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L`Orlando furioso - 4Bclasse2-0

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L`Orlando furioso - 4Bclasse2-0
L’Orlando furioso: poema eroico
cavelleresco o romanzo
contemporaneo?
Fonti e fili narrativi dell’Orlando
furioso
• Ciclo caronlingio
• Ciclo bretone
• Epica classica
(valori tipici epica – guerra
santa – fedeltà – impresa
collettiva)
(impresa individuale – motivo
della quête- motivo amoroso
e romanzesco – fiabesco –
magico e meraviglioso)
motivo encomiastico
episodio di Cloridano e
Medoro richiama quello di
Eurialo e Niso dell’Eneide
Ariosto assimila, rielabora ed amalgama fonti e spunti, adeguandoli
alla sua visione della vita e creando un poema profondamente
originale.
Un desiderio vano
•
•
•
•
•
Motivo quête: tutti i personaggi cercano qualcosa:
Angelica cerca la libertà
Orlando cerca Angelica
Rinaldo cerca Angelica
Bradamante cerca Ruggiero
Etc…
Ma il desiderio spesso è vano e illusorio o gli oggetti deludono le attese (Es.:
Angelica riesce sempre a sfuggire e inoltre possiede un anello che la rende
invisibile).
Il palazzo del mago Atlante può considerarsi episodio paradigmatico e cifra
sintetica dell'Orlando Furioso: ogni cavaliere vi scorge la cosa che più al mondo
brama e disia, ma la realtà rivela presto il suo carattere illusorio.
Spazio
• Questo errare a vuoto è un errare che non arriva mai ad una
meta, anzi svia, cioè fa deviare dalla meta o comunque la
meta sembra non esserci mai e i personaggi si vedono
costretti a girare a vuoto, ritrovandosi spesso nel punto da
cui sono partiti.
• Vi è una sorta di moto circolare che non conduce mai alla
meta e che è scandito da una serie di indicatori quali:
Or quinci, or quindi, di su di giù, di qua, di là, in alto, in basso…
E’ UNO SPAZIO VASTISSIMO CHE VA DALLA TERRA ALLA
LUNA MA UNO SPAZIO LABIRINTICO
Tempo
• Il poema si presenta come una struttura
digressiva e divagante tutta giocata sulla
sospensione e sull’attesa.
• Il tempo è aggrovigliato e torna
costantemente su se stesso.
• La materia romanzesca tende ad espandersi
all’infinito.
• Tecnica dell’entralecement.
L’autore - regista
• Nel poema non c’è confusione ma un disegno
lucido e organico che l’autore-regista regola
• Egli armonizza e domina le multiformi vicende
come un dio creatore
• Compone simmetrie e architetture geometriche
• Porta a conclusione i filoni principali
• La letteratura recupera lo scacco del reale: nella
realtà l’uomo è soggetto a forze capricciose e
incontrollabili andando incontro alla follia,
mentre nel poema il regista domina e controlla
tutto razionalmente
I significati
• Ariosto, a differenza di Boiardo, non crede più nel
mondo cortese e nei valori cavallereschi. Si trova perciò
di fronte ad una scelta:
1. Abbandonarsi al meraviglioso e al fantastico;
2. Utilizzare belle storie romanzesche come punto di
partenza per una approfondita riflessione sui temi
centrali della civiltà rinascimentale: la molteplicità e
complessità del reale; il ruolo della fortuna; l’agire
dell’uomo; l’amore platonico e quello carnale. Perciò
il fantastico diventa spunto per una riflessione
concettuale sull’uomo e la realtà.
L’ironia
• Straniamento: i personaggi e la materia sono guardati
da lontano per riflettervi in modo critico;
• L’intrusione del narratore impedisce
l’immedesimazione ingenua del lettore nelle vicende
narrate;
• Il narratore guarda con uno sguardo ironico che non
beffa i cavalieri, ma abbassa la loro dignità epica
facendo venire fuori i loro limiti e la loro umanità;
• Plurilinguismo prospettico: atteggiamento critico nei
confronti dei personaggi troppo ideali e presentazione
di personaggi più reali.
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