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LB12 Radiazioni Ionizzanti

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LB12 Radiazioni Ionizzanti
La gestione del rischio
da agenti fisici: le
RADIAZIONI IONIZZANTI
Le radiazioni ionizzanti
Le RI sono costituite da fotoni o da
particelle aventi la capacità di
determinare, direttamente o
indirettamente, la formazione di ioni
(art.4 D.Lgs. 230/95)
Le radiazioni ionizzanti
Esistono vari tipi di RI:
Le particelle alfa sono una forma di radiazione corpuscolare altamente
ionizzante e con un basso potere di penetrazione. I raggi alfa, a causa della
loro carica elettrica, interagiscono fortemente con la materia e quindi
vengono facilmente assorbiti dai materiali e possono viaggiare solo per
pochi centimetri nell‘aria. Possono essere assorbiti dagli strati più esterni
della pelle umana e così generalmente non sono pericolosi per la vita a
meno che la sorgente non venga inalata o ingerita. In questo caso i danni
sarebbero invece maggiori di quelli causati da qualsiasi altra radiazione
ionizzante. Es. il polonio-210
Le radiazioni ionizzanti
Le particelle beta sono elettroni ad alta velocità emessi dai nuclei degli
atomi. Queste particelle sono molto più piccole delle particelle alfa e possono
penetrare fino a 1-2 centimetri di acqua o di tessuto umano. Le particelle
beta sono emesse da vari elementi radioattivi. Esse possono essere fermate
da un foglio di alluminio di alcuni millimetri di spessore. L’interazione delle
particelle beta con la materia ha generalmente un raggio d'azione dieci volte
superiore e un potere ionizzante pari a un decimo rispetto all'interazione
delle particelle alfa. Vengono bloccate completamente da pochi millimetri di
alluminio. Es. il cannone elettronico dei tubi catodici usati nei televisori può
essere considerato una sorgente di radiazione beta, che viene fermata dai
fosfori posti all'interno del tubo per creare la luce
Le radiazioni ionizzanti
I raggi X e i raggi gamma, come la luce, rappresentano l'energia
trasmessa attraverso un'onda elettromagnetica senza movimento
di materiale, così come il calore e la luce del fuoco o del sole
viaggia nello spazio. Al contrario delle radiazioni alfa e beta, le
radiazioni gamma sono molto penetranti e per bloccarle occorrono
rilevanti spessori di materiali ad elevata densità come il piombo
Le radiazioni ionizzanti
I neutroni sono particelle pure molto penetranti. Sulla terra essi
provengono in maggior parte dalla divisione, o fissione, di certi
atomi all'interno dei reattori nucleari. L'acqua ed il cemento sono
tra gli schermi più comunemente usati contro la radiazione
proveniente dal nocciolo di un reattore nucleare
Potere penetrante RI
Interazioni RI-materia vivente
Le RI provocano la IONIZZAZIONE della
materia
IONIZZAZIONE = allontanamento
dell’elettrone orbitale dall’atomo della materia
attraversata dalla R.I.
Interazioni RI-materia vivente
Alterazioni a livello
 molecolare
(macromolecole),
 cellulare (membrana,
organelli citoplasmatici)
Il nucleo è 100 volte +
radiosensibile: si può
verificare ritardo mitotico
SORGENTI RI in ambiente sanitario

Raggi X: apparecchiature in uso presso sale
di diagnostica della radiologia, sale
operatorie, endoscopia digestiva,
emodinamica…
SORGENTI RI in ambiente sanitario

Raggi gamma: laboratorio analisi (Iodio125),
anatomia patologica (Tecnezio99)
Radioprotezione


Tutto il personale esposto a RI deve essere
controllato continuamente registrando le dosi
ricevute durante l’attività lavorativa
Il dispositivo più utilizzato è il DOSIMETRO A
FILM-BADGE
Radioprotezione



E’ costituito da una speciale pellicola il cui
annerimento, provocato dal passaggio di RI,
può essere messo in relazione con la dose
equivalente (dopo adeguata taratura)
VANTAGGI: praticità, economicità,
semplicità di utilizzo
SVANTAGGI: misura solo la dose totale
nell’intervallo di tempo utilizzato, ma NON
VALUTA eventuali eccessi di dose a
carattere di “spot”
Esempio di scheda dosimetrica
Anno
XXXX
Esposizione
esterna
Esposizione parziale
esterna
Esposiz.
totale
Esposizione interna
Radiazione
periodo
Dose Effic.
ųSv
Dose
Equival.te
ųSv
Organo o
parte del
corpo
Radio
nuclide
Attività
Introdotta
Bq
Dose
Efficace
Impegnata
ųSv
Dose
Efficace
ųSv
GennaioFebbraio
X
G
573
439
MANI
573
MarzoAprile
X
G
584
342
MANI
584
MaggioGiugno
X
G
277
334
MANI
TC99M
0
0
277
Effetti biologici delle RI
-classificazione
effetti SOMATICI
a) stocastici (a probabilità statistica)
b) non-stocastici (o deterministici)

effetti SULL’EMBRIONE E SUL FETO

effetti EREDITARI
Effetti somatici stocastici



La comparsa di questi effetti segue le leggi della
probabilità statistica; l’effetto dannoso per la
salute può manifestarsi anche per valori di dose
molto piccoli: NON C’E’ DOSE SOGLIA anche
se  esposizione comporta
 proporzionale del rischio
Il prevalente effetto stocastico è l’induzione di
neoplasie
Le stime del rischio si basano su prove di tipo
epidemiologico
Effetti somatici non stocastici


Compaiono solamente se viene superata la
DOSE SOGLIA di esposizione e la gravità
dell’effetto è in relazione all’entità della dose
di radiazioni assorbite
Si possono evitare controllando
periodicamente che l’esposizione si
mantenga molto al di sotto dei livelli di dose
pericolosi per i diversi organi e apparati
Attuali limiti di legge per le R.I.
ICRP (International Commission on Radiological
Protection) 60/1990 recepita in Italia con il D.Lgs.
230/1995 (modificato e integrato dal D.Lgs.
241/2000)
Valori di dose soglia

Corpo intero-gonadi → 20 mSv/anno

Cristallino →

Cute-mani-piedi
150 mSv/anno
→ 500 mSv/anno
Il rispetto dei valori limite di soglia previsti dalla legge
consente di prevenire ampiamente e completamente la
comparsa di effetti dose-dipendenti
Effetti dose-dipendenti
PRECOCI
 midollo:  linfociti, granulociti, piastrine
(per dosi > 1 Sv)
 cute: depilazione ed eritema (per dosi > 3 Sv)
 gonadi: sterilità temporanea maschile (per dosi
> 150 mSv)
TARDIVI
 cute: radiodermiti croniche
 cristallino: cataratta
 tiroide: riduzione della funzionalità
Effetti sull’embrione e sul feto


Le dosi necessarie a produrre questi danni
irreversibili sono molto elevate (>1 Sv)
decisamente superiori a quelle prevedibili
nelle attività sanitarie o lavorative in genere
I dati sull’uomo sono scarsi e non sono
tuttora possibili valutazioni esatte dei rischi
da RI per l’embrione e il feto
Effetti sull’embrione e sul feto



L’entità e la tipologia del danno dipendono dal
periodo della gravidanza nel quale avviene
l’esposizione a RI
Stadio pre-impianto (dal 1°all’8° giorno dal
concepimento)→ morte dell’embrione
Periodo dell’organogenesi (dal 9°al 60°giorno)→
rischio malformativo
Periodo fetale (dal 60°giorno alla nascita)→
rischio malformativo
Effetti sull’embrione e sul feto
E’ OBBLIGATORIO (art. 69
comma 2 D.Lgs. 230/95) che
la donna comunichi
immediatamente lo stato di
gravidanza al Medico
Competente per essere
prontamente allontanata
dall’esposizione, seppur
minima, a RI
Effetti ereditari

I danni di tipo ereditario da RI sono di natura
GENETICA e compaiono nei discendenti dei
soggetti che sono stati irradiati sulle gonadi
Effetti ereditari


Le mutazioni radio-indotte possono essere
distinte in:
1) MUTAZIONI GENICHE: alterazioni della
struttura e delle funzioni di singoli geni
2) ABERRAZIONI CROMOSOMICHE:
alterazioni del n° cromosomi o cambiamenti
strutturali degli stessi
Effetti ereditari


Da recenti osservazioni si è evidenziato
come le cellule germinali femminili siano
meno sensibili a produrre mutazioni di quanto
non lo siano quelle maschili soprattutto per
esposizioni a piccole dosi frazionate
Le RI non inducono una particolare tipologia
di mutazione riconoscibile nella discendenza
ma, con effetto di tipo stocastico, 
frequenza di comparsa di mutazioni
Sorveglianza Sanitaria



Normata al Capo VIII del D.Lgs. 230/95:
è assicurata dal datore di lavoro cui
spettano tutti gli oneri economici e
organizzativi ad essa relativi
è eseguita dal Medico competente (per gli
esposti di categoria B) o autorizzato (per gli
esposti di categoria A)
CATEGORIA
LIMITE DI DOSE ANNUO PER
ESPOSIZIONE GLOBALE
A
da 6 mSv a 20 mSv anno
B
da 1 mSv a 6 mSv anno
Sorveglianza Sanitaria




Ha lo scopo di:
Valutare lo stato di salute generale
Individuare l’eventuale appartenenza ad un
gruppo a rischio con > suscettibilità (ereditaria o
acquisita)
Verificare l’eventuale concomitante esposizione
ad altri agenti oncogeni (ad es. antiblastici)
Individuare condizioni sub-cliniche che possano
aumentare il rischio
Sorveglianza Sanitaria
UNSCEAR 1988 e ICRP
60
MIDOLLO OSSEO
POLMONE
siti di interesse
per
l’oncoprevenzione
in radioprotezione
MAMMELLA
OVAIO
ESOFAGO
STOMACO
COLON
FEGATO
VESCICA
TIROIDE
ALTRI
Sorveglianza sanitaria

Se non sussistono controindicazioni
all’esposizione allo specifico fattore di rischio
(RI) , a conclusione della visita è prevista la
formulazione del giudizio di idoneità
lavorativa
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