili a quelli
di certe persone trans – non venir riconosciute
come queer, ad esempio”. Ulrika e altre insistono
sul concetto che “femme è un tipo di femminilità
dissonante, chiaramente distinguibile dal
modello etero”. È questa dissonanza che permette
di distinguere visivamente ad esempio, Dyke
Marilyn o Morgana Maye dalle rappresentazioni
eterosessiste della dumb blonde o della perfetta
padrona di casa anni 50?
“È più facile da vedere in certi corpi: Andy Candy, o una
donna molto grassa - tutte le cose che vanno contro la
femminilità ideale sono dissonanti. Charlotte Karlsdotter
è l’esempio ovvio, è una trans che sta passando
attraverso il processo di investigazione di genere, per
cambiare genere ufficialmente. Ma le piace la sua barba
e vuole tenerla, e le persone che decidono queste cose
hanno deciso che le donne non devono avere la barba –
anche se ovviamente ce l’hanno!
Ma prendi Ulrika: è stupenda, ma si è sempre sentita
troppo alta, i seni troppo piccoli... ed è lo stesso per molte
donne di cui pensiamo abbiano l’aspetto di modelle... i
dettami della bellezza per le donne sono così fascisti che
ne troverai davvero poche che si sentano a proprio agio
nel proprio corpo.
Uno dei fallimenti di Femmes of Power è forse però il
fatto che rimane alla superficie dell’aspetto e non va
oltre - quanto lontano può andare una fotografia nel
rappresentare cos’è la femminilità queer? Il sottotitolo
usa femminilità al plurale, perchè abbiamo cercato di
darne quanti più esempi diversi, non di creare una nuova
norma di femminilità dissonante... Ulrika non vuole
neanche distinguere dalla femminilità etero, io sento il
bisogno di farlo, perchè per quel che posso, cerco di stare
dalla parte di chi non ha voce... Una femme lesbica che
non ha un aspetto queer, che non segue il dress code
lesbico, si sentirà isolata, dissonante all’interno della
comunità lesbica; è anche vero che passa per etero,
perciò ha certi privilegi nel mondo mainstream che una
butch non ha. Quand’ero più giovane e femminile non
avrei mai potuto passare per etero, ero chiaramente
queer. Ma ho 51 anni, vengo da un’epoca nella quale era
importante sapere chi erano i tuoi alleati, chi era queer,
chi ti avrebbe aiutato, chi ti avrebbe guardato le spalle.
In Svezia tutte le donne sono molto femminili, non posso
dire chi è lesbica, queer e chi no... è anche una libertà, ma
a volte mi manca questa cosa...”
CASSERO
MAGAZINE
MAGGIO/GIUGNO
2009
34
La
volontà
di
differenziare
visivamente le
“femmes” dalle
“babes” eterosessuali,
non rischia di cozzare
contro il principio
che l’arte si caratterizza dal suo permettere
interpretazioni multiple?
“Davvero? È esattamente il problema che ho avuto con
questo progetto, non volevo permettere interpretazioni
multiple. Per questo ho messo le immagini in un libro,
incorniciate da testi. Ma già il mio lavoro di dottorato era
così: erano tableux vivants di scene erotiche, tu guardavi
l’immagine, leggevi il titolo, poi ascoltavi in cuffia
un’intervista da cui apprendevi che il ragazzo non è un
ragazzo, che la donna non è una donna, che tra quelle
persone impegnate in un’orgia quel tizio non aveva mai
praticato sesso orale a una donna prima...
Non è che voglio spiegare tutto, ma quando ho fatto
Sublime Mutations quasi senza testo, ho pensato
mancasse qualcosa... I corpi delle donne e trans vengono
sempre usati per scopi che non sono i loro. Occorre
cercare di avere quel potere, di prendere controllo di
quelle immagini.”
Un aspetto innovativo del libro è che stabilisce
un’alleanza estetica tra lesbiche e drag queens,
che un tempo erano comunità totalmente
separate...
“Sì in Svezia le femministe fanno alleanze con le donne
trans, ed è molto diverso da come andavano una volta
le cose... Molte delle femmes che abbiamo intervistato
raccontano che si sentivano più accettate dagli amici
gay maschi – storicamente c’è sempre stata un’alleanza
tra le fag hag e i gay, è solo che a volte le fag hag non
sono etero! All’inizio anch’io ero irritato dalle drag
queen perchè si prendevano più spazio mediatico...
ma continuano ad essere quelle sulla linea del fronte,
se penso a gente come Josephine. Quando avevo una
voce più femminile - prima che iniziassi a prendere il
testosterone per abbassarmela -, per un anno mi feci
crescere la barba, ed essere una donna con peli sul
volto significa che la gente sarà sempre preoccupata
da te, ci sarà sempre un tipo di distanza, di paura nei
tuoi confronti... Ora non voglio più causare questo tipo
di attenzione quindi mi conformo, mentre Josephine e
molte transdonne non so proprio come fanno, essere
capaci di continuare a farlo e bloccare tutta l’energia
negativa delle persone è stupefacente.”
Nell’intervista del libro, Virginie Despentes
sostiene che l’evento mediatico dell’ultima
decade sono stati i Reality come il Grande
Fratello, il cui messaggio principale è: “sii pronto
a tradire il tuo miglior amico”. E aggiunge: “è
difficile costruire una sorellanza o qualsiasi altro
senso di solidarietà negli anni 2000... l’orgoglio
che avevamo negli
anni 80 nell’essere
punk,
losers,
outsiders, non esiste
più. La sorellanza,
come la fratellanza,
deve venir costruita
sull’odio per il potere costituito e sulla volontà
comune di combatterlo, e non vedo molto odio
per il potere al giorno d’oggi, solo la frustrazione
di non far parte del gruppo di quelli che contano”.
Tu che vieni dalla sottocultura queerpunk della
San Francisco 1980, che ne pensi?
“Sono felice delle parole di Virginie, perchè per me è
quasi troppo dolce il resto del libro. Amo Ulrika ma è
svedese, non ha avuto il tipo di vita che ho avuto io. Sono
abbastanza vecchia da esser stata una punk, Virginie
è più giovane, ma anche lei non ha avuto una vita
protetta. Chi viene da un background di classe diverso
ha molto di più da essere arrabbiato, e la rabbia è un
sentimento produttivo. È vero, oggi le persone non sono
più politicizzate perchè sono tutti presi dal pensiero se
riusciranno anche loro a far parte del gruppo dei vincenti
e a fottere gli altri. Ed è sbagliato, è immorale. Anche se
non è direttamente collegato al discorso sulle femmes,
sono felice che Virginie abbia voluto lanciare il sasso.
Perché avrei voluto avere più problemi sollevati dal libro,
che non fosse tutto così meraviglioso, così celebrativo. È
strano che non l’abbia detto nessuno, devo mettermi io
a criticare il mio libro!
In fondo c’è un motivo per cui tanti hanno rigettato la
femminilità – ed è perchè la femminilità rappresenta
la subordinazione nella nostra cultura profondamente
misogina. Perché per deridere un uomo gli si dice che
è una figa, che è come una ragazza? Perché nessuno
risponde mai, sì voglio essere come una ragazza? Se non
fosse per il modo in cui puniamo noi stessi e facciamo
da poliziotti dell’aspetto e comportamento degli altri,
penso che molte più persone sperimenterebbero, che
molti uomini amerebbero truccarsi... Mio cognato –
il fratello della mia partner – è un’artista da circo. È
etero, non è travestito, ma gli piace a volte mettersi
makeup circense e una gonna, e si sente a proprio
agio, non ha paura, non si sente minacciato nella sua
mascolinità. Gli amici lo ammirano e pensano che
abbia un’immagine davvero forte, di chi non deve
conformarsi. Sarebbe bello che ci fossero più
persone così nella nostra cultura, che siano
femme, butch, gay, etero, trans... tutto ciò
alla fine non importa. Ma credo che in
50 anni quel che dico sarà considerato
ovvio, del tutto naturale... spero in
meno tempo, perchè non penso
che vivrò altri 50 anni... Beh
anni fa dicevo che volevo
arrivare fino a 103 anni,
perciò forse arriverò a
vederlo...”
Foto pag 32: The Wild Windh, Club Wotever, London
2004; pag 33, in alto: Del LaGrace Volcano, Gerard
Rancinan, Paris 2004 (part.); in basso da destra: Lazlo
& Shanti, London 2004; G.I. Johnny, Berlin 1997; Herm
Torso, London 1999. pag 34: dall’alto, MadDebby,
Gender Optional 1999; Delboy, Gender Optional 1999.
Per tutte, © Del LaGrace Volcano
dall’alto: Del LaGrace Volcano, Scotts Bar II, San Francisco 1980; Lulu watches Johnny & Paul, 1991; Scotts Bar III, San Francisco 1980. Per tutte, © Del LaGrace Volcano
FAGLI IL
TAGLIANDO.
DA QUANTO TEMPO NON FAI IL TEST HIV ?
E IL CONTROLLO PER L’EPATITE E LA SIFILIDE ?
FACENDO SESSO PUÒ SUCCEDERE DI CORRERE DEI RISCHI.
CON IL TEMPO GLI ERRORI SI ACCUMULANO E TI TOLGONO
LA SERENITÀ.
VIVI MEGLIO SE CONTROLLI PERIODICAMENTE LA TUA SALUTE ANCHE SE NON HAI SINTOMI
PARTICOLARI. SE SONO NECESSARIE CURE, COME SEMPRE, MEGLIO INIZIARLE IL PRIMA POSSIBILE.
NON LASCIARE CHE IGNORANZA, DUBBI E PAURA TI RENDANO VULNERABILE.
INIZIA LA NUOVA STAGIONE! FAGLI IL TAGLIANDO… E RIPARTI IN BELLEZZA.
OSPEDALE S. ORSOLA
VIA MASSARENTI 1, BOLOGNA
È AD ACCESSO DIRETTO,
OSSIA VAI LI AL MATTINO,
PRENDI UN NUMERO E ASPETTI
IL TUO TURNO.
TELEFONO VERDE AIDS
800.856080
GRATIS ANCHE DAI CELLULARI
PUOI RICHIEDERE CONSULENZE SU HIV E
MTS, PRENOTARE IL TEST PER L’HIV IN
MODO ANONIMO, GRATUITO, SENZA
PRESCRIZIONE DEL MEDICO DI BASE O
PERMESSO DI SOGGIORNO
WWW.CASSEROSALUTE.IT
www.kitchencoop.it
CENTRO MTS
051 6363319
Fly UP