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DA LASSÙ QUALCUNO CHIAMA

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DA LASSÙ QUALCUNO CHIAMA
POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - 70% - D.C.B. Bergamo
MENSILE DELLE PARROCCHIE DI NEMBRO, GAVARNO E LONNO
24027 NEMBRO (BG) - Piazza Umberto I, 5
[email protected] - www.oratorionembro.org
ANNO 104° - N. 2 - FEBBRAIO 2015
Quaresima
con riflessioni
sulla vocazione
DA LASSÙ
QUALCUNO
CHIAMA
VITA PARROCCHIALE
DI FRONTE A QUELL’“ATTITUDINE EGOISTICA” CHE SI STA SEMPRE PIÙ GLOBALIZZANDO NELL’ERA ATTUALE
Come educare il cuore
ad uscire dall’indifferenza
«Un percorso di formazione del cuore (...); di un cuore misericordioso, saldo (...), aperto a Dio (...); (un cuore) che conosce le
proprie povertà e si spende per l’altro (...); un cuore forte, vigile e
generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella
vertigine della globalizzazione dell’indifferenza (...)»: inserendola nel contesto delle sue continue esortazioni per una pratica
quotidiana della buona vita del Vangelo, è in questi termini che
Papa Francesco ha prospettato la fase della preparazione alla
Pasqua del 2015. Da sempre la Quaresima è «un tempo di rinnovamento per la Chiesa, per le comunità e per i singoli fedeli»;
è un’occasione per sentire «il grido dei profeti che alzano la
voce e svegliano» i seguaci di Cristo. Partendo da un versetto
della Lettera di Giacomo – «Rinfrancate i vostri cuori» –, il Pontefice con origini italo-argentine nel suo tradizionale messaggio
in vista di quello che resta tra i momenti più intensi di ogni anno
liturgico, ha messo a fuoco l’«attitudine egoistica che ha preso
oggi una dimensione mondiale»: «Succede – ha spiegato il Santo
Padre – che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi (...),
ci dimentichiamo degli altri; non ci interessano i loro problemi,
le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono (...); è allora che il
nostro cuore cade nell’indifferenza», ha rimarcato Papa Francesco rammentando che, però, «Dio Padre non fa mai» così: «Ognuno di noi – ha scritto Jorge Mario Bergoglio – gli sta a cuore; (Egli)
ci conosce per nome; ci cura e ci cerca quando lo lasciamo; ciascuno di noi gli interessa». Con l’incarnazione, la vita terrena, la
morte e la resurrezione di Gesù – sono sempre puntualizzazioni
di Papa Francesco – si è aperta «definitivamente la porta tra Dio
e uomo, tra cielo e terra. E la Chiesa è come la mano che tiene
aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la
celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si
rende efficace nella carità (...)». «Nell’Eucarestia – ha chiarito il
Papa nel suo documento divulgato già alla fine di gennaio – diventiamo ciò che riceviamo: il Corpo di Cristo. In questo Corpo
quell’indifferenza che sembra prendere così spesso il potere sui
nostri cuori non trova posto, perché chi è di Cristo appartiene
ad un solo Corpo; e in Lui non si è indifferenti l’uno con l’altro».
In quella “comunione” che è la Chiesa «nessuno possiede
solo per sé, ma quanto (ciascuno) ha, è per tutti. E poiché sia-
ALLA SERA, IN ORATORIO, NEL PERIODO DELLA QUARESIMA
Lectio divina al sabato
Il tempo forte della Quaresima, “segno sacramentale della nostra conversione” impegna in un cammino comunitario
ecclesiale di fede che prevede, oltre alla
catechesi del martedì sera, il Quaresimale del venerdì sera, in plebana, sul
tema della “vita cristiana come vocazione”. La chiamata alla conversione ha bisogno di una preghiera personale e comunitaria più intensa. Per questo viene
proposta anche una scuola di preghiera
nei sabati sera nella Cappellina dell’Oratorio, con inizio alle ore 20,30. Lo stile
di preghiera è quello della Lectio divina
(lettura divina), non nuovo per la comunità nembrese. Questa proposta è rivolta a
tutti coloro che intendono crescere in un
cammino di fede più profondo alimentandosi alla meditazione della Parola di
Dio, che sarà il Vangelo della domenica
successiva. La Lettura della Parola col metodo della Lectio divina ci aiuta a comunicarci il dono della fede, che lo Spirito di
Dio suscita in ognuno di noi. Il metodo è
antichissimo; praticato dai monaci, trovò
una forma più definita nel XII secolo con
il monaco certosino Guigo, che descrisse
le tappe più importanti della Lectio divina. Il primo gradino è appunto la lettura
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IL NEMBRO febbraio 2015
(lectio), con la quale si scorre la Parola di Dio lentamente. Il secondo gradino è la meditazione (meditatio): una riflessione che rimugina il testo letto. Il
terzo gradino è la preghiera (oratio): essa dispone
il cuore al dialogo con Dio. Il quarto gradino è la
contemplazione (contemplatio): ci si abbandona a
Dio con amore.
Questo cammino di fede opera una trasformazione interiore che è autentica se conduce a un
cambio effettivo esteriore nelle opere e nel comportamento. La preghiera cambia la vita. Queste tappe
non sono regole fisse, ma orientamenti, che guidano la preghiera; e quindi diventano una scuola di
preghiera per chi vuole imparare anche
un metodo di preghiera. Nella preghiera che è successo (storia). Il senso allegorico
in gruppo è importante la partecipazione fa conoscere ciò che la fede crede oggi. Il
attiva di ognuno, senza perdere l’obiettivo senso morale si riferisce a quanto il testo
che è l’incontro con il Signore attraverso suggerisce per l’azione che si deve fare,
la fede dei fratelli. La Parola di Dio è viva il comandamento dell’Amore. Alla fede
ed efficace e trasforma ciascuno di noi se e alla carità si aggiunge poi la speranza,
ci disponiamo a ricevere il dono di Dio, il che è contenuta nel senso spirituale della
suo Spirito che è l’autore della Parola e scrittura: esso indica ciò che accadrà: è la
della preghiera.
promessa che suscita la speranza. La scritQuesto schema si richiama a quello tura, per essere interpretata, ha bisogno
antico della Lectio divina dei monaci. La di te: della tua fede, speranza e carità;
scrittura ha diversi sensi che vanno inter- della tua conversione (Va’, la tua fede ti ha
pretati: il senso letterale, il senso alle- salvato!); del dono dello Spirito Santo che
gorico, il senso morale e il senso esca- illumina il senso profondo della Parola. Lo
tologico. Il senso letterale concerne ciò Spirito è l’autore della scrittura ed è l’ispi-
VITA PARROCCHIALE
«Succede che quando noi stiamo bene, ci dimentichiamo degli altri;
non ci interessano i loro problemi, la loro sofferenza e le ingiustizie che subiscono.
Ma Dio non fa così con gli uomini, con ciascun uomo»: lo ha ribadito
Papa Francesco nel suo messaggio per la preparazione alla Pasqua in questo 2015.
Ecco perciò la necessità per la Chiesa nel suo insieme, per le Parrocchie
e per i singoli fedeli, di una costante apertura ai bisogni degli altri.
mo legati in Dio,
possiamo fare
qualcosa anche
per i lontani,
per coloro che
con le sole nostre forze non potremmo mai raggiungere (...)».
Nel suo messaggio sulla necessità di “rinfrancare i cuori”
contro l’“attitudine egoistica” e la propensione all’indifferenza,
Papa Francesco ha sollecitato ad attivarsi, al pari e insieme alla Chiesa universale, in particolare le parrocchie e le comunità,
nonché i singoli fedeli cristiani. Alle parrocchie e alle comunità
ha chiesto anzitutto di unirsi «alla Chiesa del Cielo nella preghiera»: «Quando la Chiesa terrena prega, si instaura una comunione di reciproco servizio e di bene che giunge sino al
cospetto di Dio (...). Con i Santi (...) formiamo (noi della Chiesa
terrena) parte di quella comunione nella quale l’indifferenza è
vinta dall’amore». Parrocchie e comunità sono state chiamate,
inoltre, dal Papa a «varcare la soglia» che pone ciascuna di esse
«in relazione con la società che la circonda, con i poveri e con i
lontani. La Chiesa – ha scandito il Santo Padre – per sua natura
è missionaria, non ripiegata su se stessa (...). Questa missione è
la paziente testimonianza di Colui che vuole portare al Padre
tutta la realtà ed ogni uomo». Parrocchie e comunità devono
pertanto essere «isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza». Anche ai singoli fedeli Papa Francesco ha rivolto un
pressante invito a «pregare nella comunione della Chiesa terrena e celeste». Li ha stimolati altresì, specialmente nel periodo
della Quaresima, a «gesti di carità verso i vicini e verso i lontani» (tramite i «tanti organismi della Chiesa»); soprattutto ha
raccomandato loro la “conversione”: «Il bisogno del fratello – ha
ammonito il Pontefice esemplificando – mi ricorda la fragilità
della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli». Va vinta
la diabolica tentazione di credere che ognuno da solo possa
salvare se stesso e il mondo. A poco o nulla serve essere «saturi
di notizie e di immagini sconvolgenti che narrano la sofferenza umana» e «rifugiarsi in un amore universale che si impegna
lontano nel mondo» se si «dimentica il Lazzaro seduto davanti
alla propria porta chiusa».
SULL’ESEMPIO DI QUANTO FACEVANO I MONACI NELLE EPOCHE PIÙ LONTANE
Ascolto, meditazione, preghiera
ratore del lettore. Dio ha lasciato il significato profondo delle scritture come velato,
perché l’uomo ricerchi, con la sua libertà,
il senso delle stesse, vi aderisca, si converta e creda. Ma tutto questo è esercizio di
libertà. L’obbedienza pratica alla Parola
di Dio fa parte del cammino di comprensione del testo scritto, per cui la Parola si
comprende solo se la si mette in pratica.
La preghiera comincia dunque
dall’ascolto spirituale della Parola di
Dio. L’importanza del Libro, della Bibbia
per la preghiera oggi è poco compreso
perché viviamo in un tempo nel quale la
prova, la sperimentazione vale più della
lettura di un libro. Si bada all’esperienza,
al realismo, ai fatti concreti più che alle
parole; e meno ancora si bada a quelle
scritte da altri in tempi lontani, come sono le parole della Bibbia. L’ascolto della Parola di Dio è l’esercizio che rompe
la durezza del cuore, che cerca sempre
prove per confermare la sua scelta. Ma
l’uomo non può mettere alla prova tutto
per agire; invece deve mettere alla prova
se stesso e credere alla Parola. La Parola
mette alla prova. Il comandamento è
dato per saggiare che cosa c’è nel cuore
dell’uomo: se crede o no. I comandamen-
ti sono dati perché l’uomo si lasci giudicare da Dio e non giudichi tutto. «Scrutami,
o Dio, e conosci il mio cuore! Provami e
conosci i miei pensieri, vedi se percorro
una via di menzogna e guidami sulla via
della vita!» (Sal. 139). L’uomo deve accettare di essere messo alla prova e non deve
scusarsi come fa Adamo il quale dice: «La
donna che tu mi hai posto accanto mi ha
dato dell’albero».
Gesù corregge Marta: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte
cose; ma una sola è la cosa di cui c’è
bisogno»; Gesù ricorda a Marta che non
tutte le cose che ella fa sono buone, sono da fare; ma una sola. L’agitarsi offusca
lo spirito, rende ingiusti verso gli altri e
verso Dio, rende nervosi e inquieti. L’agitazione nel fare sottrae dall’ascolto di
Dio e dei fratelli; impedisce di vedere e di
contemplare quello che c’è, quello che accade intorno a noi, e di lodare e ringraziare Dio. L’opera buona, l’unica necessaria,
nella dedizione, alla quale devo dimenticare ogni altro affare, è la disponibilità
all’ascolto di Dio: è la condizione necessaria per capire cosa io devo fare, la
sua volontà. Solo Dio è buono. Se conosco
la sua volontà so quale è l’opera buona da
compiere. Maria, la sorella di Marta, ha
scelto la parte migliore nel senso che sa
quello che deve fare, perché ha ascoltato
Gesù e ha obbedito a Lui, non a ciò che
voleva lei. L’attivismo che caratterizza
oggi l’opera pastorale sembra dipendere
dal difetto di convinzione sul valore di
ciò che si fa; e così si pensa di supplire
col fare di più. È l’illusione del fare. Ma
l’attivismo può supplire al difetto di convinzione? L’uomo contemporaneo soffre
per la sua idolatria delle opere. La sua illusione è di arrivare attraverso la propria
opera a comprendere il bene e il male. Si
vuole provare tutto per decidere poi quello che serve e che è buono. Scegliere la
parte migliore vuol dire, invece, rifiutarsi
alla suggestione del desiderio insaziabile
e affidarsi alla Parola che è una promessa
e un comandamento. Se Dio non mi autorizza con la sua Parola, se non mi fa una
promessa, io non so che cosa fare: rimango come quei lavoratori disoccupati sulla piazza. «Perché ve ne state qui tutto il
giorno oziosi?» (Mt. 20,6). Bisogna cominciare dall’ascolto per non operare invano.
«Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni
Parola che esce dalla bocca di Dio».
Don Santino Nicoli - arciprete
IL NEMBRO febbraio 2015
3
CRONACHE
LA PARROCCHIA VI SI È MOBILITATA CON UN CONTRIBUTO DI PIÙ DI 33 MILA EURO
Nuove necessità: si estendono
gli interventi del Centro in Ascolto
Finalizzato ad essere segno di prossimità, da parte della comunità parrocchiale, a chi è nel bisogno, il Centro di primo
ascolto ha visto l’impegno, nell’anno 2014,
di una decina di volontari e di un coordinatore per garantire l’apertura della sede
di via Vittoria in tre giorni settimanali.
Tre i “momenti” o gli aspetti che ne
innervano l’attività:
•l’ascolto: è il momento di condivisione della problematica esposta dall’utente (da chi ricorre al Centro), nel tentativo di definirne, insieme, gli esatti confini
del bisogno, e, soprattutto, di riscoprire
quelle risorse che ogni persona ha in sé,
ma che, nell’urgenza delle necessità, rischia di dimenticare;
•l’orientamento: è il servizio informativo finalizzato ad indirizzare ad altri
enti (parrocchiali, istituzioni pubbliche,
sindacati, etc.) in grado eventualmente di
diventare punti di riferimento in rapporto
al disagio espresso;
•l’accompagnamento: che è inteso
come progettazione concordata di interventi di sostegno a fronte di situazioni di
emergenza.
Il tutto è improntato al dettame del
trinomio ascoltare-osservare-discernere: mai una decisione viene presa sul momento; e questo affinché non sia inficiata
dall’emozione, ma sempre risulti condivisa
nella settimanale riunione del gruppo; in
tale occasione alla relazione sui singoli casi segue la valutazione delle situazioni per
tarare al meglio l’intervento conseguente.
Certo, anche così resta sempre la possibilità di errori, ma si conta, in questa maniera, di ridurne al minimo la possibilità.
È continuata, anche nello scorso anno, l’ormai consueta collaborazione con i
Servizi Sociali del Comune, i quali, oltretutto, dispongono anche di possibilità
d’indagine e di verifica delle difficoltà
espresse maggiormente adeguate, e di
strumenti per una più sicura valutazione
dei bisogni.
Nel certificare ulteriormente questa
collaborazione, anche per il 2014 ha avuto piena vigenza, tra il Centro in Ascolto
e l’Assessorato per i Servizi alla persona, una Convenzione, finanziata paritariamente con la quota di euro 10.000 e
che alimenta un conto al quale è dato di
accedere di comune accordo per l’eroga4
IL NEMBRO febbraio 2015
La sede del Centro in Ascolto, in via Vittoria.
zione di contributi del tipo nella stessa
convenzione definiti, quali i pagamenti di
utenze domestiche, voucher per lavori occasionali, assistenza nel diritto allo studio
per i minori, ecc. Va segnalato che l’ultima decisione in merito a questi interventi, ovviamente dopo un confronto con il
citato ufficio comunale, è demandata al
Centro in Ascolto. Così come va segnalato
che ogni intervento avviene sulla base di
un progetto, di cui parte contraente è anche l’utente del Centro, che si impegna,
dal canto suo, a raggiungere alcuni obiettivi che vengono determinati insieme.
Nel 2014, nell’ambito del diritto
allo studio, si è ritenuto di attivare un
progetto per l’iscrizione quantomeno
all’ultimo anno della scuola materna, di
tutti i figli degli extracomunitari, per
un loro più celere inserimento nelle scuole dell’obbligo: questo, chiedendo alle
famiglie di pagare i pasti e mantenendo
a carico del Centro o delle disponibilità
della Convenzione con il Comune, la parte fissa della retta (si fa riferimento per lo
più a bambini iscritti alla scuola materna
Crespi-Zilioli).
Con le donne extracomunitarie si è
poi in particolare insistito sulla frequenza
da parte loro ai corsi di lingua italiana
organizzati in orario mattutino in Biblioteca; anche in questo caso si è operato
in funzione di un loro pieno inserimento
nella società locale.
Il perdurare della crisi economica
che sta investendo il nostro Paese ha portato ad una conferma dei dati già emersi nel
bilancio del 2013: ormai anche le famiglie
italiane che ricorrono al Centro hanno
raggiunto un numero considerevole.
In effetti, dei 459 contatti intervenuti nell’anno 2014, 210 sono stati con persone italiane. Gli interventi sono consistiti
nella distribuzione di borse alimentari,
che sono state rese possibili dalle raccolte
effettuate nel corso dell’anno, integrate
da buoni spesa per l’acquisto del “fresco”
(alimenti a non lunga conservazione); (tali borse sono state 76); c’è stata altresì la
distribuzione di pane (circa 1.050 Kg); e
poi si è provveduto al pagamento di bollette; il tutto in aggiunta, naturalmente,
agli interventi sopra descritti, concernenti
la frequenza alla scuola materna.
La Parrocchia ha impegnato, a fronte
di quanto qui esposto, la somma complessiva di euro 33.171,47.
Tullio Carrara
RAGAZZI PASSERANNO DI CASA IN CASA;
SARÀ POSSIBILE PORTARE PRODOTTI ANCHE VICINO ALLE CHIESE
Domenica 29 marzo raccolta di alimenti
Domenica 29 marzo, nella Festa delle Palme, sarà effettuata la consueta raccolta alimentare. Essa avverrà con il metodo porta a porta per le vie del paese,
grazie all’impegno dei ragazzi di 2ª media, i quali, nella settimana precedente,
effettueranno il volantinaggio tra la popolazione; l’obiettivo è quello di raggiungere, sia con il volantinaggio sia con la raccolta, il maggior numero possibile di
famiglie. La raccolta avrà luogo al mattino dalle ore 10 alle ore 12. Per coloro
che non fossero presenti nelle abitazioni e volessero comunque contribuire alla
raccolta, è data la possibilità di portare i generi alimentari nelle sacrestie o comunque in ambienti adiacenti alle chiese del Centro e delle Vicinie.
Gli alimenti che servono maggiormente sono: olio, tonno, salsa di pomodoro,
pelati, biscotti, fette biscottate, scatolame (legumi), dadi, latte UHT, zucchero, caffè,
tè, alimenti per bambini, marmellata, camomilla, prodotti detergenti per la casa,
prodotti per l’igiene personale.
VITA PARROCCHIALE
UN PROGRAMMA PARTICOLARMENTE DENSO DI INIZIATIVE E DI CELEBRAZIONI
Confessioni, ritiro, Quaresimale:
ecco il cammino verso la Pasqua
Con il rito della imposizione delle Ceneri si è entrati nella Quaresima di questo
2015 che, per la Parrocchia di San Martino, prevede importanti appuntamenti
già in questa sua fase iniziale. Nella serata (ore 20,30) del venerdì 20 febbraio
(quello dell’avvio della distribuzione di
questa edizione de Il Nembro) nella plebana sono state programmate Confessioni comunitarie per dar modo a tutti di
cominciare adeguatamente il cammino di
preparazione alla Pasqua.
Nella serata di sabato 21 febbraio,
alle ore 20,30, nella cappellina dell’Oratorio, è stato fissato il primo incontro per
la Lectio divina (ne parla
l’arciprete alle pagine 2 e
3 di questo numero de Il
Nembro).
Con il ritiro spirituale programmato per il 22
febbraio, prima domenica di Quaresima, dalle ore
15 alle ore 18 (ritiro per il
quale è auspicata un’ampia partecipazione), si introdurrà di fatto il Quaresimale. Come tema del ritiro è stato scelto
lo stesso (La vita cristiana come vocazione)
che verrà approfondito nei venerdì delle
RECUPERATO UN PREGEVOLE AMBIENTE CHE ERA USATO COME RIPOSTIGLIO
A San Nicola a poco a poco
si restaurano le antichità
Le chiese presenti nella parrocchia di
Nembro sono tante, e alcune anche molto antiche e belle. La chiesa di San Nicola,
ad esempio, è una delle più preziose, con
la sua struttura che risale al XV secolo, ricca di affreschi, tele, stucchi e arredi sacri.
Già circa un anno fa è stata restaurata la
piccola sagrestia. Recentemente si è fatto ordine nel corridoio adiacente la sagrestia e contenente diversi arredi sacri.
Nel frattempo sono state restaurate le
quattro porte presenti sul presbiterio,
due delle quali sono particolarmente interessanti perché sono in noce massello
intagliato, di ambito bergamasco, risalenti alla prima metà del ’600. Un’attenzione speciale è stata riservata al ricupero
di un piccolo ambiente comunicante col
presbiterio, con pavimento ancora in cotto: ambiente da anni ormai in disordine,
anche perché adibito a ripostiglio. In pratica lo si è riportato a quello che doveva
essere il suo utilizzo originario, adibendolo a confessionale degli uomini; ma
può essere usato anche come un luogo
dignitoso e discreto per la direzione spirituale o per chi volesse parlare con il
sacerdote in un luogo appartato. L’arredo
di questa stanzetta è stato restaurato ed è
sobrio e dignitoso:
• due inginocchiatoi in noce intagliato,
di ambito bergamasco, uno del ’700 e uno
dell’’800;
Il piccolo ambiente che è stato adattato a confessionale per gli uomini.
• una sedia a braccioli in noce intagliato sempre di ambito bergamasco, del
1800, con velluto rosso controtagliato;
• un grande crocifisso processionale in
legno intagliato e dipinto, di ambito bergamasco, del 1800, già croce da altare.
Un grazie cordiale a chi ha prestato
la sua opera anche per questo intervento
di restauro.
Don Martino Lanfranchi
prossime settimane, alle
ore 20,30 in plebana, con
questo calendario:
• VENERDÌ 27 FEBBRAIO, monsignor Gianluca
Rota tratterà il tema della
vocazione sacerdotale; e lo
farà in un momento significativo: nato nel 1932 ed
ordinato sacerdote il 4 giugno 1955, egli è vicino al
60° di ordinazione; ha già
ricordato questa ricorrenza il 20 gennaio
nella chiesa di San Sebastiano, posta nella
zona del paese ove egli è cresciuto;
• VENERDÌ 6 MARZO, suor Maria Pia
Pancini parlerà della vocazione religiosa
femminile;
• VENERDÌ 13 MARZO, don Giuseppe
Belotti parlerà della vocazione al matrimonio.
Per venerdì 20 marzo, alle ore
20,30, in plebana è stata fissata la Via
Crucis animata dai giovani e dagli adolescenti.
Nella serata di venerdì 27 marzo,
alle ore 20,30, avrà luogo invece la Via
Crucis per le vie del paese.
Anche nelle settimane di Quaresima,
naturalmente, proseguirà la catechesi
degli adulti al martedì, con incontri
nell’auditorium parrocchiale (alle ore 15
e 20,30) e nell’auditorium di via Kennedy
(alle ore 20,30).
Con la Domenica delle Palme ci si
avvierà alla Settimana Santa e alla Pasqua
(5 aprile). Nel giorno degli ulivi, come
sempre, si svolgerà la Festa del perdono,
con le prime Confessioni (ore 15 in plebana) dei bambini di seconda elementare;
questi bambini, con i loro genitori, domenica 22 marzo parteciperanno ad un
ritiro spirituale.
Venerdì 27 marzo (quando uscirà
la prossima edizione de Il Nembro) sono
previste Confessioni dei ragazzi in plebana (alle ore 16,30) e degli adolescenti e
dei giovani in S. Maria (ore 20,30). Anche
nel pomeriggio (ore 14,30) di sabato 28
marzo sono state programmate Confessioni per i ragazzi in plebana. L’auspicio è
che tutte queste occasioni siano adeguatamente colte per arrivare nella maniera
più consona a vivere appieno la vera gioia
della Pasqua.
IL NEMBRO febbraio 2015
5
VITA PARROCCHIALE
NELLA RIUNIONE CHE È STATA CONVOCATA PER MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO (LA RIUNIONE NON SARÀ IN AUDITORIUM)
Posti sul tavolo del Consiglio pastorale
alcuni temi del Sinodo sulla famiglia
Anche se televisione, radio, giornali ne
parlano poco in questo
periodo,
l’“operazione
famiglia” lanciata da Papa Francesco va avanti.
Dopo la prima – quella
del Sinodo straordinario
svoltosi in Vaticano tra il
5 e il 19 ottobre 2014 –
si sta ora avvicinando a
grandi passi la seconda
fase, quella del Sinodo ordinario, dal quale
dovrebbero scaturire le
“proposte” da mettere sul
tavolo del Pontefice, così
che egli possa indicare la
linea da seguire nelle attività pastorali.
“Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” era il tema
del Sinodo straordinario, al quale parteciparono complessivamente 253 persone
tra Padri sinodali (191, provenienti da tutto il mondo) e testimoni ed esperti a vario
titolo. Con una scelta assolutamente innovativa, l’assise venne preparata anche con
la diffusione ad ampio raggio di un questionario articolato in 39 domande volte
a “tastare il polso”, non solo delle Chiese
locali, ma dell’intero Popolo di Dio, sui
problemi della famiglia nell’epoca attuale e sul come, eventualmente, procedere
nell’affrontarli in vista di un recupero e di
un consolidamento della buona vita del
Vangelo. Il documento fu messo in Rete –
diffuso cioè addirittura via Internet – nel
novembre 2013; venne sollecitata la sua
restituzione, con le risposte, (alla Segreteria del Sinodo) entro la fine di gennaio
del 2014. Pure il “materiale” – riflessioni,
osservazioni, dati, illustrazioni di situazioni – così messo insieme fu utilizzato,
nelle modalità possibili, per la stesura
dell’instrumentum laboris per i diversi tipi
di riunioni del Sinodo straordinario. Alla
conclusione di questa assemblea, per dire a tutti quello che era stato discusso e
come si era valutato il tema sui tavoli, fu
diffusa la Relatio Synodi. Con essa, con il
messaggio dei Padri sinodali e con il discorso pronunciato da Papa Francesco al
momento della chiusura dei lavori (il 19
ottobre 2014) nei mesi scorsi si è giunti ad
approntare il documento base (lineamen6
IL NEMBRO febbraio 2015
ta) per riprendere il cammino in vista del
Sinodo ordinario posto in programma,
già da tempo, dal 4 al 25 ottobre prossimi sul tema La vocazione e la missione
della famiglia nella Chiesa e nel mondo
contemporaneo.
La divulgazione dei lineamenta (per
il prossimo Sinodo ordinario) è avvenuta
il 9 dicembre 2014. Come Papa Francesco
aveva anticipato nel chiudere il Sinodo
straordinario, anche nella prospettiva
dell’assise del prossimo ottobre ci si è voluti avvalere di un questionario, pensato
secondo le modalità e con le finalità del
primo. Lo si è abbinato ai lineamenta e
lo si è diffuso (ancora una volta) via Internet, invitando in particolare le Chiese
locali, le Conferenze episcopali di ogni
continente, a fornire le proprie risposte,
entro il 15 aprile. In questo caso, dunque,
l’arco di tempo lasciato a disposizione è
più ampio. Ma più numerosi sono pure i
quesiti – 46, invece di 39 – riferiti all’intera, complessa e variegata problematica
dell’attuale situazione della famiglia nelle diverse aree del globo, alla luce anche
di tradizioni e propensioni locali. È stato
ben spiegato che le 46 domande sono
state decise e redatte per facilitare la recezione e l’approfondimento dei contenuti
della Relatio del Sinodo straordinario;
i nuovi quesiti – è stato puntualizzato –
«aiuteranno a continuare il cammino
sinodale già iniziato ed a preparare»
l’instrumentum laboris della prossima assise sinodale. «È necessario fare di tutto –
è stato rimarcato – perché non si ricomin-
ci da zero», ma si prenda
il lavoro compiuto nel
Sinodo straordinario «come punto di partenza»
per andare avanti.
Di fronte a quanto
si sta facendo e all’insieme delle domande
della... seconda fase dell’“operazione famiglia”
voluta da Papa Francesco, don Paolo Gentili,
direttore dell’Ufficio nazionale della Conferenza
episcopale italiana per la
pastorale della famiglia
ha detto, in una intervista concessa ad Avvenire: «Questo cammino sinodale segna un
grande e confortante risveglio di tutta
la Chiesa, perché il rinnovamento della
pastorale familiare non potrà che avere
effetti benefici sull’intero corpo ecclesiale
(...). In un “doppio” Sinodo che ha al centro proprio i temi della famiglia, è giusto
tenere presente quello che le famiglie
stesse pensano e sperano. E poi è giusto
che, divulgando questa nuova serie di
domande, il Sinodo torni fuori dalle aule
vaticane in un confronto vivo con la realtà
(...). È evidente che questo non è un sondaggio. Bisogna comprendere e mettersi
in gioco (...). Si intende portare la ricchezza del matrimonio e della famiglia in
tutte le situazioni, specialmente in quelle
segnate dalla disgregazione e dalla sofferenza. Il problema è come farlo nella maniera più efficace. Scorrendo le domande
– ha affermato ancora don Paolo Gentili
nell’intervista ad Avvenire – mi sembra di
stare in un Consiglio pastorale allargato,
nel quale un buon parroco chiede a tutte
le famiglie credenti nuove vie per essere
presenti nelle sfide del nostro tempo e affiancarsi a quei figli che hanno dimenticato Dio (...)». Al direttore dell’Ufficio
nazionale della C.E.I. per la pastorale della famiglia è stato posto, a questo punto,
il seguente interrogativo: «Tra questi figli
ci sono anche quei giovani conviventi che
guardano al matrimonio come a un peso
più che a come a una risorsa?». Risposta di don Paolo Gentili: «Ci sono anche
questi, certo. Oggi chi si sposa rischia di
pensar soprattutto al peso degli impegni
VITA PARROCCHIALE
PREDISPOSTO A LIVELLO DIOCESANO PER UNA RILEVAZIONE DELLA SITUAZIONE IN QUELL’EPOCA
Anche quarant’anni fa a Nembro
un questionario sui nuclei domestici
Per una abbastanza singolare coincidenza il questionario
preparato in Vaticano in vista del Sinodo ordinario del prossimo ottobre sulla famiglia arriva davanti al Consiglio pastorale
della Parrocchia di Nembro esattamente a quarant’anni di distanza dall’esame, nella medesima sede, di un altro questionario pure dedicato ai problemi della famiglia (di quell’epoca).
Nel febbraio del 1975, infatti, il Consiglio pastorale parrocchiale di Nembro fu chiamato ad occuparsi di una serie di domande messe a punto e diffuse in tutta la Bergamasca (in data 17 gennaio 1975) dalla Presidenza del Consiglio pastorale
diocesano della terra di Sant’Alessandro. Quel questionario
venne pubblicato integralmente sul Nembro (accompagnato
da citazioni di passi della Costituzione conciliare Gaudium et
spes): si fece tale scelta per dare la possibilità a tutti i fedeli di
fornire proprie risposte e di porle in cassette appositamente
economici, alla fatica di far famiglia. Abbiamo perso il senso del matrimonio
come grazia. Eppure anche chi convive
da tanti anni in modo “convinto” ha la
percezione che il matrimonio, al di là dei
modelli negativi incombenti, sia comunque un’opportunità. Alcune domande del
nuovo questionario interpellano proprio
la necessità di rinnovare la testimonianza
delle nostre comunità su questo aspetto».
Il nuovo questionario – al di là della
sua disponibilità nella rete di Internet – è
pervenuto, ovviamente, in forma ufficiale
pure alle diocesi lombarde, alla diocesi di
Bergamo. E dalla Curia di Bergamo alta è
stato diffuso alle Parrocchie un blocchetto
di cinque fogli, sui quali sono stati riportati undici dei 46 quesiti del documento
approntato in Vaticano, affiancati, ciascuno, dal testo della corrispettiva parte della Relatio Synodi: parte da approfondire
specificamente, con riflessioni ed eventuali osservazioni e nuove
proposte “arricchenti”. I cinque fogli (con le 14 domande “selezionate”) sono stati
consegnati a tutti i componenti nell’ultima seduta del
Consiglio pastorale parrocchiale, in vista della riunione che tale organismo terrà
nella serata di mercoledì 25
febbraio. In siffatta maniera
i lavori di preparazione al Sinodo ordinario del prossimo
ottobre “coinvolgono” pure la
comunità nembrese. Durante
l’incontro verranno messi a
collocate in varie chiese. Il documento comprendeva quindici
domande, non poche delle quali accompagnate da una serie
di sottodomande volte ad analizzare in profondità le problematiche o questioni via via messe a fuoco. L’impostazione di
quell’operazione era del tutto diversa da quella ora in corso.
Si puntava soprattutto a fare un check-up della situazione, ad
avere un quadro della famiglia in quell’epoca. La prima delle
15 domande diceva infatti: «Alcuni ritengono che la famiglia
abbia subìto delle trasformazioni negli ultimi decenni; altri
sono di avviso contrario; tu cosa pensi?». Al paragrafo a del
quesito numero 6 si leggeva: «Nella famiglia attuale c’è parità
di diritti e di doveri tra i coniugi?». Il quesito 15 chiedeva:
«Quali proposte suggerisci per una adeguata pastorale familiare?». A quell’epoca, sicuramente, per la famiglia non c’erano le “sfide” che adesso, invece, essa ha di fronte.
fuoco in particolare tre degli undici quesiti portati in evidenza nel piccolo “malloppo” arrivato da Bergamo: quelli che
nel questionario generale sono contraddistinti dai numeri 3, 6 e 28. Il quesito numero 3 dice: «Oltre all’annuncio e alla denuncia, quali sono le modalità scelte per
essere presenti come Chiesa accanto alle
famiglie nelle situazioni estreme? Quali
le strategie educative per prevenirle? Che
cosa si può fare per sostenere e rafforzare
le famiglie credenti, fedeli al vincolo?».
Nel quesito numero 6 sta scritto:
«In quale proporzione, e attraverso quali
mezzi, la pastorale familiare ordinaria è
rivolta ai lontani? Quali le linee operative
predisposte per suscitare e valorizzare il
“desiderio di famiglia” seminato dal Creatore nel cuore di ogni persona, e presente specialmente nei giovani, anche di
chi è coinvolto in situazioni di famiglie
non corrispondenti alla visione cristiana?
Quale l’effettivo riscontro tra di essi della
missione loro rivolta? Tra i non battezzati,
quanto è forte la presenza di matrimoni
naturali anche in relazione al desiderio di
famiglia dei giovani?». Ed ecco il testo del
quesito numero 28: «Come i percorsi di
preparazione al matrimonio vanno proposti in maniera da evidenziare la vocazione e missione della famiglia, secondo
la fede in Cristo? Sono attuati come offerta di una autentica esperienza ecclesiale?
Come rinnovarli e migliorarli?».
Nei tre quesiti qui indicati c’è materia – come si vede – per riflettere, discutere, proporre non per una sera, ma per
settimane. La C.E.I. ha posto la data del
13 marzo per la raccolta dei “contributi”
italiani da inviare alla Segreteria del Sinodo. A qualcuno può comunque essere
venuta la curiosità di conoscere i contenuti anche degli altri otto quesiti qui
non citati e però esposti sui cinque fogli
diffusi dalla Curia di Bergamo. C’è Internet che appaga
il (comprensibile) desiderio.
Tra gli undici che non saranno approfonditi al Consiglio
pastorale di Nembro c’è, per
esempio, il quesito numero
8 (dell’elenco generale) che
dice: «Quali valori del matrimonio e della famiglia vedono realizzati nella loro vita i
giovani e i coniugi? E in quali
forme? Ci sono valori che possono essere messi in luce?
Quali le dimensioni di peccato da evitare e superare?».
IL NEMBRO febbraio 2015
7
VITA PARROCCHIALE
ALL’ANAGRAFE PARROCCHIALE
Diciannove
decessi e due
Battesimi
Nei registri della Parrocchia di San
Martino in Nembro, nel mese di gennaio
sono stati registrati due Battesimi e ben
19 decessi. Ecco il quadro dettagliato.
BATTESIMI – (celebrati l’11 gennaio,
festa del Battesimo di Gesù): Luca Mancini di David e di Emanuela Monguzzi;
Filippo Zanchi di Luca e di Elisabetta
Gandossi.
DECESSI – Luigi Semperboni, di anni
72, deceduto il 1° gennaio; Pasquale Carrara, di anni 69, deceduto il 2 gennaio;
Alessandrina Valle, di anni 94, deceduta il
3 gennaio; Sergio Bonetti, di anni 62, deceduto il 5 gennaio; Giulia Cortinovis, di
anni 79, deceduta il 6 gennaio; Albertina
Capelli, di anni 76, deceduta il 12 gennaio; Angela Parri, di anni 82, deceduta il
13 gennaio; Maria Alborghetti, di anni 85,
deceduta il 13 gennaio; Mario Caglioni,
di anni 95, deceduto il 16 gennaio; Anna
Valtorta, di anni 79, deceduta il 17 gennaio; Maria Cavagnis, di anni 73, deceduta
il 17 gennaio; Giuseppe Carobbio, di anni
79, deceduto il 18 gennaio; Angelo Gennati, di anni 75, deceduto il 18 gennaio;
Giovanna Magri, di anni 79, deceduta il
18 gennaio; Bianca Guberg, di anni 91,
deceduta il 19 gennaio; Emilio Marcassoli, di anni 73, deceduto il 20 gennaio;
Gemma Savoldi, di anni 81, deceduta il 24
gennaio; Irma Mutti, di anni 74, deceduta
il 24 gennaio; Agnese Carrara di anni 90,
deceduta il 29 gennaio.
LE OFFERTE GIUNTE
ALLA PARROCCHIA
Ed ecco, come di consueto, anche il
quadro delle offerte pervenute, sempre
nel corso del mese di gennaio, alla Parrocchia di San Martino, nelle sedi e nelle
modalità abituali.
Agli Uffici parrocchiali: euro 7.509,
così ripartiti: N.N. euro 3.000; N.N. euro
100; N.N. euro 200; N.N. euro 200; dagli
“Amici di San Faustino” euro 2.000; dal
C.I.F. per l’utilizzo della sede, euro 300;
dall’AVIS, per l’utilizzo della sede, euro
1.500; dalle appassionate del gioco della
tombola euro 209.
Al Fondo di solidarietà “mons. Aldo Nicoli”: euro 1.450, così ripartiti: N.N.
euro 300; N.N. euro 50; N.N. euro 100;
N.N. euro 200; dalla scuola primaria della
zona di San Nicola e Viana, euro 800.
8
IL NEMBRO febbraio 2015
I due bambini battezzati l’11 gennaio, in una foto che li ritrae con i loro familiari e con l’arciprete
don Santino Nicoli.
Per le nuove poltroncine del “San
Filippo Neri”: euro 1.800 così ripartiti:
Anteas Nembro, euro 450; “don Giuseppe
Adobati”, euro 150; “Emma Adobati”, euro 150; “Nonna Giuditta”, euro 150; N.N.
euro 150; “Don Michele”, euro 150; N.N.
euro 150; “Edoardo e Maria Alemanni”,
euro 150; “Nonna Lucia”, euro 150; “Gabriele Ravasio”, euro 150.
Buste natalizie: ne sono giunte ancora venti contenenti complessivamente
1.270 euro. Questi dati, aggiunti a quelli pubblicati nello scorso mese, danno il
seguente consuntivo: buste pervenute
412; somma complessiva raccolta, euro
19.045.
Con le collette durante le Messe nella
quarta domenica del mese sono stati raccolti, per la Casa di Riposo, euro 2.112.
A tutti coloro che hanno dato per le più
diverse finalità vanno i più sentiti ringraziamenti.
UN’INIZIATIVA DIOCESANA ALLA QUALE HA ADERITO ANCHE NEMBRO
Viaggio in Grecia con il Vescovo
seguendo le orme di San Paolo
Come annunciato nell’edizione de Il
Nembro dello scorso mese, la Parrocchia
di Nembro ha deciso di aderire al pellegrinaggio diocesano che si svolgerà dal 7 al
13 luglio prossimi “sulle orme di San Paolo” in Grecia. I trasferimenti avverranno
in pullman (da Bergamo ad Ancona, e ritorno da Ancona a Bergamo, oltre che sul
territorio greco) e in nave (per l’attraversamento del mare Adriatico). L’itinerario
prevede visite ad Atene, Corinto, Epidauro, Olimpia, Parnasso ed in parecchie
altre località. La quota individuale di
partecipazione è stata fissata dalla Ovet,
agenzia organizzatrice, in 1.050 euro, più
altri 360 euro per chi desidera la sistemazione in camera singola. Presso gli Uffici della Parrocchia sono a disposizione
pieghevoli con indicazioni dettagliate. Il
Vescovo mons. Francesco Beschi, che guiderà il pellegrinaggio, in una lettera, dopo
aver ricordato le felici esperienze vissute
negli anni passati recandosi, con persone
provenienti da varie comunità della diocesi bergomense, a Roma, a Santiago, a
Fatima, in Terra Santa, ha scritto: «Il pellegrinaggio diocesano ha la sorprendente capacità di coinvolgere, in una condivisione rispettosa e profonda, le esperienze
e le attese più diverse. Ecco perché con
rinnovato entusiasmo torno ad invitare al
prossimo viaggio che avrà come meta la
Grecia (...): la Grecia dell’apostolo Paolo e
delle prime comunità cristiane, che ritroviamo nelle sue lettere; la Grecia della
sofferta divisione e dell’impegno ecumenico tra i cristiani cattolici ed ortodossi,
la Grecia classica, affascinante e sorprendente. Sono certo che riusciremo a fare
unità di questi diversi aspetti». Presso gli
Uffici parrocchiali e presso la Ovet si raccolgono adesioni.
CRONACHE
DON SANDRO DORDI, NATO A GANDELLINO, È STATO RICONOSCIUTO MARTIRE PERCHÉ UCCISO “IN ODIO ALLA FEDE”
“Il prete in bici” presto sarà Beato
insieme al Vescovo Oscar Romero
Martedì
24 marzo, per
la Chiesa universale, sarà
la
giornata
della memoria dei missionari martiri.
La ricorrenza in questo 2015 assume un rilievo speciale: essa, capita a circa un mese
e mezzo dalla notizia che abbastanza presto (probabilmente in settembre) saranno
proclamati beati, perché uccisi “in odio
alla Fede”, insieme al vescovo monsignor
Oscar Arnulfo Romero y Galdamez – assassinato, appunto, il 24 marzo del 1980
a San Salvador (El Salavador) mentre celebrava la Messa – il sacerdote bergamasco
don Alessandro (Sandro) Dordi e i Frati
Minori Conventuali polacchi Michal Tomaszek e Zbigniew Strzalkowski, tutti e
tre caduti – in due diverse circostanze, il 9
e il 25 agosto 1991 – sotto i colpi del movimento rivoluzionario maoista “Sendero
luminoso”, in Perù; il prete bergamasco e
i due Frati polacchi saranno i primi martiri della fede cristiana nella storia del Paese latino-americano.
L’annuncio della ormai non lontana
elevazione agli onori degli altari di questi
“paladini del Vangelo” in contesti estremamente difficili e pericolosi è scattato il 3
febbraio scorso, quando Papa Francesco,
in occasione di una udienza al cardinal
Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, ha autorizzato
la promulgazione degli appositi decreti.
Come noto, in presenza del martirio, le
procedure canoniche non richiedono, per
la beatificazione, il riconoscimento di miracoli attribuiti alla intercessione dei Servi
di Dio candidati all’aureola.
Don Sandro Dordi nacque nella parrocchia di Gromo San Marino, nel Comune di Gandellino – in alta Valle Seriana,
a poco più di 40 chilometri da Bergamo
– il 22 gennaio 1931. Venne ordinato sacerdote il 12 giugno 1954, scelse subito
di far parte della Comunità missionaria
“Paradiso”, fondata nel 1949 dal Vescovo
di Bergamo mons. Adriano Bernareggi e
da don Fortunato Benzoni, per mandare
sacerdoti della diocesi di Sant’Alessandro
nelle zone carenti di clero oltre che tra gli
emigrati orobici. Nei suoi primi anni di
ministero, tra il 1954 e il 1965, don Sandro
Dordi operò nel Polesine come curato, come direttore di una scuola professionale e
come parroco. Aveva la sua “base” a Taglio
di Donada (diocesi di Chioggia); ma si prodigava in tutte le località del circondario
spostandosi... sui pedali: e così diventò
popolare come “il prete della bicicletta”.
Nel Polesine, per la sua bontà e generosità, lasciò un ricordo indelebile: tanto che
il Comune di Taglio di Donada tra il 2011 e
il 2012 decise di intitolargli una delle principali piazze del paese, collocando nella
stessa un monumento che lo raffigura
proprio in procinto di salire in sella.
Nel 1966 don Sandro Dordì passò in
Svizzera, tra gli emigranti bergamaschi.
Nel 1980 partì per il Perù, dove si vide affidare la parrocchia di Santa, nella diocesi
di Chimbote. La situazione là era allora
molto complessa. Con la sua azione tra i
poveri, con il suo impegno per una vera
giustizia sociale, e con la sua predicazione
del Vangelo, la Chiesa si trovò osteggiata
dai movimenti “rivoluzionari” di matrice
maoista, come “Sendero luminoso”. Alle
minacce da parte di tali movimenti, seguirono gli attentati. Nell’estate del 1991
furono colpiti prima i due Frati polacchi
e poche settimane più tardi don Sandro
Dordi. Egli venne ucciso il 25 agosto,
mentre stava uscendo da una chiesa dopo
avervi celebrato funzioni. La tragica notizia arrivò subito a Bergamo e fu comunicata personalmente dal Vescovo mons.
Giulio Oggioni durante il Pontificale in
Duomo per la solennità del patrono
Sant’Alessandro. In tutta la Bergamasca
l’emozione fu intensa. Più tardi la salma
di don Sandro venne portata in Italia e sepolta nel cimitero di Gromo San Marino.
Con ogni probabilità, grazie anche alla disponibilità in tal senso manifestata dalla
famiglia, dopo o in occasione della beatificazione, la salma del “sacerdote missionario martire” verrà ora riportata in
Perù e lasciata là definitivamente. In un
messaggio alla diocesi, il Vescovo mons.
Francesco Beschi ha sottolineato il significato profondo del riconoscimento, con
l’aureola, dell’opera di questo sacerdote
missionario bergamasco.
ALLA FINE DEL MESE L’ANNUALE CONVEGNO DEGLI IMPEGNATI NEL SETTORE
Nel tempo attuale come è possibile
realizzare il “mandato” missionario?
Per il fine settimana tra sabato 28
febbraio e domenica 1° marzo sono
in programma il 91° Convegno missionario diocesano e il 12° Convegno missionario diocesano dei ragazzi. È questa
l’occasione nella quale si riflette sulla
proiezione della Chiesa nel mondo e
su quanto la comunità ecclesiale bergomense nel suo insieme fa e può fare
sotto questo aspetto, nel solco di una
tradizione che viene da molto lontano.
Nel passato l’impostazione dell’appuntamento era molto diversa da quella
attuale. Un pane grande, grande. Beati
gli invitati alla Cena del Signore è il tema che è stato scelto in questo 2015.
Nel pomeriggio di sabato 28 febbraio,
tra le 14,45 e le 17, a Bergamo, in via
Cavalieri di Vittorio Veneto 14, soprattutto gli adulti, sulla base di una relazione di don Cristiano Re, dell’Ufficio
diocesano per la pastorale sociale e del
lavoro, e di testimonianze di persone
direttamente impegnate nelle Missioni,
verranno chiamati a far mente locale
sul “grido della giustizia”, sull’importanza di essere “audaci, propositivi, carichi di fantasia” e di camminare per
il mondo annunciando il Vangelo. Nel
corso dell’intera giornata di domenica
1° marzo, presso l’Oratorio del Seminarino, non lontano dalla Cattedrale, in
Bergamo Alta, adulti e ragazzi insieme
parteciperanno ad una meditazione
guidata da don Andrea Mangili, dell’Ufficio catechistico diocesano, sul tema
della Cena del Signore come impegno
per educare alla fede; ascolteranno poi
testimonianze di missionari e il Vescovo
mons. Francesco Beschi, che parlerà del
“mandato missionario” e del come realizzarlo nella realtà attuale. L’auspicio è
che anche da Nembro ci sia una partecipazione viva a questi appuntamenti.
IL NEMBRO febbraio 2015
9
CRONACHE
LUNEDÌ 9 MARZO ALL’AUDITORIUM PARROCCHIALE, NEL CONTESTO DEL “PROGETTO” PORTATO AVANTI DALLE ACLI
Un ebreo e un palestinese parlano
della situazione in Terra Santa
Anche per il 2015, come in ogni anno
da un po’ di tempo in qua, in questo periodo il Circolo Acli di Nembro, in adesione all’invito partito dalla sede provinciale
del Movimento, ha deciso di dar seguito
al Progetto Terra Santa iniziato nel 2009 e
volto, da un lato, a far meglio conoscere in
quali condizioni adesso si vive nella terra
del Vangelo, e, dall’altro lato, a raccogliere
aiuti da inviare nella zona medesima per
far fronte agli innumerevoli bisogni là esistenti. L’iniziativa, in paese, viene portata
avanti dalle Acli in collaborazione con la
Parrocchia e con l’Oratorio di Nembro, con
la Cooperativa Gherim, con la Biblioteca,
con la Rete Radiè Resch e con il patrocinio
del Comune. I mezzi finanziari che verranno messi insieme nei tre appuntamenti
posti in programma, oltre che all’ospedale pediatrico Caritas Baby Hospital di Betlemme (destinatario di apporti già negli
scorsi anni) verranno devoluti a beneficio
dei profughi siriani e iracheni, delle scuole cristiane di Gaza, delle scuole materne
per i bambini beduini.
Fra le tre serate in calendario, la
prima si configura di particolare interesse per una adeguata conoscenza della
complessità della situazione attuale nella
Terra Santa, dei gravi problemi che vi si
trascinano, ma pure delle positività che
stanno emergendo; è stata fissata per
lunedì 9 marzo, alle ore 20,45, nell’auditorium parrocchiale “Giovanni XXIII”,
attiguo alla plebana. Parleranno in tale
occasione un ebreo, Rami Elhanan, e un
palestinese, Wajeek Tomeezj, entrambi
appartenenti all’associazione Parent’s
Circle, formata da genitori ebrei e palestinesi, appunto, che hanno perso un loro
figlio oppure un loro parente stretto in
una azione di guerra o in qualche rappresaglia. Come si può intuire, ci sarà modo
di ascoltare testimonianze di persone che
hanno provato sulla propria pelle drammi e tragedie del Vicino Oriente.
Sabato 21 marzo, alle ore 19,30,
presso la sala “caminetto” all’Oratorio
“San Filippo Neri”ci sarà una cena tipica
bergamasca. Per la partecipazione sono
richieste offerte minime di 15 euro per
gli adulti e di 10 euro per i bambini. Le
prenotazioni verranno accettate dal
mercoledì 4 al mercoledì 18 marzo presso il servizio Patronato delle Acli nembresi (via Mazzini, 9): al mercoledì dalle ore
9 alle ore 11 e al venerdì dalle ore 19 alle
ore 20; ci si potrà prenotare anche nella
serata del 9 marzo.
Venerdì 10 aprile, alle ore 20,45,
presso la chiesa di Santa Maria si svolgerà un concerto con il complesso strumentale Il sottobosco, fondato e diretto dal
flautista, clarinettista oltre che compositore Alberto Bonacina. Pure in questa circostanza verranno raccolte libere offerte
da destinare alle finalità dianzi segnalate.
L’auspicio dei promotori del “Progetto” è
che tutti gli appuntamenti trovino una
adeguata adesione, in modo che, almeno in parte, possano essere raggiunti gli
obiettivi per i quali ormai da sei anni viene portata avanti l’iniziativa.
GITA A VICENZA
IL 19 APRILE
Verranno accettate sino a venerdì 27 febbraio le iscrizioni alla gita
che il Circolo Acli di Nembro, in collaborazione con quello di Prezzate, sta
organizzando per domenica 19 aprile a Vicenza, con visita alla mostra Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. Il
programma dettagliato della giornata
è disponibile presso il Circolo Acli in
via Mazzini 9, aperto tutti i giorni dal
martedì alla domenica, dalle 7 alle 12
e dalle 13,30 alle 18,30. Presso il servizio di Patronato annesso al Circolo
si raccolgono le iscrizioni al mercoledì dalle 9 alle 11, al giovedì dalle
10 alle 11 e al venerdì dalle 19 alle
20 (tel. 035 523 877). La quota è stata
fissata in 62 euro (acconto di 30 euro);
per chi vuol prenotare anche il pranzo in un ristorante della città, è prevista un’aggiunta di 28 euro. Presso il
Circolo si possono comunque avere
tutte le informazioni ritenute utili.
MARTEDÌ 10 MARZO AL “MODERNISSIMO” UN INCONTRO DI GRANDE RILEVANZA
Un “viaggio” nelle “periferie” del mondo
con la guida di Padre Giulio Albanese
Una serata di cospicua rilevanza, organizzata congiuntamente dal Circolo A.C.L.I. di Nembro,
dalla Parrocchia di San Martino e dalla Associazione Gherim è in calendario per martedì 10 marzo
(inizio alle ore 20,30) al “Modernissimo”. Ne sarà
protagonista – con un’introduzione ad opera
dell’arciprete don Santino Nicoli – Padre Giulio
Albanese, il quale presenterà il suo più recente libro: Alle periferie del mondo – La testimonianza
cristiana al passo con Papa Francesco. Padre Giulio
Albanese, nato a Roma nel 1959, missionario Comboniano, è
anche scrittore e giornalista molto stimato e conosciuto per la
sua competenza in tematiche concernenti in particolare l’Africa
e il Sud del mondo. Ha fondato Missionary Service News Agency
10
IL NEMBRO febbraio 2015
(ora di livello internazionale). Collabora attivamente alla Radio Vaticana, ad Avvenire, a vari periodici
a larga diffusione. Dal 2007 è docente di giornalismo alla “Gregoriana” di Roma; dal 2003 è Grande
Ufficiale della Repubblica per meriti giornalistici.
Le “periferie”, in tutte le accezioni del termine, tornano sovente nei discorsi e nei messaggi di Papa
Francesco. Nel suo libro Padre Giulio Albanese
(foto), ne parla a tutto campo, passando da quelle
“sociali” e “urbane” delle grandi metropoli a quelle
“esistenziali”; egli guarda al tutto nel contesto della profonda
crisi economica e spirituale che caratterizza il tempo attuale.
L’incontro al “Modernissimo” sarà l’occasione per “saperne davvero di più” su questioni di assoluta e coinvolgente attualità.
VITA PARROCCHIALE
PER TRASFORMARLA IN UN CENTRO DI SERVIZI
Per la Casa di Riposo
ora che cosa si farà?
Resterà visitabile (negli orari di
apertura del Municipio) sino alla fine di
febbraio la mostra allestita nella sala
del Consiglio comunale con gli elaborati
pervenuti nell’ambito del concorso per la
raccolta di idee in vista della trasformazione della Casa di Riposo di Nembro in un
moderno Centro di Servizi sociali aperto
ed inserito appieno nella vita della comunità. Nelle recenti settimane l’esposizione
ha richiamato un notevole pubblico di
semplici cittadini e di persone impegnate
nello specifico settore. La rassegna, di fatto, è stata aperta subito dopo la manifestazione svoltasi nel pomeriggio di sabato
24 gennaio al “Modernissimo” per l’illustrazione dello svolgimento del concorso e
poi la premiazione dei vincitori del medesimo; manifestazione che ha visto presente nella sala molta gente, a dimostrazione
di quanto il problema sia rilevante, e sentito come tale. Durante l’incontro hanno
parlato l’assessore comunale ai servizi
sociali Giuseppe Birolini (sulla evoluzione
della Casa di Riposo, come istituzione, di
epoca in epoca), la direttrice della Casa di
Riposo, Nicoletta Carnovali (sul perché di
un bando per progettazioni nel senso sopra citato), Alberto Bertasa e Domenico Di
Leo – responsabile dell’Ufficio tecnico del
Comune – (sui criteri che hanno guidato
le valutazioni della Commissione – della
quale hanno fatto parte – incaricata di
giudicare le proposte pervenute). Si sono
inoltre ascoltati gli interventi dell’arciprete di Nembro, don Santino Nicoli (sul
“valore cristiano della Casa di Riposo”),
del sindaco di Nembro, Claudio Cancelli
(sul “ruolo pubblico” della Casa di Riposo),
dell’attuale presidente della Casa di Riposo, Giuseppe Pezzotta sul “percorso” che
ora dovrà essere seguito.
E questa – «Ora che cosa accadrà?»
– è anche la domanda che un po’ tutti si
pongono. La risposta è ardua e complessa. Anzitutto va detto che l’attuale Consiglio direttivo ha ormai esaurito il proprio
mandato. Il nuovo Consiglio (formato, per
statuto, da tre membri nominati dall’Amministrazione comunale, da un membro
designato dalle tre Parrocchie esistenti sul
territorio di Nembro, da un membro scelto dai volontari organizzati operanti presso la Casa di Riposo), dovrebbe diventare
operativo tra la fine di marzo e l’inizio di
Ecco, nel disegno qui sopra, come potrebbe
presentarsi, il Centro Diurno Integrato,
secondo il progetto risultato vincitore nel
concorso per la raccolta di idee in vista della
trasformazione della Casa di Riposo attuale in
un Centro di Servizi sociali. Nella foto in alto:
il presidente della Casa di Riposo, Giuseppe
Pezzotta, durante il suo intervento nel corso
della manifestazione del 24 gennaio.
Nella foto qui a sinistra: un momento
delle premiazioni dei vincitori del concorso.
aprile. Esso si troverà anzitutto di fronte al
problema di come e dove trovare i mezzi finanziari per passare alla attuazione
di quanto è stato messo in moto tenendo
conto, naturalmente delle idee che sono
venute alla luce (con il concorso) e che sono state molto apprezzate.
Come già riferito nella scorsa edizione, tra i diciannove gruppi di progettisti e
singoli progettisti che sono stati in gara,
cinque sono stati premiati (con una graduatoria) e quattordici sono stati segnalati
ex aequo. Il progetto firmato dall’architetto Remo Capitanio (quale rappresentante
di un gruppo di tecnici) è stato privilegiato
per come mette la Casa di Riposo in stretto
rapporto con il territorio e le comunità e
per l’uso degli spazi che ipotizza in forme
in buona parte rispondenti alle esigenze
prospettate nel bando di concorso.
Al momento del lancio dell’intera
operazione (sul finire del 2013) venne preventivato, per i tre lotti di lavori programmati, un investimento tra i 4 e i 5 milioni
di euro. Il primo lotto dei lavori focalizza
la creazione di un Centro diurno integrato
per 25 utenti, il riassetto dell’insieme della assistenza domiciliare e dei servizi per
pasti e trasporti, nonché l’ampliamento
della fisioterapia a beneficio anche degli
utenti esterni. Già queste realizzazioni
richiederanno una notevole somma.
È stato messo in preventivo un mutuo
ventennale, i cui rimborsi andranno via
via regolarmente onorati. La comunità
nembrese nel suo complesso ha percepito l’importanza, quasi l’irrinunciabilità
di quanto si intenda fare per rispondere
adeguatamente alle esigenze che stanno
sempre più emergendo dai mutamenti
intervenuti e che continuano a prodursi negli assetti sociali nella articolazione
delle fasce di età della popolazione, nella
configurazione dei rapporti tra le persone,
nella stessa struttura e quotidianità delle
famiglie. Riuscirà – nell’attuale contingenza – la Comunità nembrese a dare un adeguato apporto con donazioni, con lasciti
e anche con semplici offerte? Ecco un’altra
domanda d’attualità in questo periodo.
Intanto presso la Casa di Riposo è stata decisa l’apertura di un conto corrente per la
raccolta dei contributi. Le coordinate del
Conto bancario sono le seguenti: IBAN:
IT73W0542853250000000005073, intestato a FONDAZIONE R.S.A. CASA DI RIPOSO
NEMBRO O.N.L.U.S.
Nei giorni scorsi sono già pervenute
le prime elargizioni di somme, che sono
apparse significative e che hanno indotto
alla fiducia in sviluppi positivi. La presidenza e la direzione della Casa di Riposo
sono sempre a disposizione per tutte le indicazioni e le informazioni a tale riguardo.
IL NEMBRO febbraio 2015
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CRONACHE
VINCENZO CARRARA È STATO CONFERMATO ALLA GUIDA DEL GRUPPO LOCALE PER IL TRIENNIO 2015/17
Alpini: un nuovo Direttivo
e tanti impegni (come sempre)
Al termine della campagna per il tesseramento annuale (2015), il computo
dei “bollini” staccati si è fermato, come nel
2014, a quota duecento, circa. Al numero
dei soci effettivi vanno aggiunti una quarantina di “amici”. Totale: duecentoquaranta persone. Il risultato è stato ritenuto
davvero buono, soprattutto alla luce del
fatto che ogni anno, purtroppo, qualche
vecio “va avanti” e che il servizio di leva obbligatorio è stato sospeso nell’agosto del
2004. In contemporanea al tesseramento,
si è proceduto a rinnovare il Consiglio direttivo del Gruppo A.N.A. di Nembro per il
triennio 2015-17. Ecco come esso risulta
ora composto: capogruppo: Vincenzo
Carrara; vice-capigruppo: Romano Ghilardi e Giuseppe Zenoni (unica new entry
nel Consiglio); segretario: Mario Bernardi;
alfiere: Pietro Moretti; consiglieri: Bonifacio Bergamelli, Luigi Cortinovis, Antonio
Ardenghi, Rinaldo Ravasio, Germano Pellicioli, Claudio Manera. In una delle prime
riunioni del Consiglio direttivo si è parlato
AL “MODERNISSIMO” UNA SERATA DI RILEVANTE IMPORTANZA
Quando a Nembro
ci fu un’alluvione
Per la serata del lunedì 23 febbraio (ore 20,30) al “Modernissimo”, con la
vicesindaco arch. Candida Mignani, il
consigliere comunale Gianni Comotti,
l’ing. Claudio Merati e il dott. Amadio
Poloni come relatori, è stata indetta una
manifestazione per illustrare una “indagine sui reticoli idrici minori interferenti l’area urbanizzata di Nembro” (in pratica, par di capire, sui rischi collegabili
ad acque che scorrono più o meno non
incanalate sul territorio del paese). Il
convegno è stato presentato con un titolo molto ad effetto: Luglio 1972: una
valanga d’acqua e fango sull’abitato di
Nembro. Domanda spontanea: «Che cosa accadde circa 43 anni fa?». La risposta, molto dettagliata si trova a pagina
3 dell’edizione dell’agosto di quell’anno
de Il Nembro (il notiziario parrocchiale
fatto in una certa maniera serve anche
a questo). Nella notte tra il 10 e l’11
luglio 1972 un prolungato, violentissimo nubifragio colpì la zona di Gazzaniga, Cene, Comenduno (dove si ebbe
pure un morto), Albino, Pradalunga,
Selvino, causando danni complessivi
per oltre tre miliardi di lire. Nembro,
tutto sommato, fu fortunato, riportando danni valutati in oltre 300 milioni,
a fronte del miliardo e 360 milioni di
danni rilevati a Gazzaniga e del miliardo e 133 milioni di danni subiti da
Alzano. In paese furono colpiti in particolare (con la perdita di lavorati, semilavorati e macchinari) l’Italtubetti (90
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IL NEMBRO febbraio 2015
milioni di danni),
la Sava Laminal
(50 milioni), la
Crespi (40 milioni). Presentarono
denunce di danni (oltre a quasi
tutte le industrie locali) anche sei tra
commercianti e artigiani nonché sette
cittadini privati. Si ebbero allagamenti
in particolare nella zona del Crespi e
del Lonzo, e smottamenti e frane un po’
ovunque, in particolare lungo le strade
per Selvino e Lonno. Le aree più disagiate furono quelle verso Piazzo, e poi
di via Cavour, via Manzoni, Piazza Tre
Corone, via Oriolo, San Faustino. I danni
alle opere pubbliche vennero valutati
in 18 milioni. Ad Albino una tipografia,
con un nembrese come contitolare, di
fatto perse tutto; fu costretta a cambiare
sede. Il disastro ebbe risonanza nazionale. Vennero aperte sottoscrizioni per
aiutare i colpiti. Nembro, proprio perché si ritenne “fortunato” aderì a quella
tra i Comuni della Valle Seriana con un
contributo di 300 mila lire. La cronaca
de Il Nembro era accompagnata da un
corsivo intitolato: «Un “colpo” da meditare»; corsivo nel quale, in sostanza, si
raccomandava una oculata gestione del
territorio specialmente nelle zone collinari (in particolare, in presenza di urbanizzazioni) e nelle zone lungo il Serio.
Nella foto: la pagina de Il Nembro del
1972 con la cronaca del disastro.
delle iniziative da attuare nel 2015. Oltre alle attività annuali “ordinarie”, come
ad esempio le collaborazioni per il Banco farmaceutico, il Banco alimentare, la
Festa d’autunno, le varie castagnate, la
raccolta di fondi per Telethon, si è deciso
di ripristinare la Sagra alpina (dal 9 al 19
luglio) presso il Camporotondo. La tensostruttura verrà montata in loco già ai
primi di maggio per rendere un servizio
a coloro che desiderano allestire, in proprio, una festicciola o un momento conviviale all’interno del parco, ma al riparo
da eventuali intemperie. In questo contesto, e sul piano generale, è stato auspicato
che, affinché si possa meglio organizzare
il flusso delle persone nella tensostruttura
(oltre che per “buona educazione”), prima
di occupare i tavoli, coloro che intendono
usufruirne per propri incontri, lo chiedano, con un minimo di anticipo, agli Alpini,
sempre presenti nel Camporotondo; Alpini che, come noto, hanno la loro sede
proprio entro il Camporotondo e l’incarico
della gestione del medesimo.
Tra le attività “ordinarie” sono da
includere anche la partecipazione all’Adunata nazionale del 15/16/17 maggio
a L’Aquila, all’Adunata sezionale di settembre a Trescore, e ad altri momenti celebrativi. Al momento di preparare queste
note, non era ancora stato stabilito il programma delle iniziative collegate al centenario della “grande guerra”.
La cena sociale delle “penne nere”
nembresi, svoltasi il 24 gennaio nel salone “Don Giuseppe Adobati” dell’Oratorio, ha visto la presenza di centosettanta
persone. Tra loro c’erano l’arciprete di
Nembro, don Santino Nicoli, il parroco di
Lonno, don Roberto Zanini, il sindaco di
Nembro, Claudio Cancelli, e il presidente della sezione di Bergamo dell’A.N.A.
(Associazione nazionale alpini), Carlo
Macalli. Vincenzo Carrara ha tracciato la
relazione morale del triennio 2012-14;
la Fanfara Alpina di Scanzorosciate ha
allietato la serata suonando brani molto
noti del suo vasto repertorio. Il ricavato
della sottoscrizione a premi organizzata nell’ambito della cena è stato devoluto per sostenere l’acquisto delle nuove
poltroncine del Teatro “San Filippo Neri” ora in fase di ristrutturazione.
Nicoletta Carrara
VITA PARROCCHIALE
RICORDO DI EMILIO MARCASSOLI,
CHE PER TRENT’ANNI SI È PRODIGATO PER IL NEMBRO
Se ne è andato per sempre
verso la vetta più alta
L’anno scorso in questo periodo Emilio Marcassoli, con un caricato di seguire,
gruppo di amici, era impegnato a preparare le celebrazioni per in particolare, alla
il mezzo secolo della sottosezione di Nembro del Club Alpino Bolis, gli stampati e
Italiano. Forse anche perché per un lustro (tra il 1991 e il 1996) la pubblicistica delera stato il presidente del sodalizio stesso, portandovi parecchie la Banca Popolare
innovazioni organizzative e promozionali, egli appariva il più di Sondrio, egli si è
motivato della troupe: un po’ per il suo temperamento: quando trovato, ad un certo
decideva di fare una cosa, vi si applicava sempre a fondo; un po’ punto, tutto questo
(tanto) per la passione che egli aveva sempre avuto per la mon- lavoro nello Studio
tagna. Nato nel 1941 (il 15 ottobre), era uno dei ragazzi che don grafico personalmente avviato a Bergamo, come “ditta indiviGiuseppe Adobati, allora direttore dell’Oratorio, nei primi anni duale”, quando aveva 38 anni. Lo ha fatto crescere, tale “Studio”,
’50 portava d’estate a Mezzoldo. Emilio Marcassoli – cresciuto in trovando sempre nuove commissioni e una clientela via via più
una famiglia con cinque figli (tre maschi e due femmine, una ampia; è riuscito a trasformarlo, dal 1987, nella Grafica e pubdelle quali fattasi suora) – da quelle vacanze, salendo in com- blicità Marcassoli srl, con sede prima a Bergamo e poi dal 1995
pagnia sentieri impervi, ha imparato il modo per affrontare a Nembro. È in questa “Grafica” che nasce ogni mese Il Nembro.
adeguatamente anche la vita; scansando le insidie, cercando
La dedizione alla famiglia (formata a 26 anni sposando Midi guardare avanti, e in alto, senza badare a fatiche e rinunce, riam e allietata nel giro di quattro anni dalla nascita di due figli)
restando in buoni rapporti con tutti, dando una mano nelle ne- e la costante applicazione al proprio lavoro, non ha mai impedicessità, secondo le proprie possibilità.
to a Emilio Marcassoli di seguire, oltre
E così Emilio Marcassoli, quando ne ha
agli impegni sociali (dei quali si è detavuto l’occasione, si è sempre prestato
to), i rapporti personali con i suoi tanti
in iniziative varie e in più settori della
amici. Monsignor Gianluca Rota, che
vita della comunità nembrese: amlo ha conosciuto da ragazzo, nell’omeministrazione comunale – nella quale
lia della Messa dei suoi funerali (Messa
è stato anche assessore –; organismi
concelebrata con l’arciprete don Santiparrocchiali; gruppi sportivi (come la
no Nicoli, con mons. Daniele Rota, col“David”, oltre al C.A.I.). Lo ha fatto con
laboratore di una delle riviste curate
la sua cordialità educata, con la sua nadalla “Grafica Marcassoli”, con don Giuturale signorilità, con l’apertura del suo
seppe Belotti) ha detto di aver capito
animo generoso, e pure con quella sua
che “all’Emilio era successo qualcosa”,
garbata, sottile ironia, capace di sdramquando ha cominciato a non arrivargli
matizzare le situazioni ingarbugliate e
nell’Ecuador – dove opera per un certo
di portarle comunque a svilupparsi. In
periodo ogni anno – Il Nembro, punquesta maniera Emilio Marcassoli per
tualmente sempre inviatogli via interuna trentina di anni si è applicato punet dal suo “realizzatore grafico”.
re nella preparazione “tecnica” – ma
Dopo essere giunto all’età della
non a quella soltanto – de Il Nembro. Vi
pensione, ogni tanto, negli anni recenNelle foto: Emilio Marcassoli al suo tavolo di lavoro e
ha messo la profonda esperienza ma- durante una gita in montagna.
ti, Emilio Marcassoli “staccava la spina”
turata crescendo “dalla gavetta” nel suo
dalla sua “Grafica” (nella quale ha inse“mestiere”. Già a 14 anni lavorava come apprendista (mentre rito anche il figlio) per far qualche viaggio con la moglie o con
frequentava anche le scuole serali) in una piccola tipografia del gli amici più stretti. La malattia che l’ha colpito è precipitata in
paese. Con le medesime mansioni (“compositore” assemblatore poco tempo. Il 20 gennaio egli è partito per sempre verso la vetdi caratteri mobili presi da cassette) a 15 anni è entrato in uno ta più alta, lasciando nello sconcerto e nel più intenso rimpianto
dei più importanti stabilimenti di stampa della Bergamasca, la anzitutto i suoi cari, ma anche i tanti che lo hanno conosciuto e
Poligrafiche Bolis. A 26 anni, grazie alle intuizioni messe in luce gli hanno voluto bene. Un giorno, a un funerale, ascoltata una
nel suo lavoro, in particolare nelle impaginazioni, è diventato musica in chiusura al rito, ha commentato: «Bella! Commovencapo del reparto compositori, collocandosi via via sempre più nei te!». Quella musica nella mattinata del 23 gennaio, nella plepanni del “proto”, cioè di colui che in una tipografia (così come bana di Nembro, l’hanno eseguita anche per lui prima del suo
in un moderno laboratorio grafico) riceve e distribuisce a dovere ultimo viaggio verso il camposanto. Quella musica era la Ninna
il “materiale” (testi e illustrazioni) in arrivo per essere trasformato nanna di Johannes Brahms. La tantissima gente intervenuta
in pieghevoli, dépliants, riviste, libri. Nel suo settore Emilio all’estremo omaggio ad Emilio Marcassoli ha pregato: «L’eterno
Marcassoli ha vissuto concretamente la “rivoluzione” che, in un riposo donagli, o Signore...».
paio di decenni, ha portato al passaggio dalle modalità operaLa Parrocchia di Nembro, che ha avuto in Emilio Marcassoli
tive rifacentesi, nella sostanza, ancora ai tempi di Giovanni Gu- un generoso e assiduo collaboratore, rinnova le più sentite contenberg, alla attuale videocomposizione, alla digitalizzazione. In- doglianze a tutti i suoi familiari e parenti.
IL NEMBRO febbraio 2015
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CRONACHE
SU INIZIATIVA DEL C.I.F., IN SCENA AL “MODERNISSIMO” NEL POMERIGGIO DI DOMENICA 8 MARZO
Nella Festa della donna
musical con Renzo e Lucia
È ormai diventato un impegno abituale per il C.I.F. di Nembro (Centro italiano femminile) quello dell’allestimento
di un gioioso incontro, aperto a tutti, in
occasione dell’annuale “Festa della donna”. Negli anni scorsi la sede è sempre
stata all’Oratorio; o con il salone “Don
Giuseppe Adobati” oppure con il Teatro
“San Filippo Neri”. Alla luce del programma che si è proposto di attuare in questo
2015, data l’indisponibilità del “San Filippo Neri” (a causa dei lavori in corso per
l’ammodernamento della sala), il C.I.F.
nembrese, stavolta, ha optato per l’auditorium “Modernissimo”: e qui alle ore
15 di domenica 8 marzo (proprio nella
data della “Festa della donna”) andrà in
scena un musical intitolato Renzo e Lucia,
spusàs o spusàs mia. Ad interpretare la
commedia musicale scritta (con il supporto di brani di autori vari) da Fabrizio
Dettamanti (che si è occupato anche della regia dello spettacolo) saranno i componenti la compagnia stabile denominata Il Teatro del Gioppino, i quali, con le
loro esibizioni, sono stati applauditi già
in varie località. Per l’ingresso è stato
chiesto un contributo di 5 euro per gli
adulti; l’entrata sarà libera e gratuita per
bambini fino a 10 anni. L’evento è stato
pensato come un’occasione per riunire
giovani e meno giovani in allegria. Non
mancheranno una gustosa merenda e il
sorteggio di pregevoli premi. Si confida
in una folta affluenza.
In occasione della Giornata per
la vita, svoltasi tra sabato 31 gennaio e
domenica 1° febbraio, con la messa a disposizione di primule agli ingressi delle
chiese negli orari delle Messe festive e
prefestive, le aderenti al C.I.F., affiancate
alle aderenti dell’Azione Cattolica, hanno
raccolto in libere offerte 1.640 euro,
che, come annunciato nello scorso mese, sono stati devoluti alla base di Alzano
Lombardo del Centro di aiuto alla vita
per il sostegno alle donne in difficoltà nel
portare avanti la propria maternità.
Nella propria sede in via Carso, il
C.I.F. prosegue il suo consueto servizio di
raccolta e di ridistribuzione ai bisognosi
di cose e oggetti soprattutto per bambini
piccoli, di carrozzine, lettini e indumenti
in buono stato o biancheria.
La sede è aperta ogni martedì mattina dalle ore 9 alle ore 11,30 e ogni ultimo sabato del mese dalle ore 9,30 alle
ore 11. Si ringraziano quanti vorranno
sostenere quest’opera, che si rivela via
via più importante nel periodo attuale di
diffusa difficoltà.
GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO RIPRENDE IL “PROGETTO SALUTE”
Incontri con consigli per “invecchiare sani”
In questo periodo ritro in Biblioteca verranno
prendono gli incontri del
illustrate le diverse forme di
Progetto salute 2014/15,
demenza senile e si daranno
portati avanti a Nembro,
indicazioni su come ricononel contesto della Rete Città
scerle sin dai primi sintomi,
Fondazione R.S.A.
sane, dal Comune, dalla Bisu come rallentarne il decorCasa di Riposo Nembro
blioteca, da Bergamo sanità,
so e, specialmente, su quello
dal Centro Diurno Anziani e
che è possibile ed opportuno
dalla Casa di Riposo. Presso
fare per prevenirle. A questo
la Biblioteca di Piazza Itariguardo si è ormai constatalia, giovedì 26 febbraio alle
to che contano molto lo stiore 16, la dottoressa Sara
le di vita, l’alimentazione,
Fascendini, geriatra presso il
l’attività fisica, l’impegno nel
Centro Anziani Nembro
Centro eccellenza Alzheimer
leggere e nello scrivere, nel
di Gazzaniga, parlerà delle demenze seni- cercar di imparare cose nuove, nel prodili, rimarcando nella prevenzione l’arma garsi in tutto quello che aiuta a mantenepiù preziosa per combatterle. Con la locu- re in attività il cervello. Contano assai pure
zione “demenze senili” si fa riferimento a i rapporti sociali: e questo (dei rapporti
patologie che si affacciano... ad una certa sociali) è un problema grosso in una socieetà e che portano al declino delle fun- tà che tende sempre di più ad emarginare
zioni del cervello sino a togliere ad una ed a lasciare soli gli anziani. L’allungapersona la capacità di svolgere le normali mento della vita media di uomini e donne
attività quotidiane. Nel corso dell’incon- è certamente una delle maggiori conquiste dell’era recente. Ma essa rischia di risultare inutile – e comunque non messa
In Biblioteca “Donn Art” con quadri, letture e musica a frutto – se non si fa tutto il possibile per
aiutare chi sta andando avanti negli anni
In coincidenza con la ricorrenza dell’8 marzo la Convenzione delle donne di
ad “invecchiare bene e ad invecchiare saNembro ha messo in cantiere, presso la Biblioteca di Piazza Italia, un evento che
no”, come dice lo slogan del Progetto salusi svilupperà in due fasi con il titolo Donn Art, voci e colori in mostra. Nella serata
te di questo 2014/15. Il “Progetto”, come
di venerdì 6 marzo, alle ore 20,30, nella “sala verde” della Biblioteca di Piazza
noto, è stato articolato in cinque incontri.
Italia, sarà inaugurata una mostra d’arte con dipinti di Maria Teresa Conti, Maura
Nei prossimi mesi si parlerà degli infortuForzanini, Jennifer Gandossi, Rita Gherardi, Alessandra Maver, Valentina Persico,
ni domestici (argomento messo in calenLaura Pietra, Alfa Pietra. L’esposizione rimarrà allestita sino al 21 marzo, visidario per marzo) e poi dell’alimentazione
tabile negli orari consueti dell’apertura del Palazzo di Piazza Italia. A corollario
(tema in programma per aprile). Nel mese
dell’inaugurazione della rassegna di quadri, nella stessa serata del 6 marzo, ci sarà
di maggio si sta pensando di organizzare
un récital durante il quale Davide Boni e Sara Pesce leggeranno lettere d’amore
una “passeggiata salutare” sul territorio
con l’accompagnamento musicale di Federica Bertocchi, Cristina Gregis, Federico
nembrese. Le date di tali appuntamenti
Pezzotta e Guido Tacchini.
verranno pubblicate prossimamente.
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IL NEMBRO febbraio 2015
VITA PARROCCHIALE
LE ATTIVITÀ DIDATTICHE ALLA “CRESPI-ZILIOLI”
Una... panetteria
nella scuola
Tra la fine del mese di gennaio e l’inizio
di quello di febbraio
gli alunni della scuola
dell’infanzia Crespi-Zilioli si sono trasformati
in mini-fornai. Secondo quanto previsto dal
piano didattico Unico,
bello e ricco come il pane (del quale più volte
si è riferito su queste
pagine), i piccoli hanno
assistito, attentissimi,
nel salone della scuola,
alla dimostrazione di
come si prepara il pane. Anche attraverso le
pagine de Il Nembro, la
direttrice suor Nicoletta
Bosio e le insegnanti
desiderano ringraziare i titolari del panificio Voglia di pane e del Panificio Cuminetti
per la preziosa collaborazione. Sull’onda e a coronamento della dimostrazione, i “grandi” sono stati accompagnati al
laboratorio del panificio Voglia di pane;
successivamente, essi con i compagni più
piccoli, a scuola, si sono messi all’opera
con... “buonissimi” risultati nelle vesti, appunto, di... mini-fornai.
A breve si comincerà pure a parlare
di sentimenti. Il pane è composto da fa-
Nelle foto: sopra, bambini
della “Crespi-Zilioli” mentre assistono alla preparazione del pane da parte del
signor Mario, della panetteria Cuminetti; a sinistra,
un momento della visita
nel laboratorio del panificio “Voglia di pane”.
rina e acqua. Le persone sono costituite
dal corpo e dai sentimenti. Attraverso il
parallelismo acqua/sentimenti, e tramite,
come sempre, il gioco e le attività laboratoriali, le insegnanti porteranno i bambini alla scoperta di come i sentimenti possano trasformare il corpo. In particolare
si parlerà di amore e di rabbia. L’amore
porta il sorriso sul viso delle persone, le
arrabbiature causano il broncio. Con la
consueta attenzione e sensibilità le maestre sapranno tradurre in concreto, in mo-
COSTUMI DI CARNEVALE CERCANSI (in dono)
Alla scuola dell’infanzia Crespi-Zilioli si sta pensando di riattivare, nel 2016, il
servizio di noleggio dei costumi di carnevale per bambini. Quelli attualmente a
disposizione della scuola sono pochi e piuttosto datati. Chiunque ha nell’armadio
o nel ripostiglio vestiti di carnevale inutilizzati farà un gesto assai apprezzato donandoli alla “materna” di via Roma. Gli indumenti, in buono stato e puliti, possono
essere consegnati direttamente alla direttrice suor Nicoletta Bosio. Un grazie anticipato va a quanti aderiranno all’invito.
A MARZO TRE INCONTRI PER I GENITORI
A marzo, dopo una pausa di tre mesi, riprenderanno gli incontri di formazione per i genitori della scuola dell’infanzia Crespi-Zilioli. Ne sono stati messi in
calendario tre, due serali e uno pomeridiano. Ecco le date e gli argomenti che
verranno trattati: giovedì 5 marzo ore 20,30, Rabbia e comportamenti “aggressivi”
nei bambini; giovedì 19 marzo ore 14,30, Come promuovere l’intuito, la curiosità
e l’intelligenza del bambino; giovedì 26 marzo ore 20,30, La Pasqua di Gesù: io ci
credo e tu? Si può ancora essere cristiani?. Si confida in una folta partecipazione.
do coerente con l’età
dei loro alunni, un argomento astratto quale
è quello, nel caso specifico, dei sentimenti.
Per venerdì 13 febbraio, i bambini sono
stati invitati a presentarsi alla “materna”
in maschera; nella stessa giornata è stato,
per loro, fissato lo spettacolo di burattini
proposto da Virginio Baccanelli e intitolato Gioppino e la strega Maccherona; spettacolo offerto dal Comitato dei genitori, al
quale vanno tanti, tanti ringraziamenti.
Al rientro dalla vacanza di Carnevale, mercoledì 18 febbraio, giorno delle
Sacre Ceneri, ha preso avvio il progetto
di Quaresima Una tavola per... Partendo
dalla lettura commentata di un brano del
Vangelo, settimanalmente, sino a Pasqua
verrà sviluppato uno dei seguenti temi:
Una tavola per condividere; Una tavola
per offrire; Una tavola inondata di Luce;
Una tavola per Gesù. I quattro brani di
Vangelo prescelti e collegati ai temi sono rispettivamente quelli riguardanti: le
nozze di Cana, la storia di Zaccheo, il padre misericordioso, l’ultima Cena. In uno
spazio adeguato della scuola verrà pure
predisposta una tavola che sarà allestita
progressivamente con il “simbolo” inerente al tema della settimana: la tovaglia, i
piatti, le vivande, il pane e il vino. Questa
tavola, in sostanza, andrà a rapportarsi alla Pasqua come il presepio si rapporta al
Natale. Tutto ciò, ovviamente, ha lo scopo di scandire il tempo quaresimale e di
preparare i bambini, in modo semplice,
concreto e al contempo altamente significativo, alla festa della Risurrezione del
Nicoletta Carrara
Signore. IL NEMBRO febbraio 2015
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GIOVANI IN CARRIERA
MICHELE CANCELLI SI È LAUREATO ALLA “BOCCONI” DI MILANO;
HA PERFEZIONATO LA SUA PREPARAZIONE IN INGHILTERRA E NEGLI STATI UNITI
Un nembrese nel cuore di Londra
(e nel mondo dell’alta finanza)
Chi, occasionalQuale è stato, e
mente o per qualche
dove, il suo debutto
interesse
personale,
nel mondo del lavoro?
ascolta alla radio, in
«Alla sede lonparticolare su Radioudinese di Goldman
no oppure su Radio24,
Sachs, nella Divisione
le rubriche, in vari moche opera sui mercati
menti delle giornate
finanziari».
lavorative,
riservate
Come è stato l’atal mondo degli affari,
teggiamento dei suoi
alle news dell’econofamiliari di fronte ai
mia e della finanza, a
suoi orientamenti?
“come vanno le Borse”
«La mia famiglia
(nelle loro oscillazioni
mi ha sempre supporpiù o meno legate alle
tato ed incoraggiato privicende politiche interma negli studi e poi ha
nazionali, alla diffusioappoggiato le mie scelte
ne di dati e “rapporti”
lavorative, alla luce delsull’andamento di sole opportunità connesNelle foto: Michele Cancelli, 27 anni, figlio primogenito del sindaco Claudio Cancelli, nel
cietà e di comparti del suo studio e in alcune vie della capitale inglese.
se a questa esperienza
“mercato”), può avere
per il mio futuro».
e farsi abbastanza facilmente un’idea del e Finanza alla “Bocconi” di Milano e alIn sintesi può spiegare quale è atcontesto nel quale vive e lavora Michele la Wharton School di Philadelphia, negli tualmente la sua giornata-tipo?
Cancelli. Egli è nato dell’inizio del 1988; Stati Uniti. Ha poi ottenuto la laurea spe«La mia giornata lavorativa inizia, in
ha da poco compiuto i 27 anni. È il figlio cialistica in Quantitative Finance ancora genere, abbastanza presto, verso le 7 del
primogenito del sindaco di Nembro, Clau- alla “Bocconi”, spostandosi però frequen- mattino, con le riunioni operative che predio Cancelli, ed ha un fratello minore, temente – nel medesimo periodo – per cedono l’apertura dei mercati finanziari
Tommaso, nato nel 1991 che sta comple- corsi vari a Londra e altrove. Proprio, a europei dopo la chiusura di quelli asiatitando gli studi di architettura a Glasgow, Londra, dove ha cominciato ad immetter- ci. La giornata procede intensamente con
in Scozia. Proprio da un occasionale col- si nella professione, ha avuto l’opportuni- un picco nel primissimo pomeriggio (ora
loquio con il sindaco, al ritorno, con la tà di andar a conoscere la realtà anche di locale), quando, di solito, arrivano i vari
moglie, da un rapido viaggio negli Stati Wall Street, a New York, e l’ambiente dei comunicati, con i dati macroeconomici
Uniti per far visita al figlio maggiore là “grandi investitori” internazionali. Ora la aggiornati, dagli Stati Uniti. Verso sera ci
impegnato in un corso di aggiornamento base del suo lavoro è la capitale inglese.
si dedica più particolarmente all’analisi
Ecco, comunque,
professionale, è nata l’idea di questa serie
delle diverse situazioni
di note sui giovani nembresi in carriera. nella sostanza, il “botta
e alla modellistica maMichele Cancelli doveva essere il primo e risposta” scambiato
tematica».
degli “intervistati”. Di fatto, proprio per la con Michele Cancelli.
Dove lei lavora, ci
Che cosa l’ha porsua attività, che lo porta a spostarsi fresono altri italiani? Se
quentemente e che gli consente di rien- tata a lavorare all’esì, siete in contatto?
trare a casa solo sporadicamente – ogni stero?
«Sì, non moltissi«Ho
cominciato
tre o quattro mesi – non è stato agevole
mi, ma ci sono anche
“contattarlo”. Anche di recente è stato in a vivere, per qualche
altri italiani. Ci mandiverse grandi città europee; a Nembro lo periodo, fuori dall’Itateniamo in contatto
si è visto per pochi giorni nel periodo na- lia nell’estate del 2011,
anche per ragioni di
talizio. Comunque, ad un certo momento, e poi, in continuità,
lavoro, oltre che per
l’occasione per “quattro chiacchiere” è ca- dal gennaio del 2012.
trascorrere insieme il
pitata. E la sintesi del colloquio è riporta- A Londra ho ricevuto
tempo libero».
un’offerta di lavoro da
ta qui di seguito.
Come giudica l’eMichele Cancelli, dopo le “primarie” parte di una banca d’afsperienza che sta via Nembro, si è diplomato al Liceo scienti- fari americana, proprio
vendo?
fico “Amaldi” ad Alzano. Ha sempre avuto nell’estate del 2011. So«Molto positivanella matematica la sua “materia forte”, no riuscito a superare le
mente. Mi dà soddisfacoltivata anche con passione. Ha conse- prove di una selezione
zioni, anche se è parecguito la laurea triennale in Economia piuttosto impegnativa».
chio impegnativa. Mi
16
IL NEMBRO febbraio 2015
GIOVANI IN CARRIERA
rendo conto di trovarmi in una posizione
privilegiata. Lavoro e collaboro con colleghi giovani, assai preparati, che provengono da ogni parte del mondo. Con loro
c’è modo di confrontarsi, anche a proposito dei diversi stili di vita, delle diverse
abitudini».
Come partecipa alla vita locale?
Quali sono le differenze rispetto all’Italia, alle nostre situazioni?
«Durante la settimana, come ho
spiegato, sono abbastanza preso dal lavoro. Generalmente mi incontro ed esco
con gli amici nei fine-settimana. Rispetto
all’Italia, e in particolare rispetto alla realtà nella quale sono cresciuto, le differenze sono tante. A Londra non c’è... l’aria
di paese. C’è però il grande vantaggio di
scoprire ogni giorno cose nuove. Londra è
una città molto bella e dinamica, cosmopolita. Offre parecchie occasioni, oltre che
di impegno professionale, anche di arricchimento culturale, nonché di svago. Certo, Londra è pure una città piuttosto cara,
nel senso che può essere difficile viverci se
non si ha un buon posto di lavoro».
In fatto di preparazione specifica,
come si è trovato rispetto ai coetanei
di altri Paesi?
«Molto bene, nel senso che noi giovani italiani possiamo reggere abbastanza
agevolmente il confronto con i coetanei
sia a livello europeo sia a livello più vasto, mondiale. Sul piano europeo i nostri
maggiori “competitori” (chiamiamoli così)
sono i laureati francesi e tedeschi e quelli
che escono dalle “storiche” università inglesi di Cambridge e di Oxford. L’Italia, a
chi segue con impegno l’itinerario delle
scuole superiori e poi i corsi universitari,
dà una preparazione teorica sicuramente
di buon livello, completa. I giovani italiani
hanno così la possibilità, per certi aspetti, di essere maggiormente “innovativi”
rispetto ai coetanei che già nelle scuole
medie superiori sono portati a concentrarsi maggiormente sulle applicazioni
pratiche delle varie discipline, piuttosto
che sugli aspetti teorici».
Quali valutazioni o giudizi ha colto sull’Italia e sugli italiani?
«A Londra vivono e lavorano moltissimi italiani. Parecchi sono impegnati in
ristoranti o bar. Queste persone, a volte,
sono viste come lavoratori che si trovano
in posti che potrebbero essere occupati
da altri, del posto. Ma niente di particolare. Nella mia breve esperienza negli
Stati Uniti ho avuto l’impressione che là,
gli Italiani, si trovino meglio. Per il resto,
sul piano generale, in parecchi ambienti
resistono i soliti stereotipi che riguardano l’italiano medio. Il nostro è percepito
come un Paese con non poche difficoltà,
piuttosto... disorganizzato, non efficiente
in vari settori, ma pure come un Paese
molto ricco di Storia, di cultura, di opere
d’arte, di luoghi incantevoli: insomma,
una meta ideale per il turismo».
Nel mondo del lavoro e nella società in generale, quale spazio viene
lasciato ai giovani in Inghilterra?
«I giovani hanno moltissimo spazio.
La situazione inglese, sotto tale aspetto,
è parecchio diversa da quella italiana.
Da noi, in Italia, i giovani faticano assai
a farsi strada e ad esprimere al meglio le
proprie capacità e potenzialità».
Secondo lei, in che cosa dovrebbe
cambiare l’Italia per mettersi maggiormente al passo con i tempi attuali?
«Purtroppo mi trovo ad avere una
visione piuttosto negativa a proposito
del futuro dell’Italia. Credo che essa abbia ormai da tempo perso il treno delle
società moderne più avanzate. Molte, a
mio parere, sarebbero le innovazioni da
introdurre da noi. Ne cito una: la creazione di un mondo del lavoro maggiormente
stimolante, competitivo (a tutti i livelli),
più attento al merito, con retribuzioni
adeguate; specialmente in grado di evitare la fuga dei giovani all’estero. A questi
giovani il nostro Stato “paga” istruzione
e servizi sociali e sanitari nei loro primi
vent’anni; ma questo “investimento” poi,
con la situazione attuale, finisce per andare a... beneficio di altri Paesi, di quelli
nei quali tanti giovani italiani vanno ad
impegnarsi nel mondo produttivo».
Ai suoi coetanei, e ai ragazzi più
giovani, consiglierebbe di spostarsi
all’estero?
«Finché la situazione in Italia rimane
così, la mia risposta è scontata... ma già i
dati parlano chiaro».
Si fa abbastanza, in Italia, per la
preparazione, a tutti i livelli, delle
nuove generazioni?
«Per la preparazione in generale, per
la formazione, dico di sì. L’ho già accennato. Il problema, come ho spiegato, sta
nel trovare poi un adeguato sbocco al percorso formativo messo in atto».
Lavoro e carriera a parte, dia un voto alla qualità della vita in Inghilterra.
«La qualità della vita e delle relazioni
umane in generale, a mio modo di vedere, in Inghilterra è inferiore a quella italiana. La differenza deriva principalmente
dalla diversità dei rapporti tra le persone;
rapporti che, soprattutto nelle grandi città, tendono sempre di più a diventare
“veloci”, troppo fuggevoli e superficiali. E
poi, specialmente per noi italiani, la cucina, il cibo inglese... alimentano tanto la
nostalgia di quelli di casa nostra».
IL NEMBRO febbraio 2015
17
CRONACHE
ANCHE QUEST’ANNO IL CORSO DI INFORMATICA TENUTO DAGLI ALUNNI
DELL’“ENEA TALPINO” A BENEFICIO DEGLI ADULTI
Anziani e ragazzi “alleati”
nella caccia ai segreti del pc
Anche tra le persone non più
giovani, già ritiratesi dal mondo
del lavoro, tra le casalinghe di
una certa età, in quest’era che sta
facendosi sempre più “digitale” si
accentua la necessità di “saperne
di più” sulle moderne tecnologie
e, quindi, cresce il desiderio di
possedere le nozioni che servono
per usare il pc (personal computer), per scrivere e spedire una
lettera via e-mail, per entrare nella Rete e pescarvi quelle notizie
di Storia, di letteratura, di ogni
genere che in essa abbondano, oltre che
per ricevere news (come adesso si dice), e
persino per cogliere occasioni di viaggi e
programmarsi vacanze. Anche per andar
incontro a questa esigenza ed emergenza, da tempo avvertita via via a più ampio
raggio, qualche anno fa, su iniziativa del
Consiglio comunale dei ragazzi, tra gli
alunni delle medie dell’istituto comprensivo “Enea Talpino” è nata ed è stata concretizzata l’idea di mettersi a disposizione
degli adulti per insegnare loro i “segreti”
della avanzata digitalizzazione, per entrare, insomma, a pieno titolo, nel regno
di Internet. L’offerta (di insegnamento)
ha subito trovato una “domanda” superiore alle... risorse mobilitabili. In altre
parole, si è rapidamente formata una lista di adulti in attesa di farsi, davanti
al pc, “allievi” dei ragazzi. È capitato così
pure per la “scuola di informatica” anche
quest’anno varata dal Consiglio comunale dei ragazzi, articolata in cinque incontri (ogni venerdì, dalle 14,30 alle ore 16,
nella Biblioteca di Piazza Italia) con inizio
dal 30 gennaio e conclusione alla fine del
corrente mese di febbraio. Per gli allievi
(con i capelli più o meno argentei) che sono riusciti ad avere i dieci posti previsti
dal “progetto”, si è formato un “corpo insegnante” con dieci ragazzi, dei quali sei
provenienti dal gruppo “docente” dello
scorso anno e quattro impegnati ora come “matricole in cattedra”. Tutti questi
ragazzi appaiono molto motivati, premurosi, bravi nel rendere semplice, o quasi,
quello che per i loro speciali “allievi” abbastanza spesso non lo è affatto. Nicolò
Maggi, Simone Piantoni, Gaia Cotti, Fabio
Tomassoni, Francesco Tombini, Filippo
Ghilardi, Riccardo Silva, Davide Acerbis,
18
IL NEMBRO febbraio 2015
Due istantanee colte in Biblioteca durante il corso.
Raffaele Lenzi, Martina di Bacco sono i
nomi e i cognomi dei “prof” in questo periodo all’opera, in Biblioteca. I dieci adulti
sono assai contenti di apprendere le modernità dai ragazzi; e sono loro grati. Al
corso è in atto un passaggio di conoscen-
ze dalla generazione verde a quella che
non lo è più, e (anche) di esperienze dalla
generazione “matura” a quella “in fiore”.
Il tutto avviene in un clima di cordialità,
di reciproca comprensione, di condivisione assai significativo.
T.B.
DALLA “GIORNATA DELLA MEMORIA” AL “GIORNO DEL RICORDO”
Quel filo tra due date
In concomitanza con le annuali celebrazioni della “Giornata della
memoria” (27 gennaio, in omaggio
alle vittime della Shoah e delle persecuzioni nazifasciste) e del “Giorno
del ricordo” (10 febbraio, in omaggio alle vittime delle foibe e dell’esodo istriano-dalmata) gli alunni
delle classi 3ªD e 3ªE della Media
“Enea Talpino”, coordinati dalla
professoressa Annalisa Zaccarelli,
hanno allestito nella Biblioteca di
Piazza Italia una mostra con i materiali frutto delle ricerche e dei laboratorî svolti nella scuola negli anni
più recenti sulle vicende rievocate.
L’esposizione (per la quale i ragazzi
si sono prestati anche come “guide”
per i visitatori) ha destato notevole
interesse e ha trovato molti apprezzamenti positivi. Va sottolineato
l’impegno con il quale gli alunni
delle due classi si sono prodigati per
il buon esito dell’iniziativa attuatasi, appunto, tra martedì 27 gennaio
e martedì 10 febbraio. Come noto,
le due “Giornate”, in Italia sono state istituite (in fasi successive) agli
inizi di questo secolo XXI. Nelle foto:
due scorci dell’esposizione.
CRONACHE
PER LA PIOGGIA NIENTE SFILATA LA DOMENICA; DOPPIA FESTA NEL SALONE ADOBATI
Gli… scherzi di Carnevale
«A Carnevale... ogni scherzo vale»:
in questo 2015 anche il tempo (nel senso meteorologico) ha pensato di mettere
in pratica il vecchio proverbio. Ha offer-
Il 2 marzo al “Bazar”
La musica di Theresin
Al “Bazar della musica”, la serata
di lunedì 2 marzo, nella consueta sede presso le scuole medie “Enea Talpino”, sarà dedicata alla proiezione
(con commento in italiano di Alberto
Maggi) di un documento cecoslovacco
intitolato La musica di Theresin, che
parla del concentramento di artisti e
musicisti ebrei nella città di Terezinstadt, da dove venivano poi portati
nei campi di sterminio: un documento, dunque, che induce a riflettere.
to pioggia in gran quantità domenica 15
febbraio, quando era in programma la
sfilata lungo tutto il paese; ha fatto uscire il sole martedì 17 febbraio, quando la
“superanimazione” era stabilita al coperto. La grande sfilata è saltata. Ma tutti i
preparativi per approntare costumi di
Paperino, Paperina, Paperone, delle varie “bande”, non sono andati in fumo. Le
grandi feste si sono svolte nel salone “Don
Giuseppe Adobati”, dove, oltre a giochi e
ad animazioni di ogni tipo, c’erano anche
leccornie varie da gustare e si potevano...
combinare tanti piccoli scherzi tra amici.
“Carnevale a Paperopoli”, in poche parole, è andato regolarmente in scena, senza
farsi condizionare dalle bizze e dagli...
scherzi del tempo. I bambini, gli adolescenti e anche gli adulti che hanno preso
parte ai due appuntamenti, sono apparsi
tutti più che soddisfatti.
IL NEMBRO febbraio 2015
19
CRONACHE
Il
Festival
di
San Nicola
Era il pomeriggio del 14 febbraio,
ricorrenza di San Valentino, festa degli
innamorati; era l’ultimo sabato del periodo di Carnevale; in quello stesso giorno
si concludeva il Festival di Sanremo. Nel
salone/teatro della Casa di Riposo era
stata messa in cartellone la tredicesima
manifestazione denominata La Corrida,
nel ricordo della parata di “dilettanti allo sbaraglio” per tanti anni condotta da
Corrado (Mantoni). La kermesse musicalcanora si è avviata nell’ora stabilita. Ma
di fronte all’atmosfera creatasi nella sala,
innanzi agli sgargianti costumi indossati
dai protagonisti e, inoltre, al brio della
conduttrice, con il pensiero a quanto stava andando in porto sulla riviera ligure,
20
IL NEMBRO febbraio 2015
qualcuno ha proposto di chiamare l’evento 2015 non più Corrida ma Festival di San
Nicola. E come tale esso si è sviluppato. Le
canzoni non erano nuove (come a Sanremo); anzi, avevano una certa età (come
gli ospiti dell’istituzione che costituivano
il pubblico); però erano belle, coinvolgenti, tanto che, insieme con le “ugole” via
via proponentesi al microfono, le canticchiavano un po’ tutti. Ad un certo momento è comparsa persino una improbabile “Mina” per eseguire Grande, grande,
grande e Tintarella di luna. Alle sue prime
note (eseguite bene) s’è capito che in quel
momento la “tigre di Cremona” era chissà
dove. Gli applausi tuttavia sono stati tanti:
per i cantanti, per i gruppi, per l’orchestra,
CRONACHE
per il Coro Saranno famosi (che adesso dovrebbe cominciare a chiamarsi Siamo famosi), per i volontari del Gruppo Incontro,
per il Servizio di animazione, per tutti coloro, insomma, che si sono attivati per dar
vita ad un momento di vera allegria entro
la Casa di Riposo: dove ci si augura che in
questo periodo di Quaresima si facciano
più numerose le visite, come occasioni di
attenzione e di vicinanza a persone che
accolgono sempre con gioia chi arriva a
scambiar con loro qualche parola, a parlare del più e del meno, dei tempi attuali
e di quelli che furono. Presso la Casa si accolgono sempre a braccia aperte i nuovi
volontari. Per quanti si prodigano, si stanno svolgendo corsi di formazione.
Dai Soci Sostenitori donato
un letto alla Casa di Riposo
Neppure nel 2014 i “Soci sostenitori” hanno tralasciato
di attestare la loro concreta vicinanza alla Casa di Riposo.
Hanno infatti donato all’istituzione un letto manovrabile elettronicamente, che sarà utilizzato per migliorare il
servizio ai degenti che hanno bisogno di una particolare
assistenza. I mezzi necessari per l’acquisto del letto sono
stati raccolti con il gazebo, in cinque occasioni, allestito il
giovedì, in coincidenza con il mercato; con sottoscrizioni e
con iniziative varie. I “Soci sostenitori” ringraziano quanti li
hanno aiutati a realizzare, anche stavolta, il loro progetto,
e si augurano di poter andare avanti, con l’apporto di tutti,
anche nel futuro in questo loro impegno.
IL NEMBRO febbraio 2015
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22
IL NEMBRO febbraio 2015
CRONACHE
IL PROGETTO “THOR” ANDRÀ IN ATTUAZIONE SE TUTTI I COMUNI DEL COMPRENSORIO DIRANNO SÌ
Videosorveglianza sull’intera Val Seriana
con un vasto sistema di telecamere?
Si chiama Thor, dal nome di un nume
nel quale hanno molta fiducia gli Scandinavi. È un progetto per un vasto sistema
di videosorveglianza – unico a livello
nazionale – volto ad innalzare (in questi
tempi che presentano sempre più “insidie” di vario tipo) il livello di sicurezza e
di controllo su tutto il territorio cha va da
Ranica a Valbondione. Esso prevede la
installazione di una quarantina di telecamere di grande potenza sul perimetro del
comprensorio citato (in pratica, tutta la
Valle Seriana). Le apparecchiature dovrebbero essere collocate, in particolare, in
corrispondenza di tutti i principali varchi
viari, in entrata ed in uscita, oltre che in
diversi punti strategici, per... tenere d’occhio i veicoli in transito (mediante la “lettura delle targhe”) ed identificare quelli
che risultano rubati o comunque rientranti nell’interesse dell’autorità giudiziaria
per accertamenti o indagini di ogni tipo.
Le rilevazioni potranno essere utilizzate,
inoltre, per analisi statistiche del traffico
in generale anche in vista di interventi migliorativi della circolazione stradale.
Sul progetto Thor si sta lavorando da
circa cinque anni. Dopo essere stato sottoposto al vaglio preventivo da parte della
Prefettura di Bergamo e ad una attenta
ricognizione di tutti i costi (di installazione e di gestione), esso è stato approvato
il 22 dicembre scorso dall’ente che lo ha
concepito sotto la presidenza di Albero
Bigoni, sindaco di Ardesio, ossia dalla
Comunità Montana Valle Seriana; alla
riunione del sì all’iniziativa erano presenti i rappresentanti di 30 dei 38 Comuni
facenti parte della Comunità. Proprio la
Comunità ha stanziato i poco più di 435
mila euro necessari per la messa in opera
del sistema di videosorveglianza progettato e per la sua manutenzione sino alla
fine del 2016; dopo tale data gli 85.000
euro necessari ogni anno per la manutenzione saranno ripartiti e messi a carico dei
38 Comuni, in rapporto al numero dei loro rispettivi abitanti. L’intera operazione
è stata commissionata (per 15.500 euro)
all’ing. Livio Fratus di Trescore Balneario.
Perché il sistema di videosorveglianza
possa entrare effettivamente in funzione è
richiesto il sì di tutti i 38 Comuni aderenti
alla Comunità Montana Valle Seriana. Se
alcuni, o anche uno solo, diranno no, tutti
i fondi per esso previsti confluiranno nel
fondo per le opere di prevenzione del dissesto idrogeologico, sommandosi ai 980
mila euro a tale riguardo già stanziati dalla Comunità Montana Valle Seriana alla
fine del 2014. Fino ad ora il progetto Thor
è stato preso in esame da una ventina di
Consigli Comunali; e tutti si sono pronunciati positivamente. Anche il Comune di
Nembro ha espresso parere favorevole
nel corso della seduta straordinaria che il
Consiglio municipale ha tenuto il 12 febbraio scorso. Si è ora in attesa degli altri
pronunciamenti, che dovrebbero scattare
nel giro di poche settimane.
ORA ESSA SI CHIAMA “CONTINUITÀ ASSISTENZIALE”
Un nuovo numero per la Guardia medica
Con decorrenza da lunedì 16 febbraio è entrato in funzione, per tutta la
Provincia di Bergamo, un numero unico
per il servizio di quella che adesso viene
Esenti dall’Imu i terreni incolti
Un decreto legge del 24 gennaio
2015 ha disposto che nei Comuni classificati totalmente montani, secondo
l’elenco predisposto dall’Istat, per gli anni 2014 e 2015 i terreni agricoli e non
coltivati siano esenti dall’Imu. Nembro
rientra in tale casistica; perciò «i proprietari di terreni non edificabili ubicati
nel territorio di Nembro, non devono effettuare alcun versamento».
chiamata Continuità assistenziale e prima
era la Guardia medica. Tale numero è il
seguente: 035 35 35. Componendo tale
numero, chi ha bisogno di aiuto medico
urgente o comunque di qualche soccorso,
si trova automaticamente messo in contato con il medico della postazione di Continuità assistenziale competente per la zona
dalla quale arriva la chiamata. Lo smistamento avviene direttamente. Il numero
035 35 35 è attivo nei seguenti giorni ed
orari: dalle 20 alle 8 di tutti i giorni; dalle
8 alle 20 di tutte le domeniche e di tutti i
giorni festivi; dalle 10 dei giorni prefestivi
infrasettimanali alle 8 del giorno feriale
successivo alla festività infrasettimanale;
dalle 8 alle 20 di tutti i sabati.
I LAVORI PUBBLICI AFFIDATI A MASSIMO PULCINI, CHE GIÀ HA LA DELEGA PER LO SPORT
Mutamenti di incarichi entro la Giunta comunale
Di fronte ad una serie di importanti impegni e di pressanti
scadenze che si stanno profilando nell’ambito della gestione del
territorio, nei giorni scorsi è maturata, con un provvedimento
firmato dal sindaco, una redistribuzione degli incarichi all’interno della Giunta comunale. In particolare a Massimo Pulcini,
già titolare della delega per lo sport e per le politiche giovanili,
è stata data la delega anche per i lavori pubblici con esclusione delle tematiche di natura ambientale. L’arch. Candida Mignani, vicesindaco, che prima si occupava di tale settore (lavori
pubblici), mantiene la delega per la gestione del territorio e
delle tematiche ambientali. Tra gli impegni e le scadenze che
si stanno profilando nel contesto della gestione del territorio si
possono ricordare i seguenti: una variante generale del Piano di gestione del territorio; la definizione del nuovo piano
commerciale; l’attuazione dei contenuti del protocollo che di
recente è stato firmato con i Comuni di Albino, Pradalunga, Alzano Lombardo, Villa di Serio, Ranica, per la creazione di un tavolo permanente di confronto in vista di soluzioni condivise
e compartecipate per una serie di problemi di carattere ecologico, paesaggistico, urbanistico e così via; la gestione sinergica di
servizi di interesse sovracomunale; la valorizzazione dei centri
storici; la ricognizione analitica della situazione idrogeologica,
e tante altre problematiche, che ogni giorno si presentano per il
corretto uso del territorio e il rispetto dell’ambiente.
IL NEMBRO febbraio 2015
23
CRONACHE
PRONTO IL CALENDARIO DELLE INIZIATIVE PER LA PROSSIMA ESTATE
Previste vacanze al mare in Grecia
per i soci del Centro Diurno Anziani
Per il soggiorno marino estivo dei loro soci i dirigenti del Centro Diurno Anziani, in questo 2015, hanno scelto il Paese
del quale si sente continuamente dire che
è in grave crisi: Paese nel quale, però, chi
di recente vi si è recato dice che ci si trova
benissimo. Il Paese (lo si sarà intuito) è la
Grecia; la zona è quella di Corfù; l’hotel
si chiama Preveza Beach; il periodo della
vacanza va dal 1° al 15 settembre; la
quota per la camera doppia è di 950 euro;
il supplemento per la camera singola è di
290 euro. Il soggiorno montano invece, come già noto, è stato messo in programma
dal 22 agosto al 5 settembre nella ormai
conosciuta e “collaudata” località di Dimaro in Val di Sole. Si alloggia tra i monti allo
Sport Hotel Rosatti. A seconda delle sistemazioni scelte, le quote saranno di 875 o
955 euro. Prosegue la raccolta delle adesioni alle cure termali a Torre Canne; il
periodo è quello dal 24 maggio al 7 giugno; si ricorda che al momento della prenotazione occorre presentare il certificato
della prescrizione medica. Sono aperte le
iscrizioni pure per la fruizione delle cure
a Trescore Balneario consistenti in trattamenti inalatori ed insufflazioni. Appena
possibile verranno date ulteriori indicazioni sulle modalità e sui tempi di questo
servizio. Comunque per ulteriori informazioni sulle iniziative sin qui citate ci si può
rivolgere alla sede del Centro (angolo via
Papa Giovanni/via Bilabini) dal lunedì al
venerdì, dalle ore 9 alle ore 11,30.
È stata molto apprezzata l’ambientazione, nel salone seminterrato alla cascina solidale di via Kennedy, dei pomeriggi
danzanti della domenica dalle ore 15
alle ore 18; pomeriggi che sono molto frequentati da appassionati del ballo sia di
Nembro, sia di altri paesi del Circondario.
È stata indetta per martedì 24 marzo, alle ore 14,30, nella sede del Centro,
l’assemblea dei soci per l’esame e per
l’approvazione del bilancio consuntivo
2014. Si sta sviluppando bene la campagna del tesseramento per il 2015; i rinnovi delle adesioni da parte dei già iscritti
saranno possibili sino al 31 maggio; sino
alla fine di settembre proseguiranno invece le nuove iscrizioni. Per tutti c’è un
omaggio. In questo 2015, come già è stato
evidenziato più volte, ricorre il trentesimo anniversario della fondazione del
Centro. Si sta ancora lavorando alla preparazione del calendario delle iniziative
da mettere in atto per l’occasione. Sono
state già definite le date di due concerti
al “Modernissimo”: sabato 26 settembre
sarà offerta la possibilità di ascoltare un
quintetto classico formato da esponenti
dell’Orchestra giovanile italiana che ha
la sua base a Firenze; sabato 24 ottobre, invece saranno alla ribalta Gianluigi Trovesi (con clarinetto e sax) e Gianni
Coscia (con la fisarmonica); il duo non ha
certo bisogno di particolari presentazioni;
è molto affiatato ed ha registrato cd che
hanno ottenuto ampi consensi.
AL “MODERNISSIMO” NELLA SERATA DEL 18 MARZO,
IN CHIUSURA ALL’ANNO ACCADEMICO DELL’ANTEAS
Il ministro Maurizio Martina a Nembro
per parlare dell’Expo di Milano
Anche l’anno accademico
ministro Maurizio Martina,
2014/15, proposto dal Gruppo
che parlerà dell’Expo 2015 oroperativo di Nembro dell’Umai vicina all’apertura a Milaniversità Anteas (per la terno; egli risponderà anche ad
za età) – il terzo del ciclo sui
una domanda precisa: in qua“Paesi vicini, seppur lontani”,
le modo la manifestazione infocalizzato in particolare sul
ternazionale è un’opportunità
Sud dell’area presa in considepure per la Valle Seriana e per
Il ministro
razione – sta ormai volgendo
la Bergamasca? Impostato in
Maurizio Martina
al termine. Con il 2015/16 si
una modalità “straordinaria”
aprirà un nuovo ciclo. Nel programma l’incontro si svolgerà alla sera (inizio alle
2014/15, dopo l’appuntamento del 4 feb- 20,30), non nella sede consueta dell’audibraio (sull’Africa “dal punto di vista de I torium parrocchiale, ma al “ModernissiGinetti” – racconti di traversate di deserti mo”. Maurizio Martina, nel governo, ha la
o di altre zone del Continente Nero –) e delega per le politiche agricole, alimendopo quelle del 18 febbraio (con Giovanni tari e forestali, ossia per i settori che soBergamelli, esperto di Storia locale, chia- no più vicini al tema generale dell’Expo
mato a trattare dei “centocinquant’anni 2015. Il gruppo operativo locale dell’Anteche cambiarono Nembro”), restano in as sta organizzando per i mercoledì 10,
calendario due incontri: mercoledì 4 17 e 24 giugno, tre visite guidate all’Exmarzo, con l’intervento di tre relatrici di- po; la possibilità di parteciparvi è starettamente impegnate nel settore (Anna ta aperta a tutti (e non solo agli iscritti
Maioli, Elina Carrara, Mimma Pelleriti) si all’Università per la terza età); gli interesparlerà della vita in carcere (Il volonta- sati a usufruire di queste occasioni sono
riato e la realtà dell’istituto carcerario di invitati ad iscriversi al più presto presso
Bergamo); mercoledì 18 marzo ci sarà la sede della Cisl, in via Mazzini (di fronte
l’incontro conclusivo con l’intervento del al negozio Cortinovis di frutta e verdura);
telefono 035 470 725.
A coronamento dell’attività dell’inINCONTRO IN BIBLIOTECA DEI NEMBRESI NATI NEL 1945 tero anno accademico è stata prevista,
come sempre, una gita: essa si svolgerà il
Un gruppo di Nembresi nati nel 1945 hanno deciso di invitare tutti i loro coe13 maggio avendo come meta Mantova,
tanei ad allestire una festa per il raggiungimento dei settant’anni. Il programma è
città dalla quale lungo il Mincio si andrà
da definire. A tale scopo venerdì 13 marzo, con inizio alle ore 20,30, si svolgerà
al monastero di San Benedetto Po. Pure
una riunione presso la “sala verde” della Biblioteca di Piazza Italia. I promotori
per questa gita si stanno raccogliendo le
dell’iniziativa confidano fortemente in una nutrita partecipazione.
adesioni, sempre presso la sede della Cisl.
24
IL NEMBRO febbraio 2015
VITA PARROCCHIALE
VIANA
È SEMPRE
PRESENTE
APPRONTATO DA CECILIA MORLOTTI,
VOLONTARIA MISSIONARIA LAICA ORA OTTANTACINQUENNE
In un libro ricordi e fotografie
di un quarto di secolo vissuto in Africa
Nella cartoleria No problem, in via
Garibaldi, 15, e nella rivendita di giornali situata in via Ronchetti, all’inizio
del paese, verso Viana, da alcune settimane è disponibile un libro di circa 200
pagine, con molte foto in bianco e nero
che sulla copertina ha soltanto il titolo.
L’Africa che non ti aspetti. Per sapere chi
l’ha scritto bisogna passare alla prefazione, dettata da un ex alto funzionario
dell’Unicef. L’autrice è Cecilia Morlotti,
che ora ha 85 anni, gran parte dei quali
trascorsi nel mondo del servizio degli
ammalati, dei poveri e dei disagiati. Lei
stessa spiega come le è venuta l’idea
della pubblicazione, realizzata in questi recenti tre anni: «I miei parenti e le
mie nipoti mi chiedevano sempre dove
ero stata e che cosa avevo fatto. Anziché
parlare, ho preferito mettere nero su
bianco, dettando la mia storia ad una
mia pronipote seduta al computer. Mi
ha dato una mano anche una studentessa fresca di diploma delle scuole medie, mia vicina di casa. Poi ci sono stati
altri apporti». Il libro è risultato pronto
alla fine dell’anno scorso. Ne sono già
andate in giro parecchie copie, ad offerta libera, partendo da un minimo di
10 euro. Cecilia Morlotti è nata nel 1929
in una famiglia numerosa di Viana. Da
ragazza ha aiutato il padre, le sorelle
e i fratelli nel lavoro nei campi ed ha
conseguito il diploma dell’avviamento
commerciale frequentando a Bergamo
corsi domenicali. Una delle sue sorelle
che lavorava alla filatura Crespi ad un
certo punto è entrata nelle Pie Madri
della Nigrizia a Verona, per poi partire
per l’Egitto, dove ha operato per una
sessantina d’anni: Suor Eugenia (questo
il suo nome) vi è morta a 90 anni ed è
stata sepolta ad Alessandria d’Egitto.
Cecilia Morlotti ha occupato il suo posto alla filatura di cotone, prima come
operaia poi come impiegata. A 17 anni
ha cominciato a pensare di andare nelle
Missioni. A 22 anni, nel settembre del
1951, ha trovato il modo di realizzare la
sua vocazione recandosi in Belgio, tra le
Ausiliarie laiche missionarie. Si è diplomata infermiera, specializzata nelle
malattie tropicali. Ha seguito corsi anche in Francia. Ha poi agito a Milano in
un Centro di accoglienza di studentesse
straniere. Nel 1959 finalmente è andata
nel continente nero, trovando la sua base a Bukavu, capoluogo del Kivu, nello
Zaire (ex Congo belga). Vi è rimasta sino
al 1983; tornata in Italia, è stata occupata a Milano ancora a lungo prima di
rientrare a Viana, luogo delle sue origini
dove adesso abita. Nel libro Cecilia Morlotti racconta (con brio) e documenta
(con tante immagini) la sua esperienza
africana. Nelle ultime pagine trova un
piccolo spazio per trattare pure della
sua famiglia e di come si viveva in tempi
lontani nelle case contadine. Con quello
che riuscirà a ricavare dalla distribuzione del libro, dopo aver pagato le spese,
Cecilia Morlotti pensa di comperare un
tipo speciale di stufe da mandare nei
più poveri villaggi africani per facilitare
la cottura del cibo, fuori dalle capanne,
alle “mamme del Kivu”, alle quali, oltre
che a tutta la gente dello Zaire, ha dedicato la sua impresa letteraria.
In piena adesione al proprio stile di
coltivare intensamente le tradizioni strettamente locali senza dimenticare l’importanza dell’adesione a tutte le attività
della comunità parrocchiale di Nembro
nel suo insieme, anche nelle scorse settimane Viana ha... fatto il suo dovere in
occasione dei diversi appuntamenti sopravvenuti. Nella Vicinia si sono creati
(come negli anni passati) quattro dei 17
gruppi resisi attivi in paese per la “catechesi nelle case”, con riflessioni su pagine del Vangelo. Per cinque settimane, al
martedì sera, tali gruppi si sono incontrati
nelle case di Dina Facchinetti Acerbis, in
via Cimarosa (foto più grande, tra quelle
in alto), di Stefania Noris, in via Roma 45,
di Pietro Bosatelli, in via Rotone 19/B, e
di Cecilia Morlotti, in via Verdi 6/A (da
sinistra a destra nelle foto più piccole). In
totale alle riunioni hanno preso parte una
sessantina di persone, con una adesione
che non si discosta granché da quella
del 2014. Gli incontri sono stati giudicati produttivi (sul piano della formazione
personale) da tutti i partecipanti ai medesimi. Oltre che in questa, che è diventata
una radicata consuetudine nell’avvio di
ogni nuovo anno nella Parrocchia di San
Martino, Viana si è inserita a fine gennaio
nella Giornata mondiale per la lotta alla
lebbra, contribuendo alla raccolta di offerte in cambio del “miele della solidarietà” posto sul banchetto allestito dagli
amici dell’Aifo (l’associazione che si rifà
all’opera di Raoul Follereau) ed ha dato
il proprio contributo – in cambio di primule messe in distribuzione da aderenti
al C.I.F. e all’Azione Cattolica – pure nella
“Giornata per la vita”. Anche nel mese di
gennaio sono proseguiti i commenti positivi all’idea di allestire (in occasione del
Natale) una mostra di presepi, anziché un
presepio unico; ora si sta valutando il da
Matteo
farsi alla fine di questo 2015.
IL NEMBRO febbraio 2015
25
CRONACHE
L’ANNUALE CONVEGNO DI STUDI INDETTO DAL CENTRO DAINA
Dal Seminario a Nembro
per “L’ottava porta”
C’erano (foto qui a destra) anche gli
alunni dell’ultimo anno del Liceo del Seminario di Bergamo – e con tra loro pure
il nembrese Taddeo Rovaris tra gli studenti (per lo più universitari) che hanno assistito alla diciottesima edizione del convegno di studi de L’ottava porta svoltosi il
30 gennaio scorso. È questa una manifestazione di alto livello culturale che Nembro accoglie ogni anno, di solito in questo
periodo, presso il Centro odontostomatologico Daina, nella zona di via Carso,
per rendere omaggio alla memoria del
dottor Enzo Daina, fondatore del Centro
stesso oltre che a lungo medico condotto
del nostro paese. Alle sue origini l’iniziativa veniva imperniata su temi prevalentemente medici, in senso generale o specificamente rivolti ai problemi della cura
dei denti. Con il tempo l’obiettivo si è allargato a problematiche di ampio respiro,
a tutto campo. Esperienza e narrazione era
il tema scelto questa volta. In adesione al
programma annunciato anche sull’edizione de Il Nembro dello scorso mese, esso
è stato sviscerato nella mattinata del 30
gennaio, in due fasi (intervallate da una
breve pausa per un caffè): ha parlato il
prof. Il Silvano Petrosino, docente di teoria della comunicazione e di filosofia morale presso l’Università cattolica a Milano
ed a Piacenza. Nel pomeriggio è stato possibile ascoltare una relazione proposta da
Glenda Franchin, docente di teoria e filo-
sofia della comunicazione. Le finzioni del
benessere tra narrazione ed inganni è stato
l’argomento analizzato nella specifica circostanza. Al prestigioso incontro hanno
Aido e Avis: assemblee
Nel fine settimana dell’uscita di
questa edizione de Il Nembro sono
in programma le assemblee annuali
dell’Aido e dell’Avis locali. Sede per
entrambe: la Casa della comunità, vicina alla plebana. L’assemblea
dell’Aido è stata convocata per sabato 21 febbraio, ore 18; l’assemblea
dell’Avis è stata indetta per domenica 22 febbraio, ore 9.
È GIÀ IN ATTIVITÀ IN VIA ROMA; C’È TUTTO PER L’ORTO E PER IL GIARDINO
Nuovo punto vendita
del Consorzio Agrario
Da sabato 14 febbraio è entrato in attività a Nembro, in via Roma 33, all’altezza
del semaforo per l’incrocio con via Camozzi, il nuovo punto vendita del Consorzio
Agrario: negozio nel quale, come dice un
volantino da tempo in distribuzione, si
trova tutto il necessario «per l’orto, il giardino, gli animali domestici, il tempo libero
da impegnare lavorando all’aria aperta».
Si possono avere anche suggerimenti da
parte di esperti per le diverse attività sopra indicate. Non c’è stata inaugurazione
ufficiale. Però, per quanto si è appreso, ci
sarà presto una manifestazione di presen26
IL NEMBRO febbraio 2015
tazione del nuovo “centro”, con il quale il
Consorzio Agrario è tornato a Nembro, dove era già presente in un lontano passato.
partecipato diversi docenti universitari di
varia provenienza. Ai convenuti, all’inizio,
ha rivolto il saluto il dottor Pietro Daina,
figlio del compianto dottor Enzo Daina,
che ai convegni, de L’ottava porta dedica
sempre particolari premure perché tutto
proceda nel migliore dei modi. Molti studenti arrivano a Nembro in coincidenza
con la manifestazione o per ascoltare direttamente docenti dei loro atenei o per
seguire relazioni che si riferiscono a tematiche delle loro ricerche. Anche stavolta la
manifestazione si è attuata ottimamente,
raccogliendo, come sempre, lusinghieri
consensi. Gli alunni del Seminario di Bergamo sono stati invitati espressamente
dalla presidenza del Convegno e sono arrivati a Nembro con un loro insegnante.
PARROCCHIA DI S. ANTONIO DI PADOVA
COME MOMENTO PERIODICO PER RIFLETTERE SULLA SPIRITUALITÀ DI ANGELO GIUSEPPE RONCALLI
O SU EPISODI SIGNIFICATIVI DELLA SUA VITA
A Gavarno un “Cenacolo di Papa Giovanni”
All’indomani della canonizzane, e ne verrà proposto uno ogni
zione di Papa Giovanni XXIII (insiemese, collocato al sabato, prima
me a Giovanni Paolo II) – canonizdella Messa vespertina delle ore
zazione avvenuta il 27 aprile scorso
18. La speranza è che questi “Ce– si è manifestato il timore di una
nacolo” trovino una sempre più
flessione delle attenzioni verso il
ampia adesione.
Pontefice nato a Sotto il Monte e
Per quanto riguarda la... orsempre rimasto vivo nel cuore deldinarietà delle attività nella Parla gente. Si è ipotizzato il rischio
rocchia dedicata a Sant’Antonio di
di una valutazione di tale evento
Padova, dopo la celebrazione, se(la canonizzazione) come punto
condo lo schema ormai collaudadi arrivo di un lungo cammino
to, della ricorrenza della Madonna
iniziato subito dopo la morte del
di Lourdes e della “Giornata del
Papa promotore del Concilio e, in
malato”, è cominciata l’attuazioparticolare nella Bergamasca, conne del programma “quaresimale,
cretizzatosi pure nel lancio di una
basato sostanzialmente su questi
pubblicazione periodica (Echi di
punti:
Papa Giovanni nel mondo) volta
ogni venerdì, alle ore 17,15,
a raccogliere testimonianze nei rinella chiesa dedicata a San Gioguardi di Angelo Giuseppe Roncalli
vanni XXIII, Via Crucis;
e segnalazioni di “grazie” ricevute
sempre al venerdì, alla seper sua intercessione. Promotore
ra, “Cena del povero” incontro nel
di tale iniziativa fu don Antonio
segno della iniziativa varata alcuPesenti, allora Cancelliere della
ni anni fa, con l’intento di raccoCuria vescovile, nonché membro
gliere, anche così, qualche mezzo
di quella Congregazione dei Preti
finanziario da destinare all’aiuto ai
del Sacro Cuore, della quale anche
poveri, vicini e lontani;
Papa Giovanni XXIII, proclamato Santo il 27 aprile scorso, insiePapa Giovanni si sentiva orgoglio- me a Papa Giovanni Paolo II.
ogni martedì, catechesi per
so di far parte.
gli adulti, secondo lo schema sePer evitare il rischio di un “calo” del- nacoli” è stata subito diffusa un po’ ovun- guito pure nella Parrocchia di San Marla devozione popolare verso San Giovanni que. “Cenacoli” sono nati in Piemonte e tino.
XXIII, nella Fondazione bergamasca lega- in Sicilia, nel Milanese e a Malta. L’attività
Anche durante la Quaresima proseta al suo nome, con sede presso il Semina- è partita a dicembre, focalizzando l’atten- gue la raccolta delle adesioni al progetto
rio di Bergamo alta, è stata presa la deci- zione – sulla base di schede predisposte Metti la tua firma sul “sogno” di Gasione di procedere lungo due direttrici: dalla Fondazione – su quello che significò varno: “sogno” consistente nella costruanzitutto nel continuare la ricerca di la visita compiuta da Papa Giovanni, nel zione del nuovo Centro parrocchiale, del
documenti concernenti la vita di Ange- giorno di Natale, all’ospedale del Bam- quale si è già riferito diffusamente nei
lo Giuseppe Roncalli, con la conseguente bin Gesù a Roma, proprio all’inizio del mesi scorsi. A proposito di “tale “sogno”,
divulgazione dei medesimi in presenza di suo pontificato. A gennaio, come evento sono in vista altri passi importanti: enmotivi inducenti alla loro pubblicazione da porre al centro dell’attenzione, è sta- tro la metà di marzo, oppure subito do(in libri o riviste); e poi – ecco la seconda to scelto l’annuncio del Concilio, fatto da po, dovrebbe essere pronto il progetto
direttrice, sulla quale si è prodigato for- Papa Giovanni nella basilica di San Paolo definitivo, redatto dopo l’arrivo di tutte
temente don Ezio Bolis, direttore della fuori le mura.
le necessarie autorizzazioni per il via al
Nei “Cenacoli” prima si legge il testo varo dell’opera. La disponibilità del proFondazione citata – lancio dei “Cenacoli
di Giovanni”. In che cosa consistono tali o si rievoca l’episodio di volta in volta pri- getto definitivo dovrebbe consentire di
“Cenacoli”? Sostanzialmente in momenti vilegiati; poi si prega. In chiusura agli in- mettere in moto la complessa procedura
nei quali gruppi di persone – gruppi atti contri è previsto pure un momento “con- burocratica per giungere al più presto ana diventare anche “di preghiera” – si im- viviale” – uno spuntino – teso a facilitare che all’effettiva apertura del cantiere. A
pegnano ad approfondire la spiritualità la conoscenza reciproca e ad alimentare Gavarno è forte l’attenzione verso quello
di Angelo Giuseppe Roncalli partendo da l’amicizia tra i partecipanti al “Cenacolo”. che si fa o accade a proposito del nuovo
Insieme a Ponte Nossa, Gavarno – Centro pastorale. È importante che – apsuoi gesti particolarmente significativi e
– principalmente – da suoi testi, con in proprio per il suo vincolo di lunga data punto anche attraverso le firme sui moprimis quelli del suo “Giornale dell’ani- con Papa Giovanni – si è collocato tra le duli in distribuzione – venga incrementama”. Attraverso la “rete” di Internet (www. prime località della diocesi di Bergamo ta la disponibilità di mezzi finanziari da
fondazionepapagiovanni.it) l’idea dei “Ce- apertesi all’idea del “Cenacolo”. Ne vie- investire nell’opera.
IL NEMBRO febbraio 2015
27
VITA PARROCCHIALE
ALCUNE TESTIMONIANZE RACCOLTE AL TERMINE DEGLI INCONTRI DI APPROFONDIMENTO
Il percorso di preparazione al matrimonio
nel racconto di fidanzati che l’hanno fatto
«... Arrivare in una Parrocchia che non è la tua e sentirsi
a casa; avere qualcuno che mette a disposizione il suo tempo,
la sua esperienza per dirci che vale la pena credere ancora nel
matrimonio e in Qualcuno che ci vuole bene per quello che siamo...».
«... Gli animatori non si sono eretti sul piedistallo della
coppia perfetta, hanno manifestato una particolare umanità e
umiltà che hanno permesso di capire come l’amore, la fede e
l’affidarsi a Dio, possano davvero diventare la base per superare
ogni difficoltà...».
«... Abbiamo iniziato questo percorso con l’intenzione di
seguire un itinerario serio, forte, che mettesse in discussione le
nostre scelte. Nei vari incontri ci siamo trovati a discutere su
argomenti che non avevamo mai affrontato tra di noi, che davamo per scontati. Adesso che il percorso è finito possiamo dire di
aver rafforzato il nostro rapporto, di esserci avvicinati a Dio...».
«... Don Giuseppe è molto preparato, davvero coinvolgente
anche relativamente a tematiche difficili e normalmente nuo-
ve. Ci sono piaciute la sua umanità e l’assenza di giudizi e pregiudizi...».
Parole semplici – quelle sin qui riportate – di alcune coppie
di fidanzati scritte per raccontare l’esperienza da loro vissuta e
condivisa con gli altri partecipanti al percorso di formazione al
matrimonio organizzato dalla Parrocchia di Nembro e guidato
da don Giuseppe Belotti; parole che spronano nel proseguire
l’impegno con la speranza che i fidanzati continuino a ricevere
qualcosa da noi animatori e con la certezza che noi riceviamo
molto da loro per continuare a procedere nella nostra vocazione
matrimoniale.
Con una nutrita partecipazione di fidanzati, nella serata di
sabato 7 febbraio si è concluso il periodo dell’approfondimento
– successivo al corso vero e proprio, terminato a dicembre – con
il terzo incontro facoltativo dal tema: Dieci tratti dell’uomo Gesù;
gli altri temi trattati sono stati: Un amore per tutta la vita: i figli
e Ascolto di Dio e ascolto dell’uomo: la potenza della preghiera.
Stefano e Valter
IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI RELIGIOSI NELLA PARROCCHIA DI S. ANTONIO ABATE
A Lonno si celebra il triduo dei defunti
Da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo a Lonno sarà celebrato il
Triduo dei defunti con il seguente programma: venerdì, alle ore 20,30, Messa;
sabato, alle ore 18, Messa; domenica,
alle ore 10, Messa; al termine, processione verso il cimitero. Nella Parrocchia intitolata a Sant’Antonio Abate i principali
appuntamenti religiosi e formativi dei
prossimi giorni sono i seguenti:
mercoledì 24 febbraio, ore 20,30,
catechesi per gli adulti e i giovani;
venerdì 6 marzo, alle ore 8, Messa,
e alle ore 20, Via Crucis;
28
IL NEMBRO febbraio 2015
martedì 10 marzo, alle ore 20,30,
catechesi per gli adulti e i giovani;
venerdì 13 marzo, alle ore 8,30,
Messa, e alle ore 20, Via Crucis;
domenica 15 marzo, nell’ambito
dell’Unità pastorale, alle ore 15, all’Oratorio di Nembro, incontro dei genitori dei
cresimandi;
martedì 17 marzo, alle ore 20,30,
incontro per gli aderenti all’Azione Cattolica;
venerdì 20 marzo, alle ore 8,30,
Messa, e alle ore 16, Via Crucis soprattutto
per i ragazzi;
domenica 29 marzo, festa delle Palme: alle ore 9,45, benedizione dei rami di
ulivo e corteo; ore 10 Messa.
Sabato 21 marzo la Compagnia teatrale di Lonno Fil de fer presenterà a Cene
la commedia Du pader de trop.
Qui sotto: a sinistra, ragazzi, giovani
e adulti all’Oratorio di Lonno in occasione
della Festa di San Giovanni Bosco là organizzata; a destra, bambini battezzati a
Lonno nel 2014, insieme ai loro genitori e
al parroco, in occasione della celebrazione
svoltasi nella Festa del Battesimo di Gesù.
SPORT
MENTRE ALL’INIZIO DI FEBBRAIO SI È INTERROTTA LA LUNGA STRISCIA POSITIVA DELLA SQUADRA PORTABANDIERA
Nel nutrito vivaio della “Nembrese”
ci sono “Pulcini” che sanno volare
Domenica 1° febbraio, quarta giornata del girone di ritorno, per la squadra
portabandiera della Nembrese Calcio si è
interrotta la striscia di imbattibilità che
durava da tredici giornate. Gli “azzurri”
sono stati sconfitti (3-1, rete “azzurra” su
rigore calciato da Sagna) in trasferta dal
Cenate Sotto, capolista incontrastato del
girone B del campionato provinciale Figc
di Seconda Categoria. Il 18 gennaio si è
disputato il match Trescore-Nembrese (11, autogol a favore degli “azzurri”); nella
domenica successiva, in casa, la Nembrese ha superato la Villese (4-1, con reti dei
nembresi Gandossi, autore di una doppietta, Ghilardi e M. Rondi). Al momento
di preparare queste note, la “Nembrese”
si trovava, con 31 punti, in sesta posizione nella classifica del suo girone.
Ecco ora una carrellata dei risultati
ottenuti, tra la fine di gennaio e l’inizio
di febbraio, dalle varie squadre che compongono il “vivaio” della “Nembrese”. Tra
parentesi vengono segnalati i nomi dei
marcatori “azzurri”. Si ricorda che le compagini degli Allievi Figc e dei Giovanissimi
Figc sono approdate alla fase regionale
del campionato, dove il livello è maggiormente competitivo. Questo, dunque, il
quadro dell’attività. Juniores Figc: Nembrese-Casnigo: 5-1 (doppietta di Ghilardi,
La compagine dei Pulcini 2005 della Nembrese Calcio per la stagione 2014/15.
una rete ciascuno per Parsani, Koouba e
Abdi); Endine-Nembrese: 3-1 (Faccini). Allievi Figc: Torre Boldone-Nembrese: 2-1
(Rondi); Nembrese-Brembate Sopra: 3-0
(Rondi, Pezzoli, Cortinovis); San Pellegrino-Nembrese: 1-0. Giovanissimi Figc:
Aurora Seriate-Nembrese: 2-0; Nembrese-Falco: 0-4; Romanese-Nembrese: 9-0.
Il 25 febbraio, alle ore 18, ai “Saletti”,
questi ragazzi si giocheranno l’accesso ai
quarti di finale del Trofeo Ciatto contro
l’Almè. Giovanissimi Csi 2001: dal momento della pausa natalizia e invernale,
non hanno ancora ripreso a giocare. Esordienti Figc 2002: Nembrese-Accademia
Valseriana: 3-1 (Rondi, Salvi, Rossoni);
AlzanoCene-Nembrese: 3-0. Esordienti
Csi 2003: Oratoro Albino-Nembrese: 0-2
(Alberti, Agazzi). Pulcini Csi 2005: Nembrese-Verdellino: 2-0 (Mansouri, Baroni);
posizione in classifica: primi. Pulcini Csi
2006: Nembrese-Oratorio Albino: 1-2 (Ba).
Tutte le gare in programma nel fine
settimana del 7/8 febbraio – come viene
riferito anche in altra pagina – sono state
sospese a causa della forte nevicata.
Storie di viaggi
e sogni realizzati
Nelle sedi del GAN (in via Nembrini) e del CAI (via Ronchetti 25) prosegue
ogni martedì alle 21 Raccontarsi, serie
di serate nelle quali, da coloro che ne sono stati protagonisti, vengono presentati
scalate, viaggi e sogni realizzati. L’accesso è libero. Il programma per le prossime
settimane prevede: 24 febbraio, sede
del GAN: Antartide 2002, con Aurelio
Messina ed Ennio Capitanio; 3 marzo,
sede del CAI: La grande course, con Pietro Lanfranchi; 10 marzo, sede del GAN:
Kailash, la montagna sacra, con Paola
Cugini e Vanni Bergamelli; 17 marzo,
sede del CAI: Traversata delle Alpi in
mtb e Un racconto a sorpresa, con Stefania Valsecchi; 24 marzo, sede del GAN:
Cime nel deserto, montagne del Sahara, con Graziella Boni e Fabrizio Guerini.
IL NEMBRO febbraio 2015
29
SPORT
È ARRIVATA ABBASTANZA IN ALTO IN UNA CLASSIFICA CHE, PERÒ, È MOLTO CORTA
La “Gavarnese” è ripartita col proposito
di non abbandonarsi... alle illusioni
Nelle ultime quattro uscite
qualcosa di più. Per il momento c’è
(prima del 15 febbraio) nel campioda essere contenti di stare dove si
nato di Promozione (girone C), la
è, anche se... sperare non è vietato!
prima squadra della Gavarnese CalPer chi vuole saperne di più – a procio ha ottenuto quattro risultati (o
posito delle vicende della “Gavarneesiti) differenti. Come è possibile?
se” –, ogni settimana, sul sito web
No, ciò non ha niente a che vedere
http://asdgavarnesecalcio.it si possocon delle nuove strane regole o con
no trovare il commento sulle gare
una anticipazione, a suo riguardo,
della prima squadra e le interviste
delle innovazioni tecnologiche che
post-match ad Andrea Foresti e al
presto saranno introdotte negli stamister avversario.
di italiani delle Serie maggiori: dalla
Al momento di preparare questagione prossima, pare, sulle porte
ste note, i ragazzi della Juniores,
dei campi di gioco verranno instalavevano disputato solo due gare del
lati sensori che permetteranno di
girone di ritorno del loro campiostabilire se la palla abbia sorpassato
nato: Rovetta-Gavarnese (0-3) e Gao meno la linea bianca. Semplice- Una pagina del sito web della Gavarnese Calcio.
varnese-Sebinia (4-0). Con 30 punti,
mente – tornando qui alla faccenda
anche loro si trovavano in terza podei quattro esiti differenti – la formazio- na cominciato e la graduatoria appariva sizione nella classifica del loro girone, a
ne verde-arancione, guidata dal sempre- molto corta: solo quindici lunghezze, in- meno quattro punti dal Baradello, testa
verde Andrea Foresti, dopo essere cadu- fatti, separavano i verde-arancione dalla di serie. La gara contro la troupe Città di
ta sul campo casalingo dei “Saletti” per zona playout. Come stabilito all’inizio del Dalmine, valida per l’accesso alla semifiuna rete a zero in favore del Ponteranica, campionato, l’obiettivo primario resta la nale del Torneo Bonacina, a causa della
ha espugnato il campo della Romane- salvezza “tranquilla”. Oggettivamente, neve, non era ancora stata disputata.
Davide Grigis
se (0-2, con reti di Ndiaye e Covelli) e ha del resto, è ancora prematuro sognare
chiuso con un pareggio a reti inviolate la
partita casalinga col Sebinia Alto Sebino.
L’8 febbraio, poi, si sarebbe dovuta disputare la gara Sellero Novellese-Gavarnese;
È stato messo in cantiere (con avvio in questo periodo) un corso primaverile
ma essa è stata rinviata per neve. A quel
di danze popolari, articolato in otto incontri (al venerdì sera dalle ore 21 alle ore
punto la classifica parlava chiaro: la “Ga22,45) presso la palestra di danza delle Scuole Medie, in via Riccardi. La quota è
varnese” si trovava in terza posizione,
stata fissata in 50 euro. Per iscrizioni ed informazioni ci si può rivolgere all’Ufficio
da sola, con 34 punti, a meno tre punti
Sport del Comune, situato presso la Biblioteca di Piazza Italia.
dalla vetta. Il girone di ritorno era appe-
PER GLI APPASSIONATI DELLE DANZE POPOLARI
30
IL NEMBRO febbraio 2015
AMARCORD
ALLA FINE DEGLI ANNI ’40 /INIZIO DEGLI ANNI ’50 L’EDIFICIO ERA LA SEDE ANCHE DELL’ORATORIO DELLE RAGAZZE
Nel cortile dell’asilo “Benigno Crespi”
le radici del volley femminile a Nembro
La recente scomparsa di Paolo Tomassoni, che insieme a Giorgio Gritti e
ad altri, con il logo del “Presolana gran
liquore”, contribuì a portare la pallavolo
femminile nembrese ai più alti livelli in
campo nazionale, ha indotto qualcuno, e
in particolare Giorgio Marcassoli e Flavio Persico, ad andare alla ricerca delle
radici locali di questo sport che, proprio
nell’ambito “rosa”, in paese continua ad
avere un assai ampio seguito, con risultati
tuttora di notevole rilevanza. Le “indagini”
hanno consentito di far emergere notizie
e puntualizzazioni di cospicuo interesse.
A Nembro la pallavolo femminile è nata,
negli anni subito dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, nel complesso oggi
costituito dalla scuola dell’infanzia “Crespi-Zilioli”, che a quell’epoca era l’asilo infantile “Benigno Crespi”, ad un certo punto diventato anche Casa delle Suore di
Maria Bambina (fondate dalle Sante Vincenza Gerosa e Bartolomea Capitanio), ivi
trasferitesi dal “convento” che prima avevano in via Talpino, nonché sede dell’Oratorio femminile: a Nembro – forse è
opportuno rimarcarlo per le generazioni
più giovani – a lungo ci sono stati due Oratori, quello maschile (l’attuale “San Filippo Neri”) e quello femminile, affidato alle
Suore; quest’ultimo, attorno alla fine degli
anni ’60/inizio degli anni ’70, dall’edificio
di via Roma venne spostato nella ex “Casa
dei curati” (ora abbattuta e rimpiazzata da
un moderno complesso), situata attiguamente al sagrato della plebana, dalla parte verso l’Oratorio “San Filippo Neri”.
Le ragazze che sul finire degli anni ’40
del ’900 si radunavano presso l’Oratorio
femminile (e asilo “Benigno Crespi), oltre
a partecipare alla catechesi, coltivavano
varie attività. Un gruppo di loro, nei momenti liberi, cominciò a giocare a pallavolo nel cortile dell’asilo. In tale impegno
erano facilitate e incoraggiate dalle stesse
Suore, le quali mettevano a disposizione
il pallone e la rete (e ritiravano l’uno e l’altra, ogni volta, dopo le partite). Frugando
negli archivi si è trovata una foto, scattata
appunto nel cortile (verso via Roma) del
“Benigno Crespi”, con il drappello (non si
sa se completo o meno) delle “pioniere”
del volley femminile nembrese: in tutto
tredici, tra le quali due di nome Mirella, e
quattro col nome Giuseppina (per costoro,
In una foto dell’epoca, un gruppo delle “pioniere” della pallavolo femminile a Nembro. Da sinistra:
Piera Pellicioli, Giuseppina (Bepinì) Valoti, Giuseppina (Pinì) Pulcini, Giuseppina (Bepi) Signori,
Angela Bertocchi, Antonia Bertocchi, Giuseppina (Nene) Zanga, Mirella Lazzaroni, Anna Cavagnis,
Mirella Camozzi, Agnese Camozzi, Terziglia Cavagnis, Imelda Armati.
inevitabilmente, scattarono i nomignoli).
Queste ragazze, quando si incontravano
all’Oratorio femminile, giocavano tra loro
e, ogni tanto, imbastivano confronti con
squadre analoghe dei paesi vicini. Attorno al 1950 il gruppo finì per sciogliersi,
qualche ragazza continuò a coltivare la
passione per la pallavolo altrove. In quel
periodo però a Nembro il volley (denominazione, in realtà, inventata più tardi)
aveva cultori pure in campo maschile; la
squadra di pallavolo della “David” era
anche una delle più forti e rinomate della
zona; nelle sue file giocavano atleti talentuosi ed abili. Un po’ l’eco delle imprese di
questa troupe, un po’ il ricordo delle “pioniere”, verso il 1955 fecero sì che Andreina Pulcini e Noemi Armati rimettessero
insieme un bel gruppo di pallavoliste, che
coltivavano il loro sport preferito senza
una particolare organizzazione associativa, ma – questo sì – con un certo spirito di
“patria”: tanto che si diedero una maglietta, cucita con le loro mani, e con sul dorso
la scritta “Nembro”. Grazie al loro assiduo
impegno ebbero dal Comune la possibilità di utilizzare (combinando gli orari e i
giorni con la “David” pallavolo maschile,
pure ospitata nel medesimo ambiente) la
palestra delle scuole elementari di via
Roma/via Moscheni. Con un “campo” a
loro disposizione, le ragazze poterono cominciare a prendere parte ai campionati
provinciali di pallavolo femminile or-
ganizzati dalla F.A.R.I., l’equivalente, in
ambito femminile – allora –, del C.S.I. Andreina Pulcini e Noemi Armati nel 1959
ebbero modo di frequentare a Bergamo
un corso di formazione di dirigenti sportive per la pallavolo, indetto proprio dalla
F.A.R.I., con la mobilitazione di esponenti
di spicco a livello nazionale, impegnati in troupes prestigiose come la “Panini
Modena”. In questa maniera, a Nembro,
la pallavolo femminile prese a crescere
sempre di più, finché un giorno... «Era il
1964 – sono ricordi del professore Giampaolo Birolini, insegnante di educazione
fisica, appassionato e cultore del volley –.
Con mia moglie stavo andando a fare una
visita al cimitero. Passando davanti alla
palestra di via Roma (allora diversa da oggi) sentii che all’interno stavano giocando.
Andai a vedere. C’erano le ragazze della
pallavolo. Andreina Pulcini e altre mi si
fecero attorno e mi invitarono a diventare
il loro allenatore. Finii per lasciarmi convincere...». In questa maniera, con i via via
più significativi successi della squadra, si
arrivò al varo dell’équipe “Presolana gran
liquore”, ossia della compagine grazie alla quale Paolo Tomassoni, morto il 7 settembre scorso all’età di 89 anni, e Giorgio
Gritti, deceduto purtroppo precocemente
parecchio tempo fa, ebbero la possibilità
di far correre in tutta l’Italia il nome della
distilleria (situata in via Tasso) della quale
erano contitolari.
IL NEMBRO febbraio 2015
31
SPORT
UNO SGUARDO AL SETTORE PIÙ “VERDE” DELLA SOCIETÀ ORATORIANA, QUELLO DEI PULCINI E DEGLI ESORDIENTI
Zoom sulle squadre della “David”
che cercano di vincere... con allegria
La consueta sosta invernale
lone” praticato dai bambini al...
(dal periodo natalizio in avanti)
calcio “interpretato” dagli adulti:
dei campionati del calcio giovale porte situate al centro dei due
nili ha avuto stavolta un’appenlati più corti del terreno di gara
dice. Dopo il “rientro in campo”
da “ridotte” (come sono normaldelle varie squadre per l’avvio
mente per i Pulcini) passano aldel girone di ritorno, alla vigilia
le dimensioni regolamentari; i
del primo week-end di febbraio è
portieri sono tenuti (quando escapitata una abbastanza abbonsa finisce sul fondo) a rimettere
dante nevicata; e così è scattato
la palla in campo con la classica
un ulteriore stop. Erano perciò,
“puntata” dai vertici dell’area picdavvero pochissimi i risultati
cola (o, più o meno, da tali punda mettere in vetrina, in queti); gli stessi portieri non possono
sto mese, nella abituale rubrica
raccogliere con le mani (ma solo
sull’andamento delle compagini Con i rispettivi allenatori, i gruppi dei Pulcini B (foto sopra) e dei con i piedi) un retropassaggio vodella “David” impegnate a livel- Pulcini A (foto sotto).
lontario di un compagno; la “rilo provinciale nell’ambito del
messa laterale” va effettuata con
Centro Sportivo Italiano. Da qui
le braccia e non più con i piedi
la decisione di rinviare la ripresa
(come accade nella categoria Puldella pubblicazione dello “speccini). Insomma, tra gli Esordienti,
chietto” alla prossima edizione
si comincia a... fare football “sul
de Il Nembro. Il maggior spazio
serio”; ma con un atteggiamento
a disposizione consente di metdell’animo ancora aperto al ditere a fuoco, qui, la parte... più
vertimento più che all’affermain erba del “vivaio” del sodalizio
zione personale o di gruppo.
sportivo accasato presso l’OraEd ecco ora rapidi cenni sultorio “San Filippo Neri”, ossia il
la fisionomia e sui risultati sino
settore delle categorie Pulcini
ad ora conseguiti da ciascuna
ed Esordienti. In totale esso andelle équipes più... in erba della
novera 59 miniatleti (57 bam“David”.
bini e due bambine), tutti nati
Quella dei Pulcini B è la
negli anni fra il 2003 e il 2006, raggruppati in quattro troupes compagine più “verde” in assoluto tra le undici che la Società ora(due di Pulcini e due di Esordienti) seguite da tredici allenatori/ toriana di Nembro ha per il 2014/15 iscritto ai campionati provintecnici/accompagnatori. È questa – tra gli aspiranti-calciatori e ciali del C.S.I. È composta da sedici bambini, tutti nati nel 2006,
i calciatori iscritti alla “David” – la fascia di età più difficile provenienti dalla scuola di calcio e quindi tutti alla loro prima
da seguire e coltivare, perché, più che sugli aspetti agonistici, esperienza in una manifestazione ufficiale che, per di più, li sta
occorre puntare su quelli ludici ed educativi in senso lato; in impegnando in un tour de force di ben ventidue partite. I nomi
altre parole, a questi livelli i risultati agonistici contano molto e cognomi di questi miniatleti sono: Pietro Adobati, Alessio Ajazi,
relativamente; ai bambini occorre dare anzitutto la possibilità Diego Angioletti, Andrea Bergamelli, Lorenzo Bergamelli, Alesdi divertirsi, di giocare senza assilli tecnico/tattici, di stare in- sandro Carrara, Samuele Comotti, Luca Ghepardi, Pierluigi Grafisieme con i compagni, di affiatarsi con loro, di fare gruppo, di co, Thomas Kola, Kristiano Kolici, Matteo Lussana, Simone Moioli,
cominciare ad assimilare i valori, gli atteggiamenti che davvero Michael Otubu, Michele Piccinini, Matteo Zanchi. A guidarli c’è un
contano nella vita, per poterli poi via via tradurre sempre di più quartetto di mister costituito da Franco Signorelli, Daniele Gritnella personale quotidianità. Alla luce di queste considerazioni ti, Elio Persico e Daniel Casella, i quali si prodigano con grande
è facile intuire quanto, accanto a quello degli allenatori/accom- passione e solerzia. Era facilmente prevedibile lo scotto richiesto
pagnatori, sia fondamentale l’apporto delle famiglie, dei geni- ai ragazzini al debutto. Va detto che essi lo hanno “pagato” con...
tori, degli esponenti delle diverse agenzie educative, e quindi allegria, come è giusto alla loro età: ben felici dell’unica vittoria
anche dell’Oratorio, della Parrocchia. La problematica è vasta ottenuta sino alla fine di gennaio, ma nemmeno tanto “rattrie complessa. Non è questa la sede per sviscerarla.
stati” dalle sconfitte e dai gol subiti un po’... a valanga. In fondo,
Va aggiunto a quanto sino ad ora esposto che, nella fa- a loro interessa rincorrere pallone e “avversari”, cercare, almeno
scia di età della quale si sta trattando, c’è, però, pure qualche qualche volta, di mettere la sfera nella rete. Per adesso la loro
cambiamento significativo sotto lo stretto profilo sportivo. Con “ansia sportiva” sta tutta qui. Per il futuro, si vedrà. Ora, naturalil passaggio dalla categoria Pulcini alla categoria Esordienti in- mente, la classifica... piange; domani, forse, sorriderà.
tervengono infatti, da seguire obbligatoriamente, regole che
I Pulcini della troupe A sono quindici, dei quali dodici nati
avvicinano (almeno entro determinati limiti) il “gioco del pal- nel 2005 e tre nati nel 2006; c’è un sedicesimo miniatleta, Luca
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IL NEMBRO febbraio 2015
VITA PARROCCHIALE
A sinistra, con allenatori e accompagnatori, gli Esordienti della squadra A; a destra, sempre con allenatori/accompagnatori, gli Esordienti B.
Bosatelli, presentatosi... un po’ in ritardo negli uffici della “Da- minicalciatori e una minicalciatrice, che, quando viene fatto
vid”, tesserato ma non inserito nella “rosa” degli schierabili nei l’appello, rispondono a questi nomi e cognomi: Federico Bermatch del campionato. Anch’egli è nato nel 2005; partecipa agli nardi, Kevin Carrara, Mirco Carrara, Daniel Cattaneo, Mattia Deallenamenti e alle partite amichevoli; così si fa le ossa. I compo- michele, Joseoph Fordjour, Michael Grigis, Andrea Gritti, Luigi
nenti la “rosa” sono: Daniel Bazzana, Giulio Cadè, Matteo Chiodi, Mosconi, Alice Noris, David Otubu, Andrea Schiavon, Giuseppe
Luca Corna, Jacopo Foresti, Fabrizio Franchini, Christian Campa, Wurthwein, Florin Avadani. Tranne uno, che è del 2003, questi
Angelo Maffeis, Kristo Mine, Jacopo Passera, Christian Persizza, miniatleti sono tutti nati nel 2004. I loro allenatori sono: Egidio
Alessio Pulcini, Alessandro Signori, Paolo Suardi, Filippo Togni. Demichele, Stefano Carrara e Osvaldo Zanardi, un trio collauPer tale compagine gli allenatori/accompagnatori sono tre: Fe- dato da una cospicua esperienza, che sta portando la propria
derico Arioli, Marco Suardi, Mauro Andreani (che è anche il pre- compagine al raggiungimento di posizioni più che dignitose.
Gli Esordienti A sono tredici (dodici ragazzi e una ragazza)
sidente della “David”). Questi ragazzi, che sono, in gran parte,
alla loro seconda stagione nella categoria, stanno raccogliendo tutti nati nel 2003, tranne uno, Alessio Urso. Nomi e cognomi dei risultati della “fatica” e delle “delusioni” patite nella stagione gli altri sono i seguenti: Enea Babamusta, Erik Bergamelli, Gianscorsa; in altre parole, navigano nelle primissime posizioni della luca Bergamelli, Matteo Biella, Jacopo Comotti, Francesco Filisetti, Giuseppe Franchini,
loro classifica; ma, per la
UN LIBRO CON PAGINE CHE INDUCONO A RIFLETTERE
Simone Pellicioli, Andrea
verità, loro, alla classifica
Rebuzzi, Roberto Ricaldes
guardano poco; per ciascuPardo, Leonardo Tosi, Eleno l’importante è riuscire
na Tribbia. Il trio (allenaad andare in campo. Il teVa detto subito che, almeno sino ad ora, le famiglie nembretori/accompagnatori) che
am dirigenziale, ovviamensi, nella stragrande maggioranza, hanno saputo tenersi lontane da
li “pilota” è formato da
te, cerca di accontentare
quanto viene raccontato in un libro che sta incontrando notevole
Michele Mologni, Roberto
tutti, nei limiti del possibiinteresse. E c’è da sperare che su tale strada esse continuino. Il libro
Pellicioli e Marco Gritti. In
le. In tal modo nel gruppo
è intitolato Mio figlio è un fenomeno; è uscito nella scorsa estate;
questa stagione la troupe
cresce l’affiatamento; e i
è stato scritto per l’editrice Il ponte vecchio dal giornalista Fabio
sta raccogliendo a piene
risultati si vedono; non soBenaglia che cura, in particolare, le pagine del calcio giovanile per
mani quello che è stato,
lo nel gioco, ma pure negli
il Corriere di Romagna. Proprio da episodi vissuti nell’ambito della
per essa, seminato negli
atteggiamenti del vivere di
propria attività Fabio Benaglia ha avuto la spinta a mettere a fuoco
anni passati: in sintesi, la
ogni giorno.
come non di rado si comportino genitori, nonni, zii e zie, che hanno
squadra va bene, esprime
Gli Esordienti B stanfigli o nipoti che praticano uno sport, in particolare il calcio, ma
sempre di più le proprie
no... pagando il salto di capure il basket, il volley e così via. Il giornalista ha intervistato allepotenzialità, naviga cotegoria, cioè la proveniennatori, dirigenti, procuratori, “cercatori di talenti” ed è arrivato
stantemente ai vertici della
za da quella dei Pulcini, il
a mettere insieme una trentina di storie, nel riferire le quali ha
classifica del suo girone. Si
cambiamento di alcune
cambiato nomi e cognomi per questioni di privacy. «Ci sono famispera che così prosegua; ed
regole del gioco (cambiaglie – ha affermato Fabio Benaglia – che non appena un figlio gioca
arrivi alle finali provinciamento del quale si è parlabene per un paio di settimane sognano, e pensano, di avere in casa
li e, magari, – facendo gli
to all’inizio di questa nota),
un campione capace di rendere ricca e far cambiare vita all’intera
scongiuri – anche sul poil tentativo di passare a
parentela». E da qui scattano una serie di atteggiamenti deplorevoli
dio. Fondamentale è che
“trame”, sul campo, un po’
ai bordi dei campi di gioco (dove, su larga scala, andrebbe applicato
i ragazzini e la ragazzina
costruite, cioè lasciate di
il “codice etico” inventato da Cesare Prandelli), ma pure altrove: ci
vadano avanti con l’umiltà
meno alla libera improvsono padri – ha spiegato ancora Fabio Benaglia – che «pagano il
e con l’impegno che sin qui
visazione. Grazie anche al
premio-partita al figlio, maggiorandolo se questi segna un gol»; mali ha caratterizzati; e che
fatto di essere “sportivadri che si preoccupano di dargli l’integratore prima di ogni match;
formino la propria persomente” cresciuti insieme,
nonni che sorvegliano l’alimentazione del presunto futuro big; e un
nalità umana, guardando
gli Esordienti B hanno sì
po’ tutti che cercano un “procuratore” che lo metta in una grande
ad un successo eventuale
perso – dignitosamente
squadra. Fabio Benaglia presenta il quadro di questo sconcertante
non per se stesso, ma come
– un po’ di partite; ma ne
fenomeno con ironia, auspicando che genitori e parenti vari abcorollario di quanto sin qui
hanno anche vinte parecbiano sempre il (buon) senso della misura, delle proporzioni, ramè stato fatto a... tutto camchie di fronte ad avversamentando, come cantava Gianni Morandi, che solo “uno su mille”,
po, nell’ambito di una eduri non di poco conto. La
anzi – nei tempi che corrono – “uno su un milione”, forse, ce la farà.
cazione integrale.
“rosa” comprende tredici
«Mio figlio è un fenomeno»
IL NEMBRO febbraio 2015
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CRONACHE
ERA IN AMICIZIA CON PARECCHI ALPINISTI DEL PAESE
A Nembro con un videofilm
ricordato Walter Bonatti
La manifestazione in programma
per venerdì 27 febbraio al “Modernissimo” per la consegna del Premio “Marco e
Sergio Dalla Longa” (edizione 2014/15) ha
avuto il più significativo dei preludi venerdì 13 febbraio nel medesimo auditorium;
in tale occasione, infatti, alla presenza
di un folto pubblico, è stato proiettato
il video-film (durato assai più di un’ora)
intitolato W di Walter, un dvd del quale
è stata programmata la vendita in tutta
Italia in abbinamento alle edizioni de La
Gazzetta dello sport e del Corriere della sera del venerdì 20 febbraio. Walter Bonatti venne più volte a Nembro, dove aveva
tanti amici. Mandò al G.A.N. probabilmente una delle sue ultime lettere: nella
primavera del 2011 (anno nel quale morì
in settembre), invitato alla inaugurazione
della nuova sede del Gruppo alpinistico,
non poté intervenire; ma si rese partecipe
dell’evento con un messaggio, nel quale
volle ricordare anche gli alpinisti purtroppo già scomparsi. Il dvd proposto al “Modernissimo” racconta in sostanza la vita
di Walter Bonatti; ne volle la realizzazione (con tanti filmati e documenti inediti)
Rossana Podestà, pur essa, purtroppo
oramai deceduta il 10 dicembre del 2013.
Ella stessa vi compare come figura e vice
narrante. La realizzazione tecnica del video-film è stata curata dalla regista Paola
Nessi, che il 13 febbraio era al “Modernissimo” ed ha spiegato come è nato il dvd
W di Walter. Condotta da Ugo Spiranelli,
presidente della sottosezione di Nembro
del C.A.I., la serata ha visto la presenza
anche del presidente del C.A.I. di Bergamo e le testimonianze di Mario Curnis e
di Dino Perolari, che furono grandi amici
di Walter Bonatti. Nelle foto: due momenti
della manifestazione al “Modernissimo”.
NEMBRO È LA PRIMA LOCALITÀ DELLA BERGAMASCA APERTASI AL BASKIN
Un “nuovo basket” con quattro canestri
Cremona tra un po’ di tempo forse sarà conosciuta come la
città, oltre che del Torrazzo e del torrone, anche del lancio del
baskin. Se questo nuovo sport prenderà davvero il largo, nella
sua storia, un posticino l’avrà anche Nembro, come prima località che gli ha aperto le porte nella Bergamasca. Il baskin, abbreviazione di basket + inclusivo, unisce valenze sociali a quelle
prettamente sportive. Si radica nel basket, ma sul campo, in aggiunta a quelli consueti, si trovano altri due canestri (con altezze
variabili), piazzati sul punto medio delle linee laterali. Questa
sistemazione fa si che si creino, durante le partite, due fronti
di attacco e due postazioni di difesa, con un gran movimento e
una assoluta imprevedibilità nelle trame del gioco, che ha dieci
regole chiave. Nelle squadre agiscono insieme ragazzi e ragazze del tutto “abili” oppure con disabilità, pure con quelle che
costringono all’uso della carrozzina. Nella troupe ciascuno ha un
ruolo commisurato alle sue possibilità. Nessuno deve sentirsi
menomato o trascurato. Si perde e si vince tutti insieme, con gli
stessi demeriti o meriti. Da qui le valenze sociali del baskin, del-
le quali si è fatto cenno. Il nuovo sport si è affacciato (in palestra)
dieci anni fa a Cremona. Ha trovato adesioni là e, in particolare, anche nel Milanese. Nelle due province si svolgono regolari
campionati. A portarlo in terra orobica, con il sostegno della
Fondazione Comunità Bergamasca, ci hanno pensato alcune
associazioni della media Valle Seriana, la cooperativa sociale
La Fenice, il Comitato iniziative sociali. Il Comune di Nembro,
con gli assessorati allo Sport e ai Servizi alla persona e alla famiglia, ha dato il patrocinio e ha reso disponibile la palestra della
scuola primaria di San Faustino. Per la pratica del baskin l’età
ottimale è quella tra i 12 e i 20 anni; bisogna essere disponibili
ad un’intensa attività fisica; per l’iscrizione occorre il certificato
medico di idoneità alla pratica sportiva non agonistica. Dal 30
gennaio si sono messi in moto già una decina tra ragazzi e ragazze. La quota di adesione è di 50 euro. Per adesso ci si limita
agli allenamenti, con raduni tutti i venerdì, dalle 15,30 alle
16,30. Tra qualche mese forse ci saranno partite amichevole
con squadre del Milanese. La “divisa”, per ora, consiste in una
normale tuta e in un paio di scarpe da
ginnastica. Gli interessati a praticare il baTennis nel ricordo di mons. Aldo Nicoli e Franco Morotti skin possono o presentarsi nelle ore degli
allenamenti, o contattare questi cellulari:
Anche nel 2015 l’associazione “Insieme con don Aldo” ha deciso di organizza340 668 1953 (Letizia Maffioli, istruttrice
re un torneo di tennis per coppie maschili nel ricordo della passione per lo sport
di baskin) o 339 253 1107 (dott. Marco
della racchetta che univa mons. Aldo Nicoli e Franco Morotti. La manifestazione,
Pezzoli). C’è anche un indirizzo di posta
con le modalità collaudate l’anno scorso, è in calendario per i giorni dal 15 al 19
elettronica: [email protected]
aprile. Sono comunque già aperte le iscrizioni (telefono 339 152 1522).
Nicoletta Carrara
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IL NEMBRO febbraio 2015
CRONACHE
VENERDÌ 27 FEBBRAIO AL “MODERNISSIMO” L’OTTAVA EDIZIONE DEL PREMIO “MARCO E SERGIO DALLA LONGA”
Otto le “formazioni” in gara
per l’Oscar dell’alpinismo orobico
Sono otto le scalate in lista nella corsa all’ottava edizione del Premio “Marco
e Sergio Dalla Longa”, che verrà attribuito nella serata di venerdì 27 febbraio
(inizio alle ore 20,30) al “Modernissimo”.
Il riconoscimento, come noto, è destinato al o agli alpinisti bergamaschi che – di
anno in anno – si rendano protagonisti,
in qualsiasi parte del mondo, di imprese
atte a valorizzare l’andar per alte vette
coniugando esplorazione e rispetto della Natura; esso è aperto pure a scalatori
non residenti nella terra orobica, che però abbiano effettuato i loro exploits nella Bergamasca. Il Premio venne istituito
nel 2006 dalla Sezione di Bergamo del
C.A.I. nel ricordo di Marco Dalla Longa,
tragicamente deceduto l’anno prima durante l’ascesa della inviolata parete est
del monte Nanda Devi East nell’Himalaya
indiana. Fu esteso poi alla memoria pure
di suo fratello Sergio Dalla Longa, purtroppo anch’egli rimasto vittima di una
disgrazia, nel 2007, a pochi metri dalla
cima del Dhaulagiri nell’Himalaya nepalese. In ciascun anno il Premio fa riferimento alle ascese effettuate nell’arco del
precedente anno solare: stavolta lo sguardo si focalizza perciò su quanto è stato
fatto durante il 2014.
Nelle sue prime edizioni il Premio
– una sorta di “Oscar” dell’alpinismo orobico – ha avuto la propria sede a Bergamo. Dalle più recenti tre edizioni in qua è
stato trasferito a Nembro con un riassetto
anche sotto l’aspetto organizzativo. Assieme al C.A.I. di Bergamo sono ora mobilitati il C.A.I. di Nembro, con la sua sottosezione qui operante, il G.A.N., il Club
Alpino Accademico Italiano (del quale,
per i loro meriti alpinistici, facevano parte entrambi i fratelli Marco e Sergio Dalla
Longa) e il Comune di Nembro. C’è un
Comitato paritetico, che si occupa degli
aspetti logistico-organizzativi; e di volta in
volta viene nominata una Commissione
di esperti, che valuta le diverse candidature, per scegliere poi quella ritenuta
più significativa. Di solito si segnala pure
il miglior giovane alpinista dell’annata
presa in considerazione. Pure il pubblico
che presenzia alla serata ha modo, tramite schede, di “dire la sua” con un voto
che concorre al “verdetto popolare”. Nelle
troupes protagoniste delle imprese ci sono
Questa foto è stata scattata verso la metà dello
scorso ottobre, durante la scalata della parete
Nord dell’Eiger da parte di Rosa Morotti e Tito
Arosio. Da ventitré anni Rosa Morotti “sognava”
di compiere tale impresa alpinistica.
anche alpinisti nembresi di origine o che
vivono a Nembro.
Ecco la lista di quelle che si potrebbero definire le nominations (con l’indicazione dei nomi degli alpinisti, della montagna affrontata e con altre note):
• Ivana Artifoni, Bruno Dossi, Cristian Trovesi: Anticima del Monte Redondo; parete nord; via nuova;
• Tito Arosio, Luca Vallata, Saro Costa: Cordillera Huayhuash (nel Perù); parete ovest del Monte Quesillo; via nuova;
• Eros Milesi, Pietro Cocchetti, Diego Pezzoli, Alberto Gentili: Pinnacolo di
Maslana; via nuova;
• Mariarosa Morotti, Tito Arosio: Parete nord dell’Eiger; via Heckmair; ripetizione;
• Diego Pezzoli, Roberto Iannulli: El
Capitan; via Tangerine Tip; ripetizione;
• Ennio Spiranelli, Yuri Parimbelli,
Tito Arosio: Anticima delle quattro matte nel gruppo della Presolana; via m’èerà
dímel; via nuova;
• Federico Rota, Luigi Mondini: Pizzo della Corna, Canale N-W; via nuova;
• Franz Rota Nodari, Mara Babolin,
Alberto Raineri, Luisa Favero: Weissmies, Goulottes Couloir, Nord Est, variante alla via Brandt; e parete Nord Est, via
Bruno e Sergio Paglia; ripetizione.
Lo svolgimento della serata al “Modernissimo” normalmente è il seguente:
introduzione da parte del conduttore;
proiezione di un video per ciascuna scalata e interviste ai protagonisti; distribuzione delle schede al pubblico per le sue
votazioni; lettura del verdetto della Commissione degli esperti e di quello del pubblico; consegna dei premi. Come già nello
scorso anno, è previsto un intermezzo
musicale con Oscar e Nicolò Conti, i quali
eseguiranno anche una canzone in omaggio a Marco e Sergio Dalla Longa.
C’è ovviamente un albo d’oro del
Premio. Alla sua prima edizione il Premio
venne vinto da Ivo Ferrari per una scalata in Presolana; con un’ascesa alla parete
Nord dell’Eiger, Marco Birolini e Gregorio
Savoldelli “trionfarono” nella seconda
edizione; Simone Moro si aggiudicò la
terza e la quarta edizione con scalate nel
Pakistan e nel Nepal; Ennio Spiranelli,
Yuri Parimbelli e Tito Arosio ebbero la...
“statuetta” (... l’Oscar) della quinta edizione (la prima ambientata nel “Modernissimo” a Nembro); Tito Arosio e Saro Costa,
con una ascensione nel gruppo del Monte
Bianco si aggiudicarono la sesta edizione;
Tito Arosio, Mauro Gibellini, Giulia Venturelli vinsero nella settima edizione con
una scalata della parete est delle “Jorasses” sul Monte Bianco. Stavolta chi salirà
sul podio? Il “Modernissimo”, di solito, in
occasione della serata del “Dalla Longa”
vede arrivare tutti, o quasi, i più qualificati esponenti dell’alpinismo bergamasco, e
non solo di quello.
Raduno in vista per i Nembresi nati nel 1955
I Nembresi e le Nembresi nati nel 1955 stanno organizzando la festa per il
raggiungimento dei sessant’anni. Il gruppo promotore ha identificato la data nella
domenica 17 maggio, quando si vorrebbe fare una gita con pranzo in una località
di un certo spicco. Il programma però è tutto ancora da definire. I nati nel 1955 interessati all’incontro sono invitati a dare al più presto la propria adesione presso
il negozio di abbigliamento Sottosopra (di Maria Cortesi) in via Ronchetti, oppure
presso il negozio della fiorista Ginì (Piazza Umberto I) – il “coetaneo” è il signor Emilio –. Nella serata di giovedì 26 marzo, alle 20,30, presso l’Enoteca Italvini (Piazza
Tre Corone) avrà luogo una riunione per stilare il programma.
IL NEMBRO febbraio 2015
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IN MEMORIAM
I NOSTRI DEFUNTI
Mezz’ora prima di ogni funerale
viene recitato il S. Rosario
GEMMA SAVOLDI
23/6/1933 – 24/1/2015
«La tua bontà e pazienza mi hanno sempre stupito, così come la
tua capacità di attenzione, di accoglienza, di simpatia verso tutti,
famigliari stretti o semplici conoscenti. Ogni persona che ti avvicinava era per te importante, degna
della massima considerazione»:
così il diacono don Stefano Siquilberti, ormai sempre più vicino al
giorno della sua ordinazione sacerdotale (alla fine del prossimo mese
di maggio), a nome di tutti i congiunti, ha voluto rivolgere un ultimo saluto alla sua nonna materna,
Gemma Savoldi, che è andata a
raggiungere in Cielo il marito Paolo
Parmigiani, deceduto il 4 aprile di
cinque anni fa. Dal loro matrimonio sono nati tre figlie e un figlio. Al
nonno Paolo, don Stefano è sempre
stato molto legato anche perché fu
il padrino del suo battesimo. Gemma Savoldi, spentasi all’età di 81
anni, per il rapido deterioramento
36
IL NEMBRO febbraio 2015
di un venir meno delle forze che la
stava debilitando, ormai da diverso
tempo, apparteneva alla numerosa
famiglia dei “Piesentì”, impegnata
nella zona del Carso nella gestione
di quella che era una delle più conosciute e frequentate trattorie del
paese: un punto di incontro che
ancora adesso funziona come bar.
Ella aveva avuto solidi e forti orientamenti per la vita da sua madre,
Giulia, capace di portare avanti sia
l’esercizio pubblico sia di formare
cristianamente la sua numerosa
prole, anche dopo essersi trovata
vedova prematuramente. Gemma
Savoldi, sorella di Padre Giulio Savoldi – verso il quale, man mano
passa il tempo dalla sua scomparsa, cresce, anziché attenuarsi,
l’ammirazione per quanto egli
fece in un instancabile impegno
di assistenza spirituale e materiale nel convento dei Cappuccini
nel quale viveva a Milano: anche
di recente su di lui si è parlato su
qualche giornale –, da ragazza dava una mano nel portare avanti la
vita domestica, accanto alle sorelle
e ai fratelli. Si occupava prevalentemente delle necessità familiari,
attivandosi nel servizio nella trattoria soprattutto nelle emergenze. In
siffatta maniera ha ripartito le sue
giornate anche dopo il matrimonio
con Paolo Parmigiani. Era presente nel negozio di calzature da lui
gestito in via Bilabini, quando ce
n’era bisogno. Ma al centro delle
sue attività stava la famiglia, alla
quale ha riservato tutte le sue più
intense energie, fedele all’esempio
avuto da sua madre. Iniziava ogni
sua giornata con la preghiera. Ha
tramandato i valori cristiani da
lei profondamente assimilati alle
figlie e al figlio (il quale ora prosegue l’attività paterna), ai nipoti,
diventati nel tempo sette (più un
pronipote). A tutti ha insegnato a
chiedere a Dio il dono di una fede
robusta e ad avere sempre fiducia
nella Provvidenza. «Quando venivamo a trovarti – ha scritto ancora
don Stefano Siquilberti nella sua
testimonianza di gratitudine verso
la nonna – eravamo certi, sempre,
che ci saremmo sentiti accolti con
il sottofondo sonoro delle trasmissioni di Radio Maria, che tu tenevi
accesa per molte ore nelle tue giornate. Ci invitavi a pregare con te.
In virtù di questa tua fede, chi ti è
stato accanto e ti ha voluto bene, e
ora ti ricorda con riconoscenza, sa
che adesso sei nelle mani di Dio, in
compagnia dei tuoi genitori e con
quelli, tra i tuoi fratelli e sorelle,
che là ti hanno preceduto. Anche
negli ultimi anni ti sei sempre affidata alla volontà del Signore, ben
sapendo che Egli non ti avrebbe
abbandonata nella malattia e nella sofferenza. Ti ringraziamo, cara
nonna, – ha scritto ancora don Stefano Siquilberti – perché pure da
lassù ci stai aiutando a vivere questo periodo del distacco da te con
la consapevolezza che ci offrono
le parole del Vangelo di Giovanni:
“Chiunque vede il Figlio e crede in
Lui, ha la vita eterna; e Gesù lo risusciterà nell’ultimo giorno”».Da parte dei familiari di Gemma Savoldi
va un sentito grazie a quanti hanno condiviso il loro dolore, e il loro
lutto con visite, con attestazioni di
cordoglio e con la partecipazione
al funerale della propria congiunta
deceduta.
GIUSEPPE CAROBBIO
22/12/1935 – 18/1/2015
All’età di 79 anni ha concluso il suo
itinerario terreno per imboccare la
via dell’Aldilà Giuseppe Carobbio.
Era originario di Albino; e per un
certo tempo con la sua famiglia
abitò a Cornale di Pradalunga. Venne ad abitare a Nembro nel 1961,
quando sposò Maria Marcassoli.
Nel loro focolare domestico sono
nati quattro figli (tre femmine e
un maschio), per i quali i coniugi
si sono prodigati con dedizione,
con tutte le loro migliori energie.
Giuseppe Carobbio aveva una forte
passione per la montagna; è stato
iscritto ad associazioni alpinistiche
locali. Da solo o con amici andava
su per i monti nel tempo libero la-
IN MEMORIAM
sciatogli dai suoi impegni di lavoro
nell’ambito dell’edilizia. Con il tempo, l’età si è fatta sentire con i suoi
acciacchi; e nell’ultimo anno le sue
condizioni fisiche sono andate progressivamente peggiorando, sino,
purtroppo, all’esito fatale. I suoi
congiunti hanno voluto rendergli
l’ultimo saluto con parole come
queste: «Hai speso la tua vita con
generosità e coraggio. Chi ha avuto
modo di conoscerti si è trovato colpito dalla tua sensibilità e dalla tua
costante disponibilità. Eri un uomo
di poche parole, in famiglia e fuori;
ma quanta vitalità, quanta carica
umana riuscivi comunque ad esprimere, a profondere! Con le tue mani: costruendo, trasformando; con il
tuo cuore: donando. Era ammirevole la tua dedizione al lavoro, ai tuoi
impegni, in un operare generoso,
senza calcoli o interessi, ma in uno
slancio che non poteva non destare
ammirazione. Nel coltivare la tua
passione per la montagna affrontavi la fatica dell’ascesa per avere
la gioia della contemplazione della
Natura, dell’assaporamento del silenzio, dell’incontro con gli amici.
Hai saputo affrontare la malattia
senza mai lamentarti, accettando
sofferenze e dolori; ed accoglievi
tutti coloro che venivano a trovarti
con la tenerezza del tuo sorriso. Ora
sei stato chiamato più in alto, nella pace di Dio. Eri forte come una
roccia. Rimarrai sempre nei nostri
cuori. Ci manchi!». La famiglia di
Giuseppe Carobbio dice grazie sentitamente a quanti le sono stati vicini nel dolore.
GIUSEPPE VALOTI
26/2/1937 – 10/12/2014
All’età di 77 anni, a causa di un rapido peggioramento dei guai fisici
che da qualche tempo lo stavano
affliggendo, determinando, ad un
certo momento, pure il ricovero
in un Centro di accoglienza ed assistenza a Bergamo, ha chiuso la
propria laboriosa esistenza terrena
Giuseppe Valoti. Oltre che ai suoi
congiunti, egli la dedicò, in ampia
misura, al servizio della comunità, prodigandosi in istituzioni ed
associazioni, per di più in ruoli di
spicco. Fu una delle figure in evidenza nel volontariato nembrese.
Cresciuto in una famiglia, abitante
nel cuore del paese, nella quale egli
era l’unico maschio con attorno
cinque sorelle, Giuseppe Valoti lavorò per circa quarant’anni in quella che, da ditta “Rusconi e Fraschini”, diventò Sava-Laminal e infine
Comital. Nel 1962 sposò Miriam
Moretti. Il loro matrimonio è stato
allietato dalla nascita di un figlio
(Roberto, che, dopo aver fatto
parte della pattuglia acrobatica
dell’aeronautica – meritandosi
una medaglia d’oro – è adesso
pilota dell’Alitalia, soprattutto
sui lunghi viaggi) e di una
figlia (Daniela). Quattro
sono i nipoti via via giunti
ad ampliare la famiglia. Tra il
1970 e il 1975 Giuseppe Valoti si
è impegnato nella Giunta comunale (presieduta dal sindaco Carlo
Lesmo), come assessore ai lavori
pubblici. A quell’epoca egli era già
molto attivo nell’Avis locale, della
quale si può ben dire che è stato
uno delle “colonne”, contribuendo
in maniera determinante a farla
crescere: Ne fu presidente dal 1978
al 1995; ma vi agì in pratica per più
di 40 anni (dal 1960 in avanti) in
ruoli direttivi: ne fu a più riprese segretario, e poi amministratore, animatore. Fu uno dei più stretti collaboratori di Pier Paolo Marcassoli,
che nel 1950 avviò in paese una sezione dei donatori di sangue. Toccò
proprio a lui, a Giuseppe Valoti,
commemorarlo (a circa un mese
dalla sua scomparsa, avvenuta il 16
gennaio 1987), durante la annuale
assemblea degli avisini nembresi
tenutasi il 15 febbraio (del 1987).
A Pier Paolo Marcassoli, Giuseppe
Valoti era subentrato come presidente della sezione. A questa egli
continuò, in varie forme, a dare il
proprio apporto pure dopo averne
lasciato la leadership, perché sempre più assorbito dalle crescenti incombenze alle quali era chiamato
a provvedere entro il Centro diurno
anziani: pure in questa
istituzione,
infatti, Giuseppe Valoti
profuse infinite energie,
contribuendo non poco a
svilupparne le attività, anche in forme innovative; ne accettò la presidenza entro la vita della
comunità nembrese. Negli ultimi
tempi Giuseppe Valoti si era dedicato specialmente alla sua famiglia,
alla sua casa: ad una vita comunque sempre aperta al rapporto con
gli altri; rapporto che egli coltivava
con cordialità, con la disponibilità,
con la nobiltà d’animo che contraddistinguevano il suo carattere,
la sua figura. In quanti lo hanno
conosciuto e avvicinato, Giuseppe
Valoti ha lasciato un ricordo vivo,
pieno di ammirazione per il suo variegato impegno in attività sociali.
I familiari sono grati a coloro che
hanno condiviso il dolore e il lutto.
IL NEMBRO febbraio 2015
37
IN MEMORIAM
LUIGI (GINO) CORTESI
12/6/1928 – 13/11/2014
All’età di 86 anni ha terminato la
sua operosa esistenza terrena Luigi
Cortesi, più conosciuto come Gino.
I suoi cari hanno voluto rendergli
l’ultimo saluto, con alcuni semplici pensieri e con ricordi di come
egli ha saputo essere uomo ligio
ai propri doveri, marito, padre e
nonno premuroso. Ecco la loro testimonianza. “Anche se negli ultimi
tempi era palese che la tua malattia
si stava facendo via via più grave,
mai avremmo immaginato che te
ne saresti andato così presto e per
sempre. Te ne sei andato in silenzio, in sordina, per non disturbare
nessuno, come era nel tuo stile. Eri
un uomo di poche parole. Hai saputo accettare con forza il dolore più
grande che possa capitare a un padre: quella di veder venir a mancare
un figlio, A te è capitato con tuo figlio Camillo. E con eguale stato d’animo hai vissuto il dolore intenso
della perdita della tua cara moglie,
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IL NEMBRO febbraio 2015
Santina. La tua Fede incrollabile ti
ha sorretto, non ti è mai venuta meno. Eri un lavoratore instancabile.
Anche se ormai da tempo per te era
difficile fare movimenti, scendere
le scale, affrontare qualche attività,
non hai mai smesso di cercar di applicarti a quello che ti stava a cuore.
Quanta passione, quanto amore
mettevi nel cuore il tuo orto, il tuo
boschetto, il tuo giardino! E quante
tue raccomandazioni per noi, incapaci di fare le cose come sapevi, e
avresti voluto continuare a farle tu.
Del tuo lavoro di giardiniere hai fatto la grande passione della tua vita.
Hai passato infinite giornata in ginocchio, a seminare, a trapiantare,
a potare. Lo facevi sempre senza i
guanti ora diventati di moda, a mani nude: quasi per non perdere il
contatto diretto con la terra e con
la vegetazione. Ci mancherà tanto la tua figura... ciondolante, che
andava avanti e indietro in quella
piccola serra entro la quale riuscivi
a far crescere ogni specie di piante,
ogni tipo di fiori. Un’altra tua passione era quella del ballo. Quanto
avremmo voluto vederti impegnato
in un ultimo valzer! Nel muoverti sull’onda delle note, in qualche
modo rendevi impercettibili le tue
difficoltà motorie degli ultimi anni.
Ma ormai al ballo ti... applicavi solo
davanti alla televisione, guardando
‘quelli bravi’, come solevi dire tu. Ci
sarebbero tanti altri ricordi, su di te,
da portare alla luce. Adesso tu hai
un altro giardino da curare, quello
più grande, quello più bello, quello
del Paradiso. Siamo però certi che
pure in quello tu troverai il tempo
per pensare, ancora, anche a noi”.
I famigliari di Gino Cortesi dicono
grazie a coloro che hanno partecipato al loro lutto, condividendo il
loro dolore.
ANTONIO CAVAGNIS
24/1/1930 – 30/11/2014
All’età di 84 anni, dopo un declino
nelle sue condizioni di salute che
aveva cominciato a manifestarsi
nel marzo del 2013 e si era accentuato particolarmente a partire
dall’agosto del 2014, comportando
anche il suo ricovero in ospedale,
si è spento Antonio Luigi Cavagnis.
Era nato e cresciuto nella frazione
Botta. Nella sua vita, per un certo
periodo, ha avuto l’abitazione nella zona della via Fontane, prima di
stabilirsi, dal 1967, in via Tasso, in
prossimità dell’inizio della strada
in discesa verso il villaggio Crespi
basso. Antonio Luigi Cavagnis ha
condiviso serenamente 56 anni della propria esistenza con la moglie
Agnese Pulcini. Dal loro matrimonio sono nati tre figli (un maschio e
due femmine). Nel tempo sono cresciuti cinque nipoti e una pronipote. Dopo essere stato per un certo
tempo alle dipendenze della ditta
Cugini, Antonio Luigi Cavagnis ha
trovato un posto alla “Magrini”: e
in questo stabilimento ha raggiunto l’età della pensione. Nel tempo
libero amava stare all’aria aperta,
lavorare la terra (aveva una cascina
nella zona dei “Lupetti”), coltivava
l’orto. Era un uomo dal temperamento generoso, buono; e sempre
disponibile. La generosità del suo
cuore è attestata anche dalla sua
lunga appartenenza all’Avis come
socio capace di rendersi protagonista di ben 130 donazioni di sangue: e questo lo portò a meritarsi la
“goccia d’oro”. La famiglia è sempre
stata al centro delle sue attenzioni:
quella famiglia che ora avverte
ogni giorno di più il grande vuoto
lasciato dalla sua scomparsa. Egli è
ricordato con profondo rimpianto. I
congiunti di Antonio Luigi Cavagnis
sono grati a tutti coloro che in vario
modo hanno voluto partecipare al
proprio lutto, con attestazioni di
cordoglio.
IN MEMORIAM
ANNIVERSARI
Sempre vivi nei cuori dei loro cari e nel ricordo della comunità
ERMINIA PICENNI
12/1/1932 - 16/2/2011
AGNESE BERGAMELLI
12/2/1937 - 24/2/1993
Una Santa Messa
sarà celebrata
nella chiesa di S. Maria
il 25 febbraio alle 16,30.
ANGELO ZANGA
27/11/1923 - 26/2/1998
Un Ufficio funebre
sarà celebrato
nella chiesa di S. Maria
il 18 marzo alle 9.
LINDA GHISLANDI
ANGELO MAGNI
24/4/1925 - 3/3/2007
10/8/1921 - 2/12/2009
Una Santa Messa sarà celebrata
nella chiesa di S. Rocco il 2 marzo alle 18.
TERESA MORONI
BATTISTA MORETTI
9/10/1910 - 9/3/1986
2/11/1906 - 23/1/1993
Una Santa Messa sarà celebrata
nella chiesa di S. Maria il 14 marzo alle 7,30.
ALDO BERGAMELLI
9/8/1929 - 8/3/1970
Una Santa Messa
sarà celebrata
nella chiesa di S. Nicola
il 9 marzo alle 8.
ANDREA FASSI
13/6/1927 - 9/3/2011
Una Santa Messa
sarà celebrata
nella chiesa di S. Nicola
il 9 marzo alle 8.
ANGELO GRIGIS
MARGHERITA FACCINI
11/4/1910 - 22/2/1978
10/6/1915 - 6/3/1999
Un Ufficio funebre sarà celebrato
nella chiesa di S. Maria il 4 marzo alle 7,30.
CARLO GRITTI
14/7/1929 - 27/2/1986
Una Santa Messa
sarà celebrata
nella chiesa di S. Maria
il 27 febbraio alle 7,30.
PIETRO CAVAGNIS
30/3/1925 - 26/3/2012
Una Santa Messa
sarà celebrata
nella chiesa di S. Nicola
il 28 marzo alle 17.
FRANCO CARRARA
29/12/1923 - 18/3/2006
Un Ufficio funebre
sarà celebrato
nella chiesa di S. Maria
il 18 marzo alle 7,30.
PIERINA VALOTI
14/3/1946 - 25/2/2008
Una Santa Messa
sarà celebrata
nella chiesa di S. Maria
il 21 febbraio alle 18.
BATTISTA FLAVIANI
RINA GHILARDI
31/12/1918 - 2/2/1975
4/1/1922 - 19/1/2007
Un Ufficio funebre è stato celebrato
nella chiesa di S. Maria.
IL NEMBRO febbraio 2015
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GLI ORARI DELLE SANTE MESSE
Arciprete don Santino Nicoli
035.522.192
331.88.27.316
A NEMBRO
PREFESTIVE E FESTIVE
Al sabato
Plebana San Faustino
San Nicola
Viana
Don Giuseppe Belotti
035.520.064
333.40.22.503
ore 18
ore 17
ore 17
ore 18
domeniche del mese)
Zuccarello
Messe tutte sospese
sino al 25 marzo
ore 16 (la 4ª domenica del mese)
ore 7,30 e ore 9
ore 8
ore 17
ore 18
Venerdì
Santa Maria
San Nicola
San Faustino
Viana
ore 7,30 e ore 9
ore 8
ore 17
ore 18
Sabato
Santa Maria
Don Roberto Zanini
Ogni giorno alle 18 vespro in plebana
035.515.415
Nelle emergenze, se non sono
direttamente rintracciabili i sacerdoti,
rivolgersi all’Oratorio (035.520.420)
oppure al sacrista (035.521.519).
ALL’UFFICIO PARROCCHIALE
Sacerdote presente nell’ufficio parrocchiale
(dalle ore 9,30 alle 12 - tel. 035.520.858)
nei diversi giorni della settimana
Lunedì: don Santino Nicoli
Martedì: don Santino Nicoli
Mercoledì: mons. Martino Lanfranchi
Giovedì: don Santino Nicoli
Venerdì: don Ettore Persico
Sabato: mons. Martino Lanfranchi
A GAVARNO
PREFESTIVE
San Giovanni XXIII ore 18
FESTIVE
Sant’Antonio
ore 7,30
San Giovanni XXIII ore 10
NEI GIORNI FERIALI
San Giovanni XXIII ore 18 (lun, mar, gio, ven)
ore 17,30 adorazione eucaristica (sab)
Sant’Antonio
ore 18 (mercoledì)
A LONNO
FESTIVE
ore 7,30 - 10
NEI GIORNI FERIALI
Parrocchiale
ore 18 (lun, mar, gio, ven)
ore 8,30 (mer, sab, prefest)
NUMERI TELEFONICI UTILI
Uffici Parrocchiali
Tel. 035.520.858
aperti ore 8-12
Fax 035.522.330
e-mail:[email protected]
Oratorio035.520.420
Scuola Materna Crespi-Zilioli
035.520.838
Scuola Materna di Gavarno
035.520.398
Redazione de Il Nembro035.520.858
Santuario Zuccarello
035.521.444
Lonno - Parroco
035.51.54.15
035.520.565
[email protected]
PER LE EMERGENZE
Parrocchiale
ore 7,30
035.520.420
Parroco di Lonno347.77.86.243
Martedì
Santa Maria ore 7,30 e ore 9
Casa di Riposo ore 15,30
San Faustino ore 17
Viana ore 18
Giovedì
Santa Maria
San Nicola
San Faustino
Viana
Don Matteo Cella
Monsignor Arturo Bellini
ore 7,30 e ore 9
ore 8
ore 17
ore 18
Mercoledì
Santa Maria ore 7,30 e ore 9
Messa per i ragazzi in Santa Maria
e in tutte le Vicinie alle ore 16,30
035.523.545
Vicario parrocchiale
dell’Unità pastorale
NEI GIORNI FERIALI
NEL PERIODO INVERNALE
Lunedì
Santa Maria
San Nicola
San Faustino
Viana
Monsignor Martino Lanfranchi
Don Ettore Persico
035.521.557
329.82.10.428
Alla domenica
Plebana
ore 7 - 9 - 10,30 - 18
(ore 17, adorazione eucaristica e Vespri)
Viana
ore 8 - 10
San Nicola
ore 8,30 - 17
San Faustino ore 9,30
Casa di Riposo ore 9,30
San Vito
ore 10,30 (nelle prime tre
Trevasco
TELEFONI DEI SACERDOTI
Casa di Riposo
035.521.105
A.V.I.S. (giovedì h. 19-20,30)
035.521.996
Centro di Primo Ascolto
320.625.5750
e-mail:[email protected]
aperto lunedì pomeriggio (su appuntamento),
mercoledì, giovedì e sabato ore 9,30-11,30
C.I.F. - Centro Italiano Femminile
e-mail:[email protected]
aperto tutti i martedì ore 9-11,30
e l’ultimo sabato del mese ore 9,30-11
Durante le Messe delle ore 7,30 e delle 9
e il sabato pomeriggio dalle ore 15 alle 17
sarà presente un sacerdote in plebana
per le Confessioni.
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sulla sua pubblicazione o no, si riserva la facoltà di rivedere
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