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Prima Guerra Mondiale - ISIS della Bassa Friulana

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Prima Guerra Mondiale - ISIS della Bassa Friulana
Prima Guerra Mondiale: quadri di civiltà nei
territori di Cervignano, Palmanova, S.Giorgio
di Nogaro
Il nostro lavoro ha voluto focalizzare l’attenzione su alcuni
momenti della guerra:
•i giorni immediatamente successivi all’entrata in guerra
dell’Italia,
•il 1916 l’anno delle battaglie sull’Isonzo , la vita nelle
retrovie , la produzione letteraria
•Il 1917 lo sfondamento del fronte italiano a Caporetto,
•le ripercussioni vissute dalla popolazione civile nei paesi
della Bassa Friulana :la profuganza, la popolazione
internata ed emigrata dell’Isontino e del Friuli.
La laguna gradese
Inizi del ‘900: spiaggia dell’impero austro ungarico
Centro di villeggiatura, luogo di tradizione, cura, divertimento e relax
1872: costruzione di un ospizio marino per bambini
1892: iscrizione nell’elenco ufficiale dei luoghi di cura dell’impero austriaco
1890: realizzazione del Nuovo Stabilimento Balneare
1900:I primi hotel –Ville Bianchi e Hotel Fortino
I bersaglieri entrarono a Grado la mattina del 27 maggio 1915 .
A causa della scarsa profondità marina della laguna , risulterà difficile la navigazione
per le navi siluranti e i sommergibili .
Sull’isola durante il conflitto saranno presenti hangars per aerei idrovolanti
San Giorgio di Nogaro
San Giorgio di Nogaro occupava una posizione strategica:si trovava a
ridosso del fronte e aveva ottime vie di comunicazione
Il paese diventò un grande accampamento militare permanente:
Comandi, depositi di grano e munizioni, dormitori, ospedali da campo.
La popolazione raggiunse i 10000 abitanti
I feriti venivano accolti negli ospedali da campo che ormai non bastavano più.
Gennaio 1916: il medico prof. Tusini fondò l’UNIVERSITA’ CASTRENSE. Università da
campo per richiamati alle armi con corsi accelerati di medicina e chirurgia.
Il giorno dopo dell’inaugurazione (13 febbraio 1916) iniziarono i corsi di medicina, con
più di 365 allievi, che si protrassero fino il 30 marzo 1917.
ERNEST MILLER HEMINGWAY
Nacque il 21 luglio 1899 nell’ Illinois.
Durante la Grande Guerra operò da volontario per guidare le ambulanze della Croce Rossa.
Il 2 luglio 1961 si suicidò.
ADDIO ALLE ARMI
Il romanzo,che riporta alcune esperienze personali dello scrittore,
racconta una storia di amore e guerra che si svolge in Italia prima,
durante e dopo la battaglia di Caporetto (1917)
GIORNALISMO DI TRINCEA
“LA GUERRA NON RIESCE A IMPEDIRE ALLA FORZA DELLA PASSIONE DI
LASCIARE CHE DUE PERSONE AMATE VIVANO INSIEME”
Giuseppe Ungaretti
Nasce nel 1888 ad Alessandria d'Egitto
-gli studi a Parigi -l’arruolamento -il rientro dal
fronte-il soggiorno in Brasile -il ritorno in Italia
Muore a Milano nel 1970
S. Martino del Carso
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
è il mio cuore
il paese più straziato
Valloncello dell'Albero Isolato, il 27 agosto 1916
Sono una creatura
Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
cos' totalmente
disanimata
Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede
La morte
si sconta
vivendo
Cima Quattro il 5 agosto 1916
LA BRIGATA CATANZARO E
D’ANNUNZIO
La Brigata Catanzaro fu una brigata dell'Esercito italiano e venne costituita il 1º marzo 1915 a Catanzaro
in due reggimenti, il 141° e il 142°. I soldati (circa 6.000) che ne facevano parte erano in
maggioranza calabresi.
Pochi giorni dopo l’inizio della guerra per l’Italia, fu inviata in Friuli. Logorata dai lunghissimi turni in
trincea di prima linea nei settori più contesi, essa venne impiegata come brigata d’assalto sul Carso
dal luglio 1915 al settembre 1917.
La brigata Catanzaro, ritirata dal fronte dopo le gravi perdite subite il 23 e il 24 maggio del 1917 venne
accantonata a Santa Maria La Longa, nella bassa friulana ma già si paventava un suo reimpiego.
Quando la Brigata ricevette l’ordine di tornare al fronte, la sommossa divampò. Alle 22.30 del 15
luglio, con un violento fuoco di fucileria. Furono uccisi alcuni ufficiali addetti al Comando e la
truppa in rivolta si apprestò ad assalire la residenza di Gabriele D’Annunzio, il cui campo d’aviazione
era nei pressi.
G.D’Annunzio dedicò alcuni suoi versi alla decimazione che venne inflitta
l’ammutinamento:
ai soldati dopo
….. I fucilieri del drappello allineati attendevano il comando, tenendo gli occhi bassi, fissando i
piedi degli infelici, fissando le grosse scarpe deformi che s’appigliavano al terreno come radici
maestre. (…)Siete innocenti? (…) Espiate voi la colpa? O espiate la Patria contaminata, la
stessa vostra gloria contaminata? (….)Le armi brillarono. (…) M’appressai. Attonito riconobbi
le foglie dell’acanto (…).D’Annunzio
Nel giugno del 1920 fu sciolta. Considerata sia dal comando italiano che da quello austriaco tra le
Brigate più valorose e tenaci.
CERVIGNANO
La città fu liberata il 24 maggio 1915 dai bersaglieri italiani che entrarono al suono della
carica accolti dalla popolazione in festa e divenne sede del comando della III Armata
comandata da Emanuele Filiberto di Savoia duca d' Aosta.
Cervignano durante il periodo bellico fu soggetta a ripetuti bombardamenti austriaci.
L'Esercito Italiano dotò la cittadina di diversi manufatti in cemento armato a uso difensivo
per i suddetti bombardamenti ( rifugi che in parte sono ancora presenti). In seguito alla
battaglia di Caporetto quanti poterono, cercarono rifugio nell'Italia centrale. Il 1917 fu
definito " di squallida miseria e di triste abbandono“.
Il 30 ottobre 1918 Trieste proclamò il distacco dall'Austria ,allora gli irredentisti di
Cervignano tennero una pubblica riunione decidendo di proclamare un Comitato di Salute
Pubblica con pieni poteri in attesa dell'esercito italiano. Fu data pubblica lettura davanti
all'intera cittadinanza del manifesto che tuttora è scolpito su una targa di marmo in piazza
Libertà
TORRE DI ZUINO
•Verso la fine del mese di marzo 1915 il 3° bersaglieri di Livorno si accampava ai margini di Torre di Zuino, la
popolazione vide transitare colonne di soldati, buoi, autocarri, cavalli e file interminabili di cannoni.
•Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria. A Torre di Zuino venivano istituiti tre ospedali da campo di
cui uno a Malisana, tutto ciò si estendeva per 6 ettari di terreno, era installato anche il magazzino vestiario e
l’equipaggiamento della Terza Armata contenente cataste di divise militari, scarpe, fucili e gavette.
•La guerra favorì anche il contagio della malaria che colpì in particolar modo la popolazione
•Il 27 ottobre 1917 con la battaglia di Caporetto le truppe italiane si ritirarono verso San Giorgio di Nogaro
lasciando gli ammalati più gravi negli ospedali di Torre di Zuino .
• Con l’arrivo degli austriaci gran parte della popolazione, specialmente giovani venne requisita e trasferita a
Cervignano, Palmanova e Sevegliano sotto il comando dell’esercito austriaco.
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Per evitare la trasmettere della malaria le autorità sanitarie ordinarono ai civili di trasferirsi aLignano. Lo
scopo era quello di creare una zona protetta in modo da impedire alle truppe austriache in transito di
esser contagiate. Alcuni giorni dopo gli esiliati di Lignano vennero riportati a Marano Lagunare ed a
Carlino. Gran parte di essi furono colpiti dalla febbre spagnola , avevano sopportato indicibili sofferenze,
stenti e privazioni e in circa un mese di esilio morirono circa trenta abitanti di Torre di Zuino.
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La popolazione subì una vera e propria decimazione a causa di numerose malattie. Morirono in totale 199
civili pari al 30% degli abitanti, alcuni dei quali con pochi giorni di vita e soltanto 34 con età superiore a 60
anni.
• Palmanova con le sue caserme ed il suo reparto del Genova cavalleria, era
nella logistica di guerra un supporto per lo smistamemento e di
equipaggiamento delle truppe di stanza al fronte.
• Divenne l’obiettivo principale degli attacchi aerei dell’estate del 1917 che
distrussero diversi edifici della fortezza.
• Inoltre,furono appiccati gli incendi ,per ordini superiori del comando
militare italiano , per impedire l’approvvigionamento ai nemici già entrati
in territorio friulano.
• La presenza degli austriaci si tradusse nell’immediato reclutamento dei
giovani civili per lavorare agli ordini degli austriaci e molti furono deportati
nei campi di concentramento in Boemia .Molti furono i profughi nella
Regione:135.000 su una popolazione di 630.000 abitanti censiti nel 1911;
del distretto di Palmanova circa 31.000 individui andarono profughi.
AEREI-ARMI
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La Villar Perosa (denominazione ufficiale FIAT mod. 1915) viene ritenuta da molti la prima pistola
mitragliatrice della storia rappresenta più correttamente l'archetipo di un’ "arma da fuoco portatile atta a
sparare, in tiro automatico, munizioni da pistola",
Progettata agli albori della Prima Guerra Mondiale, riconosciuta come la prima pistola mitragliatrice
impiegata in combattimento. Fu continuamente rimaneggiata nel corso del conflitto e costituì l'arma di
punta dei neonati Reparti d'Assalto italiani.
Nieuport 11 “Bébé” -Da un aereo progettato per la velocità, derivò uno dei più famosi caccia del conflitto,
operativo con grande successo su tutti i fronti.
In Italia, dove il “Bébé” fu costruito su licenza dalla Macchi in 646 esemplari, l’ aereo rimase il caccia
standard fino all’ estate del 1917.
S.V.A. 5 - 9 agosto 1918. Dopo un volo di tre ore e mezzo, otto aerei compaiono nel cielo di Vienna,
lanciando manifestini e scattando fotografie. Gabriele D’ Annunzio, ideatore e animatore dell’ impresa,
aveva guidato la formazione di S.V.A. 5.
Gran parte della fama dello S.V.A. è legata allo storico raid
pacifico su Vienna. L’ aereo fu realmente una macchina eccezionale per i suoi tempi, tra i migliori
ricognitori-bombardieri leggeri del conflitto e indubbiamente, il migliore degli ultimi anni di guerra.
ITINERARI DELLA GRANDE
GUERRA
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Il Friuli Venezia Giulia, teatro di scontro tra due eserciti nemici durante la prima
guerra mondiale, può essere considerato un grande museo all’aperto per chi
voglia conoscere più da vicino l’esperienza della guerra di trincea, una guerra di
posizione fatta di lunghe attese e di piccolissimi avanzamenti. Gli itinerari turistici,
in questo caso, sono stati costruiti meno di un secolo fa dagli stessi soldati italiani e
austro-ungarici che vissero per molto tempo tra i sentieri e i camminamenti delle
trincee.
I battaglia luglio 1915-XII battaglia ottobre 1917, i luoghi in cui si svolsero i conflitti:
Monte San Michele, Sabotino,Podgora, Sei Busi,San Martino del Carso,
Doberdò,Gorizia e Caporetto.
Teatro di aspri combattimenti per due lunghi anni, le cime del S.Michele sono
tristemente famose per la morte dei soldati italiani attaccati di sorpresa con i gas,
un nuovo e crudele mezzo di guerra.
Le fasi più dure della guerra si sono svolte nella terra di confine tra Regno d’Italia e
Impero Asburgico, un territorio montano molto aspro e difficile: le Alpi Giulie.
Sacrario Redipuglia
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Realizzato nel 1938, esso custodisce le salme di 100.000 caduti della Grande
Guerra.La memoria individuale della guerra qui diviene collettiva fino a varcare i
confini nazionali senza distinzione di bandiera.
Bibliografia-sitografia
testi e siti consultati
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Aa.Vv.Percorsi della grande guerra ,editoriale FVG 2008
Alessandro Baricco, Questa Storia, 2005
G.Bellinetti,San Giorgio di Nogaro-Capitale di Guerra 1915-1918,Editreg Trieste 2008
F.Cecotti,Un esilio che non ha pari. 1914-1918 profughi, internati ed emigrati di Trieste, dell'Isontino e dell'Istria (LEG, 2001),
A.De Bernardi ,S.Guarracino,Tempi dell’Europa-tempi del mondo ,edizioni scolastiche bruno mondadori 2004
G.Francescato,f.Salimbeni, Storia ,lingua e società in Friuli,Il Calamo ed. Roma 2004
P.Gaspari,M.Mantini,S.Stok,I luoghi dimenticati della Grande Guerra-Gaspari editore-provinci a di Udine ,2008
Massimo Isnenghi, I vinti di Caporetto nella letteratura di guerra, 1967 citato in Giardina, Sabbatucci, Vidotto, Profili storici, Edizione Laterza
R.Luperini,P.Cataldi,L.Marchiani, F.Marchese, La letteratura come dialogo- la modernità dal 1881 al 1956, Palumbo editore 2009
Tito Maniacco,Storia del Friuli, Newton Compton editori ,Roma 1985
G: Negrello“Caro Nonno” Arti Grafiche Fulvio, Udine 2009
A.Prelli, Palmanova in fiamme, edizione del confine 2007
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“Torviscosa – Malisana”, Associazione “Primi di Torviscosa”
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“La Bassa Friulana nella Grande Guerra 1915 – 1918”, Edizioni la bassa 1998
Www.Bassafriulana.Org/ad_undecimum
Www.Brunomondadoristoria.It.
Www.Bassafriulana.Org/ad_undecimum
Www.Filologicafriulana.
Www.Gasparieditore.It
www.isontino.com
www.lagrandeguerra.info
http://www.lagrandeguerra.net/
http://it.wikipedia.org/wiki/Brigata_Catanzaro
http://www.ilportaledelsud.org/brigata_catanzaro.htm
www.palumboeditore.it
Hanno partecipato al progetto
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Classe 5ApERICA
Classe 5Aigea
Classe 5ApT
Classe 5Bpr
Classe 5 D
Classe 5AoM
ITC “Einaudi”
prof.ssa P.Venturini
ITC “Einaudi”
prof.ssa A.Danielis
IPSSCT “Mattei”
prof.ssa A.Riolo
IPSSCT “Mattei”
prof.ssa F.Albanese
Liceo “Einstein”
prof.
A. Visintin
IPSIA “Malignani2000” prof.ssa M.R.Esposito
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