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DARE DA MANGIARE AGLI AFFAMATI
DARE DA MANGIARE AGLI AFFAMATI - DAR DA BERE AGLI ASSETATI LAMPADA AI MIEI PASSI E’ LA TUA PAROLA: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere… “ “Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? ….” “ In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.” ( Mt 25). Mangiare e bere sono le due funzioni vitali per ogni uomo della terra: il cibo e l’acqua sono il simbolo del sostentamento del corpo. La fame continua ad essere presente nel mondo, nonostante il progresso tecnologico e la crescita della produzione alimentare e industriale. Non è il cibo che manca: manca un'equa distribuzione dei beni della terra. La fame è frutto della povertà ma ben sappiamo che la povertà scaturisce dalle ingiustizie. C'è chi ha troppo e chi non ha nulla, o manca comunque del necessario per vivere dignitosamente. Questa prima opera di misericordia corporale ci chiede anzitutto di aprire gli occhi sulla fame e sulla povertà del mondo: del mondo del sottosviluppo, dove la fame comporta non solo assenza di cibo, ma anche impossibilità a curare la salute, ad accedere alla scuola, ad avere un lavoro e un reddito; e anche sulle situazioni del nostro Paese, dove pure esistono casi e fenomeni di povertà e di emarginazione. La permanenza della povertà nel mondo ci dice che non è sufficiente il gesto occasionale di misericordia, che assicura un pasto a chi ha fame. La misericordia deve diventare costume di vita, deve portarci a verificare lo stile dei nostri consumi , deve abituarci alla condivisione fraterna. ”Dove c’è acqua, c’è vita”. In queste parole è racchiusa una verità che nessuno può contestare. L’acqua è necessaria per la vita sulla terra ed ha anche il potere di lavare e di pulire, di far fiorire il deserto, di rendere il mondo più vivo e di manifestare i segni della potenza benedicente di Dio e del suo amore per il creato. Senza questo prezioso elemento la terra si trasformerebbe rapidamente in un deserto, in un luogo arido e desolato; la vita di ogni essere vivente sarebbe messa in pericolo .Oggi più che mai avvertiamo il valore di quest’opera di misericordia pensando a tante popolazioni che vivono il dramma della sete, della siccità, anche come impegno nostro di sobrietà. Il primo modo di dar da bere agli assetati è quello di non sprecare l’acqua! Per noi abituati all’acqua sempre disponibile, non è sempre facile capire. “È necessario che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni. Ma ci sono anche una fame e una sete più grandi, una fame e una sete spirituali: la fame e la sete d’amore! Accanto al cibo e alla bevanda materiale, non dobbiamo dimenticare che oggi più che mai l’uomo che incontriamo è povero di amore e ci chiede anche questo. Rispondendo a questa fame e sete d’amore la nostra misericordia si dilata. Sì, perché l’opera di misericordia non può essere soltanto una prestazione, ma necessariamente deve diventare l’espressione concreta della nostra fede: solo se noi crediamo che Gesù ci ha sfamati e dissetati con il suo amore allora saremo in grado di sfamare e dissetare le richieste materiali e d’amore di nostri fratelli più sfortunati, condividendo ciò che da Gesù abbiamo ricevuto. Ripetiamo insieme: Fammi conoscere Signore le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. ( dal salmo 25)