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LA COMPILAZIONE DEL PROSPETTO DELLE SOCIETA’ DI COMODO a cura di Federica Furlani La disciplina delle società cosiddette “di se nel terzo è dichiarato un reddito inferiore a comodo”, dettata dalla L. 724/1994, è stata quello minimo; introdotta con l’obiettivo di contrastare - la maggiorazione di 10,5 punti percentuali l’intestazione di beni a veicoli societari, per dell'aliquota dell'Ires dovuta dalle società di ottenere benefici di carattere fiscale, anziché comodo, che va applicata sul reddito minimo agli effettivi utilizzatori degli stessi. determinato in base alla disciplina o sul La disciplina è stata integrata in modo reddito imponibile dichiarato (se superiore a significativo dall'art. 2 co. 36-quinquies - 36- quello minimo). duodecies Una del DL 138/2011 (conv. L. società può quindi “patire” le 148/2011). conseguenze previste dalla disciplina sulle Le modifiche legislative hanno inasprito la società di comodo perché non operativa e/o normativa mediante due interventi aventi a in perdita sistematica, essendo “sufficiente” oggetto: che si verifichi una delle due condizioni: in - l'applicazione della normativa sulle comodo entrambi i casi, se si tratta di un soggetto Ires, anche dovrà alle società che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi scontare una maggiorazione di imposizione di 10,5 punti percentuali. d'imposta consecutivi ovvero per due periodi La presenza di cause di esclusione o di che non hanno una stabile organizzazione nel disapplicazione automatica territorio dello Stato. I soggetti interessati dalla disciplina delle Le società che presentano il rischio di società di comodo sono tutte le società di rientrare capitali e quelle di persone, mentre restano disciplina delle società di comodo devono invece non vi sono soggette le società innanzitutto verificare se non sussistano cooperative, gli enti commerciali e non cause commerciali, le società consortili e le società automatica che possano risolvere il problema di nel campo esclusione applicativo o della disapplicazione “alla radice”. Nel momento in cui sussiste una causa di considerata di comodo, né ai fini della esclusione, che va verificata sul periodo disciplina delle non operative, né ai fini della d’imposta 2012, la società non può essere nuova fattispecie della perdita sistematica. Ci sono poi una serie di cause di in perdita sistematica: nel primo caso, la disapplicazione che sono state individuate sussistenza delle stesse va verificata in dai Provvedimenti del Direttore dell’Agenzia relazione al periodo 2012, mentre per la delle Entrate del 14.2.2008, per quanto nuova fattispecie in uno dei tre anni oggetto riguarda la fattispecie della non operatività, e del monitoraggio (quindi 2009, 2010 e 2011). del 11.6.2012, per quel che concerne le società Il test di operatività conto economico un ammontare complessivo Nel caso in cui non sussistano cause di di ricavi, incrementi di rimanenze e proventi, esclusione o disapplicazione della disciplina esclusi quelli straordinari, inferiore rispetto al sulla non operatività, bisogna procedere con dato l’effettuazione del test previsto dall’art. 30 sommatoria della legge 724/1994. applicando al valore “medio” triennale dei La norma stabilisce che si devono considerare beni individuati dalla norma specifiche non operative le società che hanno rilevato a percentuali di produttività: Tipologia di bene minimo presunto dei valori ottenuto che dalla risultano Test di operatività – percentuali da applicare Azioni e quote 2% Terreni e fabbricati iscritti tra le immobilizzazioni e navi anche in locazione finanziaria 6% Immobili A/10 (1% per gli immobili situati in comuni con meno di 1.000 abitanti) 5% (1% per gli immobili situati in comuni con meno di 1.000 abitanti) Immobili a destinazione abitativa acquistati o rivalutati nell’esercizio o nei due precedenti Altre immobilizzazioni 4% (1% per gli immobili situati in comuni con meno di 1.000 abitanti) 15% Se dal calcolo effettuato risulta che i proventi sulla base del test di operatività, la società effettivi sono superiori a quelli determinati non è da considerarsi di comodo e, pertanto, determina le imposte d’esercizio sulla base A tal fine si applicano gli appositi coefficienti del reddito effettivo; se invece i proventi di redditività, definiti dalla disposizione, al effettivi sono inferiori rispetto a quelli valore degli stessi elementi patrimoniali convenzionali, la società si considera non considerati nel test di operatività, tenendo operativa essere conto, però, soltanto del periodo d’imposta in determinato effettuando il computo previsto questione (e non, quindi, su base triennale dalla norma. come nel test di operatività): ed il reddito deve Tipologia di bene Determinazione reddito minimo – percentuale da applicare Azioni e quote 1,5% Terreni e fabbricati iscritti tra le immobilizzazioni e navi anche in locazione finanziaria 4,75% Immobili A/10 (1% per gli immobili situati in comuni con meno di 1.000 abitanti) 4% (1% per gli immobili situati in comuni con meno di 1.000 abitanti) Immobili a destinazione abitativa acquistati o rivalutati nell’esercizio o nei due precedenti Altre immobilizzazioni 3% (1% per gli immobili situati in comuni con meno di 1.000 abitanti) 12% Nel caso di beni assoggettati a rivalutazione, presunto in base all'art. 30, comma 3, della il valenza legge n. 724 del 1994, a prescindere dal nell’ambito della disciplina delle società di superamento o meno del "test di operatività“, comodo solo a decorrere dal periodo di ovvero anche quando i ricavi dichiarati sono decorrenza fiscale della rivalutazione stessa. superiori valore rivalutato assume In base a quanto previsto dal D.L. 185/2008, a quelli minimi determinati attraverso l'applicazione delle percentuali. nel bilancio 2008 le imprese hanno potuto La nuova disciplina trova la propria prima attuare una rivalutazione volontaria degli applicazione proprio a partire dal periodo di immobili detenuti, solo sul piano civilistico imposta 2012: qualora il triennio 2009-2011 oppure attribuendo loro rilevanza fiscale presenti una situazione di perdita sistematica attraverso ovvero due esercizi in perdita e uno al di il pagamento dell’imposta sostitutiva. Gli immobili rivalutati solo da un punto di sotto del reddito mimino, la società, nel 2012, verrà considerata di comodo. vista civilistico continueranno a rilevare nei La test di operatività e di redditività, assumendo disapplicativo il costo fiscale originario e non il valore rivalutato; nel caso in cui vi sia stato il riconoscimento fiscale, il maggior valore rileverà a partire dal 2013 (da quando inizia cioè ad esplicare gli effetti ai fini della deduzione della quota ammortamenti e per il presentazione dell’interpello Le società che si considerano di comodo per una o l’altra fattispecie possono presentare un interpello disapplicativo, ex art. 37 bis D.P.R. 600/1973, per evitare l’applicazione della disciplina antielusiva. calcolo della quota deducibile delle spese di Nel caso in cui ricorrano entrambe le manutenzione e riparazione). condizioni, vale a dire la non operatività e nel Le società in perdita sistematica contempo la sussistenza della condizione di perdita sistematica, dovranno essere Come evidenziato in precedenza, il decreto presentati due interpelli distinti, atteso il fatto legge n. 138/2011 ha ampliato l'ambito che le problematiche sono diverse (nel primo soggettivo di applicazione della disciplina caso vi è un problema di “ricavi”, nel delle società di comodo, includendovi anche secondo di mancanza di “reddito”). le società che per tre periodi d'imposta consecutivi dichiarano una perdita fiscale L’Irap per le società di comodo ovvero per due anni una perdita fiscale e per Oltre al reddito minimo presunto che deve un anno un reddito inferiore a quello minimo essere dichiarato ai fini dell’imposizione diretta dalla società di comodo, vi sono 1997, n. 241, o di cessione ai sensi dell’articolo 5, conseguenze negative anche in termini di comma 4-ter, del decreto – legge 14 marzo 1988, determinazione dell’Irap dovuta. n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 Il comma 3 bis dell’art. 30 della legge 724/1994 prevede che il valore della produzione netta non possa essere inferiore al reddito minimo determinato ai sensi del maggio 1988, n. 154. Qualora per tre periodi di imposta consecutivi la società o l’ente non operativo non effettui operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto non inferiore all’importo che risulta dall’applicazione delle comma 3 “aumentato delle retribuzioni sostenute percentuali di cui al comma 1, l’eccedenza di per il personale dipendente, dei compensi spettanti credito non è ulteriormente riportabile a scomputo ai collaboratori coordinati e continuativi, di quelli dell’Iva a debito relativa ai periodi di imposta per prestazioni di lavoro autonomo non eserciate successivi.” abitualmente e degli interessi passivi”. Per le società di comodo, il credito Iva Le limitazioni nell’utilizzo del credito Iva risultante dalla dichiarazione non è ammesso L’art. 30 comma 4 della legge 724/1997 a rimborso, né può essere ceduto; inoltre stabilisce che “Per le società e gli enti non viene ad essere perso, e non può quindi più operativi, l’eccedenza di credito risultante dalla essere riportato in avanti, se per tre periodi dichiarazione presentata ai fini dell’imposta sul consecutivi la società è stata non operativa e valore aggiunto non è ammessa al rimborso né non ha effettuato operazioni rilevanti ai fini può costituire oggetto di compensazione ai sensi Iva in misura non inferiore all’importo dei dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio ricavi presunti. Rigo RF74 Casella 1 – Cause di esclusione Le cause di esclusione sono comuni alle due fattispecie, ossia se sussiste una causa di esclusione la società non può essere considerata di comodo né sulla base della non operatività, né sulla base della perdita sistematica. I soggetti che possono vantare una causa di esclusione devono indicare il codice corrispondente nell’apposita casella : 1 Soggetti obbligati a costituirsi sotto forma di società di capitali 2 Soggetti che si trovano nel primo periodo di imposta 3 Società in amministrazione controllata o straordinaria 4 Società ed enti che controllano società ed enti i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati italiani ed esteri, nonché per le stesse società ed enti quotati e per le società da essi controllate, anche indirettamente 5 Società esercenti pubblici servizi di trasporto 6 Società con un numero di soci non inferiore a 50 7 Società che nei due esercizi precedenti hanno avuto un numero di dipendenti mai inferiore a 10 unità 8 Società in stato di fallimento, assoggettate a procedure di liquidazione giudiziaria, di liquidazione coatta amministrativa ed in concordato preventivo 9 Società che presentano un ammontare complessivo del valore della produzione (raggruppamento A del conto economico) superiore al totale attivo dello stato patrimoniale 10 Società partecipate da enti pubblici almeno nella misura del 20% 11 Società che risultano congrue e coerenti ai fini degli studi di settore 12 Società consortili Casella 2 – Cause di disapplicazione per le società non operative A differenza delle cause di esclusione, quelle di disapplicazione sono differenziate in relazione alle due diverse discipline. I soggetti che presentano situazioni oggettive di disapplicazione della disciplina sulla società non operative, così come individuate dal provvedimento direttoriale del 14 febbraio 2008, devono indicare nell’apposita casella 2 il codice corrispondente e cioè: società assoggettate ad una delle procedure indicate nell’articolo 101, comma 5, del Tuir ovvero ad una procedura di liquidazione giudiziaria. La disapplicazione opera con riferimento ai periodi d’imposta precedenti all’inizio delle predette procedure, i cui termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi scadono successivamente all’inizio delle procedure medesime; 3 società sottoposte a sequestro penale o a confisca nelle fattispecie di cui agli articoli 2sexies e 2-nonies della legge 31 maggio 1965 n. 575 o in altre fattispecie analoghe in cui il Tribunale in sede civile abbia disposto la nomina di un amministratore giudiziario. La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta nel corso del quale è emesso il provvedimento di nomina dell’amministratore giudiziario ed ai successivi periodi di imposta nei quali permane l’amministrazione giudiziaria; 4 società che dispongono di immobilizzazioni costituite da immobili concessi in locazione ad enti pubblici ovvero locati a canone vincolato in base alla legge 9 dicembre 1998 n. 431 o ad altre leggi regionali o statali. La disapplicazione opera limitatamente ai predetti immobili; 5 società che detengono partecipazioni in: 1) società considerate non di comodo ai sensi dell’articolo 30 della legge n. 724 del 1994; 2) società escluse dall’applicazione della disciplina di cui al citato articolo 30 anche in conseguenza di accoglimento dell’istanza di disapplicazione; 3) società collegate residenti all’estero cui si applica il regime dell’articolo 168 del TUIR. La disapplicazione opera limitatamente alle predette partecipazioni; 6 società che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza di disapplicazione in relazione ad un precedente periodo di imposta sulla base di circostanze oggettive puntualmente indicate nell’istanza che non hanno subito modificazioni nei periodi di imposta successivi. La disapplicazione opera limitatamente alle predette circostanze oggettive. 7 società che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza di disapplicazione in relazione ad un precedente periodo di imposta sulla base di circostanze oggettive puntualmente indicate nell’istanza che non hanno subito modificazioni nei periodi di imposta successivi, in caso di esonero dall’obbligo di compilazione del prospetto. 8 le società che esercitano esclusivamente attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile e rispettano le condizioni previste dall’ articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99; 9 le società per le quali gli adempimenti e i versamenti tributari sono stati sospesi o differiti da disposizioni normative adottate in conseguenza della dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. La disapplicazione opera limitatamente al periodo d’imposta in cui si è verificato l’evento calamitoso e quello successivo. 99 società in stato di liquidazione che con impegno assunto in dichiarazione dei redditi richiedono la cancellazione dal registro delle imprese a norma degli articoli 2312 e 2495 del codice civile entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva. La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta in corso alla data di assunzione del predetto impegno, a quello precedente e al successivo, ovvero con riferimento all’unico periodo di imposta di cui all’articolo 182, commi 2 e 3, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni. Nelle ipotesi di disapplicazione parziale (codice 4, 5 e 6), il prospetto va compilato non tenendo conto dei relativi valori ai fini della determinazione dei ricavi e del reddito presunti. Se non si hanno altri beni da indicare nel prospetto, diversi da quelli di cui al predetti codici, è necessario compilare la casella “Casi particolari”. Casella 3 – Soggetto in perdita sistematica La colonna 3 deve essere compilata da parte delle società in perdita sistematica. Va indicato il codice 1 se il soggetto si deve considerare in perdita sistematica ed in tal caso è necessario compilare le colonne 3 e 4 dei righi da FC45 a FC53. Laddove sussista una delle cause di disapplicazione individuate dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dell’11 giugno 2012, la cui sussistenza va verificata in uno dei tre anni oggetto di monitoraggio (2009-2010-2011), nella colonna 3 va indicato il relativo codice: 2 società assoggettate ad una delle procedure indicate nell’articolo 101, comma 5, del Tuir ovvero ad una procedura di liquidazione giudiziaria. La disapplicazione opera con riferimento ai periodi d’imposta precedenti all’inizio delle predette procedure, i cui termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi scadono successivamente all’inizio delle procedure medesime; 3 società sottoposte a sequestro penale o a confisca nelle fattispecie di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 o in altre fattispecie analoghe in cui il Tribunale in sede civile abbia disposto la nomina di un amministratore giudiziario. La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta nel corso del quale è emesso il provvedimento di nomina dell’amministratore giudiziario ed ai successivi periodi di imposta nei quali permane l’amministrazione giudiziaria; 4 società che detengono partecipazioni, iscritte esclusivamente tra le immobilizzazioni finanziarie, il cui valore economico è prevalentemente riconducibile a: 1) società considerate non in perdita sistematica ai sensi dell’articolo 2, commi 36-decies e seguenti del d.l. n. 138 del 2011; 2) società escluse dall’applicazione della disciplina di cui al citato articolo 2 anche in conseguenza di accoglimento dell’istanza di disapplicazione della disciplina delle società in perdita sistematica; 3) società collegate residenti all’estero cui si applica il regime dell’articolo 168 del TUIR. La disapplicazione opera a condizione che la società non svolga attività diverse da quelle strettamente funzionali alla gestione delle partecipazioni; 5 società che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza di disapplicazione in relazione ad un precedente periodo di imposta sulla base di circostanze oggettive puntualmente indicate nell’istanza che non hanno subito modificazioni nei periodi di imposta successivi. La disapplicazione opera limitatamente alle predette circostanze oggettive. 6 società che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza di disapplicazione in relazione ad un precedente periodo di imposta sulla base di circostanze oggettive puntualmente indicate nell’istanza che non hanno subito modificazioni nei periodi di imposta successivi, in caso di esonero dall’obbligo di compilazione del prospetto. 7 società che conseguono un margine operativo lordo positivo. Per margine operativo lordo si intende la differenza tra il valore ed i costi della produzione di cui alla lettere A) e B) dell’articolo 2425 del codice civile. A tale fine i costi della produzione rilevano al netto delle voci relative ad ammortamenti, svalutazioni ed accantonamenti di cui ai numeri 10), 12) e 13) della citata lettera B). Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali si assumono le voci di conto economico corrispondenti; 8 società per le quali gli adempimenti e i versamenti tributari sono stati sospesi o differiti da disposizioni normative adottate in conseguenza della dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. La disapplicazione opera limitatamente al periodo d’imposta in cui si è verificato l’evento calamitoso e quello successivo; 9 società per le quali risulta positiva la somma algebrica della perdita fiscale di periodo e degli importi che non concorrono a formare il reddito imponibile per effetto di proventi esenti, esclusi o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta o ad imposta sostitutiva, ovvero di disposizioni agevolative; 10 società che esercitano esclusivamente attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile e rispettano le condizioni previste dall’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99; 11 società che risultano congrue e coerenti ai fini degli studi di settore; 12 società che si trovano nel primo periodo d’imposta; 99 società in stato di liquidazione che con impegno assunto in dichiarazione dei redditi richiedono la cancellazione dal registro delle imprese a norma degli articoli 2312 e 2495 del codice civile entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva. La disapplicazione opera con riferimento al periodo di imposta in corso alla data di assunzione del predetto impegno, a quello precedente e al successivo, ovvero con riferimento all’unico periodo di imposta di cui all’articolo 182, commi 2 e 3, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni. Colonne 3, 4 e 5 – Interpello disapplicativo Le società non operative, che adducendo oggettive situazioni che impediscono il conseguimento di ricavi “congrui”, hanno presentato interpello disapplicativo ex art. 37 bis D.P.R. 600/1973 per evitare l’applicazione della disciplina antielusiva devono darne evidenza nel rigo RF74. In particolare barrando: Disapplicazione ottenuta ai fini Ires Disapplicazione ottenuta ai fini Irap Disapplicazione ottenuta ai fini Iva In caso di accoglimento dell’istanza ai fini Ires, va indicato nella casella “Imposta sul reddito”, uno dei seguenti codici: 1. se è stata ottenuta la disapplicazione della disciplina delle società non operative; 2. se è stata ottenuta la disapplicazione della disciplina delle società in perdita sistemica; 3. se è stata ottenuta la disapplicazione di entrambe le discipline. Colonne 6 – Casi particolari La casella va compilata indicando: - codice 1: nell’ipotesi in cui il dichiarante, nell’esercizio relativo alla presente dichiarazione e nei due precedenti non abbia alcuno dei beni indicati nei righi da RF75 a RF80. - codice 2: nell’ipotesi in cui il dichiarante, esclusivamente con riferimento all’esercizio relativo alla presente dichiarazione, non abbia posseduto dei beni indicati nei righi da RF75 a RF80. In tal caso le colonne 4 e 5 dei righi da RF75 a RF81 non vanno compilate. Righi da RF75 a RF80 Nella colonna 1 dei righi da RF75 a RF80 va riportata la media dei valori dei relativi beni dell’esercizio e dei due precedenti; a tal fine il valore dei beni acquistati o ceduti nel corso degli esercizi interessati dovrà essere ragguagliato al periodo di possesso. Beni in leasing Il valore è costituito dal costo del concedente o, in assenza di documentazione, dalla somma dei canoni di locazione e del prezzo di riscatto risultanti dal contratto. Nella colonna 4 dei righi da RF75 a RF80 va riportato solo il valore dei relativi beni dell’esercizio. In particolare: Titoli e crediti - azioni o quote di partecipazione di cui all’art. 85, comma 1, lett c) Tuir - strumenti finanziari di cui all’art. 85, comma 1, lett d) Tuir - obbligazioni, altri titoli di serie o di massa di versi da azioni o quote di partecipazione di cui all’art. 85, comma 1, lett e) Tuir - quote di partecipazione in società commerciali di cui all’art. 5 Tuir anche se costituiscono immobilizzazioni finanziarie - crediti, esclusi quelli di natura commerciale ed i depositi bancari Immobili ed altri - immobili beni - navi di cui all’art. 8-bis, comma 1, lett. a) DPR 633/1972 destinate ad esercizio di attività commerciali o pesca, operazioni di salvataggio o di assistenza in mare, demolizione. Immobili A/10 Immobili classificati nella categoria catastale A/10. Immobili abitativi Immobili a destinazione abitativa (categorie catastali da A/1 a A/10) Altre Altre immobilizzazioni, anche in locazione finanziaria, escluse le immobilizzazioni immobilizzazioni in corso e gli acconti. Beni piccoli comuni Altre immobilizzazioni, anche in locazione finanziaria, situate nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. Rigo RF81 Nella colonna 2 “Ricavi presunti” va indicata la somma degli importi ottenuti moltiplicando i valori di colonna 1 dei righi da RF75 a RF80 per le percentuali indicate. Nella colonna 3 “Ricavi effettivi” vanno indicati i ricavi, gli incrementi di rimanenze e i proventi, esclusi quelli straordinari, assunti in base alla risultanze medie del conto economico dell’esercizio e dei due precedenti. RF81 col. 2 > RF81 col. 3 la società non è operativa Di conseguenza è necessario determinare il reddito imponibile, applicando ai valori di colonna 2 dei righi da RF75 a RF80 le percentuali ivi indicate e riportando detto valore nella colonna 5. Le istruzioni precisano che “ai fini dell’adeguamento del reddito da dichiarare, tenuto conto che la normativa in esame non implica il venir meno delle agevolazioni fiscali previste da specifiche disposizioni di legge, i soggetti interessati dovranno indicare nel rigo RF82 la somma degli importi che non concorrono a formare il reddito imponibile per effetto di dette disposizioni, quali, ad esempio: proventi esenti, soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva; reddito esente ai fini IRES, anche per effetto di plusvalenze realizzate ai sensi dell’art. 87 del TUIR; l’importo escluso dal reddito per effetto dell’agevolazione fiscale prevista dall’art. 42 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (c.d. Reti d’impresa). dividendi che fruiscono della detassazione di cui all’art. 89 del TUIR”. Rigo RF83 RF83 = RF81 col. 5 – RF 82 L’ammontare indicato al rigo RF83 deve essere poi confrontato con quello di cui al rigo RN6. Se RF83 > RN6 il reddito imponibile va integrato per la differenza fra RF83 e RN6. L’importo di RN6 può essere aumentato anche mediante riduzione delle perdite. Le perdite non compensate di cui al rigo RF59, colonna 1, non possono essere riportate negli esercizi successivi, né trasferite in caso di opzione per la trasparenza fiscale o per il consolidato. ESEMPIO DI COMPILAZIONE PER SOCIETA’ NON OPERATIVA La società Alfa Srl, che ha determinato un reddito imponibile effettivo di € 35.000, presenta i seguenti dati: 2010 2011 2012 media Partecipazioni 150.000 130.000 170.000 150.000 Immobili diversi da A/10 300.000 330.000 360.000 330.000 Immobili A/10 100.000 80.000 120.000 100.000 Immobili abitativi 40.000 60.000 50.000 50.000 Altre immobilizzazioni 90.000 85.000 95.000 90.000 Beni situati in piccoli comuni 20.000 10.000 15.000 15.000 2010 Ricavi 2011 2012 media 42.000 30.000 39.000 37.000 Incrementi rimanenze 5.000 3.000 4.000 4.000 Proventi 1.000 1.000 1.000 1.000 42.000 I ricavi presunti sono così determinati: media ricavi presunti % Partecipazioni 150.000 2% 3.000 Immobili diversi da A/10 330.000 6% 19.800 Immobili A/10 100.000 5% 5.000 Immobili abitativi 50.000 4% 2.000 Altre immobilizzazioni 90.000 15% 13.500 Beni situati in piccoli comuni 15.000 1% 150 43.450 Poiché i ricavi presunti (43.450) sono maggiori di quelli effettivi (42.000), la società si qualifica come non operativa e quindi determina il reddito presunto come segue: reddito presunto 2012 % Partecipazioni 170.000 1,50% 2.550 Immobili diversi da A/10 360.000 4,75% 17.100 Immobili A/10 120.000 4,00% 4.800 Immobili abitativi 50.000 3,00% 1.500 Altre immobilizzazioni 95.000 12,00% 11.400 Beni situati in piccoli comuni 15.000 0,90% 135 37.485 Di seguito la compilazione del prospetto: 150.000 170.000 330.000 360.000 100.000 120.000 50.000 50.000 90.000 95.000 15.000 15.000 37.485 43.450 42.000 37.485 37.485 37.485